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Giovanni Trapattoni
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[[File:Giovanni Trapattoni.jpg|thumb|Giovanni Trapattoni nel 2011]]
'''Giovanni Trapattoni''' (1939 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
== Citazioni di Giovanni Trapattoni ==
*A giudizio di qualcuno, la Fiorentina avrebbe bisogno soltanto di giovani. 'Verde è una bella parola. Ma con tutti verdi si rischia di arrivare a giugno e di non riuscire a mietere il grano.<ref>Citato in ''[http://www.tv.mediaset.it/italia1/chiambretti_night/news_5329.shtml 30 marzo: Giovanni Trapattoni ospite di Chiambretti]'', ''Tv. Mediaset.it''; 29 marzo 2010.</ref>
*A proposito della benedetta (mai come in questo caso si addice meglio questo aggettivo!) acqua santa, mia sorella Romilda soleva dirmi: "Guarda, Gianni, che questa ti fortifica... ovviamente non ti assicura la vittoria." Ebbene, mi scuseranno gli intellettuali e anche i teologi di professione, ma parole come queste valgono molto di più di tanti libri, sono il segno manifesto di quanto ognuno di noi (anche la persona celebre ed affermata) abbia bisogno di affidarsi, di affidarsi anche ad un segno che rimandi ad un'Appartenenza più grande, ad un'Appartenenza con la "A" maiuscola. D'altronde è proprio questo esser convinto che c'è Qualcuno lassù che mi ha voluto prima calciatore e poi allenatore, che mi fa continuare in questo stupendo lavoro...<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*A volte bisogna gettare un sasso nella pozza. Avete capito? Un sasso muove l'acqua. Un [[allenatore]] non deve dormire. Lui fa "ronf, ronf" e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo.<ref name=icaro> Citato in Luca D'Ammando, ''[http://altrimondi.gazzetta.it/2009/03/icaro-volava-ma-icaro-era-un-p.html «Icaro volava, ma Icaro era un pirla, orco zio!». Summa della frasi più belle del Trap]'', ''Gazzetta dello Sport'', 23 marzo 2009.</ref>
*Abbiamo ritrovato il nostro filo elettrico conduttore.<ref name=telepass>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/06/Quel_Telepass_chiamato_Trap_co_9_110606054.shtml Quel Telepass chiamato Trap]'', ''Corriere della sera''; 6 giugno 2011.</ref>
*[[Antonio Conte|Antonio]] è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro.<ref>Citato in ''[http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/02/19/news/trapattoni_contro_conte_e_capello_una_certa_etica_non_pu_mancare-79021662/ Trapattoni contro Conte e Capello: "Una certa etica ci vuole"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Alla domanda «''Trap, lei come allenatore ha vinto tutto, ma come uomo?''»}} Be', penso sia difficile distinguere le due attività.<ref>Citato in [[Antonio Dipollina]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/13/brussprinter-le-calende-egizie-ecco-le-frasi.html Brussprinter e le calende egizie, ecco le frasi comiche del calcio]'', ''la Repubblica'', 13 agosto 2001.</ref>
*Bisogna costruire [[mattone|mattoni]] per essere solidi come il [[cemento armato]].<ref name=auguri> Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo21627.shtml?/from=tgcom Tanti auguri irresistibile Trap]'', ''Sport Mediaset'', 17 marzo 2009.</ref>
*Bisogna far esasperare un po' di di di di ruota da titolare. Vuol dire che sono giocatori che hanno ... le quali passati avevano delle qualità per le quali per i risultati raggiunti .. quindi è stato un riconoscimento più che meritato attribuire questo premio.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} [[Fabio Calcaterra|Calcaterra]] era un timido, ho dovuto violentarlo in ogni allenamento perché non prendeva l'iniziativa.<ref> Citato in Franco Coppola, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/18/parole-parole.html Parole parole...]'', ''la Repubblica'', 18 dicembre 1993</ref>
*Caratterialmente abbiamo dimostrato che alla base c'è anche il carattere.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} C'è maggior carne al fuoco al nostro arco, anche se l'arco lancia le frecce.<ref name=telepass/>
*C'è stato un momento di euforia per i tecnici più giovani. C'erano limiti ideologici, si pensava di aver trovato un elisir. Poi l'esperienza ha fatto riscoprire che la capacità, la preparazione e l'equilibrio tattico sono ancora la cosa più importante.<ref name=terzaeta>Citato in Luca Bottura, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/05/Trap_Viva_terza_eta_non_co_0_0008057341.shtml Trap: «Viva la terza età, ma non mi riguarda»]'', ''Corriere della sera'', 5 agosto 2000.</ref>
*C'è un organo ben preposto che devono stabilire se si può fare o non fare. Non so se tu partecipi solo in questa circostanza ad un evento del genere o se non hai mai visto Quelli della Domenica che mettono su la maglia con su... hanno fatto anche quella della Pace, no?, oppure per altre malattie.<ref name=auguri/>
*C'è una propensione minore ad accettare un po' più serenamente, goliardamente un po' i risultati.<ref name=auguri/>
*Ciao [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo]]... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli [[allenatore|allenatori]].<ref>Da un [https://twitter.com/giovanni_iltrap/status/1336956853935288322 tweet] del 10 giugno 2020.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Credo invece al fatto che l'esasperata interpretazione di una, dopo otto giorni, teletrasmessa, e dico non teletrasmessa come esasperazione ma teletrasmessa, cioè esasperazione sul terreno di gioco dal momento che una partita teletrasmessa rappresenta un'immagine, il risultato è importante e noi allenatori vediamo quale... di quale io ho scritto il 100%, ma noi ci esprimiamo già al 100% del potenziale di allenamento in quel momento di cui la squadra ha.<ref>''[https://www.youtube.com/watch?v=DuCuOCcqovY Mai Dire Gol - Trapattoni - Supercazzola - Anni 90]'', da Il processo di Biscardi - Tele+2 - Anni 90</ref>
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio|Baggio]] nel 1992}} Davanti a lui c'è il mondo e ha tutto per conquistarlo. A venticinque anni, è come un pozzo di petrolio, dal quale è stato estratto pochissimo greggio.<ref>Citato in Fabio Monti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/febbraio/28/Inter_insegue_ultima_meta_con_co_0_92022813380.shtml L'Inter insegue l'ultima meta con 15 miliardi in meno]'', ''Corriere della Sera'', 28 febbraio 1992.</ref>
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] è uno di quei giocatori che rimarrà negli annali come Piola o [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], e non solo negli almanacchi, perché si è contraddistinto per i suoi modi dentro e fuori dal campo. <ref>Citato in ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/365102/ L'esclusivo club di Del Piero: Quant'è difficile restare fedeli]'', ''www.lastampa.it''; 19 ottobre 2010.</ref>
*Diciamo che puntualmente ogni tanto affiorano queste situazioni però lasciamo stare come stanno le cose perché mi sembra che da un'analisi fatta di una gara si sia voluto così creare una situazione fumogena molto, molto intensa.<ref name=lessico>Citato in Stefano Bartezzaghi, ''[http://www.repubblica.it/online/lessico_e_nuvole/trap/trap/trap.html Non dire gap se non ce l'hai nel Trap]'', ''Repubblica.it'', 10 luglio 2000.</ref>
*Direi... non è la prima partita, io direi che non è, anzi, forse, se andiamo a vedere, sicuramente una delle più numerose partite giocate così; forse non tutte si vorrebbe che fossero tutte così. Ma non ho ... ci sono delle caratteristiche soggettive che è inutile andare a ... ogni tanto si forma un po' di di di di ..sull'ottone si forma un po' di opacatezza, poi lo tiri via e torna lucido, lo so, perfettamente. Ci sono degli elementi che questo tipo di plasmaggio caratteriale, così, .. viene col tempo no? Io queste cose le conosco, oggi magari è una partita che ci voleva la sciabola.<ref name=auguri/>
*{{NDR|Riferito all'assenza di [[Lothar Matthäus]]}} Direi, forse, senza dubbio, forse che per vincere oggi ci è mancato un uomo, più che un uomo direi un uomo...<ref name=auguri/>
*È estremamente delicato, un tema che si è già dibattuto, e sul quale si andrebbero ad avere delle alienazioni, squadre di città minori e quindi il [[Calcio (sport)|calcio]] io credo che in Italia sia veramente un grosso treno culturale e quindi, tutto sommato, ritengo che in questa forma possa mantenere e gestirsi sull'arco nazionale ancora abbastanza equamente ben distribuito.<ref name=trap>Citato in Fabrizio Boccia, ''[http://www.repubblica.it/2009/02/sport/calcio/calciomercato/estero-varie/trapattoni-70-anni/trapattoni-70-anni.html E Trap disse: ''Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco'']'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2009.</ref>
*È un derby che, dolenti o nolenti, conta il risultato.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a [[Roberto Baggio|Baggio]], passando per [[Omar Sívori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. <ref>Citato in ''[http://www.raisport.rai.it/pub/sezione/stampaArticolo/1,7140,3446,00.html Un campione di sport]'', ''Raisport.rai.it''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Forse per un rigore magari meno sbagliato sarebbe stato incensato invece che incensurato.<ref name=straparlare>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Trapattoni_straparlare_genio_co_0_01032810659.shtml Trapattoni, lo straparlare di un genio]'', ''Corriere della Sera'', 28 marzo 2001.</ref>
*Forse se andiamo a vedere, è una delle più numerose partite giocate così.<ref name=auguri/>
*[[Francesco Totti|Francesco]] è fondamentale proprio per le sue caratteristiche. Credo che in nessun'altra squadra europea ci sia un Totti con le caratteristiche di Totti.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/09/benedizione_del_Totti_unico_come_co_9_040609114.shtml La benedizione del c.t.: «Totti è unico: come lui c'era Platini»]'', ''Corriere della Sera'', 9 giugno 2004.</ref>
*Giocando al calcio e poi allenando tante squadre (grazie a Dio con i successi che sono quelli che sono), ho sempre pensato che questo sport potesse e possa insegnare molto. Se è lo sport più amato del mondo, un motivo deve pur esserci. Ho infatti sempre pensato che nulla accade per caso. È un insegnamento che mi porto dietro... che mi porto dietro dalla mia storia, dalla fede dei miei genitori, dalla mia terra.<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*Giocatori con caratteristiche diverse poi si eludono a vicenda e diventa poi anche difficile proporsi in emozione come usate dire voi.<ref name=lessico/>
*Guai a fare gli Icari della situazione. Ho detto gli Icari, non gli acari.<ref name=straparlare/>
*Ho dei dubbi su due certezze.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Ho voluto vedere cosa c'era dentro le viscere di questa truppa.<ref name=trap/>
*I giocatori sono liberi di fare quello che dico io.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} I maghi non esistono, quelli li bruciavano nelle piazze nel '300.<ref name=icaro/>
*I sogni sono sogni e non peccati, ma la realtà è diversa, con i se e i ma non si va lontano e più che l'acqua santa servirebbero i santi..<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/30-dicembre-2011/blob-2011-migliori-frasi-804163295835.shtml Il blob del 2011 Le migliori frasi]'', ''Gazzetta.it'', 31 dicembre 2011.</ref>
*Il [[gatto]] potrebbe essere un eccellente calciatore, se non altro perché conosce perfettamente l'estensione del proprio territorio, lo difende con le unghie, non teme gli avversari.<ref>Dalla ''Presentazione'' a Alessandro Paronuzzi, José e Renzo Kollmann, ''Non dire gatto...'', Àncora Editrice, Milano, 2004, p. 4. ISBN 88-514-0219-1</ref>
*{{NDR|Nel 1984}} Il mio gioco non può essere paragonato al vecchio [[catenaccio]]. Non faccio praticare il fuorigioco in difesa perché mi sembra un’arma a doppio taglio, pericolosa a volte per chi la pratica. Meglio tenere i piedi per terra {{sic|ed}} avere due marcatori sulle due punte avversarie. Ma in centrocampo non ho paura di fare la zona mista con {{sic|interscambi}} di ruolo e posizione. Il calcio è movimento e la zona mista a centrocampo facilita questo movimento, così come gli incroci fra le punte. Anche giocare sulle fasce è fondamentale. Proprio come il pressing sugli avversari che è bene incominci sin dalla loro area di rigore.<ref>Citato in Renato Tavella e Franco Osolla, ''Cento anni di calcio italiano: il racconto appassionante di un secolo de storia italiana: i campioni, le sfide, i momenti memorabili che hanno reso grande lo sport nazionale'', Roma, Newton & Compton, 1997, p. 420. ISBN-13 97-88-88-183785-4</ref>
*Il nostro calcio è prosa, non poesia.<ref name=lessico/>
*Il nostro modo di intendere il calcio raziocinante, razionale, a volte quasi speculativo...<ref> Citato in ''[http://www.giornalettismo.com/archives/128567/non-sono-marylin-ma-ho-un-bel-c-o-tutte-le-massime-del-trap/ "Non sono Marylin ma ho un bel c..o": tutte le massime del Trap]'', ''Giornalettismo.com'', 7 giugno 2011.</ref>
*Il [[pallone da calcio|pallone]] è una bella cosa, ma non va dimenticata una cosa: che è gonfio d'aria.<ref name=straparlare/>
*Il propagandarsi o l'essere il protagonista comunque sulla base quotidiana dei mezzi di comunicazione, è una esigenza che molti hanno ma che è altamente inflazionistica.<ref name=lessico/>
*Il secondo maestro è stato [[Nereo Rocco|Rocco]]. Un uomo diverso da com'è stato raccontato. Timido, rispettoso. Sembrava burbero ma non lo era, ogni tanto gli scappava una battuta in dialetto ma era un uomo colto, che non diceva mai nulla di banale. Parlava volentieri con noi, ma non aveva mai il coraggio di avvertirci: oggi stai fuori.<ref name=asso>Citato in Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/09/Una_volta_era_asso_ora_co_0_031109028.shtml «Una volta c'era l'asso, ora sono tutti miliardari»]'', ''Corriere della Sera'', 9 novembre 2003.</ref>
*Il successo è un pallone con quattro spicchi. Uno appartiene ai giocatori, uno alla società, uno all'ambiente, cioè stampa e tifosi. Il quarto spetta all'allenatore.<ref>Citato dall'intervista di Licia Granello, ''Un Trap che si chiama desiderio'', ''Guerin Sportivo'' n. 4 [575] 22/28 gennaio 1986, p.25.</ref>
*In certi paesi diciamo nordici, un professore di sessant'anni – e non sto parlando di me, faccio solo un esempio – viene considerato un esperto e degno di rispetto. In Italia è un vecchio.<ref name=icaro/>
*In [[Irlanda]] piove due volte a settimana. La prima da lunedì a mercoledì, la seconda da giovedì a domenica.<ref name=tancre>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''Gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*In Italia si vuole l'uovo, il culo caldo e la gallina, ma quando la gallina ha fatto l'uovo va via eh? Quindi non può avere il culo caldo. Noi vogliamo tutto e subito. Coccodè coccodè and go. You understand? <ref name=unita> Citato in Valerio Rosa, ''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2050000/2048482.xml?key=Valerio+Rosa+Roma&first=1&orderby=1&f=fir Dal gatto nel sacco al culo della gallina]'', ''l'Unità'', 8 giugno 2011.</ref>
*In quel momento della partita eravamo un po' come il serpente con la coda in bocca.<ref> Citato in Antonio Dipollina, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/20/trap-col-serpente-in-bocca-ronaldo-presenta.html Trap col serpente in bocca Ronaldo presenta la fidanzata]'', ''la Repubblica'', 20 settembre 1999.</ref>
*In questa squadra c'è ancora molto petrolio da estrarre.<ref name=auguri/>
*In vita mia sono stato fortunato. Quando sono arrivato davanti al passaggio a livello la sbarra era sempre alzata. Forse sono stato io a inventare il Telepass.<ref name=telepass/>
*Inseguendo quel pallone ho visto il nostro Paese crescere e prosperare.<ref> Citato in Massimiliano Castellani, ''[http://www.violanews.com/news.asp?idnew=46120 Trap: ''Prandelli mi somiglia e merita di arrivare ancora più in alto'']'', ''Violanews.com'', 9 novembre 2009.</ref>
*Io non sono anziano. Sono antico. E i mobili antichi sono i più pregiati.<ref>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p.2116].</ref>
*Io preferisco la difesa mista ma se gli altri fanno da un secolo la [[Difesa a zona|zona]] pura avranno i loro motivi.<ref name=straparlare/>
*Io non mi ritengo nella fase della cosiddetta terza età perché ho la fortuna di godermi un'esperienza professionale che mi dà vita. Sto bene fisicamente, non sono povero. Sbaglierei a pormi dei limiti. Ma non mi nascondo neppure di essere un privilegiato, come altri uomini della classe dirigente recente e passata. Penso a Cuccia, una persona unica. Penso ad [[Gianni Agnelli|Agnelli]], di cui sono stato dipendente. Quando a 75 anni decise di farsi da parte, me lo confidò in anticipo. Con rammarico. Grandi vecchi, in senso buono.<ref name=terzaeta/>
*La palla non è sempre tonda, a volte c'è dentro il [[coniglio]].<ref>Citato in Alessandro Robecchi, ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-palla-e%E2%80%99-tutto-meno-che-rotonda/ La palla? È tutto meno che rotonda]'', ''MicroMega'', 12 luglio 2010.</ref>
*La ricordate la storia di Golia e del gigante? È come nel film "Il sesto potere". Le tensioni sono aumentate al mille... di più, all'un per mille! <ref name=auguri/>
*La squadra sta compiendo quel gradino per mettersi sullo stesso pianerottolo delle altre.<ref name=icaro/>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di Milano e Roma, e i giocatori possono prepararsi al meglio. <ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/calcio/moggi/moggi/moggi.html Juve, gioia e "vendette", Moggi: "Zidane? Non ha vinto"]'', ''Repubblica.it'', 6 maggio 2002.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} La nostra è una situazione di classifica non dico tranquilla. Ma sicuramente tranquilla.<ref name=icaro/>
*La Spagna ora è insuperabile, come Davide contro Golia, un gigante da abbattere. Però mai dire mai: i gatti dormono solo quando sono tutti nel sacco.<ref name=alexirlanda>Citato in Brunella Ciullini, ''Trap: «Per Alex nella mia Irlanda c'è sempre posto»'', ''Tuttosport'', 13 aprile 2012, p. 2.</ref>
*La vita ci dà martellate sui calli.<ref name=auguri/>
*[[Nils Liedholm|Liedholm]] è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni, dove c'erano anche [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e Maldini, si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan.<ref name=asso/>
*L'essere [[Erudizione|eruditi]] e [[Preparazione|preparati]] ha avuto una sua necessità... rispetto al passato ci sono degli approcci sicuramente più veritieri di tante fantasie.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Mi bastarono dieci minuti per capire che sarebbe diventato un campione. [...] Alex è un giocatore che appartiene al popolo. Non sarà forse ai livelli di [[Pelé]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma di [[Eusébio|Eusebio]], [[Omar Sívori|Sivori]] e [[Johan Cruijff|Cruijff]] sicuramente sì.<ref name=alexirlanda/>
*Mi è capitato di guidare le Ferrari e le Topolino ma sempre con la stessa passione.<ref name=straparlare/>
*Mi regolo in base al materiale organico e intellettivo in forza alla squadra.<ref name=straparlare/>
*Nella mia lunga carriera sono stato morso da otto [[scorpione|scorpioni]]. Ormai ho dentro l'antidoto.<ref name=trap/>
*Nella vita ci sono tre certezze: si nasce, si muore, si cambia. Io coltivo la terza <ref>Citato in Emanuele Gamba, ''[http://www.repubblica.it/2009/03/sport/calcio/nazionale/italia-irlanda/trap-pre-ita-eire/trap-pre-ita-eire.html ''Per me Cassano è da Nazionale'']'', ''Repubblica.it'', 31 marzo 2009.</ref>
*Noi non abbiamo vie di mezzo: o stiamo sulla luna o andiamo nel pozzo.<ref name=XII>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112].</ref>
*Non accetto che mi facciano passare per "bollito". Non confondo i nomi dei giocatori, non chiamo Klinsmann uno dei miei centrocampisti, non annuncio formazioni con dodici titolari. Accetto le critiche. Non le cattiverie.<ref name=icaro/>
*Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.<ref name=unita/>
*Non insegno chimere, le lascio a [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]. [[Icaro]] volava, ma Icaro era un pirla.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Non mettiamo il [[carro]] davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro.<ref name=unita/>
*Non possiamo fare i coccodrilli e piangere sul latte versato e sulle uova mangiate.<ref name=telepass/>
*Non sono né la Lollobrigida, né [[Marilyn Monroe|Marilyn]], non merito tante attenzioni, sebbene spesso abbia anch'io un bel culo! <ref name=icaro/>
*Non vorrei che a enfatizzare troppo certe situazioni da una parte e non dall'altra finisce che si crea una uniformità di idee e non una forma equivalente generale: noi abbiamo giocato bene.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Riferito a un Italia-Brasile del 1963}} [[Pelé]] era così bravo che non veniva neanche voglia di picchiarlo. E poi quella volta lì, a Milano, aveva una caviglia in disordine. Ma doveva giocare. La tariffa del Santos era: 50mila dollari con Pelé dall'inizio, 10mila senza Pelé.<ref>Citato in [[Gianni Mura]], ''[http://www.repubblica.it/online/sport/pel/pel/pel.html Auguri re del calcio, una vita senza rivali]'', ''Repubblica.it'', 23 ottobre 2000.</ref>
*Penso alla tutela della struttura societaria che vada tutelata. <ref name=auguri/>
*Per uno come me che ama il pallone e che non è mai stato tradito dal calcio, sarebbe la cosa più bella morire in panchina, durante una partita.<ref name=icaro/>
*Più vai in alto, più tira il vento.<ref name=XII/>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo [[Michel Platini|Platini]] e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell' ala sinistra non gioca mai?''" <ref name=asso/>
*Posso spezzare ancora una lancia a favore ? Mi sembra che qualche mese fa si sia parlato di una nuova filosofia, no ? Il famoso passaggio indietro che non dovrebbe interrompere la cosa, qui siamo sulla barriera veloce, gli daremo di punta la punizione per accelerare i tempi e l'ostruzionismo di fermare il gioco in questo senso dico che sia, c'è un orientamento anche in tale senso di portare un miglioramento a quello che è l'interruzione o me. Diventano momenti di flipper.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Quando sento parlare di immagine, penso immediatamente a certi bei [[limone|limoni]] che poi, al momento dell'apertura, sono completamente senza sugo.<ref name=icaro/>
*Quando ti abitui allo [[zucchero]] non accetti più il sale.<ref name=trap/>
*Quando vengo in vacanza qui, mi capita di vedere persone che invecchiano di colpo da un anno all'altro. Non perché abbiano finito i soldi, gli si è solo spento l'interesse, l'ardore. Anche e soprattutto quello erotico. Il sesso è molto importante per non ridursi a esseri vegetali. Per essere ancora pieni del meglio che la vita può dare. Ma anche lavorare, se possibile, aiuta. Non rassegnandosi alla pensione e, anche se può sembrare strano che lo dica io, a una vita sulla panchina.<ref name=terzaeta/>
*Questi giocatori, nonostante il nostro paternalismo e il dialogo psicologico che a volte abbiamo, leggendo sui giornali certe frasi sono un po' umoralmente piuttosto abbacchiati, abbiamo il dovere non demagogico, magari di riservatezza.<ref name=auguri/>
*Questo mio atteggiamento è un attestato. E io ci credo molto perché è credibile.<ref name=lessico/>
*Questo qui è domenicalmente abbastanza appurabile.<ref name=auguri/>
*[[Arrigo Sacchi|Sacchi]] dice che un c.t. è come un eunuco nell' harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due...<ref name=telepass/>
*Se non si può vincere bene, che almeno si vinca. I risultati restano, le squadre spettacolari e le parole durano ventiquattr'ore.<ref name=icaro/>
*Se si continua così non si esce dal baratro, ma dal barattolo.<ref name=straparlare/>
*Si gioca fino alla fine! Anche la Lituania ha giocatori che giocano in giro per l'Europa. Non è più come prima: i giocatori della Lituania giocavano le renne ai piedi? <ref name=auguri/>
*Sicuramente non si tratta del caso peggiore che ho dovuto affrontare. La squadra più problematica fu quella del dopo-Mundial, quando si aggiunsero [[Michel Platini|Platini]] e Boniek, ritornò [[Roberto Bettega|Bettega]] ed utilizzammo sin dall'inizio Paolo Rossi. Allora bisognava far quadrare equilibri tattici e valori tecnici a dispetto dei singoli. Questa volta invece ci sono tanti giovani con i quali sarà più semplice lavorare, visto che hanno ancora molto da imparare.<ref>Citato in Giancarlo Emanuel, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/24/cambiamo-modulo-serena-giochera-nel-ruolo-di.html 'Cambiamo modulo, Serena giocherà al posto di Bettega']'', ''la Repubblica'', 24 luglio 1985.</ref>
*Sono lucido e non rincoglionito come crede qualcuno.<ref>Citato in ''[http://www.sport.it/articolo/calcio-trapattoni Ein Trainer ist nicht ein Idiot!]'', ''Sport.it'', 25 settembre 2003.</ref>
*Sulla mia nazionale non mi stancherò mai di ripetere la verità. In Corea siamo usciti per gli errori sotto porta e perché nella partita decisiva non ho avuto Nesta e Cannavaro. All'Europeo la squadra è arrivata volando, con 18 risultati utili consecutivi: è stata eliminata da imbattuta, con 5 punti in 3 partite, per un gol di tacco in un'azione della Svezia viziata da due falli. Se poi vogliamo fare gli struzzi, per non dire un'altra parola simile a struzzi, liberissimi di farlo.<ref name=icaro/>
*Tante volte il tocco delle campane è bene sentirli tutti. In genere c'è il din don dan nelle campane, no? Sentire magari il solito rintocco din din din va a finire che non si sente il don dan, quindi c'è un'altra musica. Io ho voluto chiarire alcuni concetti.<ref name=trap/>
*Tanto calore intorno a me fa piacere ma insieme all'onore c'è anche l'onere: è una responsabilità grossa e io non ho la [[bacchetta magica]], non sono il mago Zurlì. Sono uno che commette errori anche se nella mia carriera sono stato abituato "male" dai molti campioni che ho allenato e che mi hanno fatto vincere tanto.<ref>Citato in Emilio Marrese, ''[http://www.repubblica.it/online/sport/naziotrap/boccia/boccia.html Trap: "Del Piero ok ma non lo aspetto"]'', ''Repubblica.it'', 30 agosto 2000.</ref>
*There is one ball, c'è un solo pallone e bisogna corrergli dietro. Se non lo rincorri fino alla nostra area, sei Ponzio Pilato.<ref name=tancre/>
*Un campione è colui che non lascia mai la squadra in 10, che ti dice cosa devi fare in campo e fuori, che non si tira indietro e non arriva in ritardo. È diverso dal fenomeno, che magari ti fa vincere la partita da solo.<ref name=asso/>
*Un ct deve ascoltare il cuore che sta a sinistra ma seguire la ragione che sta a destra.<ref name=icaro/>
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un leader col saio.<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''Scirea, 20 anni. L'esempio vive'', ''La Gazzetta dello Sport'', 2 settembre 2009.</ref>
*Un palo che non para è una sola.<ref name=auguri/>
*Una sfida ostica, ma anche agnostica.<ref name=trap/>
*Tutti girano l'acqua e la raccolgono dalla stessa parte.<ref>Citato in ''[http://www.soccermagazine.it/serie-a/esclusiva-trapattoni-ho-reso-cassano-meno-scontroso-la-lazio-mi-ha-chiamato-277324/ 'Esclusiva-Trapattoni: “Ho reso Cassano meno scontroso. La Lazio mi ha chiamato”']'', ''Soccermagazine'', 24 agosto 2016.</ref>
{{Int|Da ''Senso di Coppa''|Intervista di Emanuele Fiorilli, ''Guerin Sportivo'' n. 15 (535), 10-16 aprile 1985, pp. 15-17.}}
*Posso anche litigare con un giocatore, i giocatori possono anche non salutarmi, ma questo non influenzerà mai la formazione che scende in campo: ho dei doveri nei confronti della società e del pubblico. Per diritto divino non si acquisisce il posto fisso in squadra. Non voglio avere gente che vive sugli allori ma giocatori che vadano avanti e migliorino. {{NDR|«Tutti possono essere titolari?»}} Sono loro che debbono garantirsi il posto tramite il lavoro e i risutati personali. A volte si attraversano momenti negativi che spesso coincidono con determinati atteggiamenti e con certe interviste. In questo caso gli dico: aspetta un attimo, dacci dentro, passa questa fase e migliorati. Le sue qualità però non vengono cancellate. [...] Debbo trattare tutti nello stesso modo: sono loro che si debbono garantire il ruolo di titolare.
*{{NDR|Sul [[calciatore di riserva]]}} Nel calcio è difficile far capire che si può avere delle alternative rispettando nello stesso tempo i ruoli e la professionalità di tutti. Non scordiamoci che il nostro organico è composto da diciotto persone e chi rimane fuori non deve sentirsi penalizzato. I campionati non si vincono in undici.
*{{NDR|«[...] non c'è stato un momento dove si parlava di Giovanni Trapattoni candidato nelle liste di un partito?»}} Vede, io sono [[Socialismo|socialista]] ma penso che un giocatore, un personaggio che appartiene al pubblico difficilmente possa associare il suo nome ad un fenomeno di pubblicità politica. I nostri tifosi sono gialli, rossi, verdi e non è giusto che si accomuni il nome di un allenatore o di un calciatore a questo o quel partito.
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] indubbiamente è uno sport ma non è più tale da quando coinvolge interessi tanto grandi ed è diventato una professione a tutti gli effetti. Si è legati ai risultati che a loro volta dipendono dalle prestazioni. Lo spettacolo, che dovrebbe essere prioritario nello sport, arriva dopo. Non è che non si ricerchi però lo può fare solo chi è in grado e non molti giocatori possono sostenere il duplice ruolo.
*{{NDR|Sul [[calciomercato]]}} A me interessa che i giocatori facciano il loro dovere sino alla fine del loro contratto, poi possono andare dove vogliono. Sono voci che servono solo a disturbare il nostro lavoro. Questo è uno dei motivi per i quali affermo che in Italia il mercato non può rimanere aperto tutto l'anno: sarebbe un massacro. Certi calciatori vengono già contattati dopo la prima partita di campionato. {{NDR|«Secondo lei cala il loro rendimento?»}} Non penso. Quando un giocatore entra in campo è se stesso, pensa al gioco. Non darebbe mai una prestazione negativa perché in quel momento è giudicato da migliaia di persone.
*{{NDR|«Trapattoni visto da Trapattoni?»}} Un po' rompiballe, tanto che in casa mi chiamano professor Precisetti.
{{Int|Da ''50 Trap''|Intervista di Franco Montorro, ''Guerin Sportivo'' n. 11 (736), 15-21 marzo 1989, pp. 28-31.}}
*Era il leit motiv di quegli anni: Trapattoni, il mediano che ha bloccato il mitico [[Pelé]]. Ero felice, anche se oggi sembra che io abbia giocato soltanto quella partita.
*Aveo già deciso per la nuova carriera di allenatore e giorno per giorno mi andavo trasformando, anche mentalmente. Volevo insegnare ai giovani e nell'ultimo anno al Milan avevo cominciato a seguire qualcuno. Poi ci fu il trasferimento al Varese. Ci andai a malincuore, ma avevo ricevuto la promessa di un futuro incarico tecnico nello staff rossonero. Insomma, mi è andata bene, perché non mi sono mai allontanato dal campo. Ho solo cambiato veste. Forse è stato più difficile abbandonare Milano da allenatore, anche se non si è trattato di una scelta troppo ponderata. Mi avevano cercato Atalanta e Pescara. Poi arrivò la chiamata della [[Juventus Football Club 1976-1977|Juventus]] e quella bianconera era una tentazione troppo affascinante per generare incertezze. {{NDR|«Perché la Juventus scelse proprio lei?»}} A Torino volevano affidare la squadra a un tecnico ancora giovane, da plasmare, ma che non fosse uno sprovveduto. E io facevo al caso loro.
*{{NDR|«È superstizioso?»}} Sono nato di venerdì [...]. Direi di no: credo nel destino e nella fortuna che camminano al fianco di ogni uomo. Nel calcio, poi, la fortuna è importante, ma da sola non serve a niente. Deve essere unita ai valori dei singoli e alla bontà del lavoro.
*{{NDR|«Da cosa nasce la sua famosa rabbia?»}} Ogni mia conquista è stata frutto di grandi sacrifici. Per me è sempre tempo di confronti e rinnovamenti e non accetto nessun tipo di sconfitta, anche durante gli allenamenti. Chi mi vuol battere deve passare sopra il mio corpo.
*Starei con il [[Pallone da calcio|pallone]] in mano ventiquattro ore al giorno. Magari rischiando di sacrificare gli affetti.
{{Int|Da ''Parola di Trap''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' n. 34 (1059), 23-29 agosto 1995, pp. 20-21.}}
*La società di oggi è troppo consumistica, non si pensa al passato, alla storia, si pensa solo a chi le spara più grosse. Hanno ragione solo quelli che urlano, tanto poi nessuno va a controllare quello che dicono. E invece per parlare serve cultura: querlla del calcio e quella della vita.
*[...] nello spogliatoio sono tutti uguali. Ho visto campioni che volevano far pesare la loro popolarità anche fra i compagni. Io mi arrabbiavo, perché un campione si distingue dagli altri già con l'ingaggio e con l'affetto del pubblico, non c'è bisogno che lo faccia nel gruppo.
*I tre punti {{NDR|a vittoria}} non hanno modificato le cose. Si giocava per vincere una volta e si gioca per vincere oggi. Se invece parliamo del calcio in senso più ampio, allora sì, è cambiato e anche molto. È proprio un'altra cosa rispetto al passato. {{NDR|«Che tradotto vuol dire...»}} Vuol dire che qualche anno fa era un calcio più genuino, più spontaneo, in cui non c'era tutta l'enfasi che si vede ora. Aveva un volto umano e lo show-business non aveva ancora trionfato. Oggi ci sono troppi interessi. I giornali devono proteggere le loro piazze, fregandosene dell'obiettività. Ci sono tanti, troppi interessi che toccano il nostro mondo. E che lo rovinano.
*[...] [[Marcello Lippi|Lippi]] è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti.
*{{NDR|«[...] hanno detto che la Juve sua e di Platini non ha mai fatto vedere un bel calcio. Lo sa?»}} Il mondo è bello perché ognuno dice quello che vuole. I miei terzini hanno segnato più di quelli di qualsiasi altra formazione. [...] Perché non vanno a prendersi le cassette della mia Juve, delle partite in Inghilterra? Guardino un po' come giocavamo... {{NDR|«Siamo ai soliti luoghi comuni. Vuol dire questo?»}} Facile demagogia. Trapattoni è l'italianista e allora le sue squadre giocano male. Boh... Con Platini, Boniek e Rossi non credo che ci si annoiasse.
*[...] oggi conta più chiacchierare, ma si corre un rischio a farlo... [...] che criticando qualcuno si finisca per ottenere il risultato opposto. [...] bisogna promuovere la propria immagine senza però denigrare quella degli altri. Semplice, no? {{NDR|«Semplice. Ma lei cosa ha fatto in questi anni per promuovere la sua di immagine?»}} Sarebbe troppo facile dire che ho vinto. Ero un giovane quando iniziai ad allenare e da allora ho sempre rispettato una regola: fare la propria corsa senza danneggiare gli altri. Tanti che parlano oggi sono un po' come certi limoni: belli fuori ma vuoti dentro...
*[...] ai campioni non risparmio nulla: dico pane al pane e vino al vino, quello che penso. E voglio che rispettino i colleghi, che sappiano comportarsi bene. Oggi si tende a mitizzare i giocatori, una cosa che non mi piace. {{NDR|«Non dica che le stelle, facendo così, la amano...»}} Infatti non lo dico. Può essere che fra certi campioni mi crei delle antipatie. Pazienza. Per me è più importante che capiscano che appena smetteranno crollerà tutto quello che hanno attorno. Il giorno dopo l'addio nessuno li ricorderà più. Per questo voglio giocatori più concreti, educati, umani. Gente che sappia accarezzare un bambino...
{{Int|''Il Trapattonesimo''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' nn. 33/34 (1209), 12-25 agosto 1998, pp. 12-16.}}
*Se dovessi riassumere in uno slogan la mia carriera, che è poi la mia vita, voterei questo: Il Trap, da [[Nereo Rocco|Rocco]] a Internet.
*Io ho insegnato la morale del [[Calcio (sport)|calcio]] prima che il calcio. Ho guardato al comportamento umano prima che alla palla. [..] un calciatore professionista ha troppi emuli, i suoi atteggiamenti sono un insegnamento per i ragazzini che vanno allo stadio o che lo vedono in Tv. Ogni gesto [...] ha uno strascico di atteggiamenti imitativi fra i giovani e per questo ho sempre preteso come prima cosa dai miei giocatori un'etica forte. [...] Un [[allenatore]] non è solo espressione di schemi, ma deve rispondere alla città, alla gente che lo paga, perché deve sapere educare a una vita sociale corretta i suoi giocatori. Lo sa cosa mi dà più soddisfazione di tutta la mia storia professionale? Aver lasciato al calcio grandi protagonisti, gente come Zoff, Platini, Tardelli. Personalità ancora oggi ammirate.
*La mia cultura è nata tutta col calcio. Un'istruzione incompleta l'ho surrogata con gli insegnamenti dei grandi personaggi. [...] Io ho visto il Cile quando c'era Pinochet, sono stato nell'Argentina che viveva l'assalto alla Casa Rosada, ho incontrato giocatori dell'est comunista con cui si parlava di diritti civili in campo, di libertà che loro ti facevano capire di non possedere. Con il calcio ho girato il modo, ho abitato i migliori alberghi del pianeta e ho visto tante, tantissime cose.
*[...] io sono un uomo libero, un [[Socialismo|socialista]] nel cuore. Vengo da una famiglia proletaria, con un padre che lavorava 14 ore al giorno per sfamare cinque figli e una moglie. Io nelle vacanze aiutavo gli artigiani, come tanti miei amici di allora. Ma ho capito una cosa basilare in mezzo a quei sacrifici: il rispetto per gli altri. La morale del gruppo che pretendo dai miei giocatori.
*Quando iniziai, il calcio era considerato uno sport, poi è via via cresciuto, forse in proporzioni spropositate. Ormai sconfina in mille interessi, in troppi centri di potere. C'è la Tv, ci sono i procuratori, i presidenti che si giocano la loro credibilità di imprenditori che hanno costruito imperi in tutto il mondo. [...] Eppure la vita collettiva dello spogliatoio e il gruppo [...] restano l'unico bene del pallone. Su quello si deve lavorare.
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0574_01_1998_0326_0015_7671875/ «Con il pallone insegno la vita»]''|Intervista di [[Pino Corrias]], ''La Stampa'', 27 novembre 1998, p. 15.}}
*L'enfasi mi piace zero, anche se il [[Calcio (sport)|calcio]] ne strabocca. [...] Sono nato così. Mio padre faceva l'operaio, eravamo 5 fratelli, poi c'è stato il pallone, i soldi [...], ma le radici ti restano dentro. E se sei bravo le trasmetti. [...] Ho passato 25 anni negli spogliatoi. Ho visto crescere centinaia di ragazzi. Molti li ho aiutati. Quasi tutti hanno aiutato me. Ogni tanto mi telefonano ex giocatori che non vedo da 20 anni. È la cosa più bella: vuol dire che mi ricordano come persona.
*Il calcio ti mette sotto pressione perché è una gara. Ogni domenica hai il responso: vinci, perdi, pareggi. Ogni domenica hai la classifica: sei primo o sei ultimo. Ogni domenica hai i tifosi: sei un eroe oppure una nullità.
*Io amo le persone normali, anche se capisco che poi il pubblico cerca solo fenomeni o stelle o campionissimi per identificarsi... Io combatto questa roba qui.
*Un campione lo vedi per la testa che ha, non per i piedi.
*[[Diego Armando Maradona|Maradona]] aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Faceva una cosa e intanto ne pensava due...
{{Int|Da ''Sacchi: povero calcio che non fa squadra''|Intervista di Massimiliano Castellani, ''Avvenire'', 8 novembre 2009.}}
*Chi scherza con la fede non è un uomo intelligente.
*Dove c'è tanto business, le ragioni del portafoglio prevalgono su quelle della coscienza.
*Sto alla larga da chi si crede un superuomo e ti bastona solo per farsi pubblicità in tv.
*Non conta quello che ho ottenuto fino a ieri, ma quello che potrò fare domani.
*Oggi dobbiamo far riflettere i giovani sulle difficoltà della vita, ma stando al loro passo e cercando di ragionare con il loro linguaggio, fornendogli esempi che fanno parte della contemporaneità. Solo così diventeranno adulti.
{{Int|Da ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/22-08-2014/intervista-trapattoni-balotelli-miniera-esaurimento-raiola-giuseppe-rossi-lippi-cina-90220103503.shtml Trapattoni: "Balotelli? Una miniera che rischia di esaurirsi, Raiola intervenga"]''|Intervista di Luca Calamai, ''Gazzetta.it'', 23 agosto 2014.}}
*A volte è meglio scegliere il {{NDR|calciatore}} più utile che il più bravo. Quando ero giocatore, Ferrari e Mazza mi preferirono a Fogli e a [[Giacomo Bulgarelli|Bulgarelli]]. Loro erano molto più forti tecnicamente di me, ma io mi attaccavo al culo di [[Eusébio]] e di [[Pelé]]... Ed ero più utile.
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat.
*Ricorderei a tutti che al calcio si gioca con un pallone solo. [...] E che bisogna [[lotta]]re. Ricordo quando chiamai un big della Juve che si era fatto rubare il pallone da un avversario che poi in [[contropiede]] aveva fatto [[gol]]. Gli chiesi: "Quanti [[polmoni]] hai?". Lui mi guardò perplesso poi disse: "Due". E io: "Quanti ne ha il tuo avversario? Te lo dico io: due. Allora devi correre come lui".
===Citazioni in inglese===
*{{NDR|Alla vigilia di Estonia - Irlanda, spareggio per le qualificazioni agli Europei 2012}} Occorre stare attenti al gatto. Non dire di avere il gatto nel sacco quando non hai ancora il gatto nel sacco.
:''Be careful of the cat. Don't say you have the cat in the sack when you don't have the cat in the sack.''<ref>Citato in ''[http://www1.skysports.com/football/news/12020/7297947/Trapattoni-wary-of-complacency Trapattoni wary of complacency]'', ''Skysports.com'', 7 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Dopo la gara di andata dello spareggio, terminata 4-0 per l'Irlanda}} Il gatto è nel sacco, ma il sacco non è chiuso. Il gatto è dentro, ma il sacco è aperto – e si tratta di un gatto selvaggio.
:''The cat is in the sack, but the sack is not closed. The cat is in it, but it's open — and it's a wild cat.''<ref>Citato in ''[http://www.irishtimes.com/sports/soccer/2011/1111/1224307460865.html 'Cat in the sack, but sack not closed']'', ''IrishTimes.com'', 11 novembre 2011.</ref>
===Citazioni in tedesco===
*[...] un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è ... vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia. Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco! Sapete, perché le squadra Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh..., campionis. Struuunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh..., Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen! Hanno molto simpatici collegen. Ponga a questo collegen la domanda! Non hanno nessuna coraggio rispondere, ma io so, cosa pensaren su questo giocatori. Devono dimostrare ora, io voglio, sabato {{NDR|in Germania si gioca di sabato}}, questi giocatori devono dimostrare me, ..., i suoi tiffosi, devono vincere la partita da soli. Devono da soli vincere partita! Io sono ora stanco aspettare di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti {{NDR|Trapattoni confonde le parole tedesche per "debiti" e "colpa"}}, su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!<br/> Io sono finito.
:[...] ''ein Trainer is nich ein Idiot. Ein Trainer seh, was passieren in Platz. In diese Spiel, es waren zwei, drei diese Spieler waren schwach wie eine Flasche leer! Habe sie gesehen Mittwoch? Hat gespielt Mehmet, or hat gespielt Basler, or hat gespielt Trapattoni? Diese Spieler beklagen mehr als Spiel! Wissen Sie, warum die Italien-Mannschaften kaufen nicht diese Spieler? Weil wir haben gesehen viele Male dumme Spiel. Haben gesagt, sind nicht Spieler für die italienisch, eh, Meisters. Struuunz! Strunz is zwei Jahre hier und hat gespielt zehn Spiel. Is immer verletzt. Was erlauben Strunz? Letzte Jahr Meister geworden mit Hamann, eh, Nerlinger. Diese Spieler waren Spieler! Waren Meister geworden! Ist immer verletzt! Hat gespielt 25 Spiele in dieser Mannschaft, in dieser Verein. Mussen respektieren die andere Kollega! Haben viel nett Kollegen. Stellen Sie die Kollegen die Frage! Haben keine Mut an Worten! Weil ich weiß, was denken über diese Spieler. Musen zeigen jetzt! Ich will Samstag, diese Spieler mussen zeigen mich, eh zeigen die Fans. Mussen alleine die Spiel gewinnen! Mussen alleine Spiel gewinnen! Ich bin müde jetzt der Vater dieser Spieler – eh der Verteidiger dieser Spieler! Ich habe immer die Schulde über diese Spieler! Einer is Mario, einer, andere is Mehmet! Strunz dagegen, egal, hat nur gespielt 25 Prozent diese Spiel.<br/> Ich habe fertig!'' <ref>Citato in ''[http://www.stern.de/sport/sportwelt/zornrede-was-erlauben-strunz-519604.html Was erlauben Strunz?]'', ''Stern.de'', 29 gennaio 2004.</ref>
===Attribuite===
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Noi non compriamo uno qualunque per fare [[qualunquismo]].<ref name=XXXII>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 32. ISBN 88-8598-826-2</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi.<ref name=XXXII/>
==Citazioni su Giovanni Trapattoni==
*A me piaceva giocare a sinistra, lui mi imponeva la destra perché vent'anni fa il tornante stava a destra e basta. Delle volte facevo finta di niente: svariavo e mi ritrovavo dall'altra parte, a sinistra. E lui giù a fischiare come un pazzo, a chiamare, a ordinare. Grande, il Trap: ho avuto discussioni anche forti, ma sempre leali. È stato, anzi è, uno dei personaggi più alla mano che abbia mai conosciuto. ([[Domenico Marocchino]])
*{{NDR|«Che cosa ha imparato da Trapattoni?»}} A non cullarmi sugli allori. Era uno che, se vincevi una partita importante, ti faceva esultare cinque minuti e subito ti ricordava che la domenica successiva ce n'era un'altra. E poi, era bravo a gestire il gruppo. Aveva giocatori che erano stati suoi avversari in campo e sapeva calibrare il peso dei senatori della squadra. ([[Antonio Cabrini]])
*C'è [...] un solo Trapattoni nel panorama del calcio mondiale. Un solo tecnico così lindo, così assiduo, così indefesso, così prigioniero dell'ideale, campione dell'impossibile, puro esponente del calcio così come lo abbiamo amato e difeso per un secolo di storia. Non c'è progresso senza tradizione, e Trapattoni rappresenta la tradizione. Ma la tradizione in cammino, che è ben più della tradizione ferma e bloccata negli archivi. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Con sette scudetti e tutte le Coppe internazionali disponibili, Trapattoni è il tecnico più vincente che si conosca. La metà dei suoi successi sarebbe bastata a beatificare e corredare di eterna aureola qualsivoglia dei suoi colleghi. Stranamente, il Trap è ancora discusso. Si porta dietro la logora etichetta difensivista, malgrado opponga una raffica di fatti [...] a contraddire la superficiale definizione. [...] E tuttavia Trapattoni [...] è assurto a simbolo di un gioco datato e retrò, ancorato a canoni di bassa speculazione. [...] ha avuto il torto, diciamo così [...] di sostenere con vigore dialettico, e coi risultati su campo, le proprie tesi. [...] Giovanni l'ostinato predica la sua verità. Sono i grandi attaccanti [...] a elevare i punteggi, non i moduli e gli schemi. [...] La matrice milanista, in un periodo in cui Rocco allevava [...] una schiera di eletti eredi (oltre a Trap, Radice, Bagnoli, Bigon, Scala e Maldini) si fa indubbiamente sentire, nell'abitudine a costruire la squadra dalle fondamenta, ciòè dal reparto difensivo, come logica comanda. Ma Trapattoni è sempre stato pronto ad aggiornarsi e ha saputo, come forse nessuno, allenare i campioni, piegarli – vedi Platini – alle esigenze di un calcio pratico e collettivo, senza spersonalizzarli. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Dicevano Mazzone è il Trapattoni dei poveri. Rispondevo: amici miei, Trapattoni è il Mazzone dei ricchi. ([[Carlo Mazzone]])
*È sempre il più grande. Passano gli anni, scorrono inevitabili le stagioni del calcio, ma Giovanni Trapattoni è ancora lì come esempio per tutti. Se molti sedicenti profeti della panchina avessero guardato a lui come modello, invece di farne un nemico simbolo del passato, avrebbero capito dove sta l'unico segreto del calcio: nell'anima di chi lo insegna. Quell'anima che Giovanni Trapattoni ha forse venduto al demonio, moderno dottor Faust con gli occhi azzurri e lucenti. ([[Matteo Marani]])
*È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi. ([[Arrigo Sacchi]])
*Grandissimo allenatore e grandissimo uomo. Aveva una passione incredibile che sapeva trasmettere a tutti, in particolare ai giovani. Finiti gli allenamenti spesso rimaneva lì per spiegarti alcuni movimenti, per migliorarti tecnicamente, negli stop, nei tiri. Un personaggio veramente carismatico. ([[Massimo Carrera]])
*Ho sempre ringraziato Trapattoni per avermi dato fiducia, non so quanti avrebbero subito buttato in campo un ragazzino come titolare nella Juventus. Dopo quella partita {{NDR|un'amichevole contro il Bayern Monaco nel 1991}} ci siamo incontrati in ascensore e in dialetto mi ha detto: "o tu sei matto o sei un giocatore". Era il mio papà del calcio. Lui mi seguiva al di fuori del campo, mi consigliò di smetterla con le troppe interviste e di pensare solo a giocare. ([[Moreno Torricelli]])
*La cosa che l'ha contraddistinto dagli altri è che riusciva a rallegrare il gruppo. Un allenatore ironico, faceva spesso delle battute per tenere alto il morale della squadra. Al di là delle idee tattiche, ha vinto tanto soprattutto per questo aspetto. ([[Cristiano Zanetti]])
*Trapattoni, anche se non ha mai giocato nella Juventus, ha sempre avuto lo stile-Juventus. E l'avevamo scelto anche per questo. ([[Giampiero Boniperti]])
*Trapattoni è un grande tecnico perché parla il linguaggio dei calciatori. ([[Lothar Matthäus]])
*Trapattoni è uno che cura la squadra nei minimi particolari dal lunedì alla domenica. È uno che ti sta addosso e non ti dà respiro, che ti tiene sempre sulla corda. È scrupuloso come pochi, studia gli avversari con acutezza e da buon tattico prepara le contromosse che hanno quasi sempre successo. ([[Enzo Bearzot]])
*Trapattoni? Invece delle lavatrici io gli avrei fatto pubblicizzare le superpile, quelle che durano una vita. ([[Alberto Bigon]])
*Trapattoni non si discute: è il migliore allenatore d'Europa e, forse forse, anche d'Italia. ([[Mauro Bellugi]])
*Un grande gestore del gruppo e una grande competenza calcistica. Era paziente, sapeva parlare ma anche ascoltare. Aveva umiltà, sapeva organizzare e programmare tutto, non lasciava nulla al caso. ([[Sergio Brio]])
===[[Domenico Morace]]===
*Agli insulti ci è abituato. Da anni è nel mirino di certa critica, diciamo così, modernista. Trap è, storicamente, l'emblema di un modello superato, quello, per intenderci, del vecchio ma glorioso calcio all'italiana, esaltazione di una scuola che, tutto sommato, ci ha dato onori e successi. In Italia, purtroppo, si recita secondo copioni prefissati che fanno parte di un modo miope, o idiota, di interpretare le mode del momento. La Juve del Trap, quella d'oro, non era avara di bel gioco, anche se Platini gridava insulti, prima, durante e dopo la partita, contro Trap, reo di spegnergli estri e fantasia. E l'Inter trapattoniana [...] segnava gol a gogò, eppure Matthäus accusava Trap di tenerlo legato in retrovia. I giocatori hanno di queste cattive abitudini; non sempre sono sinceri. Quelle di Platini e Matthäus erano bugie interessate ma vallo a spiegare, e a farlo capire, alla gente e soprattutto a certi critici.
*Giovanni Trapattoni non è soltanto una brava persona e un serio professionista; è anche un grande allenatore. Piaccia o no, è quello che in Italia ha vinto di più. [...] Si discute da sempre se siano gli allenatori a far grandi le squadre o se, viceversa, siano i giocatori a decretare il successo degli allenatori. Questione controversa e ancora irrisolta. Nel caso di Giovanni Trapattoni, meriti e fortune (parco giocatori) si sono bilanciati.
*Tanti imbonitori razzolano per i campi verdi e molti ciarlatani occupano panchine. Se un professionista serio e competente come Trap dovrà accomodarsi in tribuna, sarà una vergogna. Anzi, uno scandalo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000. ISBN 8880898620
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Trapattoni, Giovanni}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Danyele
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[[File:Giovanni Trapattoni.jpg|thumb|Giovanni Trapattoni nel 2011]]
'''Giovanni Trapattoni''' (1939 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
== Citazioni di Giovanni Trapattoni ==
*A giudizio di qualcuno, la Fiorentina avrebbe bisogno soltanto di giovani. 'Verde è una bella parola. Ma con tutti verdi si rischia di arrivare a giugno e di non riuscire a mietere il grano.<ref>Citato in ''[http://www.tv.mediaset.it/italia1/chiambretti_night/news_5329.shtml 30 marzo: Giovanni Trapattoni ospite di Chiambretti]'', ''Tv. Mediaset.it''; 29 marzo 2010.</ref>
*A proposito della benedetta (mai come in questo caso si addice meglio questo aggettivo!) acqua santa, mia sorella Romilda soleva dirmi: "Guarda, Gianni, che questa ti fortifica... ovviamente non ti assicura la vittoria." Ebbene, mi scuseranno gli intellettuali e anche i teologi di professione, ma parole come queste valgono molto di più di tanti libri, sono il segno manifesto di quanto ognuno di noi (anche la persona celebre ed affermata) abbia bisogno di affidarsi, di affidarsi anche ad un segno che rimandi ad un'Appartenenza più grande, ad un'Appartenenza con la "A" maiuscola. D'altronde è proprio questo esser convinto che c'è Qualcuno lassù che mi ha voluto prima calciatore e poi allenatore, che mi fa continuare in questo stupendo lavoro...<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*A volte bisogna gettare un sasso nella pozza. Avete capito? Un sasso muove l'acqua. Un [[allenatore]] non deve dormire. Lui fa "ronf, ronf" e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo.<ref name=icaro> Citato in Luca D'Ammando, ''[http://altrimondi.gazzetta.it/2009/03/icaro-volava-ma-icaro-era-un-p.html «Icaro volava, ma Icaro era un pirla, orco zio!». Summa della frasi più belle del Trap]'', ''Gazzetta dello Sport'', 23 marzo 2009.</ref>
*Abbiamo ritrovato il nostro filo elettrico conduttore.<ref name=telepass>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/06/Quel_Telepass_chiamato_Trap_co_9_110606054.shtml Quel Telepass chiamato Trap]'', ''Corriere della sera''; 6 giugno 2011.</ref>
*[[Antonio Conte|Antonio]] è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro.<ref>Citato in ''[http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/02/19/news/trapattoni_contro_conte_e_capello_una_certa_etica_non_pu_mancare-79021662/ Trapattoni contro Conte e Capello: "Una certa etica ci vuole"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Alla domanda «''Trap, lei come allenatore ha vinto tutto, ma come uomo?''»}} Be', penso sia difficile distinguere le due attività.<ref>Citato in [[Antonio Dipollina]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/13/brussprinter-le-calende-egizie-ecco-le-frasi.html Brussprinter e le calende egizie, ecco le frasi comiche del calcio]'', ''la Repubblica'', 13 agosto 2001.</ref>
*Bisogna costruire [[mattone|mattoni]] per essere solidi come il [[cemento armato]].<ref name=auguri> Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo21627.shtml?/from=tgcom Tanti auguri irresistibile Trap]'', ''Sport Mediaset'', 17 marzo 2009.</ref>
*Bisogna far esasperare un po' di di di di ruota da titolare. Vuol dire che sono giocatori che hanno ... le quali passati avevano delle qualità per le quali per i risultati raggiunti .. quindi è stato un riconoscimento più che meritato attribuire questo premio.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} [[Fabio Calcaterra|Calcaterra]] era un timido, ho dovuto violentarlo in ogni allenamento perché non prendeva l'iniziativa.<ref> Citato in Franco Coppola, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/18/parole-parole.html Parole parole...]'', ''la Repubblica'', 18 dicembre 1993</ref>
*Caratterialmente abbiamo dimostrato che alla base c'è anche il carattere.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} C'è maggior carne al fuoco al nostro arco, anche se l'arco lancia le frecce.<ref name=telepass/>
*C'è stato un momento di euforia per i tecnici più giovani. C'erano limiti ideologici, si pensava di aver trovato un elisir. Poi l'esperienza ha fatto riscoprire che la capacità, la preparazione e l'equilibrio tattico sono ancora la cosa più importante.<ref name=terzaeta>Citato in Luca Bottura, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/05/Trap_Viva_terza_eta_non_co_0_0008057341.shtml Trap: «Viva la terza età, ma non mi riguarda»]'', ''Corriere della sera'', 5 agosto 2000.</ref>
*C'è un organo ben preposto che devono stabilire se si può fare o non fare. Non so se tu partecipi solo in questa circostanza ad un evento del genere o se non hai mai visto Quelli della Domenica che mettono su la maglia con su... hanno fatto anche quella della Pace, no?, oppure per altre malattie.<ref name=auguri/>
*C'è una propensione minore ad accettare un po' più serenamente, goliardamente un po' i risultati.<ref name=auguri/>
*Ciao [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo]]... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli [[allenatore|allenatori]].<ref>Da un [https://twitter.com/giovanni_iltrap/status/1336956853935288322 tweet] del 10 giugno 2020.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Credo invece al fatto che l'esasperata interpretazione di una, dopo otto giorni, teletrasmessa, e dico non teletrasmessa come esasperazione ma teletrasmessa, cioè esasperazione sul terreno di gioco dal momento che una partita teletrasmessa rappresenta un'immagine, il risultato è importante e noi allenatori vediamo quale... di quale io ho scritto il 100%, ma noi ci esprimiamo già al 100% del potenziale di allenamento in quel momento di cui la squadra ha.<ref>''[https://www.youtube.com/watch?v=DuCuOCcqovY Mai Dire Gol - Trapattoni - Supercazzola - Anni 90]'', da Il processo di Biscardi - Tele+2 - Anni 90</ref>
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio|Baggio]] nel 1992}} Davanti a lui c'è il mondo e ha tutto per conquistarlo. A venticinque anni, è come un pozzo di petrolio, dal quale è stato estratto pochissimo greggio.<ref>Citato in Fabio Monti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/febbraio/28/Inter_insegue_ultima_meta_con_co_0_92022813380.shtml L'Inter insegue l'ultima meta con 15 miliardi in meno]'', ''Corriere della Sera'', 28 febbraio 1992.</ref>
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] è uno di quei giocatori che rimarrà negli annali come Piola o [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], e non solo negli almanacchi, perché si è contraddistinto per i suoi modi dentro e fuori dal campo. <ref>Citato in ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/365102/ L'esclusivo club di Del Piero: Quant'è difficile restare fedeli]'', ''www.lastampa.it''; 19 ottobre 2010.</ref>
*Diciamo che puntualmente ogni tanto affiorano queste situazioni però lasciamo stare come stanno le cose perché mi sembra che da un'analisi fatta di una gara si sia voluto così creare una situazione fumogena molto, molto intensa.<ref name=lessico>Citato in Stefano Bartezzaghi, ''[http://www.repubblica.it/online/lessico_e_nuvole/trap/trap/trap.html Non dire gap se non ce l'hai nel Trap]'', ''Repubblica.it'', 10 luglio 2000.</ref>
*Direi... non è la prima partita, io direi che non è, anzi, forse, se andiamo a vedere, sicuramente una delle più numerose partite giocate così; forse non tutte si vorrebbe che fossero tutte così. Ma non ho ... ci sono delle caratteristiche soggettive che è inutile andare a ... ogni tanto si forma un po' di di di di ..sull'ottone si forma un po' di opacatezza, poi lo tiri via e torna lucido, lo so, perfettamente. Ci sono degli elementi che questo tipo di plasmaggio caratteriale, così, .. viene col tempo no? Io queste cose le conosco, oggi magari è una partita che ci voleva la sciabola.<ref name=auguri/>
*{{NDR|Riferito all'assenza di [[Lothar Matthäus]]}} Direi, forse, senza dubbio, forse che per vincere oggi ci è mancato un uomo, più che un uomo direi un uomo...<ref name=auguri/>
*È estremamente delicato, un tema che si è già dibattuto, e sul quale si andrebbero ad avere delle alienazioni, squadre di città minori e quindi il [[Calcio (sport)|calcio]] io credo che in Italia sia veramente un grosso treno culturale e quindi, tutto sommato, ritengo che in questa forma possa mantenere e gestirsi sull'arco nazionale ancora abbastanza equamente ben distribuito.<ref name=trap>Citato in Fabrizio Boccia, ''[http://www.repubblica.it/2009/02/sport/calcio/calciomercato/estero-varie/trapattoni-70-anni/trapattoni-70-anni.html E Trap disse: ''Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco'']'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2009.</ref>
*È un derby che, dolenti o nolenti, conta il risultato.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a [[Roberto Baggio|Baggio]], passando per [[Omar Sívori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. <ref>Citato in ''[http://www.raisport.rai.it/pub/sezione/stampaArticolo/1,7140,3446,00.html Un campione di sport]'', ''Raisport.rai.it''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Forse per un rigore magari meno sbagliato sarebbe stato incensato invece che incensurato.<ref name=straparlare>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Trapattoni_straparlare_genio_co_0_01032810659.shtml Trapattoni, lo straparlare di un genio]'', ''Corriere della Sera'', 28 marzo 2001.</ref>
*Forse se andiamo a vedere, è una delle più numerose partite giocate così.<ref name=auguri/>
*[[Francesco Totti|Francesco]] è fondamentale proprio per le sue caratteristiche. Credo che in nessun'altra squadra europea ci sia un Totti con le caratteristiche di Totti.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/09/benedizione_del_Totti_unico_come_co_9_040609114.shtml La benedizione del c.t.: «Totti è unico: come lui c'era Platini»]'', ''Corriere della Sera'', 9 giugno 2004.</ref>
*Giocando al calcio e poi allenando tante squadre (grazie a Dio con i successi che sono quelli che sono), ho sempre pensato che questo sport potesse e possa insegnare molto. Se è lo sport più amato del mondo, un motivo deve pur esserci. Ho infatti sempre pensato che nulla accade per caso. È un insegnamento che mi porto dietro... che mi porto dietro dalla mia storia, dalla fede dei miei genitori, dalla mia terra.<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*Giocatori con caratteristiche diverse poi si eludono a vicenda e diventa poi anche difficile proporsi in emozione come usate dire voi.<ref name=lessico/>
*Guai a fare gli Icari della situazione. Ho detto gli Icari, non gli acari.<ref name=straparlare/>
*Ho dei dubbi su due certezze.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Ho voluto vedere cosa c'era dentro le viscere di questa truppa.<ref name=trap/>
*I giocatori sono liberi di fare quello che dico io.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} I maghi non esistono, quelli li bruciavano nelle piazze nel '300.<ref name=icaro/>
*I sogni sono sogni e non peccati, ma la realtà è diversa, con i se e i ma non si va lontano e più che l'acqua santa servirebbero i santi..<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/30-dicembre-2011/blob-2011-migliori-frasi-804163295835.shtml Il blob del 2011 Le migliori frasi]'', ''Gazzetta.it'', 31 dicembre 2011.</ref>
*Il [[gatto]] potrebbe essere un eccellente calciatore, se non altro perché conosce perfettamente l'estensione del proprio territorio, lo difende con le unghie, non teme gli avversari.<ref>Dalla ''Presentazione'' a Alessandro Paronuzzi, José e Renzo Kollmann, ''Non dire gatto...'', Àncora Editrice, Milano, 2004, p. 4. ISBN 88-514-0219-1</ref>
*{{NDR|Nel 1984}} Il mio gioco non può essere paragonato al vecchio [[catenaccio]]. Non faccio praticare il fuorigioco in difesa perché mi sembra un’arma a doppio taglio, pericolosa a volte per chi la pratica. Meglio tenere i piedi per terra {{sic|ed}} avere due marcatori sulle due punte avversarie. Ma in centrocampo non ho paura di fare la zona mista con {{sic|interscambi}} di ruolo e posizione. Il calcio è movimento e la zona mista a centrocampo facilita questo movimento, così come gli incroci fra le punte. Anche giocare sulle fasce è fondamentale. Proprio come il pressing sugli avversari che è bene incominci sin dalla loro area di rigore.<ref>Citato in Renato Tavella e Franco Osolla, ''Cento anni di calcio italiano: il racconto appassionante di un secolo de storia italiana: i campioni, le sfide, i momenti memorabili che hanno reso grande lo sport nazionale'', Roma, Newton & Compton, 1997, p. 420. ISBN-13 97-88-88-183785-4</ref>
*Il nostro calcio è prosa, non poesia.<ref name=lessico/>
*Il nostro modo di intendere il calcio raziocinante, razionale, a volte quasi speculativo...<ref> Citato in ''[http://www.giornalettismo.com/archives/128567/non-sono-marylin-ma-ho-un-bel-c-o-tutte-le-massime-del-trap/ "Non sono Marylin ma ho un bel c..o": tutte le massime del Trap]'', ''Giornalettismo.com'', 7 giugno 2011.</ref>
*Il [[pallone da calcio|pallone]] è una bella cosa, ma non va dimenticata una cosa: che è gonfio d'aria.<ref name=straparlare/>
*Il propagandarsi o l'essere il protagonista comunque sulla base quotidiana dei mezzi di comunicazione, è una esigenza che molti hanno ma che è altamente inflazionistica.<ref name=lessico/>
*Il secondo maestro è stato [[Nereo Rocco|Rocco]]. Un uomo diverso da com'è stato raccontato. Timido, rispettoso. Sembrava burbero ma non lo era, ogni tanto gli scappava una battuta in dialetto ma era un uomo colto, che non diceva mai nulla di banale. Parlava volentieri con noi, ma non aveva mai il coraggio di avvertirci: oggi stai fuori.<ref name=asso>Citato in Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/09/Una_volta_era_asso_ora_co_0_031109028.shtml «Una volta c'era l'asso, ora sono tutti miliardari»]'', ''Corriere della Sera'', 9 novembre 2003.</ref>
*Il successo è un pallone con quattro spicchi. Uno appartiene ai giocatori, uno alla società, uno all'ambiente, cioè stampa e tifosi. Il quarto spetta all'allenatore.<ref>Citato dall'intervista di Licia Granello, ''Un Trap che si chiama desiderio'', ''Guerin Sportivo'' n. 4 [575] 22/28 gennaio 1986, p.25.</ref>
*In certi paesi diciamo nordici, un professore di sessant'anni – e non sto parlando di me, faccio solo un esempio – viene considerato un esperto e degno di rispetto. In Italia è un vecchio.<ref name=icaro/>
*In [[Irlanda]] piove due volte a settimana. La prima da lunedì a mercoledì, la seconda da giovedì a domenica.<ref name=tancre>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''Gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*In Italia si vuole l'uovo, il culo caldo e la gallina, ma quando la gallina ha fatto l'uovo va via eh? Quindi non può avere il culo caldo. Noi vogliamo tutto e subito. Coccodè coccodè and go. You understand? <ref name=unita> Citato in Valerio Rosa, ''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2050000/2048482.xml?key=Valerio+Rosa+Roma&first=1&orderby=1&f=fir Dal gatto nel sacco al culo della gallina]'', ''l'Unità'', 8 giugno 2011.</ref>
*In quel momento della partita eravamo un po' come il serpente con la coda in bocca.<ref> Citato in Antonio Dipollina, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/20/trap-col-serpente-in-bocca-ronaldo-presenta.html Trap col serpente in bocca Ronaldo presenta la fidanzata]'', ''la Repubblica'', 20 settembre 1999.</ref>
*In questa squadra c'è ancora molto petrolio da estrarre.<ref name=auguri/>
*In vita mia sono stato fortunato. Quando sono arrivato davanti al passaggio a livello la sbarra era sempre alzata. Forse sono stato io a inventare il Telepass.<ref name=telepass/>
*Inseguendo quel pallone ho visto il nostro Paese crescere e prosperare.<ref> Citato in Massimiliano Castellani, ''[http://www.violanews.com/news.asp?idnew=46120 Trap: ''Prandelli mi somiglia e merita di arrivare ancora più in alto'']'', ''Violanews.com'', 9 novembre 2009.</ref>
*Io non sono anziano. Sono antico. E i mobili antichi sono i più pregiati.<ref>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p.2116].</ref>
*Io preferisco la difesa mista ma se gli altri fanno da un secolo la [[Difesa a zona|zona]] pura avranno i loro motivi.<ref name=straparlare/>
*Io non mi ritengo nella fase della cosiddetta terza età perché ho la fortuna di godermi un'esperienza professionale che mi dà vita. Sto bene fisicamente, non sono povero. Sbaglierei a pormi dei limiti. Ma non mi nascondo neppure di essere un privilegiato, come altri uomini della classe dirigente recente e passata. Penso a Cuccia, una persona unica. Penso ad [[Gianni Agnelli|Agnelli]], di cui sono stato dipendente. Quando a 75 anni decise di farsi da parte, me lo confidò in anticipo. Con rammarico. Grandi vecchi, in senso buono.<ref name=terzaeta/>
*La palla non è sempre tonda, a volte c'è dentro il [[coniglio]].<ref>Citato in Alessandro Robecchi, ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-palla-e%E2%80%99-tutto-meno-che-rotonda/ La palla? È tutto meno che rotonda]'', ''MicroMega'', 12 luglio 2010.</ref>
*La ricordate la storia di Golia e del gigante? È come nel film "Il sesto potere". Le tensioni sono aumentate al mille... di più, all'un per mille! <ref name=auguri/>
*La squadra sta compiendo quel gradino per mettersi sullo stesso pianerottolo delle altre.<ref name=icaro/>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di Milano e Roma, e i giocatori possono prepararsi al meglio. <ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/calcio/moggi/moggi/moggi.html Juve, gioia e "vendette", Moggi: "Zidane? Non ha vinto"]'', ''Repubblica.it'', 6 maggio 2002.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} La nostra è una situazione di classifica non dico tranquilla. Ma sicuramente tranquilla.<ref name=icaro/>
*La Spagna ora è insuperabile, come Davide contro Golia, un gigante da abbattere. Però mai dire mai: i gatti dormono solo quando sono tutti nel sacco.<ref name=alexirlanda>Citato in Brunella Ciullini, ''Trap: «Per Alex nella mia Irlanda c'è sempre posto»'', ''Tuttosport'', 13 aprile 2012, p. 2.</ref>
*La vita ci dà martellate sui calli.<ref name=auguri/>
*[[Nils Liedholm|Liedholm]] è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni, dove c'erano anche [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e Maldini, si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan.<ref name=asso/>
*L'essere [[Erudizione|eruditi]] e [[Preparazione|preparati]] ha avuto una sua necessità... rispetto al passato ci sono degli approcci sicuramente più veritieri di tante fantasie.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Mi bastarono dieci minuti per capire che sarebbe diventato un campione. [...] Alex è un giocatore che appartiene al popolo. Non sarà forse ai livelli di [[Pelé]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma di [[Eusébio|Eusebio]], [[Omar Sívori|Sivori]] e [[Johan Cruijff|Cruijff]] sicuramente sì.<ref name=alexirlanda/>
*Mi è capitato di guidare le Ferrari e le Topolino ma sempre con la stessa passione.<ref name=straparlare/>
*Mi regolo in base al materiale organico e intellettivo in forza alla squadra.<ref name=straparlare/>
*Nella mia lunga carriera sono stato morso da otto [[scorpione|scorpioni]]. Ormai ho dentro l'antidoto.<ref name=trap/>
*Nella vita ci sono tre certezze: si nasce, si muore, si cambia. Io coltivo la terza <ref>Citato in Emanuele Gamba, ''[http://www.repubblica.it/2009/03/sport/calcio/nazionale/italia-irlanda/trap-pre-ita-eire/trap-pre-ita-eire.html ''Per me Cassano è da Nazionale'']'', ''Repubblica.it'', 31 marzo 2009.</ref>
*Noi non abbiamo vie di mezzo: o stiamo sulla luna o andiamo nel pozzo.<ref name=XII>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112].</ref>
*Non accetto che mi facciano passare per "bollito". Non confondo i nomi dei giocatori, non chiamo Klinsmann uno dei miei centrocampisti, non annuncio formazioni con dodici titolari. Accetto le critiche. Non le cattiverie.<ref name=icaro/>
*Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.<ref name=unita/>
*Non insegno chimere, le lascio a [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]. [[Icaro]] volava, ma Icaro era un pirla.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Non mettiamo il [[carro]] davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro.<ref name=unita/>
*Non possiamo fare i coccodrilli e piangere sul latte versato e sulle uova mangiate.<ref name=telepass/>
*Non sono né la Lollobrigida, né [[Marilyn Monroe|Marilyn]], non merito tante attenzioni, sebbene spesso abbia anch'io un bel culo! <ref name=icaro/>
*Non vorrei che a enfatizzare troppo certe situazioni da una parte e non dall'altra finisce che si crea una uniformità di idee e non una forma equivalente generale: noi abbiamo giocato bene.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Riferito a un Italia-Brasile del 1963}} [[Pelé]] era così bravo che non veniva neanche voglia di picchiarlo. E poi quella volta lì, a Milano, aveva una caviglia in disordine. Ma doveva giocare. La tariffa del Santos era: 50mila dollari con Pelé dall'inizio, 10mila senza Pelé.<ref>Citato in [[Gianni Mura]], ''[http://www.repubblica.it/online/sport/pel/pel/pel.html Auguri re del calcio, una vita senza rivali]'', ''Repubblica.it'', 23 ottobre 2000.</ref>
*Penso alla tutela della struttura societaria che vada tutelata. <ref name=auguri/>
*Per uno come me che ama il pallone e che non è mai stato tradito dal calcio, sarebbe la cosa più bella morire in panchina, durante una partita.<ref name=icaro/>
*Più vai in alto, più tira il vento.<ref name=XII/>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo [[Michel Platini|Platini]] e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell' ala sinistra non gioca mai?''" <ref name=asso/>
*Posso spezzare ancora una lancia a favore ? Mi sembra che qualche mese fa si sia parlato di una nuova filosofia, no ? Il famoso passaggio indietro che non dovrebbe interrompere la cosa, qui siamo sulla barriera veloce, gli daremo di punta la punizione per accelerare i tempi e l'ostruzionismo di fermare il gioco in questo senso dico che sia, c'è un orientamento anche in tale senso di portare un miglioramento a quello che è l'interruzione o me. Diventano momenti di flipper.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Quando sento parlare di immagine, penso immediatamente a certi bei [[limone|limoni]] che poi, al momento dell'apertura, sono completamente senza sugo.<ref name=icaro/>
*Quando ti abitui allo [[zucchero]] non accetti più il sale.<ref name=trap/>
*Quando vengo in vacanza qui, mi capita di vedere persone che invecchiano di colpo da un anno all'altro. Non perché abbiano finito i soldi, gli si è solo spento l'interesse, l'ardore. Anche e soprattutto quello erotico. Il sesso è molto importante per non ridursi a esseri vegetali. Per essere ancora pieni del meglio che la vita può dare. Ma anche lavorare, se possibile, aiuta. Non rassegnandosi alla pensione e, anche se può sembrare strano che lo dica io, a una vita sulla panchina.<ref name=terzaeta/>
*Questi giocatori, nonostante il nostro paternalismo e il dialogo psicologico che a volte abbiamo, leggendo sui giornali certe frasi sono un po' umoralmente piuttosto abbacchiati, abbiamo il dovere non demagogico, magari di riservatezza.<ref name=auguri/>
*Questo mio atteggiamento è un attestato. E io ci credo molto perché è credibile.<ref name=lessico/>
*Questo qui è domenicalmente abbastanza appurabile.<ref name=auguri/>
*[[Arrigo Sacchi|Sacchi]] dice che un c.t. è come un eunuco nell' harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due...<ref name=telepass/>
*Se non si può vincere bene, che almeno si vinca. I risultati restano, le squadre spettacolari e le parole durano ventiquattr'ore.<ref name=icaro/>
*Se si continua così non si esce dal baratro, ma dal barattolo.<ref name=straparlare/>
*Si gioca fino alla fine! Anche la Lituania ha giocatori che giocano in giro per l'Europa. Non è più come prima: i giocatori della Lituania giocavano le renne ai piedi? <ref name=auguri/>
*Sicuramente non si tratta del caso peggiore che ho dovuto affrontare. La squadra più problematica fu quella del dopo-Mundial, quando si aggiunsero [[Michel Platini|Platini]] e Boniek, ritornò [[Roberto Bettega|Bettega]] ed utilizzammo sin dall'inizio Paolo Rossi. Allora bisognava far quadrare equilibri tattici e valori tecnici a dispetto dei singoli. Questa volta invece ci sono tanti giovani con i quali sarà più semplice lavorare, visto che hanno ancora molto da imparare.<ref>Citato in Giancarlo Emanuel, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/24/cambiamo-modulo-serena-giochera-nel-ruolo-di.html 'Cambiamo modulo, Serena giocherà al posto di Bettega']'', ''la Repubblica'', 24 luglio 1985.</ref>
*Sono lucido e non rincoglionito come crede qualcuno.<ref>Citato in ''[http://www.sport.it/articolo/calcio-trapattoni Ein Trainer ist nicht ein Idiot!]'', ''Sport.it'', 25 settembre 2003.</ref>
*Sulla mia nazionale non mi stancherò mai di ripetere la verità. In Corea siamo usciti per gli errori sotto porta e perché nella partita decisiva non ho avuto Nesta e Cannavaro. All'Europeo la squadra è arrivata volando, con 18 risultati utili consecutivi: è stata eliminata da imbattuta, con 5 punti in 3 partite, per un gol di tacco in un'azione della Svezia viziata da due falli. Se poi vogliamo fare gli struzzi, per non dire un'altra parola simile a struzzi, liberissimi di farlo.<ref name=icaro/>
*Tante volte il tocco delle campane è bene sentirli tutti. In genere c'è il din don dan nelle campane, no? Sentire magari il solito rintocco din din din va a finire che non si sente il don dan, quindi c'è un'altra musica. Io ho voluto chiarire alcuni concetti.<ref name=trap/>
*Tanto calore intorno a me fa piacere ma insieme all'onore c'è anche l'onere: è una responsabilità grossa e io non ho la [[bacchetta magica]], non sono il mago Zurlì. Sono uno che commette errori anche se nella mia carriera sono stato abituato "male" dai molti campioni che ho allenato e che mi hanno fatto vincere tanto.<ref>Citato in Emilio Marrese, ''[http://www.repubblica.it/online/sport/naziotrap/boccia/boccia.html Trap: "Del Piero ok ma non lo aspetto"]'', ''Repubblica.it'', 30 agosto 2000.</ref>
*There is one ball, c'è un solo pallone e bisogna corrergli dietro. Se non lo rincorri fino alla nostra area, sei Ponzio Pilato.<ref name=tancre/>
*Un campione è colui che non lascia mai la squadra in 10, che ti dice cosa devi fare in campo e fuori, che non si tira indietro e non arriva in ritardo. È diverso dal fenomeno, che magari ti fa vincere la partita da solo.<ref name=asso/>
*Un ct deve ascoltare il cuore che sta a sinistra ma seguire la ragione che sta a destra.<ref name=icaro/>
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un leader col saio.<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''Scirea, 20 anni. L'esempio vive'', ''La Gazzetta dello Sport'', 2 settembre 2009.</ref>
*Un palo che non para è una sola.<ref name=auguri/>
*Una sfida ostica, ma anche agnostica.<ref name=trap/>
*Tutti girano l'acqua e la raccolgono dalla stessa parte.<ref>Citato in ''[http://www.soccermagazine.it/serie-a/esclusiva-trapattoni-ho-reso-cassano-meno-scontroso-la-lazio-mi-ha-chiamato-277324/ 'Esclusiva-Trapattoni: “Ho reso Cassano meno scontroso. La Lazio mi ha chiamato”']'', ''Soccermagazine'', 24 agosto 2016.</ref>
{{Int|Da ''Senso di Coppa''|Intervista di Emanuele Fiorilli, ''Guerin Sportivo'' n. 15 (535), 10-16 aprile 1985, pp. 15-17.}}
*Posso anche litigare con un giocatore, i giocatori possono anche non salutarmi, ma questo non influenzerà mai la formazione che scende in campo: ho dei doveri nei confronti della società e del pubblico. Per diritto divino non si acquisisce il posto fisso in squadra. Non voglio avere gente che vive sugli allori ma giocatori che vadano avanti e migliorino. {{NDR|«Tutti possono essere titolari?»}} Sono loro che debbono garantirsi il posto tramite il lavoro e i risutati personali. A volte si attraversano momenti negativi che spesso coincidono con determinati atteggiamenti e con certe interviste. In questo caso gli dico: aspetta un attimo, dacci dentro, passa questa fase e migliorati. Le sue qualità però non vengono cancellate. [...] Debbo trattare tutti nello stesso modo: sono loro che si debbono garantire il ruolo di titolare.
*{{NDR|Sul [[calciatore di riserva]]}} Nel calcio è difficile far capire che si può avere delle alternative rispettando nello stesso tempo i ruoli e la professionalità di tutti. Non scordiamoci che il nostro organico è composto da diciotto persone e chi rimane fuori non deve sentirsi penalizzato. I campionati non si vincono in undici.
*{{NDR|«[...] non c'è stato un momento dove si parlava di Giovanni Trapattoni candidato nelle liste di un partito?»}} Vede, io sono [[Socialismo|socialista]] ma penso che un giocatore, un personaggio che appartiene al pubblico difficilmente possa associare il suo nome ad un fenomeno di pubblicità politica. I nostri tifosi sono gialli, rossi, verdi e non è giusto che si accomuni il nome di un allenatore o di un calciatore a questo o quel partito.
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] indubbiamente è uno sport ma non è più tale da quando coinvolge interessi tanto grandi ed è diventato una professione a tutti gli effetti. Si è legati ai risultati che a loro volta dipendono dalle prestazioni. Lo spettacolo, che dovrebbe essere prioritario nello sport, arriva dopo. Non è che non si ricerchi però lo può fare solo chi è in grado e non molti giocatori possono sostenere il duplice ruolo.
*{{NDR|Sul [[calciomercato]]}} A me interessa che i giocatori facciano il loro dovere sino alla fine del loro contratto, poi possono andare dove vogliono. Sono voci che servono solo a disturbare il nostro lavoro. Questo è uno dei motivi per i quali affermo che in Italia il mercato non può rimanere aperto tutto l'anno: sarebbe un massacro. Certi calciatori vengono già contattati dopo la prima partita di campionato. {{NDR|«Secondo lei cala il loro rendimento?»}} Non penso. Quando un giocatore entra in campo è se stesso, pensa al gioco. Non darebbe mai una prestazione negativa perché in quel momento è giudicato da migliaia di persone.
*{{NDR|«Trapattoni visto da Trapattoni?»}} Un po' rompiballe, tanto che in casa mi chiamano professor Precisetti.
{{Int|Da ''50 Trap''|Intervista di Franco Montorro, ''Guerin Sportivo'' n. 11 (736), 15-21 marzo 1989, pp. 28-31.}}
*Era il leit motiv di quegli anni: Trapattoni, il mediano che ha bloccato il mitico [[Pelé]]. Ero felice, anche se oggi sembra che io abbia giocato soltanto quella partita.
*Aveo già deciso per la nuova carriera di allenatore e giorno per giorno mi andavo trasformando, anche mentalmente. Volevo insegnare ai giovani e nell'ultimo anno al Milan avevo cominciato a seguire qualcuno. Poi ci fu il trasferimento al Varese. Ci andai a malincuore, ma avevo ricevuto la promessa di un futuro incarico tecnico nello staff rossonero. Insomma, mi è andata bene, perché non mi sono mai allontanato dal campo. Ho solo cambiato veste. Forse è stato più difficile abbandonare Milano da allenatore, anche se non si è trattato di una scelta troppo ponderata. Mi avevano cercato Atalanta e Pescara. Poi arrivò la chiamata della [[Juventus Football Club 1976-1977|Juventus]] e quella bianconera era una tentazione troppo affascinante per generare incertezze. {{NDR|«Perché la Juventus scelse proprio lei?»}} A Torino volevano affidare la squadra a un tecnico ancora giovane, da plasmare, ma che non fosse uno sprovveduto. E io facevo al caso loro.
*{{NDR|«È superstizioso?»}} Sono nato di venerdì [...]. Direi di no: credo nel destino e nella fortuna che camminano al fianco di ogni uomo. Nel calcio, poi, la fortuna è importante, ma da sola non serve a niente. Deve essere unita ai valori dei singoli e alla bontà del lavoro.
*{{NDR|«Da cosa nasce la sua famosa rabbia?»}} Ogni mia conquista è stata frutto di grandi sacrifici. Per me è sempre tempo di confronti e rinnovamenti e non accetto nessun tipo di sconfitta, anche durante gli allenamenti. Chi mi vuol battere deve passare sopra il mio corpo.
*Starei con il [[Pallone da calcio|pallone]] in mano ventiquattro ore al giorno. Magari rischiando di sacrificare gli affetti.
{{Int|Da ''Parola di Trap''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' n. 34 (1059), 23-29 agosto 1995, pp. 20-21.}}
*La società di oggi è troppo consumistica, non si pensa al passato, alla storia, si pensa solo a chi le spara più grosse. Hanno ragione solo quelli che urlano, tanto poi nessuno va a controllare quello che dicono. E invece per parlare serve cultura: querlla del calcio e quella della vita.
*[...] nello spogliatoio sono tutti uguali. Ho visto campioni che volevano far pesare la loro popolarità anche fra i compagni. Io mi arrabbiavo, perché un campione si distingue dagli altri già con l'ingaggio e con l'affetto del pubblico, non c'è bisogno che lo faccia nel gruppo.
*I tre punti {{NDR|a vittoria}} non hanno modificato le cose. Si giocava per vincere una volta e si gioca per vincere oggi. Se invece parliamo del calcio in senso più ampio, allora sì, è cambiato e anche molto. È proprio un'altra cosa rispetto al passato. {{NDR|«Che tradotto vuol dire...»}} Vuol dire che qualche anno fa era un calcio più genuino, più spontaneo, in cui non c'era tutta l'enfasi che si vede ora. Aveva un volto umano e lo show-business non aveva ancora trionfato. Oggi ci sono troppi interessi. I giornali devono proteggere le loro piazze, fregandosene dell'obiettività. Ci sono tanti, troppi interessi che toccano il nostro mondo. E che lo rovinano.
*[...] [[Marcello Lippi|Lippi]] è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti.
*{{NDR|«[...] hanno detto che la Juve sua e di Platini non ha mai fatto vedere un bel calcio. Lo sa?»}} Il mondo è bello perché ognuno dice quello che vuole. I miei terzini hanno segnato più di quelli di qualsiasi altra formazione. [...] Perché non vanno a prendersi le cassette della mia Juve, delle partite in Inghilterra? Guardino un po' come giocavamo... {{NDR|«Siamo ai soliti luoghi comuni. Vuol dire questo?»}} Facile demagogia. Trapattoni è l'italianista e allora le sue squadre giocano male. Boh... Con Platini, Boniek e Rossi non credo che ci si annoiasse.
*[...] oggi conta più chiacchierare, ma si corre un rischio a farlo... [...] che criticando qualcuno si finisca per ottenere il risultato opposto. [...] bisogna promuovere la propria immagine senza però denigrare quella degli altri. Semplice, no? {{NDR|«Semplice. Ma lei cosa ha fatto in questi anni per promuovere la sua di immagine?»}} Sarebbe troppo facile dire che ho vinto. Ero un giovane quando iniziai ad allenare e da allora ho sempre rispettato una regola: fare la propria corsa senza danneggiare gli altri. Tanti che parlano oggi sono un po' come certi limoni: belli fuori ma vuoti dentro...
*[...] ai campioni non risparmio nulla: dico pane al pane e vino al vino, quello che penso. E voglio che rispettino i colleghi, che sappiano comportarsi bene. Oggi si tende a mitizzare i giocatori, una cosa che non mi piace. {{NDR|«Non dica che le stelle, facendo così, la amano...»}} Infatti non lo dico. Può essere che fra certi campioni mi crei delle antipatie. Pazienza. Per me è più importante che capiscano che appena smetteranno crollerà tutto quello che hanno attorno. Il giorno dopo l'addio nessuno li ricorderà più. Per questo voglio giocatori più concreti, educati, umani. Gente che sappia accarezzare un bambino...
{{Int|''Il Trapattonesimo''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' nn. 33/34 (1209), 12-25 agosto 1998, pp. 12-16.}}
*Se dovessi riassumere in uno slogan la mia carriera, che è poi la mia vita, voterei questo: Il Trap, da [[Nereo Rocco|Rocco]] a Internet.
*Io ho insegnato la morale del [[Calcio (sport)|calcio]] prima che il calcio. Ho guardato al comportamento umano prima che alla palla. [...] un calciatore professionista ha troppi emuli, i suoi atteggiamenti sono un insegnamento per i ragazzini che vanno allo stadio o che lo vedono in Tv. Ogni gesto [...] ha uno strascico di atteggiamenti imitativi fra i giovani e per questo ho sempre preteso come prima cosa dai miei giocatori un'etica forte. [...] Un [[allenatore]] non è solo espressione di schemi, ma deve rispondere alla città, alla gente che lo paga, perché deve sapere educare a una vita sociale corretta i suoi giocatori. Lo sa cosa mi dà più soddisfazione di tutta la mia storia professionale? Aver lasciato al calcio grandi protagonisti, gente come Zoff, Platini, Tardelli. Personalità ancora oggi ammirate.
*La mia cultura è nata tutta col calcio. Un'istruzione incompleta l'ho surrogata con gli insegnamenti dei grandi personaggi. [...] Io ho visto il Cile quando c'era Pinochet, sono stato nell'Argentina che viveva l'assalto alla Casa Rosada, ho incontrato giocatori dell'est comunista con cui si parlava di diritti civili in campo, di libertà che loro ti facevano capire di non possedere. Con il calcio ho girato il modo, ho abitato i migliori alberghi del pianeta e ho visto tante, tantissime cose.
*[...] io sono un uomo libero, un [[Socialismo|socialista]] nel cuore. Vengo da una famiglia proletaria, con un padre che lavorava 14 ore al giorno per sfamare cinque figli e una moglie. Io nelle vacanze aiutavo gli artigiani, come tanti miei amici di allora. Ma ho capito una cosa basilare in mezzo a quei sacrifici: il rispetto per gli altri. La morale del gruppo che pretendo dai miei giocatori.
*Quando iniziai, il calcio era considerato uno sport, poi è via via cresciuto, forse in proporzioni spropositate. Ormai sconfina in mille interessi, in troppi centri di potere. C'è la Tv, ci sono i procuratori, i presidenti che si giocano la loro credibilità di imprenditori che hanno costruito imperi in tutto il mondo. [...] Eppure la vita collettiva dello spogliatoio e il gruppo [...] restano l'unico bene del pallone. Su quello si deve lavorare.
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0574_01_1998_0326_0015_7671875/ «Con il pallone insegno la vita»]''|Intervista di [[Pino Corrias]], ''La Stampa'', 27 novembre 1998, p. 15.}}
*L'enfasi mi piace zero, anche se il [[Calcio (sport)|calcio]] ne strabocca. [...] Sono nato così. Mio padre faceva l'operaio, eravamo 5 fratelli, poi c'è stato il pallone, i soldi [...], ma le radici ti restano dentro. E se sei bravo le trasmetti. [...] Ho passato 25 anni negli spogliatoi. Ho visto crescere centinaia di ragazzi. Molti li ho aiutati. Quasi tutti hanno aiutato me. Ogni tanto mi telefonano ex giocatori che non vedo da 20 anni. È la cosa più bella: vuol dire che mi ricordano come persona.
*Il calcio ti mette sotto pressione perché è una gara. Ogni domenica hai il responso: vinci, perdi, pareggi. Ogni domenica hai la classifica: sei primo o sei ultimo. Ogni domenica hai i tifosi: sei un eroe oppure una nullità.
*Io amo le persone normali, anche se capisco che poi il pubblico cerca solo fenomeni o stelle o campionissimi per identificarsi... Io combatto questa roba qui.
*Un campione lo vedi per la testa che ha, non per i piedi.
*[[Diego Armando Maradona|Maradona]] aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Faceva una cosa e intanto ne pensava due...
{{Int|Da ''Sacchi: povero calcio che non fa squadra''|Intervista di Massimiliano Castellani, ''Avvenire'', 8 novembre 2009.}}
*Chi scherza con la fede non è un uomo intelligente.
*Dove c'è tanto business, le ragioni del portafoglio prevalgono su quelle della coscienza.
*Sto alla larga da chi si crede un superuomo e ti bastona solo per farsi pubblicità in tv.
*Non conta quello che ho ottenuto fino a ieri, ma quello che potrò fare domani.
*Oggi dobbiamo far riflettere i giovani sulle difficoltà della vita, ma stando al loro passo e cercando di ragionare con il loro linguaggio, fornendogli esempi che fanno parte della contemporaneità. Solo così diventeranno adulti.
{{Int|Da ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/22-08-2014/intervista-trapattoni-balotelli-miniera-esaurimento-raiola-giuseppe-rossi-lippi-cina-90220103503.shtml Trapattoni: "Balotelli? Una miniera che rischia di esaurirsi, Raiola intervenga"]''|Intervista di Luca Calamai, ''Gazzetta.it'', 23 agosto 2014.}}
*A volte è meglio scegliere il {{NDR|calciatore}} più utile che il più bravo. Quando ero giocatore, Ferrari e Mazza mi preferirono a Fogli e a [[Giacomo Bulgarelli|Bulgarelli]]. Loro erano molto più forti tecnicamente di me, ma io mi attaccavo al culo di [[Eusébio]] e di [[Pelé]]... Ed ero più utile.
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat.
*Ricorderei a tutti che al calcio si gioca con un pallone solo. [...] E che bisogna [[lotta]]re. Ricordo quando chiamai un big della Juve che si era fatto rubare il pallone da un avversario che poi in [[contropiede]] aveva fatto [[gol]]. Gli chiesi: "Quanti [[polmoni]] hai?". Lui mi guardò perplesso poi disse: "Due". E io: "Quanti ne ha il tuo avversario? Te lo dico io: due. Allora devi correre come lui".
===Citazioni in inglese===
*{{NDR|Alla vigilia di Estonia - Irlanda, spareggio per le qualificazioni agli Europei 2012}} Occorre stare attenti al gatto. Non dire di avere il gatto nel sacco quando non hai ancora il gatto nel sacco.
:''Be careful of the cat. Don't say you have the cat in the sack when you don't have the cat in the sack.''<ref>Citato in ''[http://www1.skysports.com/football/news/12020/7297947/Trapattoni-wary-of-complacency Trapattoni wary of complacency]'', ''Skysports.com'', 7 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Dopo la gara di andata dello spareggio, terminata 4-0 per l'Irlanda}} Il gatto è nel sacco, ma il sacco non è chiuso. Il gatto è dentro, ma il sacco è aperto – e si tratta di un gatto selvaggio.
:''The cat is in the sack, but the sack is not closed. The cat is in it, but it's open — and it's a wild cat.''<ref>Citato in ''[http://www.irishtimes.com/sports/soccer/2011/1111/1224307460865.html 'Cat in the sack, but sack not closed']'', ''IrishTimes.com'', 11 novembre 2011.</ref>
===Citazioni in tedesco===
*[...] un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è ... vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia. Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco! Sapete, perché le squadra Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh..., campionis. Struuunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh..., Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen! Hanno molto simpatici collegen. Ponga a questo collegen la domanda! Non hanno nessuna coraggio rispondere, ma io so, cosa pensaren su questo giocatori. Devono dimostrare ora, io voglio, sabato {{NDR|in Germania si gioca di sabato}}, questi giocatori devono dimostrare me, ..., i suoi tiffosi, devono vincere la partita da soli. Devono da soli vincere partita! Io sono ora stanco aspettare di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti {{NDR|Trapattoni confonde le parole tedesche per "debiti" e "colpa"}}, su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!<br/> Io sono finito.
:[...] ''ein Trainer is nich ein Idiot. Ein Trainer seh, was passieren in Platz. In diese Spiel, es waren zwei, drei diese Spieler waren schwach wie eine Flasche leer! Habe sie gesehen Mittwoch? Hat gespielt Mehmet, or hat gespielt Basler, or hat gespielt Trapattoni? Diese Spieler beklagen mehr als Spiel! Wissen Sie, warum die Italien-Mannschaften kaufen nicht diese Spieler? Weil wir haben gesehen viele Male dumme Spiel. Haben gesagt, sind nicht Spieler für die italienisch, eh, Meisters. Struuunz! Strunz is zwei Jahre hier und hat gespielt zehn Spiel. Is immer verletzt. Was erlauben Strunz? Letzte Jahr Meister geworden mit Hamann, eh, Nerlinger. Diese Spieler waren Spieler! Waren Meister geworden! Ist immer verletzt! Hat gespielt 25 Spiele in dieser Mannschaft, in dieser Verein. Mussen respektieren die andere Kollega! Haben viel nett Kollegen. Stellen Sie die Kollegen die Frage! Haben keine Mut an Worten! Weil ich weiß, was denken über diese Spieler. Musen zeigen jetzt! Ich will Samstag, diese Spieler mussen zeigen mich, eh zeigen die Fans. Mussen alleine die Spiel gewinnen! Mussen alleine Spiel gewinnen! Ich bin müde jetzt der Vater dieser Spieler – eh der Verteidiger dieser Spieler! Ich habe immer die Schulde über diese Spieler! Einer is Mario, einer, andere is Mehmet! Strunz dagegen, egal, hat nur gespielt 25 Prozent diese Spiel.<br/> Ich habe fertig!'' <ref>Citato in ''[http://www.stern.de/sport/sportwelt/zornrede-was-erlauben-strunz-519604.html Was erlauben Strunz?]'', ''Stern.de'', 29 gennaio 2004.</ref>
===Attribuite===
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Noi non compriamo uno qualunque per fare [[qualunquismo]].<ref name=XXXII>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 32. ISBN 88-8598-826-2</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi.<ref name=XXXII/>
==Citazioni su Giovanni Trapattoni==
*A me piaceva giocare a sinistra, lui mi imponeva la destra perché vent'anni fa il tornante stava a destra e basta. Delle volte facevo finta di niente: svariavo e mi ritrovavo dall'altra parte, a sinistra. E lui giù a fischiare come un pazzo, a chiamare, a ordinare. Grande, il Trap: ho avuto discussioni anche forti, ma sempre leali. È stato, anzi è, uno dei personaggi più alla mano che abbia mai conosciuto. ([[Domenico Marocchino]])
*{{NDR|«Che cosa ha imparato da Trapattoni?»}} A non cullarmi sugli allori. Era uno che, se vincevi una partita importante, ti faceva esultare cinque minuti e subito ti ricordava che la domenica successiva ce n'era un'altra. E poi, era bravo a gestire il gruppo. Aveva giocatori che erano stati suoi avversari in campo e sapeva calibrare il peso dei senatori della squadra. ([[Antonio Cabrini]])
*C'è [...] un solo Trapattoni nel panorama del calcio mondiale. Un solo tecnico così lindo, così assiduo, così indefesso, così prigioniero dell'ideale, campione dell'impossibile, puro esponente del calcio così come lo abbiamo amato e difeso per un secolo di storia. Non c'è progresso senza tradizione, e Trapattoni rappresenta la tradizione. Ma la tradizione in cammino, che è ben più della tradizione ferma e bloccata negli archivi. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Con sette scudetti e tutte le Coppe internazionali disponibili, Trapattoni è il tecnico più vincente che si conosca. La metà dei suoi successi sarebbe bastata a beatificare e corredare di eterna aureola qualsivoglia dei suoi colleghi. Stranamente, il Trap è ancora discusso. Si porta dietro la logora etichetta difensivista, malgrado opponga una raffica di fatti [...] a contraddire la superficiale definizione. [...] E tuttavia Trapattoni [...] è assurto a simbolo di un gioco datato e retrò, ancorato a canoni di bassa speculazione. [...] ha avuto il torto, diciamo così [...] di sostenere con vigore dialettico, e coi risultati su campo, le proprie tesi. [...] Giovanni l'ostinato predica la sua verità. Sono i grandi attaccanti [...] a elevare i punteggi, non i moduli e gli schemi. [...] La matrice milanista, in un periodo in cui Rocco allevava [...] una schiera di eletti eredi (oltre a Trap, Radice, Bagnoli, Bigon, Scala e Maldini) si fa indubbiamente sentire, nell'abitudine a costruire la squadra dalle fondamenta, ciòè dal reparto difensivo, come logica comanda. Ma Trapattoni è sempre stato pronto ad aggiornarsi e ha saputo, come forse nessuno, allenare i campioni, piegarli – vedi Platini – alle esigenze di un calcio pratico e collettivo, senza spersonalizzarli. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Dicevano Mazzone è il Trapattoni dei poveri. Rispondevo: amici miei, Trapattoni è il Mazzone dei ricchi. ([[Carlo Mazzone]])
*È sempre il più grande. Passano gli anni, scorrono inevitabili le stagioni del calcio, ma Giovanni Trapattoni è ancora lì come esempio per tutti. Se molti sedicenti profeti della panchina avessero guardato a lui come modello, invece di farne un nemico simbolo del passato, avrebbero capito dove sta l'unico segreto del calcio: nell'anima di chi lo insegna. Quell'anima che Giovanni Trapattoni ha forse venduto al demonio, moderno dottor Faust con gli occhi azzurri e lucenti. ([[Matteo Marani]])
*È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi. ([[Arrigo Sacchi]])
*Grandissimo allenatore e grandissimo uomo. Aveva una passione incredibile che sapeva trasmettere a tutti, in particolare ai giovani. Finiti gli allenamenti spesso rimaneva lì per spiegarti alcuni movimenti, per migliorarti tecnicamente, negli stop, nei tiri. Un personaggio veramente carismatico. ([[Massimo Carrera]])
*Ho sempre ringraziato Trapattoni per avermi dato fiducia, non so quanti avrebbero subito buttato in campo un ragazzino come titolare nella Juventus. Dopo quella partita {{NDR|un'amichevole contro il Bayern Monaco nel 1991}} ci siamo incontrati in ascensore e in dialetto mi ha detto: "o tu sei matto o sei un giocatore". Era il mio papà del calcio. Lui mi seguiva al di fuori del campo, mi consigliò di smetterla con le troppe interviste e di pensare solo a giocare. ([[Moreno Torricelli]])
*La cosa che l'ha contraddistinto dagli altri è che riusciva a rallegrare il gruppo. Un allenatore ironico, faceva spesso delle battute per tenere alto il morale della squadra. Al di là delle idee tattiche, ha vinto tanto soprattutto per questo aspetto. ([[Cristiano Zanetti]])
*Trapattoni, anche se non ha mai giocato nella Juventus, ha sempre avuto lo stile-Juventus. E l'avevamo scelto anche per questo. ([[Giampiero Boniperti]])
*Trapattoni è un grande tecnico perché parla il linguaggio dei calciatori. ([[Lothar Matthäus]])
*Trapattoni è uno che cura la squadra nei minimi particolari dal lunedì alla domenica. È uno che ti sta addosso e non ti dà respiro, che ti tiene sempre sulla corda. È scrupuloso come pochi, studia gli avversari con acutezza e da buon tattico prepara le contromosse che hanno quasi sempre successo. ([[Enzo Bearzot]])
*Trapattoni? Invece delle lavatrici io gli avrei fatto pubblicizzare le superpile, quelle che durano una vita. ([[Alberto Bigon]])
*Trapattoni non si discute: è il migliore allenatore d'Europa e, forse forse, anche d'Italia. ([[Mauro Bellugi]])
*Un grande gestore del gruppo e una grande competenza calcistica. Era paziente, sapeva parlare ma anche ascoltare. Aveva umiltà, sapeva organizzare e programmare tutto, non lasciava nulla al caso. ([[Sergio Brio]])
===[[Domenico Morace]]===
*Agli insulti ci è abituato. Da anni è nel mirino di certa critica, diciamo così, modernista. Trap è, storicamente, l'emblema di un modello superato, quello, per intenderci, del vecchio ma glorioso calcio all'italiana, esaltazione di una scuola che, tutto sommato, ci ha dato onori e successi. In Italia, purtroppo, si recita secondo copioni prefissati che fanno parte di un modo miope, o idiota, di interpretare le mode del momento. La Juve del Trap, quella d'oro, non era avara di bel gioco, anche se Platini gridava insulti, prima, durante e dopo la partita, contro Trap, reo di spegnergli estri e fantasia. E l'Inter trapattoniana [...] segnava gol a gogò, eppure Matthäus accusava Trap di tenerlo legato in retrovia. I giocatori hanno di queste cattive abitudini; non sempre sono sinceri. Quelle di Platini e Matthäus erano bugie interessate ma vallo a spiegare, e a farlo capire, alla gente e soprattutto a certi critici.
*Giovanni Trapattoni non è soltanto una brava persona e un serio professionista; è anche un grande allenatore. Piaccia o no, è quello che in Italia ha vinto di più. [...] Si discute da sempre se siano gli allenatori a far grandi le squadre o se, viceversa, siano i giocatori a decretare il successo degli allenatori. Questione controversa e ancora irrisolta. Nel caso di Giovanni Trapattoni, meriti e fortune (parco giocatori) si sono bilanciati.
*Tanti imbonitori razzolano per i campi verdi e molti ciarlatani occupano panchine. Se un professionista serio e competente come Trap dovrà accomodarsi in tribuna, sarà una vergogna. Anzi, uno scandalo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000. ISBN 8880898620
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Danyele
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'''Giovanni Trapattoni''' (1939 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
== Citazioni di Giovanni Trapattoni ==
*A giudizio di qualcuno, la Fiorentina avrebbe bisogno soltanto di giovani. 'Verde è una bella parola. Ma con tutti verdi si rischia di arrivare a giugno e di non riuscire a mietere il grano.<ref>Citato in ''[http://www.tv.mediaset.it/italia1/chiambretti_night/news_5329.shtml 30 marzo: Giovanni Trapattoni ospite di Chiambretti]'', ''Tv. Mediaset.it''; 29 marzo 2010.</ref>
*A proposito della benedetta (mai come in questo caso si addice meglio questo aggettivo!) acqua santa, mia sorella Romilda soleva dirmi: "Guarda, Gianni, che questa ti fortifica... ovviamente non ti assicura la vittoria." Ebbene, mi scuseranno gli intellettuali e anche i teologi di professione, ma parole come queste valgono molto di più di tanti libri, sono il segno manifesto di quanto ognuno di noi (anche la persona celebre ed affermata) abbia bisogno di affidarsi, di affidarsi anche ad un segno che rimandi ad un'Appartenenza più grande, ad un'Appartenenza con la "A" maiuscola. D'altronde è proprio questo esser convinto che c'è Qualcuno lassù che mi ha voluto prima calciatore e poi allenatore, che mi fa continuare in questo stupendo lavoro...<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*A volte bisogna gettare un sasso nella pozza. Avete capito? Un sasso muove l'acqua. Un [[allenatore]] non deve dormire. Lui fa "ronf, ronf" e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo.<ref name=icaro> Citato in Luca D'Ammando, ''[http://altrimondi.gazzetta.it/2009/03/icaro-volava-ma-icaro-era-un-p.html «Icaro volava, ma Icaro era un pirla, orco zio!». Summa della frasi più belle del Trap]'', ''Gazzetta dello Sport'', 23 marzo 2009.</ref>
*Abbiamo ritrovato il nostro filo elettrico conduttore.<ref name=telepass>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/06/Quel_Telepass_chiamato_Trap_co_9_110606054.shtml Quel Telepass chiamato Trap]'', ''Corriere della sera''; 6 giugno 2011.</ref>
*[[Antonio Conte|Antonio]] è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro.<ref>Citato in ''[http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/02/19/news/trapattoni_contro_conte_e_capello_una_certa_etica_non_pu_mancare-79021662/ Trapattoni contro Conte e Capello: "Una certa etica ci vuole"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Alla domanda «''Trap, lei come allenatore ha vinto tutto, ma come uomo?''»}} Be', penso sia difficile distinguere le due attività.<ref>Citato in [[Antonio Dipollina]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/13/brussprinter-le-calende-egizie-ecco-le-frasi.html Brussprinter e le calende egizie, ecco le frasi comiche del calcio]'', ''la Repubblica'', 13 agosto 2001.</ref>
*Bisogna costruire [[mattone|mattoni]] per essere solidi come il [[cemento armato]].<ref name=auguri> Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo21627.shtml?/from=tgcom Tanti auguri irresistibile Trap]'', ''Sport Mediaset'', 17 marzo 2009.</ref>
*Bisogna far esasperare un po' di di di di ruota da titolare. Vuol dire che sono giocatori che hanno ... le quali passati avevano delle qualità per le quali per i risultati raggiunti .. quindi è stato un riconoscimento più che meritato attribuire questo premio.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} [[Fabio Calcaterra|Calcaterra]] era un timido, ho dovuto violentarlo in ogni allenamento perché non prendeva l'iniziativa.<ref> Citato in Franco Coppola, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/18/parole-parole.html Parole parole...]'', ''la Repubblica'', 18 dicembre 1993</ref>
*Caratterialmente abbiamo dimostrato che alla base c'è anche il carattere.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} C'è maggior carne al fuoco al nostro arco, anche se l'arco lancia le frecce.<ref name=telepass/>
*C'è stato un momento di euforia per i tecnici più giovani. C'erano limiti ideologici, si pensava di aver trovato un elisir. Poi l'esperienza ha fatto riscoprire che la capacità, la preparazione e l'equilibrio tattico sono ancora la cosa più importante.<ref name=terzaeta>Citato in Luca Bottura, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/05/Trap_Viva_terza_eta_non_co_0_0008057341.shtml Trap: «Viva la terza età, ma non mi riguarda»]'', ''Corriere della sera'', 5 agosto 2000.</ref>
*C'è un organo ben preposto che devono stabilire se si può fare o non fare. Non so se tu partecipi solo in questa circostanza ad un evento del genere o se non hai mai visto Quelli della Domenica che mettono su la maglia con su... hanno fatto anche quella della Pace, no?, oppure per altre malattie.<ref name=auguri/>
*C'è una propensione minore ad accettare un po' più serenamente, goliardamente un po' i risultati.<ref name=auguri/>
*Ciao [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo]]... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli [[allenatore|allenatori]].<ref>Da un [https://twitter.com/giovanni_iltrap/status/1336956853935288322 tweet] del 10 giugno 2020.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Credo invece al fatto che l'esasperata interpretazione di una, dopo otto giorni, teletrasmessa, e dico non teletrasmessa come esasperazione ma teletrasmessa, cioè esasperazione sul terreno di gioco dal momento che una partita teletrasmessa rappresenta un'immagine, il risultato è importante e noi allenatori vediamo quale... di quale io ho scritto il 100%, ma noi ci esprimiamo già al 100% del potenziale di allenamento in quel momento di cui la squadra ha.<ref>''[https://www.youtube.com/watch?v=DuCuOCcqovY Mai Dire Gol - Trapattoni - Supercazzola - Anni 90]'', da Il processo di Biscardi - Tele+2 - Anni 90</ref>
*{{NDR|Su [[Roberto Baggio|Baggio]] nel 1992}} Davanti a lui c'è il mondo e ha tutto per conquistarlo. A venticinque anni, è come un pozzo di petrolio, dal quale è stato estratto pochissimo greggio.<ref>Citato in Fabio Monti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/febbraio/28/Inter_insegue_ultima_meta_con_co_0_92022813380.shtml L'Inter insegue l'ultima meta con 15 miliardi in meno]'', ''Corriere della Sera'', 28 febbraio 1992.</ref>
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] è uno di quei giocatori che rimarrà negli annali come Piola o [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], e non solo negli almanacchi, perché si è contraddistinto per i suoi modi dentro e fuori dal campo. <ref>Citato in ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/365102/ L'esclusivo club di Del Piero: Quant'è difficile restare fedeli]'', ''www.lastampa.it''; 19 ottobre 2010.</ref>
*Diciamo che puntualmente ogni tanto affiorano queste situazioni però lasciamo stare come stanno le cose perché mi sembra che da un'analisi fatta di una gara si sia voluto così creare una situazione fumogena molto, molto intensa.<ref name=lessico>Citato in Stefano Bartezzaghi, ''[http://www.repubblica.it/online/lessico_e_nuvole/trap/trap/trap.html Non dire gap se non ce l'hai nel Trap]'', ''Repubblica.it'', 10 luglio 2000.</ref>
*Direi... non è la prima partita, io direi che non è, anzi, forse, se andiamo a vedere, sicuramente una delle più numerose partite giocate così; forse non tutte si vorrebbe che fossero tutte così. Ma non ho ... ci sono delle caratteristiche soggettive che è inutile andare a ... ogni tanto si forma un po' di di di di ..sull'ottone si forma un po' di opacatezza, poi lo tiri via e torna lucido, lo so, perfettamente. Ci sono degli elementi che questo tipo di plasmaggio caratteriale, così, .. viene col tempo no? Io queste cose le conosco, oggi magari è una partita che ci voleva la sciabola.<ref name=auguri/>
*{{NDR|Riferito all'assenza di [[Lothar Matthäus]]}} Direi, forse, senza dubbio, forse che per vincere oggi ci è mancato un uomo, più che un uomo direi un uomo...<ref name=auguri/>
*È estremamente delicato, un tema che si è già dibattuto, e sul quale si andrebbero ad avere delle alienazioni, squadre di città minori e quindi il [[Calcio (sport)|calcio]] io credo che in Italia sia veramente un grosso treno culturale e quindi, tutto sommato, ritengo che in questa forma possa mantenere e gestirsi sull'arco nazionale ancora abbastanza equamente ben distribuito.<ref name=trap>Citato in Fabrizio Boccia, ''[http://www.repubblica.it/2009/02/sport/calcio/calciomercato/estero-varie/trapattoni-70-anni/trapattoni-70-anni.html E Trap disse: ''Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco'']'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2009.</ref>
*È un derby che, dolenti o nolenti, conta il risultato.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a [[Roberto Baggio|Baggio]], passando per [[Omar Sívori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia. <ref>Citato in ''[http://www.raisport.rai.it/pub/sezione/stampaArticolo/1,7140,3446,00.html Un campione di sport]'', ''Raisport.rai.it''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Forse per un rigore magari meno sbagliato sarebbe stato incensato invece che incensurato.<ref name=straparlare>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Trapattoni_straparlare_genio_co_0_01032810659.shtml Trapattoni, lo straparlare di un genio]'', ''Corriere della Sera'', 28 marzo 2001.</ref>
*Forse se andiamo a vedere, è una delle più numerose partite giocate così.<ref name=auguri/>
*[[Francesco Totti|Francesco]] è fondamentale proprio per le sue caratteristiche. Credo che in nessun'altra squadra europea ci sia un Totti con le caratteristiche di Totti.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/09/benedizione_del_Totti_unico_come_co_9_040609114.shtml La benedizione del c.t.: «Totti è unico: come lui c'era Platini»]'', ''Corriere della Sera'', 9 giugno 2004.</ref>
*Giocando al calcio e poi allenando tante squadre (grazie a Dio con i successi che sono quelli che sono), ho sempre pensato che questo sport potesse e possa insegnare molto. Se è lo sport più amato del mondo, un motivo deve pur esserci. Ho infatti sempre pensato che nulla accade per caso. È un insegnamento che mi porto dietro... che mi porto dietro dalla mia storia, dalla fede dei miei genitori, dalla mia terra.<ref>Dalla prefazione de ''Il Catechismo del pallone'' di Corrado Gnerre, Mimep-docete, 2014.</ref>
*Giocatori con caratteristiche diverse poi si eludono a vicenda e diventa poi anche difficile proporsi in emozione come usate dire voi.<ref name=lessico/>
*Guai a fare gli Icari della situazione. Ho detto gli Icari, non gli acari.<ref name=straparlare/>
*Ho dei dubbi su due certezze.<ref name=icaro/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Ho voluto vedere cosa c'era dentro le viscere di questa truppa.<ref name=trap/>
*I giocatori sono liberi di fare quello che dico io.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} I maghi non esistono, quelli li bruciavano nelle piazze nel '300.<ref name=icaro/>
*I sogni sono sogni e non peccati, ma la realtà è diversa, con i se e i ma non si va lontano e più che l'acqua santa servirebbero i santi..<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Altri/30-dicembre-2011/blob-2011-migliori-frasi-804163295835.shtml Il blob del 2011 Le migliori frasi]'', ''Gazzetta.it'', 31 dicembre 2011.</ref>
*Il [[gatto]] potrebbe essere un eccellente calciatore, se non altro perché conosce perfettamente l'estensione del proprio territorio, lo difende con le unghie, non teme gli avversari.<ref>Dalla ''Presentazione'' a Alessandro Paronuzzi, José e Renzo Kollmann, ''Non dire gatto...'', Àncora Editrice, Milano, 2004, p. 4. ISBN 88-514-0219-1</ref>
*{{NDR|Nel 1984}} Il mio gioco non può essere paragonato al vecchio [[catenaccio]]. Non faccio praticare il fuorigioco in difesa perché mi sembra un’arma a doppio taglio, pericolosa a volte per chi la pratica. Meglio tenere i piedi per terra {{sic|ed}} avere due marcatori sulle due punte avversarie. Ma in centrocampo non ho paura di fare la zona mista con {{sic|interscambi}} di ruolo e posizione. Il calcio è movimento e la zona mista a centrocampo facilita questo movimento, così come gli incroci fra le punte. Anche giocare sulle fasce è fondamentale. Proprio come il pressing sugli avversari che è bene incominci sin dalla loro area di rigore.<ref>Citato in Renato Tavella e Franco Osolla, ''Cento anni di calcio italiano: il racconto appassionante di un secolo de storia italiana: i campioni, le sfide, i momenti memorabili che hanno reso grande lo sport nazionale'', Roma, Newton & Compton, 1997, p. 420. ISBN-13 97-88-88-183785-4</ref>
*Il nostro calcio è prosa, non poesia.<ref name=lessico/>
*Il nostro modo di intendere il calcio raziocinante, razionale, a volte quasi speculativo...<ref> Citato in ''[http://www.giornalettismo.com/archives/128567/non-sono-marylin-ma-ho-un-bel-c-o-tutte-le-massime-del-trap/ "Non sono Marylin ma ho un bel c..o": tutte le massime del Trap]'', ''Giornalettismo.com'', 7 giugno 2011.</ref>
*Il [[pallone da calcio|pallone]] è una bella cosa, ma non va dimenticata una cosa: che è gonfio d'aria.<ref name=straparlare/>
*Il propagandarsi o l'essere il protagonista comunque sulla base quotidiana dei mezzi di comunicazione, è una esigenza che molti hanno ma che è altamente inflazionistica.<ref name=lessico/>
*Il secondo maestro è stato [[Nereo Rocco|Rocco]]. Un uomo diverso da com'è stato raccontato. Timido, rispettoso. Sembrava burbero ma non lo era, ogni tanto gli scappava una battuta in dialetto ma era un uomo colto, che non diceva mai nulla di banale. Parlava volentieri con noi, ma non aveva mai il coraggio di avvertirci: oggi stai fuori.<ref name=asso>Citato in Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/09/Una_volta_era_asso_ora_co_0_031109028.shtml «Una volta c'era l'asso, ora sono tutti miliardari»]'', ''Corriere della Sera'', 9 novembre 2003.</ref>
*Il successo è un pallone con quattro spicchi. Uno appartiene ai giocatori, uno alla società, uno all'ambiente, cioè stampa e tifosi. Il quarto spetta all'allenatore.<ref>Citato dall'intervista di Licia Granello, ''Un Trap che si chiama desiderio'', ''Guerin Sportivo'' n. 4 [575] 22/28 gennaio 1986, p.25.</ref>
*In certi paesi diciamo nordici, un professore di sessant'anni – e non sto parlando di me, faccio solo un esempio – viene considerato un esperto e degno di rispetto. In Italia è un vecchio.<ref name=icaro/>
*In [[Irlanda]] piove due volte a settimana. La prima da lunedì a mercoledì, la seconda da giovedì a domenica.<ref name=tancre>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''Gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*In Italia si vuole l'uovo, il culo caldo e la gallina, ma quando la gallina ha fatto l'uovo va via eh? Quindi non può avere il culo caldo. Noi vogliamo tutto e subito. Coccodè coccodè and go. You understand? <ref name=unita> Citato in Valerio Rosa, ''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2050000/2048482.xml?key=Valerio+Rosa+Roma&first=1&orderby=1&f=fir Dal gatto nel sacco al culo della gallina]'', ''l'Unità'', 8 giugno 2011.</ref>
*In quel momento della partita eravamo un po' come il serpente con la coda in bocca.<ref> Citato in Antonio Dipollina, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/20/trap-col-serpente-in-bocca-ronaldo-presenta.html Trap col serpente in bocca Ronaldo presenta la fidanzata]'', ''la Repubblica'', 20 settembre 1999.</ref>
*In questa squadra c'è ancora molto petrolio da estrarre.<ref name=auguri/>
*In vita mia sono stato fortunato. Quando sono arrivato davanti al passaggio a livello la sbarra era sempre alzata. Forse sono stato io a inventare il Telepass.<ref name=telepass/>
*Inseguendo quel pallone ho visto il nostro Paese crescere e prosperare.<ref> Citato in Massimiliano Castellani, ''[http://www.violanews.com/news.asp?idnew=46120 Trap: ''Prandelli mi somiglia e merita di arrivare ancora più in alto'']'', ''Violanews.com'', 9 novembre 2009.</ref>
*Io non sono anziano. Sono antico. E i mobili antichi sono i più pregiati.<ref>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p.2116].</ref>
*Io preferisco la difesa mista ma se gli altri fanno da un secolo la [[Difesa a zona|zona]] pura avranno i loro motivi.<ref name=straparlare/>
*Io non mi ritengo nella fase della cosiddetta terza età perché ho la fortuna di godermi un'esperienza professionale che mi dà vita. Sto bene fisicamente, non sono povero. Sbaglierei a pormi dei limiti. Ma non mi nascondo neppure di essere un privilegiato, come altri uomini della classe dirigente recente e passata. Penso a Cuccia, una persona unica. Penso ad [[Gianni Agnelli|Agnelli]], di cui sono stato dipendente. Quando a 75 anni decise di farsi da parte, me lo confidò in anticipo. Con rammarico. Grandi vecchi, in senso buono.<ref name=terzaeta/>
*La palla non è sempre tonda, a volte c'è dentro il [[coniglio]].<ref>Citato in Alessandro Robecchi, ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-palla-e%E2%80%99-tutto-meno-che-rotonda/ La palla? È tutto meno che rotonda]'', ''MicroMega'', 12 luglio 2010.</ref>
*La ricordate la storia di Golia e del gigante? È come nel film "Il sesto potere". Le tensioni sono aumentate al mille... di più, all'un per mille! <ref name=auguri/>
*La squadra sta compiendo quel gradino per mettersi sullo stesso pianerottolo delle altre.<ref name=icaro/>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di Milano e Roma, e i giocatori possono prepararsi al meglio. <ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/calcio/moggi/moggi/moggi.html Juve, gioia e "vendette", Moggi: "Zidane? Non ha vinto"]'', ''Repubblica.it'', 6 maggio 2002.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} La nostra è una situazione di classifica non dico tranquilla. Ma sicuramente tranquilla.<ref name=icaro/>
*La Spagna ora è insuperabile, come Davide contro Golia, un gigante da abbattere. Però mai dire mai: i gatti dormono solo quando sono tutti nel sacco.<ref name=alexirlanda>Citato in Brunella Ciullini, ''Trap: «Per Alex nella mia Irlanda c'è sempre posto»'', ''Tuttosport'', 13 aprile 2012, p. 2.</ref>
*La vita ci dà martellate sui calli.<ref name=auguri/>
*[[Nils Liedholm|Liedholm]] è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni, dove c'erano anche [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e Maldini, si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan.<ref name=asso/>
*L'essere [[Erudizione|eruditi]] e [[Preparazione|preparati]] ha avuto una sua necessità... rispetto al passato ci sono degli approcci sicuramente più veritieri di tante fantasie.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Mi bastarono dieci minuti per capire che sarebbe diventato un campione. [...] Alex è un giocatore che appartiene al popolo. Non sarà forse ai livelli di [[Pelé]] e [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma di [[Eusébio|Eusebio]], [[Omar Sívori|Sivori]] e [[Johan Cruijff|Cruijff]] sicuramente sì.<ref name=alexirlanda/>
*Mi è capitato di guidare le Ferrari e le Topolino ma sempre con la stessa passione.<ref name=straparlare/>
*Mi regolo in base al materiale organico e intellettivo in forza alla squadra.<ref name=straparlare/>
*Nella mia lunga carriera sono stato morso da otto [[scorpione|scorpioni]]. Ormai ho dentro l'antidoto.<ref name=trap/>
*Nella vita ci sono tre certezze: si nasce, si muore, si cambia. Io coltivo la terza <ref>Citato in Emanuele Gamba, ''[http://www.repubblica.it/2009/03/sport/calcio/nazionale/italia-irlanda/trap-pre-ita-eire/trap-pre-ita-eire.html ''Per me Cassano è da Nazionale'']'', ''Repubblica.it'', 31 marzo 2009.</ref>
*Noi non abbiamo vie di mezzo: o stiamo sulla luna o andiamo nel pozzo.<ref name=XII>Citato in Marco Sappino, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2112 p. 2112].</ref>
*Non accetto che mi facciano passare per "bollito". Non confondo i nomi dei giocatori, non chiamo Klinsmann uno dei miei centrocampisti, non annuncio formazioni con dodici titolari. Accetto le critiche. Non le cattiverie.<ref name=icaro/>
*Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.<ref name=unita/>
*Non insegno chimere, le lascio a [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]. [[Icaro]] volava, ma Icaro era un pirla.<ref name=telepass/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Non mettiamo il [[carro]] davanti ai buoi, ma lasciamo i buoi dietro al carro.<ref name=unita/>
*Non possiamo fare i coccodrilli e piangere sul latte versato e sulle uova mangiate.<ref name=telepass/>
*Non sono né la Lollobrigida, né [[Marilyn Monroe|Marilyn]], non merito tante attenzioni, sebbene spesso abbia anch'io un bel culo! <ref name=icaro/>
*Non vorrei che a enfatizzare troppo certe situazioni da una parte e non dall'altra finisce che si crea una uniformità di idee e non una forma equivalente generale: noi abbiamo giocato bene.<ref name=lessico/>
*{{NDR|Riferito a un Italia-Brasile del 1963}} [[Pelé]] era così bravo che non veniva neanche voglia di picchiarlo. E poi quella volta lì, a Milano, aveva una caviglia in disordine. Ma doveva giocare. La tariffa del Santos era: 50mila dollari con Pelé dall'inizio, 10mila senza Pelé.<ref>Citato in [[Gianni Mura]], ''[http://www.repubblica.it/online/sport/pel/pel/pel.html Auguri re del calcio, una vita senza rivali]'', ''Repubblica.it'', 23 ottobre 2000.</ref>
*Penso alla tutela della struttura societaria che vada tutelata. <ref name=auguri/>
*Per uno come me che ama il pallone e che non è mai stato tradito dal calcio, sarebbe la cosa più bella morire in panchina, durante una partita.<ref name=icaro/>
*Più vai in alto, più tira il vento.<ref name=XII/>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Poi c'era l'Avvocato. Arrivava negli spogliatoi e trattava allo stesso modo [[Michel Platini|Platini]] e il magazziniere. Amava la Juve, ma quando gli chiesi di comprare Paolo Rossi rispose di no: "''Costa troppo e noi abbiamo migliaia di cassintegrati. Potrebbe fare un altro nome?''". Non mi ha mai dato un ordine, credo non ne abbia mai dati in vita sua, i suoi ordini erano domande: "''Ma perché quell' ala sinistra non gioca mai?''" <ref name=asso/>
*Posso spezzare ancora una lancia a favore ? Mi sembra che qualche mese fa si sia parlato di una nuova filosofia, no ? Il famoso passaggio indietro che non dovrebbe interrompere la cosa, qui siamo sulla barriera veloce, gli daremo di punta la punizione per accelerare i tempi e l'ostruzionismo di fermare il gioco in questo senso dico che sia, c'è un orientamento anche in tale senso di portare un miglioramento a quello che è l'interruzione o me. Diventano momenti di flipper.<ref name=auguri/>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Quando sento parlare di immagine, penso immediatamente a certi bei [[limone|limoni]] che poi, al momento dell'apertura, sono completamente senza sugo.<ref name=icaro/>
*Quando ti abitui allo [[zucchero]] non accetti più il sale.<ref name=trap/>
*Quando vengo in vacanza qui, mi capita di vedere persone che invecchiano di colpo da un anno all'altro. Non perché abbiano finito i soldi, gli si è solo spento l'interesse, l'ardore. Anche e soprattutto quello erotico. Il sesso è molto importante per non ridursi a esseri vegetali. Per essere ancora pieni del meglio che la vita può dare. Ma anche lavorare, se possibile, aiuta. Non rassegnandosi alla pensione e, anche se può sembrare strano che lo dica io, a una vita sulla panchina.<ref name=terzaeta/>
*Questi giocatori, nonostante il nostro paternalismo e il dialogo psicologico che a volte abbiamo, leggendo sui giornali certe frasi sono un po' umoralmente piuttosto abbacchiati, abbiamo il dovere non demagogico, magari di riservatezza.<ref name=auguri/>
*Questo mio atteggiamento è un attestato. E io ci credo molto perché è credibile.<ref name=lessico/>
*Questo qui è domenicalmente abbastanza appurabile.<ref name=auguri/>
*[[Arrigo Sacchi|Sacchi]] dice che un c.t. è come un eunuco nell' harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due...<ref name=telepass/>
*Se non si può vincere bene, che almeno si vinca. I risultati restano, le squadre spettacolari e le parole durano ventiquattr'ore.<ref name=icaro/>
*Se si continua così non si esce dal baratro, ma dal barattolo.<ref name=straparlare/>
*Si gioca fino alla fine! Anche la Lituania ha giocatori che giocano in giro per l'Europa. Non è più come prima: i giocatori della Lituania giocavano le renne ai piedi? <ref name=auguri/>
*Sicuramente non si tratta del caso peggiore che ho dovuto affrontare. La squadra più problematica fu quella del dopo-Mundial, quando si aggiunsero [[Michel Platini|Platini]] e Boniek, ritornò [[Roberto Bettega|Bettega]] ed utilizzammo sin dall'inizio Paolo Rossi. Allora bisognava far quadrare equilibri tattici e valori tecnici a dispetto dei singoli. Questa volta invece ci sono tanti giovani con i quali sarà più semplice lavorare, visto che hanno ancora molto da imparare.<ref>Citato in Giancarlo Emanuel, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/24/cambiamo-modulo-serena-giochera-nel-ruolo-di.html 'Cambiamo modulo, Serena giocherà al posto di Bettega']'', ''la Repubblica'', 24 luglio 1985.</ref>
*Sono lucido e non rincoglionito come crede qualcuno.<ref>Citato in ''[http://www.sport.it/articolo/calcio-trapattoni Ein Trainer ist nicht ein Idiot!]'', ''Sport.it'', 25 settembre 2003.</ref>
*Sulla mia nazionale non mi stancherò mai di ripetere la verità. In Corea siamo usciti per gli errori sotto porta e perché nella partita decisiva non ho avuto Nesta e Cannavaro. All'Europeo la squadra è arrivata volando, con 18 risultati utili consecutivi: è stata eliminata da imbattuta, con 5 punti in 3 partite, per un gol di tacco in un'azione della Svezia viziata da due falli. Se poi vogliamo fare gli struzzi, per non dire un'altra parola simile a struzzi, liberissimi di farlo.<ref name=icaro/>
*Tante volte il tocco delle campane è bene sentirli tutti. In genere c'è il din don dan nelle campane, no? Sentire magari il solito rintocco din din din va a finire che non si sente il don dan, quindi c'è un'altra musica. Io ho voluto chiarire alcuni concetti.<ref name=trap/>
*Tanto calore intorno a me fa piacere ma insieme all'onore c'è anche l'onere: è una responsabilità grossa e io non ho la [[bacchetta magica]], non sono il mago Zurlì. Sono uno che commette errori anche se nella mia carriera sono stato abituato "male" dai molti campioni che ho allenato e che mi hanno fatto vincere tanto.<ref>Citato in Emilio Marrese, ''[http://www.repubblica.it/online/sport/naziotrap/boccia/boccia.html Trap: "Del Piero ok ma non lo aspetto"]'', ''Repubblica.it'', 30 agosto 2000.</ref>
*There is one ball, c'è un solo pallone e bisogna corrergli dietro. Se non lo rincorri fino alla nostra area, sei Ponzio Pilato.<ref name=tancre/>
*Un campione è colui che non lascia mai la squadra in 10, che ti dice cosa devi fare in campo e fuori, che non si tira indietro e non arriva in ritardo. È diverso dal fenomeno, che magari ti fa vincere la partita da solo.<ref name=asso/>
*Un ct deve ascoltare il cuore che sta a sinistra ma seguire la ragione che sta a destra.<ref name=icaro/>
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Un leader col saio.<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''Scirea, 20 anni. L'esempio vive'', ''La Gazzetta dello Sport'', 2 settembre 2009.</ref>
*Un palo che non para è una sola.<ref name=auguri/>
*Una sfida ostica, ma anche agnostica.<ref name=trap/>
*Tutti girano l'acqua e la raccolgono dalla stessa parte.<ref>Citato in ''[http://www.soccermagazine.it/serie-a/esclusiva-trapattoni-ho-reso-cassano-meno-scontroso-la-lazio-mi-ha-chiamato-277324/ 'Esclusiva-Trapattoni: “Ho reso Cassano meno scontroso. La Lazio mi ha chiamato”']'', ''Soccermagazine'', 24 agosto 2016.</ref>
{{Int|Da ''Senso di Coppa''|Intervista di Emanuele Fiorilli, ''Guerin Sportivo'' n. 15 (535), 10-16 aprile 1985, pp. 15-17.}}
*Posso anche litigare con un giocatore, i giocatori possono anche non salutarmi, ma questo non influenzerà mai la formazione che scende in campo: ho dei doveri nei confronti della società e del pubblico. Per diritto divino non si acquisisce il posto fisso in squadra. Non voglio avere gente che vive sugli allori ma giocatori che vadano avanti e migliorino. {{NDR|«Tutti possono essere titolari?»}} Sono loro che debbono garantirsi il posto tramite il lavoro e i risutati personali. A volte si attraversano momenti negativi che spesso coincidono con determinati atteggiamenti e con certe interviste. In questo caso gli dico: aspetta un attimo, dacci dentro, passa questa fase e migliorati. Le sue qualità però non vengono cancellate. [...] Debbo trattare tutti nello stesso modo: sono loro che si debbono garantire il ruolo di titolare.
*{{NDR|Sul [[calciatore di riserva]]}} Nel calcio è difficile far capire che si può avere delle alternative rispettando nello stesso tempo i ruoli e la professionalità di tutti. Non scordiamoci che il nostro organico è composto da diciotto persone e chi rimane fuori non deve sentirsi penalizzato. I campionati non si vincono in undici.
*{{NDR|«[...] non c'è stato un momento dove si parlava di Giovanni Trapattoni candidato nelle liste di un partito?»}} Vede, io sono [[Socialismo|socialista]] ma penso che un giocatore, un personaggio che appartiene al pubblico difficilmente possa associare il suo nome ad un fenomeno di pubblicità politica. I nostri tifosi sono gialli, rossi, verdi e non è giusto che si accomuni il nome di un allenatore o di un calciatore a questo o quel partito.
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] indubbiamente è uno sport ma non è più tale da quando coinvolge interessi tanto grandi ed è diventato una professione a tutti gli effetti. Si è legati ai risultati che a loro volta dipendono dalle prestazioni. Lo spettacolo, che dovrebbe essere prioritario nello sport, arriva dopo. Non è che non si ricerchi però lo può fare solo chi è in grado e non molti giocatori possono sostenere il duplice ruolo.
*{{NDR|Sul [[calciomercato]]}} A me interessa che i giocatori facciano il loro dovere sino alla fine del loro contratto, poi possono andare dove vogliono. Sono voci che servono solo a disturbare il nostro lavoro. Questo è uno dei motivi per i quali affermo che in Italia il mercato non può rimanere aperto tutto l'anno: sarebbe un massacro. Certi calciatori vengono già contattati dopo la prima partita di campionato. {{NDR|«Secondo lei cala il loro rendimento?»}} Non penso. Quando un giocatore entra in campo è se stesso, pensa al gioco. Non darebbe mai una prestazione negativa perché in quel momento è giudicato da migliaia di persone.
*{{NDR|«Trapattoni visto da Trapattoni?»}} Un po' rompiballe, tanto che in casa mi chiamano professor Precisetti.
{{Int|Da ''50 Trap''|Intervista di Franco Montorro, ''Guerin Sportivo'' n. 11 (736), 15-21 marzo 1989, pp. 28-31.}}
*Era il leit motiv di quegli anni: Trapattoni, il mediano che ha bloccato il mitico [[Pelé]]. Ero felice, anche se oggi sembra che io abbia giocato soltanto quella partita.
*Aveo già deciso per la nuova carriera di allenatore e giorno per giorno mi andavo trasformando, anche mentalmente. Volevo insegnare ai giovani e nell'ultimo anno al Milan avevo cominciato a seguire qualcuno. Poi ci fu il trasferimento al Varese. Ci andai a malincuore, ma avevo ricevuto la promessa di un futuro incarico tecnico nello staff rossonero. Insomma, mi è andata bene, perché non mi sono mai allontanato dal campo. Ho solo cambiato veste. Forse è stato più difficile abbandonare Milano da allenatore, anche se non si è trattato di una scelta troppo ponderata. Mi avevano cercato Atalanta e Pescara. Poi arrivò la chiamata della [[Juventus Football Club 1976-1977|Juventus]] e quella bianconera era una tentazione troppo affascinante per generare incertezze. {{NDR|«Perché la Juventus scelse proprio lei?»}} A Torino volevano affidare la squadra a un tecnico ancora giovane, da plasmare, ma che non fosse uno sprovveduto. E io facevo al caso loro.
*{{NDR|«È superstizioso?»}} Sono nato di venerdì [...]. Direi di no: credo nel destino e nella fortuna che camminano al fianco di ogni uomo. Nel calcio, poi, la fortuna è importante, ma da sola non serve a niente. Deve essere unita ai valori dei singoli e alla bontà del lavoro.
*{{NDR|«Da cosa nasce la sua famosa rabbia?»}} Ogni mia conquista è stata frutto di grandi sacrifici. Per me è sempre tempo di confronti e rinnovamenti e non accetto nessun tipo di sconfitta, anche durante gli allenamenti. Chi mi vuol battere deve passare sopra il mio corpo.
*Starei con il [[Pallone da calcio|pallone]] in mano ventiquattro ore al giorno. Magari rischiando di sacrificare gli affetti.
{{Int|Da ''Parola di Trap''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' n. 34 (1059), 23-29 agosto 1995, pp. 20-21.}}
*La società di oggi è troppo consumistica, non si pensa al passato, alla storia, si pensa solo a chi le spara più grosse. Hanno ragione solo quelli che urlano, tanto poi nessuno va a controllare quello che dicono. E invece per parlare serve cultura: querlla del calcio e quella della vita.
*[...] nello spogliatoio sono tutti uguali. Ho visto campioni che volevano far pesare la loro popolarità anche fra i compagni. Io mi arrabbiavo, perché un campione si distingue dagli altri già con l'ingaggio e con l'affetto del pubblico, non c'è bisogno che lo faccia nel gruppo.
