Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.16 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Albert Einstein 0 32 1424386 1409584 2026-08-22T19:31:53Z Mhorg 47906 /* Citazioni di Albert Einstein */ +Grandi purghe 1424386 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua||[[Einstein (disambigua)]]|Einstein}} [[File:Albert Einstein Head.jpg|thumb|Albert Einstein nel 1947]] {{Premio|Nobel|la fisica '''(1921)'''}} '''Albert Einstein''' (1879 – 1955), fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense. {{vedi anche|Albert Einstein/Articoli scientifici|Albert Einstein/Citazioni su Albert Einstein}} ==Citazioni di Albert Einstein== {{vedi anche|La descrizione quantica della realtà può essere considerata completa?|L'evoluzione della fisica|Lettera Einstein-Szilárd}} *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Attualmente non c'è la benché minima indicazione in merito a quando questa energia {{NDR|l'[[energia nucleare]]}} sarà ottenibile o se sarà ottenibile del tutto. Essa infatti presupporrebbe una disintegrazione dell'atomo a comando – una frantumazione dell'atomo, e fino ad oggi ci sono davvero pochi segni che questo sarà mai possibile. Osserviamo la disintegrazione atomica solo dove è la Natura stessa a presentarla, come nel caso del radio, la cui attività dipende dalla continua decomposizione esplosiva del suo atomo. Tuttavia, possiamo soltanto stabilire la presenza di questo processo, mentre non siamo ancora in grado di riprodurlo e, alla luce dello stato attuale della Scienza, sembra quasi impossibile che potremo mai riuscirci. :''At present there is not the slightest indication of when this energy will be obtainable, or whether it will be obtainable at all. For it would presuppose a disintegration of the atom effected at will – a shattering of the atom. And up to the present there is scarcely a sign that this will be possible. We observe atomic disintegration only where Nature herself presents it, as in the case of radium, the activity of which depends upon the continual explosive decomposition of its atom. Nevertheless, we can only establish the presence of this process, but cannot produce it; Science in its present state makes it appear almost impossible that we shall ever succeed in so doing.''<ref group="fonte">{{en}} Da una conversazione del 29 marzo 1920; riportata in Alexander Moszkowski, ''Einstein The Searcher: His Work Explained from Dialogues with Einstein'', Routledge, 2014, [https://books.google.it/books?id=BmyLAwAAQBAJ&pg=PA24 p. 24]. ISBN 9781317698951</ref> *C'è qualcosa come "lo stato reale" di un sistema fisico che esiste obiettivamente, indipendentemente da ogni osservazione o misurazione e che in linea di principio si descrive con i mezzi di espressione della fisica [...]. Questa tesi sulla realtà non ha il senso di un enunciato chiaro in sé, a causa del suo carattere "metafisico". Ha soltanto il carattere di un programma. :''Es gibt so etwas wie den «realen Zustand» eines physikalischen Systems, was unabhängig von jeder Beobachtung oder Messung objektiv existiert und mit den Ausdrucksmitteln der Physik im Prinzip beschrieben werden kann'' [...]''. Diese These der Realität hat nicht den Sinn einer an sich klaren Aussage, wegen ihrer «metaphysischen» Natur; sie hat eigentlich nur programmatischen Charakter.''<ref group="fonte">{{de}} Citato in [[Louis de Broglie]], ''Louis de Broglie und die Physiker'', Claasen Verlag, 1955; citato in Erhard Scheibe, ''Die Philosophie der Physiker'', C.H. Beck, 2007, [https://books.google.it/books?id=6aZKWtvte98C&pg=PA277 p. 277]. ISBN 3406547885</ref> *Ci sono segnali sempre più evidenti che i processi russi {{NDR|le [[Grandi purghe]]}} non siano una messinscena, ma che esista un complotto tra coloro che considerano [[Stalin]] uno stupido reazionario che ha tradito le idee della rivoluzione. Sebbene ci risulti difficile immaginare una situazione interna di questo tipo, coloro che conoscono meglio la Russia sono tutti più o meno dello stesso avviso. All'inizio ero fermamente convinto che si trattasse di atti dispotici di un dittatore, basati su menzogne e inganni, ma si trattava di un'illusione. :''There are increasing signs that the Russian trials are not faked, but that there is a plot among those who look upon Stalin as a stupid reactionary who has betrayed the ideas of the revolution. Though we find it difficult to imagine this kind of internal thing, those who know Russia best are all more or less of the same opinion. I was firmly convinced to begin with that it was a case of a dictator's despotic acts, based on lies and deception, but this was a delusion.''<ref>{{Cita web|url=https://www.google.it/books/edition/The_Born_Einstein_Letters/HvZAAQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=%22there+are+increasing+signs+that+the+Russian+trials+are+not+faked,+but+that+there+is+a+plot+among+those+who+look+upon+Stalin+as+a+stupid%22&dq=%22there+are+increasing+signs+that+the+Russian+trials+are+not+faked,+but+that+there+is+a+plot+among+those+who+look+upon+Stalin+as+a+stupid%22&printsec=frontcover|titolo=The Born-Einstein Letters}}</ref> *Ciò che veramente mi interessa è se Dio avesse potuto fare il mondo in una maniera differente, cioè se la necessità di semplicità logica lasci qualche libertà. :''Was mich eigentlich interessiert, ist, ob Gott die Welt hätte anders machen können; das heißt, ob die Forderung der logischen Einfachheit überhaupt eine Freiheit lässt.''<ref group="fonte">{{de}} Citato in E. Strauss, ''Assistant bei Albert Einstein'' in ''Helle Zeit, Dunkle Zeit: In Memoriam Albert Einstein'', a cura di Carl Seelig, Europa Verlag, Zurigo, 1956, p. 72. Citato in Max Jammer, ''Einstein and Religion: Physics and Theology'', Princeton University Press, 2011, [https://books.google.it/books?id=58HQXMp1ESwC&pg=PA124 p. 124]. ISBN 1400840872</ref> *[[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]] a me ha dato più di qualunque scienziato, più di [[Carl Friedrich Gauss|Gauss]]. :''Dostojewski gives me more than any scientist, more than Gauss!''<ref group="fonte">{{en}} Nel 1920; citato in Alexander Moszowski, ''Conversation with Einstein'', Horizon Press, New York, 1970, p. 185.</ref> [[File:Einstein1921 by F Schmutzer 2.jpg|thumb|Albert Einstein nel 1921]] *È la teoria a decidere che cosa possiamo osservare.<ref group="fonte">1926; citato in Werner Heisenberg, ''Fisica e oltre. Incontri con i protagonisti: 1920-1965'', p. 87; citato in Manjit Kumar, ''Quantum'', traduzione di Tullio Cannillo, Mondadori, 2017, p. 229. ISBN 978-88-04-60893-6</ref> *{{NDR|Riferito al [[modulor]] di [[Le Corbusier]]}} È una scala di proporzioni che rende difficile [produrre] il brutto e facile il bello.<ref>Altre fonti successive riportano che la citazione sia riferita, in realtà, alla [[sezione aurea]]. {{cfr}} AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 120, ISBN 9788858025857.</ref> :''It is a scale of proportions that makes the bad difficult and the god easy.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in [[Le Corbusier]], ''The Modulor and Modulor 2'', Springer Science & Business Media, 2004 (1954), [https://books.google.it/books?id=exnMTOE_t-EC&pg=PA58 p. 58]. ISBN 3764361883</ref> *Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà. :''Insofern sich die Sätze der Mathematik auf die Wirklichkeit beziehen, sind sie nicht sicher, und insofern sie sicher sind, beziehen sie sich nicht auf die Wirklichkeit.''<ref group="fonte">{{de}} Da ''Geometrie und Erfahrung'', versione estesa di una lezione tenuta presso l'Accademia Prussiana delle Scienze di Berlino, 27 gennaio 1921; riportata su ''[http://wikilivres.ca/wiki/Geometrie_und_Erfahrung Wikilivres.ca]''.</ref> *Ho pensato ai problemi [[Meccanica quantistica|quantistici]] cento volte di più che alla teoria della relatività generale.<ref group="fonte">Da una dichiarazione a Otto Stern; citato in Manjit Kumar, ''Quantum'', traduzione di Tullio Cannillo, Mondadori, 2017, p. 340. ISBN 978-88-04-60893-6</ref> *In considerazione di tale armonia nel cosmo, che io, con la mia mente umana limitata, sono in grado di riconoscere, ci sono ancora persone che dicono che [[Problema dell'esistenza di Dio|Dio non esiste]]. Ma ciò che veramente mi fa più arrabbiare è che mi citano a sostegno di tali opinioni. :''In view of such harmony in the cosmos which I, with my limited human mind, am able to recognize, there are yet people who say there is no God. But what really makes me angry is that they quote me for the support of such views.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in [[Uberto di Löwenstein-Wertheim-Freudenberg]], ''Towards the Further Shore'', Victor Gollancz, Londra, 1968, p. 156; citato anche in M. Jammer, ''Einstein and Religion: Physics and Theology'', Princeton University Press, 2011, [https://books.google.it/books?id=58HQXMp1ESwC&pg=PA97 p. 97]. ISBN 1400840872</ref> *L'[[uomo|essere umano]] è una parte di quel tutto che noi chiamiamo "[[Universo]]", una parte limitata nello spazio e nel tempo. L'uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria [[coscienza]]. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l'unico scopo di un'autentica [[religione]]. Non per alimentare l'illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente. :''A human being is a part of the whole, called by us "Universe," a part limited in time and space. He experiences himself, his thoughts and feelings as something separate from the rest — a kind of optical delusion of his consciousness. The striving to free oneself from this delusion is the one issue of true religion. Not to nourish the delusion but to try to overcome it is the way to reach the attainable measure of peace of mind.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a Robert S. Marcus, 12 febbraio 1950; riportata su ''[http://www.lettersofnote.com/2011/11/delusion.html LettersofNote.com]''.</ref> *La consolante filosofia (o religione?) di [[Werner Heisenberg|Heisenberg]] e [[Niels Bohr|Bohr]] è così ben congegnata che, per il momento, offre ai suoi credenti un soffice cuscino di piume dal quale non è facile staccarli. E allora lasciamoceli riposare.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Erwin Schrödinger]], 31 maggio 1928; citato in Manjit Kumar, ''Quantum'', traduzione di Tullio Cannillo, Mondadori, 2017, p. 274. ISBN 978-88-04-60893-6</ref> *La musica di [[Mozart]] è così pura e bella che la considero un riflesso della bellezza interna dell'universo stesso. :''Mozarts Musik ist so rein und schön, dass ich sie als die innere Schönheit des Universums selbst ansehe.''<ref group="fonte">{{de}} Citato in Armin Hermann, ''Albert Einstein'', Piper, München 1994; citato in Alice Calaprice, ''Einstein sagt'', Piper-Verlag, München, Zürich, 1996, p. 225. ISBN 3-492-03935-9</ref> *La parola Dio per me non è nulla se non l'espressione di un prodotto della debolezza umana, la [[Bibbia]] una collezione di onorevoli, ma pur sempre puramente primitive, leggende che sono comunque piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, per quanto sottile, può per me cambiare questo fatto. Per me la [[ebraismo|religione ebraica]], così come tutte le altre [[religione|religioni]], è una incarnazione delle più infantili superstizioni. :''The word God is for me nothing more than the expression and product of human weakness, the Bible a collection of honorable, but still purely primitive, legends which are nevertheless pretty childish. No interpretation, no matter how subtle, can change this for me. For me the Jewish religion like all other religions is an incarnation of the most childish superstition.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a Erik Gutkind, 3 gennaio 1954; riportata su ''[http://www.lettersofnote.com/2009/10/word-god-is-product-of-human-weakness.html Lettersofnote.com]''.</ref> *Quando mi domando come mai sia stato proprio io ad elaborare la teoria della relatività, la risposta sembra essere legata a questa particolare circostanza: un normale adulto non si preoccupa dei problemi dello spaziotempo, tutte le considerazioni possibili in merito alla questione sono già state fatte nella prima infanzia, secondo la sua opinione. Io, al contrario, mi sono sviluppato così lentamente che ho cominciato a interrogarmi sullo spazio e sul tempo solo dopo essere cresciuto e di conseguenza ho studiato il problema più a fondo di quanto un normale bambino avrebbe fatto. :''When I ask myself how it happened that I in particular discovered the relativity theory, it seems to lie in the following circumstance. The normal adult never bothers his head about spacetime problems. Everything there is to be thought about it, in his opinion, has already be done in early childhood. I, on the contrary, developed so slowly that I only began to wonder about space and time only when I was already grown up. In consequence I probed deeper into the problem than an ordinary child would have done.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in Carl Seelig, ''Albert Einstein: A Documentary Biography'', Staples Press, 1956, pp. 70-71; citato in Jürgen Neffe, ''Einstein: A Biography'', traduzione di Shelley Frisch, Macmillan, 2007, [https://books.google.it/books?id=B8K6n177ZwcC&pg=PA27 p. 27]. ISBN 1429997389</ref> *{{NDR|A [[Erwin Schrödinger]]}} Sei l'unica persona con cui mi piace avere discussioni. Quasi tutti passano dalla teoria ai fatti, e non dai fatti alla teoria. Le persone sono incapaci di uscire dall'insieme dei concetti ammessi e continuano a girarci intorno in modo grottesco. :''You are the only person with whom I am actually willing to come to terms. Almost all the other fellow do not look from the facts to the theory but from the theory to the facts; they cannot extricate themselves from a once accepted conceptual net, but only flop about in it in a grotesque way.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a [[Erwin Schrödinger]] del 1935, a proposito di una discussione in merito all'[[interpretazione di Copenaghen]]; citato in Walter John Moore, ''A Life of Erwin Schrödinger'', Cambridge University Press, 1994, [https://books.google.it/books?id=n6XZlrJxgFkC&pg=PA217 p. 217]. ISBN 0521469341</ref> *{{NDR|Gli [[ateismo|atei]] fanatici}} Sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Essi sono creature che – nel loro rancore contro il tradizionale "oppio dei popoli" – non sopportano la musica delle sfere. :''They [fanatical atheists] are like slaves who are still feeling the weight of their chains which they have thrown off after hard struggle. They are creatures who—in their grudge against the traditional "opium for the people"—cannot bear the music of the spheres.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a un destinatario non identificato, 7 agosto 1941; Archivio Einstein 54-927; citato in Max Jammer, ''Einstein and Religion: Physics and Theology'', Princeton University Press, 2011, [https://books.google.it/books?id=58HQXMp1ESwC&pg=PA97 p. 97]. ISBN 1400840872</ref> *Sono sicuro che è più facile imparare la [[matematica]] che non il [[baseball]].<ref group="fonte">Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, p. 56. ISBN 88-8598-826-2</ref><br />Sono sicuro che lei imparerebbe la matematica prima che io possa imparare il baseball.<ref>Come racconta lo stesso [[Moe Berg]] nella sua biografia ''Moe Berg: Athlete, Scholar, Spy'', nel settembre del 1941 sull'<nowiki/>''Atlantic Monthly'' venne pubblicato un suo articolo, ''[http://www.loa.org/images/pdf/Berg_Pitchers_Catchers.pdf Pitchers and Catchers]'' (''Lanciatori e ricevitori''), successivamente nel dicembre 1946 Pocket Books raccolse alcuni articoli pubblicati sull'''Atlantic Monthly'' e tra gli articoli selezionati vi era sia quello di Berg, sia un saggio di Einstein sulla bomba atomica (probabilmente ''Atomic War or Peace'' del novembre 1945). Quando Berg andò a trovare Einstein nella sua casa a Princeton, lo scienziato gli disse: «Ho letto la sua storia sul magazine, Signor Berg. Mi insegni a ricevere, e io le insegnerò la matematica.» («''I've read your story in the magazine, Mr Berg. You teach me to catch and I'll teach you mathematics.''») Nel libro l'aneddoto si conclude così ma Berkow nel suo articolo ne riporta la continuazione. Einstein infatti poco dopo disse: «Oh lasci stare, sono sicuro che lei imparerebbe la matematica prima che io possa imparare il baseball.» («''But let's forget about it, beacuse I'm sure you'd learn mathematics faster I'd learn baseball.''») {{Cfr}}:<br /> * {{en}} Nicholas Dawidoff, ''The Catcher Was a Spy: The Mysterious Life of Moe Berg'', Knopf Doubleday Publishing Group, 2011, [https://books.google.it/books?id=kAHo0DTDC_UC&pg=PA250 p. 250]. ISBN 0307807096<br /> * {{en}} Harold U. Ribalow e Meir Z. Ribalow, ''The Growing Legend of Moe Berg '23'', ''Princeton Alumni Weekly'', 1 giugno 1984, [https://books.google.it/books?id=GhJbAAAAYAAJ&pg=RA17-PA30 p. 30].</ref> :[...] ''I'm sure you'd learn mathematics faster I'd learn baseball.''<ref group="fonte">{{en}} Aneddoto riportato da [[Moe Berg]] e citato da [[Ira Berkow]] in ''[https://news.google.com/newspapers?nid=1356&dat=19770519&id=AYlPAAAAIBAJ&sjid=ogUEAAAAIBAJ&pg=7023,5035611&hl=it Moe Berg: Not a n-Of-The-Mill Ball Player]'', ''Ocala Star-Banner'', 19 maggio 1977.</ref> ===''Pensieri di un uomo curioso''=== *Conosco ormai l'incostanza di tutti i rapporti umani e ho imparato a isolarmi dal freddo e dal caldo in modo da garantirmi comunque un buon equilibrio termico.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], 10 marzo 1917; Archivio Einstein 39-680.</ref> (p. 29) *Personalmente ho provato il piacere più grande a contatto con le [[opera d'arte|opere d'arte]]. Mi danno una felicità che non riesco a trovare altrove.<ref group="fonte">Nel 1920; citato in Alexander Moszowski, ''Conversation with Einstein'', Horizon Press, New York, 1970, p. 184.</ref> (p. 30) *Se verrà dimostrato che la mia teoria della relatività è valida, la [[Germania]] dirà che sono tedesco e la [[Francia]] che sono cittadino del mondo. Se la mia teoria dovesse essere sbagliata, la Francia dirà che sono un tedesco e la Germania che sono un ebreo.<ref group="fonte">Da un discorso in Sorbona alla Società filosofica francese, 6 aprile 1922; riportato dalla stampa francese, 7 aprile 1922, Archivio Einstein 36-378; riportato in ''Berliner Tageblatt'', 8 aprile 1922, Archivio Einstein 79-535.</ref> (p. 31) *Per punirmi del mio disprezzo per l'[[autorità]], il destino ha fatto di me un'autorità.<ref group="fonte">Aforisma per un amico, 18 settembre 1930; Archivio Einstein 36-598; citato in [[Banesh Hoffmann]], ''Albert Einstein: Creator and Rebel'', Viking, New York, 1972, p. 24.</ref> (p. 31) *Non mi preoccupo mai del [[futuro]], arriva sempre abbastanza presto.<ref group="fonte">Aforisma del 1945 o 1946, Archivio Einstein 36-570.</ref> (p. 34) *Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente [[curiosità|curioso]].<ref group="fonte">Da una lettera a Carl Seelig, 11 marzo 1952, Archivio Einstein 39-013.</ref> (p. 34) *Se tornassi giovane e dovessi decidere come guadagnarmi la vita, non cercherei di diventare uno scienziato, uno studioso o un insegnante. Sceglierei piuttosto di fare l'idraulico o lo straccivendolo, nella speranza di trovare un minimo di indipendenza, quel poco che nelle attuali circostanze è ancora possibile.<ref group="fonte">Al ''Reporter Magazine'', 18 novembre 1953; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 613.</ref> (p. 36) *Dio mi ha dato la cocciutaggine di un [[mulo]] e il fiuto di un buon segugio.<ref group="fonte">Citato in G.J. Whitrow, ''Einstein: The Man and His Achievement'', Dover, New York, 1967.</ref> (p. 37) *Quando rifletto su di me e sui miei metodi intellettuali, mi sembra quasi che il dono della [[fantasia]] mi sia servito più della capacità di impadronirmi della conoscenza assoluta.<ref group="fonte">Ricordato da un amico in occasione del centenario dalla nascita di Einstein, 18 febbraio 1979; citato in ''Einstein and the Humanities'', a cura di Dennis P. Ryan, Greenwood Press, New York, 1987, p. 125.</ref> (p. 37) [[File:Niels Bohr Albert Einstein2 by Ehrenfest.jpg|thumb|Niels Bohr con Albert Einstein]] *{{NDR|A [[Niels Bohr]]}} Poche volte una persona mi ha dato tanta gioia con la sua sola presenza com'è stato il Suo caso.<ref group="fonte">Da una lettera a Niels Bohr, 2 maggio 1920; Archivio Einstein 8-065.</ref> (p. 45) *[[Niels Bohr|Bohr]] è stato qui e sono innamorato di lui quanto te. È come un fanciullo sensibilissimo che si muove in questo mondo in una specie di trance.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Paul Ehrenfest]], 4 maggio 1920; Archivio Einstein 9-486. Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 314.</ref> (p. 46) *{{NDR|Su [[Niels Bohr]]}} È veramente un genio [...]. Ho una fiducia totale nel suo modo di pensare.<ref group="fonte">Da una lettera a Paul Ehrenfest, 23 marzo 1922; Archivio Einstein 10-035.</ref> (p. 46) *{{NDR|Su [[Niels Bohr]]}} Esprime le sue opinioni come se brancolasse perennemente nel buio, e mai come chi crede di essere in possesso della verità definitiva.<ref group="fonte">Da una lettera a Bill Becker, 20 marzo 1954; Archivio Einstein 8-109.</ref> (p. 46) *Non credo che la signorina [[Marie Curie|Curie]] sia assetata di potere o di alcunché. È una persona senza pretese e onesta che ha avuto più responsabilità e fatiche del dovuto. Ha un'intelligenza scintillante ma nonostante la sua natura passionale non è tanto carina da rappresentare un pericolo per chicchessia.<ref>A proposito della presunta relazione extraconiugale tra Marie Curie e il fisico francese [[Paul Langevin]], sposato. {{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 47.</ref><ref group="fonte">Da una lettera a Heinrich Zangger, 7 aprile 1911; riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 5, ''The Swiss Years: Corrispondance, 1902-1914'', a cura di Martin Klein, A.J. Kox e Robert Schulmann, Princeton University Press, Princeton, 1993, doc. 303.</ref> (pp. 46 -47) *La signora [[Marie Curie|Curie]] è molto intelligente ma fredda come un'aringa, intendendo con ciò che è assolutamente priva di sentimenti di gioia e di tristezza. Forse l'unico modo in cui esprime i propri sentimenti è quando si scaglia contro le cose che non le piacciono.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Elsa Einstein|Elsa Löwenthal]], 11? agosto 1913; riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 5, ''The Swiss Years: Corrispondance, 1902-1914'', a cura di Martin Klein, A.J. Kox e Robert Schulmann, Princeton University Press, Princeton, 1993, doc. 465.</ref> (p. 47) *{{NDR|Su [[Sigmund Freud]]}} Il vecchio aveva [...] una visione acutissima: non si lasciava cullare dalle illusioni se non da una fiducia eccessiva nelle proprie idee.<ref group="fonte">Dalla lettera a A. Bacharach; 25 luglio 1949; Archivio Einstein 57-629.</ref> (p. 48) *Credo che [[Mahatma Gandhi|Gandhi]] abbia avuto la visione più illuminata di tutti i politici del nostro tempo. Dovremmo sforzarci di operare nel suo spirito; di non usare la violenza nel combattere per la nostra causa e di rifiutarci di partecipare a qualsiasi iniziativa che noi crediamo sia volta al male.<ref group="fonte">Dal ''New York Times'', 19 giugno 1950; citato anche in [[Abraham Pais]], ''Einstein Lived Here'', Oxford University Press, Oxford, 1982, p. 110.</ref> (pp. 49-50) *[[Mahatma Gandhi|Gandhi]], il più grande genio politico del nostro tempo [...] ha dimostrato di quali sacrifici è capace l'uomo quando abbia trovato la via giusta.<ref group="fonte">Dalla lettera al congresso delle nazioni asiatiche per la confederazione mondiale, novembre 1952; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 584.</ref> (p. 50) *Il fenomeno [[Mahatma Gandhi|Gandhi]] è il risultato di una straordinaria forza intellettuale e morale, unita a grande abilità politica e a circostanze eccezionali.<ref group="fonte">Nel 1953; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 594.</ref> (p. 50) *{{NDR|Su [[Johann Wolfgang von Goethe]]}} Sento in lui un certo atteggiamento di condiscendenza nei confronti del lettore, una certa mancanza di quell'umile dedizione che, soprattutto, nei grandi uomini, ci è di tanto conforto.<ref group="fonte">Dalla lettera a L. Caspar, 9 aprile 1932; Archivio Einstein 49-380.</ref> (p. 50) *{{NDR|Su [[Heike Kamerlingh Onnes]]}} Si è conclusa una vita che rimarrà sempre modello per le future generazioni [...]. Non ho conosciuto nessun altro per cui il dovere e la gioia erano la stessa e identica cosa. È questa la ragione della sua vita armoniosa.<ref group="fonte">Dalla lettera alla vedova del fisico olandese, 25 febbraio 1926; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, pp. 263-264.</ref> (p. 51) *La cosa più importante della filosofia di [[Immanuel Kant|Kant]], mi sembra, sono le sue categorie a priori che servono anche per costruire la scienza.<ref group="fonte">Durante un dibattito alla Société française de Philosophie, luglio 1922; riportato in ''Bulletin de la Société française de Philosophie'', n. 22, 1922; ripubblicato in ''Nature'', n. 112, 1923, p. 253.</ref> (p. 51) *Al di fuori della Russia [[Lenin]] e [[Friedrich Engels|Engels]] non sono ovviamente dei pensatori scientifici apprezzati e non potrebbe interessare a nessuno confutarli come tali. Può darsi che lo stesso sia in Russia, ma lì nessuno si azzarda a dirlo.<ref group="fonte">Dalla lettera a K.R. Leistner, 8 settembre 1932; Archivio Einstein 50-877.</ref> (p. 53) *[[Hendrik Lorentz|Lorentz]] è una meraviglia di intelligenza e ha un tatto squisito. Un'opera d'arte vivente! A mio avviso era il più intelligente tra i teorici presenti {{NDR|al Congresso Solvay di Bruxelles}}.<ref group="fonte">Dalla lettera a Heinrich Zangger, novembre 1911; riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 5, ''The Swiss Years: Corrispondance, 1902-1914'', a cura di Martin Klein, A.J. Kox e Robert Schulmann, Princeton University Press, Princeton, 1993, doc. 305.</ref> (p. 53) *La mia sensazione di inferiorità intellettuale nei Suoi confronti non riesce a rovinare la grande delizia delle nostre conversazioni, soprattutto perché la Sua benevolenza paterna verso tutti noi ci trattiene dal piombare nello sconforto.<ref group="fonte">Dalla lettera a [[Hendrik Lorentz]], 18 febbraio 1912; riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 5, ''The Swiss Years: Corrispondance, 1902-1914'', a cura di Martin Klein, A.J. Kox e Robert Schulmann, Princeton University Press, Princeton, 1993, doc. 360.</ref> (pp. 53-54) *La gente non si rende conto di quale grande influenza abbia avuto [[Hendrik Lorentz|Lorentz]] sullo sviluppo della fisica. Non possiamo immaginare come sarebbe andata se egli non avesse dato tanti contributi impareggiabili.<ref group="fonte">Citato da Robert Shankland in ''Einstein: A Centenary Volume'', a cura di A.P. French, Harvard University Press, Cambridge, 1979, p. 39.</ref> (p. 54) *Era così forte in lui il piacere immediato di vedere e capire – l'''amor dei intellectualis'' di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] – che fino in tarda età ha guardato il mondo con gli occhi curiosi di un bambino, continuando a trovare gioia e appagamento nel capire i nessi tra le cose.<ref group="fonte">Dal necrologio per [[Ernst Mach]]; riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 6, doc. 29.</ref> (p. 54) *[[Ernst Mach|Mach]] era un ottimo studioso della meccanica, ma un pessimo filosofo.<ref group="fonte">Nel 1922; citato in ''Bulletin de la Société française de Philosophie'', n. 22, 1922; ripubblicato in ''Nature'', n. 112, 1923, p. 253.</ref> (p. 55) *Penso sempre a [[Albert Abraham Michelson|Michelson]] come all'artista della scienza. Sembrava trarre la massima gioia dalla bellezza dell'esperimento in sé e dall'eleganza del metodo utilizzato.<ref group="fonte">Dalla lettera a Robert Shankland, 17 settembre 1953; Archivio Einstein 17-203.</ref> (p. 55) *{{NDR|Su [[Isaac Newton]]}} Le sue idee lungimiranti e grandiose conserveranno per tutti i tempi il loro significato unico; su di esse si basa l'intero edificio dei nostri concetti nell'ambito delle scienze della natura.<ref group="fonte">Dalla dichiarazione al ''Times'' di Londra, 28 novembre 1919.</ref> (p. 55) *Per me, i più grandi geni sono stati [[Galileo Galilei|Galileo]] e Newton. In un certo senso mi sembrano formare un'unità nella quale è stato Newton a compiere l'impresa più prodigiosa in campo scientifico.<ref group="fonte">Nel 1920; citato in Alexander Moszowski, ''Conversation with Einstein'', Horizon Press, New York, 1970, p. 40.</ref> (p. 55) *{{NDR|Su [[Isaac Newton]]}} Nella stessa persona erano riuniti lo sperimentatore, il teorico, l'artigiano e, in misura non minore, il maestro nell'arte di esporre.<ref group="fonte">Dall'introduzione a Isaac Newton, ''Opticks'', edizione McGraw-Hill, 1932.</ref> (p. 56) *Come sarebbe diverso, e come sarebbe meglio per l'umanità se ci fosse più gente come lui [...]. Sembra che in ogni tempo e su ogni continente le personalità più eccelse siano costrette a stare in disparte, incapaci di influenzare gli avvenimenti del mondo.<ref group="fonte">Dalla lettera alla vedova di [[Max Planck]], 10 novembre 1947; Archivio Einstein 19-406.</ref> (p. 57) *{{NDR|Su [[Max Planck]]}} Era una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto [...] ma non capiva proprio niente di fisica perché durante l'eclissi del 1919, è rimasto in piedi tutta la notte per vedere se sarebbe stata confermata la curvatura della luce dovuta al campo gravitazione. Se avesse capito davvero {{NDR|la teoria della relatività}}, avrebbe fatto come me e sarebbe andato a letto.<ref group="fonte">Citato in ''Einstein: A Centenary Volume'', a cura di A.P. French, Harvard University Press, Cambridge, 1979, p. 275.</ref> (p. 57) *In qualsiasi momento quest'uomo ci avesse lasciato, avremmo provato un senso di perdita irreparabile [...]. Possa egli avere un'influenza duratura sul cuore e sulla mente degli uomini!<ref group="fonte">Dalla dichiarazione alla morte di [[Franklin Delano Roosevelt]] in ''Aufbau'', New York, 27 aprile 1945.</ref> (p. 58) *La lucidità, la convinzione e l'imparzialità che nei Suoi libri Lei applica alle questioni logiche, filosofiche e umane non hanno parallelo nella nostra generazione.<ref group="fonte">Dalla lettera a [[Bertrand Russell]], 14 ottobre 1931; Archivio Einstein 33-155, 75-544; citato anche in Michael Grüning, ''Ein Haus für Albert Einstein'', Verlag der Nation, Berlino, 1990, p. 369.</ref> (p. 58) *{{NDR|Sulle polemiche seguite al conferimento di un incarico accademico a [[Bertrand Russell]] alla City University di New York}} I grandi spiriti hanno sempre incontrato la violenta ostinazione delle menti mediocri. La mente mediocre è incapace di comprendere chi, rifiutando di inchinarsi ciecamente ai pregiudizi convenzionali, scelga invece di esprimere le proprie opinioni con coraggio e onestà.<ref group="fonte">Citato nel ''New York Times'', 13 marzo 1940. Citato in Paul Edwards, ''Come fu vietato a Bertrand Russell l'insegnamento al "City College" di New York'', 1957.</ref> (pp. 58-59) *{{NDR|Su [[Albert Schweitzer]]}} È l'unico occidentale che abbia avuto sull'attuale generazione un'influenza morale paragonabile a quella di [[Mahatma Gandhi|Gandhi]]. Come nel caso di Gandhi, la portata della sua influenza è dovuta soprattutto all'opera esemplare alla quale ha dedicato la vita.<ref group="fonte">Da una dichiarazione inedita del 1953 destinata in origine al libro ''Mein Weltbild'' (''Come io vedo il mondo''); citato in Jamie Sayen, ''Einstein in America'', Crown, New York, 1985, p. 296.</ref> (p. 59) *[[Baruch Spinoza|Spinoza]] è una delle personalità più profonde e pure che la nostra stirpe ebraica abbia mai prodotto.<ref group="fonte">Da una lettera del 1946; citato in Friedrich Dürrenmatt, ''Albert Einstein: Ein Vortag'', Diogenes, Zurigo, 1979, p. 22.</ref> (p. 59) *Rimane per molti versi il primo profeta del nostro tempo [...]. Non c'è oggi nessuno che abbia il profondo discernimento e la forza morale di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]].<ref group="fonte">Dall'intervista ''Peace Must Be Waged'', ''Survey Graphic'', agosto 1934; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 261.</ref> (p. 59) *{{NDR|Su [[Chaim Weizmann]]}} L'eletto del popolo eletto.<ref group="fonte">Dalla lettera a Chaim Weizmann, 27 ottobre 1923; Archivio Einstein 33-366.</ref> (p. 60) *[Il [[sionismo]]] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità.<ref group="fonte">Da un articolo sul ''New York Times Magazine'', 12 marzo 1944; Archivio Einstein 29-102.</ref> (p. 65) *La maggior parte degli insegnanti perdono tempo a fare domande che mirano a scoprire ciò che l'alunno ''non'' sa, mentre la vera arte del fare domande mira a scoprire ciò che l'alunno sa o che è capace di sapere.<ref group="fonte">Nel 1920; citato in Alexander Moszowski, ''Conversation with Einstein'', Horizon Press, New York, 1970, p. 65.</ref> (p. 69) *È per me una grande gioia avere un figlio che ha ereditato il tratto principale del mio carattere: la capacità di elevarsi al di sopra della mera esistenza e di sacrificarsi a lungo per uno scopo che la trascende. Questo è il modo migliore, anzi l'unico attraverso il quale riusciamo a renderci indipendenti dalla nostra sorte individuale e dagli altri esseri umani.<ref group="fonte">Dalla lettera a [[Hans Albert Einstein]]], 1° maggio 1954; citato in Roger Highfield e Paul Carter, ''The Private Lives of Albert Einstein'', Faber and Faber, Londra, 1993, p. 258.</ref> (p. 80) *La [[Germania]] ha avuto la sventura di venir avvelenata prima dalla ricchezza e poi dalla povertà.<ref group="fonte">Aforisma del 1923; Archivio Einstein 36-591.</ref> (p. 82) *Mi sento talmente parte di tutto ciò che vive che non m'importano per niente l'inizio e la fine dell'esistenza concreta di una singola persona in questo flusso eterno.<ref group="fonte">Da una lettera a Hedwig Born, moglie di [[Max Born]], 18 aprile 1920; Archivio Einstein 31-475; citato in ''Helle Zeit, Dunkle Zeit: In Memoriam Albert Einstein'', a cura di Carl Seelig, Europa Verlag, Zurigo, 1956, p. 36.</ref> (p. 86) *La nostra [[morte]] non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita.<ref group="fonte">Da una lettera alla vedova di [[Heike Kamerlingh Onnes]], 25 febbraio 1926; Archivio Einstein 14-389.</ref> (p. 87) *A chi è piegato dall'età, la [[morte]] verrà come un sollievo. Lo sento molto fortemente ora che sono arrivato io stesso alla vecchiaia, e a considerare la morte come un vecchio debito che è giunto il momento di pagare. Ma istintivamente, facciamo di tutto per ritardare quest'ultimo adempimento. Così la natura si diverte a giocare con noi.<ref group="fonte">Da una lettera a un amico nel 1954 o 1955; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 616.</ref> (p. 88) *{{NDR|Ogni tentativo di liberare le grandi forze della materia}} è un po' come sparare agli uccelli di notte in un posto dove gli uccelli sono rarissimi.<ref group="fonte">Da una conferenza stampa del 1935; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 290.</ref> (p. 90) {{NDR|[[ultime parole famose]]}} *Non è degno di una grande nazione stare a guardare mentre piccoli paesi dalla grande cultura vengono distrutti con cinico disprezzo.<ref group="fonte">Da un messaggio a un raduno per la pace al [[Madison Square Garden]], New York, 5 aprile 1938; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 279.</ref> (p. 91) *La forza organizzata si può combattere soltanto con la forza organizzata. Per quanto ciò mi dispiaccia moltissimo, non c'è altro modo.<ref group="fonte">Da una lettera a uno studente pacifista, 14 luglio 1941; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 319.</ref> (p. 91) *Finché ci saranno gli uomini, ci saranno le [[guerra|guerre]].<ref group="fonte">Da una lettera a [[Philippe Halsmann]], 1947.</ref> (p. 94) *Se ha successo {{NDR|il tentativo di produrre una [[bomba all'idrogeno]]}}, l'avvelenamento radioattivo dell'atmosfera e quindi la distruzione di qualsiasi vita sulla terra rientrerà nell'ambito di ciò che è tecnicamente fattibile.<ref group="fonte">Da una trasmissione televisiva di [[Eleonor Roosevelt]], 13 febbraio 1950; ristampato in ''Ideas and Opinions'', Crown, New York, 1954, pp. 159-161.</ref> (p. 95) *Dal mio punto di vista, uccidere in [[guerra]] non è affatto meglio che commettere un banale assassinio.<ref group="fonte">Citato nella rivista giapponese ''Kaizo'', autunno 1952.</ref> (p. 95) *Ho fatto un errore, nella vita, quando ho firmato quella lettera {{NDR|''[[Lettera Einstein-Szilárd]]''}} al presidente [[Franklin Delano Roosevelt|Roosevelt]] chiedendo che venisse costruita la bomba atomica. Ma forse mi si potrà perdonare: infatti tutti noi eravamo convinti che fosse altamente probabile che i tedeschi riuscissero a costruirla, e a usarla per diventare la razza padrona.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Linus Pauling]], ricopiata dal proprio diario; citato nell'''A&E Television Einstein Biography'', VPI International, 1991; citato anche da Ted Morgan in ''FDR'', Simon and Schuster, New York, 1985.</ref> (p. 97) *Chi ha cari i valori della [[cultura]] non può non essere pacifista.<ref group="fonte">Da un manuale sul pacifismo, ''Die Friedensbewegung'', 1922.</ref> (p. 98) *Il mio [[pacifismo]] è un sentimento istintivo, un sentimento che mi abita perché l'omicidio è ripugnante. Non nasce da una teoria intellettualistica, ma da un profondo orrore per ogni forma di odio e di crudeltà.<ref group="fonte">A Paul Hutchinson, direttore del ''Christian Century'', luglio 1929; citato in ''Einstein on Peace'', a cura di Otto Nathan e Heinz Norden, Simon and Schuster, New York, 1960, p. 98.</ref> (p. 99) *Non sono mai stato [[comunismo|comunista]], ma se lo fossi stato non me ne vergognerei.<ref group="fonte">Da una lettera a Lydia B. Hewes, 10 luglio 1950; Archivio Einstein 59-984.</ref> (p. 105) *Tutto è determinato [...] da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Lo è per l'insetto come per le stelle. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.<ref group="fonte">Dal ''Saturday Evening post'', 26 ottobre 1929; citato in Ronald W. Clark, ''Einstein: The Life and Times'', Cromwell, New York, 1971, pp. 346-347.</ref> (p. 110) *Credo nel [[Dio]] di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] che si rivela nell'armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azioni degli esseri umani.<ref group="fonte">Da un telegramma a un giornale ebraico, 1929.</ref> (p. 110) *Esiterei a dire che saranno la [[filosofia]] e la ragione a guidare le azioni umane in un futuro prevedibile; comunque rimarranno, come sempre un bellissimo santuario per gli eletti.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Benedetto Croce]], 7 giugno 1944; Archivio Einstein 34-075; citato in [[Abraham Pais]], ''Einstein Lived Here'', Oxford University Press, Oxford, 1982, p. 122.</ref> (p. 116) *Leggo spesso la [[Bibbia]], ma il suo testo originale mi è rimasto inaccessibile.<ref>Riferito al fatto che non conosceva l'ebraico. {{Cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 116.</ref><ref group="fonte">Da una lettera a H. Friedmann, 2 settembre 1945.</ref> (p. 116) *Non cerco di immaginare un [[Dio]]; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.<ref group="fonte">Da una lettera a S. Flesch, 19 aprile 1954; Archivio Einstein 30-1154.</ref> (p. 119) *Senza un contatto con la scienza l'[[epistemologia]] diventa uno schema vuoto. La scienza senza epistemologia, se pure la si può concepire, è primitiva e confusa.<ref group="fonte">Da ''Reply to Criticism''; in ''Albert Einstein: Philosopher-Scientist'', a cura di Paul Schilpp, Library of Living Philosophers, Evanston, 1949, p. 684.</ref> (p. 120) *Non è come se tutta la [[filosofia]] fosse scritta con il miele? A prima vista, sembra chiara, ma quando la si guarda di nuovo, è scomparsa e resta solo la pappa.<ref group="fonte">Citato in Ilse Rosenthal-Schneider, ''Reality and Scientific Truth'', Wayne State University Press, Detroit, 1980, p. 90.</ref> (p. 120) *La mia [[religione]] consiste in una umile ammirazione dello spirito superiore e infinito, il quale si rivela nei dettagli minuti che riusciamo a percepire con le nostre menti fragili e deboli. Ecco la mia idea di [[Dio]], la convinzione profondamente emotiva della presenza di una razionalità suprema che si rivela nell'universo incomprensibile.<ref group="fonte">Citato nel necrologio del ''New York Times'', 19 aprile 1955.</ref> (p. 121) *Più la teoria dei [[Meccanica quantistica|quanti]] ha successo e più sembra una sciocchezza.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], 20 maggio 1912.</ref> (p. 123) *In tal caso mi spiacerebbe proprio per il buon Dio: la teoria è giusta!<ref>In risposta alla domanda di uno studente su cosa avrebbe detto se la teoria della relatività generale non fosse stata confermata dalle misurazioni astronomiche. {{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 124.</ref><ref group="fonte">Nel 1919, Archivio Einstein 33-257.</ref> (p. 124) *Il Signore è sottile, ma non malizioso.<ref>Einstein era a Princeton per una serie di conferenze e aveva sentito dire che un risultato sperimentale (poi rivelatosi sbagliato) contraddiceva la sua teoria gravitazionale. La frase è stata variamente interpretata per alcuni significa che la natura, con quel suo essere sottile, nasconde i propri segreti; per altri che la natura può giocare brutti scherzi ma non bara. La frase è stata poi incisa sul caminetto del salotto della facoltà di fisica. {{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 125.</ref><ref group="fonte">Da una battuta rivolta a Oscar Veblen alla Princeton University nel maggio 1921.</ref> (p. 125) :''Raffiniert ist der Herr Gott, aber boshaft ist Er nicht.'' *La [[natura]] nasconde i propri segreti perché è sublime, non perché imbroglia.<ref group="fonte">Aforisma scritto a mano in tedesco; citato in [[Philipp Frank]], ''Einstein: His Life and Times'', Knopf, New York, 1947, p. 190.</ref> (p. 126) *Ero seduto nell'Ufficio brevetti a Berna quando all'improvviso mi ritrovai a pensare: se una persona cade liberamente, non avverte il proprio peso. Sobbalzai. Questo pensiero semplice mi colpì profondamente e mi spinse verso una teoria della gravitazione.<ref group="fonte">Dalla Conferenza di Kyoto; citato in J. Ishiwara, ''Einstein Koen-Roku'', Tokyo, 1977.</ref> (p. 126) *Lo [[scienziato]] trova la sua ricompensa in ciò che [[Henri Poincaré]] chiama la gioia della comprensione, e non nelle possibilità applicative delle sue scoperte.<ref group="fonte">Dall'epilogo a [[Max Planck]], ''Where Is Science Going?'', Norton, New York, 1932, p. 211.</ref> (p. 128) *Ho imparato una cosa nella mia lunga vita, e cioè che rispetto alla realtà tutta la nostra [[scienza]] è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo.<ref group="fonte">Citato in [[Banesh Hoffmann]], ''Albert Einstein: Creator and Rebel'', Viking, New York, 1972, p. V.</ref> (p. 136) *Dalla teoria della relatività consegue che la massa e l'energia sono entrambe manifestazioni diverse di una stessa cosa, una visione abbastanza insolita per la persona media. Inoltre, ''[[E=mc²|E = mc<sup>2</sup>]]'' in cui l'energia è uguale alla massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato, ha mostrato che una piccolissima quantità di massa può convertita in una grandissima quantità di energia... cioè che la massa e l'energia sono di fatto equivalenti.<ref group="fonte">Letto in pubblico, filmato ed inserito nel film su Einstein prodotto dalla Nova Television, 1979. [https://history.aip.org/history/exhibits/einstein/sound/voice1.mp3 Audio originale] disponibile su ''History.aip.org''.</ref> (p. 137) *I bambini non danno retta all'esperienza dei genitori e le nazioni ignorano la storia. Le brutte [[lezione|lezioni]] vanno sempre imparate da capo.<ref group="fonte">Aforisma scritto il 12 ottobre 1923; Archivio Einstein 36-589.</ref> (p. 138) *Non si può insegnare a un [[gatto]] a non cacciare gli uccellini.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Florence Schneller]], 9 marzo 1936; Archivio Einstein 51-756.</ref> (p. 139) *La paura o la stupidità sono sempre state alla base della maggior parte delle azioni umane.<ref group="fonte">Dalla lettera a E. Mulder, aprile 1954; Archivio Einstein 60-609.</ref> (p. 140) *Se non c'è un prezzo da pagare, allora non ha valore.<ref group="fonte">Aforisma scritto il 20 giugno 1927; Archivio Einstein 36-582.</ref> (p. 141) *Soltanto una [[vita]] vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.<ref group="fonte">Dalla risposta alla domanda dei redattori di ''Youth'', citato nel ''New York Times'', 20 giugno 1932.</ref> (p. 141) *Una [[vita]] che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un'amara [[delusione]].<ref group="fonte">Da una lettera a L. Lee, 16 gennaio 1954.</ref> (p. 142) *L'[[amore]] porta molta felicità, molto più di quanto struggersi per qualcuno porti dolore.<ref group="fonte">Da una lettera a Marie Winteler, 21 aprile 1986.</ref> (p. 145) *Sono convinto che alcune attività politiche e sociali delle organizzazioni cattoliche siano pregiudizievoli e perfino pericolose per la comunità nel suo insieme, qui e ovunque. Citerò soltanto la lotta contro il controllo delle nascite in un'epoca in cui la [[sovrappopolazione]] è diventata in vari paesi una seria minaccia alla salute della gente e un grave ostacolo a ogni tentativo di organizzare la pace sul pianeta.<ref group="fonte">Nel 1954 a un lettore del ''Brooklyn Tablet'', che si domandava se l'opinione di Einstein su questo tema fosse citata correttamente.</ref> (p. 148) *Non fate mai nulla contro la vostra [[coscienza morale|coscienza]], anche se è lo Stato a chiedervelo.<ref group="fonte">Citato nel necrologio della ''Saturday Review'', 30 aprile 1955.</ref> (p. 148) *La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La [[curiosità]] esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità.<ref group="fonte">Archivio Einstein 38-228.</ref> (p. 149) *La [[curiosità]] è una piantina delicata che, a parte gli stimoli, ha bisogno soprattutto di libertà.<ref group="fonte">Da un ricordo personale di William Miller citato in ''Life'', 2 maggio 1955.</ref> (p. 149) *Quando le donne stanno a casa, si attaccano ai loro mobili [...] continuano a spostarli e a risistemarli. Quando viaggio con una donna, sono l'unico mobile di cui dispone e per tutto il giorno non riesce a impedirsi di spostarmi e di sistemarmi qualcosa.<ref group="fonte">Citato in [[Philipp Frank]], ''Einstein: His Life and Times'', Knopf, New York, 1947, p. 126.</ref> (p. 150) *Mi fa orrore quando una bella [[intelligenza]] è abbinata a una personalità ripugnante.<ref group="fonte">Da una lettera a Jakob Laub, 19 maggio 1909.</ref> (p. 152) *Tutte le grandi conquiste scientifiche nascono dalla conoscenza intuitiva, vale a dire da [[Assioma|assiomi]] a partire dai quali si fanno delle deduzioni [...]. L'[[intuizione]] è la condizione necessaria per la scoperta di questi assiomi.<ref group="fonte">Nel 1920; citato in Alexander Moszowski, ''Conversation with Einstein'', Horizon Press, New York, 1970, p. 180.</ref> (p. 153) *Ho sempre amato la [[solitudine]], una caratteristica che tende ad accentuarsi con l'età.<ref group="fonte">Da una lettera a E. Marangoni, 1° ottobre 1952; Archivio Einstein 60-406.</ref> (p. 153) *La [[senilità|vecchiaia]] ha i suoi momenti belli.<ref group="fonte">A Margot Einstein; citato in Jamie Sayen, ''Einstein in America'', Crown, New York, 1985, p. 298.</ref> (p. 154) *Il [[matrimonio]] è il tentativo fallimentare di trasformare un caso in qualcosa di duraturo.<ref group="fonte">Citato da [[Otto Nathan]], 10 aprile 1982 in un'intervista pubblicata in Jamie Sayen, ''Einstein in America'', Crown, New York, 1985, p. 80.</ref> (p. 157) *Il [[matrimonio]] non è altro che una schiavitù travestita da civiltà.<ref group="fonte" name=einhaus>Citato anche in Michael Grüning, ''Ein Haus für Albert Einstein'', Verlag der Nation, Berlino, 1990, p. 159.</ref> (p. 157) *Il [[matrimonio]] fa sì che due persone si trattino come oggetti di proprietà e non più come esseri umani liberi.<ref group="fonte" name=einhaus/> (p. 157) *{{NDR|Sul [[proibizionismo]]}} Non bevo, quindi per me fa lo stesso.<ref group="fonte">Durante una conferenza stampa all'arrivo a New York, 1930; incluso nell'''A&E Television Einstein Biography'', VPI International 1991 e nel film su Einstein prodotto da Nova Television, 1979.</ref> (p. 162) *Ho sempre mangiato la [[carne]] con un pizzico di cattiva coscienza.<ref group="fonte">Agosto 1953; Archivio Einstein 60-058.</ref> (p. 165) *È difficile sapere cosa sia la [[verità e bugia|verità]], ma a volte è molto facile riconoscere una [[verità e bugia|falsità]].<ref group="fonte">Da una lettera a Jeremiah McGuire, 24 ottobre 1953; Archivio Einstein 60-483.</ref> (p. 166) {{int|Aggiunte nelle successive edizioni della versione in lingua inglese|Da ''Ultimate Quotable Einstein'', 2010|h=4}} [[File:Albert Einstein and Charlie Chaplin - 1931.jpg|thumb|«''Persino Chaplin mi guarda come se fossi una specie di creatura esotica e non sapesse che fare con me. Nella mia stanza si è comportato come se l'avessero portato in un tempio.''»]] *Persino [[Charlie Chaplin|Chaplin]] mi guarda come se fossi una specie di creatura esotica e non sapesse che fare con me. Nella mia stanza si è comportato come se l'avessero portato in un tempio. (1931?)<ref group="fonte" name=laRepubblica/> :''Even Chaplin looks at me like I'm some kind of exotic creature and doesn't know what to make of me. In my room he acted as if he were being brought into a temple.''<ref group="fonte">{{en}} Ricordato da [[Konrad Wachsmann]]; citato in Michael Grüning, ''Ein Haus für Albert Einstein'', Verlag der Nation, Berlino, 1990, p. 145.</ref> (p. 116) *[[Immanuel Kant|Kant]] è una specie di autostrada con tante, tante pietre miliari. Poi arrivano tutti i cagnolini e ognuno deposita il suo contributo alle pietre miliari.<ref group="fonte" name=laRepubblica/> :''Kant is sort of a highway with lots and lots of milestones. Then all the little dogs come and each deposits his contribution at the milestones.''<ref group="fonte">{{en}} Frase detta a [[Ilse Rosenthal-Schneider]], 15 settembre 1919.</ref> (p. 129) *La [[sfortuna]] si adatta incommensurabilmente bene al genere umano: meglio del successo.<ref group="fonte" name=laRepubblica>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/12/16/chaplin-mi-guarda-come-fossi-una-bestia.html Chaplin mi guarda come se fossi una bestia rara]'', ''la Repubblica'', 16 dicembre 2010.</ref> :''Misfortune suits minkind immeasurably better than success.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], 24 dicembre 1909.</ref> (p. 174) *Le [[persona|persone]] sono come le [[bicicletta|biciclette]]: riescono a mantenere l'equilibrio solo se continuano a muoversi.<ref group="fonte" name=laRepubblica/> :''People are like bicycles. They can keep their balance only as long as they keep moving.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera al figlio [[Eduard Einstein]], 5 febbraio 1930; Archivio Einstein 75-590.</ref> (p. 176) *L'uomo è nato per odiare in misura quasi maggiore d'amare: e l'[[odio]] non si stanca di afferrare qualsiasi situazione disponibile.<ref group="fonte" name=laRepubblica/> :''Man is born to hate in almost higher measure than to love, and hate does not tire in taking grasp of any aviable situation.''<ref group="fonte">{{en}} Da una lettera a [[Hans Muesham]], 3 aprile 1946; Archivio Einstein 38-352.</ref> (p. 183) *Bisogna spartire il proprio tempo tra la politica e le equazioni. Ma per me, le nostre [[equazione|equazioni]] sono molto più importanti, perché la politica è per il presente, ma le nostre equazioni sono per l'eternità.<ref group="fonte">{{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 108.</ref><ref group="fonte">{{cfr}} AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 30. ISBN 9788858025857</ref> :''One must divide one's time between politics and equations. But our equations are much more important to me, because politics is for the present, while our equations are for eternity.''<ref group="fonte">{{de}} Citato in E. Strauss, ''Assistant bei Albert Einstein'' in ''Helle Zeit, Dunkle Zeit: In Memoriam Albert Einstein'', a cura di Carl Seelig, Europa Verlag, Zurigo, 1956, p. 71.</ref> (p. 308) *{{Ancora|veg|Benché sia stato impedito da circostanze esterne ad osservare una dieta strettamente [[vegetarianismo|vegetariana]], sono stato a lungo un aderente alla causa in linea di principio. Oltre a concordare con gli obiettivi del vegetarianismo per ragioni estetiche e morali, è mia opinione che uno stile di vita vegetariano, per il suo effetto puramente fisico sul temperamento umano, avrebbe la più benefica influenza sulle sorti dell'umanità.}} :''Although I have been prevented by outward circumstances from observing a strictly vegetarian diet, I have long been an adherent to the cause in principle. Besides agreeing with the aims of vegetarianism for aesthetic and moral reasons, it is my view that a vegetarian manner of living by its purely physical effect on the human temperament would most beneficially influence the lot of mankind.''<ref group="fonte">{{en}} 27 dicembre 1930, Archivio Einstein 46-756; 2011.</ref> (p. 453) *Dunque sto vivendo senza grassi, senza carne, senza pesce, ma in questo modo mi sento proprio bene. A me pare sempre che l'uomo non sia nato per essere un carnivoro. :''So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore.''<ref group="fonte">{{en}} 30 marzo 1954, Archivio Einstein 38-435; 2011.</ref> (p. 454) ===''Einstein on Politics''=== *La guerra è vinta, ma la pace no. Le grandi potenze, unite nei combattimenti, sono ora divise nella costruzione della pace. Al mondo era stata promessa la libertà dalla paura, ma in realtà la paura è cresciuta enormemente dalla fine della guerra. Al mondo era stata promessa la libertà dalla miseria, ma gran parte del mondo si trova ad affrontare la fame mentre altri vivono in abbondanza. :''The war is won, but the peace is not. The great powers, united in fighting, are now divided over the peace settlements.''<ref group="fonte" name=CCLXXIII/> ''The world was promised freedom from fear, but in fact fear has increased tremendously since the termination of the war. The world was promised freedom from want, but large parts of the world are faced with starvation while others are living in abundance.''<ref group="fonte">Da ''The War is Won, but the Peace is Not'', 10 dicembre 1945.</ref> (p. 382) *Molte persone hanno indagato su un mio recente messaggio secondo cui "{{Ancora|Problema1|un nuovo tipo di pensiero è essenziale se l'umanità vuole sopravvivere}}." [...] {{Ancora|Problema2|Il pensiero e i metodi passati non hanno impedito le guerre mondiali. Il pensiero futuro ''deve'' prevenire le guerre}}. :''Many persons have inquired concerning a recent message of mine that "a new type of thinking is essential if mankind is to survive and move to higher levels."'' [...] ''Past thinking and methods did not prevent world wars. Future thinking ''must'' prevent wars.''<ref group="fonte">Da ''The real problem is in the hearts of men'', ''New York Times Magazine'', 23 giugno 1946.</ref><ref group="fonte" name=CCLXXIII>{{Cfr}} ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA273 pp. 273].</ref> (p. 383) *Rendo onore a [[Lenin]] come uomo che ha interamente sacrificato se stesso e dedicato tutte le proprie energie alla realizzazione della giustizia sociale. Non considero i suoi metodi raccomandabili, ma una cosa è certa: uomini come lui sono i guardiani e i rinnovatori della coscienza dell'umanità. :''In Lenin I honor a man, who in total sacrifice of his own person has committed his entire energy to realizing social justice. I do not find his methods advisable. One thing is certain, however: men like him are the guardians and renewers'' [Erneuerer] ''of mankind's conscience.''<ref group="fonte">{{en}} Dal discorso per il quinto anniversario della morte di Lenin, 6 gennaio 1929; ; Archivio Einstein 47-471; citato in ''Einstein on Politics'', Princeton University Press, 2013, [https://www.google.it/books/edition/Einstein_on_Politics/_X1dAAAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=%22In+Lenin+I+honor+a+man,+who+in+total+sacrifice+of+his+own+person+has+committed+his+entire+energy%22&pg=PA413&printsec=frontcover p. 413]. ISBN 9781400848287</ref> *Senza la Russia {{NDR|l'[[Unione Sovietica]]}}, questi segugi tedeschi {{NDR|la [[Germania nazista]]}} avrebbero raggiunto i loro scopi o, in ogni caso, ci sarebbero andati vicini. [...] Noi e tutti i nostri figli abbiamo un enorme debito di gratitudine nei confronti del popolo russo che ha pagato la sua vittoria con perdite innumerevoli e sofferenze enormi. [...] Il modo in cui la Russia ha condotto la guerra ha reso evidenti i suoi grandi successi in tutti i campi industriali e tecnici. [...] Nel sacrificio e nell'esemplare abnegazione di tutti, vedo la prova di una determinazione generale a difendere ciò che hanno conquistato. [...] In Russia, l'uguaglianza di tutti i popoli e di tutte i gruppi culturali non è solo parole, ma è praticata realmente. :[...] ''without Russia, the German bloodhounds would have already achieved their goal, or would achieve it very soon.'' [...] ''we and our children owe a great debt of gratitude to the Russian people for having experienced such immense losses and suffering.'' [...] ''[Russia's] conduct the war has made obvious her great achievements in all industrial and technical fields.'' [...] ''and in the limitless sacrifice and exemplary self-denial of every single individual, I see proof of a strong and universal will to defend what they have won.'' [...] ''In Russia the equality of all national and cultural groups is not merely nominal but is actually practiced.''<ref group="fonte">{{en}} Dal discorso al Consiglio Ebreo per il sostegno alla guerra Russa, 25 ottobre 1942.</ref> (pp. 453-454) ===Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein: {{small|la sua vita, il suo universo}}''=== *Il primo articolo {{NDR|''[[Albert Einstein/Articoli scientifici#Un punto di vista euristico relativo alla generazione e alla trasformazione della luce|Un punto di vista euristico...]]''}} ha per oggetto la radiazione e le proprietà energetiche della luce ed è decisamente rivoluzionario.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Conrad Habicht]], 18 o 25 maggio 1905.</ref> (p. 7) *Le cose veramente [[originalità|originali]] si inventano soltanto quando si è giovani, poi si diventa più esperti, più famosi... e più ''stupidi''.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], 6 dicembre 1917.</ref> (p. 305) *{{NDR|Riferito alla [[meccanica quantistica]]}} Quest'orgia impregnata di epistemologia dovrebbe esaurirsi. Ma senza dubbio sorridi di me e pensi che, dopotutto, molte giovani mignotte diventano vecchie bigotte, e che più di un giovane rivoluzionario diventa un vecchio reazionario.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Erwin Schrödinger]], 19 giugno 1935, Archivio Einstein 22-47.</ref> (p. 438) *Il tuo gatto {{NDR|[[paradosso del gatto di Schrödinger]]}} dimostra che siamo in completo accordo sulla tua valutazione del carattere della teoria attuale. Una funzione psi che contiene tanto il gatto vivo quanto il gatto morto non può certo essere considerata una descrizione di uno stato di cose reale.<ref>L'articolo di Schrödinger non era stato ancora pubblicato (29 novembre 1935), ma il fisico austriaco aveva esposto la sua argomentazione in una lettera ad Einstein del 19 agosto 1935. {{Cfr}} [[Walter Isaacson]], ''Einstein: la sua vita, il suo universo'', nota a p. 603.</ref><ref group="fonte">Da una lettera a [[Erwin Schrödinger]], 4 settembre 1935, Archivio Einstein 22-53.</ref> (p. 442) *I fisici contemporanei in qualche modo credono che la teoria quantistica fornisca una descrizione della realtà, e per di più una descrizione ''completa''. Questa interpretazione è, però, confutata nel modo più elegante dal tuo sistema di atomo radioattivo + contatore Geiger + amplificatore + carica esplosiva + gatto in una scatola, in cui la funzione psi del sistema contiene il gatto sia vivo che fatto a pezzi.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Erwin Schrödinger]], 22 dicembre 1950, Archivio Einstein 22-174.</ref> (p. 442) *Breve è questa esistenza, come una visita fugace in una casa sconosciuta. La via da seguire è scarsamente rischiarata dal lume tremolante della coscienza.<ref group="fonte">Dall'elogio funebre di [[Rudolf Ladenburg]], 1° aprile 1952, Archivio Einstein 5-160.</ref> (p. 516) *La cosa strana dell'[[invecchiamento|invecchiare]] è che l'intima identificazione con il qui e ora si va lentamente perdendo. Ci si sente trasposti nell'infinito, più o meno soli.<ref group="fonte">Da una lettera alla regina madre Elisabetta del Belgio, 12 gennaio 1953, Archivio Einstein 32-405.</ref> (pp. 516-517) {{Int|Dall'intervista di [[George Sylvester Viereck]], ''What Life Means to Einstein'', 26 ottobre 1929|Pubblicata su ''The Saturday Evening Post'', p. 17 e successivamente in ''Glimpses of the Great'', Duckworth, 1930, pp. 372-373; tradotta in ''Einstein: la sua vita, il suo universo'', p. 373.|h=4}} *Il [[nazionalismo]] è una malattia infantile, il morbillo del genere umano.<ref group="fonte">Citato in ''Il lato umano'', p. 37 e in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 102.</ref> *Nessuno può leggere i [[Vangelo|Vangeli]] senza avvertire la presenza reale di [[Gesù]]. La sua personalità pulsa in ogni parola. Nessun mito è così pieno di vita. *{{NDR|«Lei crede in Dio?»}} Non sono un [[ateismo|ateo]]. Il problema è troppo vasto per le nostre menti limitate. Siamo nella posizione di un bimbetto che entra in un'immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Ma non sa come. Non capisce le lingue in cui sono scritti. Intuisce indistintamente un ordine misterioso nella disposizione dei libri, ma non sa quale sia. Questo, mi sembra, è l'atteggiamento anche del più intelligente degli esseri umani verso [[Dio]]. Vediamo un universo meravigliosamente organizzato che obbedisce a certe leggi, ma comprendiamo solo indistintamente queste leggi. *Sono un determinista. Non credo nel libero arbitrio. Gli ebrei credono nel libero arbitrio. Credono che l'uomo decida della propria vita. Io respingo questa dottrina. Per questo aspetto non sono ebreo. *Sono affascinato dal panteismo di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], ma ammiro ancor di più il suo contributo al pensiero moderno perché è il primo filosofo ad aver trattato corpo e anima come un tutt'uno, e non come due cose separate. *L'[[immaginazione]] è più importante della [[conoscenza]]. La conoscenza è limitata; l'immaginazione racchiude il mondo.<ref>Rispondendo alla domanda: «''Do you trust more to your imagination than to your knowledge?''» («Ti fidi più della tua immaginazione che della tua conoscenza?» {{Cfr}} ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA12 p. 12].</ref><ref>Citato nell'episodio 2 della prima stagione di ''[[Criminal Minds]]''.</ref><ref group="fonte" name=palaz>Citato in ''[http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/einstein-lha-detto-veramente Einstein l'ha detto veramente?]'', ''PalazzoEsposizioni.it''.</ref> ===Attribuite=== *Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un [[miracolo]]; l'altro come se tutto fosse un miracolo.<ref group="fonte">Citato in Michael J. Gelb, ''Il Genio che c'è in te''.</ref> :''There are only two ways to live your life. One is as though nothing is a miracle. The other is as though everything is.''<ref group="fonte">{{en}} Citato da [[Gilbert Fowler White]] in ''Journal of France and Germany'' (1942–1944); citato in Robert E. Hinshaw, ''Living with Nature's Extremes: The Life of Gilbert Fowler White'', Big Earth Publishing, 2006, [https://books.google.it/books?id=_2qfZRp9SeEC&lpg=PP1&pg=PA62 p. 62]. ISBN 1555663885</ref> ::[[Gilbert Fowler White]] citò questa frase senza tuttavia specificare l'occasione in cui Einstein l'avrebbe pronunciata. *Descrivere ogni cosa in modo scientifico sarebbe possibile, ma assurdo. Non avrebbe senso, sarebbe come descrivere una sinfonia di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] in base alla variazione della pressione dell'onda.<ref name=Curiosoattribuiti>Queste citazioni sono incluse nella sezione "''Attribuiti a Einstein''" del libro ''Pensieri di un uomo curioso''. La stessa curatrice del libro, Alice Calaprice, in ''Introduzione e ringraziamenti'' scrive: «Di alcune citazioni non sono riuscita a rintracciare la fonte sebbene io stessa, o le persone che si sono rivolte a me per saperne di più, abbiamo letto o sentito dire che erano di Einstein. Le ho raccolte alla fine del volume sotto il titolo di ''Attribuiti a Einstein''; spero che i lettori mi sappiano indirizzare ai documenti giusti.»</ref><ref group="fonte">Citato in Max Born, ''Physik im Wandel Meiner Zeit'', Vieweg, Braunschweig, Germania, 1966; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 170.</ref><br />Come si può mettere [[Sinfonia n. 9 (Beethoven)|la ''Nona'' di Beethoven]] in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L'[[universo]] non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto.<ref group="fonte">Citato in [[Mario Canciani]], ''Vita da prete'', Mondadori, Milano, 1991, p. 94. ISBN 88-04-34449-0</ref> *I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di consapevolezza che li ha creati.<ref>Citato in Federico Renzo Grayeb, ''Il leader consapevole'', a cura di Patrizia Fogheri, FrancoAngeli, 2014, [https://books.google.it/books?id=JqD9CQAAQBAJ&pg=PA28 p. 28]. ISBN 8891703494</ref> :''The significant problems we face cannot be solved at the same level of thinking we were at when we created them''.<ref name=tuqe/> ::In ''The New Quotable Einstein'', la curatrice Alice Calaprice suggerisce che questa frase attribuita ad Einstein potrebbe essere una parafrasi di due citazioni tratte da un articolo del 1946: «[[#Problema1|Un nuovo tipo di pensiero è essenziale se l'umanità vuole sopravvivere]]» e «[[#Problema2|il pensiero e i metodi passati non hanno impedito le guerre mondiali. Il pensiero futuro ''deve'' prevenire le guerre]]».<ref group="fonte" name=CDLXXVI>{{Cfr}} ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA476 pp. 476-477].</ref> *Non m'è riuscito di leggerlo: il cervello umano non è complesso fino a questo punto.<ref group="fonte" name=eco>Dal commento a un libro di [[Franz Kafka]]; citato in [[Umberto Eco]], ''Sei passeggiate nei boschi narrativi'', Saggi Tascabili Bompiani, 1995, pp. 5-6.</ref> :Einstein avrebbe pronunciato questa frase restituendo a [[Thomas Mann]] un libro di [[Franz Kafka]] che gli era stato prestato. L'aneddoto venne riportato da [[Alfred Kazin]].<ref group="fonte" name=eco/> *Quando un uomo siede due ore in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà che siano passate due ore. Questa è la relatività. :''When you sit with a nice girl for two hours you think it's only a minute, but when you sit on a hot stove for a minute you think it's two hours. That's relativity.'' ::L'aneddoto venne pubblicato per la prima volta sul ''New York Times'' nel marzo del 1929: Einstein in quell'occasione avrebbe detto alla sua segretaria di rispondere così agli intervistatori ansiosi di sapere cosa fosse la relatività. Da allora l'aneddoto è stato riproposto in diverse varianti. Tuttavia la fonte è indiretta, e data e occasione non sono note.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2014/11/24/hot-stove/ Relativity: A Hot Stove and A Pretty Girl]'', ''QuoteInvestigator.com'', 24 novembre 2014.</ref> *Se non posso disegnarlo, non posso capirlo. :''If I cannot picture it, I cannot understand it.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in Ian Watson, ''Hydrology: An Environmental Approach'', CRC Press, 1993, sezione C, [https://books.google.it/books?id=08STcsKc6A4C&lpg=PP1&pg=PA137 p. 137]. ISBN 1566700876</ref> ::La citazione venne attribuita ad Einstein da [[John Archibald Wheeler]], ma non sono note le circostanze in cui lo scienziato avrebbe pronunciato tale frase.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.scientificamerican.com/article/pioneering-physicist-john-wheeler-dies/ Pioneering Physicist John Wheeler Dies at 96]'', ''Scientific American.com'', 14 aprile 2008.</ref> *Se non sai spiegarlo a un bambino di sei anni, non l'hai capito neanche tu. :''If you can't explain something to a six-year-old, you really don't understand it yourself''. ::Spesso attribuita a [[Richard Feynman]], forse basata su una citazione simile su come spiegare la scienza ad un barista di [[Ernest Rutherford]]. Ronald W. Clark, nel libro ''Einstein: His Life and Times'', 1972, p. 418, suggerisce che sia stato [[Louis de Broglie]] ad attribuire una frase simile ad Einstein<ref>''To de Broglie, Einstein revealed an instinctive reason for his inability to accept the purely statistical interpretation of wave mechanics. It was a reason which linked him with Rutherford, who used to state that "it should be possible to explain the laws of physics to a barmaid." Einstein, having a final discussion with de Broglie on the platform of the Gare du Nord in Paris, whence they had traveled from Brussels to attend the Fresnel centenary celebrations, said "that all physical theories, their mathematical expressions apart ought to lend themselves to so simple a description 'that even a child could understand them.''</ref>, tratta dal libro di de Broglie ''New Perspectives in Physics'', 1962, p. 184. *Solo due cose sono [[infinito|infinite]], l'[[universo]] e la [[stupidità]] umana, e non sono sicuro della prima.<ref group="fonte">Citato in Matteo Molinari, ''Le formiche e le cicale'', Kowalski Editore IT, 2003, p. [http://books.google.it/books?id=z9bOw1eEQcoC&pg=PA117 p. 117]. ISBN 88-7496-603-2</ref> :''Two things are infinite, as far as we know – the universe and human stupidity.'' (1947) :''Two things are infinite: the universe and human stupidity.'' (1969) :''Two things are infinite, the universe and human stupidity, and I am not yet completely sure about the universe.'' (1969) ::Lo psicoterapeuta [[Fritz Perls]] nel libro ''Ego, Hunger, and Aggression: a Revision of Freud's Theory and Method'' (1947) attribuì la prima versione della citazione in lingua inglese ad un "grande astronomo" non meglio precisato, scrivendo poi nella frase successiva del paragrafo «Einstein ha dimostrato che l'universo è limitato» («''Einstein has proved that the universe is limited''»). Nel libro ''Gestalt Therapy Verbatim'' (1969) lo stesso Perls attribuì una versione più breve della frase (la seconda riportata) ad Einstein: lo scienziato l'avrebbe pronunciata nel corso di una conversazione con lo stesso Perls. Infine nel libro ''In and Out the Garbage Pail'' (1969), Perls attribuì ad Einstein la terza versione della citazione (quella più spesso citata anche in lingua italiana).<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2010/05/04/universe-einstein/#more-173 Two Things Are Infinite: the Universe and Human Stupidity]'', ''QuoteInvestigator.com'', 4 maggio 2010.</ref> [[File:Albert Einstein photo 1921.jpg|thumb|Albert Einstein nel 1921]] *Tutto dev'essere reso quanto più semplice possibile. Ma non più semplice di così. :''Everything should be made as simple as possible, but no simpler''. ::Ci sono diverse varianti della stessa frase; [https://quoteinvestigator.com/2011/05/13/einstein-simple/ Quote Investigator] ne fornisce un elenco. *Uno [[stomaco]] vuoto non è un buon consigliere politico.<ref name=Curiosoattribuiti/><ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 169.</ref> :''An empty stomach is not a good political advisor.'' ::La frase è impropriamente ricavata da una citazione tratta da ''[https://books.google.it/books?id=W2UoAQAAMAAJ Cosmic Religion, with Other Opinions and Aphorisms]'' (Covici-Friede, New York, 1931, p. 107): «''Reduced to a formula, one might say simply that an empty stomach is not a good political adviser. Unfortunately, the corollary also is true—namely, that better political insight has a hard time winning its way as long as there is little prospect of filling the stomach.''» («Riducendo il tutto a una formula, si potrebbe dire semplicemente che uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico. Sfortunatamente la logica conseguenza è anch'essa vera e cioè che finché c'è la minima possibilità di riempire lo stomaco, un miglior approccio politico difficilmente avrebbe la meglio»).<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.barrypopik.com/index.php/new_york_city/entry/an_empty_stomach_is_not_a_good_political_adviser "An empty stomach is not a good political adviser"]'', ''BarryPopik.com'', 9 giugno 2010.</ref> ===[[Citazioni errate|Errate]]=== *[[Follia]] è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi.<ref>Citato nella [[The Big Bang Theory (quarta stagione)|quarta stagione di ''The Big Bang Theory'']].</ref><ref group="fonte" name=palaz/> :''Insanity is doing the same thing over and over again and expecting different results.'' ::La citazione viene spesso attribuita erroneamente ad Einstein e talvolta anche a [[Benjamin Franklin]] e [[Mark Twain]]. In realtà essa proviene da un [http://web.archive.org/web/20121202030403/http://www.amonymifoundation.org/uploads/NA_Approval_Form_Scan.pdf documento del 1981] (p. 11) dei [[w:Narcotici Anonimi|Narcotici Anonimi]].<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} Cara Santa Maria, ''[http://www.huffingtonpost.com/2011/12/20/insanity-definition_n_1159927.html Insanity: The Real Definition]'', ''Huffington Post.com'', 19 febbraio 2012.</ref> Molte fonti<ref group="fonte" name=CDLXXIV>{{Cfr}} ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA474 p. 474].</ref> attribuiscono la citazione a [[Rita Mae Brown]], ma ella cita solamente la frase nel suo libro ''Sudden Death'', Bantam Books, New York, 1983, p. 68 *Il [[diritto internazionale]] esiste soltanto nei manuali di diritto internazionale.<ref group="fonte">Citato in ''[https://books.google.it/books?id=iJpFDwAAQBAJ&pg=PT150 Pensieri di un uomo curioso]'', Mondadori, 1a ed 1997, ultima ed. 2018, traduzione di Sylvie Coyaud</ref> :''International law exists only in textbooks on international law.'' ::La citazione, spesso attribuita ad Einstein, venne pronunciata in realtà da [[Ashley Montagu]] mentre intervistava lo scienziato.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} Montagu, ''[https://www.cooperative-individualism.org/montagu-ashley_conversations-with-albert-einstein-1985.htm Conversations with Einstein]'', Science Digest, ristampato il luglio 1985 e ''The Ultimate Quotable Einstein'', Princeton University Press, 2010, [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA473 p. 473]</ref> *L'interesse composto è l'ottava meraviglia del mondo. Chi lo capisce, guadagna; chi non lo capisce, paga.<ref group="fonte">Citato in AA.VV., ''Come funzionano i soldi'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 209. ISBN 9788858025208</ref> :''Compound interest is the most powerful force in the universe. He who understands it, earns it; he who doesn't, pays it''. ::Con ogni probabilità è una falsa attribuzione, in quanto circolano varianti dal 1916, le prime delle quali non sono attribuite ad Einstein.<ref>Cfr. ''[http://quoteinvestigator.com/2011/10/31/compound-interest/ The Quote Investigator]''.</ref> *L'istruzione è ciò che rimane dopo che si è dimenticato tutto ciò che si era imparato a scuola.<ref group="fonte" name=palaz/> :Sebbene la citazione venga talvolta attribuita allo scienziato, Einstein nel suo saggio ''[[#Sull'istruzione|Sull'istruzione]]'' riporta la citazione attribuendola apertamente ad un anonimo, una persona «arguta» non meglio precisata.<ref group="fonte">{{Cfr}} ''Il mondo come io lo vedo'', p. 37 e ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA473 p. 473].</ref> *La [[mente]] è come un paracadute. Funziona solo se si apre.<ref group="fonte">Citato in ''Focus Storia'', n. 63, gennaio 2012, p. 77.</ref> :La paternità di questa citazione è incerta: alcune fonti la attribuiscono a [[Thomas Dewar]], altre a [[James Dewar]]. Probabilmente l'ambiguità nasce dal fatto che i due hanno lo stesso cognome e sono vissuti in un periodo storico molto simile. La citazione è stata erroneamente attribuita anche ad Einstein e a [[Frank Zappa]], che appartengono ad un periodo storico successivo e hanno, con tutta probabilità, solamente citato la frase. *La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente.<ref group="fonte">Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 15. ISBN 9788858015001</ref> :La frase corretta è invece "Le persone come noi, che credono nella fisica, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'illusione ostinatamente persistente" (''People like us, who believe in physics, know that the distinction between past, present, and future is only a stubbornly persistent illusion''), tratta da una lettera alla famiglia di Michele Besso, marzo 1955, successiva alla morte di quest'ultimo, citata in Freeman Dyson, ''Disturbing the Universe'', 1979, Cap. 17, "A Distant Mirror", p. 193. *La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.<ref group="fonte">Da ''I fondamenti della fisica teorica'', in ''Pensieri, idee, opinioni'', p. 97.</ref> :Einstein cita esplicitamente [[Gotthold Ephraim Lessing]]. *Le [[coincidenza|coincidenze]] sono il modo di Dio per rendersi anonimo.<ref group="fonte">Citato in Elena Puntaroli, ''Spirale delle emozioni (La): Espandi e colora con gioia la tua vita'', Anima Srl, 2014, [https://books.google.it/books?id=VEJoAwAAQBAJ&pg=RA2-PA95 p. 95]. ISBN 88-6365-242-2</ref> :Le prime attribuzioni note di questa citazione ad Albert Einstein risalgono al 2000, molti anni dopo la sua morte, e non vi è alcuna evidenza che la citazione sia stata ideata da lui.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2015/04/20/coincidence/ Chance, Coincidence, Miracles, Pseudonyms, and God]'', ''QuoteInvestigator.com'', 20 aprile 2015.</ref> *Niente aumenterà le possibilità di sopravvivenza della vita sulla Terra quanto l'evoluzione verso un'alimentazione [[vegetarianismo|vegetariana]].<ref group="fonte">Citato in [[Umberto Veronesi]], ''Perché dobbiamo essere vegetariani'', in Umberto Veronesi e [[Mario Pappagallo]], ''Verso la scelta vegetariana: il tumore si previene anche a tavola'', Giunti Editore, 2011, p. 8. ISBN 978-88-09-76687-7</ref> :Nel libro ''Verso la scelta vegetariana'', [[Umberto Veronesi|Veronesi]] scrive che Einstein «si riporta abbia dichiarato» questa frase. Secondo la IVU (International Vegetarian Union), la frase inglese «''Nothing will'' [...] ''increase chances for survival of life on Earth as much as the evolution to a vegetarian diet''» risulta «completamente non verificata» e «sembra una cattiva traduzione dal tedesco» della frase di Einstein correttamente tradotta in inglese come «''a vegetarian manner of living by its purely physical effect on the human temperament would most beneficially influence the lot of mankind''» (da una lettera del 27 dicembre 1930 a Hermann Huth, editore della rivista ''Vegetarische Warte'', che avrebbe pubblicato la frase originale; fonte a volte erroneamente indicata come ''Vegetarian Watch-Tower''). cfr. la [[#veg|citazione corretta]] di Einstein.<ref group="fonte">{{Cfr}} ''[http://www.ivu.org/history/northam20a/einstein.html History of Vegetarianism - North America: early 20th Century - Albert Einstein (1879-1955)]'', ''ivu.org''.</ref> *Non so con quali armi si combatterà la [[Terza guerra mondiale]], ma posso dirvi cosa useranno nella quarta: pietre!<ref group="fonte">Da ''Liberal Judaism'', aprile-maggio 1949, p. 12; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 169.</ref><ref>Citato anche in ''[[Call of Duty: Modern Warfare 3]]''.</ref> :La citazione, attribuita talvolta anche a [[Omar Bradley]], apparve per la prima volta nel settembre del 1946 in un articolo di [[Walter Winchell]]. In tale articolo venivano riportate le parole di un tenente, che interrogato sulle possibili armi di una futura guerra mondiale, rispose: «''I dunno, but in the war after the next war, sure as Hell, they'll be using spears!''» («Non lo so, ma nella guerra dopo la prossima, sicuro come l'inferno, useranno le lance!»). La frase venne citata in diversi contesti, talvolta con qualche variazione, soprattutto in merito al tipo di arma utilizzata in un'ipotetica quarta guerra mondiale. Ad esempio [[Dean Arthur L. Beeley]], direttore dell'University of Utah's Institute of World Affairs, nel giugno 1947 affermò che probabilmente una quarta guerra mondiale si sarebbe combattuta con «archi e frecce» («''Unless the free people of the earth unite to avert World War III, it is probable — as some sage recently prophesied — that World War IV will be fought with bows and arrows.''»). Nel giugno del 1948, due anni dopo la prima apparizione della citazione, in un articolo su Einstein pubblicato su ''The Rotarian'' si affermava che lo scienziato, interrogato sulle armi potenzialmente utilizzabili nella Terza guerra mondiale, avesse risposto: «''I don't know. But I can tell you what they'll use in the fourth. They'll use rocks!''» («Non lo so, ma posso dirvi cosa useranno nella quarta. Useranno le pietre!»). Anche nell'articolo ''Einstein at 70'', pubblicato sul periodico ''Liberal Judaism'' nel'aprile 1949 venne attribuita ad Einstein una citazione molto simile a quella riportata su ''The Rotarian''.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2010/06/16/future-weapons/ The Futuristic Weapons of WW3 Are Unknown, But WW4 Will Be Fought With Stones and Spears]'', ''QuoteInvestigator.com'', 16 giugno 2010.</ref> *Non tutto quel che conta può essere contato e non tutto quello che può essere contato conta. :''Not everything that counts can be counted, and not everything that can be counted counts.'' ::La citazione, spesso attribuita ad Einstein, appare per la prima volta nel testo di William Bruce Cameron del 1963, ''Informal Sociology: A Casual Introduction to Sociological Thinking''. Anche se probabilmente una delle due parti della citazione esisteva già in qualche forma differente, Cameron è stato il primo a mettere insieme le due frasi e sembra aver coniato almeno una delle due. Il primo riferimento ad Einstein risale invece al 1986, più di trent'anni dopo la morte dello scienziato, nel libro di business, ''Peak Performance''. In tale libro si affermava che Einstein avesse scritto tale citazione sulla lavagna del suo ufficio all'Institute for Advanced Studies di Princeton. Nello stesso libro, del resto, la citazione veniva attribuita a [[George Pickering]].<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2010/05/26/everything-counts-einstein/ Not Everything That Counts Can Be Counted]'', ''QuoteInvestigator.com'', 26 maggio 2010.</ref> *Qualsiasi uomo che guida in maniera sicura mentre bacia una bella ragazza è un uomo che non sta dando al bacio l'attenzione che merita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://ilsaggiolibro.it/dieci-consigli-di-albert-einstein/ I dieci consigli di Albert Einstein]'', ''Il Saggio Libro.it''.</ref> :''Any man who can drive safely while kissing a pretty girl is simply not giving the kiss the attention it deserves.''<ref name=tuqe>Queste citazioni sono incluse nella sezione "''Attribuited to Einstein''" del libro ''The Ultimate Quotable Einstein'', ultima edizione del libro noto in Italia come ''Pensieri di un uomo curioso''</ref> ::La citazione venne attribuita per la prima volta ad Einstein nel 2002 nel libro ''More Sex Talk'', quasi cinquant'anni dopo la morte dello scienziato, si può quindi affermare con ragionevole certezza che tale attribuzione è erronea. La citazione era apparsa per la prima volta nel 1923 in un articolo di un giornale statunitense.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2015/12/31/kiss/ Anyone Who Can Drive Safely While Kissing Is Simply Not Giving the Kiss the Attention It Deserves]'', ''QuoteInvestigator.com'', 31 dicembre 2015.</ref> *Quando la rivoluzione scoppiò in Germania, come amante della libertà, mi aspettavo che le università la difendessero, dato che avevano sempre vantato il loro attaccamento alla causa della verità. Ma no, le università vennero subito ridotte al silenzio. Poi rivolsi le mie attese ai grandi direttori dei giornali, che in passato avevano proclamato nei loro ardenti editoriali l'amore per la libertà. Ma anch'essi, come le università, nel giro di poche settimane furono ridotti al silenzio. Infine guardai agli scrittori che, come guide intellettuali della Germania, spesso avevano scritto del ruolo della libertà nella vita moderna e constatai che essi pure tacevano.<br />Soltanto la Chiesa si oppose decisamente alla campagna di Hitler per sopprimere la verità. Non mi ero mai interessato alla Chiesa prima di allora, ma adesso provo ammirazione e stima per la Chiesa, poiché sola ebbe il coraggio e la perseveranza di difendere la verità intellettuale e la libertà morale. Sono costretto ad ammettere che quel che una volta disprezzavo ora ammiro incondizionatamente.