Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.14 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Chiedimi se sono felice 0 247 1422941 1419086 2026-08-08T16:46:56Z ~2026-39925-27 107788 /* Dialoghi */ 1422941 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Chiedimi se sono felice |paese=Italia |anno=2000 |genere=commedia / drammatico |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Marina *[[Silvana Fallisi]]: Silvana *[[Antonio Catania]]: Antonio *[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro *[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini *[[Paola Cortellesi]]: Dalia *[[Daniela Cristofori]]: Daniela *[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar *[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo *[[Valentino Picone]]: Dottore *[[Ines Nobili]]: Infermiera *[[Cinzia Massironi]]: Francesca |note= }} '''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}} *Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}} *Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''') *Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}} *Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}} *Ma cosa c'hai nel cervello? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}} *Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}} *Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Giacomino, ti prego, ''scarricamela''! ('''Aldo''') *Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''') *Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''') *Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''') *{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''') *Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}} *Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}} *''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''') *''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse! *{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro! *'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu... *'''Aldo''': Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante! *{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}} *'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff. *{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo! *{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo? *'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}} *'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate... *'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}} *'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto... *'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto... *'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh! *'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo. *'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/> *'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni! *'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}} *'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui. *{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è? *'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa? *'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: non so stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': E io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta... *{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/> *'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/> *'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}} *'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] isakdhbbh9qx0yuyqfl9j7k461x6g99 1422950 1422941 2026-08-08T18:23:30Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-39925-27|~2026-39925-27]] ([[User talk:~2026-39925-27|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1362538 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Chiedimi se sono felice |paese=Italia |anno=2000 |genere=commedia / drammatico |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Marina *[[Silvana Fallisi]]: Silvana *[[Antonio Catania]]: Antonio *[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro *[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini *[[Paola Cortellesi]]: Dalia *[[Daniela Cristofori]]: Daniela *[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar *[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo *[[Valentino Picone]]: Dottore *[[Ines Nobili]]: Infermiera *[[Cinzia Massironi]]: Francesca |note= }} '''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}} *Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}} *Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''') *Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}} *Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}} *Ma cosa c'hai nel cervello? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}} *Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}} *Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Giacomino, ti prego, ''scarricamela''! ('''Aldo''') *Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''') *Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''') *Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''') *{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''') *Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}} *Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}} *''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''') *''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse! *{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro! *'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu... *'''Aldo''': Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante! *{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}} *'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff. *{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo! *{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo? *'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}} *'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate... *'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}} *'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto... *'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto... *'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh! *'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo. *'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/> *'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni! *'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}} *'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui. *{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è? *'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa? *'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': Eh, e io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta... *{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/> *'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/> *'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}} *'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] kyzziprwl7h0nvj9iy3nh5i128gejpq Papa Giovanni Paolo II 0 347 1422970 1407812 2026-08-09T04:09:59Z ~2026-43816-88 107991 /* Udienze */ 1422970 wikitext text/x-wiki [[File:ADAMELLO - PAPA - Giovanni Paolo II - panoramio (cropped).jpg|miniatura|Giovanni Paolo II nel 1988]] '''Giovanni Paolo II''', al secolo '''Karol Józef Wojtyła''' (1920 – 2005), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni di papa Giovanni Paolo II== *A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei [[aborto|non nati]], cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere.<ref>Dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991.</ref> *A voi, [[Benevento|figli della terra campana]], nella quale si sono incrociate antiche e diverse civiltà: da quella sannita a quella romana, da quella longobarda a quella aragonese, si rivolge il mio pensiero, per esortarvi a conservare nel vostro animo l'eredità di quel nobile patrimonio spirituale e culturale, che tanto ha distinto il genio della vostra gente semplice, laboriosa, austera, umana e pia, ma anche fiera e gelosa delle proprie tradizioni storiche e religiose. La vostra presenza richiama alla mia mente anche i rapporti che, attraverso i secoli, sono fioriti tra la vostra terra e la mia Patria. Come è noto, il canonico camaldolese san Benedetto, nato a Benevento verso il 970-975, fu a capo del primo gruppo di missionari che si reco tra i popoli slavi e, in particolare, in Polonia, a predicare il Vangelo e impiantarvi la Chiesa di Cristo.<ref>[http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/g4n.htm Udienza al pellegrinaggio di Benevento, 10 agosto 1983]</ref> *Al di fuori della [[misericordia di Dio]] non c'è nessun'altra fonte di [[speranza]] per gli esseri umani.<ref>Dall'omelia per la dedicazione del Santuario della divina Misericordia, Kraków-Łagiewniki, 17 agosto 2002.</ref> *Chiunque, conoscendo l'Antico e il Nuovo Testamento, legga il [[Corano]], vede con chiarezza ''il processo di riduzione della Divina Rivelazione che in esso s'è compiuto''. È impossibile non notare l'allontanamento da ciò che Dio ha detto di Se stesso, prima nell'Antico Testamento per mezzo dei profeti, e poi in modo definitivo nel Nuovo per mezzo del Suo Figlio. Tutta questa ricchezza dell'autorivelazione di Dio, che costituisce il patrimonio dell'Antico e del Nuovo Testamento, nell'islamismo è stata di fatto accantonata.<br>Al Dio del Corano vengono dati nomi tra i più belli conosciuti dal linguaggio umano, ma in definitiva è un Dio al di fuori del mondo, un Dio che è ''soltanto Maestà, mai Emmanuele'', Dio-con noi. ''L'islamismo non è una religione di redenzione''. Non vi è spazio in esso per la Croce e la Risurrezione. Viene menzionato Gesù, ma solo come profeta in preparazione dell'ultimo profeta, Maometto. È ricordata anche Maria, Sua Madre verginale, ma è completamente assente il dramma della redenzione. Perciò non soltanto la teologia, ma anche l'antropologia dell'[[Islam]] è molto distante da quella cristiana.<br>Tuttavia, ''la religiosità dei mussulmani merita rispetto''. Non si può non ammirare, per esempio, la loro ''fedeltà alla preghiera''. L'immagine del credente in Allah che, senza badare al tempo e al luogo, cade in ginocchio e si immerge nella preghiera, rimane un modello per i confessori del vero Dio, in particolare per quei cristiani che, disertando le loro meravigliose cattedrali, pregano poco o non pregano per niente.<ref>Da ''Varcare la soglia della speranza'', Mondadori, Milano, 2020, [https://books.google.it/books?id=5ZLTDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT105&dq=&pg=PT105#v=onepage&q&f=false pp. 105-106]. ISBN 9788852043536</ref> *[[Damiano de Veuster|Beato Damiano]], ti sei lasciato guidare dallo Spirito Santo, come un figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente. Con il tuo operato e la tua predicazione, ricordi che Gesù ha fatto sue la povertà e la sofferenza degli uomini, e che ne ha rivelato il valore misterioso. Intercedi presso Cristo, medico dei corpi e delle anime, per i nostri fratelli e sorelle malati, affinché, nell'angoscia e nel dolore, non si sentano abbandonati ma, uniti al Signore risorto e alla sua Chiesa, scoprano che lo Spirito Santo discende su di loro e possano ottenere così la consolazione promessa agli afflitti.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950604_beatificaz-bruxelles.html Beatificazione del Servo di Dio Damiano De Veuster, Missionario della Congregazione dei Sacri Cuori - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 4 giugno 1995.</ref> *[[Benevento]]! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum" – che passava da qui, apriva le porte verso l'Oriente. Città di duchi e di signori, con i suoi monumenti essa ricorda la grandezza civile e religiosa che l'ha distinta nei secoli. Il suo è un nome augurale, che le fu dato dalla Roma pagana in sostituzione di "Maleventum"; ma il vigore più vero le è venuto dalla nuova Roma, quella cristiana, che le ha trasmesso la "buona novella" del Vangelo. Città di Benevento, io auspico che il tuo passato di rinomanza civile e di impegno religioso divenga ancora, per quanti oggi ti abitano, forza propulsiva per costruire un avvenire di autentico progresso!<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *Ecco l'antica [[Reggio Calabria|Reggio]], le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i due grandi bronzi di Riace.<br> La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana.<br>Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l'Apostolo delle genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la città di Reggio Calabria.<br>Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha dovuto subire.<br>Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l'avete ricostruita più grande e più bella.<br>Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con l'azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall'altra parte dello stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti Peloritani e con l'Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.[...]<br>Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico!<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/october/documents/hf_jp-ii_spe_19841007_cittadinanza-reggio-calabria.html Discorso di Giovanni Paolo II alla cittadinanza di Reggio Calabria]'', ''vatican.va'', 7 ottobre 1984.</ref> *Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a [[guerra|uccidere]], prima delle [[armi]], è il cuore dell'uomo.<ref>Dal messaggio del 1981 agli scienziati riuniti nella prima sessione dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari; citato in [[Antonino Zichichi]], ''Galilei divin uomo'', Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8</ref> *Dal punto di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio" (età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo "utilitaristico" (capacità lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorità di accesso ai [[trapianto|trapianti]] ci si dovrà, piuttosto, ''attenere a valutazioni immunologiche e cliniche''. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.<ref name=tra>Da ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II al 18° Congresso Internazionale della società dei trapianti]'', ''vatican.va'', 29 agosto 2000.</ref> *Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004; citato in ''[http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/09/27/Politica/CIAMPI-IN-CAMPIGLIO-CITA-IL-PAPA-SEMO-ROMANI-E-DAMOSE-DA-FA_093959.php Ciampi: in Campidoglio cita il Papa, semo romani e damose da fa']'', ''Adnkronos'', 27 settembre 2005.</ref> *Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i [[cristiano (religione)|Cristiani]] oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva.<ref>Da ''L'Osservatore Romano'', 7 febbraio 1981.</ref> *Dottore dell'amore, san [[Francesco di Sales]] ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell'alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un'attrazione verso ciò che è bello e vero.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1986/documents/hf_jp-ii_hom_19861007_annency-francia_it.html omelia] del 7 ottobre 1986.</ref> *{{NDR|La [[misericordia]]}} è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione nei confronti della realtà del male che è nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua nel suo cuore e può farlo perire nella Geenna (''Mt'' 10 , 28).<ref>Dall'enciclica ''Dives in Misericordia'', V, 7; in ''La Civiltà Cattolica'', ed. 3127-3132, 1980, [http://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA576 p. 576].</ref> *Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi: poiché mentre ci apriamo l'un l'altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio.<ref>Estratto del Discorso ai membri delle altre religioni, Madras, 5 febbraio 1986, n. 4: Insegnamenti IX/1, 1986, pp. 322s., come citato nell'[http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_09091998.html ''Udienza generale del 9 settembre 1998''].</ref> *Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i [[Immigrazione|migranti]] e i [[Rifugiato|rifugiati]], significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto ''il diritto a non emigrare'', a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.<ref>Da ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration/documents/hf_jp-ii_mes_20031223_world-migration-day-2004.pdf Messaggio per la 90ª giornata mondiale del migrante e del rifugiato]'', ''vatican.va'' 15 dicembre 2003.</ref> *E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella [[Maria|Madre di Cristo]] e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]], ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di [[Dio]] e con l'aiuto degli uomini.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978; citato in [[Angelo Montonati]], in ''Introduzione a "Parole sull'uomo"''.</ref> *Ecco, sta davanti a noi l'uomo, il nostro Beato, Edoardo Giuseppe Rosaz, il cui cuore il Padre del nostro Signore Gesù Cristo "ha illuminato con la sua luce". Egli a questa luce divina si è aperto pienamente. Ha fatto tutto perché questa luce salvifica lo penetrasse e trasformasse interiormente. Grazie a ciò, camminò guidato dalla speranza di questa chiamata diventata "caparra della nostra eredità" in Gesù Cristo. Monsignor Rosaz è stato l'uomo di questa speranza soprannaturale che non delude.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1991/documents/hf_jp-ii_hom_19910714_beatificazione-rosaz_it.html Omelia] per la beatificazione di [[Edoardo Giuseppe Rosaz|Monsignor Rosaz]], 14 luglio 1991.</ref> *Ella {{NDR|[[Adrienne von Speyr]]}} aveva una predilezione per "il discepolo che Gesù amava" {{NDR|[[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni apostolo]]}} e lo vedeva come l'ultimo e il più profondo interprete del mistero di Gesù, dell'amore del Padre per il mondo, del ruolo dello Spirito Santo di introduttore perfetto nella luce piena della Rivelazione del Padre e del Figlio. Adrienne ha penetrato molto vivamente la profonda comunione di fede e di cuore tra la Madre di Gesù e il solo apostolo rimasto con lei ai piedi della croce. Ella vi vedeva l'origine verginale della Chiesa, di quella Chiesa che doveva essere affidata a Pietro. Che questa spiritualità, intensamente vissuta, da Adrienne von Speyr, vi aiuti a incarnare sempre meglio la vostra preoccupazione di vita evangelica ed ecclesiale nelle realtà del mondo contemporaneo.<ref>Dal discorso ai partecipanti del convegno sulla missione ecclesiale di Adrienne von Speyr, 28 settembre 1985; citato in Marcello Paradiso, ''Il blu e il giallo. Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr: un'avventura spirituale'', Effatà Editrice, Cantalupa, 2009, [http://books.google.it/books?id=XAZHNJXs9jYC&pg=PA4 p. 4]. ISBN 978-88-7402-511-4</ref> *Fu proprio la barbarie registrata nei confronti della dignità umana che portò l'Organizzazione delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] a formulare, appena tre anni dopo la sua costituzione, quella [[Dichiarazione universale dei diritti umani|Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]] che resta una delle più alte espressioni della coscienza umana nel nostro tempo.<ref>Dal ''Discorso all'Assemblea Generale dell'ONU'', 5 ottobre 1995.</ref> *Ho già accennato alla tradizione: che cosa significa ed implica questa parola qui a Napoli? Essa è certamente evocativa di una storia antichissima, che risale alla prima "{{sic|Palèpoli}}": dico la vicenda plurisecolare di una Città che ha visto fiorire al suo interno, come nella circostante [[Campania|Regione Campana]], diverse culture e filosofie, le arti e le lettere, la musica e il canto, all'insegna di una civiltà, a cui il mondo riguarda tuttora ammirato. Ma voi capite benissimo come, dicendo tradizione, io qui intenda soprattutto quella tradizione religiosa cristiana, che ci è stata mirabilmente attestata fin dall'approdo dell'[[Paolo di Tarso|Apostolo Paolo]] nell'adiacente golfo di Pozzuoli, mentre era in viaggio verso Roma. Stando anzi all'esplicita testimonianza degli [[Atti degli Apostoli]] (At 28,14), egli trovò alcuni "fratelli" e, dietro loro richiesta, vi sostò sette giorni. Proprio l'accertata presenza di cristiani agli inizi degli anni Sessanta della nostra era, e la legittima deduzione che non poté certo essere sterile di frutti spirituali la permanenza del "Dottore delle Genti" in mezzo a loro, sono fatti che mi spingono a definire come letteralmente e autenticamente "apostolica" la vostra fede, a cui poi l'ininterrotto contatto con la [[Chiesa cattolica|Chiesa di Roma]], nel corso dei secoli, ha conferito ulteriore sviluppo e compatta saldezza. [[Napoli]] non ha conosciuto mai distacchi e lacerazioni nella sua professione cristiana.<ref name=Apostolo>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_people-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II alla popolazione napoletana]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *I [[trapianto|trapianti]] sono una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo. La medicina dei trapianti si rivela, pertanto, strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell'arte medica, il servizio alla vita umana. Per questo, nella Lettera Enciclica Evangelium vitae ho ricordato che, tra i gesti che concorrono ad alimentare un'autentica cultura della vita "merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza".<ref name=tra/> *Il ministero ordinario ha una sua "profondità" e in tale profondità trova il suo vero significato: non si tratta soltanto, attraverso le attività varie e molteplici del ministero, di essere l'animatore o il coordinatore della comunità, ma in misura maggiore si tratta di rappresentare sacramentalmente, nella comunità e per essa, il Cristo, capo della Chiesa e suo corpo.<ref>Dal discorso ai vescovi del Belgio in visita in Vaticano; citato in ''Libero'', 23 novembre 2003, p. 7.</ref> *Il riconoscimento della dignità singolare della persona umana ha un'ulteriore conseguenza di fondo: gli organi vitali singoli non possono essere [[trapianto|prelevati]] che ex cadavere, cioè dal corpo di un individuo certamente morto. Questa esigenza è di immediata evidenza, giacché comportarsi altrimenti significherebbe causare intenzionalmente la morte del donatore prelevando i suoi organi.<ref name=tra/> *In definitiva, la [[pace e guerra|pace]] si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo – opera di giustizia è la pace –, mentre la [[pace e guerra|guerra]] nasce dalla violazione di questi diritti e porta con sé ancor più gravi violazioni di essi.<ref>Dall'enciclica ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_04031979_redemptor-hominis.html Redemptor hominis]'', n. 17.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte cerebrale]]}} In questa prospettiva, si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte sopra menzionato, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica. Di conseguenza, l'operatore sanitario, che abbia la responsabilità professionale di un tale accertamento, può basarsi su di essi per raggiungere, caso per caso, quel grado di sicurezza nel giudizio etico che la dottrina morale qualifica col termine di "certezza morale", certezza necessaria e sufficiente per poter agire in maniera eticamente corretta. Solo in presenza di tale certezza sarà, pertanto, moralmente legittimo attivare le necessarie procedure tecniche per arrivare all'espianto degli organi da trapiantare, previo consenso informato del donatore o dei suoi legittimi rappresentanti.<ref name=tra/> *Io e i miei connazionali dobbiamo un grande ringraziamento ai nostri fratelli di [[Benevento]], più maturi nella fede, dopo quasi un millennio di fede portata qui direttamente dagli apostoli.<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *L'[[adulterio]] "nel cuore" viene commesso non soltanto perché l'uomo "guarda" {{NDR|per desiderare}} [...] la donna che non è sua moglie, ma ''appunto perché guarda così una donna''. Anche se guardasse in questo modo la donna ''che è sua moglie'' commetterebbe lo stesso adulterio "nel cuore".<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19801008_it.html Udienza generale] dell'8 ottobre 1980.</ref> *L'[[amore]] è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Familiaris Consortio'', 22 novembre 1981.</ref> *L'uomo non può da se stesso decidere ciò che è [[bontà e cattiveria|buono]] e ciò che è [[bontà e cattiveria|cattivo]] [...] La [[coscienza morale|coscienza]] non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo... La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male [...] è la vera bestemmia [...], è rifiuto dello Spirito Santo.<ref>Dall'enciclica ''Dominum et vivificantem'', 1986.</ref> *La Chiesa è chiamata a manifestare nuovamente a tutti, con un più chiaro e fermo convincimento, la sua volontà di promuovere con ogni mezzo e di difendere contro ogni insidia la vita umana, in qualsiasi condizione e stadio di sviluppo si trovi. Per questo la Chiesa condanna come grave offesa alla dignità umana e della giustizia tutte quelle attività dei governi o di altre autorità pubbliche, che tentano di limitare in qualsiasi modo al libertà dei coniugi nel decidere dei figli. Di conseguenza qualsiasi violenza esercitata da tali autorità in favore della [[contraccezione]] e persino della sterilizzazione e dell'aborto procurato è del tutto da condannare e da respingere con forza. Allo stesso modo è da esecrare come gravemente ingiusto il fatto che nelle relazioni internazionali l'aiuto economico concesso per la promozione dei popoli venga condizionato a programmi di contraccezione, sterilizzazione e aborto procurato.<ref>Da ''Familiaris consortio'' del 1981.</ref> *La libertà non consiste nel fare ciò che piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve.<ref>Dall'[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951008_baltimore.html omelia] per la celebrazione eucaristica all'"Oriole Park at Catmden Yards", 8 ottobre 1995.</ref> *{{NDR|In occasione del conferimento del Premio Paolo VI a [[Hans Urs von Balthasar|Balthasar]]}} La passione per la teologia, che ha sostenuto il suo impegno di riflessione sulle opere dei padri, dei teologi e dei mistici, ottiene oggi un importante riconoscimento. Egli ha messo le sue vaste conoscenze al servizio di un "intellectus fidei", che fosse capace di mostrare all'uomo contemporaneo lo splendore del vero che promana da Gesù Cristo.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/june/documents/hf_jp-ii_spe_19840623_premio-paolo-vi_it.html discorso] del 23 giugno 1984.</ref> *La paura nasce dovunque Dio muore nella coscienza degli essere umani. Ognuno sa, sebbene oscuramente e con timore, che dovunque Dio muore nella coscienza della persona umana, lì segue inevitabilmente la morte dell'uomo, ch'è immagine di Dio.<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_19841208_xviii-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 1985.</ref> *La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell'adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere [[Salvo D'Acquisto]], medaglia d'oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010226_carabinieri-roma_it.html Discorso ai Militari dell'Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma]'', 26 febbraio 2001.</ref> *La [vera] [[Scienza]] nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente.<ref>Da un messaggio alla World Federation of Scientists; citato in [[Antonino Zichichi]], ''L'irresistibile fascino del tempo'', Net, 2002, p. 22. ISBN 88-515-2004-6</ref> *La [...] vicenda umana del beato [[Giacinto Giordano Ansalone|Giordano]], spesa tutta instancabilmente per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, è una ulteriore conferma della ben nota affermazione di [[Tertulliano]]: "semen est sanguis Christianorum" [...]. Coloro che uccisero il beato Giordano credettero di eliminarne il ricordo [...]. Ma egli, vivendo eternamente in Dio, continua ad essere una guida ed un esempio, per quanti ancora cercano Dio e la verità, nell'ambito delle religioni non cristiane e per quanti, segnati dal Battesimo, debbono nel loro pellegrinaggio terreno, giorno dopo giorno, rendere pubblicamente ragione della loro speranza cristiana [...]. La sanguinosa e gloriosa testimonianza resa dal beato Giordano Ansalone e dai suoi compagni Martiri [...] deve ricordare al cristiani di oggi [...] che la coerente testimonianza evangelica è una componente fondamentale dell'esser cristiani, e che i fedeli [...] devono essere autentici [[Missionario|missionari]], non solo nella generosa disponibilità a seguire la chiamata di Dio per l'evangelizzazione di terre lontane, ma altresì nell'impegno continuo, quotidiano per la realizzazione di tutte le esigenze, che il Vangelo di Gesù comporta nella vita personale, familiare, professionale, sociale.<ref>Dal ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1982/march/documents/hf_jp-ii_spe_19820327_pellegrinaggio-agrigento.html Discorso di Giovanni Paolo II ad un pellegrinaggio della Diocesi di Agrigento]'', 27 marzo 1982.</ref> *La vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell'itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. È un bene dell'umanità stessa.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_31031985_dilecti-amici_it.html Lettera Apostolica ''Dilecti Amici''], 1, 31 marzo 1985.</ref> *Le donne hanno il diritto di esigere che la loro dignità venga rispettata. Allo stesso tempo, esse hanno il dovere di lavorare per la promozione della dignità di tutte le persone, degli uomini come delle donne.<ref>Dalla ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121994_xxviii-world-day-for-peace_it.html Messaggio per la XXVIII giornata della Pace]'', Vaticano, 8 dicembre 1994.</ref> *{{NDR|Sul [[genocidio armeno]]}} Lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo, e il successivo annientamento di migliaia di persone sotto il regime totalitario, sono tragedie ancora vive nel ricordo della generazione attuale.<ref>Dalla dichiarazione congiunta con [[Karekin II]], 27 settembre 2001; riportato in ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2001/september/documents/hf_jp-ii_spe_20010927_decl-jp-ii-karekin-ii.html Vatican.va]''.</ref> *Nell'[[uomo]] c'è un "alito di vita", che proviene dal "soffiare" di Dio stesso. Nell'uomo c'è un soffio o spirito che assomiglia al soffio o spirito di Dio.<br />Quando il [[Libro della Genesi]], al capitolo 2, parla della creazione degli [[animale|animali]] (''Gen'' 2, 19), non accenna a una relazione così stretta col soffio di Dio. Dal capitolo precedente sappiamo che l'uomo è stato creato "a immagine e somiglianza di Dio" (''Gen'' 1, 26-27).<br />Altri testi, tuttavia, ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l'hanno ricevuto da Dio. Sotto questo aspetto l'uomo, uscito dalle mani di Dio, appare solidale con tutti gli esseri viventi. Così il [[Salmi|Salmo]] 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore: "Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono" (''Sal'' 104, 27-28). Poi il Salmista aggiunge: "Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della terra" (''Sal'' 104, 29-30).<ref>Dall'udienza generale del 10 gennaio 1990; riportato in ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19900110.html Vatican.va]''.</ref> *Napoli è una città ricca di storia, che spazia per circa tre millenni, fin dagli albori della civiltà greca all'inserimento fecondo e ormai più che secolare nella unificata compagine della Nazione italiana; è città ricca di vita, che pulsa ardente e vigorosa nell'intelligenza, nel dinamismo e nella ben nota, solare inventiva dei suoi figli; è città agitata da profonde speranze verso un avvenire pacifico, rispondente ai postulati fondamentali della giustizia e della dignità dell'uomo.<br>Ma [...] la Metropoli partenopea è anche una comunità che ha le sue sofferenze nascoste o palesi, inerenti a problemi gravi e urgenti, la cui mancata soluzione comporta diffusi disagi e profondi drammi umani.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_arrival-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II all'arrivo a Napoli]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *Napoli [...] merita questo interesse speciale; Napoli esige una diretta sollecitudine; Napoli ha bisogno di sperare: parlo della speranza nel suo vivere, nel suo futuro; parlo della speranza anche in senso umano e civile, la quale – come già il binomio giustizia e carità – è indissociabile dalla speranza più alta che arride, nella luce di Dio, alla vita cristiana.<br>Coraggio, dunque, fratelli ed amici di Napoli! Voglio essere io il primo a sperare, augurandomi, augurandovi che, con l'aiuto del Signore provvidente, con lo sforzo coordinato e volenteroso dei buoni, nella fedeltà a tutta prova ai valori cristiani, possa profilarsi sull'orizzonte di questa Città fascinosa un periodo di più rigoglioso sviluppo per un futuro lieto e sereno, in tutto degno del suo grande passato.<ref name=Apostolo /> *Nella Santa [[Eucarestia]], siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia.<ref>Discorso durante la [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800601_montmartre-paris_it.html visita] al Sacro Cuore di Montmarte, Parigi, 1 giugno 1980.</ref> *Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!<ref>Dall'''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato_it.html Omelia per l'inizio del pontificato]'', 22 ottobre 1978.</ref> *Non c'è [[pace]] senza [[giustizia]], non c'è giustizia senza [[perdono]].<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 2002.</ref> *Non c'è [[speranza]] senza [[paura]], e paura senza speranza.<ref>Da ''La bottega dell'orefice'', 1960; citato in Elena Spagnol, ''Citazioni'', Garzanti, 2003.</ref> *Non è cambiato infatti il disegno di Dio, che ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione all'amore e alla [[famiglia]]. Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo, dono di Cristo morto e risorto. E nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004.</ref> *Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra [[lingua italiana]]. Se mi sbaglio, mi ''[[Correzione|corrigerete]]''.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978.</ref> *"[['O sole mio|O sole mio]]". È un sole profondamente inciso nella storia. Napoli, "Neapolis", canta il sole, Napoli canta il Cristo.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1990/november/documents/hf_jp-ii_spe_19901110_giovani-napoli.html Incontro di Giovanni Paolo II con i giovani nello stadio San Paolo]'', ''vatican.va'', 10 novembre 1990.</ref> *Ogni autentica [[preghiera]] è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo.<ref>Da ''Insegnamenti'', IX/2 1986.</ref> *Però io non muoio del tutto, quel che in me è imperituro permane.<ref>Da ''Trittico romano. Meditazioni''.</ref> *Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [cfr. ''Lc'' 22, 32], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle [[donna|donne]] l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.<ref>Dalla lettera apostolica ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_22051994_ordinatio-sacerdotalis_it.html Ordinatio Sacerdotalis]'', 22 maggio 1994.</ref> *Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre [[Giovanni Paolo I]] ha parlato ai partecipanti all'udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l'ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1978/documents/hf_jp-ii_aud_19781025_it.html Udienza generale] del 25 ottobre 1978.</ref> *Quando si parla di prove dell'[[esistenza di Dio]], dobbiamo sottolineare che non si tratta di prove d'ordine scientifico-sperimentale. Le prove scientifiche, nel senso moderno della parola, valgono solo per le cose percettibili ai sensi, giacché solo su queste possono esercitarsi gli strumenti di indagine e di verifica, di cui la scienza si serve. Volere una prova scientifica di Dio, significherebbe abbassare Dio al rango degli esseri del nostro mondo, e quindi sbagliarsi già metodologicamente su quello che Dio è. La scienza deve riconoscere i suoi limiti e la sua impotenza a raggiungere l'esistenza di Dio: essa non può né affermare, né negare questa esistenza. Da ciò non deve tuttavia trarsi la conclusione che gli scienziati siano incapaci di trovare, nei loro studi scientifici, motivi validi per ammettere l'esistenza di Dio. Se la scienza, come tale, non può raggiungere Dio, lo scienziato, che possiede un'intelligenza il cui oggetto non è limitato alle cose sensibili, può scoprire nel mondo le ragioni per affermare un essere che lo supera. Molti scienziati hanno fatto e fanno questa scoperta.<ref>Udienza generale del [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1985/documents/hf_jp-ii_aud_19850710.html 10 luglio 1985].</ref> *Quante volte le persone molto ricche non sono felici, perché non hanno saputo attingere all'altra sorgente, all'altra dimensione della ricchezza. Questa dimensione spirituale dove entra Cristo che ci dimostra, che, pur essendo povero, arricchisce tutti.<ref>Dal discorso ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921213_par-s-ugo_it.html Ai giovani della Parrocchia di Sant'Ugo Vescovo]'', Roma, 13 dicembre 1992.</ref> *Qui a Münster vivete nei luoghi in cui [[Maria Euthymia Üffing|Suor Maria Euthymia]], delle Suore della Misericordia, ha operato ed è stata sepolta e che sono meta di pellegrinaggio di schiere di persone bisognose di aiuto. Nei luoghi in apparenza poco visibili del suo servizio pieno di abnegazione, questa semplice religiosa ha mostrato in modo esemplare per molti, come una vita ispirata dalla fede e dal Vangelo abbia una forza in grado di cambiare il mondo. La forza della sua imitazione di Cristo era tale che dalla sua vicinanza i prigionieri di guerra a lei affidati traevano la sensazione di sentirsi protetti nella propria casa. L'amore vince l'odio.<ref>Dalla visita a Münster, 1° maggio 1987; citato in ''[https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-uffing_it.html Maria Euthymia Üffing]'', ''vatican.va''.</ref> *[[Ricchezza|Ricco]] non è colui che possiede, ma colui che [[Dare|dà]], colui che è capace di dare.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Redemptionis Donum'', Libreria Editrice Vaticana, 25 marzo 1984.</ref> *[[Leopoldo da Castelnuovo|San Leopoldo]] non ha lasciato opere teologiche o letterarie, non ha affascinato con la sua cultura, non ha fondato opere sociali. Per tutti quelli che lo conobbero, egli altro non fu che un povero frate: piccolo, malaticcio. La sua grandezza è altrove: nell'immolarsi, nel donarsi, giorno dopo giorno, per tutto il tempo della sua vita sacerdotale, cioè per 52 anni, nel silenzio, nella riservatezza, nell'umiltà di una celletta-confessionale: "il buon pastore offre la vita per le pecore". Fra Leopoldo era sempre lì, pronto e sorridente, prudente e modesto, confidente discreto e padre fedele delle anime, maestro rispettoso e consigliere spirituale comprensivo e paziente.<br>Se si volesse definirlo con una parola sola, come durante la sua vita facevano i suoi penitenti e confratelli, allora egli è "il confessore"; egli sapeva solo "confessare". Eppure proprio in questo sta la sua grandezza. In questo suo scomparire per far posto al vero Pastore delle anime.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831016_leopoldo-da-castelnovo.html Canonizzazione di Padre Leopoldo da Castelnovo - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 16 ottobre 1983.</ref> *Se Satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo regno, ciò è permesso dalla divina Provvidenza che con potenza e bontà ("fortiter et suaviter") dirige la storia dell'uomo e del mondo. Se l'azione di Satana certamente causa molti danni - di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica - ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l'uomo e tutta la creazione, il Bene.<ref>Udienza generale del 20 agosto 1986. Come citato in Andrea Lomonaco, ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-03/quaresima-parole-papi-diavolo-demonio.html Le parole dei Papi sul diavolo, nemico astuto che esiste davvero]'', Vatican News, 3 marzo 2024</ref> *{{NDR|Agli [[ebrei]]}} Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori.<ref>Dall'incontro in sinagoga con [[Elio Toaff]] del 13 aprile 1986; citato in ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-01/fratelli-maggiori-giornata-ebrei-cristiani-dialogo-papi.html Ai nostri fratelli maggiori]'', ''vaticannews.va'', 17 gennaio 2021.</ref> *Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.<ref>Dalla poesia ''Meditazioni sulla morte'', IV, 3, 1975.</ref> *Sul volto di [[Padre Pio da Pietrelcina|Padre Pio]] risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle "stimmate", mostrava l'intima connessione tra morte e [[risurrezione]], che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari [[carisma|doni]] che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore.<ref>Dall'[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_02051999_padre-pio.html omelia] per la beatificazione di Padre Pio da Pietralcina, 2 maggio 1999.</ref> *Tra i "Dottori della Chiesa" [[Teresa di Lisieux|Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo]] è la più giovane, ma il suo cammino spirituale è così maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono così vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19101997_it.html omelia] per la proclamazione della santa a Dottore della Chiesa.</ref> *Tutta la grandezza del [[lavoro]] è dentro l'uomo.<ref>Da ''Il sapore del pane''.</ref> *Un primo accento è da porre sul fatto che ogni intervento di [[trapianto]] d'organo, come già in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all'origine una decisione di grande valore etico: "la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un'altra persona". Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d'amore. Non si dona semplicemente qualcosa di proprio, si dona qualcosa di sé, dal momento che "in forza della sua unione sostanziale con un'anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni..., ma è parte costitutiva della persona, che attraverso di esso si manifesta e si esprime".<ref name=tra/> *Uomo del silenzio, egli spandeva attorno a sé un alone di spiritualità e di forte richiamo all'assoluto. Denominato dalla gente con l'affettuoso appellativo di "Frate Silenzio", [[Nicola da Gesturi]] si presentava con un atteggiamento che era più eloquente delle parole: liberato dal superfluo ed alla ricerca dell'essenziale, non si lasciava distrarre dalle cose inutili o dannose, volendo essere testimonianza della presenza del Verbo Incarnato accanto ad ogni uomo.<br>In un mondo troppo spesso saturo di parole e povero di valori, c'è bisogno di uomini e di donne che, come il beato Nicola da Gesturi, sottolineino l'urgenza di recuperare la capacità del silenzio e dell'ascolto, affinché tutta la vita divenga un "cantico" di lode a Dio e di servizio verso i fratelli.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_03101999_beatifications.html Omelia]'', ''vatican.va'', 3 ottobre 1999.</ref> *Violentare le coscienze è un grave danno fatto all'uomo. È il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell'infliggere la morte fisica, dell'uccidere.<ref>Dall'[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1982/documents/hf_jp-ii_ang_19820110.html Angelus] del 10 gennaio 1982.</ref> *Sono venuto per esprimervi la mia affezione e la mia stima per la vostra antica città {{NDR|[[Alatri]]}}, a cui sovrasta la famosa Acropoli, che già formò l'orgoglio del fiero popolo degli Ernici, e oggi costituisce una rara testimonianza della più perfetta costruzione ciclopica conservata in Italia.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/september/documents/hf_jp-ii_spe_19840902_arrivo-alatri_it.html discorso] durante la visita pastorale ad Alatri, 2 settembre 1984.</ref> *È una giornata storica, questa odierna, per la pur storica città e diocesi di Alatri, che sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull'orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di [[Ciociaria]].<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840902_fedeli-ciociaria_it.html Omelia della Messa per i fedeli della Ciociaria], durante la visita pastorale ad Alatri.</ref> *[...] non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/september/documents/hf_jp-ii_spe_19850922_giovani-palasport_it.html incontro con i giovani di Genova], 22 settembre 1985. Ripetuta e parafrasata nell'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/october/documents/hf_jp-ii_spe_19851020_giovani-cagliari_it.html incontro con i giovani della Sardegna], 20 ottobre 1985.</ref> *{{NDR|[[Zefirino Agostini]]}} pur tra innumerevoli difficoltà, non si perse mai d'animo. Egli ci viene presentato oggi come umile e saldo testimone del Vangelo nel fecondo periodo della Chiesa veronese del secondo Ottocento. Salda fu la sua fede, efficace la sua azione caritativa e ardente lo spirito sacerdotale che lo contraddistinse.<br>L'amore del Signore lo sospinse nel suo apostolato rivolto ai più poveri, ed in particolare all'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente più bisognose. Egli aveva ben compreso l'importanza della donna quale protagonista del risanamento della società, nei suoi ruoli di educatrice ai valori della libertà, dell'onestà e della carità.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1998/documents/hf_jp-ii_hom_25101998_beat.pdf Santa messa per la beatificazione di quattro servi di Dio]'', ''vatican.va'', 25 ottobre 1998.</ref> *Signor Direttore, gentili Signori e Signore, ben volentieri ho accolto l'invito, nel corso di questa mia visita a Cesena, di vedere ed ammirare la famosa ed antica [[Biblioteca Malatestiana]], nella quale ora noi ci troviamo, gloria e splendore non solo della vostra Città, ma anche, nel suo genere, di quel periodo così ricco di fermenti innovativi e di fervore artistico-culturale, quale fu l'Umanesimo italiano nel Quattrocento. Abbiamo qui di fronte ai nostri occhi un monumento ed un ricordo, di detto periodo, estremamente suggestivo.<ref>Dal discorso pronunciato nella Biblioteca Malatestiana, 9 maggio 1986; citato in ''Il Papa in Romagna: documenti e testimonianze sulla visita pastorale di S. S. Giovanni Paolo II'', a cura di Gian Michele Fusconi, Diocesi di Romagna, Rocca San Casciano, 1986.</ref> *Ti ringrazio, [[Benevento]], per questa giornata che abbiamo passato insieme, la tua giornata, giornata della Madre delle Grazie! Ti ringrazio, Benevento, per la tua accoglienza, per la tua presenza, per la tua preghiera, per i tuoi canti! Ti ringrazio, Benevento, di cuore! E direi ancora: Benevento, ti ringrazio per questo vento che ci ha portato il tramonto della giornata! Ti auguro di rimanere sempre fedele alla tua grande eredità cristiana trasmessa dagli apostoli, dai martiri, come san Bartolomeo, san Gennaro. Ti ringrazio di rimanere sempre nella Grazia del Signore, per l'intercessione della tua e nostra Madre. E, alla fine: Benevento, ti auguro anche le buone vacanze!<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900702_benevento_it.html Celebrazione eucaristica nello stadio cittadino di Benevento, 1990].</ref> *Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio. (1° aprile 2005)<ref>Dal [http://www.vatican.va/gpII/bulletin/B0179-XX.01.pdf bollettino] sulle condizioni del Papa del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede [[Joaquín Navarro-Valls]], ore 11.30, 2 aprile 2005. Il riferimento è probabilmente ai migliaia di giovani "incontrati in tutto il mondo lungo il percorso" pontificio e alla loro presenza in Piazza San Pietro nelle sue ultime ore.</ref> {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1979/documents/hf_jp-ii_let_19790302_arciv-praga.html Lettera all'arcivescovo di Praga per il 250° centenario della canonizzazione di Giovanni Nepomuceno]''|Lettera inviata il 2 marzo 1979 dal Vaticano; citato in ''vatican.va''.}} *Se ora vogliamo considerare brevemente la nobile figura del Santo {{NDR|[[Giovanni Nepomuceno]]}}, la storia ce lo presenta prima come dedito allo studio e alla preparazione al sacerdozio: consapevole com'era che, secondo l'espressione di San Paolo, sarebbe stato trasformato in altro Cristo, egli trasformò l'anima in tempio casto dello spirito. Con uguale pietà fu parroco di San Gallo, nella città di Praga; poi canonico; poi Vicario Generale. In questo ufficio, che lo rendeva in qualche modo corresponsabile del governo della sua chiesa, egli trovò il suo martirio e insieme la sua gloria. E poiché egli, più che altri, difese i diritti e la legittima libertà della Chiesa di fronte ai voleri del Re Venceslao IV, più degli altri si attirò l'ira del monarca. Questi partecipò personalmente alla sua tortura, che ne causò la morte; poi lo fece gettare dal ponte nel fiume Moldava. Così le sue acque furono santificate dal corpo e sangue del Martire e divennero il suo primo sepolcro. Ciò avvenne la notte del 20 marzo 1393. La luce di quella notte si diffuse in tutto il mondo, e dura ancora, vivissima. *La figura grandiosa di San Giovanni, venerabile Fratello, ha esempi e doni per tutti. Ma poiché egli fu sacerdote, parroco e Vicario Generale, sembra naturale che per primi i sacerdoti debbano bere alla sua fontana. È vero, il modello dei modelli è Gesù, a cui la voce del Padre rimanda, ma anche i [[Santo|Santi]] sono nostri modelli, avendo amato Dio sopra ogni cosa. Ebbene, San Giovanni incarna in sé sia l'ideale del conoscitore dei Misteri di Dio, teso come fu alla perfezione delle virtù, allo studio, alla disciplina; sia del parroco, che santifica i suoi fedeli con l'esempio della sua vita e con lo zelo delle anime; sia del Vicario Generale, scrupoloso esecutore dei suoi doveri in armonia con la volontà del suo Arcivescovo nello spirito dell'ubbidienza ecclesiale. *Le vocazioni maturano poi nei [[Seminario|seminari]]. Qui si insegna la sacra Dottrina; qui i futuri messaggeri della Buona Novella l'assimilano; qui si accende la fiamma della loro devozione, si fortifica il loro carattere e si tempra la loro indole. Dai seminari devono uscire uomini di Dio dei quali il nostro tempo ha bisogno, apostoli di Cristo il quale venne per rendere testimonianza alla verità e alla carità. Il seminario è il cuore della diocesi e la speranza della Chiesa. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/may/documents/hf_jp-ii_spe_19800506_nairobi-diplomatici.html Al corpo diplomatico accreditato a Nairobi]''|Discorso pronunciato il 6 maggio 1980 a Nairobi; citato in ''vatican.va''.}} *Molte situazioni e problemi africani che richiedono la nostra attenzione oggi non sono differenti da quelli che coinvolgono altre nazioni e continenti nel mondo. Altri invece sono tipicamente africani nel senso che gli elementi dei problemi e le risorse disponibili per la loro soluzione – risorse naturali e specialmente umane – sono esclusive di questo continente. In ciò vi è un fattore supremo che deve essere tenuto presente nella mente. È la vera identità dell'africano, della persona africana, dell'uomo e della donna africana. *La verità sull'individuo africano deve essere vista, prima di tutto e principalmente, nella sua dignità come persona umana. *La storia testimonia come il continente africano ha sempre conosciuto un forte senso comunitario nei differenti gruppi che costituiscono la sua struttura sociale: ciò è particolarmente vero per la famiglia dove vi è una forte coesione e solidarietà. E quale migliore prospettiva potrà essere trovata nella necessità di una pacifica soluzione di conflitti e difficoltà – un modo che sia all'altezza della dignità umana – della innata propensione al dialogo, del desiderio di spiegare le differenti visioni nella conversazione alla quale l'africano si rivolge così facilmente e che egli porta avanti con tanta naturale grazia? *In Africa, in passato, molte nazioni hanno conosciuto l'amministrazione coloniale. Pur non negando i vari traguardi raggiunti da queste amministrazioni, il mondo gode per il fatto che questo periodo sta ormai nella sua fase finale. I popoli dell'Africa, con poche penose eccezioni, stanno assumendo piena responsabilità politica per il loro proprio destino ed io saluto qui particolarmente il recente raggiungimento dell'indipendenza dello Zimbabwe. Ma non si può ignorare il fatto che altre forme di dipendenza sono ancora una realtà o almeno una minaccia. *La discriminazione razziale è un male, a prescindere da come, da chi e perché è praticata. *Un largo numero di persone sono state costrette per varie ragioni a lasciare il loro paese amato ed i luoghi dove avevano le loro radici. Talvolta questo è dovuto a motivi politici, altre volte per sfuggire alla violenza ed alla guerra, oppure per le conseguenze di disastri naturali, o per il clima ostile. La comunità africana e la comunità del mondo non può cessare di interessarsi alla condizione dei [[Rifugiato|rifugiati]] e alle terribili sofferenze cui molti di essi sono assoggettati per lungo tempo. Questi rifugiati veramente hanno un diritto alla libertà ed a vivere una vita degna della dignità umana. Essi non devono essere privati del godimento dei loro diritti, tantomeno quando fattori esterni al loro controllo li hanno costretti a divenire stranieri senza una patria. *Faccio appello alle autorità delle nazioni di cui i rifugiati sono costretti ad attraversare i confini, perché li ricevano con cordiale ospitalità. Faccio appello alla comunità internazionale perché il peso non sia portato soltanto da quelle nazioni nelle quali i rifugiati si sistemano temporaneamente, ma di mettere i necessari aiuti a disposizione dei governi interessati e delle appropriate organizzazioni internazionali. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1980/documents/hf_jp-ii_hom_19800622_proclamazione-beati.html Santa Messa per la proclamazione di cinque nuovi beati]''|Omelia pronunciata il 22 giugno 1980 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Un instancabile e geniale missionario è [[José de Anchieta|José De Anchieta]] [...]. Ama con immenso affetto i suoi fratelli "brasis", partecipa alla loro vita, si immerge nei loro costumi e si convince che la loro conversione alla fede deve essere preparata, aiutata e consolidata da un appropriato lavoro di civilizzazione per la promozione umana. Il suo ardente zelo lo muove a intraprendere innumerevoli viaggi, coprendo immense distanze, in mezzo a grandi pericoli. Ma la predicazione continua, la mortificazione costante, la fervente carità, la bontà paterna, la comunione intima con Dio, la devozione filiale alla Vergine santissima – che egli celebra in un lungo poema di eleganti versi latini – dà a questo grande figlio di sant'Ignazio una forza sovrumana, specialmente quando deve difendere i suoi fratelli indigeni dalle ingiustizie dei colonizzatori. *Nato da una povera famiglia di contadini e allevatori, [[Pedro de San José de Bethencourt|Pedro De Betancur]] ha nella sua vita un solo obiettivo: portare il messaggio cristiano nelle "Indie occidentali". A 23 anni lascia il suo paese e giunge in Guatemala, malato, povero, solo e sconosciuto, convertendosi nell'apostolo degli schiavi negri, degli indios sottoposti a lavori inumani, degli emigranti, senza lavoro e senza sicurezza, dei bambini abbandonati. Fratel Pedro, animato dalla carità di Cristo, si fece tutto a tutti, in particolare per i piccoli vagabondi di tutte le razze e colori, in favore dei quali fonda una scuola. [...] Il Bambino di Betlemme, in nome del quale fonda la congregazione Betlemita fu il tema assiduo della meditazione del beato, il quale seppe scoprire nei poveri il volto di "Gesù bambino": per questo li amò con una delicata tenerezza, il cui ricordo rimane vivo in Guatemala. *[...] [[Maria dell'Incarnazione Guyart|Maria dell'Incarnazione]] unisce in sé, in modo ammirevole, la contemplazione e l'azione. In lei la donna cristiana si è realizzata pienamente e con un raro equilibrio, nei diversi stati della vita: sposa, madre, vedova, direttrice di impresa, religiosa, mistica, missionaria, e questo sempre nella fedeltà a Cristo, sempre in stretta unione con Dio. *[[François de Montmorency-Laval|Francesco de Montmorency-Laval]], nobile figlio della Francia, animato anche lui del carisma missionario, avrebbe potuto aspirare alle carriere umane più promettenti, ma preferì corrispondere generosamente all'invito di Cristo che l'invitava ad annunciare il Vangelo in paesi lontani. Eletto vicario apostolico nella "Nuova Francia", rivestito dal carisma episcopale, si stabilisce a Quebec, e si dà con un infaticabile zelo all'espansione del regno di Dio realizzando la figura ideale del Vescovo [...]. *[...] dolce, fragile ma forte figura di giovane donna che morì a soli ventiquattro anni di età: [[Kateri Tekakwitha]], il "giglio dei Mohawks", la vergine irochese che nel diciassettesimo secolo nel nord America fu la prima a rinnovare le meraviglie di santità di [[Scolastica da Norcia|santa Scolastica]], [[Gertrude di Helfta|santa Gertrude]], [[Caterina da Siena|santa Caterina da Siena]], [[Angela Merici|santa Angela Merici]] e [[Rosa da Lima|santa Rosa da Lima]], precedendo lungo il sentiero dell'amore, la sua grande sorella spirituale, [[Teresa di Lisieux|Teresa del Bambino Gesù]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1982/documents/hf_jp-ii_hom_19821031_canonizzazioni.html Canonizzazione di Margherita Bourgeoys e Giovanna Delanoue]''|Omelia pronunciata il 31 ottobre 1982 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Se [[Marguerite Bourgeoys|Margherita]] si lancia allora in una vita missionaria, che sarà una "vita in viaggio" che gravita precisamente attorno alla "Ville-Marie" del nuovo mondo canadese, ella non fa che imitare la [[Maria|Vergine]] della [[Visitazione della Beata Vergine Maria|Visitazione]] che portava ad [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]] e a [[Giovanni Battista]], alla madre e al figlio, con i servizi umani della sua carità, il dono divino che recava in sé, per santificarli. *Per "santa Margherita Bourgeoys", si ricorderà soprattutto il suo contributo originale alla promozione delle famiglie, bambini, futuri sposi, genitori. Lei che a Montreal è stata chiamata la "Madre della Colonia", avrebbe potuto dire come [[Paolo di Tarso|san Paolo]]: "Con voi, noi siamo stati pieni di dolcezza, come una madre che circonda di cure i suoi figli. Avendo per voi un tale affetto, vorremmo darvi non solamente il Vangelo di Dio, ma tutto ciò che noi siamo.<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Tessalonicesi]]'': «Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari».</ref> *In breve, ciò che molti si sforzano di realizzare oggi con metodi, istituzioni, associazioni adatte al nostro tempo, per un'educazione valida, per la preparazione al matrimonio cristiano, per un'opera di sostegno e di consiglio alle famiglie, sembra trovarsi in germe, sotto altri modi, nello spirito e nelle iniziative di Margherita Bourgeoys. *Infine, mentre proclamiamo la santità di [[Jeanne Delanoue|Giovanna Delanoue]], è importante cercare di comprendere il segreto spirituale della sua devozione senza pari. Non sembra che il suo temperamento la spingesse verso i poveri per sentimentalismo o per pietà. Ma lo Spirito Santo le fa vedere Cristo in questi poveri, Cristo Bambino nei loro bambini – aveva verso di lui una devozione particolare –, Cristo Amico dei poveri, Cristo stesso umiliato e crocifisso. E con Cristo, voleva mostrare ai poveri la tenerezza del Padre. A questo Dio ella ricorreva con audacia di bambino, attendendosi tutto da lui, dalla sua Provvidenza, nome che designerà le sue case e la sua fondazione all'origine: la Congregazione di sant'Anna della Provvidenza. *Giovanna Delanoue molto in fretta ha imparato non solamente l'eroicità delle virtù evangeliche, quelle del [[Discorso della Montagna|Discorso della montagna]], ma anche una profonda contemplazione delle persone divine, con segni mistici della più alta unione con Dio, per la via unitiva, bruciante d'amore per Gesù "suo Sposo". È proprio lì che prendono la loro ispirazione e il compimento la "follìa" della sua carità, l'audacia delle sue iniziative. La Chiesa si guardi bene dal dimenticarlo: come in questa fine del XVII secolo e inizio del XVIII, non ci sarà oggi una vera riforma né movimenti fecondi senza un'autentica corrente mistica. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831030_tre-beati.html Beatificazione dei Servi di Dio Giacomo Cusmano, Domenico Iturrate Zubero e Geremia de Valacchia]''|Omelia pronunciata il 30 ottobre 1983 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'Amore di Dio verso tutto il creato trova la sua particolarissima espressione nella [[Santo|santificazione]] dell'uomo. *La vicenda di [[Zaccheo]] appare lo specchio di un'autentica conversione evangelica: egli infatti, accogliendo il Signore in casa e riparando le concussioni fatte nel suo lavoro, dà un mirabile esempio di amore verso Dio e verso i fratelli. *{{NDR|[[Giacomo Cusmano]]}} per sanare le piaghe della povertà e della miseria che affliggevano tanta parte della popolazione a causa di ricorrenti carestie ed epidemie, ma anche di una sperequazione sociale, scelse la via della carità: amore di Dio che si traduceva nell'amore effettivo verso i fratelli e nel dono di sé ai più bisognosi e sofferenti in un servizio spinto sino al sacrificio eroico. [...] La sua opera, come tutte le opere di Dio, incontrò difficoltà che misero a dura prova la sua volontà, ma con la sua immensa fiducia in Dio e con la sua invitta fortezza di animo superò ogni ostacolo [...]. Le sue regole e le sue lettere spirituali sono documenti di una sapienza ascetica in cui si accordano fortezza e soavità. [...] Questo magnifico "Servo dei poveri" si spense nell'esercizio di una carità che andava sempre più divampando sino a toccare vertici eroici. Essendo scoppiato un nuovo colera a Palermo, egli si adoperò senza pari per essere vicino, in tutti i momenti, ai suoi poveri. *{{NDR|[[Domenico del Santissimo Sacramento|Domenico Zubero]]}} Come religioso trinitario, fece in modo di vivere secondo le due grandi direttive della spiritualità del suo ordine: il mistero della Santissima Trinità e l'opera della Redenzione, che in lui si fece esperienza di viva carità. E in quanto sacerdote, ebbe una chiara immagine della sua identità di "mediatore tra Dio e gli uomini", o "rappresentante del Sacerdote eterno, Cristo". Tutto ciò lo portava a vivere ogni Eucaristia come un atto di immolazione personale, unito alla Vittima Suprema, in favore degli uomini. *Con la sua testimonianza di fedeltà alla chiamata interiore e di risposta generosa ad essa, [[Domenico del Santissimo Sacramento|Padre Domenico]] mostra ai nostri giorni un cammino da seguire: quello di una fedeltà ecclesiale che plasma l'identità interiore e che conduce alla santità. *Il Beato [[Geremia da Valacchia]] venendo dalla Romania in Italia, riallacciò nella sua vicenda storica Oriente e Occidente, lanciando un emblematico ponte tra i popoli e tra le Chiese cristiane. Sorgente inesauribile della sua vita interiore era la preghiera, che lo faceva crescere ogni giorno nell'amore per il Padre e per i fratelli. *Rivolgendomi a voi Romeni nella vostra lingua, mi compiaccio che abbiate chiesto di mettere sul candelabro questa lampada ardente. Voi avete scoperto il suo messaggio e vi siete uniti intorno alla sua figura, che sintetizza ed esprime la vostra tradizione cristiana e le vostre aspirazioni. Nella vostra storia bimillenaria, pur ricca di tanti valori di fede, [[Geremia da Valacchia]] è il primo romeno che ascende ufficialmente agli onori degli altari. Egli che nella sua vita realizzò una sintesi armoniosa tra la Patria naturale e quella adottiva, contribuisca ora, proclamato "beato", a promuovere la pace tra le nazioni e l'unità dei cristiani, additandone col suo esempio la strada maestra: la carità operosa per i fratelli. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840311_canonizzazione-frassinetti.html Solenne rito di canonizzazione della Beata Paola Frassinetti]''|Omelia pronunciata l'11 marzo 1984 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *I [[Santo|santi]] sono il frutto maturo della Redenzione di Cristo. *È stato detto che, per distinguere se un'opera sia cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della croce redentrice. Ora la croce di Cristo distese ampiamente la sua ombra o, meglio, la sua luce sull'intera vita e su tutte le opere della santa {{NDR|[[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]]}}. Ella infatti era convinta che chi vuole iniziare un cammino di perfezione non può rinunciare alla croce, alla mortificazione, all'umiliazione e alla sofferenza, che assimilano il cristiano al modello divino che è il ''Crocifisso''. Nella sua fervorosa immolazione per la salvezza di tutte le anime, ella riteneva che, a confronto dei patimenti di Cristo, ciò che uno può soffrire è nulla. La croce non solo non la spaventava, ma era per lei la molla potente che la muoveva, la fonte segreta da cui scaturiva la sua insonne attività e il suo coraggio indomito. *La forza interiore che la conduceva a vivere così integralmente la "follia" della croce va ricercata nella tenera devozione al [[Sacro Cuore di Gesù|Cuore di Gesù Cristo]]. Con la sua sensibilità autenticamente apostolica, la santa percepiva che nessuno può svolgere vero apostolato se non ha impresse nel proprio cuore le stigmate di Cristo, se non è operante in lui quell'ineffabile intreccio di amore e di dolore che è compendiato nel cuore sacratissimo di Gesù. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19850202_ana-de-los-angeles.html Beatificazione di Ana de los Angeles]''|Omelia pronunciata il 2 febbraio 1985 ad Arequipa (Perù); citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Ana Monteagudo]]}} ha realizzato nella sua vita il programma [[Ordine dei frati predicatori|domenicano]] della luce, della verità, dell'amore e della vita, concentrato nella famosa frase: "Contemplare e trasmettere ciò che si è contemplato". Suor Ana de los Angeles realizzò questo programma con un'intensa, austera e radicale attività nella vita monastica, secondo lo stile dell'ordine di San Domenico, nella contemplazione del mistero di Cristo, della verità e nella conoscenza di Dio. *{{NDR|Ana Monteagudo}} Fu maestra spirituale e fedele esecutrice delle norme della Chiesa che chiedevano con urgenza la riforma dei monasteri. Sapeva accogliere tutti quelli che le si rivolgevano, insegnando loro i sentieri del perdono e della vita di grazia. La sua presenza nascosta si fece notare oltre le mura del suo convento, con la fama della sua santità. Aiutò con il suo consiglio e la sua orazione i vescovi e i sacerdoti; accompagnava i viandanti, i pellegrini che giungevano a lei, con la sua preghiera. *Imitando la carità e il senso ecclesiale della sua patrona, [[Caterina da Siena]], [[Ana Monteagudo|Ana]] ebbe un cuore mite e umilmente aperto alle necessità di tutti, specialmente dei più poveri. Tutti hanno trovato in lei un amore vero. I poveri e gli umili trovarono vera accoglienza; i ricchi comprensione che non tralasciava l'esigenza della conversione; i pastori trovarono preghiera e consiglio; gli infermi, sollievo; i tristi, consolazione; i viandanti, ospitalità; i perseguitati, perdono; i moribondi, la preghiera ardente. *La [[Santo|santità]] dell'uomo è opera di Dio. Non sarà mai sufficiente manifestargli gratitudine per quest'opera. Quando veneriamo le sue opere, le opere di Dio, veneriamo e adoriamo soprattutto lui stesso, Dio santissimo. E tra tutte le opere di Dio la più grande è la santità di una creatura, ''la santità dell'uomo''. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19851006_beatificazione-tre-gesuiti.pdf Solenne concelebrazione per la beatificazione dei Servi Di Dio Diego Luis De San Vitores, José Maria Rubio e Francisco Gárate]''|Omelia pronunciata il 6 ottobre 1985 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Diego Luis de San Vitores]]}} La vita di questo nuovo beato si caratterizzò per una totale disponibilità ad accorrere là dove Dio lo chiamava. Egli parla in tono attuale e urgente ai missionari di oggi sull'atteggiamento aperto e preparato per rispondere alle esigenze del mandato: "Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura" (''[[Vangelo secondo Marco|Mc]]'' 16, 15).<br>Giovani che mi ascoltate, o che riceverete questo messaggio: aprite il vostro cuore al Signore che sta alla porta e chiama (cf. ''[[Apocalisse di Giovanni|Ap]]'' 3, 20). Siate generosi come il giovane Diego, che lasciando tutto si fece pellegrino e missionario in terre lontane per dare testimonianza dell'amore di Dio per gli uomini. *{{NDR|Su [[José María Rubio y Peralta|José María Rubio]]}} La sua vita di fedele seguace di Cristo ci insegna che è l'atteggiamento docile e umile nei confronti dell'operare di Dio ciò che fa progredire il cristiano sul cammino della perfezione e lo converte in uno strumento di salvezza. *{{NDR|Su José María Rubio}} Il suo dialogo assiduo con Cristo, soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, e la sua devozione al Sacro Cuore lo portarono all'intimità con il Signore e ai suoi stessi sentimenti (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 2, 5 ss.). Nell'esemplare traiettoria della sua vita, questo illustre figlio di [[Ignazio di Loyola|Sant'Ignazio]] si presenta all'uomo d'oggi come un autentico "alter Christus", un sacerdote che guarda il popolo dal punto di vista di Dio e che per far ciò ha la virtù di comunicare al prossimo qualcosa che è riservato a coloro che vivono in Cristo. *Il messaggio di santità che il ''fratello [[Francisco Gárate|Francisco Gárate Aranguren]]'' ci ha inviato è semplice e chiaro, come fu semplice la sua vita di religioso sacrificato nella portineria di un centro universitario di Duesto. Fin dalla giovinezza Francisco ''spalancò il suo cuore a Cristo'' che batteva alla sua porta invitandolo ad essere suo seguace fedele, suo amico. Come la Vergine Maria, che amò teneramente come madre, rispose con generosità e fiducia senza limiti, alla chiamata della grazia. *[[Francisco Gárate|Fratello Gárate]] visse la sua consacrazione religiosa come apertura radicale a Dio, al cui servizio e gloria si offrì (cf. ''[[Lumen gentium]]'', 44) e da cui riceveva ispirazione e forza per dare testimonianza di una grande bontà con tutti. [...] Costui ci dà una testimonianza concreta e attuale del valore della ''vita interiore'' come ''anima di ogni forma di apostolato'' oltre che della consacrazione religiosa. In verità quando ci si sta offrendo a Dio e si concentra in lui la propria vita, i frutti apostolici non si fanno aspettare. Dalla portineria di una casa di studi, questo fratello coadiutore gesuita rese presente la bontà di Dio mediante la ''forza evangelizzatrice del suo servizio silenzioso e umile''. ===Dal viaggio in India 1986=== *Il servizio evangelico ai più poveri dei poveri compiuto da [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] ha dato al mondo una stimolante lezione di compassione e di amore autentico nei confronti del nostro prossimo che è nel bisogno. Questa carità e questo sacrificio di sé, è una sfida per il mondo, un mondo ormai troppo avvezzo all'egoismo e all'edonismo, avido di denaro, di prestigio e di potere. (''Calcutta'', 4 febbraio 1986) *In India, e in molti altri luoghi del mondo, vi sono milioni di poveri, ed essi condividono la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] perché Cristo sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *L'accumulo dei beni materiali non è il fine ultimo della vita. ''La vera liberazione dell'uomo sarà raggiunta solo'', così come lo sarà l'eliminazione di tutto ciò che si oppone alla dignità umana, ''quando la visione spirituale dell'uomo sarà tenuta in considerazione e perseguita''. (''Delhi'', 2 febbraio 1986) *L'uomo è un essere ''transitorio''. È in questo pellegrinaggio della vita, ''la religione aiuta l'uomo a vivere in modo tale da raggiungere il proprio fine''. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non cessa mai di proclamare la verità che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia. È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli. (''Bombay'', 9 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non esclude nessuno dalla propria compassione e amorevole servizio. Come una buona madre, essa ama tutti: bambini, handicappati, coloro che soffrono nello spirito, e coloro che riconoscono i propri peccati e così provano attraverso di essa il contatto risanatore di Cristo. (''Trivandrum'', 8 febbraio 1986) *La croce della povertà, la croce della fame, la croce di ogni altra sofferenza possono essere trasformate, perché la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] è divenuta una luce nel nostro mondo. Essa è ''una luce di speranza edi salvezza''. Essa ''dà significato'' a tutte le sofferenze umane. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La ''missione di evangelizzazione della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]'' comprende un'energica e sostenuta ''azione a favore della giustizia, della pace e dello sviluppo umano integrale''. Non adempiere a questi compiti significherebbe venir meno all'opera di evangelizzazione; sarebbe tradire l'esempio di Gesù che venne «per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18); sarebbe in realtà un rifiuto delle conseguenze dell'Incarnazione, nella quale «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La nostra [[dignità]] umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore. (''Calcutta 3 febbraio 1986'') *La stabilità, felicità e tranquillità delle vostre famiglie dipendono in larga misura dal vostro rapporto di preghiera con Dio. *{{NDR|Ai [[genitori]]}} La vita umana sulla terra è un pellegrinaggio. Noi tutti siamo consapevoli di ''essere di passaggio nel mondo''. (''Vasai'', 9 febbraio 1986) {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1987/documents/hf_jp-ii_hom_19871004_nuovi-beati.html Rito di beatificazione dei giovani laici Marcel Callo, Antonia Mesina e Pierina Morosini]''|Omelia pronunciata il 4 ottobre 1987 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Marcel Callo]]}} ''non è arrivato da solo'' alla perfezione evangelica. Una famiglia modesta, profondamente cristiana, ve l'ha condotto. Gli scouts e poi la JOC hanno proseguito l'opera. Nutrito dalla preghiera, dai sacramenti e da un'azione apostolica pensata secondo la pedagogia di questi movimenti, Marcel ha costruito la Chiesa con i suoi fratelli, i giovani lavoratori cristiani. È nella Chiesa che si diventa cristiani, ed è con la Chiesa che si costruisce un'umanità nuova.<br>Marcel ''non è arrivato subito'' alla perfezione evangelica. Ricco di qualità e di buona volontà, ha a lungo lottato contro la tentazione del mondo, contro se stesso, contro il peso delle cose e della gente. Ma, pienamente disponibile alla grazia, si è lasciato progressivamente condurre dal Signore, fino al martirio.<br>Le difficoltà hanno maturato il suo amore personale per Cristo. *Sì, Marcel ha incontrato la Croce. In Francia prima. Poi – strappato all'affetto della sua famiglia e di una fidanzata che amava teneramente e castamente – in Germania, dove rifondò la JOC con alcuni amici, molti dei quali morti per essere testimoni del Signore Gesù. Inseguito dalla Gestapo, Marcel è andato fino in fondo. Come il Signore, ha amato i suoi fino all'estremo e la sua vita è diventata eucarestia.<br>Raggiunta la gioia eterna di Dio, testimonia come la fede cristiana non separi la terra dal cielo. Il [[Cielo e terra|cielo]] si prepara sulla [[Cielo e terra|terra]] nell'amore e nella giustizia. Quando si ama si è già "beati". *Cresciuta in un ambiente di alta ''vita spirituale incarnata nella famiglia'', la [[Pierina Morosini|Beata Morosini]] ha seguito Cristo povero ed umile nella cura quotidiana dei numerosi fratelli. Avendo scoperto che "poteva farsi santa anche senza andare in convento", si è aperta con amore alla ''vita parrocchiale'', all'Azione Cattolica ed all'apostolato vocazionale. La preghiera personale, la partecipazione quotidiana alla santa Messa e la direzione spirituale l'hanno portata a capire la volontà di Dio e le attese dei fratelli, a maturare la decisione di consacrarsi privatamente al Signore nel mondo.<br>Per dieci anni ha vissuto le difficoltà e le gioie di ''lavoratrice in un cotonificio'' della zona, facendo i turni e spostandosi sempre a piedi. Le colleghe testimoniano la sua fedeltà al lavoro, la sua affabilità unita al riserbo, la stima che godeva come donna e come credente. Proprio nel tragitto verso casa, trent'anni fa, si è consumato il suo martirio, estrema conseguenza della sua coerenza cristiana. ''I suoi passi però non si sono fermati'', ma continuano a segnare un sentiero luminoso per quanti avvertono il fascino delle sfide evangeliche. *Il suo martirio è anzitutto il punto di arrivo di una dedizione umile e gioiosa alla vita della sua numerosa famiglia: è stato il suo sì costante al servizio nascosto in casa che l'ha preparata ad un sì totale.<br>Sin da piccola – erano gli anni del primo dopoguerra – [[Antonia Mesina|Antonia]] ha sperimentato la durezza della sua terra e la generosità della sua gente; guidata dai genitori, dalla maestra e dal parroco si è aperta con coraggio ai ''valori della vita e della fede''; in particolare alla scuola della Gioventù Femminile di Azione Cattolica ha posto in profondità le radici umane e cristiane del suo desiderio di purezza e di donazione.<br>E a solo sedici primavere si è trovata a vivere il suo sì eroico alla ''beatitudine della purezza'', difesa fino al sacrificio supremo.<br>Il fascio di legna raccolto per fare il pane nel forno di casa, quel giorno di maggio del 1935, rimane sui monti accanto al suo corpo straziato da decine e decine di colpi di pietra. Quel giorno si accende un altro fuoco e si prepara un altro pane per una famiglia molto più grande. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19880925_sei-beati.html Solenne beatificazione di sei servi di Dio: Miguel Pro, Giuseppe Benedetto Dusmet, Francesco Faà Di Bruno, Junípero Serra, Frédéric Janssoone e María Josefa Naval Girbés]''|Omelia pronunciata il 25 settembre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Francesco Faà di Bruno]]}} Munito di chiara intuizione pratica e sensibile alle tensioni e ai problemi del momento, egli seppe trovare risposte positive alle esigenze dei suoi tempi, resistendo alle tentazioni della fretta, del semplicismo culturale, degli interessi personali. Curvo sui libri, impegnato in cattedra o intento ad alleviare nei modi più diversi le sofferenze dei poveri, il beato ebbe come stella polare della sua fervida attività un grande amore per Dio, che egli costantemente alimentava con l'esercizio della preghiera e della contemplazione. *Dall'amore per Dio scaturiva quell'amore per il "prossimo", che spinse Francesco Faà di Bruno sulla strada dei poveri, degli umili, degli indifesi, facendone un gigante della fede e della carità. Nacque così tutta una serie di opere e di attività assistenziali di cui non è facile fare l'elenco. Anche in campo scientifico egli seppe portare la sua coerente testimonianza di credente, in un periodo in cui la dedizione alla scienza sembrava incompatibile con un serio impegno di fede. *La Chiesa intona un canto di giubilo e lode a Cristo per la beatificazione di [[Josefa Naval Girbés]], vergine secolare che dedicò la sua vita all'apostolato nel suo paese natale, Algemesi, dell'arcidiocesi di Valencia, Spagna. Donna semplice e docile al soffio dello Spirito, raggiunse nella sua lunga vita l'apice della perfezione cristiana, dedita al servizio del prossimo nei tempi per nulla facili del XIX secolo, durante i quali visse e sviluppò la sua intensa attività apostolica. *Cosciente del fatto che, come più tardi avrebbe affermato il [[Concilio Vaticano II]], "la vocazione è, per sua natura, anche vocazione all'apostolato" (''[[Apostolicam Actuositatem]]'', 2), [[Josefa Naval Girbés|Josefa]] si è fatta tutta a tutti, come l'apostolo [[Paolo di Tarso|san Paolo]], per salvare tutti (cf. ''[[Prima lettera ai Corinzi|1 Cor]]'' 9, 22). Da ciò l'impronta incancellabile lasciata nell'esercizio della sua carità. Assisteva con cura i moribondi, aiutandoli a morire in grazia di Dio. L'attenzione eroica a coloro che erano colpiti dall'epidemia di colera nel 1885, è uno dei più espressivi esempi della carità di questa anima prediletta. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19881016_tre-beati.html Tre nuovi beati nel X anniversario dell'elezione al pontificato]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Mantenne ferma la professione di fede, con esemplare fortezza e generosità, il beato [[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria Silvestrelli]], quando, in un difficile e contrastato periodo storico per la vita ecclesiale di questa città di Roma, volle e seppe, nonostante le opposizioni della famiglia e le resistenze della società politica del suo tempo, dedicarsi a Dio, abbracciando la vita religiosa del passionista, cioè del fedele discepolo e devoto del Crocefisso e dell'Addolorata.<br>Egli ebbe fiducia nell'opera della grazia, quando i problemi della salute parvero intralciare i suoi passi. Poté scoprire, così che la ricchezza di tale grazia è in grado di aiutare chi ha fede a superare ogni ostacolo, poiché "l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame" (''[[Salmi|Sal]]'' 33 [32], 18-19). Sorretto dalla grazia, Bernardo Maria poté, anzi, conoscere amici e fratelli molto impegnati, tra cui san [[Gabriele dell'Addolorata]], insieme ai quali camminare sulla via della perfezione religiosa. *La Provvidenza dispose che divenisse egli stesso {{NDR|[[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria]]}} strumento di misericordia e di grazia, quando fu scelto per formare i giovani della sua comunità, e poi per guidare durante lunghi anni la sua Congregazione passionista, difendendola dalle insidie laicistiche del suo secolo, promuovendone lo sviluppo e confermandone i religiosi nell'ardua sequela di Cristo crocifisso, il "sommo sacerdote", modello e maestro di ogni sacerdote, "provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 15). *In padre [[Carlo di Sant'Andrea|Carlo di sant'Andrea]], un altro sacerdote della Congregazione passionista, troviamo un fulgido esempio della potenza divina che opera per consolare, riconciliare e guarire il suo popolo attraverso il ministero dei suoi fedeli servitori. Il ministero sacerdotale del beato Carlo si svolse nel continuo servizio agli altri. La sua vita è caratterizzata dalla umile ed esemplare dedizione al servizio, che determina la vera grandezza di un discepolo. *{{NDR|[[Onorato da Biała]]}} Ecco colui al quale il Signore ha donato la sua grazia: religioso dedito con magnanimità e fino in fondo al suo ideale di frate minore cappuccino. Vero figlio spirituale di san Francesco, sacerdote e apostolo. Assiduo ministro del sacramento del Perdono e della Riconciliazione, il suo eroico servizio nel confessionale divenne una vera direzione spirituale. Ebbe il profondo dono di saper scoprire e mostrare le vie della vocazione divina. Era uomo di costante preghiera, particolarmente nell'adorazione del Santissimo Sacramento; immerso in Dio e ad un tempo aperto alla realtà terrena. *{{NDR|Onorato da Biała}} Indicava la via alla perfezione che nasceva dalla lettura del Vangelo e dalla contemplazione. Incoraggiava a rimanere nel suo ambiente e ad imitare la vita di Gesù e Maria a Nazaret, a praticare i consigli evangelici nel nascondimento, senza segni esterni. Divenne un innovatore della vita monastica e fondatore di una sua nuova forma simile agli odierni istituti laicali. Mediante le sue figlie e i suoi figli spirituali cercava di far rigenerare nella società lo spirito di zelo dei primi cristiani, e raggiungeva per il loro tramite tutti gli ambienti. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1989/documents/hf_jp-ii_hom_19891001_nuovi-beati.html Beatificazione di Niceforo e 25 compagni martiri, di Lorenzo Salvi, di Geltrude Comensoli e di Francisca-Ana Carbonell]''|Omelia pronunciata il 1º ottobre 1989 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[Lorenzo Maria di San Francesco Saverio|Lorenzo]] combatté la "buona battaglia della fede", secondo lo spirito della sua congregazione religiosa, lavorando intensamente nella predicazione delle missioni al popolo, nei corsi di esercizi spirituali, nel mistero delle confessioni. In quanti avvicinava egli cercava di instillare l'amore del Cristo povero ed umile, mediante la devozione all'infanzia di Gesù e alla sua Passione, momenti nei quali massimamente si rivelano l'umiltà e la dolcezza del salvatore. Convinto dell'infinita misericordia del Cuore di Cristo, egli non si stancava di esortare le anime alla fiducia, sull'esempio del bambino che in tutto s'affida alle braccia amorevoli e forti del padre. *È ancora l'esempio del Cristo povero ed umile, contemplato soprattutto nel mistero eucaristico, a guidare l'impegno di [[Geltrude Comensoli]] nel faticoso itinerario spirituale e nelle travagliate vicende della fondazione delle suore sacramentine di Bergamo. È proprio l'umiltà del Pane eucaristico, sacramento della presenza reale di Cristo, che sostiene Geltrude e le consente di stare di fronte alla mensa dei potenti con l'intrepida costanza di [[Lazzaro mendicante|Lazzaro]], nella volontaria scelta dell'evangelico "ultimo posto". *Di fronte al binomio ricchezza-povertà, [[Francinaina Cirer Carbonell|Francisca-Ana]] scelse la povertà ed escluse dal progetto della sua vita cristiana e consacrata la ricchezza perché sapeva che poteva allontanarla da Dio. [...] Una vita piena di incertezze, ma anche una vita in cui non ebbe nessun ostacolo per poter servire Dio, perché Francisca-Ana aveva dato tutto ciò che aveva, e non solo, si era lei stessa consacrata a Dio nella verginità.<br>Così, libera da tutto ciò che la potesse legare a questo mondo, combatte la battaglia della fede (''[[Prima lettera a Timoteo|1 Tm]]'' 6, 12) intraprendendo decisamente il cammino della perfezione cristiana. Con la beata Francisca-Ana dei dolori di Maria, il Signore ci offre un magnifico esempio del saper anteporre il servizio di Dio al servizio delle ricchezze e del mondo, del saper tenere il cuore libero per poterlo consacrare e dedicare solamente a lui. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati.pdf Beatificazione di Pier Giorgio Frassati]''|Omelia pronunciata il 20 maggio 1990 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Pier Giorgio Frassati]]}} La potenza dello Spirito di verità, unito a Cristo, lo ha reso moderno testimone della speranza, che scaturisce dal Vangelo, e della grazia di salvezza operante nel cuore dell'uomo. È diventato, così, il testimone vivo e il difensore coraggioso di questa speranza a nome dei giovani cristiani del secolo ventesimo. *La fede e la carità, vere forze motrici della sua esistenza, lo resero attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità. *Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità, è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1992/documents/hf_jp-ii_hom_19921025_beatificaz-martiri.html Beatificazione di 122 martiri spagnoli e di una laica ecuadoriana]''|Omelia pronunciata il 25 ottobre 1992 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 4, 6). Queste parole di San Paolo, che abbiamo appena ascoltato, sembrano ispirare i messaggi lasciati dai martiri [[Martiri claretiani di Barbastro|Filippo de Jesús Munárriz e 50 suoi compagni Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria]]. [...] appartenevano alla Comunità-Seminario della città aragonese di Barbastro. È tutto un seminario ad affrontare con generosità e coraggio la loro offerta di sacrificio al Signore. L'integrità spirituale e morale di questi giovani è giunta sino a noi attraverso testimoni diretti e anche attraverso i loro scritti. [...] Tutte le testimonianze che abbiamo ricevuto ci permettono di affermare che questi Clarettiani morirono perché erano discepoli di Cristo, perché non volevano rinnegare la propria fede e i propri voti religiosi. Per questo, versando il loro sangue ci esortano tutti a vivere e morire per la Parola di Dio che siamo stati chiamati ad annunciare. I Martiri di Barbastro, seguendo il loro fondatore [[Antonio María Claret y Clará|sant'Antonio Maria Claret]], che aveva anch'egli subito un attentato durante la sua vita, sentivano lo stesso desiderio di versare il proprio sangue per amore di Gesù e di Maria [...]. *{{NDR|[[Narcisa di Gesù Martillo y Morán|Narcisa di Gesù]] fu}} esempio di virtù, specialmente per tante donne dell'America Latina che, come Narcisa, devono emigrare dalla campagna alla città in cerca di lavoro e di guadagno. Una particolare caratteristica di questa Beata è stata la forte unione con Dio attraverso la preghiera [...]. *In questa giovane ecuadoriana {{NDR|Narcisa di Gesù}}, che visse solo trentasette anni tra continue mortificazioni e dure penitenze corporali, troviamo la costante attuazione della saggezza della Croce in ogni circostanza della vita. Essa era fermamente convinta che la via della santità passa attraverso l'umiliazione e l'abnegazione, vale a dire il sentirsi crocifissa con Cristo. Sicuramente possiamo porre sulle labbra della Beata le parole del salmista: "Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino" (''[[Salmi|Sal]]'' 34, 2-3). La spiritualità di Narcisa de Jesús si fonda sul nascondersi agli occhi del mondo, vivendo nella più profonda umiltà e povertà, offrendo al Signore le sue penitenze come sacrificio per la salvezza degli uomini. Ma oggi si compiono realmente per la Beata le parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Chi si umilia sarà esaltato" (''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 18, 14). *La [[parola di Dio]] mette sempre nuove radici. Su queste radici noi dobbiamo crescere. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1993/documents/hf_jp-ii_hom_19931010_beatificazioni.html Santa Messa per le beatificazioni di tredici Servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 10 ottobre 1993 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La Chiesa saluta te, Suor [[Maria Francesca di Gesù]] Fondatrice delle [[Suore cappuccine di Madre Rubatto|Suore Terziarie Cappuccine di Loano]], che hai fatto della tua esistenza un continuo servizio agli ultimi, testimoniando lo speciale amore che Dio ha per i piccoli e gli umili. *{{NDR|[[Maria Francesca di Gesù]]}} Seguendo fedelmente le orme di [[Francesco d'Assisi|Francesco]], l'innamorato della povertà evangelica, hai imparato non solo a servire i poveri, ma a farti povera tu stessa e hai indicato alle tue figlie spirituali questa speciale via di evangelizzazione. Con la crescita dell'Istituto, questa iniziale intuizione è diventata profondo slancio missionario che ha condotto te e la tua opera in America Latina, dove alcune tue figlie spirituali hanno suggellato col sacrificio della vita quel servizio ai poveri che costituisce il carisma affidato alla tua Congregazione a vantaggio dell'intera Chiesa. [...] Continua la tua profetica testimonianza della carità ancora oggi nei molteplici campi di apostolato in cui opera la Congregazione, contribuendo a far giungere ad ogni uomo, in particolare ai sofferenti e agli abbandonati, l'invito universale al banchetto delle nozze celesti (cf. ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 22, 9). *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Tu hai conformato la vita a Colui che per amore dell'uomo si è lasciato inchiodare alla croce. Tu ''hai piantato l'esistenza nella casa del Signore'' così da abitare per sempre negli atri dell'amore, fedele alla Trinità beata (cf. ''[[Salmi|Sal]]'' 23, 6). In una breve esistenza, hai cercato costantemente il volto dell'Amato ''in cui hai sperato'' (cf. ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 25, 9). Lo hai trovato sul viso dei poveri che bussavano alla tua carità; lo hai visto nelle Consorelle affidate alle tue cure e alla tua autorità; lo hai udito tra le mura del monastero di Ostra Vetere, che ha custodito la tua consacrazione. Ma ben più intensamente lo hai sentito vicino nell'''incontro quotidiano del banchetto eucaristico'', cosciente che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue sarà vera ''dimora dell'Altissimo,'' e vivrà in eterno. *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Così, seguendo la regola d'oro dei consigli evangelici ti sei trovata adorante ai piedi della croce del Redentore, discepola della Vergine Immacolata, verso cui nutrivi una filiale devozione. Povertà, castità e obbedienza vissute in francescana semplicità e letizia sono state lo strumento che ti ha resa sicura di poter compiere tutto in Colui che dà forza (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 4, 13), ed ora contempli la gloria del tuo Signore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1994/documents/hf_jp-ii_hom_19941016_beatificazione.html Beatificazione di cinque religiosi: Nicolas Roland, Alberto Hurtado Cruchaga, María Rafols, Petra de San José Pérez Florido e Giuseppina Vannini]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1994 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Sì, abbiamo "un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 14). È Gesù Cristo, il Signore crocifisso, risorto e vivo nella gloria. Fu lui l'anima dell'attività di ''[[Nicolas Roland]]''.<br>Nel corso della sua vita, breve ma di grande densità spirituale, non smise mai di lasciare che il Signore compisse per mezzo suo la sua missione di gran sacerdote. Conformato alla persona di Cristo, ne condivideva l'amore per coloro che guidava al sacerdozio per "ricevere misericordia" (''Eb'' 4, 16) [...]. *Il ''[[Alberto Hurtado|Beato Alberto Hurtado]]'' si fece servitore per avvicinare gli uomini a Dio. La sua profonda vita interiore lasciava a chi lo incontrava l'immagine indimenticabile di uomo ''di Dio sempre disposto all'aiuto generoso''. [...] Nel suo ministero sacerdotale, caratterizzato da ''un vivo amore per la Chiesa'', si distinse come maestro nella direzione spirituale e come ''predicatore instancabile'', trasmettendo a tutti il fuoco di Cristo che portava dentro, in particolare nella fecondità di vocazioni sacerdotali e nella formazione di laici impegnati nell'azione sociale. *Contemplativa nell'azione: questo è lo stile e il messaggio che ci lascia [[María Rafols Bruna|Maria Rafols]]. Le ore di silenzio e di preghiera nell'oratorio della cappella dell'Ospedale di Grazia di Zaragoza, conosciuto come "Domus infirmorum urbis et orbis" si prolungano poi nel servizio generoso a tutti gli infermi che lì si trovavano: invalidi, dementi, donne abbandonate alla propria sorte e bambini. In tal modo manifesta che la carità, la vera carità, ha la propria origine in Dio, che è amore (''[[Prima lettera di Giovanni|1 Gv]]'' 4, 8). *La ''[[Pietra di San Giuseppe|Beata Petra de San José]]'' è un esempio di donna consacrata che, tra innumerevoli difficoltà, accoglie con fede il carisma che lo Spirito le accorda al servizio di tutti.<br>Orfana fin da quando era molto piccola assunse per madre la Vergine. Questa esperienza segnò tutta la sua vita, scoprendo che il suo compito era quello di essere la madre di bambini, giovani o anziani che mancavano dell'affetto e dell'amore familiare. Madre Petra è infatti un esempio di come la ''verginità dei religiosi e delle religiose si trasformi in una feconda maternità spirituale'', intrapresa e portata a compimento attraverso l'amore sponsale a Gesù Cristo, manifestata nella ''disponibilità totale e aperta ai bisognosi''. Sentendosi amata da Dio e rispondendo a questo amore, anche in mezzo a mille prove, ci offre un modello luminoso di preghiera, di sacrificio per i fratelli e di servizio ai poveri [...]. *Servire i sofferenti: ecco lo speciale carisma di ''[[Giuseppina Vannini]]'' fondatrice della Congregazione delle Figlie di san Camillo. Essere tutta di Dio, amato ed onorato in chi è nel bisogno, fu la sua costante preoccupazione, tradotta in una carità quotidiana senza confini accanto agli infermi, sulle orme del grande apostolo degli ammalati, [[Camillo de Lellis|san Camillo de Lellis]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950129_beatificazioni.html Concelebrazione eucaristica per la beatificazione di un vescovo messicano, di una suora spagnola e di due religiosi italiani]''|Omelia pronunciata il 29 gennaio 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La nuova evangelizzazione, alla quale ho chiamato in numerose occasioni tutta la Chiesa e nella quale è impegnata anche la Chiesa in America, trova in figure come quella di [[Rafael Guízar Valencia]] un modello da seguire. Alla sua intercessione desideriamo affidare il lavoro apostolico, volto ad estendere il Regno, che svolgono tanti uomini e donne, in ogni luogo e anche in situazioni difficili, come quelle che sperimentò il nuovo Beato. *Vissuto in una società segnata dall'emarginazione e dalla sofferenza morale, [[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] seppe condividere in pieno le attese e le angosce dei più deboli, rispondendo al profondo bisogno di Dio presente nei fratelli assetati di giustizia e di amore. Divenne così fermento di rinnovamento e segno vivo di speranza. Veramente la mano del Signore era sopra di lui rendendolo, per ogni categoria sociale, ministro di misericordia e di consolazione, soprattutto attraverso l'assidua e paziente celebrazione del sacramento della Riconciliazione. *[[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] fu autentico "fratello universale": su di lui ognuno poteva contare, trovando ascolto, accoglienza, condivisione. Questo amore lo accompagnò fino al dono di se stesso, quando non esitò ad esporsi al pericolo della morte pur di assistere i fratelli colpiti da un'epidemia di colera. Ne condivise in effetti la sorte fino in fondo, cadendo vittima di carità. *{{NDR|[[Genoveva Torres Morales]]}} Donna umile, sia per la sua origine sia per la sua cultura, possedette la scienza dell'amore divino, appreso nella sua profonda devozione al Cuore di Gesù Cristo. [...] La sua opera continua ad essere oggi di grande attualità, poiché la solitudine e l'abbandono, con tutti i pericoli che ne conseguono, sono tra i mali più dolorosi di tutti i tempi. Ad essi volle far fronte la Beata Genoveva Torres e noi le chiediamo che continui a incoraggiare anime generose che, fedeli al carisma che essa ricevette dallo Spirito, si adoperino per imitare il suo esempio e per continuare la sua opera. *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} Giovane Passionista, nel corso della sua breve esistenza s'ispirò costantemente ad alcune linee programmatiche che restano significative anche per noi: dare a Dio il primo posto; manifestare a Gesù Crocifisso costante gratitudine mediante opere concrete di penitenza e di umiltà; perseverare nel bene anche a costo di grandi sacrifici; vivere con austerità e accontentarsi in tutto; essere sempre disponibile per gli altri.<br>Secondo il carisma della Famiglia Passionista, egli sentiva di dover completare in sé le sofferenze di Cristo a vantaggio dell'intero suo corpo mistico (cf. ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 1, 24). *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} I biografi lo ricordano allegro anche nelle umiliazioni, nelle contrarietà e nelle difficoltà degli studi. I compagni notavano che, pure non facendo cose diverse da loro, Grimoaldo le compiva con straordinaria e crescente intensità di amore. In lui i giovani di oggi e di domani possono scorgere un modello di spiritualità semplice e generosa, fortemente ancorata al mistero pasquale di Cristo. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951029_beatificazioni.html Beatificazione di Maria Theresia Scherer, María Bernarda Bütler e Marguerite Bays]''|Omelia pronunciata il 29 ottobre 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Fin dall'infanzia [[Maria Theresia Scherer|Maria Theresia]] dimostrava una disponibilità interna al perdono, disponibilità che l'ha costretta certe volte a delle decisioni sofferte per poter rispondere al richiamo che il Signore le ha trasmesso tramite la sua Chiesa. La dinamicità del suo carattere e la sua vivacità invece non erano in contrasto con la sua profonda fede e con le esigenze morali sulle quali si fondava il suo operato; al contrario ella impiegava tutti i suoi talenti e li sviluppava fino in fondo per sfruttarli sia nella vita privata che nella vocazione che era chiamata a esprimere per le sue sorelle ed i suoi fratelli. In questo modo scopriamo il segreto del collegamento tra l'uomo singolo ed il suo Dio: la risposta alla chiamata di Cristo per seguirLo libera l'uomo in modo straordinario mettendolo in grado di sviluppare i propri talenti in abbondanza. *Maria Theresia rimane un esempio. La sua forza interiore cresceva grazie alla sua vita religiosa: passava molte ore davanti al Santissimo, dove il Signore trasmette il suo amore a tutti coloro che vivono in stretta unione con lui. Ma l'amore non risiede nel cuore di un uomo senza che lì si sviluppino anche le virtù. Più cresceva la sua vita interiore, più Maria Theresia diventava sensibile alle esigenze del mondo del suo tempo. Nelle difficili circostanze che l'Europa attraversò nel diciannovesimo secolo, lei aiutava i popoli dell'Europa centrale con le sue numerose fondazioni. *{{NDR|[[Maria Bernarda Bütler]]}} Da perfetta figlia di San Francesco d'Assisi, desidera servire Dio servendo i fratelli. È ammirabile la sua generosità. Si spoglia di tutto in modo radicale e rischia la sua vita per Cristo, poiché il suo desiderio più grande è annunciare il Signore fino agli estremi della terra. *La missione vissuta da [[Margherita Bays|Marguerite Bays]] è la missione che compete a ogni cristiano. Durante il catechismo si sforzava di presentare ai fanciulli del suo villaggio il messaggio del Vangelo con parole loro comprensibili. Si occupava disinteressatamente dei poveri e dei malati. Pur senza lasciare il suo paese, aveva il cuore aperto alle dimensioni della Chiesa universale e del mondo. *Marguerite Bays ci esorta a fare della nostra esistenza un cammino d'amore e ci rammenta la nostra missione nel mondo: annunciare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, e in particolare ai giovani, il Vangelo. Ci invita a far scoprire loro la grandezza dei sacramenti della Chiesa. Come potranno, infatti, i giovani di oggi riconoscere il Salvatore sul loro cammino, se non sono introdotti ai misteri cristiani? Come potranno avvicinarsi alla mensa eucaristica e al sacramento della penitenza, se nessuno ne fa scoprire loro la ricchezza, così come aveva saputo fare Marguerite Bays? {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1996/documents/hf_jp-ii_hom_19960512_beatificazioni.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 12 maggio 1996 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La carità verso Dio e verso il prossimo è stata intensamente vissuta ed incarnata anche dal sacerdote leccese ''[[Filippo Smaldone]]'', la cui esistenza fu contrassegnata da costante attenzione verso i poveri e da straordinario slancio apostolico. [...] La sua intensa e solida spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera, di meditazione e di penitenza anche corporale, lo spinse ad un servizio sociale aperto a quelle intuizioni precorritrici che l'autentica carità pastorale sa suscitare. *"''Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori''" (''[[Prima lettera di Pietro|1 Pt]]'' 3, 15). Queste parole della Lettera di san Pietro ben pongono in luce l'intensa e feconda attività apostolica che ''[[Gennaro Maria Sarnelli]]'', Redentorista, svolse sia attraverso la predicazione al popolo che con i numerosi scritti. ''L'intima comunione personale che egli intratteneva con Cristo'' fu la costante sorgente del suo instancabile zelo pastorale.<br>La sua vicenda umana e religiosa, come quella di sant'[[Alfonso Maria de' Liguori|Alfonso Maria de Liguori]] di cui fu amico e collaboratore, si espresse in modo particolare, ''in una spiccata sensibilità verso i poveri'', avvicinati ed accolti nella luce della loro realtà di figli di Dio.<br>La sua fu un'azione evangelizzatrice caratterizzata da grande dinamismo: egli seppe conciliare l'impegno missionario con l'attività di scrittore e col ministero, non meno impegnativo, di consigliere e guida spirituale. Pur procedendo secondo gli schemi culturali del tempo, il nuovo Beato non trascurò mai di cercare ''forme rinnovate di evangelizzazione'' per rispondere alle sfide emergenti. *La Misericordia divina è la chiave di lettura della spiritualità semplice e profonda di ''[[Maria Raffaella Cimatti]]'', religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Alla infinita misericordia di Dio, di cui parla il salmista, ella ispirò la sua azione, specialmente nel servizio ai poveri ed ai sofferenti. Questa donna, che oggi viene elevata agli onori degli altari, consumò se stessa nella totale consacrazione a Dio e nel silenzioso e diuturno servizio agli ammalati. [...] Nel nostro tempo, segnato non di rado dall'indifferenza e dalla tentazione di chiudersi di fronte alle necessità del prossimo, questa umile religiosa costituisce un luminoso esempio di ''femminilità pienamente realizzata nel dono di sé''. *{{NDR|Su [[Candida Maria di Gesù]]}} La sua profonda esperienza dell'amore di Dio per ognuna delle sue creature la portò a corrispondere con generosità e dedizione. Plasmò la sua carità verso il prossimo nella fondazione della Congregazione delle Figlie di Gesù, con il carisma dell'educazione cristiana dell'infanzia e della gioventù. Le attenzioni che prodigava alle sue religiose, ai benefattori delle sue opere, ai sacerdoti, alle allieve, ai bisognosi, fino a renderle universali, sono una manifestazione visibile del suo amore verso Dio, della sua radicale sequela di Gesù e della sua totale consacrazione alla causa del suo Regno. *Madre Cándida disse un giorno a un'allieva del suo Collegio di Tolosa: "''tu sarai Figlia di Gesù''". La giovane era ''[[María Antonia Bandrés y Elósegui|María Antonia Bandrés Elósegui]]'', che oggi è elevata con la Fondatrice agli onori degli altari. Innamorata di Gesù, fece sì che anche gli altri lo amassero. Come catechista, formatrice di operaie, missionaria nel desiderio essendo già religiosa, consumò la sua breve esistenza condividendo, amando e servendo gli altri. Nella sua malattia, unita a Cristo, ci ha lasciato un esempio eloquente di partecipazione all'opera salvifica della croce. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010429_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di cinque servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 29 aprile 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'esperienza del mistero pasquale rende nuove tutte le cose, poiché, come abbiamo cantato nell'Annunzio pasquale: "Sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti". Questo spirito animò l'intera esistenza di [[Carlos Manuel Rodríguez Santiago]], primo puertoricano elevato alla gloria degli altari. Il nuovo beato, illuminato dalla fede nella resurrezione, condivideva con tutti il profondo significato del Mistero pasquale ripetendo spesso: "Viviamo per quella notte", la notte di Pasqua. Il suo fecondo e generoso apostolato consistette principalmente nello sforzarsi affinché la Chiesa a Puerto Rico prendesse coscienza di questo grande evento della nostra salvezza.<br>Carlos Manuel Rodríguez ha messo in evidenza la chiamata universale alla santità per tutti i cristiani e quanto sia importante che ogni battezzato risponda ad essa in modo consapevole e responsabile. Che il suo esempio aiuti tutta la Chiesa a Puerto Rico a essere fedele, vivendo con salda coerenza i valori e i principi cristiani ricevuti nell'evangelizzazione dell'Isola! *Modello di una vita umile e discreta, [[Marie-Anne Sureau Blondin|Marie-Anne Blondin]] trovò la sua forza interiore nella contemplazione della Croce, mostrandoci come la vita d'intimità con Cristo sia il mezzo più sicuro per recare misteriosamente dei frutti e per compiere la missione voluta da Dio. Possa il suo esempio suscitare nelle religiose del suo istituto e in numerosi giovani il piacere di servire Dio e gli uomini, in particolare la gioventù, alla quale è importante offrire i mezzi per un autentico sviluppo spirituale, morale e intellettuale! *{{NDR|Su [[Caterina Volpicelli]]}} Nella sua vita, tutta consacrata al cuore dell'Agnello immolato, risaltano tre aspetti significativi: una profonda spiritualità eucaristica, un'indomita fedeltà alla Chiesa, una sorprendente generosità apostolica.<br>L'Eucaristia, a lungo adorata e fatta centro della sua vita sino a formulare il voto di vittima espiatrice, fu per lei scuola di docile e amorosa obbedienza a Dio. Fu, al tempo stesso, sorgente di amore tenero e misericordioso per il prossimo: nei più poveri ed emarginati ella amava il suo Signore, a lungo contemplato nel Santissimo Sacramento.<br>Sempre dall'Eucaristia seppe trarre quell'ardore missionario che la spinse a esprimere la sua vocazione nella Chiesa, docilmente sottomessa ai Pastori e profeticamente intenta a promuovere il laicato e forme nuove di vita consacrata. Senza delimitare spazi operativi, né dare origine a istituzioni specifiche, volle, come lei stessa affermava, trovare la solitudine nelle occupazioni e un fecondo lavoro nella solitudine. Fu la prima "zelatrice" dell'Apostolato della Preghiera in Italia e lascia in eredità, specialmente alle Ancelle del Sacro Cuore, una singolare missione apostolica che deve continuare ad alimentarsi incessantemente alla fonte del Mistero eucaristico. *{{NDR|Su [[Caterina Cittadini]]}} Nel corso della sua non facile esistenza, la nuova Beata manifestò un amore indomito per il Signore. Questa sua profonda capacità di amare, sostenuta da un grande equilibrio affettivo, viene posta in evidenza da quanti hanno avuto modo di conoscerla. Rimasta orfana fin dalla più tenera età, si fece lei stessa madre amorevole per le orfane. E "madri" volle fossero le sue figlie spirituali nella scuola e nel contatto con i fanciulli.<br>Caterina si sforzava di "''essere di Cristo, per portare a Cristo''". Il segreto fu anche per lei l'unione con l'Eucaristia. Alle sue prime collaboratrici raccomandava di coltivare un'intensa vita spirituale nella preghiera e, soprattutto, un contatto vitale con Gesù eucaristico. Quanto mai attuale è questa consegna spirituale anche per coloro che sono chiamati ad essere maestri nella fede e vogliono trasmettere alle nuove generazioni, in quest'epoca di grandi mutamenti sociali, i valori della cultura cristiana! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010509_malta-beatification.html Santa messa e beatificazione di tre servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 9 maggio 2001 a Floriana; citato in ''vatican.va''.}} *Dalla sua morte, avvenuta nel 1962, poco prima dell'apertura del Concilio Vaticano II, il ''Beato [[Giorgio Preca]]'' ha goduto fama di santità a Malta e ovunque i maltesi si siano insediati. Don Giorgio fu un pioniere nel campo della catechesi e nella promozione del ruolo dei laici nell'apostolato, che il Concilio ha poi sottolineato in modo particolare. Perciò divenne come un ''secondo padre di Malta nella fede''. Con umiltà e mitezza, e utilizzando appieno i talenti di mente e di cuore che Dio gli aveva donato, Don Giorgio fece proprie le parole di San Paolo a Timoteo: "Le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 2, 2). *[...] la [[mitezza]] delle [[Beatitudini]] ha il potere di trasformare la famiglia, i luoghi di lavoro e le scuole, le città e i villaggi, la politica e la cultura. ''Può cambiare il mondo!'' *Anche il Servo di Dio ''[[Ignazio Falzon]]'' aveva una grande passione per la predicazione del Vangelo e per l'insegnamento della fede cattolica. Anch'egli mise i suoi numerosi talenti e la sua formazione intellettuale al servizio dell'opera catechetica. L'Apostolo Paolo scrisse: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza , perché ''Dio'' ama chi dona con gioia" (''[[Seconda lettera ai Corinzi|2 Cor]]'' 9, 7). Il ''Beato Ignazio donò abbondantemente e gioiosamente'' e le persone trovavano in lui non solo un'infinita energia, ma anche gioia e pace profonde. Rinunciò al successo terreno per il quale era stato preparato ''al fine di servire il bene spirituale degli altri'', inclusi i numerosi soldati e marinai britannici di stanza a Malta a quel tempo. Nell'avvicinarsi a loro, alcuni dei quali erano cattolici, anticipò lo spirito ecumenico di rispetto e di dialogo che oggi ci è tanto familiare, ma che a quel tempo non era sempre così diffuso. *Nata in Italia da padre maltese, ''suor [[Maria Adeodata Pisani]]'' giunse qui a diciannove anni e trascorse la maggior parte della sua vita quale fulgido esempio di consacrazione religiosa benedettina nel Monastero di San Pietro. [...] Preghiera, obbedienza, servizio alle sue sorelle e maturità nello svolgere i compiti a lei assegnati: queste furono le caratteristiche della vita santa e silenziosa di Maria Adeodata. Nascosta nel cuore della Chiesa, ''sedeva ai piedi del Signore e ascoltava i suoi insegnamenti'' (cfr ''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 10, 39), assaporando le cose che durano per sempre (cfr ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 3, 2). Mediante la preghiera, il lavoro e l'amore, divenne una fonte di fecondità spirituale e missionaria senza la quale la Chiesa non può predicare il Vangelo come Cristo esige, perché la ''missione e la contemplazione hanno bisogno l'una dell'altra'' (cfr ''Novo millennio ineunte'', n. 16). *[[Malta]], Malta! Hai ricevuto tanto dal ministero di San Paolo e dalla testimonianza del Beato Giorgio Preca, del Beato Ignazio Falzon e della Beata Adeodata. Andando incontro al futuro, resta fedele all'eredità che hai ricevuto! Segui Cristo con cuore indiviso e non temere mai di affermare la verità che salva e i valori che conducono alla vita! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20011007_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 7 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 7 ottobre 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Monsignor [[Ignazio Maloyan|Ignace Maloyan]], morto martire all'età di 46 anni, ci ricorda la battaglia spirituale di ogni cristiano, la cui fede è esposta agli attacchi del male. È nell'Eucaristia che attingeva, giorno dopo giorno, la forza necessaria per compiere con generosità e passione il suo ministero di sacerdote, dedicando alla predicazione, alla pastorale dei sacramenti e al servizio dei più poveri. *Nella sua vita di madre di famiglia e di religiosa fondatrice delle Suore della Provvidenza, [[Émilie Tavernier Gamelin]] è stata il modello di un coraggioso abbandono alla Provvidenza. La sua attenzione per le persone e le situazioni la portò a inventare forme nuove di carità. Aveva un cuore aperto a ogni sofferenza, servendo soprattutto i poveri e i piccoli, che desiderava trattare come re. *Rivolgiamo lo sguardo al beato [[Nikolaus Gross]], giornalista e padre di famiglia. Con acume comprese che l'ideologia nazionalsocialista non poteva accordarsi con la fede cristiana. Coraggiosamente prese la penna per difendere la dignità delle persone. *La suora clementina {{NDR|[[Maria Euthymia Üffing|Maria Euthymia]]}} si è dedicata alla cura dei malati, in particolare dei prigionieri di guerra e degli immigrati. Fu detta anche "mamma Euthymia". Dopo la guerra dovette occuparsi di una lavanderia invece che della cura dei malati. Avrebbe certo preferito servire le persone piuttosto che le macchine. Ciononostante rimase una suora piena di empatia che aveva per tutti un sorriso amichevole e una buona parola. *La sintesi vitale tra contemplazione e azione, assimilata a partire dalla quotidiana partecipazione all'Eucaristia, fu il fondamento dell'esperienza spirituale e dello slancio di carità di [[Eugenia Picco]]. *Anche di fronte alla sofferenza, con gli inevitabili momenti di difficoltà e di smarrimento che questa comporta, la beata Eugenia Picco seppe trasformare l'esperienza del dolore in occasione di purificazione e di crescita interiore. Dalla nuova Beata impariamo l'arte di ascoltare la voce del Signore, per essere testimoni credibili del Vangelo della carità in questo primo scorcio di millennio. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2002/documents/hf_jp-ii_hom_20020414_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 14 aprile 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, [[Gaetano Errico]] annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l'importanza del sacramento della [[Confessione|penitenza]], dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli più deboli. *{{NDR|[[Lodovico Pavoni]]}} Dotato di animo particolarmente sensibile, si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici. A fondamento di tutto c'era una solida spiritualità. Egli ci esorta con la sua testimonianza a confidare in Gesù e a immergerci sempre più nel mistero del suo amore. *{{NDR|[[Apparizione di Gesù sulla via di Emmaus|Sulla via di Emmaus]]}} Gesù si manifesta come compagno sul cammino della vita dell'uomo e come Maestro paziente, che sa modellare il cuore e illuminare la mente affinché comprenda il disegno di Dio. Dopo l'incontro con Lui, i discepoli di Emmaus, superato l'abbattimento e la confusione, diressero i loro passi verso la nascente comunità cristiana per annunciarle la notizia che avevano visto il Signore risorto. *Dall'Italia, è più precisamente dalla Diocesi di Asti, il salesiano ''[[Luigi Variara|Padre Luis Variara]]'', seguace fedele di Gesù misericordioso e vicino agli afflitti, giunse in Colombia. Sin dal primo istante dedicò la sua energia giovanile e la ricchezza dei suoi doni al servizio dei malati di lebbra. *''[[Artemide Zatti]]'', coadiutore salesiano, partì con la sua famiglia dalla Diocesi di Reggio Emilia alla ricerca di una vita migliore in Argentina, la terra sognata da Don Bosco. Lì scoprì la sua vocazione salesiana, che si concretizzò in un servizio agli infermi appassionato, competente e pieno di amore. I quasi cinquant'anni trascorsi a Viedema rappresentano la storia di un religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi. *''[[María Romero Meneses|Suor Maria Romero Meneses]]'', Figlia di Maria Ausiliatrice, seppe riflettere il volto di Cristo che si fa riconoscere nella divisione del pane. Nata in Nicaragua, svolse la sua formazione alla vita religiosa a El Salvador e trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica. Questi amati popoli del Centro America, uniti ora nel giubilo della sua beatificazione, potranno trovare nella nuova beata, che tanto li amò, abbondanti esempi e insegnamenti per rinnovare e rafforzare la loro vita cristiana, tanto radicata in queste terre. *La chiamata che ardeva nel suo cuore portò [[Dolores Cabanillas|Maria del Transito]] a cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa. Non si sentì spenta quando la malattia la costrinse ad abbandonare i monasteri nei quali stava, ma proseguì con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, che essa continuò a cercare incessantemente. L'ideale francescano si manifestò quindi come il vero cammino che Dio voleva per lei e, con l'aiuto di guide sapienti, intraprese un cammino di povertà, umiltà, pazienza e carità, dando vita a una nuova Famiglia religiosa. {{int|''[https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2002/10/20/0518/00612.pdf Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 20 ottobre 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"''Ti ho chiamato per nome''" (''[[Libro di Isaia|Is]]'' 45,4). Le parole con le quali il profeta [[Isaia]] indica la missione affidata da Dio ai propri eletti esprimono bene la vocazione di ''[[Andrea Giacinto Longhin]]'', l'umile cappuccino che per 32 anni è stato Vescovo della Diocesi di Treviso, all'inizio del secolo scorso, il ventesimo. È stato un Pastore semplice e povero, umile e generoso, sempre disponibile verso il prossimo, secondo la più genuina tradizione cappuccina.<br>Lo chiamavano il Vescovo delle cose essenziali. In un'epoca segnata da eventi drammatici e dolorosi, si è dimostrato padre per i preti e pastore zelante della gente, sempre accanto ai suoi fedeli, specialmente nei momenti di difficoltà e di pericolo. Anticipava così ciò che avrebbe sottolineato il Concilio Ecumenico Vaticano II, indicando nell'evangelizzazione "uno dei principali doveri dei Vescovi" [...]. *"''Memori... del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza''" (''[[Prima lettera ai Tessalonicesi|1 Ts]]'' 1,2-3). Le parole dell'Apostolo delineano il ritratto spirituale del Padre ''[[Marcantonio Durando]]'', della Congregazione della Missione e degno figlio della terra piemontese. Egli visse di fede e di ardente slancio spirituale, disdegnando ogni forma di compromesso o di tiepidezza interiore.<br>Alla scuola di san [[Vincenzo de' Paoli]], egli seppe riconoscere nell'umanità di Cristo l'espressione più grande, e al contempo più accessibile e disarmante, dell'amore di Dio verso ogni uomo. Ancora oggi egli ci indica il mistero della Croce come il momento culminante in cui viene rivelato il mistero insondabile dell'amore di Dio. *"''Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza''" (''[[Salmi|Sal]]'' 95,7). Le parole del Salmo responsoriale ben esprimono l'anelito missionario, che ha pervaso suor ''[[Liduina Meneguzzi]]'', delle Suore di san Francesco di Sales. Nel breve, ma intenso, corso della sua esistenza, suor Liduina si prodigò a favore dei fratelli più poveri e sofferenti, in particolare nell'ospedale della missione di Dire Dawa, in Etiopia.<br>Con fervente zelo apostolico, cercava di far conoscere a tutti l'unico nostro Salvatore, Gesù. Alla scuola di Colui che è «mite e umile di cuore» (cfr ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 11,29), ella imparò a diffondere la carità, che sgorga da un cuore puro, superando ogni mediocrità ed inerzia interiore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030427_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 27 aprile 2003 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[...] rifulse per santità il beato ''[[Marco d'Aviano]]'', nel cui animo ardeva il desiderio di preghiera, di silenzio e di adorazione del mistero di Dio. Questo contemplativo itinerante per le strade dell'Europa fu al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi. Profeta disarmato della misericordia divina, fu spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l'unità dell'Europa cristiana. Al continente europeo, che si apre in questi anni a nuove prospettive di cooperazione, il beato Marco d'Aviano ricorda che ''la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane''. *Sorprendente è quanto Iddio ha compiuto attraverso ''[[Maria Cristina Brando]]''. La sua è una spiritualità eucaristica ed espiatrice, che si articola in due linee come "''due rami che partono dallo stesso tronco''": l'amore di Dio e quello del prossimo. Il desiderio di prendere parte alla passione di Cristo viene come "travasato" nelle opere educative, finalizzate a rendere le persone consapevoli della loro dignità e ad aprirsi all'amore misericordioso del Signore. *Protesa interamente a diffondere l'amore ai Cuori di Cristo e di Maria fu la beata ''[[Eugenia Ravasco]]''. Contemplando questi due Cuori, Ella si appassionò al servizio del prossimo e consumò la vita con letizia per i giovani e i poveri. Seppe aprirsi con lungimiranza alle urgenze missionarie, con una speciale sollecitudine per i "lontani" dalla Chiesa.<br>L'espressione: "fare il bene per amore del Cuore di Gesù" e "bruciare del desiderio del bene degli altri, specialmente della gioventù", ben sintetizza il suo carisma, che ha consegnato al suo Istituto. *{{NDR|[[Maria Domenica Mantovani]]}} Questa degna figlia della terra veronese, discepola del beato [[Giuseppe Nascimbeni]], si ispirò alla santa Famiglia di Nazaret per farsi "tutta a tutti", sempre attenta alle necessità del "povero popolo". Straordinario fu il suo modo di ''essere fedele in ogni circostanza sino all'ultimo respiro alla volontà di Dio'', dal quale si sentiva amata e chiamata. Che bell'esempio di santità per ogni credente! *Che dire, poi, della beata ''[[Giulia Salzano]]''? Precorrendo i tempi, fu un'apostola della nuova evangelizzazione, nella quale unì l'azione apostolica alla preghiera, offerta senza sosta specialmente per la conversione delle persone "indifferenti".<br>Questa nuova Beata ci incoraggia a perseverare nella fede e a ''non perdere mai la fiducia in Dio'', che tutto opera. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030504_canonization-spain.html Santa messa con canonizzazioni]''|Omelia pronunciata il 4 maggio 2003 a Madrid; citato in ''vatican.va''.}} *''[[Pedro Poveda Castroverde|San Pedro Poveda]]'', cogliendo l'importanza della funzione sociale dell'educazione, realizzò un importante compito umanitario ed educativo fra gli emarginati e i bisognosi. Fu maestro di preghiera, pedagogo della vita cristiana e dei rapporti fra la fede e la scienza, convinto che i cristiani dovessero apportare valori e impegni sostanziali per la costruzione di un mondo più giusto e solidale. Concluse la sua esistenza con la corona del martirio. *''[[Genoveva Torres Morales|Santa Genoveva Torres]]'' fu strumento della tenerezza di Dio verso le persone sole e bisognose di amore, di consolazione e di cure nel corpo e nello spirito. La nota caratteristica che dava impulso alla sua spiritualità era l'adorazione riparatrice dell'Eucaristia, fondamento a partire dal quale svolse un apostolato pieno di umiltà e semplicità, di abnegazione e di carità. *Uguale amore e sensibilità verso i poveri portò ''[[Angela della Croce|Santa Ángela de la Cruz]]'' a fondare la sua "Compagnia della Croce", con una dimensione caritativa e sociale a favore dei più bisognosi e con un impatto enorme sulla Chiesa e sulla società sivigliana della sua epoca. I suoi tratti distintivi erano la naturalità e la semplicità, ricercando la santità con uno spirito di mortificazione, al servizio di Dio nei fratelli. *''[[María Maravillas de Jesús|Santa Maravillas de Jesús]]'' visse animata da una fede eroica, plasmata nella risposta a una vocazione austera, ponendo Dio al centro della sua esistenza. Superate le tristi circostanze della Guerra Civile spagnola, realizzò nuove fondazioni dell'Ordine del Carmelo informate allo spirito caratteristico della riforma teresiana. La sua vita contemplativa e la clausura del monastero non le impedirono di rispondere ai bisogni delle persone che frequentava e di promuovere opere sociali e caritative attorno a sé. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040425_beatifications.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 25 aprile 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[August Czartoryski|Augusto Czartoryski]], giovane principe, ha elaborato un efficace metodo di discernimento dei disegni divini. Presentava a Dio nella preghiera tutte le domande e le perplessità di fondo e poi nello spirito di obbedienza seguiva i consigli delle sue guide spirituali. Così ha compreso la sua vocazione di intraprendere la vita povera per servire i più piccoli. Lo stesso metodo gli ha permesso, nel corso di tutta la vita, di compiere scelte tali, che oggi possiamo dire che egli ha realizzato i disegni della Provvidenza Divina in modo eroico. *Questa Beata colombiana {{NDR|[[Laura di Santa Caterina da Siena|Laura Montoya]]}} si sentì madre spirituale degli indigeni, ai quali ha voluto mostrare l'amore di Dio. I suoi tempi non furono facili, poiché le tensioni sociali insanguinavano anche allora la sua nobile patria. Ispirandoci al suo messaggio pacificatore, le chiediamo oggi che l'amata Colombia possa presto godere della pace, della giustizia e del progresso integrale. *Con fede profonda, speranza sconfinata e grande amore per Cristo, [[María Guadalupe García Zavala|Madre Lupita]] cercò la propria santificazione a partire dall'amore per il Cuore di Gesù e dalla fedeltà alla Chiesa. *{{NDR|[[Nemesia Valle]]}} È l'esempio di una santità luminosa, protesa alle alte vette della perfezione evangelica, e che si traduce nei semplici gesti della vita quotidiana interamente spesa per Dio. *Il Signore dice a [[Pietro apostolo|Pietro]] in modo deciso e incisivo: "Seguimi". Anche ''[[Eusebia Palomino Yenes|Suor Eusebia Palomino]]'', delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sentì un giorno la chiamata di Dio e rispose attraverso un'intensa spiritualità e una profonda umiltà nella vita quotidiana. Da buona salesiana, fu animata dall'amore per l'Eucaristia e per la Vergine. L'importante per lei era amare e servire; il resto non contava, fedele alla massima salesiana del "da mihi animas, caetera tolle".<br>Con la radicalità e la coerenza delle sue scelte, Suor Eusebia Palomino Yenes tracciò un cammino attraente ed esigente di santità per tutti noi e soprattutto per i giovani del nostro tempo. *"Mi ami tu?" domanda Gesù a Simon Pietro. Egli risponde: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". La vita della [[Alexandrina Maria da Costa|Beata Alexandrina Maria da Costa]] può riassumersi in questo dialogo d'amore. Permeata e ardente di queste ansie d'amore, non vuole negare nulla al suo Salvatore: dalla forte volontà, accetta tutto per dimostrargli che lo ama. Sposa di sangue, rivive misticamente la passione di Cristo e si offre come vittima per i peccatori, ricevendo la forza dall'Eucaristia che diventa l'unico alimento dei suoi ultimi tredici anni di vita.<br>Nell'esempio della Beata Alexandrina, espresso nella trilogia "soffrire, amare, riparare", i cristiani possono trovare lo stimolo e la motivazione per nobilitare tutto ciò che la vita ha di doloroso e triste attraverso la prova d'amore più grande: sacrificare la vita per chi si ama. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040516_canonizations.html Cappella papale per la canonizzazione di 6 beati]''|Omelia pronunciata il 16 maggio 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Luigi Orione]],}} uomo totalmente donato alla causa di Cristo e del suo Regno. Sofferenze fisiche e morali, fatiche, difficoltà, incomprensioni e ostacoli di ogni tipo hanno segnato il suo ministero apostolico. [...] La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza. *Sin dall'inizio il [[Spirito Santo|Paraclito]] ha ispirato uomini e donne che hanno ricordato e diffuso la verità rivelata da Gesù. Uno di questi è stato ''[[Josep Manyanet i Vives|san José Manyanet]]'', vero Apostolo della famiglia. Ispirandosi alla scuola di Nazareth, ha realizzato il suo progetto di santità personale e si è dedicato, con sollecitudine eroica, alla missione che lo Spirito gli ha affidato. *Uomo di preghiera, innamorato dell'Eucaristia, che gli piaceva adorare a lungo, ''[[Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini|Nimatullah Kassab Al-Hardini]]'' è un esempio per i monaci dell'Ordine libanese maronita, come pure per i suoi fratelli libanesi e per tutti i cristiani del mondo. Egli si è donato totalmente al Signore in una vita di grande rinuncia, mostrando che l'amore di Dio è l'unica fonte autentica di gioia e di felicità per l'uomo. Egli si è dedicato a cercare e a seguire Cristo, suo Maestro e Signore.<br>Accogliendo i suoi fratelli, egli ha dato sollievo e ha curato molte ferite nel cuore dei suoi contemporanei, testimoniando loro la misericordia di Dio. Possa il suo esempio illuminare il nostro cammino, suscitare, in particolare tra i giovani, un desiderio autentico di Dio e di santità, per annunciare al mondo presente la luce del Vangelo! *Di questa fecondità spirituale {{NDR|della Chiesa}} è singolare testimone ''[[Paola Elisabetta Cerioli]]'', la cui esistenza fu copiosa di frutti di bene.<br>Contemplando la Santa Famiglia, Paola Elisabetta intuì che le comunità familiari restano solide quando i legami di parentela sono sostenuti e cementati dalla condivisione dei valori della fede e della cultura cristiana. Per diffondere questi valori la nuova Santa fondò l'Istituto della Sacra Famiglia. Era infatti convinta che i figli, per crescere sicuri e forti, hanno bisogno di una famiglia sana e unita, generosa e stabile. *Dell'amore divino ''[[Gianna Beretta Molla]]'' fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. [...] Sull'esempio di Cristo, che "''avendo amato i suoi... li amò sino alla fine''" (''[[Vangelo secondo Giovanni|Gv]]'' 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all'impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.<br>Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l'esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell'amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina! ===Attribuite=== *Chi non crede nel [[demonio]] non crede nel Vangelo. (citato da [[Gabriele Amorth]] nell'intervista di Włodzimierz Rędzioch, ''[http://domenica.niedziela.pl/artykul.php?dz=wiara&id_art=00003 Domenica: il settimanale cattolico]'', 47/2010) *Io ho combattuto tutta la vita il [[comunismo]] ma ora che è crollato mi domando, chi difenderà i poveri?<ref>Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/rimpiango-il-pci-non-lurss-intervista-a-massimo-dalema_it_5dc31726e4b0d8eb3c8eda4b "Rimpiango il Pci, non l'Urss". Intervista a Massimo D'Alema]'', ''huffingtonpost.it''.</ref> *L'[[inferno]] esiste, ma è vuoto.<ref>Citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate'', Marsilio, Venezia, 2019.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase, attribuita nel 1984 ad [[Hans Urs von Balthasar]], che Giovanni Paolo II nominò cardinale nel 1988, è stata attribuita anche allo stesso papa, di cui era nota la stima per Balthasar, che comunque non aveva parlato di certezza, bensì di speranza che l'inferno fosse vuoto. ==''Ecclesia de Eucharistia''== ===[[Incipit]]=== La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] vive dell'[[Eucaristia]]. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il ''nucleo del mistero della Chiesa''. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un'intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza, ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza. ===Citazioni=== *Anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'[[Eucaristia]] è sempre celebrata, in un certo senso, sull'''altare del mondo''. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. *In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucaristia è ''sacrificio in senso proprio'', e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli. *L'Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino. *L'Eucaristia è mistero di fede, e insieme «mistero di luce». Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero». *La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario. *Nell'umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza. Se di fronte a questo Mistero la ragione sperimenta i suoi limiti, il cuore illuminato dalla grazia dello Spirito Santo intuisce bene come atteggiarsi, inabissandosi nell'adorazione e in un amore senza limiti. ==''Evangelium vitae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Nuovo Testamento|Vangelo]] della [[vita]] sta al cuore del messaggio di [[Gesù]]. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura. All'aurora della [[salvezza]], è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia: «Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2, 10-11). A sprigionare questa «grande gioia» è certamente la nascita del Salvatore; ma nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce (cf. Gv 16, 21). Presentando il nucleo centrale della sua missione redentrice, Gesù dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10). In verità, Egli si riferisce a quella vita «nuova» ed «eterna», che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale «vita» acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell'uomo. ===Citazioni=== *L'uomo è chiamato a una pienezza di [[vita]] che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio. L'altezza di questa vocazione soprannaturale rivela la ''grandezza'' e la ''preziosità'' della vita umana anche nella sua fase temporale. (§ 2) *La Chiesa sa che questo ''Vangelo della vita'', consegnatole dal suo Signore, ha un'eco profonda e persuasiva nel cuore di ogni persona, credente e anche non credente, perché esso, mentre ne supera infinitamente le attese, vi corrisponde in modo sorprendente. Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cf. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica. (§ 2) *Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo. È per questo che l'uomo, l'uomo vivente, costituisce la prima e fondamentale via della Chiesa. (§ 2) *La maternità spirituale della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo. (§ 103) *Si fa sempre più forte la tentazione dell'[[eutanasia]], cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore. *Sulla [[croce cristiana|Croce]] si rinnova e si realizza nella sua piena e definitiva perfezione il prodigio del serpente innalzato da Mosè nel deserto (cf. Gv 3, 14-15; Nm 21, 8-9). Anche oggi, volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto, ogni uomo minacciato nella sua esistenza incontra la sicura speranza di trovare liberazione e redenzione. ===[[Explicit]]=== O Maria,<br /> aurora del mondo nuovo,<br />Madre dei viventi,<br /> affidiamo a Te la causa della vita:<br />guarda, o Madre, al numero sconfinato<br />di bimbi cui viene impedito di nascere,<br />di poveri cui è reso difficile vivere,<br />di uomini e donne vittime di disumana violenza,<br />di anziani e malati uccisi dall'indifferenza<br />o da una presunta pietà.<br />Fà che quanti credono nel tuo Figlio<br />sappiano annunciare con franchezza e amore<br />agli uomini del nostro tempo. il Vangelo della vita.<br />Ottieni loro la grazia di accoglierlo<br />come dono sempre nuovo,<br />la gioia di celebrarlo con gratitudine<br />in tutta la loro esistenza<br />e il coraggio di testimoniarlo<br />con tenacia operosa, per costruire,<br />insieme con tutti gli uomini di buona volontà,<br />la civiltà della verità e dell'amore<br />a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.<br /> {{NDR|Karol Wojtyla, ''Evangelium vitae'', Gribaudi, Torino, 2007}} ==''Fides et ratio''== ===[[Incipit]]=== La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr ''Es'' 33, 18; ''Sal'' 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; ''Gv'' 14, 8; ''1 Gv'' 3, 2). ===Citazioni=== *Quanto viene a porsi come oggetto della nostra [[conoscenza]] diventa per ciò stesso parte della nostra vita. Il monito ''[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]'' era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso». (§ 1) *La [[filosofia]] è nata e si è sviluppata nel momento in cui l'uomo ha iniziato a interrogarsi sul perché delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di [[verità]] appartiene alla stessa natura dell'uomo. (§ 3) *L'[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]] del Figlio di Dio permette di vedere attuata la sintesi definitiva che la mente umana, partendo da sé, non avrebbe neppure potuto immaginare: l'Eterno entra nel tempo, il Tutto si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell'uomo. (§ 12) *All'uomo spetta il compito di investigare con la sua [[ragione]] la [[verità]], e in ciò consiste la sua [[nobiltà d'animo|nobiltà]]. (§ 17) *La [[ragione]] non può svuotare il mistero di amore che la [[Croce cristiana|Croce]] rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca. (§ 23) *Di per sé, ogni verità anche parziale, se è realmente [[verità]], si presenta come universale. Ciò che è vero, deve essere vero per tutti e per sempre. (§ 27) *Il [[martirio|martire]], in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall'adesione alla verità che ha scoperto nell'incontro con Cristo. Ecco perché fino ad oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l'evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla ad ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere. (§32) *Le vie per raggiungere la verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di [[Gesù|Gesù Cristo]]. (§ 38) *Una è la verità, benché le sue espressioni portino l'impronta della storia e, per di più, siano opera di una ragione umana ferita e indebolita dal peccato. Da ciò risulta che nessuna forma storica della [[filosofia]] può legittimamente pretendere di abbracciare la totalità della verità, né di essere la spiegazione piena dell'essere umano, del mondo e del rapporto dell'uomo con Dio. (§ 51) *L'argomentazione sviluppata secondo rigorosi criteri razionali, infatti, è garanzia del raggiungimento di risultati universalmente validi. (§ 75) *Il [[nichilismo]], prima ancora di essere in contrasto con le esigenze e i contenuti propri della parola di Dio, è negazione dell'umanità dell'uomo e della sua stessa identità. Non si può dimenticare, infatti, che l'oblio dell'essere comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell'uomo. (§ 90) *Una volta che si è tolta la [[verità]] all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. (§ 90) *Credere nella possibilità di conoscere una verità universalmente valida non è minimamente fonte di intolleranza; al contrario, è condizione necessaria per un sincero e autentico dialogo tra le persone. Solamente a questa condizione è possibile superare le divisioni e percorrere insieme il cammino verso la verità tutta intera. (§ 92) *La [[verità]], infatti, non può mai essere limitata al tempo e alla cultura; si conosce nella storia, ma supera la storia stessa. (§ 95) *[[Fede]] e [[ragione]] «si recano un aiuto scambievole», esercitando l'una per l'altra una funzione sia di vaglio critico e purificatore, sia di stimolo a progredire nella ricerca e nell'approfondimento. (§ 100) ==''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html Mulieres dignitatem]''== ===[[Incipit]]=== La dignità della donna e la sua vocazione – oggetto costante della riflessione umana e cristiana – hanno assunto un rilievo tutto particolare negli anni più recenti. Ciò è dimostrato, tra l'altro, dagli interventi del Magistero della Chiesa, rispecchiati in vari documenti del Concilio Vaticano II, il quale afferma poi nel Messaggio finale: «Viene l'ora, l'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l'ora in cui la donna acquista nella società un'influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. È per questo che, in un momento in cui l'umanità conosce una così profonda trasformazione, le donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l'umanità a non decadere» ===Citazioni=== *L'amore è un'esigenza ontologica ed etica della persona. *La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le [[donna|donne]] e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra, che è, nel tempo, la «patria» degli uomini e si trasforma talvolta in una «valle di pianto»; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. *Nell'«unità dei due» l'uomo e la donna sono chiamati sin dall'inizio non solo ad esistere «uno accanto all'altra» oppure «insieme», ma sono anche chiamati ad esistere reciprocamente «l'uno per l'altro». *Ogni singolo uomo, infatti, è ad immagine di Dio in quanto creatura razionale e libera, capace di conoscerlo e di amarlo. *Se la dignità della donna testimonia l'amore, che essa riceve per amare a sua volta, il paradigma biblico della «donna» sembra anche svelare quale sia il vero ordine dell'amore che costituisce la vocazione della donna stessa. * Quando «venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Con queste parole della Lettera ai Galati (4, 4) l'apostolo Paolo unisce tra loro i momenti principali che determinano in modo essenziale il compimento del mistero «prestabilito in Dio» (cf. Ef 1, 9). Il Figlio, Verbo consostanziale al Padre, nasce come uomo da una donna, quando viene «la pienezza del tempo». Questo avvenimento conduce al punto chiave della storia dell'uomo sulla terra, intesa come storia della salvezza. E' significativo che l'apostolo non chiami la Madre di Cristo col nome proprio di «Maria», ma la definisca «donna»: ciò stabilisce una concordanza con le parole del Protovangelo nel Libro della Genesi (cf. 3, 15). Proprio quella «donna» è presente nell'evento centrale salvifico, che decide della «pienezza del tempo»: questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei. ==''Parole sull'uomo''== ===[[Incipit]]=== '''Aborto'''<br>Nella notte di Natale, la Madre che doveva partorire non trovò per sé un tetto. Non trovò le condizioni, in cui si attua normalmente quel grande divino ed insieme umano Mistero del dare alla luce un uomo.<br>Permettete che mi serva della logica della fede e della logica di un conseguente umanesimo. Questo fatto di cui parlo è un grande grido, è una permanente sfida ai singoli e a tutti, particolarmente forse nella nostra epoca, in cui alla madre in attesa viene spesso richiesta una grande prova di coerenza morale. Infatti, ciò che viene eufemisticamente definito come «interruzione di gravidanza» (''aborto'') non può essere valutato con altre categorie autenticamente umane, che non siano quelle della legge morale cioè della coscienza. Molto potrebbero a tale proposito dire, se non le confidenze fatte nei confessionali, certamente quelle nei consultori per la maternità responsabile. ===Citazioni=== *L'[[uomo]] è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo. (p. 35) *Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di [[amare]] veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale. (p. 41) *La mia preghiera è che l'[[Stati Uniti d'America|America]] non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore. (p. 42) *L'''[[amore]]'' è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità (p. 42) *Il genio educativo di [[San Giovanni Bosco]] si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. ''Per poter educare, bisogna amare'' [...] (p. 44) *[[Anima e corpo|Né l'anima né il corpo]], presi separatamente, sono l'[[uomo]]: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione. (p. 47) *La [[pace]], secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini. (p. 49-50) *Noi dobbiamo desiderare che la preghiera dell'anziano riempia la casa, che la sua straordinaria capacità di evangelizzazione sia una forza per la saldezza degli affetti, un orientamento per i valori fondamentali dell'esistenza. (p. 53) *L' ''[[arte]]'' è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita. (p. 54) *Il senso [[Religione|religioso]] dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. (p. 59) *Il vero e retto fine dell' ''attività [[politica]]'' è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. (p. 59) *La [[pace]] deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani. (p. 61) *Il tutore dell'[[Autorità|ordine pubblico]] sarà tanto più all'altezza della sua missione quanto più sarà capace di mantenere «ordinata» la suavita spirituale e quanto più ispirerà la sua condotta familiare e sociale ai valori religiosi. (p. 62) *Spetta alla legittima [[autorità]] il compito specifico di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune, non in forma dispotica, ma come forza morale che si appoggia prima di tutto sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto. (p. 63) *L'[[errore]] e il [[male]] devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'[[uomo]] che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. (p. 66) *La vera opera d'[[arte]] non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (p. 70) *Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. (p. 71) *Nei [[Bambino|bambini]] la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. (p. 71) *Il dovere fondamentale del [[potere]] è la sollecitudine per il ''bene comune'' della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (p. 73) *È iscritta nell'animo umano ''la chiamata all'immortalità''. Essa è iscritta nell'animo dell'[[artista]], quando con l'opera del proprio talento, del suo genio, cerca di ''superare il limite'' del transuente e della morte. (p. 74) *La [[fiducia]] non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. (p. 77) ===Citazioni sul libro=== *Questo libro, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. ([[Vittorio Messori]]) *Una lettura non superficiale rivela ricchezze inattese anche per chi, non credente, guardi alla persona e al ruolo del Papa con occhio rispettoso e scevro da pregiudizi. ([[Angelo Montonati]]) {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR 1989}}. ISBN 88-17-11517-7 ==''Poesie''== ===[[Incipit]]=== '''PIETRA DI LUCE'''<br>VEGLIA PASQUALE 1966<br>INVOCAZIONE<br>''Comincia il colloquio con me stesso''<br>Questo significa forse che arrivo in pieno quanto il consenso delle genti<br>proclama grande e importante – nel vicendevole annunzio?<br>Questo significa forse che concordo nel conto degli anni con Thietmar,<br>il cronista di Merseburg, e vedo il passato<br>con gli occhi di Maestro Vincenzo, cercando armonia<br> con questo passato?<br>(o forse antepongo la mia visione delle vie del passato come le appresi dalle cronache<br>alla visione del buio degli scavi di Wiślica?<br>Significa che arrivo alle radici dello stesso albero,<br>e mi addentro nel segreto della sua crescita,<br>che anche in me si propaga, che da me prende corpo.<br>Io mi sento nell'albero e sento l'albero in me.<br><br>L'albero è un corpo fisico.<br>La storia degli uomini, dei miei simili, cerca un suo Corpo. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.