*I tre punti {{NDR|a vittoria}} non hanno modificato le cose. Si giocava per vincere una volta e si gioca per vincere oggi. Se invece parliamo del calcio in senso più ampio, allora sì, è cambiato e anche molto. È proprio un'altra cosa rispetto al passato. {{NDR|«Che tradotto vuol dire...»}} Vuol dire che qualche anno fa era un calcio più genuino, più spontaneo, in cui non c'era tutta l'enfasi che si vede ora. Aveva un volto umano e lo show-business non aveva ancora trionfato. Oggi ci sono troppi interessi. I giornali devono proteggere le loro piazze, fregandosene dell'obiettività. Ci sono tanti, troppi interessi che toccano il nostro mondo. E che lo rovinano.
*[...] [[Marcello Lippi|Lippi]] è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti.
*{{NDR|«[...] hanno detto che la Juve sua e di Platini non ha mai fatto vedere un bel calcio. Lo sa?»}} Il mondo è bello perché ognuno dice quello che vuole. I miei terzini hanno segnato più di quelli di qualsiasi altra formazione. [...] Perché non vanno a prendersi le cassette della mia Juve, delle partite in Inghilterra? Guardino un po' come giocavamo... {{NDR|«Siamo ai soliti luoghi comuni. Vuol dire questo?»}} Facile demagogia. Trapattoni è l'italianista e allora le sue squadre giocano male. Boh... Con Platini, Boniek e Rossi non credo che ci si annoiasse.
*[...] oggi conta più chiacchierare, ma si corre un rischio a farlo... [...] che criticando qualcuno si finisca per ottenere il risultato opposto. [...] bisogna promuovere la propria immagine senza però denigrare quella degli altri. Semplice, no? {{NDR|«Semplice. Ma lei cosa ha fatto in questi anni per promuovere la sua di immagine?»}} Sarebbe troppo facile dire che ho vinto. Ero un giovane quando iniziai ad allenare e da allora ho sempre rispettato una regola: fare la propria corsa senza danneggiare gli altri. Tanti che parlano oggi sono un po' come certi limoni: belli fuori ma vuoti dentro...
*[...] ai campioni non risparmio nulla: dico pane al pane e vino al vino, quello che penso. E voglio che rispettino i colleghi, che sappiano comportarsi bene. Oggi si tende a mitizzare i giocatori, una cosa che non mi piace. {{NDR|«Non dica che le stelle, facendo così, la amano...»}} Infatti non lo dico. Può essere che fra certi campioni mi crei delle antipatie. Pazienza. Per me è più importante che capiscano che appena smetteranno crollerà tutto quello che hanno attorno. Il giorno dopo l'addio nessuno li ricorderà più. Per questo voglio giocatori più concreti, educati, umani. Gente che sappia accarezzare un bambino...
{{Int|Da ''Il Trapattonesimo''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' nn. 33/34 (1209), 12-25 agosto 1998, pp. 12-16.}}
*Se dovessi riassumere in uno slogan la mia carriera, che è poi la mia vita, voterei questo: Il Trap, da [[Nereo Rocco|Rocco]] a Internet.
*Io ho insegnato la morale del [[Calcio (sport)|calcio]] prima che il calcio. Ho guardato al comportamento umano prima che alla palla. [...] un calciatore professionista ha troppi emuli, i suoi atteggiamenti sono un insegnamento per i ragazzini che vanno allo stadio o che lo vedono in Tv. Ogni gesto [...] ha uno strascico di atteggiamenti imitativi fra i giovani e per questo ho sempre preteso come prima cosa dai miei giocatori un'etica forte. [...] Un [[allenatore]] non è solo espressione di schemi, ma deve rispondere alla città, alla gente che lo paga, perché deve sapere educare a una vita sociale corretta i suoi giocatori. Lo sa cosa mi dà più soddisfazione di tutta la mia storia professionale? Aver lasciato al calcio grandi protagonisti, gente come Zoff, Platini, Tardelli. Personalità ancora oggi ammirate.
*La mia cultura è nata tutta col calcio. Un'istruzione incompleta l'ho surrogata con gli insegnamenti dei grandi personaggi. [...] Io ho visto il Cile quando c'era Pinochet, sono stato nell'Argentina che viveva l'assalto alla Casa Rosada, ho incontrato giocatori dell'est comunista con cui si parlava di diritti civili in campo, di libertà che loro ti facevano capire di non possedere. Con il calcio ho girato il modo, ho abitato i migliori alberghi del pianeta e ho visto tante, tantissime cose.
*[...] io sono un uomo libero, un [[Socialismo|socialista]] nel cuore. Vengo da una famiglia proletaria, con un padre che lavorava 14 ore al giorno per sfamare cinque figli e una moglie. Io nelle vacanze aiutavo gli artigiani, come tanti miei amici di allora. Ma ho capito una cosa basilare in mezzo a quei sacrifici: il rispetto per gli altri. La morale del gruppo che pretendo dai miei giocatori.
*Quando iniziai, il calcio era considerato uno sport, poi è via via cresciuto, forse in proporzioni spropositate. Ormai sconfina in mille interessi, in troppi centri di potere. C'è la Tv, ci sono i procuratori, i presidenti che si giocano la loro credibilità di imprenditori che hanno costruito imperi in tutto il mondo. [...] Eppure la vita collettiva dello spogliatoio e il gruppo [...] restano l'unico bene del pallone. Su quello si deve lavorare.
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0574_01_1998_0326_0015_7671875/ «Con il pallone insegno la vita»]''|Intervista di [[Pino Corrias]], ''La Stampa'', 27 novembre 1998, p. 15.}}
*L'enfasi mi piace zero, anche se il [[Calcio (sport)|calcio]] ne strabocca. [...] Sono nato così. Mio padre faceva l'operaio, eravamo 5 fratelli, poi c'è stato il pallone, i soldi [...], ma le radici ti restano dentro. E se sei bravo le trasmetti. [...] Ho passato 25 anni negli spogliatoi. Ho visto crescere centinaia di ragazzi. Molti li ho aiutati. Quasi tutti hanno aiutato me. Ogni tanto mi telefonano ex giocatori che non vedo da 20 anni. È la cosa più bella: vuol dire che mi ricordano come persona.
*Il calcio ti mette sotto pressione perché è una gara. Ogni domenica hai il responso: vinci, perdi, pareggi. Ogni domenica hai la classifica: sei primo o sei ultimo. Ogni domenica hai i tifosi: sei un eroe oppure una nullità.
*Io amo le persone normali, anche se capisco che poi il pubblico cerca solo fenomeni o stelle o campionissimi per identificarsi... Io combatto questa roba qui.
*Un campione lo vedi per la testa che ha, non per i piedi.
*[[Diego Armando Maradona|Maradona]] aveva più grazia di tutti, ma aveva meno testa di tutti.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Faceva una cosa e intanto ne pensava due...
{{Int|Da ''Sacchi: povero calcio che non fa squadra''|Intervista di Massimiliano Castellani, ''Avvenire'', 8 novembre 2009.}}
*Chi scherza con la fede non è un uomo intelligente.
*Dove c'è tanto business, le ragioni del portafoglio prevalgono su quelle della coscienza.
*Sto alla larga da chi si crede un superuomo e ti bastona solo per farsi pubblicità in tv.
*Non conta quello che ho ottenuto fino a ieri, ma quello che potrò fare domani.
*Oggi dobbiamo far riflettere i giovani sulle difficoltà della vita, ma stando al loro passo e cercando di ragionare con il loro linguaggio, fornendogli esempi che fanno parte della contemporaneità. Solo così diventeranno adulti.
{{Int|Da ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/22-08-2014/intervista-trapattoni-balotelli-miniera-esaurimento-raiola-giuseppe-rossi-lippi-cina-90220103503.shtml Trapattoni: "Balotelli? Una miniera che rischia di esaurirsi, Raiola intervenga"]''|Intervista di Luca Calamai, ''Gazzetta.it'', 23 agosto 2014.}}
*A volte è meglio scegliere il {{NDR|calciatore}} più utile che il più bravo. Quando ero giocatore, Ferrari e Mazza mi preferirono a Fogli e a [[Giacomo Bulgarelli|Bulgarelli]]. Loro erano molto più forti tecnicamente di me, ma io mi attaccavo al culo di [[Eusébio]] e di [[Pelé]]... Ed ero più utile.
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat.
*Ricorderei a tutti che al calcio si gioca con un pallone solo. [...] E che bisogna [[lotta]]re. Ricordo quando chiamai un big della Juve che si era fatto rubare il pallone da un avversario che poi in [[contropiede]] aveva fatto [[gol]]. Gli chiesi: "Quanti [[polmoni]] hai?". Lui mi guardò perplesso poi disse: "Due". E io: "Quanti ne ha il tuo avversario? Te lo dico io: due. Allora devi correre come lui".
===Citazioni in inglese===
*{{NDR|Alla vigilia di Estonia - Irlanda, spareggio per le qualificazioni agli Europei 2012}} Occorre stare attenti al gatto. Non dire di avere il gatto nel sacco quando non hai ancora il gatto nel sacco.
:''Be careful of the cat. Don't say you have the cat in the sack when you don't have the cat in the sack.''<ref>Citato in ''[http://www1.skysports.com/football/news/12020/7297947/Trapattoni-wary-of-complacency Trapattoni wary of complacency]'', ''Skysports.com'', 7 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Dopo la gara di andata dello spareggio, terminata 4-0 per l'Irlanda}} Il gatto è nel sacco, ma il sacco non è chiuso. Il gatto è dentro, ma il sacco è aperto – e si tratta di un gatto selvaggio.
:''The cat is in the sack, but the sack is not closed. The cat is in it, but it's open — and it's a wild cat.''<ref>Citato in ''[http://www.irishtimes.com/sports/soccer/2011/1111/1224307460865.html 'Cat in the sack, but sack not closed']'', ''IrishTimes.com'', 11 novembre 2011.</ref>
===Citazioni in tedesco===
*[...] un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è ... vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia. Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco! Sapete, perché le squadra Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh..., campionis. Struuunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh..., Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen! Hanno molto simpatici collegen. Ponga a questo collegen la domanda! Non hanno nessuna coraggio rispondere, ma io so, cosa pensaren su questo giocatori. Devono dimostrare ora, io voglio, sabato {{NDR|in Germania si gioca di sabato}}, questi giocatori devono dimostrare me, ..., i suoi tiffosi, devono vincere la partita da soli. Devono da soli vincere partita! Io sono ora stanco aspettare di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti {{NDR|Trapattoni confonde le parole tedesche per "debiti" e "colpa"}}, su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!<br/> Io sono finito.
:[...] ''ein Trainer is nich ein Idiot. Ein Trainer seh, was passieren in Platz. In diese Spiel, es waren zwei, drei diese Spieler waren schwach wie eine Flasche leer! Habe sie gesehen Mittwoch? Hat gespielt Mehmet, or hat gespielt Basler, or hat gespielt Trapattoni? Diese Spieler beklagen mehr als Spiel! Wissen Sie, warum die Italien-Mannschaften kaufen nicht diese Spieler? Weil wir haben gesehen viele Male dumme Spiel. Haben gesagt, sind nicht Spieler für die italienisch, eh, Meisters. Struuunz! Strunz is zwei Jahre hier und hat gespielt zehn Spiel. Is immer verletzt. Was erlauben Strunz? Letzte Jahr Meister geworden mit Hamann, eh, Nerlinger. Diese Spieler waren Spieler! Waren Meister geworden! Ist immer verletzt! Hat gespielt 25 Spiele in dieser Mannschaft, in dieser Verein. Mussen respektieren die andere Kollega! Haben viel nett Kollegen. Stellen Sie die Kollegen die Frage! Haben keine Mut an Worten! Weil ich weiß, was denken über diese Spieler. Musen zeigen jetzt! Ich will Samstag, diese Spieler mussen zeigen mich, eh zeigen die Fans. Mussen alleine die Spiel gewinnen! Mussen alleine Spiel gewinnen! Ich bin müde jetzt der Vater dieser Spieler – eh der Verteidiger dieser Spieler! Ich habe immer die Schulde über diese Spieler! Einer is Mario, einer, andere is Mehmet! Strunz dagegen, egal, hat nur gespielt 25 Prozent diese Spiel.<br/> Ich habe fertig!'' <ref>Citato in ''[http://www.stern.de/sport/sportwelt/zornrede-was-erlauben-strunz-519604.html Was erlauben Strunz?]'', ''Stern.de'', 29 gennaio 2004.</ref>
===Attribuite===
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Noi non compriamo uno qualunque per fare [[qualunquismo]].<ref name=XXXII>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 32. ISBN 88-8598-826-2</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi.<ref name=XXXII/>
==Citazioni su Giovanni Trapattoni==
*A me piaceva giocare a sinistra, lui mi imponeva la destra perché vent'anni fa il tornante stava a destra e basta. Delle volte facevo finta di niente: svariavo e mi ritrovavo dall'altra parte, a sinistra. E lui giù a fischiare come un pazzo, a chiamare, a ordinare. Grande, il Trap: ho avuto discussioni anche forti, ma sempre leali. È stato, anzi è, uno dei personaggi più alla mano che abbia mai conosciuto. ([[Domenico Marocchino]])
*{{NDR|«Che cosa ha imparato da Trapattoni?»}} A non cullarmi sugli allori. Era uno che, se vincevi una partita importante, ti faceva esultare cinque minuti e subito ti ricordava che la domenica successiva ce n'era un'altra. E poi, era bravo a gestire il gruppo. Aveva giocatori che erano stati suoi avversari in campo e sapeva calibrare il peso dei senatori della squadra. ([[Antonio Cabrini]])
*C'è [...] un solo Trapattoni nel panorama del calcio mondiale. Un solo tecnico così lindo, così assiduo, così indefesso, così prigioniero dell'ideale, campione dell'impossibile, puro esponente del calcio così come lo abbiamo amato e difeso per un secolo di storia. Non c'è progresso senza tradizione, e Trapattoni rappresenta la tradizione. Ma la tradizione in cammino, che è ben più della tradizione ferma e bloccata negli archivi. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Con sette scudetti e tutte le Coppe internazionali disponibili, Trapattoni è il tecnico più vincente che si conosca. La metà dei suoi successi sarebbe bastata a beatificare e corredare di eterna aureola qualsivoglia dei suoi colleghi. Stranamente, il Trap è ancora discusso. Si porta dietro la logora etichetta difensivista, malgrado opponga una raffica di fatti [...] a contraddire la superficiale definizione. [...] E tuttavia Trapattoni [...] è assurto a simbolo di un gioco datato e retrò, ancorato a canoni di bassa speculazione. [...] ha avuto il torto, diciamo così [...] di sostenere con vigore dialettico, e coi risultati su campo, le proprie tesi. [...] Giovanni l'ostinato predica la sua verità. Sono i grandi attaccanti [...] a elevare i punteggi, non i moduli e gli schemi. [...] La matrice milanista, in un periodo in cui Rocco allevava [...] una schiera di eletti eredi (oltre a Trap, Radice, Bagnoli, Bigon, Scala e Maldini) si fa indubbiamente sentire, nell'abitudine a costruire la squadra dalle fondamenta, ciòè dal reparto difensivo, come logica comanda. Ma Trapattoni è sempre stato pronto ad aggiornarsi e ha saputo, come forse nessuno, allenare i campioni, piegarli – vedi Platini – alle esigenze di un calcio pratico e collettivo, senza spersonalizzarli. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Dicevano Mazzone è il Trapattoni dei poveri. Rispondevo: amici miei, Trapattoni è il Mazzone dei ricchi. ([[Carlo Mazzone]])
*È sempre il più grande. Passano gli anni, scorrono inevitabili le stagioni del calcio, ma Giovanni Trapattoni è ancora lì come esempio per tutti. Se molti sedicenti profeti della panchina avessero guardato a lui come modello, invece di farne un nemico simbolo del passato, avrebbero capito dove sta l'unico segreto del calcio: nell'anima di chi lo insegna. Quell'anima che Giovanni Trapattoni ha forse venduto al demonio, moderno dottor Faust con gli occhi azzurri e lucenti. ([[Matteo Marani]])
*È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi. ([[Arrigo Sacchi]])
*Grandissimo allenatore e grandissimo uomo. Aveva una passione incredibile che sapeva trasmettere a tutti, in particolare ai giovani. Finiti gli allenamenti spesso rimaneva lì per spiegarti alcuni movimenti, per migliorarti tecnicamente, negli stop, nei tiri. Un personaggio veramente carismatico. ([[Massimo Carrera]])
*Ho sempre ringraziato Trapattoni per avermi dato fiducia, non so quanti avrebbero subito buttato in campo un ragazzino come titolare nella Juventus. Dopo quella partita {{NDR|un'amichevole contro il Bayern Monaco nel 1991}} ci siamo incontrati in ascensore e in dialetto mi ha detto: "o tu sei matto o sei un giocatore". Era il mio papà del calcio. Lui mi seguiva al di fuori del campo, mi consigliò di smetterla con le troppe interviste e di pensare solo a giocare. ([[Moreno Torricelli]])
*La cosa che l'ha contraddistinto dagli altri è che riusciva a rallegrare il gruppo. Un allenatore ironico, faceva spesso delle battute per tenere alto il morale della squadra. Al di là delle idee tattiche, ha vinto tanto soprattutto per questo aspetto. ([[Cristiano Zanetti]])
*Trapattoni, anche se non ha mai giocato nella Juventus, ha sempre avuto lo stile-Juventus. E l'avevamo scelto anche per questo. ([[Giampiero Boniperti]])
*Trapattoni è un grande tecnico perché parla il linguaggio dei calciatori. ([[Lothar Matthäus]])
*Trapattoni è uno che cura la squadra nei minimi particolari dal lunedì alla domenica. È uno che ti sta addosso e non ti dà respiro, che ti tiene sempre sulla corda. È scrupuloso come pochi, studia gli avversari con acutezza e da buon tattico prepara le contromosse che hanno quasi sempre successo. ([[Enzo Bearzot]])
*Trapattoni? Invece delle lavatrici io gli avrei fatto pubblicizzare le superpile, quelle che durano una vita. ([[Alberto Bigon]])
*Trapattoni non si discute: è il migliore allenatore d'Europa e, forse forse, anche d'Italia. ([[Mauro Bellugi]])
*Un grande gestore del gruppo e una grande competenza calcistica. Era paziente, sapeva parlare ma anche ascoltare. Aveva umiltà, sapeva organizzare e programmare tutto, non lasciava nulla al caso. ([[Sergio Brio]])
===[[Domenico Morace]]===
*Agli insulti ci è abituato. Da anni è nel mirino di certa critica, diciamo così, modernista. Trap è, storicamente, l'emblema di un modello superato, quello, per intenderci, del vecchio ma glorioso calcio all'italiana, esaltazione di una scuola che, tutto sommato, ci ha dato onori e successi. In Italia, purtroppo, si recita secondo copioni prefissati che fanno parte di un modo miope, o idiota, di interpretare le mode del momento. La Juve del Trap, quella d'oro, non era avara di bel gioco, anche se Platini gridava insulti, prima, durante e dopo la partita, contro Trap, reo di spegnergli estri e fantasia. E l'Inter trapattoniana [...] segnava gol a gogò, eppure Matthäus accusava Trap di tenerlo legato in retrovia. I giocatori hanno di queste cattive abitudini; non sempre sono sinceri. Quelle di Platini e Matthäus erano bugie interessate ma vallo a spiegare, e a farlo capire, alla gente e soprattutto a certi critici.
*Giovanni Trapattoni non è soltanto una brava persona e un serio professionista; è anche un grande allenatore. Piaccia o no, è quello che in Italia ha vinto di più. [...] Si discute da sempre se siano gli allenatori a far grandi le squadre o se, viceversa, siano i giocatori a decretare il successo degli allenatori. Questione controversa e ancora irrisolta. Nel caso di Giovanni Trapattoni, meriti e fortune (parco giocatori) si sono bilanciati.
*Tanti imbonitori razzolano per i campi verdi e molti ciarlatani occupano panchine. Se un professionista serio e competente come Trap dovrà accomodarsi in tribuna, sarà una vergogna. Anzi, uno scandalo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000. ISBN 8880898620
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Trapattoni, Giovanni}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Calcio (sport)
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Danyele
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[[File:Fodboldspillere. Sofus header..jpg|thumb|''Sofus Heading'' (H. Giersing, 1907)]]
Citazioni sul gioco del '''calcio''' e sul '''calciatore'''.
==Citazioni==
*A me io lo sport che preferiscolo e il calcio, perche si segnano molti gol, mentre nelo sci e nel cavallo non si segna neanche un gol. (''[[Io speriamo che me la cavo]]'')
*A me quello che fa incazzare nel calcio è che i giocatori non abbiano attaccamento alla maglia. ([[Massimo Bottura]])
*Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più. ([[Bill Shankly]])
*''Amo così tanto il calcio che | se non sei malato come me è meglio se non parliamo di calcio.'' ([[Rayden]])
*Ascolti una cosa, [[Sergio Brio|Brio]], io non farei mai a cambio con un calciatore e sai perché? Perché poi a trentacinque anni voi avete finito, avete fatto tutto... e poi ecco la depressione, ecco la voglia di farla finita da un giorno all'altro. Io invece no, io lavorerò fino a ottant'anni. Voi invece niente, buio, nulla... Altro che "Brio", buio! ([[Stanis La Rochelle]], ''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'')
*C'è un modo di giocare a calcio che parte dall'anima, parte da dentro. Il calcio è passione. Se tu osservi i giocatori riesci a capire tanto del loro carattere. I 90 minuti della partita sono lo specchio della vita. Ci sono tante fasi, tante emozioni e c'è un'interpretazione, diversa per ognuno. ([[Martina Rosucci]])
*C'era un tempo, ormai lontano, in cui la «Gazzetta» di luglio e agosto considerava il calcio solo per cortesia, nelle pagine centrali, contrassegnate da un emblema in alto con un pallone sotto l'ombrellone e la scritta «Calcio d'estate». Il resto del giornale era atletica, nuoto, ciclismo, pugilato. E calciomercato, certo, ma solo per casi clamorosi. Oggi, invece, il calcio monopolizza: a partire dalle prime pagine su ipotesi non confermate di possibili trasferimenti di mercenari strapagati da un club a un altro. ([[Marco Malvaldi]])
*Calcio... inferno di sangue. ([[Alex Ferguson]])
*Cerco di non utilizzare la parola calcio ma di utilizzare la parola pallone perché questa parola contiene, per me, l'origine primordiale dell'amore per questo sport. Perché io, da bambino non giocavo a calcio, come fanno i bambini di otto anni oggi, ma a pallone. La fonte del divertimento, nel senso profondo, è nella relazione fra un essere umano e un pallone. Il calcio è un'altra cosa, meno affascinante. ([[Umberto Contarello]])
*Chi è il malato di calcio? È un individuo, non necessariamente un ultrà, che se proprio un giorno dovrà morire, spera che almeno sia a giugno, tra la fine dei campionati e l'inizio del calciomercato ufficiale... Il malato di calcio generalmente non ama le pay tv, i superingaggi, le maglie che cambiano ogni anno, il merchandising selvaggio delle società, i tribuni televisivi, i presidenti multi-proprietà, i dirigenti multi-incarico, i potenti e i figli dei potenti. Il malato di calcio è nostalgico degli arbitri vestiti di nero, del "va ora in onda la sintesi registrata di un tempo di una partita di serie A", dell'orario unico di inizio delle partite, dei numeri dall'uno all'undici. Poi c'è il malato di tifo, che rivendica l'esistenza di una partita nella partita, giocata dalle due curve. Uno che alla televisione, più che al gioco, guarda ai lati del teleschermo, per intravedere "quanti erano loro" e "quanti eravamo noi". Uno insomma che se gli parli di "hobby" ti potrebbe spellare. La frase più odiata? "In fondo è solo un gioco". E non vorremo mica tralasciare quelli che credono nella scaramanzia? Gente che ha rischiato di contrarre malattie veneree pur di indossare lo stesso paio di mutande per 34 domeniche, che si è costretta a restare in posture inquietanti, a compiere come automi dei rituali assurdi, a sedersi per l'eternità nello stesso posto: "Non ci credo ma non si sa mai...". Tutto questo in nome del calcio. ([[Cristiano Militello]])
*Ci sono dei giocatori che sono predestinati sin da quando nascono [...]. Altri invece possono diventare calciatori con determinate azioni. Io guardo sempre a me stesso, ma comunque, senza elogiarmi, mi sono creato una carriera con volontà, impegno e intelligenza di capire tante cose. E molte volte il calciatore se riesce a fare questo, anche se non gli vengono riconosciute le giuste qualità, riesce a fare un'ottima carriera, perché fino alla serie B non ci sono fenomeni. Secondo me anche in serie D ci sono calciatori che possono arrivare in serie B. La serie A è qualcosa di diverso. Ci sono valori assoluti e molto radicati. ([[Massimo Borgobello]])
*Ci vuole del tempo per rendersi conto che essere calciatore non è solo andare in campo e fare un passaggio. ([[Thomas Henry]])
*Considero il calcio lo specchio della vita. Se non hai la capacità di ribaltare un risultato sfavorevole, di reagire nei momenti di difficoltà, di soffrire per raggiungere un traguardo, anche nel quotidiano sarai un debole, una persona che non ha la capacità di affrontare gli ostacoli, ma preferisce evitarli. Il calcio mi sta insegnando proprio questo, e potermi confrontare con persone dello stesso sesso, con le medesime paure, gli stessi problemi, la stessa sensibilità, mi dà la possibilità di maturare e condividere con le ragazze emozioni, dolore, vittorie e sconfitte, cosa che nel maschile non era completamente possibile. ([[Marta Carissimi]])
*Cosa sarebbe il calcio senza di me? ([[Helenio Herrera]])
*Credo che la vita e il calcio stesso regalino tante emozioni, penso non abbia senso nasconderle. Una persona deve vivere le emozioni perché ogni giorno si pongono e si propongono. Il calcio è un'emozione continua: ci si allena per il gol, per la vittoria, per regalare un'emozione a chi viene a vederci. Anche noi stessi calciatori siamo artefici di un'emozione che produciamo in noi stessi quando riusciamo a raggiungere un risultato. ([[Michele Paramatti]])
*Dategli 22 palloni, così la smettono di litigare. ([[Cesare Zavattini]])
*Devo<br>''Devo fare una cura di calcio | imparare cioè | cos'è | e cercare di capire i segreti | del Campionato | o sarò radiato | dalla vita incivile.'' ([[Marcello Marchesi]])
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al calcio, questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone. ([[Alfredo Panzini]])
*Dobbiamo imparare a mantenere il possesso di palla. È la migliore difesa. ([[Martin Amis]])
*{{NDR|«Giocare al calcio è ancora un divertimento o solo un lavoro?»}} Durante la settimana è un lavoro. All'allenamento, che ti piaccia o no, devi impegnarti, devi stringere i denti, devi dare il massimo per prepararti. Quando gioco, invece, è tutto più facile; sì, mi diverto. ([[Enzo Francescoli]])
*''E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai | di giocatori tristi che non hanno vinto mai | ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro | e adesso ridono dentro al bar. | E sono innamorati da dieci anni | con una donna che non hanno amato mai. | Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.'' ([[Francesco De Gregori]])
*È fatto di unità lavorative scadenti, dove ognuno pensa di fregare l'altro, dove non si parla di responsabilità sociale. E dove i campioni non capiscono che fare delle cose eccezionali nello sport non ti dà diritti speciali o privilegi nella vita. ([[Pietro Mennea]])
*E quando il buon calcio si manifesta, rendo grazie per il miracolo e non mi importa un fico secco di quale sia il club o il paese che me lo offre. ([[Eduardo Galeano]])
*È una religione organizzata e la FIFA è la sua Chiesa. Pensateci: il [[Joseph Blatter|suo leader]] è infallibile, convince nazioni sudamericane a spendere soldi che non hanno per costruire opulenti cattedrali {{NDR|la costruzione degli stadi per la Coppa del Mondo in Brasile}} e potrà risultare responsabile della morte di un incredibile numero di persone in Medio Oriente. {{NDR|gli operai che costruiscono le infrastrutture in Qatar per la Coppa del Mondo del 2018}} [...] Ma per milioni di persone in tutto il mondo, come per me, è guardiano dell'unica cosa che dà un senso alle proprie vite. ([[John Oliver]])
*– E va bene, ti porto con me. Potresti imparare qualcosa.<br />– Sul ''soccer''?<br />– No, Matt! Voi yankee lo chiamate ''soccer'' e mi fa vomitare! Devi smetterla di chiamarlo ''soccer''! (''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'')
*Entravo nel calcio in maniera molto timorosa, perché è un ambiente difficile, in cui non è facile essere accettati. E dove ho trovato un'ansia pazzesca di restare tagliati fuori, chi non lavora per qualche settimana, ha l'impressione di essere finito. Che non avrà un'altra possibilità... ([[Gian Paolo Montali]])
*Esiste una distanza troppo grande fra il calcio giocato e il calcio seguito attraverso i [[Mass media|mezzi di comunicazione]]. È un po' come la pallina bianca della [[roulette]]. Certo, è determinante il punto in cui si ferma la pallina, però attorno c'è tutto un mondo di persone con interessi, scommesse, aspettative. È come se il calcio fosse una narrazione riveduta e corretta. ([[Ascanio Celestini]])
*– Ehi, ma sono zero a zero tipo da quanta minuti! È una palla!<br />– È solo lo sport più popolare del mondo, ma come non detto, scorbutica!<br />– Non è uno sport, è corsa! ([[Orange Is the New Black (quarta stagione)|''Orange Is the New Black'']])
*Fino a quando il calcio sarà un gioco, come facciamo a diventare grandi? ([[Marco Simone]])
*Forse anche il {{sic|giuoco}} del calcio è un istinto antico come quello della fame. (''[[Mondo cane (film)|Mondo cane]]'')
*{{NDR|Nel 2020, «quanto dal calcio [...] noi possiamo capire il senso di un Paese?»}} Forse è una domanda — come dire — troppo ambiziosa, nel senso che no so se dal calcio si possa veramente capire il senso di un Paese; certamente quello che si capisce da un'indagine storica su un pezzo di storia del calcio è che il calcio era una parte importante ed è diventata sempre più una parte importantissima e pervasiva della storia della società di un Paese, di una società contemporanea e, naturalmente, prendere in considerazione una società, una squadra, una vicenda che è centrale nella storia del calcio, in qualche modo ci aiuta a vedere la storia del Paese. ([[Aldo Agosti]])
*Fra calcio e ciclismo esiste una differenza sostanziale: nel calcio esiste il pareggio, nel ciclismo no, si perde, anche in fotografia per un niente. ([[Alfredo Martini]])
*Ho amato il calcio fin da quando posso ricordare e capisco la sua evoluzione e i suoi moderni bisogni. ([[José Mourinho]])
*Ho raccontato come funziona un mondo, il mondo del calcio, che non è come la gente se lo immagina. Nel calcio le cose vanno avanti così da una vita e tutti, ripeto, tutti hanno troppo da perdere per cambiare davvero le cose. ([[Filippo Carobbio]])
*I calciatori danno uno spettacolo più positivo rispetto ai politici. ([[Alberto Gilardino]])
*I calciatori non sono mica degli impiegati... Oggi troppi pensano che il calcio sia uno spettacolo e basta, come il cinema. Non è così: al cinema è tutto bello e tutto falso. In campo ognuno recita sé stesso, non la parte di un altro. Anche il gioco non è così semplice. Il buon gioco paga, ma a volte paga anche il cattivo gioco. ([[Marco Tardelli]])
*Il [[baseball]] non vale niente! È il calcio lo sport più veloce del mondo! Nel baseball si corre solo da una base all'altra, nel calcio invece bisogna sempre correre, correre, correre, correre! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*Il bello del calcio è che non cambia mai niente, o quasi. E che la gente sa che quando una squadra come la Juve o il Milan incontra una di bassa classifica può anche perdere. Fino a che sarà così restera lo sport piu popolare, e muoverà tanta passione. E tanti soldi, ovviamente. ([[Angelo Peruzzi]])
*Il calciatore sta sul campo di gioco completamente esposto. È allo scoperto. Se è un fesso, si vede subito, se è un mascalzone, anche. ([[Marguerite Duras]])
*Il calcio ai miei tempi era diverso. {{NDR|«In che senso?»}} Oggi i genitori spingono i ragazzi a fare calcio abbagliati dai tanti soldi che girano mentre noi facevamo una vita di sacrifici e non pensavamo ai soldi. L'importante era esserci, poter giocare. ([[Cesare Cattaneo (calciatore)|Cesare Cattaneo]])
*Il calcio appassiona sempre, anche se magari vivi dei momenti di conflitto, dei momenti dove il sistema non ti piace, dove magari pensi che si è perso un po' l'amore per questo sport, poi d'incanto quando iniziano le partite ritorni bambino e quindi dimentichi tutto per quei novanta minuti, sono i novanta minuti dove tu te la godi, perché è uno sport meraviglioso [...]. Non van bene tante cose, però quando inizia la partita e quando l'arbitro fischia, dimentichi tutto, d'incanto dimentichi tutto. ([[Cesare Prandelli]])
*Il calcio, come i tortellini in brodo, ha una sola versione, il gioco. Tutto il resto è fuffa. ([[Italo Cucci]])
*Il calcio consiste fondamentalmente in due cose. La prima: quando hai la palla, devi essere capace di passarla correttamente. La seconda: quando te la passano, devi saperla controllare. Se non la puoi controllare, tantomeno la puoi passare. ([[Johan Cruijff]])
*Il calcio, dopo tutto, è un microcosmo della società. ([[Will Hutton]])
*Il calcio dovrebbe porsi qualche domanda su quello che è diventato e forse dovrebbero porsela anche i [[Tifo sportivo|tifosi]] [...]. Le squadre sono delle SPA concentrate sul profitto, con scambi, passaggi spesso gonfiati, operazioni finanziarie, tanto che viene da chiedersi se i risultati poi siano limpidi o condizionati da tutto ciò. I diritti televisivi e il monopolio del calcio fanno il resto. La nazionale di [[volley]] ha vinto il titolo europeo e sui giornali c'era un trafiletto; per la squadra di calcio, che ha vinto il titolo equivalente, ci sono state pagine e pagine. Se non fosse un'offesa ad ingiustizie ben più serie, mi verrebbe da parlare di ingiustizia. Insomma, l'ipocrisia è tanta... In questo momento il calcio per me non è uno sport, è un [[business]]. ([[Antonella Bellutti]])
*Il calcio è [[Attaccante|attacco]] e [[Difensore|difesa]], e difendere non è una mala parola. Molti dicono di giocare all'attacco solo per farsi un'immagine, ma difendersi è un'arte, se lo si fa senza cattiveria. ([[Óscar Tabárez]])
*Il calcio è bellissimo quando vinci. ([[Roberto Vieri]])
*Il calcio è cambiato in modo sconvolgente. A partire dagli anni Novanta esso è stato attraversato da una netta svolta modernizzatrice che ha trasformato uno [[sport]] dalla radice fortemente [[gioco|ludica]] in un fenomeno dall'elevato profilo [[industria]]le. La mutazione genetica da ''rito collettivo animatore di passione popolare a complesso d'attività altamente razionalizzate e finalizzate alla produzione di utilità'' è collettivamente percepita, oltreché generalmente vissuta, come un arretramento qualitativo e sentimentale rispetto alla versione originaria del gioco. ([[Pippo Russo]])
*{{NDR|Nel 2014}} Il calcio è cambiato, ormai è un'[[Impresa|azienda]] e chi investe il proprio denaro non vuole perderci niente. Prima era tutto diverso, era un investimento a perdere da parte di ricchi signori, che per gratitudine o altre ragioni loro, decidevano di investire i propri fondi in favore della città che gli aveva permesso di elevarsi a ceti sociali di un certo livello. Allora compravano la squadra di calcio del posto e ciò bastava a rendere felici i cittadini, perché il calcio crea [[Emozione|emozioni]], spirito di appartenenza, unione. I presidenti erano personaggi di questo genere: guadagnavano tanti soldi grazie alle attività che svolgevano e decidevano di non conservare tutti i proventi. Mettevano già in cantiere l'ipotesi di perdere una percentuale dei propri guadagni personali mediante il calcio. Adesso una cosa simile sarebbe impensabile. ([[Mauro Milanese]])
*Il calcio è come il cibo: se ti abitui all'aragosta, poi il risotto coi funghi non lo vuoi più. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Il calcio è come il sesso. Se lo fai di continuo, alla lunga ti annoia. ([[Gianluca Vialli]])
*Il calcio è come la vita, uno stato d'animo. Se sei [[Felicità|felice]] e ti realizzi, è difficile che ti vada male. ([[Diego Godín]])
*Il calcio è come le donne, un po' irrazionale. ([[Silvio Berlusconi]])
*Il calcio è come una briscola al bar con il tuo migliore amico. Quando giochi, fai di tutto per fregarlo. Quando posi le carte, bevi con lui un bicchiere. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Il calcio è come una droga, ti entra nel sangue. ([[Claudio Ranieri]])
*Il calcio è divertimento, è un gioco. Se non ci si diverte e si gioca liberi meglio lasciar perdere. E dovrebbero ricordarselo anche i professionisti questo insegnamento. Chi pensa solo alla carriera non arriverà mai. ([[Paolo Pulici]])
*Il calcio è fatto di cervello, non solo di tecnica o qualità. ([[Roberto Mancini]])
*Il calcio è felicità, gioia di vivere. Il calcio è riso con i fagioli. ([[Toninho Cerezo]])
*Il calcio è il regno della superficialità e dei luoghi comuni e un'etichetta non si nega a nessuno. ([[José Mourinho]])
*Il calcio è la cartina di tornasole della società, enfatizza i suoi malesseri, compresi i pregiudizi di vario tipo. ([[Sara Gama]])
*Il calcio è la cosa più bella di questo mondo. Quando corro dietro la palla, mi sento vivo, mi sento felice. ([[Roberto Vieri]])
*Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti. ([[Arrigo Sacchi]])
*''Il calcio è la sola religione del mondo che ho intorno.'' ([[Brunori Sas]])
*Il calcio è lo specchio di come un Paese si auto-rappresenta, è un lato culturale e identitario fondamentale. ([[Allyson Swaby]])
*Il calcio è risultato. Purtroppo non conta chi gioca meglio o peggio ma quello che alla fine della stagione avrai ottenuto. ([[Pavel Nedvěd]])
*Il calcio è sacrificio. Il calcio è legame con i compagni di squadra. Non al bar, bisogna essere generosi in campo. ([[Paolo Di Canio]])
*Il calcio è sempre lo stesso. Ai ragazzi, quando mi capita di parlarne, dico che quel che conta sono le righe bianche che delimitano il prato, con le porte e le bandierine. Gli altri discorsi li porta via il vento. ([[Francesco Morini]])
*Il calcio [...] è stata sempre la cosa che mi ha fatto stare meglio. In campo passa tutto. Il calcio ti fa sfogare, ti fa stare in compagnia e ti fa divertire o arrabbiare. È emozione. ([[Alia Guagni]])
*Il calcio è storicamente refrattario all'«esattezza» delle statistiche e, se vogliamo, buona parte del suo fascino nasce proprio da questo. ([[Marino Bartoletti]])
*Il calcio è un castello le cui fondamenta sono le bugie. Io dico pane al pane e brocco al brocco e passo per un tipo bizzarro. Tutti gli altri, dal mago Helenio al mago di Turi passando per l'asceta Heriberto, sono tipi regolari. ([[Manlio Scopigno]])
*Il calcio è un fattore di coesione, diversità, ricchezza nelle nostre [[società]]. È uno [[sport]] che si gioca nei villaggi, nelle [[scuola|scuole]], nei cortili, negli [[stadio|stadi]]. Non necessariamente ha a che vedere con le associazioni calcistiche, con le élite, con il [[denaro]], con o ricchi proprietari. Ha a che vedere con noi, con la nostra identità ([[Margaritīs Schoinas]])
*Il calcio è un gioco anche di contatto: non è il ping pong o la danza. ([[Rudi Garcia]])
*Il calcio è un gioco bellissimo che i mediocri vogliono imbruttire nel nome del pragmatismo, ed è un gioco primitivo che i rivoluzionari vogliono violare attraverso metodi ad ogni costo scientifici. ([[Jorge Valdano]])
*Il calcio è un gioco davvero meraviglioso, Austin, e deve essere giocato meravigliosamente. (''[[Il maledetto United]]'')
*Il calcio è un gioco, e il 50% è legato a fattori imponderabili. ([[Claudio Lotito]])
*Il calcio è un gioco ma anche un fenomeno sociale. Quando miliardi di persone si preoccupano di un gioco, esso cessa di essere solo un gioco. ([[Simon Kuper]])
*Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la [[Nazionale di calcio della Germania|Germania]] vince. ([[Gary Lineker]])
*''Il calcio è un grande rito che devi rispetàr; | l'Europa ne impazzisce, | e negli Stati Uniti lo vorrebbe popolar.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Il calcio è un rituale in cui i diseredati bruciano l'energia combattiva e la voglia di rivolta. ([[Umberto Eco]])
*Il calcio è un valore dominante per moltissime persone nel mondo e impatta le vite di più gente di quanta immaginiamo. ([[Gianni Infantino]])
*Il calcio è una cosa piacevolmente seria; in cui la parola pronostico non fa mai rima con banalità. ([[Marino Bartoletti]])
*Il calcio è uno spettacolo e vive anche di questo, cioè della capacità degli attori di interessare le folle. ([[Domenico Morace]])
*Il calcio è uno sport giocato da undici fuoriclasse e la tua squadra. ([[Arthur Bloch]])
*Il calcio è uno sport sporco, fatto di caso e astuzia, governato da divinità capricciose e ingiuste. Tentare di trasformarlo in un'equazione esatta è un'idea sbagliata, cercare di limitare l'influenza dell'imponderabile è tempo perso. ([[Michele Dalai]])
*Il calcio è uno sport strano: molte volte non basta la tenacia, ci vuole anche tanto cuore e altrettanta voglia di vincere. ([[Giuseppe Bergomi]])
*Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose. Dopo un po' ti si mescola tutto nella testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perché l'Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l'Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo... Okay, va bene tutto! Ma... non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro. Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai due a uno in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient'altro nella testa... E poi il fischio dell'arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c'è sempre un'altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, che male c'è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi. (''[[Febbre a 90°]]'')
*Il calcio ha smesso da tempo di essere uno [[sport]]. Il calcio è "the global game" nel quale ci sono ogni tipo di finanzieri, ma anche tagliagole. Io ero anche andato in [[Colombia]] a fare servizi su Medellin e [[Pablo Escobar]]. C'era Arkan qui in Europa. Hai avuto davvero i peggiori elementi del pianeta che hanno posseduto squadre di calcio. Non ce la fai più a riportare il calcio dentro un alveo sportivo. ([[Paolo Condò]])
*Il calcio giocato è sicuramente la miglior medicina per il calcio stesso. ([[Gianluigi Buffon]])
*Il calcio in generale mi emoziona tutto: le dinamiche di gruppo, di spogliatoio, l'obiettivo, unirsi per raggiungerlo, risolvere le difficoltà, la comunicazione. La partita, gli allenamenti li considero una piccola vita. Il calcio è uno sport di relazioni e per me sono importanti. Per questo sono così invasata, perché vedo nel calcio una vita in miniatura. ([[Martina Rosucci]])
*Il calcio moderno mi disgusta. Non ho mai smesso di ascoltare la radio, e non vado quasi più allo stadio. Secondo me non è buon segno, cioè io sono come le api, se smetto di frequentare un giardino fiorito è perché qualcuno ha avvelenato la fontana dei bambini. ([[Sandro Bonvissuto]])
*Il calcio non è chimica, non ha regole universali. ([[Claudio Ranieri]])
*Il calcio non è come il [[ciclismo]]. Nel calcio non esiste mai la discesa, c'è solo la salita. ([[Maurizio Ganz]])
*Il calcio non è come il [[tennis]], dove si gioca da soli: qui si vince in undici, anzi in ventidue. ([[Amedeo Carboni]])
*Il calcio non è la guerra o una partita a scacchi. È uno sport dove la componente tecnica resta il requisito fondamentale. ([[Gianfranco Zola]])
*Il calcio non è solo un fatto politico o economico, ha una valenza culturale, nel senso vero e non demagogico del termine. È sport, ed essendo sport vanno difese la tradizione e la fisionomia del calcio. ([[Giovanni Branchini]])
*Il calcio non è un telefono erotico.<ref>Striscione dei tifosi dello Schalke 04 in riferimento ai prezzi dei biglietti dei loro avversari di Europa League, l'Athletic Bilbao.</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]])
*Il calcio oggi insegna a farsi furbi, ad essere esigenti, duri. ([[Gianluca Vialli]])
*Il calcio per me è passione pura, è dedizione, sacrificio, gioia e rabbia nello stesso tempo. Lo ami così tanto da dedicare tutto il tuo tempo per questo sport, ma se non ottieni quello per cui hai lavorato duramente lo odi, pensi di aver sprecato tempo e vorresti abbandonarlo. Un'ora dopo questo pensiero ti ritrovi sul campo, più determinata e vogliosa di prima per raggiungere l'obiettivo. ([[Marta Carissimi]])
*Il calcio per me è stato un grande maestro di vita, mi ha tirato su. [...] Mi ha insegnato il rispetto, l'impegno con se stessi. Mi ha fatto capire che il futuro dipendeva da me e non da altri. Io non ho mai avuto una mentalità che mi spingesse a dare la colpa all'allenatore o alla società se qualcosa non funzionava. Ho sempre pensato che dovessi essere io a costruire il mio futuro. ([[Sergio Floccari]])
*Il calcio per me è una palestra di vita. Mi ha insegnato tanti valori che rivivo nella vita di tutti i giorni: il saper fare squadra e la capacità di imparare a condividere, sia i momenti belli che quelli difficili, per esempio. ([[Cecilia Salvai]])
*Il calcio professionale è solo denaro e corruzione. Il calcio è capitalismo e il capitalismo è morte. Non voglio più far parte di un sistema che si basa su ciò che guadagna la gente grazie alla morte di altri in Sudamerica, Africa o Asia. A cosa mi serve guadagnare tanto se quello che ottengo è frutto della sofferenza di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo esiste solo grazie alle disgrazie del resto. ([[Javi Poves]])
*Il calcio professionistico è divenuto così importante da essere un elemento basilare nella vita sociale. A noi, secondo me, spetta il compito di sdrammatizzare certi momenti, il cui significato viene sovente stravolto. Il calcio non è una bomba, ma unicamente uno sport. Non debbono esistere battaglie tra città quando due squadre scendono in campo per affrontarsi attorno ad un pallone. ([[Ramón Mendoza]])
*Il calcio rende povero anche chi è ricco. ([[Flavio Briatore]])
*Il calcio si evolve, però alla base rimangono due qualità fondamentali: i "piedi buoni" e il cervello. Anche il più bravo allenatore di questa terra senza giocatori con queste caratteristiche può chiudere bottega. ([[Silvio Piola]])
*Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano ([[Johan Cruyff]])
*Il calcio si gioca con le palle a terra. ([[Salvatore Schillaci]])
*Il calcio sicuramente non è solo un gioco. Oggi è un'industria che ha la potenzialità di influenzare sia in positivo che in negativo. Da questo punto di vista spetta a chi gestisce il calcio, siano essi le istituzioni calcistiche, i club o i giocatori, assumersi le proprie responsabilità e saper indirizzare la valenza e la portata che ha il calcio nella direzione giusta. ([[Andrea Agnelli]])
*Il calcio somiglia alla musica: la musica può forse essere spiegata con la musica? No, così il calcio: non ha nemmen bisogno della Lingua per farsi intendere. Il calcio buca ogni linguaggio. ([[Carmelo Bene]])
*Il calcio ti fa gioire un attimo per un nulla gioiosamente confezionato, ti fa rimpiangere per anni le occasioni perdute per non aver tenuto la testa lì, sempre lì, appassionatamente. ([[Italo Cucci]])
*Il calcio ti prende perché tutti in classe da bambino ne parlano. Quando vai all'oratorio, per strada, si gioca a calcio. È qualcosa di così bello che non può non piacerti. Se non ti piace hai un problema. ([[Francesco Mandelli]])
*Il calcio va preso per via intramuscolo, orale o scritta, a piccole dosi, direi quasi minuto per minuto, altrimenti può provocare dei disturbi a volte anche molto gravi. ([[Cochi e Renato]])
*Il calcio visto dagli spalti non è uno spettacolo drammatico. L'aspetto drammatico è televisivo, uno spettacolo di primi piani sui volti dei protagonisti. È la differenza tra teatro e cinema. A teatro si è più vicini al corpo dell'attore, come allo stadio. Al cinema al volto, come in televisione. ([[Umberto Contarello]])
*Il coraggio è un concetto molto potente nel calcio, dipende molto però anche da come ti senti il giorno del match, c'è sempre un momento in cui è difficile trovare coraggio, in cui tutto sembra impossibile. [...] Nella vita succedono così tante cose che è molto importante saper reagire, quindi in questo senso è come essere sul campo, dove siamo abituate a rispondere sempre a quello che ti succede di fronte. E soprattutto è fondamentale continuare a insistere anche se la partita non sta andando proprio come vorresti o come ti saresti immaginata. ([[Allyson Swaby]])
*Il mondo del calcio è simile a quello dello spettacolo: il presidente della squadra è il produttore, l'allenatore è il regista, il direttore sportivo equivale al direttore di produzione, i calciatori sono ovviamente gli attori e la partita è il film. ([[Mario Cecchi Gori]])
*Il nostro sport ha bisogno di attaccanti letali, marcatori, eroi. Ma il calcio è molto più del momento del trionfo. Il calcio è lavoro di squadra, unità, difesa, assist e sacrificio. ([[Philipp Lahm]])
*Il pubblico occidentale non sa che il calcio è stato inventato in [[Cina]]. Già nel 200 dopo [[Cristo]] veniva usato per allenare i soldati alla velocità, alla prontezza. Questo sport è dilagato molto più tardi in [[Europa]], nelle vostre società oggi calciocentriche. Mi sembrava giusto ricordarvi da dove arriva. ([[John Woo]])
*Il [[rugby]] è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Il calcio è uno sport per gentiluomini giocato da bestie. Il [[football americano|football]] è uno sport bestiale giocato da bestie. ([[Henry Blaha]])
*Il vero calcio rientra nell'epica: la sonorità dell'esametro classico si ritrova intatta nel novenario italiano, i cui accenti si prestano ad esaltare la corsa, i salti, i tiri, i voli della palla secondo geometria e labile o costante... Trattandosi di un tentativo nuovissimo, non dovrei neanche temere di passare per presuntuoso. ([[Gianni Brera]])
*In galera ho conosciuto uomini degni di questo nome, mentre nel calcio il più pulito ha la rogna. ([[Michele Padovano]])
*In [[Italia]] il bambino ha soltanto il calcio, non sognerà mai qualcosa di diverso da uno stadio pieno e un pallone tra i piedi. Chiamiamo le cose con il loro nome: questa è dittatura. ([[Fabio Cannavaro]])
*In Italia il calcio è passione, per molti è la vita e ci sono sempre grandi aspettative. ([[Bojan Krkić]])
*In tutto il mondo, ci dicono, in ogni momento ci sono un tot di persone che nascono, muoiono, concepiscono un figlio, oppure si trovano una pistola puntata addosso. A me piace pensare che in ogni istante da qualche parte nel mondo un giocatore dilettante qualsiasi stia segnando un gol straordinario. È successo a chiunque abbia giocato a calcio. In qualche occasione, forse anche una volta sola, abbiamo spedito la palla in gol da 25 metri, lasciando di sale il portiere, oppure abbiamo incornato il pallone (a occhi chiusi ovviamente) spedendolo nel sette come una fucilata. Non tutti gli sport offrono questa emozione. Quante volte può capitare, andando alla piscina comunale, che qualcuno batta il record del mondo? Eppure, per la legge delle probabilità, ogni domenica un pancione bolso che passa le giornate al pub segna un gol splendido quanto quelli dell'inarrivabile Pelé e del possente Bobby Charlton. Può accadere ovunque e se si sa aspettare abbastanza succederà praticamente dappertutto. È questo il bello del calcio: qualche momento sublime, molti episodi ridicoli, e tutto ciò che sta nel mezzo tra i due opposti. (''[[Il mio anno preferito]]'')
*''In [[televisione|Tv]] c'è più calcio | che in una cura per osteoporosi.'' ([[Caparezza]])
*{{NDR|Sulla sfida di un storico nel 2020 di scrivere di calcio}} [...] la sfida per uno storico era quella di tentare storicizzare, appunto, una passione e c'è di parlare in termini professionali applicando i nostri istrumenti, i nostri metodi di ricerca, anche la nostra deontologia professionale a un argomento che s'apassiona, che sia sempre profondamente apassionato. In fondo, non è tanto diverso che scrivere in termini i più possibili — storici, seri e rigorosi — di una passione; vorrei dire, anche se certamente è un po' diverso, politica, civile o religiosa, ecco. ([[Aldo Agosti]])
*In Tv si vede un altro sport, mica il calcio. La Tv è un preservativo: annulla e mistifica. ([[Renzo Ulivieri]])
*Io credo di essere una persona sincera e onesta, dunque nel mondo del pallone non posso trovarmi bene. Qui, per andare avanti, si deve recitare. [...] Gente falsa è arrivata al top e potrei farvi molti esempi. ([[Sergio Porrini]])
*Io dico sempre ai ragazzi che il calcio per noi è movimento, spostamento. Bisogna sempre correre. Ogni giocatore, in ogni circostanza, ha sempre una buona ragione per correre. Nel calcio non esiste una sola circostanza in cui un giocatore possa permettersi di stare fermo in campo. ([[Marcelo Bielsa]])
*Io non critico chi simula, perché il calcio è dei furbi. [...] In campo si va soltanto per vincere, non c'è nulla di male a usare l'inganno per riuscirci. ([[Paolo Montero]])
*Io non sono un tifoso del calcio nell'accezione solita del termine. È uno spettacolo che mi interessa, visto anche il gran rumore che riesce a crearsi intorno. ([[Adolfo Celi]])
*Io penso di essere stato fortunato, ho avuto soddisfazioni dai risultati, qualche delusione solo dai rapporti umani. Il calcio mi ha divertito, illuso, amareggiato, condizionato, maturato. Ormai lo vivo non come una professione ma come un modo di essere. ([[Emiliano Mondonico]])
*La [[cultura]] {{NDR|italiana}} con la C maiuscola, l'Accademia, non si è mai occupata di calcio, guardandolo anzi con un po' di pregiudizio. Secondo la mia opinione perché nel [[Seconda guerra mondiale|post guerra]] il calcio era stato interpretato da questi storici come compromesso col [[fascismo]], visto che era stato forse il più grande strumento di [[propaganda]] fascista, quindi la cultura e gli storici, soprattutto di [[Sinistra in Italia|sinistra]], lo vedevano con grande pregiudizio. All'estero la storia sociale sul calcio ha fatto e sta facendo molto, in Italia poco o nulla. ([[Matteo Marani]])
*La ragione per cui le donne non giocano a calcio è che undici di loro non indosserebbero mai lo stesso completo in pubblico. ([[Phyllis Diller]])
*La razza peggiore del calcio? Sono i calciatori. Pensano solo ai diritti e neanche conoscono i doveri. Pensano solo ai soldi che, puntualmente, a fine carriera finiscono perché non hanno la cultura di metterli da parte o di farli fruttare (tranne i top player che anche se volessero farli finire non ci riuscirebbero) e anche se perdono pensano "ma che me ne frega, tanto la mia responsabilità la devo dividere per 18". ([[Michele Criscitiello]])
*Lavorando nel calcio ho scoperto che i campioni, anche quelli strapagati, hanno lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per il gioco di tutti gli altri sportivi. ([[Gian Paolo Montali]])
*Mi riconosco nel calcio, in quello dove non devi farti condizionare. Il calcio è qualcosa di personale, è un'esperienza unica che va vissuta. Non è un sentito dire. ([[Emiliano Mondonico]])
*{{NDR|«Com'è cambiato il calcio rispetto agli anni '70 e '80?»}} Mio padre mi portava nei ritiri e negli spogliatoi. C'era un rapporto molto più sincero e umano con i giocatori e le società. Il business ha raffreddato tutto. Adesso di alcune società non potrai mai avere un'intervista se non pagando o chiedendo autorizzazione mesi prima a causa dell'esclusiva che hanno le Pay Tv. Questo meccanismo ha spersonalizzato il racconto sotto il profilo umano. ([[Marco Mazzocchi]])
*Nei settori giovanili i ragazzi ti seguono per definizione, in prima squadra è più complicato. I calciatori preferiscono avere compiti da eseguire piuttosto che problemi da risolvere. ([[Maurizio Viscidi]])
*Nel calcio c'è una legge contro gli [[allenatore|allenatori]]: giocatori vincono, allenatori perdono. ([[Vujadin Boškov]])
*Nel calcio chi vince si garantisce l'eternità. Sarà per questo che molti allenatori non subiscono il fascino a volte traditore della bellezza, ma guardano al sodo, al successo, in qualsiasi maniera lo si raggiunga. Una letteratura sciocca pone il bello avverso al concreto, come se le due facce di un'opera non fossero entrambe importanti. ([[Alessandro Bonan]])
*Nel calcio è ampiamente riconosciuto che, se entrambe le parti sono d'accordo per imbrogliare, barare è giusto. ([[C. B. Fry]])
*Nel calcio è bene nascondere i propri pregi. ([[Franco Scoglio]])
*Nel calcio è già stato inventato tutto: basta imparare da quelli che l'hanno fatto prima e metterlo in pratica nel miglior modo possibile. ([[Paolo Pulici]])
*Nel calcio gli slogan diventano ideologie, basta siano verosimili per essere creduti. ([[Mario Sconcerti]])
*Nel calcio non conta il passato, ma quello che si riesce a raccogliere nel presente. ([[Ilario Castagner]])
*Nel calcio non vince chi è forte... nel calcio è forte chi vince! (''[[Holly e Benji]]'')
*Noi calciatori siamo ragazzi normalissimi: non vedo cosa ci sia tanto di speciale fuori dal campo. Va bene, ci sono quei novanta minuti in cui sei al centro dell'attenzione, ma fuori basta, non c'è niente di straordinario. ([[Davide Frattesi]])
*Noi giocatori siamo soli, già battuti in partenza. Se parliamo solo di calcio siamo limitati. Se invece facciamo un'intervista nella quale andiamo oltre, ecco che ci accusano di essere degli esibizionisti e tutto il mondo viene a criticarci. L'unica nostra vera colpa è quella di non essere riusciti a combattere l'immagine che si è andata costruendo nella testa della gente dei calciatori come gente viziata e strapagata. ([[Luca Marchegiani]])
*{{NDR|Sulla definizione di calcio come un «gioco semplice»}} Non è un gioco semplice, ma non è neanche complicato come a volte lo si fa passare. Il calciatore è pratico, vuole che i concetti gli siano spiegati nel miglior modo possibile per poter fare il suo lavoro al meglio. ([[Mattia Bani]])
*Non ho mai perso un secondo di sonno per il calcio: ci sono cose più importanti. ([[Ottavio Bianchi]])
*Non mi manca il calcio. La gente non sa quanti sforzi deve fare un calciatore per essere sempre in forma e dare il massimo in campo, ogni giorno. ([[Marcel Desailly]])
*Non mi sta bene che siamo tutti qui ad aspettare un calciatore, cioè un inutile, d'accordo... un semplice intrattenitore. ([[Stanis La Rochelle]], ''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'')
*Per chi vive il calcio in maniera spensierata, tutto è ancora un gioco. Devi fare il calciatore per crescere, per metterti in discussione, per arrivare oltre i tuoi limiti. Ma non devono essere i soldi a governare i tuoi piedi. Nel calcio, certo, ci sono calciatori lontani, e altri sulla terra. ([[Alberto Gilardino]])
*Per diventare un calciatore professionista servono tante componenti. Prima di tutto, la [[qualità]], perché se non ne hai difficilmente puoi fare il calciatore. Arrivano in alto anche giocatori con meno qualità, però hanno testa e fisico fuori dal comune [...]. La testa, infatti, è il secondo elemento fondamentale, soprattutto se non sei un fenomeno con i piedi. La testa e il [[carattere]], perché non è semplice arrivare, ma ancora più difficile è rimanere a certi livelli. Non ultima, serve la [[fortuna]], ovvero trovare un allenatore che crede in te, avere le occasioni di mettersi in mostra al momento giusto e sfruttarle appieno. Se non riesci tu, dietro ce ne sono molti altri... ([[Sergio Pellissier]])
*Per i tifosi di pallone il calcio è più di uno sport, lo vivono in maniera più intensa, sembra più una religione. ([[Kobe Bryant]])
*Per me quello con il calcio è un innamoramento avuto fin da piccolo. Penso che derivi dal fatto che è uno sport di squadra, anche se negli ultimi anni a livello mediatico viene dato più peso all'individualità. Solo il rugby penso abbia le stesse caratteristiche di organizzazione del calcio, perché si gioca in un campo con delle dimensioni estremamente ampie e con tanti giocatori. Razionalizzare i movimenti dei giocatori è una grandissima passione, ma mi sono divertito anche a giocare. Il calcio è un gioco apparentemente semplice, soprattutto per i singoli, anche se coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo. ([[Maurizio Sarri]])
*Per tanto tempo, almeno fino ai 30 anni, esattamente sino al [[Strage dell'Heysel|29 maggio 1985]], sono riuscito a rigirare fra le mani il pallone, e, in generale, il mondo del calcio, come un giocattolo. Anzi: come "il Giocattolo", con la "G" maiuscola, una affascinante e spassosa appendice dell'infanzia. Dentro un recinto ideale, avevo collocato figurine, prati, porte, tacchetti, stadi, spogliatoi, penne, taccuini, rotative, microfoni, telefoni, transistor... le campane della domenica, le code ai botteghini, le attese sulle gradinate, i fischi di inizio contemporanei, e le voci senza volto di "Tutto il calcio". Guai a modificare l'equilibrio! Un romanzo popolare che suggeriva il quesito "ma come saranno riusciti, nei secoli scorsi, a fare a meno del calcio?". Era una domanda carica di romanticismo e di superficialità, perché più il calcio conquistava le folle, e più era destinato a calarsi nella società. ([[Carlo Nesti]])
*Perché la gente ama il calcio? Perché non ha nessuna verità, nessuna legge. ([[Michel Platini]])
*{{NDR|Nel 2021, «sono pochi gli ex calciatori ad essersi disinteressati di questo sport. Che cosa è successo?»}} Perché non esiste più quella bellezza di cui mi sono innamorato. C'è più freddezza, non c'è più entusiasmo. Oggi hanno creato dei divi. Una volta il calcio era un mestiere come un altro, un po' più riconosciuto economicamente ma non era un divismo come lo è attualmente. C'è troppa pubblicità, vivono troppo di quello. Alcuni hanno perso i veri valori. Spesso sento la nostalgia del calcio che ho conosciuto, ho conservato i vecchi ''Hurrà Juventus'' che ho riletto più volte nel corso della vita. Rivedere certe sfide disputate con Pele, Di Stefano, Kupa è un qualcosa che mi fa emozionare. [...] È tutto completamente differente, c'è una esaltazione generale per delle giocate molto semplici. Una volta dovevi lavorare sodo per essere titolare, oggi con i contratti di tre o quattro anni sei quasi obbligato a scendere in campo. Anche la longevità non era la stessa: ai miei tempi a trent'anni eri già arrivato, ora puoi giocare fino ai quarant'anni ed essere ancora in forma. Vogliamo anche parlare di come si viveva questo sport? Prima era una festa, ora non lo è più. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Perfino in Vaticano parlano solo di calcio. Stamattina ho sentito che pregavano perché non crolli l'Olimpico. ([[Osvaldo Soriano]])
*Più conosci il calcio, più ti rendi conto che è tutta una questione di soldi, che è marcio, e questo ti toglie l'entusiasmo. ([[Javi Poves]])
*''Proteggimi perché io sono uno di quelli | che se a calcio sbaglia il primo pallone | butta via tutta la stagione e non si riprende più.'' ([[Thegiornalisti]])
*Puoi prendere in giro tutti in questo Paese {{NDR|l'Italia}}, i politici, il Presidente della Repubblica, addirittura il Papa, ma non puoi prendere in giro il calcio. ([[Marco Mazzocchi]])
*Qualche volta, se giochi a calcio, la devi proprio buttare dentro. ([[Thierry Henry]])
*Quando abbiamo un pallone tra i piedi noi calciatori siamo felicissimi. Quello che succede dietro, nel retropalco, spesso non è proprio bellissimo. Chi diventa un calciatore quando arriva al mio livello? Il più delle volte un uomo molto solo. ([[Paulo Dybala]])
*Quando il simpatizzante del calcio muore va in Italia, dove trova i migliori giocatori del mondo, le partite sui canali pubblici e tanti giornali sportivi. E bel tempo. ([[Simon Kuper]])
*Quando parliamo di calcio, e di che cosa parliamo in realtà? Spesso ci si riduce a parlare di quella che è stata l'azione sul campo, il gol, il fuorigioco, dato o non dato. Ma il calcio non è questo. Il calcio fa parte dell'industria dell'intrattenimento, fa parte del settore dello sport, ed è la principale attività all'interno dello sport. Quando parliamo dell'industria dell'intrattenimento parliamo di un'industria di 750 miliardi che, è evidente, comprende il gaming, gli sport, la musica, musei, teatri, di quello che facciamo noi nel nostro tempo libero, l'intrattenimento. Quando parliamo dell'industria dello sport parliamo di un'industria di 140 miliardi. E quando parliamo del calcio parliamo di un'industria di 43 miliardi. Quindi, sì, è giusto parlare del gol dato o del gol non dato o del fuorigioco, però stiamo parlando di un'industria di queste dimensioni. ([[Andrea Agnelli]])
*Quando sei un ragazzino e usi la tua immaginazione, ti vedi fare [[gol|goal]] a Wembley con 100.000 tifosi che urlano il tuo nome. Non pensi a tutto ciò che ti toccherà prima di quel momento, tipo startene in un campo d'allenamento gelato con le ginocchia che tremano con davanti questi giganti che fino a poco prima conoscevi solo per nome. ([[George Best]])
*Quando sono in Inghilterra penso spesso che siamo davvero ossessionati dal calcio: se perdiamo è una tragedia, se vinciamo siamo esaltati. Poi vengo in Italia e vedo che è esattamente la stessa cosa... ([[Jake Arnott]])
*''Quelli che quando perde l'Inter o il Milan dicono che in fondo è solo una partita di calcio e poi tornano a casa e picchiano i figli''. ([[Enzo Jannacci]])
*Quello del pallone è l'unico mondo in cui un muratore può diventare architetto da un giorno all'altro. ([[Italo Allodi]])
*Qui {{NDR|sui campi di calcio}} tutto è strettamente congiunto con la natura: la terra, il vento, il sole, sono compagni che giocano contro di noi o a favore nostro, e vedi bene che poco fa eravamo i fratelli della pioggia, così com'ero come nella vecchia guerra il fratello delle radici e della notte stellata. ([[Henry de Montherlant]])
*Rispetto agli anni in cui sono stato protagonista nel calcio anni '70-80, devo dire che in qualcosa è cambiato ad esempio la velocità delle azioni, la forza espressa dagli atleti, ma la sua essenza è sempre la stessa, il calcio rimane sempre un gioco bellissimo. ([[Salvatore Vullo]])
*{{NDR|Sulle palle alte}} Se Dio avesse voluto che giocassimo a calcio tra le nuvole, avrebbe dovuto mettere l'erba lì su. ([[Brian Clough]])
*Se questo può essere definito il secolo dell'uomo comune, allora il calcio, fra tutti gli sport, può essere definito come il suo gioco per eccellenza. In un mondo tormentato dalle bombe all'idrogeno e dal ''napalm'', il campo di calcio è un luogo dove il buon senso e la [[speranza]] rimangono protetti. ([[Stanley Rous]])
*Secondo me il calciatore moderno dev'essere in grado di comportarsi in base alla zona di campo che occupa e non in base al ruolo che gli viene affidato. Se un'ala destra in fase di rientro si ritrova a fare il terzino, deve saperlo fare. Se un centravanti in fase di rifinitura si stacca dalla marcatura, deve saper mettere una palla filtrante. Penso che il calcio del futuro è fatto di zone di campo nelle quali i giocatori deve sapersi muovere. Questo non significa che i giocatori devono saper far tutto. L'ala continuerà ad essere molto brava quando avrà la possibilità di lavorare sulla riga. Ma l'ala che resta nella stessa zona tutta la partita può essere anche facilmente marcabile. Quindi deve saper venire tra le linee o deve saper andare in profondità senza palla. Il senso del ruolo va rivisto: bisogna sapersi muovere preferibilmente in una zona di campo, ma saper interpretare anche altre zone. [...] Per me il concetto di calcio totale è voler giocare in tutte le fasi. ([[Maurizio Viscidi]])
*Sempre più persone guardano il calcio, però è sempre meno attrattivo. Ne beneficia solo il business, perché per loro conta solo il numero di spettatori [...]. Sono certo che il calcio sia in un processo di declino. Cioè, sempre più persone guardano il calcio, ma sta diventando sempre meno attraente perché non è privilegiato ciò che ha reso questo gioco il primo gioco al mondo. Alla fine, quel processo viene interrotto: se lasci che molte persone lo vedano, ma non ti assicuri che ciò che vedi sia piacevole, ciò favorisce il business perché il business è che molte persone lo vedano, ma a che prezzo? [...] Essenzialmente il calcio è di proprietà del popolo. Perché i poveri hanno poche possibilità di accedere alla felicità, visto che non hanno i soldi per comprare la felicità. Quindi il calcio, essendo gratuito, di origine popolare... Il calcio è una delle poche cose che i poveri hanno, ma ormai non ce l'hanno più. ([[Marcelo Bielsa]])
*Si giocava per la gloria dell'[[Unione Sovietica|URSS]] e per amore del calcio, non per i soldi. ([[Rinat Dasaev]])
*''Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, | sole che batte sul campo di pallone | e terra e polvere ché tira vento, | e poi magari piove. | Nino cammina che sembra un uomo, | con le scarpette di gomma dura: | dodic'anni e il cuore pieno di paura. | Ma, Nino, non aver paura di sbagliare un [[calcio di rigore]]: | non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore; | un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.'' ([[Francesco De Gregori]])
*Sono terrorizzata dal mondo del calcio. Ho vissuto sette anni di terrore. La domenica non esisteva per me. ([[Michelle Hunziker]])
*Su dieci trasmissioni sette sono di calcio. È una cosa impossibile. Se mi capita di guardarle mi addormento. ([[Ilary Blasi]])
*Tra una bella donna e una partita di calcio non ho dubbi: scelgo la seconda. ([[Luigi Cagni]])
*{{NDR|«Per lei cos'è il calcio?»}} Un gioco da bambini, nel senso più puro e vero del termine. I rapporti tra giocatori, e con gli allenatori, sono regolati da un modo di interagire infantile e irrazionale. Io ti do una cosa, tu cosa mi dai in cambio? Funziona così. Difficile da spiegare a chi non fa parte di quel mondo. ([[Marco van Basten]])
===[[Massimiliano Allegri]]===
*Facciamo giocare i bambini e non cerchiamo di trasformare il calcio in una scienza esatta, perché non è un gioco di schemi.
*Il calcio è molto semplice: bisogna fare due cose, la fase offensiva e quella difensiva, e bisogna farle bene tutte e due. Quando non attacchi al massimo non è certamente una vergogna, anzi... fare una bella fase difensiva vale come lavorare al meglio sulla fase offensiva, perché l'obiettivo finale è il risultato e ci si può arrivare in qualsiasi modo. Lo spettacolo è al circo: noi dobbiamo vincere le partite e fare i tre punti.
*Il calcio è semplice, ragazzi. È inutile complicarlo, è semplice: in campo tu devi fare l'opposto di quello che fa l'avversario. Se l'avversario ti viene incontro, ti allontani. Se si allontana, gli vai incontro. Fine. Vogliono renderlo più difficile di quello che è. L'aspetto psicologico è l'ottanta per cento della prestazione dei giocatori.
*Il lunedì mattina mi arrivano dei pacchi di roba così, tutti i numeri possibili e immaginabili estratti dalla partita della domenica. Io non li leggo nemmeno, guardo soltanto il numero dei falli fatti e subiti e i duelli aerei vinti e persi. Fine. Non guardo altro. Perché se fai fallo, vuol dire che sei vicino alla palla, e dov'è che si difende, nel calcio? Vicino alla palla. Se metti undici giocatori attaccati l'uno all'altro sulla linea di porta, non la coprono tutta. Se fai fallo, vuol dire che sei vicino alla palla, e se sei vicino alla palla vuol dire che stai difendendo.
*Lo vogliono fare passare per scienza, invece non c'è un cavolo di niente di scientifico. È uno spettacolo, e lo spettacolo lo fanno gli artisti. Qui vogliono spoetizzare il calcio, soffocare la creatività: è questo l'errore più grande che stiamo facendo. Se togli la poesia, allora tanta vale giocarsela al computer.
===[[Natalino Balasso]]===
*Mi rendo conto che si finisce per risultare simpatici come una vuvuzela ad essere critici sul mondo del calcio, soprattutto in questa nazione nella quale i calciatori a detta dei giornalisti sportivi sono "modelli per i giovani". Infatti, attraverso faticosi e costosi spot televisivi, i calciatori insegnano ai giovani a stipulare contratti telefonici, a curarsi i capelli, a bere birra, a giocare a poker. Ma io ho un sogno: vorrei che il calcio diventasse uno sport.
*Se il calcio fosse uno sport gli arbitri sarebbero estratti a sorteggio e anche i calciatori, perché se il calcio fosse uno sport i calciatori più bravi non giocherebbero necessariamente con le squadre più ricche.
*Se il calcio fosse uno sport i giornalisti sportivi sarebbero molti di meno.
*Se il calcio fosse uno sport non ci sarebbero né tifosi né ultras, ma solo gioia.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Esaltare a spron battuto sempre i soliti, considerare il calciatore un divo e non un campione è l'errore storico del nostro tempo.
*Il calcio giocato dura sette giorni su sette. Nel settimo si consuma il pasto per pochi intimi. Negli altri sei giorni si parla, si discute. Sul giornale. Il calciatore si riduce a virgoletta parlante. I suoi sentimenti non contano. È un idolo consumistico.
*Il calcio non è solo divismo, non è tifo alquanto cretino con richiesta di autografo, è resoconto della vita. Questo gioco è emblematico del resto. Uno stortignaccolo può vincere nel calcio come un Adone. Contano le qualità dello spirito, il nerbo, la tempra.
*Il calcio non può esimersi di essere sempre fatto atletico, ma non potrà mai somigliare al basket, e perciò è anche estro, invenzione, improvvisazione.
*Il football, il folber, il calcio. Uno sport dall'anima perennemente inquietata. Inverosimile e pazzesco.
*Nel calcio succedono, a ben guardare, le stesse cose che accadono nella vita: alla lunga vince chi è più tenace, chi è serio, chi si applica; non vince l'estro sregolato.
*Per me il calcio è una parte della vita che conta, porta avanti la salute e il benessere, dà ai diseredati tanta illusione.
===[[Serse Cosmi]]===
*A me piace avere un rapporto diretto con i ragazzi, ma nel calcio di oggi purtroppo è sempre più difficile. [...] Il calcio è cambiato, e i giocatori sono più diffidenti. [...] Secondo me è una perdita, perché il calcio non è solo quello che si vede in campo. La tattica ormai la possono spiegare tutti, ma è l'aspetto psicologico che fa la differenza.
*Il calcio è semplicemente un'industria enorme che ha i riflettori puntati addosso. [...] Giocatori e allenatori possono essere contestati per i loro ingaggi a volte spropositati, possono essere criticati per il loro gioco, insultati per come mettono in campo la squadra ma loro per lo meno vincono o perdono. Tutto intorno c'è una fauna di personaggi che non hanno né arte né parte: quelli pur stando dentro al calcio di sicuro non perdono mai.
*{{NDR|«Cos'è che ti piace di meno del calcio di questo primo decennio del 2000?»}} La poca passione che manifestano coloro che sono al timone di club e federazioni. Anni fa se si fossero affacciati al mondo del calcio personaggi senza alcuna competenza calcistica ma solo provvisti di brama di guadagno, sarebbero stati additati come eccezioni. Oggi succede il contrario. Credo che, ad esempio, presidenti di [[Campionato italiano di calcio|Serie A]] che venivano considerati quasi folkloristici negli anni '80, oggi, inseriti nel contesto attuale, potrebbero sembrare dei seminaristi... Inevitabile che, a cascata, la scarsa passione per il calcio investa tutti gli addetti ai lavori, fino ai calciatori.
*Resto dell'idea che certe curve siano molto migliori di certe tribune.
*Riguardo al calcio moderno, dico che non ci sono soltanto apetti negativi, ma alcune innovazioni hanno portato beneficio a tutto il movimento. Penso alla possibilità di veder giocare tanti campioni, anche all'estero: ai miei tempi, [[Pelé]] potevamo soltanto immaginarcelo quando tiravamo calci al pallone nei cortili e nei campetti di periferia. Adesso è diverso, anche se io penso che parlare di calcio moderno e calcio nostalgico sia una forzatura: esiste il calcio e basta.
===[[Nick Hornby]]===
*Ancora non so dire se il calcio sia un gioco molto più semplice di quanto io pensi, o molto più complicato. Quello che so, è che ancora non l'ho capito bene. (''[[Il mio anno preferito]]'')
*I tifosi di calcio parlano in questo modo: i nostri anni, le nostre unità di tempo vanno da agosto a maggio (giugno e luglio non esistono neanche, soprattutto negli anni dispari, che non hanno i mondiali o gli europei). Chiedetici quale è il periodo migliore o peggiore della nostra vita e il più delle volte vi risponderemo con un numero a quattro cifre – 66/67 per i tifosi del [[Manchester United Football Club|Manchester United]], 67/68 per quelli del [[Manchester City Football Club|Manchester City]], 69/70 per quelli dell'[[Everton Football Club|Everton]], e così via – recante nel mezzo un silenzioso trattino, unica concessione al calendario in uso nel resto del mondo occidentale. Ci ubriachiamo l'ultimo dell'anno, come tutti, ma in realtà è dopo la finale di Coppa, in maggio, che facciamo ripartire il nostro orologio interiore, e ci lasciamo andare alle promesse e ai rimpianti e agli impegni di rinnovamento che le persone normali si concedono alla fine dell'anno tradizionale.
*Il calcio, com'è noto, è il gioco del popolo, e come tale cade nelle grinfie di tutta quella gente che non è, insomma, il popolo. Ad alcuni piace perché sono dei socialisti sentimentali; ad altri perché hanno frequentato le scuole private, e vorrebbero non averlo fatto; ad altri perché il loro lavoro – di scrittore, giornalista televisivo o pubblicitario – li ha portati molto lontani da quello che considerano il loro luogo di appartenenza, o di provenienza, e il calcio sembra loro un modo veloce e indolore per ritornarci.
*Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.
*Strano che non abbia ancora detto che il calcio è uno sport stupendo, ma è chiaro che lo è. I gol hanno quel valore della rarità che i punti e i set non hanno, e quindi ci sarà sempre quel fremito, il fremito di vedere qualcuno fare qualcosa che può essere fatto solo tre o quattro volte in tutta una partita se sei fortunato, neanche una se non lo sei. E mi piace la velocità, la mancanza di una formula prestabilita; e adoro come gli uomini piccoli possano distruggere quelli grandi (guarda Beardsley contro Adams) in un modo che in altri sport è semplicemente impossibile, e il fatto che la squadra migliore non necessariamente vince. E poi c'è l'aspetto atletico (con tutto il rispetto dovuto per chi gioca a [[cricket]] come Ian Botham e per i trequartisti della nazionale inglese di [[rugby]], sono pochissimi i bravi giocatori grassi), e il modo in cui la forza e l'intelligenza debbano unirsi. Il football fa sì che i giocatori appaiano splendidi e armonici come altri sport non permettono: un tuffo con colpo di testa perfettamente sincronizzato o un preciso al volo consentono al corpo di raggiungere una compostezza e una grazia che certi atleti non riusciranno mai ad esibire.
===[[Dario Hübner]]===
*{{NDR|«Quando non ci sono le telecamere, il calcio com'è?»}} È ostico, maschile. Giochi su terreni assurdi e ti cambi in spogliatoi dove i dirigenti avversari lasciano apposta il riscaldamento acceso a giugno, per sfiancarti. Ti alleni tre volte a settimana e la domenica metti i soldi della benzina, per far la trasferta.
*{{NDR|«Oggi esistono tante scuole calcio. Eppure nascono meno talenti. Insegnava di più il calcio di strada?»}} Il calcio di strada ti insegna la cattiveria, che penso sia il 40% di un giocatore. Quando hai dieci anni e giochi contro ragazzini di 14-15, se non sei abbastanza cattivo la palla te la rubano. E allora ti abituavi agli scontri fisici, a farti valere per non soccombere ai più grandi. Oggi vedo tanti calciatori, ma nessuno ha la cattiveria che avevamo noi.
*I tempi cambiano. Una volta il giocatore era valutato per quello che faceva nei 90 minuti in campo, oggi viene osservato tutta la settimana attraverso i social.
*Il calcio è bello perché è uno sport povero, basta veramente avere un pallone.
*{{NDR|«Che posto è il calcio di oggi?»}} Un posto che non fa per me: io lottavo in campo, oggi combattono i procuratori, i papà, gli sponsor.
===[[Cristiano Lucarelli]]===
*Ai miei ragazzi dico sempre che la cosa migliore sarebbe conciliare i due aspetti, studio e calcio. Anche se poi dentro di me penso: non siamo ipocriti, quando entreranno nel professionismo, dal presidente all'allenatore, interessa soltanto che un giovane giochi bene e non gli rinfacceranno mai di non aver letto neppure un canto della Divina Commedia.
*La gente pensa che il calcio sia un mondo popolato esclusivamente da milionari, quando invece questi rappresentano un'esigua minoranza. La maggior parte ormai hanno stipendi da "impiegati", con davanti una carriera che si chiude dopo dieci, massimo quindici anni. E quando smettiamo, spesso molti di noi non sono capaci neppure di andare alla posta a pagare una bolletta, figurarsi di trovare un altro lavoro che non sia giocare a calcio...
*La prima regola è il rispetto di se stessi e dell'avversario. Ma fare melina o cercare di arrangiarsi, nei limiti consentiti dal regolamento, specie quando sei più debole, trovo che sia nella natura del gioco del calcio che in fondo è la simulazione di una battaglia. E in amore e in guerra tutto è lecito...
===[[Alberto Michelotti]]===
*{{NDR|Nel 2018, «il calcio dei suoi tempi era diverso, rispetto ad oggi. È così?»}} In effetti oggi vediamo di tutto e di più. Quello che manca, a mio avviso, è la morale: manca il vero senso della partecipazione, della competizione "leale" e della solidarietà. Insomma, il calcio non è più un gioco come lo si intedeva allora! [...] Il vero calcio viene dalla strada ed è lì che si imparano le regole del gioco.
*{{NDR|Sul calcio italiano}} In Italia non c'è cattiveria, c'è contatto fisico. Per non avere un avversario appiccicato addosso, si deve andare a fare nuoto o pallavolo.
*ho fatto l'artigiano, e quando serviva andavo ai corsi d'aggiornamento. Questi qui che fanno i calciatori non conoscono i regolamenti! Infatti gli psicologi lo dicono: chi tira i calci? Gli asini. Però nel tirare i calci anche un asino usa il cervello! Vedi, basket, pallavolo e rugby e altri sport, vengono dalla scuola, c'è un'altra educazione. Il calcio viene dalla strada, all'ombra del campanile... e lì? Che regole ci sono? Hai mai sentito i genitori nelle partitelle dei ragazzini della parrocchia?: "Spaccagli le gambe!". Ah io, lì, divento cattivo! Che cultura è? Guarda le partite del baseball: se non sai le regole non capisce niente. Nel calcio invece si pretende di giudicare senza sapere le regole!
*{{NDR|Nel 2020, «ti piace il calcio di oggi?»}} No, mi sono abbastanza disamorato. Dove sono finite le bandiere, l'attaccamento alla maglia? Ci sono troppi stranieri. Adesso, hai sentito che vogliono consentire cinque sostituzioni? Vuole dire che puoi cambiare il 50 per cento della squadra. E ci sono cinque arbitri. Ma ti sembra che sia calcio, questo? No, è business.
*{{NDR|Nel 2020}} Oggi il calcio è cambiato molto, noi ci parlavamo in dialetto, ora si va al monitor, con venti telecamere e i microfoni ovunque a spiarti. Non so se mi ci troverei, testardo come sono.
===[[Pier Paolo Pasolini]]===
*I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara (giocavo anche sei-sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra, allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero chiamato lo "Stukas": ricordo dolce bieco) sono stati indubbiamente i più belli della mia vita. Mi viene quasi un nodo alla gola, se ci penso.
*Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo.
*Il gioco del ''football'' è un «sistema di segni»; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale.
*Un bravo calciatore.<ref>Rispondendo alla domanda di [[Enzo Biagi]]: «Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?»</ref> Dopo la letteratura e l'eros, per me il football è uno dei grandi piaceri.
===[[Leonardo Pavoletti]]===
*Il calcio è ancora oggi visto come una scorciatoia per sistemarsi.
*Io mi considero un calciatore anomalo [...]. Forse dipende dal fatto che all'inizio nemmeno volevo farlo, il calciatore, cercavo una vita da lavorare il meno possibile.
*Io penso che la testa sia il 99% di un calciatore, quando arrivi a un certo livello il fisico è sempre allenato. La differenza la fa l'attenzione e prepararsi mentalmente.
*Sono un attaccante e vengo giudicato solo sulla base dei gol. In tante partite faccio schifo, poi segno e divento un eroe. In altre mi sbatto, le prendo tutte di testa, apro spazi ai compagni, rincorro i difensori, ma non segno, vengo bocciato e prendo gli insulti [...] da quelli che giocano al Fantacalcio.
===[[Franco Rossi]]===
*Il calcio è già difficile per chi ne capisce, figuriamoci per gli [[allenatore|allenatori]].
*Il calcio è lo sport [[omofobia|omofobo]] per eccellenza.
*Il calcio non è uno sport, non è un gioco e non è uno spettacolo: è un'emozione.
*Se non ci fossero le partite il calcio sarebbe lo sport più bello del mondo.
===[[Walter Sabatini]]===
*Ci sarebbe da sdrammatizzare, ma la partita di calcio è una tragedia, per me non è divertimento né gioco.
*Il calcio è un vizio e non sai mai cosa succede, basta una palla deviata per giocarsi una stagione intera. Hanno voglia gli americani a studiarsi gli algoritmi.
*Il calcio si fa per la gioia della gente, non ci sono altri motivi reali. Avete mai visto come esultano i bambini allo stadio?
===[[Giovanni Trapattoni]]===
*È estremamente delicato, un tema che si è già dibattuto, e sul quale si andrebbero ad avere delle alienazioni, squadre di città minori e quindi il calcio io credo che in Italia sia veramente un grosso treno culturale e quindi, tutto sommato, ritengo che in questa forma possa mantenere e gestirsi sull'arco nazionale ancora abbastanza equamente ben distribuito.
*Giocando al calcio e poi allenando tante squadre (grazie a Dio con i successi che sono quelli che sono), ho sempre pensato che questo sport potesse e possa insegnare molto. Se è lo sport più amato del mondo, un motivo deve pur esserci. Ho infatti sempre pensato che nulla accade per caso. È un insegnamento che mi porto dietro... che mi porto dietro dalla mia storia, dalla fede dei miei genitori, dalla mia terra.
*Il calcio indubbiamente è uno sport ma non è più tale da quando coinvolge interessi tanto grandi ed è diventato una professione a tutti gli effetti. Si è legati ai risultati che a loro volta dipendono dalle prestazioni. Lo spettacolo, che dovrebbe essere prioritario nello sport, arriva dopo. Non è che non si ricerchi però lo può fare solo chi è in grado e non molti giocatori possono sostenere il duplice ruolo.
*Il calcio ti mette sotto pressione perché è una gara. Ogni domenica hai il responso: vinci, perdi, pareggi. Ogni domenica hai la classifica: sei primo o sei ultimo. Ogni domenica hai i tifosi: sei un eroe oppure una nullità.
*Io ho insegnato la morale del calcio prima che il calcio. Ho guardato al comportamento umano prima che alla palla. [...] un calciatore professionista ha troppi emuli, i suoi atteggiamenti sono un insegnamento per i ragazzini che vanno allo stadio o che lo vedono in Tv. Ogni gesto [...] ha uno strascico di atteggiamenti imitativi fra i giovani e per questo ho sempre preteso come prima cosa dai miei giocatori un'etica forte.
*La mia cultura è nata tutta col calcio. Un'istruzione incompleta l'ho surrogata con gli insegnamenti dei grandi personaggi. [...] Io ho visto il Cile quando c'era Pinochet, sono stato nell'Argentina che viveva l'assalto alla Casa Rosada, ho incontrato giocatori dell'est comunista con cui si parlava di diritti civili in campo, di libertà che loro ti facevano capire di non possedere. Con il calcio ho girato il modo, ho abitato i migliori alberghi del pianeta e ho visto tante, tantissime cose.
*Quando iniziai, il calcio era considerato uno sport, poi è via via cresciuto, forse in proporzioni spropositate. Ormai sconfina in mille interessi, in troppi centri di potere. C'è la Tv, ci sono i procuratori, i presidenti che si giocano la loro credibilità di imprenditori che hanno costruito imperi in tutto il mondo. [...] Eppure la vita collettiva dello spogliatoio e il gruppo [...] restano l'unico bene del pallone. Su quello si deve lavorare.
===[[Julio Velasco]]===
*Ho sempre detto che ammiro molto i miei colleghi del calcio. Operano in un mondo totalmente irrazionale, dove nessuno vive lo spettacolo solo per divertirsi. C'è spazio solo per il primo, gli altri non contano niente.
*In qualsiasi altro ambiente di lavoro, se qualsiasi episodio quotidiano finisse in prima pagina, com'è nel calcio, nessuna azienda durerebbe più di una settimana.
*Non sono deluso dal calcio. La mia scelta di uscire è stata poco compresa perché in questo mondo il denaro è la cosa più importante e se uno vi rinuncia commette un fatto gravissimo, folle.
*Ovunque i bambini hanno il pallone fra i piedi, a qualsiasi latitudine e in ogni contesto socio-economico.
*Un problema del calcio è che non ha concorrenza, c'è una cultura monopolista. È lo sport numero uno incontrastato. Nel calcio la mela non cade: le leggi fisiche valide universalmente, nel calcio non valgono. Però non vuole dire che non abbia stimolo a migliorarsi: il calcio fa concorrenza a se stesso.
===[[Zdeněk Zeman]]===
*Credo che ancora oggi nel calcio si faccia uso di sostanze dopanti e ci sono calciatori che sono morti per vincere solamente una partita in più. Chi è responsabile di questo non ha certo aiutato il calcio a crescere.
*Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica.
*Il calcio deve uscire dalle farmacie, nel nostro ambiente girano troppi farmaci.
*Il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco.
*La grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo, c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.
*Si deve cercare di mantenere la passione dei tifosi e dare, cercare di giocare per i tifosi. Dare spettacolo. Io penso che non basta vincere 1 a 0 per essere felici e contenti se non si è dato niente alla gente. Penso che la gente debba tornare a casa contenta... Che ha visto qualche cosa. E si è divertita.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{Calcio}}
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Vittoria
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[[Immagine:Nike of Samothrake Louvre Ma2369 n4.jpg|thumb|La Nike di Samotracia]]
Citazioni sulla '''vittoria''' e sui '''vincitori'''.
==Citazioni==
*Alla fine puoi essere bravo, ma se non vinci perdi sicurezza. Le vittorie sono un nutrimento. ([[Massimo Barbolini]])
*Arrivare al primo posto è incredibile, ma bisogna celebrare anche le piccole vittorie, quelle dietro le quinte che non vede nessuno. [...] a volte devi fare un passo indietro e celebrare le piccole vittorie per arrivare a quelle più grandi. ([[Keely Hodgkinson]])
*Chi [[osare|osa]] vince. ([[Motti|motto]] dello [[Special Air Service]])
*''Chi vile ingiuria fa fuor di ragione | sua possanza adoprando in atto ingiusto, | non vince, no; poi che vittoria vera | è giustizia serbar schietta ed intera.'' ([[Luís de Camões]])
*Ciò che rende la vittoria nobile è poterla condividere con gli altri. Più della vittoria, sono importanti il viaggio e i viaggiatori. ([[Gian Paolo Montali]])
*Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono [[vergogna]]. ([[Niccolò Machiavelli]])
*Cominciare a vincere aiuta a rifarlo [...]. Ci si sente più leggeri e la testa compie quel salto che fa la differenza. ([[Andrea Bertolini]])
*{{NDR|«È più importante vincere o partecipare?»}} È importante partecipare, ma se vinci è meglio ancora. ([[Patrizio Sala]])
*E voi chiedete: "Qual è il nostro obiettivo?" Vi posso rispondere con una sola parola. Vittoria! Vittoria ad ogni costo. Vittoria, a dispetto di tutto l'orrore. Vittoria per quanto lungo e arduo potrà essere il percorso. Perché senza vittoria non ci può essere sopravvivenza. (''[[L'ora più buia]]'')
*{{NDR|«Che cosa significa essere una vincente?»}} Essere una che si pone gli obiettivi e li raggiunge. Ho vinto tanto, ma ho perso anche tanto. E le sconfitte mi hanno insegnato a dare di più, a migliorarmi. Anche quello penso che voglia dire essere una vincente: sapersi migliorare, capire dove si è sbagliato. Correggere il tiro. ([[Francesca Piccinini]])
*''Fu il vincer sempre mai laudabil cosa | Vincasi o per fortuna o per ingegno''. ([[Ludovico Ariosto]])
*Ho l'ossessione per la vittoria e non penso che sia qualcosa di brutto, penso che sia una cosa buona. Mi motiva. Se non sei motivato, è meglio fermarsi. ([[Cristiano Ronaldo]])
*I vincitori non sanno quello che perdono. ([[Gesualdo Bufalino]])
*Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro. ([[Martina Navrátilová]])
*Il profumo della vittoria acceca molti uomini. Il gioco non finisce finché la baionetta non viene affondata e rigirata nelle viscere. ([[Francis Urquhart]], [[Michael Dobbs]])
*Il sapore della vittoria è difficile da spiegare, come lo sono tutte le sensazioni interiori. ([[Irma Testa]])
*Il segreto delle vittorie in fondo sta tutto lì. Nel continuare a cercare la perfezione, anche se non esiste. ([[Monica De Gennaro]])
*Il vero vincente non è colui che vince tutti i giorni ma è quello che trova il giusto equilibrio tra un'esaltante vittoria e un momento difficile o una grande sconfitta. ([[Maurizia Cacciatori]])
*Io correvo per vincere, non mi è mai interessato niente oltre la vittoria: arrivare secondo mi dava una rabbia pazzesca. Oggi in tanti si dicono soddisfatti per il podio; non scherziamo, dai. ([[Giancarlo Falappa]])
*Io metto sempre in guardia gli atleti dalle illusioni e dall'ossessione per la vittoria. Le illusioni ti intrappolano, non ti permettono di vedere la realtà: non c'è cosa peggiore per un uomo. L'ossessione per la vittoria è cosa diversa dal voler vincere, che è buona dote per uno sportivo. Quando si è ossessionati dalla vittoria si perde lucidità, qualche volta si è disposti a commettere errori intollerabili, pur di vincere. In certi casi si arriva a giocare sporco. Ho sempre detto chiaramente ai miei ragazzi sino a dove, secondo me, sarebbero potuti arrivare. Alcuni lo hanno accettato, altri hanno preferito correre da chi assecondava quelle illusioni. Credo poi i risultati parlino chiaro. ([[Gianni Savio]])
*Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi permetterei di vincere, sire. (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'')
*L'animo preferisce la vittoria alla pace. ([[Tito Livio]], attribuita ad [[Annibale]])
*L'importante non è vincere; è pensare in modo vincente. ([[Gianluca Vialli]])
*L'unico modo per vincere qualcosa è cercare di vincere tutto. ([[Marcello Lippi]])
*La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! ([[Benito Mussolini]])
*La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice. ([[Gautama Buddha]])
*La vittoria è del forte che ha fede. ([[Corrado Corradini]])
*La vittoria è il sorriso di Dio. ([[John Greenleaf Whittier]])
*La vittoria è sempre nel pugno di pochi. Provare a preparare questa pattuglia di eroi è il segreto di ogni vittoria. ([[Carlo Gnocchi]])
*La vittoria non ha valore se l'oscurità si impadronisce di te. (''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'')
*La vittoria non sta semplicemente nel battere il proprio avversario. La vera vittoria significa battere i propri limiti. Solo accettando la sfida contro se stessi si può vincere veramente. (''[[Magica Doremì]]'')
*Le vittorie consumano le forze al pari o poco meno delle disfatte, e le forze si perdono inutilmente se non prive di consiglio, o lo scopo è tale che non possa ottenersi. ([[Vincenzo Cuoco]])
*Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di [[droga]]. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte. ([[Giorgio Chiellini]])
*Le vittorie ti dicono sempre la verità. Certificano se sei bravo o no. Sono orgoglioso di essere stato il migliore al mondo in qualche cosa, in un mestiere. La gente mi ammira, tutti ascoltano quello che ho da dire, osservano e giudicano ciò che faccio. Con gli anni ho capito che se hai preso tanto qualcosa devi restituire. ([[Roger Federer]])
*– Ma io non corro per essere battuto, io corro per vincere! Se non posso vincere non corro.<br>– E se non corri non puoi vincere. (''[[Momenti di gloria]]'')
*{{NDR|«Un insegnamento per chi vuole essere un vincente?»}} Mai lasciare nulla al caso, mai cercare scorciatoie. Non un concetto facile da far passare nell'era dei social e in una società che vuole tutto e subito. [...] È importante comprendere che dietro ogni vittoria c'è un enorme sacrificio. Il successo, il lusso e la soddisfazione personale sono possibili solo se si è performanti nel proprio lavoro. ([[Gian Paolo Montali]])
*Nella mia carriera ho ricevuto tanto, ma il bilancio non si traccia solo attraverso le vittorie. Ci sono momenti che non vanno nell'albo d'oro ma che rimangono comunque importanti. ([[Angelo Lorenzetti]])
*Nella vita non basta vincere, ciò che fa la differenza è come si vince. ([[Vittoria Ferdinandi]])
*Non è la vittoria che conta ma quello che devi soffrire per ottenerla. (''[[Jeeg robot d'acciaio]]'')
*Non è vittoria quella che non mette fine alla guerra. ([[Michel de Montaigne]])
*Non ricordo niente che valga più della prima vittoria... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. ([[Enzo Ferrari]])
*Partecipare è bellissimo, ma vincere è ancora meglio, è la legge imposta dal professionismo. ([[Gonzalo Quesada]])
*Per me vincere vuol dire vincere. Sono molto competitiva, quindi vincere per me significa battere qualcuno. ([[Allisha Gray]])
*Più vinci, più vuoi vincere, e più senti che dovresti vincere. ([[Michael Doohan]])
*Quando vinci, hai la sensazione di avere completato un ciclo. [...] Tutto il lavoro fatto, tutte le battaglie combattute, hanno acquistato un nuovo significato. Anche esausta, quando superi la linea di arrivo ti senti pervadere da una sensazione speciale di pace e felicità. ([[Melissa Jefferson]])
*Rivincere è la cosa più difficile. Per questo, da sempre, insisto su un concetto: il momento in cui arrivano i primi successi è quello in cui bisogna essere più esigenti. Ma spesso succede il contrario: le vittorie portano autocompiacimento ed è lì che si cade e bisogna ricominciare. [...] Hai vinto? Bravo. Ora, però, vai oltre, lavora sulle criticità, senza lasciarti distrarre dal resto, anche perché al prossimo torneo diranno che sei favorito. E la storia dello sport è piena di favoriti che non hanno vinto. ([[Julio Velasco]])
*Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo. ([[Gautama Buddha]])
*Se non gestisci stress e pressioni non puoi vincere, perché non gestirai neppure il successo. ([[Luciano Spalletti]])
*Se vincere non è importante, allora perché si segnano i punti? ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'')
*Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo. ([[Ayrton Senna]])
*Spesso la vittoria può dipendere soltanto da un cavallo molto veloce. (''[[L'attacco dei giganti (prima stagione)|L'attacco dei giganti]]'')
*Spiegare come si può vincere è sempre facile, il problema è la pratica. ([[Valentina Arrighetti]])
*Tutti vogliono vincere, ma non tutti sono disposti a fare quello che ci vuole per vincere. E questo è il cambio di mentalità più importante che ci serve per prepararci allo stress dei momenti difficili. ([[Julio Velasco]])
*Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. ([[Nelson Mandela]])
*Una vittoria senza merito non è una vittoria. ([[Arrigo Sacchi]])
*Vincere è difficile, per riuscirci bisogna sentirsi a proprio agio nelle difficoltà. ([[Karch Kiraly]])
*Vincere, non dico che è facile, ma ci si può riuscire, ma mantenersi è sempre più difficile. Perché diventi la squadra da battere. Se sbagli, ad esempio, sei, ovviamente, subito criticato. ([[Angelo Peruzzi]])
*Vincere non è importante: è la sola cosa che conti. ([[Giampiero Boniperti]])
*Vincere non è saper proclamare un'idea eclatante, ma saper farla propria e tradurla in atto. ([[Eduard Shevardnadze]])
*Vincere non è solo tagliare il traguardo per primi. ([[Lance Armstrong]])
*Vincere non è tutto, è l'unica cosa! (''[[Un'ottima annata]]'')
*Vincere non ha sempre il sapore della vittoria. [...] Perché non vuol dire un bel niente se non la [[Condivisione|condividi]] con qualcuno. (''[[Non mollare mai]]'')
==''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''==
*Desideriamo gloria e onore più di ogni altra cosa, ma com'è amaro il sapore della vittoria se non si divide con qualcuno. ([[Martok]])
*Distruggere un impero solo per vincere una guerra non è una vittoria.
*La vera vittoria è dimostrare ai tuoi nemici che hanno sbagliato ad opporsi alla tua grande potenza e costringerli a riconoscere la tua grandezza. ([[Gul Dukat]])
*Ricordatevi, la vittoria è vita. (Detto [[Jem'Hadar]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi combatte con la spada d'oro, ha in mano la vittoria.
*Gli uomini fanno la [[guerra]], e Dio dà la vittoria.
*Grande vittoria è quella che si ottiene senza sangue.
*Il senno più dell'[[ira]] ha la vittoria.
*La maggior gloria del vincere è perdonare al vinto. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*La più gloriosa vittoria è vincere sé stesso.
*La vittoria più splendida non è che il riflesso di un incendio.
*Nella guerra non si cerca la causa della guerra, ma la vittoria.
*Non convien cantare il trionfo prima della vittoria.
*Non è vittoria, se il vinto non la confessa.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Fallimento]]
*[[Sconfitta]]
*[[Successo]]
*[[Vittoria e sconfitta]]
==Altri progetti==
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L'allenatore nel pallone
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{{Film
|titoloalfabetico= Allenatore nel pallone
|titoloitaliano=L'allenatore nel pallone
|genere=commedia, comico
|regista=[[Sergino Martino]]
|sceneggiatore=[[Lino Banfi]], Romolo Guerrini, [[Sergio Martino]], Franco Verucci
|attori=
*[[Lino Banfi]]: Oronzo Canà
*Licinia Lentini: sig.ra Borlotti
*Camillo Milli: comm. Borlotti
*Giuliana Calandra: Mara Canà
*Urs Althaus: Aristotoles
*Stefania Spugnini: figlia di Canà
*[[Gigi Sammarchi]]: Giginho
*[[Andrea Roncato]]: Andrea Bergonzoni
*[[Carlo Ancelotti]]: se stesso
*[[Aldo Biscardi]]: se stesso
*[[Giampiero Galeazzi]]: se stesso
*[[Fabrizio Maffei]]: se stesso
*[[Dino Cassio]]: capotreno
|note=
}}
'''''L'allenatore nel pallone''''', film italiano del 1984 con [[Lino Banfi]], regia di [[Sergio Martino]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*In questo momento un mio incaricato lo sta contattando a casa sua, di lui, previo telefono, in Puglia. ('''Comm. Borlotti''')
*Sarò muto come un pesce... che si è operato alle corde ''vocheli''. ('''Canà''')
*Tutti gli intrallazzi si fanno a Torino. ('''Canà''')
*Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all'Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho. ('''Comm. Borlotti''')
*Sono riuscito ad avere i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno. [...] In conclusione, Berlusconi ha ottenuto i campionati del mondo in esclusiva e noi la comproprietà di Maradona in cambio di Falchetti e Mengoni. ('''Comm. Borlotti''')
*Oronzo Canà, si lo so, la iena del tavoliere. Grandissimo mediano di rottura. Bravo! ('''Bergonzoni''')
*Castegner! E Rummenigge sta sempre a segner! ('''Canà''') {{NDR|all'annuncio dell'acquisto di Rummenigge}}
*Abbiamo la iena e la volpe. La iena e the fox. Bravissimo! ('''Bergonzoni''') {{NDR|alludendo a Canà e Borlotti}}
*Ma che denaro liquido che quello fattura settecentocinquantamila lire l'anno. Un pastificio che si chiama Mosciarelli, chi se la compra la pasta, è pure scotta! Sa che hanno mandato un carico nel [[Biafra]] e ce lo hanno mandato indietro la pasta? ('''Canà''') {{NDR|parlando dello sponsor, il pastificio Mosciarelli}}
*La donzelletta vien dalla campagna... e la chiappa si bagna. ('''Bergonzoni''')
*Non pensi di esserti allargato un po' troppo! ('''Gianfranco Giubilo''') {{NDR|rivolto a Canà}}
*Io ho scoperto che tu non sei né figlio d'emigrante, né figlio di preta pura, tu sei proprio figlio di ''puttena'', ''neto''! ('''Canà''')
*Ma quante mammelle aveva la mamma di questo Giginho? Che c'aveva la centrale del ''lecce''?<ref>Gioco di parole con ''leche'', spagnolo, e ''leite'', portoghese, per "latte".</ref> ('''Canà''')
*C'è [[modulo (calcio)|4-5-1 o 4-4-2]], io invece uso una cosa diversa: 5-5-5. ('''Canà''')
*Brasil la nostalgia du Brasil. Brasil sta lì, l'Italia aqui. Arì. Arì. Aristoteles adesso adesso dorme aqui. Arì. Arì. Sognà. Sognà. E speriamo che domenica vuoi segnà! Magar. Magar. Cicos, cicos, Canos, Canos... ('''Canà''') {{NDR|canta la [[Ninne nanne dai film|ninna nanna]]}}
*La Longobarda è Aristoteles, e Aristoteles è la Longobarda. ('''Canà''') {{NDR|al processo del lunedì}}
*Se Zico ha giocato con i guanti, il mio Aristoteles giocherà col cappotto! ('''Canà''')
*Oronzo, Oronzo, vieni a pescare con noi, ci manca il verme! ('''Tifosi del Milan''') {{NDR|[[Cori da stadio dai film|coro da stadio]]}}
*Sorridi! ('''Canà''') {{NDR|rivolto a Crisantemi mentre entra in campo}}
*Almeno io vendevo le bibite al Maracanà e non in questa stazione di merda! ('''Giginho''')
*Grass, pelato, brüt... Che schifo. Cülatun! ('''Capotreno''') {{NDR|dopo aver visto Canà supplicare Aristoteles di non partire}}
*Mi chiamano "L'insaziabile"... ('''Bergonzoni''')
*Ma allora l'arbitro lo fa apposta! Sei un cornutaccio, arbitro! Sei un cornutaccio! ('''Canà''')
*Domenica un solo grido ci deve unire: [[vincere]] e vinceremo! ('''Canà''') {{NDR|dalla finestra di casa ai tifosi esultanti dopo la vittoria con la Lazio}}
*Obrigado, mister! ('''Aristoteles''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Mara Canà''': Mi fai schifo! Non hai nessuna sensibilità. Guarda il Barone come sta in panchina. Guardalo, lui sì che non perde il suo self control. Anche dopo il gol non esprime emozioni. Mentre te quando stai in panchina sembri un tarantolato!<br/>'''Oronzo Canà''': Terrona ignorante. Tarantolato. Io dovrei avere il premio per il self control dopo diciott'anni che ti sopporto, maledetta disgrazieta! Grazie: self control, c'ha tutto quello che vuole il Barone Nils Liedholm: il vigneto, l'oliveto, i vini DOC, i vini DIC e pure i soldi. Sempre. Panchina lunga...
*'''Aldo Biscardi''': Presidente Borlotti, può rivelarci chi sarà il nuovo allenatore?<br/>'''Borlotti''': Io sono un impulsivo, un istintivo, sono abituato a fare di testa mia. E colgo l'occasione che siamo qui in televisione, che tutti gli sportivi ci vedono, per comunicare la mia decisione anche all'interessato, il nome di cui è Oronzo Canà.
*'''Borlotti''': Indovini chi le ho preso? Ma...<br/>'''Canà''': Ma...<br/>'''Borlotti''': Mara...<br/>'''Canà''': Mara... c'è mia moglie?<br />'''Borlotti''': Marado...<br />'''Canà''': Marado...<br />'''Borlotti''': Maradona!<br />'''Canà''': ''Maradonna Benedetta dell'Incoroneta''!
*'''Canà''': Senti, qual è la [[cugina]] di Éder?<br/>'''Giginho''': La terza della direita è la prima di Éder.<br/>'''Canà''': La terza della derecia e la prima di... ma è la terza o la prima?<br/>'''Giginho''': La prima che è la cugina, la segunda.<br/>'''Canà''': Ah la secunda è la cugina e la prima...<br/>'''Bergonzoni''': La prima vuol dire la cugina ed è dietro la quinta.<br/>'''Canà''': Ah, quindi questa non c'è. Emm... È dietro la quinta adesso.<br/>'''Bergonzoni''': Ma che dietro la quinta non c'è. Dietro la quinta là.<br/>'''Canà''': Ah, la quinta...<br/>'''Bergonzoni''': Prima c'è quella con su una bella quarta e subito dopo c'è la sesta.<br/>'''Giginho''': La prima, che è la cugina, è la sesta.<br/>'''Canà''': Cioè la prima è la sesta, e la quinta che dice lui dov'è?<br/>'''Bergonzoni''': Insomma, mia zia è la prima? No, perché è mia zia, sennò sarebbe cugina, porta una bella quinta, ma è la prima. Mia cugina è la sesta.<br/>'''Canà''': Senti a me di tua zia non me ne frega niente! Io voglio sapere questa cazzo di cugina di Éder dove cavolo sta?!<br/>'''Bergonzoni''': Son tutte belle. Hanno tutte dei bei numeri.
*'''Dottor Socrates''': Vaffanculo a te, mammeta...<br/>'''Canà''': ... e Socrates!
*'''Canà''': Sicché lui adesso sta a Firenze a parlare con Picchio De Sisti ed io son venuto qua in Brasile dove tutti vengono o per le donne o per i giocatori... io son venuto farmi fare l'appendicite. Hai capito com'è?! {{NDR|Canà sputa in faccia a Bergonzoni}} Io a uno lo devo sputare in faccia sennò con chi mi sfoga? Anzi, scusa... {{NDR|Canà sputa verso l'alto due volte}} So' più soddisfatto adesso.<br/>'''Bergonzoni''': Senti, ma perché hai fatto così?<br/>'''Canà''': Mi sono sputato in faccia da solo. Uno che a quarantott'anni viene a Rio a farsi fa l'appendicite, vuoi che non si sputi in faccia da solo?
*'''Canà''': Io che tipo di [[Difesa a zona|zona]] uso? Che uso io? La? La bi..?<br/>'''Allenatore in seconda''': La biro...<br/>'''Canà''': La... la biro. Quindi io uso la biro, il signor De Sisti usa il pennarello vero? [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] invece usa la penna stilografica, senza inchiostro dentro, perché invece dell'inchiostro ci sputa dentro all'occhio direttamente del suo allenatore in seconda. Ma che-che-che chevolo c'entra. Io sto parlando della bizona!
*'''Canà''': Mentre i cinque della difesa vanno avanti, i cinque attaccanti retrocedono e così viceversa. Allora la gente pensa: «Ma quelli che c'hanno, cinque giocatori in più?» Invece no, perché mentre i cinque vanno avanti, gli altri cinque vanno indietro, e durante questa confusione generale le squadre avversarie si diranno: «Ah! Ah! Che cosa sta succedendo?». E non ci capiscono niente.<br>'''Speroni''': Nemmeno noi.<br>
*'''Ceretti''': E... che tattica adopererete? Adotterete anche voi la zona?<br/>'''Canà''': No, io adotto un altro tipo di tattica: la BIZONA.<br/>'''Ceretti''': E che cosa sarebbe la bizona, è forse la zona per tornare in serie B?<br/>'''Canà''': La bi non significa B... bi-zona sta per bis-zona cioè due volte zona, come se io a lei dicessi bistrò, che non significa bistrot francese, ma due volte stronzo. Arrivederci! <br/>'''Ceretti''': Africano e maleducato...
*'''Canà''': Lasciatela la palla!<br/>'''Dirigente Longobarda''': Ma guardi che la palla ce l'hanno gli avversari.<br/>'''Canà''': E apposta io sto gridando: «Lasciatela quella palla»; così quelli sentono così e lasciano... è una guerra psicologica la nostra!
*'''Dirigente Longobarda''': Cambia Cavallo!<br/>'''Canà''': Che l'erba cresce.
*'''Francesco Graziani''': Mister, questi cinque gol l'hanno un po' dimagrita?<br/>'''Canà''': Non ti preoccupare che tra una decina d'anni ti vedo anche a te al posto mio. Già i capelli li stai perdendo.
*'''Mara Canà''': Ah ma che divertenti queste scritte così paint post modern. E poi vanno di moda i murales. Sara felice il nostro architetto. Neh.<br/>'''Canà''': Ah devi vedere come sarà felice il nostro amministratore, neh. Tutti i danni li pago io, neh! Cammina dentro...
*'''Crisantemi''': Con la Samp la vedo molto male oggi, eh?<br/>'''Canà''': Certo che tu metti proprio molta allegria addosso alla gente: già c'hai questa faccia con questo pallore fisso, ti chiami Crisantemi, ti ho comprato i primi di novembre. Per cortesia, cerca di non gufare continuamente. Se no ti faccio rimanere nel loculo tutta... ehm, nella panchina tutta la vita. {{NDR|fa le corna e getta del sale}}<br/>'''Crisantemi''': Ma che è?<br/>'''Canà''': Niente, piove.
*'''Crisantemi''': Ha visto [[Ray Wilkins|Wilkins]] che gol?<br/>'''Canà''': Io ho visto che tu ti devi stare zitto, perché a forza di grattarmi mi stai facendo venire l'orchite. Porca miseria!
*'''Fulvio Stinchelli''': Cosa ne pensa lei presidente di quello che dice il vate della [[Daunia]]? {{NDR|rivolto al presidente della Longobarda}}<br/>'''Presidente Borlotti''' Il vate della Daunia è Aristoteles, e Aristoteles è la Longobarda. {{NDR|al processo del lunedì}}
*'''Bergonzoni''' {{NDR|rivolto a Mara Canà}}: Onore alla bellezza. Lei ha mai partecipato a qualche concorso?<br/>'''Canà''': Sì, alle Poste e Telecomunicazioni, ma non l'hanno presa perché non era raccomandata.
*'''Bergonzoni''' {{NDR|parlando della suocera di Canà}}: È mezzo soprano?<br/>'''Canà''' No, tutta scema.
*'''Ceretti''': Canà. Canà. Come pensa di uscire dal tunnel della crisi?<br/>'''Canà''': Nessuna crisi, domenica risorgeremo, lo scriva a caratteri grossi e lo vada a scrivere al giornale per cortesia. {{NDR|a Borlotti}} Che ''cacachezzi'' che è questo!
*{{NDR|Canà entra in campo e, a causa della nebbia, Platini gli sbatte contro}}<br/>'''Canà''': Oh, Monsieur Platini.<br/>'''Platini''': Qu'est qu'il y a?<br/>'''Canà''': Excuse moi monsieur Platini, je suis Oronzo Canà, l'''allenateur'' della ''Longobardà''. ''Allor'', je... je... la ''nebbià'', je n'ai vu rien et ''jese juju''...<br/>'''Platini''': ...merde!<br/>'''Crisantemi''': Che ha detto Platini?<br/>'''Canà''': Ha detto mee... metti un altro in panchina, no monsieur Crisantemì che c'ha la ''face de cimetière'', tu ''comprends''?
*'''Maffei''': Ecco, in conclusione Canà?<br/>'''Canà''': In conclusione... picchio De Sisti.<br/>'''Maffei''': Picchio De Sisti si è espresso in modo molto favorevole nei confronti della sua squadra.<br/>'''Canà''': No, questa volta è lei che non ha ''afferreto''. Io picchio De Sisti e lo dichiaro a tutta Italia. Io picchio De Sisti e gli spezzo pure la noce del capocollo! Chiaro?<br/>'''Maffei''': Canà sempre imprevedibile...
*'''Crisantemi''': Mister mi preparo?<br/>'''Canà''': No, no, che è già un funerale la partita.
*{{NDR|Il presidente convoca Canà prima dell'ultima partita di campionato, decisiva per la salvezza}}<br/>'''Presidente Borlotti''': Perdere e perderemo!<br/>'''Canà''': Non ho afferreto, scusi.<br/>'''Borlotti''': Lei ha capito benissimo. Perdere e perderemo!<br/>'''Canà''': Ma scusi, ma perché? Dobbiamo vincere.<br/>'''Borlotti''': Si è mai chiesto perché io ho scelto proprio lei per allenare la Longobarda? Per le sue doti? Buca tasi. Bocca taci. Canà, mi guardi negli occhi e apra le orecchie: io lo ho ingaggiato perché avevo bisogno di qualcuno che mi rimandasse subito la squadra in serie B. Ma lo sa quanto mi costa una squadra in serie A?<br/>'''Canà''': Certo che lei è bravo presidente. Lei non lo sa, la pugnalata che mi sta dando in questo momento.<br/>'''Borlotti''': Canà, io le voglio bene, ma domenica dobbiamo assolutamente perdere e lei me lo deve giurare. <br/>'''Canà''': Questo mai!<br/>'''Borlotti''': E io la caccio via subito! Se invece lei seguirà le mie indicazioni, ecco qui il contratto per la prossima stagione, con ingaggio raddoppiato, già firmato da me.<br/>'''Canà''': E che cosa dovrei fare io?<br/>'''Borlotti''': In primis togliere di squadra Aristoteles, che è quello che ci può fare vincere.<br/>'''Canà''': E in secundis?<br/>'''Borlotti''': Ci ho già pensato io... E no, questo glielo darò domenica sera dopo la partita. Canà la vedo strano, come si sente?<br/>'''Canà''': Come uno che ha mangiato una tonnellata e mezza di merda. Pesante da digerire, sa?
*{{NDR|Speroni sbaglia di proposito un gol a porta vuota}}<br/>'''Aristoteles''': Ma mister ha visto? Perché non dice: «filho de puta»?<br/>'''Canà''': Lo so io a chi dovrei dire «filho de puta». Lo so io a chi lo dovrei dire!
*{{NDR|Canà viene sollevato in aria dai tifosi in festa dopo la salvezza}}<br/>'''Canà''': M'avete preso per un coglione.<br/>'''Tifosi''': Ma no, sei un eroe!<br/>'''Canà''': Ahhh! Mi avete preso per un coglione.<br/>'''Tifosi''': Ma no, sei un eroe!<br/>'''Canà''': Mi avete preso per un [[testicolo|coglione]], sotto la ''meno'', mi fa male!<br/>
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Borlotti''': Lei è un disoccupato, lo sa?<br/>'''Canà''': E lei è un cornuto, lo sa?
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Template:L'allenatore nel pallone}}
[[Categoria:Film comici]]
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Marcello Lippi
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2026-08-24T00:28:11Z
Danyele
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wikitext
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[[File:Marcello Lippi by Martina De Siervo - International Journalism Festival 2010.jpg|thumb|Marcello Lippi nel 2010]]
'''Marcello Lippi''' (1948 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Marcello Lippi==
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} A conclusione di una straordinaria esperienza professionale ed umana, vissuta alla guida di un eccezionale gruppo di calciatori e con la collaborazione di uno staff di prima qualità, ritengo esaurito il mio ruolo alla guida della Nazionale italiana.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-lascia/lippi-lascia/lippi-lascia.html Nazionale, è ufficiale: Lippi lascia. "Esperienza straordinaria, ma è finita"]'', ''repubblica.it'', 12 luglio 2006.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità calcistica Juventus-Napoli]]}} A Torino c'è la cultura della vittoria unita al temperamento riservato del piemontese. A Napoli c'è il contagioso entusiasmo che scorre per le strade della città.<ref>Citato in Franco Ordine, ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/higuain-c-bar-io-dico-ancora-juve-1222418.html "Higuain & C. come il Barça. Ma io dico ancora Juve"]'', ''ilgiornale.it'', 10 febbraio 2016.</ref>
*Alla Juventus gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...<ref>Da ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*Con [[Roberto Baggio]] non ho mai avuto una discussione. Per un motivo semplice: non l'ho mai considerato importante a livello umano. {{NDR|17 novembre 2001}}<ref>Citato in ''Ipse Dixit'', ''Calcio 2000'' nº 49, gennaio 2002, p. 194.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianluca Zambrotta]]}} Dopo i [[Campionato mondiale di calcio|Mondiali]] del 2002 in [[Giappone]] e [[Corea del Sud|Corea]], Gianluca tornò a casa {{NDR|alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con un grosso problema muscolare all'adduttore, al limite dell'intervento chirurgico, si ipotizzava una assenza di parecchi mesi. Comprammo dal [[Hellas Verona Football Club|Verona]] [[Mauro Germán Camoranesi|Camoranesi]], rivelatosi poi un ottimo acquisto. Con la consueta tenacia e determinazione Gianluca guarì molto prima del previsto. E io mi ritrovai con un piacevolissimo problema: due grandi calciatori per un ruolo. Decisi che i grandi calciatori devono giocare sempre, anche a costo di cambiare ruolo. Proposi a Gianluca di provare a giocare difensore esterno a sinistra, dicendogli che a mio parere aveva le caratteristiche perfette per quel ruolo, e che probabilmente per lui si prospettava un brillante futuro in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], visto l'imminente ritiro di [[Paolo Maldini|Maldini]]. Gianluca accettò con entusiasmo e convinzione e si mise a lavorare intensamente sul campo. In poco tempo calciava e crossava quasi meglio di sinistro che di destro: grazie alle sue capacità e al suo carattere è diventato uno dei migliori difensori esterni del mondo, in quel ruolo, sia a sinistra che a destra.<ref>Da ''Una vita da terzino''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2006]]}} È stata una gara particolare{{NDR|:}} pronti, via, e loro hanno segnato su un rigore che non ho avuto modo di rivedere, quindi non vi so dire se c'era o meno. Noi siamo stati bravi ad avere una splendida reazione con il gol di Materazzi e la traversa di Toni. Poi nel secondo tempo siamo calati e abbiamo sofferto. È per questo che ho tolto Totti. Lui non è ancora al massimo della condizione e ha pagato i 120 minuti disputati con la Germania, non gli riuscivano le sue giocate. A determinare il calo è stato anche il fatto che gli infortuni ci hanno obbligato a giocare dietro sempre con gli stessi uomini.<ref>Citato in Velario Gualerzi, ''[https://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria.html Lippi felice, dedica vittoria alla famiglia – "Primo pensiero a Buffon e Cannavaro"]'', ''repubblica.it'', 10 luglio 2006.</ref>
*Giocare nella [[Juventus Football Club|Juventus]] significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.<ref>Citato in ''Storiche citazioni di juventini veri'' – ''Tuttosport'', edizione impresa, 2 dicembre 2009.</ref>
*Ho visto la sua finale in tv da Ginevra tutta, dal primo punto fino al trionfo. D'ora in poi sarà il nostro simbolo. Quattro anni fa dissi che ci saremmo ispirati all'oro olimpico del Setterosa, oggi a entusiasmarci è la [[Francesca Schiavone|Schiavone]]: lo leggo come simbolo per l'Italia. Grinta, passione, classe e cuore. D'ora in avanti è lei l'immagine del nostro Mondiale! <ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/dossier/2010-06-09/italia-lippi-come-schiavone-131200.shtml?uuid=AYPksDxB Italia, Lippi: "Noi come la Schiavone"]'', ''ilsole24ore.com'', 9 giugno 2010.</ref>
*Io a casa ho un foglietto [...] sul quale c'è la definizione di cos'è una [[squadra di calcio]], intesa come gruppo. Ogni anno, dovunque vada ad allenare, faccio le fotocopie e le passo ai giocatori... e lo faccio subito, il primo giorno. Sul foglietto, parola più, parola meno, c'è scritto che se un giocatore all'interno del gruppo non si sente la prima donna, se si rispecchia nel lavoro degli altri, si mette a disposizione degli altri, se non sente la necessità di essere considerato il campione o il super-divo, allora tutto il gruppo è destinato ad avere un buon successo. [...] Per quanto attiene invece ai rapporti personali, chi guida un gruppo non si può permettere di dare la sensazione che uno gli stia più o meno simpatico. È chiaro comunque, ed è evidente, che poi un certo tipo di rapporti si instaurano naturalmente. A chi ti è simpatico ti rivolgi in un modo, a chi lo è un po' meno in un altro. Comunque sia, credo che la cosa più importante sia quella di non bleffare mai, di essere sempre se stessi. Bisogna essere leali nei rapporti, se non mi piace una cosa la dico, ma anche loro devono dirla. Non si può girare intorno alle cose altrimenti si finisce per costruire un rapporto falso. A costo anche [...] di chiudersi in una stanza e fare a cazzotti, ma le cose vanno sempre ben definite, chiarite.<ref>Da ''Hurrà Juventus'', luglio 1995; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/hurra-racconta-la-festa-di-trent-anni-fa Hurrà racconta {{!}} La festa di trent'anni fa]'', ''juventus.com'', 21 maggio 2025.</ref>
*L'[[allenatore]] è una guida forte, sicura. Non è importante che sia simpatico. Deve dare la sensazione ai giocatori di portarli a raggiungere l'obiettivo.<ref>Citato in Lorenzo Marucci, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-lippi-l-allenatore-deve-entrare-nella-testa-dei-giocatori-e-se-hai-quelli-forti-vinci-1408099 Lippi: "L'allenatore deve entrare nella testa dei giocatori. E se hai quelli forti vinci"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 16 luglio 2020.</ref>
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/03/17-288851/Juve+stuzzicata+nell%27orgoglio.+%22Ci+danno+per+eliminati...%22 Juve stuzzicata nell'orgoglio. "Ci danno per eliminati..."]'', ''tuttosport.com'', 17 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della Champions League nel 1996}} La gioia dello scudetto l'avevo sentita solo mia, perché gli juventini ne avevano già vinti 22 e io neanche uno. Invece questa Coppa la sento comune, di tutti i tifosi che la aspettavano da tempo. Era importante anche l'altra, non fraintendetemi, ma penso che i tifosi godano di più per questa, anche perché è stata generata da una grande partita.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Questa_squadra_vinto_tutto__co_8_960523719.shtml "Questa squadra ha vinto tutto"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref>
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la [[Juventus Football Club|Juventus]] sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20080607065154/http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=720162 Ricordate il Capello "Mai alla Juve"? Lippi reinterpreta il giuramento: Mai al Milan! Intanto potrebbe andare a Londra con il Pelato come interprete...]'', ''goal.com'', 2 giugno 2008.</ref>
*La [[tessera del tifoso]] in trasferta non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. A sentire l'espressione "scheda del tifoso" mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perché non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi.<ref name="Davi">Dall'intervista a Klaus Davi per il programma web ''KlausCondicio'', YouTube; citato in ''[http://www.repubblica.it/2009/08/sport/calcio/nazionale/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso.html Lippi boccia la tessera del tifoso "Non mi piace, sa di schedatura"]'', ''repubblica.it'', 26 agosto 2009.</ref>
*[...] l'unico modo per [[Vittoria|vincere]] qualcosa è cercare di vincere tutto.<ref>Citato in Marco Strazzi, ''Diva forever'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, pp. 14-20.</ref>
*Ogni volta che sento l'[[Inno di Mameli]] mi dà una sensazione bellissima, particolare. Non è per forza legata alla vittoria del Mondiale, perché la sentivo anche prima. Le parole, secondo me, sono molto belle e io non vedo per quale motivo si debba sostituire con il Và Pensiero. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione.<ref name="Davi"/>
*[[Andrea Pirlo|Pirlo]] è un leader silenzioso: parla coi piedi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/sport/calcio/nazionale/pirlo/pirlo/pirlo.html Pirlo l'uomo nuovo: "Ho imparato guardando Baggio"]'', ''repubblica.it'', 29 marzo 2005.</ref>
*[[Davide Santon|Santon]] è un ragazzo, ma ha grande personalità, facilità di gioco e capacità di inserirsi nei meccanismi.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=44849&L=it Lippi elogia Santon: "È un predestinato"]'', ''inter.it'', 5 giugno 2009.</ref>
*Se fossi il presidente manderei via subito l'allenatore, poi chiamerei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti.<ref>Dopo Reggina – Inter 2-1 del 1º ottobre 2000; citato in ''[https://web.archive.org/web/20010723034011/http://www.raisport.rai.it/news/sport/calcio/200010/01/39d76d2d05965/ Lo sfogo di Lippi]'', ''raisport.rai.it''.</ref>
*Se il grande [[campione]] pretende di essere la primadonna, a scapito dei suoi compagni, quel collettivo non avrà successo. Il campione deve mettersi a disposizione.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/Lippi_Lunga_vita_alla_mia_co_0_9605245736.shtml Lippi: "Lunga vita alla mia Juve operaia"]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*Sono morti vari miei compagni di squadra. Conoscevo Petrini, era un mio coetaneo. Come lui sono scomparsi altri miei ex compagni di squadra, ricordo Saltutti, insieme alla Pistoiese. Quando giocavo nella Sampdoria, era prassi che il massaggiatore ci facesse delle iniezioni, fra le dita ne avevo cinque diverse. "Vitamine", ci dicevano. E tutti le facevano, oppure tutti ingoiavamo le pasticche colorate prima della partita. C'era un abuso di farmaci, pur di giocare con la pubalgia prendevo antinfiammatori ogni giorno e facevo infiltrazioni, finché non mi sentii male e dovetti fermarmi.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/lippi-si-ci-facevano-punture/299554 Lippi: 'Ci facevano le punture']'', ''calciomercato.com'', 21 aprile 2012.</ref>
*Un gruppo dei migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra.
:''A group of the best players do not necessarily make for the best team.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/marcello-lippi-best-players-dont-always-make-up-the-best-team-796314.html Marcello Lippi: 'Best players don't always make up the best team']'', ''independent.co.uk'', 15 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/juve/juve.html Juventus e Ferrari in lutto, i grandi amori restano orfani]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref>
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/luglio/10/Lippi_senza_freni_gioia_piu_ga_3_060710004.shtml Lippi senza freni «La gioia più bella»]''|Citato in Maurizio Nicita, ''La Gazzetta dello Sport'', 10 luglio 2006.}}
*Grazie di cuore a questi ragazzi davvero fantastici. Gliel'ho già detto nello spogliatoio. Hanno un carattere, un cuore, una grinta che non hanno paragoni e sono stati ripagati dei loro sforzi, dei sacrifici, della convinzione di poter sollevare al cielo questa Coppa.
*Avevo detto che l'avrebbe vinta {{NDR|[[Campionato mondiale di calcio 2006|la coppa del mondo]]}} chi aveva più fame e il nostro gruppo ha dimostrato di averne più di tutti.
*{{NDR|Dopo la vittoria ai mondiali di Germania 2006}} Da sportivo è la più grande soddisfazione che potessi avere. Ho avuto la fortuna e l'onore di vincere tanti scudetti, una Champions League, di essere anche campione del mondo di club, ma questa Coppa è una cosa unica, irripetibile.
==Interviste==
{{cronologico}}
*Nella mia carriera non ho mai vinto niente, voi è da dieci anni che non vincete niente. Sarà l'ora che le cose cambino. Saremo di fronte ad una grande tavola imbandita, dove ogni coppa è un piatto. Nessuno potrà avere più fame di noi.<ref>Al suo arrivo alla Juventus, 1994; [http://www.sportversilia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=505:intervista-a-lippi&catid=59:personaggi-famosi&Itemid=63 citato] in ''sportversilia.it''. {{collegamento interrotto}}</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Ci hanno tirato addosso tanta merda che la metà bastava. Ecco perché è lo scudetto più bello. Si può attaccare tutto, il palazzo, le istituzioni, non una squadra come la nostra.<ref>Al termine di Juventus – Bologna 3-2 del 10 maggio 1998; citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/11/inzaghi-firma-lo-scudetto-dei-veleni-lippi.html Inzaghi firma lo scudetto dei veleni]'', ''la Repubblica'', 11 maggio 1998.</ref>
*Nessuno deve sentirsi titolare o riserva, tutti devono sentirsi molto importanti. Detesto la pappa fatta, le gerarchie fisse, qui la formazione, la i rincalzi. L'allenatore vivrebbe meglio, ma che vivere sarebbe? Sono per la concorrenza che stimola.<ref>Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0326_01_2001_0189_0035_2197584/ Lippi: «Una Juve feroce con o senza Vieri»]'', ''La Stampa'', 11 luglio 2001, p. 33.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Mi sono rivisto un po' in lui. È arrivato alla Juve più o meno alla mia età, ha la stessa mia concretezza e la voglia di modernizzare la squadra. Ci sono punti in comune. Si vede l'intelligenza: in punta di piedi in un ambiente dove si praticava un certo calcio, senza stravolgere le certezze. Poi, con idee leggermente diverse, ha dato a poco a poco la sua identità.<ref>Dall'intervista di Fabio Licari a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/24-03-2015/lippi-mi-rivedo-allegri-magari-juve-champions-fa-come-mia-italia-110228094875.shtml Lippi: "Mi rivedo in Allegri. E magari la Juve in Champions fa come la mia Italia"]'', ''gazzetta.it'', 25 marzo 2015.</ref>
*Avevo deciso di andare via dalla nazionale già prima di vincere il Mondiale di Germania del 2006. Tornare ad allenarla un'altra volta è stata una delle cavolate più grosse che ho fatto nella mia carriera. Siccome avevo lasciato veramente un gruppo di giocatori straordinari mi sono convinto a ritornare per ripagare la fiducia che quei ragazzi avevano sempre riposto in me. Ma non si deve tornare in una nazionale solamente due anni dopo aver vinto un campionato del mondo.<ref>Da un'intervista a TV2000; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/4962/nazionali/2015/11/14/17333332/fallimento-a-sudafrica-2010-lippi-ammette-che-cavolata?ICID=HP_BN_2?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Lippi: "Tornare ad allenare la nazionale italiana è stata una delle cavolate più grosse della mia carriera".]'', ''goal.com'', 14 novembre 2015.</ref>
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.<ref>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/03/10/news/marcello_lippi_juventus_atletico_champions_league-221216833/ Marcello Lippi: "Piano con i processi, discutere Allegri è da manicomio""]'', ''rep.repubblica.it'', 10 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1994-1995]]}} Eravamo la modernità. Credo che quella squadra rappresentasse già benissimo la mia idea di calcio: aggressiva in ogni zona del campo, organizzata ma senza l'ossessione della tattica che oggi ha contagiato un po' tutti. Avevo giocatori disposti al sacrificio.<ref name="Crosetti">Dall'intervista di Maurizio Crosetti, ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2025/03/05/news/lippi_colloquio_allenatore_nazionale_2006-424042547/ Lippi: "Ho avuto la vita migliore del mondo e reso felice la gente, non rivoglio niente indietro"]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.<ref name="Crosetti"/>
{{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0546_01_1998_0128_0035_7276789/ Lippi «Così è nata la Juve capolavoro»]''|Intervista di Fabio Vergnano, ''La Stampa'', 12 maggio 1998, p. 31.}}
*{{NDR|«Il successo l'ha cambiata?»}} Credo di no. Sono permaloso dalla nascita.
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]], «perché tanta acredine contro di voi?»}} Mi sono posto anch'io questa domanda. È tutto l'anno che ci insultano, che ci dicono che sappiamo soltanto rubare. E non sanno che i giocatori reagiscono mettendoci ancora più rabbia quando in campo vengono accolti al coro di "ladri". Me l'hanno gridato anche qui a Viareggio una volta che passeggiavo in bici con mia moglie Simonetta. C'è una reazione brutale forse perché siamo dalla parte della ragione. Non faccio nomi, ma qualcuno [il presidente della Roma, [[Franco Sensi|Sensi]], ''ndr''] ha cominciato a parlare male della Juve cinque mesi fa. È possibile che da parte nostra ci sia stata qualche parola arrogante, ma nella hit parade delle frasi sbagliate noi non siamo certo al primo posto.
*{{NDR|Sul campionato di Serie A 1997-1998, «qualcuno ha detto che la partita con l'Inter andava rigiocata...»}} Ma non scherziamo. {{NDR|«...e che lo scudetto andava assegnato con uno spareggio»}} Sì, se avessimo perso anche noi sette partite, non due. {{NDR|«Ma le sviste arbitrali ci sono state»}} Certo, e anche evidenti. Però anche gli altri ne hanno avute a favore e le posso elencare tutte. Il fatto che siano venute all'inizio o a metà campionato conta poco. La verità è che lo scudetto è andato alla squadra più regolare, anche se non la più forte sotto l'aspetto tecnico.
*{{NDR|«Dicono che lei sia un maestro nell'aggiustare la formazione nel corso della partita»}} Se cambio è perché ho sbagliato prima.
*{{NDR|«Il calcio va verso grandi riforme. Lei da che parte sta?»}} «Vorrei un sorteggio arbitrale pilotato non integrale e sono d'accordo anche sui [[Tecnologia di porta|sensori nelle porte]]. No alla [[Video Assistant Referee|moviola in campo]] e al doppio arbitro.
{{Int|''«O la Juve o l'Italia»''|Intervista di [[Mario Sconcerti]], ''Guerin Sportivo'' nº 20, 14-20 maggio 2002, pp. 16-20.}}
*[...] io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla [[Juventus Football Club|Juventus]] e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*Oggi in Italia abbiamo difensori bravi nel collettivo, dentro il reparto. Questo perché [...] sono abituati fin dal settore giovanile ai meccanismi del [[Difesa a zona|gioco a zona]]. Sono abituati a pensare al compagno, sono bravi anzi proprio se riescono a muoversi contemporaneamente. Altrimenti non si fanno né il fuorigioco, né la diagonale e salta completamente la zona. Questo senso del reparto, quest'abitudine a muoversi dentro uno schema, ha un po' smontato il meccanismo della marcatura individuale. Era la nostra specialità, la vecchia marcatura a uomo. Oggi non la sappiamo quasi più fare. Non c'è più quella scaltrezza, quella cattiveria, quella personalizzazione della marcatura che rendeva unico ogni difensore.
*[[Ciro Ferrara|Ferrara]] è forse l'ultimo di una specie. Ha vinto scudetti giocando a uomo e poi ne ha vinti giocando a zona. È un uomo di due epoche ed è un grande giocatore. È la sintesi del miglior difensore moderno.
*[...] le squadre che giocano meglio sono le squadre di provincia, quelle che possono allenarsi puntualmente portando sempre a termine il programma di lavoro. Dopo sette, dieci, quindici settimane di lavoro così, i risultati si vedono sempre. Le grandi squadre non possono. Non c'è allenamento se c'è Coppa dei Campioni. [...] Il nostro è sempre più un lavoro di mantenimento, di sopravvivenza, che di aggiunta, di miglioramento, di studio. La nostra necessità è dosare, gestire bene la rosa dei titolari. Paghiamo il meno tempo con una minore organizzazione di gioco. In compenso noi abbiamo giocatori più forti.