<ref group="fonte" name=um>{{Cfr}} ''Il lato umano'', pp. 87-88.</ref> :''Being a lover of freedom, when the revolution came in Germany, I looked to the universities to defend it, knowing that they had always boasted of their devotion to the cause of truth; but, no, the universities immediately were silenced. Then I looked to the great editors of the newspapers whose flaming editorials in days gone by had proclaimed their love of freedom; but they, like the universities, were silenced in a few short weeks.'' [...] ''Only the Church stood squarely across the path of Hitler's campaign for suppressing truth. I never had any special interest in the Church before, but now I feel a great affection and admiration because the Church alone has had the courage and persistence to stand for intellectual truth and moral freedom. I am forced thus to confess that what I once despised I now praise unreservedly.'' ::Questa dichiarazione venne riportata nell'articolo ''Religion: German Martyrs'', pubblicato sul ''Time Magazine'' del 23 dicembre 1940.<ref group="fonte">L'articolo originale del ''Time Magazine'' è riportato in parte su ''[http://www.drjudithreisman.com/archives/2010/11/religion_german.html DrJudithReisman]''.</ref> La citazione ebbe una grande diffusione e più scrittori la interpretarono in modo diverso. In una lettera dello scienziato del 1943 indirizzata a un ministro presbiteriano, che aveva chiesto una conferma in merito alle parole riportate da ''Time Magazine'', Einstein confermò di aver dichiarato approssimativamente qualcosa del genere, ma precisò che le dichiarazioni risalivano ai primi anni del regime nazista (ben prima del 1940) e erano state più «moderate» rispetto a quelle riportate successivamente dal ''Time Magazine'' («''It is true that I made a statement which corresponds approximately with the text you quoted. I made this statement during the first years of the Nazi-Regime — much earlier than 1940 — and my expressions were a little more moderate.''»).<ref group="fonte">{{Cfr}} * {{en}} [http://www.pbs.org/wgbh/roadshow/archive/200706A19.html Lettera di Einstein del 1943], ''PBS.org''. * {{en}} Dave Armstrong, ''Science and Christianity: Close Partners or Mortal Enemies?'', Lulu.com, 2012, [https://books.google.it/books?id=XzWcAwAAQBAJ&pg=PA243 p. 243]. ISBN 1105537331 * [https://www.youtube.com/watch?v=Sk_-0UiiauU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> Secondo lo scienziato [[William C. Waterhouse]] lo stralcio riportato dal ''Time Magazine'' sarebbe stato estrapolato da un commento casuale rilasciato dallo scienziato ad un giornalista, durante il periodo in cui Einstein viveva ancora in Germania. L'opinione di Waterhouse trova conferma in una lettera successiva dello scienziato, risalente al 14 novembre 1950.<br />Si tratta di una lettera di risposta ad una missiva invitagli da un pastore di una chiesa di Brooklyn, l'11 novembre 1950. Nella lettera il pastore ricordò che dopo l'avvento di Hitler, Einstein aveva rilasciato tale dichiarazione (una copia venne allegata alla lettera) e chiese gentilmente ad Einstein di inviargli una copia manoscritta di quel brano. Einstein rispose così: «Sono colpito dal tono generoso e leale della Sua lettera dell'11 novembre. Sono tuttavia un po' imbarazzato. Le parole che Lei cita non sono mie. Poco dopo l'ascesa al potere da parte di Hitler, ebbi un colloquio con un giornalista su questi argomenti. Da allora le mie osservazioni sono state rielaborate ed esagerate: non le riconosco più. Non posso trascrivere in buona fede il brano che Lei mi manda, credendolo mio. L'argomento è ancora più imbarazzante per me perché, come Lei, sono estremamente critico nei confronti degli atteggiamenti e soprattutto delle attività politiche del clero ufficiale nel corso della storia. Quindi il brano, anche se potessi trascriverlo con le mie parole originali (che non ricordo particolareggiatamente) dà un'impressione sbagliata del mio pensiero a riguardo.»<ref group="fonte">''[http://www.skeptic.com/eskeptic/06-01-05 Did Einstein Praise the Church?]'', ''Skeptic.com''.</ref><ref group="fonte" name=um/> *Se l'[[ape]] scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita.<ref>Citato in ''[[E venne il giorno]]'' (2008).</ref> :''If the bee disappears from the surface of the earth, man would have no more than four years to live.'' ::Non esiste una fonte originale per questa citazione attribuita a Einstein, essa non viene menzionata in nessun documento prima del 1994. In quell'anno, la frase venne citata per la prima volta su un volantino distribuito a Bruxelles dall'Unione Nazionale Apicoltori francesi, in rivolta a causa della concorrenza del miele d'importazione. È quindi probabile che sia stata creata ''ad hoc'' per avvalorare la protesta.<ref group="fonte">{{Cfr}} ''[http://www.snopes.com/quotes/einstein/bees.asp Einstein on Bees]'', ''Snopes.com'' e ''[http://www.thedailygreen.com/environmental-news/latest/einstein-bees Major Paper Repeats Bogus Einstein Bee Quote]'', ''The Daily Green.com'', 2 luglio 2011.</ref> *Solo coloro che tentano [[assurdo|cose assurde]] possono raggiungere l'impossibile.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.vivizen.com/2014/01/11-lezioni-di-vita-di-albert-einstein.html 11 lezioni di vita di Albert Einstein]'', ''Vivizen.com'', 11 gennaio 2014.</ref> :La prima attribuzione nota allo scienziato risale al 1997, diversi decenni dopo la sua morte. La citazione appartiene in realtà a [[Miguel de Unamuno]] ed è tratta dal suo libro ''Vida de Don Quijote y Sancho'' (1905): «Soltanto chi mette a prova l'assurdo è capace di conquistar l'impossibile.» La citazione viene spesso attribuita erroneamente anche a [[Maurits Cornelis Escher]].<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2015/02/21/impossible/ Only One Who Attempts the Absurd Is Capable of Achieving the Impossible]'', ''QuoteInvestigator.com'', 21 febbraio 2015.</ref> *Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.trn-news.it/portale/index.php/mondo/item/146-albert-einstein--%E2%80%9Ctemo-quel-giorno-in-cui-la-tecnologia-andr%C3%A0-oltre-la-nostra-umanit%C3%A0 Albert Einstein: "Temo quel giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità]'', ''Trn-news.it'', 8 settembre 2014.</ref><ref group="fonte">Citato in ''[http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=9898 Il giorno che Einstein temeva tanto potrebbe essere arrivato...]'', ''Lantidiplomatico.it'', 22 dicembre 2014.</ref><ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sikelianews.it/wps/cultura-e-societa/quante-difficile-guardarsi-negli-occhi-meglio-facebook/ Quant'è difficile guardarsi negli occhi... meglio Facebook!]'', ''SikeliaNews.it'', 5 agosto 2014.</ref> :''I fear the day that technology will surpass our human interaction. The world will have a generation of idiots.'' :''I fear the day when the technology overlaps with our humanity. The world will only have a generation of idiots.'' ::La frase sul web viene spesso citata e attribuita ad Einstein sia in lingua italiana che in lingua inglese (nelle due versioni riportate), soprattutto in relazione al crescente utilizzo dei cellulari e degli smartphone e al loro impatto sulle relazioni sociali. In realtà la frase non appare in nessuno scritto di Einstein, né tanto meno nella raccolta ''The Ultimate Quotable Einstein'' (''Pensieri di un uomo curioso''). Inoltre non vi è alcuna evidenza che Einstein abbia mai fatto una dichiarazione del genere. La frase è stata probabilmente creata ad hoc e risale probabilmente al 2012.<ref group="fonte">{{Cfr}} {{en}} ''[http://quoteinvestigator.com/2013/03/19/tech-surpass/ I Fear the Day That Technology Will Surpass Our Human Interaction]'', ''QuoteInvestigator.com'', 19 marzo 2013.</ref> *Usiamo solo il 10% del nostro cervello.<ref group="fonte" name=palaz/> :''We use only 10 percent of our brain.'' ::La citazione attribuita in diverse forme ad Einstein e, più in generale, la credenza sullo sfruttamento del 10% del cervello sono molto diffuse, ma entrambe false. Per approfondire vedi [[w:Sfruttamento del 10% del cervello|qui]].<ref group="fonte" name=CDLXXIV/> ==''Autobiografia scientifica''== ===[[Incipit]]=== Eccomi qui seduto, all'età di sessantasette anni, per scrivere quello che potrebbe essere il mio necrologio. Lo faccio non solo perché il dottor Schilpp mi ha convinto a farlo, ma perché credo effettivamente che sia bene mostrare a chi opera accanto a noi come appaia retrospettivamente la nostra fatica e la nostra ricerca. Dopo averci riflettuto, capisco che qualsiasi tentativo del genere sarà sempre inadeguato. Per quanto breve e limitata possa essere la propria vita di lavoro, e per quanto grande sia la parte di essa sprecata in errori, esporre ciò che resta e merita d'essere detto è tuttavia difficile, perché l'uomo di oggi, che ha sessantasette anni, non è affatto lo stesso che ne aveva cinquanta, trenta, o venti. Ogni [[ricordo]] appare alla luce del presente, e quindi in una prospettiva ingannevole.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 143.</ref> Questa considerazione potrebbe addirittura fermarmi. Ma dalla propria esperienza si possono estrarre molte cose ancora ignote ad altre coscienze umane. ===Citazioni=== *Così io — benché figlio di genitori (ebrei) completamente irreligiosi — divenni religiosissimo; ma cessai improvvisamente di esserlo all'età di dodici anni. Attraverso la lettura di libri di divulgazione scientifica mi ero convinto ben presto che molte delle storie che raccontava la [[Bibbia]] non potevano essere vere. La conseguenza fu che divenni un accesissimo sostenitore del libero pensiero, accomunando alla mia nuova fede l'impressione che i giovani fossero coscientemente ingannati dallo Stato con insegnamenti bugiardi; e fu un'impressione sconvolgente. Da questa esperienza trassi un atteggiamento di sospetto contro ogni genere di autorità, e di scetticismo verso le convinzioni particolari dei diversi ambienti sociali: e questo atteggiamento non mi ha più abbandonato, anche se poi, per una più profonda comprensione delle connessioni causali, abbia perso un po' della sua asprezza primitiva.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 120.</ref> (p. 62) *Che cos'è precisamente il «[[pensiero]]»? Quando, sotto lo stimolo di impressioni sensoriali, affiorano alla mente certe immagini, questo non è ancora «pensiero». E quando queste immagini formano sequenze in cui ciascun termine ne richiama un altro, nemmeno questo è ancora «pensiero». Ma quando una certa immagine ricorre in molte di queste sequenze, allora – proprio attraverso questa interazione – essa diventa un elemento ordinatore, poiché collega tra loro sequenze che di per sé non sarebbero collegate. Un elemento simile diventa uno strumento, un [[concetto]]. Io ritengo che il passaggio dalla libera associazione, o «sogno», al pensiero sia caratterizzato dalla funzione più o meno dominante che assume in quest'ultimo il «concetto». Non è affatto necessario che un concetto sia connesso con un segno riproducibile e riconoscibile coi sensi (una parola); ma quando ciò accade, il pensiero diventa comunicabile. (p. 63) *Per me non c'è dubbio che il nostro pensiero proceda in massima parte senza far uso di segni (parole), e anzi assai spesso inconsapevolmente. Come può accadere altrimenti, che noi ci «meravigliamo» di certe esperienze in modo così spontaneo? Questa «[[meraviglia]]» si manifesta quando un'esperienza entra in conflitto con un mondo di concetti già sufficientemente stabile in noi.<ref group="fonte" name=CLXII>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 162.</ref> (p. 64) *Io distinguo da una parte la totalità delle esperienze sensibili, e dall'altra la totalità dei concetti e delle proposizioni che sono enunciati nei libri. I rapporti interni fra i diversi concetti e proposizioni sono di natura logica, e il compito del [[logica|pensiero logico]] è strettamente limitato a stabilire tutte le connessioni interne fra concetti e proposizioni secondo regole ben definite, che sono appunto quelle della logica. I concetti e le proposizioni acquistano «significato», cioè «contenuto», solo attraverso la loro connessione con le esperienze sensibili. Questa connessione è puramente intuitiva, non è essa stessa di natura logica. Ciò che distingue la vuota [[fantasia]] dalla «verità» scientifica è il grado di certezza con cui questa connessione, cioè questa associazione intuitiva, può essere compiuta, e null'altro. (pp. 65-66) *Tutti i [[concetto|concetti]], anche quelli più vicini all'esperienza, sono dal punto di vista logico convenzioni liberamente scelte [...]. (p. 66) *[...] non ero in grado nel campo delle matematiche, di distinguere con chiarezza e con una intuizione sicura ciò che ha importanza fondamentale, che è veramente essenziale, da tutte le rimanenti nozioni più o meno utili. D'altra parte, il mio interesse a conoscere la natura era indiscutibilmente più forte, e da studente non capivo molto bene che la possibilità di conoscere più profondamente i princìpi fondamentali della fisica è legata ai metodi matematici più complicati. Me ne resi conto solo a poco a poco, dopo anni di lavoro scientifico indipendente. Certo, anche la fisica era divisa in diversi rami, ciascuno dei quali avrebbe potuto divorare una breve vita di lavoro senza soddisfare la fame di più profonda conoscenza. Anche qui la massa di dati sperimentali collegati fra loro era enorme. Ma in questo campo imparai subito a discernere ciò che poteva condurre ai princìpi fondamentali da quella moltitudine di cose che confondono la mente e la distolgono dall'essenziale.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 37.</ref> (pp. 67-68) *È un vero miracolo che i metodi moderni di istruzione non abbiano ancora completamente soffocato la sacra curiosità della ricerca: perché questa delicata pianticella, oltre che di stimolo, ha soprattutto bisogno di libertà, senza la quale inevitabilmente si corrompe e muore. È un gravissimo errore pensare che la gioia di vedere e di cercare possa essere suscitata per mezzo della coercizione e del senso del dovere. (p. 68) *Nonostante il rigoglio delle ricerche particolari, in materia di princìpi predominava una rigidezza dogmatica: in origine (se origine vi fu) Dio creò le leggi del moto di Newton insieme con le masse e le forze necessarie. Questo è tutto; ogni altra cosa risulta deduttivamente attraverso lo sviluppo di metodi matematici appropriati.<ref group="fonte" name=CXXXVII>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 137.</ref> (p. 69) *[[Isaac Newton|Newton]], perdonami; tu hai trovato la sola via che, ai tuoi tempi, fosse possibile per un uomo di altissimo intelletto e potere creativo. I concetti che tu hai creato guidano ancora oggi il nostro pensiero nel campo della fisica, anche se ora noi sappiamo che dovranno essere sostituiti con altri assai più discosti dalla sfera dell'esperienza immediata, se si vorrà raggiungere una conoscenza più profonda dei rapporti fra le cose.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 56.</ref> (p. 75) *Una [[teoria]] è tanto più convincente quanto più semplici sono le sue premesse, quanto più varie sono le cose che essa collega, quanto più esteso è il suo campo di applicazione.<ref group="fonte" name=CXXXVII/> Per questo la [[termodinamica]] classica mi fece un'impressione così profonda. È la sola teoria fisica di contenuto universale che sono certo non sarà mai sovvertita, entro i limiti in cui i suoi concetti fondamentali sono applicabili (dedicato alla speciale attenzione di quelli che sono scettici per principio). (p. 76) *A questo proposito non posso fare a meno di osservare che la coppia [[Michael Faraday|Faraday]]-[[James Clerk Maxwell|Maxwell]] aveva un'intima e notevolissima rassomiglianza con la coppia [[Galileo Galilei|Galileo]]-[[Isaac Newton|Newton]]: il primo di ciascuna coppia afferrava intuitivamente le possibili relazioni, mentre il secondo le formulava esattamente e le applicava quantitativamente. (p. 76) *Davanti a me avevo l'esempio della termodinamica. Il principio generale era tutto in questo enunciato: le leggi della natura sono tali che è impossibile costruire un ''perpetuum mobile'' (di prima o di seconda specie). Ma come trovare un siffatto principio universale? Dopo dieci anni di riflessione, un siffatto principio risultò da un [[paradossi dai libri|paradosso]] nel quale m'ero imbattuto all'età di sedici anni: se io potessi seguire un raggio di luce a velocità ''c'' (la velocità della luce nel vuoto), il raggio di luce mi apparirebbe come un campo elettromagnetico oscillante nello spazio, in stato di quiete. Ma nulla del genere sembra possa sussistere sulla base dell'esperienza o delle equazioni di Maxwell. Fin dal principio mi sembrò intuitivamente chiaro che, dal punto di vista di un tale ipotetico osservatore, tutto debba accadere secondo le stesse leggi che valgono per un osservatore fermo rispetto alla Terra. Altrimenti, come farebbe il primo osservatore a sapere, cioè come potrebbe stabilire, di essere in uno stato di rapidissimo moto uniforme?<br />È chiaro che in questo paradosso è già contenuto il germe della teoria della relatività ristretta. (p. 86) *La [[teoria della relatività]] generale, per conseguenza, procede dal seguente principio: le leggi naturali debbono essere espresse da equazioni che siano covarianti rispetto al gruppo delle trasformazioni continue di coordinate. Questo gruppo sostituisce il gruppo delle trasformazioni di Lorentz della teoria della relatività particolare, che è un sottogruppo del primo. (pp. 93-94) *La [[fisica]] è un tentativo di afferrare concettualmente la realtà, quale la si concepisce indipendentemente dal fatto di essere osservata. In questo senso si parla di «realtà fisica».<ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 445.</ref> Prima dell'avvento della [[fisica]] quantistica, non c'era alcun dubbio in proposito: nella teoria di Newton, la realtà era rappresentata da punti materiali nello spazio e nel tempo; nella teoria di Maxwell, dal campo nello spazio e nel tempo. Nella [[fisica quantistica|meccanica quantistica]], la rappresentazione della realtà non è cosi facile. Alla domanda se una funzione ''ψ'' della teoria quantistica rappresenti una situazione reale effettiva, nel senso valido per un sistema di punti materiali o per un campo elettromagnetico, si esita a rispondere con un semplice «sì» o «no». Perché? (p. 100) ===[[Explicit]]=== Questa esposizione avrà raggiunto il suo scopo, se avrà mostrato al lettore il legame che unisce gli sforzi d'una vita, e la ragione per cui essi hanno condotto ad aspettative di natura ben definita. ==''Come io vedo il mondo''== [[File:Albert Einstein, by Doris Ulmann.jpg|thumb|Albert Einstein nel 1931]] {{Int|''Il senso della vita''|''The Meaning of Life''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Qual è il [[senso della vita]], o della vita organica in generale? Rispondere a questa domanda implica comunque una religione. Mi chiederete, allora, ha senso porla? Io rispondo che l'uomo che considera la propria vita e quella delle creature consimili priva di senso non è semplicemente sventurato, ma quasi inidoneo alla vita.<ref group="fonte" name=CXIV>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 114.</ref> (p. 163) {{Int|''Il mondo come io lo vedo''|Da ''What I Believe'', ''Forum and Century'', n. 84, 1930, pp. 193-194<ref>Differenti versioni del saggio sono apparse con il titolo di ''[http://www.einstein-website.de/z_biography/credo.html My Credo]'' (''Mein Glaubensbekenntnis'' per la Lega tedesca dei diritti umani, 1932). {{Cfr}} ''The Ultimate Quotable Einstein'', [https://books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA230 p. 230].</ref>; ristampato con il titolo di ''The World as I See It'' in ''The World as I See It'' e ''Ideas and Opinions''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Quale straordinaria situazione è quella di noi mortali! Ognuno di noi è qui per un breve soggiorno; non sa per quale scopo, sebbene talvolta pensi di percepirlo.<ref group="fonte" name=believe>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 141.</ref> (p. 163) *Cento volte al giorno, ogni giorno, io ricordo a me stesso che la mia vita, interiore ed esteriore, dipende dal lavoro di altri uomini, viventi o morti, e che io devo sforzarmi per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto e continuo a ricevere.<ref group="fonte" name=XXXIXXXII>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 31-32.</ref> (p. 163) *Considero altresì che la [[vita]] semplice faccia bene a tutti, fisicamente e mentalmente.<ref group="fonte" name=believe/> (p. 163) *Non credo assolutamente nella [[libertà]] dell'uomo in senso filosofico. Ognuno agisce non solo sotto stimoli esterni, ma anche secondo necessità interne. (p. 163) *In questo senso non ho mai considerato non ho mai considerato l'agiatezza e la felicità come fini in se stessi, una tale base etica la ritengo più adatta a un branco di porci. Gli ideali che hanno illuminato il mio cammino, e che via via mi hanno dato coraggio per affrontare la vita con gioia, sono stati la verità, la bontà e la bellezza.<ref group="fonte" name=XXXIXXXII/> (p. 164) *Gli oggetti comuni degli sforzi umani – proprietà, successo pubblico, lusso – mi sono sembrati spregevoli.<ref group="fonte" name=CLXIII>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 163.</ref> (p. 164) *Il mio appassionato senso della giustizia sociale e della responsabilità sociale ha sempre contrastato curiosamente con la mia pronunciata libertà dalle necessità di un contatto diretto con altri esseri umani e comunità umane. Vado per la mia strada e non ho mai fatto parte con tutto il cuore del mio paese, della mia città, dei miei amici e neppure della mia famiglia più prossima; rispetto a tutti questi legami non ho mai perso un ostinato senso del distacco, del bisogno di solitudine – un sentimento che aumenta con il passare degli anni.<ref group="fonte" name=XXXIXXXII/> (p. 164) *Il mio ideale politico è la democrazia. Che ogni uomo sia rispettato come individuo e che nessuno venga idolatrato.<ref group="fonte" name=CII>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 102.</ref> (p. 164) *È un'ironia del destino che io stesso sia stato fatto oggetto di eccessiva ammirazione e rispetto dai miei consimili, senza alcun pregio o difetto da parte mia.<ref group="fonte" name=XXXIXXXII/> (p. 164) *Un sistema autocratico di coercizione, secondo me, degenera ben presto. Perché la forza attrae uomini di bassa moralità e io credo che sia una regola invariabili che a tiranni geniali seguano dei farabutti.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 150.</ref> (pp. 164-165) *La cosa veramente valida nello spettacolo della vita umana mi pare non lo Stato, ma l'individuo, creativo e sensibile, la personalità; solo lui crea ciò che è nobile e sublime, mentre il branco come tale resta sciocco nella mente e nei sentimenti.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 152.</ref> (p. 165) *Questa immagine mi fa pensare al frutto peggiore della natura del branco, il sistema militare, che io aborrisco. Che un uomo possa trarre piacere dal marciare in formazione sulla scia di una banda basta a farmelo disprezzare.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 99.</ref> È stato fornito del suo grande cervello solo per sbaglio; gli sarebbe bastata la spina dorsale. Questo bubbone della civilizzazione dovrebbe essere estirpato al più presto. L'eroismo comandato, la violenza senza senso e tutto quel pestilenziale nonsenso che va sotto il nome di patriottismo – quanto lo detesto! La [[guerra]] mi pare qualcosa di meschino e spregevole: preferirei essere fatto a pezzi che partecipare a una faccenda così abominevole.<ref group="fonte" name=LXXXIX>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 89.</ref> (p. 165) *La cosa più lontana dalla nostra esperienza è ciò che è [[mistero|misterioso]]. È l'emozione fondamentale accanto alla culla della vera arte e della vera scienza. Chi non lo conosce e non è più in grado di meravigliarsi, e non prova più [[stupore]], è come morto, una candela spenta da un soffio.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 157.</ref> Fu l'esperienza del mistero – seppure mista alla paura – che generò la [[religione]]. Sapere dell'esistenza di qualcosa che non possiamo penetrare, sapere della manifestazione della ragione più profonda e della più radiosa bellezza, accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più elementari – questo sapere e questa emozione costituiscono la vera attitudine religiosa; in questo senso, e solo in questo, sono un uomo profondamente religioso. (p. 165) *Non posso concepire un [[Dio]] che premia e punisce le sue creature, o che possiede una volontà del tipo che noi riconosciamo in noi stessi. Un individuo che sopravvivesse alla propria morte fisica è totalmente lontano dalla mia comprensione, né vorrei che fosse altrimenti; tali nozioni valgono per le paure o per l'assurdo egoismo di anime deboli.<ref group="fonte" name=cur/> (pp. 165-166) *A me basta il mistero dell'eternità della vita e la vaga idea della meravigliosa struttura della realtà, insieme allo sforzo individuale per comprendere un frammento, anche il più piccino, della ragione che si manifesta nella natura.<ref group="fonte" name=cur/> (p. 166) {{Int|''Bene e male''|''Good and Evil''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Per capirci, non sono i frutti della ricerca scientifica a elevare l'uomo e ad arricchire la sua natura, ma lo stimolo a comprendere, il lavoro intellettuale, creativo o ricettivo.<ref group="fonte" name=CXXIX/> (p. 167) {{Int|''Il valore di un essere umano''|''The True Value of a Human Being''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *''Il vero valore di un [[uomo|essere umano]]'' è determinato, in prima istanza, dalla misura e dal senso in cui ha raggiunto la liberazione dal [[ego|sé]].<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 138.</ref> (p. 167) {{Int|''Società e personalità''|Da ''Society and Personality'', 1932; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Se consideriamo le nostre vite e i nostri sforzi osserviamo, ben presto, che quasi la maggior parte delle nostre azioni e dei nostri desideri è collegata all'esistenza di altri esseri umani. Notiamo che la nostra natura somiglia in tutto a quella degli [[animale sociale|animali sociali]]. (p. 167) *[...] siamo obbligati perciò ad ammettere che dobbiamo il nostro principale vantaggio sulle bestie al fatto che viviamo in una società umana. (p. 168) *Senza personalità creative, che pensano e giudicano indipendentemente, il progresso della società è impensabile quanto lo sviluppo della personalità individuale senza il terreno fertile della comunità.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 148-149.</ref> (p. 168) *Nel giro di due settimane masse, come greggi, possono essere portate dai giornali a uno stato di furia eccitata tale che gli uomini sono pronti ad indossare l'uniforme, a uccidere e a farsi uccidere, in nome delle mire inutili di pochi gruppi interessati. Il [[servizio militare]] obbligatorio mi sembra il sintomo più disgraziato di questa mancanza di dignità personale di cui oggi soffre l'umanità civilizzata. (p. 169) {{Int|''Discorso sulla tomba di H.A. Lorentz''|Dal discorso sulla tomba di [[Hendrik Lorentz]], 1928; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} [[File:Einstein en Lorentz.jpg|thumb|upright=1.2|«''La sua vita era organizzata come un'opera d'arte fin nel minimo dettaglio. La sua immancabile gentilezza, la magnanimità e il suo senso della giustizia, uniti ad una comprensione intuitiva della gente e delle cose, lo portavano a essere guida in ogni suo campo. Tutti erano contenti di seguirlo perché sentivano che non si esponeva mai per dominare, ma semplicemente per essere utile.''» {{NDR|riferito a [[Hendrik Lorentz]]}}]] *La sua vita era organizzata come un'opera d'arte fin nel minimo dettaglio. La sua immancabile gentilezza, la magnanimità e il suo senso della giustizia, uniti ad una comprensione intuitiva della gente e delle cose, lo portavano a essere guida in ogni suo campo.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 54.</ref> Tutti erano contenti di seguirlo perché sentivano che non si esponeva mai per dominare, ma semplicemente per essere utile. (pp. 169-170) {{Int|''Congratulazioni al dottor Solf''|Da ''Congratulations to Dr. Solf'', 25 ottobre 1932, tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La [[specializzazione]] in ogni campo dell'attività intellettuale sta aprendo un vuoto sempre più vasto fra gli intellettuali e i non specialisti, che rende ancor più difficile per la vita della nazione di venir fertilizzata e arricchita dai risultati ottenuti dall'arte e dalla scienza. Tuttavia il contatto fra l'intellettuale e le masse non deve andare perduto. È necessario, per il progresso della società e non di meno per rinnovare la forza dell'intellettuale; perché il fiore della scienza non cresce nel deserto. (p. 175) {{Int|''Sulla ricchezza''|Da ''Of Wealth'' tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Sono assolutamente convinto che nessuna [[ricchezza]] al mondo possa far avanzare l'umanità, neppure se è nelle mani dei più fedeli lavoratori per questa causa. L'esempio di personaggi grandi e puri è l'unica cosa capace di produrre idee illustri e azioni nobili. Il [[denaro]] richiama solo l'egoismo e induce sempre, irresistibilmente, chi lo possiede ad abusarne. Qualcuno riesce ad immaginarsi [[Mosè]], [[Gesù]] o [[Mahatma Gandhi|Ghandi]] armati di borse di studio?<ref group="fonte" name=CLXIII/> (p. 176) {{Int|''Religione e scienza''|Da ''Religion and Science'', New York Times Magazine, 9 novembre 1930, pp. 1-4; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Tutto quello che la razza umana ha fatto e pensato è volto a soddisfare i bisogni e a placare il dolore. Lo si deve sempre ricordare se si vogliono capire i movimenti spirituali e il loro sviluppo. Sentimento e desiderio sono le forze causali dietro ogni sforzo e creazione umana, per quanto eccelsa quest'ultima ci si presenti.<ref group="fonte" name=cur>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 110-113.</ref> (p. 178) *Per quel che riguarda l'uomo primitivo è soprattutto la paura a evocare nozioni religiose [...]. (p. 178) *Tuttavia c'è un terzo stato di esperienza religiosa che li riguarda tutti, sebbene solo raramente si trovi nella sua forma pura, e che chiameremo sentimento religioso cosmico. È molto difficile spiegare questo sentimento a chi ne sia totalmente privo, specialmente perché non c'è alcun concetto antropomorfico di Dio che vi corrisponde. L'individuo percepisce l'inutilità dei desideri e degli scopi umani e la sublimità e l'ordine meraviglioso che si manifestano in natura e nel mondo del pensiero. Considera l'esistenza individuale come una sorta di prigione e vuole indagare l'universo come un tutto unico pieno di significato. [...] Grandi spiriti religiosi di tutti i tempi si sono distinti per questo tipo di sentimento religioso che non conosce né dogmi né un Dio concepito a immagine dell'uomo; così non vi può essere una Chiesa i cui insegnamenti centrali vi siano basati. [...] Secondo me, la funzione più importante dell'arte e della scienza è proprio quella di risvegliare questo sentimento e tenerlo vivo in quelli che non sono in grado di sentirlo.<ref group="fonte" name=cur/> (pp. 179-180) *L'uomo che è completamente convinto dell'azione universale della legge della causalità non può, nemmeno per un istante, soffermarsi sull'idea di un essere che interferisce nel corso degli eventi – cioè se prende l'ipotesi della causalità veramente sul serio.<ref group="fonte" name=cur/> (p. 180) *Il comportamento [[etica|etico]] di un uomo dovrebbe in realtà basarsi sulla solidarietà, l'educazione e i legami sociali; non è necessario alcun fondamento religioso. L'uomo si troverebbe in una ben triste situazione se dovesse venir trattenuto dalla paura di una punizione e dalla speranza di una ricompensa dopo la morte.<ref group="fonte" name=cur/> (p. 180) *D'altra parte ritengo che il sentimento religioso cosmico sia il più forte e nobile incitamento alla [[ricerca scientifica]].<ref group="fonte" name=cur/> (p. 180) {{Int|''La religiosità della scienza''|''The Religiousness of Science''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Fra le menti scientifiche più profonde difficilmente ne troverete una priva di un particolare sentimento religioso tutto suo. Tuttavia è diverso dalla religione dell'uomo semplice. Per quest'ultimo Dio è un essere dalla cui attenzione si spera di trarre beneficio e di cui si teme la punizione; una sublimazione di un sentimento simile a quello di un figlio verso il padre, un essere con cui in qualche modo si ha una relazione personale, per quanto profondamente possa essere mista a paura.<ref group="fonte" name=cur/> (p. 181) *Non vi è nulla di divino nella [[morale|moralità]], è una faccenda puramente umana.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 158.</ref> (p. 181) *Ma lo [[scienziato]] è posseduto dal senso di causalità cosmica. [...] Il suo sentimento religioso prende la forma di uno stupore rapito davanti all'armonia della legge naturale, che rivela un'intelligenza di tale superiorità che, al confronto, tutto il pensiero e l'agire sistematici degli esseri umani sono un riflesso assolutamente insignificante. [...] Questo sentimento è indubbiamente molto vicino a quello che ha posseduto gli spiriti religiosi di tutti i tempi.<ref group="fonte" name=CXIV/> (p. 181) {{Int|''Alcuni appunti sulle mie impressioni americane''|Da un'intervista al ''Nieuwe Rotterdamsche Courant'', 4 luglio 1921; citato nel ''Berliner Tageblatt'', 7 luglio 1921; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La seconda cosa che colpisce il visitatore è l'atteggiamento gioioso e positivo verso la vita. Il sorriso sui volti della gente nelle fotografie è sintomatico di una delle più grandi qualità dell'[[Stati Uniti d'America|americano]]. È amichevole, fiducioso, ottimista e senza invidia. L'europeo trova che il rapporto con gli americani è facile e gradevole.<ref group="fonte" name=XXXIXXL>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 39-40.</ref> (p. 188) *L'[[Stati Uniti d'America|americano]] persegue l'ambizione, il futuro, molto più di quanto lo faccia l'europeo. la vita per lui non è mai essere, ma sempre diventare. [...] è meno individualista dell'europeo – in particolare dal punto di vista psicologico, non economico. Viene data più enfasi al "noi" che all'"io".<ref group="fonte" name=XXXIXXL/> (p. 188) *Il prestigio del governo è stato senza dubbio diminuito considerevolmente dalle [[proibizionismo|leggi proibizioniste]]. Perché nulla è più distruttivo del rispetto per il governo e la legge del paese che promulgare delle leggi che non si possono far rispettare con la forza. È un segreto di Pulcinella che il pericoloso aumento del crimine in questo paese è strettamente connesso a queste leggi.<ref group="fonte" name=CLXII/> (p. 189) *Il locale pubblico è un luogo che dà alla gente l'occasione per scambiare opinioni e idee sulle questioni dello Stato. Per quanto io possa vedere, qui la gente non ha la possibilità di farlo e ne segue che la stampa, principalmente controllata da precisi interessi, ha un'influenza eccessiva sulle opinioni della gente.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 164.</ref> (p. 189) [[Immagine:Albert Einstein citizenship NYWTS.jpg|thumb|upright=1.4|Einstein riceve la cittadinanza americana]] {{Int|''Risposta alle donne d'America''|Da un messaggio del 4 gennaio 1928; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Mai fino ad ora avevo sperimentato da parte del gentil sesso un rifiuto tanto energico di tutti i tentativi di approccio; o, se mi è accaduto, mai da così tante tutte insieme.<ref>Un'organizzazione femminista americana aveva protestato contro la visita del "comunista" Einstein negli Stati Uniti. Questa fu la risposta dello scienziato. {{Cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 40 e ''Il mondo come io lo vedo'', p. 190.</ref><ref group="fonte" name=XXXIXXL/> (p. 190) *Perché si dovrebbe aprire la porta a una persona che divora il capitalismo ben cotto con lo stesso appetito e gusto del minotauro cretese che nei tempi andati divorava dolci ragazze greche, e in soprammercato è abbastanza franco da evitare ogni guerra, tranne quella inevitabile con la propria moglie?<ref group="fonte" name=CLVI>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 156.</ref> (p. 190) {{Int|''Discorso all'incontro studentesco sul disarmo''|Da un discorso a un gruppo di studenti tedeschi pacifisti, intorno al 1930; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La gente cerca di minimizzare il pericolo limitando gli armamenti e promulgando leggi restrittive per la conduzione della guerra. Ma la [[guerra]] non è un gioco di famiglia in cui i giocatori sono lealmente ligi alle regole. Dove sono in ballo la vita e la morte, obblighi e regole vengono meno.<ref group="fonte" name=LXXXIX/> (p. 192) {{Int|''La Conferenza sul disarmo del 1932''|Da ''The Disarmament Conference of 1932''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Tuttavia tutti quelli che hanno a cuore la civiltà e la giustizia devono esercitare tutta la loro forza per convincere i propri simili della necessità di sottomettere tutti i paesi a un obbligo internazionale di questo genere.<ref group="fonte" name=XC>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 90.</ref> (I, p. 201) {{Int|''Il pacifismo attivo''|Da ''Jewish Ideals''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Fintanto che esistono degli eserciti, ogni lite più seria porterà alla guerra. Un pacifismo che non prova di fatto a impedire alle nazioni di armarsi è e deve rimanere impotente.<ref group="fonte" name=XC/> (p. 206) {{Int|''Lettera a un amico della pace''|tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Non possiamo disperarci per l'[[uomo|umanità]], perché siamo noi stessi degli esseri umani. (p. 207) {{Int|''Una terza lettera''|Da una lettera a un amico pacifista; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La gente mi lusinga fintanto che io non intralcio il suo cammino. Ma se dirigo i miei sforzi verso obiettivi che non gli aggradano, mi rivolge immediatamente insulti e calunnie in difesa dei suoi interessi.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 33.</ref> (p. 208) {{Int|''Manifesto''|Marzo 1933; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *Fintanto che posso scegliere, voglio stare in un paese dove la libertà, la tolleranza e l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge siano la regola. [...] Queste condizioni non ci sono in Germania attualmente.<ref group="fonte" name=CII/> (p. 217) {{Int|''Ideali ebraici''|Da ''Jewish Ideals''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La ricerca del sapere fine a se stesso, un amore quasi fanatico per la giustizia e il desiderio di indipendenza personale: sono questi i tratti della tradizione [[ebraismo|ebraica]] che mi fanno rendere grazie alle stelle perché ne faccio parte.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 63.</ref> (p. 225) {{Int|''Esiste un punto di vista ebraico?''|Da ''Is There a Jewish Point of View?''; tradotto in ''Il mondo come io lo vedo'', 2015.}} *La [[vita]] dell'individuo ha senso fintanto che aiuta nel rendere più nobile e più bella la vita di ogni cosa vivente. La vita è sacra – vale a dire che è il supremo valore, cui sono subordinati tutti gli altri valori. Il considerare come sacra la vita sopra-individuale porta con sé un rispetto per tutto ciò che è spirituale – una particolare caratteristica della tradizione ebraica.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 142.</ref> (p. 225) *Il [[ebraismo|giudaismo]] non è una dottrina: il Dio ebraico è semplicemente la negazione della superstizione, un esito immaginario della sua negazione. È altresì un tentativo di basare la legge morale sulla paura, un tentativo deplorevole e disdicevole. Eppure mi sembra che la forte tradizione morale della nazione ebraica si sia in larga parte liberata da questa paura. È chiaro anche che "servire Dio" era equiparato a "servire il vivente". I migliori del popolo ebraico, specialmente i profeti e Gesù, hanno lottato instancabilmente per questo.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 62.</ref> (p. 226) {{Int|''La ricerca scientifica''|Da ''On Scientific Truth'' e ''Principles of Research'' (discorso per il sessantesimo compleanno di [[Max Planck]], 1918); pubblicati in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotti in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Non è facile definire chiaramente il termine "[[verità]] scientifica": del pari, il senso della parola "verità" è diverso a seconda che si riferisca a fatti psicologici, a una proporzione matematica o a una teoria di scienza naturale. Ma non posso proprio farmi un'idea chiara di ciò che s'intende per "verità religiosa". (''Verità scientifica e no'', p. 61) *La [[ricerca scientifica]] può diminuire la superstizione incoraggiando il ragionamento e l'esplorazione causale. È certo che alla base di ogni lavoro scientifico un po' delicato si trova la convinzione, analoga al sentimento religioso, che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso. (''Verità scientifica e no'', p. 61) *Quale varietà di stili nel tempio della [[scienza]]! E come diversi sono gli uomini che lo frequentano e diverse le forze morali che ve li hanno condotti! Più di uno si dedica alla scienza con la gioia di rendersi conto delle proprie superiori facoltà intellettuali: per lui la scienza è lo sport preferito che gli permette di vivere una vita intensa e di appagare le sue ambizioni. Ve ne sono anche molti i quali, unicamente allo scopo utilitario, vogliono portare la loro offerta alla effervescenza del cervello. Basterebbe che un angelo divino cacciasse dal tempio gli uomini di queste categorie e l'edificio rimarrebbe vuoto in modo inquietante, se non vi restassero alcuni uomini del presente e del passato: di questo numero fa parte il nostro [[Max Planck|{{sic|Plank}}]] ed è questa la ragione per cui lo amiamo. (''I fondamenti della ricerca'', pp. 62-63) *Io credo con [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] che l'impulso più potente che li spinge verso l'arte e la scienza è il desiderio di evadere dalla vita d'ogni giorno con la sua dolorosa crudezza e il suo vuoto senza speranza di sfuggire alle catene dei desideri individuali più sensibili fuori del loro io individuale, verso il mondo della contemplazione e del giudizio obiettivo.<ref group="fonte" name=CXXIV>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 124.</ref> (''I fondamenti della ricerca'', pp. 63-64) *La missione più alta del [[fisico]] è dunque la ricerca di queste leggi elementari, le più generali, dalle quali si parte per raggiungere, attraverso semplici deduzioni, la immagine del mondo. (''I fondamenti della ricerca'', p. 66) *Il desiderio ardente di una visione di questa armonia prestabilita è la fonte della perseveranza e della pazienza inesauribile con la quale vediamo [[Max Planck|Planck]] dedicarsi ai problemi più generali della nostra scienza senza lasciarsi distogliere da mete più facilmente raggiungibili e più utilitarie. Ho sovente inteso dire che alcuni colleghi attribuivano questo modo di agire a una energia, a una disciplina straordinarie! Credo che abbiano del tutto torto. Lo stato sentimentale che rende idoneo a simili azioni rassomiglia a quello dei religiosi o degli amanti: lo sforzo giornaliero non deriva da un calcolo o da un programma, ma da un bisogno immediato.<ref group="fonte" name=CXXIV/> (''I fondamenti della ricerca'', pp. 67-68) *[...] possa egli {{NDR|[[Max Planck]]}} riuscire a unire la teoria dei quanti all'elettrodinamica e alla meccanica, in un sistema costituente logicamente un tutto. (''I fondamenti della ricerca'', p. 68) {{Int|''I quanti di Planck''|Da ''Inaugural Address to the Prussian Academy of Sciences'', 2 luglio 1914; pubblicato in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotto parzialmente in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Con questa ipotesi dei [[quanto|quanti]], egli {{NDR|[[Max Planck]]}} ha capovolto la meccanica classica, nel caso in cui masse sufficientemente piccole si spostano con velocità che toccano valori assai piccoli e accelerazioni sufficientemente grandi. Di modo che oggi non possiamo più considerare valide le leggi del movimento di Galileo e di Newton se non come leggi-limite. (p. 69) *Abbiamo dimostrato che la fisica induttiva pone delle questioni alla fisica deduttiva e viceversa e che la risposta a queste questioni esige la tensione di tutti gli sforzi. (p. 72) {{Int|''La questione del metodo''|Da ''[https://www.stmarys-ca.edu/sites/default/files/attachments/files/On_The_Method_of_Theoretical_Physics.pdf On the Method of Theoretical Physics]'', ''The Herbert Spencer Lecture delivered at Oxford, June 10, 1933'', Clarendon Press, Oxford, 1933, pp. 15-; ripubblicato successivamente in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotto in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Se volete imparare qualche cosa dai [[fisica teorica|fisici teorici]] sui metodi che essi impiegano, vi consiglio di osservare questo principio: non ascoltate i loro discorsi, ma attenetevi alle loro azioni. (p. 73) *Noi onoriamo l'antica Grecia come la culla della scienza occidentale. Là, per la prima volta, è stato creato un sistema logico, meraviglia del pensiero, i cui enunciati si deducono così chiaramente gli uni dagli altri che ciascuna delle proposizioni dimostrate non solleva il minimo dubbio: si tratta della [[geometria euclidea|geometria di Euclide]]. Quest'opera ammirevole della ragione ha dato al cervello umano la più grande fiducia nei suoi sforzi ulteriori. Colui che nella sua prima giovinezza non ha provato entusiasmo davanti a quest'opera non è nato per fare lo scienziato teorico. (pp. 74-75) *Il pensiero logico, da solo, non ci può fornire conoscenze sul mondo dell'esperienza e termina in essa. Le proposizioni puramente logiche sono vuote davanti alla realtà. È grazie a questa conoscenza e soprattutto per averla fatta penetrare a colpi di martello nel mondo della scienza, che [[Galileo Galilei|Galileo]] è diventato il padre della fisica moderna e soprattutto delle scienze naturali moderne. (p. 75) *La ragione dà la struttura del sistema: in contenuto delle esperienze e le loro relazioni reciproche devono, grazie alle proposizioni conseguenti della teoria, trovare la loro rappresentazione. (pp. 76-77) *Osserviamo nondimeno che l'idea di spazio assoluto, che implica quella di riposo assoluto, era per [[Isaac Newton|Newton]] fonte di inquietudine [...]. (p. 78) *L'esperienza resta naturalmente l'unico criterio per utilizzare una costruzione matematica per la fisica; ma è nella matematica che si trova il principio veramente creatore. Da un certo punto di vista, riconosco che il pensiero puro è capace di afferrare la realtà, come gli antichi pensavano. (p. 81) {{Int|''Evoluzione della fisica: Kepler e Newton''|Da ''Johannes Kepler'' (''Über Kepler'', ''Frankfurter Zeitung'', 9 novembre 1930, p. 16) e ''The Mechanics of Newton And Their Influence On The Development Of Theoretical Physics'' (''Newtons Mechanik und ihr Einfluss auf die Gestaltung der theoretischen Physik'', ''Naturwissenschaften'', 1927, XV, pp. 273-276); pubblicati in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotti in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Per capire quanto fosse difficile il compito di determinare il movimento reale di rotazione bisogna comprendere quel che segue. Non si vede mai dove si trova realmente un pianeta in un determinato momento; si vede soltanto in quale direzione esso è visto dalla Terra la quale descrive, essa stessa, una curva di natura sconosciuta intorno al Sole. Le difficoltà parevano dunque insormontabili. (p. 88) *In epoche turbate e angosciate come la nostra, in cui è difficile trovare gioia negli uomini e nel corso degli eventi umani, è particolarmente consolante evocare il ricordo di un uomo così grande, così sereno quale [[Giovanni Keplero|Kepler]]. Egli viveva in un'epoca in cui l'esistenza di leggi generali per i fenomeni naturali non era affatto stabilita con certezza. Quanto grande doveva essere la sua fede in queste leggi per dargli la forza di consacrare dozzine d'anni ad un lavoro paziente e difficile, nell'isolamento, senza alcun appoggio, poco compreso dai suoi contemporanei, alla ricerca empirica del movimento dei pianeti e delle leggi matematiche di questo movimento. (pp. 93-94) *All'ammirazione per quest'uomo sublime deve aggiungersi un altro sentimento di ammirazione e di venerazione che va non più a un essere umano, ma all'armonia misteriosa della natura nella quale siamo nati. Fin dall'antichità gli uomini hanno immaginato le curve rispondenti a leggi per quanto possibile semplici: fra esse, vicino alla retta, l'ellisse e l'iperbole. Ora vediamo queste forme realizzate nelle traiettorie descritte dai corpi celesti, almeno con grande approssimazione. Sembra che la natura umana sia tenuta a costruire indipendentemente le forme prima di poterne dimostrare l'esistenza nella natura. (p. 94) *Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali [[Giovanni Keplero|Kepler]] ha consacrato la sua vita, che la [[conoscenza]] non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato. (p. 94) *Come nessun altro ha mai fatto prima o dopo di lui, [[Isaac Newton|Newton]] ha indicato il cammino al pensiero, allo studio e alla formazione pratica dell'occidente. Egli non è soltanto il creatore geniale di particolari metodi direttivi, egli ha anche dominato in modo singolare gli elementi empirici conosciuti nel suo tempo e il suo spirito è apparso meravigliosamente ingegnoso nell'argomentazione matematica e fisica. Per tutte queste ragioni egli è degno della nostra alta venerazione. Ma questa nobile figura ha un'importanza anche maggiore di quella dovuta alla sua autorità di maestro perché la sorte lo ha collocato a una svolta dello sviluppo dello spirito umano. Per rendercene esattamente conto, non dobbiamo dimenticare che, prima di Newton, non esisteva alcun sistema ben definito di causalità fisica capace di cogliere i tratti più profondi del mondo dell'esperienza. (pp. 96-97) *L'avere avuto la concezione netta della legge differenziale è uno dei più grandi meriti del genio di [[Isaac Newton|Newton]]. (p. 97) *I principî fondamentali di Newton erano tanto soddisfacenti dal punto di vista della logica che furono necessari i fatti sperimentali per dare l'impulso a nuovi slanci. Prima di trattare quest'argomento, devo sottolineare che Newton stesso conosceva i lati deboli della sua costruzione meglio degli scienziati che lo hanno seguito. Questa circostanza mi ha sempre riempito d'ammirazione e di venerazione [...]. (pp. 102-103) {{Int|''Evoluzione del concetto di realtà fisica''|Da ''Clerk Maxwell's Influence on the Evolution of The Idea of Physical Reality'' in ''James Clerk Maxwell: A Commemoration Volume'', University press, Cambridge, 1931, pp. 66–73; ripubblicato successivamente in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotto in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *La fede in un mondo esteriore indipendente dall'individuo che lo esplora è alla base di ogni scienza della natura. Poiché tuttavia le percezioni dei sensi non dànno che indizi indiretti su questo mondo esteriore, su questo «reale fisico», quest'ultimo non può essere afferrato da noi che per via speculativa. Ne deriva che le nostre concezioni del reale fisico non possono mai essere definitive. (p. 111) *Fu allora che avvenne il grande sconvolgimento al quale resteranno sempre legati i nomi di [[Michael Faraday|{{sic|Farady}}]], Maxwell e [[Heinrich Rudolf Hertz|Hertz]]; ma è [[James Clerk Maxwell|Maxwell]] che in questa rivoluzione ha avuto la parte del leone. Egli ha dimostrato che quanto si conosceva allora intorno alla luce e ai fenomeni elettromagnetici è rappresentato dal suo noto sistema doppio delle equazioni differenziali parziali, nelle quali il campo elettrico e il campo magnetico intervengono come variabili dipendenti. Maxwell a dire il vero ha cercato di dare una base a queste equazioni o di giustificarle per mezzo delle idee della meccanica. (p. 116) *[...] prima di [[James Clerk Maxwell|Maxwell]] si immaginava la realtà fisica (in quanto rappresentante i fenomeni della natura), come punti materiali le cui modifiche consistono soltanto in movimenti, regolati da equazioni differenziali parziali. Dopo Maxwell si è concepita la realtà fisica come rappresentata da campi continui, non meccanicamente spiegabili, regolati da equazioni differenziali parziali. Questo cambiamento nella concezione della realtà è il cambiamento più profondo e più fecondo che la fisica abbia subìto dopo Newton; [...]. (p. 117) {{Int|''Caratteri della teoria della relatività''|Da ''On The Theory of Relativity'', lezione al King's College sullo sviluppo e la posizione attuale della relatività, 1921, in ''Nation and Atheneaum'', XXIX, pp. 431-sg.<ref>Lo scritto venne riportato senza diretta citazione anche nel ''Times'', 14 giugno 1921, p. 8 e in ''Nature'', 1921, CVII, p. 504. {{Cfr}} ''Opere scelte'', p. 770.</ref>; ripubblicato successivamente in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotto in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Nel considerare la natura specifica della teoria della relatività, tengo a mettere in evidenza che questa teoria non è di origine speculativa, ma che la scoperta è dovuta completamente e unicamente al desiderio di adattare, quanto meglio possibile, la teoria fisica ai fatti osservati. Non si tratta di un atto rivoluzionario, ma dell'evoluzione naturale di una linea seguita da secoli. Non è a cuor leggero che si sono abbandonate certe idee, considerate fino ad allora come fondamentali, sullo spazio, il tempo e il movimento; il che è stato imposto unicamente dall'osservazione di alcuni fatti. (p. 121) {{Int|''Lo spazio, l'etere e il campo''|Da ''[http://www.mountainman.com.au/aether_ae2.htm The Problem of Space, Ether and the Field in Physics]'' (''Das Raum-, Äther-, und Feld-problem der Physik'')<ref>Molto simile a due scritti del 1930:<br /> *''Raum-, Feld-, und Äther-problem in der Physik'', ''Second World Power Conference, Berlin 1930, Transactions'', vol. 19, pp. 1-5.<br /> *''Raum, Äther, und Feld in der Physik'', ''Forum philosophicum'', I, pp. 173-180.</ref> pubblicato in ''Mein Weltbild'' e successivamente in ''Essays in Science''; tradotto in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Il ragionamento scientifico è il perfezionamento del pensiero prescientifico. (p. 137) *I [[concetto|concetti]] non acquistano un fondo interiore se non sono legati, sia pure indirettamente, con le esperienze dei sensi. (p. 137) *[...] le idee si riferiscono alle esperienze dei sensi, ma non possono mai derivarne logicamente. Per questa ragione non ho mai potuto comprendere la questione dell'''a priori'' nel senso di [[Immanuel Kant|Kant]]. (p. 140) *La grande superiorità della teoria [[Cartesio|cartesiana]] non consiste soltanto nel fatto d'aver messo l'analisi al servizio della geometria. Secondo me, il punto capitale è questo, la geometria dei greci dà la preferenza a certe forme (retta, piano); altre, per esempio l'ellisse, non le sono accessibili se non in quanto costruite o definite con l'aiuto di forme come il punto, la retta e il piano. Invece nella dottrina cartesiana tutte le superfici, ad esempio, sono equivalenti per principio e la preferenza nell'edificio geometrico non è deliberatamente accordata alla forma lineare. (pp. 142-143) *Se si considera la [[geometria]] come la dottrina delle leggi della posizione reciproca dei corpi praticamente rigidi, questa scienza deve essere ritenuta il ramo più antico della fisica. Essa ha potuto svilupparsi, come abbiamo già fatto notare, senza l'idea di spazio in quanto spazio, poiché si è accontentata di forme ideali, di corpi, punti, rette, piani, distanze. (p. 143) *Con la teoria della relatività che si avvicina di più allo scopo scientifico per eccellenza, che è di abbracciare per deduzione logica, a mezzo di un minimo di ipotesi e di assiomi, un massimo di contenuto sperimentale. (p. 149) *Senza dubbio, anche qui, il fatto sperimentale è la guida onnipossente; ma il suo verdetto non è applicabile che basandosi su un lavoro potente e delicato, che ha in primo luogo stabilito i vincoli fra gli assiomi e gli eventi verificabili. E il [[fisico teorico|teorico]] deve eseguire questo lavoro gigantesco con la chiara coscienza di essere forse chiamato a giustificare la condanna a morte della sua teoria. Non si deve biasimare, tacciandolo di soverchia fantasia, il teorico che intraprende questo studio: ma bisogna al contrario provare la sua fantasia, perché, tutto ben considerato, non c'è per lui altro cammino per arrivare allo scopo: in ogni caso non è una fantasia senza disegno, ma una ricerca eseguita in vista di possibilità logicamente più semplici e delle loro conseguenze. (pp. 149-150) *Senza dubbio la gravitazione è stata riportata alla struttura dello spazio; ma, al di fuori del campo di gravitazione, c'è ancora il campo elettromagnetico; è stato necessario introdurre questo ultimo nella teoria, come una formazione indipendente dalla gravitazione. Nell'equazione di condizione per il campo si sono dovuti introdurre alcuni termini supplementari corrispondenti all'esistenza del campo elettromagnetico. Ma il pensiero teoretico non saprebbe sopportare l'idea che ci sono due strutture di spazio indipendenti l'una dall'altra: una di gravitazione metrica, l'altra elettromagnetica. S'impone la convinzione che queste due specie di campo devono corrispondere a una struttura unitaria dello spazio. Ora la «[[teoria del tutto|teoria del campo unitario]]», che si presenta come un'estensione matematicamente indipendente della teoria della relatività generalizzata, cerca di rispondere a questo postulato. (pp. 155-156) {{Int|''Origine della teoria della relatività generalizzata''|Da una conferenza all'Università di Glasgow, 20 giugno 1933; riportato con il titolo di ''Notes on the Origins of the General Theory of Relativity'' in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science''; tradotto in ''Come io vedo il mondo'', 1971.}} *Qualche informazione storica sul mio lavoro scientifico. Non è che io sopravvaluti indebitamente l'importanza del mio sforzo: ma descrivere la storia del lavoro degli altri suppone una indagine del pensiero altrui, il che è piuttosto compito di personalità esercitate in lavori storici, mentre il dare spiegazioni sui propri pensieri anteriori sembrerebbe incomparabilmente più facile; ci si trova qui in una situazione di gran lunga più favorevole, e non si deve, per modestia, lasciar sfuggire l'occasione. (p. 161) *Ma queste ricerche, piene di presentimenti, perseguite nell'ombra per lunghi anni, quell'ardente desiderio di raggiungere lo scopo, quelle alternative di fiducia e di stanchezza, quell'improvviso irrompere della verità luminosa, tutto questo insomma non può essere veramente conosciuto che da colui che l'ha vissuto.<ref group="fonte" name=CXXIX/> (p. 170) ==''Il lato umano''== [[Immagine:Einstein Albert Elsa LOC 32096u.jpg|thumb|upright=1.4|Einstein con la moglie Elsa]] ===[[Incipit]]=== Un giorno ricevetti all'Ufficio brevetti di Berna una grande busta dalla quale estrassi un foglio dall'aspetto ufficiale. Recava in eleganti caratteri (mi pare che fosse addirittura in latino)<ref>In realtà il testo, stampato in corsivo, era in lingua francese. {{Cfr}} ''Il lato umano'', nota a p. 5.</ref> un messaggio che mi parve impersonale e di scarso interesse. Finì subito nel cestino. Più tardi appresi che si trattava dell'invito alle celebrazioni in memoria di [[Giovanni Calvino|Calvino]] e dell'avviso che avrei ricevuto la laurea honoris causa dall'università di [[Ginevra]]<ref>Il documento aveva un vistoso errore di stampa, forse rilevato da Einstein del tutto inconsciamente, che può aver provocato il suo gesto di rifiuto: la laurea era intestata a «Monsieur Tinstein» invece di «Monsieur Einstein». {{Cfr}} ''Il lato umano'', nota a p. 6.</ref>. Evidentemente la gente dell'università interpretò nel senso giusto il mio silenzio e quindi si rivolse al mio amico e allievo Lucien Chavan, ginevrino di origine e allora residente a Berna. Mi convinse ad andare a Ginevra, spiegandomi che praticamente non era possibile rifiutare l'invito; però non mi diede ulteriori chiarimenti. ===Citazioni=== *Con la [[fama]] divento sempre più stupido, un fenomeno molto comune d'altronde. C'è una tale sproporzione tra quello che uno è e quello che gli altri pensano che egli sia, o almeno quello che dicono di pensare che sia!<ref group="fonte">Archivio Einstein 39-726; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 30.</ref> C'è una tale sproporzione tra quello che uno è e quello che gli altri pensano che egli sia, o almeno quello che dicono di pensare che sia!<ref group="fonte">Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], dicembre 1919.</ref> (p. 8) *Non preoccuparti delle difficoltà che incontri in matematica; ti posso assicurare che le mie sono ancora più grosse.<ref group="fonte">Dalla lettera alla studentessa liceale Barbara Wilson, 7 gennaio 1943; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 131.</ref> (p. 8) *Un uomo contento è troppo soddisfatto del presente per pensare molto al futuro.<ref group="fonte">Tema scritto l'8 settembre 1896 per un esame di francese dal titolo ''Mes projets d'avenir'' (''I miei progetti per il futuro''); riportato in ''Collected Papers of Albert Einstein'', volume 1, ''The Early Years: 1879-1902'', a cura di John Stachel et al., Princeton University Press, Princeton, 1987, doc. 22. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 29.</ref> (p. 12) *Nelle nostre ricerche fondamentali nel campo della [[fisica]] andiamo a tastoni; nessuno ha fiducia in quel che il collega cerca di sperimentare con tanta speranza.<ref group="fonte">Da una lettera indirizzata a Maja, 31 agosto 1935.</ref> (p. 15) *Anch'io dovevo diventare [[ingegnere]]. Ma trovai intollerabile l'idea di applicare il genio creativo a problemi che non fanno che complicare la vita quotidiana – e tutto ciò unicamente al triste scopo di guadagnare denaro. Pensare solo per il piacere di pensare, come nella musica!...<ref group="fonte">Da una lettera a a Heinrich Zangger, 11 agosto 1918.</ref> (p. 16) *Per quel che riguarda la ricerca della verità, le mie faticose indagini, con i molti vicoli ciechi, mi hanno insegnato quant'è difficile fare un passo sicuro, anche piccolo, nella conoscenza di ciò che è essenziale.<ref group="fonte">Da una lettera del 13 febbraio 1934.</ref> (p. 17) *Lo [[scienziato]] teorico non è da invidiare. Perché la Natura, o più esattamente l'[[esperimento]], è un giudice inesorabile e poco benevolo del suo lavoro. Non dice mai «Sì» a una [[teoria scientifica|teoria]]: nei casi più favorevoli risponde: «Forse»; nella stragrande maggioranza dei casi, dice semplicemente: «No». Quando un esperimento concorda con una teoria, per la Natura significa «Forse»; se non concorda, significa «No». Probabilmente ogni teoria un giorno o l'altro subirà il suo «No»; per quasi tutte ciò avviene subito dopo la formulazione.<ref group="fonte">Frasi scritte l'11 novembre 1922 su un libro di ricordi dedicato al professor [[Heike Kamerlingh Onnes]].</ref> (pp. 17-18) *Bisogna essere particolarmente critici nei confronti del proprio lavoro. Si può sperare che la gente continui a leggervi solo se, per quanto possibile, si scarta tutto quello che non è rilevante.<ref group="fonte">Dalla risposta di Einstein a un membro del pubblico che, dopo aver trascritto una sua conferenza del marzo 1927, aveva intenzione di proporne la pubblicazione al direttore della rivista scientifica ''Die Naturwissenschaften''.</ref> (p. 20) *Sono state pubblicate sul mio conto tante di quelle fandonie e sfrontate menzogne che, se ci avessi prestato attenzione, ci avrei lasciato ad tempo la pelle. Bisogna consolarsi pensando che il tempo ha un setaccio attraverso il quale la maggior parte di queste cose importanti finisce nel mare dell'oblio; e quel che rimane dopo la selezione è spesso ancora brutto e meschino.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Max Brod]], 22 febbraio 1949.</ref> (p. 20) *Ogni mio squittio diventa uno squillo di tromba.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Paul Ehrenfest]], 21 marzo 1930.</ref> (p. 21) *Non ho mai visto una [[burrasca]] come quella di stanotte... Il mare ha un aspetto di indescrivibile grandiosità, specialmente quando è illuminato dal sole. Ci si sente immersi nella natura. Ancora più del solito si avverte la nullità dell'individuo e questo ci riempie di felicità.<ref group="fonte">Da un passo del suo diario, 10 dicembre 1931.</ref> (p. 22) *Misurato obiettivamente, quanto l'uomo con i suoi sforzi appassionati riesce a strappare alla [[verità]] è parte minima. Ma quegli sforzi ci liberano dalle catene dell'io e ci rendono compagni degli uomini migliori e più grandi.<ref group="fonte">Da un passo del suo diario, 10 dicembre 1931.</ref> (p. 23) *È maledettamente ignorante il [[fisica teorica|fisico teorico]] davanti alla natura e davanti ai suoi allievi!<ref group="fonte">Da una lettera a [[Paul Ehrenfest]], 15 marzo 1922.</ref> (p. 23) *Se parliamo dello [[scopo]] e del fine di un'azione, in effetti ci domandiamo quali aspirazioni si realizzano mediante questa azione e le eventuali conseguenze; oppure quali conseguenze negative si possono evitare? Certo, si può parlar in termini specifici dello scopo di un'azione dal punto di vista della comunità alla quale appartiene l'individuo. In questo caso, lo scopo dell'azione ha un rapporto perlomeno indiretto con la realizzazione delle aspirazioni degli individui che formano la società.<ref group="fonte">Da una lettera del 3 dicembre 1950.</ref> (p. 25) *Le dirò francamente che non approvo i [[genitore|genitori]] che influenzano i figli nelle decisioni determinanti per la loro vita futura: sono problemi che ognuno deve risolvere da solo. Tuttavia se vuole prendere una decisione alla quale i suoi si oppongono, deve porsi questa domanda: sono, in fondo, abbastanza indipendente per agire contro la volontà dei miei genitori senza perdere il mio equilibrio interiore?<ref group="fonte">Dalla bozza di una lettera di risposta in tedesco a uno psicologo che gli aveva scritto il 28 ottobre 1951.</ref> (pp. 26-27) *È vero che la comprensione della verità non è possibile senza una base empirica. Tuttavia più andiamo a fondo, più diventano esaurienti e ampie le nostre teorie, meno abbiamo bisogno di conoscenze empiriche per definire quelle teorie.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta a un laureando in filosofia, 9 dicembre 1952.</ref> (pp. 27-28) *O [[Giovinezza]]: sai che la tua non è la prima generazione ad aspirare a una vita piena di bellezza e di libertà? Sai che tutti i tuoi antenati sentivano quello che senti tu oggi – e poi furono vittime dell'odio e dell'infelicità?<br />Sai che i tuoi ardenti desideri si realizzeranno solo se sarai capace di amore e comprensione per uomini, animali, piante e stelle, così che ogni gioia sarà la tua gioia e ogni dolore il tuo dolore? Apri i tuoi occhi, il tuo cuore, le tue mani e fuggi quel veleno che i tuoi antenati hanno succhiato così avidamente dalla Storia. Soltanto allora il mondo intero diventerà la tua patria e il tuo lavoro e i tuoi sforzi diffonderanno benedizioni.<ref group="fonte">Dagli appunti scritti nel 1932 sull'albo della figlia di un suo vicino a Caputh; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 151.</ref> (pp. 28-29) *[...] chi s'impegna seriamente nella ricerca scientifica finisce sempre per convincersi che nelle leggi dell'Universo si manifesta uno Spirito infinitamente superiore allo spirito umano; noi, con le nostre deboli energie, non possiamo far altro che riconoscere la nostra inferiorità nei suoi confronti.<ref group="fonte">Da una lettera del 24 gennaio 1936.</ref> (p. 31) *Cari bambini, mi fa tanto piacere immaginarvi tutti riuniti a far festa nello splendore delle luci [[Natale|natalizie]]. Pensate anche agli insegnamenti di colui {{NDR|[[Gesù]]}} del quale festeggiate la nascita. Quegli insegnamenti sono così semplici e tuttavia dopo quasi duemila anni non prevalgono ancora tra gli uomini.<ref group="fonte">Da una lettera del 20 dicembre 1935.</ref> (pp. 31-32) *Quando il mondo cessa di essere il luogo dei nostri desideri e speranze personali, quando l'affrontiamo come uomini liberi, osservandolo con ammirazione, curiosità e attenzione, entriamo nel regno dell'arte e della scienza. Se usiamo il linguaggio della logica per descrivere quel che vediamo e sentiamo, allora ci impegniamo in una [[ricerca scientifica]]. Se lo comunichiamo attraverso forme le cui connessioni non sono accessibili al pensiero cosciente, ma vengono percepite mediante l'intuito e l'ingegno, allora entriamo nel campo dell'arte. Elemento comune alle due esperienze è quella appassionante dedizione a ciò che trascende la volontà e gli interessi personali.<ref group="fonte">Da un pensiero scritto nel gennaio 1921 e pubblicato su una rivista tedesca di arte moderna.</ref> (pp. 35-36) *[[Anima e corpo|L'anima e il corpo]] non sono due cose diverse, ma solo due modi diversi di percepire la stessa cosa. In modo analogo, la fisica e la psicologia rappresentano solo due tentativi diversi di unificare le nostre esperienze mediante il pensiero sistematico.<ref group="fonte">Aforisma scritto nel 1937 quando si trovava a Huntington, New York.</ref> (p. 36) *La [[politica]] è un pendolo i cui movimenti che oscillano tra l'anarchia e la tirannia sono alimentati da illusioni perennemente rinnovate.<ref group="fonte">Aforisma scritto nel 1937 quando si trovava a Huntington, New York; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 103.</ref> (p. 36) *Non credo nell'[[immortalità]] dell'individuo e considero che l'[[etica]] sia un interesse esclusivamente umano che non deriva da alcuna autorità sovrannaturale.<ref group="fonte">Dagli appunti scritti in inglesi su una lettera inviatagli da una donna il 17 luglio 1953.</ref> (p. 37) *Non ho mai attribuito alla [[natura]] una intenzione o un fine o qualsiasi altra cosa che si potesse interpretare in senso antropomorfico. Quel che vedo nella natura è una struttura magnifica che possiamo capire solo molto imperfettamente, il che non può non riempire di umiltà qualsiasi persona razionale. Si tratta di un autentico sentimento religioso che non ha niente a che fare con il misticismo.<ref group="fonte">Dalla prima stesura in tedesco della risposta ad una lettera del 1954 o 1955; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 119.</ref> (p. 37) *Dato che le nostre esperienze interiori consistono nel riprodurre e combinare le impressioni sensoriali, il concetto dell'anima senza il corpo mi pare del tutto senza significato.<ref group="fonte">Da una lettera di risposta a una signora viennese che gli aveva posto delle domande in merito all'esistenza dell'anima e alla possibilità di un'evoluzione personale e individuale dopo la morte, 5 febbraio 1921; Archivio Einstein 43-847; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 109-110.</ref> (p. 38) *Sono, ovviamente, menzogne quelle che Lei ha letto riguardo alla mia fede religiosa, menzogne che vengono sistematicamente ripetute. Non credo in un Dio personale, né ho mai negato questo fatto, anzi ho sempre espresso chiaramente il mio parere in proposito. Se c'è in me qualcosa che si possa definire sentimento religioso è proprio quella infinita ammirazione per la struttura del mondo rivelata dalle scoperte della scienza.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta del 24 marzo 1954 ad una lettera di un ateo del 22 marzo 1954, che citava un articolo sul pensiero religioso di Einstein mettendone in dubbio l'esattezza.</ref> (p. 41) *[...] la [[saggezza]] non è frutto dell'istruzione ma del tentativo di acquisirla che può durare tutta la vita.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta del 24 marzo 1954 ad una lettera di un ateo del 22 marzo 1954; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 164.</ref> (p. 41) *L'ambizione e il puro senso del dovere non dànno frutti veramente importanti, che invece derivano dall'amore e dalla dedizione verso gli uomini e le cose.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta a un coltivatore dell'Idaho, 30 luglio 1947; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 144.</ref><ref>Un coltivatore dell'Idaho aveva inviato una lettera ad Einstein l'11 luglio 1947, informandolo che aveva chiamato suo figlio Albert e chiedendogli di scrivere due righe, con l'intento di conservarle e consegnarle al figlio quando sarebbe cresciuto. Dopo aver ricevuto la risposta di Einstein, l'uomo rimase molto contento, così scrisse nuovamente allo scienziato allegandogli una foto del piccolo Albert e promettendogli un sacco di patate dell'Idaho. Tale promessa venne poi mantenuta ed Einstein ricevette un grosso sacco di patate. {{Cfr}} ''Il lato umano'', p. 43.</ref> (p. 43) *L'[[uomo|essere umano]] è dotato di una intelligenza appena sufficiente nel comprendere il mondo reale. Se si potesse comunicare a ognuno questo senso di umiltà, tutta la sfera dei rapporti umani ne trarrebbe vantaggio.<ref group="fonte">Da una lettera ad [[Elisabetta di Baviera (1876-1965)|Elisabetta di Wittelsbach]], 19 settembre 1932.</ref> (p. 45) *Ha mai letto le ''Massime'' di [[François de La Rochefoucauld|La Rochefoucauld]]? Suonano piuttosto amare e malinconiche, ma attraverso la loro oggettivazione della natura umana suscitano nel lettore uno strano senso di liberazione. Nella persona di la Rochefoucauld vediamo un uomo che è riuscito a emanciparsi, anche se ha faticato molto per togliersi di dosso il pesante fardello delle passioni che la natura gli accollò durante il cammino della vita.<ref group="fonte">Da una lettera ad [[Elisabetta di Baviera (1876-1965)|Elisabetta di Wittelsbach]], 20 marzo 1936.</ref> (p. 46) *[[Innamoramento|Innamorarsi]] non è certo la cosa più sciocca che fa la gente; però la forza di gravità non c'entra per niente!<ref>Frase annotata su una lettera ricevuta nel 1933. L'autore della lettera scrisse che la terra girava a una velocità talmente alta da apparire ferma e che, a causa della forza di gravità, gli uomini a volte poggiavano i piedi sulla terra, a volte la testa, a volte si ritrovavano ad angolo retto, verso destra o sinistra. Per questo si chiedeva se la gente si innamorava o faceva altre stranezze di questo tipo proprio quando era capovolta, a testa in giù. {{cfr}} ''Il lato umano'', p. 51.</ref> (p. 52) *Non considerate mai lo [[studio]] come un dovere, ma come una occasione invidiabile di imparare a conoscere l'effetto liberatorio della bellezza spirituale, non solo per il vostro proprio godimento, ma per il bene della comunità alla quale appartiene la vostra opera futura.<ref group="fonte">Dalle sue parole di saluto pubblicate su ''The Dink'', una rivista delle matricole, dicembre 1933.</ref> (p. 52) *La [[scienza]] è una cosa meravigliosa quando non serve a guadagnarsi il pane quotidiano. È meglio guadagnarsi da vivere con un lavoro che si ha la certezza di poter fare. Solo quando non bisogna rendere conto delle nostre attività a nessuno, si può provare vero piacere e soddisfazione nella ricerca scientifica.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta a una studentessa di un college californiano, che gli scrisse il 24 marzo 1951; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 133.</ref> (p. 53) *Nella [[ricerca scientifica]] la possibilità di ottenere risultati davvero significativi è molto scarsa anche per persone estremamente dotate. Lei corre quindi il rischio di provare un enorme senso di frustrazione quando avrà raggiunto l'età in cui le Sue capacità saranno in declino.<br />C'è un'unica soluzione: dedichi la maggior parte del Suo tempo a qualche attività pratica, nell'insegnamento o in qualche altro campo che si accordi con i Suoi gusti personali e studi durante le ore che Le restano. Potrà in tal modo condurre una vita normale e armoniosa, anche senza la speciale benedizione delle Muse.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta a una ragazza di Nuova Delhi, 14 luglio 1953; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 134.</ref> (pp. 54-55) *Non sono coinvolto, ringrazio Iddio, e non sono più costretto a partecipare alle gare dei cervelloni. Le ho sempre considerate una specie di penosa schiavitù, non meno odiosa della passione per il danaro o per il potere.<ref group="fonte">Dalla lettera a [[Paul Ehrenfest]], 5 maggio 1929; Archivio Einstein 10-163; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 147.</ref> (p. 55) *Il [[sionismo]] rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere.<ref group="fonte">Dalla lettera a [[Paul Ehrenfest]], 18 giugno 1921; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 68.</ref> (p. 58) *Il [[sionismo]] non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio.<ref group="fonte">Da una lettera a un ebreo antisionista nel gennaio 1946; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 65.</ref> (p. 59) *Non riesco a concepire un Dio personale che influisca direttamente sulle azioni degli individui o che giudichi direttamente le proprie creature. Non ci riesco malgrado il fatto che la causalità meccanicistica sia stata, fino a un certo punto messa in dubbio dalle scoperte della scienza moderna.<br />La mia religiosità consiste in una umile ammirazione dello Spirito infinitamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con la nostra ragione debole ed effimera, possiamo capire della realtà. La [[moralità]] ha la massima importanza – ma per noi, non per Dio.<ref group="fonte>Dalle frasi annotate in tedesco su una lettera del 5 agosto 1927, inviatagli da un banchiere del Colorado; Archivio Einstein 48-380; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 110 e 158.</ref> (p. 61) *Tu sei l'unica persona che io conosca che condivide il mio atteggiamento verso la fisica; la fede nella comprensione della realtà attraverso qualcosa di fondamentalmente semplice e unito... Come è difficile riuscire a dare un'occhiata alle carte di Dio. Ma non credo per un solo istante che [[Dio non gioca a dadi|Lui giochi a dadi]]<ref name=dadi/> o che adoperi metodi «telepatici» (come vorrebbe l'attuale [[meccanica quantistica|teoria dei quanti]]).<ref group="fonte>Da una lettera a [[Cornelius Lanczos]], 21 marzo 1942.</ref> (p. 63) *Più diamo la caccia ai [[meccanica quantistica|quanti]], più si nascondono.<ref group="fonte>Da una lettera a [[Paul Ehrenfest]], 12 luglio 1924; Archivio Einstein 10-089; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 127.</ref> (p. 63) [[Immagine:Albert Einstein photo 1920.jpg|thumb|Einstein in una foto del 1920]] *Il sentimento religioso destato dalla comprensione logica dei principî di interrelazioni profonde è di un genere alquanto diverso da quello comunemente definito religioso. Si tratta più di un sentimento di timore reverenziale per l'ordinamento che si manifesta nell'universo materiale; non ci conduce a modellare un essere divino a nostra immagine, un personaggio che abbia delle esigenze nei nostri confronti, che si interessa a noi in quanto individui. Non vi è in ciò né volontà né scopo, né necessità, ma solo l'essere allo stato puro.<ref group="fonte>Da una lettera di risposta a un rabbino di Chicago che gli aveva scritto il 20 dicembre 1939.</ref> (p. 64) *L'umanità ha perfettamente ragione di collocare i predicatori di alti valori morali e spirituali al di sopra degli scopritori di verità obiettive. Quel che l'umanità deve a personalità come [[Gautama Buddha|Buddha]], [[Mosè]], e [[Gesù]] è, a mio avviso, infinitamente più elevato di tutti i risultati del pensiero analitico e speculativo.<ref group="fonte>Da un passo scritto nel settembre 1937; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 158.</ref> (p. 65) *Non inorgoglitevi per i pochi grandi uomini che nel corso dei secoli sono nati nella vostra terra – il merito non è vostro. Pensate piuttosto al modo in cui li avete trattati durante la loro vita e come avete seguito i loro insegnamenti.<ref group="fonte>Da un appunto in tedesco senza data, rinvenuto in un carteggio inviato a Le Coq dopo l'ultimo soggiorno di Einstein a Pasadena nell'inverno tra il 1932 e il 1933.</ref> (p. 65) *Per la maggior parte, noi uomini viviamo con una falsa impressione di sicurezza, e la sensazione di stare a nostro agio in un ambiente di uomini e cose apparentemente familiari e fidate. Ma quando il corso normale della vita quotidiana viene spezzato, ci rendiamo conto che siamo come dei naufraghi che cercano di tenersi in equilibrio su un pezzo di legno in mare aperto, dimentichi di dove sono venuti e senza sapere dove vanno. Ma una volta che accettiamo pienamente questo dato di fatto, la vita diventa più facile e non ci sono più delusioni.<ref group="fonte>Da una lettera di condoglianze, 26 aprile 1945.</ref> (pp. 66-67) *Facciamo parte di una mandria di [[bufalo|bufali]] e dobbiamo essere contenti se non veniamo calpestati prima del tempo.<ref group="fonte>Da una lettera a [[Cornelius Lanczos]], 26 aprile 1945.</ref> (p. 67) *''Dovunque vada dovunque scappo | sempre di me trovo un ritratto | sulla parete, la scrivania | intorno al collo, effige mia. || Uomini e donne con strano svago | mi implorano: «La sua firma, prego». | Ognuno esige uno scarabocchio | da questo eruditissimo marmocchio. || Talvolta in mezzo a questo godimento | son perplesso delle cose che sento, | e mi chiedo stropicciandomi gli occhi, | sono io pazzo o sono loro sciocchi?''<ref group="fonte>Dalla dedica su una fotografia inviata a Cornelia Wolf nel 1927.</ref> (p. 68) *Ecco quello che ho da dire sull'opera di [[Johann Sebastian Bach|Bach]]: ascoltatela, suonatela, amatela, riveritela e tenete la bocca chiusa.<ref group="fonte">Dalla risposta a un questionario su Bach del magazine tedesco ''Reclams Universum'', 24 marzo 1928; Archivio Einstein 28.058-1.</ref> (p. 70) *Per quanto riguarda [[Franz Schubert|Schubert]], ho solo questo da dire: suonate la sua musica, amatela e tenete la bocca chiusa.<ref group="fonte">Dalla risposta a un questionario su Schubert del magazine tedesco ''Reclams Universum'', 10 novembre 1928.</ref> (p. 70) *[[Georg Friedrich Händel|Haendel]] mi piace sempre – anzi, lo trovo perfetto – ma ha una certa superficialità.<ref group="fonte" name=musi>Dalle risposte a un questionario sui suoi gusti musicali, 1939.</ref> (p. 71) *Per me [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] è troppo drammatico, troppo personale.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 71) *[[Franz Schubert|Schubert]] è uno dei miei preferiti per la sua straordinaria abilità di esprimere l'emozione e la sua enorme capacità d'invenzione melodica. Ma nelle sue opere più vaste mi dà fastidio una certa mancanza di struttura architettonica.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 71) *Le opere minori di [[Robert Schumann|Schumann]] mi piacciono per la loro originalità e la loro ricchezza di sentimento, ma la sua mancanza di grandezza formale mi impedisce un pieno godimento.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 71) *In [[Felix Mendelssohn|Mendelssohn]] vedo un talento considerevole, ma anche un'indifendibile superficialità che spesso porta alla banalità.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 71) *Trovo che alcuni ''lieder'' e opere da camera di [[Johannes Brahms|Brahms]] sono davvero significativi anche nella struttura. Tuttavia la maggior parte delle sue opere non hanno per me la forza di convincermi interiormente. Insomma, non capisco perché provò la necessità di scriverle.<ref group="fonte" name=musi/> (pp. 71-72) *Ammiro la capacità creativa di [[Richard Wagner|Wagner]], ma considero la sua mancanza di struttura architettonica un segno di decadenza. Inoltre trovo la sua personalità musicale così indescrivibilmente offensiva che per lo più lo ascolto solo con un senso di disgusto.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 72) *Credo che {{NDR|Richard}} [[Richard Strauss|Strauss]] abbia molto talento, ma che gli manchi una verità interiore e che si preoccupi soltanto degli effetti esteriori.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 72) *Mi pare che la musica di [[Claude Debussy|Debussy]] sia delicata e colorita, dimostra però ancora una mancanza di senso strutturale. Non riesco a entusiasmarmi per una cosa del genere.<ref group="fonte" name=musi/> (p. 72) *[...] la vera [[arte]] è caratterizzata da un impulso irresistibile dell'artista.<ref group="fonte">Da uno scritto del 15 novembre 1950, a proposito del musicista [[Ernst Bloch]]; Archivio Einstein 34-332; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 149.</ref> (p. 72) *La musica non ''influisce'' sulla ricerca, ma entrambe derivano dalla stessa fonte di ispirazione e si completano a vicenda nel senso di liberazione che procurano.