Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.17 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Quentin Tarantino 0 733 1424626 1359099 2026-08-25T13:56:45Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424626 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Quentin Tarantino.jpg|thumb|Quentin Tarantino nel 2007]] {{Premio|Oscar|'''''[[Pulp Fiction]]''''' *Miglior sceneggiatura originale (1995) '''''[[Django Unchained]]''''' *Miglior sceneggiatura originale (2013) }} '''Quentin Jerome Tarantino''' (1963 – vivente), regista, attore e sceneggiatore statunitense. ==Citazioni di Quentin Tarantino== *[...] adoro la [[violenza]] nel cinema! Dagli spaghetti western ai film di samurai, dai film cinesi di arti marziali al filone di vendetta all'horror, la violenza mi eccita.<ref name=pulp>Citato in Silvia Bizio, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/01/22/tarantino-con-pulp-fiction-ho-rivoluzionato-hollywood.html Tarantino: con Pulp Fiction ho rivoluzionato Hollywood]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2004.</ref> *Da ragazzino sognavo o di fare l'attore o di fare il rapinatore. La [[rapina]] come gesto agonistico mi affascina. Nel cinema, beninteso.<ref name=pulp/> *{{NDR|Da dove è emerso ''[[Pulp Fiction]]''?}} Dal mio amore per il filone criminale, i polizieschi, il noir. Volevo però mostrare la quotidiana banalità della violenza, che quel filone ignorava. In genere in quei film vedi uno che spara, quello che muore, taglio sulla scena seguente. In ''Pulp Fiction'' restiamo a vedere come i personaggi reagiscono di fronte alle conseguenze dei loro atti. C'è un crescendo di tensione, ma poi non te vai via, rimani lì.<ref name=pulp/> *Durante la produzione ci sono film che hanno subito modifiche nella sceneggiatura e ne hanno compromesso la qualità. Facciamo l'esempio del film ''[[L'orca assassina]]''. La trama si è ispirata all'omonimo romanzo di [[Arthur Herzog]]. Ed era fantastica. Tu vedevi una storia che evolveva in un modo, poi i personaggi rimescolavano le carte in tavola, i personaggi erano caratterizzati bene, l'ambientazione terrificante, ricca. Ma se confrontassimo ''L'orca assassina'' con ''Lo squalo'', be' direi che quest'ultimo è di gran lunga migliore. Ma... l'Orca è un ottimo film e posso dire che la sceneggiatura originale, ovvero il testo di Arthur Herzog, era di gran lunga migliore della sceneggiatura a cui si ispira ''Lo Squalo'', cioè l'omonimo romanzo di [[Peter Benchley]].<ref>Citato in [https://movieplayer.it/news/quentin-tarantino-lorca-assassina-migliore-lo-squalo_99985/ ''Quentin Tarantino: "L'orca assassina sarebbe potuto essere più bello de Lo squalo"''], ''movieplayer.it'', 11 luglio 2021.</ref> *I miei film abitano in due mondi differenti. Uno è l'universo del Quentin di ''Pulp Fiction'' e ''[[Jackie Brown]]'', esagerati ma più o meno realistici. L'altro è l'universo del Film. Quando i personaggi dell'universo di Quentin vanno al cinema, vanno a vedere roba ambientata nell'universo del Film. Sono cioè delle finestre su quel mondo. ''Kill Bill'' è il primo film ambientato nel Mondo del Film, in cui le convenzioni e i cliché cinematografici vengono abbracciati in maniera quasi feticista, al contrario del mondo di ''Pulp Fiction'', in cui la realtà si scontra con le convenzioni filmiche. *Il mio regista preferito, al quale mi sono ispirato e al quale vorrei somigliare, è [[Sergio Leone]]. Mi considero piuttosto bravo, so di poter migliorare col tempo e sono determinato a farlo, sino alla fine della mia carriera, per questo evito di girare un film l'anno. Eppure, per quanto mi sforzi, non credo che riuscirò mai a girare qualcosa di così perfetto come l'ultima sequenza de "[[Il buono, il brutto, il cattivo|Il buono, il brutto e il cattivo]]". Proverò a raggiungere quel livello, anche se non credo che ce la farò mai.<ref>Dall'intervista ''[http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/il-mio-mito-e-sergio-leone/261304 "Il mio mito è Sergio Leone"]'', ''Repubblica.it'', 10 ottobre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Leni Riefenstahl]]}} La più grande regista mai esistita.<ref>Da un'intervista a ''Der Spiegel''; citato in [[Stenio Solinas]], ''[https://www.ilgiornale.it/news/tarantino-nazi-riefenstahl-pi-grande-regista-sempre.html Tarantino: la "nazi" Riefenstahl la più grande regista di sempre]'', ''ilgiornale.it'', 2 agosto 2009.</ref> *{{NDR|Il [[cinema italiano]] odierno}} mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni '60 e '70 e alcuni film degli Anni '80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia.<ref>Citato in ''TV Sorrisi e Canzoni'', n. 23, 28 maggio 2007.</ref> *Non mi fido degli atteggiamenti elitari. Non credo che il pubblico sia fatto di gente inferiore. Io sono il pubblico.<ref>Dall'intervista in Lynn Hirschberg, ''Ecco l'uomo della rivoluzione'', ''Internazionale'', n. 212, 19 dicembre 1997, p. 35.</ref> *Per il cinema, amo sia Bresson che i film di kung fu. C'è una grossa differenza tra le due cose, ma io le apprezzo entrambe per quello che sono.<ref>Citato in ''Cineforum'', volume 36, p. 26.</ref> *Per ''Pulp Fiction'' presi molto da cose vissute crescendo in un quartiere poco raccomandabile di Los Angeles come la South Bay. Ho visto e ascoltato parlare gente così e li ho mescolati con la mia immaginazione.<ref name=pulp/> *Per quel che mi riguarda [[Ennio Morricone|Morricone]] è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]], di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], di [[Franz Schubert|Schubert]].<ref>Citato in Silvia Bizio, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/02/29/news/morricone_dentro_di_me_pensavo_stavolta_me_lo_porto_a_casa_-134519799/Morricone, "Dentro di me pensavo: stavolta mi porto a casa la statuetta!"]'', ''repubblica.it'', 3 marzo 2016.</ref> {{NDR|ritirando il ''Golden Globe'' al posto di Morricone per la colonna sonora di ''[[The Hateful Eight]]''}} *Quando le persone mi chiedono se sono andato a scuola di cinema, rispondo di no, sono andato al cinema.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 268. ISBN 9788858025864</ref> *Se a una ragazza piace sedere in terza fila al cinema è una cosa fantastica. Potrei pensare a una relazione seria con lei, potrebbe essere l'inizio di una storia molto lunga. :''If a girl likes to sit in the third row at the movies, that's great. I could be serious about that girl; it could be something that could last for a long time.''<ref name=playboy>Dall'intervista di Margy Rochlin, ''Twenty Questions with Quentin Tarantino'', ''Playboy'', novembre 1994; riportata in ''[http://wiki.tarantino.info/index.php/Playboy_Interview_1994 wiki. tarantino.info]''.</ref> *Se un film d'azione funziona veramente, lo spettatore dovrebbe volere vestirsi come il suo eroe. Dopo aver visto Chow Yum-Fat in "''A Better Tomorrow Part II''", di [[John Woo]], comprai immediatamente un lungo impermeabile, degli occhiali da sole e me ne andavo in giro con uno stuzzicadenti in bocca. Ogni volta che un personaggio è veramente "cool" in un film, tu vorresti vestirti come lui o bere la birra che beve lui: pensavo che [[Kevin Costner]] fosse così fottutamente tosto in "''Bull Durham''", che ho bevuto Miller High Life per un bel po'! :''If an action movie is doing its job, you should want to dress like the hero. After I saw Chow Yun-Fat in John Woo's A Better Tommorrow, Part II, I immediately bought a long coat and glasses and walked around with a toothpick in my mouth. Any time a character is really cool in a movie, you should want to dress like him or drink the beer he drinks. I thought Kevin Costner was so fucking cool in Bull Durham that I drank Miller High Life for a while.''<ref name=playboy/> *Si tratta di "''[[Bastardi senza gloria|Inglorious Bastards]]''", su cui lavoro da anni. È ambientato al tempo dello sbarco americano in Normandia, ma è in sostanza uno spaghetti western nella Francia occupata dai nazisti.<ref name=pulp/> ===Interviste=== *'''Intervistatore''': Per buona parte di ''[[Grindhouse - A prova di morte|Death Proof]]'' lei inquadra i piedi di Jungle Julia (Sydney Tamilia Poitier) da ogni angolazione. Sono belli come quelli di [[Uma Thurman]]? <br>'''Quentin Tarantino''': Beh, sono belli, grandi, affusolati. Ma piano con i paragoni, i [[piede femminile|piedi]] non sono interscambiabili.<br>'''Intervistatore''': Ma lei l'ha scelta per quelli?<br>'''Quentin Tarantino''': No, era tutto il pacchetto che mi interessava, anche le gambe che non finivano mai. Nella richiesta di casting avevo chiesto "spirito d'amazzone".<br>'''Intervistatore''': A proposito di casting: è vero che ha chiesto alle aspiranti di presentarsi al [[Audizione|provino]] con gli shorts e le infradito?<br>'''Quentin Tarantino''': Certo, sono un gentiluomo, non avrei mai potuto chiedere di venire nude.<ref>Dall'intervista ''[http://cultura.panorama.it/cinema/Io-e-i-piedi-Tarantino-parla-prima-di-Cannes Io e i piedi. Tarantino parla, prima di Cannes]'', ''Panorama.it'', 27 aprile 2007.</ref> ==''Quentin Tarantino: Interviews''== *Quello che tento sempre di fare è di usare le strutture che vedo nei romanzi e applicarle al cinema. Per un romanziere non è un problema cominciare una storia dalla metà. Ho pensato che, se si riuscisse a concepire un sistema cinematografico analogo, sarebbe molto eccitante. :''I guess what I always trying to do is to use the structures that I see in novels and aplly them to cinema. A novelist is nothing of starting in the middle of story. I thought that if you could figure out a cinematic way to do that, it would be very exciting.'' (p. 53) *La violenza fa parte di questo mondo e io sono attratto dall'irrompere della violenza nella vita reale. Non riguarda tizi che ne calano altri dall'alto di elicotteri su treni a tutta velocità o terroristi che fanno un dirottamento o roba simile. La violenza della vita reale è così: ti trovi in un ristorante, un uomo e sua moglie stanno litigando e all'improvviso l'uomo si infuria con lei, prende una forchetta e gliela pianta in faccia. È proprio folle e fumettistico, ma comunque succede: ecco come la vera violenza irrompe irrefrenabile e lacerante all'orizzonte della tua vita quotidiana. Sono interessato all'atto, all'esplosione e alla sua conseguenza. :''Violence is part of this world and I am drawn to the outrageousness of real life-violence. It isn't about lowering people from helicopters on to speeding train, or about terrorists hijacking something or other. Real life-violence is you are in a restaurant and a man and his wife are having an argument and all of a sudden the guy gets so mad at her, he picks up a fork and stubs her in the face. That's really crazy and comic-bookish – but it also happens; that's how real life comes kicking and screaming into your perspective in real life.'' (p. 59) *Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo. :''To me, violence is a totally aesthetic subject. Saying you don't like violence in movies is like saying you don't like dance sequences in movies.'' (p. 60) *Non credo di predicare alcun tipo di morale né di diffondere un messaggio in particolare, ma, con tutta la ferocia dei miei film, io penso che comunque si arrivi a una conclusione morale. Per esempio trovo molto toccante e profondo da un punto di vista morale e umano ciò che succede tra Mr. White e Mr. Orange alle fine de "''[[Le iene (film)|Le iene]]''". :''I'm not trying to preach any kind of morals or get any kind of message across, but for all the wildness that happens in my movies, I think that they usually lead to a moral conclusion. For example, I find what passes between Mr. White and Mr. Orange at the end of ''Reservoir Dogs'' very moving and profound in its morality and its human interaction.'' (p. 60) *Se non riesco a far parlare i personaggi, allora rinuncio. Se sono io a far parlare tra loro i personaggi allora sono fandonie e fasullaggini. Diventa eccitante quando un personaggio dice qualcosa e io penso: "''Wow, ha detto proprio così? Non sapevo che avesse una moglie o che si sentisse così!''" :''If I can't get the characters talking, then I ain't gonna do it. If it's me making the characters talk to each other, then that's phoney baloney. It becomes exciting when a character says something and I'm like, "Wow, he said this? I didn't know he had a wife or I didn't know he felt like that!'' (p. 65) ==''The Making of "Kill Bill"''== *Facciamo il punto sui vari elementi presenti nel film. Uno, lo Yakuza film. E i film sui samurai. Gli spaghetti western. Ma poi ho anche inserito delle scene tipiche dei gialli all'italiana, una scena alla [[Brian De Palma]] per dare un tocco particolare.<ref name=killbill1>Intervista in inglese sottotitolata in italiano, tratta da The Making of "Kill Bill Vol. 1" in ''Contenuti speciali'', ''Kill Bill vol. 1'', Dvd Miramax Home Entertainment.</ref> *C'è un brano bellissimo di [[Gheorghe Zamfir|Zamfir]], che suona il flauto di Pan, inserito in una scena cruciale del film e nei titoli di coda. Quando me la fecero ascoltare pensai: "È fantastico". "Un misto tra stile samurai giapponese, [[Sergio Leone]] e [[Ennio Morricone]]". "Questa fusione si addice all'essenza stessa del film".<ref name=killbill1 /> *Nel [[Kill Bill vol. 1|''Volume 1'']] ci sono le domande, nel [[Kill Bill vol. 2|''Volume 2'']] le risposte. I due film sono molto diversi tra loro. È bello avere l'occasione di sottolineare questo aspetto. Il primo film crea l'intelaiatura che fa da supporto anche al secondo film. Secondo molti il film non ha una storia consistente. È un film incentrato su una vendetta. Meglio di così! La protagonista si vendica di cinque persone che l'hanno ferita. Ha segnato i loro nomi su una lista e li elimina uno alla volta. Ecco l'essenza della storia. Potrei impreziosirla con altri spunti, ma non sarebbe onesto. Non sopporto quel genere di film. Eliminiamo gli elementi superflui e troviamo il coraggio di raccontare un film di [[vendetta]].<ref name=killbill2>Intervista in inglese sottotitolata in italiano, tratta da The Making of "Kill Bill Vol. 2" in ''Contenuti speciali'', ''Kill Bill vol. 2'', Dvd Miramax Home Entertainment.</ref> *Per un'intera generazione che non conosce ''"[[Kung Fu (serie televisiva)|Kung Fu]]"'', ''"[[Anno 2000: La corsa della morte|La corsa della morte]]"'' o ''"[[I cavalieri dalle lunghe ombre]]"'', non sarà ricordato come [[David Carradine]], ma come Bill. Per me sarà sempre Kwai Chang Caine e sarà sempre Bill.<ref name="killbill2" /> ==Citazioni su Quentin Tarantino== *{{NDR|A proposito dei film ''[[Le iene (film)|Le iene]]'' e ''[[Velluto blu]]''}} A Quentin Tarantino interessa guardare uno a cui stanno tagliando un orecchio; a [[David Lynch]] interessa l'orecchio. ([[David Foster Wallace]]) *È una persona piena di umanità. Le sue scene possono sembrare un po' terribili. Ma voi fate così: quando le guardate, provate a soffermarvi non sull'assassino, bensì sulla vittima. Nell'occhio della vittima si vede tutta la sensibilità di Tarantino. ([[Ennio Morricone]]) *È un talento assoluto a scrivere sceneggiature, non come [[Abel Ferrara|Abel]]. ([[Harvey Keitel]]) *{{NDR|Nel 2017}} Ha un dono, sa scrivere per Sam Jackson e sa anche cazzeggiare con l'Inglese duro e puro. [...] Se penso che potrebbe smettere mi si spezza il cuore. È un uomo di parola e se dice che ci sta pensando è vero. ([[Tim Roth]]) *L'essenza dei film di Tarantino non sono la violenza e l'azione, ma l'analisi introspettiva della mente e dell'animo di persone violente. ([[David Carradine]]) *Quentin è un geniaccio assoluto, una persona e un regista straordinario. ([[Enzo G. Castellari]]) *Quentin era un gran regista fin dall'inizio, almeno per noi. In tutti i film che abbiamo girato, ho sempre rivisto lo stesso uomo. È solo un po' più vecchio e ora ha tutto a disposizione con più facilità. ([[Tim Roth]]) *Quentin Tarantino ha una quantità incredibile di energia ed entusiasmo. È così emozionante guardarlo quando è in azione e imparare da lui! È bello imparare questa enorme capacità di sintetizzare e trasmettere emozioni da uno dei maestri del cinema mondiale. I suoi set sono come 'giardinetti per bambini grandi'. Lui è così. ([[Daryl Hannah]]) *Solo poter guardare da vicino Tarantino al lavoro è stato un privilegio: è lui la vera star sul set, matto, scatenato, a volte anche troppo, ma il bello è che adora fare il cinema. ([[Mélanie Laurent]]) *Sono partita da Roma con il guanciale nascosto in valigia. Sono arrivato a casa di Quentin e mi ha mostrato la cucina, mi sono chiusa lì, ignorata, mentre gli altri stavano in salotto a discutere di cinema. Porto a tavola la carbonara, Tarantino l'assaggia, e con la bocca mezza piena sentenzia: "Ho capito quanto ho mangiato male fino a oggi". ([[Vera Gemma]]) *Sono una fan di ''Kill Bill'' e in generale del cinema di Tarantino; mi affascina perché narra storie anche drammatiche, pesanti, ma talmente esagerate da diventare comiche, meccanismo che mi intriga. ([[Ditonellapiaga]]) *Tarantino è particolare: quando cazzeggia, cazzeggia bene, è divertente. Ogni volta che guardo corti dei nostri giovani che provano a cazzeggiare come fa lui vedo che non lo sanno fare: per cazzeggiare bisogna saperlo fare come Tarantino, è talmente fuori di testa che alla fine gli stai appresso. ([[Ruggero Deodato]]) *Ti ubriachi... riscoprendo quanto possa essere piacevole un film. Non credo di aver mai incontrato un regista in grado di combinare come Tarantino disciplina e controllo con la pura gioia selvaggia. ([[Owen Gleiberman]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gerald Peary, ''Quentin Tarantino: Interviews'', Univ. Press of Mississippi, 1998. ISBN 1578060516 ([http://books.google.it/books?id=c5SdiFJmswcC Anteprima su Google Books]) ==Filmografia== *''[[Le iene (film)|Le iene]]'' (1992) *''[[Una vita al massimo]]'' (1993) – sceneggiatura *''[[Assassini nati - Natural Born Killers]]'' (1994) – soggetto e sceneggiatura *''[[Pulp Fiction]]'' (1994) *''[[Four Rooms]]'' (1995) – episodio ''L'uomo di Hollywood'' *''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'' (1996) – attore *''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996) – attore e sceneggiatore *''[[Jackie Brown]]'' (1997) *''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003) *''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004) *''[[Sin City (film)|Sin City]]'' (2005) – special guest director *''[[Grindhouse - A prova di morte]]'' (2007) *''[[Grindhouse - Planet Terror]]'' (2007) – attore *''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009) *''[[Django Unchained]]'' (2012) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tarantino, Quentin}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] 44weepskrffups112maqunfdcxgy15o P. G. Wodehouse 0 2714 1424631 1421756 2026-08-25T15:47:17Z SolePensoso 4367 Più forte e più allegro 1424631 wikitext text/x-wiki [[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]] Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico. ==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse== *I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref> *Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref> *In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> ==''Alla buon'ora Jeeves!''== ===[[Incipit]]=== «Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br /> «Certamente, signore».<br /> «Ciò che devo dirti può offenderti...»<br /> «Affatto, signore».<br /> «Bene, allora...».<br /> No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta. ===Citazioni=== *Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201) ==''Anonima scapoli''== ===[[Incipit]]=== Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili. ===Citazioni=== *Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37) *Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42) *Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97) *Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154) ===[[Explicit]]=== «La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta. ==''Bill il conquistatore''== ===[[Incipit]]=== Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania. ===Citazioni=== *Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7) *Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55) *Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159) *L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195) ===[[Explicit]]=== Era un ragazzo di sentimento! ==''Gas esilarante''== ===[[Incipit]]=== Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene. ===Citazioni=== *Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I) *«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII) ===[[Explicit]]=== La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza ==''Genero al verde''== ===[[Incipit]]=== Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora. ===Citazioni=== *Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20) *Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42) *Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184) ===[[Explicit]]=== Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere. ==''Grazie, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte. ===Citazioni=== *– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8) *La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66) ===[[Explicit]]=== Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore. ==''I gioielli di Monty Bodkin''== ===[[Incipit]]=== Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione. ===Citazioni=== *Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51) *Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116) *Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195) ===[[Explicit]]=== E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione. ==''I porci hanno le ali''== ===[[Incipit]]=== Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano. ===Citazioni=== *A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29) *Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44) *Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75) *Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147) ===[[Explicit]]=== Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso! ==''Jeeves taglia la corda''== ===[[Incipit]]=== Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto. ===Citazioni=== *– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33) *Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66) *Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166) ==''Jill, ragazza bizzarra''== *Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130) *Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176) ==''La conquista di Londra''== ===[[Incipit]]=== Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br /> «L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br /> Seguì un breve intervallo.<br /> «Roderick?»<br /> «Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br /> «Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br /> «Va bene, Sir George.»<br /> Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere. ===Citazioni=== *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72) *Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147) *Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235) *Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235) *Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242) *Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266) *Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293) ==''La piccola pepita''== *Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67) *Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86) *Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116) ==''La ragazza in blu''== ===[[Incipit]]=== Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini. ===Citazioni=== *La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18) *Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23) *Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37) *Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52) *Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71) *C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97) *Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187) ===[[Explicit]]=== E continuarono la strada cantando. ==''La stagione degli amori''== ===[[Incipit]]=== Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava. ===Citazioni=== *Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121) *Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180) ===[[Explicit]]=== Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli. ==''Lampi d'estate''== ===[[Incipit]]=== Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè. ===Citazioni=== *Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15) *Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17) *Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182) *Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221) ===[[Explicit]]=== Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263) ==''Molto obbligato, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamen­te installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilaran­te», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore. ===Citazioni=== *Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del pro­prio nipote. (p. 21) *Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai trop­po «confidenziale», perché non riuscii a trovare una de­finizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Di­zionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41) *Credo che le sue opinioni politiche tendessero ver­so l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signo­re. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42) *– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al com­mercio estero della Gran Bretagna. (p. 62) *L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163) ==''Più forte e più allegro''== ===[[Incipit]]=== Ho preso in prestito il titolo di questo volumetto di meditazioni dalla vecchia storiella (che può anche essere nuova per qualcuno di voi) di colui che doveva fare un discorso dopo un pranzo ed era molto nervoso. Come tante altre persone, nel suo caso, egli aveva cominciato a parlare a voce bassa e esitante. Dopo un po' la solita voce severa disse: «Più forte, per favore!». Alcuni minuti dopo un'altra voce osservò: «Più forte, per favore... e più allegro». ===[[Explicit]]=== Si può dire quello che si vuole contro le fotografie, ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ==''Qualche cosa di nuovo''== ===[[Incipit]]=== Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto. ===Citazioni=== *Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117) *Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117) ==''Teniamo duro, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante. ===Citazioni=== *Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20) *In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20) *– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106) *È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amore tra i polli''=== Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge. ===''Avanti, Jeeves!''=== Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico. ===''Il codice dei Wooster''=== Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br /> — Buona sera, Jeeves.<br /> — Buon giorno, signore.<br /> Questo mi sorprese.<br /> — È giorno?<br /> — Sì, signore.<br /> — Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br /> — C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br /> — Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br /> — Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br /> Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br /> Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere. ===''I maggiordomi rapinano le banche?''=== Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans. ===''Jeeves e la cavalleria''=== Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari. ===''L'eredità sotto chiave''=== Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado». ===''Luna piena''=== La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie. ===''Non George Washington''=== Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br /> Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br /> Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui. ===''Piccadilly Jim''=== La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata. ===''Psmith giornalista''=== Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quattrini in banca''=== Il signor Shoesmith, il noto procuratore e titolare dello studio legale Shoesmith, Shoesmith, Shoesmith, e cosi via, di Lincoln Inn Fields, si appoggiò alla spalliera della sedia dicendo che sperava di aver chiarito ogni cosa. ===''Tanto di cappello a Jeeves''=== Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br /> Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo. ===''Un intrigo a Blandings''=== Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/> ===''Una damigella in pericolo''=== Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema. ===''Zio Fred in primavera''=== La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976. *P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975. *P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti. *P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966. *P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000. *P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966 *P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933. *P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974. *P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977. *P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3 *P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988]. *P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979. *P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965. *P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2 *P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973. *P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8 *P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989. *P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Più forte e più allegro: saggi umoristici'', traduzione di Zoe Lampronti, Bietti, Milano, 1934. *P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Quattrini in banca'', traduzione di Sirio Agnati, Oscar Mondadori, Milano, 1974 *P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori. *P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3 *P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wodehouse, P. G.}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] csaltgxg9g4lol95rg617g9t0cxeau5 1424632 1424631 2026-08-25T15:51:15Z SolePensoso 4367 wikilink 1424632 wikitext text/x-wiki [[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]] Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico. ==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse== *I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref> *Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref> *In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> ==''Alla buon'ora Jeeves!''== ===[[Incipit]]=== «Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br /> «Certamente, signore».<br /> «Ciò che devo dirti può offenderti...»<br /> «Affatto, signore».<br /> «Bene, allora...».<br /> No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta. ===Citazioni=== *Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201) ==''Anonima scapoli''== ===[[Incipit]]=== Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili. ===Citazioni=== *Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37) *Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42) *Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97) *Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154) ===[[Explicit]]=== «La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta. ==''Bill il conquistatore''== ===[[Incipit]]=== Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania. ===Citazioni=== *Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7) *Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55) *Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159) *L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195) ===[[Explicit]]=== Era un ragazzo di sentimento! ==''Gas esilarante''== ===[[Incipit]]=== Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene. ===Citazioni=== *Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I) *«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII) ===[[Explicit]]=== La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza ==''Genero al verde''== ===[[Incipit]]=== Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora. ===Citazioni=== *Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20) *Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42) *Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184) ===[[Explicit]]=== Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere. ==''Grazie, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte. ===Citazioni=== *– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8) *La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66) ===[[Explicit]]=== Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore. ==''I gioielli di Monty Bodkin''== ===[[Incipit]]=== Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione. ===Citazioni=== *Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51) *Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116) *Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195) ===[[Explicit]]=== E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione. ==''I porci hanno le ali''== ===[[Incipit]]=== Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano. ===Citazioni=== *A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29) *Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44) *Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75) *Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147) ===[[Explicit]]=== Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso! ==''Jeeves taglia la corda''== ===[[Incipit]]=== Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto. ===Citazioni=== *– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33) *Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66) *Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166) ==''Jill, ragazza bizzarra''== *Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130) *Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176) ==''La conquista di Londra''== ===[[Incipit]]=== Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br /> «L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br /> Seguì un breve intervallo.<br /> «Roderick?»<br /> «Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br /> «Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br /> «Va bene, Sir George.»<br /> Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere. ===Citazioni=== *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72) *Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147) *Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235) *Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235) *Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242) *Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266) *Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293) ==''La piccola pepita''== *Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67) *Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86) *Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116) ==''La ragazza in blu''== ===[[Incipit]]=== Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini. ===Citazioni=== *La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18) *Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23) *Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37) *Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52) *Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71) *C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97) *Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187) ===[[Explicit]]=== E continuarono la strada cantando. ==''La stagione degli amori''== ===[[Incipit]]=== Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava. ===Citazioni=== *Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121) *Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180) ===[[Explicit]]=== Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli. ==''Lampi d'estate''== ===[[Incipit]]=== Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè. ===Citazioni=== *Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15) *Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17) *Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182) *Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221) ===[[Explicit]]=== Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263) ==''Molto obbligato, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamen­te installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilaran­te», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore. ===Citazioni=== *Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del pro­prio nipote. (p. 21) *Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai trop­po «confidenziale», perché non riuscii a trovare una de­finizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Di­zionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41) *Credo che le sue opinioni politiche tendessero ver­so l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signo­re. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42) *– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al com­mercio estero della Gran Bretagna. (p. 62) *L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163) ==''Più forte e più allegro''== ===[[Incipit]]=== Ho preso in prestito il titolo di questo volumetto di meditazioni dalla vecchia storiella (che può anche essere nuova per qualcuno di voi) di colui che doveva fare un discorso dopo un pranzo ed era molto nervoso. Come tante altre persone, nel suo caso, egli aveva cominciato a parlare a voce bassa e esitante. Dopo un po' la solita voce severa disse: «Più forte, per favore!». Alcuni minuti dopo un'altra voce osservò: «Più forte, per favore... e più allegro». ===[[Explicit]]=== Si può dire quello che si vuole contro le [[fotografia|fotografie]], ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ==''Qualche cosa di nuovo''== ===[[Incipit]]=== Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto. ===Citazioni=== *Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117) *Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117) ==''Teniamo duro, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante. ===Citazioni=== *Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20) *In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20) *– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106) *È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amore tra i polli''=== Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge. ===''Avanti, Jeeves!''=== Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico. ===''Il codice dei Wooster''=== Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br /> — Buona sera, Jeeves.<br /> — Buon giorno, signore.<br /> Questo mi sorprese.<br /> — È giorno?<br /> — Sì, signore.<br /> — Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br /> — C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br /> — Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br /> — Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br /> Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br /> Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere. ===''I maggiordomi rapinano le banche?''=== Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans. ===''Jeeves e la cavalleria''=== Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari. ===''L'eredità sotto chiave''=== Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado». ===''Luna piena''=== La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie. ===''Non George Washington''=== Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br /> Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br /> Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui. ===''Piccadilly Jim''=== La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata. ===''Psmith giornalista''=== Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quattrini in banca''=== Il signor Shoesmith, il noto procuratore e titolare dello studio legale Shoesmith, Shoesmith, Shoesmith, e cosi via, di Lincoln Inn Fields, si appoggiò alla spalliera della sedia dicendo che sperava di aver chiarito ogni cosa. ===''Tanto di cappello a Jeeves''=== Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br /> Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo. ===''Un intrigo a Blandings''=== Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/> ===''Una damigella in pericolo''=== Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema. ===''Zio Fred in primavera''=== La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976. *P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975. *P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti. *P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966. *P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000. *P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966 *P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933. *P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974. *P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977. *P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3 *P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988]. *P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979. *P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965. *P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2 *P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973. *P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8 *P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989. *P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Più forte e più allegro: saggi umoristici'', traduzione di Zoe Lampronti, Bietti, Milano, 1934. *P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Quattrini in banca'', traduzione di Sirio Agnati, Oscar Mondadori, Milano, 1974 *P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori. *P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3 *P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wodehouse, P. G.}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] g7kh9vuyld2vlwrlwjmvrilj0ragn5x 1424636 1424632 2026-08-25T15:56:00Z SolePensoso 4367 /* Più forte e più allegro */ 1424636 wikitext text/x-wiki [[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]] Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico. ==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse== *I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref> *Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref> *In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> ==''Alla buon'ora Jeeves!''== ===[[Incipit]]=== «Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br /> «Certamente, signore».<br /> «Ciò che devo dirti può offenderti...»<br /> «Affatto, signore».<br /> «Bene, allora...».<br /> No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta. ===Citazioni=== *Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201) ==''Anonima scapoli''== ===[[Incipit]]=== Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili. ===Citazioni=== *Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37) *Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42) *Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97) *Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154) ===[[Explicit]]=== «La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta. ==''Bill il conquistatore''== ===[[Incipit]]=== Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania. ===Citazioni=== *Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7) *Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55) *Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159) *L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195) ===[[Explicit]]=== Era un ragazzo di sentimento! ==''Gas esilarante''== ===[[Incipit]]=== Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene. ===Citazioni=== *Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I) *«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII) ===[[Explicit]]=== La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza ==''Genero al verde''== ===[[Incipit]]=== Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora. ===Citazioni=== *Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20) *Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42) *Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184) ===[[Explicit]]=== Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere. ==''Grazie, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte. ===Citazioni=== *– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8) *La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66) ===[[Explicit]]=== Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore. ==''I gioielli di Monty Bodkin''== ===[[Incipit]]=== Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione. ===Citazioni=== *Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51) *Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116) *Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195) ===[[Explicit]]=== E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione. ==''I porci hanno le ali''== ===[[Incipit]]=== Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano. ===Citazioni=== *A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29) *Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44) *Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75) *Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147) ===[[Explicit]]=== Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso! ==''Jeeves taglia la corda''== ===[[Incipit]]=== Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto. ===Citazioni=== *– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33) *Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66) *Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166) ==''Jill, ragazza bizzarra''== *Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130) *Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176) ==''La conquista di Londra''== ===[[Incipit]]=== Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br /> «L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br /> Seguì un breve intervallo.<br /> «Roderick?»<br /> «Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br /> «Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br /> «Va bene, Sir George.»<br /> Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere. ===Citazioni=== *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72) *Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147) *Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235) *Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235) *Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242) *Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266) *Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293) ==''La piccola pepita''== *Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67) *Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86) *Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116) ==''La ragazza in blu''== ===[[Incipit]]=== Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini. ===Citazioni=== *La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18) *Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23) *Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37) *Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52) *Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71) *C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97) *Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187) ===[[Explicit]]=== E continuarono la strada cantando. ==''La stagione degli amori''== ===[[Incipit]]=== Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava. ===Citazioni=== *Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121) *Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180) ===[[Explicit]]=== Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli. ==''Lampi d'estate''== ===[[Incipit]]=== Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè. ===Citazioni=== *Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15) *Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17) *Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182) *Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221) ===[[Explicit]]=== Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263) ==''Molto obbligato, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamen­te installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilaran­te», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore. ===Citazioni=== *Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del pro­prio nipote. (p. 21) *Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai trop­po «confidenziale», perché non riuscii a trovare una de­finizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Di­zionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41) *Credo che le sue opinioni politiche tendessero ver­so l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signo­re. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42) *– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al com­mercio estero della Gran Bretagna. (p. 62) *L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163) ==''Più forte e più allegro''== ===[[Incipit]]=== Ho preso in prestito il titolo di questo volumetto di meditazioni dalla vecchia storiella (che può anche essere nuova per qualcuno di voi) di colui che doveva fare un discorso dopo un pranzo ed era molto nervoso. Come tante altre persone, nel suo caso, egli aveva cominciato a parlare a voce bassa e esitante. Dopo un po' la solita voce severa disse: «Più forte, per favore!». Alcuni minuti dopo un'altra voce osservò: «Più forte, per favore... e più allegro». ===[[Explicit]]=== Si può dire quello che si vuole contro le [[foto|fotografie]], ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ==''Qualche cosa di nuovo''== ===[[Incipit]]=== Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto. ===Citazioni=== *Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117) *Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117) ==''Teniamo duro, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante. ===Citazioni=== *Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20) *In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20) *– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106) *È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amore tra i polli''=== Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge. ===''Avanti, Jeeves!''=== Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico. ===''Il codice dei Wooster''=== Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br /> — Buona sera, Jeeves.<br /> — Buon giorno, signore.<br /> Questo mi sorprese.<br /> — È giorno?<br /> — Sì, signore.<br /> — Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br /> — C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br /> — Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br /> — Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br /> Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br /> Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere. ===''I maggiordomi rapinano le banche?''=== Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans. ===''Jeeves e la cavalleria''=== Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari. ===''L'eredità sotto chiave''=== Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado». ===''Luna piena''=== La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie. ===''Non George Washington''=== Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br /> Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br /> Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui. ===''Piccadilly Jim''=== La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata. ===''Psmith giornalista''=== Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quattrini in banca''=== Il signor Shoesmith, il noto procuratore e titolare dello studio legale Shoesmith, Shoesmith, Shoesmith, e cosi via, di Lincoln Inn Fields, si appoggiò alla spalliera della sedia dicendo che sperava di aver chiarito ogni cosa. ===''Tanto di cappello a Jeeves''=== Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br /> Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo. ===''Un intrigo a Blandings''=== Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/> ===''Una damigella in pericolo''=== Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema. ===''Zio Fred in primavera''=== La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976. *P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975. *P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti. *P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966. *P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000. *P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966 *P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933. *P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974. *P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977. *P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3 *P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988]. *P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979. *P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965. *P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2 *P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973. *P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8 *P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989. *P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Più forte e più allegro: saggi umoristici'', traduzione di Zoe Lampronti, Bietti, Milano, 1934. *P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Quattrini in banca'', traduzione di Sirio Agnati, Oscar Mondadori, Milano, 1974 *P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori. *P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3 *P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wodehouse, P. G.}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] aaakmwm19c141vua3k7gf9q92z9k6xi 1424662 1424636 2026-08-25T22:26:45Z SolePensoso 4367 /* Più forte e più allegro */ 1424662 wikitext text/x-wiki [[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]] Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico. ==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse== *I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref> *Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref> *In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> ==''Alla buon'ora Jeeves!''== ===[[Incipit]]=== «Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br /> «Certamente, signore».<br /> «Ciò che devo dirti può offenderti...»<br /> «Affatto, signore».<br /> «Bene, allora...».<br /> No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta. ===Citazioni=== *Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201) ==''Anonima scapoli''== ===[[Incipit]]=== Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili. ===Citazioni=== *Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37) *Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42) *Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97) *Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154) ===[[Explicit]]=== «La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta. ==''Bill il conquistatore''== ===[[Incipit]]=== Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania. ===Citazioni=== *Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7) *Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55) *Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159) *L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195) ===[[Explicit]]=== Era un ragazzo di sentimento! ==''Gas esilarante''== ===[[Incipit]]=== Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene. ===Citazioni=== *Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I) *«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII) ===[[Explicit]]=== La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza ==''Genero al verde''== ===[[Incipit]]=== Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora. ===Citazioni=== *Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20) *Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42) *Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184) ===[[Explicit]]=== Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere. ==''Grazie, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte. ===Citazioni=== *– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8) *La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66) ===[[Explicit]]=== Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore. ==''I gioielli di Monty Bodkin''== ===[[Incipit]]=== Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione. ===Citazioni=== *Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51) *Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116) *Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195) ===[[Explicit]]=== E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione. ==''I porci hanno le ali''== ===[[Incipit]]=== Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano. ===Citazioni=== *A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29) *Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44) *Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75) *Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147) ===[[Explicit]]=== Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso! ==''Jeeves taglia la corda''== ===[[Incipit]]=== Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto. ===Citazioni=== *– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33) *Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66) *Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166) ==''Jill, ragazza bizzarra''== *Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130) *Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176) ==''La conquista di Londra''== ===[[Incipit]]=== Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br /> «L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br /> Seguì un breve intervallo.<br /> «Roderick?»<br /> «Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br /> «Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br /> «Va bene, Sir George.»<br /> Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere. ===Citazioni=== *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72) *Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147) *Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235) *Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235) *Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242) *Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266) *Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293) ==''La piccola pepita''== *Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67) *Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86) *Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116) ==''La ragazza in blu''== ===[[Incipit]]=== Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini. ===Citazioni=== *La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18) *Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23) *Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37) *Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52) *Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71) *C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97) *Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187) ===[[Explicit]]=== E continuarono la strada cantando. ==''La stagione degli amori''== ===[[Incipit]]=== Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava. ===Citazioni=== *Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121) *Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180) ===[[Explicit]]=== Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli. ==''Lampi d'estate''== ===[[Incipit]]=== Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè. ===Citazioni=== *Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15) *Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17) *Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182) *Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221) ===[[Explicit]]=== Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263) ==''Molto obbligato, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamen­te installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilaran­te», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore. ===Citazioni=== *Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del pro­prio nipote. (p. 21) *Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai trop­po «confidenziale», perché non riuscii a trovare una de­finizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Di­zionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41) *Credo che le sue opinioni politiche tendessero ver­so l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signo­re. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42) *– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al com­mercio estero della Gran Bretagna. (p. 62) *L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163) ==''Più forte e più allegro''== ===[[Incipit]]=== Ho preso in prestito il titolo di questo volumetto di meditazioni dalla vecchia storiella (che può anche essere nuova per qualcuno di voi) di colui che doveva fare un discorso dopo un pranzo ed era molto nervoso. Come tante altre persone, nel suo caso, egli aveva cominciato a parlare a voce bassa e esitante. Dopo un po' la solita voce severa disse: «Più forte, per favore!». Alcuni minuti dopo un'altra voce osservò: «Più forte, per favore... e più allegro». ===Citazioni=== È stato appunto perchè un comico di caffè-concerto deve avere spirito, brio, una buona voce e ''quel-certo-non-so-che'' (tutte doti che io non possedevo) che rinunciai alla mia ambizione e diventai scrittore. (cap. 4.2, p. 84) ===[[Explicit]]=== Si può dire quello che si vuole contro le [[foto|fotografie]], ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ==''Qualche cosa di nuovo''== ===[[Incipit]]=== Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto. ===Citazioni=== *Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117) *Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117) ==''Teniamo duro, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante. ===Citazioni=== *Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20) *In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20) *– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106) *È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amore tra i polli''=== Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge. ===''Avanti, Jeeves!''=== Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico. ===''Il codice dei Wooster''=== Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br /> — Buona sera, Jeeves.<br /> — Buon giorno, signore.<br /> Questo mi sorprese.<br /> — È giorno?<br /> — Sì, signore.<br /> — Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br /> — C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br /> — Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br /> — Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br /> Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br /> Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere. ===''I maggiordomi rapinano le banche?''=== Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans. ===''Jeeves e la cavalleria''=== Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari. ===''L'eredità sotto chiave''=== Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado». ===''Luna piena''=== La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie. ===''Non George Washington''=== Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br /> Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br /> Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui. ===''Piccadilly Jim''=== La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata. ===''Psmith giornalista''=== Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quattrini in banca''=== Il signor Shoesmith, il noto procuratore e titolare dello studio legale Shoesmith, Shoesmith, Shoesmith, e cosi via, di Lincoln Inn Fields, si appoggiò alla spalliera della sedia dicendo che sperava di aver chiarito ogni cosa. ===''Tanto di cappello a Jeeves''=== Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br /> Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo. ===''Un intrigo a Blandings''=== Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/> ===''Una damigella in pericolo''=== Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema. ===''Zio Fred in primavera''=== La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976. *P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975. *P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti. *P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966. *P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000. *P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966 *P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933. *P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974. *P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977. *P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3 *P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988]. *P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979. *P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965. *P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2 *P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973. *P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8 *P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989. *P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Più forte e più allegro: saggi umoristici'', traduzione di Zoe Lampronti, Bietti, Milano, 1934. *P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Quattrini in banca'', traduzione di Sirio Agnati, Oscar Mondadori, Milano, 1974 *P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori. *P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3 *P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wodehouse, P. G.}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] p6hslaznn0c6ncjosnb6jpt8cnapktk 1424663 1424662 2026-08-25T22:46:53Z Udiki 86035 /* Più forte e più allegro */ 1424663 wikitext text/x-wiki [[Immagine:PGWodehouse.jpg|thumb|P. G. Wodehouse]] Sir '''Pelham Grenville Wodehouse''' (1881 – 1975), scrittore britannico. ==Citazioni di Pelham Grenville Wodehouse== *I [[gatto|gatti]], come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell'antico Egitto, erano adorati come dei.<ref>Citato in Rachael Hale, ''Centouno cataclismi. Per amore dei gatti'', Contrasto, 2004, p. 24.</ref> *Il grande segreto dell'[[eterna giovinezza]]: far sempre circolare la bottiglia e non andare mai a letto prima delle [[quattro di notte|quattro del mattino]].<ref>Da ''Luna piena'', ciclo di Blandings.</ref> *In amore sono gli intervalli fra un incontro e l'altro quelli che provocano i veri danni.<ref>Da ''Amore fra i polli''; citato in Aa. Vv., ''Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore'', a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.</ref> ==''Alla buon'ora Jeeves!''== ===[[Incipit]]=== «Jeeves» dissi, «posso parlare con franchezza?»<br /> «Certamente, signore».<br /> «Ciò che devo dirti può offenderti...»<br /> «Affatto, signore».<br /> «Bene, allora...».<br /> No, aspettate. Restate ancora in linea. Sono uscito fuori dai binari. Non so se capiti a voi come a me. Quando io voglio raccontare una storia , urto, infallibilmente, contro l'ostacolo del non sapere come cominciare. Un passo falso basta a rovinar tutto. Mi spiego: se al principio indugiate troppo, cercando di creare la cosiddetta atmosfera e vi soffermate su eccessive sottigliezze, correte il pericolo di non ottenere l'effetto voluto, stancando l'attenzione di chi vi ascolta. ===Citazioni=== *Leggevo l'altro giorno, sul giornale, di quei tipi che stanno studiando il modo di dividere gli atomi, senza avere la minima idea di ciò che avverrà, se vi riusciranno. Potrà andar bene, come potrà non andar bene. E come rimarrà male quel disgraziato che dopo aver diviso l'atomo, vedrà andare in cenere la casa e se stesso fatto a pezzi. (p. 201) ==''Anonima scapoli''== ===[[Incipit]]=== Il signor Ephraim Trout dello studio Trout, Wapshott e Edelstein, uno dei molti studi legali cui dava lavoro Ivor Llewellyn, presidente del Superba-Lewellyn Studio di Llewellyn City, Hollywood, stava accompagnando il signor Llewellyn all'aeroporto di Los Angeles. Erano amici di lunga data. Trout aveva assistito Llewellyn in tutti i suoi cinque divorzi, compreso l'ultimo, da Grayce, vedova di Orlando Mulligan divo del western, e sono cose che contano. Non c'è niente come un buon divorzio per creare rapporti d'amicizia fra avvocato e cliente. Fornisce argomenti di conversazione pressoché inesauribili. ===Citazioni=== *Tira di boxe, e non è uno sport che migliori l'aspetto delle persone. (cap. IV, p. 37) *Non c'è, naturalmente, niente da dire contro l'amore a prima e neanche seconda vista; ma quando uno ne è colpito, in genere gli riesce comodo sapere il nome e l'indirizzo dell'oggetto della sua devozione. Joe invece ignorava totalmente l'indirizzo di Sally, e quanto al nome, sapeva Sally, ma il resto l'aveva dimenticato. (cap. V, p. 42) *Ha mai riflettuto su quel che significa il matrimonio? Non parlo, badi, di quell'allucinante supplizio che è la cerimonia, con vescovi, clero subalterno, le damigelle della sposa e la folla di parenti che si cercava di evitare da anni, ma di quello che viene dopo. E con questo non intendo, sia chiaro, il discorso che lo sposo è costretto a pronunciare al pranzo nuziale. Questo e la cerimonia in chiesa sono torture che durano relativamente poco, e in tale pensiero l'uomo forte può trovar conforto. No, parlo di un altro dopo: di quando uno si trova unito per la vita a una persona che scendendo per la prima colazione gli si avvicina da dietro e gli mette le mani sugli occhi dicendo: "Indovina chi è?". Da quanto lei diceva a proposito di una fossetta sulla guancia sinistra deduco che la ragazza non sia priva di attrattive fisiche, ma sa guidare la macchina? Qualcuno deve guidare la macchina; qualcuno deve fare la spesa mentre lei gioca a golf, e deve saper cambiare una ruota. E le lettere? Chi le garantisce che la ragazza provvederà alla corrispondenza di casa, e specialmente a inviare i biglietti d'auguri per Natale? Come tanti giovanotti, lei si è lasciato incantare da una graziosa faccia senza chiedersi per un momento se la persona che spera di sposare è capace di compilare la denuncia dei redditi e sarà disposta a spalare la neve davanti a casa mentre lei legge un giallo davanti al caminetto. (cap. IX, p. 97) *Ma in questi tempi turbinosi è difficile poter meditare a lungo senza essere interrotti. (cap. XIV, p. 154) ===[[Explicit]]=== «La lasci a me, Llewellyn» disse. «Lei vada a nascondersi in bagno o sotto il letto o dove vuole. Ci penso io.» E con passo fermo si avviò alla porta. ==''Bill il conquistatore''== ===[[Incipit]]=== Con un acerbo sbuffo che, quantunque violento, esprimeva in modo ancor troppo debole il disgusto e l'indignazione che lo compenetravano, Sir George Pyke gettò da parte il numero odierno della «Society Spice» e prese il telefono dalla sua scrivania. ===Citazioni=== *Ai giorni d'oggi è invalsa l'abitudine di descrivere tutti gli uomini fortunati, dalla persona tozza e con più di venti sterline in tasca, come altrettanti Napoleoni. (cap. I, p. 7) *Posso accertarvi, e con modestia, che in molti Circoli le mie opinioni sopra la [[eugenetica|Linea Eugenica]] sono considerate degne di attenzione. Il signor Paradene, sono lieto di dirlo, si è voluto arruolare tra i miei discepoli. Io sono un forte sostenitore delle teorie di [[George Bernard Shaw|Bernard Shaw]] sulla necessità di cominciare una nuova razza, e costruirla con i più perfetti campioni selezionati da quella in decadenza. (cap. II, p. 55) *Uno dei lati deliziosamente caratteristici della primavera inglese è quello che quasi tutti i giorni, quando si avanza la sera, si sente il desiderio, se non l'assoluto bisogno, di veder brillare un bel fuoco nel caminetto. (cap. VII, p. 159) *L'insensibilità della Natura nei riguardi delle umane sofferenze è stata così spesso commentata da scrittori e poeti che è diventata oggi un vero e proprio assioma. (cap. X, p. 195) ===[[Explicit]]=== Era un ragazzo di sentimento! ==''Gas esilarante''== ===[[Incipit]]=== Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio. Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia. E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciar bene. ===Citazioni=== *Notate però che, quando asserisco di essere il terzo conte di Havershot, non intendo dire che lo sono stato sempre. No. Ho cominciato dal nulla e sono salito a poco a poco. Per anni e anni ho tirato avanti così, semplicemente, quale Reginald John Peter Swithin, certo che questo nome sarebbe stato messo sulla mia lapide funeraria quando fosse venuto per me il momento di possederne una. E in quanto alle probabilità di acciuffare un titolo, sembrava che ne avessi una su cento. Il terreno era abbastanza ingombro di concorrenti allenati e capaci di lasciarmi indietro di parecchi punti. Sennonché... sapete bene come succede; qualche zio se ne va all'altro mondo, alcuni cugini gli vanno dietro... e, a poco a poco, passo passo, prima ancora che ci si renda conto di quello che succede, ci si trova con tanto di corona. (cap. I) *«L'aspetto non conta niente. [[Frankenstein]] non si è sposato?»<br />«Si è sposato?» domandò Eggy. «Non lo so. Non l'ho mai visto né conosciuto. È un ministro?» (cap. XXVIII) ===[[Explicit]]=== La baciai di nuovo portando il totale, credo, verso il centinaio. Poi ci avviammo per il viale, guidati dall'aroma delle salsicce fritte, il quale mi diceva come Eggy non avesse esagerato, decantando la propria abilità di cuoco e come il piccolo Joey Cooley fosse intento, senza dubbio, a zavorrarsi, prima di andare incontro a una nuova esistenza ==''Genero al verde''== ===[[Incipit]]=== Tra i due giovani che occupavano una cella di una delle più note stazioni di polizia di [[New York|Nuova York]], quello più alto e magro, Tipton Plimsoll, fu il primo a riprendersi, sia pure gradatamente, dagli effetti della sbornia che lo aveva condotto a soggiornare nella gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, fisicamente una mezza cartuccia, fragile e alquanto somigliante nell'aspetto al poeta [[Percy Bysshe Shelley|Shelley]], dormiva tuttora. ===Citazioni=== *Come molti dei suoi colleghi maggiordomi, anche Beach era un individuo alquanto abbondante. [[Caio Giulio Cesare|Giulio Cesare]], che amava di avere attorno a sé degli uomini grassi, ci si sarebbe affezionato all'istante. Egli era un tipo che s'era fatto crescere due menti dove prima ce n'era uno solo, mentre il suo panciotto appariva teso come la vela di uno ''[[yacht]]'' in una regata. Non si sarebbe mai pensato, guardandolo, che quarant'anni prima avesse vinto una corsa in bicicletta tra i ragazzi del coro. (cap. II, § 1, p. 20) *Mi sono spesso domandato perché la Natura, nella sua saggezza infinita, e alla quale si dà tanta pubblicità, deve avere commesso il grave errore di creare le rosse, sempre così impulsive e pronte a sparare. Se si fosse trattato di una bruna o di una bionda platino, questa tragedia non sarebbe mai successa. (cap. III, § 3, p. 42) *Non posso immaginare che una qualsiasi mia nipote non ami qualcuno che sia ricco come lui. E poi, essi sono proprio delle anime gemelle. Veronica ha press'a poco tanto cervello quanto una palla da biliardo dallo sviluppo ritardato, e lui è approssimativamente nelle stesse condizioni. (cap. XI, § 1, p. 184) ===[[Explicit]]=== Si alzò. Guardò l'orologio. Fu lieto di vedere che ci sarebbe stato giusto il tempo, prima del gong che sollecitava a vestirsi per la cena, per una spiccia visita alla dispensa di Beach. Era con gioiosa impazienza che si disponeva a compierla. Non soltanto là ci sarebbe stato il porto, ma con tutta probabilità anche una supplementare attrattiva nella persona dell'agente Evans, con il quale era sempre un piacere e un privilegio di poter scambiare due chiacchiere. ==''Grazie, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Ero leggermente turbato; nulla di grave a dire il vero, tuttavia non riuscivo a rasserenarmi. Nel mio vecchio appartamento, indolentemente, pizzicavo le corde del banjo, uno strumento al quale mi ero dedicato molto negli ultimi tempi. Vedendomi, non avreste potuto dire che il mio volto esprimesse un vero corruccio, e, d'altra parte, vi sarebbe stato arduo affermare il contrario. Forse la parola «pensieroso» riesce efficace a designare la cosa. Sentivo che una situazione densa di spiacevoli probabilità era all'orizzonte. ===Citazioni=== *– Jeeves, chi era quel tale che, guardando una cosa, si sentiva simile ad un altro nell'atto di guardare un'altra cosa? Ho studiato questo passo a scuola, ma adesso mi sfugge.<br />– Immagino che il signore faccia allusione al poeta [[John Keats|Keats]], il quale paragonava le emozioni avute alla prima lettura dell'[[Omero]] di [[George Chapman|Chapman]], a quelle che sconvolgevano l'animo dell'eroico [[Hernán Cortés|Cortés]] allorché, con occhi d'aquila, fissava il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 8) *La sorte mi metteva in cospetto di un padre il quale, alla più cordiale antipatia verso Bertram Wooster, univa la tema che la propria figlia ne fosse pazzamente innamorata : e la prima cosa che gli si presentava alla vista, allorché si disponeva a fare una passeggiatina dopo il pranzo, era appunto la figlia e l'uomo odiato uniti in un dolce abbraccio. C'era di che mettere in collera qualsiasi genitore; nessuna sorpresa, quindi, se in quel momento egli prese l'attitudine del prode [[Hernán Cortés|Cortés]] nell'atto di fissare il [[Oceano Pacifico|Pacifico]]. (p. 66) ===[[Explicit]]=== Non è facile trovare la parola adeguata in questi supremi momenti, se rendo l'idea. Ciò che vorrei dire è che in un momento come quello — supremo potreste quasi chiamarlo — con l'orizzonte che si rischiara, le nubi lontane ed il sole amico che brilla... ebbene! Andiamo, via!... voi mi capite!<br />– Grazie, Jeeves! — dissi.<br />– Prego, signore. ==''I gioielli di Monty Bodkin''== ===[[Incipit]]=== Come sempre quando il tempo era bello — là il tempo era quasi sempre bello — il sole della California splendeva alto sugli studios della Superba-Llewellyn a Llewellyn City. Splendeva il sole e regnava il silenzio, rotto solo dal rumore dei passi di un supervisore che aveva finito di far colazione e tornava a supervisionare e di tanto in tanto da un ululato proveniente dal ghetto degli scrittori: qualche sceneggiatore torturato in egual misura dal mal di testa e dalla mancanza d'ispirazione. ===Citazioni=== *Mavis costituiva un esempio impressionante di quello che può capitare quando un attore di western — tale era stato suo padre — sposa un'attrice di western. Il prodotto che si ottiene è una ragazza capace di tener testa a una mandra inferocita. A Mavis, beninteso, non era mai capitata l'occasione di provarcisi; ma di questo era la mandra che doveva rendere grazie al cielo. (cap. III.2, p. 51) *Così è Hollywood. Dopo il lavoro non si sa cosa fare, e così si va in giro a sposarsi. (cap. VII.1, p. 116) *Ci sono ragazze, poche forse ma, se uno ha tempo e pazienza, non introvabili, che non dicono mai "Te lo dicevo io", ma Mavis non faceva parte del numero. (cap. XI.2, p. 195) ===[[Explicit]]=== E un ronfo proveniente dal sofà parve sottoscrivere questa previsione. ==''I porci hanno le ali''== ===[[Incipit]]=== Beach il maggiordomo, un po' ansimante dopo le scale, perché non era più il giovane e aerodinamico cameriere di trent'anni prima, entrò nella biblioteca di Blandings Castle, un vassoio colmo di lettere in mano. ===Citazioni=== *A Gally tornò in mente il suo vecchio amico Biffen, sportivo nato sotto maligna stella, quella volta che era andato alla pista di Tattersall in Hurst Park con una lunga e posticcia barba da assiro per evitare d'essere riconosciuto da una mezza dozzina di allibratori a cui doveva del denaro, e la barba gli era caduta. La stessa visibile emozione. (cap. I.5, p. 29) *Deglutì a fatica, come uno [[struzzo]] che [[deglutizione|inghiotta]] una maniglia d'ottone. (cap. II.3, p. 44) *Fatta forse eccezione per la signora Emily Post, per alcune delle duchesse più altere e la defunta [[Cornelia]] madre dei Gracchi, la banchista inglese, avvezza sin dalla più tenera età a comportarsi con dignità regale nelle situazioni più difficili, è l'unica che possa dettar legge in fatto di comportamento. (cap. IV.1, p. 75) *Una città molto cara, [[Parigi]]. Non dar mai retta a chi ti dice che lì la vita è a buon mercato. Ti spellano a tutto spiano. Però, bada bene, la mensa vale quel che costa, dato come cucinano da quelle parti (cap. VII.1, p. 147) ===[[Explicit]]=== Ah, quale lezione per tutti noi, un così splendido discorso! ==''Jeeves taglia la corda''== ===[[Incipit]]=== Jeeves posò le sfrigolanti uova al prosciutto sul tavolo della colazione a Reginald ("Filetto") Herring e io, leccandoci le labbra, sistemammo i gomiti e ci demmo sotto. ===Citazioni=== *– Supponi che tua zia Dahlia una bella mattina legga sul giornale che sarai fucilato all'alba. <br />– Impossibile. Non mi alzo mai così presto. (p. 33) *Questa lattiera a vacca, nel caso vi interessi, era un'anfora o una brocchetta d'argento, o come diavolo la chiamate, fatta a forma di vacca, idea tra le più stupide; una vacca con la coda arcuata e sulla faccia un'espressione di giovane delinquente, il tipo di vacca che pareva accarezzare l'idea di sferrare un calcio nel basso costato della lattaia la prima volta che lei si fosse avvicinata per mungerla. Il suo dorso si apriva come un coperchio a cardine e la punta della coda toccava la spina dorsale, offrendo così un appiglio al padrone di casa che volesse afferrare quella lattiera per versare il latte. Perché qualcuno dovesse bramare un oggetto così rivoltante per me era sempre stato un mistero. (p. 66) *Tanto per controllare una scommessa, non era l'asino di Baalam che opponeva il ''Nolle prosequi''? (p. 166) ==''Jill, ragazza bizzarra''== *Nessuna meraviglia quindi che l'ultimo dei Rooke si trovasse in quello stato d'animo di tristezza che affligge un personaggio di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]], per esempio un contadino, che, dopo aver terminato la sua pesante giornata di lavoro strozzando il padre, battendo la moglie ed affogando il bambino in una vasca d'acqua, se ne va alla credenza e scopre che la bottiglia di vodka è vuota. Povero ''mugik''! (p. 130) *Le [[bugie|fandonie]], come tu le chiami, mentre io le definisco la modellazione artistica della verità, le fandonie, dunque, sono... come dirò? (p. 176) ==''La conquista di Londra''== ===[[Incipit]]=== Con una sbuffata brusca, improvvisa, che per quanto violenta esprimeva a stento il disgusto e l'indignazione che gli ribollivano dentro, Sir George Pike posò l'ultimo numero di «Society Spice» e prese il telefono.<br /> «L'ufficio dello 'Spice'» disse laconico.<br /> Seguì un breve intervallo.<br /> «Roderick?»<br /> «Non è ancora tornato dal pranzo, Sir George» disse una voce ossequiosa.<br /> «Ah, è lei, Pilbeam?» Il tono di Sir George si ammorbidì. Pilbeam era uno dei suoi prediletti. Un ragazzo con un futuro. Un uomo su cui teneva gli occhi. «Dica per favore al signor Roderick, quando torna, che voglio vederlo.»<br /> «Va bene, Sir George.»