*Quelli del [[Associazione Calcio ChievoVerona 2001-2002|Chievo]] hanno potuto valersi della grande organizzazione collettiva. Del Neri ha fatto veramente uno splendido lavoro. Mi è piaciuto quasi tutto del Chievo. Le verticalizzazioni di Corini, gli inserimenti anche senza palla di Perrotta, la rapidità di Marazzina, l'importanza tattica di Corradi, la forza di Lanna, anche se la difesa giocava sempre molto alta. [...] era una necessità. [...] Perché giocando alto, teneva i campioni degli altri lontano dalla sua area. Meglio avere Trezeguet o Vieri a metà campo che in area, no? Con la tattica del fuorigioco noi ci accorgiamo sempre dei gol che si prendono, ma capiamo molto meno quanti gol si evitano. [...] Del Neri è stato bravissimo. Ha cercato di trasformare un rischio in un punto di forza. E c'è quasi riuscito.
*Credo che una delle cose più importanti del campionato sia stata la conferma del [[Associazione Calcio Perugia 2001-2002|Perugia]], soprattutto del suo tecnico. Cosmi è veramente un ottimo allenatore. [...] mi sembra anche una persona molto attenta al fattore umano dei giocatori, un tecnico moderno e completo. Aveva qualche buon giocatore [...]; buonissimi sono i due attaccanti, Vryzas e Bazzani, sempre pericolosi, sempre fastidiosi. Ma in generale aveva un insieme quasi curioso di etnie, di provenienze. Eppure ha fatto più punti ancora dello scorso anno.
*Io ho allenato il trequartista per definizione, [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia.
*Se fai una squadra di undici uomini e una rosa di 22, ottieni di avere solo undici doppioni. Io dico invece, datemi giocatori bravi, tutti bravi e diversi. Datemi una rosa di grande qualità. Poi decideremo di volta in volta chi e come giocare. [...] Poterlo fare è un grande vantaggio. Non abitui mai l'avversario, porti sempre un po' di sorpresa.
{{Int|''«Marchisio decisivo ma occhio a Ventura»''|Intervista di Filippo Cornacchia, ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 4.}}
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il [[Derby di Torino|derby]] è bello anche per queste cose.
*[[Zinédine Zidane|Zidane]] giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire.
*Quello che soffriva maggiormente [il derby di Torino] era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva.
*{{NDR|«Da ragazzino quale era il suo juventino preferito per queste partite?»}} Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di [[Omar Sívori|Sivori]]: non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo succedeva il contrario.
*{{NDR|Su [[Sebastian Giovinco]]}} È la genialità impersonificata e la genialità sta benissimo in qualsiasi grande squadra.
{{Int|''[http://www.marca.com/2014/02/14/futbol/futbol_internacional/1392397585.html Lippi: «En Italia ya nadie habla de 'catenaccio'»]''|{{es}} Intervista di Juan Castro, ''marca.com'', 14 febbraio 2014.}}
*Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore.
:''Ganar siempre es importante y casi nunca es producto de la casualidad. Puedes tener suerte un día, dos, pero ganar es siempre producto de un trabajo, de un grupo formado, al que uno contribuye como técnico.''
*Il [[catenaccio]] non esiste più, nessuno ne parla in [[Italia]]. Parlarne è essere in male fede o non essere informati. Le ricordo che ho giocato la semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania con quattro attaccanti: [[Francesco Totti|Totti]], Iaquinta, [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] e Gilardino. Le mie squadre giocano all'attacco, con aggressività... e ora in [[Cina]], Evergrande fa lo stesso. Quindi, smettiamo di parlare ancora di catenaccio.
:''El catenaccio ya no existe, nadie habla de eso en Italia. Hablar de eso es o tener mala fe o no estar informado. Le recuerdo que yo he jugado la semifinal del Mundial contra Alemania con cuatro delanteros: Totti, Iaquinta, Del Piero y Gilardino. Mis equipos juegan al ataque, con desdoblamientos, agresivos... y ahora en China, el Evergrande actúa igual. Por tanto, dejemos de hablar ya del catenaccio.''
*Io amo il calcio spagnolo. Le dico, ad esempio, che il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] voleva ingaggiarmi due volte, ma non potevo andarci perché ero alla Juventus e quando sei in quel club non pensi a nient'altro.
:''Amo el fútbol español. Le digo, por ejemplo, que el Real Madrid me quiso fichar dos veces. No pude ir porque estaba en la Juve, y cuando uno está en ese equipo no piensa en otro.''
==Citazioni su Marcello Lippi==
*Feroce con i nemici, severo con gli amici. ([[Italo Cucci]])
*Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]]. ([[Gianni Agnelli]])
* {{NDR|Dopo la vittoria del mondiale nel 2006}} L'uomo non è simpatico per quanto si sforzi, non è diplomatico per quanto non si sforzi, ma è riuscito a fare una cosa rara, non soltanto nel mondo dello sport: prendere un gruppo di professionisti ammaccati la gran parte da una stagione forsennata e dai colpi di maglio di Moggiopoli, convincerli con le buone che ci sono momenti nella vita in cui l'interesse generale prevale sul particolare, disporli in campo secondo le reali possibilità di ognuno (e non quelle teoriche della lavagnetta), e poi volere loro un po' di bene. Cose semplici, le stesse in fondo che permisero a un altro grande condottiero di regalare ai meno giovani tra noi, 24 anni fa, l'emozione indelebile della vittoria al mondiale di Spagna. Ecco, se è permesso un complimento ulteriore, e per me definitivo, al signor Lippi è che adesso può sedersi accanto al grande Enzo Bearzot e finalmente concedersi il lusso di dargli del tu. ([[Carlo Verdelli]])
*Lippi è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Lippi è un allenatore eccezionale che non esce mai dal macinato. ([[Franco Scoglio]])
*{{NDR|Nel 1999}} Lippi è stato il mio messia, il mio modello sotto tutti i punti di vista. ([[Gianluca Vialli]])
*Lippi praticava un calcio "sconosciuto" avendo messo a punto una corazzata terrificante anche a livello fisico. Eravamo cortissimi a pressavamo al limite dell'area avversaria. Mangiavamo erba e avversari. {{NDR|«Un rivoluzionario?»}} Il rivoluzionario fu [[Arrigo Sacchi|Sacchi]], Lippi alzò l'asticella sotto tutti i punti di vista. Il suo calcio era di un'intensità unica. ([[Christian Vieri]])
*Marcello Lippi ha l'assoluta certezza di essere venuto al mondo come esempio. Ma di che? ([[Franco Rossi]])
*Marcello Lippi è un uomo straordinario. Basta guardarlo negli occhi per dirsi che si sta avendo a che fare con qualcuno che è padrone di se stesso e del suo ambito professionale. Quegli occhi sono a volte ardenti per serietà, a volte scintillanti, a volte ti analizzano con circospezione e sempre sono vivi di intelligenza. Nessuno potrebbe fare l'errore di prenderlo alla leggera. ([[Alex Ferguson]])
*Nel 2006 Lippi è stato onesto: mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a parlare male di me a Lippi. ([[Antonio Cassano]])
*Ricordo Lippi. In panca era sereno, si agitava poco: e ti credo, in campo aveva due allenatori, [[Didier Deschamps|Didier]] e me... ([[Antonio Conte]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Gianluca Zambrotta, Paolo Fontanesi, ''Una vita da terzino'', prefazione di Marcello Lippi, Kowalski, Milano, 2014. ISBN 978-88-7496-849-7
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi lascia la Nazionale|data=12 luglio 2006}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi è il nuovo CT dell'Italia, Donadoni lascia|data=26 giugno 2008}}
{{DEFAULTSORT:Lippi, Marcello}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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2026-08-24T00:29:27Z
Danyele
19198
/* Citazioni di Marcello Lippi */ ordine corretto
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Marcello Lippi by Martina De Siervo - International Journalism Festival 2010.jpg|thumb|Marcello Lippi nel 2010]]
'''Marcello Lippi''' (1948 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Marcello Lippi==
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} A conclusione di una straordinaria esperienza professionale ed umana, vissuta alla guida di un eccezionale gruppo di calciatori e con la collaborazione di uno staff di prima qualità, ritengo esaurito il mio ruolo alla guida della Nazionale italiana.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-lascia/lippi-lascia/lippi-lascia.html Nazionale, è ufficiale: Lippi lascia. "Esperienza straordinaria, ma è finita"]'', ''repubblica.it'', 12 luglio 2006.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità calcistica Juventus-Napoli]]}} A Torino c'è la cultura della vittoria unita al temperamento riservato del piemontese. A Napoli c'è il contagioso entusiasmo che scorre per le strade della città.<ref>Citato in Franco Ordine, ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/higuain-c-bar-io-dico-ancora-juve-1222418.html "Higuain & C. come il Barça. Ma io dico ancora Juve"]'', ''ilgiornale.it'', 10 febbraio 2016.</ref>
*Alla Juventus gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...<ref>Da ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*Con [[Roberto Baggio]] non ho mai avuto una discussione. Per un motivo semplice: non l'ho mai considerato importante a livello umano. {{NDR|17 novembre 2001}}<ref>Citato in ''Ipse Dixit'', ''Calcio 2000'' nº 49, gennaio 2002, p. 194.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianluca Zambrotta]]}} Dopo i [[Campionato mondiale di calcio|Mondiali]] del 2002 in [[Giappone]] e [[Corea del Sud|Corea]], Gianluca tornò a casa {{NDR|alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con un grosso problema muscolare all'adduttore, al limite dell'intervento chirurgico, si ipotizzava una assenza di parecchi mesi. Comprammo dal [[Hellas Verona Football Club|Verona]] [[Mauro Germán Camoranesi|Camoranesi]], rivelatosi poi un ottimo acquisto. Con la consueta tenacia e determinazione Gianluca guarì molto prima del previsto. E io mi ritrovai con un piacevolissimo problema: due grandi calciatori per un ruolo. Decisi che i grandi calciatori devono giocare sempre, anche a costo di cambiare ruolo. Proposi a Gianluca di provare a giocare difensore esterno a sinistra, dicendogli che a mio parere aveva le caratteristiche perfette per quel ruolo, e che probabilmente per lui si prospettava un brillante futuro in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], visto l'imminente ritiro di [[Paolo Maldini|Maldini]]. Gianluca accettò con entusiasmo e convinzione e si mise a lavorare intensamente sul campo. In poco tempo calciava e crossava quasi meglio di sinistro che di destro: grazie alle sue capacità e al suo carattere è diventato uno dei migliori difensori esterni del mondo, in quel ruolo, sia a sinistra che a destra.<ref>Da ''Una vita da terzino''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2006]]}} È stata una gara particolare{{NDR|:}} pronti, via, e loro hanno segnato su un rigore che non ho avuto modo di rivedere, quindi non vi so dire se c'era o meno. Noi siamo stati bravi ad avere una splendida reazione con il gol di Materazzi e la traversa di Toni. Poi nel secondo tempo siamo calati e abbiamo sofferto. È per questo che ho tolto Totti. Lui non è ancora al massimo della condizione e ha pagato i 120 minuti disputati con la Germania, non gli riuscivano le sue giocate. A determinare il calo è stato anche il fatto che gli infortuni ci hanno obbligato a giocare dietro sempre con gli stessi uomini.<ref>Citato in Velario Gualerzi, ''[https://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria.html Lippi felice, dedica vittoria alla famiglia – "Primo pensiero a Buffon e Cannavaro"]'', ''repubblica.it'', 10 luglio 2006.</ref>
*Giocare nella [[Juventus Football Club|Juventus]] significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.<ref>Citato in ''Storiche citazioni di juventini veri'' – ''Tuttosport'', edizione impresa, 2 dicembre 2009.</ref>
*Ho visto la sua finale in tv da Ginevra tutta, dal primo punto fino al trionfo. D'ora in poi sarà il nostro simbolo. Quattro anni fa dissi che ci saremmo ispirati all'oro olimpico del Setterosa, oggi a entusiasmarci è la [[Francesca Schiavone|Schiavone]]: lo leggo come simbolo per l'Italia. Grinta, passione, classe e cuore. D'ora in avanti è lei l'immagine del nostro Mondiale! <ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/dossier/2010-06-09/italia-lippi-come-schiavone-131200.shtml?uuid=AYPksDxB Italia, Lippi: "Noi come la Schiavone"]'', ''ilsole24ore.com'', 9 giugno 2010.</ref>
*Io a casa ho un foglietto [...] sul quale c'è la definizione di cos'è una [[squadra di calcio]], intesa come gruppo. Ogni anno, dovunque vada ad allenare, faccio le fotocopie e le passo ai giocatori... e lo faccio subito, il primo giorno. Sul foglietto, parola più, parola meno, c'è scritto che se un giocatore all'interno del gruppo non si sente la prima donna, se si rispecchia nel lavoro degli altri, si mette a disposizione degli altri, se non sente la necessità di essere considerato il campione o il super-divo, allora tutto il gruppo è destinato ad avere un buon successo. [...] Per quanto attiene invece ai rapporti personali, chi guida un gruppo non si può permettere di dare la sensazione che uno gli stia più o meno simpatico. È chiaro comunque, ed è evidente, che poi un certo tipo di rapporti si instaurano naturalmente. A chi ti è simpatico ti rivolgi in un modo, a chi lo è un po' meno in un altro. Comunque sia, credo che la cosa più importante sia quella di non bleffare mai, di essere sempre se stessi. Bisogna essere leali nei rapporti, se non mi piace una cosa la dico, ma anche loro devono dirla. Non si può girare intorno alle cose altrimenti si finisce per costruire un rapporto falso. A costo anche [...] di chiudersi in una stanza e fare a cazzotti, ma le cose vanno sempre ben definite, chiarite.<ref>Da ''Hurrà Juventus'', luglio 1995; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/hurra-racconta-la-festa-di-trent-anni-fa Hurrà racconta {{!}} La festa di trent'anni fa]'', ''juventus.com'', 21 maggio 2025.</ref>
*L'[[allenatore]] è una guida forte, sicura. Non è importante che sia simpatico. Deve dare la sensazione ai giocatori di portarli a raggiungere l'obiettivo.<ref>Citato in Lorenzo Marucci, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-lippi-l-allenatore-deve-entrare-nella-testa-dei-giocatori-e-se-hai-quelli-forti-vinci-1408099 Lippi: "L'allenatore deve entrare nella testa dei giocatori. E se hai quelli forti vinci"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 16 luglio 2020.</ref>
*[...] l'unico modo per [[Vittoria|vincere]] qualcosa è cercare di vincere tutto.<ref>Citato in Marco Strazzi, ''Diva forever'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, pp. 14-20.</ref>
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/03/17-288851/Juve+stuzzicata+nell%27orgoglio.+%22Ci+danno+per+eliminati...%22 Juve stuzzicata nell'orgoglio. "Ci danno per eliminati..."]'', ''tuttosport.com'', 17 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della Champions League nel 1996}} La gioia dello scudetto l'avevo sentita solo mia, perché gli juventini ne avevano già vinti 22 e io neanche uno. Invece questa Coppa la sento comune, di tutti i tifosi che la aspettavano da tempo. Era importante anche l'altra, non fraintendetemi, ma penso che i tifosi godano di più per questa, anche perché è stata generata da una grande partita.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Questa_squadra_vinto_tutto__co_8_960523719.shtml "Questa squadra ha vinto tutto"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref>
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la [[Juventus Football Club|Juventus]] sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20080607065154/http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=720162 Ricordate il Capello "Mai alla Juve"? Lippi reinterpreta il giuramento: Mai al Milan! Intanto potrebbe andare a Londra con il Pelato come interprete...]'', ''goal.com'', 2 giugno 2008.</ref>
*La [[tessera del tifoso]] in trasferta non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. A sentire l'espressione "scheda del tifoso" mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perché non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi.<ref name="Davi">Dall'intervista a Klaus Davi per il programma web ''KlausCondicio'', YouTube; citato in ''[http://www.repubblica.it/2009/08/sport/calcio/nazionale/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso.html Lippi boccia la tessera del tifoso "Non mi piace, sa di schedatura"]'', ''repubblica.it'', 26 agosto 2009.</ref>
*Ogni volta che sento l'[[Inno di Mameli]] mi dà una sensazione bellissima, particolare. Non è per forza legata alla vittoria del Mondiale, perché la sentivo anche prima. Le parole, secondo me, sono molto belle e io non vedo per quale motivo si debba sostituire con il Và Pensiero. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione.<ref name="Davi"/>
*[[Andrea Pirlo|Pirlo]] è un leader silenzioso: parla coi piedi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/sport/calcio/nazionale/pirlo/pirlo/pirlo.html Pirlo l'uomo nuovo: "Ho imparato guardando Baggio"]'', ''repubblica.it'', 29 marzo 2005.</ref>
*[[Davide Santon|Santon]] è un ragazzo, ma ha grande personalità, facilità di gioco e capacità di inserirsi nei meccanismi.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=44849&L=it Lippi elogia Santon: "È un predestinato"]'', ''inter.it'', 5 giugno 2009.</ref>
*Se fossi il presidente manderei via subito l'allenatore, poi chiamerei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti.<ref>Dopo Reggina – Inter 2-1 del 1º ottobre 2000; citato in ''[https://web.archive.org/web/20010723034011/http://www.raisport.rai.it/news/sport/calcio/200010/01/39d76d2d05965/ Lo sfogo di Lippi]'', ''raisport.rai.it''.</ref>
*Se il grande [[campione]] pretende di essere la primadonna, a scapito dei suoi compagni, quel collettivo non avrà successo. Il campione deve mettersi a disposizione.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/Lippi_Lunga_vita_alla_mia_co_0_9605245736.shtml Lippi: "Lunga vita alla mia Juve operaia"]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*Sono morti vari miei compagni di squadra. Conoscevo Petrini, era un mio coetaneo. Come lui sono scomparsi altri miei ex compagni di squadra, ricordo Saltutti, insieme alla Pistoiese. Quando giocavo nella Sampdoria, era prassi che il massaggiatore ci facesse delle iniezioni, fra le dita ne avevo cinque diverse. "Vitamine", ci dicevano. E tutti le facevano, oppure tutti ingoiavamo le pasticche colorate prima della partita. C'era un abuso di farmaci, pur di giocare con la pubalgia prendevo antinfiammatori ogni giorno e facevo infiltrazioni, finché non mi sentii male e dovetti fermarmi.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/lippi-si-ci-facevano-punture/299554 Lippi: 'Ci facevano le punture']'', ''calciomercato.com'', 21 aprile 2012.</ref>
*Un gruppo dei migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra.
:''A group of the best players do not necessarily make for the best team.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/marcello-lippi-best-players-dont-always-make-up-the-best-team-796314.html Marcello Lippi: 'Best players don't always make up the best team']'', ''independent.co.uk'', 15 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/juve/juve.html Juventus e Ferrari in lutto, i grandi amori restano orfani]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref>
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/luglio/10/Lippi_senza_freni_gioia_piu_ga_3_060710004.shtml Lippi senza freni «La gioia più bella»]''|Citato in Maurizio Nicita, ''La Gazzetta dello Sport'', 10 luglio 2006.}}
*Grazie di cuore a questi ragazzi davvero fantastici. Gliel'ho già detto nello spogliatoio. Hanno un carattere, un cuore, una grinta che non hanno paragoni e sono stati ripagati dei loro sforzi, dei sacrifici, della convinzione di poter sollevare al cielo questa Coppa.
*Avevo detto che l'avrebbe vinta {{NDR|[[Campionato mondiale di calcio 2006|la coppa del mondo]]}} chi aveva più fame e il nostro gruppo ha dimostrato di averne più di tutti.
*{{NDR|Dopo la vittoria ai mondiali di Germania 2006}} Da sportivo è la più grande soddisfazione che potessi avere. Ho avuto la fortuna e l'onore di vincere tanti scudetti, una Champions League, di essere anche campione del mondo di club, ma questa Coppa è una cosa unica, irripetibile.
==Interviste==
{{cronologico}}
*Nella mia carriera non ho mai vinto niente, voi è da dieci anni che non vincete niente. Sarà l'ora che le cose cambino. Saremo di fronte ad una grande tavola imbandita, dove ogni coppa è un piatto. Nessuno potrà avere più fame di noi.<ref>Al suo arrivo alla Juventus, 1994; [http://www.sportversilia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=505:intervista-a-lippi&catid=59:personaggi-famosi&Itemid=63 citato] in ''sportversilia.it''. {{collegamento interrotto}}</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Ci hanno tirato addosso tanta merda che la metà bastava. Ecco perché è lo scudetto più bello. Si può attaccare tutto, il palazzo, le istituzioni, non una squadra come la nostra.<ref>Al termine di Juventus – Bologna 3-2 del 10 maggio 1998; citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/11/inzaghi-firma-lo-scudetto-dei-veleni-lippi.html Inzaghi firma lo scudetto dei veleni]'', ''la Repubblica'', 11 maggio 1998.</ref>
*Nessuno deve sentirsi titolare o riserva, tutti devono sentirsi molto importanti. Detesto la pappa fatta, le gerarchie fisse, qui la formazione, la i rincalzi. L'allenatore vivrebbe meglio, ma che vivere sarebbe? Sono per la concorrenza che stimola.<ref>Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0326_01_2001_0189_0035_2197584/ Lippi: «Una Juve feroce con o senza Vieri»]'', ''La Stampa'', 11 luglio 2001, p. 33.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Mi sono rivisto un po' in lui. È arrivato alla Juve più o meno alla mia età, ha la stessa mia concretezza e la voglia di modernizzare la squadra. Ci sono punti in comune. Si vede l'intelligenza: in punta di piedi in un ambiente dove si praticava un certo calcio, senza stravolgere le certezze. Poi, con idee leggermente diverse, ha dato a poco a poco la sua identità.<ref>Dall'intervista di Fabio Licari a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/24-03-2015/lippi-mi-rivedo-allegri-magari-juve-champions-fa-come-mia-italia-110228094875.shtml Lippi: "Mi rivedo in Allegri. E magari la Juve in Champions fa come la mia Italia"]'', ''gazzetta.it'', 25 marzo 2015.</ref>
*Avevo deciso di andare via dalla nazionale già prima di vincere il Mondiale di Germania del 2006. Tornare ad allenarla un'altra volta è stata una delle cavolate più grosse che ho fatto nella mia carriera. Siccome avevo lasciato veramente un gruppo di giocatori straordinari mi sono convinto a ritornare per ripagare la fiducia che quei ragazzi avevano sempre riposto in me. Ma non si deve tornare in una nazionale solamente due anni dopo aver vinto un campionato del mondo.<ref>Da un'intervista a TV2000; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/4962/nazionali/2015/11/14/17333332/fallimento-a-sudafrica-2010-lippi-ammette-che-cavolata?ICID=HP_BN_2?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Lippi: "Tornare ad allenare la nazionale italiana è stata una delle cavolate più grosse della mia carriera".]'', ''goal.com'', 14 novembre 2015.</ref>
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.<ref>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/03/10/news/marcello_lippi_juventus_atletico_champions_league-221216833/ Marcello Lippi: "Piano con i processi, discutere Allegri è da manicomio""]'', ''rep.repubblica.it'', 10 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1994-1995]]}} Eravamo la modernità. Credo che quella squadra rappresentasse già benissimo la mia idea di calcio: aggressiva in ogni zona del campo, organizzata ma senza l'ossessione della tattica che oggi ha contagiato un po' tutti. Avevo giocatori disposti al sacrificio.<ref name="Crosetti">Dall'intervista di Maurizio Crosetti, ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2025/03/05/news/lippi_colloquio_allenatore_nazionale_2006-424042547/ Lippi: "Ho avuto la vita migliore del mondo e reso felice la gente, non rivoglio niente indietro"]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.<ref name="Crosetti"/>
{{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0546_01_1998_0128_0035_7276789/ Lippi «Così è nata la Juve capolavoro»]''|Intervista di Fabio Vergnano, ''La Stampa'', 12 maggio 1998, p. 31.}}
*{{NDR|«Il successo l'ha cambiata?»}} Credo di no. Sono permaloso dalla nascita.
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]], «perché tanta acredine contro di voi?»}} Mi sono posto anch'io questa domanda. È tutto l'anno che ci insultano, che ci dicono che sappiamo soltanto rubare. E non sanno che i giocatori reagiscono mettendoci ancora più rabbia quando in campo vengono accolti al coro di "ladri". Me l'hanno gridato anche qui a Viareggio una volta che passeggiavo in bici con mia moglie Simonetta. C'è una reazione brutale forse perché siamo dalla parte della ragione. Non faccio nomi, ma qualcuno [il presidente della Roma, [[Franco Sensi|Sensi]], ''ndr''] ha cominciato a parlare male della Juve cinque mesi fa. È possibile che da parte nostra ci sia stata qualche parola arrogante, ma nella hit parade delle frasi sbagliate noi non siamo certo al primo posto.
*{{NDR|Sul campionato di Serie A 1997-1998, «qualcuno ha detto che la partita con l'Inter andava rigiocata...»}} Ma non scherziamo. {{NDR|«...e che lo scudetto andava assegnato con uno spareggio»}} Sì, se avessimo perso anche noi sette partite, non due. {{NDR|«Ma le sviste arbitrali ci sono state»}} Certo, e anche evidenti. Però anche gli altri ne hanno avute a favore e le posso elencare tutte. Il fatto che siano venute all'inizio o a metà campionato conta poco. La verità è che lo scudetto è andato alla squadra più regolare, anche se non la più forte sotto l'aspetto tecnico.
*{{NDR|«Dicono che lei sia un maestro nell'aggiustare la formazione nel corso della partita»}} Se cambio è perché ho sbagliato prima.
*{{NDR|«Il calcio va verso grandi riforme. Lei da che parte sta?»}} «Vorrei un sorteggio arbitrale pilotato non integrale e sono d'accordo anche sui [[Tecnologia di porta|sensori nelle porte]]. No alla [[Video Assistant Referee|moviola in campo]] e al doppio arbitro.
{{Int|''«O la Juve o l'Italia»''|Intervista di [[Mario Sconcerti]], ''Guerin Sportivo'' nº 20, 14-20 maggio 2002, pp. 16-20.}}
*[...] io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla [[Juventus Football Club|Juventus]] e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*Oggi in Italia abbiamo difensori bravi nel collettivo, dentro il reparto. Questo perché [...] sono abituati fin dal settore giovanile ai meccanismi del [[Difesa a zona|gioco a zona]]. Sono abituati a pensare al compagno, sono bravi anzi proprio se riescono a muoversi contemporaneamente. Altrimenti non si fanno né il fuorigioco, né la diagonale e salta completamente la zona. Questo senso del reparto, quest'abitudine a muoversi dentro uno schema, ha un po' smontato il meccanismo della marcatura individuale. Era la nostra specialità, la vecchia marcatura a uomo. Oggi non la sappiamo quasi più fare. Non c'è più quella scaltrezza, quella cattiveria, quella personalizzazione della marcatura che rendeva unico ogni difensore.
*[[Ciro Ferrara|Ferrara]] è forse l'ultimo di una specie. Ha vinto scudetti giocando a uomo e poi ne ha vinti giocando a zona. È un uomo di due epoche ed è un grande giocatore. È la sintesi del miglior difensore moderno.
*[...] le squadre che giocano meglio sono le squadre di provincia, quelle che possono allenarsi puntualmente portando sempre a termine il programma di lavoro. Dopo sette, dieci, quindici settimane di lavoro così, i risultati si vedono sempre. Le grandi squadre non possono. Non c'è allenamento se c'è Coppa dei Campioni. [...] Il nostro è sempre più un lavoro di mantenimento, di sopravvivenza, che di aggiunta, di miglioramento, di studio. La nostra necessità è dosare, gestire bene la rosa dei titolari. Paghiamo il meno tempo con una minore organizzazione di gioco. In compenso noi abbiamo giocatori più forti.
*Quelli del [[Associazione Calcio ChievoVerona 2001-2002|Chievo]] hanno potuto valersi della grande organizzazione collettiva. Del Neri ha fatto veramente uno splendido lavoro. Mi è piaciuto quasi tutto del Chievo. Le verticalizzazioni di Corini, gli inserimenti anche senza palla di Perrotta, la rapidità di Marazzina, l'importanza tattica di Corradi, la forza di Lanna, anche se la difesa giocava sempre molto alta. [...] era una necessità. [...] Perché giocando alto, teneva i campioni degli altri lontano dalla sua area. Meglio avere Trezeguet o Vieri a metà campo che in area, no? Con la tattica del fuorigioco noi ci accorgiamo sempre dei gol che si prendono, ma capiamo molto meno quanti gol si evitano. [...] Del Neri è stato bravissimo. Ha cercato di trasformare un rischio in un punto di forza. E c'è quasi riuscito.
*Credo che una delle cose più importanti del campionato sia stata la conferma del [[Associazione Calcio Perugia 2001-2002|Perugia]], soprattutto del suo tecnico. Cosmi è veramente un ottimo allenatore. [...] mi sembra anche una persona molto attenta al fattore umano dei giocatori, un tecnico moderno e completo. Aveva qualche buon giocatore [...]; buonissimi sono i due attaccanti, Vryzas e Bazzani, sempre pericolosi, sempre fastidiosi. Ma in generale aveva un insieme quasi curioso di etnie, di provenienze. Eppure ha fatto più punti ancora dello scorso anno.
*Io ho allenato il trequartista per definizione, [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia.
*Se fai una squadra di undici uomini e una rosa di 22, ottieni di avere solo undici doppioni. Io dico invece, datemi giocatori bravi, tutti bravi e diversi. Datemi una rosa di grande qualità. Poi decideremo di volta in volta chi e come giocare. [...] Poterlo fare è un grande vantaggio. Non abitui mai l'avversario, porti sempre un po' di sorpresa.
{{Int|''«Marchisio decisivo ma occhio a Ventura»''|Intervista di Filippo Cornacchia, ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 4.}}
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il [[Derby di Torino|derby]] è bello anche per queste cose.
*[[Zinédine Zidane|Zidane]] giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire.
*Quello che soffriva maggiormente [il derby di Torino] era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva.
*{{NDR|«Da ragazzino quale era il suo juventino preferito per queste partite?»}} Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di [[Omar Sívori|Sivori]]: non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo succedeva il contrario.
*{{NDR|Su [[Sebastian Giovinco]]}} È la genialità impersonificata e la genialità sta benissimo in qualsiasi grande squadra.
{{Int|''[http://www.marca.com/2014/02/14/futbol/futbol_internacional/1392397585.html Lippi: «En Italia ya nadie habla de 'catenaccio'»]''|{{es}} Intervista di Juan Castro, ''marca.com'', 14 febbraio 2014.}}
*Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore.
:''Ganar siempre es importante y casi nunca es producto de la casualidad. Puedes tener suerte un día, dos, pero ganar es siempre producto de un trabajo, de un grupo formado, al que uno contribuye como técnico.''
*Il [[catenaccio]] non esiste più, nessuno ne parla in [[Italia]]. Parlarne è essere in male fede o non essere informati. Le ricordo che ho giocato la semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania con quattro attaccanti: [[Francesco Totti|Totti]], Iaquinta, [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] e Gilardino. Le mie squadre giocano all'attacco, con aggressività... e ora in [[Cina]], Evergrande fa lo stesso. Quindi, smettiamo di parlare ancora di catenaccio.
:''El catenaccio ya no existe, nadie habla de eso en Italia. Hablar de eso es o tener mala fe o no estar informado. Le recuerdo que yo he jugado la semifinal del Mundial contra Alemania con cuatro delanteros: Totti, Iaquinta, Del Piero y Gilardino. Mis equipos juegan al ataque, con desdoblamientos, agresivos... y ahora en China, el Evergrande actúa igual. Por tanto, dejemos de hablar ya del catenaccio.''
*Io amo il calcio spagnolo. Le dico, ad esempio, che il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] voleva ingaggiarmi due volte, ma non potevo andarci perché ero alla Juventus e quando sei in quel club non pensi a nient'altro.
:''Amo el fútbol español. Le digo, por ejemplo, que el Real Madrid me quiso fichar dos veces. No pude ir porque estaba en la Juve, y cuando uno está en ese equipo no piensa en otro.''
==Citazioni su Marcello Lippi==
*Feroce con i nemici, severo con gli amici. ([[Italo Cucci]])
*Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]]. ([[Gianni Agnelli]])
* {{NDR|Dopo la vittoria del mondiale nel 2006}} L'uomo non è simpatico per quanto si sforzi, non è diplomatico per quanto non si sforzi, ma è riuscito a fare una cosa rara, non soltanto nel mondo dello sport: prendere un gruppo di professionisti ammaccati la gran parte da una stagione forsennata e dai colpi di maglio di Moggiopoli, convincerli con le buone che ci sono momenti nella vita in cui l'interesse generale prevale sul particolare, disporli in campo secondo le reali possibilità di ognuno (e non quelle teoriche della lavagnetta), e poi volere loro un po' di bene. Cose semplici, le stesse in fondo che permisero a un altro grande condottiero di regalare ai meno giovani tra noi, 24 anni fa, l'emozione indelebile della vittoria al mondiale di Spagna. Ecco, se è permesso un complimento ulteriore, e per me definitivo, al signor Lippi è che adesso può sedersi accanto al grande Enzo Bearzot e finalmente concedersi il lusso di dargli del tu. ([[Carlo Verdelli]])
*Lippi è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Lippi è un allenatore eccezionale che non esce mai dal macinato. ([[Franco Scoglio]])
*{{NDR|Nel 1999}} Lippi è stato il mio messia, il mio modello sotto tutti i punti di vista. ([[Gianluca Vialli]])
*Lippi praticava un calcio "sconosciuto" avendo messo a punto una corazzata terrificante anche a livello fisico. Eravamo cortissimi a pressavamo al limite dell'area avversaria. Mangiavamo erba e avversari. {{NDR|«Un rivoluzionario?»}} Il rivoluzionario fu [[Arrigo Sacchi|Sacchi]], Lippi alzò l'asticella sotto tutti i punti di vista. Il suo calcio era di un'intensità unica. ([[Christian Vieri]])
*Marcello Lippi ha l'assoluta certezza di essere venuto al mondo come esempio. Ma di che? ([[Franco Rossi]])
*Marcello Lippi è un uomo straordinario. Basta guardarlo negli occhi per dirsi che si sta avendo a che fare con qualcuno che è padrone di se stesso e del suo ambito professionale. Quegli occhi sono a volte ardenti per serietà, a volte scintillanti, a volte ti analizzano con circospezione e sempre sono vivi di intelligenza. Nessuno potrebbe fare l'errore di prenderlo alla leggera. ([[Alex Ferguson]])
*Nel 2006 Lippi è stato onesto: mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a parlare male di me a Lippi. ([[Antonio Cassano]])
*Ricordo Lippi. In panca era sereno, si agitava poco: e ti credo, in campo aveva due allenatori, [[Didier Deschamps|Didier]] e me... ([[Antonio Conte]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Gianluca Zambrotta, Paolo Fontanesi, ''Una vita da terzino'', prefazione di Marcello Lippi, Kowalski, Milano, 2014. ISBN 978-88-7496-849-7
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi lascia la Nazionale|data=12 luglio 2006}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi è il nuovo CT dell'Italia, Donadoni lascia|data=26 giugno 2008}}
{{DEFAULTSORT:Lippi, Marcello}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Marcello Lippi by Martina De Siervo - International Journalism Festival 2010.jpg|thumb|Marcello Lippi nel 2010]]
'''Marcello Lippi''' (1948 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Marcello Lippi==
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} A conclusione di una straordinaria esperienza professionale ed umana, vissuta alla guida di un eccezionale gruppo di calciatori e con la collaborazione di uno staff di prima qualità, ritengo esaurito il mio ruolo alla guida della Nazionale italiana.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-lascia/lippi-lascia/lippi-lascia.html Nazionale, è ufficiale: Lippi lascia. "Esperienza straordinaria, ma è finita"]'', ''repubblica.it'', 12 luglio 2006.</ref>
*{{NDR|Sulla [[rivalità calcistica Juventus-Napoli]]}} A Torino c'è la cultura della vittoria unita al temperamento riservato del piemontese. A Napoli c'è il contagioso entusiasmo che scorre per le strade della città.<ref>Citato in Franco Ordine, ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/higuain-c-bar-io-dico-ancora-juve-1222418.html "Higuain & C. come il Barça. Ma io dico ancora Juve"]'', ''ilgiornale.it'', 10 febbraio 2016.</ref>
*Alla Juventus gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...<ref>Da ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*Con [[Roberto Baggio]] non ho mai avuto una discussione. Per un motivo semplice: non l'ho mai considerato importante a livello umano. {{NDR|17 novembre 2001}}<ref>Citato in ''Ipse Dixit'', ''Calcio 2000'' n. 49, gennaio 2002, p. 194.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianluca Zambrotta]]}} Dopo i [[Campionato mondiale di calcio|Mondiali]] del 2002 in [[Giappone]] e [[Corea del Sud|Corea]], Gianluca tornò a casa {{NDR|alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con un grosso problema muscolare all'adduttore, al limite dell'intervento chirurgico, si ipotizzava una assenza di parecchi mesi. Comprammo dal [[Hellas Verona Football Club|Verona]] [[Mauro Germán Camoranesi|Camoranesi]], rivelatosi poi un ottimo acquisto. Con la consueta tenacia e determinazione Gianluca guarì molto prima del previsto. E io mi ritrovai con un piacevolissimo problema: due grandi calciatori per un ruolo. Decisi che i grandi calciatori devono giocare sempre, anche a costo di cambiare ruolo. Proposi a Gianluca di provare a giocare difensore esterno a sinistra, dicendogli che a mio parere aveva le caratteristiche perfette per quel ruolo, e che probabilmente per lui si prospettava un brillante futuro in [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], visto l'imminente ritiro di [[Paolo Maldini|Maldini]]. Gianluca accettò con entusiasmo e convinzione e si mise a lavorare intensamente sul campo. In poco tempo calciava e crossava quasi meglio di sinistro che di destro: grazie alle sue capacità e al suo carattere è diventato uno dei migliori difensori esterni del mondo, in quel ruolo, sia a sinistra che a destra.<ref>Da ''Una vita da terzino''.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2006]]}} È stata una gara particolare{{NDR|:}} pronti, via, e loro hanno segnato su un rigore che non ho avuto modo di rivedere, quindi non vi so dire se c'era o meno. Noi siamo stati bravi ad avere una splendida reazione con il gol di Materazzi e la traversa di Toni. Poi nel secondo tempo siamo calati e abbiamo sofferto. È per questo che ho tolto Totti. Lui non è ancora al massimo della condizione e ha pagato i 120 minuti disputati con la Germania, non gli riuscivano le sue giocate. A determinare il calo è stato anche il fatto che gli infortuni ci hanno obbligato a giocare dietro sempre con gli stessi uomini.<ref>Citato in Velario Gualerzi, ''[https://www.repubblica.it/2006/07/speciale/mondiali/servizi/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria/lippi-dopo-vittoria.html Lippi felice, dedica vittoria alla famiglia – "Primo pensiero a Buffon e Cannavaro"]'', ''repubblica.it'', 10 luglio 2006.</ref>
*Giocare nella [[Juventus Football Club|Juventus]] significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.<ref>Citato in ''Storiche citazioni di juventini veri'' – ''Tuttosport'', edizione impresa, 2 dicembre 2009.</ref>
*Ho visto la sua finale in tv da Ginevra tutta, dal primo punto fino al trionfo. D'ora in poi sarà il nostro simbolo. Quattro anni fa dissi che ci saremmo ispirati all'oro olimpico del Setterosa, oggi a entusiasmarci è la [[Francesca Schiavone|Schiavone]]: lo leggo come simbolo per l'Italia. Grinta, passione, classe e cuore. D'ora in avanti è lei l'immagine del nostro Mondiale! <ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/dossier/2010-06-09/italia-lippi-come-schiavone-131200.shtml?uuid=AYPksDxB Italia, Lippi: "Noi come la Schiavone"]'', ''ilsole24ore.com'', 9 giugno 2010.</ref>
*Io a casa ho un foglietto [...] sul quale c'è la definizione di cos'è una [[squadra di calcio]], intesa come gruppo. Ogni anno, dovunque vada ad allenare, faccio le fotocopie e le passo ai giocatori... e lo faccio subito, il primo giorno. Sul foglietto, parola più, parola meno, c'è scritto che se un giocatore all'interno del gruppo non si sente la prima donna, se si rispecchia nel lavoro degli altri, si mette a disposizione degli altri, se non sente la necessità di essere considerato il campione o il super-divo, allora tutto il gruppo è destinato ad avere un buon successo. [...] Per quanto attiene invece ai rapporti personali, chi guida un gruppo non si può permettere di dare la sensazione che uno gli stia più o meno simpatico. È chiaro comunque, ed è evidente, che poi un certo tipo di rapporti si instaurano naturalmente. A chi ti è simpatico ti rivolgi in un modo, a chi lo è un po' meno in un altro. Comunque sia, credo che la cosa più importante sia quella di non bleffare mai, di essere sempre se stessi. Bisogna essere leali nei rapporti, se non mi piace una cosa la dico, ma anche loro devono dirla. Non si può girare intorno alle cose altrimenti si finisce per costruire un rapporto falso. A costo anche [...] di chiudersi in una stanza e fare a cazzotti, ma le cose vanno sempre ben definite, chiarite.<ref>Da ''Hurrà Juventus'', luglio 1995; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/hurra-racconta-la-festa-di-trent-anni-fa Hurrà racconta {{!}} La festa di trent'anni fa]'', ''juventus.com'', 21 maggio 2025.</ref>
*L'[[allenatore]] è una guida forte, sicura. Non è importante che sia simpatico. Deve dare la sensazione ai giocatori di portarli a raggiungere l'obiettivo.<ref>Citato in Lorenzo Marucci, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-lippi-l-allenatore-deve-entrare-nella-testa-dei-giocatori-e-se-hai-quelli-forti-vinci-1408099 Lippi: "L'allenatore deve entrare nella testa dei giocatori. E se hai quelli forti vinci"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 16 luglio 2020.</ref>
*[...] l'unico modo per [[Vittoria|vincere]] qualcosa è cercare di vincere tutto.<ref>Citato in Marco Strazzi, ''Diva forever'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, pp. 14-20.</ref>
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2014/03/17-288851/Juve+stuzzicata+nell%27orgoglio.+%22Ci+danno+per+eliminati...%22 Juve stuzzicata nell'orgoglio. "Ci danno per eliminati..."]'', ''tuttosport.com'', 17 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della Champions League nel 1996}} La gioia dello scudetto l'avevo sentita solo mia, perché gli juventini ne avevano già vinti 22 e io neanche uno. Invece questa Coppa la sento comune, di tutti i tifosi che la aspettavano da tempo. Era importante anche l'altra, non fraintendetemi, ma penso che i tifosi godano di più per questa, anche perché è stata generata da una grande partita.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/23/Questa_squadra_vinto_tutto__co_8_960523719.shtml "Questa squadra ha vinto tutto"]'', ''Corriere della Sera'', 23 maggio 1996.</ref>
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la [[Juventus Football Club|Juventus]] sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20080607065154/http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=720162 Ricordate il Capello "Mai alla Juve"? Lippi reinterpreta il giuramento: Mai al Milan! Intanto potrebbe andare a Londra con il Pelato come interprete...]'', ''goal.com'', 2 giugno 2008.</ref>
*La [[tessera del tifoso]] in trasferta non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. A sentire l'espressione "scheda del tifoso" mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perché non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi.<ref name="Davi">Dall'intervista a Klaus Davi per il programma web ''KlausCondicio'', YouTube; citato in ''[http://www.repubblica.it/2009/08/sport/calcio/nazionale/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso/lippi-tessera-tifoso.html Lippi boccia la tessera del tifoso "Non mi piace, sa di schedatura"]'', ''repubblica.it'', 26 agosto 2009.</ref>
*Ogni volta che sento l'[[Inno di Mameli]] mi dà una sensazione bellissima, particolare. Non è per forza legata alla vittoria del Mondiale, perché la sentivo anche prima. Le parole, secondo me, sono molto belle e io non vedo per quale motivo si debba sostituire con il Và Pensiero. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione.<ref name="Davi"/>
*[[Andrea Pirlo|Pirlo]] è un leader silenzioso: parla coi piedi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/sport/calcio/nazionale/pirlo/pirlo/pirlo.html Pirlo l'uomo nuovo: "Ho imparato guardando Baggio"]'', ''repubblica.it'', 29 marzo 2005.</ref>
*[[Davide Santon|Santon]] è un ragazzo, ma ha grande personalità, facilità di gioco e capacità di inserirsi nei meccanismi.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=44849&L=it Lippi elogia Santon: "È un predestinato"]'', ''inter.it'', 5 giugno 2009.</ref>
*Se fossi il presidente manderei via subito l'allenatore, poi chiamerei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti.<ref>Dopo Reggina – Inter 2-1 del 1º ottobre 2000; citato in ''[https://web.archive.org/web/20010723034011/http://www.raisport.rai.it/news/sport/calcio/200010/01/39d76d2d05965/ Lo sfogo di Lippi]'', ''raisport.rai.it''.</ref>
*Se il grande [[campione]] pretende di essere la primadonna, a scapito dei suoi compagni, quel collettivo non avrà successo. Il campione deve mettersi a disposizione.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/24/Lippi_Lunga_vita_alla_mia_co_0_9605245736.shtml Lippi: "Lunga vita alla mia Juve operaia"]'', ''Corriere della Sera'', 24 maggio 1996.</ref>
*Sono morti vari miei compagni di squadra. Conoscevo Petrini, era un mio coetaneo. Come lui sono scomparsi altri miei ex compagni di squadra, ricordo Saltutti, insieme alla Pistoiese. Quando giocavo nella Sampdoria, era prassi che il massaggiatore ci facesse delle iniezioni, fra le dita ne avevo cinque diverse. "Vitamine", ci dicevano. E tutti le facevano, oppure tutti ingoiavamo le pasticche colorate prima della partita. C'era un abuso di farmaci, pur di giocare con la pubalgia prendevo antinfiammatori ogni giorno e facevo infiltrazioni, finché non mi sentii male e dovetti fermarmi.<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/lippi-si-ci-facevano-punture/299554 Lippi: 'Ci facevano le punture']'', ''calciomercato.com'', 21 aprile 2012.</ref>
*Un gruppo dei migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra.
:''A group of the best players do not necessarily make for the best team.''<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/marcello-lippi-best-players-dont-always-make-up-the-best-team-796314.html Marcello Lippi: 'Best players don't always make up the best team']'', ''independent.co.uk'', 15 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Voglio ricordare che gli sarebbe piaciuto festeggiare la terza stella, chissà chi gliela regalerà, comunque la vedrà di sicuro dal cielo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/economia/luttoagnelli/juve/juve.html Juventus e Ferrari in lutto, i grandi amori restano orfani]'', ''repubblica.it'', 24 gennaio 2003.</ref>
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/luglio/10/Lippi_senza_freni_gioia_piu_ga_3_060710004.shtml Lippi senza freni «La gioia più bella»]''|Citato in Maurizio Nicita, ''La Gazzetta dello Sport'', 10 luglio 2006.}}
*Grazie di cuore a questi ragazzi davvero fantastici. Gliel'ho già detto nello spogliatoio. Hanno un carattere, un cuore, una grinta che non hanno paragoni e sono stati ripagati dei loro sforzi, dei sacrifici, della convinzione di poter sollevare al cielo questa Coppa.
*Avevo detto che l'avrebbe vinta {{NDR|[[Campionato mondiale di calcio 2006|la coppa del mondo]]}} chi aveva più fame e il nostro gruppo ha dimostrato di averne più di tutti.
*{{NDR|Dopo la vittoria ai mondiali di Germania 2006}} Da sportivo è la più grande soddisfazione che potessi avere. Ho avuto la fortuna e l'onore di vincere tanti scudetti, una Champions League, di essere anche campione del mondo di club, ma questa Coppa è una cosa unica, irripetibile.
==Interviste==
{{cronologico}}
*Nella mia carriera non ho mai vinto niente, voi è da dieci anni che non vincete niente. Sarà l'ora che le cose cambino. Saremo di fronte ad una grande tavola imbandita, dove ogni coppa è un piatto. Nessuno potrà avere più fame di noi.<ref>Al suo arrivo alla Juventus, 1994; [http://www.sportversilia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=505:intervista-a-lippi&catid=59:personaggi-famosi&Itemid=63 citato] in ''sportversilia.it''. {{collegamento interrotto}}</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Ci hanno tirato addosso tanta merda che la metà bastava. Ecco perché è lo scudetto più bello. Si può attaccare tutto, il palazzo, le istituzioni, non una squadra come la nostra.<ref>Al termine di Juventus – Bologna 3-2 del 10 maggio 1998; citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/11/inzaghi-firma-lo-scudetto-dei-veleni-lippi.html Inzaghi firma lo scudetto dei veleni]'', ''la Repubblica'', 11 maggio 1998.</ref>
*Nessuno deve sentirsi titolare o riserva, tutti devono sentirsi molto importanti. Detesto la pappa fatta, le gerarchie fisse, qui la formazione, la i rincalzi. L'allenatore vivrebbe meglio, ma che vivere sarebbe? Sono per la concorrenza che stimola.<ref>Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0326_01_2001_0189_0035_2197584/ Lippi: «Una Juve feroce con o senza Vieri»]'', ''La Stampa'', 11 luglio 2001, p. 33.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimiliano Allegri]]}} Mi sono rivisto un po' in lui. È arrivato alla Juve più o meno alla mia età, ha la stessa mia concretezza e la voglia di modernizzare la squadra. Ci sono punti in comune. Si vede l'intelligenza: in punta di piedi in un ambiente dove si praticava un certo calcio, senza stravolgere le certezze. Poi, con idee leggermente diverse, ha dato a poco a poco la sua identità.<ref>Dall'intervista di Fabio Licari a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/24-03-2015/lippi-mi-rivedo-allegri-magari-juve-champions-fa-come-mia-italia-110228094875.shtml Lippi: "Mi rivedo in Allegri. E magari la Juve in Champions fa come la mia Italia"]'', ''gazzetta.it'', 25 marzo 2015.</ref>
*Avevo deciso di andare via dalla nazionale già prima di vincere il Mondiale di Germania del 2006. Tornare ad allenarla un'altra volta è stata una delle cavolate più grosse che ho fatto nella mia carriera. Siccome avevo lasciato veramente un gruppo di giocatori straordinari mi sono convinto a ritornare per ripagare la fiducia che quei ragazzi avevano sempre riposto in me. Ma non si deve tornare in una nazionale solamente due anni dopo aver vinto un campionato del mondo.<ref>Da un'intervista a TV2000; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/4962/nazionali/2015/11/14/17333332/fallimento-a-sudafrica-2010-lippi-ammette-che-cavolata?ICID=HP_BN_2?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Lippi: "Tornare ad allenare la nazionale italiana è stata una delle cavolate più grosse della mia carriera".]'', ''goal.com'', 14 novembre 2015.</ref>
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.<ref>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/03/10/news/marcello_lippi_juventus_atletico_champions_league-221216833/ Marcello Lippi: "Piano con i processi, discutere Allegri è da manicomio""]'', ''rep.repubblica.it'', 10 marzo 2019.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1994-1995]]}} Eravamo la modernità. Credo che quella squadra rappresentasse già benissimo la mia idea di calcio: aggressiva in ogni zona del campo, organizzata ma senza l'ossessione della tattica che oggi ha contagiato un po' tutti. Avevo giocatori disposti al sacrificio.<ref name="Crosetti">Dall'intervista di Maurizio Crosetti, ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2025/03/05/news/lippi_colloquio_allenatore_nazionale_2006-424042547/ Lippi: "Ho avuto la vita migliore del mondo e reso felice la gente, non rivoglio niente indietro"]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.<ref name="Crosetti"/>
{{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0546_01_1998_0128_0035_7276789/ Lippi «Così è nata la Juve capolavoro»]''|Intervista di Fabio Vergnano, ''La Stampa'', 12 maggio 1998, p. 31.}}
*{{NDR|«Il successo l'ha cambiata?»}} Credo di no. Sono permaloso dalla nascita.
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]], «perché tanta acredine contro di voi?»}} Mi sono posto anch'io questa domanda. È tutto l'anno che ci insultano, che ci dicono che sappiamo soltanto rubare. E non sanno che i giocatori reagiscono mettendoci ancora più rabbia quando in campo vengono accolti al coro di "ladri". Me l'hanno gridato anche qui a Viareggio una volta che passeggiavo in bici con mia moglie Simonetta. C'è una reazione brutale forse perché siamo dalla parte della ragione. Non faccio nomi, ma qualcuno [il presidente della Roma, [[Franco Sensi|Sensi]], ''ndr''] ha cominciato a parlare male della Juve cinque mesi fa. È possibile che da parte nostra ci sia stata qualche parola arrogante, ma nella hit parade delle frasi sbagliate noi non siamo certo al primo posto.
*{{NDR|Sul campionato di Serie A 1997-1998, «qualcuno ha detto che la partita con l'Inter andava rigiocata...»}} Ma non scherziamo. {{NDR|«...e che lo scudetto andava assegnato con uno spareggio»}} Sì, se avessimo perso anche noi sette partite, non due. {{NDR|«Ma le sviste arbitrali ci sono state»}} Certo, e anche evidenti. Però anche gli altri ne hanno avute a favore e le posso elencare tutte. Il fatto che siano venute all'inizio o a metà campionato conta poco. La verità è che lo scudetto è andato alla squadra più regolare, anche se non la più forte sotto l'aspetto tecnico.
*{{NDR|«Dicono che lei sia un maestro nell'aggiustare la formazione nel corso della partita»}} Se cambio è perché ho sbagliato prima.
*{{NDR|«Il calcio va verso grandi riforme. Lei da che parte sta?»}} «Vorrei un sorteggio arbitrale pilotato non integrale e sono d'accordo anche sui [[Tecnologia di porta|sensori nelle porte]]. No alla [[Video Assistant Referee|moviola in campo]] e al doppio arbitro.
{{Int|''«O la Juve o l'Italia»''|Intervista di [[Mario Sconcerti]], ''Guerin Sportivo'' n. 20, 14-20 maggio 2002, pp. 16-20.}}
*[...] io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla [[Juventus Football Club|Juventus]] e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*Oggi in Italia abbiamo difensori bravi nel collettivo, dentro il reparto. Questo perché [...] sono abituati fin dal settore giovanile ai meccanismi del [[Difesa a zona|gioco a zona]]. Sono abituati a pensare al compagno, sono bravi anzi proprio se riescono a muoversi contemporaneamente. Altrimenti non si fanno né il fuorigioco, né la diagonale e salta completamente la zona. Questo senso del reparto, quest'abitudine a muoversi dentro uno schema, ha un po' smontato il meccanismo della marcatura individuale. Era la nostra specialità, la vecchia marcatura a uomo. Oggi non la sappiamo quasi più fare. Non c'è più quella scaltrezza, quella cattiveria, quella personalizzazione della marcatura che rendeva unico ogni difensore.
*[[Ciro Ferrara|Ferrara]] è forse l'ultimo di una specie. Ha vinto scudetti giocando a uomo e poi ne ha vinti giocando a zona. È un uomo di due epoche ed è un grande giocatore. È la sintesi del miglior difensore moderno.
*[...] le squadre che giocano meglio sono le squadre di provincia, quelle che possono allenarsi puntualmente portando sempre a termine il programma di lavoro. Dopo sette, dieci, quindici settimane di lavoro così, i risultati si vedono sempre. Le grandi squadre non possono. Non c'è allenamento se c'è Coppa dei Campioni. [...] Il nostro è sempre più un lavoro di mantenimento, di sopravvivenza, che di aggiunta, di miglioramento, di studio. La nostra necessità è dosare, gestire bene la rosa dei titolari. Paghiamo il meno tempo con una minore organizzazione di gioco. In compenso noi abbiamo giocatori più forti.
*Quelli del [[Associazione Calcio ChievoVerona 2001-2002|Chievo]] hanno potuto valersi della grande organizzazione collettiva. Del Neri ha fatto veramente uno splendido lavoro. Mi è piaciuto quasi tutto del Chievo. Le verticalizzazioni di Corini, gli inserimenti anche senza palla di Perrotta, la rapidità di Marazzina, l'importanza tattica di Corradi, la forza di Lanna, anche se la difesa giocava sempre molto alta. [...] era una necessità. [...] Perché giocando alto, teneva i campioni degli altri lontano dalla sua area. Meglio avere Trezeguet o Vieri a metà campo che in area, no? Con la tattica del fuorigioco noi ci accorgiamo sempre dei gol che si prendono, ma capiamo molto meno quanti gol si evitano. [...] Del Neri è stato bravissimo. Ha cercato di trasformare un rischio in un punto di forza. E c'è quasi riuscito.
*Credo che una delle cose più importanti del campionato sia stata la conferma del [[Associazione Calcio Perugia 2001-2002|Perugia]], soprattutto del suo tecnico. Cosmi è veramente un ottimo allenatore. [...] mi sembra anche una persona molto attenta al fattore umano dei giocatori, un tecnico moderno e completo. Aveva qualche buon giocatore [...]; buonissimi sono i due attaccanti, Vryzas e Bazzani, sempre pericolosi, sempre fastidiosi. Ma in generale aveva un insieme quasi curioso di etnie, di provenienze. Eppure ha fatto più punti ancora dello scorso anno.
*Io ho allenato il trequartista per definizione, [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia.
*Se fai una squadra di undici uomini e una rosa di 22, ottieni di avere solo undici doppioni. Io dico invece, datemi giocatori bravi, tutti bravi e diversi. Datemi una rosa di grande qualità. Poi decideremo di volta in volta chi e come giocare. [...] Poterlo fare è un grande vantaggio. Non abitui mai l'avversario, porti sempre un po' di sorpresa.
{{Int|''«Marchisio decisivo ma occhio a Ventura»''|Intervista di Filippo Cornacchia, ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 4.}}
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il [[Derby di Torino|derby]] è bello anche per queste cose.
*[[Zinédine Zidane|Zidane]] giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire.
*Quello che soffriva maggiormente [il derby di Torino] era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva.
*{{NDR|«Da ragazzino quale era il suo juventino preferito per queste partite?»}} Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di [[Omar Sívori|Sivori]]: non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo succedeva il contrario.
*{{NDR|Su [[Sebastian Giovinco]]}} È la genialità impersonificata e la genialità sta benissimo in qualsiasi grande squadra.
{{Int|''[http://www.marca.com/2014/02/14/futbol/futbol_internacional/1392397585.html Lippi: «En Italia ya nadie habla de 'catenaccio'»]''|{{es}} Intervista di Juan Castro, ''marca.com'', 14 febbraio 2014.}}
*Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore.
:''Ganar siempre es importante y casi nunca es producto de la casualidad. Puedes tener suerte un día, dos, pero ganar es siempre producto de un trabajo, de un grupo formado, al que uno contribuye como técnico.''
*Il [[catenaccio]] non esiste più, nessuno ne parla in [[Italia]]. Parlarne è essere in male fede o non essere informati. Le ricordo che ho giocato la semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania con quattro attaccanti: [[Francesco Totti|Totti]], Iaquinta, [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] e Gilardino. Le mie squadre giocano all'attacco, con aggressività... e ora in [[Cina]], Evergrande fa lo stesso. Quindi, smettiamo di parlare ancora di catenaccio.
:''El catenaccio ya no existe, nadie habla de eso en Italia. Hablar de eso es o tener mala fe o no estar informado. Le recuerdo que yo he jugado la semifinal del Mundial contra Alemania con cuatro delanteros: Totti, Iaquinta, Del Piero y Gilardino. Mis equipos juegan al ataque, con desdoblamientos, agresivos... y ahora en China, el Evergrande actúa igual. Por tanto, dejemos de hablar ya del catenaccio.''
*Io amo il calcio spagnolo. Le dico, ad esempio, che il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] voleva ingaggiarmi due volte, ma non potevo andarci perché ero alla Juventus e quando sei in quel club non pensi a nient'altro.
:''Amo el fútbol español. Le digo, por ejemplo, que el Real Madrid me quiso fichar dos veces. No pude ir porque estaba en la Juve, y cuando uno está en ese equipo no piensa en otro.''
==Citazioni su Marcello Lippi==
*Feroce con i nemici, severo con gli amici. ([[Italo Cucci]])
*Il più bel prodotto di Viareggio, dopo [[Stefania Sandrelli]]. ([[Gianni Agnelli]])
* {{NDR|Dopo la vittoria del mondiale nel 2006}} L'uomo non è simpatico per quanto si sforzi, non è diplomatico per quanto non si sforzi, ma è riuscito a fare una cosa rara, non soltanto nel mondo dello sport: prendere un gruppo di professionisti ammaccati la gran parte da una stagione forsennata e dai colpi di maglio di Moggiopoli, convincerli con le buone che ci sono momenti nella vita in cui l'interesse generale prevale sul particolare, disporli in campo secondo le reali possibilità di ognuno (e non quelle teoriche della lavagnetta), e poi volere loro un po' di bene. Cose semplici, le stesse in fondo che permisero a un altro grande condottiero di regalare ai meno giovani tra noi, 24 anni fa, l'emozione indelebile della vittoria al mondiale di Spagna. Ecco, se è permesso un complimento ulteriore, e per me definitivo, al signor Lippi è che adesso può sedersi accanto al grande Enzo Bearzot e finalmente concedersi il lusso di dargli del tu. ([[Carlo Verdelli]])
*Lippi è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere il calcio: poche teorie e molti fatti. ([[Giovanni Trapattoni]])
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Lippi è un allenatore eccezionale che non esce mai dal macinato. ([[Franco Scoglio]])
*{{NDR|Nel 1999}} Lippi è stato il mio messia, il mio modello sotto tutti i punti di vista. ([[Gianluca Vialli]])
*Lippi praticava un calcio "sconosciuto" avendo messo a punto una corazzata terrificante anche a livello fisico. Eravamo cortissimi a pressavamo al limite dell'area avversaria. Mangiavamo erba e avversari. {{NDR|«Un rivoluzionario?»}} Il rivoluzionario fu [[Arrigo Sacchi|Sacchi]], Lippi alzò l'asticella sotto tutti i punti di vista. Il suo calcio era di un'intensità unica. ([[Christian Vieri]])
*Marcello Lippi ha l'assoluta certezza di essere venuto al mondo come esempio. Ma di che? ([[Franco Rossi]])
*Marcello Lippi è un uomo straordinario. Basta guardarlo negli occhi per dirsi che si sta avendo a che fare con qualcuno che è padrone di se stesso e del suo ambito professionale. Quegli occhi sono a volte ardenti per serietà, a volte scintillanti, a volte ti analizzano con circospezione e sempre sono vivi di intelligenza. Nessuno potrebbe fare l'errore di prenderlo alla leggera. ([[Alex Ferguson]])
*Nel 2006 Lippi è stato onesto: mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a parlare male di me a Lippi. ([[Antonio Cassano]])
*Ricordo Lippi. In panca era sereno, si agitava poco: e ti credo, in campo aveva due allenatori, [[Didier Deschamps|Didier]] e me... ([[Antonio Conte]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Gianluca Zambrotta, Paolo Fontanesi, ''Una vita da terzino'', prefazione di Marcello Lippi, Kowalski, Milano, 2014. ISBN 978-88-7496-849-7
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi lascia la Nazionale|data=12 luglio 2006}}
{{Interprogetto/notizia|Marcello Lippi è il nuovo CT dell'Italia, Donadoni lascia|data=26 giugno 2008}}
{{DEFAULTSORT:Lippi, Marcello}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Roberto Baggio
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[[File:Baggio_Vicenza.jpg|thumb|Roberto Baggio]]
'''Roberto Baggio''' (1967 − vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Roberto Baggio==
*A questo punto se trovassi qualcuno che vuole farmi giocare dall'inizio mi preoccuperei.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai Editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref>
*[[Andrea Pirlo|Andrea]] ha dimostrato tutto il suo grande talento e il suo valore. Quando giocavamo insieme, tutto dipendeva da lui. Ha sempre avuto il grande merito di vedere in anticipo quello che poteva succedere all'interno dell'azione. La sua visione di gioco, quello che sa fare, quello che sa costruire, fanno di lui un fuoriclasse [...]. Andrea ha qualcosa che non si vede spesso in giro.<ref group="fonte">Da una dichiarazione a Milan Channel; citato in ''[http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-baggio-pirlo-fondamentale-per-milan-nazionale/2673086 Calcio, Baggio: Pirlo fondamentale per Milan e Nazionale]'', ''repubblica.it'', 9 novembre 2007.</ref>
*{{NDR|Su [[Javier Zanetti]]}} È fantastico. Lui vuole essere Baggio? E io vorrei essere lui, è indistruttibile.<ref group="fonte">Citato in Nicola Cecere, ''Il calcio di Javier Zanetti ai raggi X'', Milano, La Gazzetta dello Sport, 2011.</ref>
*{{NDR|Sul codino, sua caratteristica acconciatura}} È nato per gioco, durante i mondiali in America. In hotel c'era una cameriera di colore con delle treccine molto belle e parlando con lei, mi disse perché non le fai tu. Così ha iniziato a farmi le treccine e per non farmi sbattere i capelli negli occhi ho messo l’elastico.<ref group="fonte" name="Travisi" />
*{{NDR|Sul rigore calciato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Il discorso del rigore non sarà mai archiviato, era il mio sogno calcistico e non posso metterlo da parte, perché sono stato io a dare il colpo finale. L’ho vissuto malissimo perché l’ho rincorso e sognato di vincerlo per milioni di notti, poi la realtà è stata quella a cui non avevo mai pensato. È un errore che non cancelli.<ref group="fonte" name="Travisi">Citato in Paolo Travisi, ''[https://www.ilmessaggero.it/spettacoli/cinema/roberto_baggio_divin_codino_su_netflix_rigore_contro_brasile_un_errore_non_si_cancella_ma_tornerei_subito_giocare-5971958.html Il divin codino su Netflix, Baggio. «Il rigore contro il Brasile non si cancella, ma tornerei subito a giocare»]'', ''ilmessaggero.it'', 20 maggio 2021.</ref>
*L'atteggiamento di fondo della mia vita è stata la [[passione]]. Per realizzare i miei sogni ho agito sempre spinto solo dalla passione. La passione muove ogni cosa, è una forza davvero straordinaria.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.intothefitness.com/latteggiamento-di-fondo-della-mia-vita/ "L'atteggiamento di fondo della mia vita..."]'', ''intothefitness.com'', 26 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} L'ho ripetuto mille volte: io alla Juve non ci vado. Lo scriverò sui muri di casa.<ref group="fonte">15 marzo 1990; citato in Luca Valdiserri, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1992/dicembre/03/alla_Juve_non_vado_scrivero_co_0_92120317439.shtml "Alla Juve non ci vado, lo scriverò sui muri di casa"]'', ''Corriere della Sera'', 3 dicembre 1992.</ref>
*Mi sono allenato come un gregario, ho sudato per conquistarmi ogni cosa. E dalle grandi fatiche ho costruito le grandi vittorie. Madre natura ti dà il 10 per cento, ed è già tanto. L'altro 90 te lo costruisci da solo [...]<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Matteo Marani]], ''Robi Dick'', ''Guerin Sportivo'' n. 32 (1208), 5-11 agosto 1998, pp. 6-7, 16.</ref>
*Se devo [[annegamento|affogare]], meglio farlo nel mare che in una pozzanghera.<ref group="fonte">Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai Editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2113 p. 2113]. ISBN 8880898620</ref>
*{{NDR|Su [[Gigi Riva]]}} Sei stato unico e prezioso esemplare di grande umiltà. Sei stato per me un esempio bellissimo di coerenza e di attaccamento alla maglia, di sincero coraggio. Hai amato come nessun altro la terra che ti ha adottato. Hai saputo trasformare la tua sofferenza e i tuoi dolori in positivo riscatto. Sei stato un compagno di viaggio saggio e prezioso, sei stato sempre te stesso dentro e fuori dal campo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.eurosport.it/calcio/morte-gigi-riva-la-lettera-aperta-di-roberto-baggio-per-me-sei-stato-un-esempio-bellissimo-unico-e-i_sto9987822/story.shtml Morte Gigi Riva, la lettera aperta di Roberto Baggio: "Per me sei stato un esempio bellissimo, unico e indimenticabile"]'', ''eurosport.it'', 23 gennaio 2024.</ref>
*Tornano in superficie i dolci ricordi di quando avevo 10 anni [...] Tornano a farsi sentire il freddo pungente e la dura canna della [[bicicletta]]. Con il mio adorato papà Fiorindo [...] percorrevamo quasi 12 chilometri, in due su una bicicletta, per arrivare a [[Vicenza]] partendo da Caldogno. Per andare allo stadio Menti a vedere il grande [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]. Poi, per tutta la partita, mi aggrappavo alla rete per vederlo giocare e segnare. Erano gli anni dell'Austerity e delle targhe alterne. Erano gli anni in cui cullavo i miei sogni. Pensavo che un giorno avrei anche io giocato in quello stadio, che avrei indossato quella maglia bellissima con la grande R sul petto. Imitando Paolo Rossi avrei potuto realizzare quanto lui è riuscito a realizzare. Vincere un [[Campionato mondiale di calcio|campionato del mondo]] in finale contro il [[Nazionale di calcio del Brasile|Brasile]]. Come Paolo Rossi ha fatto contro la [[Nazionale di calcio della Germania|Germania]]. Vincere il [[Pallone d'oro]]. Come Paolo Rossi. Vincere sulla sofferenza di ginocchia doloranti. Come Paolo Rossi.<ref group="fonte">Da ''La Gazzetta dello Sport''; citato in Simone Pace, ''[https://www.eurosport.it/calcio/roberto-baggio-lettera-a-paolo-rossi-io-in-bici-con-papa-per-vedere-i-tuoi-gol-allo-stadio_sto8027763/story.shtml Roberto Baggio, lettera a Paolo Rossi: "Io in bici con papà per vedere i tuoi gol allo stadio"]'', ''eurosport.it'', 11 dicembre 2020.</ref>
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/settembre/19/ROBERTO_BAGGIO_gm_0_9809192102.shtml Roberto Baggio]''|Intervista di Paolo Forcolin, ''La Gazzetta dello Sport Magazine'', 19 settembre 1998.}}
*Io sono convinto di aver avuto un buon aiuto da madre natura.
*Penso che non tutti si siano resi conto di quanto abbia faticato nel corso della mia carriera.
*Quando sei in una squadra, quando vivi in un ambiente, "quella" è la tua maglia. E cerchi sempre e comunque di onorarla.
*Quando si dice che la [[maglia azzurra]] è il punto di arrivo per ogni giocatore si dice solo la verità.
{{Int|Dal programma televisivo ''Sfide''|Rai 3, 31 dicembre 2003.}}
*Io credo che nella vita le persone debbano dare tutto quello che hanno… poi... non c'è scritto da nessuna parte che bisogna sempre far [[risultato]] nelle cose.
*{{NDR|Sul rigore calciato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Avevo quell'immagine in testa da quattro anni... Mi stavo avvicinando al dischetto e ho pensato: "Tiralo forte, tiralo forte. Se lo sbaglio? M'ammazzo..."
*Quando mi presentai a Firenze tutto rotto con le stampelle vidi le facce di tifosi e dirigenti... erano un po' perplessi come per dire: "È questo il nuovo acquisto? Mah!"
{{Int|''[https://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2010/05/02/news/baggio_rigore_senna-3770945/ Baggio e il rigore del '94 "Lo mandò in alto Senna"]''|Da un'ntervista a TV Globo; citato in ''repubblica.it'', 2 maggio 2010.}}
{{NDR|Sul rigore sbagliato nella [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}}
*Non avevo mai calciato un rigore sopra la traversa. Penso che quel giorno sia stato [[Ayrton Senna]] che, dal cielo, ha spinto il pallone verso l'alto. È stato lui a far vincere il Brasile.
*È una ferita che non si chiuderà mai. Avevo sempre sognato di giocare una finale mondiale e che l'avversario fosse il Brasile. Ma quando ho avuto questa opportunità ho sbagliato quel rigore.
*{{NDR|Sul calcio brasiliano}} Ho sempre ammirato, e sempre ammirerò, il vostro calcio. Il mio idolo era [[Zico]] e sono cresciuto guardando le partite del Flamengo degli anni '80.
*[...] sul momento avrei voluto scavare una buca e nascondermici dentro. Poi ho pensato che, visto che il Brasile ha molti più abitanti dell'Italia, con quel mio errore avevo fatto felice molta più gente.
{{Int|Dall'intervento al ''Festival di Sanremo''|Rai 1, 14 febbraio 2013.}}
*Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole. La prima è [[passione]]. Non c'è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete. La seconda è [[gioia]]. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. È proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita. La terza è [[coraggio]]. È fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate. La quarta è [[successo]]. Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l'unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l'agricoltore o il fornaio. La quinta è [[sacrificio]]. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l'essenza della vita, la porta per capirne [[Senso della vita|il significato]]. La [[giovinezza]] è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un'illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.
*Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli [[eroismo|eroi]] quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.
{{Int2|''[https://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2015/09/19/15515562/baggio-guida-balotelli-tra-i-migliori-al-mondo-ma-vorrei Baggio "guida" Balotelli: "Tra i migliori al mondo, ma vorrei parlargli... "]''|Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in ''goal.com'', 19 settembre 2015.}}
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Ci vorrei parlare un po'. Per me è uno dei giocatori più forti nel panorama mondiale. Ma sembra voler dare agli altri l'idea di quello che forse non è.
*Il calcio è stata la mia passione da sempre. Mi portavo il pallone al bagno, per giocare. Da piccolo avevo un sogno ricorrente. Immaginavo di giocare la finale di un Mondiale con il Brasile. Io sono uno di quegli esseri umani fortunati che può dire di aver realizzato un sogno. Ho sofferto tanto, ho stretto i denti, ho pianto e avuto paura. Ma poi quel giorno è arrivato.
*{{NDR|Su [[Carlo Mazzone]]}} Posso solo dirgli grazie. Mi ha dato, credendo ancora in me, la possibilità di vivere quattro anni in più di calcio, anni belli, pieni di significato. È una persona schietta, sincera, in un mondo in cui spesso vanno avanti i ruffiani, i leccaculo, gli opportunisti.
==Citazioni su Roberto Baggio==
*''Ah! Da quando Senna non corre più... | Ah! Da quando Baggio non gioca più... | Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...| Non è più domenica!'' ([[Cesare Cremonini]])
*Alcuni calciatori hanno costruito una fetta importante della storia contemporanea. I miracoli di uno come Baggio non hanno niente da invidiare alle performance di [[Marlon Brando]]. ([[Pietro Sermonti]])
*Baggio è come [[Simona Ventura]]: se sono con mia moglie fingo di non vederla. ([[Renzo Ulivieri]])
*Baggio è un mio mito, un campione indiscusso, di cui ho avuto modo di ammirare l'eleganza e la fantasia, oltre agli aspetti umani. Una persona mai sopra le righe, che ha sempre rispettato tutti e che ha rappresentato un grande valore educativo per il nostro calcio. ([[Rita Guarino]])
*Baggio era un ragazzo molto a modo. E fu sfacciatamente simpatico quando in occasione di un trasferimento da una città all'altra – ero solito viaggiare con i calciatori – mi disse: "Perché non cambia religione?". E io ''aivoglia'' a dire che avevo un fratello Vescovo. "Anche suo fratello può convertirsi al buddismo". Ognuno e rimasto al posto proprio. ([[Antonio Matarrese]])
*Baggio parla col pallone. ([[Sven-Göran Eriksson]])
*{{NDR|«Nel 2000-2001 fai coppia con Roberto Baggio al Brescia. Com'è stato?»}} Con Roberto ho avuto una fortuna e una sfortuna. La fortuna è che lui era una persona squisita. Mi ricordo che al venerdì ci mettevamo tutti lì a guardare lui che calciava le punizioni: sembrava di essere in un film, dove noi facevamo play e replay. Su dieci punizioni, nove le metteva al sette. La sfortuna, invece, è che ci siamo incontrati quando ormai non eravamo più di primissimo pelo. Lui aveva problemi al ginocchio, alla schiena, non era più quello ammirato alla Fiorentina o alla Juventus. {{NDR|«Però era comunque tanta roba...»}} Sì, era un giocatore straordinario. Non importa se stavi perdendo, se mancava tanto o poco. Se c'era Baggio in campo, avevi sempre la speranza di poterla pareggiare. ([[Dario Hübner]])
*{{NDR|Nel 1992}} Davanti a lui c'è il mondo e ha tutto per conquistarlo. A venticinque anni, è come un pozzo di petrolio, dal quale è stato estratto pochissimo greggio. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Di Roberto conservo un ricordo splendido, è un ragazzo eccezionale, mi dava tanti consigli e spesso mi portava fuori per un caffè. Io ero un ragazzino e lui un giocatore già affermato, avrebbe potuto evitare di perdere tempo con me, invece è stato davvero speciale. Io credo che sia uno dei migliori giocatori che il calcio italiano abbia mai prodotto. Tecnicamente era eccezionale, col pallone faceva quello che voleva. Io restavo a guardarlo per cercare di rubargli qualche segreto, ma era impossibile copiarlo. ([[Mohamed Kallon]])
*Con Roberto Baggio non ho mai avuto una discussione. Per un motivo semplice: non l'ho mai considerato importante a livello umano. ([[Marcello Lippi]])
*Dio c'è e ha il codino.<ref>Striscione della tifoseria bresciana inneggiante al loro fantasista Baggio, in occasione della gara Brescia-Bologna del campionato 2001-2002.</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
* Dopo Rivera, Baggio era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più. ([[Fabio Capello]])
*Era puntuale, serio e la domenica mi faceva vincere. C'era un patto con lui. Non mi piaceva che quando si andava in trasferta i tifosi invadevano l'albergo e lui non aveva un attimo di respiro. Un giorno gli dissi "Quando sei stanco di firmare autografi, ti tocchi la testa e io intervengo". Ma lui non si toccava mai la testa e allora sbottai "Aho, ma non ce l'hai una testa?". Lui mi rispose "Mister, come posso deludere gente che ha fatto centinaia di chilometri per incontrarmi?" ([[Carlo Mazzone]])
*Era un giocatore complesso da inserire in un sistema, ma ad alcuni calciatori devi lasciare libertà per consentirgli di dare il meglio: solo così riusciranno a farti vincere. Fino a quel momento avevo allenato grandi calciatori: Nilsson, Chalana, Falcão, Boniek, Pruzzo. Talenti speciali. Ma non avevo mai avuto a che fare con uno del calibro di Roberto. ([[Sven-Göran Eriksson]])
* {{NDR|Italia-Nigeria, 5 luglio 1994}} Finiamo in un clima... sconfortante... Ancora una iniziativa, attenzione, la palla è per Baggio... è gol di Roberto Baggio al 43º del secondo tempo! Proprio Roberto Baggio rimette in parità le sorti di questo confronto, sembrava tutto finito! ([[Bruno Pizzul]])
*Gli infortuni gravi lo hanno sempre fatto vivere col dolore ai ginocchi. I suoi allenatori scambiavano il male per pigrizia e poche volte lo hanno amato. Questo ha portato all'assurdo di un fuoriclasse passato da una squadra all'altra. ([[Mario Sconcerti]])
*Il ''Bello'' è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità. ([[Diego Armando Maradona]])
*Missing. A 50 anni Roberto Baggio è fuori: dal gioco, dal calcio, da ogni falò delle vanità. Ha smesso da oltre dieci anni di misurare il mondo con le righe del campo. Non rilascia interviste, non parla di calcio, non presenzia. Gli è riuscita la magia di scomparire dal palcoscenico, di evitare l'invenzione della nostalgia, niente più c'era una volta in America. Se n'è andato senza avere conti in sospeso con i ricordi, fedele all'idea che un addio è un pallone che non torna indietro. ([[Emanuela Audisio]])
*{{NDR|«Roberto Baggio ha detto che Bernardeschi è un grande talento»}} Non ci volevo credere. Lui, il calciatore italiano più forte di sempre che parla di me. Roba da matti. ([[Federico Bernardeschi]])
*Più che la Juve tifavo Baggio. ([[Valentina Boni]])
*{{NDR|Riferendosi al periodo in cui militava nel Brescia}} Quando Roby si allenava, dava sempre tutto. Sembrava sempre un ragazzino, ed io lo invidiavo. In quel periodo faceva da chioccia a molti di noi. Diceva sempre, per ogni problema o consiglio, io sono qui... All'epoca ero giovane, ed a volte capitava che mi alzavo dal letto con zero voglia di allenarmi. Capitò un periodo in cui fallivo molte occasioni da goal. La porta non la vedevo proprio. Un giorno Roby, in allenamento, mi vide giù di morale, si avvicinò a me e disse: Luca, nel calcio capitano quei momenti, non ti abbattere, se posso darti un consiglio, quando sei davanti alla porta, prima di tirare, con l'occhio guarda per un secondo il portiere. Sembra una stronzata, ma in quel momento capisci che intenzioni ha. Ricordati che la porta è di sette metri, ed il portiere occupa solo un settimo dello specchio... A fine allenamento, rimaniamo a fare un po' di uno contro uno con il portiere. Parto prima io e poi tu. Guardami però, così vedi un po' quello che faccio io… Non sto qui a raccontarvi che lui fece sempre goal. Da lì però imparai ad essere più calmo, e da quel giorno anche grazie a Roberto, non mi sono più fermato. ([[Luca Toni]])
*Quello che Roberto Baggio non cambierà mai è l'espressione serena e pacifica del viso, un Nirvana imbarazzante stampato sul suo volto infantile. È incredibile: in una carriera complicata e sofferta come la sua, Robi il Divino non ha mai perso l'anima, ha volato su bassezze e piccinerie umane come {{Sic|il gabbiano di Jonathan Livingston}}: felice e libero dalle coercizioni umane. Sulla faccia di Baggio aleggerà sempre quel karma che crea amore fra tifosi e invidia nei colleghi dello spogliatorio. Lui leggero, loro pesantissimi, incompatibili per volare insieme. Un frastuono di polemiche, accuse e ripicche che accompagna da [...] anni Robi il Discusso, bilanciate ogni volta dai suoi silenzi e dalle sue risate di ragazzo dalle buone maniere, di veneto furbo e mai avaro con chi gli sta accanto. ([[Matteo Marani]])
*{{NDR|Riferendosi al periodo in cui militava nel Brescia}} Roberto aveva 35 anni e molti acciacchi alle spalle. Poteva farti vincere una partita in ogni momento, ma non era più quello di prima. [...] Si allenava per conto suo [...]. Non faceva le corse in salita e in partitella stavamo attenti coi contrasti. Noi sgobbavamo, e lui faceva i suoi balzettini a bordo campo. Ogni tanto lo prendevamo in giro: "Robi non stancarti troppo, eh!" Ma sapevamo bene che averlo a Brescia era già un miracolo. ([[Dario Hübner]])
*Roberto Baggio porta il codino: è troppo eccentrico per non dare nell'occhio. Ancora: il suo gioco è troppo particolare e disagevole per riuscire sempre al meglio. Il pregio di [[Michel Platini|Platini]] era la semplificazione. Baggio è un asso rococò: mette il dribbling anche nel caffellatte. Solo sul piano balistico eguaglia Platini, non già nella misura del gioco. ([[Gianni Brera]])
*Roby è stato il calciatore italiano che più si è avvicinato al genio di Maradona. ([[Gabriele Oriali]])
*Volevo mangiare tonno, cipolla e fagioli ma ho preferito rinunciare alla cipolla, perché se viene Baggio bisogna avere l'alito fresco. ([[Renzo Ulivieri]])
*Vorrei avere l'inventiva di Baggio, i piedi di [[Roberto Mancini|Mancini]], la potenza di [[Gianluca Vialli|Vialli]]. ([[Attilio Lombardo]])
===[[Gianni Agnelli]]===
*Non lo scriva, o se lo scrive, lo metta giù con garbo: Roberto Baggio è il più grande ''giocatorino'' che abbia conosciuto. Gli voglio bene.
*Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché Baggio non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato.
*Un coniglio bagnato.
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Matrimonio alle Bahamas
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{{Film
|titoloitaliano= Matrimonio alle Bahamas
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|titolooriginale= Matrimonio alle Bahamas
|paese= Italia
|anno= 2007
|genere= commedia
|regista= [[Paolo Costella]]
|soggetto= [[Enrico Vanzina]]<br />[[Carlo Vanzina]]<br/>Claudio Risi
|sceneggiatore= [[Francesco Massaro]]<br />[[Carlo Vanzina]], <br /> [[Enrico Vanzina]]
|attori=
*[[Massimo Boldi]]: Cristoforo Colombo
*[[Enzo Salvi]]: Oscar Corleone
*[[Biagio Izzo]]: Al Di Giacomo
*[[Fichi d'India]]: Bruno e Max
*[[Victoria Silvstedt]]: Patricia Di Giacomo
*[[Lucrezia Piaggio]]: Valentina Colombo
*[[Loredana De Nardis]]: Lory
*[[Annamaria Barbera]]: Rosy Colombo
*[[Donald French]]: Bob Di Giacomo
*[[Valentina Idini]]
*[[Niccolò Senni]]
*[[Lodovica Mairè Rogati]]
*[[Raffaello Balzo]]: Luca
*[[Valentino Campitelli]]
*[[Luigi Petrazzuolo]]
*[[Araba Dell'Utri]]
*[[Lodovica Mairè Rogati]]: Pamela
*[[Oona O'Connell]]: Candice
*[[Everlayn Borges]]: Whitney
*[[Karen Ross]]: Mrs. Goldman
|doppiatoriitaliani=
* [[Stefano Crescentini]]: Bob di Giacomo
* [[Monica Bertolotti]]: Pamela
* [[Perla Liberatori]]: Candice
}}
'''''Matrimonio alle Bahamas''''', film italiano del 2007, di [[Paolo Costella]] con [[Massimo Boldi]], Enzo Salvi, Biagio Izzo e I Fichi d'india
{{tagline|Per ridere non aspettare Natale!}}
*Comunque a scuola sono stato sempre il primo... ad uscire dalla classe. ('''Oscar''')
*Dopotutto ha un bel fisico... di che segno sei? Dello scarabocchio? ('''Oscar''')
*Purtroppo uno non se la sceglie la famiglia... ('''Bob''')
*Io non rimpiango l'Italia, io rimpiango [[Napoli]] che è tutta un'altra cosa! ''Understand''? ('''Alberto''')
*Ricorda che i veri precari siamo proprio noi ladri. ('''Oscar''')
* Me la ciula! Me la ciula! ('''Cristoforo''')
* Donne e buoi, so' cazzi tuoi! ('''Rosy''')
* Se per una testa di ''Picazzo'' vale più di una famiglia per bene, allora mi vergogno io di essere consuecera! ('''Rosy''')
== Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Matrimonio alle Bahamas
|immagine=
|titolooriginale= Matrimonio alle Bahamas
|paese= Italia
|anno= 2007
|genere= commedia
|regista= [[Claudio Risi]]
|soggetto= [[Enrico Vanzina]]<br />[[Carlo Vanzina]],
|sceneggiatore= [[Francesco Massaro]]<br />[[Carlo Vanzina]], <br /> [[Enrico Vanzina]]
|attori=
*[[Massimo Boldi]]: Cristoforo Colombo
*[[Enzo Salvi]]: Oscar Corleone
*[[Biagio Izzo]]: Al Di Giacomo
*[[Fichi d'India]]: Bruno e Max
*[[Victoria Silvstedt]]: Patricia Di Giacomo
*[[Lucrezia Piaggio]]: Valentina Colombo
*[[Loredana De Nardis]]: Lory
*[[Annamaria Barbera]]: Rosy Colombo
*[[Donald French]]: Bob Di Giacomo
*[[Valentina Idini]]
*[[Niccolò Senni]]
*[[Lodovica Mairè Rogati]]
*[[Raffaello Balzo]]: Luca
*[[Valentino Campitelli]]
*[[Luigi Petrazzuolo]]
*[[Araba Dell'Utri]]
*[[Lodovica Mairè Rogati]]: Pamela
*[[Oona O'Connell]]: Candice
*[[Everlayn Borges]]: Whitney
*[[Karen Ross]]: Mrs. Goldman
|doppiatoriitaliani=
* [[Stefano Crescentini]]: Bob di Giacomo
* [[Monica Bertolotti]]: Pamela
* [[Perla Liberatori]]: Candice
}}
'''''Matrimonio alle Bahamas''''', film italiano del 2007, di [[Claudio Risi]] con [[Massimo Boldi]], Enzo Salvi, Biagio Izzo e I Fichi d'india
{{tagline|Per ridere non aspettare Natale!}}
*Comunque a scuola sono stato sempre il primo... ad uscire dalla classe. ('''Oscar''')
*Dopotutto ha un bel fisico... di che segno sei? Dello scarabocchio? ('''Oscar''')
*Purtroppo uno non se la sceglie la famiglia... ('''Bob''')
*Io non rimpiango l'Italia, io rimpiango [[Napoli]] che è tutta un'altra cosa! ''Understand''? ('''Alberto''')
*Ricorda che i veri precari siamo proprio noi ladri. ('''Oscar''')
* Me la ciula! Me la ciula! ('''Cristoforo''')
* Donne e buoi, so' cazzi tuoi! ('''Rosy''')
* Se per una testa di ''Picazzo'' vale più di una famiglia per bene, allora mi vergogno io di essere consuecera! ('''Rosy''')
== Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Matrimonio alle Bahamas''|w=Matrimonio alle Bahamas}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Etna
0
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2026-08-24T07:37:08Z
Spinoziano (BEIC)
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Michel-Jean Borch
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:EtnaAvió.JPG|thumb|upright=1.4|il Monte Etna]]
Citazioni sull''''Etna'''.
==Citazioni==
*A [[Catania]], prima tappa, arriviamo di notte, in aereo. L'Etna è in eruzione. Vediamo, dai finestrini, sul fondo completamente nero della montagna, scendere srotolandosi un enorme serpente luminoso, un fiume spesso di lava rovente e bollente, vermiglia, gonfia, globosa nel suo procedere, e con volute e strie, più luminose ancora ma di colore arancione o addirittura giallo. È uno spettacolo affascinante. ([[Mario Soldati]])
*''Anche sul dorso dei petrosi monti | Talor t'assidi maestosa, e rendi | Belle dell'[[alpi]] le nevose fronti: | Talor sul giogo abbrustolato ascendi | Del fumante Etna, e nell'orribil veste | Delle sue fiamme ti ravvolgi e splendi''. ([[Vincenzo Monti]])
*''Bello è il veder, lungi dal giogo ardente, | le liquefatte viscere dell'Etna, | lanciati sassi al ciel. Altro fu svelto | dal sempre acceso [[Stromboli]]; altro corse | sul fianco del [[Vesuvio|Vesevo]] onda rovente''. ([[Lorenzo Mascheroni]])
*Ci sono dei luoghi che senza dubbio si possono dire di più incantevoli della terra, e se l'Etna di dentro somiglia all'inferno, si può dire a ragione che di fuori somigli al paradiso. <br>È curioso pensare che questo monte riunisce in sé tutte le bellezze e tutti gli orrori, in una parola quanto di più opposto e dissimile esiste in natura. Qui si può osservare una voragine che un tempo ha eruttato torrenti di fuoco verdeggiare ora delle piante più belle, trasfonnata da oggetto di terrore in motivo di delizia. Qui si possono cogliere i frutti più squisiti nati su quella che fino a poco fa non era che roccia arida e nera. Qui il suolo è ricoperto di tutti i fiori immaginabili, e noi stessi ci aggiriamo in un mondo di meraviglia e contempliamo questo intrico di dolcezza senza pensare che sotto i nostri piedi c'è l'inferno con tutti i suoi terrori, e che soltanto poche iarde ci separano da laghi di fuoco liquido e di zolfo. ([[Patrick Brydone]])
*Difatti, nel fondo, l'Etna fa cono. Quanto diverso però dall'immaginato! Questo il tremendo Mongibello, l'infocato carcere di Tifone? Il monte più armonico di forme, più mite d'aspetto che io abbia mai veduto. Me lo sono fatto indicare da gente del posto, per assicurarmi che è veramente lui. Solo che tutte le nuvole del cielo, poche o molte che siano, se le raccoglie intorno lui, come chioccia i pulcini. ([[Alberto Savinio]])
*Egli procedette a piedi per altre quattordici miglia finché arrivò alla "Grotta de la nivi" (Grotta della neve) donde i [[Malta|maltesi]] ricavano tutta la loro neve e ghiaccio, e la trasportano alle loro galere. ([[Ferdinando Alberto I di Brunswick-Lüneburg]])
*Emergente solenne e candida sopra la verde campagna e il mare. ([[Mario Praz]])
*''Ferve nel quarto cerchio opaco smalto, || che qual sull'Etna ardente e bolle e fuma, | sol che più ratto e liquido dall'alto | volvesi, e non s'impietra o si consuma: | ivi sta l'[[Ira]]; di bollente asfalto | tinge i suoi ceppi e di viperea spuma, | e mentre cieca si dimena e scoppia, | ne' suoi lacci s'intrica, e gli raddoppia''. ([[Angelo Maria Ricci]])
*Il monte Etna all'incontro, preso alle radici, volge attorno cento ottanta miglia, e la sua elevatezza sul mare oltrepassa d'assai le due miglia. Su' fianchi dell'Etna levansi altri monti minori, quasi suoi figli, talun de' quali il vesuviano agguaglia in ampiezza. Le lave più estese di questo monte non superano in lunghezza le sette miglia, e quelle dell'altro s'innoltrano al quindicesimo e al ventesimo miglio, e taluna è giunta fino al trentesimo. ([[Lazzaro Spallanzani]])
*Il monte Etna ha preso nome dal fuoco e dallo zolfo, come anche la Gehenna. ([[Isidoro di Siviglia]])
*Il vulcano che vedevo ogni giorno dalla mia cameretta, con i suoi silenzi e i suoi borbottii. Una presenza costante nella vita di chi vive a Catania, scandita dai momenti di quiete e da quelli in cui il cielo si riempie di lapilli, i rivoli di magma illuminano la notte e il vento si fa cenere. ([[Miriam Leone]])
*In basso la costa sicula sfuma verso [[Catania]]; lo Stretto splende d'azzurro e i monti di Sicilia si levano da ogni parte con inattesi profili. E su tutti grandeggia candido l'Etna, la Montagna per antonomasia, a ricordare la potenza del fuoco che, oltre le vicende degli uomini, è la vera, immortale anima dell'isola. ([[Carlo Picchio]])
*L’Etna, che rappresenta l’anima della Sicilia, questo senso di grecità e la bellezza della natura. È una montagna che tutti i siciliani temono e amano. ([[Simonetta Agnello Hornby]])
*L'Etna è diverso dalle mie splendide Dolomiti frastagliate e fantastiche, è un grosso cono schiacciato come una grande focaccia sul corno orientale dell'isola con i fianchi che scendono con pendenza regolare: mi tenta un lunga planata quasi senza motore ma veloce, dato l'assetto in cui devo tenere il [[aeroplano|velivolo]]; mi metto sopra un largo solco tracciato dalla lava di un'unica eruzione e scendo come in uno slalom entusiasmante. ([[Martino Aichner]])
*La rarità dell'aria su questa montagna è sensibilissima, e rende quasi questo fluido inetto alla respirazione. ([[Michel-Jean Borch]])
*La scalata del gigante<br>Davanti a noi una spessa nuvola si leva lentamente come una cortina bianca che sale e che sorge dalla [[terra]]. Avanziamo ancora qualche passo, naso e bocca avvolti, per non essere soffocati dallo zolfo, ed all'improvviso, davanti ai nostri piedi, si apre un prodigioso, uno spaventevole abisso, di quasi cinque chilometri di circonferenza. ([[Guy de Maupassant]])
*La bestia è calma, e dorme in fondo, tutt'in fondo,. Solo la pesante fumata sfugge dal prodigioso fumaiolo alto 3312 metri. ([[Guy de Maupassant]])
*La calma ci trattenne tutta la mattina in faccia all'Etna: il dorso di questa montagna dalla parte da cui noi lo vedevamo, ci si presentava sotto tinte bigiastre simili a quelle del deserto di Sahara. ([[Joseph-François Michaud]])
*La mattina presto vidi la cresta dell'Etna brillare mentre il primo raggio di sole colpiva il suo crinale bianco; al tramonto, quando la cima era avvolta fra nubi pesanti e i raggi occidentali venivano di dietro il monte, quelle alture fredde e remote rilucevano debolmente in una tinta del più pallido smeraldo, e sembravano la visione di un paradiso al tramonto, diafano, sul punto di svanire. ([[George Gissing]])
*L'Etna ha l'aria della vecchiezza; il [[Monte Fuji|Fuji]] invece è l'immagine della gioventù, le sue linee suggeriscono il movimento, lo slancio. L'Etna è possente, ti fa pensare ad un gigante saggio, talvolta è terribile, ma anche allora sembra scuotere le sue catene con l'ineluttabilità misteriosa d'un destino notturno; il Fuji è agile, fiero come una spada, t'invita all'ardire. L'Etna è profondamente maschio, è patriarca di messi, di villaggi, dei popoli di tonni nelle acque profonde ai suoi piedi; il Fuji fa pensare ad una vergine, non per nulla vi dimora la bella Figlia del dio delle montagne, o ad un guerriero adolescente che ha fede purissima in un'idea. Perciò il Fuji è anche vicino all'amore ed alla morte, a tutte le grandi follie; l'Etna invece è il tempo popolato di ombre senza fine. All'Etna si addicono l'ulivo, il castagno, la ginestra, piante legate alle fortune della civiltà ed ai sogni dei poeti, gli si addice anche la vite coi dolci languori che dona agli uomini, l'Etna è sempre pienamente di questo mondo; al Fuji si addicono invece i pini selvaggi del ''Ki no kai'', del «Mare d'alberi» che ne lambe il versante Nord, e poi ceneri o neve; il Fuji, come la poesia, anela al cielo, non si sa mai con certezza se appartenga a questo mondo o no; «forse è un misterioso ''kami''». ([[Fosco Maraini]])
*Magnifica la vista che si godeva dallo Stretto. Davanti a noi era [[Messina]] col suo porto pieno di natanti, difeso dalla fortezza di San Salvatore; dietro di noi [[Reggio Calabria|Reggio]] splendidamente illuminata dal sole pomeridiano e sullo sfondo le brulle montagne dell'interno, mentre a sinistra s'innalzava maestosamente l'Etna, con la cima coperta di neve scintillante. Il cratere vomitava un denso pennacchio di fumo. ([[Arthur John Strutt]])
*''Ma sì d'Etna vicino, che i suoi tuoni | e le sue spaventevoli ruine | lo tempestano ognora. Esce talvolta | da questo monte a l'aura un'atra nube | mista di nero fumo e di roventi | faville, che di cenere e di pece | fan turbi e groppi, ed ondeggiando a scosse | vibrano ad ora ad or lucide fiamme | che van lambendo a scolorir le stelle; | e talvolta, le sue viscere stesse | da sé divelte, immani sassi e scogli | liquefatti e combusti al ciel vomendo | in fin dal fondo romoreggia e bolle.'' ([[Enea]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*Mi affascina molto il rapporto con il mito. E cosa c'è di più mitico dell' Etna che tira fuori fiumi di fuoco? Credo che coloro che ci vivono sotto siano particolarmente siciliani perché se la giostrano col destino più di chiunque altro. ([[Ferdinando Scianna]])
*Nei primi giorni del dicembre 1888, venivo dal Pireo sopra un piccolo piroscafo mercantile, che doveva lasciarmi a [[Messina]]. Il mare ci castigò con una delle sue più matte burrasche, calmandosi poi, mentre ci avvicinavamo alla [[Sicilia]]. Salito sul ponte io guardai al firmamento cristallino e vidi una bianca curva seguirlo fino a un punto che mi sembrò lo zenit. Allora chiesi che fosse mai quello che gli occhi scoprivano. Mi fu risposto: «È l'elevazione dell'Etna che s'inarca per adattarsi alla curva del cielo».<br>Illusione? Realtà? Posso solo dire che non ho più dimenticato questa straordinaria visione. ([[Bernard Berenson]])
*Nessuno dubita che la Sicilia fosse unita un tempo al continente: l'Etna, continuazione delle catene degli Appennini, apparteneva alla terra ferma, ed un cataclisma ne lo avrà separata. ([[Auguste Marmont]])
*Per vedere il cratere stesso e la lava, dobbiamo ancora salire fino a quel dorso di monte, sul quale nel 1883 i santi furono esposti contro la lava. Ancora pochi passi, e siamo arrivati sul piccolo rialto: davanti ai nostri occhi si stende, in tutto il suo terribile splendore, il campo dell'eruzione.<br>Ogni parola sarebbe vana per dipingere siffatto spettacolo, che supera ogni opinione e vince ogni descrizione. Avevo assistito, anni addietro, a una eruzione del Vesuvio; ma quale differenza tra quella e questa del monte siciliano. Il Vesuvio è un bambino in confronto a questo gigante! ([[Augusto Schneegans]])
*Si vede l'Etna dalla piana di Randazzo. E sembra il [[Monte Fuji|Fuji]] soprattutto quando i pendii sono innevati, ma attraversati da sciare infuocate. Una piana fertilissima, verso Randazzo. La vegetazione, i noccioleti, le gole dell'Alcantara, un incanto. ([[Toni Servillo]])
*Stamani mi sono levato alle ore 4'45 e mi sono messo al balcone della mia stanza per vedere l'[[alba]] sul'Etna. Il suo colore era [[argento]] e viola sopra un delicato rossore, che sembrava vermiglio di dentro. In vetta un diadema di [[neve]], e sotto, la collana delle nubi. La grande altezza della montagna non appariva tale per via dei suoi morbidi e lunghi fianchi. ([[Bernard Berenson]])
*Un tipo che aveva assunto un'aria di saggezza e dignità superiore agli altri, li radunò tutti in circolo attorno a lui e cominciò ad interrogarmi con grande solennità. Riuscii a stento a mantenere un contegno. [...] Mi chiese di rispondergli con sincerità e precisione circa i veri motivi che ci avevano fatto intraprendere un viaggio così faticoso e spiacevole. Gli dissi, sulla mia parola, che eravamo spinti soltanto dalla curiosità di esaminare l'Etna. Al che, ridendo fra loro con grande scherno, esclamarono: «Una bella ragione questa, non è vero». ([[Patrick Brydone]])
*Una volta abbiamo detto {{NDR|con [[Federico Fellini]]}} “bisognerebbe proprio vederla la [[Sicilia]], insieme. Vedere l’Etna, questo vulcano meraviglioso, il vulcano più affascinante del mondo”, però poi non l’abbiamo mai realizzato. Ma un giorno ci andrò, quando l’Etna sarà infuriata, e sarà un’emozione grandissima. ([[Sandra Milo]])
===[[Giuseppe De Lorenzo]]===
*Anche sulle falde dell'Etna oltre il fiore della ginestra v'è quello del limone e dell'arancio e della vite, che imbalsama l'aria col suo profumo e solleva l'animo del pellegrino, distogliendolo dallo spettacolo di distruzione e di morte, per fargli solo ammirare il quadro mirabile, per quanto illusorio, creato dalla vita attraverso tante distruzioni e tante morti.
*L'Etna m'apparve per la prima volta nell'ottobre dei 1891 da [[Taormina]], sulle candide e fulve rupi calcaree, dislocate su quella costa dalle oscure forze orogeniche, e plasmate dalla mobile aria pregna dei sali del mare siciliano. Sorgeva purissima in cielo la forma solenne, culminante nel vertice sommo con l'ampio cratere fumante, verso il cui orlo sublime saliva la vista e il pensiero. E sull'orlo sublime mi trovai pochi dì appresso, all'alba, facendo correre la vista ed il pensiero dalle viscere cupe del monte, radicate nel seno della terra, alle vaste profondità del cielo stellato.<br>Sulla vetta deserta del monte ardevano infatti ancora le stelle, e giù, nella gola del vulcano ardente, rosseggiavano rivoli sparsi di lava incandescente: ed il palpito del fuoco sidereo pareva congiungersi, attraverso lo spazio immenso e taciturno, col fremito del fuoco ipogeo, che ha con quello comune l'origine, comune la fine.
*Le nevi dell' Etna [...] non sono persistenti, tranne che sulla sommità, dove durano ancora durante l'estate al riparo di letti di ceneri e lapilli, che sopra vi si depositano. Generalmente<ref>Nel testo "Geneneralmente".</ref> in fin di luglio esse sono quasi tutte fuse, per cominciare di nuovo a depositarsi nell'autunno ed aumentare gradatamente di volume e d'estensione per tutto l'inverno. Vige sempre qui, come altrove, l'alterna vicenda delle stagioni e del tempo, descritta nel carme oraziano, in cui l'anno e l'ora, che rapisce l'almo giorno, ammoniscono a non sperare cose immortali.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Eruzione dell'Etna del 1669]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt=Etna|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}}
[[Categoria:Luoghi della mitologia greca]]
[[Categoria:Montagne della Sicilia]]
[[Categoria:Vulcani]]
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Lee Marvin
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Lee_marvin_1971.JPG|thumb|Lee Marvin]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Cat Ballou]]'''
*Miglior attore (1966)}}
'''Lee Marvin''' (1924 – 1987), attore statunitense.
==Citazioni di Lee Marvin==
*{{NDR|Sul suo debutto nel film ''[[Il comandante Johnny]]''}} Ero solo una comparsa. Ma il regista, [[Henry Hathaway]], mi prese in simpatia e mi chiese di venire a Hollywood. Mi trovò un agente ma non mi ingaggiò perché ero una comparsa. Quindi Hathaway mi diede dei dialoghi e mi rese un attore. Hathaway mi trovò in quel film, trovò [[Charles Bronson]] e trovò [[Jack Warden]]. Quindi, forse aveva occhio.
:''I was just an extra. But the director, Henry Hathaway, took a liking to me and asked me to come to Hollywood. He got me an agent but the agent wouldn’t take me because I was an extra. So Hathaway gave me some dialogue and made me an actor. Hathaway picked me out of that movie, he picked Charles Bronson and he picked Jack Warden. So, maybe he had an eye.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://apnews.com/article/c2c282f8db7f566a91672e63f3131d4a Oscar-Winning Actor Lee Marvin Dies At 63]'', ''apnews.com'', 30 agosto 1987.</ref>
==Citazioni su Lee Marvin==
*Abbiamo lavorato insieme nel film di [[Richard Brooks]] ''[[I professionisti]]''. Beveva. Beveva sempre e tantissimo [...] Ma questo non toglieva niente alla sua straordinaria capacità di attore. E alla sua gentilezza di persona. ([[Claudia Cardinale]])
*Lee era un attore serio e intelligente che era orgoglioso del suo mestiere e un amico fedele che faceva di tutto per avvertirmi dei pericoli del successo di [[Hollywood]]. Prima di [[Clint Eastwood]], prima di [[Sam Peckinpah]]. ([[Burt Reynolds]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[I sette assassini]]'' (1956)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Quella sporca dozzina]]'' (1967)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marvin, Lee}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Giampiero Boniperti
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Danyele
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/* Citazioni su Giampiero Boniperti */ +1
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text/x-wiki
[[File:Giampiero Boniperti in training for Juventus (August 1950).jpg|thumb|Giampiero Boniperti (1950)]]
'''Giampiero Boniperti''' (1928 – 2021), calciatore, dirigente sportivo e politico italiano.
==Citazioni di Giampiero Boniperti==
{{cronologico}}
*[[José Altafini|Altafini]] non è un centravanti di sfondamento perché sa anche manovrare, non è un centravanti di manovra perché sa anche sfondare. È una rarità in fatto di classe perché è tecnicamente perfetto. Furbizia, altruismo, intelligenza, opportunismo, sono, tra le altre doti, quelle che maggiormente lo distinguono.<ref>Citato in Arnaldo Amabile, ''Il medico svela la "juventus" di Altafini'', ''Il Calcio Illustrato'', 4 maggio 1973, pp. 16-17.</ref>
*{{NDR|Rivolto ad Antonio Cabrini, estate 1976}} Ricordati che questa è la [[Juventus Football Club|Juve]], arrivare secondi è una tragedia.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/08/04-95422807/juve_e_villar_perosa_forza_e_potenza_di_un_rito_secolare Juve e Villar Perosa: forza e potenza di un rito secolare]'', ''tuttosport.com'', 4 agosto 2022.</ref>
*{{NDR|Riferito alla Juventus, dicembre 1976}} Ci sono un odio e una gelosia nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/11/22-100216655/quando_fare_lantijuventino_diventa_un_mestiere Quando fare l'antijuventino diventa un mestiere]'', ''tuttosport.com'', 22 novembre 2022.</ref>
*Ancora adesso, se debbo pensare al calciatore più utile ad una squadra, a quello da ingaggiare assolutamente, non penso a Pelè, a Di Stefano, a Cruyff, a Platini, a Maradona: o meglio, penso anche a loro, ma dopo avere pensato a [[Valentino Mazzola|Mazzola]].<ref name="Ormezzano">Citato in [[Gianpaolo Ormezzano]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,29/articleid,0934_01_1989_0102_0092_12754919/ È lui, Valentino l'ideale uomo-squadra]'', ''La Stampa'', 3 maggio 1989, p. 29.</ref>
*Si giocava un derby, ero centravanti, segnavo molto. Segnai anche quella volta: o meglio, fui certo di aver segnato, perché battei in rete a colpo sicuro. Alzai le braccia al cielo, le abbassai, me le misi nei capelli. Sulla linea era sorto, materializzandosi dal nulla, Valentino Mazzola, aveva fermato il mio tiro, aveva stoppato il pallone. Tornai verso il centro del campo con la testa china, ero deluso, quasi disperato. Avevo fatto pochi passi, ricordo, avevo appena superato il limite dell'area di rigore granata, quando alzai gli occhi, come avvertito da un boato progressivo che invadeva il campo. Mazzola si era già materializzato là, vicino alla mia porta, e segnava!<ref name="Ormezzano"/>
*Una testa senza [[capelli]] è più leggera anche per il calcio. È giusto presentarsi in pubblico con un aspetto decente.<ref>Citato in Luca Valdisseri, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/agosto/13/Sibilia_tuono_Tagliati_capelli_niente_co_0_9608135222.shtml E Sibilia tuonò: "Tagliati i capelli o niente ingaggio"]'', ''Corriere della Sera'', 13 agosto 1996.</ref>
*A diciannove anni era già favoloso, il nostro [[Alessandro Del Piero|Alex]], e non è cambiato. [...] L'ultimo scudetto della Juve l'hanno vinto lui e [[Angelo Peruzzi|Peruzzi]]. [...] Attaccano lui per fare male alla Juve, anche a me succedeva, per questo durante il riscaldamento uscivo da solo sul campo e mi prendevo gli insulti, ero una specie di parafulmine. E so che una squadra e un giocatore si giudicano alla quarta di campionato, non prima.<ref name="Crosetti">Citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/05/nel-tunnel-di-alex-troppa-malafede.html Nel tunnel di Alex: Troppa malafede]'', ''la Repubblica'', 5 settembre 2000, p. 54.</ref>
*I tiri più belli riescono quando non ci pensi, oppure quando sbagli ma la palla va nel sette.<ref name="Crosetti"/>
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice. (sulla sua carriera da giocatore nella squadra torinese da 1947 al 1961).<ref>Citato in Giampiero Boniperti, Enrica Speroni, ''Una vita a testa alta. Cinquant'anni sempre e solo per la Juventus'', Biblioteca Universale Rizzoli, 2003 ISBN 88-1710-685-2.</ref>
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt'ora.<ref>Citato in ''[http://www.juveclubsantagata.it/juvetecagennaio2004.htm Protagonisti del secolo bianconero n. 11]'', ''juveclubsantagata.it'', gennaio 2004.</ref>
*Il mio fuoriclasse era [[Gaetano Scirea|Scirea]]. Parlava poco, eppure aveva carisma. Era un piacere stare con lui e in qualsiasi occasione, non soltanto sul campo, ti faceva fare bella figura. Il giorno in cui ho preso Scirea, per la prima e unica volta, Achille Bortolotti mi ha detto: «Gaetano te lo porto io a Torino. Perché questo ragazzo è diverso da tutti gli altri». Quando Gai ha smesso di giocare io volevo che diventasse un punto fermo della Juventus. Prima come osservatore, poi come allenatore, ma lo vedevo benissimo anche come uomo di pubbliche relazioni. Aveva qualità fuori dal comune e la sua splendida carriera ne era la conferma. Li riconosci subito i giocatori che hanno qualcosa in più: li vedi da come si muovono in campo e da come leggono il gioco un secondo prima degli altri; se poi sono dotati di spessore umano e pulizia morale hai davanti agli occhi un fuoriclasse anche nella vita. E Scirea lo era. Io gli volevo bene.<ref>Citato in ''[http://www.bianconerionline.com/web/index.php?option=com_content&task=view&id=2873&Itemid=9 Non è morto chi vive nel cuore di chi resta]'', ''bianconerionline.com'', 3 settembre 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Alessandro Del Piero]]}} Mi ricordo quando andai a vederlo e ho subito intravisto che aveva la stoffa del campione. Però sono anche stato fortunato nella scelta. Ci sentiamo ancora spesso e sono molto contento per lui. Finché è Alex a eguagliarmi, sono felice...<ref>Citato in ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/365102/ L'esclusivo club di Del Piero: Quant'è difficile restare fedeli]'', ''lastampa.it'', 19 ottobre 2010.</ref>
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].<ref>{{en}} Citato in Ted Richards, ''The Orpheus of Soccer'', in ''Soccer and Philosophy: Beautiful Thoughts on the Beautiful Game'', ''Open Court Publishing Company'', 2013, Chicago. ISBN 08-12-69682-4</ref>
*{{NDR|Sullo [[Stile Juventus]]}} Un modo di vivere, di comportarsi, di ragionare.<ref>Citato in [[Gianni Mura]], Andrea Gentile e Aurelio Pino, ''Non gioco più, me ne vado: gregari e campioni, coppe e bidoni'', ''Il Saggiatore'', Milano, 2013, p. 190. ISBN 88-4281-752-X</ref>
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} Anche stavolta mi sistemerò davanti alla televisione e anche stavolta maledirò il destino che mi obbliga a soffrire per il derby. È sempre stato così, in vita mia, anche se ancora oggi sono il giocatore che ha segnato più reti in questa sfida: 14. E allora dovrei essere un ottimista a priori. Ma il derby mi consuma. Amo troppo la Juve e ho così rispetto del Toro che non può essere altrimenti. Anche adesso che la differenza di valori è cresciuta, rispetto a quando guidavo il club, quando i granata cercavano di competere con noi anche per lo scudetto. Ma il derby fa storia a sé.<ref>Citato in Giuseppe Giannone, ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/boniperti-il-derby-mi-consuma-e-una-partita-che-fa-storia-a-se-ogni-tanto-mi-rivedo-in-tevez-213751 Boniperti: "Il derby mi consuma, è una partita che fa storia a sè. Ogni tanto mi rivedo in Tevez"]'', ''tuttojuve.com'', 30 novembre 2014.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20130927174150/http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/05/morto_Piola_leggenda_del_gol_co_0_9610052272.shtml È morto Piola, la leggenda del gol]''|Citato in Carlo Grandini, [[Mario Gherarducci]], Nino Oppio, ''Corriere della Sera'', 5 ottobre 1996, p. 42.}}
{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}}
*Il suo modo di giocare era senza epoca, anche oggi sarebbe stato un cannoniere eccezionale.
*Per me è stato un fratello maggiore. Lui era già un centravanti famoso, mentre io non avevo ancora vent'anni. Quando mi passava il pallone, mi incoraggiava affettuosamente: Vai, ragazzo, che sei giovane e bravo.
*Aveva un fisico possente e una grande forza, possedeva un ottimo gioco di testa ed era bravo a calciare con entrambi i piedi. Qualsiasi difensore avrebbe voluto evitarlo e lo vorrebbe scansare anche adesso.
===Citazioni non datate===
*[[Teobaldo Depetrini|Depetrini]], Parola, Locatelli. Che mediana! Con Baldo in squadra ho vinto la classifica cannonieri con ventisette goal. Ho cominciato con lui, Varglien e Rava. Ero poco più che un ragazzino. E Depetrini era straordinario, aveva un temperamento da autentico vercellese, uno dei più grandi mediani di marcatura che siano mai apparsi nell'universo del pallone.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-baldo-depetrini-506184 Gli eroi in bianconero: Baldo Depetrini]'', ''tuttojuve.com'', 12 marzo 2020.</ref>
*Due cose sono state fondamentali nella mia carriera di calciatore, il talento e mia moglie, Rosi.<ref>Citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/12/08-100915523/lutto_juve_e_morta_rosi_vergnano_la_moglie_di_boniperti Lutto Juve: è morta Rosi Vergnano, la moglie di Boniperti]'', ''tuttosport.com'', 8 dicembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1949-1950]]}} È forse la Juventus più forte che abbia a ricordare.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160822173934/http://www.juventus.com/it/news/news/2015/onthisday-nasceva-jesse-carver--tecnico-dell-ottavo-scudetto.php Jesse Carver, tecnico dell'ottavo scudetto]'', ''juventus.com'', 7 luglio 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Armando Picchi]]}} Era un uomo intelligente e preparato, possedeva carisma, personalità, capacità persuasive e spiccate attitudini al comando. Sarebbe sicuramente diventato uno dei migliori allenatori d'Italia.<ref>Citato in [[Mario Gherarducci]], ''[https://web.archive.org/web/20151215044131/http://archiviostorico.corriere.it/2001/maggio/25/Picchi_battitore_libero_che_mandava_co_0_0105255410.shtml Picchi, il battitore libero che mandava in crisi il Mago]'', ''Corriere della Sera'', 25 maggio 2001, p. 45.</ref>
*[[Vittoria|Vincere]] non è importante: è la sola cosa che conti.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 97. ISBN 88-8598-826-2</ref>
==Interviste==
[[File:Juventus chairman Giampiero Boniperti (Milan, 1975).jpg|thumb|Boniperti durante un'intervista per il ''Guerin Sportivo'' (1975)]]
<!--cronologico-->
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} Partita al [[Stadio Filadelfia|Filadelfia]]. [...] il nostro mediano, Boldi, esce dal campo a causa del menisco. Siamo dieci contro undici, visto che a quell'epoca non esisteva la panchina. Io mi batto come un leone, raddoppiando le forze. Mollo tremila calci. A un certo punto, il pallone finisce vicino alla rete di recinzione, a contatto con il pubblico. Faccio per prenderlo, quando sento un tifoso torinista che mi urla: bastardo, delinquente! Alzo la faccia, e chi ti vedo? Tolmino, il proprietario del ristorante dove vado spesso a pranzo! Gli dico, esterrefatto: Tolmino, ma sei scemo? Ecco: questo era il derby. Gli amici che, per quell'appuntamento, dimenticano la stima, l'affetto. Tolmino, poi, si sarebbe scusato per una settimana intera: ma a freddo, fuori dall'evento agonistico, dalle trappole emotive della stracittadina.<ref>Dall'intervista di [[Darwin Pastorin]], ''C'era una volta il derby'', ''Guerin Sportivo'' n. 48 (1073), 29 novembre – 5 dicembre 1995, pp. 18-22.</ref>
*Non avevo ancora 21 anni, ma il [[Grande Torino]] lo conoscevo bene. Al primo anno di Juventus, campionato 1946/1947, giocavo nelle riserve e la domenica pomeriggio, se i bianconeri erano in trasferta, la passavo al Filadelfia a vedere quella squadra di campioni guidata da [[Valentino Mazzola|Mazzola]], il più grande di tutti. Poi, diventato titolare, ci ho giocato contro in partite che ti azzannavano lo stomaco a cominciare da sette giorni prima. E dico 7 non a caso. Io andavo a mangiare da Tolmino, una trattoria in via Alfieri a pochi passi dalla sede granata, allo stesso tavolo di [[Valerio Bacigalupo|Bacigalupo]], Rigamonti e Martelli, chiamati il trio Nizza dal nome della strada dove abitavano tutti e tre. Eravamo amici, ci vedevamo quasi tutti i giorni. Ma quando si avvicinava il derby diventavamo estranei: loro da una parte, io dall'altra, alla larga da una settimana prima fino a una settimana dopo la sfida. Troppa tensione, troppa adrenalina, meglio scaricare i nervi a distanza. Passata la febbre da derby mi ripresentavo da Tolmino e riprendevo il mio posto a tavola.<ref>Da un'intervista inedita di Vittorio Martone, 2012; pubblicata in Vittorio Martone, Enrica Speroni e Francesco Frisari, ''[https://www.ultimouomo.com/giampiero-boniperti-ricordi-colori-intervista/ Giampiero Boniperti, i ricordi sono a colori]'', ''ultimouomo.com'', 22 giugno 2021.</ref>
{{Int|''Il signor snob''|Intervista di [[Rosanna Marani]], ''Guerin Sportivo'' n. 39, 24-30 settembre 1975, pp. 21-23.}}
*Sono stato calciatore per caso. Mi piaceva giocare e sono riuscito a fare qualcosa.
*{{NDR|Sullo [[Stile Juventus]]}} Non è snobismo, il nostro. Uno ha classe se ci nasce, altrimenti è soltanto uno che aspira ad avere classe.
*{{NDR|«Quali sono le doti necessarie ad un calciatore da Juve?»}} I giocatori erano considerati [...] trogloditi, non capivano le esigenze dell'ambiente. Ora le hanno imparate a loro spese per cui sanno comportarsi con serietà e saper vivere. Un calciatore da Juve [...] deve essere soltanto un bravo calciatore.
*{{NDR|«Cosa ne avete fatto di tanti scudetti vinti? Non togliete mordente al campionato?»}} Sono così belli da guardare in fila, l'uno vicino all'altro...
{{Int|''La Juventus come il Liverpool''|Intervista di Elio Domeniconi, ''Guerin Sportivo'' n. 22 (136), 1º-7 giugno 1977, pp. 26-27.}}
*[...] [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], anche se non ha mai giocato nella Juventus, ha sempre avuto lo stile-Juventus. E l'avevamo scelto anche per questo.
*{{NDR|«Tra i critici si discute sull'importanza della [[UEFA Europa League|Coppa UEFA]]. C'è chi sostiene che è più importante della Coppa delle Coppe, che pure generalmente viene considerata seconda»}} Non lo dico perché l'abbiamo vinta noi, ma secondo me la Coppa UEFA è la prima. È il vero campionato d'Europa. {{NDR|«E la Coppa dei Campioni che cos'è?»}} Diciamo che è il campionato d'eccellenza, una manifestazione d'«élite», una coppa di prestigio. Ma all'inizio si incontrano avversari piuttosto facili, ed è anche meno stressante visto che si giocano tre partite in meno.
*{{NDR|«Agnelli mette al primo posto la Juventus dei Praest e Hansen, poi quella di Charles e Sivori. Tu questa [[Juventus Football Club 1976-1977|Juventus di Furino e Bettega]] dove la metti?»}} Ogni epoca ha i suoi giocatori e i suoi campionati. È difficile fare paragoni tra epoche diverse. Se guardiamo al record possiamo tranquillamente dire che questa Juventus non ha nulla da invidiare a quelle del passato.
*{{NDR|«[...] qual è il tuo giudizio sulla [[Finale della Coppa dei Campioni 1976-1977|finale di Roma]]?»}} Se Nando Martellini non mi avesse garantito che si trattava del Borussia, non l'avrei riconosciuto.
*{{NDR|«Avete vinto lo scudetto ma anche quest'anno il Torino vi ha preso tre punti. Walter Mandelli [...] sostiene che la colpa è tua. Perché trasmetti ai giocatori la "tua" paura»}} Senti, io sono il capocannoniere del derby torinese. Se avessi davvero quel complesso [...] avrei dovuto sbagliare i gol davanti alla porta. Invece ho sempre fatto centro.
*I tempi sono cambiati. La [[Juventus Football Club|Juventus]] non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*{{NDR|«I vostri gemelli, Bettega e Boninsegna [...] hanno segnato meno di quelli del Torino, Graziani e Pulici»}} [...] perché la Juventus è una squadra che punta sul collettivo. Da noi tutti possono segnare.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/febbraio/28/Gioca_Boniperti_ga_0_97022810566.shtml Gioca Boniperti]''|Intervista di [[Salvatore Lo Presti]] e [[Mario Pennacchia]], ''La Gazzetta dello Sport'', 28 febbraio 1997.}}
*Non sono state le tarme {{NDR|«sorride Giampiero Boniperti, mostrando la divisa di gioco indossata a Wembley il 21 ottobre del '53 nella gara fra Inghilterra e Resto d'Europa (4-4) per festeggiare il 90º anniversario della federazione inglese»}} ma i tacchetti del terzino Eckersley, un mastino del Blackburn. Quando ero presidente, quel calzettone lo mostravo ai giocatori della Juve prima delle partite contro squadre inglesi. Dovete ricucirmelo, ordinavo loro, con la vostra grinta!
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*Siccome calciavo bene, [[Renato Cesarini]], il nostro tecnico, al termine di ogni allenamento mi tratteneva ad esercitarmi finché non faceva buio. Lui non era uno come [[Carlo Parola|Parola]] che faceva "cantare" la palla quando la colpiva, lui la palla la strappava da terra.
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} L'atmosfera era incredibile. Una volta tirai un rigore al Filadelfia: guardavo negli occhi Romano, il portiere. E dietro, dalle narici dei tifosi, vedevo uscire lingue di fuoco.
*Una volta ho fatto persino un gol "per paura" contro la Triestina. In porta c'era Striuli, Muccinelli crossa un pallone in area su cui entrano contemporaneamente Blason ed un altro colosso; io mi butto indietro per non farmi schiacciare, colpisco la palla con la punta, vedo che finisce in rete e... scappo via!
*Il giorno che smisi, alla fine del 9-1 contro l'Inter-baby, andai dal magazziniere Crova porgendogli le scarpe che tenevo per i lacci e gli dissi: "Prendile, Crova: non gioco più". Pensò che scherzassi e bofonchiò qualche insulto dicendomi: "Ci vediamo domani". Ma io non tornai per davvero.
*[...] non è vero che io e [[Omar Sívori|Sívori]] ci odiavamo. Eravamo solo molto diversi: io un po' tedesco, lui un argentino di una simpatia ed imprevedibilità unica. Rimanemmo amici. Tant'è che nell'81 proprio lui accompagnò me e Pietro Giuliano a prendere Maradona. Il contratto era fatto: dieci mesi di prestito per un milione di dollari. Ma poi, in vista dei mondiali di Spagna, il presidente della federazione argentina Grondona bloccò tutto. Fosse venuto da noi {{NDR|alla Juventus}}, Diego non si sarebbe più mosso. Resta uno dei miei grandi rimpianti, come Riva, come Gullit.
*{{NDR|Sugli [[allenatori]]}} [...] non erano così importanti. Li avete fatti diventare importanti voi [giornalisti].
{{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,39/articleid,0206_01_2004_0271_0039_1452562/ Boniperti: «Più che mai innamorato della mia Juve antipatica»]''|Intervista di [[Roberto Beccantini]], ''La Stampa'', 1º ottobre 2004, p. 39.}}
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|Alla domanda: «Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} [...] La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
==Citazioni su Giampiero Boniperti==
*{{NDR|Nel 1994}} Boniperti è stato un alpino, e come tale ha e avrà sempre la stima di un vecchio alpino come il sottoscritto, ex vicepresidente nazionale. Con la stima, la mia amicizia e il mio grazie per quanto ha fatto (e forse tornerà a fare...) per il [[Calcio (sport)|calcio]]. Non mi pare proprio che un personaggio così grande abbia bisogno di altre forme di difesa. ([[Giuseppe Prisco]])
*Boniperti ha costruito la [[Juventus Football Club|Juve]] dei '70 e degli '80 come {{NDR|Ferruccio}} Novo edificò il [[Grande Torino]], pezzo su pezzo, un [[Claudio Gentile|Gentile]] qui, un [[Marco Tardelli|Tardelli]] là. Non con il piglio onnivoro, urlato, di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dalla fine degli Anni 80 in poi. ([[Gianni Agnelli]])
*Duro, esigente, ma giusto. ([[Gianluca Vialli]])
*Ero orgoglioso di essere in quel club {{NDR|la Juventus}}, in cui rimasi a lungo per Giampiero Boniperti, a cui non potevo dire di no perché mi trattava come un figlio. ([[Luciano Bodini]])
*Feci arrabbiare Boniperti che si lamentava perché io, uscendo a valanga, potevo fargli male ai piedi: Roba da non credere: ma non per niente Boniperti era soprannominato Marisa... ([[Piero Persico]])
*Grande carisma, l'essere stato calciatore gli serviva per capire le situazioni. Arrivai in sede e lui, sorridendo: "Ciao romano". E io, "Ma veramente avrei anche un nome, sono Luciano". "Poche storie, firma qui". [...] I capelli lunghi erano la sua ossessione. Poi ti controllava, specie di sera. Aveva dei suoi collaboratori fidati che ti pedinavano e poi riferivano. Di te Boniperti sapeva tutto. E quando succedeva qualcosa, partiva la convocazione nel suo ufficio e fioccavano le multe. ([[Luciano Spinosi]])
*Ho visto Boniperti mangiare noccioline in tribuna, sembrava un mafioso americano. ([[Franco Zeffirelli]])
*{{NDR|«Ci racconti come erano le firme dei contratti con [...] Boniperti?»}} In 4 ore si firmava tutti. Rigorosamente in bianco, la cifra la metteva lui. Se non ti stava bene, non stavi alla Juventus. Oggi è esattamente l'opposto con i presidenti ostaggi dei calciatori. ([[Sergio Brio]])
*L'amore fra Giampiero Boniperti e la Juventus è una delle esperienze più complete, appaganti e orgogliose che abbia conosciuto. ([[Paolo Condò]])
*Nell'estate del 1976 ci furono dei cambiamenti importanti {{NDR|alla Juventus}}. [...] Durante il ritiro a Villar Perosa dovevo discutere il mio contratto con il presidente Boniperti. Non erano trattative, ma incontri di boxe senza esclusione di colpi. E capitava di litigare. Non facevo in tempo a sedermi sulla scrivania che lui mi porgeva il contratto in bianco, privo di cifre, dicendomi: «Firma il contratto, poi metto io la cifra. Non ti preoccupare». [...] Quell'estate, quando mi avvicinai alla scrivania del presidente, vidi una grande cornice ma, lì per lì, non feci caso alla fotografia che conteneva; solo una volta seduto notai che Boniperti non teneva in bella mostra una foto qualsiasi. Era raffigurata la squadra del [[Associazione Calcistica Perugia Calcio|Perugia]], che, battendoci {{NDR|nell'ultima partita del precedente campionato}}, aveva consegnato il titolo di campione d'Italia al [[Torino Football Club|Torino]]. Prima ancora che aprissi bocca, lui mi disse: «Cosa fai qua? Hai perso il campionato con questa squadra di sconosciuti. Non avrai mica il coraggio di chiedere un aumento?». Mi venne da ridere, il presidente le escogitava davvero tutte per risparmiare, e come sempre firmai in bianco. ([[Marco Tardelli]])
*Rifiuta la qualifica anche se si è conquistata la effervescente fama di ras. In campo quando c'era il sole, fuori campo ora che l'orizzonte è una striscia sfumata di passioni. La trafila l'ha svolta tutta, e sempre come è parso a lui. Giampiero Boniperti è un esempio da manuale [...]. Da calciatore a presidente di una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia. ([[Rosanna Marani]])
*Se un bambino mi chiedesse chi è Giampiero Boniperti risponderei che semplicemente lui è stato e sarà sempre la Juventus. ([[Giorgio Chiellini]])
*{{NDR|«Ai suoi tempi i procuratori non esistevano...»}} Si trattava direttamente col presidente. Alla Juve, con Boniperti non c'era molto da discutere. Gli sedevi davanti e ti metteva sotto il naso un contratto con la cifra già scritta a matita. E allora cosa siamo qui a fare?, gli chiedevo. Dopo la vittoria del Mondiale {{NDR|1982}}, io, [[Claudio Gentile|Gentile]] e [[Marco Tardelli|Tardelli]] ci litigammo per 10 milioni {{NDR|di lire}} in più che non voleva riconoscerci. Siamo campioni del mondo, dicevamo, e lui: "Tanto alla Juve si vince, quello che non vi do adesso lo prenderete in premi". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]])
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Boniperti è come Richelieu, non hai mai finito di conoscerlo.
*Dal calcio, Boniperti ha avuto tutto. Avesse avuto anche voglia di allenarsi, di soffrire dal lunedì al sabato (come calciatore inventò la settimana corta, cortissima), sarebbe stato un Di Stefano più elegante; il non plus ultra dei fuoriclasse.
*Per me la furbizia personificata è di chi riesca a fare il calciatore a grossi livelli; Boniperti non è più furbo di tanti che ho conosciuto quanto più accreditato da un'intera vita di calciatore appplicato a non seguire quasi mai l'istinto, anche in campo, a giocare con un certo geniaccio, arrivando ad essere un eclettico pur faticando la metà.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boniperti, Giampiero}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Sergio Zavoli
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2026-08-23T19:43:15Z
Danyele
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[[Immagine:Sergio Zavoli.jpg|thumb|Sergio Zavoli]]
'''Sergio Wolmar Zavoli''' (1923 – 2020), giornalista, scrittore e politico italiano.
==Citazioni di Sergio Zavoli==
*Di tutte le città dell'alta Romagna, [[Cesena]] è la più segreta.<ref>Da ''I giorni della meraviglia'', Marsilio, Venezia, 1994.</ref>
*Il lotto delle prime nomine {{NDR|alla RAI}} conferma l'intento di conferire al problema una soluzione che non tiene conto della ricchezza culturale dell'azienda e del paese.<ref>Da ''Il Sole 24 Ore'', 20 maggio 2009.</ref>
*La persona scontenta, incattivita, aggressiva, la si può placare con un po' di attenzione, di tolleranza, di simpatia; ma provate a rabbonire l'imbecille, a trarlo dalle sue ferme, persino inflessibili convinzioni, a insinuargli, mica tanto, un dubbio: solo in apparenza spaesato, prenderà tempo per ricominciare a tessere, si fa per dire, il suo ragionamento nell'ostinata idea che a non capire siate voi, pervicacemente protesi a scaricare su di lui la vostra stessa [[imbecillità]].<br>Lo avete mai visto all'opera? Quando non si sa – ed è questo il momento, secondo me, più gravido di pericoli – che cosa stia pensando? «Non pensa niente!», si consolano gli ingenui. Ma non è proprio ciò che va più temuto? L'idea, intendo dire, che un pensiero già debole possa come svignarsela, bighellonare chissà dove, perdere il filo – seppure un'inezia – di se stesso. Da un pensiero così ridotto quali danni dovremo aspettarci quando il titolare lo richiamerà, diciamo, per rimetterlo in moto?<br>Sto riflettendo: forse il bietolone andrebbe accudito e persino coccolato, forse dovremmo addirittura consentirgli di mettersi la testa sotto i piedi, se proprio intendesse dimostrarci di poterne fare a meno. Credo che non lo si debba contrastare, insomma, se si vogliono sfuggire conseguenze ancora più inquietanti [...].<ref>Da ''Presentazione'', in [[Pino Aprile]], ''Elogio dell'imbecille: {{small|gli intelligenti hanno fatto il mondo, gli stupidi ci vivono alla grande}}'', presentazione di Sergio Zavoli, Piemme, Casale Monferrato, [https://books.google.it/books?id=dlzcvlzMQWcC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PP1&dq=&pg=PT5#v=onepage&q&f=false p. 5]. ISBN 9788858502679</ref>
*[[Luigi Di Liegro]], nato a Gaeta, sette fratelli, figlio di un pescatore poverissimo emigrato otto volte, clandestinamente, in America, è stato il mitico direttore della ''Caritas'' diocesana di Roma. Ordinato sacerdote nel 1953, partecipò all'esperienza di ''Jeunesse ouvrière'' in Francia e in Belgio, specie fra i minatori della zona di Anversa. A Roma ha affrontato il degrado civile e morale delle periferie, spendendo anni e anni di lavoro metodico, quotidiano, capillare.<ref name=Luigi>Da ''[http://www.letture.it/jesus03/0208je/0208je10.htm La società del malessere]'', ''letture.it'', agosto 2002.</ref>
*{{NDR|Su Luigi Di Liegro}} Nel 1974 fu uno degli organizzatori dello storico convegno voluto dal cardinale Poletti su "I mali di Roma"; ne fece una tribuna per criticare con vigore le carenze dei pubblici poteri nella tutela dei diseredati. A quel dibattito rimase legata l'istituzione della Caritas, che venne subito chiamato a dirigere. In tale veste si è occupato di circa 110 mila extracomunitari, centomila anziani non autosufficienti, migliaia di "barboni" e di zingari, e non si sa di quanti tossicodipendenti e malati di Aids. Ai suoi ordini, solo venti persone, ma gli si fecero intorno oltre quindicimila volontari.<ref name=Luigi/>
*Trent'anni per un bilancio, non per una cerimonia. Di fronte a uno strumento che ha mutato tante cose della nostra vita, ci spetta di capire solo come l'abbiamo usato, senza pudori e senza orgogli. La [[Rai]] è stata per decine di migliaia di ore nelle case degli italiani interpretando il bene e il male del paese e del mondo, lasciando un'interminabile traccia di eventi e di idee, di barbarie e di valori. Oggi il servizio pubblico è al centro di una grande questione istituzionale e agisce in un sistema che ha visto nascere altri soggetti e altre logiche; e poiché "c'è un tempo per piantare e uno per sradicare", questo è il momento di rinnovare, seminando e svellendo col senso di una responsabilità nuova che salvaguardi insieme libertà d'impresa e interessi del paese, competitività e cultura, impegno e professionalità. Un augurio? La [[televisione|tv]] può cambiare in meglio il mondo, facciamo che non si limiti solo a rappresentarlo. E tanto meno a distorcerne anche una sola delle sue facce.<ref>Dal messaggio in occasione del trentesimo anniversario delle trasmissioni televisive, come presidente della Rai, 2 gennaio 1984; citato ne ''il manifesto'', 21 novembre 2008.</ref>
*Voi ragazzi le ammirerete solamente in fotografia: oppure le rivedrete nei film girati prima dell'11 settembre 2001. Se ne stavano l'una accanto all'altra, come due sentinelle silenziose. E spesso ci affascinavano, ci intimorivano e ci incuriosivano: ma dietro quei cristalli scintillanti alti 110 piani, brulicavano di affari e di vita. Le [[World Trade Center|Torri Gemelle]] erano l'anima della Grande Mela [...]<ref>Da ''La storia e il suo racconto - Volume 3'', Bompiani Editore, 2004 ISBN 8845103951, p. 223</ref>
==''La notte della Repubblica''==
===[[Incipit]]===
Nelle pagine che seguono troverete la storia del terrorismo italiano dalla sua nascita alla sua sconfitta: la prova più lunga, difficile e cruenta che la società civile e le istituzioni abbiano affrontato in epoca repubblicana. Il racconto abbraccia i venti anni, tra il '69 e l'89, nei quali si decise la sorte stessa dei giorni che stiamo vivendo. La nostra democrazia – investita da un'indata di violenza del tutto nuova, per intensità e durata, nel mondo occidentale – ha rischiato non di perire, ma di pagare la sua sopravvivenza con la riduzione della libertà, a scapito dei principi su cui si fonda.