<ref group="fonte">Da una lettera del 23 ottobre 1928; Archivio Einstein 28-065; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 159.</ref> (p. 73) *Io non ho mai creduto alle distinzioni più sottili che gli avvocati vorrebbero imporre ai medici. Obiettivamente, non esiste in fondo il libero arbitrio. Credo che dobbiamo difenderci dalla gente che costituisce un pericolo per gli altri, senza badare alle motivazioni dei loro gesti. Che bisogno c'è di un criterio di responsabilità? Credo che il terrificante deterioramento nel comportamento etico della gente oggi derivi fondamentalmente dalla meccanizzazione e disumanizzazione della nostra esistenza, un disastroso sottoprodotto dello sviluppo della mentalità scientifica e tecnica. ''Nostra culpa!'' Non vedo alcun modo per eliminare questa pericolosa carenza. L'uomo si raffredda più rapidamente del pianeta su cui vive.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Otto Juliusburger]], 11 aprile 1946.</ref> (pp. 76-77) *La gente come noi, benché mortale come tutta l'umanità, non [[invecchiamento|invecchia]] per quanto a lungo viva. Voglio dire che non smettiamo mai di osservare come dei bambini incuriositi il grande mistero che ci circonda. Quindi si crea intorno a noi uno spazio che ci separa da tutto ciò che è insoddisfacente nella sfera umana, è questo è già un gran bene.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Otto Juliusburger]], 29 settembre 1947.</ref> (p. 77) *Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita.<ref group="fonte">Messaggio manoscritto e firmato e inviato ad Adriana Enriques, ottobre 1921.</ref> (p. 77) *Sono arrivato alla convinzione che l'abolizione della [[pena di morte]] sia auspicabile per i seguenti motivi:<br />1) Irreparabilità in caso di errore giudiziario.<br />2) Conseguenze morali deleterie per quanti hanno a che fare direttamente o indirettamente con il procedimento dell'esecuzione.<ref>Qualche mese prima, il ''New York Times'' del 6 marzo 1927 riferiva: «Il Professor Einstein non è favorevole all'abolizione della pena di morte [...]. Non vede perché la società non dovrebbe liberarsi degli individui che si sono dimostrati socialmente dannosi. Aggiunge che la società non ha più diritto di condannare una persona all'ergastolo di quanto ne abbia di condannarlo a morte.» {{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 161.</ref><ref group="fonte">Da una lettera a un editore berlinese, 3 novembre 1927; Archivio Einstein 46-009; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 161.</ref> (p. 78) *{{NDR|Sulla [[pena di morte]]}} Non approvo affatto la punizione, accetto soltanto le misure utili a proteggere la società. In teoria non sono contrario all'uccisione di individui che sono privi di valore o in qualche modo pericolosi. Ma mi oppongo solo perché non mi fido degli uomini, cioè dei tribunali. Apprezzo nella vita più la qualità che non la quantità, così come nella natura i principî generali rappresentano una realtà superiore all'oggetto singolo.<ref group="fonte">Da una lettera a Valentin Bulgakov, 4 novembre 1931; Archivio Einstein 45-702; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 161.</ref> (p. 78) *Sebbene io sia un democratico, ho la certezza che l'umanità non progredirebbe e degenererebbe senza una [[minoranza]] di uomini e donne onesti e socialmente impegnati, disposti a sacrificarsi per le loro convinzioni.<ref group="fonte">Da una lettera del 6 febbraio 1954.</ref> (pp. 79-80) *L'evoluzione umana è basata più sulla coscienza di uomini come [[Louis Brandeis|Brandeis]] che sul genio creativo.<ref group="fonte">Dal messaggio inviato alla rivista bostoniana ''The Jewish Advocate'', 19 ottobre 1931, in occasione del 75° compleanno di [[Louis Brandeis]].</ref> (p. 80) *Con la più profonda ammirazione e stima fraterna Le stringo la mano in occasione del Suo ottantesimo compleanno. Non conosco altri che unisca doti intellettuali così eccezionali a un tale spirito di abnegazione, mentre trova il significato completo della vita nel servire umilmente la comunità. Noi, tutti noi, La ringraziamo non solo per quello che ha fatto e raggiunto, ma anche perché ci rallegriamo che un uomo simile esista tra di noi in questa nostra epoca così priva di autentiche personalità.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Louis Brandeis]], 10 novembre 1936.</ref> (p. 80) *La sofferenza, se provocata dall'ottusità e dalla stupidità di una società legata alle tradizioni, di solito riduce i deboli a uno stato di cieco odio, ma esalta i forti a una superiorità morale e a una generosità altrimenti irraggiungibili dall'uomo.<ref group="fonte">Da un commento all'articolo di Walter White, ''Perché preferisco rimanere negro'', ''Saturday Review of Literature'', 11 ottobre 1947.</ref> (p. 81) *Com'è possibile che la nostra epoca così amante della cultura sia così mostruosamente amorale? Apprezzo di più la carità e l'amore per il prossimo al di sopra di ogni altra cosa. Tutto il nostro decantato progresso – la nostra stessa civiltà – è come l'accetta nelle mani del maniaco criminale.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Heinrich Zangger]], dicembre 1917.</ref> (p. 83) *[...] la [[tolleranza]] è l'amichevole apprezzamento delle qualità, delle opinioni e del comportamento degli altri, che sono estranei alle nostre abitudini, convinzioni, gusti. Pertanto essere tolleranti non significa essere indifferenti alle azioni, ai sentimenti degli altri: occorre anche la comprensione e il coinvolgimento personale.<ref group="fonte" name=tolle>Da un articolo sulla tolleranza del 1934 che avrebbe dovuto essere pubblicato su una rivista americana. I redattori vollero apportare delle modifiche, Einstein gradì poco la cosa e decise di ritirare l'articolo.</ref> (p. 83) *È fondamentale quindi la tolleranza per l'individuo da parte della società e dello stato. Indubbiamente lo stato serve a garantire all'individuo quella sicurezza indispensabile per il suo sviluppo. Ma quando lo stato diventa l'elemento principale e l'individuo si trasforma in uno strumento privo di volontà propria, allora si perdono tutti i valori più elevati. Come la roccia deve frantumarsi prima che gli alberi possano mettervi radici, come la terra viene arata perché possa dar frutto, così infatti la società umana dà risultati veramente significativi solo quando è sufficientemente dissodata per rendere possibile il libero sviluppo delle capacità individuali.<ref group="fonte" name=tolle/> (p. 84) *Quando Dio Onnipotente stabiliva le eterne leggi della natura, venne assalito da un dubbio che non riuscì a dissipare neppure in seguito: come sarebbe imbarazzante se più tardi le massime autorità del [[materialismo dialettico]] dichiarassero illegali alcune o addirittura tutte le sue leggi!<br />Quando poi Egli creò i profeti e i saggi del materialismo dialettico fu tormentato da un altro dubbio analogo. Tuttavia si rincuorò al pensiero che mai quei profeti e saggi avrebbero potuto affermare che la base del materialismo dialettico poteva essere contraria alla Ragione e alla Verità.<ref>Nell'Unione Sovietica la [[teoria della relatività]] venne spesso messa in discussione, non era chiaro se essa si accordasse o meno al [[materialismo dialettico]] e gli scienziati sovietici si guardavano bene dal confermare la validità della teoria. Nell'aprile 1952 un membro dell'Accademia delle scienze sovietica accusò Einstein di aver trascinato la fisica «nelle paludi dell'idealismo», di essere reo di «soggettivismo», sostenendo che il materialismo dialettico era invece basato «sull'oggettività della natura materiale». Lo stesso studioso russo condannò due suoi connazionali per aver dato credito alla teoria einsteiniana. L'attacco venne riportato dall<nowiki>'</nowiki>''Associated Press''. Il commento satirico di Einstein si riferiva all'atteggiamento sovietico in generale ed in particolare a tale episodio. {{cfr}} ''Il lato umano'', p. 85.</ref><ref group="fonte">Da un commento satirico inedito rinvenuto tra le carte di Einstein e risalente probabilmente agli anni '50.</ref> (p. 85) *{{NDR|«Se in punto di morte tu ripercorressi con il pensiero la tua vita da quali fatti giudicheresti se è stata un successo o un fallimento?»}} Né in punto di morte né prima mi porrò una simile domanda. La [[natura]] non è né ingegnere né imprenditore, e io stesso faccio parte della natura.<ref group="fonte">Dalla risposta del 12 novembre 1930 a una lettera dall'Inghilterra in cui gli era stata posta questa domanda di [[Thomas Alva Edison]]; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 87.</ref> (p. 86) *La più importante delle aspirazioni umane è la ricerca della [[moralità]] nel nostro comportamento: ne dipendono il nostro equilibrio interiore e persino la nostra stessa esistenza. Solo la moralità del comportamento conferisce alla vita bellezza bellezza e dignità.<ref group="fonte">Da una lettera a un pastore di Brooklyn, 20 novembre 1950; Archivio Einstein 28-894 e 59-871; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 159.</ref> (p. 89) *Se i fedeli delle attuali [[religione|religioni]] volessero davvero pensare e agire nello spirito dei fondatori di queste religioni, allora non esisterebbe alcuna ostilità causata dalla religione tra i seguaci delle differenti fedi. Perfino i conflitti in campo religioso si rivelerebbero insignificanti.<ref group="fonte">Dalla risposta alla richiesta di un telegramma di circa cinquanta parole sulla «fratellanza americana» da parte della ''National Conference of Christian and Jews'', 27 gennaio 1947.</ref> (p. 89) *{{NDR|Sull'[[Olocausto]]}} Pochi anni infatti ci separano dal più orribile crimine di massa che la storia moderna debba registrare: un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell'umanità.<ref group="fonte">Da un messaggio inviato in occasione della cerimonia per la posa della prima pietra in Riverside a New York per un monumento dedicato agli eroi del ghetto di Varsavia, 19 ottobre 1947.</ref> (p. 90) *{{NDR|Su [[Michael Faraday]]}} Quell'uomo amava la natura misteriosa come un amante ama il suo amore lontano.<ref group="fonte">Dalla lettera a Gertrude Warschauer, 27 dicembre 1952; Archivio Einstein 39-517; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 48.</ref> (p. 92) *''Nel dir «noi» disagio m'assale, | che di nessun'altra bestia io son l'eguale; | ancor coperto veder posso | dietro a ogni interesse un grande abisso.''<ref group="fonte">Quartina rinvenuta tra gli scritti di Einstein, senza indicazione di data o occasione.</ref> (p. 93) :''Diffido del "noi" ed ecco il perché: | nessuno può dire: «L'altro è me». | Ogni intesa cela un imbroglio, | ogni accordo un abbaglio.''<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 37-38.</ref> *È veramente un enigma per me che cosa induce la gente a prendere il proprio [[lavoro]] con tanta maledetta serietà. Per chi? Per se stessi? Tutti quanti dobbiamo ben presto andarcene. Per i contemporanei? Per i posteri? No, rimane sempre un enigma.<ref group="fonte">Da una lettera a Joseph Scharl, un amico artista, 27 dicembre 1949; Archivio Einstein 34-207; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 155.</ref> (pp. 94-95) *Cari posteri, se non siete diventati più giusti, più pacifici e in genere più razionali di quanto siamo (o eravamo) noi – allora andate al diavolo!<ref group="fonte">Da un messaggio in occasione della costruzione di una biblioteca su invito di un prestigioso editore americano, 1° maggio 1936.</ref> (p. 98) *La [[filosofia]] è come una madre che ha dato alla luce tutte le altre scienze, dotandole di caratteristiche diverse. Quindi, sebbene nuda e povera non merita il nostro disprezzo; dobbiamo invece sperare che una parte del suo ideale donchisciottesco sopravviva nei figli, impedendo loro di cadere nel filisteismo.<ref group="fonte">Da una lettera a [[Bruno Winawer]], 28 settembre 1932; Archivio Einstein 36-532; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 112-113.</ref> (p. 99) *Comparve [[Adolf Hitler|Hitler]], un uomo di limitate capacità intellettuali, inadatto a qualsiasi lavoro utile, pieno di invidia e di amarezza contro tutti quelli che erano stati favoriti più di lui dalla natura e dal destino. [...] odiava più di qualsiasi altra cosa proprio quella cultura e quella educazione che gli erano state negate per sempre. Nella sua disperata ambizione di potere scoprì che i suoi discorsi sconnessi e pervasi dall'odio suscitavano gli applausi frenetici di quanti si trovavano nelle sue stesse condizioni e condividevano le sue opinioni. Raccattava questi relitti della società per la strada, nelle osterie, organizzandoli intorno a sé. In questo modo avviò la sua carriera politica. Ma ciò che veramente lo portò a diventare un Führer era il suo odio acerrimo contro ogni cosa di origine straniera e specialmente contro una minoranza inerme, gli ebrei tedeschi. La loro sensibilità intellettuale lo metteva a disagio e la considerava, non del tutto erroneamente, non tedesca.<ref group="fonte">Da un manoscritto inedito del 1935; Archivio Einstein 14-389; citato in parte in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 50-51.</ref> (pp. 102-103) *Coloro a cui le circostanze esteriori consentono un'esistenza apparentemente sicura non potranno mai capire che cosa significasse quest'uomo per i suoi fratelli imprigionati nella Germania e minacciati dall'inevitabile distruzione. Ritenne fosse suo dovere rimanere e sopportare le spietate persecuzioni al fine di dare ai suoi fratelli un appoggio morale fino all'ultimo. Noncurante del pericolo, trattò con i rappresentanti di un governo formato da assassini brutali, conservando in ogni circostanza la dignità sua e del suo popolo.<ref group="fonte">Dalle parole scritte in occasione dell'ottantesimo compleanno di [[Leo Baeck]] nel maggio 1953.</ref> (p. 104) *Per essere un elemento perfetto di un [[gregge]] bisogna innanzitutto essere una pecora.<ref group="fonte">Dagli aforismi inclusi nel ''Festschrift'' in onore di [[Leo Baeck]], 23 febbraio 1953.</ref> (p. 105) *Si ricordi sempre che gli animi più alti e più nobili sono sempre e necessariamente soli, e che perciò possono respirare la purezza della propria atmosfera.<ref group="fonte">Dalla lettera di risposta a un musicista di Monaco di Baviera, 5 aprile 1933.</ref> (p. 107) ==''Il significato della relatività''== [[Immagine:Einstein - Vier Vorlesungen über Relativitätstheorie, 1923 - BEIC 3937638 953893 00003.tiff|thumb|''Vier vorlesungen über Relativitätstheorie'' (''gehalten im Mai, 1921, an der Universität Princeton'', Vieweg, Braunschweig) rappresenta il testo originale tedesco della prima edizione di ''The Meaning of Relativity'' del 1921.]] ===[[Incipit]]=== La teoria della relatività è strettamente connessa con la teoria dello spazio e del tempo. Inizierò quindi con una breve analisi dell'origine delle nostre idee sullo spazio e sul tempo, anche se mi rendo conto che, così facendo, mi addentro in un terreno controverso. Oggetto di tutte le scienze, delle scienze della natura come della psicologia, è il tentativo di coordinare le esperienze e di organizzarle in un sistema logico. ma in che modo le nostre abituali idee di spazio e di tempo sono legate al carattere delle nostre esperienze? {{Int|''Spazio e tempo nella fisica pre-relativistica''|[[s:en:The Meaning of Relativity/Lecture 1|''Lecture 1, Space and Time in Pre-Relativity Phisycs'']]; inclusa sin dalla prima edizione: ''The Meaning of Relativity: Four Lectures Delivered at Princeton University, May, 1921'', traduzione di E.P. Adams, Princeton University Press, Princeton (N.J.), 1921.}} *La sola giustificazione dei nostri [[concetto|concetti]] e dei nostri sistemi di concetti è il fatto che essi servono a rappresentare l'insieme delle nostre esperienze; a parte questo, essi non hanno nessuna legittimità. Sono convinto che i [[filosofo|filosofi]] hanno sempre avuto un effetto dannoso sul progresso del pensiero scientifico poiché hanno sottratto molti concetti fondamentali al dominio dell'empirismo, nel quale si trovano sotto il nostro controllo e li hanno portati alle intangibili altezze dell<nowiki>'</nowiki>''a priori''. Infatti, anche se dovesse risultare che il mondo delle idee non può essere dedotto dall'esperienza attraverso mezzi logici ma è, in un certo senso, una creazione della mente umana, senza la quale non è possibile nessuna scienza, il mondo delle idee risulterebbe altrettanto indipendente dalla natura delle nostre esperienze quanto lo sono i vestiti dalla forma del corpo. Questo in particolare è vero per i nostri concetti del tempo e dello spazio, che i fisici sono stati costretti dai fatti a far scendere dall'Olimpo dell<nowiki>'</nowiki>''a priori'' per adattarli e renderli utilizzabili. (p. 20) {{Int|''La teoria della relatività generale (seguito)''|[[s:en:The Meaning of Relativity/Lecture 4|''Lecture 4, The General Theory of Relativity (continued)'']]; inclusa sin dalla prima edizione: ''The Meaning of Relativity: Four Lectures Delivered at Princeton University, May, 1921'', traduzione di E.P. Adams, Princeton University Press, Princeton (N.J.), 1921.}} *Un universo infinito è possibile soltanto nell'ipotesi che la densità media della materia in esso contenuta sia nulla, ipotesi logicamente possibile ma meno probabile di quella che nell'universo vi sia una densità media finita di materia. (p. 103) {{Int|''Appendice alla seconda edizione''|Aggiunta in ''The Meaning of Relativity'', 2<sup>a</sup> edizione, Princeton University Press, Princeton (N.J.), 1945.}} *Per grandi densità del campo e della materia, le equazioni di campo, e probabilmente anche le variabili del campo che intervengono in esse, non avranno significato reale. Pertanto, non si può supporre che le equazioni valgano per densità elevate del campo o della materia, né si può concludere che l'"inizio dell'espansione" {{NDR|dell'universo}} debba corrispondere a una singolarità in senso matematico. Si deve solo ricordare che le equazioni {{NDR|di campo}} non possono essere estese a queste regioni. Questa considerazione, tuttavia, non altera il fatto che l'"origine del mondo" costituisce realmente un inizio, dal punto di vista dello sviluppo delle stelle e dei sistemi di stelle attualmente esistenti, prima del quale tali stelle e tali sistemi di stelle ancora non esistevano come entità individuali. (p. 120) {{Int|''Appendice seconda: Teoria relativistica del campo non simmetrico''|Aggiunta in ''The Meaning of Relativity'', 4<sup>a</sup> edizione, Princeton University Press, Princeton (N.J.), 1953.<ref>Una prima stesura di questa seconda appendice (intitolata ''Generalized Theory of Gravitation'') era già stata introdotta nella 3<sup>a</sup> edizione di ''The Meaning of Relativity'' del 1950. Inoltre un supplemento di 8 pagine per la stesura definitiva di questa appendice venne pubblicato dalla Princeton University Press nel 1953, dopo l'uscita della 4<sup>a</sup> edizione. {{Cfr}} ''Opere scelte'', pp. 787-788.</ref>}} *Si possono avere buone ragioni per sostenere che la realtà non può essere rappresentata da un campo continuo. I fenomeni quantistici sembrano dimostrare con certezza che un sistema finito di energia finita può essere completamente descritto da un insieme finito di numeri (numeri quantici). Questo non sembra in accordo con una teoria del continuo, e deve quindi spingere alla ricerca di una teoria puramente algebrica in grado di descrivere la realtà: Ma nessuno sa come si possono ottenere le basi per una teoria di questo tipo. (p. 149) ==''Lettere a [[Michele Besso]]''== [[Immagine:1919 eclipse positive.jpg|thumb|L'[[eclissi solare]] del 1919 fornì una prova a sostegno della teoria della relatività generale]] *Sono riuscito a dimostrare, con un calcolo ''semplice, che le equazioni di gravitazione valgono per ogni sistema di riferimento che soddisfi a queste condizioni.'' Ne consegue che esistono trasformazioni d'accelerazione di varia natura, che mutano le equazioni in sé stesse (tra queste, ad esempio, le rotazioni), cosicché l'ipotesi di equivalenza si conserva nella sua forma più primitiva, e perfino in misura insospettabilmente ampia.<br />L'equivalenza rigorosa tra massa inerziale e massa gravitazionale, e anche massa del campo gravitazionale, l'avevo già dimostrata, credo, all'epoca della tua visita.<br />A questo punto indipendentemente dal fatto che l'osservazione dell'[[eclissi solare|eclisse solare]] abbia o non abbia successo<ref>Come ricordato da [[Abraham Pais]] (in ''«Sottile è il Singore...»: la scienza e la vita di Albert Einstein'', Boringhieri, Torino, 1986, cap. 16) i tentativi di osservazione in condizione di eclissi solare furono alquanto travagliati. Nel 1912 una spedizione in Brasile non riuscì ad effettuare le misurazioni a causa di condizioni meteorologiche avverse. Nell'estate del 1914 non venne intrapreso un secondo tentativo per via della crisi internazionale. La [[Prima guerra mondiale]] portò al rinvio del terzo tentativo (in Venezuela nel 1916) e nel 1918 un quarto esperimento condotto da statunitensi non diede risultati attendibili. Solo nel maggio 1919 due gruppi di ricercatori britannici raccolsero i dati, che una volta elaborati rappresentarono una prima conferma della teoria einsteiniana. {{Cfr}} ''Opere scelte'', nota a p. 674.</ref>, mi ritengo soddisfatto, e non dubito più della validità di tutto il sistema: la fondatezza della cosa è fin troppo evidente. (inizio marzo 1914; pp. 673-674) *Di quando in quando, ora mi ritiro per qualche settimana nella casa d'una tenuta di campagna, tutto solo, cucinandomi quel che mi occorre, come gli eremiti dell'antichità. Così noto con sorpresa quanto è lungo un giorno e quanto vano, perlopiù, l'affaccendarsi alacre e odioso che riempie il nostro tempo. (5 gennaio 1929; p. 683) *Ora sto leggendo con grande attenzione e piacere un libro sul socialismo di [[George Bernard Shaw|B. Shaw]], veramente un tipo da togliersi il cappello, dotato d'uno sguardo molto acuto sull'agire umano. (5 gennaio 1929; p. 683) *La salute piano piano migliora. Ma sono stato vicino a tirare le cuoia, cosa che, fra l'altro, è bene non eccedere nel rimandare. (5 gennaio 1929; p. 684) *So che per l'Italia tu nutri un'attrazione incurabile, così come molti ebrei tedeschi per la Germania. Questo genere di debolezza sentimentale è da ricondurre alla nostra nostalgia per una dimora stabile su questa terra effimera, in questo illudendoci, a torto, che i ''goyim'' {{NDR|i non-ebrei}} ne abbiano una e solo noi no. Credo però che non sia una vera patria una terra dove un uomo di buon senso non può nemmeno aprire il becco. (8 agosto 1938; p. 685) *Per quale ragione le civiltà prendano a imputridire dall'interno è cosa oscura. Forse la vita ordinata alla lunga distrugge le forze psichiche essenziali allo sviluppo sociale. (8 agosto 1938; p. 686) *{{NDR|A proposito del nazismo}} Non riuscirei a vivere, se non avessi il mio lavoro [...]. Per fortuna, sono già vecchio e non credo mi aspetti un lungo futuro. (10 ottobre 1938<ref group="fonte">Archivio Einstein 7-376. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 33.</ref>) *{{NDR|Sul figlio [[Eduard Einstein]]}} È un vero peccato che, così giovane, debba passare la vita senza poter sperare in una esistenza normale. Per parte mia, non ho più alcuna fiducia nell'assistenza medica da quando ho visto definitivamente fallire la cura d'insulina. Nel complesso ho pochissima stima di tutta la combriccola, e insomma mi sembra meglio lasciar la natura indisturbata. (11 novembre 1940<ref group="fonte">Archivio Einstein 7-378. Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 80.</ref>; p. 686) *Per quanto riguarda [[Ernst Mach|Mach]], è bene distinguere tra l'influenza che ebbe in generale e quella che esercitò su di ''me'' in particolare. Mach ha compiuto significative ricerche sperimentali (ad esempio, la scoperta delle onde d'urto, basata su un metodo ottico veramente geniale); ma non di questo vogliamo discutere, bensì di come influenzò la visione generale dei concetti di base della fisica. In questa prospettiva il suo grande merito sta, a mio parere, nell'aver allentato il dogmatismo che dominava in quell'ambito nei secoli XVIII e XIX. Egli ha cercato di mettere in luce, specialmente nei campi della meccanica e della teoria del calore, il modo in cui i concetti hanno avuto origine dall'esperienza; Mach sosteneva in maniera convincente l'opinione che finanche i più basilari tra i concetti fisici si fondano sui dati empirici e, da un punto di vista logico, non sono in alcun modo ''necessari''. Evidenziando come nella fisica siano cruciali i problemi connessi ai concetti di base, più che quelli d'ordine logico-matematico, egli ha esercitato un'influenza particolarmente salutare. Il suo punto debole stava, a mio modo di vedere, nel considerare l'attività scientifica all'incirca un semplice «mettere ordine» nei materiali empirici. Egli, insomma, non rese giustizia all'elemento di libera volontà costruttiva presente nella formazione dei concetti. Riteneva, in certo modo, che all'origine delle teorie vi fossero «scoperte» e non «invenzioni», spingendosi addirittura a vedere, nelle sensazioni, unità costitutive del mondo reale piuttosto che semplici oggetti di comprensione; pensava di poter colmare in tal modo lo iato fra psicologia e fisica. Fosse stato coerente fino in fondo, avrebbe dovuto rifiutare non solo l'atomismo, ma l'idea stessa d'una realtà fisica. (6 gennaio 1948; pp. 689-690) *È una sorte felice quella d'essere catturato fino all'ultimo respiro dal fascino del lavoro. Diversamente troppo si soffrirebbe della stoltezza e della demenza umana, come vengono alla luce soprattutto nella politica. (24 luglio 1949; pp. 692-693) *Qualcosa di vero forse c'è, nei ragionamenti di [[Arthur Eddington|Eddington]]. Mi è sempre sembrato un uomo di non comune ingegno, ma di scarso senso critico. Non obbligherei nessuno a sacrificargli tempo e fatica; disinteresse e altruismo hanno, giustamente, dei limiti. Con la sua filosofia mi ricorda una «prima ballerina», nemmeno lei in fondo convinta che i suoi eleganti saltelli abbiano una vera ragione d'essere. (29 luglio 1953; p. 702) *[...] considero tranquillamente possibile che la fisica non possa in realtà essere fondata sul concetto di campo, cioè su strutture continue. Nel qual caso non rimarrà ''niente'', né di tutto il mio castello in aria, né della restante fisica contemporanea. (10 agosto 1954; p. 706) *Raramente la capacità di condurre una vita in armonia è congiunta a un'intelligenza acuta come la sua, ma in lui questo inusuale incontro aveva avuto luogo. Quel che più ammiravo, nell'uomo, è l'esser riuscito a vivere molti anni non solo in pace ma addirittura in accordo costante con una donna; un'impresa nella quale io per due volte ho miseramente fallito. (lettera di condoglianze al figlio e alla sorella, 21 marzo 1955<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 45.</ref>; p. 706) *Egli mi ha preceduto di poco nel congedarsi da questo strano mondo.<ref>Einstein sarebbe morto meno di un mese dopo, il 18 aprile 1955. {{Cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 45.</ref> Non significa niente. Per noi che crediamo nella fisica, la divisione tra passato, presente e futuro ha solo il valore di un'ostinata illusione. (lettera di condoglianze al figlio e alla sorella, 21 marzo 1955<ref group="fonte">Archivio Einstein 7-245. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 45.</ref>; p. 707) ==''Lettere a [[Max Born]]''== *Sto leggendo fra l'altro i Prolegomeni di Kant e comincio a capire l'enorme potere di suggestione che quest'uomo ha avuto e continua ad avere. Per cadere nelle sue mani è sufficiente concedergli l'esistenza dei giudizi sintetici a priori; per poter essere d'accordo con lui, dovrei attenuare questo "a priori" in "convenzionali", ma anche così non andrebbe bene nei particolari. Tuttavia è delizioso da leggersi, sebbene non sia bello quanto il suo predecessore Hume, che fra l'altro era dotato di un istinto molto più sano. (1918<ref group="fonte">Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 11.</ref>) *Ho letto di recente che la popolazione europea è cresciuta nell'ultimo secolo da 113 milioni a quasi 400... Pensiero spaventoso, che potrebbe quasi riconciliare con la guerra! (Ahrenshoop, 2 agosto 1918<ref group="fonte">Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 13</ref>) *Non credo che gli uomini come tali possano cambiare sostanzialmente, ma ritengo che sia possibile e addirittura ''necessario'' porre fine all'anarchia nei rapporti internazionali, anche a costo di notevoli sacrifici nell'indipendenza dei singoli stati. (1º settembre 1919<ref group="fonte" name=SVXVII>Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 17</ref>) *{{NDR|Il materialismo, ovvero il modo di considerare le cose fondato sulla causalità}} tende costantemente a rispondere solo alla domanda "Per quale ragione?" e mai a quella "A che scopo?". Non c'è principio utilitaristico o selezione naturale che possano aiutarci a rispondere a questa domanda, e se qualcuno si chiede: "A che scopo dobbiamo aiutarci l'un l'altro, renderci la vita meno difficile, comporre buona musica e avere pensieri elevati?", bisognerà rispondergli: "Se non l'intuisci da solo, nessuno potrà spiegartelo". Senza quest'istinto primario non saremmo niente e meglio sarebbe per noi non vivere affatto. (1º settembre 1919<ref group="fonte" name=SVXVII/>) *L'avere una chiara visione dei nessi tra le cose fa parte del lato più bello della vita: per negarlo, bisognerebbe che Lei {{NDR|Max Born}} fosse in uno stato d'animo assai cupo e nichilista. (1º settembre 1919<ref group="fonte" name=SVXVII/>) *Il posto dove si va ad abitare non è così importante [...]. Io stesso ho vagabondato costantemente da un posto all'altro, straniero ovunque [...]. L'ideale di un uomo come me è sentirsi a casa in qualunque posto. (3 marzo 1920<ref group="fonte">Archivio Einstein 8-146; Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 146.</ref>) *{{NDR|A Born}} Devo confessarti del resto che i bolscevichi non mi dispiacciono poi tanto, per quanto ridicole possano essere le loro teorie; sarebbe maledettamente interessante osservarli una volta da vicino. (27 gennaio 1920<ref group="fonte">Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 28</ref>) *{{NDR|A proposito del dibattito con lo scienziato antisemita [[Philipp Lenard]] durante il congresso dell'Associazione degli scienziati e dei medici tedeschi}} Ognuno deve recare di quando in quando la propria offerta sacrificale all'altare della stupidità, per compiacere la divinità e gli uomini, e io l'ho fatto a dovere col mio articolo. (9 settembre 1920<ref group="fonte">Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 43</ref>) *Proprio come nella leggenda dell'uomo che tramutava in oro tutto ciò che toccava, con me tutto si tramuta in un gran baccano sulla stampa. (9 settembre 1920<ref group="fonte">Archivio Einstein 8-151. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 30.</ref>) *In effetti, il senso di benessere dato dalla società e dall'arte giapponese deriva dal fatto che l'individuo è inserito così armoniosamente nel suo ambiente da vivere soprattutto l'esperienza della sua comunità, più che del proprio Io. Ognuno di noi da giovane ha avuto quest'aspirazione ardente, ma poi ha dovuto rassegnarsi; fra tutte le comunità a nostra disposizione non ce n'è infatti nessuna a cui vorrei appartenere, se non quella dei veri ricercatori, composta in ogni tempo da un numero assai limitato di membri effettivi. (29 aprile 1924<ref group="fonte" name=SVXCVIII>Da ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', p. 98.</ref>) *L'idea che un elettrone esposto ad una radiazione possa scegliere ''liberamente'' l'istante e la direzione in cui spiccare il salto è per me intollerabile. Se così fosse, preferirei fare il ciabattino, o magari il biscazziere, anziché il fisico. Vero è che i miei tentativi di dare una forma tangibile ai quanti sono regolarmente abortiti, ma sono ben lontano dal rinunziare a questa speranza. E anche se la cosa non riuscirà, mi rimarrà sempre la consolazione di aver fallito da solo. (29 aprile 1924<ref group="fonte" name=SVXCVIII/>) *La [[meccanica quantistica]] è degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non è ancora la soluzione giusta. È una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare più a fondo il segreto del Grande Vecchio. In ogni caso, sono convinto che [[Dio non gioca a dadi|''questi'' non gioca a dadi]] col mondo.<ref name=dadi>Questa citazione, ripetuta più volte dallo scienziato in varianti leggermente diverse, è una delle massime più famose di Einstein. Essa viene spesso citata semplicemente come «Dio non gioca a dadi» ({{cfr}} [[Carl Friedrich von Weizsäcker]], ''I grandi della fisica. Da Platone a Heisenberg'', [https://books.google.it/books?id=eaV4IllnsQgC&pg=PA220 p. 220]) o «Dio non gioca a dadi con l'Universo» ({{cfr}} Cameron McPherson Smith e Charles Sullivan, ''I falsi miti dell'evoluzione. Top ten degli errori più comuni'', [https://books.google.it/books?id=g89J-fylzOcC&pg=PA72 p. 72]).<br /> In una delle occasioni in cui Einstein fece tale affermazione, Bohr avrebbe risposto: «Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare!». Nonostante l'aneddoto venga riportato molto spesso, mancano fonti attendibili a sostegno. D'altra parte, alcune fonti riportano un episodio molto simile. Lo stesso Bohr infatti, ricordando l'incontro con Einstein al congresso Solvay del 1927, scrive: «Da parte sua, Einstein ci chiese scherzando se potevamo credere effettivamente che la Provvidenza divina fosse ricorsa al "giuoco dei dadi", al che io replicai facendo osservare che già gli antichi pensatori avevano ammonito di essere molto cauti nel definire gli attributi della Provvidenza col linguaggio comune.» Anche [[Werner Karl Heisenberg]], presente in quell'occasione, ricorda la battuta: «Al che Bohr poté soltanto rispondere: "Ma non tocca a noi dire a Dio come deve far andare il mondo."» {{Cfr}} [[Walter Isaacson]], ''Einstein: la sua vita, il suo universo'', p. 315 e p. 584.<br />Successivamente [[Stephen Hawking]] in riferimento alla frase disse: «Einstein [...] sbagliò quando disse: "Dio non gioca a dadi". La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere.» Vedi anche [[Dio non gioca a dadi]].</ref> (4 dicembre 1926<ref group="fonte">Archivio Einstein 8-180; citato in ''Einstein: A Centenary Volume'', a cura di A.P. French, Harvard University Press, Cambridge, 1979, p. 275. Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 127.</ref>, p. 709) *In Germania sono stato promosso al rango di bestia feroce e mi sono state confiscate tutte le mie sostanze. Mi consolo pensando che presto se ne sarebbero andate ugualmente. (30 maggio 1933; p. 711) *Mi sono acclimatato benissimo qui. Me ne sto come un orso nella tana; mai, nella mia vita avventurosa, mi sono sentito tanto a casa mia. La mia orsaggine si è acuita dopo la morte della mia compagna {{NDR|Elsa}}, che era più legata di me agli altri esseri umani. (1937 circa<ref group="fonte">Archivio Einstein 8-151. Citato in ''Einstein-Born Briefwechsel'', p. 177. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 33.</ref>) *Non posso però scrivere in [[lingua inglese|inglese]], per le insidie dell'ortografia: quando leggo l'inglese, sento solo il suono delle parole e non riesco a fissarne la forma.<ref group="fonte">Archivio Einstein 8-208; Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 155.</ref> (7 settembre 1944; p. 713) *Non ci eravamo accorti che nell'uomo il [[midollo spinale]] ha un'azione assai più estesa e profonda di quella del cervello. (7 settembre 1944; p. 714) *Il senso di ciò che è giusto o ingiusto cresce e muore come fa un albero, e a ben poco giova qualsiasi genere di concime. Tutto ciò che il singolo può fare è di dare il buon esempio e di avere il coraggio di sostenere con serietà le convinzioni etiche in una società di cinici. Da lungo tempo mi sono sforzato (con alterno successo) di comportarmi in questo senso. (7 settembre 1944; p. 714) *Non posso prendere molto sul serio il fatto che ti senti «troppo vecchio», perché capita anche a me. È un sentimento che ogni tanto (sempre più spesso) riemerge per poi scomparire di nuovo. Possiamo tranquillamente lasciare alla natura il compito di ridurci in polvere un po' alla volta, posto che non preferisca usare sistemi più rapidi. (7 settembre 1944; p. 714) *Le nostre prospettive scientifiche sono ormai agli antipodi. Tu ritieni che [[Dio non gioca a dadi|Dio giochi a dadi]] col mondo<ref name=dadi/>; io credo invece che tutto ubbidisca a una legge, in un mondo di realtà obiettive che cerco di cogliere per via furiosamente speculativa. Lo ''credo'' fermamente, ma spero che qualcuno scopra una strada più realistica – o meglio un fondamento più tangibile – di quanto non abbia saputo fare io. Nemmeno il grande successo iniziale della teoria dei quanti riesce a convincermi che alla base di tutto vi sia la casualità, anche se so bene che i colleghi più giovani considerano quest'atteggiamento come un effetto della sclerosi. Un giorno si saprà quale di questi due atteggiamenti istintivi sarà stato quello giusto. (7 settembre 1944; p. 715) *Sono lieto che la tua vita e la tua attività siano fruttuose e soddisfacenti. Ciò aiuta a superare le follie degli uomini dai quali dipende il destino collettivo del cosiddetto ''homo sapiens''. Non che in passato questo destino fosse migliore; ma la sua miseria non ci appariva così evidente, e le conseguenze della ciarlataneria erano meno catastrofiche che nelle circostanze attuali. (3 marzo 1947; p. 717) *Quanto ai [[Germania|tedeschi]], non ho cambiato opinione; d'altronde, è un'opinione che risale a prima del periodo nazista. Alla nascita tutti gli uomini sono più o meno uguali, ma i tedeschi hanno una tradizione più pericolosa che non gli altri popoli cosiddetti civili. (15 settembre 1950; p. 726) *Sono stato molto lieto che tu – sia pure stranamente in ritardo – sia stato insignito del premio Nobel per i tuoi fondamentali contributi alla moderna teoria dei quanti. In particolare, la tua rigorosa interpretazione statistica ha chiarito le idee in modo decisivo. (1954<ref group="fonte">Citato in Albert Einstein, Max e Hedwig Born, ''Scienza e vita – Lettere 1916-1955'', traduzione di Giuseppe Scattone, Einaudi, Torino, 1973, p. 266.</ref>) ==''Lettere a [[Maurice Solovine]]''== [[Immagine:Einstein-with-habicht-and-solovine.jpg|thumb|upright=1.6|Einstein con gli amici [[Maurice Solovine]] (a sinistra) e [[Conrad Habicht]] (al centro) ]] *Non ho affatto voglia di andare in America, ci vado unicamente nell'interesse dei sionisti, che devono elemosinare dollari per costruire un'università a Gerusalemme {{NDR|[[Università Ebraica di Gerusalemme]]}}, per i quali fungo da grande sacerdote e da esca [...]. Ma faccio quello che posso per aiutare quelli della mia tribù: vengono talmente bistrattati altrove. (8 marzo 1921<ref group="fonte">Pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', p. 41. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 61.</ref>) *In [[Stati Uniti d'America|America]], bisogna sempre avere un atteggiamento molto deciso, altrimenti non si viene pagati e nemmeno rispettati. (14 maggio 1922<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-157; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', p. 49. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 40.</ref>) *{{NDR|Sulle sue dimissioni dalla commissione della [[Società delle Nazioni|Lega delle Nazioni]]}} Bisogna tenersi lontani dalle imprese dubbie anche quando portano un nome altisonante. (primavera 1923<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-189; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', p. 59. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 158.</ref>) *In buona sostanza il mio interesse per la scienza si è sempre limitato allo studio dei principi [...]. Perciò ho pubblicato così poco, perché il grande bisogno di afferrare i principi mi ha spinto a passare la maggior parte del tempo in imprese sterili. (30 ottobre 1924<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-195; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', p. 63. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 127.</ref>) *{{NDR|Su [[Democrito]]}} Ammirevole, nel testo democriteo, è il trattamento delle qualità sensibili. E colpiscono gli sforzi che egli fa con il senso della vista, mantenendo tenacemente l'idea fondamentale. Tra gli aforismi morali, alcuni sono veramente belli, ma molti, stranamente, hanno un'impronta piccolo-borghese (una morale volgare). [...] Degna di ammirazione è la ferma credenza nella causalità fisica, una causalità che non si arresta neanche di fronte alla volontà del'''homo sapiens''. Per quel che ne so, solo [[Baruch Spinoza|Spinoza]] è stato così radicale e conseguente. (4 marzo 1930; p. 732) *{{NDR|Su ''[[L'evoluzione della fisica]]''}} Il libro deve la sua esistenza al fatto che ho dovuto procurare a [[Leopold Infeld|Infeld]], al quale è stata rifiutata una borsa, una fonte temporanea di sostentamento. Insieme abbiamo effettuato un lavoro molto accurato, con una particolare attenzione per gli aspetti epistemologici. (10 aprile 1938; p. 733) *Come ai tempi di [[Ernst Mach|Mach]] dominava una concezione materialistica dogmatica, quanto mai dannosa, allo stesso modo siamo prigionieri, oggi, di una visione soggettivista rivestita di positivismo. L'esigenza di concepire la natura come realtà obiettiva viene descritta come un pregiudizio superato, mentre le magagne dei teorici dei quanti sono una virtù. Proprio vero, gli uomini sono più suggestionabili dei cavalli: ogni tempo è dominato da una moda, e i più neppure sono capaci di riconoscere il tiranno.<ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 447.</ref> (10 aprile 1938; p. 733) *Avevo già saputo della morte di [[Paul Langevin|Langevin]]. Era uno dei miei conoscenti più cari, un vero santo, e di grande talento per di più. È vero che i politici hanno sfruttato la sua bontà, perché era incapace di penetrare le motivazioni squallide, troppo estranee alla sua natura. (9 aprile 1947<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-250; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', p. 99. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 53.</ref>) *Le [[buona azione|buone azioni]] sono come le belle poesie. È facile afferrarne il senso generale ma spesso è meno facile capirne le ragioni. (9 aprile 1947<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-250; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', pp. 99-101. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 146.</ref>) *Nel mio lavoro di ricerca sono ostacolato da difficoltà matematiche – sempre le stesse – che mi rendono impossibile la conferma o la confutazione della mia [[teoria del tutto|teoria generale relativistica del campo]]; [...]. Non ne verrò più a capo; il problema verrà dimenticato per essere riscoperto più tardi. È già successo tante volte in passato.<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-256 e 80-865. Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 132.</ref> (25 novembre 1948; p. 736) *Ho provato a leggere a mia sorella qualcosa dell'opera filosofica di [[Aristotele]]. In tutta franchezza: una delusione completa. Non fosse stata così oscura, così astrusa, questa pseudofilosofia non sarebbe durata così a lungo. Ma la maggior parte delle persone, per le parole che non riesce a comprendere, prova un sacro rispetto, e taccia invece di superficialità chi ha il torto di parlar chiaro. Quale toccante segno di modestia. (25 novembre 1948; p. 736) *Lei immagina che io guardi con serena soddisfazione all'opera della mia vita. Vista da vicino, però, la realtà è ben diversa. Non c'è una sola idea di cui io sia convinto che sia destinata a durare, e neppure sono sicuro d'essere sulla buona strada. Eretico per alcuni e reazionario per altri; uno che, per così dire, è sopravvissuto a sé stesso: ecco come sono visto dai miei contemporanei. Sarà certo una questione di mode e di angustia di orizzonti, ma la sensazione del fallimento mi viene da dentro. Né potrebbe essere altrimenti, per chi abbia un briciolo di spirito critico e di onestà intellettuale, e quel tanto di modestia che ti consentono un giudizio equilibrato, libero da influenze esterne. (28 marzo 1949; p. 737) *Non ho trovato una parola migliore di "[[religione]]" per definire la fiducia nella natura razionale della realtà, per quanto sia accessibile alla ragione. Ogni volta che questo sentimento è assente, la scienza degenera in un piatto [[empirismo]]. (1° gennaio 1951<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-474 e 80-871; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', pp. 119. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 117. Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 447.</ref>) *La [[teoria del tutto|teoria unitaria del campo]], in sé è ultimata. Ma è così difficile da trattare matematicamente che, con tutta la pena che mi sono dato, non sono in condizione di verificarla in alcun modo. Questo stato di cose è destinato a durare per anni, principalmente perché i fisici hanno poca attitudine a capire gli argomenti logici e filosofici.<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-277. Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 133.</ref> (12 febbraio 1951; pp. 736-737) *Ci si potrebbe attendere (di più, ci si ''dovrebbe'') aspettare che il mondo sia governato da leggi soltanto nella misura in cui interveniamo con la nostra intelligenza ordinatrice: sarebbe un ordine simile a quello alfabetico, del dizionario, laddove il tipo d'ordine creato ad esempio dalla teoria della gravitazione di Newton ha tutt'altro carattere. Anche se gli assiomi della teoria sono imposti dall'uomo, il successo di una tale costruzione presuppone un alto grado d'ordine nel mondo oggettivo, e cioè un qualcosa che, a priori, non si è per nulla autorizzati ad attendersi. È questo il «miracolo» che vieppiù si rafforza con lo sviluppo delle nostre conoscenze. È qui che si trova il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, felici solo perché hanno la coscienza di avere, con pieno successo, spogliato il mondo non solo degli dei, ma anche dei «miracoli». Il fatto curioso è che noi dobbiamo accontentarci di riconoscere il «miracolo» senza che ci sia una via legittima per andare oltre. (30 marzo 1952; pp. 740-741) *Nessuno osa prendere posizione sulla validità o meno {{NDR|della [[teoria del tutto|teoria unitaria dei campi]]}} per un semplice motivo: non esiste modo di affermare alcunché riguardo alle soluzioni di un sistema di equazioni non lineari tanto complesso, se si escludono casi particolari. (28 maggio 1953<ref group="fonte">Archivio Einstein 21-300; pubblicato in ''Letters to Solovine, 1906-1955'', pp. 149. Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 134.</ref>) ==''Lettere d'amore''== [[File:Albert Einstein and his wife Mileva Maric.jpg|thumb|upright=1.4|[[Mileva Marić]] e Albert Einstein]] *Mia madre e mia sorella mi paiono piuttosto grette e filistee, al di là dell'affetto che provo per loro. È interessante vedere come poco alla volta la vita ci cambi nel profondo dell'anima, per cui anche i legami di famiglia più stretti si riducono a normali amicizie. Non ci si capisce più a fondo, e non si riesce più a immedesimarsi davvero con l'altra persona, a capire le emozioni che la muovono.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 81.</ref> (7, primi di agosto 1899; p. 50) *Non vedo l'ora di ricevere una lettera della mia streghina adorata. Non riesco davvero a credere che rimarremo separati ancora per tutto questo tempo: solo ora mi rendo conto di essere pazzamente innamorato di te! Lasciati viziare quanto vogliono, così tornerai un piccolo tesoro radioso e selvaggia come una monella di strada.<ref group="fonte" name=mileva>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 74-76.</ref> (15, 1° agosto 1900; p. 64) *Capisco abbastanza bene i miei genitori. Pensano a una [[moglie]] come a un lusso che un uomo si può permettere solo quando si guadagna da vivere bene. È un modo di vedere il rapporto matrimoniale che non mi convince affatto, perché considera una moglie come una prostituta, con la sola differenza che la prima, grazie al rango sociale più elevato, è in grado di procacciarsi un contratto con un uomo che le dura tutta la vita.<ref group="fonte" name=CLVI/> (16, 6 agosto 1900; pp. 65-66) *La fame e l'amore sono e rimangono delle molle talmente importanti che quasi tutto può essere spiegato grazie a loro, anche trascurando altri motivi basilari. (16, 6 agosto 1900; p. 66) *Come facevo prima a vivere da solo, mio piccolo tutto? Senza di te perdo la fiducia, la passione per lo studio e la gioia di vivere, insomma, senza di te, la vita non è vita.<ref group="fonte" name=mileva/> (18, 14? agosto 1900; p. 69) *''Santo cielo, quel Johonzel!''<ref>«''Johann''» è uno pseudonimo di Einstein, usato comunemente dalla coppia nelle forme vezzeggiative «''Johonesl''», «''Johannesl''», «''Johonzel''», ecc. {{Cfr}} ''Lettere d'amore'', nota a p. 136.</ref>'' | Il desiderio l'ha reso folle! | Quando pensa alla sua Doxerl''<ref name=doxerl>«''Doxerl''» o «''Dockerl''» deriva da ''Docke'', che nel dialetto della Germania meridionale significa «bambola»; è lo pseudonimo affettuoso con cui Albert si rivolge a Mileva. {{Cfr}} ''Lettere d'amore'', nota a p. 134</ref>'' | il cuscino pare che bolle.''<ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 56.</ref>'' || Se il mio tesoro è corrucciato, | io mi faccio tutto piccino, | ma ella alza appena le spalle | e non le importa neanche un pochino. || Ai miei vecchi queste cose | paiono solo una stupidata, | ma non osano fiatare | per timor di una sfuriata! || Il mio tesoro con la sua bocca, | canta ariette tenere e belle, | talché del cuore la corda mi tocca | e la mia voce raggiunge le stelle.'' (19, 20 agosto 1900; pp. 70-71) *''A lui ella ora si cela, | che può fare egli in rimessa? | A lui ella con tutta l'anima | con un bacio si è tosto concessa.'' (19, 20 agosto 1900; p. 72) *Senza il pensiero di te non vorrei più vivere in mezzo a questo miserabile gregge umano. Avere te mi rende fiero, e il tuo amore mi rende felice. Sarò doppiamente felice quando potrò tenerti nuovamente stretta stretta al cuore e rivedere quegli amorosi occhi che brillano solo per me e baciare la tua tenera bocca che vibra di gioia solo per me.<ref group="fonte" name=mileva/> (20, 30 agosto o 6 settembre 1900; p. 73) *Neanche tu ami più la vita filistea, vero? Chi ha assaporato la libertà non può più portare le catene. Sono talmente fortunato ad averti trovata, una persona che mi sta alla pari, forte e indipendente quanto me!<ref group="fonte" name=mileva/> Mi sento solo con chiunque altro tranne te. (23, 3 ottobre 1900; p. 80) *{{NDR|Su [[Michele Besso]]}} È uno smidollato terribile e non ha un pizzico di sano buon senso. È incapace di farsi abbastanza coraggio per combinare qualcosa nella vita o negli studi; e dire che ha una testa straordinariamente fine, di cui osservo con molto piacere i caotici processi mentali.<ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 65.</ref> (26, 4 aprile 1901; p. 86) *Vedrai con i tuoi occhi come sono diventato brillante e allegro e come i miei corrucci siano ormai acqua passata. Ti amo di nuovo immensamente! È stato solo per colpa dei nervi che mi sono comportato in modo così meschino con te. Stenterai a riconoscermi, così brillante e allegro, carissima Doxerl<ref name=doxerl/>, non vedo l'ora di rivederti.<ref group="fonte" name=mileva/><ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 66.</ref> (29, 30 aprile 1901; p. 93) *Se almeno potessi trasmetterti un poco della mia felicità, per farti passare definitivamente la tristezza e l'ansia.<ref group="fonte" name=mileva/> (32, 9 maggio 1901; p. 98) *Sto lavorando freneticamente [[Albert Einstein/Articoli scientifici#L'elettrodinamica dei corpi in movimento|sull'elettrodinamica dei corpi in movimenti]], che promette di diventare una memoria eccellente. Ti ho scritto che dubitavo della correttezza delle idee sul moto relativo, ma le mie riserve erano basate su un semplice errore di calcolo. Ora ci credo di nuovo e più di prima. (46, 17 dicembre 1901; pp. 118-119) ==''Out of My Later Years''== [[File:Albert Einstein in later years.jpg|thumb|Albert Einstein nei suoi ultimi anni]] {{Int|''Autoritratto''|In George Schreiber, ''Portraits and Self-Portraits'', Houghton, Mifflin Co., Boston, 1936.}} *Di ciò che è importante nella propria esistenza non ci si rende quasi conto, e certamente questo non dovrebbe interessare il prossimo. Che ne sa un [[pesce]] dell'acqua in cui nuota per tutta la vita? (p. 11) *Anche contro di me sono state scagliate frecce di odio; ma non mi hanno mai colpito, perché in qualche modo appartenevano a un altro mondo, con il quale non ho niente da spartire.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 36.</ref> (p. 11) *Vivo in quella [[solitudine]] che è dolorosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità. (p. 11) {{Int|''Decadimento morale''|Da ''Moral Decay'', messaggio alla ''Young Men's Christian Association'' durante il ''Founders Day'', 11 ottobre 1937.}} *Tutte le religioni, le arti e le scienze sono rami di uno stesso albero. Aspirano tutte a sollevare la vita dell'uomo, sollevandola dal livello della mera esistenza fisica per condurre l'individuo verso la libertà. (p. 15) {{Int|''Principi morali e sentimenti''|Da ''Morals and Emotions'', discorso tenuto alla cerimonia del conferimento delle lauree allo Swarthmore College, 1938.}} *[...] si sappiano non solo tollerare le differenze tra gli individui e i gruppi, ma accettarle di buon grado e considerarle un arricchimento della nostra esistenza. È questa l'essenza della vera [[tolleranza]]; senza una tolleranza intesa in questa accezione più vasta non si potrà parlare di vera moralità. (p. 23) {{Int|''Scienza e religione, II''|Da ''Science, Philosophy and Religion'', a Symposium; pubblicato dalla Conference on Science, Philosophy and Religion in Their Relation to the Democratic Way of Life, Inc., New York, 1941.}} *[...] la [[scienza]] può solo accertare ciò che ''è'', ma non ciò che ''dovrebbe essere'', e fuori dal suo ambito tutti i tipi di giudizi di valore restano necessari. (p. 28) *[...] la scienza può essere creata soltanto da chi sia totalmente vocato alla verità e alla comprensione. Questa fonte emotiva, tuttavia, scaturisce dalla sfera della religione. Ad essa appartiene anche la fede nelle possibilità che le regole valide per il mondo esterno sono razionali, cioè comprensibili per la ragione. Non riesco a concepire un vero scienziato che difetti di tale fede profonda. Possiamo esprimere la situazione con un'immagine: la [[scienza e religione|scienza]] senza la [[scienza e religione|religione]] è zoppa, la religione senza la scienza è cieca.<ref group="fonte" name=CXV>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 115-116.</ref><ref>{{Cfr}} [[Immanuel Kant]], ''Critica della ragion pura'': «Senza i sensi non sarebbe a noi posto alcun oggetto, e senza l'intelletto nessun oggetto verrebbe pensato. I pensieri senza contenuto sono vuoti, le rappresentazioni visive senza idee sono cieche.» {{Cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 115.</ref> (p. 29) *Nella fase giovanile dell'evoluzione spirituale dell'uomo la fantasia umana creò a propria immagine [[dèi|divinità]] che supponeva dovessero determinare, o quantomeno influenzare con le direttive della loro volontà, il mondo fenomenologico. L'uomo cercava di modificare a proprio vantaggio l'atteggiamento di tali divinità con la magia e con la preghiera. L'idea di Dio nelle religioni insegnate oggi, è una sublimazione di quell'antica concezione degli dèi. Il suo carattere antropomorfico è dimostrato, per esempio, dal fatto che gli uomini si rivolgano all'Essere Divino con preghiere, e ne implorino l'esaudimento dei propri desideri. (p. 29) *La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere [[scienza e religione|della religione e della scienza]] sta tutta in questa idea di un Dio personale.<ref group="fonte" name=CXV/> (p. 30) *Più un uomo è consapevole dell'ordinata regolarità di tutti gli eventi, più si rinsalda nella convinzione che non c'è posto, accanto a questa ordinata regolarità, per cause di natura differente. Per lui non esisterà né regola dell'umano né regola del divino come causa indipendente dagli eventi naturali. (pp. 30-31) *Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina di un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.<ref group="fonte" name=CXV/> (p. 31) *Più l'uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una [[conoscenza]] razionale.<ref group="fonte" name=CXV/> (p. 32) {{Int|''Sull'istruzione''|Dal discorso tenuto ad Albany a una riunione celebrativa dell'Università dello Stato di New York, 15 ottobre 1936; pubblicato poi in ''On Education'', ''School and Society'', XLIV, 1936, pp. 589-592.}} *Nel nostro caso la sola conoscenza della verità non è sufficiente; al contrario tale conoscenza va rinnovata di continuo, con sforzo incessante, se non si vuole che vada perduta. È come una statua di marmo che si erge nel deserto e sia continuamente minacciata di seppellimento dai movimenti delle sabbie. Le mani di chi si pone al servizio del prossimo non devono avere un istante di quiete, affinché il marmo possa continuare a risplendere durevolmente al sole. A tali mani pronte al servizio si uniranno sempre anche le mie. (p. 33) *[...] si deve tendere alla formazione di individui che agiscano e pensino in modo indipendente, pur vedendo nel servizio della comunità il proprio più alto compito vitale.<ref group="fonte" name=LXX>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 70-71.</ref> (p. 34) *A me sembra che dal punto di vista metodologico la cosa peggiore per una [[scuola]] sia far leva soprattutto sulla paura, sulla costrizione e sull'autorità artificiosa. Tale impostazione distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stessi degli alunni, producendo soggetti passivi. [...] È relativamente semplice mettere al riparo la scuola da questo che è il peggiore di tutti i mali. Basta dotare gli insegnanti del minor numero possibile di strumenti coercitivi, in modo che per essi l'unica fonte di rispetto da parte dell'alunno siano le loro qualità umane e intellettive.<ref group="fonte" name=LXX/> (p. 35) *La [[scuola]] dovrebbe sempre tendere a sfornare giovani dalla personalità armonica, non degli specialisti. Il che, a mio avviso, vale in un certo senso anche per le scuole tecniche, i cui studenti si dedicheranno a una professione del tutto specifica. Bisognerebbe sempre dare la priorità allo sviluppo di una capacità generale di pensiero e di giudizio indipendente, non all'acquisizione di una competenza specialistica.<ref group="fonte" name=LXX/> (p. 37) {{Int|''La teoria della relatività''|Da ''Relativity: Essence of the Theory of Relativity'', ''American People's Encyclopedia'', Spencer Press, Chicago, 1949, vol. 16, coll. 604-608.}} *La [[matematica]] si occupa esclusivamente delle relazioni tra i concetti senza considerare la loro connessione con l'esperienza. Anche la [[fisica]] si occupa di concetti matematici; tuttavia questi concetti assumono un contenuto fisico solo attraverso una chiara determinazione del loro rapporto con gli oggetti dell'esperienza. Questo vale in particolare per i concetti di moto, spazio, tempo. (p. 41) {{Int|''E&#61;mc²''|Pubblicato originariamente su ''Science Illustrated'', New York, aprile 1946.}} *L'atomo M è un ricco avaro che, finché vive, non dà via alcun denaro (''energia''). Ma nel suo testamento lascia la sua fortuna in eredità ai figli M' e M", a condizione che essi ne destinino una piccola quantità a fini sociali, meno di un millesimo dell'intero patrimonio (''energia o massa''). I figli insieme hanno un po' meno di quanto avesse il padre (''la somma della massa M'+M" è leggermente minore della massa M dell'atomo radioattivo''). Ma la parte destinata alla società, benché relativamente piccola, è tuttavia così rilevante (''considerata come energia cinetica'') da costituire una grande minaccia. Sventare tale minaccia è diventato il più pressante problema del nostro tempo. (p. 50) {{Int|''Che cos'è la teoria della relatività?''|Da ''My Theory'', ''London Times'', 28 novembre 1919.<ref>Pubblicato anche in ''Mein Weltbild'' ed ''Essays in Science'' con il titolo di ''What Is The Theory of Relativity?'' (''Was ist Relativitätstheorie?''). Ripubblicato inoltre in forma leggermente diversa e con il titolo di ''Tempo, spazio e gravitazione'' (''Time, space and gravitation'') su ''Optician, the British optical journal'', LVIII, pp. 187-188. {{Cfr}} ''Come io vedo il mondo'', pp. 127-135 e ''Opere scelte'', p. 54, pp. 580-584 e p. 768.</ref>}} *Possiamo distinguere vari tipi di teorie nella fisica. Per la maggior parte sono costruttive. Tentano di ricavare un quadro dei fenomeni più complessi dai materiali di uno schema formale relativamente semplice, da cui prendono le mosse. Così la [[teoria cinetica dei gas]] cerca di ridurre i processi meccanici, termici e di propagazione a movimenti di molecole, cioè a ricavarli dalle ipotesi del moto molecolare. Quando diciamo che siamo riusciti a comprendere un insieme di processi naturali, invariabilmente intendiamo dire che abbiamo trovato una teoria costruttiva che copre i processi in questione.<br />Insieme a questa classe di teorie assai importante ne esiste una seconda, che chiamerò delle «teorie dei principi». Queste impiegano il metodo analitico, anziché quello sintetico. Gli elementi che ne costituiscono la base e il punto di partenza non sono stati costruiti per via ipotetica, ma vi si è giunti in modo empirico; essi sono caratteristiche generali di processi naturali, principi che danno origine a criteri formulati in modo matematico, che i processi separati o le loro rappresentazioni teoriche devono saper soddisfare. Così la scienza della [[termodinamica]] cerca di dedurre con mezzi analitici i nessi necessari – che gli eventi separati devono soddisfare – del fatto universalmente provato che il [[moto perpetuo]] è impossibile.<br />I vantaggi della teoria costruttiva sono la completezza, l'adattabilità e la chiarezza, quelli della teoria dei principi sono la perfezione logica e la sicurezza dei fondamenti.<br />La teoria della relatività appartiene a quest'ultima classe. Al fine di coglierne la natura, occorre prima di tutto acquisire dimestichezza con i principi su cui si fonda. (pp. 51-52) *Ecco un'ulteriore applicazione del principio della relatività, per diletto del lettore: oggi in Germania vengo chiamato «luminare tedesco», in Inghilterra «ebreo svizzero». Se dovesse mai succedermi di essere additato come una ''bête noire'', diventerei, al contrario, un «ebreo svizzero» per i tedeschi e un «luminare tedesco» per gli inglesi.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 29-30.</ref> (p. 55) {{Int|''Fisica e realtà''|Da ''Physik und Realität'', ''Franklin Institute Journal'', vol. 221, n. 3, marzo 1936, pp. 313-347.}} *L'intera [[scienza]] non è che un affinamento del pensiero quotidiano.<ref group="fonte" name=CXXIX>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 129.</ref> (p. 56) *Potremmo dire che «l'eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità».<ref>Parafrasata spesso in «La cosa più incomprensibile dell'universo è che esso sia comprensibile». {{cfr}} ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 147.</ref> È una delle grandi intuizioni di [[Immanuel Kant]] che senza tale comprensibilità l'assunzione di un mondo esterno reale sarebbe assurda. Per quanto riguarda la «comprensibilità», l'espressione è qui utilizzata nel suo senso più banale. Vuole riferirsi a: produzione di una qualche sorta di ordine fra le impressioni dei sensi, un ordine prodotto dalla creazione di concetti generali, di relazioni tra questi concetti, e dalle relazioni tra i concetti e l'esperienza sensoriale, relazioni a loro volta determinate in qualunque possibile modo. È in questo senso che il mondo delle nostre esperienze sensoriali è comprensibile. Il fatto che sia comprensibile è un miracolo.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 147.</ref> (pp. 57-58) {{Int|''I fondamenti della fisica teoretica''|Da un discorso tenuto all'''American Scientific Congress'', Washington, maggio 1940; pubblicato con il titolo di ''Considerations Concerning the Fundamental of Theoretical Physics'', su''Science'', Washington D.C., n. 91, 24 maggio 1940, pp. 487-492.}} *Quella che chiamiamo [[fisica]] comprende quel gruppo di scienze naturali che basano i propri concetti su misurazioni; e i cui concetti e affermazioni si prestano a una formulazione matematica.<ref group="fonte" name=CXXX>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 130.</ref> (p. 87) *[...] fin dall'inizio è sempre stato presente il tentativo di individuare per tutte queste singole scienze, una base teoretica unitaria composta del minor numero possibile di concetti e relazioni fondamentali, da cui si potessero ricavare per sviluppo logico tutti i concetti e le relazioni delle singole discipline. È questo che intendiamo per ricerca di fondamenti comuni per la globalità della fisica. La convinta fiducia nel conseguimento di tale obiettivo finale è la principale fonte dell'appassionata dedizione che ha sempre animato i ricercatori.<ref group="fonte" name=CXXX/> (pp. 87-88) {{Int|''Il linguaggio comune della scienza''|Da una registrazione radiofonica per la ''Science Conference'', Londra, 28 settembre 1941; pubblicata su ''Avancement of Science'', Londra, vol. 2, n. 5.}} *Quali speranze e paure il [[metodo scientifico]] comporta per l'uomo? Non penso che questo sia il modo giusto di impostare la questione. Qualunque cosa questo strumento a disposizione dell'uomo produrrà, essa dipenderà interamente dalla natura dei fini che l'umanità si sarà data. Una volta posti in essere gli obiettivi, il metodo scientifico fornisce i mezzi per realizzarli. Tuttavia esso non può fornire anche gli obiettivi. Il metodo scientifico non avrebbe condotto da nessuna parte, di per sé, non sarebbe nemmeno nato senza un appassionato sforzo di arrivare a una comprensione chiara. (p. 99-100) {{Int|''Le leggi della scienza e le leggi dell'etica''|Da ''The Laws of Science and The Laws of Ethics'', prefazione a Philipp Frank, ''Relativity – A Richer Truth'', Beacon Press, Boston, 1950.}} *A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell'etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico. [...] All'individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La [[verità]] è ciò che sopporta la verifica dell'esperienza. (p. 102) {{Int|''Una derivazione elementare dell'equivalenza di massa ed energia''|Da ''Elementary Derivation of the Equivalence of Mass and Energy'', ''Technion Journal'', V, pp. 16-sg.}} *La seguente derivazione della legge dell'equivalenza, mai pubblicata prima, ha due vantaggi. Benché utilizzi il principio di relatività ristretta, non presuppone il meccanismo formale della teoria, ma si avvale soltanto di tre leggi precedentemente note:<br />1. La legge della conservazione della quantità di moto.<br />2. L'espressione per la pressione della radiazione; cioè, la quantità di moto di un complesso di radiazioni che si muovano in direzione fissa.<br />3. La ben nota espressione per la deviazione della luce (influenza del moto della terra sulla posizione apparente delle stelle fisse, Bradley). (p. 103) {{Int|''Perché il socialismo?''|Da ''[http://monthlyreview.org/2009/05/01/why-socialism Why Socialism?]'', ''Montly Review: An Indipendent Socialist Magazine'', New York, I, maggio 1949, pp. 9-15.}} *La [[scienza]], tuttavia, non può creare fini e ancora meno inculcarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può fornire i mezzi con cui perseguire eventuali fini. Ma i fini in sé sono concepiti da personalità dotate di alti ideali etici [...]. (p. 110) *[...] dovremmo fare attenzione a non sopravvalutare la scienza e i metodi scientifici, quando si tratti di problemi umani; e non dovremmo presumere che gli esperti siano i soli ad avere il diritto di esprimersi su questioni riguardanti l'organizzazione della società. (p. 110) *[...] i [[Capitalismo|capitalisti]] privati controllano inevitabilmente, in modo diretto o indiretto, le fonti principali d'[[informazione]] (stampa, radio, pubblica istruzione). Per cui è estremamente difficile e nella maggior parte dei casi del tutto impossibile, che il singolo cittadino possa arrivare a conclusioni oggettive e avvalersi in modo intelligente dei propri diritti politici. (p. 113) *Considero tale storpiamento della coscienza dei singoli il peggiore dei mali del capitalismo. Tutto il nostro sistema educativo ne è contagiato. Si inculca un atteggiamento di esagerata competizione negli studenti, che vengono esortati all'adorazione del successo acquisitivo in preparazione della loro carriera futura.<ref group="fonte" name=LXX/> (p. 114) *Sono convinto che ci sia un ''unico'' modo per eliminare tali gravi malanni, vale a dire l'istituzione di una economia socialista, accompagnata da un sistema educativo orientato al perseguimento di obiettivi sociali. In un'economia del genere, i mezzi di produzione saranno posseduti dalla società stessa e utilizzati in maniera pianificata. Un'economia di piano, che adeguasse la produzione ai bisogni della comunità, distribuirebbe il lavoro fra tutti coloro che fossero in grado di lavorare e garantirebbe i mezzi di sussistenza a ciascuno, uomo, donna o bambino che fosse. L'istruzione dell'individuo, oltre a promuovere le capacità innate, si sforzerebbe di sviluppare in lui un senso di responsabilità verso i propri simili anziché la glorificazione del potere e del successo che caratterizzano la nostra società attuale. (p. 115) {{Int|''La questione dei negri''|Da un discorso alla Lincoln University, in occasione del conferimento di una laurea ''honoris causa'', maggio 1946; ''The Negro Question'', ''Pageant'', New York, 1946}} *C'è, tuttavia, una macchia scura nel panorama sociale degli americani. Il loro senso dell'eguaglianza e della dignità umana si limita essenzialmente agli [[bianco (antropologia)|uomini di pelle bianca]]. [...] Più mi sento americano, più questa situazione mi fa soffrire.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 41.</ref> (p. 116) *Dobbiamo sforzarci di discernere ciò che nella tradizione da noi assorbita è dannoso per il nostro destino e la nostra dignità, e modellare le nostre vite di conseguenza.<ref group="fonte">Citato in ''New York Times'', 4 maggio 1946, p. 7; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 142.</ref> (p. 117) {{Int|''Scienza e società''|Da ''Science and Society'', ''Science'', Washington D.C., numero invernale, 1935-36.}} *Sono due i modi in cui la [[scienza]] influenza le faccende umane. Il primo è a tutti familiare: quello diretto. Ma in maniera ancora più estesa, quella indiretta, la scienza fornisce aiuti che hanno trasformato completamente l'esistenza umana. Questo secondo modo è di natura educativa: agisce sulla mente. Benché possa apparire meno ovvio al nostro esame superficiale, non meno incisivo del primo. (p. 118) *Se mai possiamo affermare che oggi la [[schiavitù]] è stata abolita, dobbiamo tale abolizione agli effetti pratici della scienza.<ref group="fonte">Citato in ''New York Times'', 4 maggio 1946, p. 7; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 164.</ref> (p. 118) *Sta a imperituro credito della [[scienza]] l'aver permesso, agendo sulla mente umana, di superare l'insicurezza dell'uomo davanti a se stesso e davanti alla natura. (p. 119) *La gente comune può seguire i dettagli della ricerca scientifica solo fino a un livello modesto; ma può registrare almeno un grosso e importante guadagno: la fiducia che il pensiero umano è affidabile e la legge della natura è universale.<ref group="fonte" name=CXXIX/> (p. 120) {{Int|''Nel ricevere il premio One World''|Dal discorso pronunciato alla Carnegie Hall, New York, nel ricevere il premio ''One World'', 27 aprile 1948.}} *[...] dove la fiducia nell'onnipotenza della forza fisica ha il sopravvento sulla vita politica, tale forza assume una vita a sé e si rivela superiore agli uomini che pensano di usare la forza come strumento.<ref group="fonte" name=XCIV>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 94.</ref> (p. 127) *C'è ''una sola'' strada per la pace e la sicurezza: la strada dell'organizzazione sovrannazionale. Un armamento unilaterale su base nazionale accresce soltanto l'incertezza e la confusione generale senza costituire un'efficace protezione.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 104.</ref> (p. 127) {{Int|''Scienza e civiltà''|Dal discorso al Royal Albert Hall di Londra, ''Civilization and Science'', 3 ottobre 1933; citato nel ''Times'' di Londra, 4 ottobre 1933, p. 14.}} *Ci sta a cuore non solo il problema tecnico dell'assicurare e preservare la [[pace]], ma anche l'importante compito dell'istruzione e dell'illuminazione delle menti. Se vogliamo contrastare le forze che minacciano di sopprimere la libertà intellettuale e individuale dobbiamo avere chiara davanti ai nostri occhi la posta in gioco, e quanto dobbiamo a quella libertà che i nostri antenati conquistarono per noi dopo dure lotte. Senza tale libertà non ci sarebbe stato alcuno [[William Shakespeare|Shakespeare]], o [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], o [[Isaac Newton|Newton]], o [[Michael Faraday|Faraday]], o [[Louis Pasteur|Pasteur]] o [[Joseph Lister|Lister]]. [...] Solo gli uomini liberi possono produrre le invenzioni e le opere intellettuali che a noi moderni rendono la vita degna di essere vissuta. (pp. 128-129) *[...] notai come la [[monotonia]] di una vita quieta stimoli la mente creativa.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 148.</ref> (p. 129) {{Int|''Lettera aperta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite''|Da ''United Nations World'', New York, ottobre 1947.}} *Le [[Nazioni Unite|NU]] per il momento, e il governo mondiale alla fine, dovrebbero perseguire un unico scopo: la garanzia della sicurezza, della tranquillità e del benessere per tutta l'umanità. (p. 138) {{Int|''Una risposta agli scienziati sovietici''|Da ''A Reply to the Soviet Scientists'', ''Bulletin of the Atomic Scientists'', IV, febbraio 1948, pp. 33-sg.}} *E il governo è in se stesso un male finché reca in sé la tendenza a degenerare in [[tirannia]].<ref name="soviet">Einstein rispose con questo articolo alla lettera aperta ''Le idee sbagliate del dott. Einstein'', sottoscritta dagli scienziati sovietici [[Sergej Ivanovič Vavilov]], [[Alexander Frumkin]], [[Abram Ioffe]] e [[Nikolay Semyonov]]; pubblicata sul ''New Times'', Mosca, ottobre 1947. {{Cfr}} ''Pensieri, idee e opinioni'', pp. 234 e 238.</ref> (p. 146) *Difendo il governo mondiale perché sono convinto che non ci sia altra via percorribile per eliminare il più tremendo pericolo a cui l'uomo si sia mai trovato esposto. L'obiettivo di evitare la distruzione totale deve avere la priorità su qualunque altro obiettivo.<ref name=soviet/><ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 104-105.</ref> (p. 150) {{Int|''«L'Europa è stata un successo?»''|Da ''Was Europe a Success?'', ''The Nation'', New York, 3 ottobre 1934.}} *Nessun [[scopo|fine]] mi sembra così elevato da indurmi a giustificarne il perseguimento attraverso metodi indegni. (p. 156) :Nessuno scopo è, secondo me, così alto da giustificare dei metodi indegni per il suo conseguimento.<ref>In un [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/07/24/vita-da-cavie-sulla-pelle-degli.html articolo di ''la Repubblica''] e in molteplici pagine web si afferma che tale citazione di Einstein sia riferita alla [[sperimentazione animale]] o alla [[vivisezione]]. In realtà la frase di Einstein è una considerazione di natura generale e non si riferisce alla tematica specifica della vivisezione. {{Cfr}} ''[http://www.giornalettismo.com/archives/429071/la-vivisezione-repubblica-e-il-povero-albert-einstein/ La vivisezione, Repubblica e il povero Albert Einstein]'', ''Giornalettismo.com'', 24 luglio 2012.</ref> *A volte la [[violenza]] potrà aver sgomberato con rapidità la strada da ostacoli, ma non si è mai rivelata creativa.<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 168.</ref> (p. 156) {{Int|''A un raduno per la libertà d'opinione''|Da ''At a Gathering for Freedom on Opinion'', 1936; scritto nel 1936 per un raduno di docenti universitari che non ebbe mai luogo.}} *È per questa ragione che negli ultimi tempi abbiamo dovuto assistere ripetutamente al licenziamento di degni docenti universitari contro la volontà dei loro colleghi, azioni di cui la stampa ha informato il pubblico in modo non adeguato. È sempre alla pressione di questa minoranza economicamente dominante che dobbiamo l'infausta istituzione del giuramento del docente, ideato per limitare la libertà d'insegnamento. Non c'è bisogno che mi soffermi sul fatto che la libertà d'insegnamento e di opinione nei libri o nella stampa è il fondamento di un sano e naturale sviluppo di qualsiasi popolo.<ref group="fonte" name=LXX/> (pp. 157-158) {{Int|''Guerra atomica o pace, I''|Come riportato da Raymond Swing in ''Atomic War or Peace'', ''the Atlantic Monthly'', parte prima, CLXXVI, novembre 1945, pp. 43-45.}} *La produzione dell'[[energia nucleare|energia atomica]] non ha creato un problema nuovo. Ha semplicemente reso più urgente la necessità di risolverne uno già esistente.<ref group="fonte" name=curatom>Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 92-93.</ref><ref name=raymondswing>Einstein venne intervistato due volte da Raymond Swing in merito all'eventualità di una guerra atomica: la prima intervista venne realizzata nel 1945 e la seconda nel 1947 ed entrambe vennero pubblicate sul ''the Atlantic Monthly''. Successivamente le due interviste sono state pubblicate più volte insieme, sotto forma di un unico articolo intitolato ''Atomic War or Peace'', nonostante le importanti differenze tra i due, dovute perlopiù al cambiamento delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Unione Sovietica nel corso del biennio 1945-47. {{Cfr}} ''Einstein on Politics'', [https://books.google.it/books?id=_X1dAAAAQBAJ&pg=PA372 p. 372].</ref> (p. 159) *Non credo che una guerra combattuta con le bombe atomiche spazzerà via la civiltà. Forse potranno rimanere uccisi due terzi della popolazione della terra. Ma resterebbe un sufficiente numero di uomini capaci di pensare e un sufficiente numero di libri per consentire di ricominciare daccapo e restaurare la civiltà.<ref group="fonte" name=curatom/><ref name=raymondswing/> (p. 159) *Non mi considero il padre della liberazione dell'[[energia nucleare|energia atomica]]. Il mio ruolo in proposito è stato del tutto indiretto. Non prevedevo, infatti, che si sarebbe arrivati a produrla nel mio tempo. Lo credevo possibile solo sul piano teorico. È diventato un fatto concreto grazie alla scoperta accidentale della reazione a catena, cosa che non avrei potuto prevedere. È stato [[Otto Hahn|Hahn]] a scoprirla a [[Berlino]], e lui stesso ha frainteso il senso della propria stessa scoperta. È stata [[Lise Meitner]] a fornire l'interpretazione corretta. È fuggita dalla [[Germania]] per mettere l'informazione in mano a [[Niels Bohr]]. Non credo che si possa inaugurare una grande era della scienza atomica nel modo in cui sono organizzate le grandi società per azioni.<ref name=raymondswing/> (p. 162) *Dal momento che non prevedo che l'[[energia nucleare|energia atomica]] potrà risultare di grande vantaggio ancora per molto tempo, debbo dire che attualmente essa costituisce una minaccia. Forse è bene che sia così. Potrà agire da deterrente per la razza umana spingendola a mettere ordine nei propri affari internazionali, cosa che, senza la pressione della paura, di sicuro essa non farebbe.<ref group="fonte" name=curatom/> (p. 163) {{Int|''Guerra atomica o pace, II''|Come riportato da Raymond Swing in ''[http://www.theatlantic.com/past/issues/47nov/einstein.htm Atomic War or Peace]'', ''the Atlantic Monthly'', parte seconda, CLXXX, novembre 1947, pp. 29-32.}} *Dalla realizzazione della prima [[bomba atomica]] non è stato approntato nulla che rendesse il mondo più sicuro dalla guerra, mentre molto è stato fatto per accrescere la distruttività della guerra.<ref name=raymondswing/> (p. 163) *Ma non è necessario immaginare che un'esplosione stellare distrugga la terra come una Nova per capire con chiarezza la crescente distruttività di una [[guerra nucleare|guerra atomica]] e riconoscere che, a meno di impedire un'altra guerra, è probabile che si arrivi a devastazioni su scala mai ritenuta possibile prima d'ora, e a stento concepibili anche adesso, e che ad esse sopravviverebbe ben poco della nostra società.<ref name=raymondswing/> (p. 164) *Ma nulla è stato fatto per scongiurare la guerra, mentre molto è stato fatto per rendere la [[guerra nucleare|guerra atomica]] ancora più orribile; non ci sono giustificazioni, di conseguenza, per aver ignorato il pericolo. Dico che non è stato fatto nulla per scongiurare la guerra a partire dalla messa a punto della bomba atomica, malgrado gli Stati Uniti abbiano avanzato alle Nazioni Unite la proposta di un controllo sovrannazionale dell'energia atomica. Si è trattato di una proposta condizionale, e a condizioni che l'Unione Sovietica è adesso determinata a respingere. Il che consente di addossare ai russi la colpa del fallimento.<ref name=raymondswing/> (p. 164) *Ma nell'incolpare i russi gli americani non dovrebbero ignorare il fatto che nemmeno loro hanno rinunciato volontariamente all'uso della bomba come arma ordinaria, in attesa che si arrivi al controllo sovrannazionale, o nel caso non si arrivi a un controllo sovrannazionale. Così hanno alimentato negli altri paesi la paura che gli americani considerino la bomba atomica una componente legittima del loro arsenale bellico fintantoché gli altri paesi declineranno di accettare i termini da essi proposti per un controllo sovrannazionale.<ref name=raymondswing/> (pp. 164-165) *Gli americani possono essere convinti della loro determinazione a non scatenare una guerra aggressiva o preventiva e ritenere così superfluo annunciare pubblicamente che non faranno più ricorso per primi alla bomba atomica. Ma questo paese è stato invitato solennemente a rinunciare all'uso della bomba – cioè a metterla al bando – e ha declinato di farlo a meno di non vedere accettati i propri termini per un controllo sovrannazionale.<ref name=raymondswing/> (p. 165) *Considero sbagliata questa linea politica. Scorgo un certo vantaggio militare nel non rinunciare per legge all'uso della bomba come deterrente volto a scoraggiare un altro paese dall'intraprendere una guerra in cui gli Stati Uniti potrebbero usarla. Ma quel che si guadagna da un lato lo si perde dall'altro. Perché si è resa più remota la comprensione dell'importanza di un controllo sovrannazionale dell'energia atomica. Che non abbiano a verificarsi inconvenienti militari finché gli Stati Uniti detengono l'esclusiva della bomba. Ma non appena un altro paese sarà in grado di produrne in quantità consistenti, l'assenza di un accordo internazionale porrà gli Stati Uniti in condizioni di forte svantaggio, a causa della vulnerabilità delle sue industrie, così concentrate nel territorio, e dell'alto sviluppo della sua vita urbana.<ref name=raymondswing/> (p. 165) *Il rifiuto di mettere al bando la bomba finché ne detiene il monopolio procura a questo paese un'altra conseguenza negativa, impedendogli di tornare pubblicamente ai parametri etici bellici formalmente accettati prima dell'ultima guerra. Non si dovrebbe dimenticare che questo paese ha approntato la [[bomba atomica]] come misura preventiva; se ne voleva impedire l'utilizzo da parte dei tedeschi, in caso l'avessero scoperta.<ref group="fonte" name=curatom/> Sono stati i tedeschi a iniziare il bombardamento dei centri civili, seguiti dai giapponesi. A ciò gli alleati hanno risposto negli stessi termini – anzi, come è risultato, con maggiore efficacia – e ne avevano la giustificazione morale. Ma adesso, in assenza di alcuna provocazione, e in mancanza della giustificazione della rappresaglia o della ritorsione, il rifiuto di rinunciare all'uso della bomba se non per ritorsione rendo lo scopo del suo possesso prettamente politico. Il che è difficilmente perdonabile.<ref name=raymondswing/> (p. 165) *Non sto dicendo che gli Stati Uniti non dovrebbero preparare la bomba e farne scorta, perché credo che debbano farlo; con essa devono essere in grado di scoraggiare un altro paese dal predisporre un attacco atomico una volta che anch'esso si sia procurato la bomba.<ref name=raymondswing/> (p. 166) *Detenere una scorta di bombe atomiche senza impegnarsi a non utilizzarne per primi è sfruttare a fini politici il possesso delle bombe. Può darsi che gli Stati Uniti sperino in tal modo di intimorire l'Unione Sovietica e di indurla ad accettare un controllo sovrannazionale dell'energia atomica. Ma inculcare la paura non fa che accrescere l'antagonismo e aumentare il pericolo di una guerra. Sono dell'opinione che questa politica ci abbia allontanati dalla vera soluzione moralmente accettabile, la proposta di un controllo sovrannazionale dell'energia atomica.