<br /> Il fondatore e proprietario della Mammoth Publishing Company, la vasta impresa che rifornisce metà dell'Inghilterra – la metà più zuccona – di roba da leggere, mise giù la cornetta e, dopo aver aggrottato un istante le sopracciglia, prese una matita e si mise a scrivere. ===Citazioni=== *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in [[Inghilterra]], che mi ricorda un [[cucciolo]] timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. (p. 72) *Uno dei deliziosi aspetti della [[primavera]] inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. (p. 147) *Uno dei difetti di Londra dal punto di vista di un uomo il cui cuore sia appena andato a pezzi è che è praticamente priva di luoghi selvaggi in cui si possa avanzare con sguardo impenetrabile. (p. 235) *Era una bella mattinata. Si è già parlato dell'insensibilità della Natura nei momenti di umana sofferenza; basterà dire che in tale occasione la [[Natura]] era più che all'altezza della sua reputazione. (p. 235) *Il cammino del progresso ha tolto a Waterloo Station i suoi misteri. Un tempo era stato uno strano, oscuro Paese delle meraviglie in cui Alici spaurite e i loro corrispettivi maschili vagavano disperati, chiedendo informazioni a funzionari altrettanto ignari e sperduti: ora invece era ordinata ed efficiente. (p. 242) *Il ritorno del [[Parabola del figlio prodigo|figliol prodigo]] è quasi proverbialmente legato a effervescenti manifestazioni di gioia da parte dell'intera compagnia con, forse, la sola eccezione del vitello ingrassato. (p. 266) *Placida, stolida, assorta nelle sue faccende e titanicamente indifferente a tutto il resto, [[Londra]] si avviava al suo tran tran quotidiano. Da Putney a Sloane Square, da Cricklewood a Regent Street, da Sydenham Hill allo Strand, da qualsiasi posto a qualsiasi altro posto, autobus rossi, gialli e marroni passavano rombando di continuo. I vigili vigilavano, gli agenti di borsa badavano alla borsa, i mendicanti mendicavano, i cappellai smerciavano cappelli, i poltroni poltrivano, i venditori di ghette vendevano ghette, i giornalai strillavano l'edizione delle tre dei giornali del pomeriggio, e i colonnelli in pensione sedevano comodamente alle finestre dei club di fronte a Piccadilly e Pall Mall, sognando il pranzo. (p. 293) ==''La piccola pepita''== *Per qualche ragione che ignoravo i ragazzi mi accettavano volentieri. Fin dai primi giorni ebbi quella soddisfazione tra le più gratificanti nelle vita di un insegnante e cioè lo spettacolo di un ragazzo che dà un pugno sulla testa di un compagno soltanto perché questi continua a far chiasso dopo che l'insegnante gli ha detto di stare zitto. (p. 67) *Di tutte le cure intese a guarire un uomo da riflessioni malinconiche, quella di più immediata efficacia consiste in un colpo violento al plesso solare. Esempi antichi e recenti ce lo dimostrano. (p. 86) *Sono fermamente convinto che se i professori potessero portar delle maschere bianche e avessero delle pistole automatiche, il mantenere l'ordine nella scuola sarebbe un gioco da bambini. (p. 116) ==''La ragazza in blu''== ===[[Incipit]]=== Il sole del pomeriggio entrava a fiotti nell'ufficio del direttore dei Guildenstern's Stores, Madison Avenue, New York, ma non un raggio di luce brillava nel cuore di Omero Pyle, legale di varie e importanti società per azioni, in quell'ufficio convocato. Omero Pyle aveva, anzi, l'aria infelice e inquieta di un gatto seduto su una stufa rovente, e i motivi per cui aveva l'aria di un gatto seduto su una stufa rovente non sono difficili a spiegarsi. Da un consulente legale di varie e importanti società per azioni è lecito aspettarsi aplomb e impassibilità, ma è un po' troppo pretendere che li mantenga quando qualcuno gli telefona a metà del pomeriggio per informarlo che sua sorella è appena stata beccata a rubare ai grandi magazzini. ===Citazioni=== *La strana sensazione, provata non appena le aveva posato gli occhi addosso, di essere stato colpito all'osso frontale dallo scoppio di un'atomica, era effetto di [[amore a prima vista]]. Capita. Un amore impiega mesi e mesi per arrivare al punto di ebollizione, e un altro più che nascere esplode, improvviso e violento come una bomba. Non ci sono regole fisse. (cap. II, § 1, p. 18) *Rise. Una [[risata]] argentina, la definì Jerry dentro di sé dopo una rapida analisi; somigliava anche, pensò, poiché in lui sonnecchiava il poeta, al rumore che fanno i cubetti di ghiaccio contro le pareti di un bicchiere di cristallo, in una calda giornata d'agosto. (cap. II, § 2, p. 23) *Chi chiede un [[prestito]] non può fare a meno di provare qualcosa di molto simile alla delusione quando la sua richiesta è così immediatamente e placidamente accolta. (cap. III, p. 37) *Tutto quello che c'è di divertente nella vita, bambina mia, o è immorale o illegale o fa ingrassare. (cap. V, § 2, p. 52) *Anche in quest'epoca di svalutazioni un milione o due di dollari sono una cifra che può far piacere di possedere. (cap. VI, § 3, p. 71) *C'è chi ha il bernoccolo del recupero di miniature rubate e chi non ce l'ha; forse dipende dagli ormoni. (cap. X, p. 97) *Uno dei vantaggi di una [[sorella]] che deve discutere con un fratello è il fatto che non ha nessun obbligo di dimostrarsi delicata e piena di tatto. (cap. XV, § 1, p. 187) ===[[Explicit]]=== E continuarono la strada cantando. ==''La stagione degli amori''== ===[[Incipit]]=== Anche se non arriverei a dire che il cuore mi si era fatto di piombo al pensiero di recarmi a Deverill Hall, devo comunque confessare che questa prospettiva non mi entusiasmava. ===Citazioni=== *Siamo in [[primavera]], Bertie, la stagione degli amori, che, come probabilmente saprai, è la stagione in cui l'ireos sulla bruna colombella risplende di vivace colore e spensierati giovani ripensano all'amore. (p. 121) *Gli si leggeva in volto un'espressione byroniana. (Ho poi appurato, tramite Jeeves, che il termine è corretto, e a quanto pare indica somiglianza con il fu [[George Gordon Byron|Lord Byron]], che era un tipo piuttosto cupo sempre pronto a veder tutto nero). (p. 180) ===[[Explicit]]=== Drizzai le spalle e mi avviai a grandi passi verso la porta, come il paggio Orlando pronto a combattere contro gli infedeli. ==''Lampi d'estate''== ===[[Incipit]]=== Il castello di Blandings riposava al sole. Dai suoi praticelli curati e dalle terrazze lastricate si alzavano vapori in piccole volute. L'aria era piena di ronzii che conciliavano il sonno. Era quell'ora vezzosa dei meriggi d'estate in cui la Natura stessa sembra sdraiarsi per la siesta tra il pranzo e il tè. ===Citazioni=== *Un certo [[critico]] – poiché tali uomini, mi dispiace dirlo, esistono – ha malevolmente osservato, a proposito del mio ultimo romanzo, che conteneva «tutti i vecchi personaggi di Wodehouse sotto nomi diversi». A quest'ora è stato probabilmente divorato dagli orsi, come i bambini che si facevano beffe del profeta [[Elia]]; ma se ancor vive non potrà rivolgere una simile accusa a ''Lampi d'estate''. Grazie alla mia superiore intelligenza stavolta ho sbaragliato costui mettendo nel romanzo tutti i vecchi personaggi di Wodehouse con i loro nomi. A questo punto si sentirà un po' sciocco, credo. (Prefazione, p. 15) *Proprio in quella l'[[alloro]], che finora non aveva parlato, disse: «Psst!» (cap. 1.I, p. 17) *Si sentiva come non s'era più sentito dalla sera in cui, qualche anno prima, boxando per la sua università contro un altro peso leggero, si era trovato incautamente a piazzare il mento nel punto proprio allora occupato dal pugno destro del suo avversario. Se vi è appena successo questo, oppure – è lo stesso – vi hanno detto che la fanciulla amata si è irrevocabilmente promessa a un altro, siete sulla buona strada per capire come si sentono gli anarchici quando la bomba scoppia troppo presto. (cap. 12.II, p. 182) *Fatto questo, si sentì un po' meglio, non tanto, ma un po' sì. Prima, avrebbe lietamente assassinato Beach e James per poi ballare sulle loro tombe: adesso si sarebbe accontentato di ammazzarli. (cap. 14.I, p. 221) ===[[Explicit]]=== Girò sui tacchi e la notte estiva lo inghiottì. Da qualche parte, nel buio, una [[civetta]] ululò. A Pilbeam sembrò ci fosse un che di derisorio, in quel verso. Si accigliò. I denti gli si strinsero di scatto. Se l'avesse avuta sottomano, guai a quella civetta. (p. 263) ==''Molto obbligato, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Davanti al tavolino per la prima colazione, comodamen­te installato nella consueta poltroncina, mi accinsi ad intaccare un piatto di appetitose uova e pancetta che Jeeves mi aveva preparato senza economia. Provavo una curiosa sensazione che potrei definire «esilaran­te», se questa è la parola giusta. Ero, insomma, felice di ritrovarmi nel mio guscio, lontano da Totleigh Towers, da Sir Watkyn Bassett, da sua figlia Madeline, e soprattutto da quell'impiastro di Spode, o meglio Lord Sidcup, come si fa chiamare adesso. Il pensiero di non doverli più vedere era come una dose media per adulti di uno di quei ricostituenti brevettati che danno tono all'organismo, assieme a un piacevole senso di calore. ===Citazioni=== *Mostratemi una zia, è uno dei miei detti, ed io vi mostrerò un essere cui non importa un corno di ferire con lazzi e frizzi la suscettibilità del pro­prio nipote. (p. 21) *Quanto al suo modo di fare, al momento lo trovai trop­po «confidenziale», perché non riuscii a trovare una de­finizione migliore, ma più tardi cercai la parola sul ''Di­zionario dei Sinonimi'' di Jeeves e vidi che avrei potuto descriverlo anche come «impertinente», «impudente», «sfacciato», «privo di naturale riserbo», «irrispettoso», «importuno», «audace» e «sfrontato». (pp. 40-41) *Credo che le sue opinioni politiche tendessero ver­so l'estrema sinistra, quando lavorava per voi, signo­re. Sono mutate dal giorno in cui è divenuto un ricco possidente. (p. 42) *– È il Numero Uno delle carogne. Sai che dice di aver avuto una soffiata: lo faranno baronetto. È nella lista delle onorificenze che assegnano nel nuovo anno.<br />– Com'è possibile che facciano baronetto un uomo del genere?<br />– È il genere giusto, invece. Grosso uomo d'affari, grande giro di denaro, importanti servizi resi al com­mercio estero della Gran Bretagna. (p. 62) *L'importante nella vita, Jeeves, se si vuole vivere prosperi e felici, è perdere quanti più dibattiti politici è possibile. (p. 163) ==''Più forte e più allegro''== ===[[Incipit]]=== Ho preso in prestito il titolo di questo volumetto di meditazioni dalla vecchia storiella (che può anche essere nuova per qualcuno di voi) di colui che doveva fare un discorso dopo un pranzo ed era molto nervoso. Come tante altre persone, nel suo caso, egli aveva cominciato a parlare a voce bassa e esitante. Dopo un po' la solita voce severa disse: «Più forte, per favore!». Alcuni minuti dopo un'altra voce osservò: «Più forte, per favore... e più allegro». ===Citazioni=== *È stato appunto perché un comico di caffè-concerto deve avere spirito, brio, una buona voce e ''quel-certo-non-so-che'' (tutte doti che io non possedevo) che rinunciai alla mia ambizione e diventai scrittore. (cap. 4.2, p. 84) ===[[Explicit]]=== Si può dire quello che si vuole contro le [[foto]]grafie, ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ==''Qualche cosa di nuovo''== ===[[Incipit]]=== Il sole di un bel mattino primaverile splendeva gaiamente su Londra. Il suo confortante calore sembrava infondere nell'intenso traffico di Piccadilly una più lieta vivacità, tanto che i conducenti degli autobus giungevano fino a scherzare, e gli ''chauffeurs'' atteggiavano le labbra a un sorriso che non mancava di una certa benevolenza. Fischiettavano i ''policemen'' che regolavano la circolazione, e fischiettavano i commessi che andavano al lavoro; mentre i mendicanti affrontavano con ottimismo l'arduo compito di persuadere persone cui erano perfettamente conosciuti ad addossarsi l'onere del loro mantenimento, con quell'ottimismo, diciamo, che sovente è gran parte del successo.<br />In quella felice mattinata, alle nove precise, la porta del numero 7/a di Arundell Street, in Leicester Square, si aprì, e ne uscì un giovanotto. ===Citazioni=== *Se le donne comprendessero le proprie responsabilità baderebbero bene a sorridere; tanto bene che probabilmente non lo farebbero. (p. 117) *Vi sono nella vita di un [[maschio e femmina|uomo]] momenti in cui il sorriso di una [[maschio e femmina|donna]] può avere risultati importanti quanto quelli di una esplosione di dinamite. (p. 117) ==''Teniamo duro, Jeeves''== ===[[Incipit]]=== Con un ampio gesto della mano spalmai di marmellata una fetta di pane tostato e non credo di essere mai stato più vicino a cantare ''tra-là-là'', come se stessi insaponandomi nel bagno, poiché quella mattina ero proprio in forma brillante. ===Citazioni=== *Ho sempre sostenuto senza tentennamenti che la dimora ideale per tutti questi individui che collezionano oggetti sia una cella imbottita al manicomio. (pp. 19-20) *In materia di ornamenti per il capo, Jeeves non è in sintonia con il moderno pensiero progressista. (p. 20) *– Migliaia di persone sono vegetariane e godono di una perfetta salute.<br />– La salute fisica, certo, ma che ne dici della loro anima? Se tu all'improvviso allontani un tizio da bistecche e braciole, questo fatto provoca qualche danno alla sua anima. Mia zia Agatha una volta fece diventare vegetariano lo zio Percy e tutto il suo temperamento si indurì. (p. 106) *È un incidente che scombussola sempre quando un tizio, anche piccolo, vi prende in pieno nel [[muscolo diaframma|diaframma]], e lo posso testimoniare io stesso, poiché ho subìto la stessa esperienza laggiù in Washington Square, durante un soggiorno a New York. Washington Square è largamente dotata di ragazzini italiani dagli occhi tristi che sfrecciano su e giù con i [[pattino|pattini a rotelle]], e uno di loro, avanzando a testa bassa per la sua strada, mi urtò nella zona del terzo bottone del gilè a un'alta velocità in miglia orarie. (p. 123) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amore tra i polli''=== Un signore venne a visitarvi ieri sera, mentre eravate fuori, – mi disse la signora Medley, la mia padrona di casa, mentre sbarazzava la tavola dei resti della colazione.<br />Ebbene? – le domandai affabilmente come al solito.<br />– Un signore dalla forte voce, – disse pensosa la signora Medley.<br />– Era forse Caruso?<br />– Signore?<br />– Dicevo se ha lasciato il suo nome.<br />– Sì. Era il signor Ukridge.<br />– Misericordia!<br />– Signore!<br />– Nulla. nulla<br />– Grazie, signore, – disse la signora Medley, sottraendosi alla mia presenza.<br />Ukridge! Che il diavolo se lo porti. Non l'avevo veduto da vari anni e, per quanto io posso esser lieto di ricevere delle visite dagli amici di gioventù coi quali scambio volentieri quattro chiacchiere, non mi sentivo in quel momento disposto a vedere Ukridge. ===''Avanti, Jeeves!''=== Ora, che c'è da dire sul conto del buon Jeeves... il mio domestico, se non lo sapete? Molti dicono che io dipendo troppo da lui. Mia zia Agata, infatti, l'ha persino chiamato il mio custode. Bene, quel che dico io è questo: e se pure? Jeeves è un genio, dal colletto in su è unico. Dopo una settimana ch'egli era entrato in mio servizio, io avevo rinunciato ad occuparmi delle mie faccende. La cosa rimonta da una mezza dozzina di anni fa, immediatamente dopo quello strano caso di Fiorenza Craye, del libro di mio zio Willoughby e di Eddino, il giovane esploratore.<br />Il fatto cominciò veramente quando io ritornai ad Easeby, la residenza di mio zio, nello Shroipshire. Passavo lì una settimana e poco più come generalmente facevo in estate, e avevo dovuto interrompere la mia visita, e correre a Londra a trovarmi un nuovo domestico. ===''Il codice dei Wooster''=== Allungai una mano fuori dalle coperte e suonai il campanello per chiamare Jeeves.<br /> — Buona sera, Jeeves.<br /> — Buon giorno, signore.<br /> Questo mi sorprese.<br /> — È giorno?<br /> — Sì, signore.<br /> — Ne sei sicuro? Mi pare molto buio fuori.<br /> — C'è la nebbia, signore. Se ben rammentate, siamo in autunno ormai, nella stagione delle nebbie e della saporosa ubertà.<br /> — Eh? Oh! Sì, capisco. Beh, sia quel che sia, preparami uno di quei tuoi tonici super per rimettermi in piedi, per favore.<br /> — Ne ho uno già pronto, signore, in frigorifero.<br /> Jeeves spari dalla stanza e io mi tirai su a sedere sul letto con quella sensazione piuttosto spiacevole che si prova, talvolta, di dover morire nel giro di cinque minuti. La sera precedente avevo offerto al Drones una piccola cena in onore di Gussie Fink-Nottle, quale caloroso saluto in vista delle sue ormai imminenti nozze con Madeline, figlia unica di Sir Watkyn Bassett, C.B.E. e queste serate si pagano care. A dire il vero, appena prima che entrasse Jeeves, avevo sognato che un buontempone mi stava conficcando dei chiodi nella testa, non però i soliti chiodi piccolini bensì grosse punte arroventate.<br /> Jeeves tornò con il beveraggio. Io lo buttai giù per il boccaporto e dopo aver subito l'inevitabile ma momentaneo disagio caratteristico dei tonici mattutini da lui brevettati, vale a dire sentirti balzar per aria il cucuzzolo della testa mentre gli occhi ti schizzano dalle orbite e vanno a rimbalzare come palle da tennis sulla parete opposta, mi sentii molto meglio. Sarebbe stato esagerato sostenere che ormai Bertie era tornato in forma, ma almeno era scivolato nel reparto convalescenti e si sentiva in vena di fare due chiacchiere. ===''I maggiordomi rapinano le banche?''=== Una mattina di giugno Charlie Yost, il gangster di Chicago, andò a trovare Horace Appleby, che prima di andare alle corse di Wellingford stava chiacchierando con Pestasodo Evans. ===''Jeeves e la cavalleria''=== Ero seduto nella vasca da bagno e cantavo, se ben ricordo, «Pallide mani che a Shalimar ho amato», mentre mi insaponavo un piede dall'aspetto pensieroso, ma se dicessi che mi sentivo allegro come un fringuello ingannerei i miei lettori. Quella che mi si prospettava davanti, infatti, era una serata che prometteva essere di una noia senza pari. ===''L'eredità sotto chiave''=== Il sergente che sedeva alla sua scrivania nella piccola e alquanto sudicia stazione di polizia di Parigi era calmo, tonto e solenne, e dava l'impressione di essere fatto di una qualche specie di sego. Era quello che Roget, nel suo «Thesaurus», avrebbe definito «mentalmente non facile da scuotere né da impressionare», sotto il quale aspetto differiva in maniera stridente dal massiccio giovinetto che gli stava di fronte, il cui comportamento ricordava molto quello di un pisello su una paletta rovente. La parola che uno stilista avrebbe adoperato per descrivere Jerry Shoesmith in quel momento sarebbe stata «sobbalzante», e un osservatore casuale avrebbe anche potuto supporre che egli fosse un tipo molto sospetto che stava subendo l'equivalente francese del «terzo grado». ===''Luna piena''=== La [[luna]] che con consumata esperienza presta servizio al Castello di Blandings e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore l'avito maniero di Clarence, nono Conte di Emsworth, era inondato dai suoi raggi d'[[argento]]. Essi sbirciavano rispettosamente la sorella di Lord Emsworth, Lady Hermione Wedge, che si spalmava il viso di crema nella Camera Azzurra; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano nella Camera Rossa, dove c'era qualcosa che valeva davvero la pena di guardare: Veronica Wedge, la splendida figlia di Lady Hermione, che fissava il soffitto sdraiata sul letto e sognava di avere qualche bel gioiello da sfoggiare per l'imminente ballo della Contea. Naturalmente una bella ragazza non ha bisogno di altri gioielli oltre alla giovinezza, alla salute e al suo fascino naturale, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Veronica avrebbe dovuto sudare sette camicie. ===''Non George Washington''=== Mi chiamo Margaret Goodwin. Tra una settimana sarò la signora Orlebar Cloyster.<br /> Ho incontrato il mio fidanzato James tre anni fa. Ci siamo conosciuti alle sette e mezzo di mattina del 28 luglio, nel bel mezzo di Fermain Bay, a circa cinquanta metri dalla spiaggia.<br /> Fermain Bay è un'insenatura dell'isola di Guernsey, dove io abitavo (per la precisione a St. Martin's) da parecchi anni insieme a mia madre. La nostra vita si era svolta tranquilla e monotona fino a quando il fato condusse a me un giovane di cui mi innamorai nel momento stesso in cui il mio sguardo si posò su lui. ===''Piccadilly Jim''=== La residenza di Peter Pett, il noto finanziere, su Riverside Drive è un pugno in un occhio tra i più cospicui in quell'arioso ed elegante viale newyorkese. Quando ci passate davanti in limousine o vi godete i vostri dieci centesimi d'aria fresca sull'imperiale di un omnibus verde, salta su e vi morde. L'architetto che si trovi a passar di lì sussulta e allarga le braccia per schermirsi e finanche l'osservatore incompetente è colto da un senso di sgomento. L'edificio assomiglia contemporaneamente a una cattedrale, a una villa di campagna, a un hotel e a una pagoda cinese. Molte finestre hanno vetri istoriati e sopra il porticato troneggiano due leoni in terracotta, considerevolmente più brutti dei compiaciuti felini che montano la guardia alla Public Library di New York. È impossibile che simile dimora passi inosservata ed è forse per questo motivo che la signora Pett ha tanto insistito perché il consorte l'acquistasse. La signora Pett adora essere notata. ===''Psmith giornalista''=== Una grave crisi minacciava il giornalismo newyorkese, ma l'uomo della strada non se ne rendeva conto.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quattrini in banca''=== Il signor Shoesmith, il noto procuratore e titolare dello studio legale Shoesmith, Shoesmith, Shoesmith, e cosi via, di Lincoln Inn Fields, si appoggiò alla spalliera della sedia dicendo che sperava di aver chiarito ogni cosa. ===''Tanto di cappello a Jeeves''=== Mentre, seduto nella vasca da bagno, m'insaponavo un piede meditabondo e cantavo, se ben ricordo, "Pallide mani che amavo sulle rive dello Shalimar", ingannerei i miei lettori se dicessi che mi sentivo pimpante. La serata che dovevo affrontare prometteva di essere una di quelle serate spiacevoli che non giovano né allo spirito né al corpo. Mia zia Dahlia, scrivendomi dalla sua residenza estiva, cioè a dire Brinkley Court giù nel Worchestershire, mi aveva chiesto il favore personale di portare a pranzo certe sue conoscenze, una coppia di nome Trotter.<br /> Mi avvertiva che erano scocciatori della più bell'acqua e mi avrebbero fatto morire di noia, ma che si presentava indispensabile ungerli, perché lei stava trattando una difficile questione d'affari con la metà maschile del duo, e in certi momenti tutto fa brodo. ===''Un intrigo a Blandings''=== Dei due giovani che dividevano la stessa cella in una stazione della polizia di New York, quello alto e allampanato, di nome Tipton Plimsoll, fu il primo a riaversi – sia pure gradualmente – dall'effetto delle copiose libagioni che si erano concluse con il suo soggiorno in gattabuia. L'altro, Wilfred Allsop, un tipo piccolo e gracilino, vagamente somigliante a [[Percy Bysshe Shelley|Percy Shelley]], il poeta, ronfava ancora.<ref name=incipit/> ===''Una damigella in pericolo''=== Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quell'edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema. ===''Zio Fred in primavera''=== La porta del Drones Club si spalancò, e un giovanotto con un vestito di flanella che gli stava a meraviglia scese la gradinata e s'incamminò verso ovest. Un osservatore, scrutando il suo volto, vi avrebbe ravvisato una certa espressione assorta e attenta come quella d'un cacciatore africano sulle piste d'un ippopotamo. E non si sarebbe sbagliato. Pongo Twistleton — poiché era lui — era diretto alla casa di Horace Pendlebury-Davenport con l'intenzione di tirare una stoccata all'amico. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *P. G. Wodehouse, ''Alla buon'ora, Jeeves!'' (''Right Ho, Jeeves'', 1934), traduzione di Cina Sacchi-Perego, Bietti, Milano, 1976. *P. G. Wodehouse, ''Amore tra i polli'', traduzione di F. Palumbo, Casa Editrice Bietti, Milano, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Anonima scapoli'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1975. *P. G. Wodehouse, ''Avanti, Jeeves!'', traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Bietti. *P. G. Wodehouse, ''Bill il conquistatore'' (''Bill the Conqueror''), traduzione di Metello Brunone Rafanelli, Bietti, Milano, 1966. *P. G. Wodehouse, ''Gas esilarante'' (''Laughing Gas''), traduzione di Alberto Tedeschi, Guanda, Parma, 2000. *P. G. Wodehouse, ''Genero al verde'', traduzione di Sario Agnati, F. Elmo, Milano, 1966 *P. G. Wodehouse, ''Grazie, Jeeves'', traduzione di Giulia Brugiotti, Bietti, Milano, 1933. *P. G. Wodehouse, ''I gioielli di Monty Bodkin'', traduzione di Elena Spagnol, Mondadori, Milano, 1974. *P. G. Wodehouse, ''I maggiordomi rapinano le banche?'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1977. *P. G. Wodehouse, ''Il codice dei Wooster'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''I porci hanno le ali'', traduzione di Adriana Motti, U. Guanda, Parma, 1994. ISBN 88-7746-557-3 *P. G. Wodehouse, ''Jeeves e la cavalleria'' (''Jeeves and the Feudal Spirit'', 1946), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 2003 [1988]. *P. G. Wodehouse, ''Jeeves taglia la corda'' (''Jeeves in the Offing'', 1960), traduzione di Adriana Motti, Mondadori, Milano, 1979. *P. G. Wodehouse, ''Jill, ragazza bizzarra'' (''Jill the Reckless'', 1913), traduzione di Mario Bodoman, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''L'eredità sotto chiave'', traduzione di Sario Agnati, Elmo, Milano, 1965. *P. G. Wodehouse, ''La conquista di Londra'' (''Bill the Conqueror'', 1924), traduzione di Luigi Brioschi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Lampi d'estate'', traduzione di Carlo Brera, TEA, Milano, 1993. ISBN 88-7746-406-2 *P. G. Wodehouse, ''La piccola pepita'' (''The Little Nugget'', 1913), traduzione di Giulia Castelli, Mursia, 1991. *P. G. Wodehouse, ''La ragazza in blu'', traduzione di Elena Spagnol, A. Mondadori, 1973. *P. G. Wodehouse, ''La stagione degli amori'' (''The Mating Season'', 1949), traduzione di Sandra Campagna Ponzetto, Mursia, 1990. ISBN 88-425-0695-8 *P. G. Wodehouse, ''Luna piena'', traduzione di Stefania Bertola, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Molto obbligato, Jeeves'' (''Much obliged, Jeeves'', 1971), traduzione di Mary Buckwell Gislon, Mursia, Milano, 1989. *P. G. Wodehouse, ''Non George Washington'', traduzione di M. Buckwell Gislon, Mursia. *P. G. Wodehouse, ''Piccadilly Jim'', traduzione di Paola Mazzarelli, Guanda. *P. G. Wodehouse, ''Più forte e più allegro: saggi umoristici'', traduzione di Zoe Lampronti, Bietti, Milano, 1934. *P. G. Wodehouse, ''Qualche cosa di nuovo'', traduzione di L. Fratta, Casa Editrice Bietti, 1932. *P. G. Wodehouse, ''Quattrini in banca'', traduzione di Sirio Agnati, Oscar Mondadori, Milano, 1974 *P. G. Wodehouse, ''Tanto di cappello a Jeeves'', traduzione di Adriana Motti, Mondadori. *P. G. Wodehouse, ''Teniamo duro, Jeeves'' (''Stiff Upper Lip, Jeeves'', 1963), traduzione di Rosetta Palazzi, Mursia, Miano, 1989. ISBN 88-425-0384-3 *P. G. Wodehouse, ''Una damigella in pericolo'', traduzione di Rosetta Palazzi, Guanda, 2006. *P. G. Wodehouse, ''Zio Fred in primavera'', traduzione di Alberto Tedeschi, TEA, Milano, 1994. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wodehouse, P. G.}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] to35yqp5f24hebc8eqz44ynzbau2mk3 Anna Magnani 0 3605 1424649 1411027 2026-08-25T19:23:12Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424649 wikitext text/x-wiki [[File:Magnani Campo de' fiori 2.png|thumb|upright=1.3|Anna Magnani in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943)]] {{Premio|Oscar|'''''[[La rosa tatuata]]''''' *Miglior attrice (1956)}} '''Anna Magnani''' (1908 – 1973), attrice italiana. ==Citazioni di Anna Magnani== *È così ingiusto [[morte|morire]], dal momento che siamo nati.<ref>Citato in [[Oriana Fallaci]], ''Gli Antipatici''.</ref> *Il fatto è che le [[donna|donne]] come me si attaccano soltanto agli uomini con una personalità superiore alla loro: e io non ho mai trovato un uomo con una personalità capace di minimizzare la mia. Ho trovato sempre uomini, come definirli? carucci. Dio: si piange anche per quelli carucci, intendiamoci, ma sono lacrime di mezza lira. Incredibile a dirsi, il solo uomo per cui non ho pianto lacrime di mezza lira resta mio marito: [[Goffredo Alessandrini]]. L'unico, fra quanti ne ho conosciuti, che mi stimi senza riserve e al quale sia affezionata. Certo non furono rose e fiori anche con lui. Lo sposai che ero una ragazzina e finché fui sua moglie ebbi più [[mettere le corna|corna]] di un canestro di lumache.<ref>Citato in [[Oriana Fallaci]], ''Mamma tragica'', in ''Gli Antipatici''.</ref> *Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori.<ref>Citato in Giancarlo Governi, ''Nannarella: il romanzo di Anna Magnani'', Minimum Fax, 2008, p. 35.</ref> *L'importante è non avere le grinze al cervello. Quelle in faccia prima o poi t'aspettano al varco.<ref>Citato in Patrizia Carrano, ''La Magnani'', Biblioteca Universale Rizzoli, 1986, p. 239.</ref> *{{NDR|Al truccatore}} Non togliermi neppure una [[ruga]]. Le ho pagate tutte care.<ref>Citato in ''Panorama'' n.° 2298, 3 giugno 2010, p. 204.</ref> *{{NDR|A chi le chiedeva notizie della sua infanzia, alludendo al padre ignoto}} Sono figlia di Marina e di quel fijo de 'na mignotta...<ref>Citato in [[Patrizia Carrano]], ''[https://www.150anni.it/webi/index.php?s=60&wid=2017 Magnani Anna]'', in AA.VV., ''Italiane. {{small|Dagli anni Cinquanta ad oggi (1951-2011)}}'', www.150anni.it</ref> ===Attribuite=== *Quanto sò bravi 'sti [[omosessualità|froci]].<ref>Citato in Stefano Di Michele, ''La buena educación'', ''Il Foglio'', 18 maggio 2013; ora su [http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002238539 ''Cinquantamila.it''].</ref> (attribuita da [[Paolo Poli]]) ==Citazioni su Anna Magnani== *Amo moltissimo Anna Magnani, un esempio di femminilità al 100%. Con un corpo e una faccia non coincidenti coi canoni dell'epoca diventava bella, brutta, simpatica: non era mai fissa sull'immagine che voleva dare di sé. ([[Valeria Solarino]]) *Avevo capito fin dal primo incontro che l'aggressività di Anna era solo la maschera della sua insicurezza. Era una donna difficile e sempre agli estremi di tutto: della dolcezza come del furore, e non si capiva mai bene, forse non lo capiva nemmeno lei, quanto l'uno e l'altra fossero veri, o soltanto scena. Certo è che dall'uno all'altra passava con fulminea velocità e tenendo chiunque in stato di fibrillazione. ([[Indro Montanelli]]) *Anna Magnani [...] per me è [[Roma]], è famiglia, è la donna più intensa che i miei occhi abbiano mai visto. Mi scuote, mi ha segnata. ([[Paola Turci]]) *Ci sarebbe da scrivere un trattato sul modo di usare Anna. La prima precauzione da prendere è quella di non farla ritrovare in mezzo a estranei. Timida com'è, pur dopo un'esistenza trascorsa sotto i ''flashes'', la gente la raggela e la chiude in un mutismo ostile o l'aizza ad atteggiamenti protervi. Delle poche persone che le ho presentato, l'unica che la sedusse immediatamente fu il mio collega [[Augusto Guerriero]], perché il discorso cadde sui cani e sui gatti: e questo è un argomento su cui il cuore di Anna si scioglie e la mente le si ottenebra. Si mise in testa che noi due, con un articolo, potevamo far riformare la legge sulla protezione degli animali. E invano cercammo di dimostrarle che il problema non era di leggi, ma di costume. Non sentì ragioni. Dovemmo prometterle l'articolo (che poi infatti scrivemmo). ([[Indro Montanelli]]) *''E mi sembra di dire | la voce arsa di Anna Magnani | che infonde speranza... | E mi sembra di udire | la voce calda di Anna Magnani | che intona una dolce melodia...'' ([[Adriano Celentano]]) *È stata un'attrice – e una donna – divisa a metà: la sua maschera tragica, i suoi occhi foschi da Medusa, il suo carattere cupo e prepotente l'hanno naturalmente candidata al ruolo di madre mediterranea. Ma la sua ironia sferzante, il suo umorismo petroliniano, la sua risata anarchica ne hanno fatto una perfetta ''comédienne''. ([[Patrizia Carrano]]) *[[Greta Garbo]] e Anna Magnani: la differenza tra la luna e un temporale. ([[Dino Risi]]) *La Magnani, una strana donna, sospettosa, non si fidava di nessuno. ([[Anna Maria Guarnieri]]) *Mi era simpatica la Magnani, l'ammiravo, ma mi dava un po' di soggezione con quell'aria fosca da regina degli zingari, le lunghe occhiate silenziose, scrutatrici, gli scoppi di risa rauche nei momenti più inattesi. Sembrava sempre risentita, annoiata, altera. E invece era una ragazzetta timida dietro quel cipiglio minaccioso, aggressivo nascondeva un'ingenuità, un pudore selvatico, un entusiasmo da monella, e il sentimento caldo, pieno, di una vera donna, come vorresti incontrare più spesso. ([[Federico Fellini]]) *Nannarella aveva un carattere impossibile, passionale, estremo. ([[Suso Cecchi D'Amico]]) *Non era bella, spesso cupa come il suo cane lupo color dell'ebano. Aveva sempre le occhiaie, un colorito terreo e i capelli neri come non si può immaginare, della consistenza di una matassa di seta pesante. Le gambe erano magre e leggermente storte, era piccolina e forte di fianchi. Aveva un ''décolleté'' splendido, come pure lo erano le mani e i piedi. Dovunque entrasse e in scena, non guardavi altri che lei. Era poi capricciosissima e prepotente. ([[Suso Cecchi D'Amico]]) *Superba. Quando c'è lei è come se in scena non ci fosse nessun altro. Ha la forza di calamitare immediatamente su di sé l'attenzione del pubblico. ([[Enrico Maria Salerno]]) *Quando ci si avvicina ai talenti non c’è mai discussione né contraddizioni, ma uno sguardo, una parola dove si accomoda tutto. La Magnani era capace di un carattere terribile, ma sul lavoro era docilissima, suggeriva cose necessarie al personaggio. Ricordo che quando realizzammo Bellissima io non conoscevo il romanesco. Un giorno mi disse, «a Piè, qui ce vorrebbe 'na parannanza». Cos’era mai questa cosa a cui Anna accennava? Poi lo scoprii e mi precipitai a un mercatino ad acquistare un grembiule. ([[Piero Tosi]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Tempo massimo]]'' (1934) *''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]'' (1935) *''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]'' (1936) *''[[30 secondi d'amore]]'' (1936) *''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]'' (1941) *''[[Teresa Venerdì]]'' (1941) *''[[La fortuna viene dal cielo]]'' (1942) *''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'' (1943) *''[[L'ultima carrozzella]]'' (1943) *''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]'' (1943) *''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945) *''[[Roma città aperta]]'' (1945) *''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) *''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]'' (1946) *''[[Il bandito]]'' (1946) *''[[Assunta Spina (film 1948)|Assunta Spina]]'' (1948) *''[[Bellissima]]'' (1951) *''[[Camicie rosse (Anita Garibaldi)]]'' (1952) *''[[Siamo donne]]'' (1953) *''[[Suor Letizia - Il più grande amore]]'' (1956) *''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) *''[[Risate di gioia]]'' (1960) *''[[La pila della Peppa]]'' (1963) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Goffredo Alessandrini]] – marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Magnani, Anna}} [[Categoria:Attori italiani]] ccwcun2ls3lo13cdw73g9n7a25z0tt7 Marcello Mastroianni 0 4417 1424651 1403188 2026-08-25T21:23:54Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424651 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Marcello Mastroianni 01.jpg|thumb|Marcello Mastroianni nel 1993]] '''Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni''' (1924 – 1996), attore italiano. ==Citazioni di Marcello Mastroianni== *Essere stati su ''[[La dolce vita]]'' è come aver fatto il militare insieme.<ref>Citato in [[Tullio Kezich]], ''Noi che abbiamo fatto La dolce vita'', Sellerio, Palermo, 2009, p. 251. ISBN 88-389-2355-8</ref> *Non mi sento per niente vecchio. Al massimo, leggermente anziano.<ref>Dall'intervista di Osvaldo Guerrieri, ''Mastroianni vecchio per finta'', ''La Stampa'', 23 febbraio 1996, p. 19.</ref> ==''Mi ricordo, sì, io mi ricordo''== ===[[Incipit]]=== Mi ricordo un grande albero di nespole.<br /> Mi ricordo lo stupore e l'incanto guardando i grattacieli di New York, al tramonto, in Park Avenue.<br /> Mi ricordo quel tegamino di alluminio senza un manico. Mia madre ci friggeva le uova.<br /> Mi ricordo la voce di Rabagliati che esce da un grosso giradischi e canta: «E tic e tac – cos'è che batte – è l'orologio del cuor.» ===Citazioni=== *Il [[teatro]] è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola. (p. 50) *La città meno americanizzata d'[[Italia]], anzi d'[[Europa]]. Eppure le truppe americane l'hanno avuta per tanto tempo. Ma una volta ripartiti questi soldati (a parte qualche moretto lasciato lì), tutto quanto era americano è stato cancellato.<br />La forza dei [[Napoli|napoletani]] sta in questo: nel loro carattere, nella loro tradizione, nelle loro radici. (p. 138) *{{NDR|A Roma}} [...] in Via del Corso [...], sentii dietro di me uno che fece "ammazza le rughe! Hai visto come si è invecchiato?" Detto forte, perché io potessi sentire. Non so se lo dicesse a una ragazza o a chi: "ammazza le rughe!" La stessa cosa mi è accaduta a Napoli. "Marcelli', c simm fatt vecchiariell eh? 'O vulit nu cafè?" La vedete la differenza?<ref name=inlove>Citato in Gianmaria Tammaro ''Marcello Mastroianni e la Napoli amabile''; in ''LINKIESTA'' del 18 agosto 2013 - 06:47</ref> *Io amerei vivere su un pianeta tutto napoletano perché so che ci starei bene.<ref name=inlove/> *Napoli va presa come una città unica, molto intelligente. Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.<ref name=inlove/> *Il [[Federico Fellini|suo]] amore per gli attori, per i suoi attori, lo esprimeva anche in certi dettagli che non mi è capitato di ritrovare in altri registi, forse anche perché le sue storie erano diverse. (p. 141) *Oggi è il mio compleanno. Compio settantadue anni. Be', è una bella età. Quando ne avevo venti, immaginando un uomo di settantadue anni, l'avrei visto come un vecchio bacucco. Ma io non mi sento così vecchio. Forse perché ho avuto la fortuna di lavorare, senza sosta. Credo di aver superato i centosettanta film: un bel record. Quindi l'ho ben riempita, la mia vita. Mi posso contentare. Insisto: ''sono fortunato''. (p. 149) ==Citazioni su Marcello Mastroianni== *È un attore molto dotato, che si è divertito a lavorare. Non ha mai ''studiato'' un copione. Ha sempre cercato, per quanto possibile, di non leggerlo neppure. A lui piace andare in giro, si adatta con estrema facilità a qualsiasi ambiente. Non è di quelli che con la testa tra le mani si concentrano per ''entrare nel personaggio'', come [[Robert De Niro|De Niro]]. Mastroianni è un caso piuttosto unico, in questo senso. [...] Ha un orecchio eccezionale, che lo guida sul palcoscenico e davanti alla macchina da presa. ([[Suso Cecchi D'Amico]]) *Con Mastroianni eravamo proprio amici. Io e Marcello abbiamo diviso la scena in quattro film. E qui ai Parioli, nello stesso quartiere in cui abito, ho recitato con lui in "Verso Sera" di [[Francesca Archibugi]]. Lavorare con Mastroianni mi faceva felice perché incontrare uno più bravo di me, mi stimolava a rendere di più. ([[Giovanna Ralli]]) *Era [...] un attore felice, che amava alla follia il suo mestiere, che svolgeva con gioia e buon umore. La sola persona che Mastroianni prendeva sul serio durante le riprese, era il regista. Con gli altri giocava, si divertiva. Era un goliardico.<br/> Con quello sguardo scuro e dolce, l'«occhio di velluto» che ha sempre caratterizzato il ''latin lover'', aveva tutto ciò che serve per piacere. E piaceva molto. La sua gentilezza, quel misto di sensibilità femminile e di forza virile, la sua delicatezza, la sua bellezza e la sua riservatezza parlavano in suo favore. ([[Claudia Cardinale]]) *Marcello è un magnifico attore. Ma è soprattutto un uomo di una bontà incantevole, di una generosità spaventosa. Troppo leale per l'ambiente in cui vive. Gli manca la corazza, certi pescicagnacci che conosco io sono pronti a mandarselo giù in un boccone. ([[Federico Fellini]]) *Marcello era, prima di essere un grandissimo attore, un uomo meraviglioso. Come attore aveva quella rara intelligenza del ruolo per cui arrivava al punto con apparente facilità ma perfezione di effetto. ([[Armando Trovajoli]]) *{{maiuscoletto|Marcello Mastroianni}}. Marlon Blando. ([[Marcello Marchesi]]) *Mastroianni non è solo il simbolo di quando "Italia" e "bellezza" erano sinonimi (chiedete a qualcuno di non esperto di citarvi un'immagine cinematografica che rappresenti la bellezza, e vi dirà ''La dolce vita''. Oppure ''Otto e mezzo'', se preferisce Marcello con gli occhiali da sole); Mastroianni è il più colossale figo di un'epoca in cui il cinema italiano produceva fighi con disinvoltura invidiabile: i suoi concorrenti erano colossi come Vittorio Gassman o Ugo Tognazzi, mica bellocci televisivi col carisma d'un comodino. ([[Guia Soncini]]) *Per Marcello recitare è sempre stato un gioco. ([[Valentina Cortese]]) *Sul set del film [[Signore e signori, buonanotte|''Signore e signori, buonanotte'']], di cui Marcello Mastroianni era protagonista, assistetti a una scenetta divertente. Durante una pausa, venne a trovarlo sua madre: era molto preoccupata per il futuro del figlio, perché lavorava un mese sì e sei mesi no. Il grande sceneggiatore [[Ettore Scola]] cercava di tranquillizzarla, sottolineando che Marcello era un attore già famoso, quindi il lavoro non gli sarebbe mai mancato. La mamma, però, non si tranquillizzò e se ne andò sconsolata. ([[Monica Guerritore]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Marcello Mastroianni, ''[http://books.google.it/books?id=KcYUq4g0jEwC&printsec=frontcover&dq=marcello+mastroianni&hl=it&sa=X&ei=3tU0T9LkBoXj4QSQxICrAg&ved=0CD4Q6AEwAw#v=onepage&q=marcello%20mastroianni&f=false Mi ricordo, sì, io mi ricordo]'', Baldini&Castoldi, Milano, 1997. ISBN 88-8089-315-7 ==Filmografia== {{div col|strette}} *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Vita da cani]]'' (1950) *''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]'' (1952) *''[[La schiava del peccato]]'' (1954) *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) *''[[I soliti ignoti]]'' (1958) *''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959) *''[[Il bell'Antonio]]'' (1960) *''[[La dolce vita]]'' (1960) *''[[Divorzio all'italiana]]'' (1961) *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[Cronaca familiare (film)|Cronaca familiare]]'' (1962) *''[[8½]]'' (1963) *''[[Ieri, oggi, domani (film 1963)|Ieri, oggi, domani]]'' (1963) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[I girasoli (film)|I girasoli]]'' (1970) *''[[Scipione detto anche l'Africano]]'' (1971) *''[[La grande abbuffata]]'' (1973) *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) *''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974) *''[[Divina creatura]]'' (1975) *''[[La donna della domenica]]'' (1975) *''[[Todo modo (film)|Todo modo]]'' (1976) *''[[Signore e signori, buonanotte]]'' (1976) *''[[Una giornata particolare]]'' (1977) *''[[Ciao maschio]]'' (1978) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1979) *''[[Giallo napoletano]]'' (1979) *''[[La città delle donne]]'' (1980) *''[[La terrazza]]'' (1980) *''[[Fantasma d'amore]]'' (1981) *''[[Oci ciornie]]'' (1987) *''[[Stanno tutti bene]]'' (1990) *''[[Verso sera]]'' (1991) *''[[A che punto è la notte (miniserie televisiva)|A che punto è la notte]]'' (1994) *''[[Sostiene Pereira (film)|Sostiene Pereira]]'' (1995) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Catherine Deneuve]] *[[Chiara Mastroianni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mastroianni, Marcello}} [[Categoria:Attori italiani]] pl8pebkyo6st3xr7c6abous8jmxtq8s 1424653 1424651 2026-08-25T21:38:57Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424653 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Marcello Mastroianni 01.jpg|thumb|Marcello Mastroianni nel 1993]] '''Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni''' (1924 – 1996), attore italiano. ==Citazioni di Marcello Mastroianni== *Essere stati su ''[[La dolce vita]]'' è come aver fatto il militare insieme.<ref>Citato in [[Tullio Kezich]], ''Noi che abbiamo fatto La dolce vita'', Sellerio, Palermo, 2009, p. 251. ISBN 88-389-2355-8</ref> *Non mi sento per niente vecchio. Al massimo, leggermente anziano.<ref>Dall'intervista di Osvaldo Guerrieri, ''Mastroianni vecchio per finta'', ''La Stampa'', 23 febbraio 1996, p. 19.</ref> ==''Mi ricordo, sì, io mi ricordo''== ===[[Incipit]]=== Mi ricordo un grande albero di nespole.<br /> Mi ricordo lo stupore e l'incanto guardando i grattacieli di New York, al tramonto, in Park Avenue.<br /> Mi ricordo quel tegamino di alluminio senza un manico. Mia madre ci friggeva le uova.<br /> Mi ricordo la voce di Rabagliati che esce da un grosso giradischi e canta: «E tic e tac – cos'è che batte – è l'orologio del cuor.» ===Citazioni=== *Il [[teatro]] è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola. (p. 50) *La città meno americanizzata d'[[Italia]], anzi d'[[Europa]]. Eppure le truppe americane l'hanno avuta per tanto tempo. Ma una volta ripartiti questi soldati (a parte qualche moretto lasciato lì), tutto quanto era americano è stato cancellato.<br />La forza dei [[Napoli|napoletani]] sta in questo: nel loro carattere, nella loro tradizione, nelle loro radici. (p. 138) *{{NDR|A Roma}} [...] in Via del Corso [...], sentii dietro di me uno che fece "ammazza le rughe! Hai visto come si è invecchiato?" Detto forte, perché io potessi sentire. Non so se lo dicesse a una ragazza o a chi: "ammazza le rughe!" La stessa cosa mi è accaduta a Napoli. "Marcelli', c simm fatt vecchiariell eh? 'O vulit nu cafè?" La vedete la differenza?<ref name=inlove>Citato in Gianmaria Tammaro ''Marcello Mastroianni e la Napoli amabile''; in ''LINKIESTA'' del 18 agosto 2013 - 06:47</ref> *Io amerei vivere su un pianeta tutto napoletano perché so che ci starei bene.<ref name=inlove/> *Napoli va presa come una città unica, molto intelligente. Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.<ref name=inlove/> *Il [[Federico Fellini|suo]] amore per gli attori, per i suoi attori, lo esprimeva anche in certi dettagli che non mi è capitato di ritrovare in altri registi, forse anche perché le sue storie erano diverse. (p. 141) *Oggi è il mio compleanno. Compio settantadue anni. Be', è una bella età. Quando ne avevo venti, immaginando un uomo di settantadue anni, l'avrei visto come un vecchio bacucco. Ma io non mi sento così vecchio. Forse perché ho avuto la fortuna di lavorare, senza sosta. Credo di aver superato i centosettanta film: un bel record. Quindi l'ho ben riempita, la mia vita. Mi posso contentare. Insisto: ''sono fortunato''. (p. 149) ==Citazioni su Marcello Mastroianni== *È un attore molto dotato, che si è divertito a lavorare. Non ha mai ''studiato'' un copione. Ha sempre cercato, per quanto possibile, di non leggerlo neppure. A lui piace andare in giro, si adatta con estrema facilità a qualsiasi ambiente. Non è di quelli che con la testa tra le mani si concentrano per ''entrare nel personaggio'', come [[Robert De Niro|De Niro]]. Mastroianni è un caso piuttosto unico, in questo senso. [...] Ha un orecchio eccezionale, che lo guida sul palcoscenico e davanti alla macchina da presa. ([[Suso Cecchi D'Amico]]) *Con Mastroianni eravamo proprio amici. Io e Marcello abbiamo diviso la scena in quattro film. E qui ai Parioli, nello stesso quartiere in cui abito, ho recitato con lui in "Verso Sera" di [[Francesca Archibugi]]. Lavorare con Mastroianni mi faceva felice perché incontrare uno più bravo di me, mi stimolava a rendere di più. ([[Giovanna Ralli]]) *Era [...] un attore felice, che amava alla follia il suo mestiere, che svolgeva con gioia e buon umore. La sola persona che Mastroianni prendeva sul serio durante le riprese, era il regista. Con gli altri giocava, si divertiva. Era un goliardico.<br/> Con quello sguardo scuro e dolce, l'«occhio di velluto» che ha sempre caratterizzato il ''latin lover'', aveva tutto ciò che serve per piacere. E piaceva molto. La sua gentilezza, quel misto di sensibilità femminile e di forza virile, la sua delicatezza, la sua bellezza e la sua riservatezza parlavano in suo favore. ([[Claudia Cardinale]]) *Marcello è un magnifico attore. Ma è soprattutto un uomo di una bontà incantevole, di una generosità spaventosa. Troppo leale per l'ambiente in cui vive. Gli manca la corazza, certi pescicagnacci che conosco io sono pronti a mandarselo giù in un boccone. ([[Federico Fellini]]) *Marcello era, prima di essere un grandissimo attore, un uomo meraviglioso. Come attore aveva quella rara intelligenza del ruolo per cui arrivava al punto con apparente facilità ma perfezione di effetto. ([[Armando Trovajoli]]) *{{maiuscoletto|Marcello Mastroianni}}. Marlon Blando. ([[Marcello Marchesi]]) *Mastroianni non è solo il simbolo di quando "Italia" e "bellezza" erano sinonimi (chiedete a qualcuno di non esperto di citarvi un'immagine cinematografica che rappresenti la bellezza, e vi dirà ''La dolce vita''. Oppure ''Otto e mezzo'', se preferisce Marcello con gli occhiali da sole); Mastroianni è il più colossale figo di un'epoca in cui il cinema italiano produceva fighi con disinvoltura invidiabile: i suoi concorrenti erano colossi come Vittorio Gassman o Ugo Tognazzi, mica bellocci televisivi col carisma d'un comodino. ([[Guia Soncini]]) *Per Marcello recitare è sempre stato un gioco. ([[Valentina Cortese]]) *Sul set del film [[Signore e signori, buonanotte|''Signore e signori, buonanotte'']], di cui Marcello Mastroianni era protagonista, assistetti a una scenetta divertente. Durante una pausa, venne a trovarlo sua madre: era molto preoccupata per il futuro del figlio, perché lavorava un mese sì e sei mesi no. Il grande sceneggiatore [[Ettore Scola]] cercava di tranquillizzarla, sottolineando che Marcello era un attore già famoso, quindi il lavoro non gli sarebbe mai mancato. La mamma, però, non si tranquillizzò e se ne andò sconsolata. ([[Monica Guerritore]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Marcello Mastroianni, ''[http://books.google.it/books?id=KcYUq4g0jEwC&printsec=frontcover&dq=marcello+mastroianni&hl=it&sa=X&ei=3tU0T9LkBoXj4QSQxICrAg&ved=0CD4Q6AEwAw#v=onepage&q=marcello%20mastroianni&f=false Mi ricordo, sì, io mi ricordo]'', Baldini&Castoldi, Milano, 1997. ISBN 88-8089-315-7 ==Filmografia== {{div col|strette}} *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Vita da cani]]'' (1950) *''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]'' (1952) *''[[La schiava del peccato]]'' (1954) *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) *''[[I soliti ignoti]]'' (1958) *''[[Ferdinando I, re di Napoli]]'' (1959) *''[[Il bell'Antonio]]'' (1960) *''[[La dolce vita]]'' (1960) *''[[Divorzio all'italiana]]'' (1961) *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[Cronaca familiare (film)|Cronaca familiare]]'' (1962) *''[[8½]]'' (1963) *''[[Ieri, oggi, domani (film 1963)|Ieri, oggi, domani]]'' (1963) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[I girasoli (film)|I girasoli]]'' (1970) *''[[Scipione detto anche l'Africano]]'' (1971) *''[[La grande abbuffata]]'' (1973) *''[[C'eravamo tanto amati]]'' (1974) *''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974) *''[[Divina creatura]]'' (1975) *''[[La donna della domenica]]'' (1975) *''[[Todo modo (film)|Todo modo]]'' (1976) *''[[Signore e signori, buonanotte]]'' (1976) *''[[Una giornata particolare]]'' (1977) *''[[Ciao maschio]]'' (1978) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1979) *''[[Giallo napoletano]]'' (1979) *''[[La città delle donne]]'' (1980) *''[[La terrazza]]'' (1980) *''[[Fantasma d'amore]]'' (1981) *''[[Oci ciornie]]'' (1987) *''[[Stanno tutti bene]]'' (1990) *''[[Verso sera]]'' (1991) *''[[A che punto è la notte (miniserie televisiva)|A che punto è la notte]]'' (1994) *''[[Sostiene Pereira]]'' (1995) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Catherine Deneuve]] *[[Chiara Mastroianni]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mastroianni, Marcello}} [[Categoria:Attori italiani]] nb6m6i3cu0s86hv5sz4zbd46dklgp5z Template:SelezioneNuove 10 4465 1424673 1424592 2026-08-26T00:20:10Z Danyele 19198 +2 (1 de-stub) 1424673 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Lorenz Heister]]{{,}} [[Tom Horn (film)]]{{,}} [[Marin Cureau de La Chambre]]{{,}} [[I comanceros]]{{,}} [[Antoine Baumé]]{{,}} [[Finale del campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}} [[Piero Persico]]{{,}} [[Pedro Manfredini]]{{,}} [[Giochi della XVII Olimpiade]]{{,}} [[Accadde al penitenziario]]{{,}} [[La stella di latta]]{{,}} [[Rancho Bravo]]{{,}} [[Nicolas Lémery]]{{,}} [[Joseph Lieutaud]]{{,}} [[Autoironia]]{{,}} [[Carlo Amleto]]{{,}} [[Global Sumud Flotilla]]{{,}} [[Chisum]]{{,}} [[Franco Selvaggi]]{{,}} [[Il grande Jake]]{{,}} [[I cowboys]]{{,}} [[Ucciderò Willie Kid]]{{,}} [[Pari opportunità]]{{,}} [[iPod]]{{,}} [[Trasporti a Milano]]{{,}} [[Pirelli (azienda)]]{{,}} [[Bartolomeo Varenna]]{{,}} [[Terra di confine - Open Range]]{{,}} [[Andrea Morgante]]{{,}} [[Audi A2]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> shob2p95hubzoaifpaqf1mex6wzss0g 1424696 1424673 2026-08-26T08:24:30Z Spinoziano 2297 + 1424696 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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''[[La città incantata]]'' è uno dei più grandi film d'animazione mai realizzati e potrebbe essere meglio di qualsiasi film Disney che abbia mai visto. Mi ha influenzato profondamente.<ref>Da ''[https://www.animeclick.it/news/73972-steven-spielberg-parla-di-come-hayao-miyazaki-abbia-influenzato-i-suoi-film Steven Spielberg parla di come Hayao Miyazaki abbia influenzato i suoi film]'', ''animeclick.it'', 24 aprile 2018.</ref> *C'eravamo quando abbiamo visto finire il cinema western e ci saremo quando arriverà il tempo in cui il [[film di supereroi|cinema di supereroi]] farà la stessa fine. Non significa che un giorno non ci sarà più occasione per il cinema western o quello dei supereroi di tornare. Certamente adesso il cinema di supereroi è vivo e prospero. Dico solo che questi cicli hanno una fine nella cultura di massa. Verrà un giorno in cui le storie mitologiche saranno soppiantate da qualche altro genere a cui magari sta pensando proprio ora qualche giovane regista. :''We were around when the Western died and there will be a time when the superhero movie goes the way of the Western. It doesn't mean there won't be another occasion where the Western comes back and the superhero movie someday returns. Of course, right now the superhero movie is alive and thriving. I'm only saying that these cycles have a finite time in popular culture. There will come a day when the mythological stories are supplanted by some other genre that possibly some young filmmaker is just thinking about discovering for all of us.''<ref>{{en}} Citato in Jake Coyle (Associated Press), [https://news.yahoo.com/fall-movie-preview-spielberg-plunges-cold-war-131839190.html ''Fall Movie Preview: Spielberg plunges into the Cold War''], ''news.yahoo.com'', 2 settembre 2015.</ref> *E l'Oscar va a, è piazza pulita: per ''[[Il ritorno del Re|Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re]]''<ref>Annunciando l'undicesimo e ultimo Oscar al ''Signore degli Anelli''.</ref> :''And the Oscar goes to, it's a clean sweep, for "Lord of the Rings – The Return of the King"''. (dalla ''cerimonia degli Oscar'', 29 febbraio 2004) *Il [[mondo]] sarebbe un posto più triste senza ''Doctor Who''. :''[...] the world would be a poorer place without Doctor Who.''<ref>{{en}} Citato in Ben Dowell, ''[http://www.guardian.co.uk/media/organgrinder/2008/aug/23/stevenmoffatdontruleoutdo Edinburgh TV Festival 2008: don't rule out Doctor Who feature film, says Steven Moffat]'', ''Guardian.co.uk'', 23 agosto 2008.</ref> *Il vizio più costoso nel mondo non è l'eroina ma la celluloide, e io ho bisogno di una dose ogni due anni. (da ''Time'', 1979) *Io [[sogno]] per vivere. (da ''Time'', 15 luglio 1985) *Io sono un regista veloce, mentre [[Stanley Kubrick|Stanley]] era molto lento e metodico. Era uno che pensava a lungo alle cose. Ogni tanto mi diceva "ti farò sapere", e poi non lo sentivo per una settimana. Quando mi telefonava, una settimana dopo, ci aveva davvero pensato su per sette giorni, e mi teneva al telefono per tre ore per discuterne nei minimi dettagli. (citato in ''[http://www.repubblica.it/online/cinema/stanley/spielberg/spielberg.html repubblica.it]'', 19 maggio 1999) *Mi sono sentito come un pesce fuor d'acqua mentre giravo ''Hook''. Non avevo fiducia nella sceneggiatura. Avevo fiducia nel primo atto e avevo fiducia nell'epilogo. Non avevo fiducia nel corpo. Non sapevo bene cosa stessi facendo e ho cercato di dipingere la mia insicurezza con il valore della produzione. Più mi sentivo insicuro, più i set diventavano grandi e colorati. (da un'intervista di ''Empire'', 2018)<ref>Citato in ''[https://www.comingsoon.it/cinema/news/hook-capitan-uncino-perche-steven-spielberg-odia-il-cult-con-robin-williams/n185767/ Hook - Capitan Uncino, perché Steven Spielberg odia il cult con Robin Williams e Dustin Hoffman?]'', ''comingsoon.it'', 11 agosto 2024.</ref> *[[Paura]] e autocensura sono errori: un artista deve confidare nella decenza e nell'[[intelligenza]] del pubblico. (da ''Panorama'', 26 gennaio 2006) *Perché pagare un dollaro per un segnalibro, quando si può utilizzare la banconota come segnalibro stesso? {{c|Fonte?}} *{{NDR|Sull'interpretazione di [[Christian Bale]] in ''[[L'impero del sole (film)|L'impero del sole]]''}} Questo ragazzino sembra la controfigura di [[Steve McQueen]]. (da ''The China Odyssey – Empire of the sun'', DVD 2, 1987, 37 min 55 s – 38 min 12 s.) {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,0888_01_1991_0300_0020_12468449/ Peter Pan, per chi suona Campanellino]''|Intervista di Lorenzo Soria su ''[[Hook - Capitan Uncino]]'', ''La Stampa'', 7 dicembre 1991.}} *Ho sempre amato Peter Pan e, in fondo, in tutti i miei film ricorrono alcuni elementi del suo mito. E poi, girare «Capitan Uncino» mi ha dato la possibilità di tornare bambino. *Nel film Peter Pan è un avvocato quarantenne tutto assorbito nei giochi di potere, che non ha più tempo per i suoi figli. Ed ecco, mi piacerebbe che «Capitan Uncino» avesse una funzione un po' provocatoria, che uscendo dalle sale i bambini chiedessero ai loro genitori perché sono diventati così, perché hanno dimenticato il bambino che era dentro di loro. *Tutti i bambini sono dei cineasti e non lo sanno neppure. Quando si sdraiano per terra e portano i loro soldatini e i loro camion davanti agli occhi, e poi li spostano e iniziano una battaglia, stanno facendo cinema. Quindi crescono e diventano insegnanti, avvocati. Io invece sono cresciuto e ho continuato a fare le stesse cose. {{Int|''Corriere della sera'', 26 marzo 2004}} *[...] l'[[antisemitismo]] ha segnato la mia infanzia, facendomi sentire sicuro solo a casa mia. *Ogni volta che un [[film]] ha successo, tutti a [[Hollywood]] cercano di copiare la formula che riempie le sale. Non importa che sia un film religioso, di sesso, guerra o spazio: un ''hit'' è sempre destinato ad essere il nonno di tanti cloni. *A volte mi nascondo dietro le mie pellicole di [[fantasia]] perché sono un rifugio molto comodo e piacevole. ==[[Incipit]] di ''Incontri ravvicinati del terzo tipo''== Sette distorte figure stavano arrivando dal deserto, ogni tanto confondendosi coi cespugli di saggina, ma­scherate dalla sabbia scura che la tempesta di vento sollevava a quintali. I tre ''federales'', madidi nelle loro uniformi, erano in attesa ai bordi del villaggio di Sonoyita, nel Messico settentrionale. Gli asinelli legati lì accanto scalpitavano, resi isterici dall'arsura e dalla sensazione che stesse giungendo gente sconosciuta. Le sette figure erano ormai vicinissime, quasi alle prime casupole del lugubre, deserto villaggio. Il sole divam­pava alto a mezzogiorno, però rosso come il sangue, o come la scritta ''Coca Cola'' che sovrastava l'entrata a un'osteria lì accanto. Il primo a emergere dal turbinio sabbioso fu un uomo alto sul metro e ottanta, che sa­lutò i tre gendarmi messicani con un rapido cenno del capo e con una salve di domande in uno spagnolo sco­lastico. «Siamo i primi ad arrivare?» Gli occhiali alla Rommel che portava e il fazzoletto che gli proteggeva il volto non consentivano di capire quale fosse la sua nazionalità. «Siamo i primi?» ripeté. ==Citazioni su Steven Spielberg== *L'unico, dal mio punto di vista, capace di restituire alla [[fantascienza]] i colori e la tenerezza delle favole più belle dell'infanzia. ([[Claudia Cardinale]]) *La gente si sbaglia; è Spielberg che dovrebbe essere considerato come un [[Luc Besson]] americano, e non il contrario. ([[Bruce Willis]]) *Lavorare con Spielberg è stato molto interessante come attore e come regista. Mi ha portato in sala di montaggio e mi ha chiesto pareri, mi ha fatto insomma partecipare al processo creativo. Spielberg è un regista che ama gli attori e li incoraggia a migliorarsi. E poi è stupendo vedere un professionista come lui arrivare, dopo molti film, eccitato e contento sul set come un bambino. ([[Stanley Tucci]]) *Mi è piaciuto ''E.T.''. Era piacevole, divertente da guardare. Ma non ha messo alla prova per niente la mia intelligenza. A livello emotivo era come guardare uno di quei vecchi film di ''Lassie''. Non voglio denigrarlo: provavi qualcosa per il ragazzo e questo andava bene. Spielberg ha un incredibile talento per queste cose. ([[Joseph L. Mankiewicz]]) *''Nomen atque omen''. È un caso che Spielberg in tedesco significhi la montagna del gioco? L'infanzia, la paura, il volo sono i motivi conduttori del suo cinema, il volo implica la nozione di leggerezza. ''Always'', ''Hook'' e ''Jurassic Park'' i tre film che precedono ''Schindler's List'' - sono i meno felici perché i più pesanti. ([[Morando Morandini]]) *Steven Spielberg poi, oltre ad avere un grande talento, è anche un tipo simpatico, divertente, pieno di humour. Ho imparato tantissimo da lui, sia come attore che come regista. È generoso e gentile. ([[Stanley Tucci]]) *Sul talento e sul genio di Spielberg penso che ci sia poco da discutere. Per quanto riguarda gli effetti della sua concezione del cinema potrei risponderle che è prerogativa di molti grandi causare delle degenerazioni. ([[Joe Dante]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Steven Spielberg, ''Incontri ravvicinati del terzo tipo'', traduzione di Francesco Franconeri, Mondadori, 1978. ==Filmografia== ===Regia=== {{div col|strette}} *''[[Colombo (serie televisiva)|Colombo]]'' Ep. 1x01 (1971) *''[[Duel]]'' (1971) *''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975) *''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979) *''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981) *''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982) *''[[Indiana Jones e il tempio maledetto]]'' (1984) *''[[Il colore viola]]'' (1985) *''[[L'impero del sole (film)|L'impero del sole]]'' (1987) *''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989) *''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991) *''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993) *''[[Schindler's List - La lista di Schindler]]'' (1993) *''[[Amistad]]'' (1997) *''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997) *''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998) *''[[A.I. - Intelligenza artificiale]]'' (2001) *''[[Minority Report]]'' (2002) *''[[Prova a prendermi]]'' (2002) *''[[The Terminal]]'' (2004) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Munich]]'' (2005) *''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008) *''[[Il ponte delle spie]]'' (2015) *''[[Il GGG - Il grande gigante gentile]]'' (2016) *''[[Ready Player One (film)|Ready Player One]]'' (2018) {{div col end}} ===Attore=== *''[[The Blues Brothers - I fratelli Blues]]'' (1980) ===Produzione=== {{div col|strette}} *''[[E.T. l'Extra-Terrestre]]'' (1982) *''[[Poltergeist - Demoniache presenze]]'' (1982) *''[[Il colore viola]]'' (1985) *''[[L'impero del sole (film)|L'impero del sole]]'' (1987) *''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990) *''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993) *''[[Schindler's List]]'' (1993) *''[[Balto]]'' (1995) *''[[Casper (film)|Casper]]'' (1995) *''[[Amistad]]'' (1997) *''[[Men in Black (film 1997) |Men in Black]]'' (1997) *''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998) *''[[Band of Brothers - Fratelli al fronte]]'' (2001) *''[[Jurassic Park III]]'' (2001) *''[[The Terminal]]'' (2004) *''[[Memorie di una geisha]]'' (2005) *''[[Munich]]'' (2005) *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) *''[[Il Grinta (film 2010)|Il Grinta]]'' (2010) *''[[Super 8]]'' (2011) *''[[Il ponte delle spie]]'' (2015) *''[[Il GGG - Il grande gigante gentile]]'' (2016) *''[[Ready Player One (film)|Ready Player One]]'' (2018) {{div col end}} ===Sceneggiatura=== *''[[E.T. l'Extra-Terrestre]]'' (1982) *''[[Poltergeist - Demoniache presenze]]'' (1982) *''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989) ===Soggetto=== *''[[I Goonies]]'' (1985) ===Produttore esecutivo=== ====Serie animate==== *''[[Animaniacs]]'' (1993) *''[[Pinky and the Brain]]'' (1995) *''[[Freakazoid!]]'' (1995) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Spielberg, Steven}} [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] d6nl7jej4rz3ob8lczprfbapmq69yc7 Fotografia 0 6575 1424633 1410482 2026-08-25T15:52:39Z SolePensoso 4367 /* Citazioni */ 1424633 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:Camara.jpg|thumb|Obiettivo fotografico]] Citazioni sulla '''fotografia''', intesa come tecnica di riprendere un'immagine reale e di fissarla su supporto, e sui '''fotografi'''. {{vedi anche|Foto}} ==Citazioni== *A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? ([[Eugene Smith]]) *All'inizio della mia ricerca sul rapporto tra la [[letteratura]] e la fotografia mi colpì molto un'affermazione di [[Nino Migliori]], che fu invitato a parlare all'Università. Migliori esordì dicendo: «La fotografia è molto più vicina alla letteratura che non alla pittura». Io non ci avevo mai pensato e lui spiegò il perché dal suo punto di vista e nel corso del tempo mi resi conto che aveva ragione. Così disse anche [[Mario Dondero]] che, quando iniziò a collaborare con noi per la rivista illustrata ''Letteraria'', fondata da Stefano Tassinari, affermò: «Io sono molto più vicino agli scrittori e alla letteratura che non ai pittori». Credo, in definitiva, che la fotografia, essendo proprio un linguaggio e raccontando, in fin dei conti, delle storie , abbia molto più in comune con la letteratura che non con altre forme d'arte. ([[Silvia Albertazzi]]) *Arte nata da un raggio e da un veleno. ([[Arrigo Boito]]) *Da quando esiste Photoshop non siamo più disposti a concedere alla fotografia lo status di rappresentazione oggettiva della [[realtà]]. ([[Marco Pratellesi]]) *Data l'esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno. ([[Giacomo Balla]]) *Dire che «la macchina fotografica non può mentire» equivale semplicemente a sottolineare le numerose frodi che vengono compiute in suo nome. Al punto che il cinema, preparato dalla fotografia, è divenuto sinonimo di fantasia e d'illusione, trasformando la società in quello che Joyce definiva un «''al nights newsery reel''» [una bobina di pettegolezzi per tutte le sere], dove alla realtà si sostituisce un mondo ''reel'' [che significa bobina, ma con un assonanza ironica con ''real'', reale]. Joyce la sapeva più lunga di chiunque altro sugli effetti della fotografia sui nostri sensi, sul nostro linguaggio, e sui nostri processi mentali. ([[Marshall McLuhan]]) *E benedetta sia quella fotografia che nella pittura e nel ritratto in ispecie, ci libera dalla produzione di tanti imbianchini, e tanto più preziosa fa divenire la grande arte, per la rarità del suo uso. ([[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]) *Il concetto di fotografia si è fermato ai tempi di [[Henri Cartier-Bresson|Cartier-Bresson]], in quanto frammento di un universo riconoscibile. Ma la fotografia, comunque la si prenda, anche la più classica, è sempre una messa in scena, presuppone sempre la scelta di chi guarda che compone ciò che vede e che, alla fine, interviene sullo scatto con l'aiuto delle tecnologie. Io semplicemente ho preso atto dei processi di creazione e sono andato oltre. Perché ridurre la foto al miserabile caso? Io scelgo tutto e ogni volta offro un dettaglio del mio pensiero. La fotografia non è anodina. Il fotografo ha una grande responsabilità che è quella di fermare una frazione del tempo, in base alla cultura e al suo gusto, e trasmettere il suo punto di vista. ([[Gerard Rancinan]]) *In fondo la fotografia è un modo più sbrigativo per fare una scultura. ([[Robert Mapplethorpe]]) *In fotografia, qualunque sia la tecnica adottata, le decisioni fondamentali riguardano l'immagine stessa: i motivi che hanno indotto il fotografo a scattarla e il suo aspetto. Certo la tecnica è importante, ma in fondo il massimo che può fare è contribuire a concretizzare un'idea o un'impressione. ([[Michael Freeman]]) *Il significato della fotografia non è più eternizzare un momento importante, ma è portare tutti gli attimi dell'esistenza, anche quelli che non hanno un particolare significato, in una dimensione eterna. Fossilizzare la vita appena si compie, addirittura prima che si compia. [...] E se prima la fotografia era la vita quando assume un forte significato emotivo e simbolico, ora la foto diventa qualcosa che prende significato in quanto condivisione, e non come scatto in sé. ([[Roberto Cotroneo]]) *Illustrazione e fotografia hanno un approccio antitetico. Nell'illustrazione si parte dall’osservazione, quindi si immagina come muovere il soggetto nella scena. Nella fotografia è il fotografo che si muove attorno al soggetto per trovare la sua composizione. ([[Yoshitoshi ABe]]) *Io non fotografo io prendo. Prendo tutto ciò che c' è da prendere. L'omino, la signora, il cane, il bambino, anche le betoniere. ([[François Marie Banier]]) *La fotografia è ritenuta il mezzo più perfetto di riproduzione della [[realtà]] oggettiva, ma l'esperienza ci dimostra che essa è pur sempre una traduzione in bianco e nero, accettata come altre convenzioni e abitudini visive. [...] Si è temuto da molti che con l'avvento del [[colore]] la fotografia cedesse a un eccessivo e noioso verismo e infatti ogni giorno ci vengono proposte immagini che nulla giungono alla nostra esperienza visiva [...]. Ma il colore come nuovo mezzo visivo si è rivelato prezioso per molti fotografi che hanno sperimentato in diverse direzioni le sue varie possibilità. [...] Il colore fotografico come favola, fantasia, invenzione. Sempre il colore è stato usato anche in funzione decorativa, secondo una esigenza edonistica che proprio ora, nelle continue scoperte della chimica, trova stimoli e utilizzazioni così imponenti quali l'uomo non aveva mai conosciuto. [...] Come usare il colore: non documento ma invenzione visiva, da un realismo quasi magico all'astrazione. I mezzi usati sono quasi sempre quelli soliti per la fotografia in bianco e nero: una utilizzazione razionale e immaginosa delle proprietà ottiche, meccaniche e chimiche del processo fotografico. ([[Paolo Monti]]) *La fotografia è sempre un punto di vista: quello del fotografo. E aggiungo che la fotografia è racconto, è narrazione fatta da una persona che ha sentimenti, idee, idiosincrasie, passioni che necessariamente si riflettono nelle situazioni, nella realtà che sceglie di rappresentare e interpretare. ([[Nino Migliori]]) *La fotografia ha permesso di superare la soggettività in modi sconosciuti alla pittura, in un modo che non può soddisfare la pittura, in un modo in cui non è tanto la resa dell'atto di dipingere quanto una fuga da questo, attraverso l'automatismo, e la rimozione dell'agente umano dal processo di riproduzione. ([[Stanley Cavell]]) *{{NDR|«La missione della [[fotografia]] (...)?»}} La parte più importante del mio lavoro è narrare storie, è per questo che la maggior parte delle mie immagini posa le sue radici nella gente comune. Sono alla ricerca di quell'attimo di autenticità e spontaneità capace di raccontare una persona [...], quello in cui, per un istante, si cattura l'essenza di un altro individuo [...]. Penso sia questo, uno dei più grandi poteri della fotografia. ([[Steve McCurry]]) *L'imitazione di pitture antiche o moderne, gli ingrandimenti confusi ricavati da piccole negative, la grana eccessiva e numerosi altri artifici cui oggi in fotografia si ricorre possono valere a sorprendere l'occhio, ma nulla possono creare. Io non ho mai creduto che la fotografia per elevarsi debba rinnegare la sua origine. ([[Wilhelm von Gloeden]]) *L'istantanea fotografica o pittorica ridicolmente uccide i gesti vivi contraendoli e immobilizzando uno dei cento mila loro fuggevoli stati. ([[Anton Giulio Bragaglia]]) *La forza della fotografia è come un passaporto: vi da il permesso di partecipare appieno a diverse situazioni della vita in cui normalmente non avreste avuto accesso. Che sia un incidente stradale o l'elezione di un presidente, la società vi accetta immediatamente a condividere l'evento proprio perché siete un fotografo. ([[Nick Knight]]) *La mia arma è la fotografia, non a caso in inglese si dice "to shoot", che significa anche sparare, per fotografare. ([[Oliviero Toscani]]) *La mia generazione ha raccontato la fine di un'epoca, la fine del mondo contadino. Una roba durata secoli che è scomparsa in vent'anni. Non lo sapevamo, ma la fotografavamo con l'intuito che quel mondo stesse scomparendo. I fotografi di oggi non so cosa facciano. La fotografia una volta era umile e mirava a restare con i piedi per terra e in mezzo alla gente. Poi è stata divinizzata. Così i fotografi non vogliono più raccontare la realtà, guardare in faccia il mondo in cui vivono. Vogliono fare gli artisti. Ed è tempo perso. ([[Ferdinando Scianna]]) *La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d'arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione. ([[John Hedgecoe]]) *La fotografia estende e moltiplica l'immagine umana alle proporzioni di una merce prodotta in serie. Le dive del cinema e gli attori più popolari sono da essa consegnati al pubblico dominio. Diventano sogni che col denaro si possono acquistare. Possono essere comprati, abbracciati e toccati più facilmente che le prostitute. ([[Marshall McLuhan]]) *La fotografia non è un'[[arte]]. È [[tecnologia]]. Non abbiamo scuse per ignorare quest'ovvio fatto in un'era di macchine fotografiche digitali, quando le immagini e gli effetti ad alta definizione più accattivanti sono a disposizione di milioni. Il mio iPad può realizzare foto panoramiche bellissime da guardare. Questo fa di me un artista? No, rende solo il mio tablet un gran bel dispositivo. ([[Jonathan Jones]]) *La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha. ([[Neil Leifer]]) *La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare. ([[Lewis Hine]]) *La teoria fotografica si impara in un'ora; le prime nozioni pratiche in un giorno … quello che non si impara … è il senso della luce … è la valutazione artistica degli effetti prodotti dalle luci diverse e combinate … quello che s'impara ancora meno, è l'intelligenza morale del tuo soggetto, è quell'intuizione che ti mette in comunicazione col modello, te lo fa giudicare, ti guida verso le sue abitudini, le sue idee, il suo carattere, e ti permette di ottenere, non già banalmente e a caso, una riproduzione plastica qualsiasi, alla portata dell'ultimo inserviente di laboratorio, bensì la somiglianza più familiare e più favorevole, la somiglianza intima. ([[Nadar]]) *La testimonianza è [...] sicuramente altra cosa rispetto al documento. ([[Franco Ferrarotti]]) *Nata ''da un raggio e da un veleno'' questa è un'altra arte la cui concessiva virtù oramai si rende complice del poco pensiero, e aiuta, compiacente, ogni più pigro artefice ad allontanar dalle tele quell'aura di mistero e di poesia {{sic|secreta}} e personale che lì soltanto può soffiare l'arte vera. ([[Salvatore Di Giacomo]]) *Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, sarà l'analfabeta del futuro. ([[László Moholy-Nagy]]) *Notoriamente [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] definì i film "piccoli frammenti di tempo", ma è probabile che intendesse anche la fotografia. Questi frammenti di tempo possono immortalarci in momenti di gloria e dolore; dalla luce all'ombra; dal colore al chiaroscuro... (''[[Life Is Strange]]'') *Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare. ([[Brassaï]]) *Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l'immagine di un'idea. ([[Tiziano Terzani]]) *Una benché lontana parentela con la fotografia l'abbiamo sempre respinta con disgusto e con disprezzo perché fuori dall'arte. La fotografia in questo ha valore: in quanto riproduce ed imita oggettivamente, ed è giunta con la sua perfezione a liberare l'artista dalla catena della riproduzione esatta del vero. ([[Umberto Boccioni]]) * Si può dire quello che si vuole contro le fotografie, ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ([[P. G. Wodehouse]]) ===[[Martin Parr]]=== *Credo davvero nel carattere democratico della fotografia, nel suo riuscire ad abbracciare la cultura alta come quella bassa. *È un modo, almeno credo, per comunicare ciò che penso sul mondo, sul Paese, su qualsiasi cosa. Attraverso la fotografia so che posso esprimermi al meglio. *Mi piace il fatto che siamo circondati da tanta cattiva fotografia. Dà alla buona fotografia una ragione di esistere. *Tutte le immagini contengono un elemento di sfruttamento, perché la fotografia usa le persone. ==Voci correlate== *[[Foto]] *[[Fotocamera]] *[[Fotografia digitale]] *[[Fotografo]] *[[Fotolibro]] *[[Inquadratura]] *[[Paparazzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Discipline]] [[Categoria:Fotografia| ]] fixn474se7ctihezkdqmaza8v4ezg53 1424634 1424633 2026-08-25T15:54:14Z SolePensoso 4367 Citazione spostata a Foto 1424634 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:Camara.jpg|thumb|Obiettivo fotografico]] Citazioni sulla '''fotografia''', intesa come tecnica di riprendere un'immagine reale e di fissarla su supporto, e sui '''fotografi'''. {{vedi anche|Foto}} ==Citazioni== *A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? ([[Eugene Smith]]) *All'inizio della mia ricerca sul rapporto tra la [[letteratura]] e la fotografia mi colpì molto un'affermazione di [[Nino Migliori]], che fu invitato a parlare all'Università. Migliori esordì dicendo: «La fotografia è molto più vicina alla letteratura che non alla pittura». Io non ci avevo mai pensato e lui spiegò il perché dal suo punto di vista e nel corso del tempo mi resi conto che aveva ragione. Così disse anche [[Mario Dondero]] che, quando iniziò a collaborare con noi per la rivista illustrata ''Letteraria'', fondata da Stefano Tassinari, affermò: «Io sono molto più vicino agli scrittori e alla letteratura che non ai pittori». Credo, in definitiva, che la fotografia, essendo proprio un linguaggio e raccontando, in fin dei conti, delle storie , abbia molto più in comune con la letteratura che non con altre forme d'arte. ([[Silvia Albertazzi]]) *Arte nata da un raggio e da un veleno. ([[Arrigo Boito]]) *Da quando esiste Photoshop non siamo più disposti a concedere alla fotografia lo status di rappresentazione oggettiva della [[realtà]]. ([[Marco Pratellesi]]) *Data l'esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno. ([[Giacomo Balla]]) *Dire che «la macchina fotografica non può mentire» equivale semplicemente a sottolineare le numerose frodi che vengono compiute in suo nome. Al punto che il cinema, preparato dalla fotografia, è divenuto sinonimo di fantasia e d'illusione, trasformando la società in quello che Joyce definiva un «''al nights newsery reel''» [una bobina di pettegolezzi per tutte le sere], dove alla realtà si sostituisce un mondo ''reel'' [che significa bobina, ma con un assonanza ironica con ''real'', reale]. Joyce la sapeva più lunga di chiunque altro sugli effetti della fotografia sui nostri sensi, sul nostro linguaggio, e sui nostri processi mentali. ([[Marshall McLuhan]]) *E benedetta sia quella fotografia che nella pittura e nel ritratto in ispecie, ci libera dalla produzione di tanti imbianchini, e tanto più preziosa fa divenire la grande arte, per la rarità del suo uso. ([[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]) *Il concetto di fotografia si è fermato ai tempi di [[Henri Cartier-Bresson|Cartier-Bresson]], in quanto frammento di un universo riconoscibile. Ma la fotografia, comunque la si prenda, anche la più classica, è sempre una messa in scena, presuppone sempre la scelta di chi guarda che compone ciò che vede e che, alla fine, interviene sullo scatto con l'aiuto delle tecnologie. Io semplicemente ho preso atto dei processi di creazione e sono andato oltre. Perché ridurre la foto al miserabile caso? Io scelgo tutto e ogni volta offro un dettaglio del mio pensiero. La fotografia non è anodina. Il fotografo ha una grande responsabilità che è quella di fermare una frazione del tempo, in base alla cultura e al suo gusto, e trasmettere il suo punto di vista. ([[Gerard Rancinan]]) *In fondo la fotografia è un modo più sbrigativo per fare una scultura. ([[Robert Mapplethorpe]]) *In fotografia, qualunque sia la tecnica adottata, le decisioni fondamentali riguardano l'immagine stessa: i motivi che hanno indotto il fotografo a scattarla e il suo aspetto. Certo la tecnica è importante, ma in fondo il massimo che può fare è contribuire a concretizzare un'idea o un'impressione. ([[Michael Freeman]]) *Il significato della fotografia non è più eternizzare un momento importante, ma è portare tutti gli attimi dell'esistenza, anche quelli che non hanno un particolare significato, in una dimensione eterna. Fossilizzare la vita appena si compie, addirittura prima che si compia. [...] E se prima la fotografia era la vita quando assume un forte significato emotivo e simbolico, ora la foto diventa qualcosa che prende significato in quanto condivisione, e non come scatto in sé. ([[Roberto Cotroneo]]) *Illustrazione e fotografia hanno un approccio antitetico. Nell'illustrazione si parte dall’osservazione, quindi si immagina come muovere il soggetto nella scena. Nella fotografia è il fotografo che si muove attorno al soggetto per trovare la sua composizione. ([[Yoshitoshi ABe]]) *Io non fotografo io prendo. Prendo tutto ciò che c' è da prendere. L'omino, la signora, il cane, il bambino, anche le betoniere. ([[François Marie Banier]]) *La fotografia è ritenuta il mezzo più perfetto di riproduzione della [[realtà]] oggettiva, ma l'esperienza ci dimostra che essa è pur sempre una traduzione in bianco e nero, accettata come altre convenzioni e abitudini visive. [...] Si è temuto da molti che con l'avvento del [[colore]] la fotografia cedesse a un eccessivo e noioso verismo e infatti ogni giorno ci vengono proposte immagini che nulla giungono alla nostra esperienza visiva [...]. Ma il colore come nuovo mezzo visivo si è rivelato prezioso per molti fotografi che hanno sperimentato in diverse direzioni le sue varie possibilità. [...] Il colore fotografico come favola, fantasia, invenzione. Sempre il colore è stato usato anche in funzione decorativa, secondo una esigenza edonistica che proprio ora, nelle continue scoperte della chimica, trova stimoli e utilizzazioni così imponenti quali l'uomo non aveva mai conosciuto. [...] Come usare il colore: non documento ma invenzione visiva, da un realismo quasi magico all'astrazione. I mezzi usati sono quasi sempre quelli soliti per la fotografia in bianco e nero: una utilizzazione razionale e immaginosa delle proprietà ottiche, meccaniche e chimiche del processo fotografico. ([[Paolo Monti]]) *La fotografia è sempre un punto di vista: quello del fotografo. E aggiungo che la fotografia è racconto, è narrazione fatta da una persona che ha sentimenti, idee, idiosincrasie, passioni che necessariamente si riflettono nelle situazioni, nella realtà che sceglie di rappresentare e interpretare. ([[Nino Migliori]]) *La fotografia ha permesso di superare la soggettività in modi sconosciuti alla pittura, in un modo che non può soddisfare la pittura, in un modo in cui non è tanto la resa dell'atto di dipingere quanto una fuga da questo, attraverso l'automatismo, e la rimozione dell'agente umano dal processo di riproduzione. ([[Stanley Cavell]]) *{{NDR|«La missione della [[fotografia]] (...)?»}} La parte più importante del mio lavoro è narrare storie, è per questo che la maggior parte delle mie immagini posa le sue radici nella gente comune. Sono alla ricerca di quell'attimo di autenticità e spontaneità capace di raccontare una persona [...], quello in cui, per un istante, si cattura l'essenza di un altro individuo [...]. Penso sia questo, uno dei più grandi poteri della fotografia. ([[Steve McCurry]]) *L'imitazione di pitture antiche o moderne, gli ingrandimenti confusi ricavati da piccole negative, la grana eccessiva e numerosi altri artifici cui oggi in fotografia si ricorre possono valere a sorprendere l'occhio, ma nulla possono creare. Io non ho mai creduto che la fotografia per elevarsi debba rinnegare la sua origine. ([[Wilhelm von Gloeden]]) *L'istantanea fotografica o pittorica ridicolmente uccide i gesti vivi contraendoli e immobilizzando uno dei cento mila loro fuggevoli stati. ([[Anton Giulio Bragaglia]]) *La forza della fotografia è come un passaporto: vi da il permesso di partecipare appieno a diverse situazioni della vita in cui normalmente non avreste avuto accesso. Che sia un incidente stradale o l'elezione di un presidente, la società vi accetta immediatamente a condividere l'evento proprio perché siete un fotografo. ([[Nick Knight]]) *La mia arma è la fotografia, non a caso in inglese si dice "to shoot", che significa anche sparare, per fotografare. ([[Oliviero Toscani]]) *La mia generazione ha raccontato la fine di un'epoca, la fine del mondo contadino. Una roba durata secoli che è scomparsa in vent'anni. Non lo sapevamo, ma la fotografavamo con l'intuito che quel mondo stesse scomparendo. I fotografi di oggi non so cosa facciano. La fotografia una volta era umile e mirava a restare con i piedi per terra e in mezzo alla gente. Poi è stata divinizzata. Così i fotografi non vogliono più raccontare la realtà, guardare in faccia il mondo in cui vivono. Vogliono fare gli artisti. Ed è tempo perso. ([[Ferdinando Scianna]]) *La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d'arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione. ([[John Hedgecoe]]) *La fotografia estende e moltiplica l'immagine umana alle proporzioni di una merce prodotta in serie. Le dive del cinema e gli attori più popolari sono da essa consegnati al pubblico dominio. Diventano sogni che col denaro si possono acquistare. Possono essere comprati, abbracciati e toccati più facilmente che le prostitute. ([[Marshall McLuhan]]) *La fotografia non è un'[[arte]]. È [[tecnologia]]. Non abbiamo scuse per ignorare quest'ovvio fatto in un'era di macchine fotografiche digitali, quando le immagini e gli effetti ad alta definizione più accattivanti sono a disposizione di milioni. Il mio iPad può realizzare foto panoramiche bellissime da guardare. Questo fa di me un artista? No, rende solo il mio tablet un gran bel dispositivo. ([[Jonathan Jones]]) *La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha. ([[Neil Leifer]]) *La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare. ([[Lewis Hine]]) *La teoria fotografica si impara in un'ora; le prime nozioni pratiche in un giorno … quello che non si impara … è il senso della luce … è la valutazione artistica degli effetti prodotti dalle luci diverse e combinate … quello che s'impara ancora meno, è l'intelligenza morale del tuo soggetto, è quell'intuizione che ti mette in comunicazione col modello, te lo fa giudicare, ti guida verso le sue abitudini, le sue idee, il suo carattere, e ti permette di ottenere, non già banalmente e a caso, una riproduzione plastica qualsiasi, alla portata dell'ultimo inserviente di laboratorio, bensì la somiglianza più familiare e più favorevole, la somiglianza intima. ([[Nadar]]) *La testimonianza è [...] sicuramente altra cosa rispetto al documento. ([[Franco Ferrarotti]]) *Nata ''da un raggio e da un veleno'' questa è un'altra arte la cui concessiva virtù oramai si rende complice del poco pensiero, e aiuta, compiacente, ogni più pigro artefice ad allontanar dalle tele quell'aura di mistero e di poesia {{sic|secreta}} e personale che lì soltanto può soffiare l'arte vera. ([[Salvatore Di Giacomo]]) *Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, sarà l'analfabeta del futuro. ([[László Moholy-Nagy]]) *Notoriamente [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] definì i film "piccoli frammenti di tempo", ma è probabile che intendesse anche la fotografia. Questi frammenti di tempo possono immortalarci in momenti di gloria e dolore; dalla luce all'ombra; dal colore al chiaroscuro... (''[[Life Is Strange]]'') *Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare. ([[Brassaï]]) *Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l'immagine di un'idea. ([[Tiziano Terzani]]) *Una benché lontana parentela con la fotografia l'abbiamo sempre respinta con disgusto e con disprezzo perché fuori dall'arte. La fotografia in questo ha valore: in quanto riproduce ed imita oggettivamente, ed è giunta con la sua perfezione a liberare l'artista dalla catena della riproduzione esatta del vero. ([[Umberto Boccioni]]) ===[[Martin Parr]]=== *Credo davvero nel carattere democratico della fotografia, nel suo riuscire ad abbracciare la cultura alta come quella bassa. *È un modo, almeno credo, per comunicare ciò che penso sul mondo, sul Paese, su qualsiasi cosa. Attraverso la fotografia so che posso esprimermi al meglio. *Mi piace il fatto che siamo circondati da tanta cattiva fotografia. Dà alla buona fotografia una ragione di esistere. *Tutte le immagini contengono un elemento di sfruttamento, perché la fotografia usa le persone. ==Voci correlate== *[[Foto]] *[[Fotocamera]] *[[Fotografia digitale]] *[[Fotografo]] *[[Fotolibro]] *[[Inquadratura]] *[[Paparazzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Discipline]] [[Categoria:Fotografia| ]] eudd342bmm146cvjep7xh7p5x3n2q3d Massimo Moratti 0 10075 1424665 1385315 2026-08-25T23:42:36Z Danyele 19198 /* Citazioni di Massimo Moratti */ +1 1424665 wikitext text/x-wiki [[File:Massimo Moratti, presidente del Gruppo Saras.jpg|thumb|Massimo Moratti nel 2018]] '''Massimo Moratti''' (1945 – vivente), imprenditore e dirigente sportivo italiano. == Citazioni di Massimo Moratti == {{cronologico}} *{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1998]]}} Bisognerebbe rendersi conto della situazione in cui vive Ronaldo. Zidane è il più bravo, ha segnato due gol nella finale, ha vinto il Mondiale, è l'idolo di tutti i francesi, ma poi i titoli dei giornali si fanno su Ronaldo. È sempre lui al centro dell'attenzione, è a lui che toccano le prime pagine. Lui fin qui era sempre riuscito a gestire e a vivere queste situazioni in maniera intelligente, stavolta la pressione alla quale è stato sottoposto lo ha fatto scoppiare. [...] è stato un errore molto grave decidere di far giocare a Ronaldo la finale mondiale in quelle condizioni, dopo che era andato in ospedale [...]. Il Brasile ha il diritto-dovere di utilizzarlo ed è normale che lui abbia piacere a giocare nella nazionale del suo Paese, ma bisogna farlo quando si sta bene. [...] E poi nella finale nemmeno il miglior Ronaldo avrebbe salvato una squadra che aveva sbagliato partita.<ref>Citato in Fabio Monti, ''[https://web.archive.org/web/20110716025506/http://archiviostorico.corriere.it/1998/luglio/15/Moratti_Cosi_Brasile_rovina_Ronaldo_co_0_9807152628.shtml Moratti: "Così il Brasile rovina Ronaldo"]'', ''Corriere della Sera'', 15 luglio 1998, p. 37.</ref> *[[Joseph Blatter|Blatter]] è un grande dirigente del calcio mondiale ed è bene che ne resti il punto di riferimento in un momento così delicato per il movimento. <ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 12 marzo 2002.</ref> *{{NDR|Al termine dell'ultima giornata del campionato di [[Serie A 2001-2002]], dopo la sconfitta contro la Lazio che costò all'Inter lo scudetto}} Ha giocato con tanto impegno, come in una finale di Coppa. I miei giocatori sono dei poveri cristi, ma spero che la Lazio abbia vinto per se stessa e non per conto di altri.<ref>Citato in Daniele V. Morrone, ''[https://www.ultimouomo.com/cinque-maggio-lazio-inter-2002/ Il cinque maggio]'', ''ultimouomo.com'', 5 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Lettera scritta all'indomani della scomparsa di [[Giacinto Facchetti]]}} Caro Cipe, non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile. [...] Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce – e con l'espressione di chi ti vuole bene – dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane. Qualche mese fa ti dicevo un po' scherzando un po' sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace. Fantastico. [...] Grazie ancora di aver onorato l'Inter, e con lei tutti noi.