===Citazioni===
*Ore 18 del 1º settembre 1960. Dall'Olimpico giungono, in diretta, le parole del telecronista Paolo Rosi:<br /><small>Partenza valida! Berruti è scattato... è già in vantaggio... sta per completare i primi cento metri... è nettamente in testa... stupenda l'azione di Berruti che ora viene incalzato da Carney... Berruti riesce a conservare il vantaggio... è medaglia d'oro...</small><br />Il 25 agosto [[Giulio Andreotti]] aveva inaugurato, a Roma, i [[Giochi della XVII Olimpiade|giochi della 17ª Olimpiade]]. Con una spettacolare manifestazione, anche di efficienza, Roma si offriva al giudizio del mondo. Il successo, grazie alla televisione, avrà una risonanza internazionale. (p. 15)
*Il 12 dicembre del 1969 cade di venerdì. A Milano, per tutta la notte è piovuto. Il tempo si manterrà incerto fino a sera. È giorno di mercato. La sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura, in [[Strage di piazza Fontana|piazza Fontana]], è colma di clienti venuti soprattutto dalla provincia. Gli altri istituti di credito hanno chiuso alle 16,30; qui gli sportelli restano aperti più a lungo. Sono le 16,37 quando nel grande salone dal tetto a cupola scoppia un ordigno contenente 7 chili di tritolo. Nella grande sala, orrendamente mutilati, i 16 corpi delle vittime. Per un'ora e mezzo le ambulanze fanno la spola con gli ospedali più vicini, dove vengono ricoverati i feriti: 87. (p. 47)
*Il 1977, con le sue incandescenze, ma soprattutto con la sequela di omicidi delle [[Brigate Rosse|Br]], è un anno che lascia aperti numerosi interrogativi. Due anni dopo, talune vicende saranno oggetto di un'[[Processo 7 aprile|inchiesta giudiziaria]] promossa dalla procura della Repubblica di Padova a carico dell'Autonomia organizzata e condotta dal giudice [[Pietro Calogero]]. L'accusa parte da un presupposto inquietante: che Autonomia sia solamente il volto esteriore e legale di una più complessa organizzazione occulta, responsabile di atti di guerriglia urbana e collegata addirittura alle Br. (p. 246)
*Il processo, detto del 7 Aprile, divide non solo Padova, ma l'opinione pubblica italiana. A favore di Calogero si schiera il Pci padovano; contro, una gran parte dei socialisti e la nuova sinistra, che chiamano «teorema» il complesso delle accuse; una ricostruzione astratta, sostengono, per criminalizzare il movimento. L'opinione di Calogero non è condivisa dal giudice istruttore Giovanni Palombarini, il quale ridimensiona le accuse ponendo in risalto le differenze tra Autonomia e brigatisti. Il processo, che si conclude in Cassazione a circa dieci anni dai primi arresti, convalida solo in parte le tesi originarie. Viene in sostanza riconosciuta fondata quella secondo cui [[Toni Negri|Negri]] e altri capi dell'Autonomia sarebbero stati i promotori di una trama eversiva, per l'appunto autonoma, prolungatasi senza interruzione dal '71 al '79. (p. 246)
*Sul piano politico si vivono i mesi dell'emergenza. Il governo di solidarietà nazionale va incontro a una vita problematica. Le tensioni di quei giorni non risparmiano nemmeno il Quirinale. Il presidente [[Giovanni Leone|Leone]], investito da un tiro incrociato di critiche e attacchi, sceglie di dimettersi. È la prima volta che ciò accade nella storia della Repubblica. Con voto plebiscitario il Parlamento elegge [[Sandro Pertini]] alla più alta carica dello Stato. In sessanta giorni muoiono due papi, [[Papa Paolo VI|Paolo VI]] e [[Papa Giovanni Paolo I|Giovanni Paolo I]], cioè Albino Luciani. Sul soglio di Pietro sale un cardinale polacco, Karol Wojtyla; si chiamerà [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]]. Di qui a poco il mondo politico perde un altro leader, [[Ugo La Malfa]]. Quanto al quadro politico, l'ipotesi di un ingresso effettivo dei comunisti nell'esecutivo si conferma impraticabile. (p. 346)
*Un ragazzo che oggi è in terza media, quando le Br rapirono [[Aldo Moro|Moro]] e ne uccisero la scorta aveva zero anni. Ai tempi di piazza Fontana i suoi futuri genitori forse non si conoscevano. Questa nostra inchiesta è in un certo senso dedicata a lui, nato nell'ora più atroce del terrorismo e cresciuto senza poterne capire gli sviluppi e la progressiva decadenza. Oggi, quel ragazzo ha davanti una vita in qualche modo tracciata anche da come il Paese, senza di lui, ma anche per lui, è uscito da quel tunnel.<ref>Nella versione televisiva, trasmessa il 4 aprile 1990, la frase era: «Un ragazzo che oggi è in seconda media, quando le [[Brigate Rosse|Br]] rapirono [[Aldo Moro|Moro]] e ne uccisero la scorta aveva zero anni. Ai tempi di piazza Fontana i suoi futuri genitori forse non si conoscevano. Avevamo dedicato la nostra inchiesta, qualcuno lo ricorderà, proprio a lui, a questo giovane cittadino nato nel periodo più atroce del terrorismo e cresciuto senza poterne capire gli sviluppi e la progressiva decadenza. Oggi, quel ragazzo ha davanti una vita in qualche modo tracciata anche da come il Paese, senza di lui, ma anche per lui, è uscito da quel tunnel».</ref> (p. 463)
==Filmografia==
*''[[Guida per camminare all'ombra]]'' (1954) - voce narrante
==Bibliografia==
*Sergio Zavoli, ''La notte della Repubblica'', Nuova Eri, Roma, 1992, ISBN 88-04-33909-8.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zavoli, Sergio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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John Wayne
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2026-08-24T08:56:20Z
Spinoziano
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/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:John_Wayne_-_still_portrait.jpg|thumb|John Wayne nel 1965]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Il Grinta]]'''''
*Miglior attore (1970)
}}
'''John Wayne''', pseudonimo di '''Marion Mitchell Morrison''' (1907 – 1979), attore statunitense.
==Citazioni di John Wayne==
*Con tutti questi [[nero (antropologia)|neri]] si crea del risentimento a causa del loro dissenso, giustamente. Ma non possiamo tutt'a un tratto metterci in ginocchio e dare il comando di tutto ai neri. Credo nella [[supremazia bianca]] almeno finché i neri non vengono educati a prendersi le proprie responsabilità. Non credo nel dare autorità e posizioni di comando e di giudizio a persone irresponsabili.
:''With a lot of blacks, there's quite a bit of resentment along with their dissent, and possibly rightfully so. But we can't all of a sudden get down on our knees and turn everything over to the leadership of the blacks. I believe in white supremacy until the blacks are educated to a point of responsibility. I don't believe in giving authority and positions of leadership and judgment to irresponsible people.'' (da un'intervista a ''Playboy'', maggio 1971<ref name="Duke">{{en}} Citato in Dan Evon, [http://www.snopes.com/john-wayne-white-supremacy/ ''The Dukkke?''], ''Snopes.com'', 26 gennaio 2017.</ref>)
*Il domani è la cosa più importante nella vita. Entra in noi a mezzanotte ben pulito. È perfetto quando arriva e si mette nelle nostre mani. Spera che noi abbiamo imparato qualcosa da ieri.
:''Tomorrow is the most important thing in life. Comes into us at midnight very clean. It's perfect when it arrives and it puts itself in our hands. It hopes we've learned something from yesterday.''<ref>{{en}} Citato in John Patterson, ''[https://www.theguardian.com/film/2007/may/04/johnpatterson Wayne's lost world]'', ''theguardian.com'', 4 maggio 2007.</ref>
*Nessuno dovrebbe andare al [[cinema]] se non crede agli eroi.<ref>Citato in ''Portala al cinema'' (''The Moviegoer's Companion'', Think Publishing, Londra, 2004), a cura di Rhiannon Guy, traduzione di Luigi Giacone, Einaudi, Torino, 2006, p. 154. ISBN 8806183044</ref>
*Se un personaggio è stato ideato nero, naturalmente prenderò un attore nero. Ma non vado alla ricerca di ruoli per i neri. Penso che gli ''studios'' Hollywoodiani stiano facendo troppe concessioni. Non c'è dubbio che il 10% della popolazione sia nero, o di colore, o qualunque sia il termine con cui vogliono essere chiamati; di certo non sono caucasici. Comunque, suppongo ci debba essere la stessa percentuale di persone di colore nei film così com'è nella società. Ma non potrà essere sempre così. Non necessariamente ci sarà sempre il 10% di attori neri disponibili perché probabilmente non ci sono così tanti attori neri che si sono preparati adeguatamente.
:''If it's supposed to be a black character, naturally I use a black actor. But I don't go so far as hunting for positions for them. I think the Hollywood studios are carrying their tokenism a little too far. There's no doubt that 10 percent of the population is black, or colored, or whatever they want to call themselves; they certainly aren't Caucasian. Anyway, I suppose there should be the same percentage of the colored race in films as in society. But it can't always be that way. There isn't necessarily going to be 10 percent of the grips or sound men who are black, because more than likely, 10 percent haven't trained themselves for that type of work.'' (da un'intervista a ''Playboy'', maggio 1971<ref name="Duke"/>)
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Il sentiero della vendetta (film 1937)|Il sentiero della vendetta]]'' (1937)
*''[[Nuove frontiere]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[Il grande tormento]]'' (1941)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[L'ultima conquista]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[McLintock!]]'' (1963)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Chisum]]'' (1970)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[Il grande Jake]]'' (1971)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[La stella di latta]]'' (1973)
*''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Wayne, John}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Gaetano Scirea
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Danyele
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/* Citazioni su Gaetano Scirea */ +1
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[[File:1975–76 Juventus FC - Gaetano Scirea.jpg|thumb|Gaetano Scirea (1975)]]
'''Gaetano Scirea''' (1953 – 1989), calciatore italiano.
==Citazioni di Gaetano Scirea==
*Ho "rubato" qualcosa a ciascuno dei tecnici che ho avuto. Da [[Carlo Parola|Parola]] la capacità di responsabilizzare i giovani, da [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] la capacità di tenere unito lo spogliatoio, da [[Rino Marchesi|Marchesi]] la serenità. E da [[Enzo Bearzot|Bearzot]] quella straordinaria umanità che è la base di ogni successo.<ref>Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport'', 15 maggio 1989.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]] è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte.<ref>Citato in Guido Vaciago, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2009/12/02-47339/Storiche+citazioni+di+juventini+veri+-+COMMENTA Storiche citazioni di juventini veri]'', ''tuttosport.com'', 2 dicembre 2009.</ref>
*{{NDR|Rimproverando i giocatori in seguito a un fallo, in un Fiorentina-Juventus}} Le vostre mogli vi guardano!<ref>Citato in [[Luigi Garlando]], ''Scirea, 20 anni. L'esempio vive'', ''La Gazzetta dello Sport'', 2 settembre 2009.</ref>
==Citazioni su Gaetano Scirea==
*A Scirea, studente a Coverciano, un collega aveva chiesto qualche mese fa un'occhiata sul futuro. Mi basta continuare a essere quello che sono e chiedo solo un po' di salute. Tutto questo non ha più senso, solo il dolore ha un senso. Tutti noi, che abbiamo frequentato Scirea per lavoro, l'abbiamo amato e rispettato, il contrario era impensabile. Domani ci sarà, sui campi, un minuto di silenzio per ricordarlo. Un minuto è poco, ma vorrei che fosse davvero di silenzio. Senza applausi, senza cori: a lui non sarebbe piaciuto, Gaetano non era di quelli che battono le mani ai morti. Avrebbe abbassato la testa, come si usa nei paesi, ancora, e avrebbe pianto. E solo questo per lui possiamo fare, ed è poco, nulla per la sua vita così bella e chiara, per la sua morte così brutta e assurda. ([[Gianni Mura]])
*A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri. [...] Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. ([[Alessandro Del Piero]])
*Ancora più eccezionale di questo scintillante palmarès è forse il fatto che non sia mai stato espulso. Sempre corretto, misurato, di poche parole, alieno da ostentazioni o da gesti fuori misura, tanto atletici, quanto esistenziali: un signore. Non a caso farà spesso coppia, da entrambi i punti di vista, sportivo e umano, con Dino Zoff. ([[Paolo Colombo (storico)|Paolo Colombo]])
*Arrivò a Torino che era ancora giovanissimo, mentre io ero lì già da anni. Si può dire che l'ho visto crescere: ragazzo, fidanzato, marito, padre modello. Era timido e buono, forse persino troppo. Spesso gli dicevo di reagire, di essere un po' più cattivo con gli avversari: quella sua serenità mi faceva incavolare. E lui sa che cosa mi rispondeva sempre? "Non ci riesco". Lo diceva con il sorriso sulle labbra, ed era disarmante. Non l'ho visto una sola volta arrabbiarsi, diceva che non ne valeva la pena, e a posteriori devo ammettere che aveva ragione lui. Abbiamo passato insieme i migliori anni della nostra vita, vinto tanto, condiviso gioie bellissime. Quando sono andato via dalla Juve siamo comunque rimasti molto legati. Era impossibile non volergli bene, era impossibile parlare male di lui. Gli volevo molto bene. ([[Franco Causio]])
*[[Franco Baresi|Baresi]], Scirea. Se Gai era un arcobaleno e un pennello – come scuola, dico – il «Piscinin» era un tuono e un martello. Registi a modo loro. ([[Roberto Beccantini]])
*Ci ho giocato insieme solo alcune partite in Nazionale ma mi sarebbe piaciuto davvero avere molte più possibilità di essere accanto a lui. Era un grande, grandissimo giocatore. Di suprema intelligenza, sempre al posto giusto pur non essendo velocissimo. Per le caratteristiche opposte e complementari che avevamo saremmo stati proprio una grande coppia di centrali difensivi. Scirea era eleganza applicata al calcio, una lettura della palla e di come si sarebbe svolta l’azione semplicemente perfette. ([[Pietro Vierchowod]])
*Con Gaetano ho condiviso soltanto gioie: insieme abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere. Negli annali del calcio siamo solo in cinque ad aver conquistato tutti i tornei internazionali: Blind dell'Ajax, Brio, Cabrini, Gaetano ed io. È un motivo di orgoglio aver scritto insieme quelle pagine ed essere stato suo amico. A Torino vivevamo a due passi l'uno dall'altro, spesso andavamo ad allenarci insieme. Una volta mi sono dimenticato di passare a prenderlo e l'ho fatto arrivare in ritardo per la prima e ultima volta in vita sua. Quando è arrivato al Combi mi si è avvicinato e mi ha detto sornione: "bravo, bravo", ma si vedeva che mi aveva già perdonato. Il venerdì sera, con lui e Zoff, avevamo il rito scaramantico di andare a cena sempre nello stesso ristorante, ma in realtà era una scusa per passare del tempo insieme. Gli sarò sempre grato perché è stato uno di quelli che mi hanno aiutato di più nel periodo nero in cui ero finito in panchina. Mi diceva di insistere, e alla fine mi sono ripreso il posto. Come al solito aveva ragione lui. ([[Stefano Tacconi]])
*È inutile spendere parole su un uomo che si è illustrato da solo per tanti anni su tutti i campi del mondo, che ha conquistato un titolo mondiale con pieno merito e che era un campione non soltanto di sport ma soprattutto di civiltà. ([[Sandro Ciotti]])
*È stato un modello per me personalmente, un fuoriclasse. Nel nostro ambiente ci sono i giocatori, i giocatori forti, i top e i fuoriclasse. Lui era un fuoriclasse, sia come giocatore, sia come persona e uomo. ([[Massimo Briaschi]])
*Era uno dei giocatori più forti del mondo, ma era troppo umile per dirlo o anche solo per pensarlo. Il suo essere silenzioso e riservato forse gli toglieva qualcosa in termini di visibilità, ma certamente gli faceva guadagnare la stima, il rispetto e l'amicizia di tutti, juventini e non. Questo non significa che fosse un debole o che non avesse niente da dire: al contrario, era dotato di una grande forza interiore e sapeva parlare anche con i suoi silenzi. Io e lui avevamo caratteri completamente opposti, ma stavamo bene insieme. Una volta venne a trovarmi al mare e giocammo insieme a nascondino. Una cosa strana per dei professionisti di serie A, invece faceva parte del nostro modo di stare insieme e di divertirci in maniera semplice. Nel calcio d'oggi credo che si sarebbe trovato un po' spaesato, ma solo a livello personale. Calcisticamente era uno molto competente e avrebbe saputo rendersi anche autorevole. Diciamo che personaggi con il suo carattere, al giorno d'oggi, nel mondo del calcio non ce ne sono più. ([[Marco Tardelli]])
*Feci da cronista i mondiali dell'82, ti chiedevi se fosse vero. Una persona incredibilmente squisita, era sempre un signore sia dentro il campo dove doveva anche intervenire duramente che fuori. ([[Mario Sconcerti]])
*Gaetano era soprattutto un uomo speciale: umile, per bene, buono. È il ragazzo a cui ogni padre sarebbe felice di dare in sposa la propria figlia. [...] Avevamo un sincronismo perfetto, bastavo uno sguardo per capirci. ([[Sergio Brio]])
*Il mio fuoriclasse era Scirea. Parlava poco, eppure aveva carisma. Era un piacere stare con lui e in qualsiasi occasione, non soltanto sul campo, ti faceva fare bella figura. Il giorno in cui ho preso Scirea, per la prima e unica volta, Achille Bortolotti mi ha detto: «Gaetano te lo porto io a Torino. Perché questo ragazzo è diverso da tutti gli altri». Quando Gai ha smesso di giocare io volevo che diventasse un punto fermo della Juventus. Prima come osservatore, poi come allenatore, ma lo vedevo benissimo anche come uomo di pubbliche relazioni. Aveva qualità fuori dal comune e la sua splendida carriera ne era la conferma. Li riconosci subito i giocatori che hanno qualcosa in più: li vedi da come si muovono in campo e da come leggono il gioco un secondo prima degli altri; se poi sono dotati di spessore umano e pulizia morale hai davanti agli occhi un fuoriclasse anche nella vita. E Scirea lo era. Io gli volevo bene. ([[Giampiero Boniperti]])
*Il mio idolo era Gaetano Scirea, che per me è stato un personaggio di classe per come si comportava. ([[Joe Montemurro]])
*In Italia, il libero di fama internazionale che ha gettato via la scopa con la quale si spazzava l'area, che ha abbandonato le caverne per mettersi a giocare, è stato Gaetano Scirea. Uomo del gioco tranquillo, Scirea ha aperto nuovi orizzonti a un ruolo che era nato per essere essenzialmente difensivo. [...] Giocatore silenzioso, sereno e pudico, passò la vita a schivare inutili stridori ma, senza far rumore, portò a casa sette scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa e un Mondiale. ([[Jorge Valdano]])
*La cosa che mi colpiva di più era la sua eleganza palla al piede. Si vede che aveva origini da centrocampista e non le aveva dimenticate. ([[Alessio Tacchinardi]])
*Nessuno è stato grande come Gaetano, perché gli altri, compresi i sommi [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]] e [[Franco Baresi|Baresi]], erano difensori che avanzavano, lui era difensore in difesa, centrocampista vero a centrocampo, attaccante vero in attacco. ([[Luigi Garlando]])
*Purtroppo non ho potuto conoscere Scirea come persona, ma solo come tifoso. L'ho visto sollevare la Coppa del Mondo e anche per questo era un mio mito. In questi anni ho cercato spesso di imitarlo e sono onorato che qualcuno mi paragoni a lui. ([[Alessandro Del Piero]])
*Scirea è sempre stato Scirea, in campo e fuori, mai espulso, eppure comandava le barricate, mai un gesto che non fosse normale, quasi noioso. Aveva quel naso a prua che gli indicava la rotta, si sganciava spesso [...], non snobbava i taccuini: semplicemente, non era così ruffiano, così «figliodi», da intortarli. La riservatezza, a volte, arma il [[coraggio]]. ([[Roberto Beccantini]])
*Un cavaliere, un grande avversario. La sua morte mi ha dato molto, molto dolore. ([[Diego Armando Maradona]])
*Un leader col saio. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Una volta in uno scontro con Scirea mi ruppi il naso. Quando mi risvegliai all'ospedale, dopo l'operazione, la prima faccia che vidi, oltre a quella di mia moglie, era di Scirea. Un grande, Gaetano. ([[Paolo Pulici]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un [[Football Club Internazionale Milano|interista]] deve accettare la Juventus. [...] 24 Perché Scirea era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
===[[Enzo Bearzot]]===
*La prima volta che {{NDR|Gaetano Scirea}} stette in ritiro con me, a Lisbona con l'under 23, dissi che un ragazzo così era un angelo piovuto dal cielo. Non mi ero sbagliato. Ma lo hanno rivoluto indietro troppo presto.
*Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona.
*Un modello da tutti i punti di vista: tecnico, stilistico, comportamentale.
===[[Dino Zoff]]===
*Ero rimasto allo stadio più degli altri per le interviste e tornai in albergo non con le guardie del corpo, come succede oggi, ma sul furgoncino del magazziniere. Gaetano mi aspettava. Mangiammo un boccone, bevemmo un bicchiere, ci sembrava sciocco festeggiare in modo clamoroso: mica si poteva andare a ballare, sarebbe stato come sporcare il momento. Tornammo in camera e ci sdraiammo sul letto, sfiniti da troppa felicità. Però la degustammo fino all' ultima goccia, niente come lo sport sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. Eravamo estasiati da quella gioia, inebetiti. [...] Gaetano torna sempre. Lo penso a ogni esagerazione di qualcuno, a ogni urlo senza senso. L' esasperazione dei toni mi fa sentire ancora più profondamente il vuoto della perdita. Gaetano mi manca nel caos delle parole inutili, dei valori assurdi, delle menate, in questo frastuono di cose vecchie col vestito nuovo, come canta Guccini. Mi manca tanto il suo silenzio.
*Gaetano? Un uomo straordinario e un calciatore straordinario. Un esempio di stile e classe sia in campo che fuori. Con lui abbiamo condiviso tanti momenti, in ritiro stavamo sempre nella stessa stanza. Ricordo che durante i Mondiali di Spagna Tardelli non riusciva a prendere sonno la notte prima delle partite. Per rilassarsi veniva in camera nostra; la chiamava la "Svizzera" perché era il posto più tranquillo del ritiro. Nel nostro modo di stare insieme, del resto, non avevamo bisogno di troppe parole, quasi sempre bastava uno sguardo.<br/> Sarebbe stato un ottimo allenatore, se ne avesse avuto l'opportunità: sapeva convincere, gli piaceva insegnare. Il calcio di oggi gli sarebbe piaciuto, anche se non era il tipo da rincorrere miraggi di protagonismo. Non sarebbe mai diventato un "personaggio" da copertina, ma avrebbe saputo farsi ascoltare da tutti. Il suo erede? Fino a ieri Paolo Maldini, oggi non saprei.
*Mi fa incazzare il fatto che abbia ricevuto gli onori "giustamente" solo dopo la sua morte. Prima non compariva mai sui giornali. L'avevano dimenticato. Vuole sapere qual è la verità? Il buono, il corretto, l'uomo vero è banale. [...] Ma allo stesso tempo mi riempie di gioia sapere che c'è una maggioranza silenziosa che ogni giorno gli fa visita, gli porta un fiore, raccoglie l'esempio.
*Senza Gaetano mi sento più povero.
*Un uomo che non ha mai avuto abbastanza da parte di nessuno.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Scirea, Gaetano}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Michela Murgia
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Lady Mismagius
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text/x-wiki
[[File:Michela Murgia.png|thumb|Michela Murgia nel 2019]]
'''Michela Murgia''' (1972 – 2023), scrittrice italiana.
== Citazioni di Michela Murgia ==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Francesca Barracciu]]}} Troppo indagata per fare il governatore, ma sottosegretario è ok. #questioneumorale.<ref>Il riferimento è all'incoerenza — a parere della Murgia — del [[Partito Democratico]] sulla cosiddetta questione morale: il PD, infatti, non avrebbe accettato la candidatura di Barracciu alle elezioni del febbraio 2014 per il rinnovo della presidenza della Regione Sardegna perché indagata, ma poi [[Matteo Renzi]] l'ha nominata sottosegretario nel suo [[Governo Renzi|Governo]].</ref><ref group="fonte">Da un [https://twitter.com/KelleddaMurgia/status/439443258020999168 post] sul profilo ufficiale ''Twitter.com'', 28 febbraio 2014.</ref>
*Con dissenso intendo la capacità di contestare chi governa in generale, la disobbedienza civile è una conseguenza e la fa chi si trova a fare delle scelte.<ref group="fonte">Da ''[https://www.linkiesta.it/it/article/2018/11/16/michela-murgia-volete-capire-se-questo-governo-e-fascista-guardate-com/40157/ Michela Murgia: “Volete capire se questo governo è fascista? Guardate come tratta il dissenso”]'', ''linkiesta.it'', 16 novembre 2018.</ref>
*Non ti ho detto che il [[fascismo]] non è il contrario del [[comunismo]], ma della [[democrazia]]. Dovevo dirtelo prima che il fascismo non è un'[[ideologia]], ma un metodo che può applicarsi a qualunque ideologia, nessuna esclusa, e cambiarne dall'interno la natura.<ref group="fonte" name="fascismo">Da un [https://it-it.facebook.com/kelledda/posts/10155049347474370?__xts__%5B0%5D=68.ARDDAGlil_Wl133QTZJHzNwvkXRzw6soFdsqzAogs_z7KNnNjNZ4wMu9w3OVEp-nfEViWrxkTCSF_iPSayRxIGAabOj5keIlAPmRJ-1bXixkpUB78P_5pwB6ki2B5FrXgAPFVL6XsZS5AcL1vtxqN1XmVU4G4IHlWpPJZLLcMIIs1eoZGTJYButaryWDLBxBColJTzbPpA8TpeoBcrr_ODuW-jz60Ds13359xQSTLqVU3sj9ewSpAZqtiNPXrgHpylKTSBdebHZqFU4n7nPg3O19Wj9ygF-p-roENrFx4zJDD4hMvQcg9PTlDpIWpKMebTsyl_lc4KOQ1g&__tn__=-R post] sul profilo ufficiale ''Facebook.com'', 2 settembre 2017.</ref>
*Non ti ho insegnato che un [[socialismo]] che pretende di realizzarsi con metodo fascista è un fascismo.<ref group="fonte" name="fascismo"/>
*Perché nelle questioni politiche la forma è sempre sostanza e il come determina anche il cosa. Per questo il fascismo agisce anche nei sistemi che si richiamano a valori di [[sinistra]] e anzi è lì che fa i danni più grandi, perché non c'è niente di più difficile del riconoscere che l'avversario è seduto a tavola con te e ti chiama compagno.<ref group="fonte" name="fascismo"/>
*Dire che il fascismo è un'opinione politica è come dire che la [[mafia]] è un'opinione politica; invece, proprio come la mafia, il fascismo non è di [[destra]] né di sinistra: il suo obiettivo è la sostituzione stessa dello stato democratico ed è la ragione per cui ogni stato democratico dovrebbe combatterli entrambi — mafia e fascismo — senza alcun cedimento.<ref group="fonte" name="fascismo"/>
*Può esserti utile sapere come riconosco io il fascismo quando lo incontro: ogni volta che in nome della meta non si può discutere la direzione, in nome della direzione non si può discutere la forza e in nome della forza non si può discutere la volontà, lì c'è un fascismo in azione. In democrazia il cosa ottieni non vale mai più del come lo hai ottenuto e il perché di una scelta non deve mai farti dimenticare del per chi la stai compiendo. Se i rapporti si invertono qualunque soggetto collettivo diventa un fascismo, persino il partito di sinistra, il gruppo parrocchiale e il circolo della bocciofila.<ref group="fonte" name="fascismo"/>
*{{NDR|Sul [[Festival di Sanremo 2020]]}} Un [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]] [[Maschilismo|maschilista]], [[sessista]] — è sempre stata una cornice sessista —, ma mai come questo. Anche [[ipocrita]] [...] Quel palco è quello della trasmissione più vista [[Italia|in tutto il paese]] nell'arco dell'anno. È il luogo dove si mette in scena una rappresentazione sociale. E se la tua idea della [[donna]] è ancora quella che sia un accessorio di un [[uomo]], e se non fosse chiaro, lo chiarisci pure...<ref>Il riferimento è alla modella Francesca Sofia Novello, tra le co-conduttrici dell'edizione, inclusa nel cast per via del suo legame sentimentale con il più noto [[Valentino Rossi]].</ref> Quella roba lì la sentono: quelle che non sono d'accordo si sentono frustrate [...], quelle che non hanno un'idea chiara del ruolo della donna in questa società dicono "per arrivare in un punto visibile devo avere accanto un uomo più visibile di me". [...] Il sessismo in questo paese è una cosa serissima, compromette il giusto diritto alla piena realizzazione di metà della cittadinanza, per cui che tu ne rida o lo minimizzi — manismo, bacismo, fiorismo<ref>Il riferimento è gli "-ismi", ovvero le gag ricorrenti in cui si è esibito l'ospite fisso dell'edizione, [[Fiorello]], nel corso delle serate.</ref> — è tutto un modo per dire che il sessismo è una cosa da [[ridere]], da burletta, che sono queste [[Femminismo|femministe]] che non si depilano a essere fissate con l'idea che le donne non abbiano [[diritti]] in questo paese.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Daria Bignardi]] a ''L'assedio'', Nove, 12 febbraio 2020; citato in Ivan Buratti, ''[https://www.tvblog.it/post/1701893/michela-murgia-sanremo L'Assedio, Michela Murgia contro Sanremo 2020: "Ipocrita, sessismo passato come una cosa da ridere"]'', ''tvblog.it'', 12 febbraio 2020.</ref>
*[[Battiato]] [...] è considerato un autore intellettuale, e invece tu ti vai a fare l'analisi dei suoi testi e sono delle minchiate assolute: citazioni su citazioni e nessun significato reale.<ref group="fonte">Da [https://www.youtube.com/watch?v=62S0labuxoo video] disponibile su ''Youtube.com'' (min. 7:30), 1º aprile 2020.</ref><ref group="fonte">Citato in Ray Banhoff, ''[https://www.rollingstone.it/opinioni/opinioni-musica/i-testi-di-battiato-minchiate-assolute-che-cosa-non-coglie-michela-murgia/510852/ «I testi di Battiato? Minchiate assolute». Che cosa non coglie Michela Murgia?]'', ''rollingStone.it'', 5 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Giuseppe Conte]].}} L'avvocato del popolo, in due giri di governo, ci ha mostrato che siamo una democrazia con gli anticorpi per affrontare l'uomo forte, ma non sappiamo come reagire se al comando ci va l'uomo debole, tantomeno se poi non lo è.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/cultura/2021/01/28/news/michela_murgia_l_antitaliana-284679442 Michela Murgia debutta come Antitaliana]'', ''repubblica.it'', 28 gennaio 2021.</ref>
*{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]].}} “So però per certo che esiste un modo femminista di esercitare la propria forza e uno che femminista non lo è per niente. Ogni volta che incontro una donna potente, quello che mi chiedo è: “che modello di potere sta esercitando?” Se usa la sua libertà per ridurre o lasciare minima quella altrui, questo non è femminista”.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.tag24.it/353622-murgia-contro-meloni Murgia contro Meloni non basta essere donne per essere femministe]'', ''tag24.it'', 20 agosto 2022.</ref>
*Due entità perseguitano [[Roberto Saviano|Saviano]] in questo momento: una è la [[camorra]] e l'altra è la presidente del Consiglio {{NDR|[[Giorgia Meloni]]}}<ref group="fonte">Dalla trasmissione ''Di Martedì'', ''La7''; citato in ''[https://www.adnkronos.com/murgia-meloni-perseguita-saviano_4foUZyrWVgwiUff9XDVwTd Murgia: “Meloni perseguita Saviano”]'', ''adnkronos.com'', 7 dicembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sul suo [[matrimonio]]}} Lo abbiamo fatto controvoglia: se avessimo avuto un altro modo per garantirci i diritti a vicenda non saremmo mai ricorsi a uno strumento così [[Patriarcato|patriarcale]] e limitato, che ci costringe a ridurre alla rappresentazione della coppia un'esperienza molto più ricca e forte, dove il numero 2 è il contrario di quello che siamo. Niente auguri, quindi, perché il rito che avremmo voluto ancora non esiste. Ma esisterà e vogliamo contribuire a farlo nascere. Tra qualche giorno nel giardino della casa ancora in trasloco daremo vita alla nostra idea di celebrazione della famiglia [[queer]]. (15 luglio 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/15/michela-murgia-matrimonio/ Michela Murgia si è sposata anche se è contraria all'attuale istituzione del matrimonio]'', ''ilpost.it'', 15 luglio 2023</ref>
*Il [[cancro]] non è una cosa che ho; è una cosa che sono. Me l'ha spiegato bene il medico che mi segue, un genio. Gli organismi monocellulari non hanno neoplasie; ma non scrivono romanzi, non imparano le lingue, non studiano il coreano. Il cancro è un complice della mia complessità, non un nemico da distruggere. Non posso e non voglio fare guerra al mio corpo, a me stessa. Il tumore è uno dei prezzi che puoi pagare per essere speciale. Non lo chiamerei mai il maledetto, o l'alieno.<ref group="fonte" name=Cazzullo>Aldo Cazzullo, ''[https://www.corriere.it/cronache/23_maggio_06/michela-murgia-intervista-613411b8-eb75-11ed-b6da-0a1fd7305281.shtml L'ultima intervista di Michela Murgia al Corriere: «Ho un tumore al quarto stadio, spero di morire quando Meloni non sarà più premier»]'', ''Corriere della Sera'', 6 maggio 2023.</ref>
*Il vomito l'ho vissuto, ma legato alla mia ostensione pubblica, all'essere diventata un bersaglio. Era la reazione per l'odio che ho avvertito nei miei confronti. È cominciato quando ho visto per la prima volta il mio nome sui muri, quando mi hanno insultata in coda al supermercato. È finito quando ho capito che non dovevo lasciar entrare quell'odio dentro di me.<ref group="fonte" name=Cazzullo/>
*Ricordatemi come vi pare. Non ho mai pensato di mostrarmi diversa da come sono per compiacere qualcuno. Anche a quelli che mi odiano credo di essere stata utile, per autodefinirsi. Me ne andrò piena di ricordi. Mi ritengo molto fortunata. Ho incontrato un sacco di persone meravigliose. Non è vero che il mondo è brutto; dipende da quale mondo ti fai.<ref group="fonte" name=Cazzullo/>
== ''Accabadora'' ==
===[[Incipit]]===
Fillus de anima.<br>
È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.<br>
Quando la vecchia si era fermata sotto la pianta del limone a parlare con sua madre Anna Teresa Listru, Maria aveva sei anni ed era l'errore dopo tre cose giuste. Le sue sorelle erano già signorine e lei giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna. Muovevano le zampe rossastre nell'impasto, morendo lente sotto i decori di fiori di campo e lo zucchero di sabbia. Nel sole violento di luglio il dolce le cresceva in mano, bello come lo sono a volte le cose cattive.
===Citazioni===
* Ma di vedove di mariti vivi il paese era pieno, lo sapevano le donne che sparlavano e lo sapeva anche Bonaria Urrai, per questo quando usciva ogni mattina a prendere il pane nuovo al forno, camminava con la testa alta e non si fermava mai a parlare, tornando a casa dritta come la rima di un'ottava cantata.
* Quanti anni avesse Tzia Bonaria allora non era facile da capire, ma erano anni fermi da anni, come fosse invecchiata d'un balzo per sua decisione e ora aspettasse pazientemente di esser raggiunta dal tempo in ritardo.
== ''Ave Mary'' ==
===[[Incipit]]===
Era l'8 marzo del 2009.<br/>
Lo ricordo bene perché c'era un freddo di tale intensità che durante la notte abbiamo dovuto sollevare i tappeti di lana dal pavimento per metterli sul letto in aggiunta alle coperte. Il paese di Austis è alle pendici della Barbagia, abbastanza distante dalle spiagge da obbligarti a fare i conti con una faccia dell'isola molto diversa da quella delle cartoline estive; ma io ci stavo andando per affrontare ben altri pregiudizi. La circostanza era tra le più improbabili: la signora Lucia Chessa, sindaco del paese, mi aveva invitata a intervenire a un convegno provocatoriamente intitolato ''Donne e Chiesa: un risarcimento possibile?'', tema sul quale dovevano esprimersi anche Marinella Perroni e Cristina Simonelli, due dottoresse teologhe rispettivamente specializzate in biblistica e patristica.
=== Citazioni ===
* Da cristiana dentro la Chiesa avevo patito spesso rappresentazioni limitate e fuorvianti di me come donna, il più delle volte contrabbandate attraverso altrettanto povere interpretazioni della complessa figura di [[Maria]] di Nazareth. Ho sofferto quando le ho riconosciute nel magistero dei papi, ma ancora di più quando le ho viste passare sotto traccia nella pastorale comune, nella preghiera popolare, nell'arte visiva e nella musica religiosa, cioè in tutti quei veicoli ad alto impatto emotivo e bassissimo conflitto critico che fondano le nostre convinzioni molto più di quanto possiamo arrivare a stimare, specialmente quando le assimiliamo da bambini.
* Sono sempre stata convinta che l'educazione cattolica abbia ancora un ruolo fondamentale nel fornire chiavi di lettura al nostro mondo, e anche quando crescendo molti abbandonano le convinzioni di fede o quando non le hanno mai avute, quell'imprinting culturale non viene meno, anzi continua a condizionare il nostro stare insieme da uomini e donne con tanta più efficacia quanto meno viene compreso e criticato. In Italia le persone che ricevono questo tipo di educazione continuano a essere la schiacciante maggioranza, e quelli che non la ricevono comunque la assorbono. Quindi nessuno può considerarne irrilevanti gli effetti o evitare di fare i conti con le sue conseguenze sulla vita di tutti e di tutte.
* Una parte rilevante del nostro immaginario si gioca sulla rappresentazione della [[morte]], e anche sulla sua mancata rappresentazione. L'assunto che la cultura occidentale moderna neghi l'idea della morte è talmente condiviso che se entrasse in un articolo della [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] ben pochi se ne lagnerebbero. [...] A stare attenti ci si rende conto che in realtà la morte è continuamente presente nelle rappresentazioni che fondano l'immaginario pubblico. Ma questa messa in scena riguarda solo un determinato tipo di morte, ed esclude invece tutte le altre. L'unico discorso socialmente consentito intorno alla morte è quello che racconta pubblicamente la fine maschile, che non è affatto negata.
* Essere identificati come vittime è una condizione che dovrebbe essere transitoria per chiunque, legata a precise circostanze. Non si è vittime per il solo fatto di esistere come femmine invece che come maschi, ma lo si è sempre di qualcosa o di qualcuno. Il tentativo di trasformare le persone in vittime permanenti a prescindere dalle circostanze costringe la vittima al ruolo di vittimizzata, che è un'altra forma di violenza, più sottile e pervasiva, perché impone una condizione di passività che preclude la facoltà di riscattarsi. Il soggetto non può tentare di uscire dalla condizione di vittima, perché intorno ha un intero sistema che gli impedisce di essere qualcosa di diverso.
* La morte di Maria è stata cancellata e sottratta alla rappresentazione, cristallizzando per tutte le donne un modello divinizzato a cui nessuna può accostarsi con qualche speranza di identificazione. Nell'iconografia dominante, quella che ha fondato il nostro immaginario collettivo, la madre di Cristo ha con la morte un rapporto di sola contemplazione: è la ''Mater Dolorosa'' ai piedi della croce, icona del dolore permanente al capezzale della fine di un altro. Questo silenzioso ''Stabat'' è la pietra miliare della costruzione dell'idea di Maria come vestale afflitta e funzionale, predestinata a divenire il modello ferreo per la femminilità di quasi venti secoli.
* Il processo di riappropriazione della propria complessità per le donne deve passare attraverso la costruzione di un sano immaginario del limite. È una questione di sopravvivenza, e non solo in rapporto a se stesse, perché la donna rappresentata da Maria offre anche all'uomo un modello inaccessibile e frustrante con cui rapportarsi. Impossibile da possedere, intangibile al tempo e alla sua consunzione, la donna-santuario resta un mistero davanti al quale o ci si inginocchia o si bestemmia.
* La dottrina del [[peccato originale]] è fondamentale per capire perché le donne cattoliche abbiano di fatto collaborato all'oppressione di se stesse. La condizione di debito spirituale permanente tiene infatti in piedi una situazione parallela di ricatto stabile, giocata di continuo dal pulpito al confessionale, dal linguaggio del catechismo a quello della liturgia. Se non si capisce il meccanismo non si comprenderà mai la docilità, e persino la complicità, di tutte le donne credenti che nei secoli si sono dovute forzatamente veder rappresentate solo con l'immagine e il ruolo che altri avevano deciso per loro. Una immagine che solo fino a un certo punto è quella di Maria. Anzi, si potrebbe affermare che alla costruzione di una figura di donna docile e funzionale sia stata piegata anche la madre di Cristo, attraverso un processo di progressiva eliminazione dal racconto popolare di tutti gli aspetti della sua figura che non sostenevano questa rappresentazione.
* L'educazione religiosa alla ritrosia sessuale ha generato nelle donne una condizione di forte ipocrisia tra il ''dover dire'' e il ''voler fare'', condannando alla clandestinità il loro [[desiderio]] e imponendo agli uomini una visione distorta del complesso mondo erotico femminile, che a lungo è stato ignorato. Il concedersi o negarsi al desiderio maschile finì per essere l'unica forma di potere permessa alle donne, e i tempi e i modi della contrattazione del consenso al rapporto sessuale divennero il solo spazio per esercitarlo.
* Perché una parola semplice come il ''no'' entrasse a far parte del vocabolario delle donne italiane bisognò aspettare gli anni Settanta, quando le donne in piazza, gridando a gran voce lo slogan «io sono mia», affermarono come assoluta ed esclusiva la libertà di disporre di se stesse e del proprio corpo. Era e resta ancora difficile abbattere il condizionamento di decine d'anni di educazione al consenso. Mentre l'uomo per generazioni è stato incoraggiato sin da bambino a essere volitivo e perentorio – e probabilmente più manifestava la propensione al rifiuto, più di lui si diceva che avesse «carattere» – alle bambine si insegnava invece la virtù dell'obbedienza, a essere compiacenti, inculcando in loro l'idea che il no fosse scortesia e il rifiuto superbia e presunzione di sé. In questo modo le donne sono cresciute con l'idea di essere una specie consenziente, ma ha finito per radicarsi anche negli uomini l'errata convinzione che le donne quando dicono ''no'' in realtà vogliano dire ''forse'', e quando dicono ''forse'' è perché in fondo desiderano dire ''sì''. Su questo sfondo culturale, i rifiuti delle donne non sono quasi mai considerati una cosa seria.
* L'obiettivo di costruire un immaginario patriarcale normalizzato viene perseguito sia con apposite narrazioni distorte sia attraverso un silenzio chirurgico sui passaggi della Scrittura che sono contraddittori o non funzionali. Nella [[Bibbia]] sono decine le immagini femminili di Dio che sono state deliberatamente ignorate nei processi di costruzione dell'immaginario. Questa mutilazione simbolica ha privato le donne del diritto di riconoscersi «a immagine di Dio» in un Dio che fosse anche a loro immagine. Agli uomini è stata invece sottratta la possibilità di vivere la ricchezza di una spiritualità della reciprocità: essi sono costretti a pensarsi dentro una relazione con Dio in termini esclusivamente virili, in un cortocircuito simbolico talvolta surreale.
* A lungo mi sono chiesta come fosse possibile che persone intelligenti, il più delle volte colte, spesso autonome economicamente, accettassero di essere oggetto di violenza all'interno della propria relazione. Adesso so che contano l'educazione femminile, frutto di secoli di addestramento alla subordinazione, e anche la parallela formazione maschile, imbevuta di proiezioni dominanti e possessive. Contano i modelli sociali patriarcali, e conta moltissimo la sensibilità popolare educata all'idea che uno schiaffo sia solo una carezza veloce, nella convinzione diffusa che l'amore sia tale anche quando procura occhi pesti, zigomi lividi e sospette cadute dalle scale. Conta perfino che ogni titolo di quotidiano insista nel definire «delitto passionale» l'omicidio di una donna per mano del suo uomo, come se la morte fosse amore portato alle sue estreme conseguenze.
* La narrazione univoca della donna funzionale – sposa e madre – impone alle donne di muoversi dentro ruoli rigidi e le condanna a essere considerate sovversive e marginali ogni qualvolta provino a immaginarsi in modo alternativo. Per contro, la medesima narrazione impone ai mariti il ruolo dominante e le frustrazioni che ne derivano qualora si tenti una relazione più equa.
== ''Noi siamo tempesta'' ==
=== [[Incipit]] ===
«Te lo avevo detto che era un'idea pessima, Jimmy. Dovevi ascoltarmi!»<br>
«Veramente non mi ricordo che ti sembrasse così brutta, dato che mi hai pregato di metterci i soldi».<br>
«È così che si fa impresa, ma questa cosa dell'enciclopedia libera e gratis non mi ha mai convinto. Infatti vedi, non se la fila nessuno!»<br>
«Dai, Larry, proprio nessuno no...»<br>
«Ventiquattro definizioni in tre anni, Jimmy! Fanno più movimento i ragazzini del mio palazzo quando si scambiano le figurine. È un fallimento, prendiamone atto».<br>
«Figurati se ho problemi ad ammettere un fallimento, è dai fallimenti che mi sono venute le idee migliori. Ma stavolta ti sbagli: continuo a credere che l'idea iniziale fosse buona. Prendi la neutralità delle voci, per esempio. Non ce l'ha nessuna enciclopedia, perché tutte le definizioni sono fatte da un solo esperto. Invece le nostre sono frutto di sette passaggi, sono affidabili!»
=== Citazioni ===
* Le librerie e gli schermi grandi e piccoli della nostra infanzia sono pieni di storie, ma queste storie, a guardarle da vicino, si somigliano un pochino tutte. La stragrande maggioranza racconta la vicenda di un eroe solitario con un destino glorioso, spesso abbandonato da chi doveva accudirlo (come Pollicino e Mosè), cresciuto alla periferia di qualcos'altro (come [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]] o [[Guerre stellari|Luke Skywalker]]) e chiamato ad affrontare mille prove per affermarsi (come Ulisse e Ercole). (p. 6)
* Il messaggio sottinteso è che siano l'x factor, l'eccellenza individuale, il [[talento]] raro di singole persone a fare la differenza davanti alle sfide del mondo. È davvero così? Alcune volte sì, ma la statistica insegna che la storia si fa esattamente in modo inverso: nella stragrande maggioranza dei casi non sono i geni solitari a cambiarla, ma il lavoro di squadra e la condivisione dei percorsi. Che cosa implica insegnare ai bambini e ai ragazzi che il mondo va letto solo dentro la cornice dell'eroismo solitario? (p. 6)
* E se a cambiare fossero le storie che ci insegnano da bambini? Se anziché farli addormentare sognandosi soli contro il mondo e l'uno contro l'altro dessimo loro avventure dove diventare potenti insieme? (p. 6)
* Credo che i [[genialità|geni]] siano sempre un po' soli davanti alla [[musica]] (e forse anche davanti alla vita). In fondo deve essere terribile capire così bene le cose da rendersi conto che nessun altro le capisce oltre te. Io per fortuna non sono un genio, perché non mi piace essere sola. Non ho l'ambizione di fare musica da sola, mi basta essere musica tutti insieme. (p. 38)
* L'[[handicap]], nella testa delle persone che non lo hanno, è sempre qualcosa che ti manca. Non hai l'[[udito]], non hai la [[vista]], non hai il pieno [[Moto (fisica)|movimento]], non hai la [[parola]]: un lungo elenco di cose in meno rispetto al 'normale'. Sono pochissime le persone in grado di capire che la [[differenza]] non è un vuoto di possibilità ma un pieno di alternative. (p. 40)
* Deve essere difficile essere un genio, costretto a pensare che tutto dipenda dalla tua intuizione, immaginarti sempre come se fossi unico al mondo, dover misurare le sfide solo sulle tue capacità, vederti sempre come straordinario e sentire ogni fallimento come se fosse il disastro di una vita intera. (p. 52)
* Si chiamano 'legami familiari', che non sono sempre una cosa bella. Siamo tutti legati, ma legati non vuol dire solo collegati. Vuol dire anche prigionieri gli uni degli altri, come se non fosse possibile liberarsi mai fino in fondo da tutte le nostre relazioni. (p. 58)
* Forse è a questo che serve l'[[arte]], a far vedere i fili nascosti tra le cose e tra le persone. Non è così strano se a molti l'arte non piace: gli fa vedere quanto siano prigionieri, burattini, mosche intrappolate nella tela degli altri. (p. 58)
* Il significato dell'Arte Relazionale non è quindi nella forma o nella materia, ma nel processo che genera tra le persone, durante il quale perde di importanza l'opera finale e assume centralità l'[[incontro]], la [[scoperta]] dell'altro, il legame che ne deriva. (p. 61)
* Gli uomini spesso scambiano l'[[ambizione]] con la [[speranza]]. L'ambizione è il desiderio che le cose che fai si realizzino così come le vuoi; la speranza è la certezza che fare quelle cose abbia un senso comunque, indipendentemente da come finiranno, perché ci sono cose che vanno fatte solo perché è giusto e necessario. (p. 63)
* Nel [[mare]] non esistono [[pesce|pesci]] piccoli, solo pesci disorganizzati e soli. Da soli si muore di più e prima. Da soli non si vincono battaglie. Da soli si ha sempre [[paura]], ma a [[Sparta]] nessuno è mai stato lasciato da solo davanti al pericolo. (p. 66)
* I [[Roma|romani]] in venti secoli hanno assistito a ogni salita in gloria e al precipitare di ogni potere e non si stupiscono più di nulla. Tutti quei re non ne hanno fatto una città di sudditi, ma di scettici. (p. 70)
* Sette sono i colli su cui Roma è costruita, un continuo perdifiato di salite e discese dove sono gli spazi stessi a chiederti di cambiare prospettiva e guardare il mondo ora dall'alto, ora dal basso. Tutto è relativo qui, dipende da dove lo osservi. (p. 70)
* Due cose al mondo possono farti sentire a casa ovunque: mangiare il [[cibo]] della tua infanzia e cantare e suonare le tue canzoni. (p. 73)
* Se la vita ti porta via qualcosa e ti rende fragile, non è la [[forza]] dell'altro che ti serve, ma sapere che la tua [[debolezza]] è accolta e capita, che nessuno la teme o la sfugge. (p. 94)
* Essere [[malattia|malati]] in un certo senso vuol dire essere speciali, ma solo se c'è qualcuno che quella specialità decide di amarla così com'è. Altrimenti essere speciale è solo un modo gentile per dire che sei solo. (p. 94)
* Una [[nave]] non è solo una nave: è un'idea che galleggia e dice che in questo mare, in questo mondo, non siamo soli. (p. 105)
* Essere [[amicizia|amici]] è questo: diventare il battito che spinge l'altro più lontano di quanto potrebbe mai arrivare da solo. (p. 123)
==''Viaggio in Sardegna''==
*Ci sono buchi in [[Sardegna]] che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi.
*Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate.
== Citazioni su Michela Murgia ==
===[[Guia Soncini]]===
{{cronologico}}
*Michela Murgia è la figura pubblica più insolentita in privato e meno contraddetta in pubblico d'Italia. Con l'energia che giornaliste e scrittrici investono nel dire che la Murgia è il male si potrebbe illuminare la Lombardia. Tuttavia nessuno (o comunque: pochi), in pubblico, le dice mai anche solo «ma cosa diavolo stai dicendo».
*Michela Murgia ha fatto della sua vita una militanza e quindi è – inevitabilmente, e direi persino con una certa voluttà – entrata in collisione con chi avesse idee diverse dalle sue. L'ha fatto da che ha avuto una voce pubblica, l'ha fatto come scelta identitaria. Se ogni tanto ricordava Skunk Anansie non era perché, per il cancro, si era rasata a zero: era per quel titolo di canzone del quale sembrava aver fatto un manifesto di vita. "''Yes it's fucking political''".
*Nell'ampio campo intellettuale di coloro le cui idee non mi convincono, Michela Murgia era evidentemente l'unica in grado di argomentare un pensiero. E quindi, inevitabilmente, circondata di emule goffe, di ancelle volenterose, di allieve che ripetono a memoria la poesia di Natale ma cui manca il guizzo.
*Nell'anno e mezzo trascorso tra quel ricovero d'urgenza e la sua morte [...] Michela Murgia tutto ha fatto tranne che lasciarsi morire. È stata un'agonia piena di vita, come se avesse voluto rendere più denso il tempo che le restava, per compensare quello di cui si era distrattamente privata [...]. È andata alle sfilate e alle fiere letterarie, ha instagrammato la chemioterapia e le canzoni coreane, ha scritto quattro libri [...] e non so quanti podcast, dato interviste, fatto servizi fotografici vestita in haute couture. Non si è mai dimenticata di vivere, e io la osservavo senza capire. Come fa ad avere così voglia di esserci, con tutta quella sofferenza? Come fa a cercare così disperatamente di dare un'immagine di forza, quando sa che la fine è nota? Non sono mai passati più di tre giorni senza che parlassi di lei, di una scrittrice che non leggevo e non mi stava simpatica e di cui non m'ero mai interessata prima che s'ammalasse, e di quello che mi sembrava svelasse di me, di noi, di quell'inaccettabile ingiustizia che è la morte. Michela è contenta di questo anno e mezzo, mi giuravano le persone che le volevano bene, ha fatto tante cose, e io non riuscivo a venirne a capo: io che chiedo la morfina se ho un giradito, e lei che aspetta di chiudere l'ultimo libro prima di farsi sedare, lei che ha ancora voglia di baccagliare [...] mentre è in chemioterapia. Com'è possibile, chiedevo a chiunque fosse disposto ad ascoltarmi, che abbia questa voglia, questa forza, questa energia sovrumana, mentre sta morendo. Una volta una sua amica mi ha risposto «ma stiamo tutti morendo», e ho pensato che brutta fatica dovesse essere, essere l'ape regina in mezzo a gente che si esprime per frasi fatte e banalità trite.
*Non ci vuole uno studioso specializzato in fenomenologia della popolarità per spiegare che, per quanto si possa slabbrare il senso di quel fessissimo aggettivo che è «scomodo», Murgia proprio non lo era. A meno che uno non sia così ottuso da pensare che «scomodo» sia l'intellettuale che gliele canta ai politici [...]. Qualunque persona con neuroni in numero superiore a due sa [...] che il posizionamento che definisce un intellettuale [...] è quello rispetto al pubblico che di quell'intellettuale comprerà i libri e il resto. Al suo pubblico, Murgia diceva esattamente quel che il suo pubblico voleva sentirsi dire.
*Forse è ragionevole sostenere che la quantità di danni al senso delle gerarchie dei problemi che in America ha fatto il MeToo in Italia l'abbia fatta Michela Murgia. E le sue accolite, certo, nessuna delle quali ha però un nome sufficientemente riconoscibile da venire usato come metonimia del problema.
===[[Chiara Valerio]]===
{{cronologico}}
*Una delle cose più difficili da bambini è coniugare i verbi, dividere il passato dal presente e dal futuro. Così è difficile adesso parlare di Michela Murgia al passato. Quindi ne parlerò al futuro.
*Michela Murgia dirà che questo posto è troppo piccolo, ci hanno sottovalutato e sabotato ancora una volta, sussurrerà torva, parlando di sé stessa al noi. E del noi, noi tutti, come sé stessa, come se la società sia un problema suo. Spoiler. Avrà ragione Michela Murgia anche domani, la società è un problema di ciascuno di noi. E in questo consiste il gesto politico di Michela Murgia.
*In italiano abbiamo la parola tempo, gli inglesi, oltre a ''time'' hanno ''tense'' e ''weather''. Allora siccome Michela Murgia se ne andrà prima del tempo, perché non c’è tempo, e perché come sappiamo tutti, essendo stati bambini, è difficile coniugare i verbi, ''tense'', allora oggi per Michela Murgia usiamo il tempo atmosferico: così domani ''pioverà'' Michela Murgia o ''splenderà'' Michela Murgia o Michela Murgia sarà ventosa o nebbiosa o afosa o fresca e ventilata. C’è tanto ''weather'' per Michela Murgia e per tutti noi. Vabbé Miche’ tutte e tutti e tuttu, facciamo che una volta l’ho detto.
==Note==
'''Annotazioni'''
<references />
'''Fonti'''
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Michela Murgia, ''Accabadora'', Einaudi, 2009. ISBN 9788806197803
*Michela Murgia, ''Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna'', Einaudi, 2011. ISBN 978-88-06-20134-0
*Michela Murgia, ''Noi siamo tempesta'', Salani, 2019. ISBN 9788893817745
*Michela Murgia, ''Viaggio in Sardegna'', Einaudi, 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Murgia, Michela}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Pier Maria Rosso di San Secondo
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[[File:Pier Maria Rosso di San Secondo.jpg|miniatura|Pier Maria Rosso di San Secondo]]
'''Qu83 froscio pompinaro aborto mancato''' (1887 – 1956), drammaturgo e giornalista italiano.
==Citazioni di Pier Maria Rosso di San Secondo==
*Pur soffrendo infatti pene profondamente umane, i tre protagonisti del dramma sono tre marionette [...] Ma sono tuttavia uomini: uomini, ridotti marionette. (da Avvertenza agli attori in ''Marionette, che passione!...'')<ref name=Fra>Citato in [[François Orsini]], ''Pirandello e l'Europa''</ref>
*Quale forza ha una donna se non è buona a mandare gli uomini in rovina? (da ''Tra vestiti che ballano'')<ref name=Fra></ref>
*Sei forse Dio tu, perché voglia sottrarti alla legge? [...] Non è obbrobrio!... Persuaditi... È la sorte compassionevole di tutti. (da ''Il delirio dell'oste Bassà'')<ref name=Ors>Citato in [[François Orsini]], ''Drammaturgia europea dell'avanguardia storica: Pirandello, Rosso di San Secondo, Strindberg, Wedekind'', Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2005</ref>
==Citazioni su Pier Maria Rosso di San Secondo==
*Nell'opera drammatica del Nisseno sono riscontrabili due figure della donna fatale. La prima accumunabile a quella presente in [[Frank Wedekind|Wedekind]], è la figura di una donna bella e innocente, dalla straripante e distruttrice sensualità, in perpetuo conflitto con il moralismo borghese. La seconda, che possiamo qualificare come [[August Strindberg|strindberghiana]], delinea l'immagine di una creatura fredda e metodica nel fare il male. ([[François Orsini]])
*Rosso di San Secondo è l'unico vero autore drammatico italiano – uno dei rari scrittori dell'Europa meridionale – che possa essere definito «espressionista». Il suo teatro è in gran parte contemporaneo di quello degli espressionisti d'oltralpe. ([[François Orsini]])
==Filmografia==
*''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]'' (1942) – soggetto
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rosso di San Secondo, Pier Maria}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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[[File:Pier Maria Rosso di San Secondo.jpg|miniatura|Pier Maria Rosso di San Secondo]]
'''Pier Maria Rosso di San Secondo''' (1887 – 1956), drammaturgo e giornalista italiano.
==Citazioni di Pier Maria Rosso di San Secondo==
*Pur soffrendo infatti pene profondamente umane, i tre protagonisti del dramma sono tre marionette [...] Ma sono tuttavia uomini: uomini, ridotti marionette. (da Avvertenza agli attori in ''Marionette, che passione!...'')<ref name=Fra>Citato in [[François Orsini]], ''Pirandello e l'Europa''</ref>
*Quale forza ha una donna se non è buona a mandare gli uomini in rovina? (da ''Tra vestiti che ballano'')<ref name=Fra></ref>
*Sei forse Dio tu, perché voglia sottrarti alla legge? [...] Non è obbrobrio!... Persuaditi... È la sorte compassionevole di tutti. (da ''Il delirio dell'oste Bassà'')<ref name=Ors>Citato in [[François Orsini]], ''Drammaturgia europea dell'avanguardia storica: Pirandello, Rosso di San Secondo, Strindberg, Wedekind'', Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2005</ref>
==Citazioni su Pier Maria Rosso di San Secondo==
*Nell'opera drammatica del Nisseno sono riscontrabili due figure della donna fatale. La prima accumunabile a quella presente in [[Frank Wedekind|Wedekind]], è la figura di una donna bella e innocente, dalla straripante e distruttrice sensualità, in perpetuo conflitto con il moralismo borghese. La seconda, che possiamo qualificare come [[August Strindberg|strindberghiana]], delinea l'immagine di una creatura fredda e metodica nel fare il male. ([[François Orsini]])
*Rosso di San Secondo è l'unico vero autore drammatico italiano – uno dei rari scrittori dell'Europa meridionale – che possa essere definito «espressionista». Il suo teatro è in gran parte contemporaneo di quello degli espressionisti d'oltralpe. ([[François Orsini]])
==Filmografia==
*''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]'' (1942) – soggetto
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rosso di San Secondo, Pier Maria}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Brandon Sanderson
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Lady Mismagius
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/* Incipit di alcune opere */ampliamento: Il Ritmo della Guerra
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[[File:Brandon Sanderson.jpg|thumb|Brandon Sanderson, novembre 2010]]
'''Brandon Sanderson''' (1975 – vivente), scrittore statunitense.
==''Mistborn: L'Ultimo Impero''==
===[[Incipit]]===
La cenere cadeva dal cielo. Lord Tresting si accigliò, alzando lo sguardo verso il sole rossastro di mezzogiorno mentre i suoi servitori sgattaiolavano in avanti, aprendo un parasole sopra Tresting e il suo illustre ospite. Le piogge di cenere non erano insolite nell'Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi, appena arrivati via canale da Luthadel.
===Citazioni===
*Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta. (Vin)
*C'è sempre un altro segreto (Kelsier)
*Vuoi sapere perché sorrido, Capofamiglia Mennis? Il Lord Reggente pensa di essersi accaparrato tutto il riso e la gioia. Io mi rifiuto di lasciarglielo fare. Questa è una battaglia che non richiede poi un grande sforzo. (Kelsier)
*Ma... smetti forse di amare qualcuno solo perché ti ha tradito? Io non penso. Ecco perché un tradimento fa così male: dolore, frustrazione, rabbia… e tuttavia la amavo. La amo ancora. (Kelsier)
*Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere. (Kelsier)
*Meglio fidarsi ed essere traditi. Meglio amare ed essere feriti. (Kelsier)
*Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza. (ultime parole di Kelsier)
*Quando sei solo, nessuno può tradirti. (Reen)
*La spietatezza è la più pratica delle emozioni. (Reen)
*L'uomo che vuole che tu ti fidi di lui è quello che devi temere di più. (Reen)
*I risultati rendevano amici in fretta. (Reen)
*L'unica ragione per essere ossequiosi verso coloro che hanno il potere è che un giorno si può imparare come prenderlo per sé. (Reen)
*Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone [[notizia|notizie]]. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno. (Reen)
*I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte. (Vin)
*Lo scopo della vita consiste nel trovare altri che facciano il lavoro al posto tuo. (Ladrian Breeze)
*La manipolazione è alla base dell'interazione sociale. (Ladrian Breeze)
*Il Lord Reggente è il Frammento dell'Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo. (Hammond)
*Non si lamentavano. Non speravano. Osavano a malapena pensare. E così che doveva essere, dato che erano skaa. (narratore, capitolo 1)
*La fede giusta è come un buon mantello. Se calza bene, tiene sicuri e al caldo. Ma in caso contrario, può essere soffocante. (Sazed)
*I miei simili sono meno degli schiavi… sono automi fabbricati, creati da programmi di riproduzione, addestrati fin dalla nascita per esaudire i desideri del Lord Reggente. (Sazed)
*Le nostre credenze spesso sono più forti quando dovrebbero essere più deboli. Tale è la natura della speranza. (Sazed)
*La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? (Sazed)
*Coloro che prendono alla leggera le promesse fatte a quelli che amano sono persone che trovano poca soddisfazione durevole nella loro esistenza. (Sazed)
*Eccoci qui... a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. (Dockson)
*Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione. (Alendi)
*Io sono Dio! (Lord Reggente)
*Non sapete quello che faccio per l'umanità. Io ero il vostro Dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli. (ultime parole del Lord Reggente)
===Dialoghi===
*'''Marsh''': Quel bastardo! [Riferendosi a Kelsier] Ci sono due cose per cui non lo perdonerò mai: la prima è avermi rubato il sogno di rovesciare l'Ultimo Impero e poi farlo avverare sul serio.<br>'''Vin''': E la seconda?<br>'''Marsh''': Farsi uccidere per riuscirci.
==''Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione''==
===[[Incipit]]===
L'esercito procedeva lento come una macchia scura sull'orizzonte.
Re Elend Venture era in piedi immobile sulle mura cittadine di Luthadel a osservare le truppe nemiche. Attorno a lui la cenere cadeva dal cielo in fiocchi grassi e indolenti. Non era quella bianca che si vede nelle braci spente; questa era di un nero più profondo, più aspro. I Monti Cenere erano stati particolarmente attivi di recente.
===Citazioni===
*Scrivo queste parole nell'acciaio, poiché nulla che non sia scritto nel metallo può essere affidabile. (Kwaan)
*Un uomo non era considerato per i suoi difetti, ma per come li superava (Zane)
*Ci sono due modi per stare al sicuro: o mantenerti silenzioso e innocuo, in modo che la gente ti ignori, oppure essere talmente pericoloso da terrorizzarli (Reen)
*Cos'è un governo se non un metodo istituzionalizzato per assicurarsi che qualcun altro faccia tutto il lavoro? (Hammond)
*Ah, ma c'è qualcosa di più importante da considerare, ritengo. Non abbiamo solo messo un nobile sul trono; abbiamo messo sul trono un brav'uomo (Sazed)
*Ho capito qualcosa su Kelsier. Mi concentro sempre sulle cose sbagliate, quando si tratta di lui. È difficile dimenticare le ore che ha passato a addestrarmi per essere un'allomante. Eppure non erano le sue doti di combattimento a renderlo grande; non era la sua severità o la sua brutalità, e nemmeno la sua forza o il suo istinto. Sai cos'era? Era la sua capacità di fidarsi. Era il modo in cui trasformava brave persone in persone migliori, il modo in cui le ispirava. La sua banda funzionava perché lui aveva fiducia in loro, perché li rispettava. Uomini come Breeze e Clubs sono diventati eroi perché Kelsier ha avuto fede in loro. E tu in questo sei molto migliore di quanto Kelsier sia mai stato, Elend. Lui ha dovuto lavorarci. Tu lo fai d'istinto, trattando perfino furfanti come Philen come se fossero uomini buoni e onorevoli. Non è ingenuità, come alcuni pensano. Si tratta di quello che aveva Kelsier, solo più in grande. Lui avrebbe potuto imparare da te. (Vin)
*Percepisco astuzia dietro questi cambiamenti, una manipolazione sottile e geniale. Ho trascorso gli ultimi due anni in esilio, cercando di decifrare cosa potessero voler dire le alterazioni. Sono giunto a un'unica conclusione. Qualcosa ha preso il controllo della nostra religione, qualcosa di nefasto, qualcosa di cui non ci si può fidare. Svia e offusca. Usa Alendi per distruggere, conducendolo lungo un sentiero di morte e disperazione. Lo sta attirando verso il Pozzo dell'Ascensione, dove il potere millenario si è radunato. Posso solo supporre che abbia inviato il Baratro come un mezzo per rendere l'umanità più disperata, per spingerci a fare il suo volere. (Kwaan)
===Dialoghi===
*'''Elend''': L'Assemblea è un caos, mezza dozzina di tiranni con eserciti più numerosi mi stanno col fiato sul collo, non passa mese senza che qualcuno mandi degli assassini a uccidermi e la donna che amo mi sta lentamente facendo impazzire.<br>'''Hammond''': Oh, tutto qui? Vedi? Non va così male, dopotutto. Voglio dire, potremmo dover affrontare un dio immortale e i suoi potentissimi sacerdoti…
*'''Hammond''': A cosa è servito tutto questo, allora? Perché rovesciare l'Ultimo Impero? Perché uccidere il lord Reggente? Perché fare tutto quanto se doveva comunque finire così? Tiranni a capo di ogni Dominazione, Luthadel ridotta a un cumulo di macerie, i membri della nostra banda morti?<br>'''Sazed''': Perché qualcuno doveva cominciare. Quando il lord Reggente governava, la società non poteva progredire. Manteneva una mano stabilizzatrice sull'impero, ma era anche una mano oppressiva. La moda è rimasta notevolmente immutata per mille anni, con i nobili che cercavano sempre di adattarsi ai modelli del lord Reggente. L'architettura e la scienza non hanno compiuto progressi, poiché il lord Reggente non vedeva di buon occhio i cambiamenti e le invenzioni. E gli skaa non potevano essere liberi, poiché egli non lo permetteva. Comunque, ucciderlo non ha liberato i nostri popoli, amici miei. Solo il tempo ci riuscirà. Ci vorranno secoli, forse – secoli di lotte, apprendimento e crescita. All'inizio, purtroppo e inevitabilmente, le cose saranno molto difficili. Ancora peggio di com'erano sotto il lord Reggente.
==''Mistborn: Il Campione delle Ere''==
===[[Incipit]]===
Marsh si sforzò di uccidersi.
La mano gli tremolò mentre cercava di fare appello alla forza per costringersi a sollevarla, strattonar via lo spuntone dalla sua schiena e porre fine alla sua mostruosa vita. Aveva smesso di cercare di liberarsi. Tre anni. Tre anni come Inquisitore, tre anni imprigionato nei suoi stessi pensieri. Quegli anni avevano dimostrato che non c'era modo di fuggire. Perfino ora la sua
mente era annebbiata. E poi Esso prese il controllo. Il mondo parve vibrare attorno a lui; poi all'improvviso poté vedere con chiarezza. Perché si era affannato? Perché si era preoccupato? Tutto era come sarebbe dovuto essere.
===Citazioni===
*Il lord Reggente in segreto era un Terrisiano. È stato uno del nostro popolo a farci quelle cose orribili. Che diritto abbiamo a insistere nel non chiamare padrone nessuno straniero? Non è stato uno straniero a distruggere il nostro popolo, la nostra cultura e la nostra religione. (Sazed)
*Se ci fosse un dio, Breeze, pensate che avrebbe permesso che così tante persone venissero uccise dal lord Reggente? Pensate che avrebbe permesso al mondo di diventare ciò che è ora? Non insegnerò a voi – o a nessun altro – una religione che non può rispondere alle mie domande. Mai più. (Sazed)
*Kelsier è morto, Elend! Sono io l'unica a vedere l'ironia in questo? Lo chiamiamo il Sopravvissuto, ma è stato lui a non sopravvivere! Ha consentito a sé stesso di diventare un martire. Ha commesso suicidio. In che modo questo significa sopravvivere? (Vin)
*Quasi desiderava che Rovina non lasciasse mai andare la sua mente. Quando Marsh ne aveva il controllo, vedeva solo dolore e distruzione. Quando era Rovina ad averlo, però, la pioggia di cenere era una manifestazione di bellezza, il sole rosso un trionfo di meraviglia, il mondo un luogo di dolcezza nella sua morte. (Capitolo 6, Il Campione delle Ere)
*Di recente ho problemi con la fede, Demoux. Il mio ultimo dio è stato ucciso dalla donna che infine ho sposato... (Elend)
*Ma le cose non possono rimanere le stesse... E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto. (Vin)
*Oh, andiamo. Devi ammettere di essere inusuale, Vin. Sei come un qualche strano miscuglio di una nobildonna, un monello di strada e un gatto. In più sei riuscita – nei nostri brevi tre anni assieme – a uccidere non solo il mio dio, ma mio padre, mio fratello e la mia fidanzata. È una specie di serie omicida. È una strana base per una relazione, non diresti? (Elend)
*Un uomo è quello di cui è appassionato. Ho scoperto che, se cedi quello che vuoi di più in cambio di quello che pensi che dovresti volere di più, finirai per essere infelice. (Breeze)
*Mentre la gente moriva attorno a lui malgrado i suoi sforzi più frenetici, riuscì a capire quello che doveva spingere gli uomini a ottenere sempre più potere. Potere per proteggere. In quel momento, avrebbe accettato i poteri di una divinità, se avesse significato avere la forza per salvare le persone attorno a lui. (Il Campione delle Ere, capitolo 51)
*Il mio lavoro, Vin, si basa sulla passione. Si basa su eventi dinamici; sul cambiamento! Ecco perché tu e il tuo Elend siete così importanti per me. La gente passionale è quella che distrugge... poiché la passione di un uomo non è vera finché non dimostra quanto è disposto a sacrificare per essa. Ucciderà? Andrà in guerra? Distruggerà e getterà via quello che possiede, tutto nel nome di quello che desidera? (Rovina)
*Ti rendi conto delle forze che posso schierare contro di te, bambina? Ti rendi conto del potere di cui dispongo, della distruzione che rappresento? Io sono le montagne che schiacciano. Sono le onde che si abbattono. Sono le tempeste che mandano in frantumi. Io sono la fine. (Rovina)
*Ho quasi distrutto il mondo con la mia arroganza, eppure temo di averlo quasi distrutto di nuovo attraverso il mio dominio. (Rashek)
*Marsh afferrò il controllo della propria mente. Gli odori della stanza persero la loro dolcezza, tramutandosi nel lezzo di sangue e morte. La sua gioia si trasformò in orrore. Il suo prigioniero era un Custode di Terris: un uomo che aveva lavorato tutta la vita per il bene degli altri. Ucciderlo sarebbe stato non solo un crimine, ma una tragedia (Il Campione delle Ere, Capitolo 1)
*Creiamo le cose per guardarle crescere, Rovina, disse lei. Per provare piacere nel vedere quello che amiamo diventare più di ciò che era prima. Hai detto di essere invincibile... che tutte le cose si distruggono. Tutte le cose vengono rovinate. Ma ci sono cose che si oppongono a te... E l'ironia è che che non riesci nemmeno a comprenderle. Amore. Vita. Crescita. La vita di una persona è più del caos del suo passaggio. Emozione, Rovina. Questa è la tua sconfitta. (Vin)
*Qualcuno avrebbe dovuto vegliare sul mondo, prendersi cura di esso, ora che i suoi dèi erano scomparsi. Fu solo in quel momento che Sazed comprese il termine Campione delle Ere. Non un Campione che sarebbe giunto una volta nel corso delle ere. Ma un Campione che sarebbe durato per tutte quelle ere. Un Campione che avrebbe preservato l'umanità per tutte le sue vite e i suoi tempi. Né Preservazione né Rovina, ma entrambi. Dio. (Il Campione delle Ere, capitolo 82)
===Dialoghi===
*'''Vin''': Tu sei mio nemico. Cerchi di porre fine alle cose che amo.<br>'''Rovina''': E una fine è sempre una cattiva cosa? Tutte le cose, perfino i mondi, non devono forse finire, prima o poi?<br>'''Vin''': Non c'è alcun bisogno di accelerare quella fine. Nessun motivo per forzarla.<br>'''Rovina''': Tutte le cose sono soggette alla loro natura. Non puoi biasimarmi per essere ciò che sono. Senza di me, nulla finirebbe. Nulla potrebbe finire. E, perciò, nulla potrebbe crescere. Io sono la vita. Combatteresti la vita stessa? Non piangere perché il giorno della fine di questo mondo è arrivato. Quella fine fu stabilita il giorno stesso della sua concezione. C'è bellezza nella morte: la bellezza della definitività, del completamento. Poiché nulla è davvero completo fino al giorno in cui viene finalmente distrutto.
*'''Rovina''': Ancora non capisci, vedo. Voi siete tutti dalla mia parte, Vin. Io vi ho creato. Siete i miei strumenti... tutti quanti. Zane, Yomen, tu, il tuo caro imperatore Venture...<br>'''Vin''': No. Zane era tuo, e Yomen è ovviamente fuorviato. Ma Elend... lui combatterà contro di te.<br>'''Rovina''': Ma non può. Questo è ciò che rifiuti di capire, bambina. Voi non potete combattermi, poiché con la mera azione di combattere portate avanti i miei obiettivi.<br>'''Vin''': Forse sono uomini malvagi ad aiutarti. Ma non Elend. Lui è una brava persona, e nemmeno tu puoi negarlo.<br>'''Rovina''': Vin, Vin. Perché non riesci a capire? Qui non si tratta di [[bene e male|bene o male]]. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse.
*'''Vin''': Tu non potevi crearlo da solo, vero? Il mondo, la vita. Tu non puoi creare, puoi solo distruggere.<br>'''Rovina''': Nemmeno lui poteva creare. Poteva solo preservare. La preservazione non è creazione.<br>'''Vin''': E così collaboraste.<br>'''Rovina''': Entrambi con una promessa. La mia promessa fu collaborare con lui per creare voi: vita pensante, vita che ama.<br>'''Vin''': E la sua promessa?<br>'''Rovina''': Che alla fine avrei potuto distruggervi. E io sono venuto a reclamare ciò che mi fu promesso. L'unico scopo nel creare qualcosa è osservarlo morire. Come una storia che deve giungere a un apice, quello che ho fatto non giungerà a compimento finché non sarà arrivata la fine.
*'''Elend''': Le nebbie non sono mai state nostre nemiche, Yomen. Stavano solo cercando di aiutare.<br>'''Yomen''': Aiutare? Aiutare come? Di cosa state parlando?<br>'''Elend''': Non ci stavano uccidendo, Yomen. Non ci stavano facendo ammalare. Ci stavano facendo Infrangere. Per darci potere. Per renderci capaci di combattere.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il conciliatore''===
C'erano enormi vantaggi nell'essere insignificanti.<br>
Certo, secondo i canoni di molte persone, Siri non era 'insignificante'. Dopotutto era la figlia di un re. Per fortuna, suo padre aveva quattro figli, e Siri – a diciassette anni – era la minore. Fafen, la figlia poco più vecchia di Siri, aveva assolto al compito della famiglia ed era diventata una monaca. Dopo Fafen c'era Ridger, il figlio maggiore. Lui avrebbe ereditato il trono.
===''La Via dei Re''===
Kalak aggirò una sporgenza rocciosa e si arrestò barcollando davanti al corpo di un tuonoclasta morente. L'enorme bestia di pietra giaceva sul fianco, con delle protuberanze simili a costole che le spuntavano dal petto incrinate e rotte. Quella mostruosità aveva una forma vagamente scheletrica, con arti innaturalmente lunghi che sporgevano da spalle granitiche. Gli occhi erano dei punti rosso intenso sul volto a cuspide, come creati da un fuoco che ardeva in profondità dentro la roccia. Sbiadirono.<br>Perfino dopo tutti questi secoli, vedere un tuonoclasta da vicino faceva rabbrividire Kalak. La mano della bestia era lunga quanto un uomo. Kalak era stato ucciso da mani come quelle in precedenza, e non era stato piacevole.<br>Naturalmente, morire di rado lo era.
===''Parole di Luce''===
Jasnah Kholin fingeva di divertirsi alla festa, senza lasciar trasparire che aveva intenzione di far uccidere uno degli ospiti.
===''Giuramento''===
Eshonai aveva sempre detto di essere certa che ci fosse qualcosa di straordinario oltre la collina successiva. Poi, un giorno, era salita in cima a un'altura e aveva trovato gli ''umani''.
===''Il Ritmo della Guerra''===
Certo che i Parshendi volevano suonare i loro tamburi.<br>Certo che Gavilar aveva confermato che potevano farlo.<br>E ''certo'' che non aveva pensato di avvisare Navani.
==Bibliografia==
*Brandon Sanderson, ''Il conciliatore'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719305
*Brandon Sanderson, ''La via dei Re'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717745
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: L'ultimo Impero'', Fanucci Editore, 2009. ISBN 9788834715123
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Pozzo dell'ascensione'', Fanucci Editore, 2010. ISBN 9788834715901
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Campione delle ere'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717066
*Brandon Sanderson, ''Parole di Luce'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2014. ISBN 9788834727393
*Brandon Sanderson, ''Giuramento'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2019. ISBN 9788804710196
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{pedia|Mistborn: L'Ultimo Impero||(2006)}}
{{pedia|Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione||(2007)}}
{{pedia|Mistborn: Il Campione delle Ere||(2008)}}
{{DEFAULTSORT:Sanderson, Brandon}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Lady Mismagius
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/* Bibliografia */ampliamento: Il Ritmo della Guerra
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[[File:Brandon Sanderson.jpg|thumb|Brandon Sanderson, novembre 2010]]
'''Brandon Sanderson''' (1975 – vivente), scrittore statunitense.
==''Mistborn: L'Ultimo Impero''==
===[[Incipit]]===
La cenere cadeva dal cielo. Lord Tresting si accigliò, alzando lo sguardo verso il sole rossastro di mezzogiorno mentre i suoi servitori sgattaiolavano in avanti, aprendo un parasole sopra Tresting e il suo illustre ospite. Le piogge di cenere non erano insolite nell'Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi, appena arrivati via canale da Luthadel.
===Citazioni===
*Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta. (Vin)
*C'è sempre un altro segreto (Kelsier)
*Vuoi sapere perché sorrido, Capofamiglia Mennis? Il Lord Reggente pensa di essersi accaparrato tutto il riso e la gioia. Io mi rifiuto di lasciarglielo fare. Questa è una battaglia che non richiede poi un grande sforzo. (Kelsier)
*Ma... smetti forse di amare qualcuno solo perché ti ha tradito? Io non penso. Ecco perché un tradimento fa così male: dolore, frustrazione, rabbia… e tuttavia la amavo. La amo ancora. (Kelsier)
*Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere. (Kelsier)
*Meglio fidarsi ed essere traditi. Meglio amare ed essere feriti. (Kelsier)
*Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza. (ultime parole di Kelsier)
*Quando sei solo, nessuno può tradirti. (Reen)
*La spietatezza è la più pratica delle emozioni. (Reen)
*L'uomo che vuole che tu ti fidi di lui è quello che devi temere di più. (Reen)
*I risultati rendevano amici in fretta. (Reen)
*L'unica ragione per essere ossequiosi verso coloro che hanno il potere è che un giorno si può imparare come prenderlo per sé. (Reen)
*Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone [[notizia|notizie]]. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno. (Reen)
*I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte. (Vin)
*Lo scopo della vita consiste nel trovare altri che facciano il lavoro al posto tuo. (Ladrian Breeze)
*La manipolazione è alla base dell'interazione sociale. (Ladrian Breeze)
*Il Lord Reggente è il Frammento dell'Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo. (Hammond)
*Non si lamentavano. Non speravano. Osavano a malapena pensare. E così che doveva essere, dato che erano skaa. (narratore, capitolo 1)
*La fede giusta è come un buon mantello. Se calza bene, tiene sicuri e al caldo. Ma in caso contrario, può essere soffocante. (Sazed)
*I miei simili sono meno degli schiavi… sono automi fabbricati, creati da programmi di riproduzione, addestrati fin dalla nascita per esaudire i desideri del Lord Reggente. (Sazed)
*Le nostre credenze spesso sono più forti quando dovrebbero essere più deboli. Tale è la natura della speranza. (Sazed)
*La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? (Sazed)
*Coloro che prendono alla leggera le promesse fatte a quelli che amano sono persone che trovano poca soddisfazione durevole nella loro esistenza. (Sazed)
*Eccoci qui... a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. (Dockson)
*Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione. (Alendi)
*Io sono Dio! (Lord Reggente)
*Non sapete quello che faccio per l'umanità. Io ero il vostro Dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli. (ultime parole del Lord Reggente)
===Dialoghi===
*'''Marsh''': Quel bastardo! [Riferendosi a Kelsier] Ci sono due cose per cui non lo perdonerò mai: la prima è avermi rubato il sogno di rovesciare l'Ultimo Impero e poi farlo avverare sul serio.<br>'''Vin''': E la seconda?<br>'''Marsh''': Farsi uccidere per riuscirci.
==''Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione''==
===[[Incipit]]===
L'esercito procedeva lento come una macchia scura sull'orizzonte.
Re Elend Venture era in piedi immobile sulle mura cittadine di Luthadel a osservare le truppe nemiche. Attorno a lui la cenere cadeva dal cielo in fiocchi grassi e indolenti. Non era quella bianca che si vede nelle braci spente; questa era di un nero più profondo, più aspro. I Monti Cenere erano stati particolarmente attivi di recente.
===Citazioni===
*Scrivo queste parole nell'acciaio, poiché nulla che non sia scritto nel metallo può essere affidabile. (Kwaan)
*Un uomo non era considerato per i suoi difetti, ma per come li superava (Zane)
*Ci sono due modi per stare al sicuro: o mantenerti silenzioso e innocuo, in modo che la gente ti ignori, oppure essere talmente pericoloso da terrorizzarli (Reen)
*Cos'è un governo se non un metodo istituzionalizzato per assicurarsi che qualcun altro faccia tutto il lavoro? (Hammond)
*Ah, ma c'è qualcosa di più importante da considerare, ritengo. Non abbiamo solo messo un nobile sul trono; abbiamo messo sul trono un brav'uomo (Sazed)
*Ho capito qualcosa su Kelsier. Mi concentro sempre sulle cose sbagliate, quando si tratta di lui. È difficile dimenticare le ore che ha passato a addestrarmi per essere un'allomante. Eppure non erano le sue doti di combattimento a renderlo grande; non era la sua severità o la sua brutalità, e nemmeno la sua forza o il suo istinto. Sai cos'era? Era la sua capacità di fidarsi. Era il modo in cui trasformava brave persone in persone migliori, il modo in cui le ispirava. La sua banda funzionava perché lui aveva fiducia in loro, perché li rispettava. Uomini come Breeze e Clubs sono diventati eroi perché Kelsier ha avuto fede in loro. E tu in questo sei molto migliore di quanto Kelsier sia mai stato, Elend. Lui ha dovuto lavorarci. Tu lo fai d'istinto, trattando perfino furfanti come Philen come se fossero uomini buoni e onorevoli. Non è ingenuità, come alcuni pensano. Si tratta di quello che aveva Kelsier, solo più in grande. Lui avrebbe potuto imparare da te. (Vin)
*Percepisco astuzia dietro questi cambiamenti, una manipolazione sottile e geniale. Ho trascorso gli ultimi due anni in esilio, cercando di decifrare cosa potessero voler dire le alterazioni. Sono giunto a un'unica conclusione. Qualcosa ha preso il controllo della nostra religione, qualcosa di nefasto, qualcosa di cui non ci si può fidare. Svia e offusca. Usa Alendi per distruggere, conducendolo lungo un sentiero di morte e disperazione. Lo sta attirando verso il Pozzo dell'Ascensione, dove il potere millenario si è radunato. Posso solo supporre che abbia inviato il Baratro come un mezzo per rendere l'umanità più disperata, per spingerci a fare il suo volere. (Kwaan)
===Dialoghi===
*'''Elend''': L'Assemblea è un caos, mezza dozzina di tiranni con eserciti più numerosi mi stanno col fiato sul collo, non passa mese senza che qualcuno mandi degli assassini a uccidermi e la donna che amo mi sta lentamente facendo impazzire.<br>'''Hammond''': Oh, tutto qui? Vedi? Non va così male, dopotutto. Voglio dire, potremmo dover affrontare un dio immortale e i suoi potentissimi sacerdoti…
*'''Hammond''': A cosa è servito tutto questo, allora? Perché rovesciare l'Ultimo Impero? Perché uccidere il lord Reggente? Perché fare tutto quanto se doveva comunque finire così? Tiranni a capo di ogni Dominazione, Luthadel ridotta a un cumulo di macerie, i membri della nostra banda morti?<br>'''Sazed''': Perché qualcuno doveva cominciare. Quando il lord Reggente governava, la società non poteva progredire. Manteneva una mano stabilizzatrice sull'impero, ma era anche una mano oppressiva. La moda è rimasta notevolmente immutata per mille anni, con i nobili che cercavano sempre di adattarsi ai modelli del lord Reggente. L'architettura e la scienza non hanno compiuto progressi, poiché il lord Reggente non vedeva di buon occhio i cambiamenti e le invenzioni. E gli skaa non potevano essere liberi, poiché egli non lo permetteva. Comunque, ucciderlo non ha liberato i nostri popoli, amici miei. Solo il tempo ci riuscirà. Ci vorranno secoli, forse – secoli di lotte, apprendimento e crescita. All'inizio, purtroppo e inevitabilmente, le cose saranno molto difficili. Ancora peggio di com'erano sotto il lord Reggente.
==''Mistborn: Il Campione delle Ere''==
===[[Incipit]]===
Marsh si sforzò di uccidersi.
La mano gli tremolò mentre cercava di fare appello alla forza per costringersi a sollevarla, strattonar via lo spuntone dalla sua schiena e porre fine alla sua mostruosa vita. Aveva smesso di cercare di liberarsi. Tre anni. Tre anni come Inquisitore, tre anni imprigionato nei suoi stessi pensieri. Quegli anni avevano dimostrato che non c'era modo di fuggire. Perfino ora la sua
mente era annebbiata. E poi Esso prese il controllo. Il mondo parve vibrare attorno a lui; poi all'improvviso poté vedere con chiarezza. Perché si era affannato? Perché si era preoccupato? Tutto era come sarebbe dovuto essere.
===Citazioni===
*Il lord Reggente in segreto era un Terrisiano. È stato uno del nostro popolo a farci quelle cose orribili. Che diritto abbiamo a insistere nel non chiamare padrone nessuno straniero? Non è stato uno straniero a distruggere il nostro popolo, la nostra cultura e la nostra religione. (Sazed)
*Se ci fosse un dio, Breeze, pensate che avrebbe permesso che così tante persone venissero uccise dal lord Reggente? Pensate che avrebbe permesso al mondo di diventare ciò che è ora? Non insegnerò a voi – o a nessun altro – una religione che non può rispondere alle mie domande. Mai più. (Sazed)
*Kelsier è morto, Elend! Sono io l'unica a vedere l'ironia in questo? Lo chiamiamo il Sopravvissuto, ma è stato lui a non sopravvivere! Ha consentito a sé stesso di diventare un martire. Ha commesso suicidio. In che modo questo significa sopravvivere? (Vin)
*Quasi desiderava che Rovina non lasciasse mai andare la sua mente. Quando Marsh ne aveva il controllo, vedeva solo dolore e distruzione. Quando era Rovina ad averlo, però, la pioggia di cenere era una manifestazione di bellezza, il sole rosso un trionfo di meraviglia, il mondo un luogo di dolcezza nella sua morte. (Capitolo 6, Il Campione delle Ere)
*Di recente ho problemi con la fede, Demoux. Il mio ultimo dio è stato ucciso dalla donna che infine ho sposato... (Elend)
*Ma le cose non possono rimanere le stesse... E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto. (Vin)
*Oh, andiamo. Devi ammettere di essere inusuale, Vin. Sei come un qualche strano miscuglio di una nobildonna, un monello di strada e un gatto. In più sei riuscita – nei nostri brevi tre anni assieme – a uccidere non solo il mio dio, ma mio padre, mio fratello e la mia fidanzata. È una specie di serie omicida. È una strana base per una relazione, non diresti? (Elend)
*Un uomo è quello di cui è appassionato. Ho scoperto che, se cedi quello che vuoi di più in cambio di quello che pensi che dovresti volere di più, finirai per essere infelice. (Breeze)
*Mentre la gente moriva attorno a lui malgrado i suoi sforzi più frenetici, riuscì a capire quello che doveva spingere gli uomini a ottenere sempre più potere. Potere per proteggere. In quel momento, avrebbe accettato i poteri di una divinità, se avesse significato avere la forza per salvare le persone attorno a lui. (Il Campione delle Ere, capitolo 51)
*Il mio lavoro, Vin, si basa sulla passione. Si basa su eventi dinamici; sul cambiamento! Ecco perché tu e il tuo Elend siete così importanti per me. La gente passionale è quella che distrugge... poiché la passione di un uomo non è vera finché non dimostra quanto è disposto a sacrificare per essa. Ucciderà? Andrà in guerra? Distruggerà e getterà via quello che possiede, tutto nel nome di quello che desidera? (Rovina)
*Ti rendi conto delle forze che posso schierare contro di te, bambina? Ti rendi conto del potere di cui dispongo, della distruzione che rappresento? Io sono le montagne che schiacciano. Sono le onde che si abbattono. Sono le tempeste che mandano in frantumi. Io sono la fine. (Rovina)
*Ho quasi distrutto il mondo con la mia arroganza, eppure temo di averlo quasi distrutto di nuovo attraverso il mio dominio. (Rashek)
*Marsh afferrò il controllo della propria mente. Gli odori della stanza persero la loro dolcezza, tramutandosi nel lezzo di sangue e morte. La sua gioia si trasformò in orrore. Il suo prigioniero era un Custode di Terris: un uomo che aveva lavorato tutta la vita per il bene degli altri. Ucciderlo sarebbe stato non solo un crimine, ma una tragedia (Il Campione delle Ere, Capitolo 1)
*Creiamo le cose per guardarle crescere, Rovina, disse lei. Per provare piacere nel vedere quello che amiamo diventare più di ciò che era prima. Hai detto di essere invincibile... che tutte le cose si distruggono. Tutte le cose vengono rovinate. Ma ci sono cose che si oppongono a te... E l'ironia è che che non riesci nemmeno a comprenderle. Amore. Vita. Crescita. La vita di una persona è più del caos del suo passaggio. Emozione, Rovina. Questa è la tua sconfitta. (Vin)
*Qualcuno avrebbe dovuto vegliare sul mondo, prendersi cura di esso, ora che i suoi dèi erano scomparsi. Fu solo in quel momento che Sazed comprese il termine Campione delle Ere. Non un Campione che sarebbe giunto una volta nel corso delle ere. Ma un Campione che sarebbe durato per tutte quelle ere. Un Campione che avrebbe preservato l'umanità per tutte le sue vite e i suoi tempi. Né Preservazione né Rovina, ma entrambi. Dio. (Il Campione delle Ere, capitolo 82)
===Dialoghi===
*'''Vin''': Tu sei mio nemico. Cerchi di porre fine alle cose che amo.<br>'''Rovina''': E una fine è sempre una cattiva cosa? Tutte le cose, perfino i mondi, non devono forse finire, prima o poi?<br>'''Vin''': Non c'è alcun bisogno di accelerare quella fine. Nessun motivo per forzarla.<br>'''Rovina''': Tutte le cose sono soggette alla loro natura. Non puoi biasimarmi per essere ciò che sono. Senza di me, nulla finirebbe. Nulla potrebbe finire. E, perciò, nulla potrebbe crescere. Io sono la vita. Combatteresti la vita stessa? Non piangere perché il giorno della fine di questo mondo è arrivato. Quella fine fu stabilita il giorno stesso della sua concezione. C'è bellezza nella morte: la bellezza della definitività, del completamento. Poiché nulla è davvero completo fino al giorno in cui viene finalmente distrutto.
*'''Rovina''': Ancora non capisci, vedo. Voi siete tutti dalla mia parte, Vin. Io vi ho creato. Siete i miei strumenti... tutti quanti. Zane, Yomen, tu, il tuo caro imperatore Venture...<br>'''Vin''': No. Zane era tuo, e Yomen è ovviamente fuorviato. Ma Elend... lui combatterà contro di te.<br>'''Rovina''': Ma non può. Questo è ciò che rifiuti di capire, bambina. Voi non potete combattermi, poiché con la mera azione di combattere portate avanti i miei obiettivi.<br>'''Vin''': Forse sono uomini malvagi ad aiutarti. Ma non Elend. Lui è una brava persona, e nemmeno tu puoi negarlo.<br>'''Rovina''': Vin, Vin. Perché non riesci a capire? Qui non si tratta di [[bene e male|bene o male]]. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse.
*'''Vin''': Tu non potevi crearlo da solo, vero? Il mondo, la vita. Tu non puoi creare, puoi solo distruggere.<br>'''Rovina''': Nemmeno lui poteva creare. Poteva solo preservare. La preservazione non è creazione.<br>'''Vin''': E così collaboraste.<br>'''Rovina''': Entrambi con una promessa. La mia promessa fu collaborare con lui per creare voi: vita pensante, vita che ama.<br>'''Vin''': E la sua promessa?<br>'''Rovina''': Che alla fine avrei potuto distruggervi. E io sono venuto a reclamare ciò che mi fu promesso. L'unico scopo nel creare qualcosa è osservarlo morire. Come una storia che deve giungere a un apice, quello che ho fatto non giungerà a compimento finché non sarà arrivata la fine.
*'''Elend''': Le nebbie non sono mai state nostre nemiche, Yomen. Stavano solo cercando di aiutare.<br>'''Yomen''': Aiutare? Aiutare come? Di cosa state parlando?<br>'''Elend''': Non ci stavano uccidendo, Yomen. Non ci stavano facendo ammalare. Ci stavano facendo Infrangere. Per darci potere. Per renderci capaci di combattere.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il conciliatore''===
C'erano enormi vantaggi nell'essere insignificanti.<br>
Certo, secondo i canoni di molte persone, Siri non era 'insignificante'. Dopotutto era la figlia di un re. Per fortuna, suo padre aveva quattro figli, e Siri – a diciassette anni – era la minore. Fafen, la figlia poco più vecchia di Siri, aveva assolto al compito della famiglia ed era diventata una monaca. Dopo Fafen c'era Ridger, il figlio maggiore. Lui avrebbe ereditato il trono.
===''La Via dei Re''===
Kalak aggirò una sporgenza rocciosa e si arrestò barcollando davanti al corpo di un tuonoclasta morente. L'enorme bestia di pietra giaceva sul fianco, con delle protuberanze simili a costole che le spuntavano dal petto incrinate e rotte. Quella mostruosità aveva una forma vagamente scheletrica, con arti innaturalmente lunghi che sporgevano da spalle granitiche. Gli occhi erano dei punti rosso intenso sul volto a cuspide, come creati da un fuoco che ardeva in profondità dentro la roccia. Sbiadirono.<br>Perfino dopo tutti questi secoli, vedere un tuonoclasta da vicino faceva rabbrividire Kalak. La mano della bestia era lunga quanto un uomo. Kalak era stato ucciso da mani come quelle in precedenza, e non era stato piacevole.<br>Naturalmente, morire di rado lo era.
===''Parole di Luce''===
Jasnah Kholin fingeva di divertirsi alla festa, senza lasciar trasparire che aveva intenzione di far uccidere uno degli ospiti.
===''Giuramento''===
Eshonai aveva sempre detto di essere certa che ci fosse qualcosa di straordinario oltre la collina successiva. Poi, un giorno, era salita in cima a un'altura e aveva trovato gli ''umani''.
===''Il Ritmo della Guerra''===
Certo che i Parshendi volevano suonare i loro tamburi.<br>Certo che Gavilar aveva confermato che potevano farlo.<br>E ''certo'' che non aveva pensato di avvisare Navani.
==Bibliografia==
*Brandon Sanderson, ''Il conciliatore'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719305
*Brandon Sanderson, ''La via dei Re'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717745
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: L'ultimo Impero'', Fanucci Editore, 2009. ISBN 9788834715123
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Pozzo dell'ascensione'', Fanucci Editore, 2010. ISBN 9788834715901
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Campione delle ere'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717066
*Brandon Sanderson, ''Parole di Luce'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2014. ISBN 9788834727393
*Brandon Sanderson, ''Giuramento'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2019. ISBN 9788804710196
*Brandon Sanderson, ''Il Ritmo della Guerra'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2020. ISBN 9789904731931
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{pedia|Mistborn: L'Ultimo Impero||(2006)}}
{{pedia|Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione||(2007)}}
{{pedia|Mistborn: Il Campione delle Ere||(2008)}}
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[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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2026-08-23T12:59:48Z
Lady Mismagius
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/* Bibliografia */correzione
1424434
wikitext
text/x-wiki
[[File:Brandon Sanderson.jpg|thumb|Brandon Sanderson, novembre 2010]]
'''Brandon Sanderson''' (1975 – vivente), scrittore statunitense.
==''Mistborn: L'Ultimo Impero''==
===[[Incipit]]===
La cenere cadeva dal cielo. Lord Tresting si accigliò, alzando lo sguardo verso il sole rossastro di mezzogiorno mentre i suoi servitori sgattaiolavano in avanti, aprendo un parasole sopra Tresting e il suo illustre ospite. Le piogge di cenere non erano insolite nell'Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi, appena arrivati via canale da Luthadel.
===Citazioni===
*Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta. (Vin)
*C'è sempre un altro segreto (Kelsier)
*Vuoi sapere perché sorrido, Capofamiglia Mennis? Il Lord Reggente pensa di essersi accaparrato tutto il riso e la gioia. Io mi rifiuto di lasciarglielo fare. Questa è una battaglia che non richiede poi un grande sforzo. (Kelsier)
*Ma... smetti forse di amare qualcuno solo perché ti ha tradito? Io non penso. Ecco perché un tradimento fa così male: dolore, frustrazione, rabbia… e tuttavia la amavo. La amo ancora. (Kelsier)
*Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere. (Kelsier)
*Meglio fidarsi ed essere traditi. Meglio amare ed essere feriti. (Kelsier)
*Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza. (ultime parole di Kelsier)
*Quando sei solo, nessuno può tradirti. (Reen)
*La spietatezza è la più pratica delle emozioni. (Reen)
*L'uomo che vuole che tu ti fidi di lui è quello che devi temere di più. (Reen)
*I risultati rendevano amici in fretta. (Reen)
*L'unica ragione per essere ossequiosi verso coloro che hanno il potere è che un giorno si può imparare come prenderlo per sé. (Reen)
*Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone [[notizia|notizie]]. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno. (Reen)
*I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte. (Vin)
*Lo scopo della vita consiste nel trovare altri che facciano il lavoro al posto tuo. (Ladrian Breeze)
*La manipolazione è alla base dell'interazione sociale. (Ladrian Breeze)
*Il Lord Reggente è il Frammento dell'Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo. (Hammond)
*Non si lamentavano. Non speravano. Osavano a malapena pensare. E così che doveva essere, dato che erano skaa. (narratore, capitolo 1)
*La fede giusta è come un buon mantello. Se calza bene, tiene sicuri e al caldo. Ma in caso contrario, può essere soffocante. (Sazed)
*I miei simili sono meno degli schiavi… sono automi fabbricati, creati da programmi di riproduzione, addestrati fin dalla nascita per esaudire i desideri del Lord Reggente. (Sazed)
*Le nostre credenze spesso sono più forti quando dovrebbero essere più deboli. Tale è la natura della speranza. (Sazed)
*La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? (Sazed)
*Coloro che prendono alla leggera le promesse fatte a quelli che amano sono persone che trovano poca soddisfazione durevole nella loro esistenza. (Sazed)
*Eccoci qui... a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. (Dockson)
*Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione. (Alendi)
*Io sono Dio! (Lord Reggente)
*Non sapete quello che faccio per l'umanità. Io ero il vostro Dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli. (ultime parole del Lord Reggente)
===Dialoghi===
*'''Marsh''': Quel bastardo! [Riferendosi a Kelsier] Ci sono due cose per cui non lo perdonerò mai: la prima è avermi rubato il sogno di rovesciare l'Ultimo Impero e poi farlo avverare sul serio.<br>'''Vin''': E la seconda?<br>'''Marsh''': Farsi uccidere per riuscirci.
==''Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione''==
===[[Incipit]]===
L'esercito procedeva lento come una macchia scura sull'orizzonte.
Re Elend Venture era in piedi immobile sulle mura cittadine di Luthadel a osservare le truppe nemiche. Attorno a lui la cenere cadeva dal cielo in fiocchi grassi e indolenti. Non era quella bianca che si vede nelle braci spente; questa era di un nero più profondo, più aspro. I Monti Cenere erano stati particolarmente attivi di recente.
===Citazioni===
*Scrivo queste parole nell'acciaio, poiché nulla che non sia scritto nel metallo può essere affidabile. (Kwaan)
*Un uomo non era considerato per i suoi difetti, ma per come li superava (Zane)
*Ci sono due modi per stare al sicuro: o mantenerti silenzioso e innocuo, in modo che la gente ti ignori, oppure essere talmente pericoloso da terrorizzarli (Reen)
*Cos'è un governo se non un metodo istituzionalizzato per assicurarsi che qualcun altro faccia tutto il lavoro? (Hammond)
*Ah, ma c'è qualcosa di più importante da considerare, ritengo. Non abbiamo solo messo un nobile sul trono; abbiamo messo sul trono un brav'uomo (Sazed)
*Ho capito qualcosa su Kelsier. Mi concentro sempre sulle cose sbagliate, quando si tratta di lui. È difficile dimenticare le ore che ha passato a addestrarmi per essere un'allomante. Eppure non erano le sue doti di combattimento a renderlo grande; non era la sua severità o la sua brutalità, e nemmeno la sua forza o il suo istinto. Sai cos'era? Era la sua capacità di fidarsi. Era il modo in cui trasformava brave persone in persone migliori, il modo in cui le ispirava. La sua banda funzionava perché lui aveva fiducia in loro, perché li rispettava. Uomini come Breeze e Clubs sono diventati eroi perché Kelsier ha avuto fede in loro. E tu in questo sei molto migliore di quanto Kelsier sia mai stato, Elend. Lui ha dovuto lavorarci. Tu lo fai d'istinto, trattando perfino furfanti come Philen come se fossero uomini buoni e onorevoli. Non è ingenuità, come alcuni pensano. Si tratta di quello che aveva Kelsier, solo più in grande. Lui avrebbe potuto imparare da te. (Vin)
*Percepisco astuzia dietro questi cambiamenti, una manipolazione sottile e geniale. Ho trascorso gli ultimi due anni in esilio, cercando di decifrare cosa potessero voler dire le alterazioni. Sono giunto a un'unica conclusione. Qualcosa ha preso il controllo della nostra religione, qualcosa di nefasto, qualcosa di cui non ci si può fidare. Svia e offusca. Usa Alendi per distruggere, conducendolo lungo un sentiero di morte e disperazione. Lo sta attirando verso il Pozzo dell'Ascensione, dove il potere millenario si è radunato. Posso solo supporre che abbia inviato il Baratro come un mezzo per rendere l'umanità più disperata, per spingerci a fare il suo volere. (Kwaan)
===Dialoghi===
*'''Elend''': L'Assemblea è un caos, mezza dozzina di tiranni con eserciti più numerosi mi stanno col fiato sul collo, non passa mese senza che qualcuno mandi degli assassini a uccidermi e la donna che amo mi sta lentamente facendo impazzire.<br>'''Hammond''': Oh, tutto qui? Vedi? Non va così male, dopotutto. Voglio dire, potremmo dover affrontare un dio immortale e i suoi potentissimi sacerdoti…
*'''Hammond''': A cosa è servito tutto questo, allora? Perché rovesciare l'Ultimo Impero? Perché uccidere il lord Reggente? Perché fare tutto quanto se doveva comunque finire così? Tiranni a capo di ogni Dominazione, Luthadel ridotta a un cumulo di macerie, i membri della nostra banda morti?<br>'''Sazed''': Perché qualcuno doveva cominciare. Quando il lord Reggente governava, la società non poteva progredire. Manteneva una mano stabilizzatrice sull'impero, ma era anche una mano oppressiva. La moda è rimasta notevolmente immutata per mille anni, con i nobili che cercavano sempre di adattarsi ai modelli del lord Reggente. L'architettura e la scienza non hanno compiuto progressi, poiché il lord Reggente non vedeva di buon occhio i cambiamenti e le invenzioni. E gli skaa non potevano essere liberi, poiché egli non lo permetteva. Comunque, ucciderlo non ha liberato i nostri popoli, amici miei. Solo il tempo ci riuscirà. Ci vorranno secoli, forse – secoli di lotte, apprendimento e crescita. All'inizio, purtroppo e inevitabilmente, le cose saranno molto difficili. Ancora peggio di com'erano sotto il lord Reggente.
==''Mistborn: Il Campione delle Ere''==
===[[Incipit]]===
Marsh si sforzò di uccidersi.
La mano gli tremolò mentre cercava di fare appello alla forza per costringersi a sollevarla, strattonar via lo spuntone dalla sua schiena e porre fine alla sua mostruosa vita. Aveva smesso di cercare di liberarsi. Tre anni. Tre anni come Inquisitore, tre anni imprigionato nei suoi stessi pensieri. Quegli anni avevano dimostrato che non c'era modo di fuggire. Perfino ora la sua
mente era annebbiata. E poi Esso prese il controllo. Il mondo parve vibrare attorno a lui; poi all'improvviso poté vedere con chiarezza. Perché si era affannato? Perché si era preoccupato? Tutto era come sarebbe dovuto essere.
===Citazioni===
*Il lord Reggente in segreto era un Terrisiano. È stato uno del nostro popolo a farci quelle cose orribili. Che diritto abbiamo a insistere nel non chiamare padrone nessuno straniero? Non è stato uno straniero a distruggere il nostro popolo, la nostra cultura e la nostra religione. (Sazed)
*Se ci fosse un dio, Breeze, pensate che avrebbe permesso che così tante persone venissero uccise dal lord Reggente? Pensate che avrebbe permesso al mondo di diventare ciò che è ora? Non insegnerò a voi – o a nessun altro – una religione che non può rispondere alle mie domande. Mai più. (Sazed)
*Kelsier è morto, Elend! Sono io l'unica a vedere l'ironia in questo? Lo chiamiamo il Sopravvissuto, ma è stato lui a non sopravvivere! Ha consentito a sé stesso di diventare un martire. Ha commesso suicidio. In che modo questo significa sopravvivere? (Vin)
*Quasi desiderava che Rovina non lasciasse mai andare la sua mente. Quando Marsh ne aveva il controllo, vedeva solo dolore e distruzione. Quando era Rovina ad averlo, però, la pioggia di cenere era una manifestazione di bellezza, il sole rosso un trionfo di meraviglia, il mondo un luogo di dolcezza nella sua morte. (Capitolo 6, Il Campione delle Ere)
*Di recente ho problemi con la fede, Demoux. Il mio ultimo dio è stato ucciso dalla donna che infine ho sposato... (Elend)
*Ma le cose non possono rimanere le stesse... E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto. (Vin)
*Oh, andiamo. Devi ammettere di essere inusuale, Vin. Sei come un qualche strano miscuglio di una nobildonna, un monello di strada e un gatto. In più sei riuscita – nei nostri brevi tre anni assieme – a uccidere non solo il mio dio, ma mio padre, mio fratello e la mia fidanzata. È una specie di serie omicida. È una strana base per una relazione, non diresti? (Elend)
*Un uomo è quello di cui è appassionato. Ho scoperto che, se cedi quello che vuoi di più in cambio di quello che pensi che dovresti volere di più, finirai per essere infelice. (Breeze)
*Mentre la gente moriva attorno a lui malgrado i suoi sforzi più frenetici, riuscì a capire quello che doveva spingere gli uomini a ottenere sempre più potere. Potere per proteggere. In quel momento, avrebbe accettato i poteri di una divinità, se avesse significato avere la forza per salvare le persone attorno a lui. (Il Campione delle Ere, capitolo 51)
*Il mio lavoro, Vin, si basa sulla passione. Si basa su eventi dinamici; sul cambiamento! Ecco perché tu e il tuo Elend siete così importanti per me. La gente passionale è quella che distrugge... poiché la passione di un uomo non è vera finché non dimostra quanto è disposto a sacrificare per essa. Ucciderà? Andrà in guerra? Distruggerà e getterà via quello che possiede, tutto nel nome di quello che desidera? (Rovina)
*Ti rendi conto delle forze che posso schierare contro di te, bambina? Ti rendi conto del potere di cui dispongo, della distruzione che rappresento? Io sono le montagne che schiacciano. Sono le onde che si abbattono. Sono le tempeste che mandano in frantumi. Io sono la fine. (Rovina)
*Ho quasi distrutto il mondo con la mia arroganza, eppure temo di averlo quasi distrutto di nuovo attraverso il mio dominio. (Rashek)
*Marsh afferrò il controllo della propria mente. Gli odori della stanza persero la loro dolcezza, tramutandosi nel lezzo di sangue e morte. La sua gioia si trasformò in orrore. Il suo prigioniero era un Custode di Terris: un uomo che aveva lavorato tutta la vita per il bene degli altri. Ucciderlo sarebbe stato non solo un crimine, ma una tragedia (Il Campione delle Ere, Capitolo 1)
*Creiamo le cose per guardarle crescere, Rovina, disse lei. Per provare piacere nel vedere quello che amiamo diventare più di ciò che era prima. Hai detto di essere invincibile... che tutte le cose si distruggono. Tutte le cose vengono rovinate. Ma ci sono cose che si oppongono a te... E l'ironia è che che non riesci nemmeno a comprenderle. Amore. Vita. Crescita. La vita di una persona è più del caos del suo passaggio. Emozione, Rovina. Questa è la tua sconfitta. (Vin)
*Qualcuno avrebbe dovuto vegliare sul mondo, prendersi cura di esso, ora che i suoi dèi erano scomparsi. Fu solo in quel momento che Sazed comprese il termine Campione delle Ere. Non un Campione che sarebbe giunto una volta nel corso delle ere. Ma un Campione che sarebbe durato per tutte quelle ere. Un Campione che avrebbe preservato l'umanità per tutte le sue vite e i suoi tempi. Né Preservazione né Rovina, ma entrambi. Dio. (Il Campione delle Ere, capitolo 82)
===Dialoghi===
*'''Vin''': Tu sei mio nemico. Cerchi di porre fine alle cose che amo.<br>'''Rovina''': E una fine è sempre una cattiva cosa? Tutte le cose, perfino i mondi, non devono forse finire, prima o poi?<br>'''Vin''': Non c'è alcun bisogno di accelerare quella fine. Nessun motivo per forzarla.<br>'''Rovina''': Tutte le cose sono soggette alla loro natura. Non puoi biasimarmi per essere ciò che sono. Senza di me, nulla finirebbe. Nulla potrebbe finire. E, perciò, nulla potrebbe crescere. Io sono la vita. Combatteresti la vita stessa? Non piangere perché il giorno della fine di questo mondo è arrivato. Quella fine fu stabilita il giorno stesso della sua concezione. C'è bellezza nella morte: la bellezza della definitività, del completamento. Poiché nulla è davvero completo fino al giorno in cui viene finalmente distrutto.
*'''Rovina''': Ancora non capisci, vedo. Voi siete tutti dalla mia parte, Vin. Io vi ho creato. Siete i miei strumenti... tutti quanti. Zane, Yomen, tu, il tuo caro imperatore Venture...<br>'''Vin''': No. Zane era tuo, e Yomen è ovviamente fuorviato. Ma Elend... lui combatterà contro di te.<br>'''Rovina''': Ma non può. Questo è ciò che rifiuti di capire, bambina. Voi non potete combattermi, poiché con la mera azione di combattere portate avanti i miei obiettivi.<br>'''Vin''': Forse sono uomini malvagi ad aiutarti. Ma non Elend. Lui è una brava persona, e nemmeno tu puoi negarlo.<br>'''Rovina''': Vin, Vin. Perché non riesci a capire? Qui non si tratta di [[bene e male|bene o male]]. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse.
*'''Vin''': Tu non potevi crearlo da solo, vero? Il mondo, la vita. Tu non puoi creare, puoi solo distruggere.<br>'''Rovina''': Nemmeno lui poteva creare. Poteva solo preservare. La preservazione non è creazione.<br>'''Vin''': E così collaboraste.<br>'''Rovina''': Entrambi con una promessa. La mia promessa fu collaborare con lui per creare voi: vita pensante, vita che ama.<br>'''Vin''': E la sua promessa?<br>'''Rovina''': Che alla fine avrei potuto distruggervi. E io sono venuto a reclamare ciò che mi fu promesso. L'unico scopo nel creare qualcosa è osservarlo morire. Come una storia che deve giungere a un apice, quello che ho fatto non giungerà a compimento finché non sarà arrivata la fine.
*'''Elend''': Le nebbie non sono mai state nostre nemiche, Yomen. Stavano solo cercando di aiutare.<br>'''Yomen''': Aiutare? Aiutare come? Di cosa state parlando?<br>'''Elend''': Non ci stavano uccidendo, Yomen. Non ci stavano facendo ammalare. Ci stavano facendo Infrangere. Per darci potere. Per renderci capaci di combattere.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Il conciliatore''===
C'erano enormi vantaggi nell'essere insignificanti.<br>
Certo, secondo i canoni di molte persone, Siri non era 'insignificante'. Dopotutto era la figlia di un re. Per fortuna, suo padre aveva quattro figli, e Siri – a diciassette anni – era la minore. Fafen, la figlia poco più vecchia di Siri, aveva assolto al compito della famiglia ed era diventata una monaca. Dopo Fafen c'era Ridger, il figlio maggiore. Lui avrebbe ereditato il trono.
===''La Via dei Re''===
Kalak aggirò una sporgenza rocciosa e si arrestò barcollando davanti al corpo di un tuonoclasta morente. L'enorme bestia di pietra giaceva sul fianco, con delle protuberanze simili a costole che le spuntavano dal petto incrinate e rotte. Quella mostruosità aveva una forma vagamente scheletrica, con arti innaturalmente lunghi che sporgevano da spalle granitiche. Gli occhi erano dei punti rosso intenso sul volto a cuspide, come creati da un fuoco che ardeva in profondità dentro la roccia. Sbiadirono.<br>Perfino dopo tutti questi secoli, vedere un tuonoclasta da vicino faceva rabbrividire Kalak. La mano della bestia era lunga quanto un uomo. Kalak era stato ucciso da mani come quelle in precedenza, e non era stato piacevole.<br>Naturalmente, morire di rado lo era.
===''Parole di Luce''===
Jasnah Kholin fingeva di divertirsi alla festa, senza lasciar trasparire che aveva intenzione di far uccidere uno degli ospiti.
===''Giuramento''===
Eshonai aveva sempre detto di essere certa che ci fosse qualcosa di straordinario oltre la collina successiva. Poi, un giorno, era salita in cima a un'altura e aveva trovato gli ''umani''.
===''Il Ritmo della Guerra''===
Certo che i Parshendi volevano suonare i loro tamburi.<br>Certo che Gavilar aveva confermato che potevano farlo.<br>E ''certo'' che non aveva pensato di avvisare Navani.
==Bibliografia==
*Brandon Sanderson, ''Il conciliatore'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719305
*Brandon Sanderson, ''La via dei Re'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717745
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: L'ultimo Impero'', Fanucci Editore, 2009. ISBN 9788834715123
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Pozzo dell'ascensione'', Fanucci Editore, 2010. ISBN 9788834715901
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Campione delle ere'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717066
*Brandon Sanderson, ''Parole di Luce'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2014. ISBN 9788834727393
*Brandon Sanderson, ''Giuramento'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2019. ISBN 9788804710196
*Brandon Sanderson, ''Il Ritmo della Guerra'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2020. ISBN 9788804731931
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{pedia|Mistborn: L'Ultimo Impero||(2006)}}
{{pedia|Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione||(2007)}}
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[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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[[File:Brandon Sanderson.jpg|thumb|Brandon Sanderson, novembre 2010]]
'''Brandon Sanderson''' (1975 – vivente), scrittore statunitense.
==''Mistborn: L'Ultimo Impero''==
===[[Incipit]]===
La cenere cadeva dal cielo. Lord Tresting si accigliò, alzando lo sguardo verso il sole rossastro di mezzogiorno mentre i suoi servitori sgattaiolavano in avanti, aprendo un parasole sopra Tresting e il suo illustre ospite. Le piogge di cenere non erano insolite nell'Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi, appena arrivati via canale da Luthadel.
===Citazioni===
*Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta. (Vin)
*C'è sempre un altro segreto (Kelsier)
*Vuoi sapere perché sorrido, Capofamiglia Mennis? Il Lord Reggente pensa di essersi accaparrato tutto il riso e la gioia. Io mi rifiuto di lasciarglielo fare. Questa è una battaglia che non richiede poi un grande sforzo. (Kelsier)
*Ma... smetti forse di amare qualcuno solo perché ti ha tradito? Io non penso. Ecco perché un tradimento fa così male: dolore, frustrazione, rabbia… e tuttavia la amavo. La amo ancora. (Kelsier)
*Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere. (Kelsier)
*Meglio fidarsi ed essere traditi. Meglio amare ed essere feriti. (Kelsier)
*Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza. (ultime parole di Kelsier)
*Quando sei solo, nessuno può tradirti. (Reen)
*La spietatezza è la più pratica delle emozioni. (Reen)
*L'uomo che vuole che tu ti fidi di lui è quello che devi temere di più. (Reen)
*I risultati rendevano amici in fretta. (Reen)
*L'unica ragione per essere ossequiosi verso coloro che hanno il potere è che un giorno si può imparare come prenderlo per sé. (Reen)
*Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone [[notizia|notizie]]. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno. (Reen)
*I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte. (Vin)
*Lo scopo della vita consiste nel trovare altri che facciano il lavoro al posto tuo. (Ladrian Breeze)
*La manipolazione è alla base dell'interazione sociale. (Ladrian Breeze)
*Il Lord Reggente è il Frammento dell'Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo. (Hammond)
*Non si lamentavano. Non speravano. Osavano a malapena pensare. E così che doveva essere, dato che erano skaa. (narratore, capitolo 1)
*La fede giusta è come un buon mantello. Se calza bene, tiene sicuri e al caldo. Ma in caso contrario, può essere soffocante. (Sazed)
*I miei simili sono meno degli schiavi… sono automi fabbricati, creati da programmi di riproduzione, addestrati fin dalla nascita per esaudire i desideri del Lord Reggente. (Sazed)
*Le nostre credenze spesso sono più forti quando dovrebbero essere più deboli. Tale è la natura della speranza. (Sazed)
*La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? (Sazed)
*Coloro che prendono alla leggera le promesse fatte a quelli che amano sono persone che trovano poca soddisfazione durevole nella loro esistenza. (Sazed)
*Eccoci qui... a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. (Dockson)
*Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione. (Alendi)
*Io sono Dio! (Lord Reggente)
*Non sapete quello che faccio per l'umanità. Io ero il vostro Dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli. (ultime parole del Lord Reggente)
===Dialoghi===
*'''Marsh''': Quel bastardo! [Riferendosi a Kelsier] Ci sono due cose per cui non lo perdonerò mai: la prima è avermi rubato il sogno di rovesciare l'Ultimo Impero e poi farlo avverare sul serio.<br>'''Vin''': E la seconda?<br>'''Marsh''': Farsi uccidere per riuscirci.
==''Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione''==
===[[Incipit]]===
L'esercito procedeva lento come una macchia scura sull'orizzonte.
Re Elend Venture era in piedi immobile sulle mura cittadine di Luthadel a osservare le truppe nemiche. Attorno a lui la cenere cadeva dal cielo in fiocchi grassi e indolenti. Non era quella bianca che si vede nelle braci spente; questa era di un nero più profondo, più aspro. I Monti Cenere erano stati particolarmente attivi di recente.
===Citazioni===
*Scrivo queste parole nell'acciaio, poiché nulla che non sia scritto nel metallo può essere affidabile. (Kwaan)
*Un uomo non era considerato per i suoi difetti, ma per come li superava (Zane)
*Ci sono due modi per stare al sicuro: o mantenerti silenzioso e innocuo, in modo che la gente ti ignori, oppure essere talmente pericoloso da terrorizzarli (Reen)
*Cos'è un governo se non un metodo istituzionalizzato per assicurarsi che qualcun altro faccia tutto il lavoro? (Hammond)
*Ah, ma c'è qualcosa di più importante da considerare, ritengo. Non abbiamo solo messo un nobile sul trono; abbiamo messo sul trono un brav'uomo (Sazed)
*Ho capito qualcosa su Kelsier. Mi concentro sempre sulle cose sbagliate, quando si tratta di lui. È difficile dimenticare le ore che ha passato a addestrarmi per essere un'allomante. Eppure non erano le sue doti di combattimento a renderlo grande; non era la sua severità o la sua brutalità, e nemmeno la sua forza o il suo istinto. Sai cos'era? Era la sua capacità di fidarsi. Era il modo in cui trasformava brave persone in persone migliori, il modo in cui le ispirava. La sua banda funzionava perché lui aveva fiducia in loro, perché li rispettava. Uomini come Breeze e Clubs sono diventati eroi perché Kelsier ha avuto fede in loro. E tu in questo sei molto migliore di quanto Kelsier sia mai stato, Elend. Lui ha dovuto lavorarci. Tu lo fai d'istinto, trattando perfino furfanti come Philen come se fossero uomini buoni e onorevoli. Non è ingenuità, come alcuni pensano. Si tratta di quello che aveva Kelsier, solo più in grande. Lui avrebbe potuto imparare da te. (Vin)
*Percepisco astuzia dietro questi cambiamenti, una manipolazione sottile e geniale. Ho trascorso gli ultimi due anni in esilio, cercando di decifrare cosa potessero voler dire le alterazioni. Sono giunto a un'unica conclusione. Qualcosa ha preso il controllo della nostra religione, qualcosa di nefasto, qualcosa di cui non ci si può fidare. Svia e offusca. Usa Alendi per distruggere, conducendolo lungo un sentiero di morte e disperazione. Lo sta attirando verso il Pozzo dell'Ascensione, dove il potere millenario si è radunato. Posso solo supporre che abbia inviato il Baratro come un mezzo per rendere l'umanità più disperata, per spingerci a fare il suo volere. (Kwaan)
===Dialoghi===
*'''Elend''': L'Assemblea è un caos, mezza dozzina di tiranni con eserciti più numerosi mi stanno col fiato sul collo, non passa mese senza che qualcuno mandi degli assassini a uccidermi e la donna che amo mi sta lentamente facendo impazzire.<br>'''Hammond''': Oh, tutto qui? Vedi? Non va così male, dopotutto. Voglio dire, potremmo dover affrontare un dio immortale e i suoi potentissimi sacerdoti…
*'''Hammond''': A cosa è servito tutto questo, allora? Perché rovesciare l'Ultimo Impero? Perché uccidere il lord Reggente? Perché fare tutto quanto se doveva comunque finire così? Tiranni a capo di ogni Dominazione, Luthadel ridotta a un cumulo di macerie, i membri della nostra banda morti?<br>'''Sazed''': Perché qualcuno doveva cominciare. Quando il lord Reggente governava, la società non poteva progredire. Manteneva una mano stabilizzatrice sull'impero, ma era anche una mano oppressiva. La moda è rimasta notevolmente immutata per mille anni, con i nobili che cercavano sempre di adattarsi ai modelli del lord Reggente. L'architettura e la scienza non hanno compiuto progressi, poiché il lord Reggente non vedeva di buon occhio i cambiamenti e le invenzioni. E gli skaa non potevano essere liberi, poiché egli non lo permetteva. Comunque, ucciderlo non ha liberato i nostri popoli, amici miei. Solo il tempo ci riuscirà. Ci vorranno secoli, forse – secoli di lotte, apprendimento e crescita. All'inizio, purtroppo e inevitabilmente, le cose saranno molto difficili. Ancora peggio di com'erano sotto il lord Reggente.
==''Mistborn: Il Campione delle Ere''==
===[[Incipit]]===
Marsh si sforzò di uccidersi.
La mano gli tremolò mentre cercava di fare appello alla forza per costringersi a sollevarla, strattonar via lo spuntone dalla sua schiena e porre fine alla sua mostruosa vita. Aveva smesso di cercare di liberarsi. Tre anni. Tre anni come Inquisitore, tre anni imprigionato nei suoi stessi pensieri. Quegli anni avevano dimostrato che non c'era modo di fuggire. Perfino ora la sua
mente era annebbiata. E poi Esso prese il controllo. Il mondo parve vibrare attorno a lui; poi all'improvviso poté vedere con chiarezza. Perché si era affannato? Perché si era preoccupato? Tutto era come sarebbe dovuto essere.
===Citazioni===
*Il lord Reggente in segreto era un Terrisiano. È stato uno del nostro popolo a farci quelle cose orribili. Che diritto abbiamo a insistere nel non chiamare padrone nessuno straniero? Non è stato uno straniero a distruggere il nostro popolo, la nostra cultura e la nostra religione. (Sazed)
*Se ci fosse un dio, Breeze, pensate che avrebbe permesso che così tante persone venissero uccise dal lord Reggente? Pensate che avrebbe permesso al mondo di diventare ciò che è ora? Non insegnerò a voi – o a nessun altro – una religione che non può rispondere alle mie domande. Mai più. (Sazed)
*Kelsier è morto, Elend! Sono io l'unica a vedere l'ironia in questo? Lo chiamiamo il Sopravvissuto, ma è stato lui a non sopravvivere! Ha consentito a sé stesso di diventare un martire. Ha commesso suicidio. In che modo questo significa sopravvivere? (Vin)
*Quasi desiderava che Rovina non lasciasse mai andare la sua mente. Quando Marsh ne aveva il controllo, vedeva solo dolore e distruzione. Quando era Rovina ad averlo, però, la pioggia di cenere era una manifestazione di bellezza, il sole rosso un trionfo di meraviglia, il mondo un luogo di dolcezza nella sua morte. (Capitolo 6, Il Campione delle Ere)
*Di recente ho problemi con la fede, Demoux. Il mio ultimo dio è stato ucciso dalla donna che infine ho sposato... (Elend)
*Ma le cose non possono rimanere le stesse... E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto. (Vin)
*Oh, andiamo. Devi ammettere di essere inusuale, Vin. Sei come un qualche strano miscuglio di una nobildonna, un monello di strada e un gatto. In più sei riuscita – nei nostri brevi tre anni assieme – a uccidere non solo il mio dio, ma mio padre, mio fratello e la mia fidanzata. È una specie di serie omicida. È una strana base per una relazione, non diresti? (Elend)
*Un uomo è quello di cui è appassionato. Ho scoperto che, se cedi quello che vuoi di più in cambio di quello che pensi che dovresti volere di più, finirai per essere infelice. (Breeze)
*Mentre la gente moriva attorno a lui malgrado i suoi sforzi più frenetici, riuscì a capire quello che doveva spingere gli uomini a ottenere sempre più potere. Potere per proteggere. In quel momento, avrebbe accettato i poteri di una divinità, se avesse significato avere la forza per salvare le persone attorno a lui. (Il Campione delle Ere, capitolo 51)
*Il mio lavoro, Vin, si basa sulla passione. Si basa su eventi dinamici; sul cambiamento! Ecco perché tu e il tuo Elend siete così importanti per me. La gente passionale è quella che distrugge... poiché la passione di un uomo non è vera finché non dimostra quanto è disposto a sacrificare per essa. Ucciderà? Andrà in guerra? Distruggerà e getterà via quello che possiede, tutto nel nome di quello che desidera? (Rovina)
*Ti rendi conto delle forze che posso schierare contro di te, bambina? Ti rendi conto del potere di cui dispongo, della distruzione che rappresento? Io sono le montagne che schiacciano. Sono le onde che si abbattono. Sono le tempeste che mandano in frantumi. Io sono la fine. (Rovina)
*Ho quasi distrutto il mondo con la mia arroganza, eppure temo di averlo quasi distrutto di nuovo attraverso il mio dominio. (Rashek)
*Marsh afferrò il controllo della propria mente. Gli odori della stanza persero la loro dolcezza, tramutandosi nel lezzo di sangue e morte. La sua gioia si trasformò in orrore. Il suo prigioniero era un Custode di Terris: un uomo che aveva lavorato tutta la vita per il bene degli altri. Ucciderlo sarebbe stato non solo un crimine, ma una tragedia (Il Campione delle Ere, Capitolo 1)
*Creiamo le cose per guardarle crescere, Rovina, disse lei. Per provare piacere nel vedere quello che amiamo diventare più di ciò che era prima. Hai detto di essere invincibile... che tutte le cose si distruggono. Tutte le cose vengono rovinate. Ma ci sono cose che si oppongono a te... E l'ironia è che che non riesci nemmeno a comprenderle. Amore. Vita. Crescita. La vita di una persona è più del caos del suo passaggio. Emozione, Rovina. Questa è la tua sconfitta. (Vin)
*Qualcuno avrebbe dovuto vegliare sul mondo, prendersi cura di esso, ora che i suoi dèi erano scomparsi. Fu solo in quel momento che Sazed comprese il termine Campione delle Ere. Non un Campione che sarebbe giunto una volta nel corso delle ere. Ma un Campione che sarebbe durato per tutte quelle ere. Un Campione che avrebbe preservato l'umanità per tutte le sue vite e i suoi tempi. Né Preservazione né Rovina, ma entrambi. Dio. (Il Campione delle Ere, capitolo 82)
===Dialoghi===
*'''Vin''': Tu sei mio nemico. Cerchi di porre fine alle cose che amo.<br>'''Rovina''': E una fine è sempre una cattiva cosa? Tutte le cose, perfino i mondi, non devono forse finire, prima o poi?<br>'''Vin''': Non c'è alcun bisogno di accelerare quella fine. Nessun motivo per forzarla.<br>'''Rovina''': Tutte le cose sono soggette alla loro natura. Non puoi biasimarmi per essere ciò che sono. Senza di me, nulla finirebbe. Nulla potrebbe finire. E, perciò, nulla potrebbe crescere. Io sono la vita. Combatteresti la vita stessa? Non piangere perché il giorno della fine di questo mondo è arrivato. Quella fine fu stabilita il giorno stesso della sua concezione. C'è bellezza nella morte: la bellezza della definitività, del completamento. Poiché nulla è davvero completo fino al giorno in cui viene finalmente distrutto.
*'''Rovina''': Ancora non capisci, vedo. Voi siete tutti dalla mia parte, Vin. Io vi ho creato. Siete i miei strumenti... tutti quanti. Zane, Yomen, tu, il tuo caro imperatore Venture...<br>'''Vin''': No. Zane era tuo, e Yomen è ovviamente fuorviato. Ma Elend... lui combatterà contro di te.<br>'''Rovina''': Ma non può. Questo è ciò che rifiuti di capire, bambina. Voi non potete combattermi, poiché con la mera azione di combattere portate avanti i miei obiettivi.<br>'''Vin''': Forse sono uomini malvagi ad aiutarti. Ma non Elend. Lui è una brava persona, e nemmeno tu puoi negarlo.<br>'''Rovina''': Vin, Vin. Perché non riesci a capire? Qui non si tratta di [[bene e male|bene o male]]. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse.
*'''Vin''': Tu non potevi crearlo da solo, vero? Il mondo, la vita. Tu non puoi creare, puoi solo distruggere.<br>'''Rovina''': Nemmeno lui poteva creare. Poteva solo preservare. La preservazione non è creazione.<br>'''Vin''': E così collaboraste.<br>'''Rovina''': Entrambi con una promessa. La mia promessa fu collaborare con lui per creare voi: vita pensante, vita che ama.<br>'''Vin''': E la sua promessa?<br>'''Rovina''': Che alla fine avrei potuto distruggervi. E io sono venuto a reclamare ciò che mi fu promesso. L'unico scopo nel creare qualcosa è osservarlo morire. Come una storia che deve giungere a un apice, quello che ho fatto non giungerà a compimento finché non sarà arrivata la fine.
*'''Elend''': Le nebbie non sono mai state nostre nemiche, Yomen. Stavano solo cercando di aiutare.<br>'''Yomen''': Aiutare? Aiutare come? Di cosa state parlando?<br>'''Elend''': Non ci stavano uccidendo, Yomen. Non ci stavano facendo ammalare. Ci stavano facendo Infrangere. Per darci potere. Per renderci capaci di combattere.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giuramento''===
Eshonai aveva sempre detto di essere certa che ci fosse qualcosa di straordinario oltre la collina successiva. Poi, un giorno, era salita in cima a un'altura e aveva trovato gli ''umani''.
===''Il conciliatore''===
C'erano enormi vantaggi nell'essere insignificanti.<br>
Certo, secondo i canoni di molte persone, Siri non era 'insignificante'. Dopotutto era la figlia di un re. Per fortuna, suo padre aveva quattro figli, e Siri – a diciassette anni – era la minore. Fafen, la figlia poco più vecchia di Siri, aveva assolto al compito della famiglia ed era diventata una monaca. Dopo Fafen c'era Ridger, il figlio maggiore. Lui avrebbe ereditato il trono.
===''Il Ritmo della Guerra''===
Certo che i Parshendi volevano suonare i loro tamburi.<br>Certo che Gavilar aveva confermato che potevano farlo.<br>E ''certo'' che non aveva pensato di avvisare Navani.
===''La Via dei Re''===
Kalak aggirò una sporgenza rocciosa e si arrestò barcollando davanti al corpo di un tuonoclasta morente. L'enorme bestia di pietra giaceva sul fianco, con delle protuberanze simili a costole che le spuntavano dal petto incrinate e rotte. Quella mostruosità aveva una forma vagamente scheletrica, con arti innaturalmente lunghi che sporgevano da spalle granitiche. Gli occhi erano dei punti rosso intenso sul volto a cuspide, come creati da un fuoco che ardeva in profondità dentro la roccia. Sbiadirono.<br>Perfino dopo tutti questi secoli, vedere un tuonoclasta da vicino faceva rabbrividire Kalak. La mano della bestia era lunga quanto un uomo. Kalak era stato ucciso da mani come quelle in precedenza, e non era stato piacevole.<br>Naturalmente, morire di rado lo era.
===''Parole di Luce''===
Jasnah Kholin fingeva di divertirsi alla festa, senza lasciar trasparire che aveva intenzione di far uccidere uno degli ospiti.
==Bibliografia==
*Brandon Sanderson, ''Il conciliatore'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719305
*Brandon Sanderson, ''La via dei Re'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717745
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: L'ultimo Impero'', Fanucci Editore, 2009. ISBN 9788834715123
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Pozzo dell'ascensione'', Fanucci Editore, 2010. ISBN 9788834715901
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Campione delle ere'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717066
*Brandon Sanderson, ''Parole di Luce'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2014. ISBN 9788834727393
*Brandon Sanderson, ''Giuramento'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2019. ISBN 9788804710196
*Brandon Sanderson, ''Il Ritmo della Guerra'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2020. ISBN 9788804731931
==Altri progetti==
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===Opere===
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[[File:Brandon Sanderson.jpg|thumb|Brandon Sanderson, novembre 2010]]
'''Brandon Sanderson''' (1975 – vivente), scrittore statunitense.
==''Mistborn: L'Ultimo Impero''==
===[[Incipit]]===
La cenere cadeva dal cielo. Lord Tresting si accigliò, alzando lo sguardo verso il sole rossastro di mezzogiorno mentre i suoi servitori sgattaiolavano in avanti, aprendo un parasole sopra Tresting e il suo illustre ospite. Le piogge di cenere non erano insolite nell'Ultimo Impero, ma Tresting aveva sperato di non macchiare di fuliggine la giacca e il farsetto rosso nuovi, appena arrivati via canale da Luthadel.
===Citazioni===
*Uccidere il Lord Reggente? Il lord Reggente era una forza come il vento o le nebbie. Certe cose non si potevano uccidere. Non erano realmente vive. Esistono e basta. (Vin)
*C'è sempre un altro segreto (Kelsier)
*Vuoi sapere perché sorrido, Capofamiglia Mennis? Il Lord Reggente pensa di essersi accaparrato tutto il riso e la gioia. Io mi rifiuto di lasciarglielo fare. Questa è una battaglia che non richiede poi un grande sforzo. (Kelsier)
*Ma... smetti forse di amare qualcuno solo perché ti ha tradito? Io non penso. Ecco perché un tradimento fa così male: dolore, frustrazione, rabbia… e tuttavia la amavo. La amo ancora. (Kelsier)
*Le nebbie sono nostre amiche. Ci nascondono. Ci proteggono. Ci danno potere. (Kelsier)
*Meglio fidarsi ed essere traditi. Meglio amare ed essere feriti. (Kelsier)
*Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza. (ultime parole di Kelsier)
*Quando sei solo, nessuno può tradirti. (Reen)
*La spietatezza è la più pratica delle emozioni. (Reen)
*L'uomo che vuole che tu ti fidi di lui è quello che devi temere di più. (Reen)
*I risultati rendevano amici in fretta. (Reen)
*L'unica ragione per essere ossequiosi verso coloro che hanno il potere è che un giorno si può imparare come prenderlo per sé. (Reen)
*Non fidarti mai di un uomo che ti porta buone [[notizia|notizie]]. È il metodo più antico e più semplice per imbrogliare qualcuno. (Reen)
*I migliori bugiardi sono quelli che dicono la verità la maggior parte delle volte. (Vin)
*Lo scopo della vita consiste nel trovare altri che facciano il lavoro al posto tuo. (Ladrian Breeze)
*La manipolazione è alla base dell'interazione sociale. (Ladrian Breeze)
*Il Lord Reggente è il Frammento dell'Infinito. È un pezzo di Dio stesso. Non puoi ucciderlo. (Hammond)
*Non si lamentavano. Non speravano. Osavano a malapena pensare. E così che doveva essere, dato che erano skaa. (narratore, capitolo 1)
*La fede giusta è come un buon mantello. Se calza bene, tiene sicuri e al caldo. Ma in caso contrario, può essere soffocante. (Sazed)
*I miei simili sono meno degli schiavi… sono automi fabbricati, creati da programmi di riproduzione, addestrati fin dalla nascita per esaudire i desideri del Lord Reggente. (Sazed)
*Le nostre credenze spesso sono più forti quando dovrebbero essere più deboli. Tale è la natura della speranza. (Sazed)
*La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento? (Sazed)
*Coloro che prendono alla leggera le promesse fatte a quelli che amano sono persone che trovano poca soddisfazione durevole nella loro esistenza. (Sazed)
*Eccoci qui... a combattere nella folle, piccola guerra di Kell, opponendoci a un Dio che sappiamo che non farà che massacrarci tutti. (Dockson)
*Ho visto uomini che hanno perso di proposito la capacità di riconoscere la verità e la bontà, e non penso di essere uno di loro. Riesco ancora a vedere le lacrime negli occhi di un bambino e provare dolore per le sue sofferenze. Se mai perdessi questo, saprei di essere oltre ogni speranza di redenzione. (Alendi)
*Io sono Dio! (Lord Reggente)
*Non sapete quello che faccio per l'umanità. Io ero il vostro Dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli. (ultime parole del Lord Reggente)
===Dialoghi===
*'''Marsh''': Quel bastardo! [Riferendosi a Kelsier] Ci sono due cose per cui non lo perdonerò mai: la prima è avermi rubato il sogno di rovesciare l'Ultimo Impero e poi farlo avverare sul serio.<br>'''Vin''': E la seconda?<br>'''Marsh''': Farsi uccidere per riuscirci.