}} ===Citazioni=== *''Nell'istante della partenza ciascuno è più grande degli eventi di cui | egli fu minima parte (scheggia di un certo secolo | o schegge di due secoli, riunite in una vita).'' (1986, p. 23) *Tempo di nascita, il [[passato]], non di morte. (1986, p. 24) *Oltre il linguaggio, l'abisso. È questa forse l'incognita della debolezza che conosciamo nei [[Padre|padri]] e forse l'ereditiamo? (1986, p. 100) *La [[schiavitù]] fu il verdetto sulla dorata [[libertà]]. (1986, p. 101) *La [[storia]] stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.<br>Può andar la storia contro la corrente delle coscienze? (1986, p. 104) *''Attendo qui le tue mani cariche dei lavori d'ogni giorno, | attendo qui le tue mani che reggono un semplice panno. | Nel paese dei più profondi significati porta le tue mani, [[Santa Veronica|Veronica]], | porta le tue mani | e tocca il volto dell'uomo.'' (1994, p. 197) *''Nessun uomo trova spianati i sentieri. | Veniamo al mondo simili a un cespuglio | che può ardere come [[Roveto ardente|il roveto]] di Mosè | oppure inaridirsi.'' (1994, p. 197) *''Nessuno ti ha fermata, Veronica. | Sei vicina. Il tuo panno è ora un grido dei cuori, | di tutti i cuori timidi che più non si aprono un varco | vedendo che il tuo cammino è parallelo | alla strada del Condannato.'' (1994, p. 201) ==''Redemptoris Mater''== ===[[Incipit]]=== La Madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché, «quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,4). ===Citazioni=== *Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata. *Il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell'incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell'unità della sua persona la natura umana senza annullarla. *La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all'uomo, raggiunge nel mistero dell'incarnazione uno dei vertici. *La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. [[Maria]] costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza. *La pienezza di grazia, annunciata dall'angelo, significa il dono di Dio stesso; la fede di Maria, proclamata da Elisabetta nella visitazione, indica come la Vergine di Nazareth abbia risposto a questo dono. *Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini. *Questo fiat di Maria – «avvenga di me» – ha deciso dal lato umano il compimento del mistero divino. ===[[Explicit]]=== Mentre con tutta l'umanità si avvicina al confine tra i due millenni, la Chiesa, da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, raccoglie la grande sfida contenuta nelle parole dell'antifona sul «popolo che cade, ma pur anela a risorgere» e si rivolge congiuntamente al Redentore ed a sua Madre con l'invocazione: «Soccorri». Essa, infatti, vede – e lo attesta questa preghiera – la Beata Madre di Dio nel mistero salvifico di Cristo e nel suo proprio mistero; la vede profondamente radicata nella storia dell'umanità, nell'eterna vocazione dell'uomo, secondo il disegno provvidenziale che Dio ha per lui eternamente predisposto; la vede maturamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni; la vede soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché «non cada» o, caduto, «risorga». Auspico fervidamente che anche le riflessioni, contenute nella presente Enciclica, giovino a! rinnovamento di questa visione nel cuore di tutti i credenti. Come Vescovo di Roma, io mando a tutti coloro, a cui sono destinate queste considerazioni, il bacio della pace, il saluto e la benedizione in nostro Signore Gesù Cristo. Amen. {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Redemptoris Mater'', Àncora, Milano, 1987}} ==''Rosarium Virginis Mariae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Rosario]] della [[Maria|Vergine Maria]], sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. ===Citazioni=== *Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé ''la profondità dell'intero messaggio evangelico'', di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne ''[[Magnificat]]'' per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano ''si mette alla scuola di Maria'', per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore. *Recitare il Rosario, infatti, non è altro che ''contemplare con Maria il volto di Cristo''. *In [[Cristo]], Dio ha assunto davvero un «cuore di carne». Egli non ha soltanto un cuore divino, ricco di misericordia e di perdono, ma anche un cuore umano, capace di tutte le vibrazioni dell'affetto. *Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni [[cristiano (religione)|discepolo di Cristo]]; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. {{NDR|Giovanni Paolo II, [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/2002/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae.html#fn1''Rosarium Virginis Mariae''], ''vatican.va'', 16 ottobre 2002}} ==''Segno di contraddizione''== ===[[Incipit]]=== '''CONFERENZA INTRODUTTIVA'''<br>Beatissimo Padre! All'inizio di questi esercizi spirituali, che ho il grande onore di predicare davanti a Lei e ai Suoi illustrissimi collaboratori, vorrei esprimere il mio più profondo omaggio e amore alla Sua Persona. Devo dire, però, che questo non è solo il mio saluto personale. Esso include anche tutti coloro con i quali sono unito in maniera particolare e che con il loro ricordo, con le loro preghiere e con i loro sacrifici si sono impegnati a dare uno spirituale appoggio al mio umile servizio della Parola in questi giorni di esercizi spirituali, e non solamente a me, ma anche a tutto il mio illustre Uditorio, con Lei, beatissimo Padre, al primo posto, con i signori Cardinali della Santa Chiesa Romana, i reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e carissimi Fratelli nel sacerdozio. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977.}} ==''Tertio millennio adveniente''== ===[[Incipit]]=== Nel suo [[Nuovo Testamento#Vangelo secondo Luca|Vangelo]] [[Luca evangelista|Luca]] ci ha trasmesso una ''concisa descrizione delle circostanze riguardanti la nascita di [[Gesù Cristo| Gesù]]'': "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la [[terra]] [...]. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua [[città]]. Anche Giuseppe, che era della [[casa]] e della [[famiglia]] di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (2,1.3-7). Si compiva così quanto l'angelo Gabriele aveva predetto nell'Annunciazione. ===Citazioni=== *Grazie alla venuta di Dio sulla terra, il tempo umano, iniziato nella creazione, ha raggiunto la sua pienezza. "La pienezza del tempo", infatti, è soltanto l'eternità, anzi ''Colui che è eterno'', cioè Dio. Entrare nella "pienezza del tempo" significa dunque raggiungere il termine del tempo ed uscire dai suoi confini, per trovarne il compimento nell'eternità di Dio. *[...] [[Gesù Cristo|Cristo]], come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel [[presente]] della [[vita]] dell'[[umanità]] diffondendo l'opera della salvezza da Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche ''tutto il [[passato]]'' del genere umano, cominciando dal primo [[Adamo]]. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Tertio millennio adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998.}} ==''La potenza dei media''== ===[[Incipit]]=== ''La responsabilità''<br>Il 24 gennaio scorso, memoria di [[San Francesco di Sales|san Francesco di Sales]], Patrono della stampa cattolica, è stato reso pubblico il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 19 maggio, che avrà come tema: «I media: areopago per la promozione della donna nella società». Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l'annuncio del Vangelo, come già sottolineava il decreto ''Inter mirifica'', col quale il Concilio Vaticano II si è appunto occupato di essi. ===Citazioni=== *Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà. (p. 47) *La [[libertà]] non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace. (p. 48-49) *I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della [[televisione]] come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (p. 51) *Per garantire che l'industria televisiva tuteli i diritti delle famiglie, i genitori dovrebbero esprimere le loro legittime preoccupazioni ai produttori e ai responsabili dei mezzi di comunicazione sociale. (p. 51) *Nell'adempiere alle proprie responsabilità, l'industria televisiva dovrebbe sviluppare e osservare un codice etico che includa l'impegno a soddisfare le necessità delle famiglie e a promuovere valori a sostegno della vita familiare. (p. 52) {{NDR|Karol Wojtyla, ''La potenza dei media'', in [[Karl Popper]] - [[John Condry]], ''Cattiva maestra televisione'', traduzioni di Marina Astrologo e Claudia Di Giorgio, CDE, Milano 1993}} ==Udienze== *Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il [[Natale]] in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore; deve pertanto essere celebrata con autentico spirito di condivisione, di compartecipazione con i fratelli, che hanno bisogno del nostro aiuto affettuoso. Deve essere una tappa fondamentale per la meditazione sul nostro comportamento nei confronti del "Dio che viene"; e questo Dio che viene possiamo incontrarlo in un bimbo indifeso che vagisce; in un ammalato che sente venir meno inesorabilmente le forze del suo corpo; in un anziano, che dopo aver lavorato per tutta la vita, si trova di fatto emarginato e tollerato nella nostra moderna società, basata sulla produttività e sul successo. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *La [[Natale|festa del Natale]] dà un senso cristiano al succedersi degli eventi e agli umani sentimenti, progetti, speranze, e consente di rintracciare in questo ritmico e apparentemente meccanico scorrere del tempo, non soltanto le linee di tendenza di un umano peregrinare, ma anche i segni, le prove e gli appelli della Provvidenza e Bontà divina. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821229_it.html 29 dicembre 1982]) *Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il [[Natale]], infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Il [[Natale]] è la festa dell'Amore divino: per amore egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Nello sforzo di descrizione rigorosa e di formalizzazione dei dati dell'esperienza, l'uomo di scienza è condotto a ricorrere a dei concetti metascientifici il cui uso è come esigito dalla logica del suo procedimento. Conviene precisare con esattezza la natura di tali concetti, per evitare di procedere a delle estrapolazioni indebite che leghino le scoperte strettamente scientifiche a una visione del mondo o a delle affermazioni ideologiche o filosofiche che non ne sono affatto dei corollari. Si coglie qui l'importanza della [[filosofia]] che considera i fenomeni come anche la loro interpretazione. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *Pensiamo, a titolo di esempio, all'elaborazione di nuove [[teoria|teorie]] a livello scientifico per spiegare l'emergere del vivente. A rigor di metodo, non si potrebbe interpretarle immediatamente e nel quadro omogeneo della [[scienza]]. In particolare, quando si tratta di quel vivente che è l'uomo e del suo cervello, non si può dire che tali teorie costituiscano per se stesse un'affermazione o una negazione dell'[[anima]] spirituale, o ancora che esse forniscano una prova della dottrina della [[Creazione (teologia)|creazione]], o al contrario che esse la rendano inutile. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *È necessario un lavoro di ulteriore interpretazione: è questo precisamente l'oggetto della filosofia, che è ricerca del senso globale dei dati dell'esperienza, e dunque ugualmente dei [[fenomeno|fenomeni]] raccolti e analizzati dalle scienze. La [[cultura]] contemporanea esige uno sforzo costante di sintesi delle conoscenze e di integrazione dei saperi. Certo, è alla [[specializzazione]] delle ricerche che sono dovuti i successi che noi constatiamo. Ma se la specializzazione non è equilibrata da una riflessione attenta a notare l'articolazione dei saperi, è grande il rischio di giungere a una "cultura frantumata", che sarebbe di fatto la negazione della vera cultura. Poiché quest'ultima non è concepibile senza [[umanesimo]] e sapienza. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. ([[Giovanni Paolo II]])<ref>Citato in ''https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Discorsi== *Ci rendiamo conto, signore e signori, che l'avvenire dell'uomo e del mondo è minacciato, radicalmente minacciato, a dispetto delle intenzioni, certamente nobili, dell'uomo di cultura, dell'uomo di scienza. [...] Ragioni geopolitiche, problemi economici di dimensione mondiale, terribili incomprensioni, [[orgoglio|orgogli]] nazionali feriti, il [[materialismo]] della nostra epoca e la decadenza dei valori morali hanno condotto il nostro mondo ad una situazione d'instabilità, a un equilibrio fragile, che rischia d'esser distrutto da un momento all'altro in seguito ad errori di giudizio, d'informazione o d'interpretazione. [...] Fino ad oggi si è detto che le [[arma nucleare|armi nucleari]] hanno costituito una forza di dissuasione che ha impedito lo scoppio di una guerra più grande, ed è probabilmente vero. Ma ci si può nello stesso tempo chiedere se sarà sempre così. Le armi nucleari di qualsiasi ordine di [[grandezza]] o di qualsiasi tipo siano, si perfezionano ogni anno di più e si aggiungono all'arsenale di un numero crescente di paesi. Come si potrà essere sicuri che l'uso delle armi nucleari, anche ai fini di difesa nazionale o in conflitti limitati, non trascinerà con sé una scalata inevitabile portando a una distruzione che l'umanità non potrà mai né prendere in considerazione, né accettare? Ma non è a voi, uomini di scienza e di cultura, che devo domandare di non chiudere gli occhi su ciò che una [[guerra nucleare]] può rappresentare per l'umanità intera. Signore e signori, il mondo non potrà proseguire a lungo su questa via. [...] Bisogna aumentare gli sforzi delle [[coscienza morale|coscienze umane]] nella misura della tensione tra il bene e il male alla quale sono sottoposti gli uomini alla fine del XX secolo. Bisogna convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello [[spirito]] sulla materia. (Parigi, Lunedì 2 Giugno 1980<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800602_unesco.html ''Discorso di Giovanni Paolo II all'UNESCO''], Parigi, 2 giugno 1980 (ai nn. 21-22).</ref>) *Come dicevo il 3 novembre 1982 agli universitari di Madrid: "Uomini e donne che rappresentate la scienza e la cultura, il vostro potere morale è considerevole. Potete insieme, grazie al vostro prestigio, ottenere che il settore scientifico serva innanzitutto la cultura dell'uomo e che egli non sia mai utilizzato per la sua distruzione". Si pensa spontaneamente ai pericoli dell'energia nucleare. Scatenando la potenza atomica, i ricercatori sono stati da parte loro all'origine di una crisi morale senza pari nella storia, come ho sottolineato ad Hiroshima. All'Unesco, ho insistito sul fatto che l'avvenire dell'uomo e del mondo era minacciato radicalmente, a scapito delle intenzioni degli uomini di scienza, se si utilizzassero le loro scoperte per dei fini distruttivi. Da questo alto luogo di cultura, ho lanciato anche un appello solenne agli scienziati perché aiutassero l'umanità alleando la coscienza alla scienza, facendo rispettare il primato dell'[[etica]] badando che la scienza sia al servizio della vita e dell'uomo (cf. Discorso all'Unesco, 2 giugno 1980, nn. 20-22). La tutela della [[pace]] tra i popoli è primordiale, e noi speriamo che la testimonianza di numerosi capi religiosi, che hanno pregato ieri ad [[Assisi]] per la pace, contribuisca da parte sua a instaurare questa pace che è anche un dono di Dio. (Pontificia Accademia delle Scienze, Martedì 28 Ottobre 1986<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861028_pont-accademia-scienze.html ''Discorso di Giovanni Paolo II alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze nel cinquantesimo della rifondazione''], 21 ottobre 1986 (al n. 8).</ref>) ==Citazioni su papa Giovanni Paolo II== *Alle volte mi lasciava sbigottito la sua umiltà. [...] Ma un aneddoto io lo ricordo sempre e lo devo raccontare: la prima volta che ho predicato in San Pietro, appena ho cominciato a parlare mi sono reso conto che dovevo parlare lentamente perché c'era un'eco nella basilica, però parlando lentamente durai dieci minuti più del previsto e il prefetto della Casa Pontificia — che era un vescovo, a quel tempo — era un po' nervoso, ogni tanto guardava l'orologio [...] Io non lo vedevo perché era di fianco, però il giorno dopo questo vescovo [...] dopo la liturgia il Papa lo chiamò e sorridendo gli disse: «Quando un uomo ci parla in nome di Dio, non bisogna guardare l'orologio» ([[Raniero Cantalamessa]]) *Anche in America Latina egli agisce in costante accordo con gli USA e con le sanguisughe locali. Al ministro dei sacerdoti nicaraguese Ernesto Cardenal ha rifiutato la mano, ma ha stretto tanto più cordialmente quella del dittatore Ríos Montt o quella dell'assassino di Romero, d'Aubuisson. ([[Karlheinz Deschner]]) *Continua a oscillare tra intransigenti affermazioni di fede e affermazioni generalmente umanistiche che possono andare più o meno bene per tutti. ([[Sergio Quinzio]]) *Custodisco profondissima reverenza per Giovanni Paolo II, ora santo. Chiunque ha avuto la possibilità di vederlo da vicino ha sentito questo soffio di santità evidente in lui. Si percepiva quasi fisicamente la sua fede, così giovane e poetica, il suo amore e il suo interesse profondo per ciascuno, il suo coraggio. Senza di lui non si potrebbe potuto nemmeno immaginare il crollo del sistema comunista. Ma non apprezzo solamente la sua passione per l'unità cristiana, o la sua profonda e amante comprensione della spiritualità delle chiese orientali: apprezzo il suo grande amore per la cultura, per il genio creativo dell'essere umano, per la poesia, l'arte, la filosofia. E il suo coraggio sulla storia: non ha avuto paura di riconoscere alcuni sbagli tragici della chiesa, e chiedere perdono. Mi spiace tanto che tutti i suoi sforzi per ristabilire pace e fraternità con la chiesa russa ortodossa non abbiano avuto risposte da parte nostra. Il suo amore per la cultura russa, per la "bellezza dell'anima russa", come ha detto, non è stato da noi contraccambiato. ([[Ol'ga Aleksandrovna Sedakova]]) *Da piccoli, si può sognare di far l'attore nei film di cowboy e poi, da grandi, ritrovarsi Presidente degli Stati Uniti. Anche Papa Wojtyla ha cominciato con la recitazione: faceva così bene la parte di [[Papa Giulio II|Giulio II]], che l'hanno chiamato in vaticano. ([[Gianni Monduzzi]]) *''De labore solis''. ([[Malachia di Armagh]]) :La fatica del sole<ref>Per approfondimenti vedi la voce [[w:Profezia di Malachia|Profezia di Malachia]] su Wikipedia.</ref>. *Dire che papa Wojtyla è un papa reazionario o conservatore è una semplificazione. È un papa diverso da quelli che gli italiani conoscono: non ha la mitezza di Luciani<ref>Albino Luciani, [[papa Giovanni Paolo I]].</ref>, non ha la sapienza dubbiosa e sofferta di Paolo VI, non ha la simpatia e la generosità di Giovanni XXIII; ma non si può neppure dire che sia un papa all'antica di quelli che guardano dal soglio di San Pietro all'esercito dei fedeli come a qualcosa che non ha nome, né personalità. Wojtyla conosce il senso del collettivo, delle masse come lo conoscono i capi autoritari e rivoluzionari. Ma invece di ripetere il grido di Bakunin «Io non sono io, io sono voi», invece di parafrasare i detti autoritari dei capi «Voi siete me e io sono voi» dice «Non io, ma tu e tu e tu» non l'egoismo, il narcisismo, il superomismo, ma neppure il collettivismo che appiattisce, neppure il «volgo che nome non ha», ma una società di uomini ognuno dei quali ha la sua dignità, la sua responsabilità. ([[Giorgio Bocca]]) *E quella frase che Giovanni Paolo II ha ripetuto per tutto il suo pontificato – "il mondo può cambiare!" – è stata forse l'eredità più preziosa che potesse lasciare agli uomini del XXI secolo. ([[Gian Franco Svidercoschi]]) *Egli è stato un vero apostolo di giustizia e di pace nel mondo intero, al di là di ogni diversità di etnia e di fede religiosa. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Era il giugno del 1988. Congresso diocesano con Messa al circuito di Fiorano. Decine di migliaia di fedeli. Giovanni Paolo II doveva fare un giro di pista con l'auto del Vaticano, la cosiddetta Papamobile, per inciso una Toyota. Ma il Pontefice disse: non ci sarebbe una Ferrari scoperta? Scovammo per fortuna una Mondial in garage, c'era appena un litro di benzina nel serbatoio, guidai andando pianissimo e per fortuna non restammo a piedi! ([[Piero Ferrari]]) *Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza. Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio. Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero. L'Italia, Roma – la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro – piangono la perdita di un Padre, di una persona amata. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Giovanni Paolo II mi ha sempre colpito nel profondo del cuore. A me così come a tutte le persone. Specialmente tutti i polacchi in quei difficili anni nella fine degli anni '70. Avevamo grandi problemi con il comunismo e lui ispirò tutti noi a rialzarci insieme, pensando positivo e credendo in un futuro migliore. Lo incontrai nel 1983, quando con la Polonia giocammo, vincendo, a Roma. Un'esperienza indimenticabile. Quando arrivò quella finale {{NDR|della UEFA Champions League 2004-2005, vinta dal Liverpool contro il Milan}}, nel 2005 io avevo sempre con me i suoi libri, che leggevo anche prima delle partite. Durante quella serata fu lui a guidarmi. Maradona segnò con la mano di Dio, io parai il tiro di Sheva con quella di Giovanni Paolo II. ([[Jerzy Dudek]]) *Giunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. ([[Luciano Canfora]]) *Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. ([[Vittorio Messori]]) *Il nuovo papa Woityla, che ha preso il nome di papa Giovanni Paolo II, seguirà una politica internazionale nello spirito della religione cristiana romana. Ci sono voluti quattro secoli per vedere al Vaticano un pontefice non italiano, e precisamente polacco. A mio avviso, l'elezione di questo papa a capo della Chiesa cattolica romana è opera della CIA, degli Stati Uniti, di Brzezinski, questo polacco che è il consigliere speciale del presidente americano per la sicurezza nazionale. ([[Enver Hoxha]]) *Il Papa ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! ([[Daniele Luttazzi]]) *Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello [[Istituto per le opere di religione|Ior]] e nei [[Paul Marcinkus|Marcinkus]]. Ha investito nella [[politica]] dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. ([[Umberto Bossi]]) *Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io. ([[Lech Walesa]]) *Karol Wojtyła – Giovanni Paolo II, che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per Lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. ([[Benedetto XVI]]) *L'avvento di questo nuovo pontefice sarà certo importante per molti paesi d'Europa e del mondo; egli sosterrà l'imperialismo e si adopererà per ingannare il proletariato e i popoli. Quest'avvenimento avrà ripercussioni in Polonia, come pure in Cecoslovacchia, in Ungheria e in Francia, poiché la borghesia di questi paesi è contenta di vedere alla testa della Chiesa romana un cardinale non italiano. Dal canto loro, gli italiani, specie i democristiani e in generale tutta la borghesia di questo paese, tutti i partiti della borghesia e i cattolici, sono rimasti scioccati da quest'elezione, poiché l'attuale papa non è più un loro papa, il papa della Chiesa italiana, ma un papa di nazionalità polacca e al servizio degli Stati Uniti d'America... ([[Enver Hoxha]]) *''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Nuovo Testamento|Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». ([[Vittorio Messori]]) *La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". ([[Arrigo Levi]]) *L'arcivescovo di Cracovia, non ancora papa, rischiò di perdere l'aereo che l'avrebbe portato a Roma per il conclave, perché s'era messo a cercare il gatto che un'anziana signora aveva smarrito. Giovanni Paolo II ama gli [[animali]]. Dicono che abbia fatto venire a Roma il gatto ch'egli aveva a Cracovia. ([[Mario Canciani]]) *''Leit-motiv'' del Wojtyla-pensiero è la necessità di promuovere con tutti i mezzi la verità sull'uomo. ([[Angelo Montonati]]) *Lui ha accelerato [...] il corso della storia. E del comunismo, che resta un fenomeno storico senza precedenti, è stato veramente un degno e fiero avversario. Un avversario vittorioso. ([[Andrea Camilleri]]) *Nel carisma di Karol Wojtyla si annunciava l'unità spirituale dell'Europa. Egli aveva la fede e la forza del profeta. Il suo corpo e i suoi gesti, assieme alle parole, improvvisamente univano quello che si era divaricato con la prepotenza dell'ideologia. ([[Achille Silvestrini]]) *Nell'affrontare il problema capitale della trasformazione psicologica dello spettatore televisivo Giovanni Paolo II vede in essa un potenziale di comunicazione spirituale. ([[Derrick de Kerckhove]]) *Noi oggi vediamo tanti uomini che hanno responsabilità mondiali, mancare assai spesso ai loro impegni. Questo Papa ha fatto impallidire l'immagine di questi uomini. ([[Andrea Camilleri]]) *Non è detto che la minore efficienza fisica comporti minore pregnanza spirituale. La sofferenza ha una forza di esempio, di testimonianza, diversa ma ugualmente forte, che non ha in sé il pieno vigore. Pensiamo al Papa quand'era in ospedale: lo ha avvicinato ancora di più ai tanti che soffrono. L'età avanzata lo pone una condizione umana che conserva l'esperienza e la saggezza di un anziano. Ogni momento della vita ha un significato. ([[Achille Silvestrini]]) *Non ho mai condiviso le critiche laiciste al fatto che Papa Wojtyla abbia sempre riproposto senza compromessi verità per lui indiscutibili, su questioni (una ne nomino fra tante) come l'[[aborto]]. ([[Arrigo Levi]]) *Paolo e Giovanni Paolo II attraversano il mondo senza una spada; basta che essi diano testimonianza, questa è la loro arma più potente, e il successore di Pietro può sempre attingere nuova energia per questa testimonianza in una Chiesa consacrata a Maria. ([[Hans Urs von Balthasar]]) *Per me, l'attuale papa Giovanni Paolo II è il Medioevo più la televisione. ([[Jacques Le Goff]]) *Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche Giovanni Paolo II potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto [[Eluana Englaro]] di qualsiasi funzione che dona significato alla vita. [...] Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato. ([[Peter Popham]]) *Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa! ([[Diego Armando Maradona]]) *Solo nel 1965 il Concilio Vaticano II deplora l'errore della Chiesa nei riguardi di Galileo, ma passano quasi altri quindici anni perché papa Giovanni Paolo II istituisca una commissione pontificia e riconosca pubblicamente la grandezza di Galileo e le sofferenze a lui inflitte dagli organismi della Chiesa. [...] Comunque una riabilitazione ufficiale non c'è mai stata. ([[Margherita Hack]]) *Tanti giovani ammirano in Giovanni Paolo II soprattutto la dimensione profetica, sul tipo del profeta Gioele, che ha evidenziato nel terzo capitolo della sua profezia il tema del sogno degli anziani, della visione dei giovani. ([[James Francis Stafford]]) *''Un uomo venuto da molto lontano | stringeva il dolore e un libro nella mano. | Qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto | ma tutto il mondo gli è rimasto accanto. | Quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore, | la verità non muore.'' ([[Amedeo Minghi]]) *Una domanda, Santità: è vero che tempo fa Lei chiese ai figli di Allah di perdonare le Crociate fatte dai Suoi predecessori per riprendersi il Santo Sepolcro? Ah, sì? Ma loro Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'esserselo preso? Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'aver soggiogato per oltre sette secoli la cattolicissima penisola iberica, tutto il [[Portogallo]] e tre quarti della [[Spagna]], sicché se nel 1490 Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona non si fossero dati una mossa oggi parleremmo tutti arabo? [...] Santissimo Padre. In tutto rispetto lei mi ricorda i banchieri ebrei-tedeschi che, sperando di salvarsi, negli Anni Trenta prestavano il denaro a [[Adolf Hitler|Hitler]]. E che pochi anni dopo si ritrovarono nei forni crematori. ([[Oriana Fallaci]]) *Va riconosciuto che al cospetto di Karol Wojtyla persino il mondo dei non cattolici è stato obbligato, eccezion fatta per qualche residuo, a mettere in soffitta toni, argomenti e stilemi del tradizionale anticlericalismo e anzi ad emendarsi non senza qualche fatica e sofferenza da essi. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato il Papa del dialogo interreligioso, della mano tesa al modo ebraico e musulmano, del riconoscimento dei torti della propria parte. Qualcosa a ben pensarci di davvero atipico, unico nella Storia universale. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato un grande politico che ha contribuito a cambiare la storia d'Europa, anzi direi del mondo. Era un uomo di grandissima intelligenza, un uomo piacevolissimo, io l'ho frequentato in tutti i viaggi papali con l'aereo, sono stata nell'appartamento dove lui viveva in vaticano, conoscevo benissimo padre Stanislao Jan Dziwisz che ora è cardinale di Cracovia, che era il segretario di Wojtyla. Era una occasione irripetibile di essere vicino a uno dei grandi personaggi che in quel momento abitava nel mondo. ([[Lorenza Foschini]]) *Wojtyla vuole radicare l'identità cattolica dei poveri, innanzitutto e per lo più per combattere la deriva laica dei ricchi, e non per condurre un'azione effettiva di lotta alla povertà, per colmare il fossato materiale fra gli uni e gli altri. Oltre ogni migliore intenzione, il risultato è solo un invito a fare buon viso cristiano al cattivo gioco degli egoismi, messi indebitamente in conto al materialismo laico. ([[Paolo Flores d'Arcais]]) === [[Mehmet Ali Ağca]] === *Il papa vuole dire Solidarność, il risveglio nazionale polacco che poteva distruggere l'impero sovietico. *Il Cremlino e il KGB avevano deciso di uccidere il papa polacco se necessario. *Il papa era stato eletto anche con l'aiuto dell'America per distruggere l'impero sovietico. Questi sono piani della CIA, del Pentagono, della Casa Bianca, che non tutti sanno, ma io so. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Giovanni Paolo II ha rilanciato la fede, ma non solo quella cattolica. Ha fatto riflettere tutti sull'esistenza di qualcosa che trascende gli esseri umani, affascinando i laici e i credenti di qualunque denominazione. *I media avevano scritto che ero stato io a far eleggere Giovanni Paolo II, complottando col cardinale di Filadelfia Krol. Quella presunta notizia veniva da un rapporto fasullo del Kgb, diffuso per spargere la disinformazione su un tema che preoccupava molto Mosca. Era una tale fesseria, che quando vedevo il Papa ci scherzavamo sempre su. *Il comunismo significava vuoto materialistico, violenza politica e barbarie intellettuale. Wojtyla, invece, è stato il simbolo dei valori opposti: fede, dignità umana, spiritualità, libertà. Con la sua testimonianza ha sgretolato l'impero sovietico dall'interno. *Verrà ricordato come un faro che ha brillato in un periodo caratterizzato dal cinismo, il vuoto spirituale, e anche l'incertezza politica provocata dalla guerra fredda. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Giovanni Paolo II premiazione.jpg|thumb|Giovanni Paolo II con [[Michail Gorbačëv]]]] *Certo, lui usciva dalla sfera spirituale, a volte parlava come un politico. Ma più che del politico, direi, spesso ricopriva il ruolo del profeta. *Credo che questo Papa, che pure ha tratti di totale intransigenza, sia al fondo un politico realista. Richiamare l'attenzione del mondo sui suoi problemi più urgenti, improcrastinabili, è realismo e lungimiranza. Cosa ben diversa dal realismo di piccolo respiro dedicato a chiudere le falle e a risolvere meschini interessi di breve momento. La sua attenzione al Terzo Mondo, al debito che lo schiaccia in misura crescente, ne è la prova. *Dopo il 1989 ci siamo incontrati più volte e, ogni volta, ho avuto la conferma che l'uomo che avevo di fronte aveva una chiara consapevolezza della drammaticità delle sfide del mondo contemporaneo. Fin dal primo contatto provai fiducia, istintivamente. E credo che sia stata una comprensione reciproca. Certo siamo diversi, con percorsi di vita che più diversi non potrebbero essere, eppure - e questo non cessa di stupirmi - siamo giunti agli stessi approdi nel giudizio sull'uomo. Forse, chissà, in questa convergenza gioca il fatto che entrambi siamo uomini dell'Est. *Era privo di legami a queste o quelle ideologie o partiti. Predicava il rispetto verso l'Uomo, servendo la giustizia. *Io vedo in lui un umanista, che ha compreso a fondo, molto a fondo, le tragedie del comunismo, le ragioni della sua degenerazione. Ma anche un uomo che ha capito molto bene la realtà di un certo capitalismo, la sua brutalità, la sua vuotezza, il cui materialismo pratico non è affatto migliore del materialismo filosofico di una certa interpretazione del marxismo. *La sua critica dell'assenza di libertà individuali nel sistema politico sovietico fu giusta. Io stesso, che pure vi ero nato e cresciuto, ero giunto a conclusioni analoghe e, proprio per questo, mi ero impegnato a riformarlo. Ma c'è sempre, nelle parole di questo Papa, una sincerità e una coerenza che non si trovano in altri critici di quel comunismo: cioè Giovanni Paolo II denuncia la mancanza di libertà dovunque si manifesta, nel comunismo, ma anche nel capitalismo. Per questo è stato osteggiato e criticato dalle potentissime congreghe dei vincitori della guerra fredda. *Lui è stato, e rimane, una persona che è uscita anche al di fuori della sua propria missione spirituale. Non è stato fermato né dagli attentati contro di lui né dalle minacce. È stato sempre un fermo e convinto difensore delle idee dell'umanesimo. È stato un grande umanista. *Nella storia della Chiesa ci sono stati pochi Papi così longevi come Giovanni Paolo II, e così importanti: per avere attraversato un'intera epoca di eccezionali cambiamenti non da spettatori ma da protagonisti. *Sì, all'epoca Giovanni Paolo II aveva criticato spesso - e critica ancora oggi - il cosiddetto sistema comunista (anche se preferirei chiamarlo pseudocomunista, in quanto si è solo appropriato il nome) e il modello sociale antiumano che incarnava. Il Papa lo conosceva non per sentito dire: ci aveva vissuto. Ma questa presa di posizione non gli ha impedito di ricordare, ormai nei giorni nostri, che anche questo modello aveva aspetti positivi, inanzitutto sociali. *Sua Santità si schiera sempre per una soluzione politica, umana. Crede profondamente nella possibilità di una tale soluzione e io condivido pienamente questa fede. ===[[Hans Küng]]=== *Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all'esterno è in totale opposizione con la sua politica all'interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio. *Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l'esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare. *Ma il "Santo Subito" è stata un'esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni "spontanei" di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. È stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molti forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia. *Allo stesso modo, l'entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Ratzinger. ===[[Sandro Magister]]=== *Karol Wojtyla irrompe in questi anni '80 con il passo grave del più celebre papa della storia. Celebre, non celebrato. [...] Dopo quindici mesi di pontificato, papa Karol Wojtila non è più uno sconosciuto: eppure, più il mondo lo conosce, meno il mondo lo ama. *Una cosa sanno di Giovanni Paolo II i cardinali che eleggeranno il suo successore: che è irripetibile. *Wojtyla si segnala come interprete di prima grandezza della nuova fase dell'apertura a oriente della Chiesa, a superamento del capitolo meramente diplomatico. ===[[Gianluigi Nuzzi]]=== *Il 16 ottobre 1978 viene eletto papa il polacco Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Il santo padre recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull'indirizzo finanziario. *In realtà, Giovanni Paolo II segue le più delicate vicende che agitano la segreteria di Stato, dicastero chiave nell'organigramma vaticano e braccio operativo del santo padre. S'interessa alle inchieste che turbano i segreti dello Ior, come si è visto grazie ai report inviati negli anni Novanta da Caloia al segretario di Wojtyla, Stanislao Dziwisz, sulle vicende Enimont e sullo Ior parallelo, creatura di monsignor Donato de Bonis. Riceve quindi i dossier più riservati sui casi critici e indica le linee generali da seguire alla segreteria di Stato. Gestisce poi in prima persona un'enorme quantità di denaro sui finanziamenti alla Polonia di Solidarnosc. Denaro che costituisce il fondo personale del sommo pontefice e che proprio essendo di sua esclusiva competenza sfugge ai bilanci ufficiali che la Santa Sede diffonde ogni anno. *Se si sommano i 72,5 miliardi dello Ior ai 94,4 miliardi dell'Obolo di san Pietro, si scopre che Wojtyla nel 1994 può contare su una cassa personale per carità e opere di bene di 166,9 miliardi (121,3 milioni di euro). Ai quali andranno aggiunti negli anni i proventi della Centesimus annus pro pontefice, il fondo che raccoglie i frutti delle iniziative degli imprenditori cattolici. ===[[Fernando Vallejo]]=== *E quale sarà il papa a dover chiedere perdono in futuro per l'omofobia di Wojtyla e per l'infinità di bambini che sono nati per essere abbandonati o malati di AIDS a causa della sua ottusa opposizione alla pillola per l'interruzione di gravidanza e al preservativo in un mondo sovrappopolato? O per gli innumerevoli crimini della Puttana carnivora e bimillenaria contro il nostro prossimo, gli animali?<br />Sabato 2 aprile 2005, dopo mesi di malattia che hanno rotto il cazzo al Vaticano e tenuto col fiato sospeso il pianeta, finalmente è morto Wojtyla, il papa della riproduzione. *Giovanni Paolo II ha protetto [[Paul Marcinkus|Marcinkus]] e [[Michele Sindona|Sindona]], come avrebbe poi protetto il grande pedofilo messicano, padre [[Marcial Maciel]]. *Ha canonizzato quell'ipocrita cacciatore d'eredità e truffatore di vedove di [[Josemaría Escrivá de Balaguer|José Maria Escrivà de Balaguer]], fondatore della setta franchista dell'[[Opus Dei]] e più perverso e tenebroso lui da solo di tutta la Compagnia di Gesù messa assieme.<br />In Nicaragua ha demonizzato quella che definiva "la Chiesa popolare" e nel Salvador ha condannato il cardinale [[Oscar Romero]], le cui denunce contro gli squadroni della morte del suo Paese gli sarebbero costate la vita: un franco tiratore lo ammazzò con un colpo al cuore mentre celebrava una messa presso l'ospedale della Divina Provvidenza e nell'esatto momento dell'eucaristia. La sfilza delle vigliaccate di Wojtyla è infinita. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giovanni Paolo II, ''Il dialogo interreligioso nel magistero pontificio'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 1994. *Giovanni Paolo II, ''Insegnamenti di Giovanni Paolo II'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 2006. ISBN 8820978016 *Giovanni Paolo II, ''Trittico romano. Meditazioni'', Libreria Editrice Vaticana, 2003. ISBN 8820974517 *Giovanni Paolo II, ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-et-ratio.html Fides et ratio]'', Libreria Editrice Vaticana. *Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR, 1989. *Giovanni Paolo II, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Newton, Roma, 1994. ISBN 8879837591 *Giovanni Paolo II, ''Tertio Millennio Adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998. *Giovanni Paolo II, ''Il sapore del pane: poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Libreria Editrice Vaticana, 1979. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Redemptor hominis||(1979)}} {{Pedia|Dominum et vivificantem||(1986)}} {{Pedia|Redemptoris Mater (enciclica)|''Redemptoris Mater''|(1987)}} {{Pedia|Evangelium vitae||(1995)}} {{Pedia|Fides et ratio||(1998)}} {{Pedia|Trittico romano. Meditazioni||(2003)}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Giovanni Paolo 02}} [[Categoria:Papi]] [[Categoria:Filosofi polacchi]] [[Categoria:Mistici polacchi]] [[Categoria:Presbiteri polacchi]] [[Categoria:Santi polacchi]] [[Categoria:Teologi polacchi]] o2wj4okyxz14lxdhmlg361qiqd8307g 1422971 1422970 2026-08-09T04:10:36Z ~2026-43816-88 107991 /* Udienze */ 1422971 wikitext text/x-wiki [[File:ADAMELLO - PAPA - Giovanni Paolo II - panoramio (cropped).jpg|miniatura|Giovanni Paolo II nel 1988]] '''Giovanni Paolo II''', al secolo '''Karol Józef Wojtyła''' (1920 – 2005), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni di papa Giovanni Paolo II== *A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei [[aborto|non nati]], cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere.<ref>Dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991.</ref> *A voi, [[Benevento|figli della terra campana]], nella quale si sono incrociate antiche e diverse civiltà: da quella sannita a quella romana, da quella longobarda a quella aragonese, si rivolge il mio pensiero, per esortarvi a conservare nel vostro animo l'eredità di quel nobile patrimonio spirituale e culturale, che tanto ha distinto il genio della vostra gente semplice, laboriosa, austera, umana e pia, ma anche fiera e gelosa delle proprie tradizioni storiche e religiose. La vostra presenza richiama alla mia mente anche i rapporti che, attraverso i secoli, sono fioriti tra la vostra terra e la mia Patria. Come è noto, il canonico camaldolese san Benedetto, nato a Benevento verso il 970-975, fu a capo del primo gruppo di missionari che si reco tra i popoli slavi e, in particolare, in Polonia, a predicare il Vangelo e impiantarvi la Chiesa di Cristo.<ref>[http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/g4n.htm Udienza al pellegrinaggio di Benevento, 10 agosto 1983]</ref> *Al di fuori della [[misericordia di Dio]] non c'è nessun'altra fonte di [[speranza]] per gli esseri umani.<ref>Dall'omelia per la dedicazione del Santuario della divina Misericordia, Kraków-Łagiewniki, 17 agosto 2002.</ref> *Chiunque, conoscendo l'Antico e il Nuovo Testamento, legga il [[Corano]], vede con chiarezza ''il processo di riduzione della Divina Rivelazione che in esso s'è compiuto''. È impossibile non notare l'allontanamento da ciò che Dio ha detto di Se stesso, prima nell'Antico Testamento per mezzo dei profeti, e poi in modo definitivo nel Nuovo per mezzo del Suo Figlio. Tutta questa ricchezza dell'autorivelazione di Dio, che costituisce il patrimonio dell'Antico e del Nuovo Testamento, nell'islamismo è stata di fatto accantonata.<br>Al Dio del Corano vengono dati nomi tra i più belli conosciuti dal linguaggio umano, ma in definitiva è un Dio al di fuori del mondo, un Dio che è ''soltanto Maestà, mai Emmanuele'', Dio-con noi. ''L'islamismo non è una religione di redenzione''. Non vi è spazio in esso per la Croce e la Risurrezione. Viene menzionato Gesù, ma solo come profeta in preparazione dell'ultimo profeta, Maometto. È ricordata anche Maria, Sua Madre verginale, ma è completamente assente il dramma della redenzione. Perciò non soltanto la teologia, ma anche l'antropologia dell'[[Islam]] è molto distante da quella cristiana.<br>Tuttavia, ''la religiosità dei mussulmani merita rispetto''. Non si può non ammirare, per esempio, la loro ''fedeltà alla preghiera''. L'immagine del credente in Allah che, senza badare al tempo e al luogo, cade in ginocchio e si immerge nella preghiera, rimane un modello per i confessori del vero Dio, in particolare per quei cristiani che, disertando le loro meravigliose cattedrali, pregano poco o non pregano per niente.<ref>Da ''Varcare la soglia della speranza'', Mondadori, Milano, 2020, [https://books.google.it/books?id=5ZLTDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT105&dq=&pg=PT105#v=onepage&q&f=false pp. 105-106]. ISBN 9788852043536</ref> *[[Damiano de Veuster|Beato Damiano]], ti sei lasciato guidare dallo Spirito Santo, come un figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente. Con il tuo operato e la tua predicazione, ricordi che Gesù ha fatto sue la povertà e la sofferenza degli uomini, e che ne ha rivelato il valore misterioso. Intercedi presso Cristo, medico dei corpi e delle anime, per i nostri fratelli e sorelle malati, affinché, nell'angoscia e nel dolore, non si sentano abbandonati ma, uniti al Signore risorto e alla sua Chiesa, scoprano che lo Spirito Santo discende su di loro e possano ottenere così la consolazione promessa agli afflitti.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950604_beatificaz-bruxelles.html Beatificazione del Servo di Dio Damiano De Veuster, Missionario della Congregazione dei Sacri Cuori - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 4 giugno 1995.</ref> *[[Benevento]]! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum" – che passava da qui, apriva le porte verso l'Oriente. Città di duchi e di signori, con i suoi monumenti essa ricorda la grandezza civile e religiosa che l'ha distinta nei secoli. Il suo è un nome augurale, che le fu dato dalla Roma pagana in sostituzione di "Maleventum"; ma il vigore più vero le è venuto dalla nuova Roma, quella cristiana, che le ha trasmesso la "buona novella" del Vangelo. Città di Benevento, io auspico che il tuo passato di rinomanza civile e di impegno religioso divenga ancora, per quanti oggi ti abitano, forza propulsiva per costruire un avvenire di autentico progresso!<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *Ecco l'antica [[Reggio Calabria|Reggio]], le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i due grandi bronzi di Riace.<br> La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana.<br>Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l'Apostolo delle genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la città di Reggio Calabria.<br>Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha dovuto subire.<br>Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l'avete ricostruita più grande e più bella.<br>Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con l'azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall'altra parte dello stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti Peloritani e con l'Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.[...]<br>Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico!<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/october/documents/hf_jp-ii_spe_19841007_cittadinanza-reggio-calabria.html Discorso di Giovanni Paolo II alla cittadinanza di Reggio Calabria]'', ''vatican.va'', 7 ottobre 1984.</ref> *Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a [[guerra|uccidere]], prima delle [[armi]], è il cuore dell'uomo.<ref>Dal messaggio del 1981 agli scienziati riuniti nella prima sessione dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari; citato in [[Antonino Zichichi]], ''Galilei divin uomo'', Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8</ref> *Dal punto di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio" (età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo "utilitaristico" (capacità lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorità di accesso ai [[trapianto|trapianti]] ci si dovrà, piuttosto, ''attenere a valutazioni immunologiche e cliniche''. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.<ref name=tra>Da ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II al 18° Congresso Internazionale della società dei trapianti]'', ''vatican.va'', 29 agosto 2000.</ref> *Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004; citato in ''[http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/09/27/Politica/CIAMPI-IN-CAMPIGLIO-CITA-IL-PAPA-SEMO-ROMANI-E-DAMOSE-DA-FA_093959.php Ciampi: in Campidoglio cita il Papa, semo romani e damose da fa']'', ''Adnkronos'', 27 settembre 2005.</ref> *Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i [[cristiano (religione)|Cristiani]] oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva.<ref>Da ''L'Osservatore Romano'', 7 febbraio 1981.</ref> *Dottore dell'amore, san [[Francesco di Sales]] ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell'alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un'attrazione verso ciò che è bello e vero.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1986/documents/hf_jp-ii_hom_19861007_annency-francia_it.html omelia] del 7 ottobre 1986.</ref> *{{NDR|La [[misericordia]]}} è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione nei confronti della realtà del male che è nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua nel suo cuore e può farlo perire nella Geenna (''Mt'' 10 , 28).<ref>Dall'enciclica ''Dives in Misericordia'', V, 7; in ''La Civiltà Cattolica'', ed. 3127-3132, 1980, [http://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA576 p. 576].</ref> *Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi: poiché mentre ci apriamo l'un l'altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio.<ref>Estratto del Discorso ai membri delle altre religioni, Madras, 5 febbraio 1986, n. 4: Insegnamenti IX/1, 1986, pp. 322s., come citato nell'[http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_09091998.html ''Udienza generale del 9 settembre 1998''].</ref> *Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i [[Immigrazione|migranti]] e i [[Rifugiato|rifugiati]], significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto ''il diritto a non emigrare'', a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.<ref>Da ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration/documents/hf_jp-ii_mes_20031223_world-migration-day-2004.pdf Messaggio per la 90ª giornata mondiale del migrante e del rifugiato]'', ''vatican.va'' 15 dicembre 2003.</ref> *E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella [[Maria|Madre di Cristo]] e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]], ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di [[Dio]] e con l'aiuto degli uomini.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978; citato in [[Angelo Montonati]], in ''Introduzione a "Parole sull'uomo"''.</ref> *Ecco, sta davanti a noi l'uomo, il nostro Beato, Edoardo Giuseppe Rosaz, il cui cuore il Padre del nostro Signore Gesù Cristo "ha illuminato con la sua luce". Egli a questa luce divina si è aperto pienamente. Ha fatto tutto perché questa luce salvifica lo penetrasse e trasformasse interiormente. Grazie a ciò, camminò guidato dalla speranza di questa chiamata diventata "caparra della nostra eredità" in Gesù Cristo. Monsignor Rosaz è stato l'uomo di questa speranza soprannaturale che non delude.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1991/documents/hf_jp-ii_hom_19910714_beatificazione-rosaz_it.html Omelia] per la beatificazione di [[Edoardo Giuseppe Rosaz|Monsignor Rosaz]], 14 luglio 1991.</ref> *Ella {{NDR|[[Adrienne von Speyr]]}} aveva una predilezione per "il discepolo che Gesù amava" {{NDR|[[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni apostolo]]}} e lo vedeva come l'ultimo e il più profondo interprete del mistero di Gesù, dell'amore del Padre per il mondo, del ruolo dello Spirito Santo di introduttore perfetto nella luce piena della Rivelazione del Padre e del Figlio. Adrienne ha penetrato molto vivamente la profonda comunione di fede e di cuore tra la Madre di Gesù e il solo apostolo rimasto con lei ai piedi della croce. Ella vi vedeva l'origine verginale della Chiesa, di quella Chiesa che doveva essere affidata a Pietro. Che questa spiritualità, intensamente vissuta, da Adrienne von Speyr, vi aiuti a incarnare sempre meglio la vostra preoccupazione di vita evangelica ed ecclesiale nelle realtà del mondo contemporaneo.<ref>Dal discorso ai partecipanti del convegno sulla missione ecclesiale di Adrienne von Speyr, 28 settembre 1985; citato in Marcello Paradiso, ''Il blu e il giallo. Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr: un'avventura spirituale'', Effatà Editrice, Cantalupa, 2009, [http://books.google.it/books?id=XAZHNJXs9jYC&pg=PA4 p. 4]. ISBN 978-88-7402-511-4</ref> *Fu proprio la barbarie registrata nei confronti della dignità umana che portò l'Organizzazione delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] a formulare, appena tre anni dopo la sua costituzione, quella [[Dichiarazione universale dei diritti umani|Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]] che resta una delle più alte espressioni della coscienza umana nel nostro tempo.<ref>Dal ''Discorso all'Assemblea Generale dell'ONU'', 5 ottobre 1995.</ref> *Ho già accennato alla tradizione: che cosa significa ed implica questa parola qui a Napoli? Essa è certamente evocativa di una storia antichissima, che risale alla prima "{{sic|Palèpoli}}": dico la vicenda plurisecolare di una Città che ha visto fiorire al suo interno, come nella circostante [[Campania|Regione Campana]], diverse culture e filosofie, le arti e le lettere, la musica e il canto, all'insegna di una civiltà, a cui il mondo riguarda tuttora ammirato. Ma voi capite benissimo come, dicendo tradizione, io qui intenda soprattutto quella tradizione religiosa cristiana, che ci è stata mirabilmente attestata fin dall'approdo dell'[[Paolo di Tarso|Apostolo Paolo]] nell'adiacente golfo di Pozzuoli, mentre era in viaggio verso Roma. Stando anzi all'esplicita testimonianza degli [[Atti degli Apostoli]] (At 28,14), egli trovò alcuni "fratelli" e, dietro loro richiesta, vi sostò sette giorni. Proprio l'accertata presenza di cristiani agli inizi degli anni Sessanta della nostra era, e la legittima deduzione che non poté certo essere sterile di frutti spirituali la permanenza del "Dottore delle Genti" in mezzo a loro, sono fatti che mi spingono a definire come letteralmente e autenticamente "apostolica" la vostra fede, a cui poi l'ininterrotto contatto con la [[Chiesa cattolica|Chiesa di Roma]], nel corso dei secoli, ha conferito ulteriore sviluppo e compatta saldezza. [[Napoli]] non ha conosciuto mai distacchi e lacerazioni nella sua professione cristiana.<ref name=Apostolo>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_people-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II alla popolazione napoletana]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *I [[trapianto|trapianti]] sono una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo. La medicina dei trapianti si rivela, pertanto, strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell'arte medica, il servizio alla vita umana. Per questo, nella Lettera Enciclica Evangelium vitae ho ricordato che, tra i gesti che concorrono ad alimentare un'autentica cultura della vita "merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza".<ref name=tra/> *Il ministero ordinario ha una sua "profondità" e in tale profondità trova il suo vero significato: non si tratta soltanto, attraverso le attività varie e molteplici del ministero, di essere l'animatore o il coordinatore della comunità, ma in misura maggiore si tratta di rappresentare sacramentalmente, nella comunità e per essa, il Cristo, capo della Chiesa e suo corpo.<ref>Dal discorso ai vescovi del Belgio in visita in Vaticano; citato in ''Libero'', 23 novembre 2003, p. 7.</ref> *Il riconoscimento della dignità singolare della persona umana ha un'ulteriore conseguenza di fondo: gli organi vitali singoli non possono essere [[trapianto|prelevati]] che ex cadavere, cioè dal corpo di un individuo certamente morto. Questa esigenza è di immediata evidenza, giacché comportarsi altrimenti significherebbe causare intenzionalmente la morte del donatore prelevando i suoi organi.<ref name=tra/> *In definitiva, la [[pace e guerra|pace]] si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo – opera di giustizia è la pace –, mentre la [[pace e guerra|guerra]] nasce dalla violazione di questi diritti e porta con sé ancor più gravi violazioni di essi.<ref>Dall'enciclica ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_04031979_redemptor-hominis.html Redemptor hominis]'', n. 17.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte cerebrale]]}} In questa prospettiva, si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte sopra menzionato, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica. Di conseguenza, l'operatore sanitario, che abbia la responsabilità professionale di un tale accertamento, può basarsi su di essi per raggiungere, caso per caso, quel grado di sicurezza nel giudizio etico che la dottrina morale qualifica col termine di "certezza morale", certezza necessaria e sufficiente per poter agire in maniera eticamente corretta. Solo in presenza di tale certezza sarà, pertanto, moralmente legittimo attivare le necessarie procedure tecniche per arrivare all'espianto degli organi da trapiantare, previo consenso informato del donatore o dei suoi legittimi rappresentanti.<ref name=tra/> *Io e i miei connazionali dobbiamo un grande ringraziamento ai nostri fratelli di [[Benevento]], più maturi nella fede, dopo quasi un millennio di fede portata qui direttamente dagli apostoli.<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *L'[[adulterio]] "nel cuore" viene commesso non soltanto perché l'uomo "guarda" {{NDR|per desiderare}} [...] la donna che non è sua moglie, ma ''appunto perché guarda così una donna''. Anche se guardasse in questo modo la donna ''che è sua moglie'' commetterebbe lo stesso adulterio "nel cuore".<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19801008_it.html Udienza generale] dell'8 ottobre 1980.</ref> *L'[[amore]] è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Familiaris Consortio'', 22 novembre 1981.</ref> *L'uomo non può da se stesso decidere ciò che è [[bontà e cattiveria|buono]] e ciò che è [[bontà e cattiveria|cattivo]] [...] La [[coscienza morale|coscienza]] non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo... La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male [...] è la vera bestemmia [...], è rifiuto dello Spirito Santo.<ref>Dall'enciclica ''Dominum et vivificantem'', 1986.</ref> *La Chiesa è chiamata a manifestare nuovamente a tutti, con un più chiaro e fermo convincimento, la sua volontà di promuovere con ogni mezzo e di difendere contro ogni insidia la vita umana, in qualsiasi condizione e stadio di sviluppo si trovi. Per questo la Chiesa condanna come grave offesa alla dignità umana e della giustizia tutte quelle attività dei governi o di altre autorità pubbliche, che tentano di limitare in qualsiasi modo al libertà dei coniugi nel decidere dei figli. Di conseguenza qualsiasi violenza esercitata da tali autorità in favore della [[contraccezione]] e persino della sterilizzazione e dell'aborto procurato è del tutto da condannare e da respingere con forza. Allo stesso modo è da esecrare come gravemente ingiusto il fatto che nelle relazioni internazionali l'aiuto economico concesso per la promozione dei popoli venga condizionato a programmi di contraccezione, sterilizzazione e aborto procurato.<ref>Da ''Familiaris consortio'' del 1981.</ref> *La libertà non consiste nel fare ciò che piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve.<ref>Dall'[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951008_baltimore.html omelia] per la celebrazione eucaristica all'"Oriole Park at Catmden Yards", 8 ottobre 1995.</ref> *{{NDR|In occasione del conferimento del Premio Paolo VI a [[Hans Urs von Balthasar|Balthasar]]}} La passione per la teologia, che ha sostenuto il suo impegno di riflessione sulle opere dei padri, dei teologi e dei mistici, ottiene oggi un importante riconoscimento. Egli ha messo le sue vaste conoscenze al servizio di un "intellectus fidei", che fosse capace di mostrare all'uomo contemporaneo lo splendore del vero che promana da Gesù Cristo.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/june/documents/hf_jp-ii_spe_19840623_premio-paolo-vi_it.html discorso] del 23 giugno 1984.</ref> *La paura nasce dovunque Dio muore nella coscienza degli essere umani. Ognuno sa, sebbene oscuramente e con timore, che dovunque Dio muore nella coscienza della persona umana, lì segue inevitabilmente la morte dell'uomo, ch'è immagine di Dio.<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_19841208_xviii-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 1985.</ref> *La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell'adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere [[Salvo D'Acquisto]], medaglia d'oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010226_carabinieri-roma_it.html Discorso ai Militari dell'Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma]'', 26 febbraio 2001.</ref> *La [vera] [[Scienza]] nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente.<ref>Da un messaggio alla World Federation of Scientists; citato in [[Antonino Zichichi]], ''L'irresistibile fascino del tempo'', Net, 2002, p. 22. ISBN 88-515-2004-6</ref> *La [...] vicenda umana del beato [[Giacinto Giordano Ansalone|Giordano]], spesa tutta instancabilmente per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, è una ulteriore conferma della ben nota affermazione di [[Tertulliano]]: "semen est sanguis Christianorum" [...]. Coloro che uccisero il beato Giordano credettero di eliminarne il ricordo [...]. Ma egli, vivendo eternamente in Dio, continua ad essere una guida ed un esempio, per quanti ancora cercano Dio e la verità, nell'ambito delle religioni non cristiane e per quanti, segnati dal Battesimo, debbono nel loro pellegrinaggio terreno, giorno dopo giorno, rendere pubblicamente ragione della loro speranza cristiana [...]. La sanguinosa e gloriosa testimonianza resa dal beato Giordano Ansalone e dai suoi compagni Martiri [...] deve ricordare al cristiani di oggi [...] che la coerente testimonianza evangelica è una componente fondamentale dell'esser cristiani, e che i fedeli [...] devono essere autentici [[Missionario|missionari]], non solo nella generosa disponibilità a seguire la chiamata di Dio per l'evangelizzazione di terre lontane, ma altresì nell'impegno continuo, quotidiano per la realizzazione di tutte le esigenze, che il Vangelo di Gesù comporta nella vita personale, familiare, professionale, sociale.<ref>Dal ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1982/march/documents/hf_jp-ii_spe_19820327_pellegrinaggio-agrigento.html Discorso di Giovanni Paolo II ad un pellegrinaggio della Diocesi di Agrigento]'', 27 marzo 1982.</ref> *La vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell'itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. È un bene dell'umanità stessa.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_31031985_dilecti-amici_it.html Lettera Apostolica ''Dilecti Amici''], 1, 31 marzo 1985.</ref> *Le donne hanno il diritto di esigere che la loro dignità venga rispettata. Allo stesso tempo, esse hanno il dovere di lavorare per la promozione della dignità di tutte le persone, degli uomini come delle donne.<ref>Dalla ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121994_xxviii-world-day-for-peace_it.html Messaggio per la XXVIII giornata della Pace]'', Vaticano, 8 dicembre 1994.</ref> *{{NDR|Sul [[genocidio armeno]]}} Lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo, e il successivo annientamento di migliaia di persone sotto il regime totalitario, sono tragedie ancora vive nel ricordo della generazione attuale.<ref>Dalla dichiarazione congiunta con [[Karekin II]], 27 settembre 2001; riportato in ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2001/september/documents/hf_jp-ii_spe_20010927_decl-jp-ii-karekin-ii.html Vatican.va]''.</ref> *Nell'[[uomo]] c'è un "alito di vita", che proviene dal "soffiare" di Dio stesso. Nell'uomo c'è un soffio o spirito che assomiglia al soffio o spirito di Dio.<br />Quando il [[Libro della Genesi]], al capitolo 2, parla della creazione degli [[animale|animali]] (''Gen'' 2, 19), non accenna a una relazione così stretta col soffio di Dio. Dal capitolo precedente sappiamo che l'uomo è stato creato "a immagine e somiglianza di Dio" (''Gen'' 1, 26-27).<br />Altri testi, tuttavia, ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l'hanno ricevuto da Dio. Sotto questo aspetto l'uomo, uscito dalle mani di Dio, appare solidale con tutti gli esseri viventi. Così il [[Salmi|Salmo]] 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore: "Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono" (''Sal'' 104, 27-28). Poi il Salmista aggiunge: "Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della terra" (''Sal'' 104, 29-30).<ref>Dall'udienza generale del 10 gennaio 1990; riportato in ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19900110.html Vatican.va]''.</ref> *Napoli è una città ricca di storia, che spazia per circa tre millenni, fin dagli albori della civiltà greca all'inserimento fecondo e ormai più che secolare nella unificata compagine della Nazione italiana; è città ricca di vita, che pulsa ardente e vigorosa nell'intelligenza, nel dinamismo e nella ben nota, solare inventiva dei suoi figli; è città agitata da profonde speranze verso un avvenire pacifico, rispondente ai postulati fondamentali della giustizia e della dignità dell'uomo.<br>Ma [...] la Metropoli partenopea è anche una comunità che ha le sue sofferenze nascoste o palesi, inerenti a problemi gravi e urgenti, la cui mancata soluzione comporta diffusi disagi e profondi drammi umani.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_arrival-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II all'arrivo a Napoli]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *Napoli [...] merita questo interesse speciale; Napoli esige una diretta sollecitudine; Napoli ha bisogno di sperare: parlo della speranza nel suo vivere, nel suo futuro; parlo della speranza anche in senso umano e civile, la quale – come già il binomio giustizia e carità – è indissociabile dalla speranza più alta che arride, nella luce di Dio, alla vita cristiana.<br>Coraggio, dunque, fratelli ed amici di Napoli! Voglio essere io il primo a sperare, augurandomi, augurandovi che, con l'aiuto del Signore provvidente, con lo sforzo coordinato e volenteroso dei buoni, nella fedeltà a tutta prova ai valori cristiani, possa profilarsi sull'orizzonte di questa Città fascinosa un periodo di più rigoglioso sviluppo per un futuro lieto e sereno, in tutto degno del suo grande passato.<ref name=Apostolo /> *Nella Santa [[Eucarestia]], siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia.<ref>Discorso durante la [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800601_montmartre-paris_it.html visita] al Sacro Cuore di Montmarte, Parigi, 1 giugno 1980.</ref> *Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!<ref>Dall'''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato_it.html Omelia per l'inizio del pontificato]'', 22 ottobre 1978.</ref> *Non c'è [[pace]] senza [[giustizia]], non c'è giustizia senza [[perdono]].<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 2002.</ref> *Non c'è [[speranza]] senza [[paura]], e paura senza speranza.<ref>Da ''La bottega dell'orefice'', 1960; citato in Elena Spagnol, ''Citazioni'', Garzanti, 2003.</ref> *Non è cambiato infatti il disegno di Dio, che ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione all'amore e alla [[famiglia]]. Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo, dono di Cristo morto e risorto. E nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004.</ref> *Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra [[lingua italiana]]. Se mi sbaglio, mi ''[[Correzione|corrigerete]]''.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978.</ref> *"[['O sole mio|O sole mio]]". È un sole profondamente inciso nella storia. Napoli, "Neapolis", canta il sole, Napoli canta il Cristo.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1990/november/documents/hf_jp-ii_spe_19901110_giovani-napoli.html Incontro di Giovanni Paolo II con i giovani nello stadio San Paolo]'', ''vatican.va'', 10 novembre 1990.</ref> *Ogni autentica [[preghiera]] è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo.<ref>Da ''Insegnamenti'', IX/2 1986.</ref> *Però io non muoio del tutto, quel che in me è imperituro permane.<ref>Da ''Trittico romano. Meditazioni''.</ref> *Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [cfr. ''Lc'' 22, 32], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle [[donna|donne]] l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.<ref>Dalla lettera apostolica ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_22051994_ordinatio-sacerdotalis_it.html Ordinatio Sacerdotalis]'', 22 maggio 1994.</ref> *Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre [[Giovanni Paolo I]] ha parlato ai partecipanti all'udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l'ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1978/documents/hf_jp-ii_aud_19781025_it.html Udienza generale] del 25 ottobre 1978.</ref> *Quando si parla di prove dell'[[esistenza di Dio]], dobbiamo sottolineare che non si tratta di prove d'ordine scientifico-sperimentale. Le prove scientifiche, nel senso moderno della parola, valgono solo per le cose percettibili ai sensi, giacché solo su queste possono esercitarsi gli strumenti di indagine e di verifica, di cui la scienza si serve. Volere una prova scientifica di Dio, significherebbe abbassare Dio al rango degli esseri del nostro mondo, e quindi sbagliarsi già metodologicamente su quello che Dio è. La scienza deve riconoscere i suoi limiti e la sua impotenza a raggiungere l'esistenza di Dio: essa non può né affermare, né negare questa esistenza. Da ciò non deve tuttavia trarsi la conclusione che gli scienziati siano incapaci di trovare, nei loro studi scientifici, motivi validi per ammettere l'esistenza di Dio. Se la scienza, come tale, non può raggiungere Dio, lo scienziato, che possiede un'intelligenza il cui oggetto non è limitato alle cose sensibili, può scoprire nel mondo le ragioni per affermare un essere che lo supera. Molti scienziati hanno fatto e fanno questa scoperta.<ref>Udienza generale del [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1985/documents/hf_jp-ii_aud_19850710.html 10 luglio 1985].</ref> *Quante volte le persone molto ricche non sono felici, perché non hanno saputo attingere all'altra sorgente, all'altra dimensione della ricchezza. Questa dimensione spirituale dove entra Cristo che ci dimostra, che, pur essendo povero, arricchisce tutti.<ref>Dal discorso ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921213_par-s-ugo_it.html Ai giovani della Parrocchia di Sant'Ugo Vescovo]'', Roma, 13 dicembre 1992.</ref> *Qui a Münster vivete nei luoghi in cui [[Maria Euthymia Üffing|Suor Maria Euthymia]], delle Suore della Misericordia, ha operato ed è stata sepolta e che sono meta di pellegrinaggio di schiere di persone bisognose di aiuto. Nei luoghi in apparenza poco visibili del suo servizio pieno di abnegazione, questa semplice religiosa ha mostrato in modo esemplare per molti, come una vita ispirata dalla fede e dal Vangelo abbia una forza in grado di cambiare il mondo. La forza della sua imitazione di Cristo era tale che dalla sua vicinanza i prigionieri di guerra a lei affidati traevano la sensazione di sentirsi protetti nella propria casa. L'amore vince l'odio.<ref>Dalla visita a Münster, 1° maggio 1987; citato in ''[https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-uffing_it.html Maria Euthymia Üffing]'', ''vatican.va''.</ref> *[[Ricchezza|Ricco]] non è colui che possiede, ma colui che [[Dare|dà]], colui che è capace di dare.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Redemptionis Donum'', Libreria Editrice Vaticana, 25 marzo 1984.</ref> *[[Leopoldo da Castelnuovo|San Leopoldo]] non ha lasciato opere teologiche o letterarie, non ha affascinato con la sua cultura, non ha fondato opere sociali. Per tutti quelli che lo conobbero, egli altro non fu che un povero frate: piccolo, malaticcio. La sua grandezza è altrove: nell'immolarsi, nel donarsi, giorno dopo giorno, per tutto il tempo della sua vita sacerdotale, cioè per 52 anni, nel silenzio, nella riservatezza, nell'umiltà di una celletta-confessionale: "il buon pastore offre la vita per le pecore". Fra Leopoldo era sempre lì, pronto e sorridente, prudente e modesto, confidente discreto e padre fedele delle anime, maestro rispettoso e consigliere spirituale comprensivo e paziente.<br>Se si volesse definirlo con una parola sola, come durante la sua vita facevano i suoi penitenti e confratelli, allora egli è "il confessore"; egli sapeva solo "confessare". Eppure proprio in questo sta la sua grandezza. In questo suo scomparire per far posto al vero Pastore delle anime.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831016_leopoldo-da-castelnovo.html Canonizzazione di Padre Leopoldo da Castelnovo - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 16 ottobre 1983.</ref> *Se Satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo regno, ciò è permesso dalla divina Provvidenza che con potenza e bontà ("fortiter et suaviter") dirige la storia dell'uomo e del mondo. Se l'azione di Satana certamente causa molti danni - di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica - ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l'uomo e tutta la creazione, il Bene.<ref>Udienza generale del 20 agosto 1986. Come citato in Andrea Lomonaco, ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-03/quaresima-parole-papi-diavolo-demonio.html Le parole dei Papi sul diavolo, nemico astuto che esiste davvero]'', Vatican News, 3 marzo 2024</ref> *{{NDR|Agli [[ebrei]]}} Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori.<ref>Dall'incontro in sinagoga con [[Elio Toaff]] del 13 aprile 1986; citato in ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-01/fratelli-maggiori-giornata-ebrei-cristiani-dialogo-papi.html Ai nostri fratelli maggiori]'', ''vaticannews.va'', 17 gennaio 2021.</ref> *Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.<ref>Dalla poesia ''Meditazioni sulla morte'', IV, 3, 1975.</ref> *Sul volto di [[Padre Pio da Pietrelcina|Padre Pio]] risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle "stimmate", mostrava l'intima connessione tra morte e [[risurrezione]], che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari [[carisma|doni]] che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore.<ref>Dall'[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_02051999_padre-pio.html omelia] per la beatificazione di Padre Pio da Pietralcina, 2 maggio 1999.</ref> *Tra i "Dottori della Chiesa" [[Teresa di Lisieux|Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo]] è la più giovane, ma il suo cammino spirituale è così maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono così vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19101997_it.html omelia] per la proclamazione della santa a Dottore della Chiesa.</ref> *Tutta la grandezza del [[lavoro]] è dentro l'uomo.<ref>Da ''Il sapore del pane''.</ref> *Un primo accento è da porre sul fatto che ogni intervento di [[trapianto]] d'organo, come già in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all'origine una decisione di grande valore etico: "la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un'altra persona". Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d'amore. Non si dona semplicemente qualcosa di proprio, si dona qualcosa di sé, dal momento che "in forza della sua unione sostanziale con un'anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni..., ma è parte costitutiva della persona, che attraverso di esso si manifesta e si esprime".<ref name=tra/> *Uomo del silenzio, egli spandeva attorno a sé un alone di spiritualità e di forte richiamo all'assoluto. Denominato dalla gente con l'affettuoso appellativo di "Frate Silenzio", [[Nicola da Gesturi]] si presentava con un atteggiamento che era più eloquente delle parole: liberato dal superfluo ed alla ricerca dell'essenziale, non si lasciava distrarre dalle cose inutili o dannose, volendo essere testimonianza della presenza del Verbo Incarnato accanto ad ogni uomo.<br>In un mondo troppo spesso saturo di parole e povero di valori, c'è bisogno di uomini e di donne che, come il beato Nicola da Gesturi, sottolineino l'urgenza di recuperare la capacità del silenzio e dell'ascolto, affinché tutta la vita divenga un "cantico" di lode a Dio e di servizio verso i fratelli.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_03101999_beatifications.html Omelia]'', ''vatican.va'', 3 ottobre 1999.</ref> *Violentare le coscienze è un grave danno fatto all'uomo. È il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell'infliggere la morte fisica, dell'uccidere.<ref>Dall'[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1982/documents/hf_jp-ii_ang_19820110.html Angelus] del 10 gennaio 1982.</ref> *Sono venuto per esprimervi la mia affezione e la mia stima per la vostra antica città {{NDR|[[Alatri]]}}, a cui sovrasta la famosa Acropoli, che già formò l'orgoglio del fiero popolo degli Ernici, e oggi costituisce una rara testimonianza della più perfetta costruzione ciclopica conservata in Italia.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/september/documents/hf_jp-ii_spe_19840902_arrivo-alatri_it.html discorso] durante la visita pastorale ad Alatri, 2 settembre 1984.</ref> *È una giornata storica, questa odierna, per la pur storica città e diocesi di Alatri, che sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull'orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di [[Ciociaria]].<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840902_fedeli-ciociaria_it.html Omelia della Messa per i fedeli della Ciociaria], durante la visita pastorale ad Alatri.</ref> *[...] non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/september/documents/hf_jp-ii_spe_19850922_giovani-palasport_it.html incontro con i giovani di Genova], 22 settembre 1985. Ripetuta e parafrasata nell'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/october/documents/hf_jp-ii_spe_19851020_giovani-cagliari_it.html incontro con i giovani della Sardegna], 20 ottobre 1985.</ref> *{{NDR|[[Zefirino Agostini]]}} pur tra innumerevoli difficoltà, non si perse mai d'animo. Egli ci viene presentato oggi come umile e saldo testimone del Vangelo nel fecondo periodo della Chiesa veronese del secondo Ottocento. Salda fu la sua fede, efficace la sua azione caritativa e ardente lo spirito sacerdotale che lo contraddistinse.<br>L'amore del Signore lo sospinse nel suo apostolato rivolto ai più poveri, ed in particolare all'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente più bisognose. Egli aveva ben compreso l'importanza della donna quale protagonista del risanamento della società, nei suoi ruoli di educatrice ai valori della libertà, dell'onestà e della carità.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1998/documents/hf_jp-ii_hom_25101998_beat.pdf Santa messa per la beatificazione di quattro servi di Dio]'', ''vatican.va'', 25 ottobre 1998.</ref> *Signor Direttore, gentili Signori e Signore, ben volentieri ho accolto l'invito, nel corso di questa mia visita a Cesena, di vedere ed ammirare la famosa ed antica [[Biblioteca Malatestiana]], nella quale ora noi ci troviamo, gloria e splendore non solo della vostra Città, ma anche, nel suo genere, di quel periodo così ricco di fermenti innovativi e di fervore artistico-culturale, quale fu l'Umanesimo italiano nel Quattrocento. Abbiamo qui di fronte ai nostri occhi un monumento ed un ricordo, di detto periodo, estremamente suggestivo.<ref>Dal discorso pronunciato nella Biblioteca Malatestiana, 9 maggio 1986; citato in ''Il Papa in Romagna: documenti e testimonianze sulla visita pastorale di S. S. Giovanni Paolo II'', a cura di Gian Michele Fusconi, Diocesi di Romagna, Rocca San Casciano, 1986.</ref> *Ti ringrazio, [[Benevento]], per questa giornata che abbiamo passato insieme, la tua giornata, giornata della Madre delle Grazie! Ti ringrazio, Benevento, per la tua accoglienza, per la tua presenza, per la tua preghiera, per i tuoi canti! Ti ringrazio, Benevento, di cuore! E direi ancora: Benevento, ti ringrazio per questo vento che ci ha portato il tramonto della giornata! Ti auguro di rimanere sempre fedele alla tua grande eredità cristiana trasmessa dagli apostoli, dai martiri, come san Bartolomeo, san Gennaro. Ti ringrazio di rimanere sempre nella Grazia del Signore, per l'intercessione della tua e nostra Madre. E, alla fine: Benevento, ti auguro anche le buone vacanze!<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900702_benevento_it.html Celebrazione eucaristica nello stadio cittadino di Benevento, 1990].</ref> *Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio. (1° aprile 2005)<ref>Dal [http://www.vatican.va/gpII/bulletin/B0179-XX.01.pdf bollettino] sulle condizioni del Papa del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede [[Joaquín Navarro-Valls]], ore 11.30, 2 aprile 2005. Il riferimento è probabilmente ai migliaia di giovani "incontrati in tutto il mondo lungo il percorso" pontificio e alla loro presenza in Piazza San Pietro nelle sue ultime ore.</ref> {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1979/documents/hf_jp-ii_let_19790302_arciv-praga.html Lettera all'arcivescovo di Praga per il 250° centenario della canonizzazione di Giovanni Nepomuceno]''|Lettera inviata il 2 marzo 1979 dal Vaticano; citato in ''vatican.va''.}} *Se ora vogliamo considerare brevemente la nobile figura del Santo {{NDR|[[Giovanni Nepomuceno]]}}, la storia ce lo presenta prima come dedito allo studio e alla preparazione al sacerdozio: consapevole com'era che, secondo l'espressione di San Paolo, sarebbe stato trasformato in altro Cristo, egli trasformò l'anima in tempio casto dello spirito. Con uguale pietà fu parroco di San Gallo, nella città di Praga; poi canonico; poi Vicario Generale. In questo ufficio, che lo rendeva in qualche modo corresponsabile del governo della sua chiesa, egli trovò il suo martirio e insieme la sua gloria. E poiché egli, più che altri, difese i diritti e la legittima libertà della Chiesa di fronte ai voleri del Re Venceslao IV, più degli altri si attirò l'ira del monarca. Questi partecipò personalmente alla sua tortura, che ne causò la morte; poi lo fece gettare dal ponte nel fiume Moldava. Così le sue acque furono santificate dal corpo e sangue del Martire e divennero il suo primo sepolcro. Ciò avvenne la notte del 20 marzo 1393. La luce di quella notte si diffuse in tutto il mondo, e dura ancora, vivissima. *La figura grandiosa di San Giovanni, venerabile Fratello, ha esempi e doni per tutti. Ma poiché egli fu sacerdote, parroco e Vicario Generale, sembra naturale che per primi i sacerdoti debbano bere alla sua fontana. È vero, il modello dei modelli è Gesù, a cui la voce del Padre rimanda, ma anche i [[Santo|Santi]] sono nostri modelli, avendo amato Dio sopra ogni cosa. Ebbene, San Giovanni incarna in sé sia l'ideale del conoscitore dei Misteri di Dio, teso come fu alla perfezione delle virtù, allo studio, alla disciplina; sia del parroco, che santifica i suoi fedeli con l'esempio della sua vita e con lo zelo delle anime; sia del Vicario Generale, scrupoloso esecutore dei suoi doveri in armonia con la volontà del suo Arcivescovo nello spirito dell'ubbidienza ecclesiale. *Le vocazioni maturano poi nei [[Seminario|seminari]]. Qui si insegna la sacra Dottrina; qui i futuri messaggeri della Buona Novella l'assimilano; qui si accende la fiamma della loro devozione, si fortifica il loro carattere e si tempra la loro indole. Dai seminari devono uscire uomini di Dio dei quali il nostro tempo ha bisogno, apostoli di Cristo il quale venne per rendere testimonianza alla verità e alla carità. Il seminario è il cuore della diocesi e la speranza della Chiesa. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/may/documents/hf_jp-ii_spe_19800506_nairobi-diplomatici.html Al corpo diplomatico accreditato a Nairobi]''|Discorso pronunciato il 6 maggio 1980 a Nairobi; citato in ''vatican.va''.}} *Molte situazioni e problemi africani che richiedono la nostra attenzione oggi non sono differenti da quelli che coinvolgono altre nazioni e continenti nel mondo. Altri invece sono tipicamente africani nel senso che gli elementi dei problemi e le risorse disponibili per la loro soluzione – risorse naturali e specialmente umane – sono esclusive di questo continente. In ciò vi è un fattore supremo che deve essere tenuto presente nella mente. È la vera identità dell'africano, della persona africana, dell'uomo e della donna africana. *La verità sull'individuo africano deve essere vista, prima di tutto e principalmente, nella sua dignità come persona umana. *La storia testimonia come il continente africano ha sempre conosciuto un forte senso comunitario nei differenti gruppi che costituiscono la sua struttura sociale: ciò è particolarmente vero per la famiglia dove vi è una forte coesione e solidarietà. E quale migliore prospettiva potrà essere trovata nella necessità di una pacifica soluzione di conflitti e difficoltà – un modo che sia all'altezza della dignità umana – della innata propensione al dialogo, del desiderio di spiegare le differenti visioni nella conversazione alla quale l'africano si rivolge così facilmente e che egli porta avanti con tanta naturale grazia? *In Africa, in passato, molte nazioni hanno conosciuto l'amministrazione coloniale. Pur non negando i vari traguardi raggiunti da queste amministrazioni, il mondo gode per il fatto che questo periodo sta ormai nella sua fase finale. I popoli dell'Africa, con poche penose eccezioni, stanno assumendo piena responsabilità politica per il loro proprio destino ed io saluto qui particolarmente il recente raggiungimento dell'indipendenza dello Zimbabwe. Ma non si può ignorare il fatto che altre forme di dipendenza sono ancora una realtà o almeno una minaccia. *La discriminazione razziale è un male, a prescindere da come, da chi e perché è praticata. *Un largo numero di persone sono state costrette per varie ragioni a lasciare il loro paese amato ed i luoghi dove avevano le loro radici. Talvolta questo è dovuto a motivi politici, altre volte per sfuggire alla violenza ed alla guerra, oppure per le conseguenze di disastri naturali, o per il clima ostile. La comunità africana e la comunità del mondo non può cessare di interessarsi alla condizione dei [[Rifugiato|rifugiati]] e alle terribili sofferenze cui molti di essi sono assoggettati per lungo tempo. Questi rifugiati veramente hanno un diritto alla libertà ed a vivere una vita degna della dignità umana. Essi non devono essere privati del godimento dei loro diritti, tantomeno quando fattori esterni al loro controllo li hanno costretti a divenire stranieri senza una patria. *Faccio appello alle autorità delle nazioni di cui i rifugiati sono costretti ad attraversare i confini, perché li ricevano con cordiale ospitalità. Faccio appello alla comunità internazionale perché il peso non sia portato soltanto da quelle nazioni nelle quali i rifugiati si sistemano temporaneamente, ma di mettere i necessari aiuti a disposizione dei governi interessati e delle appropriate organizzazioni internazionali. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1980/documents/hf_jp-ii_hom_19800622_proclamazione-beati.html Santa Messa per la proclamazione di cinque nuovi beati]''|Omelia pronunciata il 22 giugno 1980 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Un instancabile e geniale missionario è [[José de Anchieta|José De Anchieta]] [...]. Ama con immenso affetto i suoi fratelli "brasis", partecipa alla loro vita, si immerge nei loro costumi e si convince che la loro conversione alla fede deve essere preparata, aiutata e consolidata da un appropriato lavoro di civilizzazione per la promozione umana. Il suo ardente zelo lo muove a intraprendere innumerevoli viaggi, coprendo immense distanze, in mezzo a grandi pericoli. Ma la predicazione continua, la mortificazione costante, la fervente carità, la bontà paterna, la comunione intima con Dio, la devozione filiale alla Vergine santissima – che egli celebra in un lungo poema di eleganti versi latini – dà a questo grande figlio di sant'Ignazio una forza sovrumana, specialmente quando deve difendere i suoi fratelli indigeni dalle ingiustizie dei colonizzatori. *Nato da una povera famiglia di contadini e allevatori, [[Pedro de San José de Bethencourt|Pedro De Betancur]] ha nella sua vita un solo obiettivo: portare il messaggio cristiano nelle "Indie occidentali". A 23 anni lascia il suo paese e giunge in Guatemala, malato, povero, solo e sconosciuto, convertendosi nell'apostolo degli schiavi negri, degli indios sottoposti a lavori inumani, degli emigranti, senza lavoro e senza sicurezza, dei bambini abbandonati. Fratel Pedro, animato dalla carità di Cristo, si fece tutto a tutti, in particolare per i piccoli vagabondi di tutte le razze e colori, in favore dei quali fonda una scuola. [...] Il Bambino di Betlemme, in nome del quale fonda la congregazione Betlemita fu il tema assiduo della meditazione del beato, il quale seppe scoprire nei poveri il volto di "Gesù bambino": per questo li amò con una delicata tenerezza, il cui ricordo rimane vivo in Guatemala. *[...] [[Maria dell'Incarnazione Guyart|Maria dell'Incarnazione]] unisce in sé, in modo ammirevole, la contemplazione e l'azione. In lei la donna cristiana si è realizzata pienamente e con un raro equilibrio, nei diversi stati della vita: sposa, madre, vedova, direttrice di impresa, religiosa, mistica, missionaria, e questo sempre nella fedeltà a Cristo, sempre in stretta unione con Dio. *[[François de Montmorency-Laval|Francesco de Montmorency-Laval]], nobile figlio della Francia, animato anche lui del carisma missionario, avrebbe potuto aspirare alle carriere umane più promettenti, ma preferì corrispondere generosamente all'invito di Cristo che l'invitava ad annunciare il Vangelo in paesi lontani. Eletto vicario apostolico nella "Nuova Francia", rivestito dal carisma episcopale, si stabilisce a Quebec, e si dà con un infaticabile zelo all'espansione del regno di Dio realizzando la figura ideale del Vescovo [...]. *[...] dolce, fragile ma forte figura di giovane donna che morì a soli ventiquattro anni di età: [[Kateri Tekakwitha]], il "giglio dei Mohawks", la vergine irochese che nel diciassettesimo secolo nel nord America fu la prima a rinnovare le meraviglie di santità di [[Scolastica da Norcia|santa Scolastica]], [[Gertrude di Helfta|santa Gertrude]], [[Caterina da Siena|santa Caterina da Siena]], [[Angela Merici|santa Angela Merici]] e [[Rosa da Lima|santa Rosa da Lima]], precedendo lungo il sentiero dell'amore, la sua grande sorella spirituale, [[Teresa di Lisieux|Teresa del Bambino Gesù]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1982/documents/hf_jp-ii_hom_19821031_canonizzazioni.html Canonizzazione di Margherita Bourgeoys e Giovanna Delanoue]''|Omelia pronunciata il 31 ottobre 1982 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Se [[Marguerite Bourgeoys|Margherita]] si lancia allora in una vita missionaria, che sarà una "vita in viaggio" che gravita precisamente attorno alla "Ville-Marie" del nuovo mondo canadese, ella non fa che imitare la [[Maria|Vergine]] della [[Visitazione della Beata Vergine Maria|Visitazione]] che portava ad [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]] e a [[Giovanni Battista]], alla madre e al figlio, con i servizi umani della sua carità, il dono divino che recava in sé, per santificarli. *Per "santa Margherita Bourgeoys", si ricorderà soprattutto il suo contributo originale alla promozione delle famiglie, bambini, futuri sposi, genitori. Lei che a Montreal è stata chiamata la "Madre della Colonia", avrebbe potuto dire come [[Paolo di Tarso|san Paolo]]: "Con voi, noi siamo stati pieni di dolcezza, come una madre che circonda di cure i suoi figli. Avendo per voi un tale affetto, vorremmo darvi non solamente il Vangelo di Dio, ma tutto ciò che noi siamo.<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Tessalonicesi]]'': «Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari».</ref> *In breve, ciò che molti si sforzano di realizzare oggi con metodi, istituzioni, associazioni adatte al nostro tempo, per un'educazione valida, per la preparazione al matrimonio cristiano, per un'opera di sostegno e di consiglio alle famiglie, sembra trovarsi in germe, sotto altri modi, nello spirito e nelle iniziative di Margherita Bourgeoys. *Infine, mentre proclamiamo la santità di [[Jeanne Delanoue|Giovanna Delanoue]], è importante cercare di comprendere il segreto spirituale della sua devozione senza pari. Non sembra che il suo temperamento la spingesse verso i poveri per sentimentalismo o per pietà. Ma lo Spirito Santo le fa vedere Cristo in questi poveri, Cristo Bambino nei loro bambini – aveva verso di lui una devozione particolare –, Cristo Amico dei poveri, Cristo stesso umiliato e crocifisso. E con Cristo, voleva mostrare ai poveri la tenerezza del Padre. A questo Dio ella ricorreva con audacia di bambino, attendendosi tutto da lui, dalla sua Provvidenza, nome che designerà le sue case e la sua fondazione all'origine: la Congregazione di sant'Anna della Provvidenza. *Giovanna Delanoue molto in fretta ha imparato non solamente l'eroicità delle virtù evangeliche, quelle del [[Discorso della Montagna|Discorso della montagna]], ma anche una profonda contemplazione delle persone divine, con segni mistici della più alta unione con Dio, per la via unitiva, bruciante d'amore per Gesù "suo Sposo". È proprio lì che prendono la loro ispirazione e il compimento la "follìa" della sua carità, l'audacia delle sue iniziative. La Chiesa si guardi bene dal dimenticarlo: come in questa fine del XVII secolo e inizio del XVIII, non ci sarà oggi una vera riforma né movimenti fecondi senza un'autentica corrente mistica. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831030_tre-beati.html Beatificazione dei Servi di Dio Giacomo Cusmano, Domenico Iturrate Zubero e Geremia de Valacchia]''|Omelia pronunciata il 30 ottobre 1983 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'Amore di Dio verso tutto il creato trova la sua particolarissima espressione nella [[Santo|santificazione]] dell'uomo. *La vicenda di [[Zaccheo]] appare lo specchio di un'autentica conversione evangelica: egli infatti, accogliendo il Signore in casa e riparando le concussioni fatte nel suo lavoro, dà un mirabile esempio di amore verso Dio e verso i fratelli. *{{NDR|[[Giacomo Cusmano]]}} per sanare le piaghe della povertà e della miseria che affliggevano tanta parte della popolazione a causa di ricorrenti carestie ed epidemie, ma anche di una sperequazione sociale, scelse la via della carità: amore di Dio che si traduceva nell'amore effettivo verso i fratelli e nel dono di sé ai più bisognosi e sofferenti in un servizio spinto sino al sacrificio eroico. [...] La sua opera, come tutte le opere di Dio, incontrò difficoltà che misero a dura prova la sua volontà, ma con la sua immensa fiducia in Dio e con la sua invitta fortezza di animo superò ogni ostacolo [...]. Le sue regole e le sue lettere spirituali sono documenti di una sapienza ascetica in cui si accordano fortezza e soavità. [...] Questo magnifico "Servo dei poveri" si spense nell'esercizio di una carità che andava sempre più divampando sino a toccare vertici eroici. Essendo scoppiato un nuovo colera a Palermo, egli si adoperò senza pari per essere vicino, in tutti i momenti, ai suoi poveri. *{{NDR|[[Domenico del Santissimo Sacramento|Domenico Zubero]]}} Come religioso trinitario, fece in modo di vivere secondo le due grandi direttive della spiritualità del suo ordine: il mistero della Santissima Trinità e l'opera della Redenzione, che in lui si fece esperienza di viva carità. E in quanto sacerdote, ebbe una chiara immagine della sua identità di "mediatore tra Dio e gli uomini", o "rappresentante del Sacerdote eterno, Cristo". Tutto ciò lo portava a vivere ogni Eucaristia come un atto di immolazione personale, unito alla Vittima Suprema, in favore degli uomini. *Con la sua testimonianza di fedeltà alla chiamata interiore e di risposta generosa ad essa, [[Domenico del Santissimo Sacramento|Padre Domenico]] mostra ai nostri giorni un cammino da seguire: quello di una fedeltà ecclesiale che plasma l'identità interiore e che conduce alla santità. *Il Beato [[Geremia da Valacchia]] venendo dalla Romania in Italia, riallacciò nella sua vicenda storica Oriente e Occidente, lanciando un emblematico ponte tra i popoli e tra le Chiese cristiane. Sorgente inesauribile della sua vita interiore era la preghiera, che lo faceva crescere ogni giorno nell'amore per il Padre e per i fratelli. *Rivolgendomi a voi Romeni nella vostra lingua, mi compiaccio che abbiate chiesto di mettere sul candelabro questa lampada ardente. Voi avete scoperto il suo messaggio e vi siete uniti intorno alla sua figura, che sintetizza ed esprime la vostra tradizione cristiana e le vostre aspirazioni. Nella vostra storia bimillenaria, pur ricca di tanti valori di fede, [[Geremia da Valacchia]] è il primo romeno che ascende ufficialmente agli onori degli altari. Egli che nella sua vita realizzò una sintesi armoniosa tra la Patria naturale e quella adottiva, contribuisca ora, proclamato "beato", a promuovere la pace tra le nazioni e l'unità dei cristiani, additandone col suo esempio la strada maestra: la carità operosa per i fratelli. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840311_canonizzazione-frassinetti.html Solenne rito di canonizzazione della Beata Paola Frassinetti]''|Omelia pronunciata l'11 marzo 1984 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *I [[Santo|santi]] sono il frutto maturo della Redenzione di Cristo. *È stato detto che, per distinguere se un'opera sia cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della croce redentrice. Ora la croce di Cristo distese ampiamente la sua ombra o, meglio, la sua luce sull'intera vita e su tutte le opere della santa {{NDR|[[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]]}}. Ella infatti era convinta che chi vuole iniziare un cammino di perfezione non può rinunciare alla croce, alla mortificazione, all'umiliazione e alla sofferenza, che assimilano il cristiano al modello divino che è il ''Crocifisso''. Nella sua fervorosa immolazione per la salvezza di tutte le anime, ella riteneva che, a confronto dei patimenti di Cristo, ciò che uno può soffrire è nulla. La croce non solo non la spaventava, ma era per lei la molla potente che la muoveva, la fonte segreta da cui scaturiva la sua insonne attività e il suo coraggio indomito. *La forza interiore che la conduceva a vivere così integralmente la "follia" della croce va ricercata nella tenera devozione al [[Sacro Cuore di Gesù|Cuore di Gesù Cristo]]. Con la sua sensibilità autenticamente apostolica, la santa percepiva che nessuno può svolgere vero apostolato se non ha impresse nel proprio cuore le stigmate di Cristo, se non è operante in lui quell'ineffabile intreccio di amore e di dolore che è compendiato nel cuore sacratissimo di Gesù. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19850202_ana-de-los-angeles.html Beatificazione di Ana de los Angeles]''|Omelia pronunciata il 2 febbraio 1985 ad Arequipa (Perù); citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Ana Monteagudo]]}} ha realizzato nella sua vita il programma [[Ordine dei frati predicatori|domenicano]] della luce, della verità, dell'amore e della vita, concentrato nella famosa frase: "Contemplare e trasmettere ciò che si è contemplato". Suor Ana de los Angeles realizzò questo programma con un'intensa, austera e radicale attività nella vita monastica, secondo lo stile dell'ordine di San Domenico, nella contemplazione del mistero di Cristo, della verità e nella conoscenza di Dio. *{{NDR|Ana Monteagudo}} Fu maestra spirituale e fedele esecutrice delle norme della Chiesa che chiedevano con urgenza la riforma dei monasteri. Sapeva accogliere tutti quelli che le si rivolgevano, insegnando loro i sentieri del perdono e della vita di grazia. La sua presenza nascosta si fece notare oltre le mura del suo convento, con la fama della sua santità. Aiutò con il suo consiglio e la sua orazione i vescovi e i sacerdoti; accompagnava i viandanti, i pellegrini che giungevano a lei, con la sua preghiera. *Imitando la carità e il senso ecclesiale della sua patrona, [[Caterina da Siena]], [[Ana Monteagudo|Ana]] ebbe un cuore mite e umilmente aperto alle necessità di tutti, specialmente dei più poveri. Tutti hanno trovato in lei un amore vero. I poveri e gli umili trovarono vera accoglienza; i ricchi comprensione che non tralasciava l'esigenza della conversione; i pastori trovarono preghiera e consiglio; gli infermi, sollievo; i tristi, consolazione; i viandanti, ospitalità; i perseguitati, perdono; i moribondi, la preghiera ardente. *La [[Santo|santità]] dell'uomo è opera di Dio. Non sarà mai sufficiente manifestargli gratitudine per quest'opera. Quando veneriamo le sue opere, le opere di Dio, veneriamo e adoriamo soprattutto lui stesso, Dio santissimo. E tra tutte le opere di Dio la più grande è la santità di una creatura, ''la santità dell'uomo''. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19851006_beatificazione-tre-gesuiti.pdf Solenne concelebrazione per la beatificazione dei Servi Di Dio Diego Luis De San Vitores, José Maria Rubio e Francisco Gárate]''|Omelia pronunciata il 6 ottobre 1985 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Diego Luis de San Vitores]]}} La vita di questo nuovo beato si caratterizzò per una totale disponibilità ad accorrere là dove Dio lo chiamava. Egli parla in tono attuale e urgente ai missionari di oggi sull'atteggiamento aperto e preparato per rispondere alle esigenze del mandato: "Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura" (''[[Vangelo secondo Marco|Mc]]'' 16, 15).<br>Giovani che mi ascoltate, o che riceverete questo messaggio: aprite il vostro cuore al Signore che sta alla porta e chiama (cf. ''[[Apocalisse di Giovanni|Ap]]'' 3, 20). Siate generosi come il giovane Diego, che lasciando tutto si fece pellegrino e missionario in terre lontane per dare testimonianza dell'amore di Dio per gli uomini. *{{NDR|Su [[José María Rubio y Peralta|José María Rubio]]}} La sua vita di fedele seguace di Cristo ci insegna che è l'atteggiamento docile e umile nei confronti dell'operare di Dio ciò che fa progredire il cristiano sul cammino della perfezione e lo converte in uno strumento di salvezza. *{{NDR|Su José María Rubio}} Il suo dialogo assiduo con Cristo, soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, e la sua devozione al Sacro Cuore lo portarono all'intimità con il Signore e ai suoi stessi sentimenti (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 2, 5 ss.). Nell'esemplare traiettoria della sua vita, questo illustre figlio di [[Ignazio di Loyola|Sant'Ignazio]] si presenta all'uomo d'oggi come un autentico "alter Christus", un sacerdote che guarda il popolo dal punto di vista di Dio e che per far ciò ha la virtù di comunicare al prossimo qualcosa che è riservato a coloro che vivono in Cristo. *Il messaggio di santità che il ''fratello [[Francisco Gárate|Francisco Gárate Aranguren]]'' ci ha inviato è semplice e chiaro, come fu semplice la sua vita di religioso sacrificato nella portineria di un centro universitario di Duesto. Fin dalla giovinezza Francisco ''spalancò il suo cuore a Cristo'' che batteva alla sua porta invitandolo ad essere suo seguace fedele, suo amico. Come la Vergine Maria, che amò teneramente come madre, rispose con generosità e fiducia senza limiti, alla chiamata della grazia. *[[Francisco Gárate|Fratello Gárate]] visse la sua consacrazione religiosa come apertura radicale a Dio, al cui servizio e gloria si offrì (cf. ''[[Lumen gentium]]'', 44) e da cui riceveva ispirazione e forza per dare testimonianza di una grande bontà con tutti. [...] Costui ci dà una testimonianza concreta e attuale del valore della ''vita interiore'' come ''anima di ogni forma di apostolato'' oltre che della consacrazione religiosa. In verità quando ci si sta offrendo a Dio e si concentra in lui la propria vita, i frutti apostolici non si fanno aspettare. Dalla portineria di una casa di studi, questo fratello coadiutore gesuita rese presente la bontà di Dio mediante la ''forza evangelizzatrice del suo servizio silenzioso e umile''. ===Dal viaggio in India 1986=== *Il servizio evangelico ai più poveri dei poveri compiuto da [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] ha dato al mondo una stimolante lezione di compassione e di amore autentico nei confronti del nostro prossimo che è nel bisogno. Questa carità e questo sacrificio di sé, è una sfida per il mondo, un mondo ormai troppo avvezzo all'egoismo e all'edonismo, avido di denaro, di prestigio e di potere. (''Calcutta'', 4 febbraio 1986) *In India, e in molti altri luoghi del mondo, vi sono milioni di poveri, ed essi condividono la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] perché Cristo sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *L'accumulo dei beni materiali non è il fine ultimo della vita. ''La vera liberazione dell'uomo sarà raggiunta solo'', così come lo sarà l'eliminazione di tutto ciò che si oppone alla dignità umana, ''quando la visione spirituale dell'uomo sarà tenuta in considerazione e perseguita''. (''Delhi'', 2 febbraio 1986) *L'uomo è un essere ''transitorio''. È in questo pellegrinaggio della vita, ''la religione aiuta l'uomo a vivere in modo tale da raggiungere il proprio fine''. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non cessa mai di proclamare la verità che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia. È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli. (''Bombay'', 9 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non esclude nessuno dalla propria compassione e amorevole servizio. Come una buona madre, essa ama tutti: bambini, handicappati, coloro che soffrono nello spirito, e coloro che riconoscono i propri peccati e così provano attraverso di essa il contatto risanatore di Cristo. (''Trivandrum'', 8 febbraio 1986) *La croce della povertà, la croce della fame, la croce di ogni altra sofferenza possono essere trasformate, perché la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] è divenuta una luce nel nostro mondo. Essa è ''una luce di speranza edi salvezza''. Essa ''dà significato'' a tutte le sofferenze umane. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La ''missione di evangelizzazione della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]'' comprende un'energica e sostenuta ''azione a favore della giustizia, della pace e dello sviluppo umano integrale''. Non adempiere a questi compiti significherebbe venir meno all'opera di evangelizzazione; sarebbe tradire l'esempio di Gesù che venne «per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18); sarebbe in realtà un rifiuto delle conseguenze dell'Incarnazione, nella quale «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La nostra [[dignità]] umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore. (''Calcutta 3 febbraio 1986'') *La stabilità, felicità e tranquillità delle vostre famiglie dipendono in larga misura dal vostro rapporto di preghiera con Dio. *{{NDR|Ai [[genitori]]}} La vita umana sulla terra è un pellegrinaggio. Noi tutti siamo consapevoli di ''essere di passaggio nel mondo''. (''Vasai'', 9 febbraio 1986) {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1987/documents/hf_jp-ii_hom_19871004_nuovi-beati.html Rito di beatificazione dei giovani laici Marcel Callo, Antonia Mesina e Pierina Morosini]''|Omelia pronunciata il 4 ottobre 1987 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Marcel Callo]]}} ''non è arrivato da solo'' alla perfezione evangelica. Una famiglia modesta, profondamente cristiana, ve l'ha condotto. Gli scouts e poi la JOC hanno proseguito l'opera. Nutrito dalla preghiera, dai sacramenti e da un'azione apostolica pensata secondo la pedagogia di questi movimenti, Marcel ha costruito la Chiesa con i suoi fratelli, i giovani lavoratori cristiani. È nella Chiesa che si diventa cristiani, ed è con la Chiesa che si costruisce un'umanità nuova.<br>Marcel ''non è arrivato subito'' alla perfezione evangelica. Ricco di qualità e di buona volontà, ha a lungo lottato contro la tentazione del mondo, contro se stesso, contro il peso delle cose e della gente. Ma, pienamente disponibile alla grazia, si è lasciato progressivamente condurre dal Signore, fino al martirio.<br>Le difficoltà hanno maturato il suo amore personale per Cristo. *Sì, Marcel ha incontrato la Croce. In Francia prima. Poi – strappato all'affetto della sua famiglia e di una fidanzata che amava teneramente e castamente – in Germania, dove rifondò la JOC con alcuni amici, molti dei quali morti per essere testimoni del Signore Gesù. Inseguito dalla Gestapo, Marcel è andato fino in fondo. Come il Signore, ha amato i suoi fino all'estremo e la sua vita è diventata eucarestia.<br>Raggiunta la gioia eterna di Dio, testimonia come la fede cristiana non separi la terra dal cielo. Il [[Cielo e terra|cielo]] si prepara sulla [[Cielo e terra|terra]] nell'amore e nella giustizia. Quando si ama si è già "beati". *Cresciuta in un ambiente di alta ''vita spirituale incarnata nella famiglia'', la [[Pierina Morosini|Beata Morosini]] ha seguito Cristo povero ed umile nella cura quotidiana dei numerosi fratelli. Avendo scoperto che "poteva farsi santa anche senza andare in convento", si è aperta con amore alla ''vita parrocchiale'', all'Azione Cattolica ed all'apostolato vocazionale. La preghiera personale, la partecipazione quotidiana alla santa Messa e la direzione spirituale l'hanno portata a capire la volontà di Dio e le attese dei fratelli, a maturare la decisione di consacrarsi privatamente al Signore nel mondo.<br>Per dieci anni ha vissuto le difficoltà e le gioie di ''lavoratrice in un cotonificio'' della zona, facendo i turni e spostandosi sempre a piedi. Le colleghe testimoniano la sua fedeltà al lavoro, la sua affabilità unita al riserbo, la stima che godeva come donna e come credente. Proprio nel tragitto verso casa, trent'anni fa, si è consumato il suo martirio, estrema conseguenza della sua coerenza cristiana. ''I suoi passi però non si sono fermati'', ma continuano a segnare un sentiero luminoso per quanti avvertono il fascino delle sfide evangeliche. *Il suo martirio è anzitutto il punto di arrivo di una dedizione umile e gioiosa alla vita della sua numerosa famiglia: è stato il suo sì costante al servizio nascosto in casa che l'ha preparata ad un sì totale.<br>Sin da piccola – erano gli anni del primo dopoguerra – [[Antonia Mesina|Antonia]] ha sperimentato la durezza della sua terra e la generosità della sua gente; guidata dai genitori, dalla maestra e dal parroco si è aperta con coraggio ai ''valori della vita e della fede''; in particolare alla scuola della Gioventù Femminile di Azione Cattolica ha posto in profondità le radici umane e cristiane del suo desiderio di purezza e di donazione.<br>E a solo sedici primavere si è trovata a vivere il suo sì eroico alla ''beatitudine della purezza'', difesa fino al sacrificio supremo.<br>Il fascio di legna raccolto per fare il pane nel forno di casa, quel giorno di maggio del 1935, rimane sui monti accanto al suo corpo straziato da decine e decine di colpi di pietra. Quel giorno si accende un altro fuoco e si prepara un altro pane per una famiglia molto più grande. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19880925_sei-beati.html Solenne beatificazione di sei servi di Dio: Miguel Pro, Giuseppe Benedetto Dusmet, Francesco Faà Di Bruno, Junípero Serra, Frédéric Janssoone e María Josefa Naval Girbés]''|Omelia pronunciata il 25 settembre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Francesco Faà di Bruno]]}} Munito di chiara intuizione pratica e sensibile alle tensioni e ai problemi del momento, egli seppe trovare risposte positive alle esigenze dei suoi tempi, resistendo alle tentazioni della fretta, del semplicismo culturale, degli interessi personali. Curvo sui libri, impegnato in cattedra o intento ad alleviare nei modi più diversi le sofferenze dei poveri, il beato ebbe come stella polare della sua fervida attività un grande amore per Dio, che egli costantemente alimentava con l'esercizio della preghiera e della contemplazione. *Dall'amore per Dio scaturiva quell'amore per il "prossimo", che spinse Francesco Faà di Bruno sulla strada dei poveri, degli umili, degli indifesi, facendone un gigante della fede e della carità. Nacque così tutta una serie di opere e di attività assistenziali di cui non è facile fare l'elenco. Anche in campo scientifico egli seppe portare la sua coerente testimonianza di credente, in un periodo in cui la dedizione alla scienza sembrava incompatibile con un serio impegno di fede. *La Chiesa intona un canto di giubilo e lode a Cristo per la beatificazione di [[Josefa Naval Girbés]], vergine secolare che dedicò la sua vita all'apostolato nel suo paese natale, Algemesi, dell'arcidiocesi di Valencia, Spagna. Donna semplice e docile al soffio dello Spirito, raggiunse nella sua lunga vita l'apice della perfezione cristiana, dedita al servizio del prossimo nei tempi per nulla facili del XIX secolo, durante i quali visse e sviluppò la sua intensa attività apostolica. *Cosciente del fatto che, come più tardi avrebbe affermato il [[Concilio Vaticano II]], "la vocazione è, per sua natura, anche vocazione all'apostolato" (''[[Apostolicam Actuositatem]]'', 2), [[Josefa Naval Girbés|Josefa]] si è fatta tutta a tutti, come l'apostolo [[Paolo di Tarso|san Paolo]], per salvare tutti (cf. ''[[Prima lettera ai Corinzi|1 Cor]]'' 9, 22). Da ciò l'impronta incancellabile lasciata nell'esercizio della sua carità. Assisteva con cura i moribondi, aiutandoli a morire in grazia di Dio. L'attenzione eroica a coloro che erano colpiti dall'epidemia di colera nel 1885, è uno dei più espressivi esempi della carità di questa anima prediletta. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19881016_tre-beati.html Tre nuovi beati nel X anniversario dell'elezione al pontificato]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Mantenne ferma la professione di fede, con esemplare fortezza e generosità, il beato [[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria Silvestrelli]], quando, in un difficile e contrastato periodo storico per la vita ecclesiale di questa città di Roma, volle e seppe, nonostante le opposizioni della famiglia e le resistenze della società politica del suo tempo, dedicarsi a Dio, abbracciando la vita religiosa del passionista, cioè del fedele discepolo e devoto del Crocefisso e dell'Addolorata.<br>Egli ebbe fiducia nell'opera della grazia, quando i problemi della salute parvero intralciare i suoi passi. Poté scoprire, così che la ricchezza di tale grazia è in grado di aiutare chi ha fede a superare ogni ostacolo, poiché "l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame" (''[[Salmi|Sal]]'' 33 [32], 18-19). Sorretto dalla grazia, Bernardo Maria poté, anzi, conoscere amici e fratelli molto impegnati, tra cui san [[Gabriele dell'Addolorata]], insieme ai quali camminare sulla via della perfezione religiosa. *La Provvidenza dispose che divenisse egli stesso {{NDR|[[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria]]}} strumento di misericordia e di grazia, quando fu scelto per formare i giovani della sua comunità, e poi per guidare durante lunghi anni la sua Congregazione passionista, difendendola dalle insidie laicistiche del suo secolo, promuovendone lo sviluppo e confermandone i religiosi nell'ardua sequela di Cristo crocifisso, il "sommo sacerdote", modello e maestro di ogni sacerdote, "provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 15). *In padre [[Carlo di Sant'Andrea|Carlo di sant'Andrea]], un altro sacerdote della Congregazione passionista, troviamo un fulgido esempio della potenza divina che opera per consolare, riconciliare e guarire il suo popolo attraverso il ministero dei suoi fedeli servitori. Il ministero sacerdotale del beato Carlo si svolse nel continuo servizio agli altri. La sua vita è caratterizzata dalla umile ed esemplare dedizione al servizio, che determina la vera grandezza di un discepolo. *{{NDR|[[Onorato da Biała]]}} Ecco colui al quale il Signore ha donato la sua grazia: religioso dedito con magnanimità e fino in fondo al suo ideale di frate minore cappuccino. Vero figlio spirituale di san Francesco, sacerdote e apostolo. Assiduo ministro del sacramento del Perdono e della Riconciliazione, il suo eroico servizio nel confessionale divenne una vera direzione spirituale. Ebbe il profondo dono di saper scoprire e mostrare le vie della vocazione divina. Era uomo di costante preghiera, particolarmente nell'adorazione del Santissimo Sacramento; immerso in Dio e ad un tempo aperto alla realtà terrena. *{{NDR|Onorato da Biała}} Indicava la via alla perfezione che nasceva dalla lettura del Vangelo e dalla contemplazione. Incoraggiava a rimanere nel suo ambiente e ad imitare la vita di Gesù e Maria a Nazaret, a praticare i consigli evangelici nel nascondimento, senza segni esterni. Divenne un innovatore della vita monastica e fondatore di una sua nuova forma simile agli odierni istituti laicali. Mediante le sue figlie e i suoi figli spirituali cercava di far rigenerare nella società lo spirito di zelo dei primi cristiani, e raggiungeva per il loro tramite tutti gli ambienti. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1989/documents/hf_jp-ii_hom_19891001_nuovi-beati.html Beatificazione di Niceforo e 25 compagni martiri, di Lorenzo Salvi, di Geltrude Comensoli e di Francisca-Ana Carbonell]''|Omelia pronunciata il 1º ottobre 1989 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[Lorenzo Maria di San Francesco Saverio|Lorenzo]] combatté la "buona battaglia della fede", secondo lo spirito della sua congregazione religiosa, lavorando intensamente nella predicazione delle missioni al popolo, nei corsi di esercizi spirituali, nel mistero delle confessioni. In quanti avvicinava egli cercava di instillare l'amore del Cristo povero ed umile, mediante la devozione all'infanzia di Gesù e alla sua Passione, momenti nei quali massimamente si rivelano l'umiltà e la dolcezza del salvatore. Convinto dell'infinita misericordia del Cuore di Cristo, egli non si stancava di esortare le anime alla fiducia, sull'esempio del bambino che in tutto s'affida alle braccia amorevoli e forti del padre. *È ancora l'esempio del Cristo povero ed umile, contemplato soprattutto nel mistero eucaristico, a guidare l'impegno di [[Geltrude Comensoli]] nel faticoso itinerario spirituale e nelle travagliate vicende della fondazione delle suore sacramentine di Bergamo. È proprio l'umiltà del Pane eucaristico, sacramento della presenza reale di Cristo, che sostiene Geltrude e le consente di stare di fronte alla mensa dei potenti con l'intrepida costanza di [[Lazzaro mendicante|Lazzaro]], nella volontaria scelta dell'evangelico "ultimo posto". *Di fronte al binomio ricchezza-povertà, [[Francinaina Cirer Carbonell|Francisca-Ana]] scelse la povertà ed escluse dal progetto della sua vita cristiana e consacrata la ricchezza perché sapeva che poteva allontanarla da Dio. [...] Una vita piena di incertezze, ma anche una vita in cui non ebbe nessun ostacolo per poter servire Dio, perché Francisca-Ana aveva dato tutto ciò che aveva, e non solo, si era lei stessa consacrata a Dio nella verginità.<br>Così, libera da tutto ciò che la potesse legare a questo mondo, combatte la battaglia della fede (''[[Prima lettera a Timoteo|1 Tm]]'' 6, 12) intraprendendo decisamente il cammino della perfezione cristiana. Con la beata Francisca-Ana dei dolori di Maria, il Signore ci offre un magnifico esempio del saper anteporre il servizio di Dio al servizio delle ricchezze e del mondo, del saper tenere il cuore libero per poterlo consacrare e dedicare solamente a lui. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati.pdf Beatificazione di Pier Giorgio Frassati]''|Omelia pronunciata il 20 maggio 1990 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Pier Giorgio Frassati]]}} La potenza dello Spirito di verità, unito a Cristo, lo ha reso moderno testimone della speranza, che scaturisce dal Vangelo, e della grazia di salvezza operante nel cuore dell'uomo. È diventato, così, il testimone vivo e il difensore coraggioso di questa speranza a nome dei giovani cristiani del secolo ventesimo. *La fede e la carità, vere forze motrici della sua esistenza, lo resero attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità. *Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità, è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1992/documents/hf_jp-ii_hom_19921025_beatificaz-martiri.html Beatificazione di 122 martiri spagnoli e di una laica ecuadoriana]''|Omelia pronunciata il 25 ottobre 1992 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 4, 6). Queste parole di San Paolo, che abbiamo appena ascoltato, sembrano ispirare i messaggi lasciati dai martiri [[Martiri claretiani di Barbastro|Filippo de Jesús Munárriz e 50 suoi compagni Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria]]. [...] appartenevano alla Comunità-Seminario della città aragonese di Barbastro. È tutto un seminario ad affrontare con generosità e coraggio la loro offerta di sacrificio al Signore. L'integrità spirituale e morale di questi giovani è giunta sino a noi attraverso testimoni diretti e anche attraverso i loro scritti. [...] Tutte le testimonianze che abbiamo ricevuto ci permettono di affermare che questi Clarettiani morirono perché erano discepoli di Cristo, perché non volevano rinnegare la propria fede e i propri voti religiosi. Per questo, versando il loro sangue ci esortano tutti a vivere e morire per la Parola di Dio che siamo stati chiamati ad annunciare. I Martiri di Barbastro, seguendo il loro fondatore [[Antonio María Claret y Clará|sant'Antonio Maria Claret]], che aveva anch'egli subito un attentato durante la sua vita, sentivano lo stesso desiderio di versare il proprio sangue per amore di Gesù e di Maria [...]. *{{NDR|[[Narcisa di Gesù Martillo y Morán|Narcisa di Gesù]] fu}} esempio di virtù, specialmente per tante donne dell'America Latina che, come Narcisa, devono emigrare dalla campagna alla città in cerca di lavoro e di guadagno. Una particolare caratteristica di questa Beata è stata la forte unione con Dio attraverso la preghiera [...]. *In questa giovane ecuadoriana {{NDR|Narcisa di Gesù}}, che visse solo trentasette anni tra continue mortificazioni e dure penitenze corporali, troviamo la costante attuazione della saggezza della Croce in ogni circostanza della vita. Essa era fermamente convinta che la via della santità passa attraverso l'umiliazione e l'abnegazione, vale a dire il sentirsi crocifissa con Cristo. Sicuramente possiamo porre sulle labbra della Beata le parole del salmista: "Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino" (''[[Salmi|Sal]]'' 34, 2-3). La spiritualità di Narcisa de Jesús si fonda sul nascondersi agli occhi del mondo, vivendo nella più profonda umiltà e povertà, offrendo al Signore le sue penitenze come sacrificio per la salvezza degli uomini. Ma oggi si compiono realmente per la Beata le parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Chi si umilia sarà esaltato" (''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 18, 14). *La [[parola di Dio]] mette sempre nuove radici. Su queste radici noi dobbiamo crescere. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1993/documents/hf_jp-ii_hom_19931010_beatificazioni.html Santa Messa per le beatificazioni di tredici Servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 10 ottobre 1993 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La Chiesa saluta te, Suor [[Maria Francesca di Gesù]] Fondatrice delle [[Suore cappuccine di Madre Rubatto|Suore Terziarie Cappuccine di Loano]], che hai fatto della tua esistenza un continuo servizio agli ultimi, testimoniando lo speciale amore che Dio ha per i piccoli e gli umili. *{{NDR|[[Maria Francesca di Gesù]]}} Seguendo fedelmente le orme di [[Francesco d'Assisi|Francesco]], l'innamorato della povertà evangelica, hai imparato non solo a servire i poveri, ma a farti povera tu stessa e hai indicato alle tue figlie spirituali questa speciale via di evangelizzazione. Con la crescita dell'Istituto, questa iniziale intuizione è diventata profondo slancio missionario che ha condotto te e la tua opera in America Latina, dove alcune tue figlie spirituali hanno suggellato col sacrificio della vita quel servizio ai poveri che costituisce il carisma affidato alla tua Congregazione a vantaggio dell'intera Chiesa. [...] Continua la tua profetica testimonianza della carità ancora oggi nei molteplici campi di apostolato in cui opera la Congregazione, contribuendo a far giungere ad ogni uomo, in particolare ai sofferenti e agli abbandonati, l'invito universale al banchetto delle nozze celesti (cf. ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 22, 9). *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Tu hai conformato la vita a Colui che per amore dell'uomo si è lasciato inchiodare alla croce. Tu ''hai piantato l'esistenza nella casa del Signore'' così da abitare per sempre negli atri dell'amore, fedele alla Trinità beata (cf. ''[[Salmi|Sal]]'' 23, 6). In una breve esistenza, hai cercato costantemente il volto dell'Amato ''in cui hai sperato'' (cf. ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 25, 9). Lo hai trovato sul viso dei poveri che bussavano alla tua carità; lo hai visto nelle Consorelle affidate alle tue cure e alla tua autorità; lo hai udito tra le mura del monastero di Ostra Vetere, che ha custodito la tua consacrazione. Ma ben più intensamente lo hai sentito vicino nell'''incontro quotidiano del banchetto eucaristico'', cosciente che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue sarà vera ''dimora dell'Altissimo,'' e vivrà in eterno. *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Così, seguendo la regola d'oro dei consigli evangelici ti sei trovata adorante ai piedi della croce del Redentore, discepola della Vergine Immacolata, verso cui nutrivi una filiale devozione. Povertà, castità e obbedienza vissute in francescana semplicità e letizia sono state lo strumento che ti ha resa sicura di poter compiere tutto in Colui che dà forza (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 4, 13), ed ora contempli la gloria del tuo Signore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1994/documents/hf_jp-ii_hom_19941016_beatificazione.html Beatificazione di cinque religiosi: Nicolas Roland, Alberto Hurtado Cruchaga, María Rafols, Petra de San José Pérez Florido e Giuseppina Vannini]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1994 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Sì, abbiamo "un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 14). È Gesù Cristo, il Signore crocifisso, risorto e vivo nella gloria. Fu lui l'anima dell'attività di ''[[Nicolas Roland]]''.<br>Nel corso della sua vita, breve ma di grande densità spirituale, non smise mai di lasciare che il Signore compisse per mezzo suo la sua missione di gran sacerdote. Conformato alla persona di Cristo, ne condivideva l'amore per coloro che guidava al sacerdozio per "ricevere misericordia" (''Eb'' 4, 16) [...]. *Il ''[[Alberto Hurtado|Beato Alberto Hurtado]]'' si fece servitore per avvicinare gli uomini a Dio. La sua profonda vita interiore lasciava a chi lo incontrava l'immagine indimenticabile di uomo ''di Dio sempre disposto all'aiuto generoso''. [...] Nel suo ministero sacerdotale, caratterizzato da ''un vivo amore per la Chiesa'', si distinse come maestro nella direzione spirituale e come ''predicatore instancabile'', trasmettendo a tutti il fuoco di Cristo che portava dentro, in particolare nella fecondità di vocazioni sacerdotali e nella formazione di laici impegnati nell'azione sociale. *Contemplativa nell'azione: questo è lo stile e il messaggio che ci lascia [[María Rafols Bruna|Maria Rafols]]. Le ore di silenzio e di preghiera nell'oratorio della cappella dell'Ospedale di Grazia di Zaragoza, conosciuto come "Domus infirmorum urbis et orbis" si prolungano poi nel servizio generoso a tutti gli infermi che lì si trovavano: invalidi, dementi, donne abbandonate alla propria sorte e bambini. In tal modo manifesta che la carità, la vera carità, ha la propria origine in Dio, che è amore (''[[Prima lettera di Giovanni|1 Gv]]'' 4, 8). *La ''[[Pietra di San Giuseppe|Beata Petra de San José]]'' è un esempio di donna consacrata che, tra innumerevoli difficoltà, accoglie con fede il carisma che lo Spirito le accorda al servizio di tutti.<br>Orfana fin da quando era molto piccola assunse per madre la Vergine. Questa esperienza segnò tutta la sua vita, scoprendo che il suo compito era quello di essere la madre di bambini, giovani o anziani che mancavano dell'affetto e dell'amore familiare. Madre Petra è infatti un esempio di come la ''verginità dei religiosi e delle religiose si trasformi in una feconda maternità spirituale'', intrapresa e portata a compimento attraverso l'amore sponsale a Gesù Cristo, manifestata nella ''disponibilità totale e aperta ai bisognosi''. Sentendosi amata da Dio e rispondendo a questo amore, anche in mezzo a mille prove, ci offre un modello luminoso di preghiera, di sacrificio per i fratelli e di servizio ai poveri [...]. *Servire i sofferenti: ecco lo speciale carisma di ''[[Giuseppina Vannini]]'' fondatrice della Congregazione delle Figlie di san Camillo. Essere tutta di Dio, amato ed onorato in chi è nel bisogno, fu la sua costante preoccupazione, tradotta in una carità quotidiana senza confini accanto agli infermi, sulle orme del grande apostolo degli ammalati, [[Camillo de Lellis|san Camillo de Lellis]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950129_beatificazioni.html Concelebrazione eucaristica per la beatificazione di un vescovo messicano, di una suora spagnola e di due religiosi italiani]''|Omelia pronunciata il 29 gennaio 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La nuova evangelizzazione, alla quale ho chiamato in numerose occasioni tutta la Chiesa e nella quale è impegnata anche la Chiesa in America, trova in figure come quella di [[Rafael Guízar Valencia]] un modello da seguire. Alla sua intercessione desideriamo affidare il lavoro apostolico, volto ad estendere il Regno, che svolgono tanti uomini e donne, in ogni luogo e anche in situazioni difficili, come quelle che sperimentò il nuovo Beato. *Vissuto in una società segnata dall'emarginazione e dalla sofferenza morale, [[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] seppe condividere in pieno le attese e le angosce dei più deboli, rispondendo al profondo bisogno di Dio presente nei fratelli assetati di giustizia e di amore. Divenne così fermento di rinnovamento e segno vivo di speranza. Veramente la mano del Signore era sopra di lui rendendolo, per ogni categoria sociale, ministro di misericordia e di consolazione, soprattutto attraverso l'assidua e paziente celebrazione del sacramento della Riconciliazione. *[[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] fu autentico "fratello universale": su di lui ognuno poteva contare, trovando ascolto, accoglienza, condivisione. Questo amore lo accompagnò fino al dono di se stesso, quando non esitò ad esporsi al pericolo della morte pur di assistere i fratelli colpiti da un'epidemia di colera. Ne condivise in effetti la sorte fino in fondo, cadendo vittima di carità. *{{NDR|[[Genoveva Torres Morales]]}} Donna umile, sia per la sua origine sia per la sua cultura, possedette la scienza dell'amore divino, appreso nella sua profonda devozione al Cuore di Gesù Cristo. [...] La sua opera continua ad essere oggi di grande attualità, poiché la solitudine e l'abbandono, con tutti i pericoli che ne conseguono, sono tra i mali più dolorosi di tutti i tempi. Ad essi volle far fronte la Beata Genoveva Torres e noi le chiediamo che continui a incoraggiare anime generose che, fedeli al carisma che essa ricevette dallo Spirito, si adoperino per imitare il suo esempio e per continuare la sua opera. *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} Giovane Passionista, nel corso della sua breve esistenza s'ispirò costantemente ad alcune linee programmatiche che restano significative anche per noi: dare a Dio il primo posto; manifestare a Gesù Crocifisso costante gratitudine mediante opere concrete di penitenza e di umiltà; perseverare nel bene anche a costo di grandi sacrifici; vivere con austerità e accontentarsi in tutto; essere sempre disponibile per gli altri.<br>Secondo il carisma della Famiglia Passionista, egli sentiva di dover completare in sé le sofferenze di Cristo a vantaggio dell'intero suo corpo mistico (cf. ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 1, 24). *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} I biografi lo ricordano allegro anche nelle umiliazioni, nelle contrarietà e nelle difficoltà degli studi. I compagni notavano che, pure non facendo cose diverse da loro, Grimoaldo le compiva con straordinaria e crescente intensità di amore. In lui i giovani di oggi e di domani possono scorgere un modello di spiritualità semplice e generosa, fortemente ancorata al mistero pasquale di Cristo. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951029_beatificazioni.html Beatificazione di Maria Theresia Scherer, María Bernarda Bütler e Marguerite Bays]''|Omelia pronunciata il 29 ottobre 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Fin dall'infanzia [[Maria Theresia Scherer|Maria Theresia]] dimostrava una disponibilità interna al perdono, disponibilità che l'ha costretta certe volte a delle decisioni sofferte per poter rispondere al richiamo che il Signore le ha trasmesso tramite la sua Chiesa. La dinamicità del suo carattere e la sua vivacità invece non erano in contrasto con la sua profonda fede e con le esigenze morali sulle quali si fondava il suo operato; al contrario ella impiegava tutti i suoi talenti e li sviluppava fino in fondo per sfruttarli sia nella vita privata che nella vocazione che era chiamata a esprimere per le sue sorelle ed i suoi fratelli. In questo modo scopriamo il segreto del collegamento tra l'uomo singolo ed il suo Dio: la risposta alla chiamata di Cristo per seguirLo libera l'uomo in modo straordinario mettendolo in grado di sviluppare i propri talenti in abbondanza. *Maria Theresia rimane un esempio. La sua forza interiore cresceva grazie alla sua vita religiosa: passava molte ore davanti al Santissimo, dove il Signore trasmette il suo amore a tutti coloro che vivono in stretta unione con lui. Ma l'amore non risiede nel cuore di un uomo senza che lì si sviluppino anche le virtù. Più cresceva la sua vita interiore, più Maria Theresia diventava sensibile alle esigenze del mondo del suo tempo. Nelle difficili circostanze che l'Europa attraversò nel diciannovesimo secolo, lei aiutava i popoli dell'Europa centrale con le sue numerose fondazioni. *{{NDR|[[Maria Bernarda Bütler]]}} Da perfetta figlia di San Francesco d'Assisi, desidera servire Dio servendo i fratelli. È ammirabile la sua generosità. Si spoglia di tutto in modo radicale e rischia la sua vita per Cristo, poiché il suo desiderio più grande è annunciare il Signore fino agli estremi della terra. *La missione vissuta da [[Margherita Bays|Marguerite Bays]] è la missione che compete a ogni cristiano. Durante il catechismo si sforzava di presentare ai fanciulli del suo villaggio il messaggio del Vangelo con parole loro comprensibili. Si occupava disinteressatamente dei poveri e dei malati. Pur senza lasciare il suo paese, aveva il cuore aperto alle dimensioni della Chiesa universale e del mondo. *Marguerite Bays ci esorta a fare della nostra esistenza un cammino d'amore e ci rammenta la nostra missione nel mondo: annunciare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, e in particolare ai giovani, il Vangelo. Ci invita a far scoprire loro la grandezza dei sacramenti della Chiesa. Come potranno, infatti, i giovani di oggi riconoscere il Salvatore sul loro cammino, se non sono introdotti ai misteri cristiani? Come potranno avvicinarsi alla mensa eucaristica e al sacramento della penitenza, se nessuno ne fa scoprire loro la ricchezza, così come aveva saputo fare Marguerite Bays? {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1996/documents/hf_jp-ii_hom_19960512_beatificazioni.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 12 maggio 1996 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La carità verso Dio e verso il prossimo è stata intensamente vissuta ed incarnata anche dal sacerdote leccese ''[[Filippo Smaldone]]'', la cui esistenza fu contrassegnata da costante attenzione verso i poveri e da straordinario slancio apostolico. [...] La sua intensa e solida spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera, di meditazione e di penitenza anche corporale, lo spinse ad un servizio sociale aperto a quelle intuizioni precorritrici che l'autentica carità pastorale sa suscitare. *"''Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori''" (''[[Prima lettera di Pietro|1 Pt]]'' 3, 15). Queste parole della Lettera di san Pietro ben pongono in luce l'intensa e feconda attività apostolica che ''[[Gennaro Maria Sarnelli]]'', Redentorista, svolse sia attraverso la predicazione al popolo che con i numerosi scritti. ''L'intima comunione personale che egli intratteneva con Cristo'' fu la costante sorgente del suo instancabile zelo pastorale.<br>La sua vicenda umana e religiosa, come quella di sant'[[Alfonso Maria de' Liguori|Alfonso Maria de Liguori]] di cui fu amico e collaboratore, si espresse in modo particolare, ''in una spiccata sensibilità verso i poveri'', avvicinati ed accolti nella luce della loro realtà di figli di Dio.<br>La sua fu un'azione evangelizzatrice caratterizzata da grande dinamismo: egli seppe conciliare l'impegno missionario con l'attività di scrittore e col ministero, non meno impegnativo, di consigliere e guida spirituale. Pur procedendo secondo gli schemi culturali del tempo, il nuovo Beato non trascurò mai di cercare ''forme rinnovate di evangelizzazione'' per rispondere alle sfide emergenti. *La Misericordia divina è la chiave di lettura della spiritualità semplice e profonda di ''[[Maria Raffaella Cimatti]]'', religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Alla infinita misericordia di Dio, di cui parla il salmista, ella ispirò la sua azione, specialmente nel servizio ai poveri ed ai sofferenti. Questa donna, che oggi viene elevata agli onori degli altari, consumò se stessa nella totale consacrazione a Dio e nel silenzioso e diuturno servizio agli ammalati. [...] Nel nostro tempo, segnato non di rado dall'indifferenza e dalla tentazione di chiudersi di fronte alle necessità del prossimo, questa umile religiosa costituisce un luminoso esempio di ''femminilità pienamente realizzata nel dono di sé''. *{{NDR|Su [[Candida Maria di Gesù]]}} La sua profonda esperienza dell'amore di Dio per ognuna delle sue creature la portò a corrispondere con generosità e dedizione. Plasmò la sua carità verso il prossimo nella fondazione della Congregazione delle Figlie di Gesù, con il carisma dell'educazione cristiana dell'infanzia e della gioventù. Le attenzioni che prodigava alle sue religiose, ai benefattori delle sue opere, ai sacerdoti, alle allieve, ai bisognosi, fino a renderle universali, sono una manifestazione visibile del suo amore verso Dio, della sua radicale sequela di Gesù e della sua totale consacrazione alla causa del suo Regno. *Madre Cándida disse un giorno a un'allieva del suo Collegio di Tolosa: "''tu sarai Figlia di Gesù''". La giovane era ''[[María Antonia Bandrés y Elósegui|María Antonia Bandrés Elósegui]]'', che oggi è elevata con la Fondatrice agli onori degli altari. Innamorata di Gesù, fece sì che anche gli altri lo amassero. Come catechista, formatrice di operaie, missionaria nel desiderio essendo già religiosa, consumò la sua breve esistenza condividendo, amando e servendo gli altri. Nella sua malattia, unita a Cristo, ci ha lasciato un esempio eloquente di partecipazione all'opera salvifica della croce. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010429_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di cinque servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 29 aprile 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'esperienza del mistero pasquale rende nuove tutte le cose, poiché, come abbiamo cantato nell'Annunzio pasquale: "Sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti". Questo spirito animò l'intera esistenza di [[Carlos Manuel Rodríguez Santiago]], primo puertoricano elevato alla gloria degli altari. Il nuovo beato, illuminato dalla fede nella resurrezione, condivideva con tutti il profondo significato del Mistero pasquale ripetendo spesso: "Viviamo per quella notte", la notte di Pasqua. Il suo fecondo e generoso apostolato consistette principalmente nello sforzarsi affinché la Chiesa a Puerto Rico prendesse coscienza di questo grande evento della nostra salvezza.<br>Carlos Manuel Rodríguez ha messo in evidenza la chiamata universale alla santità per tutti i cristiani e quanto sia importante che ogni battezzato risponda ad essa in modo consapevole e responsabile. Che il suo esempio aiuti tutta la Chiesa a Puerto Rico a essere fedele, vivendo con salda coerenza i valori e i principi cristiani ricevuti nell'evangelizzazione dell'Isola! *Modello di una vita umile e discreta, [[Marie-Anne Sureau Blondin|Marie-Anne Blondin]] trovò la sua forza interiore nella contemplazione della Croce, mostrandoci come la vita d'intimità con Cristo sia il mezzo più sicuro per recare misteriosamente dei frutti e per compiere la missione voluta da Dio. Possa il suo esempio suscitare nelle religiose del suo istituto e in numerosi giovani il piacere di servire Dio e gli uomini, in particolare la gioventù, alla quale è importante offrire i mezzi per un autentico sviluppo spirituale, morale e intellettuale! *{{NDR|Su [[Caterina Volpicelli]]}} Nella sua vita, tutta consacrata al cuore dell'Agnello immolato, risaltano tre aspetti significativi: una profonda spiritualità eucaristica, un'indomita fedeltà alla Chiesa, una sorprendente generosità apostolica.<br>L'Eucaristia, a lungo adorata e fatta centro della sua vita sino a formulare il voto di vittima espiatrice, fu per lei scuola di docile e amorosa obbedienza a Dio. Fu, al tempo stesso, sorgente di amore tenero e misericordioso per il prossimo: nei più poveri ed emarginati ella amava il suo Signore, a lungo contemplato nel Santissimo Sacramento.<br>Sempre dall'Eucaristia seppe trarre quell'ardore missionario che la spinse a esprimere la sua vocazione nella Chiesa, docilmente sottomessa ai Pastori e profeticamente intenta a promuovere il laicato e forme nuove di vita consacrata. Senza delimitare spazi operativi, né dare origine a istituzioni specifiche, volle, come lei stessa affermava, trovare la solitudine nelle occupazioni e un fecondo lavoro nella solitudine. Fu la prima "zelatrice" dell'Apostolato della Preghiera in Italia e lascia in eredità, specialmente alle Ancelle del Sacro Cuore, una singolare missione apostolica che deve continuare ad alimentarsi incessantemente alla fonte del Mistero eucaristico. *{{NDR|Su [[Caterina Cittadini]]}} Nel corso della sua non facile esistenza, la nuova Beata manifestò un amore indomito per il Signore. Questa sua profonda capacità di amare, sostenuta da un grande equilibrio affettivo, viene posta in evidenza da quanti hanno avuto modo di conoscerla. Rimasta orfana fin dalla più tenera età, si fece lei stessa madre amorevole per le orfane. E "madri" volle fossero le sue figlie spirituali nella scuola e nel contatto con i fanciulli.<br>Caterina si sforzava di "''essere di Cristo, per portare a Cristo''". Il segreto fu anche per lei l'unione con l'Eucaristia. Alle sue prime collaboratrici raccomandava di coltivare un'intensa vita spirituale nella preghiera e, soprattutto, un contatto vitale con Gesù eucaristico. Quanto mai attuale è questa consegna spirituale anche per coloro che sono chiamati ad essere maestri nella fede e vogliono trasmettere alle nuove generazioni, in quest'epoca di grandi mutamenti sociali, i valori della cultura cristiana! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010509_malta-beatification.html Santa messa e beatificazione di tre servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 9 maggio 2001 a Floriana; citato in ''vatican.va''.}} *Dalla sua morte, avvenuta nel 1962, poco prima dell'apertura del Concilio Vaticano II, il ''Beato [[Giorgio Preca]]'' ha goduto fama di santità a Malta e ovunque i maltesi si siano insediati. Don Giorgio fu un pioniere nel campo della catechesi e nella promozione del ruolo dei laici nell'apostolato, che il Concilio ha poi sottolineato in modo particolare. Perciò divenne come un ''secondo padre di Malta nella fede''. Con umiltà e mitezza, e utilizzando appieno i talenti di mente e di cuore che Dio gli aveva donato, Don Giorgio fece proprie le parole di San Paolo a Timoteo: "Le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 2, 2). *[...] la [[mitezza]] delle [[Beatitudini]] ha il potere di trasformare la famiglia, i luoghi di lavoro e le scuole, le città e i villaggi, la politica e la cultura. ''Può cambiare il mondo!'' *Anche il Servo di Dio ''[[Ignazio Falzon]]'' aveva una grande passione per la predicazione del Vangelo e per l'insegnamento della fede cattolica. Anch'egli mise i suoi numerosi talenti e la sua formazione intellettuale al servizio dell'opera catechetica. L'Apostolo Paolo scrisse: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza , perché ''Dio'' ama chi dona con gioia" (''[[Seconda lettera ai Corinzi|2 Cor]]'' 9, 7). Il ''Beato Ignazio donò abbondantemente e gioiosamente'' e le persone trovavano in lui non solo un'infinita energia, ma anche gioia e pace profonde. Rinunciò al successo terreno per il quale era stato preparato ''al fine di servire il bene spirituale degli altri'', inclusi i numerosi soldati e marinai britannici di stanza a Malta a quel tempo. Nell'avvicinarsi a loro, alcuni dei quali erano cattolici, anticipò lo spirito ecumenico di rispetto e di dialogo che oggi ci è tanto familiare, ma che a quel tempo non era sempre così diffuso. *Nata in Italia da padre maltese, ''suor [[Maria Adeodata Pisani]]'' giunse qui a diciannove anni e trascorse la maggior parte della sua vita quale fulgido esempio di consacrazione religiosa benedettina nel Monastero di San Pietro. [...] Preghiera, obbedienza, servizio alle sue sorelle e maturità nello svolgere i compiti a lei assegnati: queste furono le caratteristiche della vita santa e silenziosa di Maria Adeodata. Nascosta nel cuore della Chiesa, ''sedeva ai piedi del Signore e ascoltava i suoi insegnamenti'' (cfr ''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 10, 39), assaporando le cose che durano per sempre (cfr ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 3, 2). Mediante la preghiera, il lavoro e l'amore, divenne una fonte di fecondità spirituale e missionaria senza la quale la Chiesa non può predicare il Vangelo come Cristo esige, perché la ''missione e la contemplazione hanno bisogno l'una dell'altra'' (cfr ''Novo millennio ineunte'', n. 16). *[[Malta]], Malta! Hai ricevuto tanto dal ministero di San Paolo e dalla testimonianza del Beato Giorgio Preca, del Beato Ignazio Falzon e della Beata Adeodata. Andando incontro al futuro, resta fedele all'eredità che hai ricevuto! Segui Cristo con cuore indiviso e non temere mai di affermare la verità che salva e i valori che conducono alla vita! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20011007_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 7 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 7 ottobre 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Monsignor [[Ignazio Maloyan|Ignace Maloyan]], morto martire all'età di 46 anni, ci ricorda la battaglia spirituale di ogni cristiano, la cui fede è esposta agli attacchi del male. È nell'Eucaristia che attingeva, giorno dopo giorno, la forza necessaria per compiere con generosità e passione il suo ministero di sacerdote, dedicando alla predicazione, alla pastorale dei sacramenti e al servizio dei più poveri. *Nella sua vita di madre di famiglia e di religiosa fondatrice delle Suore della Provvidenza, [[Émilie Tavernier Gamelin]] è stata il modello di un coraggioso abbandono alla Provvidenza. La sua attenzione per le persone e le situazioni la portò a inventare forme nuove di carità. Aveva un cuore aperto a ogni sofferenza, servendo soprattutto i poveri e i piccoli, che desiderava trattare come re. *Rivolgiamo lo sguardo al beato [[Nikolaus Gross]], giornalista e padre di famiglia. Con acume comprese che l'ideologia nazionalsocialista non poteva accordarsi con la fede cristiana. Coraggiosamente prese la penna per difendere la dignità delle persone. *La suora clementina {{NDR|[[Maria Euthymia Üffing|Maria Euthymia]]}} si è dedicata alla cura dei malati, in particolare dei prigionieri di guerra e degli immigrati. Fu detta anche "mamma Euthymia". Dopo la guerra dovette occuparsi di una lavanderia invece che della cura dei malati. Avrebbe certo preferito servire le persone piuttosto che le macchine. Ciononostante rimase una suora piena di empatia che aveva per tutti un sorriso amichevole e una buona parola. *La sintesi vitale tra contemplazione e azione, assimilata a partire dalla quotidiana partecipazione all'Eucaristia, fu il fondamento dell'esperienza spirituale e dello slancio di carità di [[Eugenia Picco]]. *Anche di fronte alla sofferenza, con gli inevitabili momenti di difficoltà e di smarrimento che questa comporta, la beata Eugenia Picco seppe trasformare l'esperienza del dolore in occasione di purificazione e di crescita interiore. Dalla nuova Beata impariamo l'arte di ascoltare la voce del Signore, per essere testimoni credibili del Vangelo della carità in questo primo scorcio di millennio. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2002/documents/hf_jp-ii_hom_20020414_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 14 aprile 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, [[Gaetano Errico]] annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l'importanza del sacramento della [[Confessione|penitenza]], dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli più deboli. *{{NDR|[[Lodovico Pavoni]]}} Dotato di animo particolarmente sensibile, si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici. A fondamento di tutto c'era una solida spiritualità. Egli ci esorta con la sua testimonianza a confidare in Gesù e a immergerci sempre più nel mistero del suo amore. *{{NDR|[[Apparizione di Gesù sulla via di Emmaus|Sulla via di Emmaus]]}} Gesù si manifesta come compagno sul cammino della vita dell'uomo e come Maestro paziente, che sa modellare il cuore e illuminare la mente affinché comprenda il disegno di Dio. Dopo l'incontro con Lui, i discepoli di Emmaus, superato l'abbattimento e la confusione, diressero i loro passi verso la nascente comunità cristiana per annunciarle la notizia che avevano visto il Signore risorto. *Dall'Italia, è più precisamente dalla Diocesi di Asti, il salesiano ''[[Luigi Variara|Padre Luis Variara]]'', seguace fedele di Gesù misericordioso e vicino agli afflitti, giunse in Colombia. Sin dal primo istante dedicò la sua energia giovanile e la ricchezza dei suoi doni al servizio dei malati di lebbra. *''[[Artemide Zatti]]'', coadiutore salesiano, partì con la sua famiglia dalla Diocesi di Reggio Emilia alla ricerca di una vita migliore in Argentina, la terra sognata da Don Bosco. Lì scoprì la sua vocazione salesiana, che si concretizzò in un servizio agli infermi appassionato, competente e pieno di amore. I quasi cinquant'anni trascorsi a Viedema rappresentano la storia di un religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi. *''[[María Romero Meneses|Suor Maria Romero Meneses]]'', Figlia di Maria Ausiliatrice, seppe riflettere il volto di Cristo che si fa riconoscere nella divisione del pane. Nata in Nicaragua, svolse la sua formazione alla vita religiosa a El Salvador e trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica. Questi amati popoli del Centro America, uniti ora nel giubilo della sua beatificazione, potranno trovare nella nuova beata, che tanto li amò, abbondanti esempi e insegnamenti per rinnovare e rafforzare la loro vita cristiana, tanto radicata in queste terre. *La chiamata che ardeva nel suo cuore portò [[Dolores Cabanillas|Maria del Transito]] a cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa. Non si sentì spenta quando la malattia la costrinse ad abbandonare i monasteri nei quali stava, ma proseguì con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, che essa continuò a cercare incessantemente. L'ideale francescano si manifestò quindi come il vero cammino che Dio voleva per lei e, con l'aiuto di guide sapienti, intraprese un cammino di povertà, umiltà, pazienza e carità, dando vita a una nuova Famiglia religiosa. {{int|''[https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2002/10/20/0518/00612.pdf Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 20 ottobre 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"''Ti ho chiamato per nome''" (''[[Libro di Isaia|Is]]'' 45,4). Le parole con le quali il profeta [[Isaia]] indica la missione affidata da Dio ai propri eletti esprimono bene la vocazione di ''[[Andrea Giacinto Longhin]]'', l'umile cappuccino che per 32 anni è stato Vescovo della Diocesi di Treviso, all'inizio del secolo scorso, il ventesimo. È stato un Pastore semplice e povero, umile e generoso, sempre disponibile verso il prossimo, secondo la più genuina tradizione cappuccina.<br>Lo chiamavano il Vescovo delle cose essenziali. In un'epoca segnata da eventi drammatici e dolorosi, si è dimostrato padre per i preti e pastore zelante della gente, sempre accanto ai suoi fedeli, specialmente nei momenti di difficoltà e di pericolo. Anticipava così ciò che avrebbe sottolineato il Concilio Ecumenico Vaticano II, indicando nell'evangelizzazione "uno dei principali doveri dei Vescovi" [...]. *"''Memori... del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza''" (''[[Prima lettera ai Tessalonicesi|1 Ts]]'' 1,2-3). Le parole dell'Apostolo delineano il ritratto spirituale del Padre ''[[Marcantonio Durando]]'', della Congregazione della Missione e degno figlio della terra piemontese. Egli visse di fede e di ardente slancio spirituale, disdegnando ogni forma di compromesso o di tiepidezza interiore.<br>Alla scuola di san [[Vincenzo de' Paoli]], egli seppe riconoscere nell'umanità di Cristo l'espressione più grande, e al contempo più accessibile e disarmante, dell'amore di Dio verso ogni uomo. Ancora oggi egli ci indica il mistero della Croce come il momento culminante in cui viene rivelato il mistero insondabile dell'amore di Dio. *"''Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza''" (''[[Salmi|Sal]]'' 95,7). Le parole del Salmo responsoriale ben esprimono l'anelito missionario, che ha pervaso suor ''[[Liduina Meneguzzi]]'', delle Suore di san Francesco di Sales. Nel breve, ma intenso, corso della sua esistenza, suor Liduina si prodigò a favore dei fratelli più poveri e sofferenti, in particolare nell'ospedale della missione di Dire Dawa, in Etiopia.<br>Con fervente zelo apostolico, cercava di far conoscere a tutti l'unico nostro Salvatore, Gesù. Alla scuola di Colui che è «mite e umile di cuore» (cfr ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 11,29), ella imparò a diffondere la carità, che sgorga da un cuore puro, superando ogni mediocrità ed inerzia interiore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030427_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 27 aprile 2003 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[...] rifulse per santità il beato ''[[Marco d'Aviano]]'', nel cui animo ardeva il desiderio di preghiera, di silenzio e di adorazione del mistero di Dio. Questo contemplativo itinerante per le strade dell'Europa fu al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi. Profeta disarmato della misericordia divina, fu spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l'unità dell'Europa cristiana. Al continente europeo, che si apre in questi anni a nuove prospettive di cooperazione, il beato Marco d'Aviano ricorda che ''la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane''. *Sorprendente è quanto Iddio ha compiuto attraverso ''[[Maria Cristina Brando]]''. La sua è una spiritualità eucaristica ed espiatrice, che si articola in due linee come "''due rami che partono dallo stesso tronco''": l'amore di Dio e quello del prossimo. Il desiderio di prendere parte alla passione di Cristo viene come "travasato" nelle opere educative, finalizzate a rendere le persone consapevoli della loro dignità e ad aprirsi all'amore misericordioso del Signore. *Protesa interamente a diffondere l'amore ai Cuori di Cristo e di Maria fu la beata ''[[Eugenia Ravasco]]''. Contemplando questi due Cuori, Ella si appassionò al servizio del prossimo e consumò la vita con letizia per i giovani e i poveri. Seppe aprirsi con lungimiranza alle urgenze missionarie, con una speciale sollecitudine per i "lontani" dalla Chiesa.<br>L'espressione: "fare il bene per amore del Cuore di Gesù" e "bruciare del desiderio del bene degli altri, specialmente della gioventù", ben sintetizza il suo carisma, che ha consegnato al suo Istituto. *{{NDR|[[Maria Domenica Mantovani]]}} Questa degna figlia della terra veronese, discepola del beato [[Giuseppe Nascimbeni]], si ispirò alla santa Famiglia di Nazaret per farsi "tutta a tutti", sempre attenta alle necessità del "povero popolo". Straordinario fu il suo modo di ''essere fedele in ogni circostanza sino all'ultimo respiro alla volontà di Dio'', dal quale si sentiva amata e chiamata. Che bell'esempio di santità per ogni credente! *Che dire, poi, della beata ''[[Giulia Salzano]]''? Precorrendo i tempi, fu un'apostola della nuova evangelizzazione, nella quale unì l'azione apostolica alla preghiera, offerta senza sosta specialmente per la conversione delle persone "indifferenti".<br>Questa nuova Beata ci incoraggia a perseverare nella fede e a ''non perdere mai la fiducia in Dio'', che tutto opera. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030504_canonization-spain.html Santa messa con canonizzazioni]''|Omelia pronunciata il 4 maggio 2003 a Madrid; citato in ''vatican.va''.}} *''[[Pedro Poveda Castroverde|San Pedro Poveda]]'', cogliendo l'importanza della funzione sociale dell'educazione, realizzò un importante compito umanitario ed educativo fra gli emarginati e i bisognosi. Fu maestro di preghiera, pedagogo della vita cristiana e dei rapporti fra la fede e la scienza, convinto che i cristiani dovessero apportare valori e impegni sostanziali per la costruzione di un mondo più giusto e solidale. Concluse la sua esistenza con la corona del martirio. *''[[Genoveva Torres Morales|Santa Genoveva Torres]]'' fu strumento della tenerezza di Dio verso le persone sole e bisognose di amore, di consolazione e di cure nel corpo e nello spirito. La nota caratteristica che dava impulso alla sua spiritualità era l'adorazione riparatrice dell'Eucaristia, fondamento a partire dal quale svolse un apostolato pieno di umiltà e semplicità, di abnegazione e di carità. *Uguale amore e sensibilità verso i poveri portò ''[[Angela della Croce|Santa Ángela de la Cruz]]'' a fondare la sua "Compagnia della Croce", con una dimensione caritativa e sociale a favore dei più bisognosi e con un impatto enorme sulla Chiesa e sulla società sivigliana della sua epoca. I suoi tratti distintivi erano la naturalità e la semplicità, ricercando la santità con uno spirito di mortificazione, al servizio di Dio nei fratelli. *''[[María Maravillas de Jesús|Santa Maravillas de Jesús]]'' visse animata da una fede eroica, plasmata nella risposta a una vocazione austera, ponendo Dio al centro della sua esistenza. Superate le tristi circostanze della Guerra Civile spagnola, realizzò nuove fondazioni dell'Ordine del Carmelo informate allo spirito caratteristico della riforma teresiana. La sua vita contemplativa e la clausura del monastero non le impedirono di rispondere ai bisogni delle persone che frequentava e di promuovere opere sociali e caritative attorno a sé. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040425_beatifications.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 25 aprile 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[August Czartoryski|Augusto Czartoryski]], giovane principe, ha elaborato un efficace metodo di discernimento dei disegni divini. Presentava a Dio nella preghiera tutte le domande e le perplessità di fondo e poi nello spirito di obbedienza seguiva i consigli delle sue guide spirituali. Così ha compreso la sua vocazione di intraprendere la vita povera per servire i più piccoli. Lo stesso metodo gli ha permesso, nel corso di tutta la vita, di compiere scelte tali, che oggi possiamo dire che egli ha realizzato i disegni della Provvidenza Divina in modo eroico. *Questa Beata colombiana {{NDR|[[Laura di Santa Caterina da Siena|Laura Montoya]]}} si sentì madre spirituale degli indigeni, ai quali ha voluto mostrare l'amore di Dio. I suoi tempi non furono facili, poiché le tensioni sociali insanguinavano anche allora la sua nobile patria. Ispirandoci al suo messaggio pacificatore, le chiediamo oggi che l'amata Colombia possa presto godere della pace, della giustizia e del progresso integrale. *Con fede profonda, speranza sconfinata e grande amore per Cristo, [[María Guadalupe García Zavala|Madre Lupita]] cercò la propria santificazione a partire dall'amore per il Cuore di Gesù e dalla fedeltà alla Chiesa. *{{NDR|[[Nemesia Valle]]}} È l'esempio di una santità luminosa, protesa alle alte vette della perfezione evangelica, e che si traduce nei semplici gesti della vita quotidiana interamente spesa per Dio. *Il Signore dice a [[Pietro apostolo|Pietro]] in modo deciso e incisivo: "Seguimi". Anche ''[[Eusebia Palomino Yenes|Suor Eusebia Palomino]]'', delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sentì un giorno la chiamata di Dio e rispose attraverso un'intensa spiritualità e una profonda umiltà nella vita quotidiana. Da buona salesiana, fu animata dall'amore per l'Eucaristia e per la Vergine. L'importante per lei era amare e servire; il resto non contava, fedele alla massima salesiana del "da mihi animas, caetera tolle".<br>Con la radicalità e la coerenza delle sue scelte, Suor Eusebia Palomino Yenes tracciò un cammino attraente ed esigente di santità per tutti noi e soprattutto per i giovani del nostro tempo. *"Mi ami tu?" domanda Gesù a Simon Pietro. Egli risponde: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". La vita della [[Alexandrina Maria da Costa|Beata Alexandrina Maria da Costa]] può riassumersi in questo dialogo d'amore. Permeata e ardente di queste ansie d'amore, non vuole negare nulla al suo Salvatore: dalla forte volontà, accetta tutto per dimostrargli che lo ama. Sposa di sangue, rivive misticamente la passione di Cristo e si offre come vittima per i peccatori, ricevendo la forza dall'Eucaristia che diventa l'unico alimento dei suoi ultimi tredici anni di vita.<br>Nell'esempio della Beata Alexandrina, espresso nella trilogia "soffrire, amare, riparare", i cristiani possono trovare lo stimolo e la motivazione per nobilitare tutto ciò che la vita ha di doloroso e triste attraverso la prova d'amore più grande: sacrificare la vita per chi si ama. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040516_canonizations.html Cappella papale per la canonizzazione di 6 beati]''|Omelia pronunciata il 16 maggio 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Luigi Orione]],}} uomo totalmente donato alla causa di Cristo e del suo Regno. Sofferenze fisiche e morali, fatiche, difficoltà, incomprensioni e ostacoli di ogni tipo hanno segnato il suo ministero apostolico. [...] La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza. *Sin dall'inizio il [[Spirito Santo|Paraclito]] ha ispirato uomini e donne che hanno ricordato e diffuso la verità rivelata da Gesù. Uno di questi è stato ''[[Josep Manyanet i Vives|san José Manyanet]]'', vero Apostolo della famiglia. Ispirandosi alla scuola di Nazareth, ha realizzato il suo progetto di santità personale e si è dedicato, con sollecitudine eroica, alla missione che lo Spirito gli ha affidato. *Uomo di preghiera, innamorato dell'Eucaristia, che gli piaceva adorare a lungo, ''[[Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini|Nimatullah Kassab Al-Hardini]]'' è un esempio per i monaci dell'Ordine libanese maronita, come pure per i suoi fratelli libanesi e per tutti i cristiani del mondo. Egli si è donato totalmente al Signore in una vita di grande rinuncia, mostrando che l'amore di Dio è l'unica fonte autentica di gioia e di felicità per l'uomo. Egli si è dedicato a cercare e a seguire Cristo, suo Maestro e Signore.<br>Accogliendo i suoi fratelli, egli ha dato sollievo e ha curato molte ferite nel cuore dei suoi contemporanei, testimoniando loro la misericordia di Dio. Possa il suo esempio illuminare il nostro cammino, suscitare, in particolare tra i giovani, un desiderio autentico di Dio e di santità, per annunciare al mondo presente la luce del Vangelo! *Di questa fecondità spirituale {{NDR|della Chiesa}} è singolare testimone ''[[Paola Elisabetta Cerioli]]'', la cui esistenza fu copiosa di frutti di bene.<br>Contemplando la Santa Famiglia, Paola Elisabetta intuì che le comunità familiari restano solide quando i legami di parentela sono sostenuti e cementati dalla condivisione dei valori della fede e della cultura cristiana. Per diffondere questi valori la nuova Santa fondò l'Istituto della Sacra Famiglia. Era infatti convinta che i figli, per crescere sicuri e forti, hanno bisogno di una famiglia sana e unita, generosa e stabile. *Dell'amore divino ''[[Gianna Beretta Molla]]'' fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. [...] Sull'esempio di Cristo, che "''avendo amato i suoi... li amò sino alla fine''" (''[[Vangelo secondo Giovanni|Gv]]'' 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all'impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.<br>Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l'esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell'amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina! ===Attribuite=== *Chi non crede nel [[demonio]] non crede nel Vangelo. (citato da [[Gabriele Amorth]] nell'intervista di Włodzimierz Rędzioch, ''[http://domenica.niedziela.pl/artykul.php?dz=wiara&id_art=00003 Domenica: il settimanale cattolico]'', 47/2010) *Io ho combattuto tutta la vita il [[comunismo]] ma ora che è crollato mi domando, chi difenderà i poveri?<ref>Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/rimpiango-il-pci-non-lurss-intervista-a-massimo-dalema_it_5dc31726e4b0d8eb3c8eda4b "Rimpiango il Pci, non l'Urss". Intervista a Massimo D'Alema]'', ''huffingtonpost.it''.</ref> *L'[[inferno]] esiste, ma è vuoto.<ref>Citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate'', Marsilio, Venezia, 2019.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase, attribuita nel 1984 ad [[Hans Urs von Balthasar]], che Giovanni Paolo II nominò cardinale nel 1988, è stata attribuita anche allo stesso papa, di cui era nota la stima per Balthasar, che comunque non aveva parlato di certezza, bensì di speranza che l'inferno fosse vuoto. ==''Ecclesia de Eucharistia''== ===[[Incipit]]=== La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] vive dell'[[Eucaristia]]. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il ''nucleo del mistero della Chiesa''. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un'intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza, ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza. ===Citazioni=== *Anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'[[Eucaristia]] è sempre celebrata, in un certo senso, sull'''altare del mondo''. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. *In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucaristia è ''sacrificio in senso proprio'', e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli. *L'Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino. *L'Eucaristia è mistero di fede, e insieme «mistero di luce». Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero». *La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario. *Nell'umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza. Se di fronte a questo Mistero la ragione sperimenta i suoi limiti, il cuore illuminato dalla grazia dello Spirito Santo intuisce bene come atteggiarsi, inabissandosi nell'adorazione e in un amore senza limiti. ==''Evangelium vitae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Nuovo Testamento|Vangelo]] della [[vita]] sta al cuore del messaggio di [[Gesù]]. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura. All'aurora della [[salvezza]], è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia: «Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2, 10-11). A sprigionare questa «grande gioia» è certamente la nascita del Salvatore; ma nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce (cf. Gv 16, 21). Presentando il nucleo centrale della sua missione redentrice, Gesù dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10). In verità, Egli si riferisce a quella vita «nuova» ed «eterna», che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale «vita» acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell'uomo. ===Citazioni=== *L'uomo è chiamato a una pienezza di [[vita]] che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio. L'altezza di questa vocazione soprannaturale rivela la ''grandezza'' e la ''preziosità'' della vita umana anche nella sua fase temporale. (§ 2) *La Chiesa sa che questo ''Vangelo della vita'', consegnatole dal suo Signore, ha un'eco profonda e persuasiva nel cuore di ogni persona, credente e anche non credente, perché esso, mentre ne supera infinitamente le attese, vi corrisponde in modo sorprendente. Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cf. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica. (§ 2) *Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo. È per questo che l'uomo, l'uomo vivente, costituisce la prima e fondamentale via della Chiesa. (§ 2) *La maternità spirituale della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo. (§ 103) *Si fa sempre più forte la tentazione dell'[[eutanasia]], cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore. *Sulla [[croce cristiana|Croce]] si rinnova e si realizza nella sua piena e definitiva perfezione il prodigio del serpente innalzato da Mosè nel deserto (cf. Gv 3, 14-15; Nm 21, 8-9). Anche oggi, volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto, ogni uomo minacciato nella sua esistenza incontra la sicura speranza di trovare liberazione e redenzione. ===[[Explicit]]=== O Maria,<br /> aurora del mondo nuovo,<br />Madre dei viventi,<br /> affidiamo a Te la causa della vita:<br />guarda, o Madre, al numero sconfinato<br />di bimbi cui viene impedito di nascere,<br />di poveri cui è reso difficile vivere,<br />di uomini e donne vittime di disumana violenza,<br />di anziani e malati uccisi dall'indifferenza<br />o da una presunta pietà.<br />Fà che quanti credono nel tuo Figlio<br />sappiano annunciare con franchezza e amore<br />agli uomini del nostro tempo. il Vangelo della vita.<br />Ottieni loro la grazia di accoglierlo<br />come dono sempre nuovo,<br />la gioia di celebrarlo con gratitudine<br />in tutta la loro esistenza<br />e il coraggio di testimoniarlo<br />con tenacia operosa, per costruire,<br />insieme con tutti gli uomini di buona volontà,<br />la civiltà della verità e dell'amore<br />a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.<br /> {{NDR|Karol Wojtyla, ''Evangelium vitae'', Gribaudi, Torino, 2007}} ==''Fides et ratio''== ===[[Incipit]]=== La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr ''Es'' 33, 18; ''Sal'' 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; ''Gv'' 14, 8; ''1 Gv'' 3, 2). ===Citazioni=== *Quanto viene a porsi come oggetto della nostra [[conoscenza]] diventa per ciò stesso parte della nostra vita. Il monito ''[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]'' era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso». (§ 1) *La [[filosofia]] è nata e si è sviluppata nel momento in cui l'uomo ha iniziato a interrogarsi sul perché delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di [[verità]] appartiene alla stessa natura dell'uomo. (§ 3) *L'[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]] del Figlio di Dio permette di vedere attuata la sintesi definitiva che la mente umana, partendo da sé, non avrebbe neppure potuto immaginare: l'Eterno entra nel tempo, il Tutto si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell'uomo. (§ 12) *All'uomo spetta il compito di investigare con la sua [[ragione]] la [[verità]], e in ciò consiste la sua [[nobiltà d'animo|nobiltà]]. (§ 17) *La [[ragione]] non può svuotare il mistero di amore che la [[Croce cristiana|Croce]] rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca. (§ 23) *Di per sé, ogni verità anche parziale, se è realmente [[verità]], si presenta come universale. Ciò che è vero, deve essere vero per tutti e per sempre. (§ 27) *Il [[martirio|martire]], in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall'adesione alla verità che ha scoperto nell'incontro con Cristo. Ecco perché fino ad oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l'evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla ad ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere. (§32) *Le vie per raggiungere la verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di [[Gesù|Gesù Cristo]]. (§ 38) *Una è la verità, benché le sue espressioni portino l'impronta della storia e, per di più, siano opera di una ragione umana ferita e indebolita dal peccato. Da ciò risulta che nessuna forma storica della [[filosofia]] può legittimamente pretendere di abbracciare la totalità della verità, né di essere la spiegazione piena dell'essere umano, del mondo e del rapporto dell'uomo con Dio. (§ 51) *L'argomentazione sviluppata secondo rigorosi criteri razionali, infatti, è garanzia del raggiungimento di risultati universalmente validi. (§ 75) *Il [[nichilismo]], prima ancora di essere in contrasto con le esigenze e i contenuti propri della parola di Dio, è negazione dell'umanità dell'uomo e della sua stessa identità. Non si può dimenticare, infatti, che l'oblio dell'essere comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell'uomo. (§ 90) *Una volta che si è tolta la [[verità]] all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. (§ 90) *Credere nella possibilità di conoscere una verità universalmente valida non è minimamente fonte di intolleranza; al contrario, è condizione necessaria per un sincero e autentico dialogo tra le persone. Solamente a questa condizione è possibile superare le divisioni e percorrere insieme il cammino verso la verità tutta intera. (§ 92) *La [[verità]], infatti, non può mai essere limitata al tempo e alla cultura; si conosce nella storia, ma supera la storia stessa. (§ 95) *[[Fede]] e [[ragione]] «si recano un aiuto scambievole», esercitando l'una per l'altra una funzione sia di vaglio critico e purificatore, sia di stimolo a progredire nella ricerca e nell'approfondimento. (§ 100) ==''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html Mulieres dignitatem]''== ===[[Incipit]]=== La dignità della donna e la sua vocazione – oggetto costante della riflessione umana e cristiana – hanno assunto un rilievo tutto particolare negli anni più recenti. Ciò è dimostrato, tra l'altro, dagli interventi del Magistero della Chiesa, rispecchiati in vari documenti del Concilio Vaticano II, il quale afferma poi nel Messaggio finale: «Viene l'ora, l'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l'ora in cui la donna acquista nella società un'influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. È per questo che, in un momento in cui l'umanità conosce una così profonda trasformazione, le donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l'umanità a non decadere» ===Citazioni=== *L'amore è un'esigenza ontologica ed etica della persona. *La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le [[donna|donne]] e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra, che è, nel tempo, la «patria» degli uomini e si trasforma talvolta in una «valle di pianto»; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. *Nell'«unità dei due» l'uomo e la donna sono chiamati sin dall'inizio non solo ad esistere «uno accanto all'altra» oppure «insieme», ma sono anche chiamati ad esistere reciprocamente «l'uno per l'altro». *Ogni singolo uomo, infatti, è ad immagine di Dio in quanto creatura razionale e libera, capace di conoscerlo e di amarlo. *Se la dignità della donna testimonia l'amore, che essa riceve per amare a sua volta, il paradigma biblico della «donna» sembra anche svelare quale sia il vero ordine dell'amore che costituisce la vocazione della donna stessa. * Quando «venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Con queste parole della Lettera ai Galati (4, 4) l'apostolo Paolo unisce tra loro i momenti principali che determinano in modo essenziale il compimento del mistero «prestabilito in Dio» (cf. Ef 1, 9). Il Figlio, Verbo consostanziale al Padre, nasce come uomo da una donna, quando viene «la pienezza del tempo». Questo avvenimento conduce al punto chiave della storia dell'uomo sulla terra, intesa come storia della salvezza. E' significativo che l'apostolo non chiami la Madre di Cristo col nome proprio di «Maria», ma la definisca «donna»: ciò stabilisce una concordanza con le parole del Protovangelo nel Libro della Genesi (cf. 3, 15). Proprio quella «donna» è presente nell'evento centrale salvifico, che decide della «pienezza del tempo»: questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei. ==''Parole sull'uomo''== ===[[Incipit]]=== '''Aborto'''<br>Nella notte di Natale, la Madre che doveva partorire non trovò per sé un tetto. Non trovò le condizioni, in cui si attua normalmente quel grande divino ed insieme umano Mistero del dare alla luce un uomo.<br>Permettete che mi serva della logica della fede e della logica di un conseguente umanesimo. Questo fatto di cui parlo è un grande grido, è una permanente sfida ai singoli e a tutti, particolarmente forse nella nostra epoca, in cui alla madre in attesa viene spesso richiesta una grande prova di coerenza morale. Infatti, ciò che viene eufemisticamente definito come «interruzione di gravidanza» (''aborto'') non può essere valutato con altre categorie autenticamente umane, che non siano quelle della legge morale cioè della coscienza. Molto potrebbero a tale proposito dire, se non le confidenze fatte nei confessionali, certamente quelle nei consultori per la maternità responsabile. ===Citazioni=== *L'[[uomo]] è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo. (p. 35) *Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di [[amare]] veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale. (p. 41) *La mia preghiera è che l'[[Stati Uniti d'America|America]] non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore. (p. 42) *L'''[[amore]]'' è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità (p. 42) *Il genio educativo di [[San Giovanni Bosco]] si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. ''Per poter educare, bisogna amare'' [...] (p. 44) *[[Anima e corpo|Né l'anima né il corpo]], presi separatamente, sono l'[[uomo]]: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione. (p. 47) *La [[pace]], secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini. (p. 49-50) *Noi dobbiamo desiderare che la preghiera dell'anziano riempia la casa, che la sua straordinaria capacità di evangelizzazione sia una forza per la saldezza degli affetti, un orientamento per i valori fondamentali dell'esistenza. (p. 53) *L' ''[[arte]]'' è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita. (p. 54) *Il senso [[Religione|religioso]] dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. (p. 59) *Il vero e retto fine dell' ''attività [[politica]]'' è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. (p. 59) *La [[pace]] deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani. (p. 61) *Il tutore dell'[[Autorità|ordine pubblico]] sarà tanto più all'altezza della sua missione quanto più sarà capace di mantenere «ordinata» la suavita spirituale e quanto più ispirerà la sua condotta familiare e sociale ai valori religiosi. (p. 62) *Spetta alla legittima [[autorità]] il compito specifico di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune, non in forma dispotica, ma come forza morale che si appoggia prima di tutto sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto. (p. 63) *L'[[errore]] e il [[male]] devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'[[uomo]] che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. (p. 66) *La vera opera d'[[arte]] non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (p. 70) *Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. (p. 71) *Nei [[Bambino|bambini]] la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. (p. 71) *Il dovere fondamentale del [[potere]] è la sollecitudine per il ''bene comune'' della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (p. 73) *È iscritta nell'animo umano ''la chiamata all'immortalità''. Essa è iscritta nell'animo dell'[[artista]], quando con l'opera del proprio talento, del suo genio, cerca di ''superare il limite'' del transuente e della morte. (p. 74) *La [[fiducia]] non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. (p. 77) ===Citazioni sul libro=== *Questo libro, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. ([[Vittorio Messori]]) *Una lettura non superficiale rivela ricchezze inattese anche per chi, non credente, guardi alla persona e al ruolo del Papa con occhio rispettoso e scevro da pregiudizi. ([[Angelo Montonati]]) {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR 1989}}. ISBN 88-17-11517-7 ==''Poesie''== ===[[Incipit]]=== '''PIETRA DI LUCE'''<br>VEGLIA PASQUALE 1966<br>INVOCAZIONE<br>''Comincia il colloquio con me stesso''<br>Questo significa forse che arrivo in pieno quanto il consenso delle genti<br>proclama grande e importante – nel vicendevole annunzio?<br>Questo significa forse che concordo nel conto degli anni con Thietmar,<br>il cronista di Merseburg, e vedo il passato<br>con gli occhi di Maestro Vincenzo, cercando armonia<br> con questo passato?<br>(o forse antepongo la mia visione delle vie del passato come le appresi dalle cronache<br>alla visione del buio degli scavi di Wiślica?<br>Significa che arrivo alle radici dello stesso albero,<br>e mi addentro nel segreto della sua crescita,<br>che anche in me si propaga, che da me prende corpo.<br>Io mi sento nell'albero e sento l'albero in me.<br><br>L'albero è un corpo fisico.<br>La storia degli uomini, dei miei simili, cerca un suo Corpo. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.}} ===Citazioni=== *''Nell'istante della partenza ciascuno è più grande degli eventi di cui | egli fu minima parte (scheggia di un certo secolo | o schegge di due secoli, riunite in una vita).'' (1986, p. 23) *Tempo di nascita, il [[passato]], non di morte. (1986, p. 24) *Oltre il linguaggio, l'abisso. È questa forse l'incognita della debolezza che conosciamo nei [[Padre|padri]] e forse l'ereditiamo? (1986, p. 100) *La [[schiavitù]] fu il verdetto sulla dorata [[libertà]]. (1986, p. 101) *La [[storia]] stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.<br>Può andar la storia contro la corrente delle coscienze? (1986, p. 104) *''Attendo qui le tue mani cariche dei lavori d'ogni giorno, | attendo qui le tue mani che reggono un semplice panno. | Nel paese dei più profondi significati porta le tue mani, [[Santa Veronica|Veronica]], | porta le tue mani | e tocca il volto dell'uomo.'' (1994, p. 197) *''Nessun uomo trova spianati i sentieri. | Veniamo al mondo simili a un cespuglio | che può ardere come [[Roveto ardente|il roveto]] di Mosè | oppure inaridirsi.'' (1994, p. 197) *''Nessuno ti ha fermata, Veronica. | Sei vicina. Il tuo panno è ora un grido dei cuori, | di tutti i cuori timidi che più non si aprono un varco | vedendo che il tuo cammino è parallelo | alla strada del Condannato.'' (1994, p. 201) ==''Redemptoris Mater''== ===[[Incipit]]=== La Madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché, «quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,4). ===Citazioni=== *Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata. *Il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell'incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell'unità della sua persona la natura umana senza annullarla. *La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all'uomo, raggiunge nel mistero dell'incarnazione uno dei vertici. *La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. [[Maria]] costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza. *La pienezza di grazia, annunciata dall'angelo, significa il dono di Dio stesso; la fede di Maria, proclamata da Elisabetta nella visitazione, indica come la Vergine di Nazareth abbia risposto a questo dono. *Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini. *Questo fiat di Maria – «avvenga di me» – ha deciso dal lato umano il compimento del mistero divino. ===[[Explicit]]=== Mentre con tutta l'umanità si avvicina al confine tra i due millenni, la Chiesa, da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, raccoglie la grande sfida contenuta nelle parole dell'antifona sul «popolo che cade, ma pur anela a risorgere» e si rivolge congiuntamente al Redentore ed a sua Madre con l'invocazione: «Soccorri». Essa, infatti, vede – e lo attesta questa preghiera – la Beata Madre di Dio nel mistero salvifico di Cristo e nel suo proprio mistero; la vede profondamente radicata nella storia dell'umanità, nell'eterna vocazione dell'uomo, secondo il disegno provvidenziale che Dio ha per lui eternamente predisposto; la vede maturamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni; la vede soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché «non cada» o, caduto, «risorga». Auspico fervidamente che anche le riflessioni, contenute nella presente Enciclica, giovino a! rinnovamento di questa visione nel cuore di tutti i credenti. Come Vescovo di Roma, io mando a tutti coloro, a cui sono destinate queste considerazioni, il bacio della pace, il saluto e la benedizione in nostro Signore Gesù Cristo. Amen. {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Redemptoris Mater'', Àncora, Milano, 1987}} ==''Rosarium Virginis Mariae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Rosario]] della [[Maria|Vergine Maria]], sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. ===Citazioni=== *Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé ''la profondità dell'intero messaggio evangelico'', di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne ''[[Magnificat]]'' per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano ''si mette alla scuola di Maria'', per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore. *Recitare il Rosario, infatti, non è altro che ''contemplare con Maria il volto di Cristo''. *In [[Cristo]], Dio ha assunto davvero un «cuore di carne». Egli non ha soltanto un cuore divino, ricco di misericordia e di perdono, ma anche un cuore umano, capace di tutte le vibrazioni dell'affetto. *Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni [[cristiano (religione)|discepolo di Cristo]]; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. {{NDR|Giovanni Paolo II, [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/2002/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae.html#fn1''Rosarium Virginis Mariae''], ''vatican.va'', 16 ottobre 2002}} ==''Segno di contraddizione''== ===[[Incipit]]=== '''CONFERENZA INTRODUTTIVA'''<br>Beatissimo Padre! All'inizio di questi esercizi spirituali, che ho il grande onore di predicare davanti a Lei e ai Suoi illustrissimi collaboratori, vorrei esprimere il mio più profondo omaggio e amore alla Sua Persona. Devo dire, però, che questo non è solo il mio saluto personale. Esso include anche tutti coloro con i quali sono unito in maniera particolare e che con il loro ricordo, con le loro preghiere e con i loro sacrifici si sono impegnati a dare uno spirituale appoggio al mio umile servizio della Parola in questi giorni di esercizi spirituali, e non solamente a me, ma anche a tutto il mio illustre Uditorio, con Lei, beatissimo Padre, al primo posto, con i signori Cardinali della Santa Chiesa Romana, i reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e carissimi Fratelli nel sacerdozio. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977.}} ==''Tertio millennio adveniente''== ===[[Incipit]]=== Nel suo [[Nuovo Testamento#Vangelo secondo Luca|Vangelo]] [[Luca evangelista|Luca]] ci ha trasmesso una ''concisa descrizione delle circostanze riguardanti la nascita di [[Gesù Cristo| Gesù]]'': "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la [[terra]] [...]. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua [[città]]. Anche Giuseppe, che era della [[casa]] e della [[famiglia]] di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (2,1.3-7). Si compiva così quanto l'angelo Gabriele aveva predetto nell'Annunciazione. ===Citazioni=== *Grazie alla venuta di Dio sulla terra, il tempo umano, iniziato nella creazione, ha raggiunto la sua pienezza. "La pienezza del tempo", infatti, è soltanto l'eternità, anzi ''Colui che è eterno'', cioè Dio. Entrare nella "pienezza del tempo" significa dunque raggiungere il termine del tempo ed uscire dai suoi confini, per trovarne il compimento nell'eternità di Dio. *[...] [[Gesù Cristo|Cristo]], come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel [[presente]] della [[vita]] dell'[[umanità]] diffondendo l'opera della salvezza da Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche ''tutto il [[passato]]'' del genere umano, cominciando dal primo [[Adamo]]. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Tertio millennio adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998.}} ==''La potenza dei media''== ===[[Incipit]]=== ''La responsabilità''<br>Il 24 gennaio scorso, memoria di [[San Francesco di Sales|san Francesco di Sales]], Patrono della stampa cattolica, è stato reso pubblico il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 19 maggio, che avrà come tema: «I media: areopago per la promozione della donna nella società». Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l'annuncio del Vangelo, come già sottolineava il decreto ''Inter mirifica'', col quale il Concilio Vaticano II si è appunto occupato di essi. ===Citazioni=== *Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà. (p. 47) *La [[libertà]] non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace. (p. 48-49) *I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della [[televisione]] come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (p. 51) *Per garantire che l'industria televisiva tuteli i diritti delle famiglie, i genitori dovrebbero esprimere le loro legittime preoccupazioni ai produttori e ai responsabili dei mezzi di comunicazione sociale. (p. 51) *Nell'adempiere alle proprie responsabilità, l'industria televisiva dovrebbe sviluppare e osservare un codice etico che includa l'impegno a soddisfare le necessità delle famiglie e a promuovere valori a sostegno della vita familiare. (p. 52) {{NDR|Karol Wojtyla, ''La potenza dei media'', in [[Karl Popper]] - [[John Condry]], ''Cattiva maestra televisione'', traduzioni di Marina Astrologo e Claudia Di Giorgio, CDE, Milano 1993}} ==Udienze== *Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il [[Natale]] in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore; deve pertanto essere celebrata con autentico spirito di condivisione, di compartecipazione con i fratelli, che hanno bisogno del nostro aiuto affettuoso. Deve essere una tappa fondamentale per la meditazione sul nostro comportamento nei confronti del "Dio che viene"; e questo Dio che viene possiamo incontrarlo in un bimbo indifeso che vagisce; in un ammalato che sente venir meno inesorabilmente le forze del suo corpo; in un anziano, che dopo aver lavorato per tutta la vita, si trova di fatto emarginato e tollerato nella nostra moderna società, basata sulla produttività e sul successo. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *La [[Natale|festa del Natale]] dà un senso cristiano al succedersi degli eventi e agli umani sentimenti, progetti, speranze, e consente di rintracciare in questo ritmico e apparentemente meccanico scorrere del tempo, non soltanto le linee di tendenza di un umano peregrinare, ma anche i segni, le prove e gli appelli della Provvidenza e Bontà divina. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821229_it.html 29 dicembre 1982]) *Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il [[Natale]], infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Il [[Natale]] è la festa dell'Amore divino: per amore egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Nello sforzo di descrizione rigorosa e di formalizzazione dei dati dell'esperienza, l'uomo di scienza è condotto a ricorrere a dei concetti metascientifici il cui uso è come esigito dalla logica del suo procedimento. Conviene precisare con esattezza la natura di tali concetti, per evitare di procedere a delle estrapolazioni indebite che leghino le scoperte strettamente scientifiche a una visione del mondo o a delle affermazioni ideologiche o filosofiche che non ne sono affatto dei corollari. Si coglie qui l'importanza della [[filosofia]] che considera i fenomeni come anche la loro interpretazione. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *Pensiamo, a titolo di esempio, all'elaborazione di nuove [[teoria|teorie]] a livello scientifico per spiegare l'emergere del vivente. A rigor di metodo, non si potrebbe interpretarle immediatamente e nel quadro omogeneo della [[scienza]]. In particolare, quando si tratta di quel vivente che è l'uomo e del suo cervello, non si può dire che tali teorie costituiscano per se stesse un'affermazione o una negazione dell'[[anima]] spirituale, o ancora che esse forniscano una prova della dottrina della [[Creazione (teologia)|creazione]], o al contrario che esse la rendano inutile. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *È necessario un lavoro di ulteriore interpretazione: è questo precisamente l'oggetto della filosofia, che è ricerca del senso globale dei dati dell'esperienza, e dunque ugualmente dei [[fenomeno|fenomeni]] raccolti e analizzati dalle scienze. La [[cultura]] contemporanea esige uno sforzo costante di sintesi delle conoscenze e di integrazione dei saperi. Certo, è alla [[specializzazione]] delle ricerche che sono dovuti i successi che noi constatiamo. Ma se la specializzazione non è equilibrata da una riflessione attenta a notare l'articolazione dei saperi, è grande il rischio di giungere a una "cultura frantumata", che sarebbe di fatto la negazione della vera cultura. Poiché quest'ultima non è concepibile senza [[umanesimo]] e sapienza. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima.<ref>Citato in ''https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Discorsi== *Ci rendiamo conto, signore e signori, che l'avvenire dell'uomo e del mondo è minacciato, radicalmente minacciato, a dispetto delle intenzioni, certamente nobili, dell'uomo di cultura, dell'uomo di scienza. [...] Ragioni geopolitiche, problemi economici di dimensione mondiale, terribili incomprensioni, [[orgoglio|orgogli]] nazionali feriti, il [[materialismo]] della nostra epoca e la decadenza dei valori morali hanno condotto il nostro mondo ad una situazione d'instabilità, a un equilibrio fragile, che rischia d'esser distrutto da un momento all'altro in seguito ad errori di giudizio, d'informazione o d'interpretazione. [...] Fino ad oggi si è detto che le [[arma nucleare|armi nucleari]] hanno costituito una forza di dissuasione che ha impedito lo scoppio di una guerra più grande, ed è probabilmente vero. Ma ci si può nello stesso tempo chiedere se sarà sempre così. Le armi nucleari di qualsiasi ordine di [[grandezza]] o di qualsiasi tipo siano, si perfezionano ogni anno di più e si aggiungono all'arsenale di un numero crescente di paesi. Come si potrà essere sicuri che l'uso delle armi nucleari, anche ai fini di difesa nazionale o in conflitti limitati, non trascinerà con sé una scalata inevitabile portando a una distruzione che l'umanità non potrà mai né prendere in considerazione, né accettare? Ma non è a voi, uomini di scienza e di cultura, che devo domandare di non chiudere gli occhi su ciò che una [[guerra nucleare]] può rappresentare per l'umanità intera. Signore e signori, il mondo non potrà proseguire a lungo su questa via. [...] Bisogna aumentare gli sforzi delle [[coscienza morale|coscienze umane]] nella misura della tensione tra il bene e il male alla quale sono sottoposti gli uomini alla fine del XX secolo. Bisogna convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello [[spirito]] sulla materia. (Parigi, Lunedì 2 Giugno 1980<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800602_unesco.html ''Discorso di Giovanni Paolo II all'UNESCO''], Parigi, 2 giugno 1980 (ai nn. 21-22).</ref>) *Come dicevo il 3 novembre 1982 agli universitari di Madrid: "Uomini e donne che rappresentate la scienza e la cultura, il vostro potere morale è considerevole. Potete insieme, grazie al vostro prestigio, ottenere che il settore scientifico serva innanzitutto la cultura dell'uomo e che egli non sia mai utilizzato per la sua distruzione". Si pensa spontaneamente ai pericoli dell'energia nucleare. Scatenando la potenza atomica, i ricercatori sono stati da parte loro all'origine di una crisi morale senza pari nella storia, come ho sottolineato ad Hiroshima. All'Unesco, ho insistito sul fatto che l'avvenire dell'uomo e del mondo era minacciato radicalmente, a scapito delle intenzioni degli uomini di scienza, se si utilizzassero le loro scoperte per dei fini distruttivi. Da questo alto luogo di cultura, ho lanciato anche un appello solenne agli scienziati perché aiutassero l'umanità alleando la coscienza alla scienza, facendo rispettare il primato dell'[[etica]] badando che la scienza sia al servizio della vita e dell'uomo (cf. Discorso all'Unesco, 2 giugno 1980, nn. 20-22). La tutela della [[pace]] tra i popoli è primordiale, e noi speriamo che la testimonianza di numerosi capi religiosi, che hanno pregato ieri ad [[Assisi]] per la pace, contribuisca da parte sua a instaurare questa pace che è anche un dono di Dio. (Pontificia Accademia delle Scienze, Martedì 28 Ottobre 1986<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861028_pont-accademia-scienze.html ''Discorso di Giovanni Paolo II alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze nel cinquantesimo della rifondazione''], 21 ottobre 1986 (al n. 8).</ref>) ==Citazioni su papa Giovanni Paolo II== *Alle volte mi lasciava sbigottito la sua umiltà. [...] Ma un aneddoto io lo ricordo sempre e lo devo raccontare: la prima volta che ho predicato in San Pietro, appena ho cominciato a parlare mi sono reso conto che dovevo parlare lentamente perché c'era un'eco nella basilica, però parlando lentamente durai dieci minuti più del previsto e il prefetto della Casa Pontificia — che era un vescovo, a quel tempo — era un po' nervoso, ogni tanto guardava l'orologio [...] Io non lo vedevo perché era di fianco, però il giorno dopo questo vescovo [...] dopo la liturgia il Papa lo chiamò e sorridendo gli disse: «Quando un uomo ci parla in nome di Dio, non bisogna guardare l'orologio» ([[Raniero Cantalamessa]]) *Anche in America Latina egli agisce in costante accordo con gli USA e con le sanguisughe locali. Al ministro dei sacerdoti nicaraguese Ernesto Cardenal ha rifiutato la mano, ma ha stretto tanto più cordialmente quella del dittatore Ríos Montt o quella dell'assassino di Romero, d'Aubuisson. ([[Karlheinz Deschner]]) *Continua a oscillare tra intransigenti affermazioni di fede e affermazioni generalmente umanistiche che possono andare più o meno bene per tutti. ([[Sergio Quinzio]]) *Custodisco profondissima reverenza per Giovanni Paolo II, ora santo. Chiunque ha avuto la possibilità di vederlo da vicino ha sentito questo soffio di santità evidente in lui. Si percepiva quasi fisicamente la sua fede, così giovane e poetica, il suo amore e il suo interesse profondo per ciascuno, il suo coraggio. Senza di lui non si potrebbe potuto nemmeno immaginare il crollo del sistema comunista. Ma non apprezzo solamente la sua passione per l'unità cristiana, o la sua profonda e amante comprensione della spiritualità delle chiese orientali: apprezzo il suo grande amore per la cultura, per il genio creativo dell'essere umano, per la poesia, l'arte, la filosofia. E il suo coraggio sulla storia: non ha avuto paura di riconoscere alcuni sbagli tragici della chiesa, e chiedere perdono. Mi spiace tanto che tutti i suoi sforzi per ristabilire pace e fraternità con la chiesa russa ortodossa non abbiano avuto risposte da parte nostra. Il suo amore per la cultura russa, per la "bellezza dell'anima russa", come ha detto, non è stato da noi contraccambiato. ([[Ol'ga Aleksandrovna Sedakova]]) *Da piccoli, si può sognare di far l'attore nei film di cowboy e poi, da grandi, ritrovarsi Presidente degli Stati Uniti. Anche Papa Wojtyla ha cominciato con la recitazione: faceva così bene la parte di [[Papa Giulio II|Giulio II]], che l'hanno chiamato in vaticano. ([[Gianni Monduzzi]]) *''De labore solis''. ([[Malachia di Armagh]]) :La fatica del sole<ref>Per approfondimenti vedi la voce [[w:Profezia di Malachia|Profezia di Malachia]] su Wikipedia.</ref>. *Dire che papa Wojtyla è un papa reazionario o conservatore è una semplificazione. È un papa diverso da quelli che gli italiani conoscono: non ha la mitezza di Luciani<ref>Albino Luciani, [[papa Giovanni Paolo I]].</ref>, non ha la sapienza dubbiosa e sofferta di Paolo VI, non ha la simpatia e la generosità di Giovanni XXIII; ma non si può neppure dire che sia un papa all'antica di quelli che guardano dal soglio di San Pietro all'esercito dei fedeli come a qualcosa che non ha nome, né personalità. Wojtyla conosce il senso del collettivo, delle masse come lo conoscono i capi autoritari e rivoluzionari. Ma invece di ripetere il grido di Bakunin «Io non sono io, io sono voi», invece di parafrasare i detti autoritari dei capi «Voi siete me e io sono voi» dice «Non io, ma tu e tu e tu» non l'egoismo, il narcisismo, il superomismo, ma neppure il collettivismo che appiattisce, neppure il «volgo che nome non ha», ma una società di uomini ognuno dei quali ha la sua dignità, la sua responsabilità. ([[Giorgio Bocca]]) *E quella frase che Giovanni Paolo II ha ripetuto per tutto il suo pontificato – "il mondo può cambiare!" – è stata forse l'eredità più preziosa che potesse lasciare agli uomini del XXI secolo. ([[Gian Franco Svidercoschi]]) *Egli è stato un vero apostolo di giustizia e di pace nel mondo intero, al di là di ogni diversità di etnia e di fede religiosa. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Era il giugno del 1988. Congresso diocesano con Messa al circuito di Fiorano. Decine di migliaia di fedeli. Giovanni Paolo II doveva fare un giro di pista con l'auto del Vaticano, la cosiddetta Papamobile, per inciso una Toyota. Ma il Pontefice disse: non ci sarebbe una Ferrari scoperta? Scovammo per fortuna una Mondial in garage, c'era appena un litro di benzina nel serbatoio, guidai andando pianissimo e per fortuna non restammo a piedi! ([[Piero Ferrari]]) *Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza. Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio. Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero. L'Italia, Roma – la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro – piangono la perdita di un Padre, di una persona amata. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Giovanni Paolo II mi ha sempre colpito nel profondo del cuore. A me così come a tutte le persone. Specialmente tutti i polacchi in quei difficili anni nella fine degli anni '70. Avevamo grandi problemi con il comunismo e lui ispirò tutti noi a rialzarci insieme, pensando positivo e credendo in un futuro migliore. Lo incontrai nel 1983, quando con la Polonia giocammo, vincendo, a Roma. Un'esperienza indimenticabile. Quando arrivò quella finale {{NDR|della UEFA Champions League 2004-2005, vinta dal Liverpool contro il Milan}}, nel 2005 io avevo sempre con me i suoi libri, che leggevo anche prima delle partite. Durante quella serata fu lui a guidarmi. Maradona segnò con la mano di Dio, io parai il tiro di Sheva con quella di Giovanni Paolo II. ([[Jerzy Dudek]]) *Giunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. ([[Luciano Canfora]]) *Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. ([[Vittorio Messori]]) *Il nuovo papa Woityla, che ha preso il nome di papa Giovanni Paolo II, seguirà una politica internazionale nello spirito della religione cristiana romana. Ci sono voluti quattro secoli per vedere al Vaticano un pontefice non italiano, e precisamente polacco. A mio avviso, l'elezione di questo papa a capo della Chiesa cattolica romana è opera della CIA, degli Stati Uniti, di Brzezinski, questo polacco che è il consigliere speciale del presidente americano per la sicurezza nazionale. ([[Enver Hoxha]]) *Il Papa ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! ([[Daniele Luttazzi]]) *Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello [[Istituto per le opere di religione|Ior]] e nei [[Paul Marcinkus|Marcinkus]]. Ha investito nella [[politica]] dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. ([[Umberto Bossi]]) *Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io. ([[Lech Walesa]]) *Karol Wojtyła – Giovanni Paolo II, che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per Lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. ([[Benedetto XVI]]) *L'avvento di questo nuovo pontefice sarà certo importante per molti paesi d'Europa e del mondo; egli sosterrà l'imperialismo e si adopererà per ingannare il proletariato e i popoli. Quest'avvenimento avrà ripercussioni in Polonia, come pure in Cecoslovacchia, in Ungheria e in Francia, poiché la borghesia di questi paesi è contenta di vedere alla testa della Chiesa romana un cardinale non italiano. Dal canto loro, gli italiani, specie i democristiani e in generale tutta la borghesia di questo paese, tutti i partiti della borghesia e i cattolici, sono rimasti scioccati da quest'elezione, poiché l'attuale papa non è più un loro papa, il papa della Chiesa italiana, ma un papa di nazionalità polacca e al servizio degli Stati Uniti d'America... ([[Enver Hoxha]]) *''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Nuovo Testamento|Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». ([[Vittorio Messori]]) *La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". ([[Arrigo Levi]]) *L'arcivescovo di Cracovia, non ancora papa, rischiò di perdere l'aereo che l'avrebbe portato a Roma per il conclave, perché s'era messo a cercare il gatto che un'anziana signora aveva smarrito. Giovanni Paolo II ama gli [[animali]]. Dicono che abbia fatto venire a Roma il gatto ch'egli aveva a Cracovia. ([[Mario Canciani]]) *''Leit-motiv'' del Wojtyla-pensiero è la necessità di promuovere con tutti i mezzi la verità sull'uomo. ([[Angelo Montonati]]) *Lui ha accelerato [...] il corso della storia. E del comunismo, che resta un fenomeno storico senza precedenti, è stato veramente un degno e fiero avversario. Un avversario vittorioso. ([[Andrea Camilleri]]) *Nel carisma di Karol Wojtyla si annunciava l'unità spirituale dell'Europa. Egli aveva la fede e la forza del profeta. Il suo corpo e i suoi gesti, assieme alle parole, improvvisamente univano quello che si era divaricato con la prepotenza dell'ideologia. ([[Achille Silvestrini]]) *Nell'affrontare il problema capitale della trasformazione psicologica dello spettatore televisivo Giovanni Paolo II vede in essa un potenziale di comunicazione spirituale. ([[Derrick de Kerckhove]]) *Noi oggi vediamo tanti uomini che hanno responsabilità mondiali, mancare assai spesso ai loro impegni. Questo Papa ha fatto impallidire l'immagine di questi uomini. ([[Andrea Camilleri]]) *Non è detto che la minore efficienza fisica comporti minore pregnanza spirituale. La sofferenza ha una forza di esempio, di testimonianza, diversa ma ugualmente forte, che non ha in sé il pieno vigore. Pensiamo al Papa quand'era in ospedale: lo ha avvicinato ancora di più ai tanti che soffrono. L'età avanzata lo pone una condizione umana che conserva l'esperienza e la saggezza di un anziano. Ogni momento della vita ha un significato. ([[Achille Silvestrini]]) *Non ho mai condiviso le critiche laiciste al fatto che Papa Wojtyla abbia sempre riproposto senza compromessi verità per lui indiscutibili, su questioni (una ne nomino fra tante) come l'[[aborto]]. ([[Arrigo Levi]]) *Paolo e Giovanni Paolo II attraversano il mondo senza una spada; basta che essi diano testimonianza, questa è la loro arma più potente, e il successore di Pietro può sempre attingere nuova energia per questa testimonianza in una Chiesa consacrata a Maria. ([[Hans Urs von Balthasar]]) *Per me, l'attuale papa Giovanni Paolo II è il Medioevo più la televisione. ([[Jacques Le Goff]]) *Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche Giovanni Paolo II potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto [[Eluana Englaro]] di qualsiasi funzione che dona significato alla vita. [...] Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato. ([[Peter Popham]]) *Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa! ([[Diego Armando Maradona]]) *Solo nel 1965 il Concilio Vaticano II deplora l'errore della Chiesa nei riguardi di Galileo, ma passano quasi altri quindici anni perché papa Giovanni Paolo II istituisca una commissione pontificia e riconosca pubblicamente la grandezza di Galileo e le sofferenze a lui inflitte dagli organismi della Chiesa. [...] Comunque una riabilitazione ufficiale non c'è mai stata. ([[Margherita Hack]]) *Tanti giovani ammirano in Giovanni Paolo II soprattutto la dimensione profetica, sul tipo del profeta Gioele, che ha evidenziato nel terzo capitolo della sua profezia il tema del sogno degli anziani, della visione dei giovani. ([[James Francis Stafford]]) *''Un uomo venuto da molto lontano | stringeva il dolore e un libro nella mano. | Qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto | ma tutto il mondo gli è rimasto accanto. | Quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore, | la verità non muore.'' ([[Amedeo Minghi]]) *Una domanda, Santità: è vero che tempo fa Lei chiese ai figli di Allah di perdonare le Crociate fatte dai Suoi predecessori per riprendersi il Santo Sepolcro? Ah, sì? Ma loro Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'esserselo preso? Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'aver soggiogato per oltre sette secoli la cattolicissima penisola iberica, tutto il [[Portogallo]] e tre quarti della [[Spagna]], sicché se nel 1490 Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona non si fossero dati una mossa oggi parleremmo tutti arabo? [...] Santissimo Padre. In tutto rispetto lei mi ricorda i banchieri ebrei-tedeschi che, sperando di salvarsi, negli Anni Trenta prestavano il denaro a [[Adolf Hitler|Hitler]]. E che pochi anni dopo si ritrovarono nei forni crematori. ([[Oriana Fallaci]]) *Va riconosciuto che al cospetto di Karol Wojtyla persino il mondo dei non cattolici è stato obbligato, eccezion fatta per qualche residuo, a mettere in soffitta toni, argomenti e stilemi del tradizionale anticlericalismo e anzi ad emendarsi non senza qualche fatica e sofferenza da essi. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato il Papa del dialogo interreligioso, della mano tesa al modo ebraico e musulmano, del riconoscimento dei torti della propria parte. Qualcosa a ben pensarci di davvero atipico, unico nella Storia universale. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato un grande politico che ha contribuito a cambiare la storia d'Europa, anzi direi del mondo. Era un uomo di grandissima intelligenza, un uomo piacevolissimo, io l'ho frequentato in tutti i viaggi papali con l'aereo, sono stata nell'appartamento dove lui viveva in vaticano, conoscevo benissimo padre Stanislao Jan Dziwisz che ora è cardinale di Cracovia, che era il segretario di Wojtyla. Era una occasione irripetibile di essere vicino a uno dei grandi personaggi che in quel momento abitava nel mondo. ([[Lorenza Foschini]]) *Wojtyla vuole radicare l'identità cattolica dei poveri, innanzitutto e per lo più per combattere la deriva laica dei ricchi, e non per condurre un'azione effettiva di lotta alla povertà, per colmare il fossato materiale fra gli uni e gli altri. Oltre ogni migliore intenzione, il risultato è solo un invito a fare buon viso cristiano al cattivo gioco degli egoismi, messi indebitamente in conto al materialismo laico. ([[Paolo Flores d'Arcais]]) === [[Mehmet Ali Ağca]] === *Il papa vuole dire Solidarność, il risveglio nazionale polacco che poteva distruggere l'impero sovietico. *Il Cremlino e il KGB avevano deciso di uccidere il papa polacco se necessario. *Il papa era stato eletto anche con l'aiuto dell'America per distruggere l'impero sovietico. Questi sono piani della CIA, del Pentagono, della Casa Bianca, che non tutti sanno, ma io so. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Giovanni Paolo II ha rilanciato la fede, ma non solo quella cattolica. Ha fatto riflettere tutti sull'esistenza di qualcosa che trascende gli esseri umani, affascinando i laici e i credenti di qualunque denominazione. *I media avevano scritto che ero stato io a far eleggere Giovanni Paolo II, complottando col cardinale di Filadelfia Krol. Quella presunta notizia veniva da un rapporto fasullo del Kgb, diffuso per spargere la disinformazione su un tema che preoccupava molto Mosca. Era una tale fesseria, che quando vedevo il Papa ci scherzavamo sempre su. *Il comunismo significava vuoto materialistico, violenza politica e barbarie intellettuale. Wojtyla, invece, è stato il simbolo dei valori opposti: fede, dignità umana, spiritualità, libertà. Con la sua testimonianza ha sgretolato l'impero sovietico dall'interno. *Verrà ricordato come un faro che ha brillato in un periodo caratterizzato dal cinismo, il vuoto spirituale, e anche l'incertezza politica provocata dalla guerra fredda. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Giovanni Paolo II premiazione.jpg|thumb|Giovanni Paolo II con [[Michail Gorbačëv]]]] *Certo, lui usciva dalla sfera spirituale, a volte parlava come un politico. Ma più che del politico, direi, spesso ricopriva il ruolo del profeta. *Credo che questo Papa, che pure ha tratti di totale intransigenza, sia al fondo un politico realista. Richiamare l'attenzione del mondo sui suoi problemi più urgenti, improcrastinabili, è realismo e lungimiranza. Cosa ben diversa dal realismo di piccolo respiro dedicato a chiudere le falle e a risolvere meschini interessi di breve momento. La sua attenzione al Terzo Mondo, al debito che lo schiaccia in misura crescente, ne è la prova. *Dopo il 1989 ci siamo incontrati più volte e, ogni volta, ho avuto la conferma che l'uomo che avevo di fronte aveva una chiara consapevolezza della drammaticità delle sfide del mondo contemporaneo. Fin dal primo contatto provai fiducia, istintivamente. E credo che sia stata una comprensione reciproca. Certo siamo diversi, con percorsi di vita che più diversi non potrebbero essere, eppure - e questo non cessa di stupirmi - siamo giunti agli stessi approdi nel giudizio sull'uomo. Forse, chissà, in questa convergenza gioca il fatto che entrambi siamo uomini dell'Est. *Era privo di legami a queste o quelle ideologie o partiti. Predicava il rispetto verso l'Uomo, servendo la giustizia. *Io vedo in lui un umanista, che ha compreso a fondo, molto a fondo, le tragedie del comunismo, le ragioni della sua degenerazione. Ma anche un uomo che ha capito molto bene la realtà di un certo capitalismo, la sua brutalità, la sua vuotezza, il cui materialismo pratico non è affatto migliore del materialismo filosofico di una certa interpretazione del marxismo. *La sua critica dell'assenza di libertà individuali nel sistema politico sovietico fu giusta. Io stesso, che pure vi ero nato e cresciuto, ero giunto a conclusioni analoghe e, proprio per questo, mi ero impegnato a riformarlo. Ma c'è sempre, nelle parole di questo Papa, una sincerità e una coerenza che non si trovano in altri critici di quel comunismo: cioè Giovanni Paolo II denuncia la mancanza di libertà dovunque si manifesta, nel comunismo, ma anche nel capitalismo. Per questo è stato osteggiato e criticato dalle potentissime congreghe dei vincitori della guerra fredda. *Lui è stato, e rimane, una persona che è uscita anche al di fuori della sua propria missione spirituale. Non è stato fermato né dagli attentati contro di lui né dalle minacce. È stato sempre un fermo e convinto difensore delle idee dell'umanesimo. È stato un grande umanista. *Nella storia della Chiesa ci sono stati pochi Papi così longevi come Giovanni Paolo II, e così importanti: per avere attraversato un'intera epoca di eccezionali cambiamenti non da spettatori ma da protagonisti. *Sì, all'epoca Giovanni Paolo II aveva criticato spesso - e critica ancora oggi - il cosiddetto sistema comunista (anche se preferirei chiamarlo pseudocomunista, in quanto si è solo appropriato il nome) e il modello sociale antiumano che incarnava. Il Papa lo conosceva non per sentito dire: ci aveva vissuto. Ma questa presa di posizione non gli ha impedito di ricordare, ormai nei giorni nostri, che anche questo modello aveva aspetti positivi, inanzitutto sociali. *Sua Santità si schiera sempre per una soluzione politica, umana. Crede profondamente nella possibilità di una tale soluzione e io condivido pienamente questa fede. ===[[Hans Küng]]=== *Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all'esterno è in totale opposizione con la sua politica all'interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio. *Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l'esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare. *Ma il "Santo Subito" è stata un'esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni "spontanei" di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. È stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molti forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia. *Allo stesso modo, l'entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Ratzinger. ===[[Sandro Magister]]=== *Karol Wojtyla irrompe in questi anni '80 con il passo grave del più celebre papa della storia. Celebre, non celebrato. [...] Dopo quindici mesi di pontificato, papa Karol Wojtila non è più uno sconosciuto: eppure, più il mondo lo conosce, meno il mondo lo ama. *Una cosa sanno di Giovanni Paolo II i cardinali che eleggeranno il suo successore: che è irripetibile. *Wojtyla si segnala come interprete di prima grandezza della nuova fase dell'apertura a oriente della Chiesa, a superamento del capitolo meramente diplomatico. ===[[Gianluigi Nuzzi]]=== *Il 16 ottobre 1978 viene eletto papa il polacco Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Il santo padre recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull'indirizzo finanziario. *In realtà, Giovanni Paolo II segue le più delicate vicende che agitano la segreteria di Stato, dicastero chiave nell'organigramma vaticano e braccio operativo del santo padre. S'interessa alle inchieste che turbano i segreti dello Ior, come si è visto grazie ai report inviati negli anni Novanta da Caloia al segretario di Wojtyla, Stanislao Dziwisz, sulle vicende Enimont e sullo Ior parallelo, creatura di monsignor Donato de Bonis. Riceve quindi i dossier più riservati sui casi critici e indica le linee generali da seguire alla segreteria di Stato. Gestisce poi in prima persona un'enorme quantità di denaro sui finanziamenti alla Polonia di Solidarnosc. Denaro che costituisce il fondo personale del sommo pontefice e che proprio essendo di sua esclusiva competenza sfugge ai bilanci ufficiali che la Santa Sede diffonde ogni anno. *Se si sommano i 72,5 miliardi dello Ior ai 94,4 miliardi dell'Obolo di san Pietro, si scopre che Wojtyla nel 1994 può contare su una cassa personale per carità e opere di bene di 166,9 miliardi (121,3 milioni di euro). Ai quali andranno aggiunti negli anni i proventi della Centesimus annus pro pontefice, il fondo che raccoglie i frutti delle iniziative degli imprenditori cattolici. ===[[Fernando Vallejo]]=== *E quale sarà il papa a dover chiedere perdono in futuro per l'omofobia di Wojtyla e per l'infinità di bambini che sono nati per essere abbandonati o malati di AIDS a causa della sua ottusa opposizione alla pillola per l'interruzione di gravidanza e al preservativo in un mondo sovrappopolato? O per gli innumerevoli crimini della Puttana carnivora e bimillenaria contro il nostro prossimo, gli animali?<br />Sabato 2 aprile 2005, dopo mesi di malattia che hanno rotto il cazzo al Vaticano e tenuto col fiato sospeso il pianeta, finalmente è morto Wojtyla, il papa della riproduzione. *Giovanni Paolo II ha protetto [[Paul Marcinkus|Marcinkus]] e [[Michele Sindona|Sindona]], come avrebbe poi protetto il grande pedofilo messicano, padre [[Marcial Maciel]]. *Ha canonizzato quell'ipocrita cacciatore d'eredità e truffatore di vedove di [[Josemaría Escrivá de Balaguer|José Maria Escrivà de Balaguer]], fondatore della setta franchista dell'[[Opus Dei]] e più perverso e tenebroso lui da solo di tutta la Compagnia di Gesù messa assieme.<br />In Nicaragua ha demonizzato quella che definiva "la Chiesa popolare" e nel Salvador ha condannato il cardinale [[Oscar Romero]], le cui denunce contro gli squadroni della morte del suo Paese gli sarebbero costate la vita: un franco tiratore lo ammazzò con un colpo al cuore mentre celebrava una messa presso l'ospedale della Divina Provvidenza e nell'esatto momento dell'eucaristia. La sfilza delle vigliaccate di Wojtyla è infinita. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giovanni Paolo II, ''Il dialogo interreligioso nel magistero pontificio'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 1994. *Giovanni Paolo II, ''Insegnamenti di Giovanni Paolo II'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 2006. ISBN 8820978016 *Giovanni Paolo II, ''Trittico romano. Meditazioni'', Libreria Editrice Vaticana, 2003. ISBN 8820974517 *Giovanni Paolo II, ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-et-ratio.html Fides et ratio]'', Libreria Editrice Vaticana. *Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR, 1989. *Giovanni Paolo II, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Newton, Roma, 1994. ISBN 8879837591 *Giovanni Paolo II, ''Tertio Millennio Adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998. *Giovanni Paolo II, ''Il sapore del pane: poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Libreria Editrice Vaticana, 1979. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Redemptor hominis||(1979)}} {{Pedia|Dominum et vivificantem||(1986)}} {{Pedia|Redemptoris Mater (enciclica)|''Redemptoris Mater''|(1987)}} {{Pedia|Evangelium vitae||(1995)}} {{Pedia|Fides et ratio||(1998)}} {{Pedia|Trittico romano. Meditazioni||(2003)}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Giovanni Paolo 02}} [[Categoria:Papi]] [[Categoria:Filosofi polacchi]] [[Categoria:Mistici polacchi]] [[Categoria:Presbiteri polacchi]] [[Categoria:Santi polacchi]] [[Categoria:Teologi polacchi]] tf2dg06dhwhipgq5ir4j4b9rsub1h1i 1423005 1422971 2026-08-09T07:35:20Z Spinoziano 2297 annullo ultimo inserimento: poco significativa 1423005 wikitext text/x-wiki [[File:ADAMELLO - PAPA - Giovanni Paolo II - panoramio (cropped).jpg|miniatura|Giovanni Paolo II nel 1988]] '''Giovanni Paolo II''', al secolo '''Karol Józef Wojtyła''' (1920 – 2005), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni di papa Giovanni Paolo II== *A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei [[aborto|non nati]], cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere.<ref>Dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991.</ref> *A voi, [[Benevento|figli della terra campana]], nella quale si sono incrociate antiche e diverse civiltà: da quella sannita a quella romana, da quella longobarda a quella aragonese, si rivolge il mio pensiero, per esortarvi a conservare nel vostro animo l'eredità di quel nobile patrimonio spirituale e culturale, che tanto ha distinto il genio della vostra gente semplice, laboriosa, austera, umana e pia, ma anche fiera e gelosa delle proprie tradizioni storiche e religiose. La vostra presenza richiama alla mia mente anche i rapporti che, attraverso i secoli, sono fioriti tra la vostra terra e la mia Patria. Come è noto, il canonico camaldolese san Benedetto, nato a Benevento verso il 970-975, fu a capo del primo gruppo di missionari che si reco tra i popoli slavi e, in particolare, in Polonia, a predicare il Vangelo e impiantarvi la Chiesa di Cristo.<ref>[http://www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/g4n.htm Udienza al pellegrinaggio di Benevento, 10 agosto 1983]</ref> *Al di fuori della [[misericordia di Dio]] non c'è nessun'altra fonte di [[speranza]] per gli esseri umani.<ref>Dall'omelia per la dedicazione del Santuario della divina Misericordia, Kraków-Łagiewniki, 17 agosto 2002.</ref> *Chiunque, conoscendo l'Antico e il Nuovo Testamento, legga il [[Corano]], vede con chiarezza ''il processo di riduzione della Divina Rivelazione che in esso s'è compiuto''. È impossibile non notare l'allontanamento da ciò che Dio ha detto di Se stesso, prima nell'Antico Testamento per mezzo dei profeti, e poi in modo definitivo nel Nuovo per mezzo del Suo Figlio. Tutta questa ricchezza dell'autorivelazione di Dio, che costituisce il patrimonio dell'Antico e del Nuovo Testamento, nell'islamismo è stata di fatto accantonata.<br>Al Dio del Corano vengono dati nomi tra i più belli conosciuti dal linguaggio umano, ma in definitiva è un Dio al di fuori del mondo, un Dio che è ''soltanto Maestà, mai Emmanuele'', Dio-con noi. ''L'islamismo non è una religione di redenzione''. Non vi è spazio in esso per la Croce e la Risurrezione. Viene menzionato Gesù, ma solo come profeta in preparazione dell'ultimo profeta, Maometto. È ricordata anche Maria, Sua Madre verginale, ma è completamente assente il dramma della redenzione. Perciò non soltanto la teologia, ma anche l'antropologia dell'[[Islam]] è molto distante da quella cristiana.<br>Tuttavia, ''la religiosità dei mussulmani merita rispetto''. Non si può non ammirare, per esempio, la loro ''fedeltà alla preghiera''. L'immagine del credente in Allah che, senza badare al tempo e al luogo, cade in ginocchio e si immerge nella preghiera, rimane un modello per i confessori del vero Dio, in particolare per quei cristiani che, disertando le loro meravigliose cattedrali, pregano poco o non pregano per niente.<ref>Da ''Varcare la soglia della speranza'', Mondadori, Milano, 2020, [https://books.google.it/books?id=5ZLTDwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT105&dq=&pg=PT105#v=onepage&q&f=false pp. 105-106]. ISBN 9788852043536</ref> *[[Damiano de Veuster|Beato Damiano]], ti sei lasciato guidare dallo Spirito Santo, come un figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente. Con il tuo operato e la tua predicazione, ricordi che Gesù ha fatto sue la povertà e la sofferenza degli uomini, e che ne ha rivelato il valore misterioso. Intercedi presso Cristo, medico dei corpi e delle anime, per i nostri fratelli e sorelle malati, affinché, nell'angoscia e nel dolore, non si sentano abbandonati ma, uniti al Signore risorto e alla sua Chiesa, scoprano che lo Spirito Santo discende su di loro e possano ottenere così la consolazione promessa agli afflitti.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950604_beatificaz-bruxelles.html Beatificazione del Servo di Dio Damiano De Veuster, Missionario della Congregazione dei Sacri Cuori - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 4 giugno 1995.</ref> *[[Benevento]]! È città legata per secoli al papato da molteplici vincoli di carattere religioso e civile, che affondano le radici nella storia. Dall'alto ho potuto ammirare la verde conca in cui sorge la vostra bella città, circondata da monti e da boschi. All'interno della Regione campana, nel cuore del Sannio storico, Benevento, lungi dal chiudersi in se stessa, è rimasta sempre aperta e disponibile ai contatti con le altre popolazioni della penisola e anche con le genti al di là del mare: la grande via romana – la "regina viarum" – che passava da qui, apriva le porte verso l'Oriente. Città di duchi e di signori, con i suoi monumenti essa ricorda la grandezza civile e religiosa che l'ha distinta nei secoli. Il suo è un nome augurale, che le fu dato dalla Roma pagana in sostituzione di "Maleventum"; ma il vigore più vero le è venuto dalla nuova Roma, quella cristiana, che le ha trasmesso la "buona novella" del Vangelo. Città di Benevento, io auspico che il tuo passato di rinomanza civile e di impegno religioso divenga ancora, per quanti oggi ti abitano, forza propulsiva per costruire un avvenire di autentico progresso!<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *Ecco l'antica [[Reggio Calabria|Reggio]], le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i due grandi bronzi di Riace.<br> La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee: la greca, la romana, e la cristiana.<br>Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l'Apostolo delle genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la città di Reggio Calabria.<br>Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha dovuto subire.<br>Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l'avete ricostruita più grande e più bella.<br>Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con l'azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall'altra parte dello stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti Peloritani e con l'Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.[...]<br>Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico!<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/october/documents/hf_jp-ii_spe_19841007_cittadinanza-reggio-calabria.html Discorso di Giovanni Paolo II alla cittadinanza di Reggio Calabria]'', ''vatican.va'', 7 ottobre 1984.</ref> *Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a [[guerra|uccidere]], prima delle [[armi]], è il cuore dell'uomo.<ref>Dal messaggio del 1981 agli scienziati riuniti nella prima sessione dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari; citato in [[Antonino Zichichi]], ''Galilei divin uomo'', Ed. Il Saggiatore, Milano 2001, ISBN 88-428-0943-8</ref> *Dal punto di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio" (età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo "utilitaristico" (capacità lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorità di accesso ai [[trapianto|trapianti]] ci si dovrà, piuttosto, ''attenere a valutazioni immunologiche e cliniche''. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.<ref name=tra>Da ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/jul-sep/documents/hf_jp-ii_spe_20000829_transplants_it.html Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II al 18° Congresso Internazionale della società dei trapianti]'', ''vatican.va'', 29 agosto 2000.</ref> *Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004; citato in ''[http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/09/27/Politica/CIAMPI-IN-CAMPIGLIO-CITA-IL-PAPA-SEMO-ROMANI-E-DAMOSE-DA-FA_093959.php Ciampi: in Campidoglio cita il Papa, semo romani e damose da fa']'', ''Adnkronos'', 27 settembre 2005.</ref> *Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i [[cristiano (religione)|Cristiani]] oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva.<ref>Da ''L'Osservatore Romano'', 7 febbraio 1981.</ref> *Dottore dell'amore, san [[Francesco di Sales]] ha valorizzato incessantemente la fonte viva dell'alleanza di Dio con gli uomini: Dio ci ama, Dio ci accompagna in ogni momento della nostra vita, con un amore paziente e fedele; Dio infonde in noi il suo desiderio di ciò che è buono, un'attrazione verso ciò che è bello e vero.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1986/documents/hf_jp-ii_hom_19861007_annency-francia_it.html omelia] del 7 ottobre 1986.</ref> *{{NDR|La [[misericordia]]}} è la dimensione indispensabile dell'amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione nei confronti della realtà del male che è nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua nel suo cuore e può farlo perire nella Geenna (''Mt'' 10 , 28).<ref>Dall'enciclica ''Dives in Misericordia'', V, 7; in ''La Civiltà Cattolica'', ed. 3127-3132, 1980, [http://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA576 p. 576].</ref> *Attraverso il dialogo facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi: poiché mentre ci apriamo l'un l'altro nel dialogo, ci apriamo anche a Dio.<ref>Estratto del Discorso ai membri delle altre religioni, Madras, 5 febbraio 1986, n. 4: Insegnamenti IX/1, 1986, pp. 322s., come citato nell'[http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_09091998.html ''Udienza generale del 9 settembre 1998''].</ref> *Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i [[Immigrazione|migranti]] e i [[Rifugiato|rifugiati]], significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto ''il diritto a non emigrare'', a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.<ref>Da ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration/documents/hf_jp-ii_mes_20031223_world-migration-day-2004.pdf Messaggio per la 90ª giornata mondiale del migrante e del rifugiato]'', ''vatican.va'' 15 dicembre 2003.</ref> *E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella [[Maria|Madre di Cristo]] e della [[Chiesa cattolica|Chiesa]], ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di [[Dio]] e con l'aiuto degli uomini.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978; citato in [[Angelo Montonati]], in ''Introduzione a "Parole sull'uomo"''.</ref> *Ecco, sta davanti a noi l'uomo, il nostro Beato, Edoardo Giuseppe Rosaz, il cui cuore il Padre del nostro Signore Gesù Cristo "ha illuminato con la sua luce". Egli a questa luce divina si è aperto pienamente. Ha fatto tutto perché questa luce salvifica lo penetrasse e trasformasse interiormente. Grazie a ciò, camminò guidato dalla speranza di questa chiamata diventata "caparra della nostra eredità" in Gesù Cristo. Monsignor Rosaz è stato l'uomo di questa speranza soprannaturale che non delude.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1991/documents/hf_jp-ii_hom_19910714_beatificazione-rosaz_it.html Omelia] per la beatificazione di [[Edoardo Giuseppe Rosaz|Monsignor Rosaz]], 14 luglio 1991.</ref> *Ella {{NDR|[[Adrienne von Speyr]]}} aveva una predilezione per "il discepolo che Gesù amava" {{NDR|[[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni apostolo]]}} e lo vedeva come l'ultimo e il più profondo interprete del mistero di Gesù, dell'amore del Padre per il mondo, del ruolo dello Spirito Santo di introduttore perfetto nella luce piena della Rivelazione del Padre e del Figlio. Adrienne ha penetrato molto vivamente la profonda comunione di fede e di cuore tra la Madre di Gesù e il solo apostolo rimasto con lei ai piedi della croce. Ella vi vedeva l'origine verginale della Chiesa, di quella Chiesa che doveva essere affidata a Pietro. Che questa spiritualità, intensamente vissuta, da Adrienne von Speyr, vi aiuti a incarnare sempre meglio la vostra preoccupazione di vita evangelica ed ecclesiale nelle realtà del mondo contemporaneo.<ref>Dal discorso ai partecipanti del convegno sulla missione ecclesiale di Adrienne von Speyr, 28 settembre 1985; citato in Marcello Paradiso, ''Il blu e il giallo. Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr: un'avventura spirituale'', Effatà Editrice, Cantalupa, 2009, [http://books.google.it/books?id=XAZHNJXs9jYC&pg=PA4 p. 4]. ISBN 978-88-7402-511-4</ref> *Fu proprio la barbarie registrata nei confronti della dignità umana che portò l'Organizzazione delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] a formulare, appena tre anni dopo la sua costituzione, quella [[Dichiarazione universale dei diritti umani|Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo]] che resta una delle più alte espressioni della coscienza umana nel nostro tempo.<ref>Dal ''Discorso all'Assemblea Generale dell'ONU'', 5 ottobre 1995.</ref> *Ho già accennato alla tradizione: che cosa significa ed implica questa parola qui a Napoli? Essa è certamente evocativa di una storia antichissima, che risale alla prima "{{sic|Palèpoli}}": dico la vicenda plurisecolare di una Città che ha visto fiorire al suo interno, come nella circostante [[Campania|Regione Campana]], diverse culture e filosofie, le arti e le lettere, la musica e il canto, all'insegna di una civiltà, a cui il mondo riguarda tuttora ammirato. Ma voi capite benissimo come, dicendo tradizione, io qui intenda soprattutto quella tradizione religiosa cristiana, che ci è stata mirabilmente attestata fin dall'approdo dell'[[Paolo di Tarso|Apostolo Paolo]] nell'adiacente golfo di Pozzuoli, mentre era in viaggio verso Roma. Stando anzi all'esplicita testimonianza degli [[Atti degli Apostoli]] (At 28,14), egli trovò alcuni "fratelli" e, dietro loro richiesta, vi sostò sette giorni. Proprio l'accertata presenza di cristiani agli inizi degli anni Sessanta della nostra era, e la legittima deduzione che non poté certo essere sterile di frutti spirituali la permanenza del "Dottore delle Genti" in mezzo a loro, sono fatti che mi spingono a definire come letteralmente e autenticamente "apostolica" la vostra fede, a cui poi l'ininterrotto contatto con la [[Chiesa cattolica|Chiesa di Roma]], nel corso dei secoli, ha conferito ulteriore sviluppo e compatta saldezza. [[Napoli]] non ha conosciuto mai distacchi e lacerazioni nella sua professione cristiana.<ref name=Apostolo>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_people-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II alla popolazione napoletana]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *I [[trapianto|trapianti]] sono una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo. La medicina dei trapianti si rivela, pertanto, strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell'arte medica, il servizio alla vita umana. Per questo, nella Lettera Enciclica Evangelium vitae ho ricordato che, tra i gesti che concorrono ad alimentare un'autentica cultura della vita "merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza".<ref name=tra/> *Il ministero ordinario ha una sua "profondità" e in tale profondità trova il suo vero significato: non si tratta soltanto, attraverso le attività varie e molteplici del ministero, di essere l'animatore o il coordinatore della comunità, ma in misura maggiore si tratta di rappresentare sacramentalmente, nella comunità e per essa, il Cristo, capo della Chiesa e suo corpo.<ref>Dal discorso ai vescovi del Belgio in visita in Vaticano; citato in ''Libero'', 23 novembre 2003, p. 7.</ref> *Il riconoscimento della dignità singolare della persona umana ha un'ulteriore conseguenza di fondo: gli organi vitali singoli non possono essere [[trapianto|prelevati]] che ex cadavere, cioè dal corpo di un individuo certamente morto. Questa esigenza è di immediata evidenza, giacché comportarsi altrimenti significherebbe causare intenzionalmente la morte del donatore prelevando i suoi organi.<ref name=tra/> *In definitiva, la [[pace e guerra|pace]] si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo – opera di giustizia è la pace –, mentre la [[pace e guerra|guerra]] nasce dalla violazione di questi diritti e porta con sé ancor più gravi violazioni di essi.<ref>Dall'enciclica ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_04031979_redemptor-hominis.html Redemptor hominis]'', n. 17.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte cerebrale]]}} In questa prospettiva, si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte sopra menzionato, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica. Di conseguenza, l'operatore sanitario, che abbia la responsabilità professionale di un tale accertamento, può basarsi su di essi per raggiungere, caso per caso, quel grado di sicurezza nel giudizio etico che la dottrina morale qualifica col termine di "certezza morale", certezza necessaria e sufficiente per poter agire in maniera eticamente corretta. Solo in presenza di tale certezza sarà, pertanto, moralmente legittimo attivare le necessarie procedure tecniche per arrivare all'espianto degli organi da trapiantare, previo consenso informato del donatore o dei suoi legittimi rappresentanti.<ref name=tra/> *Io e i miei connazionali dobbiamo un grande ringraziamento ai nostri fratelli di [[Benevento]], più maturi nella fede, dopo quasi un millennio di fede portata qui direttamente dagli apostoli.<ref>Da [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1990/july/documents/hf_jp-ii_spe_19900702_cittadinanza-benevento_it.html Incontro con la cittadinanza di Benvento, 2 luglio 1990].</ref> *L'[[adulterio]] "nel cuore" viene commesso non soltanto perché l'uomo "guarda" {{NDR|per desiderare}} [...] la donna che non è sua moglie, ma ''appunto perché guarda così una donna''. Anche se guardasse in questo modo la donna ''che è sua moglie'' commetterebbe lo stesso adulterio "nel cuore".<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19801008_it.html Udienza generale] dell'8 ottobre 1980.</ref> *L'[[amore]] è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Familiaris Consortio'', 22 novembre 1981.</ref> *L'uomo non può da se stesso decidere ciò che è [[bontà e cattiveria|buono]] e ciò che è [[bontà e cattiveria|cattivo]] [...] La [[coscienza morale|coscienza]] non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo... La sua pretesa di diventare fonte autonoma ed esclusiva nel decidere il bene e il male [...] è la vera bestemmia [...], è rifiuto dello Spirito Santo.<ref>Dall'enciclica ''Dominum et vivificantem'', 1986.</ref> *La Chiesa è chiamata a manifestare nuovamente a tutti, con un più chiaro e fermo convincimento, la sua volontà di promuovere con ogni mezzo e di difendere contro ogni insidia la vita umana, in qualsiasi condizione e stadio di sviluppo si trovi. Per questo la Chiesa condanna come grave offesa alla dignità umana e della giustizia tutte quelle attività dei governi o di altre autorità pubbliche, che tentano di limitare in qualsiasi modo al libertà dei coniugi nel decidere dei figli. Di conseguenza qualsiasi violenza esercitata da tali autorità in favore della [[contraccezione]] e persino della sterilizzazione e dell'aborto procurato è del tutto da condannare e da respingere con forza. Allo stesso modo è da esecrare come gravemente ingiusto il fatto che nelle relazioni internazionali l'aiuto economico concesso per la promozione dei popoli venga condizionato a programmi di contraccezione, sterilizzazione e aborto procurato.<ref>Da ''Familiaris consortio'' del 1981.</ref> *La libertà non consiste nel fare ciò che piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve.<ref>Dall'[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951008_baltimore.html omelia] per la celebrazione eucaristica all'"Oriole Park at Catmden Yards", 8 ottobre 1995.</ref> *{{NDR|In occasione del conferimento del Premio Paolo VI a [[Hans Urs von Balthasar|Balthasar]]}} La passione per la teologia, che ha sostenuto il suo impegno di riflessione sulle opere dei padri, dei teologi e dei mistici, ottiene oggi un importante riconoscimento. Egli ha messo le sue vaste conoscenze al servizio di un "intellectus fidei", che fosse capace di mostrare all'uomo contemporaneo lo splendore del vero che promana da Gesù Cristo.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/june/documents/hf_jp-ii_spe_19840623_premio-paolo-vi_it.html discorso] del 23 giugno 1984.</ref> *La paura nasce dovunque Dio muore nella coscienza degli essere umani. Ognuno sa, sebbene oscuramente e con timore, che dovunque Dio muore nella coscienza della persona umana, lì segue inevitabilmente la morte dell'uomo, ch'è immagine di Dio.<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_19841208_xviii-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 1985.</ref> *La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell'adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere [[Salvo D'Acquisto]], medaglia d'oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010226_carabinieri-roma_it.html Discorso ai Militari dell'Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma]'', 26 febbraio 2001.</ref> *La [vera] [[Scienza]] nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente.<ref>Da un messaggio alla World Federation of Scientists; citato in [[Antonino Zichichi]], ''L'irresistibile fascino del tempo'', Net, 2002, p. 22. ISBN 88-515-2004-6</ref> *La [...] vicenda umana del beato [[Giacinto Giordano Ansalone|Giordano]], spesa tutta instancabilmente per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, è una ulteriore conferma della ben nota affermazione di [[Tertulliano]]: "semen est sanguis Christianorum" [...]. Coloro che uccisero il beato Giordano credettero di eliminarne il ricordo [...]. Ma egli, vivendo eternamente in Dio, continua ad essere una guida ed un esempio, per quanti ancora cercano Dio e la verità, nell'ambito delle religioni non cristiane e per quanti, segnati dal Battesimo, debbono nel loro pellegrinaggio terreno, giorno dopo giorno, rendere pubblicamente ragione della loro speranza cristiana [...]. La sanguinosa e gloriosa testimonianza resa dal beato Giordano Ansalone e dai suoi compagni Martiri [...] deve ricordare al cristiani di oggi [...] che la coerente testimonianza evangelica è una componente fondamentale dell'esser cristiani, e che i fedeli [...] devono essere autentici [[Missionario|missionari]], non solo nella generosa disponibilità a seguire la chiamata di Dio per l'evangelizzazione di terre lontane, ma altresì nell'impegno continuo, quotidiano per la realizzazione di tutte le esigenze, che il Vangelo di Gesù comporta nella vita personale, familiare, professionale, sociale.<ref>Dal ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1982/march/documents/hf_jp-ii_spe_19820327_pellegrinaggio-agrigento.html Discorso di Giovanni Paolo II ad un pellegrinaggio della Diocesi di Agrigento]'', 27 marzo 1982.</ref> *La vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell'itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. È un bene dell'umanità stessa.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_31031985_dilecti-amici_it.html Lettera Apostolica ''Dilecti Amici''], 1, 31 marzo 1985.</ref> *Le donne hanno il diritto di esigere che la loro dignità venga rispettata. Allo stesso tempo, esse hanno il dovere di lavorare per la promozione della dignità di tutte le persone, degli uomini come delle donne.<ref>Dalla ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121994_xxviii-world-day-for-peace_it.html Messaggio per la XXVIII giornata della Pace]'', Vaticano, 8 dicembre 1994.</ref> *{{NDR|Sul [[genocidio armeno]]}} Lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo, e il successivo annientamento di migliaia di persone sotto il regime totalitario, sono tragedie ancora vive nel ricordo della generazione attuale.<ref>Dalla dichiarazione congiunta con [[Karekin II]], 27 settembre 2001; riportato in ''[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2001/september/documents/hf_jp-ii_spe_20010927_decl-jp-ii-karekin-ii.html Vatican.va]''.</ref> *Nell'[[uomo]] c'è un "alito di vita", che proviene dal "soffiare" di Dio stesso. Nell'uomo c'è un soffio o spirito che assomiglia al soffio o spirito di Dio.<br />Quando il [[Libro della Genesi]], al capitolo 2, parla della creazione degli [[animale|animali]] (''Gen'' 2, 19), non accenna a una relazione così stretta col soffio di Dio. Dal capitolo precedente sappiamo che l'uomo è stato creato "a immagine e somiglianza di Dio" (''Gen'' 1, 26-27).<br />Altri testi, tuttavia, ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l'hanno ricevuto da Dio. Sotto questo aspetto l'uomo, uscito dalle mani di Dio, appare solidale con tutti gli esseri viventi. Così il [[Salmi|Salmo]] 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore: "Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono" (''Sal'' 104, 27-28). Poi il Salmista aggiunge: "Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della terra" (''Sal'' 104, 29-30).<ref>Dall'udienza generale del 10 gennaio 1990; riportato in ''[https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19900110.html Vatican.va]''.</ref> *Napoli è una città ricca di storia, che spazia per circa tre millenni, fin dagli albori della civiltà greca all'inserimento fecondo e ormai più che secolare nella unificata compagine della Nazione italiana; è città ricca di vita, che pulsa ardente e vigorosa nell'intelligenza, nel dinamismo e nella ben nota, solare inventiva dei suoi figli; è città agitata da profonde speranze verso un avvenire pacifico, rispondente ai postulati fondamentali della giustizia e della dignità dell'uomo.<br>Ma [...] la Metropoli partenopea è anche una comunità che ha le sue sofferenze nascoste o palesi, inerenti a problemi gravi e urgenti, la cui mancata soluzione comporta diffusi disagi e profondi drammi umani.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1979/october/documents/hf_jp-ii_spe_19791021_arrival-napoli.html Discorso di Giovanni Paolo II all'arrivo a Napoli]'', ''vatican.va'', 21 ottobre 1979.</ref> *Napoli [...] merita questo interesse speciale; Napoli esige una diretta sollecitudine; Napoli ha bisogno di sperare: parlo della speranza nel suo vivere, nel suo futuro; parlo della speranza anche in senso umano e civile, la quale – come già il binomio giustizia e carità – è indissociabile dalla speranza più alta che arride, nella luce di Dio, alla vita cristiana.<br>Coraggio, dunque, fratelli ed amici di Napoli! Voglio essere io il primo a sperare, augurandomi, augurandovi che, con l'aiuto del Signore provvidente, con lo sforzo coordinato e volenteroso dei buoni, nella fedeltà a tutta prova ai valori cristiani, possa profilarsi sull'orizzonte di questa Città fascinosa un periodo di più rigoglioso sviluppo per un futuro lieto e sereno, in tutto degno del suo grande passato.<ref name=Apostolo /> *Nella Santa [[Eucarestia]], siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia.<ref>Discorso durante la [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800601_montmartre-paris_it.html visita] al Sacro Cuore di Montmarte, Parigi, 1 giugno 1980.</ref> *Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!<ref>Dall'''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato_it.html Omelia per l'inizio del pontificato]'', 22 ottobre 1978.</ref> *Non c'è [[pace]] senza [[giustizia]], non c'è giustizia senza [[perdono]].<ref>Dal messaggio per la celebrazione della [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_20011211_xxxv-world-day-for-peace_it.html Giornata Mondiale della Pace], 1° gennaio 2002.</ref> *Non c'è [[speranza]] senza [[paura]], e paura senza speranza.<ref>Da ''La bottega dell'orefice'', 1960; citato in Elena Spagnol, ''Citazioni'', Garzanti, 2003.</ref> *Non è cambiato infatti il disegno di Dio, che ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione all'amore e alla [[famiglia]]. Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo, dono di Cristo morto e risorto. E nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2004/february/documents/hf_jp-ii_spe_20040226_clergy-rome_it.html incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma], 26 febbraio 2004.</ref> *Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra [[lingua italiana]]. Se mi sbaglio, mi ''[[Correzione|corrigerete]]''.<ref>Dal ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781016_primo-saluto_it.html Primo saluto e prima benedizione ai fedeli]'', 16 ottobre 1978.</ref> *"[['O sole mio|O sole mio]]". È un sole profondamente inciso nella storia. Napoli, "Neapolis", canta il sole, Napoli canta il Cristo.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1990/november/documents/hf_jp-ii_spe_19901110_giovani-napoli.html Incontro di Giovanni Paolo II con i giovani nello stadio San Paolo]'', ''vatican.va'', 10 novembre 1990.</ref> *Ogni autentica [[preghiera]] è suscitata dallo Spirito Santo, il quale è misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo.<ref>Da ''Insegnamenti'', IX/2 1986.</ref> *Però io non muoio del tutto, quel che in me è imperituro permane.<ref>Da ''Trittico romano. Meditazioni''.</ref> *Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [cfr. ''Lc'' 22, 32], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle [[donna|donne]] l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.<ref>Dalla lettera apostolica ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_22051994_ordinatio-sacerdotalis_it.html Ordinatio Sacerdotalis]'', 22 maggio 1994.</ref> *Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre [[Giovanni Paolo I]] ha parlato ai partecipanti all'udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l'ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro.<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1978/documents/hf_jp-ii_aud_19781025_it.html Udienza generale] del 25 ottobre 1978.</ref> *Quando si parla di prove dell'[[esistenza di Dio]], dobbiamo sottolineare che non si tratta di prove d'ordine scientifico-sperimentale. Le prove scientifiche, nel senso moderno della parola, valgono solo per le cose percettibili ai sensi, giacché solo su queste possono esercitarsi gli strumenti di indagine e di verifica, di cui la scienza si serve. Volere una prova scientifica di Dio, significherebbe abbassare Dio al rango degli esseri del nostro mondo, e quindi sbagliarsi già metodologicamente su quello che Dio è. La scienza deve riconoscere i suoi limiti e la sua impotenza a raggiungere l'esistenza di Dio: essa non può né affermare, né negare questa esistenza. Da ciò non deve tuttavia trarsi la conclusione che gli scienziati siano incapaci di trovare, nei loro studi scientifici, motivi validi per ammettere l'esistenza di Dio. Se la scienza, come tale, non può raggiungere Dio, lo scienziato, che possiede un'intelligenza il cui oggetto non è limitato alle cose sensibili, può scoprire nel mondo le ragioni per affermare un essere che lo supera. Molti scienziati hanno fatto e fanno questa scoperta.<ref>Udienza generale del [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1985/documents/hf_jp-ii_aud_19850710.html 10 luglio 1985].</ref> *Quante volte le persone molto ricche non sono felici, perché non hanno saputo attingere all'altra sorgente, all'altra dimensione della ricchezza. Questa dimensione spirituale dove entra Cristo che ci dimostra, che, pur essendo povero, arricchisce tutti.<ref>Dal discorso ''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1992/december/documents/hf_jp-ii_spe_19921213_par-s-ugo_it.html Ai giovani della Parrocchia di Sant'Ugo Vescovo]'', Roma, 13 dicembre 1992.</ref> *Qui a Münster vivete nei luoghi in cui [[Maria Euthymia Üffing|Suor Maria Euthymia]], delle Suore della Misericordia, ha operato ed è stata sepolta e che sono meta di pellegrinaggio di schiere di persone bisognose di aiuto. Nei luoghi in apparenza poco visibili del suo servizio pieno di abnegazione, questa semplice religiosa ha mostrato in modo esemplare per molti, come una vita ispirata dalla fede e dal Vangelo abbia una forza in grado di cambiare il mondo. La forza della sua imitazione di Cristo era tale che dalla sua vicinanza i prigionieri di guerra a lei affidati traevano la sensazione di sentirsi protetti nella propria casa. L'amore vince l'odio.<ref>Dalla visita a Münster, 1° maggio 1987; citato in ''[https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-uffing_it.html Maria Euthymia Üffing]'', ''vatican.va''.</ref> *[[Ricchezza|Ricco]] non è colui che possiede, ma colui che [[Dare|dà]], colui che è capace di dare.<ref>Dall'Esortazione Apostolica ''Redemptionis Donum'', Libreria Editrice Vaticana, 25 marzo 1984.</ref> *[[Leopoldo da Castelnuovo|San Leopoldo]] non ha lasciato opere teologiche o letterarie, non ha affascinato con la sua cultura, non ha fondato opere sociali. Per tutti quelli che lo conobbero, egli altro non fu che un povero frate: piccolo, malaticcio. La sua grandezza è altrove: nell'immolarsi, nel donarsi, giorno dopo giorno, per tutto il tempo della sua vita sacerdotale, cioè per 52 anni, nel silenzio, nella riservatezza, nell'umiltà di una celletta-confessionale: "il buon pastore offre la vita per le pecore". Fra Leopoldo era sempre lì, pronto e sorridente, prudente e modesto, confidente discreto e padre fedele delle anime, maestro rispettoso e consigliere spirituale comprensivo e paziente.<br>Se si volesse definirlo con una parola sola, come durante la sua vita facevano i suoi penitenti e confratelli, allora egli è "il confessore"; egli sapeva solo "confessare". Eppure proprio in questo sta la sua grandezza. In questo suo scomparire per far posto al vero Pastore delle anime.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831016_leopoldo-da-castelnovo.html Canonizzazione di Padre Leopoldo da Castelnovo - Omelia di Giovanni Paolo II]'', ''vatican.va'', 16 ottobre 1983.</ref> *Se Satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo regno, ciò è permesso dalla divina Provvidenza che con potenza e bontà ("fortiter et suaviter") dirige la storia dell'uomo e del mondo. Se l'azione di Satana certamente causa molti danni - di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica - ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l'uomo e tutta la creazione, il Bene.<ref>Udienza generale del 20 agosto 1986. Come citato in Andrea Lomonaco, ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-03/quaresima-parole-papi-diavolo-demonio.html Le parole dei Papi sul diavolo, nemico astuto che esiste davvero]'', Vatican News, 3 marzo 2024</ref> *{{NDR|Agli [[ebrei]]}} Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori.<ref>Dall'incontro in sinagoga con [[Elio Toaff]] del 13 aprile 1986; citato in ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-01/fratelli-maggiori-giornata-ebrei-cristiani-dialogo-papi.html Ai nostri fratelli maggiori]'', ''vaticannews.va'', 17 gennaio 2021.</ref> *Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.<ref>Dalla poesia ''Meditazioni sulla morte'', IV, 3, 1975.</ref> *Sul volto di [[Padre Pio da Pietrelcina|Padre Pio]] risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle "stimmate", mostrava l'intima connessione tra morte e [[risurrezione]], che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari [[carisma|doni]] che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore.<ref>Dall'[http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_02051999_padre-pio.html omelia] per la beatificazione di Padre Pio da Pietralcina, 2 maggio 1999.</ref> *Tra i "Dottori della Chiesa" [[Teresa di Lisieux|Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo]] è la più giovane, ma il suo cammino spirituale è così maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono così vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.<ref>Dalla [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19101997_it.html omelia] per la proclamazione della santa a Dottore della Chiesa.</ref> *Tutta la grandezza del [[lavoro]] è dentro l'uomo.<ref>Da ''Il sapore del pane''.</ref> *Un primo accento è da porre sul fatto che ogni intervento di [[trapianto]] d'organo, come già in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all'origine una decisione di grande valore etico: "la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un'altra persona". Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d'amore. Non si dona semplicemente qualcosa di proprio, si dona qualcosa di sé, dal momento che "in forza della sua unione sostanziale con un'anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni..., ma è parte costitutiva della persona, che attraverso di esso si manifesta e si esprime".<ref name=tra/> *Uomo del silenzio, egli spandeva attorno a sé un alone di spiritualità e di forte richiamo all'assoluto. Denominato dalla gente con l'affettuoso appellativo di "Frate Silenzio", [[Nicola da Gesturi]] si presentava con un atteggiamento che era più eloquente delle parole: liberato dal superfluo ed alla ricerca dell'essenziale, non si lasciava distrarre dalle cose inutili o dannose, volendo essere testimonianza della presenza del Verbo Incarnato accanto ad ogni uomo.<br>In un mondo troppo spesso saturo di parole e povero di valori, c'è bisogno di uomini e di donne che, come il beato Nicola da Gesturi, sottolineino l'urgenza di recuperare la capacità del silenzio e dell'ascolto, affinché tutta la vita divenga un "cantico" di lode a Dio e di servizio verso i fratelli.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1999/documents/hf_jp-ii_hom_03101999_beatifications.html Omelia]'', ''vatican.va'', 3 ottobre 1999.</ref> *Violentare le coscienze è un grave danno fatto all'uomo. È il più doloroso colpo inferto alla dignità umana. È, in un certo senso, peggiore dell'infliggere la morte fisica, dell'uccidere.<ref>Dall'[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1982/documents/hf_jp-ii_ang_19820110.html Angelus] del 10 gennaio 1982.</ref> *Sono venuto per esprimervi la mia affezione e la mia stima per la vostra antica città {{NDR|[[Alatri]]}}, a cui sovrasta la famosa Acropoli, che già formò l'orgoglio del fiero popolo degli Ernici, e oggi costituisce una rara testimonianza della più perfetta costruzione ciclopica conservata in Italia.<ref>Dal [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1984/september/documents/hf_jp-ii_spe_19840902_arrivo-alatri_it.html discorso] durante la visita pastorale ad Alatri, 2 settembre 1984.</ref> *È una giornata storica, questa odierna, per la pur storica città e diocesi di Alatri, che sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull'orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di [[Ciociaria]].<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840902_fedeli-ciociaria_it.html Omelia della Messa per i fedeli della Ciociaria], durante la visita pastorale ad Alatri.</ref> *[...] non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro!<ref>Dall'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/september/documents/hf_jp-ii_spe_19850922_giovani-palasport_it.html incontro con i giovani di Genova], 22 settembre 1985. Ripetuta e parafrasata nell'[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1985/october/documents/hf_jp-ii_spe_19851020_giovani-cagliari_it.html incontro con i giovani della Sardegna], 20 ottobre 1985.</ref> *{{NDR|[[Zefirino Agostini]]}} pur tra innumerevoli difficoltà, non si perse mai d'animo. Egli ci viene presentato oggi come umile e saldo testimone del Vangelo nel fecondo periodo della Chiesa veronese del secondo Ottocento. Salda fu la sua fede, efficace la sua azione caritativa e ardente lo spirito sacerdotale che lo contraddistinse.<br>L'amore del Signore lo sospinse nel suo apostolato rivolto ai più poveri, ed in particolare all'educazione cristiana delle fanciulle, specialmente più bisognose. Egli aveva ben compreso l'importanza della donna quale protagonista del risanamento della società, nei suoi ruoli di educatrice ai valori della libertà, dell'onestà e della carità.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1998/documents/hf_jp-ii_hom_25101998_beat.pdf Santa messa per la beatificazione di quattro servi di Dio]'', ''vatican.va'', 25 ottobre 1998.</ref> *Signor Direttore, gentili Signori e Signore, ben volentieri ho accolto l'invito, nel corso di questa mia visita a Cesena, di vedere ed ammirare la famosa ed antica [[Biblioteca Malatestiana]], nella quale ora noi ci troviamo, gloria e splendore non solo della vostra Città, ma anche, nel suo genere, di quel periodo così ricco di fermenti innovativi e di fervore artistico-culturale, quale fu l'Umanesimo italiano nel Quattrocento. Abbiamo qui di fronte ai nostri occhi un monumento ed un ricordo, di detto periodo, estremamente suggestivo.<ref>Dal discorso pronunciato nella Biblioteca Malatestiana, 9 maggio 1986; citato in ''Il Papa in Romagna: documenti e testimonianze sulla visita pastorale di S. S. Giovanni Paolo II'', a cura di Gian Michele Fusconi, Diocesi di Romagna, Rocca San Casciano, 1986.</ref> *Ti ringrazio, [[Benevento]], per questa giornata che abbiamo passato insieme, la tua giornata, giornata della Madre delle Grazie! Ti ringrazio, Benevento, per la tua accoglienza, per la tua presenza, per la tua preghiera, per i tuoi canti! Ti ringrazio, Benevento, di cuore! E direi ancora: Benevento, ti ringrazio per questo vento che ci ha portato il tramonto della giornata! Ti auguro di rimanere sempre fedele alla tua grande eredità cristiana trasmessa dagli apostoli, dai martiri, come san Bartolomeo, san Gennaro. Ti ringrazio di rimanere sempre nella Grazia del Signore, per l'intercessione della tua e nostra Madre. E, alla fine: Benevento, ti auguro anche le buone vacanze!<ref>[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900702_benevento_it.html Celebrazione eucaristica nello stadio cittadino di Benevento, 1990].</ref> *Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio. (1° aprile 2005)<ref>Dal [http://www.vatican.va/gpII/bulletin/B0179-XX.01.pdf bollettino] sulle condizioni del Papa del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede [[Joaquín Navarro-Valls]], ore 11.30, 2 aprile 2005. Il riferimento è probabilmente ai migliaia di giovani "incontrati in tutto il mondo lungo il percorso" pontificio e alla loro presenza in Piazza San Pietro nelle sue ultime ore.</ref> {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1979/documents/hf_jp-ii_let_19790302_arciv-praga.html Lettera all'arcivescovo di Praga per il 250° centenario della canonizzazione di Giovanni Nepomuceno]''|Lettera inviata il 2 marzo 1979 dal Vaticano; citato in ''vatican.va''.}} *Se ora vogliamo considerare brevemente la nobile figura del Santo {{NDR|[[Giovanni Nepomuceno]]}}, la storia ce lo presenta prima come dedito allo studio e alla preparazione al sacerdozio: consapevole com'era che, secondo l'espressione di San Paolo, sarebbe stato trasformato in altro Cristo, egli trasformò l'anima in tempio casto dello spirito. Con uguale pietà fu parroco di San Gallo, nella città di Praga; poi canonico; poi Vicario Generale. In questo ufficio, che lo rendeva in qualche modo corresponsabile del governo della sua chiesa, egli trovò il suo martirio e insieme la sua gloria. E poiché egli, più che altri, difese i diritti e la legittima libertà della Chiesa di fronte ai voleri del Re Venceslao IV, più degli altri si attirò l'ira del monarca. Questi partecipò personalmente alla sua tortura, che ne causò la morte; poi lo fece gettare dal ponte nel fiume Moldava. Così le sue acque furono santificate dal corpo e sangue del Martire e divennero il suo primo sepolcro. Ciò avvenne la notte del 20 marzo 1393. La luce di quella notte si diffuse in tutto il mondo, e dura ancora, vivissima. *La figura grandiosa di San Giovanni, venerabile Fratello, ha esempi e doni per tutti. Ma poiché egli fu sacerdote, parroco e Vicario Generale, sembra naturale che per primi i sacerdoti debbano bere alla sua fontana. È vero, il modello dei modelli è Gesù, a cui la voce del Padre rimanda, ma anche i [[Santo|Santi]] sono nostri modelli, avendo amato Dio sopra ogni cosa. Ebbene, San Giovanni incarna in sé sia l'ideale del conoscitore dei Misteri di Dio, teso come fu alla perfezione delle virtù, allo studio, alla disciplina; sia del parroco, che santifica i suoi fedeli con l'esempio della sua vita e con lo zelo delle anime; sia del Vicario Generale, scrupoloso esecutore dei suoi doveri in armonia con la volontà del suo Arcivescovo nello spirito dell'ubbidienza ecclesiale. *Le vocazioni maturano poi nei [[Seminario|seminari]]. Qui si insegna la sacra Dottrina; qui i futuri messaggeri della Buona Novella l'assimilano; qui si accende la fiamma della loro devozione, si fortifica il loro carattere e si tempra la loro indole. Dai seminari devono uscire uomini di Dio dei quali il nostro tempo ha bisogno, apostoli di Cristo il quale venne per rendere testimonianza alla verità e alla carità. Il seminario è il cuore della diocesi e la speranza della Chiesa. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/may/documents/hf_jp-ii_spe_19800506_nairobi-diplomatici.html Al corpo diplomatico accreditato a Nairobi]''|Discorso pronunciato il 6 maggio 1980 a Nairobi; citato in ''vatican.va''.}} *Molte situazioni e problemi africani che richiedono la nostra attenzione oggi non sono differenti da quelli che coinvolgono altre nazioni e continenti nel mondo. Altri invece sono tipicamente africani nel senso che gli elementi dei problemi e le risorse disponibili per la loro soluzione – risorse naturali e specialmente umane – sono esclusive di questo continente. In ciò vi è un fattore supremo che deve essere tenuto presente nella mente. È la vera identità dell'africano, della persona africana, dell'uomo e della donna africana. *La verità sull'individuo africano deve essere vista, prima di tutto e principalmente, nella sua dignità come persona umana. *La storia testimonia come il continente africano ha sempre conosciuto un forte senso comunitario nei differenti gruppi che costituiscono la sua struttura sociale: ciò è particolarmente vero per la famiglia dove vi è una forte coesione e solidarietà. E quale migliore prospettiva potrà essere trovata nella necessità di una pacifica soluzione di conflitti e difficoltà – un modo che sia all'altezza della dignità umana – della innata propensione al dialogo, del desiderio di spiegare le differenti visioni nella conversazione alla quale l'africano si rivolge così facilmente e che egli porta avanti con tanta naturale grazia? *In Africa, in passato, molte nazioni hanno conosciuto l'amministrazione coloniale. Pur non negando i vari traguardi raggiunti da queste amministrazioni, il mondo gode per il fatto che questo periodo sta ormai nella sua fase finale. I popoli dell'Africa, con poche penose eccezioni, stanno assumendo piena responsabilità politica per il loro proprio destino ed io saluto qui particolarmente il recente raggiungimento dell'indipendenza dello Zimbabwe. Ma non si può ignorare il fatto che altre forme di dipendenza sono ancora una realtà o almeno una minaccia. *La discriminazione razziale è un male, a prescindere da come, da chi e perché è praticata. *Un largo numero di persone sono state costrette per varie ragioni a lasciare il loro paese amato ed i luoghi dove avevano le loro radici. Talvolta questo è dovuto a motivi politici, altre volte per sfuggire alla violenza ed alla guerra, oppure per le conseguenze di disastri naturali, o per il clima ostile. La comunità africana e la comunità del mondo non può cessare di interessarsi alla condizione dei [[Rifugiato|rifugiati]] e alle terribili sofferenze cui molti di essi sono assoggettati per lungo tempo. Questi rifugiati veramente hanno un diritto alla libertà ed a vivere una vita degna della dignità umana. Essi non devono essere privati del godimento dei loro diritti, tantomeno quando fattori esterni al loro controllo li hanno costretti a divenire stranieri senza una patria. *Faccio appello alle autorità delle nazioni di cui i rifugiati sono costretti ad attraversare i confini, perché li ricevano con cordiale ospitalità. Faccio appello alla comunità internazionale perché il peso non sia portato soltanto da quelle nazioni nelle quali i rifugiati si sistemano temporaneamente, ma di mettere i necessari aiuti a disposizione dei governi interessati e delle appropriate organizzazioni internazionali. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1980/documents/hf_jp-ii_hom_19800622_proclamazione-beati.html Santa Messa per la proclamazione di cinque nuovi beati]''|Omelia pronunciata il 22 giugno 1980 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Un instancabile e geniale missionario è [[José de Anchieta|José De Anchieta]] [...]. Ama con immenso affetto i suoi fratelli "brasis", partecipa alla loro vita, si immerge nei loro costumi e si convince che la loro conversione alla fede deve essere preparata, aiutata e consolidata da un appropriato lavoro di civilizzazione per la promozione umana. Il suo ardente zelo lo muove a intraprendere innumerevoli viaggi, coprendo immense distanze, in mezzo a grandi pericoli. Ma la predicazione continua, la mortificazione costante, la fervente carità, la bontà paterna, la comunione intima con Dio, la devozione filiale alla Vergine santissima – che egli celebra in un lungo poema di eleganti versi latini – dà a questo grande figlio di sant'Ignazio una forza sovrumana, specialmente quando deve difendere i suoi fratelli indigeni dalle ingiustizie dei colonizzatori. *Nato da una povera famiglia di contadini e allevatori, [[Pedro de San José de Bethencourt|Pedro De Betancur]] ha nella sua vita un solo obiettivo: portare il messaggio cristiano nelle "Indie occidentali". A 23 anni lascia il suo paese e giunge in Guatemala, malato, povero, solo e sconosciuto, convertendosi nell'apostolo degli schiavi negri, degli indios sottoposti a lavori inumani, degli emigranti, senza lavoro e senza sicurezza, dei bambini abbandonati. Fratel Pedro, animato dalla carità di Cristo, si fece tutto a tutti, in particolare per i piccoli vagabondi di tutte le razze e colori, in favore dei quali fonda una scuola. [...] Il Bambino di Betlemme, in nome del quale fonda la congregazione Betlemita fu il tema assiduo della meditazione del beato, il quale seppe scoprire nei poveri il volto di "Gesù bambino": per questo li amò con una delicata tenerezza, il cui ricordo rimane vivo in Guatemala. *[...] [[Maria dell'Incarnazione Guyart|Maria dell'Incarnazione]] unisce in sé, in modo ammirevole, la contemplazione e l'azione. In lei la donna cristiana si è realizzata pienamente e con un raro equilibrio, nei diversi stati della vita: sposa, madre, vedova, direttrice di impresa, religiosa, mistica, missionaria, e questo sempre nella fedeltà a Cristo, sempre in stretta unione con Dio. *[[François de Montmorency-Laval|Francesco de Montmorency-Laval]], nobile figlio della Francia, animato anche lui del carisma missionario, avrebbe potuto aspirare alle carriere umane più promettenti, ma preferì corrispondere generosamente all'invito di Cristo che l'invitava ad annunciare il Vangelo in paesi lontani. Eletto vicario apostolico nella "Nuova Francia", rivestito dal carisma episcopale, si stabilisce a Quebec, e si dà con un infaticabile zelo all'espansione del regno di Dio realizzando la figura ideale del Vescovo [...]. *[...] dolce, fragile ma forte figura di giovane donna che morì a soli ventiquattro anni di età: [[Kateri Tekakwitha]], il "giglio dei Mohawks", la vergine irochese che nel diciassettesimo secolo nel nord America fu la prima a rinnovare le meraviglie di santità di [[Scolastica da Norcia|santa Scolastica]], [[Gertrude di Helfta|santa Gertrude]], [[Caterina da Siena|santa Caterina da Siena]], [[Angela Merici|santa Angela Merici]] e [[Rosa da Lima|santa Rosa da Lima]], precedendo lungo il sentiero dell'amore, la sua grande sorella spirituale, [[Teresa di Lisieux|Teresa del Bambino Gesù]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1982/documents/hf_jp-ii_hom_19821031_canonizzazioni.html Canonizzazione di Margherita Bourgeoys e Giovanna Delanoue]''|Omelia pronunciata il 31 ottobre 1982 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Se [[Marguerite Bourgeoys|Margherita]] si lancia allora in una vita missionaria, che sarà una "vita in viaggio" che gravita precisamente attorno alla "Ville-Marie" del nuovo mondo canadese, ella non fa che imitare la [[Maria|Vergine]] della [[Visitazione della Beata Vergine Maria|Visitazione]] che portava ad [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]] e a [[Giovanni Battista]], alla madre e al figlio, con i servizi umani della sua carità, il dono divino che recava in sé, per santificarli. *Per "santa Margherita Bourgeoys", si ricorderà soprattutto il suo contributo originale alla promozione delle famiglie, bambini, futuri sposi, genitori. Lei che a Montreal è stata chiamata la "Madre della Colonia", avrebbe potuto dire come [[Paolo di Tarso|san Paolo]]: "Con voi, noi siamo stati pieni di dolcezza, come una madre che circonda di cure i suoi figli. Avendo per voi un tale affetto, vorremmo darvi non solamente il Vangelo di Dio, ma tutto ciò che noi siamo.<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Tessalonicesi]]'': «Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari».</ref> *In breve, ciò che molti si sforzano di realizzare oggi con metodi, istituzioni, associazioni adatte al nostro tempo, per un'educazione valida, per la preparazione al matrimonio cristiano, per un'opera di sostegno e di consiglio alle famiglie, sembra trovarsi in germe, sotto altri modi, nello spirito e nelle iniziative di Margherita Bourgeoys. *Infine, mentre proclamiamo la santità di [[Jeanne Delanoue|Giovanna Delanoue]], è importante cercare di comprendere il segreto spirituale della sua devozione senza pari. Non sembra che il suo temperamento la spingesse verso i poveri per sentimentalismo o per pietà. Ma lo Spirito Santo le fa vedere Cristo in questi poveri, Cristo Bambino nei loro bambini – aveva verso di lui una devozione particolare –, Cristo Amico dei poveri, Cristo stesso umiliato e crocifisso. E con Cristo, voleva mostrare ai poveri la tenerezza del Padre. A questo Dio ella ricorreva con audacia di bambino, attendendosi tutto da lui, dalla sua Provvidenza, nome che designerà le sue case e la sua fondazione all'origine: la Congregazione di sant'Anna della Provvidenza. *Giovanna Delanoue molto in fretta ha imparato non solamente l'eroicità delle virtù evangeliche, quelle del [[Discorso della Montagna|Discorso della montagna]], ma anche una profonda contemplazione delle persone divine, con segni mistici della più alta unione con Dio, per la via unitiva, bruciante d'amore per Gesù "suo Sposo". È proprio lì che prendono la loro ispirazione e il compimento la "follìa" della sua carità, l'audacia delle sue iniziative. La Chiesa si guardi bene dal dimenticarlo: come in questa fine del XVII secolo e inizio del XVIII, non ci sarà oggi una vera riforma né movimenti fecondi senza un'autentica corrente mistica. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1983/documents/hf_jp-ii_hom_19831030_tre-beati.html Beatificazione dei Servi di Dio Giacomo Cusmano, Domenico Iturrate Zubero e Geremia de Valacchia]''|Omelia pronunciata il 30 ottobre 1983 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'Amore di Dio verso tutto il creato trova la sua particolarissima espressione nella [[Santo|santificazione]] dell'uomo. *La vicenda di [[Zaccheo]] appare lo specchio di un'autentica conversione evangelica: egli infatti, accogliendo il Signore in casa e riparando le concussioni fatte nel suo lavoro, dà un mirabile esempio di amore verso Dio e verso i fratelli. *{{NDR|[[Giacomo Cusmano]]}} per sanare le piaghe della povertà e della miseria che affliggevano tanta parte della popolazione a causa di ricorrenti carestie ed epidemie, ma anche di una sperequazione sociale, scelse la via della carità: amore di Dio che si traduceva nell'amore effettivo verso i fratelli e nel dono di sé ai più bisognosi e sofferenti in un servizio spinto sino al sacrificio eroico. [...] La sua opera, come tutte le opere di Dio, incontrò difficoltà che misero a dura prova la sua volontà, ma con la sua immensa fiducia in Dio e con la sua invitta fortezza di animo superò ogni ostacolo [...]. Le sue regole e le sue lettere spirituali sono documenti di una sapienza ascetica in cui si accordano fortezza e soavità. [...] Questo magnifico "Servo dei poveri" si spense nell'esercizio di una carità che andava sempre più divampando sino a toccare vertici eroici. Essendo scoppiato un nuovo colera a Palermo, egli si adoperò senza pari per essere vicino, in tutti i momenti, ai suoi poveri. *{{NDR|[[Domenico del Santissimo Sacramento|Domenico Zubero]]}} Come religioso trinitario, fece in modo di vivere secondo le due grandi direttive della spiritualità del suo ordine: il mistero della Santissima Trinità e l'opera della Redenzione, che in lui si fece esperienza di viva carità. E in quanto sacerdote, ebbe una chiara immagine della sua identità di "mediatore tra Dio e gli uomini", o "rappresentante del Sacerdote eterno, Cristo". Tutto ciò lo portava a vivere ogni Eucaristia come un atto di immolazione personale, unito alla Vittima Suprema, in favore degli uomini. *Con la sua testimonianza di fedeltà alla chiamata interiore e di risposta generosa ad essa, [[Domenico del Santissimo Sacramento|Padre Domenico]] mostra ai nostri giorni un cammino da seguire: quello di una fedeltà ecclesiale che plasma l'identità interiore e che conduce alla santità. *Il Beato [[Geremia da Valacchia]] venendo dalla Romania in Italia, riallacciò nella sua vicenda storica Oriente e Occidente, lanciando un emblematico ponte tra i popoli e tra le Chiese cristiane. Sorgente inesauribile della sua vita interiore era la preghiera, che lo faceva crescere ogni giorno nell'amore per il Padre e per i fratelli. *Rivolgendomi a voi Romeni nella vostra lingua, mi compiaccio che abbiate chiesto di mettere sul candelabro questa lampada ardente. Voi avete scoperto il suo messaggio e vi siete uniti intorno alla sua figura, che sintetizza ed esprime la vostra tradizione cristiana e le vostre aspirazioni. Nella vostra storia bimillenaria, pur ricca di tanti valori di fede, [[Geremia da Valacchia]] è il primo romeno che ascende ufficialmente agli onori degli altari. Egli che nella sua vita realizzò una sintesi armoniosa tra la Patria naturale e quella adottiva, contribuisca ora, proclamato "beato", a promuovere la pace tra le nazioni e l'unità dei cristiani, additandone col suo esempio la strada maestra: la carità operosa per i fratelli. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1984/documents/hf_jp-ii_hom_19840311_canonizzazione-frassinetti.html Solenne rito di canonizzazione della Beata Paola Frassinetti]''|Omelia pronunciata l'11 marzo 1984 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *I [[Santo|santi]] sono il frutto maturo della Redenzione di Cristo. *È stato detto che, per distinguere se un'opera sia cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della croce redentrice. Ora la croce di Cristo distese ampiamente la sua ombra o, meglio, la sua luce sull'intera vita e su tutte le opere della santa {{NDR|[[Paola Frassinetti (santa)|Paola Frassinetti]]}}. Ella infatti era convinta che chi vuole iniziare un cammino di perfezione non può rinunciare alla croce, alla mortificazione, all'umiliazione e alla sofferenza, che assimilano il cristiano al modello divino che è il ''Crocifisso''. Nella sua fervorosa immolazione per la salvezza di tutte le anime, ella riteneva che, a confronto dei patimenti di Cristo, ciò che uno può soffrire è nulla. La croce non solo non la spaventava, ma era per lei la molla potente che la muoveva, la fonte segreta da cui scaturiva la sua insonne attività e il suo coraggio indomito. *La forza interiore che la conduceva a vivere così integralmente la "follia" della croce va ricercata nella tenera devozione al [[Sacro Cuore di Gesù|Cuore di Gesù Cristo]]. Con la sua sensibilità autenticamente apostolica, la santa percepiva che nessuno può svolgere vero apostolato se non ha impresse nel proprio cuore le stigmate di Cristo, se non è operante in lui quell'ineffabile intreccio di amore e di dolore che è compendiato nel cuore sacratissimo di Gesù. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19850202_ana-de-los-angeles.html Beatificazione di Ana de los Angeles]''|Omelia pronunciata il 2 febbraio 1985 ad Arequipa (Perù); citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Ana Monteagudo]]}} ha realizzato nella sua vita il programma [[Ordine dei frati predicatori|domenicano]] della luce, della verità, dell'amore e della vita, concentrato nella famosa frase: "Contemplare e trasmettere ciò che si è contemplato". Suor Ana de los Angeles realizzò questo programma con un'intensa, austera e radicale attività nella vita monastica, secondo lo stile dell'ordine di San Domenico, nella contemplazione del mistero di Cristo, della verità e nella conoscenza di Dio. *{{NDR|Ana Monteagudo}} Fu maestra spirituale e fedele esecutrice delle norme della Chiesa che chiedevano con urgenza la riforma dei monasteri. Sapeva accogliere tutti quelli che le si rivolgevano, insegnando loro i sentieri del perdono e della vita di grazia. La sua presenza nascosta si fece notare oltre le mura del suo convento, con la fama della sua santità. Aiutò con il suo consiglio e la sua orazione i vescovi e i sacerdoti; accompagnava i viandanti, i pellegrini che giungevano a lei, con la sua preghiera. *Imitando la carità e il senso ecclesiale della sua patrona, [[Caterina da Siena]], [[Ana Monteagudo|Ana]] ebbe un cuore mite e umilmente aperto alle necessità di tutti, specialmente dei più poveri. Tutti hanno trovato in lei un amore vero. I poveri e gli umili trovarono vera accoglienza; i ricchi comprensione che non tralasciava l'esigenza della conversione; i pastori trovarono preghiera e consiglio; gli infermi, sollievo; i tristi, consolazione; i viandanti, ospitalità; i perseguitati, perdono; i moribondi, la preghiera ardente. *La [[Santo|santità]] dell'uomo è opera di Dio. Non sarà mai sufficiente manifestargli gratitudine per quest'opera. Quando veneriamo le sue opere, le opere di Dio, veneriamo e adoriamo soprattutto lui stesso, Dio santissimo. E tra tutte le opere di Dio la più grande è la santità di una creatura, ''la santità dell'uomo''. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19851006_beatificazione-tre-gesuiti.pdf Solenne concelebrazione per la beatificazione dei Servi Di Dio Diego Luis De San Vitores, José Maria Rubio e Francisco Gárate]''|Omelia pronunciata il 6 ottobre 1985 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Diego Luis de San Vitores]]}} La vita di questo nuovo beato si caratterizzò per una totale disponibilità ad accorrere là dove Dio lo chiamava. Egli parla in tono attuale e urgente ai missionari di oggi sull'atteggiamento aperto e preparato per rispondere alle esigenze del mandato: "Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura" (''[[Vangelo secondo Marco|Mc]]'' 16, 15).<br>Giovani che mi ascoltate, o che riceverete questo messaggio: aprite il vostro cuore al Signore che sta alla porta e chiama (cf. ''[[Apocalisse di Giovanni|Ap]]'' 3, 20). Siate generosi come il giovane Diego, che lasciando tutto si fece pellegrino e missionario in terre lontane per dare testimonianza dell'amore di Dio per gli uomini. *{{NDR|Su [[José María Rubio y Peralta|José María Rubio]]}} La sua vita di fedele seguace di Cristo ci insegna che è l'atteggiamento docile e umile nei confronti dell'operare di Dio ciò che fa progredire il cristiano sul cammino della perfezione e lo converte in uno strumento di salvezza. *{{NDR|Su José María Rubio}} Il suo dialogo assiduo con Cristo, soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, e la sua devozione al Sacro Cuore lo portarono all'intimità con il Signore e ai suoi stessi sentimenti (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 2, 5 ss.). Nell'esemplare traiettoria della sua vita, questo illustre figlio di [[Ignazio di Loyola|Sant'Ignazio]] si presenta all'uomo d'oggi come un autentico "alter Christus", un sacerdote che guarda il popolo dal punto di vista di Dio e che per far ciò ha la virtù di comunicare al prossimo qualcosa che è riservato a coloro che vivono in Cristo. *Il messaggio di santità che il ''fratello [[Francisco Gárate|Francisco Gárate Aranguren]]'' ci ha inviato è semplice e chiaro, come fu semplice la sua vita di religioso sacrificato nella portineria di un centro universitario di Duesto. Fin dalla giovinezza Francisco ''spalancò il suo cuore a Cristo'' che batteva alla sua porta invitandolo ad essere suo seguace fedele, suo amico. Come la Vergine Maria, che amò teneramente come madre, rispose con generosità e fiducia senza limiti, alla chiamata della grazia. *[[Francisco Gárate|Fratello Gárate]] visse la sua consacrazione religiosa come apertura radicale a Dio, al cui servizio e gloria si offrì (cf. ''[[Lumen gentium]]'', 44) e da cui riceveva ispirazione e forza per dare testimonianza di una grande bontà con tutti. [...] Costui ci dà una testimonianza concreta e attuale del valore della ''vita interiore'' come ''anima di ogni forma di apostolato'' oltre che della consacrazione religiosa. In verità quando ci si sta offrendo a Dio e si concentra in lui la propria vita, i frutti apostolici non si fanno aspettare. Dalla portineria di una casa di studi, questo fratello coadiutore gesuita rese presente la bontà di Dio mediante la ''forza evangelizzatrice del suo servizio silenzioso e umile''. ===Dal viaggio in India 1986=== *Il servizio evangelico ai più poveri dei poveri compiuto da [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] ha dato al mondo una stimolante lezione di compassione e di amore autentico nei confronti del nostro prossimo che è nel bisogno. Questa carità e questo sacrificio di sé, è una sfida per il mondo, un mondo ormai troppo avvezzo all'egoismo e all'edonismo, avido di denaro, di prestigio e di potere. (''Calcutta'', 4 febbraio 1986) *In India, e in molti altri luoghi del mondo, vi sono milioni di poveri, ed essi condividono la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] perché Cristo sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *L'accumulo dei beni materiali non è il fine ultimo della vita. ''La vera liberazione dell'uomo sarà raggiunta solo'', così come lo sarà l'eliminazione di tutto ciò che si oppone alla dignità umana, ''quando la visione spirituale dell'uomo sarà tenuta in considerazione e perseguita''. (''Delhi'', 2 febbraio 1986) *L'uomo è un essere ''transitorio''. È in questo pellegrinaggio della vita, ''la religione aiuta l'uomo a vivere in modo tale da raggiungere il proprio fine''. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non cessa mai di proclamare la verità che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia. È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli. (''Bombay'', 9 febbraio 1986) *La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non esclude nessuno dalla propria compassione e amorevole servizio. Come una buona madre, essa ama tutti: bambini, handicappati, coloro che soffrono nello spirito, e coloro che riconoscono i propri peccati e così provano attraverso di essa il contatto risanatore di Cristo. (''Trivandrum'', 8 febbraio 1986) *La croce della povertà, la croce della fame, la croce di ogni altra sofferenza possono essere trasformate, perché la [[Croce cristiana|Croce di Cristo]] è divenuta una luce nel nostro mondo. Essa è ''una luce di speranza edi salvezza''. Essa ''dà significato'' a tutte le sofferenze umane. (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La ''missione di evangelizzazione della [[Chiesa cattolica|Chiesa]]'' comprende un'energica e sostenuta ''azione a favore della giustizia, della pace e dello sviluppo umano integrale''. Non adempiere a questi compiti significherebbe venir meno all'opera di evangelizzazione; sarebbe tradire l'esempio di Gesù che venne «per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18); sarebbe in realtà un rifiuto delle conseguenze dell'Incarnazione, nella quale «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). (''Delhi'', 1 febbraio 1986) *La nostra [[dignità]] umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore. (''Calcutta 3 febbraio 1986'') *La stabilità, felicità e tranquillità delle vostre famiglie dipendono in larga misura dal vostro rapporto di preghiera con Dio. *{{NDR|Ai [[genitori]]}} La vita umana sulla terra è un pellegrinaggio. Noi tutti siamo consapevoli di ''essere di passaggio nel mondo''. (''Vasai'', 9 febbraio 1986) {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1987/documents/hf_jp-ii_hom_19871004_nuovi-beati.html Rito di beatificazione dei giovani laici Marcel Callo, Antonia Mesina e Pierina Morosini]''|Omelia pronunciata il 4 ottobre 1987 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Marcel Callo]]}} ''non è arrivato da solo'' alla perfezione evangelica. Una famiglia modesta, profondamente cristiana, ve l'ha condotto. Gli scouts e poi la JOC hanno proseguito l'opera. Nutrito dalla preghiera, dai sacramenti e da un'azione apostolica pensata secondo la pedagogia di questi movimenti, Marcel ha costruito la Chiesa con i suoi fratelli, i giovani lavoratori cristiani. È nella Chiesa che si diventa cristiani, ed è con la Chiesa che si costruisce un'umanità nuova.<br>Marcel ''non è arrivato subito'' alla perfezione evangelica. Ricco di qualità e di buona volontà, ha a lungo lottato contro la tentazione del mondo, contro se stesso, contro il peso delle cose e della gente. Ma, pienamente disponibile alla grazia, si è lasciato progressivamente condurre dal Signore, fino al martirio.<br>Le difficoltà hanno maturato il suo amore personale per Cristo. *Sì, Marcel ha incontrato la Croce. In Francia prima. Poi – strappato all'affetto della sua famiglia e di una fidanzata che amava teneramente e castamente – in Germania, dove rifondò la JOC con alcuni amici, molti dei quali morti per essere testimoni del Signore Gesù. Inseguito dalla Gestapo, Marcel è andato fino in fondo. Come il Signore, ha amato i suoi fino all'estremo e la sua vita è diventata eucarestia.<br>Raggiunta la gioia eterna di Dio, testimonia come la fede cristiana non separi la terra dal cielo. Il [[Cielo e terra|cielo]] si prepara sulla [[Cielo e terra|terra]] nell'amore e nella giustizia. Quando si ama si è già "beati". *Cresciuta in un ambiente di alta ''vita spirituale incarnata nella famiglia'', la [[Pierina Morosini|Beata Morosini]] ha seguito Cristo povero ed umile nella cura quotidiana dei numerosi fratelli. Avendo scoperto che "poteva farsi santa anche senza andare in convento", si è aperta con amore alla ''vita parrocchiale'', all'Azione Cattolica ed all'apostolato vocazionale. La preghiera personale, la partecipazione quotidiana alla santa Messa e la direzione spirituale l'hanno portata a capire la volontà di Dio e le attese dei fratelli, a maturare la decisione di consacrarsi privatamente al Signore nel mondo.<br>Per dieci anni ha vissuto le difficoltà e le gioie di ''lavoratrice in un cotonificio'' della zona, facendo i turni e spostandosi sempre a piedi. Le colleghe testimoniano la sua fedeltà al lavoro, la sua affabilità unita al riserbo, la stima che godeva come donna e come credente. Proprio nel tragitto verso casa, trent'anni fa, si è consumato il suo martirio, estrema conseguenza della sua coerenza cristiana. ''I suoi passi però non si sono fermati'', ma continuano a segnare un sentiero luminoso per quanti avvertono il fascino delle sfide evangeliche. *Il suo martirio è anzitutto il punto di arrivo di una dedizione umile e gioiosa alla vita della sua numerosa famiglia: è stato il suo sì costante al servizio nascosto in casa che l'ha preparata ad un sì totale.<br>Sin da piccola – erano gli anni del primo dopoguerra – [[Antonia Mesina|Antonia]] ha sperimentato la durezza della sua terra e la generosità della sua gente; guidata dai genitori, dalla maestra e dal parroco si è aperta con coraggio ai ''valori della vita e della fede''; in particolare alla scuola della Gioventù Femminile di Azione Cattolica ha posto in profondità le radici umane e cristiane del suo desiderio di purezza e di donazione.<br>E a solo sedici primavere si è trovata a vivere il suo sì eroico alla ''beatitudine della purezza'', difesa fino al sacrificio supremo.<br>Il fascio di legna raccolto per fare il pane nel forno di casa, quel giorno di maggio del 1935, rimane sui monti accanto al suo corpo straziato da decine e decine di colpi di pietra. Quel giorno si accende un altro fuoco e si prepara un altro pane per una famiglia molto più grande. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19880925_sei-beati.html Solenne beatificazione di sei servi di Dio: Miguel Pro, Giuseppe Benedetto Dusmet, Francesco Faà Di Bruno, Junípero Serra, Frédéric Janssoone e María Josefa Naval Girbés]''|Omelia pronunciata il 25 settembre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Francesco Faà di Bruno]]}} Munito di chiara intuizione pratica e sensibile alle tensioni e ai problemi del momento, egli seppe trovare risposte positive alle esigenze dei suoi tempi, resistendo alle tentazioni della fretta, del semplicismo culturale, degli interessi personali. Curvo sui libri, impegnato in cattedra o intento ad alleviare nei modi più diversi le sofferenze dei poveri, il beato ebbe come stella polare della sua fervida attività un grande amore per Dio, che egli costantemente alimentava con l'esercizio della preghiera e della contemplazione. *Dall'amore per Dio scaturiva quell'amore per il "prossimo", che spinse Francesco Faà di Bruno sulla strada dei poveri, degli umili, degli indifesi, facendone un gigante della fede e della carità. Nacque così tutta una serie di opere e di attività assistenziali di cui non è facile fare l'elenco. Anche in campo scientifico egli seppe portare la sua coerente testimonianza di credente, in un periodo in cui la dedizione alla scienza sembrava incompatibile con un serio impegno di fede. *La Chiesa intona un canto di giubilo e lode a Cristo per la beatificazione di [[Josefa Naval Girbés]], vergine secolare che dedicò la sua vita all'apostolato nel suo paese natale, Algemesi, dell'arcidiocesi di Valencia, Spagna. Donna semplice e docile al soffio dello Spirito, raggiunse nella sua lunga vita l'apice della perfezione cristiana, dedita al servizio del prossimo nei tempi per nulla facili del XIX secolo, durante i quali visse e sviluppò la sua intensa attività apostolica. *Cosciente del fatto che, come più tardi avrebbe affermato il [[Concilio Vaticano II]], "la vocazione è, per sua natura, anche vocazione all'apostolato" (''[[Apostolicam Actuositatem]]'', 2), [[Josefa Naval Girbés|Josefa]] si è fatta tutta a tutti, come l'apostolo [[Paolo di Tarso|san Paolo]], per salvare tutti (cf. ''[[Prima lettera ai Corinzi|1 Cor]]'' 9, 22). Da ciò l'impronta incancellabile lasciata nell'esercizio della sua carità. Assisteva con cura i moribondi, aiutandoli a morire in grazia di Dio. L'attenzione eroica a coloro che erano colpiti dall'epidemia di colera nel 1885, è uno dei più espressivi esempi della carità di questa anima prediletta. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1988/documents/hf_jp-ii_hom_19881016_tre-beati.html Tre nuovi beati nel X anniversario dell'elezione al pontificato]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1988 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Mantenne ferma la professione di fede, con esemplare fortezza e generosità, il beato [[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria Silvestrelli]], quando, in un difficile e contrastato periodo storico per la vita ecclesiale di questa città di Roma, volle e seppe, nonostante le opposizioni della famiglia e le resistenze della società politica del suo tempo, dedicarsi a Dio, abbracciando la vita religiosa del passionista, cioè del fedele discepolo e devoto del Crocefisso e dell'Addolorata.