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2006, p. 10.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria del campionato 2006-2007}} È una gioia indescrivibile. Questo scudetto è arrivato al culmine di una grande cavalcata. È il secondo scudetto senza rubare e spero che le nostre vittorie non finiscano qui.<ref>Citato in ''La Gazzetta dello Sport'', 23 aprile 2007.</ref> *Non si può impedire di andare allo stadio. Siamo in un paese democratico e non si può impedire a nessuno di andare allo stadio. Io penso che i tifosi debbano andare anche in trasferta, ma è chiaro che questo è valido quando i [[tifo sportivo|tifosi]] fanno i tifosi. Se fanno qualcos'altro sono qualcos'altro e allora devono essere presi dei provvedimenti.<ref>Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/15112007/8/tifoso-morto-moratti-si-alle-trasferte.html Tifoso morto: Moratti "Sì alle trasferte"]'', ''eurosport.yahoo.com'', 15 novembre 2007.</ref> *Cantare con [[Adriano Celentano|Celentano]] è come giocare con [[Pelé]]: fantastico.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/sport/calcio/serie_a/inte-moratti/inter-festa/inter-festa.html Duetto Celentano-Moratti per il Centenario dell'Inter]'', ''repubblica.it'', 8 marzo 2008.</ref> *In alcune cose la somiglianza tra [[José Mourinho|Mourinho]] ed [[Helenio Herrera|Herrera]] è impressionante. Come Herrera, Mourinho è un vero lavoratore, infaticabile, meticoloso, attento al più piccolo dei particolari, all'avanguardia tatticamente.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/06_Giugno/26/moratti.shtml Moratti: "Mourinho sarà il mio Herrera"]'', ''gazzetta.it'', 26 giugno 2008.</ref> *{{NDR|«Ha mai giocato a [[Fantacalcio]]?»}} No, mai. E l'ho scoperto dopo essere diventato presidente dell'Inter: un vero peccato. Se l'avessi scoperto anche solo un giorno prima, mi sarei ben guardato dal prendere l'Inter, perché il Fantacalcio è esattamente la stessa cosa, con la differenza che non ci rimetti una barca di soldi. È un'invenzione meravigliosa: ti senti proprietario di una squadra senza averne tutti gli svantaggi.<ref>Da ''Faq Inter'', Bompiani, 2009, [https://books.google.it/books?id=4kUfEpueT2oC&pg=PT28 p. 28]. ISBN 8845263541</ref> *Il fatto che l'Inter abbia vinto dopo [[Calciopoli]] dimostra quanto questa sia stata una vera truffa per il calcio italiano, una prova in più di quanto stava accadendo. Era frustrante quando dicevano che spendevo e non vincevo. Calciopoli è stata una cosa veramente volgare oltre ad una fregatura economica.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Inter/24-01-2011/moratti-brava-udinese-712594603287.shtml Moratti: "Calciopoli una vera truffa Le nostre vittorie ora lo dimostrano]'', ''gazzetta.it'', 24 gennaio 2011.</ref> *L'Inter è [[Milano]], i tifosi dell'Inter sono sempre stati considerati i milanesi veri. L'Inter ha sempre rappresentato l'orgoglio dello sport milanese, ha più radici l'Inter per la città che il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] anche se poi, comunque, anche la squadra rossonera ha fatto bene.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Inter/02-03-2011/ambrogino-d-oro-inter-80342466859.shtml Ambrogino d'Oro all'Inter Moratti: "Rivinciamo tutto"]'', ''gazzetta.it'', 2 marzo 2011.</ref> *Chi vince lo scudetto se lo merita sempre perché ha avuto più continuità, più possibilità di esprimersi al meglio e quindi chi lo vince lo merita sempre.<ref>Citato in ''Tuttosport'', 3 maggio 2011, p. 14.</ref> *[Javier Zanetti] Anche quando è stanchissimo riesce comunque a mantenere la dignità, la voglia, l'orgoglio di un giocatore professionale, come credo non ce ne siano mai stati.<ref>Citato in Nicola Cecere, ''Il calcio di Javier Zanetti ai raggi X'', Milano, La Gazzetta dello Sport, 2011.</ref> *[[Mario Balotelli|Balotelli]]? Lo riprenderei domani mattina. È tra i giocatori bravissimi, perché dire no? Ho sempre molta stima per lui. Pentito per aver perso Balotelli? Io non l'ho lasciato scappare ma sono successe cose per le quali era dura trattenerlo.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/inter/articoli/71846/balotelli-lo-riprenderei-subito.shtml "Balotelli lo riprenderei subito"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 14 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Riferendosi alla vittoria del Campionato Primavera 2011-2012}} Con questa vittoria abbiamo completato una serie di importanti vittorie che ci porta ad avere, come società, il migliore Settore Giovanile d'Europa.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Calcionews/Moratti-miglior-settore-giovanile-Europa/10-06-2012/1-A_001697776.shtml Moratti: "Il nostro il miglior settore giovanile d'Europa"]'', ''corriere.it'', 10 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni]]}} Non ho avuto particolare coraggio nel sceglierlo mi sembrava che avesse tutte le caratteristiche per farlo e non ho sbagliato sulle doti della persona. Senza dimenticare la riconoscenza di un passato recente, questa è stata una svolta, sportiva e politica, in un'economia che deve darci la forza di trovare dei valori positivi. Lavoriamo di più, ed è un buon allenamento per la vita. E usiamo più la fantasia.<ref name="workshop2012">Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=59303&L=it Massimo Moratti: "Io credo nell'Inter"]'', ''inter.it'', 7 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Sulla similitudine tra Stramaccioni e Mourinho}} La cosa che lo fa assomigliare di più a [[José Mourinho|Mourinho]] è che è un grande lavoratore e ha grande intelligenza.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=59719&L=it Moratti: "Inter grande gruppo e Stramaccioni..."]'', ''inter.it'', 8 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Sull'addio al calcio giocato di [[Iván Córdoba]]}} È stata una bellissima cosa quella di ieri con il giocatore perché è stata sincera, bella, perché c'era dentro tutta l'esperienza fatta con lui e che adesso continuerà in un'altra forma. Cordoba è un ragazzo molto in gamba, generoso, che ha fatto molto bene come giocatore e credo che lo potrà fare anche in un nuovo ruolo che troverà nell'Inter.<ref>Citato in ''[http://www.inter.it/aas/news/reader?N=57910&L=it&IDINI=57918 Moratti: "Con Stramaccioni si può continuare"]'', ''inter.it'', 7 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Sul gol del vantaggio irregolare messo a segno dalla Juventus dopo 18 secondi in Juventus-Inter 1-3 del 3 novembre 2012}} Quell'inizio di partita combacia in maniera perfetta con la storia delle due società, potrei definirlo lo specchio o il riassunto esatto dei due club...<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=396780 Inter, Moratti gode: "L'inizio di partita combacia con la storia dei due club"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Marotta]] e le polemiche con Stramaccioni}} È simpatico, ma spensierato per il suo significato in italiano è qualcosa di peggio rispetto a quello che lui ha voluto lasciare intendere a fine partita.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Inter/04-11-2012/zanetti-avverte-juve-napoli-siamo-tornati-lottare-913116919008.shtml Moratti graffia: "Gli arbitri? Fanno errori ingiustificati"]'', ''gazzetta.it'', 4 novembre 2012.</ref> *[Società] Unica perché legarsi all'Inter vuol dire essere pronti a vivere una vita emozionante, costantemente emozionante. È come uno che fa un viaggio d'avventura, non è un viaggio comodo, è un viaggio che può essere scomodo ma che ti dà tante di quelle emozioni che ti rimane in mente. Questa è l'Inter. Il viaggio con l'Inter è di questo tipo.<ref>Citato in ''[http://www2.inter.it/aas/news/reader?N=61745&L=it Moratti "Inter, 105 anni di avventura"]'', ''inter.it'', 8 marzo 2012.</ref> *{{NDR|Dopo l'annuncio della vendita del 70% della società interista a Thohir}} Ci sono tutti i sentimenti che ci sono in momenti del genere. Ma c'è soprattutto attenzione per il bene della società, cioè che tutto venga fatto in termini tali che la società ne tragga benefici.<ref>Citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/moratti-mille-sentimenti-resto-se-utile-commozione-attenzione-per-94072 Moratti: "Mille sentimenti, resto se utile. Commozione? Attenzione per..."]'', ''fcinter1908.it'', 15 ottobre 2013.</ref> *Con Juve e Milan sono rivalità diverse. [[Derby d'Italia|Quella con la Juve]] è tradizione, si riaccende a ogni battuta. Con Milan meno cattiva, normale perché siamo nella stessa città e non è mai successo qualcosa di grave.<ref>Da un intervento rilasciato alla casa del ''Corriere della Sera'' a Expo 2015; citato in Laur Baldinelli, ''[http://www.lastampa.it/2015/05/24/sport/calcio/qui-inter/moratti-il-titolo-pi-bello-dopo-la-champions-lo-scudetto-a-tavolino-FmMvi1hlzHigTsok6lByeN/pagina.html Moratti: "Il titolo più bello? Dopo la Champions lo scudetto a tavolino"]'', ''lastampa.it'', 24 maggio 2015.</ref> *Quello che ha fatto provare ai tifosi le emozioni più forti, che poi è l'essenza del calcio, è stato Ronaldo. Un altro giocatore, che ci ha fatto vincere tanto, è Ibrahimovic. Poi ce ne sono tanti: io insisto su [[Álvaro Recoba|Recoba]]. Ma Recoba è sempre rimasto un sogno: tu lo mettevi in campo e sapevi che poteva farti in ogni momento la cosa più bella che avevi mai visto. Ma sono orgoglioso di tutti.<ref name=mediaset>Dall'intervista di Alberto Brandi a ''Passione Calcio'', Premium Sport; citato in ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/inter-massimo-moratti-trofeo-cui-sono-pi-legato-scudetto-tav-1163718.html Inter, Massimo Moratti: "Trofeo a cui sono più legato scudetto a tavolino"]'', ''ilgiornale.it'', 26 agosto 2015.</ref> *{{NDR|A proposito dei campioni che avrebbe voluto all'Inter}} Il primo è [[Eric Cantona|Cantona]]. Forse avremmo cominciato prima a vincere, perché Cantona avrebbe spostato tutto. Ero presente allo stadio quando ha dato quel calcio al tifoso e mi sono detto che forse per la trattativa sarebbe stato utile, perché magari lo avrebbero liberato per quel gesto. Lo stavamo prendendo e poi, per un disguido di qualcuno, non arrivò più.<ref name=mediaset/> *[[Gigi Simoni]] è stato un grande protagonista della storia dell’Inter. Ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato. Simoni era un tecnico gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto.<ref>Citato in ''[https://www.fanpage.it/sport/calcio/morto-gigi-simoni-moratti-gli-impedirono-di-vincere-lo-scudetto-con-linter/ Morto Gigi Simoni, Moratti: “Gli impedirono di vincere lo scudetto con l’Inter"]'', ''fanpage.it'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Simone Inzaghi]]}} È un grande lavoratore, ha poi una qualità importante: non si accontenta mai, è pignolo nel ricercare la migliore soluzione per la squadra. Mi ha sorpreso la sua dote nel valorizzare il gruppo e nel dare sempre le giuste motivazioni.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/24_aprile_17/massimo-moratti-inter-intervista-b9ac8714-fc25-11ee-bd7d-ba8cac63572b.shtml Massimo Moratti: «L'Inter di Inzaghi ricorda quella di Herrera. Lo scudetto del Milan un nostro regalo»]'', ''corriere.it'', 17 aprile 2024.</ref> {{Int|''Corriere della Sera Magazine'', 31 agosto 2006|Intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]].}} *Sono presidente da anni. La mancanza di uno scudetto vinto sul campo mi pesa in maniera terribile. Ma quanti scudetti avremmo vinto se i campionati fossero stati regolari? Questa volta abbiamo un avversario in meno, vincere sembra obbligatorio e facile. La responsabilità di vincere ce la siamo sempre sentita ma stavolta siamo in una situazione difficilissima. *{{NDR|In seguito al fatto che Moggi ha definito scudetto di carta quello vinto dall'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] nella stagione 2005-2006}} Non saprei come definire gli scudetti della [[Juventus Football Club|Juve]]. *[[Pierluigi Collina|Collina]] è un ottimo arbitro. Ogni volta, alla fine, mi viene incontro, allarga le braccia e dice sconsolato: "Quando ci sono io lei non vince mai". *{{NDR|Alla domanda "Che succede quando si perde uno scudetto all'ultima giornata?"}} Un cazzotto tremendo. Quattro anni fa perdemmo contro la [[Società Sportiva Lazio|Lazio]] e lo scudetto andò alla [[Juventus Football Club|Juve]]. Rimasi impietrito. Mi venne voglia di chiudermi in una macchina e farmi 6 mila chilometri da solo senza fermarmi. *Per me è difficile vedermi di sinistra, sono petroliere, proprietario di una squadra di calcio, quello tra i presidenti che spende di più... Ma la gente mi considera di sinistra. *{{NDR|alla domanda "Per chi ha votato in passato?"}} [[Democrazia Cristiana|Dc]], come tutta la famiglia. Anche liberale qualche volta. *{{NDR|Alla domanda "Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti..."}} Non c'è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono. *{{NDR|Alla domanda "Lei ha mai telefonato a un designatore?"}} No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni. Solo telefonate "normali" senza alcun interesse. *Un ricco deve avere un complesso di colpa perché deve pensare a quanto sta male tanta gente nel mondo. (citato dal giornalista) *Il fascino dell'Inter è il piacere della sofferenza. (citato dal giornalista) {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/06/Moratti_mia_vita_per_Inter_co_9_080306071.shtml Moratti: "La mia vita per l'Inter"]''|Intervista di Daniele Dallera, ''Corriere della sera'', 6 marzo 2008, p. 67.}} *Il centenario lo sento dentro di me. In modo intenso. Lo vivo come responsabilità, come qualcosa da dire ai tifosi, davvero è una esperienza importante per un presidente passare un traguardo simile. Significa ripercorrere la vita, la mia, quella dei giocatori passati e presenti, rivivere le emozioni, quelle solitarie ma anche quelle provate insieme ad altri personaggi che hanno fatto la storia di questa squadra. Massì, mi vengono in mente anche i soldi che sono partiti. *Ci sono tecnici, li conosco, che si presentano pensando alla campagna acquisti generosa, chiedendo sempre e comunque il meglio, convinti che qui all'Inter si possa ottenere tutto. [[Roberto Mancini|Mancini]], invece, è un allenatore preparato, ha un metodo di lavoro e le sue richieste sono sempre state proiettate su giocatori utili al suo modo di giocare. È un allenatore che privilegia il talento. E questo a me piace. *Tendenzialmente sono rimasto in buoni rapporti con tutti [gli allenatori]. Abbiamo vissuto momenti importanti. Io non riesco ad avere sentimenti negativi, anche con chi, purtroppo, ha interrotto il rapporto di lavoro in modo brusco. A volte il calcio è crudele: si devono prendere decisioni delicate, ma sempre rivolte al bene della squadra e della società. *Felicità e delusioni vanno insieme, non si possono scindere. Non c'è niente da fare. La bellezza di questa squadra è quella di avere sempre avuto nella sua storia un senso artistico da abbinare a una forza da esprimere in campo. C'è una cosa di cui vado orgoglioso... Che questa società è sempre stata condotta da persone per bene. Uomini estranei ai giochetti di potere. *L'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] nella sua storia ha avuto sempre dei fuoriclasse. Mi soffermo su stranieri come Wilkes, Skoglund, Angelillo, [[Luis Suárez (calciatore 1935)|Suarez]], [[Karl-Heinz Rummenigge|Karl-Heinz Rummenigge]], [[Ronaldo]]... [Italiani] Io ne menzionerei due: [[Giuseppe Meazza|Meazza]] e [[Mario Corso|Corso]]. Poi, è chiaro che si potrebbero fare molti altri nomi, da [[Alessandro Mazzola|Mazzola]] ad [[Alessandro Altobelli|Altobelli]]. Ma il centenario dell'Inter li ricorderà tutti. [...] [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] esce dal mazzo, perché ha avuto la capacità di elevarsi rispetto a tutti gli altri, prima in campo come giocatore e poi da dirigente, fino ad arrivare ad essere presidente di questa società. *Vado [indietro nel tempo] ai giorni difficili dell'Inter di [[Helenio Herrera]]; come si sa, ci sono stati anche quelli. Non si vinceva, i grandi traguardi mancati, problemi. Si viveva un periodo fortemente negativo... Una sera mio padre [Angelo Moratti], che si rendeva conto che la situazione era grave, convocò una riunione e disse, con forza: ''Ora basta, si inizia a vincere''. Bene, fu quella determinazione che emergeva dalle parole di papà a scatenare la reazione. Mio padre fece di tutto, ad ogni livello, in ogni settore, per creare la grande squadra che dominò la scena nazionale ed internazionale: la svolta fu in Herrera, nella squadra, in società, anche nella comunicazione. Per me fu una lezione importante, perché capii che per creare i grandi progetti occorrono pazienza e determinazione. Pazienza nel sopportare i momenti avversi e determinazione nelle scelte da fare. *{{NDR|Alla domanda "Vedremo uno dei suoi due figli futuro presidente dell'Inter?"}} Sono convinto che entrambi hanno le qualità giuste per poterlo fare. Ma francamente, da padre non glielo auguro. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Javier Zanetti]]}} Prima che io prendessi l'Inter, qualcuno che aveva subodorato ciò che stava accadendo mi inviò una cassetta con una partita dell'Under 21 argentina, per farmi vedere [[Ariel Ortega|Ortega]]. [...] Vidi invece questo terzino che faceva delle cose che non avevo mai visto, con un dribbling e una forza fisica impressionanti. Contrariamente a quello che accade a chi prende una società, che guarda subito ad acquisti in altre zone del campo, pensai a quel terzino e appena arrivato all'Inter dissi che per me quello era il primo giocatore da prendere. Furono avviate le trattative e al momento di concludere mi arrivò di sera tardi una telefonata dall'Argentina che mi comunicava le condizioni per acquistarlo. Ricordo che presi la cassetta della partita, la guardai con mio figlio e dopo 5 minuti richiamai dicendo di prenderlo immediatamente.<ref>Citato in Filippo Grassia e Gianpiero Lotito, ''INTER - Dalla nascita allo scudetto del centenario'', cap. ''Capitan Zanetti, Facchetti presidente e la scomparsa di Prisco'', Milano, Antonio Vallardi Editore, pp. 196-197, ISBN 978-88-95684-11-6</ref> ==Citazioni su Massimo Moratti== *A Moratti va riconosciuto un grande amore per l'Inter, talmente forte da avergli fatto accettare una cosa un po' folle, come lo scudetto che [[Controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus F.C.|non ha vinto]]. ([[Andrea Agnelli]]) *Avere la stima del Presidente mi ha certamente aiutato, ma io non ho mai approfittato di questa cosa. Ovviamente mi faceva piacere che lui parlasse bene di me, ma non facevo il lecchino per ottenere questo. Se lo faceva è perché lo sentiva così come era per me quando parlavo bene di lui, ma non ci guadagnavo niente, questa è la verità. ([[Álvaro Recoba]]) *Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese. ([[Candido Cannavò]]) *Grazie al presidente Moratti per aver dato la possibilità di giocare con questa squadra. ([[Iván Córdoba]]) *Ho enorme rispetto per lui: in 18 anni alla guida dell'Inter ha vinto 16 trofei. Io al confronto sono niente. Anzi ho già detto che non riuscirò a eguagliare i suoi successi. ([[Erick Thohir]]) *Il mio rapporto con Moratti era speciale, forte, decisamente forte. Ci sentivamo parecchie volte durante il giorno, anche alle 3 del mattino, ci confrontavamo su ogni cosa. Mi faceva sentire uno di famiglia. ([[Christian Vieri]]) *Il nostro presidente è una persona importante per noi, il simbolo dell'Inter, una persona che sarà sempre vicina a noi, nei momenti belli e in quelli meno belli. ([[Júlio César Soares Espíndola|Júlio César]]) *{{NDR|Nel 2011}} Il presidente è una delle persone importanti della mia vita: sta bene, l'ho trovato in grande forma, si vede che vincere gli fa un bell'effetto. ([[Ronaldo]]) *In alcune cose si assomigliano, anche se io vedo il [[Angelo Moratti|papà]] con gli occhi di un ragazzo di vent'anni e Massimo con quelli di un uomo e di un professionista. Ma lui ha preso dal padre in molte cose. ([[Alessandro Mazzola|Sandro Mazzola]]) *La relazione con Moratti è buona, lui ne capisce di calcio e questo è importante. Io nell'ultimo anno al Liverpool non potevo farlo perché non capivano. ([[Rafael Benitez]]) *Lo ringrazierò per sempre, mi ha permesso di vincere tutto. Ma sotto la sua gestione non sono stato trattato benissimo. Era il capo e non ha fatto nulla quando Ausilio mi propose di fare l'allenatore in seconda degli Allievi regionali. Qualcuno non mi voleva più all'Inter. ([[Marco Materazzi]]) *Massimo è una persona che capisce molto bene le tue sensazioni, le tue emozioni, quello che provi e si abbassa sempre al tuo livello. È un generoso sempre pronto a darti una mano quando sei in difficoltà. Anche dopo le partite più brutte lui era sempre lì accanto a noi e trovava sempre le parole giuste per risollevarci. È stato un grandissimo presidente. ([[Iván Córdoba]]) *Mi piace Moratti perché è un elegante signore all'antica. Anche se oggi forse è un difetto in questo mondo arrembante e pieno di arroganti. Ho letto del suo invito alla festa {{NDR|per il 15° scudetto dell'Inter}}, ma sono molto pigro. Avrei partecipato comunque col cuore. ([[Vasco Rossi]]) *Moratti Angelo e Massimo: i meriti dei padri non ricadono sui figli. ([[Franco Rossi]]) *Moratti chiede quello scudetto [del campionato 1997-1998], così come [[Andrea Agnelli|Agnelli]] il giorno prima aveva chiesto quelli tolti alla [[Juventus Football Club|Juve]] dalla giustizia sportiva. Ma per i due tolti alla Juve c'è stato un processo mentre per quello del 1998 il processo vorrebbe aprirlo Moratti? E il Lione che dovrebbe dire visto che in Lione-Inter l'arbitro si comportò molto peggio di Ceccarini? La Lazio, che perse la Coppa Uefa nella finale di Parigi dovrebbe chiedere all'Uefa quella coppa visto che l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] in finale c'era arrivata grazie all'arbitraggio di Lione al cui confronto quello di Ceccarini è di stampo angelico? Se si parla di corruzione sicuramente era più corrotto, magari con soldi portati in una valigetta Luis Vuitton, l'arbitro di Lione rispetto a Ceccarini ([[Franco Rossi]]). *Moratti è un grande presidente, e su [[Calciopoli]] è stato un vero signore, così come lo è stato [[Giacinto Facchetti|Facchetti]]. ([[Javier Zanetti]]) *Moratti è unico. Moratti è un papà vero per i giocatori e un amico per gli allenatori. Per lui avrò sempre amicizia, ammirazione e rispetto. Mi sono bastati cinque minuti per capire che il calcio e l'Inter sono la sua vita. Ha respirato Inter fin da piccolo e ha una memoria straordinaria. E non parla mai della "sua" Inter: la squadra, per lui, è dei tifosi. L'Inter sarà sempre Moratti e Moratti sarà sempre l'Inter. Una cosa sola. Al punto che, nel mondo, i tifosi quasi confondono presidente e squadra, dal padre Angelo al figlio Massimo ai più giovani oggi: se dici Inter pensi a Moratti e viceversa. Una famiglia innamorata di calcio e di Inter. Vende perché pensa che questo faccia soltanto il bene della società e della squadra. La più grande gioia che ho ricevuto dal calcio è stato regalargli quella coppa [la Champions]. In questo mondo, ne sono sicuro, Moratti è diventato un presidente completo, al quale non manca nessun trofeo. Anche per lui penso sia stato il momento più bello in assoluto. ([[José Mourinho]]) *Non è un presidente qualunque, lui ha avuto tantissimi cannonieri. Quando mi ha chiamato ero felice e sorpreso, emozionato e stupito. ([[Giampaolo Pazzini]]) *Non ho mai avuto presidenti così. È sempre un piacere dire di averlo avuto come presidente e come amico. Per me è un numero uno. ([[Luís Figo]]) *Per un campione non può esserci un presidente migliore, perché non solo tifa per te ma ti concede qualcosa più del normale (nel tempo c'è chi se ne è un po' approfittato). ([[Roberto Mancini]]) *Quello che ha fatto lui per gli extracomunitari, non l'ha fatto nessuno. Basta vedere Recoba. ([[Christian Rocca]]) *Se c'è un Dio in terra, Moratti è Dio. ([[Samuel Eto'o]]) *Sta con la squadra un allenamento alla settimana. Viene a vedere l'allenamento o a mangiare con la squadra. È molto vicino ai giocatori, cerca sempre di essere presente, soprattutto quando uno ha problemi non legati al calcio. La cosa che più mi ha impressionato è la sua umiltà, non comune in questo ambiente. Soprattutto considerando che non è solo il presidente, ma anche il proprietario del club. L'umiltà si vede nel modo in cui tiene l'autorità, di cui non abusa mai. Ti parla sempre con belle parole. ([[Esteban Cambiasso]]) ===[[Luciano Moggi]]=== *Il presidente Moratti ha fatto molti errori. Ha spento una quantità enorme di soldi per confezionare impropriamente la sua [[Football Club Internazionale Milano|squadra]]. E vogliamo parlare di mestieri? Che ne dice di Seedorf e Pirlo per Coco e Guly, o Cannavaro per Carini? *Per l'[[Internazionale Football Club|Inter]] si può parlare di de profundis, è finito il credito ottenuto grazie a [[Calciopoli]]. Certo Moratti ci ha messo del suo sostituendo Mourinho con Benítez, il contrario del portoghese. La squadra è passata in pochi mesi da un'armata da battaglia ad una banda scarica. Per tornare a vincere Moratti forse avrà bisogno di una nuova Calciopoli. *{{NDR|Dopo la pubblicazione delle nuove intercettazioni di [[Calciopoli]]}} Se fossi nei panni di Moratti, avrei evitato di andare in giro a dire a tutti che ero pulito e onesto per tutti questi anni. Ora quelle frasi sono ancora più scioccanti dopo le recenti rivelazioni. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Crediti|http://www.sabellifioretti.com|Sabellifioretti}} {{DEFAULTSORT:Moratti, Massimo}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] 3bnkdmxudieirik9xs1qv6915dridrh Master and Commander - Sfida ai confini del mare 0 10462 1424714 1384472 2026-08-26T10:05:53Z ~2026-35655-21 107537 /* Altri progetti */ 1424714 wikitext text/x-wiki {{Film |dimensioneimmagine= 200 |immagine= HMS-Surprise-stern.jpg |didascalia= La copia della ''HMS Surprise'' utilizzata per il film |titoloitaliano=Master and Commander – Sfida ai confini del mare |titolooriginale=Master and Commander: The Far Side of the World |paese=Usa |anno=2004 |genere=Avventura, drammatico, storico, guerra |regista=[[Peter Weir]] |soggetto=[[Patrick O'Brian]] |sceneggiatore=[[Peter Weir]], [[John Collee]] |attori= * [[Russell Crowe]]: Capitano Jack Aubrey * [[Paul Bettany]]: Dottor Stephen Maturin * [[James D'Arcy]]: Tenente Tom Pullings * [[Edward Woodall]]: Tenente William Mowett * [[Chris Larkin]]: Capitano Howard * [[Max Pirkis]]: Blakeney * [[Jack Randall]]: Boyle * [[Max Benitz]]: Calamy * [[Lee Ingleby]]: Hollom * [[Richard Pates]]: Williamson * [[Robert Pugh]]: Sig. Allen, Master * [[Richard McCabe]]: Sig. Higgins * [[Ian Mercer]]: Sig. Hollar * [[Tony Dolan]]: Sig. Lamb |doppiatori italiani = * [[Luca Ward]]: Capitano Jack Aubrey * [[Francesco Bulckaen]]: Dottor Stephen Maturin * [[Christian Iansante]]: Tenente Tom Pullings * [[Franco Mannella]]: Tenente William Mowett * [[Francesco Caruso Cardelli]]: Capitano Howard * [[Gabriele Patriarca]]: Blakeney * [[Alessio Puccio]]: Boyle * [[Fabrizio De Flaviis]]: Calamy * [[Luigi Morville]]: Hollom * [[Emidio La Vella]]: Sig. Allen, Master * [[Gino Manfredi]]: Sig. Higgins * [[Roberto Stocchi]]: Sig. Hollar * [[Enzo Avolio]]: Sig. Lamb |note = * Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2004)''': ** Miglior fotografia ** Miglior montaggio sonoro }} '''''Master and Commander – Sfida ai confini del mare''''', film statunitense del 2004 con [[Russell Crowe]]. Regia di [[Peter Weir]]. ==Frasi== *È l'autorità che vogliono. La fermezza. Perciò trovatele dentro di voi e vi guadagnerete il loro rispetto. Senza il rispetto, la disciplina va a ingrassare i pesci. ('''Jack Aubrey''') *{{NDR| Lord Horatio Nelson}} Mi raccontò che qualcuno gli aveva offerto una mantella in una notte fredda, e lui aveva detto che non gli occorreva. Che stava bene così: l'amore per il re e per la patria lo riscaldava. So che una frase del genere, detta da un altro uomo, risulterebbe ridicola, affettata, puro e semplice fanatismo. Ma detta da Nelson... accende l'animo di ardore. ('''Jack Aubrey''') *Forse la nave avvistata non era la Acheron, e se lo era chissà dove sarà a quest'ora... come cercare un uomo onesto in parlamento. ('''Jack Aubrey''') *{{NDR|Parlando del medico/naturalista di bordo}} Quello sì è un medico, non un segaossa qualunque. [...] E sa pure di bestie e uccelli, fagli vedere una cimice e ti dice che sta pensando! ('''Marinaio''') *Non posso far piovere! Posso sfruttare il vento, ma non sono il suo artefice! ('''Jack Aubrey''') *Per l'Inghilterra! Per la patria! E per il bottino! ('''Jack Aubrey''') *Signor Boyle? Bandiera da combattimento! ('''Jack Aubrey''') *Non si fa amicizia con la ciurma ragazzo. Vi disprezzeranno, vi riterranno un debole. Né bisogna mostrarsi tiranni. ('''Jack Aubrey''') *L'avidità sarà la loro rovina. ('''Jack Aubrey''') *Sull'Inghilterra incombe l'invasione. Benché siamo ai confini del mare, questa nave è la nostra patria. Questa nave, è l'Inghilterra. Ciascuno alla sua cima, e al suo cannone. A pronto comando, pronta risposta. Dopotutto, la ''sorpresa'' è dalla nostra. ('''Jack Aubrey''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Dottor Maturin''': Dovevamo tornare indietro settimane fa. Gli uomini, certo, seguirebbero "Jack il fortunato" dovunque, sicuri a buon diritto della vittoria. Ma proprio qui sta il problema: voi non siete abituato a perdere. E dare la caccia a questa nave più grossa, con i cannoni più lunghi, mi sa molto di orgoglio.<br />'''Jack Aubrey''': Non è una questione di orgoglio, è una questione di dovere! <br />'''Dottor Maturin''': "Dovere", oh certo... ne ho sempre sentito parlare bene...<br />'''Jack Aubrey''': Fate pure il sarcastico quanto volete. Guardare il mondo al microscopio è la vostra specialità, ma questa è una nave da guerra e io tirerò tutta l'acqua al mio mulino per poter compiere il mio dovere!<br />'''Dottor Maturin''': Costi quel che costi?<br />'''Jack Aubrey''': Costi quel che costi. *'''Jack Aubrey''': Volete vedere la ghigliottina a Piccadilly?! <br />'''Marinai''': Noo! <br /> '''Jack Aubrey''': Volete quell'escremento di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] come re?! <br /> '''Marinai''': Noo! <br /> '''Jack Aubrey''': Che i vostri figli cantino [[La Marsigliese|la marsigliese]]?! <br /> '''Marinai''': Noo! <br /> '''Jack Aubrey''': Signor Mowett, signor Pullings, batterie di dritta! *'''Dottor Maturin''': Jack, temo che mi abbiate addossato un debito che non potrò mai ripagare... <br />'''Jack Aubrey''': Sciocchezze! Date il mio nome ad un cespuglio, irto di spine e duro da sradicare! *'''Jack Aubrey''': Dunque, d'ora in poi, niente signore, né saluto, né fischietti, né campane. <br /> '''Ufficiali''' {{NDR|In coro}}: Sì signore! == Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film storici]] [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film di guerra]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 6sv31u8me9ljm6xdf98eq57aj1a3e4p Massimo Troisi 0 10654 1424661 1407129 2026-08-25T22:20:49Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424661 wikitext text/x-wiki [[File:Massimo Troisi alla Mostra del Cinema di Venezia, 1989.jpg|thumb|Massimo Troisi]] '''Massimo Troisi''' (1953 – 1994), attore e regista italiano, ha fatto parte dal gruppo cabarettistico ''[[La Smorfia (cabaret)|La Smorfia]]'' con [[Lello Arena]] e [[Enzo Decaro]]. ==Citazioni di Massimo Troisi== *'A [[disoccupazione]] pure è un grave problema a [[Napoli]], che pure stanno cercando di risolvere... di venirci incontro... stanno cercando di risolverlo con gli investimenti... no, soltanto ca poi, la volontà ce l'hanno misa... però hanno visto ca nu camion, eh... quante disoccupate ponno investi'? [...] cioè, effettivamente, se in questo campo ci vogliono aiutare, vogliono venirci incontro... na politica seria, e ccose... hann' 'a fa' 'e camiòn cchiù gruosse. (da ''Napoli'', in ''La smorfia'', 1977) *Chi ha detto che non è serio amare due [[Donna|donne]] nello stesso momento, o perder [[tempo]] per fare la formazione della propria squadra?<ref name="rifil">Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *[[Gianni Minà]] è un uomo [...] che io invidio per la sua agendina telefonica [...] lui è uno che si mette là [...] tà-tà-tà, e chiama a [[Cassius Clay]], così, e non è che gli sbatte il telefono in faccia, no [...] alla F lui c'ha [[Fidel Castro|Fidel]].<ref>Da una puntata del programma ''Alta Classe'', Rai 2, 1992. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/03/28/mina-celebrita-interviste-documentari/ «L’agendina telefonica che c’ha Gianni Minà è una cosa da invidiarlo»]'', ''Il Post'', 28 marzo 2023.</ref> *Io non leggo mai, non leggo [[libri]], cose... pecché che comincio a leggere mo' che so' grande? Che i libri so' milioni, milioni, non li raggiungo mai, capito? pecché io so' uno a leggere, là so' milioni a scrivere, cioè un milione di persone e io uno mentre ne leggo uno... ma che m'emporta a me?<ref name=libro>Citato in [[Marco Giusti]], ''Massimo Troisi. Il mondo intero proprio – pensieri e battute'', Mondadori, 2004.</ref> *Io non mi piaccio mai. Sono talmente [[autocritica|autocritico]], che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo.<ref name=libro/> *La sofferenza in [[amore]] è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni. (dall'intervista di [[Gianni Minà]] a [[Pino Daniele]] e Massimo Troisi nel suo programma televisivo ''Alta Classe'', 1992) *Penso, sogno in napoletano, quando parlo italiano mi sembra di essere falso.<ref name=libro/> *[[Pino Daniele|Pino]] è un po' l'[[Eduardo De Filippo|Eduardo]] della canzone, un musicista che riesce a tirare fuori napoletanità e sentimento senza cadere nel folklore o nel partenopeo a tutti i costi.<ref name=libro/> *Purtroppo non ho mai conosciuto [[Peppino De Filippo]] e lui è sicuramente di quelle persone che ti rammarichi di non aver conosciuto. (...) Lui, secondo me, è come 'o sillabario. Quando io l'immagino, l'immagino puro, immagino cioè una comicità allo stato puro. Si può immaginare che la comicità pura sia anche di [[Totò]], e invece no, Totò è già chella elaborata. Io credo, cioè, che della comicità portata al livello di Peppino non ne può fare a meno nessun comico. [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] si è affinato più nel classico, Totò nel surreale, in quello che lui è riuscito a inventarsi come personaggio, Peppino nella normalità era il massimo. (...) Lui, secondo me, è tutto quello che c'è in più prima dell'invenzione. Credo che lui abbia fatto eccezionale la normalità, sia riuscito a rendere eccezionale quello che si pensa che qualunque comico debba avere come bagaglio naturale: lui l'ha fatto assurgere a eccezionalità.<ref name=Pappagone>Citato in [[Peppino De Filippo]], ''Pappagone e non solo'', a cura di Marco Giusti, Mondadori, 2003.</ref> *Quando penso a [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]], a come agiva rispetto alla [[società]], alle cose, mi stimo molto poco.<ref name=rifil/> *Si è più [[regista|registi]] prima di andare a dormire, quando si va in bagno, parlando con la propria moglie, piuttosto che sul set.<ref name=gttl>Citato in ''[http://cinema.ilsole24ore.com/film-brevi/2013-11-16/troisi-costui-00026803.php?refresh_ce Troisi, chi era costui?]'', ''Il Sole 24 Ore'', 16 novembre 2013.</ref> *Sono nato in una [[casa]] con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di [[solitudine]].<ref name=rifil/> *[[Alberto Sordi|Sordi]], secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore.<ref name=Pappagone/> ==Citazioni su Massimo Troisi== *Io penso che Massimo Troisi appartenga a una rarissima categoria di uomini che si sono espressi in arti o in lavori — pittura, musica, letteratura, altro — senza che ce ne fosse assolutamente bisogno. Perché Troisi era una scultura vivente, un incendio pittorico lui stesso. E il fatto che abbia sputato parte della sua grandezza in pochissimi film non ha alcun valore, se non quello di fissarlo nella nostra memoria o nei nostri schermetti. Voglio dire questo, voglio tentare di farmi capire: Massimo Troisi è il quadro, la partitura, l'Opera. Non ha bisogno di esprimersi. ([[Giovanni Benincasa]]) ===[[Anna Pavignano]]=== *Ci siamo conosciuti a Torino che era la città dove io abitavo e lui lavorava. Stava registrando ''No stop'', però, quando ci siamo conosciuti e un po' frequentati, lui non aveva ancora avuto successo quindi io l'ho conosciuto come si conosce un ragazzo normale che non fa parte del mondo dello spettacolo e questa è una cosa che mi piace. Chiaramente poi, il successo che può avere un attore è diverso da quello di una sceneggiatrice, per cui le luci della ribalta erano tutte per lui ma, quando noi ci siamo conosciuti eravamo ingenui e puri. Io facevo la comparsa in questa trasmissione che era appunto ''No stop'' una trasmissione storica e innovativa. C'erano tanti attori e comparse, io facevo la comparsa con l'idea di guadagnare un po' di soldi mentre studiavo e poi è successo invece questo incontro che sicuramente ha modificato la mia vita sotto molti aspetti. *Noi non avevamo un progetto chiaro e ben definito di fare un film insieme però, forse c'era un desiderio. Non riuscivamo a fare dei progetti chiari però, riuscivamo a dar forma ai nostri desideri, ai nostri sogni, alle nostre ambizioni. Quando c'era qualcosa che ci piaceva, una situazione, una battuta, un pensiero, dicevamo "se dovessimo fare un film poi lo mettiamo" e quindi era anche una dinamica molto divertente perché poi era un mescolare la vita quotidiana con i nostri progetti, i nostri sogni. Quindi, quando poi è arrivata la proposta di fare il film, abbiamo provato a mettere insieme in una storia tutti questi pezzi del nostro vissuto, delle nostre vite. Massimo veniva da Napoli, da San Giorgio, e, voleva andare via, non voleva scappare, non voleva emigrare, voleva esplorare. Per me c'erano aspetti un po' più stabili, io scrivevo e studiavo psicologia. Ecco diciamo che siamo partiti da noi. Allora ci sembrava un film forse minimale {{NDR|''[[Ricomincio da tre]]''}}, è stato anche detto dalla critica però, invece credo che, visto a distanza di tempo, solo l'impatto sia minimale ma i contenuti sono importanti e raccontano non solo una generazione ma anche le generazioni successive. *È chiaro che in qualche modo il successo, almeno in quella fase, ci ha allontanati. Massimo era sempre in giro, naturalmente era lui al centro dell'attenzione e quindi in qualche modo il successo l'ho vissuto come una cosa che mi apparteneva solo in parte e l'ho guardato un po' dal di fuori. Nel rapporto con Massimo, rispetto al successo, ci sono state varie fasi perché lui per un periodo ci si è calato. Andava a prendere i premi, era molto contento, poi, dopo, si stancava ma non fisicamente, si stancava proprio del martellamento, dell'essere sempre al centro dell'attenzione, tendeva ad avere dei periodi di maggior riflessione, di maggior chiusura che non erano negativi, era un bisogno di spazi suoi e, questi spazi suoi, riuscivo a condividerli di più rispetto al palcoscenico. *Eravamo in vacanza a Santa Teresa di Gallura e c'era questa mamma, era giugno quindi la spiaggia era deserta, c'eravamo io, Massimo e una mamma con un bambino. Questa mamma era molto stanca e il bambino continuava a buttarsi in acqua; la mamma lo chiamava per dirgli di non buttarsi in acqua e lo chiamava "Massimiliano... Massimiliano". Lo faceva molto lentamente anche perché era stanca e faceva anche molto caldo. Allora a Massimo è venuta in mente questa battuta "Se un figlio lo chiami Massimiliano, il bambino prima che hai finito di chiamarlo sta già in acqua se lo chiamava Ugo, magari si fermava subito". E quindi, in ''Ricomincio da tre'' dove lei aspetta un bambino alla fine del film, quale battuta migliore se non questa! Mi scrivono anche tantissimi Massimiliano napoletani che dicono che la loro vita è stata segnata da questa battuta. Poi, ognuno ha la propria versione perché magari può essere successo che Massimo, andando dal barbiere o parlando con un amico, l'ha ripetuta. Se Massimo aveva qualche battuta in mente la usava, forse un po' la provava, per vedere se faceva ridere altri oltre me. ==Collaborazioni== {{collaborazioni}} *[[Pino Daniele]] ==Note== <references/> ==Bibliografia== *[[Lello Arena]], [[Enzo Decaro]], Massimo Troisi, ''La smorfia'', trascrizione a cura di Stefania Tondo e Fabrizio Coscia, Einaudi, 1997. ==Filmografia== *''[[Ricomincio da tre]]'' (1981) *''[[Scusate il ritardo]]'' (1982) *''[[No grazie, il caffè mi rende nervoso]]'' (1982) *''[["FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?"]]'' (1983) *''[[Non ci resta che piangere]]'' (1984) *''[[Le vie del Signore sono finite]]'' (1987) *''[[Il viaggio di Capitan Fracassa]]'' (1990) *''[[Pensavo fosse amore... invece era un calesse]]'' (1991) *''[[Il postino]]'' (1994) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Troisi, Massimo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] huak2d6n41umz851g5hn34veckyncvf Memorie di una geisha 0 13958 1424623 1333224 2026-08-25T12:11:42Z ~2026-35655-21 107537 /* Altri progetti */ 1424623 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Memorie di una geisha |titolooriginale= Memoirs of a Geisha |paese= USA |anno= 2005 |genere= drammatico, romantico, storico |regista= [[Rob Marshall]] |soggetto= [[Arthur Golden]] ''([[Arthur Golden#Memorie di una geisha|romanzo]])'' |sceneggiatore= [[Robin Swicord]] |attori= *[[Zhang Ziyi]]: Chiyo Sakamoto/Sayuri *[[Suzuka Ohgo]]: Chiyo da piccola *[[Ken Watanabe]]: il "Direttore Generale" *[[Gong Li]]: Hatsumomo *[[Michelle Yeoh]]: Mameha *[[Youki Kudoh]]: Zucca *[[Kōji Yakusho]]: l'industriale Nobu Toshikazu *[[Kaori Momoi]]: la "Madre" *[[Tsai Chin (attrice)|Tsai Chin]]: la "Zietta" *[[Kotoko Kawamura]]: la "Nonna" *[[Zoe Weizenbaum]]: Zucca *[[Samantha Futerman]]: Satsu Sakamoto *[[Eugenia Yuan]]: Korin *[[Cary-Hiroyuki Tagawa]]: il "Barone" *[[Kenneth Tsang]]: il "Generale" *[[Randall Duk Kim]]: il dr. "Granchio" *[[Ted Levine]]: il colonnello Derricks *[[Paul Adelstein]]: Tenente Hutchins *[[Karl Yune]]: Koichi *[[Nobu Matsuhisa]]: Nobuyuki Matsuhisa *[[Makoto Iwamatsu]]: Sakamoto |doppiatori italiani = *[[Valentina Mari]]: Chiyo Sakamoto/Sayuri *[[Lucrezia Marricchi]]: Chiyo da piccola *[[Angelo Maggi]]: il "Direttore Generale" *[[Francesca Fiorentini]]: Hatsumomo *[[Laura Romano]]: Mameha *[[Ilaria Stagni]]: Zucca *[[Edoardo Siravo]]: l'industriale Nobu Toshikazu *[[Leda Negroni]]: la "Madre" *[[Graziella Polesinanti]]: la "Zietta" *[[Vittoria Febbi]]: voce narrante *[[Francesca Palopoli]]: la "Nonna" *[[Erica Necci]]: la giovane Zucca *[[Emanuela Damasio]]: Korin *[[Alessandro Rossi]]: Tenente Hutchins |note= *Fotografia: [[Dion Beebe]] *Montaggio: [[Pietro Scalia]] *Musiche: [[John Williams]] *Scenografie: [[John Myhre]] e [[Gretchen Rau]] *Costumi: [[Colleen Atwood]] *Vincitore di '''3 [[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] 2006''': **migliore fotografia **migliori costumi **migliore scenografia }} '''''Memorie di una geisha''''', film statunitense del 2005 con [[Zhang Ziyi]], [[Ken Watanabe]] e [[Gong Li]], regia di [[Rob Marshall]]. == Frasi == *Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può sopravvivere. Di certo non ero nata per una vita da geisha, come molte cose nella mia strana vita, ci fui trasportata dalla corrente. La prima volta che seppi che mia madre stava male, fu quando mio padre ributtò in mare i pesci, quella sera soffrimmo la fame, "per capire il vuoto", lui ci disse. Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua, l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco. ('''Sayuri Nitta''') *Il cuore muore di morte lenta, perdendo ogni speranza come foglie, finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza, non rimane nulla. ('''Sayuri Nitta''') *Lei si dipinge il viso per nascondere il viso; i suoi occhi sono acqua profonda. ('''Sayuri Nitta''') *Nella vita nessuno di noi trova la [[gentilezza]] che dovrebbe. ('''Direttore generale''') *Quando Mameha mi assegnò il nuovo nome sentii la piccola Chiyo sparire dietro una maschera bianca con labbra rosse. Ormai ero una maiko, un'apprendista geisha. Da quel momento dissi a me stessa: quando preparo il tè, quando verso il sakè, quando danzo, quando lego il mio obi, sarà per il direttore generale, finché non mi troverà. Finché non sarò sua... ('''Sayuri Nitta''') *Non è per una [[Geisha]] desiderare, non è per una Geisha provare sentimenti. ('''Sayuri Nitta''') *La [[Geisha]] è un'artista del mondo che fluttua: canta, danza, vi intrattiene; tutto quello che volete. Il resto è ombra, il resto è segreto. ('''Sayuri Nitta''') *Non si può dire al sole «più sole», o alla pioggia «meno pioggia». ('''Sayuri Nitta''') *Per un uomo la Geisha può essere solo una moglie a metà: siamo le mogli del crepuscolo. Eppure apprendere la gentilezza, dopo così tanta poca gentilezza, capire che una bambina, con più coraggio di quanto creda, trovi le sue preghiere esaudite, non può chiamarsi felicità? Dopo tutto, queste non sono le memorie di un'imperatrice, né di una regina. Sono memorie... di un altro tipo. ('''Sayuri Nitta''') *Ricorda Chiyo, noi geishe non siamo cortigiane, e non siamo mogli. Vendiamo la nostra abilità, non il nostro corpo. Creiamo un altro mondo, segreto... un luogo solo di bellezza. La parola geisha significa artista, ed essere geisha vuol dire essere valutata come un'opera d'arte in movimento. ('''Mameha''') *Le speranze sono come gli ornamenti per capelli. Le ragazze vogliono mettersene troppi, ma, quando diventano vecchie, anche uno solo le fa diventare ridicole. ('''Mameha''') *Non puoi considerarti una vera geisha finché non riuscirai a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo. ('''Mameha''') *{{NDR|A Sayuri}} Io ti distruggerò. ('''Hatsumomo''') *Noi non diventiamo geishe per perseguire il nostro destino... noi diventiamo geishe perché non abbiamo scelta. ('''Mameha''') *Io voglio una vita che sia mia! ('''Sayuri''') *{{NDR|A Sayuri}} Tanto tempo fa, tu mi hai portato via qualcosa, la sola cosa che ho mai voluto veramente... be', ora sai cosa si prova. ('''Zucca''') *{{NDR|Ad Hatsumomo, dopo averla scoperta con un uomo nell'okiya}} Tu non lo rivedrai mai più, ah... che cosa credi? Che una geisha sia libera di amare? Mai! ('''Madre''') *Non dobbiamo aspettarci la felicità, non è una cosa che ci è dovuta, quando la vita va bene è un dono improvviso, non può durare per sempre. ('''Direttore generale''') *{{NDR|A Sayuri}} Magnifica stasera... con permesso... ('''Direttore generale''') *{{NDR|Ricordando il giorno in cui Hatsumomo venne cacciata dall'okiya}} Potevo essere al suo posto, ora ero io la geisha di quella casa... potevo essere al suo posto... non eravamo così diverse... aveva amato una volta, aveva sperato una volta. Forse stavo guardando il mio futuro. Finché il vero futuro non si abbatté dal cielo. ('''Sayuri Nitta''') *Al tempio c'è una poesia intitolata "la mancanza", incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza: solo avvertirla. ('''Sayuri Nitta''') *{{NDR|Riferendosi a Chiyo la prima volta che la vede}} Così, questa è la nuova arrivata... peccato che odora ancora di pesce. Sta' lontana dalla mia stanza: le tue dita puzzano. Io non ti lascio toccare le mie cose! ('''Hatsumomo''') *L'acqua si scava la strada anche attraverso la pietra e quando è intrappolata si crea un nuovo varco. ('''Sayuri Nitta''') *Non dobbiamo aspettarci la felicità. Non è una cosa che ci è dovuta. Quando la vita va bene, è un dono improvviso, non può durare per sempre. ('''Direttore generale''') *Se la tua onorevole sorella ti dice "Tagliati", tu ti tagli... Se lei ti dice "Seguimi", tu la segui... La mia vita si era trasformata in un gioco, e solo lei ne conosceva le regole... ('''Sayuri Nitta''') == Dialoghi == *'''Hatsumomo''' {{NDR|Riferendosi alle offerte all'asta per la verginità di Sayuri}}: Quanto dureranno ancora queste offerte... e poi, chi può volere una [[susina]] a cui qualcuno ha già dato un morso? {{NDR|sorridendo morde una susina mentre arriva il responso}} Allora, quant'è? 20 yen, 30? <br/>'''Madre''': Non può essere la cifra giusta questa... <br/>'''Mameha''' {{NDR|Alla Madre}}: Confido sia d'accordo che ho vinto la scommessa... Sayuri ha fatto storia, nessun mitzuage è stato venduto per una cifra più alta, nemmeno il mio: 15'000 yen.<br/>'''Zietta''': È incredibile!<br/>'''Sayuri''': La ringrazio di cuore Mameha...<br/>'''Madre''': Naturalmente nulla di questo andrà a Sayuri, né a te Mameha. Andrà a quest'okiya. Tutti i 15'000 yen a questa casa...<br/>'''Sayuri''': Io non capisco...<br/>'''Madre''': ...che Sayuri erediterà come mia figlia adottiva...<br/>'''Zucca''':...C..cosa?<br/>'''Hatsumomo''': Non oserebbe...<br/>'''Madre''': Ho il diritto di fare come desidero.<br/>'''Hatsumomo''' {{NDR|gridando}}: Ma aveva promesso l'okiya a Zucca!<br/>'''Madre''' {{NDR|ridendo}}: Ma guardala... è ancora una maiko vergine...<br/>'''Sayuri''': Non può adottarci entrambe?<br/>'''Madre''': Zitta Sayuri, non sono una stupida... Zucca sarebbe solo la marionetta di Hatsumomo... {{NDR|rivolta ad Hatsumomo}} Quanto tempo ci vorrebbe prima che tu ci buttassi in strada?<br/>'''Hatsumomo''': Io vi ho dato la mia vita...<br/>'''Madre''': Sì... la tua impudenza... il tuo pessimo carattere...<br/>'''Hatsumomo''' {{NDR|sbattendo per terra le cose che stavano sul tavolo}}: Chi ha pagato per la seta che ha indosso, per il riso nella sua ciotola... {{NDR|gridando}} ...per il tabacco in quella sua pipa?? Chi???<br/>'''Madre'''{{NDR|ridendo}}: Non esagerare... tu non hai mai avuto nemmeno un danna...<br/>'''Hatsumomo'''. Non lo dica! Non lo dica!<br/>'''Madre''':...hai scelto quel buono a nulla di Koichi...<br/>'''Hatsumomo''': La smetta! <br/>'''Madre''':...che fai entrare dalla tua finestra tutte le ore della notte... <br/>'''Hatsumomo''': Zitta!<br/>'''Madre''':...non come una geisha... come una qualunque prostituta. <br/>'''Hatsumomo''' {{NDR|sbattendo per terra il tavolo e urlando}}: Basta! <br/>'''Madre''': E poi... stai invecchiando... ma Sayuri... Sayuri è destinata a diventare una leggenda...<br/>'''Hatsumomo''' {{NDR|alzandosi e dirigendosi verso la Madre}}: Mia cara Okaasan... staremo a vedere, non è vero? {{NDR|Andando via}} *'''Hatsumomo''' {{NDR|Riferendosi alla danza di Sayuri}}: Che bellissima danza, vero Zucca? I suoi ventagli sono così ipnotici che non noti mai i suoi piedi! {{NDR|A Mameha}} Come si chiama?<br/>'''Mameha''': Si chiama Sayuri.<br/>'''Hatsumomo''': Piccolo Giglio? Un nome dolce quanto lei. Ho paura che di questi tempi anche una comune domestica può chiamarsi geisha, perciò è bello vedere una tale, autentica, giovane maiko, non è vero?<br/>'''Generale''': Eh sì...<br/>'''Mameha''': {{NDR|A Sayuri}} Di sicuro vorrai ringraziare Hatsumomo per i suoi graziosi complimenti.<br/>'''Sayuri''': Ci sono molte cose che vorrei dire ad Hatsumomo.<br/>'''Hatsumomo''': A volte il commento più intelligente è il silenzio.<br/>'''Sayuri''': Quale miglior consiglio da seguire, se non il proprio?<br/>'''Mameha''' {{NDR|a Sayuri, in tono di rimprovero}}: Sayuri!<br/>'''Hatsumomo''': {{NDR|Con noncuranza}}: Sono stata maiko anch'io una volta.<br/>'''Sayuri''': Certo, ma è accaduto ormai molto, molto, molto, molto tempo fa... {{NDR|Risata generale}} *'''Sayuri''': Mameha, voglio fidarmi di lei, davvero, ma deve dirmi cosa sta accadendo! <br/>'''Mameha''': Ti sto assicurando il futuro! <br/>'''Sayuri''': Ma mi dica come, la supplico! <br/>'''Mameha''': Tento di orchestrare una guerra di offerte. <br/>'''Sayuri''': Per cosa? <br/>'''Mameha''': Il tuo più prezioso attributo. <br/>'''Sayuri''': E quale sarebbe? <br/>'''Mameha''': Il tuo mitzuage. La Madre ti ha mai parlato dell'anguilla e della cavità? {{NDR|Sayuri fa cenno di no con la testa}} Bene... di tanto in tanto all'anguilla dell'uomo piace visitare la cavità della donna. <br/>'''Sayuri''': Sì, lo so... <br/>'''Mameha''': Davvero? <br/>'''Sayuri''': Io vivo con Hatsumomo... <br/>'''Mameha''': La tua cavità è intatta, agli uomini questo piace, è quello che chiamiamo mitzuage, e per diventare una vera geisha lo devi vendere al migliore offerente. <br/>'''Sayuri''': Lei ha venduto il suo? <br/>'''Mameha''': Per la somma più alta mai pagata, 10'000 yen. Mi sono liberata dei debiti. E così farai tu. *'''Mameha''': {{NDR|A Sayuri, riferita alla Festa della Fioritura dal barone}} Se preferisci non andare...<br/>'''Sayuri''': Ci andrei con molto piacere. <br/>'''Mameha''': Allora stai in guardia, ogni momento; c'è una ragione per cui Hatsumomo ti vuole lì... fidati, conosco il mio barone, Sayuri: ha un debole per le belle donne. E ora tu sei la geisha più rinomata di tutta Miyako, e anche la più desiderata. *'''Sayuri''': {{NDR|A Zucca, riferendosi al fatto che è diventata figlia della Madre al posto suo e chiedendole aiuto per intrattenere gli ospiti di Nobu e del Direttore Generale}} Non ho alcun diritto di chiederti un favore Zucca, questo lo so... <br/>'''Zucca''': Indovina un po'? Fumo soltanto Chesterfield ora! <br/>'''Sayuri''': Io volevo porgerti le mie scuse già da molto tempo, riguardo all'okiya... <br/>'''Zucca''': Questi soldatoni... sai che mi hanno fatto cantare? <br/>'''Sayuri''': Sarebbe dovuta andare a te, non a me... <br/>'''Zucca''':...Frank Sinatra, e Dein Hoshor! <br/>'''Sayuri''': Se senti nel tuo cuore di perdonarmi... <br/>'''Zucca''': Sayuri, no! {{NDR|Accendendosi una sigaretta}} La sincera verità? Preferirei masticare sabbia, che tornare a fare quella vita. <br/>'''Sayuri''': Allora non sei arrabbiata con me? <br/>'''Zucca''': Non preoccuparti per me, cuccioletta! Io ho più clienti di quanti riesca a gestire. <br/>'''Sayuri''': Sembri così a casa tua con questi americani! <br/>'''Zucca''': Sono dei bastardi! *'''Zucca''': Conosco un giochino che possiamo fare, si chiama verità e bugia. <br />'''Derricks''': Conosco questo gioco, da noi si chiama [[matrimonio]]. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] [[Categoria:Film storici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 0d1oaitk79ddcrlgbbhsuvzb3nriew7 Roberto Beccantini 0 14094 1424637 1424567 2026-08-25T16:03:48Z Danyele 19198 coerenza di stile 1424637 wikitext text/x-wiki '''Roberto Beccantini''' (1950 – vivente), giornalista sportivo italiano. ==Citazioni di Roberto Beccantini== *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2024-2025]]}} Lo aveva promesso a Xana, la figlioletta falciata a 9 anni da un destino troppo cinico e troppo baro. [[Luis Enrique]], hombre vertical, allenatore signore e moderno. La prima Champions del Paris Saint-Qatar. Il 5-0 inflitto all'Inter è una valanga che va al di là del mio pronostico (Inter 51%, Paris 49%) e travolge gli argini delle statistiche. Non c'è stata finale, a Monaco, non c'è stata partita. Due gol in venti minuti [...]; quindi controllo palleggiato e, nella ripresa, come si dice a Bologna, il resto del Carlino, in contropiede o in transizione (fate voi) [...]. Se, per paradosso, di Sommer non ricordo parate «vere» [...] l'unica di Donnarumma risale al 75' [...]. Una mattanza. Una lezione. Con i Dorando Pietri di [[Simone Inzaghi|Inzagone]] tornato Inzaghino (scommettiamo?) annichiliti a tutti i livelli – strategico, tattico, tecnico, caratteriale – e pericolosi, parola grossa, esclusivamente sui corner. Le idee di Luis Enrique. Pronti-via e palla in touche, tipo rugby, per agitare il vessillo dell'aggressività. Poi Dembélé «fisso» sul portiere, in modo da costringerlo a rilanci tormentati. Poi, attorno a Vitinha, tocchi e tacchi. Nessuno dei naufraghi interisti ha rimediato una scialuppa o almeno un salvagente [...]. Sul fronte opposto, viceversa, non uno che sia sceso sotto il 7, partendo dall'8 di Doué, Dembélé e Kvara, ora ala ora terzino [...]. Senza Mbappé, signore e signori. Non più un album di figurine. Al contrario. Corsari giovani, assatanati e telecomandati.<ref>Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0oPdv9m1PA3RXkFf5usxXXgy2UNgUCuKUWbNqLd1PcxbXq61tFDE8s5o9BdvtbYg6l&id=61568235195637&locale=it_IT post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 31 maggio 2025.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== *[[Heriberto Herrera]], alla Juventus, ci aveva provato con il «movimiento», ricavandone uno scudetto (1967) e una Coppa Italia (1965), troppo poco per lasciare tracce che non fossero riccioli d'archivio. Comandavano Inter e Milan, Helenio Herrera e Nereo Rocco. Il «movimiento», così inviso al genio logoro e selvaggio di Omar Sívori, contemplava un'adesione globale alla manovra, assaggio del «totalitarismo» batavo. In assenza di tenori, ma quand'anche ce ne fossero stati, l'orchestra incarnava il fine ultimo, e non un dispotico vezzo. Heriberto, paraguagio di rigida lavagna, passò per pazzo. Viceversa, era in anticipo su convinzioni e convenzioni. Gli mancava la materia prima, non la materia grigia.<ref name="Viciani"/> *[[Corrado Viciani|Viciani]] [...] batteva già allora le strade della preparazione fisica e del «torello» come via di uscita dalla modestia dell'indotto, in attesa che la qualità della rosa potesse trasformarle, un giorno, in via di «riuscita». Viciani fu un pittoresco Lutero che si scagliava contro il traffico delle indulgenze legate al culto del battitore libero.<ref name="Viciani">Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2013/luglio/11/Ternana_anni_Viciani_piccola_Ajax_ga_0_20130711_e9ca0fd4-e9ee-11e2-bf90-2986eb2d0853.shtml La Ternana anni 70 di Viciani, piccola Ajax de noantri]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 luglio 2013.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20140202144216/http://www.cusi.it/public/allegati/Sport_Universitario_140_2013a.pdf Via Filadelfia, giungla d'asfalto, ogni pietra raccontava un mito]''|''Sport Universitario'' n. 140, Centro Universitario Sportivo Italiano, aprile 2013, pp. 14-15.|h=4}} {{NDR|Sullo [[stadio Filadelfia]]}} *Via Filadelfia, Torino. Memorabili quegli anni, e quella giungla d'asfalto. Anni Settanta. Lo stadio Comunale e, attraversata la strada, il campo Combi, dove si allenava la Juventus. Quattrocento metri più in là, la tana del Toro. Cemento armato, cemento amato. Luoghi della memoria. Quando Juventus e Toro erano i re. In teoria – e, spesso, anche in pratica – al cronista riusciva la doppietta: mattina Juventus, pomeriggio Toro. O viceversa. [...] Si parlava con tutti, a patto che tutti ne avessero voglia. Il cronista che arrivava primo, aveva il vantaggio di poter scegliere. Non c'erano zone miste, e neppure secondini travestiti da addetti stampa, come adesso: che origliano, che segnano, che riferiscono. Il contatto era fisico, senza barriere. Bisognava avere pazienza, bisognava battere la concorrenza e la diffidenza. Per tacere delle domenica di campionato o dei mercoledì di coppa: all'epoca, i giorni canonici erano quelli. Quelli, e basta. Ci si sistemava in prossimità della porta degli spogliatoi, nel ventre del Comunale. Il primo a uscire era l'allenatore, Giovanni Trapattoni o Gigi Radice. Parlavano una decina di minuti, fitto fitto. Dopodiché, una sbirciatina all'orologio e liberi tutti: di entrare e passeggiare fra shampoo e accappatoi. C'erano giocatori ancora sotto le docce. Altri che armeggiavano col phon. Le interviste del «dopo» nascevano così, in un cimitero di lattine, panini e cerotti. *Il Combi era un respiro, il Filadelfia un palpito: là si allenavano soltanto, qui aveva tenuto bottega Valentino Mazzola. Non ho dimenticato la sala riservata alla interviste. Vado a memoria: un tavolo lungo e largo e, tutto intorno, quadri e trofei aggrediti dalla polvere e dalla nostalgia. C'erano tribune cadenti, ogni pietra raccontava un episodio e ogni episodio, nel passaparola dei testimoni, si dilatava a impresa. Al Combi si parlava in scudetto, al Filadelfia in dialetto. *I gemelli del gol, all'anagrafe Francesco Graziani e Paolino Pulici, poi il poeta del gol, cioè Claudio Sala, giaguaro Castellini, l'aria «lordista» di Renato Zaccarelli, e l'immancabile freddura: siete uomini o caporali? Caporale. Da [[Vittorio Caporale]], il libero che chiamava il fuorigioco in anticipo sugli studi e sulle mode. Perché sì, il Toro che Radice allevava al Filadelfia era un laboratorio, Graziani fu uno dei primi ad andare in pressing sistematico sul portatore di palla. Durarono poco, quella squadra e quell'idea, ma lasciarono tracce profonde. *Il Filadelfia è stata una grande palestra di vita e di emozioni, un'agorà senza pulpiti, in cui il giovane cronista e il tifoso anziano si mischiavano per scambiarsi facile scienza e complicata memoria. [...] Rammento, dei miei pomeriggi al Filadelfia, i cieli foschi e gli sfondi grigi: sembrava di essere in un pezzo di Londra, dentro uno di quegli stadi che, come il vecchio Highbury, sembravano usciti dalla penna di Charles Dickens, così densi di passato e così gonfi di malinconia. [...] Le gradinate non si limitavano a decorare il paesaggio: lo illustravano più e meglio di qualsiasi guida. Lo facevano immaginare. ===''Eurosport''=== *{{NDR|Nel 2020}} Il Mondiale delle [[Campionato mondiale di calcio 1990|notti magiche]] [...] lo ospitammo dall'8 giugno all'8 luglio del 1990 in un Paese che si inventò il terzo anello di San Siro ed edificò stadi così mostruosi che sarebbero poi stati abbattuti (come il Delle Alpi di Torino) o trascurati (come il San Nicola di Bari). Un'orgia di cemento dai costi esorbitanti, con troppo incenso, troppe ombre e troppi morti sul lavoro. Meglio l'Italia di Azeglio Vicini dell'Italia di Franco Carraro e Luca di Montezemolo, nessun dubbio su questo.<ref>Da ''[https://www.eurosport.it/calcio/le-notti-magiche-meno-una-compiono-30-anni-un-mondiale-di-confine-non-solo-per-schillaci_sto7763641/story.shtml Le notti magiche (meno una) compiono 30 anni: un Mondiale di confine (non solo per Schillaci)]'', ''eurosport.it'', 1º giugno 2020.</ref> *[[Gaetano Scirea|Scirea]] è sempre stato Scirea, in campo e fuori, mai espulso, eppure comandava le barricate, mai un gesto che non fosse normale, quasi noioso. Aveva quel naso a prua che gli indicava la rotta, si sganciava spesso [...], non snobbava i taccuini: semplicemente, non era così ruffiano, così «figliodi», da intortarli. La riservatezza, a volte, arma il coraggio.<ref>Da ''[https://www.eurosport.it/calcio/raccontare-gaetano-scirea-ai-giovani-un-libero-signore-e-un-signor-libero_sto7757705/story.shtml Raccontare Gaetano Scirea ai giovani: un "libero" signore e un signor "libero"]'', ''eurosport.it'', 25 maggio 2020.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160328165622/https://it.eurosport.com/calcio/perche-johan-cruyff-e-stato-il-padre-del-calcio-moderno_sto5375492/story.shtml Perché Johan Cruyff è stato il "padre" del calcio moderno]''|''eurosport.com'', 18 marzo 2020.|h=4}} {{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} *Per dirvi chi era: prendeva la palla come se fosse un confetto e, con un colpo di acceleratore, la trasformava in una pallottola. Come Picasso ha cambiato la pittura, così Johan Cruijff ha cambiato il calcio. Lo sradicò dall'ovvio, lo portò nell'insolito. *Il calcio prima di lui non era necessariamente brutto o mediocre. Era, semplicemente, diverso. C'era il Real di Alfredo Di Stéfano, lo squadrone delle cinque Coppe dei Campioni; c'era il Benfica di Eusébio, c'erano Milan e Inter, e proprio il Milan di Gianni Rivera, nella finale del 1969, gliene rifilò quattro. C'erano gli eccessi piccanti di George Best, il quinto Beatle, e poi, d'improvviso, saltò fuori lui, «il profeta del gol», secondo la definizione di Sandro Ciotti. Portava il quattordici, dribblava verticale, in agilità, tirava di destro e di sinistro, s'imboscava e s'impennava. Dava ordini, metteva ordine. Stava nascendo, attorno al suo genio paradossalmente elettrico, il [[calcio totale]]. Quel calcio che, all'alba dei Settanta, avrebbe spaccato le convinzioni e demolito le convenzioni. Tutti per uno e uno per tutti. *«Falso nueve» di posizione, Cruyff segnava, faceva segnare e sognare, soprattutto. Se Pelé e Diego Maradona hanno aggiornato la storia del calcio, e Di Stéfano l'ha cambiata sul piano individuale, moltiplicandosi, Johan l'ha sabotata a livello filosofico. Gioco corto, dal quale Pep Guardiola, allievo devoto, avrebbe ricavato il [[Tiki-taka|tiki taka]] dell'ultima svolta; zona, pressing, libero attacco in libera squadra. Essendo stato tutto, tutto pretendeva. {{Int|''[https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2023-2024/calcio-in-lutto-e-morto-gigi-riva-addio-a-rombo-di-tuono-mito-del-calcio-italiano-e-del-cagliari-cam_sto9986471/story.shtml Gigi Riva, un guerriero che fino all'ultimo ha detto no]''|''eurosport.it'', 23 gennaio 2024.|h=4}} {{NDR|Su [[Gigi Riva]]}} *Un lombardo che migrò in un'isola, e ne diventò il tesoro. *Mancino, undici di maglia e nove di vocazione, il gol come ribellione al collegio, alle nebbie, e la Sardegna non più prigione, come gli apparve quando vi finì, ceduto dal Legnano, ma residenza e resistenza. *[...] tre volte capo-cannoniere nel periodo marchiato dai difensori, senza le manette televisive a garantire un minimo di parità agonistica, e governato dalla smania delle autoreti: bastava un brandello di stinco, sulle traiettorie, per espropriare il tiratore. Più che cronache, erano autopsie. *Riva è stato un guerriero. Sacrificò due gambe all'azzurro della patria, ebbe una vita sentimentale che lo portò in rotta di collisione con la «bigotteria» dell'epoca. Gianni Brera lo ribattezzò «Rombo di tuono»: per come tirava, per come occupava il territorio; per come, soprattutto, lo contendeva agli avversari. Non aveva paura: e se l'aveva, la nascondeva. Non era stiloso o elegante. Ne aveva passate troppe, da ragazzo, per scendere a patti con le procedure o, peggio, con le mode. I suoi duelli con Tarcisio Burgnich toccarono picchi omerici, i corpi come corazze, i piedi come clave: e vinca il migliore. *Lo voleva l'Inter, gli fece ponti d'oro la Juventus [...]. Rispose come Bartleby, lo scrivano di Herman Melville: «Preferisco di no». In una sorta di metaforica sindrome di Stoccolma, il carcerato si era «innamorato» dei carcerieri (Cagliari, la Sardegna). E viceversa. *Uomo tutto d'un pezzo e non tutto d'un prezzo. ===''Guerin Sportivo''=== {{cronologico}} *La Juventus più bella, e più completa, rimane, per me, quella di Vieri e Boksic, Del Piero, Amoruso e Padovano, edizione [[Juventus Football Club 1996-1997|1996-97]]. Accoppiava la grazia alla forza, la poesia alla prosa.<ref>Da ''Alla Juve manca Davids (ma anche Golia)'', ''Guerin Sportivo'' n. 39 (1264), 29 settembre – 5 ottobre 1999, p. 9.</ref> *L'Alessandria di Lega Pro che elimina due squadre di Serie A, prima il Palermo a Palermo [...] e poi il Genoa a Marassi [...]. Lo Spezia di Serie B che sbatte fuori la Roma a Roma [...]. Il Carpi penultimo in classifica che licenzia Madonna Fiorentina a Firenze. [[Coppa Italia 2015-2016|Coppa Italia]] o Coppa d'Inghilterra? Coppa Italia: ogni tanto succede anche da noi. Il 2015 ha affidato al 2016 un messaggio forte: Podemos. We can. Evviva l'adrenalina della partita secca, abbasso l'oppio del fattore campo consegnato vigliaccamente alla sicurezza delle Grandi. Si giochi sul campo delle Piccole: se tanto mi dà tanto (Alessandria, Spezia, Carpi), il fiocco di neve potrebbe diventare valanga. Lo sport non può vivere delle solite certezze: solite, a maggior ragione, perché pilotate e protette dall'alto. Il calcio, soprattutto, ha bisogno di in-certezze, di sorprese, di opportunità se non proprio pari almeno dispari, affinché il fanciullino che è in noi possa continuare a sognare.<ref>''La coscia di Dybala mi ha ricordato Sivori'', dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 2, febbraio 2016, pp. 8-9.</ref> {{Int|''Zeman, Roma ti ama ma è lei che ti ha cacciato''|''Guerin Sportivo'' n. 41 (1266), 13-19 ottobre 1999, pp. 12-13.|h=4}} {{NDR|Su [[Zdeněk Zeman]]}} *Zeman, il mio Zeman, è un paradosso, un ossimoro: banale trasgressione, trasgressiva banalità. Da presidente, non gli affiderei la mai la mia squadra. Da spettatore, correrei sempre a vedere le sue. Mi manca la sua "follia", censurabile ma ribalda, ripetitiva ma effervescente. Viceversa, non mi manca quel suo voler indossare sempre lo stesso saio tattico, che non è coerenza ma stravaganza. Capace di scalare l'Everest e di scivolare da un gradino. Piromane e pompiere. Papa e anti-Cristo. Fedele, nei secoli, a un progetto che, strada facendo, è diventato moda, routine, gabbia. Ha vinto partite che sembravano perse. Ha perso partite che sembravano vinte. Si piace così, Zeman. Nel timore di peggiorarsi, non è mai migliorato. Si è chiuso in se stesso, ha cavalcato l'ippogrifo dell'utopia, ha costruito, nel bene e nel male, un demagogico termine di paragone. *Non è stato scomodo. Al contrario, comodissimo: sai che coraggio, in un Paese come il nostro, gettare fango contro la Juventus. Lo fanno tutti, un rigore sì e un rigore no. *Ha vinto, Zeman, per l'insistenza con la quale, in assenza di successi plausibili, parliamo di lui, per quell'aureola di santità che lo scorta. [...] La sua forza era (è) il suo limite, i suoi limiti erano (sono) la sua forza. Ha perso, Zeman, per la cocciutaggine che lo ha bloccato e impantanato a metà del guado, impedendogli di correggere la rotta; un atteggiamento, questo, troppo ordinario per trovare cittadinanza nella testa, e nell'anima, di un assemblatore che ha confuso la flessibilità e l'eclettismo con il più perverso dei vizi: l'incoerenza. E così, le sue squadre sono sempre andate incontro allo stesso destino: memorabili impennate, madornali sbandate. [...] dubito che sia stato il Palazzo a impedirgli di ascendere al trono di un club grande come Juventus, Inter o Milan. Lo ha frenato quel suo modo, smaccatamente manicheo, di vivere il calcio. Per non vendersi, si è venduto sin troppo bene, sempre, però, al prezzo, esagerato, di schemi goderecci ma scolpiti nel marmo e, di conseguenza, ossessivi e ossessionanti. *[...] ci ha stregati e spappolati, ignorando che non si può vivere di una rivoluzione al giorno, ma che la gente, una volta "liberata" dal giogo del calcio all'italiana, ammesso che fosse un giogo, e non un gioco, aveva, e ha, bisogno di supporti tradizionali come la luce, l'acqua, un buon frigorifero: fuor di metafora, non è umano, e neppure consigliabile, prendere gli avversari sempre di petto, qualche volta è sufficiente, e più fruttifero, attenderli al varco. Non si vive di solo caviale. Ogni tanto, si ha voglia di pane e salame. Dicono: non sarebbe stato Zeman. Dico: sarebbe stato uno Zeman ancora più completo e brillante. [...] Zeman è questo, mai si piegherà al compromesso, termine vago e infido. Lo facesse, tradirebbe coloro che si cibano di luoghi comuni spacciati per verità supreme, inscindibili. Sin dall'epopea del Licata, ha precorso i tempi, salvo venirne imprigionato. Lascia un'impronta, lascia una coda di duellanti in suo onore; Cervantes ne avrebbe tratto un Don Chisciotte ancora più romanzesco dell'originale: e i mulini a vento? *Sono pochi i vinti che riescono a tenere alta l'audience. Zeman è uno di questi. Ma per carità, non evochiamo sinistri complotti e stupide congiure. Così ha voluto, così ha deciso, e non certo per un tozzo di pane. ha sempre calcolato tutto, entrate ed uscite. Ha preferito la tana (il 4-3-3, comunque e contro chiunque) all'avventura. [...] Avanti tutta, sia che in campo scendano i titolari sia che ci vadano le riserve. [...] Non ha mai lottato per lo scudetto, non si è mai nascosto, non si è mai aggiornato. Attacchi scoppiettanti, difese inguardabili, ecco il suo marchio. *"Zemaniano" è entrato nel lessico del Nuovo testamento, si dice di una partita gonfia di gol e di scarabocchi, quasi fosse il rimorchio di un Tir senza freni. Divertente, per usare un aggettivo di largo consumo. Senonché divertire non basta, a volte, per far quadrare i bilanci e realizzare i sogni. {{Int|''Gaetano Scirea vent'anni dopo''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 35 (1762), 1-7 settembre 2009, p. 24.|h=4}} {{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} *L'[[Italia]] è un Paese che tende a guardarsi l'ombelico, fregandosene di risalire fino al cuore. Impossibile con Gaetano. E non per piaggeria o, peggio, ipocrisia: semplicemente, perché stiamo parlando di uno dei più grandi e dei più veri. Mai espulso, mai squalificato. [[Enzo Bearzot]] aveva proposto di ritirare la sua maglia numero sei, ma forse è meglio così, forse è meglio non negare ai ragazzi il sogno di poter portare, un giorno, la maglia di Scirea, «alla Scirea». *Descrivere Gaetano a coloro che non lo hanno conosciuto, risulta meravigliosamente facile, oltre che straordinariamente bello. Basta leggere tutto quello che abbiamo scritto prima e tutto quello che abbiamo scritto dopo. Non un aggettivo diverso, non un esclamativo last minute, non un dettaglio emerso che abbia portato a una leggera revisione di bozza o a una pesante correzione di rotta. Scirea continua a essere Scirea. Il «libero» signore, e il signor «libero». Leale, solare. Un uomo di poche parole in un mondo già allora di troppe chiacchiere. [...] Non un mito: un mite. *Nei Settanta e negli Ottanta [...], i suoi anni, Scirea veniva spesso abbinato al più triste e tristo dei colori, il grigio, dal momento che il campo cominciava a non bastare. Bisognava andare oltre. Gay non ci andò mai. Finiva al fischio finale dell'arbitro. Dopodiché, tornava a essere un ragazzo, poi un uomo, poi un marito, poi un padre. *Che giocatore. Un centrocampista arretrato, un libero avanzato e avanzante. *Gaetano è stato un'idea di calcio che non smette di emozionarci. [...] Tenersi stretti a uno come lui significa non scivolare sulla buccia della retorica. Riempiva la squadra con l'eleganza del gesto e la classe di un repertorio unico, speciale. Straordinario in campo e normale gli altri giorni: l'esatto contrario del personaggio che oggi buca il video [...] {{Int|''Da Rossi a Rossi''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 9, settembre 2011, p. 74.|h=4}} *Di cosa parliamo quando parliamo di Juventus? Ma di Inter, che discorsi. [...] sarà così fino a quando [[Calciopoli]] non troverà un'onesta sepoltura. Cambia l'allenatore, piange il bilancio, strilla il telefono. Colore dominante, il Rossi. [...] Guido, bersaglio di sempre. *C'è stato un periodo in cui sembrava [...] vicina [...] la revoca dello scudetto che Rossi, Guido, aveva assegnato all'Inter. Chi scrive, ha sempre considerato quel [[Serie A 2005-2006|tavolino]] un indebito regalo. La storia del titolo in astioso bilico fra i Grisi juventini e le suore interiste mi ha ricordato Jorge Luis Borges e l'immagine del pettine conteso fra due calvi. Le traiettorie euclidee di Andrea Pirlo [...] sono state scalzate dall'eco della relazione Palazzi, che ha inchiodato Massimo Moratti e Giacinto Facchetti. Apriti cielo. Il Paese ha reagito da par suo: Stefano Palazzi, fino a luglio idolo degli interisti e zimbello degli juventini, è diventato zimbello degli interisti e idolo degli juventini. Moratti, lui, si è spinto oltre le colonne d'Ercole dell'impudenza, invitando i propri tifosi a non leggere più la Gazzetta. Ripeto: la Gazzetta, non Tuttosport. Come se papa Ratzinger avesse messo all'indice l'Osservatore romano. Ripeto: l'Osservatore romano, non Tuttolutero. *In Italia, quando non si vuole fare chiarezza, si invoca un tavolo (meglio ancora, un tavolino) di discussione. *Aggrappato a un morto per uscirne vivo, Moratti venera [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] come un santo dopo che in carriera lo aveva trattato, spesso, come un fante: Giacinto diceva di non votare Galliani presidente di Lega, il boss gli intimava di votarlo; Giacinto garantiva la conferma ad Alberto Zaccheroni, il boss flirtava con Roberto Mancini; Giacinto contattava Giorgio Tosatti per arrivare a Fabio Capello, il boss lo lasciava con il cerino in mano. *Ogni anno, da Calciopoli escono omissioni o intercettazioni che sgretolano l'associazione a delinquere e rimandano a una guerra per bande alla quale la Triade forniva le munizioni principali ma non esclusive. {{Int|''Motta continua''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 8, agosto 2024, pp. 6-11.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1990-1991]]}} Da Bologna [...] sopraggiunse Gigi Maifredi. Zona-champagne e Roberto Baggio all'occhiello. Avrebbe avuto bisogno di un Giampiero Boniperti. Trovò Luca Cordero di Montezemolo. Un disastro [...]. *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2019-2020]]}} E il Sarrismo? Sullo sfondo tragico del Covid, portò la cordata in cima al nono titolo, Cristiano al massimo italiano dei gol (31) e Paulo Dybala allo scettro di «Mvp». Ma la tuta, il lessico e le cicche, oltre al canonico tonfo in Champions, lo condussero al muro di una obbrobriosa fucilazione. *[[Thiago Motta|Thiago]], da giovane, era un mediano-regista più di fioretto che di clava. Un compasso e un passo per lavagne raffinate. [...] Cresciuto nell'asilo del Barça, ha decorato l'Inter del triplete e il Paris Saint-Qatar. *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club]]}} [...] una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ===''La Stampa''=== {{cronologico}} *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1993-1994]]}} Pareggiando maliziosamente con l'Udinese, il Milan ha regolato le ultime pendenze aritmetiche e conquistato il terzo scudetto consecutivo, il quarto dell'era Berlusconi [...], il quattordicesimo della sua romantica e tribolata storia. [...] Siamo di fronte a un'impresa con pochi precedenti: l'ultimo a riuscirci era stato il Grande Torino [...] nell'immediato dopoguerra [...]. Il Milan ha vinto per distacco [...]. Sgominata la concorrenza, si è limitato a gestire il vantaggio. Gli stenti primaverili si spiegano anche, se non soprattutto, con gli ingorghi di un calendario farneticante. È stato lo scudetto di Massaro e della difesa. Lo scudetto del risparmio e dell'umiltà. Ventun partite su trentadue senza reti al passivo, nove vittorie per 1-0. Fatti, e non parole. [...] Alla Juve è mancato Vialli; all'Inter, Bergkamp; al Parma, la regolarità; alla Sampdoria non è bastato Gullit; alla Lazio, il miglior Signori di sempre. Più squadra, più società, più tutto, il Milan si è piegato alle esigenze e adeguato alle risorse. La miglior difesa del campionato, ma anche l'undicesimo attacco: segno di un torneo anomalo e mediocre, e di un'inversione di rotta suggerita da un'attenta lettura delle provviste, e non già da biechi calcoli di corridoio. [...] La «macchina» di Capello è, oggi, un'entità a sé, battibile in un'estemporanea volata, insuperabile nelle corse a tappe, dove l'organizzazione e il talento fanno aggio sulla sorte. Un modello, in campo e fuori.<ref> Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0735_01_1994_0104_0033_10053410/ Milan bene, bravo, tris]'', ''La Stampa'', 18 aprile 1994, p. 1</ref> *{{NDR|Dopo Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore su Ronaldo era netto. Iuliano si disinteressa del pallone e va, con il corpo, a sbattere sul brasiliano. Piero Ceccarini, livornese, si astiene. Saranno pure episodi, ma sono episodi pesanti, e per niente isolati. Il gol di Bianconi, il gol di Bierhoff. Non si può dire che, nel corso della stagione, la classe arbitrale abbia preso di petto la Juventus. Tutt'altro. [...] L'odierno Del Piero, e il cemento della squadra, meriterebbero epinici di ben altro tenore. Ma non si può rimanere indifferenti di fronte a coincidenze così singolari e, permettetecelo, così "nutrite". La Juve è, e deve essere, forte di suo. A certi eccessi si arriva quando comincia a serpeggiare il sospetto che le regole non siano uguali per tutti. O comunque, che per alcuni siano più uguali che per altri: come i maiali della Fattoria orwelliana. [...] La misura è colma. La stessa Juve — o, almeno, quella costola di Juve meno faziosa — faticherà a celebrare l'immanente titolo, venticinquesimo della storia, se questo è il prezzo non da pagare, ma da far pagare. Avremmo voluto dilungarci sui voli spericolati di Peruzzi e Pagliuca, sui passi di danza di Del Piero, sulle sgommate di Ronaldo. Peccato.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0544_01_1998_0114_0001_22698984/ I sospetti e gli errori]'', ''La Stampa'', 27 aprile 1998, pp. 1, 25.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Non ricorderemo questo campionato come il più limpido (in testa è successo di tutto, in coda sta succedendo di peggio), e questo scudetto come il più smagliante. Questione di gusti. Nei momenti topici, la Juventus ha goduto di generose sviste arbitrali. [...] Riconoscerlo non significa sminuire i meriti, ma rispettare la realtà, gli avversari, i tifosi (quelli veri). [...] La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. Per quanto possa essere stata spinta, l'energia e gli stimoli li ha sempre prodotti e moltiplicati dall'interno. Protagonista in Italia e in Europa. Da quattro anni è così. Troppi, per buttare tutto in congiure e porcherie.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0546_01_1998_0127_0001_12497446/ E ora la Coppa]'', ''La Stampa'', 11 maggio 1998, pp. 1, 25.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} Certo, la crudeltà dell'epilogo (attenzione: la crudeltà, non l'ingiustizia) farà scorrere fiumi di rimpianti e di rimorsi. Tortura dei rigori a parte, e comunque anche nel batterli ci vuole occhio, gli sprazzi più gradevoli li aveva offerti proprio il Milan. Resta il risultato, resta, soprattutto, uno zero a zero sul quale già inglesi e spagnoli si stanno dando di gomito: ah, questi italiani, parlano parlano e poi vigliacchi se si ricordano di tirare in porta.<ref>Da ''La scommessa dei rigori'', ''La Stampa'', 29 maggio 2003, p. 1.</ref> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0739_01_1994_0134_0031_10096765/ Grazie Milan, questo è il calcio]''|''La Stampa'', 19 maggio 1994, p. 31.|h=4}} {{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1993-1994]]}} *Quattro a zero al Barcellona di Cruyff, Romario e Stoichkov, al Barcellona dei 91 gol in campionato, ai nuovi interpreti del calcio totale. Il più straordinario Milan di tutti i tempi rovescia il pronostico, schianta un monumento e alza, nel delirio dei tifosi, la quinta Coppa dei Campioni della sua storia, la terza di Berlusconi, la prima di Capello, osannato come e più dell'Arrigo ai tempi d'oro. *Capello si beve Cruyff. Il Milan schiaccia i catalani in ogni settore. Nessuno si accorge che Baresi, Costacurta e Van Basten sono in tribuna e non in campo. La ripresa si apre nel segno di Savicevic. Un gol straordinario. Dejan ruba palla a Nadal (gamba tesa?), e dal limite dell'area, tutto spostato sulla destra, scavalca l'amletico Zubizarreta con un drop di sinistro da orgasmo puro. La gente del Milan non sta più nella pelle. Nadal, suonato, sfiora l'espulsione sulle caviglie di Savicevic. Cruyff è in barca (bi minuscola). *Savicevic, scatenato, centra il palo al 13' e nel giro di un minuto, ecco Desailly schizzare al di là di difensori ormai allo sbando e calare il poker. Di Romario, Stoichkov e Koeman, patetici naufraghi, non si hanno notizie da un pezzo. *La doppietta scudetto-Coppa Campioni porta il Milan al livello dell'Inter etichetta 1965, quella targata Helenio. Le lacrime di Fabio Capello introducono l'apoteosi. Tre scudetti su tre e una Coppa su due: e gli davano del passista... {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,34/articleid,0313_01_2002_0312_0098_2832558/ Schiaffino, pepe e genio di un calcio senza tempo]''|''La Stampa'', 14 novembre 2002, p. 34.|h=4}} {{NDR|Su [[Juan Alberto Schiaffino]]}} *Genio assoluto del calcio [...]. Centrocampista raffinato e, in barba al ciuffetto e alla normalità del fisico, solido, malizioso, attaccabrighe. Scuola uruguagia: versatile e concreta. Non per caso, sin dalla culla la mamma l'aveva ribattezzato «Pepe», un discolo, un tipo dal quale, in seguito, sarebbe stato meglio girare alla larga: troppo talento, e che baruffe, se gli giravano le scatole. *Indimenticabile, quella partita. [[Maracanazo|Sedici luglio 1950]], alla seleçao bastava il pareggio. Brasile avanti con Friaça, segna Schiaffino, decide Ghiggia su passaggio di Schiaffino: da 1-0 a 1-2. Duecentomila spettatori all'inizio, duecento suicidi alla fine. *Camminava sui tacchi, a testa alta, Juan Alberto. Aveva il naso del pointer: annusava il gioco come il cane da caccia sente da lontano la selvaggina. [...] Era un'automobile all'epoca del calesse: in anticipo sugli avversari e sui tempi, sempre. Un interno sinistro di straordinaria tecnica, dal senso tattico fuori del comune. Un Falcao più completo, più avanzato e ancora più determinante, se non è una bestemmia. *Nel 1958, a Bruxelles, si celebrò una delle più belle finali di [[Finale della Coppa dei Campioni 1957-1958|Coppa dei Campioni]]. Il Milan di Schiaffino contro il Real di Di Stefano che, allora, dettava legge in Europa. Ci vollero i supplementari, la spuntò il Real per 3-2. Questa la scansione dei gol: Schiaffino, Di Stefano, Grillo, Rial, Gento. Tutti in piedi, i tifosi. Non solo: in segno di supremo omaggio, i milanisti vennero invitati dagli spagnoli a compiere con loro il giro di campo riservato, per tradizione, ai vincitori. *Schiaffino. Inarrivabile il giocatore, singolare l'uomo. Di un'avarizia proverbiale, attento come nessuno allo sgocciolìo del patrimonio, non un caffè offerto in carriera; si faceva seguire ovunque dalla moglie, l'adorata Angelica; perfino in ritiro. «Il mio presidente», la chiamava cosi. Non avevano figli, si amavano di un amore senza tempo. *Con lui Pelè, Maradona, Di Stefano e nessun altro. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0180_01_2003_0351_0037_1379890/ Perché davanti a Maldini]''|''La Stampa'', 23 dicembre 2003, p. 33.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Pallone d'oro 2003]]}} Nedved, Maldini, Shevchenko, Buffon, Zidane. Ho votato cosi. Pavel è stato il giocatore che, nell'arco della stagione, mi ha impressionato di più. Non avrà alzato la Champions League, ma di sicuro, e di molto, ha alzato il livello delle sue squadre, la Juventus e la Repubblica Ceca. *[[Pavel Nedvěd|Nedved]] non è un talento naturale. È un apolide del ruolo, uno che trae la sua ragione di esistere soprattutto da quello che non è: non è un centrocampista classico, non è un rifinitore ortodosso, non è un attaccante di vocazione. Non lo è ma, a seconda delle esigenze, sa diventarlo. *{{NDR|Sul Pallone d'oro 2003}} Vero, Nedved aveva conquistato uno scudetto già ai tempi laziali, e pure la Coppa delle Coppe, ma una Champions così non l'aveva mai disputata. Trovo corretto sostenere che lo avrebbero meritato anche altri. Non, però, che Pavel non ne avesse i titoli. Ha vinto il «diverso»: non la forza della fantasia ma, per una volta, la fantasia della forza. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20170329140555/http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201008articoli/57683girata.asp Ma le gambe di Meazza a me piacciono di più]''|''lastampa.it'', 17 agosto 2010.|h=4}} *Il [[San Siro Museum|museo di San Siro]] è un piccolo antro che affiora dalla pancia dello stadio. Frugale, in rapporto alla vastità delle storie che contiene. Significativo, se pensiamo alla pigrizia degli italiani, sensibili alle genuflessioni verso il potere più che alle flessioni della memoria. Sentinelle, ecco cosa sono le stanze, le vetrine e i cimeli che accompagnano il visitatore dentro all'epopea di Inter e Milan. Sentinelle silenziose e complici: fermano il tempo, e vi fanno salire i meno svogliati. *Numero quaranta: piedini, non piedoni. Peppino, Peppin o Pepp, a scelta. [[Giuseppe Meazza]] «l'è vun ch'el gha la bala legada al pé cun la curdeta»: è uno che tiene la palla legata al piede con la corda. Capito chi era? *Anni Trenta, la maturità di Meazza coincise con i fasti e i nefasti del fascismo. Le palpitanti stagioni di Primo Carnera e Alfredo Binda, dei duelli intrepidi fra Tazio Nuvolari e Achille Varzi. Ma se Meazza diventò il «balilla», Mussolini e l'orbace c'entrano di striscio. Fu un compagno di squadra, Leopoldo Conti detto «Poldo» che, all'annuncio di Weisz, esclamò: «Ma come, adesso facciamo giocare persino i ragazzini, i balilla!». Meazza replicò con una doppietta ma rimase, per sempre, il balilla. *Centravanti e mezz'ala, numero nove e numero dieci. [...] un genio precoce, ora micidiale cannoniere [...]. Gol alla Meazza, o «a invito», dal momento che il cacciatore attira, stana, invita la preda prima di fulminarla con un gioco di suole, gli occhi negli occhi, la lama del dribbling pronta a calare come una ghigliottina. *[...] due pacchetti di sigarette al giorno, gran tombeur de femmes, oltre che di terzini e centromediani. ==Interviste== *Alla fine il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] è pulito solo se lo vince la tua squadra. Così ragionano quasi tutti i tifosi d'Italia.