==''Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione''==
===[[Incipit]]===
L'esercito procedeva lento come una macchia scura sull'orizzonte.
Re Elend Venture era in piedi immobile sulle mura cittadine di Luthadel a osservare le truppe nemiche. Attorno a lui la cenere cadeva dal cielo in fiocchi grassi e indolenti. Non era quella bianca che si vede nelle braci spente; questa era di un nero più profondo, più aspro. I Monti Cenere erano stati particolarmente attivi di recente.
===Citazioni===
*Scrivo queste parole nell'acciaio, poiché nulla che non sia scritto nel metallo può essere affidabile. (Kwaan)
*Un uomo non era considerato per i suoi difetti, ma per come li superava (Zane)
*Ci sono due modi per stare al sicuro: o mantenerti silenzioso e innocuo, in modo che la gente ti ignori, oppure essere talmente pericoloso da terrorizzarli (Reen)
*Cos'è un governo se non un metodo istituzionalizzato per assicurarsi che qualcun altro faccia tutto il lavoro? (Hammond)
*Ah, ma c'è qualcosa di più importante da considerare, ritengo. Non abbiamo solo messo un nobile sul trono; abbiamo messo sul trono un brav'uomo (Sazed)
*Ho capito qualcosa su Kelsier. Mi concentro sempre sulle cose sbagliate, quando si tratta di lui. È difficile dimenticare le ore che ha passato a addestrarmi per essere un'allomante. Eppure non erano le sue doti di combattimento a renderlo grande; non era la sua severità o la sua brutalità, e nemmeno la sua forza o il suo istinto. Sai cos'era? Era la sua capacità di fidarsi. Era il modo in cui trasformava brave persone in persone migliori, il modo in cui le ispirava. La sua banda funzionava perché lui aveva fiducia in loro, perché li rispettava. Uomini come Breeze e Clubs sono diventati eroi perché Kelsier ha avuto fede in loro. E tu in questo sei molto migliore di quanto Kelsier sia mai stato, Elend. Lui ha dovuto lavorarci. Tu lo fai d'istinto, trattando perfino furfanti come Philen come se fossero uomini buoni e onorevoli. Non è ingenuità, come alcuni pensano. Si tratta di quello che aveva Kelsier, solo più in grande. Lui avrebbe potuto imparare da te. (Vin)
*Percepisco astuzia dietro questi cambiamenti, una manipolazione sottile e geniale. Ho trascorso gli ultimi due anni in esilio, cercando di decifrare cosa potessero voler dire le alterazioni. Sono giunto a un'unica conclusione. Qualcosa ha preso il controllo della nostra religione, qualcosa di nefasto, qualcosa di cui non ci si può fidare. Svia e offusca. Usa Alendi per distruggere, conducendolo lungo un sentiero di morte e disperazione. Lo sta attirando verso il Pozzo dell'Ascensione, dove il potere millenario si è radunato. Posso solo supporre che abbia inviato il Baratro come un mezzo per rendere l'umanità più disperata, per spingerci a fare il suo volere. (Kwaan)
===Dialoghi===
*'''Elend''': L'Assemblea è un caos, mezza dozzina di tiranni con eserciti più numerosi mi stanno col fiato sul collo, non passa mese senza che qualcuno mandi degli assassini a uccidermi e la donna che amo mi sta lentamente facendo impazzire.<br>'''Hammond''': Oh, tutto qui? Vedi? Non va così male, dopotutto. Voglio dire, potremmo dover affrontare un dio immortale e i suoi potentissimi sacerdoti…
*'''Hammond''': A cosa è servito tutto questo, allora? Perché rovesciare l'Ultimo Impero? Perché uccidere il lord Reggente? Perché fare tutto quanto se doveva comunque finire così? Tiranni a capo di ogni Dominazione, Luthadel ridotta a un cumulo di macerie, i membri della nostra banda morti?<br>'''Sazed''': Perché qualcuno doveva cominciare. Quando il lord Reggente governava, la società non poteva progredire. Manteneva una mano stabilizzatrice sull'impero, ma era anche una mano oppressiva. La moda è rimasta notevolmente immutata per mille anni, con i nobili che cercavano sempre di adattarsi ai modelli del lord Reggente. L'architettura e la scienza non hanno compiuto progressi, poiché il lord Reggente non vedeva di buon occhio i cambiamenti e le invenzioni. E gli skaa non potevano essere liberi, poiché egli non lo permetteva. Comunque, ucciderlo non ha liberato i nostri popoli, amici miei. Solo il tempo ci riuscirà. Ci vorranno secoli, forse – secoli di lotte, apprendimento e crescita. All'inizio, purtroppo e inevitabilmente, le cose saranno molto difficili. Ancora peggio di com'erano sotto il lord Reggente.
==''Mistborn: Il Campione delle Ere''==
===[[Incipit]]===
Marsh si sforzò di uccidersi.
La mano gli tremolò mentre cercava di fare appello alla forza per costringersi a sollevarla, strattonar via lo spuntone dalla sua schiena e porre fine alla sua mostruosa vita. Aveva smesso di cercare di liberarsi. Tre anni. Tre anni come Inquisitore, tre anni imprigionato nei suoi stessi pensieri. Quegli anni avevano dimostrato che non c'era modo di fuggire. Perfino ora la sua
mente era annebbiata. E poi Esso prese il controllo. Il mondo parve vibrare attorno a lui; poi all'improvviso poté vedere con chiarezza. Perché si era affannato? Perché si era preoccupato? Tutto era come sarebbe dovuto essere.
===Citazioni===
*Il lord Reggente in segreto era un Terrisiano. È stato uno del nostro popolo a farci quelle cose orribili. Che diritto abbiamo a insistere nel non chiamare padrone nessuno straniero? Non è stato uno straniero a distruggere il nostro popolo, la nostra cultura e la nostra religione. (Sazed)
*Se ci fosse un dio, Breeze, pensate che avrebbe permesso che così tante persone venissero uccise dal lord Reggente? Pensate che avrebbe permesso al mondo di diventare ciò che è ora? Non insegnerò a voi – o a nessun altro – una religione che non può rispondere alle mie domande. Mai più. (Sazed)
*Kelsier è morto, Elend! Sono io l'unica a vedere l'ironia in questo? Lo chiamiamo il Sopravvissuto, ma è stato lui a non sopravvivere! Ha consentito a sé stesso di diventare un martire. Ha commesso suicidio. In che modo questo significa sopravvivere? (Vin)
*Quasi desiderava che Rovina non lasciasse mai andare la sua mente. Quando Marsh ne aveva il controllo, vedeva solo dolore e distruzione. Quando era Rovina ad averlo, però, la pioggia di cenere era una manifestazione di bellezza, il sole rosso un trionfo di meraviglia, il mondo un luogo di dolcezza nella sua morte. (Capitolo 6, Il Campione delle Ere)
*Di recente ho problemi con la fede, Demoux. Il mio ultimo dio è stato ucciso dalla donna che infine ho sposato... (Elend)
*Ma le cose non possono rimanere le stesse... E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto. (Vin)
*Oh, andiamo. Devi ammettere di essere inusuale, Vin. Sei come un qualche strano miscuglio di una nobildonna, un monello di strada e un gatto. In più sei riuscita – nei nostri brevi tre anni assieme – a uccidere non solo il mio dio, ma mio padre, mio fratello e la mia fidanzata. È una specie di serie omicida. È una strana base per una relazione, non diresti? (Elend)
*Un uomo è quello di cui è appassionato. Ho scoperto che, se cedi quello che vuoi di più in cambio di quello che pensi che dovresti volere di più, finirai per essere infelice. (Breeze)
*Mentre la gente moriva attorno a lui malgrado i suoi sforzi più frenetici, riuscì a capire quello che doveva spingere gli uomini a ottenere sempre più potere. Potere per proteggere. In quel momento, avrebbe accettato i poteri di una divinità, se avesse significato avere la forza per salvare le persone attorno a lui. (Il Campione delle Ere, capitolo 51)
*Il mio lavoro, Vin, si basa sulla passione. Si basa su eventi dinamici; sul cambiamento! Ecco perché tu e il tuo Elend siete così importanti per me. La gente passionale è quella che distrugge... poiché la passione di un uomo non è vera finché non dimostra quanto è disposto a sacrificare per essa. Ucciderà? Andrà in guerra? Distruggerà e getterà via quello che possiede, tutto nel nome di quello che desidera? (Rovina)
*Ti rendi conto delle forze che posso schierare contro di te, bambina? Ti rendi conto del potere di cui dispongo, della distruzione che rappresento? Io sono le montagne che schiacciano. Sono le onde che si abbattono. Sono le tempeste che mandano in frantumi. Io sono la fine. (Rovina)
*Ho quasi distrutto il mondo con la mia arroganza, eppure temo di averlo quasi distrutto di nuovo attraverso il mio dominio. (Rashek)
*Marsh afferrò il controllo della propria mente. Gli odori della stanza persero la loro dolcezza, tramutandosi nel lezzo di sangue e morte. La sua gioia si trasformò in orrore. Il suo prigioniero era un Custode di Terris: un uomo che aveva lavorato tutta la vita per il bene degli altri. Ucciderlo sarebbe stato non solo un crimine, ma una tragedia (Il Campione delle Ere, Capitolo 1)
*Creiamo le cose per guardarle crescere, Rovina, disse lei. Per provare piacere nel vedere quello che amiamo diventare più di ciò che era prima. Hai detto di essere invincibile... che tutte le cose si distruggono. Tutte le cose vengono rovinate. Ma ci sono cose che si oppongono a te... E l'ironia è che che non riesci nemmeno a comprenderle. Amore. Vita. Crescita. La vita di una persona è più del caos del suo passaggio. Emozione, Rovina. Questa è la tua sconfitta. (Vin)
*Qualcuno avrebbe dovuto vegliare sul mondo, prendersi cura di esso, ora che i suoi dèi erano scomparsi. Fu solo in quel momento che Sazed comprese il termine Campione delle Ere. Non un Campione che sarebbe giunto una volta nel corso delle ere. Ma un Campione che sarebbe durato per tutte quelle ere. Un Campione che avrebbe preservato l'umanità per tutte le sue vite e i suoi tempi. Né Preservazione né Rovina, ma entrambi. Dio. (Il Campione delle Ere, capitolo 82)
===Dialoghi===
*'''Vin''': Tu sei mio nemico. Cerchi di porre fine alle cose che amo.<br>'''Rovina''': E una fine è sempre una cattiva cosa? Tutte le cose, perfino i mondi, non devono forse finire, prima o poi?<br>'''Vin''': Non c'è alcun bisogno di accelerare quella fine. Nessun motivo per forzarla.<br>'''Rovina''': Tutte le cose sono soggette alla loro natura. Non puoi biasimarmi per essere ciò che sono. Senza di me, nulla finirebbe. Nulla potrebbe finire. E, perciò, nulla potrebbe crescere. Io sono la vita. Combatteresti la vita stessa? Non piangere perché il giorno della fine di questo mondo è arrivato. Quella fine fu stabilita il giorno stesso della sua concezione. C'è bellezza nella morte: la bellezza della definitività, del completamento. Poiché nulla è davvero completo fino al giorno in cui viene finalmente distrutto.
*'''Rovina''': Ancora non capisci, vedo. Voi siete tutti dalla mia parte, Vin. Io vi ho creato. Siete i miei strumenti... tutti quanti. Zane, Yomen, tu, il tuo caro imperatore Venture...<br>'''Vin''': No. Zane era tuo, e Yomen è ovviamente fuorviato. Ma Elend... lui combatterà contro di te.<br>'''Rovina''': Ma non può. Questo è ciò che rifiuti di capire, bambina. Voi non potete combattermi, poiché con la mera azione di combattere portate avanti i miei obiettivi.<br>'''Vin''': Forse sono uomini malvagi ad aiutarti. Ma non Elend. Lui è una brava persona, e nemmeno tu puoi negarlo.<br>'''Rovina''': Vin, Vin. Perché non riesci a capire? Qui non si tratta di [[bene e male|bene o male]]. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse.
*'''Vin''': Tu non potevi crearlo da solo, vero? Il mondo, la vita. Tu non puoi creare, puoi solo distruggere.<br>'''Rovina''': Nemmeno lui poteva creare. Poteva solo preservare. La preservazione non è creazione.<br>'''Vin''': E così collaboraste.<br>'''Rovina''': Entrambi con una promessa. La mia promessa fu collaborare con lui per creare voi: vita pensante, vita che ama.<br>'''Vin''': E la sua promessa?<br>'''Rovina''': Che alla fine avrei potuto distruggervi. E io sono venuto a reclamare ciò che mi fu promesso. L'unico scopo nel creare qualcosa è osservarlo morire. Come una storia che deve giungere a un apice, quello che ho fatto non giungerà a compimento finché non sarà arrivata la fine.
*'''Elend''': Le nebbie non sono mai state nostre nemiche, Yomen. Stavano solo cercando di aiutare.<br>'''Yomen''': Aiutare? Aiutare come? Di cosa state parlando?<br>'''Elend''': Non ci stavano uccidendo, Yomen. Non ci stavano facendo ammalare. Ci stavano facendo Infrangere. Per darci potere. Per renderci capaci di combattere.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giuramento''===
Eshonai aveva sempre detto di essere certa che ci fosse qualcosa di straordinario oltre la collina successiva. Poi, un giorno, era salita in cima a un'altura e aveva trovato gli ''umani''.
===''Il conciliatore''===
C'erano enormi vantaggi nell'essere insignificanti.<br>
Certo, secondo i canoni di molte persone, Siri non era 'insignificante'. Dopotutto era la figlia di un re. Per fortuna, suo padre aveva quattro figli, e Siri – a diciassette anni – era la minore. Fafen, la figlia poco più vecchia di Siri, aveva assolto al compito della famiglia ed era diventata una monaca. Dopo Fafen c'era Ridger, il figlio maggiore. Lui avrebbe ereditato il trono.
===''Il Ritmo della Guerra''===
Certo che i Parshendi volevano suonare i loro tamburi.<br>Certo che Gavilar aveva confermato che potevano farlo.<br>E ''certo'' che non aveva pensato di avvisare Navani.
===''La Via dei Re''===
Kalak aggirò una sporgenza rocciosa e si arrestò barcollando davanti al corpo di un tuonoclasta morente. L'enorme bestia di pietra giaceva sul fianco, con delle protuberanze simili a costole che le spuntavano dal petto incrinate e rotte. Quella mostruosità aveva una forma vagamente scheletrica, con arti innaturalmente lunghi che sporgevano da spalle granitiche. Gli occhi erano dei punti rosso intenso sul volto a cuspide, come creati da un fuoco che ardeva in profondità dentro la roccia. Sbiadirono.<br>Perfino dopo tutti questi secoli, vedere un tuonoclasta da vicino faceva rabbrividire Kalak. La mano della bestia era lunga quanto un uomo. Kalak era stato ucciso da mani come quelle in precedenza, e non era stato piacevole.<br>Naturalmente, morire di rado lo era.
===''Parole di Luce''===
Jasnah Kholin fingeva di divertirsi alla festa, senza lasciar trasparire che aveva intenzione di far uccidere uno degli ospiti.
==Bibliografia==
*Brandon Sanderson, ''Giuramento'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2019. ISBN 9788804710196
*Brandon Sanderson, ''Il conciliatore'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2012. ISBN 9788834719305
*Brandon Sanderson, ''Il Ritmo della Guerra'', traduzione di Gabriele Giorgi, Oscar Fantastica, 2020. ISBN 9788804731931
*Brandon Sanderson, ''La via dei Re'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717745
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: L'ultimo Impero'', Fanucci Editore, 2009. ISBN 9788834715123
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Pozzo dell'ascensione'', Fanucci Editore, 2010. ISBN 9788834715901
*Brandon Sanderson, ''Mistborn: Il Campione delle ere'', Fanucci Editore, 2011. ISBN 9788834717066
*Brandon Sanderson, ''Parole di Luce'', traduzione di Gabriele Giorgi, Fanucci, 2014. ISBN 9788834727393
==Altri progetti==
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===Opere===
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Marino Bartoletti
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Danyele
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[[File:Marino Bartoletti con due suoi libri.jpg|thumb|Marino Bartoletti (2021)]]
'''Marino Bartoletti''' (1949 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Marino Bartoletti==
*Lasciando perdere le passioni, se la [[Juventus Football Club|Juventus]] sta bene il calcio italiano sta bene.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=99587 Marino Bartoletti fa infuriare gli interisti: "Se la Juventus sta bene, il calcio italiano sta bene"]'', ''tuttojuve.com'', 22 giugno 2012.</ref>
*Una cosa da dire a [[Morgan (cantante)|Morgan]], che è una persona che stimo, di cantare di più e di parlare di meno, perché ogni volta che parla e fa delle interviste fa dei danni a se stesso; è un grande artista, digli di prendere un pianoforte e fare quello che sa fare. Io ho conosciuto Morgan [...], ed è un ragazzo di una sensibilità e di un'intelligenza superiore, oltre che un grande talento artistico. Fermatelo, impeditegli di fare quelle interviste che gli fanno del male! Veramente, non lo deve più fare.<ref>Dal programma televisivo ''Se... a casa di Paola'', Rai 1, 25 gennaio 2011; [http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2011-01-25&ch=1&v=47473&vd=2011-01-25&vc=1 disponibile] su ''rai.tv''. {{collegamento interrotto}}</ref>
*{{NDR|«Due parole sulle scomparsa del [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]]...»}} Verona aveva regalato al calcio italiano il quinto derby e quello era stato, più che una favola, un vero miracolo. Ma come tutti i miracoli evidentemente non era destinato a durare.<ref>Dall'intervista di Francesco Arioli, ''[https://www.larena.it/argomenti/sport/hellas-verona/marino-bartoletti-su-crisi-hellas-servirebbe-il-caterpillar-elkjaer-1.9737991 Marino Bartoletti: «La crisi dell'Hellas? Servirebbe ancora il caterpillar Elkjaer»]'', ''larena.it'', 17 novembre 2022.</ref>
==''Calcio 2000''==
===Editoriali===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1998]]}} Gloria e invidia alla Nazionale francese rasa al suolo, non dimentichiamolo, dalla qualificazione disastrosamente mancata a Usa '94 e sapientemente rigenerata in un quadriennio: onore ai suoi (pochi) galletti indigeni, ai suoi armeni, ai suoi africani, ai suoi centro e sudamericani, ai suoi polinesiani, al suo mosaico veramente e ammirevolmente "mondiale" [...]<ref>Da ''Da Baggio a Baggio, via Parigi'', ''Calcio 2000'' nº 8 (11), agosto – settembre 1998, p. 5.</ref>
*Chi ama il calcio non può non amare una squadra-simbolo come la [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] [...]. La Fiorentina ha cavalcato con troppa modestia, rispetto ai suoi meriti e all'importanza di ciò che rappresenta, i lustri del football italiano. Non c'è decennio che non abbia assistito a un suo guizzo, non c'è momento di svolta epocale che l'abbia trovata impreparata. Ha avuto al suo servizio geni della panchina e della scrivania (due nomi per tutti, Bernardini e Allodi); ha schierato, fra i tanti, due dei campioni più puri della storia del calcio italiano (Antognoni e Baggio). Eppure ha raccolto sempre meno rispetto ai suoi meriti [...]<ref>Da ''L'antidoto viola'', ''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, p. 5.</ref>
*Si può amare o non amare Roma, ma la si deve rispettare: per quello che è stata nella storia del mondo e per quello che di fondamentale rappresenta nella storia d'Italia. Si può amare o non amare la [[Sport a Roma|Roma sportiva]], ma la si deve ammirare: per quello che – a volte contro se stessa – è comunque riuscita a conquistare, sfidando potentati economici dall'appeal evidentemente più forte dei presunti potentati politici.<ref>Da ''Bisogna saper vincere'', ''Calcio 2000'' nº 2 (27), febbraio 2000, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sul [[razzismo nel calcio]]}} Rimedi? Cominciamo dai presidenti [...]. Il giocattolo è – soprattutto – nelle loro mani? Ebbene, lo difendano da [...] uomini [...], non da pataccari arricchiti e codardi. Alla prima occasione in cui [...] una curva [...] si macchiasse delle consuete e vigliacche volgarità verso gli avversari di colore, afferrino quei microfoni con cui tanto si gingillano quando vogliono fare i pavoni e intimino ai "loro" tifosi di tacere [...]. Passerebbero alla storia per maturità e civiltà: e soprattutto "scavalcherebbero" con l'esempio l'incapacità di chi dovrebbe governare questa piaga sia a livello politico che [...] sportivo. E non si fermino qui. Come? Smettendo [...] di accettare il ricatto di quei quattro [...] trogloditi che pretenderebbero di [...] pilotare le scelte dei club affermando la loro insofferenza verso i giocatori di colore. I tifosi della Lazio fischiano gli avversari neri? Ebbene, Cragnotti comperi due-tre bei talenti color ebano e kriptonizzi così nella maniera più pratica e spiazzante quei selvaggi [...]. E lo stesso faccia Pastorello [...]. Alcuni suoi supporters straccioni non gradiscono gli uomini neri? Ebbene, lui che ha scoperto gli Asprilla e valorizzato i Thuram, faccia appello alla sua competenza calcistica e... cromatica e rimpolpi il suo [...] Verona di qualche talento così colorato da far scappare (e magari anche vergognare) i contestatori. [...] La multirazzialità non è solo un dato di fatto, ma un motivo di orgoglio su cui fondare – perché no – anche la nostra crescita sportiva. [...] Sbrighiamoci ad accettarla e ad amarla: intanto perché lo sport deve essere un volano di civiltà. E poi perché fra poco più di una generazione, i "buuu" degli stadi italiani potrebbero... toccare ai bianchi. Tanto vale cominciare ad andare d'accordo fin da adesso, no?<ref>Da ''Presidenti, investite negli angeli neri'', ''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 2001-2002]]}} Dopo trenta (30!) campionati, quasi sempre di duelli, raramente di monologhi, il discorso-scudetto torna a riguardare finalmente e contemporaneamente tre squadre: e che squadre! Una di Milano, una di Roma, una di Torino, rappresentanti dunque delle capitali riconosciute del nostro pallone. [...] Nelle ultime due stagioni avevo "difeso", anzi esaltato [...] l'imprescindibile importanza della crescita di Roma calcistica: teorizzando il dogma che il boom di un movimento sportivo di un Paese non possa prescindere da una presenza vincente della sua Capitale politica. Raggiunto questo obiettivo, [...] altrettanto decisivo deve essere il bradisismo successivo: e cioè l'orgoglioso ritorno di fiamma di quelle piazze storiche che l'exploit romano aveva momentaneamente fatto passare in secondo piano. E allora bentornate Torino e Milano [...]. Ma [...] c'è anche qualcosa di più. Perché alla perfezione del triangolo trainante, si sono aggiunti due ulteriori e preziosi elementi di conforto: l'esplosione [...] del Chievo, gioia delle nostre rivincite di pulizia morale ed economica, e l'impennata del vecchio Bologna, alfiere di quelle fondamentali piazze "storiche" che un certo tipo di "progresso" avrebbe voluto far passare in secondo piano. Lo scenario non è mai stato così perfetto. Chi vincerà "questo" campionato, potrà vantarsene – se possibile – un pochino di più.<ref name="Tre">Da ''Quando la volata a tre fa bene al calcio italiano'', ''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1972-1973]]}} [...] solo all'ultimissima giornata – una giornata appassionante e indimenticabile (sia per i vinti che per i vincitori) – tutto si risolse in una clamorosa volata sul filo. [...] le tre società coinvolte erano una di Milano ([...] il Milan, che subì la beffa più atroce, perdendo un titolo praticamente già vinto: e sarebbe stato quello della stella [...]), una di Roma (la Lazio, che avrebbe trionfato nella stagione successiva) e la Juventus (sempre lei [...]). Fu, quel campionato, l'ideale passo d'addio di una generazione che aveva garantito al nostro calcio risultati fondamentali per il suo rilancio (il titolo europeo del '68 e la finale mondiale del '70) e che sarebbe poi naufragata "ufficialmente" di lì a dodici mesi ai Mondiali di Germania; ma fu anche il primo mattoncino verso il boom successivo, quello della "modernità", quello dell'emancipazione da schemi – sportivi e mentali – che avevano esaurito il loro corso e che, una volta rigenerati, avrebbero portato alla prepotente rinascita del Mondiale del '78 e al trionfo di quello successivo.<ref name="Tre"/>
{{Int|''Ora forse la Juve ha capito...''|''Calcio 2000'' nº 6 (31), giugno 2000, p. 5.|h=4}}
*Il vecchio Papa non ce l'ha raccontata giusta: il terzo, vero mistero di Fatima nascondeva l'apocalittica conclusione dello [[Serie A 1999-2000|scudetto del Giubileo]]. [...] e non parlo tanto delle angosciose bizzarrie dell'ultima, interminabile giornata quanto degli sconquassi che l'avevano preceduta. Una cosa è certa: l'esito sportivo di questo campionato è stato di gran lunga superiore al contorno malato nel quale si è svolto. Nessuno ha rubato nulla: caso mai qualcuno ha gettato via qualcosa. E se Dio vuole, il risultato del campo – esaltante per la Lazio, bruciante per la Juventus – ha incenerito tutto quello che di esplosivo e di spregevole era stato vomitato prima dell'atto decisivo. [...] Per fortuna, ai primi due posti sono salire due squadre, due Società che meritavano egualmente di vincere e che solo una crudele inezia ha preteso di mettere in fila. [...] ha vinto [..] la Lazio e io voglio ringraziare la Juve, i suoi giocatori, il suo tecnico per la prova di valore professionale e di senso di responsabilità che hanno offerto fino all'ultimo minuto dell'ultima crudele domenica.
*Non pensavo [...] che la [[Juventus Football Club 1999-2000|Vecchia Signora]] avrebbe vinto il campionato: c'era la Lazio [...]. Ma non pensavo neppure che la Juventus sarebbe arrivata così in alto, finendo evidentemente col pagare negli ultimi turni un peccato di moderna ingordigia che vado a spiegare. Quale è stata la ragione principale che ha fatto la differenza fra le due grandi protagoniste? Fatalmente la stagione più "lunga" (più lunga di quasi due mesi) affrontata dalla Juve con un organico meno imponente rispetto a quello avversario. E perché la Juve ha fatto questo sacrificio che alla fine, come si è visto, le è costato lo scudetto? Solo per avidità: per non disertare – invece di trarre vantaggio dalla forzata assenza dalle Coppe – quella vetrina europea che è la prima "cassaforte" della ricchezza del calcio di oggi. Le sono rimasti i soldi: ma ha tagliato il traguardo con la stessa freschezza di Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra.
*Personalmente sono felice che lo scudetto sia finito a Roma [...]. Perché era giusto che il calcio italiano uscisse da una "monotonia" probabilmente legittima, ma pericolosa e ripetitiva. E soprattutto perché non ci è finito per caso, ma alla fine di un percorso imprenditoriale impeccabile. [...] Alla Lazio, al suo grandissimo presidente, al suo straordinario tecnico va la gloria di uno scudetto che era maturo da parecchio tempo e che era stato corteggiato e "costruito" con straordinaria e determinata professionalità.
===''Dialoghi – rubrica''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sull'introduzione del sorteggio integrale degli arbitri nel campionato di [[Serie A 1998-1999]]}} Ritengo il sorteggio arbitrale un'autentica vergogna per chi l'ha chiesto, per chi lo ha applicato e per chi lo subirà (cioè gli stessi arbitri, il pubblico e i giocatori). Debbono vergognarsi i dirigenti e i giornalisti per averlo invocato istericamente [...]; devono vergognarsi gli arbitri per averlo accettato. È assurdo che una "macchina" iperprofessionalizzata come quella del calcio italiano debba essere affidata al caso e benedetta dalla "serietà" di un bussolotto: allora perché non sorteggiare anche i magistrati, o i direttori di giornali, o i medici che ci dovrebbero operare? Allora perché – restando in ambito calcistico – non sorteggiare gli allenatori e gli stessi giocatori che andranno in campo? Vuoi mettere la trasparenza! Solo una cosa mi fa già ridere, pur nella pena assoluta della vicenda: con chi se la prenderanno d'ora in poi al primo "torto" arbitrale i presidenti, i tecnici, i lamentisti di professione? Forse con la fortuna? Oh, credo proprio che al primo mugugno la Vecchia Mignotta bendata, abituata a ben altro, si farà crasse e spernacchianti risate. E che la volta successiva [...] farà uscire dall'urna un arbitro ancora più scarso, una svista ancor più clamorosa e una burla ancora più crudele. Meraviglioso! (''Il sorteggio arbitrale? Una vergogna'')<ref>''Calcio 2000 Speciale Estate'', supplemento al nº 8 (11), agosto – settembre 1998, pp. 12-13.</ref>
*[...] sulla teoria che si possa [[Tifo (sport)|amare]] solo la squadra della propria città: mio nonno che era... di Predappio (dunque non di Roma, né di Brescia, né di Catania), per chi avrebbe dovuto fare il tifo [...]? Io trovo molto bello e molto giusto, invece, che – ferma restando una passione primogenita per chi eventualmente possa rappresentare la propria terra – la Toscana sia piena di Inter Club, la Romagna di Juventus Club e così via. Visto che l'abbiamo fatta, questa Italia, proviamo a viverla con un po' più di maturità! (''L'arroganza delle grandi squadre'')<ref>''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, pp. 10-11.</ref>
*[...] per me [[Lucio Battisti|Lucio]] era "morto" [...] quando aveva esaurito la sua leggendaria carica artistica (quello degli Anni 80 e 90 era stato un Battisti minore, quasi "dannoso" alla sua stessa leggenda); ma, nello stesso tempo, era ed è vivo adesso. Come Elvis Presley, come John Lennon, come tutti quei campioni in grado di rinnovare in ogni momento le emozioni che mi hanno sempre saputo dare. (''Quel campione che si chiamava Lucio'')<ref>''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, pp. 11-12.</ref>
*L'[[Nazionale militare di calcio dell'Italia|Italia]], nel dopoguerra, è stata otto volte Campione del Mondo Militare: lungi da me ogni nostalgia "guerriera" o demagogica, ma indubbiamente quelle selezioni – così estemporaneamente composte da campioni e da semisconosciuti, uniti solo dalla gioia di giocare insieme a pallone – avevano sempre rappresentato correttamente, nei vari decenni, uno spirito sportivo unificante e formativo. Ai "campioni" [...] in fondo si chiedeva solo il piccolo sacrificio della partecipazione a un torneo con la maglia azzurra e le stellette: in cambio si concedeva loro la possibilità di esprimere senza altri "disturbi" la propria affermata e ben remunerata professionalità. Era un compromesso bonario e accettabile che [...] faceva contenti tutti e anzi regalava un pizzico di sano spirito "tricolore" anche a ragazzi che parevano attratti da ben altre prospettive e da ben altri lustrini. [...] Purtroppo questa rappresentativa [...] è destinata ad estinguersi [...]. Il resto lo farà il (giusto) piano di riorganizzazione delle Forze Armate. Peccato: in fondo non era un delitto sentirsi italiani anche così. (''Quanti bellissimi ricordi quel calcio con le stellette'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 8.</ref>
*A volte c'è quasi il sospetto che l'ebrezza da straniero abbia compromesso anche nelle società più solide quel buon senso che indubbiamente sembrava più radicato quando le scelte erano contingentate. Si è insomma passati dalla perfezione di coppie e di trittici storicamente impeccabili (Platini-Boniek, Gullit-Rijkaard-Van Basten, Matthäus-Brehme-Klinsmann, ecc) a bestialità a vastissimo raggio geografico nelle quali [...] si è trovato posto per portieri brasiliani, per play maker turchi, per difensori egiziani e per una fauna oltreoceanica molto spesso di pessima qualità. Purtroppo, al di là dei risvolti psicologici, c'è anche un'altra giustificazione che è davvero poco nobile: a questo traffico di carne umana non sono estranee alchimie commerciali e amministrative a volte molto squallide (collusioni con procuratori senza scrupoli, "aggiustamenti" di bilanci sgangherati, interessi privati di qualche dirigente, ecc). Tanto, come si dice, alla fine paga lo sportivo: sempre lui... (''Con che criterio si scelgono gli stranieri?'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 12.</ref>
*[...] Berlusconi prima di diventare presidente del Milan (squadra della quale si è sempre dichiarato tifoso) voleva... diventare presidente dell'Inter. [...] Tutto accadde agli inizi degli anni '80, quando l'allora emergente ma già affermato (e ricco) Cavaliere, annusò e intuì le potenzialità di due "giocattolini" coi quali non si era ancora cimentato ad alto livello, ma nei quali si sarebbe dimostrato maestro: la televisione (la piccola "Telemilano" stava per diventare "Canale Cinque") e il calcio. Il detonatore della Grande Tentazione fu il cosiddetto "Mundialito" di San Siro organizzato dall'Inter di Fraizzoli e per il quale venne richiesta un'alleanza televisiva con l'emergente network di Berlusconi. Questi capì benissimo l'effetto volano dell'operazione e vi ci si tuffò da par suo con uomini, mezzi e entusiasmo. In questo intreccio di antenne e palloni accadde che il vecchio Fraizzoli, appagato e anche un po' stanco della sua stagione nerazzurra, cominciò a coltivare l'idea di cedere la Società: e trovò in Berlusconi [...] un interlocutore ben più che interessato. E Berlusconi sarebbe diventato "interista" [...] se Fraizzoli non avesse tentennato prima e non ci avesse ripensato poi. Salvo poi ri-ripensarci un paio d'anni dopo quando [...] vendette [...] a Ernesto Pellegrini. A quel punto Berlusconi si concentrò sul Milan disastrato da Farina e iniziò la leggenda [...]. Ma la storia [...] sarebbe potuta essere molto, ma molto diversa. Forse persino la Storia con la "S" maiuscola. (''La coerenza calcistica e la vera storia del Berlusconi "interista"'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, pp. 8-9.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Non posso dire di averlo conosciuto bene: ricordo però che è stata una delle due persone (l'altra fu Enzo Ferrari) davanti alle quali mi sono tremati i polsi. E non per timidezza: ma per rispetto e ammirazione. Spero che la Juventus non dimentichi mai la sua lezione – quella sì – di classe e di amore per lo sport nei suoi significati più profondi e condivisibili. (''Gianni Agnelli: ben oltre la passione del pallone'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 9.</ref>
*In quanto ai grandi sponsor tabagisti che dire? La loro fine è già stata decretata e il piacere di veder sparire quei nomi orribili e portatori di morte dalle [[Livree degli sponsor in Formula 1|livree delle macchine di Formula Uno]] è di gran lunga superiore alla tentazione della gratitudine per aver "salvato" questa disciplina negli anni più difficili. Quanti cadaveri è costato (e non parlo certo delle piste) un titolo mondiale della Ferrari targata Marlboro o di una Williams targata Rothmans? (''Il fumo fa sempre male: soprattutto allo sport'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 10.</ref>
*Su "[[Quelli che il calcio|Quelli che...]]" non ho voglia di aggiungere altro: se penso che esattamente dieci anni fa mi battevo – riuscendoci – perché nascesse e se vedo in che mani è finita (cioè di quella che qualcuno ha definito [[Simona Ventura|la più sopravvalutata e volgare valletta]] della televisione italiana), quasi quasi mi pento di quello che ho fatto. Ma è inutile tornare sull'argomento: d'altra parte i milioni di telespettatori che l'hanno abbandonata sono la prova più concreta del suo declino e la risposta più efficace al disprezzo con cui pretenderebbe di trattare il racconto calcistico. (''Quelli che apprezzano i buoni libri di tecnica'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 14.</ref>
{{Int|''Il calcio della tradizione e quello dei sogni''|''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, pp. 16-18.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} Effettivamente certe "arlecchinate" che appaiono oggi sui campi di gioco offendono il buon gusto prima ancora della tradizione. Ma una corretta evoluzione cromatica (oltreché, naturalmente, di materiali) è assolutamente imprescindibile sia nel rispetto dei nuovi mezzi di "osservazione" (tv, ecc), che di una ricerca applicata a tutti i settori, alla quale non possiamo ragionevolmente sottrarci. E poi [...] questa mutazione ci fa affezionare ancora di più alle immagini e ai piccoli feticci del nostro passato. Quelle sono e quelle rimarranno per sempre: nella storia e nella nostra memoria. Ce lo vedresti, con tutto il rispetto, Paramatti con la stessa maglia bianconera n. 3 un po' stretta di Cabrini? O Serena con la divisa di Picchi? Cristallizziamo quelle sagome e quei ricordi e teniamoli cari nel nostro cuore. Credimi: stanno meglio lì.
*Sinceramente credo che il numero personalizzato (e quindi il nome sulla schiena) appartengano all'ala "utile" del progresso applicato al calcio. E poi, per quanto insaporita di un velo di retorica, la possibilità di ritirare la maglia di un grande campione credo che possa essere uno dei piccoli vantaggi di questa moda: uno di quei vantaggi che quelli "come noi" non possono non apprezzare.
*{{NDR|Sulla [[UEFA Champions League]]}} [...] non è più una competizione di "Campioni", ma una licitazione commerciale fra squadre non sempre meritorie; [...] temo che sia la subdola testa di ponte per introdurre quel Campionato d'Europa che potrebbe essere la tomba del calcio che amiamo.
*[...] ho molte perplessità sul "[[Calciomercato|mercato aperto]]", ma – fatti salvi il buon senso e qualche paletto ben preciso – non mi scandalizza più di tanto. Mi scandalizza, questo sì, che possa venir interpretato come un esame di riparazione perenne delle incapacità di chi pensa che con gli acquisti di dicembre o di gennaio si possa rimediare le cappelle di settembre. Ma è un discorso che va oltre il calcio: il permissivismo, la "tolleranza", la superficialità non sono mai buoni compagni dell'intelligenza e della serietà. Quando ero un ragazzo sapevo che potevo permettermi un "long playing" (3.000 lire) ogni due mesi: è difficilmente sbagliavo la (meditatissima) scelta, se no i soldi chi me li ridava? Ora gli adolescenti "consumano" anche due-tre CD a settimana: quelli che non piacciono si buttano. Gli altri li paga papà: ma così non si cresce mai, oppure si diventa... dirigenti calcistici.
===''Il pallone racconta – rubrica''===
{{cronologico}}
{{Int|''Coppa delle Fiere, figlia della ricostruzione''|''Calcio 2000'' nº 4 (29), aprile 2000, pp. 21-22.|h=4}}
*La "Coppa Internazionale delle città di fiere industriali" [...], meglio conosciuta come [[Coppa delle Fiere]], è la progenitrice della Coppa Uefa. Nacque nel 1955, ma il suo ideatore, lo svizzero Ernst B. Thommen, vicepresidente della Fifa, ne aveva elaborato il progetto sin dal 1950, per poi venire costretto dalla mancanza di un valido supporto organizzativo a tenerlo a lungo nel cassetto. Thommen aveva pensato a una competizione a invito, cui partecipassero selezioni miste di club delle città ammesse. L'obiettivo era tra l'altro la raccolta di fondi per il rilancio economico delle grandi città, prostrate dalla guerra. Il piano Marshall di aiuti statunitensi all'Europa prevedeva l'allestimento di fiere campionarie internazionali per favorire l'influenza del mercato a stelle strisce e neutralizzare quella sovietica. La nuova competizione avrebbe dovuto inserirsi nel meccanismo [...]. Il calcio andava crescendo anche sul piano istituzionale in quegli anni febbrili e nel 1954, con la nascita dell'Uefa [...], il progetto tornò d'attualità. Mentre [...] l'iniziativa privata portava avanti nella freddezza generale l'idea della Coppa dei Campioni, Thommen propose che la sua Coppa [...] rappresentasse il trofeo "ufficiale" dell'Uefa, ergendosi a contraltare della competizione continentale dei privati. Ma il nuovo organismo sembrava refrattario a mettere in piedi nuove manifestazioni. Thommen si rivolse allora alla propria istituzione, la Fifa, il cui presidente, sir Stanley Rous, avallò l'iniziativa, allestendo un comitato organizzativo con sede a Basilea. Anche in questo caso l'Uefa restava fuori.
*Il progetto originario prevedeva che la competizione si svolgesse a invito [...]. La macchina però faticò a mettersi in moto. [...] solo in alcuni casi (come Londra e Zagabria) in quella prima edizione giocarono selezioni cittadine. Negli altri, la rivalità tra i club rese necessaria la partecipazione di singole squadre. Il Milan disputava la Coppa dei Campioni e allora fu l'Inter la prima squadra iscritta alla neonata Coppa delle Fiere. L'altro grande problema fu dato dal collegamento con le manifestazioni fieristiche. Si era stabilito [...] che le partite si giocassero preferibilmente in occasione delle Fiere, diluendo ogni edizione in una durata pluriennale [...]. Alla prova dei fatti il progetto si rivelò macchinoso e di scarsissima presa. La durata così rarefatta nel tempo toglieva ogni interesse alla competizione e fu un mezzo miracolo che quella prima edizione, partita nel 1955, riuscisse a toccare il porto nel 1958 [...]. Vennero apportati dei correttivi, stabilendo che la seconda non sarebbe durata più di due anni. Al termine del biennio, nel 1960, il Barcellona fece il bis. Si stabilì a quel punto che ogni edizione non dovesse superare l'arco di una sola stagione e la partecipazione prese quota.
*Man mano cadevano i capisaldi del progetto iniziale. Il collegamento con le Fiere divenne sempre più labile, complice l'esclusione delle squadre già impegnate in Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe. [...] Siamo alla fine degli anni Sessanta. Le richieste di partecipazione sono sempre più numerose, difficile il lavoro del comitato chiamato a vagliarle. Indispensabile allora pensare alla fissazione di criteri precisi per disciplinare l'ingresso nella competizione. Fu allora che molto opportunamente l'organizzazione passò all'Uefa. La confederazione europea decise innanzitutto di attribuire il trofeo in via definitiva, in una sfida tra la squadra detentrice (il Leeds United [...]) e quella che aveva vinto il maggior numero di edizioni (il Barcellona [...]). La "finale delle finali" fu giocata il 26 maggio 1971 a Barcellona e vide i blaugrana di casa prevalere per 2-1 [...]. Dalla stagione successiva [...] avrebbe lasciato il posto alla Coppa Uefa [...], competizione ufficiale della confederazione europea, riservata alle squadre di vertice non detentrici né del titolo nazionale né della Coppa dei relativi Paesi.
{{Int|''L'avo di Bogdani che piaceva alla Signora''|''Calcio 2000'' nº 8 (33), agosto 2000, p. 22.|h=4}}
*Non è morto ricco, [[Riza Lushta]], ma anzi povero e dimenticato dal mondo del calcio, come spesso capita alle vecchie glorie il cui ricordo ingiallisce nella memoria dei tifosi. Ma, almeno in Italia, aveva vissuto alla grande una breve stagione della sua vita, la stagione del pallone e dei calci alla sfortuna e alla cattiva sorte.
*Era nato [...] nella terra [...] del Kosovo. La famiglia era ben presto emigrata a Tirana e quando il talento per il calcio emise i primi vagiti venne tesserato dallo Sportul Tirana. Agile e secco, dribbling e tiro come calcio comanda, gli bastò poco per imporsi nel campionato albanese, di cui divenne in breve la stella, il migliore. Quando nel 1939 l'[[Invasione italiana dell'Albania|occupazione lampo]] decisa dal Regime fascista fece dell'Albania una provincia dell'Italia, i migliori calciatori del Paese entrarono nel mirino dei club italiani. Nell'estate di quell'anno, il Bari giocò un'amichevole con lo Sportul, rimanendo [...] impressionato da quella punta mancina e scattante e lo ingaggiò. Gli inizi non furono facili: [...] appena 3 gol. Uno di questi, però, pesò in modo decisivo sulla carriera di Lushta. Lo segnò alla Juventus, nell'ambito di una partita giocata alla grande, che convinse i dirigenti bianconeri ad acquistarlo [...]. E nelle successive tre stagioni, dal 1940 al 1943, gli ultimi tre campionati mentre già infuriava la guerra, Riza Lushta si dimostrò all'altezza della situazione, dando spesso grandi soddisfazioni ai tifosi, in un crescendo molto promettente [...]. Qui la sfortuna si prese la rivincita, visto che l'interruzione bellica ne fermò l'ascesa tra i migliori attaccanti del campionato, quando veniva considerato ormai secondo solo al grande Piola.
*Nel 1954 andò a spremere gli ultimi frutti agonistici in Francia [...], dopodiché chiuse definitivamente col calcio. [...] si tagliò ogni ponte alle spalle ed emigrò negli Stati Uniti, dove lavorò come operaio ascensorista. La nostalgia per l'Italia tuttavia era grande, e lo convinse a tornare alla fine degli anni Sessanta. Si stabilì a Torino: aveva il passaporto statunitense e la pensione minima del Paese a stelle e strisce (una miseria), ma soprattutto contava ancora molti amici dei bei tempi e una famiglia di tifosi che lo ospitò per vent'anni [...]. Visse anni sereni, per parecchio tempo seguendo il calcio direttamente (rammentava con gratitudine che la Juventus non si era dimenticata di lui e finché la salute glielo aveva permesso aveva sempre trovato in sede un biglietto per la partita). Il 4 febbraio 1997 andò a schiacciare un pisolino dopo pranzo e non si svegliò più. [...] Al suo funerale, qualche vecchio compagno della Juve e pochi amici. Se ne era andato il più grande giocatore albanese di ogni epoca.
{{Int|''Beppe Savoldi, un uomo chiamato gol''|''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, p. 24.|h=4}}
*[[Giuseppe Savoldi]] è stato uno dei grandi cannonieri del campionato italiano, pur non rientrando nella categoria dei fuoriclasse. Era uno di quegli "animali da gol" che possono infischiarsene della raffinatezza del tocco o dell'abilità nel dribbling stretto, tanto sono in grado di metterla dentro, in ogni circostanza di partita, grazie a un istinto superiore.
*Inutile chiedergli ricami spettacolari o vistose partecipazioni alla manovra. Però bastava che in una partita bloccata un pallone vagante piovesse in area per vederlo salire in cielo a colpire di testa (la sua specialità) o inventare improvvise conclusioni al volo a mezz'altezza che incenerivano i portieri. La pratica giovanile del basket gli aveva costruito un'elevazione straordinaria: nonostante non superasse l'1,75 di altezza, la sua testa riccioluta riusciva ad arrivare più in alto delle braccia protese del portiere. Ed era pressoché indistruttibile: le sue assenze in carriera si contavano sulle dita di una mano.
*Il 1975 fu il suo anno magico. In [[Serie A 1975-1976|estate]] fu protagonista dell'affare dell'anno, l'ingaggio da parte del Napoli a una cifra iperbolica. La vicenda tra l'altro aveva aspetti curiosi: l'allora presidente del club partenopeo, [...] Corrado Ferlaino, chiese al suo collega, Luciano Conti, se Savoldi fosse in vendita. Il Napoli era alla disperata ricerca di un attaccante capace di garantire una quindicina di gol all'anno; le frontiere erano chiuse, bomber così erano merce rarissima e chi li aveva – cioè gli squadroni – se li tenevano stretti. Conti, che al Bologna teneva, se la cavò sibilando una battuta con le consonanti spesse alla bolognese: «Certo, se mi dai due miliardi!». Una boutade, che cessò di essere tale non appena Ferlaino rispose: «D'accordo».
==''Guerin Sportivo''==
===Citazioni tratte da articoli===
{{cronologico}}
*INTERessante, INTERrogativa, INTERnazionale. O [[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e basta, se preferite: con le sue voglie, le ambizioni, i pruriti e le paure che il suo ruolo di grande squadra e di eterna protagonista le impone ogni anno allo scoccar della stagione.<ref name="biscione">Da ''I giorni del biscione'', ''Guerin Sportivo'' nº 33 (451), 18-23 agosto 1983, pp. 35-37.</ref>
*{{NDR|Sul [[Football Club Internazionale Milano 1983-1984]]}} È l'Inter della nuova sinistra: un'Inter che farebbe felice [[Mario Capanna]]. I suoi tre fuoribordo di gran marca – Coeck, Beccalossi e Muller – hanno tutti il pennello e la trazione sul piede mancino. A Radice e soprattutto al resto della formazione l'impegnativo compito di tenere la barca in linea di navigazione, casomai gettandosi a corpo morto fuori dalle murate come fanno i nuovi eroi di «[[Azzurra (imbarcazione)|Azzurra]]».<ref name="biscione"/>
{{Int|''Brindisi amaro''|''Guerin Sportivo'' nº 26 (444), 29 giugno – 5 luglio 1983, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1982-1983]]}}
*Ci sono voluti quasi undici mesi dall'inizio dell'anno più lungo, perché la Vecchia Signora facesse onore al suo prestigio, alla sua tradizione, alla sua golosità. Ci sono voluti quasi undici mesi, insomma, perché la Juve vincesse qualcosa. La [[Coppa Italia 1982-1983|Coppa Italia]], finita in mani tanto degne, riacquista persino dignità: la sua consegna suggella il risveglio della Bella Addormentata del calcio italiano. Vien quasi da pensare che per la Juve, ovvero per tutti i suoi uomini che costituiscono il nerbo della Nazionale campione del mondo, bisognerebbe studiare ogni anno una proroga del campionato: alla fine del giugno '82, infatti, i bianconeri-azzurri iniziarono la volata che li avrebbe portati al trionfo di Madrid. Alla fine del giugno '83 i bianconeri-azzurri e i loro soci di complemento hanno regalato ai propri tifosi l'unico alloro della stagione. Con grinta, con volontà con determinazione, con cattiveria, con coraggio. Tutte doti che la sbornia mondiale sembrava aver irreversibilmente raso al suolo. La Juve, insomma, ha acciuffato per i capelli e ai limiti del tempo massimo l'ultimo obbiettivo – sarebbe meglio dire l'obbiettivo minimo – che si era prefissa.
*Boniperti – e non fa niente per non farlo capire – ha probabilmente vissuto una delle stagioni più amare da che è presidente: il rammarico è proporzionale a quelli che erano stati i sogni. Vedere la Coppa {{NDR|dei Campioni}}, la «sua» Coppa, a venti metri da lui, sotto quella maledetta tribuna d'onore d'Atene, e poi lasciarla portar via dalle manone di Hrubesch gli ha procurato uno choc che la pur bellissima vittoria contro il Verona non ha potuto lenire. [...] È davvero il caso di dire che il mondo, per Boniperti, s'è fermato il 25 maggio.
*[...] la bella, «voluta», cercata, vittoria in Coppa Italia acuisce – se possibile – il rammarico. Un rammarico che [...] non deve aumentare la severità nei confronti di questa squadra, che ha perso molto ma che, cifre alla mano: 52 partite ufficiali [...] (alle quali potremmo tranquillamente aggiungere anche gli impegni della Nazionale), 93 gol fatti [...], 45 subiti, 28 vittorie, 17 pareggi, appena 7 sconfitte. È sulla carta, un'annata da campioni, persino superiore sul piano statistico a quella dell'ultimo scudetto. Eppure i numeri sono stati mortificati dai fatti. È bastata una sconfitta – pensate, una sola – in tutta la Coppa dei Campioni per fare lo sgambetto a 9 mesi di lavoro. Certo gli albi d'oro c'ignoreranno per sempre, ma quante altre squadre quest'anno, in Europa, hanno ottenuto... una medaglia d'oro e due d'argento?
*[...] se può essere certo che la Coppa Italia non assolve la stagione, è altrettanto vero che la Coppa dei Campioni non la deve «condannare» per forza.
{{Int|''Coq bello''|''Guerin Sportivo'' nº 27 (496), 4-10 luglio 1984, pp. 102-108.|h=4}}
{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1984]]}}
*Se c'è una squadra che meritava di vincere gli «Europei 1984» questa era la Francia. E dunque nessuno si deve scandalizzare o risentire se proprio la Francia – come pronostico, stelle e... malizia suggerivano – si è aggiudicata i «suoi» campionati riproponendo il «latin power» e agguantando finalmente quel primo titolo internazionale che inseguiva da tempi immemorabili. La Francia ha vinto tutte le partite che ha giocato, la Francia ha «divertito» più di altre formazioni, la Francia ha espresso sicuramente le stelle più grandi [...], la Francia ha evidenziato la miglior organizzazione, la Francia – perché no? – ha pure dimostrato di sapere, all'occorrenza, soffrire. E nulla può togliere ai suoi meriti, il fatto di aver disputato una finale forse al di sotto delle possibilità espresse in precedenza: ma se è vero che «Europei» e «Mondiali» si possono vincere «anche» attraverso colpi di fortuna è ancora più vero che, nelle grandi manifestazioni la bravura – alla distanza – «paga» sempre. [...] Le polemiche e le rimostranze di chi è uscito sconfitto non devono togliere nulla a quanto hanno saputo fare i ragazzi di Miguel Hidalgo. Nel campionato dei Grandi Delusi, non sono certo i vincitori a doversi sentire in colpa.
*Certo, la Spagna – finalista occasionale – avrebbe anche potuto fare il miracolo: ma che vittoria «europea» sarebbe stata la sua, se non il frutto di una somma di piccole fortune [...] e di grandi occasioni vissute alla giornata? Allora [...] il Portogallo dovrebbe avere ancor più motivi di rammarico [...]: un po' per quanto è riuscito ad esprimere sul campo (sia a livello collettivo che a livello individuale), un po' perché è stata veramente l'unica antagonista a mettere in difficoltà la Francia, fino a spingerla sul baratro della più clamorosa delle eliminazioni. E in questo senso è anche possibile fare un paragone fra questi «Europei» e i «Mondiali» {{NDR|1982}} vinti dall'Italia: [...] come si disse allora che la «[[Italia-Brasile 3-2|vera finale]]» era stata quella fra gli azzurri e il Brasile, è altrettanto lecito sostenere ora che la partita chiave di questi Campionati è stata [...] quella fra Francia e Portogallo. E i punti di contatto non finiscono qui, visto che la squadra di Cabrita è stata effettivamente la più «brasiliana» – ovvero la più armoniosa – delle formazioni che si sono esibite Oltralpe e la squadra di Hidalgo è stata – fra tutte – la più... italiana (ovvero [...] quella che ha offerto il gioco più redditizio e più piacevole [...]). Se a questo si aggiunge la maglia quasi uguale e l'indubbia affinità di origine latina fra noi e i francesi, vediamo che la vittoria dei «galletti» è una sorta di discorso che continua: quasi una staffetta.
*In quanto al discorso dei centrocampisti goleador bisogna intenderci: [[Michel Platini|Platini]], per esempio, che cosa diavolo è? Un attaccante in incognito o un centrocampista col numero sbagliato?
*Di «Roi Michel» {{NDR|Platini}} ormai è stato davvero scritto tutto. Il fuoriclasse juventino è riuscito persino a calamitare, nei suoi confronti, quella simpatia che in Francia gli era sempre stata preclusa [...]. In questi Campionati ha portato la praticità, la mentalità vincente, persino la malizia imparate in Italia: aggiungendo queste nuove doti al dono della sua classe, ha fatalmente conquistato l'Europa. La sua bravura (unita alla sua fortuna e al suo «tempismo» nel fare i capolavori giusti al momento giusto) ha ovviamente oscurato le altre – poche – vedettes degli «Europei».
===Editoriali===
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Pier Cesare Baretti]]}} Ha insegnato che anche nel calcio possono esistere e coesistere la coerenza e la moralità. Ha insegnato che le parole e i fatti possono coincidere. Ha insegnato che la follia (morale ed economica) è solo un optional canceroso, non una necessità. Ha insegnato che i vivai si possono curare, che i bilanci si possono controllare, che i teppisti si possono combattere, che i giocatori si possono educare. Gli altri parlavano. Lui agiva. E – a volte – soffriva [...]<ref>Da ''Buone vacanze, Pierce!'', ''Guerin Sportivo'' nº 50 (672), 9-15 dicembre 1987, p. 3.</ref>
*Un Diavolo contro cui gli esorcisti del luogo comune e i bigotti della diffidenza a buon mercato non hanno potuto assolutamente nulla. Quello [[Serie A 1987-1988|appena conquistato]] [...] è stato non soltanto lo scudetto della simpatia e del sorriso, ma anche lo scudetto del lavoro, della programmazione e della cultura. A dimostrazione che il calcio non è più una zona franca pronta ad offrire gratuita cittadinanza soltanto alla genialità naïf e ai suoi surrogati più o meno estemporanei: ma un sempre più attendibile spaccato di vita, nel quale cinque più cinque può fare serenamente – e «meritatamente» – dieci: piegando i capricci dell'imprevisto alle ragioni di una gestione sana e intelligente.<ref>Da ''Lo scudetto della simpatia'', ''Guerin Sportivo'' nº 20 (694), 18-24 maggio 1988, p. 5.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è una cosa piacevolmente seria; in cui la parola pronostico non fa mai rima con banalità.<ref>Da ''L'unica certezza? Il Verona'', ''Guerin Sportivo'' nº 12 (787), 21-27 marzo 1990, p. 3.</ref>
{{Int|''Sidney: 2000 buone ragioni''|''Guerin Sportivo'' nº 39 (964), 29 settembre – 5 ottobre 1993, p. 3.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[selezione della città organizzatrice dei Giochi della XXVII Olimpiade]]}}
*[...] stavolta gli 89 dinosauri dell'Olimpic Park non hanno «tagliato» le carte a loro disposizione coi dollari. Hanno semplicemente preferito rendere merito a chi, questo merito, ce l'ha veramente: senza sottintesi, senza «investimenti», senza forzature. Il CIO, non dimentichiamolo, viene da lustri di non sempre sincere scelte «politiche» (Mosca, Los Angeles, Seul e Atlanta: persino Barcellona era stata selezionata con criteri molto meno innocenti di quanto non si volesse pensare), forse si è semplicemente stancato di favorire questo o quel regime, ideologico o economico che sia. Forse ha semplicemente, ma anche coraggiosamente, deciso di aggrapparsi al salvagente del merito e della tranquillità. È vero che la «mano tesa» a Pechino avrebbe potuto rappresentare una potenziale accelerazione verso una più solida e sollecita affermazione dei diritti civili in quel [...] Paese, ma è anche vero che non può essere considerata una colpa il fatto di essere ''già'' in regola nei confronti del mondo: sia sul piano morale che, non dimentichiamolo, su quello sportivo.
*«''Share the spirit''», condividiamo lo spirito olimpico, è stato e sarà lo slogan di Sidney: ed è certo che l'impegno verrà rispettato. «''Un nuovo orizzonte olimpico''» era invece l'elegante motto di Pechino: ma che garanzie ''effettive'' di buona fede avrebbero potuto offrire quei sorridenti e anacronistici burocrati fatalmente più intenzionati a fare del Grande Evento un'occasione di propaganda ripulitrice che non una festa di disincantata ospitalità? Anch'io lo confesso, irrazionalmente ed epidermicamente, avevo tifato per la «diversità» di Pechino: poi ho pensato alla sua ridotta esperienza organizzativa, all{{'}}''attuale'' inesistenza di troppi impianti olimpici, all'incertezza politica che proprio nel 2000 culminerà con i problemi relativi a Taiwan e Hong Kong e ho concluso che i Dinomembri, questa volta, pur agendo con prudenza, hanno semplicemente fatto la scelta migliore e più ''civile''.
*È vero l'[[Australia]] ha già avuto i Giochi nel dopoguerra [...] ma è anche vero che la sua tenacia meritava un premio: dopo essere stata battuta per il 92 (Barcellona su Melbourne) e per il 96 (Atlanta su Brisbane) ha ritrovato il desiderio e la grinta per riprovarci. E ce l'ha fatta. In perfetta linea con la sua filosofia di nazione costruita metro per metro, zolla su zolla, sacrificio su sacrificio. E allora perché negarle questo diritto? Forse per la sua «normalità», per il modesto grado di ''pruderie'' internazionale che la sua candidatura suscitava, per il fatto che la sua industria pesante sforna più trattori e caterpillar che carrarmati? Quella di Sidney è stata una scelta «pura» e come tale va applaudita. Sidney ha l'ottanta per cento dei futuri impianti olimpici già costruiti [...], gode di una situazione climatica ideale; non conosce (al contrario di Pechino) la parola inquinamento; rappresenta una nazione la cui pace razziale e sociale sono un obiettivo raggiunto da sempre. Insomma, per essere una terra fondata... da prostitute e galeotti non si può dire che non abbia fatto discreti progressi.
===''La posta del direttore – rubrica''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1987, sul [[campionato mondiale di calcio 1994]]}} Può essere vero che gli statunitensi e il calcio vadano d'accordo come «la marmellata e i cavoli» ma io credo che sia giusto – da parte di chi ama veramente il foot ball e la sua diffusione – che i cavoli si trasformino in ottimo burro e che il connubio si possa finalmente fare. Il sogno del calcio è – giustamente – troppo «universale» perché possa arenarsi davanti ad una tradizione negativa: e, d'altra parte, la potenzialità sportiva degli Stati Uniti è troppo invitante perché la si ignori con un'alzata di spalle. A me piace sognare questi possibili Mondiali come un'opera di grandissimo missionariato oltre la quale il calcio, finalmente, potrebbe attecchire in quello che – volenti o nolenti – è il più grande Paese di sport nel mondo. [...] L'occasione del '94 potrebbe essere il volano di una conquista senza la quale – diciamolo pure – il calcio mondiale potrebbe continuare a vivere con qualche piccolo complesso: se non di inferiorità quantomeno di non totale appagamento. (''Usa o getta?'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 51 (673), 16-22 dicembre 1987, pp. 40-41.</ref>
*{{NDR|Sul [[Pallone d'oro 1969]]}} [...] la designazione del '69 scatenò parecchi pettegolezzi. I candidati alla vittoria era due italiani: Gigi Riva e Gianni Rivera. Si profilò un testa a testa sul filo della parità e le chiacchiere dell'epoca raccontano che uno dei responsabili del premio – filoriveriano – occultò volontariamente nel proprio cassetto la scheda di un giurato affermando poi che gli era stata consegnata fuori tempo massimo. In quella scheda Riva era al primo posto ed aveva dunque raccolto cinque punti: Rivera non era segnalato. La classifica finale vide Rivera prevalere di quattro punti: se la scheda «nascosta» fosse stata regolarmente spogliata, Riva avrebbe vinto di uno. Fantasia o realtà? Due cose sono certe: il Pallone d'Oro sarebbe finito (e finì) comunque in mani degne; Gigi Riva, da allora, non ha mai più voluto parlare della vicenda. (''Il giallo del «Pallone»'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 42-43.</ref>
*{{NDR|Su [[Alberto Tomba]]}} È vera gloria «nazionale» la sua? O è il frutto di un miracolo agonistico che l'Italia sportiva s'è vista piovere dal cielo? Secondo me è un po' l'uno e un po' l'altro. Il «miracolo» è quello di un esemplare unico letteralmente – e forse immeritatamente – piovuto dal cielo (di Bologna) sulle nostre montagne. Il «merito» – diciamo così – viene invece da quel discreto interesse di massa per lo sci che maturò in Italia quando – guarda un po' – venimmo travolti da un'altra esplosione più o meno meritata, quella di Gustav Thöni. Ecco, Tomba è figlio di Thöni, ovvero di quella frenesia di popolo che [...] spinse tutti i «genitori-cittadini a la page» a mandare i propri rampolli sulla neve e a far usare loro i... calzetthöni, gli scarphöni, i bacchetthöni e i magliöni che il consumismo dell'epoca comandava. E fu proprio da quella frenesia nazional-consumistica che nacque Tomba. Il nostro sport [...] è andato sempre avanti così: fra grandi misteri di uova e galline a cui non è mai stato possibile attribuire una priorità. (''Il medaglismo'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 10 (684), 9-15 marzo 1988, pp. 42-43.</ref>
*{{NDR|Su Alberto Tomba}} [...] il fuoriclasse bolognese [...] non gode affatto di simpatia unanime. Forse è il destino di chi vince troppo e troppo presto, forse non tutti hanno apprezzato la spontaneità del nostro illustre «concittadino», forse certe sue ingenue ma spregiudicate esibizioni extra-settore hanno lasciato un po' perplesso il pubblico più tradizionalista, forse la sua sincerità è stata malinterpretata. [...] Evidentemente il cosiddetto «grande pubblico» non ha digerito globalmente il clamoroso ed invadente effetto-Tomba: ma io continuo a restare dell'opinione che chi vince – chi vince «così», voglio dire! – possa e debba conservare intatto il diritto a galleggiare sopra le critiche più cerebrali. (''Tomba sì, Tomba no'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 15 (689), 13-19 aprile 1988, p. 51.</ref>
*{{NDR|Sull'epilogo della stagione [[Società Sportiva Calcio Napoli 1987-1988|1987-1988]] del Napoli}} Ho il sospetto che ciò che è accaduto sia non tanto il frutto, quanto l'«albero» di un malessere solo fittiziamente mascherato da un'inerzia apparentemente vincente. E che, soprattutto, ciò che è esploso – secondo tanti (ma non secondo me) – in maniera così improvvisa ed imprevedibile sia stato il prodotto di un'incredibile serie non solo di incompatibilità e di incomprensioni, quanto piuttosto di inaccettabili egoismi. Una cosa è certa: che lo spogliatoio del Napoli fosse lacerato da incomunicabilità ormai palesi lo si sapeva da tanto tempo: diciamo pure da un anno abbondante. Era lecito sperare che tutto si sarebbe ricomposto con la flebo dei due punti settimanali? Era lecito pensare che antipatie così palesi si sarebbero sanate con chissà quale colpo di bacchetta magica? Che cosa ha fatto la società per tamponare una falla che si stava facendo voragine (se non rivelare e additare al pubblico ludibrio – fingendo l'esatto contrario – i nomi dei cosiddetti congiuranti)? Che senso di responsabilità e di professionismo hanno dimostrato i giocatori saltando dalla barca quando era già affondata (e salvo dire che – sì, va beh – forse si erano un po' sbagliati)? [...] La realtà è che, in tutta la vicenda si è notata – soprattutto – una clamorosa e collettiva mancanza di buon senso e di coerenza. Quel buon senso e quella coerenza che – per fortuna – almeno i tifosi hanno esibito fino in fondo: pur essendo i più «innocenti», i più increduli e i più traditi. (''Buon senso: chi era costui?'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 21 (695), 25-31 maggio 1988, p. 26-27.</ref>
*[...] non cercate di mettere [[Walter Zenga|Zenga]] in porta. È convinto di essere il più grande centravanti del mondo. (''Portiere sarà lei!'')<ref name="Zenga">''Guerin Sportivo'' nº 30 (754), 26 luglio – 1º agosto 1989, pp. 32-34.</ref>
*A un campione si perdona molto: a Zenga, fuoriclasse cucciolone, va perdonato... qualcosa di più. (''La battuta di Zenga'')<ref name="Zenga"/>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è storicamente refrattario all'«esattezza» delle statistiche e, se vogliamo, buona parte del suo fascino nasce proprio da questo. Dunque ben vengano i «numeri», ma ben vengano soprattutto gli uomini con le loro capacità e le loro bizzarrie. I pronostici [...] sono belli proprio perché possono essere sbagliati: il giorno in cui accadrà il contrario, ovvero quando un computer potrà autorevolmente sostituirsi al fascino di un campionato mi chiedo a quali santi potranno appellarsi la nostra passione e la nostra fantasia. (''La vulnerabilità dei numeri'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 45 (769), 8-14 novembre 1989, p. 4-5.</ref>
==''Facebook.com – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Riferito a [[Greta Thunberg]]}} Non posso dire che questa ragazzina mi stia simpatica, anzi - ad essere sincero - mi inquieta parecchio. E credo sia certamente malizioso, ma anche legittimo, chiedersi chi è e che cosa ci sia alle sue spalle forse non del tutto disincantate. Ma quando all'Onu afferma con occhi cattivi davanti ai potenti della terra "siete capaci solo di parlare di denaro e di favole di un'eterna crescita economica", aggiungendo "stanno crollando interi ecosistemi: ci state rubando i sogni con le vostre parole vuote" è sinceramente molto, molto difficile darle torto!<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/3250990134940958 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 24 settembre 2019.</ref>
*[[Luis Sepúlveda]], con le parole, ci ha annichilito: qualunque sia stata la forma letteraria nella quale le abbia usate. Era un guerriero con la grazia di un poeta. Profondo, leggero, convincente, umano. Umile e fiero allo stesso tempo. Grintoso e mite. Averlo conosciuto è stato un privilegio. Avergli parlato (in italiano, perché la nostra lingua gli piaceva tantissimo) un dono da conservare in cassaforte. Chi ha capito il suo messaggio sa cosa vuol dire avere il coraggio di volare. Da suo coetaneo, cercherò di ricordarmelo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/3902175756489056 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Chi non lo ama è giusto che sappia e non dimentichi che la vita non gli aveva davvero apparecchiato un percorso di rose e fiori. Ma poi quella stessa vita (che è la sua e che lui certamente può gestire come meglio crede) gli ha restituito molti segni di fortuna, a cominciare - talento calcistico a parte - da una famiglia sana e meravigliosa. Poteva essere un simbolo. Non gli è interessato. Ora che non è più un ragazzino dovrebbe però cercare di capire che si può andare avanti senza cercare sempre e solo delle sterili "vendette". Contro chi, poi?<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/4408911025815524 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 12 agosto 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 2023-2024]]}} Lo scudetto ha cambiato proprietario per la quinta volta consecutiva, come accadeva fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 ('85 Verona, '86 Juventus, '87 Napoli, '88 Milan, '89 Inter, '90 Napoli, '91 Sampdoria: sei squadre in sette anni e poi trittico Milan). Questa volta la sequenza – per ora – è stata: '20 Juventus (alla fine dello storico filotto), '21 Inter, '22 Milan, '23 Napoli, '24 Inter: quattro squadre in cinque anni. Rispetto a 35-40 campionati fa mancano le piccole-grandi outsider e la sensazione è che continueranno a mancare a lungo (a meno che i pianeti non si allineino in maniera perfettissima per il Bologna: vera, straordinaria rivelazione della stagione). Il merito dei nerazzurri è ampio e inconfutabile (certificato dal fatto che la pratica sia stata chiusa con sei giornate d'anticipo): come lo fu quello del Napoli un anno fa. La sensazione è che di tutte le ultime vincitrici l'Inter sia quella che – per continuità, esperienza, guida tecnica, gioco, organico e visione strategica – abbia la possibilità più concreta di mantenersi in quota di volo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0PWC2vJVL27MKqVLzUdJXd6WVrDvKHTByBHtnomavZBHkvJVDaPJfDkfjrre3V5Y6l post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 22 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Sui [[Pinguini Tattici Nucleari]]}} [...] ancora una volta ho toccato con mano il talento genuino e la crescita artistica esponenziale di questi sei ragazzi di Bergamo, esplosi al Festival di Sanremo di quattro anni fa, inchiodati dal Covid proprio nel momento dell'inizio del volo e poi risaliti in quota grazie alla loro tenacia, alla loro passione, alla loro originalità, alla loro bravura, alla loro creatività e alla loro profonda leggerezza. Sono ben poche le band italiane che in questo momento possono riempire i palazzetti [...]: uscendo dal loro concerto provi veramente una sensazione di benessere. Sincero, ammirato e pulito.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0251dvvgLZ51DcapS11F8ZikyfzPyuCptfx1vDrWwL5qy7TBJ9W623zAsoWyRYkmtel post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 28 aprile 2024.</ref>
*Il 30 aprile [...] fu l'ultima volta che vidi Ayrton Senna. Lo salutai nel paddock da pochi metri di distanza: ricambiò con la gentilezza di sempre, scosse la testa quasi per scusarsi, certamente non aveva voglia di parlare. Era già morto Roland Ratzenberger e lui si era appena recato sul punto dell'incidente: forse per capire, forse per pregare. La cosa lo aveva segnato in maniera enorme, facendolo entrare in quel loop di tormenti che accompagnarono le sue ultime 24 ore di vita. [...] Il primo maggio ero in diretta per l'ultima puntata della prima edizione di "Quelli che il calcio": lo scudetto era già stato vinto dal Milan [...]. Aria di festa [...]: da ultimo giorno di scuola. Noi su Rai 3, il [[Gran Premio di San Marino 1994|Gran Premio di Imola (San Marino)]] su Rai 2. Io ovviamente stavo seguendo tutto su uno dei miei tanti monitor che avevo davanti. Quando Mario Poltronieri chiuse la sua telecronaca, la nostra rimase l'unica trasmissione sportiva in onda. Ero già stato informato che l'elicottero che si era alzato dall'autodromo per andare all'Ospedale Maggiore aveva trasportato un corpo intatto, ma senza vita. Mi venne chiesto di dire una bugia. Chiudemmo alle 17,30. Alle 18,40 la dottoressa Maria Teresa Fiandri, primario del reparto di Rianimazione, annunciò non senza emozione la sua morte. E quel punto, assieme allo sgomento, nacque la leggenda: alla quale è inutile – nemmeno oggi – aggiungere parole superflue.<ref name="Senna">Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid02jBahzcyZ2EG35oC2BTx4DSdyRhBJ7Yf4CTLhPuetCaVQk4jSvtXoX4wL5WAL71qil post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 30 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} Ci conoscevamo [...] da quando ci ritrovammo ospiti nello studio televisivo di un'emittente bolognese dove si scambiavano opinioni oltre che col conduttore, Nando Macchiavelli, anche al telefono con i telespettatori. Eravamo tre ospiti. Io ero... il più famoso, perché conducevo il "Processo del lunedì", lui (accompagnato dal suo fraterno e leale amico, il fotografo Angelo Orsi) era noto solo al pubblico degli appassionati e infatti non ricevette neanche una telefonata e se ne stette in disparte per tutta la puntata: il terzo era un bravo collega che si occupava del Bologna e che venne preso a (innocente) bersaglio da chi era arrabbiato per il fatto che la squadra fosse in Serie C. Alla fine della trasmissione Ayrton venne da me, e non avendo capito bene chi io fossi, mi chiese se poteva stringermi la mano. Orsi sghignazzando mi diede una pacca e mi disse (giustamente): "Fra poco tempo sarai tu a chiedergli l'autografo". Una scena surreale della quale in effetti, pochi anni dopo, io e Ayrton, campione del mondo, sorridemmo dietro le quinte della consegna dei "Caschi d'Oro".<ref name="Senna"/>
*{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}} Solo rabbia e dolore, mai sopiti. [...] vissi quella tragedia momento per momento. Vidi il sangue, la disperazione e gli occhi sbarrati verso il cielo. E purtroppo ne dovetti scrivere. Provo ribrezzo – e non riesco a trovare un'altra espressione – per chi ne parla (e addirittura ne specula) senza cuore.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid02hFx2kgDFcCJezv4ZSj8So1eRxxAmCPDuwgwBMC6CjJJv8rQE7ULwkVW5oqAm3UvRl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 29 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Marco Lucchinelli]]}} Al netto di tanti sbagli e di tante scelte mal riuscite, uno dei più grandi piloti di motociclismo di tutti i tempi. E in più, per quanto mi riguarda, un ragazzo a cui ho sempre voluto bene: senza sentire la necessità di puntargli il dito contro, di giudicare: ma prendendolo per quello che è con la sua ruvida bontà, con le sue fragilità, con i suoi errori.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0itmH5Q1KeK1Vue5NNdymuZJVnEdKq1JJgg9RvocdUkbeeaSgJAHEsYr5SM6LLVKVl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 26 giugno 2024.</ref>
{{Int|[https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/4151066374933325/ 16 giugno 2020]|''facebook.com''.}}
*[...] chi l'ha vista ne ricorda ancora le sensazioni indelebili: mentre chi non l'ha vista, se non nei filmati, probabilmente ha capito (ma non del tutto) che notte trascorremmo quella notte. Perché [[Partita del secolo|Italia-Germania]], è giusto rammentarlo, finì alle due abbondantemente passate. Ed è raccapricciante ricordare che, in caso di pareggio sul 3 a 3, si sarebbe tirata la monetina. Altro che algoritmi!
*A quel match sono stati dati tanti significati. Il più importante, secondo me, al di là del valore sportivo, è che segnò agli occhi del mondo il culmine di un riscatto umano, sociale e persino politico di un Paese che era stato in ginocchio fino a qualche lustro prima e che anche nelle gioie e nella coesione dello sport aveva ritrovato la sua strada. Da [[Rivalità Bartali-Coppi|Coppi e Bartali]], via via fino agli eroi contadini delle prime due Olimpiadi del dopoguerra, poi la bellissima sbornia dei [[Giochi della XVII Olimpiade|Giochi di Roma]], per finire col [...] titolo europeo nel calcio nel [[Campionato europeo di calcio 1968|1968]]: quel calcio che a livello di Nazionale ci aveva visto iniziare da campioni del Mondo in carica gli anni 50 e che, per vent'anni, ci aveva riservato solo bastonate. Quei ragazzi che ci fecero sognare in Messico erano tutti "figli della guerra”: dai più vecchi (Puia e Burgnich del '38 e del '39) ai più giovani (Niccolai, Gori, Prati e Furino, tutti del '46). Si chiamavo Tarcisio, Comunardo, Angelo, Ugo, Giuseppe, Dino, Giacinto. Venivano da famiglie modestissime: quelle che si erano rimboccate le maniche per dar loro da mangiare e per farli crescere in un Paese migliore. E loro avevano ringraziato così: regalandoci un sorriso e sputando l'anima finché avevano potuto.
*La partita andò come andò: in un crescendo di emozioni [...] a cui contribuirono prodezze e svarioni, terzini fuori posto che andarono a far gol e svolazzi difensivi. Eppure alle due di notte di quel mercoledì, ormai giovedì, di un'estate già calda, l'Italia si ritrovò tutta "desta" come da spartito. Il gol decisivo di Rivera [...] suscitò, dalle finestre spalancate, il primo boato in mondovisione della nostra storia. Si riempirono spontaneamente le piazze: molti tirarono l'alba e andarono direttamente a lavorare. Il resto lo fece la china del tempo: e così quella palla di neve azzurra diventò prima una slavina, poi una valanga e poi un mito. Forse sovradimensionato (in fondo era solo una “semifinale” di un Mondiale [...]), forse preterintenzionale, probabilmente atteso e "necessario". Di certo, indimenticabile.
*Io ero davanti alla tv con mio padre. Ricordo che ci abbracciammo: cosa non usuale per una generazione non esattamente cresciuta a smancerie. [...] Sì, forse fu davvero la mia partita del secolo.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bartoletti, Marino}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Danyele
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Marino Bartoletti con due suoi libri.jpg|thumb|Marino Bartoletti (2021)]]
'''Marino Bartoletti''' (1949 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Marino Bartoletti==
*Lasciando perdere le passioni, se la [[Juventus Football Club|Juventus]] sta bene il calcio italiano sta bene.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=99587 Marino Bartoletti fa infuriare gli interisti: "Se la Juventus sta bene, il calcio italiano sta bene"]'', ''tuttojuve.com'', 22 giugno 2012.</ref>
*Una cosa da dire a [[Morgan (cantante)|Morgan]], che è una persona che stimo, di cantare di più e di parlare di meno, perché ogni volta che parla e fa delle interviste fa dei danni a se stesso; è un grande artista, digli di prendere un pianoforte e fare quello che sa fare. Io ho conosciuto Morgan [...], ed è un ragazzo di una sensibilità e di un'intelligenza superiore, oltre che un grande talento artistico. Fermatelo, impeditegli di fare quelle interviste che gli fanno del male! Veramente, non lo deve più fare.<ref>Dal programma televisivo ''Se... a casa di Paola'', Rai 1, 25 gennaio 2011; [http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2011-01-25&ch=1&v=47473&vd=2011-01-25&vc=1 disponibile] su ''rai.tv''. {{collegamento interrotto}}</ref>
*{{NDR|«Due parole sulle scomparsa del [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]]...»}} Verona aveva regalato al calcio italiano il quinto derby e quello era stato, più che una favola, un vero miracolo. Ma come tutti i miracoli evidentemente non era destinato a durare.<ref>Dall'intervista di Francesco Arioli, ''[https://www.larena.it/argomenti/sport/hellas-verona/marino-bartoletti-su-crisi-hellas-servirebbe-il-caterpillar-elkjaer-1.9737991 Marino Bartoletti: «La crisi dell'Hellas? Servirebbe ancora il caterpillar Elkjaer»]'', ''larena.it'', 17 novembre 2022.</ref>
==''Calcio 2000''==
===Editoriali===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1998]]}} Gloria e invidia alla Nazionale francese rasa al suolo, non dimentichiamolo, dalla qualificazione disastrosamente mancata a Usa '94 e sapientemente rigenerata in un quadriennio: onore ai suoi (pochi) galletti indigeni, ai suoi armeni, ai suoi africani, ai suoi centro e sudamericani, ai suoi polinesiani, al suo mosaico veramente e ammirevolmente "mondiale" [...]<ref>Da ''Da Baggio a Baggio, via Parigi'', ''Calcio 2000'' nº 8 (11), agosto – settembre 1998, p. 5.</ref>
*Chi ama il calcio non può non amare una squadra-simbolo come la [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] [...]. La Fiorentina ha cavalcato con troppa modestia, rispetto ai suoi meriti e all'importanza di ciò che rappresenta, i lustri del football italiano. Non c'è decennio che non abbia assistito a un suo guizzo, non c'è momento di svolta epocale che l'abbia trovata impreparata. Ha avuto al suo servizio geni della panchina e della scrivania (due nomi per tutti, Bernardini e Allodi); ha schierato, fra i tanti, due dei campioni più puri della storia del calcio italiano (Antognoni e Baggio). Eppure ha raccolto sempre meno rispetto ai suoi meriti [...]<ref>Da ''L'antidoto viola'', ''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, p. 5.</ref>
*Si può amare o non amare Roma, ma la si deve rispettare: per quello che è stata nella storia del mondo e per quello che di fondamentale rappresenta nella storia d'Italia. Si può amare o non amare la [[Sport a Roma|Roma sportiva]], ma la si deve ammirare: per quello che – a volte contro se stessa – è comunque riuscita a conquistare, sfidando potentati economici dall'appeal evidentemente più forte dei presunti potentati politici.<ref>Da ''Bisogna saper vincere'', ''Calcio 2000'' nº 2 (27), febbraio 2000, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sul [[razzismo nel calcio]]}} Rimedi? Cominciamo dai presidenti [...]. Il giocattolo è – soprattutto – nelle loro mani? Ebbene, lo difendano da [...] uomini [...], non da pataccari arricchiti e codardi. Alla prima occasione in cui [...] una curva [...] si macchiasse delle consuete e vigliacche volgarità verso gli avversari di colore, afferrino quei microfoni con cui tanto si gingillano quando vogliono fare i pavoni e intimino ai "loro" tifosi di tacere [...]. Passerebbero alla storia per maturità e civiltà: e soprattutto "scavalcherebbero" con l'esempio l'incapacità di chi dovrebbe governare questa piaga sia a livello politico che [...] sportivo. E non si fermino qui. Come? Smettendo [...] di accettare il ricatto di quei quattro [...] trogloditi che pretenderebbero di [...] pilotare le scelte dei club affermando la loro insofferenza verso i giocatori di colore. I tifosi della Lazio fischiano gli avversari neri? Ebbene, Cragnotti comperi due-tre bei talenti color ebano e kriptonizzi così nella maniera più pratica e spiazzante quei selvaggi [...]. E lo stesso faccia Pastorello [...]. Alcuni suoi supporters straccioni non gradiscono gli uomini neri? Ebbene, lui che ha scoperto gli Asprilla e valorizzato i Thuram, faccia appello alla sua competenza calcistica e... cromatica e rimpolpi il suo [...] Verona di qualche talento così colorato da far scappare (e magari anche vergognare) i contestatori. [...] La multirazzialità non è solo un dato di fatto, ma un motivo di orgoglio su cui fondare – perché no – anche la nostra crescita sportiva. [...] Sbrighiamoci ad accettarla e ad amarla: intanto perché lo sport deve essere un volano di civiltà. E poi perché fra poco più di una generazione, i "buuu" degli stadi italiani potrebbero... toccare ai bianchi. Tanto vale cominciare ad andare d'accordo fin da adesso, no?<ref>Da ''Presidenti, investite negli angeli neri'', ''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 2001-2002]]}} Dopo trenta (30!) campionati, quasi sempre di duelli, raramente di monologhi, il discorso-scudetto torna a riguardare finalmente e contemporaneamente tre squadre: e che squadre! Una di Milano, una di Roma, una di Torino, rappresentanti dunque delle capitali riconosciute del nostro pallone. [...] Nelle ultime due stagioni avevo "difeso", anzi esaltato [...] l'imprescindibile importanza della crescita di Roma calcistica: teorizzando il dogma che il boom di un movimento sportivo di un Paese non possa prescindere da una presenza vincente della sua Capitale politica. Raggiunto questo obiettivo, [...] altrettanto decisivo deve essere il bradisismo successivo: e cioè l'orgoglioso ritorno di fiamma di quelle piazze storiche che l'exploit romano aveva momentaneamente fatto passare in secondo piano. E allora bentornate Torino e Milano [...]. Ma [...] c'è anche qualcosa di più. Perché alla perfezione del triangolo trainante, si sono aggiunti due ulteriori e preziosi elementi di conforto: l'esplosione [...] del Chievo, gioia delle nostre rivincite di pulizia morale ed economica, e l'impennata del vecchio Bologna, alfiere di quelle fondamentali piazze "storiche" che un certo tipo di "progresso" avrebbe voluto far passare in secondo piano. Lo scenario non è mai stato così perfetto. Chi vincerà "questo" campionato, potrà vantarsene – se possibile – un pochino di più.<ref name="Tre">Da ''Quando la volata a tre fa bene al calcio italiano'', ''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 5.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1972-1973]]}} [...] solo all'ultimissima giornata – una giornata appassionante e indimenticabile (sia per i vinti che per i vincitori) – tutto si risolse in una clamorosa volata sul filo. [...] le tre società coinvolte erano una di Milano ([...] il Milan, che subì la beffa più atroce, perdendo un titolo praticamente già vinto: e sarebbe stato quello della stella [...]), una di Roma (la Lazio, che avrebbe trionfato nella stagione successiva) e la Juventus (sempre lei [...]). Fu, quel campionato, l'ideale passo d'addio di una generazione che aveva garantito al nostro calcio risultati fondamentali per il suo rilancio (il titolo europeo del '68 e la finale mondiale del '70) e che sarebbe poi naufragata "ufficialmente" di lì a dodici mesi ai Mondiali di Germania; ma fu anche il primo mattoncino verso il boom successivo, quello della "modernità", quello dell'emancipazione da schemi – sportivi e mentali – che avevano esaurito il loro corso e che, una volta rigenerati, avrebbero portato alla prepotente rinascita del Mondiale del '78 e al trionfo di quello successivo.<ref name="Tre"/>
{{Int|''Ora forse la Juve ha capito...''|''Calcio 2000'' nº 6 (31), giugno 2000, p. 5.|h=4}}
*Il vecchio Papa non ce l'ha raccontata giusta: il terzo, vero mistero di Fatima nascondeva l'apocalittica conclusione dello [[Serie A 1999-2000|scudetto del Giubileo]]. [...] e non parlo tanto delle angosciose bizzarrie dell'ultima, interminabile giornata quanto degli sconquassi che l'avevano preceduta. Una cosa è certa: l'esito sportivo di questo campionato è stato di gran lunga superiore al contorno malato nel quale si è svolto. Nessuno ha rubato nulla: caso mai qualcuno ha gettato via qualcosa. E se Dio vuole, il risultato del campo – esaltante per la Lazio, bruciante per la Juventus – ha incenerito tutto quello che di esplosivo e di spregevole era stato vomitato prima dell'atto decisivo. [...] Per fortuna, ai primi due posti sono salire due squadre, due Società che meritavano egualmente di vincere e che solo una crudele inezia ha preteso di mettere in fila. [...] ha vinto [..] la Lazio e io voglio ringraziare la Juve, i suoi giocatori, il suo tecnico per la prova di valore professionale e di senso di responsabilità che hanno offerto fino all'ultimo minuto dell'ultima crudele domenica.
*Non pensavo [...] che la [[Juventus Football Club 1999-2000|Vecchia Signora]] avrebbe vinto il campionato: c'era la Lazio [...]. Ma non pensavo neppure che la Juventus sarebbe arrivata così in alto, finendo evidentemente col pagare negli ultimi turni un peccato di moderna ingordigia che vado a spiegare. Quale è stata la ragione principale che ha fatto la differenza fra le due grandi protagoniste? Fatalmente la stagione più "lunga" (più lunga di quasi due mesi) affrontata dalla Juve con un organico meno imponente rispetto a quello avversario. E perché la Juve ha fatto questo sacrificio che alla fine, come si è visto, le è costato lo scudetto? Solo per avidità: per non disertare – invece di trarre vantaggio dalla forzata assenza dalle Coppe – quella vetrina europea che è la prima "cassaforte" della ricchezza del calcio di oggi. Le sono rimasti i soldi: ma ha tagliato il traguardo con la stessa freschezza di Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra.
*Personalmente sono felice che lo scudetto sia finito a Roma [...]. Perché era giusto che il calcio italiano uscisse da una "monotonia" probabilmente legittima, ma pericolosa e ripetitiva. E soprattutto perché non ci è finito per caso, ma alla fine di un percorso imprenditoriale impeccabile. [...] Alla Lazio, al suo grandissimo presidente, al suo straordinario tecnico va la gloria di uno scudetto che era maturo da parecchio tempo e che era stato corteggiato e "costruito" con straordinaria e determinata professionalità.
===''Dialoghi – rubrica''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sull'introduzione del sorteggio integrale degli arbitri nel campionato di [[Serie A 1998-1999]]}} Ritengo il sorteggio arbitrale un'autentica vergogna per chi l'ha chiesto, per chi lo ha applicato e per chi lo subirà (cioè gli stessi arbitri, il pubblico e i giocatori). Debbono vergognarsi i dirigenti e i giornalisti per averlo invocato istericamente [...]; devono vergognarsi gli arbitri per averlo accettato. È assurdo che una "macchina" iperprofessionalizzata come quella del calcio italiano debba essere affidata al caso e benedetta dalla "serietà" di un bussolotto: allora perché non sorteggiare anche i magistrati, o i direttori di giornali, o i medici che ci dovrebbero operare? Allora perché – restando in ambito calcistico – non sorteggiare gli allenatori e gli stessi giocatori che andranno in campo? Vuoi mettere la trasparenza! Solo una cosa mi fa già ridere, pur nella pena assoluta della vicenda: con chi se la prenderanno d'ora in poi al primo "torto" arbitrale i presidenti, i tecnici, i lamentisti di professione? Forse con la fortuna? Oh, credo proprio che al primo mugugno la Vecchia Mignotta bendata, abituata a ben altro, si farà crasse e spernacchianti risate. E che la volta successiva [...] farà uscire dall'urna un arbitro ancora più scarso, una svista ancor più clamorosa e una burla ancora più crudele. Meraviglioso! (''Il sorteggio arbitrale? Una vergogna'')<ref>''Calcio 2000 Speciale Estate'', supplemento al nº 8 (11), agosto – settembre 1998, pp. 12-13.</ref>
*[...] sulla teoria che si possa [[Tifo (sport)|amare]] solo la squadra della propria città: mio nonno che era... di Predappio (dunque non di Roma, né di Brescia, né di Catania), per chi avrebbe dovuto fare il tifo [...]? Io trovo molto bello e molto giusto, invece, che – ferma restando una passione primogenita per chi eventualmente possa rappresentare la propria terra – la Toscana sia piena di Inter Club, la Romagna di Juventus Club e così via. Visto che l'abbiamo fatta, questa Italia, proviamo a viverla con un po' più di maturità! (''L'arroganza delle grandi squadre'')<ref>''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, pp. 10-11.</ref>
*[...] per me [[Lucio Battisti|Lucio]] era "morto" [...] quando aveva esaurito la sua leggendaria carica artistica (quello degli Anni 80 e 90 era stato un Battisti minore, quasi "dannoso" alla sua stessa leggenda); ma, nello stesso tempo, era ed è vivo adesso. Come Elvis Presley, come John Lennon, come tutti quei campioni in grado di rinnovare in ogni momento le emozioni che mi hanno sempre saputo dare. (''Quel campione che si chiamava Lucio'')<ref>''Calcio 2000'' nº 10 (13), novembre 1998, pp. 11-12.</ref>
*L'[[Nazionale militare di calcio dell'Italia|Italia]], nel dopoguerra, è stata otto volte Campione del Mondo Militare: lungi da me ogni nostalgia "guerriera" o demagogica, ma indubbiamente quelle selezioni – così estemporaneamente composte da campioni e da semisconosciuti, uniti solo dalla gioia di giocare insieme a pallone – avevano sempre rappresentato correttamente, nei vari decenni, uno spirito sportivo unificante e formativo. Ai "campioni" [...] in fondo si chiedeva solo il piccolo sacrificio della partecipazione a un torneo con la maglia azzurra e le stellette: in cambio si concedeva loro la possibilità di esprimere senza altri "disturbi" la propria affermata e ben remunerata professionalità. Era un compromesso bonario e accettabile che [...] faceva contenti tutti e anzi regalava un pizzico di sano spirito "tricolore" anche a ragazzi che parevano attratti da ben altre prospettive e da ben altri lustrini. [...] Purtroppo questa rappresentativa [...] è destinata ad estinguersi [...]. Il resto lo farà il (giusto) piano di riorganizzazione delle Forze Armate. Peccato: in fondo non era un delitto sentirsi italiani anche così. (''Quanti bellissimi ricordi quel calcio con le stellette'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 8.</ref>
*A volte c'è quasi il sospetto che l'ebrezza da straniero abbia compromesso anche nelle società più solide quel buon senso che indubbiamente sembrava più radicato quando le scelte erano contingentate. Si è insomma passati dalla perfezione di coppie e di trittici storicamente impeccabili (Platini-Boniek, Gullit-Rijkaard-Van Basten, Matthäus-Brehme-Klinsmann, ecc) a bestialità a vastissimo raggio geografico nelle quali [...] si è trovato posto per portieri brasiliani, per play maker turchi, per difensori egiziani e per una fauna oltreoceanica molto spesso di pessima qualità. Purtroppo, al di là dei risvolti psicologici, c'è anche un'altra giustificazione che è davvero poco nobile: a questo traffico di carne umana non sono estranee alchimie commerciali e amministrative a volte molto squallide (collusioni con procuratori senza scrupoli, "aggiustamenti" di bilanci sgangherati, interessi privati di qualche dirigente, ecc). Tanto, come si dice, alla fine paga lo sportivo: sempre lui... (''Con che criterio si scelgono gli stranieri?'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (52), aprile 2002, p. 12.</ref>
*[...] Berlusconi prima di diventare presidente del Milan (squadra della quale si è sempre dichiarato tifoso) voleva... diventare presidente dell'Inter. [...] Tutto accadde agli inizi degli anni '80, quando l'allora emergente ma già affermato (e ricco) Cavaliere, annusò e intuì le potenzialità di due "giocattolini" coi quali non si era ancora cimentato ad alto livello, ma nei quali si sarebbe dimostrato maestro: la televisione (la piccola "Telemilano" stava per diventare "Canale Cinque") e il calcio. Il detonatore della Grande Tentazione fu il cosiddetto "Mundialito" di San Siro organizzato dall'Inter di Fraizzoli e per il quale venne richiesta un'alleanza televisiva con l'emergente network di Berlusconi. Questi capì benissimo l'effetto volano dell'operazione e vi ci si tuffò da par suo con uomini, mezzi e entusiasmo. In questo intreccio di antenne e palloni accadde che il vecchio Fraizzoli, appagato e anche un po' stanco della sua stagione nerazzurra, cominciò a coltivare l'idea di cedere la Società: e trovò in Berlusconi [...] un interlocutore ben più che interessato. E Berlusconi sarebbe diventato "interista" [...] se Fraizzoli non avesse tentennato prima e non ci avesse ripensato poi. Salvo poi ri-ripensarci un paio d'anni dopo quando [...] vendette [...] a Ernesto Pellegrini. A quel punto Berlusconi si concentrò sul Milan disastrato da Farina e iniziò la leggenda [...]. Ma la storia [...] sarebbe potuta essere molto, ma molto diversa. Forse persino la Storia con la "S" maiuscola. (''La coerenza calcistica e la vera storia del Berlusconi "interista"'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, pp. 8-9.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Agnelli]]}} Non posso dire di averlo conosciuto bene: ricordo però che è stata una delle due persone (l'altra fu Enzo Ferrari) davanti alle quali mi sono tremati i polsi. E non per timidezza: ma per rispetto e ammirazione. Spero che la Juventus non dimentichi mai la sua lezione – quella sì – di classe e di amore per lo sport nei suoi significati più profondi e condivisibili. (''Gianni Agnelli: ben oltre la passione del pallone'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 9.</ref>
*In quanto ai grandi sponsor tabagisti che dire? La loro fine è già stata decretata e il piacere di veder sparire quei nomi orribili e portatori di morte dalle [[Livree degli sponsor in Formula 1|livree delle macchine di Formula Uno]] è di gran lunga superiore alla tentazione della gratitudine per aver "salvato" questa disciplina negli anni più difficili. Quanti cadaveri è costato (e non parlo certo delle piste) un titolo mondiale della Ferrari targata Marlboro o di una Williams targata Rothmans? (''Il fumo fa sempre male: soprattutto allo sport'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 10.</ref>
*Su "[[Quelli che il calcio|Quelli che...]]" non ho voglia di aggiungere altro: se penso che esattamente dieci anni fa mi battevo – riuscendoci – perché nascesse e se vedo in che mani è finita (cioè di quella che qualcuno ha definito [[Simona Ventura|la più sopravvalutata e volgare valletta]] della televisione italiana), quasi quasi mi pento di quello che ho fatto. Ma è inutile tornare sull'argomento: d'altra parte i milioni di telespettatori che l'hanno abbandonata sono la prova più concreta del suo declino e la risposta più efficace al disprezzo con cui pretenderebbe di trattare il racconto calcistico. (''Quelli che apprezzano i buoni libri di tecnica'')<ref>''Calcio 2000'' nº 4 (64), aprile 2003, p. 14.</ref>
{{Int|''Il calcio della tradizione e quello dei sogni''|''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, pp. 16-18.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} Effettivamente certe "arlecchinate" che appaiono oggi sui campi di gioco offendono il buon gusto prima ancora della tradizione. Ma una corretta evoluzione cromatica (oltreché, naturalmente, di materiali) è assolutamente imprescindibile sia nel rispetto dei nuovi mezzi di "osservazione" (tv, ecc), che di una ricerca applicata a tutti i settori, alla quale non possiamo ragionevolmente sottrarci. E poi [...] questa mutazione ci fa affezionare ancora di più alle immagini e ai piccoli feticci del nostro passato. Quelle sono e quelle rimarranno per sempre: nella storia e nella nostra memoria. Ce lo vedresti, con tutto il rispetto, Paramatti con la stessa maglia bianconera n. 3 un po' stretta di Cabrini? O Serena con la divisa di Picchi? Cristallizziamo quelle sagome e quei ricordi e teniamoli cari nel nostro cuore. Credimi: stanno meglio lì.
*Sinceramente credo che il numero personalizzato (e quindi il nome sulla schiena) appartengano all'ala "utile" del progresso applicato al calcio. E poi, per quanto insaporita di un velo di retorica, la possibilità di ritirare la maglia di un grande campione credo che possa essere uno dei piccoli vantaggi di questa moda: uno di quei vantaggi che quelli "come noi" non possono non apprezzare.
*{{NDR|Sulla [[UEFA Champions League]]}} [...] non è più una competizione di "Campioni", ma una licitazione commerciale fra squadre non sempre meritorie; [...] temo che sia la subdola testa di ponte per introdurre quel Campionato d'Europa che potrebbe essere la tomba del calcio che amiamo.
*[...] ho molte perplessità sul "[[Calciomercato|mercato aperto]]", ma – fatti salvi il buon senso e qualche paletto ben preciso – non mi scandalizza più di tanto. Mi scandalizza, questo sì, che possa venir interpretato come un esame di riparazione perenne delle incapacità di chi pensa che con gli acquisti di dicembre o di gennaio si possa rimediare le cappelle di settembre. Ma è un discorso che va oltre il calcio: il permissivismo, la "tolleranza", la superficialità non sono mai buoni compagni dell'intelligenza e della serietà. Quando ero un ragazzo sapevo che potevo permettermi un "long playing" (3.000 lire) ogni due mesi: è difficilmente sbagliavo la (meditatissima) scelta, se no i soldi chi me li ridava? Ora gli adolescenti "consumano" anche due-tre CD a settimana: quelli che non piacciono si buttano. Gli altri li paga papà: ma così non si cresce mai, oppure si diventa... dirigenti calcistici.
===''Il pallone racconta – rubrica''===
{{cronologico}}
{{Int|''Coppa delle Fiere, figlia della ricostruzione''|''Calcio 2000'' nº 4 (29), aprile 2000, pp. 21-22.|h=4}}
*La "Coppa Internazionale delle città di fiere industriali" [...], meglio conosciuta come [[Coppa delle Fiere]], è la progenitrice della Coppa Uefa. Nacque nel 1955, ma il suo ideatore, lo svizzero Ernst B. Thommen, vicepresidente della Fifa, ne aveva elaborato il progetto sin dal 1950, per poi venire costretto dalla mancanza di un valido supporto organizzativo a tenerlo a lungo nel cassetto. Thommen aveva pensato a una competizione a invito, cui partecipassero selezioni miste di club delle città ammesse. L'obiettivo era tra l'altro la raccolta di fondi per il rilancio economico delle grandi città, prostrate dalla guerra. Il piano Marshall di aiuti statunitensi all'Europa prevedeva l'allestimento di fiere campionarie internazionali per favorire l'influenza del mercato a stelle strisce e neutralizzare quella sovietica. La nuova competizione avrebbe dovuto inserirsi nel meccanismo [...]. Il calcio andava crescendo anche sul piano istituzionale in quegli anni febbrili e nel 1954, con la nascita dell'Uefa [...], il progetto tornò d'attualità. Mentre [...] l'iniziativa privata portava avanti nella freddezza generale l'idea della Coppa dei Campioni, Thommen propose che la sua Coppa [...] rappresentasse il trofeo "ufficiale" dell'Uefa, ergendosi a contraltare della competizione continentale dei privati. Ma il nuovo organismo sembrava refrattario a mettere in piedi nuove manifestazioni. Thommen si rivolse allora alla propria istituzione, la Fifa, il cui presidente, sir Stanley Rous, avallò l'iniziativa, allestendo un comitato organizzativo con sede a Basilea. Anche in questo caso l'Uefa restava fuori.
*Il progetto originario prevedeva che la competizione si svolgesse a invito [...]. La macchina però faticò a mettersi in moto. [...] solo in alcuni casi (come Londra e Zagabria) in quella prima edizione giocarono selezioni cittadine. Negli altri, la rivalità tra i club rese necessaria la partecipazione di singole squadre. Il Milan disputava la Coppa dei Campioni e allora fu l'Inter la prima squadra iscritta alla neonata Coppa delle Fiere. L'altro grande problema fu dato dal collegamento con le manifestazioni fieristiche. Si era stabilito [...] che le partite si giocassero preferibilmente in occasione delle Fiere, diluendo ogni edizione in una durata pluriennale [...]. Alla prova dei fatti il progetto si rivelò macchinoso e di scarsissima presa. La durata così rarefatta nel tempo toglieva ogni interesse alla competizione e fu un mezzo miracolo che quella prima edizione, partita nel 1955, riuscisse a toccare il porto nel 1958 [...]. Vennero apportati dei correttivi, stabilendo che la seconda non sarebbe durata più di due anni. Al termine del biennio, nel 1960, il Barcellona fece il bis. Si stabilì a quel punto che ogni edizione non dovesse superare l'arco di una sola stagione e la partecipazione prese quota.
*Man mano cadevano i capisaldi del progetto iniziale. Il collegamento con le Fiere divenne sempre più labile, complice l'esclusione delle squadre già impegnate in Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe. [...] Siamo alla fine degli anni Sessanta. Le richieste di partecipazione sono sempre più numerose, difficile il lavoro del comitato chiamato a vagliarle. Indispensabile allora pensare alla fissazione di criteri precisi per disciplinare l'ingresso nella competizione. Fu allora che molto opportunamente l'organizzazione passò all'Uefa. La confederazione europea decise innanzitutto di attribuire il trofeo in via definitiva, in una sfida tra la squadra detentrice (il Leeds United [...]) e quella che aveva vinto il maggior numero di edizioni (il Barcellona [...]). La "finale delle finali" fu giocata il 26 maggio 1971 a Barcellona e vide i blaugrana di casa prevalere per 2-1 [...]. Dalla stagione successiva [...] avrebbe lasciato il posto alla Coppa Uefa [...], competizione ufficiale della confederazione europea, riservata alle squadre di vertice non detentrici né del titolo nazionale né della Coppa dei relativi Paesi.
{{Int|''L'avo di Bogdani che piaceva alla Signora''|''Calcio 2000'' nº 8 (33), agosto 2000, p. 22.|h=4}}
*Non è morto ricco, [[Riza Lushta]], ma anzi povero e dimenticato dal mondo del calcio, come spesso capita alle vecchie glorie il cui ricordo ingiallisce nella memoria dei tifosi. Ma, almeno in Italia, aveva vissuto alla grande una breve stagione della sua vita, la stagione del pallone e dei calci alla sfortuna e alla cattiva sorte.
*Era nato [...] nella terra [...] del Kosovo. La famiglia era ben presto emigrata a Tirana e quando il talento per il calcio emise i primi vagiti venne tesserato dallo Sportul Tirana. Agile e secco, dribbling e tiro come calcio comanda, gli bastò poco per imporsi nel campionato albanese, di cui divenne in breve la stella, il migliore. Quando nel 1939 l'[[Invasione italiana dell'Albania|occupazione lampo]] decisa dal Regime fascista fece dell'Albania una provincia dell'Italia, i migliori calciatori del Paese entrarono nel mirino dei club italiani. Nell'estate di quell'anno, il Bari giocò un'amichevole con lo Sportul, rimanendo [...] impressionato da quella punta mancina e scattante e lo ingaggiò. Gli inizi non furono facili: [...] appena 3 gol. Uno di questi, però, pesò in modo decisivo sulla carriera di Lushta. Lo segnò alla Juventus, nell'ambito di una partita giocata alla grande, che convinse i dirigenti bianconeri ad acquistarlo [...]. E nelle successive tre stagioni, dal 1940 al 1943, gli ultimi tre campionati mentre già infuriava la guerra, Riza Lushta si dimostrò all'altezza della situazione, dando spesso grandi soddisfazioni ai tifosi, in un crescendo molto promettente [...]. Qui la sfortuna si prese la rivincita, visto che l'interruzione bellica ne fermò l'ascesa tra i migliori attaccanti del campionato, quando veniva considerato ormai secondo solo al grande Piola.
*Nel 1954 andò a spremere gli ultimi frutti agonistici in Francia [...], dopodiché chiuse definitivamente col calcio. [...] si tagliò ogni ponte alle spalle ed emigrò negli Stati Uniti, dove lavorò come operaio ascensorista. La nostalgia per l'Italia tuttavia era grande, e lo convinse a tornare alla fine degli anni Sessanta. Si stabilì a Torino: aveva il passaporto statunitense e la pensione minima del Paese a stelle e strisce (una miseria), ma soprattutto contava ancora molti amici dei bei tempi e una famiglia di tifosi che lo ospitò per vent'anni [...]. Visse anni sereni, per parecchio tempo seguendo il calcio direttamente (rammentava con gratitudine che la Juventus non si era dimenticata di lui e finché la salute glielo aveva permesso aveva sempre trovato in sede un biglietto per la partita). Il 4 febbraio 1997 andò a schiacciare un pisolino dopo pranzo e non si svegliò più. [...] Al suo funerale, qualche vecchio compagno della Juve e pochi amici. Se ne era andato il più grande giocatore albanese di ogni epoca.
{{Int|''Beppe Savoldi, un uomo chiamato gol''|''Calcio 2000'' nº 3 (39), marzo 2001, p. 24.|h=4}}
*[[Giuseppe Savoldi]] è stato uno dei grandi cannonieri del campionato italiano, pur non rientrando nella categoria dei fuoriclasse. Era uno di quegli "animali da gol" che possono infischiarsene della raffinatezza del tocco o dell'abilità nel dribbling stretto, tanto sono in grado di metterla dentro, in ogni circostanza di partita, grazie a un istinto superiore.
*Inutile chiedergli ricami spettacolari o vistose partecipazioni alla manovra. Però bastava che in una partita bloccata un pallone vagante piovesse in area per vederlo salire in cielo a colpire di testa (la sua specialità) o inventare improvvise conclusioni al volo a mezz'altezza che incenerivano i portieri. La pratica giovanile del basket gli aveva costruito un'elevazione straordinaria: nonostante non superasse l'1,75 di altezza, la sua testa riccioluta riusciva ad arrivare più in alto delle braccia protese del portiere. Ed era pressoché indistruttibile: le sue assenze in carriera si contavano sulle dita di una mano.
*Il 1975 fu il suo anno magico. In [[Serie A 1975-1976|estate]] fu protagonista dell'affare dell'anno, l'ingaggio da parte del Napoli a una cifra iperbolica. La vicenda tra l'altro aveva aspetti curiosi: l'allora presidente del club partenopeo, [...] Corrado Ferlaino, chiese al suo collega, Luciano Conti, se Savoldi fosse in vendita. Il Napoli era alla disperata ricerca di un attaccante capace di garantire una quindicina di gol all'anno; le frontiere erano chiuse, bomber così erano merce rarissima e chi li aveva – cioè gli squadroni – se li tenevano stretti. Conti, che al Bologna teneva, se la cavò sibilando una battuta con le consonanti spesse alla bolognese: «Certo, se mi dai due miliardi!». Una boutade, che cessò di essere tale non appena Ferlaino rispose: «D'accordo».
==''Guerin Sportivo''==
===Citazioni tratte da articoli===
{{cronologico}}
*INTERessante, INTERrogativa, INTERnazionale. O [[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e basta, se preferite: con le sue voglie, le ambizioni, i pruriti e le paure che il suo ruolo di grande squadra e di eterna protagonista le impone ogni anno allo scoccar della stagione.<ref name="biscione">Da ''I giorni del biscione'', ''Guerin Sportivo'' nº 33 (451), 18-23 agosto 1983, pp. 35-37.</ref>
*{{NDR|Sul [[Football Club Internazionale Milano 1983-1984]]}} È l'Inter della nuova sinistra: un'Inter che farebbe felice [[Mario Capanna]]. I suoi tre fuoribordo di gran marca – Coeck, Beccalossi e Muller – hanno tutti il pennello e la trazione sul piede mancino. A Radice e soprattutto al resto della formazione l'impegnativo compito di tenere la barca in linea di navigazione, casomai gettandosi a corpo morto fuori dalle murate come fanno i nuovi eroi di «[[Azzurra (imbarcazione)|Azzurra]]».<ref name="biscione"/>
{{Int|''Brindisi amaro''|''Guerin Sportivo'' nº 26 (444), 29 giugno – 5 luglio 1983, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1982-1983]]}}
*Ci sono voluti quasi undici mesi dall'inizio dell'anno più lungo, perché la Vecchia Signora facesse onore al suo prestigio, alla sua tradizione, alla sua golosità. Ci sono voluti quasi undici mesi, insomma, perché la Juve vincesse qualcosa. La [[Coppa Italia 1982-1983|Coppa Italia]], finita in mani tanto degne, riacquista persino dignità: la sua consegna suggella il risveglio della Bella Addormentata del calcio italiano. Vien quasi da pensare che per la Juve, ovvero per tutti i suoi uomini che costituiscono il nerbo della Nazionale campione del mondo, bisognerebbe studiare ogni anno una proroga del campionato: alla fine del giugno '82, infatti, i bianconeri-azzurri iniziarono la volata che li avrebbe portati al trionfo di Madrid. Alla fine del giugno '83 i bianconeri-azzurri e i loro soci di complemento hanno regalato ai propri tifosi l'unico alloro della stagione. Con grinta, con volontà con determinazione, con cattiveria, con coraggio. Tutte doti che la sbornia mondiale sembrava aver irreversibilmente raso al suolo. La Juve, insomma, ha acciuffato per i capelli e ai limiti del tempo massimo l'ultimo obbiettivo – sarebbe meglio dire l'obbiettivo minimo – che si era prefissa.
*Boniperti – e non fa niente per non farlo capire – ha probabilmente vissuto una delle stagioni più amare da che è presidente: il rammarico è proporzionale a quelli che erano stati i sogni. Vedere la Coppa {{NDR|dei Campioni}}, la «sua» Coppa, a venti metri da lui, sotto quella maledetta tribuna d'onore d'Atene, e poi lasciarla portar via dalle manone di Hrubesch gli ha procurato uno choc che la pur bellissima vittoria contro il Verona non ha potuto lenire. [...] È davvero il caso di dire che il mondo, per Boniperti, s'è fermato il 25 maggio.
*[...] la bella, «voluta», cercata, vittoria in Coppa Italia acuisce – se possibile – il rammarico. Un rammarico che [...] non deve aumentare la severità nei confronti di questa squadra, che ha perso molto ma che, cifre alla mano: 52 partite ufficiali [...] (alle quali potremmo tranquillamente aggiungere anche gli impegni della Nazionale), 93 gol fatti [...], 45 subiti, 28 vittorie, 17 pareggi, appena 7 sconfitte. È sulla carta, un'annata da campioni, persino superiore sul piano statistico a quella dell'ultimo scudetto. Eppure i numeri sono stati mortificati dai fatti. È bastata una sconfitta – pensate, una sola – in tutta la Coppa dei Campioni per fare lo sgambetto a 9 mesi di lavoro. Certo gli albi d'oro c'ignoreranno per sempre, ma quante altre squadre quest'anno, in Europa, hanno ottenuto... una medaglia d'oro e due d'argento?
*[...] se può essere certo che la Coppa Italia non assolve la stagione, è altrettanto vero che la Coppa dei Campioni non la deve «condannare» per forza.
{{Int|''Coq bello''|''Guerin Sportivo'' nº 27 (496), 4-10 luglio 1984, pp. 102-108.|h=4}}
{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1984]]}}
*Se c'è una squadra che meritava di vincere gli «Europei 1984» questa era la Francia. E dunque nessuno si deve scandalizzare o risentire se proprio la Francia – come pronostico, stelle e... malizia suggerivano – si è aggiudicata i «suoi» campionati riproponendo il «latin power» e agguantando finalmente quel primo titolo internazionale che inseguiva da tempi immemorabili. La Francia ha vinto tutte le partite che ha giocato, la Francia ha «divertito» più di altre formazioni, la Francia ha espresso sicuramente le stelle più grandi [...], la Francia ha evidenziato la miglior organizzazione, la Francia – perché no? – ha pure dimostrato di sapere, all'occorrenza, soffrire. E nulla può togliere ai suoi meriti, il fatto di aver disputato una finale forse al di sotto delle possibilità espresse in precedenza: ma se è vero che «Europei» e «Mondiali» si possono vincere «anche» attraverso colpi di fortuna è ancora più vero che, nelle grandi manifestazioni la bravura – alla distanza – «paga» sempre. [...] Le polemiche e le rimostranze di chi è uscito sconfitto non devono togliere nulla a quanto hanno saputo fare i ragazzi di Miguel Hidalgo. Nel campionato dei Grandi Delusi, non sono certo i vincitori a doversi sentire in colpa.
*Certo, la Spagna – finalista occasionale – avrebbe anche potuto fare il miracolo: ma che vittoria «europea» sarebbe stata la sua, se non il frutto di una somma di piccole fortune [...] e di grandi occasioni vissute alla giornata? Allora [...] il Portogallo dovrebbe avere ancor più motivi di rammarico [...]: un po' per quanto è riuscito ad esprimere sul campo (sia a livello collettivo che a livello individuale), un po' perché è stata veramente l'unica antagonista a mettere in difficoltà la Francia, fino a spingerla sul baratro della più clamorosa delle eliminazioni. E in questo senso è anche possibile fare un paragone fra questi «Europei» e i «Mondiali» {{NDR|1982}} vinti dall'Italia: [...] come si disse allora che la «[[Italia-Brasile 3-2|vera finale]]» era stata quella fra gli azzurri e il Brasile, è altrettanto lecito sostenere ora che la partita chiave di questi Campionati è stata [...] quella fra Francia e Portogallo. E i punti di contatto non finiscono qui, visto che la squadra di Cabrita è stata effettivamente la più «brasiliana» – ovvero la più armoniosa – delle formazioni che si sono esibite Oltralpe e la squadra di Hidalgo è stata – fra tutte – la più... italiana (ovvero [...] quella che ha offerto il gioco più redditizio e più piacevole [...]). Se a questo si aggiunge la maglia quasi uguale e l'indubbia affinità di origine latina fra noi e i francesi, vediamo che la vittoria dei «galletti» è una sorta di discorso che continua: quasi una staffetta.
*In quanto al discorso dei centrocampisti goleador bisogna intenderci: [[Michel Platini|Platini]], per esempio, che cosa diavolo è? Un attaccante in incognito o un centrocampista col numero sbagliato?
*Di «Roi Michel» {{NDR|Platini}} ormai è stato davvero scritto tutto. Il fuoriclasse juventino è riuscito persino a calamitare, nei suoi confronti, quella simpatia che in Francia gli era sempre stata preclusa [...]. In questi Campionati ha portato la praticità, la mentalità vincente, persino la malizia imparate in Italia: aggiungendo queste nuove doti al dono della sua classe, ha fatalmente conquistato l'Europa. La sua bravura (unita alla sua fortuna e al suo «tempismo» nel fare i capolavori giusti al momento giusto) ha ovviamente oscurato le altre – poche – vedettes degli «Europei».
===Editoriali===
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Pier Cesare Baretti]]}} Ha insegnato che anche nel calcio possono esistere e coesistere la coerenza e la moralità. Ha insegnato che le parole e i fatti possono coincidere. Ha insegnato che la follia (morale ed economica) è solo un optional canceroso, non una necessità. Ha insegnato che i vivai si possono curare, che i bilanci si possono controllare, che i teppisti si possono combattere, che i giocatori si possono educare. Gli altri parlavano. Lui agiva. E – a volte – soffriva [...]<ref>Da ''Buone vacanze, Pierce!'', ''Guerin Sportivo'' nº 50 (672), 9-15 dicembre 1987, p. 3.</ref>
*Un Diavolo contro cui gli esorcisti del luogo comune e i bigotti della diffidenza a buon mercato non hanno potuto assolutamente nulla. Quello [[Serie A 1987-1988|appena conquistato]] [...] è stato non soltanto lo scudetto della simpatia e del sorriso, ma anche lo scudetto del lavoro, della programmazione e della cultura. A dimostrazione che il calcio non è più una zona franca pronta ad offrire gratuita cittadinanza soltanto alla genialità naïf e ai suoi surrogati più o meno estemporanei: ma un sempre più attendibile spaccato di vita, nel quale cinque più cinque può fare serenamente – e «meritatamente» – dieci: piegando i capricci dell'imprevisto alle ragioni di una gestione sana e intelligente.<ref>Da ''Lo scudetto della simpatia'', ''Guerin Sportivo'' nº 20 (694), 18-24 maggio 1988, p. 5.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è una cosa piacevolmente seria; in cui la parola pronostico non fa mai rima con banalità.<ref>Da ''L'unica certezza? Il Verona'', ''Guerin Sportivo'' nº 12 (787), 21-27 marzo 1990, p. 3.</ref>
{{Int|''Sidney: 2000 buone ragioni''|''Guerin Sportivo'' nº 39 (964), 29 settembre – 5 ottobre 1993, p. 3.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[selezione della città organizzatrice dei Giochi della XXVII Olimpiade]]}}
*[...] stavolta gli 89 dinosauri dell'Olimpic Park non hanno «tagliato» le carte a loro disposizione coi dollari. Hanno semplicemente preferito rendere merito a chi, questo merito, ce l'ha veramente: senza sottintesi, senza «investimenti», senza forzature. Il CIO, non dimentichiamolo, viene da lustri di non sempre sincere scelte «politiche» (Mosca, Los Angeles, Seul e Atlanta: persino Barcellona era stata selezionata con criteri molto meno innocenti di quanto non si volesse pensare), forse si è semplicemente stancato di favorire questo o quel regime, ideologico o economico che sia. Forse ha semplicemente, ma anche coraggiosamente, deciso di aggrapparsi al salvagente del merito e della tranquillità. È vero che la «mano tesa» a Pechino avrebbe potuto rappresentare una potenziale accelerazione verso una più solida e sollecita affermazione dei diritti civili in quel [...] Paese, ma è anche vero che non può essere considerata una colpa il fatto di essere ''già'' in regola nei confronti del mondo: sia sul piano morale che, non dimentichiamolo, su quello sportivo.
*«''Share the spirit''», condividiamo lo spirito olimpico, è stato e sarà lo slogan di Sidney: ed è certo che l'impegno verrà rispettato. «''Un nuovo orizzonte olimpico''» era invece l'elegante motto di Pechino: ma che garanzie ''effettive'' di buona fede avrebbero potuto offrire quei sorridenti e anacronistici burocrati fatalmente più intenzionati a fare del Grande Evento un'occasione di propaganda ripulitrice che non una festa di disincantata ospitalità? Anch'io lo confesso, irrazionalmente ed epidermicamente, avevo tifato per la «diversità» di Pechino: poi ho pensato alla sua ridotta esperienza organizzativa, all{{'}}''attuale'' inesistenza di troppi impianti olimpici, all'incertezza politica che proprio nel 2000 culminerà con i problemi relativi a Taiwan e Hong Kong e ho concluso che i Dinomembri, questa volta, pur agendo con prudenza, hanno semplicemente fatto la scelta migliore e più ''civile''.
*È vero l'[[Australia]] ha già avuto i Giochi nel dopoguerra [...] ma è anche vero che la sua tenacia meritava un premio: dopo essere stata battuta per il 92 (Barcellona su Melbourne) e per il 96 (Atlanta su Brisbane) ha ritrovato il desiderio e la grinta per riprovarci. E ce l'ha fatta. In perfetta linea con la sua filosofia di nazione costruita metro per metro, zolla su zolla, sacrificio su sacrificio. E allora perché negarle questo diritto? Forse per la sua «normalità», per il modesto grado di ''pruderie'' internazionale che la sua candidatura suscitava, per il fatto che la sua industria pesante sforna più trattori e caterpillar che carrarmati? Quella di Sidney è stata una scelta «pura» e come tale va applaudita. Sidney ha l'ottanta per cento dei futuri impianti olimpici già costruiti [...], gode di una situazione climatica ideale; non conosce (al contrario di Pechino) la parola inquinamento; rappresenta una nazione la cui pace razziale e sociale sono un obiettivo raggiunto da sempre. Insomma, per essere una terra fondata... da prostitute e galeotti non si può dire che non abbia fatto discreti progressi.
===''La posta del direttore – rubrica''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 1987, sul [[campionato mondiale di calcio 1994]]}} Può essere vero che gli statunitensi e il calcio vadano d'accordo come «la marmellata e i cavoli» ma io credo che sia giusto – da parte di chi ama veramente il foot ball e la sua diffusione – che i cavoli si trasformino in ottimo burro e che il connubio si possa finalmente fare. Il sogno del calcio è – giustamente – troppo «universale» perché possa arenarsi davanti ad una tradizione negativa: e, d'altra parte, la potenzialità sportiva degli Stati Uniti è troppo invitante perché la si ignori con un'alzata di spalle. A me piace sognare questi possibili Mondiali come un'opera di grandissimo missionariato oltre la quale il calcio, finalmente, potrebbe attecchire in quello che – volenti o nolenti – è il più grande Paese di sport nel mondo. [...] L'occasione del '94 potrebbe essere il volano di una conquista senza la quale – diciamolo pure – il calcio mondiale potrebbe continuare a vivere con qualche piccolo complesso: se non di inferiorità quantomeno di non totale appagamento. (''Usa o getta?'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 51 (673), 16-22 dicembre 1987, pp. 40-41.</ref>
*{{NDR|Sul [[Pallone d'oro 1969]]}} [...] la designazione del '69 scatenò parecchi pettegolezzi. I candidati alla vittoria era due italiani: Gigi Riva e Gianni Rivera. Si profilò un testa a testa sul filo della parità e le chiacchiere dell'epoca raccontano che uno dei responsabili del premio – filoriveriano – occultò volontariamente nel proprio cassetto la scheda di un giurato affermando poi che gli era stata consegnata fuori tempo massimo. In quella scheda Riva era al primo posto ed aveva dunque raccolto cinque punti: Rivera non era segnalato. La classifica finale vide Rivera prevalere di quattro punti: se la scheda «nascosta» fosse stata regolarmente spogliata, Riva avrebbe vinto di uno. Fantasia o realtà? Due cose sono certe: il Pallone d'Oro sarebbe finito (e finì) comunque in mani degne; Gigi Riva, da allora, non ha mai più voluto parlare della vicenda. (''Il giallo del «Pallone»'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 42-43.</ref>
*{{NDR|Su [[Alberto Tomba]]}} È vera gloria «nazionale» la sua? O è il frutto di un miracolo agonistico che l'Italia sportiva s'è vista piovere dal cielo? Secondo me è un po' l'uno e un po' l'altro. Il «miracolo» è quello di un esemplare unico letteralmente – e forse immeritatamente – piovuto dal cielo (di Bologna) sulle nostre montagne. Il «merito» – diciamo così – viene invece da quel discreto interesse di massa per lo sci che maturò in Italia quando – guarda un po' – venimmo travolti da un'altra esplosione più o meno meritata, quella di Gustav Thöni. Ecco, Tomba è figlio di Thöni, ovvero di quella frenesia di popolo che [...] spinse tutti i «genitori-cittadini a la page» a mandare i propri rampolli sulla neve e a far usare loro i... calzetthöni, gli scarphöni, i bacchetthöni e i magliöni che il consumismo dell'epoca comandava. E fu proprio da quella frenesia nazional-consumistica che nacque Tomba. Il nostro sport [...] è andato sempre avanti così: fra grandi misteri di uova e galline a cui non è mai stato possibile attribuire una priorità. (''Il medaglismo'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 10 (684), 9-15 marzo 1988, pp. 42-43.</ref>
*{{NDR|Su Alberto Tomba}} [...] il fuoriclasse bolognese [...] non gode affatto di simpatia unanime. Forse è il destino di chi vince troppo e troppo presto, forse non tutti hanno apprezzato la spontaneità del nostro illustre «concittadino», forse certe sue ingenue ma spregiudicate esibizioni extra-settore hanno lasciato un po' perplesso il pubblico più tradizionalista, forse la sua sincerità è stata malinterpretata. [...] Evidentemente il cosiddetto «grande pubblico» non ha digerito globalmente il clamoroso ed invadente effetto-Tomba: ma io continuo a restare dell'opinione che chi vince – chi vince «così», voglio dire! – possa e debba conservare intatto il diritto a galleggiare sopra le critiche più cerebrali. (''Tomba sì, Tomba no'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 15 (689), 13-19 aprile 1988, p. 51.</ref>
*{{NDR|Sull'epilogo della stagione [[Società Sportiva Calcio Napoli 1987-1988|1987-1988]] del Napoli}} Ho il sospetto che ciò che è accaduto sia non tanto il frutto, quanto l'«albero» di un malessere solo fittiziamente mascherato da un'inerzia apparentemente vincente. E che, soprattutto, ciò che è esploso – secondo tanti (ma non secondo me) – in maniera così improvvisa ed imprevedibile sia stato il prodotto di un'incredibile serie non solo di incompatibilità e di incomprensioni, quanto piuttosto di inaccettabili egoismi. Una cosa è certa: che lo spogliatoio del Napoli fosse lacerato da incomunicabilità ormai palesi lo si sapeva da tanto tempo: diciamo pure da un anno abbondante. Era lecito sperare che tutto si sarebbe ricomposto con la flebo dei due punti settimanali? Era lecito pensare che antipatie così palesi si sarebbero sanate con chissà quale colpo di bacchetta magica? Che cosa ha fatto la società per tamponare una falla che si stava facendo voragine (se non rivelare e additare al pubblico ludibrio – fingendo l'esatto contrario – i nomi dei cosiddetti congiuranti)? Che senso di responsabilità e di professionismo hanno dimostrato i giocatori saltando dalla barca quando era già affondata (e salvo dire che – sì, va beh – forse si erano un po' sbagliati)? [...] La realtà è che, in tutta la vicenda si è notata – soprattutto – una clamorosa e collettiva mancanza di buon senso e di coerenza. Quel buon senso e quella coerenza che – per fortuna – almeno i tifosi hanno esibito fino in fondo: pur essendo i più «innocenti», i più increduli e i più traditi. (''Buon senso: chi era costui?'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 21 (695), 25-31 maggio 1988, p. 26-27.</ref>
*[...] non cercate di mettere [[Walter Zenga|Zenga]] in porta. È convinto di essere il più grande centravanti del mondo. (''Portiere sarà lei!'')<ref name="Zenga">''Guerin Sportivo'' nº 30 (754), 26 luglio – 1º agosto 1989, pp. 32-34.</ref>
*A un campione si perdona molto: a Zenga, fuoriclasse cucciolone, va perdonato... qualcosa di più. (''La battuta di Zenga'')<ref name="Zenga"/>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è storicamente refrattario all'«esattezza» delle statistiche e, se vogliamo, buona parte del suo fascino nasce proprio da questo. Dunque ben vengano i «numeri», ma ben vengano soprattutto gli uomini con le loro capacità e le loro bizzarrie. I pronostici [...] sono belli proprio perché possono essere sbagliati: il giorno in cui accadrà il contrario, ovvero quando un computer potrà autorevolmente sostituirsi al fascino di un campionato mi chiedo a quali santi potranno appellarsi la nostra passione e la nostra fantasia. (''La vulnerabilità dei numeri'')<ref>''Guerin Sportivo'' nº 45 (769), 8-14 novembre 1989, p. 4-5.</ref>
==''Facebook – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Riferito a [[Greta Thunberg]]}} Non posso dire che questa ragazzina mi stia simpatica, anzi - ad essere sincero - mi inquieta parecchio. E credo sia certamente malizioso, ma anche legittimo, chiedersi chi è e che cosa ci sia alle sue spalle forse non del tutto disincantate. Ma quando all'Onu afferma con occhi cattivi davanti ai potenti della terra "siete capaci solo di parlare di denaro e di favole di un'eterna crescita economica", aggiungendo "stanno crollando interi ecosistemi: ci state rubando i sogni con le vostre parole vuote" è sinceramente molto, molto difficile darle torto!<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/3250990134940958 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 24 settembre 2019.</ref>
*[[Luis Sepúlveda]], con le parole, ci ha annichilito: qualunque sia stata la forma letteraria nella quale le abbia usate. Era un guerriero con la grazia di un poeta. Profondo, leggero, convincente, umano. Umile e fiero allo stesso tempo. Grintoso e mite. Averlo conosciuto è stato un privilegio. Avergli parlato (in italiano, perché la nostra lingua gli piaceva tantissimo) un dono da conservare in cassaforte. Chi ha capito il suo messaggio sa cosa vuol dire avere il coraggio di volare. Da suo coetaneo, cercherò di ricordarmelo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/3902175756489056 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Chi non lo ama è giusto che sappia e non dimentichi che la vita non gli aveva davvero apparecchiato un percorso di rose e fiori. Ma poi quella stessa vita (che è la sua e che lui certamente può gestire come meglio crede) gli ha restituito molti segni di fortuna, a cominciare - talento calcistico a parte - da una famiglia sana e meravigliosa. Poteva essere un simbolo. Non gli è interessato. Ora che non è più un ragazzino dovrebbe però cercare di capire che si può andare avanti senza cercare sempre e solo delle sterili "vendette". Contro chi, poi?<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/4408911025815524 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 12 agosto 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 2023-2024]]}} Lo scudetto ha cambiato proprietario per la quinta volta consecutiva, come accadeva fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 ('85 Verona, '86 Juventus, '87 Napoli, '88 Milan, '89 Inter, '90 Napoli, '91 Sampdoria: sei squadre in sette anni e poi trittico Milan). Questa volta la sequenza – per ora – è stata: '20 Juventus (alla fine dello storico filotto), '21 Inter, '22 Milan, '23 Napoli, '24 Inter: quattro squadre in cinque anni. Rispetto a 35-40 campionati fa mancano le piccole-grandi outsider e la sensazione è che continueranno a mancare a lungo (a meno che i pianeti non si allineino in maniera perfettissima per il Bologna: vera, straordinaria rivelazione della stagione). Il merito dei nerazzurri è ampio e inconfutabile (certificato dal fatto che la pratica sia stata chiusa con sei giornate d'anticipo): come lo fu quello del Napoli un anno fa. La sensazione è che di tutte le ultime vincitrici l'Inter sia quella che – per continuità, esperienza, guida tecnica, gioco, organico e visione strategica – abbia la possibilità più concreta di mantenersi in quota di volo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0PWC2vJVL27MKqVLzUdJXd6WVrDvKHTByBHtnomavZBHkvJVDaPJfDkfjrre3V5Y6l post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 22 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Sui [[Pinguini Tattici Nucleari]]}} [...] ancora una volta ho toccato con mano il talento genuino e la crescita artistica esponenziale di questi sei ragazzi di Bergamo, esplosi al Festival di Sanremo di quattro anni fa, inchiodati dal Covid proprio nel momento dell'inizio del volo e poi risaliti in quota grazie alla loro tenacia, alla loro passione, alla loro originalità, alla loro bravura, alla loro creatività e alla loro profonda leggerezza. Sono ben poche le band italiane che in questo momento possono riempire i palazzetti [...]: uscendo dal loro concerto provi veramente una sensazione di benessere. Sincero, ammirato e pulito.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0251dvvgLZ51DcapS11F8ZikyfzPyuCptfx1vDrWwL5qy7TBJ9W623zAsoWyRYkmtel post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 28 aprile 2024.</ref>
*Il 30 aprile [...] fu l'ultima volta che vidi Ayrton Senna. Lo salutai nel paddock da pochi metri di distanza: ricambiò con la gentilezza di sempre, scosse la testa quasi per scusarsi, certamente non aveva voglia di parlare. Era già morto Roland Ratzenberger e lui si era appena recato sul punto dell'incidente: forse per capire, forse per pregare. La cosa lo aveva segnato in maniera enorme, facendolo entrare in quel loop di tormenti che accompagnarono le sue ultime 24 ore di vita. [...] Il primo maggio ero in diretta per l'ultima puntata della prima edizione di "Quelli che il calcio": lo scudetto era già stato vinto dal Milan [...]. Aria di festa [...]: da ultimo giorno di scuola. Noi su Rai 3, il [[Gran Premio di San Marino 1994|Gran Premio di Imola (San Marino)]] su Rai 2. Io ovviamente stavo seguendo tutto su uno dei miei tanti monitor che avevo davanti. Quando Mario Poltronieri chiuse la sua telecronaca, la nostra rimase l'unica trasmissione sportiva in onda. Ero già stato informato che l'elicottero che si era alzato dall'autodromo per andare all'Ospedale Maggiore aveva trasportato un corpo intatto, ma senza vita. Mi venne chiesto di dire una bugia. Chiudemmo alle 17,30. Alle 18,40 la dottoressa Maria Teresa Fiandri, primario del reparto di Rianimazione, annunciò non senza emozione la sua morte. E quel punto, assieme allo sgomento, nacque la leggenda: alla quale è inutile – nemmeno oggi – aggiungere parole superflue.<ref name="Senna">Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid02jBahzcyZ2EG35oC2BTx4DSdyRhBJ7Yf4CTLhPuetCaVQk4jSvtXoX4wL5WAL71qil post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 30 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} Ci conoscevamo [...] da quando ci ritrovammo ospiti nello studio televisivo di un'emittente bolognese dove si scambiavano opinioni oltre che col conduttore, Nando Macchiavelli, anche al telefono con i telespettatori. Eravamo tre ospiti. Io ero... il più famoso, perché conducevo il "Processo del lunedì", lui (accompagnato dal suo fraterno e leale amico, il fotografo Angelo Orsi) era noto solo al pubblico degli appassionati e infatti non ricevette neanche una telefonata e se ne stette in disparte per tutta la puntata: il terzo era un bravo collega che si occupava del Bologna e che venne preso a (innocente) bersaglio da chi era arrabbiato per il fatto che la squadra fosse in Serie C. Alla fine della trasmissione Ayrton venne da me, e non avendo capito bene chi io fossi, mi chiese se poteva stringermi la mano. Orsi sghignazzando mi diede una pacca e mi disse (giustamente): "Fra poco tempo sarai tu a chiedergli l'autografo". Una scena surreale della quale in effetti, pochi anni dopo, io e Ayrton, campione del mondo, sorridemmo dietro le quinte della consegna dei "Caschi d'Oro".<ref name="Senna"/>
*{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}} Solo rabbia e dolore, mai sopiti. [...] vissi quella tragedia momento per momento. Vidi il sangue, la disperazione e gli occhi sbarrati verso il cielo. E purtroppo ne dovetti scrivere. Provo ribrezzo – e non riesco a trovare un'altra espressione – per chi ne parla (e addirittura ne specula) senza cuore.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid02hFx2kgDFcCJezv4ZSj8So1eRxxAmCPDuwgwBMC6CjJJv8rQE7ULwkVW5oqAm3UvRl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 29 maggio 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Marco Lucchinelli]]}} Al netto di tanti sbagli e di tante scelte mal riuscite, uno dei più grandi piloti di motociclismo di tutti i tempi. E in più, per quanto mi riguarda, un ragazzo a cui ho sempre voluto bene: senza sentire la necessità di puntargli il dito contro, di giudicare: ma prendendolo per quello che è con la sua ruvida bontà, con le sue fragilità, con i suoi errori.<ref>Da un [https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/pfbid0itmH5Q1KeK1Vue5NNdymuZJVnEdKq1JJgg9RvocdUkbeeaSgJAHEsYr5SM6LLVKVl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 26 giugno 2024.</ref>
{{Int|[https://www.facebook.com/bartolettimarino/posts/4151066374933325/ 16 giugno 2020]|''facebook.com''.}}
*[...] chi l'ha vista ne ricorda ancora le sensazioni indelebili: mentre chi non l'ha vista, se non nei filmati, probabilmente ha capito (ma non del tutto) che notte trascorremmo quella notte. Perché [[Partita del secolo|Italia-Germania]], è giusto rammentarlo, finì alle due abbondantemente passate. Ed è raccapricciante ricordare che, in caso di pareggio sul 3 a 3, si sarebbe tirata la monetina. Altro che algoritmi!
*A quel match sono stati dati tanti significati. Il più importante, secondo me, al di là del valore sportivo, è che segnò agli occhi del mondo il culmine di un riscatto umano, sociale e persino politico di un Paese che era stato in ginocchio fino a qualche lustro prima e che anche nelle gioie e nella coesione dello sport aveva ritrovato la sua strada. Da [[Rivalità Bartali-Coppi|Coppi e Bartali]], via via fino agli eroi contadini delle prime due Olimpiadi del dopoguerra, poi la bellissima sbornia dei [[Giochi della XVII Olimpiade|Giochi di Roma]], per finire col [...] titolo europeo nel calcio nel [[Campionato europeo di calcio 1968|1968]]: quel calcio che a livello di Nazionale ci aveva visto iniziare da campioni del Mondo in carica gli anni 50 e che, per vent'anni, ci aveva riservato solo bastonate. Quei ragazzi che ci fecero sognare in Messico erano tutti "figli della guerra”: dai più vecchi (Puia e Burgnich del '38 e del '39) ai più giovani (Niccolai, Gori, Prati e Furino, tutti del '46). Si chiamavo Tarcisio, Comunardo, Angelo, Ugo, Giuseppe, Dino, Giacinto. Venivano da famiglie modestissime: quelle che si erano rimboccate le maniche per dar loro da mangiare e per farli crescere in un Paese migliore. E loro avevano ringraziato così: regalandoci un sorriso e sputando l'anima finché avevano potuto.