<ref name=raymondswing/> (p. 166) *L'appartenenza a un sistema di sicurezza sovrannazionale non dovrebbe, a mio avviso, basarsi su alcun arbitrario parametro di democrazia. Il solo requisito da parte di tutti dovrebbe essere l'elezione popolare diretta dei rappresentanti destinati all'organizzazione sovrannazionale – parlamento e consiglio – per scrutinio segreto in ogni paese membro. Tali rappresentanti dovrebbero rappresentare il popolo piuttosto che i singoli governi, il che aumenterebbe la natura pacifista dell'organizzazione.<ref name=raymondswing/> (p. 170) {{Int|''La minaccia della distruzione di massa''|Da un discorso alla seconda cena annuale offerta dalla Foreign Press Association all'Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al [[Waldorf-Astoria Hotel]], New York, 11 novembre 1947.}} *Siamo tutti consapevoli della difficile e minacciosa situazione in cui versa oggi la società umana – ridotta a un'unica comunità con un destino comune –, ma solo alcuni si comportano di conseguenza. Gran parte delle persone continua a vivere la propria vita ordinaria; per metà spaventate, per metà indifferenti, esse contemplano la cupa tragicommedia in atto sul palcoscenico internazionale davanti agli occhi e alle orecchie del mondo. Ma su quel palcoscenico, in cui gli attori recitano sotto i riflettori le proprie ordinate parti, si decide il nostro destino di domani, la vita o la morte delle nazioni. (p. 175) *Finché il contatto fra i due campi si limiterà ai negoziati ufficiali, vedo scarse prospettive di un accordo intelligente, specialmente dal momento che considerazioni di prestigio nazionale oltre che la tendenza a parlare alle masse da una finestra tendono a rendere pressoché impossibile ogni ragionevole progresso. Ciò che una parte propone a livello ufficiale è per ciò stesso guardato con diffidenza e persino fatto apparire come inaccettabile dall'altra. Inoltre dietro tutti i negoziati ufficiali si cela – per quanto velata – la minaccia del potere nudo e crudo. (p. 176) *Noi [[scienziato|scienziati]] crediamo che quello che noi e i nostri simili faremo o mancheremo di fare nel giro dei prossimi anni determinerà il destino della nostra civiltà. E consideriamo nostro dovere divulgare incessantemente questa verità, aiutando la gente a rendersi conto della posta in gioco e adoperandoci non per una tregua, ma per un'intesa e un definitivo accordo tra popoli e nazioni di differenti vedute. (p. 176) {{Int|''L'intrusione dei militari nella scienza''|Da ''Military Intrusion in Science. The Military Mentality'', ''American Scholar'', XVI, 1947, pp. 353-sg.}} *È tipico della mentalità militarista considerare essenziali i fattori non-umani (bombe atomiche, basi strategiche, armi di ogni sorta, il possesso di materie prime, ecc.) e ritenere invece trascurabile e secondario l'essere umano, i suoi desideri e pensieri, in breve i fattori psicologici.<ref group="fonte" name=XCIV/> (p. 182) *L'individuo è degradato a mero strumento; egli diventa «materiale umano».<ref group="fonte" name=XCIV/> Con una concezione simile i normali fini delle aspirazioni umane svaniscono. Al loro posto, la mentalità militarista eleva il «potere nudo» a fine in sé, uno dei più sconcertanti inganni a cui gli uomini possano soccombere. Nel nostro tempo la mentalità militare si è fatta ancora più pericolosa che in passato perché le armi offensive sono diventate molto più potenti di quelle difensive. Perciò essa conduce di necessità alla guerra preventiva. L'insicurezza generale che ad essa si accompagna porta a sacrificare i diritti civili del cittadino al presunto bene dello stato. (p. 182) *Non vedo altra via d'uscita dalle condizioni imperanti che una politica perspicace, onesta e coraggiosa, tesa a fondare la sicurezza su basi sovrannazionali. Speriamo che si troveranno individui sufficienti per numero e per forza morale, atti a guidare la nazione su questa strada, finché le circostanze esterne le attribuiranno un ruolo di guida. Allora problemi come quelli descritti cesseranno di esistere. (p. 182) {{Int|''[[Isaac Newton]]''|Da ''The Manchester Guardian'', Manchester, Inghilterra, Natale 1942.}} *[...] [[Isaac Newton|Newton]] fu il primo che riuscì a scoprire dei fondamenti formulati con chiarezza da cui poter dedurre un ampio campo di fenomeni a mezzo del pensiero matematico, a livello logico, quantitativo e in armonia con l'esperienza.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 56.</ref> (p. 187) {{Int|''[[Giovanni Keplero]]''|Dalla prefazione di ''Johannes Kepler's Letters'', a cura di David Baumgardt, ed. Carola Baumgardt, Philosophical Library, New York, 1951.}} *[...] [[Giovanni Keplero|Keplero]] era uno di quei rari individui semplicemente incapaci di fare altro che battersi apertamente in difesa delle proprie convinzioni in ogni ambito.<ref group="fonte" name=LILII>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 51-52.</ref> (p. 192) *Nella ricerca dovette sbarazzarsi dell'approccio animistico, una modalità di pensiero orientata a fini nascosti. Dovette per prima cosa riconoscere che nemmeno la tecnica matematica più nitidamente logica offriva di per sé alcuna garanzia di verità, facendosi irrilevante se non verificata sulle più meticolose osservazioni della scienza naturale. Non fosse stato per questo orientamento filosofico, il lavoro di Keplero non sarebbe stato possibile. Lui non ne parla, ma le sue lettere riflettono tale lotta interiore.<ref group="fonte" name=LILII/> (p. 193) {{Int|''In memoria di [[Marie Curie]]''|Dalla dichiarazione in occasione della Curie Memorial Celebration al Roerich Museum, New York, 23 novembre 1935.}} [[Immagine:Marie Curie and Albert Einstein.jpg|thumb|Marie Curie con Albert Einstein ]] *La sua forza, la purezza della sua volontà, la sua severità con se stessa, la sua obiettività, il suo giudizio incorruttibile: erano tutte di una qualità raramente riscontrata, così riunite in un solo individuo. [...] Una volta che avesse riconosciuto una certa strada come giusta, la percorreva senza compromessi e con tenacia estrema.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 47-48; Archivio Einstein 5-142.</ref> (p. 194) {{Int|''In memoria di [[Paul Langevin]]''|Da ''La Pensée'', Parigi, febbraio-marzo 1947.}} *Sono così rare le persone, in qualunque generazione, in cui una chiara comprensione della natura delle cose si unisca a un intenso sentimento per la sfida della vera umanità e a una capacità di impegno militante. Quando se ne va un uomo del genere, lascia un vuoto che sembra intollerabile a chi gli sopravviva.<ref group="fonte" name=LII>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 52.</ref> (p. 197) *Il suo desiderio di promuovere una vita migliore per tutti gli uomini era forse anche più forte della sua bramosia per una pura illuminazione dell'intelletto. Così accadeva che dedicasse molto del suo tempo e della sua energia vitale all'illuminazione politica.<ref group="fonte" name=LII/> (p. 197) {{Int|''In memoria di [[Paul Ehrenfest]]''|Da ''Almanak van het Leidsche Studentencorps'', pubblicato da S.C. Doesburg, Dosbug Verlag, Leiden, Olanda, 1934.}} *La sua statura stava tutta nella sua capacità straordinariamente sviluppata di afferrare l'essenza di un'idea teorica, nello spogliare una teoria delle sue sovrastrutture matematiche finché non emergeva con chiarezza la semplice idea di fondo. Questa capacità lo rendeva un docente senza pari. (pp. 202-203) *In realtà egli si sentiva più infelice di chiunque altro con cui fossi in intimità. La ragione era che non si riteneva all'altezza del nobile compito che gli si parava davanti. A che serviva che tutti lo smentissero? Il suo senso di inadeguatezza, oggettivamente ingiustificato, lo tormentava senza tregua, derubandolo spesso della pace mentale necessaria per una tranquilla ricerca.<ref group="fonte" name=XLVIII>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 48.</ref> (p. 203) *Apprendere e insegnare cose che non si riescono ad accettare appieno nel proprio intimo è sempre un compito difficile [...]. (p. 204) *L'umiliazione e l'oppressione mentale da parte di insegnanti ignoranti ed egoisti provocano nello spirito del giovane devastazioni insanabili, che spesso esercitano un'influenza nefasta nella vita successiva.<ref group="fonte" name=LXX/> (p. 204) *Il rapporto più importante della sua vita fu quello con sua moglie, che gli era anche compagna di lavoro, una personalità insolitamente forte e risoluta, intellettualmente dotata quanto lui. [...] la ripagò con una venerazione e un amore quali non mi è stato dato spesso di riscontrare nel corso della mia vita.<ref group="fonte" name=XLVIII/> (p. 204) {{Int|''[[Mahatma Gandhi]]''|Dalla dichiarazione in occasione del 75° compleanno di Gandhi, 1946.}} *Una guida per il suo popolo, non sostenuta da autorità esterna: un politico il cui successo non posa sull'artificio né sul possesso di espedienti tecnici, ma semplicemente sulla forza carismatica della sua personalità; un combattente vincitore che ha sempre disdegnato l'uso della forza; un uomo saggio e umile, armato di una determinazione e di una coerenza inflessibili, che ha dedicato tutta la propria forza all'elevazione del suo popolo e al miglioramento della sua sorte; un uomo che ha affrontato la brutalità dell'Europa con la dignità dei semplici, e quindi, assurgendo ogni volta a superiore.<br />Può darsi che le generazioni avvenire stenteranno a credere che un individuo simile abbia mai calpestato in carne e ossa questa terra.<ref group="fonte">Citato in ''Einstein on Humanism'', a cura di Helen Dukas e [[Banesh Hoffmann]], Carol Publishing, New York, 1993, p. 94; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 49.</ref> (p. 205) {{Int|''Perché gli ebrei sono odiati?''|Da ''Why Do They Hate the Jews'', ''Collier's'', New York, CII, 26 novembre 1938, pp. 9-sg.}} *Perché c'è molta verità nel detto che è facile elargire saggi e giusti consigli... agli altri!, ma difficile agire con saggezza e giustizia personalmente. (p. 210) *I crimini di cui gli [[ebrei]] sono stati incolpati nel corso della storia – crimini intesi a giustificare le atrocità perpetrate contro di essi – sono mutati in rapida successione [...] Le accuse contro di loro, accuse della cui falsità gli istigatori erano ogni volta perfettamente consapevoli, superavano ogni immaginazione, ma hanno influenzato ripetutamente le masse. [...] In questo caso, si può parlare di [[antisemitismo]] latente. (pp. 210-211) *In ogni società certe convinzioni e intenti comuni, certi interessi simili producono gruppi che, in un certo senso, agiscono come unità. Ci sarà sempre attrito tra tali gruppi, lo stesso tipo di contrapposizione e rivalità che esiste tra gli individui.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 139.</ref> (p. 211) *È noto, inoltre, che una lumaca può perdere il proprio guscio senza per questo cessare di essere una lumaca. L'[[ebrei|ebreo]] che abbandoni la propria fede (nel senso formale della parola) è in una posizione analoga. Resta un ebreo.<ref group="fonte" name=LXIVLXV>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 64-65.</ref> (p. 212) *Il legame che ha unito gli [[ebrei]] per migliaia di anni e che ancora oggi li unisce è, principalmente, l'ideale democratico della giustizia sociale, assieme a quello della vicendevole solidarietà e tolleranza tra tutti gli uomini. [...] Il secondo tratto caratteristico della tradizione ebraica è l'alta considerazione in cui è tenuta ogni forma di aspirazione intellettuale e di sforzo spirituale.<ref group="fonte" name=LXIVLXV/> (p. 212) *Gli [[ebrei]] come gruppo possono essere privi di potere, ma l'insieme delle conquiste dei loro singoli componenti è ovunque considerevole e proficuo, anche se a tali conquiste si è arrivati tra mille ostacoli.<ref group="fonte" name=LXIVLXV/> (p. 214) *Per il gruppo nazista gli [[ebrei]] non sono soltanto un mezzo per stornare il risentimento popolare da se stessi, gli oppressori; considerano gli ebrei un elemento non ammissibile, che non potrà mai essere spinto all'accettazione acritica del dogma, e che, di conseguenza, continuerà a minacciare, finché esisterà, la loro autorità, per l'insistenza con cui gli ebrei difendono l'illuminazione popolare delle masse.<ref group="fonte" name=LXIVLXV/> (p. 214) {{Int|''Il fine dell'esistenza umana''|Da una trasmissione radiofonica per l'Appello Ebrei Uniti, 11 aprile 1943.}} *L'odio che impazza contro di noi {{NDR|ebrei}} affonda le radici nel fatto che abbiamo sostenuto l'ideale della convivenza armonica e che gli abbiamo dato espressione con parole e coi fatti tra la maggior parte del nostro popolo. (p. 221) {{Int|''Il nostro debito verso il Sionismo''|Dal discorso intitolato ''Our Debt to Zionism'' pronunciato in occasione del ''Third Seder'', National Labor Committee for Palestine, al Commodore Hotel, New York, 17 aprile 1938; testo completo pubblicato in ''New Palestine'', Washington D.C., 29 aprile 1938.}} [[Immagine:Albert Einstein WZO photo 1921.jpg|thumb|upright=1.6|Einstein con i leader della ''World Zionist Organization'' nel 1921]] *[...] il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il [[Sionismo]]. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo.<ref group="fonte" name=sion>Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 63-64.</ref> (p. 222) *Preferirei senz'altro che si arrivasse a un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una pacifica convivenza, che alla creazione di uno stato ebraico.<ref group="fonte" name=sion/> (p. 223) *A parte ogni considerazione pratica, la mia consapevolezza della natura essenziale del [[ebraismo|giudaismo]] respinge l'idea di uno stato ebraico con propri confini, un proprio esercito e una qualche forma di potere temporale, non importa quanto modesta. Ho paura del danno interno che il giudaismo ne deriverebbe, specialmente se tra le nostre file cominciasse ad allignare un angusto nazionalismo, contro il quale abbiamo già dovuto combattere con forza anche senza che esistesse uno stato ebraico. Non siamo più gli ebrei del periodo dei Maccabei. Un ritorno a una nazione nel senso politico del termine equivarrebbe all'allontanamento della nostra comunità dalla spiritualizzazione di cui siamo debitori al genio dei nostri profeti.<ref group="fonte" name=sion/> (p. 223) *L'[[antisemitismo]] è sempre stato il mezzo più economico impiegato da minoranze egoistiche per ingannare il popolo. (p. 223) {{Int|''Agli eroi della battaglia del Ghetto di Varsavia''|Dal ''Bullettin of the Society of Polish Jews'', New York, 1944.}} *I tedeschi sono responsabili come intero popolo di questi assassini di massa e come popolo vanno puniti, se nel mondo c'è giustizia e se nelle nazioni la coscienza della responsabilità collettiva non deve sparire definitivamente dalla terra. Dietro il partito nazista c'è il popolo tedesco, che ha eletto [[Adolf Hitler|Hitler]] dopo che questi aveva manifestato con chiarezza e senza alcuna possibilità di fraintendimento nel suo libro e nei suoi discorsi le sue vergognose intenzioni.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 84.</ref> (p. 224) {{Int|''La vocazione degli ebrei''|Da un discorso alla Jewish Academy of Sciences and Arts, 22 marzo 1936.}} *Noi [[ebrei]] dovremmo essere e rimanere portatori e difensori dei valori spirituali. Ma dovremmo anche restare perennemente consapevoli del fatto che questi valori spirituali sono e sono sempre stati il fine comune di tutta l'umanità. (p. 226) {{Int|''All'università di Gerusalemme''|Da un discorso all'[[Università Ebraica di Gerusalemme]], in occasione del conferimento della laurea ''honoris causa'', 15 marzo 1949.}} *L'università che ventisette anni fa non era che un sogno e una debole speranza, questa università oggi è una cosa viva, una casa delle libera cultura, del libero insegnamento e del felice lavoro fraterno. Eccola là, su quel suolo che il nostro popolo ha liberato affrontando grandi asperità; eccola là, centro spirituale di una comunità fiorente e viva le cui realizzazioni hanno finalmente ottenuto il riconoscimento universale che meritavano.<ref group="fonte">Archivio Einstein 37-296; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', pp. 65-66.</ref> (p. 229) *La saggezza e la moderazione dimostrate dalle guide del nuovo stato mi fanno confidare nel fatto, tuttavia, che un po' alla volta si stabiliranno con il popolo arabo relazioni basate su una cooperazione proficua e su un mutuo rispetto e fiducia. Perché è questo il solo mezzo con cui entrambi i popoli potranno conseguire un'indipendenza dal mondo esterno.<ref group="fonte">Archivio Einstein 28-854; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 66.</ref> (p. 229) {{Int|''Gli ebrei di Israele''|Da una trasmissione radiofonica per l'Appello Ebrei Uniti della National Broadcasting Company, Atlantic City, 27 novembre 1949.}} *Gli ebrei di Palestina non hanno combattuto per puro amore dell'indipendenza politica, ma per conquistare la libertà d'immigrazione per gli ebrei dei molti paesi in cui la loro stessa esistenza era in pericolo; libertà d'immigrazione anche per tutti coloro che anelavano a una vita fra la propria gente. Non è un'esagerazione dire che abbiano combattuto per rendere possibile un sacrificio forse unico nella storia.<ref group="fonte">Archivio Einstein 58-904; citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 66.</ref> (pp. 231-232) ==Altri saggi e articoli== {{cronologico}} {{Int|''L'etere e la teoria della relatività''|Dalla lezione inaugurale all'università di Leiden, 5 maggio (poi rinviata al 17 ottobre) 1920; pubblicato come ''Äther und Relativitätstheorie'', Springer, Berlino, 1920; traduzione di Giuseppe Longo in ''Opere scelte'', parte quarta, pp. 507-516.}} *La teoria di Newton costituisce certo la più grande conquista mai compiuta dallo spirito umano nel tentativo di stabilire un nesso causale tra i fenomeni della natura. E tuttavia questa teoria mise non poco a disagio i contemporanei di Newton, poiché sembrava in contraddizione con il principio, dedotto da altre esperienze, che limita la possibilità di azioni reciproche alle sole azioni per contatto e nega la possibilità di azioni a distanza senza un mezzo interposto. (pp. 507-508) *Pensiamo a un propagarsi di onde su una superficie d'acqua. Il fenomeno può essere visto in due modi differenti. Può pensarsi, cioè, che muti nel tempo la superficie ondosa che costituisce la frontiera tra acqua e aria; ma può pensarsi anche, riferendosi per esempio a corpuscoli galleggianti, che muti nel tempo la posizione di ogni singola particella liquida. Supponiamo che non si abbiano siffatti galleggianti a permetterci di osservare il moto delle particelle del fluido, e, in generale, che del fenomeno sia unicamente osservabile il cambiamento di posizione dello spazio occupato dall'acqua (cambiamento che avviene nel tempo). In tali condizioni non avremmo modo alcuno di supporre che l'acqua sia composta di particelle mobili, e tuttavia potremmo considerarla comunque un buon mezzo. (pp. 511-512) *L'[[etere luminifero|etere]] della teoria della relatività generale, quando lo si confronti con quello di [[Hendrik Lorentz|Lorentz]], ha questo di nuovo: in ciascun punto, il suo stato è legato a quello della materia e a quello dell'etere nei punti vicini secondo leggi esprimibili in forma di equazioni differenziali; viceversa, lo stato dell'etere di Lorentz, data l'assenza dei campi elettromagnetici, non è determinato da alcunché di esterno ed è ovunque lo stesso. (p. 514) *Sul ruolo che l'[[etere luminifero|etere]] è chiamato a sostenere nella concezione del mondo fisico non si hanno ancora idee precise. Sappiamo che esso determina le relazioni metriche nel continuo spazio-temporale, per esempio le possibili configurazioni dei corpi solidi, come pure i campi di gravitazione; ma non sappiamo affatto se esso determini o meno in maniera essenziale la struttura delle particelle elettriche elementari che costituiscono la materia. (p. 514) *[...] secondo la teoria della relatività generale lo spazio è dotato di proprietà fisiche; in tal senso, un etere esiste, e anzi un spazio privo di etere è inconcepibile, perché non solo la propagazione della luce vi sarebbe impossibile, ma neppure avrebbe senso, per un tale spazio, parlare di regoli di misura e di orologi e neppure, di conseguenza, di distanze spazio-temporali nel senso della fisica. Non si deve tuttavia attribuire a tale etere la proprietà che caratterizza i mezzi ponderabili, quella cioè di essere costituito di parti che si possano seguire nel tempo: e neppure è lecito applicare ad esso il concetto di moto. (p. 516) {{Int|''Idee e problemi fondamentali della teoria della relatività''|Dal discorso di ringraziamento per il conferimento del [[premio Nobel]], tenuto all'Assemblea nordica dei naturalisti, Göteborg, 11 luglio 1923; pubblicato come ''Grundgedanken und Probleme der Relativitätstheorie'', Imprimiere royal, Stoccolma, 1923; traduzione di Giuseppe Longo in ''Opere scelte'', parte quarta, pp. 517-527.}} *Se consideriamo quella parte della teoria della relatività che può, in un certo senso, essere oggi considerata come una conoscenza fisica acquisita, notiamo due aspetti che hanno, ai fini della teoria stessa, implicazioni rilevanti. Il primo riguarda il problema dell'esistenza o meno, in natura, di stati di moto privilegiati (problema della relatività fisica); è questa la chiave di volta dell'intera costruzione teoretica. Il secondo riguarda il fatto di ammettere solo concetti e distinzioni cui si possano associare, senza ambiguità, fatti osservabili (clausola che concetti e distinzioni abbiano significato fisico). Questo postulato, che attiene all'epistemologia, si rivela di importanza fondamentale. (p. 517) *La [[meccanica classica]] permette di tracciare una distinzione fra moti (assoluti) non accelerati e accelerati; inoltre essa asserisce che le velocità hanno un'esistenza soltanto relativa (dipendente dalla scelta del sistema di riferimento inerziale), mentre le accelerazioni e le rotazioni hanno un'esistenza assoluta (indipendentemente dalla scelta del riferimento inerziale). Questa situazione può essere espressa così: secondo la meccanica classica esiste la «relatività delle velocità» ma non la «relatività delle accelerazioni». (pp. 519-520) *In un qualunque campo gravitazionale, ad ogni intorno infinitesimo di punto, si può associare un sistema di coordinate locale in uno stato di moto tale che rispetto ad esso non esista alcun campo gravitazionale (sistema di riferimento inerziale locale). In termini di questo riferimento inerziale possiamo considerare i risultati della teoria della relatività ristretta corretti, in prima approssimazione, per questa regione infinitamente piccola. In ogni punto dello spazio-tempo vi è un numero infinito di questi sistemi di riferimento inerziali locali, tra loro legati dalle trasformazioni di Lorentz. (pp. 522-523) *Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le <math>g_{\mu\nu}</math> siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di [[Galileo Galilei|Galilei]] nella teoria della relatività generale. (p. 524) *Un secondo problema che oggi è al centro dell'interesse riguarda l'identità tra campo gravitazionale e campo elettromagnetico. Una mente che aneli all'unificazione della teoria non può essere paga del fatto che debbano esistere due campi i quali, per loro natura, siano indipendenti tra loro. Si cerca una teoria del campo, unificata sotto il profilo matematico, in cui il campo gravitazionale e il campo elettromagnetico siano interpretati solo come componenti o manifestazioni diverse di uno stesso campo uniforme e in cui, se possibile, le equazioni del campo non consistano più in addendi tra loro logicamente indipendenti. (p. 526) *Può darsi che la soluzione del problema quantico richieda una trasformazione radicale delle equazioni generali, e addirittura la sostituzione di tutti i parametri con cui rappresentiamo il processo elementare: ebbene, anche in tal caso il principio di relatività non sarà mai abbandonato e le leggi da esso derivate in precedenza manterranno il loro significato almeno come leggi limite. (p. 527) {{Int|''[https://archive.org/stream/lescienze-129/1979_129#page/n0/mode/2up Sulla teoria generalizzata della gravitazione]''|Articolo pubblicato su ''Scientific American'', aprile 1950; tradotto in ''Le Scienze'', 1979, n.° 129, pp. 6-10.}} *Cosa ci spinge, dunque, ad elaborare [[teoria]] dopo teoria? Perché, addirittura, formuliamo teorie? La risposta alla seconda domanda è semplice: perché amiamo «comprendere», ossia ridurre i fenomeni per mezzo del procedimento logico a qualcosa di già noto o (manifestamente) evidente. Prima di tutto sono necessarie nuove teorie quando si affrontano fatti nuovi che non possono essere «spiegati» da teorie esistenti. Ma questa motivazione è, per così dire, banale, imposta dall'esterno. C'è un'altra motivazione più sottile e di non minore importanza. Si tratta dello sforzo verso l'unificazione e la semplificazione delle premesse della teoria nel suo insieme (ossia, il principio di economia di Mach, interpretato come un principio logico). (p. 6) *Esiste una passione per la [[comprendere|comprensione]] proprio come esiste una passione per la musica; è una passione molto comune nei bambini, ma che poi la maggior parte degli adulti perde. Senza di essa non ci sarebbero né la matematica né le altre scienze. Più volte la passione per la comprensione ha condotto all'illusione che l'uomo sia in grado di comprendere razionalmente il mondo oggettivo, attraverso il pensiero puro, senza nessuna fondazione empirica; in breve attraverso la metafisica. Sono convinto che ogni teorico vero sia una sorta di metafisico addomesticato, indipendentemente da quanto possa immaginare di essere un puro «positivista».<ref group="fonte">Citato anche in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 134.</ref> Il metafisico crede che il logicamente semplice sia anche reale. Il metafisico addomesticato crede che non tutto ciò che è logicamente semplice sia incorporato nella realtà esperita, ma che la totalità di tutta l'esperienza sensoriale possa essere «compresa» sulla base di un sistema concettuale costruito su premesse di grande semplicità. Lo scettico dirà che questo è un «credo del miracolo». È proprio così, ma è un credo del miracolo che è nato e cresciuto in maniera straordinaria grazie allo sviluppo della scienza. (p. 6) *Una volta che l'idea teorica sia acquisita, è bene seguirla finché conduce a una conclusione insostenibile. (p. 7) *Eppure ogni [[teoria]] è speculativa. Quando i concetti fondamentali di una teoria sono relativamente «vicini all'esperienza» (come per esempio i concetti di forza, pressione, massa), il suo carattere speculativo non è facilmente individuabile. Se, però, una teoria è tale da richiedere l'applicazione di procedimenti logici complessi per raggiungere conclusioni, a partire dalle premesse, che possano essere confrontate con l'osservazione, chiunque acquisisce la consapevolezza della natura speculativa della teoria. In tal caso sorge un sentimento quasi irresistibile di avversione in coloro che non hanno esperienza nell'analisi epistemologica e che non sono consapevoli della natura precaria del pensiero teorico in quei campi che sono loro familiari. D'altro canto, si deve ammettere che una teoria ha un vantaggio considerevole se i suoi concetti base e le sue ipotesi fondamentali sono «vicini all'esperienza» ed è certamente giustificata una maggior fiducia in una teoria di questo tipo. Si corre meno il pericolo di andare completamente fuori strada, soprattutto perché ci vuole molto meno tempo e sforzo per invalidare tali teorie con l'esperienza. Eppure, via via che la profondità della nostra conoscenza aumenta, dobbiamo rinunciare a questo vantaggio nella nostra ricerca di semplicità logica e di uniformità nei fondamenti della teoria fisica. Si deve ammettere che la relatività è andata oltre le teorie fisiche precedenti nel rinunciare alla «vicinanza all'esperienza» dei concetti fondamentali allo scopo di raggiungere la semplicità logica. (p. 8) ==''Perché la guerra?''== [[Immagine:Warum krieg.jpg|thumb|La copertina di ''Warum Krieg?'' (''Why War?''), carteggio tra Albert Einstein e [[Sigmund Freud]]]] *La domanda è: c'è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della [[guerra]]? È ormai sufficientemente risaputo che, col progredire della tecnica moderna, rispondere a questa domanda è diventato una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta; eppure, nonostante la massima buona volontà, tutti i tentativi di soluzione sono miseramente falliti.<ref group="fonte">Citato in ''Pensieri di un uomo curioso'', p. 90.</ref> (p. 595) *[...] la ricerca della sicurezza internazionale implica che ogni Stato rinunci, entro certi limiti, alla propria libertà d'azione, vale a dire alla propria sovranità, ed è incontestabilmente vero che non v'è altra strada per arrivare a siffatta sicurezza. (p. 596) *[...] l'uomo alberga in sé il bisogno di odiare e di distruggere. In tempi normali la sua inclinazione rimane latente, solo in circostanze eccezionali essa viene alla luce: ma è abbastanza facile attizzarla e portarla alle altezze di una psicosi collettiva. [...] E non penso affatto solo alle cosiddette masse incolte. La mia esperienza dimostra anzi che è proprio la cosiddetta «intellighenzia» a cedere per prima a queste rovinose suggestioni collettive, poiché l'[[intellettuale]] non ha contatto diretto con la realtà, ma la vive attraverso la sua forma riassuntiva più facile, quella della pagina stampata. (pp. 597-598) ==''Relatività. {{small|Esposizione divulgativa}}''== {{Int|[[Incipit]]|''[[s:en:Relativity: The Special and General Theory/Preface|Preface]]''}} ''Prefazione'' Il presente volume vuole offrire una visione per quanto possibile esatta della teoria della relatività a quei lettori che si interessano di tale teoria da un punto di vista scientifico generale e filosofico, senza avere familiarità con l'apparato matematico della fisica teorica. L'opera presuppone nel lettore un livello di cultura che corrisponde, pressappoco, a quello dell'esame di maturità e richiede — malgrado la sua brevità — una buona dose di pazienza e di forza di volontà.<br /> L'autore ha compiuto ogni sforzo nel tentativo di esporre le idee basilari nella forma più chiara e più semplice possibile, presentandole, nel complesso, in quell'ordine e in quella connessione in cui si sono effettivamente formate. Per raggiungere la massima chiarezza mi è parso inevitabile ripetermi di frequente, senza avere la minima cura per l'eleganza dell'esposizione; ho scrupolosamente seguito il precetto del geniale fisico teorico [[Ludwig Boltzmann]], secondo cui i problemi dell'eleganza vanno lasciati al sarto e al calzolaio. Non ritengo di aver defraudato il lettore di quelle difficoltà che sono insite nell'argomento. Ho invece di proposito trattato le basi empirico-fisiche della teoria "come farebbe una matrigna", per evitare che al lettore, poco pratico di fisica, accada come al viandante, che passando fra gli alberi non riesce a vedere la foresta. Possa questo volume procurare a qualcuno ore felici di stimolante meditazione! Dicembre 1916{{destra|A. E.}} {{Int|''Relatività ristretta''|''[[s:en:Relativity: The Special and General Theory/Part I|Part I - The Special Theory of Relativity]]''}} *Il nostro lettore ha certamente imparato a conoscere, sui banchi di scuola, il superbo edificio della [[geometria euclidea|geometria di Euclide]], e ricorderà – più con reverenza che con amore, forse – quella grandiosa costruzione, di cui ha passo passo salito la maestosa scalinata, pungolato per innumerevoli ore da coscienziosi insegnanti. (sez. 1, p. 45) *Non possiamo chiedere se sia vero che per due punti passa soltanto un'unica retta. Possiamo solamente dire che la geometria euclidea tratta di oggetti da essa chiamati «rette», attribuendo a ciascuna di queste rette la proprietà di essere univocamente determinata da due suoi punti. Il concetto di «vero» non si addice alle asserzioni della geometria pura, perché con la parola «vero» noi abbiamo in definitiva l'abitudine di designare sempre la corrispondenza con un oggetto «reale»; la geometria, invece, non si occupa della relazione fra i concetti da essa presi in esame e gli oggetti dell'esperienza, ma soltanto dalla connessione logica di tali concetti l'uno con l'altro. (sez. 1, p. 46) *Di fronte a tale dilemma pare che non vi sia modo di uscirne se non abbandonando o il principio di relatività o la semplice legge di propagazione della luce nel vuoto. Quanti fra i lettori hanno attentamente seguito la precedente discussione si attenderanno certamente che debba venir conservato il principio di relatività, il quale, per la sua semplicità e naturalezza, si raccomanda alla mente come pressoché irrefutabile, e che invece la legge di propagazione della luce nel vuoto debba venir sostituita da una legge più complicata che si conformi al principio di relatività. Lo sviluppo della fisica teorica ha dimostrato però che non possiamo seguire questa strada. (sez. 7, p. 57) *Un misterioso brivido coglie il non matematico quando sente parlare di entità "[[quarta dimensione|quadridimensionali]]": una sensazione non dissimile da quella risvegliata dall'apparizione di uno spettro sul palcoscenico. Tuttavia non esiste affermazione più banale di quella che il mondo in cui viviamo è un continuo spazio-temporale a quattro dimensioni. (sez. 17, p. 86) {{Int|''Relatività generale''|''[[s:en:Relativity: The Special and General Theory/Part II|Part II - The General Theory of Relativity]]''}} *Abbiamo allora la legge seguente: la massa ''gravitazionale'' di un corpo è uguale alla sua massa ''inerziale''. Peraltro questa importante legge è stata finora registrata dalla meccanica, ma non ''interpretata''. Un'interpretazione soddisfacente si può avere soltanto se riconosciamo il fatto seguente: la ''stessa'' qualità di un corpo si manifesta a seconda delle circostanze come "inerzia" o "pesantezza". (sez. 19, p. 95) *Nessuna teoria fisica potrebbe avere in sorte un destino più benigno, che quello di indicare la strada per la costruzione di una teoria più ampia, in cui essa continua a vivere come caso limite. (sez. 22, pp. 102-103) {{Int|''Considerazioni sull'universo inteso come un tutto''|''[[s:en:Relativity: The Special and General Theory/Part III|Part III - Considerations on the Universe as a Whole]]''}} *Se ci domandiamo come debba venir considerato l'[[universo]], inteso quale un tutto, la prima risposta che si presenta da sé è certamente questa: l'universo è infinito per quanto riguarda lo spazio (e il tempo). Esistono dovunque delle stelle, per cui la densità della materia, sebbene sia molto variabile nei particolari, è nondimeno in media dovunque la stessa. In altre parole: viaggiando attraverso lo spazio in zone comunque lontane, troveremmo dappertutto uno sciame diradato di stelle fisse all'incirca dello stesso genere e della stessa densità. Questa concezione è incompatibile con la teoria di Newton. Secondo quest'ultima l'universo deve invece avere una specie di centro in cui la densità delle stelle è massima, e man mano che ci allontaniamo da questo centro la densità delle stelle deve diminuire, finché in ultimo, a distanze immense, le succede una zona infinito di vuoto. L'universo sidereo dovrebbe costituire un'isola finita nell'oceano infinito dello spazio. (sez. 30, p. 123) {{Int|''Appendice: Conferma della teoria della relatività generale da parte dell'esperienza''|''[[s:en:Relativity: The Special and General Theory/Appendix#Appendix III - The Experimental Confirmation of the General Theory of Relativity|Appendix III - The Experimental Confirmation of the General Theory of Relativity]]''}} *Da un punto di vista gnoseologico schematico possiamo immaginare il processo evolutivo di una scienza empirica come un continuo processo di [[induzione]]. Le teorie appaiono come ricapitolazione di un gran numero di singole osservazioni entro leggi empiriche, dalle quali, mediante comparazione, si possono accertare le leggi generali. Sotto quest'aspetto lo sviluppo di una scienza ha qualche somiglianza con la compilazione di un catalogo. Costituisce, per così dire, un'impresa puramente empirica. (p. 132) {{Int|''La relatività e il problema dello spazio''|Aggiunta nell'edizione del 1952}} *L'origine psicologica del concetto di [[spazio (fisica)|spazio]], o della necessità di esso, è lungi dall'essere così ovvia come potrebbe apparire in base al nostro abituale modo di pensare. Gli antichi geometri trattano di oggetti mentali (retta, punto, superficie), ma non propriamente dello spazio in quanto tale, come più tardi è stato fatto dalla geometria analitica. Il concetto di spazio, tuttavia, è suggerito da certe esperienze primitive. Supponiamo che si sia costruita una scatola. Vi si possono disporre in un certo ordine degli oggetti, in modo che essa risulti piena. La possibilità di queste disposizioni è una proprietà dell'oggetto materiale "scatola", qualcosa che è dato con la scatola, lo "spazio racchiuso" dalla scatola. Questo è qualcosa di differente per le varie scatole, qualcosa che in modo del tutto naturale viene pensato come indipendente dal fatto che vi siano o no, in generale, degli oggetti nella scatola, Quando non vi sono oggetti nella scatola, il suo spazio appare "vuoto". Fin qui, il nostro concetto di spazio è stato associato alla scatola. Ci si accorge però che le possibilità di disposizione che formano lo spazio-scatola sono indipendenti dallo spessore delle pareti della scatola. Non sarebbe possibile ridurre a zero tale spessore, senza che si abbia per risultato la perdita dello "spazio"? La naturalezza di tale passaggio al limite è ovvia, e ora rimane al nostro pensiero lo spazio senza scatola, una cosa autonoma, che tuttavia appare così irreale se dimentichiamo l'origine di tale concetto. Si può capire che ripugnasse a [[Cartesio|Descartes]] il considerare lo spazio come indipendente da oggetti corporei, capace di esistere senza materia.<ref>{{cfr}} [[Cartesio]], ''Principia philosophiae'', II, 16: «[...] se dal solo fatto che un corpo è esteso in lunghezza, larghezza e profondità concludiamo giustamente che esso è una sostanza, perché ripugna del tutto che il nulla abbia un'estensione, lo stesso si deve concludere anche per lo spazio supposto vuoto; infatti, poiché in esso vi è estensione, necessariamente vi è anche sostanza.»</ref> (pp. 295-296) *[...] occorre tener presente che esiste un numero infinito di spazi, i quali sono in moto gli uni rispetto agli altri. Il concetto di spazio come qualcosa che esiste oggettivamente ed è indipendente dalle cose appartiene già al pensiero prescientifico, non così però l'idea dell'esistenza di un numero infinito di spazi in moto gli uni rispetto agli altri. Quest'ultima idea è senza dubbio inevitabile da un punto di vista logico, ma per lungo tempo non svolse una parte importante nemmeno nel pensiero scientifico. (p. 297) ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Albert Einstein, ''Autobiografia scientifica'' (''Philosopher Scientist'', 1949), a cura di Paul A. Schilpp, traduzione di Augusto Gamba; in ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988, parte prima, pp. 61-109. ISBN 978-88-339-0442-9 *Albert Einstein, ''Come io vedo il mondo'' (''The World as I See It'', 1954), traduzione e prefazione di Remo Valori, Bottega del libro, Bologna, 1971. **Albert Einstein, ''Il mondo come io lo vedo'' (''The World as I See It'', 1934), prefazione di [[Emanuele Vinassa de Regny]], traduzione di [[Walter Mauro]], in ''Il significato della relatività. Il mondo come io lo vedo'', Newton Compton Editori, Roma, 2015, pp. 155-239. ISBN 978-88-541-7172-5 *{{en}} Albert Einstein, ''[https://books.google.it/books?id=_X1dAAAAQBAJ Einstein on Politics: {{small|His Private Thoughts and Public Stands on Nationalism, Zionism, War, Peace, and the Bomb}}]'', a cura di David E. Rowe e Robert Schulmann, Princeton University Press, 2013. ISBN 1400848288 *Albert Einstein, ''Il lato umano: {{small|spunti per un ritratto}}'' (''The Human Side'', 1979), a cura di Helen Dukas e [[Banesh Hoffmann]], traduzione di Annamaria Gilberti, Einaudi, Torino, 1980. *Albert Einstein, ''Il significato della relatività'' (''The Meaning of Relativity: {{small|Four Lectures Delivered at Princeton University, May, 1921}}''), a cura di [[Emanuele Vinassa de Regny]], in ''Il significato della relatività. Il mondo come io lo vedo'', Newton Compton Editori, Roma, 2015, pp. 19-149. ISBN 978-88-541-7172-5 *Albert Einstein, ''Lettere a Michele Besso'' (''Correspondance 1903-1955'', a cura di P. Speziali, Hermann, 1972), traduzione di Filippo Bertotti e Carla Rozzoni; in ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988, parte sesta, ''Lettere'', pp. 671-707. ISBN 978-88-339-0442-9 *Albert Einstein, ''Lettere a Max Born'' (''Einstein-Born Briefwechsel, 1916-1955'', Nymphenburger Verlagshandlung, 1969), traduzione di Giuseppe Scattone; in ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988, parte sesta, ''Lettere'', pp. 708-730. ISBN 978-88-339-0442-9 *Albert Einstein, ''Lettere a Maurice Solovine'' (''Lettres à Maurice Solovine'', Gauthier-Villars, 1956), traduzione di Carla Rozzoni; in ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988, parte sesta, ''Lettere'', pp. 731-744. ISBN 978-88-339-0442-9 *Albert Einstein, ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, traduzioni di AA.VV., Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988. ISBN 978-88-339-0442-9 *Albert Einstein, ''Pensieri di un uomo curioso'' (''The Quotable Einstein'', 1996), a cura di Alice Calaprice, prefazione di [[Freeman Dyson]], traduzione di Sylvie Coyaud, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-47479-3 **{{en}} ''[//books.google.it/books?id=G_iziBAPXtEC&pg=PA0 The Ultimate Quotable Einstein]'', a cura di Alice Calaprice, prefazione di [[Freeman Dyson]], Princeton University Press, 2010. ISBN 978-0-691-13817-6 *Albert Einstein, ''Pensieri, idee, opinioni'' (''Out of My Later Years: {{small|The Scientist, Philosopher, and Man Portrayed Through His Own Words}}''), traduzione di Lucio Angelini, Newton Compton, I MiniMammut, Roma, 2015. ISBN 978-88-541-8150-2 *Albert Einstein, ''Relatività. {{small|Esposizione divulgativa e scritti classici su Spazio Geometria Fisica}}'' (''Über die spezielle und allgemeine Relativitätstheorie (gemeinverständlich)'', 1920), a cura di Bruno Cermignani, traduzione di Virginia Geymonat, Bollati Boringhieri, Torino, 2011. ISBN 978-88-339-2199-0 *Albert Einstein e [[Mileva Marić]], ''Lettere d'amore'' (''Love letters'', 1992), a cura di Jürgen Renn e Robert Schulmann, traduzione di Marina Premoli, Bollati Boringhieri, Torino, 1993. ISBN 88-339-0750-3 *Albert Einstein, Max e Hedwig Born, ''Scienza e vita - Lettere 1916-1955'', Einaudi, Torino, 1973. *[[Sigmund Freud]], ''Perché la guerra?'' (''Warum Krieg?''), Istituto internazionale per la Cooperazione intellettuale, Parigi, 1933; lettera a Sigmund Freud del 30 luglio 1932, traduzione di Sandro Candreva ed Ermanno Sagittario, in ''Opere scelte'', a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, collana Pantheon, Torino, 1988, parte quinta, pp. 595-598. ISBN 978-88-339-0442-9 *[[Walter Isaacson]], ''Einstein: {{small|la sua vita, il suo universo}}'' (''Einstein. {{small|His Life and Universe}}'', 2007), traduzione di Tullio Cannillo, Mondadori, Milano, 2008. ISBN 978-88-04-58308-0 ==Voci correlate== *[[Dio non gioca a dadi]] *[[E=mc²]] *[[Eduard Einstein]], figlio. *[[Elsa Einstein]], seconda moglie e cugina. *[[Hans Albert Einstein]], figlio. *[[Mileva Marić]], prima moglie. *[[Teoria della relatività]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w2=List of scientific publications by Albert Einstein|w2_site=en|w2_etichetta=pubblicazioni scientifiche di Albert Einstein|w2_oggetto=un elenco|w2_preposizione=delle}} ===Opere=== {{Pedia|Annus Mirabilis Papers||(1905)}} {{Pedia|Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento||(1905)}} {{Pedia|Relatività. Esposizione divulgativa||(1916)}} {{Pedia|Perché la guerra?||(1933)}} {{Pedia|Come io vedo il mondo||(1934)}} {{Pedia|Perché il socialismo?||(1949)}} {{DEFAULTSORT:Einstein, Albert}} [[Categoria:Aforisti statunitensi]] [[Categoria:Aforisti svizzeri]] [[Categoria:Aforisti tedeschi]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi statunitensi]] [[Categoria:Filosofi svizzeri]] [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Fisici svizzeri]] [[Categoria:Fisici tedeschi]] [[Categoria:Pacifisti]] [[Categoria:Sostenitori del vegetarianismo]] pjsb6f4sf754udi936yixhzdubdrcc9 Alberto Sordi 0 1700 1424420 1414998 2026-08-23T10:08:12Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424420 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alberto-Sordi.jpg|thumb|Alberto Sordi]] '''Alberto Sordi''' (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano. ==Citazioni di Alberto Sordi== *{{NDR|Riferendosi a [[Carlo Verdone]]}} A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei... Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente... A Carlè, io vorrei ave' l'età tua, cieco de n'occhio.<ref>Citato in [[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 8804313757</ref> *{{NDR|Rivolto a un beduino nel mezzo del deserto}} Aò, 'ndo stà er mare?... Ammazza che spiagge che c'avete!<ref>Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Anno 2000'', Baldini e Castoldi, § 437.</ref> *{{NDR|Su [[Rodolfo Sonego]]}} Era un uomo minuto che trascinava i piedi, si muoveva con lentezza, spandeva intorno distensione.<ref>Citato in Simonetta Robiony, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0453_01_2000_0280_0023_4409501/ Sonego, il cinema italiano che se ne va]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 2000.</ref> *Eravamo due poveracci. Andavamo a mangiare in una latteria in via Frattina e c'eravamo accattivati la simpatia della cuoca. ordinavamo uno spaghetto e lei sotto ci metteva due bistecche e due uova. Io e [[Federico Fellini]] facevamo lunghe passeggiate la sera: sognavamo, parlavamo di aspirazioni, progettavamo di diventare io un grande attore e lui sosteneva sempre, diceva: «Ti assicuro, Albè, che io un giorno diventerò un grande regista, forse il regista più grande del mondo». Solo che lo dovevo sostenere, lui c'aveva fame. Gli era rimasta solo una testa così, piena di capelli, su un corpo che ormai non si sosteneva più perché...perché era debole, deperiva di giorno in giorno. E io non potevo fare niente per lui...potevo divertirlo, potevamo ridere, scherzare insieme, ma non potevo sfamarlo perché anch'io ero un poveraccio. Non c'avevo 'na lira. E poi arrivò il suo ''[[angelo]]'' salvatore: conobbe una ragazzina che faceva la radio, si chiamava [[Giulietta Masina|Giulietta]]. Lui scrisse per lei una rubrichetta alla radio e si fidanzarono. Lei da buona emiliana cominciò a cucinare agnolotti, lasagne, tortellini e cominciò a ingrassare Federico. Cominciò a camminare da solo, cominciò a scrivere e cominciò a lavorare. Tutto quello che vi racconteranno che non sia quello che vi ho raccontato io, probabilmente non è la verità. E sapete perché? Perché probabilmente gliel'ha raccontata lui. Perché, dovete sapere, oltre ad essere un grande regista, Federico è anche un grande bugiardo, forse l'uomo più bugiardo del mondo. Però, aò, Federico c'ha una capoccia così!<ref>Dall'intervista della RAI. Video disponibile su [https://www.youtube.com/watch?v=qg90Tluft4c Youtube].</ref> *{{NDR|Parlando del primo incontro con [[Totò]]}} Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all'esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». [...] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.<ref>Citato in Orio Caldiron, ''Totò'', Gremese Editore, 2001, [https://books.google.it/books?id=up8mBeSO_HQC&pg=PA132 p. 132]. ISBN 8877424133</ref> *Non mi [[Matrimonio|sposo]] perché non mi piace avere gente estranea in casa.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], ''[https://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_24/grasso-ossessione-albertone_1e0b3e8e-7e52-11e2-b686-47065ea4180a.shtml Quell'ossessione di Albertone per gli estranei in casa]'', ''Corriere.it'', 24 febbraio 2013.</ref> *{{NDR|«C'è un segreto per far ridere?»}} Sì, fare le cose sul serio. {{NDR|«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»}} Io la tristezza la nascondo. Ecco, l'unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: "Tutto bene, tutto bene". Me la tengo per me.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Cara italia''. [https://www.yooying.com/p/1947061207275692181_984795312 Video] disponibile su ''Yooying.com''.</ref> {{Int|Da ''Cinema e tagliatelle''|''Il Monello'', Casa Editrice Universo, n. 17 1975.}} *La mia [[comicità]] non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento. *Nei miei [[film]] io mi limito a riflettere le [[Inquietudine|inquietudini]] di tutti noi, il pessimismo dilagante. *Se [[Federico Fellini|Fellini]] mi dicesse: «Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film...» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto ''Lo sceicco bianco'', ''I vitelloni'', e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no? *Sa perché dicono che sono [[avarizia|avaro]]? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi. *Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be', diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare? *Se il mondo fosse come lo presenta un certo [[cinema]] d'oggi, sarebbe un incredibile bordello. *Dubito fortemente di poter essere [[Matrimonio|matrimoniabile]]. *Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza. *Voglio realizzare un film su [[Henry Kissinger]]. Prima di tutto, perché gli somiglio moltissimo, al punto che quando vado negli [[Stati Uniti]] la gente si ferma a guardarmi per strada, mi blocca e mi chiede l'autografo. *Il personaggio di [[Henry Kissinger|Kissinger]] mi affascina. È un po' [[Klemens von Metternich|Metternich]], un po' [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], non sta mai fermo, tira le fila dei destini del mondo... *La sa quella storiella su [[Henry Kissinger|Kissinger]]? Aeroporto di [[Washington]]: atterrano contemporaneamente tre jet, uno proveniente da [[Pechino]], l'altro da [[Mosca (Russia)|Mosca]], il terzo da [[Tel Aviv]]. E da tutti e tre scende, sorridente, Henry Kissinger. Divertente, no? La metterò nel film, che ne dice? {{Int|Da ''[http://www.corriere.it/cultura/09_maggio_29/intervista_sordi_4f805fa2-4c5c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml Quando il balilla Sordi andò dal Duce]''|Intervista di [[Nantas Salvalaggio]], ''Corriere.it'', 8 gennaio 1986.}} *{{NDR|L'incontro con [[Benito Mussolini]]}} Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. [...] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l'usciere Navarro<ref>Il nome corretto è Navarra</ref> ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: "Camerati, vi ascolto". Al che il veterano si slancia in avanti: "Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone". E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l'inconsistenza del progetto. "Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all'ultima". Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. [...] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c'è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce. *[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti. *{{NDR|[[Ettore Petrolini]]}} Come era? Bah, non vorrei dare scandalo, ma non mi ha fatto grande impressione. Lo stesso [[Mario Bonnard|Bonnard]], che lo ha sostenuto moltissimo, anni dopo mi confessava che, insomma, la leggenda era più grossa dei suoi meriti. Sono le mistificazioni della intellighentzia. Neppure la [[Eleonora Duse|Duse]] fu quel mostro di bravura che dicono. Anzi. Gente degna di fede assicura che in molte cose era abbastanza mediocre. *{{NDR|Il grande attore comico è}} Fabrizi. [[Aldo Fabrizi]] è stato grandissimo. Ma i soliti snob lo trascurano, lo confondono con le sue macchiette e le sue ricette di pastasciutte. Purtroppo, succederà a Fabrizi quello che è capitato a [[Totò]]: verrà beatificato solo dopo la morte. Lontana sia. Questo è un Paese dove i critici si commuovono solo sui marmi dei sarcofagi. *{{NDR|[[Roma]]}} È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo. *Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: "Albe' – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest'ora di notte?". E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. "Andiamo a bere qualcosa!" dice uno coi baffi. "No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato". Qualche volta anche i teppisti hanno un'anima. Ma fino a quando? {{Int|Da ''Un cristiano a Roma''|Intervista di Roberto Rotondo, ''30Giorni'', gennaio 2000.}} *Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa. *Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a [[Roma]], e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi. *La festa del Carmine o quella dell'Immacolata Concezione, per esempio, con l'affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria. *Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull'educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare. *Io la {{NDR|mia madre}} vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie. *Vado a messa, mi confesso, [[preghiera|prego]] ogni giorno, credo nei [[dogmi]] e non li discuto. *È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c'è di ragionarci su? *La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla [[confessione]]: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L'importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno. *I [[preti]] ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l'equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole. *Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani. *Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato. *A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «'Ndo' scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi. *Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani. *I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c'è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico). ==Citazioni su Alberto Sordi== *Alberto Sordi era un accentratore terribile e si considerava nei pressi di Dio. Per lui al mondo c’era soltanto Sordi. Sordi e basta. ([[Sandra Milo]]) *Allora molti dell'ambiente avevano il loro soprannome. [[Vittorio De Sica|De Sica]], per esempio, era «il Buono»; Sordi era «il Mostro». L'aggettivo sottolineava un lato appariscente della maschera dell'individuo in questione. De Sica pubblicamente era indulgente e benevolo; nella personalità di Sordi il lato conservatore e qualunquista coesisteva con quello opposto, ferocemente dissacratore, in un modo che poteva sembrare inquietante. ([[Masolino D'Amico]]) *Ci vuole comunque il dopoguerra perché Sordi compia un salto di qualità e il primo regista a valorizzarlo sarà [[Mario Soldati]]. ([[Massimo Scaglione]]) *– Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.<br>– Ma chi è che sta parlando? Chi è? Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi? Sì, bravo, bravo... Te lo meriti Alberto Sordi! (''[[Ecce bombo]]'') *È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. ([[Mario Monicelli]]) *Il doppiaggio di [[Stanlio e Ollio]] è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l'originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro. ([[Mina (cantante)|Mina]]) *Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze. ([[Christian De Sica]]) *Nel 1990 con lui ho girato L'avaro di Molière diretto da Tonino Cervi. Mentre pronunciavo una battuta, sento come un'eco. Credo che sia l'acustica di Palazzo Farnese, invece no: era Sordi che l'aveva ripetuta fuori campo. Non riusciva a star fermo, né a tacere! Ma lui, non Mastroianni, è stato il più grande attore italiano. ([[Christopher Lee]]) *Non è un uomo colto. Non ha letto niente. Ma ha un colpo d'occhio infallibile. È un animale selvaggio, un animale del bosco che ci vede anche di notte. ([[Rodolfo Sonego]]) *Siamo andati anche a Mosca insieme a Sordi. Era simpatico Sordi. Sul set però terribile, molto cattivo. "Non capisci niente", mi sgridava, si irritava subito. Certo io non ero una ''professional''. ([[Ira von Fürstenberg]]) *Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore. ([[Massimo Troisi]]) ===[[Pier Paolo Pasolini]]=== *Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po' ci si vergogna. *Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo. *Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c'è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale. ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Sotto zero‎]]'' (1930) – doppiatore *''[[Un nuovo imbroglio]]'' (1930) – doppiatore *''[[Muraglie]]'' (1931) – doppiatore *''[[La scala musicale]]'' (1932) – doppiatore *''[[Il regalo di nozze]]'' (1933) – doppiatore *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) – doppiatore *''[[Il feroce Saladino]]'' (1937) – attore *''[[I diavoli volanti]]'' (1939) – doppiatore *''[[Ombre malesi]]'' (1940) – doppiatore *''[[Situazione pericolosa]]'' (1941) – doppiatore *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) – attore *''[[I 3 aquilotti]]'' (1942) – attore *''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) – doppiatore *''[[Duello al sole]]'' (1946) – doppiatore *''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) – doppiatore *''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – doppiatore *''[[Il fiume rosso]]'' (1948) – doppiatore *''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) – doppiatore *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) – doppiatore *''[[Ladri di biciclette]]'' (1948) – doppiatore *''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) – doppiatore *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) – doppiatore *''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – doppiatore *''[[Winchester '73]]'' (1950) – doppiatore *''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore *''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) – attore *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) – attore *''[[I vitelloni]]'' (1953) – attore *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) – attore, sceneggiatore *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) – attore *''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – attore, sceneggiatore *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) – attore *''[[Bravissimo]]'' (1955) – attore *''[[Il segno di Venere]]'' (1955) – attore *''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) – attore *''[[Il vedovo]]'' (1959) – attore *''[[La grande guerra]]'' (1959) – attore *''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) – attore *''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) – attore *''[[Il vigile]]'' (1960) – attore *''[[Tutti a casa]]'' (1960) – attore *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) – attore *''[[Mafioso (film)|Mafioso]]'' (1962) – attore *''[[Il disco volante]]'' (1964) – attore *''[[I complessi]]'' (1965) – attore, sceneggiatore *''[[Il medico della mutua]]'' (1968) – attore, sceneggiatore *''[[Amore mio aiutami]]'' (1969) – attore, sceneggiatore *''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) – attore, sceneggiatore *''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969) – attore *''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971) – attore *''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) – attore *''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972) – attore *''[[Di che segno sei?]]'' (1975) – attore, sceneggiatore *''[[Un borghese piccolo piccolo]]'' (1977) – attore *''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – attore *''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) – attore *''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979) – attore, sceneggiatore *''[[Io e Caterina]]'' (1980) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Il marchese del Grillo]]'' (1981) – attore, sceneggiatore *''[[In viaggio con papà]]'' (1982) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Il tassinaro]]'' (1983) – attore, sceneggiatore *''[[Troppo forte]]'' (1986) – attore, sceneggiatore *''[[Una botta di vita]]'' (1988) – attore, sceneggiatore *''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) – attore *''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991) – attore, sceneggiatore *''[[Nestore, l'ultima corsa]]'' (1994) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Incontri proibiti]]'' (1998) – attore, regista, sceneggiatore {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sordi, Alberto}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantanti italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] dofc2h6e2gjfvjfreuace39l75q9m2d Walter Chiari 0 2809 1424423 1419637 2026-08-23T10:12:11Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424423 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Walter Chiari.jpg|thumb|Walter Chiari nel 1964]] '''Walter Chiari''', pseudonimo di '''Walter Annichiarico''' (1924 – 1991), attore, comico e conduttore televisivo italiano. ==Citazioni di Walter Chiari== *{{NDR|Ai giovani che contestavano la sua adesione alla Repubblica di Salò}} Adesso siete estremisti perché siete giovani. Quando crescerete sarete più moderati e capirete altri valori.<ref name=Fascismo>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,1105_01_1975_0023_0007_15830002/ Walter Chiari a Genova "Non sono un fascista"]'', ''La Stampa'', 29 gennaio 1975.</ref> *C'è chi è generoso nel dare e chi è generoso nel ricevere.<ref>Citato in ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', n. 2440.</ref> *Chiarita la mia posizione, tuttavia, con la stessa sincerità, non ho alcuna remora (e non importa se le mie dichiarazioni faranno gridare allo scandalo) a confessare che l'esperienza della cocaina, soltanto della cocaina, non è estranea alla mia esistenza. Oggi, forse, posso ammetterlo senza la paura di venire criminalizzato, o almeno spero sia così: so che cos'è la cocaina, l'ho osservata da vicino e l'ho anche provata. E non esito a definirla, come hanno già spiegato meglio di me Freud, Lombardo Radice ed altri: "una sostanza che serve ad allungare i fili della familiarità, della socializzazione; una sostanza che ti rende, all'occorrenza, più lucido ed efficiente". Conosco questa droga da quarant'anni, da quando cioè la vidi circolare tra gli artisti che la usavano per affrontare con più grinta gli stress, le fatiche di lunghe ore in palcoscenico.<ref>Citato in Marisa Fumagalli, ''[https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_marzo_02/walter-chiari-e-la-confessione-alla-domenica-del-corriere-conosco-la-cocaina-da-quarant-anni-fu-la-mia-donna-a-trascinarmi-f1791040-5600-41ea-a17c-8c07462a0xlk_amp.shtml Walter Chiari e la confessione alla Domenica del Corriere: «Conosco la cocaina da quarant’anni, fu la mia donna a trascinarmi»]'', ''Il Corriere della Sera'', Milano, 2 marzo 2024</ref> *Hai provato a chiamarlo? E non lo hai trovato? Perché non provi a chiamarlo alle 3 di notte? Almeno sei sicura di trovarlo in casa... Io faccio sempre così con i miei amici e li trovo sempre. È anche vero che non ho più amici.<ref>Citato in ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', n. 997.</ref> *Ho avuto vent'anni fino a poco tempo fa... non sono invecchiato per più di mezzo secolo. Sono stato un interminabile ragazzo... e quel ragazzo che ero non andrà mai via del tutto.<ref>Citato in Luciano Giannini, ''[https://www.ilmattino.it/AMP/cultura/walter_chiari_100_walter_sottotitolo_chiari_biografia_di_un_genio_irregolare-7954361.html Walter Chiari genio irregolare che confessava di aver vissuto]'', ''Il Mattino'', 24 febbraio 2024</ref> *Io non sono di destra, anzi mi considero di sinistra. La mia vita e le mie scelte lo dimostrano.<ref name=Fascismo/> *Non preoccupatevi, è solo sonno arretrato.<ref>Epitaffio che desiderava fosse scritto sulla sua tomba e che, in realtà, non venne mai scolpito; citato in Simone Annichiarico, ''Walter e io. Ricordi di un figlio'', Baldini&Castoldi, Milano, 2014. ISBN 9788868653477</ref> ==Citazioni su Walter Chiari== *Cosa ha lasciato il segno è stata la botta di Walter Chiari. Non sto a dire che cosa ho provato oltre al dolore. Su questo fatto tragico sto riflettendo, molto. Dire, come è stato fatto alla tv soltanto un "ciao Walter" non basta. Non basta proprio. ([[Gino Bramieri]]) *È un caro amico, la sua compagnia è sempre deliziosa, ma questo non implica che tra noi due ci sia qualcosa di serio sul piano sentimentale. Il guaio è che Walter da quando ha fatto girare la testa ad Ava Gardner, s'è fatto una fama di scatenato seduttore, di collezionista di cuori femminili, e se una donna va a cena con lui, diventa l'amante di turno! ([[Tina Aumont]]) *Era un ''entertainer''. Saliva sul palcoscenico e parlava per un'ora, con la gente che si sbellicava dalle risate. Aveva una qualità pressoché unica: di solito il comico non è bello, e spesso non è nemmeno giovane. Lui era bello, giovane e spiritoso. ([[Suso Cecchi D'Amico]]) *Ho conosciuto Walter Chiari perché nel cinema prima o poi ci si conosce un po' tutti. Ma il ricordo più vivo che ho dell'attore viene dagli anni successivi alla sua assurda incriminazione e detenzione in carcere. Walter in quel momento della sua vita viveva veramente in uno strano vortice fatto di solitudine, ore piccole, frenesia e mancanza di regole. Oggi direi da uomo libero, se non fosse per quelle ferite che lo colpivano in profondità. È proprio in quel periodo che mi capitava di incontrarlo spesso in varie situazioni. Era un folletto che appariva e spariva. Dopo teatro, a una visione privata di un film, in feste presso amici comuni [...], o perché raggiungeva gli amici che lo attendevano al tavolo di un ristorante (a volte invano). ([[Orchidea De Santis]]) *I napoletani sono ipocriti, sembrano allegri, invece sono tristi. [...] Mi fanno pensare a Walter Chiari. Credo che la sera, quando va a letto, dopo aver fatto l'allegro per tutta la giornata, sia felice di distendersi e di abbandonarsi – almeno in privato – a un po' di malinconia. ([[Peppino De Filippo]]) *Walter Chiari era uno che con le donne ci sapeva fare. Collezionò, come [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] (più sornione ma altrettanto vincente), bellezze nazionali e internazionali. Era un caro ragazzo, anche quando era quasi vecchio. Amico di tutti e amico sincero, innamorato dell'amore. Capace di lasciare un film per raggiungere la donna amata dall'altra parte del mondo. Generoso (morì povero), volle che fosse scritto sulla sua tomba: «Non preoccupatevi, è solo sonno arretrato». Parlava, parlava, e, a differenza di quelli che parlano, parlano, diceva anche delle cose intelligenti. ([[Dino Risi]]) *{{maiuscoletto|Walter Chiari}}. Il ragazzo della Via Bluff. ([[Marcello Marchesi]]) *Walter Chiari su tutti: era il numero uno, con lui capivi i tempi drammatici e l'essenzialità, non solo a far ridere. ([[Roberto Brivio]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *[[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-43263-2 ==Filmografia== {{div col}} *''[[Totò al giro d'Italia]]'' (1948) *''[[Quel fantasma di mio marito]]'' (1950) *''[[Bellissima]]'' (1951) *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) *''[[Questa è la vita]]'' (1954) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[Le motorizzate]]'' (1963) *''[[Gli onorevoli]]'' (1963) *''[[Le tardone]]'' (1964) *''[[Capriccio all'italiana]]'' (1968) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Alida Chelli]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chiari, Walter}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] rzgv2uarj2nyb28q09whyvno1y3yp64 E. M. Forster 0 3254 1424414 1415234 2026-08-23T09:29:01Z AssassinsCreed 17001 refuso 1424414 wikitext text/x-wiki [[File:E. M. Forster von Dora Carrington, 1924-25.jpg|thumb|Edward Morgan Forster]] '''Edward Morgan Forster''' (1879 – 1970), scrittore britannico. ==Citazioni di E. M. Forster== *Allora due applausi per la [[democrazia]]: uno perché ammette la diversità, due perché permette di fare critiche. Due applausi sono sufficienti perché non ci sarà occasione di farne tre. Solo l'amore e l'Amata Repubblica si riservano il terzo. :''So two cheers for Democracy: one because it admits variety and two because it permits criticism. Two cheers are quite enough: there is no occasion to give three. Only Love the Beloved Republic deserves that.''<ref>Da ''What I Believe'', in ''Two Cheers for Democracy'', Edward Arnlod, 1972.</ref> *Cristo è figlio di Dio, ma anche di Maria. Se è così, quante nature ha? I [[Monofisismo|monofisiti]] dicevano «una». Essi non negavano l’incarnazione di Cristo, ma ritenevano che l'elemento divino in lui avesse alquanto assorbito quello umano.<ref>Da ''Alessandria d'Egitto. Storia e guida'' (''Alexandria. A History and a Guide''), a cura di Attilio Brilli, traduzione di Attilio Brilli e Rossella Bracci, Sellerio editore, Palermo, 1996, parte I, sezione III, p. 100. ISBN 88-389-1206-8</ref> *Dopo esser rimasto un'ora a tavolino, tentando invano di scrivere una commedia, intendo analizzare le cause della mia sterilità [...] 2: Insofferenza dell'unico soggetto che mi sia consentito di trattare: l'amore degli uomini per le donne e viceversa.<ref>Dal diario, 16 giugno 1911</ref> *Farci sentire piccoli nel modo giusto è una funzione dell'[[arte]]; gli uomini possono farci sentir piccoli solo nel modo sbagliato.<ref>Da ''Two Cheers for Democracy''</ref> *Gli unici [[libri]] che ci influenzano sono quelli per i quali siamo pronti e che sono andati leggermente oltre nel nostro particolare cammino.<ref>Da ''A Book That Influenced Me''</ref> *{{NDR|Su [[Joseph Conrad]]}} Lo scrigno segreto del suo genio è pieno di cianfrusaglie piuttosto che di gioielli; è inutile, quindi, sforzarsi di capirlo da un punto di vista filosofico, poiché non c'è niente da scrivere in questo senso. Nessuna dottrina, in realtà. Solo opinioni...<ref>Da ''Joseph Conrad: A Note'', in ''Abinger Harvest'', Londra, 1946, p. 135; citato in Ian Watt, ''Racconto e idea nella ''Linea d'ombra'' di Conrad'', in ''Critical Quarterly'', vol. 2, 1960, pp. 133-148, inserito come introduzione a Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Francesca Rossi, Mondadori, Milano, 1999, p. VII. ISBN 88-04-40923-1</ref> *Non scriverò mai più un altro romanzo dopo questo {{NDR|''A Passage to India''}}: la mia sopportazione della gente comune si è esaurita. Ma continuerò senz'altro a scrivere. Non avverto il minimo declino delle mie "facoltà".<ref>Dalla lettera a Siegfried Sassoon del 1° agosto 1923</ref> *Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è la parola d'ordine del creatore.<ref>Da ''The Raison d'Etre of Criticism in the Arts'', in ''Two Cheers for Democracy''; citato in ''Dizionario delle citazioni''</ref> *[[Ravello]] è un delizioso paese con un delizioso piccolo albergo nel quale incontrammo persone piene di charme.<ref>Citato in Dante Paolo Ferraris, ''Caleidoscopio: Idee - pensieri - fantasie - desideri - viaggi - follie ed emozioni'', Youcanprint Self-Publishing, Tricase (LE), 2015, [https://books.google.it/books?id=&pg=PT341#v=onepage&q&f=false p. 341] ISBN 9788891188717</ref> *Sarei stato un autore più celebre se avessi scritto, o meglio pubblicato, di più, ma quest'ultima cosa l'ha impedita il sesso.<ref>Dal diario, 31 dicembre 1964</ref> *Se dovessi scegliere tra il tradire il mio paese e tradire il mio amico, spero di avere il fegato di tradire il mio paese.<ref>Da ''What I Believe'', in ''Two Cheers for Democracy''</ref> *Voglio amare un giovane forte del basso ceto e essere amato da lui e persino ferito da lui. Ecco per che cosa ero nato, e pensare che ho voluto scriver romanzi rispettabili...<ref>Dall'agenda personale, 1935</ref> ==''Aspetti del romanzo''== * La qualità intensamente e soffocantemente umana del romanzo non è evitabile; il [[romanzo]] è fradicio d'umanità; al suo tendere verso l'alto e al suo precipitare verso la terra non si può sfuggire, né tagliarli fuori dalla critica. (p. 37) * Noi siamo tutti come il marito di Sharazade, in quanto pretendiamo di sapere che cosa succederà poi. È un fatto universale e per questo la spina dorsale di un romanzo deve essere una storia. (p. 41) * Ed ecco perché i romanzi possono consolarci anche quando trattano di gente malvagia: perché ci fanno pensare che esista una razza umana più comprensibile e maneggevole della nostra, perché ci danno l'illusione della perspicacia e della potenza. (p. 73) *Dopo tutto, perché un romanzo deve essere progettato? Non potrebbe crescere liberamente? E perché deve concludersi così come si conclude una commedia? Non potrebbe invece espandersi? [...] Gli scrittori moderni dicono di sì. (p. 103) *La fantasia ci ha chiesto di pagare un supplemento, e adesso la profezia ci domanda umiltà e perfino rinuncia al nostro senso dell'umorismo. (p. 144) ==''Camera con vista''== ===[[Incipit]]=== – La signora non doveva fare una cosa simile – disse la signorina Bartlett. – Non doveva farla assolutamente. Ci ha promesso delle stanze a sud, vicine e con una bella vista; invece queste sono stanze a nord, guardano su un cortile e sono molto distanti una dall'altra. Oh, Lucy!<br />– E per giunta è una cockney – disse Lucy che l'inaspettato accento della signora aveva molto rattristato. – Sembra di essere a Londra. – Guardò le due file di inglesi seduti a tavola; la fila di bottiglie dell'acqua, bianche, e delle bottiglie di vino, rosse, che correva tra gli inglesi: i ritratti della defunta Regina e del defunto poeta laureato che erano appesi dietro la schiena degli inglesi in una pesante cornice; l'avviso della Chiesa Inglese (''Reverendo Cuthbert Roger, A. Oxon''), che erano l'unica decorazione della parete. – Charlotte, non sembra anche a te di essere a Londra? faccio fatica a credere che appena fuori dall'uscio ci sono tante cose diverse. Probabilmente è perché sono stanca.<br />– Questa carne è certamente già stata adoperata per fare il brodo – disse la signorina Bartlett, posando la forchetta.<br />– Desideravo tanto di vedere l'Arno. Le camere che la signora ci ha promesso nella lettera dovevano guardare sull'Arno. La signora non doveva proprio fare una cosa simile. Oh, è una vergogna!<br />– Per me va bene qualsiasi buco, – continuò la signorina Bartlett; – ma è ben triste che tu debba avere una camera senza vista. {{NDR|Edward Morgan Forster, ''La finestra sull'Arno'' (''A room with a view''), traduzione di ARJO, Edizioni S.A.I.E. Torino, 1954.}} ===Citazioni=== *È così difficile – almeno, io lo trovo così difficile – capire le persone che dicono la verità. (Mr Beebe: cap. 1, 1994, p. 21) *Si possono perdere ore preziose a contemplare futilità del genere, e al viaggiatore giunto in Italia per studiare i valori tattili di Giotto, o la corruzione del [[papa|papato]], può capitare di tornarsene al suo paese senza ricordare nulla se non il cielo azzurro e gli uomini e le donne che vivono sotto di esso. (cap. 2, 1994, p. 26) *C'è molto di immortale in questa figura di donna medievale. I draghi non ci sono più, e nemmeno i cavalieri, ma lei ancora aleggia tra noi, ha regnato in molti castelli della prima epoca vittoriana ed è stata regina di molte canzoni di quel periodo. È bello proteggerla nelle pause tra un affare e l'altro, è bello renderle omaggio quando ha preparato una buona cena. Ma ahimè! Quella creatura va degenerando. Anche nel suo cuore spuntano strani desideri. Anche lei si è innamorata della forza dei venti, degli orizzonti ampi e delle verdi distese del mare. Anche lei ha cominciato a conoscere le vie del mondo, ha visto com'esso è pieno di ricchezza, di bellezza e di guerre – una crosta radiosa, costruita attorno a un fuoco centrale, che ruota verso una prospettiva di cieli in fuga. Gli uomini sostengono che è lei a ispirarli, e intanto si muovono gioiosamente sulla superficie, fanno piacevolissimi incontri con altri uomini; felici non perché sono maschi, ma perché sono vivi. Ma prima che lo spettacolo finisca lei vorrebbe rinunciare al nobile titolo di Eterno Femminino e parteciparvi col proprio io transitorio. (cap. 4, 1994, p. 47) *Delle tante cose che Lucy stava notando quel giorno, una delle più interessanti era questa: la macabra attrazione che provano le persone rispettabili per i fatti di sangue. Solo George Emerson aveva mantenuto un atteggiamento incredibilmente puro. (cap. 5, 1994, p. 57) *È difficile che i pensieri di un vetturino, per quanto acuti, influenzino la vita dei suoi clienti. Egli era il più competente tra gli oppositori di Miss Bartlett, ma era anche, senza alcun dubbio, il meno pericoloso. (cap. 7, 1994, p. 72) *A volte il nostro bisogno di un segno di comprensione è così grande che non ci importa cosa significhi esattamente o quanto dovremo pagarlo in seguito. (cap. 7, 1994, p. 72) *Sentirsi perdonare le proprie manchevolezze non è meno piacevole che perdonarle agli altri. Per un attimo intravidero le immense possibilità del bene. (cap. 7, 1994, p. 73) *Nell'istante preciso in cui era stata sul punto di darlo, il suo giudizio, era intervenuta la voce di sua cugina e, da allora in poi, era stata Miss Bartlett a dominare il gioco; Miss Bartlett che, la ragazza lo poteva sentire da una fessura nella parete che separava le due camere, stava ancora sospirando; Miss Bartlett, che in realtà non era stata né comprensiva né umile né incoerente. Aveva agito da vera artista. Per un po' – per anni, in realtà – i suoi interventi erano stati poco rilevanti, ma alla fine era riuscita a presentare alla ragazza l'immagine completa di un mondo privo di allegria e di amore, nel quale i giovani corrono verso la distruzione, fino a che non si fanno accorti; un mondo vergognoso fatto di precauzioni e barriere che possono sì tener lontano il male, ma che non possono procurare il bene, a giudicare dalle condizioni di coloro che più ne hanno fatto uso per proteggersi. (cap. 7, 1994, p. 79) *Ha uno strano potere, il fidanzamento, perché influisce non solo sulle labbra, ma anche sul cuore. Si può paragonare – e le due cose si possono ben confrontare, perché hanno la stessa rilevanza – a quello che esercita su di noi il tempio di una fede diversa dalla nostra. Da fuori, possiamo deriderlo, o dichiararlo fasullo, o tutt'al più fare un po' di sentimentalismo. Ma quando siamo dentro, anche se i santi e gli dèi non sono i nostri, ci comportiamo come veri credenti, per non recare oltraggio ai veri credenti che possano trovarsi lì. (cap. 9, 1994, p. 92) *Avere dei segreti presenta questo inconveniente: perdiamo il senso delle proporzioni e non ci rendiamo più conto se il nostro segreto è importante o no. (cap. 11, 1994, p. 114) *Diffida di ogni impresa che richieda [[vestiti|abiti]] nuovi. (Motto scritto sull'armadio degli Emerson: cap. 12, 1994, p. 117) *Se è facile raccontare la vita, ben più difficile è viverla, e siamo tutti dispostissimi a chiamare in causa «i nervi», o qualsiasi altra parola d'ordine che serva a occultare i nostri desideri. Lucy amava Cecil; George la rendeva nervosa; s'incaricherà il lettore di spiegarle che i termini delle due frasi avrebbero dovuto essere invertiti? (cap. 14, 1994, p. 132) *«La quantità di gentilezza disponibile è limitata, proprio come è limitata la quantità di luce», continuò George in tono misurato. «Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un'ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all'altro per migliorare le cose, perché l'ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.» (cap. 15, 1994, p. 139) *– C'è una certa quantità di gentilezza nel mondo così come c'è una determinata quantità di luce – continuò George in tono pacato – Si fa ombra su qualcosa quando si sta in piedi e non serve muoversi da una parte all'altra per salvare le cose. L'ombra ci segue sempre. Scegliere un luogo dove non si possa fare del male... sì, scegliere un posto nel quale non possiamo fare troppo male e rimanervi, per quanto vi riesce, di fronte al sole. (1954, p. 188-189) *Non era il caso di pensare, né di provare dei sentimenti. Lucy smise di cercare di capire sé stessa, e si unì alle vaste schiere degli ottenebrati, che non seguono né il cuore né il cervello, e marciano verso il loro destino sotto l'insegna di una parola d'ordine. Queste schiere sono gremite di persone caritatevoli e pie, che però si sono arrese all'unico nemico che conta veramente – il nemico interiore. Hanno peccato contro la passione e la verità, e ogni loro affannosa rincorsa di una verità sarà vana. Col passare degli anni, diventano oggetto di critiche. La loro carità e la loro pietà mostrano delle crepe, il loro acume diventa cinismo, la loro generosità ipocrisia; dovunque vadano non producono che malessere. Hanno peccato contro Eros e contro Pallade Atena, e non sarà grazie a un intervento celeste, bensì grazie al normale corso della natura che quelle divinità alleate otterranno vendetta. (cap. 17, 1994, p. 159) *Se gli ideali rendono un giovane villano, è meglio che se ne liberi al più presto [...]. (1954, p. 167) *[...] e per quanto intelligenti possano essere i giovani e per quanti libri possano aver letto, non potranno mai immaginare cosa significa [[invecchiamento|invecchiare]]. (1954, p. 173) *Il desiderio di comandare la donna, è molto profondo e l'uomo e la donna lo debbono combattere insieme prima di poter entrare nel giardino. (1954, p. 207) *La sua fede nel celibato, così reticente, e così prudentemente nascosta sotto la sua tolleranza e la sua cultura venne ora alla superficie e si allargò come un fiore delicato. «Quelli che si sposano fanno bene, ma quelli che non si sposano fanno ancor meglio». Così si esprimeva la sua fede, e non sentiva mai di un fidanzamento rotto se non con un leggero senso di compiacimento. (1954, p. 233) *«La vita» ha scritto un mio amico «è un pubblico concerto di violino nel quale voi dovete imparare a suonare lo strumento man mano che suonate». (1954, p. 251) ==''Casa Howard''== ===[[Incipit]]=== Possiamo anche cominciare con le lettere di Helen alla sorella.<br />Casa Howard, martedì<br />Carissima Meg,<br />non è come ce l'aspettavamo. È vecchia e piccola e nel complesso deliziosa... in mattoni rossi. Già ora, noi ci stiamo dentro a stento e il Cielo sa cosa accadrà domani, quando Paul (il figlio più giovane) arriverà. Dall'atrio si va a destra o a sinistra, nella sala da pranzo o nel salotto. L'atrio stesso è praticamente una stanza. Apri un'altra porta e trovi le scale che vanno, attraverso una specie di galleria, al primo piano. Qui, tre camere da letto in fila e tre, sempre una accanto all'altra, sopra nell'attico. Questa non è propriamente tutta la casa, ma è tutto quello che si vede: nove finestre guardando in alto, dal giardino.<br />Poi c'è un grandissimo olmo dalle foglie larghe e dai lunghi rami, sulla sinistra, piegato un poco sopra la casa, e situato al confine, tra il giardino e il prato. Quest'albero io l'amo già tanto. Anche olmi comuni, querce non più brutte delle normali querce, peri, meli e una vite. Niente betulle argentate, però. Ma devo venire al padrone e alla padrona di casa. Volevo solo mostrarti che non è per nulla quello che ci aspettavamo. Perché mai avevano stabilito che la loro casa dovesse essere tutta timpani e labirinti e il loro giardino tutto vialetti di color giallo? Semplicemente, credo, perché li associavano con alberghi costosi; la signora Wilcox che avanza in begli abiti per lunghi corridoi, il signor Wilcox che tiranneggia i facchini, ecc. Noi donne siamo così ingiuste. {{NDR|Edward Morgan Forster, ''Casa Howard'' (''Howard End''), traduzione di Enrico La Stella, G.T.E. Newton Compton editori, 1993.