<ref>Dall'intervista di Roberto Santilli, ''[https://abruzzoweb.it/beccantini-il-cantore-della-juve-calciopoli-una-guerra-tra-bande/ Beccantini, il cantore della Juve. Calciopoli? Fu una guerra tra bande]'', ''abruzzoweb.it'', 2 maggio 2012.</ref> *La Juventus è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di [[John Charles|Charles]], di [[Omar Sivori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]], [[Roberto Baggio|Baggio]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Il [[Torino Football Club|Torino]] invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: [[Tragedia di Superga|Superga]]. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino.<ref>Dall'intervista ''Il Toro, un figlio della sciagura'', ''Cattolica News'', 5 dicembre 2006.</ref> {{Int|''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/08/04-95422922/juve_villar_perosa_per_beccantini_un_ponte_tra_epoche_uomini_prima_di_calciatori Juve, Villar Perosa per Beccantini: "Un ponte tra epoche, uomini prima di calciatori"]''|Intervista di Guido Vaciago, ''tuttosport.com'', 4 agosto 2022.}} *{{NDR|«[...] dico Villar Perosa, cosa pensi?»}} A Villar mio papà era l'unico ospite "laico" dell'albergo della Juventus. Nel senso che una rispettosa amicizia con Boniperti consentiva, a lui tifoso, di soggiornare insieme ai suoi idoli. Era entrato in sintonia anche con Trapattoni e con il suo vice Bizzotto, l'ombra che faceva luce, una pasta d'uomo che ricordo con grande affetto. Papà Mario andava anche all'epoca di Parola, ma era più legato all'epoca trapattoniana. *{{NDR|«Oggi come concepisci il senso di Villar?»}} Un viaggio archeologico in un altro calcio. Una rappresentazione sacra in un ambito pagano. Qualcosa che tocca emozioni infantili. *So che Villar è ponticello esile, ma vitale, fra il calcio romantico di un tempo e quello di oggi che va troppo veloce. È una giornata che riavvicina giocatori e tifosi, un evento in cui la partitella non conta granché dal punto di vista tecnico, ma con quel contorno e il significato che la famiglia Agnelli ha dato a questo rito è come se una lametta da barba diventasse durlindana. È una scampagnata, qualcosa di simile anche alle feste dell'Unità di quando il segretario del Pci era Berlinguer. *{{NDR|«Villar uguale Agnelli: equazione scontata?»}} No, perché nel campetto di Villar Perosa si specchia il miracolo di una proprietà centenaria, caso unico nello sport. La stessa famiglia che di generazione in generazione ha tramandato la squadra e la tradizione. Non è poco. *Ho iniziato nel 1970 a ''Tuttosport'' ma seguivo il basket. Con il calcio ho iniziato nel 1974. Villar per noi cronisti significava Avvocato, nella speranza di avere qualche dichiarazione. Il ritiro {{NDR|precampionato della Juventus}} all'epoca si svolgeva tutto lì ed erano due o tre settimane piuttosto noiose, l'elicottero che atterava era uno dei momento che poteva rendere tutto più elettrizzante. Una leggenda metropolitana che diventava realtà. *{{NDR|«[...] i tifosi delle altre squadre cosa ne pensano secondo te?»}} Guardano incuriositi. Magari sorridono, sotto sotto invidiano, perché una cosa del genere è unica al mondo. ==''Beck is Back – blog''== {{cronologico}} *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2014-2015]]}} Sembrano tutti dovuti, gli scudetti della Juventus. Come se il censo degli Agnelli bastasse, da solo, a produrli, a giustificarli. Invece no. Ognuno ha la sua storia, il suo fascino. Questo è il trentunesimo, il quarto consecutivo (anche per la Clinica, inaugurata il 7 novembre 2011), il primo di [[Massimiliano Allegri]], sul [[Antonio Conte|Conte]] del quale ero molto scettico. [...] D'accordo, la concorrenza non era straordinaria, ma la Juventus l'ha resa ancora più piccola. [...] Soltanto una società «con le palle» poteva passare dal tribolato quadriennio post [[Calciopoli]] (terza-seconda-settima-settima) a un'esplosione così fragorosa: prima-prima-prima-prima. Questo scudetto ha confermato, inoltre, la centralità del club ([[Andrea Agnelli]], [[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Beppe Marotta]], [[Fabio Paratici]], [[Pavel Nedved]]): sembrava che, perso Conte, sarebbe crollato tutto. Non mi risulta.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2015/05/02/infinita-juventus/ Infinita Juventus ]'', ''beckisback.it'', 2 maggio 2015.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Era stata l'Inter, negli anni Trenta, a conquistare l'ultimo scudetto prima del [[Quinquennio d'oro|quinquennio]] di [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]]. È l'Inter, ancora lei, ad aggiudicarsi il primo dopo il novennio del nipote Andrea. [...] L'Inter era rimasta al Triplete di [[José Mourinho|Mourinho]], alle coppe di [[Rafael Benítez|Benitez]] e [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]. A un [[Massimo Moratti|Moratti]] sazio, a un Thohir in transito. Fino, improvvisamente, ai cinesi di Suning, a una lontananza che spesso abbiamo definito canaglia. Fino a Beppe Marotta e Antonio Conte. La chiave di volta, e di svolta. Costole juventine in una società che viveva della pazzia raccontata dall'inno e dalla storia, il romanzo di [[Ronaldo]] il fenomeno, delle foglie morte di [[Mario Corso|Mariolino Corso]], del circo di [[Álvaro Recoba|Alvaro Recoba]]. È il diciannovesimo titolo, tavolino compreso.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2021/05/02/cera-una-volta-la-pazza-inter/ C'era una volta la pazza Inter]'', ''beckisback.it'', 2 maggio 2021.</ref> *Nel 2018, a Kiev, erano state le papere di Karius a spingere la Coppa verso il Real di Zizou. [[Finale della UEFA Champions League 2021-2022|Questa volta]], a Parigi, sono state le prodezze di Courtois. Portiere, champagne. È il destino, è la storia, è tutto quello che volete: Liverpool zero Real uno. E così Carlo «culatello» Ancelotti alza la quarta Champions [...]. La banalità del Real, potremmo scrivere, se non ci fosse di mezzo un allenatore che, «nato» a pressing e sacchismo, si è poi laureato con una tesi sul calcio all'italiana. Da non sbandierare sempre, per carità: ma da applicare, se serve, persino nei salotti più esclusivi e raffinati, senza falsi pudori o lessico ambiguo. Pane al pane: lucchetti alla porta, finestre sprangate, valichi bloccati. [...] La partita, quella, l'ha fatta il Liverpool. Non in maniera scintillante e possessiva, ma con sufficienti argomenti e margini per giustificare un esito meno feroce. Il problema di Mané, Salah e c. è stato la soluzione del Madrid: Courtois. [...] È mancato, al Liverpool, il pugno del k.o. Paradossalmente, il Real ha avuto «solo» quello. Più una soglia di sofferenza che ha toccato livelli bestiali, lontani dai dati dell'ordalia e dentro l'anima dello sport. Che resta il risultato, sì, ma anche un omaggio a chi, pur perdendo, ha fatto di tutto – e più dell'avversario – per ribellarsi.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2022/05/29/portiere-champagne/ Portiere, champagne]'', ''beckisback.it'', 29 maggio 2022.</ref> ===2023=== *{{NDR|Su [[Gianluca Vialli]]}} In un calcio di fighetti, è stato un «guerriero borghese». Trascinava i compagni, sfiancava gli avversari. La Cremonese di «papà» Domenico Luzzara, il giardino incantato della Sampdoria e dei «sette nani», sotto la regia di Paolo Mantovani, Paolo Borea, Vujadin Boskov e Narciso Pezzotti, con Roberto Mancini a fargli da gemello, coppia di «fatti» che la storia avrebbe agghindato come un albero di Natale. Poi la Juventus di Giampiero Boniperti, altro presidente di una volta, che lo aveva smarrito per una dritta errata (e recuperato a suon di miliardi). Quindi l'irruzione della Triade, la saudade genovese che diventa adrenalina. Non legò col Trap, fu Marcello Lippi a ricaricarlo. La finale di Coppa dei Campioni persa a Wembley con la Samp, anche per colpa sua (come avrebbe confessato) ma soprattutto per la bomba di Ronald Koeman, segnò un confine drastico, profondo. Finiva la scapigliatura. Cominciava il servizio «militare». Juventus, Chelsea, tra i primi a esplorare la Premier, giocatore allenatore, scudetti (quello, mitico, del Doria), Champions (da capitano juventino, nel '96), coppe su coppe [...] In Nazionale furono più spine che rose. Totò Schillaci gli rubò la vetrina delle notti magiche; Arrigo Sacchi, fondamentalista, ne spense il fuoco azzurro. Succede, quando l'io diventa ego. Fine dicitore, Gianluca lo è stato soltanto dopo, da opinionista tv di Sky, scrittore di libri [...] e dirigente accompagnatore, erede di un certo Riva, Gigi. Non in campo. Lì era un belva. Uno scultore, non un pittore. Uno che assestava martellate davanti, non coltellate dietro. Uomo d'area e di mondo. Che non tradì il Mancio neppure per Roby Baggio. [...] Il destino lo marcava stretto, come i rudi stopper con i quali faceva a botti, se non a botte. Rispettoso, rispettato, gli piaceva guadagnarsi la pagnotta. Non era un santo, non era un eroe. Era tosto, era vero, era scaltro. Non ci sono parole, se non queste di Joe Louis, il «bombardiere nero» dei pesi massimi: «Ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo». Gli sarebbero piaciute.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/01/06/vialli-un-guerriero-borghese/ Vialli, un guerriero borghese]'', ''beckisback.it'', 6 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Davide Astori]]}} Era il capitano della Fiorentina. Era un pezzo di pane che il ruolo di difensore costringeva a essere di ferro. Quando scocca il minuto 13, il numero di maglia che portava, il Franchi si ferma. Caschi il mondo. Applausi e tutti in piedi.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/03/04/davide-e-i-suoi-golia/ Davide e i suoi Golia]'', ''beckisback.it'', 4 marzo 2023.</ref> *In alto i calici [...] per il Napoli campione d'Italia con largo anticipo sulla cronaca (cinque giornate, addirittura) e bizzarro ritardo sulla storia (33 anni e cinque giorni). È il [[Serie A 2022-2023|terzo scudetto]], il primo della modernità; il primo, soprattutto, dopo Diego Armando Maradona. Inutile cercare di liberarsi da quei lacci, da quelle catene: a parte il fatto che nessuno vuole, Diego che incombe non sarà mai un peso, una barriera. Al contrario: un confine, un ponte. Una bilancia: per pesare chi eravamo «con» e cosa siamo diventati «senza». [...] Sarà stato pure un campionato opaco, condizionato dai balletti della giustizia sportiva, con la Juventus al muro e le plusvalenze nel mirino (persino Victor Osimhen); la concorrenza sarà stata fragile, o comunque non straripante (cinque semifinaliste in Europa, però). Tutto quello che vi pare. Ma vi raccomando: miglior attacco, miglior difesa, capocannoniere (Osimhen, e chi se no? 22 in totale, compreso il suggello in Friuli). Il Napoli di Spalletti ha divorato il calendario; ha inflitto distacchi bulgari, come se fosse una tornata elettorale e non un rodeo [...]<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2023/05/04/tutti-in-piedi-napule-tre/ Tutti in piedi: Napule (tr)è!]'', ''beckisback.it'', 4 maggio 2023.</ref> *Fu proprio a Istanbul che vidi la finale più folle. Era il [[Finale della UEFA Champions League 2004-2005|25 maggio 2005: Milan-Liverpool]]. Forse perché eravamo sospesi tra due continenti, e dunque in posizione ambigua, forse perché il calcio è «loco» [...], o forse perché qualcuno (non solo il destino, però) si distrasse: fatto sta che dal 3-0 del primo tempo si passò – in una manciata di minuti – al 3-3 della ripresa. E poi ai rigori, sui quali si arrampicò l'improvvisa aureola di Jerzy Dudek, «santo durante»: la più influente delle categorie di beati. Polacco come papa Karol Wojtyla: pure lui, in gioventù, portiere. Morale: il Milan di Carlo Ancelotti controllò la sfida per 120 minuti meno sei. Il Liverpool di Rafa Benitez fu più umile ad accettarne il magistero e più freddo al tie-break dei penalty. [...] Lo sapete. Successe l'inverosimile. Eupalla diede un calcio nel sedere ai fissati della logica e puntò dritto alla Bastiglia delle lotterie. E così il mar Rosso invase il mar di Marmara. Un vento forte, rissoso, accompagnò la premiazione e scortò il vuoto del dopo. Ero rimasto lassù, solo, a sfumazzare un mezzo toscano. Volavano cartacce, bicchieri di carta, cuscini con i colori dei vinti e dei vincitori.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/06/09/finalmente-%c2%abla%c2%bb-finale/ Finalmente, «la» finale]'', ''beckisback.it'', 9 giugno 2023.</ref> *Di corto muso, di corto Pep. È la [[Finale della UEFA Champions League 2022-2023|prima Champions]] del Manchester City; la terza di Guardiola, la prima lontano dalle due del Barcellona con Messi, Iniesta e Xavi. Arriva da Istanbul, a cavallo di un italianissimo 1-0, conteso fino all'ultimo da un'Inter che ha sofferto, sì, ma non si è mai arresa. E sul piano delle occasioni spicciole, anzi. [...] Campionato, coppa, Europa: il City degli emiri realizza, così, il triplete. Imbattuti da settembre, un po' stanchi alla meta, ma sempre squadra. Anche nei momenti d'emergenza. Rari, nell'arco della stagione: non pochi, nella notte sul Bosforo. I Blue moon hanno fatto la partita, la squadra di Inzaghino ha giocato come doveva, e non solo come poteva. L'ha tradita Lau-Toro, egoista sullo 0-0. E, dopo la traversa di Dimarco, segno di un destino se non proprio schierato almeno capriccioso, persino Lukaku, di testa, a tu per tu con un Ederson fin lì amletico, e da lì eroe omerico. Anche sull'ultima raffica di Gosens, in coda alla coda.<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2023/06/10/di-corto-pep/ Di corto Pep]'', ''beckisback.it'', 10 giugno 2023.</ref> *[[Silvio Berlusconi]] è stato un politico di destra che, nel calcio, ha fatto una rivoluzione di sinistra. Scrivere di sinistra farà sorridere, ma deve far meditare. «Di sinistra» nel senso di svolta estetica, di visione ricca di sostanza, e non unicamente di sostanze, di ville o di scandali. In smoking e non in jeans. Di gioco e non banalmente di giochi. Di faccia e non semplicemente di facciata. [...] Il Milan di Silvio. Quando lo presentò all'Arena, tra cavalcate delle Valchirie ed elicotteri battenti, ci demmo di gomito, ridemmo di lui, e non solo con lui. Ci sembrava, pur così Paperone e così bauscia, il comandante dell'esercito di un atollo piccolo piccolo. Prossimo a essere inghiottito dall'alta marea della presunzione, dell'arroganza, della concorrenza. Viceversa, era l'ammiraglio della Sesta flotta. Il suo Milan. Quel Milan. [...] Sua Emittenza straparlava di mission, di spettacolo, di «giuoco» avvolgente e divertente, di vincere e convincere. Fu di parola. Il Milan di Arrigo (Sua Intensità), il Diavolo di capitan Franco Baresi e Paolo Maldini [...], l'orchestra dei tre olandesi [...]. Gli piaceva l'informazione, faceva le formazioni, e prima di credersi Dio – in anticipo su coloro che tale lo avevano considerato fin dalle epifanie di Milanello – ha segnato e trasfigurato lo sport. [...] L'Europa e il Mondo si inginocchiarono, rapiti. Noi, naturalmente, ci scannammo: chi coglieva, in quella cesura, la scintilla dell'idea; e chi, viceversa, il profumo, il colore e il peso dei soldi. Esclusivamente quelli. Perché sì, come gli emiri oggi, Silvio spendeva e spandeva: solo che le figurine dei suoi album rispondevano non tanto ai capricci del caudillo, ma anche a un progetto condiviso con l'allenatore. Carica e ruolo che il Berlusca ha spesso avocato a sé. Era il calcio dei ricchi, il suo. [...] Potevano costruirlo tutti, quel Milan lì, voglio dire una squadra così diversa, così lontana dallo zoccolo filosofico del Paese. Così di rottura. Lo edificò lui.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/06/12/silvio-cera-una-svolta/ Silvio, c'era una svolta]'', ''beckisback.it'', 12 giugno 2023.</ref> ===2024=== *Il Kaiser. L'imperatore. Campione di tutto [...]. [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]]. Prima centravanti, poi mediano, poi libero. Nei tempi in cui un austriaco, Rappan, aveva forgiato il catenaccio, e gli italiani lo avevano verniciato, decorato, da Foni al paron Rocco e al mago Herrera. Libero, sì, ma di rottura filosofica. Fu un'idea, non un'ideologia. Sopire e troncare, ma anche rifornire e attaccare. Non più un uomo sottratto al centrocampo [...] ma un difensore aggiunto.<ref name="Beckenbauer">Da ''[http://www.beckisback.it/2024/01/09/franz/ Franz]'', ''beckisback.it'', 9 gennaio 2024.</ref> *L'eleganza della classe. La classe dell'eleganza. [...] Il Kaiser aveva un non so che di Nureyev. Testa alta, piedi inguantati, due radar agli occhi. La foto che porteremo sempre dentro è però il braccio al collo di Messico '70. La spalla lussata e la maglia [...] lacero-confusa. Eppure, anche lì, Sua altezza. Come se non fosse successo nulla. O nulla stesse per succedere. Invece.<ref name="Beckenbauer"/> *Tutti in piedi: Inter. Ha stravinto per distacco, come il Napoli. È lo [[Serie A 2023-2024|scudetto della seconda stella]] (19 sul campo, 1 a tavolino), il decimo di Beppe Marotta (otto chez Juventus), il primo di Simone Inzaghi, il collezionista di coppe (e giù frecciate). L'Inter di Steven Zhang, il presidente che, vigilato, vigila da lontano. È stata una cavalcata entusiasmante, da ''Arrivano i nostri''. Miglior attacco, miglior difesa, Lautaro Martínez capocannoniere. Da dodici sconfitte a una: fatti, non parole o semplicemente numeri. [...] Campioni d'Italia a casa Milan, nel sesto derby vinto di fila [...]. Il massimo della goduria.<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2024/04/23/inter-un-capolavoro/ Inter, un capolavoro]'', ''beckisback.it'', 23 aprile 2024.</ref> *Il calcio, signori. Chi era stato il peggiore in campo sino al 116'? El Kaabi, marocchino, tripletta all'Aston Villa, fin lì cancellato, ripeto: cancellato, da Milenkovic. Chi l'ha risolta? El Kaabi, avvitandosi di testa e bruciando Ranieri, su cross di Hezze. Dopo 3' di Var per una mezza spalla in fuorigioco (no). E così la [[Finale della UEFA Europa Conference League 2023-2024|Conference]] bacia l'Olympiacos di José Luis Mendilibar, il grande incartatore [...]. È stata una ordalia brulla, piatta, barbosa, con i greci (si fa per dire) un po' più aggressivi, un po' più reattivi. Era da 0-0 ma, come cantavano gli Abba, chi vince si prende tutto, «The winner takes it all».<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/05/30/il-grande-incartatore-2/ Fiasco greco]'', ''beckisback.it'', 30 maggio 2024.</ref> *Quando dai troppa importanza al [[Allenatore|tecnico]], e poco ai giocatori, può succedere che i giocatori ci marcino, tanto sanno già quale testa rotolerà.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/06/29/la-grande-bruttezza-3/ La grande bruttezza]'', ''beckisback.it'', 29 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sulla vittoria dell'Italia al [[Pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade - Torneo femminile|torneo femminile di pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade]]}} A Paola Egonu, a Myriam Sylla, a Ekaterina Antropova, a Sarah Fahr, a tutta l'Italia meticcia e di radici mobili che hanno fatto del «muro» un ponte verso la vita (e non una fuga da essa). Orro o mai più.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/08/11/julio-col-bene-che-ti-voglio/ Julio col bene che ti voglio]'', ''beckisback.it'', 11 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[Supercoppa UEFA 2024]]}} Non hanno perso i cieli di Gasperini. Hanno vinto le stelle di Ancelotti. [...] Per un'ora, Varsavia ha scortato una finale alla pari, un po' pennica e un po' trambusto, una traversa di qua [...] e una di là [...] e, più in generale, una Dea all’altezza delle esigenze e, soprattutto, delle emergenze [...]. Poi [...] i Blancos hanno sfoderato i loro Curry, i loro LeBron, i loro Durant. Che c'erano già, ma non abbastanza. [...] Carletto, che nulla ha inventato ma da tutti imparato, si è limitato a gestire l'harem offertogli da don Florentino. Essere ammiragli della Sesta flotta non è mica reato: specialmente se non lo fai pesare. Il Real è la storia del calcio; l'Atalanta, la parabola del dentista. Il pronostico non è mai una sentenza. Stavolta, lo è stato.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/08/14/da-team-usa-a-team-real/ Da Team Usa a Team Real]'', ''beckisback.it'', 14 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Salvatore Schillaci]]}} Gli dobbiamo un'estate, un'estate lunga e sola, dentro la quale stipò i suoi e i nostri sogni. Millenovecentonovanta: il Mondiale delle notti magiche (meno una); sei gol e lo scettro di capocannoniere; la medaglia di bronzo a squadre; il secondo posto nella classifica del Pallone d'oro; la Coppa Italia e la Coppa Uefa con la Juventus di Zoff. Sfido chiunque a non invidiargli almeno una fetta di torta. [...] Totò. Istintivo. Selvatico. Quelle pupille che sparavano, quello slang siculo che faceva sorridere. [...] E quell'estate. Molto italiana. Molta schillaciana. Totò. Sbagliava di quei gol che avrebbero fatto smoccolare una suora, ma per un mese, quel mese, li moltiplicò: di testa, di rapina, in acrobazia, di staffilata. Terrone (dalle curve) e campione (nel cuore), ti faccio sparare (a Poli, Bologna) e rubalegomme (il fratello), il fiuto e la smania: più s'incazzava, più il destino si incuriosiva. Sino a quello snodo, a quegli scrosci. Si era felici perché, italiani o no, segnava uno di noi, uno come noi, o almeno come avremmo voluto essere. Un Totò che giocava un calcio naif, da strada, tra un minchia e un «mia», perché voleva sempre la palla. Per farci l'amore, geloso e permaloso. Ma schietto.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/09/18/era-destate/ Era d'estate ]'', ''beckisback.it'', 18 settembre 2024.</ref> {{Int|''[http://www.beckisback.it/2024/06/01/come-james-bond/ Come James Bond]''|''beckisback.it'', 1º giugno 2024.|h=4}} {{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2023-2024]]}} *Il Real è come James Bond. Quando la vedova nera già pregusta la mossa fatale – su una coscia, alla schiena, in una gamba: fate voi – ecco l'effetto speciale: un corner, un colpo di testa e «007» che prima la scampa e poi la alza. Quindici, per la storia. E sette per Carletto nostro e vostro: cinque da allenatore [...] e due da giocatore [...]. Solo culatello? Mah. *Al Borussia Dortmund, gli applausi del loggione. E non solo, spero. Nella pentola di Wembley, aveva dominato per un tempo [...]. Sin lì, il Real sonnecchiava [...]. Lo tenevano su i gregari: Camavinga, Carvajal, l'arquero. Terzic, a petto di Ancelotti, pareva un piccolo stregone. Adeyemi, Sancho, Emre Can, Hummels, Fullkrug, Sabitzer, Ryerson: non uno che non sembrasse il doppio di quello che era. Alla distanza, piano piano, sarebbero tornati sulla terra. Tutti. *La Champions è il suo smoking, si era scritto alla vigilia. Lo è stato. In coda, ma lo è stato. Alla ripresa, immagino che abbia sbirciato il tabellone: ma come, non siamo 2-0 per loro? No. E allora, vamos. [...] Erano stanchi, i gialli, stanchi di attendere gli avversari non blindati in salotto ma in mezzo al giardino, pronti a morderli e a ribaltarli in transizione o in contropiede. [...] Se non uccidi il Real, sarà il Real a ucciderti. Difatti. ===2026=== *I [[Giochi della XVII Olimpiade|Giochi di Roma]] furono splendidi, incastonati nell'Italia del boom e dei sogni.<ref>Da ''[https://www.beckisback.it/2026/08/09/il-signore-della-curva/ Il signore della curva]'', ''beckisback.it'', 9 agosto 2026.</ref> {{Int|''[https://www.beckisback.it/2026/07/31/per-essere-franco/ Per essere Franco]''|''beckisback.it'', 31 luglio 2026.|h=4}} *[[Franco Baresi]]. Il simbolo del grande Milan. Il Milan di sua Emittenza e sua Intensità. *Nonostante l'aria del chierichetto, almeno da ragazzo, sempre e per sempre fedele al Diavolo. *Battitore libero, centrale: un [[Libero (calcio)|ruolo]] che, storicamente e tatticamente, ha scollinato due ere, l'italianismo e l'avanguardismo, al netto del Covercianese e delle sbronze da bar. *Un leader. Di poche parole, di tanti fatti. Trave, non pagliuzza, al centro di un quartetto diventato iconico: Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini. Gli manca il Pallone d'oro, ostaggio degli olandesi che ne decorarono le chiusure e ne addobbarono i tackle. *Baresi, [[Gaetano Scirea|Scirea]]. Se Gai era un arcobaleno e un pennello – come scuola, dico – il «Piscinin» era un tuono e un martello. Registi a modo loro. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Beccantini, Roberto}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] 5dswdceuyriy0mfyweev9hz87cl51hl 1424641 1424637 2026-08-25T16:14:55Z Danyele 19198 /* Guerin Sportivo */ typo 1424641 wikitext text/x-wiki '''Roberto Beccantini''' (1950 – vivente), giornalista sportivo italiano. ==Citazioni di Roberto Beccantini== *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2024-2025]]}} Lo aveva promesso a Xana, la figlioletta falciata a 9 anni da un destino troppo cinico e troppo baro. [[Luis Enrique]], hombre vertical, allenatore signore e moderno. La prima Champions del Paris Saint-Qatar. Il 5-0 inflitto all'Inter è una valanga che va al di là del mio pronostico (Inter 51%, Paris 49%) e travolge gli argini delle statistiche. Non c'è stata finale, a Monaco, non c'è stata partita. Due gol in venti minuti [...]; quindi controllo palleggiato e, nella ripresa, come si dice a Bologna, il resto del Carlino, in contropiede o in transizione (fate voi) [...]. Se, per paradosso, di Sommer non ricordo parate «vere» [...] l'unica di Donnarumma risale al 75' [...]. Una mattanza. Una lezione. Con i Dorando Pietri di [[Simone Inzaghi|Inzagone]] tornato Inzaghino (scommettiamo?) annichiliti a tutti i livelli – strategico, tattico, tecnico, caratteriale – e pericolosi, parola grossa, esclusivamente sui corner. Le idee di Luis Enrique. Pronti-via e palla in touche, tipo rugby, per agitare il vessillo dell'aggressività. Poi Dembélé «fisso» sul portiere, in modo da costringerlo a rilanci tormentati. Poi, attorno a Vitinha, tocchi e tacchi. Nessuno dei naufraghi interisti ha rimediato una scialuppa o almeno un salvagente [...]. Sul fronte opposto, viceversa, non uno che sia sceso sotto il 7, partendo dall'8 di Doué, Dembélé e Kvara, ora ala ora terzino [...]. Senza Mbappé, signore e signori. Non più un album di figurine. Al contrario. Corsari giovani, assatanati e telecomandati.<ref>Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0oPdv9m1PA3RXkFf5usxXXgy2UNgUCuKUWbNqLd1PcxbXq61tFDE8s5o9BdvtbYg6l&id=61568235195637&locale=it_IT post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 31 maggio 2025.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== *[[Heriberto Herrera]], alla Juventus, ci aveva provato con il «movimiento», ricavandone uno scudetto (1967) e una Coppa Italia (1965), troppo poco per lasciare tracce che non fossero riccioli d'archivio. Comandavano Inter e Milan, Helenio Herrera e Nereo Rocco. Il «movimiento», così inviso al genio logoro e selvaggio di Omar Sívori, contemplava un'adesione globale alla manovra, assaggio del «totalitarismo» batavo. In assenza di tenori, ma quand'anche ce ne fossero stati, l'orchestra incarnava il fine ultimo, e non un dispotico vezzo. Heriberto, paraguagio di rigida lavagna, passò per pazzo. Viceversa, era in anticipo su convinzioni e convenzioni. Gli mancava la materia prima, non la materia grigia.<ref name="Viciani"/> *[[Corrado Viciani|Viciani]] [...] batteva già allora le strade della preparazione fisica e del «torello» come via di uscita dalla modestia dell'indotto, in attesa che la qualità della rosa potesse trasformarle, un giorno, in via di «riuscita». Viciani fu un pittoresco Lutero che si scagliava contro il traffico delle indulgenze legate al culto del battitore libero.<ref name="Viciani">Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2013/luglio/11/Ternana_anni_Viciani_piccola_Ajax_ga_0_20130711_e9ca0fd4-e9ee-11e2-bf90-2986eb2d0853.shtml La Ternana anni 70 di Viciani, piccola Ajax de noantri]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 luglio 2013.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20140202144216/http://www.cusi.it/public/allegati/Sport_Universitario_140_2013a.pdf Via Filadelfia, giungla d'asfalto, ogni pietra raccontava un mito]''|''Sport Universitario'' n. 140, Centro Universitario Sportivo Italiano, aprile 2013, pp. 14-15.|h=4}} {{NDR|Sullo [[stadio Filadelfia]]}} *Via Filadelfia, Torino. Memorabili quegli anni, e quella giungla d'asfalto. Anni Settanta. Lo stadio Comunale e, attraversata la strada, il campo Combi, dove si allenava la Juventus. Quattrocento metri più in là, la tana del Toro. Cemento armato, cemento amato. Luoghi della memoria. Quando Juventus e Toro erano i re. In teoria – e, spesso, anche in pratica – al cronista riusciva la doppietta: mattina Juventus, pomeriggio Toro. O viceversa. [...] Si parlava con tutti, a patto che tutti ne avessero voglia. Il cronista che arrivava primo, aveva il vantaggio di poter scegliere. Non c'erano zone miste, e neppure secondini travestiti da addetti stampa, come adesso: che origliano, che segnano, che riferiscono. Il contatto era fisico, senza barriere. Bisognava avere pazienza, bisognava battere la concorrenza e la diffidenza. Per tacere delle domenica di campionato o dei mercoledì di coppa: all'epoca, i giorni canonici erano quelli. Quelli, e basta. Ci si sistemava in prossimità della porta degli spogliatoi, nel ventre del Comunale. Il primo a uscire era l'allenatore, Giovanni Trapattoni o Gigi Radice. Parlavano una decina di minuti, fitto fitto. Dopodiché, una sbirciatina all'orologio e liberi tutti: di entrare e passeggiare fra shampoo e accappatoi. C'erano giocatori ancora sotto le docce. Altri che armeggiavano col phon. Le interviste del «dopo» nascevano così, in un cimitero di lattine, panini e cerotti. *Il Combi era un respiro, il Filadelfia un palpito: là si allenavano soltanto, qui aveva tenuto bottega Valentino Mazzola. Non ho dimenticato la sala riservata alla interviste. Vado a memoria: un tavolo lungo e largo e, tutto intorno, quadri e trofei aggrediti dalla polvere e dalla nostalgia. C'erano tribune cadenti, ogni pietra raccontava un episodio e ogni episodio, nel passaparola dei testimoni, si dilatava a impresa. Al Combi si parlava in scudetto, al Filadelfia in dialetto. *I gemelli del gol, all'anagrafe Francesco Graziani e Paolino Pulici, poi il poeta del gol, cioè Claudio Sala, giaguaro Castellini, l'aria «lordista» di Renato Zaccarelli, e l'immancabile freddura: siete uomini o caporali? Caporale. Da [[Vittorio Caporale]], il libero che chiamava il fuorigioco in anticipo sugli studi e sulle mode. Perché sì, il Toro che Radice allevava al Filadelfia era un laboratorio, Graziani fu uno dei primi ad andare in pressing sistematico sul portatore di palla. Durarono poco, quella squadra e quell'idea, ma lasciarono tracce profonde. *Il Filadelfia è stata una grande palestra di vita e di emozioni, un'agorà senza pulpiti, in cui il giovane cronista e il tifoso anziano si mischiavano per scambiarsi facile scienza e complicata memoria. [...] Rammento, dei miei pomeriggi al Filadelfia, i cieli foschi e gli sfondi grigi: sembrava di essere in un pezzo di Londra, dentro uno di quegli stadi che, come il vecchio Highbury, sembravano usciti dalla penna di Charles Dickens, così densi di passato e così gonfi di malinconia. [...] Le gradinate non si limitavano a decorare il paesaggio: lo illustravano più e meglio di qualsiasi guida. Lo facevano immaginare. ===''Eurosport''=== *{{NDR|Nel 2020}} Il Mondiale delle [[Campionato mondiale di calcio 1990|notti magiche]] [...] lo ospitammo dall'8 giugno all'8 luglio del 1990 in un Paese che si inventò il terzo anello di San Siro ed edificò stadi così mostruosi che sarebbero poi stati abbattuti (come il Delle Alpi di Torino) o trascurati (come il San Nicola di Bari). Un'orgia di cemento dai costi esorbitanti, con troppo incenso, troppe ombre e troppi morti sul lavoro. Meglio l'Italia di Azeglio Vicini dell'Italia di Franco Carraro e Luca di Montezemolo, nessun dubbio su questo.<ref>Da ''[https://www.eurosport.it/calcio/le-notti-magiche-meno-una-compiono-30-anni-un-mondiale-di-confine-non-solo-per-schillaci_sto7763641/story.shtml Le notti magiche (meno una) compiono 30 anni: un Mondiale di confine (non solo per Schillaci)]'', ''eurosport.it'', 1º giugno 2020.</ref> *[[Gaetano Scirea|Scirea]] è sempre stato Scirea, in campo e fuori, mai espulso, eppure comandava le barricate, mai un gesto che non fosse normale, quasi noioso. Aveva quel naso a prua che gli indicava la rotta, si sganciava spesso [...], non snobbava i taccuini: semplicemente, non era così ruffiano, così «figliodi», da intortarli. La riservatezza, a volte, arma il coraggio.<ref>Da ''[https://www.eurosport.it/calcio/raccontare-gaetano-scirea-ai-giovani-un-libero-signore-e-un-signor-libero_sto7757705/story.shtml Raccontare Gaetano Scirea ai giovani: un "libero" signore e un signor "libero"]'', ''eurosport.it'', 25 maggio 2020.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20160328165622/https://it.eurosport.com/calcio/perche-johan-cruyff-e-stato-il-padre-del-calcio-moderno_sto5375492/story.shtml Perché Johan Cruyff è stato il "padre" del calcio moderno]''|''eurosport.com'', 18 marzo 2020.|h=4}} {{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} *Per dirvi chi era: prendeva la palla come se fosse un confetto e, con un colpo di acceleratore, la trasformava in una pallottola. Come Picasso ha cambiato la pittura, così Johan Cruijff ha cambiato il calcio. Lo sradicò dall'ovvio, lo portò nell'insolito. *Il calcio prima di lui non era necessariamente brutto o mediocre. Era, semplicemente, diverso. C'era il Real di Alfredo Di Stéfano, lo squadrone delle cinque Coppe dei Campioni; c'era il Benfica di Eusébio, c'erano Milan e Inter, e proprio il Milan di Gianni Rivera, nella finale del 1969, gliene rifilò quattro. C'erano gli eccessi piccanti di George Best, il quinto Beatle, e poi, d'improvviso, saltò fuori lui, «il profeta del gol», secondo la definizione di Sandro Ciotti. Portava il quattordici, dribblava verticale, in agilità, tirava di destro e di sinistro, s'imboscava e s'impennava. Dava ordini, metteva ordine. Stava nascendo, attorno al suo genio paradossalmente elettrico, il [[calcio totale]]. Quel calcio che, all'alba dei Settanta, avrebbe spaccato le convinzioni e demolito le convenzioni. Tutti per uno e uno per tutti. *«Falso nueve» di posizione, Cruyff segnava, faceva segnare e sognare, soprattutto. Se Pelé e Diego Maradona hanno aggiornato la storia del calcio, e Di Stéfano l'ha cambiata sul piano individuale, moltiplicandosi, Johan l'ha sabotata a livello filosofico. Gioco corto, dal quale Pep Guardiola, allievo devoto, avrebbe ricavato il [[Tiki-taka|tiki taka]] dell'ultima svolta; zona, pressing, libero attacco in libera squadra. Essendo stato tutto, tutto pretendeva. {{Int|''[https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2023-2024/calcio-in-lutto-e-morto-gigi-riva-addio-a-rombo-di-tuono-mito-del-calcio-italiano-e-del-cagliari-cam_sto9986471/story.shtml Gigi Riva, un guerriero che fino all'ultimo ha detto no]''|''eurosport.it'', 23 gennaio 2024.|h=4}} {{NDR|Su [[Gigi Riva]]}} *Un lombardo che migrò in un'isola, e ne diventò il tesoro. *Mancino, undici di maglia e nove di vocazione, il gol come ribellione al collegio, alle nebbie, e la Sardegna non più prigione, come gli apparve quando vi finì, ceduto dal Legnano, ma residenza e resistenza. *[...] tre volte capo-cannoniere nel periodo marchiato dai difensori, senza le manette televisive a garantire un minimo di parità agonistica, e governato dalla smania delle autoreti: bastava un brandello di stinco, sulle traiettorie, per espropriare il tiratore. Più che cronache, erano autopsie. *Riva è stato un guerriero. Sacrificò due gambe all'azzurro della patria, ebbe una vita sentimentale che lo portò in rotta di collisione con la «bigotteria» dell'epoca. Gianni Brera lo ribattezzò «Rombo di tuono»: per come tirava, per come occupava il territorio; per come, soprattutto, lo contendeva agli avversari. Non aveva paura: e se l'aveva, la nascondeva. Non era stiloso o elegante. Ne aveva passate troppe, da ragazzo, per scendere a patti con le procedure o, peggio, con le mode. I suoi duelli con Tarcisio Burgnich toccarono picchi omerici, i corpi come corazze, i piedi come clave: e vinca il migliore. *Lo voleva l'Inter, gli fece ponti d'oro la Juventus [...]. Rispose come Bartleby, lo scrivano di Herman Melville: «Preferisco di no». In una sorta di metaforica sindrome di Stoccolma, il carcerato si era «innamorato» dei carcerieri (Cagliari, la Sardegna). E viceversa. *Uomo tutto d'un pezzo e non tutto d'un prezzo. ===''Guerin Sportivo''=== {{cronologico}} *La Juventus più bella, e più completa, rimane, per me, quella di Vieri e Boksic, Del Piero, Amoruso e Padovano, edizione [[Juventus Football Club 1996-1997|1996-97]]. Accoppiava la grazia alla forza, la poesia alla prosa.<ref>Da ''Alla Juve manca Davids (ma anche Golia)'', ''Guerin Sportivo'' n. 39 (1264), 29 settembre – 5 ottobre 1999, p. 9.</ref> *L'Alessandria di Lega Pro che elimina due squadre di Serie A, prima il Palermo a Palermo [...] e poi il Genoa a Marassi [...]. Lo Spezia di Serie B che sbatte fuori la Roma a Roma [...]. Il Carpi penultimo in classifica che licenzia Madonna Fiorentina a Firenze. [[Coppa Italia 2015-2016|Coppa Italia]] o Coppa d'Inghilterra? Coppa Italia: ogni tanto succede anche da noi. Il 2015 ha affidato al 2016 un messaggio forte: Podemos. We can. Evviva l'adrenalina della partita secca, abbasso l'oppio del fattore campo consegnato vigliaccamente alla sicurezza delle Grandi. Si giochi sul campo delle Piccole: se tanto mi dà tanto (Alessandria, Spezia, Carpi), il fiocco di neve potrebbe diventare valanga. Lo sport non può vivere delle solite certezze: solite, a maggior ragione, perché pilotate e protette dall'alto. Il calcio, soprattutto, ha bisogno di in-certezze, di sorprese, di opportunità se non proprio pari almeno dispari, affinché il fanciullino che è in noi possa continuare a sognare.<ref>''La coscia di Dybala mi ha ricordato Sivori'', dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 2, febbraio 2016, pp. 8-9.</ref> {{Int|''Zeman, Roma ti ama ma è lei che ti ha cacciato''|''Guerin Sportivo'' n. 41 (1266), 13-19 ottobre 1999, pp. 12-13.|h=4}} {{NDR|Su [[Zdeněk Zeman]]}} *Zeman, il mio Zeman, è un paradosso, un ossimoro: banale trasgressione, trasgressiva banalità. Da presidente, non gli affiderei la mai la mia squadra. Da spettatore, correrei sempre a vedere le sue. Mi manca la sua "follia", censurabile ma ribalda, ripetitiva ma effervescente. Viceversa, non mi manca quel suo voler indossare sempre lo stesso saio tattico, che non è coerenza ma stravaganza. Capace di scalare l'Everest e di scivolare da un gradino. Piromane e pompiere. Papa e anti-Cristo. Fedele, nei secoli, a un progetto che, strada facendo, è diventato moda, routine, gabbia. Ha vinto partite che sembravano perse. Ha perso partite che sembravano vinte. Si piace così, Zeman. Nel timore di peggiorarsi, non è mai migliorato. Si è chiuso in se stesso, ha cavalcato l'ippogrifo dell'utopia, ha costruito, nel bene e nel male, un demagogico termine di paragone. *Non è stato scomodo. Al contrario, comodissimo: sai che coraggio, in un Paese come il nostro, gettare fango contro la Juventus. Lo fanno tutti, un rigore sì e un rigore no. *Ha vinto, Zeman, per l'insistenza con la quale, in assenza di successi plausibili, parliamo di lui, per quell'aureola di santità che lo scorta. [...] La sua forza era (è) il suo limite, i suoi limiti erano (sono) la sua forza. Ha perso, Zeman, per la cocciutaggine che lo ha bloccato e impantanato a metà del guado, impedendogli di correggere la rotta; un atteggiamento, questo, troppo ordinario per trovare cittadinanza nella testa, e nell'anima, di un assemblatore che ha confuso la flessibilità e l'eclettismo con il più perverso dei vizi: l'incoerenza. E così, le sue squadre sono sempre andate incontro allo stesso destino: memorabili impennate, madornali sbandate. [...] dubito che sia stato il Palazzo a impedirgli di ascendere al trono di un club grande come Juventus, Inter o Milan. Lo ha frenato quel suo modo, smaccatamente manicheo, di vivere il calcio. Per non vendersi, si è venduto sin troppo bene, sempre, però, al prezzo, esagerato, di schemi goderecci ma scolpiti nel marmo e, di conseguenza, ossessivi e ossessionanti. *[...] ci ha stregati e spappolati, ignorando che non si può vivere di una rivoluzione al giorno, ma che la gente, una volta "liberata" dal giogo del calcio all'italiana, ammesso che fosse un giogo, e non un gioco, aveva, e ha, bisogno di supporti tradizionali come la luce, l'acqua, un buon frigorifero: fuor di metafora, non è umano, e neppure consigliabile, prendere gli avversari sempre di petto, qualche volta è sufficiente, e più fruttifero, attenderli al varco. Non si vive di solo caviale. Ogni tanto, si ha voglia di pane e salame. Dicono: non sarebbe stato Zeman. Dico: sarebbe stato uno Zeman ancora più completo e brillante. [...] Zeman è questo, mai si piegherà al compromesso, termine vago e infido. Lo facesse, tradirebbe coloro che si cibano di luoghi comuni spacciati per verità supreme, inscindibili. Sin dall'epopea del Licata, ha precorso i tempi, salvo venirne imprigionato. Lascia un'impronta, lascia una coda di duellanti in suo onore; Cervantes ne avrebbe tratto un Don Chisciotte ancora più romanzesco dell'originale: e i mulini a vento? *Sono pochi i vinti che riescono a tenere alta l'audience. Zeman è uno di questi. Ma per carità, non evochiamo sinistri complotti e stupide congiure. Così ha voluto, così ha deciso, e non certo per un tozzo di pane. ha sempre calcolato tutto, entrate ed uscite. Ha preferito la tana (il 4-3-3, comunque e contro chiunque) all'avventura. [...] Avanti tutta, sia che in campo scendano i titolari sia che ci vadano le riserve. [...] Non ha mai lottato per lo scudetto, non si è mai nascosto, non si è mai aggiornato. Attacchi scoppiettanti, difese inguardabili, ecco il suo marchio. *"Zemaniano" è entrato nel lessico del Nuovo testamento, si dice di una partita gonfia di gol e di scarabocchi, quasi fosse il rimorchio di un Tir senza freni. Divertente, per usare un aggettivo di largo consumo. Senonché divertire non basta, a volte, per far quadrare i bilanci e realizzare i sogni. {{Int|''Gaetano Scirea vent'anni dopo''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 35 (1762), 1º-7 settembre 2009, p. 24.|h=4}} {{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} *L'[[Italia]] è un Paese che tende a guardarsi l'ombelico, fregandosene di risalire fino al cuore. Impossibile con Gaetano. E non per piaggeria o, peggio, ipocrisia: semplicemente, perché stiamo parlando di uno dei più grandi e dei più veri. Mai espulso, mai squalificato. [[Enzo Bearzot]] aveva proposto di ritirare la sua maglia numero sei, ma forse è meglio così, forse è meglio non negare ai ragazzi il sogno di poter portare, un giorno, la maglia di Scirea, «alla Scirea». *Descrivere Gaetano a coloro che non lo hanno conosciuto, risulta meravigliosamente facile, oltre che straordinariamente bello. Basta leggere tutto quello che abbiamo scritto prima e tutto quello che abbiamo scritto dopo. Non un aggettivo diverso, non un esclamativo last minute, non un dettaglio emerso che abbia portato a una leggera revisione di bozza o a una pesante correzione di rotta. Scirea continua a essere Scirea. Il «libero» signore, e il signor «libero». Leale, solare. Un uomo di poche parole in un mondo già allora di troppe chiacchiere. [...] Non un mito: un mite. *Nei Settanta e negli Ottanta [...], i suoi anni, Scirea veniva spesso abbinato al più triste e tristo dei colori, il grigio, dal momento che il campo cominciava a non bastare. Bisognava andare oltre. Gay non ci andò mai. Finiva al fischio finale dell'arbitro. Dopodiché, tornava a essere un ragazzo, poi un uomo, poi un marito, poi un padre. *Che giocatore. Un centrocampista arretrato, un libero avanzato e avanzante. *Gaetano è stato un'idea di calcio che non smette di emozionarci. [...] Tenersi stretti a uno come lui significa non scivolare sulla buccia della retorica. Riempiva la squadra con l'eleganza del gesto e la classe di un repertorio unico, speciale. Straordinario in campo e normale gli altri giorni: l'esatto contrario del personaggio che oggi buca il video [...] {{Int|''Da Rossi a Rossi''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 9, settembre 2011, p. 74.|h=4}} *Di cosa parliamo quando parliamo di Juventus? Ma di Inter, che discorsi. [...] sarà così fino a quando [[Calciopoli]] non troverà un'onesta sepoltura. Cambia l'allenatore, piange il bilancio, strilla il telefono. Colore dominante, il Rossi. [...] Guido, bersaglio di sempre. *C'è stato un periodo in cui sembrava [...] vicina [...] la revoca dello scudetto che Rossi, Guido, aveva assegnato all'Inter. Chi scrive, ha sempre considerato quel [[Serie A 2005-2006|tavolino]] un indebito regalo. La storia del titolo in astioso bilico fra i Grisi juventini e le suore interiste mi ha ricordato Jorge Luis Borges e l'immagine del pettine conteso fra due calvi. Le traiettorie euclidee di Andrea Pirlo [...] sono state scalzate dall'eco della relazione Palazzi, che ha inchiodato Massimo Moratti e Giacinto Facchetti. Apriti cielo. Il Paese ha reagito da par suo: Stefano Palazzi, fino a luglio idolo degli interisti e zimbello degli juventini, è diventato zimbello degli interisti e idolo degli juventini. Moratti, lui, si è spinto oltre le colonne d'Ercole dell'impudenza, invitando i propri tifosi a non leggere più la Gazzetta. Ripeto: la Gazzetta, non Tuttosport. Come se papa Ratzinger avesse messo all'indice l'Osservatore romano. Ripeto: l'Osservatore romano, non Tuttolutero. *In Italia, quando non si vuole fare chiarezza, si invoca un tavolo (meglio ancora, un tavolino) di discussione. *Aggrappato a un morto per uscirne vivo, Moratti venera [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] come un santo dopo che in carriera lo aveva trattato, spesso, come un fante: Giacinto diceva di non votare Galliani presidente di Lega, il boss gli intimava di votarlo; Giacinto garantiva la conferma ad Alberto Zaccheroni, il boss flirtava con Roberto Mancini; Giacinto contattava Giorgio Tosatti per arrivare a Fabio Capello, il boss lo lasciava con il cerino in mano. *Ogni anno, da Calciopoli escono omissioni o intercettazioni che sgretolano l'associazione a delinquere e rimandano a una guerra per bande alla quale la Triade forniva le munizioni principali ma non esclusive. {{Int|''Motta continua''|Dalla rubrica ''Il mitico Beck'', ''Guerin Sportivo'' n. 8, agosto 2024, pp. 6-11.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1990-1991]]}} Da Bologna [...] sopraggiunse Gigi Maifredi. Zona-champagne e Roberto Baggio all'occhiello. Avrebbe avuto bisogno di un Giampiero Boniperti. Trovò Luca Cordero di Montezemolo. Un disastro [...]. *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2019-2020]]}} E il Sarrismo? Sullo sfondo tragico del Covid, portò la cordata in cima al nono titolo, Cristiano al massimo italiano dei gol (31) e Paulo Dybala allo scettro di «Mvp». Ma la tuta, il lessico e le cicche, oltre al canonico tonfo in Champions, lo condussero al muro di una obbrobriosa fucilazione. *[[Thiago Motta|Thiago]], da giovane, era un mediano-regista più di fioretto che di clava. Un compasso e un passo per lavagne raffinate. [...] Cresciuto nell'asilo del Barça, ha decorato l'Inter del triplete e il Paris Saint-Qatar. *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club]]}} [...] una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ===''La Stampa''=== {{cronologico}} *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1993-1994]]}} Pareggiando maliziosamente con l'Udinese, il Milan ha regolato le ultime pendenze aritmetiche e conquistato il terzo scudetto consecutivo, il quarto dell'era Berlusconi [...], il quattordicesimo della sua romantica e tribolata storia. [...] Siamo di fronte a un'impresa con pochi precedenti: l'ultimo a riuscirci era stato il Grande Torino [...] nell'immediato dopoguerra [...]. Il Milan ha vinto per distacco [...]. Sgominata la concorrenza, si è limitato a gestire il vantaggio. Gli stenti primaverili si spiegano anche, se non soprattutto, con gli ingorghi di un calendario farneticante. È stato lo scudetto di Massaro e della difesa. Lo scudetto del risparmio e dell'umiltà. Ventun partite su trentadue senza reti al passivo, nove vittorie per 1-0. Fatti, e non parole. [...] Alla Juve è mancato Vialli; all'Inter, Bergkamp; al Parma, la regolarità; alla Sampdoria non è bastato Gullit; alla Lazio, il miglior Signori di sempre. Più squadra, più società, più tutto, il Milan si è piegato alle esigenze e adeguato alle risorse. La miglior difesa del campionato, ma anche l'undicesimo attacco: segno di un torneo anomalo e mediocre, e di un'inversione di rotta suggerita da un'attenta lettura delle provviste, e non già da biechi calcoli di corridoio. [...] La «macchina» di Capello è, oggi, un'entità a sé, battibile in un'estemporanea volata, insuperabile nelle corse a tappe, dove l'organizzazione e il talento fanno aggio sulla sorte. Un modello, in campo e fuori.<ref> Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0735_01_1994_0104_0033_10053410/ Milan bene, bravo, tris]'', ''La Stampa'', 18 aprile 1994, p. 1</ref> *{{NDR|Dopo Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore su Ronaldo era netto. Iuliano si disinteressa del pallone e va, con il corpo, a sbattere sul brasiliano. Piero Ceccarini, livornese, si astiene. Saranno pure episodi, ma sono episodi pesanti, e per niente isolati. Il gol di Bianconi, il gol di Bierhoff. Non si può dire che, nel corso della stagione, la classe arbitrale abbia preso di petto la Juventus. Tutt'altro. [...] L'odierno Del Piero, e il cemento della squadra, meriterebbero epinici di ben altro tenore. Ma non si può rimanere indifferenti di fronte a coincidenze così singolari e, permettetecelo, così "nutrite". La Juve è, e deve essere, forte di suo. A certi eccessi si arriva quando comincia a serpeggiare il sospetto che le regole non siano uguali per tutti. O comunque, che per alcuni siano più uguali che per altri: come i maiali della Fattoria orwelliana. [...] La misura è colma. La stessa Juve — o, almeno, quella costola di Juve meno faziosa — faticherà a celebrare l'immanente titolo, venticinquesimo della storia, se questo è il prezzo non da pagare, ma da far pagare. Avremmo voluto dilungarci sui voli spericolati di Peruzzi e Pagliuca, sui passi di danza di Del Piero, sulle sgommate di Ronaldo. Peccato.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0544_01_1998_0114_0001_22698984/ I sospetti e gli errori]'', ''La Stampa'', 27 aprile 1998, pp. 1, 25.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Non ricorderemo questo campionato come il più limpido (in testa è successo di tutto, in coda sta succedendo di peggio), e questo scudetto come il più smagliante. Questione di gusti. Nei momenti topici, la Juventus ha goduto di generose sviste arbitrali. [...] Riconoscerlo non significa sminuire i meriti, ma rispettare la realtà, gli avversari, i tifosi (quelli veri). [...] La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. Per quanto possa essere stata spinta, l'energia e gli stimoli li ha sempre prodotti e moltiplicati dall'interno. Protagonista in Italia e in Europa. Da quattro anni è così. Troppi, per buttare tutto in congiure e porcherie.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0546_01_1998_0127_0001_12497446/ E ora la Coppa]'', ''La Stampa'', 11 maggio 1998, pp. 1, 25.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} Certo, la crudeltà dell'epilogo (attenzione: la crudeltà, non l'ingiustizia) farà scorrere fiumi di rimpianti e di rimorsi. Tortura dei rigori a parte, e comunque anche nel batterli ci vuole occhio, gli sprazzi più gradevoli li aveva offerti proprio il Milan. Resta il risultato, resta, soprattutto, uno zero a zero sul quale già inglesi e spagnoli si stanno dando di gomito: ah, questi italiani, parlano parlano e poi vigliacchi se si ricordano di tirare in porta.<ref>Da ''La scommessa dei rigori'', ''La Stampa'', 29 maggio 2003, p. 1.</ref> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0739_01_1994_0134_0031_10096765/ Grazie Milan, questo è il calcio]''|''La Stampa'', 19 maggio 1994, p. 31.|h=4}} {{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1993-1994]]}} *Quattro a zero al Barcellona di Cruyff, Romario e Stoichkov, al Barcellona dei 91 gol in campionato, ai nuovi interpreti del calcio totale. Il più straordinario Milan di tutti i tempi rovescia il pronostico, schianta un monumento e alza, nel delirio dei tifosi, la quinta Coppa dei Campioni della sua storia, la terza di Berlusconi, la prima di Capello, osannato come e più dell'Arrigo ai tempi d'oro. *Capello si beve Cruyff. Il Milan schiaccia i catalani in ogni settore. Nessuno si accorge che Baresi, Costacurta e Van Basten sono in tribuna e non in campo. La ripresa si apre nel segno di Savicevic. Un gol straordinario. Dejan ruba palla a Nadal (gamba tesa?), e dal limite dell'area, tutto spostato sulla destra, scavalca l'amletico Zubizarreta con un drop di sinistro da orgasmo puro. La gente del Milan non sta più nella pelle. Nadal, suonato, sfiora l'espulsione sulle caviglie di Savicevic. Cruyff è in barca (bi minuscola). *Savicevic, scatenato, centra il palo al 13' e nel giro di un minuto, ecco Desailly schizzare al di là di difensori ormai allo sbando e calare il poker. Di Romario, Stoichkov e Koeman, patetici naufraghi, non si hanno notizie da un pezzo. *La doppietta scudetto-Coppa Campioni porta il Milan al livello dell'Inter etichetta 1965, quella targata Helenio. Le lacrime di Fabio Capello introducono l'apoteosi. Tre scudetti su tre e una Coppa su due: e gli davano del passista... {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,34/articleid,0313_01_2002_0312_0098_2832558/ Schiaffino, pepe e genio di un calcio senza tempo]''|''La Stampa'', 14 novembre 2002, p. 34.|h=4}} {{NDR|Su [[Juan Alberto Schiaffino]]}} *Genio assoluto del calcio [...]. Centrocampista raffinato e, in barba al ciuffetto e alla normalità del fisico, solido, malizioso, attaccabrighe. Scuola uruguagia: versatile e concreta. Non per caso, sin dalla culla la mamma l'aveva ribattezzato «Pepe», un discolo, un tipo dal quale, in seguito, sarebbe stato meglio girare alla larga: troppo talento, e che baruffe, se gli giravano le scatole. *Indimenticabile, quella partita. [[Maracanazo|Sedici luglio 1950]], alla seleçao bastava il pareggio. Brasile avanti con Friaça, segna Schiaffino, decide Ghiggia su passaggio di Schiaffino: da 1-0 a 1-2. Duecentomila spettatori all'inizio, duecento suicidi alla fine. *Camminava sui tacchi, a testa alta, Juan Alberto. Aveva il naso del pointer: annusava il gioco come il cane da caccia sente da lontano la selvaggina. [...] Era un'automobile all'epoca del calesse: in anticipo sugli avversari e sui tempi, sempre. Un interno sinistro di straordinaria tecnica, dal senso tattico fuori del comune. Un Falcao più completo, più avanzato e ancora più determinante, se non è una bestemmia. *Nel 1958, a Bruxelles, si celebrò una delle più belle finali di [[Finale della Coppa dei Campioni 1957-1958|Coppa dei Campioni]]. Il Milan di Schiaffino contro il Real di Di Stefano che, allora, dettava legge in Europa. Ci vollero i supplementari, la spuntò il Real per 3-2. Questa la scansione dei gol: Schiaffino, Di Stefano, Grillo, Rial, Gento. Tutti in piedi, i tifosi. Non solo: in segno di supremo omaggio, i milanisti vennero invitati dagli spagnoli a compiere con loro il giro di campo riservato, per tradizione, ai vincitori. *Schiaffino. Inarrivabile il giocatore, singolare l'uomo. Di un'avarizia proverbiale, attento come nessuno allo sgocciolìo del patrimonio, non un caffè offerto in carriera; si faceva seguire ovunque dalla moglie, l'adorata Angelica; perfino in ritiro. «Il mio presidente», la chiamava cosi. Non avevano figli, si amavano di un amore senza tempo. *Con lui Pelè, Maradona, Di Stefano e nessun altro. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0180_01_2003_0351_0037_1379890/ Perché davanti a Maldini]''|''La Stampa'', 23 dicembre 2003, p. 33.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Pallone d'oro 2003]]}} Nedved, Maldini, Shevchenko, Buffon, Zidane. Ho votato cosi. Pavel è stato il giocatore che, nell'arco della stagione, mi ha impressionato di più. Non avrà alzato la Champions League, ma di sicuro, e di molto, ha alzato il livello delle sue squadre, la Juventus e la Repubblica Ceca. *[[Pavel Nedvěd|Nedved]] non è un talento naturale. È un apolide del ruolo, uno che trae la sua ragione di esistere soprattutto da quello che non è: non è un centrocampista classico, non è un rifinitore ortodosso, non è un attaccante di vocazione. Non lo è ma, a seconda delle esigenze, sa diventarlo. *{{NDR|Sul Pallone d'oro 2003}} Vero, Nedved aveva conquistato uno scudetto già ai tempi laziali, e pure la Coppa delle Coppe, ma una Champions così non l'aveva mai disputata. Trovo corretto sostenere che lo avrebbero meritato anche altri. Non, però, che Pavel non ne avesse i titoli. Ha vinto il «diverso»: non la forza della fantasia ma, per una volta, la fantasia della forza. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20170329140555/http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201008articoli/57683girata.asp Ma le gambe di Meazza a me piacciono di più]''|''lastampa.it'', 17 agosto 2010.|h=4}} *Il [[San Siro Museum|museo di San Siro]] è un piccolo antro che affiora dalla pancia dello stadio. Frugale, in rapporto alla vastità delle storie che contiene. Significativo, se pensiamo alla pigrizia degli italiani, sensibili alle genuflessioni verso il potere più che alle flessioni della memoria. Sentinelle, ecco cosa sono le stanze, le vetrine e i cimeli che accompagnano il visitatore dentro all'epopea di Inter e Milan. Sentinelle silenziose e complici: fermano il tempo, e vi fanno salire i meno svogliati. *Numero quaranta: piedini, non piedoni. Peppino, Peppin o Pepp, a scelta. [[Giuseppe Meazza]] «l'è vun ch'el gha la bala legada al pé cun la curdeta»: è uno che tiene la palla legata al piede con la corda. Capito chi era? *Anni Trenta, la maturità di Meazza coincise con i fasti e i nefasti del fascismo. Le palpitanti stagioni di Primo Carnera e Alfredo Binda, dei duelli intrepidi fra Tazio Nuvolari e Achille Varzi. Ma se Meazza diventò il «balilla», Mussolini e l'orbace c'entrano di striscio. Fu un compagno di squadra, Leopoldo Conti detto «Poldo» che, all'annuncio di Weisz, esclamò: «Ma come, adesso facciamo giocare persino i ragazzini, i balilla!». Meazza replicò con una doppietta ma rimase, per sempre, il balilla. *Centravanti e mezz'ala, numero nove e numero dieci. [...] un genio precoce, ora micidiale cannoniere [...]. Gol alla Meazza, o «a invito», dal momento che il cacciatore attira, stana, invita la preda prima di fulminarla con un gioco di suole, gli occhi negli occhi, la lama del dribbling pronta a calare come una ghigliottina. *[...] due pacchetti di sigarette al giorno, gran tombeur de femmes, oltre che di terzini e centromediani. ==Interviste== *Alla fine il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] è pulito solo se lo vince la tua squadra. Così ragionano quasi tutti i tifosi d'Italia.<ref>Dall'intervista di Roberto Santilli, ''[https://abruzzoweb.it/beccantini-il-cantore-della-juve-calciopoli-una-guerra-tra-bande/ Beccantini, il cantore della Juve. Calciopoli? Fu una guerra tra bande]'', ''abruzzoweb.it'', 2 maggio 2012.</ref> *La Juventus è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di [[John Charles|Charles]], di [[Omar Sivori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]], [[Roberto Baggio|Baggio]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Il [[Torino Football Club|Torino]] invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: [[Tragedia di Superga|Superga]]. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino.<ref>Dall'intervista ''Il Toro, un figlio della sciagura'', ''Cattolica News'', 5 dicembre 2006.</ref> {{Int|''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/08/04-95422922/juve_villar_perosa_per_beccantini_un_ponte_tra_epoche_uomini_prima_di_calciatori Juve, Villar Perosa per Beccantini: "Un ponte tra epoche, uomini prima di calciatori"]''|Intervista di Guido Vaciago, ''tuttosport.com'', 4 agosto 2022.}} *{{NDR|«[...] dico Villar Perosa, cosa pensi?»}} A Villar mio papà era l'unico ospite "laico" dell'albergo della Juventus. Nel senso che una rispettosa amicizia con Boniperti consentiva, a lui tifoso, di soggiornare insieme ai suoi idoli. Era entrato in sintonia anche con Trapattoni e con il suo vice Bizzotto, l'ombra che faceva luce, una pasta d'uomo che ricordo con grande affetto. Papà Mario andava anche all'epoca di Parola, ma era più legato all'epoca trapattoniana. *{{NDR|«Oggi come concepisci il senso di Villar?»}} Un viaggio archeologico in un altro calcio. Una rappresentazione sacra in un ambito pagano. Qualcosa che tocca emozioni infantili. *So che Villar è ponticello esile, ma vitale, fra il calcio romantico di un tempo e quello di oggi che va troppo veloce. È una giornata che riavvicina giocatori e tifosi, un evento in cui la partitella non conta granché dal punto di vista tecnico, ma con quel contorno e il significato che la famiglia Agnelli ha dato a questo rito è come se una lametta da barba diventasse durlindana. È una scampagnata, qualcosa di simile anche alle feste dell'Unità di quando il segretario del Pci era Berlinguer. *{{NDR|«Villar uguale Agnelli: equazione scontata?»}} No, perché nel campetto di Villar Perosa si specchia il miracolo di una proprietà centenaria, caso unico nello sport. La stessa famiglia che di generazione in generazione ha tramandato la squadra e la tradizione. Non è poco. *Ho iniziato nel 1970 a ''Tuttosport'' ma seguivo il basket. Con il calcio ho iniziato nel 1974. Villar per noi cronisti significava Avvocato, nella speranza di avere qualche dichiarazione. Il ritiro {{NDR|precampionato della Juventus}} all'epoca si svolgeva tutto lì ed erano due o tre settimane piuttosto noiose, l'elicottero che atterava era uno dei momento che poteva rendere tutto più elettrizzante. Una leggenda metropolitana che diventava realtà. *{{NDR|«[...] i tifosi delle altre squadre cosa ne pensano secondo te?»}} Guardano incuriositi. Magari sorridono, sotto sotto invidiano, perché una cosa del genere è unica al mondo. ==''Beck is Back – blog''== {{cronologico}} *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2014-2015]]}} Sembrano tutti dovuti, gli scudetti della Juventus. Come se il censo degli Agnelli bastasse, da solo, a produrli, a giustificarli. Invece no. Ognuno ha la sua storia, il suo fascino. Questo è il trentunesimo, il quarto consecutivo (anche per la Clinica, inaugurata il 7 novembre 2011), il primo di [[Massimiliano Allegri]], sul [[Antonio Conte|Conte]] del quale ero molto scettico. [...] D'accordo, la concorrenza non era straordinaria, ma la Juventus l'ha resa ancora più piccola. [...] Soltanto una società «con le palle» poteva passare dal tribolato quadriennio post [[Calciopoli]] (terza-seconda-settima-settima) a un'esplosione così fragorosa: prima-prima-prima-prima. Questo scudetto ha confermato, inoltre, la centralità del club ([[Andrea Agnelli]], [[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Beppe Marotta]], [[Fabio Paratici]], [[Pavel Nedved]]): sembrava che, perso Conte, sarebbe crollato tutto. Non mi risulta.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2015/05/02/infinita-juventus/ Infinita Juventus ]'', ''beckisback.it'', 2 maggio 2015.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Era stata l'Inter, negli anni Trenta, a conquistare l'ultimo scudetto prima del [[Quinquennio d'oro|quinquennio]] di [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]]. È l'Inter, ancora lei, ad aggiudicarsi il primo dopo il novennio del nipote Andrea. [...] L'Inter era rimasta al Triplete di [[José Mourinho|Mourinho]], alle coppe di [[Rafael Benítez|Benitez]] e [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]. A un [[Massimo Moratti|Moratti]] sazio, a un Thohir in transito. Fino, improvvisamente, ai cinesi di Suning, a una lontananza che spesso abbiamo definito canaglia. Fino a Beppe Marotta e Antonio Conte. La chiave di volta, e di svolta. Costole juventine in una società che viveva della pazzia raccontata dall'inno e dalla storia, il romanzo di [[Ronaldo]] il fenomeno, delle foglie morte di [[Mario Corso|Mariolino Corso]], del circo di [[Álvaro Recoba|Alvaro Recoba]]. È il diciannovesimo titolo, tavolino compreso.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2021/05/02/cera-una-volta-la-pazza-inter/ C'era una volta la pazza Inter]'', ''beckisback.it'', 2 maggio 2021.</ref> *Nel 2018, a Kiev, erano state le papere di Karius a spingere la Coppa verso il Real di Zizou. [[Finale della UEFA Champions League 2021-2022|Questa volta]], a Parigi, sono state le prodezze di Courtois. Portiere, champagne. È il destino, è la storia, è tutto quello che volete: Liverpool zero Real uno. E così Carlo «culatello» Ancelotti alza la quarta Champions [...]. La banalità del Real, potremmo scrivere, se non ci fosse di mezzo un allenatore che, «nato» a pressing e sacchismo, si è poi laureato con una tesi sul calcio all'italiana. Da non sbandierare sempre, per carità: ma da applicare, se serve, persino nei salotti più esclusivi e raffinati, senza falsi pudori o lessico ambiguo. Pane al pane: lucchetti alla porta, finestre sprangate, valichi bloccati. [...] La partita, quella, l'ha fatta il Liverpool. Non in maniera scintillante e possessiva, ma con sufficienti argomenti e margini per giustificare un esito meno feroce. Il problema di Mané, Salah e c. è stato la soluzione del Madrid: Courtois. [...] È mancato, al Liverpool, il pugno del k.o. Paradossalmente, il Real ha avuto «solo» quello. Più una soglia di sofferenza che ha toccato livelli bestiali, lontani dai dati dell'ordalia e dentro l'anima dello sport. Che resta il risultato, sì, ma anche un omaggio a chi, pur perdendo, ha fatto di tutto – e più dell'avversario – per ribellarsi.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2022/05/29/portiere-champagne/ Portiere, champagne]'', ''beckisback.it'', 29 maggio 2022.</ref> ===2023=== *{{NDR|Su [[Gianluca Vialli]]}} In un calcio di fighetti, è stato un «guerriero borghese». Trascinava i compagni, sfiancava gli avversari. La Cremonese di «papà» Domenico Luzzara, il giardino incantato della Sampdoria e dei «sette nani», sotto la regia di Paolo Mantovani, Paolo Borea, Vujadin Boskov e Narciso Pezzotti, con Roberto Mancini a fargli da gemello, coppia di «fatti» che la storia avrebbe agghindato come un albero di Natale. Poi la Juventus di Giampiero Boniperti, altro presidente di una volta, che lo aveva smarrito per una dritta errata (e recuperato a suon di miliardi). Quindi l'irruzione della Triade, la saudade genovese che diventa adrenalina. Non legò col Trap, fu Marcello Lippi a ricaricarlo. La finale di Coppa dei Campioni persa a Wembley con la Samp, anche per colpa sua (come avrebbe confessato) ma soprattutto per la bomba di Ronald Koeman, segnò un confine drastico, profondo. Finiva la scapigliatura. Cominciava il servizio «militare». Juventus, Chelsea, tra i primi a esplorare la Premier, giocatore allenatore, scudetti (quello, mitico, del Doria), Champions (da capitano juventino, nel '96), coppe su coppe [...] In Nazionale furono più spine che rose. Totò Schillaci gli rubò la vetrina delle notti magiche; Arrigo Sacchi, fondamentalista, ne spense il fuoco azzurro. Succede, quando l'io diventa ego. Fine dicitore, Gianluca lo è stato soltanto dopo, da opinionista tv di Sky, scrittore di libri [...] e dirigente accompagnatore, erede di un certo Riva, Gigi. Non in campo. Lì era un belva. Uno scultore, non un pittore. Uno che assestava martellate davanti, non coltellate dietro. Uomo d'area e di mondo. Che non tradì il Mancio neppure per Roby Baggio. [...] Il destino lo marcava stretto, come i rudi stopper con i quali faceva a botti, se non a botte. Rispettoso, rispettato, gli piaceva guadagnarsi la pagnotta. Non era un santo, non era un eroe. Era tosto, era vero, era scaltro. Non ci sono parole, se non queste di Joe Louis, il «bombardiere nero» dei pesi massimi: «Ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo». Gli sarebbero piaciute.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/01/06/vialli-un-guerriero-borghese/ Vialli, un guerriero borghese]'', ''beckisback.it'', 6 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Davide Astori]]}} Era il capitano della Fiorentina. Era un pezzo di pane che il ruolo di difensore costringeva a essere di ferro. Quando scocca il minuto 13, il numero di maglia che portava, il Franchi si ferma. Caschi il mondo. Applausi e tutti in piedi.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/03/04/davide-e-i-suoi-golia/ Davide e i suoi Golia]'', ''beckisback.it'', 4 marzo 2023.</ref> *In alto i calici [...] per il Napoli campione d'Italia con largo anticipo sulla cronaca (cinque giornate, addirittura) e bizzarro ritardo sulla storia (33 anni e cinque giorni). È il [[Serie A 2022-2023|terzo scudetto]], il primo della modernità; il primo, soprattutto, dopo Diego Armando Maradona. Inutile cercare di liberarsi da quei lacci, da quelle catene: a parte il fatto che nessuno vuole, Diego che incombe non sarà mai un peso, una barriera. Al contrario: un confine, un ponte. Una bilancia: per pesare chi eravamo «con» e cosa siamo diventati «senza». [...] Sarà stato pure un campionato opaco, condizionato dai balletti della giustizia sportiva, con la Juventus al muro e le plusvalenze nel mirino (persino Victor Osimhen); la concorrenza sarà stata fragile, o comunque non straripante (cinque semifinaliste in Europa, però). Tutto quello che vi pare. Ma vi raccomando: miglior attacco, miglior difesa, capocannoniere (Osimhen, e chi se no? 22 in totale, compreso il suggello in Friuli). Il Napoli di Spalletti ha divorato il calendario; ha inflitto distacchi bulgari, come se fosse una tornata elettorale e non un rodeo [...]<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2023/05/04/tutti-in-piedi-napule-tre/ Tutti in piedi: Napule (tr)è!]'', ''beckisback.it'', 4 maggio 2023.</ref> *Fu proprio a Istanbul che vidi la finale più folle. Era il [[Finale della UEFA Champions League 2004-2005|25 maggio 2005: Milan-Liverpool]]. Forse perché eravamo sospesi tra due continenti, e dunque in posizione ambigua, forse perché il calcio è «loco» [...], o forse perché qualcuno (non solo il destino, però) si distrasse: fatto sta che dal 3-0 del primo tempo si passò – in una manciata di minuti – al 3-3 della ripresa. E poi ai rigori, sui quali si arrampicò l'improvvisa aureola di Jerzy Dudek, «santo durante»: la più influente delle categorie di beati. Polacco come papa Karol Wojtyla: pure lui, in gioventù, portiere. Morale: il Milan di Carlo Ancelotti controllò la sfida per 120 minuti meno sei. Il Liverpool di Rafa Benitez fu più umile ad accettarne il magistero e più freddo al tie-break dei penalty. [...] Lo sapete. Successe l'inverosimile. Eupalla diede un calcio nel sedere ai fissati della logica e puntò dritto alla Bastiglia delle lotterie. E così il mar Rosso invase il mar di Marmara. Un vento forte, rissoso, accompagnò la premiazione e scortò il vuoto del dopo. Ero rimasto lassù, solo, a sfumazzare un mezzo toscano. Volavano cartacce, bicchieri di carta, cuscini con i colori dei vinti e dei vincitori.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/06/09/finalmente-%c2%abla%c2%bb-finale/ Finalmente, «la» finale]'', ''beckisback.it'', 9 giugno 2023.</ref> *Di corto muso, di corto Pep. È la [[Finale della UEFA Champions League 2022-2023|prima Champions]] del Manchester City; la terza di Guardiola, la prima lontano dalle due del Barcellona con Messi, Iniesta e Xavi. Arriva da Istanbul, a cavallo di un italianissimo 1-0, conteso fino all'ultimo da un'Inter che ha sofferto, sì, ma non si è mai arresa. E sul piano delle occasioni spicciole, anzi. [...] Campionato, coppa, Europa: il City degli emiri realizza, così, il triplete. Imbattuti da settembre, un po' stanchi alla meta, ma sempre squadra. Anche nei momenti d'emergenza. Rari, nell'arco della stagione: non pochi, nella notte sul Bosforo. I Blue moon hanno fatto la partita, la squadra di Inzaghino ha giocato come doveva, e non solo come poteva. L'ha tradita Lau-Toro, egoista sullo 0-0. E, dopo la traversa di Dimarco, segno di un destino se non proprio schierato almeno capriccioso, persino Lukaku, di testa, a tu per tu con un Ederson fin lì amletico, e da lì eroe omerico. Anche sull'ultima raffica di Gosens, in coda alla coda.<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2023/06/10/di-corto-pep/ Di corto Pep]'', ''beckisback.it'', 10 giugno 2023.</ref> *[[Silvio Berlusconi]] è stato un politico di destra che, nel calcio, ha fatto una rivoluzione di sinistra. Scrivere di sinistra farà sorridere, ma deve far meditare. «Di sinistra» nel senso di svolta estetica, di visione ricca di sostanza, e non unicamente di sostanze, di ville o di scandali. In smoking e non in jeans. Di gioco e non banalmente di giochi. Di faccia e non semplicemente di facciata. [...] Il Milan di Silvio. Quando lo presentò all'Arena, tra cavalcate delle Valchirie ed elicotteri battenti, ci demmo di gomito, ridemmo di lui, e non solo con lui. Ci sembrava, pur così Paperone e così bauscia, il comandante dell'esercito di un atollo piccolo piccolo. Prossimo a essere inghiottito dall'alta marea della presunzione, dell'arroganza, della concorrenza. Viceversa, era l'ammiraglio della Sesta flotta. Il suo Milan. Quel Milan. [...] Sua Emittenza straparlava di mission, di spettacolo, di «giuoco» avvolgente e divertente, di vincere e convincere. Fu di parola. Il Milan di Arrigo (Sua Intensità), il Diavolo di capitan Franco Baresi e Paolo Maldini [...], l'orchestra dei tre olandesi [...]. Gli piaceva l'informazione, faceva le formazioni, e prima di credersi Dio – in anticipo su coloro che tale lo avevano considerato fin dalle epifanie di Milanello – ha segnato e trasfigurato lo sport. [...] L'Europa e il Mondo si inginocchiarono, rapiti. Noi, naturalmente, ci scannammo: chi coglieva, in quella cesura, la scintilla dell'idea; e chi, viceversa, il profumo, il colore e il peso dei soldi. Esclusivamente quelli. Perché sì, come gli emiri oggi, Silvio spendeva e spandeva: solo che le figurine dei suoi album rispondevano non tanto ai capricci del caudillo, ma anche a un progetto condiviso con l'allenatore. Carica e ruolo che il Berlusca ha spesso avocato a sé. Era il calcio dei ricchi, il suo. [...] Potevano costruirlo tutti, quel Milan lì, voglio dire una squadra così diversa, così lontana dallo zoccolo filosofico del Paese. Così di rottura. Lo edificò lui.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2023/06/12/silvio-cera-una-svolta/ Silvio, c'era una svolta]'', ''beckisback.it'', 12 giugno 2023.</ref> ===2024=== *Il Kaiser. L'imperatore. Campione di tutto [...]. [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]]. Prima centravanti, poi mediano, poi libero. Nei tempi in cui un austriaco, Rappan, aveva forgiato il catenaccio, e gli italiani lo avevano verniciato, decorato, da Foni al paron Rocco e al mago Herrera. Libero, sì, ma di rottura filosofica. Fu un'idea, non un'ideologia. Sopire e troncare, ma anche rifornire e attaccare. Non più un uomo sottratto al centrocampo [...] ma un difensore aggiunto.<ref name="Beckenbauer">Da ''[http://www.beckisback.it/2024/01/09/franz/ Franz]'', ''beckisback.it'', 9 gennaio 2024.</ref> *L'eleganza della classe. La classe dell'eleganza. [...] Il Kaiser aveva un non so che di Nureyev. Testa alta, piedi inguantati, due radar agli occhi. La foto che porteremo sempre dentro è però il braccio al collo di Messico '70. La spalla lussata e la maglia [...] lacero-confusa. Eppure, anche lì, Sua altezza. Come se non fosse successo nulla. O nulla stesse per succedere. Invece.<ref name="Beckenbauer"/> *Tutti in piedi: Inter. Ha stravinto per distacco, come il Napoli. È lo [[Serie A 2023-2024|scudetto della seconda stella]] (19 sul campo, 1 a tavolino), il decimo di Beppe Marotta (otto chez Juventus), il primo di Simone Inzaghi, il collezionista di coppe (e giù frecciate). L'Inter di Steven Zhang, il presidente che, vigilato, vigila da lontano. È stata una cavalcata entusiasmante, da ''Arrivano i nostri''. Miglior attacco, miglior difesa, Lautaro Martínez capocannoniere. Da dodici sconfitte a una: fatti, non parole o semplicemente numeri. [...] Campioni d'Italia a casa Milan, nel sesto derby vinto di fila [...]. Il massimo della goduria.<ref>Citato in ''[https://www.beckisback.it/2024/04/23/inter-un-capolavoro/ Inter, un capolavoro]'', ''beckisback.it'', 23 aprile 2024.</ref> *Il calcio, signori. Chi era stato il peggiore in campo sino al 116'? El Kaabi, marocchino, tripletta all'Aston Villa, fin lì cancellato, ripeto: cancellato, da Milenkovic. Chi l'ha risolta? El Kaabi, avvitandosi di testa e bruciando Ranieri, su cross di Hezze. Dopo 3' di Var per una mezza spalla in fuorigioco (no). E così la [[Finale della UEFA Europa Conference League 2023-2024|Conference]] bacia l'Olympiacos di José Luis Mendilibar, il grande incartatore [...]. È stata una ordalia brulla, piatta, barbosa, con i greci (si fa per dire) un po' più aggressivi, un po' più reattivi. Era da 0-0 ma, come cantavano gli Abba, chi vince si prende tutto, «The winner takes it all».<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/05/30/il-grande-incartatore-2/ Fiasco greco]'', ''beckisback.it'', 30 maggio 2024.</ref> *Quando dai troppa importanza al [[Allenatore|tecnico]], e poco ai giocatori, può succedere che i giocatori ci marcino, tanto sanno già quale testa rotolerà.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/06/29/la-grande-bruttezza-3/ La grande bruttezza]'', ''beckisback.it'', 29 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sulla vittoria dell'Italia al [[Pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade - Torneo femminile|torneo femminile di pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade]]}} A Paola Egonu, a Myriam Sylla, a Ekaterina Antropova, a Sarah Fahr, a tutta l'Italia meticcia e di radici mobili che hanno fatto del «muro» un ponte verso la vita (e non una fuga da essa). Orro o mai più.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/08/11/julio-col-bene-che-ti-voglio/ Julio col bene che ti voglio]'', ''beckisback.it'', 11 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[Supercoppa UEFA 2024]]}} Non hanno perso i cieli di Gasperini. Hanno vinto le stelle di Ancelotti. [...] Per un'ora, Varsavia ha scortato una finale alla pari, un po' pennica e un po' trambusto, una traversa di qua [...] e una di là [...] e, più in generale, una Dea all’altezza delle esigenze e, soprattutto, delle emergenze [...]. Poi [...] i Blancos hanno sfoderato i loro Curry, i loro LeBron, i loro Durant. Che c'erano già, ma non abbastanza. [...] Carletto, che nulla ha inventato ma da tutti imparato, si è limitato a gestire l'harem offertogli da don Florentino. Essere ammiragli della Sesta flotta non è mica reato: specialmente se non lo fai pesare. Il Real è la storia del calcio; l'Atalanta, la parabola del dentista. Il pronostico non è mai una sentenza. Stavolta, lo è stato.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/08/14/da-team-usa-a-team-real/ Da Team Usa a Team Real]'', ''beckisback.it'', 14 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Salvatore Schillaci]]}} Gli dobbiamo un'estate, un'estate lunga e sola, dentro la quale stipò i suoi e i nostri sogni. Millenovecentonovanta: il Mondiale delle notti magiche (meno una); sei gol e lo scettro di capocannoniere; la medaglia di bronzo a squadre; il secondo posto nella classifica del Pallone d'oro; la Coppa Italia e la Coppa Uefa con la Juventus di Zoff. Sfido chiunque a non invidiargli almeno una fetta di torta. [...] Totò. Istintivo. Selvatico. Quelle pupille che sparavano, quello slang siculo che faceva sorridere. [...] E quell'estate. Molto italiana. Molta schillaciana. Totò. Sbagliava di quei gol che avrebbero fatto smoccolare una suora, ma per un mese, quel mese, li moltiplicò: di testa, di rapina, in acrobazia, di staffilata. Terrone (dalle curve) e campione (nel cuore), ti faccio sparare (a Poli, Bologna) e rubalegomme (il fratello), il fiuto e la smania: più s'incazzava, più il destino si incuriosiva. Sino a quello snodo, a quegli scrosci. Si era felici perché, italiani o no, segnava uno di noi, uno come noi, o almeno come avremmo voluto essere. Un Totò che giocava un calcio naif, da strada, tra un minchia e un «mia», perché voleva sempre la palla. Per farci l'amore, geloso e permaloso. Ma schietto.<ref>Da ''[http://www.beckisback.it/2024/09/18/era-destate/ Era d'estate ]'', ''beckisback.it'', 18 settembre 2024.</ref> {{Int|''[http://www.beckisback.it/2024/06/01/come-james-bond/ Come James Bond]''|''beckisback.it'', 1º giugno 2024.|h=4}} {{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2023-2024]]}} *Il Real è come James Bond. Quando la vedova nera già pregusta la mossa fatale – su una coscia, alla schiena, in una gamba: fate voi – ecco l'effetto speciale: un corner, un colpo di testa e «007» che prima la scampa e poi la alza. Quindici, per la storia. E sette per Carletto nostro e vostro: cinque da allenatore [...] e due da giocatore [...]. Solo culatello? Mah. *Al Borussia Dortmund, gli applausi del loggione. E non solo, spero. Nella pentola di Wembley, aveva dominato per un tempo [...]. Sin lì, il Real sonnecchiava [...]. Lo tenevano su i gregari: Camavinga, Carvajal, l'arquero. Terzic, a petto di Ancelotti, pareva un piccolo stregone. Adeyemi, Sancho, Emre Can, Hummels, Fullkrug, Sabitzer, Ryerson: non uno che non sembrasse il doppio di quello che era. Alla distanza, piano piano, sarebbero tornati sulla terra. Tutti. *La Champions è il suo smoking, si era scritto alla vigilia. Lo è stato. In coda, ma lo è stato. Alla ripresa, immagino che abbia sbirciato il tabellone: ma come, non siamo 2-0 per loro? No. E allora, vamos. [...] Erano stanchi, i gialli, stanchi di attendere gli avversari non blindati in salotto ma in mezzo al giardino, pronti a morderli e a ribaltarli in transizione o in contropiede. [...] Se non uccidi il Real, sarà il Real a ucciderti. Difatti. ===2026=== *I [[Giochi della XVII Olimpiade|Giochi di Roma]] furono splendidi, incastonati nell'Italia del boom e dei sogni.<ref>Da ''[https://www.beckisback.it/2026/08/09/il-signore-della-curva/ Il signore della curva]'', ''beckisback.it'', 9 agosto 2026.</ref> {{Int|''[https://www.beckisback.it/2026/07/31/per-essere-franco/ Per essere Franco]''|''beckisback.it'', 31 luglio 2026.|h=4}} *[[Franco Baresi]]. Il simbolo del grande Milan. Il Milan di sua Emittenza e sua Intensità. *Nonostante l'aria del chierichetto, almeno da ragazzo, sempre e per sempre fedele al Diavolo. *Battitore libero, centrale: un [[Libero (calcio)|ruolo]] che, storicamente e tatticamente, ha scollinato due ere, l'italianismo e l'avanguardismo, al netto del Covercianese e delle sbronze da bar. *Un leader. Di poche parole, di tanti fatti. Trave, non pagliuzza, al centro di un quartetto diventato iconico: Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini. Gli manca il Pallone d'oro, ostaggio degli olandesi che ne decorarono le chiusure e ne addobbarono i tackle. *Baresi, [[Gaetano Scirea|Scirea]]. Se Gai era un arcobaleno e un pennello – come scuola, dico – il «Piscinin» era un tuono e un martello. Registi a modo loro. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Beccantini, Roberto}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] ks00k7ynw0o4oqr0fjc041wk7avuaa4 Gianni Mura 0 15152 1424667 1421551 2026-08-25T23:57:54Z Danyele 19198 /* la Repubblica */ +5 1424667 wikitext text/x-wiki [[File:Gianni Mura IJF 2010.jpg|thumb|Gianni Mura nel 2010]] '''Gianni Mura''' (1945 – 2020), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Gianni Mura== *Consiglierei [[Antônio José da Silva Filho|Birobiro]] del Corinthias, vien via per 500 milioni. E poi si può far sponsorizzare dalla Bic.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 27. ISBN 88-8598-826-2</ref> *{{NDR|Su [[Gianni Brera]]}} Ha alfabetizzato il tifoso di calcio con la sua rubrica della posta: stufo di Mazzola e Rivera, parlava più di Leopardi e Manzoni.<ref>Citato in Mario Pagliara, ''[http://milombardia.gazzetta.it/milano/2012-11-17/artista-un-ambiente-artigiani-milano-ha-ricordato-gianni-brera-913242889180.shtml "Un artista in un ambiente di artigiani". Milano ha ricordato Gianni Brera]'', ''Gazzetta.it'', 17 novembre 2012.</ref> *Ho perso il conto dei miei padroni, secondo le missive. [[Gianni Agnelli|Agnelli]], [[Massimo Moratti|Moratti]], [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], [[Franco Sensi|Sensi]], [[Diego Della Valle|Della Valle]], Ferlaino, perfino [[Paolo Mantovani|Mantovani]] ai tempi della Samp. Quasi rimpiango i tempi in cui arrivavano le cartoline postali, rigorosamente anonime, con su scritto: "cambia mestiere, di calcio non capisci niente". Meglio ignorante che prezzolato. In questa identificazione dell'attività più sputtanata agli occhi, si fa per dire, dell'opinione pubblica, tra giornalisti e arbitri vincono i [[politico |politici]]. Un grato pensiero e via di corsa.<ref name=arbitro/> *Il fondo, come spiega il nome, consiste nell'arrivare in fondo. Chi ci riesce è un fondista, chi si ferma a metà strada è un mezzofondista, chi non parte è un messicano.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 90. ISBN 88-8598-826-2</ref> *{{NDR|Sugli [[arbitro|arbitri]]}} Mi erano più simpatici quando, in A almeno, guadagnavano meno di un cardiochirurgo, ma mi sforzo di pensare a quelli delle serie inferiori, molto più a rischio, anche fisicamente, e molto meno ricompensati. Se non ho voglia di sforzarmi, penso che in Italia giornalisti e arbitri sono gemellati dalle certezze del tifo: servi e corrotti, giacchette nere (ora variopinte) e pennivendoli, infami.<ref name="arbitro" /> *Sono contrario alla moviola in campo. Dopo questa captatio benevolentiae, posso divagare. Mai pensato in vita mia di fare l'arbitro. Il medico sì, e anche l'archeologo, il cuoco, il pianista, l'allevatore di conigli, il fruttivendolo, il fiorista. Da giovani si cambia spesso idea.<ref name=arbitro>Citato in ''Arbitri e giornalisti gemellati dal tifo'', ''L'arbitro'', dicembre 2014, p.16.</ref> *Ultima considerazione: da cinquant'anni sento dire che la simulazione fa parte del gioco. Non è vero: fa parte dell'imbroglio, esattamente come truccare le carte o pilotare gli appalti. Quando i calciatori italiani la smetteranno di simulare, non dico un rigore, ma anche una gomitata non presa, un fallo non subìto, gli arbitri italiani arbitreranno con più serenità.<ref name=arbitro/> *Uno dei più grandi responsabili dello sfacelo del [[giornalismo sportivo]] è stato [[Aldo Biscardi]]. E con lui, tutte le trasmissioni simili al ''Processo del lunedì'' che sono nate successivamente. Biscardi ha trasformato il giornalista sportivo da firma in faccia.<ref>Dalla conferenza "Narrare lo sport" all'Università Luiss Guido Carli di Roma; citato in Gianluca Modolo, ''[http://www.reporternuovo.it/2012/03/19/lo-sport-raccontato-da-gianni-mura-tra-calcio-ciclismo-e-il-mestiere-di-cronista/ Lo sport raccontato da Gianni Mura tra calcio, ciclismo e il mestiere di cronista]'', ''reporternuovo.it'', 19 marzo 2012.</ref> ===''Epoca''=== {{Int|Da ''Compagno centravanti''|''Epoca'' nº 1268, 25 gennaio 1975, pp. 24-25.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Associazione Calcio Perugia 1974-1975]]}} In questa bella città c'è una bella squadra di calcio. Campionato di Serie B. L'obiettivo, alla partenza, era quello di non retrocedere in C. Invece sta arrivando la promozione in A. Caratteristiche della squadra: l'allenatore, Ilario Castagner, trentaquattro anni, è il più giovane del settore professionistico; il centravanti, Paolo Sollier, ventisette anni, è il più impegnato politicamente. *{{NDR|Su [[Paolo Sollier]]}} A Cossato, un paesino di quattromila abitanti, aveva scritto una lettera aperta ai tifosi, spiegando perché si rifiutava di firmare autografi. Non se l'avessero a male, ma l'autografo era un segno di divismo e lui si sentiva esattamente uguale agli altri. *Ho visto Sollier segnare un magnifico gol all'Atalanta e rispondere agli applausi levando il pugno chiuso. Ma più d'ogni cosa m'ha impressionato il suo modo di comportarsi in campo. Gioca da centravanti arretrato e lo si trova in ogni zona del campo, in continuo movimento. Non protesta mai, non fa scene, se lo atterrano dà per primo la mano a chi lo ha steso. Chi abbia pratica dei campi di calcio, a questo livello, sa quanto sia difficile trovare un atleta che rifugga dalla tentazione (ormai cronica) di recitare, sul grande palcoscenico della domenica. ===''Guerin Sportivo''=== *A me [[José Mourinho|Mourinho]] non ha mai dato l'immagine dell'allenatore. Non somiglia a nessuno di quelli del presente né del passato, tolto forse [[Helenio Herrera]], molto più modesto di Mourinho [...] e comunque svantaggiato, il Mago rispetto a Mourinho, da un apparato televisivo gracile, inadeguato. Mourinho ha l'aria del condottiero, del duce, del capitano di ventura, di [[John Wayne]] ma solo quando vincono i soldati blu. Mourinho non predica l'aggressione degli spazi. Li occupa. Molti colleghi (in genere sotto i 40 anni, bisogna capirli o almeno provarci) sono affascinati da Mourinho, che effettivamente è bravissimo a incantare i serpenti, a maggior ragione le bisce d'acqua dolce. Oh, che grande comunicatore. Sì, ma cosa comunica? Uh, finalmente uno che parla chiaro in un mondo di sepolcri imbiancati. Parlerà chiaro, ma solo ''pro domo sua''.