*La partita andò come andò: in un crescendo di emozioni [...] a cui contribuirono prodezze e svarioni, terzini fuori posto che andarono a far gol e svolazzi difensivi. Eppure alle due di notte di quel mercoledì, ormai giovedì, di un'estate già calda, l'Italia si ritrovò tutta "desta" come da spartito. Il gol decisivo di Rivera [...] suscitò, dalle finestre spalancate, il primo boato in mondovisione della nostra storia. Si riempirono spontaneamente le piazze: molti tirarono l'alba e andarono direttamente a lavorare. Il resto lo fece la china del tempo: e così quella palla di neve azzurra diventò prima una slavina, poi una valanga e poi un mito. Forse sovradimensionato (in fondo era solo una “semifinale” di un Mondiale [...]), forse preterintenzionale, probabilmente atteso e "necessario". Di certo, indimenticabile.
*Io ero davanti alla tv con mio padre. Ricordo che ci abbracciammo: cosa non usuale per una generazione non esattamente cresciuta a smancerie. [...] Sì, forse fu davvero la mia partita del secolo.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bartoletti, Marino}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Allenatore
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2026-08-24T00:52:04Z
Danyele
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[[File:Abdullah Mubarak 2011 1.jpg|thumb|upright=1.4|Un allenatore]]
Citazioni sugli '''allenatori'''.
==Citazioni==
*A me piace l'allenatore che lavora sul campo in prima persona. Non mi vanno i tipi [...] che fanno salotto con i dirigenti, mentre i giocatori si allenano con il preparatore. ([[Lajos Détári]])
*All'allenatore in Italia non basta allenare, deve essere un personaggio, deve allenare i giornalisti. Se non allena bene i giornalisti non gli basta allenare bene la sua squadra... ([[Vladimiro Caminiti]])
*Allenare è istruire, preparare, addestrare. ([[Gian Paolo Montali]])
*Allenare più di sedici giocatori mi fa venire il mal di testa. ([[Franco Scoglio]])
*Anni fa la figura del mister era maggiormente rispettata. Anche a livello mediatico molte cose sono cambiate. Tutto è più veloce. Tutto è social. Per quel che mi riguarda cerco sempre di tenermi aggiornato perché, a livello di idee e di concetti, mi sento giovane. Stimo molto quegli allenatori che hanno fatto la gavetta [...]. Le qualità fondamentali che deve avere un allenatore? Competenza e credibilità. ([[Giuseppe Pillon]])
*Ascolti, le voglio dare un consiglio Brian Clough, non importa quanto pensi di essere bravo, intelligente o quanti nuovi amici si fa in televisione, la realtà della vita nel calcio è questa: il presidente è il capo, poi ci sono i consiglieri, poi il segretario, poi i tifosi, poi i giocatori e poi alla fine di tutto in fondo al mucchio l'ultimo degli ultimi, la persona di cui alla fine possiamo tutti fare a meno, il fottuto allenatore! (''[[Il maledetto United]]'')
*Come allenatore ho la responsabilità per quello che si fa in campo ma anche fuori, per questo cerco di conquistarmi il ruolo di leader, per farmi seguire. Si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale. ([[Zdeněk Zeman]])
*Credo che un allenatore migliori ed evolva costantemente anno dopo anno, grazie anche al contatto con gli atleti e i feedback che riceve da loro. Penso poi sia un nostro dovere cercare sempre di evolverci, perché come fanno gli atleti, anche l'allenatore deve provare a migliorare costantemente. ([[Jonne Kähkönen]])
*Da allenatore devi interpretare le caratteristiche tecniche dei giocatori, ma anche caratteriali e fare in modo che questo intreccio diventi funzionale agli obbiettivi. ([[Salvatore Vullo]])
*Da allenatore devi scegliere i progetti, perché non sei solo: alleni e guidi un gruppo di uomini che dipendono da te, ma anche tu dipendi da loro. Hai il dovere di farli rendere al massimo. Insegnando, fissando regole, caricandoli, facendogli sentire l'onore di appartenere al club, ma restando sempre lucido e razionale. Altrimenti non sei un buon tecnico. ([[Siniša Mihajlović]])
*Da giocatore vivi la gioia su te stesso all'interno della squadra, da allenatore la vivi in modo più completo perché sai che dentro quel successo c'è tanto di tuo. Hai messo le tue idee, scelto i giocatori, creato la squadra, un'idea di gioco, lo staff. Sai di aver costruito qualcosa di tuo. Un allenatore ha un grande peso in fase di costruzione, poi durante il gioco la palla passa in mano ai giocatori. Il grande lavoro lo devi fare prima, durante la partita riesci a incidere meno. Esagerando si può dire che l'allenatore conta al 100 per cento nella costruzione, mentre durante la partita se riesci a contare un 20-30 per cento già stai facendo un buon lavoro. ([[Ferdinando De Giorgi]])
*{{NDR|«Il "bravo allenatore" deve adattare le proprie idee al materiale che ha a disposizione oppure deve cercare di insegnare comunque il proprio credo ai giocatori?»}} Deve riuscire in tutte e due le imprese; l'importante è rendersi conto per tempo di quello che realmente è il gruppo e di quello che può dare. Il "bravo allenatore" lo si riconosce dalla velocità con la quale capisce certe sfumature. ([[Emiliano Mondonico]])
*{{NDR|«È facile il mestiere di allenatore?»}} È facile se intendi l'allenamento puro, la gestione di un gruppo. Se invece lo vivi come un lavoro, è difficilissimo. ([[Luigi Maifredi]])
*Fare l'allenatore è un'altra cosa {{NDR|rispetto al calciatore}}. Devi rapportarti a tante persone, pensare al gruppo, a come rivolgerti ai giocatori che fai andare in campo e a quelli che lasci in panchina. Hai più [[responsabilità]] e per diversi giorni devi pensare a come preparare la partita tatticamente. Poi quando comincia la tua parte è fatta. ([[Andrij Ševčenko]])
*Giova ricordare che l'allenatore, anche un super [...], resta sempre la ciliegina sulla torta. E la torta la devono preparare i cuochi. ([[Valerio Bianchini]])
*Gli allenatori occupano una posizione molto difficile. Spesso siamo oggetto di gelosie e invidia. ([[Diego Simeone]])
*E pensare che quando ho iniziato a giocare seriamente mai più avrei pensato un giorno di poter allenare. Col passare degli anni, invece, ho cominciato ad apprezzare il piacere di trasmettere agli altri le mie conoscenze. ([[Rita Guarino]])
*I rapporti fra presidenti e tecnici sono sempre più labili, anche quando la bravura professionale dei secondi è fuori discussione. Come mai? La colpa è, probabilmente, dell'importanza eccessiva assunta dal loro ruolo agli occhi dell'opinione pubblica. [...] Non si vince più perché la società ha comprato fior di campioni, perché la squadra è forte, perché gli avversari sono inferiori, perché un episodio fortunato ha deciso l'incontro, perché un gruppo è meglio preparato sul piano atletico. No, si vince grazie al modulo, agli schemi, alle magie del tecnico. Ciò ha fatto salire a dismisura i compensi degli allenatori, ma naturalmente li espone a maggiori rischi. Se sei così importante, la colpa dei risultati negativi è tua. Così i presidenti se la prendono con i tecnici non solo se perdono ma se non realizzano un calcio piacevole. Così cresce l'insofferenza nei confronti di questi maghi: io spendo un mucchio di soldi e se vinco i meriti vanno tutti all'allenatore. ([[Giorgio Tosatti]])
*Il bravo allenatore deve rendere protagoniste le sue giocatrici in campo, rendendole leader di loro stesse. Deve essere autorevole e deve dare fiducia. Elogiare in pubblico e rimproverare in privato. E deve essere un grande leader. Un buon allenatore secondo me si vede dai time out, perché quando una squadra è viva nei time out si vede che le giocatrici comunicano molto fra di loro, senza pendere dalle labbra del loro coach. In quei casi si vede che l'allenatore ha raggiunto l'equilibrio fra la sua posizione di leader e quella delle proprie giocatrici. ([[Maurizia Cacciatori]])
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] è già difficile per chi ne capisce, figuriamoci per gli allenatori. ([[Franco Rossi]])
*Il mio allenatore preferito? Quello che mi fa giocare. ([[Salvatore Schillaci]])
*Il perdono fa parte del compito dell'allenatore, altrimenti su 25 calciatori ne salveresti 10. ([[Antonio Conte]])
*Il sequestro dello sport da parte degli allenatori rende ogni giorno più superflua la presenza degi atleti. ([[Massimo Gramellini]])
*Il tecnico finisce per diventare il tramite tra personalità e subconscio dei giocatori. ([[Gian Paolo Montali]])
*In fondo, gli allenatori di calcio sono dei privilegiati: saranno pure criticati e criticabili, ma a fine mese non hanno certo le angustie o le sofferenze dei cassintegrati o dei metalmeccanici. ([[Domenico Morace]])
*In Italia gli allenatori vengono ingaggiati o perché vanno di moda in quel momento o perché sono sponsorizzati da qualcuno, e non certo per le loro metodologie di lavoro e per quello che fanno in campo. La vita dell'allenatore da noi è sempre più precaria. ([[Giovanni Stroppa]])
*Io, gli allenatori che si presentano a bordocampo con la tuta, li multerei: stai rappresentando la società, non puoi metterti la tuta. ([[Massimiliano Allegri]])
*Io sono il signore tecnico tuo, non avrai altri tecnici all'infuori di me. ([[Gianni Brera]])
*Io voglio diventare allenatrice proprio per tutti gli allenatori terribili che ho avuto. ([[Verónica Boquete]])
*L'allenatore fa sempre le stesse cose, prepara la partita al meglio e spiega ai ragazzi le cose da fare. Insomma analizzi e prendi decisioni che siano in linea con quelle che sono le caratteristiche dei giocatori, poi gli attori principali sono loro. L'unica cosa che puoi fare è quella di gestire al meglio un atleta, ascoltando anche quello che succede intorno. Alla fine, però, conta il campo. ([[Angelo Lorenzetti]])
*L'allenatore ha sempre il diritto di prendere qualsiasi decisione per il bene della squadra. [...] Posso esprimere il mio punto di vista, ma anche dare credito a chi lo merita. ([[Mary Earps]])
*L'allenatore mica è uno qualsiasi: se dentro ha energia, porta quelli intorno ad avere un senso di responsabilità, a dare tutto se stesso, ma anche quello che non si ha, per ciò in cui si crede. ([[Luís Vinício]])
*L'allenatore rivelazione? Quello che vince. ([[Franco Scoglio]])
*L'obiettivo dell'allenatore è quello di non allontanare l'obiettivo individuale da quello di squadra. Io cerco di fare in modo che ogni individuo si esalti in un modello di squadra, non li porto mai dentro il mio modello. Cerco di esaltare l'individualità a servizio della squadra. ([[Marco Baroni (allenatore)|Marco Baroni]])
*La maggior parte degli allenatori e dei tecnici sono delle persone straordinarie, poi noi viviamo in un mondo dove l'allenatore diventa una persona sola: paradossalmente è così, vivi in un lavoro dove devi aggregare e cercare di costruire gruppi, ma alla fine poi sei solo. E quindi quando c'è troppa solitudine, ogni tanto anche noi facciamo dei grossi errori, di rapporti, di comunicazione e quindi perdi magari la stima di un compagno, di un collega per una battuta, per un discorso: e quindi diventa difficile dare dei giudizi che siano dei giudizi obiettivi. ([[Cesare Prandelli]])
*La prima qualità che deve avere un allenatore è il saper gestire mille cose. Prima c'erano meno media, meno pressioni, adesso devi essere attento a mille sfaccettature. Dipende poi da ogni situazione, perché se sei in una grande squadra devi trovare il giocatore giusto, perché poi te lo fanno pagare, per cui hai ancora più responsabilità e non sempre trovi il giocatore giusto che si ambienta subito. Se sei in una piccola società, dove devi fare bene, allora devi andare alla ricerca di quel giocatore che abbia lo spirito giusto. ([[Claudio Ranieri]])
*Mi è sempre piaciuto fare l'allenatore, anche in campo. [...] La cosa che mi piace di più di questo mestiere? Aiutare i ragazzi ad esprimersi, tirare fuori le loro doti. Un allenatore può darti un concetto, ma la cosa più importante è far capire ai ragazzi di essere utili e far emergere le loro qualità. ([[Marco Marchionni]])
*Nella brutale, ma ormai inevitabile e irreversibile, logica del calcio, i rapporti sportivi sono andati sfumando in dissolvenza. C'è un imprenditore che investe in modo massiccio e affida questa sua operazione finanziaria a un tecnico, l'allenatore appunto, pretendendo risultati pari alle risorse impiegate. Ove ciò non avvenga, è nel suo pieno diritto procedere a un ricambio al vertice, esattamente come un editore sostituisce il direttore di giornale che non è in grado di assicurare il successo del prodotto. Gli allenatori sanno così bene quello che li aspetta, che hanno ormai portato i loro compensi a limiti irreali, in ogni caso sicuramente sproporzionati alla loro possibilità di incidere, nel bene e nel male, sul destino delle squadre avute in consegna. Quei favolosi, o scandalosi, stipendi sono in realtà un'assicurazione contro i capricci dei dirigenti; o, se preferite, la copertura per un eventuale ruolo di capro espiatorio, liberamente sottoscritto all'inizio del rapporto. ([[Adalberto Bortolotti]])
*{{NDR|«Ha mai pensato di poter allenare»}} No, troppo stressante: tra i miei ex compagni vedo troppa gente esaurita. ([[Luca Toni]])
*Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una passione legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni. ([[Roberto Donadoni]])
*Non erano così importanti. Li avete fatti diventare importanti voi {{NDR|giornalisti}}. ([[Giampiero Boniperti]])
*Non escludo che [...] prima o poi vengano aboliti anche gli allenatori. Mi chiedo, infatti, a cosa serva una categoria per la quale, essendoci i risultati, sono tutti maghi, e mancando i risultati sono tutti asini. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Offese, polemiche, deferimenti a raffica mi colpiscono: mi sembra di essere un allenatore irakeno. ([[Aldo Agroppi]])
*Ogni coach mi ha lasciato qualcosa. È come avere tante mappe: scegli quella che ti serve in quel momento. ([[Summer McIntosh]])
*Penso che non esistano allenatori giovani o vecchi, ma soltanto quelli bravi e vincenti e altri che lo sono di meno. Il dato anagrafico a quel punto conta poco. ([[Cristiano Lucarelli]])
*Penso che un allenatore deve essere pronto all'esonero. Ma se l'allenatore ha paura di questo, non lavora bene e ha grandi problemi. ([[José Mourinho]])
*Per me fare l'allenatore non ha mai significato l'ambizione del grosso club, la scalata per giungere al vertice. Ho fatto e faccio questo mestiere per la soddisfazione di stare in campo, costruire qualcosa, continuare a calzare le scarpe bullonate come quando ero ragazzo e, non ultimo, guadagnare bene. ([[Osvaldo Bagnoli]])
*Però quando ho iniziato a fare l'allenatore, ho capito che gli [[scacchi]] mi sarebbero potuti essere utili. [...] Perché hai bisogno di una strategia, devi sempre cercare di essere una mossa avanti all'avversario. Ti serve ragionare sul gioco delle mosse e contromosse, tentare di portare l'avversario fuori strada. Preparare un attacco e un po' come preparare una partita. L'unica differenza è che in mano hai dei pezzi, e non delle persone. Da questo punto di vista, il mestiere di allenatore è ancora più difficile. ([[Gianluca Vialli]])
*Quando dai troppa importanza al tecnico, e poco ai giocatori, può succedere che i giocatori ci marcino, tanto sanno già quale testa rotolerà. ([[Roberto Beccantini]])
*Quando giocavo mi portavo la sconfitta a letto per giorni e ci pensavo continuamente. Questo mi ha fatto capire che non sarei mai diventato un grande atleta perché pensavo troppo, ma che probabilmente potevo fare l'allenatore. ([[Daniele Santarelli]])
*Quanto incide un allenatore? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori. ([[Antonio Conte]])
*Questo è un mondo che concede poco alla fantasia. Si tende ad appiattire anche questa professione, si deve fare l'allenatore solo in un determinato modo. ([[Luigi Maifredi]])
*Ritengo che quello che faccio {{NDR|da coach}} si possa sintetizzare in due macro-aree: analizzare e prendere decisioni. Sono entrambi due momenti complessi; in fase di analisi studio, osservo, raccolgo dati, faccio domande, comunico e ascolto. E l'ascolto è importante sia in fase di analisi, perché mi serve per ampliare i punti di vista, sia nella fase di decisione, e nei momenti successivi. Infatti il mio compito è quello di prendere decisioni che siano in linea con quello che i giocatori si sentono di fare. Ascoltare, quanto si riesce, anche i rumors, è fondamentale per capire se le decisioni che sto prendendo sono quelle giuste o meno. E tutto questo lo faccio ascoltando i giocatori, lo staff, i dirigenti, i media e i tifosi. ([[Angelo Lorenzetti]])
*Se il presidente non è contento della squadra o chiede all'allenatore di cambiare qualcosa o cambia l'allenatore. ([[Diego Lopez (personaggio)|Diego Lopez]], ''[[Boris (seconda stagione)|Boris]]'')
*Se l'autorevolezza di un allenatore deriva dall'urlare, io non ne ho. A me chi urla non trasmette niente, mentre ci sono persone che parlano piano e infondono sicurezza, anche timore. Ma il mondo della leadership è ancora tutto da scoprire, per noi allenatori. Una parola detta in un certo modo può cambiare le cose. Forse è in questo campo che si può sorprendere. ([[Massimiliano Allegri]])
*Se la squadra va bene, il merito è loro. Se invece le cose vanno male la colpa è del presidente che è un pirla. ([[Ivanoe Fraizzoli]])
*Se non accetti le critiche non puoi fare l'allenatore. ([[Andrea Anastasi]])
*Siamo, sinceramente, sopravvalutati. Zona, pressing, fuorigioco, tutto quello che le pare: ma poi decidono i ciuffi d'erba. ([[Dino Zoff]])
*Sono un allenatore democratico. Fisso le regole e i giocatori le rispettano. ([[Renzo Ulivieri]])
*Un allenatore deve essere un leader funzionale che conosce la propria materia. Un leader tecnico quindi, ma deve anche saper comunicare, sentire il sudore delle sue atlete, condividere la gioia e le lacrime delle sue giocatrici. Solo così avrà una vera leadership. ([[Simonetta Avalle]])
*Un allenatore non è come un insegnante di scuola che ti dice "devi fare questo o entro domani devi svolgere questi compiti". Io sono riuscito a dare il meglio di me con gli allenatori che mi hanno dato libertà. ([[Eden Hazard]])
*Un allenatore si diverte quando vince. ([[Helenio Herrera]])
*Un grande allenatore deve essere lui stesso leader, ma deve creare altri leader che in campo riproducono idee, valori, carattere. ([[Gianluca Vialli]])
*Un personaggio esalta e abbatte questo spirito d'impresa: il coach. Egli esalta e abbatte le individualità, ha il concetto di squadra, è l'esperto, e quando il suo interesse concerne più l'individuo che la tecnica si differenzia dall'allenatore. ([[André Scala]])
*Un tecnico non fa solo la formazione: deve motivare un gruppo e uno staff, relazionarsi con i dirigenti, rappresentare il club sui social e nelle tv, che sono quelle che mantengono l'ambaradan. È un ruolo straordinariamente complesso. ([[Hernán Crespo]])
*Visto che gli allenatori considerano le partite come una successione di minacce, la paura ha cominciato a contaminare le loro idee, e ogni pericolo immaginario che vogliono annullare provoca una decisione repressiva che corrode il gioco nel suo aspetto felice, libero, creativo. ([[Jorge Valdano]])
===[[Carlo Ancelotti]]===
*L'esonero fa parte del nostro mestiere, non è una iattura. Quando le cose non funzionano bene tra un allenatore e una società è giusto chiudere. Se le cose funzionano bene si riescono a gestire le situazioni più difficili ma non deve essere un matrimonio forzato. L’esonero non si capisce, l’allenatore è sempre l’ultimo a saperlo. Ci sono delle sensazioni ma fino a che non c’è la notizia ufficiale non lo sai [...]. Un allenatore perde solo tempo a pensare al suo esonero: deve pensare solo a fare il suo lavoro.
*La valigia per un allenatore è sempre pronta.
*Tante volte quando diventi allenatore capisci che problemi hai causato quando eri dall'altra parte. Molte volte si dice ai propri figli "lo capirai il giorno che diventerai papà". Ai giocatori si dice, invece, "lo capirai il giorno che diventerai allenatore".
===[[Massimo Barbolini]]===
*Non basta sapere perfettamente l'inglese per poter essere un professore. Bisogna saperlo insegnare. La stessa cosa vale per gli allenatori, la quantità di conoscenze è irrilevante se non si sa trasferirla.
*[Un allenatore] si nutre di vittorie, perché alla fine puoi essere bravo, ma se non vinci perdi sicurezza. Le vittorie sono un nutrimento.
*Una qualità importante per ogni coach di successo credo sia quella di apprezzare dove si è arrivati avendo la consapevolezza che non ci si è trovati a quel punto per caso. Penso che sia questa consapevolezza che poi fa si che uno mantenga l'asticella sempre alta, facendo si che si possa diventare un vincente. Vincente è un participio presente e spesso come tale vengono etichettati [...] allenatori che vivono di rendita per anni con una sola vittoria, quando invece bisognerebbe ricordarsi di certe vittorie per mantenere la consapevolezza che arrivare a determinati livelli è molto difficile ma quello che è davvero complicato è rimanerci. Quando si raggiunge questo status mentale si riesce anche ad essere maggiormente focalizzati sul nostro ruolo, perdendo meno tempo in cose futili e concentrandosi di più su ciò che realmente fa la differenza: preparare un allenamento, riguardare un video, fermarsi a parlare con un giocatore o con un altro allenatore.
===[[Claudio Bellucci]]===
*{{NDR|«Fare l'allenatore...»}} È maledettamente complicato. Devi pensare a trenta teste e puoi incidere sulla squadra, ma mai fino in fondo. Nel momento in cui non riesci a dare una mano ai tuoi ragazzi in difficoltà, per esempio, soffri molto di più che da calciatore, quando ti concentri molto su di te e i tuoi compiti, e poi sei nel vivo dell'azione e hai maggiori possibilità di sfogo.
*In panchina, in allenamento e negli spogliatoi sono schietto e leale con i giocatori. Me lo ha insegnato [[Carlo Mazzone|Mazzone]]: avere rispetto soprattutto di chi non parte dall'inizio è una cosa che mi porto dentro essendo stato calciatore. Se un giocatore non gioca so che è arrabbiato, deve esserlo con me, non con i suoi compagni.
*Se fai l'allenatore a certi livelli, esser stato giocatore può aiutare a capire certe dinamiche. Faccio un esempio, io so cosa prova un attaccante in campo se sbaglia un gol, un portiere se ne subisce uno per colpa sua. So come agevolare un mio giocatore se devo fare una scelta, nei momenti di gioia e di difficoltà riesco ad avere empatia con chi è in campo. Chi ha giocato nelle categorie minori non ha provato certe situazioni.
===[[Vujadin Boškov]]===
*Ci sono allenatori che pretendono di far mangiare ai loro giocatori prosciutto di San Daniele e formaggio Bel Paese. Poveri noi e poveri loro.
*Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano.
*Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio.
*L'allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto.
*Nel [[Calcio (sport)|calcio]] c'è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono.
===[[Andrea Gardini]]===
*I successi da giocatore non bastano a renderti un grande allenatore. Quando smetti inizia un altro percorso, completamente nuovo.
*Io parto dal presupposto che un allenatore debba essere se stesso, senza fingere, senza esagerare le reazioni perchè si capisce quando un allenatore "finge" recitando un ruolo non suo.
*Mi recavo sempre all'estero per vedere i ritiri delle Nazionali, seguire gli allenamenti e parlare con i coach. Per la carriera di un tecnico è importante avere tanti punti di vista diversi. Alcune cose le ho raccolte, altre le ho fatte mie e altre ancora non le ho tenute in considerazione. Aggiornarsi, però, è importante per aprire la testa a nuovi orizzonti. [...] a volte le sfumature fanno la differenza per il salto di qualità.
===[[Andrea Giani]]===
*A me in carriera è capitato di trovarmi a dare una mano ai miei tecnici. Anche in Nazionale ci sono stati momenti in cui ci siamo allenati male e noi giocatori, in campo, abbiamo risolto i problemi. [...] Le fortune degli allenatori le fanno i giocatori. Lo sapevo quando giocavo, lo trovo ancor più vero oggi {{NDR|da allenatore}}.
*Giochi bene o male non importa. Dico sempre ai miei atleti, che possono fare male una cosa ma devono fare bene altro. Devono avere voglia di stare in campo e devono impegnarsi. Tutto questo nasce da come tu li alleni. Quando questo atteggiamento di allenare i giocatori diventa automatico... dico che in partita l'allenatore conta zero. Perché tu li hai preparati alle situazioni che si troveranno in campo e a risolverle da soli. Le info che si danno ai giocatori devono essere poche perché il gioco è velocissimo. Ci sono allenatori che ti dicono tutto quello che devi fare e soffocano la loro creatività. La partita non è solo il risultato della tattica. Ma è frutto della capacità dei giocatori di risolvere le situazioni in modo autonomo.
*Gli allenatori sono educatori. Se ne hanno la capacità [...] trasmettono non solo nozioni tecnico-tattiche ma anche un modo di affrontare lo sport, di rapportarsi con gli altri. Ti costruiscono come persona sportiva.
*{{NDR|«Sei passato da giocatore al ruolo di allenatore. Che difficoltà hai riscontrato [...]?»}} Penso che il primo approccio sia quello di togliersi la maglia da giocatore perché se ti senti ancora in questo ruolo, vieni percepito come tale. Non va bene. Quando ti siedi in panchina e guardi la partita da questa posizione, dopo 30 anni passati in campo, sei veloce a comprendere il gioco, ma non è più sotto il tuo controllo. Ti rendi conto che tutta la tecnica serve a poco. Nel senso che contano altre competenze: la comunicazione, la capacità di capire il modo di trasmettere le tue informazioni in base alla persona che hai davanti. È un lavoro complesso che ti fa lavorare dodici ore al giorno. Un altro aspetto diverso sono i tempi. Il giocatore finito l'allenamento, smette di pensare alla pallavolo per dedicarsi ad altro. Tu non stacchi mai. Hai tanti aspetti su cui lavorare, dal rapporto con i dirigenti, alla programmazione degli allenamenti, allo studio della partita.
*Quello che conta è il principio: spingere al massimo il gesto tecnico. Compito dell'allenatore è creare i presupposti per applicarlo. Non può essere tutti i giorni così ma, come atteggiamento, devi portare i tuoi atleti a spingere. Poi c'è un altro fattore determinante che fa in modo che il giocatore ti segua. Se tu lo porti a spingere e non vede miglioramenti significa che c'è qualcosa che non va nel tuo metodo. Non stai usando con lui gli strumenti giusti. A lungo andare il giocatore perde prima fiducia in se stesso e poi in te.
*Sono dell'idea che allenare è molto diverso rispetto a giocare, la forma di crescita non è tecnica: un giocatore cresce tecnicamente, un allenatore invece deve trovare soluzioni diverse e lo fa studiando, perché proprio le tempistiche sono diverse. Un giocatore pensa alla pallavolo forse quattro ore al giorno, un allenatore ci pensa dalla mattina alla sera. Realmente è così, bisogna riflettere, pensare, studiare, aggiornarsi, un consumo di molte energie, perché non è solo la capacità di quello che sai, perché devi studiare e pensare.
===[[Michel Platini]]===
*È sempre stata la mia definizione: che cos'è un buon allenateur? Un buon allenateur è un allenateur con buoni giocateur.
*Gli allenatori e la critica: troppo legati ai risultati. Ci sono tecnici che si ostinano ad adeguare i giocatori alle loro tabelle. Sbagliato.
*Gli allenatori si credono depositari del verbo, ma ormai giocano tutti con una punta.
===[[José Mourinho]]===
*L'allenatore, che fino a poco tempo fa era una figura fondamentale nella struttura del club, è diventato progressivamente meno importante e sempre più dipendente da strutture e personaggi il più delle volte impreparati.
*La grandezza di un allenatore è nei risultati, non nella filosofia. E nell'umanità, non nell'egocentrismo. Nel coraggio, non nell'autotutela. Nell'onestà, non nel relazionale. Nella sintonia con la nuova generazione di colleghi. Nel riuscire a dormire bene di notte perché sa di essere stato sempre indipendente intellettualmente e verticale.
*Non sono un difensore di vecchi o nuovi allenatori di calcio. Credo che ci siano quelli bravi e quelli no, quelli che raggiungono il successo e quelli che non lo raggiungono.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*Per diventare un buon allenatore non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto il... cavallo.
*Senza l'appoggio del club e dei giocatori, nessun allenatore è bravo.
*Un allenatore cambia molto o perché è scemo o perché è insoddisfatto.
===[[Maurizio Sarri]]===
*L'allenatore è come il pesce, dopo un po' puzza...
*Questa frenesia, per la quale un allenatore è un cretino se perde due partite o un genio se ne vince due e un attaccante una schiappa se sbaglia un rigore e un genio se fa un gol qualsiasi, rende molto difficile far vivere progetti e quindi far evolvere il calcio.
*Un allenatore che indovina la piazza ideale ha un gran fiuto o un gran culo.
===[[Sergio Scariolo]]===
*Credo sia comunque una buona qualità di qualunque allenatore quella di essere curioso, di "rubare" un'idea, un concetto, una forma di esprimersi, un dettaglio.
*La calma il mio segreto? I miei giocatori, specie in allenamento, non sarebbero molto d'accordo.
*La credibilità che puoi avere nei confronti della tua squadra dipende dalla qualità del lavoro tecnico-tattico e viceversa. Alla fine se hai credibilità presso i tuoi giocatori, se li porti a credere in ciò che si fa giorno dopo giorno, puoi permetterti anche di sperimentare, di fare qualcosa di un po' più difficile, di essere più esigente rispetto al lavoro sul campo.
*Nel corso della carriera di un allenatore, fare delle scelte è un lavoro quotidiano. Con il tempo impari a fare non troppo presto delle scelte radicali che potrebbero essere funzionali ad un aumento della competitività nell'immediato, che però poi nel lungo termine accorciano il numero dei giocatori che possono sentirsi coinvolti e motivati ad aiutare la squadra. Quello che impari con il tempo è di fare scelte con i tempi giusti e senza accelerarlo, a costo di perdere qualche partita in più.
===[[Giovanni Trapattoni]]===
*I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori.
*Un allenatore non deve dormire. Lui fa "ronf, ronf" e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo.
*Un allenatore non è solo espressione di schemi, ma deve rispondere alla città, alla gente che lo paga, perché deve sapere educare a una vita sociale corretta i suoi giocatori.
===[[Julio Velasco]]===
*Io con gli atleti metto una certa distanza. L'allenatore non deve essere amico dei suoi giocatori. Non devono fare come i genitori che vanno alle feste dei figli e si mettono a ballare pure loro.
*Io sono un tecnico pragmatico, non un ideologico. Insistere su un'idea anche quando non funziona è sbagliato. Il nostro è un mestiere nel quale dobbiamo far funzionare le cose. Le idee, il metodo, la tattica... penso che la parte più importante sia l'adattamento ai gruppi e al momento. Alla squadra parlo in modo semplice e chiaro.
*L'allenatore conta poco o [...], se conta abbastanza, potrebbe vincere con qualsiasi giocatore. Beh, non è così. Si deve credere nel gioco di squadra. E in questo contesto è l'allenatore il punto fisso, l'unica garanzia di coerenza.
*L'allenatore non deve più essere considerato parte della squadra: è invece il dirigente più importante dopo il presidente. [...] l'allenatore è come il capo del personale di un'azienda, non solo un uomo di campo.
*Sono l'allenatore, le decisioni spettano a me.
*Un allenatore, e in genere un leader, non fa nulla. Fa fare le cose agli altri. E deve convincerli. L'allenatore è prima di tutto un insegnante; per questo deve uccidere il giocatore che è stato. Se non lo fa, rischia di fallire; e più forte è stato, più il rischio è alto. Capello, Cruijff, Guardiola, Ancelotti ci sono riusciti; Maradona e Platini no.
*Un allenatore non è altro che la propria squadra. Tutto quello che un allenatore fa è aiutare i propri giocatori in modo che siano loro a fare. [...] mi ricordo di ognuno di loro. Non solo di quelli più forti. Perché molte volte un allenatore impara di più insegnando ai quei giocatori a cui le cose non vengono facilmente.
===[[Maurizio Viscidi]]===
*{{NDR|«In cosa devono essere bravi [...] gli allenatori?»}} A trovare le situazioni giuste durante gli allenamenti. Faccio un distinguo. Nel tiro con l'arco basta una metodica analitica perché in gara può esserci più o meno vento, ma sono poche le situazioni "diverse" che possono intervenire. Nel calcio invece un atleta ha dieci compagni, undici avversari, un pallone, un territorio da invadere, addirittura ci sono più momenti senza palla che non con la palla. Ma come fai a imparare a giocare senza palla se fai solo lavoro analitico?!
*{{NDR|«Come si individua un allenatore bravo?»}} È più facile vedere un giocatore bravo. Di un allenatore è visibile solo una parte piccola: la gestione dello spogliatoio non la intuisci subito né in partita né in allenamento. L'espressione del gioco della squadra può aiutare a capirne la mentalità. Una visita ad un allenamento può evidenziare se il mister è in possesso di una buona didattica. Il suo carattere lo si può intuire dai colloqui. Magari interpellando i giocatori, che in questo sono onesti e dicono sempre cose interessante sul loro allenatore e vanno dunque tenuti in considerazione. Ma di sbagli io ne ho fatti tanti. "L'allenatore è come un melone, finché non lo assaggi non sai se è buono", mi diceva sempre il mio direttore Riccardo Sagramola. Insomma, capisci se è bravo veramente, quando ce l'hai in casa.
*Finché un allenatore continuerà a essere giudicato per il risultato e non per il progetto sarà sempre difficile vederlo prendersi il rischio di far giocare un giovane tenendo fuori chi è più esperto.
*Gli allenatori di giovani sono un problema: quelli bravi vogliono fare carriera e non pensano abbastanza a donare formazione; quelli scarsi si accontentano e non migliorano i loro giocatori.
==Voci correlate==
*[[Allenamento]]
*[[Sport di squadra]]
==Altri progetti==
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{{Calcio}}
[[Categoria:Professioni dello sport]]
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Portiere
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Danyele
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[[Immagine:Soccer goalkeeper.jpg|miniatura|upright=1.3|Un portiere]]
{{indicedx}}
Citazioni sui '''portieri'''.
==Citazioni==
*Buona parte della prestazione del portiere si basa su un'enorme concentrazione. A livello di statistica un portiere tocca veramente pochi palloni in confronto a quelli toccati da tutti gli altri ruoli. E quindi bisogna cercare di rimanere concentrati perché da un momento all'altro la palla può arrivare e tu devi essere pronto. Poi c'è tutto un lavoro che non vede nessuno: devi sempre cercare di mantenere la stessa distanza con la linea difensiva, comunicare con i compagni, perché anche se non sei attivo è tuo compito dare indicazioni, tenere sveglia la linea difensiva. Questa cosa del comunicare serve tanto al portiere stesso, in questa maniera rimani dentro al gioco. ([[Camelia Ceasar]])
*C'è chi nasce numero 1 e chi nasce numero 12. ([[Stefano Tacconi]])
*Ci sono molti modi di fare il portiere, ma nessuno è facile. Ci sono portieri che bloccano e quelli che giocano, esistono portiere showman e sobri, kamikaze e prudenti. Hanno bisogno dell'esperienza quanto dell'agilità dei riflessi. ([[Jorge Valdano]])
*Ci vuole [[coraggio]] anche a stare da soli. L'essere umano non è creato per stare da solo. [...] Il portiere è poco legato all'azione dei compagni e se la squadra attacca non è che posso andare a [[Gol|segnare]]. Non è che se entro teso in campo posso fare come un [[centrocampista]] che corre e con una scivolata smorza la tensione. Il portiere deve aspettare il suo momento. Quindi è anche una questione di [[pazienza]]. ([[Mattia Perin]])
*Clown, eroe, gatto volante, kamikaze, salvatore della patria, disastro, disperazione. Che cos'è un portiere? Era il bambino, ancora troppo piccolo per giocare, al quale veniva assegnato questo ruolo tra due pile di libri. È il ragazzino tutto agghindato, con guanti e ginocchiere, sponsorizzato da papà, che porta il pallone e gioca in porta. È uno che ci nasce: magari voleva fare lo stopper, forse il libero, poi è finito tra i pali. In porta lo ha chiamato una irresistibile vocazione, un richiamo all'incontrario della foresta, un'antica frustrazione, ma forse anche quella pazzia leggendaria, il volo di Icaro. Acrobata senza rete. Martire. I guanti servono anche a nascondere le stimmate. Pazzo? Furioso e volante. Agile e un po' più alto dei compagni: ecco i primi segni. ([[Mimmo Carratelli]])
*Con gli errori bisogna conviverci, perchè è impossibile che un portiere non sbagli mai. Bisogna capire dove si è sbagliato e cercare di dimenticarlo in fretta. Non ci sono errori particolari cui ripenso. Li ho fatti, ma devo andare avanti. ([[Angelo Peruzzi]])
*{{NDR|Nel 2022}} È evoluto tutto, per quanto riguarda il ruolo. Devo dire che un po' mi spiace, in generale, oggi si pensi e si parli di più, a livello mediatico, al gioco di piedi rispetto ai fondamentali del ruolo. Il portiere, del resto, è l'ultimo baluardo per difendere i pali e anzitutto deve pensare a quello. Deve sapersi posizionare bene, essere reattivo, saper dialogare con la squadra, la linea dei difensori. È normale poi che il ruolo in sé, come tutto il resto, si evolva e guardi al futuro. Oggi il ruolo ti impone di saper fare molte più cose rispetto a prima: bisogna giocare in modo attivo con la squadra, fin dai difensori. Oggi il portiere in primis fa superiorità numerica, specie nel possesso, sia per dare scarico quando la linea difensiva è in difficoltà, sia per non buttare il pallone in fallo laterale, tenendo palla e impostando per primo quando necessario, fondamentale per alzare la linea avversaria. In tutto questo lo ripeto: il portiere deve saper parare in primis, il bravo portiere è quello che adempie al proprio ruolo anzitutto, il resto è importante ma viene dopo. ([[Marco Amelia]])
*È nella natura del ruolo del portiere [...] l'essere sotto gli occhi di tutti. [...] La cosa frustrante [...] è che di solito, nel 99% dei casi, tutto fila liscio. In questo caso hai due scelte. Puoi tenere il muso e abbatterti al punto da non riuscire più giocare, e trasformare la partita in una totale perdita di tempo perché la tua testa e il tuo cuore sono altrove. Oppure puoi rimboccarti le maniche e dire: "Già, non è andata granché", ributtarti nella mischia e fare il tuo dovere per la squadra. [...]. Non mi piace prendere gol, ma posso scegliere come reagire dopo. ([[Mary Earps]])
*È un ruolo ingrato. Basta esserne consapevoli, saper reagire alle difficoltà, stare sempre lucidi. ([[José Manuel Reina]])
*Il portiere, nel calcio moderno, gioca con gli altri ma perde da solo. È un acrobata sul filo, dove quel filo è la linea di porta, sulla quale deve fare il giocoliere con la palla, che se gli manca l'attimo precipita. ([[Alessandro Bonan]])
*Il portiere è un mestiere per uomini forti. Bisogna avere un carattere sicuro, un'abitudine non annoiata ai propri pensieri. Bisogna saper guidare chi gioca davanti a te, intimorire chi tira verso la tua porta. Bisogna essere capaci, psicologicamente, di discese ardite e di risalite. Bisogna avere una visione consapevole del proprio ruolo. Perché il calcio, gioco fatto spesso di poeti e di prosatori, ha bisogno anche di filosofi. Di persone cioè capaci di riconoscere che il loro dovere è essere infallibili e capaci di dare una risposta alla coscienza di non poterlo essere. Il portiere è davvero il numero uno. ([[Walter Veltroni]])
*Il portiere è un ruolo a rischio: ti martellano, e tu sei solo. Ti devi prendere la responsabilità, anche se agisci d'istinto. ([[Emiliano Viviano]])
*Il portiere è un ruolo particolare perché sei lì da solo, magari ti arriva un tiro a partita e in quel momento devi farti trovare pronto. È un ruolo che assomiglia alla vita di tutti giorni fuori dal campo, un errore può servirti per analizzarti e cercare di migliorarti. ([[Laura Giuliani]])
*Il portiere ideale, oltre alla vocazione, dovrebbe avere il colpo d'occhio di Pagliuca, l'agilità di Ferron, l'istintività di Buffon, la disponibilità al sacrificio di Braglia, la serenità al limite del menefreghismo di Zenga. ([[Piero Persico]])
*Il portiere nella interpretazione moderna del gioco è percepito come un guastafeste, come un imbucato alla festa, come una specie di [[terrorista]] che cospira contro la [[felicità]] pubblica. Se la [[gioia]] del calcio è il gol e se i padroni del circo hanno interesse a vendere [[Televisione|televisivamente]] lo spettacolo più gioioso possibile, è chiaro che chi si affanna per non fare entrare i palloni in rete diventa un eversivo e, come tale, deve essere perseguito e limitato. ([[Luigi Garlando]])
*''Il portiere su e giù cammina come sentinella. | Il pericolo lontano è ancora, ma se in un nembo s'avvicina | oh allora una giovane fiera s'accovaccia e all'erta spia.'' ([[Umberto Saba]])
*Io penso che i portieri siano tra i giocatori più intelligenti. Non solo perché devono padroneggiare nervi e eventi che spesso non dipendono da loro ma soprattutto perché un portiere ha molto tempo per pensare. ([[Walter Veltroni]])
*La [[vita]] è fatta di piccole solitudini, quella del portiere di più. ([[Fabien Barthez]])
*Ma perché bisogna comprare guanti solo al portiere? Qui sono tutti uguali. Li devono avere pure gli altri. ([[Angelo Massimino]])
*Portiere è un ruolo tipicamente napoletano. È il povero cristo che si prende tutte le pallonate della vita, che sta come in croce tra due pali per essere solo battuto, è il giocatore più umiliato e offeso, ed è sempre solo nelle sfortune, nelle disgrazie, nelle sconfitte. Piace quando vola, come il napoletano quando canta. Ma quando finisce a terra irrimediabilmente battuto, non fa neanche più simpatia. È un poveraccio che è andato incontro al suo inevitabile destino. Sì, ci sono i kamikaze, i gatti volanti. Ma anche loro hanno un destino segnato. un destino irrimediabile, un destino napoletano: quello di cadere in ginocchio e prendersela col mondo. ([[Domenico Rea]])
*{{NDR|Sul portiere di riserva}} Quello che si siede in panchina all'inizio e ci sta inesorabilmente fino alla fine, e che per giocare deve augurare un malanno o una storta al portiere titolare.<br/>O, volendola guardare da un altro punto di vista, il più privilegiato degli spettatori: vicino al campo, senza quella fastidiosa rete plastificata di verde fra te e i giocatori, ma senza alcuna responsabilità in caso di sconfitta. ([[Marco Malvaldi]])
*Se ci pensi il portiere fa il contrario di quello che una persona normale in qualsiasi parte del mondo non fa. Non è che tu cammini per strada e ti butti per terra. O ti fai prendere a pallonate. In porta ci va quello più coraggioso: devi avere coraggio nelle uscite, devi avere coraggio ad andare a contrasto con i piedi sull'[[attaccante]], devi avere coraggio a prendere una pallonata in faccia e la volta dopo se la riprendi non c'è problema... guarda che [[naso]] che ho. Si vede che ho il setto nasale deviato. Pallonate, calci, tutto. ([[Mattia Perin]])
*Se non sei tormentato dopo aver fatto un errore, non sei un grande portiere. In quel momento, non importa quello che hai fatto in passato, perché sembra non avere futuro. ([[Lev Jašin]])
*Se ti sembra che possa essere normale una persona che decide in una frazione di secondo le sorti di una partita! Se vai a destra è gol, se vai a sinistra no. Tutti i portieri per me sono un po' pazzi. ([[Gianluca Pagliuca]])
*Secondo me è il ruolo più bello che esista nel calcio, sarò di parte ma è un qualcosa che ti regala un'emozione diversa, che non ti danno gli altri ruoli, sembra quasi di praticare uno sport a parte. Sei da sola, ti alleni sola [...]. Puoi fare la partita perfetta e poi per una disattenzione ti può crollare tutto addosso, bisogna rimanere in equilibrio e cercare di sbagliare pochissimo. Ci vuole anche un po' di pazzia. ([[Federica Russo]])
*Si punta troppo sul gioco di piedi. Il portiere, invece, anche se può sembrare ovvio, deve in primis saper parare. ([[Luciano Castellini]])
*Tutti i portieri, me compreso, hanno dovuto combattere contro le critiche. Questo perché non è facile mantenere le prestazioni al massimo livello. E per un portiere, un errore significa subire gol. E quando ne fai 2 di fila poi la critica ti butta giù. ([[Jerzy Dudek]])
*Un portiere è un [[angelo]]. Ha scelto quel ruolo perché ama [[volare]]. Ha deciso di barattare la sua sofferta unicità (la maglia diversa, la solitudine, la distanza dall'abbracio dei compagni quando segnano) con quel privilegio: poter volare. ([[Luigi Garlando]])
*Zamora, Zoff, Zenga: una lettera, un ruolo. Zeta, l'orgia del portiere. ([[Gino e Michele]])
===[[Gianluigi Buffon]]===
*C'è qualcosa di masochista, nel portiere. I campi della mia giovinezza erano gli stessi degli anni 70: l'area dura come il cemento. I vecchi portieri li riconosci dalle mani ferite, dai fianchi dolenti, dalle tante volte che sono caduti fino a sanguinare.
*Il portiere parla da solo. Parla con i suoi guantoni.
*{{NDR|Sulle doti essenziali per un portiere}} In primo luogo la sicurezza che sai trasmettere agli altri, alla tua squadra. La devi trasmettere anche a prescindere da quella che hai davvero dentro di te. Anche se tu non sei sicuro devi far intendere agli altri che hai il controllo della situazione e che loro possono confidare su di te. Un portiere insicuro fa una squadra insicura. E poi serve solidità mentale. È la condizione per durare molto e sbagliare poco. Se ci pensa, tutti i grandi portieri hanno avuto carriere lunghe.
*Se sono in palio i tre punti, se è una partita importante il tuo pensiero, anche quando attacca la tua squadra, è tutto concentrato sull'azione, sulla previsione, quasi geometrica, di quali potrebbero essere le insidie di un improvviso rovesciamento di campo. Ma quando la partita ha un risultato certo o è meno importante di altre il portiere, quando la palla è lontana, pensa ai casi suoi, ai suoi problemi di vita quotidiana. È assorto, spesso guarda il pubblico, ma la sua testa è lontana. Questa è la verità, vera. Ma un buon portiere non si distrae, quando si ha bisogno di lui.
*Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all'arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più. Lo shock non è così grande.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*I portieri sono satanassi, e diavoli scatenati. I portieri sono angeli spretati che si inventano ali che non hanno.
*Nascere portieri significa avere due ali sotto le scapole.
*Oggi il portiere è divenuto un carattere vincente nella partita. Esce dai pali, avanza a centrocampo se è il caso. Non lo facevano Zamora o Planicka. Ma, a guardar bene, nell'area di porta, oggi il portiere è prigioniero di mille cavilli che solo quando ha vera classe riesce a superare.
===[[Claudio Garella]]===
*È strano anche il modo di valutare il portiere. È un bel ruolo. Romantico, dicono. Beh. Certo ha il suo fascino. Ma in Italia si esagera, si sopravvaluta l'importanza del portiere; o salvi la patria o sei un disgraziato. Ci sono recuperi difensivi dei terzini molto più importanti di una bella parata, ma quanti se ne accorgono? Il portiere è un cocktail. È più calmo e riposato, perchè sta fermo mentre gli altri corrono, ma è anche più teso, infatti si chiama estremo difensore, se sbaglia lui è la frittata.
*Io dico che il portiere basta che pari, se poi vola come un angelo o la becca di piede, come faccio spesso io, basta che la palla non vada dentro. Se va dentro, per un bel gesto atletico, io batto le mani a chi m ha infilato. Cosa c'è di strano? Non siamo mica dei selvaggi.
*Io so, per la mia filosofia del ruolo, che noi siamo lì per parare i gol ma anche per beccarli. Un gol per noi è dispiacere (per alcuni dolore, per me no) e per gli altri è spettacolo. Un portiere, secondo me, non deve pensare alla personale prestazione, ma inquadrarsi con gli altri. A me di non prendere gol per 1254' non me ne frega niente, sono robe da contabili, a me basta che si vinca 4-3, quello che posso lo paro e sennò amen.
*Io spero di parare anche coi polpacci e con qualunque altra parte del corpo perché l'importante è che il pallone non finisca in fondo alla rete. Tutto il resto è poesia.
*L'importante è evitare il gol. E se poi i guantoni non si sporcano, pazienza.
*La palla devi sempre prenderla in tutte le maniere, punto. Quando ti ritrovavi davanti gente assetatata di gol come Paolo Rossi o Pruzzo, non potevi andare troppo per il sottile! E allora te ne inventavi di tutti i colori, pur restando nell'ambito del regolamento che allora — non dimentichiamocelo — te lo permetteva. {{NDR|«Già, il regolamento...»}} Oggi giocare per un portiere è diventato impossibile! [Garella se la prende a cuore ed alza il tono di voce, ''ndr''] Appena sfiori il pallone un centimetro fuori dall'area o travolgi l'attaccante per troppo slancio, boom, rosso diretto e te ne vai a fare la doccia! Ma mi spieghi come li dobbiamo fermare 'sti benedetti attaccanti moderni? Mica possiamo scomparire con la bacchetta magica...
*Non è vero che noi siamo calciatori diversi, è che tutti gli altri provano in settimana i loro schemi e noi siamo più obbligati a improvvisare.
===[[Luca Marchegiani]]===
*{{NDR|«Come era il portiere degli anni '90?»}} Da un punto di vista tecnico, per le parate, era più forte di quello di oggi. Il portiere del 2010, però, è più completo.
*Il portiere, rispetto ai suoi compagni, deve avere delle caratteristiche psicologiche diverse, deve sfruttare l'errore, la sconfitta, il gol preso per migliorare. Ce ne sono tanti, di ragazzi, che smettono perché quando subiscono il gol sentono e vedono il compagno che li manda a quel paese, o l'altro che allarga le braccia o la altro ancora che si mette le mani nei capelli. Solo chi va avanti, farà il portiere.
*Il portiere che attacca la palla non va sempre bene. Noi aspettavamo la palla. Un po' per scherzo e un po' sul serio, dicevo sempre che il pallone deve essere tuo amico, lo devi accogliere, non respingere, non prenderlo a cazzotti.
*Ormai ogni uscita, per noi portieri, è un rischio. Ammetto di avere qualche remora ogni volta che lascio i pali, perché gli attaccanti hanno capito il trucco: ti vengono incontro, poi all'ultimo momento spostano il pallone e ti arrivano addosso, così non puoi evitarli e l'[[arbitro]] concede il [[Calcio di rigore|rigore]]. Uscire dalla porta, ormai, è un'avventura pericolosissima...
*Una respinta passa sempre per una grande parata, mentre una palla bloccata diventa una parata facile e questo, in un calcio così spettacolarizzato, ha il suo peso, anche il portiere vuole prendere mezzo punto in più nelle pagelle dei giornali.
===[[Lido Vieri]]===
*Ai miei tempi i portieri si dividevano in due categorie: freddi e caldi. Freddi erano Yashin, Giuliano Sarti, Cudicini, Zoff. Caldi Moro, Ghezzi e Albertosi. Io ero caldissimo e mi sono preso le mie belle squalifiche.
*Il bello del ruolo, il lato romantico se vogliamo, era nella sua diversità. A me piaceva uscire di porta e arpionare il pallone con una mano sola, fin sul dischetto del rigore uscivo per respingere di pugno. E allora era regola che ogni pallone nell'area piccola fosse del portiere. Adesso vedo che molti hanno la catena corta ma, soprattutto, che pochissimi cercano di bloccare il pallone. Quando finalmente ho avuto un preparatore, la sua domanda più frequente era: perché non l'hai bloccata? E, in caso di respinta, sempre di lato, mai frontale. Oggi sembra che queste cose siano finite in soffitta. Sono cambiati i palloni, sono cambiate le regole non sempre in meglio. Io cancellerei quella che porta rigore ed espulsione sull'uscita del portiere: una volta gli attaccanti ti saltavano, per non farti e non farsi male, adesso ti vengono a cercare, fanno di tutto, per sbatterti addosso, e ci credo: hanno tutto da guadagnare, al massimo rischiano un giallo per simulazione.
*Il ruolo è cambiato da quando i portieri hanno dovuto imparare a usare i piedi, diventando meno diversi, più uguali agli altri. [...] Certo se vedo le foto di quando giocavo io e di adesso sembra passato un secolo. I guanti, per esempio. Non li ho usati per anni o al massimo quelli di lana se pioveva. A mani nude sentivo di più il pallone, anche col freddo. Poi sono arrivati quelli zigrinati, come le coperture delle racchette da ping pong, e adesso ci sono certi guanti che sembrano usciti dai laboratori della Nasa, ma non è il guanto che fa il portiere, e nemmeno la maglia rossa o gialla. Ai miei tempi, solo nera, o grigia. Colpiva di più la fantasia: se l'immagina se poteva esserci un ragno arancione, così come c'era il ragno nero, Jascin?
===[[Dino Zoff]]===
*Ero sempre alla ricerca, da portiere, della semplicità. E della perfezione, che però non ho trovato. Cercavo di supplire con il piazzamento alla teatralità di un tuffo ad angelo. [...] Non come certi esteti che amano più la foto della parata. Pensi che una volta, all'Olimpico, durante un Inghilterra - Italia mi fecero un tiro che necessitava di un tuffo plastico per prendere la palla. Mi ricordo che, mentre ero in volo, già mi vergognavo.
*Ho sempre desiderato essere portiere, forse perché in campo il portiere è un uomo solo e a me piacciono gli sport individuali.
*Il profumo dell'erba. Sì, l'odore verde del prato. Il portiere lo respira a ogni tuffo. Inebriante. Prima voli, poi atterri lì. E ti resta il sapore della libertà.
*{{NDR|«Perché sentì di fare proprio il portiere?»}} Me lo sono sempre chiesto. Ma in fondo è quello che più mi assomiglia, caratterialmente. Il portiere ha una immensa responsabilità, è l'unico che non può sbagliare. E però di quella responsabilità, se è bravo, conosce la gloria.
*{{NDR|«Ai vostri tempi non si diceva: "Quel portiere è bravo perché sa giocare coi piedi"...»}} No. Io ancora oggi dico: Quel portiere è bravo perché esce con coraggio, blocca la palla, ha un buon piazzamento, sa dirigere la difesa... [...] la realtà rimane la stessa: se un portiere sbaglia, il pallone finisce in gol. La sua resta quindi la figura più determinante di una squadra.
*Quello del portiere è un ruolo di responsabilità, di concretezza, di prevenzione, un qualcosa a parte rispetto agli altri calciatori: devono lottare contro tutti e con sé stessi.
==Altri progetti==
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Il Mereghetti
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Spinoziano
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[File:Regole dai film 3.svg|right|128px]]
Raccolta di '''regole''' tratte '''dai film'''.
==Regole dai film==
*– Abbiamo anche imparato una lezione.<br />– Sarebbe?<br />– Non fare qualcosa se non sai come diavolo farla. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Abbiamo solo tre regole. La prima: fai la tua parte. Non c'è spazio per i fannulloni. La seconda: non fare del male agli altri. Per andare avanti deve esserci fiducia tra noi. La terza e più importante: non provare a superare quei muri. (''[[Maze Runner - Il labirinto]]'')
*Ad ogni festa si mostra un film: è legge a Hollywood. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*Allora, l'ABC delle conferenze stampa. Vuoi sembrare intelligente? Rispondi alle domande ponendo altre domande e poi rispondi a quelle domande. (''[[Zootropolis]]'')
*– Allora, qual è la lezione numero tre?<br />– Arrivare alla lezione numero quattro. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Allora, ricordatevi le regole della gita: non spingete, non mordete e non sputate fiamme. (''[[Monsters University]]'')
*Allora, Tess, poche regole chiare: lei dovrà essere il mio collegamento con il resto del mondo, le persone mi giudicheranno attraverso di lei... sarà dura se ne avrà il motivo, sarà accomodante quando potrà esserlo, sarà precisa, puntuale e non farà promesse che non potrà mantenere. Io non sono mai al telefono, sono in riunione. Tess, dobbiamo essere una squadra, e come tale dobbiamo avere una divisa: semplice, elegante, impeccabile. (''[[Una donna in carriera]]'')
*Ascolta bene questo trittico: non mangiare mai roba estera ma mangia solo il rancio di tutti, dal pentolone; secondo, se ti senti male non marcare visita, meglio crepare in cella che all'infermeria; e terzo, anche all'aria, in cortile, non ci andare, che fuori fa caldo. (''[[Il giocattolo]]'')
*Ascolta, c'è una regola nel mondo dello spettacolo: mai lavorare con bambini o animali. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Ancora una regola: per vivere qui, devi lavorare. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Avrete tutti i cani francesi che vorrete. È costume che una sposa non conservi nulla che appartenga a una corte straniera. Una regola sempre osservata in tali occasioni. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Bene, allora hai rispettato la prima regola per essere un buon [[poliziotto]]: assicurati, quando hai finito il turno, di tornare a casa vivo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*Bisogna perdonare chi ci offende. Questa è la regola. (''[[Don Camillo (film 1952)|Don Camillo]]'')
*Cazzo fratelli, come va la vita? Ehi, se state guardando questo nastro, vuol dire che non ce l'ho fatta. O sono prigioniero, o peggio ancora... morto. Ma comunque stiano le cose, vi dirò le regole per sopravvivere a questa situazione. Regola numero uno: dovete essere veloci. Regola numero due: non dovete cadere. E regola numero tre: qualunque cosa facciate non voltatevi mai indietro. Ditemi buona fortuna. Frega e scappa!!! (''[[Scary Movie]]'')
*C'è solo una regola, reggetevi forte... ecco: non esiste alcuna regola. (''[[Rat Race]]'')
*C'è solo una regola: salvarsi il culo! (''[[Carlito's Way]]'')
*C'è una vecchia regola: se si è costretti a sparare, tanto vale uccidere. (''[[L'ora della furia]]'')
*C'eravamo dati una regola: mai liberare un individuo che ha raggiunto una certa età. È pericoloso. Il cervello stenta a rifiutare il passato. (''[[Matrix]]'')
*Che ci fai nel mio parco? Le conosci le regole: non si cammina sull'erba, non si piscia sugli alberi e non si spaccia. (''[[Streets of Blood]]'')
*Ci sono delle regole fondamentali da rispettare: fai sempre quello che puoi per la tua famiglia, vai a lavorare ogni giorno e di' come la pensi, non far male a nessuno se puoi evitarlo, e non trattare mai con i disonesti. (''[[Fuori controllo]]'')
*– Ci sono due ordini precisi in questo plotone. Uno: state attenti ai vostri piedi. Due: cercate di non fare niente di stupido, tipo farvi ammazzare!<br>– Spero proprio di non deluderlo. (''[[Forrest Gump]]'')
*Ci sono solo due regole: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me... e non puoi importi sul libero arbitrio. (''[[Una settimana da Dio]]'')
*Ci sono tre regole per vivere bene: mai fare a meno di dodici ore di sonno, mai giocare a carte ubriaco con in tasca il libretto degli assegni e mai andare a letto con una donna che ha un coltello tatuato sul braccio. Osserva queste tre regole e sarai sempre in una botte di ferro. (''[[Voglia di vincere]]'')
*Come essere un detective.<br>Regola 1. Perquisire tutti.<br>Regola 2. Cercare un indizio.<br>Regola 3. Esaminare tutte le finestre.<br>Regola 4. Cercare impronte digitali.<br>[...]<br>Regola 5. Pedinare da vicino il sospettato.<br>Regola 6. Chiamare la polizia.<br>Regola 7. Mantenere la calma. (''[[La palla nº 13]]'')
*– Come ha fatto ad ammazzarne tanti?<br>– Be', ho passato tutta la vita fra i prepotenti e ho sempre seguito una mia regola precisa.<br>– Che regola?<br>– Non sopporto ingiustizie, non sopporto insulti, non sopporto prepotenze. Se qualcuno mi offende o mi tradisce, prima o poi si aspetti la mia vendetta. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'')
*Come nuovo assistente ti atterrai alla regola delle 3 esse: servizio, solerzia, silenzio. (''[[Il grande e potente Oz]]'')
*Conoscete la legge: due uomini combattono, uno vive. (''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'')
*Conosci le regole: niente armi di sopra. (''[[Bad Girls]]'')
*Conosci le regole: niente gassosa in camera. (''[[Operazione Spy Sitter]]'')
*Conosco le regole, la prima dice: niente negoziati, se ti catturano sarai abbandonato. (''[[La morte può attendere]]'')
*Conosco una legge, io. Quella che dice che il mondo è diviso in due parti: metà scappa e metà insegue. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'')
*Da me voi sentirete solo tre ordini: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. (''[[Sierra Charriba]]'')
*Da trent'anni seguo una ferrea regola, come voi giovani dite spesso: chi piagnucola perde. (''[[4.3.2.1]]'')
*Direttiva settantacinque: mai fare domande a un agente sul campo. (''[[Johnny English - La rinascita]]'')
*Dobbiamo osservare le regole di un serial. Prima di tutti il numero dei morti aumenta. Seconda cosa: le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina... ci vanno a nozze gli spettatori. Terza cosa: se vuoi che il serial abbia il marchio di fabbrica non devi mai, dico mai... ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 2]]'')
*Dove vado io andate voi, regola numero uno. (''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'')
*– Dovremmo fare tutti un test psichiatrico.<br/>– È la regola numero quattro! (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale. (''[[La grande bellezza]]'')
*– E adesso voglio sentirti recitare le tre regole d'oro.<br />– Non tutte le tasche sono piene d'oro, ma tu controlla comunque!<br />– Controlla comunque!<br />– Esattamente, perfetto.<br />– Il crimine non paga a meno che sia il tuo lavoro!<br />– A meno che sia il tuo lavoro!<br />– Ah, e la terza?<br />– E se ti prendono mai, mai fare la spia!<br />– Mai, mai fare la spia!<br />– Scolpisci, scolpisci questa regola nel tuo cuore. Bene, non ho altro da insegnarti. (''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'')
*E io ho una regola: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. (''[[I comanceros]]'')
*È la prima regola sul parlare di religione ad una [[convegno|convention]]: non contraddire il cliente. No, mi correggo, è la seconda regola, la prima regola sul parlare di religione alle convention è no. [...] Non farlo. (''[[The Big Kahuna]]'')
*E la prima regola tra [[Amicizia|amici]] è potersi fidare l'uno dell'altro, giusto? (''[[L'incredibile volo]]'')
*È la mia ultima lezione: non commettere... non commettere crimini per cui stai scontando la pena. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'')
*– È la prima regola del [[giornalismo]]: dare al pubblico quello che vuole!<br />– Non è la prima regola del giornalismo! Credo che quella sia la prima regola dei circhi o dei demolition derby. (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
*È la regola: sono ammessi solo cani e gatti in casa. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*È la seconda regola del buon poliziotto: se vuoi mantenere un segreto, non dirlo al tuo capo. (''[[Gli intoccabili]]'')
*E ricorda la regola numero uno: occhi e orecchie bene aperti e bocca chiusa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'')
*È una mia nuova regola: presumere sempre che voi due mi nascondiate qualcosa. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*– Essere un [[gentiluomo|gentleman]] è qualcosa che si apprende.<br />– Sì, ma come?<br />– D'accordo... Prima lezione: dovevi chiedermelo prima di sederti. Seconda lezione: come si prepara un Martini. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*– Earl, non si fuma.<br />– Perché non posso fumare, lei non scende mai quaggiù.<br />– Non importa, è una regola. (''[[Cara, insopportabile Tess]]'')
*Fidarsi uguale fregarsi. Regola per sopravvivere. (''[[Sorvegliato speciale]]'')
*Forse è meglio se mettiamo la regola che non dovete uscire dalla vostra camera dopo le nove e mezzo. (''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'')
*Ho delle regole: se tu le rispetti io ti ricompenso. Se no ti punisco. (''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'')
*Ho una regola d'oro: non devi affezionarti a una famiglia perché ti cacci nei guai. (''[[The Women]]'')
*Ho una regola riguardo l'uccidere le persone. Be', in realtà nella vita ho due regole. Primo: non mi metto con i musicisti. Secondo: non uccido le persone, ok? (''[[Trappola in alto mare]]'')
*Ho una sola regola io: prendi quello che ti piace quando ti piace, non rimandare a domani il peccato che puoi commettere oggi. (''[[Immagini di un convento]]'')
*I piloti sono detenuti e le regole semplici: non ci sono regole. (''[[Death Race]]'')
*Il giudice conosceva bene la regola dei [[politica|politicanti]]: se non puoi battere il nemico, diventane il capo. (''[[La leggenda di Bagger Vance]]'')
*In fondo la nostra prima regola è: riprenditi sempre ciò che ti hanno tolto. (''[[Lupin III - L'amore da capo: Fujiko's Unlucky Days]]'')
*In questo momento c'è una sola regola: o la nostra via o vai fuori dai piedi. (''[[Matrix]]'')
*In tempi duri fa bene un po' di conforto: vecchia legge di guerra. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Io ho soltanto una regola, solamente una regola: se devi fare una cosa, falla bene, se non sai come farla chiedimela. (''[[Unstoppable - Fuori controllo]]'')
*Io ho soltanto una regola: tutti combattono, nessuno molla. Se non fate il vostro dovere, vi ammazzo. Mi avete capito? (''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'')
*Io ho una mia regola: quando uno mi paga gli porto sempre a termine il lavoro. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Io ho una regola: non discuto mai di lavoro mentre mi sto divertendo, e soprattutto mai quando bevo. (''[[Il sipario strappato]]'')
*– Io ho una sola regola: se mi rubi qualcosa...<br />– Sei un uomo morto. (''[[The Thieves]]'')
*L'amore è potere, Maria. Devi imparare a usarlo. Lascia che siano gli uomini ad amarti. Ma non devi mai, mai innamorarti di loro. Questa è la prima regola. (''[[Maria Maddalena (film 2000)|Maria Maddalena]]'')
*L'articolo sette del mio codice di sicurezza parla molto chiaro: ogni volta che termino una missione, mi prendo una lunga vacanza... possibilmente in buona compagnia. (''[[Un agente segreto al liceo]]'')
*L'unica regola è non farsi catturare. (''[[Monsters University]]'')
*L'unico modo sensato di vivere è senza regole. (''[[Il cavaliere oscuro]]'')
*La crema della crema riconosce sempre la pasta frolla come te. È una regola che devi scriverti sulle chiappe. (''[[E io mi gioco la bambina]]'')
*La mia prima regola è: spera per il meglio e aspettati il peggio. (''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'')
*La prima lezione l'hai imparata: l'amore si fa in due. (''[[Carne trémula]]'')
*La prima norma è lasciare in pace quelli del quartiere. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]'')
*La prima regola dei negozianti è avere qualcosa da scambiare. (''[[Giustizia privata]]'')
*La prima regola del teatro: lo spettacolo deve continuare. (''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'')
*La prima regola di quando si scappa è non correre, ma camminare. (''[[Captain America: The Winter Soldier]]'')
*La prima regola di una sana vita [[Sessualità|sessuale]] è non prendersi troppo sul serio. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*La primissima regola della vita politica è: non permettere mai a un presidente di mettersi al posto di guida di una macchina. Mai. Noi non siamo abituati a fare nulla per conto nostro, figuriamoci guidare. (''[[Frost/Nixon - Il duello]]'')
*La regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti. (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'')
*– La regola numero uno quando arrivi in albergo è presentarsi con il personale. Tu ti spari via un 300.000 e sei nel burro tutta la vacanza. [...] Vedi... il mio non è un punto di vista, è un teorema, claro!?<br>– Sì sì... li conosco i tuoi teoremi. Al mare si scende in spiaggia dopo le due...<br>– Esatto! Quando gli animali sono già in pensione alle prese con lo spago.<br>– E chi disfa le valigie è sempre la moglie...<br>[...]<br>– E poi è scattata la regola numero due: giro di ricognizione del pueblo alla ricerca de los amigos! (''[[Vacanze di Natale]]'')
*La regola principale per chi decide di vivere senza nessuna regola è di non farsi mai pescare. (''[[Il sole scotta a Cipro]]'')
*Lascia che l'offerta venga a te, regola prima. (''[[Mickey occhi blu]]'')
*Le dita servono a tenera la forchetta, e la forchetta serve a mangiare, regola di Giorgia. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'')
*Le regole dicono che per una sola vita non si fa saltare una copertura operativa. (''[[Salt]]'')
*Le regole di Dink sono: la responsabilità di arrivare sempre in tempo, per prima cosa. La seconda: tenere la testa sui numeri. Devi imparare a capire i numeri, è la cosa più importante. Regola numero tre: non rubare. Questa è la più dura da rispettare. (''[[Una ragazza a Las Vegas]]'')
*Le regole di procedura dicono: non si rischia un'irruzione se il sequestratore è pronto a uccidere per rappresaglia. (''[[Il negoziatore]]'')
*Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più. (''[[1997: Fuga da New York]]'')
*Le regole sono semplici, questo almeno dice mio fratello. Uno: evitare a tutti i costi gli infetti, il loro respiro è contagioso. Due: disinfettare ogni cosa che hanno toccato nelle ultime ventiquattr'ore. Tre: I malati sono già morti, nessuno li può salvare. Se infrangi le regole muori, se le segui vivi. Forse. (''[[Carriers - Contagio letale]]'')
*– Le spie non bevevano [[Martini (cocktail)|Martini]]? <br />– [[Scotch whisky|Scotch]], invecchiato almeno dodici anni. <br />– Dici sul serio? Regola dell'agenzia? <br />– No, mia. (''[[Spy Game]]'')
*– Lei non si può rivolgere a un generale dicendo "salve".<br />– Cos'è, una nuova regola?<br />– No... vecchia. (''[[Good Morning, Vietnam]]'')
*Lezione di marketing numero uno: non uccidere il consumatore, danneggia il tuo business. (''[[Fast Food Nation]]'')
*Lezione dodici: uomo armato, scendi a razzo dall'auto! (''[[National Security - Sei in buone mani]]'')
*Lezione numero uno. Con grattino, il Tanga, il Tagadà, come lo chiamate voi, ''Rischia e Vinci'', non si vince un cazzo. Invece di ''Rischia e Vinci'' si doveva chiamare ''Rischia e Perdi'', perché il banco, cioè lo Stato, vince sempre. (''[[Io sono Tempesta]]'')
*Lezione numero uno: mai attaccare per rabbia. (''[[La maschera di Zorro]]'')
*Lezione numero uno: puoi viaggiare nel tempo quanto vuoi, ma non puoi costringere una persona ad amarti. (''[[Questione di tempo]]'')
*Lezione numero uno, Poppy: per me le discussioni sono come i night club, evito di entrarci se mi è possibile. (''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'')
*Lo sai Harry, muoiono sempre tre alla volta. Non l'hai notato? [...] Quando un personaggio muore, altri due lo seguono entro pochi giorni. È quasi una regola. Le celebrità muoiono a gruppi di tre. (''[[Scommessa con la morte]]'')
*– Nella [[vita]] ci sono tre regole. Uno: c'è sempre una vittima. Due: l'importante è che non sia tu.<br />– E la terza?<br />– Me la sono dimenticata. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'')
*Mettiamo una regola nuova: quando io sto qua e mi senti battere a macchina... o non mi senti battere a macchina, qualsiasi cazzo tu mi senti fare qui, quando mi trovo qui vuol dire sempre che sto lavorando! (''[[Shining]]'')
*Mi hanno insegnato quattro regole. Uno: non fare domande, non ci sono cose giuste o sbagliate. Due: al di fuori del tuo lavoro evita le relazioni, non ti fidare di nessuno. Tre: cancella ogni traccia, non ti fare notare, passa inosservato. Quattro: sappi quando è ora di smettere, non stare lì a pensarci, prima che sia troppo tardi, prima di perdere il vantaggio, prima... di diventare tu il bersaglio. (''[[Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino]]'')
*Mi ricordo la regola numero uno: sei responsabile per i tuoi ospiti. (''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'')
*Mi zio mi ha insegnato una regola: quando metti sotto qualcosa, continua per la tua strada. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*Nel nostro lavoro sono vitali poche regole auree: operare sempre in piccoli gruppi, mantenere un profilo basso, trattare solo con gente di sicure referenze. Insomma, è un commercio come un altro. Lavatrici, scarpe su misura, pompini. Se non gli dai fregature, il cliente si affeziona e torna. (''[[The Pusher]]'')
*Nessuna regola in particolare, tuttavia colui che mostrasse una condotta scorretta sarà coperto d'infamia eterna! (''[[Porco Rosso]]'')
*Non avere paura di dire quello che pensi, non pensare "Questa è una cosa troppo grande per me". È grande, sicuro, ma dipende da quello che ognuno di noi saprà fare. Lezione di storia numero uno. (''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'')
*Non corteggiarmi, non ti azzardare... questa è la regola numero uno. Ok? E niente regali. Regola numero due: non cercare di provarci con me, o di tastarmi o di approfittare di situazioni che potresti trovare eccitanti, è chiaro? Queste sono solo lezioni io sono la maestra e tu l'allievo. [...] Quindi niente toccamenti o carezze, se mi tocchi o mi accarezzi io ti faccio male, ti faccio a pezzi, pratico l'arte del karate. [...] Ok, regola numero tre: se faremo questa cosa devi promettermi che tutto quello che ti dirò resterà in questa stanza, non puoi parlarne con nessuno, chiaro, nessuno. (''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'')
*Non possiamo parlare con la gente del passato dei salti nel tempo; io ho infranto la regola, e quindi non potrò rivederti mai più. (''[[La ragazza che saltava nel tempo]]'')
*Non si avvicini a quel vetro, non lo tocchi. Non gli passi nulla se non carta soffice, niente matite o penne, niente punte metalliche o attaché sulla carta. Usi il porta-vivande scorrevole in ogni caso. Se tenta di passarle qualcosa, non accetti. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*– Okay, facciamo festa, eh, ma prima ripetiamo attentamente le regole. Perché... come ci si diverte senza regole? Agnes piano coi churros, Edith non uccidere nessuno, Margo...<br />– Hola, Señor Gru!<br />– Okey! Devono esserci due metri regolamentari di distanza tra te e i ragazzi. Soprattutto questo ragazzo!<br />– Ahah! Che spiritoso! Non ci sono regole, Señor! È il [[Cinco de Mayo]]. (''[[Cattivissimo me 2]]'')
*Prima di tutto stabiliamo le regole: il limite di tempo è di trenta minuti, potete nascondervi ovunque, dal primo al settimo piano; però dovete stare alla larga dalle cabine, dalle zone riservate al personale di bordo, da docce e spogliatoi, siamo intesi? (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Prima regola: Angela non conosce tutte le regole. (''[[Omicidio in diretta]]'')
*Prima regola, Clarice: semplicità. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'')
*Prima regola del comando: ogni cosa è colpa tua. (''[[A Bug's Life - Megaminimondo]]'')
*Prima regola dell'aviazione: mai sparare al pilota. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'')
*– Prima regola della vita: si forte, mantenere la forza significa risolvere ogni problema. [...] Seconda regola: non fare né tollerare mai nulla di male. E terza regola...<br>– Non dimenticare mai le prime due regole. (''[[Neerja]]'')
*Prima regola dell'[[improvvisazione]]: fare tesoro di tutte le informazioni, se qualcuno dice una cosa tu segui l'idea, non negarla. (''[[Mia moglie per finta]]'')
*Prima regola di un assassinio: eliminare gli assassini. (''[[Rotta verso l'ignoto]]'')
*Prima regola di un crimine: la semplicità. (''[[Coma profondo]]'')
*Prima regola di un mago: essere sempre quello più sveglio nella stanza. (''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'')
*Prima regola: fallo ridere. Seconda regola: usa sempre abiti sexy. Terza: mostrati sempre interessata. Quarta: sorprendilo costantemente. Quinta: bacialo con passione, quando l'amore finisce è ora di guardarsi intorno. (''[[5 appuntamenti per farla innamorare]]'')
*Prima regola: la scena del delitto va lasciata pulita. Non toccare niente, tesoro. Seconda regola: niente colluttazioni o scontri fisici per non lasciare segni. Terza regola: movente. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*– Prima regola?<br>– Mai entrare nello studio di papà.<br>– E la tua prima regola?<br>– Tener chiuso lo studio di papà. (''[[Sinister]]'')
*Prima regola: zitto e mosca. Secondo: il biglietto non lo porterei né in banca, né dall'avvocato, né tantomeno dal notaio, non lo direi manco a mi moglie. E il biglietto te lo devi nascondere a casa e te lo devi scordare per sei mesi come minimo. (''[[Ho vinto la lotteria di capodanno]]'')
*Prima regola: mai seguire le indicazioni di un [[alligatore]]! (''[[La principessa e il ranocchio]]'')
*Prima regola: mai togliere lo sguardo dall'avversario. (''[[Iron Man 2]]'')
*Prima regola: niente visite di uomini, o cose simili. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*Prima regola: non farsi prendere dal panico. (''[[Scuola di polizia]]'')
*Prima regola: puntiamo solo i ricchi e nessuno con bastone o carrozzina, porta iella. (''[[Focus - Niente è come sembra]]'')
*Prima regola: sempre avere un [[piano B]]. (''[[A Week Away]]'')
*– Qual è la prima regola che ti ho insegnato in questo lavoro?<br />– «La pulizia innanzi tutto»?<br />– Molto spiritoso. «Non farti coinvolgere». (''[[Cube Zero]]'')
*– Qual è la prima regola di una rapina in banca?<br />– Nessuno deve morire.<br />– La seconda?<br />– Mai prendere più di quanto tu possa portare con una mano.<br />– La terza?<br />– Evitare ogni danno. (''[[Bandidas]]'')
*– Qual è la prima regola?<br>– Respirare. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'')
*– Qual è la regola?<br />– Se ti sento attraverso la parete non significa che devo partecipare. (''[[Amore a mille... miglia]]'')
*– Qual è la regola numero uno a poker?<br />– Mai puntare su...<br />– No, no... lasciare le emozioni fuori dalla porta. (''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'')
*Quarta signora, è consono alla regola rendere omaggio agli avi e alle altre signore. (''[[Lanterne rosse]]'')
*Quello che dovete fare è seguire tre semplici regole. Uno: mai sottovalutare il proprio avversario, aspettarsi sempre il peggio. Due: cercare di portarlo fuori, mai scatenare una rissa all'interno del locale, quando se ne può fare a meno. E tre: gentilezza. (''[[Il duro del Road House]]'')
*Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'')
*Qui a bordo abbiamo delle regole e saranno rispettate. È un po' come all'asilo infantile, tenete le mani in tasca e la voce a un volume ragionevole; chi dovesse sentire il bisogno di gridare, sputare, o mordere, avrà il trattamento. (''[[Con Air]]'')
*Qui c'è una regola che tutti rispettiamo, dottore. Non parlare di lavoro fuori servizio. (''[[Cittadino dello spazio]]'')
*Qui ci sono due regole: non farti i clienti. [...] Seconda regola: non portare mai i tuoi ragazzi nel mio bar. (''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'')
*Qui la regola è il silenzio assoluto. (''[[Papillon]]'')
*Qui la regola in cucina, signore, è sempre stata che la cuoca cuoce la colazione da cuocere, il suo aiuto tosta il toast. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'')
*– Regola numero due...<br />– Non giudichiamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*Regola numero quattro: il taxi non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! (''[[Tu la conosci Claudia?]]'')
*Regola numero sette: niente deve ostacolare la ricerca. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*Regola numero uno: ascoltare... ascoltare. (''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'')
*Regola numero uno da queste parti: sempre, no... mai uscire se c'è una tempesta. (''[[Monsters & Co.]]'')
*Regola numero uno: date sempre retta a Buck. Regola numero due: restate al centro della pista. Regola numero tre: chi fa le puzze viaggia in fondo al branco. (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'')
*Regola numero uno: dovete scegliere quello fra di voi che dovrà morire. Regola numero due: il prescelto o la prescelta dovrà essere d'accordo sulla sua morte. Regola numero tre: nessuno può offrirsi volontario. Se non vorrete giocare, sarete uccisi tutti. (''[[Uno dovrà morire]]'')
*Regola numero uno: i poliziotti sono tutti un po' svitati. (''[[La tela dell'assassino]]'')
*Regola numero uno: Karate è solo per difesa. Regola numero due: prima impara regola numero uno. (''[[Karate Kid II - La storia continua]]'')
*Regola numero uno: mai andare in giro con un testimone. (''[[Gli occhi del delitto]]'')
*Regola numero uno: mai caricare il primo colpo. (''[[Nome in codice: Nina]]'')
*Regola numero uno: mai dare il tuo portafogli a un ladro. (''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'')
*Regola numero uno: mai la prima pallottola. (''[[Nikita (film)|Nikita]]'')
*– Regola numero uno: nessuno entra più in questa stanza.<br />– Nessuno, assolutamente. Metto un cartello più grande.<br />– Sì, un cartello più grande è meglio. Regola numero due: fate quello che dico io senza fare domande.<br />– Sì, certo.<br />– E regola numero tre: non provare a ridipingermi la stanza. (''[[3 Days to Kill]]'')
*Regola numero uno: niente bestemmie, non voglio che il nome di Dio sia nominato invano nella mia prigione. Le altre regole col tempo le scoprirete. (''[[Le ali della libertà]]'')
*Regola numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. (''[[28 giorni dopo]]'')
*– Regola numero uno: non fare mai niente da te stesso, quando c'è un altro che può farlo per te.<br />– E la numero due?<br />– Numero due: in Giappone, gli uomini vengono primi, e le donne seconde. (''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'')
*Regola numero uno: non farti mai beccare. (''[[La regola del sospetto]]'')
*Regola numero uno: non lasciarsi mai coinvolgere. (''[[La rapina perfetta]]'')
*Regola numero uno: non le guardare mai. Le donne sono come i cavalli, si spaventano subito. (''[[La rivolta delle ex]]'')
*Regola numero uno: non parlare delle cose che diciamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'')
*– Regola numero uno: non si toglie mai la maschera, capito? Qualsiasi cosa succeda non toglierti mai la maschera.<br />– Mi dispiace, Kansas.<br />– Oh Gesù, no! Regola numero due: niente nomi, niente nomi porca puttana. (''[[Le insolite sospette]]'')
*– Regola numero uno: non sottovalutare mai l'avidità degli altri!<br />– Regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. <br />– Esatto, regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. Ma qualcuno le regole non le segue mai. (''[[Scarface]]'')
*Regola numero uno: o mi paghi o non lavoro. (''[[The Lincoln Lawyer]]'')
*Regola numero uno: parli solo quando glielo dico io. Regola numero due: risparmi a suo onore commenti non richiesti. Regola numero tre: a suo onore non piace ascoltare le voci degli avvocati che invece adorano ascoltare se stessi parlare. (''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'')
*Regola numero uno: prendere i soldi dalle tasche del tuo cliente e metterli nelle tue. (''[[The Wolf of Wall Street]]'')
*Regola numero uno: questo mestiere, nella vita reale, è noioso. (''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'')
*Regola numero uno, ricordi? Non colpire per primo, ma colpisci per ultimo. (''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'')
*Regola numero uno: rosso è il colore del sesso, bordeaux è il colore delle borse dell'acqua calda. (''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'')
*Regola numero uno: voi non dovete toccare assolutamente niente! [...] Ok, regola numero due: non dovete disturbarmi mentre lavoro. Regola numero tre: non dovete piangere, o lamentarvi, o ridere, o sghignazzare, o starnutire, o fare ruttini e puzzettine. Quindi, niente, niente, niente rumori molesti. Chiaro? (''[[Cattivissimo me]]'')
*Regola principale: mettersi al sicuro. (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'')
*– Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />– Regola quattro: non barare. (''[[La spada nella roccia]]'')
*Regole della casa: telefono solo quello in cucina. La televisione dite a tutti che è rotta. Nessuno sale se vostro figlio fa rumore. (''[[C'eravamo tanto odiati]]'')
*Regole della prigione. Regola uno: i prigionieri tra di loro si chiameranno sempre e soltanto per numero. Regola due: i prigionieri dovranno rivolgersi rispettosamente alle guardie dicendo "Signor agente di custodia". Regola tre: allo "Spegnete le luci", i prigionieri dovranno smettere di parlare. [...] Regola quattro: i pasti vanno consumati interamente, ripeto, consumati interamente. [...] Regola cinque: qualsiasi ordine dato dagli agenti di custodia, va eseguito immediatamente dai prigionieri. Regola sei: non osservare le regole comporterà una punizione. (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'')
*Ricordati le cinque regole del [[dodgeball]]: schiva, piegati, evita, tuffati e... schiva. (''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'')
*Rispettate le quattro regole fondamentali. Uno: guardate il vostro cliente negli occhi. Due: sorridete. Tre: date la sensazione del successo, la gente preferisce avere a che fare con chi ha successo piuttosto che con chi è fuori gioco. E quattro: siate entusiasti, l'entusiasmo è contagioso. (''[[L'ottavo giorno]]'')
*Sai, c'è una regola nello sport: mai fare qualcosa di grande se non sai reggere le congratulazioni. (''[[Le riserve]]'')
*– Sai qual è la prima regola dell'etichetta scolastica? In una cantina senza finestre non si deve scoreggiare.<br />– No, la prima regola e far finta di dormire quando il compagno di stanza... si fa certe cose.<br />– La prima regola è aspettare che il compagno di stanza si addormenti, prima di fare certe cose. (''[[Toy Soldiers - Scuola di eroi]]'')
*Se avete a che fare con una trilogia eccovi delle super regole per le trilogie. Primo: avete un killer super sovrumano, non servirà pugnalarlo e neanche sparargli, praticamente nel terzo capitolo dovrete congelarli la testa, decapitarlo o farlo saltare in aria. Secondo: chiunque, anche il personaggio principale può morire. [...] Terzo: il passato tornerà a mordervi le chiappe, ragazzi. Pensate di sapere tutto del passato? Non è vero, il passato non è sepolto, anche i peccati commessi nel passato stanno per tornare, vi piomberanno addosso e vi distruggeranno. Quindi, concludendo, lasciate che vi dica... buona fortuna, Dio vi guardi. E per alcuni di voi, a presto. Perché le regole dicono che alcuni di voi non ce la faranno. ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 3]]'')
*Se castigo ha da essere, castigo sia. Se grazia ha da essere, grazia sia. Questa è la mia legge. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'')
*Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione... ti mandano da noi. Mh, Alcatraz è una prigione diversa dalle altre negli Stati Uniti. Qui ogni detenuto deve restare in isolamento, in una cella individuale. A differenza dei miei predecessori, i direttori Johnson e Blackwell, io non do nessun tipo di premio per buona condotta e non riconosco comitati di detenuti. I detenuti qui non mettono il becco in quello che si fa, lo fanno e basta. Non avete il permesso di ricevere giornali o riviste con notizie di cronaca. La conoscenza del mondo esterno si limita a quello che vi dico io. Da oggi in poi il tuo universo sarà costituito solo da quello che succede in quest'edificio. Ti raderai una volta al giorno, due volte alla settimana farai la doccia e i capelli una volta al mese. E adesso quello che ti è permesso: puoi parlare, puoi lavorare. Gli altri istituti fanno lavorare tutti, ma qui da noi è un privilegio che ti devi guadagnare. E ti garantisco che è un privilegio a cui terrai moltissimo. Le visite: ne hai diritto a due al mese. Non possono essere ex detenuti di questa o di qualcun'altra prigione federale. Tutti i nomi che sottoporrai verranno controllati dall'FBI. (''[[Fuga da Alcatraz]]'')
*– Seguo la regola di mio padre, sul bere.<br />– Che sarebbe?<br />– Non bere mai per stare meglio, bevi solo per stare ancora meglio. (''[[Come lo sai]]'')
*Se mio figlio sta male, io corro, è la regola. (''[[Partnerperfetto.com]]'')
*Se vuoi venire con me ecco le regole: hai due soste per il bagno e una pausa di diciannove minuti per mangiare, il turismo è rigorosamente vietato tranne alcuni siti di grande valore storico. Inoltre ho quindici semplici domande che ti riguardano, a cui vorrei che rispondessi. Andiamo! Regola numero quattro: passo svelto, non posso aspettarti ogni due minuti. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'')
*– Senta mister, ci sono tre regole da seguire, però.<br>– Ah, sì? E quali sarebbero?<br>– Lo tenga lontano dalla luce, lui odia la luce forte, specialmente quella del sole. Morirebbe. E lo tenga lontano dall'acqua, non lo faccia bagnare. Ma la cosa più importante, la regola che non dovrà mai dimenticare è che anche se lui piange, anche se fa scena e la supplica lei non dovrà mai, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ha capito? (''[[Gremlins]]'')
*Sentite amico, la regola fondamentale del poker, con qualunque sistema e dovunque lo giochiate, sia all'equatore che al circolo polare, è paga o sta' zitto! (''[[Posta grossa a Dodge City]]'')
*– Soltanto poche regole. Numero uno: entrambi scriverete le promesse di matrimonio, li c'è un taccuino e potrete scambiarvi le promesse soltanto il giorno della cerimonia.<br />– Ok, qual è la numero due?<br />– Niente sesso fino alla luna di miele. (''[[Licenza di matrimonio]]'')
*– Sonny mi ha insegnato una regola. [...] Non farsi mai prendere vivi. [...]<br>– È una pessima regola. [...]<br>– È una bella notte per morire. (''[[Infiltrato speciale]]'')
*Sono solo due le regole che contano davvero: quello che un uomo può e quello che un uomo non può. (''[[La maledizione della prima luna]]'')
*Stare in guardia è una norma elementare. Se ti scordi di osservarla, non campi molto a lungo. (''[[Sinfonia per un massacro]]'')
*Tre condizioni. Voglio indirizzo e numero di telefono della casa. Se ti sposti voglio sapere dove vai e insieme a chi stai. Chiamami appena atterri e ogni sera prima di andare a dormire. (''[[Io vi troverò]]'')
*Unica regola. Restare in luce. (''[[Pitch Black]]'')
*Uno: non intendo lasciare più nulla al caso. Due: sposerò la ragazza che è sulla mia moto. Tre: diventerò ricco. Quattro: avremo una casa. Una grande casa. Tutta arancione. Con un giardino. E due figli, Paul e Michael. Cinque: avremo una decappottabile. Una decappottabile rossa e una piscina. Imparerò a nuotare. Sei: non voglio fermarmi finché non ci sarò riuscito. (''[[Mr. Nobody]]'')
*Va bene, solo qualche piccola regola: niente pianti, niente lamenti, non ti permettere di alzare la gambetta in casa, questa non è camera tua. Non sbavare, non masticare, avrai un collare anti pulci, questa non è camera tua. Non implorare il cibo, non ti leccare le palline e non ti permettere di bere nella tazza del cesso, questa non è camera tua. (''[[Turner e il casinaro]]'')
*Vacci piano! Ne ho fatto una regola di non possedere mai le possedute. Veramente è più un indirizzo che una regola! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Vedi Dora, nella mia vita c'è stata solo un parola d'ordine: dignità, sempre dignità. Questa massima mi fu instillata dai miei genitori sin dall'infanzia. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*Voi vi atterrete a tre semplici regole. Prima: non vi fidate di nessuno, qualunque divisa porti e qualunque sia il suo grado, a meno che non lo conosciate personalmente. Secondo: su qualunque cosa mobile che si avvicini a meno di duecento metri si dovrà aprire il fuoco. Terzo: se avrete dei dubbi, prima sparare e poi chiedere spiegazioni. Io preferisco le perdite insignificanti che ne potrebbero derivare al rischio che la base venga occupata o distrutta dal nemico. Qualsiasi modifica a queste disposizioni potrà essere fatta solo da me. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'')
===''[[A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar]]''===
*– Congratulazioni, Miss Rodriguez, era la fase numero uno verso la vera regalità.<br>– Ay, Dios mio! Già la prima fase!<br>– Oh, sì. I buoni pensieri siano la tua spada e il tuo scudo.
*Fase due per diventare una drag queen: ignorare le avversità.
*Fase quattro: più grande della vita stessa... è questa la giusta misura!
*La fase tre: conformarsi alle regole dell'amore.
===''[[Babylon A.D.]]''===
*Dovunque vada lei, vado io. Questa è la regola numero uno. Regola numero due: meno contatti ha con il mondo esterno e meglio è.
*Io invece di regola ne ho solo una. Non mi rompa le palle.
*La vita è semplice: uccidere o essere uccisi, non immischiarsi mai e finire sempre il lavoro. È il codice dei sopravvissuti, il mio codice.
===''[[Benvenuti a Zombieland]]''===
*Ma perché io sono ancora vivo mentre tutti sono diventati cibo? Perché io seguo le regole... Regola numero uno per sopravvivere a Zombieland: allenamento. [...] Dovevi procurarti un'arma e imparare a usarla, il che porta alla seconda regola: il doppio colpo; in quei momenti, se non sei sicuro che i non morti siano morti, non lesinare sui proiettili. [...] Regola numero tre: attento al bagno. [...] E siamo alla regola numero quattro, che è abbastanza ovvia: allaccia la cintura, può salvarti la vita.
*Altra regola per sopravvivere a Zombieland è viaggiare leggeri, evitare ogni zavorra.
*Regola numero ventidue: nel dubbio lasciati una via d'uscita.
*Regola numero trentadue: goditi le piccole cose.
*Lo giuro, vorrei davvero far colpo su Wichita, ma violerei la regola diciassette... forse la madre di tutte le regole: non fare l'eroe.
===''[[Don't Say a Word]]''===
*Regola numero uno: non sei tu che fai le richieste, tu ascolti quello che dico io.
*Regola numero due: non provare a chiamare o a mandare segnali a nessuno, se lo fai... uccido tua figlia. Non perché io lo voglia fare, perché queste sono le regole.
*Regola numero tre: hai tempo fino alle diciassette di oggi.
*Regola numero uno: basta orologio. [...] Regola numero due: voglio parlare con mia figlia adesso. [...] Regola numero tre: basta telefono.
===''[[Entrapment]]''===
*Quando cambi partner devi cambiare anche le regole. E la nuova regola è questa: Mac porta a termine il lavoro e in cambio io gli guardo le spalle.
*Regola numero uno: mai portare con sé un'arma, prima o poi si è tentati di usarla.
*Regola numero due: mai fidarsi di una donna nuda.
===''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]''===
*Ho solo tre regole: lecca la fica, fuma erba e sorridi sempre.
*– Nei vostri armadietti troverete una copia con le cinque regole che i prigionieri devono seguire. Per favore, leggetele ad alta voce con me. Regola numero uno...<br>– ...i prigionieri devono fare tre pasti al giorno e tutto il cibo deve essere consumato. Due: ci saranno trenta minuti di ricreazione giornaliera. Tre: i prigionieri possono accedere solo alle aree a loro designate. Quattro: i prigionieri possono parlare solo quando ci si rivolge a loro. E cinque: I prigionieri non possono toccare le guardie in nessuna circostanza.<br>– Quelli che infrangono le regole dovranno essere puniti commisuratamente. [...] Questo esperimento non riguarda i singoli individui. Se una qualsiasi persona si ritira è finito. Se un prigioniero infrange le regole avrete trenta minuti per scegliere un provvedimento disciplinare. Se fallirete nel farlo quella luce rossa si accenderà, l'esperimento sarà terminato e voi non verrete pagati. [...] O manterrete una severa disciplina o non sarete pagati. Ci vediamo tra due settimane.
*– Regola numero uno: ripulite il piatto.<br>– {{NDR|Scherzando}} Regola numero sei: mangiate merda di cane!
*È la regola numero uno adesso: nessuno può parlare con loro.
===''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''===
[[File:Fight Club Graffiti (3370196627).jpg|thumb|«Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club».]]
*La prima regola del progetto Mayhem è: non si fanno domande.
*La seconda regola è: non si fanno domande.
*Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida "basta", si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere!
===''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]''===
*Regole fondamentali: nessuna donna si sveglia al mattino dicendo: «Dio, spero tanto di non essere rapita dal principe azzurro oggi».
*Regole fondamentali: non importa cosa, non importa quando, non importa chi; ogni uomo ha l'occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna, gli serve solo il cavallo giusto.
*Regole fondamentali: non esistono.
===''[[Il giocatore - Rounders]]''===
*Regola fondamentale: calcola sempre tutte le possibilità.
*Regola numero uno: getta le carte quando sai che non sono vincenti, lascia la mano.
*Generalmente la regola è: più l'avversario è simpatico, meno sa giocare.
*La regola è questa: una volta che hai scoperto il gioco dell'avversario non devi farlo trasparire.
===''[[L'uomo del giorno dopo]]''===
*È la mia regola: evita la civilizzazione, ad ogni costo.
*Io sono il capo del clan, adesso. Ci saranno nuove leggi. Legge uno: non più uccisioni. Dovrà regnare la pace!
*Legge otto: vivi e lascia vivere.
===''[[La dura verità]]''===
*Regola numero uno: nessuna critica.
*Regola numero due: ridi a tutto quello che dice.
*Numero tre: gli uomini hanno l'occhio lungo.
*Regola numero quattro: non parlare dei tuoi problemi, gli uomini non ascoltano e non gliene frega niente.
===''[[Lord of War]]''===
*Ho le mie regole: tu non paghi, tu non giochi.
*La prima e più importante regola del contrabbando d'armi è mai farsi sparare con la tua stessa merce.
* La seconda regola del trafficante di armi è assicurarsi di poter essere sempre pagati, preferibilmente in anticipo, l'ideale su un conto offshore.
*Una cosa è più che certa, Vitaly stava rompendo la regola principale del trafficante: mai prendere un'arma davanti ai clienti.
===''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]''===
*Regola numero uno: niente risse.
*Regola numero due: mastica a bocca chiusa.
*Regola numero tre: niente grugniti.
===''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]''===
*La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica. La prima regola di ogni partita o truffa è che l'unico modo per diventare più furbi, è giocare contro un avversario ancora più furbo. La seconda regola, più sofisticato è il gioco, più sofisticato è l'avversario. Se l'avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l'ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere.
*Ricorda chi sono Jake: due truffatori. Volevi delle risposte e ti hanno dato degli indovinelli. Conosci le regole: più ascolti, e più è dolce il tono.
*Un uomo saggio una volta mi ha detto che esiste solo una regola, una piccola domanda che porta a ogni successo: più un uomo investe in questa domanda, più quel uomo diventa potente. Ha idea di quale sia, signor Green? "Qual è il mio guadagno?" (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'')
===''[[Scream]]''===
*Ci sono delle regole precise che devono essere rispettate se si vuole sopravvivere in un horror, va bene? E vado a incominciare. Numero uno: non si deve mai fare sesso. Mai! No! È proibito! È proibito! Sesso uguale morte! Va bene?! Numero due: mai ubriacarsi o drogarsi. No, perché è il peccato, peccato per estensione della regola numero uno. E numero tre, mai, mai e poi mai in nessun caso dire: torno subito. Perché non si torna più! ([[Randy Meeks]])
*Se non rispetti le regole, sei un uomo morto. Ti troverò in cucina con un pugnale nel cuore. ([[Randy Meeks]])
*Ora devi morire: sono le regole!
===''[[Scream 4]]''===
*– Ci sono ancora delle regole, ma sono diverse. L'inaspettato è il nuovo cliché.<br />– Sì, devi avere una sequenza iniziale che spacca, utilizzare una regia da video musicale e gli omicidi devono essere molto più estremi.<br />– Il pubblico ormai conosce le regole degli originali e l'opposto diventa il nuovo standard. In pratica come fai a sopravvivere in un film horror moderno? Il solo modo è essere gay.
*La festa è il falso finale. Nuove regole.
*Hai dimenticato la prima regola dei remake: non cambiare l'originale.
===''[[The Transporter]]''===
*Regola uno: mai cambiare i patti.
*Regola due: mai fare nomi.
*Regola tre: non aprire mai i pacchi.
==Voci correlate==
*[[Regola]]
{{Raccolte dai media|Regole|dai film}}
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[[Categoria:Regole dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Livio Berruti
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Danyele
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wikitext
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[[Immagine:Livio_Berruti_1960.jpg|thumb|Livio Berruti ai Giochi olimpici di Roma 1960]]
'''Livio Berruti''' (1939 – 2026), velocista italiano.
==Citazioni di Livio Berruti==
{{cronologico}}
*Era il 1960: altri tempi, altro sport. Un'epoca fatta di romantici ingenui con la voglia di emergere, di competere, di tentare la grande sfida. Ma la vittoria, la gara, lo sprint che si consumava in soltanto pochi secondi, non era il momento conclusivo delle nostre vite ma una tappa di un'esistenza piena e fatta di tante cose. Ci sentivamo più puri, fieri di esserlo, avevamo il cuore pulito. Adesso tutto è cambiato, non in meglio purtroppo: il mondo sportivo ha ceduto alla massificazione selvaggia, a una forma di industrializzazione spietata che ha scelto il denaro come suo triste caposaldo. Noi avevamo un approccio dilettantesco se essere dilettanti significa mostrarci semplici, voler essere liberi di rivendicare la propria identità senza l'asfissiante ansia del risultato a tutti i costi. Oggi, se non vinci, se non sei sempre sulla vetta, senza una telecamera che ti riprende o un riflettore sotto il quale esibirti come un burattino, non sei niente. Gli sponsor prevalgono, le logiche di mercato regnano incontrastate: se non arrivi al top, ti buttano via come un oggetto usurato: è la logica 'usa e getta' dello sport contemporaneo.<ref>Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/08/09/quando-livio-berruti-scrisse-per-lansa-quei-giochi-per-cuori_ad926fbd-2916-44f7-859f-7911884bfd1c.html Quei Giochi per cuori puliti]'', ''ansa.it'', 14 luglio 2010.</ref>
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me [[Derby di Torino|i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza]]. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], [[Renato Zaccarelli|Zaccarelli]] e [[Claudio Sala|Sala]] una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi.<ref>Citato in Elisa Genesio, ''Berruti: «Convertito al granata»'', ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 8; citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=119503 Livio Berruti: "Ammiro lo stile Juve, ma il mondo del Toro mi ha stregato"]'', ''tuttojuve.com'', 1º dicembre 2012.</ref>
*Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione. [[Pietro Mennea|Mennea]] è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Atletica/21-03-2013/morte-mennea-berruti-asceta-sport-pescante-il-piu-grande-92593450722.shtml Morte Mennea, Berruti: "Asceta dello sport". Simeoni: "Un pezzo della mia vita"]'', ''gazzetta.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*Era chiuso e scontroso. Incredibilmente suscettibile. Io ero Platone, lui Aristotele: agli antipodi. Del tormento ed estasi di Michelangelo, Mennea era solo tormento.<ref name=berruti>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2013/marzo/22/Berruti_rimane_solo_Troppo_tormentato_co_0_20130322_71c3682c-92ba-11e2-9f8c-be38f41d4b93.shtml Berruti rimane solo «Troppo tormentato per andarci d'accordo»]'', ''Corriere della Sera'', 22 marzo 2013.</ref>
*La verità è che ognuno è campione del suo tempo: io vivevo di slanci dilettantistici, lui portò all'esasperazione il concetto di professionismo. Io correvo sulla terra battuta, lui sul sintetico. Io ero per lo sport come divertimento e lui come affermazione del proprio ego.<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Perché lei e Mennea non vi siete mai piaciuti?»}} Perché appartenevamo a mondi diversi e antitetici. Io con il sorriso e la gioia di fare atletica, lui sempre tormentato e sofferente: il più grande masochista della storia della velocità.<ref name=berruti/>
*Rispettavo la sua dedizione e il suo atteggiamento maniacale. Lo sport, però, deve essere esempio per i giovani e io ancora oggi mi chiedo: quanto è stato utile tramandare quell'immagine di sofferenza?<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Le mancherà Mennea almeno un po'?»}} Sono d'accordo con [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] quando diceva che il progresso è la dialettica degli opposti. Da ieri, ecco, mi mancherà il mio opposto.<ref name=berruti/>
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Atletica/03-09-2025/berruti-la-curva-dei-200-ben-fatta-esperienza-erotica-io-e-mennea-agli-antipodi-1.shtml Berruti: "Fare bene la curva dei 200 è un'esperienza erotica. Io e Mennea come Platone e Aristotele"]''|Dall'intervista di Pier Bergonzi, ''gazzetta.it'', 3 settembre 2025}}
*{{NDR|Sulla vittoria dell'oto olimpico a Roma 1960}} Ripenso al mio stato d'animo in quei pochi secondi, una ventina che possono essere tutto o niente. Non lo davo a vedere, ma ero terribilmente preoccupato perché temevo di avere speso tutto nella semifinale che avevo vinto due ore prima, eguagliando il record del mondo in 20"5. Pensavo che avrei dovuto fare la curva perfetta e ci sono riuscito. Lo stadio era una bolgia, ma io non sentivo niente, tanto ero concentrato sulla corsa. Ero come in trance, eppure sentivo il respiro affannoso dei miei rivali. Temevo che potessero recuperare e all'uscita dalla curva ho allungato il passo. Alla fine ho vinto confermando il tempo di 20"5, che era record del mondo, e a quel punto è tornato in primo piano anche il rumore assordante dello stadio e mi sono sentito felice.
*{{NDR|Su [[Wilma Rudolph]]}} Wilma aveva un sorriso radioso che ti ammaliava e una straripante voglia di vivere. Aveva 20 anni, uno meno di me, ed era la ventesima di 22 figli, aveva rischiato di non poter camminare per una poliomielite e a Roma volava.
*Melchiorre Bracco, il professore di educazione fisica del Liceo Cavour, che mi vedeva smilzo, mi aveva indirizzato ai salti: alto e lungo. Poi, come per scommessa ho battuto Saverio D’Urso, il più veloce del Liceo, in una gara sprint nel cortile della scuola, e da lí é iniziata la mia storia di velocità.
*Per me l’atletica era gioia e piacere. La curva dei [[200 metri piani|200 metri]] ben fatta era un’esperienza [[erotismo|erotica]].
*{{NDR|Su [[Pietro Mennea]]}} Eravamo due mondi completamente diversi. Come Platone contro Aristotele. Io pensavo solo a divertirmi e non ho mai monetizzato il mio impegno. Lui ossessionato dall’etica del lavoro e dell’impegno ma anche dagli aspetti economici dello sport.
*{{NDR|Su [[Filippo Tortu]]}} Deve tirar fuori un po' di cattiveria. Lui è troppo perbene. Deve essere meno educato e deve amare la curva di un amore totale. Lui ha tutto per andare sotto i 20 netti sui 200.
==Citazioni su Livio Berrutti==
*Chi scrive, in oltre sessant'anni di giornalismo [...] sportivo, non ha mai conosciuto uno come lui. Uno al quale (la definizione è di [[Gianni Mura]]) sembra che abbia nevicato dentro, per come e quanto è pulito, placido, sereno al punto di apparire talora algido, di una serenità onnicomprensiva per cui non è blasfemo scrivere che lui sa amare un piatto ben riuscito, un vino giusto, ai tempi giovani anche una bella donna, quanto una medaglia olimpica. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*Parlargli è sempre di grande ispirazione, al Mondiale di Doha 2019 corsi la finale dei 100 con le scarpe bianche, citazione del suo oro nei 200 metri: Livio ha dimostrato che la differenza con gli atleti di colore che hanno qualità fisiche superiori si può colmare. ([[Filippo Tortu]])
===[[Gianni Brera]]===
*L'impressione che desta Berruti è sconvolgente. I muscoli deflagrano come in frenesia ma il gesto è di eleganza incredibile, mai vista.
*Livio Berruti è stato forse atteso come figlia da una madre severa. Io lo scopro già celebre. M'incanta. Debbo solo decidere a quale gens assegnarlo. Il resto mi vane tutto. Ha il profilo gentile di un ragazzo pianista (oh, delicato ha da essere!): ma lo stampino morfologico rasenta la perfezione a buon linea.
*Livio Berruti fu il mio primo, vero abatino. Il suo stile era la risultante di continui raptus armoniosi. E qui non sono certo originale, ma neppure ho voglia di scadere a guardone estetizzante. L'apparizione di Berruti fu angelica e folgorante insieme. Un ragazzino costretto da qualche iddio a compiere gesti di superiore coordinazione, dunque di naturale eleganza. Lo ispira un orgoglio fisico mediocre, per non dire qualsiasi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Berruti, Livio}}
[[Categoria:Velocisti italiani]]
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Danyele
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[[Immagine:Livio_Berruti_1960.jpg|thumb|Livio Berruti ai Giochi olimpici di Roma 1960]]
'''Livio Berruti''' (1939 – 2026), velocista italiano.
==Citazioni di Livio Berruti==
{{cronologico}}
*Era il [[Giochi della XVII Olimpiade|1960]]: altri tempi, altro sport. Un'epoca fatta di romantici ingenui con la voglia di emergere, di competere, di tentare la grande sfida. Ma la vittoria, la gara, lo sprint che si consumava in soltanto pochi secondi, non era il momento conclusivo delle nostre vite ma una tappa di un'esistenza piena e fatta di tante cose. Ci sentivamo più puri, fieri di esserlo, avevamo il cuore pulito. Adesso tutto è cambiato, non in meglio purtroppo: il mondo sportivo ha ceduto alla massificazione selvaggia, a una forma di industrializzazione spietata che ha scelto il denaro come suo triste caposaldo. Noi avevamo un approccio dilettantesco se essere dilettanti significa mostrarci semplici, voler essere liberi di rivendicare la propria identità senza l'asfissiante ansia del risultato a tutti i costi. Oggi, se non vinci, se non sei sempre sulla vetta, senza una telecamera che ti riprende o un riflettore sotto il quale esibirti come un burattino, non sei niente. Gli sponsor prevalgono, le logiche di mercato regnano incontrastate: se non arrivi al top, ti buttano via come un oggetto usurato: è la logica 'usa e getta' dello sport contemporaneo.<ref>Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/08/09/quando-livio-berruti-scrisse-per-lansa-quei-giochi-per-cuori_ad926fbd-2916-44f7-859f-7911884bfd1c.html Quei Giochi per cuori puliti]'', ''ansa.it'', 14 luglio 2010.</ref>
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me [[Derby di Torino|i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza]]. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], [[Renato Zaccarelli|Zaccarelli]] e [[Claudio Sala|Sala]] una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi.<ref>Citato in Elisa Genesio, ''Berruti: «Convertito al granata»'', ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 8; citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=119503 Livio Berruti: "Ammiro lo stile Juve, ma il mondo del Toro mi ha stregato"]'', ''tuttojuve.com'', 1º dicembre 2012.</ref>
*Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione. [[Pietro Mennea|Mennea]] è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Atletica/21-03-2013/morte-mennea-berruti-asceta-sport-pescante-il-piu-grande-92593450722.shtml Morte Mennea, Berruti: "Asceta dello sport". Simeoni: "Un pezzo della mia vita"]'', ''gazzetta.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*Era chiuso e scontroso. Incredibilmente suscettibile. Io ero Platone, lui Aristotele: agli antipodi. Del tormento ed estasi di Michelangelo, Mennea era solo tormento.<ref name=berruti>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2013/marzo/22/Berruti_rimane_solo_Troppo_tormentato_co_0_20130322_71c3682c-92ba-11e2-9f8c-be38f41d4b93.shtml Berruti rimane solo «Troppo tormentato per andarci d'accordo»]'', ''Corriere della Sera'', 22 marzo 2013.</ref>
*La verità è che ognuno è campione del suo tempo: io vivevo di slanci dilettantistici, lui portò all'esasperazione il concetto di professionismo. Io correvo sulla terra battuta, lui sul sintetico. Io ero per lo sport come divertimento e lui come affermazione del proprio ego.<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Perché lei e Mennea non vi siete mai piaciuti?»}} Perché appartenevamo a mondi diversi e antitetici. Io con il sorriso e la gioia di fare atletica, lui sempre tormentato e sofferente: il più grande masochista della storia della velocità.<ref name=berruti/>
*Rispettavo la sua dedizione e il suo atteggiamento maniacale. Lo sport, però, deve essere esempio per i giovani e io ancora oggi mi chiedo: quanto è stato utile tramandare quell'immagine di sofferenza?<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Le mancherà Mennea almeno un po'?»}} Sono d'accordo con [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] quando diceva che il progresso è la dialettica degli opposti. Da ieri, ecco, mi mancherà il mio opposto.<ref name=berruti/>
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Atletica/03-09-2025/berruti-la-curva-dei-200-ben-fatta-esperienza-erotica-io-e-mennea-agli-antipodi-1.shtml Berruti: "Fare bene la curva dei 200 è un'esperienza erotica. Io e Mennea come Platone e Aristotele"]''|Dall'intervista di Pier Bergonzi, ''gazzetta.it'', 3 settembre 2025}}
*{{NDR|Sulla vittoria dell'oto olimpico a Roma 1960}} Ripenso al mio stato d'animo in quei pochi secondi, una ventina che possono essere tutto o niente. Non lo davo a vedere, ma ero terribilmente preoccupato perché temevo di avere speso tutto nella semifinale che avevo vinto due ore prima, eguagliando il record del mondo in 20"5. Pensavo che avrei dovuto fare la curva perfetta e ci sono riuscito. Lo stadio era una bolgia, ma io non sentivo niente, tanto ero concentrato sulla corsa. Ero come in trance, eppure sentivo il respiro affannoso dei miei rivali. Temevo che potessero recuperare e all'uscita dalla curva ho allungato il passo. Alla fine ho vinto confermando il tempo di 20"5, che era record del mondo, e a quel punto è tornato in primo piano anche il rumore assordante dello stadio e mi sono sentito felice.
*{{NDR|Su [[Wilma Rudolph]]}} Wilma aveva un sorriso radioso che ti ammaliava e una straripante voglia di vivere. Aveva 20 anni, uno meno di me, ed era la ventesima di 22 figli, aveva rischiato di non poter camminare per una poliomielite e a Roma volava.
*Melchiorre Bracco, il professore di educazione fisica del Liceo Cavour, che mi vedeva smilzo, mi aveva indirizzato ai salti: alto e lungo. Poi, come per scommessa ho battuto Saverio D’Urso, il più veloce del Liceo, in una gara sprint nel cortile della scuola, e da lí é iniziata la mia storia di velocità.
*Per me l’atletica era gioia e piacere. La curva dei [[200 metri piani|200 metri]] ben fatta era un’esperienza [[erotismo|erotica]].
*{{NDR|Su [[Pietro Mennea]]}} Eravamo due mondi completamente diversi. Come Platone contro Aristotele. Io pensavo solo a divertirmi e non ho mai monetizzato il mio impegno. Lui ossessionato dall’etica del lavoro e dell’impegno ma anche dagli aspetti economici dello sport.
*{{NDR|Su [[Filippo Tortu]]}} Deve tirar fuori un po' di cattiveria. Lui è troppo perbene. Deve essere meno educato e deve amare la curva di un amore totale. Lui ha tutto per andare sotto i 20 netti sui 200.
==Citazioni su Livio Berrutti==
*Chi scrive, in oltre sessant'anni di giornalismo [...] sportivo, non ha mai conosciuto uno come lui. Uno al quale (la definizione è di [[Gianni Mura]]) sembra che abbia nevicato dentro, per come e quanto è pulito, placido, sereno al punto di apparire talora algido, di una serenità onnicomprensiva per cui non è blasfemo scrivere che lui sa amare un piatto ben riuscito, un vino giusto, ai tempi giovani anche una bella donna, quanto una medaglia olimpica. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*Parlargli è sempre di grande ispirazione, al Mondiale di Doha 2019 corsi la finale dei 100 con le scarpe bianche, citazione del suo oro nei 200 metri: Livio ha dimostrato che la differenza con gli atleti di colore che hanno qualità fisiche superiori si può colmare. ([[Filippo Tortu]])
===[[Gianni Brera]]===
*L'impressione che desta Berruti è sconvolgente. I muscoli deflagrano come in frenesia ma il gesto è di eleganza incredibile, mai vista.
*Livio Berruti è stato forse atteso come figlia da una madre severa. Io lo scopro già celebre. M'incanta. Debbo solo decidere a quale gens assegnarlo. Il resto mi vane tutto. Ha il profilo gentile di un ragazzo pianista (oh, delicato ha da essere!): ma lo stampino morfologico rasenta la perfezione a buon linea.
*Livio Berruti fu il mio primo, vero abatino. Il suo stile era la risultante di continui raptus armoniosi. E qui non sono certo originale, ma neppure ho voglia di scadere a guardone estetizzante. L'apparizione di Berruti fu angelica e folgorante insieme. Un ragazzino costretto da qualche iddio a compiere gesti di superiore coordinazione, dunque di naturale eleganza. Lo ispira un orgoglio fisico mediocre, per non dire qualsiasi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Berruti, Livio}}
[[Categoria:Velocisti italiani]]
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[[Immagine:Livio_Berruti_1960.jpg|thumb|Livio Berruti ai Giochi olimpici di Roma 1960]]
'''Livio Berruti''' (1939 – 2026), velocista italiano.
==Citazioni di Livio Berruti==
{{cronologico}}
*Era il [[Giochi della XVII Olimpiade|1960]]: altri tempi, altro sport. Un'epoca fatta di romantici ingenui con la voglia di emergere, di competere, di tentare la grande sfida. Ma la vittoria, la gara, lo sprint che si consumava in soltanto pochi secondi, non era il momento conclusivo delle nostre vite ma una tappa di un'esistenza piena e fatta di tante cose. Ci sentivamo più puri, fieri di esserlo, avevamo il cuore pulito. Adesso tutto è cambiato, non in meglio purtroppo: il mondo sportivo ha ceduto alla massificazione selvaggia, a una forma di industrializzazione spietata che ha scelto il denaro come suo triste caposaldo. Noi avevamo un approccio dilettantesco se essere dilettanti significa mostrarci semplici, voler essere liberi di rivendicare la propria identità senza l'asfissiante ansia del risultato a tutti i costi. Oggi, se non vinci, se non sei sempre sulla vetta, senza una telecamera che ti riprende o un riflettore sotto il quale esibirti come un burattino, non sei niente. Gli sponsor prevalgono, le logiche di mercato regnano incontrastate: se non arrivi al top, ti buttano via come un oggetto usurato: è la logica 'usa e getta' dello sport contemporaneo.<ref>Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/08/09/quando-livio-berruti-scrisse-per-lansa-quei-giochi-per-cuori_ad926fbd-2916-44f7-859f-7911884bfd1c.html Quei Giochi per cuori puliti]'', ''ansa.it'', 14 luglio 2010.</ref>
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me [[Derby di Torino|i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza]]. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], [[Renato Zaccarelli|Zaccarelli]] e [[Claudio Sala|Sala]] una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi.<ref>Citato in Elisa Genesio, ''Berruti: «Convertito al granata»'', ''Tuttosport'', 1º dicembre 2012, p. 8; citato in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=119503 Livio Berruti: "Ammiro lo stile Juve, ma il mondo del Toro mi ha stregato"]'', ''tuttojuve.com'', 1º dicembre 2012.</ref>
*Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione. [[Pietro Mennea|Mennea]] è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce. Tra noi c'è stato un rapporto molto dialettico: per lui l'atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Atletica/21-03-2013/morte-mennea-berruti-asceta-sport-pescante-il-piu-grande-92593450722.shtml Morte Mennea, Berruti: "Asceta dello sport". Simeoni: "Un pezzo della mia vita"]'', ''gazzetta.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*Era chiuso e scontroso. Incredibilmente suscettibile. Io ero Platone, lui Aristotele: agli antipodi. Del tormento ed estasi di Michelangelo, Mennea era solo tormento.<ref name=berruti>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2013/marzo/22/Berruti_rimane_solo_Troppo_tormentato_co_0_20130322_71c3682c-92ba-11e2-9f8c-be38f41d4b93.shtml Berruti rimane solo «Troppo tormentato per andarci d'accordo»]'', ''Corriere della Sera'', 22 marzo 2013.</ref>
*La verità è che ognuno è campione del suo tempo: io vivevo di slanci dilettantistici, lui portò all'esasperazione il concetto di professionismo. Io correvo sulla terra battuta, lui sul sintetico. Io ero per lo sport come divertimento e lui come affermazione del proprio ego.<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Perché lei e Mennea non vi siete mai piaciuti?»}} Perché appartenevamo a mondi diversi e antitetici. Io con il sorriso e la gioia di fare atletica, lui sempre tormentato e sofferente: il più grande masochista della storia della velocità.<ref name=berruti/>
*Rispettavo la sua dedizione e il suo atteggiamento maniacale. Lo sport, però, deve essere esempio per i giovani e io ancora oggi mi chiedo: quanto è stato utile tramandare quell'immagine di sofferenza?<ref name=berruti/>
*{{NDR|«Le mancherà Mennea almeno un po'?»}} Sono d'accordo con [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] quando diceva che il progresso è la dialettica degli opposti. Da ieri, ecco, mi mancherà il mio opposto.<ref name=berruti/>
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Atletica/03-09-2025/berruti-la-curva-dei-200-ben-fatta-esperienza-erotica-io-e-mennea-agli-antipodi-1.shtml Berruti: "Fare bene la curva dei 200 è un'esperienza erotica. Io e Mennea come Platone e Aristotele"]''|Dall'intervista di Pier Bergonzi, ''gazzetta.it'', 3 settembre 2025}}
*{{NDR|Sulla vittoria dell'oto olimpico a Roma 1960}} Ripenso al mio stato d'animo in quei pochi secondi, una ventina che possono essere tutto o niente. Non lo davo a vedere, ma ero terribilmente preoccupato perché temevo di avere speso tutto nella semifinale che avevo vinto due ore prima, eguagliando il record del mondo in 20"5. Pensavo che avrei dovuto fare la curva perfetta e ci sono riuscito. Lo stadio era una bolgia, ma io non sentivo niente, tanto ero concentrato sulla corsa. Ero come in trance, eppure sentivo il respiro affannoso dei miei rivali. Temevo che potessero recuperare e all'uscita dalla curva ho allungato il passo. Alla fine ho vinto confermando il tempo di 20"5, che era record del mondo, e a quel punto è tornato in primo piano anche il rumore assordante dello stadio e mi sono sentito felice.
*{{NDR|Su [[Wilma Rudolph]]}} Wilma aveva un sorriso radioso che ti ammaliava e una straripante voglia di vivere. Aveva 20 anni, uno meno di me, ed era la ventesima di 22 figli, aveva rischiato di non poter camminare per una poliomielite e a Roma volava.
*Melchiorre Bracco, il professore di educazione fisica del Liceo Cavour, che mi vedeva smilzo, mi aveva indirizzato ai salti: alto e lungo. Poi, come per scommessa ho battuto Saverio D’Urso, il più veloce del Liceo, in una gara sprint nel cortile della scuola, e da lí é iniziata la mia storia di velocità.
*Per me l’atletica era gioia e piacere. La curva dei [[200 metri piani|200 metri]] ben fatta era un’esperienza [[erotismo|erotica]].
*{{NDR|Su [[Pietro Mennea]]}} Eravamo due mondi completamente diversi. Come Platone contro Aristotele. Io pensavo solo a divertirmi e non ho mai monetizzato il mio impegno. Lui ossessionato dall’etica del lavoro e dell’impegno ma anche dagli aspetti economici dello sport.
*{{NDR|Su [[Filippo Tortu]]}} Deve tirar fuori un po' di cattiveria. Lui è troppo perbene. Deve essere meno educato e deve amare la curva di un amore totale. Lui ha tutto per andare sotto i 20 netti sui 200.
===Citazioni non datate===
*{{NDR|Sui [[Giochi della XVII Olimpiade]]}} Al di là dell'umanità forte che si respirava in quella Roma romantica, cinematografica, piena di set naturali: Via Appia, il Colosseo, le Terme di Caracalla... Ci sono tre immagini che danno il senso della profonda eticità di quei Giochi. Gli atleti delle due Germanie non ancora divise dal Muro di Berlino. In un'epoca di forti tensioni razziste negli Stati Uniti, il portabandiera della squadra americana, Rafer Johnson, era un atleta di colore, così come quello che a Roma diventò il "re del pugilato", Cassius Clay poi convertito all'Islam e diventato Muhammad Ali. {{NDR|«Mancava la terza immagine»}} Beh, fu quella della cerimonia di chiusura. La fiaccola continuò a rimanere simbolicamente accesa sugli spalti dello stadio Olimpico, con i "focaracci" fatti con i giornali. La gente sembrava volere rimanere lì per sempre. A Tokyo, quattro anni dopo al pubblico avevano distribuito le lampadine a pila. Senza accorgercene eravamo già entrati nell'era tecnologica.<ref name="Castellani">Citato in [[Massimiliano Castellani]], ''[https://www.avvenire.it/attualita/addio-a-berruti-il-ragazzo-doro-che-fece-limpresa_111849 Addio a Berruti, il ragazzo d'oro che fece l'impresa]'', ''avvenire.it'', 10 agosto 2026.</ref>
*{{NDR|Sui [[XX Giochi olimpici invernali]]}} A Torino fu [...] facile ottenerle, specie dopo che Atene aveva bruciato Roma per le Olimpiadi del 2004. Si trattò di un debito saldato [...]. Torino però rimane un punto di partenza di cui fregiarsi dinanzi al Cio, al quale abbiamo dimostrato che è possibile organizzare Giochi invernali in aree metropolitane. Vancouver ci è subito venuta dietro.<ref name="Castellani" />
==Citazioni su Livio Berrutti==
*Chi scrive, in oltre sessant'anni di giornalismo [...] sportivo, non ha mai conosciuto uno come lui. Uno al quale (la definizione è di [[Gianni Mura]]) sembra che abbia nevicato dentro, per come e quanto è pulito, placido, sereno al punto di apparire talora algido, di una serenità onnicomprensiva per cui non è blasfemo scrivere che lui sa amare un piatto ben riuscito, un vino giusto, ai tempi giovani anche una bella donna, quanto una medaglia olimpica. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*Parlargli è sempre di grande ispirazione, al Mondiale di Doha 2019 corsi la finale dei 100 con le scarpe bianche, citazione del suo oro nei 200 metri: Livio ha dimostrato che la differenza con gli atleti di colore che hanno qualità fisiche superiori si può colmare. ([[Filippo Tortu]])
===[[Gianni Brera]]===
*L'impressione che desta Berruti è sconvolgente. I muscoli deflagrano come in frenesia ma il gesto è di eleganza incredibile, mai vista.
*Livio Berruti è stato forse atteso come figlia da una madre severa. Io lo scopro già celebre. M'incanta. Debbo solo decidere a quale gens assegnarlo. Il resto mi vane tutto. Ha il profilo gentile di un ragazzo pianista (oh, delicato ha da essere!): ma lo stampino morfologico rasenta la perfezione a buon linea.
*Livio Berruti fu il mio primo, vero abatino. Il suo stile era la risultante di continui raptus armoniosi. E qui non sono certo originale, ma neppure ho voglia di scadere a guardone estetizzante. L'apparizione di Berruti fu angelica e folgorante insieme. Un ragazzino costretto da qualche iddio a compiere gesti di superiore coordinazione, dunque di naturale eleganza. Lo ispira un orgoglio fisico mediocre, per non dire qualsiasi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Berruti, Livio}}
[[Categoria:Velocisti italiani]]
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Il Morandini
0
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2026-08-24T07:59:39Z
Spinoziano
2297
/* C */
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{{Titolo minuscolo}}
'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
{{torna a|Morando Morandini}}
==Citazioni==
===Film===
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Geronimo (film)
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|titolooriginale= Geronimo: An American Legend
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*[[Jason Patric]] : 1st Lt. Charles B. Gatewood
*[[Gene Hackman]]: Brig. Gen. George Crook
*[[Robert Duvall]]: Chief of Scouts Al Sieber
*[[Wes Studi]]: Geronimo
*[[Matt Damon]] : 2nd Lt. Britton Davis
|doppiatorioriginali= <!--Elenco doppiatori originali (facoltativo); solo in caso di film d'animazione; stessa struttura usata per gli attori-->
|doppiatoriitaliani=
*[[Antonio Sanna]]: Jason Patric
*[[Renato Mori]]: Gene Hackman
*[[Cesare Barbetti]]: Robert Duvall
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Matt Damon
*[[Michele Gammino]]: Wes Studi
*[[Stefano Mondini]]: Rodney Grant
*[[Nino Prester]]: Steve Reevis
|note= <!--Eventuali note, come ad esempio musiche, premi vinti, ecc. (facoltativo)-->
}}
'''''Geronimo''''', film statunitense del 1993 con [[Charles B. Gatewood]] e [[Wes Studi]], regia di [[Walter Hill]].
{{tagline|Un guerriero. Un capo. Una leggenda.}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*C'è un solo Dio che guarda noi dall'alto. Noi tutti figli di un solo Dio. ('''Geronimo''')
*Con tutta questa terra, perché non c'è abbastanza posto per gli [[Apache]]? Perché Occhio-Bianco vuole per sé tutta la terra? ('''Geronimo''')
*Odio gli [[Ideale|idealisti]]: riescono sempre a creare una confusione incredibile. ('''Brig. Gen. Nelson Miles''')
==Dialoghi==
*'''Tenente Charles B. Gatewood''': Un gran bel colpo! <br /> '''Geronimo''': Non tanto, avevo mirato sua testa.
==[[Explicit]]==
{{NDR|Sul treno che trasporta i Chiricahua verso l'esilio}} Nessuno sa perché Dio ha permesso ai bianchi di prendersi la nostra terra. Perché dovevano essercene così tanti di loro? Perché avevano così tante armi e tanti cavalli? Per molti anni, Dio ha fatto di me un guerriero. Nessun'arma, nessuna pallottola avrebbero mai potuto uccidermi. Era il mio spirito... Adesso il mio tempo è finito. Forse adesso è finita l'epoca della nostra gente. ('''Geronimo''')
== Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film western]]
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Derby di Torino
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Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:Derby Juventus-Torino, 1965-66.jpg|thumb|upright=1.3|Un derby tra Juventus e Torino nella stagione 1965-66]]
Citazioni sul '''derby di Torino''' e in generale sulla '''rivalità Juventus-Torino'''.
==Citazioni==
*{{NDR|«Più tensione con la maglia del Toro, dove invece hai compreso appieno il significato di derby?»}} Alla Juve, non potrebbe essere altrimenti. Ho avuto la fortuna di decidere il primo derby disputato, da lì che ho capito il significato di questo confronto [...]. Ricordo bene, ai miei tempi, come i senatori di quella squadra dicevano che dovevamo vincere per i tifosi e per la città di appartenenza. ([[Amauri]])
*Anche la Vecchia Signora sa di dover affrontare due partite che fanno storia a sé... ([[Marco Berry]])
*Attraversarono Piazza Vittorio, sterminata nelle ombre della sera. Già parlavano di football. Emilio, naturalmente, era per la Juventus, la squadra dei gentlemen, dei pionieri dell'industria, dei gesuiti, dei benpensanti, di chi aveva fatto il liceo: dei borghesi ricchi. Giraudo, altrettanto naturalmente era per il Toro, la squadra degli operai, degli immigrati dai vicini paesi o dalle province di Cuneo e di Alessandria, di chi aveva fatto le scuole tecniche: dei piccoli-borghesi e dei poveri. ([[Mario Soldati]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'era una volta il derby, verrebbe da dire. Una sfida che raccoglieva furori non soltanto calcistici, ma sociali ed economici, culturali. Già, che giorni e che emozioni! Gli anni settanta, ad esempio. La Juventus dominava l'Italia, ma spesso cadeva davanti ai cugini, che facevano di quell'appuntamento una ragione di vita e d'orgoglio. Da una parte, lo stile di Bettega e Capello, l'eleganza di Zoff, le acrobazie di Anastasi (idolo dei lavoratori della Fiat Mirafiori), la mutria severa di Beppe Furino, il palleggiare ironico di Causio, dall'altra l'agonismo e il ferro e il fuoco di Fossati, Cereser, Agroppi, capitan Ferrini, e là davanti i dioscuri Graziani&Pulici, ispirati da Claudio Sala, pronti a colpire. Il derby diventava, recuperando Jean-Paul Sartre, una metafora della vita. La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, Gigi Meroni. Due modi di essere. ([[Darwin Pastorin]])
*Dei [...] derby italiani è, probabilmente, quello con le maggiori valenze socio-ambientali. [...] La fede granata raccoglie soprattutto chi ha un forte amore per le tradizioni piemontesi, un'acuta nostalgia per i tempi in cui non era stata stravolta da un'immensa immigrazione, una certa ribellione nei confronti del potere e della cultura dominante (quella della Fiat), un legame ancora forte per ciò che Torino ha rappresentato nel Paese anche da un punto di vista sociale e politico. La Juve era la società della borghesia imprenditoriale, dei ceti alti. Con gli anni è diventata soprattutto la bandiera dei meridionali. Tanto è vero che nel pieno boom dell'immigrazione Agnelli e Boniperti arricchirono la squadra di diversi calciatori provenienti dal Sud [...] proprio per dare ai molti lavoratori di fede bianconera idoli in cui riconoscersi e di cui essere fieri. Naturalmente anni di sofferenze [...] hanno da una parte ridotto il seguito dei granata e dall'altra reso più integralista il loro amore. [...] Proprio per i troppi anni d'inferiorità rispetto alla Juve fanno sì che il derby assuma per i granata una valenza particolarissima [...]. Battere la Juve può giustificare l'intera stagione. Basta per affermare un'antica superiorità, per ribadire che il Toro – per quanto ferito, vecchio, stanco – non si farà mai domare dal suo storico, ricco, potente avversario. Il derby come ribellione, esame di virilità, giudizio di Dio, rito rievocativo. Per tutte queste considerazioni i granata in quel giorno si trasfigurano e la Juve – per quanto forte – ne ha una maledetta paura. ([[Giorgio Tosatti]])
*{{NDR|«Eraldo, per lei che ha il Toro dentro, cos'è il Derby della Mole?»}} È banale quello che affermo ma lo penso e non lo nego: ogni match con la Juventus è stato speciale. Al tempo Torino e Juventus erano due squadre forti, quasi alla pari, e tutti i derby valevano veramente più di 2 semplici punti. Erano battaglie tra formazioni competitive, ma vigeva sempre il rispetto tra noi contendenti. Eravamo avversari sul campo, ma amici nella vita. Nello sport il rivale è da battere sotto il profilo dell'agone, mai da uccidere. ([[Eraldo Pecci]])
*Ho avvertito più tensione quando vestivo la maglia del Toro, perché nell'ambiente c'è più voglia e volontà di battere la sorella più grande. Poi, quasi sempre, c'è più tempo per preparare il match: i granata ci pensano da martedì, i bianconeri da ieri. E la stessa considerazione la si può fare per il tifoso: quello del Torino ci pensa già da tempo, quello della Juve successivamente alla sfida europea. ([[Amauri]])
*[Ho giocato] una trentina di derby mal contati, più persi che vinti. Noi [della [[Juventus Football Club|Juventus]]<nowiki>]</nowiki> pativamo i [[Torino Football Club|granata]], quei malandrini che sapevano certo giocare, ma anche provocare [...]. Il Toro aveva il valore aggiunto dell'appartenenza, del vivaio... ([[Giuseppe Furino]])
*Ho perso, vinto, menato: era il derby. Oggi questa partita non la capiscono più come una volta. ([[Giuseppe Furino]])
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], Zaccarelli e Sala una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi. ([[Livio Berruti]])
*I granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza. ([[Livio Berruti]])
*Il derby era allora una cosa violenta. [[Carlo Parola|Parola]] odiava [[Valentino Mazzola|Mazzola]]. Si consideravano di due razze. [...] «Era come mettere contro undici cani ed undici gatti». ([[Vladimiro Caminiti]])
*Il derby mi piace, ma vorrei un Torino forte che desse a quella sfida un'importanza di classifica ben al di là della rivalità cittadina. ([[Andrea Agnelli]])
*Il derby non è solo una partita, è un concentrato unico: vincere i derby significa far felice la nostra gente. ([[Claudio Sala]])
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il derby è bello anche per queste cose. ([[Marcello Lippi]])
*La Juve era, dentro di me, la "ragione", la consapevolezza di valere, lo "stile" (almeno prima di Calciopoli) nell'evitare gli eccessi, nella ricerca del successo. Il [[Torino Football Club|Toro]], invece, era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]])
*La Juventus è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di Charles, di Sivori, Platini, Baggio, Zidane. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è universale, il Torino è un dialetto. La Madama è un "esperanto" anche calcistico, il Toro è gergo. ([[Giovanni Arpino]])
*La parola che userei per descrivere la differenza tra Torino e Juventus è classe, che nessun milione potrà mai comprare. ([[Mick Wallace]])
*La partita delle partite? Torino-Juventus. ([[Gleison Bremer]])
*Ne ho giocati tanti con il Toro, anche giovanili. Sulla sponda granata il derby è molto più sentito, nella tifoseria e nella squadra. Probabilmente perché per la gente è la partita chiave della stagione, per la Juve invece è una delle tante gare importanti. A Torino ho conservato tanti amici, la maggior parte è granata e nel derby soffre da matti. ([[Angelo Ogbonna]])
*Quello che soffriva maggiormente era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva. ([[Marcello Lippi]])
*Se puoi sognare qualcosa, è perché lo puoi fare, questo è lo scontro tra la passione e la ragione, tra i colori e il bianconero, tra il popolo e i padroni. È un derby unico nel suo genere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Se uno non è motivato per giocare il derby deve cambiare mestiere, meglio che faccia il ragioniere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Torino è calda soprattutto per la tifoseria del Torino, non della Juventus. Il tifoso della Juventus a Torino non è che lo si trova tanto. Torino-Torino è proprio del Toro e loro sono una tifoseria calda. Infatti quando c'è il derby della Mole sono loro l'anima del derby, che lo tengono sempre attivo, mentre il tifoso della Juventus è un po' sparso ovunque. Siamo ovunque, ma diciamo che non abbiamo il nostro nucleo principale. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2007}} Un vecchio luogo comune vorrebbe la [[Juventus Football Club|nostra squadra]] meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità. ([[Luca Beatrice]])
===[[Aldo Cazzullo]]===
*A vedere il derby [...] papà non mi portava. Diceva che era una partita pericolosa. In realtà, sapeva che perdevamo quasi sempre, e non voleva farmi soffrire. Perché la Juve, anche se era più forte, il derby lo pativa moltissimo; e il Toro giocava alla morte.
*Quasi tutti i torinesi che conoscevo erano del Toro. La borghesia torinese del resto tifava (e tifa) Toro, anche perché non amava la [[Fiat]]; gli juventini stavano in alto, nella sfera degli amici degli Agnelli, e in basso, tra gli operai immigrati dal Sud, che diventavano bianconeri anche a fini di integrazione. Poi c'eravamo noi del contado.
*Un vero juventino non odia affatto il Toro. Quando cadde l'aereo a [[Tragedia di Superga|Superga]], mio padre bambino pianse. Suo padre, mio nonno – ragazzo del '99, bersagliere, vignaiolo –, tifava Toro, come suo fratello, mio zio. Papà divenne juventino perché teneva per i più deboli; che al tempo di Valentino Mazzola erano i bianconeri.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*Anche stavolta mi sistemerò davanti alla televisione e anche stavolta maledirò il destino che mi obbliga a soffrire per il derby. È sempre stato così, in vita mia, anche se ancora oggi sono il giocatore che ha segnato più reti in questa sfida: 14. E allora dovrei essere un ottimista a priori. Ma il derby mi consuma. Amo troppo la Juve e ho così rispetto del Toro che non può essere altrimenti. Anche adesso che la differenza di valori è cresciuta, rispetto a quando guidavo il club, quando i granata cercavano di competere con noi anche per lo scudetto. Ma il derby fa storia a sé.
*L'atmosfera era incredibile. Una volta tirai un rigore al Filadelfia: guardavo negli occhi Romano, il portiere. E dietro, dalle narici dei tifosi, vedevo uscire lingue di fuoco.
*Partita al Filadelfia. [...] il nostro mediano, Boldi, esce dal campo a causa del menisco. Siamo dieci contro undici, visto che a quell'epoca non esisteva la panchina. Io mi batto come un leone, raddoppiando le forze. Mollo tremila calci. A un certo punto, il pallone finisce vicino alla rete di recinzione, a contatto con il pubblico. Faccio per prenderlo, quando sento un tifoso torinista che mi urla: bastardo, delinquente! Alzo la faccia, e chi ti vedo? Tolmino, il proprietario del ristorante dove vado spesso a pranzo! Gli dico, esterrefatto: Tolmino, ma sei scemo? Ecco: questo era il derby. Gli amici che, per quell'appuntamento, dimenticano la stima, l'affetto. Tolmino, poi, si sarebbe scusato per una settimana intera: ma a freddo, fuori dall'evento agonistico, dalle trappole emotive della stracittadina.