<br>Egli ebbe fiducia nell'opera della grazia, quando i problemi della salute parvero intralciare i suoi passi. Poté scoprire, così che la ricchezza di tale grazia è in grado di aiutare chi ha fede a superare ogni ostacolo, poiché "l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame" (''[[Salmi|Sal]]'' 33 [32], 18-19). Sorretto dalla grazia, Bernardo Maria poté, anzi, conoscere amici e fratelli molto impegnati, tra cui san [[Gabriele dell'Addolorata]], insieme ai quali camminare sulla via della perfezione religiosa. *La Provvidenza dispose che divenisse egli stesso {{NDR|[[Bernardo Maria di Gesù|Bernardo Maria]]}} strumento di misericordia e di grazia, quando fu scelto per formare i giovani della sua comunità, e poi per guidare durante lunghi anni la sua Congregazione passionista, difendendola dalle insidie laicistiche del suo secolo, promuovendone lo sviluppo e confermandone i religiosi nell'ardua sequela di Cristo crocifisso, il "sommo sacerdote", modello e maestro di ogni sacerdote, "provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 15). *In padre [[Carlo di Sant'Andrea|Carlo di sant'Andrea]], un altro sacerdote della Congregazione passionista, troviamo un fulgido esempio della potenza divina che opera per consolare, riconciliare e guarire il suo popolo attraverso il ministero dei suoi fedeli servitori. Il ministero sacerdotale del beato Carlo si svolse nel continuo servizio agli altri. La sua vita è caratterizzata dalla umile ed esemplare dedizione al servizio, che determina la vera grandezza di un discepolo. *{{NDR|[[Onorato da Biała]]}} Ecco colui al quale il Signore ha donato la sua grazia: religioso dedito con magnanimità e fino in fondo al suo ideale di frate minore cappuccino. Vero figlio spirituale di san Francesco, sacerdote e apostolo. Assiduo ministro del sacramento del Perdono e della Riconciliazione, il suo eroico servizio nel confessionale divenne una vera direzione spirituale. Ebbe il profondo dono di saper scoprire e mostrare le vie della vocazione divina. Era uomo di costante preghiera, particolarmente nell'adorazione del Santissimo Sacramento; immerso in Dio e ad un tempo aperto alla realtà terrena. *{{NDR|Onorato da Biała}} Indicava la via alla perfezione che nasceva dalla lettura del Vangelo e dalla contemplazione. Incoraggiava a rimanere nel suo ambiente e ad imitare la vita di Gesù e Maria a Nazaret, a praticare i consigli evangelici nel nascondimento, senza segni esterni. Divenne un innovatore della vita monastica e fondatore di una sua nuova forma simile agli odierni istituti laicali. Mediante le sue figlie e i suoi figli spirituali cercava di far rigenerare nella società lo spirito di zelo dei primi cristiani, e raggiungeva per il loro tramite tutti gli ambienti. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1989/documents/hf_jp-ii_hom_19891001_nuovi-beati.html Beatificazione di Niceforo e 25 compagni martiri, di Lorenzo Salvi, di Geltrude Comensoli e di Francisca-Ana Carbonell]''|Omelia pronunciata il 1º ottobre 1989 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[Lorenzo Maria di San Francesco Saverio|Lorenzo]] combatté la "buona battaglia della fede", secondo lo spirito della sua congregazione religiosa, lavorando intensamente nella predicazione delle missioni al popolo, nei corsi di esercizi spirituali, nel mistero delle confessioni. In quanti avvicinava egli cercava di instillare l'amore del Cristo povero ed umile, mediante la devozione all'infanzia di Gesù e alla sua Passione, momenti nei quali massimamente si rivelano l'umiltà e la dolcezza del salvatore. Convinto dell'infinita misericordia del Cuore di Cristo, egli non si stancava di esortare le anime alla fiducia, sull'esempio del bambino che in tutto s'affida alle braccia amorevoli e forti del padre. *È ancora l'esempio del Cristo povero ed umile, contemplato soprattutto nel mistero eucaristico, a guidare l'impegno di [[Geltrude Comensoli]] nel faticoso itinerario spirituale e nelle travagliate vicende della fondazione delle suore sacramentine di Bergamo. È proprio l'umiltà del Pane eucaristico, sacramento della presenza reale di Cristo, che sostiene Geltrude e le consente di stare di fronte alla mensa dei potenti con l'intrepida costanza di [[Lazzaro mendicante|Lazzaro]], nella volontaria scelta dell'evangelico "ultimo posto". *Di fronte al binomio ricchezza-povertà, [[Francinaina Cirer Carbonell|Francisca-Ana]] scelse la povertà ed escluse dal progetto della sua vita cristiana e consacrata la ricchezza perché sapeva che poteva allontanarla da Dio. [...] Una vita piena di incertezze, ma anche una vita in cui non ebbe nessun ostacolo per poter servire Dio, perché Francisca-Ana aveva dato tutto ciò che aveva, e non solo, si era lei stessa consacrata a Dio nella verginità.<br>Così, libera da tutto ciò che la potesse legare a questo mondo, combatte la battaglia della fede (''[[Prima lettera a Timoteo|1 Tm]]'' 6, 12) intraprendendo decisamente il cammino della perfezione cristiana. Con la beata Francisca-Ana dei dolori di Maria, il Signore ci offre un magnifico esempio del saper anteporre il servizio di Dio al servizio delle ricchezze e del mondo, del saper tenere il cuore libero per poterlo consacrare e dedicare solamente a lui. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati.pdf Beatificazione di Pier Giorgio Frassati]''|Omelia pronunciata il 20 maggio 1990 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|Su [[Pier Giorgio Frassati]]}} La potenza dello Spirito di verità, unito a Cristo, lo ha reso moderno testimone della speranza, che scaturisce dal Vangelo, e della grazia di salvezza operante nel cuore dell'uomo. È diventato, così, il testimone vivo e il difensore coraggioso di questa speranza a nome dei giovani cristiani del secolo ventesimo. *La fede e la carità, vere forze motrici della sua esistenza, lo resero attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità. *Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità, è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1992/documents/hf_jp-ii_hom_19921025_beatificaz-martiri.html Beatificazione di 122 martiri spagnoli e di una laica ecuadoriana]''|Omelia pronunciata il 25 ottobre 1992 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 4, 6). Queste parole di San Paolo, che abbiamo appena ascoltato, sembrano ispirare i messaggi lasciati dai martiri [[Martiri claretiani di Barbastro|Filippo de Jesús Munárriz e 50 suoi compagni Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria]]. [...] appartenevano alla Comunità-Seminario della città aragonese di Barbastro. È tutto un seminario ad affrontare con generosità e coraggio la loro offerta di sacrificio al Signore. L'integrità spirituale e morale di questi giovani è giunta sino a noi attraverso testimoni diretti e anche attraverso i loro scritti. [...] Tutte le testimonianze che abbiamo ricevuto ci permettono di affermare che questi Clarettiani morirono perché erano discepoli di Cristo, perché non volevano rinnegare la propria fede e i propri voti religiosi. Per questo, versando il loro sangue ci esortano tutti a vivere e morire per la Parola di Dio che siamo stati chiamati ad annunciare. I Martiri di Barbastro, seguendo il loro fondatore [[Antonio María Claret y Clará|sant'Antonio Maria Claret]], che aveva anch'egli subito un attentato durante la sua vita, sentivano lo stesso desiderio di versare il proprio sangue per amore di Gesù e di Maria [...]. *{{NDR|[[Narcisa di Gesù Martillo y Morán|Narcisa di Gesù]] fu}} esempio di virtù, specialmente per tante donne dell'America Latina che, come Narcisa, devono emigrare dalla campagna alla città in cerca di lavoro e di guadagno. Una particolare caratteristica di questa Beata è stata la forte unione con Dio attraverso la preghiera [...]. *In questa giovane ecuadoriana {{NDR|Narcisa di Gesù}}, che visse solo trentasette anni tra continue mortificazioni e dure penitenze corporali, troviamo la costante attuazione della saggezza della Croce in ogni circostanza della vita. Essa era fermamente convinta che la via della santità passa attraverso l'umiliazione e l'abnegazione, vale a dire il sentirsi crocifissa con Cristo. Sicuramente possiamo porre sulle labbra della Beata le parole del salmista: "Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino" (''[[Salmi|Sal]]'' 34, 2-3). La spiritualità di Narcisa de Jesús si fonda sul nascondersi agli occhi del mondo, vivendo nella più profonda umiltà e povertà, offrendo al Signore le sue penitenze come sacrificio per la salvezza degli uomini. Ma oggi si compiono realmente per la Beata le parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Chi si umilia sarà esaltato" (''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 18, 14). *La [[parola di Dio]] mette sempre nuove radici. Su queste radici noi dobbiamo crescere. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1993/documents/hf_jp-ii_hom_19931010_beatificazioni.html Santa Messa per le beatificazioni di tredici Servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 10 ottobre 1993 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La Chiesa saluta te, Suor [[Maria Francesca di Gesù]] Fondatrice delle [[Suore cappuccine di Madre Rubatto|Suore Terziarie Cappuccine di Loano]], che hai fatto della tua esistenza un continuo servizio agli ultimi, testimoniando lo speciale amore che Dio ha per i piccoli e gli umili. *{{NDR|[[Maria Francesca di Gesù]]}} Seguendo fedelmente le orme di [[Francesco d'Assisi|Francesco]], l'innamorato della povertà evangelica, hai imparato non solo a servire i poveri, ma a farti povera tu stessa e hai indicato alle tue figlie spirituali questa speciale via di evangelizzazione. Con la crescita dell'Istituto, questa iniziale intuizione è diventata profondo slancio missionario che ha condotto te e la tua opera in America Latina, dove alcune tue figlie spirituali hanno suggellato col sacrificio della vita quel servizio ai poveri che costituisce il carisma affidato alla tua Congregazione a vantaggio dell'intera Chiesa. [...] Continua la tua profetica testimonianza della carità ancora oggi nei molteplici campi di apostolato in cui opera la Congregazione, contribuendo a far giungere ad ogni uomo, in particolare ai sofferenti e agli abbandonati, l'invito universale al banchetto delle nozze celesti (cf. ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 22, 9). *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Tu hai conformato la vita a Colui che per amore dell'uomo si è lasciato inchiodare alla croce. Tu ''hai piantato l'esistenza nella casa del Signore'' così da abitare per sempre negli atri dell'amore, fedele alla Trinità beata (cf. ''[[Salmi|Sal]]'' 23, 6). In una breve esistenza, hai cercato costantemente il volto dell'Amato ''in cui hai sperato'' (cf. ''[[Libro di Isaia|Is]]'' 25, 9). Lo hai trovato sul viso dei poveri che bussavano alla tua carità; lo hai visto nelle Consorelle affidate alle tue cure e alla tua autorità; lo hai udito tra le mura del monastero di Ostra Vetere, che ha custodito la tua consacrazione. Ma ben più intensamente lo hai sentito vicino nell'''incontro quotidiano del banchetto eucaristico'', cosciente che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue sarà vera ''dimora dell'Altissimo,'' e vivrà in eterno. *{{NDR|[[Maria Crocifissa Satellico|Maria Crocifissa]]}} Così, seguendo la regola d'oro dei consigli evangelici ti sei trovata adorante ai piedi della croce del Redentore, discepola della Vergine Immacolata, verso cui nutrivi una filiale devozione. Povertà, castità e obbedienza vissute in francescana semplicità e letizia sono state lo strumento che ti ha resa sicura di poter compiere tutto in Colui che dà forza (cf. ''[[Lettera ai Filippesi|Fil]]'' 4, 13), ed ora contempli la gloria del tuo Signore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1994/documents/hf_jp-ii_hom_19941016_beatificazione.html Beatificazione di cinque religiosi: Nicolas Roland, Alberto Hurtado Cruchaga, María Rafols, Petra de San José Pérez Florido e Giuseppina Vannini]''|Omelia pronunciata il 16 ottobre 1994 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Sì, abbiamo "un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli" (''[[Lettera agli Ebrei|Eb]]'' 4, 14). È Gesù Cristo, il Signore crocifisso, risorto e vivo nella gloria. Fu lui l'anima dell'attività di ''[[Nicolas Roland]]''.<br>Nel corso della sua vita, breve ma di grande densità spirituale, non smise mai di lasciare che il Signore compisse per mezzo suo la sua missione di gran sacerdote. Conformato alla persona di Cristo, ne condivideva l'amore per coloro che guidava al sacerdozio per "ricevere misericordia" (''Eb'' 4, 16) [...]. *Il ''[[Alberto Hurtado|Beato Alberto Hurtado]]'' si fece servitore per avvicinare gli uomini a Dio. La sua profonda vita interiore lasciava a chi lo incontrava l'immagine indimenticabile di uomo ''di Dio sempre disposto all'aiuto generoso''. [...] Nel suo ministero sacerdotale, caratterizzato da ''un vivo amore per la Chiesa'', si distinse come maestro nella direzione spirituale e come ''predicatore instancabile'', trasmettendo a tutti il fuoco di Cristo che portava dentro, in particolare nella fecondità di vocazioni sacerdotali e nella formazione di laici impegnati nell'azione sociale. *Contemplativa nell'azione: questo è lo stile e il messaggio che ci lascia [[María Rafols Bruna|Maria Rafols]]. Le ore di silenzio e di preghiera nell'oratorio della cappella dell'Ospedale di Grazia di Zaragoza, conosciuto come "Domus infirmorum urbis et orbis" si prolungano poi nel servizio generoso a tutti gli infermi che lì si trovavano: invalidi, dementi, donne abbandonate alla propria sorte e bambini. In tal modo manifesta che la carità, la vera carità, ha la propria origine in Dio, che è amore (''[[Prima lettera di Giovanni|1 Gv]]'' 4, 8). *La ''[[Pietra di San Giuseppe|Beata Petra de San José]]'' è un esempio di donna consacrata che, tra innumerevoli difficoltà, accoglie con fede il carisma che lo Spirito le accorda al servizio di tutti.<br>Orfana fin da quando era molto piccola assunse per madre la Vergine. Questa esperienza segnò tutta la sua vita, scoprendo che il suo compito era quello di essere la madre di bambini, giovani o anziani che mancavano dell'affetto e dell'amore familiare. Madre Petra è infatti un esempio di come la ''verginità dei religiosi e delle religiose si trasformi in una feconda maternità spirituale'', intrapresa e portata a compimento attraverso l'amore sponsale a Gesù Cristo, manifestata nella ''disponibilità totale e aperta ai bisognosi''. Sentendosi amata da Dio e rispondendo a questo amore, anche in mezzo a mille prove, ci offre un modello luminoso di preghiera, di sacrificio per i fratelli e di servizio ai poveri [...]. *Servire i sofferenti: ecco lo speciale carisma di ''[[Giuseppina Vannini]]'' fondatrice della Congregazione delle Figlie di san Camillo. Essere tutta di Dio, amato ed onorato in chi è nel bisogno, fu la sua costante preoccupazione, tradotta in una carità quotidiana senza confini accanto agli infermi, sulle orme del grande apostolo degli ammalati, [[Camillo de Lellis|san Camillo de Lellis]]. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19950129_beatificazioni.html Concelebrazione eucaristica per la beatificazione di un vescovo messicano, di una suora spagnola e di due religiosi italiani]''|Omelia pronunciata il 29 gennaio 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La nuova evangelizzazione, alla quale ho chiamato in numerose occasioni tutta la Chiesa e nella quale è impegnata anche la Chiesa in America, trova in figure come quella di [[Rafael Guízar Valencia]] un modello da seguire. Alla sua intercessione desideriamo affidare il lavoro apostolico, volto ad estendere il Regno, che svolgono tanti uomini e donne, in ogni luogo e anche in situazioni difficili, come quelle che sperimentò il nuovo Beato. *Vissuto in una società segnata dall'emarginazione e dalla sofferenza morale, [[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] seppe condividere in pieno le attese e le angosce dei più deboli, rispondendo al profondo bisogno di Dio presente nei fratelli assetati di giustizia e di amore. Divenne così fermento di rinnovamento e segno vivo di speranza. Veramente la mano del Signore era sopra di lui rendendolo, per ogni categoria sociale, ministro di misericordia e di consolazione, soprattutto attraverso l'assidua e paziente celebrazione del sacramento della Riconciliazione. *[[Modestino di Gesù e Maria|Padre Modestino]] fu autentico "fratello universale": su di lui ognuno poteva contare, trovando ascolto, accoglienza, condivisione. Questo amore lo accompagnò fino al dono di se stesso, quando non esitò ad esporsi al pericolo della morte pur di assistere i fratelli colpiti da un'epidemia di colera. Ne condivise in effetti la sorte fino in fondo, cadendo vittima di carità. *{{NDR|[[Genoveva Torres Morales]]}} Donna umile, sia per la sua origine sia per la sua cultura, possedette la scienza dell'amore divino, appreso nella sua profonda devozione al Cuore di Gesù Cristo. [...] La sua opera continua ad essere oggi di grande attualità, poiché la solitudine e l'abbandono, con tutti i pericoli che ne conseguono, sono tra i mali più dolorosi di tutti i tempi. Ad essi volle far fronte la Beata Genoveva Torres e noi le chiediamo che continui a incoraggiare anime generose che, fedeli al carisma che essa ricevette dallo Spirito, si adoperino per imitare il suo esempio e per continuare la sua opera. *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} Giovane Passionista, nel corso della sua breve esistenza s'ispirò costantemente ad alcune linee programmatiche che restano significative anche per noi: dare a Dio il primo posto; manifestare a Gesù Crocifisso costante gratitudine mediante opere concrete di penitenza e di umiltà; perseverare nel bene anche a costo di grandi sacrifici; vivere con austerità e accontentarsi in tutto; essere sempre disponibile per gli altri.<br>Secondo il carisma della Famiglia Passionista, egli sentiva di dover completare in sé le sofferenze di Cristo a vantaggio dell'intero suo corpo mistico (cf. ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 1, 24). *{{NDR|[[Grimoaldo della Purificazione]]}} I biografi lo ricordano allegro anche nelle umiliazioni, nelle contrarietà e nelle difficoltà degli studi. I compagni notavano che, pure non facendo cose diverse da loro, Grimoaldo le compiva con straordinaria e crescente intensità di amore. In lui i giovani di oggi e di domani possono scorgere un modello di spiritualità semplice e generosa, fortemente ancorata al mistero pasquale di Cristo. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1995/documents/hf_jp-ii_hom_19951029_beatificazioni.html Beatificazione di Maria Theresia Scherer, María Bernarda Bütler e Marguerite Bays]''|Omelia pronunciata il 29 ottobre 1995 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Fin dall'infanzia [[Maria Theresia Scherer|Maria Theresia]] dimostrava una disponibilità interna al perdono, disponibilità che l'ha costretta certe volte a delle decisioni sofferte per poter rispondere al richiamo che il Signore le ha trasmesso tramite la sua Chiesa. La dinamicità del suo carattere e la sua vivacità invece non erano in contrasto con la sua profonda fede e con le esigenze morali sulle quali si fondava il suo operato; al contrario ella impiegava tutti i suoi talenti e li sviluppava fino in fondo per sfruttarli sia nella vita privata che nella vocazione che era chiamata a esprimere per le sue sorelle ed i suoi fratelli. In questo modo scopriamo il segreto del collegamento tra l'uomo singolo ed il suo Dio: la risposta alla chiamata di Cristo per seguirLo libera l'uomo in modo straordinario mettendolo in grado di sviluppare i propri talenti in abbondanza. *Maria Theresia rimane un esempio. La sua forza interiore cresceva grazie alla sua vita religiosa: passava molte ore davanti al Santissimo, dove il Signore trasmette il suo amore a tutti coloro che vivono in stretta unione con lui. Ma l'amore non risiede nel cuore di un uomo senza che lì si sviluppino anche le virtù. Più cresceva la sua vita interiore, più Maria Theresia diventava sensibile alle esigenze del mondo del suo tempo. Nelle difficili circostanze che l'Europa attraversò nel diciannovesimo secolo, lei aiutava i popoli dell'Europa centrale con le sue numerose fondazioni. *{{NDR|[[Maria Bernarda Bütler]]}} Da perfetta figlia di San Francesco d'Assisi, desidera servire Dio servendo i fratelli. È ammirabile la sua generosità. Si spoglia di tutto in modo radicale e rischia la sua vita per Cristo, poiché il suo desiderio più grande è annunciare il Signore fino agli estremi della terra. *La missione vissuta da [[Margherita Bays|Marguerite Bays]] è la missione che compete a ogni cristiano. Durante il catechismo si sforzava di presentare ai fanciulli del suo villaggio il messaggio del Vangelo con parole loro comprensibili. Si occupava disinteressatamente dei poveri e dei malati. Pur senza lasciare il suo paese, aveva il cuore aperto alle dimensioni della Chiesa universale e del mondo. *Marguerite Bays ci esorta a fare della nostra esistenza un cammino d'amore e ci rammenta la nostra missione nel mondo: annunciare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, e in particolare ai giovani, il Vangelo. Ci invita a far scoprire loro la grandezza dei sacramenti della Chiesa. Come potranno, infatti, i giovani di oggi riconoscere il Salvatore sul loro cammino, se non sono introdotti ai misteri cristiani? Come potranno avvicinarsi alla mensa eucaristica e al sacramento della penitenza, se nessuno ne fa scoprire loro la ricchezza, così come aveva saputo fare Marguerite Bays? {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1996/documents/hf_jp-ii_hom_19960512_beatificazioni.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 12 maggio 1996 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *La carità verso Dio e verso il prossimo è stata intensamente vissuta ed incarnata anche dal sacerdote leccese ''[[Filippo Smaldone]]'', la cui esistenza fu contrassegnata da costante attenzione verso i poveri e da straordinario slancio apostolico. [...] La sua intensa e solida spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera, di meditazione e di penitenza anche corporale, lo spinse ad un servizio sociale aperto a quelle intuizioni precorritrici che l'autentica carità pastorale sa suscitare. *"''Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori''" (''[[Prima lettera di Pietro|1 Pt]]'' 3, 15). Queste parole della Lettera di san Pietro ben pongono in luce l'intensa e feconda attività apostolica che ''[[Gennaro Maria Sarnelli]]'', Redentorista, svolse sia attraverso la predicazione al popolo che con i numerosi scritti. ''L'intima comunione personale che egli intratteneva con Cristo'' fu la costante sorgente del suo instancabile zelo pastorale.<br>La sua vicenda umana e religiosa, come quella di sant'[[Alfonso Maria de' Liguori|Alfonso Maria de Liguori]] di cui fu amico e collaboratore, si espresse in modo particolare, ''in una spiccata sensibilità verso i poveri'', avvicinati ed accolti nella luce della loro realtà di figli di Dio.<br>La sua fu un'azione evangelizzatrice caratterizzata da grande dinamismo: egli seppe conciliare l'impegno missionario con l'attività di scrittore e col ministero, non meno impegnativo, di consigliere e guida spirituale. Pur procedendo secondo gli schemi culturali del tempo, il nuovo Beato non trascurò mai di cercare ''forme rinnovate di evangelizzazione'' per rispondere alle sfide emergenti. *La Misericordia divina è la chiave di lettura della spiritualità semplice e profonda di ''[[Maria Raffaella Cimatti]]'', religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Alla infinita misericordia di Dio, di cui parla il salmista, ella ispirò la sua azione, specialmente nel servizio ai poveri ed ai sofferenti. Questa donna, che oggi viene elevata agli onori degli altari, consumò se stessa nella totale consacrazione a Dio e nel silenzioso e diuturno servizio agli ammalati. [...] Nel nostro tempo, segnato non di rado dall'indifferenza e dalla tentazione di chiudersi di fronte alle necessità del prossimo, questa umile religiosa costituisce un luminoso esempio di ''femminilità pienamente realizzata nel dono di sé''. *{{NDR|Su [[Candida Maria di Gesù]]}} La sua profonda esperienza dell'amore di Dio per ognuna delle sue creature la portò a corrispondere con generosità e dedizione. Plasmò la sua carità verso il prossimo nella fondazione della Congregazione delle Figlie di Gesù, con il carisma dell'educazione cristiana dell'infanzia e della gioventù. Le attenzioni che prodigava alle sue religiose, ai benefattori delle sue opere, ai sacerdoti, alle allieve, ai bisognosi, fino a renderle universali, sono una manifestazione visibile del suo amore verso Dio, della sua radicale sequela di Gesù e della sua totale consacrazione alla causa del suo Regno. *Madre Cándida disse un giorno a un'allieva del suo Collegio di Tolosa: "''tu sarai Figlia di Gesù''". La giovane era ''[[María Antonia Bandrés y Elósegui|María Antonia Bandrés Elósegui]]'', che oggi è elevata con la Fondatrice agli onori degli altari. Innamorata di Gesù, fece sì che anche gli altri lo amassero. Come catechista, formatrice di operaie, missionaria nel desiderio essendo già religiosa, consumò la sua breve esistenza condividendo, amando e servendo gli altri. Nella sua malattia, unita a Cristo, ci ha lasciato un esempio eloquente di partecipazione all'opera salvifica della croce. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010429_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di cinque servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 29 aprile 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *L'esperienza del mistero pasquale rende nuove tutte le cose, poiché, come abbiamo cantato nell'Annunzio pasquale: "Sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti". Questo spirito animò l'intera esistenza di [[Carlos Manuel Rodríguez Santiago]], primo puertoricano elevato alla gloria degli altari. Il nuovo beato, illuminato dalla fede nella resurrezione, condivideva con tutti il profondo significato del Mistero pasquale ripetendo spesso: "Viviamo per quella notte", la notte di Pasqua. Il suo fecondo e generoso apostolato consistette principalmente nello sforzarsi affinché la Chiesa a Puerto Rico prendesse coscienza di questo grande evento della nostra salvezza.<br>Carlos Manuel Rodríguez ha messo in evidenza la chiamata universale alla santità per tutti i cristiani e quanto sia importante che ogni battezzato risponda ad essa in modo consapevole e responsabile. Che il suo esempio aiuti tutta la Chiesa a Puerto Rico a essere fedele, vivendo con salda coerenza i valori e i principi cristiani ricevuti nell'evangelizzazione dell'Isola! *Modello di una vita umile e discreta, [[Marie-Anne Sureau Blondin|Marie-Anne Blondin]] trovò la sua forza interiore nella contemplazione della Croce, mostrandoci come la vita d'intimità con Cristo sia il mezzo più sicuro per recare misteriosamente dei frutti e per compiere la missione voluta da Dio. Possa il suo esempio suscitare nelle religiose del suo istituto e in numerosi giovani il piacere di servire Dio e gli uomini, in particolare la gioventù, alla quale è importante offrire i mezzi per un autentico sviluppo spirituale, morale e intellettuale! *{{NDR|Su [[Caterina Volpicelli]]}} Nella sua vita, tutta consacrata al cuore dell'Agnello immolato, risaltano tre aspetti significativi: una profonda spiritualità eucaristica, un'indomita fedeltà alla Chiesa, una sorprendente generosità apostolica.<br>L'Eucaristia, a lungo adorata e fatta centro della sua vita sino a formulare il voto di vittima espiatrice, fu per lei scuola di docile e amorosa obbedienza a Dio. Fu, al tempo stesso, sorgente di amore tenero e misericordioso per il prossimo: nei più poveri ed emarginati ella amava il suo Signore, a lungo contemplato nel Santissimo Sacramento.<br>Sempre dall'Eucaristia seppe trarre quell'ardore missionario che la spinse a esprimere la sua vocazione nella Chiesa, docilmente sottomessa ai Pastori e profeticamente intenta a promuovere il laicato e forme nuove di vita consacrata. Senza delimitare spazi operativi, né dare origine a istituzioni specifiche, volle, come lei stessa affermava, trovare la solitudine nelle occupazioni e un fecondo lavoro nella solitudine. Fu la prima "zelatrice" dell'Apostolato della Preghiera in Italia e lascia in eredità, specialmente alle Ancelle del Sacro Cuore, una singolare missione apostolica che deve continuare ad alimentarsi incessantemente alla fonte del Mistero eucaristico. *{{NDR|Su [[Caterina Cittadini]]}} Nel corso della sua non facile esistenza, la nuova Beata manifestò un amore indomito per il Signore. Questa sua profonda capacità di amare, sostenuta da un grande equilibrio affettivo, viene posta in evidenza da quanti hanno avuto modo di conoscerla. Rimasta orfana fin dalla più tenera età, si fece lei stessa madre amorevole per le orfane. E "madri" volle fossero le sue figlie spirituali nella scuola e nel contatto con i fanciulli.<br>Caterina si sforzava di "''essere di Cristo, per portare a Cristo''". Il segreto fu anche per lei l'unione con l'Eucaristia. Alle sue prime collaboratrici raccomandava di coltivare un'intensa vita spirituale nella preghiera e, soprattutto, un contatto vitale con Gesù eucaristico. Quanto mai attuale è questa consegna spirituale anche per coloro che sono chiamati ad essere maestri nella fede e vogliono trasmettere alle nuove generazioni, in quest'epoca di grandi mutamenti sociali, i valori della cultura cristiana! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20010509_malta-beatification.html Santa messa e beatificazione di tre servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 9 maggio 2001 a Floriana; citato in ''vatican.va''.}} *Dalla sua morte, avvenuta nel 1962, poco prima dell'apertura del Concilio Vaticano II, il ''Beato [[Giorgio Preca]]'' ha goduto fama di santità a Malta e ovunque i maltesi si siano insediati. Don Giorgio fu un pioniere nel campo della catechesi e nella promozione del ruolo dei laici nell'apostolato, che il Concilio ha poi sottolineato in modo particolare. Perciò divenne come un ''secondo padre di Malta nella fede''. Con umiltà e mitezza, e utilizzando appieno i talenti di mente e di cuore che Dio gli aveva donato, Don Giorgio fece proprie le parole di San Paolo a Timoteo: "Le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri" (''[[Seconda lettera a Timoteo|2 Tm]]'' 2, 2). *[...] la [[mitezza]] delle [[Beatitudini]] ha il potere di trasformare la famiglia, i luoghi di lavoro e le scuole, le città e i villaggi, la politica e la cultura. ''Può cambiare il mondo!'' *Anche il Servo di Dio ''[[Ignazio Falzon]]'' aveva una grande passione per la predicazione del Vangelo e per l'insegnamento della fede cattolica. Anch'egli mise i suoi numerosi talenti e la sua formazione intellettuale al servizio dell'opera catechetica. L'Apostolo Paolo scrisse: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza , perché ''Dio'' ama chi dona con gioia" (''[[Seconda lettera ai Corinzi|2 Cor]]'' 9, 7). Il ''Beato Ignazio donò abbondantemente e gioiosamente'' e le persone trovavano in lui non solo un'infinita energia, ma anche gioia e pace profonde. Rinunciò al successo terreno per il quale era stato preparato ''al fine di servire il bene spirituale degli altri'', inclusi i numerosi soldati e marinai britannici di stanza a Malta a quel tempo. Nell'avvicinarsi a loro, alcuni dei quali erano cattolici, anticipò lo spirito ecumenico di rispetto e di dialogo che oggi ci è tanto familiare, ma che a quel tempo non era sempre così diffuso. *Nata in Italia da padre maltese, ''suor [[Maria Adeodata Pisani]]'' giunse qui a diciannove anni e trascorse la maggior parte della sua vita quale fulgido esempio di consacrazione religiosa benedettina nel Monastero di San Pietro. [...] Preghiera, obbedienza, servizio alle sue sorelle e maturità nello svolgere i compiti a lei assegnati: queste furono le caratteristiche della vita santa e silenziosa di Maria Adeodata. Nascosta nel cuore della Chiesa, ''sedeva ai piedi del Signore e ascoltava i suoi insegnamenti'' (cfr ''[[Vangelo secondo Luca|Lc]]'' 10, 39), assaporando le cose che durano per sempre (cfr ''[[Lettera ai Colossesi|Col]]'' 3, 2). Mediante la preghiera, il lavoro e l'amore, divenne una fonte di fecondità spirituale e missionaria senza la quale la Chiesa non può predicare il Vangelo come Cristo esige, perché la ''missione e la contemplazione hanno bisogno l'una dell'altra'' (cfr ''Novo millennio ineunte'', n. 16). *[[Malta]], Malta! Hai ricevuto tanto dal ministero di San Paolo e dalla testimonianza del Beato Giorgio Preca, del Beato Ignazio Falzon e della Beata Adeodata. Andando incontro al futuro, resta fedele all'eredità che hai ricevuto! Segui Cristo con cuore indiviso e non temere mai di affermare la verità che salva e i valori che conducono alla vita! {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2001/documents/hf_jp-ii_hom_20011007_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 7 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 7 ottobre 2001 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *Monsignor [[Ignazio Maloyan|Ignace Maloyan]], morto martire all'età di 46 anni, ci ricorda la battaglia spirituale di ogni cristiano, la cui fede è esposta agli attacchi del male. È nell'Eucaristia che attingeva, giorno dopo giorno, la forza necessaria per compiere con generosità e passione il suo ministero di sacerdote, dedicando alla predicazione, alla pastorale dei sacramenti e al servizio dei più poveri. *Nella sua vita di madre di famiglia e di religiosa fondatrice delle Suore della Provvidenza, [[Émilie Tavernier Gamelin]] è stata il modello di un coraggioso abbandono alla Provvidenza. La sua attenzione per le persone e le situazioni la portò a inventare forme nuove di carità. Aveva un cuore aperto a ogni sofferenza, servendo soprattutto i poveri e i piccoli, che desiderava trattare come re. *Rivolgiamo lo sguardo al beato [[Nikolaus Gross]], giornalista e padre di famiglia. Con acume comprese che l'ideologia nazionalsocialista non poteva accordarsi con la fede cristiana. Coraggiosamente prese la penna per difendere la dignità delle persone. *La suora clementina {{NDR|[[Maria Euthymia Üffing|Maria Euthymia]]}} si è dedicata alla cura dei malati, in particolare dei prigionieri di guerra e degli immigrati. Fu detta anche "mamma Euthymia". Dopo la guerra dovette occuparsi di una lavanderia invece che della cura dei malati. Avrebbe certo preferito servire le persone piuttosto che le macchine. Ciononostante rimase una suora piena di empatia che aveva per tutti un sorriso amichevole e una buona parola. *La sintesi vitale tra contemplazione e azione, assimilata a partire dalla quotidiana partecipazione all'Eucaristia, fu il fondamento dell'esperienza spirituale e dello slancio di carità di [[Eugenia Picco]]. *Anche di fronte alla sofferenza, con gli inevitabili momenti di difficoltà e di smarrimento che questa comporta, la beata Eugenia Picco seppe trasformare l'esperienza del dolore in occasione di purificazione e di crescita interiore. Dalla nuova Beata impariamo l'arte di ascoltare la voce del Signore, per essere testimoni credibili del Vangelo della carità in questo primo scorcio di millennio. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2002/documents/hf_jp-ii_hom_20020414_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 14 aprile 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, [[Gaetano Errico]] annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l'importanza del sacramento della [[Confessione|penitenza]], dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli più deboli. *{{NDR|[[Lodovico Pavoni]]}} Dotato di animo particolarmente sensibile, si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici. A fondamento di tutto c'era una solida spiritualità. Egli ci esorta con la sua testimonianza a confidare in Gesù e a immergerci sempre più nel mistero del suo amore. *{{NDR|[[Apparizione di Gesù sulla via di Emmaus|Sulla via di Emmaus]]}} Gesù si manifesta come compagno sul cammino della vita dell'uomo e come Maestro paziente, che sa modellare il cuore e illuminare la mente affinché comprenda il disegno di Dio. Dopo l'incontro con Lui, i discepoli di Emmaus, superato l'abbattimento e la confusione, diressero i loro passi verso la nascente comunità cristiana per annunciarle la notizia che avevano visto il Signore risorto. *Dall'Italia, è più precisamente dalla Diocesi di Asti, il salesiano ''[[Luigi Variara|Padre Luis Variara]]'', seguace fedele di Gesù misericordioso e vicino agli afflitti, giunse in Colombia. Sin dal primo istante dedicò la sua energia giovanile e la ricchezza dei suoi doni al servizio dei malati di lebbra. *''[[Artemide Zatti]]'', coadiutore salesiano, partì con la sua famiglia dalla Diocesi di Reggio Emilia alla ricerca di una vita migliore in Argentina, la terra sognata da Don Bosco. Lì scoprì la sua vocazione salesiana, che si concretizzò in un servizio agli infermi appassionato, competente e pieno di amore. I quasi cinquant'anni trascorsi a Viedema rappresentano la storia di un religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi. *''[[María Romero Meneses|Suor Maria Romero Meneses]]'', Figlia di Maria Ausiliatrice, seppe riflettere il volto di Cristo che si fa riconoscere nella divisione del pane. Nata in Nicaragua, svolse la sua formazione alla vita religiosa a El Salvador e trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica. Questi amati popoli del Centro America, uniti ora nel giubilo della sua beatificazione, potranno trovare nella nuova beata, che tanto li amò, abbondanti esempi e insegnamenti per rinnovare e rafforzare la loro vita cristiana, tanto radicata in queste terre. *La chiamata che ardeva nel suo cuore portò [[Dolores Cabanillas|Maria del Transito]] a cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa. Non si sentì spenta quando la malattia la costrinse ad abbandonare i monasteri nei quali stava, ma proseguì con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, che essa continuò a cercare incessantemente. L'ideale francescano si manifestò quindi come il vero cammino che Dio voleva per lei e, con l'aiuto di guide sapienti, intraprese un cammino di povertà, umiltà, pazienza e carità, dando vita a una nuova Famiglia religiosa. {{int|''[https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2002/10/20/0518/00612.pdf Cappella papale per la beatificazione di 6 servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 20 ottobre 2002 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *"''Ti ho chiamato per nome''" (''[[Libro di Isaia|Is]]'' 45,4). Le parole con le quali il profeta [[Isaia]] indica la missione affidata da Dio ai propri eletti esprimono bene la vocazione di ''[[Andrea Giacinto Longhin]]'', l'umile cappuccino che per 32 anni è stato Vescovo della Diocesi di Treviso, all'inizio del secolo scorso, il ventesimo. È stato un Pastore semplice e povero, umile e generoso, sempre disponibile verso il prossimo, secondo la più genuina tradizione cappuccina.<br>Lo chiamavano il Vescovo delle cose essenziali. In un'epoca segnata da eventi drammatici e dolorosi, si è dimostrato padre per i preti e pastore zelante della gente, sempre accanto ai suoi fedeli, specialmente nei momenti di difficoltà e di pericolo. Anticipava così ciò che avrebbe sottolineato il Concilio Ecumenico Vaticano II, indicando nell'evangelizzazione "uno dei principali doveri dei Vescovi" [...]. *"''Memori... del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza''" (''[[Prima lettera ai Tessalonicesi|1 Ts]]'' 1,2-3). Le parole dell'Apostolo delineano il ritratto spirituale del Padre ''[[Marcantonio Durando]]'', della Congregazione della Missione e degno figlio della terra piemontese. Egli visse di fede e di ardente slancio spirituale, disdegnando ogni forma di compromesso o di tiepidezza interiore.<br>Alla scuola di san [[Vincenzo de' Paoli]], egli seppe riconoscere nell'umanità di Cristo l'espressione più grande, e al contempo più accessibile e disarmante, dell'amore di Dio verso ogni uomo. Ancora oggi egli ci indica il mistero della Croce come il momento culminante in cui viene rivelato il mistero insondabile dell'amore di Dio. *"''Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza''" (''[[Salmi|Sal]]'' 95,7). Le parole del Salmo responsoriale ben esprimono l'anelito missionario, che ha pervaso suor ''[[Liduina Meneguzzi]]'', delle Suore di san Francesco di Sales. Nel breve, ma intenso, corso della sua esistenza, suor Liduina si prodigò a favore dei fratelli più poveri e sofferenti, in particolare nell'ospedale della missione di Dire Dawa, in Etiopia.<br>Con fervente zelo apostolico, cercava di far conoscere a tutti l'unico nostro Salvatore, Gesù. Alla scuola di Colui che è «mite e umile di cuore» (cfr ''[[Vangelo secondo Matteo|Mt]]'' 11,29), ella imparò a diffondere la carità, che sgorga da un cuore puro, superando ogni mediocrità ed inerzia interiore. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030427_beatification.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 27 aprile 2003 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[...] rifulse per santità il beato ''[[Marco d'Aviano]]'', nel cui animo ardeva il desiderio di preghiera, di silenzio e di adorazione del mistero di Dio. Questo contemplativo itinerante per le strade dell'Europa fu al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi. Profeta disarmato della misericordia divina, fu spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l'unità dell'Europa cristiana. Al continente europeo, che si apre in questi anni a nuove prospettive di cooperazione, il beato Marco d'Aviano ricorda che ''la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane''. *Sorprendente è quanto Iddio ha compiuto attraverso ''[[Maria Cristina Brando]]''. La sua è una spiritualità eucaristica ed espiatrice, che si articola in due linee come "''due rami che partono dallo stesso tronco''": l'amore di Dio e quello del prossimo. Il desiderio di prendere parte alla passione di Cristo viene come "travasato" nelle opere educative, finalizzate a rendere le persone consapevoli della loro dignità e ad aprirsi all'amore misericordioso del Signore. *Protesa interamente a diffondere l'amore ai Cuori di Cristo e di Maria fu la beata ''[[Eugenia Ravasco]]''. Contemplando questi due Cuori, Ella si appassionò al servizio del prossimo e consumò la vita con letizia per i giovani e i poveri. Seppe aprirsi con lungimiranza alle urgenze missionarie, con una speciale sollecitudine per i "lontani" dalla Chiesa.<br>L'espressione: "fare il bene per amore del Cuore di Gesù" e "bruciare del desiderio del bene degli altri, specialmente della gioventù", ben sintetizza il suo carisma, che ha consegnato al suo Istituto. *{{NDR|[[Maria Domenica Mantovani]]}} Questa degna figlia della terra veronese, discepola del beato [[Giuseppe Nascimbeni]], si ispirò alla santa Famiglia di Nazaret per farsi "tutta a tutti", sempre attenta alle necessità del "povero popolo". Straordinario fu il suo modo di ''essere fedele in ogni circostanza sino all'ultimo respiro alla volontà di Dio'', dal quale si sentiva amata e chiamata. Che bell'esempio di santità per ogni credente! *Che dire, poi, della beata ''[[Giulia Salzano]]''? Precorrendo i tempi, fu un'apostola della nuova evangelizzazione, nella quale unì l'azione apostolica alla preghiera, offerta senza sosta specialmente per la conversione delle persone "indifferenti".<br>Questa nuova Beata ci incoraggia a perseverare nella fede e a ''non perdere mai la fiducia in Dio'', che tutto opera. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2003/documents/hf_jp-ii_hom_20030504_canonization-spain.html Santa messa con canonizzazioni]''|Omelia pronunciata il 4 maggio 2003 a Madrid; citato in ''vatican.va''.}} *''[[Pedro Poveda Castroverde|San Pedro Poveda]]'', cogliendo l'importanza della funzione sociale dell'educazione, realizzò un importante compito umanitario ed educativo fra gli emarginati e i bisognosi. Fu maestro di preghiera, pedagogo della vita cristiana e dei rapporti fra la fede e la scienza, convinto che i cristiani dovessero apportare valori e impegni sostanziali per la costruzione di un mondo più giusto e solidale. Concluse la sua esistenza con la corona del martirio. *''[[Genoveva Torres Morales|Santa Genoveva Torres]]'' fu strumento della tenerezza di Dio verso le persone sole e bisognose di amore, di consolazione e di cure nel corpo e nello spirito. La nota caratteristica che dava impulso alla sua spiritualità era l'adorazione riparatrice dell'Eucaristia, fondamento a partire dal quale svolse un apostolato pieno di umiltà e semplicità, di abnegazione e di carità. *Uguale amore e sensibilità verso i poveri portò ''[[Angela della Croce|Santa Ángela de la Cruz]]'' a fondare la sua "Compagnia della Croce", con una dimensione caritativa e sociale a favore dei più bisognosi e con un impatto enorme sulla Chiesa e sulla società sivigliana della sua epoca. I suoi tratti distintivi erano la naturalità e la semplicità, ricercando la santità con uno spirito di mortificazione, al servizio di Dio nei fratelli. *''[[María Maravillas de Jesús|Santa Maravillas de Jesús]]'' visse animata da una fede eroica, plasmata nella risposta a una vocazione austera, ponendo Dio al centro della sua esistenza. Superate le tristi circostanze della Guerra Civile spagnola, realizzò nuove fondazioni dell'Ordine del Carmelo informate allo spirito caratteristico della riforma teresiana. La sua vita contemplativa e la clausura del monastero non le impedirono di rispondere ai bisogni delle persone che frequentava e di promuovere opere sociali e caritative attorno a sé. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040425_beatifications.html Cappella papale per la beatificazione di sei servi di Dio]''|Omelia pronunciata il 25 aprile 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *[[August Czartoryski|Augusto Czartoryski]], giovane principe, ha elaborato un efficace metodo di discernimento dei disegni divini. Presentava a Dio nella preghiera tutte le domande e le perplessità di fondo e poi nello spirito di obbedienza seguiva i consigli delle sue guide spirituali. Così ha compreso la sua vocazione di intraprendere la vita povera per servire i più piccoli. Lo stesso metodo gli ha permesso, nel corso di tutta la vita, di compiere scelte tali, che oggi possiamo dire che egli ha realizzato i disegni della Provvidenza Divina in modo eroico. *Questa Beata colombiana {{NDR|[[Laura di Santa Caterina da Siena|Laura Montoya]]}} si sentì madre spirituale degli indigeni, ai quali ha voluto mostrare l'amore di Dio. I suoi tempi non furono facili, poiché le tensioni sociali insanguinavano anche allora la sua nobile patria. Ispirandoci al suo messaggio pacificatore, le chiediamo oggi che l'amata Colombia possa presto godere della pace, della giustizia e del progresso integrale. *Con fede profonda, speranza sconfinata e grande amore per Cristo, [[María Guadalupe García Zavala|Madre Lupita]] cercò la propria santificazione a partire dall'amore per il Cuore di Gesù e dalla fedeltà alla Chiesa. *{{NDR|[[Nemesia Valle]]}} È l'esempio di una santità luminosa, protesa alle alte vette della perfezione evangelica, e che si traduce nei semplici gesti della vita quotidiana interamente spesa per Dio. *Il Signore dice a [[Pietro apostolo|Pietro]] in modo deciso e incisivo: "Seguimi". Anche ''[[Eusebia Palomino Yenes|Suor Eusebia Palomino]]'', delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sentì un giorno la chiamata di Dio e rispose attraverso un'intensa spiritualità e una profonda umiltà nella vita quotidiana. Da buona salesiana, fu animata dall'amore per l'Eucaristia e per la Vergine. L'importante per lei era amare e servire; il resto non contava, fedele alla massima salesiana del "da mihi animas, caetera tolle".<br>Con la radicalità e la coerenza delle sue scelte, Suor Eusebia Palomino Yenes tracciò un cammino attraente ed esigente di santità per tutti noi e soprattutto per i giovani del nostro tempo. *"Mi ami tu?" domanda Gesù a Simon Pietro. Egli risponde: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". La vita della [[Alexandrina Maria da Costa|Beata Alexandrina Maria da Costa]] può riassumersi in questo dialogo d'amore. Permeata e ardente di queste ansie d'amore, non vuole negare nulla al suo Salvatore: dalla forte volontà, accetta tutto per dimostrargli che lo ama. Sposa di sangue, rivive misticamente la passione di Cristo e si offre come vittima per i peccatori, ricevendo la forza dall'Eucaristia che diventa l'unico alimento dei suoi ultimi tredici anni di vita.<br>Nell'esempio della Beata Alexandrina, espresso nella trilogia "soffrire, amare, riparare", i cristiani possono trovare lo stimolo e la motivazione per nobilitare tutto ciò che la vita ha di doloroso e triste attraverso la prova d'amore più grande: sacrificare la vita per chi si ama. {{int|''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/2004/documents/hf_jp-ii_hom_20040516_canonizations.html Cappella papale per la canonizzazione di 6 beati]''|Omelia pronunciata il 16 maggio 2004 a Roma; citato in ''vatican.va''.}} *{{NDR|[[Luigi Orione]],}} uomo totalmente donato alla causa di Cristo e del suo Regno. Sofferenze fisiche e morali, fatiche, difficoltà, incomprensioni e ostacoli di ogni tipo hanno segnato il suo ministero apostolico. [...] La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza. *Sin dall'inizio il [[Spirito Santo|Paraclito]] ha ispirato uomini e donne che hanno ricordato e diffuso la verità rivelata da Gesù. Uno di questi è stato ''[[Josep Manyanet i Vives|san José Manyanet]]'', vero Apostolo della famiglia. Ispirandosi alla scuola di Nazareth, ha realizzato il suo progetto di santità personale e si è dedicato, con sollecitudine eroica, alla missione che lo Spirito gli ha affidato. *Uomo di preghiera, innamorato dell'Eucaristia, che gli piaceva adorare a lungo, ''[[Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini|Nimatullah Kassab Al-Hardini]]'' è un esempio per i monaci dell'Ordine libanese maronita, come pure per i suoi fratelli libanesi e per tutti i cristiani del mondo. Egli si è donato totalmente al Signore in una vita di grande rinuncia, mostrando che l'amore di Dio è l'unica fonte autentica di gioia e di felicità per l'uomo. Egli si è dedicato a cercare e a seguire Cristo, suo Maestro e Signore.<br>Accogliendo i suoi fratelli, egli ha dato sollievo e ha curato molte ferite nel cuore dei suoi contemporanei, testimoniando loro la misericordia di Dio. Possa il suo esempio illuminare il nostro cammino, suscitare, in particolare tra i giovani, un desiderio autentico di Dio e di santità, per annunciare al mondo presente la luce del Vangelo! *Di questa fecondità spirituale {{NDR|della Chiesa}} è singolare testimone ''[[Paola Elisabetta Cerioli]]'', la cui esistenza fu copiosa di frutti di bene.<br>Contemplando la Santa Famiglia, Paola Elisabetta intuì che le comunità familiari restano solide quando i legami di parentela sono sostenuti e cementati dalla condivisione dei valori della fede e della cultura cristiana. Per diffondere questi valori la nuova Santa fondò l'Istituto della Sacra Famiglia. Era infatti convinta che i figli, per crescere sicuri e forti, hanno bisogno di una famiglia sana e unita, generosa e stabile. *Dell'amore divino ''[[Gianna Beretta Molla]]'' fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. [...] Sull'esempio di Cristo, che "''avendo amato i suoi... li amò sino alla fine''" (''[[Vangelo secondo Giovanni|Gv]]'' 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all'impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.<br>Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l'esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell'amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina! ===Attribuite=== *Chi non crede nel [[demonio]] non crede nel Vangelo. (citato da [[Gabriele Amorth]] nell'intervista di Włodzimierz Rędzioch, ''[http://domenica.niedziela.pl/artykul.php?dz=wiara&id_art=00003 Domenica: il settimanale cattolico]'', 47/2010) *Io ho combattuto tutta la vita il [[comunismo]] ma ora che è crollato mi domando, chi difenderà i poveri?<ref>Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/rimpiango-il-pci-non-lurss-intervista-a-massimo-dalema_it_5dc31726e4b0d8eb3c8eda4b "Rimpiango il Pci, non l'Urss". Intervista a Massimo D'Alema]'', ''huffingtonpost.it''.</ref> *L'[[inferno]] esiste, ma è vuoto.<ref>Citato in [[Stefano Lorenzetto]], ''Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate'', Marsilio, Venezia, 2019.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase, attribuita nel 1984 ad [[Hans Urs von Balthasar]], che Giovanni Paolo II nominò cardinale nel 1988, è stata attribuita anche allo stesso papa, di cui era nota la stima per Balthasar, che comunque non aveva parlato di certezza, bensì di speranza che l'inferno fosse vuoto. ==''Ecclesia de Eucharistia''== ===[[Incipit]]=== La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] vive dell'[[Eucaristia]]. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il ''nucleo del mistero della Chiesa''. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un'intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza, ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza. ===Citazioni=== *Anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'[[Eucaristia]] è sempre celebrata, in un certo senso, sull'''altare del mondo''. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. *In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucaristia è ''sacrificio in senso proprio'', e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli. *L'Eucaristia è davvero uno squarcio di cielo che si apre sulla terra. È un raggio di gloria della Gerusalemme celeste, che penetra le nubi della nostra storia e getta luce sul nostro cammino. *L'Eucaristia è mistero di fede, e insieme «mistero di luce». Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero». *La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario. *Nell'umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza. Se di fronte a questo Mistero la ragione sperimenta i suoi limiti, il cuore illuminato dalla grazia dello Spirito Santo intuisce bene come atteggiarsi, inabissandosi nell'adorazione e in un amore senza limiti. ==''Evangelium vitae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Nuovo Testamento|Vangelo]] della [[vita]] sta al cuore del messaggio di [[Gesù]]. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura. All'aurora della [[salvezza]], è la nascita di un bambino che viene proclamata come lieta notizia: «Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2, 10-11). A sprigionare questa «grande gioia» è certamente la nascita del Salvatore; ma nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce (cf. Gv 16, 21). Presentando il nucleo centrale della sua missione redentrice, Gesù dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10, 10). In verità, Egli si riferisce a quella vita «nuova» ed «eterna», che consiste nella comunione con il Padre, a cui ogni uomo è gratuitamente chiamato nel Figlio per opera dello Spirito Santificatore. Ma proprio in tale «vita» acquistano pieno significato tutti gli aspetti e i momenti della vita dell'uomo. ===Citazioni=== *L'uomo è chiamato a una pienezza di [[vita]] che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio. L'altezza di questa vocazione soprannaturale rivela la ''grandezza'' e la ''preziosità'' della vita umana anche nella sua fase temporale. (§ 2) *La Chiesa sa che questo ''Vangelo della vita'', consegnatole dal suo Signore, ha un'eco profonda e persuasiva nel cuore di ogni persona, credente e anche non credente, perché esso, mentre ne supera infinitamente le attese, vi corrisponde in modo sorprendente. Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cf. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l'umana convivenza e la stessa comunità politica. (§ 2) *Il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo. È per questo che l'uomo, l'uomo vivente, costituisce la prima e fondamentale via della Chiesa. (§ 2) *La maternità spirituale della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo. (§ 103) *Si fa sempre più forte la tentazione dell'[[eutanasia]], cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore. *Sulla [[croce cristiana|Croce]] si rinnova e si realizza nella sua piena e definitiva perfezione il prodigio del serpente innalzato da Mosè nel deserto (cf. Gv 3, 14-15; Nm 21, 8-9). Anche oggi, volgendo lo sguardo a Colui che è stato trafitto, ogni uomo minacciato nella sua esistenza incontra la sicura speranza di trovare liberazione e redenzione. ===[[Explicit]]=== O Maria,<br /> aurora del mondo nuovo,<br />Madre dei viventi,<br /> affidiamo a Te la causa della vita:<br />guarda, o Madre, al numero sconfinato<br />di bimbi cui viene impedito di nascere,<br />di poveri cui è reso difficile vivere,<br />di uomini e donne vittime di disumana violenza,<br />di anziani e malati uccisi dall'indifferenza<br />o da una presunta pietà.<br />Fà che quanti credono nel tuo Figlio<br />sappiano annunciare con franchezza e amore<br />agli uomini del nostro tempo. il Vangelo della vita.<br />Ottieni loro la grazia di accoglierlo<br />come dono sempre nuovo,<br />la gioia di celebrarlo con gratitudine<br />in tutta la loro esistenza<br />e il coraggio di testimoniarlo<br />con tenacia operosa, per costruire,<br />insieme con tutti gli uomini di buona volontà,<br />la civiltà della verità e dell'amore<br />a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.<br /> {{NDR|Karol Wojtyla, ''Evangelium vitae'', Gribaudi, Torino, 2007}} ==''Fides et ratio''== ===[[Incipit]]=== La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr ''Es'' 33, 18; ''Sal'' 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; ''Gv'' 14, 8; ''1 Gv'' 3, 2). ===Citazioni=== *Quanto viene a porsi come oggetto della nostra [[conoscenza]] diventa per ciò stesso parte della nostra vita. Il monito ''[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]'' era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso». (§ 1) *La [[filosofia]] è nata e si è sviluppata nel momento in cui l'uomo ha iniziato a interrogarsi sul perché delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di [[verità]] appartiene alla stessa natura dell'uomo. (§ 3) *L'[[Incarnazione (cristianesimo)|incarnazione]] del Figlio di Dio permette di vedere attuata la sintesi definitiva che la mente umana, partendo da sé, non avrebbe neppure potuto immaginare: l'Eterno entra nel tempo, il Tutto si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell'uomo. (§ 12) *All'uomo spetta il compito di investigare con la sua [[ragione]] la [[verità]], e in ciò consiste la sua [[nobiltà d'animo|nobiltà]]. (§ 17) *La [[ragione]] non può svuotare il mistero di amore che la [[Croce cristiana|Croce]] rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca. (§ 23) *Di per sé, ogni verità anche parziale, se è realmente [[verità]], si presenta come universale. Ciò che è vero, deve essere vero per tutti e per sempre. (§ 27) *Il [[martirio|martire]], in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall'adesione alla verità che ha scoperto nell'incontro con Cristo. Ecco perché fino ad oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l'evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla ad ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere. (§32) *Le vie per raggiungere la verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di [[Gesù|Gesù Cristo]]. (§ 38) *Una è la verità, benché le sue espressioni portino l'impronta della storia e, per di più, siano opera di una ragione umana ferita e indebolita dal peccato. Da ciò risulta che nessuna forma storica della [[filosofia]] può legittimamente pretendere di abbracciare la totalità della verità, né di essere la spiegazione piena dell'essere umano, del mondo e del rapporto dell'uomo con Dio. (§ 51) *L'argomentazione sviluppata secondo rigorosi criteri razionali, infatti, è garanzia del raggiungimento di risultati universalmente validi. (§ 75) *Il [[nichilismo]], prima ancora di essere in contrasto con le esigenze e i contenuti propri della parola di Dio, è negazione dell'umanità dell'uomo e della sua stessa identità. Non si può dimenticare, infatti, che l'oblio dell'essere comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell'uomo. (§ 90) *Una volta che si è tolta la [[verità]] all'uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti, o si coniugano insieme o insieme miseramente periscono. (§ 90) *Credere nella possibilità di conoscere una verità universalmente valida non è minimamente fonte di intolleranza; al contrario, è condizione necessaria per un sincero e autentico dialogo tra le persone. Solamente a questa condizione è possibile superare le divisioni e percorrere insieme il cammino verso la verità tutta intera. (§ 92) *La [[verità]], infatti, non può mai essere limitata al tempo e alla cultura; si conosce nella storia, ma supera la storia stessa. (§ 95) *[[Fede]] e [[ragione]] «si recano un aiuto scambievole», esercitando l'una per l'altra una funzione sia di vaglio critico e purificatore, sia di stimolo a progredire nella ricerca e nell'approfondimento. (§ 100) ==''[http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html Mulieres dignitatem]''== ===[[Incipit]]=== La dignità della donna e la sua vocazione – oggetto costante della riflessione umana e cristiana – hanno assunto un rilievo tutto particolare negli anni più recenti. Ciò è dimostrato, tra l'altro, dagli interventi del Magistero della Chiesa, rispecchiati in vari documenti del Concilio Vaticano II, il quale afferma poi nel Messaggio finale: «Viene l'ora, l'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l'ora in cui la donna acquista nella società un'influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. È per questo che, in un momento in cui l'umanità conosce una così profonda trasformazione, le donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l'umanità a non decadere» ===Citazioni=== *L'amore è un'esigenza ontologica ed etica della persona. *La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le [[donna|donne]] e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti esseri umani, che attendono l'amore gratuito di un'altra persona; per le donne che vegliano sull'essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne «perfette» e per le donne «deboli» per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità; così come sono state abbracciate dal suo eterno amore; così come, insieme con l'uomo, sono pellegrine su questa terra, che è, nel tempo, la «patria» degli uomini e si trasforma talvolta in una «valle di pianto»; così come assumono, insieme con l'uomo, una comune responsabilità per le sorti dell'umanità, secondo le quotidiane necessità e secondo quei destini definitivi che l'umana famiglia ha in Dio stesso, nel seno dell'ineffabile Trinità. *Nell'«unità dei due» l'uomo e la donna sono chiamati sin dall'inizio non solo ad esistere «uno accanto all'altra» oppure «insieme», ma sono anche chiamati ad esistere reciprocamente «l'uno per l'altro». *Ogni singolo uomo, infatti, è ad immagine di Dio in quanto creatura razionale e libera, capace di conoscerlo e di amarlo. *Se la dignità della donna testimonia l'amore, che essa riceve per amare a sua volta, il paradigma biblico della «donna» sembra anche svelare quale sia il vero ordine dell'amore che costituisce la vocazione della donna stessa. * Quando «venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Con queste parole della Lettera ai Galati (4, 4) l'apostolo Paolo unisce tra loro i momenti principali che determinano in modo essenziale il compimento del mistero «prestabilito in Dio» (cf. Ef 1, 9). Il Figlio, Verbo consostanziale al Padre, nasce come uomo da una donna, quando viene «la pienezza del tempo». Questo avvenimento conduce al punto chiave della storia dell'uomo sulla terra, intesa come storia della salvezza. E' significativo che l'apostolo non chiami la Madre di Cristo col nome proprio di «Maria», ma la definisca «donna»: ciò stabilisce una concordanza con le parole del Protovangelo nel Libro della Genesi (cf. 3, 15). Proprio quella «donna» è presente nell'evento centrale salvifico, che decide della «pienezza del tempo»: questo evento si realizza in lei e per mezzo di lei. ==''Parole sull'uomo''== ===[[Incipit]]=== '''Aborto'''<br>Nella notte di Natale, la Madre che doveva partorire non trovò per sé un tetto. Non trovò le condizioni, in cui si attua normalmente quel grande divino ed insieme umano Mistero del dare alla luce un uomo.<br>Permettete che mi serva della logica della fede e della logica di un conseguente umanesimo. Questo fatto di cui parlo è un grande grido, è una permanente sfida ai singoli e a tutti, particolarmente forse nella nostra epoca, in cui alla madre in attesa viene spesso richiesta una grande prova di coerenza morale. Infatti, ciò che viene eufemisticamente definito come «interruzione di gravidanza» (''aborto'') non può essere valutato con altre categorie autenticamente umane, che non siano quelle della legge morale cioè della coscienza. Molto potrebbero a tale proposito dire, se non le confidenze fatte nei confessionali, certamente quelle nei consultori per la maternità responsabile. ===Citazioni=== *L'[[uomo]] è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo. (p. 35) *Vi confesso con semplicità che provo vero turbamento per il futuro del mondo quando noto generazioni giovani incapaci di [[amare]] veramente o che riducono il loro donarsi allo scambio di gratificazione tra eguali, incapaci di vedere nella sessualità una chiamata, un invito ad un amore più alto e universale. (p. 41) *La mia preghiera è che l'[[Stati Uniti d'America|America]] non venga meno a se stessa e rinnovi la propria identità nella fedeltà ai principi morali e religiosi e nel servizio a un mondo bisognoso di pace e di diritti umani, un mondo affamato di pane e assetato di giustizia e di amore. (p. 42) *L'''[[amore]]'' è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l'umanità (p. 42) *Il genio educativo di [[San Giovanni Bosco]] si è manifestato in sommo grado nell'amore verso i giovani. ''Per poter educare, bisogna amare'' [...] (p. 44) *[[Anima e corpo|Né l'anima né il corpo]], presi separatamente, sono l'[[uomo]]: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione. (p. 47) *La [[pace]], secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini. (p. 49-50) *Noi dobbiamo desiderare che la preghiera dell'anziano riempia la casa, che la sua straordinaria capacità di evangelizzazione sia una forza per la saldezza degli affetti, un orientamento per i valori fondamentali dell'esistenza. (p. 53) *L' ''[[arte]]'' è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell'origine, che scruta, al di là dell'immediatezza dell'esperienza, il senso primo e ultimo della vita. (p. 54) *Il senso [[Religione|religioso]] dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. (p. 59) *Il vero e retto fine dell' ''attività [[politica]]'' è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. (p. 59) *La [[pace]] deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione. Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani. (p. 61) *Il tutore dell'[[Autorità|ordine pubblico]] sarà tanto più all'altezza della sua missione quanto più sarà capace di mantenere «ordinata» la suavita spirituale e quanto più ispirerà la sua condotta familiare e sociale ai valori religiosi. (p. 62) *Spetta alla legittima [[autorità]] il compito specifico di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune, non in forma dispotica, ma come forza morale che si appoggia prima di tutto sulla libertà e sulla coscienza del dovere e del compito assunto. (p. 63) *L'[[errore]] e il [[male]] devono essere sempre condannati e combattuti; ma l'[[uomo]] che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato. (p. 66) *La vera opera d'[[arte]] non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (p. 70) *Serviremo la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita ad ogni livello, e l'aiuteremo presentando agli occhi ed al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c'è di più nobile ed alto. (p. 71) *Nei [[Bambino|bambini]] la nazione vede il proprio domani, come il proprio domani vede in essi la [[Chiesa cattolica|Chiesa]]. (p. 71) *Il dovere fondamentale del [[potere]] è la sollecitudine per il ''bene comune'' della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (p. 73) *È iscritta nell'animo umano ''la chiamata all'immortalità''. Essa è iscritta nell'animo dell'[[artista]], quando con l'opera del proprio talento, del suo genio, cerca di ''superare il limite'' del transuente e della morte. (p. 74) *La [[fiducia]] non si acquista per mezzo della forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. (p. 77) ===Citazioni sul libro=== *Questo libro, in effetti, è un'efficace ''summa'' della prospettiva di vita e di pensiero di un uomo che si muove da protagonista sulla scena della storia di tutti, non solo dei suoi fedeli. ([[Vittorio Messori]]) *Una lettura non superficiale rivela ricchezze inattese anche per chi, non credente, guardi alla persona e al ruolo del Papa con occhio rispettoso e scevro da pregiudizi. ([[Angelo Montonati]]) {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR 1989}}. ISBN 88-17-11517-7 ==''Poesie''== ===[[Incipit]]=== '''PIETRA DI LUCE'''<br>VEGLIA PASQUALE 1966<br>INVOCAZIONE<br>''Comincia il colloquio con me stesso''<br>Questo significa forse che arrivo in pieno quanto il consenso delle genti<br>proclama grande e importante – nel vicendevole annunzio?<br>Questo significa forse che concordo nel conto degli anni con Thietmar,<br>il cronista di Merseburg, e vedo il passato<br>con gli occhi di Maestro Vincenzo, cercando armonia<br> con questo passato?<br>(o forse antepongo la mia visione delle vie del passato come le appresi dalle cronache<br>alla visione del buio degli scavi di Wiślica?<br>Significa che arrivo alle radici dello stesso albero,<br>e mi addentro nel segreto della sua crescita,<br>che anche in me si propaga, che da me prende corpo.<br>Io mi sento nell'albero e sento l'albero in me.<br><br>L'albero è un corpo fisico.<br>La storia degli uomini, dei miei simili, cerca un suo Corpo. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986.}} ===Citazioni=== *''Nell'istante della partenza ciascuno è più grande degli eventi di cui | egli fu minima parte (scheggia di un certo secolo | o schegge di due secoli, riunite in una vita).'' (1986, p. 23) *Tempo di nascita, il [[passato]], non di morte. (1986, p. 24) *Oltre il linguaggio, l'abisso. È questa forse l'incognita della debolezza che conosciamo nei [[Padre|padri]] e forse l'ereditiamo? (1986, p. 100) *La [[schiavitù]] fu il verdetto sulla dorata [[libertà]]. (1986, p. 101) *La [[storia]] stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.<br>Può andar la storia contro la corrente delle coscienze? (1986, p. 104) *''Attendo qui le tue mani cariche dei lavori d'ogni giorno, | attendo qui le tue mani che reggono un semplice panno. | Nel paese dei più profondi significati porta le tue mani, [[Santa Veronica|Veronica]], | porta le tue mani | e tocca il volto dell'uomo.'' (1994, p. 197) *''Nessun uomo trova spianati i sentieri. | Veniamo al mondo simili a un cespuglio | che può ardere come [[Roveto ardente|il roveto]] di Mosè | oppure inaridirsi.'' (1994, p. 197) *''Nessuno ti ha fermata, Veronica. | Sei vicina. Il tuo panno è ora un grido dei cuori, | di tutti i cuori timidi che più non si aprono un varco | vedendo che il tuo cammino è parallelo | alla strada del Condannato.'' (1994, p. 201) ==''Redemptoris Mater''== ===[[Incipit]]=== La Madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché, «quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre» (Gal 4,4). ===Citazioni=== *Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata. *Il dogma della maternità divina di Maria fu per il Concilio Efesino ed è per la Chiesa come un suggello del dogma dell'incarnazione, nella quale il Verbo assume realmente nell'unità della sua persona la natura umana senza annullarla. *La donazione salvifica che Dio fa di sé e della sua vita in qualche modo a tutta la creazione, e direttamente all'uomo, raggiunge nel mistero dell'incarnazione uno dei vertici. *La fede, infatti, è un contatto col mistero di Dio. [[Maria]] costantemente, quotidianamente è in contatto con l'ineffabile mistero di Dio che si è fatto uomo, mistero che supera tutto ciò che è stato rivelato nell'Antica Alleanza. *La pienezza di grazia, annunciata dall'angelo, significa il dono di Dio stesso; la fede di Maria, proclamata da Elisabetta nella visitazione, indica come la Vergine di Nazareth abbia risposto a questo dono. *Maria si pone tra suo Figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze e sofferenze. Si pone «in mezzo», cioè fa da mediatrice non come un'estranea, ma nella sua posizione di madre, consapevole che come tale può – anzi «ha il diritto» – di far presente al Figlio i bisogni degli uomini. *Questo fiat di Maria – «avvenga di me» – ha deciso dal lato umano il compimento del mistero divino. ===[[Explicit]]=== Mentre con tutta l'umanità si avvicina al confine tra i due millenni, la Chiesa, da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, raccoglie la grande sfida contenuta nelle parole dell'antifona sul «popolo che cade, ma pur anela a risorgere» e si rivolge congiuntamente al Redentore ed a sua Madre con l'invocazione: «Soccorri». Essa, infatti, vede – e lo attesta questa preghiera – la Beata Madre di Dio nel mistero salvifico di Cristo e nel suo proprio mistero; la vede profondamente radicata nella storia dell'umanità, nell'eterna vocazione dell'uomo, secondo il disegno provvidenziale che Dio ha per lui eternamente predisposto; la vede maturamente presente e partecipe nei molteplici e complessi problemi che accompagnano oggi la vita dei singoli, delle famiglie e delle nazioni; la vede soccorritrice del popolo cristiano nell'incessante lotta tra il bene e il male, perché «non cada» o, caduto, «risorga». Auspico fervidamente che anche le riflessioni, contenute nella presente Enciclica, giovino a! rinnovamento di questa visione nel cuore di tutti i credenti. Come Vescovo di Roma, io mando a tutti coloro, a cui sono destinate queste considerazioni, il bacio della pace, il saluto e la benedizione in nostro Signore Gesù Cristo. Amen. {{NDR|Giovanni Paolo II, ''Redemptoris Mater'', Àncora, Milano, 1987}} ==''Rosarium Virginis Mariae''== ===[[Incipit]]=== Il [[Rosario]] della [[Maria|Vergine Maria]], sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. ===Citazioni=== *Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé ''la profondità dell'intero messaggio evangelico'', di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne ''[[Magnificat]]'' per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano ''si mette alla scuola di Maria'', per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore. *Recitare il Rosario, infatti, non è altro che ''contemplare con Maria il volto di Cristo''. *In [[Cristo]], Dio ha assunto davvero un «cuore di carne». Egli non ha soltanto un cuore divino, ricco di misericordia e di perdono, ma anche un cuore umano, capace di tutte le vibrazioni dell'affetto. *Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni [[cristiano (religione)|discepolo di Cristo]]; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. {{NDR|Giovanni Paolo II, [https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/2002/documents/hf_jp-ii_apl_20021016_rosarium-virginis-mariae.html#fn1''Rosarium Virginis Mariae''], ''vatican.va'', 16 ottobre 2002}} ==''Segno di contraddizione''== ===[[Incipit]]=== '''CONFERENZA INTRODUTTIVA'''<br>Beatissimo Padre! All'inizio di questi esercizi spirituali, che ho il grande onore di predicare davanti a Lei e ai Suoi illustrissimi collaboratori, vorrei esprimere il mio più profondo omaggio e amore alla Sua Persona. Devo dire, però, che questo non è solo il mio saluto personale. Esso include anche tutti coloro con i quali sono unito in maniera particolare e che con il loro ricordo, con le loro preghiere e con i loro sacrifici si sono impegnati a dare uno spirituale appoggio al mio umile servizio della Parola in questi giorni di esercizi spirituali, e non solamente a me, ma anche a tutto il mio illustre Uditorio, con Lei, beatissimo Padre, al primo posto, con i signori Cardinali della Santa Chiesa Romana, i reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e carissimi Fratelli nel sacerdozio. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977.}} ==''Tertio millennio adveniente''== ===[[Incipit]]=== Nel suo [[Nuovo Testamento#Vangelo secondo Luca|Vangelo]] [[Luca evangelista|Luca]] ci ha trasmesso una ''concisa descrizione delle circostanze riguardanti la nascita di [[Gesù Cristo| Gesù]]'': "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la [[terra]] [...]. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua [[città]]. Anche Giuseppe, che era della [[casa]] e della [[famiglia]] di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (2,1.3-7). Si compiva così quanto l'angelo Gabriele aveva predetto nell'Annunciazione. ===Citazioni=== *Grazie alla venuta di Dio sulla terra, il tempo umano, iniziato nella creazione, ha raggiunto la sua pienezza. "La pienezza del tempo", infatti, è soltanto l'eternità, anzi ''Colui che è eterno'', cioè Dio. Entrare nella "pienezza del tempo" significa dunque raggiungere il termine del tempo ed uscire dai suoi confini, per trovarne il compimento nell'eternità di Dio. *[...] [[Gesù Cristo|Cristo]], come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel [[presente]] della [[vita]] dell'[[umanità]] diffondendo l'opera della salvezza da Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche ''tutto il [[passato]]'' del genere umano, cominciando dal primo [[Adamo]]. {{NDR|Karol Wojtyla, ''Tertio millennio adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998.}} ==''La potenza dei media''== ===[[Incipit]]=== ''La responsabilità''<br>Il 24 gennaio scorso, memoria di [[San Francesco di Sales|san Francesco di Sales]], Patrono della stampa cattolica, è stato reso pubblico il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 19 maggio, che avrà come tema: «I media: areopago per la promozione della donna nella società». Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l'annuncio del Vangelo, come già sottolineava il decreto ''Inter mirifica'', col quale il Concilio Vaticano II si è appunto occupato di essi. ===Citazioni=== *Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà. (p. 47) *La [[libertà]] non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace. (p. 48-49) *I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della [[televisione]] come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (p. 51) *Per garantire che l'industria televisiva tuteli i diritti delle famiglie, i genitori dovrebbero esprimere le loro legittime preoccupazioni ai produttori e ai responsabili dei mezzi di comunicazione sociale. (p. 51) *Nell'adempiere alle proprie responsabilità, l'industria televisiva dovrebbe sviluppare e osservare un codice etico che includa l'impegno a soddisfare le necessità delle famiglie e a promuovere valori a sostegno della vita familiare. (p. 52) {{NDR|Karol Wojtyla, ''La potenza dei media'', in [[Karl Popper]] - [[John Condry]], ''Cattiva maestra televisione'', traduzioni di Marina Astrologo e Claudia Di Giorgio, CDE, Milano 1993}} ==Udienze== *Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il [[Natale]] in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore; deve pertanto essere celebrata con autentico spirito di condivisione, di compartecipazione con i fratelli, che hanno bisogno del nostro aiuto affettuoso. Deve essere una tappa fondamentale per la meditazione sul nostro comportamento nei confronti del "Dio che viene"; e questo Dio che viene possiamo incontrarlo in un bimbo indifeso che vagisce; in un ammalato che sente venir meno inesorabilmente le forze del suo corpo; in un anziano, che dopo aver lavorato per tutta la vita, si trova di fatto emarginato e tollerato nella nostra moderna società, basata sulla produttività e sul successo. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821222_it.html 22 dicembre 1982]) *La [[Natale|festa del Natale]] dà un senso cristiano al succedersi degli eventi e agli umani sentimenti, progetti, speranze, e consente di rintracciare in questo ritmico e apparentemente meccanico scorrere del tempo, non soltanto le linee di tendenza di un umano peregrinare, ma anche i segni, le prove e gli appelli della Provvidenza e Bontà divina. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19821229_it.html 29 dicembre 1982]) *Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il [[Natale]], infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Il [[Natale]] è la festa dell'Amore divino: per amore egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno. ([http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1990/documents/hf_jp-ii_aud_19901219_it.html 19 dicembre 1990]) *Nello sforzo di descrizione rigorosa e di formalizzazione dei dati dell'esperienza, l'uomo di scienza è condotto a ricorrere a dei concetti metascientifici il cui uso è come esigito dalla logica del suo procedimento. Conviene precisare con esattezza la natura di tali concetti, per evitare di procedere a delle estrapolazioni indebite che leghino le scoperte strettamente scientifiche a una visione del mondo o a delle affermazioni ideologiche o filosofiche che non ne sono affatto dei corollari. Si coglie qui l'importanza della [[filosofia]] che considera i fenomeni come anche la loro interpretazione. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *Pensiamo, a titolo di esempio, all'elaborazione di nuove [[teoria|teorie]] a livello scientifico per spiegare l'emergere del vivente. A rigor di metodo, non si potrebbe interpretarle immediatamente e nel quadro omogeneo della [[scienza]]. In particolare, quando si tratta di quel vivente che è l'uomo e del suo cervello, non si può dire che tali teorie costituiscano per se stesse un'affermazione o una negazione dell'[[anima]] spirituale, o ancora che esse forniscano una prova della dottrina della [[Creazione (teologia)|creazione]], o al contrario che esse la rendano inutile. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) *È necessario un lavoro di ulteriore interpretazione: è questo precisamente l'oggetto della filosofia, che è ricerca del senso globale dei dati dell'esperienza, e dunque ugualmente dei [[fenomeno|fenomeni]] raccolti e analizzati dalle scienze. La [[cultura]] contemporanea esige uno sforzo costante di sintesi delle conoscenze e di integrazione dei saperi. Certo, è alla [[specializzazione]] delle ricerche che sono dovuti i successi che noi constatiamo. Ma se la specializzazione non è equilibrata da una riflessione attenta a notare l'articolazione dei saperi, è grande il rischio di giungere a una "cultura frantumata", che sarebbe di fatto la negazione della vera cultura. Poiché quest'ultima non è concepibile senza [[umanesimo]] e sapienza. ([http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze.html 31 ottobre 1992]) ==Discorsi== *Ci rendiamo conto, signore e signori, che l'avvenire dell'uomo e del mondo è minacciato, radicalmente minacciato, a dispetto delle intenzioni, certamente nobili, dell'uomo di cultura, dell'uomo di scienza. [...] Ragioni geopolitiche, problemi economici di dimensione mondiale, terribili incomprensioni, [[orgoglio|orgogli]] nazionali feriti, il [[materialismo]] della nostra epoca e la decadenza dei valori morali hanno condotto il nostro mondo ad una situazione d'instabilità, a un equilibrio fragile, che rischia d'esser distrutto da un momento all'altro in seguito ad errori di giudizio, d'informazione o d'interpretazione. [...] Fino ad oggi si è detto che le [[arma nucleare|armi nucleari]] hanno costituito una forza di dissuasione che ha impedito lo scoppio di una guerra più grande, ed è probabilmente vero. Ma ci si può nello stesso tempo chiedere se sarà sempre così. Le armi nucleari di qualsiasi ordine di [[grandezza]] o di qualsiasi tipo siano, si perfezionano ogni anno di più e si aggiungono all'arsenale di un numero crescente di paesi. Come si potrà essere sicuri che l'uso delle armi nucleari, anche ai fini di difesa nazionale o in conflitti limitati, non trascinerà con sé una scalata inevitabile portando a una distruzione che l'umanità non potrà mai né prendere in considerazione, né accettare? Ma non è a voi, uomini di scienza e di cultura, che devo domandare di non chiudere gli occhi su ciò che una [[guerra nucleare]] può rappresentare per l'umanità intera. Signore e signori, il mondo non potrà proseguire a lungo su questa via. [...] Bisogna aumentare gli sforzi delle [[coscienza morale|coscienze umane]] nella misura della tensione tra il bene e il male alla quale sono sottoposti gli uomini alla fine del XX secolo. Bisogna convincersi della priorità dell'etica sulla tecnica, del primato della persona sulle cose, della superiorità dello [[spirito]] sulla materia. (Parigi, Lunedì 2 Giugno 1980<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1980/june/documents/hf_jp-ii_spe_19800602_unesco.html ''Discorso di Giovanni Paolo II all'UNESCO''], Parigi, 2 giugno 1980 (ai nn. 21-22).</ref>) *Come dicevo il 3 novembre 1982 agli universitari di Madrid: "Uomini e donne che rappresentate la scienza e la cultura, il vostro potere morale è considerevole. Potete insieme, grazie al vostro prestigio, ottenere che il settore scientifico serva innanzitutto la cultura dell'uomo e che egli non sia mai utilizzato per la sua distruzione". Si pensa spontaneamente ai pericoli dell'energia nucleare. Scatenando la potenza atomica, i ricercatori sono stati da parte loro all'origine di una crisi morale senza pari nella storia, come ho sottolineato ad Hiroshima. All'Unesco, ho insistito sul fatto che l'avvenire dell'uomo e del mondo era minacciato radicalmente, a scapito delle intenzioni degli uomini di scienza, se si utilizzassero le loro scoperte per dei fini distruttivi. Da questo alto luogo di cultura, ho lanciato anche un appello solenne agli scienziati perché aiutassero l'umanità alleando la coscienza alla scienza, facendo rispettare il primato dell'[[etica]] badando che la scienza sia al servizio della vita e dell'uomo (cf. Discorso all'Unesco, 2 giugno 1980, nn. 20-22). La tutela della [[pace]] tra i popoli è primordiale, e noi speriamo che la testimonianza di numerosi capi religiosi, che hanno pregato ieri ad [[Assisi]] per la pace, contribuisca da parte sua a instaurare questa pace che è anche un dono di Dio. (Pontificia Accademia delle Scienze, Martedì 28 Ottobre 1986<ref>Citato in [https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861028_pont-accademia-scienze.html ''Discorso di Giovanni Paolo II alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze nel cinquantesimo della rifondazione''], 21 ottobre 1986 (al n. 8).</ref>) ==Citazioni su papa Giovanni Paolo II== *Alle volte mi lasciava sbigottito la sua umiltà. [...] Ma un aneddoto io lo ricordo sempre e lo devo raccontare: la prima volta che ho predicato in San Pietro, appena ho cominciato a parlare mi sono reso conto che dovevo parlare lentamente perché c'era un'eco nella basilica, però parlando lentamente durai dieci minuti più del previsto e il prefetto della Casa Pontificia — che era un vescovo, a quel tempo — era un po' nervoso, ogni tanto guardava l'orologio [...] Io non lo vedevo perché era di fianco, però il giorno dopo questo vescovo [...] dopo la liturgia il Papa lo chiamò e sorridendo gli disse: «Quando un uomo ci parla in nome di Dio, non bisogna guardare l'orologio» ([[Raniero Cantalamessa]]) *Anche in America Latina egli agisce in costante accordo con gli USA e con le sanguisughe locali. Al ministro dei sacerdoti nicaraguese Ernesto Cardenal ha rifiutato la mano, ma ha stretto tanto più cordialmente quella del dittatore Ríos Montt o quella dell'assassino di Romero, d'Aubuisson. ([[Karlheinz Deschner]]) *Continua a oscillare tra intransigenti affermazioni di fede e affermazioni generalmente umanistiche che possono andare più o meno bene per tutti. ([[Sergio Quinzio]]) *Custodisco profondissima reverenza per Giovanni Paolo II, ora santo. Chiunque ha avuto la possibilità di vederlo da vicino ha sentito questo soffio di santità evidente in lui. Si percepiva quasi fisicamente la sua fede, così giovane e poetica, il suo amore e il suo interesse profondo per ciascuno, il suo coraggio. Senza di lui non si potrebbe potuto nemmeno immaginare il crollo del sistema comunista. Ma non apprezzo solamente la sua passione per l'unità cristiana, o la sua profonda e amante comprensione della spiritualità delle chiese orientali: apprezzo il suo grande amore per la cultura, per il genio creativo dell'essere umano, per la poesia, l'arte, la filosofia. E il suo coraggio sulla storia: non ha avuto paura di riconoscere alcuni sbagli tragici della chiesa, e chiedere perdono. Mi spiace tanto che tutti i suoi sforzi per ristabilire pace e fraternità con la chiesa russa ortodossa non abbiano avuto risposte da parte nostra. Il suo amore per la cultura russa, per la "bellezza dell'anima russa", come ha detto, non è stato da noi contraccambiato. ([[Ol'ga Aleksandrovna Sedakova]]) *Da piccoli, si può sognare di far l'attore nei film di cowboy e poi, da grandi, ritrovarsi Presidente degli Stati Uniti. Anche Papa Wojtyla ha cominciato con la recitazione: faceva così bene la parte di [[Papa Giulio II|Giulio II]], che l'hanno chiamato in vaticano. ([[Gianni Monduzzi]]) *''De labore solis''. ([[Malachia di Armagh]]) :La fatica del sole<ref>Per approfondimenti vedi la voce [[w:Profezia di Malachia|Profezia di Malachia]] su Wikipedia.</ref>. *Dire che papa Wojtyla è un papa reazionario o conservatore è una semplificazione. È un papa diverso da quelli che gli italiani conoscono: non ha la mitezza di Luciani<ref>Albino Luciani, [[papa Giovanni Paolo I]].</ref>, non ha la sapienza dubbiosa e sofferta di Paolo VI, non ha la simpatia e la generosità di Giovanni XXIII; ma non si può neppure dire che sia un papa all'antica di quelli che guardano dal soglio di San Pietro all'esercito dei fedeli come a qualcosa che non ha nome, né personalità. Wojtyla conosce il senso del collettivo, delle masse come lo conoscono i capi autoritari e rivoluzionari. Ma invece di ripetere il grido di Bakunin «Io non sono io, io sono voi», invece di parafrasare i detti autoritari dei capi «Voi siete me e io sono voi» dice «Non io, ma tu e tu e tu» non l'egoismo, il narcisismo, il superomismo, ma neppure il collettivismo che appiattisce, neppure il «volgo che nome non ha», ma una società di uomini ognuno dei quali ha la sua dignità, la sua responsabilità. ([[Giorgio Bocca]]) *E quella frase che Giovanni Paolo II ha ripetuto per tutto il suo pontificato – "il mondo può cambiare!" – è stata forse l'eredità più preziosa che potesse lasciare agli uomini del XXI secolo. ([[Gian Franco Svidercoschi]]) *Egli è stato un vero apostolo di giustizia e di pace nel mondo intero, al di là di ogni diversità di etnia e di fede religiosa. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Era il giugno del 1988. Congresso diocesano con Messa al circuito di Fiorano. Decine di migliaia di fedeli. Giovanni Paolo II doveva fare un giro di pista con l'auto del Vaticano, la cosiddetta Papamobile, per inciso una Toyota. Ma il Pontefice disse: non ci sarebbe una Ferrari scoperta? Scovammo per fortuna una Mondial in garage, c'era appena un litro di benzina nel serbatoio, guidai andando pianissimo e per fortuna non restammo a piedi! ([[Piero Ferrari]]) *Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza. Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio. Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero. L'Italia, Roma – la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro – piangono la perdita di un Padre, di una persona amata. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Giovanni Paolo II mi ha sempre colpito nel profondo del cuore. A me così come a tutte le persone. Specialmente tutti i polacchi in quei difficili anni nella fine degli anni '70. Avevamo grandi problemi con il comunismo e lui ispirò tutti noi a rialzarci insieme, pensando positivo e credendo in un futuro migliore. Lo incontrai nel 1983, quando con la Polonia giocammo, vincendo, a Roma. Un'esperienza indimenticabile. Quando arrivò quella finale {{NDR|della UEFA Champions League 2004-2005, vinta dal Liverpool contro il Milan}}, nel 2005 io avevo sempre con me i suoi libri, che leggevo anche prima delle partite. Durante quella serata fu lui a guidarmi. Maradona segnò con la mano di Dio, io parai il tiro di Sheva con quella di Giovanni Paolo II. ([[Jerzy Dudek]]) *Giunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. ([[Luciano Canfora]]) *Il cristiano Karol Wojtyla è convinto che l'uomo abbia smarrito le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non sono certo «cattivi»: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati da cattivi maestri, da suggestioni inganevoli. ([[Vittorio Messori]]) *Il nuovo papa Woityla, che ha preso il nome di papa Giovanni Paolo II, seguirà una politica internazionale nello spirito della religione cristiana romana. Ci sono voluti quattro secoli per vedere al Vaticano un pontefice non italiano, e precisamente polacco. A mio avviso, l'elezione di questo papa a capo della Chiesa cattolica romana è opera della CIA, degli Stati Uniti, di Brzezinski, questo polacco che è il consigliere speciale del presidente americano per la sicurezza nazionale. ([[Enver Hoxha]]) *Il Papa ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! ([[Daniele Luttazzi]]) *Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello [[Istituto per le opere di religione|Ior]] e nei [[Paul Marcinkus|Marcinkus]]. Ha investito nella [[politica]] dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. ([[Umberto Bossi]]) *Il Papa sarebbe d'accordo con me: vuole una Polonia bella e pulita come la voglio io. ([[Lech Walesa]]) *Karol Wojtyła – Giovanni Paolo II, che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per Lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. ([[Benedetto XVI]]) *L'avvento di questo nuovo pontefice sarà certo importante per molti paesi d'Europa e del mondo; egli sosterrà l'imperialismo e si adopererà per ingannare il proletariato e i popoli. Quest'avvenimento avrà ripercussioni in Polonia, come pure in Cecoslovacchia, in Ungheria e in Francia, poiché la borghesia di questi paesi è contenta di vedere alla testa della Chiesa romana un cardinale non italiano. Dal canto loro, gli italiani, specie i democristiani e in generale tutta la borghesia di questo paese, tutti i partiti della borghesia e i cattolici, sono rimasti scioccati da quest'elezione, poiché l'attuale papa non è più un loro papa, il papa della Chiesa italiana, ma un papa di nazionalità polacca e al servizio degli Stati Uniti d'America... ([[Enver Hoxha]]) *''La passion de convaincre'', la passione di convincere: questo, per [[Blaise Pascal]], il segno distintivo di ogni cristiano che sia davvero convinto di avere trovato nel [[Nuovo Testamento|Vangelo]] – anzi nell'incontro personale col Cristo – la verità sull'uomo e sull'umanità. Quella passione sembra pervadere interamente il papa «venuto da lontano». ([[Vittorio Messori]]) *La predicazione religiosa di Giovanni Paolo II per me forse si riassume tutta nelle parole, spesso da lui ripetute: "Non abbiate paura"; ma anche nella sua affermazione, che responsabilizza tutti gli uomini: "In un certo senso si può dirlo: di fronte alla libertà umana Dio ha voluto rendersi "impotente". ([[Arrigo Levi]]) *L'arcivescovo di Cracovia, non ancora papa, rischiò di perdere l'aereo che l'avrebbe portato a Roma per il conclave, perché s'era messo a cercare il gatto che un'anziana signora aveva smarrito. Giovanni Paolo II ama gli [[animali]]. Dicono che abbia fatto venire a Roma il gatto ch'egli aveva a Cracovia. ([[Mario Canciani]]) *''Leit-motiv'' del Wojtyla-pensiero è la necessità di promuovere con tutti i mezzi la verità sull'uomo. ([[Angelo Montonati]]) *Lui ha accelerato [...] il corso della storia. E del comunismo, che resta un fenomeno storico senza precedenti, è stato veramente un degno e fiero avversario. Un avversario vittorioso. ([[Andrea Camilleri]]) *Nel carisma di Karol Wojtyla si annunciava l'unità spirituale dell'Europa. Egli aveva la fede e la forza del profeta. Il suo corpo e i suoi gesti, assieme alle parole, improvvisamente univano quello che si era divaricato con la prepotenza dell'ideologia. ([[Achille Silvestrini]]) *Nell'affrontare il problema capitale della trasformazione psicologica dello spettatore televisivo Giovanni Paolo II vede in essa un potenziale di comunicazione spirituale. ([[Derrick de Kerckhove]]) *Noi oggi vediamo tanti uomini che hanno responsabilità mondiali, mancare assai spesso ai loro impegni. Questo Papa ha fatto impallidire l'immagine di questi uomini. ([[Andrea Camilleri]]) *Non è detto che la minore efficienza fisica comporti minore pregnanza spirituale. La sofferenza ha una forza di esempio, di testimonianza, diversa ma ugualmente forte, che non ha in sé il pieno vigore. Pensiamo al Papa quand'era in ospedale: lo ha avvicinato ancora di più ai tanti che soffrono. L'età avanzata lo pone una condizione umana che conserva l'esperienza e la saggezza di un anziano. Ogni momento della vita ha un significato. ([[Achille Silvestrini]]) *Non ho mai condiviso le critiche laiciste al fatto che Papa Wojtyla abbia sempre riproposto senza compromessi verità per lui indiscutibili, su questioni (una ne nomino fra tante) come l'[[aborto]]. ([[Arrigo Levi]]) *Paolo e Giovanni Paolo II attraversano il mondo senza una spada; basta che essi diano testimonianza, questa è la loro arma più potente, e il successore di Pietro può sempre attingere nuova energia per questa testimonianza in una Chiesa consacrata a Maria. ([[Hans Urs von Balthasar]]) *Per me, l'attuale papa Giovanni Paolo II è il Medioevo più la televisione. ([[Jacques Le Goff]]) *Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche Giovanni Paolo II potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto [[Eluana Englaro]] di qualsiasi funzione che dona significato alla vita. [...] Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato. ([[Peter Popham]]) *Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa! ([[Diego Armando Maradona]]) *Solo nel 1965 il Concilio Vaticano II deplora l'errore della Chiesa nei riguardi di Galileo, ma passano quasi altri quindici anni perché papa Giovanni Paolo II istituisca una commissione pontificia e riconosca pubblicamente la grandezza di Galileo e le sofferenze a lui inflitte dagli organismi della Chiesa. [...] Comunque una riabilitazione ufficiale non c'è mai stata. ([[Margherita Hack]]) *Tanti giovani ammirano in Giovanni Paolo II soprattutto la dimensione profetica, sul tipo del profeta Gioele, che ha evidenziato nel terzo capitolo della sua profezia il tema del sogno degli anziani, della visione dei giovani. ([[James Francis Stafford]]) *''Un uomo venuto da molto lontano | stringeva il dolore e un libro nella mano. | Qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto | ma tutto il mondo gli è rimasto accanto. | Quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore, | la verità non muore.'' ([[Amedeo Minghi]]) *Una domanda, Santità: è vero che tempo fa Lei chiese ai figli di Allah di perdonare le Crociate fatte dai Suoi predecessori per riprendersi il Santo Sepolcro? Ah, sì? Ma loro Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'esserselo preso? Le hanno mai chiesto scusa per il fatto d'aver soggiogato per oltre sette secoli la cattolicissima penisola iberica, tutto il [[Portogallo]] e tre quarti della [[Spagna]], sicché se nel 1490 Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona non si fossero dati una mossa oggi parleremmo tutti arabo? [...] Santissimo Padre. In tutto rispetto lei mi ricorda i banchieri ebrei-tedeschi che, sperando di salvarsi, negli Anni Trenta prestavano il denaro a [[Adolf Hitler|Hitler]]. E che pochi anni dopo si ritrovarono nei forni crematori. ([[Oriana Fallaci]]) *Va riconosciuto che al cospetto di Karol Wojtyla persino il mondo dei non cattolici è stato obbligato, eccezion fatta per qualche residuo, a mettere in soffitta toni, argomenti e stilemi del tradizionale anticlericalismo e anzi ad emendarsi non senza qualche fatica e sofferenza da essi. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato il Papa del dialogo interreligioso, della mano tesa al modo ebraico e musulmano, del riconoscimento dei torti della propria parte. Qualcosa a ben pensarci di davvero atipico, unico nella Storia universale. ([[Paolo Mieli]]) *Wojtyla è stato un grande politico che ha contribuito a cambiare la storia d'Europa, anzi direi del mondo. Era un uomo di grandissima intelligenza, un uomo piacevolissimo, io l'ho frequentato in tutti i viaggi papali con l'aereo, sono stata nell'appartamento dove lui viveva in vaticano, conoscevo benissimo padre Stanislao Jan Dziwisz che ora è cardinale di Cracovia, che era il segretario di Wojtyla. Era una occasione irripetibile di essere vicino a uno dei grandi personaggi che in quel momento abitava nel mondo. ([[Lorenza Foschini]]) *Wojtyla vuole radicare l'identità cattolica dei poveri, innanzitutto e per lo più per combattere la deriva laica dei ricchi, e non per condurre un'azione effettiva di lotta alla povertà, per colmare il fossato materiale fra gli uni e gli altri. Oltre ogni migliore intenzione, il risultato è solo un invito a fare buon viso cristiano al cattivo gioco degli egoismi, messi indebitamente in conto al materialismo laico. ([[Paolo Flores d'Arcais]]) === [[Mehmet Ali Ağca]] === *Il papa vuole dire Solidarność, il risveglio nazionale polacco che poteva distruggere l'impero sovietico. *Il Cremlino e il KGB avevano deciso di uccidere il papa polacco se necessario. *Il papa era stato eletto anche con l'aiuto dell'America per distruggere l'impero sovietico. Questi sono piani della CIA, del Pentagono, della Casa Bianca, che non tutti sanno, ma io so. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Giovanni Paolo II ha rilanciato la fede, ma non solo quella cattolica. Ha fatto riflettere tutti sull'esistenza di qualcosa che trascende gli esseri umani, affascinando i laici e i credenti di qualunque denominazione. *I media avevano scritto che ero stato io a far eleggere Giovanni Paolo II, complottando col cardinale di Filadelfia Krol. Quella presunta notizia veniva da un rapporto fasullo del Kgb, diffuso per spargere la disinformazione su un tema che preoccupava molto Mosca. Era una tale fesseria, che quando vedevo il Papa ci scherzavamo sempre su. *Il comunismo significava vuoto materialistico, violenza politica e barbarie intellettuale. Wojtyla, invece, è stato il simbolo dei valori opposti: fede, dignità umana, spiritualità, libertà. Con la sua testimonianza ha sgretolato l'impero sovietico dall'interno. *Verrà ricordato come un faro che ha brillato in un periodo caratterizzato dal cinismo, il vuoto spirituale, e anche l'incertezza politica provocata dalla guerra fredda. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Giovanni Paolo II premiazione.jpg|thumb|Giovanni Paolo II con [[Michail Gorbačëv]]]] *Certo, lui usciva dalla sfera spirituale, a volte parlava come un politico. Ma più che del politico, direi, spesso ricopriva il ruolo del profeta. *Credo che questo Papa, che pure ha tratti di totale intransigenza, sia al fondo un politico realista. Richiamare l'attenzione del mondo sui suoi problemi più urgenti, improcrastinabili, è realismo e lungimiranza. Cosa ben diversa dal realismo di piccolo respiro dedicato a chiudere le falle e a risolvere meschini interessi di breve momento. La sua attenzione al Terzo Mondo, al debito che lo schiaccia in misura crescente, ne è la prova. *Dopo il 1989 ci siamo incontrati più volte e, ogni volta, ho avuto la conferma che l'uomo che avevo di fronte aveva una chiara consapevolezza della drammaticità delle sfide del mondo contemporaneo. Fin dal primo contatto provai fiducia, istintivamente. E credo che sia stata una comprensione reciproca. Certo siamo diversi, con percorsi di vita che più diversi non potrebbero essere, eppure - e questo non cessa di stupirmi - siamo giunti agli stessi approdi nel giudizio sull'uomo. Forse, chissà, in questa convergenza gioca il fatto che entrambi siamo uomini dell'Est. *Era privo di legami a queste o quelle ideologie o partiti. Predicava il rispetto verso l'Uomo, servendo la giustizia. *Io vedo in lui un umanista, che ha compreso a fondo, molto a fondo, le tragedie del comunismo, le ragioni della sua degenerazione. Ma anche un uomo che ha capito molto bene la realtà di un certo capitalismo, la sua brutalità, la sua vuotezza, il cui materialismo pratico non è affatto migliore del materialismo filosofico di una certa interpretazione del marxismo. *La sua critica dell'assenza di libertà individuali nel sistema politico sovietico fu giusta. Io stesso, che pure vi ero nato e cresciuto, ero giunto a conclusioni analoghe e, proprio per questo, mi ero impegnato a riformarlo. Ma c'è sempre, nelle parole di questo Papa, una sincerità e una coerenza che non si trovano in altri critici di quel comunismo: cioè Giovanni Paolo II denuncia la mancanza di libertà dovunque si manifesta, nel comunismo, ma anche nel capitalismo. Per questo è stato osteggiato e criticato dalle potentissime congreghe dei vincitori della guerra fredda. *Lui è stato, e rimane, una persona che è uscita anche al di fuori della sua propria missione spirituale. Non è stato fermato né dagli attentati contro di lui né dalle minacce. È stato sempre un fermo e convinto difensore delle idee dell'umanesimo. È stato un grande umanista. *Nella storia della Chiesa ci sono stati pochi Papi così longevi come Giovanni Paolo II, e così importanti: per avere attraversato un'intera epoca di eccezionali cambiamenti non da spettatori ma da protagonisti. *Sì, all'epoca Giovanni Paolo II aveva criticato spesso - e critica ancora oggi - il cosiddetto sistema comunista (anche se preferirei chiamarlo pseudocomunista, in quanto si è solo appropriato il nome) e il modello sociale antiumano che incarnava. Il Papa lo conosceva non per sentito dire: ci aveva vissuto. Ma questa presa di posizione non gli ha impedito di ricordare, ormai nei giorni nostri, che anche questo modello aveva aspetti positivi, inanzitutto sociali. *Sua Santità si schiera sempre per una soluzione politica, umana. Crede profondamente nella possibilità di una tale soluzione e io condivido pienamente questa fede. ===[[Hans Küng]]=== *Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all'esterno è in totale opposizione con la sua politica all'interno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio. *Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l'esatto opposto di quello che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare. *Ma il "Santo Subito" è stata un'esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni "spontanei" di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. È stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molti forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia. *Allo stesso modo, l'entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Ratzinger. ===[[Sandro Magister]]=== *Karol Wojtyla irrompe in questi anni '80 con il passo grave del più celebre papa della storia. Celebre, non celebrato. [...] Dopo quindici mesi di pontificato, papa Karol Wojtila non è più uno sconosciuto: eppure, più il mondo lo conosce, meno il mondo lo ama. *Una cosa sanno di Giovanni Paolo II i cardinali che eleggeranno il suo successore: che è irripetibile. *Wojtyla si segnala come interprete di prima grandezza della nuova fase dell'apertura a oriente della Chiesa, a superamento del capitolo meramente diplomatico. ===[[Gianluigi Nuzzi]]=== *Il 16 ottobre 1978 viene eletto papa il polacco Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Il santo padre recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull'indirizzo finanziario. *In realtà, Giovanni Paolo II segue le più delicate vicende che agitano la segreteria di Stato, dicastero chiave nell'organigramma vaticano e braccio operativo del santo padre. S'interessa alle inchieste che turbano i segreti dello Ior, come si è visto grazie ai report inviati negli anni Novanta da Caloia al segretario di Wojtyla, Stanislao Dziwisz, sulle vicende Enimont e sullo Ior parallelo, creatura di monsignor Donato de Bonis. Riceve quindi i dossier più riservati sui casi critici e indica le linee generali da seguire alla segreteria di Stato. Gestisce poi in prima persona un'enorme quantità di denaro sui finanziamenti alla Polonia di Solidarnosc. Denaro che costituisce il fondo personale del sommo pontefice e che proprio essendo di sua esclusiva competenza sfugge ai bilanci ufficiali che la Santa Sede diffonde ogni anno. *Se si sommano i 72,5 miliardi dello Ior ai 94,4 miliardi dell'Obolo di san Pietro, si scopre che Wojtyla nel 1994 può contare su una cassa personale per carità e opere di bene di 166,9 miliardi (121,3 milioni di euro). Ai quali andranno aggiunti negli anni i proventi della Centesimus annus pro pontefice, il fondo che raccoglie i frutti delle iniziative degli imprenditori cattolici. ===[[Fernando Vallejo]]=== *E quale sarà il papa a dover chiedere perdono in futuro per l'omofobia di Wojtyla e per l'infinità di bambini che sono nati per essere abbandonati o malati di AIDS a causa della sua ottusa opposizione alla pillola per l'interruzione di gravidanza e al preservativo in un mondo sovrappopolato? O per gli innumerevoli crimini della Puttana carnivora e bimillenaria contro il nostro prossimo, gli animali?<br />Sabato 2 aprile 2005, dopo mesi di malattia che hanno rotto il cazzo al Vaticano e tenuto col fiato sospeso il pianeta, finalmente è morto Wojtyla, il papa della riproduzione. *Giovanni Paolo II ha protetto [[Paul Marcinkus|Marcinkus]] e [[Michele Sindona|Sindona]], come avrebbe poi protetto il grande pedofilo messicano, padre [[Marcial Maciel]]. *Ha canonizzato quell'ipocrita cacciatore d'eredità e truffatore di vedove di [[Josemaría Escrivá de Balaguer|José Maria Escrivà de Balaguer]], fondatore della setta franchista dell'[[Opus Dei]] e più perverso e tenebroso lui da solo di tutta la Compagnia di Gesù messa assieme.<br />In Nicaragua ha demonizzato quella che definiva "la Chiesa popolare" e nel Salvador ha condannato il cardinale [[Oscar Romero]], le cui denunce contro gli squadroni della morte del suo Paese gli sarebbero costate la vita: un franco tiratore lo ammazzò con un colpo al cuore mentre celebrava una messa presso l'ospedale della Divina Provvidenza e nell'esatto momento dell'eucaristia. La sfilza delle vigliaccate di Wojtyla è infinita. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Giovanni Paolo II, ''Il dialogo interreligioso nel magistero pontificio'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 1994. *Giovanni Paolo II, ''Insegnamenti di Giovanni Paolo II'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 2006. ISBN 8820978016 *Giovanni Paolo II, ''Trittico romano. Meditazioni'', Libreria Editrice Vaticana, 2003. ISBN 8820974517 *Giovanni Paolo II, ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-et-ratio.html Fides et ratio]'', Libreria Editrice Vaticana. *Giovanni Paolo II, ''Parole sull'uomo'', BUR, 1989. *Giovanni Paolo II, ''Segno di contraddizione'', Vita e pensiero, 1977. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'' (1939-1978), traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Edizioni di San Marco, 1986. *Giovanni Paolo II, ''Poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Newton, Roma, 1994. ISBN 8879837591 *Giovanni Paolo II, ''Tertio Millennio Adveniente'', Editore ART'È, Bologna 1998. *Giovanni Paolo II, ''Il sapore del pane: poesie'', traduzione di Alessandra Kurczab e Margherita Guidacci, Libreria Editrice Vaticana, 1979. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Redemptor hominis||(1979)}} {{Pedia|Dominum et vivificantem||(1986)}} {{Pedia|Redemptoris Mater (enciclica)|''Redemptoris Mater''|(1987)}} {{Pedia|Evangelium vitae||(1995)}} {{Pedia|Fides et ratio||(1998)}} {{Pedia|Trittico romano. Meditazioni||(2003)}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Giovanni Paolo 02}} [[Categoria:Papi]] [[Categoria:Filosofi polacchi]] [[Categoria:Mistici polacchi]] [[Categoria:Presbiteri polacchi]] [[Categoria:Santi polacchi]] [[Categoria:Teologi polacchi]] rf9x59ciupdtk3vf33lh1b2ya8e6m8o Henrik Ibsen 0 1794 1422956 1351639 2026-08-08T19:26:42Z SInskcd8u 108001 correzione di "allodoletta" 1422956 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Henrik Ibsen.jpg|thumb|Henrik Ibsen]] '''Henrik Ibsen''' (1828 – 1906), drammaturgo, scrittore e poeta norvegese. ==Citazioni di Henrik Ibsen== *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Al contrario. :''On the contrary.''<ref>Rispondendo ad un'infermiera che aveva scorto un miglioramento nella sua salute. Citato in Michael Meyer, ''Ibsen'', 1967; citato in Elizabeth M. Knowles, ''The Oxford Dictionary of Quotations'', Oxford University Press, 1999, [http://books.google.it/books?id=o6rFno1ffQoC&pg=PA457 p. 457]. ISBN 0198601735</ref> *Che cos'è la [[bellezza]]? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo.<ref name=peer>Da ''Peer Gynt''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Dovrei tentare la fortuna come fotografo. Prenderò per mano i miei contemporanei, uno per uno. [...] Non risparmierò né il bambino nel ventre della madre né un pensiero, un'intenzione fugace, mascherata sotto la parola, ogni volta che mi troverò in presenza di un'anima che meriti di essere rappresentata. :''I shall try my luck as a photographer. My contemporaries in the North I shall take in hand, one after the other [...] I wil not spare the child in the mother's womb, nor the thought or feeling that lies under the word of any living soul that deserves the honour of my notice.'' (da una lettera a [[Bjørnstjerne Bjørnson]], 9 dicembre 1867<ref>{{en}} In ''The Correspondence of Henrik Ibsen'', traduzione di Mary Morison, Haskell, New York, 1970 (1905), [https://books.google.it/books?id=8x5dgS6tHbwC&pg=PA146 p. 146].</ref>) *Gli [[Amicizia|amici]] sono pericolosi, non tanto per ciò che vi fanno fare, quanto per quello che vi impediscono di fare.<ref>Citato in [[André Gide]], ''Corydon''.</ref><ref name=e /> *Gli spiriti della [[verità]] e della [[libertà]] sono i pilastri della società. (Lona Hessel: ''I pilastri della società'', IV atto) *Ho lanciato l'ultima [[felicità]] al [[vento]] per una vista più alta sulle cose. (da ''Sulle alture'', 1860<ref name=Sla>Citato in [[Scipio Slataper]], ''Ibsen'', G.C. Sansoni Editore, Firenze 1944.</ref>) *Il mio [[libro]] è poesia; e se non è, lo diverrà. (da una lettera a [[Bjørnstjerne Bjørnson]], 9 dicembre 1867<ref name=Sla/>) *La storia ricorda una sola rivoluzione veramente radicale: il [[diluvio universale]].<ref>Citato in Leo Longanesi, ''Parliamo dell'elefante'', Longanesi, Milano, 2017. ISBN 9788830446472</ref> *Lasci stare questa parola esotica: «[[ideale|ideali]]». Abbiamo già un ottimo vocabolo nostrale: «illusioni»!<ref name=anitra5>Da ''L'anitra selvatica'', atto V.</ref> *Quale è il primo dovere dell'uomo? La risposta è breve: essere se stesso.<ref name=peer /><ref name=e /> *Se ad un [[uomo medio|uomo comune]] si tolgono le illusioni vitali, gli si toglie in pari tempo la felicità.<ref name=anitra5 /> *''– [[Sogno|Sognare]], sognare – perché sognare? | Meglio è, credi, agire nel giorno! | Meglio vuotare il nappo della vita | che star sonnolenti accanto ai morti padri''. (da ''Sulle alture'', 1860<ref name=Sla/>) *Tutto ciò che ho scritto è in stretta relazione con ciò che ho vissuto intimamente – anche se non esteriormente. Ogni nuova opera, per me, ha avuto lo scopo di liberarmi e purificarmi lo spirito. Giacché non si è mai del tutto superiori alla società cui s'appartiene: vi si è sempre in qualche modo corresponsabili e correi. Perciò una volta ho preposto come dedica a un esemplare d'un mio libro questi versi:<br>''[[Vivere]]: è pugnare con gli spiriti | mali del cuore e del pensiero. | [[Scrivere]]: è tenere severo | giudizio contro sé stessi''. (da una lettera del 16 giugno 1880<ref name=Sla/>) *Un uccello della foresta non ha bisogno di alcun riparo forzato. (Hilde: ''Il costruttore Solness'', III atto). ==''Casa di bambola''== *'''Helmer''': (''dalla sua camera'') Chi è che gorgheggia così? La mia allodoletta?<br />'''Nora''': Sì.<br />'''Helmer''': E chi è fa tutta questa confusione? Il mio scoiattolo?...<br />'''Nora''': Sì.<br />'''Helmer''': Quando è tornato a casa il mio scoiattolino?<br />'''Nora''': In questo momento. (''Rimette in tasca il pacchetto dei dolci e si pulisce le labbra''.) Torvald, vieni a vedere cosa ho comprato.<br />'''Helmer''': Ho da fare. Non disturbarmi. (Atto I, p. 18) *Eri molto carino con me: ma la nostra casa non è stata altro che un luogo di ricreazione. La mia vita! Con mio padre, una bambola-figlia; con te, una bambola-moglie. E i nostri figli, le mie bambole. Mi divertivo quando giocavi con me, come loro si divertono quando giocano con me. Ecco cos'è stata la nostra unione, Torvald. (Nora: Atto III, p. 87) *'''Helmer''': Non ragioni: continui a parlare puerilmente.<br />'''Nora''': Può darsi. Ma tu non pensi e non parli come l'uomo di cui possa essere la compagna. Svanita la minaccia, placata l'angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. Ed io sono tornata ad essere per te la lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t'eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell'attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli... Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!<br />'''Helmer''': Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme...<br />'''Nora''': Guardami come sono: non posso essere tua moglie.<br />'''Helmer''': Ma io ho la forza di diventare un altro.<br />'''Nora''': Forse, quando non avrai più la tua bambola. (Atto III, p. 91) *La vita di [[famiglia]] perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell'io ti do e tu mi dai. ==''Gli spettri''== ===Incipit=== ====Fruttero & Lucentini==== '''Regina''' (''aprendo la porta'') — Che cosa vuoi? Non entrare, sei tutto bagnato.<br> '''Ergstrand''' — È la pioggia del Buon Dio, mia cara ragazza.<br> '''Regina''' — Di' piuttosto la pioggia del Diavolo!<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ====Anita Rho==== '''Regine''': (''con voce smorzata'') Che cosa vuoi? Non muoverti. Sei bagnato fradicio.<br>'''Engstrand''': È la pioggia del Signore, bambina mia.<br>'''Regine''': È la pioggia del diavolo!<br>{{NDR|Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625}} ===Citazioni=== *'''Manders''': Ha l'impressione che letture di questo genere la rendano migliore o più felice?<br>'''Signora'''<ref>Helene Alvig</ref>: Mi sembra che mi diano una specie di serenità.<br>'''Manders''': Curioso. In che modo?<br>'''Signora''': Ci trovo come la spiegazione e la conferma di molte cose alle quali ho già riflettuto per conto mio. Questa appunto è la cosa strana, signor pastore... in quei libri, in fondo, non c'è nulla di nuovo; nulla più di quel che il mondo pensa e crede in generale. Ma il fatto è che il mondo non se ne rende conto e non vuole confessarselo.<br>'''Manders''': Oh, per l'amor di Dio! Crede sul serio che il mondo...<br>'''Signora''': Certo che lo credo.<br>'''Manders''': Sì, ma non in questo paese? Non qui da noi?<br>'''Signora''': Ma sì, anche qui da noi.<br>'''Manders''': Bene, le garantisco che...!<br>'''Signora''': D'altronde che cosa ha da obiettare contro questi libri?<br>'''Manders''': Obiettare? Non vorrà già credere ch'io mi sia mai dato all'esame di opere di quel genere?<br>'''Signora''': In altri termini, lei non conosce affatto ciò che condanna?<br>'''Manders''': Ho letto abbastanza di quel che si scrive intorno a questi libri per disapprovarli.<br>'''Signora''': Sì, ma la sua opinione personale...<br>'''Manders''': Cara signora Alving, nella vita vi sono casi in cui bisogna fidarsi dell'opinione altrui. Così è in questo mondo; ed è bene che sia così. Altrimenti che ne sarebbe della società umana? (1959, p. 21) *'''Manders''': Si ricorda che, dopo un anno appena di matrimonio, lei s'è trovata sull'orlo estremo dell'abisso? Che ha abbandonato la casa e il focolare... che è fuggita da suo marito... sì, signora Alving, fuggita, fuggita, e ha rifiutato di tornare da lui, malgrado tutte le sue preghiere e le sue suppliche?<br>'''Signora''': Ha dimenticato com'ero stata immensamente infelice, in quel primo anno?<br>'''Manders''': Quest'è appunto il vero spirito di rivolta, pretendere la felicità quaggiù nella vita. Che diritto abbiamo, noi uomini, alla felicità? No, noi dobbiamo compiere il nostro dovere, signora! E il suo dovere era di restare con l'uomo che aveva scelto, e al quale la legavano vincoli sacri. (1959, p. 32) ==''Catilina''== ===[[Incipit]]=== PERSONAGGI<br> Lucio Catilina, ''un nobile romano''.<br>Aurelia, ''sua moglie''.<br>Furia, ''una vestale''.<br>Curio, ''un giovane, parente di Catilina''.<br> Manlio, ''un veterano''.<br>Lentulo, Cepario, Gabibio, Statilio, Cetego, ''giovani nobili romani''.<br>Ambiorige, Ollovico, ''messi di Allobrogi''.<br>Un vecchio.<br>Sacerdotesse e servi del tempio di Vesta.<br>Gladiatori e guerrieri.<br>Compagni degli Allobrogi.<br>Lo spettro di Silla.<br>''L'azione del primo e secondo atto si svolge nei dintorni di Roma e in Roma, quello del terzo in Etruria''. '''Catilina''': Tu devi! Tu devi; così m'ordina una voce del profondo dell'anima, – ed io voglio seguirla. Possiedo forza, e coraggio per qualcosa di meglio, di più alto che non sia questa mia vita. Una corsa sfrenata al piacere – No, no; esso non soddisfa la sete del cuore. Io fantastico e deliro! L'oblio solo desidero. Tutto è passato! La mia vita non ha uno scopo. ===Citazioni su ''Catilina''=== *''Catilina'' è scritto di getto, rubando qualche quarto d'ora alle ore rubate per lo studio. È scritto di furto, con la complicità della notte, quando il «lüttje Abtekerjunge» si levava il grtembiule da impastator di pillole e ridiventava il giovane desideroso di lotta e d'avvenire. Ibsen notava più tardi, con quel suo sorriso con cui sapeva parlare delle cose sue passate e degli altri, che tutta la favola si svolge di notte perché egli poteva lavorare per conto suo soltanto nelle ore notturne. ([[Scipio Slataper]]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli spettri''=== '''Regina''' (''aprendo la porta'') — Che cosa vuoi? Non entrare, sei tutto bagnato.<br> '''Ergstrand''' — È la pioggia del Buon Dio, mia cara ragazza.<br> '''Regina''' — Di' piuttosto la pioggia del Diavolo!<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''I pilastri della società''=== '''Krap''' — Ah, siete voi.<br> '''Aune''' — Il console mi ha fatto chiamare.<br> '''Krap''' — Sì, ma non può ricevervi. Ha incaricato me di...<br> '''Aune''' — Voi? Avrei preferito...<br> '''Krap''' — ... ha incaricato me di parlarvi. Dovete smettere di tenere quelle conferenze agli operai, il sabato.<br> '''Aune''' — Ah, sì? Credevo di avere il diritto di utilizzare come voglio le mie ore di libertà.<br> '''Krap''' — Non avete il diritto di incoraggiare gli operai alla fiacca nelle loro ore di lavoro.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ==''Un nemico del popolo''== *I nemici in mezzo a noi più pericolosi della verità e della libertà, i nemici sono la maggioranza compatta. Sì, la dannata, compatta, liberale maggioranza – è lei il peggior nemico! (2013) *L'uomo più forte del mondo è quello che è più solo. (2011) *La minoranza ha sempre ragione. (2013) *Quando si va a combattere per la libertà e per la verità, non si dovrebbe mai mettere un vestito nuovo. (2011) ==Citazioni su Henrik Ibsen== *Che differenza fra Ibsen e [[Bjørnstjerne Bjørnson|{{sic|Björnson}}]]! Il primo cortese, ma chiuso, freddo e riservato; il secondo aperto, festoso e loquace. Anche fisicamente i due erano uno l'opposto dell'altro: Ibsen piuttosto piccolo e pingue con due lunghe basette bianche e due occhi singolarissimi, celesti, grandi, spalancati dietro gli occhiali, duri, fissi, imperscrutabili e scrutatori ad un tempo; Björnson alto e tarchiato, con una magnifica testa leonina e dei capelli ancora biondicci alla base che gli salivano maestosi sulla fronte superba: gli occhi erano pieni di fuoco e parevano – malgrado i 65 anni che aveva allora – pieni di vigoria. Anche e più spiritualmente i due contrastavano: pensatore, pessimista, aristocratico l'uno; tribuno, ottimista, democratico l'altro. ([[Mario Borsa]]) *Dopo Sofocle, è l'artista che più m'è penetrato e m'ha assorbito. ([[Carlo Michelstaedter]]) *Ibsen è l’unico scrittore che guarda il borghese in faccia e gli domanda: allora, che cosa hai portato al mondo? ([[Franco Moretti]]) *Il ''misticismo dall'azione'' domina tutto il teatro d'Ibsen, e per conseguenza il suo ferreo sistema di idee. L'azione è giudicata il primo dovere che incombe ad ogni uomo. Poiché il mondo è un bivacco di dormienti, di malati, di traviati, l'obbligo che ci sovrasta, ove di quella malattia ci rendiamo conto, è di destare, di risvegliare, di infrenare, di sferzare. Verbi attivi, i quali non conoscono possibilità di riposo. ([[Gino Gori (scrittore)|Gino Gori]]) *Il suo gran successo come {{sic|dramaturgo}}, nelle sfere elevate degli apprezzatori, è la condanna della forma teatrale meglio che la promessa di una redenzione. Egli è un distruttore, come e forse più di [[Richard Wagner|Riccardo Wagner]]: onde, come il Wagner {{sic|à}} detto forse l'ultima parola, quasi l'elogio funebre, del dramma musicale, è probabile che anche l'Ibsen abbia pronunciato il suo epicedio al dramma letterario. Entrambi sono inimitabili perché sono definitivi: il Wagner come l'Ibsen non {{sic|ànno}} avuto e non avranno mai né una scuola né dei seguaci. ([[Enrico Annibale Butti]]) *Io credo che a torto si sia voluto avvicinarlo ai romanzieri russi. La sua visione delle cose è totalmente diversa; e di quella pietà umana, caratteristica nel {{sic|Tolstoi}} e nel {{sic|Dostojewski}}, non è in lui presso che traccia alcuna. Spirito teorico e filosofico, egli intravede e giudica le umane cose di preferenza sotto un aspetto logico e intellettuale che sotto un aspetto sentimentale: e fin nei drammi dell'esistenza più lugubri e più tristi è in lui piuttosto che uno scoppio di singhiozzi e di lacrime, una consapevolezza dura e serena dell'ineluttabilità del Destino. ([[Enrico Annibale Butti]]) *Quando si pensa all'intera opera drammatica del grande Norvegese, dalla prima commedia moderna, ''La commedia dell'amore'' (1862) all'ultimo dramma ''Quando noi morti ci destiamo'' (1900) si ha come un senso di sgomento: par di trovarsi dinanzi a una catena di montagne, le cui cime si perdano nell'alto, nel cielo fumigante di nubi. Lo spettacolo è terribile, ma suggestivo: ci fa tremare, ma c'inchioda lì, perché ammiriamo, senza stancarci mai, estatici... Veramente, prima ancora che l'analisi e lo studio profondo ce ne persuadano, noi sentiamo, dinanzi all'opera ibseniana, la presenza di un dio: lo spirito universale del genio. ([[Luigi Tonelli]]) *Quel che importa ad Ibsen non è il successo, ma la intenzione di obbedienza all'imperativo primo che risuona sullo spirito della Terra: svegliare, flagellare, lottare; sopprimere la materia e l'egoismo di cui l'uomo s'aureola, instaurare il regno dello spirito, sia pure negli squallori del deserto, nobilitare in sé l'uomo, e nel mondo, gli uomini. ([[Gino Gori (scrittore)|Gino Gori]]) *Sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!). ([[Alfredo Panzini]]) *Sul serio, ''Peer Gynt'' è magnifico, Ibsen: soltanto un novergese può capire com'esso è bello. ([[Bjørnstjerne Bjørnson]]) ===[[Scipio Slataper]]=== *Bisogna pensare alla vita oscura invernale d'un borgo isolato nella Norvegia d'un secolo fa, ricordare l'infanzia di Peer Gynt, che per confessione del poeta somiglia molto alla sua, per comprendere in che aria cresceva il piccolo Henrik. *Il vero Ibsen non è [[poeta]] da epopee goethiane. Con esse afferma, non conchiude il suo pensiero. In fondo è povero di pensiero. È profondo, moralmente profondo, conosce la verità centrale: ma il suo intelletto non afferra la verità nelle sue multicolori forme. È una profonda personalità, non un genio. E una ''Divina Commedia'', un ''Faust'', se si reggono sul proprio centro etico, vivono soltanto perché esso, a immagine di Dio, s'irradia in ogni aspetto della vita. Mancando al poeta questa dominanza intellettiva, questa divinità, il poema si riduce allo schema, ricchissimo del suo eroe.<ref>Peer Gynt.</ref> *Sarebbe agevole dimostrare come la contraddizione della nostra epoca sia entrata, elemento finora conturbatore perché negato, in quasi tutti i nostri capolavori artistici, anche in quelli in cui, esplicitamente, non sono nominate le parole: [[etica]] e [[religione]]. È ormai uno stato d'animo che si riflette in ogni atto valutativo e rappresentativo; e Ibsen è tale poeta «nostro», che in quasi tutti i suoi lavori, dobbiamo ritrovare questa nostra contraddizione essenziale. Egli è una personalità rotta: volontà, dura freddezza, opposta (e fusa) alla debolezza sognante, all'egoismo rapace, diabolico scorpione del suo sangue, al suo enorme orgoglio, al suo peccato – e amore, purezza, vita, grazia , ch'egli invoca. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Henrik Ibsen, ''Casa di bambola'', traduzione di Lucio Chiavarelli, Newton Compton, 1993. *Henrik Ibsen, ''Catilina'', traduzione di C. Giannini e N. Zoja, Garzanti, 1951. *Henrik Ibsen, ''Drammi moderni'', a cura di Roberto Alonge, traduzioni di Aa. Vv., BUR, 2013. *Henrik Ibsen, ''I capolavori'', traduzioni di G. Ottaviano, L. Chiavarelli, L. Squarzina, G. Platone e Ole Jo Norby, Newton Compton, 2011. *Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625 *Henrik Ibsen, ''L'anitra selvatica'', traduzione di Piero Monaci, BUR, 2003. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Henrik Ibsen}} [[Categoria:Drammaturghi norvegesi]] [[Categoria:Poeti norvegesi]] [[Categoria:Scrittori norvegesi]] 1b1e2tx4gv4s0w05imgq22nn36yzi8z 1422957 1422956 2026-08-08T19:37:59Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1422956|1422956]] di [[Special:Contributions/SInskcd8u|SInskcd8u]] ([[User talk:SInskcd8u|discussione]]) È giusto anche così, è un vocabolo regionale e del registro popolare. Vedi anche [[WQ:TF]] 1422957 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Henrik Ibsen.jpg|thumb|Henrik Ibsen]] '''Henrik Ibsen''' (1828 – 1906), drammaturgo, scrittore e poeta norvegese. ==Citazioni di Henrik Ibsen== *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Al contrario. :''On the contrary.''<ref>Rispondendo ad un'infermiera che aveva scorto un miglioramento nella sua salute. Citato in Michael Meyer, ''Ibsen'', 1967; citato in Elizabeth M. Knowles, ''The Oxford Dictionary of Quotations'', Oxford University Press, 1999, [http://books.google.it/books?id=o6rFno1ffQoC&pg=PA457 p. 457]. ISBN 0198601735</ref> *Che cos'è la [[bellezza]]? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo.<ref name=peer>Da ''Peer Gynt''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Dovrei tentare la fortuna come fotografo. Prenderò per mano i miei contemporanei, uno per uno. [...] Non risparmierò né il bambino nel ventre della madre né un pensiero, un'intenzione fugace, mascherata sotto la parola, ogni volta che mi troverò in presenza di un'anima che meriti di essere rappresentata. :''I shall try my luck as a photographer. My contemporaries in the North I shall take in hand, one after the other [...] I wil not spare the child in the mother's womb, nor the thought or feeling that lies under the word of any living soul that deserves the honour of my notice.'' (da una lettera a [[Bjørnstjerne Bjørnson]], 9 dicembre 1867<ref>{{en}} In ''The Correspondence of Henrik Ibsen'', traduzione di Mary Morison, Haskell, New York, 1970 (1905), [https://books.google.it/books?id=8x5dgS6tHbwC&pg=PA146 p. 146].</ref>) *Gli [[Amicizia|amici]] sono pericolosi, non tanto per ciò che vi fanno fare, quanto per quello che vi impediscono di fare.<ref>Citato in [[André Gide]], ''Corydon''.</ref><ref name=e /> *Gli spiriti della [[verità]] e della [[libertà]] sono i pilastri della società. (Lona Hessel: ''I pilastri della società'', IV atto) *Ho lanciato l'ultima [[felicità]] al [[vento]] per una vista più alta sulle cose. (da ''Sulle alture'', 1860<ref name=Sla>Citato in [[Scipio Slataper]], ''Ibsen'', G.C. Sansoni Editore, Firenze 1944.</ref>) *Il mio [[libro]] è poesia; e se non è, lo diverrà. (da una lettera a [[Bjørnstjerne Bjørnson]], 9 dicembre 1867<ref name=Sla/>) *La storia ricorda una sola rivoluzione veramente radicale: il [[diluvio universale]].<ref>Citato in Leo Longanesi, ''Parliamo dell'elefante'', Longanesi, Milano, 2017. ISBN 9788830446472</ref> *Lasci stare questa parola esotica: «[[ideale|ideali]]». Abbiamo già un ottimo vocabolo nostrale: «illusioni»!<ref name=anitra5>Da ''L'anitra selvatica'', atto V.</ref> *Quale è il primo dovere dell'uomo? La risposta è breve: essere se stesso.<ref name=peer /><ref name=e /> *Se ad un [[uomo medio|uomo comune]] si tolgono le illusioni vitali, gli si toglie in pari tempo la felicità.<ref name=anitra5 /> *''– [[Sogno|Sognare]], sognare – perché sognare? | Meglio è, credi, agire nel giorno! | Meglio vuotare il nappo della vita | che star sonnolenti accanto ai morti padri''. (da ''Sulle alture'', 1860<ref name=Sla/>) *Tutto ciò che ho scritto è in stretta relazione con ciò che ho vissuto intimamente – anche se non esteriormente. Ogni nuova opera, per me, ha avuto lo scopo di liberarmi e purificarmi lo spirito. Giacché non si è mai del tutto superiori alla società cui s'appartiene: vi si è sempre in qualche modo corresponsabili e correi. Perciò una volta ho preposto come dedica a un esemplare d'un mio libro questi versi:<br>''[[Vivere]]: è pugnare con gli spiriti | mali del cuore e del pensiero. | [[Scrivere]]: è tenere severo | giudizio contro sé stessi''. (da una lettera del 16 giugno 1880<ref name=Sla/>) *Un uccello della foresta non ha bisogno di alcun riparo forzato. (Hilde: ''Il costruttore Solness'', III atto). ==''Casa di bambola''== *'''Helmer''': (''dalla sua camera'') Chi è che gorgheggia così? La mia lodoletta?<br />'''Nora''': Sì.<br />'''Helmer''': E chi è fa tutta questa confusione? Il mio scoiattolo?...<br />'''Nora''': Sì.<br />'''Helmer''': Quando è tornato a casa il mio scoiattolino?<br />'''Nora''': In questo momento. (''Rimette in tasca il pacchetto dei dolci e si pulisce le labbra''.) Torvald, vieni a vedere cosa ho comprato.<br />'''Helmer''': Ho da fare. Non disturbarmi. (Atto I, p. 18) *Eri molto carino con me: ma la nostra casa non è stata altro che un luogo di ricreazione. La mia vita! Con mio padre, una bambola-figlia; con te, una bambola-moglie. E i nostri figli, le mie bambole. Mi divertivo quando giocavi con me, come loro si divertono quando giocano con me. Ecco cos'è stata la nostra unione, Torvald. (Nora: Atto III, p. 87) *'''Helmer''': Non ragioni: continui a parlare puerilmente.<br />'''Nora''': Può darsi. Ma tu non pensi e non parli come l'uomo di cui possa essere la compagna. Svanita la minaccia, placata l'angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. Ed io sono tornata ad essere per te la lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t'eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell'attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli... Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!<br />'''Helmer''': Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme...<br />'''Nora''': Guardami come sono: non posso essere tua moglie.<br />'''Helmer''': Ma io ho la forza di diventare un altro.<br />'''Nora''': Forse, quando non avrai più la tua bambola. (Atto III, p. 91) *La vita di [[famiglia]] perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell'io ti do e tu mi dai. ==''Gli spettri''== ===Incipit=== ====Fruttero & Lucentini==== '''Regina''' (''aprendo la porta'') — Che cosa vuoi? Non entrare, sei tutto bagnato.<br> '''Ergstrand''' — È la pioggia del Buon Dio, mia cara ragazza.<br> '''Regina''' — Di' piuttosto la pioggia del Diavolo!<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ====Anita Rho==== '''Regine''': (''con voce smorzata'') Che cosa vuoi? Non muoverti. Sei bagnato fradicio.<br>'''Engstrand''': È la pioggia del Signore, bambina mia.<br>'''Regine''': È la pioggia del diavolo!<br>{{NDR|Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625}} ===Citazioni=== *'''Manders''': Ha l'impressione che letture di questo genere la rendano migliore o più felice?<br>'''Signora'''<ref>Helene Alvig</ref>: Mi sembra che mi diano una specie di serenità.<br>'''Manders''': Curioso. In che modo?<br>'''Signora''': Ci trovo come la spiegazione e la conferma di molte cose alle quali ho già riflettuto per conto mio. Questa appunto è la cosa strana, signor pastore... in quei libri, in fondo, non c'è nulla di nuovo; nulla più di quel che il mondo pensa e crede in generale. Ma il fatto è che il mondo non se ne rende conto e non vuole confessarselo.<br>'''Manders''': Oh, per l'amor di Dio! Crede sul serio che il mondo...<br>'''Signora''': Certo che lo credo.<br>'''Manders''': Sì, ma non in questo paese? Non qui da noi?<br>'''Signora''': Ma sì, anche qui da noi.<br>'''Manders''': Bene, le garantisco che...!<br>'''Signora''': D'altronde che cosa ha da obiettare contro questi libri?<br>'''Manders''': Obiettare? Non vorrà già credere ch'io mi sia mai dato all'esame di opere di quel genere?<br>'''Signora''': In altri termini, lei non conosce affatto ciò che condanna?<br>'''Manders''': Ho letto abbastanza di quel che si scrive intorno a questi libri per disapprovarli.<br>'''Signora''': Sì, ma la sua opinione personale...<br>'''Manders''': Cara signora Alving, nella vita vi sono casi in cui bisogna fidarsi dell'opinione altrui. Così è in questo mondo; ed è bene che sia così. Altrimenti che ne sarebbe della società umana? (1959, p. 21) *'''Manders''': Si ricorda che, dopo un anno appena di matrimonio, lei s'è trovata sull'orlo estremo dell'abisso? Che ha abbandonato la casa e il focolare... che è fuggita da suo marito... sì, signora Alving, fuggita, fuggita, e ha rifiutato di tornare da lui, malgrado tutte le sue preghiere e le sue suppliche?<br>'''Signora''': Ha dimenticato com'ero stata immensamente infelice, in quel primo anno?<br>'''Manders''': Quest'è appunto il vero spirito di rivolta, pretendere la felicità quaggiù nella vita. Che diritto abbiamo, noi uomini, alla felicità? No, noi dobbiamo compiere il nostro dovere, signora! E il suo dovere era di restare con l'uomo che aveva scelto, e al quale la legavano vincoli sacri. (1959, p. 32) ==''Catilina''== ===[[Incipit]]=== PERSONAGGI<br> Lucio Catilina, ''un nobile romano''.<br>Aurelia, ''sua moglie''.<br>Furia, ''una vestale''.<br>Curio, ''un giovane, parente di Catilina''.<br> Manlio, ''un veterano''.<br>Lentulo, Cepario, Gabibio, Statilio, Cetego, ''giovani nobili romani''.<br>Ambiorige, Ollovico, ''messi di Allobrogi''.<br>Un vecchio.<br>Sacerdotesse e servi del tempio di Vesta.<br>Gladiatori e guerrieri.<br>Compagni degli Allobrogi.<br>Lo spettro di Silla.<br>''L'azione del primo e secondo atto si svolge nei dintorni di Roma e in Roma, quello del terzo in Etruria''. '''Catilina''': Tu devi! Tu devi; così m'ordina una voce del profondo dell'anima, – ed io voglio seguirla. Possiedo forza, e coraggio per qualcosa di meglio, di più alto che non sia questa mia vita. Una corsa sfrenata al piacere – No, no; esso non soddisfa la sete del cuore. Io fantastico e deliro! L'oblio solo desidero. Tutto è passato! La mia vita non ha uno scopo. ===Citazioni su ''Catilina''=== *''Catilina'' è scritto di getto, rubando qualche quarto d'ora alle ore rubate per lo studio. È scritto di furto, con la complicità della notte, quando il «lüttje Abtekerjunge» si levava il grtembiule da impastator di pillole e ridiventava il giovane desideroso di lotta e d'avvenire. Ibsen notava più tardi, con quel suo sorriso con cui sapeva parlare delle cose sue passate e degli altri, che tutta la favola si svolge di notte perché egli poteva lavorare per conto suo soltanto nelle ore notturne. ([[Scipio Slataper]]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli spettri''=== '''Regina''' (''aprendo la porta'') — Che cosa vuoi? Non entrare, sei tutto bagnato.<br> '''Ergstrand''' — È la pioggia del Buon Dio, mia cara ragazza.<br> '''Regina''' — Di' piuttosto la pioggia del Diavolo!<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''I pilastri della società''=== '''Krap''' — Ah, siete voi.<br> '''Aune''' — Il console mi ha fatto chiamare.<br> '''Krap''' — Sì, ma non può ricevervi. Ha incaricato me di...<br> '''Aune''' — Voi? Avrei preferito...<br> '''Krap''' — ... ha incaricato me di parlarvi. Dovete smettere di tenere quelle conferenze agli operai, il sabato.<br> '''Aune''' — Ah, sì? Credevo di avere il diritto di utilizzare come voglio le mie ore di libertà.<br> '''Krap''' — Non avete il diritto di incoraggiare gli operai alla fiacca nelle loro ore di lavoro.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ==''Un nemico del popolo''== *I nemici in mezzo a noi più pericolosi della verità e della libertà, i nemici sono la maggioranza compatta. Sì, la dannata, compatta, liberale maggioranza – è lei il peggior nemico! (2013) *L'uomo più forte del mondo è quello che è più solo. (2011) *La minoranza ha sempre ragione. (2013) *Quando si va a combattere per la libertà e per la verità, non si dovrebbe mai mettere un vestito nuovo. (2011) ==Citazioni su Henrik Ibsen== *Che differenza fra Ibsen e [[Bjørnstjerne Bjørnson|{{sic|Björnson}}]]! Il primo cortese, ma chiuso, freddo e riservato; il secondo aperto, festoso e loquace. Anche fisicamente i due erano uno l'opposto dell'altro: Ibsen piuttosto piccolo e pingue con due lunghe basette bianche e due occhi singolarissimi, celesti, grandi, spalancati dietro gli occhiali, duri, fissi, imperscrutabili e scrutatori ad un tempo; Björnson alto e tarchiato, con una magnifica testa leonina e dei capelli ancora biondicci alla base che gli salivano maestosi sulla fronte superba: gli occhi erano pieni di fuoco e parevano – malgrado i 65 anni che aveva allora – pieni di vigoria. Anche e più spiritualmente i due contrastavano: pensatore, pessimista, aristocratico l'uno; tribuno, ottimista, democratico l'altro. ([[Mario Borsa]]) *Dopo Sofocle, è l'artista che più m'è penetrato e m'ha assorbito. ([[Carlo Michelstaedter]]) *Ibsen è l’unico scrittore che guarda il borghese in faccia e gli domanda: allora, che cosa hai portato al mondo? ([[Franco Moretti]]) *Il ''misticismo dall'azione'' domina tutto il teatro d'Ibsen, e per conseguenza il suo ferreo sistema di idee. L'azione è giudicata il primo dovere che incombe ad ogni uomo. Poiché il mondo è un bivacco di dormienti, di malati, di traviati, l'obbligo che ci sovrasta, ove di quella malattia ci rendiamo conto, è di destare, di risvegliare, di infrenare, di sferzare. Verbi attivi, i quali non conoscono possibilità di riposo. ([[Gino Gori (scrittore)|Gino Gori]]) *Il suo gran successo come {{sic|dramaturgo}}, nelle sfere elevate degli apprezzatori, è la condanna della forma teatrale meglio che la promessa di una redenzione. Egli è un distruttore, come e forse più di [[Richard Wagner|Riccardo Wagner]]: onde, come il Wagner {{sic|à}} detto forse l'ultima parola, quasi l'elogio funebre, del dramma musicale, è probabile che anche l'Ibsen abbia pronunciato il suo epicedio al dramma letterario. Entrambi sono inimitabili perché sono definitivi: il Wagner come l'Ibsen non {{sic|ànno}} avuto e non avranno mai né una scuola né dei seguaci. ([[Enrico Annibale Butti]]) *Io credo che a torto si sia voluto avvicinarlo ai romanzieri russi. La sua visione delle cose è totalmente diversa; e di quella pietà umana, caratteristica nel {{sic|Tolstoi}} e nel {{sic|Dostojewski}}, non è in lui presso che traccia alcuna. Spirito teorico e filosofico, egli intravede e giudica le umane cose di preferenza sotto un aspetto logico e intellettuale che sotto un aspetto sentimentale: e fin nei drammi dell'esistenza più lugubri e più tristi è in lui piuttosto che uno scoppio di singhiozzi e di lacrime, una consapevolezza dura e serena dell'ineluttabilità del Destino. ([[Enrico Annibale Butti]]) *Quando si pensa all'intera opera drammatica del grande Norvegese, dalla prima commedia moderna, ''La commedia dell'amore'' (1862) all'ultimo dramma ''Quando noi morti ci destiamo'' (1900) si ha come un senso di sgomento: par di trovarsi dinanzi a una catena di montagne, le cui cime si perdano nell'alto, nel cielo fumigante di nubi. Lo spettacolo è terribile, ma suggestivo: ci fa tremare, ma c'inchioda lì, perché ammiriamo, senza stancarci mai, estatici... Veramente, prima ancora che l'analisi e lo studio profondo ce ne persuadano, noi sentiamo, dinanzi all'opera ibseniana, la presenza di un dio: lo spirito universale del genio. ([[Luigi Tonelli]]) *Quel che importa ad Ibsen non è il successo, ma la intenzione di obbedienza all'imperativo primo che risuona sullo spirito della Terra: svegliare, flagellare, lottare; sopprimere la materia e l'egoismo di cui l'uomo s'aureola, instaurare il regno dello spirito, sia pure negli squallori del deserto, nobilitare in sé l'uomo, e nel mondo, gli uomini. ([[Gino Gori (scrittore)|Gino Gori]]) *Sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!). ([[Alfredo Panzini]]) *Sul serio, ''Peer Gynt'' è magnifico, Ibsen: soltanto un novergese può capire com'esso è bello. ([[Bjørnstjerne Bjørnson]]) ===[[Scipio Slataper]]=== *Bisogna pensare alla vita oscura invernale d'un borgo isolato nella Norvegia d'un secolo fa, ricordare l'infanzia di Peer Gynt, che per confessione del poeta somiglia molto alla sua, per comprendere in che aria cresceva il piccolo Henrik. *Il vero Ibsen non è [[poeta]] da epopee goethiane. Con esse afferma, non conchiude il suo pensiero. In fondo è povero di pensiero. È profondo, moralmente profondo, conosce la verità centrale: ma il suo intelletto non afferra la verità nelle sue multicolori forme. È una profonda personalità, non un genio. E una ''Divina Commedia'', un ''Faust'', se si reggono sul proprio centro etico, vivono soltanto perché esso, a immagine di Dio, s'irradia in ogni aspetto della vita. Mancando al poeta questa dominanza intellettiva, questa divinità, il poema si riduce allo schema, ricchissimo del suo eroe.<ref>Peer Gynt.</ref> *Sarebbe agevole dimostrare come la contraddizione della nostra epoca sia entrata, elemento finora conturbatore perché negato, in quasi tutti i nostri capolavori artistici, anche in quelli in cui, esplicitamente, non sono nominate le parole: [[etica]] e [[religione]]. È ormai uno stato d'animo che si riflette in ogni atto valutativo e rappresentativo; e Ibsen è tale poeta «nostro», che in quasi tutti i suoi lavori, dobbiamo ritrovare questa nostra contraddizione essenziale. Egli è una personalità rotta: volontà, dura freddezza, opposta (e fusa) alla debolezza sognante, all'egoismo rapace, diabolico scorpione del suo sangue, al suo enorme orgoglio, al suo peccato – e amore, purezza, vita, grazia , ch'egli invoca. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Henrik Ibsen, ''Casa di bambola'', traduzione di Lucio Chiavarelli, Newton Compton, 1993. *Henrik Ibsen, ''Catilina'', traduzione di C. Giannini e N. Zoja, Garzanti, 1951. *Henrik Ibsen, ''Drammi moderni'', a cura di Roberto Alonge, traduzioni di Aa. Vv., BUR, 2013. *Henrik Ibsen, ''I capolavori'', traduzioni di G. Ottaviano, L. Chiavarelli, L. Squarzina, G. Platone e Ole Jo Norby, Newton Compton, 2011. *Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625 *Henrik Ibsen, ''L'anitra selvatica'', traduzione di Piero Monaci, BUR, 2003. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Henrik Ibsen}} [[Categoria:Drammaturghi norvegesi]] [[Categoria:Poeti norvegesi]] [[Categoria:Scrittori norvegesi]] i8pzl932t66dyxtbz3ahrhi7x8qq0kv Paul Valéry 0 1870 1422965 1348589 2026-08-09T02:30:40Z ~2026-28399-11 107104 /* Citazioni */ 1422965 wikitext text/x-wiki [[File:Paul Valéry.jpg|thumb|Paul Valéry]] '''Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry''' (1871 – 1945), scrittore e poeta francese. ==Citazioni di Paul Valéry== *C'è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori.<ref>Citato in Mimmo Ciavarelli, ''Gestalt: L'ovvio per i giorni alterni'', Armando, Roma, 2011, [http://books.google.it/books?id=9I4TFOvNBaAC&pg=PA46 p. 46]. ISBN 978-88-6081-990-1</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} [[Caruggi di Genova|Carruggi]]. Qui, moltitudini di bambini giocano attorno a povere p... nude, o seminude che si offrono sulla soglia dei loro bassi aperti. È una prostituzione simile al piccolo commercio delle strade. Esse si vendono semplicemente, come poco lontano si vendono castagne, fichi, enormi torte dorate, farinate di ceci. Si va nella vita complicata di questi profondi sentieri come si entrerebbe nel mare, nel fondo nero di un oceano stranamente popolato.<br>Sensazione da novella araba. - Odori concentrati, odori ghiacciati, droghe, formaggi, caffè abbrustoliti, cacao deliziosi finemente tostati da cui s'esala amarume... - Passanti rapidi su questi marmi raschiati dallo scalpello. - Verso le alture, le stradette si arrampicano, ornandosi di passiere di mattoni e ciottoli. - Cipressi, minuscoli duomi, frati.