<ref>{{cfr}} locuzione latina: «''Cicero pro domo sua''» («Cicerone {{NDR|che parla}} per la propria casa»). {{cfr}} [[w:Cicero pro domo sua|voce]] su Wikipedia.</ref> Mourinho [...] non consente le mezze misure, le tinte sfumate. O con me o contro di me.<ref>Da ''[http://www.guerinsportivo.it/news/altro/2010/12/11-1138696/furbinho_non_mi_manchi/ Furbinho non mi manchi]'', ''guerinsportivo.it'', 11 dicembre 2010.</ref> *{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}} A Torino, dove è costato il doppio del preventivato [...], lo stadio è nuovo e bisogna battezzarlo. Così l'Acqua Marcia, e non dirmi che dovrebbe farsi ribattezzare, costruttrice dello stadio, non s'è presa la responsabilità di scegliere il nome, ma ha affidato il compito a un équipe interdisciplinare di Roma, che si chiama S3 Acta. Potrei osservare [...] che pure la S3 Acta farebbe bene a scegliersi un nome [...]. Costoro, tutti professionisti in Scienze organizzative (non chiedermi cosa vuol dire) [...], ci hanno pensato un bel po' sopra e hanno partorito una rosa di cinque nomi: Agorà, Des Alpes, Eracles, Zeus e Summit. [...] perché tre nomi greci, uno francese e uno inglese che non c'entra un cavolo? Des Alpes è un nome da albergo di Claviere e poi non è che l'esclusiva delle Alpi ce l'abbia il Piemonte. Tutti gli altri nomi vanno male per uno stadio ma vanno bene per un rasoio, un'auto, un profilattico, una discoteca. [...] pare che passerà Des Alpes. Non è possibile prenotare una suite. Ma saranno contenti i portieri.<ref>Da ''Santi nomi!'', ''Guerin Sportivo'' nº 12 (787), 21-27 marzo 1990, p. 51.</ref> *{{NDR|Sugli [[ultras]]}} [...] leggo i loro blog, quasi tutti terrificanti per la quantità d'odio che fanno circolare; leggo i loro striscioni, ascolto i loro cori. Terrificante è pure la scarsa conoscenza della lingua italiana [...]. Il buon senso no, il gusto per una civile convivenza no. Chi dà a una curva il diritto di stabilire se il calciatore Y è un uomo o no? Chi gli dà il diritto di controllare con chi Y va a cena e magari anche con chi va a letto? Cos'è questo talebanismo da custodi della purezza? Cosa sono questi ossessivi richiami all'identità e all'onore, molto pericolosi se maneggiati male? Quanto valgono i cori "Milano siamo noi" (o Roma, Genova, Torino, Verona)? Sì, siete anche voi, la passione aiuta fino a che non diventa un cappio, un giustizialismo da quattro soldi. Siete voi, come lo sono quelli che hanno fondato un club, ne hanno segnato la storia, come lo sono quelli che nella città ci lavorano o sperano di poterci lavorare, quelli che tirano su le case, quelli che spazzano le strade, quelli che guidano i tram, quelli che fanno il caffè, quelli che vendono i giornali. C'è un razzismo schifoso, ed è basato sul colore della pelle. C'è un razzismo stupido, basato sul [[Razzismo nel calcio|colore delle maglie]]. Per cui l'altro (o uno dei tuoi, giudicato indegno) è un bersaglio da irridere, un nemico da abbattere, uno di un'altra fede, quindi un infedele. [...] Si parla tanto di integralisti islamici, ma di quelli nostrani no, il silenzio delle società e della società li aiuterà a crescere.<ref>''Dalla parte di Milanetto'', dalla rubrica ''Murales''; ''Guerin Sportivo'' nº 9, settembre 2011, pp. 36-37.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *La [[Maria Canins|Maria]] non è come [[Sara Simeoni|Sara]], come [[Dorina Vaccaroni|Dorina]] nella trilogia dello sport femminile italiano. La Maria, dicono tutti, perché il ciclismo al femminile parla lombardo e triveneto, quindi usa l'articolo. La Maria ha capelli cortissimi e occhi molto azzurri, quasi blu. Può vincere la medaglia d'oro, può anche non vincerla e non cambia nulla. [...] E di questo movimento ignorato e spesso deriso, la Maria è capofila ma non ambasciatrice.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/27/ecco-maria-la-bestia-una-maratoneta-in.html Ecco "Maria la bestia" una maratoneta in bici]'', ''la Repubblica'', 27 luglio 1984.</ref> *{{NDR|Parlando di [[Silvio Berlusconi]]}} S'è sparsa voce che ce l'ho con lui, mica vero. Anzi, sta contribuendo, un po' alla volta, a chiarire l'identikit dell'allenatore del Milan. Devotamente leggendo l'accademia di Brera, venerdì, ho appreso che, propostagli la candidatura-Bagnoli, Berlusconi ha obiettato "è comunista". Chissà se è vero, certo mette malvolentieri la cravatta.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/25/il-piccolo-re-delle-telenovelas.html Il piccolo re delle telenovelas]'', ''la Repubblica'', 25 gennaio 1987.</ref> *{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} Ha una strana faccia, sospesa fra il giovane degli occhi e della pelle e il vecchio dei capelli, grigi e pochi. [...] pare più anziano in divisa da allenatore, maglietta e calzoncini. Toni heribertiani (urla molto, quando allena), e, dalla tribuna, sembra un contabile del Minnesota. Strano tipo [...]<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/07/03/un-giorno-sacchi-gioco-in-difesa.html E un giorno Sacchi giocò in difesa]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 1987.</ref> *Io da Berlusconi preferirei non imparare nulla su come si vive, e in particolare a consumare i pasti mediamente in 7' 42".<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/15/la-rivoluzione-del-sor-capanna.html La rivoluzione del Sor Capanna]'', ''la Repubblica'', 15 maggio 1988.</ref> *{{NDR|Su Arrigo Sacchi}} Era e resta un uomo che brucia di idee e fervore. Alle solite, Sacchi ha predicato umiltà dal suo pulpito mistico.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/09/07/gigante-milan-alla-ribalta.html Gigante Milan alla ribalta]'', ''la Repubblica'', 7 settembre 1988.</ref> *A [[Gaetano Scirea|Scirea]], studente a Coverciano, un collega aveva chiesto qualche mese fa un'occhiata sul futuro. Mi basta continuare a essere quello che sono e chiedo solo un po' di salute. Tutto questo non ha più senso, solo il dolore ha un senso. Tutti noi, che abbiamo frequentato Scirea per lavoro, l'abbiamo amato e rispettato, il contrario era impensabile. Domani ci sarà, sui campi, un minuto di silenzio per ricordarlo. Un minuto è poco, ma vorrei che fosse davvero di silenzio. Senza [[applausi]], senza cori: a lui non sarebbe piaciuto, Gaetano non era di quelli che battono le mani ai morti. Avrebbe abbassato la testa, come si usa nei paesi, ancora, e avrebbe pianto. E solo questo per lui possiamo fare, ed è poco, nulla per la sua vita così bella e chiara, per la sua morte così brutta e assurda.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/09/05/scirea-la-faccia-pulita.html Scirea, la faccia pulita]'', ''la Repubblica'', 5 settembre 1989, p. 37.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria della [[Generazione di fenomeni]] al [[campionato europeo maschile di pallavolo 1989]]}} [...] non ricordo un così radicale salto in avanti di una squadra.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/12/24/liberta-sport-in-cima-al-mondo.html Libertà e sport in cima al mondo]'', ''la Repubblica'', 24 dicembre 1989.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1989-1990]]}} Proprio Maradona ha già definito meno bello questo scudetto, rispetto al primo arrivato sotto il Vesuvio. Meno bello per le polemiche, i sospetti, le risse verbali e no che l'hanno caratterizzato. Il Milan si sente scippato, il Napoli legittimo vincitore, il tempo smusserà gli spigoli ma intanto la Lega Lombarda ha calcolato circa 50 mila voti in più, perché naturalmente [...] il discorso calcistico s'è allargato e infiammato nei soliti rimbalzelli Nord-Sud. Questo campionato è stato tutto il contrario di quel che doveva e voleva essere. Colpa anche di un calendario troppo fitto, con quasi tutti i mercoledì occupati, e il nostro calcio non è ancora attrezzato, nella testa e negli organici, per reggere tre partite in una settimana.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/04/29/addio-campionato-amaro.html Addio, campionato amaro...]'', ''la Repubblica'', 29 aprile 1990.</ref> *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1989-1990]], dopo la vittoria della Coppa UEFA}} La gente juventina grida due nomi, Dino e Stefano. La gente festeggia tutta la Juve ma ci tiene a isolare i due attori più cari: uno in panchina, uno che ha centrato il piccolo slam con la valigia in mano, un altro in campo, a parare tutto quello che c'era da parare. Non c'è tristezza in questi cori, dell'addio di Zoff si sapeva da tempo, ma intanto deve essere una bella soddisfazione per lui vedere alzare dal suo capitano questa coppa: due traguardi su tre, qualcuno in questa stagione ha fatto meglio?<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/05/17/ai-ragazzi-di-zoff-anche-la-coppa.html Ai ragazzi di Zoff anche la coppa bis]'', ''la Repubblica'', 17 maggio 1990.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria della Generazione di fenomeni al [[campionato mondiale maschile di pallavolo 1990]]}} Ho fatto un tifo disperato, da voyeur, sarà vero che la pallavolo è molto televisiva ma è più bello sentire il rumore delle schiacciate da bordo campo, le frasi sibilate a rete, vedere le occhiate e le scie di sudore che rigano il parquet. Quando a Lucchetta è spuntato un tentacolo al posto del braccio sinistro ha capito che era fatta, e poi Bernardi ha messo giù quella maledetta palla del 16-14. [...] Grazie ragazzi, lo ripeto. Per la gioia che mi avete buttato addosso, per gli anni che mi avete levato. Ho seguito la pallavolo dei vostri zii, se non dei vostri padri, quando i tecnici erano Anderlini, Federzoni, quando i giocatori erano dilettanti, come Roncoroni che avrebbe fatto il cardiochirurgo, De Angelis l'avvocato, Mattioli l'allenatore. Quando si andava in Bulgaria, vent'anni fa, e si poteva perdere anche col Belgio, si finiva a Yambol (posto terrificante) a giocare con la Mongolia e il Venezuela per conquistare un quindicesimo posto che non importava nulla a nessuno. Allora, perdere 3-0 con le squadre dell'est era normale, già bravi a tenerli in campo più di un'ora. È cambiato tutto, non il fascino del gioco.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/10/30/vent-anni-dopo-non-piu-clandestini.html Vent'anni dopo, non più clandestini...]'', ''la Repubblica'', 30 ottobre 1990.</ref> *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1990-1991]]}} [...] come la Fiat crea posti di lavoro al sud (qualche migliaio), la Juve ne crea in città (qualche decina). Da un esame del nuovo assetto juventino, mi sembra manchino: un datore di luci, un coreografo, uno chef che prepari i flan d'asparagi [...] a Montezemolo, un sociologo della comunicazione, un art director (mai capito a che serva, ma ormai ce l'hanno tutti). A scanso di equivoci, preciso che non ironizzo su Enrico Bendoni, anzi buon lavoro: non ha solo una faccia simpatica da batterista, ma anche qualche idea. Però, un 7 di solidarietà a Morini: uno s'addormenta direttore sportivo e la mattina dopo si risveglia team manager.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/12/02/ora-ci-manca-art-director.html Ora ci manca l'art director]'', ''la Repubblica'', 2 dicembre 1990.</ref> *Chissà com'è venuto in mente ad [[Adriano Galliani]] di imbastire quella sceneggiata sul campo, che ha richiamato alla memoria quella dell'emiro kuwaitiano ai mondiali dell'82. Peccato che Galliani non sia un emiro, ma un industriale brianzolo, nonché l'amministratore delegato del Milan e il vicepresidente della Lega. La responsabilità del ritiro della squadra è tutta sua. Non erano d'accordo né Sacchi né i giocatori né Ramaccioni, che di regolamenti capisce e temeva sanzioni disciplinari che sicuramente arriveranno. [...] Il guaio di certe farse è che non fanno ridere. E i primi a giudicare sono stati molti tifosi del Milan. Che vergogna, hanno detto. D'accordo, inutile aggiungere altro.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/03/22/bisogna-saper-perdere.html Bisogna saper perdere]'', ''la Repubblica'', 22 marzo 1991.</ref> *La Repubblica prima e il Giornale poi hanno aperto sulle pagine sportive un inizio di discussione sugli Europei. È difficile pretendere dall'[[UEFA|Uefa]] una fermezza che non hanno organismi più rappresentativi. Ma è impossibile far finta di nulla. Per i massacratori, avere la Jugoslavia in campo in Svezia non è un traguardo sportivo, è anche un segnale di accettazione politica. Come non è un fatto sportivo che il ct Osim e la sua famiglia siano minacciati di morte, che i giocatori croati e sloveni che si rifiutano di giocare in una nazionale che non rappresenta più quasi nessuno, e tanto meno una nazione, siano ugualmente minacciati. Contro la Jugoslavia dovrebbero rifiutarsi di giocare le squadra del suo girone. Ma non succederà. Però potrebbero giocare col lutto al braccio, come [[Marco Pannella|Pannella]]. O ritardare l'inizio della partita. O pretendere un minuto di silenzio. Non ci sono molti giorni per preparare qualcosa ma qualcosa va fatto (ho più speranze nel pubblico che nelle squadre).<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/24/almeno-il-lutto-al-braccio.html Almeno il lutto al braccio]'', ''la Repubblica'', 24 maggio 1992.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1992]]}} Grazie alla [[Nazionale di calcio della Danimarca|Danimarca]], di cuore e di testa. Perché molti dei giocatori li hanno richiamati dalle vacanze, dove facevano vita allegra e, si spera, sesso. Perché hanno corso anche nei supplementari, con uno zoppo in attacco. Perché era l'unica nazionale senza "italiani" [...] e non se ne poteva più di questo metter le mani sulle partite degli altri, come se Olanda-Germania fosse Milan-Juventus. Perché siamo stati costretti a tifare per i danesi. Perché i tifosi danesi non fischiano gli inni degli altri, non accoltellano gli altri, non conoscono il tifo contro, in cui noi siamo specializzati. Perché non dev'essere facile giocare a pallone sapendo di avere una figlia all'ospedale con la leucemia, ed è tutto più difficile quando la storia finisce sui giornali (grazie Vilfort per la dignità). Grazie a nome di quelli che credono alle favole e sono chiamati sognatori, poco realisti, moralisti a volte.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/27/quanti-grazie-per-una-sorpresa.html Quanti grazie per una sorpresa]'', ''la Repubblica'', 27 giugno 1992.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]]}} La vittoria del Marsiglia si chiama difesa e fuorigioco: strano che il Milan sia caduto tante volte in un trappolone che ha brevettato e perfezionato a Milanello. [...] Al Marsiglia è bastato ostruire i corridoi laterali, senza nemmeno l'ansia di contrattaccare, e mettere in mezzo la Maginot nera (Angloma, Boli, Desailly). Il centrocampo? Da saltare. L'attacco? S'arrangiassero. È stata una lezione di praticità, non di grande strategia, e la considerazione aumenta il rammarico.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/05/28/illusioni-da-grande-slam.html Illusioni da grande slam]'', ''la Repubblica'', 28 maggio 1993.</ref> *{{NDR|Su [[Beppe Grillo]]}} Quando dice che i giornali sbagliano a titolare "Montagna assassina" invece di "Alpinista pirla", gli rispondo che le montagne (i fiumi, i vulcani, i mari) non hanno parenti né avvocati e dunque non hanno mai querelato nessuno. Che i giornali sbaglino è vero. Avrebbero dovuto occuparsi, molto prima di lui, delle linee calde, della carriera di [[Biagio Agnes]], dell'acqua minerale che costa più del petrolio, dei medicinali pericolosi. Penso che Grillo non faccia satira, ma buon giornalismo (di costume e malcostume).<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/05/pagliacci-avvoltoi.html Pagliacci e avvoltoi]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 1993.</ref> *{{NDR|Dopo Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Povera Juve, con tutta 'sta gente in malafede che vede ombre sul suo scudetto. Come si permettono? Forse è tempo di precisare che su Ronaldo non c'era rigore, Iuliano voleva solo aiutarlo a non cadere, e naturalmente i gol di Bierhoff e Bianconi non erano gol, e non bisogna credere ai numeri, secondo cui la Juve è la squadra più fallosa del campionato ma, in rapporto al numero delle scorrettezze, con la minor percentuale di ammoniti ed espulsi. Ho deciso di essere solidale con questa squadra tartassata dagli arbitri, tutti in buonafede, al massimo con disturbi di vista che colpiscono i meno giovani, gli internazionali. Boggi, Messina, Collina, Cesari, Rodomonti, infine Ceccarini. Gente al culmine della carriera, che non ha bisogno di chiedere favori, né di farne. Un'epidemia. Preoccupante, su vasta scala. Infatti il campionato ha la febbre, sta malissimo. Per contro la Juve sta bene, ha praticamente vinto il suo scudetto numero 25, non è una novità che la Juve vinca uno scudetto. Forse i suoi dirigenti farebbero bene a chiedersi come mai tante persone al disopra o al di sotto della mischia (né juventine né interiste) solo adesso, solo quest'anno dicono che la credibilità del campionato è ai minimi termini. Sicuramente, ed esco dall'ironia delle prime righe, i dirigenti della Juve hanno vinto lo scudetto ma hanno perso un'occasione per dimostrarsi sportivi, un po' o tanto potevano sceglierlo loro. Cosa costava dire: per l'Inter c'era un rigore, mica potevamo fischiarlo noi dalla tribuna, e comunque a calcio negli scontri diretti abbiamo giocato meglio noi. Non costava nulla. Ma non l'ha fatto nessuno, né Chiusano né Bettega né Moggi. Tutti con la stessa faccia, la stessa arroganza nemmeno un po' annacquata. Parlavano le facce, le espressioni, non le parole di giocatori, Peruzzi in particolare. Perché sarà vero che conta solo vincere, ma conta anche il modo. E in nessun campionato che io ricordi c'erano stati tanti episodi a favore della Juve come in questo, e il rischio vero è che solo questi episodi si ricordino, e non anche i meriti della squadra, spesso in emergenza, e di Lippi (anche lui allineato e coperto, nella circostanza). Se il calcio in Italia è ancora uno sport, un minimo di sportività è indispensabile in tutti quelli che se ne occupano, dai tifosi ai giornalisti, dai calciatori ai dirigenti. Quelli della Juve non hanno dato un buon esempio [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/sport/scudetto/mura/mura.html L'importante è anche come si vince]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 1998.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Questo, il venticinquesimo in un secolo, potrebbe essere uno degli scudetti più belli della Juve. Per chi lo ha sofferto in campo lo è senz'altro. Ha ragione Lippi quando dice che forse non aveva la squadra più forte, ma la più continua, la più disposta alla sofferenza e alla lotta. Ci sono valori interni che non è il caso di discutere. Ci sono meriti obiettivi, quando si strappano risultati con una difesa (rotto il migliore, Ferrara) di Birindelli e Iuliano, Pessotto e Tacchinardi. Così come ci sono meriti del tecnico [...]. Ma è stato proprio Lippi, da buon toscano che non ama i giri di parole, a parlare di merda tirata sulla squadra, che la metà bastava, e a correggere poi il vocabolo in fango. Merda o fango (facciamo mango, un bel frutto maturo) è chiaro che gli schizzi vanno addosso anche agli innocenti. Che c'entra Peruzzi, se Rodomonti non vede un gol e Ceccarini non fischia un rigore su Ronaldo, che fa il giro del mondo e in tutto il mondo dicono che è rigore? Peruzzi non c'entra nulla. Ma un errore arbitrale, se danneggia tizio va a favore di caio, e siccome tutti gli errori arbitrali in questo campionato sono andati a favore della Juve, con una densità impressionante, eccessiva, ecco esplodere gli schizzi di mango. Si possono fare tanti discorsi, ma non si può far finta che nulla sia successo. [...] Io penso che, più di tutti, questo sia lo scudetto di Marcello Lippi, che ridisegna secondo quanto gli mettono a disposizione i dirigenti. Che avranno molte doti, ma non quella della simpatia. Che non è indispensabile per vincere, ma può servire ad evitare palate supplementari di mango, e poi basta così, a persone navigate è inutile spiegare quando tira il vento. Però, una riflessione. Non è il primo o secondo scudetto della Juve, è il venticinquesimo, e quindi bisognerebbe esserci abituati. Se da tante parti, non solo dagli interisti, sono nate tante proteste e tanto forti, un minimo di ragione ci sarà pure. Questo resta un bellissimo campionato con qualche zona d'ombra e uno scudetto che forse sarebbe arrivato lo stesso ma qualche zona d'ombra ce l'ha. Fra qualche anno non se ne ricorderà più nessuno, ma oggi solo questo si può dire.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/11/bello-avvincente-con-un-ombra-stata.html Bello, avvincente e con un'ombra]'', ''la Repubblica'', 11 maggio 1998.</ref> *Per un mendicante di bel calcio come mi definisco (la definizione è ripresa da Eduardo Galeano), uno come [[Ariel Ortega|Ortega]] è un infiltrato, forse un raccomandato (in effetti, gioca sempre), è una barzelletta che non fa ridere, fa più danni della grandine ed è scelta da condannare quella di avergli dato la maglia numero 10 dell'Argentina.<ref>Da ''la Repubblica'', 13 giugno 2002.</ref> *Un bilancio quasi definitivo dei [[Campionato mondiale di calcio 2002|mondiali]] non passa soltanto per il bello ma anche per il brutto. Belli sono gli stadi, in assoluto e se pensiamo ai nostri. Bella è la mancanza di violenza. Tanti si sono scandalizzati (veh, che maniere) per quell'Again 1966 che ha salutato gli azzurri a Daejeon. In Italia, invece, si usano anche i morti per provocare i vivi, e notoriamente si va allo stadio con mogli e bambini piccoli. D'accordo, arbitri e soprattutto guardalinee non sono il massimo. Però che bello veder battere centinaia di calci d'angolo senza che piova di tutto su chi li tira.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/mondiali2002/megpeg/mura/mura.html?refresh_ce Il meglio e il peggio dei Mondiali 2002]'', ''repubblica.it'', 24 giugno 2002.</ref> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} La Juve ha avuto il solito carattere, ma meno gioco. Il Milan lo stesso carattere, ma più gioco. La vittoria ai rigori è, a rigor di logica, ineccepibile.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/calcio2002_coppe/murafinale/murafinale/murafinale.html Alla fine Ancelotti merita la vittoria]'', ''repubblica.it'', 29 maggio 2003.</ref> *{{NDR|[[Kaká]]}} Uno dei più belli {{NDR|tra i brasiliani che hanno giocato in Italia}} da vedere in azione. Sempre a testa alta (come [[Falcão]], ma con maggiore ritmo), nel tiro ricorda un po' [[Rivelino]]. Ormai ai brasiliani atipici ci siamo abituati, la sua atipicità è un'altra. Dimostra che un brasiliano può essere un campione senza esser nato povero. Promette di trasformarsi in trequartista alla [[Platini]], con diversa velocità d'esecuzione. Per ora si può definire un attaccante mascherato. È molto intelligente, sa quando prolungare l'azione individuale e quando servire il compagno. Dà il meglio arrivando lanciato agli ultimi 20 metri, sembra patire la marcatura stretta. Già a pochi mesi dal suo arrivo a Milanello di lui circolava un'immagine molto positiva: ragazzo molto serio, più maturo della sua età. I rischi che si smarrisca sono pochissimi. Ha tutto per diventare una stella mondiale (se non lo è già). Se al [[Milan]] inseguono [[Ronaldinho]] sono matti. Il vero affare è blindare Kaká (e ogni anno a Natale ricordarsi di chi l'ha segnalato).<ref>Da ''[http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/sport/calcio/mura/mura/mura.html Falcao, Careca e altri maestri la top ten dei nostri brasiliani]'', ''repubblica.it'', 3 novembre 2006.</ref> *[[Antonio Cassano|Cassano]] non è uno da mezze tinte né da 6. O 3 o 9.<ref>Da ''la Repubblica'', 24 agosto 2007, p. 57.</ref> *{{NDR|Dopo la partita Inter-Milan 2-1 del 23 dicembre 2007}} [L'Inter] Ha vinto nel modo che piace al più sadico dei tifosi: in rimonta e per un clamoroso errore degli avversari.<ref name="Repubblica-2007">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/12/24/all-inter-il-derby-del-fair-play.html All'Inter il derby del fair play ora, è campione d'inverno]'', ''la Repubblica'', 24 dicembre 2007.</ref> *L'ultima considerazione riguarda il Torino. Mi sfugge il motivo per cui non abbia giocato in maglia granata contro il Napoli in maglia azzurra. Mi resta la certezza che quella maglia arancione a righe nere è la più brutta in assoluto vista su un campo di calcio.<ref name="Repubblica-2007"/> *{{NDR|Sulla [[tessera del tifoso]]}} [...] Mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi in bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a Daspo, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c'è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un po' agitati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque, ci pensi la polizia. Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppellisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un'esigua minoranza. Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare. Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è, né più né meno), a me pare condizionamento di libertà. C'è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire?<ref>Da ''la Repubblica'', 23 agosto 2009.</ref> *{{NDR|Dopo la partita Inter-Sampdoria 0-0 del 20 febbraio 2010}} È molto pericoloso, anche per l'Inter, l'atteggiamento di [[José Mourinho|Mourinho]], che non è un ingenuo e quindi deve sapere che si rischia a camminare in una polveriera sempre col cerino in mano. Molti speravano che aiutasse il nostro calcio a guadagnare in maturità, in cultura. Invece, siamo tornati ai tempi dei Borgia, sai che bell'affare.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/22/quanti-altri-scudetti-per-non-sentirsi-perseguitati.html Quanti altri scudetti per non sentirsi perseguitati?]'', ''la Repubblica'', 22 febbraio 2010.</ref> *I veri [[Capitano (sport)|capitani]] possono morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/17/il-calcio-di-ago.html Il calcio di Ago]'', ''la Repubblica'', 17 settembre 2012.</ref> *[[Pietro Mennea|Mennea]] ha passato più di un terzo della sua vita sui campi d'allenamento, anche a Capodanno. Era un asceta, sopportava carichi di lavoro che altri atleti avrebbero rifiutato prima ancora di cominciare. E durare vent'anni, per uno sprinter, è una specie di miracolo. Ma lo è ancora di più il restare affezionato a una vita ripetitiva, ore e ore d'allenamento per limare qualcosa, ore di isolamento e di sacrifici: dieta perenne, il suo maestro e allenatore Vittori gli vietava anche l'acqua minerale gassata, solo liscia doveva essere. E non parliamo degli altri grandi e piccoli piaceri della vita. Però nessuno ha mai sentito Pietro lamentarsi di quegli anni. Fedele al ruolo che s'era ritagliato: l'atleta-asceta, l'atleta-monaco o fachiro, l'atleta-soldato. Perché era nero dentro e sapeva che nella vita e nello sport, tanto più uno sport come il suo, nessuno ti regala nulla, tutto quello che puoi vincere te lo devi guadagnare col sudore, la fatica, il lavoro. Noi italiani, ci ha fatto pensare di essere i più veloci al mondo. A lui la fatica, a noi la gioia.<ref name="Mennea">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/22/la-lezione-dimenticata.html La lezione dimenticata]'', ''la Repubblica'', 22 marzo 2013.</ref> *Di {{NDR|Mennea}} dicevano che avesse un brutto carattere, che vedesse nemici dappertutto. Ne aveva, in effetti, a cominciare da quelli che tuonano contro il doping e poi lo fanno entrare dalla porta di servizio, per continuare con quelli che pensano solo alle medaglie e ai guadagni e non hanno capito che c'è una rivoluzione culturale da fare, cominciando dalla scuola, dall'etica, e che non c'è solo lo sport di vertice ma anche lo sport per tutti, e che comunque non ci si deve aiutare mai con farmaci proibiti. «Perché la fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni». Parole sue. A fare da eco, il nostro silenzio: che sia pieno di rispetto, d'ammirazione, di qualcosa che vorrebbe essere un «grazie» tardivo, forse inutile, ma per Pietro Mennea da Barletta doveroso e dolente, adesso che la corsa è finita.<ref name="Mennea"/> *[[Giacomo Losi]] nel campo dei ricordi ha il numero 3, ma andrebbero bene anche il 2, il 5 e il 6. Tutti i ruoli della difesa li ha coperti, semmai c'è da chiedersi come riuscisse, lui alto 1.68, a marcare giganti come John Charles.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2014/02/17/news/giacomo_losi_difensore_partigiano_il_calcio_oggi_far_west-78825547/ Giacomo Losi, difensore partigiano: "Il calcio oggi è Far West"]'', ''repubblica.it'', 17 febbraio 2014.</ref> *Quanti ebrei avrà salvato [[Gino Bartali|Bartali]] e anche non ebrei destinati ai lager? Più di 300, dicono, coi documenti falsi. Ma lui ne nascondeva in casa, rischiava la pelle e sì, è stato un eroe, uno degli ultimi eroi popolari espresso dal ciclismo. Il più puro, credo.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2018/01/27/news/il_razzismo_non_e_un_problema_per_i_presidenti_delle_societa_di_calcio-187445588/ Il razzismo? Non è un problema per i presidenti delle società di calcio]'', ''rep.repubblica.it'', 28 gennaio 2018.</ref> *{{NDR|Su [[Antonella Bellutti]]}} Lei, [[Giochi olimpici|a Sydney]], mi ha fatto venire in mente ''L'Angélus'' di [[Jean-François Millet|Millet]], ha posato la bici come si poteva posare nel campo una vanga o un forcone, e c'era, o almeno mi è parso, una preghiera di silenzio in mezzo a quel casino festante. E poi quel sorriso esitante, un sorriso da bucaneve che fatica a fiorire. E poi tutti quei capelli che saltano fuori dal casco. In genere le cicliste su pista portano capelli corti. Tre rimandi solo per i capelli: un quadro di [[Gustav Klimt|Klimt]], ''Il vento dell'est'' di Pieretti-Gianco, [[Giovanna d'Arco]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/sorelle-italia/2019/03/07/news/antonella_bellutti_ho_conosciuto_i_miei_limiti_andando_da_sola_in_bici_-220148492/ Antonella Bellutti: "Ho conosciuto i miei limiti andando da sola in bici"]'', ''repubblica.it'', 7 marzo 2019.</ref> *Era la tenacia, [[Felice Gimondi|Gimondi]]. L'ostinazione, la cocciutaggine, che dicono tipica dei bergamaschi, la dignità, anche.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/08/16/news/addio_a_gimondi_il_lottatore_che_non_si_arrese_mai-233769002/ Addio a Gimondi, il lottatore che non si arrese mai]'', ''rep.repubblica.it'', 16 agosto 2019.</ref> *[[Andrea Agnelli]] è certamente uomo calato nel presente, ma credo che a volte rimpianga i tempi in cui avrebbe potuto chiamarsi Andrea III, così come c'erano [[Enrico IV di Francia|Enrico IV]], [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V]] e [[Luigi XII di Francia|Luigi XII]]. Un bell'editto e si vietava l'ingresso nella capitale ai villani, ai bifolchi, ai questuanti, alle meretrici. Con l'[[Atalanta Bergamasca Calcio|Atalanta]] e la [[UEFA Champions League|Champions]] non si può fare, o non ancora, ma come cantava Nicola Arigliano «è solo questione di tempo». Oppure, come canterebbe [[Marco Masini]], «perché lo fai?». [...] Perché l'Atalanta è in Champions e la [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] no? Perché l'Atalanta è arrivata terza in campionato, ha fatto più punti della Roma e non ha rubato il posto a nessuno. Perché le regole d'accesso sono queste, almeno finché non cambieranno in peggio. Come quando si decise che non solo chi aveva vinto il campionato poteva partecipare, ma anche la seconda, la terza, la quarta in classifica. Per le più ricche di storia, di tifosi e di quattrini [...] è prevista una rete di sicurezza, un cammino quasi garantito mentre i villici sul campo insistono a cercarsi un posto al sole. Più che un'uscita, quella di Andrea Agnelli è un'entrata a gamba tesa su quel che sopravvive dell'idea di sport.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/03/08/la-barba-di-moscardelli-campione-di-sincerita43.html La barba di Moscardelli campione di sincerità]'', ''la Repubblica'', 8 marzo 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Vincenzo Nibali]] al [[Tour de France 2014]]}} Ha vinto da finisseur a Sheffield, da scalatore sui Vosgi, sulle Alpi, sui Pirenei, ha vinto a nord, a est, a sud.<ref name="molliche">Citato in [[Emanuela Audisio]], ''Le molliche di Gianni Mura uno scrittore fra i giganti'', ''la Repubblica'', 16 aprile 2020, p. 37.</ref> *Le undici di mattina, e come aperitivo [[Jacques Anquetil|Anquetil]] mette in tavola una bottiglia di whisky e una di vecchio Calvados. Servez- vous.<ref name="molliche" /> {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/04/quanta-strada-signor-nessuno.html Quanta strada signor nessuno]''|''la Repubblica'', 4 maggio 1988.|h=4}} *Ho gli occhi per vedere come gioca il [[Milan Associazione Calcio 1987-1988|Milan]], non all'italiana, ma questo non è un riferimento al modulo tattico, piuttosto all'impostazione mentale. Come se il fattore-campo non esistesse. *{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} È un fanatico, un paranoico della vittoria (Silvius dixit), un ginnasiarca, uno che ci marcia, uno che ci crede? In panchina, ha atteggiamenti da raptus agonistico, sembra seduto sui carboni ardenti. Gli occhi, che sono piccoli e vivaci, mobilissimi, spesso coperti da Rayban agghiaccianti (chi ricorda "Nick manofredda"?) hanno convinto Berlusconi che l'omarino valeva il rischio. *Per Sacchi, semplicemente, l'avversario non esiste, non è da prendere in considerazione. Chi impone il suo gioco non ha da preoccuparsi di quello altrui, chi si diverte giocando diverte chi guarda, chi si diverte giocando non soffre lo stress, chi gioca meglio vince. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/07/10/ma-tutti-meritano-il-cartellino-rosso.html Ma tutti meritano il cartellino rosso]''|''la Repubblica'', 10 luglio 1990.|h=4}} {{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1990]]}} *Non sono l'Argentina e l'Italia ad aver perso il mondiale. Prima, e in modo molto più vistoso, l'hanno perso gli arbitri, la Fifa (parola d'ordine: tutto bene) e il molto illustre signor [[Joseph Blatter|Joseph S. Blatter]]. *Codesal finisce sulla lista nera degli argentini ma l'anagramma del suo cognome (c'è saldo del caso) dovrebbe far capire che in una sera gli argentini hanno pagato con gli interessi tutti i regali precedenti, specie quelli con Urss e Jugoslavia. Arrivo a dire che, in questo mondiale, avrebbe vinto la squadra provvista di un [[Luciano Chiarugi|Chiarugi]], per stare a un esempio di [[Concetto Lo Bello|Lo Bello padre]]. Sarà la mondovisione, sarà che Blatter gli ha fatto una capa tanta, fatto sta che gli arbitri hanno punito severamente falli mai esistiti, bastava un bel volo e la punizione era assicurata. Codesal ha espulso Monzon per un fallo da ammonizione e ha concesso un rigore molto molto dubbio, peraltro ignorandone un altro, pure non clamoroso, di [[Lothar Matthäus|Matthaeus]] su Calderon. Ma già prima, secondo me, aveva concesso il rigore del 3-2 all'Inghilterra quando nessuno del Camerun aveva sfiorato [[Gary Lineker|Lineker]] e aveva ammonito [[Roger Milla|Milla]] per proteste. Giustamente, ma avrebbe anche dovuto sentire il dovere di tutelare le sue caviglie. *Un conto è la prevenzione del gioco duro, un conto il killeraggio degli arbitri. In altri termini, ho il forte sospetto che, per salvare il calcio, la Fifa lo stia strangolando ed è come buttare via il bambino con l'acqua sporca. Direttive ferree, arbitraggi ridicoli, in molti casi, e discutibili in altri. La regolarità del gioco non dipende solo dagli interventi fallosi e dal modo di punirli, ma anche dalla credibilità dell'arbitro e dal suo rapporto fiduciario con i giocatori. Non è accettabile, per esempio, che un Kohl continui a zompare su chi effettua un normale contrasto come fosse l'educatore che sorprende il ragazzino con un giornale porno. Non è accettabile moralmente, anche se il regolamento lo prevede, che un Roethlisberger, enfant chéri del molto illustre signor Blatter, ammonisca uno jugoslavo perché sta a otto metri anziché a nove dal pallone e dopo 6' lo butti fuori per un normalissimo, quasi banale fallo su Maradona. Perché questo significa falsare la partita, obbligare una squadra a giocare in dieci per 90' a quasi 40 gradi. *Questo è stato un mondiale con poco pressing [...] e sostanzialmente corretto: meritato il premio Fairplay agli inglesi. Ma troppe volte s'è visto l'arbitro lontano dall'azione e scarsamente sintonizzato coi guardalinee. Penso che il doppio arbitro sarebbe una buona idea, almeno da sperimentare, perché non si può pretendere da ultraquarantenni che corrano come ventenni. Altra cosa poco logica, da parte della Fifa: rispedire a casa gli arbitri dei paesi che hanno superato gli ottavi: un buon arbitro come Petrovic, fuori la Jugoslavia, poteva tornare utile. A parte un rigore non concesso all'Italia, di veramente bravo ho visto un arbitro solo, nella seconda fase: il brasiliano Wright. Un po' poco. Ma per la Fifa son tutti bravi, altrimenti non sarebbero venuti ad arbitrare qui. È questo il vero guaio. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/18/sconfitti-testa-alta.html Sconfitti a testa alta]''|''la Repubblica'', 18 luglio 1994.|h=4}} *Ha vinto il Brasile. Ha vinto ai rigori. Grazie lo stesso. L'Italia perde con dignità una [[Finale del campionato mondiale di calcio 1994|finale]] brutta e noiosa, condizionata dalla voglia di non prendere gol (subito d'accordo anche il grande Brasile, sia chiaro) e da un caldo spaventoso. Mi piacerebbe invitare i signori del calcio a ragionare sul bene che può fare al calcio una finale così, ma è inutile: ragionano col conto in banca, non con la testa. E così la partita del secolo si riduce a una serie di vorrei ma non posso, di slanci frenati, di errori dovuti all'annebbiamento da fatica. *Brucia perdere così, ma il Brasile nell'arco del [[Campionato mondiale di calcio 1994|Mondiale]] ha sicuramente giocato e divertito più dell'Italia. Ieri ha fatto qualcosa in più, non molto, ma è stato più pericoloso sotto porta. Giusto così, tutto sommato. Sacchi non si porterà addosso l'etichetta di fortunello (vincendo ai rigori, non gliela toglieva nessuno) e la soddisfazione di avere comunque mostrato una squadra vera ce l'ha. Non era la squadra che ci aspettavamo, né quella che si aspettava lui: di grandissimo gioco, solo mezz'ora con la Bulgaria (tritata poi dalla Svezia). Non era la squadra che domina, che impone il suo gioco, ma sa adattarsi, sa lottare, sa sgobbare con una umiltà e una intensità (uso due sostantivi cari a Sacchi) che raramente hanno diritto di cittadinanza nelle grandi squadre. Grazie lo stesso, e poi non è un male che abbia vinto il Brasile, paralizzato a lungo dalla paura di vincere, dopo ventiquattro anni di digiuno. E adesso chi darà più dell'asino al povero Parreira? *Fa un certo effetto vedere Carlos Dunga, pettinato da marine, alzare la quarta Coppa del Mondo per il Brasile, Dunga ritenuto inutile dal Pescara, Dunga che passa la coppa ad altri scartati dal nostro campionato, come Branco e Mazinho, forse anche Aldair e Taffarel. Tutta gente che nell'82 non sarebbe stata nemmeno convocata, nell'82, quando Baresi e Massaro non fecero che panchina. È un Mondiale senza nuovi grandi personaggi, senza goleador irresistibili, senza registi di talento continui, senza portieri che fanno miracoli. Bisogna dirlo. Bisogna aggiungere che è stato un Mondiale con tanto pubblico e nessuna violenza, piuttosto corretto anche sul campo, correttissima nella sua bruttezza tesa questa finale. *Non è vero che i [[Tiri di rigore|rigori]] sono una lotteria, richiedono anche abilità e lucidità. I nostri rigoristi erano più cotti dei brasiliani, tutto qui. Appena ho visto Baresi avviarsi a calciare il primo rigore, ho detto a Bocca "tira alto", ma subito Pagliuca ha rimesso le cose a posto. Qui hanno sbagliato Massaro e Baggio, quattro anni fa con l'Argentina Donadoni e Serena. Il Brasile era l'unica americana contro sette europee e ha ribadito che da questa parte del mare le europee non vincono mai. L'Italia esce l'ultimo giorno come il primo, sconfitta. Con l'Eire a testa bassa, stavolta a testa alta. La differenza è questa, e non è poi da buttar via. In mezzo c'è tanta fatica, tanta sofferenza, tante contrarietà e l'ostinazione di prolungare un sogno il più a lungo possibile, è arrivato fino a undici metri dalla felicità. Grazie lo stesso. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/online/sport/mura/mura/mura.html Addii e rimpianti, l'Italia non ha osato]''|''repubblica.it'', 14 luglio 1998.|h=4}} *Nella gioia degli altri, quando è giusta, ci si può bagnare un dito, come da bambini nella grandi torte pannose. La gioia della Francia è giusta, appartiene a chi ha realizzato l'impresa e al resto del paese, prima incredulo, poi appassionato. Tutto regolare, sono le dimensioni del risultato a impressionare. Come quelle torte, la Francia è cresciuta. La Francia che aveva sofferto col Paraguay, che aveva battuto ai rigori l'Italia, ha [[Finale del campionato mondiale di calcio 1998|stracciato]] il Brasile. *Che [[Campionato mondiale di calcio 1998|Mondiale]] è stato? Accettabile, con un discreto numero di colpi di scena (gol in extremis, golden gol, supplementari e rigori), praticamente nulla di nuovo sul versante tattico, poco di nuovo sul versante dei nomi. Owen, e poi? [...] Nemmeno è stato il Mondiale delle grandi firme: Del Piero, Batistuta e Ronaldo (pur segnando 5 gol), Zidane (decisivo solo l'ultimo giorno) hanno lasciato una traccia memorabile. In Francia, è stato il Mondiale della Francia, del gruppo-Francia. In generale, visti più buoni difensori (eccetto i portieri) che buoni attaccanti. Forse perché ai buoni difensori non occorre nulla, ai buoni attaccanti palloni giocabili. [...] Dopo almeno dieci anni di calcio teso a chiudere gli spazi, costretto in una fascia di venti metri di campo, non poteva non esserci una sorta di mutazione genetica. Correre e rompere, capaci tutti. Correre e costruire, assai meno. Le nuove regole, discutibili e imposte con qualche anno di ritardo, favoriscono il giocatore creativo, che però è quasi estinto. Se i vivai tornano a produrne, bene. Altrimenti, avanti così. *[...] per la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, Cesare Maldini e altri possono pensare che è mezzo pieno: Italia eliminata dai futuri campioni del mondo, e senza prendere tre cazzottoni in faccia come il Brasile. No, era ben diversa la Francia affrontata dall'Italia, era battibile se solo l'Italia ci avesse provato. Era quella la partita più temuta dai francesi. Dopo, rincuorati, erano troppo superiori per non vincere. Sorpresa relativa, dunque. *In genere, la tendenza è quella di copiare chi vince. Temo che la [[Nazionale di calcio della Francia|Francia]] non sia copiabile nell'incrocio e coesistenza di razze che hanno fatto insieme la sua unione e la sua forza. *[...] a forza di volersi europeizzare nella testa il Brasile, pur disponendo di talenti giovani in misura pari alle vecchie glorie, è diventata una squadra qualsiasi, né carne né pesce, protetta dal nome e dalla maglia che porta più che da una reale consistenza complessiva. La Francia ha il grande merito di aver capito subito che il re era nudo, e di averlo fatto capire a chi vuole capire. Senza smanie di grandezza e senza falsa umiltà, non ha modificato di una virgola il suo schieramento. Coi primi della classe i francesi hanno giocato alla pari come tecnica, meglio come aggressività e velocità. Prendere due gol su corner ci può stare. Non ci può stare che un Brasile costruisca così poche palle gol per il fantasma di Ronaldo o per chiunque. Vince chi incassa un gol in meno, certo. Ma vince anche chi ne segna uno in più, e questa è la Francia. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/18/ma-il-nuoto-non-fa-divertire.html Ma il nuoto non fa divertire]''|''la Repubblica'', 18 settembre 2000, p. 46.|h=4}} *Il [[nuoto]] è esaltante ai massimi livelli, ma per arrivare a quei livelli richiede allenamenti pesantissimi, vasche e vasche in solitudine, all'alba, in un'acqua che sa di cloro, che irrita gli occhi. *[...] il nuoto è noioso, ripetitivo e dà sempre l'idea di essere quello che è: uno sport. A calcio, a tennis, a basket, anche a pallanuoto si gioca. Il nuoto, si fa. Assente il gioco, assente la fantasia, resta il dubbio fascino del lavoro paziente, di settimane e mesi per abbassare il proprio limite [...] *Non credo si troverebbero tanti ventenni che nuotano per cinque giorni e si rilassano la domenica pescando trote nelle cave. Si troveranno, sempre più, tante famiglie con bambini troppo grassi, o troppo gracili, o con la spina dorsale un po' così, e il [[nuoto]] farà bene a questi bambini, poi cresceranno e troveranno qualche altra attività più interessante. Il nuoto è uno sport-ponte che porta ad altri sport, e questa è una ricchezza rispetto ad altri, come il [[Calcio (sport)|calcio]], che portano in una sola direzione. {{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/online/sport/pel/pel/pel.html Auguri re del calcio, una vita senza rivali]''|''repubblica.it'', 23 ottobre 2000.|h=4}} {{NDR|Su [[Pelé]]}} *Pelé è sempre stato nero e mai nessuno si è permesso di fare il verso delle scimmie, quando giocava lui, né di trattarlo male per il colore che aveva e che ha. Nel 1977 l'Onu gli ha conferito il titolo di Cittadino del mondo. Pelé è stato e continua a essere il calcio. *A guardarlo infagottato nella tuta Pelé non aveva nulla di speciale, né i muscoli né la statura. In campo sapeva fare tutto, per scienza infusa. Nessuno gli aveva insegnato nulla. *Non capitava spesso, in Italia, di veder giocare Pelé. Non c'erano tutte le tv di oggi. In genere, bisognava aspettare i mondiali. Basiamoci su '58 e '70, Pelé è sempre uguale. Tecnica meravigliosa, velocità, dribbling. Forte coi due piedi, forte di testa, forse sarebbe stato bravo anche come portiere (ruolo scelto da suo figlio). Ugualmente abile nella conclusione come nell'assist e di un'intelligenza calcistica totale: sapeva sempre quello che bisognava fare, e lo faceva meglio degli altri. In Brasile il suo nome compare in più di cento canzoni (in Italia, in una del Quartetto Cetra). *Pelé sarebbe certamente venuto a giocare per una squadra italiana (Juve, Milan o Inter, di qui non si scappa) se il governo brasiliano non l'avesse definito patrimonio nazionale vietandone l'esportazione. Lui non aveva ancora 20 anni. Ed è un simbolo da più di 40. Chi ama il calcio ama Pelé, per quello che ha fatto e per come s'è conservato. Disponibile, simpatico, molto alla mano, esattamente come quando giocava. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/italia-germania-4-3/2020/06/16/news/gigi_riva_i_miei_gol_per_dovere_-259150634/ Gigi Riva: "I miei gol per dovere"]''|''la Repubblica'', 2004; ripubblicato in ''repubblica.it'', 15 giugno 2020.|h=4}} *[[Gigi Riva|Riva]] non ha mai amato i giornalisti. Poteva rispettarli (è il caso di Brera) o sopportarli (era il caso mio). Ma la sua specialità era dribblarli. Non essendoci telefonini, ai campioni si faceva la posta sotto casa. Per Riva, la casa di Fausta, la sorella che gli ha fatto da madre. O era in ritardo l'aereo dalla Sardegna, o Gigi era appena uscito e chissà quando sarebbe rientrato. Nell'attesa, spesso inutile, Fausta faceva un caffè, mi mostrava i quadri (paesaggi) che dipingeva suo marito, gli album di ritagli su Gigi calciatore. *[[Manlio Scopigno|Scopigno]] era un bel terzino destro, paragonato a Maroso. Era nel Napoli e chiuse la carriera (rottura legamenti) dopo uno scontro con Sivori. È morto il 26 settembre del '93 e non ci fu a ricordarlo nessun minuto di silenzio, nemmeno a Cagliari. Il nostro calcio faceva già abbastanza tristezza allora. *[...] se uno mi chiedesse di stringere Riva (Giggirrivva) in due parole, dovrei ricorrere allo spagnolo: hombre vertical. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/23/70-anni-dell-insolente-mariolino-il.html I 70 anni dell'insolente Mariolino il sinistro che creò la foglia morta]''|''la Repubblica'', 23 agosto 2011.|h=4}} {{NDR|Su [[Mario Corso]]}} *Mai stato bugiardo, Corso ha ammesso di non averlo letto tutto, ma, con grande piacere, solo le parti che lo riguardavano. Ora si può discutere se sia più importante ispirare un libro o leggerlo. Oppure si possono rivedere dei gol di Corso (nell'Inter, 94 in 502 partite), belli e beffardi anche a distanza di mezzo secolo. O, ancora, ricordare che a Milano un paio di generazioni pendenti a sinistra ha affiancato la bandiera nerazzurra a quella rossa solo perché nell'Inter c'era Corso. Tanti campioni, ma Corso era il più diverso, nel senso che tutto sembrava tranne un grande giocatore. Un fil di ferro con le orecchie a sventola, pochi capelli, un'aria ciondolona, i calzettoni abbassati sulle caviglie (a cacaiola, avrebbe chiosato Brera). Era il suo omaggio a [[Omar Sívori|Sivori]], che con dribbling e tunnel lo entusiasmava. Quando Corso se lo trovò di fronte, gli fece un tunnel. *Corso era il più diverso, ancora, per questi motivi: vocina chioccia, occhi di chi s'è appena alzato dal letto, numero 11 sulla schiena ma non era un'ala sinistra, anzi spesso giocava sulla destra per avere più porta davanti con l'unico piede buono, il sinistro. «Meglio uno buono che due scarsi». Centrocampista non era di sicuro, punta nemmeno. Oggi lo chiameremmo trequartista. Difficile trovare chi gli somigli. In parte [[Ryan Giggs|Giggs]]. Non aveva un ruolo definito ma valeva il prezzo del biglietto. Era un 10 targato da 11. Coi giornalisti parlava pochissimo, in spogliatoio molto, e stava terribilmente sulle scatole al Mago {{NDR|[[Helenio Herrera]]}}. Che ogni anno lo metteva in testa all'elenco di quelli da cedere e ogni anno [[Angelo Moratti]] gli diceva che non era il caso. *Era fatto così: indisponente quando, sotto il sole, in campo giocava nella zona d' ombra. Ma sempre con un colpo a sorpresa nascosto da qualche parte, da vero prestipedatore. *E bisogna essere grati a Corso, perché la foglia morta sopravvive ancora in un mucchio di cannonate, spingardate, siluri, missili, fucilate. È una presenza gentile e lieve, va dove la porta il vento così come Corso andava dove lo portava l'estro. Insofferente agli schemi, anarchico, imprevedibile, lunatico, geniale, per noi Mario Corso era la libertà, ma non lo sapevamo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2012/05/07/news/conte_pirlo_scudetto-34591444/ Juve, la stagione perfetta di una squadra europea]''|''repubblica.it'', 7 maggio 2012.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2011-2012]]}} C'è un dato interessante, nella Juve di Conte. Ha sempre avuto un possesso di palla superiore agli avversari, piccoli e grandi. [...] Il lavoro di Conte è stato fondamentale, perché alla Juve non ha portato solo questo scudetto, che non è poco. Ha dato un gioco, che già pare più europeo che italiano. Ha dato o ridato orgoglio di appartenenza. [...] Conte aveva fatto giocar bene le sue squadre, ma in B. Innamorato del 4-2-4 l'ha mandato in soffitta quando ha capito che Pirlo non ci rientrava. Ha adottato spesso il 3-5-2, che protegge di più la difesa. Forse pensa al 4-3-3, ma sono dettagli. Non sono dettagli invece una squadra mai morta e molto aggressiva, in particolare all'inizio di ogni tempo, né la gran quantità di tiri in porta [...]. E nemmeno la disponibilità a fare il suo gioco e a non subire quello altrui. *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2011-2012]]}} Penso che senza un giocatore con le caratteristiche di [[Andrea Pirlo|Pirlo]] questo scudetto forse la [[Juventus Football Club|Juve]] non l'avrebbe vinto. O forse sì, ma proviamo per un attimo a immaginare come sarebbe stato, senza Pirlo, il gioco della Juve. Pirlo è un gol della Juve o un autogol del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] o tutt'e due le cose insieme? Ognuno decida, io sono per la terza opzione. Al di là dei colori delle maglie e del tifo, è la riprova che un giocatore di classe fa sempre comodo, specie se il suo gioco esalta quello dei compagni. *{{NDR|Sulla Juventus Football Club 2011-2012}} Portiere a parte, la Juve non ha una difesa di grossi nomi, eppure è di gran lunga la meno battuta. Ha realizzato gli equilibri tra i reparti che sono una delle cose più utili e difficili da ottenere. Il centrocampo è forte, Marchisio nella prima metà del campionato e Vidal nella seconda si sono segnalati come incursori d'area oltre che nel recuperare palloni. Gli attaccanti, spesso alternati, non figurano nelle parte alta della classifica dei goleador. Il più prolifico, Matri, ha segnato meno della metà di Ibrahimovic. Però non è detto che nel gioco di Conte sia la punta centrale a dover fare la parte del leone. Altri dettagli: Vidal da oggetto misterioso a insostituibile, Vucinic più dinamico. Hanno risposto alle attese gli acquisti più illustri, ma anche quelli meno: Giaccherini, Caceres. È molto migliorato De Ceglie, Bonucci si distrae meno. È una squadra ringiovanita ma già matura. {{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/10/15/news/ricordo_beppe_viola-44571598/ C'era una volta il sorriso di Beppe Viola]''|''repubblica.it'', 15 ottobre 2012.|h=4}} {{NDR|Su [[Beppe Viola]]}} *Forse amato più da morto che da vivo, e non parlo di famiglia, amici (ne aveva tanti), ma di attenzione, rispetto, riconoscimenti ufficiali. Era consapevole del distacco, per non dire emarginazione, derivanti dal suo modo "altro" di essere giornalista sportivo. *So che ai funerali c'era un mare di gente, anche facce famose dello sport e dello spettacolo, ma soprattutto facce di gente qualunque, molti del triangolo in cui aveva piantato le tende dalla nascita (piazza Adigrat, via Sismondi, via Lomellina), ma tanti fuori, alcuni ai margini (clanda, zanza, nel gergo della strada). Lettera significava menagramo, ricotta affare, bevuto arrestato. Sacco era mille lire, scudo cinquemila, deca diecimila (oggi, decaffeinato), marengo ventimila, gamba centomila, testa un milione. *Certo, Beppe era "uno della tv", ma guai a chiamarlo dottore. Era anche un instancabile osservatore, frequentatore di bar, osterie, pasticcerie, salumerie. Sempre cose pesanti. *Nel meticciato culturale il talento emergeva, quando c'era. Questo spiega perché Beppe sia stato giornalista di carta stampata, radiocronista, telecronista, autore di testi per cabaret e canzoni, sceneggiatore, partendo da un innato senso dell'umorismo e da una cultura classica (mai laureato, ma quanti libri in casa sua) e insieme popolare. Posso aggiungere: la persona più generosa che abbia mai incontrato, quasi sempre con problemi economici ma sempre disposto a dare le ultime mille lire a uno che stava peggio. Molti dicono che è arrivato molto presto, troppo per essere capito subito. Invece no, è arrivato quando doveva arrivare, in quegli anni, e se n'è andato troppo presto. *Beppe era lo sport senza piedistallo, ma anche la spalla di due guru (Gualtiero Zanetti e Gianni Brera) non particolarmente portati per la tv. Beppe toccava i tasti giusti, dava i tempi. Ma era giudicato poco telegenico: la cravatta sembrava lo strangolasse, sudava per tre, non era abbronzato. Anche suo nonno aveva la passione del gioco: carte. Il padre, cavalli. Beppe tutt'e due. Dei cavalli sbagliati ("le bestie") non ha mancato uno. Era molto bravo a scopa d'assi, quasi come Pantera Danova, nelle partite con Pizzul e Facchetti. Sembrava svagato, ma sul lavoro non sgarrava. Sembrava pigro e ha sgobbato come un mulo tutta la sua corta vita. {{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/rubriche/punto-e-svirgola/2012/12/17/news/quel_giorno_da_malta-48978813/ "Ciao Gianni, sei morto con i tuoi amici"]''|''repubblica.it'', 20 dicembre 2012.|h=4}} {{NDR|Su [[Gianni Brera]]}} *E scrivevi come vivevi, da persona piena di umori e di amori, con una cultura larga e profonda che andava dalla pesca degli storioni all'uso del verso alessandrino. E le invenzioni, Giovanni, i neologismi. Ne hai inventate di parole. *E tu con coscienza e scrupolo artigianale (ma io non dimentico tutti i libri che hai in casa) avevi inventato una lingua viva, piena di venature, di rimandi, come uno che aveva letto Runyon ma anche Folengo. Eri nato con l'atletica e il ciclismo, sapevi raccontare gli uomini e le strade. *Io non sarò il tuo erede, Giovanni. Siamo onesti, come te non c'è stato nessuno e non ci sarà più nessuno. Mica solo per lo sport. Se c'è un libro di gastronomia da salvare, è "La pacciada", che hai scritto tu con Luigi Veronelli. Che adesso starà bevendo in memoria tua. Se si vuol capire qualcosa di ciclismo, degli anni eroici del ciclismo, bisogna leggere "Addio bicicletta", l'hai scritto tu un sacco di anni fa. E pochi letterati da Strega e da Campiello avrebbero descritto il paese di Coppi come hai fatto tu. *Sei morto come auguravi ai tuoi eroi sportivi, assunti in cielo su un carro di fuoco. Non sei morto di cuore né di fegato né di polmone, Giovanni, tu che fumavi cento sigarette al giorno e non parliamo di quello che hai bevuto, oppure parliamone, e parliamo del culo che ti sei fatto sgobbando fra le stanghe della Olivetti (il computer mai, avevi ragione tu, non fa rumore, ti cambia le parole già in testa) più di cinquant'anni. {{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/22/ma-nessuno-fa-cultura-sul-cibo.html Ma nessuno fa cultura del cibo]''|''la Repubblica'', 22 febbraio 2013.|h=4}} {{NDR|Su [[MasterChef Italia]]}} *Mica si può saziare la voglia di umiliazione della platea spaccando un'ottantina di piatti nell'imitazione di [[Gordon Ramsay]], chef molto stellato e molto sopravvalutato, assai più popolare per la sua dirompente cafonaggine televisiva che per le sue ricette. Ramsay, per inciso, sputa nelle pentole, spiaccica uova sulle giacche degli esaminandi, ha un linguaggio da bullo attaccabrighe. *La sua parte {{NDR|quella di Gordon Ramsay nella versione americana del talent}}, quella del cattivo, il copione l'ha riservata a mister [[Joe Bastianich]]. [[Bruno Barbieri]], forse perché bolognese, è il meno contundente del trio, è come il poliziotto buono dei telefilm americani, quello che offre una sigaretta durante l'interrogatorio. [[Carlo Cracco]], il più bello del reame (sarà meglio l'inquadratura della camera 3 o della 4?) è quello che, inarcando luciferinamente le sopracciglia, leva la sigaretta prima che sia accesa. *Tempo di crisi o no, c'è qualcosa di eccessivo nel diluvio di trasmissioni sul cibo, nessuna delle quali fa cultura sul cibo, come tanto tempo fa Ave Ninchi e Luigi Veronelli, ma solo audience. Giudizio critico su Masterchef: mappazzone, digestione a rischio. {{Int|1=Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/longform/2017/12/28/news/i_cento_nomi_dell_anno_di_gianni_mura-185404450/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S2.4-T1 I cento nomi dell'anno di Gianni Mura]''|2=''rep.repubblica.it'', 30 dicembre 2017.|h=4}} *{{NDR|Su [[Gualtiero Marchesi]]}} Detestava esser chiamato chef, non gli farò questo torto. Nemmeno gli piaceva esser chiamato maestro, ma lo è stato. Un grande maestro. Di quelli che non hanno bisogno d'una cattedra per insegnare. Di quelli che hanno una cultura vasta (pittura, musica, scultura). Che hanno belle idee. L'ultima di Gualtiero era una Casa di riposo per cuochi, dove i vecchi cuochi potessero portare la loro esperienza ai giovani cuochi. Sorgerà a [[Varese]]. Ancora una volta [[Milano]] non ha capito, Milano sta a guardare. *{{NDR|Su [[Nanni Svampa]]}} "Certe tue traduzioni sono migliori delle mie canzoni". Se a dirlo è Georges Brassens, è detto tutto, o quasi. Da aggiungere: il cabaret, quando era una cosa seria, e la canzone dialettale milanese gli devono molto. *{{NDR|Su [[Daniel Viglietti]]}} Amico di [[Víctor Jara|Victor Jara]] e Violeta Parra, figlio di musicisti, chitarrista e compositore, è considerato l'espressione più alta della canzone uruguayana. Quando fu incarcerato, si formò a suo sostegno un movimento d'opinione che comprendeva [[Jean-Paul Sartre|Sartre]], [[François Mitterrand|Mitterand]], Niemeyer, Cortázar. Undici anni in esilio tra Argentina e Francia. Poi il trionfale ritorno a Montevideo (1984). Ha sempre cantato dalla parte degli ultimi. ==''La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour''== ===Incipit=== La [[fiamma rossa]] (''la flamme rouge'') è una bandierina triangolare che segnala gli ultimi mille metri di corsa. È comparsa per la prima volta nel Tour de France del 1906 e da allora non solo è rimasta sulle strade del Tour, ma si è moltiplicata su quelle del Giro, della Vuelta, delle classiche, insomma fa parte di un alfabeto universale delle due ruote. La fiamma rossa può essere una marcia trionfale o un calvario. Dipende da come ci si arriva. Quell'ultimo chilometro da percorrere può essere pedalato a tutta forza in salita (per abbreviare l'agonia, diceva Pantani) oppure con più calma, amministrando lo sforzo, o, ancora, con l'angoscia di non chiudere entro i limiti del tempo massimo. ===Citazioni=== *Nella maggior parte dei casi, comunque, la fiamma rossa è l'ingresso nel territorio dove tutto è possibile. È la zona dei sogni. *La fiamma rossa è un punto preciso, fermo, e ancora tutto può cambiare, muoversi, ribaltarsi. IL rosso è il colore della passione, in senso etimologico. Nella vita ordinata, ai semafori, è il colore che ferma. Nel ciclismo scatena. *{{NDR|Il [[Mont Ventoux]]}} Era una montagna che negava la vita. Solo pietre bianche e ghiaioni e lui {{NDR|[[Tom Simpson]]}} è andato a finire proprio lì. Lui, che amava la vita, lo dicono tutti, e il mare, e gli alberi, lui, che in Corsica dissodava il terreno attorno alla futura casa, e gli piaceva il Lago di Garda, e raccontare barzellette, e fare il pioniere. *{{NDR|Sulla morte di Tom Simpson sul Mont Ventoux}} Un uomo morto è più vero di tutte le verità a posteriori. *Aveva una bella storia Simpson, una storia che non gli sopravvive. Adesso è un cadavere scomodo. *[[Morte|Morire]] è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra. *Il Ventoux è una bruttissima bestia che non somiglia a nessun'altra salita. È unico. *Il Ventoux non è Pirenei, non è Alpi, anche se tecnicamente può considerarsi una propaggine delle Alpi Marittime. È una sentinella della pianura, un avamposto maligno e calvo che nei secoli ha entusiasmato solo Petrarca. È un bubbone che i corridori eviterebbero volentieri. *Adesso il mio atteggiamento è più duro perché di [[doping]], di questo doping, si muore. Al di là dei motori truccati, muoiono i ciclisti, muore il ciclismo. ==Citazioni su Gianni Mura== *Alla fine dei suoi racconti sulle vite degli amici persi scriveva sempre: ti sia lieve la terra. Paola {{NDR|la moglie}} l'ha vestito con i jeans, una polo, un golf e scarpe sportive. Non era tipo da cravatta, ma era elegantissimo nella sua semplicità da Mura. Io invece vorrei che la terra diventasse dura, ferrosa, respingente. Che ci restituisse Gianni che credeva nella libertà e che la poesia è un po' come la Provenza: non sei tu che ci entri, al chilometro tale, ma è lei che ti viene incontro, che s'annuncia con i colori dei campi di lavanda e di girasole. E che voleva bene alle fisarmoniche appoggiate su una sedia. Diceva che sono l'unico strumento che si dilata. Dimenticava il suo cuore. ([[Emanuela Audisio]]) *Gianni era un talento puro. I suoi racconti dal tour de France resteranno vette rare, e non solo quelli. Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Molti lo definiranno una volta di più "l'unico erede di Brera", che peraltro adorava e aveva ben conosciuto, ma per me Mura era Mura: aveva il suo stile, la sua originalità, la sua musica, la sua utopia. Per chi ha amato la letteratura sportiva, e per chi ha creduto anche in tempi non sospetti che lo sport potesse essere epica, Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste. ([[Andrea Scanzi]]) *Gianni era uno che scriveva basandosi su quello che vedeva con i suoi occhi. E aveva questa dote di sapere raccontare sulla carta quello che io non sarei mai riuscito a tirar fuori con le mie parole. ([[Gianni Bugno]]) *Ho imparato anche da Gianni Mura che al Tour mi chiedeva: "Cosa hai visto, mi racconti?" E quando dovevi riferire a Mura sentivi che dovevi farti acuta e sincera perché la responsabilità era enorme. ([[Alessandra De Stefano]]) *Lo avevo quasi convinto a scrivere un libro che raccontasse a modo suo la grande transizione del giornalismo, dalle linotype al digitale, dalla sua Olivetti 32 all'iPad, dalla carta a Instagram.<br /> Si capiva da che parte stava: un giorno in Francia un quotidiano giapponese fece una pagina su di lui: era l'ultimo inviato con una macchina da scrivere (e faceva anche un discreto rumore). Doveva raccontarlo ancora una volta a tutti noi, fratelli, figli e lettori suoi, con una risata: «Vogliono farmi sentire come l'orso marsicano, la foca monaca: ma come scriverete sul pc se manca la luce?».<br /> Il titolo del libro era pronto: "Ci siamo divertiti".<br /> Ma ora è finita. ([[Giuseppe Smorto]]) *Mura ha significato per me, credo per molti di noi, un riferimento alto e costante, sia pensando alla qualità dello scrivere, sia al significato dello sport, sia alle storie di chi con lo sport traccia una via, una avventura preziosa. Ci conoscemmo quando ero un ragazzo, grazie a [[Beppe Viola]]. Lavoravamo nelle stesse stanze di viale Arbe a Milano, in quello che Beppe definì "il marchettificio" perché si trattava di guadagnare il pane scrivendo per chiunque chiedesse pezzi di varia umanità. Era un appartamento trasformato in ufficio, c'era una piccola cucina dove mettevamo su delle moka in continuazione, dove mettevamo in tavola roba varia e unta in arrivo da improbabili rosticcerie limitrofe, dove Beppe, Gianni e Sergio Meda soprattutto giocavano a carte arrabbiandosi moltissimo. Avere attorno gente così è stato un privilegio e un onore per me, visto che si impara meglio da chi sa cosa significa non accontentarsi, non piegarsi, non metterla giù dura. E chi ha ricevuto da Gianni una quantità straordinaria di racconti e storie sa benissimo di cosa sto parlando. Parole scelte, se possibile, sempre. Era una persona non sempre facile; era una persona per bene. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Per Gianni Mura il primo giorno di primavera è stato l'ultimo. Niente fiori, niente mare di Ischia e vino gelido con le pesche. Fine della corsa per un grandissimo giornalista che ha amato lo sport del pedale più di ogni altra cosa. Ha amato il ciclismo di memoria, più che di cronaca, nonostante fosse sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, come pochi altri. ([[Pier Augusto Stagi]]) *Quando leggendo il racconto di Gianni Mura su un tappa del Tour sentivi il profumo della lavanda in Provenza. ([[Ezio Mauro]]) *Vi chiedo, ovunque voi siate, di stappare una bottiglia per lui, e levare il bicchiere, così come stanno facendo i suoi amici. Una delle cose più tremende di questi giorni è che non si possono fare i funerali. Il suo sarebbe stato — e sarà, appena possibile — pieno di cose da mangiare e di cose da cantare. Se conoscete qualche canzone di [[Sergio Endrigo|Endrigo]] cantatela per lui, era il suo preferito. Basta anche qualche verso. Basta un sorso, un pensiero, un ringraziamento, una pedalata sulle Alpi francesi o sui Pirenei, e Gianni Mura sarà di nuovo insieme a noi. Per sempre insieme a noi. ([[Michele Serra]]) ===[[Maurizio Crosetti]]=== {{cronologico}} *Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare. *Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso. *Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa. *Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianni Mura, ''La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour'', Minimum Fax, Roma, pp. 464, ISBN 9788875211905 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mura, Gianni}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ldcg2tukn2t7eck38oi0hu500x3l8zh James Cameron 0 16974 1424625 1367810 2026-08-25T13:04:45Z ~2026-35655-21 107537 /* Film */ 1424625 wikitext text/x-wiki [[Immagine:James Cameron.jpg|thumb|James Cameron nel 1986]] {{Premio|Oscar|'''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]''' *Miglior film (1998) *Miglior regista (1998) *Miglior montaggio (1998)}} '''James Francis Cameron''' (1954 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico canadese. ==Citazioni di James Cameron== *Con la [[Cinema tridimensionale|proiezione 3D digitale]] entreremo in una nuova età del cinema. Gli spettatori vedranno qualcosa che prima dell'era del cinema digitale non è mai stato possibile tecnicamente: una stupefacente esperienza visiva che «mette il turbo» alla visione delle opere cinematografiche più grandi, imperdibili. I più importanti film d'azione, fantasy e con i migliori effetti speciali saranno presto girati in 3D. E tutti i film animati al computer possono essere convertiti in 3D con grande facilità, e senza costi aggiuntivi se si interviene in fase di produzione. Presto gli spettatori assoceranno il 3D al top dei contenuti visivi sul mercato e andranno alla ricerca di questa esperienza premium.<ref>Citato in Chuck Tryon, ''Cultura on demand. Distribuzione digitale e futuro dei film'', traduzione di Nazzareno Mataldi, minimum fax, Roma, 2017. ISBN 9788875218799</ref> :''With digital 3D projection, we will be entering a new age of cinema. Audiences will be seeing something which was never technically possible before the age of digital cinema -- a stunning visual experience which 'turbocharges' the viewing of the biggest, must-see movies. The biggest action, visual effects and fantasy movies will soon be shot in 3D. And all-CG animated films can easily be converted to 3D, without additional cost if it is done as they are made. Soon audiences will associate 3D with the highest level of visual content in the market, and seek out that premium experience.'' (da un discorso alla convention ShoWest, Las Vegas, 15 marzo 2005<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.dcinematoday.com/dc/pr?newsID=228 TI DLP Cinema™, George Lucas and James Cameron to Highlight Digital Cinema and 3D Movies at ShoWest 2005]'', ''DCinemaToday.com'', 15 marzo 2005.</ref>) *Il [[cinema tridimensionale|3D]] è ormai arrivato a un punto di non ritorno, come quando schiacci un tubetto di dentifricio, per un po' il dentifricio può tornare indietro, poi non più.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/11/Cameron_Titanic_per_milioni_dollari_co_8_111111013.shtml Cameron: «Titanic 3D» per 18 milioni di dollari]'', ''Corriere della Sera'', 11 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Su ''[[Avatar (film 2009)|Avatar]]''}} Il film contiene messaggi universali, è contro tutti i colonialismi, dall'impero romano alle conquiste spagnole, fino ai giorni nostri. Certo ''Avatar'' condanna gli eccessi nell' uso della forza, ma sono stato sempre attento a bilanciare il messaggio. E poi questo non è un film che ha la pretesa di insegnare, come ''Inconvenient Truth'': vuole trasmettere il suo messaggio attraverso le emozioni. Usa idee semplici. Qualcuno dice semplicistiche. Io rispondo: no, viscerali.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/30/Avatar_anti_pirati_grazie__co_9_100130111.shtml «Avatar? È anti-pirati, grazie al 3D»]'', ''Corriere della Sera'', 30 gennaio 2010.</ref> *Non puoi considerarti [[Ambientalismo|ambientalista]] se mangi la [[carne]].<ref>Citato in Roberto Cazzolla Gatti, ''Animali non umani: una nuova coscienza. Saggi scelti e racconti'', Key editore, Vicalvi, 2016, [https://books.google.it/books?id=dR6uCwAAQBAJ&pg=PA55 p. 55].</ref> *{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} Noto un voltare le spalle a tutto ciò che è decente. L’America non è il baluardo di niente se non è il baluardo di tutto quello che ha storicamente difeso. Diventa un’idea vuota, e credo la stiano svuotando il più in fretta possibile per i loro interessi. [...] Non so se qui {{NDR|in Nuova Zelanda}} mi sento più al sicuro, ma certamente non sono costretto a leggere {{NDR|di Trump}} sulle prime pagine ogni singolo giorno. E mi disgusta. C’è qualcosa di bello dei giornali neozelandesi: almeno lo mettono a pagina tre. Non voglio più vedere la faccia di quel tizio in prima pagina. Là {{NDR|negli Stati Uniti}} è inevitabile, è come vedere un incidente automobilistico che si ripete all’infinito.<ref>Citato in ''[https://blog.screenweek.it/2025/02/james-cameron-sta-per-ottenere-la-cittadinanza-neozelandese-e-disgustato-da-donald-trump/ James Cameron sta per ottenere la cittadinanza neozelandese, è “disgustato” da Donald Trump]'', ''screenweek.it'', 28 febbraio 2025.</ref> *{{NDR|Sul [[veganismo]]}} Si diventa più sani, si vive di più, si ha un aspetto migliore, molta meno acne. Si dimagrisce e si inizia a sprigionare salute da tutti i pori. Persino la tua vita sessuale ne risente in maniera positiva. È questo ciò a cui si va incontro quando si eliminano carne e prodotti caseari dalla propria dieta.<ref>Dall'[http://www.mensjournal.com/health-fitness/nutrition/james-cameron-why-i-eat-a-vegan-diet-20150915 intervista] a ''Men's Journal''; citato in Francesca Fichera, ''[http://www.blogdilifestyle.it/james-cameron-ecco-perche-sono-vegano-loveg-61886.html James Cameron: "Ecco perché sono vegano"]'', ''Blogdilifestyle.it'', 20 settembre 2015.</ref> *{{NDR|Dopo due anni di dieta [[veganismo|vegana]]}} sto alla grande. Mi sento come se avessi riportato indietro l'orologio di quindici anni.<ref>Dall'[https://www.reddit.com/r/IAmA/comments/22uz4m/i_am_james_cameron_ama/ incontro] ''Ask Me Anything'' su Reddit; citato in Mattia Pasquini, ''[http://www.lastampa.it/2014/05/19/scienza/ambiente/cinema-e-cultura/la-seconda-giovinezza-di-james-cameron-passa-dal-vegan-e-da-una-serie-tv-ecologica-1e6y5tbK9gpUbKJGpp6tCN/pagina.html La seconda giovinezza di James Cameron passa dal Vegan e da una serie tv 'ecologica']'', ''LaStampa.it'', 19 maggio 2014.</ref> *{{NDR|Su ''[[Ghost in the Shell (film 1995)|Ghost in the Shell]]''}} Un fantastico film di fantascienza, il primo lungometraggio animato che è riuscito a raggiungere la perfezione visiva! :''A stunning work of speculative fiction... the first to reach a level of literary excellence.''<ref>Citato in Steve Rose, ''[http://www.guardian.co.uk/film/2009/oct/19/hollywood-ghost-in-the-shell Ghost in the Shell 2.0 Hollywood is haunted by Ghost in the Shell]'', ''Guardian.co.uk'', 19 ottobre 2009.</ref> *{{NDR|Su ''[[Ombre dal passato (film 2015)|Ombre dal passato]]''}} Un trionfo artistico. <ref>[http://youwin.altervista.org/immagini/O/Ombre%20Dal%20Passato.jpg Copertina DVD]</ref> *[[Steven Spielberg|Steven]] ha fatto regredire la causa degli [[Squalo|squali]]. In quanto cosiddetti predatori apicali, gli animali sono una parte importante della catena alimentare e questo viene riconosciuto poco dal pubblico. Gli squali hanno una cattiva reputazione [...] Eppure gli squali esistono da circa 300 milioni di anni [...]. Sono stati una delle prime forme di vita vertebrate superiori a comparire sul pianeta e si sono incredibilmente adattati al loro ambiente. Non ci sono animali buoni e cattivi, ma solo una consapevolezza: gli oceani sono spietati.<ref>Citato in [https://www.corriere.it/spettacoli/cinema-serie-tv/24_agosto_21/james-cameron-attacca-spielberg-ha-denigrato-gli-squali-773c8e13-eb93-4e7d-a105-d70e302dbxlk.shtml ''James Cameron attacca Spielberg, «ha denigrato gli squali»''], ''corriere.it'', 21 agosto 2024</ref> {{Int|1=''[https://www.corriere.it/cronache/23_giugno_23/james-cameron-regista-titanic-sapevo-dall-inizio-che-sommergibile-fosse-imploso-l-idea-titan-orribile-4234a2b2-1192-11ee-b84a-13dd6917f26f.shtml James Cameron, il regista di Titanic: «Sapevo dall'inizio che il sommergibile era imploso. L'idea del Titan? Orribile»]''|2=Sull'[[incidente del sommergibile Titan]]. Da un'intervista a Reuters; citato in Carlotta Lombardo ''corriere.it'', 23 giugno 2023.}} *Abbiamo avuto la conferma entro un’ora che c’era stato un forte scoppio nello stesso momento in cui le comunicazioni secondarie sono state perse. Perdita del transponder. Perdita di comunicazioni. Sapevo cosa era successo. Il sottomarino era imploso. Fin dall’inizio dei quattro giorni di calvario. *Ho subito pensato che fosse un’idea orribile. Vorrei aver parlato, ma pensavo che qualcuno fosse più intelligente di me. Io, quella tecnologia, non l’ho mai sperimentata ma “suonava male”. Ocean Gate non avrebbe dovuto fare quello che stava facendo. Penso che sia abbastanza chiaro. Vorrei essere stato più esplicito al riguardo, ma ero ignaro del fatto che non ci fossero le certificazioni. Stockton Rush mi aveva chiesto se volevo uscire con loro e immergermi in questa stagione. Ma non ero interessato. C’era molta preoccupazione per questo equipaggio e per questo sottomarino. *Celebriamo l’innovazione, giusto? Ma non si dovrebbe usare un veicolo sperimentale per i passeggeri paganti che non siano essi stessi ingegneri degli oceani profondi. Non ho mai creduto in quella tecnologia di fibra al carbonio avvolta, di filamento avvolto, di scafo cilindrico. *Mi colpisce la somiglianza con il disastro del Titanic, dove il capitano fu ripetutamente avvertito della presenza di ghiaccio davanti alla sua nave, eppure si lanciò a tutta velocità in una distesa di ghiaccio in una notte senza luna, causando la morte di molte persone. [...] Ora c’è un relitto che giace accanto all’altro per la stessa maledetta ragione. Che una tragedia simile, in cui gli avvertimenti sono rimasti inascoltati, si sia verificata nello stesso identico luogo, con tutte le immersioni in corso in tutto il mondo, è semplicemente stupefacente. ==Note== <references /> ==Film== *''[[Terminator]]'' (1984) *''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985) *''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986) *''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991) *''[[True Lies]]'' (1994) *''[[Strange Days (film)|Strange Days]]'' (1995) *''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'' (1997) *''[[Avatar (film 2009)|Avatar]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cameron, James}} [[Categoria:Produttori cinematografici canadesi]] [[Categoria:Registi canadesi]] [[Categoria:Sceneggiatori canadesi]] 648nzdbg8uiitmv3tttf9arfxyu8lpc Alberto Cavaliere 0 17540 1424690 773403 2026-08-26T07:53:06Z ~2026-46347-48 108191 1424690 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alberto cavaliere.jpg|thumb|Alberto Cavaliere]] '''Alberto Cavaliere''' (1897 – 1967), poeta, giornalista e politico italiano. *''Mi parli del [[cloro]]: "Composto trovasi, puro non già, | per la sua massima affinità. | Giallo-verdognolo, d'odor non grato, | è un gas venefico, che ci vien dato"''. (da ''Chimica in versi'', Zanichelli, 1928, 2ª edizione) * ''Mi piace [[Cittanova]], il mio paese; | che vedo ormai soltanto in cartolina: | una ridente e mite cittadina, | alla buona, così, senza pretese.'' (citato in Arturo Zito De Leonardis, ''Cittanova di Curtuladi'', pag. 668, MIT, Cosenza, 1986) * ''L’armi, i gerarchi ed i commendatori,/ Le scortesie, l’audaci imprese io canto,/ Per rinfrescar la mente a quei signori/ Che, accesi di nostalgico rimpianto,/ Van sospirando nuovi dittatori,/ Sul tipo di colui che si diè vanto/ Di distrugger l’Italia in un baleno/ E c’impiegò trent’anni o poco meno./'' (da ''L'Urlando furioso, ovverossia la storia di un trentennio'', Canto I stanza I; poema in ottave, in XV canti apparso a puntate dal dicembre 1947 al marzo 1948 sull'Avanti!. Riedito in volume, con introduzione e commento storico-metrico-letterario a piè di pagina a cura di Gerimio Aderi, in ''l'Urlando furioso e altre rime dall'Avanti'', Lyriks, 2026) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Poeti italiani|Cavaliere, Alberto]] aup2rgcyu9oz90uivgaolajbz991wa2 1424691 1424690 2026-08-26T07:55:12Z ~2026-46347-48 108191 /* */ 1424691 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alberto cavaliere.jpg|thumb|Alberto Cavaliere]] '''Alberto Cavaliere''' (1897 – 1967), poeta, giornalista e politico italiano. *''Mi parli del [[cloro]]: "Composto trovasi, puro non già, | per la sua massima affinità. | Giallo-verdognolo, d'odor non grato, | è un gas venefico, che ci vien dato"''. (da ''Chimica in versi'', Zanichelli, 1928, 2ª edizione) * ''Mi piace [[Cittanova]], il mio paese; | che vedo ormai soltanto in cartolina: | una ridente e mite cittadina, | alla buona, così, senza pretese.'' (citato in Arturo Zito De Leonardis, ''Cittanova di Curtuladi'', pag. 668, MIT, Cosenza, 1986) * ''L’armi, i gerarchi ed i commendatori,/ Le scortesie, l’audaci imprese io canto,/ Per rinfrescar la mente a quei signori/ Che, accesi di nostalgico rimpianto,/ Van sospirando nuovi dittatori,/ Sul tipo di colui che si diè vanto/ Di distrugger l’Italia in un baleno/ E c’impiegò trent’anni o poco meno./'' (da ''L'Urlando furioso, ovverossia la storia di un trentennio'', Canto I, stanza I; poema in ottave, in XV canti apparso a puntate dal dicembre 1947 al marzo 1948 sull'Avanti!. Riedito in volume, con introduzione e commento storico-metrico-letterario a piè di pagina a cura di Gerimio Aderi, in ''l'Urlando furioso e altre rime dall'Avanti'', Lyriks, 2026) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Poeti italiani|Cavaliere, Alberto]] hrhrimgf4q8lqi8dlx7nv4sebv0sgmx 1424693 1424691 2026-08-26T08:09:03Z ~2026-46347-48 108191 /* */ 1424693 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alberto cavaliere.jpg|thumb|Alberto Cavaliere]] '''Alberto Cavaliere''' (1897 – 1967), poeta, giornalista e politico italiano. *''Mi parli del [[cloro]]: "Composto trovasi, puro non già, | per la sua massima affinità. | Giallo-verdognolo, d'odor non grato, | è un gas venefico, che ci vien dato"''. (da ''Chimica in versi'', Zanichelli, 1928, 2ª edizione) * ''Mi piace [[Cittanova]], il mio paese; | che vedo ormai soltanto in cartolina: | una ridente e mite cittadina, | alla buona, così, senza pretese.'' (citato in Arturo Zito De Leonardis, ''Cittanova di Curtuladi'', pag. 668, MIT, Cosenza, 1986) * ''L’armi, i gerarchi ed i commendatori,''<br /> ''Le scortesie, l’audaci imprese io canto,'' <br /> ''Per rinfrescar la mente a quei signori'' <br /> ''Che, accesi di nostalgico rimpianto,'' <br /> ''Van sospirando nuovi dittatori,'' <br /> ''Sul tipo di colui che si diè vanto'' <br /> ''Di distrugger l’Italia in un baleno'' <br /> ''E c’impiegò trent’anni o poco meno'' (da ''L'Urlando furioso, ovverossia la storia di un trentennio'', Canto I, stanza I; poema in ottave, in XV canti apparso a puntate dal dicembre 1947 al marzo 1948 sull'Avanti!. Riedito in volume, con introduzione e commento storico-metrico-letterario a piè di pagina a cura di Gerimio Aderi, in ''l'Urlando furioso e altre rime dall'Avanti'', Lyriks, 2026) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Poeti italiani|Cavaliere, Alberto]] l4mq1fkzc42ndcn1r6vyoviway5y9e6 Friedrich August Kekulé von Stradonitz 0 20190 1424688 696169 2026-08-26T06:12:58Z Ziv 100779 ([[c:GR|GR]]) [[File:Frkekulé.jpg]] → [[File:Friedrich August Kekulé von Stradonitz (1890er).jpg]] [[c:COM:FR#FR2|Criterion 2]] · More precise and not just a meaningless name 1424688 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Friedrich August Kekulé von Stradonitz (1890er).jpg|thumb|right|Friedrich August Kekulé]] '''Friedrich August Kekulé von Stradonitz''' (1829 – 1896), chimico tedesco. *Io stavo seduto intento a scrivere il mio trattato, ma il lavoro non progrediva; i miei pensieri erano altrove. Girai la mia sedia verso il fuoco e mi assopii. Di nuovo gli atomi si misero a saltellare davanti i miei occhi, ma stavolta i gruppi più piccoli si mantenevano nello sfondo. L'occhio della mia mente, reso più acuto dalle ripetute visioni di questo genere, ora poteva distinguere figure più grandi, di diverse fogge, disposte in lunghe file in qualche punto assai vicine le une alle altre, tutte che giravano e si attorcigliavano come un groviglio di serpenti in movimento. Ecco che a un tratto uno dei serpenti, afferrata la sua stessa coda, roteava ironicamente davanti ai miei occhi. Come per un lampo di luce mi svegliai,... spesi il resto della notte ad elaborare le conseguenza dell'ipotesi. Signori impariamo a sognare ed allora forse intuiremo la [[verità]]. (citato in ''Chimica Organica'') ==Bibliografia== *Morrison Robert T., Boyd Robert N., ''Chimica Organica'', curato da Grünanger P., Vita Finzi P., CEA Editore, 1997. ISBN 8840808922 ==Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Kekulé von Stradonitz, Friedrich August}} [[Categoria:Chimici tedeschi]] du9eqhpsu2qy4z8cr38rf0w4hjslk8c Steve McQueen 0 22411 1424703 1424593 2026-08-26T08:35:02Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424703 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=cercando il regista|titolo=[[Steve McQueen (regista)]]}} [[File:Steve-McQueen-1968 (cropped).jpg|thumb|Steve McQueen (1968)]] '''Terence Steven McQueen''' (1930 – 1980), attore statunitense. ==Citazioni su Steve McQueen== *Entrambi, [[il Dandi]] e McQueen, avevano una relazione carnale, intellettuale ed emotiva con le vetture da corsa, le adoravano come fosse la propria amante. ([[Alessandro Roja]]) *L'idea che mi sono fatto è che il mio [[Il Dandi|Dandi]] poteva incarnare, nella finzione, quello che Steve McQueen era nella realtà. Il mio criminale era un edonista che amava vivere nel lusso, appassionato di belle donne e potenti auto da corsa, sprezzante del pericolo e un po' testa matta. Caratteristiche che, nel caso di McQueen, hanno contribuito a decretarne la leggenda. Ovviamente alla base c'era un talento straordinario, perfezionato all'Actor's Studio dal più grande maestro di attori di quell'epoca, [[Lee Strasberg]]. McQueen andrebbe studiato per il suo modo, unico, di diventare personaggio. ([[Alessandro Roja]]) *La mia relazione con Steve fu molto complicata, tuttavia anche dopo il divorzio rimase un forte legame di amore reciproco. Il matrimonio non funzionò ma questo non toglie nulla all'amore, alla mia ammirazione per lui come artista. Steve aveva avuto un'infanzia incredibilmente dolorosa e traumatica. Qualunque donna gli stesse accanto avrebbe dovuto affrontare questioni antiche per capire certe sue reazioni. Sì, Steve era una persona complessa, un uomo duro che poteva essere crudele e poi incredibilmente vulnerabile. Aveva un'anima sensibile, ma non potevi mai prevedere come avrebbe affrontato la giornata. In quel momento per lui io ero la donna da sposare, perché voleva qualcuno che stesse a casa e si occupasse della famiglia. Erano tempi diversi... Difficile capirli oggi. ([[Ali MacGraw]]) *Quel meraviglioso uomo e attore che era Steve McQueen. Con lui e sua moglie siamo diventati subito amici. <br/> Era bellissimo, Steve McQueen, proprio come nei film. Curiosamente era molto a disagio con le donne: timidissimo. Mi sono chiesta spesso come mai è successo che con me si sia trovato subito bene. ([[Claudia Cardinale]]) *Steve era un tipo strano, anche lui molto sensibile, silenzioso, inaccessibile. ([[Claudia Cardinale]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956) *''[[Fluido mortale]]'' (1958) *''[[I magnifici sette]]'' (1960) *''[[La grande fuga]]'' (1963) *''[[Nevada Smith]]'' (1966) *''[[L'ultimo buscadero]]'' (1972) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974) *''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]'' (1980) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Ali MacGraw]] – ex moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:McQueen, Steve}} [[Categoria:Attori statunitensi]] 6jlay8kgbbltc3xxrrtjyjhxafl7xhe Omar Sharif 0 22416 1424644 1387527 2026-08-25T18:17:11Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424644 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Omar Sharif 66ème Festival de Venise (Mostra) 7.jpg|thumb|Omar Sharif al 66º Festival di Venezia]] '''Omar Sharif''' (in arabo: ''' عمر الشريف ''') conosciuto anche come '''Omar El-Sherif''', all'anagrafe '''Michael Demitri Shalhoub''' (1932 – 2015), attore egiziano. ==Citazioni di Omar Sharif== *Tanti registi, anche bravi, non immaginano che io abbia bisogno di grandi stimoli! Perché sono orientale, sono pigro... Starei sempre così, seduto; non voglio andare a correre; non amo studiare troppo; mi rompo le scatole a fare certe cose; non potrei mai ingrassare o dimagrire appositamente per interpretare un ruolo! Sono cose che non mi passano proprio per la testa!