}} ===Citazioni=== *La verità era che si era innamorata, non di un individuo, ma di una famiglia. [...] Uno per uno tutti i feticci degli Schlegel erano stati rovesciati e, pur professando di difenderli, ella ne aveva goduto. (cap. 4, p. 48-9) *Noi non ci occupiamo dei poverissimi. Questi sono inimmaginabili e li possono avvicinare solo gli esperti di statistica o i poeti. La nostra storia tratta della gente di buona famiglia, o di coloro che sono obbligati a far finta di esserlo. (cap. 6, p. 67) *[I maschi Wilcox erano] l'equivalente sociale di un'automobile; [la signora Wilcox] una manciata di fieno. (cap. 9) *Quando pensiamo che i morti siano traditori e assurdi, abbiamo fatto un bel pezzo di strada verso il riconciliarci con la loro dipartita. Quel biglietto, scarabocchiato a matita, era tanto poco pratico quanto crudele e diminuiva immediatamente il valore della donna che l'aveva scritto. (cap. 11, p. 116) *Come osano gli Schlegel disprezzare i Wilcox, quando ci vogliono persone d'ogni genere per fare un mondo? (cap. 12, p. 119) *La carriera meglio riuscita deve mostrare uno spreco di forza che avrebbe potuto smuovere le montagne e la meno riuscita non è la carriera dell'uomo che è stato colto impreparato, ma di quello che si è preparato e non è mai stato colto. (cap. 12, p. 122) *La proprietà feudale della terra conferiva dignità, mentre la moderna proprietà di beni mobili ci riduce nuovamente a un'orda nomade. Stiamo tornando alla civiltà del bagaglio e gli storici del futuro rileveranno come le classi medie abbiano accresciuto i propri possessi senza mettere radici nella terra, trovando forse in questo il segreto della loro povertà d'immaginazione. (cap. 17, p. 161) *In questa pacifica dimora, la natura sta producendo Wilcox perché possano ereditare la terra. (cap. 21, p. 193) *No; la verità, essendo viva, non sta a metà strada di nulla. Bisogna soltanto trovarla con puntate continue in entrambi i regni e, sebbene la misura fosse il segreto ultimo, sposarla all'inizio significa assicurarsi la sterilità. (cap. 23, p. 201) *Senza dubbio si era coperta di vergogna. Ma aveva la sensazione che l'intero viaggio da Londra fosse stato irreale. Essi non avevano nulla a che vedere con la terra e le sue emozioni. Erano polvere, e cattivo odore, e chiacchiere cosmopolite, e la ragazza il cui gatto era stato ucciso aveva vissuto più profondamente di loro. (cap. 25, p. 218) *Nel complesso ella parteggiava per gli uomini come sono. Henry avrebbe salvato i Bast come aveva salvato Casa Howard, mentre Helen e i suoi amici discutevano sull'etica della salvazione. Quello di Henry era un metodo a casaccio, ma il mondo era stato costruito a casaccio e la bellezza delle montagne, dei fiumi e dei tramonti può essere soltanto la vernice con cui l'artefice inesperto nasconde le giunture. (cap. 26, p. 233) *Ma i Wilcox non sono parte di quel luogo, né di nessun altro. I loro nomi non ricorrono nel registro della parrocchia. Non sono i loro spettri che sospirano tra gli ontani la sera. Sono entrati precipitosamente nella valle e precipitosamente ne sono usciti, lasciando un po' di polvere e un po' di denaro dietro di sé. (cap. 30, p. 250) *Margaret restò zitta. Il matrimonio non l'aveva salvata dal senso del continuo fluire. Londra era soltanto una pregustazione di questa civiltà nomade che sta mutando in modo così profondo la natura dell'uomo e conferisce ai rapporti umani un'importanza che non hanno mai avuto prima. Nel cosmopolitismo, se verrà, non riceveremo alcun aiuto dalla terra. Alberi e prati e montagne saranno soltanto uno spettacolo e la forza vincolante che esercitavano un tempo sul carattere dovrà essere affidata unicamente all'Amore. Possa l'Amore essere all'altezza del compito! (cap. 31, p. 260) *E la futilità scomparve dai loro visi, pur lasciando qualcosa dietro di sé: la consapevolezza che esse non avrebbero mai potuto essere divise, perché il loro affetto era radicato in cose comuni. Spiegazioni e appelli non avevano avuto successo; avevano cercato un punto d'incontro comune e si erano soltanto rese infelici l'un l'altra. E intanto la loro salvezza stava tutt'intorno a loro: il passato che santifica il presente; il presente, con il suo tremendo batticuore, il quale dichiara che dopo tutto vi sarà un futuro, con risa e voci di bimbi. (cap. 37, p. 294) *«Basta!» gridò. «Tu vedrai il nesso, anche se dovesse ucciderti, Henry! Tu hai avuto un'amante, io ti ho perdonato. Mia sorella ha avuto un amante, tu la metti fuori di casa. Vedi il nesso? Stupido, ipocrita, crudele... ah, spregevole... un uomo che insulta sua moglie quando è viva e parla ipocritamente di lei quando è morta. Un uomo che rovina una donna per il suo piacere e la butta via perché rovini altri uomini. E dà cattivi consigli finanziari, per poi dire di non esserne responsabile. Tu sei questi uomini. Non puoi riconoscerli, perché non sai connettere le cose. Ne ho avuto abbastanza della tua incolta gentilezza. Ti ho viziato abbastanza a lungo. Per tutta la vita sei stato viziato. La signora Wilcox lo ha fatto. Nessuno ti ha mai detto cosa sei: confuso, criminalmente confuso. Gli uomini come te usano il pentimento come un paraocchi, perciò non pentirti. Di' soltanto a te stesso: "Quello che ha fatto Helen, anch'io l'ho fatto".» (cap. 38, p. 302) *La morale ci può dire che l'assassinio è peggiore del furto e classificare la maggior parte delle colpe secondo un ordine che tutti devono approvare, ma non può classificare Helen. Quanto più sicuri sono i suoi pronunciamenti su questo punto, tanto più possiamo essere certi che non è la morale a parlare. Cristo fu evasivo quando lo interrogarono. Sono le persone incapaci di connettere quelle che scagliano la prima pietra. (cap. 40, p. 306) *«Salvo la signora Wilcox, cara, nessuno capisce i nostri piccoli movimenti.»<br />«Perché nella morte... sono d'accordo.»<br />«Non proprio. Ho la sensazione che tu e io e Henry siamo soltanto frammenti della mente di quella donna. Lei sa tutto. Lei è tutto. È la casa e l'albero che si piega su di essa. Le persone hanno una morte propria così come hanno una vita propria e anche se non c'è nulla oltre la morte saremo diversi nel nostro annullamento. Non posso credere che una conoscenza come la sua perisca con una conoscenza come la mia. Lei conosceva le cose reali. Sapeva quando le persone erano innamorate, anche se non era nella stanza. Io non ho alcun dubbio che capisse quando Henry la tradì.» (cap. 40, p. 307) *Erano passati quattordici mesi, tuttavia Margaret stava ancora a casa Howard. Non le era venuto in mente alcun piano migliore. Il prato veniva falciato di nuovo, i grandi papaveri rossi si riaprivano nel giardino. Poi sarebbe venuto luglio con i piccoli papaveri rossi tra il grano, agosto con la mietitura. Questi piccoli avvenimenti sarebbero divenuti parte di lei, anno dopo anno. Ogni estate avrebbe temuto che il pozzo rimanesse asciutto, ogni inverno che i tubi gelassero; ogni forte vento d'occidente poteva abbattere l'olmo e portare la fine di ogni cosa, perciò ella non poteva né leggere né pensare quando il vento soffiava da ovest. (cap. 44) *È generalmente riconosciuto che la ''[[Sinfonia N. 5 (Beethoven)|Quinta Sinfonia]]'' di Beethoven è il rumore più sublime che abbia mai penetrato l'orecchio dell'uomo. Soddisfa gente di tutti i tipi e di tutte le condizioni. (cap. quinto, p. 37, La Stella) *Credere nella gente è un lusso al quale possono indulgere solo i [[ricchezza e povertà|ricchi; i poveri]] non possono permetterselo. (cap. quinto, p. 39, La Stella) *La barriera del sesso, benché decrescente tra le persone civili, è ancora alta, e più alta dalla parte delle donne. (cap. ottavo, p. 59, La Stella) *Quando pensiamo al defunto come insieme traditore e assurdo, siamo andati molto avanti verso la riconciliazione con noi stessi per la sua dipartita. (cap. undicesimo, p. 82, La Stella) *Un funerale non è la morte, più di quanto il battesimo non sia la nascita, o il matrimonio l'unione. Tutti e tre sono espedienti che arrivano ora troppo tardi, ora troppo presto, con cui la società registra i rapidi movimenti dell'uomo. (cap. dodicesimo, p. 84, La Stella) ==''Il viaggio più lungo''== ===[[Incipit]]=== «La mucca è qui» disse Ansell accendendo un fiammifero e tenendolo alto per rischiarare il tappeto. «Qui ed ora» ribadì quando il fiammifero si spense.<br /> «Non hai provato che c'è» disse qualcuno.<br /> «L'ho provato a me stesso.»<br /> «E io ho provato a me stesso che non c'è.»<br /> Filosofia. Stavano discutendo sull'esistenza reale degli oggetti.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Assurdità e bellezza hanno stretti rapporti l'una con l'altra. *Di solito le persone altruiste sono mortalmente noiose. Non hanno colore. Pensano agli altri perché è più facile. Danno via il denaro perché sono troppo stupide o troppo pigre per spenderlo bene per se stesse.<ref>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009, p. 17. ISBN 9788811504894</ref> *L'artista non è un muratore, ma un cavaliere, al quale tocca d'afferrare Pegaso d'un colpo, e non di prepararsi a lui montando puledri più docili. È un lavoro duro, violento, generalmente antipatico, ma non è sgobboneria. Perché la sgobboneria non è arte, né può portare ad essa. ==''La vita che verrà''== *Ma Harold non se la cavava così a buon mercato, perché Sir Edwin, per la prima volta, era totalmente incapace di capirlo. Fin allora aveva creduto di capirlo benissimo. Il carattere di Harold era così elementare... consisteva in due cose o poco più, la facoltà di amare e il desiderio di verità, e Sir Edwin, sull'esempio di tanti pensatori più esperti di lui, aveva concluso che quanto non è complicato non può essere misterioso. Analogamente, poiché l'intelletto di Harold non s'impegnava nell'acquisizione dei fatti o nell'analisi delle emozioni, egli aveva concluso che il giovane era stupido. Ora però, unicamente perché Harold era in grado di addormentarsi grazie a uno stratagemma inspiegabile, Sir Edwin subodorava in lui un mistero e si sentiva offesissimo. (da ''L'albergo Empedocle'': p. 42) *Solamente lo sportivo in atto di uccidere qualcosa vive la vita perfetta dell'aria aperta. [...] se la godeva a stroncare una vita, come succede a tutti coloro che sono realmente in contatto con la natura. (da ''La busta purpurea'') *«Non è mai troppo tardi,» disse il signor Pinmay, permettendo un lento movimento avvolgente del corpo, l'ultimo che quel corpo avrebbe mai eseguito. «La misericordia di Dio è infinita e sopporta in perpetuo. Egli ci concederà altre occasioni. Abbiamo errato in questa vita ma non potremo errare nella vita che verrà.»<br />Parve che il morente trovasse conforto, alla fine. «La vita che verrà,» ripeté in un soffio, ma più distintamente. «L'avevo dimenticata. Sei sicuro che viene?»<br />«Ne era sicura perfino la tua falsa religione d'un tempo.»<br />«E ci incontreremo in quella vita, tu e io?» domandò Vithobai, con una carezza tenera e tuttavia riverente.<br />«Senza fallo, se osserviamo i comandamenti di Dio.»<br />«Ci conosceremo di nuovo l'un l'altro?»<br />«Sì, con tutta la conoscenza spirituale.»<br />«E ci sarà l'amore?»<br />«Nel senso reale e veritiero, ci sarà.»<br />«Amore reale e veritiero! Ah, questo dev'essere gioioso.» La voce divenne più sonora, gli occhi ebbero una bellezza austera mentre egli abbracciava l'amico, che le vicende terrene avevano diviso da lui per tanto tempo. Presto Dio avrebbe prosciugato tutte le lacrime. «La vita che verrà!» urlò. «Vita, vita, vita eterna. In quella vita aspettami.» E trafisse il missionario nel cuore. (da ''La vita che verrà'': p. 107) *Clesant sospirò. Guardò quelle braccia, ora rigidamente incrociate, e provò un desiderio struggente di sentirsene cingere. Non aveva che a dire: «Benissimo, cambierò medico,» perché immediatamente... ma non ebbe un istante di incertezza. La vita fino al 1990 o anche al 2000 esigeva la precedenza assoluta. «Woolacott mantiene vivi i suoi pazienti,» asserì caparbio. (da ''Il dottor Woolacott'', 2: p. 117) *Urrà! Urrà! Trombare non conta. (da ''Che cosa importa?'': p. 170) *I pottibakiani danno prova di grande riserbo. Coltivano le loro terre, si son rivelati improvvisamente dotati di temperamento artistico, e si dice che abbiano dato vita a una nobile letteratura che tratta pochissimo del sesso. Questo è un enigma per noi, come lo è l'indissolubilità del matrimonio, un provvedimento in pro del quale la chiesa ha vanamente battagliato altrove. Paga del trionfo qui ottenuto, essa si dà oggi anima e corpo al benessere della nazione, e l'archimandrita di Praz ha reinterpretato certi passi della Scrittura o li ha decretati spuri. Permangono parecchi punti oscuri, soprattutto perché ci mancano i dati atti a spiegare il periodo di transizione, e siccome non abbiamo modo di procurarci i romanzi di Alekko, non possiamo neppure risalire le tappe attraverso le quali gli impulsi della natura furono convertiti in patrimonio nazionale. Pare, tuttavia, che si siano succeduti tre stadi: dapprima i pottibakiani si vergognarono di fare quel che volevano, poi assunsero un atteggiamento aggressivo al riguardo, e ora fanno ciò che vogliono. E qui debbo lasciarli. Ne sentiremo parlar poco in avvenire, giacché le potenze limitrofe non osano dichiarar loro la guerra. Esse ritengono, forse a giusto motivo, che il paese sia diventato così infetto, che qualora se lo annettessero, ne promuoverebbero solo l'espansione. (da ''Che cosa importa?'': p. 174) ==''Maurice''== *Ognuno di noi, in qualche punto del suo essere, professa un credo per cui è pronto a morire. Solamente, non è improbabile che a indicartelo siano stati i tuoi genitori e custodi? Se un credo esiste, non sarà piuttosto una parte della tua carne e del tuo spirito? Mostramelo dunque, e smettila di spacciar luoghi comuni sul tipo della "Redenzione" o della "Trinità". (Clive a Maurice: cap. 7, p. 76) *Durham non poté aspettare. Erano circondati da parecchi giovani, ma i suoi occhi divennero intensamente azzurri e sussurrò: «Ti amo».<br />Maurice fu scandalizzato, atterrito. Sconvolto fin nel profondo della sua anima suburbana, esclamò: «Ah, che scemenza!». Le parole, il tono, gli sfuggirono prima che potesse richiamarli: «Durham, tu sei inglese. Lo sono anch'io. Non mi offendo perché capisco che non intendevi offendermi, ma questo è troppo, questo è l'unico argomento che supera ogni limite, come tu sai, è il peggior delitto sotto il sole e non devi parlarne mai più. Durham! Sul serio, che idea stomachevole...» (cap. 9, p. 86) *La pazzia non è da tutti, ma quella di Maurice risultò il fulmine che scaccia le nuvole. Il temporale non andava covando da tre giorni, come lui si figurava, bensì da sei anni. Aveva fermentato nelle tenebre dell'essere che nessun occhio perfora, l'atmosfera in cui lui era vissuto l'aveva addensato. Era esploso, e lui non era morto. Attorniato dal fulgore del giorno, sostò sulla catena montuosa che adombra la giovinezza, e vide. [...] Ogni cosa appariva talmente chiara, adesso. Aveva mentito. Era stato «rimpinzato di bugie,» così si espresse tra sé, ma le bugie erano il cibo naturale della fanciullezza, e lui se n'era pasciuto con ingordigia. La prima risoluzione che prese fu di essere più cauto in avvenire. Avrebbe vissuto lealmente, non perché importasse a nessuno, ormai, ma per stare al gioco. Non avrebbe più – ecco la prova cruciale – finto di interessarsi alle donne quando l'unico sesso che lo attraeva era il suo. Amava gli uomini e sempre li aveva amati. Smaniava dalla voglia di abbracciarli e di fondere il proprio essere nel loro. Ora, nel momento in cui l'uomo che ricambiava il suo amore era perduto, ora lo ammetteva. (cap. 10, p. 89) *Dopo quella crisi Maurice diventò un uomo. Fin allora – posto che si possa fare una stima degli esseri umani – non era valso l'affetto di nessuno, essendo stato convenzionale, meschino, infido verso il prossimo perché lo era verso sé stesso. Ora viceversa aveva da offrire il dono più pregiato. L'idealismo e la brutalità che avevano segnato il cammino della fanciullezza si erano finalmente uniti e intrecciati a comporre l'amore. Forse, di questo amore, nessuno avrebbe voluto saperne, ma lui non poteva vergognarsene perché era «lui», non corpo o anima, e nemmeno corpo e anima, ma «lui» che operava attraverso l'uno e l'altra. Continuava a soffrire, e tuttavia un senso di trionfo si era formato altrove. La sofferenza gli aveva indicato una nicchia al di là del giudizio del mondo, dove gli era consentito rifugiarsi. (cap. 11, p. 90) *Da principio Clive stentò a creder a tanta fortuna: ritenne che dovesse esserci qualche malinteso, e che lui e [[Platone]] alludessero a cose diverse. Dopo però si avvide che il temperante pagano lo comprendeva effettivamente e che, sorvolando la Bibbia invece di osteggiarla, gli offriva una nuova guida di vita. (cap. 12, p. 100) *Consapevole che la vita stava facendosi più stupefacente di giorno in giorno, rimase zitto. Possibile che fosse il medesimo individuo che appena otto mesi prima si era sentito così sbalestrato davanti a Risley? Cos'era che aveva approfondito la sua visuale? Un plotone dopo l'altro, gli eserciti dell'umanità stavano diventando vivi. Vivi, ma leggermente assurdi: lui, lo fraintendevano così totalmente, ed esponevano la loro debolezza proprio quando si giudicavano più perspicaci. Non poté trattenere un sorriso. (cap. 17, p. 131) *Gli uomini non vi avevano mai corrisposto... non pensavano che lui li ammirasse, ed erano ignari o perplessi. Mentre le donne davano per scontata la sua ammirazione: potevano mostrarsi offese o pudiche ma capivano, e gli porsero il benvenuto in un mondo di reciprocità deliziosa. Dal principio alla fine della scarrozzata Clive fu raggiante. Come rendevano felice la loro vita le persone normali! (cap. 24: 1972, p. 157) *Eppure stava facendo una bella cosa: stava dimostrando come poco possa bastare all'anima per sussistere. Privo di nutrimento sia del cielo che della terra, Maurice andava avanti per la sua strada, lume che si sarebbe spento se fosse vero il materialismo. Non aveva un Dio, non aveva un amante... i due consueti incentivi alla virtù. Ma continuava a combattere dando le spalle alla vita facile, perché lo esigeva la dignità. Non c'era nessuno ad osservarlo, e nemmeno si osservava lui stesso, ma le battaglie come la sua sono le imprese supreme dell'umanità, e superano tutte le leggende del paradiso.<br />Non lo aspettavano compensi di sorta. Quel suo operato, come tante altre cose già scomparse, sarebbe caduto in rovina. Ma lui non cadde con esso, e i muscoli che si erano sviluppati nel frattempo, rimasero validi per un uso diverso. (cap. 28, p. 188) *Il dottor Barry aveva dato il miglior consiglio che fosse in grado di dare. Non aveva letto opere scientifiche sul soggetto che interessava Maurice, giacché non ne esistevano quando lui studiava medicina, e tutte le pubblicazioni successive erano in tedesco, e quindi sospette. Alieno per temperamento dall'affrontare quel tema, sanciva di buon animo il verdetto del consorzio civile: vale a dire, il suo verdetto era di natura teologica. Riteneva che soltanto gli esseri più depravati potessero dare una capatina in quel di Sodoma e perciò, quando un uomo di buoni antecedenti e fisico sano confessava di avere la tendenza, «corbellerie, corbellerie!» era la risposta che gli veniva spontanea. (cap. 32, p. 206) *{{NDR|Clive:}} La segretezza gli si confaceva, o perlomeno lui la adottò senza rimpianti. Non aveva mai avuto la mania di chiamar le cose col loro nome, e nonostante apprezzasse il corpo, l'atto sessuale di per sé gli sembrava davvero prosaico, e riteneva ottimo espediente ammantarlo nel velo della notte. Fra uomini è imperdonabile, fra uomo e donna si può praticarlo, dal momento che lo approvano tanto la Natura quanto la società, mai però discuterlo o gloriarsene. Il suo ideale del matrimonio era sobrio e delicato, come tutti gli altri suoi ideali, e trovò una collaboratrice perfetta in Anne, ch'era raffinata anche lei e ammirava la raffinatezza nel prossimo. Si amarono teneramente, li ricevettero belle convenzioni... mentre Maurice andava errando al di là della barriera con le parole sbagliate sulle labbra e i desideri sbagliati nel cuore e con le braccia piene di aria. (cap. 33, p. 212) *Fu come se la barriera che lo isolava dagli altri avesse preso un aspetto diverso: Maurice non provò più paura né vergogna. In fin dei conti, le foreste e la notte parteggiavano per lui, non per loro; loro, non lui, si trovavano confinati in una siepe di cinta. Lui aveva agito male e subiva tuttora la punizione: male, sicuro, perché aveva tentato di ricavare il meglio da tutti e due i mondi. «Eppure,» insisté, «io debbo vivere nella mia classe, è un fatto categorico.» (cap. 42, p. 275) *«Che tu mi voglia un briciolo di bene, lo credo», ammise, «ma non posso far dipendere la mia vita da così poco. Neanche tu saresti disposto a far lo stesso. Tu fai dipendere tutta la tua vita da Anne. Non ti curi di appurare se i tuoi rapporti con lei sono o non sono platonici, ti basta sapere che sono più che sufficienti a farne dipendere una vita. Io non posso far dipendere la mia vita dai cinque minuti che rubi a lei e alla politica per intrattenerti con me. Per me faresti qualsiasi cosa, salvo vedermi. Ecco qual è stata la situazione dal principio alla fine di quest'anno d'inferno. Mi metti a disposizione la tua casa e ti dai una pena infinita per ammogliarmi, perché il mio matrimonio ti permetterebbe di lavarti le mani di me. Sì, mi vuoi bene, lo so», Clive si preparava a protestare, «ma è così poco che non merita neanche di parlarne, e non mi ami. Un tempo fui tuo fino alla morte e lo sarei rimasto se ti fosse importato di non perdermi, ma oggi sono un altro». (cap. 46, 1972, pp. 315-316) ==''Monteriano''== *​​Intanto Philip, sempre inebriato dall'idea dell'Italia, aveva ripreso a parlare dei momenti più belli del viaggio che ora lei iniziava – il campanile di Airolo, che, all'uscita della galleria del San Gottardo, le si sarebbe parato davanti, come presagio dell'avvenire; la veduta del [[Ticino (fiume)|Ticino]] e del Lago Maggiore, mentre il treno avrebbe scalato le falde di Monte Ceneri; la veduta di Lugano, la veduta di Como [...]. (cap. II, pp. 8-9) *Ma adesso è veramente una Vita Nuova, perché noi siamo tutti d'accordo. Allora tu eri ancora infatuato dell'Italia. Può essere piena di bellissimi quadri e di chiese, ma non possiamo giudicare un paese che dai suoi uomini. (signora Herriton, cap. V, p. 91) *Le [[Donna|donne]] non si sentono mai a loro agio fino a che non proclamano ad alta voce i loro torti. (Philip, cap. V, p. 97) *«[...] La società ''è'' insormontabile... fino a un certo punto. Ma la sua vera vita le appartiene, e niente la può toccare. Non c'è potenza al mondo che possa impedirle di criticare e disoprezzare la mediocrità... niente che possa impedirle di ritirarsi nello splendore e nella bellezza... nei pensieri e nelle convinzioni che costituiscono la vita reale... il suo vero io.»<br />«Finora non ho mai fatto questa esperienza. Certamente, il mio io e la mia vita devono essere dove io vivo.» (Philip e Catherine, cap. V, p. 98) *La signorina Abbott aveva avuto anche lei una serata meravigliosa, né ricordava d'aver mai visto simili stelle e un tale cielo. La sua testa, anch'essa, era piena di musica, e quella notte, quando aprì la finestra, la sua camera si riempì di aria calda e dolce. Era immersa nella bellezza, di dentro e di fuori; non poteva andare a letto per la felicità. Era mai stata così felice? Sì, una volta; e proprio qui, una sera in marzo, la sera in cui Gino e Lilia le avevano parlato del loro amore... la sera i cui mali era venuta adesso a riparare.<br />Emise un improvviso grido di vergogna. «Quest'ora... lo stesso posto... la stessa cosa,» — e incominciò a mortificare la sua felicità, sapendo che era colpevole. Era qui per combattere contro questo luogo, per portare in salvo una piccola anima che era ancora innocente. Era qui per difendere la moralità e la purezza, la santità della vita di una famiglia inglese. Quella primavera, aveva peccato per ignoranza; adesso non era più ignorante. «Signore, aiutatemi!» gridò, e chiuse la finestra come se ci fosse della magia nell'aria che la circondava. Ma le melodie non le uscivano dalla testa, e per tutta la notte fu turbata da torrenti di musica, da applausi e da risate, e da giovanotti arrabbiati che urlavano il distico del Baedeker:<br />{{centrato|Poggibonizzi, fatti in là,<br />che Monteriano si fa città!}}<br />Poggibonsi le si rivelò mentre quelli cantavano — un luogo sperduto e senza gioia, pieno di gente insincera. Quando si destò riconobbe che quel luogo era Sawston. (cap. VI, p. 153) *Lei tacque. Quest'individuo crudele, pieno di vizi, conosceva strane raffinatezze. L'orribile verità, che persone cattive siano capaci d'amore, era lì nuda davanti a lei, e il suo essere morale ne rimase confuso. Era suo dovere portare in salvo il bambino, salvarlo dalla contaminazione, e lei aveva intenzione di fare il suo dovere. Ma il confortevole senso della virtù l'abbandonò. Si trovava in presenza di qualcosa di più grande del bene e del male. (cap. VII, p. 168) *«Niente affatto. Combatta come se pensasse che noi abbiamo torto. Oh, a che serve tutto il suo equilibrio di giudizio se non decide mai con la sua testa? Chiunque l'afferra e le fa fare quello che vuole. E lei vede dentro di loro e ne ride... ma lo fa. Non basta avere le idee chiare; io ho la testa confusa e stupida, e non valgo la quarta parte di lei, ma ho cercato di fare quello che al momento mi è sembrato giusto. E lei... il suo cervello e il suo intuito sono splendidi. Ma quando vede quello che è giusto, è troppo indolente per farlo. Una volta mi disse che saremo giudicati per le nostre intenzioni, non per quello che abbiamo effettivamente fatto. Mi è sembrata un'osservazione splendida. Ma dobbiamo avere l'intenzione di fare... non starcene seduti su una sedia con le nostre intenzioni.»<br />«Lei è meravigliosa!» egli disse gravemente.<br />«Oh, lei mi apprezza!» lei proruppe di nuovo. «Vorrei che non m'apprezzasse. Lei ci apprezza tutti... vede il bene in tutti noi. E intanto lei è sempre morto... morto... morto. Ora, per esempio, perché non s'è arrabbiato? Gli si avvicinò, con un improvviso cambiamento d'umore, gli afferrò tutte e due le mani. Lei è tanto straordinario, signor Herriton, che non posso sopportare di vederla sprecarsi. Non posso sopportarlo... sua madre... non è stata buona con lei.»<br />«Signorina Abbott, non si preoccupi per me. Alcuni sono nati per non fare nulla. Io sono uno di questi; non ho mai concluso niente, né a scuola né nella professione. Venni qui per impedire il matrimonio di Lilia, ed era troppo tardi. Sono venuto qui con l'intenzione di ottenere il bambino, e ne riporterò un onorevole insuccesso. Adesso non mi aspetto mai che succeda qualcosa, e così non sono mai deluso. Lei si meraviglierebbe di sapere quali sono per mei grandi avvenimenti. Essere andato a teatro ieri, parlare con lei ora... non credo che mi capiterà mai niente di più grande. Il mio destino è di passare nel mondo senza mai scontrarmi con esso o smuoverlo... e veramente non so dire se il mio destino sia buono o cattivo. Io non muoio... io non m'innamoro. E se altri muoiono o s'innamorano, lo fanno sempre proprio quando io non ci sono. Ha perfettamente ragione; la vita per me è semplicemente uno spettacolo, che — grazie a Dio, grazie all'Italia, e grazie a lei — è ora più bello e più incoraggiante di quanto sia mai stato prima.» [....]<br />«Ogni minima inezia, per una qualche ragione, oggi sembra imponderabilmente importante, e quando lei dice che da una cosa "non dipende niente," le sue parole suonano come una bestemmia. Non si può mai sapere... (come posso esprimermi?)... quale delle nostre azioni, quale delle nostre omissioni non influiranno su qualcosa per sempre.» (cap. VIII, pp. 185-9) *«Quel latte,» disse lei, «non c'è bisogno di sprecarlo. Lo prenda, signora Carella, e persuada il signor Herriton a berlo.»<br />Gino obbedì, e portò a Philip il latte del bambino. E anche Philip obbedì e lo bevve.<br />«Ce n'è ancora?»<br />«Un poco,» rispose Gino.<br />«Lo finisca allora.» Perché lei era risoluta ad adoprare tutti gli avanzi che si trovano per il mondo. (cap. IX, p. 213) *Non faccia il misterioso; non ce n'è tempo. (Catherine, cap. X, p. 221) *La cosa era anche più grande di come lei immaginava. Nessuno, se non Philip, poteva vederla nel suo insieme. E per vederla nel suo insieme, egli si teneva a una immensa distanza. Poteva persino essere contento che, almeno per una volta, lei avesse stretto l'amato tra le braccia. (cap. X, p. 225) ===[[Explicit]]=== *Gli occhi di Philip erano fissi sul campanile di Airolo. Ma vedeva invece il bel mito di Endimione. Questa donna era una dea fino alla fine. Nessun amore poteva degradarla: lei rimaneva al di fuori di ogni degradazione. Questo episodio, che lei considerava così sordido, e che era tanto tragico per lui, rimaneva supremamente bello. Egli s'era innalzato a tale altezza, che senza rimpianto ora le avrebbe potuto dire che anche lui l'adorava. Ma a che cosa serviva dirglielo? Poiché tutte le cose meravigliose erano già accadute.<br />«Grazie,» fu tutto quello che si permise di dire. «Grazie di tutto.»<br />Lei lo guardò con grande amicizia, perché le aveva reso la vita sopportabile. In quel momento il treno entrò nella galleria del San Gottardo. S'affrettarono a rientrare nello scompartimento e a chiudere il finestrino, perché i carboncini non entrassero negli occhi di Harriet. ==''Passaggio in India''== ===[[Incipit]]=== Con l'eccezione delle grotte Marabar – che sono a venti miglia di distanza – la città di Chandrapore non offre nulla di straordinario. Più rasentata che bagnata dal Gange, si trascina per circa due miglia lungo la riva e a stento la si riconosce dai detriti che il fiume deposita con tanta abbondanza. Sul lungofiume non ci sono gradini per i bagni, perché caso vuole che qui il Gange non sia sacro; in realtà non c'è lungofiume, e i bazar precludono l'ampia e mutevole vista della corrente. Le strade sono sordide, i templi abbandonati, e sebbene ci siano alcune case eleganti, sono nascoste in giardini o in fondo a viali così sporchi da scoraggiare chiunque non vi sia stato espressamente invitato. ===Citazioni=== *Con le mance si può esagerare o tenersi troppo stretti, ma il denaro che compra l'esatta verità non è ancora stato coniato. (cap. II, p. 20) *– Be', noi non li incontriamo in società, – disse lui ridendo. – Sono pieni di tutte le virtù, ma noi non li incontriamo, e ormai sono quarantun anni, è troppo tardi per appurarne i motivi. (cap. III, p. 31) *Nessun invito forse può venire altro che dal cielo; forse è inutile che gli uomini si accingano a unirsi: quel tentativo non può che allargare l'abisso tra di loro. (cap. IV, p. 41) *Abituata al riserbo di Londra, non arrivava a rendersi conto che l'India, pur sembrando così misteriosa, ne è del tutto priva, e che quindi le convenzioni sono molto più forti. (cap. V, p. 54) *Perché riusciva a ricordare le persone che non amava? Gli si presentavano sempre così vivide, mentre quella fotografia, più la guardava e meno la vedeva. E così lei gli era sempre sfuggita dal giorno che l'aveva accompagnata alla sua tomba. Aveva capito che lei si sarebbe dileguata dalle sue mani e dai suoi occhi, ma pensava che sarebbe sopravvissuta nella sua memoria, senza rendersi conto che proprio il fatto d'averli amati rende i morti ancora più irreali, e che quanto più appassionatamente li invochiamo, tanto più loro si allontanano. (cap. VI, p. 61) *Quel malumore bisbetico dileguò, ma il peso nell'anima rimase: raramente i temporali rischiarano l'aria. (cap. VIII, p. 90) *La maggior parte della vita è cosí [[monotonia|monotona]] che non c'è proprio niente da dirne, e i libri e i discorsi che la descrivono come una cosa interessante sono costretti a calcare la mano, nella speranza di giustificare la propria esistenza. Dentro il suo bozzolo di lavoro o di obblighi sociali, lo spirito umano per lo piú sonnecchia, notando la differenza tra piacere e dolore, ma niente affatto vigile come vogliamo far credere. Nella giornata piú intensa ci sono momenti in cui non succede nulla, e anche se continuiamo a esclamare «Mi diverto» o «Sono atterrito», non siamo sinceri. «Fintanto che provo qualcosa, è gioia, è orrore» — in realtà non c'è nulla piú di questo, e un organismo perfettamente adattato conserverebbe il silenzio. (cap. XIV, p. 146) *No, non aveva nessuna voglia di rifare quell'esperienza. Piú ci pensava, piú le riusciva sgradevole e paurosa. Le ripugnava molto di piú adesso che sul momento. La folla e il lezzo poteva dimenticarli, ma l'eco stava cominciando a minare la sua presa sulla vita in chi sa quale indescrivibile modo. Sorprendendola in un momento di stanchezza, era riuscita a mormorare: «Il patetico, la pietà, il coraggio... esistono, ma sono identici, tale e quale come il sudiciume. Tutto esiste, niente ha valore». Se in quel luogo una avesse proferito un'infamia, o citato versi sublimi, il commento sarebbe stato lo stesso: «uu-buum». Se uno avesse parlato con le lingue degli angeli o chiesto grazia per tutta l'infelicità e l'incomprensione del mondo, passata presente e futura, per tutti i patimenti che gli uomini debbono subire, quale che sia la loro opinione o condizione, e comunque si ingegnino di evitarli o dissimularli – il risultato sarebbe stato lo stesso, il serpente sarebbe disceso per poi tornare al soffitto. I diavoli appartengono al nord, e su di loro si possono scrivere poesie; ma nessuno avrebbe potuto rendere romantico il Marabar, perché spogliava l'infinito e l'eterno della loro immensità, l'unico attributo capace di adattarli al genere umano. (cap. XIV, p. 163) *L'Anglo-India l'aveva legata veramente mani e piedi, e forse era la punizione che si meritava per aver tentato di assumere un atteggiamento personale. (cap. XXII, p. 218) *Aveva raggiunto quello stadio in cui si vedono al tempo stesso l'orrore e la piccolezza dell'universo – quel crepuscolo della doppia visione in cui sono avvolte tante persone anziane. Se questo mondo non è di nostro gusto, ebbene, in ogni caso c'è il Cielo, l'Inferno, il Nulla – l'una o l'altra di queste grandi cose, quell'immenso fondale di stelle, fuochi, atmosfera azzurra o nera. Ogni sforzo eroico, e tutto ciò che è conosciuto come arte, suppone che ci sia quel fondale, proprio come ogni sforzo pratico, quando il mondo è di nostro gusto, suppone che il mondo sia Ritto. Ma nel crepuscolo della doppia visione si deposita una mota spirituale per cui non si possono trovare parole altisonanti; non possiamo né agire né astenerci dall'azione, non possiamo né ignorare né rispettare l'Infinito. La signora Moore era sempre stata incline alla rassegnazione. Non appena sbarcata in India tutto le era parso bello, e quando aveva visto l'acqua viva nella vasca lustrale della moschea, o il Gange, o la luna, presa nello scialle della notte con tutte le stelle, le era parso di aver raggiunto una meta bella e anche facile. Essere tutt'uno con l'universo! Cosí dignitoso e semplice. Ma prima bisognava sempre compiere qualche piccolo dovere, sempre i irar fuori dal mazzo che si assottigliava una nuova carta da mettere al suo posto, e mentre lei si affannava tanto, il Marabar aveva battuto il suo gong. (cap. XXIII, p. 229) *Quantunque avesse ancora quell'aria severa da maestra, non esaminava più la vita, ma ne subiva l'esame; era diventata una persona vera. (cap. XXVI, p. 267) *Come può infatti un solo essere umano soffrire di tutta la tristezza in cui si imbatte sulla faccia della terra, della pena che affligge non soltanto gli uomini, ma gli animali e le piante, e forse le pietre? L'anima si stanca subito, e nel timore di perdere quel poco che capisce, si ritrae verso i principî permanenti che l'abitudine o il caso hanno dettata, e là soffre. (cap. XXVI, p. 270) *E affaticato da quella giornata crudele ed eccessiva, perse la sua consueta e sana concezione dei rapporti umani, e senti che gli uomini non esistono in sé stessi, ma nei termini in cui si pensano vicendevolmente — idea alla quale la logica non offre nessun sostegno, e che prima d'allora l'aveva assalito una volta sola, la sera dopo la catastrofe, quando dal portico del Circolo aveva visto i pugni e le dita dei Marabar gonfiarsi fino a contenere tutto il cielo notturno. (cap. XXVI, p. 273) *«Non serve a niente, – pensò Fielding mentre sulla via del ritorno passava davanti alla moschea, – costruiamo tutti quanti sulla sabbia; e quanto piú moderno diventa il paese, tanto piú grave sarà il crollo. Nel lontano diciottesimo secolo, quando imperversavano la crudeltà e l'ingiustizia, un potere invisibile riparava i loro danni. Oggi tutto fa eco; e non c'è niente che fermi quell'eco. Il suono iniziale può essere innocuo, ma l'eco è sempre malvagia». (cap. XXXI, p. 301) *«Dio e amore». È questo il messaggio conclusivo dell'India? (cap. XXXIII, p. 315) *Che importava, a quell'ora del giorno? Lui aveva costruito la propria vita su un errore, ma l'aveva costruita. Parlando in urdu perché i figli capissero, disse: – Vi prego di non seguirci, chiunque abbiate sposato. Voglio che nessun inglese sia mio amico, né uomo né donna. (cap. XXXV, p. 334) *Questa posa di «vedere l'India» che a Chandrapore l'aveva attratto verso la signorina Quested non era che un modo di dominare l'India; dietro non vi era nessuna simpatia. (cap. XXXVI, p. 338) *La così detta [[bianco (antropologia)|razza bianca]] è in realtà rosa – grigio. *[[Mistero]] non è che un termine altisonante per dire pasticcio. *La [[morte]] distrugge un uomo: l'idea della morte lo salva. *Le idee sono fatali per la produzione di caste. ===[[Explicit]]=== L'India una nazione! Che apoteosi! L'ultima arrivata ne l'incolore fratellanza del diciannovesimo secolo! E in quest'ora del mondo sgambettava per prendere il proprio posto! Lei, che non aveva l'eguale se non nel Sacro Romano Impero, sarà forse alla pari col Guatemala e col Belgio! Fielding tornò a deriderlo. Aziz, travolto da una rabbia furiosa, caracollava qua e là senza sapere che fare, e gridò: – Abbasso gli inglesi, ad ogni modo. Questo è certo. Sgombrate, gente, e alla svelta, vi dico. Noi possiamo odiarci l'un l'altro, ma odiamo di piú voi. Se non faccio sgombrare io, lo farà Ahmed, lo farà Karim; ci volessero anche centocinquantacinque anni, ci libereremo di voi, sí, butteremo a mare ogni maledetto inglese, e allora, – galoppò furiosamente contro Fielding, – e allora, – continuò, quasi baciandolo, – voi ed io saremo amici.<br />– Perché non possiamo esserlo subito? – disse l'altro, stringendolo con affetto. – È quello che voglio. È quello che voi volete.<br />Ma i cavalli non volevano: scartarono di fianco; non voleva la terra, che balzava su in massi tra cui i cavalieri dovevano parare l'uno dietro l'altro; i templi, il lago, la prigione, il palazzo, gli uccelli, le carogne, la Foresteria, che apparvero alla visi quando loro uscirono dalla gola e scorsero Mau ai loro piedi: non volevano, dissero con le loro cento voci: «No, non ancora», e il cielo disse: «No, non qui». ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Edward Morgan Forster, ''Monteriano: dove gli angeli temono di metter piede'' (''Where Angels Fear to Tread'', 1905), traduzione di Luisa Chiarelli, TEA, Milano, 1992. ISBN 88-7819-246-5 *Edward Morgan Forster, ''La finestra sull'Arno'' (''A room with a view'', 1908), traduzione di ARJO, Edizioni S.A.I.E. Torino, 1954. *Edward Morgan Forster, ''Camera con vista'' (''A room with a view'', 1908), traduzione di Pietro Meneghelli, Newton Compton, 1994. *Edward Morgan Forster, ''Casa Howard'' (''Howard End'', 1910), traduzione di Paola Campioli, Oscar Scrittori del Novecento Mondadori. *Edward Morgan Forster, ''Casa Howard'', traduzione di Enrico La Stella, G.T.E. Newton Compton editori, 1993. *Edward Morgan Forster, ''Maurice'' (1914), traduzione di Marcella Bonsanti, Garzanti, 1987. *Edward Morgan Forster, ''Passaggio in India'' (1924), traduzione di Adriana Motti, Einaudi, 1978. *Edward Morgan Forster, ''Aspetti del romanzo'' (1927), traduzione di Corrado Pavolini, Garzanti, 1991. ISBN 9788811674450 *Edward Morgan Forster, ''La vita che verrà'' (1903 – 1960), traduzione di Marcella Bonsanti, Garzanti, 1975. *Edward Morgan Forster, ''Romanzi'', Mondadori, 1986. *''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Casa Howard (romanzo)|''Casa Howard''|}} {{Pedia|Passaggio in India||}} {{Pedia|Maurice||}} {{vetrina|30|aprile|2007|scrittori}} {{DEFAULTSORT:Forster, Edward Morgan}} [[Categoria:Scrittori britannici]] oc12uxunpb8zgk5dg1vi96uey84f7da Template:SelezioneNuove 10 4465 1424417 1424378 2026-08-23T09:50:49Z Spinoziano 2297 + 1424417 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Rizzoli, 2005, cap. VIII, p. 330.</ref> *Il rigore è per i matematici quello che la moralità è per gli uomini.<ref>Citato in [[Marcus du Sautoy]], ''L'enigma dei numeri primi. <small>L'ipotesi di Riemann, il più grande mistero della matematica</small>'', traduzione di Carlo Capararo, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2005, cap. II, p. 62.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Simone Weil]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Weil, André}} [[Categoria:Matematici francesi]] csrhdn9glkyb0mu180i1kn16m4ky8gj Ettore Scola 0 11679 1424430 1258502 2026-08-23T10:24:46Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424430 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ettore Scola.jpg|thumb|Ettore Scola]] '''Ettore Scola''' (1931 – 2016), regista e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Ettore Scola== *{{NDR|Sulla [[Sicilia]]}} Ci sono venuto tante volte, la conosco e la amo. Palermo è bellissima, le Eolie un incanto. Però nell'isola ho girato una sola scena in tutta la carriera. Quella che apre ''L'arcidiavolo'' con Gassman. L'ambientazione dell'inferno l'ho fatta alle Gole dell'Alcantara. Un inferno nel film, un paradiso nella realtà. È la magia del cinema e della vita.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/07/21/scola-quando-alcantara-divento-inferno-di-gassman.html Scola: "Quando l'Alcantara diventò l'inferno di Gassman"]'', ''Repubblica.it'', 21 agosto 2004.</ref> *[…] il cinema di [[Antonio Pietrangeli|Pietrangeli]] è un documento d'epoca. Un po' come ''[[Il sorpasso]]'', i suoi film offrono la possibilità di vedere e capire un pezzo della nostra storia, del nostro modo di essere italiani in quegli anni.<ref name=Fusco/> *L'oblio è un male generalizzato per il nostro cinema. Si scende sempre più in basso, non si dimentica solo [[Pietro Germi|Germi]] o [[Antonio Pietrangeli|Pietrangeli]], ma ormai anche su Fellini sta per scendere il silenzio, per non parlare di [[Giuseppe De Santis]]. In un incontro con gli studenti mi è capitato di nominare [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Che non conoscessero il suo cinema può essere accettabile, ma non sapevano neanche chi fosse.<ref name=Fusco>Citato in Maria Pia Fusco, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/03/30/pietrangeli-autore-che-amava-le-donne.html?ref=search Pietrangeli, l' autore che amava le donne]'', ''ricerca.repubblica.it'', 30 marzo 1999.</ref> ===Attribuite=== *Bisogna credere ai miracoli, soprattutto quelli fatti dall'uomo e impegnarsi perché i sogni e le utopie si realizzino.<ref>Citato dalla figlia Silvia Scola durante l'intervento telefonico nel corso della trasmissione televisiva ''Che tempo che fa'', Rai 3, 24 gennaio 2016.</ref><ref>Citato da [[Monica Cirinnà]] nell'intervento al Senato della Repubblica, seduta n. 569 del 2 febbraio 2016 (Resoconto stenografico su ''[http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00964262&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_rdddddl2081ecddcdfeduc&parse=no&stampa=si&toc=no Senato.it]'').</ref> ==Citazioni su Ettore Scola== *Ci telefonavamo per gli auguri non a Pasqua o a Natale, ma il 25 aprile e il primo maggio. ([[Diego Abatantuono]]) *Oggi il cinema italiano dice di piangere la scomparsa di Ettore Scola, regista di straordinaria grandezza. In realtà è il pubblico che lo piange. Quel pubblico che ha adorato i suoi film, che ha pianto, riso, sognato e riflettuto grazie a lui. Quel pubblico che di suoi film ne avrebbe visti volentieri altri. Incontrai Scola qualche anno fa ad una cerimonia in Campidoglio. Fu cortese con me e mi spinsi a dirgli: "Scola, quanto mi piacerebbe fare un film con lei!". Lui sorrise e rispose: "Magalli, quanto mi piacerebbe fare un film!". Ecco, dietro la sua consueta ironia il dolore per un cinema che lo aveva accantonato, invece di fare la fila dietro la sua porta per implorarlo di lavorare ancora. Quindi che il pubblico lo pianga è giusto e doveroso, e lui lo apprezzerebbe, ma il cinema, quel cinema, non pianga Scola. Pianga se stesso e la sua ignavia. Addio Maestro. ([[Giancarlo Magalli]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – soggetto e sceneggiatura *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) – sceneggiatura *''[[Totò nella luna]]'' (1958) – sceneggiatura *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) – soggetto e sceneggiatura *''[[Anni ruggenti]]'' (1962) – sceneggiatura *''[[Il sorpasso]]'' (1962) – soggetto e sceneggiatura *''[[I mostri]]'' (1963) – soggetto e sceneggiatura *''[[La parmigiana]]'' (1963) – sceneggiatura *''[[La visita (film 1963)|La visita]]'' (1963) – soggetto e sceneggiatura *''[[I complessi]]'' (1965) – soggetto e sceneggiatura *''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965) – soggetto e sceneggiatura *''[[Il commissario Pepe]]'' (1969) – regia e sceneggiatura *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)|Dramma della gelosia]]'' (1970) – regia e sceneggiatura *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) – regia e sceneggiatura *''[[Signore e signori, buonanotte]]'' (1976) – soggetto e sceneggiatura *''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – regia *''[[La terrazza]]'' (1980) – regia, soggetto e sceneggiatura *''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987) – regia, soggetto e sceneggiatura *''[[Il viaggio di Capitan Fracassa]]'' (1990) – regia e sceneggiatura *''[[La cena]]'' (1998) – regia, soggetto e sceneggiatura *''[[Concorrenza sleale]]'' (2001) – regia e sceneggiatura {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scola, Ettore}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 6n2kak7bz7wzx0qkoxlf62tt4vlfgf9 Marcus du Sautoy 0 16150 1424410 1381562 2026-08-23T09:09:32Z AssassinsCreed 17001 +wikilink 1424410 wikitext text/x-wiki [[File:Sautoy2 cropped.JPG|thumb|right|Marcus du Sautoy (2007)]] '''Marcus du Sautoy''' (1965 – vivente), matematico britannico. ==Citazioni di Marcus du Sautoy== *Il fatto che operiamo con i 10 anziché con qualsiasi altro numero è puramente una conseguenza della nostra anatomia. Per contare usiamo le nostre 10 dita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 27. ISBN 9788858025857</ref> *Le ''[[Variazioni Goldberg]]'' di Bach sono un viaggio musicale attraverso il mondo della [[simmetria]]. Come quando camminiamo attraverso una sala di specchi, ogni nuova variazione attorciglia e distorce il tema originale. [[Lorenz Christoph Mizler|Lorenz Mizler]], un allievo di Bach, definì la [[musica]] come il processo di «suonare la matematica». Le ''Variazioni Goldberg'' costituiscono un buon esempio di come la simmetria non sia soltanto una proprietà fisica, ma pervada anche molte strutture astratte.<ref>Da ''Il disordine perfetto. {{small|L'avventura di un matematico nei segreti della matematica}}'', traduzione di Daniele Didero, Massimo Scaglione e Roberta Zuppet, Rizzoli BUR, Milano, 2011, [https://books.google.it/books?id=sesQyned7h4C&lpg=PT340&dq=&pg=PT340#v=onepage&q&f=false p. 340]. ISBN 9788858600610.</ref> {{intestazione|''WikiNotizie'', 4 ottobre 2007}} *Credo che essere scienziato non è solo fare scoperte ma anche renderle note. Secondo me non si può veramente dire che una [[scoperta]] esiste fino a quando non è stata comunicata ad altre persone. *Io sono diventato un matematico perché la generazione precedente alla mia ha fatto lo sforzo di interessare alla matematica il pubblico generale, e ho pensato che avrei voluto fare la stessa cosa quando sarei cresciuto, quindi la mia speranza è che la mia divulgazione incoraggi la prossima generazione di matematici ma anche che incoraggi i politici a riconoscere che la [[matematica]] è una parte importante della nostra società e ha bisogno di fondi. *La mia impressione è che la scienza in [[Wikipedia]] abbia uno standard incredibilmente alto. Credo che ci siano scienziati di diversi livelli – anziani e giovani – che usano del tempo per scrivere cose su Wikipedia. All'inizio c'erano molti dubbi su quanto potesse essere accurato qualcosa creato dal pubblico per il pubblico. Ma credo che sia nei fatti che la matematica e la scienza hanno uno standard incredibilmente alto. Credo sia uno strumento di grande valore perché le persone possano esplorare le idee matematiche. ==''L'enigma dei numeri primi''== ===[[Incipit]]=== Una mattina calda e umida dell'agosto 1900, David Hilbert dell'università di Gottinga prese la parola al Congresso internazionale dei matematici in una gremita sala per le conferenze della Sorbona, a Parigi. Hilbert, che già allora era riconosciuto come uno dei più grandi matematici dell'epoca, aveva preparato un discorso ardito. Si proponeva di parlare non di ciò che era già stato dimostrato ma di ciò che era ancora ignoto. Questo andava contro tutte le regole, e quando Hilbert cominciò a esporre la propria visione del futuro della matematica il pubblico percepì il nervosismo nella sua voce. «Chi di noi non sarebbe felice di sollevare il velo dietro al quale si cela il futuro; di gettare uno sguardo ai progressi venturi della nostra scienza e ai segreti del suo sviluppo nel corso dei prossimi secoli?» ===Citazioni=== *[[Enrico Bombieri|Bombieri]] è cresciuto in Italia, dove i vigneti della sua ricca famiglia gli hanno fatto acquisire un gusto per le cose belle della vita. I colleghi lo chiamano con affetto «l'aristocratico della matematica». Da giovane la sua eleganza raffinata attraeva sempre l'attenzione ai convegni europei, dove spesso arrivava alla guida di costose automobili sportive. Lui, d'altra parte, era ben felice di alimentare le voci secondo cui una volta si era classificato sesto a una ventiquattrore automobilistica in Italia. (cap. I, p. 10) *Bombieri ha una reputazione ineguagliabile come conoscitore di ogni più piccolo particolare dell'[[ipotesi di Riemann]], ma chi lo conosce personalmente sa anche che possiede un perfido senso dell'umorismo. (cap. I, p. 19) *Molti hanno paragonato l'ipotesi di Riemann alla scalata del monte Everest. Tanto più a lungo la sua vetta rimane inviolata, quanto più cresce il desiderio di conquistarla. E il matematico che alla fine riuscirà a scalare il monte Riemann verrà certamente ricordato più a lungo di [[Edmund Hillary]]. (cap. I, p. 24) *La persona che dimostrerà l'ipotesi di Riemann avrà reso possibile riempire le lacune in migliaia di teoremi che dipendono dalla sua veridicità. Per raggiungere i loro traguardi, molti matematici sono stati costretti a presupporre che l'ipotesi sia vera. (cap. I, p. 25) *Appellandosi all'ipotesi di Riemann, i matematici stanno mettendo in gioco la loro reputazione, nella speranza che un giorno qualcuno dimostrerà che l'intuizione di [[Bernhard Riemann|Riemann]] era corretta. C'è chi non si limita ad adottarla come ipotesi di lavoro. Per Bombieri, il fatto che i numeri primi si comportino come previsto dall'ipotesi di Riemann è un articolo di fede. In sostanza è diventata una pietra angolare nella ricerca della verità matematica. Ma se si rivelerà falsa, l'ipotesi di Riemann distruggerà completamente la fiducia che abbiamo nella nostra capacità di intuire come funzionano le cose. (cap. I, p. 25) *La [[dimostrazione matematica|dimostrazione]] è la storia del viaggio e la mappa che ne registra le coordinate. (cap. 2, p. 60) *Il [[matematico]] è ossessionato dalla dimostrazione, e la semplice prova sperimentale di un'ipotesi matematica non lo soddisfa. (cap. 2, p. 61) *Sebbene i [[numero primo|numeri primi]] [...] trascendano le barriere culturali, molta matematica è creativa ed è un prodotto della psiche umana. (cap. II, p. 67) *I numeri primi sono come le note di una scala musicale, e ciascuna cultura ha scelto di suonare queste note nel proprio modo specifico. (cap. II, p. 67) *[...] una dimostrazione è essenziale: le prime impressioni possono essere ingannevoli. (cap. 2, p. 62) *Una delle grandi autorità parigine era [[Adrien-Marie Legendre]], di venticinque anni più anziano di [[Carl Friedrich Gauss|Gauss]]. I ritratti di Legendre mostrano il volto rotondo e paffuto di un gentiluomo dall'aria tronfia. Al contrario di Gauss, Legendre veniva da una famiglia ricca, ma avendo perduto il proprio patrimonio durante la Rivoluzione {{NDR|francese}} era stato costretto a fare affidamento sulle proprie capacità matematiche per guadagnarsi da vivere. Anche lui si interessava di [[Teoria dei numeri|teoria dei numeri]] e nel 1798, con sei anni di ritardo sui calcoli compiuti dal giovanissimo Gauss, annunciò di aver scoperto un nesso sperimentale fra [[Numero primo|numeri primi]] e [[Logaritmo|logaritmi]].<br>In seguito sarebbe stato provato che Gauss aveva battuto Legendre sul tempo nella scoperta, ma Legendre perfezionò la stima del numero di primi compresi fra 1 e ''N''. (cap. I, pp. 100-101) *L'[[infinito]], purtroppo, è un personaggio subdolo. (cap. V, p. 221) *Ciascuno dei due matematici contribuiva con le proprie specifiche qualità alla collaborazione. [[John Edensor Littlewood|Littlewood]] era il bullo che quando andava all'assalto di un problema lo faceva con i fucili spianati. Per lui il godimento era mettere in ginocchio un problema difficile. [[Godfrey Harold Hardy|Hardy]], al contrario, dava valore alla bellezza ed all'eleganza. Questa complementarità si trasferiva invariabilmente alla stesura dei loro saggi. Hardy prendeva le bozze buttate giù da Littlewood e vi aggiungeva quello che chiamava il «gas» per produrre la prosa elegante che non mancava mai di accompagnare le loro dimostrazioni. (cap. VII, pp. 228-229) *Situato nei sobborghi di Princeton e circondato dai boschi, {{NDR|l'[[Institute for Advanced Study]]}} era completamente isolato dagli orrori che avevano luogo nel mondo. Einstein lo definì il suo esilio in paradiso. «Ho desiderato questo isolamento per tutta la vita e adesso l'ho finalmente ottenuto qui a Princeton.» Sotto molti aspetti l'istituto era uno specchio del suo precursore: l'università di Gottinga. La gente giungeva da ogni dove e finiva risucchiata nella sua comunità autosufficiente. Qualcuno direbbe che l'autosufficienza di Princeton crebbe fino a diventare autocompiacimento. Non solo aveva accolto i matematici di Gottinga, ma sembrava che si fosse appropriato anche del motto della cittadina tedesca: per i membri dell'istituto, non c'era vita fuori di Princeton. Appartato nei boschi, l'Institute for Avanced Study era l'ambiente di lavoro ideale per europei esiliati e in fuga. (cap. VII, pp. 296-297) *Mentre a Selberg<ref>Atle Selberg (1917-2007), matematico norvegese.</ref> piaceva lavorare da solo, [[Paul Erdős|Erdős]] viveva di collaborazioni. La sua figura curva, in sandali e abito completo, era familiare nelle sale professori dei dipartimenti di matematica di tutto il mondo. Lo si poteva vedere ripiegato sopra un block-notes, con un nuovo collaboratore accanto, mentre indulgeva alla sua passione: creare e risolvere problemi numerici. Pubblicò più di millecinquecento articoli scientifici nel corso della sua vita, un'impresa fenomenale. L'unico matematico ad aver scritto più di lui è [[Eulero]]. (cap. VII, pp. 297-298) *Erdős era un monaco della matematica che si sbarazzava di tutti i propri beni personali per timore che lo distraessero dalla sua missione. Regalava tutto il denaro che guadagnava agli studenti o come premio per chi forniva le risposte alle tante questioni che poneva. (cap. VII, p. 298) *Erdős amava far matematica ascoltando musica, e spesso lo si poteva vedere ai concerti mentre prendeva freneticamente appunti in un quaderno, incapace di contenere l'eccitazione datagli da un'idea nuova. Nonostante fosse un grande collaboratore e odiasse star solo, aborriva il contatto fisico. Era il piacere mentale a sostenerlo, un piacere che alimentava con una dieta di caffè e compresse di caffeina. (cap. VII, p. 298) * [...] i matematici perseguono la semplicità con la stessa tenacia con cui perseguono le dimostrazioni. (cap. VII, p. 309) *A dispetto della natura astratta della matematica, i [[Matematico|matematici]] possiedono ego che hanno bisogno di essere blanditi. Non c'è nulla che stimoli il processo creativo di un matematico quanto il pensiero dell'immortalità che conferisce il fatto di avere il proprio nome associato a un teorema. (cap. VII, p. 315) *Con pochissime importanti eccezioni, fino a qualche decennio fa molto raramente le donne hanno fatto la loro apparizione nella storia della matematica. La matematica francese [[Sophie Germain]] intrattenne una corrispondenza con Gauss, ma fingeva di essere un uomo, temendo che se non l'avesse fatto le sue idee sarebbero state immediatamente scartate. Aveva scoperto un tipo particolare di numeri primi legati all'ultimo teorema di Fermat, che oggi sono chiamati numeri primi di Germain. Gauss rimase molto impressionato dalle lettere che riceveva da «Monsieur Le Blanc» e si meravigliò quando scoprì dopo una lunga corrispondenza che quel monsieur era in realtà una mademoiselle. (cap. VIII, p. 356) *Fino al 2001, a capo dei laboratori di ricerca {{NDR|dell'AT&T}} è stato [[Andrew Odlyzko]]. Originario della Polonia, Odlyzko conserva un'accento dell'Europa orientale che è forte ma gradevole allo stesso tempo. Il periodo trascorso nel settore commerciale lo ha reso un ottimo comunicatore di idee matematiche difficili. Ha un atteggiamento accattivante, che non ti esclude ma anzi ti incoraggia a unirsi a lui nel suo viaggio matematico. Nondimeno è estremamente preciso e non abbandona mai il proprio ruolo di matematico provetto: ogni singolo passaggio non deve lasciare spazio ad ambiguità. (cap. IX, p. 407) *Questo duo {{NDR|[[Whitfield Diffie|Whit Diffie]] e [[Martin Hellman]]}} fece nascere un movimento alternativo nel mondo della [[crittografia]], un movimento che avrebbe sfidato il monopolio delle agenzie governative sulla sicurezza dei dati. Diffie, in particolare, era il prototipo del figlio degli anni Sessanta, del capellone che si ribella al sistema. Sia lui che Hellman erano profondamente convinti del fatto che la crittografia non dovesse rimanere proprietà esclusiva del governo. (cap. X, p. 419) *Esiste un rivale dell'RSA<ref>Algoritmo di crittografia asimmetrica, inventato nel 1977 da Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman, utilizzabile per cifrare o firmare informazioni.</ref> che sta cominciando a rispondere alle sfide poste dal mondo del cosiddetto m-commerce, delle comunicazioni mobili, senza fili. Dietro a questi nuovi codici non ci sono numeri primi ma entità più esotiche: le ''[[Curva ellittica|curve ellittiche]]''. (cap. X, p. 461) *L'anno trascorso dal piccolo [[Neal Koblitz|Koblitz]] in India non contribuì soltanto al suo sviluppo matematico; fu anche all'origine di una profonda presa di coscienza delle ingiustizie sociali nel mondo. Da adulto Koblitz ha partecipato a missioni in Vietnam e nell'America centrale. Uno dei suoi tanti libri sulla teoria dei numeri e la crittografia è dedicato «alla memoria degli studenti del Vietnam, del Nicaragua e di El Salvador che hanno perso la vita nella lotta contro l'aggressione degli Stati Uniti». I proventi della vendita del libro sono usati per procurare libri alle popolazioni di quei tre paesi. (cap. X, pp. 462-463) *In patria, Koblitz mal sopporta la stretta soffocante che l'Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA) esercita sull'area della matematica di cui lui si occupa. Oggi {{NDR|negli Stati Uniti}} è necessario ottenere l'autorizzazione dell'NSA prima di poter pubblicare certi tipi di ricerche nel campo della teoria dei numeri, persino quando finiscono nelle riviste scientifiche più oscure. Grazie alle idee innovative di Koblitz, le [[Curva ellittica|curve ellittiche]] sono finite accanto ai numeri primi nell'«elenco delle ricerche soggette a restrizioni» che le autorità vogliono tenere sotto controllo. (cap. X, p. 463) *Ci sono sentimenti molto confusi nei riguardi di [[Helmut Hasse|Hasse]] all'interno della comunità matematica. Pochi possono perdonargli le scelte politiche che fece. Scrisse persino alle autorità, nel 1937, chiedendo che uno dei suoi antenati ebrei fosse cancellato dai pubblici registri, di modo che lui potesse iscriversi al partito {{NDR|nazista}}. (cap. X, p. 467) *Secondo [[Freeman Dyson|Dyson]], benché esplorino tutti il medesimo terreno, gli [[Scienziato|scienziati]] si dividono in due categorie: gli uccelli e i ranocchi. Gli uccelli veleggiano alti sopra il loro campo, abili a cogliere le grandiose connessioni che attraversano il paesaggio: i ranocchi passano il tempo a sguazzare nel fango e a nuotare in un piccolo stagno con cui acquistano una grande familiarità. La matematica era una tipica disciplina per gli uccelli, ma Dyson si considerava un ranocchio, e questo lo indusse a occuparsi delle questioni concrete della fisica. (cap. XI, p. 488) *[[Alexander Grothendieck|Grothendieck]] è un matematico austero. Il suo ufficio all'istituto<ref>[[Institut des Hautes Études Scientifiques]].</ref> era del tutto disadorno, a parte un dipinto a olio di suo padre. Questo quadro era stato dipinto da un compagno di prigionia del padre in uno dei campi dove era stato internato prima di essere trasferito ad Auschwitz, dove morì nel 1942. Grothendieck aveva preso da suo padre la fiera espressione di quegli occhi che risplendevano nel volto del ritratto, dov'era raffigurato con la testa rasata. (cap. XII, p. 557-558) *Grothendieck avrebbe portato avanti la sua rivoluzione non sul campo di battaglia politico {{NDR|come il padre}} ma nell'ambito della matematica. Prendendo come base i primi tentativi di [[André Weil|Weil]], egli mise a punto un nuovo linguaggio matematico. Come le nuove intuizioni di Riemann avevano segnato un punto di svolta nella matematica, il nuovo linguaggio della geometria e dell'algebra elaborato da Grothendieck vide la creazione di una dialettica interamente nuova, che permise ai matematici di articolare idee precedentemente inesprimibili. (cap. XII, p. 559) ===[[Explicit]]=== I numeri primi ci hanno sempre accompagnato nella nostra esplorazione del mondo matematico, rimanendo tuttavia i più enigmatici fra tutti i numeri. Per quanto le più grandi menti matematiche abbiano dato il meglio di sé nel tentativo di spiegare le modulazioni e i mutamenti di questa musica mistica, i numeri primi rimangono tutt'oggi un enigma senza risposta. Siamo ancora in attesa della persona il cui nome vivrà per sempre come quello del matematico che ha fatto cantare i numeri primi. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Marcus du Sautoy, ''L'enigma dei numeri primi. <small>L'ipotesi di Riemann, il più grande mistero della matematica</small>'', traduzione di Carlo Capararo, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2005, ISBN 8817008435. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Interprogetto/notizia|Intervista a Marcus du Sautoy|data=4 ottobre 2007}} {{DEFAULTSORT:Sautoy, Marcus du}} [[Categoria:Matematici britannici]] qdea8r8earyuqyqo6eyhphv30nemasn Numero primo 0 18249 1424409 1263153 2026-08-23T09:08:48Z AssassinsCreed 17001 +3 1424409 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Παραγοντοποίηση πρώτων.svg|thumb|Esempio di scomposzione in fattori primi]] Citazioni sui '''numeri primi'''. *317 è un numero primo, non perché lo pensiamo noi, o perché la nostra mente è conformata in un modo piuttosto che in un altro, ma perché è così, perché la realtà matematica è fatta così. ([[Godfrey Harold Hardy]]) *I matematici hanno cercato invano fino a oggi di scoprire un qualche ordine nella sequenza dei numeri primi, e abbiamo ragione di credere che sia un mistero nel quale la mente umana non penetrerà mai. ([[Eulero]]) *I numeri primi [...] crescono come erbacce fra i numeri naturali e sembrano non obbedire ad altra legge che a quella del caso. [[Don Zagier]] *I numeri primi sono ciò che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la [[vita]]. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole, anche se si passa tutto il tempo a pensarci su. ([[Mark Haddon]]) *Perché ciascuno di essi nella infinita serie dei numeri o naturali o dispari, si trova essere il primo della serie dei molteplici che si cancellano o altrimenti sono segnati nella operazione del vaglio di Eratostene. ([[Bartolomeo Veratti]]) *Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano ''primi gemelli'': sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre. ([[Paolo Giordano]]) ===[[Marcus du Sautoy]]=== *I numeri primi ci hanno sempre accompagnato nella nostra esplorazione del mondo matematico, rimanendo tuttavia i più enigmatici fra tutti i numeri. Per quanto le più grandi menti matematiche abbiano dato il meglio di sé nel tentativo di spiegare le modulazioni e i mutamenti di questa musica mistica, i numeri primi rimangono tutt'oggi un enigma senza risposta. Siamo ancora in attesa della persona il cui nome vivrà per sempre come quello del matematico che ha fatto cantare i numeri primi. *I numeri primi sono come le note di una scala musicale, e ciascuna cultura ha scelto di suonare queste note nel proprio modo specifico. *Sebbene i numeri primi [...] trascendano le barriere culturali, molta matematica è creativa ed è un prodotto della psiche umana. ==Voci correlate== *[[Numero]] *[[Ipotesi di Riemann]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|etichetta=numeri primi|preposizione=sui}} [[Categoria:Numeri]] no9n7j9qdsbl1mdmhrh6j13c1cqo50q 1424413 1424409 2026-08-23T09:20:34Z AssassinsCreed 17001 +1 1424413 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Παραγοντοποίηση πρώτων.svg|thumb|Esempio di scomposzione in fattori primi]] Citazioni sui '''numeri primi'''. *317 è un numero primo, non perché lo pensiamo noi, o perché la nostra mente è conformata in un modo piuttosto che in un altro, ma perché è così, perché la realtà matematica è fatta così. ([[Godfrey Harold Hardy]]) *I matematici hanno cercato invano fino a oggi di scoprire un qualche ordine nella sequenza dei numeri primi, e abbiamo ragione di credere che sia un mistero nel quale la mente umana non penetrerà mai. ([[Eulero]]) *I numeri primi [...] crescono come erbacce fra i numeri naturali e sembrano non obbedire ad altra legge che a quella del caso. [[Don Zagier]] *I numeri primi sono ciò che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la [[vita]]. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole, anche se si passa tutto il tempo a pensarci su. ([[Mark Haddon]]) *I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari. ([[Paolo Giordano]]) *Perché ciascuno di essi nella infinita serie dei numeri o naturali o dispari, si trova essere il primo della serie dei molteplici che si cancellano o altrimenti sono segnati nella operazione del vaglio di Eratostene. ([[Bartolomeo Veratti]]) *Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano ''primi gemelli'': sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre. ([[Paolo Giordano]]) ===[[Marcus du Sautoy]]=== *I numeri primi ci hanno sempre accompagnato nella nostra esplorazione del mondo matematico, rimanendo tuttavia i più enigmatici fra tutti i numeri. Per quanto le più grandi menti matematiche abbiano dato il meglio di sé nel tentativo di spiegare le modulazioni e i mutamenti di questa musica mistica, i numeri primi rimangono tutt'oggi un enigma senza risposta. Siamo ancora in attesa della persona il cui nome vivrà per sempre come quello del matematico che ha fatto cantare i numeri primi. *I numeri primi sono come le note di una scala musicale, e ciascuna cultura ha scelto di suonare queste note nel proprio modo specifico. *Sebbene i numeri primi [...] trascendano le barriere culturali, molta matematica è creativa ed è un prodotto della psiche umana. ==Voci correlate== *[[Numero]] *[[Ipotesi di Riemann]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|etichetta=numeri primi|preposizione=sui}} [[Categoria:Numeri]] 6cqcu0wkqfauzuyvmqz3lalxqj4zcqk Aldo Fabrizi 0 27668 1424419 1411669 2026-08-23T10:07:19Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424419 wikitext text/x-wiki [[File:Fabrizi Campo de' fiori.png|thumb|upright=1.2|Aldo Fabrizi in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943)]] '''Aldo Fabrizi''', all'anagrafe '''Aldo Fabbrizi''' (1905 – 1990), attore, regista e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Aldo Fabrizi== *Armeno se fusse sentito sona' er campanello... la porta... er telefono... citofono... quarche madonna! Oddio!!! Ch'ho detto!!!<ref>Citato in Massimo Fabrizi, ''Aldo Fabrizi, mio padre'', Gremese Editore, 2006.</ref> *In [[cinema]] possono lavorare anche gli sprovveduti. Si girano migliaia di metri di pellicola per trarne una sequenza possibile, poi alla dizione ci pensano i doppiatori. Il cinema sovente è mistificazione.<ref>Citato in Franco Piccinini, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,6/articleid,1549_02_1965_0056A_0020_23537388/ Fabrizi "gli spaghetti sono la mia droga"]'', ''La Stampa'', 8 marzo 1965.</ref> *{{NDR|[[Epitaffi|Epitaffio]]}} ''Tolto da questo mondo | troppo al dente''.<ref>Da un suo sonetto. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==Citazioni su Aldo Fabrizi== *Aldo Fabrizi, un uomo e un attore meraviglioso, vergognosamente meno considerato di quanto non avrebbe meritato. ([[Giovanna Ralli]]) *È una vecchia osservazione che gli attori di [[Varietà (spettacolo)|varietà]] riescono meglio nel cinema che i loro colleghi della prosa. È chiaro il perché. Meno legati a una illustre tradizione oratoria, più spontanei, più "mimi" (anche [[Charlie Chaplin|Chaplin]] viene dal varietà) i [[Erminio Macario|Macario]], i [[Totò]], i Fabrizi non sentono alcuna soggezione dalla macchina da presa. Aldo Fabrizi ha fatto con il film ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'' un ottimo ingresso nel cinema. Se gli taglieranno sempre parti come questa, se si accontenterà di parti non da protagonista (l'esempio di [[Virgilio Riento|Riento]] è, nella stessa pellicola, parlante), se si modererà un poco, Fabrizi è sicuro di una popolarità solida e continua. ([[Pietro Bianchi (critico cinematografico)|Pietro Bianchi]]) *Ero diventata romana al tempo di ''[[Rugantino (commedia musicale)|Rugantino]]''. Aldo Fabrizi mi insegnava i tempi più lenti, indolenti del vivere e recitare. ([[Ornella Vanoni]]) *L'unico vero amico che ho avuto è stato Aldo Fabrizi. Ma anche lui non era molto amato dai colleghi perché diceva sempre quello che pensava e non scendeva mai a compromessi. ([[Carlo Delle Piane]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Maddalena... zero in condotta]]'' (1940) – doppiatore *''[[Avanti c'è posto...]]'' (1942) – attore, sceneggiatore *''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943) – attore, sceneggiatore *''[[L'ultima carrozzella]]'' (1943) – attore, sceneggiatore *''[[Roma città aperta]]'' (1945) – attore *''[[Tombolo, paradiso nero]]'' (1947) – attore *''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]'' (1949) – attore *''[[Benvenuto reverendo!]]'' (1950) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950) – attore *''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – attore *''[[Vita da cani]]'' (1950) – attore, sceneggiatore *''[[Guardie e ladri]]'' (1951) – attore, sceneggiatore *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore *''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952) – attore *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) – attore, sceneggiatore *''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]'' (1952) – attore, regista, sceneggiatore, produttore *''[[Siamo tutti inquilini]]'' (1953) – attore *''[[Hanno rubato un tram]]'' (1954) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Questa è la vita]]'' (1954) – attore, regista, sceneggiatore *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) – attore *''[[I due compari]]'' (1955) – attore, sceneggiatore *''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959) – attore *''[[I tartassati]]'' (1959) – attore, sceneggiatore *''[[Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi]]'' (1960) – attore *''[[Gerarchi si muore]]'' (1961) – attore *''[[Totò contro i quattro]]'' (1963) – attore *''[[La Tosca]]'' (1973) – attore *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) – attore {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Elena Fabrizi]] – sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fabrizi, Aldo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] rmbv4heaka9sid1g2fz1rs99uyblm8r Dr. House - Medical Division (quinta stagione) 0 31102 1424399 1424254 2026-08-23T03:02:25Z AssassinsCreed 17001 +wikilink 1424399 wikitext text/x-wiki {{torna a|Dr. House - Medical Division}} '''''[[Dr. House - Medical Division]]''''', quinta stagione. {{TOCright}} ==Episodio 1, ''La morte cambia tutto''== ===Frasi=== *La mia paziente lotta in trincea nonostante la guerra femminista sia finita, le puttane di una volta sono le donne di potere di oggi, quelle di oggi sono delle star... Se non è progresso questo! ('''House''') *Io rispetto quello che merita rispetto. ('''House''') *{{NDR|Alla paziente}} Lui è il dottor House, troppo brillante per il convenevole. ('''Tredici''') *{{NDR|A Tredici}} La gente muore! Tu, Amber, tutti moriamo. Non fingere di averlo scoperto adesso. Ti ho fatto una diagnosi, se non ti piace c'è un'uscita a ogni piano. ('''House''') *La disperazione è Newark, sì è totale, senza via d'uscita. L'unica è tapparsi il naso, buttarsi in mezzo al traffico e raggiungere Manhattan nel più breve tempo possibile. ('''House''') *Non tutti gli uomini sono stati creati uguali. ('''Lou''') *Quello che non affronti non può distruggerti. ('''House''') *Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ('''House''') *{{NDR|Ad House}} House, noi non siamo più amici. Anzi, non so se lo siamo mai stati. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Foreman''': Abbiamo un caso. <br />'''House''': Devo ricordarmi di chiudere le veneziane.<br />'''Foreman''': Ti ha cercato una certa Patty Mishner, presidente dell'associazione per i diritti delle donne...<br />'''Cuddy''': Sappiamo chi è. <br />'''House''': Ci sono anche uscito... anzi direi che l'ho metaforicamente stuprata solo per il fatto di avere un pene... {{NDR|a Foreman}} Anche tu, eh?<br />'''Foreman''': La sua assistente ha dato di matto, si è strappata gli abiti di dosso di fronte a vari uomini d'affari.<br />'''House''': Beh, o c'è stata costretta a frustate oppure si è resa improvvisamente conto che la sua aspirazione è quella di eccitare gli uomini, non di castrarli. È da reparto psichiatrico.<br />'''Foreman''': Anemia, bradicardia e dolori addominali non sono proprio sintomi psichiatrici.<br />'''House''': Allora il motivo è l'altro. Mandatela a casa mia...<br />'''Cuddy''': Assegno il caso a Sigal.<br />'''Foreman''': Per una volta House vuole un caso e tu glielo togli?<br />'''Cuddy''': House ha cose più importanti da fare... {{NDR|riferendosi al parlare con Wilson}}<br />'''House''': Mi dispiace, ma non posso aiutarti. Ti serve uno specialista per togliere quelle [[Verruca|verruche]], magari laureato anche in speleologia. *'''Tredici''' {{NDR|a Wilson e House}}: Scusate, la paziente ha una rettorragia...<br />'''House''': Ho da fare.<br />'''Tredici''': Deve venire...<br />'''House''': In realtà come vedi non ho niente da fare, era un eufemismo per dirti "fuori dai piedi". *'''Taub''' {{NDR|a Wilson ha deciso di dare le dimissioni}}: Perché se ne va?<br />'''Wilson''': Ho bisogno di cambiare ambiente.<br />'''House''': Compra delle piante! *'''Foreman''' {{NDR|a Wilson}}: Bentornato fra noi!<br />'''Wilson''': Veramente sto andando.<br />'''House''': Veramente questo imbecille sta per buttare la sua carriera al cesso! *'''House''' {{NDR|a Cameron, che sta curando un paziente particolarmente grasso}}: Curi anche gli infortuni degli sportivi professionisti?<br />'''Paziente''': Ehm, guardi che io non...<br />'''House''': Facevo solo un po' di sarcasmo. È una novità. {{NDR|rivolto a Cameron}} Hai parlato con Wilson?<br />'''Cameron''' {{NDR|al paziente}}: Le richiedo un elettrocardiogramma. {{NDR|a House}} Ci vado a letto per farlo restare?<br />'''House''': Per quello ho incaricato la pollastra bisex {{NDR|Tredici}}, ma se ti vuoi aggregare per parlarci meglio...<br />'''Cameron''': Abbiamo già parlato.<br />'''House''': Cosa gli hai detto?<br />'''Cameron''': Io non gli ho detto niente, ho solo ascoltato.<br />'''House''': Perché così ti senti la coscienza a posto. Devi dirgli che...<br />'''Cameron''': Non sono più il tuo fattorino, perciò tra noi è finita.<br />'''Paziente''' {{NDR|a Cameron e House}}: Voi due siete stati insieme?<br />'''House''': Mi ha mollato quando ho perso l'ultimo mezzo quintale. Ha detto che c'era meno di me da amare. *'''Cuddy''' {{NDR|riguardo a Wilson, disperato per la perdita di Amber}}: Parlagli, House. Partecipa al suo [[lutto]], parlate di quello che sta passando.<br />'''House''': Che idea geniale! Possiamo andarci a bere una birra, compenserà il fatto che Amber si trovi in una cassa di pino e che nell'universo regni la casualità e il caos. *'''Cuddy''' {{NDR|davanti alla casa di House}}: Ti dispiace se entro?<br />'''House''': No, affatto. A te dispiace se esco? *{{NDR|La Cuddy vuole costringere House e Wilson a parlare}}<br />'''Cuddy''' {{NDR|a Wilson}}: Fermo lì, o non fornirò il tuo piano retributivo a tutti gli ospedali degli stati confinanti.<br />'''House''': Così ti voglio.<br />'''Cuddy''' {{NDR|a House}}: E sintonizzerò definitivamente ogni TV di questo ospedale sulle lezioni di ceramica, se non vi sedete subito... Allora, benvenuti alla terapia di coppia. *'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Ma perché ti lasci trattare come uno zerbino? {{NDR|dal suo capo}}<br />'''Lou''': Al mondo servono i perdenti.<br />'''Tredici''': Non dirlo nemmeno, vali molto di più.<br />'''Lou''': Io non ho problemi ad accettarlo, perché tu ne hai?<br />'''Tredici''': Perché la vita è breve, e tu hai rischiato di perderla durante l'intervento, senza mai aver vissuto per te stessa... che razza di femminista sei? Possiamo avere qualsiasi cosa!<br />'''Lou''': Non è così. Possiamo aspirare ad avere qualsiasi cosa, ma non la otteniamo solo perché la vogliamo. Io preferisco passare la vita accanto agli uccelli, piuttosto che sprecarla desiderando le ali. ==Episodio 2, ''Non è cancro''== [[File:Felicia Day - Streamy Awards 2009 (11).jpg|thumb|[[Felicia Day]] interpreta Apple, la paziente dell'episodio]] ===Frasi=== *{{NDR|A House, che ha di nascosto aggiunto i soldi da pagare all'investigatore nel conto dell'ospedale}} Perché costa 2300 dollari aggiustare una macchina del caffè?! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *'''House''' {{NDR|al suo team, che inizialmente lo ignora}}: Che faceva Wilson per me?<br />[...]<br />'''House''': Sicuramente mi faceva ridere nei giorni più cupi, mi ha fatto vedere colori a me sconosciuti...<br />[...]<br />'''House''': D'altra parte anche Gilbert Gottfried mi fa ridere, e poi quanti colori ci sono, quando hai il rosso, il blu e il verde...<br />'''Kutner''': Ti pagava il pranzo, amava il Monster Truck ed era la tua coscienza. *{{NDR|In mensa, House e il dottor O'Shea}}<br />'''House''' {{NDR|mostrando il vassoio alla cassiera}}: Mettilo in conto al dottor O'Shea... e delle patatine.<br />'''O'Shea''': Hai dimenticato il portafogli, House?<br />'''House''': No.<br />'''O'Shea''' {{NDR|rassegnato, alla cassiera}}: Pago tutto io.<br />'''House''' {{NDR|alla cassiera}}: Passo.<br />{{NDR|O'Shea si siede ad un tavolo e House lo segue}}<br />'''O'Shea''': Mi stai seguendo?<br />'''House''': Gira voce che ti piacciono i ''Monster Trucks''.<br />'''O'Shea''': Piacciono ai miei figli.<br />'''House''': A te no?<br />'''O'Shea''': ''Predator'' è bravino, ma per me ''California Crusher'' è sopravvalutato.<br />{{NDR|House si siede}}<br />'''O'Shea''': Cos'è un... un esame, questo?<br />'''House''': Sei astuto... {{NDR|prendendo il Vicodin}} No.<br />'''O'Shea''': Quante pillole hai preso, scusa?<br />'''House''': Vicodin, oppiacei, un po' di B12... Ho bisogno di un piccolo aiuto il pomeriggio... Ti crea qualche problema?<br />'''O'Shea''': ...<br />'''House''': Credo che mi sto innamorando.<br />{{NDR|Arriva Foreman}}<br />'''Foreman''': L'occhio destro sta cedendo.<br />'''House''': Non è vero, gli organi [[trapianto|trapiantati]] degli altri stavano bene, quindi l'occhio sta bene.<br />'''Foreman''': Le dobbiamo asportare l'occhio.<br />'''House''': È il suo unico occhio che funziona.<br />'''Foreman''': Le potremmo asportare l'altro, ma dato che non la sta fecendo morire forse questo è meno folle.<br />'''House''' {{NDR|ad O'Shea}}: Hai qualche... problema etico con quello che sto facendo da esprimere in modo singolare che possa farmi pensare che mi sbaglio anche se non lo ammetterò mai?<br />'''O'Shea''': Sì.<br />'''House''': Sei spiritoso! {{NDR|a Foreman}} Il problema non è nell'occhio, è nella testa. {{NDR|ad O'Shea}} Ti va di venire a vedere ''Prescription Passion'' a casa mia stasera?<br />'''O'Shea''': Lo sai che non sono gay.<br />'''House''': Neanch'io. Se non ti va di fare sesso non c'è problema.<br />'''O'Shea''': Non ci vengo a casa tua.<br />'''House''': Imparerai ad amarmi. *'''House''': Che razza di idiota porta i calzini scozzesi con gli scarponi da lavoro?<br />'''Lucas''': Non sono un idiota, è solo che... non so travestirmi.<br />'''Foreman''' {{NDR|riferendosi a Lucas}}: Ma chi è?<br />'''House''': A quanto pare un pessimo investigatore privato.<br />'''Taub''': E perché finge di aggiustare la macchina del caffè?<br />'''House''': Perché volevo scoprire quello che avete scoperto voi prima di scoprire quello che ha scoperto lui per poter scoprire se mi serve un investigatore. *'''Lucas''' {{NDR|a House}}: Ah sì, allora, fanno ben duemilatrecento dollari.<br />'''House''': Ti faccio un assegno.<br />'''Lucas''': No, non accetto assegni.<br />'''House''': Hai paura che blocchi il pagamento?<br />'''Lucas''': Non lo fai?<br />'''House''': Certo che sì... duemilatrecento dollari, è allucinante! *'''House''': Hai il consenso? {{NDR|da parte di un'anziana donna per l'intervento di suo marito}}<br />'''Taub''': No.<br />'''House''': Di' a Foreman di chiederlo, i vecchi hanno paura dei neri. *{{NDR|In un furgoncino dei gelati dal quale Lucas spia}}<br />'''Lucas''': Dovresti fidarti degli amici.<br />'''House''': Non lo conosco {{NDR|O'Shea}}, non ho una ragione logica per...<br />'''Lucas''': Per essere un suo amico? Hai mai visto un ''After School Special''? Fa parte dei piaceri dell'amicizia avere fiducia senza una prova assoluta e poi essere ricompensato per la fiducia.<br />'''House''': Stai facendo le foto a un tizio che ha una relazione con sua sorella e mi fai la predica sulle ricompense della fiducia?<br />'''Lucas''': Ci sono due tipi di persone che mi assumono... no, anzi, ce ne sono tre, ma il terzo tipo è irrilevante per quello che voglio dimostrare.<br />'''House''': Hai una tariffa ridotta per essere un rompiscatole?<br />'''Lucas''': Un tipo vuole scoprire di avere ragione, un tipo vuole scoprire di sbagliare.<br />'''House''': Io di che tipo sono?<br />'''Lucas''': Del terzo tipo.<br />'''House''': E inizi dai tipi irrilevanti?<br />'''Lucas''': A te non importa se hai ragione o torto, mi hai assunto per investigare sulla persona sbagliata.<br />'''House''': E sarei un tipo così?<br />'''Lucas''': Tu vuoi che controlli Wilson. Vuoi scoprire se...<br />'''House''': Come sai tu di Wilson?<br />'''Lucas''': Che cosa faccio di mestiere?<br />'''House''': Controllavi anche me? Ho pagato per questo?<br />'''Lucas''': Veramente finora non hai pagato... Vuoi scoprire se si dispera. Vuoi scoprire se qualcosa di lui può dirti che tornerà in ospedale. O se c'è qualcosa che può farlo tornare.<br />'''House''': E c'è?<br />'''Lucas''': No, non c'è niente. Mi dispiace... mi devi noventecento dollari. *'''House''': Vuoi essere mio amico?<br />'''Lucas''': No, mi spaventi. *{{NDR|House suona il campanello d'emergenza della paziente e l'infermiera arriva di corsa}}<br />'''House''': Sta bene. Dov'è la cartella?<br />'''Infermiera''': Ha suonato l'emergenza per avere la sua cartella?<br />'''House''': Lo so, sono stato cattivo. Ma sono abbastanza sicuro che la cartella debba stare attaccata al letto, così i dottori zoppi non devono cercarla mentre i pazienti muoiono.<br />{{NDR|L'infermiera, seccata, gli porge la cartella, distante solo un paio di metri da House}}<br />'''House''': Ah, grazie mille... e un tè alla menta appena le è possibile.<br />[...]<br />{{NDR|In una scena successiva House suona di nuovo l'emergenza e arriva l'infermiera}}<br />'''House''': Tè alla menta?<br />'''Infermiera''': Lei conosce la storia di "Al lupo! Al lupo!"?<br />'''House''': Io non l'ho mai bevuta. Per quante volte un bambino urli che un lupo lo sta per mangiare, la mamma arriverà di corsa.<br />[...]<br />{{NDR|Nella stessa scena House suona per la terza volta l'emergenza e arriva ancora l'infermiera}}<br />'''House''': Visto? Questa è la prova! ==Episodio 3, ''Eventi avversi''== [[File:Breckin Meyer by Gage Skidmore 2.jpg|thumb|[[Breckin Meyer]] interpreta Brandon, il paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *C'è una sola verità. ('''House''') *Le persone infelici salvano più vite, se la tua vita ha un significato il tuo lavoro può anche non averne. ('''House''') *I fallimenti sono più accettabili se hai una [[spalla]] su cui piangere. ('''House''') *Tre farmaci sperimentali non testati sono come le [[teste di Cuoio]], nessuno può fermarli. ('''House''') *La sua ragazza {{NDR|del paziente}} è bollente? No, non intendo se ha la febbre, insomma, è tutta curve e passionalità? ('''House''') *La gente non dovrebbe testare farmaci perché disperata, ma la gente non li testerebbe se non fosse disperata, servono farmaci per salvare i bambini, ergo serve gente disperata, ergo il benessere uccide i bambini malati. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} Sono preso da te perché sei sexy e intelligente, in quest'ordine, ma sono entrambe qualità necessarie. Le foto si possono ritoccare e House è un genio del male, quindi questa foto è sospetta. Ma non ti sei insospettita, perciò o non sei abbastanza intelligente da insospettirti, e allora io perdo un po' del mio interesse, o non ti sei mostrata sospettosa perché sai che è realmente una foto contraffatta di House, e in questo caso io sono più interessato a te, ma perdo tempo, perché hai capito che questo è un gioco di cui sei la vittima e a cui io ho preso parte, e sono fregato. ('''Lucas''') *Le persone odiano le persone che hanno teorie sulle persone. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Lucas''': Sa, mi piacciono molto le sue scarpe.<br />'''Cuddy''' {{NDR|imbarazzata}}: Ah... La ringrazio.<br />{{NDR|La Cuddy se ne va}}<br />'''House''': Non ti piacciono le sue scarpe, ma le sue gambe.<br />'''Lucas''': Sembri meno depravato se dici "scarpe".<br />'''House''': Meno depravato, ma più gay. *'''Tredici''': Tu hai strisciato per 30 chilometri?<br />'''Kutner''': Sono sul Guinness dei Primati.<br />'''Taub''' {{NDR|sarcastico}}: Eh, farà colpo sulle ragazze, ci scommetto.<br />'''Kutner''': Non l'ho fatto per rimorchiare.<br />'''Taub''' {{NDR|sempre sarcastico}}: Certo che no, sminuirebbe la purezza della tua impresa. *'''Kutner''': Credi che House sappia qualcosa su tua moglie?<br />'''Taub''': No. E anche se fosse, chi se ne frega.<br />'''Kutner''': Ma come? Tua moglie fa l'amore con il portiere nel tuo letto, si rotola fra le lenzuola che hai comprato tu e non vuoi...<br />'''Taub''': Mia moglie non si fa il portiere.<br />'''Kutner''': Come lo sai?<br />'''Taub''': Non abbiamo un portiere. *'''Tredici''' {{NDR|al paziente che lavora come cavia nei test dei medicinali}}: I farmaci? Quanti ne sta sperimentando?<br />'''Brandon''': Tre.<br />'''House''': Ammirevole. Pochi idioti sono tanto ambiziosi.<br />[...]<br />'''Brandon''': Lo dirà a Heather {{NDR|la sua ragazza}}?<br />'''House''': Non potrei neanche se me ne fregasse qualcosa. *'''Tredici''': Primo farmaco...<br />'''House''': Chiamiamolo "bisexadrina" {{NDR|alludendo alle tendenze sessuali di Tredici}}. I test si fanno su farmaci sperimentali che non hanno ancora nomi rassicuranti e intriganti, ma numeri difficili da ricordare. Continua.<br />'''Tredici''': La bisexadrina è studiata come anticoagulante, la prima fase ha rivelato rischi di nausea e di insonnia. Secondo farmaco...<br />'''House''': "Cornutosolina" {{NDR|alludendo ai rapporti coniugali di Taub}}.<br />'''Kutner''' {{NDR|a Taub}}: Scusa, tua moglie ha un'amante?<br />'''House''': Peggio. Il sesso lo puoi liquidare come un fatto ormonale o emotivo, i soldi invece sono sempre una decisione calcolata.<br />'''Taub''' {{NDR|a Kutner}}: Mia moglie ha un conto in banca e House è convinto che io non lo sappia.<br />'''House''': Scioccante. {{NDR|a Tredici}} Va avanti.<br />'''Foreman''': Il farmaco B è per malattie autoimmuni, non ha effetti collaterali.<br />'''Taub''': Be', in ogni caso non si combina bene con autocoagulanti e autoconvulsivi.<br />'''Kutner''': Come chiama il terzo farmaco?<br />'''House''': "Le ginocchia più doloranti del mondo." {{NDR|alludendo al record di Kutner}} La Cuddy veniva chiamata così. *{{NDR|La Cuddy scopre Lucas a frugare nella scrivania}}<br />'''Lucas''': Ho pensato che magari potevamo andare al cinema o a bere qualcosa insieme, e non sapendo che cosa le piace fare o deciso...<br />'''Cuddy''': Di spiarmi?!<br />'''Lucas''': No. No, questo non è spiare, è più una ricerca. Mi sembra una buona idea sapere qualcosa di più su una donna prima di chiederle di uscire, dimostrarle che non ti piace solo per il suo aspetto.<br />'''Cuddy''': Anche se tenta di buttarla sul romantico, per me quello che sta facendo non è tanto da persona premurosa, quanto da verme.<br />'''Lucas''': Questo non è giusto...<br />'''Cuddy''': L'ho trovata a frugare della mia scrivania.<br />'''Lucas''': Ah, per quello che ho scoperto! È andata nel Michigan, le piacciono i sandwich con poca maionese, si tiene in contatto con sua madre, ha noleggiato ''[[Il paziente inglese]]'' e dà contributi ad ''Amnesty International''. Sinceramente non c'è una cosa che non racconterebbe a un collega mentre vi trovate in ascensore. Non sono un verme, è solo che la trovo interessante. Ora me ne devo andare... ah, sì, queste... {{NDR|Lucas mette un mazzo di rose sulla scrivania della Cuddy}}<br />[...]<br />'''Cuddy''': Come sa che adoro le rose?<br />'''Lucas''': Questa notte ero a casa sua. {{NDR|la Cuddy fa uno sguardo stravolto}} No! Scherzavo! Quale donna non ama le rose?<br />'''Cuddy''': Ah... {{NDR|evidentemente infatuata dell'uomo}} *{{NDR|Esaminando i risultati dell'angiografia cranica del paziente}}<br />'''Kutner''': Eccolo qui, circolo di Willis, i vasi sono stenotici.<br />'''House''': Sono stenotici per te e normali per lui, altrimenti i sintomi si sarebbero presentati da tempo.<br />'''Taub''': No, se è cambiato qualcos'altro.<br />'''House''': Tipo?<br />'''Taub''': Potrebbe aver avuto di recente un'aritmia parossistica.<br />'''House''': So che cuore e cranio iniziano con la stessa lettera, ma dobbiamo leggere tutto fino alla fine. ==Episodio 4, ''Impronte genetiche''== ===Frasi=== *{{NDR|A Wilson}} La suoneria che ti ho dato è ''Dancing Queen'' degli ABBA. ('''House''') *{{NDR|Un poliziotto sta perquisendo Wilson e intanto House, insieme a lui, riceve una telefonata da Foreman}} Dai, svelto, non voglio perdermi la perquisizione anale. ('''House''') {{NDR|a Foreman}} *{{NDR|Discorso funebre per il padre}} C'è molta gente qui oggi, compresi alcuni suoi commilitoni, e ho notato che sono tutti o dello stesso grado di mio padre o più elevato. E questo non mi sorprende. Perché se un uomo si valuta dal suo rapporto con i propri subalterni, in questo mio padre ha fallito. Quest'uomo cui siete ansiosi di rendere omaggio era incapace di ammettere opinioni diverse dalla propria, puniva l'insuccesso, non accettava niente al di sotto... Amava fare quello che faceva. Considerava il suo lavoro come una specie di... santa vocazione, più importante di ogni rapporto personale. Probabilmente se fosse stato un padre migliore sarei migliore anch'io. Ma sono quello che sono a causa sua, nel bene e nel male. ('''House''') *Non mi deprime. È che non me ne frega niente, è questo che mi deprime. ('''House''') *Credo che nessuno possa scegliersi i propri genitori. Non sono neanche più sicuro ormai che si possano scegliere gli amici. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Mi dispiace per tuo padre {{NDR|è morto}}.<br />'''House''': A me no. Esauriti i convenevoli?<br />'''Cuddy''': Se hai bisogno di qualcosa devi solo...<br />'''House''': Ah sì, ti ringrazio, non riuscirò a dormire da solo 'sta notte.<br />{{NDR|La Cuddy estrae dalla tasca una siringa.}}<br />'''House''': Dimmi che quella è una fiala di Vicodin.<br />'''Cuddy''': Iniettiamo immunoglobuline a quelli che sono venuti in contatto con la tua paziente. Curiosamente nessuna delle infermiere si è offerta di occuparsi di te.<br />{{NDR|House tende il braccio per subire l'iniezione.}}<br />'''Cuddy''': È meglio un muscolo grande. Tira giù i pantaloni.<br />'''House''': Strano, di solito pago decine di dollari per sentirmelo dire. *'''Cuddy''': Tua madre vuole che pronunci l'elogio funebre.<br />'''House''': "Elogio", dal greco "parlare bene". Se mi chiedesse di pronunciare un "bastardologio" ne sarei felice.<br />'''Cuddy''': Non fare il bambino. Telefona a tua madre e dille che sei stravolto dal dolore ma che sei troppo occupato.<br />'''House''': Lo sa quando mento.<br />'''Cuddy''': Allora comincia a scrivere. *{{NDR|House fa cadere le chiavi di Wilson nel tombino, per non arrivare al funerale del padre}}<br />'''Wilson''': Vedi, non si tratta solo delle chiavi della macchina, ci sono anche quelle di casa, e poi Amber mi aveva dato quel portachiavi.<br />'''House''': No, non è vero. A meno che per lei tu non fossi ''Volvo''... Un uomo capace di inventarsi un regalo della sua defunta fidanzata.<br />'''Wilson''': Una più che comprensibile reazione a un gesto infantile, privo di senso e provocatorio.<br />'''House''': La lotta per resistere all'oppressore non è mai priva di senso. ''Viva la revolucion''!<br />'''Wilson''': Beh, non vorrei deluderti, [[Che Guevara|Che]], ma un semplice ritardo non serve. Tua madre aspetterà che arriviamo.<br />[...]<br />'''House''': Ah, basta, lascia perdere le chiavi. Chiama un fabbro. Andiamo dentro a giocare "indovina l'odore" con i camionisti mentre aspettiamo. Raggiungiamo il lato oscuro della Forza. *'''Cameron''' {{NDR|consultando un sito di compravendite sul computer}}: Secondo voi House manderebbe la composizione "Dolce conforto" o il bouquet "Pensiero affettuoso"? Insomma, se non fosse un idiota.<br />'''Chase''': Manda uno di quei biscotti giganti a forma di bara. La madre non dubiterà che è da parte sua. *'''Poliziotto''': Quest'uomo {{NDR|Wilson}} era un perfetto sconosciuto per lei e le ha pagato la cauzione?<br />'''House''': Era un convegno noioso. Volevo qualcuno con cui bere.<br />'''Wilson''': Ecco com'è cominciata la nostra grande amicizia. Se non ti fossi annoiato quel weekend non sarebbe mai nata.<br />'''House''': Ehi, c'erano tremila persone a quel convegno. Eri l'unico a non sembrarmi noioso, non è poco.<br />[...]<br />'''Poliziotto''': Potete andare.<br />'''House''' {{NDR|che vuole temporeggiare}}: Cosa?! Ma è un volgare latitante. Ha raccontato solo balle, ha pugnalato un uomo.<br />'''Poliziotto''': La Louisiana non vuole pagare per riaverlo indietro.<br />'''House''': Al diavolo la Louisiana! Correva come un pazzo attraverso questo tuo sonnacchioso paesino! Ma cos'è, avete tutti difficoltà di digestione?<br />'''Poliziotto''': La smetta di comportarsi come un ingrato e vada a dare l'ultimo saluto a suo padre. *'''House''': Se vuoi tornare perché sei attratto dal fascino della mia necessità... beh, mi sta bene.<br />'''Wilson''': Voglio tornare perché hai ragione. Quello strano viaggio che abbiamo fatto è l'unica cosa piacevole da quando Amber è morta.<br />'''House''': Hai fame?<br />'''Wilson''': Mmh.<br />'''House''': Wilson.<br />'''Wilson''': Sì?<br />'''House''': Mio padre è morto.<br />'''Wilson''': Già. Mi dispiace. ==Episodio 5, ''Tredici porta fortuna''== ===Frasi=== *{{NDR|Wilson è caduto dalla sedia che House ha manomesso}} Oh mio Dio! Ho fatto uno scherzo al mio migliore amico e l'ho rovinato. Avrei dovuto pensarci meglio prima di agire. ('''House''') {{NDR|sarcastico}} *{{NDR|A Tredici}} Una sveltina senza impegno? Mi aspettavo di vederti fare qualche pazzia dopo che ti hanno diagnosticato l'Huntington, ma è più di quanto osassi sperare. ('''House''') *Se non è in questa stanza {{NDR|il medico che aveva curato la paziente}} il suo pensiero non mi interessa, a meno che non sia una lei e fosse con voi {{NDR|Tredici e la paziente}} la notte scorsa. In tal caso mi appassiona. ('''House''') *{{NDR|A Tredici}} Tredici, infila un ago nella zona pelvica della tua amichetta e... no, guarda che non è una metafora. Succhiale un po' di midollo osseo... questa invece lo era. ('''House''') *{{NDR|Si scopre che la paziente ha avuto un rapporto sessuale con Tredici solo per arrivare ad House}} Sei solo delusa perché per tutto il tempo in cui è stata con te non ha fatto altro che pensare alle mie incredibili doti diagnostiche. ('''House''') {{NDR|a Tredici}} *A me interessano le persone, e le parole molto meno. ('''House''') *{{NDR|Vedendo una prostituta entrare nell'appartamento di Wilson}}<br />Sono otto qui gli appartamenti. Ci abiterà almeno un pervertito come me in uno di questi. ('''House''') *{{NDR|Sedendosi nell'ufficio di Wilson}} Non mi sedevo qui da almeno quattro mesi. C'è ancora la forma delle mie chiappe. ('''House''') *{{NDR|A Wilson}} Oh mio Dio! Hai invocato il nome della tua ragazza morta per fregarmi? Sei il mio eroe. ('''House''') *{{NDR|Incontrando Wilson e Cuddy in un negozio di articoli per neonati}} Oh mio Dio, anche voi fate spese qui! Hanno le migliori tettarelle di Princeton. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cameron''': Secondo Tredici la paziente deve aver preso la droga almeno cinque ore prima della crisi e quindi...<br />'''House''': E Tredici come lo sa?<br />'''Cameron''': Beh, a quanto pare era con la paziente ieri sera.<br />'''House''': Fino alle tre del mattino?<br />{{NDR|Cameron risponde con un'alzata di spalle}}<br />'''House''': Oh cielo! Abbiamo un mix fra ''Penthouse'' e i misteri della medicina. Ma allora un dio esiste. *{{NDR|House segue Tredici che fa l'esame alla paziente}}<br />'''Tredici''': Posso farcela da sola.<br />'''House''': Lo so che l'hai già fatto. Però serve uno ''chaperon''. {{NDR|con spiccato accento francese}} Tranquille, sono molto tollerante e comprensivo come ''chaperon''. E fate pure come se non ci fossi, beh, insomma, se volete baciarvi, toccarvi, fare la doccia insieme...<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Devi scusare il dottor House. Pensa che l'immaturità sia originale.<br />'''Spencer''' {{NDR|a House}}: Lei è il dottor House?<br />'''House''': Il mio nome è spuntato fuori stanotte sotto forma di gemito? Hai fatto sesso e poi hai avuto una crisi. Forse è scattata per una posizione o un'attività particolari. Eh, sembra una valida teoria medica, non credi?<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Mi dispiace. Ignoralo e basta.<br />'''Spencer''': Qualunque cosa immagina, beh, l'abbiamo fatta. Anche di più.<br />'''House''': A luce accesa o spenta?<br />'''Tredici''': C'è un motivo medico per questa domanda?<br />'''House''': La sensibilità alla luce può...<br />'''Spencer''': Accesa.<br />'''House''': Mmh... L'immaginavo più pudica, lo ammetto. È una che parla o preferisce comunicare a gesti?<br />'''Spencer''': Be', direi che è abbastanza diretta su quello che le piace.<br />'''House''': Quante cose sto scoprendo... Allora su una scala da uno a dieci, dalle un voto.<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Non rispondere.<br />'''Spencer''': Sette.<br />'''House''': Bene, questa la sapevo. {{NDR|House mostra la cartella clinica dove ha scritto un grande "''7''"}} *'''House''' {{NDR|riferito a Wilson}}: Mi ha mentito. Devo sapere perché.<br />'''Lucas''': Cosa credi di scoprire?<br />'''House''' {{NDR|sarcastico}}: Temo che sia diventato una spia.<br />'''Lucas''': O temi che in quattro mesi la vostra amicizia sia cambiata.<br />'''House''': Non capisco se lavora per Hirohito o per i patrioti del New England. *'''Foreman''': Ho appena parlato con mio fratello.<br/>'''House''': E con "fratello" alludi a...?<br/>'''Foreman''': L'altro figlio dei miei genitori. *'''Foreman''': Hai fatto fare delle indagini anche su di me. Hai preso in giro tutti quando scoprivi qualcosa, tutti tranne me. Sarà perché non hai trovato niente?<br />'''House''': Hai ragione... Questo perché non hai fatto niente di stupido, spontaneo o vagamente interessante da quando avevi 17 anni. Ma che tristezza! *'''House''': Sei licenziata.<br />'''Tredici''': Cosa?! Ma se mi ha appena difesa!<br />'''House''': No, ti ho appena evitato un test antidroga. E probabilmente ti ho salvato la carriera. Ma sono già anche troppo impegnato con un altro tossico qui dentro {{NDR|prendendo il Vicodin}}.<br />'''Tredici''': Io non sono una tossica!<br />'''House''': Una troietta festaiola ti diverte finché non ti vomita sulle scarpe. Allora diventa una spina nel fianco. *'''Lucas''' {{NDR|riferito a Wilson}}: Per quale motivo ha deciso di frequentare una squillo?<br />'''House''': Perché è un idiota con la sindrome del Salvatore. Salverebbe chiunque ne avesse bisogno: ha avuto una prima moglie senza una gamba, e la seconda era canadese. È lui che ha bisogno di essere salvato. *'''Foreman''': Senti, mi trovi un po' noioso?<br />'''Chase''': Sì.<br />'''Foreman''': Lo dici solo per farmi irritare.<br />'''Chase''': Esatto. Cos'altro ti aspettavi da me?<br />'''Foreman''': Mi aspetto che House mi manipoli, mi aspetto che Cameron mi sollevi il morale, mi aspetto che i nuovi arrivati mi ossequino, e che tu sia sincero con me. Perché di me te ne freghi.<br />'''Chase''': Sì, sei noioso. Questo discorso era noioso.<br />'''Foreman''': Grazie infinite.<br />'''Chase''': I problemi degli altri non ti toccano, i tuoi problemi non ti smuovono di una virgola e sono i nostri sbagli che ci rendono interessanti. Invece tu non perdi mai il controllo, il che è un bene ma è... noioso. Non perdere il controllo vuole anche dire non mettersi mai in gioco, non spingersi mai oltre il limite. Ma è anche vero che tu hai un tatuaggio, perciò... forse mi sbaglio. *'''House''': Lo sai, sì, che ti sei infilata in una spirale autodistruttiva?<br/>'''Tredici''': Posso uscirne.<br/>'''House''': Invece continuerai a precipitare, a sbatterti a destra e a sinistra, allontanandoti da chi cercherà di aiutarti finché nessuno vorrà più farlo. E poi andrai a fondo. E poi sarai morta. Ma, fino a quel momento, mi puoi essere utile. ==Episodio 6,'' Joy''== ===Frasi=== *{{NDR|Riguardo al paziente sonnambulo che durante lo stato di incoscienza si fa di cocaina}} E così, il [[La bella addormentata nel bosco|Bell'Addormentato]] impazzisce per [[Biancaneve]]. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy, riguardo all'adozione}} Questa storia del bambino per te sta funzionando davvero: vai a fare shopping, non avrai smagliature. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy, che tiene per la prima volta in braccio la bambina}} ''Mazal tov''. Ora è il momento di dire quelle paroline magiche che gli ripeterai tutta la vita: "la mamma deve andare al lavoro." ('''House''') *{{NDR|Riferito all'adozione}} Tutti sono felici finché non scartano il regalo e scoprono che è un orologio da parete a forma di Africa. ('''House''') *Le decisioni non si prendono a caso. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Maschio, trentasette anni, con [[amnesia|amnesie]] ricorrenti.<br />'''House''': Che passi dalla [[tequila]] al [[bourbon]], per me ha funzionato.<br />'''Cuddy''': L'hanno già visto tre medici e hanno escluso droga e alcol.<br />'''House''': È [[epilessia]], digli di comprarsi un casco da Hockey.<br />'''Cuddy''': EEG e TAC sono negativi. {{NDR|evidentemente felice per l'adozione di un figlio}}<br />'''House''': Rilassati. L'agenzia di adozioni ti ha accettato, ma non è detto che ti accetti la madre biologica. Sei una mamma single, cioè al di sotto delle coppie assolte per gli scandali delle babysitter.<br />'''Cuddy''': Molte grazie, dottor House. Sai, è un caso interessante.<br />'''House''': A che ora vedrai la mamma?<br />'''Cuddy''': Mi fai seguire dal tuo investigatore?!<br />'''House''': Ho sminuito il tuo valore sociale di madre e reagisci con un po' di sarcasmo. Vuol dire che non senti il bisogno di difenderti, e che non temi che non ti diano il bambino. E quindi lo hai già ottenuto.<br />'''Cuddy''': Ci vediamo oggi alle 11. Dovrebbe partorire una bimba fra due settimane.<br />'''House''': Sarà felice di dare la figlia crack-dipendente a una dottoressa.<br />'''Cuddy''': Non è crack-dipendente!<br />'''House''' {{NDR|sarcastico}}: No! La madre è sanissima, dà via la figlia solo per poter continuare i suoi studi sul genoma umano.<br />'''Cuddy''': Ha detto di aver preso anfetamine in passato.<br />'''House''': È quello che non confessano che è quasi sempre più interessante. Stai facendo un errore.<br />'''Cuddy''': Perché una ragazza che tu non conosci può avere problemi che tu ignori e può averli trasmessi alla figlia?<br />'''House''': Perché sei una narcisista maniaca del controllo, il che va bene in alcuni lavori, ma non sei preparata a gestire un bambino che ha difetti di fabbrica. Dove vi incontrate?<br />'''Cuddy''': In un posticino che si chiama "Seguimi e il tuo urologo si comprerà un nuovo yacht".<br />'''House''': Sai qual è la prassi per darla indietro? È peggio che con i videogiochi.<br />'''Cuddy''': Ma io non cambierò idea. *'''House''': Non ho detto che non sei testarda, ma che non sei un tipo materno.<br />'''Cuddy''': Ti ringrazio, ora vattene!<br />'''House''': Sei più irascibile.<br />'''Cuddy''': La bambina sta male, scusa se non lo trovo divertente.<br />'''House''': Ne vale la pena solo perché cerchi l'amore incondizionato?<br />'''Cuddy''': Solo tu la ritieni una cosa sbagliata.<br />'''House''': È una cosa fasulla. Non esiste l'amore incondizionato, è una tua necessità. Non fare della bambina una vittima del tuo orologio biologico.<br />'''Cuddy''': Una vittima?! Quindi credi che starebbe meglio in un...<br />'''House''': Sì, almeno saprebbe che non è qualificata per quel compito. {{NDR|House fa cadere la lampada della Cuddy a terra, rompendola}}<br />'''Cuddy''': Fammi indovinare: io le dirò di non giocare a palla in casa ma lei non mi darà retta.<br />'''House''': No, io volevo dire: lei fa entrare in casa il suo ragazzo mentre tu dormi, e lui vuole farlo sulla scrivania, lei all'inizio dice di no, ma poi cede perché manca di autostima.<br />'''Cuddy''': Questa me la paghi.<br />'''House''': La sto già pagando. Con la saggezza. *'''House''': Vorrei il tuo consiglio. {{NDR|dando a Wilson la cartella clinica}}<br />'''Wilson''' {{NDR|senza neanche leggere}}: Non è cancro.<br />'''House''': Wow! Sai anche rimuovere le milze con in pensiero?<br />'''Wilson''': Sei qui per parlarmi della Cuddy, la cartella è un pretesto.<br />'''House''': Perché non sei venuto tu a parlarmi della Cuddy? Ho fatto una vagonata di cose pazzesche.<br />'''Wilson''' Se non sa gestire la tua pazzia, non sa gestire un bambino.<br />'''House''': E' esattamente quello che dico io. <br/>'''Wilson''': No, non è così. Tu ti senti minacciato perché lei va alle superiori e ti lascia indietro a ripetere la terza media.<br />'''House''': Va a letto con l'insegnante di scienze per avere il diploma. *'''Cuddy''' {{NDR|disperata per la perdita della figlia}}: Non è davvero il momento di gongolare.<br />'''House''': C'è più di un bambino nel mare. Il mondo è pieno di [[adolescenza|adolescenti]] che cavalcano senza sella.<br />'''Cuddy''': No, ho chiuso. Non posso passarci di nuovo.<br />'''House''': Rinunci? Come con la fecondazione in vitro?<br />'''Cuddy''': Sì. proprio così.<br />'''House''': Visto? Lo hai fatto di nuovo. {{NDR|La Cuddy sorride}} Peccato, saresti stata un'ottima madre.<br />'''Cuddy''' {{NDR|furiosa}}: Che figlio di puttana. Quando stavo per avere la bambina hai detto che sarei stata uno schifo di madre. Adesso che l'ho persa vieni a dirmi che sarei stata un'ottima madre. Perché senti sempre il bisogno di annientare tutto?!<br />'''House''' {{NDR|tranquillamente}}: Non lo so. {{NDR|bacio appassionato tra i due}} ==Episodio 7, ''Il prurito''== ===Frasi=== *Chiunque odierebbe l'umanità dopo che gli hanno sparato. Solo un grand'uomo la odia a prescindere. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} C'è un motivo se proviamo un senso di imbarazzo, di certe cose non si deve parlare. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} Quando vuoi non fermarti ai baci, conta su di me. ('''House''') *Il dolore cambia tutto. ('''House''') *{{NDR|Al paziente}} Qualunque sia il tuo problema, ha causato una complicazione che chiamiamo [[Colon]] PDM. PD: Pieno di, e dato che siamo in presenza di una signora... {{NDR|Cameron}} M: Melma. ('''House''') *Il vantaggio di essere il capo è che non devo discutere. ('''Cuddy''') *Se la Confederazione avesse avuto le zanzare, ora avremmo tutti l'accento del Sud e io pagherei meno Foreman. ('''House''') *{{NDR|All'avvocato del paziente, durante un'operazione chirurgica}} Ehi, vuole vedere se il suo cliente è davvero pieno di soldi? ('''House''') *{{NDR|A Cameron}} Ehi, Cameron! Non è che rivorresti il tuo vecchio lavoro? Sai, è l'unico modo che ho per licenziarti. ('''House''') *Ai bambini piace giocare con i soldatini in bagno. Lui {{NDR|il paziente}} rievoca la battaglia di Ypres tre volte a settimana, con gas veri. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Wilson''': Hai parlato con la Cuddy ieri sera?<br />'''House''': Sta bene. Perché dovrebbe metterci più di qualche ora a superare la mancata adozione di un bambino?<br />'''Wilson''': Le hai parlato?<br />'''House''': Diciamo che ho fatto bella figura e adesso vuole che sia tutto per lei.<br />'''Wilson''': Uauh! Cosa... cosa?!<br />'''House''': Ah. Gli altri credevano che scherzassi.<br />'''Wilson''': Ma-ma-ma vuoi dire che avete fatto dei giochini o fatto sesso veramente?<br />'''House''': Ho fatto uno schema con tutti i passaggi, se vuoi te lo spiego.<br />'''Wilson''': Ma che farai?<br />'''House''': Che vuoi che faccia? Non posso ignorarla per tutta la vita... {{NDR|grattandosi la mano}} Questa puntura di zanzara non mi fa dormire.<br />'''Wilson''': Lascia perdere le punture! È il tuo capo!<br />'''House''': Allora adesso ho due motivi per ignorarla. Beh, è stato solo un bacio.<br />'''Wilson''': C'è una spiegazione.<br />'''House''': Sì, quelle due cose nel reggiseno, immense.<br />'''Wilson''': Se me l'hai tenuto nascosto, significa che è importante per te.<br />'''House''': Già, l'ho diabolicamente mascherato con le parole "ho fatto una bella figura".<br />'''Wilson''': Smetti di grattarti o sanguinerà.<br />'''House''': Qualcosa di utile finalmente. Se esce il sangue esce anche il veleno.<br />{{NDR|Squilla il telefono di House}}<br />'''Wilson''': Se ti fidanzassi con la Cuddy, sarebbe...<br />'''House''' {{NDR|seccato}}: Eh... scusa c'è più campo se te ne vai. *'''Stewart''': Ho espresso i miei desideri.<br />'''House''': Ah, ah, e se ci fosse la fatina dei matti li esaudirebbe. *'''Wilson''': Curioso. Anch'io ho qualche amico, ma non mi è mai successo di infilargli la lingua in bocca.<br />'''Cuddy''': Non considero House da quel punto di vista, non esiste.<br />'''Wilson''': Perché no?<br />'''Cuddy''': Be', sai anche tu come andrebbe: all'inizio sarebbe eccitante, ci faremmo prendere dalla novità, dalle schermaglie, dalla morbosità, e poi ci accorgeremmo che quella rivalità intrigante è solo rivalità, che la sua incapacità di aprirsi non è più eccitante ma solo frustrante e... e poi arriva l'inevitabile crisi e le recriminazioni e non ci parliamo per due mesi...<br />'''Wilson''': Già. Be', è la dimostrazione che non consideri House da quel punto di vista. *{{NDR|La Cuddy nota la ferita sulla mano di House}}<br />'''Cuddy''': House, stai bene?<br />'''House''': Sì, parlare non serve.<br />'''Cuddy''': La mano.<br />'''House''': Ah, curioso. Di solito non mi vengono le stigmate prima di Pasqua. *'''Wilson''' {{NDR|riferendosi alla puntura di zanzara sulla mano di House}}: È come il segno rosso del'idiozia.<br />'''House''': Se le Confederazione avesse avuto le zanzare avremmo tutti l'accento del sud e io pagherei meno Foreman. *'''Wilson''': Ho sempre provato molto affetto per te.<br />'''Cuddy''': Cioè, vorresti metterti con me?<br />'''Wilson''': Ma no, non sarebbe giusto verso House e troppo presto dopo Amber.<br />'''Cuddy''': Ma hai voluto lo stesso dirlo.<br />'''Wilson''': Sì, pensavo che dovessi saperlo.<br />'''Cuddy''': Ceniamo insieme domani sera.<br />'''Wilson''': Ok.<br />'''Cuddy''': O potremmo direttamente fare sesso.<br />'''Wilson''': Scusami?<br />'''Cuddy''': Davanti allo studio di House. Capisci, non voglio correre rischi. Immagino che lo scopo di tutto questo sia farlo ingelosire in modo che si renda conto che vuole avere una relazione con me.<br />'''Wilson''': Sì. Credi che funzionerà?<br />'''Cuddy''': Sei un idiota. Credimi, sono tutti molto più contenti se non ho una storia con House. *{{NDR|House bussa alla porta di Wilson}}<br />'''House''': Bzzzzzzz...<br />'''Wilson''': Hai provato a pensare che non è in casa mia dove in realtà vorresti trovarti in questo momento?<br />'''House''': [[:w:Ric Ocasek|Ric Ocasek]] mi ucciderebbe se... ah, parli della Cuddy?<br />'''Wilson''': Sì, è un po' suonata, ma è bella, simpatica, divertente e soprattutto riesce a sopportarti.<br />'''House''': Già, sono venuto a sentire una conferenza sulla Cuddy, non perché c'è una zanzara killer che mi segue per tutta casa.<br />'''Wilson''': House, non c'è nessuna zanzara. È solo e sempre la Cuddy.<br />'''House''': Ah, lei mi ronza intorno. Poetico. *{{NDR|Il paziente va in arresto cardiaco}}<br />'''Cameron''': Il defibrillatore! A chi telefoni?!<br />'''House''': Pizza. Con le acciughe? ==Episodio 9, ''L'Ultima Risorsa''== ===Frasi=== *{{NDR|A Jason, mentre si sta per iniettare il farmaco}} Non voglio morire! ('''Tredici''') ===Dialoghi=== *'''Jason''': Le mie cartelle cliniche, le devi leggere. <br/>'''House''': E per avere una diagnosi fai il remake di "''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]''"? Avrai aspettato per ore su una sedia scomoda, ma dovevi vedere il film fino alla fine. *'''Paziente''': Mi scusi, mia moglie ha nausea e mal di stomaco....<br/>'''House''': Torna con una pistola, e forse la visito. *{{NDR|Cercando un accendino}}<br />'''Tredici''': Guardo nella scrivania.<br />'''House''': Sta' lontana dalla scrivania, la Cuddy non fuma. {{NDR|indica un paziente}} Ma lui sì.<br />'''Paziente''': Ma no, io non fumo.<br />'''House''': Sì, certo. Ti lavi i denti con i chicchi di caffè! *{{NDR|Il paziente prende in ostaggio House, Tredici e altre persone nello studio della Cuddy che telefona e House risponde}}<br />'''House''': Scena del crimine!<br />'''Cuddy''': House! Che succede lì dentro? State bene?.<br />'''House''': Tra pochi minuti sempre che non menta, comunque a me sembra un tipo come si deve. *{{NDR|Foreman telefona ad House per aiutarlo nella diagnosi}}<br />'''House''': Pizzeria da Joe!<br />'''Foreman''': Foreman e tutti i tuoi assistenti degli ultimi cinque anni.<br />'''House''': Cos'è che provoca ridotto volume polmonare, palpitazioni, affaticamento, epigastralgia, insonnia e rash?<br />'''Chase''': Ma è incredibile! Se mi lego una bomba al petto avrò anche io sette medici a mia disposizione? *{{NDR|Il paziente ha il ritmo cardiaco molto accelerato}}<br />'''Jason''': Cosa? Che cosa fai? Che stai facendo?<br />'''House''': Massaggio del seno carotideo: serve a rallentare il cuore, è a 200.<br />'''Jason''': Chiedi il defibrillatore.<br />'''House''': Ah ah, sai, quegli aggeggi fanno contrarre i muscoli, compreso quello del dito sul grilletto!<br />'''Jason''': Non te la do la pistola. Mandate il defibrillatore!<br />'''House''': No!<br />'''Jason''': Fallo portare immediatamente! Oppure ti ammazzo.<br />'''House''': Minacciare di morte chi ti sta facendo la diagnosi direi che ha senso; farlo fuori davvero, non ne ha molto. *{{NDR|Parlando di Tredici che sembra non tornare}}<br />'''House''': Non torna più.<br />'''Infermiera''': Certo che torna.<br />'''House''': Non dovrebbe.<br />'''Infermiera''': Lo ucciderà {{NDR|il paziente minacciava un ostaggio}}<br />'''House''': Ma non ucciderà lei.<br />'''Infermiera''': è questa la sua concezione della moralità?<br />'''House''': Se non credi che la tua vita valga più di quella degli altri, firma per la donazione degli organi e ucciditi! *{{NDR|House telefona a Wilson per un consulto}}<br />'''House''': Dev'essere sindrome di Pancoast: il paziente ha dispnea, paresi del settimo nervo e anidrosi omolaterale.<br />'''Wilson''': Va tutto bene lì?<br />'''House''': Fa' con calma, non ho una pistola puntata alla testa!<br />'''Wilson''': Il cancro ai polmoni di solito non coinvolge il settimo nervo. Controlla la gola.<br />'''House''': Sputa sul pavimento. {{NDR|al paziente}}<br />'''Jason''': Cosa?<br />'''House''': Se lo faccio io non potrò dire alla Cuddy che era un test clinico. Dopo farai la pipì sulla sua sedia! {{NDR|il paziente sputa per terra}} Bocca asciutta: le ghiandole salivari non funzionano.<br />'''Wilson''': Se c'è tumefazione è sindrome di Pancoast con metastasi.<br />'''House''': Infatti, c'è tumefazione.<br />'''Jason''': Se è un cancro, dovresti farmi un test.<br />'''House''': L'ho appena fatto.<br />'''Jason''': Non ci vuole una radiografia?<br />'''House''': Buona idea! Oh, accidenti! Ho lasciato la macchina per la TAC negli altri pantaloni!<br />'''Jason''': E quanti ostaggi potrebbe costarmi fare un viaggio in radiologia? *{{NDR|Ad House}}<br />'''Tredici''': Lei è un codardo, deve sempre sapere tutto perchè teme di fare errori. Ha tanta paura di essere un uomo qualunque, un medico qualunque, un qualunque essere umano da mettere a rischio la vita degli altri.<br />'''House''': Io sono arrogante, tu sei codarda. La morte ti terrorizza e vuoi fregarla facendola arrivare prima, così ti illudi di avere il controllo. *{{NDR|House visita i reni di Tredici}}<br />'''House''': Deve andare via da qui. {{NDR|telefonando a Cameron, Taub e Kutner per la diagnosi differenziale}} Il desametasone ha bloccato i reni a Tredici ma non al paziente, perché?<br />'''Cameron''': Lui ha preso 50 farmaci, i reni dovrebbero cedere ma qualcosa li protegge.<br />'''House''': Devo prenderti a schiaffi {{NDR|al paziente}} per motivi puramente diagnostici. Sul serio, se scherzassi avrei detto: "devo darti un calcio nelle palle!". {{NDR|dopo aver schiaffeggiato il paziente}} La contrazione e il segno di Chvostek. Non chiedermi come lo ha scoperto Chvostek! Ha una carenza di calcio, i farmaci che bloccano il calcio mettono al riparo da danni ai reni.<br />'''Cameron''': Per anni ha preso inibitori della pompa protonica per la gastrite.<br />'''House''': E quei farmaci hanno protetto i reni per anni. Ha qualcosa con un lungo periodo di incubazione, qualcosa che avrebbe dovuto distruggere i reni e che causa la dispnea, la cardiopatia, la fascicolazione e l'anemia.<br />'''Taub''': La leishmaniosi.<br />'''House''': Avrebbe senso se il paziente fosse un beduino arabo.<br />'''Cameron''': Melioidosis. I batteri entrano nei polmoni e arrivano al cuore, spiegherebbe tutto.<br />'''House''': Se avessi letto l'anamnesi, sapresti che il paziente non è mai stato in un paese tropicale.<br />'''Cameron''': Ne è assolutamente sicuro? Messico, Costa Rica? Non è mai stato in...<br />'''Jason''': Mai stato più a sud della Florida.<br />'''House''': Ma che razza di idiota!<br />'''Jason''': La Florida conta?<br />'''House''': Non per la Corte Suprema ma è abbastanza calda per i germi. Tu dai la colpa ai medici e non sai nemmeno fornire un'anamnesi decente! {{NDR|telefona alla polizia e alla Cuddy per farsi mandare il farmaco che dimostrerebbe l'esatta diagnosi}} <br />'''Poliziotto''': I negoziati sono finiti.<br />'''House''': Lo saranno dopo che ci avrà dato tre grammi di Ceftazidime.<br />'''Poliziotto''': Se lui esce, potrà avere tutte le medicine che vuole.<br />'''Jason''': Prendetevi il dottor House.<br />'''House''': Perché ti liberi di me?<br />'''Jason''': Ti rilascio in cambio di una risposta.<br />'''House''': Le darai quel medicinale {{NDR|riferendosi a Tredici}} <br />'''Jason''': No.<br />'''House''': Piuttosto, dallo a me.<br />'''Jason''': Lei ha preso tutto quello che ho preso io, la combinazione di farmaci mi può stendere.<br />'''House''': Ha un'insufficienza renale, se le dai quel medicinale lei sarà morta prima che ti ammanettino!<br />'''Jason''': Ho bisogno di una risposta.<br />'''House''': La tua ossessione la ucciderà<br />'''Jason''': La tua ossessione mi ha ridato la pistola!<br />'''House''': È inutile darle quel farmaco. Anche se volessero fregarti, questa è la mia ultima diagnosi.<br />'''Jason''': Solo se hai ragione.<br />'''Tredici''': House, esca da qui.<br />'''House''': Smettila, non me ne vado.<br />'''Tredici''': Chi è il martire adesso? Se non mi uccide quel medicinale, lo farà lui: non c'è poi molta differenza. ==Episodio 13, ''Bimba Dentro''== ===Frasi=== *{{NDR|Cameron diventa temporaneamente direttrice dell'ospedale}} Hmm, interessante, hai tutta la vita davanti a te: perché {{NDR|la Cuddy}} vuole farti morire così giovane? ('''House''') *{{NDR|Ad House}} Ogni volta che arriva una persona perbene cerchi di dimostrare che ha un danno cerebrale. ('''Foreman''') ===Dialoghi=== *{{NDR|Cameron è temporaneamente la direttrice dell'ospedale e House le propone un esame rischioso}} '''Cameron''': Cosa vuoi che faccia? Che dica sì solo perché sei House? <br />'''House''': Non sarebbe una cattiva idea! *'''Foreman''': Ho bisogno di parlarti di Remy. <br />'''House''': Chi!?<br />'''Foreman''': Tredici. <br />'''House''': Come l'hai chiamata?!<br />'''Foreman''': È sotto placebo. <br />'''House''': E tu vuoi cambiare le cose. Sono l'ultimo a cui chiederesti un consiglio di etica professionale. Giustamente. Questo significa che l'hai già chiesto a tutti e nessuno ti ha dato il parere che volevi.<br />'''Foreman''': O che rispetto le tue opinione o voglio sapere cosa pensi. <br />'''House''': Hai infilato una delle sue amichette lesbiche nel tuo letto? <br />'''Foreman''': Mi sbagliavo. <br />'''House''': Il farmaco funziona? <br />'''Foreman''': Promette bene. Riduce i sintomi. <br />'''House''': Niente guarigione. Allora, i pro sono che puoi ritardare l'insorgenza dei sintomi: puoi darle un altro anno, al massimo tre. Non avrai neanche quarantacinque anni. La domanda è: questi pochi anni valgono la tua vita professionale? <br />'''Foreman''': No. <br />'''House''': Ecco. Non era difficile. <br />'''Foreman''': Grazie. <br />'''House''': Figurati. A meno che non l'ami. Per amore, beh, si fanno stupidaggini. ==Episodio 14, ''Il bene più grande''== ===Frasi=== *{{NDR|A Foreman, che le mostra dei disegni per verificare la sua reazione al trial contro l'Hungtington}} Perché non c'è mai un disegno interessante in quelle carte!? Fate una versione porno! ('''Tredici''') *Il tuo amore è così profondo che sei disposto a giocarti la carriera per darle un farmaco non testato con pericolosi effetti collaterali. Non voglio fare congetture sui tuoi sentimenti per me, ma... presto sarà il mio compleanno!<ref name=Forteen>Tredici comincia ad accusare alcuni effetti collaterali del farmaco sperimentale contro il Morbo di Huntington che Foreman ha iniziato a somministrarle al posto del placebo, di nascosto da tutti tranne che da House, contravvenendo al protocollo sui test clinici e mettendo a repentaglio la propria carriera per cercare di donarle qualche anno.</ref> ('''House''') *L'unico modo per vincere questa guerra<ref name=Greater>La Cuddy, per vendicarsi del fatto che House non le permette di passare del tempo con la sua bambina, decide di causare a House dei dolori fisici, per esempio facendolo inciampare su un cavo teso sotto una porta</ref> è perderla. Voglio che si annienti da sola! ('''House''') *{{NDR|Al bastone, che la Cuddy aveva nascosto}}<ref name=Greater /> Temevo di non rivederti più... piccolo, piccolo Greg! {{NDR|al bastone usato come surrogato}} Sì, mi hai sentito! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Wilson''': Ho saputo che l'addestramento militare della Cuddy alla fine è stato utile! Devo comprarmi un giubbotto anti proiettile?<ref name=Greater /> <br />'''House''': Tu sei al sicuro. <br />'''Wilson''': Nessun bombardamento a tappeto o repliche dell'incendio di Dresda per darle una lezione? *{{NDR|House chiede dov'è Foreman, che, insieme a Tredici, è assente}}<ref name=Forteen /><br />'''Kutner''': Perché mi chiedi di Foreman e non di Tredici?<br />'''House''': [...] Ebano e Avorio sono molto legati! *{{NDR|Chiedendo di Tredici}}<ref name=Forteen /><br />'''House''': Ti serve un cappotto per curare un tumore? <br />'''Foreman''': Vado alla casa farmaceutica. <br />'''House''': A dirgli che hai compromesso il loro trial, la tua etica e la salute della paziente? Ma che bella idea!<br />'''Foreman''': Hanno dati su centinaia di pazienti, chiederò di vederli per sapere se altri hanno sviluppato tumori e come li hanno curati. <br />'''House''': Quel farmaco inibisce la morte delle cellule. Ho una mezza idea su come curarlo.<br /> '''Foreman''': Non prenderlo? Sì. Ci ha già provato ieri. <br />'''House''': Oh mio Dio! È passato un giorno e il tumore non è ancora sparito!? Se entri in quell'ascensore è perché hai paura di non dormire stanotte! *'''Taub''': Mi spaventa l'idea che su un letto di morte potrei pensare: "Non ho fatto niente di veramente importante." <br />'''Dana Miller''': Sì, ma passerà solo un giorno sul letto di morte, è degli altri venticinquemila che dovrebbe preoccuparsi: vada a letto felice stanotte. ==Episodio 15, ''Infedele''== ===Frasi=== *{{NDR|A Foreman e Tredici}} Quattordici, aspettate! ('''House''') *{{NDR|Il prete espone il ragionamento che lo ha portato a diventare ateo, che impressiona House}} Dio, come vorrei che non fosse un pedofilo! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Sei libero venerdì?<br />'''House''': Porto una graziosa fanciulla alla filarmonica.<br />'''Cuddy''': Vuol dire che farai sesso con una prostituta, vero?<br />'''House''': Due. Non c'è nulla di armonico con una sola. *'''Prete ateo''': Il suo capo è sempre così? <br />'''Kutner''': Di solito è peggio: trovare un altro ateo lo rende felice. *'''Wilson''': Qualche ripensamento sulla Cuddy? <br />'''House''': No, ma sentiti pure libero di blaterare. *'''House''': Insomma se per caso ti curo, che succederà poi? Ti metterai a pensare che Dio ha agito attraverso di me e che è una specie di miracolo?<br />'''Prete''': Mi ha preso per un idiota?<br />'''House''': È quello che sto verificando.<br />'''Prete''': Perdere la fede non è stata una scelta, è capitato, se n'è andata... per sempre.<br />'''House''': Se come per magia può scomparire, come per magia può riapparire. Ed è questo che speri. Il tuo lavoro...<br />'''Prete''': Fa schifo.<br />'''House''': Ecco, appunto, guadagneresti di più a fare la schiuma ai cappuccini, eppure assisti ancora i più umili. Perché fare il lavoro del Signore se lui è scomparso?<br />'''Prete''': Sono stato nella chiesa tutta la vita, è l'unica cosa che so fare davvero.<br />'''House''': Sento il cattivo odore di un avanzo di fede.<br />'''Prete''': Se vuole parlare di ipocrisia, parliamo di lei. Si comporta come se non le importasse di nessuno, invece è qui che salva la vita a tutti.<br />'''House''': Risolvo dei puzzle, salvare delle vite è solo un danno collaterale.<br />'''Prete''': Sì... ne dica un'altra... lei non cerca qualcuno che confermi le sue teorie, ma qualcuno che le dia torto per darle speranza. Lei vuole credere, non è così?<br />'''House''': Sì, voglio uscire e trovarmi in una foresta di alberi di puttane, ma non è una buona idea dire alle persone di fornicare con la frutta. *'''House''': Perché la gente quando ha figli ritrova la religione?<br />'''Prete''': Paura dell'ignoto. È il fondamento della fede. Il ragionamento fila.<br />'''House''': Fila perché non ha il minimo senso.<br />'''Prete''': Il fatto che lei se la prenda così non ha molto senso. *'''Prete''': È stata una coincidenza?<ref>House aveva appena comunicato al prete che l'apparizione di Gesù era solo un effetto dell'alcol e non della malattia.</ref><br />'''House''': Le coincidenze capitano.<br />'''Prete''': Ma è stata quella coincidenza a portarmi da lei.<br />'''House''': Avevi promesso di non cominciare.<br />'''Prete''': Einstein disse: "Le coincidenze sono il modo in cui Dio rimane anonimo."<br />'''House''': Una donna in Florida ha detto: "Guardate, c'è Gesù sul mio panino al formaggio."<br />'''Prete''': Lei non voleva seguire il mio caso, credeva che fossi sano.<br />'''House''': Il fatto che mi sia sbagliato non è una prova di Dio.<br />'''Prete''': Sto cercando di capire per quale motivo la mia vita è cambiata in un solo giorno.<br />'''House''': Tranquillo, la tua vita tornerà uno schifo molto presto. Tutto quello che ti è successo può essere spiegato razionalmente.<br />'''Prete''': Lo so... Sono tante le coincidenze. ==Episodio 16, ''Il lato più tenero''== ===Frasi=== *Il nostro nuovo paziente... parte femmina, parte maschio... {{NDR|soffre di mosaicismo}} il partner dei sogni di Tredici! ('''House''') *{{NDR|A Wilson, sconvolta}} Avevi ragione: House è di buon umore! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *'''House''': Lo mangi quello? <br />'''Wilson''': Prendilo pure. Mi hai appena chiesto il permesso di prenderti del cibo dal piatto?! <br />'''House''': Yes, we can! *{{NDR|House ha una crisi respiratoria}}<br />'''Wilson''': Non respiravi più!<br />'''Cuddy''': Che cosa succede, House?<br />'''House''': Credo che il mio pene sia svenuto, me lo sai rianimare?<br />'''Cuddy''': Il cervello dev'essere a posto, le pupille sono uguali, rotonde e reattive.<br />'''House''': Sto bene, a parte questo capezzolo destro che è viola. {{NDR|a Tredici}} Capisco perchè l'hai mollato, {{NDR|riferendosi a Foreman}} mi sorprende che i tuoi siano ancora attaccati! *'''Wilson''': Sei un'idiota!<br />'''House''': D'accordo... lo confesso, ho la bulimia. Ma sono in forma... chiaro, no?<br />'''Wilson''': Eroina! Eroina, House, ma come puoi essere così stupido!<br />'''House''': Non mi faccio di eroina.<br />'''Wilson''': Ti ho appena beccato con due dita ficcate in gola.<br />'''House''': Sto prendendo il [[metadone]]. È un prodotto stupido, senza lo sballo dell'eroina.<br />'''Wilson''': Sì, ma doppiamente pericoloso.<br />'''House''': Però non rischio l'arresto.<br />'''Wilson''': Oggi sei quasi morto.<br />'''House''': Oggi è stato un caso, mi ero appisolato.<br />'''Wilson''': Hai ragione, non muori a condizione che non ti addormenti. Ma se prendi la dose nell'orario sbagliato, muori, ti fai due drink, muori, se lo mischi ad altri medicinali, muori. Se vuoi disintossicarti dal Vicodin, scegli qualcosa che non ti uccida.<br />'''House''': Non voglio disintossicarmi.<br />'''Wilson''': Se stai cercando qualcosa che ti aiuti a sopportare quel dolore prendi...<br />'''House''': Non mi aiuta a sopportarlo, lo elimina del tutto. {{NDR|House lancia via il bastone}} La gamba non mi fa più male. *'''Wilson''': Abbiamo commesso un errore.<br>'''Cuddy''': No, non è vero.<br />'''Wilson''': Il metadone gli fa bene.<br />'''Cuddy''': Il metadone finirà per ucciderlo.<br />'''Wilson''': Si è rasato, si è messo la cravatta, aveva un incontro al San Sebastian.<br />'''Cuddy''': Se si compra un paio di scarpette nuove gli forniamo il crack?<br />'''Wilson''': Lisa, House è felice.<br />'''Cuddy''': House non è mai felice, con o senza dolore.<br />'''Wilson''': Si può darsi, ma è nostro amico e forse questo è l'unico modo che ha per... per essere meno disperato. ==Episodio 17, ''Il patto sociale''== [[File:Jay Karnes (3750851109).jpg|thumb|[[Jay Karmes]] interpreta Nick Greenwald, il paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *{{NDR|Rivolto a Taub, che gli deve infilare un tubo nel naso}} È un peccato che non sia il suo naso, ci sarebbe stato più spazio!<ref name=Contract /> ('''Nick''') *{{NDR|Rivolto a Taub}} [[Sandy Koufax]]! Voi ebrei parlate solo di Sandy Koufax... e dell'Olocausto, che rottura! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Taub''': Gage {{NDR|un uomo in una condizione simile a quella del paziente}}<ref name=Contract /> diventò un altro dopo l'incidente... polemico, impulsivo. <br />'''House''': Mentre il nostro uomo è diventato un altro dopo lo chardonnay! *'''Kutner''': Tra poco non avrà una moglie se continuerà a dire tutto ciò che gli passa per la testa.<ref name=Contract /><br />'''Wilson''' {{NDR|rivolto a House}}: Credevo che tu fossi un esemplare unico! *'''Taub''': Che ne pensa del mio naso? <br />'''Donna''': È normale, è un naso. <br />'''Taub''': Volevo solo una conferma. *{{NDR|in un obitorio, vicino ad un deceduto}}<br />'''House''': Voglio che mi aggiorni sulle condizioni del paziente. <br />'''Taub''' {{NDR|sarcastico, fingendo di fraintenderlo}}: Direi che è morto! *{{NDR|House insiste per convincere Chase ad operare il suo paziente<ref name=Contract>Il paziente è affetto da una malattia che gli fa dire tutto ciò che pensa, come House.</ref>}}<br />'''Chase''': Ci tieni tanto? Dimmi perché...<br />'''House''': Perché cosa?<br />'''Chase''': Perché ci tieni? Il mistero è risolto, il paziente è vivo e le probabilità che superi indenne un intervento del genere non sono tante.<br />'''House''': Il mio paziente ne fa una questione di qualità di vita.<br />'''Chase''': Dice solo sciocchezze. È irrilevante come patologia.<br />'''House''': Quando se ne andrà da qui si ritroverà senza la sua famiglia, allontanerà le persone con cui lavora e se mai troverà un amico disposto a sopportare i suoi atteggiamenti sarà fortunato, finché non scapperà anche lui. *{{NDR|Taub spia Wilson di nascosto e riferisce a House}}<br />'''Wilson''': Taub! Un altro diplomato della scuola di House per bastardi! <br />'''House''': Spioni bastardi! ==Episodio 18, ''Vieni micina''== [[File:Judy Greer LF.jpg|thumb|[[Jundu Greer]] interpreta Morgan, la paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *L'[[epilessia]] è sorta in età adulta, le piacciono molto le birre di San Patrizio!<ref name=Green /> ('''Taub''') *{{NDR|La paziente ha un broncospasmo]e Foreman la soccorre, ma House sospetta che finga}} Svelto, prima che rimanga senza attenzione per otto secondi! ('''House''') *Sta fingendo {{NDR|una crisi}}, la gatta me l'ha detto!<ref name=cat>La paziente crede di stare per morire perché una gatta, che crede abbia la capacità di predire la morte, le si è avvicinata.</ref> *{{NDR|Kutner parla dei problemi di Taub con la moglie, dicendo che forse sono causati dal suo impoverimento}} Grazie, è bello sentirsi dire che mia moglie mira ai soldi! ('''Taub''') ===Dialoghi=== *{{NDR|House usa il colore verde per scrivere i sintomi sulla lavagnetta, riferendosi al fatto che l'urina della paziente era verde<ref name=Green>La paziente per attirare l'attenzione di House ha preso un farmaco che le rende l'urina verde.</ref>}}<br>'''Kutner''': Oh, pipì verde, ho capito! Carino. <br />'''Tredici''': Anche "neuro" è scritto in verde: vuol dire che sono verdi anche i sintomi neurologici?<br />'''House''': D'ora in poi userò due colori, e il verde indicherà ironia! *'''Taub''': Vale la pena di prendere questo caso? <br />'''House''': Noi non prendiamo niente, io prendo! *'''Morgan''': Una gatta ha predetto la mia morte...<ref name=cat /> <br />'''House''': I gatti sono pessimi, come dottori! *'''Cuddy''' {{NDR|riferendosi alla paziente, che vuole cacciare}}: Ti do ventiquattro ore. <br />'''House''': Consecutive? *{{NDR|Riferendosi alle difficoltà economiche di Taub}}<br />'''Kutner''': Potevamo dare una mano... <br />'''Taub''' {{NDR|riferendosi alla paziente}}: Certo, ci vogliono almeno quattro persone per cercare nei polmoni di una pazza dei virus immaginari! *{{NDR|House prende dei topi per nutrire una gatta portata in ospedale}}<br />'''Cuddy''': Ma quelli non sono i topi geneticamente modificati del reparto di oncologia?! <br />'''House''': Modificati... per essere più buoni! ==Episodio 19, ''Intrappolato''== [[File:Mos def retouched.jpg|thumb|[[Mos Def]] interpreta Lee, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *{{NDR|Ad un dottore che vuole usare il cuore del paziente}}<ref name=Locked>Il paziente non può muoversi o comunicare con l'esterno; le citazioni sono i suoi pensieri ed è completamente immobile (vedi ''[[w:Episodi di Dr. House - Medical Division (quinta stagione)#Intrappolato|Intrappolato]]'').</ref> Ehi, genio, credo che violi il codice etico! ('''House''') *{{NDR|House chiama il suo team per curare un uomo a Middletown}} Se [[Maometto]] non va a Princeton, Princeton va da Maometto! ('''House''') *È lei {{NDR|Tredici}} quella più in gamba. Scuro e più scuro {{NDR|Kutner e Foreman}} servono solo a far numero! ('''House''') *{{NDR|Rivolto ad un dottore}} Tu sei quello che voleva prendere i miei organi e lui {{NDR|House}} è quello che te lo ha impedito.<ref name=Locked/> ('''Lee''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Al paziente}} Sei un bravo ragazzo. Sai ascoltare!<ref name=Locked/> ('''House''') *I figli vogliono un padre, anche se è solo un vegetale.<ref name=Locked/> ('''Lee''') {{NDR|voce fuori campo}} *Forse non è vero che non sopporto House. È che non sopporto il vero, autentico terrore che mi prende quando vedo a lavorare, ogni giorno. ('''Taub''') *{{NDR|Riferendosi ai suoi numerosi e fallimentari rapporti coniugali}} Ho chiamato la mia ex-ex-ex moglie. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Molly''': Non so come Dio riuscirà a trarci fuori da tutto questo, ma ci riuscirà. <br />'''House''': Basta, arrossisco! *{{NDR|A House, che sta guardando la radiografia del paziente}} '''Dottore''': Cosa fa?<br />'''House''': Cercavo qualcosa da leggere in gabinetto! *'''Dottore''': Non sono d'accordo con il dr. House. <br />'''House''': Io sì, invece! *'''Lee''' {{NDR|voce fuori campo}}: Non avrei mai immaginato di pregare di avere un tumore al cervello.<ref name=Locked/> <br />[...]<br />'''House''' {{NDR|indovinando che l'altro sta pregando}}: Se stai pregando, smettila subito! *'''Kutner''': Non dovremmo distrarre il paziente?<ref name=Locked/> <br />'''Taub''': Ho appena messo in scena ''Euripide'' in versione musicale, te lo sei perso! ==Episodio 20, ''Una spiegazione semplice''== [[File:Meat Loaf.jpg|thumb|[[Meat Loaf]] interpreta Eddie, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *Vivere nell'infelicità è meno spiacevole che morirne. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Madre paziente''' {{NDR|sua figlia}}: Ha uno sguardo così strano... Sembra che non capisca cosa le succede intorno...<br>'''House''': Credevo che flirtasse con me! *{{NDR|Tredici e Foreman arrivano a casa di Kutner, mandati da House, Foreman bussa}}<br />'''Foreman''': Kutner, siamo Foreman e Tredici!<br />'''Tredici''': Dove vai? House non ti ha chiesto di scoprire dove non è.<br />'''Foreman''': La fai tu l'antincendio fino al quinto piano!<br />'''Tredici''': Con questa facciamo prima. {{NDR|estrae la chiave dalla tasca del suo giubbotto, poi apre la porta ed entrano nell'appartamento}}<br />'''Foreman''': Kutner?<br />'''Tredici''': Il paradiso dell'eterno ragazzo! Strano che venga al lavoro.<br />'''Foreman''': Non c'è niente in agenda, il suo cercapersone è qui. {{NDR|Tredici volge lo sguardo verso la camera da letto, notando un corpo riverso sul pavimento}}<br />'''Tredici''': Oddio. {{NDR|Tredici corre verso la camera da letto, Foreman la segue e chiama il 911}}<br />'''Foreman''': Un'ambulanza al 410 della Willis, appartamento 5/C; uomo - 28 anni - ferita da arma da fuoco alla tempia destra<br />'''Tredici''': Non c'è polso.<br />'''Foreman''' {{NDR|sempre al telefono}}: Allertate il Princeton Plainsboro, che tengano pronta la sala rossa. {{NDR|dopo aver chiuso la chiamata}} Ha le pupille dilatate, non reattive.<br />'''Tredici''': Ancora niente polso. {{NDR|disperandosi, mentre con Foreman tenta una rianimazione}} Kutner!<br />'''Foreman''': Fammi provare. {{NDR|Tredici si allontana dal corpo}}<br />'''Tredici''': È freddo, Eric... *'''House''': Non ha detto niente a nessuno di voi? Problemi familiari, un rapporto finito male, difficoltà finanziare.<br />'''Foreman''': Hanno sparato ai genitori davanti ai suoi occhi.<br />'''House''': Quella era una storia del passato.<br />'''Foreman''': Non per chi non l'ha mai dimenticata.<br />'''House''': Non si è tagliato i polsi per poi andarsene dolcemente, si è sparato, non ha lasciato un biglietto... questo è panico e si poteva evitare se chi gli lavorava accanto tante ore a settimana avesse notato qualcosa.<br />'''Tredici''': Sta incolpando noi?<br />'''House''': Sto solo cercando di capire.<br />'''Tredici''': L'avremmo aiutato se ce l'avesse chiesto, non l'ha fatto.<br />'''Foreman''': Avremmo dovuto notare qualcosa.<br />'''Tredici''': Non siamo responsabili, circa il 25% dei suicidi non mostra alcun segno esteriore di depressione.<br />'''House''': No, circa il 25% ha amici che non hanno notato niente e non vogliono avere sensi di colpa.<br />'''Taub''': Uccidendosi uno elimina anche tutte le altre possibilità e questo fa di Kutner un idiota. Quindi pietà sì, sensi di colpa no. *'''Foreman''': Forse dovremmo passare questo caso a un altro medico.<br />'''House''': E poi il prossimo? E quello dopo anche? Quanti casi ci vorranno prima di accettare l'idea che è morto? {{NDR|parlando della paziente}} Dagli enzimi cardiaci si evince che non c'è stato un infarto, nessun problema alla vista esclude uma malattia mitocondriale.<br />'''Foreman''': Potrebbe essere un disturbo metabolico, un'acidosi.<br />'''Tredici''': Il pH del sangue era normale, una polisierosite infiammerebbe le membrane vicine all'epiglottide e al pericardio, causando dolori al torace. {{NDR|Cuddy entra nello studio di House interrompendo la differenziale}}<br />'''Cuddy''': Scusatemi; ho assunto uno psicologo del lutto, anche se nessuno di voi lo consulterà e vi offro un permesso che so che nessuno di voi prenderà ma è disponibile.<br />'''House''': Polisierosite: mi quadra. Cominciate con l'indometacina. {{NDR|Taub, Foreman e Tredici lasciano lo studio di House che resta solo con Cuddy}}<br />'''Cuddy''': Se preferisci non occuparti di questo caso...<br />'''House''': Sto bene, malgrado quello che mi dirà Wilson.<br />'''Cuddy''': Non l'hai ancora visto?<br />'''House''': Di solito gioca a mahjong il martedì mattina. Immagino pensi che me la caverò meglio senza dovermi scuotere le sue ali da sopra le spalle.<br />'''CUddy''': Non hai avuto neanche un sospetto?<br />'''House''': So che aveva perso al fantacalcio ma credevo si fosse ripreso.<br />'''Cuddy''': Beh... mi dispiace per il tuo lutto.<br />'''House''': Grazie ma non è un mio lutto.<br />'''Cuddy''': Allora mi spiace che non pensi che lo sia. *'''House''': Allora, cosa può ledere l'epiglottide e far scomparire un muscolo?<br />'''Foreman''': La signora e il signor Kutner! Li hai accusati per Kutner, perché non per Charlotte? <br />'''House''': Il periodo del lutto è finito, Foreman ha ritrovato la sua ironia! *{{NDR|House è a casa di Kutner, Wilson lo raggiunge}}<br />'''Wilson''': Per la cronaca, mi mette a disagio violare la dignità di un collega morto.<br />'''House''': È violazione solo se trovi qualcosa. È bello vederti.<br />'''Wilson''': Che cosa cerchiamo?<br />'''House''': Si nascondeva, perché?<br />'''Wilson''': Per vergogna, per paura. Ma stai bene? È più che normale non stare bene.<br />'''House''': Blastor Battlestar Galactica 1/1, ci avrà messo mesi a procurarsela. Aveva la passione.<br />'''Wilson''': È evidente che lui soffriva, è tanto importante sapere perché?<br />'''House''': Teneva il bene accanto al male, quello che aveva perduto accanto a quello che aveva guadagnato, sapeva affrontare il dolore, non avrebbe mai dovuto avere motivo di nasconderlo.<br />'''Wilson''': Ecco come affronteremo questa cosa, House: ora usciamo di qui e ce ne andiamo al bar più vicino a bere e a parlare di Kutner, magari di quella volta che ha quasi fatto saltare in aria una sala operatoria e ci vomiteremo addosso fino a perdere i sensi! Ti va come programma?<br />'''House''': Cos'è che mi sfugge? Ti sei ammutolito? L'hai capito allora.<br />'''Wilson''': Non sei qui perché ti dispiace per Kutner, sei qui perché... perché è un mistero, sei qui per l'enigma.<br />'''House''': Non mi è sfuggito niente perché non c'era niente da notare. Kutner non si è ucciso, è stato ucciso. *'''House''': E così, grazie al suo gesto idiota, morirà entro ventiquattro ore se non avrà un fegato nuovo.<br />'''Taub''': L'ha fatto per lui. Lei lo ama.<br />'''House''': Che differenza c'è con quello che ho detto io? *'''Tredici''': Praticamente ci commissioni un omicidio.<br />'''House''': Qual è la differenza con ieri?<br />'''Tredici''': È diverso adesso che ha vent'anni da vivere invece di due giorni.<br />'''House''': Non realmente, non legalmente.<br />'''Tredici''': È questo il tuo modo di convincerci? Dirci che non è più immorale?<br />'''House''': Quell'idiota ha deciso di morire, con o senza di noi, così proteggiamo l'organo almeno.<br />'''Tredici''': È lui che dovremmo proteggere!<br />'''House''': Leghiamolo al letto, allora, e aspettiamo che la moglie muoia.<br />'''Tredici''': Io non lo faccio.<br />'''Taub''': Io sì, abbiamo già avuto una morte inutile.<br />'''Charlotte''': Che cosa succede?<br />'''Eddie''': Non lo so. Mi ha preso e mi ha portato qui.<br />'''Taub''': Suo marito ha una malattia curabile ma vuole morire per donarle il suo fegato. Le va bene questo o preferisce che faccia la terapia?<br />'''Eddie''': Che figlio di puttana!<br />'''Charlotte''': Non farlo.<br />'''Eddie''': Me lo devi permettere.<br />'''Taub''': Charlotte, mi sente? {{NDR|rientrando nello studio di House}} La febbre è altissima, i globuli bianchi sono alle stelle: è un'infezione sistemica.<br />'''House''': Dovrei licenziarti.<br />'''Taub''': Perché tu non sei riuscito a far vivere Eddie e a lasciar morire sua moglie.<br />'''Tredici''': L'infezione ci segnala un nuovo indizio.<br />'''House''': E due o tre ore per capire di che si tratta.<br />'''Tredici''': La sarcoidosi colpisce la milza e il fegato.<br />'''House''': Avrebbe disturbi polmonari.<br />'''Taub''': E se fosse sclerodermia?<br />'''House''': Non ha problemi alla pelle né esofagei. Che cosa nasconde?<br />'''Taub''': Non lo sappiamo.<br />'''House''': O abbiamo tutti gli indizi e siamo idioti o non abbiamo tutti gli indizi.<br />'''Tredici''': Possibile esposizione a persone, a luoghi.<br />'''House''': O a entrambi. {{NDR|nella stanza dei pazienti}} Pessima bugiarda. Credevi davvero che le spiagge delle Hawaii fossero come quelle di Rio? Le malattie trasmesse dai pappataci sono totalmente diverse.<br />'''Eddie''': Lei non è mai stata a Rio.<br />'''House''': Con chi ci sei andata?<br />'''Charlotte''': Perché sta facendo questo?<br />'''House''': A noi non interessa sapere con chi ci sei stata ma se ci sei stata, così possiamo concludere che hai la leishmaniosi viscerale; ma dato che il nostro Lancillotto era pronto a morire per amore, forse vuole la risposta completa.<br />'''Charlotte''': È stato l'anno scorso, era uno che non conosci, Rio sarebbe dovuta essere nostra, ero stanca di aspettare. Mi dispiace così tanto.<br />'''House''': Dalle dell'antimonio e di' alla Cuddy di trovarle un fegato. Erano pronti a morire per il senso di colpa, non per amore.<br />'''Taub''': Non ci si può sentire così in colpa senza amore. *'''Wilson''': Mi sbagliavo sul tuo conto.<br />'''House''': No, affatto!<br />'''Wilson''': Stai soffrendo.<br />'''House''': Il solito, inguaribile romantico.<br />'''Wilson''': Hai lavorato con lui ogni giorno, per due anni e non ti sei accorto di niente.<br />'''House''': ''Nessuno'' se n'è mai accorto.<br />'''Wilson''': Ma a ''te'' non sfugge mai niente! Il problema non è ''cosa'' ti è sfuggito ma ''come mai'' ti sia sfuggito. Sei terrorizzato all'idea di perdere il tuo dono, di perdere il tuo intuito ed io temo quello che faresti in quel caso.<br />'''House''': A meno che tu non preferisca rimanere qui a curare me, non dovresti andare ad un funerale? ==Episodio 21, ''Salvatori''== ===Frasi=== *L'unico tipo di moglie che House vuole ha il perizoma, la frusta e la carta di credito! ('''Foreman''') *{{NDR|Alla moglie del paziente}} Devi amare molto tuo marito... e viaggiare in risciò: ci hai messo diciotto ore ad arrivare! ('''House''') *{{NDR|Riferendosi alla moglie del paziente, che è un ecologista}} L'ecologista sballata... o forse preferivi il nome da ragazza?! ('''House''') *{{NDR|Entrando in ambulatorio dove Cameron ha appena finito una visita}} Diamine, speravo di interrompere qualcosa! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''House''': Cosa hai ordinato?<ref name= Food/> <br />'''Wilson''': Un'[[omelette]]! <br />[...]<br />'''House''': Tanto vale assaporare carta vetrata! *'''Wilson''' {{NDR|insistendo per provare che House è molto scosso dal suicidio di Kutner}}: Hai l'orologio che ti ha regalato per il Babbo Natale segreto. <br />'''House''': Cinque funzioni, compreso un cronometro per vedere quanto tempo ci metti a chiedermi se sto bene! *{{NDR|House manda Cameron a fare gli esami al paziente, lasciando la propria squadra senza impegni}}<br>'''Tredici''': Immagino che noi resteremo qui a girarci i pollici!<br> '''House''': Dio, come spero che questa frase sia un eufemismo! *'''Chase''': Per te Cameron è innamorata di House?<br>'''Cuddy''': Questa è una domanda ridicola: Cameron è innamorata di te! *{{NDR|House parla degli affari privati di Cameron}}<br />'''Franni''' {{NDR|moglie del paziente}}: Che c'entra questo con mio marito?<br>'''House''': Niente! *{{NDR|A House, senza vederlo}}<br />'''Wilson''': Entra pure, House! Perché chi altro potrebbe essere alle 10:30 di sera e no, grazie ho già mangiato!<ref name=Food>House è ossessionato dal cambiamento di dieta di Wilson.</ref><br />'''House''': Non ti ho invitato a cena! <br />'''Wilson''': Però stavo per farlo, e dopo che ti avessi spiegato di aver mangiato ore fa tu avresti fatto la tua ''entrè'' frugando nella mia cucina! <br />'''House''': Invitarmi a perquisire la tua cucina vuol dire che sai che non troverei niente, o che sai che troverei qualcosa e che speri che {{NDR|io}} opti per la prima ipotesi e non vada a frugare! <br />'''Wilson''': Oppure vuol dire che è tardi, che io sono stanco e che so che sei qui per avanzare una teoria paranoica su una singola omelette di uova e albume! ==Episodio 22, ''House diviso''== ===Frasi=== *Il cane del vicino abbaia tutta la notte ed è stranamente immune al veleno! ('''House''') *{{NDR|Battendo con il bastone contro il vetro della stanza del paziente, che è sordo}} Come allo zoo. Solo che puoi battere quanto vuoi! ('''House''') *Mi sono sposato di nascosto la terza volta per evitare che House organizzasse l'addio al celibato! ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Chase''': Ho chiesto a Wilson di organizzare una festa di addio al celibato.<ref name= Chase/><br>'''House''': Tanto valeva chiederlo ad un pastore in pensione! *{{NDR|Parlando dell'addio al celibato di Chase}}<br>'''Tredici''': Il fatto di avermi mandato in esplorazione...<br>'''Amber''':<ref name=Amber>Amber è un'allucinazione di House che ha accesso a tutto il suo cervello; House cerca più volte di scacciarla, ma senza successo.</ref>Niente gonne!<br>'''House''': Non sei tra gli invitati. L'[[addio al celibato]] è un antico rito sacro maschile di passaggio.<br>[...]<br>'''Tredici''': Se sono abbastanza ubriaca è probabile che mi faccia una delle spogliarelliste. O che mi spogli io.<br>'''House''': Assunta! *'''House''': {{NDR|Chase}} Ti ha suggerito di darti malato? {{NDR|per l'addio al celibato di Chase}}<ref name= Chase/><br>'''Wilson''': Ho giurato di non arrecare danno.<br>'''House''': Certo, non venire se non vuoi che le sue promesse di matrimonio non abbiano senso!<br>'''Chase''' {{NDR|intromettendosi nel discorso, capendo che si parla di lui}}: Sembra interessante!<br>'''House''': Stai per legarti ad una sola, specialissima donna per sempre, ed è una bella cosa, ma se il tuo impegno il giorno dopo il matrimonio è lo stesso del giorno prima, il matrimonio è inutile, e non vedo nessun modo logico di aggirare la cosa; quindi, se vuoi che il tuo matrimonio abbia senso, bisogna che tu sia stato uno sfrenato, laido e schifoso porco il giorno prima.<br>'''Chase''': Sei malato. Ciao! {{NDR|se ne va}} *'''House''': Come possiamo fare uno stress test senza l'autorizzazione di Foreman?<br>'''Amber''':<ref name=Amber>Amber è un'allucinazione di House che ha accesso a tutto il suo cervello; House cerca più volte di scacciarla, ma senza successo.</ref> Uccidiamo Foreman! *'''House''': Buona idea.<br>'''Amber''':<ref name= Amber/> È stata tua. *'''House''': Sapevo che saresti venuto!<ref name= Chase>House organizza la festa di addio al celibato di Chase, che si sposa, ma Wilson non ci vuole venire.</ref><br>'''Wilson''': Questa è casa mia! ==Episodio 23: ''Sotto la mia pelle''== ===Frasi=== *{{NDR|A House}} Rimetti a posto il telefono, manda via le prostitute: abbiamo un caso! ('''Foreman''') *{{NDR|House vuole avvisare la Cuddy della propria allucinazione, ma tentenna}}<ref name=Amber/> È tardi, sono a pezzi: arriviamo alla parte verbale della conversazione! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *{{NDR|House irrompe nell'ufficio di Wilson}}<br />'''Wilson''': La porta era chiusa per una ragione.<br>'''House''': Ed è stata aperta per una ragione! *{{NDR|Wilson chiede a House se è riuscito a scacciare l'allucinazione}}<ref name= Amber/> '''House''': Vedi qualcuno accanto a me?<br>'''Wilson''': No.<br>'''House''': Allora non ha funzionato! *{{NDR|A House, che ha chiesto scusa ad una paziente che, per via di una cura sbagliata perde la pelle}} '''Wilson''': Perché hai parlato con la paziente?<br>'''House''': Trovo sexy le donne senza pelle! *'''House''': Wilson, sparisci!<br>'''Wilson''': Sei sicuro?<br>'''House''': Ci vuole un'autorizzazione per sbatterti fuori?! *{{NDR|Riferendosi alle possibilità di House per disintossicarsi e fare sparire l'allucinazione}}<ref name= Amber/> '''Wilson''': House, è la tua unica opzione!<br>'''House''': Che faccio se l'unica opzione non va?<br>'''Wilson''': Non puoi arrenderti. *{{NDR|House festeggia ad un bar perché crede di essersi liberato dell'allucinazione di Amber}}<ref name=Amber/><br>'''House''': Sto festeggiando.<br>'''Cameriera''': Da solo?<br>'''House''': Grazie al cielo! *'''House''': Puoi andare ad allattare la piccola bastarda che ti fa sentire soddisfatta di te stessa!<br>'''Cuddy''': Fottiti! {{NDR|esce arrabbiata}} *'''Wilson''': So che hai paura del dolore ma l'[[elettroshock]]...<br>'''House''': Non fare con me la voce da cancro, quella con quel tono eccessivamente serio. <br>'''Wilson''': Attacco cardiaco, ictus, crisi epilettiche, morte, o peggio...<br>'''House''': Peggio? Doppia morte?<br>'''Wilson''': Resti vivo ma danneggi l'unica cosa a cui tieni davvero... la tua mente razionale. ==Episodio 24, ''Ora ambedue le parti''== [[File:Ashton Holmes 2010.jpg|thumb|[[Ashton Holmes]] interpreta Scott, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *Le sue {{NDR|della Cuddy}} labbra dicono no, i suoi ormoni urlano "Oh, ti prego, sì, continua!" ('''House''') *{{NDR|Affacciandosi al balcone dell'ospedale, urlando e battendo col bastone sulle ringhiera per attirare l'attenzione}}<br>Attenzione, ho un annuncio da fare: voglio che affrontiate la giornata consapevoli del fatto che io sono stato a letto con Lisa Cuddy! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Taub''': Sindrome della mano aliena.<br />'''House''': Determinata da un ictus o dal calcio in testa di un pony...<br />'''Taub''': Cervello diviso in due, l'emisfero destro controlla la parte sinistra e...<br />'''House''': ...e gli rende la vita un inferno. I pensatori illogici lo fanno spesso.<br />'''Tredici''': Il problema non è il cervello diviso, l'intervento ha corretto...<br />'''Foreman''': Denigri l'emisfero destro?<br />'''House''': Chi subisce questo intervento spesso non avverte alcuna perdita, nel sinistro c'è linguaggio-aritmetica-razionalità, il destro è un perdente muto.<br />'''Taub''': L'emisfero destro è orientato esteticamente, definisce i volti, non sarei diventato un chirurgo plastico senza.<br />'''House''': Già... alle [[scuola media|medie]] come farebbero a giudicare la gente senza una base estetica?<br />'''Foreman''': L'emisfero destro è più consapevole del presente, del nostro posto nell'universo.<br />'''House''': Come un figlio dei fiori pronto a distribuire pace e tanta armonia nel mondo. *{{NDR|Riferendosi al rapporto di House con la Cuddy}} '''Wilson''': Come intendi rovinare tutto?<br>'''House''': Ho più di un'opzione! *'''House''': E quello, signore e signori, è l'emisfero di sinistra il lato del cervello ossessionato dalle risposte, quello che cerca il senso l'interpretazione è lì che raccontiamo la storia di chi siamo e perché facciamo le cose.<br />'''Taub''': Quella è anche la parte che sbaglia. Il vantaggio dell'emisfero destro è che non è logico, non sceglie il dettaglio da guardare, fa delle connessioni che neanche vedi e tu devi le tue intuizioni al perdente muto.<br />'''House''': Gli manderò dei biglietti per la partita dei Phillis. *'''Wilson''': Usi la tua relazione con la Cuddy come sostituzione dei calmanti. Dovresti avere una pesante crisi d'astinenza, ma il tuo corpo è totalmente pieno di romantiche endorfine e oltretutto ti stai creando questa distrazione per cercare una prova.<br />'''House''': Dovrei lasciar perdere e lasciar tornare il dolore?<br />'''Wilson''': La Cuddy non è un sostituto del vicodin!<br />'''House''': Proprio l'opposto....<br />'''Wilson''': Devi aspettare che lei si senta pronta.<br />'''House''': Ottimo consiglio, fa finta che intenda seguirlo. *{{NDR|House ha appena annunciato all'intero atrio gremito di dottori e infermieri di essere andato a letto con la Cuddy. Lei lo raggiunge furibonda}}<br />'''Cuddy''': Questo va oltre qualsiasi limite!!! Tu puoi permetterti il lusso di fregartene della tua immagine ma io non posso!!! Sopporto anche tutte le più squallide battute, ma un dipendente che va in giro a vantarsi dei suoi exploit sessuali con me, questo no! La mia tolleranza scende a zero! Congratulazioni House: sono molto arrabbiata! <br />'''House''': Mi domando se dovremmo andare a vivere insieme.<br />'''Cuddy''':{{NDR|Scoppia a ridere nervosamente}} Sei licenziato. ==Citazioni sulla quinta stagione== *L'inizio della quinta stagione sarà veramente figo, con un'amicizia da riparare: non posso dirvi come, altrimenti mi sparano, ma posso anticiparvi che sarà molto godibile, molto piacevole, molto soddisfacente. ([[Hugh Laurie]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Dr. House - Medical Division}} {{DEFAULTSORT:Dr. House - Medical Division, 5}} [[Categoria:Stagioni di Dr. House - Medical Division]] 5mx1p3dvv189a1wtf8j17wntbfv3sv9 Peppino De Filippo 0 41172 1424424 1410954 2026-08-23T10:13:06Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424424 wikitext text/x-wiki [[File:De Filippo Campo de' fiori.png|thumb|Peppino De Filippo nel film ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943)]] '''Giuseppe De Filippo''' detto '''Peppino''' (1903 – 1980), attore, comico e drammaturgo italiano. ==Citazioni di Peppino De Filippo== *Fare piangere è meno difficile che far ridere. Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco. Sono sicuro che il dramma della nostra vita, di solito, si nasconde nel convulso di una risata, provocata da un'azione qualsiasi che a noi è parsa comica. Sono convinto che spesso nelle lacrime di una gioia si celino quelle del dolore. Allora la tragedia nasce e la farsa, la bella farsa, si compie.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 25 gennaio 2000.</ref> *{{NDR|Le [[ultime parole]] rivolte al fratello}} Hai provato anche oggi? Beato te!<ref>Citato in Gaetano Afeltra, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/marzo/07/giorno_che_Eduardo_fece_pace_co_0_0003076010.shtml Il giorno che Eduardo fece pace con Peppino]'', ''Corriere della Sera'', 7 marzo 2000. Secondo il ''Dizionario delle citazioni'' (a cura di Italo Sordi, BUR, 1992, n. 2050. ISBN 88-17-14603-X), la frase sarebbe stata rivolta al figlio Luigi.</ref> *I [[Napoli|napoletani]] sono ipocriti, sembrano allegri, invece sono tristi. La gente li osserva, e loro fanno finta di essere spensierati. Non s'impegnano, perché da quando avevano in casa i mori sanno come va a finire. Mi fanno pensare a [[Walter Chiari]]. Credo che la sera, quando va a letto, dopo aver fatto l'allegro per tutta la giornata, sia felice di distendersi e di abbandonarsi – almeno in privato – a un po' di malinconia.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Italia'', Rizzoli, Milano, 1975, pp. 176-177.</ref> ==''Pappagone e non solo''== *Io faccio del teatro, non della letteratura. E dal teatro tengo lontano tutto ciò che può danneggiarlo: i registi, i testi inutilmente intellettuali, gli scandali. *La [[miseria]] è il vero copione della [[comicità]]. È già tragedia, perciò si ride. *"Natale in casa Cupiello" non aveva nessun bisogno di un terzo atto. Ma [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] ama la tragedia e il grand-guignol. *Peppino è un comico. Da guardarsi come un artista di serie B. Magari anche come un mezzo analfabeta che fa teatro in maniera poco dignitosa e poco culturale. Perché, si sa, in [[Italia]] c'è ancora il provincialismo, per cui uno si deve vergognare di far ridere. Perché i critici al grande comico preferiranno sempre il grande cane drammatico. Perché ciò che nobilita, ciò che conta, ciò che rende «immortali» è portare in palcoscenico la disperazione, l'angoscia, la miseria, il populismo, la politica... E Peppino, si sa, disprezza la politica. Peppino pensa che la politica è una cosa sporca mentre lui è un uomo pulito... *Se professionismo significa guadagnarsi da vivere, ero un attore professionista già a dieci anni. ==Citazioni su Peppino De Filippo== *Attore-autore in un inseparabile tutt'uno, da collocarsi nel pantheon del teatro comico napoletano. ([[Giovanni Artieri]]) *Dietro quella grazia e quella semplice solennità, Eduardo ha la semplicità di un calzolaio o di un pescatore e la fierezza di un principe dell'antica Grecia. Riverbera un'arguzia, un'ironia e una sana follia che andavano anche oltre quelle di Peppino, più esplicito, plateale e magnificamente fracassone. Peppino ha però dalla sua, rispetto al più aristocratico fratello, una capacità di inventiva e di euforica improvvisazione che lo hanno reso inimitabile. ([[Giorgio Strehler]]) *Eduardo fece di Napoli il centro dell'universo; Peppino mise il suo talento su alcune interpretazioni memorabili. ([[Luigi De Filippo]]) *Io non sono napoletano, ma di fronte a Peppino, non so come, mi capita sempre di diventarlo. ([[Indro Montanelli]]) *L'arte comica per l'arte comica, insomma, nella quale egli era un maestro inarrivabile e – ciò di cui non si rendeva conto – un prezioso reliquiario: perché la tradizione della «commedia dell'arte» si concentrava in lui, i secoli antichi passavano in lui, il tesoro della storia teatrale napoletana si {{sic|raccoglievano}} in lui; a lui restava Napoli e la svanita scena del «[[Teatro San Carlino|San Carlino]]», persino la mentalità, il linguaggio, il genio dei modi, dei luoghi, degli spiriti dei «mami» e dei Pulcinelli, dei Tartaglia e dei «buffi barilotti», dei «guappi» e delle «Colombine». Tutto questo si trasferiva in lui. ([[Giovanni Artieri]]) *Mio padre è stato, non solo a mio parere, il più grande attore comico che abbia avuto il teatro italiano di prosa del Novecento. Si è confrontato con i giganti del teatro europeo. Spesso mi diceva che, alla fine di ogni spettacolo, il pubblico doveva avere la sensazione di andare sottobraccio con i vari personaggi delle commedie messe in scena. ([[Luigi De Filippo]]) *Num me piace [[Eduardo De Filippo|Eduardo]], io sto con Peppino. E anche se adesso, Eduardo resta uno dei rari autori italiani, con [[Luigi Pirandello|Pirandello]], [[Carlo Goldoni|Goldoni]] e [[Dario Fo|Fo]], a venir rappresentato all'estero, in futuro, chissà. Forse i posteri apprezzeranno più le straordinarie tirate di Pappagone di quelle, seriose, noiosine e piene di "caccole" di Eduardo. Virtù per il nostro Paese, cattolico e fintamente impegnato. ([[Paolo Villaggio]]) *Peppino è stato senza dubbio una delle maschere più pure ed entusiasmanti della grande barca dei comici che era la Commedia dell'arte; un capocomico surreale e imprevedibile che qualsiasi teatro del mondo ci poteva invidiare tanto era particolare e seducente. ([[Federico Fellini]]) *Peppino non era nato solo per far ridere. Quelli di categoria extra come lui possono fare tutto. Non a caso interpretò [[Moliere]], [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], [[Harold Pinter|Pinter]]. [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] invece interpretò solo se stesso. ([[Paolo Villaggio]]) *Purtroppo non ho mai conosciuto Peppino De Filippo e lui è sicuramente di quelle persone che ti rammarichi di non aver conosciuto. [...] Lui, secondo me, è come 'o sillabario. Quando io l'immagino, l'immagino puro, immagino cioè una comicità allo stato puro. Si può immaginare che la comicità pura sia anche di Totò, e invece no, Totò è già chella elaborata. Io credo, cioè, che della comicità portata al livello di Peppino non ne può fare a meno nessun comico. Eduardo si è affinato più nel classico, Totò nel surreale, in quello che lui è riuscito a inventarsi come personaggio, Peppino nella normalità era il massimo. [...] Lui, secondo me, è tutto quello che c'è in più prima dell'invenzione. Credo che lui abbia fatto eccezionale la normalità, sia riuscito a rendere eccezionale quello che si pensa che qualunque comico debba avere come bagaglio naturale: lui l'ha fatto assurgere a eccezionalità. ([[Massimo Troisi]]) *Peppino ricordava quei napoletani che camminano e parlano da soli; che cambiano direzione all'improvviso, torturati da una serie di pensieri e di monologhi che tirano da tutte le parti. ([[Domenico Rea]]) *Uomo adorabile, elegante nei modi e nell'animo. Un artista di grande intelligenza, oltre che un autore di farse e commedie tuttora di grande freschezza. ([[Aroldo Tieri]]) *{{NDR|Su [[Totò]] e Peppino De Filippo}} Venivano dalla tradizione centenaria del teatro dell'arte. Andavano a soggetto, avevano una traccia, due o tre battute fondamentali e su quello ricamavano per le mezz'ore. Erano talmente affiatati che bisognava calmarli, altrimenti andavano avanti all'infinito. Totò era così non soltanto con Peppino, ma anche con [[Aldo Fabrizi]], con [[Nino Taranto]]. ([[Mario Monicelli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Peppino De Filippo, ''Pappagone e non solo'', a cura di [[Marco Giusti]], Mondadori, 2003. ==Filmografia== {{div col}} *''[[Il cappello a tre punte]]'' (1934) *''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]'' (1935) *''[[Sono stato io! (film 1937)|Sono stato io!]]'' (1937) *''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943) *''[[La famiglia Passaguai]]'' (1951) *''[[Signori, in carrozza!]]'' (1951) *''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'' (1952) *''[[Totò e le donne]]'' (1952) *''[[Siamo tutti inquilini]]'' (1953) *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]'' (1955) *''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955) *''[[I due compari]]'' (1955) *''[[Il segno di Venere]]'' (1955) *''[[La banda degli onesti]]'' (1956) *''[[Totò, Peppino e... la malafemmina]]'' (1956) *''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'' (1956) *''[[Totò, Peppino e le fanatiche]]'' (1958) *''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959) *''[[La cambiale]]'' (1959) *''[[Chi si ferma è perduto]]'' (1960) *''[[Letto a tre piazze]]'' (1960) *''[[Signori si nasce]]'' (1960) *''[[Totò, Peppino e...la dolce vita]]'' (1961) *''[[Totò e Peppino divisi a Berlino]]'' (1962) *''[[Gli onorevoli]]'' (1963) *''[[Totò contro i quattro]]'' (1963) *''[[Giallo napoletano]]'' (1979) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Eduardo Scarpetta]] – padre *[[Eduardo De Filippo]] – fratello *[[Luigi De Filippo]] – figlio *[[Gaetano Pappagone]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippo, Peppino}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Drammaturghi italiani]] jsf164qftpbbatyzdhyzfsk7v8xcd64 Rosellina Archinto 0 41840 1424380 869641 2026-08-22T12:16:22Z Udiki 86035 Aggiunta data di decesso, sistemo 1424380 wikitext text/x-wiki '''Rosellina Archinto''' (1933 – 2026), editrice italiana. ==Citazioni di Rosellina Archinto== {{cronologico}} *{{NDR|Sui circoli letterari}} Ora si va solo in tv. Per far pettegolezzi. [...]. Oggi nelle discussioni private prevalgono l'imbecillità, la vanità e il pettegolezzo, e poi c'è la tv. Il salotto si è spostato da [[Maurizio Costanzo|Costanzo]].<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 7 novembre 2000.</ref> *Non sempre la [[politica]] si rende conto del valore, anche sociale, della cultura. E così vengono a mancare i buoni esempi.<ref name="corsera19feb2009">Citato in ''Corriere della Sera'', 19 febbraio 2009.</ref> *Una cosa ha saputo fare, la politica... Occupare gli spazi di potere. E questo è un male: la cultura dev'essere apolitica.