<br>Cucine fragranti. - Queste torte gigantesche, farine di ceci, mescolanze, sardine all'olio, uova sode imprigionate nella pasta, torte di spinaci, fritture. - Questa [[Cucina genovese|cucina]] è antichissima.<br>Genova è una cava d'ardesia.<ref name=marcenaro8991/> *[[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è sempre meraviglioso di energia vitale e di entusiasmo. Pensate che mi fece «volare» sul suo diabolico motoscafo da Desenzano a Gardone: pareva che il vento mi strappasse la pelle.<ref>Citato in Carlo Martini, [http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it/view_doc_frameset.php?IDA=69&IDF=2758 ''Valéry a Roma''], ''Capitolium'', n. 6, 1960, p. 28.</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} Dei luoghi sorprendenti, viottoli, deserti, una sorta di inatteso lago nero.<ref>Citato in Giuseppe Marcenaro, ''Genova e le sue storie'', Bruno Mondadori Editore, Milano, 2004, p. 63. ISBN 9788842491439</ref> *[[Genova]] ''bellissima''! {{sic|ieri}} a bordo d'una nave un ballo e la presentazione al celebre signor Mylius, uno dei più grandi collezionisti del mondo. Nella sua [[Villa Mylius (Genova)|villa]], Cluny e una casa dei Goncourt e ai piedi di queste meraviglie tutto il mare e i fiori di questi posti.<ref>Da una lettera a Gide del 17 novembre 1893; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *[[Genova]], città dei gatti. Angoli neri.<br>Si assiste alla sua ininterrotta costruzione dal tredicesimo al ventesimo secolo.<br>Questa città tutta visibile e presente a se stessa; in persistente familiarità con il suo mare, la sua roccia, la sua ardesia, i suoi mattoni, i suoi marmi; in lavorio perpetuo contro la sua montagna. - Americana dopo [[Cristoforo Colombo|Colombo]].<br>Noia ineffabile delle cose d'arte - assente a Genova.<ref name=marcenaro8991>Citato in Marcenaro, pp. 89-91</ref> *[[Genova]] è ricca di monumenti ed io dedico le mie giornate a visitarli. La [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale]] è bella, gotico-moresca con statue dei tempi antichi, con iscrizioni che tento di tradurre con l'avanzo di latino che mi rimane...<ref>Da una lettera a Gustave Fourment del 28 agosto 1887, in Marcenaro e Boragina, pp. 40-41</ref> *[[Genova]]. Giro verso le ''Grazie'', ''Castello'' con Broche... Adesso ho fatto, con le persiane, la penombra del mezzogiorno nella grande camera a mosaico. In attesa dell'ora del ricevimento solenne all'Università.<br>C'è del silenzio vicino e del rumore lontano - Le stesse campane che ho inteso bambino.<br>- Si va. Palazzo, Cortile a scalinata sconosciuto... Sala vasta e ''grandiloquente'' - Bei damaschi del tavolo e poltrone dorate. Discorsi brevi del rettore e di Celesia - Lungo e scemotto di Broche. Io parlo di Genova...<ref name=cahiers1933>Da ''Cahiers'', maggio 1933; in Marcenaro e Boragina, p. 41</ref> *I [[libro|libri]] hanno gli stessi nemici che l'uomo: il fuoco, l'umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.<ref>Da ''Littérature''.</ref><ref name=e /> *Il [[genialità|genio]] si muove nella follia, nel senso che si tiene a galla là dove il [[demenza|demente]] annega.<ref>Citato in Serena Zoli, Giovanni B. Cassano, ''E liberaci dal male oscuro'', TEA, Milano, 2009, p. 467. ISBN 978-88-502-0209-6</ref> *{{NDR|Su [[Marcel Proust]]}} Il suo modo di scrivere si collega senza dubbio alla nostra migliore tradizione. Qualcuno fa notare che le sue opere non sono di lettura molto facile. Ma io non mi stancherò mai di affermare che dobbiamo accogliere con entusiasmo gli autori difficili del nostro tempo. Se qualcuno li leggerà, non sarà solamente per la loro piacevolezza. Essi ci riportano a [[Montaigne]], a [[Descartes]], a [[Bossuet]] e ad altri che vale forse ancora la pena di leggere.<ref>Citato in François Cruciani, ''Marcel Proust'', traduzione di Claudio Pavese e Manuela Pulga, I Giganti Mondadori, 1974, p. 123.</ref> *L'esistenza dei vicini è la sola difesa delle nazioni contro una perpetua [[guerra civile]]. :''L'existence des voisins est la seule défense des nations contre une perpétuelle guerre civile.''<ref>{{fr}} Da ''Regards sur le monde actuel et autres essais'', BoD, Books on Demand, Norderstedt, [https://books.google.it/books?id=4jKDEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA39&dq=&pg=PA39#v=onepage&q&f=false p. 39]. ISBN 978-2-3224-2459-7</ref> *L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.<ref>Da ''Lettera a [[André Gide]]''.</ref><ref name=e /> *La Francia, dove l'indifferenza in materia di religione è tanto comune, è anche il paese dei miracoli più recenti. Negli stessi anni in cui [[Ernest Renan|Renan]] sviluppava la sua critica e il positivismo o l'agnosticismo si diffondevano, un'apparizione illuminava la grotta di Lourdes.<ref>Citato in Fraternità delle Piccole sorelle di Gesù (a cura di), ''Magdeleine di Gesù: fondatrice delle Piccole sorelle'', Jaca Book, Milano, 1999, ISBN 88-16-30347-6, [http://books.google.it/books?id=etnJLzRm1AAC&pg=PA11 p. 11]</ref> *La marchesa uscì alle cinque.<ref>È un ''incipit'', per così dire, «allo stato puro». Venne infatti inventato da Valéry — è riportato da [[André Breton|A. Breton]] nel primo ''Manifesto del surrealismo'' (1924) — come esempio del modo più insulso di avviare una storia. Due varianti «a scelta» dello stesso ''incipit'' figurano nei ''Quaderni'' di Valéry in data 1913; a) «La contessa prese il treno delle 8»; b) «La marchesa prese il treno delle 9».</ref><ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993</ref> *La [[morte]] è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile.<ref>Da ''Œuvres'', a cura di J. Hytier, Gallimard, Parigi, 1957-1960, II, p. 611. Citato in [[Aldo Masullo]], ''Il tempo e la grazia: {{small|per un'etica attiva della salvezza}}'', Donzelli, Roma, 1955, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=7Zh-AAAAMAAJ&dq=La+morte+%C3%A8+una+sorpresa+che+rende+inconcepibile+il+concepibile.&focus=searchwithinvolume&q=concepibile p. 59]. ISBN 88-7989-120-0</ref> *La [[Storia]] è il prodotto più pericoloso che la chimica dell'intelletto abbia mai elaborato. Le sue proprietà sono ben note. Fa sognare, inebria i popoli, genera in loro falsi ricordi, ne esaspera i riflessi, ne alimenta le antiche piaghe, li tormenta nel riposo li trascina al delirio di grandezza o a quello di persecuzione, e rende le nazioni amare e superbe, insopportabili e vane. La Storia giustifica qualsiasi cosa. Non insegna assolutamente nulla poiché contiene tutto, e di tutto fornisce esempi.<ref>Da ''Sguardi sul mondo attuale'', Adelphi, Milano, 1994, p. 36; citato in [[Luigi Fenizi]], ''Icaro è caduto {{small|Parabola storica dell'utopia moderna}}'', Bardi Editore, Roma, 2003, p. 418.</ref> *La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l'avvenire non è già più quello che era.<ref>Da ''Letterature''</ref> *[[Monte Fasce|Monte Fascie]]: 834 metri, la sua potenza – color di saio – digrada per ampie, larghe e lente pieghe – domina tutto senza slancio – scende e non sale. Fisionomia monastica e militare. Non chiacchiera. – Dal silenzio nudo e raso e dal tono dolce, su tutta la massa contiene e sorveglia tutta la città, della quale sembra ascoltare tutti i rumori, i galli e le sirene, campane e ruggiti vaporosi, senza mai rispondere. Fare di questo massiccio un bello studio topografico – Felice colui che è consolato dalla scrittura! – Quel disegno, quel rilievo minuzioso esaurirebbe su questi lobi e su questi contorni, mi libererebbe di questa montagna?<ref>Citato in Marcenaro, pp. 91-92</ref> *Nell'arte della [[danza]], i movimenti dei corpi non hanno nessun fine.<ref>Citato in '' Corriere della Sera'', 18 giugno 2003</ref> *Non cerchi tu il risveglio e la precisione della luce quando un cattivo sogno ti travaglia? Non siamo resuscitati dal sole in persona, e rinvigoriti dalla presenza dei corpi solidi? Ma in cambio non chiediamo forse al sonno e ai sogni di sciogliere le noie e d'interrompere i tormenti che ci perseguitano nel regno della luce? Sí che dall'uno fuggiamo all'altra, invocando il giorno nel cuor della notte e al contrario implorando le tenebre quando siamo immersi nel sole; ansiosi di sapere, troppo felici d'ignorare, cerchiamo in ''quel che è'' un rimedio a ''quel che non è'', e in ''quel che non è'' un sollievo a ''quel che è''. Una volta la realtà e un'altra l'illusione ci raccoglie; e l'anima, in definitiva, non ha altra risorsa che il vero, la sua arma, e la menzogna, il suo scudo.<ref>Da ''L'anima e la danza'', a cura di Aurelia Delfino, Mimesis Edizioni, Sesto San Giovanni, 2018. ISBN 9788857549637</ref> *Non conosco l'esistenza di questo Ilario {{NDR|Sant'Ilario}} dove risiedete. Mi chiedo se si tratta d'uno di quei deliziosi piccoli ''paesi de la riviera di Levante.'' Che ricordi mi hanno lasciato i soggiorni da quelle parti e, in particolare, un certo mese d'agosto, a [[Nervi (Genova)|Nervi]] - nel 1887! [...] Si andava da Genova a Nervi! Una leggera colazione e, subito dopo il caffè - all'acqua! Tre o quattro ore d'acqua calda, profonda, tra gli scogli giovani uomini e fanciulle. Si saliva sulle rocce e ci si rituffava nel mare, indefinitamente. Poi ci si rivestiva in una specie di grotta marina, quasi tenebrosa, ingombra di remi. Queste immagini di sole familiare, d'acqua pungente, di vita passata in seminudità, di tempi cocentemente perduti... sono rimasti dentro di me, a lungo, quali risorsa e ideale. Ahimé, ora sento di non riattraversare più queste visioni, così potenti, che tanto significavano la giovinezza. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di rifiutare, che so, quel calore e quei preservati vigori.<ref name=lettera-larbaud>Da una lettera a Valery Larbaud del 15 agosto 1928, in Marcenaro, pp. 105-107</ref> *''O viottoli olenti | In cui ciascun sente | Cotante erbe e cento | Droghe differenti, | In cui, nari erranti, | Tu fendi gli incensi | Che l'ombra incoerente | Diffonde ai passanti...''<ref>Da ''A [[Genova]]'', in ''Opere scelte'', p. 163</ref> *Passo molte sere con un collezionista straordinario, l'inglese Mylius, intento a fumare in [[Villa Mylius (Genova)|casa sua]] che è un Cluny affacciato sul mare e sul cielo. Quest'uomo possiede delle meraviglie che farebbero morire Goncourt di gelosia e delle quali gode, tutto il giorno, vivendo, dormendo in un dandismo abituale, in una suprema indifferenza.<ref>Da una lettera a Gide del 21 settembre 1892; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *Quando non si può attaccare il [[ragionamento]], si attacca il ragionatore.<ref>Citato in Marco Travaglio e Peter Gomez, ''Inciucio'', BUR, 2005</ref> *Quanto a [[Genova]], questa mirabile città ha delle strane virtù. Ci ho passato delle favolose estati, nell'infanzia. Ho creduto di diventarci pazzo nel 1892. Una certa notte ''bianca'' – bianca di lampi – che ho passato seduto a desiderare d'esser fulminato. (Sembra che non ne valessi la pena.)<ref>Da una lettera a Pourtalès; citato in Carlo Bo, p. 181</ref> *Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte probabilità di essere falso.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref> *Si alza il [[vento]]!... Bisogna tentare di vivere! :''Le vent se lève!... Il faut tenter de vivre!''<ref>Da ''Le Cimetière marin''; citato in Massimo Blanco, ''Cerchi d'acqua: materiali per Paul Valéry'', Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2003, [https://books.google.it/books?id=RA-vr0PUBd4C&pg=PA211 p. 211]. ISBN 88-8498-114-X</ref><ref>A questo verso s'ispira il titolo del romanzo ''Si alza il vento'' di [[Tatsuo Hori]] e dell'[[Si alza il vento|omonimo film]] di [[Hayao Miyazaki]].</ref> *Sogno spesso il piacere che sarebbe per me errare con voi per [[Genova|Zena]]. Che città singolare e completa! Purtroppo non ha avuto né un Canaletto, né un Guardi. Nessuno ha esplorato queste inesauribili atmosfere da incisione all'acquaforte. È stata un poco guastata. Voi non avete conosciuto il [[Molo Vecchio]], nè le straduccole che si annodavano e reggevano il serpeggiante strascico al posto dell'infame [[Via XX Settembre (Genova)|via XX Settembre]]...<ref name=lettera-larbaud/> *Tempo semigrigio - mare scialbo, nomi conosciuti - Albenga, Albissola, Finale, Pegli, Sestri - - Stazione Broche e Console. Andiamo a piedi all'hotel de Genes - Via Nuova, Via Cairoli, Via Belli {{NDR|Balbi? NdT}}. Trovo [[Genova]] più bella di quanto la pensassi nel ricordo - Circolazione molto vivace - Ai piedi della Salita san Francesco, vista della casa - cena solo - Mediocre - Esco e scendo nel dedalo - San Matteo - Campetto - di notte. Penso di perdermi.<ref name=cahiers1933/> *Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.<ref>Da ''L'idée fixe''.</ref><ref name=diz/> *[[Verona]], con le sue vecchie mura che l'attorniano, i suoi ponti dai parapetti merlati, le sue lunghe e larghe vie, i suoi ricordi del medio evo, ha una grande aria che incute rispetto.<ref>Citato in {{cita web|url=http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html|titolo=Verona e gli stranieri <!-- Bot generated title -->|deadurl=yes|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20021013075300/http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html}}</ref> ==''Album di versi antichi''== *''Sento i corni profondi e le trombe militari | ritmare la volata dei remi; il chiaro canto | dei curvi vogatori incatena il tumulto, || e gli [[Dèi|Dei]], sulla rupa eroica esaltati | nell'antico sorriso che la schiuma insulta | tendono a me le braccia indulgenti e scolpite.'' (da ''Elena'') *''Qual cuore può soffrire l'incanto inesorabile | della notte abbagliante e il [[firmamento]] fatale | senza erompere un grido puro siccome un'arma?'' (da ''Lo stesso incanto'') *''Si bagna un carneo frutto in una giovane vasca, | (azzurro nei giardini tremanti) ma fuor d'acqua, | isolando la chioma che ha forza d'elmo, splende | l'aureo capo che tronca alla nuca una tomba.'' (da ''Bagnante'') *''Quanto lamento il puro e fatale tuo splendore | da me sì dolcemente circondata o fontana, | dove attinsero gli occhi in un mortale azzurro | la mia immagine d'umidi fiori incoronata!'' (da ''Narciso parla'') *''Estate, roccia d'aria pura, e tu, ardente alveare, | o mare! Sparso ovunque in mille mosche sopra | i cespi di una carne fresca come una brocca, | e fino nella bocca dove ronza l'azzurro, || e, casa ardente, Spazio, caro Spazio tranquillo, | dove l'albero fuma e perde qualche uccello, | ed infinitamente vi si rompe il rumore | del mare, e del moto e delle turbe d'acque, || conche d'odori, grandi cerchi delle felici | stirpi sul golfo che corrode e che ascende al sole, | nidi puri, cascate d'erbe, ombre d'onde cave, | cullate la fanciulla immersa in un fondo sonno.'' (da '' Estate'') *''Anna che in bianco drappo si avvolge e abbandona | i dormenti capelli sugli occhi male aperti, | contempla le sue braccia mollemente adagiate | sulla pelle incolore del ventre discoperto. || Ella vuota, ella riempie d'ombra il suo petto lento, | e come un ricordo che preme le sue carni, | una bocca spezzata e piena d'acqua ardente | svolge il sapore immenso ed il riflesso dei mari. || Alfine in abbandono, libera d'esser nuova, | l'addormentata sola dall'ombre colorate | fluttua sul grigio letto e con un labbro riarso | nella tenebra sugge un soffio amaro di fiore. || E sul lenzuolo dove increspa l'alba insensibile, | cade, d'un braccio gelido sfiorato di carminio, | la rilassata mano cui sfugge la delizia | tra le sue dita ignude spogliate dall'umano.'' (da ''Anna'') *E m'abbandono all'adorabile corso: [[lettura|leggere]], vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.<br />MOSSO dalla [[scrittura]] fatale, e se il metro sempre futuro incatena senza ritorno la mia memoria, io risento ogni parola in tutta la sua forza, per averla infinitamente attesa. Questa misura che mi trasporta e che io coloro, mi protegge dal vero e dal falso. Né il dubbio mi divide né la ragione mi affatica. Nessun caso, ma soltanto una sorte felice si fortifica. Io trovo senza sforzo il linguaggio di questa felicità; e artificiosamente penso un pensiero tutto certo, meravigliosamente preveggente, dalle pause calcolate, senza tenebre involontarie, il cui moto mi domina e la quantità mi colma: un pensiero eccezionalmente compiuto.<ref>Da ''L'amatore dei poemi''</ref> ==''Cattivi pensieri''== *A volte penso, a volte sono. *Abbiate timore di ciò che avreste potuto pensare. *Amare, ammirare, adorare hanno come indice della loro verità i segni negativi del potere di esprimersi. *Chi non ha le nostre stesse ripugnanze ci ripugna. *Chi pensa – si osserva in ciò che non è. *Chi vuole imporre le proprie [[idee]] non crede abbastanza nel loro valore. *Ci sono cose che si possono esprimere solo in una ganga di sciocchezze, con delle [[assurdo|assurdità]], delle contraddizioni. Sventura vuole che siano le più preziose. *Ciò che ci manca, ciò che ci ferisce ci individua. *Ciò che è sempre nella mente quasi mai è nelle labbra. *Ciò che si è, è sempre un po' di quel che si è stati, e un po' di quel che non si è stati. *Con le etichette delle bottiglie non ci si ubriaca né ci si disseta. *Di "universale" c'è soltanto ciò che è abbastanza grossolano per esserlo. *Dio ha tratto ogni cosa dal nulla, ma il [[nulla]] traspare.<ref name=e /> *È buona cosa apparire [[bruttezza|brutti]] in uno specchio deformato. *È meglio non essere nulla che essere inferiore. *Essere [[umani]] vuol dire sentire vagamente che c'è in ognuno qualcosa di tutti e in tutti qualcosa di ognuno. *[[Felicità]]: l'arma più crudele nelle mani del tempo. *Giudica le intelligenze facendo attenzione a dove mirano. *Gli [[scrittore e lettore|autori]] si pongono molto raramente la domanda: che interesse può avere per un [[scrittore e lettore|lettore]] la frase che ho appena scritto? *Gli esseri [[sensibilità|sensibili]] non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano. *Guardando bene, ci si rende conto che nel disprezzo v'è un poco di segreta invidia.<ref name=e /> *I [[pensiero|pensieri]] che uno serba per sé si perdono. *Il bisogno del [[novità|nuovo]] è indice di stanchezza o di fragilità della mente, che reclama ciò che le manca. Non c'è nulla, infatti, che non sia nuovo. *Il [[domani]] è forse per noi come la fascinazione della fiamma per l'insetto. *Il [[pittore]] non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà. *Il reale è solo un caso particolare. *Il semplice è sempre falso. Ciò che non lo è, è inutilizzabile. *Il vero [[coraggio]] è la quantità di simulazione disponibile. *L'"individuo" è un errore sulle condizioni della vita. Per la vita non ci sono individui. *L'[[animale]] messo nella situazione critica, quella in cui i suoi automatismi d'azione non funzionano più, tende verso il pensiero. *L'assoluto dell'[[amore]] si riconosce dall'inquietudine di chi ama. *L<nowiki>'</nowiki>''intelligenza'' fa di nulla qualcosa, e fa di qualcosa nulla. *L'[[umanità]] è una somma di inumani [...] senza altri un uomo non è un uomo. *La [[bontà e cattiveria|brava gente]] augura, senza saperlo, tutto il male possibile al "[[bontà e cattiveria|cattivo soggetto]]". *La "civilizzazione" è prospettiva. *La coscienza regna e non governa. *La maggior parte degli uomini ignora tutto ciò che non ha [[nome]]; e la maggior parte crede all'esistenza di tutto ciò che ha un nome. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La [[retina]] rende tutto contemporaneo. *La speranza vede il punto debole delle cose. *La [[vanità]] non è altro che l'esser sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi. L'orgoglio nell'essere insensibili ad essa. *La verità è nuda, ma sotto il nudo c'è lo scorticato. *La vita perde in velocità ciò che guadagna in varietà, in complessità, in conservazione. *Le idee hanno un valore puramente transitivo. *Le qualità eminenti dell'intelligenza si esercitano a spese del reale. *L'opinione media non conta. *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo può creare solo a spese della Creazione. *Non affrontate i vostri nemici. Non fatene degli avversari -ovvero, degli eguali. *Non c'è nessuna profondità che sia in relazione con qualche infinito. *Non ci si riconosce nelle proprie emozioni. Nulla di più estraneo-di ostile, anzi. *Non sei forse l'avvenire di tutti i [[ricordi]] che sono in te? *Ogni emozione, ogni sentimento mette in rilievo un difetto di adattamento. *Ogni mente è plasmata dalle esperienze più banali. *Ogni pensiero costituisce un'eccezione a una regola generale: quella di non pensare. *Ogni perché implica molte cose che bisogna guardarsi bene dal porre dopo di esso. *Proseguire, perseguire qualcosa significa lottare contro ogni cosa. *[[Proverbi dai libri|Proverbio]] per i potenti: se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che incominci a morderti. *Quale gioiello della vita, quale adamantino momento varrà mai il dolore che può causare la sua perdita? *Quando arriviamo allo scopo, crediamo che la strada sia stata quella giusta. *Quel che ci colpisce nei giudizi espressi su di noi è l'inevitabile semplificazione che ogni giudizio comporta per poter essere formulato. *Quel che dici può dire più di quanto tu creda, se chi ti ascolta è più di quanto tu credi che sia. *Quello che non si fa; quel che non si farebbe mai- è questo a deliniare la nostra figura. *Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza. *''Se la vita fosse tutta delizie, | se la vita fosse tutta tortura, | non esisterebbe più da un bel po' di tempo.'' *Se pensi come la [[maggioranza]], il tuo pensiero diventa superfluo. *Se vuoi [[vita e morte|vivere]], vuoi anche [[vita e morte|morire]]; oppure non capisci che cos'è la vita. *Senza saperlo, l'uomo scommette quasi tutto il tempo della sua vita che nei dieci minuti o dieci secondi successivi non sarà fulminato. *Soffrire è vivere senza poter vivere; è anzi... ''essere vissuto da''... *Tutto quel che dici parla di te: in particolar modo quando parli di un altro. *Un capo è un uomo che ha bisogno degli altri. *Un uomo è intelligente quando manifesta una certe indipendenza dalla comuni [[aspettativa|aspettative]]. *Un uomo [[serietà|serio]] ha poche idee. Un uomo con molte idee non è mai serio. *Un'[[opinione]] è una scelta che facciamo conoscendo solo una parte delle cose e supponendo di vederne la totalità e tutte le conseguenze. *Una [[donna]] intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole. *Una persona non è altro che risposte ad una quantità di avvenimenti impersonali. ==''Il sorriso della Gioconda''== *Il pittore dispone su una superficie piana determinati impasti, le cui linee di separazione, gli spessori, le fusioni e contrasti, gli servono per esprimersi. Lo spettatore vi scorge soltanto un'immagine più o meno fedele di carni, gesti e paesaggi, come attraverso la finestra del muro d'un museo. Il [[dipinto|quadro]] è giudicato in base allo stesso spirito con cui si giudica la realtà. *Credo che il metodo più sicuro per giudicare un quadro, sia quello di non riconoscervi, in principio, nulla, e di fare successivamente tutta la serie d'induzioni imposta da una presenza simultanea di macchie di colore in metafora, di supposizione in supposizione, la comprensione del soggetto, e talvolta solo la consapevolezza del piacere, consapevolezza che non sempre si ha inizialmente. *Quel sorriso {{NDR|della ''[[Gioconda]]''}} è sepolto sotto una massa di vocaboli, e scompare fra innumerevoli paragrafi che cominciano col dichiararlo ''inquietante'' finendo poi in una descrizione d'animo generalmente vaga. Esso meriterebbe tuttavia studi meno inebrianti. [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento. *Una [[teoria]] non vale che per i suoi sviluppi, logici e sperimentali. {{NDR|Paul Valéry, ''Varietà'', a cura di Stefano Agosti; citato in ''La Fiera Letteraria'', n. 40, 14 novembre 1971}} ==''L'idea fissa''== ===[[Incipit]]=== Ero in preda a grandi tormenti; certi pensieri acutissimi e attivissimi mi guastavano tutto il resto della mente e del mondo.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Un uomo [[solitudine|solo]] è sempre in cattiva compagnia. *Un'idea è un cambiamento. *Come si fa a pretendere che il Tutto sia rappresentato da un'immagine o da un'idea qualunque? Il Tutto non può avere figure consimili. *Ogni [[concetto]] è un espediente. *Altri così facendo, immaginano di avvicinarsi a... ''ciò che essi sono'', a costo di una concentrazione e di una sorta di... negazione esteriore assai penosa. *La nostra speranza è che il nuovo assomigli a ciò che già conosciamo almeno quel tanto da poterlo comprendere. *Il cinema è falso tramite il vero. *Il problema principale del sistema che pensa è ''la valutazione''. *"Perché non vuole accettare ciò che esiste?" "Perché significherebbe non accettare più di esistere". *"[[Nascita e morte|Morti]] di che?" "D'essere [[nascita e morte|nati]]..." *Se noi [[comprensione|capissimo]] gli altri, non potremmo più capire noi stessi. *La vita oggi somiglia a un accidente... che si è dato delle leggi. *Un uomo non è nulla finché non qualcosa non trae da lui degli effetti o delle produzioni che lo sorprendono. *In ogni istante coincido con ciò che tendo a percepire. Ognuno di noi, insomma, a un dato momento della sua vita è un sistema... virtuale di attrazioni e repulsioni, nonché di... presentimenti di potenza e di resistenza. Ma questa distribuzione varia col tempo. *Non c'è alcun motivo per cui un essere vivente possa arrivare a rappresentarsi la vita. *"Il fatto è che la nostra previsione di noi stessi è estremamente incerta..." "Probabilmente perché non esiste un ''Noi stessi'' al di fuori... dell'istante..." *Se il valore di una cosa viene fatto dipendere dall'effetto di sorpresa che è in grado di produrre, si arriverà a definire quella cosa solo attraverso il suo valore di choc... *Il [[misticismo]] è presente ogni volta che facciamo qualcosa di diverso dal... ripeterci! *Il nostro mondo è circoscritto dall'insieme combinato delle nostre percezioni e dei nostri atti. ==''Mélange''== *Bisogna sempre scusarsi di agir bene; nulla ferisce di più.<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Bisognava essere Newton per rendersi conto che la Luna cade verso la Terra, quando tutti vedono che non cade affatto.<ref>Citato in Matteo Rampini, ''Pensare come un mago'', Ponte alle Grazie, 2006, p. 111. ISBN 8879288369</ref> *Gli uomini si distinguono da ciò che mostrano e si assomigliano in ciò che nascondono.<ref name=diz/> *Il me è odioso, ... ma si tratta di quello degli altri. :''Le moi est haïssable, ... mais il s'agit de celui des autres.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 278.</ref> *Il talento senza genio è poca cosa. Il genio senza talento non è nulla.<ref name=diz/> *Il vero [[snob]] è colui che non osa confessare che s'annoia quando s'annoia e che si diverte quando si diverte. *La [[bugia|menzogna]] e la [[credulità]] si accoppiano e generano l'[[opinione]]. :''Le mensonge et la crédulité s'accouplent et engendrent l'opinion.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 304.</ref> *Si dice che una convinzione è solida quando resiste alla coscienza che è falsa.<ref name=e /> ==''Monsieur Teste''== ===[[Incipit]]=== La stupidità non è il mio forte.<ref name=incipit/> ===Citazioni=== *L'[[amore]] consiste nell'essere cretini insieme.<ref>Citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> *L’essenziale si oppone alla vita.<ref>Citato in {{cita web|https://www.ilpost.it/2019/09/27/monsieur-teste-valery/|Siamo distrazioni che divagano|}}</ref> *L'infinito, caro mio, non è più un gran che, è una faccenda di scrittura. L'universo esiste solo sulla carta.<ref name=diz/> *Raramente ho perso di vista me stesso; mi sono detestato, e mi sono adorato; poi siamo invecchiati assieme.<ref>Da ''Monsieur Teste'', traduzione di Libero Solaroli, Elliot, 2017, [https://www.google.it/books/edition/Monsieur_teste/VAEkDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&printsec=frontcover&bsq=raramente pagina]. ISBN 8869932621</ref> ==''Quaderni''== *Io preferisco [[Genova]] a tutte le città in cui ho abitato. Mi ci sento sperduto e a casa mia – fanciullo e straniero. Essa ha una distesa di cupole, monti calvi, mare, fumi, neri fogliami, tetti rosa, e quella [[Lanterna di Genova|Lanterna]] così alta ed elegante, – e meandri popolosi, labirinti ingombri le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano e di colpo sbucano sulla veduta del porto; – piena di sorprese, di porte scolpite, marmo o ardesia, casse, formaggi; scale, panni anziché il cielo, cancelli richiusi, bizzarro [[Lingua ligure|dialetto]] dal suono nasale e irritante, dalle strane abbreviazioni, vocaboli arabi o turchi.<br />Città di un oriente [[Luigi XIV]] – concreta – aspra – personale – amante del fare e del costruire – rivolta allo sviluppo in lotta con la montagna – che essa taglia, sfrutta, buca, scala, e dalla quale estrae – l'acqua, la pietra, l'ardesia, il mattone. (vol. I, pp. 104-105) *Mentre [[Firenze]] si contempla e [[Roma]] sogna, e [[Venezia]] si lascia vedere – [[Genova]] si fa e rifà – (vol. I, p. 105) *Scrivere per pubblicare, in me è l'arte di servire gli avanzi. (vol. I, p. 287) *Lo scopo della [[psicologia]] è di darci un'idea del tutto diversa delle cose che conosciamo meglio. (vol. III, p. 33) *[[Dio]] creò l'uomo, e non trovandolo abbastanza solo gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sua solitudine. (vol. V, p. 174) *La [[fede]] (religiosa) è forse un mito.<br />I credenti che si incontrano sono posseduti innanzitutto dai propri interessi. Ma se si prescinde dalla loro sorte, dalle loro paure, dai loro bisogni - la loro fede non è niente. (vol. V, p. 287) *O [[credere|Credente]], ammetto che hai un «ideale», e il tuo lume nella tua foresta; pensi che io non abbia il mio? Ma mentre il tuo l'hai ricevuto e accettato senza quel severissimo esame che il problema merita, se ha qualche importanza; e mentre ti giunge dalla bocca altrui, bell'e fatto e articolato, il mio si forma nei miei tentativi - ed è inseparabile da essi, se addirittura non vi si confonde completamente. È la ricerca il mio espediente, e non potrei trovare niente che valga di più della propria ricerca, compreso l'''ideale'' da assegnarsi. (vol. V, p. 375) ==''Tel Quel''== *Bisogna chiamare [[Scienza]]: soltanto ''l'insieme delle ricette che riescono sempre''. Tutto il resto è letteratura.<ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *La [[politica]] è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda.<ref name=e /> *Le ragioni per cui ci si astiene dai delitti sono più vergognose, più segrete dei delitti stessi.<ref name=e /> *Tra due parole bisogna scegliere la minore.<ref name="barpen" /> *Un uomo tirava a sorte tutte le sue decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono. *L'[[amarezza]] viene quasi sempre dal non ricevere un po' più di ciò che si dà. Il sentimento di non fare un buon affare. :''L'amertume vient presque toujours de ne pas recevoir un peu plus que ce que l'on donne. Le sentiment de ne pas faire une bonne affaire.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 21) *L'[[angelo]] non differisce dal demonio che per una riflessione che non gli si è ancora presentata. :''L'ange ne diffère du démon que par une réflexion que ne s'est pas encore présentée à lui.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 35) *Veramente [[bontà|buono]] è l'uomo raro che non biasima mai le persone per i mali che capitano loro. :''Véritablement bon est l'homme rare qui jamais ne blâme les gens des maux qui leur arrivent.''(citato in Gabriel Pomerand, p. 62) *Con il mito volgare della [[felicità]], si può fare degli uomini press'a poco ciò che si vuole, e tutto quello che si vuole delle donne. :''Par le mythe vulgaire du bonheur, on peut faire des hommes à peu pres ce que l'on veut, et tout ce que l'on veut des femmes'' '' (citato in Gabriel Pomerand, p. 66)'' *Il numero dei nostri [[Amico e nemico|nemici]] cresce in proporzione all'accrescimento della nostra importanza. Lo stesso vale per il numero dei nostri [[Amico e nemico|amici]]. :''Le nombre de nos ennemis croît en proportion de l'accroissement de notre importance. Il en est de même du nombre de nos amis.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 145) *Sono un [[galantuomo]], dice, voglio dire che approvo la maggior parte delle mie azioni. :''Je souis un honnête homme, dit-il, je veux dire que j'approuve la pluspart de mes actions.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 212) *Che se il me è odioso, amare il proprio [[prossimo]] come se stessi diviene un'atroce ironia. :''Que si le moi est haïssable, aimer son prochain comme soi-même devient une atroce ironie.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 278) *La [[morale]] è il nome mal scelto, malfamato, di una delle branche della politica generalizzata che comprende la tattica di sé nei confronti di sé stessi. :''La [[morale]] est le nom mal choisi, mal famé, de l'une des branches de la politique généralisée qui comprend la tactique de soi à l'égard de soi-même.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 283) *L'uomo sta addossato alla sua [[morte]], come chi conversa al camino. :''L'homme est adossé à sa mort, comme le causeur à la cheminée.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 285) *Le [[obiezione|obiezioni]] nascono spesso da questa semplice causa che quelli che le fanno non hanno essi stessi trovato l'idea che attaccano. :''Les objections naissent souvent de cette simple cause que ceux qui les font n'ont pas trouvé eux-mêmes l'idée qu'ils attaquent.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 299) *Il [[poema]] – questa esitazione prolungata tra il suono e il senso. :Le poème – cette hésitation prolongée entre le son et le sens. (citato in Gabriel Pomerand, p. 331) *La mia [[reputazione]]... la mia re-pu-ta-zio-ne! dice questo sciocco, non è il triste sforzo che sono obbligato a fare per imitare l'immagine falsa che vi fate di me? :''Ma réputation... ma ré-pu-ta-tion! dit ce niais, n'est-ce pas le triste effort que je suis obligé de faire pour imiter l'image fausse que vous vous faites de moi? (citato in Gabriel Pomerand, p. 361)'' *Niente di più originale, niente di più «Sé» che nutrirsi degli altri. Ma bisogna digerirli. Il [[leone]] è fatto di pecora assimilata. :''Rien de plus original, rien de plus «Soi» que de se nourrir des autres. Mais il faut les digérer. Le lion est fait de mouton assimilé.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 387) *[[Dio]] creò l'uomo e non trovandolo abbastanza solo, gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sia solitudine. :''Dieu créa l'homme et ne le trouvant pas assez seul, il lui donna une compagne pour lui faire mieux sentir sa solitude.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 389) *Se poi l'«io» è detestabile, amare il proprio prossimo «come se stessi» diventa un'atroce ironia.<ref name="barpen">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.</ref> ==''Variété''== *Definire il [[Bello]] è facile: ''è ciò che fa disperare''.<ref name="e" /> *''L'essenza del classicismo è venire dopo.'' L'ordine presuppone un certo disordine che esso viene a sistemare.<ref name=e /> *L'[[Europa]] diventerà quello che in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico?<ref name=e /> *La [[storia]] è la scienza delle cose che non si ripetono. (IV) *Le grandi virtù dei tedeschi hanno creato più mali di quanti vizi abbia mai creato l'ozio.<ref name="e" /> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il cimitero marino''=== <poem> Questo tetto tranquillo, passeggio di colombe, palpita tra i pinastri, tra le tombe.<ref name=incipit>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref></poem> ===''La crise de l'esprit''=== Noialtre civiltà adesso sappiamo di essere mortali.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==Citazioni su Paul Valéry== *Come teorico Valéry è andato troppo avanti per poter essere seguito; è andato avanti per conto suo, e questo non è progresso. ([[Mario Picchi]]) *Considero Valery un grandissimo poeta, lo preferisco a [[Baudelaire]] e Mallarmé. Credo che abbia avuto su di me un'influenza superiore a quella di [[Borges]]. Quello che afferma è una grande verità: ogni autore crea per definire se stesso. E si tratta di una ricerca continua. ([[Harold Bloom]]) *Esponente di una cultura raffinata, attraverso [[André Gide|Gide]] e [[Paul Claudel|Claudel]] aveva le sue radici in [[Stéphane Mallarmé|Mallarmé]], Valéry portò la parola alle estreme possibilità espressive con un rigore che trova pochi esempi nelle poetiche del secolo. Il giudizio di [[Emilio Cecchi]], "il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]", non trova più riscontro nella realtà. ([[Mario Picchi]]) *Fa a volte bei versi, ma li fabbrica con la macchina dell'intelletto... Ma anche l'intelletto suo è disorganico, frammentario. È un dilettante dell'intelligenza. ([[Benedetto Croce]]) *Il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]. ([[Emilio Cecchi]]) *Valéry è stato oggetto di ammirazione per molti; è stato per molti un faro che, in una zona di frontiera, al limite del noto e dello ignoto, si sforzava di mandare la sua luce anche laddove non c'era nulla da illuminare. ([[Mario Picchi]]) *Valéry vien considerato e si considerava l'assertore della intelligenza critica nella [[poesia]]; ma nel fatto, negando egli la [[ragione]] e la [[storia]] e la capacità di intenderla, negava qualsiasi fondamento all'intelligenza critica, e non salvava la poesia. E come esisterebbe una intelligenza critica, se la ragione umana non intende il mondo? perché dovrebbe intendere la poesia? e che cosa sarebbe poi la poesia dinanzi a una intelligenza non garentita dalla ragione? E ancora una volta, per la parte che ci riguarda come italiani educati all'umanesimo storico, o meglio per quella che riguarda la poesia, la ragione e la storia, la nostra necessaria polemica contro uno scrittore di tanta autorità qual è il Valéry, assomiglia a quella che il [[Giambattista Vico|Vico]] conduceva contro [[Cartesio]] per rivendicare la poesia e la storia contro la filosofia matematica e astratta. ([[Francesco Flora]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Carlo Bo, ''Echi di Genova negli scritti di autori stranieri'', Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1966. *Giuseppe Marcenaro, ''La nuit de Gênes di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-525-5 *Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, ''La nuit de Gênes. L'universo poetico di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-530-1 *{{fr}} Gabriel Pomerand, ''Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand'', Le livre de poche, 1962. *Paul Valéry, ''Album di versi antichi'', a cura di Ugo Fasolo, Fabbri Editori, 1997. *Paul Valéry, ''Cattivi pensieri'', a cura di Felice Ciro Papparo, Adelphi, 2006. *Paul Valéry, ''L'idea fissa'', a cura di Valerio Magrelli, Adelphi, 2008. *Paul Valéry, ''Opere scelte'', Mondadori, Milano, 2014, p. 163. ISBN 978-88-04-61402-9 *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. I, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2009. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. III, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2007. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. V, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2002. *Paul Valéry, ''Tel Quel'', "Littérature", 1929, Pléiade. ==Altri progetti== {{interprogetto|s=fr:Auteur:Paul Valéry|s_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|Il cimitero marino||(1920)}} {{Pedia|Monsieur Teste||(1926)}} {{DEFAULTSORT:Valéry, Paul}} [[Categoria:Accademici francesi]] [[Categoria:Aforisti francesi]] [[Categoria:Poeti francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] 12myseai93y8p21ptdt8w4neslu9qno 1422966 1422965 2026-08-09T03:22:42Z ~2026-28399-11 107104 /* Cattivi pensieri */ 1422966 wikitext text/x-wiki [[File:Paul Valéry.jpg|thumb|Paul Valéry]] '''Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry''' (1871 – 1945), scrittore e poeta francese. ==Citazioni di Paul Valéry== *C'è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori.<ref>Citato in Mimmo Ciavarelli, ''Gestalt: L'ovvio per i giorni alterni'', Armando, Roma, 2011, [http://books.google.it/books?id=9I4TFOvNBaAC&pg=PA46 p. 46]. ISBN 978-88-6081-990-1</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} [[Caruggi di Genova|Carruggi]]. Qui, moltitudini di bambini giocano attorno a povere p... nude, o seminude che si offrono sulla soglia dei loro bassi aperti. È una prostituzione simile al piccolo commercio delle strade. Esse si vendono semplicemente, come poco lontano si vendono castagne, fichi, enormi torte dorate, farinate di ceci. Si va nella vita complicata di questi profondi sentieri come si entrerebbe nel mare, nel fondo nero di un oceano stranamente popolato.<br>Sensazione da novella araba. - Odori concentrati, odori ghiacciati, droghe, formaggi, caffè abbrustoliti, cacao deliziosi finemente tostati da cui s'esala amarume... - Passanti rapidi su questi marmi raschiati dallo scalpello. - Verso le alture, le stradette si arrampicano, ornandosi di passiere di mattoni e ciottoli. - Cipressi, minuscoli duomi, frati.<br>Cucine fragranti. - Queste torte gigantesche, farine di ceci, mescolanze, sardine all'olio, uova sode imprigionate nella pasta, torte di spinaci, fritture. - Questa [[Cucina genovese|cucina]] è antichissima.<br>Genova è una cava d'ardesia.<ref name=marcenaro8991/> *[[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è sempre meraviglioso di energia vitale e di entusiasmo. Pensate che mi fece «volare» sul suo diabolico motoscafo da Desenzano a Gardone: pareva che il vento mi strappasse la pelle.<ref>Citato in Carlo Martini, [http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it/view_doc_frameset.php?IDA=69&IDF=2758 ''Valéry a Roma''], ''Capitolium'', n. 6, 1960, p. 28.</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} Dei luoghi sorprendenti, viottoli, deserti, una sorta di inatteso lago nero.<ref>Citato in Giuseppe Marcenaro, ''Genova e le sue storie'', Bruno Mondadori Editore, Milano, 2004, p. 63. ISBN 9788842491439</ref> *[[Genova]] ''bellissima''! {{sic|ieri}} a bordo d'una nave un ballo e la presentazione al celebre signor Mylius, uno dei più grandi collezionisti del mondo. Nella sua [[Villa Mylius (Genova)|villa]], Cluny e una casa dei Goncourt e ai piedi di queste meraviglie tutto il mare e i fiori di questi posti.<ref>Da una lettera a Gide del 17 novembre 1893; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *[[Genova]], città dei gatti. Angoli neri.<br>Si assiste alla sua ininterrotta costruzione dal tredicesimo al ventesimo secolo.<br>Questa città tutta visibile e presente a se stessa; in persistente familiarità con il suo mare, la sua roccia, la sua ardesia, i suoi mattoni, i suoi marmi; in lavorio perpetuo contro la sua montagna. - Americana dopo [[Cristoforo Colombo|Colombo]].<br>Noia ineffabile delle cose d'arte - assente a Genova.<ref name=marcenaro8991>Citato in Marcenaro, pp. 89-91</ref> *[[Genova]] è ricca di monumenti ed io dedico le mie giornate a visitarli. La [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale]] è bella, gotico-moresca con statue dei tempi antichi, con iscrizioni che tento di tradurre con l'avanzo di latino che mi rimane...<ref>Da una lettera a Gustave Fourment del 28 agosto 1887, in Marcenaro e Boragina, pp. 40-41</ref> *[[Genova]]. Giro verso le ''Grazie'', ''Castello'' con Broche... Adesso ho fatto, con le persiane, la penombra del mezzogiorno nella grande camera a mosaico. In attesa dell'ora del ricevimento solenne all'Università.<br>C'è del silenzio vicino e del rumore lontano - Le stesse campane che ho inteso bambino.<br>- Si va. Palazzo, Cortile a scalinata sconosciuto... Sala vasta e ''grandiloquente'' - Bei damaschi del tavolo e poltrone dorate. Discorsi brevi del rettore e di Celesia - Lungo e scemotto di Broche. Io parlo di Genova...<ref name=cahiers1933>Da ''Cahiers'', maggio 1933; in Marcenaro e Boragina, p. 41</ref> *I [[libro|libri]] hanno gli stessi nemici che l'uomo: il fuoco, l'umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.<ref>Da ''Littérature''.</ref><ref name=e /> *Il [[genialità|genio]] si muove nella follia, nel senso che si tiene a galla là dove il [[demenza|demente]] annega.<ref>Citato in Serena Zoli, Giovanni B. Cassano, ''E liberaci dal male oscuro'', TEA, Milano, 2009, p. 467. ISBN 978-88-502-0209-6</ref> *{{NDR|Su [[Marcel Proust]]}} Il suo modo di scrivere si collega senza dubbio alla nostra migliore tradizione. Qualcuno fa notare che le sue opere non sono di lettura molto facile. Ma io non mi stancherò mai di affermare che dobbiamo accogliere con entusiasmo gli autori difficili del nostro tempo. Se qualcuno li leggerà, non sarà solamente per la loro piacevolezza. Essi ci riportano a [[Montaigne]], a [[Descartes]], a [[Bossuet]] e ad altri che vale forse ancora la pena di leggere.<ref>Citato in François Cruciani, ''Marcel Proust'', traduzione di Claudio Pavese e Manuela Pulga, I Giganti Mondadori, 1974, p. 123.</ref> *L'esistenza dei vicini è la sola difesa delle nazioni contro una perpetua [[guerra civile]]. :''L'existence des voisins est la seule défense des nations contre une perpétuelle guerre civile.''<ref>{{fr}} Da ''Regards sur le monde actuel et autres essais'', BoD, Books on Demand, Norderstedt, [https://books.google.it/books?id=4jKDEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA39&dq=&pg=PA39#v=onepage&q&f=false p. 39]. ISBN 978-2-3224-2459-7</ref> *L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.<ref>Da ''Lettera a [[André Gide]]''.</ref><ref name=e /> *La Francia, dove l'indifferenza in materia di religione è tanto comune, è anche il paese dei miracoli più recenti. Negli stessi anni in cui [[Ernest Renan|Renan]] sviluppava la sua critica e il positivismo o l'agnosticismo si diffondevano, un'apparizione illuminava la grotta di Lourdes.<ref>Citato in Fraternità delle Piccole sorelle di Gesù (a cura di), ''Magdeleine di Gesù: fondatrice delle Piccole sorelle'', Jaca Book, Milano, 1999, ISBN 88-16-30347-6, [http://books.google.it/books?id=etnJLzRm1AAC&pg=PA11 p. 11]</ref> *La marchesa uscì alle cinque.<ref>È un ''incipit'', per così dire, «allo stato puro». Venne infatti inventato da Valéry — è riportato da [[André Breton|A. Breton]] nel primo ''Manifesto del surrealismo'' (1924) — come esempio del modo più insulso di avviare una storia. Due varianti «a scelta» dello stesso ''incipit'' figurano nei ''Quaderni'' di Valéry in data 1913; a) «La contessa prese il treno delle 8»; b) «La marchesa prese il treno delle 9».</ref><ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993</ref> *La [[morte]] è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile.<ref>Da ''Œuvres'', a cura di J. Hytier, Gallimard, Parigi, 1957-1960, II, p. 611. Citato in [[Aldo Masullo]], ''Il tempo e la grazia: {{small|per un'etica attiva della salvezza}}'', Donzelli, Roma, 1955, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=7Zh-AAAAMAAJ&dq=La+morte+%C3%A8+una+sorpresa+che+rende+inconcepibile+il+concepibile.&focus=searchwithinvolume&q=concepibile p. 59]. ISBN 88-7989-120-0</ref> *La [[Storia]] è il prodotto più pericoloso che la chimica dell'intelletto abbia mai elaborato. Le sue proprietà sono ben note. Fa sognare, inebria i popoli, genera in loro falsi ricordi, ne esaspera i riflessi, ne alimenta le antiche piaghe, li tormenta nel riposo li trascina al delirio di grandezza o a quello di persecuzione, e rende le nazioni amare e superbe, insopportabili e vane. La Storia giustifica qualsiasi cosa. Non insegna assolutamente nulla poiché contiene tutto, e di tutto fornisce esempi.<ref>Da ''Sguardi sul mondo attuale'', Adelphi, Milano, 1994, p. 36; citato in [[Luigi Fenizi]], ''Icaro è caduto {{small|Parabola storica dell'utopia moderna}}'', Bardi Editore, Roma, 2003, p. 418.</ref> *La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l'avvenire non è già più quello che era.<ref>Da ''Letterature''</ref> *[[Monte Fasce|Monte Fascie]]: 834 metri, la sua potenza – color di saio – digrada per ampie, larghe e lente pieghe – domina tutto senza slancio – scende e non sale. Fisionomia monastica e militare. Non chiacchiera. – Dal silenzio nudo e raso e dal tono dolce, su tutta la massa contiene e sorveglia tutta la città, della quale sembra ascoltare tutti i rumori, i galli e le sirene, campane e ruggiti vaporosi, senza mai rispondere. Fare di questo massiccio un bello studio topografico – Felice colui che è consolato dalla scrittura! – Quel disegno, quel rilievo minuzioso esaurirebbe su questi lobi e su questi contorni, mi libererebbe di questa montagna?<ref>Citato in Marcenaro, pp. 91-92</ref> *Nell'arte della [[danza]], i movimenti dei corpi non hanno nessun fine.<ref>Citato in '' Corriere della Sera'', 18 giugno 2003</ref> *Non cerchi tu il risveglio e la precisione della luce quando un cattivo sogno ti travaglia? Non siamo resuscitati dal sole in persona, e rinvigoriti dalla presenza dei corpi solidi? Ma in cambio non chiediamo forse al sonno e ai sogni di sciogliere le noie e d'interrompere i tormenti che ci perseguitano nel regno della luce? Sí che dall'uno fuggiamo all'altra, invocando il giorno nel cuor della notte e al contrario implorando le tenebre quando siamo immersi nel sole; ansiosi di sapere, troppo felici d'ignorare, cerchiamo in ''quel che è'' un rimedio a ''quel che non è'', e in ''quel che non è'' un sollievo a ''quel che è''. Una volta la realtà e un'altra l'illusione ci raccoglie; e l'anima, in definitiva, non ha altra risorsa che il vero, la sua arma, e la menzogna, il suo scudo.<ref>Da ''L'anima e la danza'', a cura di Aurelia Delfino, Mimesis Edizioni, Sesto San Giovanni, 2018. ISBN 9788857549637</ref> *Non conosco l'esistenza di questo Ilario {{NDR|Sant'Ilario}} dove risiedete. Mi chiedo se si tratta d'uno di quei deliziosi piccoli ''paesi de la riviera di Levante.'' Che ricordi mi hanno lasciato i soggiorni da quelle parti e, in particolare, un certo mese d'agosto, a [[Nervi (Genova)|Nervi]] - nel 1887! [...] Si andava da Genova a Nervi! Una leggera colazione e, subito dopo il caffè - all'acqua! Tre o quattro ore d'acqua calda, profonda, tra gli scogli giovani uomini e fanciulle. Si saliva sulle rocce e ci si rituffava nel mare, indefinitamente. Poi ci si rivestiva in una specie di grotta marina, quasi tenebrosa, ingombra di remi. Queste immagini di sole familiare, d'acqua pungente, di vita passata in seminudità, di tempi cocentemente perduti... sono rimasti dentro di me, a lungo, quali risorsa e ideale. Ahimé, ora sento di non riattraversare più queste visioni, così potenti, che tanto significavano la giovinezza. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di rifiutare, che so, quel calore e quei preservati vigori.<ref name=lettera-larbaud>Da una lettera a Valery Larbaud del 15 agosto 1928, in Marcenaro, pp. 105-107</ref> *''O viottoli olenti | In cui ciascun sente | Cotante erbe e cento | Droghe differenti, | In cui, nari erranti, | Tu fendi gli incensi | Che l'ombra incoerente | Diffonde ai passanti...''<ref>Da ''A [[Genova]]'', in ''Opere scelte'', p. 163</ref> *Passo molte sere con un collezionista straordinario, l'inglese Mylius, intento a fumare in [[Villa Mylius (Genova)|casa sua]] che è un Cluny affacciato sul mare e sul cielo. Quest'uomo possiede delle meraviglie che farebbero morire Goncourt di gelosia e delle quali gode, tutto il giorno, vivendo, dormendo in un dandismo abituale, in una suprema indifferenza.<ref>Da una lettera a Gide del 21 settembre 1892; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *Quando non si può attaccare il [[ragionamento]], si attacca il ragionatore.<ref>Citato in Marco Travaglio e Peter Gomez, ''Inciucio'', BUR, 2005</ref> *Quanto a [[Genova]], questa mirabile città ha delle strane virtù. Ci ho passato delle favolose estati, nell'infanzia. Ho creduto di diventarci pazzo nel 1892. Una certa notte ''bianca'' – bianca di lampi – che ho passato seduto a desiderare d'esser fulminato. (Sembra che non ne valessi la pena.)<ref>Da una lettera a Pourtalès; citato in Carlo Bo, p. 181</ref> *Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte probabilità di essere falso.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref> *Si alza il [[vento]]!... Bisogna tentare di vivere! :''Le vent se lève!... Il faut tenter de vivre!''<ref>Da ''Le Cimetière marin''; citato in Massimo Blanco, ''Cerchi d'acqua: materiali per Paul Valéry'', Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2003, [https://books.google.it/books?id=RA-vr0PUBd4C&pg=PA211 p. 211]. ISBN 88-8498-114-X</ref><ref>A questo verso s'ispira il titolo del romanzo ''Si alza il vento'' di [[Tatsuo Hori]] e dell'[[Si alza il vento|omonimo film]] di [[Hayao Miyazaki]].</ref> *Sogno spesso il piacere che sarebbe per me errare con voi per [[Genova|Zena]]. Che città singolare e completa! Purtroppo non ha avuto né un Canaletto, né un Guardi. Nessuno ha esplorato queste inesauribili atmosfere da incisione all'acquaforte. È stata un poco guastata. Voi non avete conosciuto il [[Molo Vecchio]], nè le straduccole che si annodavano e reggevano il serpeggiante strascico al posto dell'infame [[Via XX Settembre (Genova)|via XX Settembre]]...<ref name=lettera-larbaud/> *Tempo semigrigio - mare scialbo, nomi conosciuti - Albenga, Albissola, Finale, Pegli, Sestri - - Stazione Broche e Console. Andiamo a piedi all'hotel de Genes - Via Nuova, Via Cairoli, Via Belli {{NDR|Balbi? NdT}}. Trovo [[Genova]] più bella di quanto la pensassi nel ricordo - Circolazione molto vivace - Ai piedi della Salita san Francesco, vista della casa - cena solo - Mediocre - Esco e scendo nel dedalo - San Matteo - Campetto - di notte. Penso di perdermi.<ref name=cahiers1933/> *Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.<ref>Da ''L'idée fixe''.</ref><ref name=diz/> *[[Verona]], con le sue vecchie mura che l'attorniano, i suoi ponti dai parapetti merlati, le sue lunghe e larghe vie, i suoi ricordi del medio evo, ha una grande aria che incute rispetto.<ref>Citato in {{cita web|url=http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html|titolo=Verona e gli stranieri <!-- Bot generated title -->|deadurl=yes|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20021013075300/http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html}}</ref> ==''Album di versi antichi''== *''Sento i corni profondi e le trombe militari | ritmare la volata dei remi; il chiaro canto | dei curvi vogatori incatena il tumulto, || e gli [[Dèi|Dei]], sulla rupa eroica esaltati | nell'antico sorriso che la schiuma insulta | tendono a me le braccia indulgenti e scolpite.'' (da ''Elena'') *''Qual cuore può soffrire l'incanto inesorabile | della notte abbagliante e il [[firmamento]] fatale | senza erompere un grido puro siccome un'arma?'' (da ''Lo stesso incanto'') *''Si bagna un carneo frutto in una giovane vasca, | (azzurro nei giardini tremanti) ma fuor d'acqua, | isolando la chioma che ha forza d'elmo, splende | l'aureo capo che tronca alla nuca una tomba.'' (da ''Bagnante'') *''Quanto lamento il puro e fatale tuo splendore | da me sì dolcemente circondata o fontana, | dove attinsero gli occhi in un mortale azzurro | la mia immagine d'umidi fiori incoronata!'' (da ''Narciso parla'') *''Estate, roccia d'aria pura, e tu, ardente alveare, | o mare! Sparso ovunque in mille mosche sopra | i cespi di una carne fresca come una brocca, | e fino nella bocca dove ronza l'azzurro, || e, casa ardente, Spazio, caro Spazio tranquillo, | dove l'albero fuma e perde qualche uccello, | ed infinitamente vi si rompe il rumore | del mare, e del moto e delle turbe d'acque, || conche d'odori, grandi cerchi delle felici | stirpi sul golfo che corrode e che ascende al sole, | nidi puri, cascate d'erbe, ombre d'onde cave, | cullate la fanciulla immersa in un fondo sonno.'' (da '' Estate'') *''Anna che in bianco drappo si avvolge e abbandona | i dormenti capelli sugli occhi male aperti, | contempla le sue braccia mollemente adagiate | sulla pelle incolore del ventre discoperto. || Ella vuota, ella riempie d'ombra il suo petto lento, | e come un ricordo che preme le sue carni, | una bocca spezzata e piena d'acqua ardente | svolge il sapore immenso ed il riflesso dei mari. || Alfine in abbandono, libera d'esser nuova, | l'addormentata sola dall'ombre colorate | fluttua sul grigio letto e con un labbro riarso | nella tenebra sugge un soffio amaro di fiore. || E sul lenzuolo dove increspa l'alba insensibile, | cade, d'un braccio gelido sfiorato di carminio, | la rilassata mano cui sfugge la delizia | tra le sue dita ignude spogliate dall'umano.'' (da ''Anna'') *E m'abbandono all'adorabile corso: [[lettura|leggere]], vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.<br />MOSSO dalla [[scrittura]] fatale, e se il metro sempre futuro incatena senza ritorno la mia memoria, io risento ogni parola in tutta la sua forza, per averla infinitamente attesa. Questa misura che mi trasporta e che io coloro, mi protegge dal vero e dal falso. Né il dubbio mi divide né la ragione mi affatica. Nessun caso, ma soltanto una sorte felice si fortifica. Io trovo senza sforzo il linguaggio di questa felicità; e artificiosamente penso un pensiero tutto certo, meravigliosamente preveggente, dalle pause calcolate, senza tenebre involontarie, il cui moto mi domina e la quantità mi colma: un pensiero eccezionalmente compiuto.<ref>Da ''L'amatore dei poemi''</ref> ==''Cattivi pensieri''== *A volte penso, a volte sono. *Abbiate timore di ciò che avreste potuto pensare. *Amare, ammirare, adorare hanno come indice della loro verità i segni negativi del potere di esprimersi. *Chi non ha le nostre stesse ripugnanze ci ripugna. *Chi pensa – si osserva in ciò che non è. *Chi vuole imporre le proprie [[idee]] non crede abbastanza nel loro valore. *Ci sono cose che si possono esprimere solo in una ganga di sciocchezze, con delle [[assurdo|assurdità]], delle contraddizioni. Sventura vuole che siano le più preziose. *Ciò che ci manca, ciò che ci ferisce ci individua. *Ciò che è sempre nella mente quasi mai è nelle labbra. *Ciò che si è, è sempre un po' di quel che si è stati, e un po' di quel che non si è stati. *Con le etichette delle bottiglie non ci si ubriaca né ci si disseta. *Di "universale" c'è soltanto ciò che è abbastanza grossolano per esserlo. *Dio ha tratto ogni cosa dal nulla, ma il [[nulla]] traspare.<ref name=e /> *È buona cosa apparire [[bruttezza|brutti]] in uno specchio deformato. *È meglio non essere nulla che essere inferiore. *Essere [[umani]] vuol dire sentire vagamente che c'è in ognuno qualcosa di tutti e in tutti qualcosa di ognuno. *[[Felicità]]: l'arma più crudele nelle mani del tempo. *Giudica le intelligenze facendo attenzione a dove mirano. *Gli [[scrittore e lettore|autori]] si pongono molto raramente la domanda: che interesse può avere per un [[scrittore e lettore|lettore]] la frase che ho appena scritto? *Gli esseri [[sensibilità|sensibili]] non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano. *Guardando bene, ci si rende conto che nel disprezzo v'è un poco di segreta invidia.<ref name=e /> *I [[pensiero|pensieri]] che uno serba per sé si perdono. *Il bisogno del [[novità|nuovo]] è indice di stanchezza o di fragilità della mente, che reclama ciò che le manca. Non c'è nulla, infatti, che non sia nuovo. *Il [[domani]] è forse per noi come la fascinazione della fiamma per l'insetto. *Il [[pittore]] non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà. *Il reale è solo un caso particolare. *Il semplice è sempre falso. Ciò che non lo è, è inutilizzabile. *Il vero [[coraggio]] è la quantità di simulazione disponibile. *L'"individuo" è un errore sulle condizioni della vita. Per la vita non ci sono individui. *L'[[animale]] messo nella situazione critica, quella in cui i suoi automatismi d'azione non funzionano più, tende verso il pensiero. *L'assoluto dell'[[amore]] si riconosce dall'inquietudine di chi ama. *L<nowiki>'</nowiki>''intelligenza'' fa di nulla qualcosa, e fa di qualcosa nulla. *L'[[umanità]] è una somma di inumani [...] senza altri un uomo non è un uomo. *La [[bontà e cattiveria|brava gente]] augura, senza saperlo, tutto il male possibile al "[[bontà e cattiveria|cattivo soggetto]]". *La "civilizzazione" è prospettiva. *La coscienza regna e non governa. *La maggior parte degli uomini ignora tutto ciò che non ha [[nome]]; e la maggior parte crede all'esistenza di tutto ciò che ha un nome. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La [[retina]] rende tutto contemporaneo. *La speranza vede il punto debole delle cose. *La [[vanità]] non è altro che l'esser sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi. L'orgoglio nell'essere insensibili ad essa. *La verità è nuda, ma sotto il nudo c'è lo scorticato. *La vita perde in velocità ciò che guadagna in varietà, in complessità, in conservazione. *Le idee hanno un valore puramente transitivo. *Le qualità eminenti dell'intelligenza si esercitano a spese del reale. *L'opinione media non conta. *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo può creare solo a spese della Creazione. *Non affrontate i vostri nemici. Non fatene degli avversari -ovvero, degli eguali. *Non c'è nessuna profondità che sia in relazione con qualche infinito. *Non ci si riconosce nelle proprie emozioni. Nulla di più estraneo-di ostile, anzi. *Non sei forse l'avvenire di tutti i [[ricordi]] che sono in te? *Ogni emozione, ogni sentimento mette in rilievo un difetto di adattamento. *Ogni mente è plasmata dalle esperienze più banali. *Ogni pensiero costituisce un'eccezione a una regola generale: quella di non pensare. *Ogni perché implica molte cose che bisogna guardarsi bene dal porre dopo di esso. *Proseguire, perseguire qualcosa significa lottare contro ogni cosa. *[[Proverbi dai libri|Proverbio]] per i potenti: se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che incominci a morderti. *Quale gioiello della vita, quale adamantino momento varrà mai il dolore che può causare la sua perdita? *Quando arriviamo allo scopo, crediamo che la strada sia stata quella giusta. *Quel che ci colpisce nei giudizi espressi su di noi è l'inevitabile semplificazione che ogni giudizio comporta per poter essere formulato. *Quel che dici può dire più di quanto tu creda, se chi ti ascolta è più di quanto tu credi che sia. *Quello che non si fa; quel che non si farebbe mai- è questo a deliniare la nostra figura. *Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza. *''Se la vita fosse tutta delizie, | se la vita fosse tutta tortura, | non esisterebbe più da un bel po' di tempo.'' *Se pensi come la [[maggioranza]], il tuo pensiero diventa superfluo. *Se vuoi [[vita e morte|vivere]], vuoi anche [[vita e morte|morire]]; oppure non capisci che cos'è la vita. *Senza saperlo, l'uomo scommette quasi tutto il tempo della sua vita che nei dieci minuti o dieci secondi successivi non sarà fulminato. *Soffrire è vivere senza poter vivere; è anzi... ''essere vissuto da''... *Tutto quel che dici parla di te: in particolar modo quando parli di un altro. *Un capo è un uomo che ha bisogno degli altri. *Un uomo è intelligente quando manifesta una certa indipendenza dalla comuni [[aspettativa|aspettative]]. *Un uomo [[serietà|serio]] ha poche idee. Un uomo con molte idee non è mai serio. *Un'[[opinione]] è una scelta che facciamo conoscendo solo una parte delle cose e supponendo di vederne la totalità e tutte le conseguenze. *Una [[donna]] intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole. *Una persona non è altro che risposte ad una quantità di avvenimenti impersonali. ==''Il sorriso della Gioconda''== *Il pittore dispone su una superficie piana determinati impasti, le cui linee di separazione, gli spessori, le fusioni e contrasti, gli servono per esprimersi. Lo spettatore vi scorge soltanto un'immagine più o meno fedele di carni, gesti e paesaggi, come attraverso la finestra del muro d'un museo. Il [[dipinto|quadro]] è giudicato in base allo stesso spirito con cui si giudica la realtà. *Credo che il metodo più sicuro per giudicare un quadro, sia quello di non riconoscervi, in principio, nulla, e di fare successivamente tutta la serie d'induzioni imposta da una presenza simultanea di macchie di colore in metafora, di supposizione in supposizione, la comprensione del soggetto, e talvolta solo la consapevolezza del piacere, consapevolezza che non sempre si ha inizialmente. *Quel sorriso {{NDR|della ''[[Gioconda]]''}} è sepolto sotto una massa di vocaboli, e scompare fra innumerevoli paragrafi che cominciano col dichiararlo ''inquietante'' finendo poi in una descrizione d'animo generalmente vaga. Esso meriterebbe tuttavia studi meno inebrianti. [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento. *Una [[teoria]] non vale che per i suoi sviluppi, logici e sperimentali. {{NDR|Paul Valéry, ''Varietà'', a cura di Stefano Agosti; citato in ''La Fiera Letteraria'', n. 40, 14 novembre 1971}} ==''L'idea fissa''== ===[[Incipit]]=== Ero in preda a grandi tormenti; certi pensieri acutissimi e attivissimi mi guastavano tutto il resto della mente e del mondo.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Un uomo [[solitudine|solo]] è sempre in cattiva compagnia. *Un'idea è un cambiamento. *Come si fa a pretendere che il Tutto sia rappresentato da un'immagine o da un'idea qualunque? Il Tutto non può avere figure consimili. *Ogni [[concetto]] è un espediente. *Altri così facendo, immaginano di avvicinarsi a... ''ciò che essi sono'', a costo di una concentrazione e di una sorta di... negazione esteriore assai penosa. *La nostra speranza è che il nuovo assomigli a ciò che già conosciamo almeno quel tanto da poterlo comprendere. *Il cinema è falso tramite il vero. *Il problema principale del sistema che pensa è ''la valutazione''. *"Perché non vuole accettare ciò che esiste?" "Perché significherebbe non accettare più di esistere". *"[[Nascita e morte|Morti]] di che?" "D'essere [[nascita e morte|nati]]..." *Se noi [[comprensione|capissimo]] gli altri, non potremmo più capire noi stessi. *La vita oggi somiglia a un accidente... che si è dato delle leggi. *Un uomo non è nulla finché non qualcosa non trae da lui degli effetti o delle produzioni che lo sorprendono. *In ogni istante coincido con ciò che tendo a percepire. Ognuno di noi, insomma, a un dato momento della sua vita è un sistema... virtuale di attrazioni e repulsioni, nonché di... presentimenti di potenza e di resistenza. Ma questa distribuzione varia col tempo. *Non c'è alcun motivo per cui un essere vivente possa arrivare a rappresentarsi la vita. *"Il fatto è che la nostra previsione di noi stessi è estremamente incerta..." "Probabilmente perché non esiste un ''Noi stessi'' al di fuori... dell'istante..." *Se il valore di una cosa viene fatto dipendere dall'effetto di sorpresa che è in grado di produrre, si arriverà a definire quella cosa solo attraverso il suo valore di choc... *Il [[misticismo]] è presente ogni volta che facciamo qualcosa di diverso dal... ripeterci! *Il nostro mondo è circoscritto dall'insieme combinato delle nostre percezioni e dei nostri atti. ==''Mélange''== *Bisogna sempre scusarsi di agir bene; nulla ferisce di più.<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Bisognava essere Newton per rendersi conto che la Luna cade verso la Terra, quando tutti vedono che non cade affatto.<ref>Citato in Matteo Rampini, ''Pensare come un mago'', Ponte alle Grazie, 2006, p. 111. ISBN 8879288369</ref> *Gli uomini si distinguono da ciò che mostrano e si assomigliano in ciò che nascondono.<ref name=diz/> *Il me è odioso, ... ma si tratta di quello degli altri. :''Le moi est haïssable, ... mais il s'agit de celui des autres.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 278.</ref> *Il talento senza genio è poca cosa. Il genio senza talento non è nulla.<ref name=diz/> *Il vero [[snob]] è colui che non osa confessare che s'annoia quando s'annoia e che si diverte quando si diverte. *La [[bugia|menzogna]] e la [[credulità]] si accoppiano e generano l'[[opinione]]. :''Le mensonge et la crédulité s'accouplent et engendrent l'opinion.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 304.</ref> *Si dice che una convinzione è solida quando resiste alla coscienza che è falsa.<ref name=e /> ==''Monsieur Teste''== ===[[Incipit]]=== La stupidità non è il mio forte.<ref name=incipit/> ===Citazioni=== *L'[[amore]] consiste nell'essere cretini insieme.<ref>Citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> *L’essenziale si oppone alla vita.<ref>Citato in {{cita web|https://www.ilpost.it/2019/09/27/monsieur-teste-valery/|Siamo distrazioni che divagano|}}</ref> *L'infinito, caro mio, non è più un gran che, è una faccenda di scrittura. L'universo esiste solo sulla carta.<ref name=diz/> *Raramente ho perso di vista me stesso; mi sono detestato, e mi sono adorato; poi siamo invecchiati assieme.<ref>Da ''Monsieur Teste'', traduzione di Libero Solaroli, Elliot, 2017, [https://www.google.it/books/edition/Monsieur_teste/VAEkDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&printsec=frontcover&bsq=raramente pagina]. ISBN 8869932621</ref> ==''Quaderni''== *Io preferisco [[Genova]] a tutte le città in cui ho abitato. Mi ci sento sperduto e a casa mia – fanciullo e straniero. Essa ha una distesa di cupole, monti calvi, mare, fumi, neri fogliami, tetti rosa, e quella [[Lanterna di Genova|Lanterna]] così alta ed elegante, – e meandri popolosi, labirinti ingombri le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano e di colpo sbucano sulla veduta del porto; – piena di sorprese, di porte scolpite, marmo o ardesia, casse, formaggi; scale, panni anziché il cielo, cancelli richiusi, bizzarro [[Lingua ligure|dialetto]] dal suono nasale e irritante, dalle strane abbreviazioni, vocaboli arabi o turchi.<br />Città di un oriente [[Luigi XIV]] – concreta – aspra – personale – amante del fare e del costruire – rivolta allo sviluppo in lotta con la montagna – che essa taglia, sfrutta, buca, scala, e dalla quale estrae – l'acqua, la pietra, l'ardesia, il mattone. (vol. I, pp. 104-105) *Mentre [[Firenze]] si contempla e [[Roma]] sogna, e [[Venezia]] si lascia vedere – [[Genova]] si fa e rifà – (vol. I, p. 105) *Scrivere per pubblicare, in me è l'arte di servire gli avanzi. (vol. I, p. 287) *Lo scopo della [[psicologia]] è di darci un'idea del tutto diversa delle cose che conosciamo meglio. (vol. III, p. 33) *[[Dio]] creò l'uomo, e non trovandolo abbastanza solo gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sua solitudine. (vol. V, p. 174) *La [[fede]] (religiosa) è forse un mito.<br />I credenti che si incontrano sono posseduti innanzitutto dai propri interessi. Ma se si prescinde dalla loro sorte, dalle loro paure, dai loro bisogni - la loro fede non è niente. (vol. V, p. 287) *O [[credere|Credente]], ammetto che hai un «ideale», e il tuo lume nella tua foresta; pensi che io non abbia il mio? Ma mentre il tuo l'hai ricevuto e accettato senza quel severissimo esame che il problema merita, se ha qualche importanza; e mentre ti giunge dalla bocca altrui, bell'e fatto e articolato, il mio si forma nei miei tentativi - ed è inseparabile da essi, se addirittura non vi si confonde completamente. È la ricerca il mio espediente, e non potrei trovare niente che valga di più della propria ricerca, compreso l'''ideale'' da assegnarsi. (vol. V, p. 375) ==''Tel Quel''== *Bisogna chiamare [[Scienza]]: soltanto ''l'insieme delle ricette che riescono sempre''. Tutto il resto è letteratura.<ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *La [[politica]] è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda.<ref name=e /> *Le ragioni per cui ci si astiene dai delitti sono più vergognose, più segrete dei delitti stessi.<ref name=e /> *Tra due parole bisogna scegliere la minore.<ref name="barpen" /> *Un uomo tirava a sorte tutte le sue decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono. *L'[[amarezza]] viene quasi sempre dal non ricevere un po' più di ciò che si dà. Il sentimento di non fare un buon affare. :''L'amertume vient presque toujours de ne pas recevoir un peu plus que ce que l'on donne. Le sentiment de ne pas faire une bonne affaire.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 21) *L'[[angelo]] non differisce dal demonio che per una riflessione che non gli si è ancora presentata. :''L'ange ne diffère du démon que par une réflexion que ne s'est pas encore présentée à lui.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 35) *Veramente [[bontà|buono]] è l'uomo raro che non biasima mai le persone per i mali che capitano loro. :''Véritablement bon est l'homme rare qui jamais ne blâme les gens des maux qui leur arrivent.''(citato in Gabriel Pomerand, p. 62) *Con il mito volgare della [[felicità]], si può fare degli uomini press'a poco ciò che si vuole, e tutto quello che si vuole delle donne. :''Par le mythe vulgaire du bonheur, on peut faire des hommes à peu pres ce que l'on veut, et tout ce que l'on veut des femmes'' '' (citato in Gabriel Pomerand, p. 66)'' *Il numero dei nostri [[Amico e nemico|nemici]] cresce in proporzione all'accrescimento della nostra importanza. Lo stesso vale per il numero dei nostri [[Amico e nemico|amici]]. :''Le nombre de nos ennemis croît en proportion de l'accroissement de notre importance. Il en est de même du nombre de nos amis.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 145) *Sono un [[galantuomo]], dice, voglio dire che approvo la maggior parte delle mie azioni. :''Je souis un honnête homme, dit-il, je veux dire que j'approuve la pluspart de mes actions.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 212) *Che se il me è odioso, amare il proprio [[prossimo]] come se stessi diviene un'atroce ironia. :''Que si le moi est haïssable, aimer son prochain comme soi-même devient une atroce ironie.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 278) *La [[morale]] è il nome mal scelto, malfamato, di una delle branche della politica generalizzata che comprende la tattica di sé nei confronti di sé stessi. :''La [[morale]] est le nom mal choisi, mal famé, de l'une des branches de la politique généralisée qui comprend la tactique de soi à l'égard de soi-même.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 283) *L'uomo sta addossato alla sua [[morte]], come chi conversa al camino. :''L'homme est adossé à sa mort, comme le causeur à la cheminée.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 285) *Le [[obiezione|obiezioni]] nascono spesso da questa semplice causa che quelli che le fanno non hanno essi stessi trovato l'idea che attaccano. :''Les objections naissent souvent de cette simple cause que ceux qui les font n'ont pas trouvé eux-mêmes l'idée qu'ils attaquent.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 299) *Il [[poema]] – questa esitazione prolungata tra il suono e il senso. :Le poème – cette hésitation prolongée entre le son et le sens. (citato in Gabriel Pomerand, p. 331) *La mia [[reputazione]]... la mia re-pu-ta-zio-ne! dice questo sciocco, non è il triste sforzo che sono obbligato a fare per imitare l'immagine falsa che vi fate di me? :''Ma réputation... ma ré-pu-ta-tion! dit ce niais, n'est-ce pas le triste effort que je suis obligé de faire pour imiter l'image fausse que vous vous faites de moi? (citato in Gabriel Pomerand, p. 361)'' *Niente di più originale, niente di più «Sé» che nutrirsi degli altri. Ma bisogna digerirli. Il [[leone]] è fatto di pecora assimilata. :''Rien de plus original, rien de plus «Soi» que de se nourrir des autres. Mais il faut les digérer. Le lion est fait de mouton assimilé.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 387) *[[Dio]] creò l'uomo e non trovandolo abbastanza solo, gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sia solitudine. :''Dieu créa l'homme et ne le trouvant pas assez seul, il lui donna une compagne pour lui faire mieux sentir sa solitude.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 389) *Se poi l'«io» è detestabile, amare il proprio prossimo «come se stessi» diventa un'atroce ironia.<ref name="barpen">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.</ref> ==''Variété''== *Definire il [[Bello]] è facile: ''è ciò che fa disperare''.<ref name="e" /> *''L'essenza del classicismo è venire dopo.'' L'ordine presuppone un certo disordine che esso viene a sistemare.<ref name=e /> *L'[[Europa]] diventerà quello che in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico?<ref name=e /> *La [[storia]] è la scienza delle cose che non si ripetono. (IV) *Le grandi virtù dei tedeschi hanno creato più mali di quanti vizi abbia mai creato l'ozio.<ref name="e" /> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il cimitero marino''=== <poem> Questo tetto tranquillo, passeggio di colombe, palpita tra i pinastri, tra le tombe.<ref name=incipit>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref></poem> ===''La crise de l'esprit''=== Noialtre civiltà adesso sappiamo di essere mortali.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==Citazioni su Paul Valéry== *Come teorico Valéry è andato troppo avanti per poter essere seguito; è andato avanti per conto suo, e questo non è progresso. ([[Mario Picchi]]) *Considero Valery un grandissimo poeta, lo preferisco a [[Baudelaire]] e Mallarmé. Credo che abbia avuto su di me un'influenza superiore a quella di [[Borges]]. Quello che afferma è una grande verità: ogni autore crea per definire se stesso. E si tratta di una ricerca continua. ([[Harold Bloom]]) *Esponente di una cultura raffinata, attraverso [[André Gide|Gide]] e [[Paul Claudel|Claudel]] aveva le sue radici in [[Stéphane Mallarmé|Mallarmé]], Valéry portò la parola alle estreme possibilità espressive con un rigore che trova pochi esempi nelle poetiche del secolo. Il giudizio di [[Emilio Cecchi]], "il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]", non trova più riscontro nella realtà. ([[Mario Picchi]]) *Fa a volte bei versi, ma li fabbrica con la macchina dell'intelletto... Ma anche l'intelletto suo è disorganico, frammentario. È un dilettante dell'intelligenza. ([[Benedetto Croce]]) *Il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]. ([[Emilio Cecchi]]) *Valéry è stato oggetto di ammirazione per molti; è stato per molti un faro che, in una zona di frontiera, al limite del noto e dello ignoto, si sforzava di mandare la sua luce anche laddove non c'era nulla da illuminare. ([[Mario Picchi]]) *Valéry vien considerato e si considerava l'assertore della intelligenza critica nella [[poesia]]; ma nel fatto, negando egli la [[ragione]] e la [[storia]] e la capacità di intenderla, negava qualsiasi fondamento all'intelligenza critica, e non salvava la poesia. E come esisterebbe una intelligenza critica, se la ragione umana non intende il mondo? perché dovrebbe intendere la poesia? e che cosa sarebbe poi la poesia dinanzi a una intelligenza non garentita dalla ragione? E ancora una volta, per la parte che ci riguarda come italiani educati all'umanesimo storico, o meglio per quella che riguarda la poesia, la ragione e la storia, la nostra necessaria polemica contro uno scrittore di tanta autorità qual è il Valéry, assomiglia a quella che il [[Giambattista Vico|Vico]] conduceva contro [[Cartesio]] per rivendicare la poesia e la storia contro la filosofia matematica e astratta. ([[Francesco Flora]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Carlo Bo, ''Echi di Genova negli scritti di autori stranieri'', Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1966. *Giuseppe Marcenaro, ''La nuit de Gênes di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-525-5 *Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, ''La nuit de Gênes. L'universo poetico di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-530-1 *{{fr}} Gabriel Pomerand, ''Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand'', Le livre de poche, 1962. *Paul Valéry, ''Album di versi antichi'', a cura di Ugo Fasolo, Fabbri Editori, 1997. *Paul Valéry, ''Cattivi pensieri'', a cura di Felice Ciro Papparo, Adelphi, 2006. *Paul Valéry, ''L'idea fissa'', a cura di Valerio Magrelli, Adelphi, 2008. *Paul Valéry, ''Opere scelte'', Mondadori, Milano, 2014, p. 163. ISBN 978-88-04-61402-9 *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. I, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2009. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. III, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2007. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. V, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2002. *Paul Valéry, ''Tel Quel'', "Littérature", 1929, Pléiade. ==Altri progetti== {{interprogetto|s=fr:Auteur:Paul Valéry|s_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|Il cimitero marino||(1920)}} {{Pedia|Monsieur Teste||(1926)}} {{DEFAULTSORT:Valéry, Paul}} [[Categoria:Accademici francesi]] [[Categoria:Aforisti francesi]] [[Categoria:Poeti francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] ac392x2xk2xafugxtmo460fpj4jfz3q 1422975 1422966 2026-08-09T05:05:34Z ~2026-28399-11 107104 /* Tel Quel */ 1422975 wikitext text/x-wiki [[File:Paul Valéry.jpg|thumb|Paul Valéry]] '''Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry''' (1871 – 1945), scrittore e poeta francese. ==Citazioni di Paul Valéry== *C'è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori.<ref>Citato in Mimmo Ciavarelli, ''Gestalt: L'ovvio per i giorni alterni'', Armando, Roma, 2011, [http://books.google.it/books?id=9I4TFOvNBaAC&pg=PA46 p. 46]. ISBN 978-88-6081-990-1</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} [[Caruggi di Genova|Carruggi]]. Qui, moltitudini di bambini giocano attorno a povere p... nude, o seminude che si offrono sulla soglia dei loro bassi aperti. È una prostituzione simile al piccolo commercio delle strade. Esse si vendono semplicemente, come poco lontano si vendono castagne, fichi, enormi torte dorate, farinate di ceci. Si va nella vita complicata di questi profondi sentieri come si entrerebbe nel mare, nel fondo nero di un oceano stranamente popolato.<br>Sensazione da novella araba. - Odori concentrati, odori ghiacciati, droghe, formaggi, caffè abbrustoliti, cacao deliziosi finemente tostati da cui s'esala amarume... - Passanti rapidi su questi marmi raschiati dallo scalpello. - Verso le alture, le stradette si arrampicano, ornandosi di passiere di mattoni e ciottoli. - Cipressi, minuscoli duomi, frati.<br>Cucine fragranti. - Queste torte gigantesche, farine di ceci, mescolanze, sardine all'olio, uova sode imprigionate nella pasta, torte di spinaci, fritture. - Questa [[Cucina genovese|cucina]] è antichissima.<br>Genova è una cava d'ardesia.<ref name=marcenaro8991/> *[[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] è sempre meraviglioso di energia vitale e di entusiasmo. Pensate che mi fece «volare» sul suo diabolico motoscafo da Desenzano a Gardone: pareva che il vento mi strappasse la pelle.<ref>Citato in Carlo Martini, [http://www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it/view_doc_frameset.php?IDA=69&IDF=2758 ''Valéry a Roma''], ''Capitolium'', n. 6, 1960, p. 28.</ref> *{{NDR|Su [[Genova]]}} Dei luoghi sorprendenti, viottoli, deserti, una sorta di inatteso lago nero.<ref>Citato in Giuseppe Marcenaro, ''Genova e le sue storie'', Bruno Mondadori Editore, Milano, 2004, p. 63. ISBN 9788842491439</ref> *[[Genova]] ''bellissima''! {{sic|ieri}} a bordo d'una nave un ballo e la presentazione al celebre signor Mylius, uno dei più grandi collezionisti del mondo. Nella sua [[Villa Mylius (Genova)|villa]], Cluny e una casa dei Goncourt e ai piedi di queste meraviglie tutto il mare e i fiori di questi posti.<ref>Da una lettera a Gide del 17 novembre 1893; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *[[Genova]], città dei gatti. Angoli neri.<br>Si assiste alla sua ininterrotta costruzione dal tredicesimo al ventesimo secolo.<br>Questa città tutta visibile e presente a se stessa; in persistente familiarità con il suo mare, la sua roccia, la sua ardesia, i suoi mattoni, i suoi marmi; in lavorio perpetuo contro la sua montagna. - Americana dopo [[Cristoforo Colombo|Colombo]].<br>Noia ineffabile delle cose d'arte - assente a Genova.<ref name=marcenaro8991>Citato in Marcenaro, pp. 89-91</ref> *[[Genova]] è ricca di monumenti ed io dedico le mie giornate a visitarli. La [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale]] è bella, gotico-moresca con statue dei tempi antichi, con iscrizioni che tento di tradurre con l'avanzo di latino che mi rimane...<ref>Da una lettera a Gustave Fourment del 28 agosto 1887, in Marcenaro e Boragina, pp. 40-41</ref> *[[Genova]]. Giro verso le ''Grazie'', ''Castello'' con Broche... Adesso ho fatto, con le persiane, la penombra del mezzogiorno nella grande camera a mosaico. In attesa dell'ora del ricevimento solenne all'Università.<br>C'è del silenzio vicino e del rumore lontano - Le stesse campane che ho inteso bambino.<br>- Si va. Palazzo, Cortile a scalinata sconosciuto... Sala vasta e ''grandiloquente'' - Bei damaschi del tavolo e poltrone dorate. Discorsi brevi del rettore e di Celesia - Lungo e scemotto di Broche. Io parlo di Genova...<ref name=cahiers1933>Da ''Cahiers'', maggio 1933; in Marcenaro e Boragina, p. 41</ref> *I [[libro|libri]] hanno gli stessi nemici che l'uomo: il fuoco, l'umido, le bestie, il tempo e il loro stesso contenuto.<ref>Da ''Littérature''.</ref><ref name=e /> *Il [[genialità|genio]] si muove nella follia, nel senso che si tiene a galla là dove il [[demenza|demente]] annega.<ref>Citato in Serena Zoli, Giovanni B. Cassano, ''E liberaci dal male oscuro'', TEA, Milano, 2009, p. 467. ISBN 978-88-502-0209-6</ref> *{{NDR|Su [[Marcel Proust]]}} Il suo modo di scrivere si collega senza dubbio alla nostra migliore tradizione. Qualcuno fa notare che le sue opere non sono di lettura molto facile. Ma io non mi stancherò mai di affermare che dobbiamo accogliere con entusiasmo gli autori difficili del nostro tempo. Se qualcuno li leggerà, non sarà solamente per la loro piacevolezza. Essi ci riportano a [[Montaigne]], a [[Descartes]], a [[Bossuet]] e ad altri che vale forse ancora la pena di leggere.<ref>Citato in François Cruciani, ''Marcel Proust'', traduzione di Claudio Pavese e Manuela Pulga, I Giganti Mondadori, 1974, p. 123.</ref> *L'esistenza dei vicini è la sola difesa delle nazioni contro una perpetua [[guerra civile]]. :''L'existence des voisins est la seule défense des nations contre une perpétuelle guerre civile.''<ref>{{fr}} Da ''Regards sur le monde actuel et autres essais'', BoD, Books on Demand, Norderstedt, [https://books.google.it/books?id=4jKDEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA39&dq=&pg=PA39#v=onepage&q&f=false p. 39]. ISBN 978-2-3224-2459-7</ref> *L'ingegno può coesistere con le superstizioni più grossolane.<ref>Da ''Lettera a [[André Gide]]''.</ref><ref name=e /> *La Francia, dove l'indifferenza in materia di religione è tanto comune, è anche il paese dei miracoli più recenti. Negli stessi anni in cui [[Ernest Renan|Renan]] sviluppava la sua critica e il positivismo o l'agnosticismo si diffondevano, un'apparizione illuminava la grotta di Lourdes.<ref>Citato in Fraternità delle Piccole sorelle di Gesù (a cura di), ''Magdeleine di Gesù: fondatrice delle Piccole sorelle'', Jaca Book, Milano, 1999, ISBN 88-16-30347-6, [http://books.google.it/books?id=etnJLzRm1AAC&pg=PA11 p. 11]</ref> *La marchesa uscì alle cinque.<ref>È un ''incipit'', per così dire, «allo stato puro». Venne infatti inventato da Valéry — è riportato da [[André Breton|A. Breton]] nel primo ''Manifesto del surrealismo'' (1924) — come esempio del modo più insulso di avviare una storia. Due varianti «a scelta» dello stesso ''incipit'' figurano nei ''Quaderni'' di Valéry in data 1913; a) «La contessa prese il treno delle 8»; b) «La marchesa prese il treno delle 9».</ref><ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993</ref> *La [[morte]] è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile.<ref>Da ''Œuvres'', a cura di J. Hytier, Gallimard, Parigi, 1957-1960, II, p. 611. Citato in [[Aldo Masullo]], ''Il tempo e la grazia: {{small|per un'etica attiva della salvezza}}'', Donzelli, Roma, 1955, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=7Zh-AAAAMAAJ&dq=La+morte+%C3%A8+una+sorpresa+che+rende+inconcepibile+il+concepibile.&focus=searchwithinvolume&q=concepibile p. 59]. ISBN 88-7989-120-0</ref> *La [[Storia]] è il prodotto più pericoloso che la chimica dell'intelletto abbia mai elaborato. Le sue proprietà sono ben note. Fa sognare, inebria i popoli, genera in loro falsi ricordi, ne esaspera i riflessi, ne alimenta le antiche piaghe, li tormenta nel riposo li trascina al delirio di grandezza o a quello di persecuzione, e rende le nazioni amare e superbe, insopportabili e vane. La Storia giustifica qualsiasi cosa. Non insegna assolutamente nulla poiché contiene tutto, e di tutto fornisce esempi.<ref>Da ''Sguardi sul mondo attuale'', Adelphi, Milano, 1994, p. 36; citato in [[Luigi Fenizi]], ''Icaro è caduto {{small|Parabola storica dell'utopia moderna}}'', Bardi Editore, Roma, 2003, p. 418.</ref> *La venerazione del passato conduce a un pessimismo ingiustificato sul presente e impedisce di capire che l'avvenire non è già più quello che era.<ref>Da ''Letterature''</ref> *[[Monte Fasce|Monte Fascie]]: 834 metri, la sua potenza – color di saio – digrada per ampie, larghe e lente pieghe – domina tutto senza slancio – scende e non sale. Fisionomia monastica e militare. Non chiacchiera. – Dal silenzio nudo e raso e dal tono dolce, su tutta la massa contiene e sorveglia tutta la città, della quale sembra ascoltare tutti i rumori, i galli e le sirene, campane e ruggiti vaporosi, senza mai rispondere. Fare di questo massiccio un bello studio topografico – Felice colui che è consolato dalla scrittura! – Quel disegno, quel rilievo minuzioso esaurirebbe su questi lobi e su questi contorni, mi libererebbe di questa montagna?<ref>Citato in Marcenaro, pp. 91-92</ref> *Nell'arte della [[danza]], i movimenti dei corpi non hanno nessun fine.<ref>Citato in '' Corriere della Sera'', 18 giugno 2003</ref> *Non cerchi tu il risveglio e la precisione della luce quando un cattivo sogno ti travaglia? Non siamo resuscitati dal sole in persona, e rinvigoriti dalla presenza dei corpi solidi? Ma in cambio non chiediamo forse al sonno e ai sogni di sciogliere le noie e d'interrompere i tormenti che ci perseguitano nel regno della luce? Sí che dall'uno fuggiamo all'altra, invocando il giorno nel cuor della notte e al contrario implorando le tenebre quando siamo immersi nel sole; ansiosi di sapere, troppo felici d'ignorare, cerchiamo in ''quel che è'' un rimedio a ''quel che non è'', e in ''quel che non è'' un sollievo a ''quel che è''. Una volta la realtà e un'altra l'illusione ci raccoglie; e l'anima, in definitiva, non ha altra risorsa che il vero, la sua arma, e la menzogna, il suo scudo.<ref>Da ''L'anima e la danza'', a cura di Aurelia Delfino, Mimesis Edizioni, Sesto San Giovanni, 2018. ISBN 9788857549637</ref> *Non conosco l'esistenza di questo Ilario {{NDR|Sant'Ilario}} dove risiedete. Mi chiedo se si tratta d'uno di quei deliziosi piccoli ''paesi de la riviera di Levante.'' Che ricordi mi hanno lasciato i soggiorni da quelle parti e, in particolare, un certo mese d'agosto, a [[Nervi (Genova)|Nervi]] - nel 1887! [...] Si andava da Genova a Nervi! Una leggera colazione e, subito dopo il caffè - all'acqua! Tre o quattro ore d'acqua calda, profonda, tra gli scogli giovani uomini e fanciulle. Si saliva sulle rocce e ci si rituffava nel mare, indefinitamente. Poi ci si rivestiva in una specie di grotta marina, quasi tenebrosa, ingombra di remi. Queste immagini di sole familiare, d'acqua pungente, di vita passata in seminudità, di tempi cocentemente perduti... sono rimasti dentro di me, a lungo, quali risorsa e ideale. Ahimé, ora sento di non riattraversare più queste visioni, così potenti, che tanto significavano la giovinezza. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di rifiutare, che so, quel calore e quei preservati vigori.<ref name=lettera-larbaud>Da una lettera a Valery Larbaud del 15 agosto 1928, in Marcenaro, pp. 105-107</ref> *''O viottoli olenti | In cui ciascun sente | Cotante erbe e cento | Droghe differenti, | In cui, nari erranti, | Tu fendi gli incensi | Che l'ombra incoerente | Diffonde ai passanti...''<ref>Da ''A [[Genova]]'', in ''Opere scelte'', p. 163</ref> *Passo molte sere con un collezionista straordinario, l'inglese Mylius, intento a fumare in [[Villa Mylius (Genova)|casa sua]] che è un Cluny affacciato sul mare e sul cielo. Quest'uomo possiede delle meraviglie che farebbero morire Goncourt di gelosia e delle quali gode, tutto il giorno, vivendo, dormendo in un dandismo abituale, in una suprema indifferenza.<ref>Da una lettera a Gide del 21 settembre 1892; citato in Carlo Bo, p. 180</ref> *Quando non si può attaccare il [[ragionamento]], si attacca il ragionatore.<ref>Citato in Marco Travaglio e Peter Gomez, ''Inciucio'', BUR, 2005</ref> *Quanto a [[Genova]], questa mirabile città ha delle strane virtù. Ci ho passato delle favolose estati, nell'infanzia. Ho creduto di diventarci pazzo nel 1892. Una certa notte ''bianca'' – bianca di lampi – che ho passato seduto a desiderare d'esser fulminato. (Sembra che non ne valessi la pena.)<ref>Da una lettera a Pourtalès; citato in Carlo Bo, p. 181</ref> *Quello che viene creduto da tutti, per sempre, dovunque, ha molte probabilità di essere falso.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref> *Si alza il [[vento]]!... Bisogna tentare di vivere! :''Le vent se lève!... Il faut tenter de vivre!''<ref>Da ''Le Cimetière marin''; citato in Massimo Blanco, ''Cerchi d'acqua: materiali per Paul Valéry'', Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2003, [https://books.google.it/books?id=RA-vr0PUBd4C&pg=PA211 p. 211]. ISBN 88-8498-114-X</ref><ref>A questo verso s'ispira il titolo del romanzo ''Si alza il vento'' di [[Tatsuo Hori]] e dell'[[Si alza il vento|omonimo film]] di [[Hayao Miyazaki]].</ref> *Sogno spesso il piacere che sarebbe per me errare con voi per [[Genova|Zena]]. Che città singolare e completa! Purtroppo non ha avuto né un Canaletto, né un Guardi. Nessuno ha esplorato queste inesauribili atmosfere da incisione all'acquaforte. È stata un poco guastata. Voi non avete conosciuto il [[Molo Vecchio]], nè le straduccole che si annodavano e reggevano il serpeggiante strascico al posto dell'infame [[Via XX Settembre (Genova)|via XX Settembre]]...<ref name=lettera-larbaud/> *Tempo semigrigio - mare scialbo, nomi conosciuti - Albenga, Albissola, Finale, Pegli, Sestri - - Stazione Broche e Console. Andiamo a piedi all'hotel de Genes - Via Nuova, Via Cairoli, Via Belli {{NDR|Balbi? NdT}}. Trovo [[Genova]] più bella di quanto la pensassi nel ricordo - Circolazione molto vivace - Ai piedi della Salita san Francesco, vista della casa - cena solo - Mediocre - Esco e scendo nel dedalo - San Matteo - Campetto - di notte. Penso di perdermi.<ref name=cahiers1933/> *Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.<ref>Da ''L'idée fixe''.</ref><ref name=diz/> *[[Verona]], con le sue vecchie mura che l'attorniano, i suoi ponti dai parapetti merlati, le sue lunghe e larghe vie, i suoi ricordi del medio evo, ha una grande aria che incute rispetto.<ref>Citato in {{cita web|url=http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html|titolo=Verona e gli stranieri <!-- Bot generated title -->|deadurl=yes|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20021013075300/http://it.geocities.com/giulianoverona/stranieri/veronaestranieri.html}}</ref> ==''Album di versi antichi''== *''Sento i corni profondi e le trombe militari | ritmare la volata dei remi; il chiaro canto | dei curvi vogatori incatena il tumulto, || e gli [[Dèi|Dei]], sulla rupa eroica esaltati | nell'antico sorriso che la schiuma insulta | tendono a me le braccia indulgenti e scolpite.'' (da ''Elena'') *''Qual cuore può soffrire l'incanto inesorabile | della notte abbagliante e il [[firmamento]] fatale | senza erompere un grido puro siccome un'arma?'' (da ''Lo stesso incanto'') *''Si bagna un carneo frutto in una giovane vasca, | (azzurro nei giardini tremanti) ma fuor d'acqua, | isolando la chioma che ha forza d'elmo, splende | l'aureo capo che tronca alla nuca una tomba.'' (da ''Bagnante'') *''Quanto lamento il puro e fatale tuo splendore | da me sì dolcemente circondata o fontana, | dove attinsero gli occhi in un mortale azzurro | la mia immagine d'umidi fiori incoronata!'' (da ''Narciso parla'') *''Estate, roccia d'aria pura, e tu, ardente alveare, | o mare! Sparso ovunque in mille mosche sopra | i cespi di una carne fresca come una brocca, | e fino nella bocca dove ronza l'azzurro, || e, casa ardente, Spazio, caro Spazio tranquillo, | dove l'albero fuma e perde qualche uccello, | ed infinitamente vi si rompe il rumore | del mare, e del moto e delle turbe d'acque, || conche d'odori, grandi cerchi delle felici | stirpi sul golfo che corrode e che ascende al sole, | nidi puri, cascate d'erbe, ombre d'onde cave, | cullate la fanciulla immersa in un fondo sonno.'' (da '' Estate'') *''Anna che in bianco drappo si avvolge e abbandona | i dormenti capelli sugli occhi male aperti, | contempla le sue braccia mollemente adagiate | sulla pelle incolore del ventre discoperto. || Ella vuota, ella riempie d'ombra il suo petto lento, | e come un ricordo che preme le sue carni, | una bocca spezzata e piena d'acqua ardente | svolge il sapore immenso ed il riflesso dei mari. || Alfine in abbandono, libera d'esser nuova, | l'addormentata sola dall'ombre colorate | fluttua sul grigio letto e con un labbro riarso | nella tenebra sugge un soffio amaro di fiore. || E sul lenzuolo dove increspa l'alba insensibile, | cade, d'un braccio gelido sfiorato di carminio, | la rilassata mano cui sfugge la delizia | tra le sue dita ignude spogliate dall'umano.'' (da ''Anna'') *E m'abbandono all'adorabile corso: [[lettura|leggere]], vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.<br />MOSSO dalla [[scrittura]] fatale, e se il metro sempre futuro incatena senza ritorno la mia memoria, io risento ogni parola in tutta la sua forza, per averla infinitamente attesa. Questa misura che mi trasporta e che io coloro, mi protegge dal vero e dal falso. Né il dubbio mi divide né la ragione mi affatica. Nessun caso, ma soltanto una sorte felice si fortifica. Io trovo senza sforzo il linguaggio di questa felicità; e artificiosamente penso un pensiero tutto certo, meravigliosamente preveggente, dalle pause calcolate, senza tenebre involontarie, il cui moto mi domina e la quantità mi colma: un pensiero eccezionalmente compiuto.<ref>Da ''L'amatore dei poemi''</ref> ==''Cattivi pensieri''== *A volte penso, a volte sono. *Abbiate timore di ciò che avreste potuto pensare. *Amare, ammirare, adorare hanno come indice della loro verità i segni negativi del potere di esprimersi. *Chi non ha le nostre stesse ripugnanze ci ripugna. *Chi pensa – si osserva in ciò che non è. *Chi vuole imporre le proprie [[idee]] non crede abbastanza nel loro valore. *Ci sono cose che si possono esprimere solo in una ganga di sciocchezze, con delle [[assurdo|assurdità]], delle contraddizioni. Sventura vuole che siano le più preziose. *Ciò che ci manca, ciò che ci ferisce ci individua. *Ciò che è sempre nella mente quasi mai è nelle labbra. *Ciò che si è, è sempre un po' di quel che si è stati, e un po' di quel che non si è stati. *Con le etichette delle bottiglie non ci si ubriaca né ci si disseta. *Di "universale" c'è soltanto ciò che è abbastanza grossolano per esserlo. *Dio ha tratto ogni cosa dal nulla, ma il [[nulla]] traspare.<ref name=e /> *È buona cosa apparire [[bruttezza|brutti]] in uno specchio deformato. *È meglio non essere nulla che essere inferiore. *Essere [[umani]] vuol dire sentire vagamente che c'è in ognuno qualcosa di tutti e in tutti qualcosa di ognuno. *[[Felicità]]: l'arma più crudele nelle mani del tempo. *Giudica le intelligenze facendo attenzione a dove mirano. *Gli [[scrittore e lettore|autori]] si pongono molto raramente la domanda: che interesse può avere per un [[scrittore e lettore|lettore]] la frase che ho appena scritto? *Gli esseri [[sensibilità|sensibili]] non hanno voce potente, o meglio non gridano. Più quel che dicono li tocca, più l'abbassano. *Guardando bene, ci si rende conto che nel disprezzo v'è un poco di segreta invidia.<ref name=e /> *I [[pensiero|pensieri]] che uno serba per sé si perdono. *Il bisogno del [[novità|nuovo]] è indice di stanchezza o di fragilità della mente, che reclama ciò che le manca. Non c'è nulla, infatti, che non sia nuovo. *Il [[domani]] è forse per noi come la fascinazione della fiamma per l'insetto. *Il [[pittore]] non deve dipingere quello che vede, ma quello che si vedrà. *Il reale è solo un caso particolare. *Il semplice è sempre falso. Ciò che non lo è, è inutilizzabile. *Il vero [[coraggio]] è la quantità di simulazione disponibile. *L'"individuo" è un errore sulle condizioni della vita. Per la vita non ci sono individui. *L'[[animale]] messo nella situazione critica, quella in cui i suoi automatismi d'azione non funzionano più, tende verso il pensiero. *L'assoluto dell'[[amore]] si riconosce dall'inquietudine di chi ama. *L<nowiki>'</nowiki>''intelligenza'' fa di nulla qualcosa, e fa di qualcosa nulla. *L'[[umanità]] è una somma di inumani [...] senza altri un uomo non è un uomo. *La [[bontà e cattiveria|brava gente]] augura, senza saperlo, tutto il male possibile al "[[bontà e cattiveria|cattivo soggetto]]". *La "civilizzazione" è prospettiva. *La coscienza regna e non governa. *La maggior parte degli uomini ignora tutto ciò che non ha [[nome]]; e la maggior parte crede all'esistenza di tutto ciò che ha un nome. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La [[retina]] rende tutto contemporaneo. *La speranza vede il punto debole delle cose. *La [[vanità]] non è altro che l'esser sensibili alla eventuale opinione degli altri su di noi. L'orgoglio nell'essere insensibili ad essa. *La verità è nuda, ma sotto il nudo c'è lo scorticato. *La vita perde in velocità ciò che guadagna in varietà, in complessità, in conservazione. *Le idee hanno un valore puramente transitivo. *Le qualità eminenti dell'intelligenza si esercitano a spese del reale. *L'opinione media non conta. *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo può creare solo a spese della Creazione. *Non affrontate i vostri nemici. Non fatene degli avversari -ovvero, degli eguali. *Non c'è nessuna profondità che sia in relazione con qualche infinito. *Non ci si riconosce nelle proprie emozioni. Nulla di più estraneo-di ostile, anzi. *Non sei forse l'avvenire di tutti i [[ricordi]] che sono in te? *Ogni emozione, ogni sentimento mette in rilievo un difetto di adattamento. *Ogni mente è plasmata dalle esperienze più banali. *Ogni pensiero costituisce un'eccezione a una regola generale: quella di non pensare. *Ogni perché implica molte cose che bisogna guardarsi bene dal porre dopo di esso. *Proseguire, perseguire qualcosa significa lottare contro ogni cosa. *[[Proverbi dai libri|Proverbio]] per i potenti: se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che incominci a morderti. *Quale gioiello della vita, quale adamantino momento varrà mai il dolore che può causare la sua perdita? *Quando arriviamo allo scopo, crediamo che la strada sia stata quella giusta. *Quel che ci colpisce nei giudizi espressi su di noi è l'inevitabile semplificazione che ogni giudizio comporta per poter essere formulato. *Quel che dici può dire più di quanto tu creda, se chi ti ascolta è più di quanto tu credi che sia. *Quello che non si fa; quel che non si farebbe mai- è questo a deliniare la nostra figura. *Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza. *''Se la vita fosse tutta delizie, | se la vita fosse tutta tortura, | non esisterebbe più da un bel po' di tempo.'' *Se pensi come la [[maggioranza]], il tuo pensiero diventa superfluo. *Se vuoi [[vita e morte|vivere]], vuoi anche [[vita e morte|morire]]; oppure non capisci che cos'è la vita. *Senza saperlo, l'uomo scommette quasi tutto il tempo della sua vita che nei dieci minuti o dieci secondi successivi non sarà fulminato. *Soffrire è vivere senza poter vivere; è anzi... ''essere vissuto da''... *Tutto quel che dici parla di te: in particolar modo quando parli di un altro. *Un capo è un uomo che ha bisogno degli altri. *Un uomo è intelligente quando manifesta una certa indipendenza dalla comuni [[aspettativa|aspettative]]. *Un uomo [[serietà|serio]] ha poche idee. Un uomo con molte idee non è mai serio. *Un'[[opinione]] è una scelta che facciamo conoscendo solo una parte delle cose e supponendo di vederne la totalità e tutte le conseguenze. *Una [[donna]] intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole. *Una persona non è altro che risposte ad una quantità di avvenimenti impersonali. ==''Il sorriso della Gioconda''== *Il pittore dispone su una superficie piana determinati impasti, le cui linee di separazione, gli spessori, le fusioni e contrasti, gli servono per esprimersi. Lo spettatore vi scorge soltanto un'immagine più o meno fedele di carni, gesti e paesaggi, come attraverso la finestra del muro d'un museo. Il [[dipinto|quadro]] è giudicato in base allo stesso spirito con cui si giudica la realtà. *Credo che il metodo più sicuro per giudicare un quadro, sia quello di non riconoscervi, in principio, nulla, e di fare successivamente tutta la serie d'induzioni imposta da una presenza simultanea di macchie di colore in metafora, di supposizione in supposizione, la comprensione del soggetto, e talvolta solo la consapevolezza del piacere, consapevolezza che non sempre si ha inizialmente. *Quel sorriso {{NDR|della ''[[Gioconda]]''}} è sepolto sotto una massa di vocaboli, e scompare fra innumerevoli paragrafi che cominciano col dichiararlo ''inquietante'' finendo poi in una descrizione d'animo generalmente vaga. Esso meriterebbe tuttavia studi meno inebrianti. [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento. *Una [[teoria]] non vale che per i suoi sviluppi, logici e sperimentali. {{NDR|Paul Valéry, ''Varietà'', a cura di Stefano Agosti; citato in ''La Fiera Letteraria'', n. 40, 14 novembre 1971}} ==''L'idea fissa''== ===[[Incipit]]=== Ero in preda a grandi tormenti; certi pensieri acutissimi e attivissimi mi guastavano tutto il resto della mente e del mondo.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Un uomo [[solitudine|solo]] è sempre in cattiva compagnia. *Un'idea è un cambiamento. *Come si fa a pretendere che il Tutto sia rappresentato da un'immagine o da un'idea qualunque? Il Tutto non può avere figure consimili. *Ogni [[concetto]] è un espediente. *Altri così facendo, immaginano di avvicinarsi a... ''ciò che essi sono'', a costo di una concentrazione e di una sorta di... negazione esteriore assai penosa. *La nostra speranza è che il nuovo assomigli a ciò che già conosciamo almeno quel tanto da poterlo comprendere. *Il cinema è falso tramite il vero. *Il problema principale del sistema che pensa è ''la valutazione''. *"Perché non vuole accettare ciò che esiste?" "Perché significherebbe non accettare più di esistere". *"[[Nascita e morte|Morti]] di che?" "D'essere [[nascita e morte|nati]]..." *Se noi [[comprensione|capissimo]] gli altri, non potremmo più capire noi stessi. *La vita oggi somiglia a un accidente... che si è dato delle leggi. *Un uomo non è nulla finché non qualcosa non trae da lui degli effetti o delle produzioni che lo sorprendono. *In ogni istante coincido con ciò che tendo a percepire. Ognuno di noi, insomma, a un dato momento della sua vita è un sistema... virtuale di attrazioni e repulsioni, nonché di... presentimenti di potenza e di resistenza. Ma questa distribuzione varia col tempo. *Non c'è alcun motivo per cui un essere vivente possa arrivare a rappresentarsi la vita. *"Il fatto è che la nostra previsione di noi stessi è estremamente incerta..." "Probabilmente perché non esiste un ''Noi stessi'' al di fuori... dell'istante..." *Se il valore di una cosa viene fatto dipendere dall'effetto di sorpresa che è in grado di produrre, si arriverà a definire quella cosa solo attraverso il suo valore di choc... *Il [[misticismo]] è presente ogni volta che facciamo qualcosa di diverso dal... ripeterci! *Il nostro mondo è circoscritto dall'insieme combinato delle nostre percezioni e dei nostri atti. ==''Mélange''== *Bisogna sempre scusarsi di agir bene; nulla ferisce di più.<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Bisognava essere Newton per rendersi conto che la Luna cade verso la Terra, quando tutti vedono che non cade affatto.<ref>Citato in Matteo Rampini, ''Pensare come un mago'', Ponte alle Grazie, 2006, p. 111. ISBN 8879288369</ref> *Gli uomini si distinguono da ciò che mostrano e si assomigliano in ciò che nascondono.<ref name=diz/> *Il me è odioso, ... ma si tratta di quello degli altri. :''Le moi est haïssable, ... mais il s'agit de celui des autres.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 278.</ref> *Il talento senza genio è poca cosa. Il genio senza talento non è nulla.<ref name=diz/> *Il vero [[snob]] è colui che non osa confessare che s'annoia quando s'annoia e che si diverte quando si diverte. *La [[bugia|menzogna]] e la [[credulità]] si accoppiano e generano l'[[opinione]]. :''Le mensonge et la crédulité s'accouplent et engendrent l'opinion.''<ref>Citato in Gabriel Pomerand, p. 304.</ref> *Si dice che una convinzione è solida quando resiste alla coscienza che è falsa.<ref name=e /> ==''Monsieur Teste''== ===[[Incipit]]=== La stupidità non è il mio forte.<ref name=incipit/> ===Citazioni=== *L'[[amore]] consiste nell'essere cretini insieme.<ref>Citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> *L’essenziale si oppone alla vita.<ref>Citato in {{cita web|https://www.ilpost.it/2019/09/27/monsieur-teste-valery/|Siamo distrazioni che divagano|}}</ref> *L'infinito, caro mio, non è più un gran che, è una faccenda di scrittura. L'universo esiste solo sulla carta.<ref name=diz/> *Raramente ho perso di vista me stesso; mi sono detestato, e mi sono adorato; poi siamo invecchiati assieme.<ref>Da ''Monsieur Teste'', traduzione di Libero Solaroli, Elliot, 2017, [https://www.google.it/books/edition/Monsieur_teste/VAEkDwAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&printsec=frontcover&bsq=raramente pagina]. ISBN 8869932621</ref> ==''Quaderni''== *Io preferisco [[Genova]] a tutte le città in cui ho abitato. Mi ci sento sperduto e a casa mia – fanciullo e straniero. Essa ha una distesa di cupole, monti calvi, mare, fumi, neri fogliami, tetti rosa, e quella [[Lanterna di Genova|Lanterna]] così alta ed elegante, – e meandri popolosi, labirinti ingombri le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano e di colpo sbucano sulla veduta del porto; – piena di sorprese, di porte scolpite, marmo o ardesia, casse, formaggi; scale, panni anziché il cielo, cancelli richiusi, bizzarro [[Lingua ligure|dialetto]] dal suono nasale e irritante, dalle strane abbreviazioni, vocaboli arabi o turchi.<br />Città di un oriente [[Luigi XIV]] – concreta – aspra – personale – amante del fare e del costruire – rivolta allo sviluppo in lotta con la montagna – che essa taglia, sfrutta, buca, scala, e dalla quale estrae – l'acqua, la pietra, l'ardesia, il mattone. (vol. I, pp. 104-105) *Mentre [[Firenze]] si contempla e [[Roma]] sogna, e [[Venezia]] si lascia vedere – [[Genova]] si fa e rifà – (vol. I, p. 105) *Scrivere per pubblicare, in me è l'arte di servire gli avanzi. (vol. I, p. 287) *Lo scopo della [[psicologia]] è di darci un'idea del tutto diversa delle cose che conosciamo meglio. (vol. III, p. 33) *[[Dio]] creò l'uomo, e non trovandolo abbastanza solo gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sua solitudine. (vol. V, p. 174) *La [[fede]] (religiosa) è forse un mito.<br />I credenti che si incontrano sono posseduti innanzitutto dai propri interessi. Ma se si prescinde dalla loro sorte, dalle loro paure, dai loro bisogni - la loro fede non è niente. (vol. V, p. 287) *O [[credere|Credente]], ammetto che hai un «ideale», e il tuo lume nella tua foresta; pensi che io non abbia il mio? Ma mentre il tuo l'hai ricevuto e accettato senza quel severissimo esame che il problema merita, se ha qualche importanza; e mentre ti giunge dalla bocca altrui, bell'e fatto e articolato, il mio si forma nei miei tentativi - ed è inseparabile da essi, se addirittura non vi si confonde completamente. È la ricerca il mio espediente, e non potrei trovare niente che valga di più della propria ricerca, compreso l'''ideale'' da assegnarsi. (vol. V, p. 375) ==''Tel Quel''== *Bisogna chiamare [[Scienza]]: soltanto ''l'insieme delle ricette che riescono sempre''. Tutto il resto è letteratura.<ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *La [[politica]] è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda.<ref name=e /> *Le ragioni per cui ci si astiene dai delitti sono più vergognose, più segrete dei delitti stessi.<ref name=e /> *Tra due parole bisogna scegliere la minore.<ref name="barpen" /> *Un uomo tirava a sorte tutte le sue decisioni. Non gli capitò maggior male che a quelli che riflettono. *L'[[amarezza]] viene quasi sempre dal non ricevere un po' più di ciò che si dà. Il sentimento di non fare un buon affare. :''L'amertume vient presque toujours de ne pas recevoir un peu plus que ce que l'on donne. Le sentiment de ne pas faire une bonne affaire.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 21) *L'[[angelo]] non differisce dal demonio che per una riflessione che non gli si è ancora presentata. :''L'ange ne diffère du démon que par une réflexion que ne s'est pas encore présentée à lui.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 35) *Veramente [[bontà|buono]] è l'uomo raro che non biasima mai le persone per i mali che capitano loro. :''Véritablement bon est l'homme rare qui jamais ne blâme les gens des maux qui leur arrivent.''(citato in Gabriel Pomerand, p. 62) *Con il mito volgare della [[felicità]], si può fare degli uomini press'a poco ciò che si vuole, e tutto quello che si vuole delle donne. :''Par le mythe vulgaire du bonheur, on peut faire des hommes à peu pres ce que l'on veut, et tout ce que l'on veut des femmes'' '' (citato in Gabriel Pomerand, p. 66)'' *Il numero dei nostri [[Amico e nemico|nemici]] cresce in proporzione all'accrescimento della nostra importanza. Lo stesso vale per il numero dei nostri [[Amico e nemico|amici]]. :''Le nombre de nos ennemis croît en proportion de l'accroissement de notre importance. Il en est de même du nombre de nos amis.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 145) *Sono un [[galantuomo]], dice, voglio dire che approvo la maggior parte delle mie azioni. :''Je souis un honnête homme, dit-il, je veux dire que j'approuve la pluspart de mes actions.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 212) *Che se il me è odioso, amare il proprio [[prossimo]] come se stessi diviene un'atroce ironia. :''Que si le moi est haïssable, aimer son prochain comme soi-même devient une atroce ironie.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 278) *La [[morale]] è il nome mal scelto, malfamato, di una delle branche della politica generalizzata che comprende la tattica di sé nei confronti di sé stessi. :''La [[morale]] est le nom mal choisi, mal famé, de l'une des branches de la politique généralisée qui comprend la tactique de soi à l'égard de soi-même.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 283) *L'uomo sta addossato alla sua [[morte]], come chi conversa al camino. :''L'homme est adossé à sa mort, comme le causeur à la cheminée.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 285) *Le [[obiezione|obiezioni]] nascono spesso da questa semplice causa che quelli che le fanno non hanno essi stessi trovato l'idea che attaccano. :''Les objections naissent souvent de cette simple cause que ceux qui les font n'ont pas trouvé eux-mêmes l'idée qu'ils attaquent.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 299) *Il [[poema]] – questa esitazione prolungata tra il suono e il senso. :Le poème – cette hésitation prolongée entre le son et le sens. (citato in Gabriel Pomerand, p. 331) *La mia [[reputazione]]... la mia re-pu-ta-zio-ne! dice questo sciocco, non è il triste sforzo che sono obbligato a fare per imitare l'immagine falsa che vi fate di me? :''Ma réputation... ma ré-pu-ta-tion! dit ce niais, n'est-ce pas le triste effort que je suis obligé de faire pour imiter l'image fausse que vous vous faites de moi? (citato in Gabriel Pomerand, p. 361)'' *Niente di più originale, niente di più «Sé» che nutrirsi degli altri. Ma bisogna digerirli. Il [[leone]] è fatto di pecora assimilata. :''Rien de plus original, rien de plus «Soi» que de se nourrir des autres. Mais il faut les digérer. Le lion est fait de mouton assimilé.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 387) *[[Dio]] creò l'uomo e non trovandolo abbastanza solo, gli diede una compagna per fargli sentire meglio la sua solitudine. :''Dieu créa l'homme et ne le trouvant pas assez seul, il lui donna une compagne pour lui faire mieux sentir sa solitude.'' (citato in Gabriel Pomerand, p. 389) *Se poi l'«io» è detestabile, amare il proprio prossimo «come se stessi» diventa un'atroce ironia.<ref name="barpen">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.</ref> ==''Variété''== *Definire il [[Bello]] è facile: ''è ciò che fa disperare''.<ref name="e" /> *''L'essenza del classicismo è venire dopo.'' L'ordine presuppone un certo disordine che esso viene a sistemare.<ref name=e /> *L'[[Europa]] diventerà quello che in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico?<ref name=e /> *La [[storia]] è la scienza delle cose che non si ripetono. (IV) *Le grandi virtù dei tedeschi hanno creato più mali di quanti vizi abbia mai creato l'ozio.<ref name="e" /> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il cimitero marino''=== <poem> Questo tetto tranquillo, passeggio di colombe, palpita tra i pinastri, tra le tombe.<ref name=incipit>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref></poem> ===''La crise de l'esprit''=== Noialtre civiltà adesso sappiamo di essere mortali.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==Citazioni su Paul Valéry== *Come teorico Valéry è andato troppo avanti per poter essere seguito; è andato avanti per conto suo, e questo non è progresso. ([[Mario Picchi]]) *Considero Valery un grandissimo poeta, lo preferisco a [[Baudelaire]] e Mallarmé. Credo che abbia avuto su di me un'influenza superiore a quella di [[Borges]]. Quello che afferma è una grande verità: ogni autore crea per definire se stesso. E si tratta di una ricerca continua. ([[Harold Bloom]]) *Esponente di una cultura raffinata, attraverso [[André Gide|Gide]] e [[Paul Claudel|Claudel]] aveva le sue radici in [[Stéphane Mallarmé|Mallarmé]], Valéry portò la parola alle estreme possibilità espressive con un rigore che trova pochi esempi nelle poetiche del secolo. Il giudizio di [[Emilio Cecchi]], "il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]", non trova più riscontro nella realtà. ([[Mario Picchi]]) *Fa a volte bei versi, ma li fabbrica con la macchina dell'intelletto... Ma anche l'intelletto suo è disorganico, frammentario. È un dilettante dell'intelligenza. ([[Benedetto Croce]]) *Il maggior lirico francese dopo [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]. ([[Emilio Cecchi]]) *Valéry è stato oggetto di ammirazione per molti; è stato per molti un faro che, in una zona di frontiera, al limite del noto e dello ignoto, si sforzava di mandare la sua luce anche laddove non c'era nulla da illuminare. ([[Mario Picchi]]) *Valéry vien considerato e si considerava l'assertore della intelligenza critica nella [[poesia]]; ma nel fatto, negando egli la [[ragione]] e la [[storia]] e la capacità di intenderla, negava qualsiasi fondamento all'intelligenza critica, e non salvava la poesia. E come esisterebbe una intelligenza critica, se la ragione umana non intende il mondo? perché dovrebbe intendere la poesia? e che cosa sarebbe poi la poesia dinanzi a una intelligenza non garentita dalla ragione? E ancora una volta, per la parte che ci riguarda come italiani educati all'umanesimo storico, o meglio per quella che riguarda la poesia, la ragione e la storia, la nostra necessaria polemica contro uno scrittore di tanta autorità qual è il Valéry, assomiglia a quella che il [[Giambattista Vico|Vico]] conduceva contro [[Cartesio]] per rivendicare la poesia e la storia contro la filosofia matematica e astratta. ([[Francesco Flora]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Carlo Bo, ''Echi di Genova negli scritti di autori stranieri'', Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1966. *Giuseppe Marcenaro, ''La nuit de Gênes di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-525-5 *Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, ''La nuit de Gênes. L'universo poetico di Paul Valéry'', Sagep, Genova, 1994. ISBN 88-7058-530-1 *{{fr}} Gabriel Pomerand, ''Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand'', Le livre de poche, 1962. *Paul Valéry, ''Album di versi antichi'', a cura di Ugo Fasolo, Fabbri Editori, 1997. *Paul Valéry, ''Cattivi pensieri'', a cura di Felice Ciro Papparo, Adelphi, 2006. *Paul Valéry, ''L'idea fissa'', a cura di Valerio Magrelli, Adelphi, 2008. *Paul Valéry, ''Opere scelte'', Mondadori, Milano, 2014, p. 163. ISBN 978-88-04-61402-9 *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. I, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2009. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. III, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2007. *Paul Valéry, ''Quaderni'', vol. V, a cura di Judith Robinson-Valéry, traduzione di Ruggero Guarini, Adelphi, Milano, 2002. *Paul Valéry, ''Tel Quel'', "Littérature", 1929, Pléiade. ==Altri progetti== {{interprogetto|s=fr:Auteur:Paul Valéry|s_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|Il cimitero marino||(1920)}} {{Pedia|Monsieur Teste||(1926)}} {{DEFAULTSORT:Valéry, Paul}} [[Categoria:Accademici francesi]] [[Categoria:Aforisti francesi]] [[Categoria:Poeti francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] du72ccpl4qe4gg1e0mfymm05e9e57l0 Template:SelezioneNuove 10 4465 1423014 1422719 2026-08-09T08:25:31Z Spinoziano 2297 + 1423014 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[L'uomo che amò Gatta Danzante]]{{,}} [[Jake La Furia]]{{,}} [[Il bambino e il grande cacciatore]]{{,}} [[Il campione (film 1979)]]{{,}} [[Fango, sudore e polvere da sparo]]{{,}} [[Quattro tocchi di campana]]{{,}} [[Asmodeo]]{{,}} [[Franco Fornari]]{{,}} [[Pietro Canal]]{{,}} [[Davide Giordano]]{{,}} [[Luigi Marangoni (ingegnere)]]{{,}} [[Giuseppe Gola]]{{,}} [[Francesco Marzolo (chirurgo)]]{{,}} [[Agostino Fapanni]]{{,}} [[La grande sfida (film 1956)]]{{,}} [[Il ritorno di Harry Collings]]{{,}} [[Emily Wilson]]{{,}} [[Fiat Duna]]{{,}} [[NSU Prinz]]{{,}} [[Valdez il mezzosangue]]{{,}} [[Amin al-Husseini]]{{,}} [[Francesco Ambrosi]]{{,}} [[Il pistolero (film 1976)]]{{,}} [[Horace-Bénédict de Saussure]]{{,}} [[Mandato britannico della Palestina]]{{,}} [[Neemia]]{{,}} [[Il solitario di Rio Grande]]{{,}} [[Borja Iglesias]]{{,}} [[Atletica leggera]]{{,}} [[Guido Campodonico]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> mthwkdgc4h01rp8ivss7ywnz0m69n7n Burt Reynolds 0 4700 1423015 1134315 2026-08-09T08:26:42Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1423015 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Burt_Reynolds_Dan_August.JPG|thumb|Burt Reynolds]] '''Burton Leon Reynolds jr.''' (1936 – 2018), attore, regista e sceneggiatore statunitense. ==Citazioni di Burt Reynolds== *{{NDR|Su [[Cary Grant]]}} Era toccato dagli dei. Quando entrava in una stanza, eri costretto a guardarlo. Piaceva agli uomini come alle donne, e questo è incredibilmente raro.<ref name=CGrant>Citato in Geoffrey Wansell, ''Cary Grant. Tra fascino e ironia la carriera e i film di un perfetto gentiluomo'', Gremese, 1996.</ref> ==''But Enough About Me''== ===Citazioni=== *Ci sono tre fasi della carriera di un attore: giovani, vecchi e "Ti trovo bene". :''There are three stages of an actor's career: young, old, and “You look good.'' *{{NDR|Su [[Lee Marvin]]}} Lee era un attore serio e intelligente che era orgoglioso del suo mestiere e un amico fedele che faceva di tutto per avvertirmi dei pericoli del successo di [[Hollywood]]. Prima di [[Clint Eastwood]], prima di [[Sam Peckinpah]]. :''Lee was a serious, intelligent actor who took pride in his craft, and a loyal friend who went out of his way to warn me of the perils of Hollywood success. Before Clint Eastwood, before Sam Peckinpah.'' ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Burt Reynolds e Jon Winokur, ''But Enough About Me'' (''Ma non parliamo di me''), Putnam Pub Group; Reprint edizione , 2016. ISBN 0425280233 ==Filmografia== *''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972) *''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]'' (1973) *''[[Quella sporca ultima meta]]'' (1974) *''[[La corsa più pazza d'America]]'' (1981) *''[[Mr. Bean - L'ultima catastrofe]]'' (1997) *''[[Driven]]'' (2001) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Reynolds, Burt}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] 9upm4qpe5drnrlvhx54t4n3yd0jfgfa Una settimana da Dio 0 5092 1422951 1420572 2026-08-08T18:23:46Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-39925-27|~2026-39925-27]] ([[User talk:~2026-39925-27|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1419087 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Settimana da Dio |titoloitaliano=Una settimana da Dio |titolooriginale=Bruce Almighty |genere=commedia |sceneggiatore=[[Steve Koren]], [[Mark O'Keefe]] e [[Steve Oedekerk]] |attori = *[[Jim Carrey]]: Bruce Nolan *[[Morgan Freeman]]: Dio *[[Jennifer Aniston]]: Grace Connelly *[[Philip Baker Hall]]: Jack Baylor *[[Catherine Bell]]: Susan Ortega *[[Lisa Ann Walter]]: Debbie Connelly *[[Steve Carell]]: Evan Baxter *[[Nora Dunn]]: Ally Loman *[[Noel Gugliemi]]: Capo dei teppisti *[[Lillian Adams]]: Mamma Kowolsky *[[Christopher Darga]]: Vol Kowolsky |doppiatoriitaliani = *[[Tonino Accolla]]: Bruce Nolan *[[Renato Mori]]: Dio *[[Eleonora De Angelis]]: Grace Connelly *[[Bruno Alessandro]]: Jack Baylor *[[Roberta Pellini]]: Susan Ortega *[[Anna Rita Pasanisi]]: Debbie Connelly *[[Massimo De Ambrosis]]: Evan Baxter *[[Stefanella Marrama]]: Ally Loman *[[Roberto Stocchi]]: Capo dei teppisti *[[Miranda Bonansea]]: Mamma Kowolsky }} '''''Una settimana da Dio''''', film del 2003 con [[Jim Carrey]], regia di [[Tom Shadyac]]. {{tagline|Cosa faresti se potessi essere Dio per una settimana?}} ==Frasi== *La vita è un biscotto ma se piove si scioglie. ('''Bruce''') *Ma cosa abbiamo veramente sotto gli occhi, è solo un grande biscotto? Oppure questo biscotto rappresenta, simbolicamente, Buffalo? I suoi validi e onesti cittadini sono l'ingrediente essenziale, qualche testa di cocco qui e là...e infine, l'amore delle nostre famiglie, che ci da quel caldo ripieno croccante, rendendo la nostra amata Buffalo il luogo più dolce in cui vivere. La vita è un biscotto, ma se piove si scioglie. Qui Bruce Nolan, Eyewitness News! ('''Bruce''') *Ciao Susan! Sono Bruce Nolan, a bordo della "Maid of the mist" nelle favolose cascate del Niagara nello stato di New York! Vorrei innanzitutto aggiungere anche le mie congratulazioni a Evan Backstorbilo, scusate Backsta... Bastard... Baxter, volevo dire... È bello vedere cosa fa una persona di grande talento quando grandi occasioni vengono date a lui invece che a me ehehe. Comunque sono qui con la mamma di Katharine Hepburn. Mammina! Dimmi, perché hai gettato il diamante blu nel cuore dell'oceano oltre la ringhiera del Titanic? Ti sei sentita in colpa a lasciar affogare Di Caprio mentre tu galleggiavi sana e salva su quella bella porta? Non potevate fare turni? Oppure avevi troppa paura di congelarti quel bel culone grasso!? O forse è così che va la vita, vero? Perché c'è chi è zuppo, congelato a morte, su una stupida barca, con uno stupido cappello, e c'è chi invece se ne sta comodo in uno studio, e si becca tutta la gloria. Vabbè, ma che sarà mai! O, guardate! Il proprietario della Maid of the Mist! Facciamo due chiacchiere con lui, vi va? Vieni qui, Bill. Nonono, nono coraggio, solo due chiacchiere. Bill, tu gestisci la "Maid of The mist" da 23 anni, ormai, dimmi: perché non mi hanno dato il posto di Anchorman? È per i capelli, Bill? O non ho i denti abbastanza bianchi? O forse è come per le cascate, il terrapiano che dovrebbe sostenere la mia vita si sta erodendo sotto di me a mia insaputa... Erodeeendo, erodeeendo, erodeeendo, erodendo, erodendo, erodendo heheheh qui Bruce Nolan, da "Witness News", a voi la linea, pezzi di Merda! ('''Bruce''') *Va bene! A mani nude, vecchio mio! Fatti sotto, fammi vedere la tua ira! Puniscimi, o potente punitore! Sei tu che dovresti essere licenziato! L'unico da queste parti che non fa il suo dovere sei tu! Rispondimi! ('''Bruce''') *Un'altra gigantorme enormesca fregatura della mia vita. ('''Bruce''') *Grazie WKBW, che vuol dire... Waffankulo brutti Wacconi! È questa la vostra sigla! ('''Bruce''') *La gente sottovaluta i vantaggi del buon vecchio lavoro manuale, dà un grande senso di libertà. Alcune delle persone più felici del mondo vanno a casa la sera che puzzano di sudore. ('''Dio''') *Avanti Bruce, tu non sfiderai il Signore Dio tuo. ('''Dio''') *Dai, calmati, non hai incontrato Dio, non hai i suoi poteri. He, se quello era Dio, io sono [[Clint Eastwood]]! ('''Bruce''') *No, no, io sono un essere ragionevole, sano, con la testa sulle spalle!... Una 44 Magnum. La pistola più potente del mon-No! ('''Bruce''') *Ci sono solo due [[Regole dai film|regole]]: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me. E non puoi importi sul libero arbitrio. ('''Dio''') *Ehi; scimmietta da deretano che abiti l'antro anale, è ora di tornare a casa, piccolina! ('''Bruce''') *Io sono Bruce l'onnipotente! Sia fatta la mia volontà! ('''Bruce''') *Che c'è di meglio che passare bei momenti con veri amici? ('''Dio''') *Per quanto sporca possa diventare una cosa, puoi sempre dargli una bella ripulita. ('''Dio''') *Dio è l'ape, il bene è il miele. ('''Cartello del mendicante''') *Eh sì, dietro ogni grande uomo c'è una donna che alza gli occhi al cielo, gente! ('''Bruce''') *Sii il tuo miracolo! ('''Dio''') ==Dialoghi== *'''Grace''': Grazie a Dio stai bene. <br> '''Bruce''': Dio già, ringraziamo Dio come no, poiché tutte le sue benedizioni cadono a pioggia su di me, non è pioggia è un diluvio!<br>'''Grace''': Bruce non fare così andiamo smettila, lo sai che tutte le cose succedono per un motivo.<br>'''Bruce''': Questo non mi serve. È un luogo comune non mi aiuta neanche un po'. "Meglio un uovo oggi che una gallina domani", ma io non ho l'uovo e nemmeno la gallina. Dio mi ha preso sia l'uovo che la gallina.<br>'''Grace''': Ah ho capito, allora Dio ce l'ha con te, è questo che stai dicendo?<br>'''Bruce''': No mi sta ignorando completamente, è troppo occupato a dare a Evan tutto quello che vuole... {{NDR|Il cane Sam, fa pipì sul tappeto}} Oh geniale Sam, ma hai mancato il bersaglio, io sono qui!<br>'''Grace''': Non ti arrabbiare col cane, non è colpa del cane.<br>'''Bruce''': No è colpa di Dio, ha sbagliato le coordinate!<br>'''Grace''': Va bene ora basta, la vuoi smettere di fare il martire?<br>'''Bruce''': Non sto facendo il martire sono una vittima, Dio è un bambino dispettoso seduto su un formicaio con una lente d'ingrandimento e io sono la formica. Potrebbe risolvermi la vita in 5 minuti se volesse, ma preferisce bruciarmi le antenne e vedermi contorcere. *'''Bruce''': C'è nessuno? Chiunque sia che gestisce questo posto? <br> '''Dio''': Arrivo subito, sto aggiustando una luce. Dimmi se funziona!<br>'''Bruce''': Sì... pare di sì. È quasi accecante però.<br>'''Dio''': Sì, lo è per molte persone. Passano la vita nell'oscurità cercando di nascondersi da me. *'''Bruce''': Ma tu chi sei?<br>'''Dio''': L'Onnipotente.<br>'''Bruce''': Eh?!?<br>'''Dio''': Il Creatore del cielo e della terra, l'alfa e l'omega... <br>'''Bruce''': Ah, ho capito dove vuoi arrivare...<br>'''Dio''': Bruce, io sono Dio. <br>'''Bruce''': Bingo! Yahtzee! È questa la risposta finale? La nostra indagine dice: [[Dio]]! Bing, bing, bing, bing, bing! Be', è stato un piacere Dio. Grazie per il Grand Canyon e buona fortuna per l'apocalisse. A proposito: tu sei un di... sastro! *'''Dio''': Tu non picchi qualcuno dalla quinta elementare... e hai steso una ragazzina...<br>'''Bruce''': Sì, ma era gigantesca! Ed era ripetente!<br>'''Dio''': E avevi anche il sole negli occhi... *'''Bruce''': Le due due dita in più mi hanno fatto sbroccare leggermente ...<br>'''Dio''': Ero sicuro che avrei attratto la tua attenzione! L'ho fatto anche a [[Gandhi]]: non ha mangiato per tre settimane. *'''Bruce''': Ma dove vai?<br>'''Dio''': Mi prendo una vacanza.<br>'''Bruce''': Dio non si prende [[vacanza|vacanze]]! Se le prende? Voi... Egli?<br>'''Dio''': Mai sentito parlare del Medioevo? *'''Grace''': O mio Dio!<br>'''Bruce''': Tu chiamami Bruce. *'''Bruce''': Ma questo è il Paradiso?<br>'''Dio''': No, questo è il monte [[Everest]]. Dovresti fare un po' di zapping su ''Discovery Channel'' ogni tanto. *'''Bruce''': Erano così tanti, che gli ho solo dato quello che volevano.<br>'''Dio''': Già... Ma da quando in qua le persone sanno quello che vogliono?<br>'''Bruce''': E allora che faccio?<br>'''Dio''': Dividere la minestra non è un [[miracolo]], Bruce, è un trucchetto. Una madre sola che deve fare due lavori e che trova ancora il tempo di accompagnare il figlio a scuola di calcio, quello sì che è un vero miracolo. Un adolescente che dice di no alla droga e dice sì all'istruzione, questo è un miracolo. Le persone vogliono che faccia tutto io e non si rendono conto che sono loro ad avere il potere. Vuoi vedere un miracolo, figliolo? Sii il tuo miracolo.<br>'''Bruce''': Aspetta, che fai, vai via?<br>'''Dio''': Sì, penso che tu sappia cavartela adesso.<br>'''Bruce''': E se ho bisogno di te, se devo farti delle domande?<br>'''Dio''': È un tuo problema, Bruce, è il problema di tutti quanti. Continua a guardare in alto! *'''Bruce''': Che vuoi che faccia?<br>'''Dio''': Voglio che preghi figliolo, avanti. Usalo.<br>'''Bruce''': Signore, sazia gli affamati e porta la pace a tutta l'umanità, ti prego. Come vado?<br>'''Dio''': Perfetto. Se vuoi diventare Miss America. Avanti, dai, a cos'è che tieni veramente?<br>'''Bruce''': A Grace.<br>'''Dio''': A Grace. E vuoi riaverla?<br>'''Bruce''': No. Voglio che sia felice comunque. Qualsiasi cosa comporti. Voglio che trovi qualcuno che la tratti con tutto l'amore che meritava da me. Voglio che incontri un uomo che la veda sempre come io vedo ora, attraverso i tuoi occhi.<br>'''Dio''': Questa è una preghiera. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Una... da Dio}} [[Categoria:Film commedia]] rqbq3t8wqtw8v1ryumqjoqfhvmbx00d I pompieri 0 6433 1422960 1420326 2026-08-08T20:54:28Z ~2026-43766-59 108003 /* */ 1422960 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=I pompieri |titoloalfabetico= Pompieri, I |genere=comico |regista=[[Steno]] |sceneggiatore=[[Franco Marotta]], Neri Parenti |attori= *[[Paolo Villaggio]]: Paolo Casalotti *[[Lino Banfi]]: Nicola Ruoppolo *[[Massimo Boldi]]: Max Pirovano *[[Christian De Sica]]: Alberto Spina *[[Andrea Roncato]]: Armando Bigotti *[[Ricky Tognazzi]]: Daniele Traversi *[[Gigi Sammarchi]]: Comandante Pacini *[[Paola Onofri]]: Cristina *[[Claudio Boldi]]: Cameraman *[[Moana Pozzi]]: Moglie di Nicola Ruoppolo *[[Ennio Antonelli]]: Signor Gentilini |note= }} '''''I pompieri''''', film italiano del 1985 con [[Paolo Villaggio]] e [[Lino Banfi]], regia di [[ Steno]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Senti sai che ti dico: oggi non mangio, me faccio morire de fame! ('''Spina''') '''[al telefono con la madre]''' *Ma porco Giuda! In trenta secondi pronti per partire! ('''Bigotti''') *Ah "Little Tony", che sei nuovo te? ('''Spina''') *Sono vittima di un penossissimo equivoco. Mi sto giocando causa questo errore pompieristico tutte le ferie estive con mia moglie. ('''Casalotti''') *Scusa..... "Bobby Solo", quelli della 17? ('''Traversi''') *Ruoppolo, dattelo nei maroni quel gancio {{NDR|dell'autogru}}... ('''Bigotti''') *Non si preoccupi farò di loro dei veri uomini, uomini duri signor comandante... {{NDR|poi guardandoli}} Be' insomma, si fa quel che si può ecco... ('''Bigotti''') *Pronto Letizia? Sono Bigotti... Armando, il tuo batuffolino, Puffolo! Ma come non ti ricordi? Dai! Sarebbe la prima volta che vado con una donna senza lasciare il segno! Otto mesi fa, al luna park, si! Che c'abbiamo dato che tu tutta la notte hai benedetto di essere donna! Sì, bella maialona che... ti... ricordi... ...E anche questa che era l'ultima, ce la siamo giocata! ('''Bigotti''') *Comunque sinceramente se ci fosse stato Steve Mcqueen qua un'aspirata.. ce l'avrebbe data. ('''Ruoppolo''') *Ragazzi, il primo che si lascia scappare una parola con Ruoppolo, fa i conti con me... chiaro? ('''Bigotti''') {{NDR|dopo che la squadra 17 ha scoperto il tradimento della moglie di Ruoppolo}} *Sua moglie è una busona... e Ruoppolo non lo sa! ('''Bigotti''') {{NDR|nel sonno}} *Quello lì ha detto prima "Puttena, busona, troiezza... Ruoppolo non lo sa". ('''Ruoppolo''') {{NDR|alludendo a Bigotti}} *Senti 'n pò, ma se ti dicessero "Se non lo fai, muori", devi dare un bacio in bocca con la lingua a José Luis Moreno o a Daniele Piombi...tu, onestamente, chi sceglieresti? Ahò... io, messo alle strette, Daniele Piombi ('''Spina'''){{NDR|a Bigotti}} *Ma sì, ma che me ne frega, che me la sto prendendo tanto, a me? Ma quello che non mi piace è il sistema che hanno: "È meglio che se ne va, signor Ruoppolo, prima che combina altri casini!". Che non è manco finito il mio periodo di aggiornamento qua. Non si fa questo a uno che c'ha dato il mazzo per vent'anni qua dentro! La cosa che mi fa più incazzare a me è che non ci è mai capitata l'occasione giusta, se no ci dimostravamo a tutti chi siamo noi! ('''Ruoppolo''') *Io non me la sento di tenere questo segreto con voi, siete troppo amici: chi mantiene questi segreti, è uno stronzo! {{NDR|si sfila il parrucchino dalla testa dinanzi ai compagni in silenzio}} Perché volevo ringiovanire e... Allora lo sapevate già...e allora sono doppiamente stronzo! Ciao. ('''Ruoppolo''') *Quattro spaghetti uno diverso dall'altro: una parmigiano senza burro, una burro senza parmigiano, una pomodoro e basilico senza burro e senza parmigiano e una..... falla come la vuoi tu. ('''Ruoppolo''')'''[vestito da cameriere]''' *Senti piccina, ma l'idea di una cura dimagrante non ti ha mai sfiorata? ('''Casalotti''') {{NDR|portando sulle sue spalle una donna particolarmente corpulenta}} *La squadra che ho l'onore di premiare oggi, si è particolarmente distinta in un'azione ora, e messo in luce sprezzo del pericolo; la particolare efficienza e la precisa conoscenza dei mezzi delle tecniche, fanno del nostro corpo, uno dei più progrediti del mondo! ('''Comandante Pacini''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Comandante Pacini''': Senta Mattoli... <br/> '''Mattoli''': Signor sì. <br/> '''Comandante Pacini''': Qui la situazione è tutto sotto controllo, io torno al comando con l'elicottero, quando arrivano quei lavativi dell'autopompa 17, li voglio immediatamente a rapporto da me, chiaro? <br/> '''Mattoli''': Signor sì, comandante. *'''Ruoppolo''': Sono con la squadra 17. <br/>'''Mattoli''': La 17 è a rapporto dal comandante. <br/> '''Ruoppolo''': Ah! <br/>'''Mattoli''': Taci e rump no i ball! <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/>'''Mattoli''': Non rompere i maroni. <br/> '''Ruoppolo''': Come? <br/>'''Mattoli''': Non rompere i coglioni! <br/> '''Ruoppolo''': Ah! Ben gentile! Grazie, thank you very much! *'''Bigotti''': Primo, da domani sono sospesi tutti i permessi fino a nuovo ordine; secondo, la squadra uscirà per nuovi interventi con squadre miste; e terzo... <br/> '''Spina''': Ce la prendiamo tutti in quel posto! <br/> '''Bigotti''': Esatto! <br/> '''Casalotti''': Anche io? Mi scusi... <br/> '''Bigotti''': Se ci tieni... *'''Casalotti''': Ruoti! Ruoti! <br/> '''Ruoppolo''': Ruoppolo! *'''Spina''': Ruoppolo! Lo ''ammezzo'', ''ammezzo'' e nun rompere er ''chezzo''. *'''Vigile del fuoco''': dovete completare l'esercitazione in 1400 secondi. <br /> '''Bigotti''': ah 'ca miseria.. e quanti minuti sono?... ehm.. eh... '''[rivolto a Traversi]''' e quanti sono? <br /> '''Traversi''': Non lo so <br /> '''Bigotti''': esatto!! *'''Max Pirovano''': La CineMax e Tom Pirovano presentano un incendio in diretta di bibliche proporzioni, "Lui", il Comandante Pacini nel ruolo del Comandante Pacini... La Squadra 17 nel ruolo della Squadra 17... <br/> '''Tom Pirovano''': E io che parte faccio? <br/> '''Max Pirovano''': Tu fai la bestia! *'''Casalotti''': Abbiamo vinto? <br /> '''Ruoppolo''': La mucca Carolina, abbiamo vinto! <br /> '''Comandante Pacini''': Ma bene, bravi, mi congratulo per la bella figura di merda! Caposquadra Bigotti, se non sbaglio dieci incontri tutti vinti per KO, eh? <br /> '''Bigotti''': No no, io ho detto 10 incontri KO: persi. Altrimenti poi facevo il pugile, mica il pompiere...<br /> '''Comandante Pacini''': Comunque da domani licenze annullate e doppi turni per tutti, contenti? <br /> '''Bigotti''': Sì esatto, grazie. *'''Sig. Gentilini''': Vai a prendere altre tovaglie e ''don't break my ball!'' <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/> '''Sig. Gentilini''': Nun me rompe li cojoni! <br/> '''Ruoppolo''': Ho ''afferreto'' benissimo! *'''Intervistatore''': Comandante, è vero che un intera squadra risulta dispersa nell'incendio? <br/> '''Comandante Pacini''': Non disperiamo... Era una squadra migliore, uomini che hanno sempre voluto sacrificarsi per il loro dovere..., Armando Bigotti..., Daniele Traversi..., Alberto Spina..., e Paolo... Casalotti... ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{I pompieri}} [[Categoria:Film comici]] bwiiohen4vha0nhx5k2ncreeq0ahqti 1422961 1422960 2026-08-08T21:05:00Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43766-59|~2026-43766-59]] ([[User talk:~2026-43766-59|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1399305 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=I pompieri |titoloalfabetico= Pompieri, I |genere=comico |regista=[[Neri Parenti]] |sceneggiatore=[[Franco Marotta]], Neri Parenti |attori= *[[Paolo Villaggio]]: Paolo Casalotti *[[Lino Banfi]]: Nicola Ruoppolo *[[Massimo Boldi]]: Max Pirovano *[[Christian De Sica]]: Alberto Spina *[[Andrea Roncato]]: Armando Bigotti *[[Ricky Tognazzi]]: Daniele Traversi *[[Gigi Sammarchi]]: Comandante Pacini *[[Paola Onofri]]: Cristina *[[Claudio Boldi]]: Cameraman *[[Moana Pozzi]]: Moglie di Nicola Ruoppolo *[[Ennio Antonelli]]: Signor Gentilini |note= }} '''''I pompieri''''', film italiano del 1985 con [[Paolo Villaggio]] e [[Lino Banfi]], regia di [[Neri Parenti]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Senti sai che ti dico: oggi non mangio, me faccio morire de fame! ('''Spina''') '''[al telefono con la madre]''' *Ma porco Giuda! In trenta secondi pronti per partire! ('''Bigotti''') *Ah "Little Tony", che sei nuovo te? ('''Spina''') *Sono vittima di un penossissimo equivoco. Mi sto giocando causa questo errore pompieristico tutte le ferie estive con mia moglie. ('''Casalotti''') *Scusa..... "Bobby Solo", quelli della 17? ('''Traversi''') *Ruoppolo, dattelo nei maroni quel gancio {{NDR|dell'autogru}}... ('''Bigotti''') *Non si preoccupi farò di loro dei veri uomini, uomini duri signor comandante... {{NDR|poi guardandoli}} Be' insomma, si fa quel che si può ecco... ('''Bigotti''') *Pronto Letizia? Sono Bigotti... Armando, il tuo batuffolino, Puffolo! Ma come non ti ricordi? Dai! Sarebbe la prima volta che vado con una donna senza lasciare il segno! Otto mesi fa, al luna park, si! Che c'abbiamo dato che tu tutta la notte hai benedetto di essere donna! Sì, bella maialona che... ti... ricordi... ...E anche questa che era l'ultima, ce la siamo giocata! ('''Bigotti''') *Comunque sinceramente se ci fosse stato Steve Mcqueen qua un'aspirata.. ce l'avrebbe data. ('''Ruoppolo''') *Ragazzi, il primo che si lascia scappare una parola con Ruoppolo, fa i conti con me... chiaro? ('''Bigotti''') {{NDR|dopo che la squadra 17 ha scoperto il tradimento della moglie di Ruoppolo}} *Sua moglie è una busona... e Ruoppolo non lo sa! ('''Bigotti''') {{NDR|nel sonno}} *Quello lì ha detto prima "Puttena, busona, troiezza... Ruoppolo non lo sa". ('''Ruoppolo''') {{NDR|alludendo a Bigotti}} *Senti 'n pò, ma se ti dicessero "Se non lo fai, muori", devi dare un bacio in bocca con la lingua a José Luis Moreno o a Daniele Piombi...tu, onestamente, chi sceglieresti? Ahò... io, messo alle strette, Daniele Piombi ('''Spina'''){{NDR|a Bigotti}} *Ma sì, ma che me ne frega, che me la sto prendendo tanto, a me? Ma quello che non mi piace è il sistema che hanno: "È meglio che se ne va, signor Ruoppolo, prima che combina altri casini!". Che non è manco finito il mio periodo di aggiornamento qua. Non si fa questo a uno che c'ha dato il mazzo per vent'anni qua dentro! La cosa che mi fa più incazzare a me è che non ci è mai capitata l'occasione giusta, se no ci dimostravamo a tutti chi siamo noi! ('''Ruoppolo''') *Io non me la sento di tenere questo segreto con voi, siete troppo amici: chi mantiene questi segreti, è uno stronzo! {{NDR|si sfila il parrucchino dalla testa dinanzi ai compagni in silenzio}} Perché volevo ringiovanire e... Allora lo sapevate già...e allora sono doppiamente stronzo! Ciao. ('''Ruoppolo''') *Quattro spaghetti uno diverso dall'altro: una parmigiano senza burro, una burro senza parmigiano, una pomodoro e basilico senza burro e senza parmigiano e una..... falla come la vuoi tu. ('''Ruoppolo''')'''[vestito da cameriere]''' *Senti piccina, ma l'idea di una cura dimagrante non ti ha mai sfiorata? ('''Casalotti''') {{NDR|portando sulle sue spalle una donna particolarmente corpulenta}} *La squadra che ho l'onore di premiare oggi, si è particolarmente distinta in un'azione ora, e messo in luce sprezzo del pericolo; la particolare efficienza e la precisa conoscenza dei mezzi delle tecniche, fanno del nostro corpo, uno dei più progrediti del mondo! ('''Comandante Pacini''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Comandante Pacini''': Senta Mattoli... <br/> '''Mattoli''': Signor sì. <br/> '''Comandante Pacini''': Qui la situazione è tutto sotto controllo, io torno al comando con l'elicottero, quando arrivano quei lavativi dell'autopompa 17, li voglio immediatamente a rapporto da me, chiaro? <br/> '''Mattoli''': Signor sì, comandante. *'''Ruoppolo''': Sono con la squadra 17. <br/>'''Mattoli''': La 17 è a rapporto dal comandante. <br/> '''Ruoppolo''': Ah! <br/>'''Mattoli''': Taci e rump no i ball! <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/>'''Mattoli''': Non rompere i maroni. <br/> '''Ruoppolo''': Come? <br/>'''Mattoli''': Non rompere i coglioni! <br/> '''Ruoppolo''': Ah! Ben gentile! Grazie, thank you very much! *'''Bigotti''': Primo, da domani sono sospesi tutti i permessi fino a nuovo ordine; secondo, la squadra uscirà per nuovi interventi con squadre miste; e terzo... <br/> '''Spina''': Ce la prendiamo tutti in quel posto! <br/> '''Bigotti''': Esatto! <br/> '''Casalotti''': Anche io? Mi scusi... <br/> '''Bigotti''': Se ci tieni... *'''Casalotti''': Ruoti! Ruoti! <br/> '''Ruoppolo''': Ruoppolo! *'''Spina''': Ruoppolo! Lo ''ammezzo'', ''ammezzo'' e nun rompere er ''chezzo''. *'''Vigile del fuoco''': dovete completare l'esercitazione in 1400 secondi. <br /> '''Bigotti''': ah 'ca miseria.. e quanti minuti sono?... ehm.. eh... '''[rivolto a Traversi]''' e quanti sono? <br /> '''Traversi''': Non lo so <br /> '''Bigotti''': esatto!! *'''Max Pirovano''': La CineMax e Tom Pirovano presentano un incendio in diretta di bibliche proporzioni, "Lui", il Comandante Pacini nel ruolo del Comandante Pacini... La Squadra 17 nel ruolo della Squadra 17... <br/> '''Tom Pirovano''': E io che parte faccio? <br/> '''Max Pirovano''': Tu fai la bestia! *'''Casalotti''': Abbiamo vinto? <br /> '''Ruoppolo''': La mucca Carolina, abbiamo vinto! <br /> '''Comandante Pacini''': Ma bene, bravi, mi congratulo per la bella figura di merda! Caposquadra Bigotti, se non sbaglio dieci incontri tutti vinti per KO, eh? <br /> '''Bigotti''': No no, io ho detto 10 incontri KO: persi. Altrimenti poi facevo il pugile, mica il pompiere...<br /> '''Comandante Pacini''': Comunque da domani licenze annullate e doppi turni per tutti, contenti? <br /> '''Bigotti''': Sì esatto, grazie. *'''Sig. Gentilini''': Vai a prendere altre tovaglie e ''don't break my ball!'' <br/> '''Ruoppolo''': Non ho ''afferreto'' scusi... <br/> '''Sig. Gentilini''': Nun me rompe li cojoni! <br/> '''Ruoppolo''': Ho ''afferreto'' benissimo! *'''Intervistatore''': Comandante, è vero che un intera squadra risulta dispersa nell'incendio? <br/> '''Comandante Pacini''': Non disperiamo... Era una squadra migliore, uomini che hanno sempre voluto sacrificarsi per il loro dovere..., Armando Bigotti..., Daniele Traversi..., Alberto Spina..., e Paolo... Casalotti... ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{I pompieri}} [[Categoria:Film comici]] maecj3lbh8sxf175nctwzzbsmvqkvc0 Tre uomini e una gamba 0 6843 1422944 1412504 2026-08-08T17:04:52Z ~2026-39925-27 107788 1422944 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Tre uomini e una gamba |titolooriginale=Tre uomini e una gamba |paese=Italia |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Giorgio Gherarducci]], [[Massimo Venier]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Chiara *[[Carlo Croccolo]]: Cav. Eros Cecconi *[[Luciana Littizzetto]]: Giuliana, figlia del cav. Cecconi *[[Augusto Zucchi]]: medico *[[Mohamed El Sayed]]: ingegnere marocchino *[[Rosalina Neri]]: portinaia *[[Antonio Rucco]]: maresciallo dei carabinieri *[[Gaetano Amato]]: ricettatore |note= }} '''''Tre uomini e una gamba''''', film italiano del 1997 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] con [[Massimo Venier]]. ==Frasi== *{{NDR|Mentre legge le istruzioni di montaggio del fucile, allontana dall'arma Jack}} Tenere lontano dalla portata dei bambini... ('''[[La leggenda di Al, John e Jack|Al]]''') *Ma hai visto quel cane lì? Gli hanno montato... le tibie al contrario? ('''[[Giovanni Storti|Giovanni]]''') {{NDR|riferito al [[bulldog]] Ringhio}} *Un latte macchiato tiepido, senza schiuma e con poco caffè... tiepido, eh, non freddo! Poi gli chiedi le cose... Freddo, lo sapevo io! ('''Giovanni''') *Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo! Copie vendute: due. ('''Giovanni''') {{NDR|parlando del libro che sta comprando Giacomo}} *Ma vai! Ma vieni! Ma chi sono? Eh, pirletti, dimmi, chi sono? Altro che la tua ruota! {{NDR|vede il padre dei bambini che lo guarda storto}} Chi arriva ultimo {{NDR|all'auto}} è pirla! ('''Giovanni''') *Anche il capitano del [[Titanic]] lo diceva: "Ma no, ma no, è solo un rumorino! Da niente!" ('''Giovanni''') *A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente! ('''Aldo''') *Una rondine non vola solo e sempre a primavera. ('''Aldo''') *Allora, secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela: perfetto, bastava se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni tra uomini e donne, c'erano soltanto questi individui perfetti e felici. Solo che un giorno Zeus, che era geloso della loro perfezione... {{NDR|taglia la mela}} e da quel giorno l'uomo ha incominciato a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice, solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta e non ce la fa tuttora... no, perché è praticamente impossibile trovare la propria metà e riconoscerla... ci vorrebbe un miracolo. ('''Chiara''') *Ma vieni! Jair! È il ritorno della Grande Inter! È il ritorno! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver segnato un bel gol in "Italia-Marocco"}} *Questo qui {{NDR|Giacomo}} si deve sposare e siamo in ritardo di una vita... il dietro della macchina... completamente sfasciato... ci ha affidato un bulldog e gli {{NDR|al suocero}} riportiamo... un toporagno... e una gamba da trecento milioni è in mano a una banda di muratori marocchini! Ditemi voi... ('''Giovanni''') *{{NDR|Al telefono, chiama il suocero}} Pronto, pronto sì, ssss sì ssì sssss stiamo, siam... sìsìsì no, è... la la lascia lasciami... è m mma maria nnn... noo... ss, bè, ss se fosse stato per me... sì... ma io ss sono il primo che che... non ho ca, non ho ca, non ho c... non ho c... {{NDR|urlando stressato}} Allora, mi lasci parlare o no? Hai capito? E non ne posso più di ascoltarti, stai parlando solo tu! E mi hai proprio rotto i coglioni, mi hai rotto i coglioni, hai capito? Perché non sono un automa, sono una persona, e a un certo punto te lo devo proprio dire: vaffanculo! Vaf-fan-cu-lo! V, A, F, F, 'ncuuuuuuuuuulo! Tu, il tuo negozio, la tua villa di merda, mi fai schifo, strooooonzoo! {{NDR|chiude furiosamente la chiamata e gli altri lo guardano colpiti}} Era occupato. ('''Aldo''') *Giacomino è in bagno... Giacomino sta dormendo... eh sì... sta dormendo in bagno... eh, si vede che si è addormentato mentre stava cagando! Che ne so io! Stiamo arrivando! Sì! Ma stiamo arriva... ma... Ma vaffancuuulo! ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''' {{NDR|al telefono con Giovanni}}: Pronto? <br/> '''Giovanni''': Giacomo, tutto a posto? <br/> '''Giacomo''': Sì, è tutto a posto... senti, mi chiami dopo che mi sta finendo il film? <br/> '''Giovanni''': No, stiamo chiudendo, dai! A proposito, dove hai messo le rondelle del sei, che Aldo non le trova? <br/> '''Giacomo''': Cosa ne so io delle rondelle del sei, dai, chiamami dopo, dai! <br/> '''Giovanni''': Senti, le commissioni le hai fatte? <br/> '''Giacomo''': Le ho fatte tutte, sì. <br/> '''Giovanni''': Il vestito l'hai ritirato?<br/> '''Giacomo''': Eh, secondo te mi sposo nudo?<br/> '''Giovanni''': Eh... gli anelli?<br/>'''Giacomo''': Ma che palle che sei! Certo che li ho ritirati gli anelli!<br/>'''Giovanni''': Anche le scarpe?<br/>'''[[Giacomo Poretti|Giacomo]]''': Le scarpe le ho ri... Porca puttana, le scarpe!<br/> '''Giovanni''': Hai visto? Se non ti telefonavo io ti sposavi in ciabatte! <br/> '''Giacomo''': Vabbe' dai, se mi sbrigo riesco a andare a ritirarle, dai! <br/> '''Giovanni''': Ah, a proposito, il pacco è arrivato, eh... domattina andiamo a ritirarlo prima di partire. Senti, ti vengo a prendere verso le... sette e mezza. <br/> '''Giacomo''': {{NDR|con tono contrariato}} Ma come le sette e mezza? <br/> '''Giovanni''': Vabbe'... sette e un quarto. Ciao! *'''Giacomo''' {{NDR|urlando verso l'appartamento di Aldo, quasi in cima ad un condominio}}: Aldo! Aldo! <br /> '''Giovanni e Giacomo''' {{NDR|urlando all'unisono}}: Aldo! <br /> '''Giovanni''': Aldo! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando più forte}}: Aldooooo! <br /> '''Giovanni''': Allora? <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando ancora più forte}}: Aldooooo! <br /> '''Aldo''' {{NDR|affacciandosi dalla finestra}}: Allora, che c'è? <br /> '''Giovanni''': E che ha detto alle otto, sono le otto e sette! <br /> '''Aldo''': E c'è bisogno di gridare così? Qui c'è gente che mi conosce! <br /> '''Giacomo''': Dai, su, sbrigati, scendi, che dobbiamo anche ritirare il pacco, dai! <br /> '''Aldo''': Va be', finisco di mangiare la [[peperonata]] e scendo! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|a Giacomo}}: Peperonata? Alle [[otto di mattina|otto del mattino]]? Mezzogiorno... topi morti? *'''Portinaia''': Signor Giovanni! Signor Giovanni! Buongiorno signor Giovanni... come sta la sua signora? È già giù al mare che l'aspetta, nè? Ma lei non è geloso? <br/> '''Giovanni''': Be'... <br/> '''Portinaia''': Eh, me la saluti tanto, tanto... e lei, signor Giacomo! Il grande giorno si avvicina, eh? Paura? <br/> '''Giacomo''': Mah, insomma, ancora tre giorni e poi mi sposo... <br/> '''Portinaia''': Eh, era ora che facesse qualcosa anche lei, eh! Così siete a posto tutti e tre, finalmente! A proposito, se non togliete la macchina lì davanti al portone immediatamente, io ve la faccio rigare da mio marito! E poi ve la faccio anche portar via dai vigili! Capito? Eheheh! {{NDR|a Giovanni}} Buon viaggio, nè! {{NDR|a Giacomo}} Buon viaggio anche a lei, nè! *{{NDR|Aldo ruba il posto in macchina a Giacomo proprio quando si sta sedendo}}<br/>'''Aldo''': Scusa! <br/> '''Giacomo''': Ma come "scusa"? Arrivi, neanche saluti e mi ciuli il posto?<br/> '''Aldo''': Hai ragione. Ciao, come stai? Andiamo Giovanni, che è tardi! *'''Donna''': Ma chi sono quelli là? <br/> '''Portinaia''': Ma come chi sono? Quelli là son dei mantenuti! <br/> '''Donna''': Ma chi? <br/> '''Portinaia''': Due hanno sposato le sorelle Cecconi, e l'altro sta per attaccare il cappello con la più giovane, la terza! <br/> '''Donna''': Mmmh!... <br/> '''Portinaia''': E adesso stanno andando giù nel meridione, nelle Puglie, per fare il matrimonio, perché il cavalier Cecconi vuole celebrarlo giù a Gallipoli dov'è nata sua moglie! <br/> '''Donna''': Ma, scusi, le figlie del dottor Cecconi...? <br/> '''Portinaia''': Certo! Sì, quello che ha quella grande catena di negozi di ferramenta, che se non fosse per lui, ti dico la verità, io ti assicuro che quei tre lì a quest'ora sarebbero in mezzo alla strada! *'''Giovanni''': Scusa, puoi togliere i piedi dal cruscotto, che lo sporchi?<br/> '''Aldo''': Mi', come sei pignolo! <br/> '''Giovanni''': Io sono pignolo? <br/> '''Giacomo''': Be', un po' pignolo lo sei! <br/> '''Giovanni''': Cioè, questo qua mi cammina sul cruscotto ed io sarei pignolo! <br/> '''Giacomo''': Capito, ma devi anche saperle accettare le critiche, sennò... <br/> '''Giovanni''': Va be', allora, visto che sono pignolo: puoi spostare la gambetta sennò non entran le marce? <br/> '''Aldo''': Lo vedi che sei veramente pignolo? <br/> '''Giovanni''': Allora facciamo tutto il viaggio in prima perché sennò io sarei pignolo! Comunque mettiti le cinture, che se facciamo un incidente e sbatti l'assicurazione non paga. <br/> '''Aldo''': Ma a che serve? Stiamo andando a trenta all'ora! {{NDR|Giovanni frena di colpo, facendolo sbattere violentemente in testa sul cruscotto}} Ah! <br/> '''Giovanni''': Visto? <br/> '''Giacomo''': Allora sei bastardo! <br/> '''Giovanni''': E pignolo! *'''Giovanni''': Allora io vado a prendere il pacco, tu... non so... vai a prendere...<br/>'''Giacomo''': Scusa, ma possibile che quando c'è un lavoro di responsabilità devi farlo sempre tu? Cos'è, io non son capace?<br/>'''Giovanni''': No. Però, se vuoi andare... *'''Giovanni''' {{NDR|parlando della scultura}}: Scusate ma... centosettanta milioni per questa merdina qua? Ma dai, è una follia!<br/>'''Giacomo''': Ma che follia, che follia? Ma lo sai che questo qui è un Garpez, uno dei più grandi scultori viventi?<br/>'''Giovanni''': Ma [[Scultura|scultore]] che cosa? Ma guarda che il mio falegname con trentamila lire la fa meglio. Va', non ha neanche le unghie!<br/>'''Aldo''': Cosa se ne fa nostro suocero di una scultura di centosettanta milioni?<br/>'''Giacomo''': Eh certo! Siccome uno fa il ferramenta non gli può interessare l'arte moderna. Bravo, bravo! Continuiamo a ragionare per luoghi comuni! Bravo! *'''Cecconi''': Lo sai come so' fatti 'sti artisti... Mezzi drogati, mezzi froci... ma comunque, se 'more, la gamba fa un sarto {{NDR|salto}}, uno zompo, e va a trecento milioni! Ma che sto a di', a te, che nun capisci niente, su! Per piacere, a' nano {{NDR|sarebbe Giacomo}}, e passame er pignolo {{NDR|sarebbe Giovanni}}, và! Pronto, pignolo? Andò state?<br/>'''Giovanni''': Eh, è poco che siam partiti, avremo fatto... quaranta chilometri!<br/>'''Cecconi''': Aoh, 'a pignò, ma dovete sbrigarve, dovete còre! {{NDR|correre}} Perché stasera c'abbiamo una cena! Sì, siete tutti invitati ar ''Gambrinuse'', ar ristorante! Così ve presento er prete. Oh, me raccomando, eh... nun me fate fa' figure de merda! Mi raccomando! {{NDR|il cane Ringhio abbaia}} Oh... oh, oh, sento Ringhio! Ah, ah, Ringhio, a papà, fa sentì 'a vocetta tua! {{NDR|il cane Ringhio abbaia forte}} Eheheh, meno male che ce sei te, Ringhio... eh, sei l'unico che me dà soddisfazione... *'''Giacomo''': Scusa, puoi tirar su il finestrino? Lo sai che ho avuto problemi al trigemino quest'anno. {{NDR|Giovanni chiude il finestrino ed accende l'aria condizionata}} Ti dico di tirar su il finestrino, mi accendi l'aria condizionata? Ho già fatto tre bronchiti quest'anno! <br/> '''Giovanni''': Ho capito, se fumi attacco l'aria condizionata, cosa faccio, accendo la radio? <br/> '''Giacomo''': No, la radio no perché ho già un po' di mal di testa. <br/> '''Giovanni''': Sì, ma se lo dicevi prima ci portavamo dietro il polmone d'acciaio! {{NDR|strappa il sigaro dalla bocca di Giacomo per spegnerlo}} Eh cazzo! *'''Aldo''': Oh! Ti fermi che devo fare pipì? <br/> '''Giovanni''': Eh, adesso mi fermo ogni due minuti perché devi far pipì? <br/> '''Aldo''': Va bene, allora ti piscio in macchina! *'''Giovanni''': Senti, lega il mostro {{NDR|il cane Ringhio}} alla macchina, così ci fa anche la guardia. <br /> '''Aldo''': Ma perché, non può venire? <br /> '''Giovanni''': Chi, la merdina? <br /> '''Aldo''': Dammi qua, per l'amore della pace, va! *'''Aldo''' {{NDR|osservando Giacomo}}: Ma quanti libri legge quello lì? <br/> '''Giovanni''': Ma neanche uno! Ne compra cento al mese e non gliene ho visto sfogliare uno! *'''Giovanni''' {{NDR|dopo che lui e Giacomo hanno appurato che il cane Ringhio, lasciato legato al cofano della macchina quando erano ripartiti, ormai non c'è più}}: Be', così è la vita...<br>'''Aldo''' : Con te non ci parlo più, sei un assassino!<br>'''Giovanni''': Io? A parte che sei stato tu a legarlo dietro!<br>'''Aldo''': Sì ma sei tu il piede che gli ha dato la morte!<br>'''Giacomo''': Dai, quel che è stato è stato, è inutile star qui a litigare per questo!<br>'''Giovanni''': "Quel che è stato è stato" un paio di balle! Chi è che glielo dice adesso al vecchio? <br>'''Aldo''': Quello prima ci apre la testa e poi ci sputa dentro!<br>'''Giovanni''': E poi ci licenzia!<br>'''Giacomo''': Certo che voi due siete proprio dei conigli, dai! Ma che paura dovete avere? Siamo delle persone civili o no? Lo si chiama e gli si spiega che è stato un incidente! *'''Giacomo''': Non sento nessun rumorino, a parte che ho appena avuto l'otite e non ci sento molto bene!<br/> '''Giovanni''': Allora sei 'na discarica! *'''Giacomo''' {{NDR|parlando di Chiara}}: Oh, però è carina, eh? <br/> '''Giovanni''': Carina è carina, sì. <br/> '''Giacomo''': Ma non è solo carina, c'ha anche quell'aria lì un po' particolare, un po', eh...? <br/> '''Giovanni''': Sì, c'ha quella roba lì, però calcola che tra due giorni ti sposi, eh! <br/> '''Giacomo''': Perché, cosa ho detto di male? <br/> '''Giovanni''': Be', sei sempre lì a far lo scemetto, gli occhi dolci, tì-tì-tì-tì... <br/> '''Giacomo''': Che occhi dolci, ma cosa stai dicendo? Ma Aldo, sto facendo lo scemo? <br/> '''Aldo''': Be', un po' lo scemo lo stai facendo, va! <br/> '''Giovanni''': Cioè, abbiam fatto la constatazione amichevole e a momenti avevo torto io! <br/> '''Aldo''': Be', insomma, tutte le ragioni non ce le avevi! *'''Giacomo''': Tutto a posto? <br/> '''Chiara''': Sì, per fortuna sono riuscita a spostare il traghetto, altrimenti addio vacanze! <br/> '''Giacomo''': Traghetto per...? <br/> '''Chiara''': Ah, Grecia. Faccio Brindisi-Patrasso, poi un giro per le isole... <br/> '''Giacomo''': Vai a raggiungere... il fidanzato? <br /> '''Chiara''' {{NDR|imbarazzata e giù di morale}}: No... <br /> '''Giovanni''': Toccato un tasto dolente? {{NDR|Chiara annuisce}} Vi siete appena lasciati. <br /> '''Chiara''': Hmmm-mm. <br /> '''Giovanni''': Ti ha mollato lui! <br /> '''Chiara''' {{NDR|sull'orlo delle lacrime}}: Hmmm-mm! <br /> '''Giovanni''' {{NDR|tra sé e sé, sottovoce}}: Si vede. <br /> '''Giacomo''' {{NDR|rivolgendosi sottovoce a Giovanni}}: Sei un deficiente! <br /> '''Giovanni''': Con la tua migliore amica! {{NDR|Chiara piange}} <br /> '''Giacomo''': Ma smettila, Giovanni! <br /> '''Giovanni''': Be', lo dicevo così, per rompere il ghiaccio... <br />'''Chiara''' {{NDR|asciugandosi gli occhi}}: Scusate... {{NDR|al trio}} Voi... siete musicisti? <br/> '''Giovanni''': Come? <br/> '''Chiara''': Nella custodia cosa c'è, un sax? <br/> '''Giovanni''': Ah, lì... no, c'è una roba... <br/> '''Giacomo''': E' un'opera d'arte, è una scultura? <br/> '''Chiara''': Posso vederla? <br/> '''Giovanni''': Eh no, ciccia, non è che possiamo farla vedere a chiunque! <br/> '''Giacomo''': Come no, Giovanni, dai, fagliela vedere! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|sospirando}}: Fagliela vedere... {{NDR|prende la gamba e la dà a Chiara}} Ecco, vedi? Guarda qua... <br/> '''Chiara''': No... <br/> '''Giovanni''': Eh sì, eh, purtroppo sì, eh... <br/> '''Chiara''': Non è possibile, quest... è autentica? <br/> '''Giovanni''': Eh, la gamba! <br/> '''Chiara''': Questo è un Garpez! <br/> '''Giacomo''': Ma scusa, ma come hai fatto così al volo? <br/> '''Giovanni''': Per forza, è una merda, è un Garpez! Anzi, ciccia, visto che costa una cifra... {{NDR|se la fa ridare}} Bella, però... <br/> '''Chiara''': Sì, lo so... io ho a che fare con le opere d'arte per lavoro. Sì, insomma, faccio la restauratrice. <br /> '''Giacomo''': Ma va? Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il re...? {{NDR|Aldo e Giovanni scoppiano a ridere in crepapelle}} <br /> '''Giovanni''': Ma se non sai neanche unire i puntini della settimana enigmistica, Giacomo! <br /> '''Aldo''': L'ho capita adesso! <br/> '''Giovanni''': Ma c'è da ammazzarsi dal ridere! <br/> '''Chiara''': E voi? <br/> '''Giovanni''': Eh? <br/> '''Chiara''': Cosa fate nella vita?<br/> '''Giovanni''': Be', noi... lavoriamo nella meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche. Non so... {{sic|"harware"}}... <br/> '''Giacomo''': Hardware! <br/> '''Giovanni''': Hardware e quelle cose... cioè, creiamo dei supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, non so, mecc... Proprio... Strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica... eh, non so se mi spiego...<br/> '''Aldo''': Sì, insomma... Abbiamo un negozio di [[ferramenta]]... Cioè, non è che il negozio di ferramenta è nostro... noi ci lavoriamo come commessi, come galoppini, insomma, come... come... sì... *{{NDR|Nel cinema, mentre cercano il meccanico}} <br/> '''Chiara''': Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! È un Garpelli! <br/> '''Giovanni''': Chi? <br/> '''Chiara''': È un film di Garpelli, neorealista. Non lo proiettano da trent'anni! <br/> '''Giovanni''': Ci sarà il suo motivo, dai! <br/> '''Chiara''': {{NDR|incamminandosi verso la sala}} Non possiamo perderlo, vi prego!<br/> '''Giovanni''': Ma no, ma... Giacomo! <br/> '''Giacomo''': {{NDR|seguendo Chiara}} Eh, è un Garpelli, Giovanni! <br/> '''Giovanni''': Ma dai! Aldo! <br/> '''Aldo''': {{NDR|allontanandosi anch'egli}} Vado a prendere i popcorn! *'''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi a Giacomo}}: Dunque, vediamo, nome e cognome? <br/> '''Aldo''': Giacomo Poretti. <br/> '''Dottore''': Ah, perché l'ho chiesto a lei? È lei il malato? <br/> '''Aldo''': Ma lo conosco, è mio cognato... <br/> '''Dottore''': E secondo lei io devo compilare un documento che è ufficiale mettendo le informazioni del primo che passa? {{NDR|a Giacomo}} Senta, è suo cognato? <br/> '''Giacomo''': Si, si... <br/> '''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi ora ad Aldo}}: Va bene, come ha detto che si chiama? <br/> '''Aldo''': Perché non glielo chiede a lui? <br/> '''Giovanni''': Giacomo Poretti... per favore, siamo in ritardo! {{NDR|rivolgendosi ora, sottovoce, ad Aldo}} Non star lì sempre a questionare...<br/> '''Dottore''' {{NDR|scrive}}: Gia-como... Po-ret-ti... Allora... vediamo un po'... se tocco qui fa male? {{NDR|lo tocca sul basso addome, e Giacomo emette un verso di dolore}} Ma è sicuro, eh? {{NDR|lo ritocca sullo stesso punto, e Giacomo emette delle urla di dolore ancor più forti}} Invece se tocco qui? {{NDR|lo tocca sulla schiena, all'altezza dei reni}}<br/> '''Giacomo''': No!... <br /> '''Aldo''': Dottore, perché non gli diamo un calmante per endovenosa... che ne so io, quattro cc di placibio?... <br/> '''Dottore''': Ah, è medico! Non lo sapevo... {{NDR|rivolgendosi ora a tutti gli astanti}} È medico! E dov'è che ha studiato? Mi faccia il sacrosanto piacere di mettersi lì e di stare zitto, e non disturbi, mentre faccio il mio lavoro! Signorina, mi prepari un calmante, dunque vediamo... Quattro cc di placibio per endovena. {{NDR|Aldo si mostra visibilmente sconcertato}}. {{NDR|nuovamente a Giacomo}} Ecco, la lingua, mi faccia vedere la lingua...<br/> '''Aldo''': Dottore, secondo me ha un colica renale. <br/> '''Dottore''': Che cosa le ho detto prima? Di stare...?<br /> '''Aldo''': Zitto...<br /> '''Dottore''': E di mettersi... lì.<br /> '''Aldo''': Si, però, è...<br /> '''Dottore''': Sono io che faccio le visite. Ha capito? <br/> '''Aldo''': Sì, però se tocchiamo qui {{NDR|ritocca Giacomo sul basso addome, che urla di dolore di nuovo}} e gli fa male non può essere una tracheite! <br/> '''Dottore''': Adesso si mette anche a fare le diagnosi! È arrivato il professorone, è arrivato! Sa che cosa faccio adesso? Mi tolgo il camice... mi tolgo il camice e lo do a lei, va bene? Glielo do? Vuole il camice? Stia zitto! Non voglio più sentire neanche una parola capito? Zitto! {{NDR|rivolgendosi nuovamente a Giacomo}} Caro signor ehm...<br/>'''Aldo''': Giacomo Poretti.<br/> '''Dottore''': Caro signor Poretti, qui abbiamo una bella colica renale! {{NDR|Aldo fa nuovamente la faccia allibita}} Dobbiamo fare qualche esamino, lei questa notte la passa qui dentro. Motivi precauzionali. <br/> '''Giovanni''': Guardi che siamo già in ritardo incredibile... <br/> '''Aldo''': Non è che ti puoi mettere a discutere col professore, è un professorone! Un professorone di stirpe, non è che si è inventato la maggior parte..., se sa quello che deve dire. *'''Giovanni''': Oh cazzo, la macchina! {{NDR|Chiara}} Ci ha ciulato la macchina! Ma... Hai visto? Quella tua amichetta, eh, e la Grecia, e la mitologia, e tagliamo la mela, e intanto ci ha ciulato la macchina con dentro la gamba! E io pirla, che le ho lasciato anche le chiavi! Quella grandissima... Chiara! <br/> '''Chiara''': Voi siete matti a lasciare giù la gamba... e se ve la rubano? Ah, la... macchina l'ho messa all'ombra, era sotto il sole...<br/> '''Giovanni''': Brava! <br/> '''Chiara''': E... questa è la tua borsa, no, Giacomo? <br/> '''Giacomo''': Si... <br/>'''Chiara''': Il pigiama dov'è? <br/> '''Giacomo''': Eh... non c'è il pigiama. <br/> '''Chiara''': Non c'è il pigiama? <br/> '''Giacomo''': Eh... dormo nudo... <br/> '''Giovanni''': Dormi nudo? Tu c'hai due bronchiti al giorno e dormi nudo? <br/> '''Aldo''': Eeeeh, ragazzi, stiamo calmi, non è successo niente, vorrà dire che gli presterò il mio! *{{NDR|Vedendo Giacomo con indosso, a mo' di pigiama prestatogli da Aldo, dei pantaloncini da tuta ed una maglietta dell'[[Inter]]}}<br/> '''Giovanni''': Sì, però, anche tu... ti sembra il caso di dormire con la maglietta di [[Ciriaco Sforza|Sforza]]? <br/> '''Aldo''': Eh, quella di [[Ronaldo]] era finita! {{NDR|Giovanni, per tutta risposta, con una finta gli fa sbattere violentemente la testa sulla porta vetrata alle sue spalle, al che si contorce dal dolore}} *'''Giovanni''': Lo sai che con venti milioni si può comprare un bar in [[Costa Rica]]? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme. <br /> '''Aldo''': Tutto l'anno in costume.<br /> '''Giovanni''': Tutto l'anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.<br /> '''Aldo''': E se ti va male?<br /> '''Giovanni''': Be', il rischio c'è. Del resto, se non rischi... Tu non hai mai [[Rischio|rischiato]]?<br /> '''Aldo''': Una volta. Una volta ho messo due fisso a Inter-Cagliari. *'''Aldo''': Ragazzi! Ragazzi! Ho trovato il nuovo Ringhio! {{NDR|mostra a tutti un bastardino dalla pelliccia nera e riccioluta}}<br/> '''Giovanni''': Ma se è nero!<br/> '''Aldo''': Ma perché, devi essere razzista anche coi cani? *'''Chiara''': Oh, ragazzi, e se facessimo un bel bagno {{NDR|nel lago}}?<br/> '''Giovanni''': No vabbè eh, ragazzi, simpatia, va bene, abbiamo scherzato, si gioca, gli ho fatto anche guidare la macchina, però siamo già in ritardo! Non scherziamo eh... {{NDR|si gira e non vede più nessuno in macchina, e si rivolge allo spettatore}} Va bene. Ma solo cinque minuti. *{{NDR|Mentre nuotano al lago}} <br /> '''Chiara''': E così domani ti sposi? <br/> '''Giacomo''': Sì, ma niente di serio. *'''Maresciallo''': Allora, ci mettiamo a rubare le statue, eh? Storti? Sì, sì, abbassa gli occhi. Baglio: furto con scasso, vilipendio alle massime cariche dello Stato... come la mettiamo?<br/> '''Aldo''': Come vuole lei Signor Direttore... <br /> '''Maresciallo''': Baglio, facciamo gli spiritosi? Te la faccio passare io la voglia di ridere, sai? Ci metto poco. <br/> '''Giacomo''': Scusi Maresciallo, la gamba però è nostra... cioè, non è che sia proprio nostra, apparterrebbe a... <br/> '''Maresciallo''': Allora, uno che si chiama "Poretti Giacomino" ed è nato a Busto Garolfo, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto! <br /> '''Chiara''': Comunque si chiama Giacomo.<br/> '''Maresciallo''': Qualcuno le ha chiesto di fare l'avvocato delle cause perse a lei? <br/> '''Chiara''': Ti chiami Giacomo, no?<br/> '''Giacomo''': {{NDR|Imbarazzato}} Giacomino... <br/> '''Maresciallo''': Dunque, qui il fatto è grave. Cosa ne facciamo di questi qua, Ingegnere? Procediamo? <br/> '''Ingegnere marocchino''': Ma lasciali andare Maresciallo, mi fanno pena. Sono dei poveracci. Tutto 'sto casino per una gamba che con trentamila lire il mio falegname la fa meglio. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} {{NDR|Poco prima che siano arrivati in macchina dal suocero, che li aspetta tenendo in braccio il suo fucile, ormai furioso}} <br /> '''Giacomo''': Sei proprio sicuro, Giovanni?<br /> '''Giovanni''': Fidati, è meglio per tutti. {{NDR|se ne vanno via}} ==Citazioni su ''Tre uomini e una gamba''== *{{NDR|«Per quale motivo, quando avete cominciato a scrivere la storia di ''Tre uomini e una gamba'', avete pensato al viaggio? [...]»}} Quando abbiamo iniziato non avevamo un'idea precisa, il nucleo erano i tre cortometraggi che volevamo inserire. Per onestà eravamo chiaramente propensi ad inserire il repertorio dei tre comici perché era quello che ci era stato richiesto e quello che il pubblico si aspettava. Non bastava però fare la solita operazione in cui il repertorio teatrale o televisivo viene semplicemente riprodotto sullo schermo. Soprattutto in ''Tre uomini e una gamba'' dunque il viaggio è stato funzionale allo svolgimento di una vicenda, o meglio alla proposta di una serie di avvenimenti e gag che sarebbero altrimenti state inserite con difficoltà. Confesso che molto ha giocato l'inesperienza e la paura di sbagliare. Il viaggio serviva per dare anche un respiro più ampio, per offrire più occasioni ai personaggi ed era l'espediente ideale per chi non aveva mai fatto prima dei film: se da una parte le riprese possono essere più faticose ed impegnative, dall'altra un viaggio è già di per sè una storia, è già un andare da una parte all'altra. ([[Massimo Venier]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] qwcwgxil0y58lrwv5j700xk0yqsdwyg 1422948 1422944 2026-08-08T18:23:17Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-39925-27|~2026-39925-27]] ([[User talk:~2026-39925-27|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1412504 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Tre uomini e una gamba |titolooriginale=Tre uomini e una gamba |paese=Italia |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Giorgio Gherarducci]], [[Massimo Venier]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Chiara *[[Carlo Croccolo]]: Cav. Eros Cecconi *[[Luciana Littizzetto]]: Giuliana, figlia del cav. Cecconi *[[Augusto Zucchi]]: medico *[[Mohamed El Sayed]]: ingegnere marocchino *[[Rosalina Neri]]: portinaia *[[Antonio Rucco]]: maresciallo dei carabinieri *[[Gaetano Amato]]: ricettatore |note= }} '''''Tre uomini e una gamba''''', film italiano del 1997 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] con [[Massimo Venier]]. ==Frasi== *{{NDR|Mentre legge le istruzioni di montaggio del fucile, allontana dall'arma Jack}} Tenere lontano dalla portata dei bambini... ('''Al''') *Ma hai visto quel cane lì? Gli hanno montato... le tibie al contrario? ('''Giovanni''') {{NDR|riferito al [[bulldog]] Ringhio}} *Un latte macchiato tiepido, senza schiuma e con poco caffè... tiepido, eh, non freddo! Poi gli chiedi le cose... Freddo, lo sapevo io! ('''Giovanni''') *Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo! Copie vendute: due. ('''Giovanni''') {{NDR|parlando del libro che sta comprando Giacomo}} *Ma vai! Ma vieni! Ma chi sono? Eh, pirletti, dimmi, chi sono? Altro che la tua ruota! {{NDR|vede il padre dei bambini che lo guarda storto}} Chi arriva ultimo {{NDR|all'auto}} è pirla! ('''Giovanni''') *Anche il capitano del [[Titanic]] lo diceva: "Ma no, ma no, è solo un rumorino! Da niente!" ('''Giovanni''') *A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente! ('''Aldo''') *Una rondine non vola solo e sempre a primavera. ('''Aldo''') *Allora, secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela: perfetto, bastava se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni tra uomini e donne, c'erano soltanto questi individui perfetti e felici. Solo che un giorno Zeus, che era geloso della loro perfezione... {{NDR|taglia la mela}} e da quel giorno l'uomo ha incominciato a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice, solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta e non ce la fa tuttora... no, perché è praticamente impossibile trovare la propria metà e riconoscerla... ci vorrebbe un miracolo. ('''Chiara''') *Ma vieni! Jair! È il ritorno della Grande Inter! È il ritorno! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver segnato un bel gol in "Italia-Marocco"}} *Questo qui {{NDR|Giacomo}} si deve sposare e siamo in ritardo di una vita... il dietro della macchina... completamente sfasciato... ci ha affidato un bulldog e gli {{NDR|al suocero}} riportiamo... un toporagno... e una gamba da trecento milioni è in mano a una banda di muratori marocchini! Ditemi voi... ('''Giovanni''') *{{NDR|Al telefono, chiama il suocero}} Pronto, pronto sì, ssss sì ssì sssss stiamo, siam... sìsìsì no, è... la la lascia lasciami... è m mma maria nnn... noo... ss, bè, ss se fosse stato per me... sì... ma io ss sono il primo che che... non ho ca, non ho ca, non ho c... non ho c... {{NDR|urlando stressato}} Allora, mi lasci parlare o no? Hai capito? E non ne posso più di ascoltarti, stai parlando solo tu! E mi hai proprio rotto i coglioni, mi hai rotto i coglioni, hai capito? Perché non sono un automa, sono una persona, e a un certo punto te lo devo proprio dire: vaffanculo! Vaf-fan-cu-lo! V, A, F, F, 'ncuuuulo! Tu, il tuo negozio, la tua villa di merda, mi fai schifo, strooonzoo! {{NDR|chiude furiosamente la chiamata e gli altri lo guardano colpiti}} Era occupato. ('''Aldo''') *Giacomino è in bagno... Giacomino sta dormendo... eh sì... sta dormendo in bagno... eh, si vede che si è addormentato mentre stava cagando! Che ne so io! Stiamo arrivando! Sì! Ma stiamo arriva... ma... Ma vaffancuuulo! ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''' {{NDR|al telefono con Giovanni}}: Pronto? <br/> '''Giovanni''': Giacomo, tutto a posto? <br/> '''Giacomo''': Sì, è tutto a posto... senti, mi chiami dopo che mi sta finendo il film? <br/> '''Giovanni''': No, stiamo chiudendo, dai! A proposito, dove hai messo le rondelle del sei, che Aldo non le trova? <br/> '''Giacomo''': Cosa ne so io delle rondelle del sei, dai, chiamami dopo, dai! <br/> '''Giovanni''': Senti, le commissioni le hai fatte? <br/> '''Giacomo''': Le ho fatte tutte, sì. <br/> '''Giovanni''': Il vestito l'hai ritirato?<br/> '''Giacomo''': Eh, secondo te mi sposo nudo?<br/> '''Giovanni''': Eh... gli anelli?<br/>'''Giacomo''': Ma che palle che sei! Certo che li ho ritirati gli anelli!<br/>'''Giovanni''': Anche le scarpe?<br/>'''Giacomo''': Le scarpe le ho ri... Porca puttana, le scarpe!<br/> '''Giovanni''': Hai visto? Se non ti telefonavo io ti sposavi in ciabatte! <br/> '''Giacomo''': Vabbe' dai, se mi sbrigo riesco a andare a ritirarle, dai! <br/> '''Giovanni''': Ah, a proposito, il pacco è arrivato, eh... domattina andiamo a ritirarlo prima di partire. Senti, ti vengo a prendere verso le... sette e mezza. <br/> '''Giacomo''': {{NDR|con tono contrariato}} Ma come le sette e mezza? <br/> '''Giovanni''': Vabbe'... sette e un quarto. Ciao! *'''Giacomo''' {{NDR|urlando verso l'appartamento di Aldo, quasi in cima ad un condominio}}: Aldo! Aldo! <br /> '''Giovanni e Giacomo''' {{NDR|urlando all'unisono}}: Aldo! <br /> '''Giovanni''': Aldo! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando più forte}}: Aldooo! <br /> '''Giovanni''': Allora? <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando ancor più forte}}: Aldoooo! <br /> '''Aldo''' {{NDR|affacciandosi dalla finestra}}: Allora, che c'è? <br /> '''Giovanni''': E che ha detto alle otto, sono le otto e sette! <br /> '''Aldo''': E c'è bisogno di gridare così? Qui c'è gente che mi conosce! <br /> '''Giacomo''': Dai, su, sbrigati, scendi, che dobbiamo anche ritirare il pacco, dai! <br /> '''Aldo''': Va be', finisco di mangiare la [[peperonata]] e scendo! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|a Giacomo}}: Peperonata? Alle [[otto di mattina|otto del mattino]]? Mezzogiorno... topi morti? *'''Portinaia''': Signor Giovanni! Signor Giovanni! Buongiorno signor Giovanni... come sta la sua signora? È già giù al mare che l'aspetta, nè? Ma lei non è geloso? <br/> '''Giovanni''': Be'... <br/> '''Portinaia''': Eh, me la saluti tanto, tanto... e lei, signor Giacomo! Il grande giorno si avvicina, eh? Paura? <br/> '''Giacomo''': Mah, insomma, ancora tre giorni e poi mi sposo... <br/> '''Portinaia''': Eh, era ora che facesse qualcosa anche lei, eh! Così siete a posto tutti e tre, finalmente! A proposito, se non togliete la macchina lì davanti al portone immediatamente, io ve la faccio rigare da mio marito! E poi ve la faccio anche portar via dai vigili! Capito? Eheheh! {{NDR|a Giovanni}} Buon viaggio, nè! {{NDR|a Giacomo}} Buon viaggio anche a lei, nè! *{{NDR|Aldo ruba il posto in macchina a Giacomo proprio quando si sta sedendo}}<br/>'''Aldo''': Scusa! <br/> '''Giacomo''': Ma come "scusa"? Arrivi, neanche saluti e mi ciuli il posto?<br/> '''Aldo''': Hai ragione. Ciao, come stai? Andiamo Giovanni, che è tardi! *'''Donna''': Ma chi sono quelli là? <br/> '''Portinaia''': Ma come chi sono? Quelli là son dei mantenuti! <br/> '''Donna''': Ma chi? <br/> '''Portinaia''': Due hanno sposato le sorelle Cecconi, e l'altro sta per attaccare il cappello con la più giovane, la terza! <br/> '''Donna''': Mmmh!... <br/> '''Portinaia''': E adesso stanno andando giù nel meridione, nelle Puglie, per fare il matrimonio, perché il cavalier Cecconi vuole celebrarlo giù a Gallipoli dov'è nata sua moglie! <br/> '''Donna''': Ma, scusi, le figlie del dottor Cecconi...? <br/> '''Portinaia''': Certo! Sì, quello che ha quella grande catena di negozi di ferramenta, che se non fosse per lui, ti dico la verità, io ti assicuro che quei tre lì a quest'ora sarebbero in mezzo alla strada! *'''Giovanni''': Scusa, puoi togliere i piedi dal cruscotto, che lo sporchi?<br/> '''Aldo''': Mi', come sei pignolo! <br/> '''Giovanni''': Io sono pignolo? <br/> '''Giacomo''': Be', un po' pignolo lo sei! <br/> '''Giovanni''': Cioè, questo qua mi cammina sul cruscotto ed io sarei pignolo! <br/> '''Giacomo''': Capito, ma devi anche saperle accettare le critiche, sennò... <br/> '''Giovanni''': Va be', allora, visto che sono pignolo: puoi spostare la gambetta sennò non entran le marce? <br/> '''Aldo''': Lo vedi che sei veramente pignolo? <br/> '''Giovanni''': Allora facciamo tutto il viaggio in prima perché sennò io sarei pignolo! Comunque mettiti le cinture, che se facciamo un incidente e sbatti l'assicurazione non paga. <br/> '''Aldo''': Ma a che serve? Stiamo andando a trenta all'ora! {{NDR|Giovanni frena di colpo, facendolo sbattere violentemente in testa sul cruscotto}} Ah! <br/> '''Giovanni''': Visto? <br/> '''Giacomo''': Allora sei bastardo! <br/> '''Giovanni''': E pignolo! *'''Giovanni''': Allora io vado a prendere il pacco, tu... non so... vai a prendere...<br/>'''Giacomo''': Scusa, ma possibile che quando c'è un lavoro di responsabilità devi farlo sempre tu? Cos'è, io non son capace?<br/>'''Giovanni''': No. Però, se vuoi andare... *'''Giovanni''' {{NDR|parlando della scultura}}: Scusate ma... centosettanta milioni per questa merdina qua? Ma dai, è una follia!<br/>'''Giacomo''': Ma che follia, che follia? Ma lo sai che questo qui è un Garpez, uno dei più grandi scultori viventi?<br/>'''Giovanni''': Ma [[Scultura|scultore]] che cosa? Ma guarda che il mio falegname con trentamila lire la fa meglio. Va', non ha neanche le unghie!<br/>'''Aldo''': Cosa se ne fa nostro suocero di una scultura di centosettanta milioni?<br/>'''Giacomo''': Eh certo! Siccome uno fa il ferramenta non gli può interessare l'arte moderna. Bravo, bravo! Continuiamo a ragionare per luoghi comuni! Bravo! *'''Cecconi''': Lo sai come so' fatti 'sti artisti... Mezzi drogati, mezzi froci... ma comunque, se 'more, la gamba fa un sarto {{NDR|salto}}, uno zompo, e va a trecento milioni! Ma che sto a di', a te, che nun capisci niente, su! Per piacere, a' nano {{NDR|sarebbe Giacomo}}, e passame er pignolo {{NDR|sarebbe Giovanni}}, và! Pronto, pignolo? Andò state?<br/>'''Giovanni''': Eh, è poco che siam partiti, avremo fatto... quaranta chilometri!<br/>'''Cecconi''': Aoh, 'a pignò, ma dovete sbrigarve, dovete còre! {{NDR|correre}} Perché stasera c'abbiamo una cena! Sì, siete tutti invitati ar ''Gambrinuse'', ar ristorante! Così ve presento er prete. Oh, me raccomando, eh... nun me fate fa' figure de merda! Mi raccomando! {{NDR|il cane Ringhio abbaia}} Oh... oh, oh, sento Ringhio! Ah, ah, Ringhio, a papà, fa sentì 'a vocetta tua! {{NDR|il cane Ringhio abbaia forte}} Eheheh, meno male che ce sei te, Ringhio... eh, sei l'unico che me dà soddisfazione... *'''Giacomo''': Scusa, puoi tirar su il finestrino? Lo sai che ho avuto problemi al trigemino quest'anno. {{NDR|Giovanni chiude il finestrino ed accende l'aria condizionata}} Ti dico di tirar su il finestrino, mi accendi l'aria condizionata? Ho già fatto tre bronchiti quest'anno! <br/> '''Giovanni''': Ho capito, se fumi attacco l'aria condizionata, cosa faccio, accendo la radio? <br/> '''Giacomo''': No, la radio no perché ho già un po' di mal di testa. <br/> '''Giovanni''': Sì, ma se lo dicevi prima ci portavamo dietro il polmone d'acciaio! {{NDR|strappa il sigaro dalla bocca di Giacomo per spegnerlo}} Eh cazzo! *'''Aldo''': Oh! Ti fermi che devo fare pipì? <br/> '''Giovanni''': Eh, adesso mi fermo ogni due minuti perché devi far pipì? <br/> '''Aldo''': Va bene, allora ti piscio in macchina! *'''Giovanni''': Senti, lega il mostro {{NDR|il cane Ringhio}} alla macchina, così ci fa anche la guardia. <br /> '''Aldo''': Ma perché, non può venire? <br /> '''Giovanni''': Chi, la merdina? <br /> '''Aldo''': Dammi qua, per l'amore della pace, va! *'''Aldo''' {{NDR|osservando Giacomo}}: Ma quanti libri legge quello lì? <br/> '''Giovanni''': Ma neanche uno! Ne compra cento al mese e non gliene ho visto sfogliare uno! *'''Giovanni''' {{NDR|dopo che lui e Giacomo hanno appurato che il cane Ringhio, lasciato legato al cofano della macchina quando erano ripartiti, ormai non c'è più}}: Be', così è la vita...<br>'''Aldo''' : Con te non ci parlo più, sei un assassino!<br>'''Giovanni''': Io? A parte che sei stato tu a legarlo dietro!<br>'''Aldo''': Sì ma sei tu il piede che gli ha dato la morte!<br>'''Giacomo''': Dai, quel che è stato è stato, è inutile star qui a litigare per questo!<br>'''Giovanni''': "Quel che è stato è stato" un paio di balle! Chi è che glielo dice adesso al vecchio? <br>'''Aldo''': Quello prima ci apre la testa e poi ci sputa dentro!<br>'''Giovanni''': E poi ci licenzia!<br>'''Giacomo''': Certo che voi due siete proprio dei conigli, dai! Ma che paura dovete avere? Siamo delle persone civili o no? Lo si chiama e gli si spiega che è stato un incidente! *'''Giacomo''': Non sento nessun rumorino, a parte che ho appena avuto l'otite e non ci sento molto bene!<br/> '''Giovanni''': Allora sei 'na discarica! *'''Giacomo''' {{NDR|parlando di Chiara}}: Oh, però è carina, eh? <br/> '''Giovanni''': Carina è carina, sì. <br/> '''Giacomo''': Ma non è solo carina, c'ha anche quell'aria lì un po' particolare, un po', eh...? <br/> '''Giovanni''': Sì, c'ha quella roba lì, però calcola che tra due giorni ti sposi, eh! <br/> '''Giacomo''': Perché, cosa ho detto di male? <br/> '''Giovanni''': Be', sei sempre lì a far lo scemetto, gli occhi dolci, tì-tì-tì-tì... <br/> '''Giacomo''': Che occhi dolci, ma cosa stai dicendo? Ma Aldo, sto facendo lo scemo? <br/> '''Aldo''': Be', un po' lo scemo lo stai facendo, va! <br/> '''Giovanni''': Cioè, abbiam fatto la constatazione amichevole e a momenti avevo torto io! <br/> '''Aldo''': Be', insomma, tutte le ragioni non ce le avevi! *'''Giacomo''': Tutto a posto? <br/> '''Chiara''': Sì, per fortuna sono riuscita a spostare il traghetto, altrimenti addio vacanze! <br/> '''Giacomo''': Traghetto per...? <br/> '''Chiara''': Ah, Grecia. Faccio Brindisi-Patrasso, poi un giro per le isole... <br/> '''Giacomo''': Vai a raggiungere... il fidanzato? <br /> '''Chiara''' {{NDR|imbarazzata e giù di morale}}: No... <br /> '''Giovanni''': Toccato un tasto dolente? {{NDR|Chiara annuisce}} Vi siete appena lasciati. <br /> '''Chiara''': Hmmm-mm. <br /> '''Giovanni''': Ti ha mollato lui! <br /> '''Chiara''' {{NDR|sull'orlo delle lacrime}}: Hmmm-mm! <br /> '''Giovanni''' {{NDR|tra sé e sé, sottovoce}}: Si vede. <br /> '''Giacomo''' {{NDR|rivolgendosi sottovoce a Giovanni}}: Sei un deficiente! <br /> '''Giovanni''': Con la tua migliore amica! {{NDR|Chiara piange}} <br /> '''Giacomo''': Ma smettila, Giovanni! <br /> '''Giovanni''': Be', lo dicevo così, per rompere il ghiaccio... <br />'''Chiara''' {{NDR|asciugandosi gli occhi}}: Scusate... {{NDR|al trio}} Voi... siete musicisti? <br/> '''Giovanni''': Come? <br/> '''Chiara''': Nella custodia cosa c'è, un sax? <br/> '''Giovanni''': Ah, lì... no, c'è una roba... <br/> '''Giacomo''': E' un'opera d'arte, è una scultura? <br/> '''Chiara''': Posso vederla? <br/> '''Giovanni''': Eh no, ciccia, non è che possiamo farla vedere a chiunque! <br/> '''Giacomo''': Come no, Giovanni, dai, fagliela vedere! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|sospirando}}: Fagliela vedere... {{NDR|prende la gamba e la dà a Chiara}} Ecco, vedi? Guarda qua... <br/> '''Chiara''': No... <br/> '''Giovanni''': Eh sì, eh, purtroppo sì, eh... <br/> '''Chiara''': Non è possibile, quest... è autentica? <br/> '''Giovanni''': Eh, la gamba! <br/> '''Chiara''': Questo è un Garpez! <br/> '''Giacomo''': Ma scusa, ma come hai fatto così al volo? <br/> '''Giovanni''': Per forza, è una merda, è un Garpez! Anzi, ciccia, visto che costa una cifra... {{NDR|se la fa ridare}} Bella, però... <br/> '''Chiara''': Sì, lo so... io ho a che fare con le opere d'arte per lavoro. Sì, insomma, faccio la restauratrice. <br /> '''Giacomo''': Ma va? Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il re...? {{NDR|Aldo e Giovanni scoppiano a ridere in crepapelle}} <br /> '''Giovanni''': Ma se non sai neanche unire i puntini della settimana enigmistica, Giacomo! <br /> '''Aldo''': L'ho capita adesso! <br/> '''Giovanni''': Ma c'è da ammazzarsi dal ridere! <br/> '''Chiara''': E voi? <br/> '''Giovanni''': Eh? <br/> '''Chiara''': Cosa fate nella vita?<br/> '''Giovanni''': Be', noi... lavoriamo nella meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche. Non so... {{sic|"harware"}}... <br/> '''Giacomo''': Hardware! <br/> '''Giovanni''': Hardware e quelle cose... cioè, creiamo dei supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, non so, mecc... Proprio... Strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica... eh, non so se mi spiego...<br/> '''Aldo''': Sì, insomma... Abbiamo un negozio di [[ferramenta]]... Cioè, non è che il negozio di ferramenta è nostro... noi ci lavoriamo come commessi, come galoppini, insomma, come... come... sì... *{{NDR|Nel cinema, mentre cercano il meccanico}} <br/> '''Chiara''': Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! È un Garpelli! <br/> '''Giovanni''': Chi? <br/> '''Chiara''': È un film di Garpelli, neorealista. Non lo proiettano da trent'anni! <br/> '''Giovanni''': Ci sarà il suo motivo, dai! <br/> '''Chiara''': {{NDR|incamminandosi verso la sala}} Non possiamo perderlo, vi prego!<br/> '''Giovanni''': Ma no, ma... Giacomo! <br/> '''Giacomo''': {{NDR|seguendo Chiara}} Eh, è un Garpelli, Giovanni! <br/> '''Giovanni''': Ma dai! Aldo! <br/> '''Aldo''': {{NDR|allontanandosi anch'egli}} Vado a prendere i popcorn! *'''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi a Giacomo}}: Dunque, vediamo, nome e cognome? <br/> '''Aldo''': Giacomo Poretti. <br/> '''Dottore''': Ah, perché l'ho chiesto a lei? È lei il malato? <br/> '''Aldo''': Ma lo conosco, è mio cognato... <br/> '''Dottore''': E secondo lei io devo compilare un documento che è ufficiale mettendo le informazioni del primo che passa? {{NDR|a Giacomo}} Senta, è suo cognato? <br/> '''Giacomo''': Si, si... <br/> '''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi ora ad Aldo}}: Va bene, come ha detto che si chiama? <br/> '''Aldo''': Perché non glielo chiede a lui? <br/> '''Giovanni''': Giacomo Poretti... per favore, siamo in ritardo! {{NDR|rivolgendosi ora, sottovoce, ad Aldo}} Non star lì sempre a questionare...<br/> '''Dottore''' {{NDR|scrive}}: Gia-como... Po-ret-ti... Allora... vediamo un po'... se tocco qui fa male? {{NDR|lo tocca sul basso addome, e Giacomo emette un verso di dolore}} Ma è sicuro, eh? {{NDR|lo ritocca sullo stesso punto, e Giacomo emette delle urla di dolore ancor più forti}} Invece se tocco qui? {{NDR|lo tocca sulla schiena, all'altezza dei reni}}<br/> '''Giacomo''': No!... <br /> '''Aldo''': Dottore, perché non gli diamo un calmante per endovenosa... che ne so io, quattro cc di placibio?... <br/> '''Dottore''': Ah, è medico! Non lo sapevo... {{NDR|rivolgendosi ora a tutti gli astanti}} È medico! E dov'è che ha studiato? Mi faccia il sacrosanto piacere di mettersi lì e di stare zitto, e non disturbi, mentre faccio il mio lavoro! Signorina, mi prepari un calmante, dunque vediamo... Quattro cc di placibio per endovena. {{NDR|Aldo si mostra visibilmente sconcertato}}. {{NDR|nuovamente a Giacomo}} Ecco, la lingua, mi faccia vedere la lingua...<br/> '''Aldo''': Dottore, secondo me ha un colica renale. <br/> '''Dottore''': Che cosa le ho detto prima? Di stare...?<br /> '''Aldo''': Zitto...<br /> '''Dottore''': E di mettersi... lì.<br /> '''Aldo''': Si, però, è...<br /> '''Dottore''': Sono io che faccio le visite. Ha capito? <br/> '''Aldo''': Sì, però se tocchiamo qui {{NDR|ritocca Giacomo sul basso addome, che riurla di dolore}} e gli fa male non può essere una tracheite! <br/> '''Dottore''': Adesso si mette anche a fare le diagnosi! È arrivato il professorone, è arrivato! Sa cosa faccio adesso? Mi tolgo il camice... mi tolgo il camice e lo do a lei, va bene? Glielo do? Vuole il camice? Stia zitto! Non voglio più sentire neanche una parola capito? Zitto! {{NDR|rivolgendosi nuovamente a Giacomo}} Caro signor...<br/>'''Aldo''': Giacomo Poretti.<br/> '''Dottore''': Caro signor Poretti, qui abbiamo una bella colica renale! {{NDR|Aldo fa nuovamente la faccia allibita}} Dobbiamo fare qualche esamino, lei questa notte la passa qui dentro. Motivi precauzionali. <br/> '''Giovanni''': Guardi che siamo già in ritardo incredibile... <br/> '''Aldo''': Non è che ti puoi mettere a discutere col professore, è un professorone! Un professorone di stirpe, non è che si è inventato la maggior parte..., se sa quello che deve dire. *'''Giovanni''': Oh cazzo, la macchina! {{NDR|Chiara}} Ci ha ciulato la macchina! Ma... Hai visto? Quella tua amichetta, eh, e la Grecia, e la mitologia, e tagliamo la mela, e intanto ci ha ciulato la macchina con dentro la gamba! E io pirla, che le ho lasciato anche le chiavi! Quella grandissima... Chiara! <br/> '''Chiara''': Voi siete matti a lasciare giù la gamba... e se ve la rubano? Ah, la... macchina l'ho messa all'ombra, era sotto il sole...<br/> '''Giovanni''': Brava! <br/> '''Chiara''': E... questa è la tua borsa, no, Giacomo? <br/> '''Giacomo''': Si... <br/>'''Chiara''': Il pigiama dov'è? <br/> '''Giacomo''': Eh... non c'è il pigiama. <br/> '''Chiara''': Non c'è il pigiama? <br/> '''Giacomo''': Eh... dormo nudo... <br/> '''Giovanni''': Dormi nudo? Tu c'hai due bronchiti al giorno e dormi nudo? <br/> '''Aldo''': Eeeeh, ragazzi, stiamo calmi, non è successo niente, vorrà dire che gli presterò il mio! *{{NDR|Vedendo Giacomo con indosso, a mo' di pigiama prestatogli da Aldo, dei pantaloncini da tuta ed una maglietta dell'[[Inter]]}}<br/> '''Giovanni''': Sì, però, anche tu... ti sembra il caso di dormire con la maglietta di [[Ciriaco Sforza|Sforza]]? <br/> '''Aldo''': Eh, quella di [[Ronaldo]] era finita! {{NDR|Giovanni, per tutta risposta, con una finta gli fa sbattere violentemente la testa sulla porta vetrata alle sue spalle, al che si contorce dal dolore}} *'''Giovanni''': Lo sai che con venti milioni si può comprare un bar in [[Costa Rica]]? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme. <br /> '''Aldo''': Tutto l'anno in costume.<br /> '''Giovanni''': Tutto l'anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.<br /> '''Aldo''': E se ti va male?<br /> '''Giovanni''': Be', il rischio c'è. Del resto, se non rischi... Tu non hai mai [[Rischio|rischiato]]?<br /> '''Aldo''': Una volta. Una volta ho messo due fisso a Inter-Cagliari. *'''Aldo''': Ragazzi! Ragazzi! Ho trovato il nuovo Ringhio! {{NDR|mostra a tutti un bastardino dalla pelliccia nera e riccioluta}}<br/> '''Giovanni''': Ma se è nero!<br/> '''Aldo''': Ma perché, devi essere razzista anche coi cani? *'''Chiara''': Oh, ragazzi, e se facessimo un bel bagno {{NDR|nel lago}}?<br/> '''Giovanni''': No eh, ragazzi, simpatia, va bene, si scherza, si gioca, gli ho fatto anche guidare la macchina, però siamo già in ritardo! Non scherziamo... {{NDR|si gira e non vede più nessuno in macchina, e si rivolge allo spettatore}} Va bene. Ma solo cinque minuti. *{{NDR|Mentre nuotano al lago}} <br /> '''Chiara''': E così domani ti sposi? <br/> '''Giacomo''': Sì, ma niente di serio. *'''Maresciallo''': Allora, ci mettiamo a rubare le statue, eh? Storti? Sì, sì, abbassa gli occhi. Baglio: furto con scasso, vilipendio alle massime cariche dello Stato... come la mettiamo?<br/> '''Aldo''': Come vuole lei Signor Direttore... <br /> '''Maresciallo''': Baglio, facciamo gli spiritosi? Te la faccio passare io la voglia di ridere, sai? Ci metto poco. <br/> '''Giacomo''': Scusi Maresciallo, la gamba però è nostra... cioè, non è che sia proprio nostra, apparterrebbe a... <br/> '''Maresciallo''': Allora, uno che si chiama "Poretti Giacomino" ed è nato a Busto Garolfo, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto! <br /> '''Chiara''': Comunque si chiama Giacomo.<br/> '''Maresciallo''': Qualcuno le ha chiesto di fare l'avvocato delle cause perse a lei? <br/> '''Chiara''': Ti chiami Giacomo, no?<br/> '''Giacomo''': {{NDR|Imbarazzato}} Giacomino... <br/> '''Maresciallo''': Dunque, qui il fatto è grave. Cosa ne facciamo di questi qua, Ingegnere? Procediamo? <br/> '''Ingegnere marocchino''': Ma lasciali andare Maresciallo, mi fanno pena. Sono dei poveracci. Tutto 'sto casino per una gamba che con trentamila lire il mio falegname la fa meglio. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} {{NDR|Poco prima che siano arrivati in macchina dal suocero, che li aspetta tenendo in braccio il suo fucile, ormai furioso}} <br /> '''Giacomo''': Sei proprio sicuro, Giovanni?<br /> '''Giovanni''': Fidati, è meglio per tutti. {{NDR|se ne vanno via}} ==Citazioni su ''Tre uomini e una gamba''== *{{NDR|«Per quale motivo, quando avete cominciato a scrivere la storia di ''Tre uomini e una gamba'', avete pensato al viaggio? [...]»}} Quando abbiamo iniziato non avevamo un'idea precisa, il nucleo erano i tre cortometraggi che volevamo inserire. Per onestà eravamo chiaramente propensi ad inserire il repertorio dei tre comici perché era quello che ci era stato richiesto e quello che il pubblico si aspettava. Non bastava però fare la solita operazione in cui il repertorio teatrale o televisivo viene semplicemente riprodotto sullo schermo. Soprattutto in ''Tre uomini e una gamba'' dunque il viaggio è stato funzionale allo svolgimento di una vicenda, o meglio alla proposta di una serie di avvenimenti e gag che sarebbero altrimenti state inserite con difficoltà. Confesso che molto ha giocato l'inesperienza e la paura di sbagliare. Il viaggio serviva per dare anche un respiro più ampio, per offrire più occasioni ai personaggi ed era l'espediente ideale per chi non aveva mai fatto prima dei film: se da una parte le riprese possono essere più faticose ed impegnative, dall'altra un viaggio è già di per sè una storia, è già un andare da una parte all'altra. ([[Massimo Venier]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] q282vbh1y1gvxk2yd5x7vcmgqqretea Discussioni utente:Vale93b 3 14402 1422935 1422812 2026-08-08T14:39:48Z Udiki 86035 /* Cernobbio */ Risposta 1422935 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 11:05, 3 lug 2007 (CEST)}} == [[Varese Calcio Società Sportiva Dilettantistica]] == Buongiorno, grazie per il suo contributo, la voce presenta alcuni problemi: *La citazione di Balzaretti andrebbe inserita prima con la fonte (indicata in modo adeguato) nella voce di Balzaretti e quindi nella voce del Varese Calcio (senza ripetere nuovamente la fonte, esattamente com'è stato fatto per Sannino). *Paolo Basile non risulta essere enciclopedico e dunque la sua citazione va cancellata. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:31, 15 dic 2015 (CET) == [[Ezio Capuano]] == Salve, un post facebook di qualcun altro non è proprio il massimo delle fonti... Non ci sarebbe un'altra fonte un po' più autorevole?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:43, 8 apr 2018 (CEST) == Re: Cuneo == Ciao, dato che non si può citare tutto insieme ti consiglio di estrarne tipo tre citazioni, cioè selezionare le parti più significative sul tema che ti interessa, ad esempio (ma è solo un esempio, vedi poi tu cosa scegliere): *La Cuneo in cui nacque il gioco del calcio apparteneva alla civiltà del legno. Il campo, in piazza Regina Elena già Cavalleria aveva tribune di legno, era circondato da un passamano di legno e veniva chiusa al traffico, in occasione delle partite, da tavolati di legno, sorpassati o sotto passati da noi ‘gagnu’, ragazzini, appena i sorveglianti delle porte se ne erano andati a guardare la partita, come tutti. Erano gli urli degli spettatori a farci volare oltre i tavolati, a farci strisciare sotto a infilarci a forza fra le schiene e le gambe degli anziani. Non c’è mai stato al mondo credo un campo da calcio così casalingo più che cittadino, specie per chi ci abitava come i Paschiero o noi Bocca che stavamo a cento metri ed eravamo lì da mattino a sera a correre dietro un pallone. *Si stava vivendo negli anni trenta la storia del calcio italiano campione del mondo ma c’era stata anche una preistoria di quella favolosa Alta Italia che aveva vinto un campionato italiano dei dilettanti, non sapevamo bene quale ma leggendaria con la maglia a strisce bianco e nere come quelle della Juventus, stessa buona borghesia anglofila, basta leggere i nomi della formazione del 1920: Rattalino, Fiorio, Giriodi, Borra, Cantona, tutte buone famiglie con casa sul viale degli Angeli. La Cuneo Sportiva o Associazione Calcio Cuneo in cui arrivai nel 1939 mi pare dopo aver rischiato le gambe in tutti i tornei provinciali degli avanguardisti o di giovani fascisti del fascismo cuneese più vicino alla sagra del castagno che alla Marcia su Roma aveva due caratteri precisi, il rapporto stretto con la Liguria e quello intimo con la città. *Per noi di Cuneo non c’erano contratti e stipendi. Semplicemente si passava dal calcio di cortile e di strada a quello che aveva una maglia, un nome uno stemma. E io che avevo come altro sport lo sci, giocavo fino a dicembre e poi arrivata la neve sparivo fino ad aprile o maggio quando allenatori e dirigenti mi riprendevano senza neppure protestare perché quella mia appartenenza alla squadra era qualcosa di naturale, mi spettava per nascita, non per contratto. Poi metti le tre citazioni sotto un'intestazione con il template {{tl|int}} (indicando la fonte nel template) nella voce di Bocca, al che potrai “girarle” nella voce tematica (sì, si fa così: le citazioni vanno prima nella voce dell'autore, e la fonte va solo nella voce dell'autore).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:50, 24 dic 2018 (CET) == L'allenatore nel pallone == Ciao. Per quel tipo di raccolte la citazione va prima nella voce dell'opera, cioè dovresti metterla anche nella voce ''[[L'allenatore nel pallone]]''. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 6 apr 2019 (CEST) == Re: Consulenza su voce == Ciao! No, nessun avviso, le oscenità sessuali già abbondano su questo progetto, qualche limite ce lo si può porre al limite se ci sono bestemmie... Buon lavoro,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 18 lug 2020 (CEST) == [[Speciale:diff/1343046]] == Ciao, la fonte non è un libro del solo Chiara ma anche di Marco Colombo. In base alle convenzioni in materia (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci su opere|qui]]: "I libri con più autori o senza autore vanno in una voce apposita ecc...") la citazione va inserita in una pagina che in questo caso è da creare e intitolare ''[[Piero Chiara e Marco Colombo]]'', come per esempio ''[[Indro Montanelli e Roberto Gervaso]]''. È poi necessario creare anche il relativo elemento Wikidata (per esempio [[d:Q19357664|qui]] c'è quello della pagina di Montanelli e Gervaso succitata). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:17, 1 set 2024 (CEST) :@[[Utente:Udiki|Udiki]] ciao, i testi del libro in questione sono integralmente di Piero Chiara, Cesare Colombo (non Marco, erroraccio mio…) era un fotografo. Vale ugualmente? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 12:18, 1 set 2024 (CEST) ::Ah! ''Secondo me'' allora va bene così. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:20, 1 set 2024 (CEST) == [[Cernobbio]] == Ciao, la prima citazione non pare proprio significativa e la seconda riguarda il forum più che Cernobbio, non si può trovare qualcos'altro? Così la voce è da cancellazione anziché no. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:39, 3 ago 2026 (CEST) :ciao, effettivamente non sembra esserci molto altro... forse la seconda cit. potrebbe essere più funzionale a una voce [[Villa d'Este]], per la quale si potrebbe anche scomodare Stendhal? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 10:03, 5 ago 2026 (CEST) ::Non dice praticamente nulla neppure sulla Villa d'Este; tranne che Varese non ce l'ha, ma questo è ovvio. Non c'è un giudizio originale o una descrizione icastica. Vedi [[Wikiquote:Modello di voce#Scelta delle citazioni]] e [[Wikiquote:Significatività]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:48, 6 ago 2026 (CEST) :::beh, "il meglio, per l'ospitalità di chi contavo di invitare, era lì" è riferito a Villa d'Este. Egualmente ho repertato cit. secondo me significative da [https://www.gutenberg.org/cache/epub/53495/pg53495-images.html Edith Wharton] (" In the gardens of the Villa d’Este there is much of the Roman spirit...) e da [https://www.thetimes.com/travel/destinations/europe-travel/italy/villa-deste-hotel-review-2t98cl07j Carolina di Brunswick] [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 11:31, 7 ago 2026 (CEST) ::::A me pare che Ambrosetti sottintenda che la Villa è il meglio per l'accoglienza da quelle parti, non in assoluto, e se anche fosse non è abbastanza: vedi [https://it.wikiquote.org/wiki/Utente:Superchilum/SignPert qui], n. 1. Le altre dovrebbero andare bene. Circa quella di Warthon, l'unico problema è che non sono ammesse traduzioni di noi utenti quando ci sono quelle pubblicate dagli editori (vedi [[WQ:TT]]) e c'è almeno [https://www.passiglieditori.it/libro/ville-italiane-e-loro-giardini/ questa]; forse si può chiudere un occhio, visto che si tratterebbe solo di una frasetta in inglese, cioè quasi una lingua franca. Circa quella di Carolina di Brunswick, che è riportata anche [https://www.google.it/books/edition/Lords_and_Ladies_of_the_Italian_Lakes/pglIPe5cIFQC qui], le fonti secondarie richiedono [[Aiuto:Fonti#Altre_fonti_indirette|alcune cautele]], quindi sarebbe preferibile trovare la primaria, cosa che non mi è riuscita. Boh, mettile entrambe se ti va. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:39, 8 ago 2026 (CEST) 8s0kucily7ruhdmcbvqcgayc5qhml8w Teatro Satanico 0 18262 1422984 824083 2026-08-09T07:12:57Z ~2026-43727-16 108006 1422984 wikitext text/x-wiki '''Teatro Satanico''', originariamente '''Teatro Satanico Charles Manson''', gruppo ambient e industrial nato nel 1993. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Teatro Satanico''=== '''Etichetta''': 2003. *''L'uomo disse alla donna: tu mi dai [[sesso]] perché vuoi amore. La donna disse all'uomo: tu mi dai amore perché vuoi sesso. Dio disse all'uomo e alla donna: io vi do sesso e amore, e alla fine vi ammazzo Totti.'' *''Figli di Giuda, figli di Geova, Satana vi salverà.'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Gruppi musicali italiani]] 343gabonr8bh3g44xf2quuufqjrjthx 1423000 1422984 2026-08-09T07:23:00Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] 824083 wikitext text/x-wiki '''Teatro Satanico''', originariamente '''Teatro Satanico Charles Manson''', gruppo ambient e industrial nato nel 1993. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Teatro Satanico''=== '''Etichetta''': 2003. *''L'uomo disse alla donna: tu mi dai [[sesso]] perché vuoi amore. La donna disse all'uomo: tu mi dai amore perché vuoi sesso. Dio disse all'uomo e alla donna: io vi do sesso e amore, e alla fine vi ammazzo tutti.'' *''Figli di Giuda, figli di Geova, Satana vi salverà.'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Gruppi musicali italiani]] 0bk6wczajavn6yzcfeze2jijdshjtzb Celibato 0 62285 1423008 1382880 2026-08-09T07:56:51Z Spinoziano 2297 +1, typo, categoria 1423008 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Satire op het celibaat Rijksmuseum SK-A-4097.jpeg|thumb|Dipinto satirico sul celibato (1600-1649)]] Citazioni sul '''celibato''' e i '''celibi'''. *Celibe, vuol dire chi conduce vita celeste. ([[Prisciano]]) *Il celibato dei preti è un'idea particolarmente buona perché tende a sopprimere ogni propensione ereditaria al fanatismo. ([[Carl Sagan]]) *Il celibato è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. ([[Mauro Piacenza]]) *Il celibato era nelle idee degli antichi orientali cosa mostruosa anziché santa. ([[Ippolito Rosellini]]) *Il celibato fu egli dagli [[Esseni]] praticato? Ove sia stato praticato, ha egli radici, ha egli origine nel genio, nella storia, nel passato dell'[[Ebraismo]]? Io mi affretto a dirvi per ciò che concerne la prima {{sic|dimanda}}, come il celibato fosse istituzione sì degli Esseni; non tale però che da tutti fosse egualmente praticata. Quando delle leggi loro favelleremo e del loro Istituto, vedremo come gravi restrizioni debbano accompagnare la divulgata sentenza che a tutti gli Esseni indistintamente attribuisce il celibato. Pure si praticò; e se non tutti come il più perfetto consideravanlo degli stati, certo che appo taluni era in grande onore. D'onde quest'onore? D'onde questa dissonanza dalla voce dei secoli che proclamava invece tra gl'Israeliti maledetto, infame il celibato? Ardisco dire che l'ebraica antichità non è sorda assolutamente al nostro {{sic|dimando}}. Io vi so dire che certi fatti vi sono e certe frasi i quali attestano manifestissimo che se pel comune degli uomini, per le condizioni più comuni della vita sociale, lo [[Matrimonio|stato coniugale]] è lo stato più onesto, più meritorio, più religioso, pure si {{sic|dànno}} certi stati così sublimi, certi uomini così trascendenti, certi momenti così augusti, in cui la virtù della continenza, temporaria e passeggiera talvolta, si stende però altre fiate ad un epoca così vasta, e talvolta abbraccia così una vita intera, che male il nome si potrà contrastargli ed il carattere di ''Celibato''. ([[Elia Benamozegh]]) *Il celibato non sclerotizza le capacità affettive, anzi è il contrario: esige che esse crescano infinitamente dilatando il proprio cuore ai confini del Mondo. ([[Michel Quoist]]) *Il marito ideale rimane celibe. ([[Oscar Wilde]]) *Proibiamo nel modo più assoluto ai sacerdoti, diaconi, suddiaconi di vivere con le concubine o con le mogli e di coabitare con donne diverse da quelle con cui il concilio di Nicea ha permesso di vivere soltanto per ragioni di necessità. ([[Papa Callisto II]]) *I risultati dei test speciali confermano l'ipotesi dell'Uomo Spaiato: e cioè che le decisioni relative a contesti implicanti distruzioni termonucleari o chimico-biologiche dovrebbero essere prese da un maschio celibe. ([[Michael Crichton]]) *Il matrimonio può spesso essere un lago tempestoso, ma il celibato è sempre un fangoso abbeveratoio. ([[Thomas Love Peacock]]) *Se vissuto bene, da persone mature e serene aperte a relazioni personali e pastorali significative, il celibato può diventare una grande risorsa e un segno del [[Regno di Dio]]. [...] D'altra parte, sarebbe ingenuo pensare che un tale impegno sia molto più gravoso di alcune sfide a cui sono chiamati i [[laico|laici]] sposati; il [[matrimonio]], ad esempio, richiede l'esercizio di una [[fedeltà]] quotidiana e una disciplina di mente e cuore non indifferente che comprende la stessa castità e una fervida volontà di uscire da sé stessi per farsi dono all'altro. (card. [[Beniamino Stella]]) *Si è deciso complessivamente il seguente divieto ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, come a tutti i chierici che esercitano un ministero: si astengano dalle loro mogli e non generino figli; chi lo avrà fatto, dovrà essere allontanato dallo stato clericale. ([[Papa Marcellino]]) *Sono sempre stato d'opinione che un uomo onesto, il quale si sia sposato e abbia allevato una numerosa famiglia, si sia reso più utile di chi è rimasto celibe, limitandosi a parlare di popolazione. ([[Oliver Goldsmith]]) *Un celibe è un uomo che ha perduto l'occasione di fare infelice una donna. ([[John Garland Pollard]]) *Un celibe è un uomo che non fa mai lo stesso errore una volta. ([[Ed Wynn]]) ==Voci correlate== *[[Nubilato]] *[[Castità]] *[[Verginità]] *[[Matrimonio]] *[[Single]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Concetti religiosi]] [[Categoria:Sessualità]] h5ngjy5s3bs4op98xkflcaax7f0akrd Mauro Piacenza 0 62681 1422967 1281228 2026-08-09T04:06:24Z ~2026-43816-88 107991 /* */ 1422967 wikitext text/x-wiki [[File:Card. Piacenza M. festa Ascensione 2022 (cropped).jpg|thumb|Mauro Piacenza nel 2022]] '''Mauro Piacenza''' (1944 – vivente) teologo e cardinale italiano. {{intestazione|''La dura battaglia della chiesa per la castità '', ''Il Foglio'', 16 maggio 2011}} *L'aver separato, all'interno della sessualità, l'aspetto unitivo da quello fecondo, e aver, pertanto, ridotto uno degli atti antropologicamente più rilevanti al suo aspetto meramente istintivo, ha prodotto conseguenze devastanti. *Tutti coloro che sono nati dopo gli anni Settanta-Ottanta, sono cresciuti in un clima culturale pansessualista e ipereroticizzato. *Si crea una situazione di osmosi con tale cultura dominante e, se non si è vigili si finisce con l'essere anestetizzati attraverso una sorta di [[fleboclisi|flebo]] che "goccia-goccia" mondanizza. *Il cuore dell'uomo è fatto per la definitività. *Non è possibile purificare la memoria, senza "fare memoria". *"Fare memoria" significa favorire quel sano realismo, senza il quale è semplicemente impossibile ogni autentico cammino di guarigione! *Nel cattivo uso per mezz'ora di Internet, si possa vedere ciò che, in passato, nemmeno in un'intera esistenza, era dato di incontrare! *Il celibato è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. *Insieme alla chiamata al sacerdozio ministeriale, il Signore permette una fioritura della nostra umanità, una sua purificazione, un'inattesa e straordinaria dilatazione, perché essa diventi progressivamente capace di accogliere, definitivamente, un tale straordinario carisma e di viverlo come suprema testimonianza a Cristo, nella quotidianità dell'esistenza ministeriale. *Il mondo non attacca il nostro agire "sociale", né le nostre opere caritative; esso non può tollerare la testimonianza della castità per il Regno dei Cieli e la conseguente azione educativa, che da essa scaturisce. * "Conversatio nostra in Coelis est"; diversamente in terra ci si agita ma si realizza nulla! *Formarsi a una radicale fedeltà alla santa Messa quotidiana, all'Ufficio divino, all'adorazione eucaristica, all'orazione mentale anch'essa quotidiana, alla preghiera del santo Rosario, che quotidianamente affida a Maria il proprio sacerdozio, è il "quoziente minimo" per poter anche solo sperare di vivere il celibato. *Una comunità seminaristica che non avesse al proprio centro la dimensione della preghiera, ben difficilmente riuscirebbe ad assolvere al proprio compito. *La [[preghiera]] non è un'interruzione delle cose da fare, ma, al contrario, si interrompe talvolta la preghiera per fare delle cose, e anche nelle altre opere è necessario custodire uno spirito orante. *Non si prega indipendentemente dalla [[vocazione]] ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. *Dal punto di vista umano nulla s'improvvisa e dal punto di vista divino nulla si anticipa. == Altri progetti== {{interprogetto|w}} [[Categoria:Presbiteri italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Teologi italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Cardinali italiani|Piacenza, Mauro]] 6f6sg5fvg03l0gtztf60w8re1wtkvos 1422968 1422967 2026-08-09T04:07:38Z ~2026-43816-88 107991 /* */ 1422968 wikitext text/x-wiki [[File:Card. Piacenza M. festa Ascensione 2022 (cropped).jpg|thumb|Mauro Piacenza nel 2022]] '''Mauro Piacenza''' (1944 – vivente) teologo e cardinale italiano. {{intestazione|''La dura battaglia della chiesa per la castità '', ''Il Foglio'', 16 maggio 2011}} *L'aver separato, all'interno della sessualità, l'aspetto unitivo da quello fecondo, e aver, pertanto, ridotto uno degli atti antropologicamente più rilevanti al suo aspetto meramente istintivo, ha prodotto conseguenze devastanti. *Tutti coloro che sono nati dopo gli anni Settanta-Ottanta, sono cresciuti in un clima culturale pansessualista e ipereroticizzato. *Si crea una situazione di osmosi con tale cultura dominante e, se non si è vigili si finisce con l'essere anestetizzati attraverso una sorta di [[fleboclisi|flebo]] che "goccia-goccia" mondanizza. *Il cuore dell'uomo è fatto per la definitività. *Non è possibile purificare la memoria, senza "fare memoria". *"Fare memoria" significa favorire quel sano realismo, senza il quale è semplicemente impossibile ogni autentico cammino di guarigione! *Nel cattivo uso per mezz'ora di Internet, si possa vedere ciò che, in passato, nemmeno in un'intera esistenza, era dato di incontrare! *Il celibato è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. *Insieme alla chiamata al sacerdozio ministeriale, il Signore permette una fioritura della nostra umanità, una sua purificazione, un'inattesa e straordinaria dilatazione, perché essa diventi progressivamente capace di accogliere, definitivamente, un tale straordinario carisma e di viverlo come suprema testimonianza a Cristo, nella quotidianità dell'esistenza ministeriale. *Il mondo non attacca il nostro agire "sociale", né le nostre opere caritative; esso non può tollerare la testimonianza della castità per il Regno dei Cieli e la conseguente azione educativa, che da essa scaturisce. * "Conversatio nostra in Coelis est"; diversamente in terra ci si agita ma si realizza nulla! *Formarsi a una radicale fedeltà alla santa Messa quotidiana, all'Ufficio divino, all'adorazione eucaristica, all'orazione mentale anch'essa quotidiana, alla preghiera del santo Rosario, che quotidianamente affida a Maria il proprio sacerdozio, è il "quoziente minimo" per poter anche solo sperare di vivere il celibato. *Una comunità seminaristica che non avesse al proprio centro la dimensione della preghiera, ben difficilmente riuscirebbe ad assolvere al proprio compito. *La [[preghiera]] non è un'interruzione delle cose da fare, ma, al contrario, si interrompe talvolta la preghiera per fare delle cose, e anche nelle altre opere è necessario custodire uno spirito orante. *Non si prega indipendentemente dalla [[vocazione]] ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. *Dal punto di vista umano nulla s'improvvisa e dal punto di vista divino nulla si anticipa. * L’essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana, significa concepirsi come partecipi di questa missionarietà della Chiesa stessa.<ref>Citato in ''https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-mauro-piacenza-al-terzo-convegno/'', ''Movimentoapostolico.org'', 28 Settembre 2008.</ref> == Altri progetti== {{interprogetto|w}} [[Categoria:Presbiteri italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Teologi italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Cardinali italiani|Piacenza, Mauro]] kp2d7rdermmqlnznawrnjbg9eicas87 1422969 1422968 2026-08-09T04:08:31Z ~2026-43816-88 107991 /* */ 1422969 wikitext text/x-wiki [[File:Card. Piacenza M. festa Ascensione 2022 (cropped).jpg|thumb|Mauro Piacenza nel 2022]] '''Mauro Piacenza''' (1944 – vivente) teologo e cardinale italiano. {{intestazione|''La dura battaglia della chiesa per la castità '', ''Il Foglio'', 16 maggio 2011}} *L'aver separato, all'interno della sessualità, l'aspetto unitivo da quello fecondo, e aver, pertanto, ridotto uno degli atti antropologicamente più rilevanti al suo aspetto meramente istintivo, ha prodotto conseguenze devastanti. *Tutti coloro che sono nati dopo gli anni Settanta-Ottanta, sono cresciuti in un clima culturale pansessualista e ipereroticizzato. *Si crea una situazione di osmosi con tale cultura dominante e, se non si è vigili si finisce con l'essere anestetizzati attraverso una sorta di [[fleboclisi|flebo]] che "goccia-goccia" mondanizza. *Il cuore dell'uomo è fatto per la definitività. *Non è possibile purificare la memoria, senza "fare memoria". *"Fare memoria" significa favorire quel sano realismo, senza il quale è semplicemente impossibile ogni autentico cammino di guarigione! *Nel cattivo uso per mezz'ora di Internet, si possa vedere ciò che, in passato, nemmeno in un'intera esistenza, era dato di incontrare! *Il celibato è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. *Insieme alla chiamata al sacerdozio ministeriale, il Signore permette una fioritura della nostra umanità, una sua purificazione, un'inattesa e straordinaria dilatazione, perché essa diventi progressivamente capace di accogliere, definitivamente, un tale straordinario carisma e di viverlo come suprema testimonianza a Cristo, nella quotidianità dell'esistenza ministeriale. *Il mondo non attacca il nostro agire "sociale", né le nostre opere caritative; esso non può tollerare la testimonianza della castità per il Regno dei Cieli e la conseguente azione educativa, che da essa scaturisce. * "Conversatio nostra in Coelis est"; diversamente in terra ci si agita ma si realizza nulla! *Formarsi a una radicale fedeltà alla santa Messa quotidiana, all'Ufficio divino, all'adorazione eucaristica, all'orazione mentale anch'essa quotidiana, alla preghiera del santo Rosario, che quotidianamente affida a Maria il proprio sacerdozio, è il "quoziente minimo" per poter anche solo sperare di vivere il celibato. *Una comunità seminaristica che non avesse al proprio centro la dimensione della preghiera, ben difficilmente riuscirebbe ad assolvere al proprio compito. *La [[preghiera]] non è un'interruzione delle cose da fare, ma, al contrario, si interrompe talvolta la preghiera per fare delle cose, e anche nelle altre opere è necessario custodire uno spirito orante. *Non si prega indipendentemente dalla [[vocazione]] ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. *Dal punto di vista umano nulla s'improvvisa e dal punto di vista divino nulla si anticipa. * L’essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana, significa concepirsi come partecipi di questa missionarietà della Chiesa stessa. == Altri progetti== {{interprogetto|w}} [[Categoria:Presbiteri italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Teologi italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Cardinali italiani|Piacenza, Mauro]] i0pvd5uyjoop20iwlwvjs58opuoycqx 1423006 1422969 2026-08-09T07:36:51Z Spinoziano 2297 Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-43816-88|~2026-43816-88]] ([[User talk:~2026-43816-88|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:GryffindorD|GryffindorD]] 1281228 wikitext text/x-wiki [[File:Card. Piacenza M. festa Ascensione 2022 (cropped).jpg|thumb|Mauro Piacenza nel 2022]] '''Mauro Piacenza''' (1944 – vivente), presbitero, teologo e cardinale italiano. {{intestazione|''Maledetti genitali. La dura battaglia della chiesa per la castità '', ''Il Foglio'', 16 maggio 2011}} *L'aver separato, all'interno della sessualità, l'aspetto unitivo da quello fecondo, e aver, pertanto, ridotto uno degli atti antropologicamente più rilevanti al suo aspetto meramente istintivo, ha prodotto conseguenze devastanti. *Tutti coloro che sono nati dopo gli anni Settanta-Ottanta, sono cresciuti in un clima culturale pansessualista e ipereroticizzato. *Si crea una situazione di osmosi con tale cultura dominante e, se non si è vigili si finisce con l'essere anestetizzati attraverso una sorta di [[fleboclisi|flebo]] che "goccia-goccia" mondanizza. *Il cuore dell'uomo è fatto per la definitività. *Non è possibile purificare la memoria, senza "fare memoria". *"Fare memoria" significa favorire quel sano realismo, senza il quale è semplicemente impossibile ogni autentico cammino di guarigione! *Nel cattivo uso per mezz'ora di Internet, si possa vedere ciò che, in passato, nemmeno in un'intera esistenza, era dato di incontrare! *Il celibato è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. *Insieme alla chiamata al sacerdozio ministeriale, il Signore permette una fioritura della nostra umanità, una sua purificazione, un'inattesa e straordinaria dilatazione, perché essa diventi progressivamente capace di accogliere, definitivamente, un tale straordinario carisma e di viverlo come suprema testimonianza a Cristo, nella quotidianità dell'esistenza ministeriale. *Il mondo non attacca il nostro agire "sociale", né le nostre opere caritative; esso non può tollerare la testimonianza della castità per il Regno dei Cieli e la conseguente azione educativa, che da essa scaturisce. * "Conversatio nostra in Coelis est"; diversamente in terra ci si agita ma si realizza nulla! *Formarsi a una radicale fedeltà alla santa Messa quotidiana, all'Ufficio divino, all'adorazione eucaristica, all'orazione mentale anch'essa quotidiana, alla preghiera del santo Rosario, che quotidianamente affida a Maria il proprio sacerdozio, è il "quoziente minimo" per poter anche solo sperare di vivere il celibato. *Una comunità seminaristica che non avesse al proprio centro la dimensione della preghiera, ben difficilmente riuscirebbe ad assolvere al proprio compito. *La [[preghiera]] non è un'interruzione delle cose da fare, ma, al contrario, si interrompe talvolta la preghiera per fare delle cose, e anche nelle altre opere è necessario custodire uno spirito orante. *Non si prega indipendentemente dalla [[vocazione]] ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. *Dal punto di vista umano nulla s'improvvisa e dal punto di vista divino nulla si anticipa. == Altri progetti== {{interprogetto|w}} [[Categoria:Presbiteri italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Teologi italiani|Piacenza, Mauro]] [[Categoria:Cardinali italiani|Piacenza, Mauro]] efvcoa2izpbuxlxft6mejewuu9f5og4 1423007 1423006 2026-08-09T07:51:45Z Spinoziano 2297 sistemazioni 1423007 wikitext text/x-wiki [[File:Card. Piacenza M. festa Ascensione 2022 (cropped).jpg|thumb|Mauro Piacenza nel 2022]] '''Mauro Piacenza''' (1944 – vivente), cardinale e arcivescovo italiano. {{int|''[https://www.ilfoglio.it/%7Bmain_section.full_slug%7D/2020/08/11/news/maledetti-genitali-la-dura-battaglia-della-chiesa-per-la-castita--308155 Maledetti genitali. La dura battaglia della chiesa per la castità]''|''ilfoglio.it'', 15 maggio 2011|h=2}} *L'aver separato, all'interno della sessualità, l'aspetto unitivo da quello fecondo, e aver, pertanto, ridotto uno degli atti antropologicamente più rilevanti al suo aspetto meramente istintivo, ha prodotto conseguenze devastanti [...]. *[...] tutti coloro che sono nati dopo gli anni Settanta-Ottanta, sono cresciuti in un clima culturale pansessualista e ipereroticizzato [...]. *Si crea una situazione di osmosi con tale cultura dominante e, se non si è vigili si finisce con l'essere anestetizzati attraverso una sorta di [[fleboclisi|flebo]] che "goccia-goccia" mondanizza. *Il cuore dell'uomo è fatto per la definitività. *Non è possibile purificare la memoria, senza "fare memoria". *"Fare memoria" significa favorire quel sano realismo, senza il quale è semplicemente impossibile ogni autentico cammino di guarigione! *Nel cattivo uso per mezz'ora di Internet, si possa vedere ciò che, in passato, nemmeno in un'intera esistenza, era dato di incontrare! *Il [[celibato]] è, per eccellenza, quel nuovo orizzonte, che forse mai prima avevamo immaginato, e che l'incontro con Cristo ha radicalmente disvelato. *Insieme alla chiamata al sacerdozio ministeriale, il Signore permette una fioritura della nostra umanità, una sua purificazione, un'inattesa e straordinaria dilatazione, perché essa diventi progressivamente capace di accogliere, definitivamente, un tale straordinario carisma e di viverlo come suprema testimonianza a Cristo, nella quotidianità dell'esistenza ministeriale. *Il mondo [...] non attacca il nostro agire "sociale", né le nostre opere caritative; esso non può tollerare la testimonianza della castità per il Regno dei Cieli e la conseguente azione educativa, che da essa scaturisce. *[...] "Conversatio nostra in Coelis est"; diversamente in terra ci si agita ma si realizza nulla! *Formarsi a una radicale fedeltà alla santa Messa quotidiana, all'Ufficio divino, all'adorazione eucaristica, all'orazione mentale anch'essa quotidiana, alla preghiera del santo Rosario, che quotidianamente affida a Maria il proprio sacerdozio, è il "quoziente minimo" per poter anche solo sperare di vivere il celibato. *Una comunità seminaristica che non avesse al proprio centro la dimensione della preghiera, ben difficilmente riuscirebbe ad assolvere al proprio compito. *La [[preghiera]] non è un'interruzione delle cose da fare, ma, al contrario, si interrompe talvolta la preghiera per fare delle cose, e anche nelle altre opere è necessario custodire uno spirito orante. *Non si prega indipendentemente dalla [[vocazione]] ricevuta, ma, partendo da essa, ci si pone davanti al Signore quasi pregustando le dolcezze del ministero. *Dal punto di vista umano nulla s'improvvisa e dal punto di vista divino nulla si anticipa. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piacenza, Mauro}} [[Categoria:Arcivescovi italiani]] [[Categoria:Cardinali italiani]] 03m3vsmkqv0ukbudmmncdh07gkpxx0j Innamoramento 0 63828 1423017 1418227 2026-08-09T08:29:33Z Spinoziano 2297 +1 1423017 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Just love 2.jpg|thumb|Due innamorati]] Citazioni sull''''innamoramento''' e gli '''innamorati'''. ==Citazioni== *Capii subito di essere innamorato, i primi sintomi furono immediati. Non so se succede anche a voi, ma a me viene il mal di mare. (''[[Prendi i soldi e scappa]]'') *Charley sapeva che cosa significhi essere innamorati. Sapeva che chi è innamorato si sente pieno di amicizia verso tutti gli uomini, che farebbe qualunque cosa al mondo per la ragazza amata, che non può sopportare l'idea di procurarle un dispiacere, né può fare a meno di domandarsi che cosa lei veda in lui, poiché, naturalmente, lei è meravigliosa, grande, e lui è appena degno di tenerle la candela. ([[William Somerset Maugham]]) *Che cos'è l'innamoramento? È lo stato nascente di un movimento collettivo a due. ([[Francesco Alberoni]]) *Chi è innamorato non aspetta che gli altri si innamorino. ([[Aldo Capitini]]) *Ci sono due buoni motivi per innamorarsi: uno è che l'oggetto del proprio amore sia diverso da ogni altro uomo, un animo raro, come [[George Gordon Byron|Lord Byron]]; l'altro è che sia come tutti gli altri, solo superiore. (''[[Il tesoro dell'Africa]]'') *Colui che cerca di ottenere sempre qualche cosa dall'essere amato, non è un innamorato, ma un commerciante. ([[Michel Quoist]]) *Cos'è un uomo innamorato, se non un uomo a cui piace guardare la sua donna mentre dorme? ([[Alessandro Cattelan]]) *Cosa succede quando ci innamoriamo? In risposta a determinati stimoli, il nostro ipotalamo rilascia una notevole quantità di endorfine. Sì, ma perché proprio quella donna o quell'uomo? C'è per caso un rilascio di feromoni senza odori che corrispondono a un segnale genetico complementare? Oppure riconosciamo le caratteristiche fisiche? (''[[Mr. Nobody]]'') *Dell'amore ci si innamora. Allora lui dice: quello che io vedevo era sempre uguale, non è per questo che non mi ricordo bene, ero io che cambiavo continuando a guardare. Quando una donna si innamora di un uomo, o un uomo di una donna, si guarda negli occhi di quella donna. E all'inizio è una donna come tutte, e si guarda. Poi ci si innamora di quello sguardo e gli occhi nostri vanno dentro a quello sguardo, innamorati. Lei è sempre la stessa donna di prima, ma noi non siamo più gli stessi. Quante volte con gli amici, quando ci si innamora, si guarda una donna in una maniera diversa. Ti chiedono: che ti è successo? Niente, guardavo. Lei è sempre la stessa donna, ma noi, quando ci si innamora si diventa tutta un'altra cosa. Siamo noi che siamo diversi. ([[Roberto Benigni]]) *È come se mi fossi innamorata di una stella splendente, e pensassi di sposarla, tanto lui è al di sopra di me. ([[William Shakespeare]]) *Gli innamorati si aprono varchi ovunque, non per nulla il loro protettore ha le ali. ([[Jean de La Fontaine]]) *Gli innamorati sono come l'alba e il tramonto: non c'è giorno che ne sia privo, ma è ben difficile poterli scorgere. ([[Samuel Butler]]) *Gli innamorati sono tutti maghi. ([[Svjatlana Aleksievič]]) *Ho capito in quell'istante di essere veramente innamorato, ma nel senso della parola inglese: "in love". Forse non eravamo nemmeno due persone innamorate l'una dell'altra, ma innamorate di ciò che ci univa. ([[Fabio Volo]]) *I litigi tra gli innamorati completano l'amore. ([[Publio Terenzio Afro]]) *Il [[bontà e cattiveria|malvagio]] pensa sempre a sé, il [[bontà e cattiveria|buono]] qualche volta agli altri: il più buono è l'innamorato. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Il tempo passa in fretta per gli innamorati. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Innamorarsi di una donna non è difficile. Difficile è amarla. ([[Guido Morselli]]) *Innamorarsi è dar vita ad una religione il cui dio è fallibile. ([[Jorge Luis Borges]]) *Innamorarsi è lasciare i piedi vagare per le lande senza una bussola: gli occhi sono l'unica realtà. (''attribuita a [[Jim Morrison]]'') *Innamorarsi è una droga, amare è una medicina. ([[Fabio Volo]]) *Innamorarsi è un lusso, chi non può permetterselo finge. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Innamorarsi non è certo la cosa più sciocca che fa la gente; però la forza di gravità non c'entra per niente! ([[Albert Einstein]]) *Innamorarsi veramente significa entrare in una dimensione del tutto differente, cambiare pianeta. Significa spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un nuovo punto di riferimento. I riflettori della nostra mente illuminano un'unica immagine: quella di lei (o di lui). Il resto rimane sullo sfondo. ([[Piero Angela]]) *Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! (''[[La tigre e la neve]]'') *Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia. È come se fosse una forma di [[follia]] socialmente accettabile. (''[[Lei (film 2013)|Lei]]'') *«Io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» ([[Thomas Malory]]) *L'amore è una pericolosa malattia che a differenza del morbillo o della varicella rischia di contagiarci più volte nel corso della nostra esistenza. "Ti amerò per sempre", "sei la donna della mia vita" ma soprattutto "non ci lasceremo mai" sono le tipiche frasi che ci diciamo quando siamo innamorati. Chi di voi le ha dette almeno una volta? {{NDR|tutti alzano la mano}} Ecco... perché evidentemente non sapete che la [[dopamina]], neurotrasmettitore, cresce durante la fase dell'innamoramento... Diciamo che questa dopamina è una specie di droga naturale che ci porta a vedere il mondo a cuoricini, ma questi valori tendono a normalizzarsi nell'arco di un paio d'anni... Ragazzi, è scientificamente dimostrato: l'amore, romantico e passionale, finisce dopo nemmeno mille giorni dal nostro primo bacio. (''[[Ex (film)|Ex]]'') *L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è il desiderio di accoppiarsi ogni istante della giornata, non è restare svegli alla notte immaginando che lui sia lì a baciare ogni parte del tuo corpo. Non arrossire, ti sto dicendo delle verità. Questo è semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo. (''[[Il mandolino del capitano Corelli]]'') *L'innamorato chiede in modo diverso dal curioso. Lo toccano ancora la luce e le ombre della caccia cosmica. E ancora gli si avvicina la grande cacciatrice, la dea Luna, mentre Atteone, per la sua febbrile curiosità, viene sbranato dai suoi propri cani. [...] Meraviglioso in questo grande mito è il modo in cui Chirone, precettore di Atteone, calma i cani. Crea un'immagine del loro padrone, e i cani le si riuniscono attorno, rappacificati. ([[Ernst Jünger]]) *La maggior parte delle persone, quando sono innamorate, inventano ogni sorta di ragioni per convincersi che è ragionevole fare ciò che vogliono! Questa è forse la spiegazione di tanti [[Matrimonio|matrimoni]] disastrosi. Costoro si possono paragonare a quelli che affidano i loro affari a un ladro notorio che sia per caso un loro amico intimo, rifiutandosi di credere che il ladro è prima di tutto un ladro e poi un amico, e convinti che, anche se disonesto con gli altri, non lo sarà con loro. ([[William Somerset Maugham]]) *Le persone che si innamorano diventano delle facili prede. Io non sono mai stato ingannato dalla facile illusione dei sentimenti come lo siete stati voi. (''[[Ken il guerriero 2]]'') *Le vie di mezzo, anche per gli innamorati, sono sempre garanzia di fallimento. ([[Tomás Eloy Martínez]]) *Lo dico sempre: innamorarsi fa male alla salute! (''[[Kirby (serie animata)|Kirby]]'') *– Ma come si capisce se si è innamorati?<br>– Be', c'è qualcosa in te che si muove, la presenza di un essere. È qualcosa di incontrollabile; che fa battere il cuore, generalmente. È un'attrazione, un desiderio. È molto bello. Quindi non bisogna porsi troppe domande, capisci? È uno stato di fatto. Non ci pensi e tutto a un tratto è la felicità, o meglio la speranza della felicità. (''[[Uomini di Dio]]'') *''Mi sono innamorato di te | perché non avevo niente da fare; | il giorno volevo qualcuno da incontrare, | la notte volevo qualcosa da sognare.'' ([[Luigi Tenco]]) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un innamorato.»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. ([[Thomas Malory]]) *Nell'innamoramento la persona più semplice e sprovveduta è costretta, per esprimersi, ad usare il linguaggio della poesia, della sacralità e del mito. ([[Francesco Alberoni]]) *Non è facile badare alla convenienza quando si è innamorati. ([[Menandro]]) *Non mi piace essere innamorato... per me è come una grande malattia. Non mi sento felice, mi sento sconvolto. ([[Andrej Arsen'evič Tarkovskij]]) *''Non perderti per niente al mondo | lo spettacolo d'arte varia di uno innamorato di te.'' ([[Paolo Conte]]) *Ogni anima che Dio crea, la crea innamorata. ([[Ernesto Cardenal]]) *– Perché la gente si innamora?<br>– E che diavolo ne so? Suppongo che sia come due gocce di pioggia che cadono: si incontrano e diventano una sola. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]'') *Quando si è innamorati, si comincia sempre ingannando sé stessi e si finisce sempre ingannando gli altri. È quello che il mondo chiama sentimentalismo. ([[Oscar Wilde]], ''[[Il ritratto di Dorian Gray]]'') *Quando sono innamorata sono migliore. Non significa per forza innamorata di qualcun altro. Potrei essere anche solo innamorata di me stessa. Quando non sei sola c'è qualcosa di incredibile, quando puoi affrontare il mondo con un'altra persona. ([[Cara Delevingne]]) *– Sei innamorato, è una cosa dolcissima.<br>– Non per niente dolcissima! È una specie di malattia: sono andato a letto una volta con Robin e mi sono beccato i sentimenti, in una forma molto grave e nonostante le precauzioni. (''[[How I Met Your Mother (quarta stagione)|How I Met Your Mother]]'') *Solo le cameriere si innamorano. ([[Gianni Agnelli]]) *Sono così innamorati che hanno dimenticato l'amore. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Voglio innamorarmi in modo che la sola vista di un uomo, anche a un isolato di distanza, mi faccia tremare, penetrandomi tutta, mi indebolisca, mi faccia sussultare addolcendomi e sciogliendomi qualcosa tra le gambe. È così che voglio innamorarmi, così totalmente che il solo pensiero di lui mi porti all'orgasmo. ([[Anaïs Nin]]) ===[[Lucio Battisti]]=== *''Aver paura d'innamorarsi troppo, | non disarmarsi per non sciupare tutto, | non dire niente per non tradir la mente, | è un leggero dolore che però io non so più sopportare.'' *''Aver paura di confessare tutto | per il pudore d'innamorarsi troppo, | finger che anch'io le altre donne vedo, | è un leggero dolor temere di mostrarsi interamente nudo | e soffocare la sana gelosia | e controllarsi non dirti che sei mia.'' *''Si sopravvive a tutto per innamorarsi.'' ===[[François de La Rochefoucauld]]=== *Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero mai sentito parlare dell'amore. *Ci sono persone così piene di sé che, quando sono innamorate, trovano il modo di occuparsi della loro passione senza occuparsi della persona che amano. *Gli innamorati non si annoiano mai di stare insieme perché parlano sempre di se stessi. *Un gentiluomo si può innamorare come un pazzo, ma non come uno sciocco. ==Proverbi== *Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio. ([[Proverbi italiani|italiano]]) *Chi s'annammora d<nowiki>'</nowiki>'e capille e d<nowiki>'</nowiki>'e diente, s'annammora 'e niente... ([[Proverbi napoletani|napoletano]]) *Con la disperazione degli innamorati mai non la volse Orlando. ([[Proverbi toscani|toscano]]) *L'innamorato vuol esser solo, savio, sollecito e segreto. ([[Proverbi toscani|toscano]]) ==Voci correlate== *[[Amore]] *[[Coppia]] *[[Passione]] *[[Relazione]] *[[Ti amo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'|wikt}} [[Categoria:Amore]] [[Categoria:Casi]] [[Categoria:Psicologia sociale]] byh5m3qhoce49sevc8ayn73sgcvce55 Ted 0 79718 1422942 1422677 2026-08-08T16:48:02Z ~2026-39925-27 107788 /* Frasi */ 1422942 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Ted |titolooriginale=Ted |paese= USA |anno= 2012 |genere= commedia |regista=[[Seth MacFarlane]] |sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]] |attori= *[[Mark Wahlberg]]: John Bennett *[[Mila Kunis]]: Lori Collins *[[Giovanni Ribisi]]: Donny *[[Patrick Warburton]]: Guy *[[Joel McHale]]: Rex *[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn *[[Jessica Stroup]]: Tracy *[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry *[[Ralph Garman]]: Steve Bennett *[[Alex Borstein]]: Helen Bennett *[[Sam J. Jones]]: se stesso *[[Norah Jones]]: se stessa *[[Tom Skerritt]]: se stesso *[[Ray Romano]]: se stesso *[[Ted Danson]]: se stesso *[[Ryan Reynolds]]: Jared |doppiatorioriginali = *[[Seth MacFarlane]]: Ted *[[Zane Cowans]]: Ted da giovane *[[Patrick Stewart]]: narratore |doppiatoriitaliani = *[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett *[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane *[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins *[[Mino Caprio]]: Ted *[[Marco Guadagno]]: Donny *[[Roberto Draghetti]]: Guy *[[Alessio Cigliano]]: Rex *[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn *[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas *[[Andrea Di Maggio]]: Robert *[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones *[[Massimo Corvo]]: narratore |note= }} '''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''') *Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}} *Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''') *Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}} *''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del [[Cielo|ciel]]! Prrrr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}} *Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''') *{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}} *{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}} *La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''') *John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''') *Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''') *Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci? *'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo! *'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah... *'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda? *'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare! *{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna. *'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo! *'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!! *'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai? *'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida! *'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie! *'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]! *'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}} *'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle! *'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli! *'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}} *'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film comici]] lkcg6w9j3uymj9xxz1ifmt17eozgovn 1422949 1422942 2026-08-08T18:23:23Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-39925-27|~2026-39925-27]] ([[User talk:~2026-39925-27|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:~2026-37621-30|~2026-37621-30]] 1422677 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Ted |titolooriginale=Ted |paese= USA |anno= 2012 |genere= commedia |regista=[[Seth MacFarlane]] |sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]] |attori= *[[Mark Wahlberg]]: John Bennett *[[Mila Kunis]]: Lori Collins *[[Giovanni Ribisi]]: Donny *[[Patrick Warburton]]: Guy *[[Joel McHale]]: Rex *[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn *[[Jessica Stroup]]: Tracy *[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry *[[Ralph Garman]]: Steve Bennett *[[Alex Borstein]]: Helen Bennett *[[Sam J. Jones]]: se stesso *[[Norah Jones]]: se stessa *[[Tom Skerritt]]: se stesso *[[Ray Romano]]: se stesso *[[Ted Danson]]: se stesso *[[Ryan Reynolds]]: Jared |doppiatorioriginali = *[[Seth MacFarlane]]: Ted *[[Zane Cowans]]: Ted da giovane *[[Patrick Stewart]]: narratore |doppiatoriitaliani = *[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett *[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane *[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins *[[Mino Caprio]]: Ted *[[Marco Guadagno]]: Donny *[[Roberto Draghetti]]: Guy *[[Alessio Cigliano]]: Rex *[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn *[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas *[[Andrea Di Maggio]]: Robert *[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones *[[Massimo Corvo]]: narratore |note= }} '''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''') *Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}} *Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''') *Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}} *''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}} *Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''') *{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}} *{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}} *La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''') *John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''') *Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''') *Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci? *'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo! *'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah... *'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda? *'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare! *{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna. *'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo! *'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!! *'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai? *'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida! *'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie! *'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]! *'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}} *'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle! *'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli! *'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}} *'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film comici]] my75yxkr2emsqax24x1x1v4zyq7doqp Il Mereghetti 0 81416 1423011 1422686 2026-08-09T08:22:03Z Spinoziano 2297 /* U */ 1423011 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] 8bd7hok04h4op7bt8dxfo6qwps4iao1 Il Morandini 0 86658 1423009 1422687 2026-08-09T08:04:51Z Spinoziano 2297 /* U */ 1423009 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] 0gqfrtmmp7gsmgc8v6bjh2fee0g0xlf Wild Wild West 0 96146 1422930 1422662 2026-08-08T14:19:32Z Giornada 5168 aggiunto dialogo 1422930 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo=Wild Wild West |titolooriginale=Wild Wild West |paese=Usa |anno=1999 |genere=Commedia, azione, fantascienza e western. |regista=[[Barry Sonnenfeld]] |sceneggiatore=[[Ed Solomon]], [[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]], [[Brent Maddock]], [[S. S. Wilson]]. |attori= * [[Will Smith]]: James West * [[Kevin Kline]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]] * [[Kenneth Branagh]]: Dr. Arliss Loveless * [[Salma Hayek]]: Rita Escobar * [[M. Emmet Walsh]]: Coleman * [[Musetta Vander]]: Munitia * [[Bai Ling]]: Miss East * [[Frederique Van Der Wal]]: Amazonia * [[Sofia Eng]]: Miss Lippenreider * [[Ted Levine]]: Generale Mcgrath |doppiatoriitaliani = * [[Sandro Acerbo]]: James West * [[Cesare Barbetti]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]] * [[Antonio Sanna]]: Dr. Arliss Loveless * [[Cristina Boraschi]]: Rita Escobar * [[Dario Penne]]: Generale Mcgrath }} '''''Wild Wild West''''', film statunitense del 1999 di [[Barry Sonnenfeld]], con [[Will Smith]] e [[Kevin Kline]]. ==Frasi== * Ehi, Gordon. Ma tu delle [[tasca|tasche]] hai mai sentito parlare? ('''James West''') * Avete tutti l'aria di aver visto un fantasma. E invece sono proprio io, amici. Come vedete sono sano e salvo! Be', sano forse no. Forse noi sudisti abbiamo perso la guerra, ma non abbiamo perso il nostro senso dell'umorismo! No, neanche dopo aver perso un polmone, la milza, la vescica, due gambe, almeno un metro e mezzo abbondante di intestino tenue nonché la possibilità di riprodursi, tutto ciò in nome del Sud!!! EPPURE LO ABBIAMO FORSE PERSO IL SENSO DELL'UMORISMO?! ('''Dr. Arliss Loveless''') * Impiccatelo!! ('''Artemus Gordon''') * Oggi io sono fiero di poter sedere qui di fronte a tutti voi, a dirvi che tutti i torti fatti saranno riparati, che il passato diventerà presente, e che gli Stati Uniti saranno divisi! La Gran Bretagna riavrà il possesso delle Tredici Colonie originali, a eccezione di [[Manhattan]], la [[Florida]] e la fontana della giovinezza torneranno alla [[Spagna]], [[Texas]], [[Nuovo Messico]], [[California]] e [[Arizona]] ''revuelven a [[Messico|México]]'', e un pezzetto resterà a me per la vecchiaia. ('''Dr. Arliss Loveless''') ==Dialoghi== *'''James''': Esercito degli Stati Uniti! Levati dai piedi, ragazza!<br/>'''Gordon''' {{NDR|travestito da donna, togliendosi la parrucca}}: Ma quale ragazza! Sono uno sceriffo degli Stati Uniti! *'''Gordon''' {{NDR|camuffato come il presidente [[Ulysses S. Grant]]}}: Scusa, Jimmy, ci sono state molte minacce di morte. Il gabinetto mi ha costretto a ingaggiare quei dannati detective. Un drink? Un sigaro?<br/>'''James''': Ah, con molto piacere, signore.<br/>'''Gordon''': Ho saputo che ti sei fatto scappare il generale McGrath.<br/>'''James''': Non è andata precisamente così, signore. Un mezzo finocchio mascherato da puttana...<br/>'''Gordon''': Artemus Gordon.<br/>'''James''': Lo conoscete?<br/>'''Gordon''': Certo che lo conosco, è il migliore sceriffo che ho: un vero genio. Gordon ha dato prova più di una volta di essere un uomo molto astuto, con un cervello fuori dalla norma. Niente può impedirgli di portare a termine una missione per il suo presidente, eccetto forse le azioni impulsive di una testa dura che...<br/>'''James''' {{NDR|puntandogli la pistola al volto}}: Ma voi chi siete?<br/>'''Gordon''': Come sarebbe a dire, "chi sono?" Io sono il presidente degli Stati Uniti!<br/>'''James''': Risposta sbagliata. {{NDR|spara al soffitto e cadono calcinacci}}. Allora, chi siete?<br/>'''Gordon''': Ho detto che sono il presidente {{NDR|James arma la pistola}} Sono Artemus Gordon. Come l'hai capito?<br/>'''James''' {{NDR|tocca con la pistola la mano di Gordon}}: Il presidente ha frequentato West Point. Il tuo anello è di [[Università Harvard|Harvard]].<br/>'''Gordon''': Molto perspicace. *'''Gordon''': Ti presento il professor Thaddeus Morton, rapito dall'[[MIT]] sei mesi fa. Esperto nel campo della metallurgia, ritrovato così in un campo di erba medica.<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo!<br/>'''Gordon''': Questo collare magnetico è stato rinvenuto a circa due metri di distanza dal suo corpo; non ho ancora capito che cosa sia<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo!<br/>'''Gordon''': Secondo la moderna teoria della retina, l'ultima immagine che una persona morente vede resta impressa nei bulbi oculari come una foto. Forse troviamo una traccia. {{NDR|accende il dispositivo collegato alla testa}} Ecco l'ultima immagine vista da Morton.<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo.<br/>'''Gordon''' {{NDR|guardando l'immagine proiettata}}: La rifrazione delle lenti fa apparire l'immagine sottosopra, quindi basta girare... {{NDR|fa ruotare la testa di 180°}}<br/>'''James''': Questa... è... la testa... di un uomo. *'''James''': Jim West non indossa costumi.<br/>'''Gordon''': Come vuoi, allora qual è il tuo piano?<br/>'''James''': Molto semplice: mi presento lì come agente governativo e faccio secco il Generale Massacro McGrath.<br/>'''Gordon''': Un negro armato vestito da cowboy in una stanza piena di bianchi che possedevano schiavi? Vinceresti il primo premio. Dammi retta, un buon travestimento è quanto che ci serve per entrare alla festa, e per riuscire a trovare gli scienziati rapiti prima che vengano costretti a creare qualcosa che distruggerà gli Stati Uniti. Noi siamo stati scelti tra molti dal Presidente in persona, è in gioco la nostra libertà, questo è il nostro dovere di uomini. Adesso, tu ti vesti da marinaio e io farò la ragazza da saloon. *'''James''': Vorrei avere la vostra cortese attenzione per un momento. Mi sembra che stasera, ci siano stati, come dire, parecchi equivoci. E vorrei sprecare un po di tempo per chiarirli. <br/>'''Persona''': È meglio per te. <br/>'''James''': Prima di tutto, ho suonato il tamburo sulle poppe della signorina. Il fatto è che al mio paese...<br/>'''Persona''': Georgia?<br/>'''James''': Africa. I miei antenati usavano i tamburi per comunicarsi le notizie, fra i villaggi. Sono sicuro che siamo tutti d'accordo che con questa attrezzatura si potrebbe comunicare fino a Baton Rouge. {{NDR|Persone rumoreggiano}} Siete d'accordo è? Anzi con il vento favorevole, potremmo arrivare fino al Texas. Tutto quello che ho detto alla signorina è stato: "Che eleganza e molto piacere io mi chiamo Jim, e come sta mamma?" . Si, lo so vi ho chiamato zappaterra e ho la sensazione che voi l'abbiate preso come un insulto.<br/>'''Persona''': Certo!<br/>'''James''': Allora proviamo a scomporre la parola. La prima parola è zappa, l'orgoglio del lavoratore, forte e potente e la seconda parola è terra, è terra, ok non mi viene in mente niente per terra al momento, ma basta e avanza la zappa e secondo me ne dovete essere più che fieri. E detto tra noi anche questa cosa della schiavitù, io non capisco perché bisogna farla tanto lunga, comunque, ma scusate a chi non piacerebbe avere qualcuno che lavora al posto suo, che lo accudisce. Per esempio vi piacerebbe, alzare quelle belle e grassose chiappe la mattina ed andare a raccogliere il cotone. Ah ah ah non credo proprio. Quindi coraggio torniamo tutti dentro andiamo a farci un goccetto. Vediamo di rallegrare un po' questo mortorio.<br/>'''Persona''': Basta, impicchiamolo.<br/>'''James''': No, basta, calma, calma aspettate un momento. Signori, avete di fronte a voi un uomo che si rende conto di avere sbagliato. Signorina, vorrei avere la possibilità di rimediare. Volete sposarmi? {{NDR|Rumoreggiare generale}} Significa no, allora state a sentire, vi sentirete meglio se vi dicessi che vi credevo un uomo. {{NDR|La signorina sviene}} *'''Loveless''' {{NDR|sul suo ragno meccanico}}: Guarda guarda, questa sì che è una coincidenza! Vado a fare la mia solita cavalcata mattutina, e proprio nel bel mezzo di niente mi imbatto nel generale Ulysses S. Grant in persona! Non siamo mai stati presentati come si deve: sono il dottor Arliss Loveless, in forza all'esercito confederato.<br/>'''Grant''': Piacere, dottor Loveless. Il vostro ragno è veramente eccezionale. Che cosa posso fare per voi?<br/>'''Loveless''': Ah, possiedo un'umile dimora qui vicino. Spero che accettiate la mia ospitalità: avrei una piccola proposta da farvi.<br/>'''Grant''': Di quale proposta si tratta?<br/>'''Loveless''': La immediata resa senza condizioni del governo degli Stati Uniti d'America alla Confederazione Arliss Loveless!<br/>'''Grant''': Non mi risultava che fossimo in guerra, quindi mi prendete, come dire, di sorpresa. Non ho portato con me lo scacciamosche. <br/>'''Loveless''' {{NDR|attiva il lanciafiamme e distrugge una locomotiva}}: La cosa vi è più chiara adesso?<br/>'''Gordon''' {{NDR|esce da dietro la locomotiva camuffato da Grant}}: Peer le faccende che riguardano la guerra, la persona con la quale dovete trattare sono io. <br/>'''Loveless''': Se non è troppo disturbo, posso chiedervi chi siete?<br/>'''Grant''': Io sono il presidente degli Stati Uniti. {{NDR|indicando Grant}} Quest'uomo è solo un attore che è stato ingaggiato per sostituirmi nelle occasioni pubbliche, anche se non è un granché in questa parte: è troppo grasso e poco spiritoso.<br/>'''Grant''' {{NDR|sottovoce, a Gordon}}: Avete una gran faccia tosta, Gordon. Dov'è West? Sapete com'è fatto! {{NDR|West intanto si arrampica su una zampa del ragno meccanico}}<br/>'''Gordon''': Portate via quest'uomo! Capitano! Tenente! Sergente! Soldato semplice! {{NDR|non accorre nessuno}} Ora potete andare, signore! Muoversi!<br/>'''Loveless''': Prendiamoli tutti e due! {{NDR|getta una rete che li cattura e li solleva al ragno}}<br/>'''Grant''': Questo faceva parte del vostro piano, Gordon?<br/>'''Gordon''': Sono al vostro fianco, signore. È questo che conta. *{{NDR|Loveless e West si trovano a penzolare dal ragno meccanico sopra un burrone}}<br/>'''Loveless''': Che io sia maledetto per l'eternità! Come ci siamo finiti in questa oscura situazione?<br/>'''James''': Ah, non ne ho idea, dottor Loveless. Sono stupefatto quanto voi.<br/>'''Loveless''': Devo affrontare un problema piuttosto difficile: da un lato c'è l'incommensurabile amore che nutro per la mia persona, dall'altro l'enorme, atavico odio che provo per voi. Vi potrei uccidere facilmente, signor West: mi basterebbe tirare questa leva, ma dovrei morire anch'io con voi. Capite il mio dilemma? Devo prendere una decisione.<br/>'''James''' {{NDR|afferrando la leva}}: Se permettete, decido io per voi, Loveless.<br/>'''Loveless''': Mio caro West, voi forse sembrate un diavolaccio nero dell'inferno, ma in realtà voi siete un vigliacco. Il coraggio di ucciderci tutti e due non l'avrete mai! {{NDR|James tira la leva e, cadendo, riesce ad aggrapparsi a una catena penzolante, mentre Loveless precipita nel burrone}} ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Wild Wild West''|w=Wild Wild West}} [[Categoria:Film commedia fantascientifica]] [[Categoria:Film western]] 6lo16xr1zrhg14lhzkwew290rg87hve Circonferenza 0 108175 1423022 862456 2026-08-09T09:08:17Z CommonsDelinker 1592 Replacing Squaring_the_circle.jpg with [[File:Squared_circle_(Emblem_XXI,_Atalanta_Fugiens,_1618).jpg]] (by [[:c:User:CommonsDelinker|CommonsDelinker]] because: [[:c:COM:FR|File renamed]]: [[:c:COM:FR#FR3|Criterion 3]] (obvious error) · Obvious error: mis 1423022 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Squared circle (Emblem XXI, Atalanta Fugiens, 1618).jpg|thumb|La quadratura filosofale del cerchio, xilografia di [[Michael Maier]], da ''Atalanta fugiens'', emblema XXI, 1618]] Citazioni sulla '''circonferenza'''. *Comune infatti è il principio e la fine nella circonferenza del cerchio. ([[Eraclito]]) *Non esiste una tangente che tocchi la circonferenza in un punto solo, come vuole la [[geometria]]. ([[Protagora]]) ==Voci correlate== *[[Cerchio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} {{stub}} [[Categoria:Geometria]] o3d53a0hmozk3ox976d80kb3ki59hve Pozzanghera 0 109825 1422983 1372398 2026-08-09T07:12:35Z ~2026-43727-16 108006 1422983 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:PKIN Warszawa.jpg|thumb|right|Una pozzanghera per terra]] Citazioni sulla '''pozzanghera'''. *I ragazzi son capaci di vedere l'avventura in una comune pozzanghera di acqua porca. ([[Robert Baden-Powell]]) *''Oggi mi sento una pozzanghera se l'ansia mi afferrta | con lo sguardo verso il cielo ma il morale per terra.'' ([[Coma Cose]]) *Se voi farete il vostro ingresso dal lato della piazza, vi soffermerete certo ad ammirarne la vista: v'è una pozzanghera, una superba pozzanghera! Unica, quale mai ne vedeste di simili! Occupa quasi tutta la piazza. Stupenda pozzanghera! Case e casette, che da lontano si possono scambiare per biche di fieno, la circondano, e stupiscono della sua venustà. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Acqua]] [[Categoria:Meteorologia]] dfrj92egkbhcvatefjua1sbomvow6no 1423003 1422983 2026-08-09T07:24:40Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] 1372398 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:PKIN Warszawa.jpg|thumb|right|Una pozzanghera per terra]] Citazioni sulla '''pozzanghera'''. *I ragazzi son capaci di vedere l'avventura in una comune pozzanghera di acqua sporca. ([[Robert Baden-Powell]]) *''Oggi mi sento una pozzanghera se l'ansia mi afferra | con lo sguardo verso il cielo ma il morale per terra.'' ([[Coma Cose]]) *Se voi farete il vostro ingresso dal lato della piazza, vi soffermerete certo ad ammirarne la vista: v'è una pozzanghera, una superba pozzanghera! Unica, quale mai ne vedeste di simili! Occupa quasi tutta la piazza. Stupenda pozzanghera! Case e casette, che da lontano si possono scambiare per biche di fieno, la circondano, e stupiscono della sua venustà. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Acqua]] [[Categoria:Meteorologia]] 0abt8erjancg4o22efbo3jsurt6fzy9 Utente:Skekzilla 2 110782 1423020 1422826 2026-08-09T08:50:57Z Skekzilla 17056 /* Guia Soncini */ 1423020 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) hnwagpop13vzzwxdbw0e7kuj7h5rzqd 1423023 1423020 2026-08-09T09:34:28Z Skekzilla 17056 1423023 wikitext text/x-wiki ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Cristina Battocletti]]=== *Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante. *Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto. *Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra. *Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Giulio Meotti]]=== *Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice. *Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici. *Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale. ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Massimiliano Smeriglio]]=== {{cronologico}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== {{cronologico}} *La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità. *Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi. *Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus. *Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto. *Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso. *Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più. *[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici. *All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile. *Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) p1poudqlxkjiiq32mxfsbs5el1eh29a Sindrome di Kessler 0 112312 1422991 1034736 2026-08-09T07:15:29Z ~2026-43727-16 108006 1422991 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Debris-LEO1280.jpg|thumb|right|Rappresentazione dei detriti spaziali orbitanti intorno alla Terra]] Citazioni sulla '''sindrome di Gemelle Kessler'''. *– Ora ho capito, il loro scopo è creare la sindrome di Kessler.<br />– Mai, che cos'è?<br />– Generare detriti che ne producano di nuovi. Quando un detrito colpisce un corpo celeste artificiale, questo si frantuma: i frammenti si scontrano con altri oggetti creando nuovi residui. Un singolo detrito può generare miliardi di frammenti in un tempo brevissimo. (''[[Planetes]]'') ==Voci correlate== *[[Reazione a catena]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[categoria:Astronautica]] [[Categoria:Temi tipici della fantascienza]] bzid53yq2q3ujeqrctd06ijjclxs30q 1422997 1422991 2026-08-09T07:21:40Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] 1034736 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Debris-LEO1280.jpg|thumb|right|Rappresentazione dei detriti spaziali orbitanti intorno alla Terra]] Citazioni sulla '''sindrome di Kessler'''. *– Ora ho capito, il loro scopo è creare la sindrome di Kessler.<br />– Mai sentita, che cos'è?<br />– Generare detriti che ne producano di nuovi. Quando un detrito colpisce un corpo celeste artificiale, questo si frantuma: i frammenti si scontrano con altri oggetti creando nuovi residui. Un singolo detrito può generare miliardi di frammenti in un tempo brevissimo. (''[[Planetes]]'') ==Voci correlate== *[[Reazione a catena]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[categoria:Astronautica]] [[Categoria:Temi tipici della fantascienza]] ax66v52qcw1i6cq2u3tv4acdt6q2qdd Tomás de Torquemada 0 124818 1422979 1416271 2026-08-09T07:09:44Z ~2026-43727-16 108006 1422979 wikitext text/x-wiki 1423002 1422979 2026-08-09T07:24:07Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Gaux|Gaux]] 1416271 wikitext text/x-wiki [[File:Torquemada.jpg|thumb|Tomás de Torquemada]] '''Tomás de Torquemada''' (1420 – 1498), domenicano spagnolo, primo Grande inquisitore dell'[[Inquisizione spagnola]]. ==Citazioni su Tomás de Torquemada== *Anno 1489, la peste nera spazzava il continente. Era il momento degli infami auto-da-fé dove per il pubblico svago eretici e miscredenti erano suppliziati e arsi vivi in un'atmosfera grandguignolesca. Gestiva tali orrori la creatura più truce che mai si sia eretta a giudice del bene e del male: il grande inquisitore Torquemada. (''[[La pazza storia del mondo]]'') *Il Torquemada visse fino a tardissima età e mori tranquillamente nel suo letto. Pure, era sempre turbato dal timore di essere ucciso: si dice che teneva su la tavola un corno di [[Unicorno]], creduto efficace antidoto di veleni; quando viaggiava, si faceva accompagnare da duecento fanti e da cinquanta cavalieri.<br>Il suo zelo, scrive il [[William H. Prescott|Prescott]], ebbe caratteri cosi stravaganti, da meritare piuttosto il nome di insania. ([[Francesco Torraca]]) *Prestate orecchio! È in arrivo sua scelleratezza! Torquemada: il grande inquisitore dell'Inquisizione Spagnola! Torquemada! Torquemada, non imploratelo per avere pietà! Torquemada, non scongiuratelo per aver il perdono! Torquemada, non chiedetegli comprensione! Ammettiamolo, da Torquemada non ci cavi nada! (''[[La pazza storia del mondo]]'') *Tommaso ci è dipinto dagli storici come uno di quegli uomini il cui fanatismo è reputato religione, e che attestano esso fanatismo perseguitando fieramente chiunque abbia credenze diverse dalle loro; uno di quegli uomini che all'astinenza dalle soddisfazioni sensuali trovano un compenso nell'orgoglio, nel bigottismo, nell'intolleranza. ([[Francesco Torraca]]) ==Pagine correlate== *[[Inquisizione]] *[[Inquisizione spagnola]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Torquemada, Tomas de}} [[Categoria:Domenicani spagnoli]] av8e0run7z6kjj454ik1oes7o97f6nh Aspettativa 0 124966 1423018 920615 2026-08-09T08:36:06Z Spinoziano 2297 refuso 1423018 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Expectation herbert.jpg|thumb|''Aspettativa'' (J. R. Herbert, 1860 ca.)]] Citazioni sull''''aspettativa'''. *Aspettativa (''s.f.''). Lo stato o condizione di spirito che, nel processo delle emozioni umane, è preceduto dalla speranza e seguito dalla disperazione. ([[Ambrose Bierce]]) *Aspettative: piccole o grandi che siano, ne abbiamo sempre qualcuna. Un futuro da campione, un bel voto in matematica, ma si può anche sperare che la lezione finisca presto. L'unica cosa sicura è che alcune di queste aspettative si realizzeranno. Qualche aspettativa, invece, resterà delusa. Aspettative: non possiamo evitare di averne, sia che ci regalino una grande gioia, sia che ci procurino un grande dolore. Tutti – Terreni, Angel, Devil – vivono di desideri e aspettative, anche se a volte accade il contrario di ciò che in realtà si vorrebbe. (''[[Angel's Friends]]'') *La [[delusione]] esiste solo quando vi sono delle aspettative. (''[[Spartacus - Gli dei dell'arena]]'') *La [[fiducia]], cioè, è la misura delle nostre aspettative nei confronti dei comportamenti degli altri. ([[Pier Luigi Celli]]) *Le grandi aspettative sono il preludio delle grandi delusioni. ([[Cecilia Dart-Thornton]]) *''Le spalle curve per il peso delle aspettative | come le portassi nelle buste della spesa all'Iper.'' ([[Caparezza]]) *Noi tutti siamo conviti che diventeremo il massimo. E poi ci sentiamo un po' derubati quando le nostre aspettative vengono deluse, ma alcune volte la realtà supera di gran lunga le aspettative. A volte quello che ci aspettiamo, al confronto con quello che non ci aspettiamo, impallidisce. Dovremmo chiederci perché ci aggrappiamo alle nostre aspettative.. Perché quello che ci aspettiamo, ci fa restare fermi, in attesa. Quello che ci aspettiamo è solo l'inizio. Quello che non ci aspettiamo invece, è quello che cambia la nostra vita. (''[[Grey's Anatomy (terza stagione)|Grey's Anatomy]]'') *Talvolta le risposte non sono complicate. Forse solo le aspettative. (''[[Dark Wolverine (fumetto)|Dark Wolverine]]'') *Troppe aspettative portano inevitabilmente a tante delusioni. ([[Olga Kurylenko]]) *Un uomo è intelligente quando manifesta una certa indipendenza dalla comuni aspettative. ([[Paul Valéry]]) ==Voci correlate== *[[Delusione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Comportamento sociale]] ramwof728chlhv21stf5gu9ezzndmh6 Fernando Botero 0 132480 1422929 1422825 2026-08-08T13:10:50Z Udiki 86035 Sistemo 1422929 wikitext text/x-wiki [[File:Fernando Botero (2018).jpg|miniatura|Fernando Botero nel 2018]] '''Fernando Botero Angulo''' (1932 – 2023), pittore e scultore colombiano. ==Citazioni di Fernando Botero== *Bisogna descrivere qualcosa di molto locale, di molto circoscritto, qualcosa che si conosce benissimo, per poter essere compresi da tutti. Io mi sono convinto che devo essere parrocchiale, nel senso di profondamente religioso legato alla mia realtà, per poter essere universale.<ref name="Chiappini">Citato in Rudy Chiappini, ''Fernando Botero'', Skira, Milano, 1997.</ref> *Ci sono persino quelli che mi dicono che non si sono mai interessati all'arte, poi hanno visto una mia opera e da allora si sono messi a studiare le opere antiche e moderne. Non crede che questa debba essere la massima ambizione da parte di un artista? Io sì.<ref name="scorranese">Dall'intervista di Roberta Scorranese, ''[http://www.corriere.it/cultura/eventi/notizie/botero-piaccio-molti-perche-parlo-gente-ho-studiato-80e36e46-3285-11e7-bf87-d76175960c8d.shtml "Botero: «Piaccio a molti perché parlo alla gente. E ho studiato»"]'', ''corriere.it'', 6 maggio 2017.</ref> *Con i miei dipinti, più volte ho fatto satira sulle istituzioni ecclesiastiche, perché sono cresciuto in un Paese, la [[Colombia]], dove la Chiesa era una specie di dittatura.<ref name="scorranese"/> *Credo che l'arte debba dare all'uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Invece gli artisti oggi preferiscono lo shock e credono che basti provocare scandalo. La povertà dell'[[arte contemporanea]] è terribile, ma nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo.<ref name="Chiappini"/> *Dicono che chi piace a troppi non faccia cose buone, ma io non ho mai cercato di omologarmi, ho una mia visione molto precisa. che ho difeso. [...] dappertutto io ho semplicemente portato le rappresentazioni della classe media colombiana. Uomini, donne, situazioni normali. Ho creduto nel mio messaggio e, ancora di più, nella mia visione.<ref name="scorranese"/> *L'elezione stessa di un personaggio come [[Donald Trump|Trump]] è territorio surrealista, non appartiene alla sfera della realtà, del senso pratico, della semplice percezione delle cose. Sono convinto che ogni tanto i popoli abbiano bisogno di una non-realtà. Dell'assurdo.<ref name="scorranese"/> *Nell'arte il segreto per crescere è confrontarsi. Un'esposizione in un museo è una opportunità per confrontare un'opera con un'altra che è sempre la migliore lezione di pittura. Occorrono occhi freschi, liberi da ogni pregiudizio. Fortunatamente l'arte ha una grande dote, quella di essere inesauribile. È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare.<ref>Da Daniela Magnetti, ''[http://www.exibart.com/notizia.asp/IDCAtegoria/56/IDNotizia/748 Intervista a Fernando Botero]'', ''exibart.com'', 13 marzo 2000.</ref> *Non ho paura dell'[[inferno]], ma dell'[[immobilismo]].<ref name="scorranese"/> *Un artista è attratto da certi tipi di forme senza saperne il motivo. Prima adotto una posizione per istinto, e solo in un secondo tempo cerco di razionalizzarla o anche di giustificarla.<ref name="Chiappini"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Botero, Fernando}} [[Categoria:Pittori colombiani]] [[Categoria:Scultori colombiani]] ghbwtaksghnjdegm95d1js98w0lcmw4 Gustavo Adolfo Rol 0 136416 1422976 1392589 2026-08-09T06:54:19Z Codas 763 /* Citazioni di Gustavo Rol */ 1422976 wikitext text/x-wiki [[File:Gustavo Rol.jpg|thumb|Gustavo Adolfo Rol (1924)]] '''Gustavo Adolfo Rol''' (1903 – 1994), sensitivo italiano. ==Citazioni di Gustavo Rol== *Il mio comandante mi inviò a [[Roma]] dove mi presentai a un colonnello che all'una di notte mi condusse a Villa Torlonia. Mi fecero entrare in un piccolo studio, mi ritrovai di fronte a un tavolo sul quale [[Benito Mussolini|Mussolini]] stava lavorando alla luce di una lampada dal cappello verde. Il Duce mi fece un cenno con il capo e continuò a scrivere, lasciadomi, lo confesso, un po' sbigottito. Passò qualche eterno minuto, poi chiuse una cartella e mi fissò con due occhi furbissimi, dicendomi: «Mi è stato riferito che voi fate previsioni, dunque parlate, come andrà a finire la guerra?». Tremavo come una foglia e cercai di svicolare, dicendo: «Sono semplicemente un bravo soldato che fa il suo dovere». «Vi ho chiesto di dire a me ciò che voi dite degli altri. Parlate, e vi assicuro che non vi verrà fatto alcun male, parola del Duce!», e si picchiò forte la mano sul petto.<ref>Citato da [[Giorgio Galli]] in ''La magia e il potere'', Lindau 2004, ISBN 978-88-3353-993-5, p. 247. Da Maurizio Ternavasio, ''Gustavo Rol, la vita, l’uomo, il mistero'', edizioni L’età dell’acquario, Torino 2002, pagina 49.</ref> Un immenso coraggio mi investì; mi sentivo sereno e utile, come durante un esperimento. «Duce, io credo che la guerra sarà perdu-ta», «E che ne sarà del Duce?» «Gli italiani lo allontaneranno nella primavera del 1945». Egli si rizzò in piedi e disse: «Staremo a vedere». Salutai romanamente e presi congedo. *Non avendogli saputo dare una definizione della [[luce]] che fosse di suo gradimento, [[Albert Einstein|Einstein]] mi disse che la luce è l'ombra di Dio, perché tutto ciò che è materia proietta un'ombra scura, mentre Dio quando si materializza diviene Luce, essendo [[Spirito]].<ref>Citato in Vera Schiavazzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/24/le-memorie-di-un-veggente.html Le memorie di un veggente]'', ''la Repubblica'', 24 settembre 1994.</ref> *Quando lo [[Spirito]] e l'[[Amore]] si materializzano vicendevolmente, entrambi divengono [[immortalità|immortali]].<ref>Citato in Maria Luisa Giordano, ''Rol e l'altra dimensione'', Sonzogno, Milano 2010, p. 239.</ref> *Quest’augurio è un po' strano, ma penso sia utile farlo. L’augurio che faccio a questi cari giovani sta nella proposta che faccio loro. Mai come in questo momento uomini di tutte le fedi e di tutte le razze si radunano ispirandosi al desiderio di pace universale; ma io vi dico, cari giovani, sostenete questo movimento ma, in più, offritegli una forza immensa, fornendogli un mezzo d’irresistibile potenza: fate cortei e chiedete a gran voce ai due superuomini di Stato che con la loro autorità propongano di realizzare gli “Stati uniti del Mondo”, una garanzia per i loro popoli e per tutti i popoli della Terra. E questo è il massimo strumento di difesa che gli uomini possono offrirsi reciprocamente. Nessuno ha sin qui mai chiesto una cosa simile. Fatelo voi giovani, fatelo, finalmente. Tutte le abitudini di vita legate alle razze, alle loro origini, tutte le filosofie che abbiano un fondamento etico potranno coesistere e collaborare pacificamente. Una simile coesistenza consentirà all’uomo di essere sostenuto nei suoi diritti e nelle sue aspirazioni. Non più eserciti armati di missili, ma schiere di tecnici dotati di strumenti di ricerche. In un mondo di Stati uniti fra di loro, diviene naturale la ripartizione dei beni e delle risorse che la natura offre abbondantemente. Non si parlerà più di un primo, di un secondo e di un terzo mondo, non vi saranno più difficoltà monetarie, come stanno discutendo proprio adesso a Bruxelles, di disoccupazione, di miseria, ma lavoro per tutti.<ref>"Appello ai giovani", dall'intervista telefonica rilasciata a [[Raffaella Carrà]] nel programma televisivo ''Domenica in'' di Raiuno, 11 gennaio 1987.</ref> ==Citazioni su Gustavo Adolfo Rol== *Gustavo Rol, quintessenza di tutto: lo conobbi che aveva superato i settanta ma era ancora bellissimo, spiritoso e realizzava cose incredibili con estrema facilità. Fu oggetto delle affermazioni ingenerose di [[Piero Angela]], il quale invece visse in prima persona con lui un'esperienza senza tema di smentita sulla lettura dei libri a distanza. Io stessa ho sperimentato con Rol un fenomeno strepitoso. ([[Paola Giovetti]]) *Il personaggio di gran lunga più interessante che sta a sé, completamente fuori di questa galleria di fenomeni più o meno patologici, il personaggio più portentoso è il dottor Gustavo Rol, di Torino. Anche lei certo ne ha già sentito parlare. Non si tratta di un "mago" più dotato degli altri. È un signore civilissimo, colto, spiritualmente raffinato, che ha fatto l'università, dipinge, si è dedicato per anni all'antiquariato. Ma dispone di tali poteri che non si capisce come non sia famoso in tutto il mondo. Chissà, forse non è ancora venuto il suo momento. [...] Quello che Rol sa fare è pauroso. Chi assiste prova la sensazione di uno che sprofonda in un abisso marino senza scafandro. È la testimonianza fascinosa e provocatoria di una trascendenza. Se non si resta terrorizzati è soltanto per il suo modo gioviale e scherzoso un po' da Fra Ginepro, per l'atmosfera salutare che si sprigiona da lui. Del resto egli stesso, prima degli esperimenti, cerca, con opportuni avvertimenti, di creare un limite alla meraviglia, altrimenti si potrebbe rimanerne schiantati. ([[Federico Fellini]]) *L'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene. ([[Federico Fellini]]) *{{NDR|Riferendosi a Gianni Agnelli}} Mi diceva sempre: “Romiti, non ci vada!”. Ne era terrorizzato da quando a Venezia aveva sentito Rol raccomandare a un amico comune di non prendere l'aereo per Roma. Quell'aereo cadde, l'amico morì. ([[Cesare Romiti]]) *Ricordo che era 1976 e io ero a Torino per registrare uno speciale ''Sim Sala Bim!'' del sabato sera con Isabella Biagini. Era proprio il momento di Rol, se ne parlava sui giornali e io cercai di contattarlo. Soprattutto perché eseguiva giochi molto simili ai miei. E dico giochi perché, per me, non sono esperimenti – lui li spacciava come tali: affermava di essere una finestra aperta sull'universo, la voce di Dio, "Sono una grondaia" diceva... [...] ebbi il suo numero di telefono dalla principessina d'Alba, una mia amica di allora. Una sera, lei mi invitò a una festicciola, a una serata con Rol. E quando lui seppe che io dovevo partecipare [...] disse: «No, no, no, no non voglio Silvan. Bravissimo, l'ho visto in televisione, però non voglio che sia presente». Tenete conto, un'altra cosa: al telefono, lui mi teneva al telefono, avrò parlato con lui, non esagero, forse, sette, otto ore, in diverse telefonate nel corso di venti, venticinque giorni. E lui parlava, con quella voce un po' felliniana, quella voce un po' così. Io dicevo: «Maestro, vorrei incontrarla perché alcune cose che lei fa che mi hanno riferito [...], io lo posso duplicare, posso fare la stessissima cosa, utilizzando, naturalmente, il trucco. Ecco, vorrei incontrarla per sincerarmi di persona». Niente da fare. Non mi ha mai voluto... Mai, mai mai mi ha voluto ricevere. Sembrava strano. [...] io gli dicevo: «Maestro scusi, ma lei mi racconta cose straordinarie, ma io non le ho viste. Non è che per caso anch'io...» No, niente da fare. Perché ricordatevi che per tutte le cose straordinarie che accadono, tutte, c'è sempre una spiegazione razionale, sempre e comunque. Basta soltanto cercarla. [...] lui si rifaceva a ben note tecniche da prestigiatore. ([[Silvan]]) ===[[Massimo Polidoro]]=== *Oggi Rol, una figura rimasta nel cuore dei suoi ammiratori, continua occasionalmente a stimolare ricordi e memoriali affettuosi da parte dei suoi fan, ma il suo nome è inesistente negli annali della parapsicologia che faticosamente tenta da quasi un secolo di darsi una rispettabilità scientifica. Al più [...], Rol può essere visto come una sorta di sciamano profondamente occidentale che compiva meraviglie fine a se stesse, atte unicamente ad aumentare il suo prestigio sociale. *Qualche tempo fa fece parlare di sé il torinese Gustavo Rol: i suoi giochi con le carte, ammirati da Fellini e dall'avvocato Agnelli, non riuscirono tuttavia a convincere nessuno al di fuori della sua cerchia di ammiratori. Il rifiuto di Rol di lasciarsi filmare e di esibirsi di fronte ad esperti di trucchi non fa che confermare il suo timore di essere scoperto. *Quella di Gustavo Rol, il sensitivo torinese attorno al quale negli anni è cresciuto quasi un piccolo culto locale, è una storia che periodicamente riserva sorprese. Una delle ultime riguarda Piero Angela, che ebbe modo di osservare Rol da vicino, non ne fu per nulla impressionato e descrisse criticamente le sue esibizioni nel suo libro ''Viaggio nel mondo del paranormale''. Su certi siti favorevoli a Rol, invece, si racconta che Angela sarebbe rimasto sconvolto da ciò che aveva visto a casa del sensitivo e avrebbe alterato il racconto per partito preso. La verità è ben diversa. Dopo la clamorosa ''exposé'' di Angela, che per la prima volta spiegava in un libro come i prodigi di Rol potevano in realtà essere realizzati grazie a semplici giochi di prestigio, il sensitivo decise probabilmente di correre ai ripari. Prima raccontò a un amico giornalista, Nevio Boni, una serie di fantasie secondo cui Angela sarebbe rimasto allibito dalle dimostrazioni in casa sua. In particolare dal fatto che Rol sarebbe riuscito a leggere un libro scelto a caso, via telefono, da un amico di Angela che viveva a Boston, e poi perché quando se ne andò Angela si ritrovò con tutti gli assegni nel libretto firmati "Gustavo Rol". Boni, raccontando l'episodio, sosteneva che doveva essere vero poiché Angela non l'aveva mai smentito. [...] Piero Angela, che poi lo ha confermato anche a me, ha risposto semplicemente: «Sono tutte balle. Quello che è successo davvero l'ho raccontato nel mio libro. Gli episodi del libro con l'amico di Boston e degli assegni firmati sono pure invenzioni da parte di chi era stato colto in flagrante». ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rol, Gustavo Adolfo}} [[Categoria:Sensitivi]] [[Categoria:Italiani]] 6xd9gnkg1e3spyq5g3oi7k0nxc9sshj 1422977 1422976 2026-08-09T06:54:51Z Codas 763 /* Citazioni di Gustavo Rol */ 1422977 wikitext text/x-wiki [[File:Gustavo Rol.jpg|thumb|Gustavo Adolfo Rol (1924)]] '''Gustavo Adolfo Rol''' (1903 – 1994), sensitivo italiano. ==Citazioni di Gustavo Rol== *Il mio comandante mi inviò a [[Roma]] dove mi presentai a un colonnello che all'una di notte mi condusse a Villa Torlonia. Mi fecero entrare in un piccolo studio, mi ritrovai di fronte a un tavolo sul quale [[Benito Mussolini|Mussolini]] stava lavorando alla luce di una lampada dal cappello verde. Il Duce mi fece un cenno con il capo e continuò a scrivere, lasciadomi, lo confesso, un po' sbigottito. Passò qualche eterno minuto, poi chiuse una cartella e mi fissò con due occhi furbissimi, dicendomi: «Mi è stato riferito che voi fate previsioni, dunque parlate, come andrà a finire la guerra?». Tremavo come una foglia e cercai di svicolare, dicendo: «Sono semplicemente un bravo soldato che fa il suo dovere». «Vi ho chiesto di dire a me ciò che voi dite degli altri. Parlate, e vi assicuro che non vi verrà fatto alcun male, parola del Duce!», e si picchiò forte la mano sul petto. Un immenso coraggio mi investì; mi sentivo sereno e utile, come durante un esperimento. «Duce, io credo che la guerra sarà perdu-ta», «E che ne sarà del Duce?» «Gli italiani lo allontaneranno nella primavera del 1945». Egli si rizzò in piedi e disse: «Staremo a vedere». Salutai romanamente e presi congedo. <ref>Citato da [[Giorgio Galli]] in ''La magia e il potere'', Lindau 2004, ISBN 978-88-3353-993-5, p. 247. Da Maurizio Ternavasio, ''Gustavo Rol, la vita, l’uomo, il mistero'', edizioni L’età dell’acquario, Torino 2002, pagina 49.</ref> *Non avendogli saputo dare una definizione della [[luce]] che fosse di suo gradimento, [[Albert Einstein|Einstein]] mi disse che la luce è l'ombra di Dio, perché tutto ciò che è materia proietta un'ombra scura, mentre Dio quando si materializza diviene Luce, essendo [[Spirito]].<ref>Citato in Vera Schiavazzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/24/le-memorie-di-un-veggente.html Le memorie di un veggente]'', ''la Repubblica'', 24 settembre 1994.</ref> *Quando lo [[Spirito]] e l'[[Amore]] si materializzano vicendevolmente, entrambi divengono [[immortalità|immortali]].<ref>Citato in Maria Luisa Giordano, ''Rol e l'altra dimensione'', Sonzogno, Milano 2010, p. 239.</ref> *Quest’augurio è un po' strano, ma penso sia utile farlo. L’augurio che faccio a questi cari giovani sta nella proposta che faccio loro. Mai come in questo momento uomini di tutte le fedi e di tutte le razze si radunano ispirandosi al desiderio di pace universale; ma io vi dico, cari giovani, sostenete questo movimento ma, in più, offritegli una forza immensa, fornendogli un mezzo d’irresistibile potenza: fate cortei e chiedete a gran voce ai due superuomini di Stato che con la loro autorità propongano di realizzare gli “Stati uniti del Mondo”, una garanzia per i loro popoli e per tutti i popoli della Terra. E questo è il massimo strumento di difesa che gli uomini possono offrirsi reciprocamente. Nessuno ha sin qui mai chiesto una cosa simile. Fatelo voi giovani, fatelo, finalmente. Tutte le abitudini di vita legate alle razze, alle loro origini, tutte le filosofie che abbiano un fondamento etico potranno coesistere e collaborare pacificamente. Una simile coesistenza consentirà all’uomo di essere sostenuto nei suoi diritti e nelle sue aspirazioni. Non più eserciti armati di missili, ma schiere di tecnici dotati di strumenti di ricerche. In un mondo di Stati uniti fra di loro, diviene naturale la ripartizione dei beni e delle risorse che la natura offre abbondantemente. Non si parlerà più di un primo, di un secondo e di un terzo mondo, non vi saranno più difficoltà monetarie, come stanno discutendo proprio adesso a Bruxelles, di disoccupazione, di miseria, ma lavoro per tutti.<ref>"Appello ai giovani", dall'intervista telefonica rilasciata a [[Raffaella Carrà]] nel programma televisivo ''Domenica in'' di Raiuno, 11 gennaio 1987.</ref> ==Citazioni su Gustavo Adolfo Rol== *Gustavo Rol, quintessenza di tutto: lo conobbi che aveva superato i settanta ma era ancora bellissimo, spiritoso e realizzava cose incredibili con estrema facilità. Fu oggetto delle affermazioni ingenerose di [[Piero Angela]], il quale invece visse in prima persona con lui un'esperienza senza tema di smentita sulla lettura dei libri a distanza. Io stessa ho sperimentato con Rol un fenomeno strepitoso. ([[Paola Giovetti]]) *Il personaggio di gran lunga più interessante che sta a sé, completamente fuori di questa galleria di fenomeni più o meno patologici, il personaggio più portentoso è il dottor Gustavo Rol, di Torino. Anche lei certo ne ha già sentito parlare. Non si tratta di un "mago" più dotato degli altri. È un signore civilissimo, colto, spiritualmente raffinato, che ha fatto l'università, dipinge, si è dedicato per anni all'antiquariato. Ma dispone di tali poteri che non si capisce come non sia famoso in tutto il mondo. Chissà, forse non è ancora venuto il suo momento. [...] Quello che Rol sa fare è pauroso. Chi assiste prova la sensazione di uno che sprofonda in un abisso marino senza scafandro. È la testimonianza fascinosa e provocatoria di una trascendenza. Se non si resta terrorizzati è soltanto per il suo modo gioviale e scherzoso un po' da Fra Ginepro, per l'atmosfera salutare che si sprigiona da lui. Del resto egli stesso, prima degli esperimenti, cerca, con opportuni avvertimenti, di creare un limite alla meraviglia, altrimenti si potrebbe rimanerne schiantati. ([[Federico Fellini]]) *L'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene. ([[Federico Fellini]]) *{{NDR|Riferendosi a Gianni Agnelli}} Mi diceva sempre: “Romiti, non ci vada!”. Ne era terrorizzato da quando a Venezia aveva sentito Rol raccomandare a un amico comune di non prendere l'aereo per Roma. Quell'aereo cadde, l'amico morì. ([[Cesare Romiti]]) *Ricordo che era 1976 e io ero a Torino per registrare uno speciale ''Sim Sala Bim!'' del sabato sera con Isabella Biagini. Era proprio il momento di Rol, se ne parlava sui giornali e io cercai di contattarlo. Soprattutto perché eseguiva giochi molto simili ai miei. E dico giochi perché, per me, non sono esperimenti – lui li spacciava come tali: affermava di essere una finestra aperta sull'universo, la voce di Dio, "Sono una grondaia" diceva... [...] ebbi il suo numero di telefono dalla principessina d'Alba, una mia amica di allora. Una sera, lei mi invitò a una festicciola, a una serata con Rol. E quando lui seppe che io dovevo partecipare [...] disse: «No, no, no, no non voglio Silvan. Bravissimo, l'ho visto in televisione, però non voglio che sia presente». Tenete conto, un'altra cosa: al telefono, lui mi teneva al telefono, avrò parlato con lui, non esagero, forse, sette, otto ore, in diverse telefonate nel corso di venti, venticinque giorni. E lui parlava, con quella voce un po' felliniana, quella voce un po' così. Io dicevo: «Maestro, vorrei incontrarla perché alcune cose che lei fa che mi hanno riferito [...], io lo posso duplicare, posso fare la stessissima cosa, utilizzando, naturalmente, il trucco. Ecco, vorrei incontrarla per sincerarmi di persona». Niente da fare. Non mi ha mai voluto... Mai, mai mai mi ha voluto ricevere. Sembrava strano. [...] io gli dicevo: «Maestro scusi, ma lei mi racconta cose straordinarie, ma io non le ho viste. Non è che per caso anch'io...» No, niente da fare. Perché ricordatevi che per tutte le cose straordinarie che accadono, tutte, c'è sempre una spiegazione razionale, sempre e comunque. Basta soltanto cercarla. [...] lui si rifaceva a ben note tecniche da prestigiatore. ([[Silvan]]) ===[[Massimo Polidoro]]=== *Oggi Rol, una figura rimasta nel cuore dei suoi ammiratori, continua occasionalmente a stimolare ricordi e memoriali affettuosi da parte dei suoi fan, ma il suo nome è inesistente negli annali della parapsicologia che faticosamente tenta da quasi un secolo di darsi una rispettabilità scientifica. Al più [...], Rol può essere visto come una sorta di sciamano profondamente occidentale che compiva meraviglie fine a se stesse, atte unicamente ad aumentare il suo prestigio sociale. *Qualche tempo fa fece parlare di sé il torinese Gustavo Rol: i suoi giochi con le carte, ammirati da Fellini e dall'avvocato Agnelli, non riuscirono tuttavia a convincere nessuno al di fuori della sua cerchia di ammiratori. Il rifiuto di Rol di lasciarsi filmare e di esibirsi di fronte ad esperti di trucchi non fa che confermare il suo timore di essere scoperto. *Quella di Gustavo Rol, il sensitivo torinese attorno al quale negli anni è cresciuto quasi un piccolo culto locale, è una storia che periodicamente riserva sorprese. Una delle ultime riguarda Piero Angela, che ebbe modo di osservare Rol da vicino, non ne fu per nulla impressionato e descrisse criticamente le sue esibizioni nel suo libro ''Viaggio nel mondo del paranormale''. Su certi siti favorevoli a Rol, invece, si racconta che Angela sarebbe rimasto sconvolto da ciò che aveva visto a casa del sensitivo e avrebbe alterato il racconto per partito preso. La verità è ben diversa. Dopo la clamorosa ''exposé'' di Angela, che per la prima volta spiegava in un libro come i prodigi di Rol potevano in realtà essere realizzati grazie a semplici giochi di prestigio, il sensitivo decise probabilmente di correre ai ripari. Prima raccontò a un amico giornalista, Nevio Boni, una serie di fantasie secondo cui Angela sarebbe rimasto allibito dalle dimostrazioni in casa sua. In particolare dal fatto che Rol sarebbe riuscito a leggere un libro scelto a caso, via telefono, da un amico di Angela che viveva a Boston, e poi perché quando se ne andò Angela si ritrovò con tutti gli assegni nel libretto firmati "Gustavo Rol". Boni, raccontando l'episodio, sosteneva che doveva essere vero poiché Angela non l'aveva mai smentito. [...] Piero Angela, che poi lo ha confermato anche a me, ha risposto semplicemente: «Sono tutte balle. Quello che è successo davvero l'ho raccontato nel mio libro. Gli episodi del libro con l'amico di Boston e degli assegni firmati sono pure invenzioni da parte di chi era stato colto in flagrante». ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rol, Gustavo Adolfo}} [[Categoria:Sensitivi]] [[Categoria:Italiani]] nk39hc9imjn9kdy5u206e2ldsz5o06e Template:Lingue/Dati 10 148341 1422963 1422819 2026-08-08T21:58:23Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1422963 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 68180 |lingua2 = it |voci2 = 55722 |lingua3 = pl |voci3 = 31825 |lingua4 = ru |voci4 = 18021 |lingua5 = cs |voci5 = 15942 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12373 |lingua8 = pt |voci8 = 12075 }} 01fyfyrviw4difz3uqc0sdge9wooje5 Massimiliano Smeriglio 0 159189 1423019 994745 2026-08-09T08:49:53Z Skekzilla 17056 1423019 wikitext text/x-wiki [[File:Massimiliano Smeriglio daticamera.jpg|thumb|Massimiliano Smeriglio]] '''Massimiliano Smeriglio''' (1966 – vivente), politico e scrittore italiano. {{Int|''[https://www.rivistarinascita.it/noi-gli-achei-di-ritorno-gaza-e-il-mostruoso-doppio-delloccidente Noi, gli Achei di ritorno: Gaza e il mostruoso doppio dell'Occidente]''|''rivistarinascita.it'', 8 agosto 2026.|h=2}} {{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} *La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori. *L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada. *{{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} Un bambino, una bambina, una donna, un uomo non sono più esseri umani, ma potenziali terroristi. Dunque qualsivoglia intervento preventivo diviene legittimo al di là della colpa. Il palestinese diventa una categoria. Una statistica. Un effetto collaterale. Peggio ancora, viene assorbito nella figura del nemico, non più l'umano in cui riconoscersi, ma scarto sacrificabile alla ragione di Stato, alla sicurezza nazionale, all'integrità religiosa che sta trasformando la Cisgiordania in terra di mattanza e caccia all'arabo, perché per i coloni i palestinesi non hanno diritto neanche a nominarsi come tali. *Quando si rompe il limite della sacralità delle norme morali e dell'inviolabilità della vita umana non nasce un ordine nuovo.<br>Si riafferma l'inferno dei vivi. *È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank. ==[[Incipit]] di ''Suk Ovest. Banditi a Roma''== <poem>''Se prendi un compasso,'' ''ammesso che si trovi ancora in qualche cassetto dei ricordi,'' ''se prendi un compasso'' ''e lo punti tra il Colosseo e il Campidoglio, e fai scorrere la mina in cerchio lungo il bordo della città, ammesso che la città abbia ancora un bordo, potrai con facilità sovrapporre al profilo di Roma quello della rosa dei venti, invenzione geniale nata sotto i limoni della repubblica amalfitana.''</poem> ==Bibliografia== *Massimiliano Smeriglio, ''Suk Ovest. Banditi a Roma'', Fazi Editore, 2012. ISBN 9788864115788 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} {{DEFAULTSORT:Smeriglio, Massimiliano}} [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] qiyh8bwzaeusklem31iedmucfzj05k3 Melina Martello 0 172366 1423016 1359317 2026-08-09T08:27:13Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1423016 wikitext text/x-wiki ''' Maria Angela Amelia Martello''' (1941 – vivente), doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana. == Citazioni di Melina Martello == *Ho fatto tantissimi doppiaggi importanti, ma quelli che rimangono forse più artistici, perché puoi più esprimere la tua qualità di attore, senza seguire un viso e questi meravigliosi film come ''[[Gli Aristogatti]]'', come ''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve]]'', ''Gli Aristogatti'' soprattutto, ti danno una soddisfazione che non sempre hai nel dare la voce a un attore famoso, bravo per quanto sia, però...