<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, Roma, 2005. ISBN 8839712895</ref> ==Citazioni su Omar Sharif== *Nel '91 ho rincontrato il primo attore conosciuto nella mia vita [...] E lui, a tanti anni di distanza, era, ed è ancora, bellissimo: ha un fascino sul quale il passare degli anni scivola via, senza lasciare tracce. Perché è soprattutto il fascino, tutto orientale, di un uomo che ama le donne, e sa come sedurle. ([[Claudia Cardinale]]) *Un buon attore. Un ottimo giocatore di bridge. ([[Barbra Streisand]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[La caduta dell'Impero romano]]'' (1964) *''[[Il dottor Živago]]'' (1965) *''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965) *''[[Top Secret!]]'' (1984) *''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005) *''[[10.000 AC]]'' (2008) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sharif, Omar}} [[Categoria:Attori]] [[Categoria:Egiziani]] ogydrpecf1kw22ed69gf3n9cw6qnh84 Giancarlo Giannini 0 24985 1424656 1361492 2026-08-25T21:50:21Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424656 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giancarlo Giannini.jpg|thumb|right|Giancarlo Giannini nel 2009]] '''Giancarlo Giannini''' (1942 – vivente), attore, doppiatore e regista italiano. ==Citazioni di Giancarlo Giannini== *Avendo fatto molti film insieme a Turi Ferro, siamo diventati molto amici e mi ha insegnato i sapori della [[Sicilia]]. Ho imparato la "parlata" catanese, che considero il vero dialetto. Vivendo con lui, ogni volta, per me era una scoperta all'insegna di questa straordinaria terra. Aveva ragione [[Vitaliano Brancati|Brancati]], il quale diceva "per essere siciliani bisogna essere diversi". Essendo poi io del nord, ho vissuto in maniera particolarmente intensa tutto questo.<ref>Citato in ''[http://catania.livesicilia.it/2014/01/12/giancarlo-giannini-grazie-a-turi-ferro-amo-la-sicilia_276415/ Giancarlo Giannini: "Grazie a Turi Ferro amo la Sicilia"]'', ''Live Sicilia.it'', 12 gennaio 2014.</ref> *Devo al film della [[Lina Wertmüller|Wertmuller]] ''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' il successo di un personaggio che è piaciuto molto all'estero e con il quale sono stato a lungo identificato con grande piacere.<ref>Dall'intervista di Eleonora Lombardo, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/11/06/giannini-ho-imparato-a-fare-lattore-spiando-i-sicilianiPalermo01.html?ref=search ''Giannini "Ho imparato a fare l'attore spiando i siciliani"''], ''la Repubblica'', 6 novembre 2016.</ref> *Io non credo che la somiglianza dell'attore con il personaggio aiuti nell'interpretazione. Anzi, più è lontano e meglio è. Quando mi telefona un regista e mi dice: «Guarda, saresti perfetto per quel ruolo; sembri tu!», io mi preoccupo. Per carità...<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *La scena del film [[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]] che preferisco è quella del ballo, dopo l'invito fatto con voce sommessa pensando forse a promesse d'amore perdute, a sogni inevasi. Rivela la fantasia e il senso dello spettacolo degli americani, che fanno guidare una [[Ferrari]] a un cieco: gli italiani si sarebbero vergognati. Il film è in crescendo, ma io preferisco gli intermezzi più intimisti.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/04/Giannini_doppiare_Pacino_che_lezione_co_0_9601043158.shtml Giannini: doppiare Al Pacino, che lezione]'', ''Corriere della Sera'', 4 gennaio 1996, p. 24.</ref> *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' era un film che non voleva far nessuno, perché parla di un campo di concentramento. È una storia vera. Sono riuscito a convincere Lina {{NDR|[[Lina Wertmüller|Wertmüller]]}} a farlo e ha avuto quattro candidature all'Oscar.<ref>Dall'intervista di Silvia Bizio, ''Giancarlo Giannini: “Il cinema è morto? Me lo diceva già Fellini”'', ''Rep.repubblica.it'', 15 febbraio 2019.</ref> {{int|1=Da ''[https://web.archive.org/web/20100921065317/http://raivaticano.blog.rai.it/2010/09/14/giannini-il-mistero-salvera-il-mondo/ Il Mistero salverà il mondo]''|2 = Intervista di Vito Magno, ''Rai Vaticano'', 14 settembre 2010}} *È vero che il poeta scrive le parole, ma è bello leggere la [[poesia]] tra una riga e l'altra, cioè nello spazio bianco, quello spazio che ti lascia la possibilità di fantasticare e di pensare al sottotesto. *Sono convinto che [[Giacomo Leopardi]] sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. *Quando morì mio figlio provai un dolore terribile, ma mentre consolavo gli altri pensavo che forse stava meglio di noi. *La [[bellezza]] ci farà fiorire di nuovo. *Dio ci ha dato la possibilità di scoprire i piccoli misteri di tutti i giorni: concentriamoci su quelli. *La [[curiosità]] è il motore del mondo. ==Citazioni su Giancarlo Giannini== *{{NDR|Sul doppiaggio di [[Michael Douglas]]}} Giannini, che l'ha fatto, è bravissimo, ma lo sfonda un po' troppo. ([[Oreste Rizzini]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[La prima notte di quiete]]'' (1972) *''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' (1972) *''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' (1975) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[['o Re]]'' (1989) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[Il profumo del mosto selvatico]]'' (1995) *''[[Palermo Milano - Solo andata]]'' (1995) *''[[La cena]]'' (1998) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Il cuore altrove]]'' (2003) *''[[Man on Fire - Il fuoco della vendetta]]'' (2004) *''[[Agente 007 - Casinò Royale]]'' (2006) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2006) *''[[Milano-Palermo: il ritorno]]'' (2007) *''[[Agente 007 - Quantum of Solace]]'' (2008) *''[[Francesca Cabrini (film)|Francesca Cabrini]]'' (2024) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'' (1971) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Professione: reporter]]'' (1975) *''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]'' (1975) *''[[Shining]]'' (1980) *''[[Rombo di tuono]]'' (1984) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992) *''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Santa Clause]]'' (1994) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999) *''[[Insomnia]]'' (2002) *''[[S1m0ne]]'' (2002) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[La regola del sospetto]]'' (2003) *''[[Evilenko]]'' (2004) *''[[Il mercante di Venezia (film 2004)|Il mercante di Venezia]]'' (2004) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Up]]'' (2009) *''[[Wall Street: il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Adriano Giannini]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Giancarlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] m0rjbek5u31pjlw8qirh4n1vcqe10k5 1424657 1424656 2026-08-25T21:51:48Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424657 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giancarlo Giannini.jpg|thumb|right|Giancarlo Giannini nel 2009]] '''Giancarlo Giannini''' (1942 – vivente), attore, doppiatore e regista italiano. ==Citazioni di Giancarlo Giannini== *Avendo fatto molti film insieme a Turi Ferro, siamo diventati molto amici e mi ha insegnato i sapori della [[Sicilia]]. Ho imparato la "parlata" catanese, che considero il vero dialetto. Vivendo con lui, ogni volta, per me era una scoperta all'insegna di questa straordinaria terra. Aveva ragione [[Vitaliano Brancati|Brancati]], il quale diceva "per essere siciliani bisogna essere diversi". Essendo poi io del nord, ho vissuto in maniera particolarmente intensa tutto questo.<ref>Citato in ''[http://catania.livesicilia.it/2014/01/12/giancarlo-giannini-grazie-a-turi-ferro-amo-la-sicilia_276415/ Giancarlo Giannini: "Grazie a Turi Ferro amo la Sicilia"]'', ''Live Sicilia.it'', 12 gennaio 2014.</ref> *Devo al film della [[Lina Wertmüller|Wertmuller]] ''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' il successo di un personaggio che è piaciuto molto all'estero e con il quale sono stato a lungo identificato con grande piacere.<ref>Dall'intervista di Eleonora Lombardo, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/11/06/giannini-ho-imparato-a-fare-lattore-spiando-i-sicilianiPalermo01.html?ref=search ''Giannini "Ho imparato a fare l'attore spiando i siciliani"''], ''la Repubblica'', 6 novembre 2016.</ref> *Io non credo che la somiglianza dell'attore con il personaggio aiuti nell'interpretazione. Anzi, più è lontano e meglio è. Quando mi telefona un regista e mi dice: «Guarda, saresti perfetto per quel ruolo; sembri tu!», io mi preoccupo. Per carità...<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *La scena del film [[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]] che preferisco è quella del ballo, dopo l'invito fatto con voce sommessa pensando forse a promesse d'amore perdute, a sogni inevasi. Rivela la fantasia e il senso dello spettacolo degli americani, che fanno guidare una [[Ferrari]] a un cieco: gli italiani si sarebbero vergognati. Il film è in crescendo, ma io preferisco gli intermezzi più intimisti.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/04/Giannini_doppiare_Pacino_che_lezione_co_0_9601043158.shtml Giannini: doppiare Al Pacino, che lezione]'', ''Corriere della Sera'', 4 gennaio 1996, p. 24.</ref> *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' era un film che non voleva far nessuno, perché parla di un campo di concentramento. È una storia vera. Sono riuscito a convincere Lina {{NDR|[[Lina Wertmüller|Wertmüller]]}} a farlo e ha avuto quattro candidature all'Oscar.<ref>Dall'intervista di Silvia Bizio, ''Giancarlo Giannini: “Il cinema è morto? Me lo diceva già Fellini”'', ''Rep.repubblica.it'', 15 febbraio 2019.</ref> {{int|1=Da ''[https://web.archive.org/web/20100921065317/http://raivaticano.blog.rai.it/2010/09/14/giannini-il-mistero-salvera-il-mondo/ Il Mistero salverà il mondo]''|2 = Intervista di Vito Magno, ''Rai Vaticano'', 14 settembre 2010}} *È vero che il poeta scrive le parole, ma è bello leggere la [[poesia]] tra una riga e l'altra, cioè nello spazio bianco, quello spazio che ti lascia la possibilità di fantasticare e di pensare al sottotesto. *Sono convinto che [[Giacomo Leopardi]] sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. *Quando morì mio figlio provai un dolore terribile, ma mentre consolavo gli altri pensavo che forse stava meglio di noi. *La [[bellezza]] ci farà fiorire di nuovo. *Dio ci ha dato la possibilità di scoprire i piccoli misteri di tutti i giorni: concentriamoci su quelli. *La [[curiosità]] è il motore del mondo. ==Citazioni su Giancarlo Giannini== *{{NDR|Sul doppiaggio di [[Michael Douglas]]}} Giannini, che l'ha fatto, è bravissimo, ma lo sfonda un po' troppo. ([[Oreste Rizzini]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[La prima notte di quiete]]'' (1972) *''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' (1972) *''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' (1975) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[['o Re]]'' (1989) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[Il profumo del mosto selvatico]]'' (1995) *''[[Palermo Milano - Solo andata]]'' (1995) *''[[La cena]]'' (1998) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Il cuore altrove]]'' (2003) *''[[Man on Fire - Il fuoco della vendetta]]'' (2004) *''[[Casino Royale (film)|Casinò Royale]]'' (2006) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2006) *''[[Milano-Palermo: il ritorno]]'' (2007) *''[[Quantum of Solace]]'' (2008) *''[[Francesca Cabrini (film)|Francesca Cabrini]]'' (2024) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'' (1971) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Professione: reporter]]'' (1975) *''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]'' (1975) *''[[Shining]]'' (1980) *''[[Rombo di tuono]]'' (1984) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992) *''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Santa Clause]]'' (1994) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica]]'' (1999) *''[[Insomnia]]'' (2002) *''[[S1m0ne]]'' (2002) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[La regola del sospetto]]'' (2003) *''[[Evilenko]]'' (2004) *''[[Il mercante di Venezia (film 2004)|Il mercante di Venezia]]'' (2004) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Up]]'' (2009) *''[[Wall Street: il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Adriano Giannini]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Giancarlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] numkcx5wr5vykf1cy0cyjif8j74ozef 1424658 1424657 2026-08-25T21:55:48Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424658 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giancarlo Giannini.jpg|thumb|right|Giancarlo Giannini nel 2009]] '''Giancarlo Giannini''' (1942 – vivente), attore, doppiatore e regista italiano. ==Citazioni di Giancarlo Giannini== *Avendo fatto molti film insieme a Turi Ferro, siamo diventati molto amici e mi ha insegnato i sapori della [[Sicilia]]. Ho imparato la "parlata" catanese, che considero il vero dialetto. Vivendo con lui, ogni volta, per me era una scoperta all'insegna di questa straordinaria terra. Aveva ragione [[Vitaliano Brancati|Brancati]], il quale diceva "per essere siciliani bisogna essere diversi". Essendo poi io del nord, ho vissuto in maniera particolarmente intensa tutto questo.<ref>Citato in ''[http://catania.livesicilia.it/2014/01/12/giancarlo-giannini-grazie-a-turi-ferro-amo-la-sicilia_276415/ Giancarlo Giannini: "Grazie a Turi Ferro amo la Sicilia"]'', ''Live Sicilia.it'', 12 gennaio 2014.</ref> *Devo al film della [[Lina Wertmüller|Wertmuller]] ''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' il successo di un personaggio che è piaciuto molto all'estero e con il quale sono stato a lungo identificato con grande piacere.<ref>Dall'intervista di Eleonora Lombardo, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/11/06/giannini-ho-imparato-a-fare-lattore-spiando-i-sicilianiPalermo01.html?ref=search ''Giannini "Ho imparato a fare l'attore spiando i siciliani"''], ''la Repubblica'', 6 novembre 2016.</ref> *Io non credo che la somiglianza dell'attore con il personaggio aiuti nell'interpretazione. Anzi, più è lontano e meglio è. Quando mi telefona un regista e mi dice: «Guarda, saresti perfetto per quel ruolo; sembri tu!», io mi preoccupo. Per carità...<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *La scena del film [[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]] che preferisco è quella del ballo, dopo l'invito fatto con voce sommessa pensando forse a promesse d'amore perdute, a sogni inevasi. Rivela la fantasia e il senso dello spettacolo degli americani, che fanno guidare una [[Ferrari]] a un cieco: gli italiani si sarebbero vergognati. Il film è in crescendo, ma io preferisco gli intermezzi più intimisti.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/04/Giannini_doppiare_Pacino_che_lezione_co_0_9601043158.shtml Giannini: doppiare Al Pacino, che lezione]'', ''Corriere della Sera'', 4 gennaio 1996, p. 24.</ref> *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' era un film che non voleva far nessuno, perché parla di un campo di concentramento. È una storia vera. Sono riuscito a convincere Lina {{NDR|[[Lina Wertmüller|Wertmüller]]}} a farlo e ha avuto quattro candidature all'Oscar.<ref>Dall'intervista di Silvia Bizio, ''Giancarlo Giannini: “Il cinema è morto? Me lo diceva già Fellini”'', ''Rep.repubblica.it'', 15 febbraio 2019.</ref> {{int|1=Da ''[https://web.archive.org/web/20100921065317/http://raivaticano.blog.rai.it/2010/09/14/giannini-il-mistero-salvera-il-mondo/ Il Mistero salverà il mondo]''|2 = Intervista di Vito Magno, ''Rai Vaticano'', 14 settembre 2010}} *È vero che il poeta scrive le parole, ma è bello leggere la [[poesia]] tra una riga e l'altra, cioè nello spazio bianco, quello spazio che ti lascia la possibilità di fantasticare e di pensare al sottotesto. *Sono convinto che [[Giacomo Leopardi]] sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. *Quando morì mio figlio provai un dolore terribile, ma mentre consolavo gli altri pensavo che forse stava meglio di noi. *La [[bellezza]] ci farà fiorire di nuovo. *Dio ci ha dato la possibilità di scoprire i piccoli misteri di tutti i giorni: concentriamoci su quelli. *La [[curiosità]] è il motore del mondo. ==Citazioni su Giancarlo Giannini== *{{NDR|Sul doppiaggio di [[Michael Douglas]]}} Giannini, che l'ha fatto, è bravissimo, ma lo sfonda un po' troppo. ([[Oreste Rizzini]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[La prima notte di quiete]]'' (1972) *''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' (1972) *''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' (1975) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[['o Re]]'' (1989) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[Il profumo del mosto selvatico]]'' (1995) *''[[Palermo Milano - Solo andata]]'' (1995) *''[[La cena]]'' (1998) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Il cuore altrove]]'' (2003) *''[[Man on Fire - Il fuoco della vendetta]]'' (2004) *''[[Casino Royale (film)|Casinò Royale]]'' (2006) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2006) *''[[Milano-Palermo: il ritorno]]'' (2007) *''[[Quantum of Solace]]'' (2008) *''[[Francesca Cabrini (film)|Francesca Cabrini]]'' (2024) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'' (1971) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Professione: reporter]]'' (1975) *''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]'' (1975) *''[[Shining]]'' (1980) *''[[Rombo di tuono]]'' (1984) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992) *''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Santa Clause]]'' (1994) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Insomnia]]'' (2002) *''[[S1m0ne]]'' (2002) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[La regola del sospetto]]'' (2003) *''[[Evilenko]]'' (2004) *''[[Il mercante di Venezia (film 2004)|Il mercante di Venezia]]'' (2004) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Up]]'' (2009) *''[[Wall Street: il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Adriano Giannini]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Giancarlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] rmgp3duz0x2rqxavc1vzby6sr258icq 1424659 1424658 2026-08-25T21:57:21Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424659 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giancarlo Giannini.jpg|thumb|right|Giancarlo Giannini nel 2009]] '''Giancarlo Giannini''' (1942 – vivente), attore, doppiatore e regista italiano. ==Citazioni di Giancarlo Giannini== *Avendo fatto molti film insieme a Turi Ferro, siamo diventati molto amici e mi ha insegnato i sapori della [[Sicilia]]. Ho imparato la "parlata" catanese, che considero il vero dialetto. Vivendo con lui, ogni volta, per me era una scoperta all'insegna di questa straordinaria terra. Aveva ragione [[Vitaliano Brancati|Brancati]], il quale diceva "per essere siciliani bisogna essere diversi". Essendo poi io del nord, ho vissuto in maniera particolarmente intensa tutto questo.<ref>Citato in ''[http://catania.livesicilia.it/2014/01/12/giancarlo-giannini-grazie-a-turi-ferro-amo-la-sicilia_276415/ Giancarlo Giannini: "Grazie a Turi Ferro amo la Sicilia"]'', ''Live Sicilia.it'', 12 gennaio 2014.</ref> *Devo al film della [[Lina Wertmüller|Wertmuller]] ''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' il successo di un personaggio che è piaciuto molto all'estero e con il quale sono stato a lungo identificato con grande piacere.<ref>Dall'intervista di Eleonora Lombardo, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/11/06/giannini-ho-imparato-a-fare-lattore-spiando-i-sicilianiPalermo01.html?ref=search ''Giannini "Ho imparato a fare l'attore spiando i siciliani"''], ''la Repubblica'', 6 novembre 2016.</ref> *Io non credo che la somiglianza dell'attore con il personaggio aiuti nell'interpretazione. Anzi, più è lontano e meglio è. Quando mi telefona un regista e mi dice: «Guarda, saresti perfetto per quel ruolo; sembri tu!», io mi preoccupo. Per carità...<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *La scena del film [[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]] che preferisco è quella del ballo, dopo l'invito fatto con voce sommessa pensando forse a promesse d'amore perdute, a sogni inevasi. Rivela la fantasia e il senso dello spettacolo degli americani, che fanno guidare una [[Ferrari]] a un cieco: gli italiani si sarebbero vergognati. Il film è in crescendo, ma io preferisco gli intermezzi più intimisti.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/04/Giannini_doppiare_Pacino_che_lezione_co_0_9601043158.shtml Giannini: doppiare Al Pacino, che lezione]'', ''Corriere della Sera'', 4 gennaio 1996, p. 24.</ref> *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' era un film che non voleva far nessuno, perché parla di un campo di concentramento. È una storia vera. Sono riuscito a convincere Lina {{NDR|[[Lina Wertmüller|Wertmüller]]}} a farlo e ha avuto quattro candidature all'Oscar.<ref>Dall'intervista di Silvia Bizio, ''Giancarlo Giannini: “Il cinema è morto? Me lo diceva già Fellini”'', ''Rep.repubblica.it'', 15 febbraio 2019.</ref> {{int|1=Da ''[https://web.archive.org/web/20100921065317/http://raivaticano.blog.rai.it/2010/09/14/giannini-il-mistero-salvera-il-mondo/ Il Mistero salverà il mondo]''|2 = Intervista di Vito Magno, ''Rai Vaticano'', 14 settembre 2010}} *È vero che il poeta scrive le parole, ma è bello leggere la [[poesia]] tra una riga e l'altra, cioè nello spazio bianco, quello spazio che ti lascia la possibilità di fantasticare e di pensare al sottotesto. *Sono convinto che [[Giacomo Leopardi]] sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. *Quando morì mio figlio provai un dolore terribile, ma mentre consolavo gli altri pensavo che forse stava meglio di noi. *La [[bellezza]] ci farà fiorire di nuovo. *Dio ci ha dato la possibilità di scoprire i piccoli misteri di tutti i giorni: concentriamoci su quelli. *La [[curiosità]] è il motore del mondo. ==Citazioni su Giancarlo Giannini== *{{NDR|Sul doppiaggio di [[Michael Douglas]]}} Giannini, che l'ha fatto, è bravissimo, ma lo sfonda un po' troppo. ([[Oreste Rizzini]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)]]'' (1970) *''[[La prima notte di quiete]]'' (1972) *''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' (1972) *''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Pasqualino Settebellezze]]'' (1975) *''[[Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici]]'' (1978) *''[['o Re]]'' (1989) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[Il profumo del mosto selvatico]]'' (1995) *''[[Palermo Milano - Solo andata]]'' (1995) *''[[La cena]]'' (1998) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Il cuore altrove]]'' (2003) *''[[Man on Fire - Il fuoco della vendetta]]'' (2004) *''[[Casino Royale (film)|Casinò Royale]]'' (2006) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2006) *''[[Milano-Palermo: il ritorno]]'' (2007) *''[[Quantum of Solace]]'' (2008) *''[[Francesca Cabrini (film)|Francesca Cabrini]]'' (2024) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'' (1971) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto]]'' (1974) *''[[Professione: reporter]]'' (1975) *''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]'' (1975) *''[[Shining]]'' (1980) *''[[Rombo di tuono]]'' (1984) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992) *''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Santa Clause]]'' (1994) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Insider - Dietro la verità]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Insomnia]]'' (2002) *''[[S1m0ne]]'' (2002) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[La regola del sospetto]]'' (2003) *''[[Evilenko]]'' (2004) *''[[Il mercante di Venezia (film 2004)|Il mercante di Venezia]]'' (2004) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Up]]'' (2009) *''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[C'era una volta a... Hollywood]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Adriano Giannini]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Giancarlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 8acjx7qejia30l0wiiy9q0kpyp7dapb Francesco Andreini 0 44822 1424666 1082366 2026-08-25T23:53:45Z Eihel 69327 ([[c:GR|GR]]) [[c:COM:FR|File renamed]]: [[File:Portrait of an Actor- Domenico Fetti - parnaseo(dot)uv(dot)es.jpg]] → [[File:Portrait of an Actor- Domenico Fetti.jpg]] [[c:COM:FR#FR5|Criterion 5]] (violation of policies or guidelines) · [[c:COM:ADVERT]] 1424666 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Portrait of an Actor- Domenico Fetti.jpg|thumb|Francesco Andreini ritratto da [[Domenico Fetti]]]] '''Francesco Andreini''' (1548 – 1624), attore, poeta e scrittore italiano. *[[Amore]] è un certo no so che, che viene non so d'onde, mandalo non so chi, ingenerasi non so come, contentasi non so di che, sentesi non so quando, uccide non so perché, e finalmente paβa la carne di fuora, e non offende le viscere di dentro. (da ''Ragionamenti fantastici'', ''Ragionamento secondo'', 12, Giacomo Antonio Somasco, Venezia 1612) *''Dolcissima [[Isabella Andreini|Isabella]], il tuo Francesco ti pose questo monumento: se manca di gemme, non manca di lagrime, perché con me piansero tutti i cittadini di [[Lione]]: riposi la tua salma nella tomba, l'anima riposi in cielo''. (sulla tomba di Isabella; citato in ''Storia delle lettere e delle arti in Italia'', Tomo II, [[Giuseppe Rovani]], Borroni e Scotto, Milano 1856) *La vera Nobiltà non consiste nei beni della Fortuna, né meno in quelli della Natura; ma solo in quelli [[nobiltà d'animo|dell'animo]], per li quali l'huomo si rende quasi simile agli Dei. (in prefazione da ''Le bravure del capitano Spavento'', Giacomo Antonio Somasco, 1609) *Quand'io nacqui in quel gran Theatro del Mondo, nacqui diversamente dal nascere delle altre creature, e perciò nota: Quando gli altri Fanciulli nascono, nascono ignudi e piangenti, e io quando nacqui, nacqui vestito di piastra, e maglia, ruggendo come febricitante Leone, e fischiando, come arrabbiato Serpente. (da ''Le bravure del capitano Spavento'', p. 17-18, Giacomo Antonio Somasco, 1609) ==Citazioni su Francesco Andreini== *Le bravure alle volte sogliono esser premeditate per accomodare à luogo, e tempo delle quali ne hà composto un tomo {{NDR|''Le bravure del Capitan Spaventa (o, Cento Bravure del Capitan Spavento)''}} Francesco Andreini marito della rinomata [[Isabella Andreini|Isabella]], al quale ce ne rimettiamo per non esser lunghi. ([[Andrea Perrucci]]) ==Voci correlate== *[[Isabella Andreini]] *[[Giovan Battista Andreini]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Andreini, Francesco}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] proiir95jhpg47ptnr30sq4m59eeihq Giuseppe La Farina 0 58390 1424677 1028519 2026-08-26T03:50:56Z AssassinsCreed 17001 +wikilink 1424677 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe La Farina.jpg|thumb|Giuseppe La Farina]] '''Giuseppe La Farina''' (1815 – 1863), patriota, scrittore e politico italiano. ==Citazioni di Giuseppe la Farina== *Vero egli è, che le [[Rivoluzione|rivoluzioni]] sono iniziate dalle minoranze; ma le rivoluzioni cadono miseramente, se non sono accettate e ordinate dalle maggioranze.<ref>Da una lettera a [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], fine del 1851, ripr. in G. La Farina, ''Epistolario'', a cura di A. Franchi, Milano 1869, vol. I, pp. 422-23; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 247.</ref> ==''L'Italia dai tempi più antichi fino ai nostri giorni''== *[...] ben presto il nuovo imperio {{NDR|di Claudio}} si guastò. Dicono per le libidini di [[Valeria Messalina|Messalina]] moglie del principe e per le insolenze e male arti di Narciso suo liberto; come se i Narcisi e le Messaline viver potessero e governare un imperio, se non in tempi e luogo di tanta bruttura capaci. Né Claudio era sì buono d'indole, se, come è scritto nelle storie, tanto deliziavasi de' giuochi gladiatorii, se gran numero di schiavi e liberti faceva gittare alle fiere, se sgozzar faceva gladiatori, pel piacere di vederli in viso trafelanti, E da' plebei passò subito a' nobili, e il primo a cadere fu Caio Appio Silano, reggente la Spagna. (vol. II, cap. III, pp. 114-115) *In Messalina cupidità di denaro, ambizione di dominio e bestiale libidine si congiungevano; ond'ella, d'accordo co' liberti, le prefetture degli eserciti e delle provincie e i più alti uffici dell'imperio sfacciatamente vendea, e le sue medesime lascivie, ne' lupanari, all'insaputa del marito, i più nobili e belli de' due sessi stimolando, favorendoli se cedeano, spegnendoli se ripugnavano: {{sic|lo che}} tutta Roma sapeva, meno Claudio<ref>L'imperatore Claudio, suo marito.</ref>, [...]. (vol. II, cap. III, p. 116) *Dicono che in fine degli spettacoli {{NDR|nell'Anfiteatro Flavio}} [[Tito (imperatore romano)|Tito]] spargesse gran pianto, non per compassione di tanta gente sbranata, e trucidata, ma per sentimento o della propria, o della comune fralezza<ref>fragilità.</ref>; e andò poi in Sabina, attristato, non pel sangue fatto spargere, ma per non so quali tristi presagi. Alla prima posta fu preso da febbre. Indi tratto in lettiga, levata la cortina, mirò in cielo, e molto si dolse che, nol meritando, sì tosto morir dovesse. Portato in quella medesima villa, ove il padre suo era morto, s'aggravò il male. Dicono alcuni che {{NDR|il fratello minore}} [[Domiziano]], schivo d'indugi, a titolo di rimedio, lo abbia fatto mettere in bagno di neve e lasciarvelo: altri affermano gli facesse propinar veleno. (vol. II, cap. IV, p. 195) *Morì Tito di [[quarantunenne|anni quarantuno]], dopo due anni e due mesi d'imperio. Fu detto allora, e forse con ragione, essere stato a lui fortuna il morir giovine, come ad [[Augusto]] il morir vecchio. Questi che moltissime atrocità commise nel principio del principato, ebbe necessità di lunga vita e grande industria per farle obliare; quegli, ch'era in possesso del pubblico amore, se fosse più vissuto correva pericolo di perderlo, non potendo mantenere {{sic|que' diportamenti}} che glielo avevano procurato. (vol. II, cap. IV, p. 195) *Nel principio Domiziano era solito ogni giorno di starsi un'ora appartato e solo in un luogo segreto, né ad altro attendeva che a pigliar mosche, e di poi infilzarle in uno stiletto bene aguzzo che aveva; ma di questa follia chi v'era che si {{sic|dasse}} pensiero, o ne traesse cattivo augurio? Come dir male di un principe che, oltre all'avere festeggiato il popolo, lo convitava a splendido banchetto; e gli dava tre volte il congiario, cioè un dono di 300 nummi per testa; e gli gittava grandissima quantità di tessere, nelle quali era un segno di qualche regalo, carne, grano, uccelli, vino, che si andava poi a prendere nelle canove del principe? (vol. II, cap. IV, pp. 197-198) ==''Storia d'Italia narrata al popolo italiano''== *Il [[Pietro III d'Aragona|re Pietro]], risaputa in Randazzo la partenza dell'esercito francese, andò a Milazzo, costrinse quel presidio ad arrendersi, e di là mosse verso Messina. Era con lui [[Macalda di Scaletta]], seconda moglie di [[w:Alaimo di Lentini|Alaimo di Lentini]]. Ell'era vedova di un conte Guglielmo d'Amico, esule al tempo degli Svevi : avea vagato per diversi paesi in veste di frate minore : poi soggiornò in Napoli ed in Messina con non buona riputazione di onestà; riebbe da Carlo i beni che l'erano stati confiscati, e si rimaritò con Alaimo. Nel vespro stando in Catania, tradì i Francesi, che a lei eransi affidati, tolse loro le robe e li consegnò al popolo; ed ella governò quella città in nome del marito occupato nella guerra di Messina. Macalda si presentò a re Pietro in [[w:Randazzo|Randazzo]]: andava coperta di piastre e di maglie di ferro, portava in mano una grossa mazza di argento; ed avvegnaché toccasse già i quarantanni, nondimeno, come scrisse il [[w:Bernat Desclot|D'Esclot]] «ella era molto bella e gentile, e valente del cuore e del corpo, larga nel donare, e, quando ne era luogo e tempo, valea nell'arme al pari di un cavaliero<ref>''Cronaca Catalana'', c. 96</ref>». Il re l'accolse con molta cortesia, la ricondusse egli stesso all'albergo, ma i desiderj della donna o non intese, o dissimulò. Giunti a Santa Lucia, sulla via da Milazzo a Messina, Macalda viene al re, dice non aver trovato ove passar la notte, gli chiede voglia albergarla. Il re le cede le sue stanze e si ritira in altro luogo. Lo siegue Macalda; ed allora il re chiama i suoi cavalieri, s'intrattiene in discorsi senza costrutto, come suole chi annoiasi o voglia prender tempo, e da ultimo si addormenta; offesa che risentì profondamente Macalda, la quale più tardi, per vendicarsene, rovinò sé ed il marito, come a suo luogo sarà discorso.<ref>l [[Bernat Desclot|D'Esclot]], che in tutto il racconto si mostra favorevole a Macalda, dice : Quando la donna vide il re, ne rimase innamorata come di colui ch'era valente e piacevole signore, non già per cattiva intenzione». Ma [[Bartolomeo di Neocastro|Bartolommeo di Neocastro]] concittadino di Macalda la descrive come una [[Messalina]].</ref> (Vol VI: 1250-1314, Cap. XLVII – Continuazione delle cose di Sicilia, p. 274) *La grande riputazione acquistatasi da Alaimo non potea non destar sospetti nell' animo dell' infante don Giacomo, precoce mirabilmente nella cattiveria, ed al quale bene appropriava il [[Ramon Muntaner|Muntaner]] il proverbio catalano: «Spina non punge se non nasce acuta (2)». Certamente contribuiva a renderlo sgradito all' infante e alla corte la superbia della moglie Macalda, la quale pare che molto potesse sull' oramai vecchio marito. Ella niegava di dare a Costanza il nome di regina; chiamavala «la madre di don Giacomo». In corte non andava quasi mai, o se qualche volta mostravasi era per fare sfoggio de' suoi vestiti di porpora e de' suoi ricchi adornamenti (3). Essendo incinta, come maggiore ad ogni legge, volle far soggiorno nel convento de Frati minori, che piacevale per l'amenità del luogo, e quivi partorì. Costanza andò a visitarla e fa sgarbatamenie ricevuta: si profferì col figlio a tenere al fonte battesimale il fanciullo: rispose la madre che temea il freddo dell' acqua gli nuocesse così piccino; e tre dì dopo lo fece battezzare dandolo a tenere ad uomini del popolo. Un' altra volta fu notato, che essendosi la regina, perché inferma, fatta portare su di una barella da Palermo al santuario di Morreale, l'indomani Macalda, ne inferma ne per cagione di divozione, si fece portare per le vie di Palermo in barella coperta di scarlatto, e di poi viaggiò in quella guisa da quella città fino a Nicosia, il che parve strana e superba cosa in quei tempi. Spiacque anco molto in corte, che viaggiando per l'isola 1 infante don Giacomo con iscorta di trenta cavalli, ella, che volle accompagnarlo, ne menasse seco trecento, e si arrogasse l'autorità di maestro giustiziere, ufficio stato conceduto al marito. Ne le parole raffrenava, e sappiamo che un dì disse al Loria, uomo alla corte devotissimo, e dell'autorità e fama di Alaimo invido e nemico: «Bel compenso ci rende il vostro re don Pietro! Noi lo chiamammo compagno e non re, ed egli, assumendo il dominio del regno, noi che siamo compagni tratta come servi (d)». Aggiungono gli storici a questi fatti palesi e certi altri oscuri e forse finti, cioè che Macalda facesse giurare il marito non darebbe consigli contro i Francesi, procurerebbe il loro ritorno in Sicilia (2). Queste femminili vanità ed intemperanze, se non cagionarono, sollecitarono la rovina di Alaimo, il quale avendo molto contribuito ad assicurare la corona di Sicilia a' reali di Aragona, dovea da costoro essere odiato, perché somiglianti beneficj si pagan sempre colla ingratitudine. Giacomo raduna segretamente in Trapani tutti i suoi fedeli e tutti i Catalani eh' erano ne' dintorni. Quivi egli chiama a sé Alaimo, gli espone i pericoli del regno se il padre non mandi solleciti aiuti : egli solo potrebbe ottener tutto: vada in Catalogna; le galere sono nel porto apparecchiate: salvi alla patria la libertà e al re la corona. Allora tutti i cortigiani circondano Alaimo, e lo priegano con grave istanza e lo sollecitano a partirsi. È li fissa in viso, comprende il suo stato, non vede scampo, risponde che andrà, e nel medesimo dì monta in nave e naviga verso Barcellona, ove Pietro lo accoglie onorevolmente, loda, promette e lo ritiene seco con segni di affetto non sì bene simulati che Alaimo dell' infingimento non s'accorgesse (4). (Vol VI: 1250-1314, Cap. LV Della rovina di Alaimo di Lentini e di sua moglie Macalda, pp. 303-304) ==Citazioni su Giuseppe la Farina== *La Farina era linguacciuto e vanaglorioso, non godeva nessun credito presso i suoi compaesani, e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] e [[Francesco Crispi|Crispi]] lo detestavano. ([[Indro Montanelli e Marco Nozza]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe La Farina, ''[https://archive.org/details/bub_gb_mE79xGTX_vcC/page/n8 L'Italia dai tempi più antichi fino ai nostri giorni]'', vol. II, Società editrice italiana di M. Guigosi, Torino, 1856. *Giuseppe la Farina, ''Storia d'Italia narrata al popolo italiano, (568-1815)''. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Farina, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] cmbl5gg1shmwhzf3t88k2jfwxpkzx79 Billie Jean King 0 64742 1424681 1423509 2026-08-26T03:58:54Z AssassinsCreed 17001 sistemo 1424681 wikitext text/x-wiki [[File:Billie Jean King at the 2026 Sundance Film Festival 02 (cropped).jpg|thumb|Billie Jean King nel 2026]] '''Billie Jean King''' (1943 – vivente), ex tennista statunitense. ==Citazioni di Billie Jean King== *A [[Jack Kramer|Kramer]] semplicemente non piace il [[tennis femminile]].<ref group="fonte" name=donne>Citato in Alessandro Mastroluca, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/02/06/664370-uomini_donne_sono_uguali.shtml Uomini e donne sono uguali]'', ''ubitennis.com'', 6 febbraio 2012.</ref> *Chiedete a [[Rudol'f Nuriev|Nureyev]] di smettere di danzare, chiedete a [[Frank Sinatra|Sinatra]] di smettere di cantare – allora potete chiedermi di smettere di giocare a [[tennis]].<ref group="fonte" name=agosto2008>Citato in Piero Pardini, ''[http://www.ubitennis.com/2008/09/07/116570-citazioni_bordo_campo_agosto.shtml Citazioni a bordo campo]'', ''ubitennis.com'', agosto 2008.</ref> *{{NDR|Rivolta a [[Serena Williams]]}} Dio ti ha benedetto. Lo sai quanto? Pensaci. Ogni generazione dovrebbe essere migliore della precedente. Tu dovresti essere la più grande di sempre. Tu dovresti definire gli standard. Tu decidi.<ref group="fonte" name=kingfederer>Citato in Alessandro Mastroluca, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/09/28/778868-billie_jean_king_uguaglianza.shtml Billie Jean King: "Federer dovrebbe supportarci di più"]'', ''ubitennis.com'', 29 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Rispondendo alle dichiarazioni contro l'[[omosessualità]] della [[Margaret Smith Court|Court]]}} Dobbiamo tutti impegnarci per eliminare l'[[omofobia]], che ancora oggi impedisce la pari opportunità di esercitare diritti e doveri che sono la base della democrazia.<ref group="fonte">Citato in Davide Uccella, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/12/15/637737-margaret_smith_court_dichiarazioni_sull_omosessualita.shtml Margaret Smith Court e le dichiarazioni sull'omosessualità]'', ''ubitennis.com'', 15 dicembre 2011.</ref> *{{NDR|Riferita a [[Martina Navrátilová]]}} È la più grande giocatrice di singolo, doppio e doppio misto che sia mai vissuta. :''She's the greatest singles, doubles and mixed doubles player who's ever lived.''<ref group="fonte">Citato in Daniele Camoni, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/09/23/581398-martina_simply_best.shtml Martina-Pam: simply the best]'', ''ubitennis.com'', 23 settembre 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Margaret Osborne duPont]]}} È stata una delle mie eroine e ha avuto una grande influenza su di me sia dentro che fuori dal campo. Spero che i ragazzi e le ragazze che vogliano iniziare una carriera tennistica leggano di lei, perché la sua vita non è stata dedicata soltanto a vincere partite, ma anche ad aiutare e consigliare gli altri.<ref group="fonte">Citato in Enos Mantoani, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/10/27/793480-margaret_dupont_campionessa_altro_tennis.shtml Margaret duPont, campionessa di un altro tennis]'', ''ubitennis.com'', 27 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Sul [[tennis]]}} Giocatelo tutti, perché è uno sport per bambini e anziani, donne e uomini, super atleti e disabili. E, soprattutto, perché è uno sport dove ci si diverte da matti.<ref group="fonte" name=billie>Citato in Stefano Semeraro, ''[https://web.archive.org/web/20210709190307/https://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000000126572 Billie Jean, femminista e rompiscatole]'', ''lastampa.it'', 30 agosto 2006.</ref> *{{NDR|Riferita a Margaret Smith Court}} Ho pensato che il campo centrale dovesse essere intitolato a [[Rod Laver|Laver]] e a lei insieme. Sono i due più grandi campioni del nostro sport, e lei vanta ancora più Slam. Per lei avere il campo 3 è terribile. Ero furiosa. Mi sono recata dai capi australiani, non gli ho nascosto il mio dissenso. Non è possibile, non le si può dare il campo 3, merita molto di più. È una vergogna per le donne. Ha vinto 62 titoli del Grande Slam, come le si può assegnare il campo 3. È stato diabolico.<ref group="fonte">Citato in Stefano Semeraro, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/01/19/655316-billie_jean_corre_soccorso_della_margaret_court_arena.shtml Billie Jean corre in soccorso della Margaret Court... Arena!]'', ''ubitennis.com'', 19 gennaio 2012.</ref> *I migliori giocatori sono sempre quelli che ricordano le sconfitte, perché in questo modo ricordano il dolore e lo odiano.<ref group="fonte">Citato in Piero Pardini, ''[http://www.ubitennis.com/2008/11/15/132811-citazioni_bordo_campo_novembre.shtml Citazioni a bordo campo]'', ''ubitennis.com'', 30 agosto 2006.</ref> *Il circuito professionistico ha creato una grande opportunità per tutti noi: vincere soldi e distruggere i nostri corpi allo stesso tempo.<ref group="fonte" name=agosto2008/> *Il [[tennis]] è una combinazione perfetta di gesti violenti inseriti in un contesto di totale tranquillità. :''Tennis is a perfect combination of violent action taking place in an atmosphere of total tranquillity.''<ref group="fonte" name=billiee>Citato in Daniele Camoni, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/07/28/547855-king_casals_compagne_lotta.shtml King-Casals compagne di lotta]'', ''ubitennis.com'', 17 agosto 2011.</ref> *[[Jimmy Connors]] non si ritroverà mai all'età di cinquant'anni seduto in una sala d'attesa all'aeroporto a domandarsi: "E se...?"<ref group="fonte">Citato in Joel Drucker, ''Jimmy Connors mi ha salvato la vita. Una doppia biografia'', Effepi Libri, 2006, [http://books.google.it/books?id=twa-8BtfJg4C&pg=PA29 p. 29]. ISBN 88-6002-005-0</ref> *{{NDR|Dopo la partita con [[Bobby Riggs|Riggs]]<ref name=sessi>King accettò di sfidare [[Bobby Riggs|Riggs]], 55enne, ex-stella del tennis, dopo che questo aveva battuto clamorosamente 6-2, 6-1 [[Margaret Smith Court]], una delle più grandi tenniste dell'epoca. Il match tra i due passò alla storia come la ''Battaglia dei Sessi'' e il punteggio con cui la King si impose, 6-4, 6-3, 6-4, finì sulle maglie delle femministe.</ref>}} La gente mi tirava dietro le monetine o mi eleggeva sul momento leader del movimento femminista. Non capivo più dov'ero. Era tutto così complicato, e un giorno mi svegliai, e mi ritrovai nel letto di un'altra donna.<ref group="fonte" name=billie/> *La [[vittoria e sconfitta|vittoria]] è passeggera. La [[vittoria e sconfitta|sconfitta]] è per sempre. :''Victory is fleeting. Losing is forever.''<ref group="fonte" name=billiee/> *{{NDR|Dopo la partita con [[Bobby Riggs|Riggs]]<ref name=sessi/>}} Le donne mi ringraziano ancora oggi per aver aumentato la loro autostima. Molte trovarono il coraggio di chiedere quello che non avevano mai chiesto prima. Nel '73 una donna negli States non poteva neppure avere una carta di credito senza la firma del marito o del padre.<ref group="fonte" name=ubi>Citato in [[Ubaldo Scanagatta]], ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/09/20/775122-billie_jean_king_tennis_divento_donna.shtml Billie Jean King, con lei il tennis diventò donna]'', ''ubitennis.com'', 22 settembre 2012.</ref> *Montepremi diversi? Un'assurdità, e a Wimbledon non l'hanno ancora capito. Quanto all'idea di [[Gilles Simon|Simon]], io abolirei del tutto i match a cinque set: mettono alla prova il fisico e sacrificano il divertimento, si chiede troppo ai giocatori. Le donne poi, per poter giocare, incontrano molte più difficoltà. E c'è un impegno di cui non puoi disinteressarti, ed è quello della famiglia: vediamo i casi di Justine Henin e [[Kim Clijsters]], il loro ritiro è coinciso anche con una gravidanza, in tutto o in parte. È chiaro quindi che le carriere delle ragazze durino meno, molto meno. Non ci sono le stesse opportunità.<ref group="fonte">Citato in Davide Uccella, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/09/25/777263-billie_jean_king_montepremi_diversi_uomini_donne_assurdita.shtml Billie Jean King: "Montepremi diversi uomini-donne? Un'assurdità!"]'', ''ubitennis.com'', 25 settembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[John McEnroe]]}} Non ha pagato il prezzo! :''He didn't pay the price!''<ref>Frase che la King ripeteva spesso alludendo alla disarmante naturalezza con la quale McEnroe giocava e vinceva, pur senza sottoporsi a estenuanti sedute d'allenamento, a differenza di gran parte degli altri tennisti.</ref><ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/09/16/568058-fleming_mcenroe_braccio_mente.shtml Fleming-McEnroe, braccio e mente]'', ''ubitennis.com'', 16 settembre 2011.</ref> *Non mi sono mai sentita a mio agio fra la gente "normalmente sposata". Ma neanche quando la gente ha iniziato a considerarmi una omosessuale: è solo un'altra etichetta.<ref group="fonte" name=billie/> [[File:Billie Awards (37807974).jpg|thumb|Il volto della King su una maglia, insieme al punteggio con cui sconfisse [[Bobby Riggs|Riggs]]<ref name=sessi/>]] *Non possiamo andare avanti se non capiamo ed apprezziamo il nostro passato. :''We can't move forward if we don't understand and appreciate our past.''<ref group="fonte">Citato in Daniele Camoni, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/11/04/589212-brough_osborne_dolci_assassine.shtml Brough-Osborne: dolci assassine]'', ''ubitennis.com'', 4 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Dopo la finale del ''Pacific Southwest Open'' del 1971}} Non potevamo nemmeno lamentarci troppo con lei perché i giudici di linea sono volontari. Dovrebbero essere pagati. Così se sbagliano si possono mandar via. È incredibile che uno sport professionistico abbia arbitri dilettanti: è così poco professionale.<ref group="fonte" name=donne/> *Ogni volta che mi dicono che non posso fare qualcosa, io sento di doverlo fare!<ref group="fonte">Citato in [[Emanuela Audisio]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/02/09/la-lezione-della-macarthur-piu-brava-di.html Citazioni a La lezione della MacArthur più brava di tutti gli uomini]'', ''la Repubblica'', 9 febbraio 2005.</ref> *Quello che volevo era che tutte le donne potessero godere dei loro diritti. Ma ci sono cose, dentro al [[femminismo]], che mi ricordano l'intolleranza delle religioni.<ref group="fonte" name=billie/> *Questi uomini ricchi non capiscono quanto abbiamo bisogno dei soldi noi tenniste.<ref group="fonte" name=donne/> *Ricordo un pomeriggio con mia madre, nella cucina della nostra casa di Long Beach. Avrò avuto cinque anni. Urlai che da grande sarei diventata la migliore di tutti in qualcosa, non importa cosa. Lei sorrise e continuò a pelare le patate. Certo, cara, mi disse, adesso però mangiati una mela.<ref group="fonte" name=billie/> *Se avessi perso anch'io come Margaret<ref name=sessi/> la gran massa dell'opinione pubblica ne sarebbe rimasta influenzata assai negativamente. Non era formata da esperti di tennis. Così invece il boom di popolarità e… dei montepremi cominciò negli anni immediatamente successivi.<ref group="fonte" name=ubi/> *Tutte le ere hanno i loro grandi giocatori, ma [[Martina Navrátilová|Martina]] sta a cavallo di varie ere come la più grande.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/10/18/788775-martina_navratilova.shtml Martina Navratilova, leggenda senza tempo]'', ''ubitennis.com'', 18 ottobre 2012.</ref> *Tutti pensano che le donne dovrebbero essere entusiaste quando riceviamo le briciole. Io voglio che anche le donne abbiano la torta, la glassa e anche la ciliegina sulla torta. :''Everyone thinks women should be thrilled when we get crumbs. I want women to have the cake, the icing and the cherry on top, too.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in Sarah Mervosh e Christina Caron, ''[https://www.nytimes.com/2019/03/08/sports/women-sports-equality.html 8 Times Women in Sports Fought for Equality]'', ''nytimes.com'', 8 marzo 2019.</ref> *Un [[campione]] ha paura di perdere, tutti gli altri hanno paura di vincere. :''A champion is afraid of losing. Everyone else is afraid of winning.''<ref group="fonte" name=billie/> ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:King, Billie Jean}} [[Categoria:Tennisti statunitensi]] cu3rs5a9q90xllhetl2ax8t0sram4ja Super 8 0 66440 1424624 1088569 2026-08-25T12:12:54Z ~2026-35655-21 107537 1424624 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Super 8 |immagine= |titolooriginale=Super 8 |paese = Stati Uniti d'America |anno=2011 |genere=fantascienza, thriller, azione, avventura |regista= [[J. J. Abrams]] |soggetto= J. J. Abrams |sceneggiatore= J. J. Abrams |attori= * [[Joel Courtney]]: Joseph Lamb * [[Elle Fanning]]: Alice Dainard * [[Kyle Chandler]]: Jackson Lamb * [[Ron Eldard]]: Louis Dainard * [[Noah Emmerich]]: Colonnello Nelec * [[David Gallagher]]: Donny * [[Riley Griffiths]]: Charles Kaznyk * [[Ryan Lee]]: Cary * [[Zach Mills]]: Preston * [[Gabriel Basso]]: Martin * [[Josh McFarland]]: Tom Ashton * [[Amanda Michalka]]: Jen Kaznyk * [[Glynn Turman]]: Dr. Woodward |doppiatoriitaliani= * [[Manuel Meli]]: Joe Lamb * [[Emanuela Ionica]]: Alice Dainard * [[Francesco Prando]]: Jackson Lamb * [[Loris Loddi]]: Louis Dainard * [[Angelo Maggi]]: Colonnello Nelec * [[Davide Perino]]: Donny * [[Mattia Nissolino]]: Charles Kaznyk * [[Alex Polidori]]: Cary * [[Mattia Ward]]: Preston * [[Alessandro Campaiola]]: Martin * [[Alessia Amendola]]: Jen Kaznyk * [[Paolo Buglioni]]: Dr. Woodward |note= }} '''''Super 8''''', film statunitense del 2011 scritto e diretto da [[J. J. Abrams]], prodotto da [[Steven Spielberg]]. ==Frasi== *Vi uccideranno, non parlate di questo, altrimenti voi e i vostri genitori morirete. ('''Dr. Woodward''') *Mi scusi, posso avere un altro po' di patatine fritte? Il mio amico è un ciccione. ('''Cary''') *Ehi Joe, accidenti, l'avete vista quell'esplosione? È stato incredibile! ('''Cary''') ==Dialoghi== *'''Louis Dainard''': L'ho visto... nessuno mi crede.<br />'''Joseph Lamb''': Io ti credo. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Super 8''|w=Super 8 (film)}} [[Categoria:Film di fantascienza]] [[Categoria:Film thriller]] [[Categoria:Film d'azione]] [[Categoria:Film d'avventura]] myb0xwhnauktx21erwjv865s9idj1jk Portici 0 78131 1424642 1424609 2026-08-25T16:15:22Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1424609|1424609]] di [[Special:Contributions/PasqualeIndulgenza|PasqualeIndulgenza]] ([[User talk:PasqualeIndulgenza|discussione]]) Di regola non sono ammesse citazioni di personalità di rilevanza squisitamente locale 1424642 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Reggia di Portici1.jpg|thumb|Ingresso della reggia di Portici]] Citazioni su '''Portici''' e i suoi abitanti. *''D' 'a cchiesia 'e san Pascale | 'a campana, ca sona | — cu nu suono argentino — | a mmatutino, | a poppa e a prora | sceta chi dorme ancora | ncopp' 'o vuzzo e ’o vasciello | d' 'o Granatiello. | E, tutto nzieme, se sente na voce: | «Ccà sta Teresenella 'a purticesa! | Ddoje pe nu rano 'e purtualle doce! | E so' meglio d' 'e fravule 'e cerase!...» || 'A campana d' 'a cchiesa | mo sona — cu nu suono | ca fa malincunia — | l'avummaria. | Sciso è int'a ll'onne | 'o sole — e s'annasconne: | 'a vela 'e nu vasciello | pare ca luce, ncopp' 'o cielo d'oro | d' 'o Granatiello... | E, int' 'o silenzio, se sente na voce: | «Ccà sta Teresenella 'a purticese! | Ddoje pe nu rano 'e purtualle doce! | E so' meglio d' 'e fravule 'e cerase!..»''. ([[Salvatore Di Giacomo]]) *Davanti agli occhi Portici, la città che si disse era il giardino di Napoli, adesso esibiva finestre murate che gridavano ancora la grazia di un Settecento dai sorrisi spenti. ([[Ruggero Cappuccio]]) *Per la sua situazione, vista ed allegria è unica al mondo. ([[Maria Amalia di Sassonia]]) *Stenda pure la immensa Capitale le sue braccia, e stringa a {{sic|se}} questa contrada. Portici non deporrà mai la sua sembianza sì incantevole; la sembianza che ti desta tanti pensieri, tanta gioia, e tante rimembranze. Il lusso e la moda trasformino pure i suoi campi, alzin dovunque simmetrici edifizî. Finché il [[Vesuvio]] starà, questo sarà sempre il lido della {{sic|poesìa}}. ([[Cesare Malpica]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni della Campania]] r2sx18xod6vhu6rv26euytg3idge2hq Rodeo 0 81786 1424701 733607 2026-08-26T08:33:52Z Spinoziano 2297 +1, typo 1424701 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:StampedeRodeo2002.JPG|miniatura|Un rodeo in Canada]] Citazioni sul '''rodeo'''. *Chi conosce la crudeltà nascosta dei rodei sa che quanto trasmesso alla televisione non è quello che accade veramente. In televisione non si vedono pungolatori elettrici né torcimenti della coda. Non si discute di cinghie strette ai fianchi e a che cosa servano. Questo è prevedibile, considerati gli sponsor commerciali e la necessità di presentare il rodeo come uno «spettacolo per tutta la famiglia». Ciò comporta la censura di morte e ferite. ([[Tom Regan]]) *In tantissimi modi, ciò che facciamo agli animali si ritorce contro di noi. [...] Facciamo inferocire gli animali di proposito, come nei rodeo, e aumenta la nostra rabbia. ([[Will Tuttle]]) *Per me una volta visto un rodeo, li hai visti tutti. (''[[L'ultimo buscadero]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Diritti degli animali]] [[Categoria:Discipline sportive]] 10n7hebag9oej0gpaybnzupg2vhoipm Il Morandini 0 86658 1424689 1424590 2026-08-26T07:20:03Z Spinoziano 2297 /* U */ 1424689 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']] *Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] gbn1mx4w44s0hpitiqana83yixx77yy Pif 0 88812 1424678 1243871 2026-08-26T03:51:30Z AssassinsCreed 17001 +wikilink 1424678 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ [[Immagine:Pif - Le Voci dell'Inchiesta 2009 1.jpg|thumb|Pif nel 2009]] '''Pierfrancesco Diliberto''', in arte '''Pif''' (1972 – vivente), conduttore televisivo, autore televisivo, regista e scrittore italiano. ==Citazioni di Pif== *{{NDR|Su ''[[Il testimone]]''}} [Un programma] che si propone, tralasciando i grandi fatti di cronaca e le prime pagine dei giornali, di raccontare il mondo e le realtà nascoste dell'Italia attraverso eventi e riti di transizione.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/ottobre/10/Antropologia_Light_una_Iena_co_9_071010041.shtml ''Antropologia Light di una ex Iena''], ''Corriere della sera'', 10 ottobre 2007, p. 47.</ref> *Come indole non farei niente di quello che faccio in tv. È la [[telecamera]] che legittima tutto. E quando si spegne spesso cala un certo imbarazzo. Ricordo un servizio, a una sfilata: mi proponevo come modello e mi mettevo in mutande. Quando la telecamera si è spenta Laura Biagiotti mi guardava quasi impaurita. Non sono egocentrico: sono finito a fare il cretino davanti alla macchina da presa solo perché prima lo facevo dietro.<ref name=chiara>Citato in Chiara Maffioletti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/07/Torna_Pif_incursore_delle_interviste_co_9_100207124.shtml Torna Pif, l'incursore delle interviste fatte a bruciapelo]'', ''Corriere della Sera'', 7 febbraio 2010, p. 41.</ref> *{{NDR|«Come vengono scelti gli argomenti dei reportage di ''[[Il testimone]]''?»}} Dalla mia curiosità. Il sogno è che dopo il documentario la gente si confronti su temi che magari prima non conosceva. È quello che capita a me: io non sapevo che in Italia esistessero 220 famiglie arcobaleno, in cui i genitori sono o due mamme o due papà. Scoprendo certe realtà cadono tanti tabù.<ref name=chiara/> *{{NDR|Ricevendo il premio per ''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' agli Efa}} Dedico il premio alle vittime della mafia e devo dire che sono orgoglioso di essere siciliano e di Palermo. Voi sapete che noi abbiamo la mafia, ma in Italia essere mafioso è un crimine. In Europa, no non c’è il reato di associazione mafiosa: e questo una vergogna.<ref>Citato in Francesco Gallo, ''[http://www.lasicilia.it/articolo/agli-efa-il-trionfo-di-pif-successo-dedicato-alle-vittime-della-mafia Agli European Film Awards il trionfo Pif "Successo dedicato alle vittime della mafia"]'', ''La Sicilia.it'', 14 dicembre 2014.</ref> *È incredibile che la gente continui a nascere dopo che sei nato tu.<ref>[https://youtube.com/watch?v=KGkzk7luvmA Caro Marziano - Bebe Vio], Rai, 9 giugno 2017</ref> *{{NDR|«Quanto il film ''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' è una forma di testimonianza da lasciare alle nuove generazioni?»}} È un po' come dire "la storia l'abbiamo vissuta così, non dovrà più ripetersi". Per quanto mi possa sentire giovane ho ormai [[quarantunenne|41 anni]] e quindi molta più esperienza di un ventenne: viene spontaneo avvisarlo degli errori fatti in gioventù. Il 23 maggio scorso ero a Palermo, con alcuni ragazzi eravamo in via Notarbartolo davanti a casa di Falcone. Poi siamo andati a mangiare qualcosa e una ragazza mi ha chiesto di raccontarle cosa era successo in quel 1992. La prima cosa che ho pensato è stata: "perché, tu dov'eri?". In realtà, anche se mi sentivo uno di loro, lei o non c'era o era una bambina molto piccola.<ref name=tgcom>Citato in ''[http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/supercinema/2013/notizia/pif-un-film-per-non-dimenticare-la-mafia-la-si-puo-raccontare-con-ironia-_2012162.shtml Pif, un film per non dimenticare "La mafia? La si può raccontare con ironia"]'', ''tgcom24.mediaset.it'', 28 novembre 2013.</ref> *{{NDR|Su ''[[In guerra per amore]]''}} Ho parlato di nuovo di mafia perché mi viene spontaneo, e ho voluto farlo col sorriso. Mi diverte dirigere senza essere sul set. Invento per questo storie parallele, e spero in futuro di continuare a fare il regista ma senza dover recitare. C'è molta Sicilia in questo film. Ho girato ad Erice, a Scala dei Turchi, usando anche la fantasia. Spero di poter esportare la pellicola in America, il mio sogno è di riuscire a raccontare la Sicilia interessando il mondo intero.<ref>Citato in ''[http://palermo.gds.it/2016/10/21/pif-a-palermo-sogno-di-raccontare-la-mia-sicilia-in-giro-per-il-mondo-video_579978/ Pif a Palermo: sogno di raccontare la mia Sicilia in giro per il mondo - Video]'', ''Giornale di Sicilia.it'', 21 ottobre 2016.</ref> *I giovani [[Sicilia|siciliani]] si vergognano di essere accostati a Totò Riina o a Bernardo Provenzano, ma nella nostra terra sono nati anche Giovanni Falcone, Peppino Impastato, Rocco Chinnici, Paolo Borsellino, Calogero Zucchetto, Ninni Cassarà, Rosario Livatino, il giudice ucciso a 38 anni: eroi veri e siciliani anche loro. Esiste la possibilità di scegliere ed è giusto che i giovani abbiano l'opportunità di conoscere questi grandi uomini, per avere un esempio in cui credere, continuarne la missione e creare un futuro diverso.<ref name=mafi>Citato in Alberto Tufano ''[http://quattronet2.it/2014/06/pif-la-sicilia-e-impastato-falcone-borsellino-non-solo-i-mafiosi/ La Sicilia è Impastato, Falcone, Borsellino, non solo i mafiosi]'', ''Quattronet2.it'', maggio 2014.</ref> *I non siciliani faticano a capire cosa vuol dire crescere a contatto con la [[Cosa nostra|mafia]]. La gente ha l'idea del mafioso tipo [[Totò Riina]]. Invece i mafiosi erano anche [[Stefano Bontate]]: parlava francese, inglese e se l'avessimo incontrato sarebbe stato gentilissimo, un signore. Negli anni 70, a Palermo sugli omicidi di mafia si diceva: finché si scannano tra loro, non ci interessa. Se invece toccava a uno che in apparenza non c'entrava niente, la scusa era: l'hanno ammazzato per questioni di donne. Era un modo per campare, per non prendere coscienza.<ref name=mafia>Citato in Chiara Maffioletti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/giugno/02/Pif_dalle_Iene_cinema_mafia_co_9_120602043.shtml Pif, dalle «Iene» al cinema «La mafia vista da un bimbo»]'', ''Corriere della Sera'', 2 giugno 2012, p. 63.</ref> *Il mio lavoro è un po' particolare, più m'insultano, meglio è.<ref name=rep>Citato in Giuseppe Videtti, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/01/pif-una-vita-da-iena-faccio-interviste.html Pif, una vita da Iena. Faccio interviste ma ho bisogno d'insulti]'', ''la Repubblica'', 1 giugno 2011, p. 63.</ref> *Il servizio su [[Giulio Andreotti|Andreotti]], sul quale scrivevo temi già al liceo. Il mio incubo era che i miei figli un giorno avrebbero potuto frequentare un liceo intitolato a lui. Così, per chiudere il cerchio, sono andato a trovarlo per il suo compleanno. Gli ho detto: "Il giorno che morirà sicuramente le dedicheranno una via, io ho anticipato i tempi e le mostro ora la targa che verrà utilizzata". C'era scritto: "Via Giulio Andreotti – Insigne statista che fino alla primavera del 1980 ha tenuto relazioni amichevoli dirette con personaggi mafiosi di spicco".<ref name=rep/> *{{NDR|Su ''Il testimone Vip'', quarta stagione del suo programma, nella quale intervista personaggi conosciuti}} L'idea è conoscerne l'altro lato. Ma in effetti adesso sono un po' preoccupato. Non vorrei che chi amava il programma pensasse che ho tradito lo spirito. Tornerò di sicuro alla versione classica. È un esperimento, ma l'approccio è lo stesso... alla base c'è la mia curiosità che non deve essere snob o a senso unico.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/aprile/07/Pif_intervista_vip_star_lui_co_9_110407124.shtml ''Pif intervista i vip ma la star è lui''], ''Corriere della sera'', 7 aprile 2011, p. 63.</ref> *La gente pensa: ci è o ci fa? Ma il personaggio pubblico, anche quello più costruito, segue sempre la sua indole. Io facendo ''Il testimone'' mi rilasso, non recito. Mi sposto, faccio domande, telecamera a vista, barba lunga, trasandato. Perché io di mattina non connetto. Se ho un servizio alle sei, piazzo la telecamera sul comodino e appena sveglio comincioa riprendermi. Una volta ho incontrato [[Luigi Lo Cascio]], che avevo conosciuto sul set de [[I cento passi]], e mi ha detto una cosa sulla quale torno sempre a riflettere: "Durante la lavorazione del film eri considerato quello un po' strano". Anche da ragazzino gli altri la pensavano così, non capivano cosa mi passasse per la testa perché le mie espressione non lasciavano trasparire niente di chiaro. Evidentemente il mio viso e il mio cervello sono scollegati.<ref name=rep/> *La [[mafia]] è riuscita a tenere in pugno questo Paese perché è efficiente, competente e [[meritocrazia|meritocratica]]. [[Totò Riina|Riina]], quando doveva fare un [[omicidio]] non mandava uno che tre giorni prima diceva di non sapere nulla di armi!.<ref>Citato in Giampiero Cicciò, [https://www.lecodelsud.it/spassosa-e-dolente-lopera-prima-di-pif '' Spassosa e dolente l’opera prima di Pif''], ''L'eco del Sud.it'', 20 gennaio 2014.</ref> *Mi spiace creare polemiche tra questi due paesi che hanno una lunga e profonda amicizia. Abbiamo le prove che [[William Shakespeare|Shakespeare]] in realtà non era inglese, ma siciliano. Si chiamava Guglielmo Scrollalanza o Crollalanza, non si è capito, da lì "shake" e "spear", lancia. È dovuto scappare perché il padre era calvinista, è passato da Verona dove ha conosciuto Giulietta e Romeo, quindi a conferma che la tesi regge, e poi era ospite a Venezia da Otello, e Andrea Camilleri ci ha scritto anche un libro, più di questo cosa posso dirvi. La verità innanzitutto.<ref>Dalla conferenza stampa di ''Shakespeare lives in Italy'' all'Ambasciata britannica a Roma; citato in ''[http://www.askanews.it/cultura/pif-shakespeare-era-siciliano-diceva-iessere-o-nun-iessere_711768806.htm Pif: Shakespeare era siciliano, diceva "Iessere o nun iessere]'', ''Askanews.it'', 23 marzo 2016.</ref> *Nel mio piccolo, vorrei aiutare i giovani ad avere una memoria storica positiva dei siciliani perbene, quelli che per onestà hanno anche sacrificato la loro vita. Spero di riuscire a fare un museo dell'antimafia a Palermo, ma solo se posso farlo come dico io; a costo di avere due diversi musei sul tema. Purtroppo l'antimafia è un fronte diviso, senza un coordinamento comune.<ref name=mafi/> *Non parenti di magistrati o poliziotti ma di giornalisti, medici, sindacalisti e albergatori. Gente normale e onesta, che poteva scegliere di farsi i fatti propri, ma che per senso civico ha detto no alla mafia e ha pagato questa scelta con la vita. A ispirarmi sono state le tante lapidi che invadono Palermo, spesso dedicate a persone di cui non conosciamo la storia. Ho provato a raccontare cosa c'è dietro queste targhe.<ref>Citato in Vassily Sortino, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/15/cosi-il-testimone-pif-racconta-mafia-states.html ''Così 'Il testimone' Pif racconta mafia e States''], ''Corriere della sera'', 15 ottobre 2008, p. 20.</ref> *{{NDR|Parlando del film ''La mafia uccide solo d'estate''}} Obiettivamente le cose sono cambiate. Il protagonista del film ha fatto una vita e vissuto in un contesto ben preciso, mentre per un ragazzino di 10 anni di oggi le cose sono ben diverse. Non è ancora il Paese che sogniamo, ma la situazione è migliorata.<ref name=tgcom/> *Per me da bambino la [[Cosa nostra|mafia]] era lontana pur essendo dietro casa. Chissà quante volte ero vicino a un mafioso, senza saperlo. Giocavo a calcio di fronte alla casa dove Vito Ciancimino riceveva [[Bernardo Provenzano|Provenzano]]: magari è arrivata qualche pallonata sulla sua macchina. Il rischio è abituarsi. Se il negozio vicino a scuola prende fuoco perché non pagano il pizzo, la prima volta fa impressione, la decima ti abitui. E invece bisogna scandalizzarsi: abituarsi significa rassegnarsi.<ref name=mafia/> *Pur in buona fede, i genitori delle generazioni precedenti non hanno permesso di far crescere una consapevolezza del problema. Noi a Palermo ci siamo svegliati con le stragi del '92, ma prima c'erano stati molti altri morti. Lo Stato interveniva, mostrava la sua forza, ma poi poco a poco scompariva: il problema era che lo Stato era colluso alla testa. D'altronde è un dato accertato dai processi che fino al 1980 Andreotti era colluso.<ref name=tgcom/> *Questo programma equivale per me al sabato sera di Raiuno. Curo tutto, anche il montaggio. Privilegio l'immediatezza più che la qualità dell'immagine. "[[Il testimone]]" fatto con una troupe sarebbe diverso. Cogli cose che altrimenti non succederebbero proprio. Metto rec e registro.<ref name=chiara/> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/sette/incontri/22_dicembre_02/pif-intervista-901d5598-6f3d-11ed-9e97-468f31203204.shtml Pif: «L’amore è un prodotto del caso. Non volevo essere padre né a 30 né a 40 anni a 50 però...»]''|Intervista di Micol Sarfatti, ''Corriere.it'', 2 dicembre 2022.}} *Se ci pensiamo bene ci accorgiamo che è impossibile dare una definizione univoca di “[[amore]]”, perché siamo noi i primi a cambiare in continuazione, a evolverci. Esistono persone giuste incontrate al momento giusto e persone giuste incontrate al momento sbagliato. Quando iniziamo a ragionare troppo su un partner vuol dire che non siamo più innamorati. *Alla fine la vera difficoltà non è trovare l’[[amore]], ma farlo durare. Ecco più che le app per incontri ci vorrebbero le app per non far esplodere le coppie. *Non avrei mai voluto una figlia a 30 anni. E nemmeno a 40. Non ne ho mai avuto davvero il desiderio fino a qualche anno fa. Sono stato a lungo molto bene da solo, pur sapendo che un single felice non starà mai bene come una coppia felice. Però mi andava bene così. Mi piaceva farmi i fatti miei. *Siamo molto condizionati dalla società, soprattutto in [[Italia]]. La [[coppia]] e la [[famiglia]] sono percepite come un percorso obbligato. *[[Scrittura|Scrivere]] è una delle attività più stancanti del mondo, sei perennemente in preda a un senso di nausea. Chiudi un capitolo, festeggi, poi ti ricordi che ce ne sono almeno altri dieci. *Per me l’[[amore]] è un equilibrio difficilissimo, si crea solo se le parti della coppia imparano a cedere un po’. *Ci sono persone che usano la tragicità come carburante per i rapporti. Per me è impensabile, vuol dire sfinirsi. *Fino a dieci anni fa quando leggevo che un artista stimato stava diventando [[padre]] temevo smettesse di esprimersi. Ho avuto la stessa paura per me, ma, per fortuna, non è accaduto. La gestione di un bambino piccolo non è semplice, a volte mi sento più un amministratore delegato che un autore, però non ha spento la mia creatività. *Come noto, il mio pensiero è molto lontano dalla [[Destra]], [[Giorgia Meloni|Meloni]] però mi ha sempre incuriosito. È una donna autoironica, divertente. Cambia tono quando entra nel ruolo pubblico, ma nel privato accorcia le distanze. Penso che se ci facessimo la promessa di non parlare mai, nemmeno per un secondo, di politica potremmo andare in vacanza insieme e divertirci molto. Apprezzo il suo saper mostrare le emozioni, non ha l’incubo di dover nascondere le debolezze. *[[Matteo Renzi|Renzi]] [...] era uguale nella versione pubblica e privata, sempre arrogante. Però mi aveva colpito per quello, era coerente con sé stesso, credeva in quello che diceva. Forse poi ha esagerato con l’arroganza. *La [[Destra]] evidenzia problemi reali, poi li strumentalizza e avanza soluzioni orrende, ma propone temi concreti. La [[Sinistra in Italia|Sinistra]] risponde con piani nobilissimi totalmente scollati dalla quotidianità. ===Dal programma televisivo ''[[Il testimone]]''=== *E sicuramente nessuno si ricorderà dell'affermazione di Marcello Pera che, quando era Presidente del Senato, ci avvertiva del pericolo di diventare tutti meticci: perché lo siamo stati, lo saremo e il mondo andrà avanti come ha sempre fatto. *Dopo un'attenta e lunga riflessione, sono arrivato a formulare un' interessante e innovativa teoria sull'omosessualità: in potenza nasciamo tutti omosessuali, poi è l'esperienza della vita che ci fa capire se lo siamo o meno. *Di sicuro so che se uno rimane in un paese e viene trattato da bestia, vivrà come una bestia. Se uno cresce con un padre che è una bestia, anche lui ha molte probabilità di vivere come una bestia. Ma se a chi rimane in Italia si migliora la qualità della vita, potrebbe succedere che la nonna penserà che è disdicevole per una donna mettere i pantaloni, la figlia penserà che è un ingiustizia non poter mettere i pantaloni e la nipote dirà: "Col cacchio che io non metto i pantaloni". *Infine vorrei parlarvi di nuovo di [[Calogero Zucchetto]], il poliziotto che andava in giro con il proprio motorino per le borgate di [[Palermo]] a scovare latitanti mafiosi che vivevano tranquillamente. La lapide che lo ricorda si trova di fronte al cinema Fiamma, e non sapete quante volte ci sono passato davanti da ragazzino senza soffermarmi troppo. *La [[disturbo mentale|malattia mentale]] spaventa, perché in Italia se ne parla poco e in modo scorretto. Inquieta, perché è una malattia dello spirito e non del corpo. Ed è un tabù, perché è meno lontana dalla nostra realtà di quel che vorremmo. *Adesso, mettiamo da parte per un attimo, il lato più drammatico di vivere in una città dove c'è la mafia, cioè: i morti uccisi. *Il [[Palio di Siena|Palio]] è una manifestazione straordinaria, pieno di pregi e difetti come spesso capita alle cose straordinarie. Difficile da descrivere tramite una telecamera, anche perché ai senesi, per quello che ho capito, in fondo di raccontare il palio in tv, per una ragione o per un'altra, scusate la volgarità, non gliene frega un'emerita "sega"... Come si dice qui a Siena. *Se mi mettessi a fare il "ribello senza ragione", più che di un James Dean avrei la credibilità di Pierino. A suo modo anche lui è stato ribelle [...]. Infatti se io dichiarassi guerra al mondo, ma il mondo non si accorgesse della mia guerra, sarebbe un attimo passare appunto da James Dean a Pierino. *È come se uno non credesse più in Dio perché non si fida più del prete. *Mi chiedo se uno non possa avere la fede e credere che i miracoli non esistano, e che nonostante l'esistenza di un dio, la vita dipenda solo da noi stessi. Per questo, forse, del viaggio a San Giovanni Rotondo l'unica luce che mi è rimasta è stata quella del fornetto elettrico che cucina il pollo da dio! *Io sono nato e cresciuto a Palermo e a Palermo c'è la mafia e se la mafia non si è completamente impossessata della città, se comunque abbiamo avuto un barlume di civiltà e di speranza, è grazie ad un gruppo di persone che si è opposto. Lo sapete perché queste persone mi mettono in crisi? Perché non erano dei santi, erano fatti di carne e ossa, esattamente come me, avevano dei pregi e sicuramente dei difetti, esattamente come me. Io spesso incontro gente che è sotto scorta, perché è nel mirino della mafia e può capitare che queste persone siano egocentriche, paranoiche, noiose, vanitose, fissate col sesso, testarde, ritardatarie, egoiste, presuntuose, ingrate, stronze, insomma può capitare che abbiano tutti o qualcuno dei difetti che posso avere io ed è questo che mi mette in crisi, che sono esattamente come me, che quello che hanno fatto loro potrei farlo anche io. Quanto farebbe bene alla mia coscienza se fossero dei santi del paradiso? Ma nonostante siano come me, loro sono quelli che fanno il lavoro sporco, al posto mio. Pensare che una persona in prima fila nel combattere la mafia debba necessariamente avere anche il carattere di San Francesco forse è da ingenui. Se un giornalista scrive di mafia io non mi chiedo perché scriva di mafia, non mi chiedo se così abbia avuto più successo con le ragazze, non mi chiedo se così si sia arricchito, io mi chiedo se quello che scrive sia vero, mi chiedo se quello che scrive dia fastidio alla mafia, mi chiedo se, leggendolo, la mia conoscenza e la mia coscienza siano migliorate; io mi sono rotto i coglioni di aspettare che una persona venga ammazzata per rivalutarla; sarò ingenuo, ma ho visto troppa gente a casa mia disprezzata in vita e apprezzata in morte e così, ingenuamente, sosterrò tutti coloro che credono che la Mafia, la Camorra, la 'Ndrangheta, la Sacra Corona Unita e la Stidda, debbano essere non tollerate, ma sconfitte e, per fare questo, mettono in gioco la loro vita. E li ascolterò anche se eventualmente saranno egocentriche, paranoiche, noiose, vanitose, fissate col sesso, testarde, ritardatarie, egoiste, presuntuose, ingrate, stronze. Lo vedete questo? È un cono gelato, cioccolato, crema e panna. Il popolo italiano protegge Roberto Saviano con una scorta affinché possa scrivere quello che vuole e andarsi a prendere un gelato quando vuole e come vuole; e ogniqualvolta in cui Roberto rinuncia a mangiarsi un cono come questo sarà una sconfitta per noi e una vittoria per la Camorra, a meno che non si prenda il gelato al gusto "[[Lillà|lilla]]"; allora lì sarebbe una sconfitta per tutti, perché il gelato al gusto lilla è, notoriamente, una minchiata di gelato. *Perché la verità è che l'essere umano è molto complesso, che ci piaccia o meno, e se uno non comprende questo, o si rifiuta di farlo, rischia innanzitutto di non capire il mondo e poi alla fine, forse, non coglierà il bello della vita. *La maggior parte delle persone che ho incontrato a Miami, mi ha detto che se uno ci sa fare, qui, può creare qualcosa, va avanti, e questo è un aspetto meraviglioso dell'America. Ma l'altra faccia della medaglia è che qui non si possono creare alibi, perché non ci sono scuse per tutto quello che riguarda l'insuccesso, non ci si può nascondere dietro le raccomandazioni degli altri, alla burocrazia, o all'insana follia italica che spinge tutto verso il fallimento, non si gode dell'insuccesso del prossimo. Se volete tentare la fortuna a Miami, state attenti, perché in America una persona vale per quello che vale, ci si scopre per quello che si è. Siamo sicuri che l'America sia il paese adatto per noi italiani? *Quando di solito sono indeciso se fare qualcosa che sia oltre la mia portata, mi ripeto: "Ma goditi la vita che magari domani muori, ma poi penso, e se domani non muoio, come vado avanti?" Oggi rispondo: "Se domani non muoio vorrà dire che mi godrò anche il domani, sperando di riuscire ad attraversare il ponte senza cadere troppe volte". ==Citazioni su Pif== ===[[Aldo Grasso]]=== *Il suo è un giornalismo d'inchiesta innovativo che ha molta presa sul pubblico più giovane: quella di Pif si potrebbe definire un'antropologia ''light''. *In Pif c'è un po' dello spirito buonista, dell'atteggiamento ex equo solidale di Mtv, ma la sua indagine sulle malattie mentali è curiosa, piacevole, intelligente. Pif ribadisce un concetto fondamentale: nel racconto l'importante è il punto di vista e ogni punto di vista rappresenta anche una scelta morale. *Pif è l'unico intervistatore che quando fa le domande ride di gusto. Tanto che un intervistato, un simpatico disagiato mentale, gli dice: «Tu potresti essere uno dei nostri». Pif è l'unico intervistatore che fa le domande e le accompagna con i sottotitoli, per paura che lo spettatore non capisca. Pif è l'unico intervistatore che al termine della sua inchiesta ammette candidamente: «Quel che ho capito è che c'è molto da capire». *Pif ha una tecnica di corteggiamento del tutto particolare: non è un pedinatore, non è un vendicatore, non è un comico prestato al sociale. Per ribaltare ai nostri occhi il mondo che descrive, si fa prima complice, mette in mostra la propria finta sprovvedutezza, affila le armi senza mai mostrarle. *Prendendo a pretesto la vita degli altri, Pif racconta se stesso: mette in gioco la sua persona, la sua psicologia, la sua indole. Spontaneamente o artificiosamente non è dato sapere, ma poco importa. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' (2013) *''[[In guerra per amore]]'' (2016) ===Conduttore=== *''[[Il testimone]]'' (2007 - in corso) ===Doppiatore=== *''[[Il piccolo principe (film 2015)|Il piccolo principe]]'' (2015) ===Regia=== *''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' (2013) *''[[In guerra per amore]]'' (2016) ===Sceneggiatore=== *''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' (2013) *''[[In guerra per amore]]'' (2016) *''[[La mafia uccide solo d'estate (serie televisiva)]]'' (2016) ==Voci correlate== *''[[Il testimone]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Autori televisivi italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 1xwve4voph9b6kt8dbygf2komig821v La notte 0 94655 1424652 1252546 2026-08-25T21:29:00Z ~2026-35655-21 107537 /* Altri progetti */ 1424652 wikitext text/x-wiki {{Film| titoloitaliano=La notte |titolooriginale=La notte |paese=Italia/Francia |anno=1961 |genere=drammatico |regista=[[Michelangelo Antonioni]] |soggetto=Michelangelo Antonioni, [[Ennio Flaiano]], [[Tonino Guerra]] |sceneggiatore=Michelangelo Antonioni, Ennio Flaiano, Tonino Guerra |attori= * [[Marcello Mastroianni]]: Giovanni Pontano * [[Jeanne Moreau]]: Lidia Pontano * [[Monica Vitti]]: Valentina Gherardini * [[Bernhard Wicki]]: Tommaso Garani * [[Rosy Mazzacurati]]: Rosy * [[Maria Pia Luzi]]: la paziente dell'ospedale * [[Guido Ajmone Marsan]]: sig. Fanti * [[Vincenzo Corbella]]: sig. Gherardini * [[Gitt Magrini]]: la sig.ra Gherardini * [[Giorgio Negro]]: Roberto * [[Roberta Speroni]]: Bea |doppiatori italiani = *[[Andreina Pagnani]]: Lidia *[[Giuseppe Rinaldi]]: Roberto |note= *'''Fotografia''': [[Gianni Di Venanzo]] *'''Montaggio''': [[Eraldo Da Roma]] *'''Scenografia''': [[Piero Zuffi]] *'''Musiche''': [[Giorgio Gaslini]] }} '''''La notte''''', film italo-francese del 1961 con [[Marcello Mastroianni]], [[Jeanne Moreau]] e [[Monica Vitti]], regia di [[Michelangelo Antonioni]]. ==Frasi== *Non ti ho dato niente. È strano come soltanto oggi mi rendo conto di quanto ciò che si dà agli altri finisca con il giovare a se stessi. ('''Giovanni''') *Preferivo averti così, come una cosa che nessuno poteva togliermi perché ero il solo a possederla. Una tua immagine per sempre. Oltre il tuo volto vedevo qualcosa di più puro e di più profondo in cui mi specchiavo. ('''Lidia''' legge una lettera di '''Giovanni''') *Sono piena di vizi. Ma senza praticarne nessuno. ('''Valentina''') ==Dialoghi== *'''Giovanni''': Tommaso, ti disturbiamo? <br> '''Tommaso''': Ah, carissimi, venite. Lidia... <br> '''Lidia''': Ciao Tommaso. <br> '''Giovanni''': Come va? <br> '''Tommaso''': Operazione riuscita, il paziente è morto. Sedete. Allora che cosa mi raccontate? Ho letto che oggi presentano il tuo libro, sei contento? <br> '''Giovanni''': Per favore non parlarmene. <br> '''Tommaso''': Perché no? Sono cose che si devono fare e poi però che conta è il libro. *'''Lidia''': Cosa vuoi che ti dica? Che è stato ignobile da parte tua? Che mi fai orrore? No. Ti capisco, eri sconvolto. Ma non parliamone più. Mi dispiace. Forse quella ragazza adesso è felice. <br> '''Giovanni''': Perché? <br> '''Lidia''': Perché è irresponsabile. *'''Lidia''': Com'è l'ambiente? È interessante? <br> '''Giovanni''': Abbastanza. Senti, ma è possibile che tu non ti diverta mai? <br> '''Lidia''': Io mi diverto così. Anche lì in casa c'è una ragazza che sta bene da sola. È lei che legge 'I sonnambuli'. <br> '''Giovanni''': Hmm. <br> '''Lidia''': Ed è anche una bella ragazza. *'''Giovanni''': La vita sarebbe sopportabile se non ci fossero i piaceri. <br> '''Lidia''': E' tua? <br> '''Giovanni''': No, io non ho più idee, ho soltanto memorie. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] qddydouq1nejl18o8sfa0sylmv3ew36 Infermiere 0 96332 1424699 1342532 2026-08-26T08:28:34Z Spinoziano 2297 +1 1424699 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Miss Lydia Monroe of Ringold, Louisiana, a student nurse fsa8e04913u.jpg|thumb|Una studentessa infermiera della Louisiana (1942)]] Citazioni sugli '''infermieri''' *Chi sente sempre tanti lamenti come le infermiere, perde la sensibilità e si dimostra poi incapace di misurare l'intensità e la verità di tante sofferenze. ([[Adrienne von Speyr]]) *È difficile che [[Medico|dottori]] e infermiere restino amici per molto tempo, perché all'inizio le infermiere ne sanno più di te, ma dopo pochi mesi gli studi fanno il loro effetto e si nota la differenza. Il futuro dell'amicizia dipende da come l'infermiera prende quel momento. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri (prima stagione)|Scrubs - Medici ai primi ferri]]'') *I nervi li poteva qualche volta perdere un medico, non un'infermiera. Gli strumenti non facevano rumore nelle loro mani, era come se avessero delle mani ordinanti, le quali anche durante l'operazione più difficile non perdevano mai la capacità di servire e perciò di far ordine. ([[Adrienne von Speyr]]) *Le infermiere sono l'ultima categoria che conservi un certo qual senso delle classi sociali: per quanti medici impediti si trovino a osservare, per loro il dottore resta comunque il dottore. ([[Guia Soncini]]) *Le migliori doti di un'infermiera: le mani e il cuore. (''[[L'ultimo buscadero]]'') *''Nelle città | del dolore, | della pena, | dell'urlo | la targa "ospedale" | attende il tuo lavoro. | Chiunque tu sia | di grado e di sesso | la tua opera | è mano protesa | a lenire, | a consolare, | a compiere | ciò che i "cari" | non farebbero mai. | I tuoi compiti | sono mille | e la pagina del domani | è sempre più pesante, | densa di funzioni | eseguite contro il male.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *Odio le infermiere: tutte intriganti, tutte impiccione, non fanno che lavarti la faccia. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'') *– Stai studiando per l'esame?<br />– Cosa? Di quale esame stai parlando?<br />– L'esame da infermiera. Non è bello essere un'infermiera in prova.<br />– Quell'esame? Certo, sto studiando. Ma, non sono sicura che una ex-ballerina come me... possa fare un lavoro così sacro. (''[[Il duello silenzioso]]'') ==Voci correlate== *[[Medico]] *[[Ospedale]] *[[Paziente]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|commons_preposizione=sugli|wikt|commons_etichetta=infermieri|etichetta=infermiere}} [[Categoria:Infermieristica]] [[Categoria:Professioni sanitarie]] 2mif6icntvob0fhd9tzu0bybpesk0co Proverbi dai film 0 97547 1424700 1424194 2026-08-26T08:31:03Z Spinoziano 2297 +1 1424700 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''proverbi''' tratti '''dai film'''. ==Proverbi dai film== *Ah, Kirk, mio vecchio amico... Conosci l'antico proverbio di Klingon che dice: "la [[vendetta]] è un piatto che è meglio gustare freddo"? Ed è molto freddo, nello spazio. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]'') *Aveva perso il suo lavoro in una fabbrica di vestiti, perché sei mesi prima io avevo confrontato i prezzi dei jeans e avevo comprato il paio meno costoso. Come dice il proverbio cinese: "un solo fiocco di neve può piegare la foglia di bambù". (''[[Mr. Nobody]]'') *Bisogna sempre dare ascolto al vecchio detto: «Non c'è [[gatto]] peggiore di quello che cova rancore». (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'') *C'è anche il proverbio: non svegliar il barbone che dorme! (''[[I fichissimi]]'') *C'è un antico proverbio che dice: ''Non provare a fare due cose alla volta aspettandoti equità da entrambe.'' (''[[La palla nº 13]]'') *C'è un proverbio qui da noi. «Un [[ladro]] che ruba a un altro ladro è perdonato per cento anni». (''[[I magnifici sette]]'') *– C'è un vecchio detto, non so se lo conosci: "Per quanto possa far caldo lassù durante il giorno..."<br />– "...non c'è un accidente da fare durante la notte." (''[[L'inferno di cristallo]]'') *– Chi sa fare, sa capire!<br />– Ma che cazzo di proverbio è?<br />– Non è un proverbio: è la vita, Giacomo! (''[[Chiedimi se sono felice]]'') *Com'era quel detto? "Se vuoi sapere cosa Dio pensa dei [[Denaro|soldi]], guarda a chi li ha dati". (''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'') *Come dice il detto: "Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui propri sbagli". (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'') *Come dice il vecchio detto, occhio per dente, naso per mento, sedere per... ehm è un vecchio detto, però non è che sia un granché. (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'') *Come recita il detto? "Tutte le cose buone, un bel giorno vanno rase al suolo per intascare l'assicurazione". (''[[Gangster Squad]]'') *Conosce il detto dei capo tribù ugandesi? "Da' prima la caccia al nemico, poi alle donne". (''[[Pericolosa partita]]'') *Conosci il detto? "Donne che ridono, villaggio felice". (''[[Princess Mononoke]]'') *Conosci il detto "per fare la frittata bisogna rompere le uova", vero? (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'') *"E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall'uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto." Antico proverbio arabo. (''[[King Kong (film 1933) |King Kong]]'') *È una vecchia superstizione: "Se in casa spira sorte funesta metti i letti testa contro testa". (''[[Il figlio di Frankenstein]]'') *Il lupo che lascia il suo biglietto da visita, sta per diventare preda. È un vecchio proverbio russo che ho inventato adesso. (''[[Sull'orlo della paura]]'') *Il vecchio detto "uno ferisce sempre la persona amata", eh, vale anche al contrario! (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'') *Io conosco un vecchio proverbio, miss Sally: «Non c'è legge oltre Dodge City, non c'è Dio oltre il fiume Pecos». (''[[Chisum]]'') *La nostra Sardegna ci insegna: "Un topo se lo guardi, è già scappato", "una lucertola non la trovi più". L'immediatezza dell'azione. (''[[Esterno notte (film)|Esterno notte]]'') *Lo conosce lei quel vecchio proverbio indiano che dice: "Per due giovani sposi una [[casa]] è come un poema d'amore, ogni mattone un verso, ogni tegola una dolce rima"? Dove lo troviamo noi questo poema? (''[[Auguri e figli maschi!]]'') *Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». (''[[Tu la conosci Claudia?]]'') *Naturalmente quello che va a vantaggio di qualcuno può nuocere a qualche altro. Come dice il proverbio: «Ciò che è carne per uno, è veleno per un altro». (''[[Baby Doll - La bambola viva]]'') *Nella famiglia Beragon c'è un vecchio proverbio spagnolo: il veleno di uomo è la carne dell'altro. (''[[Il romanzo di Mildred]]'') *Noi abbiamo un proverbio nel Texas: non bere niente che sia più forte di te, o più vecchio. (''[[Il letto racconta...]]'') *– Ora dobbiamo pensare a ristabilire la pace. Inoltre un antico proverbio dice: «Il vincitore si prende tutto il bottino».