<ref name="corsera19feb2009"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Editori italiani|Archinto, Rosellina]] aotqdjdzyf1k3afg7ab5l0ke5exrbwr Il Mereghetti 0 81416 1424415 1424343 2026-08-23T09:46:50Z Spinoziano 2297 /* A */ 1424415 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834) *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] myrolg1te6xyx2xu7d6e9l5clm7uu2i Discussione:André Weil 1 82840 1424411 540369 2026-08-23T09:13:00Z AssassinsCreed 17001 presente in voce 1424411 wikitext text/x-wiki {{sfid}} ==Senza fonte== *Ogni [[matematico]] degno di tale nome ha sperimentato... lo stato di lucida esaltazione nel quale un pensiero si sussegue a un altro come per miracolo... Questa sensazione può durare per delle ore di fila, anche per dei giorni. Una volta sperimentata, brami di ripeterla: ma non ci puoi risucire a piacere, tranne forse lavorando accanitamente. *Si dice che la storia della [[matematica]] dovrebbe procedere come l'analisi musicale di una sinfonia. Ci sono un certo numero di temi, ed è più o meno possibile vedere quando ciascuno di essi compare per la prima volta. Dopodiché ogni tema si sovrappone agli altri, e l'abilità artistica del compositore sta proprio nella sua capacità di gestirli tutti contemporaneamente. A volte il violino segue un particolare tema e il [[flauto]] un altro, poi le parti si invertono, e così via. La storia della matematica è esattamente la stessa cosa. 46xzgy0po8xfnbxp6eilfnx9l6l7cp6 Livio Berruti 0 85881 1424381 1423256 2026-08-22T14:23:30Z AssassinsCreed 17001 minuzie 1424381 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Livio_Berruti_1960.jpg|thumb|Livio Berruti ai Giochi olimpici di Roma 1960]] '''Livio Berruti''' (1939 – 2026), velocista italiano. ==Citazioni di Livio Berruti== {{cronologico}} *Era il 1960: altri tempi, altro sport. Un'epoca fatta di romantici ingenui con la voglia di emergere, di competere, di tentare la grande sfida. Ma la vittoria, la gara, lo sprint che si consumava in soltanto pochi secondi, non era il momento conclusivo delle nostre vite ma una tappa di un'esistenza piena e fatta di tante cose. Ci sentivamo più puri, fieri di esserlo, avevamo il cuore pulito. Adesso tutto è cambiato, non in meglio purtroppo: il mondo sportivo ha ceduto alla massificazione selvaggia, a una forma di industrializzazione spietata che ha scelto il denaro come suo triste caposaldo. Noi avevamo un approccio dilettantesco se essere dilettanti significa mostrarci semplici, voler essere liberi di rivendicare la propria identità senza l'asfissiante ansia del risultato a tutti i costi. Oggi, se non vinci, se non sei sempre sulla vetta, senza una telecamera che ti riprende o un riflettore sotto il quale esibirti come un burattino, non sei niente. Gli sponsor prevalgono, le logiche di mercato regnano incontrastate: se non arrivi al top, ti buttano via come un oggetto usurato: è la logica 'usa e getta' dello sport contemporaneo.<ref>Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/08/09/quando-livio-berruti-scrisse-per-lansa-quei-giochi-per-cuori_ad926fbd-2916-44f7-859f-7911884bfd1c.html Quei Giochi per cuori puliti]'', ''ansa.it'', 14 luglio 2010.</ref> *Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], [[Renato Zaccarelli|Zaccarelli]] e [[Claudio Sala|Sala]] una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi.<ref>Citato in Elisa Genesio, ''Berruti: «Convertito al granata»'', ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 8; citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=119503 Livio Berruti: "Ammiro lo stile Juve, ma il mondo del Toro mi ha stregato"]'', ''tuttojuve.com'', 1º dicembre 2012.</ref> *Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione. [[Pietro Mennea|Mennea]] è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Atletica/21-03-2013/morte-mennea-berruti-asceta-sport-pescante-il-piu-grande-92593450722.shtml Morte Mennea, Berruti: "Asceta dello sport". Simeoni: "Un pezzo della mia vita"]'', ''gazzetta.it'', 21 marzo 2013.</ref> *Era chiuso e scontroso. Incredibilmente suscettibile. Io ero Platone, lui Aristotele: agli antipodi. Del tormento ed estasi di Michelangelo, Mennea era solo tormento.<ref name=berruti>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2013/marzo/22/Berruti_rimane_solo_Troppo_tormentato_co_0_20130322_71c3682c-92ba-11e2-9f8c-be38f41d4b93.shtml Berruti rimane solo «Troppo tormentato per andarci d'accordo»]'', ''Corriere della Sera'', 22 marzo 2013.</ref> *La verità è che ognuno è campione del suo tempo: io vivevo di slanci dilettantistici, lui portò all'esasperazione il concetto di professionismo. Io correvo sulla terra battuta, lui sul sintetico. Io ero per lo sport come divertimento e lui come affermazione del proprio ego.<ref name=berruti/> *{{NDR|«Perché lei e Mennea non vi siete mai piaciuti?»}} Perché appartenevamo a mondi diversi e antitetici. Io con il sorriso e la gioia di fare atletica, lui sempre tormentato e sofferente: il più grande masochista della storia della velocità.<ref name=berruti/> *Rispettavo la sua dedizione e il suo atteggiamento maniacale. Lo sport, però, deve essere esempio per i giovani e io ancora oggi mi chiedo: quanto è stato utile tramandare quell'immagine di sofferenza?<ref name=berruti/> *{{NDR|«Le mancherà Mennea almeno un po'?»}} Sono d'accordo con [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] quando diceva che il progresso è la dialettica degli opposti. Da ieri, ecco, mi mancherà il mio opposto.<ref name=berruti/> {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Atletica/03-09-2025/berruti-la-curva-dei-200-ben-fatta-esperienza-erotica-io-e-mennea-agli-antipodi-1.shtml Berruti: "Fare bene la curva dei 200 è un'esperienza erotica. Io e Mennea come Platone e Aristotele"]''|Dall'intervista di Pier Bergonzi, ''gazzetta.it'', 3 settembre 2025}} *{{NDR|Sulla vittoria dell'oto olimpico a Roma 1960}} Ripenso al mio stato d'animo in quei pochi secondi, una ventina che possono essere tutto o niente. Non lo davo a vedere, ma ero terribilmente preoccupato perché temevo di avere speso tutto nella semifinale che avevo vinto due ore prima, eguagliando il record del mondo in 20"5. Pensavo che avrei dovuto fare la curva perfetta e ci sono riuscito. Lo stadio era una bolgia, ma io non sentivo niente, tanto ero concentrato sulla corsa. Ero come in trance, eppure sentivo il respiro affannoso dei miei rivali. Temevo che potessero recuperare e all'uscita dalla curva ho allungato il passo. Alla fine ho vinto confermando il tempo di 20"5, che era record del mondo, e a quel punto è tornato in primo piano anche il rumore assordante dello stadio e mi sono sentito felice. *{{NDR|Su [[Wilma Rudolph]]}} Wilma aveva un sorriso radioso che ti ammaliava e una straripante voglia di vivere. Aveva 20 anni, uno meno di me, ed era la ventesima di 22 figli, aveva rischiato di non poter camminare per una poliomielite e a Roma volava. *Melchiorre Bracco, il professore di educazione fisica del Liceo Cavour, che mi vedeva smilzo, mi aveva indirizzato ai salti: alto e lungo. Poi, come per scommessa ho battuto Saverio D’Urso, il più veloce del Liceo, in una gara sprint nel cortile della scuola, e da lí é iniziata la mia storia di velocità. *Per me l’atletica era gioia e piacere. La curva dei [[200 metri piani|200 metri]] ben fatta era un’esperienza [[erotismo|erotica]]. *Eravamo due mondi completamente diversi. Come Platone contro Aristotele. Io pensavo solo a divertirmi e non ho mai monetizzato il mio impegno. Lui ossessionato dall’etica del lavoro e dell’impegno ma anche dagli aspetti economici dello sport. *{{NDR|Su [[Filippo Tortu]]}} Deve tirar fuori un po' di cattiveria. Lui è troppo perbene. Deve essere meno educato e deve amare la curva di un amore totale. Lui ha tutto per andare sotto i 20 netti sui 200. ==Citazioni su Livio Berrutti== *Chi scrive, in oltre sessant'anni di giornalismo [...] sportivo, non ha mai conosciuto uno come lui. Uno al quale (la definizione è di [[Gianni Mura]]) sembra che abbia nevicato dentro, per come e quanto è pulito, placido, sereno al punto di apparire talora algido, di una serenità onnicomprensiva per cui non è blasfemo scrivere che lui sa amare un piatto ben riuscito, un vino giusto, ai tempi giovani anche una bella donna, quanto una medaglia olimpica. ([[Gianpaolo Ormezzano]]) *Parlargli è sempre di grande ispirazione, al Mondiale di Doha 2019 corsi la finale dei 100 con le scarpe bianche, citazione del suo oro nei 200 metri: Livio ha dimostrato che la differenza con gli atleti di colore che hanno qualità fisiche superiori si può colmare. ([[Filippo Tortu]]) ===[[Gianni Brera]]=== *L'impressione che desta Berruti è sconvolgente. I muscoli deflagrano come in frenesia ma il gesto è di eleganza incredibile, mai vista. *Livio Berruti è stato forse atteso come figlia da una madre severa. Io lo scopro già celebre. M'incanta. Debbo solo decidere a quale gens assegnarlo. Il resto mi vane tutto. Ha il profilo gentile di un ragazzo pianista (oh, delicato ha da essere!): ma lo stampino morfologico rasenta la perfezione a buon linea. *Livio Berruti fu il mio primo, vero abatino. Il suo stile era la risultante di continui raptus armoniosi. E qui non sono certo originale, ma neppure ho voglia di scadere a guardone estetizzante. L'apparizione di Berruti fu angelica e folgorante insieme. Un ragazzino costretto da qualche iddio a compiere gesti di superiore coordinazione, dunque di naturale eleganza. Lo ispira un orgoglio fisico mediocre, per non dire qualsiasi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Berruti, Livio}} [[Categoria:Velocisti italiani]] c51vhqyzd86wxa466syb33d69y6uttt Il Morandini 0 86658 1424407 1424371 2026-08-23T08:43:58Z Spinoziano 2297 /* A */ 1424407 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']] *Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] h46jfqrkrfdlt6cp5s87pxc3x6fndzx Poesie dai film 0 97831 1424431 1347540 2026-08-23T10:53:01Z Spinoziano 2297 +1 con immagine 1424431 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Accadde al penitenziario (1955) Walter Chiari e Aldo Fabrizi.png|miniatura|upright=1.3|[[Walter Chiari]] mentre recita i propri versi ad [[Aldo Fabrizi]] in ''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955)]] Raccolta di '''poesie''' tratte '''dai film'''. ==Poesie dai film== *''Amami, anche se io non ti amo. | Amami, anche se non merito l'amore. | Amami, anche se io non so amare | e amami anche se non esiste l'[[amore]].'' (''[[La nave dei folli]]'') *''Amo gli [[occhio|occhi]] tuoi, amica mia | il loro gioco splendido di fiamme | quando li alzi all'improvviso | e come un fulmine celeste | guardi veloce tutt'intorno.| Ma c'è un fascino più forte | gli occhi tuoi rivolti in basso | negli attimi di un bacio appassionato | e fra le ciglia semichiuse del desiderio | il cupo e fosco fuoco.'' (''[[Stalker (film 1979)|Stalker]]'') *''Anche l'uomo che ha puro il suo cuore | e ogni giorno si raccoglie in preghiera | può diventar lupo, se fiorisce l'aconito | e la luna piena splende la sera.'' (''[[L'uomo lupo (film 1941)|L'uomo lupo]]'') *''Anche se il mondo è pieno di roba bella, | pieno di paesi che piacciono di più del Borgo, | appena cade il sole e viene la sera, | seduta su una sedia chissà dove, | piano piano dentro la tua testa, | questo posto diventa il più bel posto del mondo. | Ma come farai... | Ma come farai a stare lontana dal Borgo?'' (''[[Amarcord]]'') *''C'è un posto che chiamano Ringstone Round | Se ti metti il cappello e vai laggiù poi non lo trovi più | Tutto quanto lì sparisce così | Chiudi bene il mantello se no giù dal cielo la luce verrà e sul più bello ti coglierà | State perciò molto lontani da lì se volete sempre star qui.'' (''[[The Quatermass Conclusion (film)|The Quatermass Conclusion]]'') *– Che farai per noi?<br>– Dirò una poesia<br>– Perbacco! Dirai una poesia! Che bello! Dimmi, chi te l'ha insegnta?<br>– L'ho imparata da sola.<br>– L'hai imparata da sola?<br>– Sì.<br>– Oh-oh. Sei stata molto brava. Di che parla la poesia?<br>– Parla di un uccello.<br>– Di un uccello? Mh-mh. Di che tipo di uccello?<br>– Di un piccione.<br>– Un piccione. E che faceva il piccione?<br>– Si era posato su un ramo.<br>– Si era posato su un ramo. E che faceva su un ramo?<br>– Lui si riposava e pensava.<br>– Si riposava e pensava?<br>– Sì.<br>– E cosa pensava?<br>– Che non aveva soldi.<br>– Come?<br>– Pensava che non aveva soldi.<br>– Non aveva soldi? Ohi! E poi che succedeva?<br>– Che volava a casa sua.<br>– Il piccione volava a casa sua? Capisco...<br>– E poi la poesia è finita.<br>– E poi la poesia è finita? È una bella poesia. Io direi che è il caso di ringraziare tutti Wilma con un bell'applauso. (''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]'') *''È fuggita l'[[estate]] | più nulla rimane | si sta bene al sole | eppur questo non basta! | Quel che poteva essere | una foglia dalle cinque punte | mi si è posata sulla mano | eppur questo non basta! | Né il bene ne il male | sono passati invano | tutto era chiaro e luminoso | eppur questo non basta! | La vita mi prendeva sotto l'ala | mi proteggeva mi salvava | ero davvero fortunato | eppur questo non basta! | Non sono bruciate le foglie | non si sono spezzati i rami | il giorno è terso come cristallo | eppur questo non basta!'' (''[[Stalker (film 1979)|Stalker]]'') *''È senza dubbio un uomo illuminato | che ovunque passa è amato ed onorato. | Declama [[Omero]] e [[Saffo]] in greco antico | e della scuola non gli frega un fico. | Al signor Trask, sempre così elegante, | chi regalò la bell'auto fiammante? | Ma il gran consiglio, provvido e munifico, | fece il bel dono al direttor magnifico! | Per premiar la costanza sua | da mulo, e soprattutto | il grande lecca culo''. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'') *''Ecco ora, io a dispetto del tuo Otello, | aprirò il tuo chiavistello, | del tuo corpo sarò uccello.'' (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'') *''Esser vorrei quel pargoletto Iddio | che dal cor amato può ferirti il core | per dirti o dea tutto l'affanno mio | e sussurrarti amore amore amore.'' (''[[Un garibaldino al convento]]'') *''Io e il mio gatto ci teniamo compagnia | e quando il tramonto ci dà nostalgia | tra una carezza e un miagolio | intanto la notte scende sul pendio'' (''Io e il mio gatto'', ''[[Sapore di mare]]'') *''Incapace di percepire la tua forma, | ti trovo ovunque intorno a me, | la tua presenza mi riempie gli occhi con il tuo amore, | il mio cuore si fa piccolo | perché tu sei ovunque.'' (''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'') *''La vita che ho | è tutto ciò che ho | e la vita che ho è tua. | L'amore che ho | per la vita che ho | è tuo, tuo, tuo. | Nel riposo che avrò, nel sonno che avrò | poiché solo una pausa è la morte | nella pace completa in attesa sarò | solo di te, di te, di te''. (''[[Scuola di spie]]'') *''Le api se ne vanno. | Il fuco vola via. | La regina è schiava.'' (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'', [[haiku]]) *Lei ha presente quel piccolo cipresso che si vede sulla collina quando facciamo la passeggiata? Quello piccolo, lontano, stagliato da solo così contro il cielo. [...] Ecco, m'ha suggerito questa immagine: ''Verde pennello intinto nell'azzurro | dipinge in aria quel che il vento detta.'' (''[[Accadde al penitenziario]]'') *''Ma il loro piccolo cuore, | lo stesso degli equilibristi, | per nulla sospira tanto, | come per quella pioggia sciocca, | che quasi sempre porta il vento, | che quasi sempre porta il sol.'' (''[[La gabbianella e il gatto]]'') *Ma questo mi ricorda la mia poesia preferita, dice: "Stretta la foglia, larga la via, l'amor mio si chiama... schizofrenia". (''[[Tutte le manie di Bob]]'') *''Malocchio e gatti neri, malefici misteri | il grido di un bambino bruciato nel camino | nell'occhio di una strega, il diavolo s'annega | e spunta fuori l'ombra: l'ombra della strega! | La [[Halloween|vigilia d'Ognissanti]] han [[paura]] tutti quanti: | è la notte delle streghe! | (Chi non paga presto piange!)'' (''[[Halloween, la notte delle streghe]]'') *''Mio nonnino, mio nonnetto, | festeggiam con grande affetto | tutti quanti un lieto evento | qui nel vostro appartamento, | un po' grande in verità per due della vostra età. | Se qui fossimo ospitati | voi sarete più curati | ma dev'esser presto fatto | perché noi c'abbiamo lo sfratto. | Che direste, meraviglia, | di far tutt'una famiglia? | Questo è quello che propongo: Uga, mamma, nonni e Bongo.'' (''[[Fantozzi in paradiso]]'') *''Mio nonno fava i mattoni, | mio babbo fava i mattoni |, fazzo i mattoni anche me, | ma la casa mia n'dov'è?'' (''[[Amarcord]]'') *''Non donna, dea tu m'apparisti in sogno | sciolte le chiome sopra il latteo seno | divina imago ch'io sospiro e agogno | e al cui pensier mi sento venir meno.'' (''[[Un garibaldino al convento]]'') *''Oh fanciulla, | tu issi le bandiere... | perché?'' (''[[La collina dei papaveri]]'') *''Perché sei venuto?! | Era meglio che te ne fossi andato. | Non sai che il mio cuor s'è sveglio? | Non sai che il mio cuor s'è dato?'' (''[[Teresa Venerdì]]'') *''Quando la luna sostituisce il sole, | quando la luce diventa di stella | nei miei occhi si spegne la speranza | e nel mio cuore si accende l'ombra.'' (''[[Sapore di mare]]'') *''Ricordi quando andammo in pattini sul ghiaccio | e tu continuavi a dire "io non ce la faccio"? | Io ero lì che ti aiutavo | e già sentivo che ti amavo: | se cadevi ti acchiappavo. | Era il primo appuntamento, | il mio amore è andato sempre in aumento | perciò adesso sappi che | io sto sempre accanto a te. | Anche se la vita adesso è dura | tu non devi aver paura. | Fino a quando fiato avrò | ad acchiapparti io ci sarò.'' (''[[Rocky II]]'') *''Salendo le scale ieri sera | ho incontrato un uomo che non c'era. | Nemmeno oggi lui è qua, | spero tanto che se ne andrà.'' (''[[Identità (film)|Identità]]'') *''San Valentino, giorno assai lieto, | in amore non vuole segreto. | Quindi io ti invio questo biglietto | a rivelarti tutto il mio affetto.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'') *''Se piango mi metti allegria, mi pettina i capelli, | la mamma ha gli occhi dolci e belli. | E la mia nuova mamma Lucy è la più bella fra i gioielli!'' (''[[Cattivissimo me 2]]'') *''Se piango mi metti allegria, mi pettina i capelli, | la mamma ha gli occhi tanto dolci e belli. | Viva la mamma tua, sua e mia!'' (''[[Cattivissimo me 2]]'') *''Sette scoiattoli girano su un ramo | mangiando semi di girasole | nel ranch di mio zio sotto il sole.'' (''[[Tutti pazzi per Mary]]'') *''Tu che con me l'avara tanto fai | di bei sorrisi e di dolci parole | e che da me lontana te ne stai | persino quando rimaniamo sole, | più non m'inganni idolo mio. | Ben so che m'ami e così ti amo anch'io.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'') *''Tutto ciò che al mondo è vivo | se non ha un compagno al fianco | d'ogni scopo resta privo | e del viver presto è stanco.'' (''[[Duello al sole]]'') *''Una notte | ho squarciato la mia pelle di cicala, | ho divorato le tue foglie, | ignorando ogni veleno, | negando ogni legge alimentare, | in quella cecità larvale, | una genuina voracità.'' (''[[Fratelli in erba]]'') ===''[[L'attimo fuggente]]''=== *''Ho incontrato una ragazza di nome Chris, | è bionda e ha occhi di cielo. | Toccarla sarebbe il paradiso.'' *''Il gatto è seduto sul tetto.'' *''Vedo il dolce suo sorriso | e una luce sul suo viso. | Mi scopro a sognare di mondi infiniti, | sapendo che è viva.'' (''A Chris'') {{Raccolte dai media|Poesie|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Poesie dai media|Film]] o364m8nkkbpk6ce6ya4gbvshiej7zm5 Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 0 99198 1424397 1409927 2026-08-22T22:57:26Z Udiki 86035 -didascalia vecchia 1424397 wikitext text/x-wiki {{Film |immagine = |didascalia = |attori= *[[Daniel Radcliffe]]: [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]] *[[Rupert Grint]]: [[Ron Weasley]] *[[Emma Watson]]: [[Hermione Granger]] *[[Ralph Fiennes]]: [[Lord Voldemort]] *[[Helena Bonham Carter]]: [[Bellatrix Lestrange]] *[[Tom Felton]]: [[Draco Malfoy]] *[[Jason Isaacs]]: [[Mangiamorte#Lucius Malfoy|Lucius Malfoy]] *[[Helen McCrory]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Narcissa Malfoy|Narcissa Malfoy]] *[[Rhys Ifans]]: [[Xenophilius Lovegood]] *[[Evanna Lynch]]: [[Luna Lovegood]] *[[James Phelps]]: [[Fred e George Weasley|Fred Weasley]] *[[Oliver Phelps]]: [[Fred e George Weasley|George Weasley]] *[[Mark Williams (attore)|Mark Williams]]: [[Weasley (famiglia)#Arthur Weasley|Arthur Weasley]] *[[Julie Walters]]: [[Weasley (famiglia)#Molly Prewett in Weasley|Molly Weasley]] *[[Bonnie Wright]]: [[Ginny Weasley]] *[[Robbie Coltrane]]: [[Rubeus Hagrid]] *[[Domhnall Gleeson]]: [[Weasley (famiglia)#William Arthur Weasley (detto Bill)|Bill Weasley]] *[[Clémence Poésy]]: [[Fleur Delacour]] *[[Brendan Gleeson]]: [[Alastor Moody]] *[[David Thewlis]]: [[Remus Lupin]] *[[Natalia Tena]]: [[Ninfadora Tonks]] *[[George Harris]]: [[Ordine della Fenice#Kingsley Shacklebolt|Kingsley Shacklebolt]] *[[Andy Linden (attore)|Andy Linden]]: [[Ordine della Fenice#Mundungus Fletcher|Mundungus Fletcher]] *[[Alan Rickman]]: [[Severus Piton]] *[[Peter Mullan]]: [[Yaxley]] *[[Bill Nighy]]: [[Rufus Scrimgeour]] *[[Guy Henry]]: [[Pius O'Tusoe]] *[[Imelda Staunton]]: [[Dolores Umbridge]] *[[Timothy Spall]]: [[Peter Minus]] *[[John Hurt]]: [[Olivander]] *[[Matthew David Lewis|Matthew Lewis]]: [[Neville Paciock]] *[[Warwick Davis]]: [[Unci-Unci]] *[[Miranda Richardson]]: [[Rita Skeeter]] *[[Nick Moran]]: [[Scabior]] *[[David O'Hara]]: [[Albert Runcorn]] *[[Steffan Rhodri]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Reg Cattermole|Reg Cattermole]] *[[Sophie Thompson]]: [[Mafalda Hopkirk]] *[[Arben Bajraktaraj]]: [[Antonin Dolohov]] *[[Rod Hunt]]: [[Thorfinn Rowle]] *[[Hazel Douglas]]: [[Bathilda Bath]] *[[Michael Byrne]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Gellert Grindelwald|Gellert Grindelwald]] da anziano *[[Jamie Campbell Bower]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Gellert Grindelwald|Gellert Grindelwald]] da giovane *[[Carolyn Pickles]]: [[Charity Burbage]] *[[Frances de la Tour]]: [[Olympe Maxime]] *[[Devon Murray]]: [[Seamus Finnigan]] *[[Rade Serbedzija]]: [[Gregorovitch]] *[[David Ryall]]: [[Elphias Doge]] *[[Freddie Stroma]]: [[Cormac McLaggen]] *[[Dave Legeno]]: [[Fenrir Greyback]] *[[Richard Griffiths]]: [[Vernon Dursley]] *[[Fiona Shaw]]: [[Petunia Dursley]] *[[Harry Melling]]: [[Dudley Dursley]] *[[Michael Gambon]]: [[Albus Silente]] *[[Jim Broadbent]]: [[Horace Lumacorno]] |doppiatorioriginali= *[[Toby Jones]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Dobby|Dobby]] *[[Simon McBurney]]: [[Personaggi minori di Harry Potter#Kreacher|Kreacher]] |doppiatoriitaliani= *[[Alessio Puccio]]: Harry Potter *[[Giulio Renzi Ricci]]: Ron Weasley *[[Letizia Ciampa]]: Hermione Granger *[[Massimo Popolizio]]: Lord Voldemort *[[Laura Boccanera]]: Bellatrix Lestrange *[[Flavio Aquilone]]: Draco Malfoy *[[Massimo Lodolo]]: Lucius Malfoy *[[Franca D'Amato]]: Narcissa Malfoy *[[Gianluca Tusco]]: Xenophilius Lovegood *[[Veronica Puccio]]: Luna Lovegood *[[Lorenzo De Angelis]]: Fred e George Weasley *[[Mino Caprio]]: Arthur Weasley *[[Anna Rita Pasanisi]]: Molly Weasley *[[Erica Necci]]: Ginny Weasley *[[Francesco Pannofino]]: Rubeus Hagrid *[[Paolo Vivio]]: Bill Weasley *[[Paolo Buglioni]]: Alastor Moody *[[Danilo De Girolamo]]: Remus Lupin *[[Domitilla D'Amico]]: Ninfadora Tonks *[[Fabrizio Pucci]]: Kingsley Shacklebolt *[[Renzo Stacchi]]: Mundungus Fletcher *[[Francesco Vairano]]: Severus Piton *[[Massimo Corvo]]: Yaxley *[[Ennio Coltorti]]: Rufus Scrimgeour *[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Pius O'Tusoe *[[Ida Sansone]]: Dolores Umbridge *[[Roberto Stocchi]]: Peter Minus *[[Giorgio Lopez]]: Olivander *[[Gabriele Patriarca]]: Neville Paciock *[[Mario Scaletta]]: Unci-Unci *[[Francesco Sechi]]: Scabior *[[Sergio Graziani]]: Gellert Grindelwald *[[Sergio Di Giulio]]: Gregorovitch *[[Dante Biagioni]]: Elphias Doge *[[Lorenzo Accolla]]: Cormac McLaggen *[[Paolo Lombardi]]: Vernon Dursley *[[Fabrizio De Flaviis]]: Dudley Dursley *[[Gianni Musy]]: Albus Silente *[[Carlo Valli]]: Horace Lumacorno *[[Nanni Baldini]]: Dobby *[[Franco Zucca]]: Kreacher }} '''''Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1''''', film statunitense del 2010 diretto da [[David Yates]]. ==[[Incipit]]== Questi sono tempi duri, non lo si può negare. Forse il nostro mondo non ha mai affrontato una minaccia come quella di oggi. Ma io dico questo a tutta la cittadinanza: noi, sempre vostri servitori, continueremo a difendere la vostra libertà e a respingere le forze che tentano di portarvela via. Il vostro Ministero rimane forte. ('''Rufus Scrimgeour''') ==Frasi== {{cronologico}} *Nagini, la cena. ('''Lord Voldemort''') *{{NDR|Leggendo le Fiabe di Beda il Bardo}} C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole. Dopo un po' i fratelli giunsero a un fiume troppo pericoloso da attraversare. Essendo versati nelle arti magiche, ai tre fratelli bastò agitare le [[Bacchetta magica|bacchette]] per costruire un ponte. Ma prima di poterlo attraversare trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata: era la Morte. Si sentiva imbrogliata perché di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta: finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia, e disse che meritavano un premio per la loro abilità a sfuggirle. Il maggiore chiese una bacchetta più potente di qualsiasi altra al mondo, così la Morte gliene fece una da un albero di Sambuco che era nelle vicinanze. Il secondo fratello decise di voler umiliare la Morte ancora di più, e chiese il potere di richiamare i propri cari dalla tomba, così la Morte raccolse una pietra dal fiume e gliela offrì. Infine la Morte si rivolse al terzo fratello, un uomo umile. Lui chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene da quel posto senza essere seguito dalla Morte, e così la Morte, con riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità. Il primo fratello raggiunse un lontano villaggio armato della Bacchetta di Sambuco, e uccise un mago con cui in passato aveva litigato. Inebriato dal potere che la Bacchetta di Sambuco gli aveva dato si vantò della sua invincibilità. Ma quella notte un altro mago rubò la Bacchetta, e per buona misura gli tagliò la gola, e così la Morte chiamò a sé il primo fratello. Il secondo fratello tornò a casa, tirò fuori la Pietra e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia la ragazza che aveva sperato di sposare prima della di lei morte prematura gli apparve. Ma presto ella divenne triste e fredda perché non apparteneva al mondo dei mortali. Reso folle dal suo desiderio il secondo fratello si tolse la vita per unirsi a lei, e così la Morte si prese il secondo fratello. Riguardo al terzo fratello, la Morte lo cercò per molti anni ma non fu mai in grado di trovarlo. Solo quando ebbe raggiunto una veneranda età il fratello più giovane si tolse il Mantello dell'Invisibilità e lo donò a suo figlio. Poi salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, congedandosi da questa vita da pari a pari. ('''Hermione''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Un bellissimo posto dove stare con gli amici! Dobby è felice di stare con il suo amico Harry Potter! ('''Dobby''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Harry''': Pensi che siano lì dentro Hermione, mamma e papà?<br />'''Hermione''': Sì, io penso di sì. *'''Ron''': {{NDR|dopo essere tornato}} Ehi.<br />'''Hermione''': {{NDR|lo spinge, gli toglie lo zaino di mano e lo colpisce con delle foglie a ogni parola in preda alla rabbia}} Sei... un vero... '''DEFICIENTE''', Ronald Weasley! Ti rifai vivo dopo settimane, e dici ''Ehi''?! {{NDR|si gira verso Harry}} Dov'è la mia bacchetta, Harry? Dov'è la mia bacchetta? <br/>'''Harry''': Non lo so.<br/>'''Hermione''': Harry Potter, dammi la mia bacchetta!<br/>'''Harry''': Non ce l'ho!<br/>'''Ron''': Come mai ha la tua bacchetta? <br/>'''Hermione''': {{NDR|si rivolge di nuovo a Ron}} Lascia perdere perché ha la mia bacchetta! {{NDR|nota il Medaglione di Serpeverde distrutto da Ron e la Spada di Godric Grifondoro tra le sue mani}} Quello cos'é? Lo hai distrutto. E come mai tu, guarda caso, hai la spada di Grifondoro?<br/>'''Harry''': È una lunga storia. <br/>'''Hermione''': Non credere che questo cambi qualcosa. <br/>'''Ron''': Certo che no! Ho solo distrutto un maledetto Horcrux, perché dovrebbe cambiare qualcosa? Senti, volevo tornare non appena me ne sono andato, ma non sapevo come trovarvi. <br/>'''Harry''': Sì, come ci hai trovati? <br/>'''Ron''': {{NDR|tira fuori il Deluminatore}} Con questo. Non spegne solo le luci. Non so come funziona, ma-ma la mattina di Natale, dormivo in un piccolo pub, alla larga dai Ghermidori. E l'ho sentita.<br/>'''Harry''': Cosa?<br/>'''Ron''': Una voce. La tua voce, Hermione. Veniva da qui.<br />'''Hermione''': Esattamente cosa ho detto, posso saperlo?<br />'''Ron''': Il mio nome, solo il mio nome. Come un bisbiglio. Così l'ho preso, l'ho fatto scattare, ed è comparsa questa pallina di luce... e ho capito. E infatti ha galleggiato verso di me la palla di luce, mi è entrata nel petto ed è finita qui... proprio qui. E ho capito che mi avrebbe portato dove dovevo andare, così mi sono smaterializzato e sono sbucato su questa collina. Era buio non sapevo dove fossi, speravo solo che uno di voi si sarebbe mostrato... e così è stato. *'''Ron''': {{NDR|Xenophilius Lovegood aveva tentato di consegnare il trio ai Mangiamorte per riavere Luna, rapita da loro}} Quello spregevole traditore! Non possiamo fidarci di nessuno! <br/>'''Harry''': L'hanno rapita perché lui mi appoggiava. Era solo disperato. <br/>'''Ron''': Io faccio un incantesimo. {{NDR|All'improvviso arrivano i Ghermidori}} <br/>'''Scabior''': {{NDR|a Hermione}} Ciao, bellezza! {{NDR|il trio tenta di scappare}} Be', non statevene lì impalati, prendeteli! {{NDR|i Ghermidori inseguono il trio, prendono Ron e Hermione lancia un incantesimo su Harry per renderlo irriconoscibile}} *'''Ron''': {{NDR|Uno dei Ghermidori afferra Hermione}} No, non la toccare! {{NDR|un altro afferra Ron}} <br/>'''Hermione''': Lascialo! Non mi toccare! <br/>'''Scabior''': Il tuo ragazzo si beccherà molto di peggio se lui non impara a comportarsi come si deve. {{NDR|a Harry, sfigurato}} Che ti è successo, mostro? {{NDR|Harry e il Ghermidore che l'ha afferrato si voltano verso di lui}} No, non tu! {{NDR|di nuovo a Harry}} Come ti chiami? <br/>'''Harry''': Dudley! Vernon Dudley! <br/>'''Scabior''': {{NDR|al Ghermidore che tiene Harry}} Controlla! {{NDR|a Hermione}} E tu, bella mia, come ti chiamano? <br/>'''Hermione''': Mi chiamo Penelope Light, mezzosangue. <br/>'''Ghermidore 1''': {{NDR|controllando la carta d'identità}} Non c'è un Vernon Dudley, qui! <br/>'''Ghermidore 2''': Sentito, mostro? La lista dice che menti! Come mai non vuoi farci sapere chi sei? <br/>'''Harry''': La lista si sbaglia, vi ho detto chi sono. <br/>'''Scabior''': {{NDR|dopo averlo guardato bene}} Cambio di piano: questi non li portiamo al Ministero. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1''}} {{Harry Potter}} [[Categoria:Film fantasy]] [[Categoria:Harry Potter]] [[Categoria:Film con incipit]] rouqkgmxd3os29oudimxdu42i5f60e5 Cipresso 0 108687 1424418 1389332 2026-08-23T10:04:36Z Spinoziano 2297 +1 1424418 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Via Cassia - Masseria e cipressi (2).JPG|miniatura|Una stradina costeggiata da due filiere di cipressi]] Citazioni sui '''cipressi'''. ==Citazioni== *Essi interrogarono un saggio dicendogli: "Delle molte celebri piante che l'Altissimo Iddio ha creato ombrose e rigogliose, nessuna è chiamata ''azad'', o libera, eccetto il cipresso, che non porta frutti; che mistero è questo?". Rispose: "Ognuno ha i suoi frutti alla propria stagione, durante la quale è fresco e fiorito, e nella cui assenza è sterile e secco; il cipresso non è soggetto a queste condizioni, essendo sempre in fiore; e di questa natura sono pure gli ''azad'' o religiosi indipendenti. [...] se la tua mano è calma, sii munifico come l'[[palma da datteri|albero di datteri]]; ma se non hai nulla in più da dar via, sii un ''azad'', o uomo libero, come il cipresso". ([[Saˁdi]]) *''I cipressi che a Bólgheri alti e schietti | van da San Guido in duplice filar, | quasi in corsa giganti giovinetti | mi balzarono incontro e mi guardâr.'' ([[Giosuè Carducci]]) *Il cipresso è un pozzo che si è fatto albero. ([[Ramón Gómez de la Serna]]) *''La cicogna fa dei cipressi la sua dimora.'' (''[[Salmi]]'') *''La tua vita è un desiderio di agilità; | vorrebbe essere gentile ed è massa forte. | La tua vita è un desiderio lungo e taciuto; | è come lo spettro di una fiamma morta.'' ([[Josep Maria López-Picó]]) *Lei ha presente quel piccolo cipresso che si vede sulla collina quando facciamo la passeggiata? Quello piccolo, lontano, stagliato da solo così contro il cielo. [...] Ecco, m'ha suggerito questa immagine: ''Verde pennello intinto nell'azzurro | dipinge in aria quel che il vento detta.'' (''[[Accadde al penitenziario]]'') *''Ma la sera, quando vengono le tempeste, | in mortale angoscia noi ci chiniamo, mesti, | puntiamo le radici e aspettiamo tremanti | se la morte ci colga oppure passi avanti.'' ([[Hermann Hesse]]) *Principale fra le tre città, che compongono [[Costantinopoli]], è quella abitata dall'Imperadore, dalla nobiltà e da tutti i ricchi Musulmani, e porta il nome d{{'}}''Istanbole''; in quella che già dicemmo appellarsi Galata, e quasi tutta è popolata di Cristiani, se un Maomettano venga a dimorarvi, pianta innanzi alla sua porta un cipresso, per mostrar che la casa appartiene ad un Credente, non avendo quelli il diritto di coltivare un tal albero. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *''Quando la cima di quel cipresso | ti oscurerà la luce del sole | dimentica il mondo e vieni con me.'' ([[Rino Gaetano]]) *''Sale la nebbia sui prati bianchi | come un cipresso nei camposanti, | un campanile che non sembra vero | segna il confine fra la terra e il cielo.'' ([[Fabrizio De André]]) *– Tu lo sai perché ci mettono i cipressi nei cimiteri?<br>– Per le radici. Vanno giù dritte, non orizzontali. E così non danno fastidio alle tombe. Non fanno solletico ai morti. Mi piacciono i cipressi, sono belli. I Cipressi, gli alberi pizzuti. (''[[Rocco Schiavone (serie televisiva)|Rocco Schiavone]]'') ===[[Roberto Gervaso]]=== *I morti tengono compagnia ai cipressi. O viceversa? *I [[salice|salici]] mi fanno venire una gran voglia di piangere; i cipressi, di morire; i [[pioppo|pioppi]], di scrivere. *Il vento fa il solletico al cipresso, che, però, non ha alcuna voglia di ridere. ===[[Giovanni Pascoli]]=== *''Io vedo (come è questo giorno, oscuro!), | vedo nel cuore, vedo un camposanto | con un fosco cipresso alto sul muro. || E quel cipresso fumido si scaglia | allo scirocco: a ora a ora in pianto | sciogliesi l'infinita nuvolaglia.'' *''Quando brillava il vespero vermiglio, | e il cipresso pareva oro, oro fino, | la madre disse al piccoletto figlio: | Così fatto è lassù tutto un giardino. | Il bimbo dorme e sogna i rami d'oro, | gli alberi d'oro, le foreste d'oro; | mentre il cipresso nella notte nera | scagliasi al vento, piange alla bufera.'' *''Stavano neri al lume della luna | gli erti cipressi, guglie di basalto, | quando tra l'ombre svolò rapida una | ombra dall'alto: | orma sognata d'un volar di piume, | orma d'un soffio molle di velluto, | che passò l'ombre e scivolò nel lume | pallido e muto: | ed i cipressi sul deserto lido | stavano come un nero colonnato, | rigidi, ognuno con tra i rami un nido | addormentato.'' ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|etichetta=cipresso}} [[Categoria:Alberi ornamentali]] 5sc7p4a4hf2whbaz3m2gn7vm6mlbu84 Sionismo 0 110447 1424398 1423476 2026-08-23T02:59:16Z AssassinsCreed 17001 pleonastico, andrebbe operata una selezione 1424398 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]] Citazioni sul '''sionismo'''. ==Citazioni== *Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]]) *Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]]) *Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]]) *Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]]) *La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]]) *La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]]) *Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]]) *Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]]) *Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]]) *Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]]) *Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]]) *Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]]) ===[[Albert Einstein]]=== *[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità. *Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo. *Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio. *{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere. *Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico. ===[[Ilan Pappé]]=== *Dopo la seconda guerra mondiale al sionismo è stato permesso di diventare un progetto coloniale, in un periodo in cui il colonialismo veniva rifiutato dal mondo civilizzato, perché la creazione di uno stato ebraico offriva all'Europa, e in particolare alla Germania occidentale, una facile via d'uscita dai peggiori eccessi dell'antisemitismo. Israele è stato il primo a riconoscere «una nuova Germania»; in cambio ha ricevuto molti soldi, ma anche, cosa ben più importante, carta bianca per trasformare l'intera Palestina in Israele. *È chiaro [...] come il sionismo fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. *Essere ebreo sionista nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. *Fin dalla sua nascita, a metà del 19° secolo, il sionismo ha rappresentato un'espressione marginale della realtà culturale ebraica, emersa come risultato dell'unione di due impulsi provenienti dalle comunità dell'Europa centrale e orientale. Il primo derivava da una ricerca di sicurezza all'interno di una società che rifiutava di integrare gli ebrei come eguali e che, attraverso leggi formali o tumulti incoraggiati e a volte organizzati dai governanti, li perseguitava come diversivo rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici. Il secondo impulso esprimeva invece il desiderio di emulare nuovi movimenti nazionali che cominciavano a proliferare in Europa durante il periodo notoriamente riconosciuto dagli storici come «primavera dei popoli». *I palestinesi avevano del movimento sionista la stessa opinione che nutrivano gli algerini nei confronti dei colonialisti francesi: esattamente com'era inconcepibile per gli algerini accettare di dividere la propria terra con i coloni francesi, per i palestinesi era altrettanto inaccettabile spartire la Palestina con il movimento sionista. *I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. *Il movimento sionista deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del sionismo. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Il ritorno degli ebrei apriva la strada al ritorno del Messia e alla risurrezione dei morti: il progetto sionista di colonizzare la Palestina fu ampiamente facilitato da questo credo religioso esoterico. Tuttavia, dietro queste visioni religiose si nascondevano classici sentimenti [[Antisemitismo|antisemiti]]. Spingere le comunità ebraiche verso la Palestina non era solo un imperativo religioso, contribuiva anche alla creazione di un'Europa senza ebrei. Si potevano prendere due piccioni con una fava: sbarazzarsi degli ebrei in Europa, e allo stesso tempo adempiere allo schema divino che prevedeva una «seconda venuta» accelerata dal ritorno degli ebrei in Palestina (e dalla loro successiva conversione al cristianesimo o perdizione eterna all'inferno). *Il sionismo ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. *Il sionismo si è posto come soluzione all'[[antisemitismo]], ma è diventato la ragione principale della sua prolungata presenza. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *La politica sionista iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. *Le idee embrionali del sionismo trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. *Lo spazio vitale che il movimento sionista chiedeva per sé non era determinato dalla necessità di salvare gli ebrei perseguitati, ma dal desiderio di prendere quanta più Palestina possibile con il minor numero di abitanti nativi. *Mentre queste prime idee sioniste si diffondevano tra le comunità ebraiche in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, rabbini e personalità di spicco di queste stesse comunità rifiutavano questo nuovo approccio. Leader religiosi illustri liquidavano il sionismo come una forma di secolarizzazione e modernizzazione, mentre i laici temevano che le nuove idee avrebbero sollevato interrogativi sulla lealtà verso i propri stati nazionali e avrebbero quindi incrementato l'[[antisemitismo]]. *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. *Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. *Quando il sionismo fece la sua prima apparizione in Europa molti rabbini tradizionalisti, difatti, proibirono ai loro fedeli di avere a che fare con gli attivisti sionisti. Vedevano nel sionismo un tentativo di intromissione rispetto al disegno divino di un esilio che si sarebbe concluso solo con la venuta del Messia. Rifiutavano categoricamente l'idea che gli ebrei dovessero fare tutto il possibile per porre fine all'«esilio», e credevano piuttosto di dover attendere la parola di Dio e l'annunciazione della sua venuta prima di tornare alla terra promessa; nel frattempo avrebbero dovuto praticare lo stile di vita tradizionale. Sebbene ai fedeli fosse permesso visitare la Palestina in pellegrinaggio, questo non rappresentava di certo un benestare al trasferimento di massa. *Senza l'apparizione del sionismo all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. *Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Antisemitismo]] *[[Ebrei]] *[[Israele]] *[[Primo congresso sionista]] *[[Università Ebraica di Gerusalemme]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Correnti ebraiche]] [[Categoria:Ideologie politiche]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Storia contemporanea]] nuu55wpj7ejrugy55ksj1mbexg2hlrh The Dark Crystal 0 116835 1424388 1419712 2026-08-22T20:10:27Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Skeksis_on_Display.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Christian Ferrer|Christian Ferrer]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/Files in Category:The Dark Crystal|]]. 1424388 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Dark Crystal |titoloitaliano=Dark Crystal |titolooriginale=The Dark Crystal |immagine= |didascalia= Il costume di Generale skekUng, in mostra al ''Puppetry Arts Center'' in Atlanta, Georgia. |paese=Gran Bretagna |anno=1982 |genere=fantasia |regista=Jim Henson e Frank Oz |soggetto=Jim Henson e David Odell |sceneggiatore=Jim Henson |attori= *[[Jim Henson]]: Jen/skekZok il maestro delle cerimonie/skekSo l'imperatore *[[Kathryn Mullen]]: Kira *[[Frank Oz]]: Aughra/skekSil il ciambellano *[[Dave Goelz]]: skekUng il generale dei garthim/Fizzgig *[[Louise Gold]]: skekAyuk il buongustaio *[[Brian Muehl]]: urSu il maestro di Jen/urZah il custode del rito/skekEkt l'artista *[[Bob Payne]]: skekOk lo storico *[[Mike Quinn]]: skekNa il signore degli schiavi *[[Tim Rose]]: skekShod il tesoriere *[[Steve Whitmire]]: skekTek lo scienziato *[[Jean Pierre Amiel]]: urUtt il tessitore *[[Hugh Spight]]: urAmaj il cuoco *[[Robbie Barnett]]: urYod l'indovino *[[Swee Lim]]: urNol l'erborista *[[Simon Williamson]]: urSol il cantore *[[Hus Levant]]: urAc lo scrivano *[[Toby Philpott]]: urTih l'alchimista *[[Dave Greenaway]] e [[Richard Slaughter]]: urIm il guaritore *[[Hugh Spight]], [[Swee Lim]], e [[Robbie Barnett]]: i trampolieri *[[Joseph O'Conor]]: Narratore e voce di ungIm |doppiatoriitaliani= *[[Marco Guadagno]]: Jen *[[Gastone Pescucci]]: skekSil il ciambellano *[[Renato Mori]]: urSu il maestro di Jen *[[Nando Gazzolo]]: Narratore |note= }} '''''Dark Crystal''''', film britannico del 1982, regia di [[Jim Henson]] e [[Frank Oz]]. {{tagline|Un altro mondo. Un altra epoca. Al tempo dei prodigi.}} ==[[Incipit]]== Un altro mondo. Un altra epoca. Al tempo dei prodigi. Mille anni fa questa terra era verde e buona finché il cristallo si rupe e un pezzo venne perduto; un frammento del cristallo. E, in seguito, cominciarono le lotte, e apparirono due nuove razze; gli crudeli Skeksis e i gentili Mistici. Qui, nel castello del cristallo, gli Skeksis imposero il loro dominio sul mondo. Ora gli Skeksis si riuniscono nella stanza sacra, dove il cristallo è sospeso su una colonna di aria e fuoco. Gli Skeksis, con i loro corpi rigidi e deformi, le loro volontà spietate e malefiche, hanno regnato per mille anni. Eppure ora sono rimasti solo in dieci. Una razza morente retta da un imperatore morente, dieci prigionieri in loro stessi in una terra morente. Oggi, si riuniscono ancora una volta intorno al cristallo, mentre il primo sole si avvicina allo zenit, perché questo e il rituale degli Skeksis; cosi come hanno depredato la terra, hanno anche imparato ad estrarre nuova vita dal sole. Oggi si ristoreranno di nuovo, ingannando la morte ancora una volta, attraverso il potere della loro sorgente, il loro tesoro, il loro destino; il cristallo nero. Ma oggi la cerimonia del sole non da alcun conforto. Oggi un imperatore giace in agonia. Oggi un nuovo imperatore dovrà impadronirsi del trono. ('''Narratore''') ==Frasi== *Mille anni fa il cristallo si rupe, e qui, lontano dal castello, la razza dei Mistici venne a vivere un sogno di pace. La loro vita e la dolce e semplice, gentile dei veri saggi. Eppure adesso sono rimasti solo in dieci; una razza morente che ripete con forze calanti i rituali antichi di cui conserva un nebuloso ricordo. Ma oggi il rituale non da alcun conforto. Oggi, il più saggio dei Mistici giace in agonia. Oggi, convocano colui che dovrà salvarli. ('''Narratore''') *Nella valle dei Mistici vive un Gelfling; Jen. Gli Skeksis uccisero sua famiglia, sterminarono suo clan. Soltanto Jen sopravvisse alla strage, e fu allevato dal più saggio dei Mistici. Ma esiste una profezia. Sono passati mille anni, e ora il mondo deve essere di nuovo sottoposto a un periodo di prova. Ora dev'essere guarito o passare per sempre sotto il dominio del male. In questa epoca, il prescelto e Jen. Oggi, il flauto di Jen non da alcun conforto, perché oggi il suo maestro e in punto di morte, e un viaggio deve cominciare; il viaggio lungo e pericoloso di Jen. ('''Narratore''') *Ma sono tutti morti i Gelfling, uccisi dai Garthim, non puoi essere un Gelfling. Hai l'aspetto d'un Gelfling. Hai l'odore di'un Gelfling. Forse tu sei un Gelfling! ('''Aughra''') *Mille anni fa, ci fu una grande congiunzione. Io ero presente; tre soli si allinearono. Fu allora che il cristallo si rupe e apparvero gli Skeksis e i Mistici. Sarà un altra grande congiunzione tra poco. Potrà succedere qualunque cosa; il mondo intero potrebbe incendiarsi. Fine di Aughra! ('''Aughra''') *La grande congiunzione è la fine del mondo, oppure l'inizio. Fine, inizio, è la stessa cosa; grande cambiamento. A volte bene, a volte male. ('''Aughra''') *Pipistrelli del cristallo partite! Cercate sulla terra, cercate sull'acqua, cercate il cielo! ('''skekZok''') *Quando il triplice sole splenderà singolo, ciò che fu disgiunto e disfatto di nuovo sarà integro, i due diventeranno uno, per mano di Gelfling oppure di nessuno. ('''Jen''') {{NDR|[[profezie dai film|profezia]]}} *La Grande Congiunzione arriva. Ora vivremo in eterno. Vivremo in eterno! ('''skekZok''') ==Dialoghi== *'''urSu''': La profezia dice quando i tre soli si congiungeranno...<br />'''Jen''': Maestro, che cos'è successo?<br />'''urSu''': Ascoltami bene, Gelfling. Ti ho chiamato per dirti che sei in pericolo, e io ti devo lasciare presto.<br />'''Jen''': Lasciarmi? Maestro, no!<br />'''urSu''': Ti ho già parlato degli Skeksis e il loro malefico potere, Gelfling.<br />'''Jen''': Gli Skeksis hanno ucciso mia madre e mio padre.<br />'''urSu''': La storia scorre assai più profonda di quel che tu possa conoscere, e tu ne sei parte.<br />'''Jen''': Io non capisco, maestro.<br />'''urSu''': Gli Skeksis hanno paura di te e giureranno di distruggerti, perché nella profezia è scritta che tu dovrai trovare il frammento; il frammento di cristallo.<br />'''Jen''': Il frammento di cristallo?!<br />'''urSu''': Per salvare il nostro mondo, Gelfling, tu dovrai trovare il frammento di cristallo. E devi trovarlo prima che i tre soli siano uniti, altrimenti gli Skeksis regneranno per l'eternità.<br />'''Jen''': Dove si trova?<br />'''urSu''': [[Aughra]] custodisce il frammento. Segui il sole maggiore per un giorno intero fino alla casa di Aughra. Lassu, sull'alta collina, Aughra scruta tutti i segreti.<br />'''Jen''': Aughra? Segui il sole maggiore? Maestro, io sono soltanto un Gelfling.<br />'''urSu''': Tutto è nelle tue mani. I nostri cammini devono separarsi. I tre soli non aspetteranno. Ricordati di me, Jen. Forse ci rincontreremo in un altra vita, ma mai più in questa. Mai più. *'''skekEkt''': Oh sì, ciambellano. Finalmente è arrivato l'ora di scegliere un nuovo imperatore.<br />'''skekSil''': Già, sarebbe giusto che fosse io.<br />'''skekUng''': Lui no, io devo regnare! *'''skekZok''': {{NDR|vedendo il ciambellano avvicinarsi allo scettro}} Fermati, idiota! Quello non ti appartiene.<br />'''skekSil''': Indietro, verme!.<br />'''skekUng''': Ciambellano! Ciambellano, lascia lo scettro. Io ti sfido.<br/>'''skekSil''': Sì, la prova della pietra.<br/>'''skekUng''': La prova della pietra!<br/>'''skekNa''': ''Haakskeekah'', la prova della pietra! *'''Jen''': Sto cercando Aughra.<br />'''Aughra''': Chi ti ha mandato?<br />'''Jen''': Il mio maestro; il più saggio dei Mistici.<br />'''Aughra''': Dove si trova? Qui intorno?<br />'''Jen''': È morto.<br />'''Aughra''': Può essere dovunque. *'''Kira''': ''Kto vy?''<br />'''Jen''': E...?<br />'''Kira''': ''Òtkuda?''<br />'''Jen''': Tu... Gelfing? Come me?<br />'''Kira''': Be, sì!<br />'''Jen''': Ma io credevo di essere l'unico.<br />'''Kira''': Anch'io credevo di esserlo. *'''skekZok''': A me sembra che quel Gelfling sia riuscito a fuggire.<br />'''skekUng''': Nessun Gelfling è mai riuscito a sfuggire ai miei micidiali Garthim! *'''Aughra''': Idioti! Skeksis idioti! Che cosa volete da me?<br />'''skekUng''': Ma questo non è un Gelfling!<br />'''Aughra''': Ma certo che non sono un Gelfling! E tu sei una putrida lucertola! Vi farò il malocchio io!<br />'''skekZok''': Era con lui. Lo ha aiutato. Dove si trova?<br />'''Aughra''': Andato. Gelfling andato. Stupidi Garthim! Se volevi il Gelfling perché non me lo hai chiesto? Eh no! Hai mandato questi cervelli da granchio a bruciare la mia casa. Adesso casa andata, Gelfling andato, e qui c'è solo Aughra. Meschini mocciosi ammuffiti di madre melmosa! Finirete appesi ad una forca!<br />'''skekEkt''': Oh, che volgarità!<br />'''skekZok''': Attenta a quel che dici, vecchiaccia. Noi siamo i signori del Cristallo.<br />'''Aughra''': Signori? Ancora per poco. Avete dimenticato la profezia? Un Gelfling metterà a fine il potere degli Skeksis. Il Gelfling verrà, vi farà strisciare come i vermi che siete. {{NDR|[[insulti dai film|insulto]]}} *'''Kira''':Che cosa sono quei segni strani?<br>'''Jen''': Tutto questo è scrittura.<br>'''Kira''': Che cos'è la scrittura?<br>'''Jen''': Parole che restano. Il mio maestro me l'ha insegnato. *'''skekSil''': La profezia. La profezia ha causato lo sterminio dei Gelfling.<br>'''Jen''': Quella profezia?<br>'''skekSil''': Sì.<br>'''Jen''': È per questo che gli Skeksis hanno ucciso i Gelfling?<br>'''skekSil''': Sì, è così. Grave errore. Gli Skeksis hanno paura, temono i Gelfling.<br>'''Jen''': Ma tu sei uno Skeksis.<br>'''skekSil''': Ma sono vostro amico. Vi ho salvato dai Garthim.<br>'''Jen''': E perché l'hai fatto?<br>'''Kira''': Non dargli ascolto! È un inganno.<br>'''skekSil''': No! Vi prego, dovete ascoltare. Sono in disgrazia, e se porto la pace non sarò più in disgrazia.<br>'''Jen''': Metterai fine agli attacchi dei Garthim?<br>'''skekSil''': Sì. Vi prego, venite con me al castello. Vi prego, dimostrate che volete la pace. Dimostrate che Gelfling non ci faranno del male. Vi prego. Vi prego. Vi prego... *'''Jen''': La profezia non ha mai parlato di questo.<br />'''Kira''': I profeti non sanno tutto. ==[[Explicit]]== Ed ora la profezia è compiuta. Ora siamo di nuovo uno. Molto tempo fa, nella nostra arroganza ed illusione, abbiamo frantumato il Puro Cristallo ed il nostro mondo si è spaccato. Il vostro coraggio e il vostro sacrificio ci hanno resi integri e hanno ripristinato il vero potere del Cristallo. Tienila stretta. Lei fa parte di te, come tutti noi facciamo parte l'uno dell'altro. Ora vi lasciamo il Cristallo della Verità. Create il vostro mondo alla sua luce. ('''UngIm''') ==Citazioni su ''The Dark Crystal''== *Adoro la scena in cui il ciambellano viene svestito. Perde la battaglia, e di conseguenza viene bandito. E se si considera il fatto che tutti questi Skeksis che devono svestirlo e bandirlo dal regno hanno oltre agli attori al loro interno hanno anche tre o quattro persone, o da due a quattro persone. C'è una gran confusione. Ed è stato difficile farli muovere tutti. Ed è come avere un piccolo esercito in movimento. ([[Frank Oz]]) *È una storia sul bene e sul male, della crescita di Jen nell'incontrare un nuovo mondo. ([[Frank Oz]]) *Una favola fantastica in stile Tolkien, rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Il Mereghetti]]'') ===[[Brian Froud]]=== *Facemmo molte ricerche. Leggemmo molto sulle varie religioni e filosofie e forme d'arte. Volevamo rendere vivi questi personaggi che esistessero nel loro mondo non solo per il breve periodo di tempo in cui li vedevamo nel film. Vogliamo sapere che quando li lasciamo alla fine del film loro vivranno ancora. Avranno lo stesso stile di vita. *Per tutto questo film ci sono molti simboli. Ho dovuto disegnare un mondo intero, un mondo che non era mai stato visto prima e che [...] si percepisse essere reale, che avesse, in particolare, una storia. Aveva un passato, perché eravamo appena arrivati in questo posto e dovevamo credere in quello che vedevamo. Così pensai che se ogni cosa che si vedeva avesse avuto sopra qualche simbolo, e forme che sembrassero essere collegate in maniera specifica a questo mondo, si avrebbe avuta l'impressione che fosse un mondo antico. *Qualche anno fa, alla presentazione di questo film ad Albuquerque, c'era un pubblico di studenti universitari. Non riuscirono a cogliere quello che vedevano.<br>Dicevano:"Beh, cos'è questo?"<br>E io risposi: "Sono pupazzi".<br>Il fatto è che loro erano cresciuti nell'era del digitale e il digitale ha la sua qualità, e questo ha un altro tipo di qualità, ed è per via del fatto che è reale. È fisico. Tutto quello che vedete è stato costruito. [...] La gravità ne fa parte, quindi tutto cade e si muove nel modo che conosciamo. E questo conferisce molta immediatezza al film. E penso che questo sia quello che il pubblico apprezzi del film ancora oggi. Pensavamo di fare altri film come questo, ma non li abbiamo mai fatti. Quindi questo spicca, rimane isolato come una specie di evento speciale. *Una volta ho visto questo film in italiano, ed era esilarante. [...] Questa scena {{NDR|degli Skeksis che complottano fra di loro}}, in particolare, era molto divertente, perché quando lo ascolti in italiano, è come se fosse un Vaticano demente. *Abbiamo inventato una storia che ci piaceva. Cioè, abbiamo fatto questo film per noi stessi. [...] Non si potrebbe rifare. I commercialisti non ti permetterebbero di farlo, o gli addetti al marketing direbbero: "Beh, chi...? Dovete definire il vostro audience". E Jim voleva solo divertirsi. Voleva sperimentare delle idee e credo davvero che questo abbia un aspetto mistico tipico di Jim Henson. Sapete, era un pensatore profondo. E credo che questo [...] indica parte della sua filosofia sul fatto che tutto sia collegato, qui. Ecco perché quando lo disegnai, ho messo questi simboli e geometria. Tutto, persino le creature, hanno simbolismi. E dice che tutto in questo mondo è collegato, che tutti hanno bisogno di contare sul prossimo, e lo fanno davvero. La risoluzione del film è portare le creature tutte insieme. ===[[Jim Henson]]=== *È probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto. Quella in cui c'era da lavorare di più. Quella più difficile. Ma è stata anche la più divertente. La più gratificante. E tra tutti i progetti su cui ho lavorato, è quello di cui vado più fiero. *È una storia d'avventura, ma certamente non del nostro mondo. *La gente non dovrebbe aspettarsi i Muppet perché non sono presenti. Questo è qualcos'altro. *Mi piace pensare a Dark Crystal come a una specie di opera d'arte. E per me lo è. Ma non è l'opera d'arte di una persona. Non è qualcosa che ho fatto da solo, ma qualcosa che ha fatto Frank, Brian, Gary e tutti gli attori. Centinaia di persone hanno creato questa cosa. Come lavoro, credo sia qualcosa che ci darà sempre soddisfazione. *Nella nostra idea originale cercavamo delle piante che erano una specie di via di mezzo tra piante e animali. E quindi avevamo animali che avevano radici in un posto e avevamo piante che andavano in giro. E cercavamo una combinazione interessante tra le due. Dovremmo trovare tutti i tipi di sfondo al di là delle cose, al di là di quello che si vedeva. Conoscevamo il paesaggio. Avevamo mappe del paesaggio, e sapevamo cosa c'era sulle montagne. Il colore per tutte queste diverse aree, gli animali e piante diverse che vivano lì. Pochissimo di tutto questo finisce nel film ma dovevamo saperlo per [...] farlo funzionare come un mondo vero. Quindi, anche se ne mostrammo solo una piccola parte nel film, abbiamo a che fare con qualcosa che ha della sostanza. *Originariamente Aughra doveva essere un vecchio saggio, poi mi sono lasciato convincere da mia figlia a trasformarlo in una maga, così come Shirley, mia figlia, mi ha costretto ad evidenziare la figura di Kira. *Quando iniziammo a lavorare al progetto, volevo prima creare il mondo. Volevo cominciare con un mondo adeguato a questi personaggi e com'era il posto. Piante, alberi, rocce, tutto questo. Cominciare da quello, prima, e poi sviluppare la storia. Ed è questo quello che abbiamo fatto. Cominciammo a pensare a questo e nello stesso momento in cui cominciammo a pensarci, vidi parte del lavoro di Brian Froud e me ne innamorai immediatamente. Pensavo che sarebbe stato quel genere di cosa che andava bene per quest'idea particolare. E i suoi concetti, visivamente, erano quel tipo di cose che potevamo riportare su tre dimensioni. Una delle cose che mi ha attratto che quelle creature particolari che aveva disegnato erano quel genere di cosa che facilmente sarebbe diventata una creatura vivente. *Volevo girare un film dove le creature non ci assomigliassero. ==Voci correlate== *[[A. C. H. Smith]] *''[[Dark Crystal: La resistenza]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''The Dark Crystal''}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film fantasy]] d63ix18htt3bg6uvyl8gzj9ptfzav3f 1424394 1424388 2026-08-22T22:36:41Z Skekzilla 17056 1424394 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Dark Crystal |titoloitaliano=Dark Crystal |titolooriginale=The Dark Crystal |immagine= |didascalia= |paese=Gran Bretagna |anno=1982 |genere=fantasia |regista=Jim Henson e Frank Oz |soggetto=Jim Henson e David Odell |sceneggiatore=Jim Henson |attori= *[[Jim Henson]]: Jen/skekZok il maestro delle cerimonie/skekSo l'imperatore *[[Kathryn Mullen]]: Kira *[[Frank Oz]]: Aughra/skekSil il ciambellano *[[Dave Goelz]]: skekUng il generale dei garthim/Fizzgig *[[Louise Gold]]: skekAyuk il buongustaio *[[Brian Muehl]]: urSu il maestro di Jen/urZah il custode del rito/skekEkt l'artista *[[Bob Payne]]: skekOk lo storico *[[Mike Quinn]]: skekNa il signore degli schiavi *[[Tim Rose]]: skekShod il tesoriere *[[Steve Whitmire]]: skekTek lo scienziato *[[Jean Pierre Amiel]]: urUtt il tessitore *[[Hugh Spight]]: urAmaj il cuoco *[[Robbie Barnett]]: urYod l'indovino *[[Swee Lim]]: urNol l'erborista *[[Simon Williamson]]: urSol il cantore *[[Hus Levant]]: urAc lo scrivano *[[Toby Philpott]]: urTih l'alchimista *[[Dave Greenaway]] e [[Richard Slaughter]]: urIm il guaritore *[[Hugh Spight]], [[Swee Lim]], e [[Robbie Barnett]]: i trampolieri *[[Joseph O'Conor]]: Narratore e voce di ungIm |doppiatoriitaliani= *[[Marco Guadagno]]: Jen *[[Gastone Pescucci]]: skekSil il ciambellano *[[Renato Mori]]: urSu il maestro di Jen *[[Nando Gazzolo]]: Narratore |note= }} '''''Dark Crystal''''', film britannico del 1982, regia di [[Jim Henson]] e [[Frank Oz]]. {{tagline|Un altro mondo. Un altra epoca. Al tempo dei prodigi.}} ==[[Incipit]]== Un altro mondo. Un altra epoca. Al tempo dei prodigi. Mille anni fa questa terra era verde e buona finché il cristallo si rupe e un pezzo venne perduto; un frammento del cristallo. E, in seguito, cominciarono le lotte, e apparirono due nuove razze; gli crudeli Skeksis e i gentili Mistici. Qui, nel castello del cristallo, gli Skeksis imposero il loro dominio sul mondo. Ora gli Skeksis si riuniscono nella stanza sacra, dove il cristallo è sospeso su una colonna di aria e fuoco. Gli Skeksis, con i loro corpi rigidi e deformi, le loro volontà spietate e malefiche, hanno regnato per mille anni. Eppure ora sono rimasti solo in dieci. Una razza morente retta da un imperatore morente, dieci prigionieri in loro stessi in una terra morente. Oggi, si riuniscono ancora una volta intorno al cristallo, mentre il primo sole si avvicina allo zenit, perché questo e il rituale degli Skeksis; cosi come hanno depredato la terra, hanno anche imparato ad estrarre nuova vita dal sole. Oggi si ristoreranno di nuovo, ingannando la morte ancora una volta, attraverso il potere della loro sorgente, il loro tesoro, il loro destino; il cristallo nero. Ma oggi la cerimonia del sole non da alcun conforto. Oggi un imperatore giace in agonia. Oggi un nuovo imperatore dovrà impadronirsi del trono. ('''Narratore''') ==Frasi== *Mille anni fa il cristallo si rupe, e qui, lontano dal castello, la razza dei Mistici venne a vivere un sogno di pace. La loro vita e la dolce e semplice, gentile dei veri saggi. Eppure adesso sono rimasti solo in dieci; una razza morente che ripete con forze calanti i rituali antichi di cui conserva un nebuloso ricordo. Ma oggi il rituale non da alcun conforto. Oggi, il più saggio dei Mistici giace in agonia. Oggi, convocano colui che dovrà salvarli. ('''Narratore''') *Nella valle dei Mistici vive un Gelfling; Jen. Gli Skeksis uccisero sua famiglia, sterminarono suo clan. Soltanto Jen sopravvisse alla strage, e fu allevato dal più saggio dei Mistici. Ma esiste una profezia. Sono passati mille anni, e ora il mondo deve essere di nuovo sottoposto a un periodo di prova. Ora dev'essere guarito o passare per sempre sotto il dominio del male. In questa epoca, il prescelto e Jen. Oggi, il flauto di Jen non da alcun conforto, perché oggi il suo maestro e in punto di morte, e un viaggio deve cominciare; il viaggio lungo e pericoloso di Jen. ('''Narratore''') *Ma sono tutti morti i Gelfling, uccisi dai Garthim, non puoi essere un Gelfling. Hai l'aspetto d'un Gelfling. Hai l'odore di'un Gelfling. Forse tu sei un Gelfling! ('''Aughra''') *Mille anni fa, ci fu una grande congiunzione. Io ero presente; tre soli si allinearono. Fu allora che il cristallo si rupe e apparvero gli Skeksis e i Mistici. Sarà un altra grande congiunzione tra poco. Potrà succedere qualunque cosa; il mondo intero potrebbe incendiarsi. Fine di Aughra! ('''Aughra''') *La grande congiunzione è la fine del mondo, oppure l'inizio. Fine, inizio, è la stessa cosa; grande cambiamento. A volte bene, a volte male. ('''Aughra''') *Pipistrelli del cristallo partite! Cercate sulla terra, cercate sull'acqua, cercate il cielo! ('''skekZok''') *Quando il triplice sole splenderà singolo, ciò che fu disgiunto e disfatto di nuovo sarà integro, i due diventeranno uno, per mano di Gelfling oppure di nessuno. ('''Jen''') {{NDR|[[profezie dai film|profezia]]}} *La Grande Congiunzione arriva. Ora vivremo in eterno. Vivremo in eterno! ('''skekZok''') ==Dialoghi== *'''urSu''': La profezia dice quando i tre soli si congiungeranno...<br />'''Jen''': Maestro, che cos'è successo?<br />'''urSu''': Ascoltami bene, Gelfling. Ti ho chiamato per dirti che sei in pericolo, e io ti devo lasciare presto.<br />'''Jen''': Lasciarmi? Maestro, no!<br />'''urSu''': Ti ho già parlato degli Skeksis e il loro malefico potere, Gelfling.<br />'''Jen''': Gli Skeksis hanno ucciso mia madre e mio padre.<br />'''urSu''': La storia scorre assai più profonda di quel che tu possa conoscere, e tu ne sei parte.<br />'''Jen''': Io non capisco, maestro.<br />'''urSu''': Gli Skeksis hanno paura di te e giureranno di distruggerti, perché nella profezia è scritta che tu dovrai trovare il frammento; il frammento di cristallo.<br />'''Jen''': Il frammento di cristallo?!<br />'''urSu''': Per salvare il nostro mondo, Gelfling, tu dovrai trovare il frammento di cristallo. E devi trovarlo prima che i tre soli siano uniti, altrimenti gli Skeksis regneranno per l'eternità.<br />'''Jen''': Dove si trova?<br />'''urSu''': [[Aughra]] custodisce il frammento. Segui il sole maggiore per un giorno intero fino alla casa di Aughra. Lassu, sull'alta collina, Aughra scruta tutti i segreti.<br />'''Jen''': Aughra? Segui il sole maggiore? Maestro, io sono soltanto un Gelfling.<br />'''urSu''': Tutto è nelle tue mani. I nostri cammini devono separarsi. I tre soli non aspetteranno. Ricordati di me, Jen. Forse ci rincontreremo in un altra vita, ma mai più in questa. Mai più. *'''skekEkt''': Oh sì, ciambellano. Finalmente è arrivato l'ora di scegliere un nuovo imperatore.<br />'''skekSil''': Già, sarebbe giusto che fosse io.<br />'''skekUng''': Lui no, io devo regnare! *'''skekZok''': {{NDR|vedendo il ciambellano avvicinarsi allo scettro}} Fermati, idiota! Quello non ti appartiene.<br />'''skekSil''': Indietro, verme!.<br />'''skekUng''': Ciambellano! Ciambellano, lascia lo scettro. Io ti sfido.<br/>'''skekSil''': Sì, la prova della pietra.<br/>'''skekUng''': La prova della pietra!<br/>'''skekNa''': ''Haakskeekah'', la prova della pietra! *'''Jen''': Sto cercando Aughra.<br />'''Aughra''': Chi ti ha mandato?<br />'''Jen''': Il mio maestro; il più saggio dei Mistici.<br />'''Aughra''': Dove si trova? Qui intorno?<br />'''Jen''': È morto.<br />'''Aughra''': Può essere dovunque. *'''Kira''': ''Kto vy?''<br />'''Jen''': E...?<br />'''Kira''': ''Òtkuda?''<br />'''Jen''': Tu... Gelfing? Come me?<br />'''Kira''': Be, sì!<br />'''Jen''': Ma io credevo di essere l'unico.<br />'''Kira''': Anch'io credevo di esserlo. *'''skekZok''': A me sembra che quel Gelfling sia riuscito a fuggire.<br />'''skekUng''': Nessun Gelfling è mai riuscito a sfuggire ai miei micidiali Garthim! *'''Aughra''': Idioti! Skeksis idioti! Che cosa volete da me?<br />'''skekUng''': Ma questo non è un Gelfling!<br />'''Aughra''': Ma certo che non sono un Gelfling! E tu sei una putrida lucertola! Vi farò il malocchio io!<br />'''skekZok''': Era con lui. Lo ha aiutato. Dove si trova?<br />'''Aughra''': Andato. Gelfling andato. Stupidi Garthim! Se volevi il Gelfling perché non me lo hai chiesto? Eh no! Hai mandato questi cervelli da granchio a bruciare la mia casa. Adesso casa andata, Gelfling andato, e qui c'è solo Aughra. Meschini mocciosi ammuffiti di madre melmosa! Finirete appesi ad una forca!<br />'''skekEkt''': Oh, che volgarità!<br />'''skekZok''': Attenta a quel che dici, vecchiaccia. Noi siamo i signori del Cristallo.<br />'''Aughra''': Signori? Ancora per poco. Avete dimenticato la profezia? Un Gelfling metterà a fine il potere degli Skeksis. Il Gelfling verrà, vi farà strisciare come i vermi che siete. {{NDR|[[insulti dai film|insulto]]}} *'''Kira''':Che cosa sono quei segni strani?<br>'''Jen''': Tutto questo è scrittura.<br>'''Kira''': Che cos'è la scrittura?<br>'''Jen''': Parole che restano. Il mio maestro me l'ha insegnato. *'''skekSil''': La profezia. La profezia ha causato lo sterminio dei Gelfling.<br>'''Jen''': Quella profezia?<br>'''skekSil''': Sì.<br>'''Jen''': È per questo che gli Skeksis hanno ucciso i Gelfling?<br>'''skekSil''': Sì, è così. Grave errore. Gli Skeksis hanno paura, temono i Gelfling.<br>'''Jen''': Ma tu sei uno Skeksis.<br>'''skekSil''': Ma sono vostro amico. Vi ho salvato dai Garthim.<br>'''Jen''': E perché l'hai fatto?<br>'''Kira''': Non dargli ascolto! È un inganno.<br>'''skekSil''': No! Vi prego, dovete ascoltare. Sono in disgrazia, e se porto la pace non sarò più in disgrazia.<br>'''Jen''': Metterai fine agli attacchi dei Garthim?<br>'''skekSil''': Sì. Vi prego, venite con me al castello. Vi prego, dimostrate che volete la pace. Dimostrate che Gelfling non ci faranno del male. Vi prego. Vi prego. Vi prego... *'''Jen''': La profezia non ha mai parlato di questo.<br />'''Kira''': I profeti non sanno tutto. ==[[Explicit]]== Ed ora la profezia è compiuta. Ora siamo di nuovo uno. Molto tempo fa, nella nostra arroganza ed illusione, abbiamo frantumato il Puro Cristallo ed il nostro mondo si è spaccato. Il vostro coraggio e il vostro sacrificio ci hanno resi integri e hanno ripristinato il vero potere del Cristallo. Tienila stretta. Lei fa parte di te, come tutti noi facciamo parte l'uno dell'altro. Ora vi lasciamo il Cristallo della Verità. Create il vostro mondo alla sua luce. ('''UngIm''') ==Citazioni su ''The Dark Crystal''== *Adoro la scena in cui il ciambellano viene svestito. Perde la battaglia, e di conseguenza viene bandito. E se si considera il fatto che tutti questi Skeksis che devono svestirlo e bandirlo dal regno hanno oltre agli attori al loro interno hanno anche tre o quattro persone, o da due a quattro persone. C'è una gran confusione. Ed è stato difficile farli muovere tutti. Ed è come avere un piccolo esercito in movimento. ([[Frank Oz]]) *È una storia sul bene e sul male, della crescita di Jen nell'incontrare un nuovo mondo. ([[Frank Oz]]) *Una favola fantastica in stile Tolkien, rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Il Mereghetti]]'') ===[[Brian Froud]]=== *Facemmo molte ricerche. Leggemmo molto sulle varie religioni e filosofie e forme d'arte. Volevamo rendere vivi questi personaggi che esistessero nel loro mondo non solo per il breve periodo di tempo in cui li vedevamo nel film. Vogliamo sapere che quando li lasciamo alla fine del film loro vivranno ancora. Avranno lo stesso stile di vita. *Per tutto questo film ci sono molti simboli. Ho dovuto disegnare un mondo intero, un mondo che non era mai stato visto prima e che [...] si percepisse essere reale, che avesse, in particolare, una storia. Aveva un passato, perché eravamo appena arrivati in questo posto e dovevamo credere in quello che vedevamo. Così pensai che se ogni cosa che si vedeva avesse avuto sopra qualche simbolo, e forme che sembrassero essere collegate in maniera specifica a questo mondo, si avrebbe avuta l'impressione che fosse un mondo antico. *Qualche anno fa, alla presentazione di questo film ad Albuquerque, c'era un pubblico di studenti universitari. Non riuscirono a cogliere quello che vedevano.<br>Dicevano:"Beh, cos'è questo?"<br>E io risposi: "Sono pupazzi".<br>Il fatto è che loro erano cresciuti nell'era del digitale e il digitale ha la sua qualità, e questo ha un altro tipo di qualità, ed è per via del fatto che è reale. È fisico. Tutto quello che vedete è stato costruito. [...] La gravità ne fa parte, quindi tutto cade e si muove nel modo che conosciamo. E questo conferisce molta immediatezza al film. E penso che questo sia quello che il pubblico apprezzi del film ancora oggi. Pensavamo di fare altri film come questo, ma non li abbiamo mai fatti. Quindi questo spicca, rimane isolato come una specie di evento speciale. *Una volta ho visto questo film in italiano, ed era esilarante. [...] Questa scena {{NDR|degli Skeksis che complottano fra di loro}}, in particolare, era molto divertente, perché quando lo ascolti in italiano, è come se fosse un Vaticano demente. *Abbiamo inventato una storia che ci piaceva. Cioè, abbiamo fatto questo film per noi stessi. [...] Non si potrebbe rifare. I commercialisti non ti permetterebbero di farlo, o gli addetti al marketing direbbero: "Beh, chi...? Dovete definire il vostro audience". E Jim voleva solo divertirsi. Voleva sperimentare delle idee e credo davvero che questo abbia un aspetto mistico tipico di Jim Henson. Sapete, era un pensatore profondo. E credo che questo [...] indica parte della sua filosofia sul fatto che tutto sia collegato, qui. Ecco perché quando lo disegnai, ho messo questi simboli e geometria. Tutto, persino le creature, hanno simbolismi. E dice che tutto in questo mondo è collegato, che tutti hanno bisogno di contare sul prossimo, e lo fanno davvero. La risoluzione del film è portare le creature tutte insieme. ===[[Jim Henson]]=== *È probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto. Quella in cui c'era da lavorare di più. Quella più difficile. Ma è stata anche la più divertente. La più gratificante. E tra tutti i progetti su cui ho lavorato, è quello di cui vado più fiero. *È una storia d'avventura, ma certamente non del nostro mondo. *La gente non dovrebbe aspettarsi i Muppet perché non sono presenti. Questo è qualcos'altro. *Mi piace pensare a Dark Crystal come a una specie di opera d'arte. E per me lo è. Ma non è l'opera d'arte di una persona. Non è qualcosa che ho fatto da solo, ma qualcosa che ha fatto Frank, Brian, Gary e tutti gli attori. Centinaia di persone hanno creato questa cosa. Come lavoro, credo sia qualcosa che ci darà sempre soddisfazione. *Nella nostra idea originale cercavamo delle piante che erano una specie di via di mezzo tra piante e animali. E quindi avevamo animali che avevano radici in un posto e avevamo piante che andavano in giro. E cercavamo una combinazione interessante tra le due. Dovremmo trovare tutti i tipi di sfondo al di là delle cose, al di là di quello che si vedeva. Conoscevamo il paesaggio. Avevamo mappe del paesaggio, e sapevamo cosa c'era sulle montagne. Il colore per tutte queste diverse aree, gli animali e piante diverse che vivano lì. Pochissimo di tutto questo finisce nel film ma dovevamo saperlo per [...] farlo funzionare come un mondo vero. Quindi, anche se ne mostrammo solo una piccola parte nel film, abbiamo a che fare con qualcosa che ha della sostanza. *Originariamente Aughra doveva essere un vecchio saggio, poi mi sono lasciato convincere da mia figlia a trasformarlo in una maga, così come Shirley, mia figlia, mi ha costretto ad evidenziare la figura di Kira. *Quando iniziammo a lavorare al progetto, volevo prima creare il mondo. Volevo cominciare con un mondo adeguato a questi personaggi e com'era il posto. Piante, alberi, rocce, tutto questo. Cominciare da quello, prima, e poi sviluppare la storia. Ed è questo quello che abbiamo fatto. Cominciammo a pensare a questo e nello stesso momento in cui cominciammo a pensarci, vidi parte del lavoro di Brian Froud e me ne innamorai immediatamente. Pensavo che sarebbe stato quel genere di cosa che andava bene per quest'idea particolare. E i suoi concetti, visivamente, erano quel tipo di cose che potevamo riportare su tre dimensioni. Una delle cose che mi ha attratto che quelle creature particolari che aveva disegnato erano quel genere di cosa che facilmente sarebbe diventata una creatura vivente. *Volevo girare un film dove le creature non ci assomigliassero. ==Voci correlate== *[[A. C. H. Smith]] *''[[Dark Crystal: La resistenza]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''The Dark Crystal''}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film fantasy]] rqhwqtoeyltdml6fgugnnelh81buiii Grandi purghe 0 141049 1424387 1276571 2026-08-22T19:32:47Z Mhorg 47906 +Albert Einstein 1424387 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Radek's action.jpg|thumb|upright=1.2|[[Andrej Januar'evič Vyšinskij|Andrej Vyšinskij]], al centro, nel 1937. Vyšinskij rappresentò la pubblica accusa nei maggiori processi politici delle ''grandi purghe''.]] Citazioni sulle '''grandi purghe''' o '''grande terrore'''. *Ci sono segnali sempre più evidenti che i processi russi non siano una messinscena, ma che esista un complotto tra coloro che considerano [[Stalin]] uno stupido reazionario che ha tradito le idee della rivoluzione. Sebbene ci risulti difficile immaginare una situazione interna di questo tipo, coloro che conoscono meglio la Russia sono tutti più o meno dello stesso avviso. All'inizio ero fermamente convinto che si trattasse di atti dispotici di un dittatore, basati su menzogne e inganni, ma si trattava di un'illusione. ([[Albert Einstein]]) *Dappertutto si pronunciavano nomi che ci erano familiari, e si diceva che erano «nemici». Ricordo che mia madre tagliava via con le forbici da libri e giornali i ritratti e le fotografie dei «nemici del popolo». Forse non credeva a tutte le accuse, ma che significava quella fretta di tagliare le foto, se non paura? ([[Sergo Anastasi Mikojan]]) *È stato calcolato, con l'approssimazione delle cifre non ufficiali, che nei due anni del Grande Terrore – 1937-1938 – circa cinque milioni di cittadini sovietici siano finiti negli ingranaggi della NKVD<ref>''Narodnyj komissariat vnutrennich del'', Commissariato del popolo per gli affari interni.</ref> di [[Nikolaj Ivanovič Ežov|Ezov]], e che il 10% di quella colossale cifra sia stata messa a morte attraverso processi più o meno rapidi seguiti da fucilazione, o da immediate esecuzioni, che «privilegiavano» i colpiti evitando loro l'atroce agonia dei prolungati interrogatori e delle relative torture per strappare le denunce di altri compagni. Il resto sarebbe finito nei gulag a scontare pene del tutto arbitrarie, troncate spesso dalla morte dopo infiniti stenti. ([[Gianni Rocca]]) *Gli anni<ref>La seconda metà degli anni trenta del Novecento.</ref> in cui i partiti comunisti legali e clandestini dell'Occidente portarono avanti la collaborazione con gli altri partiti antifascisti per difendere o per riconquistare la libertà e la democrazia furono dunque anche quelli nei quali si svolsero in Unione Sovietica i famigerati processi e le grandi purghe volute da Stalin, che annientarono non solo la maggior parte dei vecchi bolscevichi che avevano guidato la rivoluzione di Ottobre, come Kamenev, Zinoviev, Bucharin, Rykov e tanti altri, ma anche la maggior parte del comitato centrale in carica nel 1934, una grande quantità di quadri intermedi, di generali e di ufficiali delle forze armate. E le stragi staliniane non risparmiarono i partiti "fratelli", alcuni dei quali furono praticamente decapitati dei loro gruppi dirigenti, mentre migliaia di comunisti stranieri, divenuti sospetti alla polizia staliniana, finirono nei campi di concentramento e molti furono uccisi o morirono di stenti. Tra gli italiani, comunisti e simpatizzanti, emigrati in URSS durante il fascismo, molti (forse più di cento o addirittura duecento) caddero vittime del terrore staliniano. ([[Giorgio Candeloro]]) *Il nostro partito porta ancora i segni delle dannose conseguenze delle purghe. L'atteggiamento inculcato da Stalin nella mente di numerosi membri del partito ha lasciato una specie di incrostazione nella coscienza di molte persone, specialmente di persone ottuse e dalle vedute limitate. Ancora oggi si possono trovare degli individui che ritengono che i metodi di Stalin fossero i soli capaci di portare all'edificazione del socialismo e alla realizzazione degli scopi prefissi nel nostro paese. Per quanto mi riguarda, affermare che si può far lavorare la gente solo se qualcuno la sovrasta facendo schioccare una frusta sulla sua testa riflette una mentalità affatto primitiva e servile. ([[Nikita Sergeevič Chruščёv]]) *In quei giorni era abbastanza facile liberarsi di qualcuno che non vi andasse a genio. Bastava presentare un rapporto in cui lo si denunciava come nemico del popolo; l'organizzazione locale del partito avrebbe dato un'occhiata al vostro rapporto, si sarebbe gonfiata il petto in un respiro di giusta indignazione e avrebbe preso i necessari provvedimenti. ([[Nikita Sergeevič Chruščёv]]) *La Purga non fu una sorpresa improvvisa e completa, perché aveva le sue origini profonde nel passato sovietico. Sarebbe senza dubbio falso concludere che essa fosse una conseguenza inevitabile della natura della società sovietica e del Partito Comunista: era in se stessa un mezzo per imporre un violento mutamento a quella società e a quel partito. Ma nonostante questo, non avrebbe potuto essere imposta che a un ambiente affatto particolare come quelle del governo sovietico; e le sue caratteristiche peculiari, alcune delle quali riescono difficilmente credibili a mentalità straniere, derivano da una tradizione specifica. ([[Robert Conquest]]) *Nel 1933 quasi un milione di cittadini sovietici languiva nei campi di lavoro e nelle colonie dell'OGPU<ref>''Ob'edinënnoe gosudarstvennoe političeskoe upravlenie'' (Direzione politica di Stato generale), polizia segreta del regime sovietico fino al 1934.</ref>, e altri milioni di loro erano nelle prigioni, nei campi di deportazione e nelle aree di nuovo insediamento coatto. Perciò il Grande terrore degli anni 1937-38 non fu un fulmine a ciel sereno, ma il peggioramento di una tempesta che stava già infuriando.<br>{{sic|Cionostante}} il Grande terrore non avrebbe avuto luogo se non fosse stato per la personalità e le idee di Stalin. Era lui a guidare la macchina punitiva di Stato contro tutti quelli da lui identificati come «elementi antisovietici» e «nemici del popolo». ([[Robert Service]]) *Nulla di più errato sarebbe comunque ritenere che le grandi purghe del 1937-38 fossero opera di poche migliaia di sadici aguzzini agli ordini «materiali» di Ezov e «politici» di [[Stalin]]. Tutto il corpo del partito e dello Stato sovietico erano direttamente partecipi, sia pur con diversi livelli di responsabilità. Inspiegabile, difatti, sarebbe la rassegnata passività dei colpiti e la mancanza di qualsiasi solidarietà organizzata, «politica», nei confronti delle vittime. Al di là dell'efficiente macchina del terrore ezoviana, Stalin poteva contare, dirigendo quella battaglia, sul suo carisma – ormai fortissimo nel paese – ma anche sull'appoggio di quanti vedevano nelle selvagge epurazioni la possibilità di emergere, di scalzare dirigenti e funzionari che ai loro occhi erano sembrati sin allora potenti e inamovibili. ([[Gianni Rocca]]) *Sebbene molti associno questo periodo con la fabbricazione delle accuse di massa, i materiali d’archivio, compresi quelli alla base di famosi processi aperti, testimoniano la presenza di una parte di obiettività in gran parte delle cause penali. I piani dei sostenitori di Trockij per la destituzione e l’eliminazione di Stalin e dei suoi, non sono affatto un’invenzione, così come anche i legami dei congiurati con i servizi segreti stranieri. Inoltre, una grande quantità di protagonisti di quei processi furono rappresentanti della nomenclatura del partito e delle Direzioni degli organi di tutela dell’ordine pubblico che si erano macchiati di corruzione, abusi e condanne sommarie. ([[Aleksandr Bortnikov]]) *Stalin in questi anni rassodò definitivamente e integralmente la sua dittatura attraverso i processi a tutti gli elementi maggiori del vecchio partito comunista sotto l'accusa di [[Trotskismo|trotzkismo]] e di alto tradimento (cioè d'intesa con la Germania [[Nazismo|nazista]]). Nell'agosto 1936 si ebbe l'esecuzione di [[Grigorij Evseevič Zinov'ev |Zinoviev]] e di [[Lev Borisovič Kamenev |Kamenev]]; nel gennaio 1937 un altro processo portò alla condanna a dieci anni di [[Karl Radek|Radek]], mentre [[Georgij Leonidovič Pjatakov|Piatakov]] e dodici altri furono giustiziati; nel giugno fu messo a morte il maresciallo [[Michail Nikolaevič Tuchačevskij|Tuchačevskij]] insieme con altri sette generali russi, sempre sotto l'accusa di alto tradimento. Nel marzo 1938 vi furono ancora le esecuzioni capitali di [[Nikolaj Ivanovič Bucharin|Bukharin]] e [[Genrich Grigor'evič Jagoda|Yagoda]]. Questi furono contraddistinti dal fenomeno senza precedenti di confessioni amplissime, in buona parte fantastiche, degli accusati, ottenute attraverso torture morali e fisiche. L'eliminazione dei maggiorenti bolscevichi fu accompagnata da una serie sterminata di fucilazioni, condanne, deportazioni di gregari. Risultati di questa colossale, inumana "epurazione", furono di eliminare la quasi totalità del vecchio Stato maggiore bolscevico, che aveva fatto la rivoluzione e instaurato il nuovo regime, e di accentuare il carattere russo-nazionale dell'organizzazione sovietico-comunista. ([[Luigi Salvatorelli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Stalin]] *[[Nikolaj Ivanovič Ežov]] *[[Andrej Januar'evič Vyšinskij]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulle|w_preposizione=riguardante le}} [[Categoria:Casi giudiziari]] [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Storia dell'Unione Sovietica]] 67hjrip5od12yfofh2g7a3qysuv6j6l Franco Ferrara 0 147885 1424429 1192977 2026-08-23T10:17:57Z Spinoziano 2297 immagine migliore 1424429 wikitext text/x-wiki [[File:Franco Ferrara (1984), Bestanddeelnr 933-0956.jpg|thumb|Franco Ferrara nel 1984]] '''Franco Ferrara''' (1911 – 1985), direttore d'orchestra e compositore italiano. ==Citazioni su Franco Ferrara== *Quando cominciò a dirigere – e fu un lancio veramente a razzo, immediato, fulmineo – fui subito impressionato da questo suo complesso di qualità direttoriali che mi fecero sempre dire – allora e in seguito, appartenendo lui alla mia stessa generazione di direttori d'orchestra, nonostante più giovane di me di alcuni anni – e ripetere che della nostra leva, ci mangiava tutti in insalata. Ed era la verità. ([[Gianandrea Gavazzeni]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ferrara, Franco}} [[Categoria:Compositori italiani]] [[Categoria:Direttori d'orchestra italiani]] ijdu0dqen5hy123gy2qbv6j6ijfw8zk Template:Lingue/Dati 10 148341 1424393 1424360 2026-08-22T21:58:16Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1424393 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 68997 |lingua2 = it |voci2 = 55780 |lingua3 = pl |voci3 = 31841 |lingua4 = ru |voci4 = 18043 |lingua5 = cs |voci5 = 16068 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12398 |lingua8 = pt |voci8 = 12080 }} 539h6c3gy72xa8b9hyum87awgocbkua Pinguini Tattici Nucleari 0 161373 1424382 1423371 2026-08-22T14:55:41Z AssassinsCreed 17001 /* Non incluse negli album */ 1424382 wikitext text/x-wiki [[File:Pinguini Tattici Nucleari in Assago Forum, 2022-07-04 (2).jpg|thumb|upright=1.6|I Pinguini Tattici Nucleari nel 2022]] '''Pinguini Tattici Nucleari''', gruppo musicale italiano attivo dal 2010. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Il re è nudo''=== '''Etichetta''': RCA Records, Sony Music, 2014. *''Ci vorrebbe qualcuno che inventi | un tubetto di dentifricio a due bocche | così nessuna moglie ce l'avrà con suo marito | perché lui preme il tubetto dalla parte sbagliata'' (da ''In vento'', n. 2) *''Vorrei vedere [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] in prima serata su Italia 1 | che insulta il capitalismo | e la logica del consumo'' (da ''In vento'', n. 2) *''Italia Italia | schiacciata dai tuoi monti | erosa dai tuoi venti | affogata dalle onde'' (da ''Italia Italia'', n. 3) *''Pensavo che tu che sei così bella | qualche difetto lo dovrai pure avere | magari sei della Lega o testimone di Geova | magari ti manca un rene'' (da ''Test di ingresso di medicina'', n. 4) *''Tu sei il cielo in una stanza, io son la claustrofobia, | tu sei la guerra mondiale, io la batracomiomachia'' (da ''Test di ingresso di medicina'', n. 4) *''Ancorato al terreno son qui soltanto per dare | beni primari e di necessità | e intanto mangiano i miei figli ed innaffiano le mie catene | ma io conoscerò mai la felicità?'' (da ''Jack il melo drammatico'', n. 5) *''Ma che fregatura, amore, i rami son mossi solo dal vento | e non dalla mia volontà'' (da ''Jack il melo drammatico'', n. 5) *''Ma noi non affonderemo, vedrai che ce la faremo. | Sento già profumo di pizza ma forse è solo la libertà'' (da ''Bagatelle'', n. 6) *''Allora spengo la testa e accendo la tv | e giuro su Dio che alla fine finisco sempre a guardare documentari sugli alieni nazisti'' (da ''Ilaria'', n.7) *''Ma le matite volevano solo uguaglianza e libertà | stessi diritti, stesse scuole, stessi autobus e cinema'' (da ''Cancelleria'', n. 8) *''Gli atti di violenza non tardarono a venire | quando manca da mangiare solo l'odio si può ingerire'' (da ''Cancelleria'', n.8) ===''Diamo un calcio all'aldilà''=== '''Etichetta''': RCA Records, Sony Music, 2015, testi di Riccardo Zanotti. *''Noi dormiremo tranquilli | ma non faremo sogni | noi faremo solide realtà.'' (da ''Castagne genge'', n. 1) *''I like when the eyes of the stars meet mine | I like my caravan | I like beer | I like wine.'' (da ''Django'', n. 2) *''Felipe regolava con le tozze dita il termostato del nostro appartamento | il microclima che si veniva a creare ricalcava la periferia di Bogotà'' (da ''Il sonno ed il furto'', n. 3) *''Perché diciamocelo | Felipe era la prova schiacciante che ogni leghista va cercando.'' (da ''Il sonno ed il furto'', n. 3) *''L'amore ci estinguerà, | questa è la mia convinzione, | come ha fatto coi dinosauri | per effetto della distrazione | quando caddero gli asteroidi | loro non li avevano visti | perché erano troppo impegnati ad ascoltare dischi di [[Lucio Battisti]].'' (da ''La strategia della tenzone'', n. 4) *''Avrei voluto nascere armadillo | o in alternativa coccodrillo | lontano dall'amore, dall'umana concezione, | lontano dalla strategia della tenzone.'' (da ''La strategia della tenzone'', n. 4) *''Non classificate Sudowoodo come [[pokémon]] d'erba | non sto scherzando: il gioco è belo quando dura poco.'' (da ''Sudowoodo'', n. 5) *''[[Beatitudini dalle canzoni|Beato]] tu che te ne freghi dei rimborsi | delle spese, delle tasse, dei concorsi | della pioggia, dell'amore, della Borsa | quando la fortuna ti ha baciato tu l'hai morsa.'' (da ''Rodger'', n. 6) *''Cerco Venere | e sotto otto mesi che non mi rado la barba | sotto un cielo che non promette tregue.'' (da ''Le Gentil'', n. 7) *''[[Guillaume Le Gentil|Guglielmo]] di questo passo andrà a finire che tutti si dimenticheranno di te.'' (da ''Le Gentil'', n. 7) *''Guglielmo caro, avessi fumato erba da ragazzo, | oggi forse avresti vinto il premio Nobel per la chimica.'' (da ''Le Gentil'', n. 7) *''Indian government you bomboclat | you crucified Marò | I tell ya, they did nothing wrong | except killing innocent pescatori.'' (da ''Me want Marò back'', n. 8) ===''Gioventù brucata''=== '''Etichetta''': RCA Records, Sony Music, 2017, testi di Riccardo Zanotti. *''I cassetti dove riponete i vostri sogni | son nascosti negli armadi | dove tenete gli scheletri.'' (da ''Gioventù brucata'', n. 3) *''I nostri nonni [[giovinezza|gioventù]] bruciata | i nostri padri gioventù bucata | e noi | gioventù brucata.'' (da ''Gioventù brucata'', n. 3) *''Perché la [[vagina|figa]] è come la [[moka]] | se l'usi spesso, non devi lavarla.'' (da ''Ninna nanna per genitori disattenti'', n. 4) *''Perché [[rapporto sessuale|scopare]] è come il [[paintball]] | non puoi dire di aver giocato | se non sei sporco di almeno | tre colori diversi.'' (da ''Ninna nanna per genitori disattenti'', n. 4) *''Il fuoco resta suo | di scambio non è merce | ma dove non arriva la parola | arriverà la selce.'' (da ''L'uomo che inventò il fuoco'', n. 5) *''Irene, non ci credere poi tanto allo zodiaco | che la musica il pane quotidiano lo dà solo a chi è celiaco.'' (da ''Irene'', n. 6) *''Irene, i cantautori dicono che l'importante | non è quante volte cadi, ma se hai il coraggio di rialzarti | ma dopo mille cadute roventi | non ci resta che imparare a vivere come i serpenti.'' (da ''Irene'', n. 6) *''Ricordami come Neville Paciock | in un mondo di Draco Malfoy.'' (da ''Irene'', n. 6) *''Prof Citterio glielo confesso | a me l'[[Ludovico Ariosto#Orlando furioso|Orlando Furioso]] | è sempre sembrato tutto fumo e niente Ariosto.'' (da ''79'', n. 9) *''Ma come si fa a prendere sul serio | uno che dice di ascoltar [[Luciano Berio]]? | Davvero non lo so.'' (da ''79'', n. 9) *''Ma che tozzi che sono i [[esame di maturità|maturandi]] | con i loro grandi sogni di gloria | prima a studiar rinchiusi come [[Oscar Wilde]] | e poi ad uscire per fare bal[[Il ritratto di Dorian Gray|Dorian]].'' (da ''79'', n. 9) *''Lui lottava per l'ottavo | ma meschino fu il suo fato | la società stanca | gli diede un ultimatum.'' (da ''Gigi cinque ottavi'', n. 10) *''Dopo il suo rifiuto l'hanno chiuso in una stanza | ad ascoltare [[Max Pezzali]] per l'eternità.'' (da ''Gigi cinque ottavi'', n. 10) *''Cercarono di reprimere la sua diversità | e i tempi dispari divennero tempi di spari.'' (da ''Gigi cinque ottavi'', n. 10) *''Tu eri per me | la terza dell'accordo, | la nota più importante che decideva la sorte | delle mie giornate vuote.'' (da ''Tetris'', n. 11) *''E hai soffiato dentro al mio cuore | a forma di armonica, | hai seminato vento e raccolto energia eolica.'' (da ''Tetris'', n. 11) *''Tu eri per me | la consapevolezza | che con l'aiuto del tempo | anche un Magikarp è in grado | di diventare Gyrados.'' (da ''Tetris'', n. 11) *''Tu eri per me | l'assenza per [[Robert Bresson|Bresson]], | la corrida per [[Ernest Hemingway|Hemingway]] | e la rivoluzione per [[Georges Jacques Danton|Danton]], | il fischio del treno per Belluca, | mi hai scandalizzato | come la [[Raffaella Carrà|Carrà]] in Rai col Tuca tuca.'' (da ''Tetris'', n. 11) *''Tu eri per me | ciò che l'effetto Dunning-Kruger è per [[Kanye West]], | tu eri per me | ciò che per gli anni '90 è stato [[Friends]].'' (da ''Tetris'', n. 11) ===''Fuori dall'hype''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2019, testi di Riccardo Zanotti. *''Ma cosa vogliono saperne loro | di cosa è la felicità | che non ascoltano [[Lucio Battisti|Battisti]] | e non metton la cipolla nel kebab'' (da ''Fuori dall'hype'', n. 1) *''Gli [[uomo (genere)|uomini]], sai, | sono animali strani come ti diceva tua nonna | in grado di dimenticarsi gli olocausti | ma quasi mai il viso di una donna.'' (da ''Antartide'', n. 2) *''Ahi ahi ahi, | provan a rompere il ghiaccio con te. | Ahi ahi ahi, | non sanno che tu sei l'Antartide.'' (da ''Antartide'', n. 2) *''Amore mio | da dove vengo io | un [[bacio]] ed un [[addio]] | sono la stessa cosa.'' (da ''Lake Washington Boulevard'', n. 3) *''Fingevano di essere in un [[cinepanettone]] | perché lì la vita no non sembra mai dura | e invece qua in questa fottuta provincia | ci vuole del [[coraggio e paura|coraggio]] anche per aver [[coraggio e paura|paura]].'' (da ''Lake Washington Boulevard'', n. 3) *''Facevano l'amore in codice Morse | di notte sopra il tetto di un monolocale | per mandare un messaggio agli alieni: | "in fondo anche noi uomini non siamo così male".'' (da ''Lake Washington Boulevard'', n. 3) *''Io sono nato a [[Monopoli (Italia)|Monopoli]] | e tu invece a [[Shanghai]] | se giochi con me [[Monopoly|perdi tutto]] | se gioco con te [[Shanghai (gioco)|crollerai]].'' (da ''Monopoli'', n. 4) *''E me l'ha detto il pakistano | da cui ho comprato le rose: | "capo ricordati che la felicità | sta dentro alle piccole cose".'' (da ''Nonono'', n. 5) *''Ieri mi sono svegliato | che erano circa le tre, | quando il telefono non ha squillato | io l'ho capito che eri te.'' (da ''Nonono'', n. 5) *''Tu sei la sfida finale di Takeshi's Castle | io ci provo a capirti e non capisco un cazzo.'' (da ''Nonono'', n. 5) *''Perché la più grande [[libertà]] | è quella che ti tiene in catene.'' (da ''Nonono'', n. 5) *''Perché solo a chi si sporca le mani | è concesso il privilegio di avere una [[coscienza morale|coscienza]] pulita.'' (da ''Scatole'', n. 6) *''Io volevo far piangere la gente | e davanti a dei mattoni nessuno si commuove | perché le [[casa|case]] in fondo sono solo scatole | dove la gente si rifugia quando fuori piove.'' (da ''Scatole'', n. 6) *''Ma le [[canzone|canzoni]] in fondo sono solo scatole | dove la gente si rifugia quando fuori piove.'' (da ''Scatole'', n. 6) *''[[Monsters & Co.]] ci ha insegnato tutto sulla vita | cioè che una risata è più forte di un milione di grida.'' (da ''Sashimi'', n. 7) *''Con te i [[lunedì]] sanno di sabato.'' (da ''La banalità del mare'', n. 8) *''Siamo la fine del mondo | di domenica mattina, | siamo una cena a lume di candela | fra due taniche di benzina.'' (da ''Verdura'', n. 9) *''Perché non ho più voglia | delle canzoni tristi | che son come caramelle date dai dentisti.'' (da ''Verdura'', n. 9) *''Il corridoio che vi separa | sta sotto al tetto che vi unisce.'' (da ''Freddie'', n. 10) *''Perché tra un bacio ed il [[cannibalismo]] | in fondo la differenza non c'è, | baciami forte fino a inghiottirmi | vivrò per sempre all'interno di te.'' (da ''Freddie'', n. 10) *''A volte penso che a quelli come me | il mondo non abbia mai voluto bene, | il cerchio della vita impone che per | un [[Il re leone|Re Leone]] vivano almeno tre iene.'' (da ''Ringo Starr'', album 2020, n. 1) *''In un mondo di [[John Lennon|John]] e di [[Paul McCartney|Paul]] io sono [[Ringo Starr]].'' (da ''Ringo Starr'', album 2020, n. 1) *''Ed un po' mi fa ridere | se penso che ora c'è lì un altro che ti uccide i ragni al posto mio.'' (da ''Ridere'', album 2020, n. 2) *''Però tu fammi una promessa, | che un giorno quando sarai vecchia | racconterai a qualcuno cosa siamo stati noi.'' (da ''Ridere'', album 2020, n. 2) *''Forse non te l'ho mai detto ma tu | per me sei come [[Bergamo]].'' (da ''Bergamo'', album 2020, n. 3) *''Sei un treno che ritorna a casa quatto quatto | per non svegliare la zona industriale mentre dorme, | sei cinque padri di famiglia, cinque spacciatori | che la domenica mattina taglian l'erba quando il sole sorge.'' (da ''Bergamo'', album 2020, n. 3) *''Il peso di un accento troppo spiccato | che non ti toglierà di certo l'università fatta a Milano.'' (da ''Bergamo'', album 2020, n. 3) *''Io vorrei | vedere i tuoi pensieri dietro a quella frangetta, | ti porto in centro e forse capirai | che cosa intendo quando | ti dico che sei bella come casa mia.'' (da ''Bergamo'', album 2020, n. 3) ===''Ahia!''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2020, testi di Riccardo Zanotti. *''Siamo figure losche, facciam male alle mosche, | togliamoci la maschera alla [[Scooby Doo]].'' (da ''Scooby Doo'', n. 1) *''Noi siamo sempre un po' fuori luogo ma sorridenti | come un assolo di chitarra in radio in questo [[Pandemia di COVID-19|fottutissimo 2020]].'' (da ''Scooby Doo'', n. 1) *''Scrivile, scemo, un finale migliore | per quella puntata della [[Melevisione]] | interrotta da [[Attentati dell'11 settembre 2001|torri che andarono in fiamme]] | e bimbi che facevano domande.'' (da ''Scrivile scemo'', n.2 ) *''[[Milano]] è un gran bell'ideale da inseguire, | un sogno che fa solo chi non riesce mai a dormire.'' (da ''Bohémien'', n. 3) *''Sei come un'ambulanza di [[Grand Theft Auto: San Andreas|San Andreas]] | perché hai ucciso mille altri per salvare solo me.'' (da ''Bohémien'', n. 3) *''Sogni una vita tipo [[Big Fish - Le storie di una vita incredibile|Big Fish]] | ma a volte hai meno senso di un'inserzione di Wish.'' (da ''Bohémien'', n. 3) *''[[Cesare Cremonini|Cremonini]] girava in sella alla sua Vespa | ma io sto sopra a un Segway, perché Milano ti dà alla testa.''<ref>{{cfr}} Lunapop, ''50 special'', traccia n. 3 di ''...Squérez?'' (1999): «''Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi | se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi.''»</ref> (da ''Bohémien'', n. 3) *''E se m'hai visto [[pianto|piangere]] | sappi che era un'illusione ottica, | stavo solo togliendo il mare dai miei occhi.'' (da ''Pastello bianco'', n. 4) *''Per favore, non piangere | e non ci rimanere malе | che noi due ci conosciamo benе | dalla prima elementare | e scrivevo tutti i miei segreti | col pastello bianco sul diario, | speravo che venissi a colorarli | e ti giuro, sto ancora aspettando.'' (da ''Pastello bianco'', n. 4) *''E ti auguro il meglio, i cieli stellati, | le notti migliori e le docce di altri | dove tu forse non stonerai più.'' (da ''Pastello bianco'', n. 4) *''E siam felici come Pasque, sì | ma Pasque del 2020.'' (da ''La storia infinita'', n. 5) *''Esser felici dura il tempo di un ballo | fra [[Stranger Things|Dustin e Nancy]].'' (da ''La storia infinita'', n. 5) *''T'ho usata come una risposta | ma eri milioni di domande.'' (da ''La storia infinita'', n. 5) *''[[Giulia]] non ridere, ti prego, non creiamo casini, | la tua felicità sveglia i coinquilini.'' (da ''Giulia'', n. 6) *''Giulia, abbracciami forte come in un luogo comune | sono la tua pianura, piangi pure il tuo fiume.'' (da ''Giulia'', n. 6) *''Mi è ritornata in mente | la cantilena che ti insegnano a scuola | per ricordare i nomi delle [[Alpi]]: | "ma con gran pena" e poi boh, non le so.'' (da ''Ahia!'', n. 7) ===''Fake News''=== '''Etichetta''': Sony Music, 2022, testi di Riccardo Zanotti. *''Pezzi di canzoni che tu metti nelle stories | per spiegar le tue emozioni agli imbecilli come me | me li segno sulla pelle, me li lego attorno ai polsi | come grandi aceri rossi dentro al mio giardino zen.'' (da ''Zen'', n. 1) *''Prima levati le scarpe, sennò qualcuno le prende | poi con un tocco soltanto togli le cuffie da dentro le orecchie | prenditi il tempo che serve, prova a ascoltare la gente | fa' un bel respiro e cammina deciso verso le transenne.'' (da ''Stage Diving'', n. 4) *''Sono poco più di un [[jamais vu]] tra tutte queste persone | nella mia testa io gioco a Taboo, perdo se dico il tuo nome.'' (da ''Ricordi'', n. 5) *''Forse è vero che ti ho stretto troppo forte, troppo spesso | volevo essere indelebile invece ero solo gesso | e rigo dritto, come un aereo atterro in pista | tolgo la testa dalle nuvole e la regalo a una terapista.'' (da ''Forse'', n. 7) *''A [[ventisettenne|ventisette]] puoi morire | oppure diventare un po' più pop.'' (da ''Dentista Croazia'', n. 9) *''Insegnami a sorridere alla vita pure quando sono solo come un cane | mia anima in pena, che pena mi fai.'' (da ''Hikikomori'', n. 10) *''Siamo come hikikomori che si amano a distanza'' (da ''Hikikomori'', n. 10) *''E do il tuo nome a un uragano tropicale | ogni telegiornale poi parlerà di te | sai che si nasce soli e si muore solisti | ma per fortuna esisti, sei tutta la mia band.'' (da ''Giovani Wannabe'', n. 11) *''Qualcuno lancia il tocco in aria, altri imparano a fare il caffè | i cervelli scappano in [[Alitalia]], sì, ma le braccia in [[Ryanair]].'' (da ''Barfly'', n. 12) *''Sarà che dentro al cuore mi aspetto ancora qualcosa | tipo una happy family in riva al lago degli Ozarks | vorrei tornare indietro e cantare i pezzi dei Prozac+ | o che la trap evolva e diventi meno noiosa.'' (da ''Non Sono Cool'', n. 13) ===''Hello World''=== '''Etichetta''': Epic, Sony Italy, 2024, testi di Riccardo Zanotti. *''Ci proverò a non cercare più i tuoi passi | ma tu eri casa ovunque mi trovassi | imparerò che è impossibile salvarsi | per chi passa una vita ad autosabotarsi'' (da ''Amaro'', n. 7) *''Malinconia e [[settembre]] sono due sinonimi | che ti fregano sempre se sei un po' giù, | poi guardi l'orizzonte che sembra quasi muoversi, | ma lui resta lì fermo, a sparire sei tu.'' (da ''Romantico ma muori'', n. 10) *''Noi rimaniamo i soliti stupidi ipocriti | che litigano solo per amarsi un po' di più.'' (da ''Romantico ma muori'', n. 10) *''Ma il mondo ha deciso di no, | ho provato a combatterlo, però non si può, | ti avrei dato un secolo, un anno, due ore, | ma forse ti meriti un tempo migliore.'' (da ''Migliore''<ref name=burn>Testo di Enrico Burn e Riccardo Zanotti.</ref>, n. 14) *''Sei la [[rima fiore-amore|rima "fiore-amore"]], la più difficile che ci sia, | la trovi solo se hai fortuna, in certe notti bianche di periferia.'' (da ''Migliore''<ref name=burn/>, n. 14) *''A un tratto il bambino capì | che il buio finiva in una ninna nanna, | la madre lo strinse, e così | finì di esser madre e iniziò a essere mamma.'' (da ''Migliore''<ref name=burn/>, n. 14) ===Non incluse negli album=== *''Era una notte così calda che sembrava la [[Finale del campionato mondiale di calcio 1970|finale]] | del mondiale in Messico, | lei non sapeva dove andare per ballare l'hyperpop, | lui lavorava come spettro nelle ville abbandonate, | le prendeva in prestito per dare le feste più tristi di sempre.'' (da ''Sorry scusa lo siento'', 2026) ==Citazioni sui Pinguini Tattici Nucleari== *{{NDR|Nel 2024}} Ancora una volta ho toccato con mano il talento genuino e la crescita artistica esponenziale di questi sei ragazzi di Bergamo, esplosi al Festival di Sanremo di quattro anni fa, inchiodati dal Covid proprio nel momento dell'inizio del volo e poi risaliti in quota grazie alla loro tenacia, alla loro passione, alla loro originalità, alla loro bravura, alla loro creatività e alla loro profonda leggerezza. Sono ben poche le band italiane che in questo momento possono riempire i palazzetti [...]: uscendo dal loro concerto provi veramente una sensazione di benessere. Sincero, ammirato e pulito. ([[Marino Bartoletti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== <!--{{Pedia|Cartoni animali| |(EP, 2012)}}--> {{Pedia|Il re è nudo||(2014)}} {{Pedia|Diamo un calcio all'aldilà||(2015)}} {{Pedia|Gioventù brucata||(2017)}} {{Pedia|Fuori dall'hype||(2019)}} {{Pedia|Ahia!||(2020)}} {{Pedia|Fake News (Pinguini Tattici Nucleari)|''Fake News''|(2022)}} {{Pedia|Hello World (album Pinguini Tattici Nucleari)|''Hello World''|(2024)}} [[Categoria:Gruppi musicali italiani]] n3vsslb07yfz0dkslj9qi9rat9x2wx1 Mas'ud Barzani 0 161948 1424400 1011148 2026-08-23T04:38:14Z AssassinsCreed 17001 sistemo 1424400 wikitext text/x-wiki [[File:President of Iraqi Kurdistan Masoud Barzani (cropped).jpg|thumb|Barzani nel 2016]] '''Mas'ud Barzani''' (1946 – vivente), politico curdo-iracheno. ==Citazioni di Mas'ud Barzani== {{Int|1=Dall'intervista di ''Limes''|2=Da ''[http://www.limesonline.com/cartaceo/noi-curdi-abbiamo-diritto-allindipendenza?prv=true Noi curdi abbiamo diritto all’indipendenza]'', ''Limes.it'', 20 luglio 2003}} *Noi [[curdi]] abbiamo diritto all’indipendenza, come ogni altro popolo nel mondo. Ma conosciamo la situazione internazionale e sappiamo che non è possibile ottenere tutto ciò che semplicemente si vuole. C’è differenza fra la speranza e la capacità di essere realisti. *La nostra politica è stata sempre questa. Lavorare bene in Iraq e sviluppare ancora meglio le relazioni con l’altro partito curdo. Voglio garantire che sarà così anche in futuro. *Il nostro percorso è chiaro. Vogliamo avere in Iraq un’amministrazione pluralista, parlamentare e federale. Che si materializzi entro i confini dell’Iraq. Non abbiamo alcun piano di separarci da questo paese o di dichiarare l’indipendenza. {{Int|1=Dall'intervista del ''Huffington Post''|2=Da ''[https://www.huffingtonpost.it/2014/09/14/barzani-intervista_n_5818018.html Mas'ud Barzani, intervista al presidente del Kurdistan iracheno: "Le armi che ci mandate sono solo l'inizio"]'', ''Huffington.it'', 14 settembre 2014}} *Noi abbiamo qui tutto quello che ci è servito finora per difendere tutti i nostri fratelli, cristiani, yazidi, turcomanni, e continueremo a farlo. I terroristi però non minacciano solo i curdi o questa area, ma l’intera regione, e il mondo tutto. *Dovete capire che noi non stiamo solo combattendo contro una organizzazione terrorista ma contro un vero e proprio Stato. L’[[Stato islamico|isis]] è ben armato perché ha catturato l’equipaggiamento dell’esercito iracheno che ha in dotazione armi americane, dunque molto moderne e sofisticate. È impossibile dunque comparare quello che hanno nelle mani i terroristi e quello che abbiamo noi peshmerga. Vi ricordo che tutto quello che abbiamo in dotazione sono le armi prese da noi alla caduta di Saddam – materiale vecchio, che spesso non funziona. Abbiamo dunque bisogno di armi avanzate e sofisticate. *Credo che lottare contro l’Isis richieda consenso di tutte le parti, e che tutti debbano fare la loro parte sulla base delle loro convinzioni e della loro capacità. Ma non dovrebbe essere lasciata solo a un gruppo o solo a un soggetto la responsabilità di sradicare l’Isis. *Credo che noi curdi stiamo lottando per tutto il mondo libero. Abbiamo messo in chiaro che la nostra decisione è quella di lottare contro Isis, sia che riceviamo l’assistenza straniera o no. Noi non ci arrenderemo. *Il primo obiettivo ora è sconfiggere militarmente l’Isis. Chiunque ci aiuti è benvenuto. Ma l’espansione della coalizione è cosa diversa. Ci devono essere colloqui e decisioni prese in pieno consenso per capire come deve essere questa coalizione e quanto estesa. Noi in ogni caso non respingiamo l’appoggio di nessuno che sia pronto a combattere l’Isis. *Isis è originariamente parte di al Qaeda, e tutti loro hanno una stessa fonte: la scuola di al Qaeda, da cui sono poi passati per vari stati fino all’attuale. È una domanda molto importante la sua ma non posso risponderle in maniera dettagliata. Posso dirle che ci sono molti soggetti e nazioni che hanno sostenuto la crescita di questo gruppo e lo hanno fatto ognuno per propri scopi. Fino a che la situazione non è sfuggita loro di mano. Ora credo che siano tutti pentiti e molto infelici di questi risultati. *Fin dal primo giorno in cui ho imbracciato le armi per lottare per la mia gente ho sempre avuto fiducia che il mio popolo avrebbe vinto. Ma quando e come non ne avevo nessuna idea. Quello che è successo negli ultimi venti anni è la prova che non c’è nulla di impossibile in questo mondo. Tutto è cambiato, ma l’importante è esser stati dalla parte giusta. Se si è dalla parte della giusta causa, sarai sicuramente dalla parte del favore della gente. Noi siamo dalla parte giusta della storia. {{Int|1=Dall'intervista del ''Guardian''|2=Da ''[https://web.archive.org/web/20191012213918/https://www.adnkronos.com/aki-it/politica/2016/01/22/barzani-indipendenza-dei-curdi-piu-vicina-che-mai_OurBPjXpSUjQ8YrM59ccCO.html Barzani, l'indipendenza dei curdi è più vicina che mai]'', ''Adnkronos.com'', 22 gennaio 2016}} *{{NDR|I leader mondiali sono giunti alla conclusione che}} L'era di Sykes-Picot sia finita. Che lo dicano o no, che lo accettino o meno, la realtà sul terreno è questa. Ma si sa, i diplomatici sono dei conservatori e talvolta non tengono il passo con gli sviluppi. *È illogico continuare o insistere nella ripetizione di un esperimento sbagliato portato avanti per cento anni e che non sta portando a niente *Si parla della riconciliazione nazionale in Sudafrica. Con tutto il rispetto per quello che hanno vissuto, a noi curdi è successo prima. Dopo il 2003 siamo andati a Baghdad e cercato di fare del nostro meglio per il processo costituzionale. Ma la cultura irachena non è quella della coesistenza. *Tutti coloro che si oppongono a noi hanno una percezione sbagliata. La regione del Kurdistan non è una minaccia per alcuno dei nostri vicini. Siamo un elemento di stabilità, come dimostra la nostra esperienza degli ultimi 15 anni. {{Int|1=Dall'intervista de ''La Stampa''|2=Da ''«Barzani: l'Iraq ormai è finito, noi curdi avremo uno Stato-Roadmap, poi un referendum.Così nascerà un cuscinetto tra potenze regionali nemiche»'', ''La Stampa'', 5 marzo 2017}} *L'Iraq finirà come la Cecoslovacchia, noi curdi siamo pronti a governarci da soli. *La caduta di Mosul non comporterà la sconfitta di Isis. Opteranno per altre tattiche di attacco, dentro e fuori la città. Per batterli bisogna sconfiggerli su più piani: ideologia, economia, società. Il loro terrore durerà ancora a lungo. *Il desiderio di tenere l'Iraq unito c'è ma la realtà dice che l'Iraq già oggi è diviso da problemi irrisolvibili. Sunniti e sciiti si combattono da 1400 anni e noi curdi siamo le vittime di questa guerra. Bisogna trovare una nuova formula di convivenza. *Sono avvenuti troppi massacri, non c'è spazio per la riconciliazione. Per questo noi curdi abbiamo deciso di andare per la nostra strada costruendo l'autonomia, escludendoci da odi sanguinosi che non ci appartengono e ci minacciano. *Siamo una nazione, non una fede. I curdi sono musulmani, cristiani, ebrei, yazidi e altro ancora ma hanno una comune identità nazionale. Siamo una società basata sul riconoscimento delle identità altrui, una nazione che crede nella pacifica coesistenza, un popolo che ha diritto all'autodeterminazione e che deve essere protetto dal diritto internazionale. Sciiti e sunniti, invece, sono fedi in guerra costante fra loro. *L'indipendenza del Kurdistan porterebbe a creare un'area di stabilità in questa regione. Abbiamo già visto troppo sangue, ingiustizie. La nostra è una società basata sullo Stato di diritto, il rispetto delle regole democratiche, la convivenza fra le identità diverse e il multi-partitismo. In Medio Oriente possiamo contribuire a far diminuire crisi e conflitti. E nell'interesse di tutti. *In Medio Oriente come in Europa la Storia ha dimostrato che realtà statuali create dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale si sono dimostrate insostenibili, fittizie. La Cecoslovacchia e la Jugoslavia si sono dissolte come sta avvenendo oggi per l'eredità di Sykes-Picot. *I curdi hanno diritto ad avere un loro Stato, come i popoli dell'Est europeo li hanno avuti. ==Voci correlate== *[[Mustafa Barzani]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Barzani, Mas'ud}} [[Categoria:Politici iracheni]] qlvx5ezm7wadg0pl66s49jtkvctikx3 La città delle donne 0 166042 1424396 1415994 2026-08-22T22:54:50Z Udiki 86035 +immagine, -didascalia vecchia, corretto refuso 1424396 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo=La città delle donne |titolo alfabetico=Città delle donne, La |immagine=CittaDelleDonne1980Wp.jpg |didascalia= |Lingua originale=italiano |Paese=Italia, Francia |Anno=1980 |genere=commedia, fantastico, drammatico, erotico, grottesco |regista=[[Federico Fellini]] |soggetto=[[Bernardino Zapponi]], Federico Fellini |sceneggiatore=Federico Fellini, Ermanno Cavazzoni, [[Brunello Rondi]] |attori= *[[Marcello Mastroianni]]: Marcello Snàporaz *[[Anna Prucnal]]: Elena *[[Ettore Manni]]: dott. Xavier Katzone *[[Bernice Stegers]]: donna sul treno *[[Donatella Damiani]]: Donatella *[[Jole Silvani]]: vecchia motociclista *[[Fiammetta Baralla]]: Ollio *[[Rosaria Tafuri]]: soubrettina *[[Gabriella Giorgelli]]: pescivendola *[[Marina Frajese]]: donna girone infernale *[[Alessandra Panelli]]: la casalinga *[[Sibilla Sedat]]: il giudice |doppiatorioriginali= *[[Marcello Tusco]]: dottor Xavier Katzone *[[Valeria Moriconi]]: Elena *[[Adriana Asti]]: donna sul treno *[[Solvejg D'Assunta]]: Ollio |note= *'''Musiche''': [[Luis Enríquez Bacalov]] *'''Scenografia''': [[Dante Ferretti]] }} '''''La città delle donne''''', film del 1980 con [[Marcello Mastroianni]], regia di [[Federico Fellini]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Dov'è andata la bambina, adesso? Ah, eccola là! {{NDR|Marcello inizia a correre}} Smic, smac, smic, smac, smic, smac, smic, smac, smic. ('''Marcello''') *Mah... ''chissà perché continuo a comportarmi da sciocchino? | Alla mia età''. Adesso solo, senza viveri in questa foresta sconosciuta. Mmm...vecchio Snàporaz, ''why you are so incorrigible''? {{NDR|perché sei così incorreggibile?}} No rispost. ('''Marcello''') *Tutte le donne sono giovani, tutte le donne sono belle, tutte le donne hanno vent'anni! ('''Femminista 3''') *Ancora una volta siamo state ingannate. In modo subdolo, come nel suo stile. Siamo state generose, accoglienti, materne. Abbiamo parlato, discusso, cantato, esibito i nostri riti, anche più ingenui senza ritegno, senza femminili pudori nell'assurda speranza di far capire a chi non può capire e non vuole capire quanta importante, quanta autenticità, quanto amore, quanta vita c'è stata tolta. E' stato tutto inutile. ('''donna sul treno''') *Gli occhi di quest'uomo sono gli occhi di sempre che deformano tutto ciò che vedono nello specchio della derisione e della beffa. Il mascalzone è sempre lo stesso. Noi donne siamo solo dei pretesti per permettergli di raccontare ancora una volta il suo bestiario, il suo circo, il suo avanspettacolo nevrotico e noi lì a fare da pagliacce, da baiadère, da maschiacce a far spettacolo per lui con la nostra passione, la nostra sofferenza. Questo lugubre, cupo, stremato califfo sappia una volta per tutte che noi non siamo marziane. Vogliamo abitare la terra! Questa terra ma non più per fare da concime come avviene da quattromila anni. Non ci conosci e non vuoi conoscerci ma questo sarà il suo errore mortale, perché rinchiuse nel buio del suo harem o isolate nei nostri ghetti miserabili lussureggianti, abbiamo avuto il tempo di spiarlo, di osservarlo il nostro carceriere, il nostro padrone. ('''donna sul treno''') *Il mascalzone è sempre lo stesso. Dice davvero, Signore? Non è cambiato affatto. Perché dovrebbe? Per diventare chi, poi... ('''Marcello''') *Cosa ci siamo detti d'importante in tanti anni io e te? Niente. Mai...mai niente. Solo quando sei lontano. Quando non ci sei, ti viene voglia di telefonarmi, di parlare, di cercarmi. Il tuo rifugio. Ma io non sono nata per essere il tuo rifugio. E' troppo poco, non mi basta più. Hai già avuto una madre per questo. E io non sono tua madre, no! ('''Elena''') *Potresti ancora fare qualcosa, se tu lo volessi. Non credi che siamo troppo vecchi per essere di nuovo giovani, io e te. ('''Elena''') *Spegnete tutto, chiudete tutto, questa casa è deserta. ('''dott. Xavier Katzone''') *Questa è la camera dei nonni dei nonni. Bisogna sempre che ci dormi qualcuno, altrimenti vengono loro. Ma con la cipolla sotto il cuscino, dormi tranquillo fino al mattino [...] Con tre mele sotto il letto, dalle voci sei protetto. ('''Femminista 4''') *Perché stai curiosando in un mondo che ti sfugge, che non ti appartiene? ('''donna dell'interrogatorio''') *Capi d'accusa: non risponde alla domanda "Perché sei qui?" Non risponde alla domanda: "Come mai hai deciso di nascere maschio?" Non ha risposto all'invito di dire quello che sa. Non trova la via d'uscita. Non si è mai dato, abbandonato, fidato. Non è in grado di fornire un perfetto piacere sessuale alla donna. Non distingue. Non riconosce la sua componente femminile. Fa sempre le stesse cose. Porta i calzini a letto. Fa finta di niente. Colpevole di non guardare. Colpevole di autocompiacimento. Si compatisce. Non sa uscire da questa storia. Teme di concludere. Sta sempre zitto. Parla troppo. Colpevole di sentirsi colpevole. Si prende sempre sul serio. Colpevole di culità maniacale. Ha i peli. Non sa cosa significa sentirsi occupato da un'unica donna. Continua ad illudersi che esista una sola ed unica ideale donna. Crede nell'inferiorità mentale della donna. Considera la donna un essere superiore. Vuol scoprire l'altra faccia della luna. Non è libero. Non sa giustificare la sua aggressività, volgarità, spudoratezza nella visione della donna. Si sente solo. Nessuno è il suo tipo. Si crede protagonista. Continua a scappare. Non si rassegna. Ha la presunzione di cercare ancora. Abitudinario, borghese, moralista, maschio, frocio. Non vuol mai sentirsi rifiutato. E' un tacchino. Ha paura. Non si accontenta mai. Respira male. Non vuol crescere. Non sa cucinare. Sta in piedi. ('''donna incappucciata''') *Mi è apparso di sentire una voce. Una voce che conosco. Vecchio Snàporaz, coraggio! Andiamo a vedere. E' troppo tardi ormai per ritirarsi. Smic, smac, smic, smac, smic, smac. ('''Marcello''') *E se ci fossi davvero, cosa saresti per me? Un premio? Una punizione? Ah, lasciami andare via. Sii generosa, ti prego. Toglimi da questa situazione ridicola. Cosa puoi aspettarti da me ormai, non mi servi a niente, io non ti servo a niente. Forse sei qualcuna che ho già incontrato e non ho saputo riconoscere. Il primo amore? Ma, no. Dovresti essere una nuova, una mai vista. Mai incontrata. Una che nasce da me come una volta. Io sono nato da... vi prego, vi scongiuro. Se ci sei, devi esserci, mostrati! Ora sono io che ho bisogno di te, devi apparirmi! Posso fare così: chiudo li occhi e conto fino a sette. D'altra parte bisogna finirla in qualche modo. Ecco e quando li riapro tu devi essermi vicino. Allora, allora io... comincio. ('''Marcello''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Donna sul treno''': Lei è sposato?<br />'''Marcello''': No! Cioè sì, insomma voglio dire una volta sola, ecco. *'''Femminista 1''': Che vuol dire fellatio?<br />'''Femminista 2''': Eh ma che testa c'hai... pruf e leggi Catullo, figlia mia. *'''Femministe''': Matrimonio, manicomio, matrimonio, manicomio,<br />'''Marcello''': Matrimonio, manicomio. Sì brave, bravissime! Sono d'accordo. Matrimonio, manicomio. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia drammatica‎]] [[Categoria:Film erotici]] [[Categoria:Film fantastici]] [[Categoria:Film grotteschi]] [[Categoria:Film italiani]] o1g5sjpkii6817cagc94yi5xa9s1vl6 Michele Boldrin 0 167930 1424383 1421835 2026-08-22T16:04:03Z Matafione 2560 /* Citazioni di Michele Boldrin */ fedeltà alla fonte; modifico il link perché punti al minutaggio preciso 1424383 wikitext text/x-wiki [[File:Michele Boldrin.jpg|thumb|Michele Boldrin nel 2010]] '''Michele Boldrin''' (1956 – vivente), economista italiano. ==Citazioni di Michele Boldrin== *Il [[neoliberismo]] non va analizzato a livello logico-economico: va analizzato a livello psichiatrico, è un fenomeno psichiatrico il neoliberismo. È il nome di tutto ciò che odio.<ref>[https://youtu.be/l4bO7paU7rg?t=2506 6:15 - ''Il NEOLIBER(AL)ISMO, l'immaginaria foglia di fico di tutti i falliti'']</ref> *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/DbSTQtdou6s/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=NTc4MTIwNjQ2YQ== post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 27 luglio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/it/article/2018/06/09/michele-boldrin-il-debito-pubblico-non-ripaghiamolo-pensiamo-alla-cres/38398/ Michele Boldrin: "Il debito pubblico? Dobbiamo crescere, solo così smetterà di essere un problema"]''|Intervista, ''Linkiesta.it'', 9 giugno 2018.}} *[...] nessun [[debito pubblico]] serio si ripaga! I debiti pubblici più seri della storia della finanza mondiale, quelli dell'impero inglese, avevano per definizione la seguente spiegazione: questi soldi non ve li restituiremo mai. Voi mi date cento pound? Io li spendo come voglio perché sono ''The Queen'' e poi vi prometto che vi pago il 2,5-3% ''forever''. *[...] spingersi continuamente sulla linea argomentativa del dover ripagare il [[debito]] significa suggerire: "Guarda che io sono un debitore poco affidabile". *Il rapporto tra debito e Pil serve proprio a mostrare che tu sei in grado di pagare gli interessi; che il rapporto fra quanto sei esposto e quanto gettito sai generare è stabile; e che quindi c'è ragione di credere che tu questo debito riuscirai a soddisfarlo a tempo indeterminato. Ciò che conta dal punto di vista di un creditore è la capacità dello Stato di estrarre risorse dall'economia privata trasformandolo in gettito fiscale per servire il debito. *Quando sei un Paese credibile, con un Pil che cresce, non devi inventarti tecniche di ingegneria. Se la classe politica avesse la capacità di spostare l'attenzione dal debito pubblico ai problemi della crescita, dell'aggiustamento della pressione fiscale, del miglioramento della produttività, credo che il mondo potrebbe anche dire "gli italiani non hanno più voglia di fare trucchi". ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boldrin, Michele}} [[Categoria:Economisti italiani]] f6506npueoz2cromxllvvae9tndeshe Cars 3 0 170036 1424395 1421779 2026-08-22T22:50:35Z Udiki 86035 -didascalia relativa a vecchia immagine 1424395 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Cars 3 |immagine = |didascalia = |lingua originale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno uscita = 2017 |durata = 102 min |aspect ratio = |genere = Animazione |genere 2 = Commedia |genere 3 = Sportivo |regista = [[Brian Fee]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Robert L. Baird]], [[Dan Gerson]] |produttore = [[Kevin Reher]] |produttore esecutivo = [[John Lasseter]] |casa produzione = [[Pixar Animation Studios]] |casa distribuzione italiana = [[Walt Disney Studios Motion Pictures]] |doppiatori originali = * [[Owen Wilson]]: Saetta McQueen * [[Cristela Alonzo]]: Cruz Ramirez * [[Armie Hammer]]: Jackson Storm * [[Larry the Cable Guy]]: Carl Attrezzi * [[Bonnie Hunt]]: Sally Carrera * [[Cheech Marin]]: Ramon * [[Michael Wallis]]: sceriffo * [[Paul Dooley]]: sergente * [[Tony Shalhoub]]: Luigi * [[Guido Quaroni]]: Guido * [[Katherine Helmond]]: Lizzie * [[Jenifer Lewis]]: Flo * [[Lloyd Sherr]]: Fillmore * [[John Ratzenberger]]: Mack * [[Richard Petty]]: Cal Weathers * [[Lewis Hamilton]]: Hamilton (Vettel) * [[Lea DeLaria]]: Miss Fritter * [[Jerome Ranft]]: Red * [[Michael Wallis]]: Sceriffo * [[Paul Newman]]: Doc Hudson (flashback) |doppiatori italiani = * [[Massimiliano Manfredi]]: Saetta McQueen * [[Rossella Acerbo]]: Cruz Ramirez * [[Andrea Mete]]: Jackson Storm * [[Sabrina Ferilli]]: Sally Carrera * [[Marco Messeri]]: Carl Attrezzi * [[Ivan Capelli]]: Darrell Cartrip * [[Gianfranco Mazzoni]]: Bob Cutlass * [[Marco Della Noce]]: Luigi * [[Alex Zanardi]]: Guido * [[Franca Lumachi]]: Lizzie * [[Sebastian Vettel]]: Vettel * [[La Pina]]: Miss Fritter * [[Pino Insegno]]: Chick Hicks * [[Ennio Coltorti]]: Fillmore * [[Rodolfo Bianchi]]: sergente * [[Ugo Pagliai]]: Doc Hudson |montatore = [[Ken Schretzmann]] |musicista = [[Randy Newman]] }} '''''Cars 3''''', film d'animazione statunitense del 2017, regia di [[Brian Fee]]. ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Saetta McQueen''': Ehi! Jackson Storm, giusto? Complimenti per la gara!<br/>'''Jackson Storm''': Oh, grazie signor McQueen! Sono sicuro che per te arriveranno tanti altri insuccessi!<br/>'''Saetta McQueen''': Ah grazie. Aspetta, hai detto successi o insuccessi?<br/>'''Jackson Storm''': Hai capito bene...<br/>'''Saetta McQueen''': Eh... cosa? *'''Sterling''': Ehi Cruz!<br/>'''Cruz Ramirez''': Oh, salve signor Sterling!<br/>'''Sterling''': Vorrei presentarti Saetta McQueen.<br/>'''Saetta McQueen''': Ho sentito che sei la migliore.<br/>'''Cruz Ramirez''': Signor Sterling, hai detto che Saetta McQueen è qui? Perché... io sinceramente non lo vedo!<br/>'''Luigi''': Eh? Ma... è proprio qui! Davvero non lo vedi?<br/>'''Cruz Ramirez''': No. Non lo vedo!<br/>'''Luigi''': Ma ce l'hai davanti ai tuoi occhi! È Saetta McQueen!<br/>'''Cruz Ramirez''': Questo dev'essere un impostore! Sembra vecchio, malridotto!<br/>'''Saetta McQueen''': Ehi! <br/>'''Cruz Ramirez''': E ha le gomme flaccide!<br/>'''Saetta McQueen'''ì: Non è vero!<br/>'''Cruz Ramirez''': Usa questa!<br/>'''Saetta McQueen''': Uh! Oh, ho capito, vuoi che usi quest'energia come motivazione, giusto?<br/>'''Cruz Ramirez''': È tutta una questione di motivazioni! Qualsiasi fattore negativo può essere trasformato in energia positiva!<br/>'''Saetta McQueen''': Sono sempre stato un ottimista, sin da quand'ero un esordiente.<br/>'''Cruz Ramirez''': Sono così emozionata di allenarti! Sono cresciuta guardandoti in tv!<br/>'''Saetta McQueen''': Ah, dici davvero?<br/>'''Cruz Ramirez''': Questi giovanotti sono fortissimi, ma a me piacciono le sfide!<br/>'''Saetta McQueen''': Non sono poi tanto più vecchio di...<br/>'''Cruz Ramirez''': Infatti ti ho definito il mio progetto terza età! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Cars 3''}} {{Pixar}} [[Categoria:Film d'animazione Pixar]] d3pal9n7davtkepupi9tod6ou39nrxx Carlo Romano 0 178954 1424426 1422040 2026-08-23T10:14:08Z Spinoziano 2297 /* Attore */ 1424426 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo_Romano.jpg|thumb|Carlo Romano nel 1961]] '''Carlo Romano''' (1908 – 1975), attore, doppiatore e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Carlo Romano== *Io ho doppiato tanti personaggi, ho fatto tante caratterizzazioni, ma non è facile.<ref name= Supergulp/> *No, no, no, no, no! Non incominciamo ad ungere, eh. Niente olio!<ref name= Supergulp>Dal documentario di Guido De Maria, "Ebbene sì, maledetto Carter", 1973, [https://www.youtube.com/watch?v=O3-_0sqn1pU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Citazioni su Carlo Romano== *Ricordo il direttore Carlo Romano – la voce italiana di [[Jerry Lewis]] – un uomo affettuoso e autoritario al contempo. Mi dava colpetti sulla schiena per darmi il tempo della battuta. Un po' lo temevo. Ma una volta gli chiesi perché fosse ciccione. Mia nonna mi fulminò. Un attore di carattere. ([[Claudia Catani]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[La signora di tutti]]'' (1934) *''[[Un marito per il mese d'aprile]]'' (1941) *''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942) *''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]'' (1943) *''[[La vita ricomincia]]'' (1945) *''[[Campane a martello]]'' (1949) *''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) *''[[Totò terzo uomo]]'' (1951) *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[I vitelloni]]'' (1953) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[Lacrime d'amore (film 1954)|Lacrime d'amore]]'' (1954) *''[[Questa è la vita]]'' (1954) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930) *''[[La scala musicale]]'' (1932) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937) *''[[Alba di gloria]]'' (1939) *''[[Castelli in aria]]'' (1939) *''[[La via dei giganti]]'' (1939) *''[[Mr. Smith va a Washington]]'' (1939) *''[[Ombre rosse]]'' (1939) *''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]'' (1940) *''[[Angeli del peccato]]'' (1940) *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) *''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[Io la difendo]]'' (1942) *''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942) *''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943) *''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943) *''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944) *''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944) *''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944) *''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944) *''[[La vita ricomincia]]'' (1945) *''[[Fra le tue braccia]]'' (1946) *''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946) *''[[Il mistero del carillon]]'' (1946) *''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946) *''[[La dalia azzurra]]'' (1946) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Sfida infernale]]'' (1946) *''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) *''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948) *''[[Il fiume rosso]]'' (1948) *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) *''[[Scandalo internazionale]]'' (1948) *''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949) *''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949) *''[[Il grande peccatore]]'' (1949) *''[[Il terzo uomo]]'' (1949) *''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949) *''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949) *''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949) *''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950) *''[[Romantico avventuriero]]'' (1950) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[L'altro uomo]]'' (1951) *''[[La gang]]'' (1951) *''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[Il giardino incantato (film 1952)|Il giardino incantato]]'' (1952) *''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952) *''[[La diva]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Operazione Cicero]]'' (1952) *''[[Rancho Notorious]]'' (1952) *''[[Da qui all'eternità]]'' (1953) *''[[I vitelloni]]'' (1953) *''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953) *''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953) *''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953) *''[[Lo sperone nudo]]'' (1953) *''[[Vacanze romane]]'' (1953) *''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954) *''[[I sette samurai]]'' (1954) *''[[Johnny Guitar]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La bestia umana]]'' (1954) *''[[La contessa scalza]]'' (1954) *''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954) *''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954) *''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954) *''[[Vera Cruz]]'' (1954) *''[[Caccia al ladro]]'' (1955) *''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955) *''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955) *''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955) *''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956) *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) *''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956) *''[[La legge del Signore]]'' (1956) *''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956) *''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956) *''[[Vento di terre lontane]]'' (1956) *''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957) *''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957) *''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958) *''[[Il piccolo campo]]'' (1958) *''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958) *''[[La legge del più forte]]'' (1958) *''[[La mina]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959) *''[[Il letto racconta...]]'' (1959) *''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960) *''[[Spartacus]]'' (1960) *''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962) *''[[Il giorno più lungo]]'' (1962) *''[[Il promontorio della paura]]'' (1962) *''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962) *''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962) *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) *''[[Va' e uccidi]]'' (1962) *''[[Il cardinale]]'' (1963) *''[[La grande fuga]]'' (1963) *''[[La rabbia]]'' (1963) *''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963) *''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963) *''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964) *''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965) *''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966) *''[[Django]]'' (1966) *''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966) *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) *''[[Il sipario strappato]]'' (1966) *''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966) *''[[Nevada Smith]]'' (1966) *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) *''[[I giorni dell'ira]]'' (1967) *''[[C'era una volta il West]]'' (1968) *''[[La collina degli stivali]]'' (1969) *''[[Hello, Dolly!]]'' (1969) *''[[I magnifici sette]]'' (1970) *''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970) *''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971) *''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971) *''[[Giù la testa]]'' (1971) *''[[Rapina record a New York]]'' (1971) *''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971) *''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974) *''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col|strette}} *''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'' (1940) *''[[Dumbo - L'elefante volante]]'' (1941) *''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951) *''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955) *''[[Il libro della giungla (film 1967)|Il libro della giungla]]'' (1967) *''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971) *''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973) {{div col end}} ====Serie televisive==== *''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957-1959) ===Soggettista=== *''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962) ==Voci correlate== *[[Dina Romano]], madre *[[Andrea Ward]], nipote *[[Luca Ward]], nipote *[[Monica Ward]], nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Romano, Carlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] ps0ky4hqbqvvcfntym1p9zhks6qmwuh Nino Rota 0 182384 1424428 1390331 2026-08-23T10:15:30Z Spinoziano 2297 /* Colonne sonore */ 1424428 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Nino_Rota_1923.jpg|thumb|Nino Rota nel 1923]] {{Premio|Oscar| '''[[Il padrino - Parte II]]''' *Migliore colonna sonora (1975)}} '''Nino Rota''', all'anagrafe '''Giovanni Rota Rinaldi''' (1911 – 1979), compositore italiano. ==Citazioni di Nino Rota== *La musica per i film di Federico li facciamo talmente svelto che per decenza sarebbe meglio non farlo sapere a nessuno.<ref>Dal documentario ''Nino Rota: Un Maestro Della Musica'', ''ZDF/3 Sat'', 2001. [https://www.youtube.com/watch?v=9dKetNenL74 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Lui {{NDR|[[Federico Fellini]]}} la musica non la sa ascoltare con distrazione, insomma, o partecipa o riceve l'emozione di quella musica o se no gli dà fastidio. Non arriva all'abberrazione mia che so capace di scrivere una musica o di comporre musica con la radio aperta su un'altra musica.<ref>Ricordando Nino Rota, ''Rai'', 1974. [http://www.teche.rai.it/2016/12/nino-rota-tutti-i-film-di-fellini/ Video] disponibile su ''teche.rai.it''.</ref> *Se non fossi riuscito a sostituire le musiche tanto care a Federico, legate al mondo del circo e a Chaplin, probabilmente il nostro sodalizio sarebbe finito sul nascere.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/05/news/dialogo_fellini-rota-22735375/ E Fellini si confessava con Rota "Nino, non sopporto la musica"]'', ''repubblica.it'', 5 ottobre 2011.</ref> ==Citazioni su Nino Rota== *Da buon italiano, Rota era un vero melodista. ([[Miklós Rózsa]]) ==Note== <references /> ==Colonne sonore== {{div col|strette}} *''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]'' (1933) *''[[La donna della montagna]]'' (1944) *''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945) *''[[Roma città libera]]'' (1946) *''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951) *''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Un ladro in paradiso]]'' (1952) *''[[I vitelloni]]'' (1953) *''[[La strada]]'' (1954) *''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]'' (1954) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) *''[[La legge è legge]]'' (1958) *''[[La grande guerra]]'' (1959) *''[[La dolce vita]]'' (1960) *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) *''[[Cronache di un convento]]'' (1962) *''[[Il Gattopardo (film)|Il Gattopardo]]'' (1963) *''[[8½]]'' (1963) *''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965) *''[[Fellini Satyricon]]'' (1969) *''[[Amarcord]]'' (1973) *''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974) *''[[Il Casanova di Federico Fellini]]'' (1976) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rota, Nino}} [[Categoria:Compositori italiani]] d2y4y0bqjn51o4b4zxul3kppj93oo7m Malcolm (sesta stagione) 0 190510 1424384 1424348 2026-08-22T18:57:23Z Matafione 2560 1424384 wikitext text/x-wiki {{torna a|Malcolm}} '''''Malcolm''''', sesta stagione. ==Episodio 1, ''Sensi di colpa''== ===Frasi=== *Non mi fido dell'esercito, quindi sarà la nostra famiglia a ritrovarlo {{NDR|Reese}}; ma non mi fido neanche di questa famiglia, quindi lo troverò io. ('''Lois''') *Vede, sergente? Io e lei non siamo tanto diversi. Insomma, se ci pensa, noi due abbiamo lo stesso compito: prendere un mucchio di insensati, ignoranti adolescenti e trasformarli in qualcosa di vagamente utile al mondo. ('''Lois''') *Lois, tu hai questa incrollabile fiducia in te stessa che ti fa fare delle cose pazzesche. È una cosa su cui questa famiglia ha sempre fatto affidamento. Io non saprei farne a meno, ma qualche volta questa incrollabile e folle fiducia è solo... solo... incrollabile e folle! Devi accettare che ci sono persone che sanno fare cose che tu non sai fare: cardiochirurghi, scienziati spaziali, la signora al centro commerciale che incide i nomi sui chicchi di riso... ('''Hal''') *Magari non è così che dobbiamo rendergli onore. [...] Reese non aiutava la gente né faceva buone azioni. Lui rompeva la roba e distruggeva tutto senza motivo. Se vogliamo rendergli onore dobbiamo fare quello che avrebbe fatto lui. ('''Dewey''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': L'esercito... sono pazzi ad aver messo un fucile in mano a Reese! <br/> '''Lois''': Oh, sì, certo. È colpa dell'esercito se tuo fratello verrà ucciso? <br/> '''Hal''': Aspetta, Lois, non possiamo incolpare Malcolm per aver rubato la ragazza a Reese e per aver causato questo caos. I ragazzi della sua età sono ormoni allo stato brado e... e egoismo spietato. Sono... sono totalmente privi di moralità. <br/> '''Lois''': Smettila di difenderlo, Hal. E aiutami per la cena. <br/> '''Dewey''' {{NDR|a Malcolm}}: Bravo. Cosa cucinerà adesso? Complimenti.<ref>In originale: ''Great, angry meatloaf. Thanks a lot'' ("Fantastico, polpettone arrabbiato. Grazie mille").</ref> <br/> '''Malcolm''' {{NDR|allo spettatore}}: Reese se la caverà benissimo: dovrà solo non farsi notare e non fare stupidaggini... oddio. *'''Lois''': E li ha puniti tutti per quello che ha fatto uno solo. <br/> '''Sergente Hendrix''': Naturalmente, ma in realtà non è servito a niente. È davvero impressionante il numero di punizioni che richiedono. <br/> '''Lois''': Non lo venga a dire a me! A volte mi stupisco di riuscire a fare altre cose. Ha mai provato a fare il contrario? <br/> '''Sergente Hendrix''': Cosa intende? <br/> '''Lois''': Dare a uno di loro dei privilegi speciali senza ragione. <br/> '''Sergente Hendrix''': Si spieghi meglio. <br/> '''Lois''': Io mi ci diverto un sacco. Gli altri non sanno perché quello riceve dei privilegi, quindi cominciano a fare di tutto per riceverli anche loro. A quel punto il privilegiato comincia a diventare sospettoso e paranoico, e a spiare quelli che lo imitano. <br/> '''Sergente Hendrix''': Sembra un ottimo sistema. Le dispiace se... provo a usarlo? <br/> '''Lois''': Si figuri: faccia pure. Sa un'altra buona idea? Gli faccia scegliere le punizioni a vicenda: esercita la loro creatività ed evita che facciano comunella. [...] Può anche prendere colazione, pranzo e cena, metterli nel frullatore e farne un unico pastone grigio. Alla fine se lo mangiano. Quello sì che è divertente! <br/> '''Sergente Hendrix''': Lei è un'artista! <br/> '''Lois''': No, sono solo una dilettante con talento. *'''Malcolm''': Non riesco a credere che se n'è andato. [...] È strano: per tutta la vita ho desiderato che a Reese succedesse qualcosa di orribile. Adesso che è successo io... <br/> '''Dewey''': Ti manca? <br/> '''Malcolm''': Sì. <br/> '''Dewey''': Manca anche a me. Ti ricordi quando mi ha rasato le sopracciglia e me le ha incollate in modo che sembrassi sempre sorpreso? Era davvero un genio. <br/> '''Malcolm''': Ti ricordi lo sguardo raggiante che aveva a Natale quando ci spaccava tutti i regali? Sai, per quanti sforzi abbia fatto, non sono mai riuscito a far diventare la faccia di mamma rosso purpureo. Solo lui sapeva farlo. ==Episodio 2, ''I culturisti''== ===Frasi=== *Ridammi il deodorante: non me lo sono ancora messo sui capelli! ('''Reese''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': Mi si sono fuse insieme due dita.<br/>'''Lois''': Bene. Allora me ne restano otto da spezzarti. *'''Malcolm''': Che sta succedendo qui?<br/>'''Reese''': Mamma non ti fa fare nessuna delle schifezze che chiede a noi. Perché è così buona con te?<br/>'''Dewey''': Perché negli ultimi tre giorni non ho fatto niente di sbagliato. Vedete, non è che mamma ci sgrida e urla perché non conosce nessun altro modo di parlare. Lo fa perché noi ci comportiamo male. E se non fai niente lei non si arrabbia con te. Avete capito? Non è lei: siamo noi.<br/>'''Malcolm''' {{NDR|indispettito}}: D'accordo, continua così. ==Episodio 3, ''Una montagna di rifiuti''== ===Frasi=== *Io sono stato in prova un mucchio di volte, Lois: non hai alcun motivo di sentirti umiliata. Cercano di destabilizzarti con la spilla, i test antidroga, i controlli sull'igiene personale... Quindi finché sei in prova ti suggerisco di lavarti le mani dopo essere stata in bagno. Non si sa mai. ('''Craig''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': Io... non posso farlo. Non sei tu il capo: è il signor Kushell.<br/>'''Lois''': A lui non hanno fatto una episiotomia di sei centimetri per metterti al mondo. *'''Reese''': Come capisco se il latte è andato a male? In questa casa puzza tutto allo stesso modo!<br/>'''Hal''': I buoni princìpi non sempre profumano di rosa, ragazzi. Ci troviamo in questa situazione perché la nostra famiglia si sta battendo per qualcosa. Mi aspetto più stoicismo da parte vostra.<br/>'''Malcolm''': Oh, va bene: sarò stoico. Finché la montagna di rifiuti che ci assedia non comincerà a decomporsi e i vermi inizieranno a litigare con le mosche per la conquista della cacca di topo, non sentirai una lamentela da parte mia! *'''Lois''' Ieri ti sei comportato come se non appartenessimo alla stessa famiglia.<br/>'''Malcolm''': No, non ho rinnegato la mia famiglia; ma sono abbastanza maturo da sapere come comportarmi a casa e come comportarmi al lavoro.<br/>'''Lois''': Ah, capisco. Quindi è legittimo svendere i propri principi se lo si fa per soldi.<br/>'''Malcolm''' {{NDR|sarcastico}}: Sì, mamma. Un mucchio di soldi! Ho accettato di andare all'Inferno per sei dollari e venticinque centesimi l'ora!<br/>'''Lois''': Tu sai che quella sagoma pubblicitaria è razzista, Malcolm. [...] Non posso credere di aver cresciuto un figlio così insensibile alle questioni davvero importanti.<br/>'''Malcolm''': Be', se sono così insensibile lo devo al tuo esempio! *'''Lois''' {{NDR|rivolta a Malcolm}}: Spiega ai nostri amici {{NDR|afroamericani}} perché secondo te non è una pubblicità razzista.<br/>'''Trey''': Prima gli raccoglievamo il cotone. Adesso dobbiamo assistere alle loro discussioni.<br/>'''Malik''': Sapete, ragazzi, la cosa che mi avvilisce di più è vedere gli effetti che ha avuto il razzismo sui bianchi.<br/>'''Steve''': È incredibile. Mi chiedo quante madri ancora rinnegheranno i loro figli prima di imparare la lezione.<br/>'''Trey''': Per di più dobbiamo guardarli ballare ai matrimoni.<br/>'''Hal''': Già. Mentre scuotono i loro sederi flaccidi! *'''Malcolm''': Sai cos'è che proprio non ti va giù? Non sono i pregiudizi, ma il fatto che al lavoro io non devo obbedire ai tuoi ordini. E adesso che sto crescendo ogni giorno che passa perdi un po' di potere su di me. Non riesci ad accettare che presto sarò libero!<br/>[...]<br/>'''Lois''': Ora vogliamo parlare di quello che non va giù a te? Il problema è che tu sai benissimo che ho ragione, e stai rinnegando il tuo codice etico solo per non darmela vinta.<br/>'''Malcolm''': Ma che cavolo ne sai tu di etica? Hai portato qui Slappy per mettermi in imbarazzo davanti a tutti! Ti risulta che io abbia riferito a papà di quando hai detto "Un giorno si accorgerà di essere ridicolo e la smetterà con questa storia"? L'ho fatto? No! Perché per quanto possa incavolarmi mi comporto sempre nei limiti della decenza! ==Episodio 4, ''Pearl Harbor''== ===Frasi=== *Se tu fossi un po' più ferrata in materia sapresti che i grassi e gli oli sono i veicoli con cui viaggiano i sapori: il grasso è ciò che dà sapore ai cibi. È proprio per questo motivo che un dio saggio e giusto ha creato i grassi. ('''Reese''') *{{NDR|Dopo aver assistito a un musical}} Chi immaginava che si potessero usare gli stessi tre accordi all'infinito e che la gente li sopportasse per due ore? ('''Dewey''') *Quando tua madre uscirà vorrà sapere quello che ti ho detto su quella faccenda: inventiamo qualcosa di valido. ('''Hal''') *Tesoro, io sono una madre, e il mio compito è quello di capire. Tu hai talento, ma io sono diventata professionista vent'anni fa. ('''Lois''') ===Dialoghi=== *'''Jessica''' {{NDR|piombando in casa}}: Quei poliziotti hanno lasciato andare mio padre con un altro avvertimento. Abitiamo in questo quartiere da tre settimane e ancora non l'hanno arrestato.<br/>'''Reese''': No! Jessica, non puoi continuare a piombare qui ogni giorno come se fosse casa tua. Torna subito fuori e bussa! E poi vattene via.<br/>'''Jessica''': Sul serio: cosa bisogna fare per essere arrestati per ubriachezza molesta? Pensate che era per strada in mutande e faceva rotolare cassonetti incendiati.<br/>'''Malcolm''': La cosa triste è che siamo ancora la famiglia peggiore dell'isolato. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Stagioni di Malcolm]] 2zlcziozzlfjjg7cwceug6nr3o22kw5 1424385 1424384 2026-08-22T19:03:13Z Matafione 2560 /* Episodio 4, Pearl Harbor */ 1424385 wikitext text/x-wiki {{torna a|Malcolm}} '''''Malcolm''''', sesta stagione. ==Episodio 1, ''Sensi di colpa''== ===Frasi=== *Non mi fido dell'esercito, quindi sarà la nostra famiglia a ritrovarlo {{NDR|Reese}}; ma non mi fido neanche di questa famiglia, quindi lo troverò io. ('''Lois''') *Vede, sergente? Io e lei non siamo tanto diversi. Insomma, se ci pensa, noi due abbiamo lo stesso compito: prendere un mucchio di insensati, ignoranti adolescenti e trasformarli in qualcosa di vagamente utile al mondo. ('''Lois''') *Lois, tu hai questa incrollabile fiducia in te stessa che ti fa fare delle cose pazzesche. È una cosa su cui questa famiglia ha sempre fatto affidamento. Io non saprei farne a meno, ma qualche volta questa incrollabile e folle fiducia è solo... solo... incrollabile e folle! Devi accettare che ci sono persone che sanno fare cose che tu non sai fare: cardiochirurghi, scienziati spaziali, la signora al centro commerciale che incide i nomi sui chicchi di riso... ('''Hal''') *Magari non è così che dobbiamo rendergli onore. [...] Reese non aiutava la gente né faceva buone azioni. Lui rompeva la roba e distruggeva tutto senza motivo. Se vogliamo rendergli onore dobbiamo fare quello che avrebbe fatto lui. ('''Dewey''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': L'esercito... sono pazzi ad aver messo un fucile in mano a Reese! <br/> '''Lois''': Oh, sì, certo. È colpa dell'esercito se tuo fratello verrà ucciso? <br/> '''Hal''': Aspetta, Lois, non possiamo incolpare Malcolm per aver rubato la ragazza a Reese e per aver causato questo caos. I ragazzi della sua età sono ormoni allo stato brado e... e egoismo spietato. Sono... sono totalmente privi di moralità. <br/> '''Lois''': Smettila di difenderlo, Hal. E aiutami per la cena. <br/> '''Dewey''' {{NDR|a Malcolm}}: Bravo. Cosa cucinerà adesso? Complimenti.<ref>In originale: ''Great, angry meatloaf. Thanks a lot'' ("Fantastico, polpettone arrabbiato. Grazie mille").</ref> <br/> '''Malcolm''' {{NDR|allo spettatore}}: Reese se la caverà benissimo: dovrà solo non farsi notare e non fare stupidaggini... oddio. *'''Lois''': E li ha puniti tutti per quello che ha fatto uno solo. <br/> '''Sergente Hendrix''': Naturalmente, ma in realtà non è servito a niente. È davvero impressionante il numero di punizioni che richiedono. <br/> '''Lois''': Non lo venga a dire a me! A volte mi stupisco di riuscire a fare altre cose. Ha mai provato a fare il contrario? <br/> '''Sergente Hendrix''': Cosa intende? <br/> '''Lois''': Dare a uno di loro dei privilegi speciali senza ragione. <br/> '''Sergente Hendrix''': Si spieghi meglio. <br/> '''Lois''': Io mi ci diverto un sacco. Gli altri non sanno perché quello riceve dei privilegi, quindi cominciano a fare di tutto per riceverli anche loro. A quel punto il privilegiato comincia a diventare sospettoso e paranoico, e a spiare quelli che lo imitano. <br/> '''Sergente Hendrix''': Sembra un ottimo sistema. Le dispiace se... provo a usarlo? <br/> '''Lois''': Si figuri: faccia pure. Sa un'altra buona idea? Gli faccia scegliere le punizioni a vicenda: esercita la loro creatività ed evita che facciano comunella. [...] Può anche prendere colazione, pranzo e cena, metterli nel frullatore e farne un unico pastone grigio. Alla fine se lo mangiano. Quello sì che è divertente! <br/> '''Sergente Hendrix''': Lei è un'artista! <br/> '''Lois''': No, sono solo una dilettante con talento. *'''Malcolm''': Non riesco a credere che se n'è andato. [...] È strano: per tutta la vita ho desiderato che a Reese succedesse qualcosa di orribile. Adesso che è successo io... <br/> '''Dewey''': Ti manca? <br/> '''Malcolm''': Sì. <br/> '''Dewey''': Manca anche a me. Ti ricordi quando mi ha rasato le sopracciglia e me le ha incollate in modo che sembrassi sempre sorpreso? Era davvero un genio. <br/> '''Malcolm''': Ti ricordi lo sguardo raggiante che aveva a Natale quando ci spaccava tutti i regali? Sai, per quanti sforzi abbia fatto, non sono mai riuscito a far diventare la faccia di mamma rosso purpureo. Solo lui sapeva farlo. ==Episodio 2, ''I culturisti''== ===Frasi=== *Ridammi il deodorante: non me lo sono ancora messo sui capelli! ('''Reese''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': Mi si sono fuse insieme due dita.<br/>'''Lois''': Bene. Allora me ne restano otto da spezzarti. *'''Malcolm''': Che sta succedendo qui?<br/>'''Reese''': Mamma non ti fa fare nessuna delle schifezze che chiede a noi. Perché è così buona con te?<br/>'''Dewey''': Perché negli ultimi tre giorni non ho fatto niente di sbagliato. Vedete, non è che mamma ci sgrida e urla perché non conosce nessun altro modo di parlare. Lo fa perché noi ci comportiamo male. E se non fai niente lei non si arrabbia con te. Avete capito? Non è lei: siamo noi.<br/>'''Malcolm''' {{NDR|indispettito}}: D'accordo, continua così. ==Episodio 3, ''Una montagna di rifiuti''== ===Frasi=== *Io sono stato in prova un mucchio di volte, Lois: non hai alcun motivo di sentirti umiliata. Cercano di destabilizzarti con la spilla, i test antidroga, i controlli sull'igiene personale... Quindi finché sei in prova ti suggerisco di lavarti le mani dopo essere stata in bagno. Non si sa mai. ('''Craig''') ===Dialoghi=== *'''Malcolm''': Io... non posso farlo. Non sei tu il capo: è il signor Kushell.<br/>'''Lois''': A lui non hanno fatto una episiotomia di sei centimetri per metterti al mondo. *'''Reese''': Come capisco se il latte è andato a male? In questa casa puzza tutto allo stesso modo!<br/>'''Hal''': I buoni princìpi non sempre profumano di rosa, ragazzi. Ci troviamo in questa situazione perché la nostra famiglia si sta battendo per qualcosa. Mi aspetto più stoicismo da parte vostra.<br/>'''Malcolm''': Oh, va bene: sarò stoico. Finché la montagna di rifiuti che ci assedia non comincerà a decomporsi e i vermi inizieranno a litigare con le mosche per la conquista della cacca di topo, non sentirai una lamentela da parte mia! *'''Lois''' Ieri ti sei comportato come se non appartenessimo alla stessa famiglia.<br/>'''Malcolm''': No, non ho rinnegato la mia famiglia; ma sono abbastanza maturo da sapere come comportarmi a casa e come comportarmi al lavoro.<br/>'''Lois''': Ah, capisco. Quindi è legittimo svendere i propri principi se lo si fa per soldi.<br/>'''Malcolm''' {{NDR|sarcastico}}: Sì, mamma. Un mucchio di soldi! Ho accettato di andare all'Inferno per sei dollari e venticinque centesimi l'ora!<br/>'''Lois''': Tu sai che quella sagoma pubblicitaria è razzista, Malcolm. [...] Non posso credere di aver cresciuto un figlio così insensibile alle questioni davvero importanti.<br/>'''Malcolm''': Be', se sono così insensibile lo devo al tuo esempio! *'''Lois''' {{NDR|rivolta a Malcolm}}: Spiega ai nostri amici {{NDR|afroamericani}} perché secondo te non è una pubblicità razzista.<br/>'''Trey''': Prima gli raccoglievamo il cotone. Adesso dobbiamo assistere alle loro discussioni.<br/>'''Malik''': Sapete, ragazzi, la cosa che mi avvilisce di più è vedere gli effetti che ha avuto il razzismo sui bianchi.<br/>'''Steve''': È incredibile. Mi chiedo quante madri ancora rinnegheranno i loro figli prima di imparare la lezione.<br/>'''Trey''': Per di più dobbiamo guardarli ballare ai matrimoni.<br/>'''Hal''': Già. Mentre scuotono i loro sederi flaccidi! *'''Malcolm''': Sai cos'è che proprio non ti va giù? Non sono i pregiudizi, ma il fatto che al lavoro io non devo obbedire ai tuoi ordini. E adesso che sto crescendo ogni giorno che passa perdi un po' di potere su di me. Non riesci ad accettare che presto sarò libero!<br/>[...]<br/>'''Lois''': Ora vogliamo parlare di quello che non va giù a te? Il problema è che tu sai benissimo che ho ragione, e stai rinnegando il tuo codice etico solo per non darmela vinta.<br/>'''Malcolm''': Ma che cavolo ne sai tu di etica? Hai portato qui Slappy per mettermi in imbarazzo davanti a tutti! Ti risulta che io abbia riferito a papà di quando hai detto "Un giorno si accorgerà di essere ridicolo e la smetterà con questa storia"? L'ho fatto? No! Perché per quanto possa incavolarmi mi comporto sempre nei limiti della decenza! ==Episodio 4, ''Pearl Harbor''== ===Frasi=== *Se tu fossi un po' più ferrata in materia sapresti che i grassi e gli oli sono i veicoli con cui viaggiano i sapori: il grasso è ciò che dà sapore ai cibi. È proprio per questo motivo che un dio saggio e giusto ha creato i grassi. ('''Reese''') *{{NDR|Dopo aver assistito al musical ''Mamma mia!''}} Chi immaginava che si potessero usare gli stessi tre accordi all'infinito e che la gente li sopportasse per due ore? ('''Dewey''') *Quando tua madre uscirà vorrà sapere quello che ti ho detto su quella faccenda: inventiamo qualcosa di valido. ('''Hal''') *Tesoro, io sono una madre, e il mio compito è quello di capire. Tu hai talento, ma io sono diventata professionista vent'anni fa. ('''Lois''') ===Dialoghi=== *'''Jessica''' {{NDR|piombando in casa}}: Quei poliziotti hanno lasciato andare mio padre con un altro avvertimento. Abitiamo in questo quartiere da tre settimane e ancora non l'hanno arrestato.<br/>'''Reese''': No! Jessica, non puoi continuare a piombare qui ogni giorno come se fosse casa tua. Torna subito fuori e bussa! E poi vattene via.<br/>'''Jessica''': Sul serio: cosa bisogna fare per essere arrestati per ubriachezza molesta? Pensate che era per strada in mutande e faceva rotolare cassonetti incendiati.<br/>'''Malcolm''': La cosa triste è che siamo ancora la famiglia peggiore dell'isolato. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Stagioni di Malcolm]] 79sh7rhxgywc9oaxnc32fd1bkzyt308 Giorgio Bianchi 0 198887 1424422 1368655 2026-08-23T10:10:29Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424422 wikitext text/x-wiki [[File:Bianchi-giorgio 1929.jpg|thumb|Giorgio Bianchi nel 1929]] '''Giorgio Bianchi''' (1904 – 1967), regista, sceneggiatore e attore italiano. ==Citazioni su Giorgio Bianchi== *Dopo un apprendistato di quasi un decennio, dirige il suo primo film nel 1942: ''[[La maestrina (film 1942)|La maestrina]]'', da una commedia di [[Dario Niccodemi]], è opera di notevole interesse. Tramontata la leziosità dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]" anche il cinema del Ventennio cerca di scandagliare – sia pure con comprensibili tentennamenti – i vizi (tanti) e le virtù (poche) di una sconosciuta (sullo schermo) provincia italiana. L'ottimo esordio, dopo qualche film di minor impegno, conferma, negli anni successivi, la predisposizione di Bianchi a trattare tematiche non banali; da ''[[Il mondo vuole così]]'', opera in cui sarcasmo e paradosso sono farina del sacco di [[Cesare Zavattini]], ma del regista è l'ottima conduzione degli attori, a ''[[Che tempi!]]'' [...]. La carriera del regista prosegue, negli anni successivi, con una produzione più anonima, ma complessivamente di buon livello. Titoli come ''[[Lo scocciatore (Via Padova 46)|Via Padova 46]]'' [...] e soprattutto l'ottimo ''[[Il moralista]]'' (la sua opera migliore) sono ancora oggi ricordati con piacere. ([[Roberto Poppi]]) ==Filmografia== *''[[Resurrectio]]'' (1931) *''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]'' (1947) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[Totò e Peppino divisi a Berlino]]'' (1962) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bianchi, Giorgio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] cpxj5n4ao9b4xzuxis2693jagtg00kt Mino Doro 0 203412 1424427 1419112 2026-08-23T10:14:34Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424427 wikitext text/x-wiki [[File:T'amerò sempre (1933) Mino Doro.jpg|thumb|Mino Doro nel film ''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' (1933)]] '''Mino Doro''' (1903 – 1992), attore italiano. ==Citazioni su Mino Doro== *Un'altra sorpresa {{NDR|in ''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]''}} è offerta da Mino Doro, un nuovo attore, dalla maschera che stranamente somiglia a quella di [[Clark Gable]]: un interprete sobrio e intelligente, efficacissimo mentre la [[Elsa De Giorgi|De Giorgi]] è volenterosa, talvolta convincente. ([[Mario Gromo]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' (1933) *''[[Harlem (film)|Harlem]]'' (1943) *''[[Il bandito]]'' (1946) *''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[Tutti a casa]]'' (1960) *''[[La dolce vita]]'' (1960) *''[[8½]]'' (1963) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Doro, Mino}} [[Categoria:Attori italiani]] gp4k9tahgwm07pu0fag8nepz34pg2fs Nino Besozzi 0 203989 1424425 1410877 2026-08-23T10:13:33Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424425 wikitext text/x-wiki [[File:Nino Besozzi - 1945.jpg|thumb|Nino Besozzi nel film ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]] '''Nino Besozzi''', all'anagrafe '''Giuseppe Besozzi''' (1901 – 1971), attore italiano. ==Citazioni su Nino Besozzi== *Dal 1931 è uno dei primi attori ad ottenere una grande popolarità nel cinema, dove diventa uno dei migliori e più acclamati protagonisti interpretando un numero considerevole di pellicole, alcune delle quali di ottima fattura e di grande successo commerciale. Alla fine del conflitto mondiale si divide tra cinema e teatro, facendo delle incursioni anche nella neonata televisione. [...] Continua ad apparire sugli schermi ma soltanto in partecipazioni speciali, o in ruoli di carattere che sviliscono alquanto il suo grande potenziale d'attore brillante. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'') *Non v'è film di [[Mario Camerini|Camerini]] che non riveli animo e intenzioni d'artista [...]. Con ''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' ha voluto tentare un'opera di più ampio respiro, dai toni talvolta decisamente drammatici; [...] riguardo al Besozzi, questa è certo la sua migliore interpretazione cinematografica. ([[Mario Gromo]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[T'amerò sempre (film 1933)|T'amerò sempre]]'' (1933) *''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]'' (1934) *''[[30 secondi d'amore]]'' (1936) *''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) *''[[L'ultimo amante]]'' (1955) *''[[Destinazione Piovarolo]]'' (1955) *''[[La legge è legge]]'' (1957) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Besozzi, Nino}} [[Categoria:Attori italiani]] 69pk9vwftsts2cq3zoknd0e9er8nl9u Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1424401 1424366 2026-08-23T04:48:10Z Gaux 18878 /* */ Paolo Mercuri 1424401 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri ijw3z8y0w6866uetqw6uof9fl16p344 1424402 1424401 2026-08-23T04:49:14Z Gaux 18878 /* */ Ignazio Ciampi 1424402 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi 2r7abvapmksf2che2pinagnw3k0xlv2 1424403 1424402 2026-08-23T04:50:30Z Gaux 18878 /* */ Pietro Napoli Signorelli 1424403 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. 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Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte j9xuivviftn4xr3a6h8o6670qcrfjsg Mesut Özil 0 225701 1424408 1419700 2026-08-23T09:06:39Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Mesut Özil */ +1 1424408 wikitext text/x-wiki [[File:Mesut Özil at Baku before 2019 UEFA Europe League Final.jpg |thumb|Mesut Özil nel 2019.]] '''Mesut Özil''' (1988 – vivente), ex calciatore tedesco. ==Citazioni di Mesut Özil== *{{NDR|Riferendosi al [[Mineirazo]]}} Eravamo tutti sorpresi di come stesse andando quel match. Dopo 20 minuti, sul 4-0, mi chiesi: "Ma cosa sta succedendo qui?". Ricordo ancora il pianto dei tifosi e dei giocatori. In quella occasione mi sono immedesimato e penso di aver capito cosa stessero provando [...]. Andai da David Luiz e gli chiesi scusa. "Hai un bel paese e dei bei tifosi", gli dissi. Al di là della disperazione dell'avversario, quello è stato il momento migliore della mia carriera.<ref> Citato in Alberto Pucci, ''[https://calcio.fanpage.it/germania-ozil-racconta-il-mineirazo-e-svela-un-retroscena-chiesi-scusa-a-david-luiz/ Germania, Özil racconta il Mineirazo e svela un retroscena: "Chiesi scusa a David Luiz"]'', ''fanpage.it'', 7 novembre 2016.</ref> == Citazioni su Mesut Özil == *Ozil è unico, non c'è un altro giocatore come lui, è il miglior numero 10 al mondo. Con la sua visione di gioco e la sua personalità ha reso le cose più facili a me e ai suoi compagni. Nelle sue qualità rivedo sia Figo sia Zidane. ([[José Mourinho]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Özil, Mesut}} [[Categoria:Calciatori tedeschi]] febzu3ptz7hqc18g0pwrsm1wbj0aq1u Discussioni utente:Contributor-etal 3 226456 1424389 2026-08-22T20:17:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424389 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:17, 22 ago 2026 (CEST)}} mtkkgyc0xzxecx7m5u52y3epb6h0pjg Discussioni utente:Rocketboy9299 3 226457 1424390 2026-08-22T21:00:19Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424390 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:00, 22 ago 2026 (CEST)}} 7bgqbyx8pl9i3b1ecq8k7xq6xoiwi3m Discussioni utente:Ardas Redwood 3 226458 1424391 2026-08-22T21:25:52Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424391 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:25, 22 ago 2026 (CEST)}} j5z9tcjpxb236xowcvjkvef7lr0ewnl Discussioni utente:Xinxinxinxinxin 3 226459 1424392 2026-08-22T21:37:07Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424392 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:37, 22 ago 2026 (CEST)}} avj2138ek45ora779mgyxwr5fxlgi13 Discussioni utente:Penn65 3 226460 1424406 2026-08-23T07:44:56Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424406 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:44, 23 ago 2026 (CEST)}} pyebluucag1qg7npsgmc9xond6s9whb Accadde al penitenziario 0 226461 1424416 2026-08-23T09:50:07Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Accadde al penitenziario |immagine = Accadde al penitenziario (1955) Aldo Fabrizi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] in una scena del film |genere = commedia |regista = [[Giorgio Bianchi]] |soggetto = [[Felice Zappulla]] |sceneggiatore = [[Ruggero Maccari]], [[Ettore Scola]], [[Giovanni Grimaldi]] |produttore = Felice Zappulla |attori = *[[Alberto Sordi]]: Giulio Parmitoni *[[Mara Berni]]: Mara, la truffatrice *[[Walter Chiari]]: Walter Polacch..." 1424416 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Accadde al penitenziario |immagine = Accadde al penitenziario (1955) Aldo Fabrizi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] in una scena del film |genere = commedia |regista = [[Giorgio Bianchi]] |soggetto = [[Felice Zappulla]] |sceneggiatore = [[Ruggero Maccari]], [[Ettore Scola]], [[Giovanni Grimaldi]] |produttore = Felice Zappulla |attori = *[[Alberto Sordi]]: Giulio Parmitoni *[[Mara Berni]]: Mara, la truffatrice *[[Walter Chiari]]: Walter Polacchi *[[Peppino De Filippo]]: Otello ''il mantellatese'' *[[Nino Besozzi]]: professor Zaccanti *[[Mario Riva]]: Mario, detenuto numero 77 *[[Riccardo Billi]]: Riccardo *[[Ignazio Balsamo]]: detenuto *[[Enrico Luzi]]: detenuto *[[Turi Pandolfini]]: detenuto *[[Carlo Romano]]: capo degli agenti di custodia *[[Natale Cirino]]: detenuto numero 49 *[[Antonio Nicotra]]: guardia notturna importunata *[[Memmo Carotenuto]]: guardia *[[Augusto Di Giovanni]]: titolare del ristorante *[[Mino Doro]]: automobilista che ha avuto l'incidente *[[Ciccio Barbi]]: un testimone dell'incidente automobilistico *[[Gianni Baghino]]: un ladro *[[Pietro Carloni]]: il vice commissario *[[Rosanna Fabrizi]]: Mariuccia *[[Pino Ferrara]]: compagno di cella di Riccardo e Mario *[[Franco Fantasia]]: automobilista con la prostituta in Piazza Esedra }} '''''Accadde al penitenziario''''', film italiano del 1955 con [[Aldo Fabrizi]], regia di [[Giorgio Bianchi]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Lei ha presente quel piccolo [[cipresso]] che si vede sulla collina quando facciamo la passeggiata? Quello piccolo, lontano, stagliato da solo così contro il cielo. [...] Ecco, m'ha suggerito questa immagine: ''Verde pennello intinto nell'azzurro | dipinge in aria quel che il vento detta.'' ('''Walter''') {{NDR|[[Poesie dai film|poesia]]}} *''The truth is in the night and we have no light.'' La [[verità]] è nella notte e noi non abbiamo luce. ('''Walter''') ==Citazioni su ''Accadde al penitenziario''== *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[il Morandini]]'') *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di Fabrizi, specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film carcerari]] 9yzx7xuzjk6k0sg7piz7yp6hs35qerj 1424421 1424416 2026-08-23T10:09:34Z Spinoziano 2297 1424421 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Accadde al penitenziario |immagine = Accadde al penitenziario (1955) Aldo Fabrizi.png |didascalia = [[Aldo Fabrizi]] in una scena del film |genere = commedia |regista = [[Giorgio Bianchi]] |soggetto = [[Felice Zappulla]] |sceneggiatore = [[Ruggero Maccari]], [[Ettore Scola]], [[Giovanni Grimaldi]] |produttore = Felice Zappulla |attori = *[[Aldo Fabrizi]]: Cesare Cantelli *[[Alberto Sordi]]: Giulio Parmitoni *[[Mara Berni]]: Mara, la truffatrice *[[Walter Chiari]]: Walter Polacchi *[[Peppino De Filippo]]: Otello ''il mantellatese'' *[[Nino Besozzi]]: professor Zaccanti *[[Mario Riva]]: Mario, detenuto numero 77 *[[Riccardo Billi]]: Riccardo *[[Ignazio Balsamo]]: detenuto *[[Enrico Luzi]]: detenuto *[[Turi Pandolfini]]: detenuto *[[Carlo Romano]]: capo degli agenti di custodia *[[Natale Cirino]]: detenuto numero 49 *[[Antonio Nicotra]]: guardia notturna importunata *[[Memmo Carotenuto]]: guardia *[[Augusto Di Giovanni]]: titolare del ristorante *[[Mino Doro]]: automobilista che ha avuto l'incidente *[[Ciccio Barbi]]: un testimone dell'incidente automobilistico *[[Gianni Baghino]]: un ladro *[[Pietro Carloni]]: il vice commissario *[[Rosanna Fabrizi]]: Mariuccia *[[Pino Ferrara]]: compagno di cella di Riccardo e Mario *[[Franco Fantasia]]: automobilista con la prostituta in Piazza Esedra }} '''''Accadde al penitenziario''''', film italiano del 1955 con [[Aldo Fabrizi]], regia di [[Giorgio Bianchi]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Lei ha presente quel piccolo [[cipresso]] che si vede sulla collina quando facciamo la passeggiata? Quello piccolo, lontano, stagliato da solo così contro il cielo. [...] Ecco, m'ha suggerito questa immagine: ''Verde pennello intinto nell'azzurro | dipinge in aria quel che il vento detta.'' ('''Walter''') {{NDR|[[Poesie dai film|poesia]]}} *''The truth is in the night and we have no light.'' La [[verità]] è nella notte e noi non abbiamo luce. ('''Walter''') ==Citazioni su ''Accadde al penitenziario''== *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[il Morandini]]'') *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di Fabrizi, specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film carcerari]] [[Categoria:Film commedia]] msa55zxxf3xuwur6bmve6yw3p2gb7fn