*Partite che ti azzannavano lo stomaco a cominciare da sette giorni prima. E dico 7 non a caso. Io andavo a mangiare da Tolmino, una trattoria in via Alfieri a pochi passi dalla sede granata, allo stesso tavolo di Bacigalupo, Rigamonti e Martelli, chiamati il trio Nizza dal nome della strada dove abitavano tutti e tre. Eravamo amici, ci vedevamo quasi tutti i giorni. Ma quando si avvicinava il derby diventavamo estranei: loro da una parte, io dall'altra, alla larga da una settimana prima fino a una settimana dopo la sfida. Troppa tensione, troppa adrenalina, meglio scaricare i nervi a distanza. Passata la febbre da derby mi ripresentavo da Tolmino e riprendevo il mio posto a tavola.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Derby calcistici in Italia|Torino]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Torino F.C.]]
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Danyele
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[[File:Derby Juventus-Torino, 1965-66.jpg|thumb|upright=1.3|Un derby tra Juventus e Torino nella stagione 1965-66]]
Citazioni sul '''derby di Torino''' e in generale sulla '''rivalità Juventus-Torino'''.
==Citazioni==
*{{NDR|«Più tensione con la maglia del Toro, dove invece hai compreso appieno il significato di derby?»}} Alla Juve, non potrebbe essere altrimenti. Ho avuto la fortuna di decidere il primo derby disputato, da lì che ho capito il significato di questo confronto [...]. Ricordo bene, ai miei tempi, come i senatori di quella squadra dicevano che dovevamo vincere per i tifosi e per la città di appartenenza. ([[Amauri]])
*Anche la Vecchia Signora sa di dover affrontare due partite che fanno storia a sé... ([[Marco Berry]])
*Attraversarono Piazza Vittorio, sterminata nelle ombre della sera. Già parlavano di football. Emilio, naturalmente, era per la Juventus, la squadra dei gentlemen, dei pionieri dell'industria, dei gesuiti, dei benpensanti, di chi aveva fatto il liceo: dei borghesi ricchi. Giraudo, altrettanto naturalmente era per il Toro, la squadra degli operai, degli immigrati dai vicini paesi o dalle province di Cuneo e di Alessandria, di chi aveva fatto le scuole tecniche: dei piccoli-borghesi e dei poveri. ([[Mario Soldati]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'era una volta il derby, verrebbe da dire. Una sfida che raccoglieva furori non soltanto calcistici, ma sociali ed economici, culturali. Già, che giorni e che emozioni! Gli anni settanta, ad esempio. La Juventus dominava l'Italia, ma spesso cadeva davanti ai cugini, che facevano di quell'appuntamento una ragione di vita e d'orgoglio. Da una parte, lo stile di Bettega e Capello, l'eleganza di Zoff, le acrobazie di Anastasi (idolo dei lavoratori della Fiat Mirafiori), la mutria severa di Beppe Furino, il palleggiare ironico di Causio, dall'altra l'agonismo e il ferro e il fuoco di Fossati, Cereser, Agroppi, capitan Ferrini, e là davanti i dioscuri Graziani&Pulici, ispirati da Claudio Sala, pronti a colpire. Il derby diventava, recuperando Jean-Paul Sartre, una metafora della vita. La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, Gigi Meroni. Due modi di essere. ([[Darwin Pastorin]])
*Dei [...] derby italiani è, probabilmente, quello con le maggiori valenze socio-ambientali. [...] La fede granata raccoglie soprattutto chi ha un forte amore per le tradizioni piemontesi, un'acuta nostalgia per i tempi in cui non era stata stravolta da un'immensa immigrazione, una certa ribellione nei confronti del potere e della cultura dominante (quella della Fiat), un legame ancora forte per ciò che Torino ha rappresentato nel Paese anche da un punto di vista sociale e politico. La Juve era la società della borghesia imprenditoriale, dei ceti alti. Con gli anni è diventata soprattutto la bandiera dei meridionali. Tanto è vero che nel pieno boom dell'immigrazione Agnelli e Boniperti arricchirono la squadra di diversi calciatori provenienti dal Sud [...] proprio per dare ai molti lavoratori di fede bianconera idoli in cui riconoscersi e di cui essere fieri. Naturalmente anni di sofferenze [...] hanno da una parte ridotto il seguito dei granata e dall'altra reso più integralista il loro amore. [...] Proprio per i troppi anni d'inferiorità rispetto alla Juve fanno sì che il derby assuma per i granata una valenza particolarissima [...]. Battere la Juve può giustificare l'intera stagione. Basta per affermare un'antica superiorità, per ribadire che il Toro – per quanto ferito, vecchio, stanco – non si farà mai domare dal suo storico, ricco, potente avversario. Il derby come ribellione, esame di virilità, giudizio di Dio, rito rievocativo. Per tutte queste considerazioni i granata in quel giorno si trasfigurano e la Juve – per quanto forte – ne ha una maledetta paura. ([[Giorgio Tosatti]])
*{{NDR|«Eraldo, per lei che ha il Toro dentro, cos'è il Derby della Mole?»}} È banale quello che affermo ma lo penso e non lo nego: ogni match con la Juventus è stato speciale. Al tempo Torino e Juventus erano due squadre forti, quasi alla pari, e tutti i derby valevano veramente più di 2 semplici punti. Erano battaglie tra formazioni competitive, ma vigeva sempre il rispetto tra noi contendenti. Eravamo avversari sul campo, ma amici nella vita. Nello sport il rivale è da battere sotto il profilo dell'agone, mai da uccidere. ([[Eraldo Pecci]])
*Ho avvertito più tensione quando vestivo la maglia del Toro, perché nell'ambiente c'è più voglia e volontà di battere la sorella più grande. Poi, quasi sempre, c'è più tempo per preparare il match: i granata ci pensano da martedì, i bianconeri da ieri. E la stessa considerazione la si può fare per il tifoso: quello del Torino ci pensa già da tempo, quello della Juve successivamente alla sfida europea. ([[Amauri]])
*[Ho giocato] una trentina di derby mal contati, più persi che vinti. Noi [della [[Juventus Football Club|Juventus]]<nowiki>]</nowiki> pativamo i [[Torino Football Club|granata]], quei malandrini che sapevano certo giocare, ma anche provocare [...]. Il Toro aveva il valore aggiunto dell'appartenenza, del vivaio... ([[Giuseppe Furino]])
*Ho perso, vinto, menato: era il derby. Oggi questa partita non la capiscono più come una volta. ([[Giuseppe Furino]])
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], Zaccarelli e Sala una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi. ([[Livio Berruti]])
*Il derby era allora una cosa violenta. [[Carlo Parola|Parola]] odiava [[Valentino Mazzola|Mazzola]]. Si consideravano di due razze. [...] «Era come mettere contro undici cani ed undici gatti». ([[Vladimiro Caminiti]])
*Il derby mi piace, ma vorrei un Torino forte che desse a quella sfida un'importanza di classifica ben al di là della rivalità cittadina. ([[Andrea Agnelli]])
*Il derby non è solo una partita, è un concentrato unico: vincere i derby significa far felice la nostra gente. ([[Claudio Sala]])
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il derby è bello anche per queste cose. ([[Marcello Lippi]])
*La Juve era, dentro di me, la "ragione", la consapevolezza di valere, lo "stile" (almeno prima di Calciopoli) nell'evitare gli eccessi, nella ricerca del successo. Il [[Torino Football Club|Toro]], invece, era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]])
*La Juventus è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di Charles, di Sivori, Platini, Baggio, Zidane. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è universale, il Torino è un dialetto. La Madama è un "esperanto" anche calcistico, il Toro è gergo. ([[Giovanni Arpino]])
*La parola che userei per descrivere la differenza tra Torino e Juventus è classe, che nessun milione potrà mai comprare. ([[Mick Wallace]])
*La partita delle partite? Torino-Juventus. ([[Gleison Bremer]])
*Ne ho giocati tanti con il Toro, anche giovanili. Sulla sponda granata il derby è molto più sentito, nella tifoseria e nella squadra. Probabilmente perché per la gente è la partita chiave della stagione, per la Juve invece è una delle tante gare importanti. A Torino ho conservato tanti amici, la maggior parte è granata e nel derby soffre da matti. ([[Angelo Ogbonna]])
*Quello che soffriva maggiormente era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva. ([[Marcello Lippi]])
*Se puoi sognare qualcosa, è perché lo puoi fare, questo è lo scontro tra la passione e la ragione, tra i colori e il bianconero, tra il popolo e i padroni. È un derby unico nel suo genere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Se uno non è motivato per giocare il derby deve cambiare mestiere, meglio che faccia il ragioniere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Torino è calda soprattutto per la tifoseria del Torino, non della Juventus. Il tifoso della Juventus a Torino non è che lo si trova tanto. Torino-Torino è proprio del Toro e loro sono una tifoseria calda. Infatti quando c'è il derby della Mole sono loro l'anima del derby, che lo tengono sempre attivo, mentre il tifoso della Juventus è un po' sparso ovunque. Siamo ovunque, ma diciamo che non abbiamo il nostro nucleo principale. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2007}} Un vecchio luogo comune vorrebbe la [[Juventus Football Club|nostra squadra]] meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità. ([[Luca Beatrice]])
===[[Aldo Cazzullo]]===
*A vedere il derby [...] papà non mi portava. Diceva che era una partita pericolosa. In realtà, sapeva che perdevamo quasi sempre, e non voleva farmi soffrire. Perché la Juve, anche se era più forte, il derby lo pativa moltissimo; e il Toro giocava alla morte.
*Quasi tutti i torinesi che conoscevo erano del Toro. La borghesia torinese del resto tifava (e tifa) Toro, anche perché non amava la [[Fiat]]; gli juventini stavano in alto, nella sfera degli amici degli Agnelli, e in basso, tra gli operai immigrati dal Sud, che diventavano bianconeri anche a fini di integrazione. Poi c'eravamo noi del contado.
*Un vero juventino non odia affatto il Toro. Quando cadde l'aereo a [[Tragedia di Superga|Superga]], mio padre bambino pianse. Suo padre, mio nonno – ragazzo del '99, bersagliere, vignaiolo –, tifava Toro, come suo fratello, mio zio. Papà divenne juventino perché teneva per i più deboli; che al tempo di Valentino Mazzola erano i bianconeri.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*Anche stavolta mi sistemerò davanti alla televisione e anche stavolta maledirò il destino che mi obbliga a soffrire per il derby. È sempre stato così, in vita mia, anche se ancora oggi sono il giocatore che ha segnato più reti in questa sfida: 14. E allora dovrei essere un ottimista a priori. Ma il derby mi consuma. Amo troppo la Juve e ho così rispetto del Toro che non può essere altrimenti. Anche adesso che la differenza di valori è cresciuta, rispetto a quando guidavo il club, quando i granata cercavano di competere con noi anche per lo scudetto. Ma il derby fa storia a sé.
*L'atmosfera era incredibile. Una volta tirai un rigore al Filadelfia: guardavo negli occhi Romano, il portiere. E dietro, dalle narici dei tifosi, vedevo uscire lingue di fuoco.
*Partita al Filadelfia. [...] il nostro mediano, Boldi, esce dal campo a causa del menisco. Siamo dieci contro undici, visto che a quell'epoca non esisteva la panchina. Io mi batto come un leone, raddoppiando le forze. Mollo tremila calci. A un certo punto, il pallone finisce vicino alla rete di recinzione, a contatto con il pubblico. Faccio per prenderlo, quando sento un tifoso torinista che mi urla: bastardo, delinquente! Alzo la faccia, e chi ti vedo? Tolmino, il proprietario del ristorante dove vado spesso a pranzo! Gli dico, esterrefatto: Tolmino, ma sei scemo? Ecco: questo era il derby. Gli amici che, per quell'appuntamento, dimenticano la stima, l'affetto. Tolmino, poi, si sarebbe scusato per una settimana intera: ma a freddo, fuori dall'evento agonistico, dalle trappole emotive della stracittadina.
*Partite che ti azzannavano lo stomaco a cominciare da sette giorni prima. E dico 7 non a caso. Io andavo a mangiare da Tolmino, una trattoria in via Alfieri a pochi passi dalla sede granata, allo stesso tavolo di Bacigalupo, Rigamonti e Martelli, chiamati il trio Nizza dal nome della strada dove abitavano tutti e tre. Eravamo amici, ci vedevamo quasi tutti i giorni. Ma quando si avvicinava il derby diventavamo estranei: loro da una parte, io dall'altra, alla larga da una settimana prima fino a una settimana dopo la sfida. Troppa tensione, troppa adrenalina, meglio scaricare i nervi a distanza. Passata la febbre da derby mi ripresentavo da Tolmino e riprendevo il mio posto a tavola.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
[[Categoria:Derby calcistici in Italia|Torino]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Torino F.C.]]
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Allargamento dell'Unione europea
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[[File:Evolution of the European Union SMIL.svg|thumb|Cartina geografica mostrante l'allargamento dell'Unione europea]]
Citazioni sull''''allargamento dell'Unione Europea'''.
===Citazioni===
*Ci sono molti Paesi candidati e spero che il processo acceleri per tutti. L’Ue, più è grande, più diventa forte. E il pericolo è che la Russia provi a usare, contro l’Ue, chi resta fuori. ([[Maia Sandu]])
L’allargamento è una garanzia di sicurezza per l’intero continente. ([[Maia Sandu]])
*L'allargamento ha costituito indubbiamente una svolta epocale, che ha portato pace e stabilità nel nostro continente. Ora però l'Unione e i suoi cittadini devono "digerire" le 13 nuove adesioni degli ultimi dieci anni. Il processo di allargamento deve fermarsi temporaneamente per permetterci di consolidare i risultati ottenuti dall'UE-28. Per questo, durante la mia presidenza della Commissione, i negoziati in corso proseguiranno e i Balcani occidentali, in particolare, dovranno mantenere una prospettiva europea, ma non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni. Dobbiamo inoltre rafforzare la cooperazione, l'associazione e il partenariato con paesi del vicinato orientale come la Moldova o l'Ucraina per rinsaldare ulteriormente i nostri legami economici e politici. ([[Jean-Claude Juncker]])
*L'Europa non ha saputo gestire l'allargamento, e si è paralizzata. Dobbiamo ammetterlo con onestà, è lampante nelle discussioni che abbiamo oggi con l'Ungheria o la Polonia. C'è stato anche un impatto negativo sull'eurozona. Alcune riforme non sono state fatte per non contrariare britannici e polacchi. Abbiamo visto il ringraziamento: i primi se ne sono andati, gli altri non rispettano i valori dell'Unione. ([[Emmanuel Macron]])
*La guerra di aggressione in [[Ucraina]] ha risvegliato o rafforzato in molti Paesi il desiderio di Europa. Il governo italiano ha fortemente voluto la candidatura dell'[[Ucraina]] a Stato membro e sostiene con convinzione l'integrazione dei Balcani occidentali, della [[Moldavia]], della [[Georgia]] nell'Unione europea. ([[Mario Draghi]])
*Più che di allargamento, che sembra un processo che parte da Bruxelles verso il resto d'Europa, mi piace parlare di integrazione. ([[Federica Mogherini]])
*Questi sono tempi di rapidi cambiamenti nei Balcani occidentali e in Europa. Abbiamo aperto i negoziati di adesione con l'[[Albania]] e la [[Macedonia del Nord]]. Abbiamo concesso lo ''status'' di candidato all'[[Ucraina]] e alla [[Moldova]] e riconosciuto la prospettiva europea della [[Georgia]] ([[Ursula von der Leyen]])
*Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'[[Ucraina]] è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'allargamento. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
== Albania ==
*Incoraggiamo con forza gli sforzi dell'[[Albania]] nel suo impegnativo percorso di avvicinamento all'[[Unione Europea]]. Auspichiamo vivamente che siano soddisfatte da [[Tirana]] le priorità stabilite dalla [[Commissione europea]] nel 2010 e siamo pronti a valorizzare con i nostri ''partner'' i progressi compiuti. Ci rallegriamo dei recenti positivi sviluppi sul cammino delle riforme evidenziati dal Commissario europeo per l'Allargamento, [[Štefan Füle]], durante e dopo la sua visita a Tirana. Il nostro comune obiettivo è quello della concessione da parte dell'Unione Europea all'Albania dello status di Paese candidato all'adesione entro la fine di quest'anno. Il nostro sostegno non si basa su un approccio fideistico o una concezione visionaria. Esso deriva dalla constatazione che l'esclusione dell'Albania dall'Unione Europea non è giustificata da una diversa connotazione culturale, storica o geografica. E si basa anche sulla salda convinzione che l'adesione dell'Albania, la cui linea di politica estera nell'area balcanica è stata tradizionalmente improntata a grande moderazione, farebbe gli interessi di sicurezza e stabilità dell'Italia. È in Europa, nel progetto di piena integrazione di tutti i Balcani Occidentali, che le differenze etniche potranno trovare piena composizione. La dirigenza albanese sa di poter contare in questa sua missione sul ruolo di raccordo e di stimolo che l'Italia svolge all'interno dell'Unione Europea. Noi siamo stati e continueremo a essere i primi difensori dell'Albania in Europa. ([[Giulio Terzi di Sant'Agata]])
*La Grande Albania è un'idea di qualcuno che non vuole quel che è meglio per noi. Il nostro obiettivo è l'autodeterminazione e la convivenza. L'Albania non ha progetti per una Grande Albania. Vogliamo solo una cosa: aderire all'Unione europea. ([[Edi Rama]])
*Personalmente al Consiglio Ue difenderò con massima convinzione la posizione dell'Italia a favore dell'apertura dei negoziati {{NDR|di adesione all'Unione Europea dell'[[Albania]]}}, strumento migliore per garantire lo sviluppo dell'Albania e per l'interesse dell'Italia e dell'Ue. ([[Giuseppe Conte]])
== Balcani ==
*Bisogna fare presto ad allargare i confini della Ue a tutti i Paesi dell'ex Jugoslavia più l'Albania [...] Facciamo presto perché non comporta alcun problema economico: tutte assieme, queste nazioni rappresentano meno del 2% del Pil dell'intera Unione. Qui ci vuole una volontà politica, perché fare presto obbligherebbe anche a una riforma delle istituzioni europee, in quanto bisogna cambiare i processi decisionali, ma è giunta l'ora che lo si faccia ([[Romano Prodi]])
*L'[[Europa]] ha una grande responsabilità verso i [[Balcani]] e deve impegnarsi per riaffermare il senso di appartenenza di questa regione al nostro mondo e ai nostri valori. [...] E' urgente che l'[[Unione europea]] sviluppi una nuova visione nei confronti di questa regione e metta l'allargemento ai Balcani occidentali tra le sue priorità. Non possiamo permettere che questo quadrante strategico per il nostro continente resti ancora a lungo fuori dalla "casa comune europea". E' la ragione per la quale l'[[Italia]] continuerà a battersi in prima linea affinchè il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali possa proseguire con ancor più slancio e determinazione. ([[Giorgia Meloni]])
*l'Europa sarà completa solo quando tutti gli stati dei Balcani occidentali saranno membri dell'Ue. ([[Sebastian Kurz]])
*Sono convinta che è nel nostro interesse strategico avvicinare a noi il più possibile i Balcani occidentali, Macedonia e Albania, due paesi ai quali abbiamo chiesto molte cose, hanno fatto molto perché abbiamo aperto i negoziati ma ora bisogna convincere i membri del Consiglio. ([[Ursula von der Leyen]])
*Sentiamo un vento di cambiamento che attraversa l'Europa a causa della situazione geopolitica, è della massima importanza portare avanti il processo di adesione dei Balcani occidentali, vogliamo che i nostri amici siano dentro ([[Ursula von der Leyen]])
*Il posto dei sei Stati dei Balcani occidentali è nell'Unione europea. Fanno parte dell'Europa e della famiglia europea. Per questo motivo mi impegno a favore dell'allargamento dell'Unione Europea per includere questi Stati ([[Olaf Scholz]])
== Bosnia ed Erzegovina ==
*La [[Bosnia ed Erzegovina|Bosnia-Erzegovina]] ha un posto nel cuore dell'[[Unione Europea]]. Siete parte dell'[[Europa]] e appartenete all'Unione. ([[Ursula von der Leyen]])
*La strada che porta all'Europa è chiara. E la porta è aperta. Sta a voi attraversarla: questa è la vostra responsabilità storica come nuovi leader della Bosnia-Erzegovina, noi saremo sempre al vostro fianco ([[Ursula von der Leyen]])
== Croazia ==
*Con l'ingresso della [[Croazia]] nell'[[Unione Europea]] i popoli croato e italiano condividono un futuro comune nell'Europa unita. Radici profonde uniscono i nostri popoli e ci assegnano anche il dovere di ricordare le tragedie e le divisioni causate dalle ideologie totalitarie e dal più cieco [[nazionalismo]] nel secolo scorso. ([[Giorgio Napolitano]])
*La Croazia ha avuto finora i più rigidi criteri di adesione nell'Ue e il fatto che li abbia soddisfatti parla da solo sul fatto che il Paese è pronto. Le riforme che abbiamo portato a termine hanno reso la nostra società migliore e le nostre istituzioni più pronte per la difesa dello Stato di diritto e dei diritti umani. ([[Ivo Josipović]])
==Kosovo==
*Vogliamo entrare a far parte dell'[[Unione europea|Ue]] e della [[NATO]]. Abbiamo già una presenza della NATO, ma se veniamo accettati, sarebbe meglio per il popolo kosovaro, per il [[Kosovo]] e per l'intera regione e il continente europeo in generale. ([[Albin Kurti]])
*Il futuro del Kosovo è nell'Unione europea, e la Ue non sarà completa senza il Kosovo ([[Ursula von der Leyen]])
== Montenegro ==
*Il governo [[Montenegro|montenegrino]] ha mostrato determinazione a impegnarsi in riforme che hanno reso possibile aprire questi capitoli e questo deve continuare: il processo di adesione è rigoroso ed esigente. Solo la determinazione, l'impegno politico e porterà risultati positivi. ([[Štefan Füle]])
*È ora di finire il lavoro del 1989. [...] Abbiamo fissato il 2025 come data indicativa per Serbia e Montenegro, che è realistica ma anche molto ambiziosa. ([[Johannes Hahn]])
==Moldavia==
*Il futuro della [[Moldavia]] è nell'[[Unione Europea]]. La Moldavia ha dimostrato il proprio interesse al processo di adesione e ha appoggiato l'[[Ucraina]], oggetto da quasi un anno dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|aggressione russa]]. La decisione di assegnare alla Moldavia lo status di candidato rappresenta un passo storico che aiuta a rafforzare l'Europa intera, la nostra [[democrazia]] e la [[libertà]] ([[Urmas Reinsalu]])
== Serbia ==
*È necessario riconoscere il [[Kosovo]]. Bisogna trovare una soluzione per porre fine alle dispute sulle frontiere e al conflitto in Kosovo. Perché? Perché è necessario per la [[Serbia]], altrimenti il Paese non potrà diventare un membro dell'[[Unione europea]]. ([[Sigmar Gabriel]])
*La nostra strategia è divenire membro della Ue, il mio nuovo governo è anche un segnale con nuovi ministeri per Integrazione europea e ambiente, D'altra parte siamo profondamente legati alla [[Russia]]: tradizione, religione, economia, energia, radici storiche e presente. Nessuno ci pone un aut aut. Non sceglieremo, vogliamo carte aperte. Ma il nostro cammino strategico si chiama Unione europea. ([[Ana Brnabić]])
*La [[Serbia]] è candidata all'adesione all'[[Unione europea]], contro la sua integrità territoriale sono schierati 22 Paesi membri della Ue, che hanno riconosciuto il falso stato del [[Kosovo]]. E ciò costituisce un grosso colpo al percorso europeo della Serbia. ... Sia chiaro, la Serbia sceglie i suoi amici, mentre i suoi nemici si dichiarano da soli ([[Aleksandar Vulin]])
== Turchia ==
*Il presidente [[Recep Tayyip Erdoğan|Erdoğan]] sta voltando le spalle alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti umani, alla libertà di parola e di pensiero. È ormai chiaro a tutti che la [[Turchia]] non sarà mai membro della [[Unione Europea|Ue]]. ([[Manfred Weber]])
*In questo momento dare l'impressione alla [[Turchia]] che, quale che sia la situazione, la Ue non è pronta ad accettarla sarebbe a mio parere un grave errore di politica estera. Non voglio che passi un messaggio unilaterale di chiusura al negoziato da parte nostra. [...] Allo stato attuale la Turchia non può diventare membro della Ue, specialmente se persegue sulla via della reintroduzione della [[pena di morte]]. ([[Jean-Claude Juncker]])
*I negoziati di adesione non sono altro che una finzione. [...] Le norme [[democrazia|democratiche]] turche sono lontane dall'essere sufficienti per giustificare l'adesione della Turchia. ([[Christian Kern]])
*La [[Turchia]] è chiamata a decidere se vuole diventare una democrazia matura. Il Governo italiano {{NDR|[[Governo Letta]]}} continua a credere fermamente nella prospettiva europea della Turchia e sono convinta che il processo di adesione all'[[Unione europea]], se perseguito senza tentennamenti, possa avere un effetto benefico sulla dinamica politica del Paese. E, allora, se vogliamo sostenere il processo di democratizzazione della Turchia, dobbiamo continuare ad incoraggiarla sulla via dell'adesione a rispettare i principi di pluralismo e di democrazia. La nostra scelta è chiara: noi vogliamo una Turchia pienamente democratica in Europa e per raggiungere quest'obiettivo occorrono ''leadership'' lungimiranti da una parte e anche da parte europea. ([[Emma Bonino]])
*Quando si guarda allo specchio, l'[[Europa]] non solo vi riconosce tradizioni, lingue, religioni, costumi diversi, ma acquista piena coscienza di quali sono la sua essenza e le sue possibilità: comprende che è illusorio individuare in 500 milioni di persone un'omogeneità culturale, un'identità collettiva tipicamente europea. Lo dico – per inciso – anche in risposta a coloro che sostengono l'argomento dell'identità collettiva per opporsi al processo di adesione della [[Turchia]] all'[[Unione Europea]]… ([[Emma Bonino]])
*Storicamente e culturalmente la [[Turchia]] ha poco da spartire con l'[[Europa]]: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell'[[Unione Europea]]. Meglio sarebbe se la Turchia facesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure formasse un suo continente culturale insieme con esso. L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se [[Kemal Ataturk]] negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa resta il nucleo dell'antico impero ottomano, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure è un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo. Perciò l'ingresso della Turchia nell'UE sarebbe antistorico. ([[Papa Benedetto XVI]])
== Ucraina ==
*A lungo termine, il posto dell'[[Ucraina]] è nell'[[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Alleanza atlantica]] e nell'Occidente, e anche nell'[[Unione europea]]. ([[Petteri Orpo]])
*Negli ultimi mesi l'[[Ucraina]] ha pagato al più alto prezzo per far diventare realtà il sogno europeo, deve essere valso qualcosa, ad esempio una semplice dichiarazione da parte dell'[[Unione europea]] che quando l'Ucraina sarà pronta, potrà entrare. Una dichiarazione che all'Unione europea non costerebbe nulla ma per il mio paese vorrebbe dire tutto. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]])
*{{NDR|L'adesione all'Unione europea}} è una priorità per l'Ucraina, anche se siamo coscienti che dobbiamo riformarci dall'interno per essere conformi agli standard. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]])
*Ci appelliamo all'[[Unione Europea]] per l'adesione immediata dell'[[Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera [[Europa]], per la [[pace]], per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'[[uguaglianza]], la [[democrazia]]. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
*le tutele della libertà [[ucraina]] includono la sua appartenenza all'[[Unione europea]]. ([[Henry Kissinger]])
*Vogliamo disegnare un percorso di maggior vicinanza dell'Ucraina all'Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell'Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un'integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l'Italia è al fianco dell'Ucraina in questo processo. L'[[Italia]] vuole l'Ucraina nell'Unione Europea. ([[Mario Draghi]])
== Voci correlate ==
*[[Unione europea]]
*[[Brexit]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|preposizione=riguardante l'|etichetta=allargamento dell'Unione europea|commons=Enlargement of the European Union|s=:Categoria:Adesioni_all'Europa|s_oggetto=testi giuridici|s_preposizione=sull'}}
[[Categoria:Unione europea]]
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Citazioni sull''''allargamento dell'Unione Europea'''.
===Citazioni===
*Ci sono molti Paesi candidati e spero che il processo acceleri per tutti. L’Ue, più è grande, più diventa forte. E il pericolo è che la Russia provi a usare, contro l’Ue, chi resta fuori. ([[Maia Sandu]])
*L’allargamento è una garanzia di sicurezza per l’intero continente. ([[Maia Sandu]])
*L'allargamento ha costituito indubbiamente una svolta epocale, che ha portato pace e stabilità nel nostro continente. Ora però l'Unione e i suoi cittadini devono "digerire" le 13 nuove adesioni degli ultimi dieci anni. Il processo di allargamento deve fermarsi temporaneamente per permetterci di consolidare i risultati ottenuti dall'UE-28. Per questo, durante la mia presidenza della Commissione, i negoziati in corso proseguiranno e i Balcani occidentali, in particolare, dovranno mantenere una prospettiva europea, ma non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni. Dobbiamo inoltre rafforzare la cooperazione, l'associazione e il partenariato con paesi del vicinato orientale come la Moldova o l'Ucraina per rinsaldare ulteriormente i nostri legami economici e politici. ([[Jean-Claude Juncker]])
*L'Europa non ha saputo gestire l'allargamento, e si è paralizzata. Dobbiamo ammetterlo con onestà, è lampante nelle discussioni che abbiamo oggi con l'Ungheria o la Polonia. C'è stato anche un impatto negativo sull'eurozona. Alcune riforme non sono state fatte per non contrariare britannici e polacchi. Abbiamo visto il ringraziamento: i primi se ne sono andati, gli altri non rispettano i valori dell'Unione. ([[Emmanuel Macron]])
*La guerra di aggressione in [[Ucraina]] ha risvegliato o rafforzato in molti Paesi il desiderio di Europa. Il governo italiano ha fortemente voluto la candidatura dell'[[Ucraina]] a Stato membro e sostiene con convinzione l'integrazione dei Balcani occidentali, della [[Moldavia]], della [[Georgia]] nell'Unione europea. ([[Mario Draghi]])
*Più che di allargamento, che sembra un processo che parte da Bruxelles verso il resto d'Europa, mi piace parlare di integrazione. ([[Federica Mogherini]])
*Questi sono tempi di rapidi cambiamenti nei Balcani occidentali e in Europa. Abbiamo aperto i negoziati di adesione con l'[[Albania]] e la [[Macedonia del Nord]]. Abbiamo concesso lo ''status'' di candidato all'[[Ucraina]] e alla [[Moldova]] e riconosciuto la prospettiva europea della [[Georgia]] ([[Ursula von der Leyen]])
*Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'[[Ucraina]] è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'allargamento. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
== Albania ==
*Incoraggiamo con forza gli sforzi dell'[[Albania]] nel suo impegnativo percorso di avvicinamento all'[[Unione Europea]]. Auspichiamo vivamente che siano soddisfatte da [[Tirana]] le priorità stabilite dalla [[Commissione europea]] nel 2010 e siamo pronti a valorizzare con i nostri ''partner'' i progressi compiuti. Ci rallegriamo dei recenti positivi sviluppi sul cammino delle riforme evidenziati dal Commissario europeo per l'Allargamento, [[Štefan Füle]], durante e dopo la sua visita a Tirana. Il nostro comune obiettivo è quello della concessione da parte dell'Unione Europea all'Albania dello status di Paese candidato all'adesione entro la fine di quest'anno. Il nostro sostegno non si basa su un approccio fideistico o una concezione visionaria. Esso deriva dalla constatazione che l'esclusione dell'Albania dall'Unione Europea non è giustificata da una diversa connotazione culturale, storica o geografica. E si basa anche sulla salda convinzione che l'adesione dell'Albania, la cui linea di politica estera nell'area balcanica è stata tradizionalmente improntata a grande moderazione, farebbe gli interessi di sicurezza e stabilità dell'Italia. È in Europa, nel progetto di piena integrazione di tutti i Balcani Occidentali, che le differenze etniche potranno trovare piena composizione. La dirigenza albanese sa di poter contare in questa sua missione sul ruolo di raccordo e di stimolo che l'Italia svolge all'interno dell'Unione Europea. Noi siamo stati e continueremo a essere i primi difensori dell'Albania in Europa. ([[Giulio Terzi di Sant'Agata]])
*La Grande Albania è un'idea di qualcuno che non vuole quel che è meglio per noi. Il nostro obiettivo è l'autodeterminazione e la convivenza. L'Albania non ha progetti per una Grande Albania. Vogliamo solo una cosa: aderire all'Unione europea. ([[Edi Rama]])
*Personalmente al Consiglio Ue difenderò con massima convinzione la posizione dell'Italia a favore dell'apertura dei negoziati {{NDR|di adesione all'Unione Europea dell'[[Albania]]}}, strumento migliore per garantire lo sviluppo dell'Albania e per l'interesse dell'Italia e dell'Ue. ([[Giuseppe Conte]])
== Balcani ==
*Bisogna fare presto ad allargare i confini della Ue a tutti i Paesi dell'ex Jugoslavia più l'Albania [...] Facciamo presto perché non comporta alcun problema economico: tutte assieme, queste nazioni rappresentano meno del 2% del Pil dell'intera Unione. Qui ci vuole una volontà politica, perché fare presto obbligherebbe anche a una riforma delle istituzioni europee, in quanto bisogna cambiare i processi decisionali, ma è giunta l'ora che lo si faccia ([[Romano Prodi]])
*L'[[Europa]] ha una grande responsabilità verso i [[Balcani]] e deve impegnarsi per riaffermare il senso di appartenenza di questa regione al nostro mondo e ai nostri valori. [...] E' urgente che l'[[Unione europea]] sviluppi una nuova visione nei confronti di questa regione e metta l'allargemento ai Balcani occidentali tra le sue priorità. Non possiamo permettere che questo quadrante strategico per il nostro continente resti ancora a lungo fuori dalla "casa comune europea". E' la ragione per la quale l'[[Italia]] continuerà a battersi in prima linea affinchè il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali possa proseguire con ancor più slancio e determinazione. ([[Giorgia Meloni]])
*l'Europa sarà completa solo quando tutti gli stati dei Balcani occidentali saranno membri dell'Ue. ([[Sebastian Kurz]])
*Sono convinta che è nel nostro interesse strategico avvicinare a noi il più possibile i Balcani occidentali, Macedonia e Albania, due paesi ai quali abbiamo chiesto molte cose, hanno fatto molto perché abbiamo aperto i negoziati ma ora bisogna convincere i membri del Consiglio. ([[Ursula von der Leyen]])
*Sentiamo un vento di cambiamento che attraversa l'Europa a causa della situazione geopolitica, è della massima importanza portare avanti il processo di adesione dei Balcani occidentali, vogliamo che i nostri amici siano dentro ([[Ursula von der Leyen]])
*Il posto dei sei Stati dei Balcani occidentali è nell'Unione europea. Fanno parte dell'Europa e della famiglia europea. Per questo motivo mi impegno a favore dell'allargamento dell'Unione Europea per includere questi Stati ([[Olaf Scholz]])
== Bosnia ed Erzegovina ==
*La [[Bosnia ed Erzegovina|Bosnia-Erzegovina]] ha un posto nel cuore dell'[[Unione Europea]]. Siete parte dell'[[Europa]] e appartenete all'Unione. ([[Ursula von der Leyen]])
*La strada che porta all'Europa è chiara. E la porta è aperta. Sta a voi attraversarla: questa è la vostra responsabilità storica come nuovi leader della Bosnia-Erzegovina, noi saremo sempre al vostro fianco ([[Ursula von der Leyen]])
== Croazia ==
*Con l'ingresso della [[Croazia]] nell'[[Unione Europea]] i popoli croato e italiano condividono un futuro comune nell'Europa unita. Radici profonde uniscono i nostri popoli e ci assegnano anche il dovere di ricordare le tragedie e le divisioni causate dalle ideologie totalitarie e dal più cieco [[nazionalismo]] nel secolo scorso. ([[Giorgio Napolitano]])
*La Croazia ha avuto finora i più rigidi criteri di adesione nell'Ue e il fatto che li abbia soddisfatti parla da solo sul fatto che il Paese è pronto. Le riforme che abbiamo portato a termine hanno reso la nostra società migliore e le nostre istituzioni più pronte per la difesa dello Stato di diritto e dei diritti umani. ([[Ivo Josipović]])
==Kosovo==
*Vogliamo entrare a far parte dell'[[Unione europea|Ue]] e della [[NATO]]. Abbiamo già una presenza della NATO, ma se veniamo accettati, sarebbe meglio per il popolo kosovaro, per il [[Kosovo]] e per l'intera regione e il continente europeo in generale. ([[Albin Kurti]])
*Il futuro del Kosovo è nell'Unione europea, e la Ue non sarà completa senza il Kosovo ([[Ursula von der Leyen]])
== Montenegro ==
*Il governo [[Montenegro|montenegrino]] ha mostrato determinazione a impegnarsi in riforme che hanno reso possibile aprire questi capitoli e questo deve continuare: il processo di adesione è rigoroso ed esigente. Solo la determinazione, l'impegno politico e porterà risultati positivi. ([[Štefan Füle]])
*È ora di finire il lavoro del 1989. [...] Abbiamo fissato il 2025 come data indicativa per Serbia e Montenegro, che è realistica ma anche molto ambiziosa. ([[Johannes Hahn]])
==Moldavia==
*Il futuro della [[Moldavia]] è nell'[[Unione Europea]]. La Moldavia ha dimostrato il proprio interesse al processo di adesione e ha appoggiato l'[[Ucraina]], oggetto da quasi un anno dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|aggressione russa]]. La decisione di assegnare alla Moldavia lo status di candidato rappresenta un passo storico che aiuta a rafforzare l'Europa intera, la nostra [[democrazia]] e la [[libertà]] ([[Urmas Reinsalu]])
== Serbia ==
*È necessario riconoscere il [[Kosovo]]. Bisogna trovare una soluzione per porre fine alle dispute sulle frontiere e al conflitto in Kosovo. Perché? Perché è necessario per la [[Serbia]], altrimenti il Paese non potrà diventare un membro dell'[[Unione europea]]. ([[Sigmar Gabriel]])
*La nostra strategia è divenire membro della Ue, il mio nuovo governo è anche un segnale con nuovi ministeri per Integrazione europea e ambiente, D'altra parte siamo profondamente legati alla [[Russia]]: tradizione, religione, economia, energia, radici storiche e presente. Nessuno ci pone un aut aut. Non sceglieremo, vogliamo carte aperte. Ma il nostro cammino strategico si chiama Unione europea. ([[Ana Brnabić]])
*La [[Serbia]] è candidata all'adesione all'[[Unione europea]], contro la sua integrità territoriale sono schierati 22 Paesi membri della Ue, che hanno riconosciuto il falso stato del [[Kosovo]]. E ciò costituisce un grosso colpo al percorso europeo della Serbia. ... Sia chiaro, la Serbia sceglie i suoi amici, mentre i suoi nemici si dichiarano da soli ([[Aleksandar Vulin]])
== Turchia ==
*Il presidente [[Recep Tayyip Erdoğan|Erdoğan]] sta voltando le spalle alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti umani, alla libertà di parola e di pensiero. È ormai chiaro a tutti che la [[Turchia]] non sarà mai membro della [[Unione Europea|Ue]]. ([[Manfred Weber]])
*In questo momento dare l'impressione alla [[Turchia]] che, quale che sia la situazione, la Ue non è pronta ad accettarla sarebbe a mio parere un grave errore di politica estera. Non voglio che passi un messaggio unilaterale di chiusura al negoziato da parte nostra. [...] Allo stato attuale la Turchia non può diventare membro della Ue, specialmente se persegue sulla via della reintroduzione della [[pena di morte]]. ([[Jean-Claude Juncker]])
*I negoziati di adesione non sono altro che una finzione. [...] Le norme [[democrazia|democratiche]] turche sono lontane dall'essere sufficienti per giustificare l'adesione della Turchia. ([[Christian Kern]])
*La [[Turchia]] è chiamata a decidere se vuole diventare una democrazia matura. Il Governo italiano {{NDR|[[Governo Letta]]}} continua a credere fermamente nella prospettiva europea della Turchia e sono convinta che il processo di adesione all'[[Unione europea]], se perseguito senza tentennamenti, possa avere un effetto benefico sulla dinamica politica del Paese. E, allora, se vogliamo sostenere il processo di democratizzazione della Turchia, dobbiamo continuare ad incoraggiarla sulla via dell'adesione a rispettare i principi di pluralismo e di democrazia. La nostra scelta è chiara: noi vogliamo una Turchia pienamente democratica in Europa e per raggiungere quest'obiettivo occorrono ''leadership'' lungimiranti da una parte e anche da parte europea. ([[Emma Bonino]])
*Quando si guarda allo specchio, l'[[Europa]] non solo vi riconosce tradizioni, lingue, religioni, costumi diversi, ma acquista piena coscienza di quali sono la sua essenza e le sue possibilità: comprende che è illusorio individuare in 500 milioni di persone un'omogeneità culturale, un'identità collettiva tipicamente europea. Lo dico – per inciso – anche in risposta a coloro che sostengono l'argomento dell'identità collettiva per opporsi al processo di adesione della [[Turchia]] all'[[Unione Europea]]… ([[Emma Bonino]])
*Storicamente e culturalmente la [[Turchia]] ha poco da spartire con l'[[Europa]]: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell'[[Unione Europea]]. Meglio sarebbe se la Turchia facesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure formasse un suo continente culturale insieme con esso. L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se [[Kemal Ataturk]] negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa resta il nucleo dell'antico impero ottomano, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure è un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo. Perciò l'ingresso della Turchia nell'UE sarebbe antistorico. ([[Papa Benedetto XVI]])
== Ucraina ==
*A lungo termine, il posto dell'[[Ucraina]] è nell'[[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Alleanza atlantica]] e nell'Occidente, e anche nell'[[Unione europea]]. ([[Petteri Orpo]])
*Negli ultimi mesi l'[[Ucraina]] ha pagato al più alto prezzo per far diventare realtà il sogno europeo, deve essere valso qualcosa, ad esempio una semplice dichiarazione da parte dell'[[Unione europea]] che quando l'Ucraina sarà pronta, potrà entrare. Una dichiarazione che all'Unione europea non costerebbe nulla ma per il mio paese vorrebbe dire tutto. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]])
*{{NDR|L'adesione all'Unione europea}} è una priorità per l'Ucraina, anche se siamo coscienti che dobbiamo riformarci dall'interno per essere conformi agli standard. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]])
*Ci appelliamo all'[[Unione Europea]] per l'adesione immediata dell'[[Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera [[Europa]], per la [[pace]], per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'[[uguaglianza]], la [[democrazia]]. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
*le tutele della libertà [[ucraina]] includono la sua appartenenza all'[[Unione europea]]. ([[Henry Kissinger]])
*Vogliamo disegnare un percorso di maggior vicinanza dell'Ucraina all'Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell'Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un'integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l'Italia è al fianco dell'Ucraina in questo processo. L'[[Italia]] vuole l'Ucraina nell'Unione Europea. ([[Mario Draghi]])
== Voci correlate ==
*[[Unione europea]]
*[[Brexit]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Unione europea]]
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{{voce tematica}}
[[File:Beckenbauer cruyff alfieri.jpg|thumb|Da sinistra: il difensore [[Franz Beckenbauer]] in marcatura sull'attaccante [[Johan Cruijff]]]]
Citazioni sui '''difensori'''.
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} A livello europeo e mondiale trovare un terzino sinistro con ambedue i piedi è difficilissimo. ([[Riccardo Ferri]])
*Come difensore un bel gesto è quando vai in anticipo sull'attaccante. Capisci prima quello che sta per fare: prima che esce la palla, quando sta per farti una finta. Quando vinci l'uno contro uno è la soddisfazione più grande. ([[Cecilia Salvai]])
*Da difensore devi cercare di anticipare quello che pensa l'[[attaccante]]. Devi cercare di anticipare quello che vorrebbe fare lui. Poi devi provare a fermare l'azione e a fermare l'attaccante. L'emozione che provano gli altri nel fare [[gol]], tu devi provarla nel non far fare gol. Se proverai quella emozione diventerai sempre più bravo. ([[Giorgio Chiellini]])
*Difensore scivoloso, difensore pericoloso. ([[Carlo Mazzone]])
*Il [[contropiede]] del difensore ha sempre in sé qualcosa di colpevole, furbastro, sleale. ([[Osvaldo Soriano]])
*Io non sono cattivo. Non entro mai per far male. Ma oggi i difensori non difendono: vanno di moda quelli che curano la tecnica, escono dall'area palla al piede, impostano l'azione. Ma un difensore deve essere prima di tutto un difensore. Il suo mestiere è non far segnare l'attaccante. E ci riesce solo se gli sta appiccicato, entra in tackle, le prende tutte di testa sui cross. ([[Bruno Alves]])
*Io posso prendere un terzino e metterlo all'ala senza che nessuno dica niente. Ma se prendo un'ala e gli chiedo una volta, per un'emergenza, di fare il terzino ne devo render conto al sindacato? Ma andè in mona tuti quanti, Spegiorin, Campana e ti che me sta a 'scoltar a 'sta ora de note. ([[Nereo Rocco]])
*{{NDR|«Cosa occorre per essere dei bravi marcatori?»}} La prima cosa è l'umiltà. Spesso al difensore tocca la seconda mossa, dopo quella dell'attaccante. Non c'è gioia nel difendere, ma spesso è così. Poi ci vuole la concentrazione [...]. E serve avere delle qualità fisiche. Per questo occorre fare una vita regolare, da atleti seri. ([[Tarcisio Burgnich]])
*Quando segnano gli avversari c'è sempre qualche distrazione dei difensori. ([[Vujadin Boškov]])
*Questi sono i difensori centrali, che un tempo furono centr'half, poi centromediani, quindi, con un ritorno alla natura del ruolo, stoppers. Lo stop, il tackle sull'attaccante gli competono insieme a poche altre cose: la statura, ad esempio, ed una certa durezza di modi più o meno camuffata che, dove efettivamente manchi, è un guaio, un guaio gosso. ([[Vladimiro Caminiti]])
==Altri progetti==
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Spezia
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[[File:Spices in an Indian market.jpg|thumb|Spezie in un mercato indiano]]
Citazioni sulle '''spezie'''.
*A volte bisogna usare le spezie sbagliate per ottenere l'effetto desiderato. (''[[Un tocco di zenzero]]'')
*Le spezie sono comodissime nel malato, perché sono delle collezioni di erbe, e di altre sostanze, scelte, e preparate per le infusioni. Se ne può fare di molte sorti, e che capaci siano di soddisfare alle più ordinarie indicazioni. Quelle che abbiam date servir possono di esempio per tutte quelle che preparar si volesse. Sarebbe da desiderare, che tali sorti di rimedj divenissero officinali in Parigi, come lo sono in Allemagna; i malati non sarebbero esposti ad esser ingannati dagli Erboristi, come lo sono continuamente, facendo uso delle piante le une per le altre. ([[Antoine Baumé]])
*Sia nel mondo levantino che in quello sefardita le spezie sono un'apoteosi. L'odore delle spezie è evocatore di luoghi e mi piacciono molto le storie che si raccontano a riguardo. ([[Moni Ovadia]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Spezie| ]]
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Oppio
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Spinoziano (BEIC)
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typo; Antoine Baumé
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{{voce tematica}}
[[Immagine:Lecomte du Nouy Opium Smoker.jpg|thumb|''Il fumatore d'oppio'' (J.J.A. Lecomte du Noüy)]]
Citazioni sull''''oppio'''.
==Citazioni==
*E con tutto che sienvi taluni, i quali estimano persuadere ai creduli tutta la virtù de' narcotici, in ispecie dell'oppio, dipendere da arte propria, soltanto ad essi loro conosciuta; non v'avrà persona, la quale giudicando per la sperienza, e sovente adoperando e il semplice oppio, quale cel dà la natura, e i suoi preparati, non comprenda esistere fra essi differenza veruna, e tutti doversi suoi effetti ammirandi a propria bontà natia, anziché ad arte d'uomo straordinaria. Che anzi egli è l'oppio in mano di prudente sì necessaria cosa in medicina, che senza esso male ella n'andrebbe, e potresti dire zappicasse. Chi però saprà maneggiarlo a dovere, opererà cose maggiori d'assai di quello, possa mai altri da un solo rimedio aspettare. E incolto mostrerassi grandemente colui, il quale creda l'oppio soltanto convenevole a conciliar sonno, a sedare dolori, ad arrestare diarrea. Egli a guisa della spada delfica è rimedio prestantissimo, a infinite altre cose appropriato; vo' dire quasi l'unico cardiaco finora nella natura delle cose discoperto. ([[Thomas Sydenham]])
*L'oppio è ormai la religione dei popoli. ([[Ennio Flaiano]])
*L'Oppio è un rimedio importante nella Medicina, e che merita la maggior attenzione; non ostante pare, che sino ad ora si abbia mal conosciuto la natura dei principj, che costituiscono le virtù sonnifere e calmanti, ch'esso possiede più eminentemente di tutti gli altri medicamenti della stessa virtù. ([[Antoine Baumé]])
*L'Oppio, il terribile e benedetto mediatore della voluttà, distrugge gli organi e i sensi. Bisogna che rinuncino anche all'appetito e a quel gradevole senso di stanchezza che è l'appannaggio dei bravi borghesi. Gli occhi lacrimano spesso e nelle orecchie s'annida un continuo ronzio. Gli oggetti, gli uomini e le lettere dell'alfabeto assumono contorni vaghi e incerti. Le parole e i suoni vagano in un disordine caotico attraverso i complessi meccanismi dell'organo uditivo. ([[Géza Csáth]])
*L'oppio induce altri effetti {{NDR|rispetto all'[[LSD]]}}: per esso, il pensiero raccoglie nel suo punto più alto l'unica differenza, rigettando il fondo lontanissimo, e togliendo all'immobilità il compito di contemplare, e di chiamare a sé, mimandola, la bestialità; l'oppio assicura un'immobilità senza peso, uno stupore di farfalla fuori della rigidità catatonica; e lontanissimo, al di sotto di essa, dispiega il fondo, un fondo che non assorbe più bestialmente tutte le differenze, ma le lascia sorgere e scintillare come tanti avvenimenti infimi, distanziati, ridenti ed eterni. ([[Michel Foucault]])
*O giusto, misterioso e potente oppio che ai cuori dei poveri e dei ricchi, senza differenza, per le ferite insanabili e per le pene «che tentano lo spirito alla rivolta», porti un balsamo di pace! Oppio eloquente, che con la tua stringente retorica blandisci i propositi dell'ira: e al colpevole restituisci per una notte le speranze della gioventù, purificando le sue mani insanguinate; e all'orgoglioso un breve oblio «dei torti non riparati e degli insulti invendicati»; che chiami al tribunale dei sogni, per il trionfo dell'innocenza che soffre, le tue false testimonianze; e confondi gli spergiuri; e rovesci le sentenze dei cattivi giudici; tu susciti dal grembo delle tenebre, con le fantastiche immagini del cervello, templi e città che superano l'arte di Fidia e di Prassitele, superano gli splendori di Ecatompile e di Babilonia: e «dall'anarchia di un sonno pieno di sogni» chiami alla luce del sole i volti di beltà da gran tempo sepolte e le dilette sembianze dei familiari, purificate dal «disonore della tomba». Tu solo dai questi doni all'uomo, e tu hai le chiavi del Paradiso, o giusto, misterioso e potente oppio! ([[Thomas de Quincey]])
===[[Charles Baudelaire]]===
*L'oppio infatti (come l'ape che trae alimento per la cera dalla rosa come dalla fuliggine dei camini) ha la capacità di sottomettere tutti i sentimenti e di accordarli col suo diapason.
*L'oppio, quindi, non genera, obbligatoriamente l'inattività o il torpore, poiché al contrario spingeva il nostro sognatore nei luoghi più brulicanti della vita quotidiana. I teatri ed i mercati non sono necessariamente le ossessioni privilegiate di un oppiomane, specialmente quando si trova in uno stato di perfetto godimento. La folla allora è per lui opprimente, la stessa musica ha caratteristiche di sensualità grossolana. Cerca piuttosto la solitudine e il silenzio, condizioni indispensabili alle estasi e alle profonde fantasticherie.
*Tutti i seguaci dell'oppio sanno infatti, che, prima di raggiungere un certo livello di assuefazione, si può sempre ridurre la dose senza difficoltà, perfino con piacere, ma che, una volta superato quel punto, ogni riduzione provoca intensi dolori. Perché dunque non consentire ad una momentanea prostrazione di pochi giorni? Non c'è prostrazione, non in questo consiste il dolore. La diminuzione dell'oppio aumenta, al contrario, la vitalità, il polso va meglio, la salute anche, ma ne deriva una spaventosa irritazione dello stomaco, con sudori abbondanti e malessere generale che nasce dalla perdita di equilibrio tra energia fisica e salute mentale. È facile infatti capire come il corpo, parte terrena dell'uomo che l'oppio aveva vittoriosamente resa ad una pacifica, perfetta sottomissione, voglia riprendere il sopravvento, mentre l'impero della mente, fino ad allora sola favorita, si trova sminuito in ugual misura. si tratta di ristabilire un equilibrio spezzato che non può reintegrarsi senza entrare in crisi.
==Voci correlate==
*[[:Categoria:Oppioidi|Oppioidi]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Droghe]]
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Brindisi dai film
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text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]]
Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''.
==Brindisi dai film==
*A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'')
*– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'')
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò brinda.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Totò]] nel film ''[[San Giovanni decollato]]'' (1940)]]
*A domani {{sic|a mattina}}, bevo alla salute di mia figlia Serafina. E più bevo e più divento tenero, alla salute del mio caro genero. Però ricordatelo, eh, e tenetelo bene in mente, che io sono sempre dissidente. (''[[San Giovanni decollato]]'')
*A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'')
*A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'')
*A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'')
*A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'')
*A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'')
*A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'')
*A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'')
*Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'')
*– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'')
*Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'')
*– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'')
*Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'')
*Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'')
*Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'')
*Ai nuovi amici! (''[[28 giorni dopo]]'')
*Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'')
*Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'')
*Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'')
*Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'')
*– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'')
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Al principio. (''[[I comanceros]]'')
*Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'')
*Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'')
*All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'')
[[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]]
*– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'')
*Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'')
*Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'')
*Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'')
*Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'')
*Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'')
*Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'')
*– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'')
*Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'')
*– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'')
*Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'')
*Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'')
*Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'')
*– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'')
*– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'')
*Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'')
*– Alle brave persone andate via troppo presto. Ricordiamole sempre.<br>– Sempre! (''[[Alien: Covenant]]'')
*Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'')
*Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'')
*– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'')
*Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'')
*Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'')
*– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'')
*– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'')
*– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'')
*Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'')
*Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'')
*Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'')
*Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'')
*Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]]
*Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'')
*Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'')
*C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'')
*Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'')
[[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]]
*– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'')
*– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'')
*– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'')
*Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'')
*– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'')
*E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'')
*– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'')
*E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'')
*E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'')
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]]
*Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]]
*Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'')
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]]
*– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'')
*Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'')
*– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'')
*– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'')
*Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'')
*In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'')
*Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'')
[[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]]
*Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'')
*Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'')
*Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'')
*Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'')
*Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'')
*Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'')
*Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'')
*Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'')
*Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'')
*Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'')
*Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'')
*– Qui ci sta bene un brindisi... a che cosa, non lo so, ma ci sta bene un brindisi!<br>– Buona fortuna in aula.<br>– Buona fortuna.<br>(''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'')
*– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'')
*Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'')
*– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'')
*Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'')
*– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'')
*– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'')
*Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'')
*Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'')
*Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'')
*Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'')
*[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'')
*– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'')
*Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'')
*Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'')
*– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'')
===''[[C'era una volta in America]]''===
*Al consolatore degli afflitti!
*Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere.
*Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno.
===''[[Fantastic Mr. Fox]]''===
*Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti.
*Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza!
===''[[Marie Antoinette]]''===
*Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono.
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo.
*– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia!
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[[Categoria:Brindisi dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Massimo Bertarelli
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Spinoziano
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'''Massimo Bertarelli''' (1943 – 2019), giornalista e critico cinematografico italiano.
==Citazioni di Massimo Bertarelli==
*{{NDR|Su ''[[Cuori puri]]''}} Appassionato e intenso dramma sociale nella degradata periferia romana. [...] Un film sincero diretto da un esordiente, con qualche lungaggine e due bravissimi protagonisti.<ref>Da ''il Giornale'', 1º giugno 2017; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cuori-puri/62292/ Cuori puri]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grande Jake]]''}} Appena passabile western, l'ultimo dello specialista [[George Sherman]], che si lascia vedere unicamente per la massiccia presenza del sempre più monumentale [[John Wayne]]. Un po' patetico nel raggrinzito duetto con [[Maureen O'Hara]], vent'anni dopo ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', quando sale a cavallo e sfodera la Colt bisogna lasciarlo stare: come lui nella prateria non c'è stato più nessuno.<ref>Da ''il Giornale'', 16 dicembre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-jake-ouolitc9 Il grande Jake]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''}} Apprezzabile film-testamento di [[John Wayne]], già minato dal male che lo porterà alla tomba tre anni dopo. Ma né lui, né [[Don Siegel]] hanno voglia di piangersi addosso e dopo qualche malinconico e pudico accenno al tramonto degli eroi, a cantare restano solo le pistole. Il protagonista, la faccia ridotta a una maschera di rughe, si batte per l'ultima volta come un leone, con l'apporto di molte venerabili glorie del western, cui si aggiunge la ruvida e sempre bella [[Lauren Bacall]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 marzo 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-pistolero-pimtehpl Il pistolero]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dracula 3D]]''}} Argento è sempre Argento. E dire che sono passati quarantadue anni da "[[L'uccello dalle piume di cristallo]]". II suo sarà il centesimo film su "Dracula", ma il personaggio non ha affatto bisogno del dentista. Difatti morde che è una bellezza, con l'aiuto del 3D che fa lievitare il prezzo del biglietto, ma innalza la tensione e valorizza gli sgargianti colori. Con ovvia prevalenza del rosso. La storia è arcinota, inutile riparlarne. C'è anche Asia, che si spoglia con ironica voluttà.<ref>Da ''il Giornale'', 22 novembre 2012; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/dracula-3d/55282/ Dracula 3D]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'infernale Quinlan]]''}} Avvincente, e sopravvalutato, drammone poliziesco del geniale e dispersivo [[Orson Welles]], che mette in scena una storia nera come il carbone, badando più ai virtuosismi tecnici che alla linearità del racconto. Come dire che non è tutto chiaro, forse a causa del bislacco montaggio. Il Welles attore è un portentoso, terrificante monumento al Male.<ref>Da ''il Giornale'', 6 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/linfernale-quinlan-nqh8ph0q L'infernale Quinlan]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''}} Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cavaliere-della-valle-solitaria-g3wa11rp Il cavaliere della valle solitaria]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il cacciatore del Missouri]]''}} Brevissimo, più che passabile western, in un abbagliante Technicolor, dello specialista [[William A. Wellman|William Wellman]], che non si può definire un fulmine di guerra quanto a ritmo, ma è diretto da uno che conosce come pochi i gusti del pubblico. Difatti anche se si spara pochissimo, non si può dire che manchino le emozioni. L'invecchiato [[Clark Gable]] resta sempre un portento di simpatia.<ref>Da ''il Giornale''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cacciatore-del-missouri-lqb23pcn Il cacciatore del Missouri]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grande cielo]]''}} Celebre e altrettanto noioso western del grande e eclettico [[Howard Hawks]], che procede a passo strascicato tra avventura e umorismo. I paesaggi visibilmente di cartone, un bianco e nero di scadente qualità e un doppiaggio da mettere i brividi non rendono giustizia agli sforzi del giovane [[Kirk Douglas]] e dei suoi troppi compagni di viaggio.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-cielo-mvs0bvni Il grande cielo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''}} Celebre e sciropposa love story alla svedese condita da lacrime e buoni sentimenti, ma dotata di indubbia classe oltre che di un'encomiabile concisione. Oggi la storia farà sorridere, specie gli spettatori più giovani: i due pudicissimi amanti non fanno nemmeno in tempo a sfiorarsi le dita che già sono colti da rimorsi. La ventiduenne, sfolgorante [[Ingrid Bergman]] giustifica le pazzie che farà per lei [[Roberto Rossellini]].<ref>Da ''il Giornale'', 26 giugno 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/intermezzo-hk331aep Intermezzo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[10 Cloverfield Lane]]''}} Chi soffre di claustrofobia è meglio che stia alla larga. Ma probabilmente anche Dracula si annoierebbe a morte.<ref>Da ''il Giornale'', 28 aprile 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/10-cloverfield-lane-d5pzl1he 10 Cloverfield Lane]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]''}} Chilometrico e mediocre kolossal in costume, girato da [[Mervyn Le Roy]] a Cinecittà senza, come si dice, badare a spese. Diecimila comparse che al Colosseo urlano neanche fossero al derby e uno zoo ambulante con 63 leoni, 7 tori e 450 cavalli. Il grande gigione [[Peter Ustinov]] si cucina a fuoco lento il luccio [[Robert Taylor]] e la triglia [[Deborah Kerr]].<ref>Da ''il Giornale'', 14 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/quo-vadis/6825/ Quo Vadis]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dreamer - La strada per la vittoria|Dreamer]]''}} Come se un tassista in Panda riuscisse a infiltrarsi tra Schumacher e Alonso e poi li superasse sull'ultima curva di Monza. Oppure come se la squadra dei galeotti di Poggioreale, ammessa per miracolo alla Champions league, nella finale di Londra battesse per 3-0 il Barcellona. Nella commediola lacrimosa e ultrabuonista ''Dreamer'', che non stonerebbe nell'album rosa di casa Disney, succedono cose da pazzi, sportivamente parlando.<ref>Da ''il Giornale'', 22 settembre 2006; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2005/dreamerlastradaperlavittoria/rassegnastampa/57272/ Dreamer - La strada per la vittoria]'', ''mymovies.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]''}} Cupo, arcaico e poco appassionante melodramma agreste, che [[Mario Monicelli]] ha tratto, con molte libertà e con la collaborazione di [[Suso Cecchi d'Amico]], da un romanzo di [[Grazia Deledda]]. Il bel [[Mel Ferrer]] si fa bagnare naso e tonaca dal baffo di elettrico di [[Amedeo Nazzari]]. L'esordiente [[Lea Massari]] è la migliore in campo. Sotto ogni punto di vista.<ref>Da ''il Giornale'', 5 aprile 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/proibito-ioy3w0lu Proibito]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]''}} Cupo e desolato melodramma social-sentimentale di un [[Michelangelo Antonioni]] già in preda ai primi sintomi dei proverbiali contorcimenti esistenziali. Un film che ai suoi tempi fu stroncato dalla critica e turbò i sonni del Pci: può davvero un operaio arrivare al suicidio? Il titolo potrebbe tranquillamente riferirsi all'urlo liberatorio dello spettatore davanti alla parola fine.<ref>Da ''il Giornale'', 3 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grido-en3nvufz Il grido]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La legge del capestro]]''}} Cupo e originale western del poliedrico [[Robert Wise]] (''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' e ''[[Tutti insieme appassionatamente]]'') che trasporta pari pari nel Far West la tragedia di Edipo, al punto da rivestire il personaggio femminile col nome impostole da [[Sofocle]]. Proprio la fiera [[Irene Papas]], ruba la scena al grintoso [[James Cagney]] e allo spento [[Don Dubbins]].<ref>Da ''il Giornale'', 5 ottobre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-capestro-bqow0ozl La legge del capestro]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Scandalosa Gilda]]''}} Delirante pastrocchio erotico del giovane eretico [[Gabriele Lavia]] che, messi temporaneamente da parte [[Anton Čechov|Checov]] e [[Sofocle]], inventa la filosofia applicata agli slip. Nel senso che per ogni indumento intimo ammainato viene declamato un dogma metafisico. La conturbante [[Monica Guerritore]] si spoglia, ansima, e si contorce con grande voluttà. Forse è un allenamento per [[Luigi Pirandello|Pirandello]].<ref>Da ''il Giornale'', 16 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/scandalosa-gilda-so8hptj1 Scandalosa Gilda]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''}} Discreto western, certamente atipico, per il taglio ironico e le cadenze da commedia, che scorre placidamente a ritmo accelerato per trasformarsi in rapido soltanto nell'ultimo quarto d'ora con un'imprevedibile mattanza. [[Robert Mitchum]], attorniato da un manipolo di eccellenti vecchie glorie, è particolarmente svogliato: gli scappa perfino un sorriso.<ref>Da ''il Giornale'', 28 settembre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-giorno-di-jim-flagg-mp0a1fp0 Il grande giorno di Jim Flagg]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Le colline bruciano]]''}} Discreto western di stampo classico, dai paesaggi ariosi e dalle emozioni a catena, che racconta una storia non troppo originale, dato che anche lo sdoganamento dei pellerossa non fa più notizia. Più del tontolone [[Tab Hunter]], a tenere la scena è la magnifica ribelle [[Natalie Wood]], attrice bella, brava e sfortunata, che diede il meglio di sé negli anni verdi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/le-colline-bruciano-koo20xrg Le colline bruciano]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Blow-Up]]''}} Dov'è la verità? Mah, nessuno lo sa, a partire da [[Michelangelo Antonioni]] che ha cominciato un avvincente giallo, poi nel timore di essere confuso con [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], [[Fritz Lang]] o altri cinematografari di basso profilo, ha preferito addentrarsi nella nebbia londinese o in quella a lui più familiare e, assai più fitta, dell'incomunicabilità. Come si fa a distinguere tra realtà e finzione? Si chiede, e purtroppo ci chiede l'angosciato regista. Ardua è la risposta, anche per i critici patentati, che pure si sono sperticati negli elogi, come i giurati che gli hanno dato la Palma d'Oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 27 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/blow-up/21115/ Blow-Up]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Cristiada]]''}} È quasi un western il drammone messicano che rievoca, con spreco di enfasi e retorica, un'ignorata pagina di storia.<ref>Da ''il Giornale'', 23 ottobre 2014; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cristiada/59370/ Cristiada]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Rio Lobo]]''}} Emozionante e più che dignitoso western, ultimo grande film del grande [[Howard Hawks]] (che non vale certo i suoi tanti capolavori), dopo una carriera durata quasi mezzo secolo. Il rude e implacabile raddrizzatore di torti [[John Wayne]] ripercorre i sentieri gloriosi della prateria strigliando i cattivi. Forse in omaggio all'età, ha il compito facilitato: stavolta mancano gli indiani.<ref>Da ''il Giornale'', 23 dicembre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/rio-lobo-th05o1z6 Rio Lobo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il massacro di Fort Apache]]''}} Epico e ancora appassionante western in bianco e nero di [[John Ford]], il primo di una celebre trilogia (seguiranno ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'' e ''[[Rio Bravo]]''), che monta in sella alla retorica patriottarda, contrapponendo l'eroe buono al soldato testardamente anti-indiano. L'ex bambolina [[Shirley Temple]] è un prodigio di melensaggine.<ref>Da ''il Giornale'', 4 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-massacro-di-fort-apache-c8tbysa6 Il massacro di Fort Apache]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''}} Epico western di [[Howard Hawks]], che non vale il suo precedente capolavoro ''[[Un dollaro d'onore]]'', pur ricalcandone lo schema, al punto da sembrarne la parodia. [[John Wayne]], l'eroe d'un pezzo; [[Robert Mitchum]], lo sceriffo onesto che alza volentieri il gomito; il ragazzo di bottega e il vecchio scorbutico. Avercene, comunque, di film così.<ref>Da ''il Giornale'', 7 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/el-dorado-gm6sudfa El Dorado ]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Figlia del vento]]''}} Fiammeggiante melodramma social-sentimentale del poliedrico [[William Wyler]], la risposta anche se uscita l'anno prima, della Warner Bros a ''[[Via col vento]]'' della Metro: match tutto impari quanto a successo e incassi. La mattatrice [[Bette Davis]] [...], grazie anche alla generosità degli sceneggiatori, stritola tutti, specialmente gli impauriti colleghi maschi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/figlia-del-vento-opc65cne Figlia del vento]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Taxxi]]''}} Folle e irresistibile commedia poliziesca scritta e sceneggiata dal genio parzialmente compreso di [[Luc Besson]], e diretta dal riesumato [[Gérard Pirès]], che corre a duecento all'ora (e per una volta non è un modo di dire) sul filo del grottesco. Le frequentissime scene d'inseguimento, su cui si regge tutto il film, sono davvero portentose. Il resto non conta, o quasi.<ref>Da ''il Giornale'', 16 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/taxxi-jqp1g8u0 Taxxi]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Duro da uccidere]]''}} Frenetico quanto risibile poliziesco tutt'azione, dove al crepitio delle mitragliette s'accompagna l'ancor più sinistro scricchiolio di ossa spezzate a micidiali colpi di karate dall'indistruttibile [[Steven Segal]], qui in coppia con l'ex signora in rosso, la sua affascinante moglie nella realtà. Se atleticamente è un portento, come attore dà il meglio di sé durante il coma.<ref>Da ''il Giornale'', 13 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/duro-da-uccidere-f6x7muj4 Duro da uccidere]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Sfida tra i ghiacci]]''}} Grintoso fumettone a cavallo fra poliziesco e avventura, che strizza l'occhio allo spettacolo facendosi portavoce del ministero dell'Ambiente. L'irritante alone di moralismo che copre botte, pistolettate e ghiacciai non aggiunge un milligrammo di credibilità a una vicenda a dir poco inverosimile. L'esordiente regista [[Steven Seagal]] ha scelto come protagonista il peggiore attore mondiale in circolazione: se stesso.<ref>Da ''il Giornale'', 26 marzo 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/sfida-tra-i-ghiacci-w7cg0uo6 Sfida tra i ghiacci]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[I comanceros]]''}} Il vecchio e glorioso [[Michael Curtiz]] dirige con buon piglio, quasi vent'anni dopo il mitico ''[[Casablanca]]'', un western di stampo classico, di ampio respiro, altalenante nella cadenza, con qualche maestoso scenario di una Louisiana in Cinemascope. [[John Wayne]] a 54 anni sta in sella come un ventenne e stende i pellerossa manco fosse al bowling.<ref>Da ''il Giornale'', 3 settembre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-comanceros-djtev6ez I comanceros]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Incuranti dall'ondata di pernacchie da cui sono stati travolti nella loro opera prima, e tutti invano hanno sperato ultima, l'indecente thriller saffico ''[[Bound - Torbido inganno|Bound]]'', i fratelli [[Lana e Lilly Wachowski|Larry e Andy Wachowski]] hanno virato di parecchi gradi abbracciando il cinema dell'irrealtà. E qui viene il difficile per chi deve raccontare il film ai lettori, anche se il dovere professionale gli ha imposto di restare imperterrito al proprio posto per i 136 minuti (interminabili) del film, tenendo gli occhi e, purtroppo, anche le orecchie, aperti. Con incommensurabile invidia per chi, grazie al favore delle tenebre, se l'è invece svignata già nel primo tempo.<ref>Da ''il Giornale'', 9 maggio 1999; citato in ''[http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/matrix/35893/ Matrix]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''}} Insipido e sgargiante polpettone in costume del francese Christian-Jacque, che non ha molti riguardi per la storia, tanto i Borgia non possono più protestare. In compenso ogni pretesto è buono per mettere in evidenza le doti fisiche della povera (morirà nel '67 a quarantasette anni) Martine Carol. Che fosse anche la consorte del regista è ovviamente un caso.<ref>Da ''il Giornale'', 23 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/lucrezia-borgia/4715/ Lucrezia Borgia]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La legge del Signore]]''}} Intenso quanto logorroico melodramma anti-bellico, denso di patriottismo (e retorica), diretto dall'eclettico [[William Wyler]] e sceneggiato da Michael Wilson, che non poté firmarlo perché iscritto al partito Comunista. [[Gary Cooper]] ripete il personaggio de ''[[Il sergente York|Il Sergente York]]'', il pacifista a diciotto carati angosciato dal dubbio. Comunque un film troppo lungo e altrettanto barboso: difatti fu Palma d'oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 10 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-signore-nxlnsy88 La legge del Signore]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La ballata di Cable Hogue]]''}} L'oriundo pellerossa [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], accanito predicatore della violenza, non si sottrae al suo credo pur stemperandolo con l'ironia in un western discontinuo e fuori dai soliti canoni, che sottolinea i guasti provocati dal progresso. In effetti, nonostante il ghigno luciferino del cupo [[Jason Robards]], indiani e frecce sono un'altra cosa.<ref>Da ''il Giornale'', 30 luglio 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-ballata-di-cable-hogue-yl7nlypa La ballata di Cable Hogue]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Diavolo in corpo]]''}} L'ultrà [[Marco Bellocchio]], ispirato dall'analista di fiducia [[Massimo Fagioli|Fagioli]], filosofeggia e declama, poi, messo alle strette dai produttori, pensa agli incassi. Infatti la sensuale olandesina [[Maruschka Detmers]] nel primo tempo si limita a vellicare il suo ganzo, nel secondo è sempre nuda.<ref>Da ''il Giornale'', 21 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-diavolo-in-corpo-q5rl90z3 Diavolo in corpo]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il rapporto Pelican]]''}} Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato [[Alan J. Pakula]] ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario [[John Grisham]]. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. [[Julia Roberts]] si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di [[Denzel Washington]] chiedendosi quando finirà. Non è l'unica.<ref>Da ''il Giornale'', 6 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-rapporto-pelican-snocl8ol Il rapporto Pelican]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'anima e la carne]]''}} Noioso e ridicolo polpettone avventuroso-sentimentale, uno dei peggiori film del grande [[John Huston]], che scherza coi fanti e pure coi santi, ma è un'ironia che non riesce a lasciare il segno. Il cinico e ciondolante [[Robert Mitchum]] e la sussieguosa finta mammoletta [[Deborah Kerr]] sono come [[Rosy Bindi]] e lo specchio: inconciliabili.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/lanima-e-la-carne-umpkjekw L'anima e la carne]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Calvario (film)|Calvario]]''}} Originale dramma pseudogiallo, che parte bene, poi si disperde tra i tormenti di un personaggio oppresso da troppi problemi, anche familiari. [...] Bravo [[Brendan Gleeson]], faccia da gangster più che da prete.<ref>Da ''il Giornale'', 14 maggio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/calvario/58383/ Calvario]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''}} Originale e ambizioso spaghetti western diretto da [[Sergio Sollima]], che non si limita, come lascerebbe intendere il titolo, a far cantare le colt nel solito duello conclusivo. Mantenendosi fedele ai sacri canoni dell'avventura, con overdose di violenza e parolacce, sa anche dar rilievo ai caratteri, riuscendo perfino a trarre miracolosamente qualche palpito dal volto immobile di [[Lee Van Cleef]].<ref>Da ''il Giornale'', 17 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-resa-dei-conti-rpal3zdt La resa dei conti]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[I cowboys]]''}} Originale, piacevole ma un po' troppo lungo western di [[Mark Rydell]] [...]. L'inaffondabile [[John Wayne]], monumento di se stesso, è più che dignitoso nel ruolo inconsueto del vecchio burbero dal cuore d'oro disposto a immolarsi (quasi una premonizione?) per le nuove leve.<ref>Da ''il Giornale'', 24 luglio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-cowboys-olszvo2g I cowboys]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Gli amanti della città sepolta]]''}} Ottimo western, feroce e malinconico, del grande eclettico [[Raoul Walsh]], che riporta sullo schermo, con qualche variante ancor più drammatica, il suo celebre poliziesco ''[[Una pallottola per Roy]]''. L'alone romantico della vicenda, in cui trova largo spazio la love-story tra i due non eccelsi protagonisti, è ben reso dal pertinente titolo tradotto, per una volta migliore dell'originale (''Colorado Territory'').<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/gli-amanti-della-citta-sepolta-otpsfauo Gli amanti della città sepolta]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La dalia azzurra]]''}} Passabile, anche se antiquato, poliziesco in bianco e nero, l'unica sceneggiatura scritta da [[Raymond Chandler]], tratto da un suo romanzo incompiuto in cui il grande giallista dovette modificare il finale, che infatti appare appiccicaticcio, per le pressioni della permalosa Marina americana. [[Alan Ladd]] se la cava con decoro nel ruolo del reduce tutto d'un pezzo afflitto dalle corna.<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-dalia-azzurra-p6v6rp9v La dalia azzurra]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[L'ultimo amante]]''}} Passabile, nonostante le evidenti rughe, melodramma sentimentale [...]. Un bianco e nero amaro e appassionato in cui [[Amedeo Nazzari]] non fa rimpianger [[Carlo Ninchi]], mentre la bionda, pur bellissima, svedese [[May Britt]] non riesce a scacciare il fantasma di [[Alida Valli]].<ref>Da ''il Giornale'', 31 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/l-ultimo-amante/10107/ L'ultimo amante]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Il conte di Essex]]''}} Pittoresco e ultraromanzato riassunto della folle storia d'amore che rallegrò (ma non troppo) la vita di [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta I]] e del suo fedele (ma non troppo) servitore, messo in scena con eleganza dall'ungherese [[Michael Curtiz]] (''[[Casablanca]]''). Slendidi costumi ed epiche battaglie fanno da cornice al duello di istrionismo tra l'affascinante bruttona [[Bette Davis]] e il gagliardo faccia di bronzo [[Errol Flynn]].<ref>Da ''il Giornale'', 18 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-conte-di-essex-u4yh3oez Il conte di Essex]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''}} Raccapricciante giallo in salsa horror e oltre i confini del paranormale che l'emergente [[Brian De Palma]] ha tratto da un romanzo di [[Stephen King]]. Un po' inattendibile, un po' morboso, ampiamente sinistro ma certo trascinante, con un finale da [[Festa di Piedigrotta|Piedigrotta]] del terrore. [[Sissy Spacek]] [...] è mostruosamente brava. All'esordio, l'impomatato [[John Travolta]] fa la fine che si merita. Almeno come attore.<ref>Da ''il Giornale'', 2 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/carrie-lo-sguardo-di-satana-xur6erva Carrie, lo sguardo di Satana]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Era notte a Roma]]''}} [[Roberto Rossellini]] si cimenta in uno dei suoi temi prediletti, l'antifascismo, in un dramma resistenziale che non ha però l'impatto emotivo né di ''[[Roma città aperta]]'' né del ''[[Il generale Della Rovere|Generale della Rovere]]''. I borgatari con gli attributi (brava la ruspante maggiorata [[Giovanna Ralli]]) sono più genuini dei tre soldati al semolino.<ref>Da ''il Giornale'', 24 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/era-notte-a-roma/11283/ Era notte a Roma]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Monella]]''}} Sboccata ma non disprezzabile commedia sentimental (20 per cento) erotica (80) del vecchio Satiro [[Tinto Brass]], un autentico genio nella scoperta, nel senso più ampio del termine, di giovani virgulti femminili. La signorina in questione, molto spontanea e davvero bellina, difficilmente avrà modo sui pudibondi schermi televisivi di esibire per intero il proprio talento.<ref>Da ''il Giornale'', 19 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/monella-ofh6iwl1 Monella]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Automata (film)|Automata]]''}} Scombinato giallo fantascientifico spagnolo [...] non si capisce niente. [[Antonio Banderas]] dal testone pelato sgrana di continuo gli occhi. Soprattutto davanti alla stagionatissima [[Melanie Griffith]]: ma quella è davvero mia moglie?<ref>Da ''il Giornale'', 26 febbraio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/automata-pf9yqxnp Automata]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La maschera di fango]]''}} Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-maschera-di-fango-fd71vjxv La maschera di fango]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[La donna del ritratto]]''}} Splendido, indimenticabile poliziesco del tedesco [[Fritz Lang]], un bianco e nero asciutto e essenziale, esemplare per rigore stilistico e dosaggio della suspense, specie nell'imprevedibile finale. Se magistrale è l'interpretazione del rumeno [[Edward G. Robinson]], il timido docente sconvolto dalla passione, l'affascinante [[Joan Bennett]] resta tra le più belle di sempre.<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/la-donna-del-ritratto/6711/ La donna del ritratto]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[La legge del più forte]]''}} Tacciono le colt nel western umoristico di [[George Marshall (regista)|George Marshall]], quasi una parodia (la prima in assoluto) di un genere che si è preso sempre tremendamente sul serio. La giovane [[Shirley MacLaine]], adorabile commediante nata, sa stare al gioco come meglio non si potrebbe, ma pure [[Glenn Ford]] si muove con la giusta dose d'ironia. A reggere il moccolo [[Leslie Nielsen]], stella di prima grandezza (e in commedie demenziali) soltanto in vecchiaia, che per decenni è stato costretto a far la parte del cattivo.<ref>Da ''il Giornale'', 1º aprile 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-piu-forte-k39xikzf La legge del più forte]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Toccante, ma piatto dramma in costume, la storia vera di un'infelice creatura e del suo dolce angelo custode. [...] Un film coraggioso, destinato a perdere il confronto con due giganti in tema, ''[[Il ragazzo selvaggio]]'' e ''[[Anna dei miracoli]]''.<ref>Da ''il Giornale'', 3 marzo 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/marie-heurtin-dal-buio-alla-luce/59069/ Marie Heurtin - Dal buio alla luce]'', ''cinematografo.it''</ref>
*{{NDR|Su ''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''}} Un altro celebre western dedicato da [[John Ford|Ford]] alla cavalleria in giacca blu, girato, benissimo (Oscar alla fotografia), tra ''[[Il massacro di Fort Apache]]'' e ''[[Rio Bravo]]'': estenuanti cavalcate, amori di una castità irreale, un commosso e nemmeno troppo retorico omaggio all'esercito. Il quarantaduenne [[John Wayne]], invecchiato a fatica dal truccatore, è una quercia con improvvisi lampi di umanità.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-cavalieri-del-nord-ovest-m9bg23er I cavalieri del Nord Ovest]'', ''cinematografo.it''.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dreamland - La terra dei sogni]]''}} Una recitazione da piangere e un protagonista, l'inebetito Ivano De Cristofaro, che strappa al catastrofico [[Alberto Tomba]] (''[[Alex l'ariete]]'') il titolo di peggiore attore italiano di sempre.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20110711235529/http://www.ilgiornale.it/spettacoli/un_disastro_melo_italia_e_usa/08-07-2011/articolo-id=533835-page=0-comments=1 Un disastro il melò tra Italia e Usa]'', ''ilgiornale.it'', 8 luglio 2011.</ref>
==Note==
<references />
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[[Categoria:Critici cinematografici italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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[[File:Argentina germania 1966.JPG|thumb|La gara della fase a gironi tra Germania Ovest e Argentina al Villa Park di Birmingham, 16 luglio 1966]]
Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1966'''.
*''Era l'anno dei mondiali quelli del '66, | la regina d'Inghilterra era [[Pelé]].'' ([[Antonello Venditti]])
*Inghilterra 66 [...] lanciò la moda del gioco atletico, provocando particolarmente in Italia, sempre sensibile all'imitazione, guasti gravissimi. Il predominio di inglesi e tedeschi sulla scuola sudamericana indusse [...] a credere che il talento avesse lasciato definitivamente il posto alla prestanza fisica. Così, a partire dal livello giovanile, fu rigorosamente bandito il dribbling e le scelte furono determinate più dai chili e dai centimetri che dalle qualità tecniche. Ci vollero anni per ritornare sulla retta via: nel frattempo il nostro calcio fu invaso da marcantoni senza genio capaci soltanto di correre, saltare e randellare. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Secondo me il successo degli inglesi è stato vilipeso troppo. È vero, sono stati aiutati, ma trovatemi una vergine tra chi ha vinto il titolo avendo organizzato il Mondiale. Ed è vero che non hanno vinto prima né dopo, però quella era una gran squadra. Guardatevi la semifinale e la finale: giocano veramente bene. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
==Altri progetti==
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{{Campionato mondiale di calcio}}
[[Categoria:Calcio in Inghilterra]]
[[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1966]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1960]]
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Campionato mondiale di calcio 1998
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[[File:1998_FIFA_World_Cup_France_(Wordmark).svg|thumb|Logo dell'edizione]]
Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1998'''.
*{{NDR|«Chi erano i leader della Francia del '98?»}} Blanc, Deschamps, Barthez, Desailly, Zidane... Ognuno di loro, quando apriva bocca, diceva una parola importante. Restammo due mesi in ritiro, non c'erano i social e parlammo molto, certamente più di quanto si fa oggi. [...] Io, Henry, Vieira eravamo ventenni e la nostra fortuna fu che i più anziani non ci misero pressione addosso, ma ci chiesero soltanto di dare entusiasmo. Il risultato fu che, nella serie di rigori che decisero i quarti contro l'Italia, io ed Henry tirassimo dal dischetto in tutta tranquillità. E facemmo gol. ([[David Trezeguet]])
*Due campioni mondiali allineerà la Juve, Zidane e Deschamps, due il Parma, Thuram e Boghossian, uno l'Inter, Djorkaeff. La Francia mondiale è molto italiana, anche nella mentalità, e lo hanno con molta onestà riconosciuto gli interessati. Il calciatore francese, anche il più dotato, reca in sé una vocazione insopprimibile alla dispersione, insegue il talento fine a se stesso e dimentica sovente il risultato. Il calcio italiano ferocemente concentrato sull'obiettivo, lo libera dalle scorie del dilettantismo e lo completa professionalmente. È stato così per Platini, in passato, e si è ripetuto per Zidane. Chi ricorda Zizou agli Europei 96, una promessa eternamente mancata, un gioco senza nerbo che ne disperdeva il talento e la classe, ha stentato a riconoscerlo nel campione che ha preso per mano la Francia, ha imposto la sua leadership e ha condotto la squadra al trionfo finale. [...] abbiamo lavorato per gli altri e non può essere una consolazione. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Gloria e invidia alla Nazionale francese rasa al suolo, non dimentichiamolo, dalla qualificazione disastrosamente mancata a Usa '94 e sapientemente rigenerata in un quadriennio: onore ai suoi (pochi) galletti indigeni, ai suoi armeni, ai suoi africani, ai suoi centro e sudamericani, ai suoi polinesiani, al suo mosaico veramente e ammirevolmente "mondiale" . ([[Marino Bartoletti]])
*Il Mondiale del '98 è nettamente il più spettacolare dei tre del decennio: succede letteralmente di tutto. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
*Ricordo che non partimmo per vincere. Non eravamo convinti noi, e non lo era la gente. Poi, vittoria dopo vittoria, l'entusiasmo contagiò noi e il pubblico. Arrivammo in finale noi e il Brasile, e non si può immaginare un avversario più degno. Vincemmo dominando, poi la festa, la passerella del giorno dopo su un pullman che non sembrava neanche un pullman e che cercava di farsi largo tra la folla che aveva invaso gli ''Champs Elysées''. Una folla che non ho mai più visto così numerosa, e voi sapete quanto siano estesi gli ''Champs Elysées''. Eppure quel giorno le persone erano tanto ammassate da non riuscire a passare. {{NDR|«Cosa significò vincere davanti ai propri tifosi?»}} Siamo stati i primi a regalare un Mondiale alla Francia. Vincere in casa ha un altro sapore, anche perché quel trionfo lasciò un segno non soltanto sportivo, ma anche culturale e sociale. In quel momento la Francia aveva bisogno di ritrovarsi e aggregarsi intorno all'idea, al concetto di "unione". Quella nazionale formata dai Petit e dai Desailly, dai Deschamps e dagli Zidane, insomma da bianchi e neri, da giocatori di età, estrazione sociale, culturale e religiosa diversa e che la pensavano in maniera differente su molte cose, dimostrò che si poteva andare oltre le divisioni per inseguire e raggiungere un obiettivo comune. Questo è quello che è successo a noi e, tramite noi, alla Francia. ([[David Trezeguet]])
==Altri progetti==
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{{Campionato mondiale di calcio}}
[[Categoria:Calcio in Francia]]
[[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1998]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
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Campionato mondiale di calcio 1974
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Danyele
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[[File:FIFA World Cup 1974 - logo.svg|thumb|Logo dell'edizione]]
Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1974'''.
*È il primo Mondiale miliardario, è il primo Mondiale superblindato e ha un finale folgorante. Ecco perché la storia del calcio si divide tra quello che è successo prima del Mondiale '74 e quello che succederà dopo. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
*Ed è in questo clima di straripante ricchezza, di terrore ma anche di grande ribellione che inizia il Mondiale 1974. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
*Importante, perché universale, fu la rivoluzione discesa da Germania 74, quando, pur sconfitta in finale, l'Olanda impose all'ammirazione del mondo il suo calcio totale, affrancato dalla schiavitù dei ruoli, esaltato dal coinvolgimento di tutti i giocatori, portiere compreso, nelle varie zone del campo. Le rigorose specializzazioni furono spazzate via e anche l'Italia, sino ad allora ferma a un'interpretazione puramente difensiva (che aveva dato i suoi risultati, siamo onesti, ma che ormai mostrava la corda) fu indotta a cambiare registro e ad aprirsi a un gioco di maggior iniziativa. ([[Adalberto Bortolotti]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
{{Campionato mondiale di calcio}}
[[Categoria:Calcio in Germania]]
[[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1974]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1970]]
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Ti amo
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Spinoziano
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{{voce tematica}}
[[File:Happy Valentines Day.jpg|thumb|La scritta ''I love you'']]
Citazioni sull'espressione '''ti amo'''.
*Allora, sappiamo che Robin non è quella che si dice una romanticona, non ti dirà mai "Ti amo tanto" come una qualunque persona normale. Invece scoppierà a ridere, scuoterà la testa, farà un sorrisetto e ti dirà "Sei un idiota". (''[[How I Met Your Mother (quinta stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*''Amo come l'amore ama. | Non conosco altra ragione di amarti che amarti. | Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, | se ciò che ti voglio dire è che ti amo?'' ([[Fernando Pessoa]])
*Amo le labbra: le amo perché sono costrette a non toccarsi se vogliono dire "Ti odio" e obbligate a unirsi se vogliono dire "Ti amo". ([[Fabio Volo]])
*''Amor ti vieta di non amar... | la man tua lieve che mi respinge, | cerca la stretta della mia man: | la tua pupilla esprime: "T'amo" | se il labbro dice: "Non t'amerò!"'' (''[[Fedora (opera)|Fedora]]'')
*Anche nei rapporti umani esistono le caste, ci sono quelli che dicono "ti amo" e ci sono quelli che non rispondono. (''[[Sex and the City]]'')
*Basta una sola parola, pronunciata dalla persona giusta al momento giusto, a far sbocciare l'infatuazione a velocità prodigiosa, come un tenero germoglio di carne da un prepuzio che si schiude. Né deve trattarsi per forza di "ti amo". Nel caso di Miss Sugar e George W. Hunt, che si avventurano per le strade buie e fradice dopo la pioggia violenta, procedendo fianco a fianco sotto i lampioni a gas ed un cielo asciutto e svuotato, la parola magica è questa: "Attento". ([[Michel Faber]])
*''Chi mi guarda allo specchio, | chi si imbuca appena presa la patente, | hai abboccato a una cosa che non è una bugia.''<ref name="enigmatica">Nella prima strofa le soluzioni sono "io", ovvero chi mi guarda allo specchio, "T", ovvero il simbolo del segnale stradale che indica una strada senza uscita, dove si potrebbe "imbucare" chi ha appena preso la patente, e "amo". Unendo le soluzioni trovate si ottiene la frase ''io ti amo''.</ref> ([[Dente (cantante)|Dente]])
*È questo il fatto: le persone normali, cioè quelle che non sono vostro padre, di solito ci mettono di più a dire "ti amo". Robin passò per le solite fasi. Prima pensi che sia solo un'impressione, poi capisci che è proprio vero, poi sai che è vero ma non riesci ancora a dirlo e poi c'è il momento in cui sai che è vero e non riesci a tenertelo dentro. (''[[How I Met Your Mother (seconda stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*È che una dichiarazione d'amore non riesco neppure a immaginarmela, una bella dico, non il solito commento pesante sulle mie rotondità. D'amore ne parla la gente, ma sempre raccontando a qualcuno l'amore che lo lega a qualcun altro. [...] L'amore, evidentemente, è un argomento tipico da interposta persona. Così non me lo so immaginare. «Ti amo» è una frase senza sonorità. Come «sono morto». Una specie di frase impossibile. (''[[Porci con le ali]]'')
*Forse è colpa nostra. Forse abbiamo esagerato, noi della musica leggera. Abbiamo imbottito le nostre canzoni di "ti amo". Ne abbiamo abusato e il senso reale si è un po' perso. Magari uno, pur amando disperatamente, non ha voglia di pronunciare quelle due parole stregate col timore di suonare un po' finto, un po' fumettistico. Comunque non sono le parole, ma i fatti che contano. Io ci ho messo una vita a imparare a non ascoltare con le orecchie, ma col cervello, col cuore. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Ho capito una cosa, che dobbiamo sempre dire "ti amo" alle persone che amiamo. (''[[Mr. Nobody]]'')
*Ho scritto "T'amo" sulla sabbia. E ho rovinato la mia stilografica. (''[[Rat-Man]]'')
*Io credo che anche stasera in tutto il mondo uomini e donne si stiano dicendo "io ti amo" quando si dovrebbero dire "io ti desidero". (''[[I comanceros]]'')
*L'amore infantile segue il principio: ''amo perché sono amato''. L'amore maturo segue il principio: ''sono amato perché amo''. L'amore immaturo dice: ''ti amo perché ho bisogno di te''. L'amore maturo dice: ''ho bisogno di te perché ti amo''. ([[Erich Fromm]])
*L'unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando le dite "ti amo", lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo. In cui i vostri "ti amo" non avranno più lo stesso sapore. ([[Frédéric Beigbeder]])
*Le dicevo "ti amo tantissimo" e lei domandava "quanto è tantissimo?". E io rispondevo "moltissimo". "Ma quanto è moltissimo?". "Moltissimo è tantissimo". "Ma quanto?" e faceva così con le mani come per misurare, come per dire tanto così o di più, così e così? E siccome era sempre troppo poco, io dice "di più" finché ho cominciato a dire "ti amo senza misura". Ma quanto è senza misura?". "In maniera indicibile, impensabile". E così mi ha fatto capire che "ti amo" è la parola più grande che esista, e con essa si può fare solo quello che hanno tutti gli amanti e che facevamo anche noi fino a morirne. Ripeterla, Messere. Ripeterla fino a morirne." ([[Mauro Leonardi]])
*Le parole più belle del mondo non sono "Ti amo" ma... "È benigno". (''[[Harry a pezzi]]'')
*''Ma poi che cosa è un [[bacio]]? Un giuramento fatto | un poco più da presso, un più preciso patto, | una connessione che sigillar si vuole, | un apostrofo roseo messo tra le parole | t'amo.'' ([[Edmond Rostand]])
*''Molte frasi ha la lingua Inglese – | io ne ho udita solo una – | Bassa come il riso del Grillo, | Sonora, come la Lingua del Tuono – || Mormora, come antiche Corali del Caspio, | quando la Marea si arresta – | si esprime in nuove inflessioni – | come un Caprimulgo – || irrompe con brillante Ortografia | nel mio semplice sonno – | fa tuonare i suoi Presagi – | finché mi scuoto, e piango || non per il Dolore, che mi ha dato – | ma per lo sprone alla Gioia – | Dilla ancora, Sassone! | Sottovoce – Solo a me!''<ref>La "struttura a [[indovinelli dalle poesie|indovinello irrisolto]]" (Bacigalupo) di questa poesia stuzzica la ricerca di una soluzione, ma sembra proprio che ce ne sia una sola: quale può essere la frase inglese che racchiude in sé tutte le immagini evocate nelle tre strofe iniziali, che fa piangere di gioia ad ascoltarla, se non "''I love you''"?</ref> ([[Emily Dickinson]])
*"Non parlare così. Io ti amo" "Mi spiace..." "Io ti amo". Da quanto tempo aspettava di sentirgli dire quelle parole? Quante volte aveva sognato che lui le pronunciasse? Eccole, finalmente le aveva proferite, ma Laila si sentiva schiacciata dalla loro ironica intempestività. ([[Khaled Hosseini]])
*Non sono le parole che cambiano la realtà. Allo stesso modo non sono i "ti amo", né quelli pronunciati per intero e neppure quelli rosa apostrofati da mille baci, a determinare il peso di un amore. Ci si misura dai gesti, dalle intenzioni non dette che spesso diventano fatti concreti, senza passare per il tramite delle parole. Ci parliamo, però spesso lo facciamo con l'ambiguità di frasi che non sono notizia di un dato di fatto, ma ombra per creare lo scenario della nostra rappresentazione. In un amore incanalato sui binari degli andirivieni, [...] le parole che si dicono sono come fruscii che fan le foglie, direbbe [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]. Sono battute di un copione da recitare, che muoiono già nell'atto stesso di uscire dalle labbra, direi io, memore di quelle rare canzoncine che dicono la verità. Misura il vostro rapporto dagli atti e non lasciarti irretire dai balsami verbali che lui stende sul tuo cuore ferito. [[Salvatore Quasimodo|Quasimodo]] scrisse: "Le parole ci stancano, / risalgono da un'acqua lapidata; / forse il cuore ci resta, forse il cuore". Il cuore. Ed anche la vita. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*''Più [[amore|ami]] qualcuno'', pensava, ''e più dirglielo è difficile.'' Lo stupiva che persone sconosciute non si fermassero a vicenda in strada per dire ''Ti amo''. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Quando ci si rivolge a chi si ama, intendo, è sempre uno. È difficilissimo immaginare di dire ti amo a due. Insieme. Facevo molta fatica, quando ero incinta, a dire a due persone insieme: vi amo. È strano. È difficile. È davvero insolito. Rivolgersi a due, a volte, è troppo. Non ti senti capace. Non ti senti all'altezza. Non sai a chi chiedere aiuto. ([[Concita De Gregorio]])
*Quella strana parola che è amore. Che detta così può essere rivoltata a piacere e può voler dire tutto, ma che detta "ti amo" vuol dire solo una cosa: "È importante per me che tu esista". ([[Mauro Leonardi]])
*Risultato parziale: ti [[voler bene|voglio bene]]. Risultato totale: ti amo. ([[Julio Cortázar]])
*Sapeva che ''ti amo'' vuol dire anche: ''ti amo più di chiunque altro ti ami o ti abbia mai amata, o ti amerà'', e anche: ''io ti amo in un modo in cui nessuno ti ama, o ti ha mai amato, o ti amerà mai'', e anche: ''ti amo in un modo in cui non amo nessun'altra e non ho mai amato nessun'altra e non amerò mai nessun'altra.'' ([[Jonathan Safran Foer]])
*Sembra davvero incredibile: puoi dire ad un uomo "ti odio" e farci la più bella scopata della tua vita, ma prova a dirgli "ti amo"... e probabilmente non lo vedrai più. (''[[Sex and the City]]'')
*''Sembra strano, sembra essere umano, | a volte le persone non sanno dirsi "ti amo", | il massimo che sanno fare è stringerti la mano, | andarsene e girarsi solo quando sei lontano''. ([[Nesli]])
*Siate certi dei vostri sentimenti quando dite a qualcuno: "Ti amo". Se date il vostro amore, deve essere per sempre, non perché desiderate rimanere accanto a quella persona, ma perché volete la perfezione per la sua anima. ([[Paramahansa Yogananda]])
*''Sono terrorizzato quando sento "ti amo", | sarà che io non ho mai visto i miei neanche darsi la mano.'' ([[Fabri Fibra]])
*Spesso le parole "ti amo" si dicono senza pensarci tanto sopra... Ma io credo che se si ama qualcuno... bisogna dirglielo sempre con tutto il cuore. (''[[Sakura Mail]]'')
*– Ti amo.<br>– Anch'io.<br>– Ho capito, ma almeno stavolta me lo dici?<br>– Che cosa?<br>– Ti amo...<br>– Ma te l'ho detto.<br>– No, m'hê ditto "anch'io" e nun è 'a stessa cosa.<br>– E dai Paolo, lo sai che non riesco a dire quella parola.<br>– Ho capito, ma chi cazzo sî? [[Arthur Fonzarelli|Fonzarelli]]? Che stammo a ''Happy Days'' qua?<br>– Lo so ma non ci riesco, che ti devo dire? (''[[Puoi baciare lo sposo]]'')
*«Ti amo, Leonardo». Il mio nome, tutto intero, il mio vero nome preceduto da quel verbo alla prima persona è la formula che spiega tutte le cose nascoste nel cuore del mondo. ([[Alessandro D'Avenia]])
*Ti amo si dice una volta sola nella vita. Lo dici una volta ed è un bonus. ([[Zucchero Fornaciari]])
*Viviamo nell'epoca dell'ipercomunicazione, mandi sms, foto ed email, ma "mi piaci" e "ti amo" sono parole difficili da dire quando le pensi davvero. ([[Isabella Ragonese]])
*– Vorresti lavorare come bambola di scrittura automatica?<br>– Sì. [...] Perché voglio sapere! Sapere che significa "io ti amo". (''[[Violet Evergarden]]'')
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Amore]]
*[[Innamoramento]]
{{Raccolte dai media|Dichiarazioni d'amore}}
[[Categoria:Amore]]
[[Categoria:Espressioni comuni]]
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[[File:Total-Football.png|thumb|Stile di gioco del calcio totale]]
Citazioni sul '''calcio totale'''.
*L'Olanda di [[Johan Cruijff|Cruijff]] era una novità calcistica che passò come novità tattica. In realtà il suo punto di forza erano i calciatori che aveva. Possedeva un bel gioco collettivo perché tutti i suoi interpreti erano di alta classe e ottima tecnica di base. Come sempre il gioco lo fanno i calciatori e lo dimostra il fatto che l'Olanda, una volta finita la generazione dei Cruijff e dei [[Johan Neeskens|Neeskens]], pur conoscendo gli schemi del calcio totale, ha dovuto aspettare i [[Ruud Gullit|Gullit]] e i [[Marco van Basten|van Basten]] per riuscire a vincere. Le tattiche sono necessarie ma poi devono per forza passare da un gruppo di calciatori forti. ([[Dino Zoff]])
*Per me il concetto di calcio totale è voler giocare in tutte le fasi. ([[Maurizio Viscidi]])
*Quel calcio fortissimo, mai rugginoso, travolgente al di là degli schemi, che modificò tutto il modo di scrivere calcio in Europa. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Va [...] detto che l'infatuazione per il modulo olandese produsse qualche fatale equivoco, primo fra tutti quello di considerare lo schema astratto più importante delle qualità dei suoi interpreti. In realtà l'Olanda ideata da Rinus Michels fu grande con Cruijff, Neeskens, Haan, Krol e tutta quella generazione di fenomeni, e rientrò nei ranghi quando gli eredi non si dimostrarono alla stessa altezza. Ma è un fatto che il calcio totale olandese degli Anni Settanta rappresentò uno spartiacque nella lunga storia del calcio, forse l'ultima grande rivoluzione tattica. ([[Adalberto Bortolotti]])
==Voci correlate==
*[[Nazionale maschile di calcio dei Paesi Bassi]]
==Altri progetti==
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{{Calcio}}
[[Categoria:Tattiche del calcio]]
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Matteo Marani
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Danyele
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[[File:Matteo-marani.jpg|thumb|Matteo Marani (2021)]]
'''Matteo Marani''' (1970 − vivente), giornalista e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Matteo Marani==
*{{NDR|Sulla [[Fortitudo Pallacanestro Bologna 103|Fortitudo Bologna]]}} Una passione, quella per i colori bianco-blu, che travalica tutto, è totalizzante. In altri posti la tifoseria è più salottiera, invece per la Effe si tratta di un tifo di pancia.<ref>Citato in Giampaolo Cattaneo Sala, ''[https://incronaca.unibo.it/archivio/2018/03/07/matteo-marani-finalmente-un-buon-momento-per-il-basket-bolognese Matteo Marani: «Finalmente un buon momento per il basket bolognese»]'', ''incronaca.unibo.it'', 7 marzo 2018. {{collegamento interrotto}}</ref>
===''Guerin Sportivo''===
{{cronologico}}
*Ha il viso del ragazzo perbene. Del «brav burdel», come si usa dire dalle sue parti. Le consonanti calcate e le vocali che si aprono dolcemente tradiscono subito i sapori di una Romagna felliniana, lavoratrice, instancabile e ottimista perenne. [[Lorenzo Minotti]] se le porta nel cuore queste origini e con esse la semplicità, il buonumore e la schiettezza della gente romagnola.<ref>Da ''Lorenzo il magnifico'', ''Guerin Sportivo'' n. 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 24-27.</ref>
*[...] quello che [[Roberto Baggio]] non cambierà mai è l'espressione serena e pacifica del viso, un Nirvana imbarazzante stampato sul suo volto infantile. È incredibile: in una carriera complicata e sofferta come la sua, Robi il Divino non ha mai perso l'anima, ha volato su bassezze e piccinerie umane come {{Sic|il gabbiano di Jonathan Livingston}}: felice e libero dalle coercizioni umane. Sulla faccia di Baggio aleggerà sempre quel karma che crea amore fra tifosi e invidia nei colleghi dello spogliatorio. Lui leggero, loro pesantissimi, incompatibili per volare insieme. Un frastuono di polemiche, accuse e ripicche che accompagna da [...] anni Robi il Discusso, bilanciate ogni volta dai suoi silenzi e dalle sue risate di ragazzo dalle buone maniere, di veneto furbo e mai avaro con chi gli sta accanto.<ref>Da ''Robi Dick'', ''Guerin Sportivo'' n. 32 (1208), 5-11 agosto 1998, pp. 6-7, 16.</ref>
*È sempre il più grande. Passano gli anni, scorrono inevitabili le stagioni del calcio, ma [[Giovanni Trapattoni]] è ancora lì come esempio per tutti. Se molti sedicenti profeti della panchina avessero guardato a lui come modello, invece di farne un nemico simbolo del passato, avrebbero capito dove sta l'unico segreto del calcio: nell'anima di chi lo insegna. Quell'anima che Giovanni Trapattoni ha forse venduto al demonio, moderno dottor Faust con gli occhi azzurri e lucenti.<ref>Da ''Il Trapattonesimo'', ''Guerin Sportivo'' nn. 33/34 (1209), 12-25 agosto 1998, pp. 12-16.</ref>
*Non la penso come [...] altri [...] che vorrebbero i club ricchi di Serie A sempre più ricchi e le società povere sempre più povere. Il più grande calcio italiano ha coinciso con la fioritura rigogliosa della media nobiltà. Gli anni della Fiorentina, del Verona, del Torino, dello stesso Napoli, della Roma, della Lazio da scudetto, ma persino del Perugia o del Vicenza di Rossi, piazze ormai ignorate dai giornali. Avevamo un [[Campionato italiano di calcio|campionato]] forte, combattuto, unico. Poi sono arrivati i soldi della tv, il dominio dei top club, le cene lussuose. E ora, ricoperti da una quantità di soldi mai vista, siamo retrocessi [...] per bellezza e importanza.<ref>''Forza Napoli'', dall'editoriale ''Il corsivo''; ''Guerin Sportivo'' n. 9, settembre 2011, p. 3.</ref>
*[...] la Juventus non era l'unica squadra compromessa con [[Calciopoli]], un sistema complesso e articolato. Resta invece l'unica che ha azzerato il vertice societario in seguito allo scandalo e che è finita in Serie B. Se si voleva fare giustizia, facendo pagare un prezzo più salato ai bianconeri, bisognava farlo in misura proporzionale con tutti i club. Cosa che non è successa: i concorrenti hanno vinto scudetti e Champions. [...] non basta essere migliori di altri per essere puliti.<ref>''La Juve doveva finire tra i Dilettanti'', dalla rubrica ''La Posta''; ''Guerin Sportivo'' n. 9, settembre 2011, p. 8.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2011-2012]]}} Fra le meraviglie del calcio, c'è la forza del risultato. C'è chi vince e c'è chi perde. Ha vinto la Juve. E nel mio piccolo, piccolissimo, ho perso anch'io, dubbioso sul possibile successo finale dei bianconeri. Intuivo che il Milan – poi appesantito in modo decisivo dagli infortuni – avrebbe faticato a bissare il successo dell'anno precedente. E che l'Inter, con giocatori sempre più vecchi e giovani non all'altezza, avrebbe incontrato parecchi problemi, puntualmente sopraggiunti. Per questo, come auspicio di novità, a settembre dissi Napoli, senza immaginare che la squadra di Mazzarri avrebbe conquistato gli ottavi di Champions e la finale di Coppa Italia. Invece ha vinto la Juve. Hanno vinto i suoi milioni di tifosi. Da sei anni aspettavano questo benedetto giorno. Non semplicemente per gioire, come era successo tante altre volte, ma per liberarsi dal dolore di una ferita subita. Un senso di sopruso che la Juve non aveva mai provato nella sua secolare storia, nato all'indomani della cacciata in Serie B. Con questo trionfo si chiude la stagione di Calciopoli, in modo più netto di quanto sia riuscito ad alcune, ambigue sentenze sportive.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20120517071431/http://blog.guerinsportivo.it/ilcorsivo/2012/05/07/scudetto-juve-conte-ha-zittito-tutti/ Scudetto Juve, Conte ha zittito tutti]'', ''blog.guerinsportivo.it'', 7 maggio 2012.</ref>
*Il [[Società Sportiva Calcio Napoli 2015-2016|Napoli di Sarri]] è una grande realtà, con un'eccellente organizzazione di gioco. Il tecnico ha costruito una difesa solida, a partire dal carismatico Reina e con un movimento della linea che è un piccolo gioiello di automatismo. [...] Il centrocampo gira a meraviglia, con la forza di Allan (applausi), le geometrie di Jorginho e le galoppate di Hamsik. Ma è Higuain a decretare la differenza [...]. Anche i meritevoli Insigne, Callejon e le buone alternative in panchina (Mertens, Gabbiadini, Maggio, Valdifiori, David Lopez, Chiriches) non cambiano la sostanza del giudizio. La capacità realizzativa dell'argentino, la sua completezza e universalità, segnano il "più" del Napoli.<ref name="Napoli">''Dal Napoli di Maradona al Napoli di Higuain'', dall'editoriale ''Il corsivo''; ''Guerin Sportivo'' n. 1, gennaio 2016, p. 3.</ref>
*[[Gonzalo Higuaín|Higuain]] ha dimostrato [...] di sapere segnare i gol da centravanti classico, da Center Forward per dirla con una definizione anglosassone. Ma è anche capace di una progressione che lo rende unico nel genere, da Striker, da attaccante di movimento. Può segnare andandosi a prendere il pallone, può decidere in proprio e in qualsiasi momento, anche quando il risultato sembra bloccato. [...] può segnare di testa dentro l'area piccola e può trafiggere un minuto dopo da fuori area con il destro micidiale. Può offrire il gol di rapina se la squadra cerca il vantaggio e quello di potenza quando [...] agisce in contropiede, correndo per venti o trenta metri [...]. In questa versatilità [...] sta la sua reale superiorità sul resto dei colleghi di Serie A. Higuain è un esemplare unico nel nostro campionato e gli unici paralleli li riscontro – tra le prime punte – con Suarez e Lewandowski.<ref name="Napoli"/>
*Il [[Guerin Sportivo|Guerino]] profuma di buono, di pulito, di intelligenza. [...] Questo giornale è sopravvissuto a due guerre mondiali, a una dittatura, alla monarchia sabauda, a una settantina di governi ed è sopravvissuto prima di tutto all'imbarbarimento della critica sportiva, sempre più faziosa e partigiana. Sono gli stessi anticorpi che hanno consentito al giornale di esistere dopo i suoi fondatori e l'addio di Carlin, dopo l'epopea letteraria di Brera e del conte Rognoni. Il Guerino [...] è più forte di tutto, di tutti.<ref>''Penso che un sogno così non ritorni mai più'', dall'editoriale ''Il corsivo''; ''Guerin Sportivo'' n. 2, febbraio 2016, p. 3.</ref>
{{Int|''Pensieri Real''|''Guerin Sportivo'' n. 10 (1086), 6-11 marzo 1996, pp. 10-13.|h=4}}
{{NDR|Su [[Fabrizio Ravanelli]]}}
*Campetti di provincia, erba alta e scarpe fatte da sconosciuti artigiani. Un self-made-man del pallone, un divo arrivato dal basso e per questo mai troppo rispettato. Tutta la carriera di Fabrizio è stata in salita, dal sud al nord, dalla provincia alla città.
*Quanta strada ha fatto, Rava. Quanti pregiudizi ha dovuto cancellare. Troppo alto per essere bravo con i piedi, troppo genuino per essere una star. Un parvenu del calcio, insopportabile per la nobiltà pedatoria.
*È contento Fabrizio, felice di essere arrivato in alto. Si guarda attorno: tutto quello che c'è l'ha conquistato con le sue mani. Meglio, con i suoi piedi.
===Sky===
{{cronologico}}
*Il [[Stadio Filadelfia|Filadelfia]] è stato il primo vero luogo dell'identità di una squadra di calcio italiana. Talmente forte come messaggio che è continuato dopo la fine fisica dell'impianto [...]. Ricordo i tifosi anziani che negli anni '90 andavano ogni mattina a vedere il Torino allenarsi: è stata l'identità.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/05/24/marani-l-editoriale Marani: "Roma il laboratorio del calcio italiano"]'', ''sport.sky.it'', 24 maggio 2017.</ref>
*Ciò che resta unico in [[Francesco Totti|Totti]] è stata la sua capacità di essere centravanti nascendo trequartista. Non si era mai visto prima di lui un "10" fisicamente così forte, un fantasista con stazza da bomber. Come del resto non si era mai visto un centravanti con quei piedi, un attaccante dal tocco fatato per confezionare pallonetti, cucchiai, colpi perfetti. In questo Totti è stato irripetibile.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/05/26/totti-miglior-calciatore-italiano.html Marani: Totti il migliore calciatore italiano degli ultimi 20 anni]'', ''sport.sky.it'', 26 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla violenza – verbale e non – nel calcio italiano}} Uno squallore assoluto che purtroppo, chi frequenta i campi del calcio giovanile lo sa, è quasi diventata un'abitudine, tra risse sugli spalti tra genitori, insulti. È un problema profondo e serio, di educazione. Penso che l'Italia sia precipitata: nel modo di vivere e di relazionarsi con gli altri. Diciamo sempre che in rete ci sono gli ''haters'', ma questi ci sono anche nei campi, sono quelli che urlano, sono dei trogloditi. Chi ancora pensa di offendere e colpire sull'aspetto fisico appartiene ad un'altra era, ma purtroppo è una cosa ancora diffusa.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/altro/2018/11/26/calcio-violento-opinione-marani.html Marani: "Fermiamo gli haters del calcio. Insulti alla Girelli uno squallore. Violenza verbale in crescita"]'', ''sport.sky.it'', 26 novembre 2018.</ref>
*Lo stadio non può essere uno spazio di anarchia in cui lo Stato non c'è. Lo Stato deve essere allo stadio come in ogni angolo del paese. Non ci può essere una zona franca priva di legge. Purtroppo oggi, nei nostri stadi, questo succede. Non solo con episodi di [[Razzismo nel calcio|razzismo]], ma anche striscioni, coreografie: in questo periodo stiamo assistendo ad un repertorio molto triste. Poi c'è un aspetto molto più profondo: spesso quando si usa la parola "culturale" sembra una parola vuota, invece è fondamentale. Queste persone che fanno gli ululati sono veramente fuori dal tempo, anacronistici. È gente che è spaventata da quello che è il mondo attuale. Chi ha la possibilità di viaggiare e visitare le grandi città sa cosa siano integrazione, multietnicità, multiculturalismo. Ormai sono cose del quotidiano. Oggi chi risponde "ululando" in uno stadio vuol dire che è una persona ignorante, che non ha studiato, ferma a categorie vecchie e datate. Quando vedo atti di razzismo mi vengono in mente il colonialismo, il nazionalismo: categorie dell'Ottocento. Mi spiace dirlo, ma vedo gradi sociali e culturali bassi che rispondono con un'arma che loro ritengono molto oltraggiosa, non capendo che si tratta di un autogol [...]<ref>Da un intervento a a Sky Sport 24; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2019/09/02/lukaku-razzismo-cagliari-inter-instagram Lukaku contro il razzismo: il post su Instagram dopo Cagliari-Inter]'', ''sport.sky.it'', 2 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2019-2020]]}} L'impressione è [...] che il matrimonio tra Sarri e la Juve stenti a suscitare passioni e trasporti. È una questione antropologica, non tanto tecnica. L'allenatore è uomo contro, cresciuto nel mito operaio del padre e nelle letture di Bukowski, membro dell'ala più popolana della vita. La Juve è l'esatto opposto: tradizione, conservazione, borghesia, difesa del primato societario e del potere acquisito. Come se Che Guevara sedesse alla Casa Bianca. Eppure così diversi, ma uniti, la Juve e Sarri hanno vinto l'ennesimo scudetto.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/07/26/sarri-juve-allenatore-2020-2021 Juventus, la stagione di Maurizio Sarri]'', ''sport.sky.it'', 26 luglio 2020.</ref>
*La [[European Super League|Superlega]] non è il primo atto, ma è l'atto finale di una situazione che ha perso il controllo negli ultimi anni, nel silenzio generale. Si è comprato, speso. Tanto. Troppo. E questo è il conto. Parliamo delle società più indebitate del mondo del calcio. Si è fatta finanza creativa, con plusvalenze che sono triplicate. Finzioni di bilancio, spesso passate sotto silenzio, che hanno prodotto questo. Di fronte alla Champions riformata, hanno capito che non ce l'avrebbero fatta. La Superlega non è un atto di forza, è un atto di debolezza. Di disperazione. Non è la rivoluzione dei ricchi, ma quella dei poveri. Perché chi ha debiti è povero.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/2021/04/22/superlega-opinione-matteo-marani Superlega? Vendicarsi sarebbe da stupidi]'', ''sport.sky.it'', 22 aprile 2021.</ref>
*È un giocatore fantastico e non so se nella sua vita e nella sua carriera ha pagato il fatto di essere rimasto figlio della sua città. [...] A volte diamo [[Lorenzo Insigne|Insigne]] un po' e per scontato e probabilmente, a volte, anche Napoli fa lo stesso. [...] lui è nato ed è maturato lì, quindi quasi non ci si accorge del suo valore complessivo reale.<ref>Da ''[https://sport.sky.it/calcio/europei/2021/07/03/insigne-italia-mancini-matteo-marani Italia, Mancini sta lanciando un messaggio al Paese]'', ''sport.sky.it'', 3 luglio 2021.</ref>
*Il nostro è un mondo di analisi arbitrale che non ha pari in Europa. Non esiste che un giornale inglese o spagnola abbia la rubrica sulla moviola, o che se ne parli in radio o in tv. Siamo, in sintesi estrema, tutti figli del Processo di Biscardi [...]. Non c'è la voglia di capire come andare oltre.<ref name="arbitraggio">Da ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/10/25/matteo-marani-su-arbitri-serie-a Marani: "In Italia l'arbitraggio pesa troppo. Non devono diventare i protagonisti"]'', ''sport.sky.it'', 21 ottobre 2021.</ref>
*L'arbitraggio non può diventare centrale in una partita, perché l'[[arbitro]] è lì per garantire la partita, non per diventare lui la partita.<ref name="arbitraggio"/>
{{Int|''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/05/08/franco-baresi-compleanno-marani Auguri Baresi, la bandiera più amata dai milanisti]''|''sport.sky.it'', 8 maggio 2020.|h=4}}
*Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse [[Franco Baresi|Baresi]] come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit.
*Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo.
*Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe.
{{Int|''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/06/20/mario-corso-morto-marani-ricordo Mario Corso, il ricordo di Marani: "Fantasia pura, uno dei più grandi negli Anni '60"]''|''sport.sky.it'', 20 giugno 2020.|h=4}}
{{NDR|Su [[Mario Corso]]}}
*Un pezzo fondamentale della Grande Inter, se vogliamo l'irregolare di quella squadra. Era diverso da tutti gli altri. Aveva un suo pubblico di devoti e fedelissimi, c'era una sorta di grande chiesa che lo seguiva. È stato un giocatore divisivo: c'era chi lo amava tantissimo, pendeva dalle giocate di sinistro e dalle punizioni a 'foglia morta' ovvero una sorta di copyright. Altri come il "Mago" Herrera oppure Mazzola, dal rapporto abbastanza dinamico, [...] non lo accolsero sempre così.
*Un calciatore straordinario [...]. Estroso, creativo, istintivo. Un rapporto unico con l'Inter [...]. Per i più giovani, con le proporzioni dovute, fu un po' Recoba per Massimo Moratti. Per papà Angelo era così: genio, passione e protezione. Ogni estate Herrera lo metteva tra i partenti ma Angelo Moratti lo toglieva, non si poteva toccare.
*È stato uno dei più grandi calciatori italiani degli anni '60 e in parte dei '70. [...] Aveva caratteristiche di fantasista puro: giocava con maglia numero 11, trequartista, partiva da destra per colpire col sinistro. Il suo idolo era Sivori: portava i calzettoni abbassati come omaggio, diventò una rappresentazione di sé. Quel sinistro era figlio della sensibilità nel piede. Corso era inoltre cosciente che dal punto di vista fisico era inferiore [...]. Suppliva a questa carenza con colpi e invenzioni uniche. Nell'immaginario è diventato il più fantasioso di quell'Inter nonostante la presenza di Mazzola e Suarez [...]. Era la fantasia allo stato puro, ecco perché i Moratti da intenditori lo hanno sempre amato. Un grandissimo protagonista, di grande rilievo. Nella storia del calcio uno spazio importante è suo.
{{Int|''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/12/10/paolo-rossi-mondiali-1982-matteo-marani Bianco, Rossi e Verde]''|''sport.sky.it'', 10 dicembre 2020.|h=4}}
*La festa della Repubblica, per quelli del calcio, non è mai stata il 2 giugno, bensì l'[[Finale del campionato mondiale di calcio 1982|11 luglio]]. Anno 1982, Santiago Bernabeu. Italia campione del mondo per la terza volta nella storia, la prima nel Dopoguerra. Paolo Rossi, per tutti semplicemente Pablito, divenne il simbolo di quella leggendaria impresa. Tra lui e Sandro Pertini, in piedi a esultare sulle tribune prima di portarsi tutti a pranzo al Quirinale, non c'erano più differenze quella notte. Entrambi padri della patria.
*Ci sono associazioni di idee quasi automatiche: architettura e Renzo Piano, moda e Giorgio Armani, calcio e [[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]. Nel luglio '82 nessuno lo chiamava così, piuttosto paolorossi, tutto attaccato. [...] Paolorossi lo cantarono al cinema e in musica, al teatro, ovunque, sui libri, nei giornali, alla radio. Fu l'eroe di Spagna, seppure diverso dalla persona gentile, discreta e umile della vita reale. Paolo Rossi divenne il più celebre degli italiani nel mondo, un piccolo Garibaldi con la maglia azzurra. Ovunque si andasse in vacanza nelle estati successive, dalla Costa Brava al Peloponneso, quelle dieci lettere erano divenute il Bel Paese. «Tu italiano? Ah, Paolo Rossi». Ci rappresentava nel modo migliore, solare e composto, era noi, con quel nome comune, comunissimo, che ce lo faceva sentire compagno di banco. Orgogliosi di essere suoi connazionali, fratelli dell'uomo che aveva sconfitto il grande Brasile con una [[Italia-Brasile 3-2|tripletta]] magica e magnifica. I maestri del calcio battuti dal ragazzino di Prato. Spalle gracili, ricurve, il viso esangue, il corpo minuto che sembrava chiedere permesso prima di segnare il gol.
*Ci sono attaccanti che hanno segnato più di Pablito, ci sono altri che sono stati più forti di lui, ma solo a pochissimi è toccato in sorte di fare i gol che valgono la storia e un pezzo di eternità.
*{{NDR|Sulla finale del campionato mondiale di calcio 1982}} Quella notte gli italiani ebbero una ragione per essere fieri e per lasciarsi alle spalle il sangue e la violenza degli Anni 70. Si chiudevano a Madrid gli anni di piombo, si apriva la leggerezza del nuovo decennio. [...]
*{{NDR|Su Paolo Rossi}} Dietro al personaggio pubblico si è sempre celato la persona cordiale, disponibile, sorridente, cresciuta in una Italia molto diversa da oggi, tra i tinelli dei nonni e una sana educazione familiare.
==Interviste==
*{{NDR|Nel 2010}} In occasione di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 1990]], si sprecò una buona occasione per ristrutturare al meglio gli stadi. Lì purtroppo è stato fatto un lavoro all'italiana, in un periodo storico sfavorevole. Fino ai primissimi anni 90 si pensava al grande catino, che il [[Calcio (sport)|calcio]] fosse il fenomeno di decine e decine di migliaia di persone: c'è stato l'ingrandirsi dell'Olimpico, del San Paolo, e la costruzione del terzo anello di San Siro su modello del Maracanã. In realtà stava arrivando la televisione, che avrebbe cambiato il modo di fare spettacolo, e allora gli inglesi hanno colto questo aspetto e hanno fatto impianti molto modellati, che partivano più avanti rispetto ai nostri perché non hanno piste di atletica, e li hanno fatti più adeguati rispetto alle esigenze televisive, mentre noi abbiamo ancora l'idea di stadio pre-diretta televisiva.<ref>Da ''[https://inchiostro.unipv.it/2010/06/10/inchiostro-intervista-matteo-marani-al-festival-del-giornalismo/ Intervista a Matteo Marani]'', ''inchiostro.unipv.it'', 10 giugno 2010. {{collegamento interrotto}}</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20190201065340/http://contropiede.ilgiornale.it/esclusiva-matteo-marani-il-libro-su-arpad-weisz-e-il-giornalismo-tutto-parte-dalla-curiosita/ Matteo Marani: «Il libro su Arpad Weisz e il giornalismo, tutto parte dalla curiosità»]''|Intervista di Giacomo Pratelli, ''contropiede.ilgiornale.it'', 18 aprile 2013.}}
*Io sono molto pessimista sul [[giornalismo sportivo]] di oggi, sul [[giornalismo]] in generale. [...] Sono pessimista innanzitutto perché c'è poca, pochissima preparazione. C'è gente che si occupa o che comincia ad occuparsi di calcio, ma che non conosce la storia del calcio. [...]. Molti si buttano, molti si inventano, con i social network si cerca di fare qualcosa che però è comunicazione, non giornalismo. [...] Fare il [[giornalista]], oltre il dover dare la notizia e le informazioni, è la capacità, attraverso gli strumenti con cui ti formi, di interpretare e analizzare ciò che succede. Io quello che chiedo a un giornalista oggi non è avere la notizia esclusiva, ma, in un mondo di notizie rutilanti e continue, che sia in grado di spiegarmi veramente che cosa stia succedendo. Non deve vivere in un unico presente, senza avere la capacità analitica di giudicare ciò che accade. Il giornalista deve garantire una buona informazione, che significa separare le cazzate dalle cose che hanno un senso, essere capace di trattare le fonti, capire perché avvengono certi fenomeni e spiegarli a chi li sta seguendo.
*La cultura {{NDR|italiana}} con la C maiuscola, l'Accademia, non si è mai occupata di calcio, guardandolo anzi con un po' di pregiudizio. Secondo la mia opinione perché nel post guerra il calcio era stato interpretato da questi storici come compromesso col fascismo, visto che era stato forse il più grande strumento di propaganda fascista, quindi la cultura e gli storici, soprattutto di sinistra, lo vedevano con grande pregiudizio. All'estero la storia sociale sul calcio ha fatto e sta facendo molto, in Italia poco o nulla.
*È ridicolo che ci siano dei giornalisti di sessant'anni che guardano a internet come al "mostro" perché non sanno accendere un computer, ma verranno spazzati via loro dalla rivoluzione (tecnologica, ''ndr'') che sta arrivando, perché non la si può fermare. Nel '700 i luddisti in Inghilterra spaccavano le macchine, ma la rivoluzione industriale non si è fermata, così non si fermerà la tecnologia e chi non sarà in grado di usarla o miscelarla con la carta, chi non saprà adeguarsi ai nuovi linguaggi, verrà fatto fuori, come già sta accadendo. Il web sta portando alla ribalta figure di riferimento dal punto di vista giornalistico che sulla carta stampata non erano così brave, così come esistono giornalisti di "carta" fortissimi e autorevolissimi che oggi non lo sono, o lo sono meno, perché non hanno saputo unire anche l'aspetto tecnologico. Oggi un giornalista non può più essere solo uno scrittore, ma dev'essere capace di stare sul web, stare in televisione, parlare in radio, capire le diversità del linguaggio tra blog e articolo stampato. Insomma, o si ha la capacità di rimettersi in discussione o si è spazzati via.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marani, Matteo}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Maia Sandu
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/* Citazioni di Maia Sandu */
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wikitext
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[[File:Maia Sandu, President of Moldova in 2024 (cropped).jpg|thumb|Maia Sandu nel 2024]]
'''Maia Sandu''' (1972 – vivente), politica moldava.
==Citazioni di Maia Sandu==
{{cronologico}}
*Vediamo stati in una posizione migliore, con istituzioni più forti, che si trovano in difficoltà. Potete immaginare quanto sia difficile per uno stato con istituzioni deboli come la Moldavia. E devo dire che lo Stato è indebolito soprattutto dalla corruzione. Ed è per questo che la lotta alla corruzione e la riforma della giustizia sono questioni prioritarie per me e per i cittadini. Naturalmente, con istituzioni deboli è più difficile organizzare le cose e soddisfare le aspettative degli elettori. Ma questo è solo una ragione in più della necessità di queste riforme, della necessità di migliorare la governance e sbarazzarci delle persone corrotte che stanno cercando di guadagnare soldi anche oggi dalla situazione attuae.<ref>Citato in Julian Gomez, ''[https://it.euronews.com/2021/03/19/la-campagna-vaccinale-senza-mezzi-della-moldavia La campagna vaccinale senza mezzi della Moldavia]'', ''euronews.com'', 25 marzo 2021.</ref>
*La [[Bandiera dell'Ucraina|bandiera ucraina]] sta sventolando di nuovo su [[Cherson|Kherson]]. La Moldova è solidale con migliaia di coraggiosi cittadini che celebrano la liberazione della città!<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''twitter.com''; citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2022/11/12/diretta/ucraina_russia_news_oggi_guerra-374123478 Ucraina - Russia, le news dalla guerra del 12 novembre. Medvedev: "Non abbiamo ancora usato tutto l'arsenale"]'', ''repubblica.it'', 12 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Non credo ai negoziati di pace. [...] Putin ricomincerà sei mesi dopo, non è convinto di aver perso.<ref>Citato in [[Pierre Haski]], ''[https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2022/11/22/moldova-europa-russia La Moldova nell'occhio del ciclone creato da Mosca]'', ''internazionale.it'', 22 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'apertura dei negoziati di adesione della Moldavia all'Ue}} Oggi sentiamo il caldo abbraccio dell'Europa. Grazie per il vostro sostegno e la fiducia nel nostro percorso. Siamo impegnati nel duro lavoro necessario per diventare un membro dell'Ue. La Moldavia è pronta a raccogliere la sfida.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''twitter.com''; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/12/14/sandu-oggi-la-moldavia-apre-una-nuova-pagina_230058d8-ebb1-4605-8f03-b66f97fe5fed.html Sandu, "oggi la Moldavia apre una nuova pagina"]'', ''ansa.it'', 14 dicembre 2023.</ref>
*Non vogliamo vivere in un Paese in cui i bambini vengono messi in carcere per aver criticato il governo. Vogliamo vivere in libertà nello spazio europeo e siamo pronti a ogni sforzo.<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2024/06/mattarella-in-moldavia-al-palazzo-presidenziale-chisinau-per-incontrare-la-presidente-maia-sandu-695a1f1e-3f17-472a-b1eb-09ff4813c207.html Mattarella in Moldavia: "La disinformazione russa va affrontata in sede Ue e in sede Nato"]'', ''rainews.it'', 18 giugno 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[referendum costituzionale in Moldavia del 2024]]}} Gruppi criminali, che lavorano con forze straniere ostili ai nostri interessi nazionali, hanno attaccato il nostro Paese con decine di milioni di euro, bugie e propaganda, usando i mezzi più vergognosi per tenere i nostri cittadini e la nostra nazione intrappolati nell'incertezza e nell'instabilità [...]. Abbiamo prove evidenti che questi gruppi criminali miravano a comprare 300mila voti, una frode di portata senza precedenti.<ref>Citato in ''[https://europa.today.it/unione-europea/risultati-elezioni-moldova-sandu-influenza-russia.html In Moldova vince il sì all'Europa, ma il paese è spaccato: russofoni a rischio secessione]'', ''europa.today.it'', 21 ottobre 2024.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria elettorale del 2024}} Oggi, cari moldavi, avete dato una lezione di democrazia, degna di essere scritta nei libri di storia. Oggi avete salvato la Moldavia. Nessuno ha perso oggi nella nostra scelta per un futuro dignitoso. Libertà, verità e giustizia hanno vinto. La Moldavia è riuscita a mostrare la sua volontà e il suo potere attraverso i voti di ognuno di noi. Abbiamo dimostrato che uniti riusciamo a sconfiggere coloro che volevano metterci in ginocchio. La Moldavia è stata sottoposta a un attacco senza precedenti nella storia dell'intera Europa. Denaro sporco, acquisto illegale di voti, coinvolgimento di forze ostili esterne al paese e gruppi criminali nei processi elettorali, diffusione di bugie e incitamento all'odio e alla paura nella nostra società. Il nostro popolo si è unito e la libertà e i cittadini hanno vinto.<ref>Citato in ''[https://tg.la7.it/esteri/moldavia-maia-sandu-vince-elezioni-democrazia-04-11-2024-225286 Moldavia, Maia Sandu vince le elezioni, il commosso discorso: "Oggi abbiamo dato una lezione di democrazia"]'', ''la7.it'', 4 novembre 2024.</ref>
*Dopo quattro anni, posso umilmente dire che insieme abbiamo fatto qualcosa che non è mai stato fatto in 30 anni di indipendenza. La Moldavia è più rispettata che mai. Il mondo ci guarda con amore e interesse. Nessuno può più tenerci a freno. Siamo riusciti a spalancare la porta all'Unione europea.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2024/12/24/moldova-la-leader-filo-europea-maia-sandu-giura-come-presidente-della-repubblica Moldova, la leader filo-europea Maia Sandu giura come presidente della Repubblica]'', ''euronews.com'', 24 dicembre 2024.</ref>
*Guardate che cosa sta succedendo nel mondo. Per un piccolo Paese come la Moldova, sta diventando sempre più difficile sopravvivere come democrazia, come nazione sovrana e, naturalmente, resistere alla Russia [...] Se si facesse un referendum, voterei per la riunificazione con la Romania.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/13/news/moldova_russia_romania_sandu_putin_discorso-425092263/ Moldova, la leader Sandu: "Per resistere alla Russia voterei per la riunificazione con la Romania"]'', ''repubblica.it'', 13 gennaio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilpost.it/2018/10/16/moldavia-maia-sandu/ La Moldavia sta a metà]''|Citato in Stefano Vizio, ''ilpost.it'', 16 ottobre 2018.}}
*La [[Moldavia]] è un paese povero: se ci pensi razionalmente, perché i poveri siriani dovrebbero voler venire qui sapendo che lo stato non può dare loro nessuna assistenza?
*Quando sali al potere, e cominci a governare in modo europeo, è allora che puoi convincere le persone che ancora guardano alla Russia a sostenere il percorso europeista della Moldavia.
*È una zona grigia e i politici corrotti vogliono tenerla così, perché in una zona grigia possono fare quello che vogliono: possono imporre le loro regole, possono cancellare le elezioni, possono continuare a rubare, possono continuare a riciclare denaro come negli ultimi sei anni.
*La gente se ne sta andando perché non vede un futuro, qui. Stiamo rimanendo senza persone.
{{Int|''[https://www.eastjournal.net/archives/96368 Moldavia: "Il paese in ostaggio degli oligarchi", intervista all'economista Maia Sandu]''|Angelo Capuano, ''eastjournal.net'', 5 marzo 2019.}}
*La Moldova sta affrontando una seria pressione demografica. Molti cittadini giovani e istruiti stanno lasciando il Paese in cerca di una vita migliore all’estero. Questi elettori sono la principale forza che spinge al cambiamento ma la loro voce sta diminuendo, poiché nello specifico il governo ha preso parte attiva per tacitare il voto degli emigrati, sapendo che la stragrande maggioranza di quelli che hanno lasciato il paese voterebbero contro il governo.
*Non possiamo permetterci una coalizione di governo con nessuno dei nostri oppositori dal momento che i valori che ci contraddistinguono e i punti di vista strategici sul percorso di sviluppo del Paese sono diametralmente opposti.
*La divisione geopolitica è intrinseca nella scena politica moldava perché anche gli elettori si dividono lungo linee geopolitiche. La presenza militare russa e l’eccessiva influenza russa sugli sviluppi politici in Moldova sono ben noti: in termini di dipendenza energetica, vulnerabilità dello spazio informativo o l'uso dell’accesso al mercato come strumento politico. Comunque anche troppi politici corrotti hanno imparato a sfruttare questa divisione a loro vantaggio. Sicuramente l'interesse principale della gente è legato a migliori condizioni di welfare e alla corruzione endemica che impesta la Moldova. Gli elettori stanno cominciando a capire che la corruzione non ha colore geopolitico e che i politici che si dichiarano a favore dell'Europa possono essere tanto corrotti quanto quelli che si etichettano a favore della Russia.
{{Int|''[https://it.euronews.com/2019/07/25/il-primo-ministro-moldavo-a-euronews-non-faremo-concessioni-alla-russia Il primo ministro moldavo a euronews: "non faremo concessioni alla Russia"]''|Intervista di Andrei Beketov e Elena Cavallone, ''euronews.com'', 25 luglio 2019.}}
*Non scenderemo a compromessi su cose importanti. Innanzi tutto sul nostro percorso con l'UE.
*Continueremo a chiedere che le forze russe e le munizioni vengano ritirate dal nostro territorio e una soluzione politica del conflitto in [[Transnistria]], garantendo l'integrità territoriale e la sovranità della [[Moldavia|Repubblica di Moldavia]].
*Vorremmo che la Moldavia diventasse un partner stabile dell'Unione europea. Cosi, quando verremo a bussare alla porta dell'UE per aderirvi, saremo sicuri di farcela.
{{Int|''[https://ilmanifesto.it/maia-sandu-emigranti-ora-potete-tornare-in-moldavia/ Maia Sandu: «Emigranti, ora potete tornare in Moldavia»]''|Intervista di Andrea Bonetti e Francesco Brusa, ''ilmanifesto.it'', 27 luglio 2019.}}
*Fin dall'indipendenza, il più grande problema del paese è dato dalla debolezza delle istituzioni. I governi sono stati quasi sempre composti da persone che avevano anche un grande potere economico, ma la situazione non è mai stata tanto grave come con [[Vladimir Plahotniuc]]. Il suo era un sistema di controllo che si è prima imposto attraverso tangenti, poi con veri e propri ricatti. Ha creato uno "stato oligarchico" che rispondesse solo ai suoi personali interessi.
*Le persone devono tornare a credere nella propria nazione e nelle proprie istituzioni. Crediamo che un governo funzionante e il ripristino di una giustizia imparziale possano convincere chi si trova qui a non partire e chi invece è già emigrato a tornare. Sta già accadendo: tre dei miei ministri vengono dalla diaspora.
*{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Come ripetiamo da sempre, siamo contrari a qualsiasi progetto di stato federale. Crediamo dunque che ogni avanzamento o accordo sulla questione debba avvenire entro condizioni di totale integrità territoriale per il nostro paese. Quello che certamente proveremo a fare è, in primo luogo, smantellare lo schema di corruzione che coinvolge sia uomini al di qua che al di là del Nistru. In secondo luogo, avvieremo progetti che possano avvicinare le popolazioni delle due aree. Ad ogni modo, è una questione che potrà essere superata solo se si creeranno le opportunità geopolitiche adeguate. In questo senso, è fondamentale il ruolo della Federazione russa.