<br />– Io invece conosco un altro detto: «Non mi pisciare sulla schiena per poi raccontarmi che ha piovuto». (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'') *«Quando un uomo con la [[pistola]] incontra un uomo col [[fucile]], quello con la pistola è un uomo morto». È un vecchio proverbio messicano. (''[[Per un pugno di dollari]]'') *Si ricordi il vecchio proverbio cinese che dice: "Il ramoscello davanti agli occhi nasconde la montagna". (''[[Auguri e figli maschi!]]'') *– Tutti i cavalli possono essere montati e tutti i cowboy possono andare per terra.<br>– Famoso proverbio indiano. (''[[L'ultimo buscadero]]'') *'u pruvvebbiu anticu dici: forza di giùvani e sintimientu di vecchi! (''[[La terra trema]]'') :''L'antico proverbio dice: forza di giovani e giudizio di vecchi!'' *Un vecchio proverbio vulcaniano dice: "Solo [[Richard Nixon|Nixon]] poté andare in Cina". (''[[Star Trek VI: Rotta verso l'ignoto]]'') *– Voglio subito un rapporto dettagliato sul vostro lavoro e sulle vostre spese.<br>– No no no, Ninotchka, rinunciaci. C'è un proverbio turco che dice: «Se una cosa puzza, non metterci il naso».<br>– E io ne so un altro che dice: «Il gatto non ha bisogno d'una scusa per mangiarsi il topo». (''[[Ninotchka]]'') *– Vuole sposarmi?<br/>– Abbiamo un detto in Svezia: perché un solo pesce quando c'è il fritto misto? (''[[Intrigo a Stoccolma]]'') ===''[[I mostri]]''=== *Il mondo è tondo e chi non sa stare a galla va a fondo. *Meglio un bel processo che un bel funerale. *Ricordati, chi picchia per primo picchia due volte. {{Raccolte dai media|Proverbi|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Proverbi dai media|Film]] tn8g26ccpx65ppglr02tpu9fmxwnl5q Brindisi dai film 0 104701 1424697 1424531 2026-08-26T08:25:57Z Spinoziano 2297 +1 1424697 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]] Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''. ==Brindisi dai film== *A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'') *– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'') [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò brinda.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Totò]] nel film ''[[San Giovanni decollato]]'' (1940)]] *A domani {{sic|a mattina}}, bevo alla salute di mia figlia Serafina. E più bevo e più divento tenero, alla salute del mio caro genero. Però ricordatelo, eh, e tenetelo bene in mente, che io sono sempre dissidente. (''[[San Giovanni decollato]]'') *A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'') *A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'') *A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'') *A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'') *A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'') *A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'') *A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'') *Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'') *– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'') *Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'') *– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'') *Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'') *Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'') *Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'') *Ai nuovi amici! (''[[28 giorni dopo]]'') *Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'') *Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'') *Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'') *Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'') *– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'') *– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'') *Al principio. (''[[I comanceros]]'') *Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'') *Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'') *All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'') [[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]] *– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'') *Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'') *Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'') *Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'') *Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'') *Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'') *Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'') *Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'') *– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'') *Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'') *Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'') *Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'') *Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'') *– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'') *Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'') *Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'') *Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'') *Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'') *– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'') *– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'') *– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'') *Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'') *– Alle brave persone andate via troppo presto. Ricordiamole sempre.<br>– Sempre! (''[[Alien: Covenant]]'') *Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'') *Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'') *– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'') *– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'') *– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'') *Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'') *Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'') *– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'') *– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'') *– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'') *Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'') *Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'') *Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'') *Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'') *Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'') *Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') *Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'') [[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]] *Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'') *Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'') *C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'') *Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'') [[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]] *– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'') *– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'') *– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'') *Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'') *Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'') *– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'') *E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'') *– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'') *E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'') *E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'') [[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]] *Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'') [[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]] *Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'') [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]] *– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'') *Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'') *– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'') *– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'') *Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'') *Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'') *In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'') *Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'') [[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]] *Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'') *Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'') *Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'') *Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'') *Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'') *Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'') *Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'') *Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'') *Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'') *Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'') *Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'') *Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'') *Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'') *Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'') *– Qui ci sta bene un brindisi... a che cosa, non lo so, ma ci sta bene un brindisi!<br>– Buona fortuna in aula.<br>– Buona fortuna.<br>(''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'') *– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'') *Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'') *– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'') *Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'') *– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'') *Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'') *– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'') *Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'') *Stretta è la foglia, larga è la via, beviamoci sopra e così sia. (''[[L'ultimo buscadero]]'') *Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'') *Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'') *Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'') *[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'') *– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'') *Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'') *Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'') *Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'') *– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'') ===''[[C'era una volta in America]]''=== *Al consolatore degli afflitti! *Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere. *Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno. ===''[[Fantastic Mr. Fox]]''=== *Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti. *Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza! ===''[[Marie Antoinette]]''=== *Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono. *– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. *– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia! {{Raccolte dai media|Brindisi|dai film}} [[Categoria:Brindisi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] 14wo6fs79bfd50czj663eshs7dk2s3u Template:Età 10 114039 1424676 1241348 2026-08-26T03:50:19Z AssassinsCreed 17001 1424676 wikitext text/x-wiki {{Navbox |name = Età |title = ''[[Età]]'' |group1 = Fasi della vita |list1 = [[Embrione]]{{·}}[[Feto]]{{·}}[[Neonato]]{{·}}[[Infanzia|Infante]]{{·}}[[Bambino]]{{·}}[[Adolescenza|Adolescente]]{{·}}([[Ragazzo]]/[[Ragazza]]){{·}}[[Giovinezza|Giovane]]{{·}}[[Adulto]]{{·}}[[Mezza età]]{{·}}[[Senilità|Anziano]] |group2 = Dicotomie |list2 = [[Giovinezza e senilità]] |group3 = Età (anni) |list3 = [[Duenne|2]]{{·}}[[Treenne|3]]{{·}}[[Quattrenne|4]]{{·}}[[Cinquenne|5]]{{·}}[[Seienne|6]]{{·}}[[Settenne|7]]{{·}}[[Ottenne|8]]{{·}}[[Novenne|9]]{{·}}[[Decenne|10]]{{·}}[[Undicenne|11]]{{·}}[[Dodicenne|12]]{{·}}[[Tredicenne|13]]{{·}}[[Quattordicenne|14]]{{·}}[[Quindicenne|15]]{{·}}[[Sedicenne|16]]{{·}}[[Diciassettenne|17]]{{·}}[[Diciottenne|18]]{{·}}[[Diciannovenne|19]]{{·}}[[Ventenne|20]]{{·}}[[Ventunenne|21]]{{·}}[[Ventiduenne|22]]{{·}}[[Ventitreenne|23]]{{·}}[[Ventiquattrenne|24]]{{·}}[[Venticinquenne|25]]{{·}}[[Ventiseienne|26]]{{·}}[[Ventisettenne|27]]{{·}}[[Ventottenne|28]]{{·}}[[Ventinovenne|29]]{{·}}[[Trentenne|30]]{{·}}[[Trentaduenne|32]]{{·}}[[Trentacinquenne|35]]{{·}}[[Trentanovenne|39]]{{·}}[[Quarantenne|40]]{{·}}[[Quarantunenne|41]]{{·}}[[Quarantaduenne|42]]{{·}}[[Quarantaquattrenne|44]]{{·}}[[Quarantacinquenne|45]]{{·}}[[Cinquantenne|50]]{{·}}[[Cinquantunenne|51]]{{·}}[[Cinquantatreenne|53]]{{·}}[[Cinquantacinquenne|55]]{{·}}[[Sessantenne|60]]{{·}}[[Sessantaduenne|62]]{{·}}[[Sessantaquattrenne|64]]{{·}}[[Sessantacinquenne|65]]{{·}}[[Sessantottenne|68]]{{·}}[[Settantenne|70]]{{·}}[[Ottantenne|80]]{{·}}[[Novantenne|90]]{{·}}[[Centenario|100]]{{·}}[[Supercentenario|100+]]{{·}}[[Centoduenne|102]] }}<noinclude> [[Categoria:Template di navigazione - cronologia]] </noinclude> rpvs7rqeoz43cj0abk3jovaqn5jzlgu Salvo Lima 0 122817 1424692 1417256 2026-08-26T08:03:19Z ~2026-46558-99 108192 /* Altri progetti */ se ha più di tre citazioni, non è un abbozzo 1424692 wikitext text/x-wiki [[File:Salvo Lima 2.png|thumb|Salvo Lima]] '''Salvo Lima''' (1928 – 1992), politico italiano. ==Citazioni di Salvo Lima== *La Sicilia ha bisogno dell'Europa, l'Europa ha bisogno della Sicilia.<ref>Citato in Massimo Ciancimino e Francesco La Licata, ''Don Vito: le relazioni segrete tra Stato e mafia nel racconto di un testimone d'eccezione'', Feltrinelli, 2010, [https://books.google.it/books?id=aKUTK7bz5o8C&pg=PA123 p. 123]. ISBN 8807171929</ref><ref>Citato in ''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' (2013).</ref> *{{NDR|Ad alcuni politici democristiani a Roma che gli chiedevano chi avesse ucciso [[Piersanti Mattarella]]}} Sapete, i patti vanno rispettati.<ref>Citato in [[Enrico Deaglio]] ''Patria 1978-2010'', Milano, Il Saggiatore, riportato in ''[https://www.ilpost.it/2013/05/06/quattro-torbide-storie-su-andreotti/ Quattro torbide storie su Andreotti]'', ''Ilpost.it'', 2010.</ref> ==Citazioni su Salvo Lima== *– Be', sai, non è facile scrivere un discorso per Lima.<br />– Ah, Lima, ehm... sì, non è che Lima tenga discorsi particolarmente complessi. "La Sicilia ha bisogno dell'Europa. L'Europa ha bisogno della Sicilia." Vuoi cambiare? Metti prima l'Europa e poi la Sicilia. "L'Europa ha bisogno della Sicilia..."<br />– Arturo smettila di fare il cretino dai, ascolta, è importante. Lima vuole un discorso di rottura, sai, con tutte le polemiche che ci sono... E io pensavo ad un inizio così: "La Democrazia Cristiana è in prima fila contro la mafia e si batterà sempr..."<br />– In prima fila... Mi sembra un po' eccessivo, io direi terza fila, perché anche la seconda sarebbe un po' esagerato.
<br />– Arturo che c'è? Che cos'hai? Perché sei così scontroso?
<br />– Flora, anche tu... Lima frasi del genere non le dice, non ha mai detto una parola contro la mafia manco per sbaglio, la dice ora che è in campagna elettorale, sotto elezioni... Chi lo vota? (''[[La mafia uccide solo d'estate]]'') *Persona di grandissima intelligenza. Non gli ho mai sentito perorare cause non giuste, l’ho sempre visto dalla parte della povera gente. Quindi lo ricordo non solo perché era un amico, ma obiettivamente con enorme rimpianto e con grande stima. ([[Giulio Andreotti]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Il capo dei capi]]'' (2007) *''[[Il divo]]'' (2008) *''[[La mafia uccide solo d'estate]]'' (2013) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lima, Salvo}} [[Categoria:Politici italiani]] dtz3fflfgl7zzualpu2lqt29jaj3ift Foto 0 127663 1424635 1398974 2026-08-25T15:54:51Z SolePensoso 4367 Citazioni 1424635 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Old photos Sortland.JPG|thumb|Fotografie]] Citazioni sulla '''foto''', o '''fotografia''', intesa come immagine prodotta da un apparecchio fotografico. *'A tale e quale.<ref>La tale e quale.</ref> ([[modi di dire napoletani|modo di dire napoletano]]) *Amo ancora dipingere, ovviamente, ma le foto hanno il vantaggio di essere immediate. Consentono di fermare un momento o una luce interessante. Non c'è abbastanza tempo per dipingere tutto quello che vorrei. ([[Brian Froud]]) *Bisogna capire cosa c'è dietro i fatti per poterli rappresentare. La fotografia – clic! – quella la sanno fare tutti. ([[Tiziano Terzani]]) *Da una fotografia non ci si deve affatto aspettare più di quanto essa offra. Una fine riproduzione dell'accadere esteriore assomiglia alle impronte che ci hanno lasciato certe bestie rare nella pietra. Esse offrono certamente del materiale alla vista – il modo però in cui la vita dei grandi animali si svolse nei suoi movimenti segreti è tutto da presagire e richiede della fantasia. ([[Ernst Jünger]]) *''Dov'è, dov'è la fotografia | fatta dentro casa tua | eravamo proprio noi | non potrò dimenticarla mai. | Oggi chi sei?'' ([[Enrico Ruggeri]]) *È oltremodo raro che le fotografie risultino somiglianti, e questo è comprensibile: è oltremodo raro che l'originale stesso, cioè ciascuno di noi, sia simile a se stesso. Solo in rari momenti un viso umano esprime il suo tratto fondamentale, il suo pensiero più tipico. L'artista studia un viso e intuisce questo pensiero fondamentale, anche se nel momento in cui dipinge non c'è affatto su quel viso. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Essa è di tal plurima e misteriosa natura da costringere gli estremi più risoluti a toccarsi. Rappresenta un certificato di morte ma, nello stesso tempo, una promessa di resurrezione; è un documento impassibile, ma, nello stesso tempo, una fontana di lacrime esistenziali. Più ancora: obbedisce al tempo e lo fulmina; sanziona una perdita e vi sostituisce un simulacro immortale... ([[Gesualdo Bufalino]]) *FOTOGRAFIA. Un momento! Devo sistemare gli occhiali, il berretto, il foulard, la barba, la pipa, il sigaro, la sigaretta e il telefono e il gatto. E la faccia, dov'è? ([[Alberto Arbasino]]) *– Già! – disse. – È curioso l'effetto che ci fa la nostra immagine riprodotta fotograficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarla la prima volta. Perché?<br>– Forse, – gli risposi, – perché ci sentiamo lì fissati in un momento, che già non è più in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.<br>– Forse! – sospirò. – Sempre più lontano per noi...<br>– No, – soggiunsi, – anche per l'immagine. L'immagine invecchia anch'essa, tal quale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì sempre in quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lì diviene d'anno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.<br>– Non capisco.<br>– È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quel ritratto, non procede più innanzi, non s'allontana sempre più d'ora in ora con noi verso l'avvenire; pare che resti lì fissato, ma s'allontana anch'esso, in senso inverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenza l'immagine, lì, è una cosa morta che col tempo s'allontana man mano anch'essa sempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana. ([[Luigi Pirandello]]) *In ogni caso, sfocata o meno, nitida o meno, una fotografia buona è una questione di proporzioni, di rapporti tra neri e bianchi. ([[Henri Cartier-Bresson]]) *Io adoro le fotografie, trovo elettrizzante che a seconda del contesto e del fotografo tu possa cambiare e venire colto in un'infinità di pose e di interpretazioni. [...] trovo che un valore aggiunto della fotografia sia quello di permettere alla fantasia di volare. ([[Anna Valle]]) *La foto ha molti limiti: non si muove, non c’è il suono, figuriamoci quando si lavora in bianco e nero. Ma poi la ricerca si concentra sulla foto che ha la capacità di esistere da sola. ([[Paolo Pellegrin]]) *La foto non è solamente un'''immagine'' [...] è anche, anzitutto, un vero ''atto'' iconico [...] questo "atto" non si limita, semplicemente, al solo gesto di [...] "scattare" ma include tanto l'atto della sua ''ricezione'' quanto della sua ''contemplazione''. ([[Philippe Dubois]]) *Le fotografie possono raggiungere l'[[eternità]] attraverso il momento. ([[Henri Cartier-Bresson]]) *Le fotografie rivelano cose che normalmente la gente non nota, oppure cose che la gente non vuole vedere. Perciò, a volte, immortaliamo dei dettagli interessanti senza che sia nostra intenzione. (''[[Mawaru-Penguindrum]]'') *Le fotografie sono un ponte con il passato. Ricordi in bianco e nero di come andavano le cose. Un legame con chi non c'è più. Tesori inestimabili. (''[[Batman: Una morte in famiglia]]'') *Nelle mie foto non c'è emozione. È tutto molto freddo, volutamente freddo. ([[Helmut Newton]]) *Nessuna foto assomiglia a una persona viva. Nelle foto si sta fermi. Nella realtà, anche da fermi, si respira. Le foto non respirano. ([[Concita De Gregorio]]) *Ognuno di noi può scattare fotografie: è un piacere, un modo per esprimersi e fissare i ricordi, un modo per esplorare il mondo ed essere creativo. ([[Steve McCurry]]) *Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l'immagine di un'idea. ([[Tiziano Terzani]]) *– Sai che cosa ho imparato frequentando il corso?<br>– No.<br>– Il segreto di una buona fotografia.<br>– E cioè?<br>– Cogliere nel soggetto l'immagine interna. (''[[L'ispettore Derrick]]'') *Sai quanto vale la foto di un bambino felice? Niente. Sai quali sono quelle pagate di più? Le foto di tragedie. (''[[Monsters (film 2010)|Monsters]]'') *Tutte le immagini contengono un elemento di sfruttamento, perché la fotografia usa le persone. ([[Martin Parr]]) *Una fotografia è il documento più importante e non c'è nulla di peggiore che passare alla posterità che con uno sciocco e stupido sorriso fissato sulla faccia per l'eternità. ([[Mark Twain]]) * Si può dire quello che si vuole contro le fotografie, ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ([[P. G. Wodehouse]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Fotocamera]] *[[Fotografia]] *[[Fotografia digitale]] *[[Fotolibro]] *[[Foto di famiglia]] *[[Inquadratura]] *[[Paparazzo]] *[[World Press Photo of the Year]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Oggetti]] [[Categoria:Fotografia]] 9thlg6n3j47srbynmslx9ru3u0nwq3z 1424638 1424635 2026-08-25T16:12:04Z Udiki 86035 1424638 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Old photos Sortland.JPG|thumb|Fotografie]] Citazioni sulla '''foto''', o '''fotografia''', intesa come immagine prodotta da un apparecchio fotografico. *'A tale e quale.<ref>La tale e quale.</ref> ([[modi di dire napoletani|modo di dire napoletano]]) *Amo ancora dipingere, ovviamente, ma le foto hanno il vantaggio di essere immediate. Consentono di fermare un momento o una luce interessante. Non c'è abbastanza tempo per dipingere tutto quello che vorrei. ([[Brian Froud]]) *Bisogna capire cosa c'è dietro i fatti per poterli rappresentare. La fotografia – clic! – quella la sanno fare tutti. ([[Tiziano Terzani]]) *Da una fotografia non ci si deve affatto aspettare più di quanto essa offra. Una fine riproduzione dell'accadere esteriore assomiglia alle impronte che ci hanno lasciato certe bestie rare nella pietra. Esse offrono certamente del materiale alla vista – il modo però in cui la vita dei grandi animali si svolse nei suoi movimenti segreti è tutto da presagire e richiede della fantasia. ([[Ernst Jünger]]) *''Dov'è, dov'è la fotografia | fatta dentro casa tua | eravamo proprio noi | non potrò dimenticarla mai. | Oggi chi sei?'' ([[Enrico Ruggeri]]) *È oltremodo raro che le fotografie risultino somiglianti, e questo è comprensibile: è oltremodo raro che l'originale stesso, cioè ciascuno di noi, sia simile a se stesso. Solo in rari momenti un viso umano esprime il suo tratto fondamentale, il suo pensiero più tipico. L'artista studia un viso e intuisce questo pensiero fondamentale, anche se nel momento in cui dipinge non c'è affatto su quel viso. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Essa è di tal plurima e misteriosa natura da costringere gli estremi più risoluti a toccarsi. Rappresenta un certificato di morte ma, nello stesso tempo, una promessa di resurrezione; è un documento impassibile, ma, nello stesso tempo, una fontana di lacrime esistenziali. Più ancora: obbedisce al tempo e lo fulmina; sanziona una perdita e vi sostituisce un simulacro immortale... ([[Gesualdo Bufalino]]) *FOTOGRAFIA. Un momento! Devo sistemare gli occhiali, il berretto, il foulard, la barba, la pipa, il sigaro, la sigaretta e il telefono e il gatto. E la faccia, dov'è? ([[Alberto Arbasino]]) *– Già! – disse. – È curioso l'effetto che ci fa la nostra immagine riprodotta fotograficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarla la prima volta. Perché?<br />– Forse, – gli risposi, – perché ci sentiamo lì fissati in un momento, che già non è più in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.<br />– Forse! – sospirò. – Sempre più lontano per noi...<br />– No, – soggiunsi, – anche per l'immagine. L'immagine invecchia anch'essa, tal quale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì sempre in quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lì diviene d'anno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.<br />– Non capisco.<br />– È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quel ritratto, non procede più innanzi, non s'allontana sempre più d'ora in ora con noi verso l'avvenire; pare che resti lì fissato, ma s'allontana anch'esso, in senso inverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenza l'immagine, lì, è una cosa morta che col tempo s'allontana man mano anch'essa sempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana. ([[Luigi Pirandello]]) *In ogni caso, sfocata o meno, nitida o meno, una fotografia buona è una questione di proporzioni, di rapporti tra neri e bianchi. ([[Henri Cartier-Bresson]]) *Io adoro le fotografie, trovo elettrizzante che a seconda del contesto e del fotografo tu possa cambiare e venire colto in un'infinità di pose e di interpretazioni. [...] trovo che un valore aggiunto della fotografia sia quello di permettere alla fantasia di volare. ([[Anna Valle]]) *La foto ha molti limiti: non si muove, non c'è il suono, figuriamoci quando si lavora in bianco e nero. Ma poi la ricerca si concentra sulla foto che ha la capacità di esistere da sola. ([[Paolo Pellegrin]]) *La foto non è solamente un'''immagine'' [...] è anche, anzitutto, un vero ''atto'' iconico [...] questo "atto" non si limita, semplicemente, al solo gesto di [...] "scattare" ma include tanto l'atto della sua ''ricezione'' quanto della sua ''contemplazione''. ([[Philippe Dubois]]) *Le fotografie possono raggiungere l'[[eternità]] attraverso il momento. ([[Henri Cartier-Bresson]]) *Le fotografie rivelano cose che normalmente la gente non nota, oppure cose che la gente non vuole vedere. Perciò, a volte, immortaliamo dei dettagli interessanti senza che sia nostra intenzione. (''[[Mawaru-Penguindrum]]'') *Le fotografie sono un ponte con il passato. Ricordi in bianco e nero di come andavano le cose. Un legame con chi non c'è più. Tesori inestimabili. (''[[Batman: Una morte in famiglia]]'') *Nelle mie foto non c'è emozione. È tutto molto freddo, volutamente freddo. ([[Helmut Newton]]) *Nessuna foto assomiglia a una persona viva. Nelle foto si sta fermi. Nella realtà, anche da fermi, si respira. Le foto non respirano. ([[Concita De Gregorio]]) *Ognuno di noi può scattare fotografie: è un piacere, un modo per esprimersi e fissare i ricordi, un modo per esplorare il mondo ed essere creativo. ([[Steve McCurry]]) *Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l'immagine di un'idea. ([[Tiziano Terzani]]) *– Sai che cosa ho imparato frequentando il corso?<br />– No.<br />– Il segreto di una buona fotografia.<br />– E cioè?<br />– Cogliere nel soggetto l'immagine interna. (''[[L'ispettore Derrick]]'') *Sai quanto vale la foto di un bambino felice? Niente. Sai quali sono quelle pagate di più? Le foto di tragedie. (''[[Monsters (film 2010)|Monsters]]'') *Si può dire quello che si vuole contro le fotografie, ma esse sono sempre utili. Quelle dure, formato gabinetto sono i migliori tagliacarte che esistano; quelle grandi, morbide, artistiche, strappate e raddoppiate, servono mirabilmente per impedire ai vetri di tentennare. E non dimentichiamo che se non ci fossero le fotografie non ci sarebbero le cornici: e allora come faremmo a trovare un regalo adatto e che non costi nulla, per un compleanno, un matrimonio o un dono di Natale per la nostra larga cerchia di amici? ([[P. G. Wodehouse]]) *Tutte le immagini contengono un elemento di sfruttamento, perché la fotografia usa le persone. ([[Martin Parr]]) *Una fotografia è il documento più importante e non c'è nulla di peggiore che passare alla posterità che con uno sciocco e stupido sorriso fissato sulla faccia per l'eternità. ([[Mark Twain]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Fotocamera]] *[[Foto di famiglia]] *[[Fotografia]] *[[Fotografia digitale]] *[[Fotolibro]] *[[Inquadratura]] *[[Paparazzo]] *[[World Press Photo of the Year]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Fotografia]] [[Categoria:Oggetti]] bh02yp5awkqszy58xwaek4524s3fbks Stretta la foglia, larga la via 0 135728 1424698 1194393 2026-08-26T08:26:47Z Spinoziano 2297 +1 1424698 wikitext text/x-wiki {{raccolta}} Raccolta di esempi e varianti della frase '''''Stretta la foglia, larga la via'''''. *''Lunga la fila, | stretta la via, | fece un [[sorpasso]] | e... così sia.'' ([[Marcello Marchesi]]) *Ma questo mi ricorda la mia poesia preferita, dice: "Stretta la foglia, larga la via, l'amor mio si chiama... schizofrenia". (''[[Tutte le manie di Bob]]'') *Stretta è la foglia, larga è la via, beviamoci sopra e così sia. (''[[L'ultimo buscadero]]'') *Stretta la foglia, larga la via dite la vostra che ho detto la mia. ([[Proverbi italiani|proverbio italiano]]) :Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia. [[Categoria:Frasi e concetti]] ny8qm8vibvpuuea5u5nx5ef1z53isn4 Campionato mondiale di calcio 1998 0 138423 1424668 1424495 2026-08-26T00:00:19Z Danyele 19198 +3 1424668 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1998_FIFA_World_Cup_France_(Wordmark).svg|thumb|Logo dell'edizione]] Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1998'''. ==Citazioni== *{{NDR|«Chi erano i leader della Francia del '98?»}} Blanc, Deschamps, Barthez, Desailly, Zidane... Ognuno di loro, quando apriva bocca, diceva una parola importante. Restammo due mesi in ritiro, non c'erano i social e parlammo molto, certamente più di quanto si fa oggi. [...] Io, Henry, Vieira eravamo ventenni e la nostra fortuna fu che i più anziani non ci misero pressione addosso, ma ci chiesero soltanto di dare entusiasmo. Il risultato fu che, nella serie di rigori che decisero i quarti contro l'Italia, io ed Henry tirassimo dal dischetto in tutta tranquillità. E facemmo gol. ([[David Trezeguet]]) *Due campioni mondiali allineerà la Juve, Zidane e Deschamps, due il Parma, Thuram e Boghossian, uno l'Inter, Djorkaeff. La Francia mondiale è molto italiana, anche nella mentalità, e lo hanno con molta onestà riconosciuto gli interessati. Il calciatore francese, anche il più dotato, reca in sé una vocazione insopprimibile alla dispersione, insegue il talento fine a se stesso e dimentica sovente il risultato. Il calcio italiano ferocemente concentrato sull'obiettivo, lo libera dalle scorie del dilettantismo e lo completa professionalmente. È stato così per Platini, in passato, e si è ripetuto per Zidane. Chi ricorda Zizou agli Europei 96, una promessa eternamente mancata, un gioco senza nerbo che ne disperdeva il talento e la classe, ha stentato a riconoscerlo nel campione che ha preso per mano la Francia, ha imposto la sua leadership e ha condotto la squadra al trionfo finale. [...] abbiamo lavorato per gli altri e non può essere una consolazione. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Gloria e invidia alla Nazionale francese rasa al suolo, non dimentichiamolo, dalla qualificazione disastrosamente mancata a Usa '94 e sapientemente rigenerata in un quadriennio: onore ai suoi (pochi) galletti indigeni, ai suoi armeni, ai suoi africani, ai suoi centro e sudamericani, ai suoi polinesiani, al suo mosaico veramente e ammirevolmente "mondiale" . ([[Marino Bartoletti]]) *Il Mondiale del '98 è nettamente il più spettacolare dei tre del decennio: succede letteralmente di tutto. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'') *Ricordo che non partimmo per vincere. Non eravamo convinti noi, e non lo era la gente. Poi, vittoria dopo vittoria, l'entusiasmo contagiò noi e il pubblico. Arrivammo in finale noi e il Brasile, e non si può immaginare un avversario più degno. Vincemmo dominando, poi la festa, la passerella del giorno dopo su un pullman che non sembrava neanche un pullman e che cercava di farsi largo tra la folla che aveva invaso gli ''Champs Elysées''. Una folla che non ho mai più visto così numerosa, e voi sapete quanto siano estesi gli ''Champs Elysées''. Eppure quel giorno le persone erano tanto ammassate da non riuscire a passare. {{NDR|«Cosa significò vincere davanti ai propri tifosi?»}} Siamo stati i primi a regalare un Mondiale alla Francia. Vincere in casa ha un altro sapore, anche perché quel trionfo lasciò un segno non soltanto sportivo, ma anche culturale e sociale. In quel momento la Francia aveva bisogno di ritrovarsi e aggregarsi intorno all'idea, al concetto di "unione". Quella nazionale formata dai Petit e dai Desailly, dai Deschamps e dagli Zidane, insomma da bianchi e neri, da giocatori di età, estrazione sociale, culturale e religiosa diversa e che la pensavano in maniera differente su molte cose, dimostrò che si poteva andare oltre le divisioni per inseguire e raggiungere un obiettivo comune. Questo è quello che è successo a noi e, tramite noi, alla Francia. ([[David Trezeguet]]) ===[[Gianni Mura]]=== *Che Mondiale è stato? Accettabile, con un discreto numero di colpi di scena (gol in extremis, golden gol, supplementari e rigori), praticamente nulla di nuovo sul versante tattico, poco di nuovo sul versante dei nomi. Owen, e poi? [...] Nemmeno è stato il Mondiale delle grandi firme: Del Piero, Batistuta e Ronaldo (pur segnando 5 gol), Zidane (decisivo solo l'ultimo giorno) hanno lasciato una traccia memorabile. In Francia, è stato il Mondiale della Francia, del gruppo-Francia. In generale, visti più buoni difensori (eccetto i portieri) che buoni attaccanti. Forse perché ai buoni difensori non occorre nulla, ai buoni attaccanti palloni giocabili. [...] Dopo almeno dieci anni di calcio teso a chiudere gli spazi, costretto in una fascia di venti metri di campo, non poteva non esserci una sorta di mutazione genetica. Correre e rompere, capaci tutti. Correre e costruire, assai meno. Le nuove regole, discutibili e imposte con qualche anno di ritardo, favoriscono il giocatore creativo, che però è quasi estinto. Se i vivai tornano a produrne, bene. Altrimenti, avanti così. *Nella gioia degli altri, quando è giusta, ci si può bagnare un dito, come da bambini nella grandi torte pannose. La gioia della Francia è giusta, appartiene a chi ha realizzato l'impresa e al resto del paese, prima incredulo, poi appassionato. Tutto regolare, sono le dimensioni del risultato a impressionare. Come quelle torte, la Francia è cresciuta. La Francia che aveva sofferto col Paraguay, che aveva battuto ai rigori l'Italia, ha stracciato il Brasile. *Per la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, Cesare Maldini e altri possono pensare che è mezzo pieno: Italia eliminata dai futuri campioni del mondo, e senza prendere tre cazzottoni in faccia come il Brasile. No, era ben diversa la Francia affrontata dall'Italia, era battibile se solo l'Italia ci avesse provato. Era quella la partita più temuta dai francesi. Dopo, rincuorati, erano troppo superiori per non vincere. Sorpresa relativa, dunque. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Calcio in Francia]] [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1998]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] a4jenijir78yifcylbxg9crj4o3wctz 1424671 1424668 2026-08-26T00:14:51Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +3 1424671 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1998_FIFA_World_Cup_France_(Wordmark).svg|thumb|Logo dell'edizione]] Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1998'''. ==Citazioni== *{{NDR|«Chi erano i leader della Francia del '98?»}} Blanc, Deschamps, Barthez, Desailly, Zidane... Ognuno di loro, quando apriva bocca, diceva una parola importante. Restammo due mesi in ritiro, non c'erano i social e parlammo molto, certamente più di quanto si fa oggi. [...] Io, Henry, Vieira eravamo ventenni e la nostra fortuna fu che i più anziani non ci misero pressione addosso, ma ci chiesero soltanto di dare entusiasmo. Il risultato fu che, nella serie di rigori che decisero i quarti contro l'Italia, io ed Henry tirassimo dal dischetto in tutta tranquillità. E facemmo gol. ([[David Trezeguet]]) *Due campioni mondiali allineerà la Juve, Zidane e Deschamps, due il Parma, Thuram e Boghossian, uno l'Inter, Djorkaeff. La Francia mondiale è molto italiana, anche nella mentalità, e lo hanno con molta onestà riconosciuto gli interessati. Il calciatore francese, anche il più dotato, reca in sé una vocazione insopprimibile alla dispersione, insegue il talento fine a se stesso e dimentica sovente il risultato. Il calcio italiano ferocemente concentrato sull'obiettivo, lo libera dalle scorie del dilettantismo e lo completa professionalmente. È stato così per Platini, in passato, e si è ripetuto per Zidane. Chi ricorda Zizou agli Europei 96, una promessa eternamente mancata, un gioco senza nerbo che ne disperdeva il talento e la classe, ha stentato a riconoscerlo nel campione che ha preso per mano la Francia, ha imposto la sua leadership e ha condotto la squadra al trionfo finale. [...] abbiamo lavorato per gli altri e non può essere una consolazione. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Gloria e invidia alla Nazionale francese rasa al suolo, non dimentichiamolo, dalla qualificazione disastrosamente mancata a Usa '94 e sapientemente rigenerata in un quadriennio: onore ai suoi (pochi) galletti indigeni, ai suoi armeni, ai suoi africani, ai suoi centro e sudamericani, ai suoi polinesiani, al suo mosaico veramente e ammirevolmente "mondiale" . ([[Marino Bartoletti]]) *Il Mondiale del '98 è nettamente il più spettacolare dei tre del decennio: succede letteralmente di tutto. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'') *Ricordo che non partimmo per vincere. Non eravamo convinti noi, e non lo era la gente. Poi, vittoria dopo vittoria, l'entusiasmo contagiò noi e il pubblico. Arrivammo in finale noi e il Brasile, e non si può immaginare un avversario più degno. Vincemmo dominando, poi la festa, la passerella del giorno dopo su un pullman che non sembrava neanche un pullman e che cercava di farsi largo tra la folla che aveva invaso gli ''Champs Elysées''. Una folla che non ho mai più visto così numerosa, e voi sapete quanto siano estesi gli ''Champs Elysées''. Eppure quel giorno le persone erano tanto ammassate da non riuscire a passare. {{NDR|«Cosa significò vincere davanti ai propri tifosi?»}} Siamo stati i primi a regalare un Mondiale alla Francia. Vincere in casa ha un altro sapore, anche perché quel trionfo lasciò un segno non soltanto sportivo, ma anche culturale e sociale. In quel momento la Francia aveva bisogno di ritrovarsi e aggregarsi intorno all'idea, al concetto di "unione". Quella nazionale formata dai Petit e dai Desailly, dai Deschamps e dagli Zidane, insomma da bianchi e neri, da giocatori di età, estrazione sociale, culturale e religiosa diversa e che la pensavano in maniera differente su molte cose, dimostrò che si poteva andare oltre le divisioni per inseguire e raggiungere un obiettivo comune. Questo è quello che è successo a noi e, tramite noi, alla Francia. ([[David Trezeguet]]) ===[[Carlo Felice Chiesa]]=== *Difficile dire se sia stato un Mondiale bello oppure brutto. L'averlo ingigantito [...] con 32 squadre e un numero esagerato di partite [...] comporta come inevitabile conseguenza di togliergli una qualunque identità precisa. Si è segnato parecchio [...] ma il dato non è di per sè indicativo, se non altro perché nella prima fase, assolutamente pletorica, l'insostenibile leggerezza di molte partecipanti ha vistosamente contribuito ad alimentare il boom realizzativo. Di certo, una rassegna che ambisce a esibire la "crema" del calcio universale non può presentare valori tecnici come quelli di Giappone, Giamaica, Stati Uniti, Sudafrica, Tunisia, Arabia Saudita [...] senza provocare imbarazzo e soprattutto scalfire la propria credibilità. Però è indubbio che una mentalità diffusamente più spregiudicata rispetto al passato ha rallegrato la manifestazione, contribuendo a mantenerla a galla fino in fondo. E la finale, per fortuna, non è stata funestata dallo squallore di quattro anni prima. *È forse la prima volta che il Mondiale viene vinto da una squadra che non dispone di un solo attaccante di autentico valore, eppure nessuno può dire che la Francia abbia giocato il suo Mondiale in difesa. Ha attaccato sempre, ha provato a imporre il proprio gioco alla Croazia come al Paraguay, all'Italia come, nell'ultimo atto, al temuto e favoritissimo Brasile. [...] Viva la Francia, che ha salvato la Coppa del Mondo confermando che il trono universale del pallone va conquistato con le unghie e coi denti e nessuno, nemmeno i maestri do Brasil, può permettersi di scherzarci sopra. *Sarebbe stato ingiusto che un Brasile così presuntuoso da lasciare a casa il restaurato Juninho, da mandarvi Romario senza tentarne il recupero e poi lasciare in panca Denilson ed Edmundo per provare a irridere la Coppa con la nonnetta Bebeto e i guzzi estemporanei di Ronaldo e Rivaldo, vincesse il Mondiale. Questo è stato soprattutto Francia '98: il tentativo brasiliano di "uccidere" la Coppa del Mondo. Ve l'immaginate che sarebbe successo se con quella squadra Zagallo avesse alzato il trofeo nella notte stellata di Saint Denis? Di fronte a una squadra capace di issarsi sulla vetta del mondo praticamente in souplesse, senza neppure dover offrire spettacolari dimostrazioni di gioco, tutti avrebbero dovuto inchinarsi. [...] Viva la Francia, allora, se la squadra che gigioneggiò presuntuosa contro la Norvegia mentre il pubblico chiedeva un minimo di divertimento, è tornata a casa in lacrime. ===[[Gianni Mura]]=== *Che Mondiale è stato? Accettabile, con un discreto numero di colpi di scena (gol in extremis, golden gol, supplementari e rigori), praticamente nulla di nuovo sul versante tattico, poco di nuovo sul versante dei nomi. Owen, e poi? [...] Nemmeno è stato il Mondiale delle grandi firme: Del Piero, Batistuta e Ronaldo (pur segnando 5 gol), Zidane (decisivo solo l'ultimo giorno) hanno lasciato una traccia memorabile. In Francia, è stato il Mondiale della Francia, del gruppo-Francia. In generale, visti più buoni difensori (eccetto i portieri) che buoni attaccanti. Forse perché ai buoni difensori non occorre nulla, ai buoni attaccanti palloni giocabili. [...] Dopo almeno dieci anni di calcio teso a chiudere gli spazi, costretto in una fascia di venti metri di campo, non poteva non esserci una sorta di mutazione genetica. Correre e rompere, capaci tutti. Correre e costruire, assai meno. Le nuove regole, discutibili e imposte con qualche anno di ritardo, favoriscono il giocatore creativo, che però è quasi estinto. Se i vivai tornano a produrne, bene. Altrimenti, avanti così. *Nella gioia degli altri, quando è giusta, ci si può bagnare un dito, come da bambini nella grandi torte pannose. La gioia della Francia è giusta, appartiene a chi ha realizzato l'impresa e al resto del paese, prima incredulo, poi appassionato. Tutto regolare, sono le dimensioni del risultato a impressionare. Come quelle torte, la Francia è cresciuta. La Francia che aveva sofferto col Paraguay, che aveva battuto ai rigori l'Italia, ha stracciato il Brasile. *Per la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, Cesare Maldini e altri possono pensare che è mezzo pieno: Italia eliminata dai futuri campioni del mondo, e senza prendere tre cazzottoni in faccia come il Brasile. No, era ben diversa la Francia affrontata dall'Italia, era battibile se solo l'Italia ci avesse provato. Era quella la partita più temuta dai francesi. Dopo, rincuorati, erano troppo superiori per non vincere. Sorpresa relativa, dunque. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Calcio in Francia]] [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1998]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] mv1m2jh4mi98elykt86n08kav2pn150 Valentina Cortese 0 141445 1424654 1289855 2026-08-25T21:40:16Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424654 wikitext text/x-wiki [[File:Un americano in vacanza - Valentina Cortese.png|miniatura|Valentina Cortese nel film ''[[Un americano in vacanza]]'' (1946)]] '''Valentina Cortese''' (1923 – 2019), attrice italiana. ==Citazioni di Valentina Cortese== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Roberto Capucci]]}} È sublime, è meraviglioso, è un poeta, è musica, è aria...<ref>Citato in Laura Laurenzi, '' [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/11/26/capucci-incoronato-re-del-bello.html Capucci incoronato re del bello]'', ''la Repubblica'', 26 novembre 1992.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgio Strehler]]}} La sua ex diceva che lui amava incontri erotici di gruppo: che strano, quando stava con me gli bastavo io.<ref>Da Valentina Cortese e Enrico Rotelli, ''Quanti sono i domani passati'', Arnoldo Mondadori Editore, 2012.</ref> {{Int2|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2019/07/10/news/valentina_cortese_e_i_sensi_della_vita_l_amore_e_uno_stile_bisogna_volare_alto_-230854070/ "L'amore è uno stile, bisogna volare alto"]''|Dall'intervista di Dario Cresto-Dina, ''la Repubblica'', 24 agosto 2012; ripubblicato in ''repubblica.it'', 10 luglio 2019.}} *L'[[amore]] è uno stile di vita. Io l'ho vissuto e l'ho recitato. Il teatro lo fai per alcune ore al giorno, nel resto del tempo che fai, non vivi? A me non piace parlare d'amore, mi piace farlo. Ci faccia caso, le persone che non sanno amare parlano sempre d'amore. *Sono cresciuta in campagna e ho ancora quelle persone dentro di me. La miseria, eppure la generosità dei poveri che danno ai poveri. La prima volta che sono entrata in una casa dei sciuri credetti mi avessero portata in chiesa. Le poltrone dorate, i lampadari di cristallo, i tendaggi di velluto. Ero una ragazzina. Quel giorno ho capito che il mondo si divide in ricchi e poveri. È il motivo per cui non ho mai battuto i piedi sul palcoscenico. *{{NDR|«[...] si dice che il primo personaggio ad andare in scena è la vanità»}} Se si vuole avere rispetto di chi paga il biglietto per vederti al cinema o a teatro bisogna amare molto se stessi. Se non ami te stesso quale energia positiva comunichi? Se sei disarmonico trasmetti disarmonia. *Si dice che l'artista ha una creatività, no? Bene, allora l'[[attore]] costruisce un personaggio come il pittore dipinge un quadro, appoggiandosi al proprio egotismo. Modifica la realtà secondo la propria natura. Può capitare di sentirsi simili a Dio. *Sono in pace con me stessa. Lo sono sempre stata. Avrei potuto rimanere a Hollywood non sa per quanto, ma di compromessi non ne ho mai fatti. Mai passata nel letto di un produttore, per un no a uno che aveva i denti da coniglio sono stata distrutta. Me ne sono tornata in Italia a ricostruirmi con il cinema d'autore e il teatro, la mia vera passione. Non mi pare sia andata poi male. Senza nevrosi. [...] E poi cos'è la carriera rispetto alla vita? La vita non è successo o insuccesso, mi è andata bene o mi è andata male, non è questo. A mio modesto parere si nasce per imparare il mestiere di vivere, il senso della vita sta nel riuscire a realizzare in modo disciplinato e corretto le nostre energie. Ho un'unica malinconia: che tutto sia finito. *[[Humphrey Bogart]]: aveva un carattere chiuso e difficile, qualcosa di indefinibile lo rendeva unico. Anche senza parlare ti comunicava ciò che voleva. Era misurato e preciso nella recitazione. Sembrava volesse mangiare tutte le donne. *[[Ingrid Bergman]] era un angelo. In lei c'è sempre stato qualcosa che andava al di là del suo fascino di donna e attrice. *Per Marcello {{NDR|[[Marcello Mastroianni|Mastroianni]]}} recitare è sempre stato un gioco. {{Int2|''[http://www.repubblica.it/cultura/2014/05/18/news/valentina_cortese_la_mia_avventura_a_hollywood_fin_con_un_whisky_in_faccia_al_re_della_fox-86520068/ "La mia avventura a Hollywood finì con un whisky in faccia al re della Fox"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''repubblica.it'', 18 maggio 2014.}} *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} Alda era innamorata della vita. Di fronte all'amore non capiva più niente. Mi manca la sua ricchezza interiore. Si è lasciata spremere. Non dava importanza alle cose materiali. *{{NDR|Sul suo rapporto con [[Giorgio Strehler]]}} Giorgio fu letteralmente un'altra cosa. Da lui aspettavo una bambina che persi nella gravidanza. Il nostro legame si rafforzò. Al di là delle incomprensioni, burrasche, litigi, che pure ci furono. Credo che nessuno mi abbia arricchito spiritualmente e umanamente come ha fatto lui. Mi sorprendo ancora quando penso al modo in cui sapeva farmi crescere, anche nella sofferenza che pure era capace di infliggermi. *{{NDR|Sulla morte di Giorgio Strehler}} Giorgio se ne è andato una notte di Natale. È curioso che nel grande evento della nascita lui ci abbandonasse. Non c'era tristezza in lui, ma la convinzione che la sola cosa che può salvarci è il [[teatro]]. Era la sua fede. *Gli [[errore|errori]] sono come i versi mai letti di una poesia. *I grandi [[amore|amori]] portano spesso grandi dolori. *{{NDR|Su [[Marlene Dietrich]]}} La donna meno costruita che abbia conosciuto. Era intelligente, brava, schietta. Ma anche furba. Non nascondeva nulla di sé, ma al tempo stesso dava a volte l'impressione di una donna che aveva dovuto lottare ferocemente per affermarsi. *{{NDR|Sull'incontro con [[Greta Garbo]]}} Lo stomaco si chiuse per l'emozione. Lei parlò pochissimo. Guardavo il suo volto lunare e pensai che le leggende non sono il passato, ma il presente che irrompe e sconvolge. *{{NDR|Su [[François Truffaut]]}} Lui era un genio al servizio della gentilezza, un uomo che aveva provato la sofferenza del riformatorio e l'ebbrezza del successo. *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} Mi colpì la sua pelle chiarissima. Sembrava una nuvola di panna montata. Mi sembrò una donna insicura, fragile e spaventata. *Un [[attore]] deve prendere il divino dal fondo di se stesso. Se lo ha, si lasci pure possedere. ==Citazioni su Valentina Cortese== *Amava la musica, voleva parlare solo di musica. Mi aveva vista a teatro negli anni 70 e siamo andate subito d'amore e d'accordo. Non la frequentavo quando lei era all'apice della carriera. Certo, ci eravamo incrociate qualche volta ma il nostro rapporto è esploso dopo. C'era molta comprensione fra di noi. Un'amicizia profonda e unica. Ancora oggi, ogni tanto, indosso un cappotto rosso che lei mi regalò. ([[Rosalina Neri]]) *Io mi riconosco nella sua ansia di libertà, nell'averla sempre messa in cima ai suoi obiettivi, a ogni costo. ([[Barbora Bobuľová]]) *Povera stella, mi manca da matti. Andavo a trovarla e mi chiedeva se avevo portato pane e salame. A volte cantavamo insieme, per rivivere momenti della nostra vita. Negli ultimi anni non le hanno fatto mancare nulla, era accudita in tutto, ma questo non evitava che vivesse attimi di grande solitudine. Succede. Ho perso una vera amica, che mi ha aiutato tanto. La conobbi al Piccolo. Finite le prove di uno spettacolo invitò noi del cast a casa sua, per mangiare qualcosa. Da quel lontano pane e salame agli ultimi tempi della sua vita, l'amicizia non ebbe mai ripensamenti. ([[Rosalina Neri]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942) *''[[Roma città libera]]'' (1946) *''[[Un americano in vacanza]]'' (1946) *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]'' (1948) *''[[Le amiche]]'' (1955) *''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961) *''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]'' (1974) *''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977) *''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988) *''[[Storia di una capinera]]'' (1993) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cortese, Valentina}} [[Categoria:Attori italiani]] 6b1i8kxc2m2mpudd6rxwau88k6jgxit 1424655 1424654 2026-08-25T21:47:12Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424655 wikitext text/x-wiki [[File:Un americano in vacanza - Valentina Cortese.png|miniatura|Valentina Cortese nel film ''[[Un americano in vacanza]]'' (1946)]] '''Valentina Cortese''' (1923 – 2019), attrice italiana. ==Citazioni di Valentina Cortese== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Roberto Capucci]]}} È sublime, è meraviglioso, è un poeta, è musica, è aria...<ref>Citato in Laura Laurenzi, '' [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/11/26/capucci-incoronato-re-del-bello.html Capucci incoronato re del bello]'', ''la Repubblica'', 26 novembre 1992.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgio Strehler]]}} La sua ex diceva che lui amava incontri erotici di gruppo: che strano, quando stava con me gli bastavo io.<ref>Da Valentina Cortese e Enrico Rotelli, ''Quanti sono i domani passati'', Arnoldo Mondadori Editore, 2012.</ref> {{Int2|''[https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2019/07/10/news/valentina_cortese_e_i_sensi_della_vita_l_amore_e_uno_stile_bisogna_volare_alto_-230854070/ "L'amore è uno stile, bisogna volare alto"]''|Dall'intervista di Dario Cresto-Dina, ''la Repubblica'', 24 agosto 2012; ripubblicato in ''repubblica.it'', 10 luglio 2019.}} *L'[[amore]] è uno stile di vita. Io l'ho vissuto e l'ho recitato. Il teatro lo fai per alcune ore al giorno, nel resto del tempo che fai, non vivi? A me non piace parlare d'amore, mi piace farlo. Ci faccia caso, le persone che non sanno amare parlano sempre d'amore. *Sono cresciuta in campagna e ho ancora quelle persone dentro di me. La miseria, eppure la generosità dei poveri che danno ai poveri. La prima volta che sono entrata in una casa dei sciuri credetti mi avessero portata in chiesa. Le poltrone dorate, i lampadari di cristallo, i tendaggi di velluto. Ero una ragazzina. Quel giorno ho capito che il mondo si divide in ricchi e poveri. È il motivo per cui non ho mai battuto i piedi sul palcoscenico. *{{NDR|«[...] si dice che il primo personaggio ad andare in scena è la vanità»}} Se si vuole avere rispetto di chi paga il biglietto per vederti al cinema o a teatro bisogna amare molto se stessi. Se non ami te stesso quale energia positiva comunichi? Se sei disarmonico trasmetti disarmonia. *Si dice che l'artista ha una creatività, no? Bene, allora l'[[attore]] costruisce un personaggio come il pittore dipinge un quadro, appoggiandosi al proprio egotismo. Modifica la realtà secondo la propria natura. Può capitare di sentirsi simili a Dio. *Sono in pace con me stessa. Lo sono sempre stata. Avrei potuto rimanere a Hollywood non sa per quanto, ma di compromessi non ne ho mai fatti. Mai passata nel letto di un produttore, per un no a uno che aveva i denti da coniglio sono stata distrutta. Me ne sono tornata in Italia a ricostruirmi con il cinema d'autore e il teatro, la mia vera passione. Non mi pare sia andata poi male. Senza nevrosi. [...] E poi cos'è la carriera rispetto alla vita? La vita non è successo o insuccesso, mi è andata bene o mi è andata male, non è questo. A mio modesto parere si nasce per imparare il mestiere di vivere, il senso della vita sta nel riuscire a realizzare in modo disciplinato e corretto le nostre energie. Ho un'unica malinconia: che tutto sia finito. *[[Humphrey Bogart]]: aveva un carattere chiuso e difficile, qualcosa di indefinibile lo rendeva unico. Anche senza parlare ti comunicava ciò che voleva. Era misurato e preciso nella recitazione. Sembrava volesse mangiare tutte le donne. *[[Ingrid Bergman]] era un angelo. In lei c'è sempre stato qualcosa che andava al di là del suo fascino di donna e attrice. *Per Marcello {{NDR|[[Marcello Mastroianni|Mastroianni]]}} recitare è sempre stato un gioco. {{Int2|''[http://www.repubblica.it/cultura/2014/05/18/news/valentina_cortese_la_mia_avventura_a_hollywood_fin_con_un_whisky_in_faccia_al_re_della_fox-86520068/ "La mia avventura a Hollywood finì con un whisky in faccia al re della Fox"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''repubblica.it'', 18 maggio 2014.}} *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} Alda era innamorata della vita. Di fronte all'amore non capiva più niente. Mi manca la sua ricchezza interiore. Si è lasciata spremere. Non dava importanza alle cose materiali. *{{NDR|Sul suo rapporto con [[Giorgio Strehler]]}} Giorgio fu letteralmente un'altra cosa. Da lui aspettavo una bambina che persi nella gravidanza. Il nostro legame si rafforzò. Al di là delle incomprensioni, burrasche, litigi, che pure ci furono. Credo che nessuno mi abbia arricchito spiritualmente e umanamente come ha fatto lui. Mi sorprendo ancora quando penso al modo in cui sapeva farmi crescere, anche nella sofferenza che pure era capace di infliggermi. *{{NDR|Sulla morte di Giorgio Strehler}} Giorgio se ne è andato una notte di Natale. È curioso che nel grande evento della nascita lui ci abbandonasse. Non c'era tristezza in lui, ma la convinzione che la sola cosa che può salvarci è il [[teatro]]. Era la sua fede. *Gli [[errore|errori]] sono come i versi mai letti di una poesia. *I grandi [[amore|amori]] portano spesso grandi dolori. *{{NDR|Su [[Marlene Dietrich]]}} La donna meno costruita che abbia conosciuto. Era intelligente, brava, schietta. Ma anche furba. Non nascondeva nulla di sé, ma al tempo stesso dava a volte l'impressione di una donna che aveva dovuto lottare ferocemente per affermarsi. *{{NDR|Sull'incontro con [[Greta Garbo]]}} Lo stomaco si chiuse per l'emozione. Lei parlò pochissimo. Guardavo il suo volto lunare e pensai che le leggende non sono il passato, ma il presente che irrompe e sconvolge. *{{NDR|Su [[François Truffaut]]}} Lui era un genio al servizio della gentilezza, un uomo che aveva provato la sofferenza del riformatorio e l'ebbrezza del successo. *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} Mi colpì la sua pelle chiarissima. Sembrava una nuvola di panna montata. Mi sembrò una donna insicura, fragile e spaventata. *Un [[attore]] deve prendere il divino dal fondo di se stesso. Se lo ha, si lasci pure possedere. ==Citazioni su Valentina Cortese== *Amava la musica, voleva parlare solo di musica. Mi aveva vista a teatro negli anni 70 e siamo andate subito d'amore e d'accordo. Non la frequentavo quando lei era all'apice della carriera. Certo, ci eravamo incrociate qualche volta ma il nostro rapporto è esploso dopo. C'era molta comprensione fra di noi. Un'amicizia profonda e unica. Ancora oggi, ogni tanto, indosso un cappotto rosso che lei mi regalò. ([[Rosalina Neri]]) *Io mi riconosco nella sua ansia di libertà, nell'averla sempre messa in cima ai suoi obiettivi, a ogni costo. ([[Barbora Bobuľová]]) *Povera stella, mi manca da matti. Andavo a trovarla e mi chiedeva se avevo portato pane e salame. A volte cantavamo insieme, per rivivere momenti della nostra vita. Negli ultimi anni non le hanno fatto mancare nulla, era accudita in tutto, ma questo non evitava che vivesse attimi di grande solitudine. Succede. Ho perso una vera amica, che mi ha aiutato tanto. La conobbi al Piccolo. Finite le prove di uno spettacolo invitò noi del cast a casa sua, per mangiare qualcosa. Da quel lontano pane e salame agli ultimi tempi della sua vita, l'amicizia non ebbe mai ripensamenti. ([[Rosalina Neri]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942) *''[[Roma città libera]]'' (1946) *''[[Un americano in vacanza]]'' (1946) *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]'' (1948) *''[[Le amiche]]'' (1955) *''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961) *''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965) *''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) *''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]'' (1974) *''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977) *''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988) *''[[Storia di una capinera]]'' (1993) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cortese, Valentina}} [[Categoria:Attori italiani]] 6c7298k0l20ju76nk1mre6z56o21s98 Template:Lingue/Dati 10 148341 1424660 1424559 2026-08-25T21:58:15Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1424660 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 69215 |lingua2 = it |voci2 = 55793 |lingua3 = pl |voci3 = 31846 |lingua4 = ru |voci4 = 18039 |lingua5 = cs |voci5 = 16117 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12402 |lingua8 = pt |voci8 = 12081 }} 15dbrsbze5mpmsx6gvcnqsg2ibh6ytt Mowgli - Il figlio della giungla 0 152486 1424710 1039767 2026-08-26T09:40:46Z ~2026-35655-21 107537 1424710 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Mowgli - Il figlio della giungla |titolo originale = Mowgli |immagine = Black panther.jpg |didascalia = |lingua originale = inglese |paese = Regno Unito |anno uscita = 2018 |aspect ratio = |genere = Avventura |genere 2 = Drammatico |genere 3 = Fantastico |regista = [[Andy Serkis]] |soggetto = dal libro di [[Rudyard Kipling]] |sceneggiatore = [[Callie Kloves]] |produttore = [[Steve Kloves]], [[Jonathan Cavendish]], [[David Barron (produttore cinematografico)|David Barron]] |produttore esecutivo = [[Nikki Penny]] |casa produzione = [[Imaginarium Productions]], [[Warner Bros.]] |casa distribuzione italiana = [[Netflix]] |attori = * [[Rohan Chand]]: Mowgli * [[Matthew Ryhs]]: John Lockwood * [[Freida Pinto]]: Messua |doppiatori originali = * [[Christian Bale]]: Bagheera * [[Cate Blanchett]]: Kaa * [[Benedict Cumberbatch]]: Shere Khan * [[Naomie Harris]]: Nisha * [[Andy Serkis]]: Baloo * [[Peter Mullan]]: Akela * [[Eddie Marsan]]: Vihaan * [[Tom Hollander]]: Tabaqui * [[Jack Reynor]]: fratello lupo |doppiatori italiani = * [[Luca Tesei]]: Mowgli * [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Bagheera * [[Roberta Pellini]]: Kaa * [[Stefano Crescentini]]: Shere Khan * [[Fabrizio Pucci]]: Baloo * [[Marco Vivio]]: John Lockwood * [[Pierluigi Astore]]: Akela * [[Massimo Bitossi]]: Vihaan * [[Stefano Alessandroni]]: Tabaqui * [[Emanuele Ruzza]]: fratello lupo }} '''''Mowgli - Il figlio della giungla''''', film del 2018 di [[Andy Serkis]] con [[Christian Bale]], [[Cate Blanchett]] e [[Benedict Cumberbatch]]. ==[[Incipit]]== Io sono gli occhi della giungla. Posso vedere il passato e il futuro. Sono io, Kaa, il testimone dell'arrivo dell'uomo, con la giungla che cerca di sopravvivere. Ho visto io il caos e l'oscurità calare sulle nostre terre. Ho visto la tigre, Shere Khan, uccidere l'uomo e infrangere l'antica legge della giungla. Poi, una fatidica notte, ho visto la giungla riporre le proprie speranze nelle mani di una piccola creatura, come non se ne erano mai viste prima di allora. ('''[[Kaa]]''') ==Frasi== *Cacciare è una cosa sacra, fratellino. È nostro diritto da sempre. Ma non lo facciamo mai per divertimento. ('''[[Bagheera]]''') *Questa è la giungla, e nella giungla tutti cacciamo e tutti veniamo cacciati. ('''[[Baloo]]''') *State per partecipare a una delle nostre più antiche tradizioni: La Corsa del branco. Quelli che supereranno la prova si guadagneranno il diritto di unirsi a noi per la caccia notturna. Com'è consuetudine, Bagheera s'impegnerà nel ruolo d'inseguitore. [...] Vi informo che a Bagheera è stato chiesto di non risparmiarsi. ('''[[Akela]]''') *Guarda guarda, ma quanto sei cresciuto. E quanto trambusto hai provocato nel branco. E ancora di più ne provocherai tra poco. ('''[[Shere Khan]]''') *Se ti vedrò da queste parti un'altra volta, darò fuoco alla tua pelliccia, Shere Khan. E ti guarderò mentre brucerai vivo. ('''[[Mowgli]]''') *Te ne devi andare. Hai usato un arma di uomini contro di noi. Hai arrecato molta vergogna al branco. Hai arrecato a me molta vergogna. Vattene. ('''Akela''') *Quando eri un cucciolo ti ho guardato dritto negli occhi e non avevi paura. Ho creduto allora che un giorno avresti portato la pace nella giungla. Ma sei diventato un uomo adesso, Mowgli. ('''Akela''') *Sai, riesco ancora a sentire le grida disperate di tua madre, quando le ho tolto la vita. ('''Shere Khan''') *Dormi ora, Shere Khan. Non sarai più arrabbiato. ('''Mowgli''') ==Dialoghi== *'''Shere Khan''': Quel cucciolo è mio. Ho già assaggiato il sangue di sua madre. Egli è mio di diritto.<br>'''Nisha''': Il tuo diritto in base a quale legge?<br>'''Akela''': È meglio che te ne vai ora.<br>'''Shere Khan''': Attento a come parli, Akela. Non credo che tu abbia voglia di sfidarmi.<br>'''Akela''': Quel cucciolo è sotto la protezione del branco. Se tu deciderai di attaccare me, avrai contro tutto il branco. Tutti noi. E, finché sarò al comando, questa parte della giungla per te resterà chiusa.<br>'''Shere Khan''': Non resterai a capo del branco in eterno, Akela. Il giorno in cui perderai una preda, il sangue di quel cucciolo d'uomo tingerà di rosso le mie fauci e colerà dal mio mento. *'''Mowgli''': Quanto è vecchia la giungla, Bagheera?<br>'''Bagheera''': La giungla era qui molto prima che tu nascessi, e sarà ancora qui dopo la tua morte. La giungla è eterna.<br>'''Mowgli''': Bagheera, perché io sono diverso dagli altri lupi?<br>'''Bagheera''': Sbagli. Tu non sei diverso, fratellino. Tu sei speciale. *'''Baloo''': Ti sei avvicinato al popolo delle scimmie di nuovo. Il popolo delle scimmie non ha leggi. Loro sono imprevedibili e non sanno neanche parlare bene.<br>'''Mowgli''': Io le trovo divertenti.<br>'''Baloo''': C'è poco da ridere con loro. Stanne lontano. Hai capito?<br>'''Mowgli''': Ma non ho paura di loro.<br>'''Baloo''': Soltanto gli stupidi non hanno paura, Mowgli. E le scimmie sono particolarmente stupide. Non hanno paura di niente. Beh, sì, a parte Kaa. Non osano posare lo sguardo su di lei.<br>'''Mowgli''': Chi è Kaa?<br>'''Baloo''': Augurati di non incontrare mai Kaa. Kaa, il pitone, è vecchio quanto la giungla. Lei sa vedere il passato e il futuro. *'''Akela''': Shere Khan vuole portare la guerra nella giungla.<br>'''Baloo''': La guerra? Coll'uomo? Ha perso il senso?<br>'''Akela''': La guerra con me. Sa che divento vecchio. È un tentativo per gettare il branco nel caos.<br>'''Bagheera''': Khan vuole il ragazzo.<br>'''Akela''': Possiamo proteggerlo.<br>'''Bagheera''': Tu sai che c'è solo un modo per proteggerlo: rimandarlo al villaggio degli uomini.<br>'''Akela''': Bagheera, tu dimentichi che la sua accoglienza è stata più di una buona azione. La giungla sta cambiando. L'uomo se ne prende sempre di più col passare delle stagioni, e il ragazzo può essere la nostra speranza di sopravvivenza. *'''Tabaqui''': Si chiama "fuoco". È più caldo del sole ed è più veloce della pantera. I tuoi simili usano la magia oscura, cucciolo d'uomo.<br>'''Mowgli''': Non sono miei simili!<br>'''Tabaqui''': Certe volte sogno di essere una tigre. Ma mi sveglio sempre da sciacallo. *'''Mowgli''': Quello che ho sempre desiderato per tutta la vita è di essere un lupo, affinché gli altri mi vedessero uguale a loro. E adesso ho l'occasione di dimostrare a me stesso, di dimostrare che appartengo al branco, che anch'io ne faccio parte.<br>'''Nisha''': Tu ne fai parte! Tu ne fai parte, Mowgli. Non permettere mai a nessuno di convincerti del contrario. Tu sarai sempre mio figlio, Mowgli. Niente cambierà questo fatto. *'''Kaa''': Ma guarda chi abbiamo qui. Il cucciolo d'uomo il cui destino è ancora incerto. Cos'è? Hai paura di me, cucciolo d'uomo?<br>'''Mowgli''': No.<br>'''Kaa''': In certe occasioni, la paura è l'unica risposta intelligente. Non sei d'accordo? Dì qualcosa, o morirò dalla noia, e io mi conosco. Quando mi annoio, poi mi viene fame.<br>'''Mowgli''': È vero... È vero che sai vedere il passato e anche il futuro?<br>'''Kaa''': Cosa vuoi con esattezza da me, cucciolo d'uomo?<br>'''Mowgli''': Perché mi hai salvato dal popolo delle scimmie?<br>'''Kaa''': Secondo te, perché l'elefante ti ha salvato da quella trappola per tigri? La giungla intera ha tenuto d'occhio le tue mosse, cucciolo d'uomo.<br>'''Mowgli''': Perché?<br>'''Kaa''': Perfino tu avrai capito di essere una creatura singolare. Non proprio un lupo, ma nemmeno un uomo. Nessuno dei due o tutti e due. Penso che sarai d'accordo con me, Mowgli, se dico che tu sei qualcosa che la giungla non aveva mai visto prima. Ogni giorno tu cresci e diventi più grande. Ogni giorno che passa ti avvicini al momento cruciale. Un giorno tu combatterai e ucciderai. Un giorno tu parlerai e la giungla ti ascolterà. Cosa dirai quel giorno, cucciolo d'uomo? *'''Akela''': Non hai il diritto di essere qui, Shere Khan.<br>'''Shere Khan''': Akela, dovresti aver capito ormai che io sto dove più mi piace.<br>'''Akela''': Uccidi il bestiame dell'uomo. Avveleni la giungla. L'uomo è qui a causa tua.<br>'''Shere Khan''': Sei stato tu a permettere all'uomo di vivere tra di voi. Tu hai voluto far credere che fosse un lupo quando sappiamo bene che è l'unica cosa che non sarà mai. Il tuo Mowgli sarà per sempre un uomo, e tu hai avvelenato la giungla. Ma cosa importa? Tanto non sei più il capobranco, non è vero? *'''Mowgli''': Ero sicuro che saresti venuto. Ero sicuro che mi avresti liberato.<br>'''Bagheera''': Mowgli, non sono venuto a liberarti. Sono venuto a dirti di rimanere.<br>'''Mowgli''': Cosa?<br>'''Bagheera''': Devi restare al villaggio. Non devi più tornare nella giungla.<br>'''Mowgli''': Ma la giungla è la mia casa.<br>'''Bagheera''': No, non è così. Non lo è più.<br>'''Mowgli''': Non posso restare qui.<br>'''Bagheera''': Sì che puoi.<br>'''Mowgli''': No, non posso.<br>'''Bagheera''': Imparerai a comprendere i loro usi e, crescendo, magari li apprezzerai. Ti troverai bene, fratellino.<br>'''Mowgli''': Che cosa ne sai tu? Non hai mai passato un giorno fuori dalla giungla.<br>'''Bagheera''': Io sono nato tra gli uomini. Porto ancora i segni di un collare sulla mia pelliccia. Vivevo nel palazzo di un re, in una gabbia come questa, nutrito da una fessura per lo spasso dell'uomo. Avevo solo sentito storie sulla giungla. Quando ho trovato te, tante stagioni fa, ho visto in te qualcosa. Ho pensato che avrei potuto guidarti, che avrei potuto insegnarti a sentirti a casa, ad essere uguale a tutti gli altri. Ma mi sbagliavo, Mowgli.<br>'''Mowgli''': No, tu non sbagliavi.<br>'''Bagheera''': Mi sbagliavo.<br>'''Mowgli''': Bagheera, ti voglio bene.<br>'''Bagheera''': Ero solo un'altra pantera in una gabbia, Mowgli. La mordevo, graffiavo le sbarre. In pratica ho passato la vita a combattere. Finché un giorno l'ho fatta finita. Ho smesso di lottare e ho conquistato la loro fiducia. Conquista la loro fiducia, fratellino. ==[[Explicit]]== Con la tigre e il cacciatore ormai scomparsi, il futuro iniziò a risplendere dal buio alla luce. Mowgli, uomo e lupo, entrambi e nessuno dei due insieme, aveva dato a voce alla giungla. E finché fosse rimasto al comando, egli avrebbe parlato a favore di una pace duratura. ('''Kaa''') ==Citazioni su ''Mowgli - Il figlio della giungla''== ===[[Andy Serkis]]=== *La giungla è un luogo selvaggio, inospitale. Ci saranno scene di grande impatto, con gli animali impegnati in combattimenti epici. Non ci siamo tirati indietro, ma gli spettatori non dovrebbero aspettarsi nulla di eccessivamente violento: in quanto a toni il film è vicino a quelli del ''Pianeta delle Scimmie'', quindi va bene per tutta la famiglia. *Mowgli si scopre diverso da ciò che pensava di essere. Mostriamo il suo arco di trasformazione: dapprima orfano convinto che i suoi genitori siano degli animali, poi ragazzo consapevole di aver vissuto una bugia per tutta la sua infanzia. Impara a capire chi è e si confronta con cosa significa essere umano, cercando di conservare il meglio di entrambi i mondi. Il nostro film non offre solo grande intrattenimento: contiene tematiche che lo rendono complesso e che regaleranno al pubblico un’esperienza nuova. *Per me l'aspetto fondamentale era che queste creature parlanti fossero credibili. L'idea di doppiare un animale fotorealistico non mi interessava. Perciò abbiamo impiegato la performance capture: per la maggior parte del cast si trattava di un’esperienza nuova. [...] La faccia degli attori è stata unita a quella del personaggio che avrebbero interpretato grazie al morphing, allungandola e tirandola al punto giusto, fino a quando potevamo vedere sia il volto umano che quello animale. C'è voluto molto tempo, da un punto di vista dell'animazione. Tutto ha inizio con la recitazione, però, non dimentichiamolo. *Quando abbiamo iniziato a lavorarci, nel 2014, non sapevamo che Disney avesse in programma di realizzare una versione live action del Libro della Giungla, ispirandosi al cartone animato del 1967. Il confronto non mi preoccupa affatto, si tratta di due tipi di film completamente diversi. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Il libro della giungla}} [[Categoria:Opere basate su Il libro della giungla]] c2qvihm9uoalc6n0rdln951j5ugnnj3 Pino Colizzi 0 172276 1424706 1422649 2026-08-26T08:37:21Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1424706 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Pino Colizzi 1973.png|miniatura|Pino Colizzi nel film ''[[Tutti figli di Mammasantissima]]'' (1973)]] '''Giuseppe Colizzi''' (1937 – 2026), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Pino Colizzi== *Le compagnie non ti prendevano senza qualche garanzia, e l’Accademia di Silvio D’Amico era una buona garanzia. Quindi il novanta per cento degli attori dopo il 1938, è partito da lì.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/255171.shtml Intervista esclusiva a Pino Colizzi]'', ''GuideSuperEva.it'', maggio 2006.</ref> *Ma quello dal quale ho imparato di più, in dieci anni di collaborazione, finché ha deciso di smettere di lavorare, è stato [[Ettore Giannini]]. Da lui non ho ereditato la genialità, che non si trasmette purtroppo, ma la quadratura professionale e il pessimo carattere. Ed è già tanto.<ref name=Sgambelluri /> *Mi fa piacere per chi è ancora in grado di sentire la differenza tra un professionista e un orecchiante. E non parlo di talento. Un concertista può avere meno talento di chi suona a orecchio, ma ha una quadratura che l’altro non avrà mai. Se poi ha tutte e due le cose è Horowitz {{NDR|[[Vladimir Horowitz]]}}.<ref name=Sgambelluri /> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Chiara Colizzi]], figlia ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Partita a quattro]]'' (1933) *''[[La voce nella tempesta]]'' (1939) *''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946) *''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946) *''[[Il mistero del carillon]]'' (1946) *''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962) *''[[Il laureato]]'' (1967) *''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968) *''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969) *''[[Medea (film 1969)|Medea]]'' (1969) *''[[La collina degli stivali]]'' (1969) *''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970) *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971) *''[[Frenzy]]'' (1972) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[L'ultimo buscadero]]'' (1972) *''[[Nel nome del padre (film 1972)|Nel nome del padre]]'' (1972) *''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972) *''[[Il mondo dei robot]]'' (1973) *''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974) *''[[La conversazione]]'' (1974) *''[[Flic Story]]'' (1975) *''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975) *''[[Il messia]]'' (1975) *''[[La donna della domenica]]'' (1975) *''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975) *''[[King Kong (film 1976)|King Kong]]'' (1976) *''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977) *''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977) *''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978) *''[[Capricorn One]]'' (1978) *''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978) *''[[Tornando a casa]]'' (1978) *''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978) *''[[Apocalypse Now]]'' (1979) *''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979) *''[[I guerrieri della notte]]'' (1979) *''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979) *''[[Brubaker]]'' (1980) *''[[Superman II]]'' (1980) *''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981) *''[[Superman III]]'' (1983) *''[[King David]]'' (1985) *''[[Attrazione fatale]]'' (1987) *''[[Il giorno prima]]'' (1987) *''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'' (1988) *''[[Sotto accusa]]'' (1988) *''[[Il duro del Road House]]'' (1989) *''[[Un uomo innocente]]'' (1989) *''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990) *''[[Barton Fink - È successo a Hollywood]]'' (1991) *''[[Il proiezionista]]'' (1991) *''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991) *''[[Mars Attacks!]]'' (1996) *''[[Driven]]'' (2001) *''[[Wonder Boys]]'' (2001) {{div col end}} ====Film d'animazione==== *''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973) ====Serie televisive==== *''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974) *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976) *''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Colizzi, Pino}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] qwx7839epqh22gz0ov7og9wak2vzwc5 Cosmopolis (film) 0 172324 1424680 1080662 2026-08-26T03:52:29Z AssassinsCreed 17001 +wikilink 1424680 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Cosmopolis |immagine = Cosmopolis Cannes 2012 2.jpg |didascalia = Il regista [[David Cronenberg]] con gli attori [[Robert Pattinson]] e [[Juliette Binoche]] al Festival di Cannes 2012 |titolooriginale = Cosmopolis |paese = Canada, Francia, Italia, Portogallo |anno = 2012 |genere = thriller, drammatico |regista = [[David Cronenberg]] |soggetto = [[Don DeLillo]] <small>(romanzo)</small> |sceneggiatore = [[David Cronenberg]] |attori = *[[Robert Pattinson]]: Eric Packer *[[Juliette Binoche]]: Didi Fancher *[[Sarah Gadon]]: Elise Shifrin *[[Mathieu Amalric]]: Andre Petrescu *[[Jay Baruchel]]: Shiner *[[Kevin Durand]]: Torval *[[K'naan]]: Brutha Fez *[[Emily Hampshire]]: Jane Melman *[[Samantha Morton]]: Vija Kinsky *[[Paul Giamatti]]: Benno Levin *[[George Touliatos]]: Anthony *[[Patricia McKenzie]]: Kendra Hays *[[Philip Nozuka]]: Michael Chin |doppiatori italiani = *[[Stefano Crescentini]]: Eric Packer *[[Franca D'Amato]]: Didi Fancher *[[Federica De Bortoli]]: Elise Shifrin *[[Nanni Baldini]]: Andre Petrescu *[[Flavio Aquilone]]: Shiner *[[Loris Loddi]]: Torval *[[Alessia Amendola]]: Jane Melman *[[Ilaria Stagni]]: Vija Kinsky *[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Benno Levin *[[Dario Penne]]: Anthony *[[Francesca Fiorentini]]: Kendra Hays *[[Davide Perino]]: Michael Chin }} '''''Cosmopolis''''', film del 2012 con [[Robert Pattinson]] e [[Juliette Binoche]], regia di [[David Cronenberg]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Il topo diventò l'unità monetaria.<br/>[[Zbigniew Herbert]] ('''Testo in sovrimpressione''') ==Frasi== *Lavoriamo in sintonia tu ed io da che la compagnia è nata. Voglio che tu mi assicuri che hai ancora la fibra adatta a questo lavoro. La determinazione. Una ostinata volontà. ('''Eric''') *Si parla molto della nostra leggenda. Dicono che siamo giovani, in gamba, allevati dai lupi. Ma quello della reputazione è un fenomeno piuttosto delicato. Una persona emerge con una parola e una precipita con una sillaba. ('''Eric''') *Il taglio è come un rito. Associazioni di idee, un calendario sul muro, specchi ovunque, la poltrona che gira. ('''Eric''') *Sono molto solitaria. Lo sono sempre stata. Mia madre mandava la servitù a cercarmi. Mi cercavano dappertutto le cameriere e i giardinieri. Secondo lei riuscivo a dissolvermi nell'acqua. ('''Elise''') *Che cosa fai di preciso? Sei al corrente delle cose. È questo che fai? A te interessa essere al corrente di tutto. Tu riesci a ottenere informazioni e le converti in una materia stupenda e atroce. Tu sei pericoloso. Non credi? Tu sei un visionario. ('''Elise''') *Sparano ancora ai Presidenti? Ci sono bersagli più interessanti di loro. ('''Eric''') *La vita di dà una contemporaneità. ('''Didi''') *Che significato ha spendere per te ? Un dollaro, un milione? ('''Didi''') *Il talento è più erotico quando è sprecato. ('''Eric''') *Tutte queste limousine, mio Dio. Non si distinguono l'una dall'altra. Potrebbe essere il ballo della scuola o uno stupido matrimonio in un posto qualsiasi. Qual è il fascino dell'identico? ('''Jane''') *Voglio andare a baciare sulla bocca il mio computer. ('''Jane''') *Com'è deprimente il jogging giudaico-cristiano. Tu non sei nata per correre. Io ti guardo, io so cosa sei. Il tuo corpo è bagnato, puzzolente e sciatto. Sei una donna nata per stare legata a una sedia. mentre un uomo ti dice quanto lo ecciti. ('''Eric''') *Tutte le persone nel mondo si nutrano e si intendono. ('''Eric''') *Tutto è "poche settimane" È fatta di minuti la vita. ('''Eric''') *Il tempo viene a mancare giorno dopo giorno. ('''Eric''') *Una città vive di suoni. Mantiene i suoni di ogni secolo. Mantiene, insieme ai suoni del diciassettesimo secolo, quelli che si sono sviluppati da allora ad oggi. ('''Eric''') *E più voglio fare sesso con te. Perché c'è un tipo di sesso che ha in sé un elemento di purificazione. È l'antidoto alla disillusione. È contro-veleno. ('''Eric''') *Hai bisogno di sentirti eccitato, vero? È quella la tua natura. ('''Elise''') *Bisogna riflettere sull'arte di produrre capitali. I greci usano una parola: ''Chrimatistikòs.'' Ma va usata con una maggiore elasticità. Va adattata alla situazione attuale. Perché è cambiato il significato di denaro. I grandi capitali esistono solo fine a se stessi. Non c'è nessun altro tipo di ricchezza. Ormai il denaro ha perso la sua forza narrativa, come ha perso la pittura tanto tempo fa. Parla a se stesso, ormai. ('''Vija''') *L'idea è tempo, è vivere nel futuro. ('''Vija''') *Gli orologi hanno accelerato l'ascesa del capitalismo. La gente ha smesso di pensare all'eternità e si è concentrata sulle ore, quantificando le ore. Ma ore lavoro, per rendere più efficiente il lavoro. ('''Vija''') *È il cybercapitale che crea il futuro. ('''Vija''') *Il tempo è un bene aziendale, oggi. Appartiene al sistema del libero mercato. ('''Vija''') *Il presente è più difficile da trovare. Lo stanno risucchiando fuori dal mondo per far posto a un futuro di mercati incontrollati ed enormi potenziali di investimento. Il futuro diventa insistente. Ecco perché presto accadrà qualcosa, forse oggi stesso. Per correggere l'accelerazione del tempo e per riportare la natura alla normalità. ('''Vija''') *Più è visionaria l'idea, più persone rimangono indietro. ('''Vija''') *Il futuro è sempre integro e immutabile. Nel futuro saremo tutti alti e felici. Ecco perché il futuro è destinato a fallire. Non sarà mai il luogo crudele e felice in cui vogliamo trasformarlo. ('''Vija''') *Distruggere il passato per creare il futuro. ('''Vija''') *È una cosa tipica del genio. Il genio altera il proprio habitat. ('''Vija''') *La tecnologia è essenziale per la civiltà, perché ci permette di plasmare il nostro destino. Non ci serve Dio, né i miracoli, né il volo del calabrone. Ma è anche molto oscura e incontrollabile. Può andare in qualsiasi direzione. ('''Vija''') *La logica evoluzione degli affari è l'omicidio. ('''Eric''') *Tutto è uno scandalo. Morire è uno scandalo, ma morire è di tutti. ('''Eric''') *Tutto nelle nostre vite, la tua e la mia, ci ha portato a questo momento. ('''Eric''') *La gente che cosa immagina? Un centinaio di cose al minuto. Che io immagini una cosa o no, è reale per me. Io ho delle sindromi che sono reali. Le cose che immagino diventano fatti. Hanno il tempo e lo spazio dei fatti. ('''Benno''') *La violenza è fatta per essere reale, basata su motivi reali. Su quelle forze, nel mondo, che ecco ci spingono a volerci difendere o a compiere azioni aggressive. ('''Eric''') *La violenza richiede una causa. Una verità. ('''Eric''') *È come se la luce mi passasse attraverso, per la strada. Sembro, come si dice, pervio, invisibile agli altri. ('''Benno''') *Odio dover ragionare. ('''Eric''') *Tu non sei contro la ricchezza, nessuno è contro la ricchezza. Tutti possono essere a due passi della ricchezza, o almeno credono. ('''Eric''') *La violenza richiede impegno, richiede un progetto. ==Dialoghi== *'''Torval''': Dove?<br/>'''Eric''': Ad aggiustare il taglio.<br/>'''Torval''': Il Presidente è in città.<br/>'''Eric''': Non ci riguarda. Voglio aggiustare il taglio, attraversiamo la città. *'''Shiner''': Non hai mai la sensazione di non sapere cosa stia succedendo?<br/>'''Eric''': Vuoi che ti chieda di spiegarmi il concetto?<br/>'''Shiner''': Tutto questo ottimismo. Questo espandersi, crescere. Tutto accade... così. Questo, quello in simultanea. Io metto la mano fuori e che cosa riesco a sentire? Lo so, ci sono centinaia di cose da analizzare ogni minuto, modelli, relazioni, indici, una sorta di mappa informativa. Adoro l'informazione. Eric è quello che a noi piace fare. È una meraviglia. E noi abbiamo un significato nel mondo. Le persone vivono, mangiano all'ombra di quello che facciamo. Ma allo stesso tempo... Cosa? *'''Elise''': Adoro i taxi. Non sono granché in geografia e riesco a imparare chiedendo ai tassisti da dove provengono.<br/>'''Eric''': Provengono da orrore e disperazione. *'''Eric''': Vuoi parlare di noi?<br/>'''Elise''': Di noi due? Visto che siamo qui, perché no?<br/>'''Eric''': Quando rifaremo sesso? *'''Eric''': Quanti anni hai?<br/>'''Michael''': Ventidue. Che c'è? Ventidue.<br/>'''Eric''': Sei giovane. Erano tutti grandi anche intorno a me. Un giorno è cambiato tutto.<br/>'''Michael''': Non mi sento giovane. Mi sento galleggiare nel nulla. *'''Elise''': Non è carino dirtelo...<br/>'''Eric''': Ma?<br/>'''Elise''': Emani odore di sesso.<br/>'''Eric''': Sarà per colpa della mia visita medica.<br/>'''Elise''': Ma l'odore di sesso ce l'hai tu addosso.<br/>'''Eric''': So cos'è. È odore di fame. *'''Eric''': Quanti anni hai? Mi interessa.<br/>'''Benno''': La gente come me non esiste per te.<br/>'''Eric''': Quanti anni?<br/>'''Benno''': Noi esistiamo... [[Quarantunenne|Quarantuno]].<br/>'''Eric''': Un numero primo.<br/>'''Benno''': Per niente interessante, direi. O ne ho quarantadue, il che è possibile. Visto che non tengo il conto, perché dovrei? *'''Benno''': Sono ormai un enigma per me stesso. Così disse Sant'Agostino. E questo è il mio malessere.<br/>'''Eric''': Be', è un inizio. Una decisiva presa di coscienza.<br/>'''Benno''': Ma non sto parlando di me. Sto parlando di te. Una volta presa coscienza, la tua vita ti appare una contraddizione. Ecco perché stai determinando la tua rovina. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller drammatici]] 4surbzs7o4qr3urs34p0h04yo1e7gma Dolly Parton 0 177380 1424647 1398716 2026-08-25T18:55:55Z Ibisco 49387 Dece 1424647 wikitext text/x-wiki [[File:Young-Dolly-Parton.jpg|miniatura|Dolly Parton nel 1977]] '''Dolly Rebecca Parton''' (1946 – 2026), cantautrice, musicista e attrice statunitense. ==Citazioni di Dolly Parton== *Un sacco di persone si sconvolgono della parrucca, dei tacchi, delle unghie, di tutta la parte artificiale. Mi vesto sì carina ma in vecchio stile. Penso che mi vesto in questo modo, in parte a causa dell'immagine, sai, e in parte perché quando ero una ragazzina che cresceva in una famiglia povera, questo era il modo in cui si vestivano le mogli dei ricchi, che noi guardavamo mentre guidavano grandi auto. Per quanto riguarda la "vera me". Beh, sotto questa parrucca, i miei capelli hanno più o meno la stessa lunghezza e lo stesso colore, e li porto più o meno uguali. Ma a volte indosso una larga e vecchia camicia ed esco con mio marito in camper o qualcosa del genere, giusto per divertirci, e nessuno mi riconosce. :''A lot of people get all turned off by the wig, the heels, the fingernails, the whole artificial bit. I do dress kinda pretty but old-fashioned. I think maybe I dress this way partly because of the image, you know, and partly because when I was a little girl growing up in a big old poor family, this was the way that the rich folks' wives dressed, when we'd see them drivin' through in their big old cars. As for the 'real me.' Well, under this wig, my own hair is about the same length and color, and I wear it about the same. But sometimes I'll dress up in a baggy old shirt and go out with my husband in a camper or something, just havin' ourselves a good time, and nobody recognizes me.''