<ref name= Brandi>Dall'intervista di Valerio Brandi, ''Doppiatori Italiani'', 5 aprile 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=e0-qjrFbWfQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Io ho sempre molto rispetto nell'avvicinarmi a questi attori, perché io penso che sia traumaticissimo arrivare in Italia o avere l'occasione di sentire un film doppiato, sentirti con un'altra lingua. Deve essere veramente una cosa impossibile per loro, perché se ci pensiamo... hai fatto un personaggio, hai creato un personaggio e senti un altro che lo fa.<ref name= Brandi/> *Non si può essere solo felici, perché ci vuole anche la malinconia, la tristezza, un attimo di depressione nella vita.<ref name= Brandi/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Gli angeli con la faccia sporca]]'' (1938) *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) *''[[Pandora (film)|Pandora]]'' (1951) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[Il sorpasso]]'' (1962) *''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966) *''[[Il laureato]]'' (1967) *''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968) *''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) *''[[Macbeth (film 1971)|Macbeth]]'' (1971) *''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971) *''[[Il fascino discreto della borghesia]]'' (1972) *''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]'' (1973) *''[[Brivido caldo]]'' (1981) *''[[Hannah e le sue sorelle]]'' (1986) *''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'' (1989) *''[[La guerra dei Roses]]'' (1989) *''[[La voce della Luna]]'' (1990) *''[[Ombre e nebbia]]'' (1991) *''[[Mariti e mogli]]'' (1992) *''[[Buon compleanno Mr. Grape]]'' (1993) *''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994) *''[[Il club delle prime mogli]]'' (1996) *''[[Mars Attacks!]]'' (1996). *''[[Austin Powers - Il controspione]]'' (1997) *''[[Harry a pezzi]]'' (1997) *''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997) *''[[The Game - Nessuna regola]]'' (1997) *''[[Celebrity]]'' (1998) *''[[Il mistero di Sleepy Hollow]]'' (1999) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Maria, madre di Gesù (film)|Maria, madre di Gesù]]'' (1999) *''[[Chocolat]]'' (2000) *''[[Ti presento i miei]]'' (2000) *''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001) *''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001) *''[[The Others (film 2001)|The Others]]'' (2001) *''[[8 donne e un mistero]]'' (2002) *''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002) *''[[The Hours]]'' (2002) *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[Tutto può succedere - Something's Gotta Give]]'' (2003) *''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004) *''[[Le pagine della nostra vita]]'' (2004) *''[[Neverland - Un sogno per la vita]]'' (2004) *''[[Mi presenti i tuoi?]]'' (2004) *''[[Basic Instinct 2]]'' (2006) *''[[The Sentinel - Il traditore al tuo fianco]]'' (2006) *''[[Martyrs (film 2008)|Martyrs]]'' (2008) *''[[The Women]]'' (2008) *''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010) *''[[Vi presento i nostri]]'' (2010) *''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'' (2012) *''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013) *''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2014) *''[[Interstellar]]'' (2014) *''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014) *''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015) *''[[La grande Gilly Hopkins]]'' (2015) *''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015) *''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'' (2015) *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) *''[[Rosso Istanbul]]'' (2017) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018) *''[[Rocketman (film 2019)|Rocketman]]'' (2019) *''[[Benedetta (film)|Benedetta]]'' (2021) *''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021) *''[[Infinite (film)|Infinite]]'' (2021) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Biancaneve e i sette nani]]'' (1937) *''[[Gli Aristogatti]]'' (1970) *''[[Le avventure di Bianca e Bernie]]'' (1977) *''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) *''[[Mulan]]'' (1998) *''[[Galline in fuga]]'' (2000) *''[[Inside Out (film 2015)|Inside Out]]'' (2015) {{div col end}} ===Serie animate=== *''[[He-Man e i dominatori dell'universo]]'' (1983-1984) *''[[She-Ra, la principessa del potere]]'' (1985-1986) ===Serie televisive=== *''[[In the Beginning - In principio era]]'' (2000) *''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001-2006) *''[[The Young Pope]]'' (2016) *''[[WandaVision]]'' (2021) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Martello, Melina}} [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] t9vzgsbozqijoj5sfm9b17t1wth6vqr Ciarán Hinds 0 172394 1422989 1298671 2026-08-09T07:14:48Z ~2026-43727-16 108006 1422989 wikitext text/x-wiki '''Ciarán Hinds''' (1953 – vivente), salam€ irlandese. ==Citazioni di Ciarán Hinds== *È così difficile realizzare più film in Irlanda. Un'intera generazione di registi irlandesi non ha le risorse per realizzare un film. :''It's so tough to get movies made in Ireland anymore. A whole generation of Irish filmmakers doesn't have the resources to get a movie made.''<ref name=Hinds>{{en}} Citato sul ''[https://www.ciaranhinds.eu/bio.php Sito ufficiale di Ciarán Hinds]'', ''CiaranHinds.eu'', 2020.</ref> *La mia vita professionale è stata fortemente influenzata dai quattordici anni trascorsi a ballare {{NDR|Danza irlandese}} con la compagnia: la precisione, la presentazione, l'assoluta necessità del lavoro di squadra, le infinite ore di pratica. . . e così DIVERTENTE! :''My own professional life has been greatly influenced by the fourteen years I spent dancing with the company - the precision, the presentation, the absolute necessity of teamwork, the endless hours of practice . . . and so much FUN!''<ref name=Hinds/> *Quando trovi qualcuno che non dà e non prende, vattene, "Ricorda di non lavorare mai più con lui nuovamente". :''When you find somebody who doesn't give and take, you go, 'Remind me never to work with you again'.''<ref name=Hinds/> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Persuasione (film)|Persuasione]]'' (1995) *''[[Al vertice della tensione]]'' (2002) *''[[Munich]]'' (2005) *''[[Nativity]]'' (2006) *''[[Il petroliere]]'' (2007) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) *''[[Ghost Rider - Spirito di vendetta]]'' (2012) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[Gli ultimi giorni nel deserto]]'' (2015) *''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) {{div col end}} ====Serie televisive==== *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Il trono di spade]]'' (2011 – 2019) ===Doppiatore=== *''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'' (2013) *''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hinds, Ciarán}} [[Categoria:Attori irlandesi]] 6ma7nq64ji1jbj4uf87x5ynvpvd88cl 1422998 1422989 2026-08-09T07:22:02Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:CommonsDelinker|CommonsDelinker]] 1298671 wikitext text/x-wiki '''Ciarán Hinds''' (1953 – vivente), attore irlandese. ==Citazioni di Ciarán Hinds== *È così difficile realizzare più film in Irlanda. Un'intera generazione di registi irlandesi non ha le risorse per realizzare un film. :''It's so tough to get movies made in Ireland anymore. A whole generation of Irish filmmakers doesn't have the resources to get a movie made.''<ref name=Hinds>{{en}} Citato sul ''[https://www.ciaranhinds.eu/bio.php Sito ufficiale di Ciarán Hinds]'', ''CiaranHinds.eu'', 2020.</ref> *La mia vita professionale è stata fortemente influenzata dai quattordici anni trascorsi a ballare {{NDR|Danza irlandese}} con la compagnia: la precisione, la presentazione, l'assoluta necessità del lavoro di squadra, le infinite ore di pratica. . . e così DIVERTENTE! :''My own professional life has been greatly influenced by the fourteen years I spent dancing with the company - the precision, the presentation, the absolute necessity of teamwork, the endless hours of practice . . . and so much FUN!''<ref name=Hinds/> *Quando trovi qualcuno che non dà e non prende, vattene, "Ricorda di non lavorare mai più con lui nuovamente". :''When you find somebody who doesn't give and take, you go, 'Remind me never to work with you again'.''<ref name=Hinds/> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Persuasione (film)|Persuasione]]'' (1995) *''[[Al vertice della tensione]]'' (2002) *''[[Munich]]'' (2005) *''[[Nativity]]'' (2006) *''[[Il petroliere]]'' (2007) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) *''[[Ghost Rider - Spirito di vendetta]]'' (2012) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[Gli ultimi giorni nel deserto]]'' (2015) *''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) {{div col end}} ====Serie televisive==== *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Il trono di spade]]'' (2011 – 2019) ===Doppiatore=== *''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'' (2013) *''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hinds, Ciarán}} [[Categoria:Attori irlandesi]] jb06tx8ei2l129r3otkgw7s5z0gsggp Angelo Russo 0 181985 1422981 1205515 2026-08-09T07:11:37Z ~2026-43727-16 108006 1422981 wikitext text/x-wiki 1423001 1422981 2026-08-09T07:23:24Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]] 1205515 wikitext text/x-wiki [[File:Angelo Russo.jpg|miniatura|Angelo Russo]] '''Angelo Russo''' (1961 – vivente), attore italiano. ==Citazioni di Angelo Russo== *Entrerei per curiosità nella Casa del "[[Grande Fratello (programma televisivo)|Grande Fratello]]", per capire perché 'ste vip sono vamp e fanno bibì, bibò...Vorrei un incontro ravvicinato del terzo tipo e direi: "Andate a farivi tutte na passiata!"<ref>Dall'intervista di Giusy Cascio, ''[https://www.sorrisi.com/tv/fiction/angelo-russo-catarella-sono-io-il-piu-fedele-a-montalbano/ Angelo Russo (Catarella): «Sono io il più fedele a Montalbano!»]'', ''sorrisi.com'', 13 Marzo 2020.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il commissario Montalbano]]''}} Nella vita tutto finisce. Prima o poi deve finire, come tutto quello che inizia. Ma adesso non ci voglio pensare.<ref>Citato in Angela Di Salvo, ''[https://www.lopinioneragusa.it/angelo-russo-di-persona-personalmente/ Angelo Russo… di persona personalmente!]'', ''lopinioneragusa.it'', 24 aprile 2016.</ref> *Se mi sono messo a dieta? Due tre chili dal frigorifero li ho tolti.<ref>Citato in Emanuele Ambrosio, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/cinema-televisione-e-media/programmi-tv/domenica-in/2019/3/24/angelo-russo-video-vivevo-in-una-baracca-con-degli-zingari-domenica-in/1862659/ Angelo Russo/ Video, "Sono a dieta, ho tolto due chili dal frigorifero" (Domenica In)]'', ''ilsussidiario.net'', 24 marzo 2019.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Il commissario Montalbano]]'' (1999 - in corso) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Russo, Angelo}} [[Categoria:Attori italiani]] c9hzsy3t5yhx09jf1i0dp3cpwa0fyfl Jean-Pierre Améris 0 183815 1422987 1155041 2026-08-09T07:14:07Z ~2026-43727-16 108006 1422987 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Jean-Pierre Améris Cabourg 2011.jpg|thumb|Jean-Pierre Améris nel 2011]] '''Jean-Pierre Améris''' (1961 – vivente), regista e sceneggiatore francese ==Citazioni di Jean-Pierre Améris== *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Ho trovato [[Ariana Rivoire|Ariane]] in un liceo, dopo 200 provini. È stata la fortuna del film, è straordinaria.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2016/02/26/marie-heurtin-da-buio-e-silenzio-alla-luce_6daa048f-9e8c-4308-a48d-6c49bd847ab7.html Marie Heurtin, da buio e silenzio alla luce]'', ''ansa.it'', 28 febbraio 2016.</ref> {{Int|''[https://www.famigliacristiana.it/articolo/jean-pierre-ameris-anche-in-terra-possiamo-fare-miracoli.aspx Jean-Pierre Améris: «Anche in terra possiamo fare miracoli»]''|intervista di Donatella Ferrario, ''famigliacristiana.it'', 6 marzo 2016}} *In tutti i miei film racconto la storia di personaggi che sono "rinchiusi", prigionieri di se stessi o di disabilità, e che cercano di aprirsi agli altri, di comunicare. Ed è ciò che mi piace di più filmare, cioè come gli esseri umani riescono a relazionarsi gli uni con gli altri. Anche se i miei argomenti possono sembrare difficili, credo in realtà di fare un cinema molto ottimista sulla natura umana, sulla capacità di tutti di essere aperti e di legare con gli altri. Senza questo proposito, penso che si viva solo a metà. *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Si tratta di trasmissione e scambio: la suora dona a Marie un linguaggio che le permette di essere libera e aperta al mondo. Ma è vero anche il contrario: Marguerite, tramite Sonia, vive una forma di amore materno che non avrebbe mai potuto conoscere e la ragazza la pone in relazione intima con un altro mondo, quello della natura, dove tutto è fisico, tattile, sensuale. Dalla mia esperienza personale so che c'è ancora molto da imparare dalle persone con disabilità. È davvero uno scambio. *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Ho cercato di trasmettere al pubblico la gioia che si prova nel dedicarsi agli altri, alle persone più bisognose. Credo che questo sia un bell'esempio per il nostro tempo individualista e materialista. Il senso per me è ciò che si è "realizzato" nella vita. La storia di Marie e suor Marguerite è tutt'altro che triste, è piena di speranza. La religiosa non perde tempo a piangere per il fatto che Marie è sorda e cieca. [...] E non demorde mai. Con le armi della fiducia e della fede, la suora riesce a comunicare e, un passo alla volta, a dare a Marie la possibilità di vivere con gli altri, di esprimersi. Noi assistiamo allo sbocciare di un'esistenza piena. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce]]'' (2014) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Améris, Jean-Pierre}} [[Categoria:Registi francesi]] [[Categoria:Sceneggiatori francesi]] 1yunnf8tkcxpne1cbwahs1wfuyruzo7 1422999 1422987 2026-08-09T07:22:31Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1155041 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Jean-Pierre Améris Cabourg 2011.jpg|thumb|Jean-Pierre Améris nel 2011]] '''Jean-Pierre Améris''' (1961 – vivente), regista e sceneggiatore francese ==Citazioni di Jean-Pierre Améris== *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Ho trovato [[Ariana Rivoire|Ariane]] in un liceo, dopo 200 provini. È stata la fortuna del film, è straordinaria.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2016/02/26/marie-heurtin-da-buio-e-silenzio-alla-luce_6daa048f-9e8c-4308-a48d-6c49bd847ab7.html Marie Heurtin, da buio e silenzio alla luce]'', ''ansa.it'', 28 febbraio 2016.</ref> {{Int|''[https://www.famigliacristiana.it/articolo/jean-pierre-ameris-anche-in-terra-possiamo-fare-miracoli.aspx Jean-Pierre Améris: «Anche in terra possiamo fare miracoli»]''|intervista di Donatella Ferrario, ''famigliacristiana.it'', 6 marzo 2016}} *In tutti i miei film racconto la storia di personaggi che sono "rinchiusi", prigionieri di se stessi o di disabilità, e che cercano di aprirsi agli altri, di comunicare. Ed è ciò che mi piace di più filmare, cioè come gli esseri umani riescono a relazionarsi gli uni con gli altri. Anche se i miei argomenti possono sembrare difficili, credo in realtà di fare un cinema molto ottimista sulla natura umana, sulla capacità di tutti di essere aperti e di legare con gli altri. Senza questo proposito, penso che si viva solo a metà. *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Si tratta di trasmissione e scambio: la suora dona a Marie un linguaggio che le permette di essere libera e aperta al mondo. Ma è vero anche il contrario: Marguerite, tramite Marie, vive una forma di amore materno che non avrebbe mai potuto conoscere e la ragazza la pone in relazione intima con un altro mondo, quello della natura, dove tutto è fisico, tattile, sensuale. Dalla mia esperienza personale so che c'è ancora molto da imparare dalle persone con disabilità. È davvero uno scambio. *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Ho cercato di trasmettere al pubblico la gioia che si prova nel dedicarsi agli altri, alle persone più bisognose. Credo che questo sia un bell'esempio per il nostro tempo individualista e materialista. Il senso per me è ciò che si è "realizzato" nella vita. La storia di Marie e suor Marguerite è tutt'altro che triste, è piena di speranza. La religiosa non perde tempo a piangere per il fatto che Marie è sorda e cieca. [...] E non demorde mai. Con le armi della fiducia e della fede, la suora riesce a comunicare e, un passo alla volta, a dare a Marie la possibilità di vivere con gli altri, di esprimersi. Noi assistiamo allo sbocciare di un'esistenza piena. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce]]'' (2014) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Améris, Jean-Pierre}} [[Categoria:Registi francesi]] [[Categoria:Sceneggiatori francesi]] su956rbwlue3if2hccgdmade0f8khpg Discussioni utente:Udiki 3 183897 1422927 1422820 2026-08-08T12:50:12Z Udiki 86035 /* Dumas: proverbio */ Risposta 1422927 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:42, 9 lug 2021 (CEST)}} ==[[Antinatalismo]]== Udiki, ciao, e di nuovo benvenuto qui su Quote. Volevo solo esprimere qualche perplessità su questa voce. Mi spiego: a rigore il soggetto di una voce tematica dovrebbe essere esplicitamente presente nella voce sorgente, cioè vale a dire che non essendoci il termine "antinatalismo" in nessuna voce sorgente, nessuna delle citazioni è pertinente. In alcuni casi però, ciò può non essere una condizione necessaria, nei casi cioè in cui sussiste una evidenza sulla tematica in oggetto. A mio parere, per esempio, la prima di Cioran non mi sembra pertinente, forse anche l'ultima di Leopardi. Ma se ne può discutere. In ogni caso, per convenzione, occorrerebbe sistemare nella voce sorgente un link sulla tematica, se non esplicitamente presente, come nei casi in questione. Qualcosa come: {{NDR|Sull'[[antinatalismo]]}}.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:54, 31 dic 2021 (CET) == Coscienza == Ciao, la citazione di Dickens forse è più sulla [[coscienza morale]]? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 13 apr 2022 (CEST) == Re: Theodor W. Adorno == Caro Udiki, mi fa piacere che il malinteso si sia risolto, i tuoi contributi sono sempre eccellenti. Mi pare di capire che ci sia una piccola controversia anche nella pagina di discussione di Darwin, puoi darci un occhio? Credo ti venga chiesto se puoi aggiungere i numeri di pagina. Grazie e buona domenica, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:21, 3 lug 2022 (CEST) == Re: [[Simulazione]] == Gentile Utente, Buonasera: mi duole molto, ma non vedo la relazione fra le categorie da me reintrodotte e l'adagio che recita: 'a gatta (o 'a jatta), pe gghì 'e pressa, facette 'e figlie cecate. Comunque, la mia valutazione, sindacabilissima, è che le categorie sono pertinenti. Ella può sempre consultare un altro amministratore, non dico l'amministratore che ha inserito quelle categorie, perché è impegnatissimo e non potrebbe – credo – risponderle, ma ce ne sono altri. E se risulterà che ho sbagliato, non <s>sollevo</s> solleverò obiezioni di sorta. Ho reintrodotto anche l'incipit rimosso in Dumas, chiedendo inoltre un parere a Spinoziano nella sua pagina di discussioni. La saluto cordialmente. Buon lavoro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:00, 26 lug 2022 (CEST) == ISBN == Ciao! Ho notato che in [[Alexandre Dumas (padre)‎‎]] hai riportato degli ISBN non corretti, eliminandone le prime 3 cifre. Gli ISBN-13 non funzionano così: il carattere di controllo si calcola in modo diverso rispetto al vecchio ISBN-10. Se hai fatto lo stesso in altre voci, per cortesia, sarebbe opportuno porvi rimendio. Grazie. '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:17, 26 lug 2022 (CEST) :[[w:Aiuto:ISBN|Qui]], terzo esempio, si lascia intendere che si possa fare in entrambi i modi. Comunque in futuro lascerò senz'altro le tredici cifre. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:26, 26 lug 2022 (CEST) ::Sì, certo, ma non hai interpretato bene l'esempio e non hai colto qual è il problema. Te lo ripeto: il '''carattere di controllo''' (l'ultima cifra a destra) si calcola in modo differente. Riprendendo il "terzo esempio": 88-424-2035-'''2''' <---> 978-88-424-2035-'''4'''. Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:37, 26 lug 2022 (CEST) :::Sì, infatti, per questo ho detto che "si lascia intendere" e poi ho aggiunto che in futuro metterò di certo le tredici cifre, peraltro cosa molto più comoda. No problem. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 26 lug 2022 (CEST) == Notizie false == Buonasera. Non ho mai annunciato le mie dimissioni, come da lei sostenuto, in modo deliberatamente falso, in [[Discussione:Simulazione]]. E questo è un ulteriore indice del suo modo di interagire. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:18, 26 lug 2022 (CEST) :Si vede che avevo interpretato male [[Discussioni_utente:Spinoziano#Mia_presenza_futura|questo]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:22, 26 lug 2022 (CEST) ::Nel messaggio da Lei linkato non c'è neppure una virgola da cui si possa dedurre che io intenda dimettermi. Non aggiungo altro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:24, 26 lug 2022 (CEST) :::Mi avrà tradito la memoria. Comunque non importa. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 26 lug 2022 (CEST) ::::No, no, non ci siamo, Gentile Utente, Lei non può, non può proprio dire questo, Lei non può dire: Mi avrà tradito la memoria, ''non importa''. Non di memoria si tratta, ma di miei scritti che Lei stesso cita, e che la smentiscono clamorosamente. Lo vede? Questo è il suo modo di interagire. Veda, Gentile Utente, a mo' d'esempio, io potrei smontare, cronologia alla mano, punto per punto, il suo operato e le sue affermazioni a proposito delle modifiche nella voce Adorno e farle notare, per esempio, che se Lei intendeva rimuovere quel riferimento bibliografico, certo assolutamente precario, spettava a Lei, non a me, segnare tutte le citazioni scoperte con l'apposito avviso. Ma Lei, quelle citazioni, quella sezione non l'ha neppure letta. Non era quello che le interessava. Altro Le premeva: rem nec novam nec inusitatam aggredimur, Gentile Utente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:39, 26 lug 2022 (CEST) :::::Il testo che ho citato l'ho controllato solo ''ex post'', dopo il tuo messaggio di precisazione. Il tono "testamentario" mi aveva lasciato quella impressione nella mente, tutto qui. Se vuoi intenderla diversamente fa' pure, ma non è così e non ne vale la pena. Buona notte. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:51, 26 lug 2022 (CEST) {{rientro}} Non vale decisamente la pena continuare, tempo e fatica persi. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:30, 26 lug 2022 (CEST) == Re: XVII secolo == Fatto. Ciao. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:17, 6 ago 2022 (CEST) == Films == Grande Udiki, ottima idea quella di creare anche voci sui film! Una piccolezza: la tagline, se vuoi inserirla, andrebbe riportata anche in una sezione "frasi promozionali" con fonte, cioè occorre una fonte ([https://it.wikiquote.org/wiki/Scent_of_a_Woman_-_Profumo_di_donna#Frasi_promozionali esempio], cfr. [[Wikiquote:Modello di voce/Film]]) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:48, 8 ago 2022 (CEST) :Sarà sicuramente come dici tu e adesso provvedo, però le linee guida che hai linkato, più precisamente [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]], dicono espressamente: "Tra la descrizione iniziale del film e l'inizio delle frasi è possibile inserire, mediante l'apposito [[Template:Tagline]]: '''<code><nowiki>{{tagline|Testo.}}</nowiki></code>''', la frase (o slogan) promozionale (detta anche ''tagline'') con cui viene presentato il film". Segue un esempio grafico che non lascia dubbi. Voglio dire che forse andrebbero aggiustate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 8 ago 2022 (CEST) ::Forse ho capito: ci vogliono ''entrambe'' le cose. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 8 ago 2022 (CEST) :::Sì entrambe, come hai sistemato ora va bene! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:13, 8 ago 2022 (CEST) ::::Ciao, scusa se ogni tanto ti disturbo su qualche minuzia ;-) Volevo dirti che in genere la quantità di nomi nella prima riga delle voci di film è solo un attore (se c'è un protagonista chiaro) o due o al massimo tre (se ci sono più protagonisti), quindi ridurrei quei cinque.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 11 set 2022 (CEST) :::::Sì, lo so; infatti di solito mi regolo così: vedi ''[[Ferie d'agosto]]'' o quello che ho scritto [[speciale:diff/1224913|qui]] nel campo oggetto a proposito di "scrematura". Ma il problema è che si tratta di una commedia corale dove tutti i personaggi elencati hanno più o meno la stessa parte. Ridurre sarebbe alquanto arbitrario. Magari lascio solo Courtney B. Vance, che è un po' il leader della situazione, e Jonathan Penner che è forse quello più prominente tra gli antagonisti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:00, 11 set 2022 (CEST) ::::::Bene, penso che lì vada bene così, ma dimenticavo di segnalati che esiste anche l'opzione di non indicare gli attori nella prima riga: quando non sai quali indicare puoi semplicemente non indicarli e mettere solo il regista. Così come si può non indicare la nazionalità (parlo sempre della prima riga) quando il film è prodotto in più Paesi, per evitare di scrivere cose cacofoniche come "tedesco-statunitense". Alla prossima,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:33, 11 set 2022 (CEST) == Cazzimma == Ciao Udiki, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cazzimma&diff=1244658&oldid=1132857 questo], in teoria sono previste eccezioni per citazioni "eccezionalmente significative per l'argomento della voce" (cfr. [[Wikiquote:Modello di voce#Provenienza e fonti]]); dato che la citazione è stata inserita da un utente espertissimo credo abbia scelto di proposito di non creare la voce sull'autore, ritenendolo abbastanza autorevole ma non enciclopedico. In quel caso quindi la citazione sarebbe da rimuovere o da lasciare, non è che sia da wikificare. Quando il problema - se c'è - è limitato a poche citazioni, in genere comunque basta rimuoverle; quell'avviso normalmente si mette o quando i problemi riguardano la maggior parte della voce o quando si è alle prese con un nuovo utente, per sollecitarlo a sistemare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:17, 19 gen 2023 (CET) :Salve, non l'ho cancellata proprio perché inserita da un utente esperto, di più, un amministratore; ho preferito un intervento prudente, soft e conservativo. Si noti che chi aveva inserito la citazione riteneva l'autore (secondo me a ragione) "probabilmente enciclopedico" (vedi '''[[Speciale:diff/837017|qui]]'''), il che porta a pensare, alla luce di quello che hai scritto, che sia piuttosto il caso di creare la relativa voce. Per quanto riguarda il template, vedi p.es. la voce [[Xavier de Maistre]], in cui peraltro esso è stato apposto, per identici motivi, dallo stesso utente esperto (che pertanto ho imitato). Proprio perché io non lo sono ho creduto e tuttora credo preferibile lasciare ai più provetti e deputati la soluzione ''in concreto'' della faccenda, limitandomi a una segnalazione che mi pare sostanzialmente fondata. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:41, 19 gen 2023 (CET) ::Per una semplice segnalazione è meglio scrivere nella pagina di discussione, l'avviso è per quando c'è qualcosa di grave. A me sembri un utente esperto, solo abitualmente rispondi nella tua pagina di discussione senza pingare, mentre o si risponde nella propria pagina di discussione con {{tl|ping}} o in quella dell'interlocutore, prendi nota ;-) E grazie per i tuoi ottimi contributi. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 19 gen 2023 (CET) :::{{ping|Spinoziano}} Ma come? Allora quando clicco su "rispondi" ciò non genera automaticamente l'invio di una notifica al destinatario? Evidentemente no, male, ma lo davo per scontato. Da oggi in poi "pingo". E non inserisco più quel template, anche se per esempio lo vedo [[Roberto De Zerbi|qui]] (apposto da un amministratore), dove non mi pare che ci sia niente di grave; sarà l'eccezione che conferma la regola. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:23, 19 gen 2023 (CET) == Verifica delle modifiche == Ciao Udiki, grazie per il contributo che ultimamente dai al patrolling, è molto utile, ti segnalo che quando controlli delle modifiche ed esse non presentano più particolari problemi le puoi segnare come verificate in maniera che altri non ci perdano tempo (cfr. [[Aiuto:Verifica delle modifiche]]). Se ci fossero dei problemi tecnici (se ad es. quando clicchi su "Segna come verificata" ti rimandasse a un'altra pagina e ti facesse perdere tempo) fammelo presente e ti dico come risolvere. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 22 mar 2023 (CET) :{{ping|Spinoziano}} Ciao. Nel ''patrolling'' mi limito ad annullare i vandalismi o gli errori in buona fede più evidenti. Negli altri casi, per sicurezza, lascio fare a chi è più esperto di me. Ecco perché di solito non valido modifiche che in sostanza mi paiono accettabili. Comunque da oggi vedrò di farlo, con la dovuta cautela. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:07, 22 mar 2023 (CET) ::Sì, in realtà parlavo anche delle modifiche ''non'' accettabili: quando ti accingi ad annullare, ad. es. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dart_Fener&curid=92042&diff=1264549&oldid=1192017&diffmode=source qui], se appena prima di farlo (o subito dopo) segni la modifica come verificata non ripassano gli altri a controllarla: la verifica riguarda anche le modifiche improprie che si annullano. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:24, 22 mar 2023 (CET) == Rudy Rucker == Ciao Udiki. Ho notato la tua spiegazione sulle modifiche apportate al mio intervento in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudy_Rucker&diff=prev&oldid=1264602 Rudy Rucker] e sono pertanto qui a risponderti. La citazione che mi hai spostato deriva dal racconto ''Fantasma in carne e ossa'' ed è pronunciata dal protagonista di tale storia. La restante citazione, rimasta nella sezione ''Citazioni di Rudy Rucker'', proviene da un commento dell'autore posizionato dopo il suddetto racconto. Pertanto, come fai notare tu, se occorrono tre record per creare una sottosezione ''Citazioni'' al di sotto di un titolo d'opera, allora non raggiungiamo l'obiettivo. Ma rimango dubbioso sullo spostamento che hai effettuato giacché, per come viene presentata, sembrerebbe che quella frase sia stata pronunciata direttamente da Rudy Rucker mentre in realtà viene pronunciata da Curtis Winch, il protagonista del racconto. --[[Speciale:Contributi/84.220.97.208|84.220.97.208]] ([[User talk:84.220.97.208|msg]]) 22:54, 22 mar 2023 (CET) :{{ping|84.220.97.208}} Ciao. È specificato in nota che la frase è tratta da ''Fantasma in carne e ossa''. L'attribuzione è altrettanto chiara. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 22 mar 2023 (CET) == Re: Indicazione dei capitoli == Ho inserito i capitoli. Il romanzo di Wodehouse è diviso in quindici capitoli, numerati progressivamente con numeri romani e senza titolo. Alcuni capitoli, non tutti quindi, hanno paragrafi numerati progressivamente con numeri arabi. Come separatore fra capitolo e paragrafo ho inserito un punto; non so se ciò è in accordo col manuale di stile di wikiquote --[[Utente:SolePensoso|SolePensoso]] ([[Discussioni utente:SolePensoso|scrivimi]]) 21:44, 28 mar 2023 (CEST) == [[Dionigi l'Areopagita]] == Ciao Udiki, dato che stai sistemando la voce, notavo che o l'intro della voce "Pseudo-Dionigi l'Areopagita (IV – V secolo)" o collegamento a Wikipedia paiono errati, su Wikipedia c'è anche [[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]], te lo segnalo se per caso hai voglia di sistemare tu, dato che io sto per scollegarmi, se no ci do meglio un occhio io domani. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:43, 9 mag 2023 (CEST) :Ciao [[utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Anche qui abbiamo «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]». In effetti tutti i contenuti della voce «[[Dionigi l'Areopagita]]» andrebbero traferiti in «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]»: sono due soggetti diversi e le citazioni appartengono tutte certamente al secondo, giacché le opere da cui sono estratte sono sue. L'unico dubbio potrebbe aversi per quella tratta da ''I volti di Maria nella Bibbia'' (testo di Ravasi) e che si trova nella sezione «Citazioni di Dionigi l'Areopagita»; avendo a che fare con una fonte secondaria non si può sapere a chi dei due si faccia riferimento ma è virtualmente certo che sia ancora lo Pseudo-Dionigi, giacché dell'altro pare proprio che non ci sia stato tramandato nulla. Tutto questo vale anche per la sezione «Citazioni <u>su</u> Dionigi l'Areopagita», cioè è da trasferire.<br>La voce «[[Dionigi l'Areopagita]]», che rimarrebbe priva di citazioni, ''dovrebbe quindi essere cancellata'', cosa che io non posso fare, e la cronologia forse riportata nella pagina di discussione di «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]», in modo da garantire la paternità dei contributi agli utenti che li hanno effettuati, esattamente come quando si effettua lo [[w:Aiuto:Scorporo|scorporo]] manuale di una voce, il che però è consentito solo quando si è sicuri che la voce di provenienza ''non verrà cancellata''. Siccome esistono già le due voci non posso fare lo [[w:Aiuto:Spostare|spostamento]], la soluzione necessaria in questi casi. Forse esistono procedure alternative e strumenti che io ignoro e che sono appannaggio di chi è amministratore, infatti vedo che c'è [[w:Aiuto:Inversione di redirect|questo]]. Se in scienza e coscienza avessi ritenuto senz'altro di poter fare tutto da me l'avrei fatto, mi sarei anche sbrigato prima. Ho cercato di fare questo messaggio il più completo, chiaro, preciso e breve possibile; magari è mancata la riuscita, certo non lo zelo. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:20, 9 mag 2023 (CEST) ::Grazie davvero! Ho proceduto nella maniera più semplice, cioè con uno spostamento che ha sovrascritto la seconda voce che conteneva solo due "citazioni su", e precisando nel reinserirle che le aveva originariamente inserite Ibisco (per un paio di "citazioni su" credo ciò sia sufficiente e che non serva riportare la cronologia della voce-doppione cancellata in discussione, dato che i diritti delle citazioni appartengono ai loro autori). A presto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:18, 10 mag 2023 (CEST) == Finale della UEFA Champions League 1996-1997 == Ciao. Faccio umilmente e sommessamente notare che, invece, sì, su schermi desktop quella foto di Riedle crea esattamente problemi di layout, imho. Ma cmq fai come meglio credi, buona serata '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:53, 22 giu 2023 (CEST) :{{ping|Danyele}} Salve! Che problemi? Io sto editando da PC desktop e non ne ho. Ma se altri avessero questo problema, l'immagine potrà essere cambiata. Al momento ritengo che sia meglio tenere questa per i motivi spiegati nel campo oggetto in sede di modifica. È un'immagine presente anche altrove è nessuno mi pare che abbia avuto di che dolersene. Buona serata. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:02, 22 giu 2023 (CEST) ::Cioè, non ravvisi quell'enorme e antiestetico "rettangolo" vuoto fra il paragrafo ''Altri progetti'' e l'avviso stub? Okay... come detto, fai come meglio credi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 22 giu 2023 (CEST) :::{{ping|Danyele}} Immaginavo una cosa più grave, tale da compromettere una regolare visualizzazione. Quello che vedo non è un problema; siamo al ''de gustibus'', nulla che possa togliere il sonno. Ma non ti preoccupare, un giorno anche questo sito dovrebb'essere visualizzato nella versione "mobile" (quella di WP in inglese e in francese); quindi, oltre a essere una trascurabile quisquiglia, lo è solo ''pro tempore''. Meno male! Buon lavoro. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:40, 22 giu 2023 (CEST) == Risoluzione == Ciao, immagino che [[Risoluzione]] in quella voce sia intesa nel secondo senso elencato in [[:wikt:risoluzione|questi sinonimi]], giusto? Decisione, proposito ecc. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:47, 23 giu 2023 (CEST) :{{ping|Superchilum}} Ciao. Sì. In questi casi non è facile capire se le citazioni debbano confluire in una voce sinonimica (nella fattispecie: «Decisione») o se, per fedeltà alla lettera, ce ne voglia una ''ad hoc''. Ogni scelta può essere dubbia e contestabile, mi sembra. A me non importa molto, mi pare solo una cosa da determinare a tavolino o magari facendo testa o croce. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:20, 23 giu 2023 (CEST) ::Ok, allora la metto su Wikidata, grazie. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:22, 23 giu 2023 (CEST) == Re: Escape Room 2 - Gioco mortale == Ciao Udiki, è sempre un piacere sentirti. Hai ragione che tecnicamente è meglio indicarlo nelle voci correlate, per non alterare la forma dell'intro, tuttavia "sequel" non ha un termine contrario (esiste "prequel" ma ha un altro significato) quindi mi è sembrato più semplice indicarlo nell'intro. Ora ho sistemato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Escape_Room_2_-_Gioco_mortale&diff=1282788&oldid=1282179 così] mettendo "primo film", o forse tu hai idee migliori? [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:25, 28 giu 2023 (CEST) :Ah ma c'è un motivo perché ho messo "primo film": perché esistono anche altri film con lo stesso titolo, così è più chiaro che il collegamento è al primo film di quella serie. Se no, come giustamente dici, non serviva. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:14, 28 giu 2023 (CEST) == Re: Blocco LadyDianaFan2000 == Grazie per la segnalazione, per il momento l'ho avvisato. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:36, 10 lug 2023 (CEST) == Re: modifica Frederick Forsyth == Fatto; sempre 1a edizione Bestsellers Oscar Mondadori luglio 1986; indicazione del capitolo inserita Utente/IP: 101.56.149.113 {{nf|01:10, 29 set 2023|101.56.149.113}} == Re: Cancellazione modifiche inappropriate == Fatto, grazie e buona giornata. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 29 set 2023 (CEST) == Lucy Maud Montgomery == Ti ringrazio per le tue modifiche. Per quanto riguarda la citazione di Twain volevo comunicarti che sfortunatamente la fonte non c'è, ma nell'edizione del libro in cui ho citato l'incipit c'è la citazione. Cosa suggerisci? Buona giornata. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:45, 1 ott 2023 (CEST) :{{ping|Mattioskii}} Grazie a te per i contributi. Ma quella che dici tu è una fonte, è solo che è secondaria. Puoi inserirla nella voce di Twain con la dicitura "Citato in", facendo seguire il testo da dove trai la citazione. Per esempio: Citato in Pinco Pallino, Introduzione a ''Anna dai capelli rossi'', nome editore, luogo di edizione, anno di edizione, numero di pagina. Se viene specificata anche la fonte primaria, cioè il testo in cui Twain ha detto quella cosa, puoi scrivere: Da ''Titolo opera di Twain''; citato in ecc... Nel caso poi passo io a sistemare, non preoccuparti. Se servono altre spiegazioni, chiedi pure. Prenditi il tuo tempo, non c'è fretta. Un caro saluto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:57, 1 ott 2023 (CEST) ::Buona sera, grazie per le ulteriori spiegazioni. Francamente non so ancora destreggiarmi benissimo in questa Wikipedia quindi al posto di modificare alla bell'e meglio, lascio tutto così com'è e quindi in mano tua. Buon continuo di serata e buona domenica. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 18:05, 1 ott 2023 (CEST) :::{{ping|Mattioskii}} {{fatto}} Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:31, 1 ott 2023 (CEST) ::::Buonasera, una domanda, ma come fai a cercare le fonti sul web, ad esempio che l'esergo in Anna di Avonlea si riferisse ad una specifica poesia del poeta e non al romanzo? [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 19:10, 6 ott 2023 (CEST) :::::{{ping|Mattioskii}} Buonasera. Ho cercato su Google il nome dell'autore e alcune parole chiave in inglese (quelle verosimilmente corrispondenti alle italiane), poi da cosa nasce cosa. La poesia si trova [https://books.google.it/books?id=M3gZAAAAYAAJ&pg=RA1-PA330 qui]: ''Flowers spring to blossom'' ecc. [https://books.google.it/books?id=5Do5AQAAMAAJ&pg=PA124 Qui], su una rivista ottocentesca che cita uno stralcio della poesia, ho anche trovato un pratico sommario. Comunque la funzione delle epigrafi, cioè dei brani che s'inseriscono in esergo, è diversa da quella delle citazioni che di solito si mettono invece nella quarta di copertina, perciò avevo intuito che qualcosa non quadrava. Già che ci sono ti segnalo [[Aiuto:Wikilink|queste istruzioni]] (in particolare quello che si dice a inizio pagina nell'elenco puntato) a proposito dei collegamenti interni e di quando inserirli. Più in generale non preoccuparti per gli errori, è normale all'inizio e non ne stai facendo neanche così tanti. Io aggiusto qualcosa anche per poi poter validare le modifiche e non avercele segnalate tra quelle "non verificate". Se serve qualcosa chiedi pure. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:37, 6 ott 2023 (CEST) ::::::Grazie per le ulteriori esplicazioni esaustive e sopratutto per la tua professionalità. Buona serata anche se penso ci "sentiremo" altre volte, visto che ti reputo un nume tutelare di questa Wikipedia. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 22:00, 6 ott 2023 (CEST) == Re: Loki (serie televisiva) == Caro Udiki, nessuna seccatura, ci mancherebbe. Ti confermo che se si creano le pagine delle stagioni, la pagina principale di una serie può anche restare senza citazioni (c'era stata un discussione in passato) e in tal caso per creare la sottopagina su una nuova stagione basta anche una sola citazione, quindi la soluzione adottata è a norma, poi magari restano dei dettagli da sistemare nelle pagine delle stagioni ma com'è ora già può andare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:29, 9 ott 2023 (CEST) :Per quanto riguarda [[Loki (seconda stagione)]] però finora è uscito solo il primo episodio, quindi è presumibile che la voce verrà ampliata e che il motivo per cui è breve è che la stagione è appena iniziata. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:57, 9 ott 2023 (CEST) ==[Senza titolo]== Ciao, ho visto che hai annullato la mia modifica. Posso chiederti come mai? {{nf|23:50, 30 ott 2023‎|151.38.224.15}} Mi dispiace che a quanto mi sembra di capire ad annullare non perdi tempo ma a motivare non ti c'impegni altrettanto, spero di essere più fortunato domani. {{nf|23:59, 30 ott 2023‎|151.38.224.15}} :{{ping|151.38.224.15}} Veramente te l'ho spiegato [[speciale:diff/1305703|qui]] e te l'aveva già detto Spinoziano a fine agosto. In pratica nelle pagine su Wikiquote dei personaggi si inseriscono le citazioni provenienti dalle pagine su Wikiquote del manga, dell'anime ecc., quindi devono combaciare. Cioè, non è possibile che in «[[Freezer (personaggio)]]» si veda una citazione diversa da quella che sta in «[[Dragon Ball (manga)]]». Prima si dovrebbe ''aggiungere'' la frase con la traduzione diversa nella pagina del manga, dell'anime ecc., poi lo si può fare anche in quella del personaggio. Nota che ho scritto «aggiungere», non sostituire. Comunque questo dovrebbe essere motivato e supportato dalla citazione della fonte, cioè l'edizione che tu usi come riferimento, dalla quale trai il materiale che inserisci qui. Tu perché vuoi inserire una traduzione diversa? Il problema in effetti è che nella pagina del manga, per esempio, non c'è la bibliografia. Se mi ricordo bene in Italia ci sono state tre edizioni del manga con due diverse traduzioni: le prime due presentano la traduzione indiretta dall'inglese, l'altra quella diretta dal giapponese, che è ovviamente preferibile. Tutto quello che ho ricostruito rende in effetti la situazione complessa e non risolvibile immediatamente. Ma nel frattempo, ''quieta non movere''. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:17, 31 ott 2023 (CET) ::Ah, d'accordo, ho capito. Dunque hai annullato immaginando che le citazioni che avevo inserito fossero diverse da quelle del manga. Allora posso chiederti come mai non ti sei fatto lo scrupolo di controllare prima di annullare, neanche la 2^ volta? Comunque le traduzioni del manga italiano sono 2, entrambe dal giapponese: la 1^ è stata usata per le prime 5 edizioni e l'altra per la successiva poi ripubblicata a colori; le frasi delle mie modifiche fanno riferimento alla 1^, che fra l'altro si trova anche su Internet. Se è necessario aggiungere la citazione della fonte non c'è problema, mi scuso per non averlo fatto ma non lo sapevo! Ora che ti ho spiegato tutto aspetto comunque a ripristinare le mie modifiche aggiungendoci l'edizione, vorrei saperti d'accordo. [[Speciale:Contributi/151.38.160.120|151.38.160.120]] ([[User talk:151.38.160.120|msg]]) 18:49, 31 ott 2023 (CET) :::Mi ha tratto in inganno il fatto che le tue modifiche alla voce del manga e quelle alle voci dei personaggi non sono state contestuali e, soprattutto, che non hai spiegato nel campo oggetto della modifica cosa hai fatto. Vedo che il primo ottobre hai modificato la pagina del manga benché senza specificare l'edizione di riferimento, cosa che hai fatto solo ora qui sopra e neppure del tutto: è la prima stampa, quella del 1995-1997, o la ristampa 1998-2001 detta ''Dragon Ball Deluxe''? I problemi comunque sono: 1) La traduzione che c'era prima dovrebbe essere ancora presente in «[[Ultime parole da Dragon Ball]]». Dico "dovrebbe" perché c'è troppa roba e non posso controllare tutto subito, mi baso sulla cronologia. Inoltre le tue modifiche alla voce del manga sono state realizzate con un unico intervento, perciò non si capisce se hai tagliato qualche battuta che magari è stata riportata in quella suddetta o altre pagine. 2) In base a quello che si legge [[w:Dragon_Ball#Edizioni_italiane|qui]] le edizioni migliori sono la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' e successive. Tu hai invece utilizzato una precedente, la quale è censurata e ha un adattamento peggiore. Quella che c'era prima del tuo intervento, essendo diversa, per esclusione dovrebbe essere l'adattamento migliore, anche se purtroppo non ci sono indicazioni esplicite. Stando così le cose, ci sarebbe da propendere anche per l'annullamento delle modifiche che hai fatto nella voce del manga. Non procedo perché prima preferisco ascoltare la tua opinione in merito. Come vedi, ci sono diverse cose da considerare e discutere. Comunque tutto quello che si fa resta nella cronologia delle pagine e può essere recuperato facilmente, quindi non preoccuparti. Non inserisco il {{tl|ping}} perché hai l'IP dinamico e sarebbe inutile. A margine: firma i messaggi come spiegato [[Aiuto:Uso della firma#Inserimento automatico|qui]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:28, 31 ott 2023 (CET) ::::Ti ringrazio per avermi risposto esaustivamente, cercherò di fare lo stesso. Mi scuso se tutte le volte che ho modificato le voci dei personaggi non ho messo nulla nel campo oggetto, davo per contato che si capisse che erano correzioni di citazioni e non vandalismi. Venendo alla questione delle traduzioni, è stata usata la 1^ traduzione dal giapponese per le seguenti edizioni: Dragon, Deluxe, New, Book, Perfect; la 2^ per Evergreen e Fullcolor. In alcune edizioni successive alla primissima sono state fatte delle censure poi tolte di nuovo nelle ultime 2. La questione della "fedeltà" non so da dove salti fuori, è l'anime (il cartone) ad aver stravolto i dialoghi, ai manga non capitano cose genere e questo non ha fatto eccezione, infatti in nessuna delle fonti citate nella sezione che hai indicato si parla di maggiore o minore fedeltà. Qui, la pagina relativa al manga riprende la 1^ edizione (che è anche la più nota ai fan), quella con la traduzione che era presente in origine sulla pagina prima che venisse modificata, ed integrata, un paio d'anni fa da alcuni utenti. Se il punto è che le citazioni in pagine diverse devono corrispondere, è quello che stavo cercando di fare io. Se è necessario specificare l'edizione, non c'è problema ed anche secondo me è giusto. Ho controllato per esempio le pagine delle opere di Tolkien e della Rowling, che hanno subito di recente delle ritraduzioni, non molto gradite ai lettori da quel che ricordo: le citazioni sono prese dalle rispettive traduzioni "storiche", non dalle 2 più recenti, tranne che per alcuni incipit dove sono riportate entrambe per compararle. Wikipedia pure usa la nomenclatura delle prime traduzioni di tutte queste opere a quanto vedo, ma è un progetto diverso da Wikiquote. A me sembra più logico tenere la 1^ traduzione anche per Dragon Ball, com'è stato fatto per Il signore degli anelli ed Harry Potter. Ora che ho esposto la mia visione dimmi qual è la tua opinione a riguardo. Domattina però! :) [[Speciale:Contributi/151.38.221.149|151.38.221.149]] ([[User talk:151.38.221.149|msg]]) 00:27, 1 nov 2023 (CET) :::::Scrivo adesso, tu rispondi quando ti è più comodo; in ogni caso si guadagna tempo. Ci sono non pochi utenti di passaggio che, magari anche in buona fede ma con scarsa cognizione di causa, fanno pasticci. Su Wikipedia si dice che la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' ha «<u>per la prima volta</u> un adattamento fedele all'originale», come dire che tutti gli adattamenti precedenti non lo sono. Non so se è vero che sia l'unica fedele, non si riescono a consultare le fonti citate e le uniche edizioni certamente infedeli sono la ''New'', la ''Book'' e la ''Perfect'', ma sta di fatto che ci sono traduzioni diverse. Facciamo un esempio. Attualmente è presente questa frase: «Un Sayan che non può muoversi è inutile!». Nell'edizione che hai usato tu diventa: «Un Saiyan è assolutamente inutile!» Sono cose ben diverse e la prima è sensata, l'altra mica tanto. La ''Evergreen'' e le edizioni successive sono sicuramente le migliori e sarebbe preferibile usare quelle, perché a rigor di logica il criterio della maggior qualità vale più di quello della maggior diffusione. Va però detto che la situazione attuale della voce è molto dubbia perché non sappiamo quali e quante edizioni sono state utilizzate per la stesura. Forse una revisione condotta su di un'unica edizione di riferimento (la tua, cioè la prima in assoluto, che non è la migliore ma forse neppure la peggiore) dà più garanzie rispetto a quello che c'è adesso. Devi però dire chiaramente se hai tagliato delle citazioni preesistenti e assumerti il compito di revisionare «[[Ultime parole da Dragon Ball]]» ed eventuali altre voci che fanno capo a «[[Dragon Ball (manga)]]», sennò è un casino per i motivi che ho già spiegato. Peraltro dovrei avere nella mia disponibilità l'edizione ''Deluxe'', che è come la prima ma con refusi corretti e cose del genere, perciò può essere utile per un confronto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:47, 1 nov 2023 (CET) ::::::Eccomi! Sono contento di sapere che anche tu hai il manga di Dragon Ball. La differenza fra le 2 principale traduzioni in realtà è poca, la frase sulla presunta infedeltà di tutte le prime edizioni è stata scritta da un utente ma non trova riscontro nelle fonti citate nei paragrafi in cui si parla di fedeltà. Si può dire che in alcuni passaggi la 1^ contiene dei refusi, come nel caso della frase che hai citato tu. Anch'io me n'ero reso conto quando l'ho scritta, ma ho voluto riportare la citazione così com'era al pari delle altre. Ho controllato sulla Perfect Edition che avevo acquistato, dove piccole imprecisioni come queste sono state sistemate, e lì la frase è: "Un Saiyan che non può muoversi, è un Saiyan inutile!"; mi sono fatto l'idea che il testo non ci stesse inizialmente nella nuvoletta del volume piccolo senza ridurre molto i caratteri e così hanno ridotto la frase, non penso che non sapessero tradurre l'ideogramma di "muoversi". Un altro caso che ricordo è nell'ultimo volume, dove una frase termina con "strate" invece che "strategia", anche qui aggiustata nella Perfect Edition. Non è minore fedeltà, sono refusi che balzano subito all'occhio di chi legge il manga, e fra le frasi che ho cambiato io non ce ne sono altri. Per la frase di Vegeta potremmo usare la versione sistemata specificando l'edizione, oppure semplicemente non inserire proprio quella frase scegliendo magari un'altra frase più significativa (e ce ne sono di più significative pronunciate da Vegeta nella saga dei Saiyan). Se c'è da controllare ed eventualmente correggere le citazioni del manga in altre pagine posso darci senz'altro un'occhiata io quando ho tempo. Approfitto per chiedere una cosa: sai come mai la grafica di Wikiquote è cambiata da ieri? [[Speciale:Contributi/151.38.218.129|151.38.218.129]] ([[User talk:151.38.218.129|msg]]) 14:41, 1 nov 2023 (CET) :::::::Per sapere se una traduzione è fedele devi fare il riscontro con l'edizione in lingua oppure affidarti a una fonte terza (un articolo di un sito specializzato o cose simili), non si può stabilire a lume di naso. Le uniche (presunte) garanzie in tal senso riguardano la ''Evergreen'' e successive. La frase che ho citato sopra era solo a mo' d'esempio, non vorrei che ci fossero altre cose del genere; sono peraltro favorevole all'eliminazione di essa così come eventualmente di altre non significative, con la dovuta cautela. Ho comunque detto che si può procedere all'inserimento di citazioni tratte dalla prima edizione, che è sempre meglio che non sapere quale sia l'edizione di riferimento. Però non hai risposto sui due punti più importanti, cioè se hai cancellato delle citazioni e se intendi accomodare la pagina sulle ultime parole; a ciò si aggiunga che è necessario sapere se hai revisionato tutte le citazioni o solo alcune. Se tutto questo non si chiarisce si deve riportare la pagina del manga a prima del tuo intervento, perché, come ho già detto, le citazioni nella pagina del manga e quella delle altre voci devono coincidere, è la regola, così com'è importante sapere esattamente da quale edizione provengono le citazioni. Se invece si chiarisce posso lasciare la pagina del manga con le tue modifiche e ripristinare pure le pagine dei personaggi, bastano pochi clic. Non è che dovresti fare tutto in una volta, l'importante è non lasciare le cose a metà. La grafica di Wikiquote è cambiata così com'è da tempo cambiata in altri progetti di Wikimedia, quella di adesso è la versione ''mobile'' (per telefonini); gli utenti registrati possono modificare le preferenze e continuare a visualizzare il sito su laptop e desktop com'era prima. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:06, 1 nov 2023 (CET) ::::::::Ah dunque la grafica era cambiata già da prima di ieri e non me n'ero accorto, la preferivo com'era prima anche perché tanto non uso spesso il telefonino per navigare su Wikipedia. Tornando a noi, controllerò sia la corrispondenza fra tutte le citazioni che ho provato ad inserire nelle pagine dei personaggi e quelle presenti nella pagina del manga sia la corrispondenza le ultime parole di quest'ultima e quelle della relativa pagina che dovranno comunque venire tutte dalla vecchia traduzione e non dalla nuova, lasciami solo un po' di tempo. Se troverò discrepanze ma anche errori di battitura o formattazione e qualsiasi imprecisione li sistemerò. Non ho cancellato nessuna citazione, ho solo riscritto quelle che ho trovato scritte diverse, e dovrebbero essere tutte della stessa edizione. Riguardo alla frase di Vegeta a me sta bene qualunque soluzione, sia correggerla in quella che ho riportato specificando l'edizione, sia sostituirla con un'altra, sia toglierla e basta. Quanto ho detto secondo te può essere soddisfacente per la questione di cui stiamo discutendo? Volevo anche ribadire una cosa che ho detto: nelle fonti riportate sulla pagina che parla del manga, ed ho controllato tutte quelle della sezione, non si parla di fedeltà da nessuna parte, solo di censure introdotte dopo la 1^ edizione italiana e poi rimosse con le ultime 2, censure più grafiche che verbali. Se insisto un po' su questo punto è perché da appassionato anche di anime ho ben presente la questione dell'adattamento film dello Studio Ghibli che sono stati spacciati per "più fedeli" quando erano tutt'altro, non è che ogni nuova edizione di qualcosa sia per definizione più fedele e le precedenti siano da buttare. Scusami per la digressione, su questo argomento mi faccio un po' prendere la mano! [[Speciale:Contributi/151.38.44.141|151.38.44.141]] ([[User talk:151.38.44.141|msg]]) 22:48, 1 nov 2023 (CET) :::::::::La grafica era cambiata anche su PC desktop e laptop già da prima ma non su Wikiquote in italiano, bensì su altri progetti come Wikipedia in inglese. Da ieri la versione mobile, che prima per Wikiquote in italiano era visualizzabile solo da chi si collegava da telefono (almeno credo, perché neppure io lo uso) è stata imposta a tutti i tipi dispositivi, ma se non ti piace puoi registrarti e tornare alla vecchia smanettando nelle impostazioni del tuo account (io l'ho fatto con successo e soddisfazione). Prenditi il tuo tempo per le modifiche, l'importante è l'uniformità. Quando dici «dovrebbero essere tutte della stessa edizione» è il condizionale che mi preoccupa. Non che a me personalmente importi qualcosa, piuttosto il contrario, ma le cose si devono fare con criterio, a regola d'arte. Se revisioni tutte le citazioni allora basterà semplicemente inserire l'edizione di riferimento in bibliografia, se invece solo alcune sono prese con certezza dall'edizione in bibliografia allora bisognerà segnalarlo in qualche maniera per evitare confusione con le altre. Io purtroppo non sono pratico delle convenzioni di Wikiquote in fatto di fumetti, comunque vedi [[Wikiquote:Modello di voce/Fumetti]]; inoltre non mancherà chi ti potrà dare qualche altra dritta. Questione adattamento: non si tratta solo di censure, ma di qualità della traduzione, cioè una scena potrà anche non essere censurata e quindi presente, ma le battute sono magari tradotte male e questo non c'è verso di saperlo a colpo d'occhio; ecco perché facevo l'esempio della frase di Vegeta. Come ti ho detto io ho tutta l'edizione Deluxe, figurati se ho interesse a screditarla: sarei felice se fosse la migliore, così ha più mercato. Mi ricordo di quello che hai detto sopra circa il Signore degli anelli e so anche di cose come [https://www.corriere.it/tecnologia/19_giugno_25/strano-caso-doppiaggio-italiano-evangelion-anime-culto-netflix-55ed6058-9745-11e9-8e4d-b6b35f2a9094.shtml questa], ma penso che si debba distinguere di caso in caso. Comunque almeno per ora questo non importa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 1 nov 2023 (CET) ::::::::::Ho trovato il tempo di rispondere adesso. Sempre sulla nuova grafica, sai se è una cosa decisa da qualcuno o se se n'è discusso fra gli utenti registrati? Cioè, come mai su Wikiquote proprio l'altro ieri è stata impostata, mentre su altri progetti lo era già da prima o non lo è ancora? Sarà stato stabilito da qualche parte, no? Chiedo solo per curiosità per cui se non sai rispondere a tutte queste domande non importa. Comunque, ho capito il discorso dell'uniformità delle traduzioni, vedrò di controllare anche in quel senso. E riguardo alla questione delle nuove traduzioni, posso essere d'accordo con te se parli di qualità di traduzione o di tradotto male, ho capito quel che volevi dire. Per ora lasciamo le cose come sono, poi scandaglierò le 2 pagine che dici e sistemerò quel che non va, ok? Buona serata! [[Speciale:Contributi/151.38.29.160|151.38.29.160]] ([[User talk:151.38.29.160|msg]]) 20:10, 2 nov 2023 (CET) :::::::::::La questione della grafica ha colto di sorpresa pure gli amministratori di questo sito, vedi [[Wikiquote:Bar#Layout|qui]], quindi se è stata discussa lo è stata altrove (Wikiquote in italiano è come il pianeta di una galassia o la provincia di uno stato). Immagino che chi di dovere abbia deciso di effettuare il cambiamento gradualmente e che solo ora sia arrivato il momento di attuarlo qui, mentre a quanto ho visto altri progetti in portoghese e francese sono stati l'avanguardia. Probabilmente poi toccherà a Wikisource e Wikipedia in lingua italiana. (Non è stato l'unico cambiamento, infatti da qualche giorno le pagine di Wikiquote sono indicizzate su Google sotto il nome di Wikipedia.) Per il resto: sì, va bene. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:57, 2 nov 2023 (CET) ::::::::::::Ciao, ho controllato tutte le citazioni da ultime parole e corrispondono alla 1^ traduzione. Ci sono soltanto un paio di errori di battitura ed una ripetizione nella pagina delle ultime parole, in quella del manga devo verificare solamente questo punto. Finirei di controllare le altre citazioni prima di cominciare a modificare. [[Speciale:Contributi/151.38.225.16|151.38.225.16]] ([[User talk:151.38.225.16|msg]]) 20:18, 13 nov 2023 (CET) :::::::::::::Ciao, sì, meglio finire di controllare prima di aggiungere altro, per chiarezza. Intanto ripristino le tue modifiche alle voci dei personaggi. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:25, 13 nov 2023 (CET) == re: Pagina bianca == Ciao, sono d'accordo con te nel dividere in due. Forse terrei anche quella di Bufalino? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:13, 1 nov 2023 (CET) :Va bene, fai pure tu, visto che hai avuto l'idea :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:31, 1 nov 2023 (CET) == Brindisi dai film == Ma qual è il motivo per annullare il brindisi di "Le avventure di Tintin"? Perché era banale e basta? [[Utente:Killb94|Killb94]] ([[Discussioni utente:Killb94|scrivimi]]) 21:31, 14 dic 2023 (CET) :{{ping|Killb94}} Perché non è [[WQ:S|significativo]]. Citazioni del genere non possono stare in nessuna voce, meno che meno nelle tematiche, le quali sono da sempre considerate come il fior fiore di Wikiquote, quindi si è ancora più rigorosi. È vero che non sempre lo standard di qualità è rispettato, ma questo non è un buon motivo per peggiorare la situazione. In particolare in «Brindisi dai film» si devono inserire solo quelli che hanno una qualche originalità, almeno un minimo, e oggettivamente nessuna persona di buon senso potrà mai dire che «Un brindisi, alla nostra buona fortuna!» ce l'abbia, trattandosi di una formula stereotipata. Detto in altri termini: quella pagina non è un mero elenco di qualsiasi brindisi purché pronunciato in un film. Io sono sicuro al 100% di quello che dico, se non ne sei convinto e pensi che le cose stiano diversamente chiedi pure a un amministratore, per esempio Homer, Superchilum o Spinoziano, e se loro daranno ragione a te parola mia che ti faccio un bonifico dall'importo corrispondente al prezzo di un caffè. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:09, 15 dic 2023 (CET) :: Amen Udiki, sono assolutamente d'accordo con te. Con la scusa di catalogare ''certe'' citazioni in qualche modo, Wikiquote è stata infarcita di citazioni banali e insignificanti di cui, solo per citare un esempio, [[Ultime parole dai film]] è a mio avviso la massima espressione del peggio (e non mi importa se è finita impunemente in [[Wikiquote:Vetrina|Vetrina]]). Il primo motivo per inserire una citazione ''dovrebbe'' sempre essere la significatività, inserire una citazione perché può essere catalogata in una categoria (''Bridisi, regole, ultime parole ecc'') dovrebbe avvenire solo ''dopo''. Quello che invece si sta facendo da tempo è invece giustificare l'inserimento di banalità solo perché c'è un modo di catalogarle. ::<br /> :: In breve per tornare al mio esempio di sopra, il ragionamento dovrebbe essere: ''se'' una citazione è significativa, e ''se'' è ''anche'' rappresentativa di ultime parole (o brindisi, o regole, o altro) allora la inserisco altrimenti no. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:06, 15 dic 2023 (CET) ::: Sono d'accordo, solo una piccola precisazione: [[Ultime parole dai film]] non è in vetrina, è in vetrina solo [[Ultime parole]].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:01, 16 dic 2023 (CET) == Annullamento copione episodio Camera Cafe (Insopportabile) == Non capisco perché tu mi abbia cancellato il copione. "È una raccolta di sole citazioni e si viola il diritto d'autore". Ma se nelle pagine Wikiquote delle altre stagioni di Camera Cafè ci sono scritti anche copioni di interi episodi [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 22:44, 11 feb 2024 (CET) :{{ping|Sesa20148}} Salve, te l'ho spiegato il perché. Non si possono trascrivere tutti gli sketch di un episodio per intero, esorbita dal diritto di citazione ed è una violazione del diritto d'autore. E se anche fossero nel pubblico dominio qui non si riportano interi script, perché questa è un'antologia di citazioni. Se ce ne sono altri vanno tolti: il fatto che qualcuno passi col rosso non autorizza nessun altro a fare altrettanto. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:59, 11 feb 2024 (CET) ::Continuo comunque a non capire il perché tu abbia dovuto fare il giustiziere della notte giusto giusto con il mio post quando ce ne sono riportati di simili DA ANNI. E comunque, qualora fosse una violazione dei diritti d'autore e qualora arrechi fastidio, credo che spetti a chi li detiene (se poi tu fossi il detentore dei diritti ovviamente sarebbe un'altra storia) la rimozione e non ad una persona a caso, ma vabbè. Sicuramente mi sbaglieró! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 03:34, 12 feb 2024 (CET) :::{{ping|Sesa20148}} I volontari tengono le cose in ordine: non si deve aspettare che la magistratura venga a chiudere il sito; che assurdità. Il resto è già stato spiegato ''ad abundantiam'', compreso il fatto che qui si mettono delle citazioni e non si riportano i copioni per intero perché non è questo lo scopo di un'antologia. Puoi inserire ''alcune'' di quelle citazioni andandole a recuperare dalla cronologia della voce e tenendo conto della [[WQ:S|significatività]]. Leggi anche [[Wikiquote:Cosa Wikiquote non è]] e [[Wikiquote:Diritto d'autore]]. È responsabilità degli utenti conoscere e rispettare le regole. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 12 feb 2024 (CET) :::P.S.: se sei stato tu a riportare copioni interi in altre occasioni e sotto mentite spoglie (cioè senza eseguire il log in), sarebbe doppiamente grave invocare questo per continuare a inserire ancora materiale coperto dal diritto d'autore; dico "doppiamente" perché già di per sé è illecito. A poco a poco vedrò di sforbiciare. Occhio che la faccenda è seria e non sono ammessi altri sgarri... --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:46, 12 feb 2024 (CET) ::::No, io sono un utente nuovo. Sono un grande appassionato della serie e ho sempre spulciato la pagina per rileggermi qualche dialogo. Poi ieri, per passatempo, ho creato l'account e ho inserito il post anche per dare un contributo alla pagina, dopo anni di "utilizzo passivo". Avendo visto che nel tempo è stata sempre arricchita in questo modo, non immaginavo minimamente che potesse essere un problema, men che meno che fosse così grave. Non è mio interesse passare i guai con la magistratura né tantomeno far chiudere una pagina Wikiquote, specie se di qualcosa di cui sono appassionato. Mi scuso se ho risposto un po' sull'offensiva, ero infastidito perché ci avevo messo un po' di tempo e ci tenevo al post. Almeno con questa abbiamo messo alla luce una problematica seria. Cercheró di attivarmi anch'io in tal senso, allora. Saluti! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 15:26, 12 feb 2024 (CET) == Re: 8½ == Ciao! Ho ripristinato la versione precedente, ci sono già NDR piuttosto anomali, le ultime modifiche non aiutavano... [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:49, 13 feb 2024 (CET) == [[Gustave Geffroy]] == Ciao, ho recuperato la citazione da wikipedia, non ho altro. Se non va bene cancelliamo tutto. --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 19:00, 28 feb 2024 (CET) :{{ping|Codas}} <del>Allora chiederò lumi a chi l'ha inserita su Wikipedia, l'ho già individuato. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:39, 28 feb 2024 (CET)</del> ::[[speciale:diff/1319781|Risolto]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:55, 28 feb 2024 (CET) == Carson McCullers == 1) Ho visto che hai corretto la mia citazione dal [[Carson McCullers#Invito di nozze|romanzo della McCullers]]: l'accento grave, anziché l'acuto utilizzato nell'edizione Einaudi che avevo peraltro citato in Bibliografia. È una insignificante minuzia, ma mi fornisce l'occasione di chiedere una spiegazione: in Wikiquote le citazioni devono rispettare l'originale di stampa anche nell'ortografia, oppure l'ortografia della citazione deve rispettare delle apposite linee guida di wikiquote? 2) Hai inserito il titolo di paragrafo "Citazioni di Carson McCullers", e ritengo che tu abbia agito per il meglio. È invece il contenuto di quel paragrafo che mi lascia perplesso: a parte il fatto che ''Il cuore è un cacciatore solitario'' non è il titolo originale del romanzo Carson McCullers, ma semmai il titolo della traduzione italiana, effettuata correttamente da [[Irene Brin]], del titolo originale in lingua inglese ''The Heart is a Lonely Hunter''; anche ''The Heart is a Lonely Hunter'' non è originale della McCullers, ma a sua volta è la citazione della poesia "The Lonely Hunter" del poeta scozzese [[William Sharp]] (che utilizzava lo pseudonimo di "Fiona MacLeod"): "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill" (è l'ultimo verso della terza strofa. Vedi il testo della poesia [https://allpoetry.com/poem/13210957-The-Lonely-Hunter-by-William-Sharp qui]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 10:08, 29 feb 2024 (CET) :{{ping|Ferrante1}} Salve, per quanto riguarda gli accenti se fossimo su Wikisource andrebbero mantenuti tali e quali, qui si può normalizzare. Per quanto riguarda la citazione «Il cuore è un cacciatore solitario» credo che ci si debba domandare se, fonti alla mano, è attribuita alla McCullers, quindi trattarla come spiegato [[Aiuto:Fonti#Citazioni_attribuite|qui]]; chiedo lumi a {{ping|Dread83}} (quando tornerà operativo) che l'ha inserita. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:40, 29 feb 2024 (CET) ::Carson McCullers aveva intitolato il suo romanzo "The mute" (vedi per es. [https://www.studysmarter.co.uk/explanations/english-literature/american-literature/the-heart-is-a-lonely-hunter/ qui]). Fu l'editore a cambiare il titolo col verso di Sharp (vedi [[Elisabetta Rasy]], ''Memorie di una lettrice notturna'', Rizzoli, 2009, p. 117, [https://www.google.it/books/edition/Memorie_di_una_lettrice_notturna/vYQqAQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&dq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&printsec=frontcover Google libri]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 16:48, 29 feb 2024 (CET) :::{{ping|Ferrante1}} Non dubito minimamente che quella <u>non</u> sia farina del sacco della signora McCullers, è solo che su Wikiquote si raccolgono anche citazioni attribuite (vedi link sopra) o errate (vedi [[Citazioni errate|qui]]), ovviamente specificando che sono tali. Vorrei capire se è diffusa l'opinione (ancorché inesatta) secondo cui quella è una citazione della McCullers e regolarmi di conseguenza, per questo dicevo che volevo sentire il parere di Dread che, oltre ad aver aggiunto lui la citazione, è anche un utente molto esperto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:01, 29 feb 2024 (CET) ::::Il titolo del primo romanzo della McCullers (del 1940) è proprio ''The Heart is a Lonely Hunter''; il titolo però è stato tratto dal poemetto ottocentesco di Sharp che è molto noto nella letteratura inglese. Manoel de Oliveira ha intitolato un suo film in portoghese "A Divina Comédia", lo stesso titolo del poema dantesco (che non c'entra nulla col film di Oliveira). IMO non sarebbe corretto attribuire l'esclusività o la primogenitura del titolo "La Divina Commedia" al film di Oliveira. Vedo ora peraltro che la frase "Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria", traduzione di "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill", era stata inserita nella pagina [[William Sharp]] una decina di anni fa e cancellata correttamente da {{ping|Spinoziano}} perché senza indicazione della fonte [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Sharp&diff=prev&oldid=724972 vedi] --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 18:59, 29 feb 2024 (CET) :::::{{ping|Ferrante1}} Non si tratta assolutamente di attribuire l'esclusività o la primogenitura, ma solo eventualmente di specificare che una citazione è da alcuni erroneamente attribuita a un autore mentre invece è di un altro, cfr. [[Igor' Fëdorovič Stravinskij#Attribuite]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:37, 29 feb 2024 (CET) == Re: Cláudio Taffarel#Citazioni su Cláudio Taffarel == Che devo dirti, toglila pure... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:11, 15 mar 2024 (CET) == La fonte delle "citazioni su" nella pagina dei rispettivi autori == Ciao Udiki, ammetto di non essere molto aggiornato sulle regole di Wikiquote che frequento saltuariamente, ma [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lilli_Carati&diff=prev&oldid=1323629 hai scritto] che "La fonte delle "citazioni su" non va qui [la voce sull'oggetto menzionato] ma nella pagina dei rispettivi autori" e mi hai linkato la linea guida [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti]]. Io lì non leggo che le fonti vadano riportate <u>solo</u> nella pagina degli autori e non in quella della voce tematica, ma semplicemente che nelle voci degli autori ci deve essere una fonte. In verità non trovo neanche ben centrata quella linea guida ''tout court'', visto che lì si parla di citazioni che provengono da altre voci, mentre il mio caso riguarda citazioni inserite <u>per la prima volta</u> nella voce sul soggetto. Bisogna che le citazioni siano sempre scritte sia nella voce dell'autore e sia nella voce sul soggetto? C'è una linea guida in merito? Mi pare strano, visto che una citazione di un autore (Cruciani, per esempio) può essere rilevante solo per il soggetto della discussione (Lilli Carati, in questo caso) e non per l'autore stesso. Saluti. [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 16:34, 26 mar 2024 (CET) :{{ping|Martin Mystère}} Salve, la linea guida parla di «citazioni presenti in una voce <u>(o sezione)</u> tematica» e per «sezione tematica» si intende proprio quella chiamata «Citazioni su ecc...». Il resto è implicito ([[WQ:MCS|qui]] però è esplicito) e puoi vedere anche innumerevoli esempi pratici, come [[Lev_Tolstoj#Citazioni_su_Lev_Tolstoj]]. Il punto è che tu avresti dovuto inserire le citazioni prima nelle voci di Banfi, Cruciani e Giusti accompagnandole dalla fonte (il sito internet), poi riportarle anche nella voce di Lilli Carati senza indicare tutta la fonte (cioè il sito internet), bensì solo l'autore tra parentesi tonde e col wikilink: è la cosiddetta regola del doppio inserimento. Così è anche molto più comodo. Vedi anche le istruzioni contenute nel tamplate di avviso sottostante e che di solito si inserisce nelle pagine di discussione degli utenti: {{Avviso tematica}} :Naturalmente sarebbe il caso di provvedere: magari è un po' seccante, ma nulla di trascendentale. Quanto al resto: avevi fatto bene a inserire le citazioni di Lilli Carati in ordine cronologico così come appaiono nell'intervista a ''Libero'', però era meglio lasciarle raggruppate nella sottosezione specifica, perché è così che si fa quando sono almeno tre. Inoltre su Wikiquote nell'elenco puntato non si usa l'apostrofo dopo l'asterisco e nelle intestazioni non si inseriscono spazi prima e dopo ==, ma questo non è molto importante. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:03, 26 mar 2024 (CET) ::Va bene, agirò così in futuro. Per quanto riguarda gli spazi, su Wikipedia si possono mettere come no, io li trovo più ordinati, ma qui eviterò. Non so bene cosa significhi non usare l'apostrofo dopo l'asterisco, non penso di averlo fatto. Ciao, [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 21:04, 26 mar 2024 (CET) :::{{ping|Martin Mystère}} Volevo dire lo spazio, non l'apostrofo, dopo l'asterisco. Se non ricordo male qui la convenzione è questa, ma in realtà a livello di output non cambia nulla, per cui ''a me personalmente'' non sembra importante: lo dicevo soprattutto per evitarti la fatica inutile di una battuta in più. Probabilmente stavo anche per scrivere, prima di essere interrotto come sempre mi succede, che qui l'apostrofo è dattilografico o dritto, non tipografico o uncinato, quindi è meglio sostituirlo quando fai copia e incolla da siti che usano quello del secondo tipo: [[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Apostrofo_tipografico_o_dattilografico|qui]] ho spiegato come farlo in un colpo solo, leggi entrambi i miei post nel thread. Una volta c'era un bot che provvedeva, ma ora è fuori uso. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:39, 26 mar 2024 (CET) == Re: URL archiviati == Ciao. Come spiegato [https://dal15al25.gazzetta.it/2024/04/06/avviso-da-lunedi-il-blog-sparisce/ qui], da lunedì quel blog non sarà più attivo. Ecco '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 6 apr 2024 (CEST) == Risposta ad un esperto wikipediano == Chi è senza peccato scagli la prima pietra! La ringrazio per avermi cancellata. Non credo che lei non abbia mai fatto errori nella sua vita. Se si trova qui a fare il Maestro, potrebbe anche pensare e ricordare che ci sono gli studenti ignoranti... e li dovrebbe istruire SENZA BACCHETTARE! qualche volta accade, però, che l'alunno superi il maestro... non si mai nella vita. Se non ci fosse la Luce, gli occhi non potrebbero vedere. A buon intenditor... [[Utente:Teresa Averta Scrittrice|Teresa Averta Scrittrice]] ([[Discussioni utente:Teresa Averta Scrittrice|scrivimi]]) 00:13, 25 apr 2024 (CEST) ==Hellraiser== Ciao! Volevo darti qualche dritta sui range (magari sono cose che sai già, io comunque le ho scoperte in tempi relativamente recenti e ho visto che possono tornare utili): per gli IP lunghi (IPv6) come [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59 questo] aggiungendo /64 si trovano talora [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64 gli altri contributi] della stessa persona. "/64" è il range più piccolo per gli IPv6, corrisponde a un singolo IP normale, cioè un singolo indirizzo normale, difatti alcuni bloccano sempre con "/64" gli IPv6. Con gli IPv6 è anche più difficile dialogare perché vedono l'avviso solo se gli scrivi sul preciso IP lungo che stanno utilizzando in quel momento, e non serve mettere avvisi nella discussione del range. Per approfondimenti trovi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|qui]] una tabella sugli IPv6 e [[w:simple:Help:Range_blocks#Table_of_sample_ranges|qui]] una sugli IP normali (ad esempio un range /24 su un IP normale copre 256 indirizzi, che corrisponde a un range /56 su un IPv6) ma di solito basta sapere il trucco del /64 sugli IPv6, io finora non ho mai bloccato range più lunghi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:45, 2 giu 2024 (CEST) :@[[utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao e grazie per la dritta, hai fatto benissimo a darmela e queste cose sono sempre molto ben accette. So che questi indirizzi IP cambiano anche da un momento all'altro, il mio era solo un disperato tentativo di interlocuzione basato sulla possibilità che l'utente fosse ancora collegato al sito, con quell'identità o un'altra, e che potesse così avvedersi della mia comunicazione. Per inciso: il "duck test" dice che si tratta sempre della stessa persona, che dispone anche di più utenze registrate, e che ''inter alia'' modifica "maniacalmente", per usare l'avverbio a lui tanto caro, le pagine dei film della Disney e della Marvel, di vari horror e delle ultime parole e brindisi dai media. Sono anni che imperversa e peggiora le voci, ponendo pure problemi di violazione del copyright, ma lo sapete già e questo è un "dire a nuora perché suocera intenda". È necessario arginare tutto ciò colpo su colpo. Colgo l'occasione per informare, a motivo di quello che si vede '''[[speciale:cronologia/Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi|qui]]''', che ho deciso di annullare a vista tutte le modifiche che apporterà, salvo forse casi eccezionali, perché è di conclamata inaffidabilità e non è possibile verificarne l'operato, né che per una cosa buona se ne lascino passare cento perniciose, e in questo imiterò il chirurgo che, quando amputa la parte cancerosa, rimuove anche un pezzo di quella sana, giacché quasi nessuno si preoccupa di fare pulizia e polizia, ma non mancherà, come ho riscontrato, chi in un secondo momento ripristinerà le eventuali soppressioni indebite. Perdona la digressione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:06, 2 giu 2024 (CEST) ::Sì, mi sembra che prima usasse più "malignamente" ma poi è passato con convinzione a "maniacalmente"; usa anche altri range ma su [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64&target=2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&offset=20230723202350 questo] è attivo da dicembre 2022. Lascerei a te, che ultimamente lo hai seguito di più, di valutare se è il caso di bloccarlo. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 2 giu 2024 (CEST) == Parola errata == Ciao, in merito alla tua modifica in [[Boog & Elliot - A caccia di amici]] mi sembra proprio che dica come ho scritto io: prova a sentire [https://www.youtube.com/watch?v=mVEkhFtMjHg qui]. [[User:Andrek02|<span style="color:#FF0000">Andrek02</span>]] ('''[[User talk:Andrek02|<span style="color:#FFAF01">talk</span>]]''') 06:37, 10 lug 2024 (CEST) :@[[utente:Andrek02|Andrek02]] L'ho sentito con le cuffie più volte anche al rallentatore e dice addirittura "floutolento". Dovendo essere [[Wikiquote:Trascrizione#Fonti non scritte|fedeli]] è da interpretare come uno strafalcione voluto per divertire. Comunque ho già marcato con {{tl|Sic}}, correggo ulteriormente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:09, 10 lug 2024 (CEST) == Citazione di Dostoevskij == Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=F%C3%ABdor_Dostoevskij&diff=prev&oldid=1338798 questo spostamento] è errato. Bisogna lasciare la citazione con fonte nella voce sull'autore, mentre nella voce sull'opera si mette la citazione con link all'autore, senza fonte. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:32, 15 lug 2024 (CEST) :@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] {{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 15 lug 2024 (CEST) ::Grazie :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:01, 16 lug 2024 (CEST) == Cancellazione senza motivo == Ciao, ma perché cancellare le pagine se sono lingue conosciute, come l'inglese e lo spagnolo e si utilizzano spesso. Chiedo il ripristino. [[Speciale:Contributi/91.80.66.5|91.80.66.5]] ([[User talk:91.80.66.5|msg]]) 15:09, 30 lug 2024 (CEST) :Salve. Risposta: perché questa è Wikiquote in italiano e le traduzioni da te inserite, generate dal traduttore di Google, contenevano errori riscontrabili persino a prima vista, cioè senza neppure la necessità di un confronto col testo in lingua. In base alle nostre regole le pagine con tali contenuti sono da rimuovere per direttissima; vedi '''[[Wikiquote:Cancellazioni immediate]]''', terzo criterio. O metti una traduzione corretta (col testo accanto se essa è di tuo pugno, vedi '''[[WQ:TT]]'''), e sempre che tu abbia la preparazione adeguata per un compito così delicato, oppure metti quelle citazioni nelle edizioni in spagnolo, inglese e turco di Wikiquote; ''tertium non datur''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:28, 30 lug 2024 (CEST) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Infatti, ho notato che alcune pagine sono state cancellate senza motivo di testa propria. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:25, 21 set 2024 (CEST) :::È molto meglio se togli il disturbo, sono anni che fai gli stessi errori e non vuoi sentire ragioni. Le pagine saranno ''tutte'' e ''sempre ''cancellate, cosa che si fa in un clic, mentre tu per crearle ci metti un po' di più; eventualmente verranno parzialmente bloccate, in modo che solo gli utenti autoverificati potranno ricrearle. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:28, 21 set 2024 (CEST) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, ma non esariamo non proprio tutte. Poi non hanno niente di male, basta sistemarle o ridurle il testo per sistemarle. E per questo ci vuole anche collaborazione, no come te che le cancelli senza sistemarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:34, 21 set 2024 (CEST) :::::Sono radicalmente da rifare perché generate da traduttori automatici (il che non è ammesso, come abbondantemente spiegato) e zeppe di citazioni non [[WQ:S|significative]]. Non possono essere altri a sobbarcarsi tutto quel lavoro, vedi anche [[#Pomeriggio Cinque News|sotto]]. Intanto se vedi [[Speciale:UltimeModifiche|qui]] ti rendi conto che il tempo delle sciocchezze è finito ''forever and ever''. I miei migliori auguri per quello che farai su altri siti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:39, 21 set 2024 (CEST) ::::::Infatti, sono ammesse le traduzioni e sono tradotte con lingue principali come l'inglese, lo spagnolo, il francese. Su questo sembra che tu sia l'unico a lamentarti sulle pagine, cose che altri qui sopra non esagerano come te. Poi cosa si intende per "quello che farai in altri siti". [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:45, 21 set 2024 (CEST) :::::::Non puoi inserire citazioni tradotte con [[w:Google Traduttore]]. Su questo sito hai finito di aggiungerne, perché non ti sarà consentito. Arrenditi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:52, 21 set 2024 (CEST) ::::::::Con che cosa si dovrebbero tradurre allora. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:55, 21 set 2024 (CEST) :::::::::Con le tue competenze linguistiche, se ce le hai, sennò te ne puoi andare. (Ovviamente non ce le hai, altrimenti non avresti usato il traduttore di Google in modo così indiscriminato e temerario.) Ti ricordo anche che le citazioni devono essere significative per come ciò è inteso su Wikiquote, non devono semplicemente contenere informazioni e meno che meno banalità come "Mi piace l'Italia" ecc... Da oggi non ne passerà nemmeno mezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:59, 21 set 2024 (CEST) ::::::::::Ci sono anche quelli professionali e migliori, con quelli andrebbero bene. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:04, 21 set 2024 (CEST) :::::::::::No, perché hanno tutti dei limiti per loro natura e tu non sembri avere le competenze linguistiche necessarie per accorgerti di eventuali errori e correggerli, oltre al fatto che non ti sei neppure fatto scrupoli. Ma che problema hai? Per caso ti pagano per creare quelle pagine? Se è così mi dispiace per te ma qui ci sono delle regole da rispettare. Puoi trovare un altro lavoro, magari più soddisfacente e remunerativo, nonché più utile alla società. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:10, 21 set 2024 (CEST) ::::::::::::Nessuno mi paga e poi questo non è un lavoro. Con le citazioni è per avere qualcosa in più sulle persone. E poi cosa ho fatto di male, ti vanno storte le pagine con le traduzioni e su sistemano correggendole, non c'è bisogno di arrivare a cancellarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:18, 21 set 2024 (CEST) :::::::::::::C'è gente che è pagata pochi spicci per fare cose del genere; se non è il tuo caso, sono contento per te. Se ci tieni davvero a quelle pagine e a nient'altro, allora dovresti volerle ben fatte e non piene di banalità ed errori. Io ho sempre cercato di salvare il salvabile, come per esempio si vede [[speciale:diff/1341317|qui]], [[Discussioni utente:176.245.143.14|qui]], [[speciale:diff/1344912|qui]] o [[speciale:diff/1342831|qui]], cosa che mi è costata anche [[speciale:diff/1342845|un bonario e giusto richiamo]] da parte di un altro amministratore, per non parlare del fatto che sono le due e mezza di notte e sto ancora qui a ripetere le stesse cose, peraltro già dette per mesi. Buonanotte, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:28, 21 set 2024 (CEST) == Range == Ciao Udiki, buon Ferragosto! Sono davvero felice del lavoro che fai qui da quando sei stato eletto, davvero eccellente! Solo una cosetta: bloccare un ip lungo con /32 è troppo, in pratica vai a bloccare 4,294,967,296 indirizzi (vedi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|tabella]]), infatti vedi che vai [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A02:B023:0:0:0:0:0:0/32 a coprire] personaggi ben diversi, dal tizio di Lierna a quello di ''Non aprire quella porta'' (che probabilmente non è da annullare), quindi persone molto diverse e chissà quanti ci finiscono in mezzo, per il momento sblocco. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:27, 15 ago 2024 (CEST) :@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, va bene. Avevo fatto queste considerazioni: 1) Era bloccato l'IP ma non la possibilità di creare utenze, inoltre il blocco era lungo (un anno) ma non infinito; 2) Su Wikiquote, a differenza di Wikipedia, non ci sono così tante persone che editano, infatti quasi tutti gli IP di quel range facevano capo verosimilmente a lui o al maniaco di Lierna (nel senso clinico e senza ironia), altro tipo poco raccomandabile; 3) L'ultima modifica è probabilmente buona, infatti l'ho lasciata, ma c'è una sostanziale evasione di blocco; inoltre, se l'utente non usasse IP dinamici ma utenze registrate, queste sarebbero certamente state bloccate all'infinito, perciò secondo me la cosa è da equipararsi ed è lecito o persino doveroso annullare a prescindere qualsiasi sua azione ([[w:Wikipedia:Politiche_di_messa_al_bando_degli_utenti#Rollback|vedi]]); 4) Su Wikipedia un IP range dei suoi è stato bloccato per un anno con /64 ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block vedi]), comunque tanto. In generale la cosa ultimamente si è un po' ridimensionata, credo grazie ai blocchi che ho operato e "mazzate" varie. Lui non la smetterà mai del tutto perché ha un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo e dovrebbe andare dallo psichiatra, infatti i suoi idoli sono psicopatici come il Joker, l'Enigmista e buffoni consimili, ma forse è gestibile con rollback mirati e da ora mi limiterò a quelli. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:00, 15 ago 2024 (CEST) ::Sì ma con /64 blocchi 1 unico indirizzo, con /32 invece millemila, è quello il problema. Su Wikipedia quando si bloccano range ampi (più ampi del /64, che si può dare tranquillamente completo) ci si limita in genere a blocchi parziali su alcune pagine (come saprai il blocco può anche essere parziale su un elenco di pagine che indichi quando formuli il blocco), se fosse stato parziale su una manciata di pagine poteva anche starci al limite un /32, ma invece un /32 completo era sicuramente eccessivo, per questo scusami l'intrusione, che comunque mi ha dato modo di salutarti e di farti i complimenti per il tuo lavoro, occasione che desideravo da tempo ma che è difficile trovare visto che fai tutto molto meditatamente :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:16, 15 ago 2024 (CEST) ::: Ciao ragazzi, scusate se mi intrometto ma per lavoro mi occupo prprio di queste cose... anche con /64 blocchi pareccchi IP (''18.446.744.073.709.551.616'') ma in genere con IPv6 proprio perché ce ne sono tanti una subnet /64 la si assegna ad un singolo cliente. Bloccando una /32 (''79.228.162.514.264.337.593.543.950.336 indirizzi IP'') si rischia di bloccare tutti gli indirizzi IPv6 di un Provider e non è bello :-) P.S. Mi unisco anche io ai complimenti per Udiki! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:55, 15 ago 2024 (CEST) == Richiesta creazione nuova voce == Buongiorno, ti ricordi di me? (in caso sono colui che hai aiutato per la voce: [[Lucy Maud Montgomery]]). Siccome ti ritengo un vero e proprio esperto su questa wikipedia, volevo chiederti un parere. Vorrei creare la pagina ''Bem il mostro umano'' inserendo le citazioni di dialoghi tratti dagli episodi (entrambi i doppiaggi se possibile). Che mi suggerisci? È conforme? Confido in te. Buona giornata e grazie mille. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 14:28, 26 ago 2024 (CEST) :@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Ciao, innanzitutto bisogna chiedersi se una voce è enciclopedica, ma in questo caso, dato che esiste da tempo su Wikipedia ([[w:Bem (serie animata)|vedi]]), non ci sono problemi. Credo che si possano inserire entrambi i doppiaggi in questo modo:<blockquote><code>*Citazione con doppiaggio 1.<br>:Citazione con doppiaggio 2.</code></blockquote> specificando con una {{tl|NDR}} di quale si tratta. Se mi sbaglio chiedo a [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] di correggermi. Ti consiglio caldamente di cominciare a lavorare in una pagina delle prove che puoi creare cliccando su [[Utente:Mattioskii/Sandbox]], quando è tutto a buon punto puoi travasare il contenuto nella pagina vera e propria. Ricordati che le citazioni devono rispettare [[Wikiquote:Significatività]]. A presto, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 26 ago 2024 (CEST) ::@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Finora di solito per casi del genere abbiamo usato le note, come in ''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]''. L'uso dell'NDR può servire già per specificare il contesto di alcune citazioni (come si vede nella voce che ho testé citato) quindi l'indicazione del doppiaggio mi sembra preferibile indicarla in nota.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 26 ago 2024 (CEST) :::Grazie mille ad entrambi, allora mi cimento nella pagina delle prove. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:32, 26 ago 2024 (CEST) == [[Pomeriggio Cinque News]] == Ciao Udiki, ho visto che hai tentato di salvare il salvabile. Pur essento la voce probabilmente enciclopedica, la citazione fa abbastanza pena, io avrei buttato tutto. Mi sembra proprio una forzatura giusto per creare la pagina, tipico del ''modus operandi'' di certi anonimi "contribuenti". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:34, 30 ago 2024 (CEST) :@[[Utente:Homer|Homer]] A chi lo dici! Per me queste cose sono da cancellare per direttissima, ma la regola in casi del genere prevede che si avvii la procedura standard. Siccome però queste voci sono create di continuo e da anni da parte di chi non si vuole registrare per evitare sanzioni e che forse è pure prezzolato, e siccome non possiamo perdere troppo tempo, in tali ipotesi farei un'eccezione ''cum grano salis'' e rimuoverei a vista. Chiedo il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], per vedere se c'è consenso. Un saluto a entrambi, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 30 ago 2024 (CEST) ::Sì, in casi del genere, di anonimi write-only che creano voci con neanche una singola citazione significativa e pertinente o chiara, si può anche andare di immediata, nel caso specifico ho provato a metterci una pezza anch'io per chiarire il contesto e la voce si può tenere, ma una regola che avevamo già negli anni scorsi era che se veniva creata una voce che non avesse almeno una citazione significativa e pertinente (in caso di tematica) si poteva andare di immediata, quantomeno con simili soggetti poco collaborativi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 30 ago 2024 (CEST) == Charles Socarides == buongiorno, a distanza di tempo vedo che la voce è stata cancellata. Come mai? Sono i miei primi contributi su Wikiquote. Speravo di poter essere utile al progetto. Ignoro chi sia l'utente che ha citato. [[Speciale:Contributi/176.200.68.6|176.200.68.6]] ([[User talk:176.200.68.6|msg]]) 11:15, 31 ago 2024 (CEST) :La spiegazione è stata fornita e tu l'hai letta, come tradisce quello che hai scritto. Va anche oltre il ragionevole motivo di ritenere che chi aveva creato quella pagina sia stato bannato. Questo non lo illustro a te, perché lo sai già e non si alimentano i troll, ma a terzi che dovessero passare da queste parti e che, non conoscendo tutti gli elementi necessari, non avrebbero potuto capire come stanno le cose e, ove fossero alquanto sprovveduti, forse si sarebbero in parte lasciati irretire dal tuo goffo e risibile tentativo, giacché è nota massima ''audaciter calumniare, semper aliquid haeret''. Colgo l'occasione per farti notare una volta di più che è tutto sottoposto a controllo e che pertanto faresti meglio a desistere dal tuo progetto propagandistico, per giunta condotto con imperizia. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:46, 31 ago 2024 (CEST) ::non c'è alcun troll e nessun intento propagandistico. Era solo una voce come tante di questo progetto. Saluti. [[Speciale:Contributi/176.200.73.225|176.200.73.225]] ([[User talk:176.200.73.225|msg]]) 16:15, 31 ago 2024 (CEST) :::Quando le citazioni e le voci aggiunte da un medesimo utente hanno sempre la medesima e spiccata connotazione ideologica, peraltro minoritaria e a volte pseudoscientifica, allora c'è un malcelato intento propagandistico o [[w:en:Wikipedia:Civil POV pushing|civil POV pushing]]. È inutile che cambi indirizzo IP, perché basta il [[w:test dell'anatra|test dell'anatra]] a smascherarti subito, soprattutto su questo sito dove sono pochi a intervenire e non puoi imboscarti con la stessa facilità che avresti su Wikipedia. Forse hai una [[w:coazione a ripetere|coazione a ripetere]]. Sarebbe ora di smetterla con questa condotta buona solo a fornire materia per barzellette. Spero che almeno ti paghino qualche spiccio, sebbene ''dell'Inferne | porte al par sempre io detestai chi vinto | dalla sua povertade il falso vende.'' [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:42, 31 ago 2024 (CEST) ::::i miei pochi contributi sono tutti adeguatamente fontati e dunque non sono materia per barzellette. La coazione a ripetere è una malattia mentale che non mi appartiene e francamente lascio ad altri Può esservi un orientamento cattolico; l'unico contributo "pseudoscientifico" e "minoritario" è quello di Charles Socarides. Non vedo quali caratteristiche in comune abbiano i miei contributi da renderli riconoscibili col test dell'anatra. ::::Certamente, con questo tipo di amministrazione e moderazione i collaboratori di Wikiquote saranno sempre di meno. Invece di costruire, contribuite solo a distruggere il progetto. ::::Quanto a WP, non me ne sono praticamente mai occupato. [[Speciale:Contributi/176.200.67.112|176.200.67.112]] ([[User talk:176.200.67.112|msg]]) 19:47, 31 ago 2024 (CEST) :::::Hai dimenticato di dire che nella pagina del signore in oggetto avevi inserito un'interpolazione, cioè una affermazione di un terzo soggetto che nulla c'entrava. Se i contributori devono agire come te, meglio perderli che trovarli; ce ne faremo una ragione e sopravvivremo anche orbi di tali perle. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 31 ago 2024 (CEST) ::::::un errore involontario può scappare a tutti. Per questo, le voci vengono ordinariamente riviste. Anche noi, fra i tanti contributori anonimi che leggeranno queste righe, sopravviveremo senza certi amministratori. Orbi di tali perle, pensiamo che sia meglio perderli che trovarli. Cordiali saluti [[Speciale:Contributi/176.200.72.204|176.200.72.204]] ([[User talk:176.200.72.204|msg]]) 21:09, 31 ago 2024 (CEST) :::::::Ma tu di perle continui a distribuirne più del lecito (per non dire su scala industriale) e nessuno qui è tenuto a farti ''sistematicamente ''da badante, che poi finisce sempre che sono io. '''[[Speciale:Contributi/176.200.72.204/16|Qui]]''' c'è la lista di quello che hai prodotto da un annetto a questa parte, cioè da quando ti sei (ri)palesato, altro che "i miei primi contributi su Wikiquote"! Nonostante queste querimonie, pure assai mal fondate, io dubito, purtroppo, che leverai le tende; se fosse sono disposto a farmi monaco, anzi, ''monaca''. Almeno risparmiaci il pianto greco: è meglio quando ci strappi una risata (involontariamente, questo puoi ben dirlo). A margine: i "tanti contributori anonimi" cui ti riferisci sono da interpretare come un caso di personalità multipla, visto che dietro c'è sempre la stessa persona fisica. Alla tua prossima amenità, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:55, 31 ago 2024 (CEST) ::::::::ti sbagli.non sono affatto tutti miei contributi.. [[Speciale:Contributi/2.196.179.196|2.196.179.196]] ([[User talk:2.196.179.196|msg]]) 03:31, 1 set 2024 (CEST) :::::::::Ora sei passato dall'IP toscano a quello lombardo (per il quale si veda '''[[Speciale:Contributi/2.196.179.196/16|qui]]''') e le due regioni non sono neppure limitrofe. A te non la si fa, nevvero? Sei un furbacchione di tre cotte! Ma venendo al tuo ultimo messaggio, in pratica tu rinneghi te stesso e questo in natura non lo fanno neppure le bestie che strisciano né quelle invertebrate. Ne hai ben donde: quello che fai è ripugnante. Ma se è così, non è meglio smetterla? Certo ci priveremmo dello spasso, ma ne guadagneremmo in serietà. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:32, 1 set 2024 (CEST) == Citazioni Joe Biden == Salve. Vorrei dire che non c'e modo di metterla la citazione sul dittatore jugoslavo Tito poiché sulla pagina di Biden ci sono gli anni delle citazioni e non quella in maniera alfabetica perciò non sapendo l'anno non potevo metterla. In ogni caso grazie e cordiali salut [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 23:57, 31 ago 2024 (CEST) :@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, in questo caso si deve creare una sezione in fondo con il titolo "Citazioni non datate", come per esempio si vede in [[Giampiero_Boniperti#Citazioni_non_datate]]. Se mi dici qual è la fonte ci penso io, però non inserire mai citazioni senza fonte: è una delle cose peggiori che si può fare su Wikiquote. Infatti appena accedi alla modalità di modifica di una voce, in basso compare un avviso che dice: "'''L'inserimento di nuove citazioni senza fonti viene annullato.'''" Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:07, 1 set 2024 (CEST) ::https://www.secoloditalia.it/2020/11/la-passione-di-biden-per-il-maresciallo-tito-e-un-genio-ecco-come-lo-elogiava/ grazie tante [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 00:08, 1 set 2024 (CEST) :::@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] {{fatto}}, vedi '''[[speciale:diff/1343053|qui]]'''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:41, 1 set 2024 (CEST) == Citazioni Ida Magli == Quella che ho è la quarta edizione del gennaio 1998 (Saggi Tascabili Bompiani).--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 15:06, 1 set 2024 (CEST) :@[[Utente:Carnby|Carnby]] Ciao. Allora, visto che ci sono solo due altre citazioni preesistenti, per piacere verifica che coincidano perfettamente (ortografia, suddivisione in paragrafi, corsivi ecc...) con la tua edizione e se differiscono correggile, poi aggiorna la bibliografia, sia l'anno che l'ISBN (per esempio anch'io ho fatto così [[speciale:diff/1259635|qui]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:14, 1 set 2024 (CEST) ::{{fatto}}: Era tutto identico, tranne due o tre maiuscole.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 18:11, 1 set 2024 (CEST) == pagina nuova == Salve. Ho creato una pagina nuova su un personaggio pubblico. Mi servirebbe aiuto per poterla completare a pieno. Se mi volesse aiutare le sarei grato. In ogni caso grazie e cordiali saluti [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 22:35, 10 set 2024 (CEST) :@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, probabilmente ti riferisci alla pagina [[Romani Rose]]. Ha dato una prima sistemata Danyele e poi io ho fatto qualche ritocco. Però ti ricordo che le traduzioni di Google non sono ammesse per i motivi che ho spiegato a un altro utente '''[[#Cancellazione senza motivo|qui sopra]]''', quindi in futuro evitale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 11 set 2024 (CEST) == Re: Citazione del giorno == Giusto, l'ho cambiata. Ciao.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 6 ott 2024 (CEST) == Piacere e dolore == Ciao! I [[proverbi italiani]] andrebbero inseriti nella relative raccolta con la relativa fonte (che di solito è Selene, ma bisogna controllare nella cronologia delle tematica di provenienza quando sono stati inseriti). Se hai dubbi fammi un fischio.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:03, 27 ott 2024 (CET) :@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, avevo dato per scontato che fossero presenti con fonte perché li avevo presi dalle tematiche. Mo li levo e basta, tanto non mi paiono granché. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:43, 29 ott 2024 (CET) == Re: Sezione "Citazioni su" == Grazie per le indicazioni, sto imparando e tutti i consigli sono utili. Spero di non darvi troppo da fare :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 15:30, 17 nov 2024 (CET) == Coretta Scott King == Ho corretto le "citazioni su" alla luce delle indicazioni che mi hai dato. Per cortesia, potresti controllare? Avevo cancellato l'avviso W di {{ping|Mariomassone|}} perché, nella mia ignoranza, pensavo di aver corretto. Grazie a entrambi. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 18:20, 17 nov 2024 (CET) == Re: Aggiungere un collegamento a Wikidata == Ciao Udiki, grazie per le indicazioni :-). Di quanto hai scritto non mi è chiara la parte che riguarda il Wikizionario che è un progetto che conosco molto poco e non capisco in che situazione su Wikiquote si renderebbe necessario il collegamento in interprogetto. Grazie [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:05, 23 nov 2024 (CET) == Lingua delle fonti == Ciao Udiki, ti ringrazio ancora per l'aiuto che mi hai dato. Ora mi servirebbe un chiarimento riguardo al Template:en che hai tolto nella voce [[Patty Duke]] con la motivazione che tutti capiscono che è inglese e quindi si può omettere. Altri, invece, nella stessa voce successsivamente hanno rispristinato il template ed è stato inserito anche nell'ultima voce, [[Jane Seymour]], dove ovviamente l'avevo omesso. Ti ringrazio per la pazienza. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:29, 1 dic 2024 (CET) :@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Ciao. Ho visto. Tuttavia su Wikipedia come qui se ne fa perlopiù a meno, per il motivo che ho detto e da anni. Qui, in particolare, si fa economia di elementi di testo tutte le volte che si può ([[Wikiquote:Modello_di_voce#Spiegazioni_utili_e_spiegazioni_inutili|vedi]]). Alla luce di questo, è anche più comodo rinunciare alla seccatura di doverlo inserire. Mettercelo è un po' un eccesso di zelo e paternalistico, perché significa prendere il lettore per una capra, sebbene non un delitto. Non preoccuparti se qualcuno lo inserisce dove tu lo hai omesso: nessuno ti rimprovererà mai e in ogni caso puoi far presente questa discussione, non ho problemi a assumermene io la responsabilità. Se a te piace proprio metterlo, fallo pure, sennò lascia stare tranquillamente, perché ciò è certamente lecito e corroborato dalla prassi. Per me non c'è neppure la necessità di avere il template del francese, altra lingua insegnata nelle scuole dell'obbligo; ma siccome questo di solito è usato, allora bisogna uniformarsi. Ricòrdati solo di battere uno spazio sùbito dopo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:18, 1 dic 2024 (CET) ::Grazie, per quanto mi riguarda, è più che sufficiente la tua spiegazione :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 14:34, 1 dic 2024 (CET) == Scautismo per ragazzi == Vedo che hai annullato un paio di correzioni. Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo", anche se la prima è prevalente. In particolare, il testo più importante si intitola "Scautismo per Ragazzi" nell'edizione italiana. Se vai su [[:w:Scautismo per Ragazzi]] puoi verificare, ci sono quante fonti vuoi. Pure https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/isbd/IEI0214230 che tu citi riporta la grafia con la A. Sui cataloghi c'e` la foto della copertina: https://scout.coop/prodotto/scautismo-per-ragazzi/ Pertanto, [[Scoutismo per ragazzi]] (scritto con la O) è un redirect con errore di battitura, e da immediata per il criterio 9. Non capisco l'annullamento della richiesta. Analogamente su [[Mario Sica]] c'è una citazione da "Storia dello Scautismo in Italia". Puoi vedere il titolo del libro qui: https://www.fiordaliso.it/2728-storia-dello-scautismo-in-italia.html In quel libro si usa sempre e solo la grafia con la a, quindi attualmente la citazione riportata nella voce è infedele. Ho riportato la grafia a quanto usato dalla fonte, trascrivendola fedelmente. Anche qui, non capisco l'annullamento (https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Sica&diff=prev&oldid=1353719) --[[Speciale:Contributi/&#126;2024-20206|&#126;2024-20206]] ([[Discussioni utente:&#126;2024-20206|discussione]]) 03:43, 6 dic 2024 (CET) EDIT: Leggo ora che mi avevi scritto sulla pagina di discussione dell'utenza temporanea. Sul punto 1, ribadisco che il criterio 9 non prevede di inserire errori di battitura (in questo caso un titolo errato) "ad abundantiam". Sul punto 2, ho letto tutto il libro di Mario Sica, e non usa mai "scoutismo. :{{ping|~2024-20206}} «Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo"», appunto, quindi non c'è errore di battitura in sé, anche se il titolo del libro dice «scautismo» e non «scoutismo». Non si capisce neppure quale sia il problema, anzi, pare importante avere quel redirect che risolve un'ambiguità. Infatti [[Aiuto:Redirect]] c'informa che è utile utilizzarli «per condurre il lettore alla voce appropriata da digitazione con ortografia comunemente scorretta. Ad esempio riteniamo che una buona parte dei lettori potrebbe cercare Lev Tolstoj digitando Lev Tolstoi perciò abbiamo ritenuto utile un redirect da [[Lev Tolstoi]].»<br>Su Sica ho fatto una domanda ben precisa: «Hai controllato sulla stessa edizione di quel libro a quella stessa pagina?» <u>Si attende ancora la risposta</u>. Potrebbe eventualmente darsi che la tua edizione abbia una grafia e quella presente in bibliografia un'altra, se si tratta di due edizioni diverse. Inoltre, e anche questo è già stato detto, il collegamento era stato inserito come <code><nowiki>[[scautismo|scoutismo]]</nowiki></code> e non si capisce perché uno si sia dovuto prendere la briga di quella specificazione se non per il fatto che il testo dica appunto «sc'''o'''utismo» anziché «sc'''a'''utismo». Siccome entrambe le forme sono corrette, prevale il criterio di fedeltà alla fonte di cui in [[WQ:TF]]. [[speciale:diff/1353718|Qui]], nel motivare l'edit nel campo oggetto, io ho fatto effettivamente un ''qui pro quo'', ma è stato l'unico e la spiegazione che ho dato tempestivamente [[Discussioni utente:~2024-20206#Redirect|qui]] vale come rettifica. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:12, 6 dic 2024 (CET) :Per il primo punto, se la linea guida dice così va bene, ma ci metto una nota. :Per il secondo punto, invoco [[w:Wikipedia:Clausola della palla di neve|la clausola della palla di neve]], che immagino valga anche su wikiquote. Tutte le edizioni di quell'opera usano la grafia "scautismo" nel titolo. Mario Sica ha sempre spiegato perché (secondo lui) si deve usare la grafia "scautismo". Ho letto sua la terza che la quarta edizione di quel libro da cima a fondo e non ha mai usato "scoutismo" (purtroppo in questo momento ce le ho inscatolate causa trasloco). A questo punto è chi lo cita che deve fornire la prova che Mario Sica abbia usato quella grafia. Peraltro si parla solo di pagina 41, senza dire di quale edizione si parla. Quindi, la probabilità che qualcuno possa provare che la fonte originale abbia la grafia "scoutismo" è minore di quella di trovare una palla di neve all'inferno, e non c'è nemmeno motivo di starne a discutere prima di correggere. :--[[Speciale:Contributi/&#126;2024-20206|&#126;2024-20206]] ([[Discussioni utente:&#126;2024-20206|discussione]]) 18:26, 6 dic 2024 (CET) :::{{ping|~2024-20206}} Veramente la citazione è pure tratta da una fonte secondaria, quindi se anche si controllasse quest'ultima, ci sarebbe sempre la possibilità che si sbagli nel riportare quella primaria. Visto che tu hai il libro, quando ti riesce di toglierlo dallo scatolone ricopia <u>alla lettera</u> quel brano e fai le modifiche del caso se ci sono discrepanze, in modo che il testo su Wikiquote combaci scrupolosamente in tutto e per tutto con quello che hai tra le mani, quindi aggiorna l'indicazione della fonte. È la cosa più semplice e sicura. Però ricordati di farlo. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:50, 6 dic 2024 (CET) ::::Io direi che è SICURO che ha riportato male, visto che è una fonte secondaria! Ragione in più per applicare la clausola della palla di neve. ::::--[[Speciale:Contributi/&#126;2024-23739|&#126;2024-23739]] ([[Discussioni utente:&#126;2024-23739|discussione]]) 19:07, 6 dic 2024 (CET) :::::@[[Utente:~2024-23739|~2024-23739]] Probabile o molto probabile, non sicuro, sennò non staremmo neppure qui a fare deduzioni. Ne ho viste di tutti i colori, può darsi pure che a livello editoriale abbiano deciso di usare la forma più comune e nel testo un'altra, specialmente quando ci sono più edizioni dello stesso. È proprio per questo che qui c'è il principio di fedeltà alla fonte, primaria o secondaria che sia: si scarica tutta la responsabilità e si evitano discussioni su questioni di lana caprina. Tanto più che entrambe le forme sono corrette. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:26, 6 dic 2024 (CET) ::::::Grazie per il ping, Udiki. {{ping|~2024-23739}} Sulla questione redirect ha già illustrato bene la questione Udiki, quindi non mi dilungo e mi limito a concordare al 100% (grafia alternativa, ergo accettabile). Sulla citazione di Sica, 11 anni fa avevo a disposizione fonti scout che oggi, avendo lasciato il movimento, non possiedo più (ne ho molte mie, ma questa no). Chiedo quindi a {{ping|Lou Crazy}} se per caso lui avesse il libro di Sica così da poter dirimere il dubbio, oppure posso andare in biblioteca sabato mattina (devo passare comunque a restituire un libro), dove vedo che è disponibile [https://bibliometroge.sebina.it/opac/resource/storia-dello-scautismo-in-italia/GMP00725051 la versione del 1973]. Così mettiamo la fonte primaria e tagliamo la testa al toro. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:18, 21 lug 2025 (CEST) Ciao, stamattina ho controllato la fonte primaria e ho corretto la citazione in base a com'era riportata originariamente :-) grazie per la segnalazione e buon weekend. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:08, 26 lug 2025 (CEST) == Tipografia == Ho letto [[WQ:TF]], ma appunto è un elemento tipico del francese lo spazio prima del punto esclamativo, delle virgolette, dei due punti e del punto interrogativo. Cioè da quel che ho capito di [[WQ:TF]] si basa piuttosto su testi italiani che hanno una punteggiatura non standard (ad esempio se un giorno venisse creata una pagina su [[Remigio Roccella]], tenderemo ad usare una tipografia / ortografia standard perché l'autore metteva spazî prima delle parentesi ad esempio), oppure ho capito male io? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:28, 9 dic 2024 (CET) :@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] "[...] si può intervenire solo sulle convenzioni tipografiche, purché non siano scelte o elementi peculiari dell'autore [...]". Ma qui non c'è nessuna scelta stilistica dell'autore, solo convenzioni ortografiche straniere che non c'è nessun motivo di anteporre alle nostre, altrimenti si genererebbe confusione e disomogeneità senza nessun vantaggio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:44, 9 dic 2024 (CET) ::OK, però almeno per l'arabo, si può fare un eccezione ed usare il punto interrogativo <span lang="ar" xml:lang="ar" dir="rtl">؟</span> (carattere unicode U+061F)? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:49, 9 dic 2024 (CET) :::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Andrebbe discusso ma io credo che si possa fare, così come andrebbe necessariamente mantenuta la direzione della scrittura che è opposta alla nostra. Il caso, che solo molto raramente può interessarci in concreto, riguarda una lingua radicalmente diversa anche nell'alfabeto. Non ci vedo molte analogie con le convenzioni francesi e il rapporto di queste con le nostre, per fortuna molto più semplice. Io sarei anche per il mantenimento del punto esclamativo e interrogativo invertito che hanno gl'ispanofoni. A ben vedere queste sono forse più convenzioni ortografiche che tipografiche, mentre gli spazi sarebbero più del secondo tipo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:18, 9 dic 2024 (CET) == Doppia domanda == Ciao Udiki, piacere di conoscerti. :) Vorrei farti una doppia domanda: * Se voglio riportare delle citazioni di una persona non italiana, le devo inserire in lingua originale o tradotte? * Nel caso qualcuno continui a vandalizzare, c'è una pagina dove segnalarlo? Qualcosa come i [[:it:Wikipedia:Vandalismi in corso|Wikipedia:Vandalismi in corso]] su Wikipedia in italiano. Ho guardato e non ho trovato nulla. Grazie mille in anticipo e buon lavoro! :D [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:55, 11 dic 2024 (CET) :@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Ciao, le citazioni in lingua vanno inserite solo quando non esiste una fonte per una traduzione, oppure quando la citazione è famosa anche nella sua formulazione originale come avviene per esempio per molte di quelle latine, vedi [[WQ:TT]].<br>I vandalismi possono essere segnalati in [[Wikiquote:Richieste agli amministratori]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:11, 11 dic 2024 (CET) ::Grazie!! :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 21:57, 11 dic 2024 (CET) == Enciclopedicità == Ciao, scusa il disturbo ma ci tengo a chiarire. La nuova pagina che vorrei scrivere, come accennavo nel bar, riguarda un autore enciclopedico, ogni opera è stata in cartellone per diverse stagioni e nei maggiori teatri italiani. Ho molte recensioni sulle opere che ha scritto e diretto e recitato, citazioni dell'autore in interviste pubblicate da giornali e televisione.Quindi da un punto di vista di WP non avevo dubbi mentre, invece, ho dubbi sulle mie capacità e conoscenze in questo progetto e infatti ho rinunciato a scrivere voci per SheSaid poiché mi rendo conto che non sarò mai autonoma perché non riesco a imparare e non credo siano necessarie ulteriori considerazioni. Di conseguenza, prima di fare danni, ho chiesto lumi al bar. Grazie comunque di tutto :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 23:05, 12 dic 2024 (CET) :@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Mentre scrivevi questo io stavo rispondendo al bar. Se non riesci a essere autonoma ma contribuisci una tantum non dovrebbe essere un problema. Il problema sono quelli che inseriscono a raffica citazioni non solo non rispettose delle convenzioni formali, ma soprattutto non significative e non vogliono sentire ragioni. A quelli è riservato un trattamento ben diverso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:30, 12 dic 2024 (CET) == Il pendolo di Foucault == Edizione La nave di Teseo, 2023 ISBN 978-88-9344-641-9. grazie [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:31, 17 dic 2024 (CET) == X Udiki == e allora che mi avete inviato a fare una mail...il casino lo state facendo voi. [[Speciale:Contributi/&#126;2024-30607|&#126;2024-30607]] ([[Discussioni utente:&#126;2024-30607|discussione]]) 21:09, 22 dic 2024 (CET) :@[[Utente:~2024-30607|~2024-30607]] E chi ti ha mandato una "mail"? Io no di sicuro. Ti è stato semplicemente risposto sulla tua [[Discussioni utente:Danidan70|pagina di discussione qui su Wikiquote]], cosa diversa, e solo perché tu stesso lo hai sollecitato. Ma l'hai capito che questo sito è Wikiquote e non Wikipedia e che ciò di cui ti lagni riguarda Wikipedia? Tra l'altro qui avevi scritto "Attento a quello che scrivi sulla Banda della Magliana e su Danilo Abbruciati...ci siamo capiti???", cioè una discreta cafonata, e su Wikipedia altre cose simpatiche che sono state giustamente cancellate (è rimasta una traccia '''[[w:speciale:cronologia/Discussione:Danilo_Abbruciati|qui]]'''). Mo, cortesemente, vedi d'andartene. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:36, 22 dic 2024 (CET) == Zampino d'oro alla carriera == Buongiorno e buon anno Udiki, [[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]] {| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}} |centro=margin-left:auto; margin-right:auto; |sinistra=clear:left; float:left; margin-right:10px; margin-left:0; |#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px; }}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}" |- ! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro |- | style="font-size:95%" | * [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]] * [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]] * [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]] * [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]] * [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]] * [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]] * [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]] * [[Discussioni_utente:Mariomassone#Zampino_d'Oro_alla_Carriera|2022: Mariomassone]] * [[Discussioni utente:Ibisco#Zampino d'Oro alla Carriera|2023: Ibisco]] |} sul fotofinish, dopo un confronto con {{ping|Spinoziano}}, ho deciso di insignirti di questo piccolo riconoscimento per ringraziarti di tutto il contributo qualitativo che stai dando a questo progetto. Ti stai rivelando un ottimo admin e sono davvero contento di questo, vista la mia impossibilità a seguire il progetto come qualche anno fa.<br> Spero tu possa continuare a seguire il progetto con la precisione e la passione che da sempre ti contraddistinguono.<br> Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:07, 31 dic 2024 (CET) :{{ping|AssassinsCreed|Spinoziano}} Grazie a entrambi per questo premio aureo e bestiale; meglio non indagare su quale delle due componenti abbia maggiormente concorso all'assegnazione... Lo prendo come una un incentivo a fare meglio. Buon anno! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 31 dic 2024 (CET) == Citazioni tratte da articoli giornalisti scritti dalla redazione == Buonasera. Posso contribuire aggiungendo delle citazioni tratte da articoli giornalistici scritti dalla redazione della rivista? [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti|Provenienza e fonti]]{{Quote|Le citazioni di autori di cui non si conosce l'identità o comunque non enciclopedici (al punto che una voce su di essi non sarebbe ammissibile, anche se tecnicamente possibile) dovrebbero generalmente essere omesse dalle voci (e sezioni) tematiche, a meno che non siano eccezionalmente significative per l'argomento della voce.}} 1. Io interpreto questa regola, e per me ha senso pubblicare citazioni o critiche cinematografiche inerenti l'opera o il film scritte dalla redazione di alcuni giornali, perché queste citazioni rivestono ''carattere significativo'' per l'argomento e i giornali o riviste citate sono i più autorevoli. 2. Inoltre trattasi di opere statunitensi del 1966 quindi sono di dominio pubblico dato che sono passati più di 50 anni dalla loro pubblicazione quindi non dipende da un problema di ''copyright''. 3. Preferiresti creare su quote una voce apposita per la Redazione del Time Magazine (in quanto autore di citazioni) oppure della rivista Time (che poi sarebbe l'opera) dove mettere le citazioni? Per me è un po' difficile pensare, a questo punto, a come debbano essere aggiunte le critiche alle opere fatte dalle redazioni dei giornali. Non trovo alcun problema a citare la fonte originale che corrisponde anche all'autore come per esempio la Bibbia o qualsiasi altra opera senza autore. Grazie per la risposta [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 22:24, 8 gen 2025 (CET) :@[[Utente:Raoli|Raoli]] Ciao e bentornato. Il copyright non c'entra perché siamo comunque nel limite della corta citazione, che è consentita. Tuttavia mi pare strano che le recensioni in questione siano anonime, dato che di solito sono tali solo gli articoli dei novellini, dunque non quelli dei critici cinematografici della testata. Mi viene il dubbio che l'autore sia noto e che la fonte secondaria (la quale in questo caso è il sito ufficiale della testata, ma non lo scan del giornale d'epoca) non lo riporti chissà perché, il che è una bella gatta da pelare. Oppure che veramente siano opera di un redattore di scarsa importanza, dunque non dovremmo averlo qui a meno che non ci siano fattori estrinseci che suggeriscano il contrario, ad esempio la notorietà avuta dalla recensione o il fatto che venga citata da altri, direi almeno un autore rinomato. Comunque la soluzione che si è trovata su Wikiquote è la pagina "[[Anonimo]]"; le voci apposite di cui sopra ci sono solo per le opere, per esempio ''[[Dizionario del cinema italiano]]''. In alternativa credo che sia lecito, forse un po' paradossalmente, inserire quelle citazioni su Wikipedia, vedi [[w:Wikipedia:Modello_di_voce/Film#Critica]]. Non so se ci sia mai stata qualche discussione in materia quindi se è il caso di aprire una discussione al bar, per cui, dopo aver fatto del mio meglio, devo purtroppo tirare per la giacchetta [[utente:Spinoziano|Spinoziano]] (il quale sappia che si sta parlando di [[speciale:diff/1359858|questo]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:33, 9 gen 2025 (CET) ::Ho cercato i giornali dell'epoca. Uno l'ho trovato e di un altro pure. All'epoca non si riportavano gli autori dell'articolo. C'era un motivo? Su Storia del giornalismo non ho trovato nulla a tal proposito. Forse per paura di rappeesagli non scrivevano il nome dell'autore? ::Ecco i link ai giornali dell'epoca. In ogni caso si vede che nello spazio riservato alle critiche cinematografiche non ci sono mai i nomi dei critici. Cercando altre recensioni e critiche sui film ho lo stesso problema fino al 1975. Forse all'epoca non esistendo una legge sul copyright (forse non esisteva nemmeno il concetto) l'autore non era obbligato a scrivere il proprio nome ma solo volontarimente. ::{{cita web|url=https://time.com/archive/6634756/cinema-old-wave-manhunt/|editore=Time Magazine|titolo=Cinema: Old Wave Manhunt|urlarchivio=https://time.com/vault/issue/1966-04-01/page/109/|accesso=8 gennaio 2025|data=1 Aprile 1966}} ::[Qui sopra] Se clicchi su url originale vai proprio al giornale dell'epoca. Puoi controllare su questa prestigiosa rivista anche per i numeri precedenti e seguenti e mai viene indicato chi ha scritto perché secondo me è stato scritto da più mani (é possibile!?). ::{{cita web|url=https://variety.com/1965/film/reviews/harper-1200421100/|editore=Variety Magazine|titolo=Harper|urlarchivio=https://archive.org/details/variety-1964-04/page/n552/mode/thumb?view=theater|accesso=8 gennaio 2025|data=31 Dicembre 1965}} ::Qui sopra invece la digitalizzazione delle riviste é arrivata fino all'anno prima ma comunque l'autore degli articoli non è scritto, é scritto solamente l'autore delle foto. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:44, 9 gen 2025 (CET) ::Grazie non me ne sono mai andato ma contribuivo da tablet da varie parti dell'Italia e non ero loggato perché la mail su cui ricevevo la conferma della nuova password non accettava il server di wikimedia, quando ho utilizzato da pc la mail poi si é risolto. Se non mi conosci bene ti anticipo che sono molto diretto, non me ne ne volere male. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:48, 9 gen 2025 (CET) ::Veramente, voi ne potrete discutere al Bar, ma io pensavo che tecnicamente se l'opera è la rivista, non si dovrebbe di regola aggiungere nell'opera la citazione. ::Opera: Time ::Autore: Redazione Time ::Comunque le citazioni sul film originano da imdb. Poi da li prendo quelle del film che vedo, scelgo le più significative e belle e se hanno la fonte le traduco e poi le pubblico. Ora per fonte su qualsiasi wiki vada gli basta l'articolo web ma come vedi come facciamo a capire perché manca sempre l'autore? Allora mi sono messo a cercare meglio e ho trovato i giornali. Capirai quanto è difficile trovare i giornali del 1966. Per questo chiedo in linea generale come mi devo comportare. Fai come credi. Saluti a tutti. Grazie [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:58, 9 gen 2025 (CET) :::@[[Utente:Raoli|Raoli]] Il motivo potrebbe essere [https://www.ilpost.it/2013/09/12/perche-gli-articoli-del-post-non-sono-firmati questo]. Il diritto d'autore c'era e la firma era importantissima, a maggior ragione perché, non essendo un'epoca di immagini come sarebbe stato con la TV e poi internet, era tutto. Chi voleva nascondersi poteva usare lo pseudonimo, prassi già consolidatissima. Ma non erano più tempi di maccartismo, dunque non c'erano motivi di sicurezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:10, 9 gen 2025 (CET) ::::Si hai ragione Udiki é quello il motivo!! {{sorriso}} Possibile che a nessuno era mai capitato prima? {{?}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:15, 9 gen 2025 (CET) :::::{{ping|Raoli}} Un bentonato, di cuore, anche da parte mia. Wikiquote pare uno di quei posti in cui, prima o poi, tornano tutti, è una bella cosa. Per quanto riguarda le recensioni cinematografiche che non hanno un ben identificabile autore enciclopedico, o che non sono parte di un dizionario cinematografico enciclopedico come quelli in [[:Categoria:Enciclopedie del cinema]], io ho sempre evitato di inserirle su Wikiquote, penso sia meglio evitare per non complicarci la vita, tanto su ogni film si trovano già citazioni enciclopediche.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 9 gen 2025 (CET) ::::::Eh si ogni tanto ritorno, mica solo adesso, solo che negli scorsi anni non ci potevate fare caso. Per le citazioni delle redazioni fate come volete, solo siate consci del fatto che sulle critiche ai film dal 1930 al 1976 non venivano quasi mai inseriti i nomi degli autori, quindi non ne potremmo inserire parecchi. Inoltre questo si discosta dalle politiche di citazione delle fonti del progetto Wikimedia che prevede di poterle utilizzare a patto che siano verificabili. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:51, 9 gen 2025 (CET) :::::::Esistono persone fisiche e persone giuridiche quindi una certa azione o frase può farla o dirla anche un autore enciclopedico come il Time Magazine. Per es. le grandi società fanno comunicati stampa. Quello che voglio dire è che per autore non si intende per forza una persona in carne ed ossa. Secondo me non va cambiato niente, ma va solo precisato che per autore enciclopedico si può intendere anche una persona giuridica. Riflettiamoci. Io per ora non inserisco più nelle voci le citazioni di critiche che mi ero preparato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:58, 9 gen 2025 (CET) ::::::::Secondo me la discussione va spostata al bar per future evenienze. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:59, 9 gen 2025 (CET) == Slogan e tagline == Buonasera *1. Lo slogan o tagline di un film ha veramente bisogno della fonte? *2. Nel caso del film "[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]" ho utilizzato il tagline già presente su wikiquote in inglese (in realtà ce ne sono 3). La citazione o slogan è veramente quello più rappresentativo del film: lo hai scritto anche tu nelle note della pagina che figura al 16⁰ posto tra le 100 citazioni di film più famose degli ultimi 100 anni. Se comunque vuoi usare quella della locandina inglese scrivo questo: "Hanno un omicidio che non sanno come risolvere. Vogliono trovarsi un alibi." [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 23:35, 10 gen 2025 (CET) :@[[Utente:Raoli|Raoli]] Salve. Certo che, come sempre, serve la fonte: il fatto stesso che sia stato possibile sollevare fondatamente un dubbio lo dimostra; e comunque non guasta. La frase rappresentativa e la tagline sono cose diverse, non coincidono necessariamente. La tagline è quella frase che sta sulla locandina o sulla copertina del DVD, oppure nel trailer ecc..., e che assolve a una funzione promozionale (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]]). Il resto sono supposizioni, cioè [[WQ:NRO|ricerche personali]]. Se guardi le voci in vetrina, vedrai che le tagline hanno la fonte. Io l'ho cercata e non l'ho trovata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:47, 10 gen 2025 (CET) ::{{ok}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:01, 11 gen 2025 (CET) == Orario del server == Buonasera. Sai perché l'orario delle modifiche va un ora avanti? {{(♥) Profiterole}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:01, 11 gen 2025 (CET) :@[[Utente:Raoli|Raoli]] Che intendi? Il messaggio che hai appena scritto risulta pubblicato alla 01:01 e anche le [[Speciale:UltimeModifiche|ultime modifiche]] hanno un orario corretto, mentre su Wikiquote in inglese risulta tutto un'ora indietro. Non so se il fatto che tu sia all'estero o stia usando una VPN può influire, oppure dipende dall'impostazione nelle tue preferenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:09, 11 gen 2025 (CET) ::Scusami per l'orario, volevo precisare che nella cronologia delle versioni l'orario appare un ora avanti mentre sulle firme é corretto. Sono in ferie a Roma e non utilizzo una VPN, ti avevo scritto perché pensavo fosse un problema noto. Se é un problema solo mio ok. Grazie ancora [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 02:51, 11 gen 2025 (CET) == Progetto JCita rimasto nell'oblio == Tempo fa avevo in progetto di utilizzare questo sistema. '''[[:File:JCita.pdf|Progetto di citazione semplificata]]''' Attualmente, vista l'aggiunta nel frattempo della modifica visiva, si può includere in quella modalità. Se pensi che possa interessarti fammi sapere. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:53, 17 gen 2025 (CET) :@[[Utente:Raoli|Raoli]] Molto interessante, soprattutto la parte che riguarda le fonti, visto che sono la cosa più seccante da inserire a causa dell'assenza/divieto di template appositi e l'ignoranza delle convenzioni in materia da parte dei nuovi (e non solo). A meno che non mi sia sfuggito o che non sia tecnicamente possibile, non si menziona un altro potenziale vantaggio, cioè quello di poter linkare più comodamente una singola citazione, il che oggi si fa con {{tl|ancora}}, perché ognuna sarebbe considerata un elemento a sé. Ma non posso pronunciarmi su eventuali inconvenienti tecnici, dato che non ne ho la competenza. Si potrebbe fare in modo, forse, che sia una cosa attivabile da chi lo desidera, cosicché non si debba correre il pericolo di imporlo da subito di default e scontrarsi con dei malfunzionamenti. Come ogni cosa avrebbe bisogno di una versione beta e di sperimentazione, ma a me queste modalità ''tool-assisted'' che semplificano la vita piacciono molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:24, 17 gen 2025 (CET) ::Ok, allora appena sentirò gli altri amministratori attivi vedo come impostarla e poi ne parliamo al bar. Dal punto di vista del testo inserito lascerei le cose così come stanno con minimi cambiamenti. Su fr.wikiquote utilizzano addirittura un template per ogni singola citazione ma con jquery si può fare tranquillamente utilizzando l'asterisco per ogni citazione. Non ti nascondo che mi devo far aiutare da un amministratore di Wikisource. Loro li già fanno così non per le citazioni ma per i testi dei libri da trascrivere. Buona continuazione anche a te. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:38, 17 gen 2025 (CET) ::Si hai ragione, dovrebbe comunque essere scritto che è possibile utilizzare la citazione in più modi. Non si fa riferimento al template {{tl|Ancora}} perché questo template, importato da me tempo addietro, è gia parte del sistema jCita. All'epoca non ho potuto fare tutto. ''Qualsiasi cosa per aiutare ad inserire le citazioni e anche rendere più facile la vita di chi amministra, è sempre stato il mio compito qui.'' <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:47, 17 gen 2025 (CET) :::Se ti può interessare, vorrei sapere se ti piace questo stile. :::Senza che incollo qui il codice puoi usare quello che sta qui [[Discussioni_utente:AssassinsCreed#Disponibilità]]. Fammi sapere. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:07, 20 gen 2025 (CET) ::::Se non ho capito male dovrei metterlo in [[Utente:Udiki/common.css]], ma io purtroppo di queste cose non ne so né ci capisco nulla, infatti non ho mai neppure creato la relativa pagina. Ma nel caso, lo proverò senz'altro. (Non pingo perché dovrebbe arrivarti comunque, visto che tu hai attivato le opzioni necessarie). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 20 gen 2025 (CET) :::::Si tranquillamente crei la pagina e fai copia e incolla del testo e poi salvi. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:15, 21 gen 2025 (CET) ::::::Prossimamente provo e ti dico. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET) :::::::Ok <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET) == Richiesta protezione pagina (solo autoconvalidati) == [[Madagascar (film)]]: voce abbastanza piena di citazioni e dialoghi (non ce sono altre significative da aggiungere, ho controllato). Capisco che forse viene usata questa ed altre pagine in asili o in scuole elementari ma qui non dobbiamo riportare tutto lo script! Ho visto che già in passato Spino ha dovuto ripristinare tutto. Chiedo che gli venga per questi motivi aggiunta la protezione da modifiche da utenti non autoconvalidati. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:53, 21 gen 2025 (CET) :Non c'entra l'asilo, purtroppo è sempre la stessa persona a fare quella "pecionata", per dirla alla romana. Si tratta di un soggetto che imperversa da anni e per il quale sia qui che [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block su Wikipedia] si è dovuto ricorrere nientemeno che al blocco dell'IP range, in generale vedi [[#Hellraiser|sopra]]. È uno che non ci sta con la testa, su Wikipedia hanno detto giustamente che i suoi edit sono compulsivi. Bloccherei volentieri quella pagina, ma per ora non ci sono i presupposti, perché le modifiche sono diluite nel tempo e la situazione al momento è gestibile con i rollback. Ovvio che se a breve torna alla carica blocco la pagina. Gli ho già segato infinite utenze, tra l'altro. Se vedi modifiche che rientrano ragionevolmente nel suo ''modus operandi'', annullale subito a cuor leggero. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET) ::Ok restiamo allora così. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET) == Categorizzazione automatica == Buongiorno, ho implementato la categorizzazione automatica per regista sul template film. In pratica prende il dato del regista e gli crea automaticamente la categoria che può essere utile per mille usi. La modifica ha effetto solo sulla creazione delle categorie non sulla voce. Sto creando per i principali registi le categorie manualmente in base a quelle suggerite dalla pagina. Ci potrebbe servire la categorizzazione automatica anche per le fiction, libri o altri parametri come genere, anno o lingua originale? Nel caso poi se sono tante richieste faccio un salto al bar e chiedo anche a loro. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:36, 22 gen 2025 (CET) :Ciao, a cosa serve in pratica? Immagino che tra i "mille usi" rientri un possibile inserimento automatico del collegamento alla pagina del film all'interno della pagina del regista, il che oggi si fa manualmente ([[speciale:diff/1228031|esempio]]) ed è seccante; ma purtroppo non c'è uno standard, quindi non si può automatizzare nulla, al massimo semiautomatizzare. Un altro uso potrebbe essere quello di aggiornare sempre automaticamente template come {{tl|Film di Alfred Hitchcock}}, ma per ora ne abbiamo solo tre del genere. Dimmi tu, ti ascolto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:52, 22 gen 2025 (CET) ::In primis hai aggiunto il codice sopra per provare la visualizzazione? ::Si esatto, pensavo proprio di automatizzare l'aggiunta della voce del film nella pagina del regista. Per l'attore invece penso che debbo prendere i dati da Wikidata perché qui utilizziamo mettere gli attori uno dopo l'altro quindi non abbiamo un valore fisso da prendere in considerazione. In poche parole una volta che l'utente inserisce i dati o nel template o su wikidata viene categorizzata automaticamente la pagina. Nella pagina dell'attore, regista o sceneggiatore possiamo utilizzare il fatto che su wikidata la scheda del film riporta i dati dell'attore, regista o sceneggiatore attraverso un template unico "Cinema". Il template da applicare nelle voci delle persone confronta la voce su wikidata e se trova la presenza su wikiquote della relativa voce riferita ad un film in cui quella persona è presente recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film e facoltativamente a vostro giudizio anche l'anno del film. ::Quindi se l'utente x crea la voce sul film y in cui è presente caio e la collega in wikidata, allora automaticamente, se su wikiquote esiste una qualsiasi voce di caio, (in cui è presente il template Cinema) allora nella sua pagina apparirà istantaneamente la voce del film appena aggiunta a wikidata. ::A volte il titolo del film non contiene solo il dato del titolo ma il nome della voce, per questo si dovrebbe utilzzare il titolo italiano del film da far apparire nella rispettiva voce, seguito come dicevo da ruolo e anno. Se mi si autorizza chiedo lumi prima a qualche amministratore su wikidata e poi su mediawiki e poi creiamo insieme il template onde evitare future discussioni. ::Per i template di navigazione dei film per regista si potrebbe evitare di utilizzare il template di navigazione e utilizzare la categorizzazione automatica del film per regista da cui estrapolare i film da far apparire tramite il template "Cinema" dentro ogni voce del film. ::Ti dico pure che il template Cinema si potrebbe inserire dentro il template film quindi automaticamente potrebbe creare una sezione in base alla voce nella quale si trova, ma qui in questo caso sono realistico ci vorrà un bel codice sotto, e non so se ho tempo di farlo o farlo fare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 22:32, 22 gen 2025 (CET) :::Domani vedo di provare il codice dello stile. A proposito del template "Cinema" tieni conto che: :::# a volte la voce può avere un titolo come ''Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)'', per cui è necessario inserire il collegamento come <code><nowiki>[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]</nowiki></code>. Se po fa'? :::# la sezione "Filmografia" specifica anche quando un tale ha partecipato a un film come regista, soggettista o sceneggiatore (vedi [[Matteo Garrone#Filmografia]]); quindi è necessario che il template sia in grado di inserire ''esplicitamente ''queste informazioni, ma non credo sia un problema; :::# la sezione "Filmografia" può articolarsi in sottosezioni, vedi [[Ferruccio Amendola#Filmografia]]; :::# i contenuti di Wikidata circa i ruoli forse non sono sempre affidabili; :::# la sezione "Filmografia" non pare che abbia uno standard definito, forse neppure definibile. :::Al momento mi viene in mente solo questo. Ma se si riuscisse ad automatizzare per me sarebbe 'na mano santa. Bisogna vedere se garba anche agli altri, perché ad alcuni, per motivi che io non capisco del tutto, i template non piacciono. Ma se la cosa è semplice e funziona, difficilmente avrebbero da ridire.<br>A proposito di [[Discussione:Gustave Le Bon]]: credo che le ''nuove'' citazioni aggiunte senza fonte o senza fonte attendibile vadano eliminate e basta, in discussione si dovrebbero trovare solo quelle ''vecchie''. Insomma, si è trattato solo di un regime transitorio, in vigore fino a quando le cose non si sono assestate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 22 gen 2025 (CET) ::::#Proprio questo ti dicevo sopra quando parlavo di "''recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film''" ::::#No, infatti le recupera, se non sono inserite dentro il template filma da wikidata, come fa adesso comunque. Quindi per Matteo Garrone suddivide le voci in cui è presente nel template film in base al parametro nel quale è inserito. ::::#Io proverei un pezzo alla volta altrimenti tutto insieme sembra un lavoro immane, comunque si tranquillamente può creare sottosezioni h2 o h3 o h4 quindi può categorizzare le voci in base ad un'ulteriore categoria quale per esempio per tipo di film ::::#Per i ruoli (intendo attori e doppiatori) mi immagino che a volte siano sbagliati, ma io penso che vadano corretti lì su wikidata e non qui però. ::::#Per uno standard per la sezione "Filmografia" (di cui ne parlavo qui [[Discussioni_utente:Spinoziano#Idea]]) non mi preoccuperei ora perché una volta che il codice sarà pronto sarà un attimo definire lo stile o l'impaginazione delle voci. Tu immagina di avere tutte le voci di film per aria sparpagliate. A seconda di una o più regole la voce può finire da una parte, da un'altra con i relativi attributi con il suo stile. Quindi può finire dentro la filmografia del regista oppure dentro quella del doppiatore prima o dopo un determinato testo o dentro una tabella o dentro un grafico o semplicemente non apparire perché è già presente. ::::<br> ::::Io vorrei capire bene prima come vogliamo fare, poi sento (per così dire) wikidata e poi creo il template e mi farò sicuramente aiutare da chi so io (se sono ancora attivi). Probabilmente entro 6 mesi è tutto pronto ma devo vedere anche impegni personali e tu puoi immaginare tutto il resto. ::::I template non piacciono perché non sanno come funzionano, sono dei "Modelli" preformattati. Se vedi su Quote, i template da me creati e da Fracco aggiornati sono abbastanza semplici da usare. Quelli più complessi sono quelli che hanno la pagina "Modulo" in linguaggio ''Lua''. ::::<br> ::::Per le citazioni senza fonte mi rimetto a te in quanto sono stato assente per 12 anni, quindi mi sono perso molte cose. All'epoca se veniva aggiunta una citazione di origine dubbia si metteva in discussione e li rimaneva, se veniva aggiunta una citazione senza fonte e chi controllava i contributi non la trovava su internet, allora veniva rimossa. Ora se le cose sono cambiate io non lo so. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 23 gen 2025 (CET) :::::Sul template Film ho sistemato la categorizzazione automatica per genere e regista. Già era presente in parte infatti la regola vuole che tra gli elementi devi usare lo slash / proprio per poter categorizzare automaticamente. Inoltre se non è presente il dato nel template su quote il sistema lo recupera da wikidata. Ora vedo di capire su Wikidata gli altri dati come sono messi in modo da creare un sistema per fare quello che ho scritto sopra. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 12:11, 23 gen 2025 (CET) ::::::Sul punto n. 1 hai ragione e me ne scuso; se io avessi letto con più attenzione non lo avrei dovuto porre, ma siccome c'erano tante cose e io stavo anche pattugliando e facendo altro ancora, mi è sfuggito. Circa il secondo punto io intendevo che nella voce si vede p.es. "''L'imbalsamatore'' (2002) – regia, soggetto, sceneggiatura", quindi volevo capire se si prevede che il template usi quel formato (la lineetta dopo il titolo e l'anno, seguita dai ruoli) o che altro. In generale penso che, se possibile, sarebbe meglio prima fare delle prove in piccolo e poi, in caso di successo, ampliare la portata dell'applicazione delle novità. A tal proposito mi chiedo se è necessario creare tutte quelle categorie ora invece di limitarsi ad alcune e sperimentare su poche voci. Non vorrei che a metà del guado saltasse qualche magagna, perché umanamente non si riesce a pensare a tutto in caso di complessità del genere; di sicuro la mia mente, come si è visto, non riesce ad "abbracciare tutto d'un sol sguardo", per dirla con Aristotele. Circa il n. 4, cioè l'affidabilità di Wikidata, vedi [[d:special:diff/2296501905|questo mio annullamento]] di una modifica di oltre sei anni prima. Lì il controllo è più difficile perché chi se ne incarica non può sempre capire la lingua in cui è stato realizzato il vandalismo. Noi possiamo anche andare lì a correggere, ma si torna punto e a capo, come con la tela di Penelope, per non parlare del fatto che noi tutt'al più guardiamo le ultime modifiche qui e non lì. Ma forse il problema è abbastanza contenuto da far sì che l'interazione con Wikidata nel complesso sia più vantaggiosa anziché no. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 23 gen 2025 (CET) :::::::12 anni fa aggiunsi la categorizzazione automatica dei film per nazionalità, aggiunsi anche la possibilità di vedere nella propria lingua quel template, se infatti un utente straniero dovesse passare a trovarsi dalle nostre parti capirebbe i dati nel template (e anche tante altre cose). Non devi scusarti con me di niente perché non hai sbagliato proprio niente. Vuoi sapere se "si prevede che il template usi quel formato" la risposta è sempre contenuta sopra e si certamente possiamo impostare la visualizzazione dei dati come vogliamo. Allora in linea generale funziona così (che poi si può applicare a qualsiasi opera).<br><br> :::::::'''(1.)''' :::::::Nel template Film l'utente inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br><br> :::::::Nel template Film l'utente ''NON'' inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> ''il valore viene letto da wikidata'' e il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br> :::::::<br> :::::::'''(2.)''' :::::::Quindi per ogni film abbiamo un regista associato (semplificando tantissimo). Questo crea una categoria di voci in cui quella persona è regista. Regista x = Film x, Regista x = Film y etc. :::::::<br> :::::::'''(3.)''' :::::::Nella voce del regista possiamo utilizzare i dati del punto 3 come vogliamo tramite un template che può modificare lo stile o la disposizione dei dati ricavati dal punto 2. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:10, 23 gen 2025 (CET) :Le categorie create funzionano bene sulle 4800 circa voci di film, in alcuni casi il template è stato compilato male dall'utente quindi va in errore. Negli altri casi viene data la possibilità di creare la categoria che contiene le voci corrispondenti come puoi vedere da quelle poche che ho creato. Se a metà del guado saltasse fuori qualche magagna terremmo le categorie limitandoci ad usarle per quello che sono. Farò in privato sulle mie pagine o su quelle di sandbox del template film le prove e poi dopo aver controllato gli errori generati decideremo in comunità cosa fare. Nel frattempo non penso sia un problema avere a fondo pagina delle 4000 voci di film delle categorie non create. Ricordiamoci che anche se le categorie non sono create esse contengono gli elementi, quindi anche rosse sono utili. :Ho visto la modifica che hai fatto su wikidata ma i campi che verrebbero utilizzati sono quelli sotto fissi (occupazione, cittadinanza) e non la descrizione della voce che potrebbe variare. :Si esatto l'utilizzo di Wikidata porta più benefici che malefatte, senza wikidata nemmeno avrei potuto pensare di poter organizzare i film in automatico dentro la voce si un suo regista o attore. :Fuori tema, sulla pagina principale nel 2025 dobbiamo ancora inserire le nuove voci a mano? Non esisterà per caso una funzione che le faccia apparire in automatico. :Vado in cerca di una soluzione. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:28, 23 gen 2025 (CET) == Cancellazione volontaria di citazioni == [[Speciale:Contributi/Giacomanni|Questo utente]] un po' alla volta ha cancellato parecchie citazioni da varie voci senza che secondo me ce ne sia stato motivo. Sai il motivo? O vanno ripristinate? <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 07:34, 23 gen 2025 (CET) :Non so il motivo ([[speciale:diff/1247005|qui]] ha parlato di problemi di diritti ma non mi convince: bastava accorciare) e tutte quelle cancellazioni mi paiono un po' eccessive, ma riguardando citazioni inserite dallo stesso utente nessuno, me compreso, ha ritenuto che siano dei vandalismi; io, veramente, [[speciale:diff/1282638|qui]] ho eseguito un ripristino. Se ci fidiamo della buona fede e del buon senso altrui nel momento in cui un utente aggiunge qualcosa, allora ci si può fidare anche in caso di rimozioni, fino a prova contraria. Certo ciò non sarebbe ammissibile se fosse solo un capriccio, perché sarebbe un danno. Visto che lo hai pingato, se lo riterrà potrà dire la sua. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:11, 23 gen 2025 (CET) == Intervento dall'alto == Come ti accennavo fare le sostituzioni di lettere come è ed é è abbastanza semplice. Vedi [[Discussioni_utente:GryffindorD#Richiesta_di_intervento_del_bot]]. Mi ha dato disponibilità a fare le sostituzioni. Creo un elenco di lavori da fare per ora, correggi se sbaglio qualcosa e includi quelli che ti vengono in mente. #sostituzione di <code> e'</code>, <code> é</code> con '''<code> è</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> <u>non</u> ha caratteri prima); #sostituzione di <code> e'</code>, <code> è</code> con '''<code> é</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> ha caratteri prima); <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 24 gen 2025 (CET) :Il bot che gestiva Nemo, Italoautoma, faceva questo e altro. Non conviene clonarlo dato che è già istruito? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:38, 24 gen 2025 (CET) ::Si esatto, lo chiederei a Nemo ma non mi sembra molto attivo. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:22, 24 gen 2025 (CET) :::Di sicuro Nemo non si può occupare della supervisione del bot, ma io dicevo (lo esplicito a scanso di equivoci) che si può copiare il codice e darlo a Gryffindor. Se il codice non fosse già visibile (non so niente di queste cose) lo si può richiedere a Nemo, che per queste cose istantanee se gli si fa un fischio è ben disposto a rispondere, come lui stesso ha detto da qualche parte e come io ho verificato di recente. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:33, 24 gen 2025 (CET) ::::Ottima idea! {{idea}} Ecco il codice [[Utente:Italoautoma/Codice]] da dare a Gryffindor. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:42, 24 gen 2025 (CET) == Re: Mario Soldati == Ciao, riconosco il mio errore per quanto riguarda la sezione e il numeri di citazioni minime, in realtà non contribuivo su Quote da molto tempo e non sono così attivo. Per quanto riguarda il discorso della citazione, effettivamente l'ho spostata da Pedia perché era posta a inizio pagina ed era troppo lunga (entrambi elementi che mi consigliavano di effettuare lo spostamento appunto). Se ho commesso un altro errore ti ringrazio di avermelo fatto notare, non lo ripeterò. [[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 00:31, 5 feb 2025 (CET) == Template:Arbitri CAN == Ciao Udiki, ho creato il [[Template:Arbitri CAN]] ma non riesco a capire perché la prima e l'ultima voce linkata risultano sfalsate rispetto alle altre, tu hai qualche idea? Non mi viene in mente proprio nulla... Grazie. [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:38, 5 feb 2025 (CET) :Grazie mille ;) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 20:20, 5 feb 2025 (CET) == Re: Arcangelo Raffaele == Ciao! Grazie. Penso che per i personaggi biblici ci si debba attenere, per le "citazioni di", a testi sacri; a parte la Bibbia o il Corano ad es. in [[Salomone]] è stato citato anche ''[[Gloria dei Re]]''. Un caso particolare è [[Maria]] dove sono citate frasi che la Chiesa cattolica afferma come autentiche (Lourdes). Ma tutto ciò che va oltre un carattere di ufficilità - e Adamski va ben oltre, così come le frasi tratte da letteratura "profana" o fiction - le abbiamo sempre evitate sennò il contenuto di queste voci diventerebbe confusionario o ridicolo. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 25 feb 2025 (CET) :Intendi quali? Quello che Gesù dice nei ''Simpson''? Direi proprio di no, sarebbe appunto ridicolo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:30, 25 feb 2025 (CET) ::La regola per i personaggi biblici è di non inserirle, quelle di fiction come per esempio ''Jesus Christ Superstar'', ma non è una regola scritta, è semplicemente la prassi e il buon senso, e a parer mio sarebbe ridicolo anche raggrupparle a parte; non so se ci siano casi in cui abbia senso per i personaggi storici: ricordo che in passato si era discusso se creare una voce sul conte Ugolino mettendo come "citazione di" quello che gli mette in bocca Dante ma non trovo la voce quindi ne deduco che anche in un caso simile si preferì non farlo: se sono parole di fiction, per quanto dantesca, non possono rientrare in "Citazioni di" ma al massimo in "Citazioni su" se contornate da un contesto adeguato. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:45, 25 feb 2025 (CET) == Giuseppe Conte == Ciao! Ho notato che nella voce [[Giuseppe Conte]] sono state inserite delle citazioni con fonte X/Twitter: mi chiedo, può un social network essere utilizzato come fonte? Grazie. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:05, 25 feb 2025 (CET) :(anche in [[Nicola Fratoianni]]) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:06, 25 feb 2025 (CET) ::@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Hai voglia! Vedi [[Aiuto:Fonti#Social]] e fin troppi esempi sparsi per il sito. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:08, 25 feb 2025 (CET) :::Ok, grazie per il chiarimento. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:22, 25 feb 2025 (CET) == Vorremmo avere informazioni sulla tua esperienza con gli account temporanei == <section begin="body"/> [[File:Temporary Accounts - first edit popup.png|thumb]] '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_e2MNLeWJU89pNTo Il completamento di questo sondaggio non dovrebbe richiedere più di 5 minuti.]''' Il Trust & Safety Product team di recente ha reso disponibili gli [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts|account temporanei]] su 12 wiki. Nelle prossime settimane e mesi è prevista l'estensione a un gruppo più ampio di wiki, per poi procedere con una distribuzione completa nel corso dell'anno. La tua partecipazione a questo sondaggio sarà estremamente preziosa per aiutarci a capire quanto gli account temporanei stiano funzionando e cosa possiamo migliorare in futuro. La privacy policy per il sondaggio si trova [[foundation:Special:MyLanguage/Legal:Temp_Accounts_Minor_Pilots_Survey_Privacy_Statement|a questo link]]. Completando questo sondaggio, accetti i termini indicati nell'informativa sulla privacy. Grazie!<section end="body"/> [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">discussione</span>]]) 03:50, 27 feb 2025 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/8&oldid=28315571 --> == Bruno Pizzul == Trovo la citazione di Gene Gnocchi leggermente offensiva... è davvero necessario che ci sia? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-29823|&#126;2025-29823]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-29823|discussione]]) 15:27, 7 mar 2025 (CET) :@[[Utente:~2025-29823|~2025-29823]] E fatte 'na risata! Comunque Pizzul aveva la nomea di quello che faceva addormentare, quindi è ancora più legittimo avere quel punto di vista. Non è un complimento, ma non è neppure un'offesa inaccettabile. E poi è anche una cosa detta da un comico, si sa che i "buffoni" si possono prendere certe licenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:35, 7 mar 2025 (CET) == La ballata del Cavallo Bianco == Gentile Udik, buon pomeriggio. Ho visto che ha cancellato le mie modifiche di poco fa alla pagina [[La ballata del cavallo bianco]], con la seguente motivazione: «''La traduzione aggiuntiva è ammissibile ma non strettamente necessaria. Se proprio la si vuole mettere, si rispettino gli standard di formattazione e non si stravolga quella corretta in base a dubbi gusti personali''». Non sono molto pratico, può aiutarmi a fare le cose in modo corretto? L'unica indicazione "sostanziale" a cui ho contravvenuto, forse ingenuamente, era quella di usare il corsivo per la poesia: mi sembrava graficamente pesante e non necessario, visto che è una voce su un poema e quindi praticamente la voce risultava un muro di testo tutto in corsivo, un disturbo alla lettura anziché un aiuto. Ad ogni modo, se è quello lo «stravolgimento» che intende, si può ricorsivare tutto in un minuto. Nel caso di citazioni riportate in lingua originale che sono esse stesse in poesia, il doppio corsivo si annulla e quindi vanno scritte in tondo? La ringrazio per l'aiuto e la pazienza. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-41439|&#126;2025-41439]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-41439|discussione]]) 17:37, 5 apr 2025 (CEST) :{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} Oltre a quello c'era anche il fatto che l'edizione citata si richiama solo attraverso l'indicazione dell'anno di pubblicazione e non col nome del traduttore (che comunque non va scritto in piccolo); a meno che si usino due traduzioni diverse ma con identico anno di pubblicazione, il che non è il caso nostro. Inoltre la traduzione aggiuntiva non va indentata con il doppio asterisco ma con i due punti come spiegato in [[Wikiquote:Trascrizione#Traduzioni multiple]]. Ciò detto, provvedo io stesso a ripristinare come si deve nelle prossime ore, ieri non avevo tempo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 6 apr 2025 (CEST) ::La ringrazio molto. Ho visto che ha scritto questo: «''Non ho ripristinato il testo in inglese solo perché manca l'edizione di riferimento, a meno che quella di Edizioni del Faro non lo abbia a fronte, nel qual caso può essere messo in corsivo e sopra quello tradotto''». Confermo che l'edizione citata ha il testo inglese a fronte. Vuole che lo rimetta io stesso? --[[Speciale:Contributi/&#126;2025-41439|&#126;2025-41439]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-41439|discussione]]) 20:01, 6 apr 2025 (CEST) ::Un'altra domanda. Non so se sia banalmente un dettaglio che le è sfuggito o se l'abbia fatto consapevolmente. Nella correzione ho visto che ha rimosso i separatori convenzionali fra le strofe («||») nei brani citati dalla traduzione della Teggi, che mancavano e che io avevo aggiunto. È perché quell'edizione specifica, del 2011, non divide il testo in strofe? Non possiedo quell'edizione esatta, ho quella del 2013, dove invece le strofe sono regolarmente divise. --[[Speciale:Contributi/&#126;2025-41439|&#126;2025-41439]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-41439|discussione]]) 20:07, 6 apr 2025 (CEST) :::{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} A me non interessa, ma di regola qui ci si dà del tu (cfr. '''[[w:Aiuto:Utenti qualificati nel proprio campo#Indicazioni di massima|qui]]''', n. 5). Faccio presente che si può accedere a Wikiquote con le stesse credenziali di Wikipedia. Ho ripristinato il testo in lingua, inserendo la minuscola dopo il separatore salvo quando la parola non è preceduta da un punto fermo o in altri casi opportuni. Ho ripristinato il separatore doppio nella traduzione di Teggi; in realtà, sarebbe giusto riscontrare tutte le citazioni tratte da quella traduzione sull'edizione 2013, quindi correggere se necessario le discrepanze e aggiornare la bibliografia dimodoché vi sia l'edizione 2013 e non più quella del 2011, ma i separatori doppi sono stati aggiunti tutto sommato in poche situazioni e probabilmente non ne vale la pena, a maggior ragione visto che, dati altri elementi che tralascio, è lecito supporre che chi li aveva omessi non sapesse che andavano messi. Segnalo che la traduzione Mainardi ha un "rinovellato" che può essere giusto (è una forma arcaica) ma che è bene chiarire. Segnalo pure che la citazione che segue coincide con la traduzione Mainardi ma non con quella Teggi, che è più ampia: "''And as a child whose bricks fall down | re-piles them o'er and o'er, | came ruin and the rain that burns, | returning as a wheel returns, | and crouching in the furze and ferns | He began his life once more.''"; sarebbe bene estendere sia il testo in lingua che la traduzione Mainardi, secondo me, anche se ovviamente si potrebbe accorciare quella Teggi. In un secondo momento controllerò nuovamente la pagina per vedere se mi è sfuggito qualcosa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:03, 6 apr 2025 (CEST) ::::Ti ringrazio ancora, sei molto gentile. ''Rinovellato'' è così, confermo. Circa l'ultima citazione, sì, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=La_ballata_del_cavallo_bianco&oldid=1372314#:~:text=And%20as%20a,2025%2C%20p.%20196) avevo accorciato] la traduzione della Teggi perché la seconda strofa mi sembrava poco rilevante rispetto alla prima, e non molto significativa senza il contesto della scena in cui si sviluppa. --[[Speciale:Contributi/&#126;2025-41439|&#126;2025-41439]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-41439|discussione]]) 11:15, 7 apr 2025 (CEST) ==Vincenzo Ferdinandi== Scusa Udiki, ma hai qualche problema personale con il sottoscritto su questo profilo visto che ogni volta cancelli qualsiasi apporto io abbia ad aggiungere. Negli anni ho contribuito in grandissima parte a creare profili riguardanti la moda italiana degli albori quella degli anni '50, altrimenti non c'era nulla. Mi hai rimosso una foto personale dell'archivio Ferdinandi, senza alcun diritto di pubblicazione così come avevo chiaramente dichiarato ma non ti è bastato. Quella stessa foto che tutti gli altri hanno pubblicato e che a te evidentemente non sta bene, ma passi...... Adesso avevo aggiunto una precisazione a una citazione di Federico Fellini, che fu amico di Ferdinandi, per spiegare il contesto, altrimenti la semplice frase probabilmente non si capiva, e non ti è stata bene neanche questa semplice aggiunta e l'hai rimossa. Va bene, accetto anche questo, chi sono io per contestare una tua decisione...... ma almeno ripristina la precedente citazione inerente Fellini così come era prima, peraltro da altri creata, tu invece hai cancellato tutto. Poi vedi tu. Ciao e grazie {{nf|15:48, 12 apr 2025|~2025-44533}} :{{ping|~2025-44533}} Risposto in [[Discussione:Vincenzo Ferdinandi]], dove si trova lo stesso messaggio. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 12 apr 2025 (CEST) == re: Kailitz == Ciao, riguardo quanto successo nella mia talk, vorrei capire quanto successo con l'utente in questione, che è la stessa utenza temporanea delle discussioni al bar su Anna Frank e su "dove discutere del comportamento di un utente" (che poi saresti tu). Ci sono altri pregressi oltre a quelle discussioni? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:44, 28 apr 2025 (CEST) :@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] [[Speciale:Diff/1374228]], [[Speciale:Diff/1372999]], [[#Charles Socarides]]. Ma chi sia in particolare conta fino a un certo punto, è un'utenza monoscopo (''rectius'': biscopo, tra Anna Frank e l'apertura della pagina di richiesta di pareri, ma solo ''ad personam'' e senza confronto con l'interessato né mediazione di un terzo come previsto su WP) e un troll. Ribadisco quello che ho già scritto nella tua talk, subito prima delle scuse e dei saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:59, 28 apr 2025 (CEST) ::Intervengo solo per esplicitare che concordo con il blocco: non so chi stesse dietro quell'utenza ma anche a me la sua natura di trolling è parsa da subito, e sempre più, evidente. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:52, 29 apr 2025 (CEST) Udiki, {{ping|Spinoziano}}, scusate il ritardo, ma ho avuto impegni in RL. Ho guardato i link da te portati, Udiki, ma vedo un atteggiamento molto brusco da subito, come se fosse una conoscenza nota. Ho guardato la cancellazione di Charles Socarides, da cui ho evinto che la tua opinione sia che questa utenza sia una reincarnazione di Micheledisaveriosp. Questo non mi risulta, e servirebbero prove concrete. Non abbiamo CU su Wikiquote, quindi bisognerebbe nel caso chiedere a uno steward (in caso avessimo a disposizione utenze certe a lui riconducibili con edit non più vecchi di 3 mesi). In assenza di queste prove, il suo blocco non è motivato. Ripeto: sei sicuro al 100% che sia lui? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:59, 21 mag 2025 (CEST) :@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il Di Saverio ha sempre usato anche open proxy o VPN, perché risultano modifiche che sono state attribuite ragionevolmente a lui effettuate con indirizzi IP esotici e improbabili ([[Speciale:Diff/1145278|vedi]]), quindi un check tecnico dell'utenza rischia di lasciare il tempo che trova e non resta che il duck test o, si fa per dire, il ''laissez-faire''. È certo che Kailiz (cui sono state date fin troppe possibilità di dialogo, tutte di fatto da lui declinate) abbia avuto una condotta da troll, che già è inammissibile, e il suo prendere di mira un utente specifico immediatamente fa pensare a un regolamento di conti che ben pochi potevano credere di aver motivo di attuare, specie con quella scientificità. Detto questo, e ribadito quello che già avevo indicato, a me non pare il caso di fare l'amico del giaguaro. L'utente non aveva praticamente nessun altro contributo, quindi non è che abbia perso chissà che, ed è sempre libero di creare una nuova utenza o persino di chiedere lo sblocco della vecchia purché scenda a più miti consigli, alla qual cosa doveva essere indotto dal blocco stante che tutti gli altri numerosi tentativi si sono dimostrati infruttuosi. Chiudo ricordando quanto gli dissi l'altra volta: "se altri ti vogliono sbloccare lo faranno e ognuno si prende le sue responsabilità". Cioè se vuoi puoi sbloccarlo (ma io, sia ben chiaro, rimango contrario) a patto che te ne fai carico tu o altri che siano di quel parere, se ce ne sono, il che significa che quelli devono controllare le sue modifiche ed eventualmente intervenire; io non posso essere il sempiterno badante di questa idra, che proprio in questi giorni è tornata alla carica su Wikiquote in inglese ([[en:Michel-Yves Bolloré|qui]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:09, 21 mag 2025 (CEST) ::Io ripeto di essere contrario allo sblocco: tornerebbe solo per fare altre polemiche e non darebbe nessun contributo utile, essendo un'utenza creata al solo scopo di trollare.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:55, 22 mag 2025 (CEST) :::{{Ping|Superchilum|Spinoziano}} Dimenticavo: guardate [[Speciale:Diff/1373348|questa modifica]], effettuata curiosamente da un [https://www.ip2location.com/demo/193.49.36.68 IP francese], e guardate le due successive, l'ultima delle quali arrivata quasi dieci giorni dopo le altre. [[Speciale:Diff/1374829|Qui]] addirittura il neoarrivato cita il manuale di stile (sebbene quell'informazione stia in [[Aiuto:Wikilink]]). Questa faccenda più si tocca e più puzza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 mag 2025 (CEST) ::::Udiki, {{ping|Spinoziano}}, la questione non mi sembra così cristallina come appare. Se non ho inteso male i pregressi, si tratta dell'utenza temporanea [[Speciale:Contributi/~2025-43313|~2025-43313]], poi registratasi con il nome utente [[Utente:Kailitz|Kailitz]], che ha prima cercato di modificare l'incipit più volte in [[Anna Frank]] senza aprire discussioni dopo essere stato annullato, né ricevere spiegazioni (con le utenze temporanee [[Speciale:Contributi/~2025-41124|~2025-41124]], [[Speciale:Contributi/~2025-41388|~2025-41388]] e [[Speciale:Contributi/~2025-42789|~2025-42789]], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anna_Frank&action=history cfr. crono], correggetemi se sbaglio), e poi ha aperto le discussioni al bar, nelle richieste agli amministratori e nella mia talk sulla questione di nomenclatura e poi su come discutere sul comportamento di un altro utente, nella fatispecie Udiki (cfr. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Richiesta RA 1], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bar&oldid=1376731#Richiesta bar], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Superchilum&oldid=1374878#Richiesta mia talk], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Utenza RA 2]). Udiki è sempre stato molto tranchant perché lo ha identificato come reincarnazione di Micheledisaveriosp (forse era anche [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]]?). ::::Ora... questa è un'utenza bloccata infinito per trolling dopo duck test con altro LTA. Può anche essere lui, ma 1) dovrebbe essere verificato, 2) in caso non si possa fare, dovrebbe avere un comportamento tale da meritarsi un blocco infinito, 3) in caso ci siano screzi dell'utente con un admin, non dovrebbe essere l'admin in questione a bloccarlo per buona creanza. In questo caso il mio consiglio di come affrontare la questione è: ::::# sbloccare l'utenza (come dite voi, me ne assumo tranquillamente la responsabilità nel caso) ::::# se si pensa che abbia avuto un comportamento problematico, aprire una discussione in [[Wikiquote:Utenti problematici]] e sviscerare sia l'eventuale compatibilità con altri LTA (si possono chiedere controlli CU agli steward, nel caso) o in ogni caso il suo comportamento ::::# aspettare i pareri di altri e applicare il consenso, che sia blocco infinito, blocco parziale, blocco temporaneo, nessuna sanzione ecc. ::::In ogni caso, gli IP delle utenze temporanee vanno controllati e svelati pubblicamente, solo in caso sia necessario per dimostrare comportamenti fuori policy (cfr. [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#Disclosure policy di WMF]), e in questo caso non ho capito se il rimando all'IP francese è un richiamo a Micheledisaveriosp o ha altre spiegazioni che dimostrino la problematicità di Kailitz. Né l'accenno a Michel-Yves Bolloré su en.wikiquote mi è utile, perché la voce è stata cancellata quindi non so se l'aveva creato Micheledisaveriosp, Kailitz, un IP o chi altri. ::::Infine, come da policy WMF ([https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines/it#3.3.2_Trasparenza_del_processo 1], [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/FAQ/it#Applicazione|2]]), dovremmo dotarci di processi di applicazione dell'UCoC e di risoluzione di conflitti più trasparenti, migliori di quanto abbiamo adesso (non dico inventarci chissà cosa, ma quantomeno righe scritte su come segnalare eventuali attriti o comportamenti fuori norma, ed eventualmente, solo se lo riteniamo opportuno, anche una pagina intermedia prima delle utenze problematiche come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri"). ::::--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:09, 25 mag 2025 (CEST) :::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] L'ho bloccato io perché nessun altro è intervenuto in nessun modo (certamente per non impelagarsi con un provocatore, non per approvazione della di lui condotta) e dopo aver lungamente provato a chiarire, senza che lui si degnasse di rispondere. A prescindere dal fatto che fosse o meno il summenzionato era comunque uno che trollava manifestamente, semmai male ho fatto a dargli troppe possibilità e mi cospargo il capo di cenere. Non pare che il blocco infinito violi [[w:Wikipedia:Politiche_di_blocco_degli_utenti#Durata_del_blocco|quanto previsto dalle regole]], dove tra l'altro è detto: "Si noti che in caso di utenze la cui attività consiste unicamente o reiteratamente in una o più delle violazioni elencate, è prassi tutelare il progetto con blocchi di durata maggiore o infinita." Non c'è nessuna lesione della privacy se si divulga un IP fasullo, sorvoliamo sul fatto che la funzione di mascheramento degli IP per ora è in fase di test e non ci sono policy cogenti; ritengo comunque che il disvelamento fosse rilevante per capire di che si trattasse, conformemente alle regole che dovrebbero essere adottate in futuro. La voce di Bolloré qui da noi era stata creata certamente dal Di Saverio, quella su Wikiquote in inglese da un IP italiano che per giustificarne la claudicante enciclopedicità nel campo oggetto aveva allegato che già ci fosse l'omologa in italiano (io l'ho visto coi miei occhi, tu puoi farti dare la cronologia da un amministratore). Su Wikiquote, giusto o sbagliato che sia, si sono sempre fatte le cose in maniera più semplificata rispetto a Wikipedia, in considerazione della community meno numerosa e di ciò che ne discende. Su decine di utenze che ho bloccato c'è stato un solo falso positivo (TheMask993), situazione cui peraltro si è tempestivamente rimediato. ~2025-41439 fa capo a una persona serissima che ha un account permanente e di cui si conosce pure il nome e il cognome, non ha niente a che fare con tutto ciò. Penso che neppure Cesare Beccaria si sarebbe doluto più di tanto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 25 mag 2025 (CEST) ::::::Essendo un piccolo progetto non abbiamo bisogno di pagine come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri", è già di troppo [[Wikiquote:Utenti problematici]] che finora si è prestata ad abusi, né dobbiamo complicarci la vita per tutelare il progetto da utenze o ip dannosi: Udiki è praticamente l'unico a patrollare e ha fatto bene ad agire prontamente con un'utenza che aveva come unico scopo il piantare grane (scopo che post-blocco ha comunque raggiunto); le premure dobbiamo averle verso gli utenti che hanno voglia di imparare e che producono contibuti utili, non con chi arriva dal nulla per imbastire polemiche; i CU non servono perché si capiva che era un troll con esperienza pregressa da come scriveva, non importa chi fosse; Udiki ha ragione ad autocriticarsi nella parte in cui ammette di avergli dato troppa corda, magari bastava ignorarlo come stavo facendo io, ma ha comunque agito disinteressatamente a tutela del progetto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 26 mag 2025 (CEST) :::::::Aggiungo un paio di cose importanti. Ove mai si volesse discutere di nuove procedure lo si deve naturalmente fare a bocce ferme; non è che uno arriva, trolla nella pagina di discussione di una voce, trolla ancora al bar, chiede un nuovo strumento per trollare ancora di più e glielo si deve pure graziosamente concedere a mo' di guiderdone. Inoltre, e io questo l'avevo detto a più riprese, in base alle regole prima di avviare la suddetta procedura si devono preliminarmente e obbligatoriamente esperire ben due tentativi di conciliazione, uno diretto tra i contendenti e l'altro con la mediazione di un terzo allorché il primo fosse fallito; io per parte mia il tentativo diretto di conciliazione l'ho fatto innumerevoli volte, ma sono stato sempre bypassato perché la controparte faceva orecchie da mercante e preferiva interloquire espressamente con Superchilum; il tentativo di mediazione non lo si è visto punto. Volendo volgere la cosa in positivo, spero che questo fumo serva almeno per regolarsi più acconciamente in futuro. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:34, 26 mag 2025 (CEST) ::::::::Io ho molta stima verso il lavoro effettuato da Udiki su Wikiquote, sia in ns0 sia in termini di patrolling, e voglio che questo sia chiaro, non viene messo assolutamente in discussione con questi miei interventi. Io mi sto riferendo solo al caso in questione. ::::::::Fatta questa premessa, a me sembra che i tentativi di mediazione e conciliazione non siano stati particolarmente efficaci, principalmente perché si è subito partiti all'attacco dando per scontato che si trattasse di una reincarnazione di LTA. ::::::::Ripeto, che sia reincarnazione va chiarito. Non lo è, allora lo blocchiamo per trolling... ma nella scala dei blocchi, prima si danno blocchi brevi e poi solo dopo insistenza si va all'infinito (il fatto che ci sia scritto "si può" non vuol dire che non si possa provare invece con blocchi limitati, che magari funzionerebbero). ::::::::Sulla questione IP, la policy è cogente e l'ho linkata prima, il fatto che gli account temporanei siano in fase di test non cambia granché. Continuo a non capire perché un IP francese sia una dimostrazione di problematicità (è per dire "visto, continua a modificare l'IP per figurare collegamenti da zone diverse e far finta di essere qualcun altro"?). ::::::::Sulle nuove procedure, sono d'accordo che vada fatto a bocce ferme, ma è evidente che questo caso ha portato alla luce delle mancanze in termini di procedure di risoluzione dei conflitti in generale nel progetto. Come dici tu, facciamo in modo che serva per orientarsi meglio per il futuro :-) una procedura di problematicità che preveda il coinvolgimento di altri membri della comunità è una garanzia non solo per l'utenza ma anche per la comunità stessa (se venisse confermato il blocco, sarebbe molto più robusto di una decisione singola, così come le cancellazioni consensuali sono un precedente più solido e robusto di quelle immediate, in caso di future riproposizioni). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:49, 26 mag 2025 (CEST) :::::::::Ciao. Non sono un assiduo frequentatore di Wikiquote, ma scrivo qui perché sono stato contattato offline dall'utente in questione. Mi ha contattato per il semplice fatto che ci conosciamo di vista in RL. Posso quindi qui confermare che Kailitz non è Micheledisaveriosp (sicuramente il suo nome reale non è quello). Tutto qui. Buona serata. [[Utente:Yiyi|Yiyi]] ([[Discussioni utente:Yiyi|scrivimi]]) 22:21, 2 giu 2025 (CEST) ::::::::::@[[Utente:Yiyi|Yiyi]] Ciao a te. Se non fosse il Di Saverio la questione mi parrebbe anche peggiore, perché questi era già venuto ai ferri corti e poteva essersi irritato, l'altro allora avrebbe caricato come un bufalo sin da subito. Siccome ha dimostrato una certa conoscenza dei meccanismi, e su questo non prendiamoci in giro, non è comunque un novellino; e questa è un'aggravante, perché avrebbe potuto e dovuto comportarsi più correttamente. Ha o ha avuto un altro account? Perché non ha usato quello? È una questione di trasparenza, quanto meno: tu i tuoi account secondari li hai dichiarati, per esempio. Vediamo di andare fino in fondo almeno adesso. Naturalmente rispondi quanto hai un po' di tempo, non necessariamente a stretto giro di posta. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:16, 2 giu 2025 (CEST) :::::::::::Udiki, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], [[Utente:Yiyi|Yiyi]], a questo punto io sarei per aprire una procedura in [[Wikiquote:Utenti problematici]] per discutere dell'utenza in questione, dopo averla sbloccata per permetterle di rispondere e spiegare. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:18, 8 giu 2025 (CEST) ::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Spiegare cosa? Ha trollato e ha continuato a farlo dappertutto, con uno zelo degno di miglior causa, nonostante le numerose e anzi eccessive occasioni di ravvedimento che gli sono state concesse. Dev'esserci qualcosa che mi sfugge... Yiyi (che peraltro non ha ancora risposto alle mie domande) ha detto di conoscerlo personalmente e di essere stato contattato via mail, per caso lo conosci anche tu o hai ricevuto una sua mail? Io non mi spiego questo soccorso a uno che manco ha contribuito, almeno sotto questa veste; non mi ricordo di esempi passati neppure tra quelli antecedenti alla mia iscrizione, per quanto ho potuto recuperare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:08, 8 giu 2025 (CEST) :::::::::::::{{conflittato}} Sono fortemente contrario, gli si darebbe proprio ciò che vuole: la piena possibilità di trollare con le discussioni. È ininfluente chi fosse dietro quell'utenza: è venuto per trollare ed è stato bloccato, mi sembra non ci sia altro da chiarire. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 8 giu 2025 (CEST) ::::::::::::::E' stato molto insistente e sicuramente a un certo poteva essere sanzionato, ma a) è stato trattato fin dall'inizio come reincarnazione, quindi in maniera più aggressiva di quanto si faccia con un utente "normale"; b) non ha trovato modo di segnalare eventuali rimostranze nelle sedi opportune, perché non esistono; c) dopo aver detto "vorrei sapere dove segnalare l'amministratore X", è stato bloccato proprio dall'amministratore X. Per questi motivi sbloccherei e aprirei una segnalazione per chiarire. Se poi si arriverà alla stessa conclusione, sarà sicuramente più trasparente, partecipata e solida. IMHO. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:50, 14 giu 2025 (CEST) :::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] È stato trattato, ma non dall'inizio, come veterano, reincarnazione o no che fosse, e si sta ancora aspettando che Yiyi, che lo conosce personalmente, ci dica se è così o meno, ma per me non si possono avere dubbi. La circostanza sarebbe comunque solo un'aggravante, perché la colpa principale è quella di trolling ed è manifesta. Sul resto mi sono già espresso, aspetti procedurali e opportunità replicare compresi. Se, puta caso, sta tempestando alcuni utenti con delle mail, si farebbe meglio a bloccare ulteriormente; ma sono affari dei destinatari. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:27, 14 giu 2025 (CEST) ::::::::::::::::Io non ho ricevuto e-mail e non ho notizie di altri a parte Yiyi che leggo qui (in caso di abuso sarebbe da sanzionare, ma come osservi al momento il destinatario non ha sporto lamentele). ::::::::::::::::Nel merito: no, non è stato trattato proprio da veterano, ma come dicevo da LTA, che è diverso. I veterani non vengono trattati con questa ruvidezza da subito. La colpa di trolling non è proprio manifesta, visto che ne stiamo discutendo. Per i blocchi inoltre esistono delle gradualità prima di passare direttamente all'infinito. E il non accorgersi che se qualcuno vuole aprire una procedura sull'admin non dovrebbe essere l'admin stesso a bloccare subito infinito tale utenza, almeno su questo vorrei una presa di consapevolezza. Non mi sembra di stare dicendo niente di assurdo, semplicemente aprire una procedura a carico dell'utenza per valutarne la posizione, visti i "vizi" di apertura delle interazioni. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:28, 16 giu 2025 (CEST) :::::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il "nuovo arrivato" ha dimostrato una certa dimestichezza, il grado di responsabilità dipende anche da questo: non può sapere come muoversi quando gli conviene e non saperlo più quando si tratta di netiquette. Se non fu trolling, come io tuttora ritengo, quanto meno fu flame: non se ne fugge. Ribadisco che sono intervenuto io perché nessun altro lo aveva fatto, anche saggiamente, e l'unico intervento di un terzo, un po' meno prudente, fu sostanzialmente per dargli corda senza però correggerlo. L'altra volta ho dimenticato di dire che il signore in parola non ha neanche chiesto scusa per un modo di fare che è innegabilmente non collaborativo, nonostante che io gli abbia pure teso la mano. Non si può seriamente pensare di riabilitarlo senza una minima presa di coscienza. Intanto si aspetta ancora che Yiyi risponda. A proposito: anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail; nel caso magari potresti fargli presente (dico: se non lo hai già fatto) che quello non è modo di comportarsi e che se non chiede scusa pubblicamente in modo convinto e convincente è ovvio che non si può andare molto lontano, ciò oltre alla necessità di fare veramente chiarezza su sue utenze passate qui o altrove. Io e Spinoziano ci siamo già espressi a chiare lettere e a più riprese, se vuoi chiedi ad altri. Comunque se veramente il tema riguarda certe procedure da avere pure qui, come mi pare di capire, lo si tratti nelle apposite sedi e senza confonderlo con altre faccende, magari facendo passare qualche tempo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 16 giu 2025 (CEST) ::::::::::::::::::"anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail" ho cominciato il mio scorso intervento dicendo "Non ho ricevuto e-mail" :-) mi ha scritto su Wikipedia, come si può vedere dalla mia talk, niente di segreto. Come proponi, proverò a sentire anche il parere di altri, aprirò una discussione più generale appena riesco. Se il consenso rimane quello di mantenere la situazione attuale, me ne farò una ragione. Grazie per il feedback. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:56, 17 giu 2025 (CEST) == Milano calibro 9 == Ciao sono andato a vedere, la frase è "corretta" nel senso che completa sarebbe: ''Rocco mi ha detto che ti sei fatto degli amici potenti e del resto con trecento mila dollari si puo comprare chiunque''. Poi la citazione è stata fatta partire da "con". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:15, 30 apr 2025 (CEST) == Indro Montanelli, ''Le stanze'' == No è un'altra, del 1998. Il codice è ISBN 88-17-85259-7. --[[Speciale:Contributi/&#126;2025-48721|&#126;2025-48721]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-48721|discussione]]) 12:02, 23 mag 2025 (CEST) == Pagina Wikiquote Gerardo Vendemia == Salve, mi chiamo Lucio Moruzzi e ho creato la pagina in oggetto, ma è stata cancellata. Non ho interesse personale in merito, ma ritenevo di aiutare la comunità, in particolare quella numismatica, a cui appartengo come collezionista. Incontrai l'ing. Vendemia in un convegno alcuni anni orsono e possiedo numerose sue pubblicazioni. Egli rappresenta una guida nel settore, sicuramente il massimo studioso ed esperto, vivente, di cartamoneta in Italia. Ritengo che la decisione possa essere stata adottata a seguito di una precedente cancellazione, senza entrare nel merito dei contenuti. Se anche così non fosse, nell'ultimo mese è stata presentata la sua ultima opera "La Cartamoneta Italiana - Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae", una piccola enciclopedia delle banconote italiane, che affianca alle ricerche storiche le quotazioni di tutti i biglietti. Grazie e buon lavoro a tutta la comunità, della quale spesso mi "servo" per approfondire i miei studi. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-61482|&#126;2025-61482]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-61482|discussione]]) 15:52, 27 mag 2025 (CEST) :@[[Utente:~2025-61482|~2025-61482]] Vedi [[w:WP:Enciclopedicità]]. Discutine in [[w:Discussioni_progetto:Numismatica]], sempre che ci sia margine di discussione. Se la voce non può stare su Wikipedia, non può stare neppure qui. Su Wikipedia è stata cancellata già due volte, quindi fino a prova contraria non è enciclopedica. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:00, 27 mag 2025 (CEST) ::Non ero a conoscenza di una discussione su Wikipedia in merito. E' più chiaro adesso. ::Da appassionato ho trovato pagine riferite a studiosi di Numismatica come Mario Traina o Alberto Campana, che hanno condotto studi meno rilevanti, sicuramente meno numerosi e costanti. ::Ringrazio comunque per il celere riscontro, seguirò la discussione, anche solo per la curiosità di comprendere la dinamica delle scelte di questa straordinaria piattaforma. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-61482|&#126;2025-61482]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-61482|discussione]]) 16:08, 27 mag 2025 (CEST) == Attacchi personali == Ciao. Ti prego di evitare attacchi personali come [[speciale:diff/1372919|questo che vedo]], "Se sei di coccio si può fare poco". Capisco la frustrazione ma se arrivi al punto di non riuscire a trattenere gli attacchi personali significa che è il momento di chiedere aiuto a terzi. (E mi rendo conto che qui sei molto sovraccarico!) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 13:57, 24 giu 2025 (CEST) :@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Se quella comunissima espressione è un attacco personale, si può dormire tranquillamente su due guanciali. Tanto più che l'utente stesso ha detto testualmente di non capirci, quindi si sarebbe attaccato da sé. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:13, 24 giu 2025 (CEST) ::Dimenticavo: la frase inizia con un "se", quindi è un'ipotesi. Il dubbio l'ha comunque tolto l'interessato con una sua ammissione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:20, 24 giu 2025 (CEST) :::L'attacco personale non si misura dalla frequenza di un'espressione, ma dal suo essere un ''ad hominem''. Suggerisco di evitare scuse grammaticamente improbabili. Basta ammettere che ti è scappata in un momento di rabbia, capita a tutti. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 15:32, 24 giu 2025 (CEST) ::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Si misura dall'accettazione più o meno larga di un'espressione in un dato contesto, stessa cosa che fanno i giudici per cose un po' più serie. Non mi è scappata: la ribadisco ora che sono freddo come allora (anzi un po' di più: ho appena fatto il bagno a mare) ed era necessaria per far chiarezza. L'altro non riesce, o non riusciva in quel momento, a capire una certa cosa ripetutamente spiegata da ben tre (!) persone diverse. Qual è il problema? Nessuno glielo ha contestato, lo si è solo constatato: è un fatto molto ben circoscritto. Se poi nella vita gli finisce spesso così io non lo so né m'interessa saperlo. Gli si è semplicemente detto che per lui non potevamo fare di più e che bisognava prenderne atto. Potrei anche citare molte altre uscite di questo tenore. Peraltro nello stesso contesto l'altra parte aveva prima detto la stessa cosa al mio indirizzo, con la differenza, se ben ricordo, che io avevo motivato e lei no, ma a me non me ne importava granché. Questo per dire pure che il tono della discussione non lo avevo determinato io, ma ho accettato la svolta impressagli da altri senza piagnistei. Rientra tutt'al più in un confronto franco. Se non si accetta questo, ma gli interlocutori lo avevano accettato, allora non si potrebbe più discutere: sarebbe un fraseggio eunuco, cortigianesco e inetto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:36, 24 giu 2025 (CEST) :::::Ribadisco, dire a qualcuno "sei di coccio" non è mai utile e spero vivamente ''non'' sia largamente accettato in Wikiquote. Non rileva quanto la persona se lo sia "meritato". [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:05, 24 giu 2025 (CEST) ::::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] È accettato in Italia. Direi anche nel resto del mondo. Può non essere utile quanto può essere necessario. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 24 giu 2025 (CEST) :non c'entra niente con la questione specifica, ma Udiki mi ha personalmente attaccato qui-> [[Discussione:Vegetarianismo#Pagina con ovvia preponderanza alle citazioni favorevoli al vegetarianismo]] :Il suo comportamento è completamente poco in linea con gli standard di Wikipedia. Non lo segnalo per bontà divina, ma aggiungo un caso all'elenco perché non mi va giù che resti impunito dopo avermi offeso gratuitamente anziché compiere il suo lavoro. Forse sei vegetariano, Udiki, capisco che ti roda il fatto che qualcuno la pensi diversamente da te; ma proprio perché lo sei, se lo sei, non dovresti aver empatia anche verso di me dato che sono anch'io un animale? (…o t'inventerai per difenderti che i primati non ne facciano parte?) [[Speciale:Contributi/&#126;2025-37048-7|&#126;2025-37048-7]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-37048-7|discussione]]) 23:33, 11 ago 2025 (CEST) ::Non è un attacco personale, ha solo messo in rilievo come dal tuo messaggio si evincesse un POV nella tua stessa accusa di POV, una scarsa chiarezza, e una volontà polemica che è confermata da quanto scrivi sopra, "Non lo segnalo per bontà divina", non è che magari sei una vecchia conoscenza? Se ti interessano davvero le citazioni e non sei il solito troll, lascia perdere le polemiche e dedicati ai contributi, altrimenti la tua presenza non è gradita e, se prosegui a fare il "nuovo arrivato" che si limita a discussioni polemiche, nel migliore dei casi verrai ignorato. Nel merito della discussione sulla tematica ti ho chiarito quanto altro poteva occorrere in quella sede. Grazie e buon ferragosto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 12 ago 2025 (CEST) == Re:American Psycho (romanzo) == Perché sembrava a quel punto di avere abbastanza citazioni sull'opera da giustificarne una, come nel caso di [[Dracula (romanzo)]] ed [[Educazione siberiana (romanzo)]]. Anzi, ne ha più di [[Fight Club (romanzo)]], un articolo a se stante con solo due citazioni riguardo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 16 lug 2025 (CEST) == Re:Template int == Ciao, grazie per il tuo ringraziamento innanzitutto. Non ho capito però appieno il senso dell'avviso. Ora guardo le modifiche che hai apportato alla voce. Buona continuazione --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:24, 20 ago 2025 (CEST) :Penso di avere capito. Potresti controllare la voce [[Francesco Recami]] e darmi conferma che sia la formattazione corretta? Grazie --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:35, 20 ago 2025 (CEST) ::Capito. Sistemo allora [[Davide Bregola]] --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:52, 20 ago 2025 (CEST) ==Nisargadatta Maharaj== Buongiorno, credo di aver risposto alle richieste in merito alla voce in oggetto e attendo riscontro Grazie [[Speciale:Contributi/&#126;2025-61299-4|&#126;2025-61299-4]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-61299-4|discussione]]) 11:48, 15 set 2025 (CEST) == Kiedis == Buon pomeriggio, bisognerebbe avere anche la controprova che la frase sia stata effettivamente scritta dagli autori dello spot. Quello che posso dirti è che: # Conoscendo il personaggio, quelle potrebbero essere benissimo parole sue. # Nell’intervista del 94 a Rolling Stone, lui dice testualmente “stavano suonando questa specie di swinging jazz groove mentre io parlavo dicendo "Sto indossando un preservativo mentre faccio sesso, ogni volta, non solo quando mi conviene, non solo quando ci pensa la mia partner, ma ogni volta". Che è una cosa che la nostra band pensa davvero”, non dice che la stava leggendo. Valuta tu come possiamo regolarci e fammi sapere, grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:44, 15 nov 2025 (CET) :@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Ciao, la fonte citata era l'Adnkronos e presentava un virgolettato come le parole pronunciate in uno spot. Quando Gerry Scotti, tanto per fare un esempio, fa la pubblicità del riso (che è commerciale e non sociale, ma non conta) recita quello che gli hanno scritto sul copione, non è veramente lui a concepire quelle cose, quindi non gliele possiamo attribuire. Una possibile soluzione sarebbe citare ''Rolling Stones'', nei termini in cui tu lo hai riportato qui sopra, perché così è tutto più chiaro e c'è anche l'avvallo di Kiedis che dice "Che è una cosa che la nostra band pensa davvero". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:03, 15 nov 2025 (CET) ::D’accordo, ma così non si rischierebbe un doppione? È già citato nell’intervista a Rolling Stone: che ne pensi? [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:06, 15 nov 2025 (CET) :::@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Non me n'ero accorto. Ma essendoci già la citazione da ''Rolling Stones'', direi che basta quella perché il concetto è lo stesso. ''Ad abundantiam'', se preferisci, le si potrebbe aggiungere in nota il testo dello spot, indicando come fonte l'Adnkronos. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:13, 15 nov 2025 (CET) ::::Chiaro, grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:33, 15 nov 2025 (CET) == Braccio da Montone == Ciao Udiki,<br />con "originario" intendevo dire che il dipinto cinquecentesco di [[Braccio da Montone]], realizzato dall'artista Cristofano dell'Altissimo, è stato ripreso posteriormente come riferimento dall'incisore del disegno del condottiero precedentemente presente come immagine in voce, tratto da libro ottocentesco. Ok per il template Sic, mi scuso per la rimozione, non conoscevo il suo funzionamento e credevo fosse lì per sbaglio. Ok per il numero di attività, anche se reinserirei quella di nobile (come politico è stato solo senatore di Roma, ma come nobile ha posseduto numerosi feudi). Sono qui su Wikiquote da poco e purtroppo mi ci vorrà un po' per apprenderne le relative linee guida, la mia mente, pur non volendo, sta ragionando ancora con le regole del progetto Wikipedia. Qualsiasi aiuto, comunque, è ben accetto. Mi chiedo se, anche se errando avevo inserito le citazioni prima nella pagina del personaggio, non era meglio a questo punto andarle a inserire direttamente nelle voci dei rispettivi autori dove mancavano. Di fatto così la mia modifica è stata praticamente annullata ''in toto''… <span style="font-family:Viner Hand ITC">'''[[Utente:Davipar|<span style="color:darkmagenta">Davi</span><span style="color:darkorange">par</span>]]'''</span> ([[Discussioni utente:Davipar|parliamone]]) 15:10, 7 gen 2026 (CET) :@[[Utente:Davipar|Davipar]] Ciao, non c'è bisogno di giustificarsi, ho solo spiegato il revert. Se le citazioni che tu avevi aggiunto fossero state un paio allora le avrei sistemate io stesso come faccio di solito, ma essendo di più cominciava a essere gravoso. Del resto è chi le inserisce che ha il dovere di farlo in regola, il mio era quello di motivare. Comunque di solito si annullano, quando non è rispettata la regola del doppio inserimento. Puoi ovviamente recuperarle dalla cronologia. L'alternativa era mettere un avviso o scrivere nella pagina utente, ma ti ho pingato e in sostanza non cambia nulla. Se le inserisci nella pagina dei rispettivi autori, poi passo a correggere la formattazione. L'immagine l'ho lasciata, quello che ho scritto era solo per precisare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:46, 8 gen 2026 (CET) == Abdelmajid Lakhal == Ciao Udiki, come stai? Sì, la citazione è presa dalla fonte citata, la trovi tranquillamente anche su Google search: https://cinematunisien.com/blog/2020/01/27/abdelmajid-lakhal-une-constante-recherche-de-la-perfection/. Grazie ancora, a presto [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 08:10, 27 gen 2026 (CET) ==Pizzoccheri della Valtellina== Secondo me era super divertente: iconica. :) Nei prossimi giorni vedo se trovo un'altra citazione.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 19:24, 12 feb 2026 (CET) == Controllo "Il volo dei draghi" == Ciao Udiki, ho appena finito una bozza per il film "Il volo dei draghi" [https://it.wikiquote.org/wiki/Utente:Mariomassone#Dialoghi qui]. Avrei però dei problemi di trascrizione delle frasi del personaggio '''Omadan''', segnalati in []. Il film intero lo si può trovare su Archive.org. Grazie in anticipo e buona settimana [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 15:12, 16 feb 2026 (CET) :{{ping|Mariomassone}} Ciao, potresti indicare il minuto preciso, qualcosa come "23:41" ecc.? [https://support.google.com/youtube/answer/15930243?hl=en YouTube genera una trascrizione], quindi si può trovare immediatamente una certa frase facendo una ricerca all'interno testo (Ctrl+F). InternetArchive non genera la trascrizione e, siccome il video dura un'ora e mezza, è difficile cercare le frasi. Anzi, se indichi i minuti per ogni citazione, le verifico tutte; forse questa non è una cosa strettamente necessaria, comunque io sono disponibile. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:18, 16 feb 2026 (CET) ::10:40, 13:15, 1:27:00 [https://archive.org/details/il-volo-dei-draghi-hd-1982_202601 qui], grazie [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 20:49, 16 feb 2026 (CET) grazie. in verita i testi con ISBN sono gia nella pagina di wikipedia di paolo nucci (papà).liho inseriti ma non riesco ad annullare il link e non compare la foto che e su wikipedia [[Utente:Pillo90|Pillo90]] ([[Discussioni utente:Pillo90|scrivimi]]) 22:20, 16 feb 2026 (CET) == Federico Buffa == La citazione senza fonte non è opera mia, non so da cosa tu l’abbia dedotto :) [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 22:13, 16 mar 2026 (CET) :@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Avevo visto che gli ultimi (ma non recenti) interventi sulla pagina erano tuoi, che l'anonimo (questo tu non lo puoi vedere, ma io sì) ha modificato anche [[José Mourinho/Citazioni su José Mourinho]] e che tu ultimamente hai modificato [[José Mourinho]], quindi ho pensato che se per caso eri tu da sloggato era meglio segnalarti la cosa. Comunque non è che ci siano stati dei vandalismi o che sia vietato intervenire anonimamente, quindi nessuna recriminazione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:27, 16 mar 2026 (CET) ::Tranquillo, era solo per sapere cosa ti aveva portato ad indirizzarti verso di me. Comunque sì, le modifiche in questione le ho fatte da sloggato, qualche volta mi dimentico di registrarmi. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 01:57, 17 mar 2026 (CET) == Confronto su nome == [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Utente:IlSignoreDelCazzime Nome Utente] inappropriato o no? Su Wikipedia pare l'abbiano accettato. In caso devo aggiungere un eccezione in quanto la regex per i titoli non consentiti non permette l'edit, che ne pensi? --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:10, 1 apr 2026 (CEST) :{{ping|Homer}} Credo che su Wikipedia fosse al momento sfuggito, l'ho bloccato là a qui. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:38, 1 apr 2026 (CEST) ::: Grazie {{ping|Spinoziano}}! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:13, 1 apr 2026 (CEST) == You may be an eligible candidate for the U4C election == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Greetings, The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] seeks candidates for the 2026 election. The U4C is the global committee responsible for overseeing enforcement of the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]]. Elections are held annually, if elected a committee member serves for two years. This year the U4C requires candidates to hold administrator rights on at least one wiki, which is why you are being contacted as you appear to hold this right. There are other requirements, such as candidates must be at least 18 years old and may not be employed by the Wikimedia Foundation or other related chapters and affiliates. You can find more information in the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026#Call_for_Candidates|call for candidates on Meta-wiki]]. Additionally, the committee's working language is English; some ability to communicate in English is required. The election opens on 18 May, if you are eligible and interested you have until 10 May to submit your candidacy. There will week between for candidates to answer questions from the community. Voting takes place privately in [[m:Special:MyLanguage/SecurePoll|SecurePoll]], successful candidates must receive at least 60% support. More information is available on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|the 2026 Elections page]], including timelines and other candidacy information. If you read over the material and consider yourself qualified, please consider submitting your name to run for the committee. If you think someone else in your community might be interested and qualified, please encourage them to run. In partnership with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 20:33, 28 apr 2026 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Keegan_(WMF)/test&oldid=30471754 --> == Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora == Buonasera Udiki, ho appena visto che due citazioni da me postate su rodolfo Dalla Mora sono state cancellate considerate promozionali, sinceramente io non le trovo promozionali, quella di Mario Conte ha spegato e messo in evidenza del fatto che il Comune di Treviso è il primo in Italia di aver istituito questa figura, poi in particolare quella del filosofo Adriano Pessina che ha spiegato la definizione di Disability Manager e ha preso come esempio la figura dell'architetto Rodolfo Dalla mora come primo Disability Manager in una struttura sanitaria ed inventore della figura in Italia. Il commento di Pessina è importante come filosofo e direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Milano. La ringrazio Buona serata [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 20:51, 9 mag 2026 (CEST) == Dino Gavina e dintorni == Buongiorno, innanzitutto mi scuso per il ritardo della risposta ma solo questa mattina mi sono accorto del messaggio. Precisazioni: #La citazione di Marcel Breuer (dovrebbe pronunciarsi [broier]) con la fonte "incriminata" l'ho importata direttamente dalla pagina su Dino Gavina di Wikipedia, dove è presente dal 2020 (forse bisognerà cambiare la fonte anche lì). Comunque il riferimento indiretto rimandava all'archivio "archive.is", [https://archive.is/20130411012659/http://www.goldminefactory.com/dino-gavina-%E2%80%93-lampi-di-design/#selection-133.7-133.27 qui] #Perfetto per le virgolette: oltretutto così è meglio nei ritorni a capo nel web, dove rischiano di restare orfane o vedove. #La citazione di Anty Pansera è tratta dallo stesso link (archivio) al punto 1. Di Gavina avrei trovato altre citazioni da fonti cartacee (due da foto di suoi depliant trovati su un annuncio commerciale su web non proponibile come fonte ovviamente, ma i pieghevoli sono certamente originali): #''Produrre è comunicare''. ([https://i.ebayimg.com/images/g/mKsAAOSw285ng~1a/s-l1600.jpg qui] e anche [https://www.meetingrimini.org/eventi-totale/dino-gavina-produrre-e-comunicare-esposizione/ qui]) (sottolineo che non sono il venditore...) #''I vostri figli'' [e] ''i vostri nipoti vi ricorderanno e vi giudicheranno anche dai mobili ereditati''. (anche [https://magazzino76.it qui], ma sito commerciale e sullo stampato tutto minuscolo senza la "e" né punteggiatura) #''La verità? Niente di più sovversivo''. (cit. di Man Ray su Gavina, da un biglietto stampato dal medesimo) eccetera eccetera. Grazie per aver tolto l'immagine (non avendola messa io non osavo toccarla) e per le informazioni. A presto, [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 12:21, 26 mag 2026 (CEST) == Massimo Mazzucco == Ciao, chiedo lumi a te, magari riesci ad aiutarmi: ho linkato gli indirizzi che rimandano agli articoli su Pearl Harbor e sullo sbarco sulla Luna, ma in entrambi i casi non vengono letti gli indirizzi. Su Pearl Harbor ho messo una toppa mettendo la sezione 11 settembre, perché altrimenti il capitolo in questione non me lo legge: sapresti dirmi il motivo? Grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:51, 10 giu 2026 (CEST) == Pino Pagani == Buongiorno Udiki, grazie per avermi scritto!!! Sì, io e altri due amici wikipediani abbiamo creato le pagine di Pino Pagani in 13 Wikipedia. Non so se sia enciclopedico anche in Italiano. Secondo te lo sarebbe o no? [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:20, 30 giu 2026 (CEST) : Non conoscevo questa regola, chiedo scusa per il mio eccesso di zelo. La sua citazione mi ricordava, anche se a livello locale, il ''Miei cari amici vicini e lontani, buonasera!'' di Nunzio Filogamo. Mi spiace se dovesse essere eliminato, comunque accetto la decisione. : Grazie per le informazioni [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:30, 30 giu 2026 (CEST) ==Civiltà Cattolica== Certo che Vittorio Marcozzi è famoso e enciclopedico, già il fatto che scrivesse sulla ''Civiltà Cattolica'' non dovrebbe bastare? [https://disf.org/libri/pero-uomo-diverso Qui ad esempio una sua recensione].--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:24, 5 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] No. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:26, 5 lug 2026 (CEST) ::Con lo stesso criterio dovresti cancellare la citazione di [[Civiltà Cattolica|Francesco Liverani]] che è molto meno "famoso" di Vittorio Marcozzi, perché non lo fai?--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:31, 5 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] E magari anche altre ancora. Ma mica io posso sapere quante voci da cancellare ci sono in tutto il sito. Se ne trovi una, segnalala in [[Wikiquote:Pagine da cancellare]]. Marcozzi è automaticamente degno di nota se ha pubblicato ''in prima pagina'' in varie occasioni e/o diretto un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (vedi '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie#Criteri_per_la_presenza_su_Wikipedia|qui]]''', n. 5) oppure se rispetta '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Scrittori_e_libri#Scrittori|questi requisiti]]'''. Sennò se ne deve discutere e addurre qualche ragione valida. Puoi chiedere un parere al [[w:Wikipedia:Bar tematici|progetto competente su Wikipedia]], a meno che non sei sicurissimo del fatto tuo in base ai criteri suesposti. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:46, 5 lug 2026 (CEST) == Immagine errata == Ciao, ho parzialmente annullato [[Speciale:Diff/1382847|questo tuo edit]] dell'anno scorso perché il file che avevi inserito raffigura il padre, omonimo. [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 17:58, 28 lug 2026 (CEST) == Dumas: proverbio == Ciao, Udiki. Sai, credo che la regola sull'originalità delle citazioni non dovrebbe essere [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alexandre_Dumas_padre&diff=next&oldid=1422423 così stringente]. Il fatto che un autore abbia in qualche situazione scelto di usare un proverbio secondo me può facilmente essere notevole e interessante. Inoltre un utente potrebbe benissimo cercare quella frase in Wikiquote, magari anche senza sapere che sia un proverbio, e penso sia giusto che possa trovarla. E poi questa citazione potrebbe anche andare in ''Proverbi dai libri'', voce che in effetti serve proprio a questo, altrimenti verrebbe meno la sua utilità. [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:18, 8 ago 2026 (CEST) :@[[Utente:Micione|Micione]] Ciao, la frase, oltre a non essere originale, non è neppure importante, perché è pronunciata da un personaggio secondario (Bertuccio) e riguarda un altro personaggio secondario (Benedetto), non è posta in una scena madre né detta in modo ricorrente, sennò poteva sicuramente stare nella pagina di Dumas in quanto rilevante nell'opera.<br />Non c'è consenso per mettere cose del genere in altre pagine (vedi [[Aiuto:Fonti#Altre fonti indirette|questa linea guida]] ribadita in [[Wikiquote:Bar/Archivio_2023-06--12#h-Autori_famosi_citati_in_videogiochi,_serie_ecc.-20230905104700|questa discussione]]); infatti se un personaggio dicesse "Rosso di sera, bel tempo si spera" e inserissimo queste cose in ''Proverbi dai libri'', avremmo solo un elenco di frasi prive di originalità che andrebbero piuttosto in ''Proverbi francesi'' e consimili, dove magari si potrebbe specificare che è anche citata in un'opera famosa. Gli è che, in caso di dubbio fondato, è prudente e doveroso applicare il principio di precauzione. Comunque se ci tieni e c'è una ''pièce à l'appui'', che al momento non si vede, la ripristino. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:50, 8 ago 2026 (CEST) gznridpwnbf29i883bwt8ao4z0j4puf Pietro Bianchi (critico cinematografico) 0 188867 1423024 1411038 2026-08-09T11:57:22Z Spinoziano 2297 +1 1423024 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Bianchi (film critic).jpg|miniatura|upright=1.2|Pietro Bianchi]] '''Pietro Bianchi''' (1909 – 1976), critico cinematografico, critico letterario e giornalista italiano. ==Citazioni di Pietro Bianchi== *{{NDR|Su ''[[Ritorna l'amore]]''}} Abbiamo da tempo simpatia per l'attrice [[Carole Lombard]], quando la scoprimmo al fianco del grande [[John Barrymore]] nel film ''Il Napoleone di Broadway'', meglio noto da noi col titolo di ''[[Ventesimo secolo (film 1934)|XX° secolo]]''. Mai avremmo sospettato che sotto quel corpo perfetto che per anni aveva servito da pubblicità alle camicie da notte, si nascondesse un'intelligenza ironica e sentimentale.<br>Nel tempo Carole Lombard si conquistò addirittura i galloni di generalessa della commedia di costume, rubando il posto alla [[Claudette Colbert|Colbert]]; fino a venir significare, con il trionfo di ''[[L'impareggiabile Godfrey (film 1936)|Godfrey]]'', una certa America sconosciuta in Europa, un'America addirittura intellettuale, piena di ricordi europei.<ref>30 maggio 1941; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1938/ritorna-lamore/rassegnastampa/169169/ Ritorna l'amore - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Domenica d'agosto]]''}} [[Sergio Amidei|Amidei]] ed [[Luciano Emmer|Emmer]] non han mancato certamente di coraggio con il loro film [...]. Si trattava, nella sfera delle pellicole sentimentali, dagli sviluppi convenzionali, previsti [...] di costruire un racconto che [...] si potesse giovare delle "scoperte" di [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Renato Castellani|Castellani]], [[Vittorio De Sica|De Sica]]. La nostra attenzione infatti [...] deve indirizzarsi [...] alla qualità generale dell'opera più che a episodi particolari [...]. ''Domenica d'agosto'', pur così difettosa, è pellicola girata anche per un'altra ragione: la spontaneità. Il gran difetto di tanti film intellettuali è infatti la noia, della quale in cotesto film non v'è traccia.<ref>Da ''Candido'', 11 giugno 1950; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/domenica-dagosto-yd4p8emc Domenica d'agosto]'', ''cinematografo.it''.</ref> *[[Anatole Litvak|Anatolio Litvak]] è un regista che proviene da qualche città bassa dell'Europa centrale: che s'è fatta una buona fama dirigendo a Parigi ''[[Mayerling (film 1936)|Mayerling]]'' con [[Charles Boyer|Boyer]] e la [[Danielle Darrieux|Darrieux]] e l{{'}}''[[L'equipaggio|Equipaggio]]'' con [[Annabella (attrice)|Annabella]]; e che, sentita a tempo l'aria infida, si è rifugiato a Hollywood, dove ha finito per far brutti film e per sposare la difficile e bruttina come donna, ma simpatica come attrice, [[Miriam Hopkins]].<ref>29 giugno 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1940/paradiso-proibito/rassegnastampa/169214/ Paradiso proibito - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *È il film ''[[Stasera ho vinto anch'io]]'' che raccomandiamo senza nessuna esitazione ai lettori (ma non alle lettrici) di questo stimato giornale. Se Dio vuole, per una volta tanto siamo sfuggiti per merito di due Roberti, il regista che si chiama [[Robert Wise|Wise]] e il protagonista che si nomina [[Robert Ryan|Ryan]], all'ossessione dei colori rosa e azzurro, caratteristici da un po' di tempo di Hollywood.<ref>25 giugno 1950; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1949/stasera-ho-vinto-anchio/rassegnastampa/169353/ Stasera ho vinto anch'io - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Due lettere anonime]]''}} È [...] inutile aggiungere che il film è estremamente ben fatto, che certe note di cronaca vi sono colte con occhio acuto, che gli attori con quei personaggi, alquanto evanescenti, fan quel che possono e sono bravi. Una lode a parte merita [[Clara Calamai]] che c'è ritornata nelle vesti che ci aveva rivelato ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' [...]. Chiusa in una interpretazione difficile, in un personaggio che agisce senza chiarezza, essa riesce a riempire con la sua forza di illusione le parti in cui compare [...].<ref>Da ''Oggi'', 1º gennaio 1946; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/due-lettere-anonime-gnzthqr4 Due lettere anonime]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È stata un'ottima idea quella di ricordarsi, come han fatto gli autori del film italiano ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'', di quella parte non spregevole (anzi in qualche caso assai grata al ricordo) della nostra vecchia produzione, che si ispirava al verismo degli scrittori del mezzogiorno [[Giovanni Verga|Verga]] e [[Luigi Capuana|Capuana]].<br>Dopo tanti mediocri racconti di casi che vivevano soltanto nella luce dell'astrazione e della praticità, il racconto tolto da una ''tranche de vie'' offriva più di una probabilità favorevole. In un clima italiano di scale meridionali, di piazzette e porti di paese, [[Paola Barbara]] porta una dolente umanità di donna colpita nel centro della sua vita morale.<ref>13 dicembre 1940; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1940/la-peccatrice/rassegnastampa/169150/ La peccatrice - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''}} È un dramma popolare che piacerà imensamente in periferia [...]. È interpretato da [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] e da [[Yvonne Sanson]]. La famosa attrice fa sforzi eroici [...] per mettere un po' di verosimiglianza in un polpettone che ci è apparso fantastico come un romanzo di [[Jules Verne]] [...].<ref>Da ''Il Tempo'', 8 aprile 1951; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/tormento-c5jc54aj Tormento]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È una cosa spiacevole dir male di un film italiano proprio adesso che le nostre pellicole stanno trionfando nel mondo e che è nata addirittura una moda a nostro favore e che a Parigi il semplice slogan "è un film italiano" è sufficiente a far riempire le sale. Ma tant'è ''[[Abbasso la ricchezza!]]'' non è soltanto una brutta cosa, è una cattiva azione, protagonista di questo pastrocchio è [[Anna Magnani]], un'attrice che è portata in palmo di mano da critici [...]. La Magnani è una donna intelligente. Ma non è intelligente mangiarsi la speranza di un lungo successo con gli errori di un film volgare, inutile e senza senso.<ref>Da ''Candido'', 7 giugno 1947; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/abbasso-la-ricchezza-y8cabyne Abbasso la ricchezza!]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È una vecchia osservazione che gli attori di [[Varietà (spettacolo)|varietà]] riescono meglio nel cinema che i loro colleghi della prosa. È chiaro il perché. Meno legati a una illustre tradizione oratoria, più spontanei, più "mimi" (anche [[Charlie Chaplin|Chaplin]] viene dal varietà) i [[Erminio Macario|Macario]], i [[Totò]], i [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] non sentono alcuna soggezione dalla macchina da presa. Aldo Fabrizi ha fatto con il film ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'' un ottimo ingresso nel cinema. Se gli taglieranno sempre parti come questa, se si accontenterà di parti non da protagonista (l'esempio di [[Virgilio Riento|Riento]] è, nella stessa pellicola, parlante), se si modererà un poco, Fabrizi è sicuro di una popolarità solida e continua. Ma questo piccolo film si raccomanda per altre qualità. L'unione di due sceneggiatori di avanguardia, [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Piero Tellini|Tellini]], e di un vecchio direttore artistico come [[Mario Bonnard|Bonnard]], ha dato un frutto piccolo sì, ma molto saporoso. [...] Il merito di questo piccolo film è di essere una storia "vera", non della verità oggettiva che non esiste; pieno invece di quella coerenza psicologica, di quella puntuale osservazione dei piccoli fatti, delle verità ambientali che sono necessarissime in questi piccoli racconti fatti di niente. È curioso che Bonnard a contatto con due scrittori intellettuali e di un vecchio lupo del varietà abbia fornito il miglior film della sua lunga carriera. Curioso, ma fino a un certo punto. Infatti si è dimenticato troppo, nell'industria cinematografica, che l'ingegno vale più dei quattrini; che due ragazzi di buona fede, come [[Andrea Checchi|Checchi]] e la piccola [[Adriana Benetti]], contano più, al fisico e al metafisico, dei divi prestanti con testa vuota. In fondo, a pensarci bene, questa dovrebbe essere la nostra strada cinematografica.<ref>Da ''Bertoldo'', 2 ottobre 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/persone/aldo-fabrizi/1201/stampa/ Rassegna stampa di Aldo Fabrizi]'', ''mymovies.it''.</ref> *I nostri lettori sono certi almeno di una cosa nei nostri riguardi: che adoriamo il film "giallo". Ma il film "giallo" dev'essere bello, dev'essere intelligente, scoppiettante di trovate e di ''humor''.<br>Senza essere un capolavoro, ''[[Situazione pericolosa]]'' risponde a molte di queste esigenze. C'è la grande città con tutti i suoi segreti dai cinemini per coppie clandestine alle biblioteche, dai quartieri popolari ai ''night clubs''.<ref>16 novembre 1947; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/situazione-pericolosa/rassegnastampa/169274/ Situazione pericolosa - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *''[[Il terrore corre sul filo]]'' è firmato dal responsabile de ''La fossa dei serpenti'', il lituano [[Anatole Litvak|Anatolio Litvak]]. Ne è protagonista [[Barbara Stanwyck]], l'unica "vecchia" di Hollywood che non ci faccia rimpiangere le attrici più giovani, al fisico e al morale.<ref>27 novembre 1949; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1948/il-terrore-corre-sul-filo/rassegnastampa/169333/ Il terrore corre sul filo - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *In una settimana ricca di delusioni cinematografiche, scegliamo di intrattenerci sul film ''[[Fuga a due voci]]'' perché si presta meglio degli altri ad un discorsetto basato su idee generali.<br>È noto che il [[cinema]] è in questo momento il dominatore assoluto del divertimento collettivo. Ha assorbito generi un tempo trionfanti come la letteratura popolare ed il romanzo di appendice (a riprova basti notare che un grande giornale di Roma ha iniziato un racconto in continuazione non a firma di questo o di quello, ma addirittura di [[Enrico Pea]], uno degli scrittori più difficili e meno popolari della letteratura contemporanea); ha ereditato, anche, il cinema, il pubblico che una volta andava al teatro di prosa, cosicché quest'ultimo, malgrado gli arrischiati tentativi di alcuni teorici, è ormai un teatro per pochi.<ref>26 marzo 1943; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1943/fuga-a-due-voci/rassegnastampa/169139/ Fuga a due voci - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Romantico avventuriero]]''}} L'agile regia dell'anziano [[Henry King]], il soggetto insolito, aggiunti al fatto che forse per la prima volta [[Gregory Peck]] ha trovato una parte adatta ai suoi mezzi e al suo fisico, ne fanno una pellicola grata.<ref>24 settembre 1950; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1950/romanticoavventuriero/rassegnastampa/169358/ Romantico avventuriero - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *L'ultimo film di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' si presta a considerazioni di vario genere. Prima di tutto sembra ormai assodato che Blasetti riesce meglio nei film in costume che in quelli in panni moderni. Si vede che la sua anima male si adatta alla squallida vita borghese.<ref> 27 febbraio 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/la-cena-delle-beffe/rassegnastampa/169107/ La cena delle beffe - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *La gente accorre a vedere il film ''[[Il mio corpo ti scalderà]]''; poi mugugna perché di [[Jane Russell]] si vede assai poco, mentre colt e fuorilegge si sprecano. Eppure si tratta di una pellicola attraente, e non delle solite. C'è poesia, c'è ironia, e un'interpretazione superba. Difficile da capire il cinematografo: un'acqua chiara più ingannevole, dice la sapienza dei proverbi, delle onde torbide. Guardate ''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''. È uno di quegli spettacoli cui la gente assiste ben volentieri, sicura d'aver speso bene i quattrini.<ref>20 novembre 1949; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1943/il-mio-corpo-ti-scaldera/rassegnastampa/169332/ Il mio corpo ti scalderà - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *Pieni di assurde speranze (perché sapevamo il film vecchio, perché la stagione trionfante della grande estate mediterranea non è favorevole ai film, e perché non ci fidavamo del regista) siamo andati a vedere ''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]'', film americano che contava fra gli interpreti due nostre preferenze cinematografiche, [[Bette Davis]] e [[Humphrey Bogart]]. Ci è andata male, peggio per noi. In mano a un eccellente regista francese il film avrebbe potuto essere una di quelle ''tranches de vie'' che fanno epoca nella storia cinematografica.<ref>22 giugno 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1937/le-cinque-schiave/rassegnastampa/169213/ Le cinque schiave - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Luce nelle tenebre]]''}} Quante sono le commedie, i film, i romanzi che trattan di ciechi che ricuperano la vista negli ultimi minuti?<br>Legioni! In questo nuovissimo film di [[Mario Mattoli]] l'ingegnere Alberto ([[Fosco Giachetti]]) si innamora di Clara ([[Clara Calamai]]) che ha una sorella, Marina ([[Alida Valli]]). Clara è una ragazza leggera. Mentre l'ingegnere è nel Turkestan per rilievi minerari Clara fugge con un violinista dalla faccia di gangster. Ma l'Amore veglia. Perché la sorella Marina, che è innamorata cotta dell' eventuale cognato, approfitta della cecità sopravvenuta di costui (ad opera di certi felloni) per mettersi al posto della sorella.<ref>18 luglio 1941; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/luce-nelle-tenebre/rassegnastampa/169175/ Luce nelle tenebre - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *Sebbene sia ormai arcinoto che gli antichi romani (o egizi o cartaginesi che siano) portano sfortuna ai cinematografari, c'è gente che, con ammirevole costanza, continua a ricorrere ad essi. La verità è che un certo pubblico, il più infantile, il più rozzo (e, in un certo senso, il più autentico) ama questi spettacoli che sono il surrogato moderno dei circhi equestri dell'Ottocento, delle feste romane negli stadi, delle antiche adunate di gente nelle metropoli mediterranee popolate di schiavi.<br>Dei tanti film che potevano essere riesumati per la gioia degli spettatori delicati, è proprio il vecchio baraccone di [[Cecil B. DeMille|De Mille]] ''[[Il segno della croce]]'' che i distributori sono andati a tirar fuori.<ref>5 aprile 1947; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1932/il-segno-della-croce/rassegnastampa/169262/ Il segno della croce - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La famiglia Stoddard]]''}} Si tratta stavolta di un bel soggetto. C'è un padre vedovo con numerosa figliolanza il quale si tira in casa una governante che s'innamora di lui; poi c'è un figlio che sposa una ragazzina pepata, sul tipo delle ''pin-up girls'' che si vedono nelle pagine dei giornali illustrati; poi succede che il marito della ragazzina va in guerra, e l'innocentina approfitta dei suoi vezzi per irretire un fratello restato a casa. C'è aria insomma di incesto, di una tragedia greca. Ma la governante, che è la soave [[Ingrid Bergman]], interviene e fa finta di essere lei la colpevole: ciò che serve a svegliare il vedovo il quale, scoperta la verità, impalma la per tanto tempo silenziosa innamorata.<ref>26 marzo 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/la-famiglia-stoddard/rassegnastampa/169200/ La famiglia Stoddard - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Biraghin]]''}} Tra le molte cose che c'erano antipatiche una volta in Italia annoveravamo la commedia "Biraghin" e l'attrice [[Lilia Silvi]]. L'ironico destino, ha voluto che si unisssero insieme. Il tutto appartiene a quella vecchia Italia, che si sperava non diciamo affossata per sempre, ma insomma messa un pochettino da canto. E invece quest'Italia ritorna.<ref>Da ''Candido'', 14 settembre 1946; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/biraghin-h3lwcn8l Biraghin]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''}} Un film di questo genere la nostra industria l'andava maturando da qualche tempo, ed è giusto che sia stato [[Mario Camerini]] a presentarne per il primo il risultato sui nostri schermi. Poi, vedrete, gli altri seguiranno, inevitabilmente. [[Mario Mattoli|Mattoli]] con meno finezza, ma con un maggior senso spettacolare, [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] con quel suo talento ricco e sostanzioso, [[Mario Soldati|Soldati]] quando avrà scontato il successo dei film in costume, ci racconteranno anch'essi una dolorosa storia d'amore.<ref>18 dicembre 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1942/una-storia-damore/rassegnastampa/169101/ Una storia d'amore - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[I miracoli non si ripetono]]''}} [[Yves Allégret]] [...] s'è fatto luce in Francia, in anni recenti, con alcune pellicole d'"atmosfera" [...]. Invece di farcelo conoscere nelle sue prestazioni più riuscite, s'è preferito farcelo incontrare come responsabile di un film deplorevole [...]. È un anedotto come un altro; che ha tuttavia il difetto di rivelare sin dal titolo tutti i suoi malinconici esiti. In un'Italia da cartolina illustrata quel cattivo attore di [[Jean Marais]], avvolto in panni ancòr più balordi della sua recitazione, gesticola inutilmente davanti a una [[Alida Valli]] gentile e bravina.<ref>Da ''Il Tempo di Milano'', 3 ottobre 1951; citato in [[Ernesto G. Laura]] e [[Maurizio Porro]], ''Alida Valli'', Gremese Editore, Roma, 1996, [https://books.google.it/books?id=MHpRXe1So5sC&pg=PA96 p. 96]. ISBN 88-7742-049-9</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianchi, Pietro}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] clp67d05jhrsatur9am6lscrnbz6l6x Meat Loaf 0 190465 1422921 1422911 2026-08-08T12:19:49Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Meat Loaf +1 */ 1422921 wikitext text/x-wiki [[File:Meat Loaf.jpg|thumb|Meat Loaf nel 2009]] '''Meat Loaf''', pseudonimo di '''Marvin Lee Aday''', noto anche come '''Michael Lee Aday''' (1947 – 2022), cantante e attore statunitense. {{Int|1=''Addio a Meat Loaf, star degli eccessi rock''|2=Renato Franco, ''Corriere della Sera'', 22 gennaio 2022.|h=2}} *{{NDR|In riferimento al suo album più celebre}} Ho ricevuto assegni per 600 mila dollari per ''Bat Out Of Hell'', mentre tutti gli altri hanno guadagnato milioni. *Ricordo che con [[Freddie Mercury]] ci scambiavamo le storie delle nostre sfighe, ma non porto rancore all'industria discografica e nemmeno a mio padre. *{{NDR|Sul padre}} Era un alcolizzato fuori di testa, ha anche provato ad accoltellarmi. Ero sconvolto ma poi sono tornato a trovarlo. Tutto è quello che è. Nel momento in cui inizi a portare rancore, la tua vita è rovinata. ==Citazioni di Meat Loaf== *{{NDR|Sul suo album ''Bat Out of Hell''}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. [[Jim Steinman|Jimmy]] l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. :''This was meant to be a musical, I made it a rock show. Jimmy turned it around and made a musical. That's what he wanted it to be.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref>. *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. :''Every Jim Steinman song is alive. It's not just pen on a piece of paper. It lives, it walks around, it haunts you, and it'll eat at your heart and soul.<ref name="nytimes"/>'' ==Filmografia== ===Film=== *''[[The Rocky Horror Picture Show]]'' (1975) *''[[Fusi di testa]]'' (1992) *''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999) *''[[Tenacious D e il destino del rock]]'' (2006) ===Serie televisive=== *''[[South Park]]'' (1998) * ''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2009) * ''[[Detective Monk]]'' (2009) * ''[[Fairly Legal]]'' (2012) ==Note== <references /> ==Voci correlate== * [[Jim Steinman]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Meat Loaf}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] a4hmm1zjcx6eylr9xfbk219fc0fuwfu Alessandro Galante Garrone 0 206742 1422993 1294668 2026-08-09T07:18:51Z ~2026-43727-16 108006 1422993 wikitext text/x-wiki '''Alessandro Galante Emma Marrone''' (1909 – 2003), storico, scrittore e magistrato italiano. ==''Calamandrei e l'"Elogio dei giudici": ieri e oggi''== *Debbo confessare che la mia decisione di fare il giudice non fu presa per intima vocazione – che se mai mi avrebbe portato studio e all'insegnamento della storia – ma per la necessità in cui ero, dopo la laurea e il servizio militare, di mettermi subito a lavorare. Non ero iscritto al partito fascista; e l'unica carriera statale, per l'ammissione alla quale questo requisito non fosse obbligatoriamente richiesto (e fu l'ultimo anno) era per l'appunto la magistratura. (p. 15) *Era abituale, nell'uomo [[Piero Calamandrei|Calamandrei]], questo nascondersi del fondo amaro e sconsolato dell'animo dietro la celia sorridente. Chi lo conobbe da vicino, ben lo sa. Ma sotto questa segreta piega dolente e questo irresistibile umorismo restava, come una salda roccia, la fede nella giustizia, il riconoscimento dell'altissima funzione della magistratura: anche se (e lo disse) era propenso ad ammirare più la nobiltà del giudicare che l'effettivo operare, più quel che il giudice dovrebbe essere che non quello che in effetti è. (p. 17) *[...] non dobbiamo mai dimenticare, in qualsiasi campo si agisca, che la [[magistratura italiana]] costituisce, per dettato costituzionale, un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Di fronte alle crisi e alle confusioni e alle contestate sovrapposizioni degli ultimi anni si è fatto sempre più grave e urgente il problema di consolidare questo potere, di difenderlo da ogni tendenza, usurpatrice o insidiatrice, di altri poteri o interpoteri. Ma perché i giudici possano essere realmente degni di assolvere questo loro compito essenziale (ed è questo il secondo punto) occorre che siano recisi tutti i legami, da quelli formali della iscrizione a quelli sostanziali della fattiva adesione o collaborazione, con i partiti e le associazioni di ogni genere, aventi specifici orientamenti politici, sociali, confessionali; che all'interno del corpo giudiziario non sia dato spazio a rigide e differenziate correnti, e siano vietati tutti gli incarichi estranei all'assolvimento delle funzioni giurisdizionali; che sia imposta una linea di assoluta e rigorosa riservatezza; che si sia inflessibilmente severi verso chi venga meno, anche con lievi infrazioni, ai propri gravi e alti doveri; che tutti i giudici, in una parola, appaiano, di fronte ai cittadini, imparziali, e guidati soltanto dal dovere di applicare le leggi esistenti, e in primo luogo la Costituzione. (p. 20) ==Bibliografia== *Alessandro Galante Garrone, ''Calamandrei e l'"Elogio dei giudici": ieri e oggi'', in ''[https://archive.org/details/giornata-lincea-calamandrei/mode/1up Giornata lincea in ricordo di Piero Calamandrei]'', Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1993. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galante Garrone, Alessandro}} [[Categoria:Magistrati italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] cx1iqv8etveeu11l3ltknz6quin69sv 1422996 1422993 2026-08-09T07:21:02Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Gaux|Gaux]] 1294668 wikitext text/x-wiki '''Alessandro Galante Garrone''' (1909 – 2003), storico, scrittore e magistrato italiano. ==''Calamandrei e l'"Elogio dei giudici": ieri e oggi''== *Debbo confessare che la mia decisione di fare il giudice non fu presa per intima vocazione – che se mai mi avrebbe portato allo studio e all'insegnamento della storia – ma per la necessità in cui ero, dopo la laurea e il servizio militare, di mettermi subito a lavorare. Non ero iscritto al partito fascista; e l'unica carriera statale, per l'ammissione alla quale questo requisito non fosse obbligatoriamente richiesto (e fu l'ultimo anno) era per l'appunto la magistratura. (p. 15) *Era abituale, nell'uomo [[Piero Calamandrei|Calamandrei]], questo nascondersi del fondo amaro e sconsolato dell'animo dietro la celia sorridente. Chi lo conobbe da vicino, ben lo sa. Ma sotto questa segreta piega dolente e questo irresistibile umorismo restava, come una salda roccia, la fede nella giustizia, il riconoscimento dell'altissima funzione della magistratura: anche se (e lo disse) era propenso ad ammirare più la nobiltà del giudicare che l'effettivo operare, più quel che il giudice dovrebbe essere che non quello che in effetti è. (p. 17) *[...] non dobbiamo mai dimenticare, in qualsiasi campo si agisca, che la [[magistratura italiana]] costituisce, per dettato costituzionale, un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Di fronte alle crisi e alle confusioni e alle contestate sovrapposizioni degli ultimi anni si è fatto sempre più grave e urgente il problema di consolidare questo potere, di difenderlo da ogni tendenza, usurpatrice o insidiatrice, di altri poteri o interpoteri. Ma perché i giudici possano essere realmente degni di assolvere questo loro compito essenziale (ed è questo il secondo punto) occorre che siano recisi tutti i legami, da quelli formali della iscrizione a quelli sostanziali della fattiva adesione o collaborazione, con i partiti e le associazioni di ogni genere, aventi specifici orientamenti politici, sociali, confessionali; che all'interno del corpo giudiziario non sia dato spazio a rigide e differenziate correnti, e siano vietati tutti gli incarichi estranei all'assolvimento delle funzioni giurisdizionali; che sia imposta una linea di assoluta e rigorosa riservatezza; che si sia inflessibilmente severi verso chi venga meno, anche con lievi infrazioni, ai propri gravi e alti doveri; che tutti i giudici, in una parola, appaiano, di fronte ai cittadini, imparziali, e guidati soltanto dal dovere di applicare le leggi esistenti, e in primo luogo la Costituzione. (p. 20) ==Bibliografia== *Alessandro Galante Garrone, ''Calamandrei e l'"Elogio dei giudici": ieri e oggi'', in ''[https://archive.org/details/giornata-lincea-calamandrei/mode/1up Giornata lincea in ricordo di Piero Calamandrei]'', Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1993. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galante Garrone, Alessandro}} [[Categoria:Magistrati italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] dkg5rb64g09q7c08or8hyeoukyla575 Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1422972 1422823 2026-08-09T04:56:40Z Gaux 18878 /* */ Pola tematica 1422972 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica. bdot37ddbnijp8an40qg3f5m7m826f9 1422973 1422972 2026-08-09T04:57:34Z Gaux 18878 /* */ Cheren tematica 1422973 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica. 6d5an74sapiky3niyu7vwpmx0250hlc 1422974 1422973 2026-08-09T04:58:59Z Gaux 18878 /* */ Caprese per Michelangelo tematica 1422974 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica. tgppi3x0w6z0dpw1dqz29gcdztyu9am Utente:Giornada 2 213633 1422931 1419125 2026-08-08T14:26:30Z Giornada 5168 /* Cinema */ 1422931 wikitext text/x-wiki ==Legenda== <small>'''Nota''': questo codice di caratteri è specifico solo ed esclusivamente per questa pagina. Non viene utilizzato in altre pagine di Wikiquote.</small> *Voci create *''Voci con contributi significativi'' ==Letteratura== *''[[Riccardo Bacchelli]]'' (Lo sa il tonno) *''[[Ray Bradbury]]'' (L'estate incantata) *''[[Gesualdo Bufalino]]'' (Diceria dell'untore) *''[[Angela Carter]]'' (Love; ''Notti al circo'') *''[[Bohumil Hrabal]]'' (Treni strettamente sorvegliati) *''[[Dacia Maraini]]'' (La grande festa) *''[[Vladimir Nabokov]]'' (Ada o ardore) *''[[Flannery O'Connor]]'' (La saggezza nel sangue) *''[[Arto Paasilinna]]'' (''Piccoli suicidi tra amici'') *''[[Ferruccio Parazzoli]]'' (1994 - La nudità e la spada) *''[[Isabella Santacroce]]'' (Supernova; ''Zoo''; ''V.M. 18'') *''[[Fulvio Tomizza]]'' (La quinta stagione) *''[[Stefano Zecchi]]'' (Estasi) ==Cinema== ;Robert Altman *''[[Il lungo addio]]'' *[[Quintet]] ;Vicente Aranda *[[Carmen (film 2003)|Per amare Carmen]] ;Marcello Avallone *[[Maya (film)]] ;Pupi Avati *[[I cavalieri che fecero l'impresa]] ;Tomek Bagiński *[[I Cavalieri dello zodiaco (film)]] ;Bruce Berenford *[[Manto nero]] ;Ingmar Bergman *''[[L'ora del lupo]]'' ;Bernardo Bertolucci *''[[Prima della rivoluzione]]'' ;Sergej Vladimirovič Bodrov *[[Il prigioniero del Caucaso]] ;Mauro Bolognini *[[Fatti di gente perbene]] ;Luis Buñuel :[[Quell'oscuro oggetto del desiderio]] ;Mike Cahill *''[[Another Earth]]'' ;Nando Cicero *[[Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento]] ;Joel ed Ethan Coen *[[A Serious Man]] *[[A proposito di Davis]] ;Sergio Corbucci *[[Mi faccio la barca]] ;Rod Daniel *''[[Voglia di vincere]]'' ;Luciano De Crescenzo *[[Il mistero di Bellavista]] ;Álex de la Iglesia *[[Perdita Durango]] ;Danny De Vito *[[Getta la mamma dal treno]] ;Jonathan Demme *[[Qualcosa di travolgente]] ;Jacques Deray *[[Borsalino (film)]] ;Asghar Farhadi *[[Una separazione]] ;Stephen Frears *[[Florence]] ;Stephen Gaghan *[[Gold - La grande truffa]] ;Jean-Luc Godard *''[[Fino all'ultimo respiro]]'' ;Michael Gottlieb *[[Mannequin]] ;Werner Herzog *[[Cobra Verde]] ;Harry Hook *[[Il signore delle mosche (film 1990)]] ;Spike Jonze *[[Il ladro di orchidee]] ;Lawrence Kasdan *[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]] ;John Landis *[[I tre amigos!]] ;Adrian Lyne *[[Attrazione fatale]] ;Anthony Mann *[[Winchester '73]] ;Michael Mann *[[Strade violente]] ;Vincent McEveety *[[Herbie sbarca in Messico]] ;Mario Monicelli e Steno *''[[Vita da cani]]'' ;Ralph Nelson *''[[I gigli del campo]]'' ;Kyle Newman *[[Fanboys]] ;Maurizio Nichetti *[[Domani si balla!]] ;Mike Nichols *[[Comma 22]] ;Noel Nosseck *[[Bolidi nella notte]] ;Francesco Nuti *[[Casablanca, Casablanca]] ;Mamoru Oshii *[[Garm Wars - L'ultimo druido]] ;John Pasquin *[[Santa Clause]] ;Jordan Peele *[[Nope]] ;Arthur Penn *[[Missouri (film)]] ;Donald Petrie *[[Mystic Pizza]] ;Claude Pinoteau *[[Il tempo delle mele]] *[[Il tempo delle mele 2]] ;Jay Roach *[[Austin Powers - Il controspione]] ;Robert Rossen *[[Tutti gli uomini del re (film 1949)]] ;David O. Russell *[[Amsterdam (film 2022)]] ;Martin Scorsese *[[Killers of the Flower Moon]] ;Arthur Allan Seidelman *[[Ercole a New York]] ;Dominic Sena *[[Kalifornia]] ;Sergio Sollima *''[[Corri uomo corri]]'' ;Barry Sonnenfeld *''[[wild Wild West]]'' ;Patrick Stettner *[[Una voce nella notte]] ;Oliver Stone *[[U Turn - Inversione di marcia]] ;Paolo e Vittorio Taviani *[[Cesare deve morire]] ;Norman Tokar *[[Una ragazza, un maggiordomo e una lady]] ;Giuseppe Tornatore *[[Stanno tutti bene]] ;Lars von Trier *[[La casa di Jack]] ;David Twohy *[[The Arrival (film 1996)]] ;Jean-Claude Van Damme *[[La prova (film)]] ;Gus Van Sant *[[Drugstore Cowboy]] ;Jeff Wadlow *[[Fantasy Island]] ;William A. Wellman *[[È nata una stella (film 1937)]] ;Gene Wilder *[[La signora in rosso]] ;Michael Winner *[[Chato]] ;Steven Zaillian *[[Tutti gli uomini del re (film 2006)]] ;Luigi Zampa *[[Il mostro (film 1977)]] ;Gianni Zanasi *[[War - La guerra desiderata]] ==Arti figurative== *[[Lanfranco Frigeri]] m7ns5kompmq2kxyfe10jgshr9exsjjq Genocidio nella Striscia di Gaza 0 221386 1423021 1415079 2026-08-09T08:52:15Z Skekzilla 17056 /* Citazioni */ 1423021 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:A 4-year-old Palestinian girl, lost her life due to malnutrition and lack of treatment due to the war on Gaza.jpg|thumb|Bambina quattrenne di Gaza morendo di inedia]] Citazioni sul '''genocidio nella Striscia di Gaza'''. ==Citazioni== *Israele sta commettendo un genocidio, e questo è dimostrato non solo dalle azioni e dai massacri, ma forse soprattutto dagli intenti dichiarati e dall'incitamento di molti leader politici israeliani. Il governo israeliano sta scrivendo una delle pagine più nere e luride della storia contemporanea: sta utilizzando il genocidio del popolo palestinese come mezzo per raggiungere un fine politico dichiarato, quello della creazione di una Grande Israele come Stato ebraico senza palestinesi al suo interno, siano essi arabi o cristiani. Tutto questo sta avvenendo in diretta sui cellulari dei cittadini di tutto il mondo, mentre i leader occidentali continuano a giustificarlo parlando di diritto all'autodifesa. ([[Francesca Albanese]]) *La guerra come temevamo dopo l'attentato terroristico di Hamas ha avuto un'estensione drammatica. Biden quando è andato in Israele aveva suggerito al governo israeliano di non ripetere gli errori fatti dagli americani dopo l'attacco alle Torri Gemelle ma quel suggerimento non è stato accolto. Abbiamo davanti scene di un vero e proprio genocidio. ([[Vincenzo De Luca]]) *Nell'ultimo anno, il mondo è stato testimone della vera natura del regime israeliano. Ha visto come questo regime compie atrocità a Gaza e in undici mesi ha ucciso a sangue freddo più di 41.000 persone innocenti, soprattutto donne e bambini;<br>I suoi leader etichettano questo genocidio, l'uccisione di bambini, i crimini di guerra e il terrorismo di Stato come "legittima autodifesa";<br>Etichettano ospedali, asili e scuole come "obiettivi militari legittimi";<br>Etichettano come "antisemite" le persone coraggiose e amanti della libertà che in tutto il mondo protestano contro il loro genocidio;<br>Etichettano come "terroristi" un popolo oppresso che si è opposto a sette decenni di occupazione e umiliazione.<br>È Israele che ha assassinato i nostri scienziati, i diplomatici e persino gli ospiti sul nostro territorio; e che ha sostenuto - sia in modo occulto che palese - gruppi terroristici come l'ISIS.<br>L'Iran, al contrario, ha sostenuto i movimenti di liberazione popolare dei popoli vittime da quattro generazioni dei crimini e del colonialismo del regime israeliano.<br>Ci siamo schierati al fianco della popolazione di tutto il mondo, che si è riversata nelle strade in segno di indignazione contro le atrocità israeliane; condanniamo i crimini israeliani contro l'umanità. ([[Masoud Pezeshkian]]) *Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: “genocidio”. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì. ([[David Grossman]]) *Per molto tempo mi sono detta che sul genocidio bisognava aspettare si pronunciasse il Tribunale internazionale, ora credo sia arrivato il momento di avere il coraggio di usare quella parola. [...] Per un ebreo israeliano solo evocare quella possibilità è terribile, spalanca la porta a fantasmi del passato. E se sei un soldato ti fa interrogare su quello che stai facendo. Deve essere una cosa tremenda dover rispondere a ordini disumani come sparare sulla folla di civili. ([[Anna Foa]]) *Quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza non è una guerra, ma un genocidio... Ciò che sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza non è esistito in nessun altro momento storico. In effetti, esisteva. Quando [[Adolf Hitler|Hitler]] decise di uccidere gli ebrei ([[Luiz Inácio Lula da Silva]]) *Se in Israele il problema è quello di arrestarsi sull’orlo dell’abisso, qui in Europa il problema è duplice: aiutare israeliani e palestinesi che in quell’abisso rischiano di sprofondare, ma al tempo stesso non far dilagare qui la barbarie culturale che un acritico arruolamento su uno o sull’altro dei due fronti più estremi sta producendo. Per questo mi sono sempre opposta e continuo ad oppormi a un uso del termine genocidio che non ha nulla di analitico, ma ha molto di vendicativo. È uno scrollarsi di dosso la responsabilità storica dell’Europa, inventando una sorta di contrappasso senza senso, un ribaltare sulle vittime del nazismo le colpe dell’Israele di oggi dipinto come nuovo nazismo. ([[Liliana Segre]]) *Sono andata ad incontrare le famiglie palestinesi in fuga. Ad ogni bambina o ragazzina che ho incontrato, era stato ucciso o ferito un membro della famiglia, spesso davanti ai loro occhi. Sono traumi che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Doveva essere fermato prima. E bisognerà fare sempre più pressione su Israele, che dovrà pagare per le sue azioni. I leader mondiali hanno per troppo tempo abbandonato i palestinesi. In Egitto ho incontrato una bambina che cercava di disegnare qualcosa con la mano sinistra, perché non potrà più utilizzare quella destra che è stata gravemente ferita durante i bombardamenti. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto. ([[Malala Yousafzai]]) *Sono centinaia di fatti che ci fanno capire cosa stia succedendo dentro Israele, dove si è instaurato qualcosa di simile a un totalitarismo razzista e suprematista in cui il disprezzo della vita degli altri, l'assassinio sistematico delle famiglie, dei bambini, tutto questo non è casuale, è un target della guerra di Netanyahu. ([[Massimo D'Alema]]) *Un bambino, una bambina, una donna, un uomo non sono più esseri umani, ma potenziali terroristi. Dunque qualsivoglia intervento preventivo diviene legittimo al di là della colpa. Il palestinese diventa una categoria. Una statistica. Un effetto collaterale. Peggio ancora, viene assorbito nella figura del nemico, non più l'umano in cui riconoscersi, ma scarto sacrificabile alla ragione di Stato, alla sicurezza nazionale, all'integrità religiosa che sta trasformando la Cisgiordania in terra di mattanza e caccia all'arabo, perché per i coloni i palestinesi non hanno diritto neanche a nominarsi come tali. ([[Massimiliano Smeriglio]]) *Voglio parlare come una persona che ha fatto tutto quello che poteva per non arrivare a chiamare Israele uno Stato genocida. E ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. “Genocidio”. È una parola valanga: una volta che la pronunci, non fa che crescere, come una valanga appunto. E porta ancora più distruzione e più sofferenza. ([[David Grossman]]) ===[[Josep Borrell]]=== {{cronologico}} *Per tutti coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere, non c'è più alcun dubbio: è proprio un genocidio quello che il governo israeliano sta compiendo a Gaza, massacrando e affamando i civili dopo aver sistematicamente distrutto tutte le infrastrutture dell'enclave. *Coloro che non agiscono per porre fine a questo genocidio e a queste violazioni del diritto internazionale, pur avendo la possibilità di farlo, se ne rendono complici. È purtroppo il caso degli attuali leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri che rifiutano di sanzionare Israele, nonostante l'Unione Europea abbia l'obbligo giuridico di farlo. *La palese differenza tra la reazione decisa delle istituzioni europee all'aggressione russa contro l'Ucraina e la loro passività di fronte alla guerra a Gaza è stata ampiamente sfruttata dalla propaganda di Vladimir Putin contro l'UE. E con successo, come si è visto in particolare nel Sahel. Questo doppio standard europeo ha anche indebolito notevolmente il sostegno all'Ucraina in molti paesi in via di sviluppo. *I leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri saranno probabilmente chiamati in futuro a rispondere della loro complicità nei crimini contro l'umanità commessi dal governo di Benjamin Netanyahu. E, con il senno di poi, gli europei giudicheranno sicuramente con severità la loro cecità di fronte al genocidio in corso. È tuttavia urgente limitare i danni fin da ora. L'Unione Europea e i suoi Stati membri devono finalmente decidere di sanzionare Israele senza ulteriori indugi. È l'unico linguaggio che può indurre i leader israeliani a porre fine ai loro crimini contro l'umanità. ===[[Navanethem Pillay]]=== {{cronologico}} *Ieri {{NDR|16 settembre 2025}} la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce. *La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo. *Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario. *Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa. *Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Guerra Israele-Hamas]] *[[Striscia di Gaza]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Eventi degli anni 2020]] [[Categoria:Genocidi]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia di Israele]] qyzam3h2vddjff5nmet4czb34j5nmvd Lorenza Gentile 0 221588 1422964 1393149 2026-08-08T23:14:04Z GabrieleBellucci 53051 + interprogetto 1422964 wikitext text/x-wiki '''Lorenza Gentile''' (1988 – vivente), scrittrice italiana. {{Int|''«La comunità è salvezza. Ma solo quando ci sostiene e dà modo di essere chi siamo»''|Intervista di Mattia Insolia, ''Domani'', 27 ottobre 2025, p. 15.}} * Quando ci guardiamo lo facciamo attraverso le lenti di chi abbiamo vicino. Interiorizziamo il meccanismo in maniera tanto profonda da non riuscire neanche a vederlo. Come le donne che hanno interiorizzato il [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]]: si vedono, e desiderano, solo tramite gli occhi dell'uomo. * La comunità per me è salvezza quando ci sostiene e ci dà modo di essere chi siamo. Da ra-gazza, poi da giovane adulta, mi sono trasferita tante volte. Ho cambiato scuole e impieghi, e ho vissuto in molte città: non solo in Italia, anche all'estero - Parigi, Londra. Tutte le volte sono stati gli incontri, le relazioni, a salvarmi. * Mi sono state svelate nuove, stupende possibilità quando credevo che il futuro fosse incorruttibilmente nero. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gentile, Lorenza}} [[Categoria:Scrittori italiani]] hioia537qqvt7zuv7jff6djixgkfulo Maria Marino Marraffa 0 226227 1422928 1422886 2026-08-08T12:51:37Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1422886|1422886]] di [[Special:Contributions/~2026-43816-88|~2026-43816-88]] ([[User talk:~2026-43816-88|discussione]]) No, è del Signore, come è anche esplicitato 1422928 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 8uyt4gnmyjj4rbkrc3b0iyhpf8mtogf 1422936 1422928 2026-08-08T15:52:57Z ~2026-43872-85 107996 Prova 1422936 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Dichiarazioni sul Movimento Apostolico== * L'essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana significa concepirsi come partecipi di questa missionarie della Chiesa stessa. ([[Mauro Piacenza]])<ref>Citato in ''[hLink:https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-mauro-piacenza-al-terzo-convegno/]'', ''Movimentoapostolico.org'', 28 Settembre 2008.</ref> * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. ([[Giovanni Paolo II]])<ref>Citato in ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html]'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] i73x1eks8hclrdzadla4qxg2w1lie56 1422937 1422936 2026-08-08T15:53:55Z ~2026-43872-85 107996 /* Dichiarazioni sul Movimento Apostolico */ 1422937 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Dichiarazioni sul Movimento Apostolico== * L'essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana significa concepirsi come partecipi di questa missionarie della Chiesa stessa. ([[Mauro Piacenza]])<ref>Citato in ''https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-mauro-piacenza-al-terzo-convegno/]'', ''Movimentoapostolico.org'', 28 Settembre 2008.</ref> * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. ([[Giovanni Paolo II]])<ref>Citato in ''[https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html]'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] ayxub2tpwi7nom9szmkz8wt5rrjv65o 1422938 1422937 2026-08-08T15:55:09Z ~2026-43872-85 107996 /* Dichiarazioni sul Movimento Apostolico */ 1422938 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Dichiarazioni sul Movimento Apostolico== * L'essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana significa concepirsi come partecipi di questa missionarie della Chiesa stessa. ([[Mauro Piacenza]])<ref>Citato in ''https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-mauro-piacenza-al-terzo-convegno/'', ''Movimentoapostolico.org'', 28 Settembre 2008.</ref> * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. ([[Giovanni Paolo II]])<ref>Citato in ''https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] tbblems70uolu7ulx5lvx1jt4o4exyy 1422939 1422938 2026-08-08T15:56:47Z ~2026-43872-85 107996 /* Dichiarazioni sul Movimento Apostolico */ 1422939 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Dichiarazioni sul Movimento Apostolico== * L’essere Movimento Apostolico e vivere la speranza cristiana, significa concepirsi come partecipi di questa missionarietà della Chiesa stessa. ([[Mauro Piacenza]])<ref>Citato in ''https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-mauro-piacenza-al-terzo-convegno/'', ''Movimentoapostolico.org'', 28 Settembre 2008.</ref> * Io vi auguro che il vostro movimento apostolico cominci sempre nuovamente nel cenacolo e nell’Eucaristia; e vi auguro poi che inizi sempre accanto alla Vergine, a Maria. Io vi auguro di continuare così, di vivere sempre più profondamente queste grandi realtà della nostra fede: l’Eucaristia, Maria, la Chiesa. Vi auguro poi di continuare a vivere in questo impegno cristiano di cambiare il mondo, di trasformare il mondo, trasformare non solo il suo aspetto fisico, naturale, ma di trasformare soprattutto il suo aspetto umano, personale, per dare a questo mondo una nuova anima. ([[Giovanni Paolo II]])<ref>Citato in ''https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1987/august/documents/hf_jp-ii_spe_19870816_fedeli-lamezia-terme.html'', ''Vatican.va'', 16 Agosto 1987.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] nh3wsvrwly4gfla3kmya8bwxc147k59 1422953 1422939 2026-08-08T18:31:07Z Udiki 86035 Riguardano il movimento, non la Marraffa. Bisogna prima essere sicuri che esso sia celebre/[[w:WP:Enciclopedicità|enciclopedico]], poi eventualmente creare una voce apposita. Le citazioni devono comunque essere inserite prima nella pagine degli autori di esse corredate da fonte, poi nella [[WQ:Voce tematica|voce tematica]] senza fonte 1422953 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. 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Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 8uyt4gnmyjj4rbkrc3b0iyhpf8mtogf 1422994 1422953 2026-08-09T07:19:36Z ~2026-43727-16 108006 1422994 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle salumerie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Morkoz muori male e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. Va’, salva, converti. Un cuore che batte pieno d’amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in '' https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 '', ''Avvenire'', 29 giugno 2021. </ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] ndxdvr981fzwxljkpryi33bmf7nq1ie 1422995 1422994 2026-08-09T07:20:34Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43727-16|~2026-43727-16]] ([[User talk:~2026-43727-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1422953 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 8uyt4gnmyjj4rbkrc3b0iyhpf8mtogf 1423004 1422995 2026-08-09T07:30:09Z Spinoziano 2297 Protetto "[[Maria Marino Marraffa]]": ripetuti inserimenti impropri ignorando le indicazioni, inoltre se hai iniziato con nome utente non è bello che poi insisti come anonimo ([Modifica=Consentito solo agli utenti autoconvalidati] (scade il 16 ago 2026 alle 07:30 (UTC)) [Spostamento=Consentito solo agli utenti autoconvalidati] (scade il 16 ago 2026 alle 07:30 (UTC))) 1422953 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Nel deserto incontrai la Verità. Essa parlò al mio cuore. "Va', salva, converti". Un cuore che batte pieno d'amore per Gesù. Comprendendo, mi invase la gioia.<ref>Citato in ''[https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/soppresso-il-movimento-apostolico-la-decisione-dopo-lindagine-vaticana_53677 Soppresso il Movimento Apostolico, la decisione dopo l'indagine vaticana]'', ''avvenire.it'', 29 giugno 2021.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 8uyt4gnmyjj4rbkrc3b0iyhpf8mtogf Bonnie Tyler 0 226254 1422924 1422898 2026-08-08T12:23:43Z Camelia.boban 17423 Ordine alfabetico 1422924 wikitext text/x-wiki [[File:2016 Bonnie Tyler - by 2eight - DSC8647.jpg|thumb|destra|Bonnie Tyler in 2016]] '''Bonnie Tyler''', pseudonimo di '''Gaynor Hopkins''' (1951 - 2026), cantante britannica. {{Int|1=''[https://www.theguardian.com/music/2013/may/13/bonnie-tyler-80s-now-interview Bonnie I'm not part of the 80s, I'm part of now]''|2=Emine Saner, ''The Guardian'', 13 maggio 2013.|h=2}} *Non dimenticherò mai quello che mi disse mia sorella maggiore, perché la ammiro molto: 'Quando ti sposerai, cerca sempre di essere bella per tuo marito'. Un po' antiquato, suppongo, ma mi è sempre rimasto impresso: cercare sempre di essere presentabile. Ma in fondo mi piace essere bella anche per me stessa, no? :''I never forget my eldest sister saying to me, because I look up to her so much: 'When you get married, always look nice for your husband.' Bit olde-worldy I suppose, but it always stuck in my head, always try and look nice. But I like to look nice for my-bloody-self anyway, you know?'' *Non faccio parte degli anni '80, faccio parte del presente. :''I'm not part of the 80s, I'm part of now''. *Penso di non essere obbligata a lavorare, ma adoro farlo. Mi considero una ragazza della classe operaia e non ho mai smesso di lavorare. Quando mi vengono offerti spettacoli, qua e là, accetto moltissimi incarichi perché penso che anche altre persone sarebbero felici di ricevere le stesse offerte, e chi sono io per dire di no? Sono decisamente della classe operaia e lo sarò sempre. :''I suppose I don't have to work but I do love working. I class myself as a working-class girl and I've never stopped working. When I'm offered shows here, there and the other, I do an awful lot because I feel other people would love to be offered what I'm offered, who am I to say no? I'm definitely working class and I always will be.'' *Uno dei miei rimpianti è non aver iniziato ad avere figli prima. Dicevamo sempre 'l'anno prossimo, l'anno prossimo', ma 'l'anno prossimo' non è arrivato fino a quando non ho compiuto 39 anni. Ma ho tantissimi nipoti. A dire il vero, non ero molto materna da giovane. Credo di esserlo molto di più ora, ma è troppo tardi. Adoro i miei nipoti. Li amo e loro amano me, e sono una brava zia. :''One regret I have is not starting to have children earlier. We always said 'next year, next year' and 'next year' didn't come until I was 39. But I have got loads of nieces and nephews. To be honest, I wasn't very maternal when I was younger. I think I'm far more maternal now, but it's too late. I just adore my nieces and nephews. I love them and they love me and I'm a good auntie.'' ==Citazioni su Bonnie Tyler== *Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. ([[Jim Steinman]]) == Voci correlate == * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tyler, Bonnie}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} 43gd2jnc7nuai4t7u8xxj40lytkzs3q 1422945 1422924 2026-08-08T17:13:07Z Camelia.boban 17423 /* Voci correlate -1 */ 1422945 wikitext text/x-wiki [[File:2016 Bonnie Tyler - by 2eight - DSC8647.jpg|thumb|destra|Bonnie Tyler in 2016]] '''Bonnie Tyler''', pseudonimo di '''Gaynor Hopkins''' (1951 - 2026), cantante britannica. {{Int|1=''[https://www.theguardian.com/music/2013/may/13/bonnie-tyler-80s-now-interview Bonnie I'm not part of the 80s, I'm part of now]''|2=Emine Saner, ''The Guardian'', 13 maggio 2013.|h=2}} *Non dimenticherò mai quello che mi disse mia sorella maggiore, perché la ammiro molto: 'Quando ti sposerai, cerca sempre di essere bella per tuo marito'. Un po' antiquato, suppongo, ma mi è sempre rimasto impresso: cercare sempre di essere presentabile. Ma in fondo mi piace essere bella anche per me stessa, no? :''I never forget my eldest sister saying to me, because I look up to her so much: 'When you get married, always look nice for your husband.' Bit olde-worldy I suppose, but it always stuck in my head, always try and look nice. But I like to look nice for my-bloody-self anyway, you know?'' *Non faccio parte degli anni '80, faccio parte del presente. :''I'm not part of the 80s, I'm part of now''. *Penso di non essere obbligata a lavorare, ma adoro farlo. Mi considero una ragazza della classe operaia e non ho mai smesso di lavorare. Quando mi vengono offerti spettacoli, qua e là, accetto moltissimi incarichi perché penso che anche altre persone sarebbero felici di ricevere le stesse offerte, e chi sono io per dire di no? Sono decisamente della classe operaia e lo sarò sempre. :''I suppose I don't have to work but I do love working. I class myself as a working-class girl and I've never stopped working. When I'm offered shows here, there and the other, I do an awful lot because I feel other people would love to be offered what I'm offered, who am I to say no? I'm definitely working class and I always will be.'' *Uno dei miei rimpianti è non aver iniziato ad avere figli prima. Dicevamo sempre 'l'anno prossimo, l'anno prossimo', ma 'l'anno prossimo' non è arrivato fino a quando non ho compiuto 39 anni. Ma ho tantissimi nipoti. A dire il vero, non ero molto materna da giovane. Credo di esserlo molto di più ora, ma è troppo tardi. Adoro i miei nipoti. Li amo e loro amano me, e sono una brava zia. :''One regret I have is not starting to have children earlier. We always said 'next year, next year' and 'next year' didn't come until I was 39. But I have got loads of nieces and nephews. To be honest, I wasn't very maternal when I was younger. I think I'm far more maternal now, but it's too late. I just adore my nieces and nephews. I love them and they love me and I'm a good auntie.'' ==Citazioni su Bonnie Tyler== *Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. ([[Jim Steinman]]) == Voci correlate == * [[Jim Steinman]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tyler, Bonnie}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} 5v1d6scu46aivimsvesvspjneraw5x5 1422946 1422945 2026-08-08T17:14:14Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni su Bonnie Tyler */ 1422946 wikitext text/x-wiki [[File:2016 Bonnie Tyler - by 2eight - DSC8647.jpg|thumb|destra|Bonnie Tyler in 2016]] '''Bonnie Tyler''', pseudonimo di '''Gaynor Hopkins''' (1951 - 2026), cantante britannica. {{Int|1=''[https://www.theguardian.com/music/2013/may/13/bonnie-tyler-80s-now-interview Bonnie I'm not part of the 80s, I'm part of now]''|2=Emine Saner, ''The Guardian'', 13 maggio 2013.|h=2}} *Non dimenticherò mai quello che mi disse mia sorella maggiore, perché la ammiro molto: 'Quando ti sposerai, cerca sempre di essere bella per tuo marito'. Un po' antiquato, suppongo, ma mi è sempre rimasto impresso: cercare sempre di essere presentabile. Ma in fondo mi piace essere bella anche per me stessa, no? :''I never forget my eldest sister saying to me, because I look up to her so much: 'When you get married, always look nice for your husband.' Bit olde-worldy I suppose, but it always stuck in my head, always try and look nice. But I like to look nice for my-bloody-self anyway, you know?'' *Non faccio parte degli anni '80, faccio parte del presente. :''I'm not part of the 80s, I'm part of now''. *Penso di non essere obbligata a lavorare, ma adoro farlo. Mi considero una ragazza della classe operaia e non ho mai smesso di lavorare. Quando mi vengono offerti spettacoli, qua e là, accetto moltissimi incarichi perché penso che anche altre persone sarebbero felici di ricevere le stesse offerte, e chi sono io per dire di no? Sono decisamente della classe operaia e lo sarò sempre. :''I suppose I don't have to work but I do love working. I class myself as a working-class girl and I've never stopped working. When I'm offered shows here, there and the other, I do an awful lot because I feel other people would love to be offered what I'm offered, who am I to say no? I'm definitely working class and I always will be.'' *Uno dei miei rimpianti è non aver iniziato ad avere figli prima. Dicevamo sempre 'l'anno prossimo, l'anno prossimo', ma 'l'anno prossimo' non è arrivato fino a quando non ho compiuto 39 anni. Ma ho tantissimi nipoti. A dire il vero, non ero molto materna da giovane. Credo di esserlo molto di più ora, ma è troppo tardi. Adoro i miei nipoti. Li amo e loro amano me, e sono una brava zia. :''One regret I have is not starting to have children earlier. We always said 'next year, next year' and 'next year' didn't come until I was 39. But I have got loads of nieces and nephews. To be honest, I wasn't very maternal when I was younger. I think I'm far more maternal now, but it's too late. I just adore my nieces and nephews. I love them and they love me and I'm a good auntie.'' ==Citazioni su Bonnie Tyler== *{{NDR|Riferendosi alla hit ''Total eclipse of the heart''}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. ([[Jim Steinman]]) == Voci correlate == * [[Jim Steinman]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tyler, Bonnie}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} e2e980kq403vjaycwmwa3694evab6id Utente:Camelia.boban/Elizabeth Daily 2 226256 1422932 1422885 2026-08-08T14:31:23Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Elizabeth Daily */ 1422932 wikitext text/x-wiki [[File:Elizabeth G. Daily at San Diego Comic Con 2026-1.jpg|thumb|destra|Elizabeth G. Daily a San Diego Comic Con nel 2026]] '''Elizabeth Daily''', pseudonimo di '''Elizabeth Ann Guttman''', nota anche come '''E. G. Daily''' (1961 - vivente), attrice, doppiatrice e cantante statunitense. ==Citazioni di Elizabeth Daily== *Non ho tutto quello che voglio; tuttavia, ne ho molto e per questo sono molto grata. :''''<ref name="imdb">{{en}} Citato in [https://www.imdb.com/it/name/nm0197354/bio/ Elizabeth Daily Biografia], ''imdb.com''</ref>. ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Daily, Elizabeth}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] {{Portale|Donne}} i9p2top3npp2pk8oml32e3e1vy6m9t7 1422933 1422932 2026-08-08T14:31:46Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Elizabeth Daily */ 1422933 wikitext text/x-wiki [[File:Elizabeth G. Daily at San Diego Comic Con 2026-1.jpg|thumb|destra|Elizabeth G. Daily a San Diego Comic Con nel 2026]] '''Elizabeth Daily''', pseudonimo di '''Elizabeth Ann Guttman''', nota anche come '''E. G. Daily''' (1961 - vivente), attrice, doppiatrice e cantante statunitense. ==Citazioni di Elizabeth Daily== *Non ho tutto quello che voglio; tuttavia, ne ho molto e per questo sono molto grata.<ref name="imdb">{{en}} Citato in [https://www.imdb.com/it/name/nm0197354/bio/ Elizabeth Daily Biografia], ''imdb.com''</ref>. ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Daily, Elizabeth}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] {{Portale|Donne}} 6qva411co0x5b8admy9c3agagl3674t 1422934 1422933 2026-08-08T14:32:12Z Camelia.boban 17423 +s 1422934 wikitext text/x-wiki [[File:Elizabeth G. Daily at San Diego Comic Con 2026-1.jpg|thumb|destra|Elizabeth G. Daily a San Diego Comic Con nel 2026]] '''Elizabeth Daily''', pseudonimo di '''Elizabeth Ann Guttman''', nota anche come '''E. G. Daily''' (1961 - vivente), attrice, doppiatrice e cantante statunitense. ==Citazioni di Elizabeth Daily== *Non ho tutto quello che voglio; tuttavia, ne ho molto e per questo sono molto grata.<ref name="imdb">{{en}} Citato in [https://www.imdb.com/it/name/nm0197354/bio/ Elizabeth Daily Biografia], ''imdb.com''</ref>. ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Daily, Elizabeth}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] {{Portale|Donne}} lhqq0wtiyisf2n5rllqtemlzbkaoe2v Jim Steinman 0 226257 1422920 1422905 2026-08-08T12:15:56Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Jim Steinman */ 1422920 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per {{NDR|Bonnie Tyler}}, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' (2017) di Mick Wall, p. 270</ref>. *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] cl7g0vhtwyjkiogjde21mlatwfrovoa 1422922 1422920 2026-08-08T12:20:21Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni su Jim Steinman +1 */ 1422922 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per {{NDR|Bonnie Tyler}}, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' (2017) di Mick Wall, p. 270</ref>. *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] hqbrniv6hq4501xpch9rtfyz6ftypo8 1422923 1422922 2026-08-08T12:21:57Z Camelia.boban 17423 Ordine cronologico 1422923 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== {{Cronologico}} *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per {{NDR|Bonnie Tyler}}, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' (2017) di Mick Wall, p. 270</ref>. *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] h00ja8vppe76fvlzd2b80svbakmf9bt 1422925 1422923 2026-08-08T12:31:56Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Jim Steinman +1 */ 1422925 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== {{Cronologico}} *Farei quasi qualsiasi cosa per quello che creo, non so se ucciderei qualcuno, ma ci penserei. Posso essere come una lupa selvaggia che protegge il suo cucciolo quando si tratta di una canzone. :''I would do almost anything for what I create, I don't know if I would kill someone, but I would consider it. I can be like a savage mother wolf protecting a cub when it comes to a song.''<ref name="washingtonpost">{{en}} Citato in Jonathan Karp, [https://web.archive.org/web/20190426154919/https://www.washingtonpost.com/archive/lifestyle/style/1997/01/26/the-bat-out-of-hell/2f6d52a3-fd58-4760-b7e5-567f6a7d1a02/?utm_term=.252c522a4b80 The Bat Out Of Hell], ''washingtonpost.com'', 26 gennaio 1997</ref> *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per {{NDR|Bonnie Tyler}}, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' di Mick Wall, p. 270, 2017</ref>. *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] n28yy56nq5yazraaq1tg3du77izt3d9 1422926 1422925 2026-08-08T12:35:02Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Jim Steinman +1 */ 1422926 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== {{Cronologico}} *Farei quasi qualsiasi cosa per quello che creo, non so se ucciderei qualcuno, ma ci penserei. Posso essere come una lupa selvaggia che protegge il suo cucciolo quando si tratta di una canzone. :''I would do almost anything for what I create, I don't know if I would kill someone, but I would consider it. I can be like a savage mother wolf protecting a cub when it comes to a song.''<ref name="washingtonpost">{{en}} Citato in Jonathan Karp, [https://web.archive.org/web/20190426154919/https://www.washingtonpost.com/archive/lifestyle/style/1997/01/26/the-bat-out-of-hell/2f6d52a3-fd58-4760-b7e5-567f6a7d1a02/?utm_term=.252c522a4b80 The Bat Out Of Hell], ''washingtonpost.com'', 26 gennaio 1997</ref> *Una volta assomigliavo a Jim Morrison. Ora, assomiglio di più ad Ann B. Davis de La famiglia Brady. :''I used to look like Jim Morrison. Now, I'm more like Ann B. Davis from The Brady Bunch.''<ref name="washingtonpost"/> *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per {{NDR|Bonnie Tyler}}, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' di Mick Wall, p. 270, 2017</ref>. *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] 3h69txltjgntwaewtnvb6yyururs3z6 1422943 1422926 2026-08-08T16:49:48Z Camelia.boban 17423 1422943 wikitext text/x-wiki [[File:Szerzok steinman.jpg|thumb|destra|James Steinman nel 1989]] '''James Richard Steinman''' (1947 - 2021), compositore, paroliere e produttore statunitense. ==Citazioni di Jim Steinman== {{Cronologico}} *Farei quasi qualsiasi cosa per quello che creo, non so se ucciderei qualcuno, ma ci penserei. Posso essere come una lupa selvaggia che protegge il suo cucciolo quando si tratta di una canzone. :''I would do almost anything for what I create, I don't know if I would kill someone, but I would consider it. I can be like a savage mother wolf protecting a cub when it comes to a song.''<ref name="washingtonpost">{{en}} Citato in Jonathan Karp, [https://web.archive.org/web/20190426154919/https://www.washingtonpost.com/archive/lifestyle/style/1997/01/26/the-bat-out-of-hell/2f6d52a3-fd58-4760-b7e5-567f6a7d1a02/?utm_term=.252c522a4b80 The Bat Out Of Hell], ''washingtonpost.com'', 26 gennaio 1997</ref> *Una volta assomigliavo a Jim Morrison. Ora, assomiglio di più ad Ann B. Davis de La famiglia Brady. :''I used to look like Jim Morrison. Now, I'm more like Ann B. Davis from The Brady Bunch.''<ref name="washingtonpost"/> *Nel corso degli anni ho viaggiato attraverso l'universo per trovarla. A volte, arrivare fino in fondo è solo l'inizio. :''I have travelled across the universe through the years to find her. Sometimes going all the way is just a start.''<ref>Didascalia iniziale del video per ''[[w:I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)|I'd Do Anything for Love (but I Won't Do That)]]'' (1993)</ref> *{{NDR|Sulla canzone ''Total Eclipse of the Heart'' scritta appositamente per Bonnie Tyler e la sua voce}} Non l'ho scritta per nessun altro se non per Bonnie. :''I didn't write it for anyone but Bonnie''<ref name="theguardian">{{en}} Sulla canzone ''[[w:Total Eclipse of the Heart|Total Eclipse of the Heart]]'' scritta appositamente per Bonnie Tyler, in risposta alle affermazioni secondo cui l'avrebbe scritta per [[Meat Loaf]]; come citato in ''Like a Bat Out of Hell: The Larger than Life Story of Meat Loaf'' di Mick Wall, p. 270, 2017</ref>. *Alla maggior parte delle persone non piacciono gli estremi, anzi, li spaventano. Io parto dall'"estremo" e poi procedo da lì. :''Most people don't like extremes, extremes scare them. I start at 'extreme' and go from there.''<ref name="nytimes">{{en}} Citato in Neil Genzlinger, [https://www.nytimes.com/2021/04/20/arts/music/jim-steinman-bat-out-of-hell-songwriter-dies-at-73.html Jim Steinman, 'Bat Out of Hell' Songwriter, Dies at 73], ''nytimes.com'', 20 aprile 2021</ref> ==Citazioni su Jim Steinman== *{{NDR|Sull'album ''Bat Out of Hell'' di [[Meat Loaf]]}} Doveva essere un musical, io l'ho trasformato in uno spettacolo rock. Jimmy l'ha ribaltato e ne ha fatto un musical. Era quello che voleva lui. ([[Meat Loaf]]) *Ogni canzone di Jim Steinman è viva. Non è solo penna su un pezzo di carta. Vive, cammina, ti perseguita e ti divorerà il cuore e l'anima. ([[Meat Loaf]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == * [[Bonnie Tyler]] * [[Meat Loaf]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Steinman, Jim}} [[Categoria:Compositori statunitensi]] bd6pn793vb4x6ejsahr574tqfqiz3ka Utente:Camelia.boban/Editare è un atto d'amore 2 226261 1422914 2026-08-08T11:59:01Z Camelia.boban 17423 Nuova attività 1422914 wikitext text/x-wiki {{q|In un ecosistema digitale sempre più dominato da piattaforme private e sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi corpus di dati, Wikipedia rimane una delle poche grandi infrastrutture digitali sostenute principalmente da una comunità internazionale di volontari. Un'infrastruttura imperfetta, piena di tensioni e pregiudizi, ma anche straordinaria, che continua a dimostrare che è possibile costruire la conoscenza in modo aperto e collaborativo|Marta Delatte, co-organizzatrice della residenza.}} ==Introduzione== [[File:Editar és un acte d'amor.png|destra|300px|Locandina]] Per quindici giorni (3–16 agosto) al Konvent de Cal Rosal, un gruppo internazionale di dieci wikimediani, giornalisti, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da Canada, Galles, Germania, Italia, Portogallo, Scozia, Spagna e USA lavora collaborativamente alla creazione e al miglioramento di articoli su Wikipedia, Wikidata e Commons. L'iniziativa combina la documentazione pratica con una riflessione critica sui pregiudizi dei sistemi di conoscenza, esplorando modelli più sostenibili, inclusivi e femministi di utilizzo delle tecnologie digitali. L'iniziativa coincide con il 25° anniversario di Wikipedia e parte dall'idea che la modifica dei contenuti nei progetti Wikimedia e nei media è un modo per prendersi cura della memoria collettiva. La residenza viene aperta al pubblico in due occasioni: * l'8 agosto, in vista dell'eclissi totale solare totale del 12 agosto visibile dalla Catalogna, Amical Wikimedia organizza una maratona di editing dedicata all'ampliamento e al miglioramento dei contenuti su Wikipedia riguardanti questo fenomeno astronomico. * Il 14 agosto, alla residenza si svolge il 1° Aplect de Pensament sobre Coneixement Obert, una giornata di dibattiti che riuniscono ricercatori, editori, attivisti e persone legate alla cultura libera per condividere riflessioni sul futuro della conoscenza condivisa. '''Lavoro''': * [[Utente:Camelia.boban/Donne catalane|Voci dal Mediterraneo: artiste catalane]] (pagina utente) * [[Il canto delle sirene|Il canto delle sirene]] (wikibook) * [[Progetto:WikiDonne/WikiStreghe|WikiStreghe]] (progetto) ==Voci== ===Nuove=== * [[Bonnie Tyler]] * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ===Ampliate=== * [[Meat Loaf]] t6ry7re15rd0ovd7egalk0xt0tnm53r 1422915 1422914 2026-08-08T12:02:43Z Camelia.boban 17423 Link 1422915 wikitext text/x-wiki {{q|In un ecosistema digitale sempre più dominato da piattaforme private e sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi corpus di dati, Wikipedia rimane una delle poche grandi infrastrutture digitali sostenute principalmente da una comunità internazionale di volontari. Un'infrastruttura imperfetta, piena di tensioni e pregiudizi, ma anche straordinaria, che continua a dimostrare che è possibile costruire la conoscenza in modo aperto e collaborativo|Marta Delatte, co-organizzatrice della residenza.}} ==Introduzione== [[File:Editar és un acte d'amor.png|destra|300px|Locandina]] Per quindici giorni (3–16 agosto) al Konvent de Cal Rosal, un gruppo internazionale di dieci wikimediani, giornalisti, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da Canada, Galles, Germania, Italia, Portogallo, Scozia, Spagna e USA lavora collaborativamente alla creazione e al miglioramento di articoli su Wikipedia, Wikidata e Commons. L'iniziativa combina la documentazione pratica con una riflessione critica sui pregiudizi dei sistemi di conoscenza, esplorando modelli più sostenibili, inclusivi e femministi di utilizzo delle tecnologie digitali. L'iniziativa coincide con il 25° anniversario di Wikipedia e parte dall'idea che la modifica dei contenuti nei progetti Wikimedia e nei media è un modo per prendersi cura della memoria collettiva. La residenza viene aperta al pubblico in due occasioni: * l'8 agosto, in vista dell'eclissi totale solare totale del 12 agosto visibile dalla Catalogna, Amical Wikimedia organizza una maratona di editing dedicata all'ampliamento e al miglioramento dei contenuti su Wikipedia riguardanti questo fenomeno astronomico. * Il 14 agosto, alla residenza si svolge il 1° Aplect de Pensament sobre Coneixement Obert, una giornata di dibattiti che riuniscono ricercatori, editori, attivisti e persone legate alla cultura libera per condividere riflessioni sul futuro della conoscenza condivisa. '''Lavoro''': * [[:b:Utente:Camelia.boban/Donne catalane|Voci dal Mediterraneo: artiste catalane]] (pagina utente) * [[:b:Il canto delle sirene|Il canto delle sirene]] (wikibook) * [[:b;Progetto:WikiDonne/WikiStreghe|WikiStreghe]] (progetto) ==Voci== ===Nuove=== * [[Bonnie Tyler]] * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ===Ampliate=== * [[Meat Loaf]] cxq53xdklues79me2qczo4bma0ehws2 1422916 1422915 2026-08-08T12:04:38Z Camelia.boban 17423 Citazione 1422916 wikitext text/x-wiki <div style="align:center;"><small>In un ecosistema digitale sempre più dominato da piattaforme private e sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi corpus di dati, Wikipedia rimane una delle poche grandi infrastrutture digitali sostenute principalmente da una comunità internazionale di volontari. Un'infrastruttura imperfetta, piena di tensioni e pregiudizi, ma anche straordinaria, che continua a dimostrare che è possibile costruire la conoscenza in modo aperto e collaborativo (Marta Delatte, co-organizzatrice della residenza).</small></div> ==Introduzione== [[File:Editar és un acte d'amor.png|destra|300px|Locandina]] Per quindici giorni (3–16 agosto) al Konvent de Cal Rosal, un gruppo internazionale di dieci wikimediani, giornalisti, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da Canada, Galles, Germania, Italia, Portogallo, Scozia, Spagna e USA lavora collaborativamente alla creazione e al miglioramento di articoli su Wikipedia, Wikidata e Commons. L'iniziativa combina la documentazione pratica con una riflessione critica sui pregiudizi dei sistemi di conoscenza, esplorando modelli più sostenibili, inclusivi e femministi di utilizzo delle tecnologie digitali. L'iniziativa coincide con il 25° anniversario di Wikipedia e parte dall'idea che la modifica dei contenuti nei progetti Wikimedia e nei media è un modo per prendersi cura della memoria collettiva. La residenza viene aperta al pubblico in due occasioni: * l'8 agosto, in vista dell'eclissi totale solare totale del 12 agosto visibile dalla Catalogna, Amical Wikimedia organizza una maratona di editing dedicata all'ampliamento e al miglioramento dei contenuti su Wikipedia riguardanti questo fenomeno astronomico. * Il 14 agosto, alla residenza si svolge il 1° Aplect de Pensament sobre Coneixement Obert, una giornata di dibattiti che riuniscono ricercatori, editori, attivisti e persone legate alla cultura libera per condividere riflessioni sul futuro della conoscenza condivisa. '''Lavoro''': * [[:b:Utente:Camelia.boban/Donne catalane|Voci dal Mediterraneo: artiste catalane]] (pagina utente) * [[:b:Il canto delle sirene|Il canto delle sirene]] (wikibook) * [[:b;Progetto:WikiDonne/WikiStreghe|WikiStreghe]] (progetto) ==Voci== ===Nuove=== * [[Bonnie Tyler]] * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ===Ampliate=== * [[Meat Loaf]] pmfb9f0pr24dbm8hhan1e7dg3wkq3dm 1422917 1422916 2026-08-08T12:04:54Z Camelia.boban 17423 /* Introduzione */ 1422917 wikitext text/x-wiki <div style="align:center;"><small>In un ecosistema digitale sempre più dominato da piattaforme private e sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi corpus di dati, Wikipedia rimane una delle poche grandi infrastrutture digitali sostenute principalmente da una comunità internazionale di volontari. Un'infrastruttura imperfetta, piena di tensioni e pregiudizi, ma anche straordinaria, che continua a dimostrare che è possibile costruire la conoscenza in modo aperto e collaborativo (Marta Delatte, co-organizzatrice della residenza).</small></div> ==Introduzione== [[File:Editar és un acte d'amor.png|destra|300px|Locandina]] Per quindici giorni (3–16 agosto) al Konvent de Cal Rosal, un gruppo internazionale di dieci wikimediani, giornalisti, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da Canada, Galles, Germania, Italia, Portogallo, Scozia, Spagna e USA lavora collaborativamente alla creazione e al miglioramento di articoli su Wikipedia, Wikidata e Commons. L'iniziativa combina la documentazione pratica con una riflessione critica sui pregiudizi dei sistemi di conoscenza, esplorando modelli più sostenibili, inclusivi e femministi di utilizzo delle tecnologie digitali. L'iniziativa coincide con il 25° anniversario di Wikipedia e parte dall'idea che la modifica dei contenuti nei progetti Wikimedia e nei media è un modo per prendersi cura della memoria collettiva. La residenza viene aperta al pubblico in due occasioni: * l'8 agosto, in vista dell'eclissi totale solare totale del 12 agosto visibile dalla Catalogna, Amical Wikimedia organizza una maratona di editing dedicata all'ampliamento e al miglioramento dei contenuti su Wikipedia riguardanti questo fenomeno astronomico. * Il 14 agosto, alla residenza si svolge il 1° Aplect de Pensament sobre Coneixement Obert, una giornata di dibattiti che riuniscono ricercatori, editori, attivisti e persone legate alla cultura libera per condividere riflessioni sul futuro della conoscenza condivisa. '''Lavoro''': * [[:b:Utente:Camelia.boban/Donne catalane|Voci dal Mediterraneo: artiste catalane]] (pagina utente) * [[:b:Il canto delle sirene|Il canto delle sirene]] (wikibook) * [[:b:Progetto:WikiDonne/WikiStreghe|WikiStreghe]] (progetto) ==Voci== ===Nuove=== * [[Bonnie Tyler]] * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ===Ampliate=== * [[Meat Loaf]] 0fmqd0tt3s738uvnuotwbbyu0iccgz5 1422918 1422917 2026-08-08T12:09:06Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Editar és un acte d'amor]] a [[Utente:Camelia.boban/Editare è un atto d'amore]]: traduzione 1422917 wikitext text/x-wiki <div style="align:center;"><small>In un ecosistema digitale sempre più dominato da piattaforme private e sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi corpus di dati, Wikipedia rimane una delle poche grandi infrastrutture digitali sostenute principalmente da una comunità internazionale di volontari. Un'infrastruttura imperfetta, piena di tensioni e pregiudizi, ma anche straordinaria, che continua a dimostrare che è possibile costruire la conoscenza in modo aperto e collaborativo (Marta Delatte, co-organizzatrice della residenza).</small></div> ==Introduzione== [[File:Editar és un acte d'amor.png|destra|300px|Locandina]] Per quindici giorni (3–16 agosto) al Konvent de Cal Rosal, un gruppo internazionale di dieci wikimediani, giornalisti, ricercatori, artisti e attivisti provenienti da Canada, Galles, Germania, Italia, Portogallo, Scozia, Spagna e USA lavora collaborativamente alla creazione e al miglioramento di articoli su Wikipedia, Wikidata e Commons. L'iniziativa combina la documentazione pratica con una riflessione critica sui pregiudizi dei sistemi di conoscenza, esplorando modelli più sostenibili, inclusivi e femministi di utilizzo delle tecnologie digitali. L'iniziativa coincide con il 25° anniversario di Wikipedia e parte dall'idea che la modifica dei contenuti nei progetti Wikimedia e nei media è un modo per prendersi cura della memoria collettiva. La residenza viene aperta al pubblico in due occasioni: * l'8 agosto, in vista dell'eclissi totale solare totale del 12 agosto visibile dalla Catalogna, Amical Wikimedia organizza una maratona di editing dedicata all'ampliamento e al miglioramento dei contenuti su Wikipedia riguardanti questo fenomeno astronomico. * Il 14 agosto, alla residenza si svolge il 1° Aplect de Pensament sobre Coneixement Obert, una giornata di dibattiti che riuniscono ricercatori, editori, attivisti e persone legate alla cultura libera per condividere riflessioni sul futuro della conoscenza condivisa. '''Lavoro''': * [[:b:Utente:Camelia.boban/Donne catalane|Voci dal Mediterraneo: artiste catalane]] (pagina utente) * [[:b:Il canto delle sirene|Il canto delle sirene]] (wikibook) * [[:b:Progetto:WikiDonne/WikiStreghe|WikiStreghe]] (progetto) ==Voci== ===Nuove=== * [[Bonnie Tyler]] * [[Jim Steinman]] * [[Elizabeth Daily]] ===Ampliate=== * [[Meat Loaf]] 0fmqd0tt3s738uvnuotwbbyu0iccgz5 Utente:Camelia.boban/Editar és un acte d'amor 2 226262 1422919 2026-08-08T12:09:06Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Editar és un acte d'amor]] a [[Utente:Camelia.boban/Editare è un atto d'amore]]: traduzione 1422919 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Utente:Camelia.boban/Editare è un atto d'amore]] d4x7ctbvf948bk4zv5lu2giu1yyzi4x Discussioni utente:Gosnurles 3 226263 1422940 2026-08-08T16:25:18Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422940 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 18:25, 8 ago 2026 (CEST)}} jt45gk4rktp9w8j19nf5yy40jpgd5rh Discussioni utente:Exhululath 3 226264 1422947 2026-08-08T18:10:06Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422947 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:10, 8 ago 2026 (CEST)}} c1q3rz16zz0nkks42jau9z4iwfrny6v Discussioni utente:Boing747Ha 3 226265 1422952 2026-08-08T18:30:33Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422952 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:30, 8 ago 2026 (CEST)}} hu5dao1ignivycmfbrw8m7wbr8iau77 Discussioni utente:Frakko19 3 226266 1422954 2026-08-08T18:45:11Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422954 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:45, 8 ago 2026 (CEST)}} qus0vog1l1p7vgmxt7d4osi6t48cz3v 1422958 1422954 2026-08-08T19:38:51Z ~2026-43756-39 108002 /* Grazie mille! */ nuova sezione 1422958 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:45, 8 ago 2026 (CEST)}} == Grazie mille! == Non so se questo è un commento auto generato oppure no in caso non lo fosse,sei stato molto gentile e grazie per l'accoglienza:) [[Speciale:Contributi/&#126;2026-43756-39|&#126;2026-43756-39]] ([[Discussioni utente:&#126;2026-43756-39|discussione]]) 21:38, 8 ago 2026 (CEST) btfkq2n6vfxvr36vn72bqogtccy6n23 Discussioni utente:Andrea Zuccaro 3 226267 1422955 2026-08-08T19:10:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422955 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:10, 8 ago 2026 (CEST)}} f44c2f6jgl7ac8xbop15aofl4ebw0ia 1423010 1422955 2026-08-09T08:07:35Z Andrea Zuccaro 107990 /* */ Risposta 1423010 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:10, 8 ago 2026 (CEST)}} :Grazie mille! 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Sarafian]] |soggetto = [[Marilyn Durham]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Eleanor Perry]] |produttore = [[Martin Poll]], Eleanor Perry |attori = *[[Burt Reynolds]]: Jay Grobart *[[Sarah Miles]]: Catherine Crocker *[[Lee J. Cobb]]: Harvey Lapchance *[[Jack Warden]]: Dawes *[[George Hamilton]]: Willard Crocker *Bo Hopkin..." 1423012 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = L'uomo che amò Gatta Danzante |titolo alfabetico = Uomo che amò Gatta Danzante |genere = western |regista = [[Richard C. Sarafian]] |soggetto = [[Marilyn Durham]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Eleanor Perry]] |produttore = [[Martin Poll]], Eleanor Perry |attori = *[[Burt Reynolds]]: Jay Grobart *[[Sarah Miles]]: Catherine Crocker *[[Lee J. Cobb]]: Harvey Lapchance *[[Jack Warden]]: Dawes *[[George Hamilton]]: Willard Crocker *[[Bo Hopkins]]: Billy Bowen *[[Robert Donner]]: Dub *[[Sandy McPeak|Sandy Kevin]]: Ben *[[Larry Littlebird]]: Cervo Ferito *[[Nancy Malone]]: Sudie *[[Jay Silverheels]]: Charlie |doppiatori italiani = *[[Giancarlo Maestri]]: Jay Grobart *[[Melina Martello]]: Catherine Crocker }} '''''L'uomo che amò Gatta Danzante''''', film statunitense del 1973 con [[Burt Reynolds]] e [[Sarah Miles]], regia di [[Richard C. Sarafian]]. ==Frasi== *Non tentate mai di comprare un uomo con qualcosa che può prendersi da solo. ('''Grobart''') ==Dialoghi== *'''Catherine''': Perché la gente si [[Innamoramento|innamora]]?<br>'''Grobart''': E che diavolo ne so? Suppongo che sia come due gocce di pioggia che cadono: si incontrano e diventano una sola. ==Citazioni su ''L'uomo che amò Gatta Danzante''== *Un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[il Morandini]]'') *Uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] 8ktp1gofox00q2sbjbyuz77nkeo4x58 The Man Who Loved Cat Dancing 0 226279 1423013 2026-08-09T08:25:05Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[L'uomo che amò Gatta Danzante]] 1423013 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[L'uomo che amò Gatta Danzante]] 4sgmja32yrttohd4ul40foj2e5mmk26