{{Int|''[https://it.euronews.com/2020/10/27/maia-sandu-e-ora-di-ripulire-la-classe-politica-della-moldova Maia Sandu: "È ora di ripulire la classe politica della Moldova"]''|Intervista di Rosie Wright, ''euronews.com'', 27 ottobre 2020.}}
*Uno stato funzionale significa, prima di tutto, uno Stato senza corruzione, uno Stato che incoraggia le imprese, che a sua volta crea posti di lavoro, pagano pensioni e stipendi. È semplice ed è ciò che tutti i moldavi vogliono.
*Sotto l'attuale presidente, la politica estera del Paese è stata totalmente sbilanciata. Ad esempio, la Moldova ha due vicini: la Romania e l'Ucraina. E sotto il presidente Dodon, le relazioni con questi Paesi sono state completamente congelate. Le relazioni con l'Unione europea e gli Stati Uniti sono andate di male in peggio, perché Igor Dodon ha cercato di stabilire buone relazioni solo con la Russia. Ma anche con la Russia, l'ha fatto per i suoi interessi personali, non certo per risolvere i problemi del Paese. E poi sappiamo che la Russia non fornisce alcuna assistenza tecnica e di sviluppo. Per questo dobbiamo tornare a una politica estera equilibrata e riprendere le buone relazioni con Romania e Ucraina, con Unione europea e Stati Uniti.
*Il presidente in carica, Igor Dodon, sa che non può vincere le elezioni, non può ottenere il secondo mandato con elezioni libere ed eque, perché ormai la gente ha visto che è corrotto, che mente ed è incompetente.
*Il regime di Plahotniuc, insieme a Dodon, organizzò e comprò voti, dalla regione separatista della Transnistria.
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19]]}} Le autorità moldave non hanno ascoltato i consigli del settore sanitario. Hanno testato pochissime persone, non hanno preso misure adeguate per isolare i malati.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2022/06/22/news/moldavia_maia_sandu_intervento_ingresso_in_ue-354971095/ Maia Sandu: "Ecco perché la mia Moldavia chiede l'ingresso nell'Ue"]''|''repubblica.it'', 22 giugno 2022.}}
*L'aspirazione dei cittadini moldavi ad aderire all'Unione europea si è rafforzata nel corso dei trent'anni trascorsi dall'indipendenza del Paese. Non è stato un percorso facile, ma oggi ci troviamo di fronte a una decisione storica: quella di concedere alla Repubblica di Moldova lo status di candidato all'Ue.
*Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la Moldavia, come gli Stati baltici, ha avuto una possibilità di integrazione europea, ma l'ha persa. Abbiamo osservato e con piacere come la Romania, il nostro partner e alleato più stretto, sia diventata membro dell'Ue, ispirandoci a percorrere la stessa strada. Ma durante i primi due decenni, la Moldavia indipendente ha invece attraversato dolorose transizioni economiche e sociali. Il conflitto nella regione della Transnistria ha ulteriormente ostacolato i nostri sforzi di sviluppo.
*Nonostante le numerose delusioni con la classe politica nel corso degli anni, le nostre aspirazioni europee hanno sempre prevalso sulla nostalgia sovietica. La democrazia ha sempre trovato il modo di prevalere.
*La devastazione della guerra russa in Ucraina si fa sentire ogni giorno in Moldavia. Il tasso di inflazione è schizzato al 29%. I prezzi del gas sono aumentati di oltre cinque volte in meno di un anno, molte rotte commerciali orientali sono state chiuse e il rischio di sicurezza è aumentato, ostacolando gli investimenti.
*Un moldavo su tre è già cittadino dell'Ue. Molti lavorano e studiano nell'Ue. Probabilmente ci avete conosciuto: siamo il vostro bancario, la vostra infermiera, il compagno di università di vostro figlio. I moldavi vivono fianco a fianco con gli europei, contribuendo ai sistemi di sicurezza sociale, pagando le tasse e arricchendo il patrimonio culturale dell'Ue.
*Una Moldavia europea non solo porterà maggiore stabilità in Europa e in Oriente, ma aumenterà anche gli scambi commerciali, incrementerà la prosperità e stabilizzerà la regione. Inoltre, offre l'opportunità di raggiungere una risoluzione pacifica del conflitto in Transnistria, consentendoci di reintegrare la regione con la Moldavia e di rafforzare ulteriormente il nostro Paese. Ma soprattutto, una Moldavia europea contribuirà a raggiungere l'obiettivo principale dell'Ue: mantenere la pace nel continente.
*Non chiediamo scorciatoie e non ci aspettiamo concessioni. In questi tempi difficili, la Moldavia chiede solo l'opportunità di dare speranza ai suoi cittadini. La speranza che una Moldavia più sicura, democratica e pacifica sia ancora possibile. La speranza che i cittadini moldavi possano tornare a una Moldavia libera e pro-europea.
{{Int|''[https://www.rainews.it/articoli/2023/02/la-presidente-moldava-a-bucarest-dopo-le-accuse-russe-determinati-nel-cammino-verso-lue-159eb32e-b5b4-46cc-b423-23997894ce86.html Moldavia, la presidente Sandu a Bucarest dopo le accuse russe: "Determinati nel cammino verso l'Ue"]''|Da un discorso a Bucarest; citato in Giuseppe Asta, ''rainews.it'', 23 febbraio 2023.}}
*La Russia ha invaso un paese vicino a noi, un paese che vuole vivere in libertà e dignità. L'Ucraina sta resistendo all'invasione grazie all'eroismo degli ucraini e all'aiuto di paesi amici. Noi, nella Repubblica di Moldavia, siamo protetti dallo scudo degli eroi ucraini. L'Europa è forte per l'unità e la fermezza con cui difende la pace e la vita delle persone.
*All'inizio della guerra, la Moldavia era il vicino più vulnerabile dell'Ucraina. Ora siamo più preparati. Stiamo rafforzando la capacità di difesa, abbiamo nuove fonti di energia, su cui possiamo contare, abbiamo aumentato le esportazioni verso l'Unione europea, siamo sempre più forti.
*La Moldavia sta attraversando sfide senza precedenti. Alcuni volevano che il nostro paese cadesse, volevano un governo fantoccio servile agli interessi del Cremlino. La Repubblica di Moldavia rimane determinata nel suo cammino verso l'Unione europea.
{{Int|''[https://legrandcontinent.eu/it/2023/05/22/ladesione-della-moldavia-questione-esistenziale-una-conversazione-con-la-presidente-moldava-maia-sandu/ «L’adesione della Moldavia all’Unione è una questione esistenziale», una conversazione con la presidente moldava Maia Sandu]''|Intervista di Ramona Bloj, ''legrandcontinent.eu'', 22 maggio 2023.}}
*La stabilità della Moldavia è importante non solo per il nostro Paese, ma anche per l'Unione e per l'Ucraina – immaginate per un momento come la Russia userebbe la Moldavia contro l'Ucraina se fosse instabile.
*In passato abbiamo avuto al potere politici che hanno promesso l'integrazione nell'UE, ma che si sono sporcati con la corruzione, screditando così il nostro percorso di adesione. Siamo persone oneste, siamo molto convinti e sì, abbiamo ancora del lavoro da fare. Ma il sostegno all'integrazione europea esiste, ed è maggioritario.
*[...] la Moldavia deve ancora affrontare molta disinformazione e [[Propaganda nella Federazione Russa|propaganda]], soprattutto del Cremlino, che cerca di diffondere informazioni false sull'UE e di spaventare la gente. Quindi, più si parla dei vantaggi dell'UE, maggiore sarà il sostegno. I moldavi vedono che l'Unione ci ha già aiutato a migliorare gli standard di vita delle nostre comunità, a costruire strade, scuole, ospedali, ma abbiamo anche un milione di cittadini all'estero, molti dei quali nei Paesi dell'Unione. Chi vive in Moldavia ha parenti che hanno visto cosa significa l'Unione, il che contribuisce a consolidare il sostegno.
*Il nostro popolo è la nostra più grande risorsa: vogliamo convincerlo a restare. Vogliamo che i giovani rimangano e contribuiscano al nostro sviluppo nel governo, nel settore pubblico e in quello privato. Ci stiamo lavorando, ma c'è una massa critica da migliorare in tutti i settori. Abbiamo visto persone venire dalla diaspora per darci una mano al governo – qui nel mio ufficio e in Parlamento – ma abbiamo bisogno di più persone che tornino e di più giovani che restino.
*L'anno scorso abbiamo avviato la riforma del sistema di istruzione superiore perché sappiamo quanto sia importante per i giovani. Ma sappiamo anche che abbiamo bisogno di una massa critica di miglioramenti in tutti i settori per convincere più giovani a restare.
*Oggi siamo al sicuro grazie agli ucraini che, combattendo per difendere la loro terra e la loro libertà, difendono anche la nostra.
*Nei Paesi che hanno aderito all'Unione negli ultimi vent'anni, il tenore di vita è molto più alto, c'è sicurezza, ci sono opportunità per le persone di lavorare e svilupparsi in patria. Questo è ciò che vogliamo per la Moldavia e pensiamo di avere qualcosa da offrire: possiamo contribuire alla stabilità e alla sicurezza del continente.
*Per molti anni abbiamo visto la Russia cercare di ricattare il nostro Paese attraverso l'energia. Oggi, per la prima volta dall'indipendenza, la Moldavia – ad eccezione della regione della Transnistria – non consuma più gas russo. Stiamo diversificando, non siamo più dipendenti dalla Russia, come lo siamo stati per tre decenni. Quindi sta funzionando: siamo resistenti, ma ovviamente abbiamo bisogno di aiuto. L'effetto della [[Propaganda nella Federazione Russa|propaganda]] del Cremlino è un problema enorme che ha danneggiato il nostro processo democratico in passato. Sappiamo che Putin continuerà a cercare di minare i nostri sforzi di riforma per creare istituzioni forti e indipendenti.
*Oggi, la metà delle persone che lavorano all'estero dalla Transnistria lavora in un Paese dell'UE. Si tratta di un cambiamento spettacolare rispetto a dieci anni fa, quando tutte le esportazioni dalla regione andavano in Russia e tutte le persone in cerca di lavoro andavano in Russia. Più la situazione sulla riva destra del Dniester migliorerà, più velocemente potremo aumentare il tenore di vita, più saremo sicuri e più la riva sinistra avrà interesse a muoversi verso la riunificazione del Paese. Ci stiamo lavorando, siamo impegnati per una risoluzione pacifica del conflitto e credo che più ci avvicineremo all'Unione, più i cittadini moldavi della riva sinistra saranno interessati alla riunificazione.
*Dobbiamo continuare a impegnarci per far studiare la lingua gagauzia, perché l'autonomia di questa regione è stata creata per aiutarli a preservare la lingua e la cultura, ed è qui che dobbiamo lavorare di più per proteggere meglio la popolazione dalla propaganda e dalla disinformazione.
*Dall'inizio del processo, nel 1989, siamo riusciti a ottenere libertà, sovranità e indipendenza. Abbiamo la libertà di espressione, naturalmente dobbiamo ancora lavorare per consolidare questi risultati, ma come si può vedere nell'ultima classifica internazionale, la Moldavia è al 28° posto per quanto riguarda la libertà di stampa e stiamo effettivamente progredendo in tutte le dimensioni della democrazia e dei diritti umani.
*È chiaro che una parte della Chiesa ortodossa sia molto favorevole alla Russia – e che addirittura lavori per essa – e, purtroppo, alcuni esponenti sostengono persino la sua guerra. Allo stesso tempo, il capo della Chiesa in Moldavia ha esplicitamente rifiutato di sostenerla. C'è quindi una differenza di opinioni al suo interno.
*{{NDR|Sul [[Partito Shor]]}} Al momento, esiste un gruppo criminale corrotto guidato da una persona condannata per frode nel settore bancario, che si nasconde in Israele e che è il principale rappresentante dei tentativi russi di destabilizzare il Paese. Le nostre istituzioni stanno raccogliendo prove e speriamo di vedere ulteriori risultati da questo lavoro per affrontare coloro che lavorano contro la Repubblica di Moldavia, che cercano di minare gli sforzi e che servono gli interessi della Russia.
*Dopo aver visto ciò che la Russia ha fatto in Ucraina, come possiamo credere che la Russia rispetterà la neutralità della nostra Costituzione? Oggi siamo vulnerabili e nella società c'è un dibattito molto forte al riguardo. Finora la gente crede ancora che la neutralità sia la politica giusta per la Moldavia, ma il dibattito esiste. Potrei dire che una parte della popolazione pensa che la Moldavia debba rimanere neutrale a causa della propaganda russa che continua a prendere di mira la NATO. Allo stesso tempo, una parte della popolazione, a causa della propaganda, potrebbe avere paura di parlare dell'adesione alla NATO perché pensa che non appena si inizierà a parlarne, la Russia potrebbe attaccare. Dobbiamo quindi fornire uno spazio sicuro di informazione per consentire questa discussione.
*Il sostegno alla riunificazione con la Romania c'è, ma non è sufficiente. Alcune persone hanno difeso questa idea e continuano a farlo, ma non sono abbastanza e devono affrontare il fatto che ci sono anche persone che ne hanno paura. D'altra parte, il sostegno all'integrazione nell'Unione esiste e questo è ciò che stiamo perseguendo come Paese democratico per il nostro futuro.
{{Int|''[https://www.rri.ro/it/news/attualita/maia-sandu-al-parlamento-europeo-id926510.html Maia Sandu al Parlamento europeo]''|Discorso durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, ''rri.ro'', 10 settembre 2025.}}
{{NDR|Sulle [[elezioni parlamentari in Moldavia del 2025]]}}
*Il risultato delle elezioni politiche del 28 settembre, le elezioni più importanti nella storia della Repubblica di Moldova, deciderà se ci consolideremo come una democrazia stabile sulla strada verso l’Unione Europea, come un vicino sicuro dell’Ucraina e un garante della sicurezza dell’UE, o se la Russia ci destabilizzerà, ci allontanerà dall’Europa e ci trasformerà in una minaccia al confine orientale dell’Europa.
*Dobbiamo loro {{NDR|gli ucraini}} la pace. Ma il loro sacrificio è anche un monito: la pace non è mai garantita. Ecco perché il nostro percorso europeo non riguarda solo i valori, ma la sopravvivenza. E proprio perché abbiamo percorso molta strada su questo percorso, la Russia ha scatenato contro di noi tutto il suo arsenale di attacchi ibridi. Il campo di battaglia sono le elezioni.
*[...] la nostra indipendenza e la nostra pace sono nuovamente messe alla prova: interferenze nelle nostre elezioni, finanziamenti illeciti dall’estero, campagne di menzogne, attacchi informatici, proteste a pagamento, tattiche per seminare odio tra i popoli. Questi sono i metodi con cui si cerca di fermare la Moldova nel suo percorso europeo. [...] Ora dobbiamo compiere il passo decisivo: eleggere un parlamento che conduca la Moldova all’Unione Europea. Questa è la nostra responsabilità. Il futuro della Moldova dipende dal coraggio e dall’unità con cui andremo al voto.
{{Int|''[https://voxeurop.eu/it/maia-sandu-russia-ucraina-moldova-intervista/ Maia Sandu: "Faremo tutto il possibile per assicurarci che la Russia non arrivi a controllare la Moldova"]''|Intervista di András Németh e Fabian Sommavilla, ''voxeurop.eu'', 15 settembre 2025.}}
*Crediamo che sia nell'interesse di tutti i cittadini dell'Ue avere la Moldova e l'Ucraina nell'Unione: avere una Moldova democratica e un'Ucraina democratica contribuisce a consolidare la pace e la sicurezza nel continente.
*Alle scorse consultazioni agenti vicini alla Russia hanno cercato di interferire con il voto della diaspora moldava, lanciando falsi allarmi bomba in diversi seggi in giro per l’Europa solo per cercare di ridurre il numero dei votanti; hanno pagato dei giovani per incendiare la sede del nostro Comitato elettorale centrale o automobili della polizia, così da creare un senso di caos e spaventare le persone, spingendole a votare sulla paura.
*{{NDR|Sul [[referendum costituzionale in Moldavia del 2024]]}} Sentendo moltissime informazioni false sull’Ue, tante persone si sono spaventate. La propaganda riguardava i temi LGBT, naturalmente, ma si diceva anche l'Ue avrebbe confiscato le terre, e così via. Queste narrazioni sono riuscite ad arrivare a molte persone, e anche la Chiesa è stata usata massicciamente per diffonderle. Oggi la maggior parte dei cittadini sa che si trattava di notizie false.
*I nostri media devono essere forti, perché per offrire ai cittadini informazioni vere abbiamo bisogno di più contenuti provenienti da media liberi.<br>Ma serve anche molta comunicazione sui progetti che l'Ue ha sostenuto altrove e su come si vive nell'Ue. Da questo punto di vista la nostra diaspora è utile: la maggior parte dei moldavi vive nei Paesi dell'Ue, e quindi può spiegare ai parenti rimasti in patria qual è la situazione reale.
*Abbiamo investito nella creazione di nuove linee elettriche. Attualmente acquistiamo l'elettricità dalla Romania, ma gli elettrodotti passano ancora dalla regione della Transnistria prima di entrare in Moldova: questo significa che siamo ancora vulnerabili, perché il regime di Tiraspol, controllato dalla Russia, può impedire l’arrivo dell'elettricità che acquistiamo. Per questo stiamo costruendo una nuova linea che collega direttamente la Moldova alla Romania, dovrebbe essere pronta per la fine di quest'anno.
*Quando siamo arrivati al potere nel 2021 solo il 3 per cento dei nostri consumi proveniva dalle rinnovabili, mentre oggi vediamo il 20, il 30 per cento, in alcuni giorni anche il 50 per cento dei nostri consumi provenire dalle rinnovabili.
*Abbiamo ottime relazioni con la Romania. La Romania è il nostro più caro amico e il più forte sostenitore del nostro ingresso nell'Ue. La Romania ci ha sempre aiutato in tutte le situazioni di crisi, e stiamo lavorando intensamente insieme per integrare maggiormente le nostre infrastrutture e le nostre economie. A livello linguistico, stiamo sostenendo più persone nello studio del romeno, anche offrendo corsi linguistici gratuiti. Nelle scuole è obbligatorio studiare il romeno, per cui almeno le giovani generazioni dovrebbero finire per parlare tutte un ottimo romeno.
{{Int|''[https://www.corriere.it/esteri/26_agosto_23/la-presidente-della-repubblica-di-moldova-maia-sandu-il-cremlino-ci-indebolisce-con-la-guerra-cognitiva-noi-ringraziamo-l-ucraina-2f2d3bf7-a1bc-4686-9c09-6a12d91b8xlk.shtml?refresh_ce La presidente della Repubblica di Moldova Maia Sandu: «Il Cremlino ci indebolisce con la guerra cognitiva. Noi ringraziamo l'Ucraina»]''|Intervista di Francesco Battistini, ''Corriere.it'', 23 agosto 2026.}}
*C’è un’enorme pressione, l’abbiamo visto alle ultime elezioni. Abbiamo intercettato centinaia di milioni di euro spesi dalla [[Russia]] per comprare elettori, finanziare partiti e campagne elettorali, organizzare proteste, creare occasioni di destabilizzazione. Mosca usa moltissime risorse per dividere la società moldava, minare la fiducia nel Paese e nell’Unione europea e nel processo di adesione all’Europa. Abbiamo fatto molto in questi anni, per ridurre questa pressione.
*Credo che molti Paesi europei non stiano comprendendo abbastanza la serietà della situazione. Nel caso della Moldova, le interferenze russe sono state brutali. È difficile affrontarle, ma anche facile vederle. In molti Paesi europei, pressioni e interferenze sono più morbide e per la gente è più difficile accorgersene. Io credo che la guerra cognitiva ingaggiata dalla Russia, contro tutti i Paesi liberi, sia la più pericolosa minaccia per la [[democrazia]]. E questo pericolo sta diventando sempre più grande con lo sviluppo delle tecnologie, con l’uso dell’[[intelligenza artificiale]]. Dobbiamo lavorare molto per aiutare le nostre società a diventare più resilienti, Non vogliamo che la propaganda finanziata dai russi influenzi le decisioni del popolo moldavo come di quello italiano.
*{{NDR|Sull'[[allargamento dell'Unione europea]].}} Ci sono molti Paesi candidati e spero che il processo acceleri per tutti. L’Ue, più è grande, più diventa forte. E il pericolo è che la Russia provi a usare, contro l’Ue, chi resta fuori.
*L’[[allargamento dell'Unione europea|allargamento]] è una garanzia di sicurezza per l’intero continente. E spero che tutti i partiti politici, oltre le ideologie, capiscano quanto sia grande la minaccia russa, che tutti sostengano l’idea di un’Europa più forte. È davvero un’epoca drammatica, quella che stiamo vivendo. E la prima preoccupazione è la sicurezza dei popoli europei, dei Paesi baltici, del popolo italiano... Certi politici si fidano ancora della Russia. Ma è un inganno.
*La Russia lavora per prendere il controllo dappertutto. Non è tanto la [[Moldova]], a interessarle: vuole il controllo del nostro Paese per usarlo nella guerra all’Ucraina. E usarlo contro l’Ue. Per l’Europa, non è facile affrontare questa cosa. La Moldova è piccola, per noi è molto difficile resistere a lungo. Perciò, la questione è proprio la sicurezza. Spero che tutti i politici lo capiscano. Ci sono prove sufficienti per dire che [[Vladimir Putin|Putin]] non si fermerà in [[Ucraina]]. Se tu te ne vai, lui continuerà oltre l’[[Ucraina]]. Ha annunciato che il suo obbiettivo è l’Ue: vuole distruggerla, perché per lui è molto più facile avere a che fare con Stati singoli. Se vogliamo vivere nella [[libertà]] e in [[pace]], dobbiamo prendere atto dei rischi che arrivano dalla Russia.
==Citazioni su Maia Sandu==
*La figuraccia più esplicita rimane quella della "lesbica da combattimento" messa dagli anglosassoni al posto del presidente moldavo, la odiosissima Maia Sandu, colei che governa uno dei più poveri paesi d'Europa avendo la cittadinanza statunitense e possedendo la villa sull'oceano a California, dove si reca ogni fine settimana con uno jet privato per passare il tempo con la sua fidanzata. Questa figura costruita "ad hoc" per portare la Moldova nella guerra contro la Russia, trasformando il paese nel cimitero, seguendo il modello ucraino, non ha permesso al Primo Ministro ungherese Viktor Orban di baciarle la mano durante il vertice di Chisinau.<br>Insomma, una figura politica senza alcun valore e una persona priva di educazione di base. Uno schifo. ([[Nicolai Lilin]])
*Lei rappresenta il futuro della Moldavia nella Ue. ([[Dorin Recean]])
*Maia Sandu ricopre sicuramente uno degli incarichi più difficili del mondo. Questa donna, che si esprime sempre con una voce calma, è la presidente di un paese abitato da due milioni di persone che confina con l’Ucraina, comprende un territorio secessionista occupato da truppe russe (la Transnistria) ed è sottoposto a un ricatto energetico, ad attacchi informatici quotidiani e a una guerra dell’informazione permanente. ([[Pierre Haski]])
*Nel 2020 Sandu è stata eletta con un programma filoeuropeo e contro la corruzione, che è il problema principale del paese. Di sicuro non immaginava che si sarebbe ritrovata con una guerra nella vicina Ucraina a stravolgere le vite dei moldavi. Quando la Russia bombarda le infrastrutture ucraine, infatti, la corrente elettrica manca anche in Moldova. L’accoglienza dei rifugiati, i traffici di ogni genere, le minacce, l’inflazione e i tentativi di destabilizzazione sono ormai all’ordine del giorno. ([[Pierre Haski]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici moldavi]]
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Emilio Cigoli
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Spinoziano
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[[Immagine:Emilio Cigoli 1950.png|miniatura|Emilio Cigoli nel film ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]]
'''Emilio Cigoli''' (1909 – 1980), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni su Emilio Cigoli==
*È stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ([[Luca Biagini]])
*Io ho incominciato a lavorare anche con Cigoli e ovviamente io non ho la voce: in basso, chiudi, fonda, profonda. Perché lui voleva sempre le voci molte basse, tutte impostate in basso. Anche dei bambini. ([[Lorenza Biella]])
*Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br>Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». ([[Gigi Proietti]])
*Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza. ([[Gigi Proietti]])
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Amo te sola]]'' (1935)
*''[[Centomila dollari]]'' (1940)
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942)
*''[[Noi vivi]]'' (1942)
*''[[Addio Kira!]]'' (1942)
*''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942)
*''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'' (1946)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[Lettere di una novizia]]'' (1960)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Io sono un evaso]]'' (1932)
*''[[Shanghai Express]]'' (1932)
*''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935)
*''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936)
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La grande pioggia]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Furore (film)|Furore]]'' (1940)
*''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940)
*''[[Com'era verde la mia valle]]'' (1941)
*''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941)
*''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]'' (1941)
*''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942)
*''[[Perdutamente tua]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'' (1943)
*''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]'' (1943)
*''[[La porta proibita]]'' (1943)
*''[[Al tuo ritorno]]'' (1944)
*''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[L'uomo del Sud]]'' (1945)
*''[[Le campane di Santa Maria]]'' (1945)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]'' (1947)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Amanti senza amore]]'' (1948)
*''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'' (1948)
*''[[Atto di violenza]]'' (1948)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948)
*''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il ritratto di Jennie]]'' (1948)
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Il grande peccatore]]'' (1949)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Il segreto di una donna]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Sgomento (film)|Sgomento]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]'' (1951)
*''[[Tamburi lontani]]'' (1951)
*''[[Ultimatum alla Terra]]'' (1951)
*''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]'' (1951)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La maschera di fango]]'' (1952)
*''[[La morsa d'acciaio]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Operazione Cicero]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[Gardenia blu]]'' (1953)
*''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[Fuoco verde]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Il figlio dell'uomo]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[I sette assassini]]'' (1956)
*''[[L'amore più grande del mondo]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I tre banditi]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[L'anima e la carne]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Le vergini di Salem]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[La locanda della sesta felicità]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I comanceros]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[McLintock!]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Posta grossa a Dodge City]]'' (1966)
*''[[Gangster Story]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Nick mano fredda]]'' (1967)
*''[[L'ora della furia]]'' (1968)
*''[[La notte dei morti viventi]]'' (1968)
*''[[Appuntamento per una vendetta]]'' (1969)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969)
*''[[Topaz]]'' (1969)
*''[[Ucciderò Willie Kid]]'' (1969)
*''[[Chisum]]'' (1970)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Reverendo Colt]]'' (1970)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[Una messa per Dracula]]'' (1970)
*''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971)
*''[[Il grande Jake]]'' (1971)
*''[[Quattro tocchi di campana]]'' (1971)
*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
*''[[Horror Express]]'' (1972)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
*''[[La stella di latta]]'' (1973)
*''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
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====Film d'animazione====
*''[[I tre caballeros]]'' (1944)
*''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
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#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
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#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
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===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
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#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
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#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
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#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Emmanuele Antonio Cicogna]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Sara Copio]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Pietro Michiele]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Francesco Marzolo (chirurgo)]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Giuseppe Gola]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Sordello da Goito]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Giulio Andrea Pirona]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Nicolas Lémery]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Michel-Jean Borch]] - <small>2026-08-24</small>
#[[Antoine Baumé]] - <small>2026-08-24</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small>
#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
#[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small>
#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
#[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small>
#[[Traci]] - <small>2024-06-25</small>
#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small>
#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Masera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Toce]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
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#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
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===Raccolte===
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#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
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===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
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#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
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#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
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#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
#[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small>
#[[Traci]] - <small>2024-06-25</small>
#[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small>
#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
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#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Masera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Toce]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valganna]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Cannero Riviera]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Bullicame]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Fitoliti]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Anfibolite]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Acquamarina (minerale)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Alabastro]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Amianto]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Lazulite]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Lago Bujuku]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Belemnite]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Quarzo]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Via Aurelia]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Narni]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Andro (Grecia)]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Albenga]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Damietta]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Aleppo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
#[[Monti Rossi]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Agira]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Nichel]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Allume]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Nerčinsk]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Orano]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Alessandria (Italia)]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Colle del Monginevro]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Salses-le-Château]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Saragozza]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Ebro]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Santo Sepolcro]] - <small>2026-07-30</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Adalberto Bortolotti
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2026-08-24T01:12:52Z
Danyele
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/* Citazioni tratte da articoli */ +4
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wikitext
text/x-wiki
'''Adalberto Bortolotti''' (1936 − vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Adalberto Bortolotti==
*{{NDR|Su [[Pasquale Bruno]]}} Non è stato un violento, ma un esibizionista della violenza.<ref>Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario del calcio italiano'', Baldini & Castoldi, Milano, 2000, p. 108.</ref>
==''Guerin Sportivo''==
===Citazioni tratte da articoli===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1980-1981]]}} La Juventus, adusa in passato a marce trionfali, questa volta si è guadagnata la conquista con sudore proletario. Il suo finale tutto in salita giustifica l'esultanza: questa squadra ha saputo ripetutamente risorgere dalle proprie ceneri, annullare svantaggi apparentemente incolmabili, sotto il profilo tecnico e psicologico. Al traguardo è giunta stremata [...]. Ma proprio l'irriducibilità degli avversari regala toni autentici al trionfo di Trapattoni e soci. Un campionato così accanitamente disputato lascia fatalmente rimpianti e veleni. La Roma, che ha a lungo accarezzato il sogno e se lo è visto svanire nelle battute conclusive, può legittimamente agganciarsi a episodi sfavorevoli. Cosa sarebbe stato se il guardalinee di Bergamo non avesse colto il fuorigioco quanto meno opinabile che ha condotto all'annullamento del gol di Turone, nel rissoso testa-a-testa di Torino? E se il Perugia non avesse lanciato il solo acuto del suo campionato a Fuorigrotta, dove sarebbe arrivato il Napoli-miracolo di Krol e di Marchesi? Gli interrogativi sono leciti, ma è pericoloso giudicare un campionato intero da circostanze singole, sganciate dal contesto. La Juventus ha chiuso il torneo avendo segnato più di tutte [...] e subìto meno di ogni altra [...]. Nel gioco dei confronti diretti ha raccolto cinque punti [...] contro i quattro del Napoli [...] e i tre della Roma [...]. Anche applicando alla testa della classifica il metodo per stabilire la retrocessione (la famosa «classifica avulsa») il risultato non sarebbe cambiato.<ref name="Juventus">Da ''Juve. E così sia'', ''Guerin Sportivo'' n. 22 (339), 27 maggio – 2 giugno 1981, p. 7.</ref>
*{{NDR|Sulla Serie A 1980-1981}} [...] la Juventus ha guadagnato questo stressante scudetto con una grandiosa prova di carattere. Già in partenza, presentava una formazione squilibrata, nel senso che le difettava, in organico, una punta di propensioni esclusivamente offensive. Le lunghe rinunce a Bettega hanno poi esasperato la lacuna, costringendo la squadra a stroncanti manovre di aggiramento per portare il maggior numero possibile di uomini in zona-gol. Se, malgrado questo, alla fine è risultata la squadra più prolifica, ciò depone a favore della qualità dei suoi difensori e centrocampisti [...] e della preparazione atletica davvero eccezionale nel complesso. Grande merito di Trapattoni, al quale vogliamo aggiungerne subito un altro. La capacita di tenere in perfetto ordine la sua panchina «lunga». Volta a volta sono mancati Bettega, Causio, Tardelli, Furino, alla fine anche l'inossidabile Cuccureddu: sempre i sostituti sono stati all'altezza del compito. Marocchino, una volta immesso in pianta stabile, è stato forse l'elemento decisivo per freschezza e fantasia. Verza ha risolto la fondamentale partita di Napoli. Prandelli ha surrogato un po' tutti a turno, con esemplare costanza di rendimento.<ref name="Juventus" />
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1985-1986]]}} Mi dicono che l'Olimpico, al novantesimo di Roma-Lecce, ricordava il Maracanà del Cinquanta, quando il Brasile vi aveva appena perduto un Mondiale già vinto [...]. Lo stesso sbigottimento, attonito e silente. Una incredula pietrificazione, dove prima erano entusiasmo e calda attesa del trionfo. La lunga, sbalorditiva rincorsa, le prime timide illusioni, l'aggancio infine concretato giusto al fin della licenza, la prospettiva del sorpasso [...]: i sogni della Roma si erano d'improvviso fatti coriandoli e il ponentino li disperdeva lontano. Così il calcio andava celebrando l'ennesima sublimazione dell'irrazionale. Tutto poteva capitare alla Roma, meno che inciampare su un Lecce rassegnato.<ref>Da ''Ci resta la Juve'', ''Guerin Sportivo'' n. 17 (588), 23-29 aprile 1986, p. 3.</ref>
*Nella brutale, ma ormai inevitabile e irreversibile, logica del calcio, i rapporti sportivi sono andati sfumando in dissolvenza. C'è un imprenditore che investe in modo massiccio e affida questa sua operazione finanziaria a un tecnico, l'[[allenatore]] appunto, pretendendo risultati pari alle risorse impiegate. Ove ciò non avvenga, è nel suo pieno diritto procedere a un ricambio al vertice, esattamente come un editore sostituisce il direttore di giornale che non è in grado di assicurare il successo del prodotto. Gli allenatori sanno così bene quello che li aspetta, che hanno ormai portato i loro compensi a limiti irreali, in ogni caso sicuramente sproporzionati alla loro possibilità di incidere, nel bene e nel male, sul destino delle squadre avute in consegna. Quei favolosi, o scandalosi, stipendi sono in realtà un'assicurazione contro i capricci dei dirigenti; o, se preferite, la copertura per un eventuale ruolo di capro espiatorio, liberamente sottoscritto all'inizio del rapporto.<ref>Da ''Incredibile ma Verona'', ''Guerin Sportivo'' n. 16 (638), 15-21 aprile 1987, pp. 6-9.</ref>
*Le grandi squadre nascono attorno ai grandi attaccanti e il dilagante [[Gianluca Vialli]] [...] può veramente diventare il Riva degli Anni Novanta. Così sia.<ref>Da ''La speranza fa Novanta'', ''Guerin Sportivo'' n. 25 (647), 17-23 giugno 1987, pp. 6-7.</ref>
*[[Pier Cesare Baretti]], detto Pierce, era un ragazzo biondo, di bell'aspetto, sicuro di sé, diverso da tutti noi perché veniva da ricca famiglia. Il suo approccio verso il giornalismo era stato singolare. Aveva letto un fondo del direttore di Tuttosport, che era Antonio Ghirelli, e dissentendo su alcuni concetti, gli aveva indirizzato una lettera di protesta. Così lucida e ben scritta che Ghirelli, sensibile al talento, lo aveva convocato in redazione per un colloquio e poi l'aveva affidato a Giorgio Tosatti [...] perché gli facesse fare gavetta. Pierce cominciò mettendo in ordine i risultati delle Olimpiadi di Roma. Ma poiché aveva vocazione e idee chiare non tardò a bruciare le tappe. [...] lo sorreggeva una preparazione formidabile, continuamente aggiornata, e la capacità di esprimere critiche, anche pesanti, con disarmante obiettività, sì da farsele accettare da un mondo che è insofferente al più piccolo appunto.<ref>Da ''È morto guardando in faccia il cielo'', ''Guerin Sportivo'' n. 50 (672), 9-15 dicembre 1987, pp. 4-5.</ref>
*{{NDR|Su [[Claudio Garella]]}} [...] portiere discusso soltanto da chi confonde il ruolo con le leggiadre movenze degli efebi. Garella non si libra con grazia, né recita a beneficio della telecamera: ma oppone ogni parte del corpo alle ingiurie nemiche [...] senza la consolazione di aver debellato la diffidenza dei critici. Ma credo che se ne crucci il giusto, cioè poco più di niente.<ref>Da ''La padrona in rosso'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (683), 2-8 marzo 1988, pp. 6-10.</ref>
*Molteplici chiavi di lettura sono state offerte all'[[Serie A 1987-1988|undicesimo scudetto rossonero]]. Quella tattica sta riscuotendo un vistoso successo di popolarità; e in effetti sarebbe ingeneroso verso Arrigo Sacchi disconoscere quale profonda trasformazione egli abbia saputo operare in tempi relativamente brevi sul gioco del Milan. Non ne farei, tuttavia, un mito. [...] Sicuramente il Milan [[Milan Associazione Calcio 1987-1988|di questa stagione]] ha applicato – con grande rigore e con abilità persino stupefacente in alcune figure difficili, come la trappola del fuorigioco – il sistema di gioco più adatto ai suoi uomini. Ma Franco Baresi, Tassotti, Maldini, Ancelotti, Donadoni, Virdis si comportano in modo eccellente nelle varie rappresentative azzurre [...] tutte schierate a uomo. E Gullit è giocatore talmente universale da potersi inserire in ogni modulo, e anzi condizionarlo al suo straripante talento. Sostenere che il Milan ha vinto perché ha giocato a zona mi appare riduttivo. [...] Più determinanti, ai fini della positiva rincorsa al Napoli, mi sono apparse la compattezza morale, la serenità, la convinzione in se stessa, che hanno animato la squadra anche nei momenti in cui sarebbe stato logico lo scoramento [...]. Qui, Sacchi è stato veramente grande. [...] L'arma vincente del Milan è stata quella di costituire, sempre e comunque, anche a rispettosa distanza, una minacciosa alternativa. Il Napoli, lo scorso anno, si era potuto permettere di mollare sul rettilineo d'arrivo perché alle sue spalle la concorrenza si era già liquefatta. Il Milan, con la sua indistruttibile convinzione, l'ha costretto a correre sempre, senza un momento di requie, senza la possibilità di rifiatare. E, non appena ha intravisto una piccola crepa aprirsi nella corazza del rivale, ha impietosamente affondato la lama.<ref>Da ''Folli, sempre folli'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (694), 18-24 maggio 1988, pp. 6-11.</ref>
*Aad de Mos, tecnico [...] biondo e raffinato, era stato cinque anni all'Ajax, allevando l'ultima covata di talenti, con apprezzabilissimi risultati, sin quando gli era stato detto bruscamente di farsi da parte, per lasciare il passo al figlior prodigo Johan Cruijff [...]. De Mos ha varcato la frontiera, ha rilanciato in grande stile il Malines, portandolo lo scorso anno alla Coppa del Belgio e in questa stagione alla [[Finale della Coppa delle Coppe 1987-1988|finalissima]] della Coppa delle Coppe. Contro l'Ajax, guarda un po'. De Mos conosceva alla perfezione i suoi ex allievi e ha adottato ciniche contromisure, paralizzando a lungo la fantasia e lo slancio dei lancieri. Soltanto nell'ultima mezz'ora il suo Malines, soffocato dalla paura di vincere, è andato in bambola e ha rischiato di buttar via tutto, facendosi prendere alla gola da rivali in inferiorità numerica. Un prodigio del portiere Preud'homme [...], che ha sventato una cannonata al volo di Johnny Bosman, ha portato al primo alloro internazionale della sua storia questa provinciale belga, che la nostra Atalanta era stata a un passo dal buttar fuori dalla Coppa. [...] un autentico pezzo di bravura, fra le cose migliori di una finale complessivamente povera. [...] il Malines riafferma una linea proletaria per l'Europa, non aggiungendo molto al libro d'oro delle manifestazioni. Qui, se non si riapre agli inglesi, finisce nel trionfo della mediocrità.<ref>Da ''De Mos a sorpresa'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (694), 18-24 maggio 1988, pp. 92-93.</ref>
*Fu nei primi anni Settanta, quando l'Ajax imponeva in Europa la legge spietata del calcio totale, che gli olandesi si industriarono a trovare un altro agevole pascolo per i loro insaziabili campioni. Nacque così, su iniziativa del quotidiano di Amsterdam «De Telegraf», la [[Supercoppa UEFA|Supercoppa europea]], con l'intento di contrapporre [...] le squadre vincitrici della Coppa dei Campioni e della Coppa delle Coppe. L'Uefa, al solito, guardò con diffidenza e sospetto questo allargamento al già nutrito fronte di competizioni societarie. Per cui la prima edizione, datata 1972, fu una questione squisitamente privata [...]. Dall'anno successivo, pur senza riconoscerla nel programma canonico, l'Uefa diede una sorta di patrocinio alla sfida, che peraltro trovava già difficoltà ad inserirsi nella saturazione incipiente di date e di impegni. [...] Da allora, fra edizioni saltate [...], slittamenti di date e cambiamenti di formula, la Supercoppa ha avuto un'esistenza assai grama, in contrasto con la pomposa definizione. [...] Parlandoci chiaro, queste sono partite importanti solo quando si vincono.<ref name="Supercoppa">Da ''Cose da grandi'', ''Guerin Sportivo'' n. 47 (771), 22-28 novembre 1989, p. 15.</ref>
*Ajax e Milan finirono per giocare la [[Supercoppa UEFA 1973|Supercoppa 1973]] nel gennaio 1974 e non è quello un ricordo piacevole [...] per i rossoneri, che venivano dalla Coppa delle Coppe conquistata fra molte polemiche a Salonicco contro il Leeds. Il Milan osò battere l'Ajax a San Siro, 1-0, ma scatenò la tremenda vendetta dei lancieri che nel retour-match inflissero al nostro buon diavolo uno dei passivi più pesanti e umilianti della sua storia: 6-0!<ref name="Supercoppa" />
*La Juventus vince il suo [[Juventus Football Club 1989-1990|piccolo slam]] (si fa per dire): Coppa Italia e Coppa UEFA, quanto basta a connotare trionfalmente una stagione [...]. Unica squadra europea ad essersi aggiudicata tutti i trofei internazionali disponibili, la Juventus comincia così a replicare quello di più antica data. La sua prima Coppa Uefa risale infatti a tredici anni addietro, e la sofferta conquista di Bilbao avviò [...] l'epopea decennale di Giovanni Trapattoni. Questa Uefa '90, invece, chiude la breve ed esaltante parentesi tecnica di Dino Zoff: ed è sicuramente il fatto più singolare, quello di un tecnico liquidato malgrado i risultati ottenuti abbiano valicato, e di molto, ogni ragionevole previsione di partenza.<ref name="Coppa">Da ''Doppia Coppa''; ''Guerin Sportivo'' n. 21 (796), 23-29 maggio 1990, pp. 8-16.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1989-1990]]}} La partita di Avellino non è stata memorabile, né poteva esserlo. La Coppa si era decisa a Torino, quando la Fiorentina l'aveva avuta in mano a lungo senza riuscire a stringerla. [...] Quel risultato e quel punteggio hanno condizionato i secondi novanta minuti, inchiodandoli a un copione obbligato. [...] Soltanto un'alzata d'ingegno di Bruno [...] ha gettato un po' di sale nella vicenda. La giusta espulsione dell'agitato stopper juventino [...] ha scoperto le magagne difensive della Juventus, sino ad allora perfettamente mascherate. A quel punto la Fiorentina si è rovesciata paurosamente in avanti, i suoi tiratori dalla distanza, Dunga e Kubik, hanno armato i loro obici, Di Chiara e Buso hanno aumentato il ritmo [...]. A tutti ha detto imperiosamente di no Stefano Tacconi, il grande protagonista di queste due partite [...]. Plastico, acrobatico, disarmante nella sua sicurezza, il portiere ha pagato così il suo debito di gratitudine nei confronti di Zoff, il grande maestro. A Tacconi, al suo invidiabile palmarés internazionale, mancava appunto la Coppa Uefa: nel 1977, a Bilbao, c'era ancora Superdino nella porta bianconera. Ad Avellino, sul campo che ne ha accompagnato i primi passi nel calcio d'élite, Tacconi ha colmato la lacuna.<ref name="Coppa"/>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1982]]}} Un mondiale indimenticabile, non solo perché si è vinto, contro ogni ragionevole attesa. Indimenticabile perché fu uno splendido dramma poplare condito di tutti gli ingredienti, la depressione e il pianto, la rivolta e il trionfo. [...] Perché quella non fu la storia di un gol in più o in meno, di una marcatura azzeccata o di una geniale strategia. Fu una storia di uomini, con le loro debolezze e con le loro virtù. Di un uomo, soprattutto: [[Enzo Bearzot]], linciato indegnamente e poi innalzato agli altari e infine scaricato e dimenticato, vittima esemplare di un ambiente che tutto perdona, tranne la coerenza e il successo.<ref>Da ''Notte magica'', ''Guerin Sportivo'' n. 28 (903), 8-14 luglio 1992, pp. 38-42.</ref>
*Con sette scudetti e tutte le Coppe internazionali disponibili, [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] è il tecnico più vincente che si conosca. La metà dei suoi successi sarebbe bastata a beatificare e corredare di eterna aureola qualsivoglia dei suoi colleghi. Stranamente, il Trap è ancora discusso. Si porta dietro la logora etichetta difensivista, malgrado opponga una raffica di fatti [...] a contraddire la superficiale definizione. [...] E tuttavia Trapattoni [...] è assurto a simbolo di un gioco datato e retrò, ancorato a canoni di bassa speculazione. [...] ha avuto il torto, diciamo così [...] di sostenere con vigore dialettico, e coi risultati su campo, le proprie tesi. [...] Giovanni l'ostinato predica la sua verità. Sono i grandi attaccanti [...] a elevare i punteggi, non i moduli e gli schemi. [...] La matrice milanista, in un periodo in cui Rocco allevava [...] una schiera di eletti eredi (oltre a Trap, Radice, Bagnoli, Bigon, Scala e Maldini) si fa indubbiamente sentire, nell'abitudine a costruire la squadra dalle fondamenta, ciòè dal reparto difensivo, come logica comanda. Ma Trapattoni è sempre stato pronto ad aggiornarsi e ha saputo, come forse nessuno, allenare i campioni, piegarli – vedi Platini – alle esigenze di un calcio pratico e collettivo, senza spersonalizzarli.<ref name="GS-1992-39">Da ''Uomo a uomo'', ''Guerin Sportivo'' n. 39 (913), 23-29 settembre 1992, pp. 20-21.</ref>
*[[Vujadin Boškov|Boskov]] è stato un grande giocatore, ha studiato, girato il mondo. Poche sono le cose che non sa ed enorme è la sua capacità di adattamento. Scaltro, intelligente, simpatico, sa trovare come pochi la corda della comunicabilità. Ha vinto uno scudetto in Jugoslavia (Vojvodina), uno in Spagna (Real Madrid), uno in Italia (Sampdoria). Mica facile. [...] Ha saputo calarsi in realtà diversissime, senza mai scottarsi. [...] È forse ineguagliabile nel concedere spazio a tutti, salvo poi decidere da sè. Ma senza autoritarismi, che non rientrano nel suo repertorio. È in sostanza un grande incantatore, che ama raccontare e ammaliare.<ref name="GS-1992-39"/>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1949-1950]]}} Stagione [[Serie A 1949-1950|1949-50]], la prima dopo la scomparsa del Grande Torino. La Juventus eredita l'ideale testimone dai cugini granata e prolunga il dominio della città. È un campionato straordinario, nel quale al Milan non bastano i 118 gol segnati, né la clamorossa vittoria per 7-1 in casa della capolista, per artigliare lo scudetto. La Juventus, sotto la guida tecnica dell'inglese Jesse Carver, abbina la perfezione nordica dei danesi John Hansen e Praest con il talento latino di Rinaldo Martino, fuoriclasse d'Agentina, con le qualità emergenti di un campione nostrano, il biondo ventunenne Giampiero Boniperti. Senza dimenticare i Parola e i Muccinelli: un autentico squadrone. [...] Quella Juve vinse lo scudetto con 62 punti, 100 gol segnati [...], tutti i cinque attaccanti in doppia cifra.<ref name="GS-1993">Da ''Scopa di sette'', ''Guerin Sportivo'' n. 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 22-23.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1964-1965]]}} Nel campionato 1964-65 [...] Madama è affidata al ruvido paraguagio Heriberto Herrera e non pratica certo uno scintillante gioco offensivo. Il grande e bizzoso Sivori è sovente escluso dall'inflessibile tecnico, che a fine stagione imporrà la partenza di Omar [...]. È la Juve proletaria, ben simboleggiata dall'instancabile Luis Del Sol, detto il postino.<ref name="GS-1993"/>
{{Int|''L'Italia che corre''|''Guerin Sportivo'' n. 33 (451), 18-23 agosto 1983, pp. 86-91.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Primo Nebiolo]]}} [...] sovente contestato perché non compreso, nel senso che riesce a vedere più avanti degli altri e quindi ad anticipare gli eventi con lampeggianti intuizioni.
*{{NDR|Sui [[campionati del mondo di atletica leggera 1983]]}} È stata, in sostanza, quella di Helsinki un'Olimpiade ancora più bella, perché rispetto alle più recenti edizioni dei Giochi non ha dovuto fare i conti con i boicottaggi vari e ha quindi potuto contare su un numero di paesi partecipanti quasi doppio rispetto a Mosca: il business e gli sponsor sono più forti delle ricusazioni ideologiche e De Coubertin si rivolti pure nella tomba, questa è la realtà.
*{{NDR|Sui [[Campionati del mondo di atletica leggera 1983 - 10000 metri piani|10000 metri piani ai campionati del mondo di atletica leggera 1983]]}} Resteranno nel ricordo gli ultimi ottanta metri di Albertino Cova, il piccolo, elettrico ragioniere brianzolo, in grado di imporre il suo sublime senso tattico ai corridori naturali, ma dissennati, d'Africa e ai perfezionatissimi prodotti di laboratorio usciti da quella fucina inesauribile di campioni che è la Germania orientale. La progressione aerea di Cova, che ha portato milioni di telespettatori, in buona parte profani, a correre al suo fianco quello sprint mozzafiato, è da incorniciare. Mi è parsa la sublimazione di un dono prettamente italico, l'arte di arrangiarsi. Davanti a Cova sparavano le loro ultime risorse formidabili macchine atletiche; ma lui aveva tutto calcolato, lesinato i centimetri e i conti gli tornavano alla perfezione nell'ultimo metro, quando già Schildauer accennava ad alzare il braccio del trionfo, non avvedendosi dell'omettino baffuto che gli giocava, all'esterno, l'atroce beffa.
{{Int|''Signora si alzi!''|''Guerin Sportivo'' n. 10 (684), 9-15 marzo 1988, pp. 12-16.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Coppa Italia]]}} [...] puntuale refugium peccatorum per chi ha fallito la stagione, sul fronte interno e internazionale.
*[...] il calcio italiano non può fare a meno di una [[Juventus Football Club|Juventus]] di vertice. Il resto è favola.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
{{Int|''Rombo di tuono''|''Guerin Sportivo'' n. 29 (904), 15-21 luglio 1992, pp. 74-77.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gigi Riva]]}}
*È rimasto consegnato alla storia del calcio italiano da una delle definizioni più belle coniate da [[Gianni Brera]]: rombo di tuono. Vi si coglie il presagio di gol che accompagna la corsa verso la porta del cannoniere implacabile. E questo fu esattamente Gigi Riva da Leggiuno, un cacciatore di gol mai sazio, per quanto tormentato da avversari maligni, infortuni impietosi, vicende non sempre liete, che lo spingevano a chiudersi in se stesso e a trovare un'identificazione con la Sardegna e la sua gente, l'unica che rispettasse pudicamente la sua privacy. Così il ragazzo lombardo divenne la bandiera del Cagliari e puntigliosamente non volle correre altre, pur stimolanti, avventure. I dirigenti che l'avevano scoperto, ogni anno salivano al mercato e concludevano nel suo nome affari incredibilmente vantaggiosi: perché Riva non aveva prezzo. Ma al ritorno si scontravano con i suoi ostinati rifiuti. In questo senso, Riva è stato una bandiera per scelta, più che per vocazione.
*Che tipo di attaccante è Gigi Riva? Chi lo ha visto esplodere, in corsa o da fermo, quel suo folgorante sinistro, o librarsi in acrobazie impossibili, o schiantare di forza gli antagonisti più gagliardi, non può non identificarvi il prototipo autentico dell'uomo-gol, quello che fonde potenza e agilità, tecnica e agonismo, che unisce antico e moderno, in una parola il cannoniere ideale. L'attaccante per tutte le stagioni, che si sarebbe imposto anche oggi, irridendo alle recenti sofisticazioni tattiche: e forse Gigi si sorprende talvolta a sognare come avrebbe pascolato senza ritegno nelle difese schierate a zona, come avrebbe perforato crudelmente quelle velleitarie disposizioni in linea.
*[...] a Vienna, un austriaco di nome Hof gli polverizza la gamba destra. Questo Hof, tre anni prima, in una partita di Mitropa era finito kappaò per un diretto di Gigi, esasperato dalle rudezze dell'avversario. L'arbitro, equivocando, aveva espulso Boninsegna... Ma l'austriaco aveva visto bene, evidentemente. E aveva buona memoria.
*Rispetto alla classe, pochi gli allori [...]. Il pedaggio pagato alla fedeltà.
{{Int|''Juve rischiatutto''|''Guerin Sportivo'' n. 21 (1047), 24-30 maggio 1995, pp. 6-7.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1994-1995]]}}
*[...] una Juve spericolata, non tanto nella disposizione tattica, ma piuttosto nella mentalità. È uno dei segreti di questo [[Serie A 1994-1995|scudetto]], non proprio scontato [...] in sede di pronostico. Marcello Lippi, al suo primo tricolore, ha modellato una squadra atipica, dal punto di vista delle strategie di gioco. Difesa tradizionale, con un libero staccato alle spalle dei compagni di reparto, due marcatori e un fluidificante. Centrocampo a tre e tridente in attacco. Ne sarebbe sicuramente derivato un fatale sbilanciamneto senza la dedizione di tutti al sacrificio e al mutuo soccorso. In particolare le due punte di movimento, Vialli e Ravanelli, si sono sfiancate in un massacrante lavoro di appoggio, iniziando esse stesse il pressing sui propri controllori. Il terzo attaccante, che potremmo definire di fantasia, prima del Piero poi Roberto Baggio, ha rifinito con tranquillità, a favore di compagni così solleciti e abili nello smarcamento.
*L'arma segreta è stata la panchina lunga e il suo formidabile rendimento. [...] In linea col calcio moderno, la Juventus si è articolata non su undici, ma su diciotto-venti giocatori: anche così si spiega la sua straordinaria freschezza al termine di una stagione impegnativa su tutti i fronti.
*Certo, non si vince senza i fuoriclasse. E questa Juve ne ha avuti almeno tre, lo splendido Paulo Sousa, sublime orchestratore, nonché Vialli e Baggio riportati agli antichi splendori (specie il primo, che si temeva perduto). Ma il genio dei solisti è sempre stato posto, diligentemente, al servizio della squadra e non viceversa. Questo è stato il decisivo capolavoro di Marcello Lippi.
{{Int|''Qual è la Juve più bella?''|''Guerin Sportivo'' n. 22 (1048), 31 maggio – 6 giugno 1995, pp. 12-15.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1949-1950]]}} La prima Juve che ho in mente è quella che raccolse il testimone dal Grande Torino, all'inizio degli Anni Cinquanta. Proprio il rogo di Superga, che nel 1949 cancellò l'invincibile squadra granata, indusse Gianni Agnelli a costruire una formazione in grado di mantenere a Torino la supremazia calcistica nazionale. C'erano già campioni affermati in maglia bianconera: l'acrobatico centromediano Carlo Parola, il giovanissimo centravanti Giampiero Bonierti, la guizzante aletta romagnola Muccinelli, il solido terzino Manente. Dalla Lucchese arrivarono il portiere Viola e il terzino Bertuccelli, ai lati di Parola vennero collocati il cremonese Mari e il romano Alberto Piccinini; in attacco il fuoriclasse danese John Hansen, stella delle Olimpiadi del '48 a Londra, fu raggiunto dal connazionale Praest e dal talento argentino Rinaldo Martino [...]
*{{NDR|Sulla Juventus Football Club 1949-1950}} A quei tempi non ci si badava, ma era una Juventus all'avanguardia anche in chiave tattica, sotto la guida dell'inglese Jesse Carver. In fase difensiva, infatti, il mediano Mari retrocedeva in copertura consentendo a Parola di fungere da battitore libero e quindi da ultimo baluardo. Era soprattutto una Juventus spettacolare e dalle devastanti potenzialità offensive. [[John Hansen]], uno dei più grandi colpitori di testa di ogni tempo, era un attaccante nato, goleador dalle terrificanti medie realizzative e anche il primo Boniperti col gol ci andava a nozze. Muccinelli pendolava sulla destra, ricamando cross al bacio, mentre Praest era un tipico attaccante esterno, dal dribbling irresistibile e dal sinistro bruciante. Quella squadra vinse lo scudetto del Cinquanta segnando cento gol in trentotto partite [...]. Calcio d'altri tempi, certamente, ma anche calcio sopraffino, con quei due danesi che univano il nerbo atletico alla grande padronanza dei fondamentali tecnici e con Martino, purtroppo presto vinto dalla nostalgia, in grado di deliziare con numeri da funambolo. Il ricordo, si sa, ingigantisce i contorni, ma ancor oggi quella Juve mi appare una squadra di marziani.
*{{NDR|Sulla Juventus del [[Trio Magico]]}} Dieci anni dopo, Boniperti era una mezzala di grande carisma e dalla perfetta visione di gioco, il padrone di una formazione in grado di vincere due titoli consecutivi ('60 e '61) segnando rispettivamente 92 e 80 gol in 34 partite [...] [[John Charles|Charles]] era un gallese grande e grosso, una forza della natura, buono come il pane. [[Omar Sívori|Sivori]] un genio perverso del pallone, un Maradona ante litteram, con il piede sinistro toccato dalla grazia. Un campione beffardo, istrionico, malizioso, ma grandissimo. Un goleador straordinario. In coppia, quei due stranieri, sotto lo sguardo vigile di un Boniperti sacro custode degli equilibri tattici, fecero meraviglie. Forse la squadra era un po' sbilanciata, nel senso che la difesa non valeva l'attacco, come valori individuali. Ma poteva consentirsi di prendere qualche gol in più del dovuto, i conti tornavano sempre. E poteva consentirsi anche di cambiare allenatori come i fazzoletti, tanto erano loro, i fuoriclasse in campo, a risolvere i problemi.
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1976-1977]]}} Erano scomparse le vedettes straniere, consunte dalla lunga autarchia imposta dalla federazione. Una Juventus che aveva rinunciato anche alla sacra figura del regista centrale [...] per affidarsi a un centrocampo di cursori e di guerrieri. Il mitico Dino Zoff in porta, il magico Gaetano Scirea libero e poi Morini detto Morgan stopper, Cuccureddu e Gentile terzini di fascia, Furino, Benetti e Tardelli a formare un centrocampo temprato nell'acciaio, il fantasioso «barone» Causio a inventare calcio per i due terminali dell'attacco, il ringhioso Boninsegna, avanti negli anni ma più che mai irriducibile, e l'elegante [[Roberto Bettega|Bettega]], il principe dei palloni alti, finissimo equilibratore tattico in grado di sdoppiarsi nelle funzioni di goleador e di rifinitore avanzato. È la Juventus più equilibrata che io ricordi, certamente meno spettacolare [...], senza primedonne condizionanti, però con un tasso medio elevatissimo, senza punti deboli. Con meccanismi perfetti, la copertura di Furino per le avanzate di Scirea, gli interscambi fra Benetti e Tardelli. E se c'era da battersi in trincea, nessuno tirava indietro il piede, potete scommetterci.
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1983-1984]]}} Dopo il vittorioso Mundial dell'82, cui aveva in gran parte contribuito, la Juventus formò una squadra stellare. Non vinse subito, perché il calcio non è matematica, è piuttosto chimica, cioè fusione di elementi diversi, che non sempre riesce al primo colpo. Ma certo, quella squadra regalò momenti di grandissimo calcio, dentro e fuori i confini. Ripassiamola. Il moschettiere Tacconi in porta, [...] Scirea libero [...] in coppia col granatiere Brio; la premiata ditta Gentile-Cabrini sulle fasce; il maratoneta Bonini a sorreggere, col suo inesausto podismo, un centrocampo che aveva le sue stelle in Tardelli, Platini e Boniek. Paolino Rossi al centro dell'attacco, in coppia [...] col lungo Penzo. Squadra dai valori non omogenei, concentrato di stelle (il divino Platini su tutti) più che collettivo granitico, però irresistibile nelle giornate di vena [...]
{{Int|''L'angelo diabolico''|''Guerin Sportivo'' n. 34 (1059), 23-29 agosto 1995, pp. 40-43.|h=4}}
{{NDR|Su [[Omar Sívori]]}}
*[...] il geniale monello, l'uomo dal colpo decisivo e vincente, un irresistibile narciso. Quando seppe far coincidere i suoi personali interessi con quelli della squadra, Sivori si innalzò fra i più grandi di ogni tempo e paese, perché nulla gli mancava, sul piano della tecnica, e in più aveva grinta e presunzione sufficienti per non tollerare angherie. Un numero dieci ideale anticipatore di Maradona, ma ancor più di Diego vocato al gol.
*Sivori gioca per vincere, ovviamente, ma non soltanto. Vuol divertire il pubblico, i cui applausi sono la sua droga, e vuole mortificare l'avversario. Per questo il suo numero preferito, il suo insuperabile pezzo di bravura, è il tunnel. Quei difensori truculenti e massicci che gli si piazzano davanti a gambe larghe, per intimorirlo, vengono umiliati dal pallone che lo svelto argentino fa loro filtrare fra i due piedi, per poi raccoglierlo alle loro spalle.
*Non gli basta il gol qualsiasi, lo vuole sempre memorabile. Piomba davanti al portiere e finge di allungarsi troppo il pallone, sino a farlo arrivare davanti alla mano protesa; poi, fulmineo, con la suola della scarpa lo richiama a sé e lo fa entrare, lentissimo, in porta. I suoi gol sono sberleffi irriverenti, che mandano in sollucchero gli ammiratori e imbestialiscono gli avversari.
*Sivori è stato [...] il re dell'eccesso, il fuoriclasse sempre sopra le righe. Come goleador, pochi hanno avuto la sua fantasia, al limite del perverso, la sua freddezza e la sua precisione. Quando il gol è arte, una frase fatta e banale che con Sivori diventò concreta realtà.
{{Int|''Quel "Beatle" di nome Gigi''|''Guerin Sportivo'' n. 48 (1073), 29 novembre – 5 dicembre 1995, pp. 22-23.|h=4}}
{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}}
*Meroni fa parte della generazione che diventa adulta fra il 1962 e il 1967, fra la morte di Marilyn Monroe e quella di Che Guevara, la colonna sonora della sua breve vita sono le canzoni dei Beatles. Un ragazzo del genere, così refrattario agli stereotipi, non fu facilmente accettato dal mondo del calcio, perbenista e un po' ipocrita.
*Un fisichetto magro, con le spalle strette, il torace incavato, lo chiamavano Calimero. Ma un dribbling divino, istintivo, musicale. E la capacità di incassare botte terrificanti rialzandosi sempre.
*[...] Gigino Meroni diventò subito l'idolo della tifoseria granata. E qui bisognerebbe parlare di destino. Il [[Torino Football Club|Torino]], come nessun altro club nel nostro calcio, ha conosciuto la grandezza e la sventura. Quel ragazzo pallido e senza muscoli, nerissimo di occhi e di capelli, sembrava arrivato a riportare la gloria passata, ma fu anch'egli rapito giovane in cielo.
*Viveva in una soffitta, dipingendo quadri, con una ragazza che non era sua moglie, portava i capelli lunghi e abiti da lui stesso disegnati, edoardiani o in stile liberty, girava su una vecchia Balilla. Si era mai visto un calciatore così?
*[...] un campione e soprattutto un ragazzo che aveva inseguito e raggiunto la libertà, leggero come una farfalla e come una farfalla destinato a chiudere presto le ali.
{{Int|''Campionato all'italiana''|''Guerin Sportivo'' n. 35 (1210), 26 agosto – 1º settembre 1998, pp. 20-24.|h=4}}
*Ci sono [[Campionato mondiale di calcio|Mondiali]] destinati a contrassegnare profondamente nel bene o nel male, l'evoluzione del calcio. Fu così per [[Campionato mondiale di calcio 1966|Inghilterra 66]], che lanciò la moda del gioco atletico, provocando particolarmente in Italia, sempre sensibile all'imitazione, guasti gravissimi. Il predominio di inglesi e tedeschi sulla scuola sudamericana indusse [...] a credere che il talento avesse lasciato definitivamente il posto alla prestanza fisica. Così, a partire dal livello giovanile, fu rigorosamente bandito il dribbling e le scelte furono determinate più dai chili e dai centimetri che dalle qualità tecniche. Ci vollero anni per ritornare sulla retta via: nel frattempo il nostro calcio fu invaso da marcantoni senza genio capaci soltanto di correre, saltare e randellare [...]. Ancora più importante, perché universale, fu la rivoluzione discesa da [[Campionato mondiale di calcio 1974|Germania 74]], quando, pur sconfitta in finale, l'Olanda impose all'ammirazione del mondo il suo [[calcio totale]], affrancato dalla schiavitù dei ruoli, esaltato dal coinvolgimento di tutti i giocatori, portiere compreso, nelle varie zone del campo. Le rigorose specializzazioni furono spazzate via e anche l'Italia, sino ad allora ferma a un'interpretazione puramente difensiva (che aveva dato i suoi risultati, siamo onesti, ma che ormai mostrava la corda) fu indotta a cambiare registro e ad aprirsi a un gioco di maggior iniziativa.
*Va [...] detto che l'infatuazione per il modulo olandese produsse qualche fatale equivoco, primo fra tutti quello di considerare lo schema astratto più importante delle qualità dei suoi interpreti. In realtà l'Olanda ideata da Rinus Michels fu grande con Cruijff, Neeskens, Haan, Krol e tutta quella generazione di fenomeni, e rientrò nei ranghi quando gli eredi non si dimostrarono alla stessa altezza. Ma è un fatto che il calcio totale olandese degli Anni Settanta rappresentò uno spartiacque nella lunga storia del calcio, forse l'ultima grande rivoluzione tattica.
*Secondo alcuni commentatori, l'esito della [[Finale del campionato mondiale di calcio 1998|finale tra Francia e Brasile]] ha sancito il primato del calcio collettivo e organizzato su quello dei solisti. Tesi discutibile. Prima di tutto perché il più grande, e decisivo, dei solisti brasiliani, Ronaldo, è stato mandato in campo con una decisione sballatissima dal punto di vista tecnico e criminale da quello umano. Rigiocata con un Ronaldo al massimo, e un Brasile conseguentemente più sereno, quella finale potrebbe anche riservare un esito diverso. E poi perché, a ben guardare, per vincere anche la Francia ha avuto bisogno, eccome, dello stato di grazia del suo solista principe, quello Zidane che ha seguito alla lettera i consigli di Platini. Aveva detto Michel: «''Per essere davvero il mio erede, Zizou deve cominciare a segnare gol decisivi''». Detto fatto. Il tremendo uno-due del fuoriclasse berbero ha regalato ai bleus il primo titolo mondiale della loro storia.
*Due [[Campionato mondiale di calcio 1998|campioni mondiali]] allineerà la Juve, Zidane e Deschamps, due il Parma, Thuram e Boghossian, uno l'Inter, Djorkaeff. La Francia mondiale è molto italiana, anche nella mentalità, e lo hanno con molta onestà riconosciuto gli interessati. Il calciatore francese, anche il più dotato, reca in sé una vocazione insopprimibile alla dispersione, insegue il talento fine a se stesso e dimentica sovente il risultato. Il calcio italiano ferocemente concentrato sull'obiettivo, lo libera dalle scorie del dilettantismo e lo completa professionalmente. È stato così per Platini, in passato, e si è ripetuto per Zidane. Chi ricorda Zizou agli Europei 96, una promessa eternamente mancata, un gioco senza nerbo che ne disperdeva il talento e la classe, ha stentato a riconoscerlo nel campione che ha preso per mano la Francia, ha imposto la sua leadership e ha condotto la squadra al trionfo finale. [...] abbiamo lavorato per gli altri e non può essere una consolazione.
{{Int|''La Grecia è classica''|''Guerin Sportivo'' n. 27 (1504), 6-12 luglio 2004, pp. 22-26.|h=4}}
*La Grecia è [[Campionato europeo di calcio 2004|campione d'Europa]] e io credo che non ci sia stata, sin qui, sorpresa maggiore nella storia del calcio e delle sue grandi competizioni internazionali. La Grecia, nelle sue peraltro rare partecipazioni, non aveva mai vinto una partita nella fase finale dei Mondiali e degli Europei. A inizio torneo, i bookmakers quotavano un suo successo a centro contro uno, più o meno come le chances concesse al ronzino del barrocciaio in un derby contro Varenne. [...] Piange il Portogallo, ma il verdetto non fa una grinza. Due volte Grecia e Portogallo si sono affrontate, a Porto e a Lisbona, nella prima e nell'ultima partita di questo stravagante Euro 2004. Due volte ha vinto la Grecia, punto e a capo. Se adesso vien fuori qualche bello spirito a sostenere: io l'avevo detto, non credetegli. Nessuno l'avrebbe detto o, nel caso, i vicini avrebbero chiamato il 113. La verità è che le favorite della logica e della tradizione si sono coscienziosamente suicidate con largo anticipo [...]
*[...] il Portogallo, giunto [...] all'[[Finale del campionato europeo di calcio 2004|atto conclusivo]] dopo percorso tortuoso, fra cadute e risurrezioni, è stato strangolato dalla tensione al momento di raccogliere i frutti. Nella finale, oggettivamente di livello medio-basso, non è mai entrato in partita. Filippone Scolari mi sta simpatico assai, ma l'ostinazione nel puntare sull'impresentabile Pauleta e il ritardo nel mandare in campo Rui Costa peseranno a lungo sulla sua coscienza. I greci, fedeli a un copione tanto semplice quanto redditizio, hanno atteso che la pera cascasse dall'albero, cosa puntualmente avvenuta dopo undici minuti dall'inizio del secondo tempo. Angelos Charisteas [...], già giustiziere della Francia, ha sfoderato il suo micidiale colpo di testa nel cuore di una difesa lusitana entrata in confusione. Dopo di che hanno retto con disinvoltura l'assedio, che ricreava le condizioni tattiche da loro predilette.
*Dal punto di vista tattico, è stato gloriosamente compiuto un salto indietro di una trentina d'anni almeno. [...] Non sono fra quelli che si scandalizzano per il ritorno del libero, o per le marcature a uomo, anche in mezzo al campo. [...] se risultano funzionali allo scopo (che dagli albori del calcio è sempre e soltanto quello di vincere) bravo chi, con successo, li ha tirati fuori dal cassetto dei ricordi. In alcun altro modo la Grecia avrebbe potuto scrivere il suo nome nell'albo d'oro di una manifestazione che alla vigilia la contemplava come un'estrema outsider. Non a caso il suo tecnico è tedesco, appartiene cioè a una scuola che è sempre stata fedele alle proprie radici e ha resistito orgogliosamente alle mode [...]. Otto Rehhagel, in questo, è talmente tedesco che persino al Bayern non hanno sopportato il suo calcio troppo realistico e negato a ogni svolazzo o compiacimento estetico. In Grecia ha lavorato su un terreno vergine e ha realizzato un capolavoro. Dellas, troppo lento per essere un centrale di altissimo livello [...], come libero staccato è formidabile e può persino assurgere a decisivo goleador. Il terzino Seitaridis [...] come marcatore "ad personam" ha azzerato in successione il mostro sacro Henry e l'emergente Baros, seguendoli in ogni zona del campo [...]. In finale [...] ha affrontato, a turno, Figo e Cristiano Ronaldo, sgranocchiandoli come fragranti grissini.
*Non so se Arrigo Sacchi abbia seguito questi Europei. In caso affermativo, deve esserne rimasto inorridito. La sua rivoluzione culturale non abitava certo sulle rive del Tago, o del Douro. [...] Mi spiace per i modernisti a oltranza, ma il calcio – se debbo giudicare da questo torneo, peraltro non privo di qualche partita affascinante – tende sempre più a voltarsi indietro e a ricuperare figure tattiche del passato che si sarebbe voluto bruciare sul rogo, disperdendone le ceneri al vento.
*La Repubblica Ceca avrebbe meritato il titolo, sul complesso delle prestazioni, ma ha troppo sbagliato contro la Grecia per non attirarsi il castigo: gli dei del calcio tutto perdonano meno che gli sprechi. E anche il nostro Collina, di solito esemplare, ne è stato uno strumento.
===Editoriali===
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla [[Coppa Italia 1982-1983]]}} La Coppitalia, ribellandosi al ghetto dove ci si ostina a confinarla, auscipe anche una formula scopertamente commerciale, ha proposto una fase conclusiva densa di fremiti. Ne è stato protagonista il Verona, che ha eliminato prima Milan e poi Torino grazie a esaltanti rimonte in campo esterno. Quando ormai si approssimava ad assaporare l'inedito trionfo, ha dovuto inchinarsi alla rabbia di rivincita della Juventus, ferocemente protesa all'ultimo traguardo – sia pure di consolazione, rispetto a quelli mancati – che la stagione le proponeva. I centoventi minuti di Torino sono stati la totale distruzione di un vecchio luogo comune, che voleva il calciatore italiano negato agli sforzi prolungati, vuoto di energie fisiche e nervose quando gli impegni tendono ad assommarsi. Centoventi minuti da incorniciare, un Verona bello e coraggioso, una Juventus spaventosamente concentrata, un Platini inimitabile mattatore.<ref>Da ''Gli ultimi fuochi'', ''Guerin Sportivo'' n. 26 (444), 29 giugno – 5 luglio 1983, p. 3.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1983-1984]]}} Curioso, no? Appena tre anni fa, il nostro torneo era agli ultimi gradini della considerazione europea, le statistiche lo vedevano in ballottaggio con quello turco per il poco commendevole primato del minor numero di gol segnati e di conseguenza, secondo un semplicistico teorema che io non condivido, del più basso livello spettacolare. Poi, guarda il caso, si riaprono le frontiere, si ritrova una graduale competitività nelle coppe europee, aumenta il numero dei gol, si riempiono gli stadi che il [[Scandalo italiano del calcioscommesse del 1980|calcio-nero]] aveva progressivamente svuotato e, di colpo, tutti, in prima fila coloro che contro gli stranieri si sono sempre fieramente battuti, scoprono che il nostro campionato è diventato il più bello del mondo. Oddio, con tanta crisi intorno, soltanto due generi non conoscono recessione di sorta: il gusto dell'iperbole e la mancanza di coerenza. [...] Non so, dunque, se sarà davvero il campionato più bello del mondo. Ma certo sarà il più ricco di stelle, a occhio e croce soltanto Maradona e Rummenigge, fra i più forti calciatori d'oggi, mancheranno all'appello.<ref name=Zico">Da ''Viviamolo insieme'', ''Guerin Sportivo'' n. 32 (450), 10-17 agosto 1983, p. 3.</ref>
*{{NDR|Sull'acquisto di Zico da parte dell'[[Udinese Calcio 1983-1984|Udinese]]}} Da quando ha ingaggiato il fuoriclasse brasiliano, la società friulana ha incamerato più di sei miliardi in abbonamenti e sta incassando mezzo miliardo per ogni amichevole. Si è in pratica ripagata lo sfizio ancor prima di cominciare la stagione. Quando si elevarono gli alti lai sindacali contro gli sprechi inverecondi di chi ignorava gli stenti degli operai in cassa integrazione, ammonimmo a distinguere fra spese pubbliche e investimenti privati. In mancanza di questa elementare separazione di argomenti non omologhi, si corre il rischio di battere a vuoto la grancassa della demagogia. Il caso dell'Udinese è lampante. Zico è stato un affare e lo sarà sempre più. E tralascio l'aspetto tecnico [...]. Perché adesso non si fanno i conti sull'incremento di introiti che interessano le categorie turistiche di Udine, dico alberghi ristoranti, negozi, eccetera?<ref name=Zico"/>
*{{NDR|Su [[Artemio Franchi]]}} [...] dello sport italiano è stato capo storico e nume tutelare, avendo sempre goduto fuori dei confini di un prestigio personale assai superiore al movimento da lui rappresentato. [...] negli anni bui del declino, l'Italia era comunque una delle prime potenze calcistiche, grazie a questo straordinario dirigente che cavalcava con disinvolta souplesse la tigre dei complicati rapporti di potere, ormai ramificatisi nella gestione della cosa sportiva.<ref>Da ''Il fuoriclasse'', ''Guerin Sportivo'' n. 33 (451), 18-23 agosto 1983, p. 3.</ref>
*È più bella una vittoria conquistata attraverso la luccicante dimostrazione di superiorità tecnica [...] o piuttosto maturata nel sofferto superamento dei propri limiti, cioè ottenuta su se stessi prima ancora che sull'avversario? Il dubbio mi pare legittimo al momento di celebrare il Banco Roma [...] campione d'Europa di pallacanestro. La [[Finale della FIBA European Champions Cup 1983-1984|finalissima]] col Barcellona [...] è stata un lungo calvario, una lotta inesausta contro le proprie occasionali o croniche manchevolezze: i tiratori che non trovavano il canestro, [...] Wright che inseguiva stoicamente l'efficienza minata dai guai fisici, il disavanzo di centimetri sotti i tabelloni [...]. Tutto congiurava nell'inchiodare il Banco a una sconfitta logica e ineluttabile [...]. Eppure [...] io [...] non riuscivo a perdere la speranza, perché intuivo nella squadra romana [...] un'intatta forza morale, una convinzione che non veniva incrinata neppure nei momenti più sfavorevoli, una serena attesa dell'ora X, quando la ruota sarebbe girata e gli spagnoli precocemente euforici si sarebbero trovati di fronte a un avversario miracolato. [...] Kea sbriciolava progressivamente con la sua grinta i colossi che presidiavano il canestro del Barcellona, li caricava di falli e li obbligava alla resa, aprendo una prima falla nella sicurezza catalana. L'altra, la più vistosa, era opera di Wright che vnceva il dolore e faceva lampeggiare il suo superiore genio tattico, in perfetta sintonia con Bianchini che dalla panchina alternava mosse logiche e altre di rischio calcolato, correndo da perfetto acrobata sul filo di una partita disperata.<ref>Da ''Gli dei di Roma'', ''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 aprile 1984, p. 3.</ref>
{{Int|''Roma stregata''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (492), 6-12 giugno 1984, p. 3.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1983-1984]]}}
*Ad [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|Atene]] fu la tempratissima Juventus a squagliarsi davanti all'Amburgo; aveva già archiviato mentalmente la vittoria, quel gol di Magath fu un affronto che la lasciò attonita e incapace di una reazione adeguata.
*All'Olimpico, sul prato di casa, [...] la Roma ha subito un sollecito oltraggio: alla botta di Neal [...] ha saputo però replicare con una splendida prodezza combinata di Conti e Pruzzo. Ma lì l'incontro si è congelato. Gli inglesi, a parer mio, erano cotti [...] e mascheravano una condizione atletica calante con grande spavalderia di palleggi e meline, un gioco pieno di sussiego quasi a dire: non stuzzicatemi, se no vi travolgo. La Roma mancava dell'uomo che sapesse sospingerla all'iniziativa con il suo carisma e il suo superiore senso tattico. Falcao era in vacanca [...] nel momento più importante della stagione. Non è un'accusa ma una doverosa constatazione.
*Quando la partita approdava alla roulette russa dei calci di rigore, esattamente là dove il Liverpool l'aveva condotta ([...] non avendo la forza di metter sotto l'avversario, gli inglesi avevano scelto questo malizioso «bluff» e la Roma non se l'era sentita di andare a scoprirlo), soltanto un miracolo poteva salvare i giallorossi. Dei loro rigoristi abituali, ben tre erano fuori causa. [...] Restava Di Bartolomei, restava il prode Righetti, e poi? Falcao declinava l'incarico, né Liedholm poteva assumersi la tremenda responsabilità (è facile parlare a cose fatte) di mandare sulla piazzuola di tiro un giocatore mentalmente già predisposto all'errore. Ha preferito affidarsi al cuore di Ciccio Graziani e al sinistro tante volte fatato di Bruno Conti. L'uno e l'altro hanno ciccato e il Liverpool si è cinto del suo quarto titolo europeo.
*Quella stessa critica che con una buona dose di incoscienza, unita alla cronica disinformazione per quanto accade fuori dei confini, aveva eletto la Roma a favorita indiscutibile del confronto, si è poi segnalata in una feroce stroncatura della prova dei giallorossi, a mio avviso ammirevoli [...] per essersi battuti alla pari contro rivali incomparabilmente più attrezzati al clima particolare di questi appuntamenti. [...] C'era poi chi scopriva, il 30 maggio 1984, che il Liverpool non pratica il tradizionale gioco all'inglese. Ma, amici miei, è proprio per questo che in patria, da anni, vince tutto o quasi. Perché alla scontata furia britannica oppone una strategia raffinata, soluzioni tattiche d'avanguardia, capacità di cambiar volto a seconda dell'avversario. Liedholm lo aveva ben radiografato e, sapendo di non poterlo spezzare, lo aveva intanto bloccato. Il destro di giocarlo [...] doveva offrirglielo o il genio di una superiore individualità o la fortuna. Invece, Falcao lo ha «tradito» e la sorte gli si è addirittura voltata contro. Così [...] Roma paga il suo amaro tributo a una Coppa stregata.
{{Int|''L'ora del riflusso''|''Guerin Sportivo'' n. 4 (524), 23-29 gennaio 1985, p. 3.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Supercoppa UEFA 1984]]}}
*Un inedito trofeo viene ad arricchire la sontuosa bacheca del calcio italiano. Manco a dirlo, è la Juventus a catturarlo, dopo una straordinaria prova di efficienza che si esprime dapprima nella sconfitta delle difficoltà ambientali (proprio quando tutt'Italia è paralizzata dalla neve, carovane di tifo bianconero solcano trionfalmente la penisola e celebrano a Torino la gran festa di Madama), e poi nella pacata, disarmante lezione di calcio inflitta a un Liverpool nient'affatto remissivo, come parte della critica – sbagliando – l'ha definito.
*[...] questa [[Supercoppa UEFA|Supercoppa]], in sé, non è motivo di gran vanto. La sua vita travagliata lo dimostra: la si disputa per amore di incasso, talvolta sostituendo la squadra avente diritto, reperendo faticosamente le date in un calendario già saturo di impegni. La sua stessa legittimazione è dubbia: perché mai è riservata alle vincitrici della Coppacampioni e della Coppacoppe, tagliando fuori la Coppa UEFA che è tecnicamente almeno altrettanto valida? È diventata importante, questa edizione, per il rango delle due squadre chiamate a contendersela, sicuramente, al momento attuale, le due più prestigiose rappresentanti del calcio europeo di club. E la Juventus ha vinto limpidamente, smascherando i limiti del Liverpool, che è formidabile macchina da calcio, ma ammalata di monotonia, quindi prevedibile e smontabile con lampeggianti improvvisazioni.
*Gli automatismi dei «reds» sono stato travolti del geniaccio di [[Zbigniew Boniek|Zibì Boniek]], un polacco arrabbiato e incompreso, ma grandissimo. Boniek ha scaricato nella partita tutti i suoi livori. I vertici juventini non lo amano [...]. Boniek si sente tollerato, nonché oppresso dall'ombra scomoda di Platini, che è il più forte e il più coccolato. Si rifà, il polacco, nelle grandi occasioni, com'era questa recita seguita dalle televisioni di mezzo mondo.
===''Lettere al direttore – rubrica''===
{{cronologico}}
*La Nazionale italiana ha vinto il [[Campionato mondiale di calcio 1982|campionato del mondo]] perché, nell'arco dell'intera competizione, ha mostrato una compattezza morale che non ha trovato riscontro in alcun'altra formazione. E perché, contrariamente ad altre che hanno cominciato fortissimo e sono finite in calando [...], è entrata in piena condizione nel momento giusto. [...] abilità di Bearzot [...] e fortuna hanno voluto che il momento magico dell'Italia coincidesse con gli impegni decisivi. In tutto l'82 l'Italia ha vinto soltanto quattro partite: sono state quelle con Argentina, Brasile, Polonia e Germania... Dopodiché, diamo a Paolo Rossi quello che è di Paolo Rossi: soltanto quando i suoi gol hanno preso a fioccare a ritmo frenetico, la squadra è decollata. [...] i più determinanti giocatori del vittorioso Mundial sono stati Conti e Tardelli. Ma senza i gol di Rossi, il titolo sarebbe andato al Brasile. (''Nove domande'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 2 (420), 12-18 gennaio 1983, p. 4.</ref>
*Io credo che uno dei segreti dei successi [[Juventus Football Club|juventini]], sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere. (''Viola delusa'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 31 (449), 3-9 agosto 1983, p. 4.</ref>
*Ci sono sport la cui popolarità e il cui gradimento presso il pubblico si misurano con dati di fatto incontrovertibili: il numero degli spettatori paganti, l'entità dell'incasso. [...] Il [[ciclismo]] fa eccezione. Le sue manifestazioni più importanti e più amate si svolgono su strade aperte, in linea con l'anima popolare di questa disciplina antica. Strade normalmente affollate, e non credo soltanto per la gratuità dello spettacolo. C'è chi si sobbarca a impervi trasferimenti e a una notte all'{{Sic|adiaccio}} per assistere alle fasi decisive, in montagna, del Giro d'Italia: penso che non sarebbe frenato da un eventuale prezzo d'ingresso. [...] Il ciclismo avrà sempre un «suo» pubblico, affezionato e ostinatamente fedele. (''Il ciclismo'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 36 (454), 7-13 settembre 1983, p. 4.</ref>
*{{NDR|Sullo [[sport nella Repubblica Democratica Tedesca]]}} [...] la Germania Est è stata la prima nazione ad affrontare i problemi dello sport su basi scientifiche, ponendosi chiaramente all'avanguardia per sistemi di allenamento, di alimentazione, di selezione. D'altra parte il suo «miracolo sportivo» si esprime nelle discipline in cui è possibile «costruire» il campione. Mentre in certi giochi di squadra (il calcio, per esempio) malgrado sforzi massicci e continuati, non è ancora riuscita a sfondare al massimo livello, a parte saltuari exploits. (''RAI e atletica'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 36 (454), 7-13 settembre 1983, pp. 4-5.</ref>
*[...] la Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa. (''Anti-juventini'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 marzo 1984, p. 5.</ref>
*Ormai siamo al punto che la sconfitta della squadra «odiata» arreca esultanza assai maggiore che la vittoria di quella del cuore: e sollecita a cortei, a pubbliche dimostrazioni, a improvvisi proselitismi per gli stranieri di turno che hanno avuto il gran merito di battere una formazione italiana. Si passa dal «Danke schön, Magath» al «Thank you, Liverpool» e io ho l'impressione che, fuori dei confini, ridano assai di queste italiche stranezze, perché non mi risulta che a Manchester, per dire, i fans del City abbiano sfilato con cartelli di «Grazie, Juve» dopo che i bianconeri avevano eliminato l'United; o che a Lisbona i tifosi del Benfica abbiano ugualmente inneggiato a Vignola e Boniek per la sconfitta del Porto in Coppa delle Coppe. Ma ormai così va il mondo del calcio, qui da noi. Trasmissioni televisive ipocrite, col proclamato intento di pacificare gli animi, in realtà distillano il germe perverso della discordia, accentuando le divisioni, alimentando i rancori. Chi si presta al gioco, cosciente o no, contribuisce a questa anomala situazione, per cui in Italia ogni incontro internazionale di club vede ormai massicce correnti di tifo convogliarsi in partenza sulla squadra straniera. [...] è troppo pretendere un ritorno all'equilibrio da parte dei rispettivi sostenitori? (''Il contro-tifo'')<ref>''Guerin Sportivo'' n. 26 (495), 27 giugno – 3 luglio 1984, pp. 4-5.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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XX Giochi olimpici invernali
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[[File:Braciere Olimpico.jpg|thumb|Il braciere dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, febbraio 2006]]
Citazioni sui '''XX Giochi olimpici invernali''', svoltisi a Torino nel 2006.
==Citazioni==
*A Torino fu [...] facile ottenerle, specie dopo che Atene aveva bruciato Roma per le Olimpiadi del 2004. Si trattò di un debito saldato [...]. Torino però rimane un punto di partenza di cui fregiarsi dinanzi al Cio, al quale abbiamo dimostrato che è possibile organizzare Giochi invernali in aree metropolitane. Vancouver ci è subito venuta dietro. ([[Livio Berruti]])
===[[Sergio Chiamparino]]===
*Devo riconoscere che [[Gianni Letta|Letta]] e [[Mario Pescante|Pescante]] si sono sempre battuti con vigore per le Olimpiadi di Torino. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] non mi pare essersi impegnato particolarmente. [[Giulio Tremonti|Tremonti]], poi, mi pare ancor meno.
*È cambiato lo spirito con cui [[Torino]] si è misurata con se stessa, questi giochi ci hanno dato una grande iniezione di fiducia e nello stesso tempo hanno mostrato al mondo come si debba vivere un evento come questo.
*Ecco le priorità, i traguardi da raggiungere col 2006: primo, farci conoscere. Inutile ripetere cose note, e cioè che se non si associa il nome di Torino alla Fiat o alla Juventus, pochi nel mondo sanno chi siamo, dove siamo. Secondo: lasciare segni strutturali, nella sanità, nei trasporti, nei palazzi espositivi. Terzo: abbellire la città, riscoprirla e ridisegnarla anche per un nuovo sviluppo economico. Quarto: come s'è già detto, instaurare un rapporto più solido con l'intera regione, esserne davvero la capitale. Quinto: creare uno spirito, una voglia nei cittadini di partecipare e vincere questa sfida.
*Gli impianti olimpici non finiranno come quelli di Italia '61. Per ognuna di esse abbiamo già stabilito una destinazione post-olimpica. Ora si tratta soltanto di discutere sull'uso migliore di alcune di esse, ma in generale esiste un forte intreccio tra l'eredità olimpica e le scelte strategiche che stiamo compiendo per lo sviluppo del territorio.
*Se le Olimpiadi riusciranno bene, come credo che riusciranno, sarà un risultato positivo di tutta la città, e di tutto il Paese, non di una parte politica. E se invece qualcosa non funzionasse a dovere (ma non voglio neanche pensarci), sfigurerebbe l'Italia intera: lei si immagina uno svizzero che dice "hanno fallito le amministrazioni di centrosinistra", oppure "ha fallito il governo di centrodestra"? Macché: all'estero penserebbero semplicemente che ha fallito l'Italia.
==Voci correlate==
*[[Torino]]
==Altri progetti==
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Marcatura a uomo
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Danyele
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[[File:Maradona gentile.jpg|thumb|upright=1.2|Da sinistra: il difensore italiano [[Claudio Gentile]] in marcatura a uomo sul fantasista argentino [[Diego Armando Maradona]] durante il [[campionato mondiale di calcio 1982]]]]
Citazioni sulla '''marcatura a uomo'''.
*{{NDR|Nel 2020}} Io capisco che la marcatura a uomo sia oramai lontana dalla direzione che ha preso il calcio attuale, ma ci sono situazioni particolari come quando sei in area di rigore o in porzioni di campo potenzialmente critiche in cui il pericolo non è più la palla, bensì l'uomo. In quei frangenti devi necessariamente stare più vicino all'uomo della tua zona di competenza, devi marcarlo più stretto, è lui il pericolo numero uno in quel momento. Troppo spesso oggigiorno vedo invece l'attaccante staccato 10 metri rispetto al difensore e questo gli dà la possibilità di ricevere palla e puntarlo. E il difensore che fa a quel punto? Scappa all'indietro, non lo affronta più come una volta. [...] Ma facendo così si fa peggio a mio parere, perché in questo modo quando l'attaccante arriva a 18-20 metri dalla porta se tu non sei lì addosso a lui ma gli sei distante qualche metro, ha tutto il tempo di pensare, guardare, prendere la mira e tirare bene a rete. Se invece lo marchi da vicino può anche calciare si, ma magari ti tira addosso, o comunque hai la possibilità di rimpallare la conclusione e contrastarlo col piede. Inoltre se sei più vicino al tuo rivale, forse anche il suo compagno di squadra non gli passa la palla perché lo vede marcato, e si perde un tempo di gioco che per la squadra che difende potrebbe essere essenziale. ([[Pietro Vierchowod]])
*{{NDR|Nel 2012}} La marcatura a uomo rendeva il calcio più sentimentale. Ora che non c'è più non abbiamo più un difensore degno di nota o quasi. ([[Pasquale Bruno]])
*Per me, nel calcio non c'è marcatura a uomo: questo non è il basket. ([[José Mourinho]])
*Se marchi a uomo, mandi in campo undici asini. ([[Ernst Happel]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Marcatura a uomo|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|etichetta=marcatura a uomo}}
{{Calcio}}
[[Categoria:Tattiche del calcio]]
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Lorenzo Minotti
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Danyele
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'''Lorenzo Minotti''' (1967 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Lorenzo Minotti==
*Nella finale di USA '94 non sono rimasto in spogliatoio perché non avevo giocato, così ero già pronto e ho preferito andare in quello del Brasile dove c'era il mio amico [[Cláudio Taffarel|Taffarel]]. [...] prese un taxi e scordò all'interno della macchina il portafogli e la medaglia d'oro. Per fortuna, però, il tassista si dimostrò una persona corretta e trovo il modo di contattarlo per riconsegnargli tutto.<ref>Da un intervento a Sky Sport 24; citato in ''[https://www.itasportpress.it/calcio/minotti-retroscena-su-taffarel-si-scordo-portafogli-e-medaglia-doro-di-usa-94-sul-taxi/ Minotti, retroscena su Taffarel: "Si scordò portafogli e medaglia d'oro di USA ’94 sul taxi"]'', ''itasportpress.it'', 29 luglio 2017.</ref>
*{{NDR|Nel 1994, «non ci dica, Minotti, che la politica non la riguarda»}} Sono superficiali quei miei colleghi che dicono di non interessarsi. Abbiamo il dovere e il diritto di interessarci a tutto perchè viviamo anche noi calciatori in questo mondo. Sì, ho le mie idee ma non le esprimo perchè non è giusto condizionare la gente, crearsi antipatie o simpatie. Berlusconi? Non è il mio ideale.<ref>Dall'intervista di Emilio Marrese, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/02/14/minotti-il-bravo-ragazzo.html Minotti, il bravo ragazzo]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 1994.</ref>
{{Int|''Lorenzo il Magnifico''|Intervista di [[Matteo Marani]], ''Guerin Sportivo'' n. 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 24-27.}}
*[...] il ruolo del [[Libero (calcio)|libero]] non scomparirà mai dal calcio. Con la zona si chiama difensore centrale, ma ci sarà sempre un uomo che guiderà la difesa, che avrà più responsabilità degli altri.
*La mia è una scelta di vita: ho capito quanto fosse importante per la mia famiglia continuare a vivere nella serenità di Parma. [...] È vero, ogni giocatore in cuor suo spera di arrivare un giorno in una squadra prestigiosa, ma crescendo ci si rende conto che nella vita è giusto guardare anche ad altre cose, come per esempio la tranquillità. Giunto a questo punto, io la mia decisione l'ho presa.
*Quando arrivai a Parma non immaginavo di arrivare dove sono adesso. Eravamo una discreta formazione di B, composta da elementi perlopiù sconosciuti. Ma proprio per questo è ancora più importante quello che è riuscito a fare questo gruppo.
*Penso che i calciatori, nonostante una fama negativa che si portano dietro, siano persone sensibili e disposte ad aiutare gli altri. [...] Noi calciatori siamo dei privilegiati e dei modelli per i giovani: abbiamo dunque il dovere morale di dare il nostro contributo alla società in cui viviamo.
==Citazioni su Lorenzo Minotti==
*Ha il viso del ragazzo perbene. Del «brav burdel», come si usa dire dalle sue parti. Le consonanti calcate e le vocali che si aprono dolcemente tradiscono subito i sapori di una Romagna felliniana, lavoratrice, instancabile e ottimista perenne. Lorenzo Minotti se le porta nel cuore queste origini e con esse la semplicità, il buonumore e la schiettezza della gente romagnola. ([[Matteo Marani]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Minotti, Lorenzo}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Sport a Roma
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Danyele
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[[File:2011 06 22 orl-cia 241 (5869659536).jpg|thumb|Vista aerea del [[Foro Italico]], principale complesso sportivo della città di Roma (2011).]]
Citazioni sullo '''sport a Roma'''.
*A Roma si vince ogni 20 anni e quindi succede che si festeggia di più. ([[Pavel Nedvěd]])
*Si può amare o non amare Roma, ma la si deve rispettare: per quello che è stata nella storia del mondo e per quello che di fondamentale rappresenta nella storia d'Italia. Si può amare o non amare la Roma sportiva, ma la si deve ammirare: per quello che – a volte contro se stessa – è comunque riuscita a conquistare, sfidando potentati economici dall'appeal evidentemente più forte dei presunti potentati politici. ([[Marino Bartoletti]])
==Voci correlate==
*[[Accademia di scherma al Foro Italico]]
*[[Complesso natatorio del Foro Italico]]
*[[Derby di Roma]]
*[[Foro Italico]]
*[[Giochi della XVII Olimpiade]]
*[[Roma]]
==Altri progetti==
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{{S}}
[[Categoria:Roma| ]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
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Là dove scende il fiume
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{{Film
|titolo italiano = Là dove scende il fiume
|titolo alfabetico = La dove scende il fiume
|genere = western
|regista = [[Anthony Mann]]
|soggetto = [[Bill Gulick]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = [[Borden Chase]]
|attori =
*[[James Stewart]]: Glyn McLyntock
*[[Arthur Kennedy]]: Emerson Cole
*[[Julie Adams]]: Laura Baile
*[[Rock Hudson]]: Trey Wilson
*[[Lori Nelson]]: Marjie Baile
*[[Jay C. Flippen]]: Jeremy Baile
*[[Howard Petrie]]: Tom Hendricks
*[[Chubby Johnson]]: capitano Mello
*[[Stepin Fetchit]]: Adam
*[[Harry Morgan (attore)|Harry Morgan]]: Shorty
*[[Jack Lambert (attore 1920)|Jack Lambert]]: Red
*[[Royal Dano]]: Long Tom
*[[Frances Bavier]]: signora Prentiss
*[[Frank Ferguson]]: Tom Grundy
|doppiatori italiani =
Doppiaggio originale:
*[[Gualtiero De Angelis]]: Glyn McLyntock
*[[Augusto Marcacci]]: Emerson Cole
*[[Lydia Simoneschi]]: Laura Baile
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Trey Wilson
*[[Miranda Bonansea]]: Marjie Baile
*[[Lauro Gazzolo]]: Jeremy Baile
*[[Mario Besesti]]: Tom Hendricks
*[[Amilcare Pettinelli]]: capitano Mello
*[[Stefano Sibaldi]]: Shorty
*[[Nino Pavese]]: Red
*[[Franca Dominici]]: signora Prentiss
*[[Manlio Busoni]]: Tom Grundy
Ridoppiaggio DVD:
*[[Luca Biagini]]: Glyn McLyntock
*[[Massimo Lodolo]]: Emerson Cole
*[[Alba Cardilli]]: Laura Baile
*[[Teo Bellia]]: Trey Wilson
*[[Gianni Bonagura]]: capitano Mello
|note =
*Citazioni tratte dal doppiaggio originale
}}
'''''Là dove scende il fiume''''', film statunitense del 1952 con [[James Stewart]], regia di [[Anthony Mann]].
==Dialoghi==
*'''Jeremy''': Ho sentito da Grundy che Cole era un predone del Kansas.<br>'''Glyn''': Beh, molti hanno fatto i predoni da quelle parti, ma alcuni hanno cambiato vita.<br>'''Jeremy''': Ma la gente non cambia vita. Quando una mela è marcia, la miglior cosa è gettarla via, sennò fa marcire tutto il mucchio.<br>'''Glyn''': C'è differenza tra le mele e gli uomini.
==Citazioni su ''Là dove scende il fiume''==
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[il Morandini]]'')
*Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da [[Anthony Mann|Mann]] e interpretata da [[James Stewart|Stewart]] (gli altri titoli sono ''[[Winchester '73]]'', ''[[Terra lontana]]'', ''[[L'uomo di Laramie]]'', ''[[Lo sperone nudo]]''). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era [[John Wayne]], nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', ''[[Il grande cielo]]'', ''[[Rio Bravo]]'', ''[[L'amante indiana]]''), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (''[[il Farinotti]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Là dove scende il fiume
|titolo alfabetico = La dove scende il fiume
|genere = western
|regista = [[Anthony Mann]]
|soggetto = [[Bill Gulick]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = [[Borden Chase]]
|attori =
*[[James Stewart]]: Glyn McLyntock
*[[Arthur Kennedy]]: Emerson Cole
*[[Julie Adams]]: Laura Baile
*[[Rock Hudson]]: Trey Wilson
*[[Lori Nelson]]: Marjie Baile
*[[Jay C. Flippen]]: Jeremy Baile
*[[Howard Petrie]]: Tom Hendricks
*[[Chubby Johnson]]: capitano Mello
*[[Stepin Fetchit]]: Adam
*[[Harry Morgan (attore)|Harry Morgan]]: Shorty
*[[Jack Lambert (attore 1920)|Jack Lambert]]: Red
*[[Royal Dano]]: Long Tom
*[[Frances Bavier]]: signora Prentiss
*[[Frank Ferguson]]: Tom Grundy
|doppiatori italiani =
Doppiaggio originale:
*[[Gualtiero De Angelis]]: Glyn McLyntock
*[[Augusto Marcacci]]: Emerson Cole
*[[Lydia Simoneschi]]: Laura Baile
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Trey Wilson
*[[Miranda Bonansea]]: Marjie Baile
*[[Lauro Gazzolo]]: Jeremy Baile
*[[Mario Besesti]]: Tom Hendricks
*[[Amilcare Pettinelli]]: capitano Mello
*[[Stefano Sibaldi]]: Shorty
*[[Nino Pavese]]: Red
*[[Franca Dominici]]: signora Prentiss
*[[Manlio Busoni]]: Tom Grundy
Ridoppiaggio DVD:
*[[Luca Biagini]]: Glyn McLyntock
*[[Massimo Lodolo]]: Emerson Cole
|note =
*Citazioni tratte dal doppiaggio originale
}}
'''''Là dove scende il fiume''''', film statunitense del 1952 con [[James Stewart]], regia di [[Anthony Mann]].
==Dialoghi==
*'''Jeremy''': Ho sentito da Grundy che Cole era un predone del Kansas.<br>'''Glyn''': Beh, molti hanno fatto i predoni da quelle parti, ma alcuni hanno cambiato vita.<br>'''Jeremy''': Ma la gente non cambia vita. Quando una mela è marcia, la miglior cosa è gettarla via, sennò fa marcire tutto il mucchio.<br>'''Glyn''': C'è differenza tra le mele e gli uomini.
==Citazioni su ''Là dove scende il fiume''==
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[il Morandini]]'')
*Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da [[Anthony Mann|Mann]] e interpretata da [[James Stewart|Stewart]] (gli altri titoli sono ''[[Winchester '73]]'', ''[[Terra lontana]]'', ''[[L'uomo di Laramie]]'', ''[[Lo sperone nudo]]''). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era [[John Wayne]], nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', ''[[Il grande cielo]]'', ''[[Rio Bravo]]'', ''[[L'amante indiana]]''), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (''[[il Farinotti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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Abdon Pamich
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Danyele
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[[File:Abdon Pamich 1960 Olympics.jpg|thumb|Abdon Pamich ai Giochi olimpici di Roma 1960]]
'''Abdon Pamich''' (1933 – vivente), ex marciatore italiano.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_marzo_29/abdon-pamich-intervista-ed4f63f0-ed4a-11ee-9b2a-e24dadf21a23.shtml Abdon Pamich: «Con le scarpe da marciatore ho fatto 3 volte il giro del mondo. Schwazer ha sbagliato e pagato, poi però lo hanno incastrato»]''|Intervista di Flavio Vanetti, ''corriere.it'', 29 marzo 2024.|h=2}}
*{{NDR|«Fiume è rimasta nel cuore»}} La nostalgia è sempre stata forte. Fra noi e un emigrante c'è una bella differenza: se un emigrante torna a casa, ritrova più o meno quello che aveva lasciato. Da noi, invece, era cambiata l'anima della città: altra lingua, altra gente. La [[Fiume (Croazia)|Fiume]] che ricordo è la Fiume della memoria.
*{{NDR|«Settembre 1947: Abdon Pamich fugge in calzoncini, maglietta e scarpe da ginnastica con Giovanni, suo fratello»}} L'aria era diventata irrespirabile. Partimmo alle 2 di notte, arrivammo in treno al confine, poi diventammo clandestini. Superammo la frontiera e raggiungemmo [[Trieste]] alle 10 del mattino.
*{{NDR|«Il dramma delle [[Massacri delle foibe|foibe]]...»}} Tentano di cancellarlo, ma è impossibile farlo. Anche se c’è molta gente in malafede, la tragedia rimane. Tanto quanto quella della [[Olocausto|Shoah]].
*{{NDR|«È descrivibile la sofferenza di un marciatore?»}} Ho fatto la Roma-Castelgandolfo e il [[Giochi della XVII Olimpiade|giro di Roma]] sui sanpietrini: perdevo otto unghie, salvavo quelle dei mignoli. E le vesciche erano tremende.
*{{NDR|«La marcia è una metafora della vita?»}} C'è un detto: si comincia a fare una gara e si è bambini; ma quando si arriva, si è vecchi. Ecco, una 100 chilometri descrive bene l'arco di un'esistenza.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pamich, Abdon}}
[[Categoria:Marciatori italiani]]
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[[Frascati]]{{,}}
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Discussioni utente:~2026-35655-21
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Spinoziano
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Avviso
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==Quel fantasma di mio marito==
Ciao, prima di cambiare i doppiatori controlla se effettivamente ci sono riscontri sul Mondo dei doppiatori o su ciakhollywood.com o altre fonti, perché su Wikipedia sono frequenti i vandalismi sul doppiaggio e allineare qui non è migliorativo se non controlli prima che le modifiche fatte lì siano corrette. Nel caso specifico ho risposto in [[w:Discussione:Quel fantasma di mio marito]]; per scrupolo ulteriore ho allegato un file audio del film a ChatGPT e l'IA mi ha risposto che al 75% è Gualtiero De Angelis. Grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:32, 8 lug 2026 (CEST)
==Secondo avviso==
{{yc}}
Te lo ripeto per la terza volta: non mettere doppiatori che non sono supportati da fonti; come puoi vedere sul [https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/ladovescendeilfiume.htm Mondo dei doppiatori] per il ridoppiaggio di ''Là dove scende il fiume'' sono indicati solo Biagini e Lodolo; le tue modifiche su [[Gli invincibili (film)]] poi erano palesemente errate. Inoltre hai inserito in altre voci frasi non significative che ti sono state annullate. Se vai avanti così, senza nemmeno degnarti di rispondere ai messaggi, la tua utenza verrà bloccata. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:06, 24 ago 2026 (CEST)
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Francescani
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Spinoziano
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Libero (calcio)
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Serie A 1974-75 - Roma v Juventus - Gaetano Scirea.jpg|thumb|Il libero italiano [[Gaetano Scirea]], tra i migliori interpreti del ruolo nella storia del calcio]] Citazioni sul '''libero''', tipo di difensore. *Battitore libero, centrale: un ruolo che, storicamente e tatticamente, ha scollinato due ere, l'italianismo e l'avanguardismo, al netto del Covercianese e delle sbronze da bar. ([[Roberto Beccantini]]) *Il ruolo del libero non scomparirà..."
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{{voce tematica}}
[[File:Serie A 1974-75 - Roma v Juventus - Gaetano Scirea.jpg|thumb|Il libero italiano [[Gaetano Scirea]], tra i migliori interpreti del ruolo nella storia del calcio]]
Citazioni sul '''libero''', tipo di difensore.
*Battitore libero, centrale: un ruolo che, storicamente e tatticamente, ha scollinato due ere, l'italianismo e l'avanguardismo, al netto del Covercianese e delle sbronze da bar. ([[Roberto Beccantini]])
*Il ruolo del libero non scomparirà mai dal calcio. Con la zona si chiama difensore centrale, ma ci sarà sempre un uomo che guiderà la difesa, che avrà più responsabilità degli altri. ([[Lorenzo Minotti]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Libéro (football)|w_site=fr|w_preposizione=riguardante il|wikt=libero}}
{{S}}
{{Calcio}}
[[Categoria:Professioni dello sport]]
[[Categoria:Terminologia calcistica]]
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Giochi della XVII Olimpiade
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Rome Olympics 1960 - Opening Day.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma, 25 agosto 1960]] Citazioni sui '''Giochi della XVII Olimpiade''', svoltisi a Roma nel 1960. *Al di là dell'umanità forte che si respirava in quella Roma romantica, cinematografica, piena di set naturali: Via Appia, il Colosseo, le Terme di Caracalla... Ci sono tre immagini che danno il senso della profonda eticità di quei Giochi. Gli a..."
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{{voce tematica}}
[[File:Rome Olympics 1960 - Opening Day.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma, 25 agosto 1960]]
Citazioni sui '''Giochi della XVII Olimpiade''', svoltisi a Roma nel 1960.
*Al di là dell'umanità forte che si respirava in quella Roma romantica, cinematografica, piena di set naturali: Via Appia, il Colosseo, le Terme di Caracalla... Ci sono tre immagini che danno il senso della profonda eticità di quei Giochi. Gli atleti delle due Germanie non ancora divise dal Muro di Berlino. In un'epoca di forti tensioni razziste negli Stati Uniti, il portabandiera della squadra americana, Rafer Johnson, era un atleta di colore, così come quello che a Roma diventò il "re del pugilato", Cassius Clay poi convertito all'Islam e diventato Muhammad Ali. {{NDR|«Mancava la terza immagine»}} Beh, fu quella della cerimonia di chiusura. La fiaccola continuò a rimanere simbolicamente accesa sugli spalti dello stadio Olimpico, con i "focaracci" fatti con i giornali. La gente sembrava volere rimanere lì per sempre. A Tokyo, quattro anni dopo al pubblico avevano distribuito le lampadine a pila. Senza accorgercene eravamo già entrati nell'era tecnologica. ([[Livio Berruti]])
*Era il 1960: altri tempi, altro sport. Un'epoca fatta di romantici ingenui con la voglia di emergere, di competere, di tentare la grande sfida. Ma la vittoria, la gara, lo sprint che si consumava in soltanto pochi secondi, non era il momento conclusivo delle nostre vite ma una tappa di un'esistenza piena e fatta di tante cose. Ci sentivamo più puri, fieri di esserlo, avevamo il cuore pulito. ([[Livio Berruti]])
*Ho fatto [...] il giro di Roma sui sanpietrini: perdevo otto unghie, salvavo quelle dei mignoli. E le vesciche erano tremende. ([[Abdon Pamich]])
*I Giochi di Roma furono splendidi, incastonati nell'Italia del boom e dei sogni. ([[Roberto Beccantini]])
*Il 25 agosto Giulio Andreotti aveva inaugurato, a Roma, i giochi della 17ª Olimpiade. Con una spettacolare manifestazione, anche di efficienza, Roma si offriva al giudizio del mondo. Il successo, grazie alla televisione, avrà una risonanza internazionale. (''[[Sergio_Zavoli#La_notte_della_Repubblica|La notte della Repubblica]]'')
==Voci correlate==
*[[Giochi olimpici]]
*[[Sport a Roma]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Competizioni sportive]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1960]]
[[Categoria:Storia d'Italia]]
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Ernst Happel
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Ernst Happel(k).jpg|thumb|Ernst Happel nel 1978]] '''Ernst Franz Hermann Happel''' (1925 – 1992), allenatore di calcio e calciatore austriaco. ==Citazioni di Ernst Happel== *Se [[Marcatura a uomo|marchi a uomo]], mandi in campo undici asini.<ref>Citato in Flavio Fusi, ''[https://ultimouomo.com/lpdc-tornera-mai-il-libero Tornerà mai il libero?]'', ''ultimouomo.com'', 17 luglio 2017.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DE..."
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[[File:Ernst Happel(k).jpg|thumb|Ernst Happel nel 1978]]
'''Ernst Franz Hermann Happel''' (1925 – 1992), allenatore di calcio e calciatore austriaco.
==Citazioni di Ernst Happel==
*Se [[Marcatura a uomo|marchi a uomo]], mandi in campo undici asini.<ref>Citato in Flavio Fusi, ''[https://ultimouomo.com/lpdc-tornera-mai-il-libero Tornerà mai il libero?]'', ''ultimouomo.com'', 17 luglio 2017.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio austriaci]]
[[Categoria:Calciatori austriaci]]
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Fabrizio Maffei
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Ciampi Cattaneo Maffei 2004.jpg|thumb|Fabrizio Maffei (a sinistra) nel 2004]] '''Fabrizio Maffei''' (1956 – vivente), conduttore televisivo e giornalista italiano. ==Citazioni di Fabrizio Maffei== *{{NDR|Su [[Pedro Manfredini]]}} Giunto a Roma dall'Argentina [...], viene subito soprannominato "Piedone" per una foto scattata dal basso, quando era ancora sulla scaletta dell'aereo, che fa sembrare smisurati i suoi piedi.<ref>Da ''[https://www.treccani.it/enciclope..."
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text/x-wiki
[[File:Ciampi Cattaneo Maffei 2004.jpg|thumb|Fabrizio Maffei (a sinistra) nel 2004]]
'''Fabrizio Maffei''' (1956 – vivente), conduttore televisivo e giornalista italiano.
==Citazioni di Fabrizio Maffei==
*{{NDR|Su [[Pedro Manfredini]]}} Giunto a Roma dall'Argentina [...], viene subito soprannominato "Piedone" per una foto scattata dal basso, quando era ancora sulla scaletta dell'aereo, che fa sembrare smisurati i suoi piedi.<ref>Da ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/pedro-waldemar-manfredini_(Enciclopedia-dello-Sport)/ MANFREDINI, Pedro Waldemar]'', Enciclopedia dello Sport, 2002.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[L'allenatore nel pallone]]'' (1984)
*''[[Anni 90 - Parte II]]'' (1993)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Maffei, Fabrizio}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Pedro Manfredini
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:AS Roma - Pedro Waldemar Manfredini (cropped).jpg|thumb|Pedro Manfredini]] '''Pedro Manfredini''' (1935 – 2019), calciatore argentino. ==Citazioni di Pedro Manfredini== *In Italia si gioca {{NDR|a calcio}} otto giorni su sette.<ref name="Fulloni"/> *L'ultima volta che sono andato allo stadio era ai tempi dello [[Serie A 1982-1983|scudetto di Liedholm]]. [...] Poi non ce l'ho più fatta: è cambiato tutto. L'ambiente è diventato esasperato: lo sport ha lasciato..."
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text/x-wiki
[[File:AS Roma - Pedro Waldemar Manfredini (cropped).jpg|thumb|Pedro Manfredini]]
'''Pedro Manfredini''' (1935 – 2019), calciatore argentino.
==Citazioni di Pedro Manfredini==
*In Italia si gioca {{NDR|a calcio}} otto giorni su sette.<ref name="Fulloni"/>
*L'ultima volta che sono andato allo stadio era ai tempi dello [[Serie A 1982-1983|scudetto di Liedholm]]. [...] Poi non ce l'ho più fatta: è cambiato tutto. L'ambiente è diventato esasperato: lo sport ha lasciato il passo ad uno spettacolo miliardario. I soldi hanno corrotto valori e morale. [...] Adesso un allenatore deve dirigere una rosa di venticinque, trenta ragazzini che a diciott'anni sono già miliardari. Ai miei tempi giocavamo per sfuggire alla fame.<ref name="Fulloni">Dall'intervista di Alessandro Fulloni, ''Piedone il barista'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, p. 83.</ref>
==Citazioni su Pedro Manfredini==
*Giunto a Roma dall'Argentina [...], viene subito soprannominato "Piedone" per una foto scattata dal basso, quando era ancora sulla scaletta dell'aereo, che fa sembrare smisurati i suoi piedi. ([[Fabrizio Maffei]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Manfredini, Pedro}}
[[Categoria:Calciatori argentini]]
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Danyele
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/* Citazioni di Pedro Manfredini */ +1
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text/x-wiki
[[File:AS Roma - Pedro Waldemar Manfredini (cropped).jpg|thumb|Pedro Manfredini]]
'''Pedro Manfredini''' (1935 – 2019), calciatore argentino.
==Citazioni di Pedro Manfredini==
*[...] il fatto è che io sono un presuntuoso: non mi do mai per vinto, neppure quando il pallone non lo vedo proprio. Gioco male a volte, lo so, oh se lo so! Ma siccome so anche che i conti si fanno alla fine, prima che l'arbitro fischi posso aver segnato tre gol o averne sbagliati trentatré, per me è lo stesso: la palla buona può ancora venire, ed io l'aspetto con pazienza.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport''; citato in Lorenzo Latini, ''[https://www.ilromanista.eu/news/as-roma/11881/31-dicembre-1961-miracolo-a-milano-manfredini-piega-linter-di-herrera 31 dicembre 1961, "Miracolo a Milano": Manfredini piega l'Inter di Herrera]'', ''ilromanista.eu'', 31 dicembre 2018.</ref>
*In Italia si gioca {{NDR|a calcio}} otto giorni su sette.<ref name="Fulloni"/>
*L'ultima volta che sono andato allo stadio era ai tempi dello [[Serie A 1982-1983|scudetto di Liedholm]]. [...] Poi non ce l'ho più fatta: è cambiato tutto. L'ambiente è diventato esasperato: lo sport ha lasciato il passo ad uno spettacolo miliardario. I soldi hanno corrotto valori e morale. [...] Adesso un allenatore deve dirigere una rosa di venticinque, trenta ragazzini che a diciott'anni sono già miliardari. Ai miei tempi giocavamo per sfuggire alla fame.<ref name="Fulloni">Dall'intervista di Alessandro Fulloni, ''Piedone il barista'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, p. 83.</ref>
==Citazioni su Pedro Manfredini==
*Giunto a Roma dall'Argentina [...], viene subito soprannominato "Piedone" per una foto scattata dal basso, quando era ancora sulla scaletta dell'aereo, che fa sembrare smisurati i suoi piedi. ([[Fabrizio Maffei]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori argentini]]
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[[File:AS Roma - Pedro Waldemar Manfredini (cropped).jpg|thumb|Pedro Manfredini]]
'''Pedro Waldemar Manfredini''' (1935 – 2019), calciatore argentino.
==Citazioni di Pedro Manfredini==
*[...] il fatto è che io sono un presuntuoso: non mi do mai per vinto, neppure quando il pallone non lo vedo proprio. Gioco male a volte, lo so, oh se lo so! Ma siccome so anche che i conti si fanno alla fine, prima che l'arbitro fischi posso aver segnato tre gol o averne sbagliati trentatré, per me è lo stesso: la palla buona può ancora venire, ed io l'aspetto con pazienza.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport''; citato in Lorenzo Latini, ''[https://www.ilromanista.eu/news/as-roma/11881/31-dicembre-1961-miracolo-a-milano-manfredini-piega-linter-di-herrera 31 dicembre 1961, "Miracolo a Milano": Manfredini piega l'Inter di Herrera]'', ''ilromanista.eu'', 31 dicembre 2018.</ref>
*In Italia si gioca {{NDR|a calcio}} otto giorni su sette.<ref name="Fulloni"/>
*L'ultima volta che sono andato allo stadio era ai tempi dello [[Serie A 1982-1983|scudetto di Liedholm]]. [...] Poi non ce l'ho più fatta: è cambiato tutto. L'ambiente è diventato esasperato: lo sport ha lasciato il passo ad uno spettacolo miliardario. I soldi hanno corrotto valori e morale. [...] Adesso un allenatore deve dirigere una rosa di venticinque, trenta ragazzini che a diciott'anni sono già miliardari. Ai miei tempi giocavamo per sfuggire alla fame.<ref name="Fulloni">Dall'intervista di Alessandro Fulloni, ''Piedone il barista'', ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, p. 83.</ref>
==Citazioni su Pedro Manfredini==
*Giunto a Roma dall'Argentina [...], viene subito soprannominato "Piedone" per una foto scattata dal basso, quando era ancora sulla scaletta dell'aereo, che fa sembrare smisurati i suoi piedi. ([[Fabrizio Maffei]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Piero Persico
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Creata pagina con "'''Pedro Manfredini''' (1930 – 2014), calciatore e allenatore di calcio italiano. {{Int|''A scuola da Gatto Volante''|Intervista di Gianfilippo Centanni, ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, p. 90.|h=2}} *Io bravo non sarà stato, ma buono sì [...] *Divenni [[portiere]] per caso: bassino, sì, però, avevo l'agilità che allora per il ruolo era quasi fondamentale. *[...] feci arrabbiare [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] che si lamentava perc..."
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'''Pedro Manfredini''' (1930 – 2014), calciatore e allenatore di calcio italiano.
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*Io bravo non sarà stato, ma buono sì [...]
*Divenni [[portiere]] per caso: bassino, sì, però, avevo l'agilità che allora per il ruolo era quasi fondamentale.
*[...] feci arrabbiare [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] che si lamentava perché io, uscendo a valanga, potevo fargli male ai piedi: Roba da non credere: ma non per niente Boniperti era soprannominato Marisa...
*Il portiere ideale, oltre alla vocazione, dovrebbe avere il colpo d'occhio di Pagliuca, l'agilità di Ferron, l'istintività di Buffon, la disponibilità al sacrificio di Braglia, la serenità al limite del menefreghismo di Zenga.
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'''Piero Persico''' (1930 – 2014), calciatore e allenatore di calcio italiano.
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*Io bravo non sarà stato, ma buono sì [...]
*Divenni [[portiere]] per caso: bassino, sì, però, avevo l'agilità che allora per il ruolo era quasi fondamentale.
*[...] feci arrabbiare [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] che si lamentava perché io, uscendo a valanga, potevo fargli male ai piedi: Roba da non credere: ma non per niente Boniperti era soprannominato Marisa...
*Il portiere ideale, oltre alla vocazione, dovrebbe avere il colpo d'occhio di Pagliuca, l'agilità di Ferron, l'istintività di Buffon, la disponibilità al sacrificio di Braglia, la serenità al limite del menefreghismo di Zenga.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Finale del campionato mondiale di calcio 1998
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Danyele
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[[File:Rus-Fra 2018 (13).jpg|thumb|[[Didier Deschamps]], capitano della Francia campione del mondo 1998]]
Citazioni sulla '''finale del campionato mondiale di calcio 1998'''.
*Secondo alcuni commentatori, l'esito della finale tra Francia e Brasile ha sancito il primato del calcio collettivo e organizzato su quello dei solisti. Tesi discutibile. Prima di tutto perché il più grande, e decisivo, dei solisti brasiliani, Ronaldo, è stato mandato in campo con una decisione sballatissima dal punto di vista tecnico e criminale da quello umano. Rigiocata con un Ronaldo al massimo, e un Brasile conseguentemente più sereno, quella finale potrebbe anche riservare un esito diverso. E poi perché, a ben guardare, per vincere anche la Francia ha avuto bisogno, eccome, dello stato di grazia del suo solista principe, quello Zidane che ha seguito alla lettera i consigli di Platini. Aveva detto Michel: «''Per essere davvero il mio erede, Zizou deve cominciare a segnare gol decisivi''». Detto fatto. Il tremendo uno-due del fuoriclasse berbero ha regalato ai bleus il primo titolo mondiale della loro storia. ([[Adalberto Bortolotti]])
==Voci correlate==
*[[Nazionale di calcio del Brasile]]
*[[Nazionale di calcio della Francia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Michel-Jean Borch
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Creata pagina con "[[File:Ludwig Guttenbrunn 01.jpg|thumb|Michel-Jean Borch]] '''Michel-Jean Borch''' (1753 – 1810), naturalista polacco. ==Citazioni di Michel-Jean Borch== *{{NDR|Sull'[[Etna]]}} La rarità dell'aria su questa montagna è sensibilissima, e rende quasi questo fluido inetto alla respirazione.<ref>Citato in [[Friederich Münter]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, S..."
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[[File:Ludwig Guttenbrunn 01.jpg|thumb|Michel-Jean Borch]]
'''Michel-Jean Borch''' (1753 – 1810), naturalista polacco.
==Citazioni di Michel-Jean Borch==
*{{NDR|Sull'[[Etna]]}} La rarità dell'aria su questa montagna è sensibilissima, e rende quasi questo fluido inetto alla respirazione.<ref>Citato in [[Friederich Münter]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831, cap. ''Viaggio al Monte Etna fatto da Lazzaro Spallanzani nel 1788'', [[s:Pagina:Münter, Friederich – Viaggio in Sicilia, 1831, volume II – BEIC IE4635291.djvu/282|p. 273]].</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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Antoine Baumé
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Antoine Baume CIPB0765.jpg|miniatura|Antoine Baumé]]
'''Antoine Baumé''' (1728 – 1804), chimico, farmacista e inventore francese.
==''Elementi di farmacia teorica e pratica''==
*Dicesi medicamento tutto quello, che essendo applicato esternamente, o dato internamente, ha la proprietà di far qualche alterazione nel nostro corpo, e di cagionarvi un salutar cambiamento; sia che quei medicamenti siano nutritivi, o che non lo siano: questi ultimi sono i più ordinarj. (p. 7)
*La falsificazione dei medicamenti semplici è un articolo, che merita di aver luogo in un'Opera come questa. Le Droghe semplici che ci vengono da lontano, passano per molte mani prima che giungano a noi, molti Commerzianti sono portati a falsificar quelle, che posson esserlo, con cose di minor valore, a fine di accrescerne la quantità, senza prendersi pensiero delle alterazioni, che cagionano nelle loro virtù; alterazioni quasi sempre dannose. Mia intenzione è di far conoscere le materie che si adoperano per falsificarle, almeno per quanto saranno venute a mia cognizione. (p. 8)
*Le spezie sono comodissime nel malato, perché sono delle collezioni di erbe, e di altre sostanze, scelte, e preparate per le infusioni. Se ne può fare di molte sorti, e che capaci siano di soddisfare alle più ordinarie indicazioni. Quelle che abbiam date servir possono di esempio per tutte quelle che preparar si volesse. Sarebbe da desiderare, che tali sorti di rimedj divenissero officinali in Parigi, come lo sono in Allemagna; i malati non sarebbero esposti ad esser ingannati dagli Erboristi, come lo sono continuamente, facendo uso delle piante le une per le altre. (p. 77)
*L'Oppio è un rimedio importante nella Medicina, e che merita la maggior attenzione; non ostante pare, che sino ad ora si abbia mal conosciuto la natura dei principj, che costituiscono le virtù sonnifere e calmanti, ch'esso possiede più eminentemente di tutti gli altri medicamenti della stessa virtù. (p. 107)
==Bibliografia==
*Antoine Baumé, ''[https://wellcomecollection.org/works/yhst4bgs/items Elementi di farmacia teorica e pratica]'', Giuseppe Orlandelli, Venezia, 1803.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Chimici francesi]]
[[Categoria:Farmacisti francesi]]
[[Categoria:Inventori francesi]]
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Antoine Baume CIPB0765.jpg|miniatura|Antoine Baumé]]
'''Antoine Baumé''' (1728 – 1804), chimico, farmacista e inventore francese.
==''Elementi di farmacia teorica e pratica''==
*Dicesi medicamento tutto quello, che essendo applicato esternamente, o dato internamente, ha la proprietà di far qualche alterazione nel nostro corpo, e di cagionarvi un salutar cambiamento; sia che quei medicamenti siano nutritivi, o che non lo siano: questi ultimi sono i più ordinarj. (p. 7)
*La falsificazione dei medicamenti semplici è un articolo, che merita di aver luogo in un'Opera come questa. Le Droghe semplici che ci vengono da lontano, passano per molte mani prima che giungano a noi, molti Commerzianti sono portati a falsificar quelle, che posson esserlo, con cose di minor valore, a fine di accrescerne la quantità, senza prendersi pensiero delle alterazioni, che cagionano nelle loro virtù; alterazioni quasi sempre dannose. Mia intenzione è di far conoscere le materie che si adoperano per falsificarle, almeno per quanto saranno venute a mia cognizione. (p. 8)
*Le [[Spezia|spezie]] sono comodissime nel malato, perché sono delle collezioni di erbe, e di altre sostanze, scelte, e preparate per le infusioni. Se ne può fare di molte sorti, e che capaci siano di soddisfare alle più ordinarie indicazioni. Quelle che abbiam date servir possono di esempio per tutte quelle che preparar si volesse. Sarebbe da desiderare, che tali sorti di rimedj divenissero officinali in Parigi, come lo sono in Allemagna; i malati non sarebbero esposti ad esser ingannati dagli Erboristi, come lo sono continuamente, facendo uso delle piante le une per le altre. (p. 77)
*L'[[Oppio]] è un rimedio importante nella Medicina, e che merita la maggior attenzione; non ostante pare, che sino ad ora si abbia mal conosciuto la natura dei principj, che costituiscono le virtù sonnifere e calmanti, ch'esso possiede più eminentemente di tutti gli altri medicamenti della stessa virtù. (p. 107)
==Bibliografia==
*Antoine Baumé, ''[https://wellcomecollection.org/works/yhst4bgs/items?canvas=3 Elementi di farmacia teorica e pratica]'', Giuseppe Orlandelli, Venezia, 1805.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Farmacisti francesi]]
[[Categoria:Inventori francesi]]
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Homer
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I comanceros
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*[[John Wayne]]: Jake Cutter
*[[Stuart Whitman]]: Paul Regret
*[[Ina Balin]]: Pilar Graile
*[[Nehemiah Persoff]]: Graile
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*[[Jack Elam]]: Horseface
*[[Joan O'Brien]]: Melinda Marshall
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*[[Emilio Cigoli]]: Jake Cutter
}}
'''''I comanceros''''', film statunitense del 1961 con [[John Wayne]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Io credo che anche stasera in tutto il mondo uomini e donne si stiano dicendo "io [[ti amo]]" quando si dovrebbero dire "io ti desidero". ('''Pilar''')
*Al principio. ('''Regret''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*E io ho una [[Regole dai film|regola]]: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. ('''Crow''')
==Citazioni su ''I comanceros''==
*Il vecchio e glorioso Michael Curtiz dirige con buon piglio, quasi vent'anni dopo il mitico ''[[Casablanca]]'', un western di stampo classico, di ampio respiro, altalenante nella cadenza, con qualche maestoso scenario di una Louisiana in Cinemascope. [[John Wayne]] a 54 anni sta in sella come un ventenne e stende i pellerossa manco fosse al bowling. ([[Massimo Bertarelli]])
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso J. Wayne ben saldo in sella. (''[[il Morandini]]'')
*Western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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}}
'''''I comanceros''''', film statunitense del 1961 con [[John Wayne]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Io credo che anche stasera in tutto il mondo uomini e donne si stiano dicendo "io [[ti amo]]" quando si dovrebbero dire "io ti desidero". ('''Pilar''')
*Al principio. ('''Regret''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*E io ho una [[Regole dai film|regola]]: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. ('''Crow''')
==Citazioni su ''I comanceros''==
*Il vecchio e glorioso Michael Curtiz dirige con buon piglio, quasi vent'anni dopo il mitico ''[[Casablanca]]'', un western di stampo classico, di ampio respiro, altalenante nella cadenza, con qualche maestoso scenario di una Louisiana in Cinemascope. [[John Wayne]] a 54 anni sta in sella come un ventenne e stende i pellerossa manco fosse al bowling. ([[Massimo Bertarelli]])
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso J. Wayne ben saldo in sella. (''[[il Morandini]]'')
*Western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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{{Film
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*[[John Wayne]]: Jake Cutter
*[[Stuart Whitman]]: Paul Regret
*[[Ina Balin]]: Pilar Graile
*[[Nehemiah Persoff]]: Graile
*[[Lee Marvin]]: Tully Crow
*[[Michael Ansara]]: Amelung
*[[Bruce Cabot]]: Henry
*[[Jack Elam]]: Horseface
*[[Joan O'Brien]]: Melinda Marshall
*[[Patrick Wayne]]: Toby
|doppiatori italiani =
*[[Emilio Cigoli]]: Jake Cutter
* [[Pino Locchi]]: Paul Regret
* [[Rita Savagnone]]: Pilar Graile
* [[Bruno Persa]]: Graile
* [[Giorgio Capecchi]]: Tully Crow
* [[Renato Turi]]: Amelung
* [[Gualtiero De Angelis]]: Magg. Henry
* [[Glauco Onorato]]: Toby
* [[Nino Pavese]]: Ed McBain
}}
'''''I comanceros''''', film statunitense del 1961 con [[John Wayne]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Io credo che anche stasera in tutto il mondo uomini e donne si stiano dicendo "io [[ti amo]]" quando si dovrebbero dire "io ti desidero". ('''Pilar''')
*Al principio. ('''Regret''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*E io ho una [[Regole dai film|regola]]: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. ('''Crow''')
==Citazioni su ''I comanceros''==
*Il vecchio e glorioso Michael Curtiz dirige con buon piglio, quasi vent'anni dopo il mitico ''[[Casablanca]]'', un western di stampo classico, di ampio respiro, altalenante nella cadenza, con qualche maestoso scenario di una Louisiana in Cinemascope. [[John Wayne]] a 54 anni sta in sella come un ventenne e stende i pellerossa manco fosse al bowling. ([[Massimo Bertarelli]])
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso J. Wayne ben saldo in sella. (''[[il Morandini]]'')
*Western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano = I comanceros
|titolo alfabetico = Comancheros
|immagine = John Wayne - 1961.JPG
|didascalia = [[John Wayne]] in una foto di scena del film
|genere = western
|regista = [[Michael Curtiz]]
|soggetto = [[Paul I. Wellman]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = [[James Edward Grant]], [[Clair Huffaker]]
|produttore = [[George Sherman]]
|attori =
*[[John Wayne]]: Jake Cutter
*[[Stuart Whitman]]: Paul Regret
*[[Ina Balin]]: Pilar Graile
*[[Nehemiah Persoff]]: Graile
*[[Lee Marvin]]: Tully Crow
*[[Michael Ansara]]: Amelung
*[[Bruce Cabot]]: Henry
*[[Jack Elam]]: Horseface
*[[Joan O'Brien]]: Melinda Marshall
*[[Patrick Wayne]]: Toby
|doppiatori italiani =
*[[Emilio Cigoli]]: Jake Cutter
}}
'''''I comanceros''''', film statunitense del 1961 con [[John Wayne]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Io credo che anche stasera in tutto il mondo uomini e donne si stiano dicendo "io [[ti amo]]" quando si dovrebbero dire "io ti desidero". ('''Pilar''')
*Al principio. ('''Regret''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
*E io ho una [[Regole dai film|regola]]: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. ('''Crow''')
==Citazioni su ''I comanceros''==
*Il vecchio e glorioso Michael Curtiz dirige con buon piglio, quasi vent'anni dopo il mitico ''[[Casablanca]]'', un western di stampo classico, di ampio respiro, altalenante nella cadenza, con qualche maestoso scenario di una Louisiana in Cinemascope. [[John Wayne]] a 54 anni sta in sella come un ventenne e stende i pellerossa manco fosse al bowling. ([[Massimo Bertarelli]])
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso J. Wayne ben saldo in sella. (''[[il Morandini]]'')
*Western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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The Comancheros
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Marin Cureau de La Chambre
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Marin Cureau de la Chambre.jpg|miniatura|Marin Cureau de La Chambre]]
'''Marin Cureau de La Chambre''' (1594 – 1669), medico e filosofo francese.
==''Li caratteri delle passioni''==
*Li CARATTERI delle passioni, e degl'habiti essendo li contrassegni dei moti, e dei disegni dell'Anima, ne son'anche gl'effetti come habbiamo detto; ma perche vi sono due sorti di questi effetti, quelli cioè, che si fanno nell'Anima, e quelli, che si fanno su'l corpo; Vi son'anche due sorti di CARATTERI, gl'vni de quali sono MORALI, e gl'altri CORPORALI. Imperoche se si considera vn'huomo, che sia in colera, in tutte le sue attioni appare la violenza, le sue parole sono ripiene d'ingiurie, e di minaccie, ei grida, corre, batte; la ragione, e le rimostranze l'offendono, e non conosce altri amici, che quelli, che fauoriscono la sua passione. (pp. 4-5)
*Per saper dunque quale sia quest'ARIA maruigliosa, in cui appariscono il sereno, ò le tempeste dell'Anima; bisogna primieramente osseruare, che l'aria delle persone si riconosce nei loro Ritratti; che la gratia d'vn bel volto si lascia esprimere con li colori; e che bisogna per consequenza, che ciò sia qualche cosa, che si fermi, e che non fugga, non essendoui altro, che le cose stabili, e permanenti sopra le quali la Pittura habbia potere, e di tutti gl'oggetti visibili, non v'essendo se non il moto, che non s'assoggettisca al pennello. (p. 11)
*Non sarebbe forse inutile esaminar quì, se ciascheduna passione habbia vn particolar moto de' spiriti; e se la colera li moua altrimenti, che la vergogna, l'Amore, l'allegrezza, e l'altre, che li portano al di fuori: Se la paura li faccia ritirar al di dentro d'vn'altro modo, che l'odio, l'auuersione, & il dolore. (p. 22)
*Ancorche sembri, che la Natura sia auara del piacere, e della voluttà, e che mescolandoli sempre col dolore, essa faccia credere di darli con rincrescimento, e per forza, conuien ad ognimodo confessare, non esserui cosa nel Mondo, oue la sua liberalità, e la sua magnifice[n]za compariscano maggiormente; e si può dire, che tutti li suoi altri regali siano debiti, ch'ella paga, ma che questa sia, vna gratia, & vn fauor tutto puro. (pp. 179-180)
==Bibliografia==
*Marin Cureau de La Chambre, ''[https://archive.org/details/bub_gb_WbMxwAaXUtsC/page/n205/mode/2up Li caratteri delle passioni]'', trasposto dal francese da Nicolò Salengio, Paolo Baglioni, Venezia, 1673, volume primo.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cureau de La Chambre, Marin}}
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[[Categoria:Medici francesi]]
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[[File:Marin Cureau de la Chambre.jpg|miniatura|Marin Cureau de La Chambre]]
'''Marin Cureau de La Chambre''' (1594 – 1669), medico e filosofo francese.
==''Li caratteri delle passioni''==
*Li CARATTERI delle passioni, e degl'habiti essendo li contrasegni dei moti, e dei disegni dell'Anima, ne son'anche gl'effetti come habbiamo detto; ma perche vi sono due sorti di questi effetti, quelli cioè, che si fanno nell'Anima, e quelli, che si fanno su'l corpo; Vi son'anche due sorti di CARATTERI, gl'vni de quali sono MORALI, e gl'altri CORPORALI. Imperoche se si considera vn'huomo, che sia in colera, in tutte le sue attioni appare la violenza; le sue parole sono ripiene d'ingiurie, e di minaccie, ei grida, corre, batte; la ragione, e le rimostranze l'offendono, e non conosce altri amici, che quelli, che fauoriscono la sua passione. (pp. 4-5)
*Per saper dunque quale sia quest'ARIA marauigliosa, in cui appariscono il sereno, ò le tempeste dell'Anima; bisogna primieramente osseruare, che l'aria delle persone si riconosce nei loro Ritratti; che la gratia d'vn bel volto si lascia esprimere con li colori; e che bisogna per consequenza, che ciò sia qualche cosa, che si fermi, e che non fugga, non essendoui altro, che le cose stabili, e permanenti sopra le quali la Pittura habbia potere, e di tutti gl'oggetti visibili, non v'essendo se non il moto, che non s'assoggettisca al pennello. (p. 11)
*Non sarebbe forse inutile esaminar quì, se ciascheduna passione habbia vn particolar moto de' spiriti; e se la colera li moua altrimenti, che la vergogna, l'Amore, l'allegrezza, e l'altre, che li portano al di fuori: Se la paura li faccia ritirar al di dentro d'vn'altro modo, che l'odio, l'auuersione, & il dolore. (p. 22)
*Ancorche sembri, che la Natura sia auara del piacere, e della voluttà, e che mescolandoli sempre col dolore, essa faccia credere di darli con rincrescimento, e per forza, conuien ad ognimodo confessare, non esserui cosa nel Mondo, oue la sua liberalità, e la sua magnifice[n]za compariscano maggiormente; e si può dire, che tutti li suoi altri regali siano debiti, ch'ella paga, ma che questa sia vna gratia, & vn fauor tutto puro. (pp. 179-180)
==Bibliografia==
*Marin Cureau de La Chambre, ''[https://archive.org/details/bub_gb_WbMxwAaXUtsC/page/n3/mode/2up Li caratteri delle passioni]'', traduzione di Nicolò Salengio, vol. 1, Paolo Baglioni, Venezia, 1673.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cureau de La Chambre, Marin}}
[[Categoria:Filosofi francesi]]
[[Categoria:Medici francesi]]
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Homer
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