<ref name=rogerebert>{{en}} Dall'intervista di [[Roger Ebert]], ''[https://www.rogerebert.com/interviews/dolly-parton-gee-shes-really-nice Dolly Parton: Gee, She's So Nice]'', ''rogerebert.com'', 7 dicembre 1980.</ref> *Dipendo molto dalla preghiera e dalla meditazione. Senza Dio non sono nessuno, ma con Dio posso fare qualsiasi cosa. :''I just depend on a lot of prayer and meditation. I believe that without God I am nobody, but that with God, I can do anything.''<ref name=rogerebert/> *Ci vogliono tanti soldi per sembrare così economico. :''It takes a lot of money to look this cheap.''<ref>{{en}} Dall'intervista per ''Vanity Fair'', ''[https://www.vanityfair.com/culture/2012/11/dolly-parton-proust-questionnaire The Proust Questionnaire: Dolly Parton]'', ''vanityfair.com'', 24 ottobre 2012.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Dalle 9 alle 5... orario continuato]]'' (1980) *''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]'' (2005) *''[[Joyful Noise - Armonie del cuore]]'' (2012) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Parton, Dolly}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantautori statunitensi]] [[Categoria:Musicisti statunitensi]] cb6rrj6r5iesd70onqordwc349eb9p3 Rose Byrne 0 177587 1424711 1162750 2026-08-26T09:44:14Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424711 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Rose Byrne 4, 2013.jpg|miniatura|Rose Byrne nel 2013]] '''Rose Byrne''' (1979 – vivente), attrice australiana. ==Citazioni di Rose Byrne== *Statisticamente parlando, è risaputo che quando ci sono più donne in ufficio, ci sono maggiori probabilità di successo. Ci sono negoziati più pacifici; ci sono più trattative in generale. C'è una comunicazione migliore, che sia negli affari, in politica o a casa. :''Statistically speaking, it's always shown that when there are more women at the table, there is more of a success rate. There's more peaceful negotiations; there's more negotiations in general. There's better communication, whether that's in business or politics or in the home.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Ella Alexander, ''[https://www.harpersbazaar.com/uk/culture/a33379058/full-disclosure-rose-byrne-interview/ Full Disclosure: Rose Byrne on why we end up with the wrong politicians]'', ''harpersbazaar.com'', 22 luglio 2020.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni]]'' (2002) *''[[Troy]]'' (2004) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[Sunshine]]'' (2007) *''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010) *''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011) *''[[Gli stagisti]]'' (2013) *''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013) *''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[I Am Mother]]'' (2019) – voce ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Byrne, Rose}} [[Categoria:Attori australiani]] nooxju0hfykpif0qq5gyfmd2v6h7ls0 1424712 1424711 2026-08-26T09:44:48Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424712 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Rose Byrne 4, 2013.jpg|miniatura|Rose Byrne nel 2013]] '''Rose Byrne''' (1979 – vivente), attrice australiana. ==Citazioni di Rose Byrne== *Statisticamente parlando, è risaputo che quando ci sono più donne in ufficio, ci sono maggiori probabilità di successo. Ci sono negoziati più pacifici; ci sono più trattative in generale. C'è una comunicazione migliore, che sia negli affari, in politica o a casa. :''Statistically speaking, it's always shown that when there are more women at the table, there is more of a success rate. There's more peaceful negotiations; there's more negotiations in general. There's better communication, whether that's in business or politics or in the home.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Ella Alexander, ''[https://www.harpersbazaar.com/uk/culture/a33379058/full-disclosure-rose-byrne-interview/ Full Disclosure: Rose Byrne on why we end up with the wrong politicians]'', ''harpersbazaar.com'', 22 luglio 2020.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni]]'' (2002) *''[[Troy]]'' (2004) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[Sunshine]]'' (2007) *''[[Insidious]]'' (2010) *''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011) *''[[Gli stagisti]]'' (2013) *''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013) *''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[I Am Mother]]'' (2019) – voce ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Byrne, Rose}} [[Categoria:Attori australiani]] r2k1ayhimyr1xzzfjizgpqggc0yivj9 Carlo Romano 0 178954 1424707 1424426 2026-08-26T08:37:43Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1424707 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo_Romano.jpg|thumb|Carlo Romano nel 1961]] '''Carlo Romano''' (1908 – 1975), attore, doppiatore e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Carlo Romano== *Io ho doppiato tanti personaggi, ho fatto tante caratterizzazioni, ma non è facile.<ref name= Supergulp/> *No, no, no, no, no! Non incominciamo ad ungere, eh. Niente olio!<ref name= Supergulp>Dal documentario di Guido De Maria, "Ebbene sì, maledetto Carter", 1973, [https://www.youtube.com/watch?v=O3-_0sqn1pU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Citazioni su Carlo Romano== *Ricordo il direttore Carlo Romano – la voce italiana di [[Jerry Lewis]] – un uomo affettuoso e autoritario al contempo. Mi dava colpetti sulla schiena per darmi il tempo della battuta. Un po' lo temevo. Ma una volta gli chiesi perché fosse ciccione. Mia nonna mi fulminò. Un attore di carattere. ([[Claudia Catani]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[La signora di tutti]]'' (1934) *''[[Un marito per il mese d'aprile]]'' (1941) *''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942) *''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]'' (1943) *''[[La vita ricomincia]]'' (1945) *''[[Campane a martello]]'' (1949) *''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) *''[[Totò terzo uomo]]'' (1951) *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[I vitelloni]]'' (1953) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[Lacrime d'amore (film 1954)|Lacrime d'amore]]'' (1954) *''[[Questa è la vita]]'' (1954) *''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930) *''[[La scala musicale]]'' (1932) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937) *''[[Alba di gloria]]'' (1939) *''[[Castelli in aria]]'' (1939) *''[[La via dei giganti]]'' (1939) *''[[Mr. Smith va a Washington]]'' (1939) *''[[Ombre rosse]]'' (1939) *''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]'' (1940) *''[[Angeli del peccato]]'' (1940) *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) *''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[Io la difendo]]'' (1942) *''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942) *''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943) *''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943) *''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944) *''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944) *''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944) *''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944) *''[[La vita ricomincia]]'' (1945) *''[[Fra le tue braccia]]'' (1946) *''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946) *''[[Il mistero del carillon]]'' (1946) *''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946) *''[[La dalia azzurra]]'' (1946) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Sfida infernale]]'' (1946) *''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) *''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948) *''[[Il fiume rosso]]'' (1948) *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) *''[[Scandalo internazionale]]'' (1948) *''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949) *''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949) *''[[Il grande peccatore]]'' (1949) *''[[Il terzo uomo]]'' (1949) *''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949) *''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949) *''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949) *''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950) *''[[Romantico avventuriero]]'' (1950) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[L'altro uomo]]'' (1951) *''[[La gang]]'' (1951) *''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[Il giardino incantato (film 1952)|Il giardino incantato]]'' (1952) *''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952) *''[[La diva]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Operazione Cicero]]'' (1952) *''[[Rancho Notorious]]'' (1952) *''[[Da qui all'eternità]]'' (1953) *''[[I vitelloni]]'' (1953) *''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953) *''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953) *''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953) *''[[Lo sperone nudo]]'' (1953) *''[[Vacanze romane]]'' (1953) *''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954) *''[[I sette samurai]]'' (1954) *''[[Johnny Guitar]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La bestia umana]]'' (1954) *''[[La contessa scalza]]'' (1954) *''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954) *''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954) *''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954) *''[[Vera Cruz]]'' (1954) *''[[Caccia al ladro]]'' (1955) *''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955) *''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955) *''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955) *''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956) *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) *''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956) *''[[La legge del Signore]]'' (1956) *''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956) *''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956) *''[[Vento di terre lontane]]'' (1956) *''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957) *''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957) *''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958) *''[[Il piccolo campo]]'' (1958) *''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958) *''[[La legge del più forte]]'' (1958) *''[[La mina]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959) *''[[Il letto racconta...]]'' (1959) *''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960) *''[[Spartacus]]'' (1960) *''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962) *''[[Il giorno più lungo]]'' (1962) *''[[Il promontorio della paura]]'' (1962) *''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962) *''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962) *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) *''[[Va' e uccidi]]'' (1962) *''[[Il cardinale]]'' (1963) *''[[La grande fuga]]'' (1963) *''[[La rabbia]]'' (1963) *''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963) *''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963) *''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964) *''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965) *''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966) *''[[Django]]'' (1966) *''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966) *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) *''[[Il sipario strappato]]'' (1966) *''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966) *''[[Nevada Smith]]'' (1966) *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) *''[[I giorni dell'ira]]'' (1967) *''[[C'era una volta il West]]'' (1968) *''[[La collina degli stivali]]'' (1969) *''[[Hello, Dolly!]]'' (1969) *''[[I magnifici sette]]'' (1970) *''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970) *''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971) *''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971) *''[[Giù la testa]]'' (1971) *''[[Rapina record a New York]]'' (1971) *''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971) *''[[L'ultimo buscadero]]'' (1972) *''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974) *''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col|strette}} *''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'' (1940) *''[[Dumbo - L'elefante volante]]'' (1941) *''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951) *''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955) *''[[Il libro della giungla (film 1967)|Il libro della giungla]]'' (1967) *''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971) *''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973) {{div col end}} ====Serie televisive==== *''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957-1959) ===Soggettista=== *''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962) ==Voci correlate== *[[Dina Romano]], madre *[[Andrea Ward]], nipote *[[Luca Ward]], nipote *[[Monica Ward]], nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Romano, Carlo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] kzshou90sw518d7q2fh385cot3n9tlo L'onore e il rispetto 0 179561 1424664 1209920 2026-08-25T23:11:48Z Udiki 86035 1424664 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titolooriginale = L'onore e il rispetto |titoloalfabetico = Onore e il Rispetto |immagine = Lonoreeilrispetto.jpg |tipofiction = serie TV |genere= drammatico |regista = [[Salvatore Samperi]], Luigi Parisi, Alessio Inturri |soggetto = [[Teodosio Losito]] |sceneggiatore = Teodosio Losito, [[Laura Sabatino]], [[Luigi Montefiori]] |attori = *[[Gabriel Garko]]: Antonio "Tonio" Fortebracci *[[Serena Autieri]]: Olga Miglio in Fortebracci *[[Manuela Arcuri]]: Nella *[[Virna Lisi]]: Ersilia Romeo in Fortebracci *[[Giancarlo Giannini]]: Giuseppe Bastianelli detto "Pippo 'o Calabrese" *[[Giuseppe Zeno]]: Santi Fortebracci *[[Cosima Coppola]]: Melina Bastianelli in Fortebracci *[[Luigi Maria Burruano]]: Don Rosario Liberati *[[Manfredi Aliquò]]: Commissario Cantavalle *[[Renato Marotta]]: Michele "Micky" Rapaci *[[Cristiano Pasca]]: Riccardo "Ricky" Milazzo *[[Pino Caruso]]: Don Calogero Rocca *[[Beatrice Galati]]: Antonia Fortebracci *[[Ángela Molina]]: Donna Rosangela Rocca *[[Vincent Spano]]: Rodolfo Di Venanzio *[[Gabriele Rossi (attore)|Gabriele Rossi]]: Fortunato Di Venanzio *[[Ben Gazzara]]: Don Fred Di Venanzio *[[Laura Torrisi]]: Carmela Di Venanzio *[[Paul Sorvino]]: Beniamino *[[Alessandra Martines]]: Francesca De Santis *[[Valeria Milillo]]: Alma Vinci *[[Elena Russo (attrice)|Elena Russo]]: Assunta Rocca *[[Sergio Arcuri]]: Dario Rocca *[[Gilberto Idonea]]: Egidio Trapanese *[[Giuliana De Sio]]: Concetta De Nicola detta "Tripolina" *[[Valerio Morigi]]: Ettore De Nicola *[[Giulio Forges Davanzati]]: Giasone De Nicola *[[Federico Maria Galante]]: Paride De Nicola *[[Mario Cordova]]: Don Tano Mancuso *[[Ray Lovelock]]: Everaldo De Nisi *[[Martina Pinto]]: Fabiola De Nisi *[[Lydia Giordano]]: Angelica De Nisi *[[Toni Bertorelli]]: Don Saro Ferlito detto "Burattinaio" *[[Eric Roberts]]: Tom Di Maggio *[[Christopher Leoni]]: Lee Di Maggio *[[Francesco Testi]]: René Rolla *[[Giulia Rebel]]: Jennifer O'Neill *[[Ennio Coltorti]]: Vincenzo Salice *[[Barbara De Rossi]]: Fania Salice *[[Massimo Venturiello]]: Dante Giordano *[[Lina Sastri]]: Maria Pia Giordano *[[Stefano Dionisi]]: Michael O'Keefe *[[Daria Baykalova]]: Daria Bertolaso *[[Burt Young]]: Don Lino Li Causi *[[Lisa Gastoni]]: Adriana Minniti *[[Mattia Sbragia]]: Luigi Cusano *[[Bo Derek]]: Chantal Le Fleur in Cusano *[[Olga Shutieva]]: Giada Cusano in Fortebracci *[[Toni Garrani]]: Silvio Rocchi *[[Bruno Eyron]]: Nicola Maino *[[Walter Nestola]]: Giuseppe Viganò |doppiatori italiani= *[[Angiola Baggi]]: Donna Rosangela Rocca *[[Paolo Macedonio]]: Rodolfo Di Venanzio *[[Nino Prester]]: Don Fred Di Venanzio *[[Michele Gammino]]: Beniamino *[[Luca Ward]]: Tom Di Maggio *[[Vittorio Di Prima]]: Don Lino Li Causi *[[Emanuela Rossi]]: Daria Bertolaso *[[Maria Pia Di Meo]]: Chantal Le Fleur in Cusano *[[Benedetta Degli Innocenti]]: Giada Cusano in Fortebracci *[[Roberto Pedicini]]: Nicola Maino }} '''''L'onore e il rispetto''''', serie televisiva italiana trasmessa dal 2006 al 2017. ==Stagione 1== ===Episodio 1=== *'''Tonio''': Colpirò quel bastardo in quello che ha di più caro.<br>'''Micky''': La vita?<br>'''Tonio''': L'onore.<br>'''Micky''': L'onore?<br>'''Tonio''': L'onore e il rispetto. ===Episodio 2=== *Se non hai una famiglia... non sei nessuno. ('''Ersilia''') ===Episodio 5=== *'''Morabito''': Santi, lei è giovane e in gamba. Ma non può cambiare il mondo in un solo giorno, e non con questi metodi.<br>'''Santi''': Sa che c'è, dottore? È che se almeno non ci proviamo a cambiare il mondo, andiamo a finire che il mondo cambia noi. *Non fare caso a Rosario. Tu sei il futuro. Però non vogliamo disaccordi tra di voi, cerca di non umiliarlo. Che quando un uomo è ferito nel suo orgoglio, non sai mai cosa può succedere. ('''Calogero''' a Tonio) *'''Santi''': Mi hanno offerto [...] di entrare in una squadra speciale. [...] "Speciale" perché si occupa dei rapporti tra mafia e finanza. [...]<br>'''Melina''': Te lo ricordi che hai due figli, no? Dimmi solo che te ne ricordi, mi basta questo.<br>'''Santi''': Io è per loro che ho accettato. Perché si meritano un mondo migliore di questo. ===Episodio 6=== *'''Tonio''': T'ho sempre trattato bene!<br>'''Micky''': No, tu mi hai sempre pagato bene! Soldi, soldi... ecco, quelli non me li hai fatti mai mancare. Però un po' di rispetto e di onore... quello mai! ==Stagione 2== ===Episodio 1=== *Giurami che non diventerà mai un mafioso, giuralo... ('''Olga''') {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} ===Episodio 2=== *Tonio, quando tua moglie ti guarda come se tu fossi il suo peggior nemico, beh forse qualche colpa ce l'hai. ('''Santi''') ===Episodio 3=== *Io vado avanti, ci vediamo dopo. ('''Santi''') {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} ==Citazioni su ''L'onore e il rispetto''== *{{NDR|Sul suo ruolo nella serie}} Mi hanno sempre offerto ruoli da "bonona" in commedie brillanti. Non rinnego niente, ma finalmente si sono accorti che sono capace di esprimere anche sentimenti diversi. [...] Ritengo questo ruolo un traguardo professionale: è un concentrato di situazioni e sentimenti talmente forti e devastanti, da richiedere una prova d'attrice. In passato, non me l'avrebbero mai proposto. ([[Manuela Arcuri]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive drammatiche]] fa3cnxdb0q7ppk6pjwtd0s7sffhei4b Ida Lupino 0 182004 1424705 1414708 2026-08-26T08:36:40Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424705 wikitext text/x-wiki [[File:Ida Lupino in The Hard Way trailer cropped.jpg|miniatura|Ida Lupino]] '''Ida Lupino''' (1918 – 1995), attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica inglese. ==Citazioni di Ida Lupino== *Ho creduto che sarei stata più affascinante se avessi copiato dalle migliori stelle. Una settimana avrei cercato di assomigliare a [[Marlene Dietrich|Dietrich]] disegnando le mie sopracciglia fino alla fronte e la volta successiva avrei copiato [[Claudette Colbert|Colbert]] e tagliato la frangia. Oh, ero dappertutto facendo cose con il trucco e cambiando il colore dei miei capelli. Alla fine ho seguito il consiglio di [[Hedda Hopper|Hedda]]: ho smesso di fare cose ridicole con me stessa e mi sono concentrata sullo sviluppo del mio talento. :''I thought it would be most impressive if I copied the top stars. One week I would try to look like Dietrich by penciling my eyebrows way up on my forehead and the next I would copy Colbert and cut bangs. Oh, I was all over the place doing things with makeup and changing the color of my hair. I finally took Hedda’s advice—stopped doing ridiculous things with myself and concentrated on developing my talent.''<ref>{{en}} Citato in Myrna Oliver, ''[https://www.latimes.com/local/obituaries/archives/la-me-ida-lupino-19950805-snap-story.html Jennifer Jones dies at 90; Oscar-winning actress]'', ''latimes.com'', 5 agosto 1995.</ref> *Preferisco dirigere che recitare. C'è un'emozione speciale nel vedere nei titoli "Regia di Ida Lupino", che non ho mai provato come attrice. :'''I'd rather direct than act. There's a special thrill in seeing the credit 'Directed by Ida Lupino,' that I never knew as an actress.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.upi.com/Archives/1995/08/04/Actress-director-Ida-Lupino-dead-at-77/8502807508800/ JActress-director Ida Lupino dead at 77]'', ''upi.com'', 4 agosto 1995.</ref> *Studio e lavoro sodo. Prendo una sceneggiatura e rifletto su di essa e sottolineo le parti che voglio sottolineare. Quando vado sul set, so esattamente cosa voglio fare e come voglio farla. :''I study and work hard. I take a script and mull over it and underline the bits I want to emphasize. When I go on the set, I know exactly what I want to do and how I want to do it.''<ref>{{en}} Citato in Peter B. Flint, ''[https://www.nytimes.com/1995/08/05/obituaries/ida-lupino-film-actress-and-director-is-dead-at-77.html Ida Lupino, Film Actress and Director, Is Dead at 77]'', ''nytimes.com'', 5 agosto 1995.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935) *''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941) *''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]'' (1951) *''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]'' (1953) *''[[La grande nebbia]]'' (1953) *''[[Dollari che scottano]]'' (1954) *''[[L'ultimo buscadero]]'' (1972) *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lupino, Ida}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:registi britannici]] [[Categoria:sceneggiatori britannici]] 9lq80tv11tglee2as9gvgx9aw2x1dwd Guy Pearce 0 188637 1424719 1226789 2026-08-26T11:49:31Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424719 wikitext text/x-wiki [[Immagine:GuyPearceJan11.jpg|thumb|Guy Pearce nel 2011]] '''Guy Edward Pearce''' (1967 – vivente), attore australiano. ==Citazioni di Guy Pearce== *Domani avrò una risposta diversa da quella che do oggi. :''I'll have a different answer tomorrow that I do today.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Carlo Cavagna, ''[https://www.aboutfilm.com/features/pearce/feature.htm Profile and Interview: Guy Pearce]'', ''aboutfilm.com'', giugno 2003.</ref> *Dopo ''[[Priscilla - La regina del deserto|Priscilla]]'' stavo per uccidere qualcuno, in tutta onestà, quindi mi sono preso 18 mesi di pausa, ci ho pensato un po', mi sono rilassato e ho capito che in realtà questo mestiere avrebbe potuto tenermi giovane per tanti anni. È una prospettiva meravigliosa e, soprattutto, scegliere di continuare è stata la decisione di un uomo sulla trentina, non di un bambino di otto anni<ref name=Scarselli/> *Stavo combattendo con me stesso in quel periodo, credevo che fosse ridicolo ed infantile recitare per vivere, che essenzialmente significa fingere e mentire per vivere<ref name=Scarselli>Citato in Luca Scarselli, ''[https://movieplayer.it/news/guy-pearce-priscilla-uccidere-qualcuno-18-mesi_104384/ Guy Pearce: "Dopo Priscilla stavo per uccidere qualcuno, mi presi 18 mesi di pausa"]'', ''movieplayer.it'', 3 ottobre 2021.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Priscilla - La regina del deserto]]'' (1994) *''[[L.A. Confidential]]'' (1997) *''[[Memento]]'' (2000) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[The Time Machine (film 2002)|The Time Machine]]'' (2002) *''[[The Hurt Locker]]'' (2008) *''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008) *''[[The Road (film)|The Road]]'' (2009) *''[[Il discorso del re]]'' (2010) *''[[Solo per vendetta]]'' (2011) *''[[Lawless]]'' (2012) *''[[Prometheus (film)|Prometheus]]'' (2012) *''[[Iron Man 3]]'' (2013) *''[[Alien: Covenant]]'' (2017) *''[[Domino (film 2019)|Domino]]'' (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pearce, Guy}} [[Categoria:Attori australiani]] sxu4r8ymwbazkndypd3do468vipkkbz Eleonora Lo Bianco 0 197569 1424639 1317150 2026-08-25T16:12:44Z Danyele 19198 /* Citazioni di Eleonora Lo Bianco */ +1 1424639 wikitext text/x-wiki [[File:Eleonora Lo Bianco 1.jpg|thumb|Eleonora Lo Bianco]] '''Eleonora Lo Bianco''' (1979 – vivente), ex pallavolista italiana. ==Citazioni di Eleonora Lo Bianco== *{{NDR|Sul [[Club Italia (pallavolo femminile)|Club Italia]]}} È stato un passo fondamentale della mia carriera. Ma allora era gestito in modo diverso. Era una Nazionale permanente che non partecipava a nessun campionato. Ora ci si basa di più sulla crescita del gioco. È un percorso importante ma queste ragazze dovranno poi confrontarsi con le responsabilità del club. Sono comunque il futuro della nostra pallavolo.<ref>Dall'intervista di Davide Romani, ''[https://www.gazzetta.it/Volley/24-11-2016/bianco-la-malattia-bergamo-l-italia-vivo-il-volley-170983316051.shtml Lo Bianco: "La malattia, Bergamo e l'Italia. Vivo per il volley"]'', ''gazzetta.it'', 25 novembre 2016.</ref> *[...] ho affrontato una malattia seria, tra le peggiori. Nel bel mezzo del campionato mi è stato diagnosticato questo tumore al seno e la pallavolo è stata una terapia, una delle mie valvole di sfogo e di salvezza. [...] mi ritengo una fortunata nonostante abbia avuto questa disavventura perché questo tumore mi è stato diagnosticato allo stato iniziale, quando ancora non era in metastasi. Ho subito una piccola operazione parziale e sono riuscita ad andare in campo due mesi dopo. I medici mi avevano consigliato di aspettare un po' di più prima di tornare in campo ma io sono sempre stata testarda e l'amore per la pallavolo ha fatto sì che la mia voglia di giocare abbia prevalso su tutto il resto. Mentre giocavo seguivo anche delle terapie ma io credo che la forza di volontà sia un parametro fondamentale... io volevo tornare a giocare al più presto e quando si ha una certa determinazione si è capaci di fare tutto. In queste situazioni è importante non scoraggiarsi perché altrimenti si finisce in un tunnel, ci si ritrova in un bivio e l'appoggio delle persone care deve essere vicino e costante per non perdere la retta via. Sono queste le dure prove delle vita, quando le superi ti senti ancora più forte e vivo. Dico sempre che un controllo in più è sempre meglio di uno in meno. Avevo trent'anni quando mi è successo questo, farsi controllare ogni tanto è importante... su queste cose bisogna stare attenti e mai sottovalutare questi controlli. Io sono riuscita a scovarlo in tempo ma se non mi fossi accorta davanti allo specchio di questa anomalia le cose magari sarebbero andate diversamente. Un'attenzione particolare al proprio corpo può solo farci del bene perché la prevenzione è importante e può portarti a qualcosa di meno invasivo e semplice da trattare.<ref name="Battimo"/> *{{NDR|«Come vive il rapporto con i suoi tifosi? Molte sue compagne sono attivissime sui [[Social network|social]], lei invece...»}} Io invece non esisto [ride, ''ndr'']. Del resto, fino a qualche anno fa i social non c'erano. Oggi i mezzi di comunicazione sono tanti, ma non riesco proprio a farmeli piacere. Ho un rapporto diretto con i tifosi e non amo il protagonismo a cui ti spingono i social. Capisco di essere fuori dal mondo, che i social possono essere utili, ma spesso li si usa in maniera sbagliata. Preferisco i rapporti occhi negli occhi.<ref>Dall'intervista ''[https://primabergamo.it/persone/vinto-anche-cancro/ «Ho vinto tutto, anche il cancro»]'', ''primabergamo.it'', 2 gennaio 2017.</ref> *La [[pallavolo]] mi ha insegnato tantissime cose. È stata una passione sin da subito... ho cominciato all'età di otto anni e non ho mai smesso. Sono trent'anni di amore incondizionato per questo bellissimo sport e ho appreso tante cose come ad esempio il sacrificio, la tenacia, il giusto modo nel rapportarmi con gli altri, a plasmare il mio carattere, a non mollare mai e anche a rialzarmi... molti pensano che siano solo le [[Vittoria e sconfitta|vittorie]] ad insegnarti certi valori ma secondo me, invece, sono le [[Vittoria e sconfitta|sconfitte]] che ti permettono di fare una riflessione più attenta e significativa. In tutti questi anni ho vinto tanto ma ho anche perso, anche cose molto importanti e queste cose mi hanno spinto ad andare avanti comunque cercando di raggiungere gli obiettivi prefissati senza fermarsi al primo ostacolo. Per raggiungere gli obiettivi molte volte mi è capitato di fare dei sacrifici e dover tralasciare delle cose importanti per qualcosa in cui credevo. Se uno sportivo decide di vivere appieno la sua carriera deve essere pronto a sacrificare affetti, famiglia, amici, viaggi e divertimento perché secondo me solo vivendo la carriera in questo modo si riesce ad essere sempre concentrati e focalizzati sulle proprie ambizioni. [...] Ovviamente la pallavolo mi ha dato molte altre cose ma, se dovessi elencare tutto ciò che mi ha dato, fra due ore staremmo ancora qui a parlarne. Cosa sto dando io alla pallavolo? Non ci ho mai pensato ma poi mi accorgo di quello che sto dando quando vedo tanti ragazzi che vengono a parlare con me, come mi guardano e anche il modo con cui si avvicinano a me. In questi istanti capisco quanto sia importante... spero di aver dato un'immagine positiva di me stessa, oltre al fatto di essere stata un punto cardine della Nazionale e di aver giocato per molte stagioni in Italia. Penso di aver sempre rispettato la maglia azzurra e tutte quelle dei club con cui ho giocato rispettando ogni regola, tutte le mie compagne e le avversarie. Mi auguro di aver dato molto non solo sotto l'aspetto agonistico ma anche sotto l'aspetto umano... sono abbastanza contenta della mia carriera e dell'approccio che ho avuto nel corso delle stagioni e con la maglia azzurra.<ref name="Battimo">Da Alberto Battimo, ''[http://www.vanovarava.it/vnv/index.php?option=com_content&view=article&id=9243:lintervista-ad-eleonora-lo-bianco-&catid=73:personaggi-vari&Itemid=135 L'intervista ad Eleonora Lo Bianco]'', ''vanovarava.it''.</ref> *Non mi pesa avere tutto il carico su di me. Nelle [[difficoltà]] si cresce no? [...] Rimanere in campo ed essere costretta a cercare una soluzione ai problemi è un modo per crescere, me la devo sbrigare da sola. Avere qualcuno più esperto dietro mi darebbe meno stimoli e magari qualche alibi.<ref>Dall'intervista di Valeria Benedetti, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/settembre/10/Italia_mani_sicure_ga_0_0209103874.shtml Italia in mani sicure]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 10 settembre 2002.</ref> *{{NDR|«Cos'è cambiato nella pallavolo da quando ha cominciato lei?»}} Si sta spesso in squadre con ventenni che non capisco: vedo meno dedizione, caparbietà, capacità di sofferenza. Forse è un problema generazionale: a 18 anni io ero una bambina, a 15 adesso sono belle sveglie. Non so, non vorrei parlare di valori come un'anziana, ma a volte mi sembra che manchino.<ref>Dall'intervista di Alessandra Retico, ''[https://www.repubblica.it/sport/volley/2014/09/15/news/eleonora_lo_bianco_tra_vittorie_siluramenti_malattia_e_rinascita_le_avventure_di_leo_non_sono_mazinga-95806885/ Eleonora Lo Bianco tra vittorie, siluramenti, malattia e rinascita, le avventure di Leo: "Non sono Mazinga"]'', ''repubblica.it'', 15 settembre 2014.</ref> *{{NDR|«Cosa ricordi con più chiarezza della tua esperienza olimpica?»}} Sicuramente la più bella è stata l'Olimpiade di Sydney 2000: ero giovanissima e per me è stato quasi surreale. Ricordo la cerimonia d'apertura, la quotidianità nel villaggio, l'emozione di scendere in campo, quel campo... è incredibile, anche a distanza di anni quando ci ripenso. Non che Atene, Pechino, Londra e Rio siano state da meno. Anzi, per me questa {{NDR|a Tokyo}} è la prima volta da spettatrice ed è strano non essere là. Sono sempre stata molto affezionata alla maglia azzurra, non l'ho mai rifiutata. Neanche ora la rifiuterei [ride, ''ndr''].<ref>Dall'intervista ''[https://www.volleyball.it/news/70270225926/tokyo2020-lo-bianco-sydney2000-la-piu-bella-a-rio-non-ho-capito-le-scelte-egonu-il-meglio-deve-ancora-venire Tokyo2020: Lo Bianco, "Sydney2000 la più bella, a Rio non ho capito le scelte. Egonu? Il meglio deve ancora venire..."]'', ''volleyball.it'', 3 agosto 2021.</ref> {{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2010/novembre/01/Bianco_Una_favola_azzurrissima_Amo_ga_10_101101105.shtml Lo Bianco, una favola azzurrissima: «Amo il volley»]''|Intervista di Gian Luca Pasini, ''La Gazzetta dello Sport'', 1º novembre 2010.}} *{{NDR|Dopo il record di presenze con la nazionale}} È emozionante, negli ultimi giorni non ho avuto tempo di pensarci. Ma se mi fermo un secondo mi sento davvero onorata di aver vestito la maglia azzurra così tante volte. Perché 475 sono davvero molte. {{NDR|«Ha battuto [[Andrea Giani|Giani]] che ne aveva collezionate 474...»}} Considerando che la foto di Andrea era sul mio diario quando andavo a scuola, alle medie, direi che è una bella soddisfazione aver superato un simbolo come lui. *Penso di essere cresciuta come persona attraverso la pallavolo. Mi sono anche un po' aperta, perché da piccola ero molto timida... [pausa, e sorriso, ''ndr'']. Non che adesso sia estroversa, ma mi sento differente. Questi anni mi hanno dato tanto: moltissime gioie [...] e anche sofferenze. L'altra faccia dello sport è fatica, sacrificio, stress. Insomma tanto di tutto, grazie alla pallavolo. *Sono innamorata di questo sport, mi piace quello che faccio e quando sono obbligata a non giocare mi sembra di impazzire. Ogni tanto penso: questa era la mia passione da piccola, quando giocavo vicino casa, è ancora la mia passione oggi. Non mi stupisco che mi piaccia ancora così tanto. Forse capirò bene cos'è per me quando smetterò. O forse non lo capirò mai, perché sarò costretta a fermarmi per ragioni fisiche. ==Citazioni su Eleonora Lo Bianco== *Eleonora Lo Bianco è la giocatrice ideale, un punto di riferimento, è stata ed è ancora la migliore. Guardandola si capisce cosa bisogna fare in campo per vincere. ([[Alessia Orro]]) *La giocatrice con la quale avrei voluto giocare è sicuramente Eleonora Lo Bianco. Una palleggiatrice che sicuramente mi avrebbe reso la vita d'attaccante molto più semplice. ([[Consuelo Mangifesta]]) *La giocatrice in cui mi rivedo di più è Leo Lo Bianco. Non per caratteristiche tecniche ma perché ha la stessa leadership, la stessa capacità di gestione della squadra. ([[Manuela Benelli]]) *Una giocatrice incredibile. Eravamo spesso in camera insieme quando vestivamo la maglia azzurra. Un talento innato associato a una capacità unica di gestire le situazioni in campo, anche quelle complicate. Ho cercato di assorbire il più possibile da Leo. ([[Rachele Sangiuliano]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Pallavolisti italiani|Lo Bianco, Eleonora]] h2hez4otme1dlgei0tzm8le6bshvfqb Michelle Yeoh 0 199233 1424648 1322376 2026-08-25T19:04:40Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1424648 wikitext text/x-wiki [[File:Michelle Yeoh Cannes 2017.jpg|thumb|Michelle Yeoh nel 2017]] '''Michelle Yeoh Choo-Kheng''', nota anche con lo pseudonimo di '''Michelle Khan''' (1962 – vivente), attrice malese di origine cinese. {{Premio|Oscar| '''''[[Everything Everywhere All At Once]]''''' *Miglior attrice (2023) }} {{Int|''[https://www.badtaste.it/cinema/articoli/michelle-yeoh-sulla-misoginia-di-jackie-chan-lho-preso-a-calci-in-culo/ Michelle Yeoh sulla misoginia di Jackie Chan: «L'ho preso a calci in culo»]''|Angelica Arfini, ''badtaste.it'', 3 settembre 2021.}} *{{NDR|In riferimento a ''Police Story 3: Supercop'', film d'azione del 1992 con [[Jackie Chan]]}} Quando cominciai a lavorare a Hong Kong, non c’era l’aiuto della [[Computer-generated imagery|CGI]]. Dovevi arrivare sul set e fare tutto ciò che era necessario. MI sentivo invincibile. *{{NDR|In riferimento all'invito di Jackie Chan a non prendere parte alle scene con folli acrobazie}} Gli dissi: "Senti chi parla, lo chiedi a me? Ne fai di continue". Lui mi rispose: "Questo perché ogni volta che ne giri una, io devo farne una migliore". Poverino, si sentiva sotto pressione. *{{NDR|Sulla convinzione di Jackie Chan che le donne dovessero restare in cucina}} Un tempo lo pensava, finché non l'ho preso a calci in culo. ==Filmografia== *''[[Il domani non muore mai]]'' (1997) *''[[Memorie di una geisha (film)|Memorie di una geisha]]'' (2005) *''[[Sunshine]]'' (2007) *''[[Kung Fu Panda 2]]'' (2011) – voce *''[[Strike Back]]'' (2015) – serie TV *''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017) *''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017-2020) – serie TV ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Yeoh, Michelle}} [[Categoria:Attori]] [[Categoria:Malaysiani]] [[Categoria:Premi Oscar]] 8y8trihpkiz9ynq9p0vj6zom3g9i6he Carlo Felice Chiesa 0 201473 1424670 1387215 2026-08-26T00:12:45Z Danyele 19198 /* Citazioni tratte da articoli */ +3 1424670 wikitext text/x-wiki '''Carlo Felice Chiesa''' (1954 – vivente), giornalista italiano. ==Citazioni di Carlo Felice Chiesa== *Furono soprattutto sue le "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia '90]], il Mondiale in casa che gli azzurri di Azeglio Vicini avrebbero meritato di vincere [...]. Non fosse stato per il pareggio di Caniggia – sull'unico errore in tutto il Mondiale del portiere Zenga – l'Italia sarebbe volata nell'entusiasmo di un Paese intero verso il meritato trionfo in casa. Invece gli Azzurri persero alla lotteria finale dei calci di rigore e il sogno svaporò. Restava [[Salvatore Schillaci|Schillaci]], che per gli italiani era "il Mondiale", ne impersonava il fascino e la gioia. Gli occhi sgranati nelle incontenibili esultanze rappresentavano insieme l'occasione di riscatto offerta dallo sport e la classe tenace che rende possibile ogni risultato [...]. Resta intatta la memoria delle indimenticabili serate che col suo calcio genuino e irriverente Totò Schillaci fece vivere a un intero popolo. Restano intatte le sue orme di campione nella storia del calcio mondiale, per sempre vive nella gratitudine di chi condivise con lui l'euforia e la leggerezza che solo i rimbalzi del pallone sono capaci di regalare.<ref>Da ''Almanacco Illustrato del Calcio 2025'', pp. 23-24.</ref> *{{NDR|Su [[Giancarlo De Sisti]]}} Regista di centrocampo tutto concretezza e pochi svolazzi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20170903162334/http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=DE+SISTI+Giancarlo Giancarlo De Sisti]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 5 ottobre 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Giacomo Bulgarelli]]}} Un vero figlio di Bologna, anche per la cultura e il disincanto che ne connotarono sempre le parole e l'agire.<ref>Dall'intervista di Giuseppe Mugnano, ''[https://www.zerocinquantuno.it/rubriche/intervista/chiesa-nessuno-come-schiavio-dallara-e-bulgarelli-un-giorno-raccontero-il-bologna-di-motta-che-emozione-quando-ritrovammo-il-trofeo-dellexpo-1937/ Chiesa: "Nessuno come Schiavio, Dall'Ara e Bulgarelli, un giorno racconterò il Bologna di Motta. Che emozione quando ritrovammo il trofeo dell'Expo 1937"]'', ''zerocinquantuno.it'', 24 marzo 2024.</ref> *Una carriera lunghissima, una collana di ricordi da sgranare come un rosario e poi una manciata di mesi per il commiato, per salutare la vita e dirle comunque grazie. [[Sven-Göran Eriksson]] [...] non è stato un allenatore né un uomo qualunque. Per la carriera del primo, parlano le cifre [...]. Eriksson è stato un terzino mediocre e un allenatore innovativo, che ha arricchito il mondo del pallone di un gioco spettacolare e offensivo, basato sulla velocità e sugli schemi, e poi, nella seconda parte di carriera, più riflessivo e cauto nel modulo. Dalla sua intensa parabola, tuttavia, si leva ancora oggi soprattutto il profumo di un calcio senza esasperazioni, lontano dagli eccessi beceri che purtroppo così spesso lo inquinano a ogni livello. Un'eleganza confermata dalla chiusura della partita, con la dignità di chi sa accettare ogni aspetto di quel mistero chiamato esistenza.<ref>Da ''Almanacco Illustrato del Calcio 2025'', pp. 21-22.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Calcio 2000''=== {{cronologico}} *{{NDR|Su [[Carlo Carcano]], parlandone da allenatore}} Fine psicologo e allenatore tatticamente pragmatico.<ref>Da ''La grande storia dello scudetto'', 1ª puntata, ''Calcio 2000'', dicembre 2001, pp. 54-70.</ref> *{{NDR|Su [[Gianni Rivera]]}} Uno stile inarrivabile: il tocco di velluto, il passaggio rasoterra millimetrico, il senso del gol.<ref>Da ''Due stagioni da gran Signora'' in ''Il grande romanzo dello scudetto'', 15ª puntata, ''Calcio 2000'', maggio 2003, p. 78.</ref> *{{NDR|Su Gianni Rivera}} Piedi da artista, inventiva da grande regista e senso del gol fanno di Rivera uno dei giganti di ogni epoca del calcio mondiale.<ref>Da ''Milan Story. L'avventura tricolore da Kilpin a Sheva'', ''Calcio 2000'', giugno 2004, p. 41.</ref> {{Int|''Grazie, Francia''|''Calcio 2000'' n. 8 (11), agosto – settembre 1998, pp. 8-16.|h=4}} *[...] sarebbe stato ingiusto che un Brasile così presuntuoso da lasciare a casa il restaurato Juninho, da mandarvi Romario senza tentarne il recupero e poi lasciare in panca Denilson ed Edmundo per provare a irridere la Coppa con la nonnetta Bebeto e i guzzi estemporanei di Ronaldo e Rivaldo, vincesse il Mondiale. Questo è stato soprattutto [[Campionato mondiale di calcio 1998|Francia '98]]: il tentativo brasiliano di "uccidere" la Coppa del Mondo. Ve l'immaginate che sarebbe successo se con quella squadra Zagallo avesse alzato il trofeo nella notte stellata di Saint Denis? Di fronte a una squadra capace di issarsi sulla vetta del mondo praticamente in souplesse, senza neppure dover offrire spettacolari dimostrazioni di gioco, tutti avrebbero dovuto inchinarsi. [...] Viva la Francia, allora, se la squadra che gigioneggiò presuntuosa contro la Norvegia mentre il pubblico chiedeva un minimo di divertimento, è tornata a casa [[Finale del campionato mondiale di calcio 1998|in lacrime]]. *È forse la prima volta che il Mondiale viene vinto da una squadra che non dispone di un solo attaccante di autentico valore, eppure nessuno può dire che la Francia abbia giocato il suo Mondiale in difesa. Ha attaccato sempre, ha provato a imporre il proprio gioco alla Croazia come al Paraguay, all'Italia come, nell'ultimo atto, al temuto e favoritissimo Brasile. [...] Ha mandato il suo scassato don Chisciotte d'attacco, lo sciagurato Guivarc'h, a insidiare l'area brasiliana, ha solleticato il palleggio di Djorkaeff per insinuare il veleno del dubbio nella retroguardia altrettanto scassata del Brasile. Infine, col centrocampista Zidane ha colpito senza pietà [...]. Viva la Francia, che ha salvato la Coppa del Mondo confermando che il trono universale del pallone va conquistato con le unghie e coi denti e nessuno, nemmeno i maestri do Brasil, può permettersi di scherzarci sopra [...] *Difficile dire se sia stato un Mondiale bello oppure brutto. L'averlo ingigantito [...] con 32 squadre e un numero esagerato di partite [...] comporta come inevitabile conseguenza di togliergli una qualunque identità precisa. Si è segnato parecchio [...] ma il dato non è di per sè indicativo, se non altro perché nella prima fase, assolutamente pletorica, l'insostenibile leggerezza di molte partecipanti ha vistosamente contribuito ad alimentare il boom realizzativo. Di certo, una rassegna che ambisce a esibire la "crema" del calcio universale non può presentare valori tecnici come quelli di Giappone, Giamaica, Stati Uniti, Sudafrica, Tunisia, Arabia Saudita [...] senza provocare imbarazzo e soprattutto scalfire la propria credibilità. Però è indubbio che una mentalità diffusamente più spregiudicata rispetto al passato ha rallegrato la manifestazione, contribuendo a mantenerla a galla fino in fondo. E la finale, per fortuna, non è stata funestata dallo squallore di [[Finale del campionato mondiale di calcio 1994|quattro anni]] prima. ===''Guerin Sportivo''=== {{cronologico}} *[...] il [[Colori e simboli del Torino Football Club|colore granata]]. Una specie di categoria dello spirito, una minuscola eresia della ragion pura.<ref>Da ''Il colore granata'', ''Guerin Sportivo'' n. 51 (673), 16-22 dicembre 1987, pp. 68-72.</ref> *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1987-1988]]}} Questa Juve più giù che su [...] si guarda allo specchio. È la Juve che abbiamo imparato ormai a conoscere: una squadra che vince solo per eccezione, che attraversa il campionato con vele spesso ammosciate, che riga la piatta superficie della graduatoria d'una traccia fin troppo rapida a scomparire. La Juve accoccolata sul banco degli accusati sin dall'inizio di questa stagione grama, percorsa tutta alla rovescio, nella goffa ricerca d'una formula che in qualche modo corrispondesse gli sforzi e compiacesse il blasone. [...] una Juve perennemente in ritardo, in debito di personalità, per la prima volta dopo tanti anni priva di difese e perfino di orgoglio.<ref name="Magrin">Da ''Son finiti i tempi Magrin?'', ''Guerin Sportivo'' n. 5 (679), 3-9 febbraio 1988, pp. 14-17.</ref> *{{NDR|Su [[Rino Marchesi]]}} [...] un tecnico tanto abile sulla panchina di squadre di media caratura (alla guida delle quali è capace persino di miracoli [...]) quanto impotente di fronte agli obiettivi di vertice, alle prospettive che pretendono il rischio e quel pizzico di spavalderia che probabilmente manca al suo carattere di grande e inflessibile ragionatore.<ref name="Magrin"/> *{{NDR|Su [[Alessandro Bianchi (calciatore 1966)|Alessandro Bianchi]]}} [...] un fisico improbabilmente esile e asciutto, una interpretazione fuori dai canoni. Già, perché questo Bianchi che supera il gran salto da C1 a massima divisione senza patire problemi o timori, ma anzi, calandosi con meravigliosa disinvoltura nella nuova parte, appare protagonista tutt'altro che testuale [...]. Centrocampista con l'istinto dell'uomo di fascia, giocatore completo prima che specialista di ruolo, [...] si configura come il prototipo del «tornante» nel senso classico del termine: ala capace dell'affondo, ma adusa a impegnarsi anche e spesso soprattutto in compiti di tamponamento.<ref>Da ''Tornado Bianchi'', ''Guerin Sportivo'' n. 15 (689), 13-19 aprile 1988, pp. 58-61.</ref> *Il cuore di Napoli batte forte, per questo [[Serie A 1989-1990|bis]]. È un raddoppio ricco di almeno un paio di novità rispetto alla prima volta. Intanto, la gioia esplode con una vitalità quasi inconsulta, grazie alla sua imprevedibilità: non solo i critici, evidentemente, ritenevano che per un altro scudetto il Napoli avrebbe dovuto attendere... secoli migliori. La Grande delusione dell'88 aveva alimentato uno scetticismo di fondo che in qualche modo avviliva anche il tifo più genuino e ottimista. [...] La scarsa spettacolarità della squadra, raramente dedita a geometrie convincenti e quasi sempre in sella al cavallo bizzarro delle invenzioni dei suoi fantastici offensivi, aveva accentuato il senso di disagio del pubblico. Quando un nuovo sorpasso si è profilato all'orizzonte, con Milan nuovamente scatenato come due anni fa in una folle rincorsa, la sorte è sembrata segnata. Per questo la gioia, oggi, esplode ancora più sentita. [...] L'onta dell'88, finalmente, è lavata. Le bandiere inneggianti al bis, già preparate allora e poi mestamente riposte all'ultimo istante, sono tornate alla luce, mescolandosi coi nuovi stendardi in una felicità orgogliosa di gridarsi in faccia al mondo.<ref>Da ''Pazzi da novanta'', ''Guerin Sportivo'' n. 18 (793), 2-8 maggio 1990, pp. 4-9.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1992]]}} A pensarci, è stato l'Europeo degli eccessi. Di prudenza, nelle prime gare, al punto da far suonare il lugubre campanello d'allarme di una crisi spettacolare senza precedenti. Poi di spensierato offensivismo, grazie all'Olanda dei «big», esposta a tutti i venti con tre difensori appena, contro i cinque della dilagante tendenza generale. Alla fine, ha vinto meritatamente la squadra regina dell'equilibrio. Cioè la Danimarca, sufficientemente coperta senza per questo rinunciare al gusto di far calcio offensivo, puntando cioè anche a realizzare gol, oltre che a non subirne. Ma pure più ricca di solidi gregari che di stelle [...]. Tanto è bastato per far strage prima delle stelle e stelline olandesi, poi persino della proverbiale efficacia dei tedeschi nelle grandi competizioni.<ref name="Danimarca">Da ''Campioni senza valore'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (902), 1º-7 luglio 1992, pp. 43-47.</ref> *Dotato di classe purissima, il giovane [[Brian Laudrup|Laudrup]] sciorina un gioco talora un po' monocorde (partenza da sinistra con percussione verso la direttrice opposta), ma la notevole proprietà di palleggio e di tocco gli consente di spargere sul gioco il pepe dell'imprevedibilità.<ref name="Danimarca"/> *[[Fabrizio Ravanelli|Ravanelli]] [...] ha rappresentato e continua a incarnare una vera sorpresa, come se ogni prodezza fosse destinata invariabilmente a far gridare al miracolo. Il fatto è che Fabrizio è un ruspante "muratore del gol", come ebbe lui stesso a definirsi pittorescamente [...]. Mirabile sintesi di un carattere controcorrente: nessuna concessione al divismo, nessun cedimento alla superbia, ma una tenace difesa della propria individualità. Fatta di valori autentici, rivelati con pudore ma con fermezza, difesi con la stessa caparbietà brandita nelle occasioni-chiave della carriera. Già, perché sotto sotto, da buon gladiatore di provincia, Fabrizio Ravanelli è un duro e quei capelli bianchi (gli sono spuntati a otto anni, un fatto ereditario) sono sempre stati in sintonia con una personalità precocemente adulta, indisponibile alla resa quasi la sostenesse una esperienza meno labile. [...] Genuino, senza finzioni, non filtrato dalla popolarità di questi ultimi anni. Uno da catena di montaggio del gol, uno che non tira indietro la gamba, che sa assumersi anche i rischi del tiro sbilenco, della figuraccia da piedi non proprio delicati. [...] Ecco, il goleador ruspante finisce col rivelare doti tecniche fin qui misconosciute, specie perché emarginate dall'irriducibile foga propulsiva che ne rappresenta il dato distintivo più rilevante.<ref>Da ''Il muratore del gol'', ''Guerin Sportivo'' n. 3 (1029), 18-24 gennaio 1995, pp. 8-9.</ref> *Gol classico, alla [[Gianluca Vialli|Vialli]]: gol di potenza e di violenza, uno strappo negli ultimi sfiniti minuti di partita, quando gli altri ansimano e lui, Vialli, estrae gli artigli atletici per confezionare la prodezza.<ref>Da ''SuperVialli'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (1035), 1º-7 marzo 1995, p. 8.</ref> *La rabbia, la grinta e una forza fisica esplosiva animano questo sospiratissimo [[Serie A 1994-1995|ventitreesimo scudetto juventino]] come nervose belve assetate di preda. Il capolavoro di Lippi, a ben guardare, sta proprio qui: nell'essere riuscito a costruire uno squadrone "alla Trapattoni" (dei tempi d'oro), così ricreando il magico clima della Juve dominatrice per un decennio del calcio italiano. [...] La «fame di successi», però, non basta se a innervarla non ci sono la classe individuale e un impianto tattico di prim'ordine. [...] nessuno si sente in riserva, perché la preparazione del «mago» Ventrone garantisce garretti bollenti e vitalità indiavolata anche ai giocatori fin qui teoricamente più spremuti.<ref name="Lippi">Da ''I duri di Lippi'', ''Guerin Sportivo'' n. 14 (1040), 5-11 aprile 1995, pp. 6-7.</ref> *{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1994-1995]]}} È una Juve di duri. Lippi ha montato un telaio tutto a barre d'acciaio e rinforzi in ogni settore. In difesa, Kohler e il rinato Carrera mulinano clave impressionanti davanti a Tyson Peruzzi, mentre [[Ciro Ferrara|Ferrara]] digrigna tackle taglienti come lame. A centrocampo [...] [[Paulo Sousa]] è un gigante, estirpa palloni e li trasforma in fulminanti suggerimenti in verticale a getto continuo, tuffandosi a corpo morto in ogni contrasto come se un fuoco gli ardesse sotto i bulloni. [...] sono ormai mesi che l'asso portoghese impone i diritti della sua regia tutta nerbo, muscoli e fosforo [...]. Infine, i due indemoniati dell'attacco. Lippi ha costruito sull'incerto Ravanelli delle scorse stagioni, perennemente a metà tra la voglia di emergere e l'inciampo su presunti limiti tecnici, un formidabile colosso a tutto campo. Terzino, mediano, ala destra e poi sinistra, centravanti quando occorre, cioè nel momento in cui magari filtra in area un assist e c'è da imporre i diritti del cannoniere di razza: un bel competitore per l'uomo ovunque Vialli, che si trova accanto un partner disponibilissimo a correre le sue stesse trafelate avventure. [...] Più si ragiona di questa Juve, più si corre il rischio di dimenticare Roby Baggio, diventato uno degli undici, non più l'imprescindibile faro. Lippi si era proposto di costruire una Juve non Baggiodipendente: c'è riuscito in pieno. [...] chi l'avrebbe mai detto, solo qualche mese fa?<ref name="Lippi"/> *{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1994-1995]]}} C'è modo e modo di perdere la Coppa dei Campioni all'ultimo tuffo. Il Milan, checché ne dica Capello, ha scelto il basso profilo, una appiccicosa mediocrità, un'astensione poco in linea con i suoi precedenti e forse è stato proprio questo nascondersi dietro le quinte della partita decisiva a indispettire e deludere le colonne del tifo ben oltre la mancata conquista. Un Diavolo accucciato fino al limite della remissività: questa l'immagine dei rossoneri sotto i riflettori del Prater [...]<ref>Da ''Mai più piccolo Diavolo'', ''Guerin Sportivo'' n. 22 (1048), 31 maggio – 6 giugno 1995, p. 25.</ref> {{Int|''La signora in rosso''|''Guerin Sportivo'' n. 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 76-81.|h=4}} *La [[Associazione Calcistica Perugia Calcio|squadra rossa del Grifone]] [...] non è nata per le mezze misure: è una bellissima donna che ha fatto ribollire prima d'amore e poi di rabbia i cuori del tifo. Una signora di sogno a passeggio per i fasti di Corso Vannucci, inavvicinabile eppure disponibile, altera eppure gioviale, splendida e dannata a un tempo. Ha dispensato gioie e dolori senza la cautela del risparmio, ha attraversato le stagioni come una folgorante meteora di gioia. *{{NDR|Su [[Franco Vannini]]}} [...] anima lunga, campione di provincia e soldato d'avventura. *Concreti e realisti, un po' etruschi e un po' francescani, i [[Perugia|perugini]] [...] {{Int|''La notte della Stella''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (848), 5-11 giugno 1991, pp. 18-22.|h=4}} {{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1990-1991]]}} *La partita dei fantasmi ha danzato il suo malinconico show nella notte affollata di Bari: non più intenzioni espresse a metà, guizzi brucianti rinfoderati prima ancora di divampare, uno squallido tran tran ritmato unicamente dal continuo sgolarsi del pubblico, appassionato e partecipe fino in fondo a dispetto della sostanza tecnica dell'evento. *[...] la Stella Rossa [...] puntava decisamente al testa o croce dal dischetto. Per giungere a undici metri dal traguardo, ha azzerato ogni velleità, consegnandosi a un arcigno controgioco, solo per eccezione vivacizzato da qualche timido acuto dei suoi [...] solisti. [...] Il resto del match ha pesato quasi esclusivamente sulle spalle dell'Olympique: e queste si sono rivelate assai fragili. La squadra brillante di altre occasioni era nascosta da uno spesso strato di emozione, timore, insicurezza. Paura di volare [...]; paura di affondare nella voglia di grandeur che premeva soffocante [...] *[...] identici apici di noia si erano toccati, negli ultimi anni, nelle finali tra Steaua e Barcellona e tra PSV e Benfica, entrambe ugualmente protratte fino ai penalty. Questa volta, per soprammercato, le emozioni hanno latitato persino dal dischetto. Stojanovic ha irretito la serata mettendo in campo l'evidente esperienza specifica: spesa prima andando a disturbare psicologicamente il battitore del tiro [...], poi respingendo l'unico penalty sbagliato, cioè quello, invero centrale, di Amoros. Il suo dirimpettaio Olmeta, invece, si è arreso prima ancora di combattere: sull'esecuzione decisiva di Pancev ha addirittura alzato le braccia con largo anticipo. Niente suspence, dunque, nemmeno nell'atto conclusivo, degno suggello a un'autentica celebrazione della noia. ==''Il secolo azzurro''== *{{NDR|Su [[Luigi Bertolini]]}} Formidabile difensore, dalla tipica benda sulla fronte, con la quale pareva calamitare i palloni, tanto facile e perentorio gli riusciva il colpo di testa. (pp. 78-79) *{{NDR|Su Luigi Bertolini}} Uno degli uomini chiave della leggenda del quinquennio juventino e del periodo d'oro della nazionale di Pozzo. (pp. 78-79) *Se fosse possibile una graduatoria assoluta dei grandi registi del calcio mondiale di ogni epoca, probabilmente [[Adolfo Baloncieri]], atleta di un tempo tanto remoto rispetto al nostro, finirebbe tra i primi, se non il primo in assoluto. (pp. 165-166) *{{NDR|Su [[Carlo Carcano]], parlandone da calciatore}} Fisicamente prestante, tecnicamente dotato, trovò la naturale collocazione al centro della mediana, abile a sradicare palloni come a rilanciare l'azione, grazie alla sua intelligenza tattica. (pp. 204-205) *{{NDR|Su [[Giovanni Ferrari]]}} Una della più complete mezzali sinistre della storia. (p. 253) *{{NDR|Su [[Luis Monti]]}} Fisicamente massiccio, dotato di una naturale predisposizione al tackle [...]. La durezza dei suoi interventi era proverbiale, come la sua resistenza al dolore. (pp. 323-324) *{{NDR|Su [[Bruno Pesaola]]}} Geniale nel pennellare cross millimetrici. (p. 354) *{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}} Il classico ariete da area di rigore, ma la completezza tecnica gli consentiva di partecipare alla manovra, la classe gli apriva le porte di ogni tipo di conclusione a rete: formidabile il tiro dalla distanza, spettacolare la rovesciata. {{NDR|Con la maturità}} il suo fisico si irrobustì [...] compensando con potenza ciò che perdeva in agilità pura. Fu a quel punto che emerse la qualità dei piedi, capaci di "tagli" raffinati, di dai e vai in corsa con l'esterno, completandone il ritratto di fuoriclasse. (p. 358) *{{NDR|Su [[Pietro Rava]]}} Fisicamente prestante, forte di testa, capace di colpire con entrambi i piedi, abile nell'anticipo [...] asciutto nel gesto, spiccio nelle entrate, agile nelle incursioni offensive ma sempre con la sbrigatività dell'interdittore di vocazione. (pp. 370-371) *{{NDR|Su [[Enrico Rivolta]]}} Insofferente alle regole, spirito libero fino all'eccesso. (p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Carlo Felice Chiesa, ''Il secolo azzurro. 1910-2010'', statistiche di Lamberto Bertozzi, Bologna, Minerva, 2010. ISBN 978-88-7381-310-1 *''Almanacco Illustrato del Calcio 2025'', diretto da Fabrizio Melegari, 2024, Panini, ISBN 977-11-2933-800-8 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chiesa, Carlo Felice}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] 6pdyrbn5btdiix9blzu69iowq28bz67 Nazionale di calcio della Francia 0 202034 1424669 1419793 2026-08-26T00:02:31Z Danyele 19198 +1 1424669 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Maillot géant équipe de France.jpg|thumb|Tifosi della nazionale calcistica francese (2006)]] Citazioni sulla '''nazionale di calcio della Francia'''. *C'è un popolo dietro alla nazionale francese [...] c'è una Francia dove uomini di razze e credi diversi possono essere fratelli. ([[Fabio Caressa]]) *In genere, la tendenza è quella di copiare chi vince. Temo che la Francia non sia copiabile nell'incrocio e coesistenza di razze che hanno fatto insieme la sua unione e la sua forza. ([[Gianni Mura]]) *La forza della nostra squadra è proprio la sua componente multirazziale. Questa deve essere anche la forza del Paese. ([[Marcel Desailly]]) *Nel 1998 noi abbiamo affrontato la Francia, ora {{NDR|nel 2026}} affronteremo una formazione africana. ([[José Luis Chilavert]]) *Se vedete [[Jean-Marie Le Pen|Le Pen]] ditegli che i giocatori della Francia si sentono francesi e amano questa maglia e la nazione. Diteglielo. E viva la [[Francia]], non quella che vuole Le Pen ma l'altra, quella vera. ([[Lilian Thuram]]) *Sono nato in Francia, cresciuto lì senza problemi, con compagni di classe turchi, arabi o di altra provenienza. E il problema del razzismo lì non lo ho avvertito. Del resto lo vedi anche da com'è composta la nazionale francese. ([[Kalidou Koulibaly]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calcio in Francia]] [[Categoria:Squadre nazionali]] kfhlnpjtp4bmjfdkznz1502kqaq1eh3 Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1424627 1424589 2026-08-25T15:36:05Z Gaux 18878 /* */ Bartolomè Esteban Murillo 1424627 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo pokvjba3cuxbuyslweqhr3gaa2bkch7 1424628 1424627 2026-08-25T15:38:25Z Gaux 18878 /* */ Valencia tematica 1424628 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica 0rk1exq15e3yop90q2lcoodro1n77co 1424629 1424628 2026-08-25T15:40:29Z Gaux 18878 /* */ Luigi Muzzi 1424629 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica, Luigi Muzzi ebcyumbsmxbz7p2167atwn366cbb9kp 1424630 1424629 2026-08-25T15:41:59Z Gaux 18878 /* */ Vico Mantegazza 1424630 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica, Luigi Muzzi, Vico Mantegazza 7aogrfgx7gzoaq5mzjgq40vita9vqnn 1424682 1424630 2026-08-26T04:42:25Z Gaux 18878 /* */ Valona tematica 1424682 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica, Luigi Muzzi, Vico Mantegazza, Valona tematica 70jyrdnd69lq488tjy7sanbg5x7qwwe 1424683 1424682 2026-08-26T04:43:26Z Gaux 18878 /* */ Sangacciato di Scutari tematica 1424683 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica, Luigi Muzzi, Vico Mantegazza, Valona tematica, Sangacciato di Scutari tematica 89crjjkcf4dbzx734vb3yporqbpd7kx 1424684 1424683 2026-08-26T04:44:18Z Gaux 18878 /* */ Durazzo tematica 1424684 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini, Anghiari tematica, Zara tematica, Pieve Santo Stefano tematica, Pola tematica, Cheren tematica, Caprese Michelangelo tematica, Assab tematica, Angelo Pezzana (storico), Pietro Rubini, Carlo Salvioli, Simeone Gliubich, Francesco Maria Appendini, Anselmo Banduri, Pasquale Tola, Ampsicora, Sigismondo Arquer, Nicolò Bona, Raimondo Cunich, Marco Antonio de Dominis, Domenico Alberto Azuni, Francesco Carboni (linguista), Raffaele Schiattarella, Simone Corleo, Pietro Delitala, Giovanni Maria Dettori, Corrado Avolio, Lingua siciliana tematica, Giovanni Antonio Solinas, Savoca tematica, Arnaldo Faustini, Deserto del Nefud tematica, Deserto di Atacama tematica, Lago Lebsko tematica, Cintura di fuoco tematica, Geyser tematica, Soffione boracifero tematica, Bartolomeo Borghesi, Tasmania tematica, Casimir Henricy, Robert Edwin Peary, Eugenio de Riso, Valerio Villareale, Strade romane tematica, Castello di Melfi tematica, Villa Medici tematica, Fontana dell'Acqua Felice tematica, Isole Ponziane tematica, Alessandro Vittoria, Vincenzo Grandi, Giovanni Gerolamo Savoldo, Novello Papafava, Enrico Opocher, Riccardo Filangeri (storico), Penisola sorrentina tematica, Francesco di Giorgio Martini, Alfonso Cerquetti, Guglielmo Gasparrini, Paolo Mercuri, Ignazio Ciampi, Pietro Napoli Signorelli, Vaudeville tematica, Antoine Houdar de La Motte, Giunta Pisano, Pittura etrusca tematica, Luca della Robbia, Bruto Amante, Khair al-Din Barbarossa, Bernardo Segni, Dora d'Istria, Francesco Albani, Antonio Bolognini Amorini, Francesca Rosaspina, Georges Duplessis, Girolamo Mocetto, Lucas Cranach il Vecchio, Lucas Cranach il Giovane, Bartolomé Esteban Murillo, Valencia tematica, Luigi Muzzi, Vico Mantegazza, Valona tematica, Sangacciato di Scutari tematica, Durazzo tematica 0pmjb54vyy4f5oauqilf6pc9onacilh 1424685 1424684 2026-08-26T04:45:26Z Gaux 18878 /* */ Epiro tematica 1424685 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). 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Eravamo delle ragazzine, dai 16 ai 18 anni, ci siamo solo allenate e poi abbiamo fatto dei tornei. È stato l'anno della svolta. Provenendo da una realtà piccola, dilettantistica del mio paese, al Club Italia mi hanno dato un'impostazione professionale. ([[Martina Guiggi]]) *È stato un passo fondamentale della mia carriera. Ma allora era gestito in modo diverso. Era una Nazionale permanente che non partecipava a nessun campionato. Ora ci si basa di più sulla crescita del gioco. È un percorso importante ma queste ragazze dovranno poi confrontarsi con le responsabilità del club. Sono comunque il futuro della nostra pallavolo. ([[Eleonora Lo Bianco]]) *Il Club Italia sicuramente è stata una tappa importante. Entrare lì dentro è un traguardo che in realtà serve solo da linea di partenza; ti permette di avere una visibilità in più in quanto squadra della federazione e allo stesso tempo ti allena e cerca di sviluppare a pieno il tuo potenziale. Il Club Italia mi ha permesso di [...] prepararmi per la nazionale. ([[Stella Nervini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Società sportive]] [[Categoria:Sport in Italia]] hnjfz49kd0zjsejsp9j9g2qqmslhy7s Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1424622 1424615 2026-08-25T12:11:03Z Spinoziano 2297 1424622 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''274''' voci create e '''83''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> (1 citazione) #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> (5 citazioni) <small>agg. 2026-06-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> (3 citazioni) <small>agg. 2025-10-13</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> (15 citazioni) <small>agg. 2026-04-02</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> (12 citazioni) <small>agg. 2026-06-29</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> (24 citazioni) <small>agg. 2026-04-24</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> (9 citazioni) <small>agg. 2026-04-25</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-05-28</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> (18 citazioni) <small>agg. 2026-06-13</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> (37 citazioni) <small>agg. 2026-08-18</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> (83 citazioni) <small>agg. 2026-08-10</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> (13 citazioni) <small>agg. 2026-05-06</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> (11 citazioni) <small>agg. 2026-05-28</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> (1 citazione) #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> (1 citazione) #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> (1 citazione) #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-12</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> (3 citazioni) <small>agg. 2025-10-09</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> (16 citazioni) <small>agg. 2026-05-11</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> (13 citazioni) <small>agg. 2026-03-30</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-06</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-10</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-27</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> (1 citazione) #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-04</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-06-08</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> (1 citazione) <small>agg. 2026-03-31</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-07-11</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> (3 citazioni) #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> (1 citazione) #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> (1 citazione) #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> (24 citazioni) <small>agg. 2026-08-13</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-04-27</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> (10 citazioni) <small>agg. 2026-06-10</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> (1 citazione) #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> (2 citazioni) #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-03-25</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> (1 citazione) #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-04-14</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> (1 citazione) #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> (5 citazioni) <small>agg. 2026-05-09</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> (3 citazioni) #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-27</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> (10 citazioni) <small>agg. 2026-07-29</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-04-18</small> #[[Gustav Gräser]] - <small>2026-04-30</small> (1 citazione) #[[Guglielmo Camponovo]] - <small>2026-05-04</small> (1 citazione) #[[Carlo Cavalli (1799-1860)]] - <small>2026-05-06</small> (2 citazioni) #[[Felicina Colombo]] - <small>2026-05-12</small> (1 citazione) #[[Vincenzo De Vit]] - <small>2026-05-13</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-06-09</small> #[[Déodat de Dolomieu]] - <small>2026-05-15</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-26</small> #[[Ferdinand de Géramb]] - <small>2026-06-01</small> (1 citazione) #[[Károly Kerényi]] - <small>2026-06-09</small> (1 citazione) #[[Alberto Sinigaglia]] - <small>2026-06-19</small> (1 citazione) #[[Cesare Mola]] - <small>2026-06-22</small> (1 citazione) #[[Angelo Nessi]] - <small>2026-06-27</small> (2 citazioni) #[[Pericle Patocchi]] - <small>2026-07-03</small> (1 citazione) #[[Alberto Pedrazzini]] - <small>2026-07-03</small> (1 citazione) #[[Konrad Pelikan]] - <small>2026-07-03</small> (1 citazione) #[[Eligio Pometta]] - <small>2026-07-04</small> (1 citazione) #[[Giovanni Pozzi]] - <small>2026-07-04</small> (1 citazione) #[[Dario Robbiani]] - <small>2026-07-11</small> (1 citazione) #[[Horace-Bénédict de Saussure]] - <small>2026-07-25</small> (13 citazioni) <small>agg. 2026-08-13</small> #[[Josias Simmler]] - <small>2026-08-08</small> (3 citazioni) #[[Bartolomeo Varenna]] - <small>2026-08-12</small> (5 citazioni) #[[Henri de Ziegler]] - <small>2026-08-14</small> (1 citazione) ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - 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<small>2026-08-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rodolphe_T%C3%B6pffer&diff=prev&oldid=1423222 +1] #[[Ivan Sergeevič Turgenev]] - <small>2026-08-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ivan_Sergeevi%C4%8D_Turgenev&diff=prev&oldid=1423225 +1] #[[Sebastiano Vassalli]] - <small>2026-08-12</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Sebastiano_Vassalli&diff=1423275&oldid=1411875 +2] #[[Alessandro Volta]] - <small>2026-08-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alessandro_Volta&diff=prev&oldid=1423362 +11] #[[William Wordsworth]] - <small>2026-08-14</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Wordsworth&diff=prev&oldid=1423435 +2] ===Opere=== ====Create==== #[[Senza uscita (Dickens e Collins)]] - <small>2026-05-14</small> (3 citazioni) #[[I fratelli neri]] - <small>2026-08-10</small> (2 citazioni) {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> (1 citazione) #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> (1 citazione) #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> (4 citazioni) <small>agg. 2025-10-13</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> (20 citazioni) <small>agg. 2026-08-14</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> (10 citazioni) <small>agg. 2026-08-08</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-08-17</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-05-08</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-08-14</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> (1 citazione) #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> (1 citazione) #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> (1 citazione) #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> (1 citazione) #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-06-11</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> (34 citazioni) <small>agg. 2026-08-16</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> (1 citazione) #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> (6 citazioni) <small>agg. 2026-07-04</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> (1 citazione) #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> (4 citazioni) <small>agg. 2025-11-25</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> (1 citazione) #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> (1 citazione) #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-05-12</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> (1 citazione) #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-07-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> (1 citazione) #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> (1 citazione) #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-07-07</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-06-06</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-08-10</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> (1 citazione) #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> (1 citazione) #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> (6 citazioni) <small>agg. 2026-04-11</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-06-10</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-06-20</small> #[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-03-30</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> (1 citazione) #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> (1 citazione) #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-08-08</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> (1 citazione) #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> (17 citazioni) <small>agg. 2026-08-18</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> (1 citazione) #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-08</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-06-06</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-08-12</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-06-20</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> (1 citazione) #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-07-18</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-20</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> (1 citazione) #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> (1 citazione) #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> (3 citazioni) #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> (1 citazione) #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-08-11</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> (1 citazione) #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> (1 citazione) #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> (1 citazione) #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-06-13</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> (3 citazioni) <small>agg. 2025-10-28</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> (2 citazioni) #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> (1 citazione) #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> (1 citazione) #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> (1 citazione) #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-04-04</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-25</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> (1 citazione) #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> (1 citazione) #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> (1 citazione) #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> (1 citazione) #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> (1 citazione) #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> (1 citazione) #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-29</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> (1 citazione) #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> (1 citazione) #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> (1 citazione) #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> (1 citazione) #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-29</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-06-27</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-06-06</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> (1 citazione) #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-29</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-04-13</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-17</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> (1 citazione) #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> (1 citazione) #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> (1 citazione) #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-08-16</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> (1 citazione) #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-05-28</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> (1 citazione) #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-18</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> (1 citazione) #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> (3 citazioni) #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-08-12</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> (1 citazione) #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-10</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> (2 citazioni) #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> (1 citazione) #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-08-12</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> (1 citazione) #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> (1 citazione) #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> (1 citazione) #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-08-18</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> (1 citazione) #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> (7 citazioni) <small>agg. 2026-08-13</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> (3 citazioni) #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> (1 citazione) #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> (1 citazione) #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> (2 citazioni) #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> (5 citazioni) <small>agg. 2026-07-18</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> (1 citazione) #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> (1 citazione) #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-07-03</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-07-27</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> (2 citazioni) #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> (3 citazioni) #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-08-11</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-21</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-08-01</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-23</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> (1 citazione) #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-17</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-06-22</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> (6 citazioni) <small>agg. 2026-06-20</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-06-13</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-06-13</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> (1 citazione) #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> (1 citazione) #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> (1 citazione) #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> (1 citazione) #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> (1 citazione) #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> (1 citazione) #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> (1 citazione) #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> (1 citazione) #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> (1 citazione) #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> (5 citazioni) <small>agg. 2026-06-06</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> (5 citazioni) <small>agg. 2026-08-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> (1 citazione) #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> (1 citazione) #[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-25</small> #[[Stresa]] - <small>2026-05-20</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-06-06</small> #[[Isola dei Pescatori]] - <small>2026-05-21</small> (4 citazioni) <small>agg. 2026-06-09</small> #[[Villa Branca]] - <small>2026-05-21</small> (1 citazione) #[[Palazzo Bolongaro]] - <small>2026-05-22</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-05-23</small> #[[Eremo di Santa Caterina del Sasso]] - <small>2026-05-22</small> (1 citazione) #[[Gattico]] - <small>2026-05-23</small> (3 citazioni) #[[Angera]] - <small>2026-05-25</small> (1 citazione) #[[Castelli di Cannero]] - <small>2026-05-25</small> (1 citazione) #[[Rocca di Arona]] - <small>2026-05-26</small> (1 citazione) #[[Intra]] - <small>2026-05-26</small> (1 citazione) #[[Pella (Italia)]] - <small>2026-05-27</small> (2 citazioni) #[[Ticino (fiume)]] - <small>2026-05-27</small> (8 citazioni) <small>agg. 2026-08-18</small> #[[Camedo]] - <small>2026-05-27</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-06-20</small> #[[Borgnone]] - <small>2026-05-28</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-06-20</small> #[[Ghiacciaio del Basodino]] - <small>2026-05-30</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-17</small> #[[Menzonio]] - <small>2026-05-30</small> (1 citazione) #[[Diveria]] - <small>2026-06-01</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-13</small> #[[Liceo classico Carlo Alberto]] - <small>2026-06-05</small> (1 citazione) #[[Stazione di Stresa]] - <small>2026-06-06</small> (1 citazione) #[[Cugnasco]] - <small>2026-06-08</small> (1 citazione) #[[Ronco sopra Ascona]] - <small>2026-06-08</small> (6 citazioni) <small>agg. 2026-08-16</small> #[[Novara]] - <small>2026-06-09</small> (1 citazione) #[[Chiesa di San Martino di Tours (Ronco sopra Ascona)]] - <small>2026-06-10</small> (1 citazione) #[[Basilica di San Giulio]] - <small>2026-06-11</small> (4 citazioni) #[[Brontallo]] - <small>2026-06-12</small> (1 citazione) #[[Roseto (Cevio)]] - <small>2026-06-13</small> (2 citazioni) #[[Bagni di Craveggia]] - <small>2026-06-20</small> (2 citazioni) #[[Meis (Re)]] - <small>2026-06-20</small> (1 citazione) #[[Ponte del Maglione]] - <small>2026-06-20</small> (1 citazione) #[[Val Formazza]] - <small>2026-06-22</small> (3 citazioni) <small>agg. 2026-07-25</small> #[[Ferrovia Bellinzona-Locarno]] - <small>2026-06-22</small> (1 citazione) #[[Val Lavizzara]] - <small>2026-07-04</small> (1 citazione) #[[Nigoglia]] - <small>2026-07-17</small> (2 citazioni) #[[Grand Hôtel Locarno]] - <small>2026-07-18</small> (2 citazioni) <small>agg. 2026-08-10</small> #[[Collegio Papio]] - <small>2026-07-18</small> (1 citazione) #[[Tegna]] - <small>2026-07-20</small> (1 citazione) #[[Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)]] - <small>2026-07-20</small> (1 citazione) #[[Monti di Motti]] - <small>2026-07-20</small> (1 citazione) #[[Premia]] - <small>2026-07-25</small> (2 citazioni) #[[Valle Anzasca]] - <small>2026-07-25</small> (1 citazione) #[[Passo del Gries]] - <small>2026-07-25</small> (1 citazione) #[[Capolago (Mendrisio)]] - <small>2026-07-29</small> (2 citazioni) #[[Arzo (Mendrisio)]] - <small>2026-07-29</small> (1 citazione) #[[Basilica di San Gaudenzio]] - <small>2026-08-01</small> (1 citazione) #[[Stazione di Locarno]] - <small>2026-08-08</small> (1 citazione) #[[Sonogno]] - <small>2026-08-10</small> (1 citazione) #[[Lavertezzo]] - <small>2026-08-10</small> (2 citazioni) #[[Vogogna]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Suna (Verbania)]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Mergozzo]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Domodossola)]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Palazzo Silva (Domodossola)]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Varzo]] - <small>2026-08-13</small> (1 citazione) #[[Gondo]] - <small>2026-08-13</small> (2 citazioni) #[[Funicolare Locarno-Madonna del Sasso]] - <small>2026-08-16</small> (1 citazione) #[[Lago Sfundau]] - <small>2026-08-17</small> (2 citazioni) ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-08-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1423971&oldid=1331744 +30] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-07-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1421831&oldid=1379295 +9] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1420701&oldid=1309879 +9] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1420704&oldid=1300342 +10] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=1420705&oldid=1271834 +2] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15/07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=1421643&oldid=1332074 +2] #[[Luino]] - <small>2026-05-26/08-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1422475&oldid=1289832 +3] #[[Domodossola]] - <small>2026-05-26/08-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1423389&oldid=1413366 +3] #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valle_Cannobina&diff=1417618&oldid=1416242 +1] #[[Toce]] - <small>2026-07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Toce&diff=1421659&oldid=1418293 +1] #[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-08-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Marmo_di_Candoglia&diff=prev&oldid=1423377 +1] #[[Val Divedro]] - <small>2026-08-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Val_Divedro&diff=1423396&oldid=1416324 +2] {{EndMultiCol}} ih02q5uhutmltzp8o821r6m81seq0fx Il cavaliere della valle solitaria 0 219438 1424715 1389653 2026-08-26T11:08:05Z ~2026-35655-21 107537 /* Frasi */ 1424715 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il cavaliere della valle solitaria |titolo alfabetico = Cavaliere della valle solitaria |immagine = Alan Ladd in Shane.jpg |didascalia = [[Alan Ladd]] in una scena del film |genere = western |regista = [[George Stevens]] |soggetto = [[Jack Schaefer]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[A. B. Guthrie Jr.]] |produttore = George Stevens |attori = *[[Alan Ladd]]: Shane *[[Jean Arthur]]: Marian Starrett *[[Van Heflin]]: Joe Starrett *[[Brandon De Wilde]]: Joey Starrett *[[Jack Palance]]: Jack Wilson *[[Edith Evanson]]: signora Shipstead *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Chris Calloway *[[Edgar Buchanan]]: Fred Lewis *[[Emile Meyer]]: Rufus Ryker *[[Elisha Cook Jr.]]: Frank Torrey *[[Douglas Spencer]]: Axel "Swede" Shipstead *[[John Dierkes]]: Morgan Ryker *[[Paul McVey]]: Sam Grafton *[[Leonard Strong]]: Ernie Wright *[[Helen Brown]]: Martha Lewis |doppiatori italiani = *[[Augusto Marcacci]]: Shane *[[Rina Morelli]]: Marian Starrett *[[Emilio Cigoli]]: Joe Starrett *[[Loredana Randisi]]: Joey Starrett *[[Stefano Sibaldi]]: Jack Wilson *[[Carlo Romano]]: Chris Calloway *[[Mario Besesti]]: Fred Lewis *[[Olinto Cristina]]: Rufus Ryker *[[Gianfranco Bellini]]: Frank "Stonewall" Torrey *[[Lauro Gazzolo]]: Axel "Swede" Shipstead *[[Cesare Polacco]]: Morgan Ryker *[[Giorgio Capecchi]]: Sam Grafton *[[Bruno Persa]]: Ernie Wright *[[Giovanna Scotto]]: Martha Lewis |note= *Vincitore di un '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]]''' (1954): **Migliore fotografia ([[Loyal Griggs]]) }} '''''Il cavaliere della valle solitaria''''', film statunitense del 1953 con [[Alan Ladd]] e [[Jean Arthur]], regia di [[George Stevens]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Nella vita si riesce a tutto se non si risparmia sudore e muscoli. ('''Joe''') *Nella vita la sola cosa che un marito è sicuro di fare è di aspettare la moglie. [...] Qualche volta si è ricompensati. Shane, scegliti una moglie che valga la pena di aspettare. ('''Joe''') *La [[pistola]] è un arnese né peggiore né migliore di tutti gli altri: l'ascia, la zappa, la vanga. Che ne esca del bene o del male dipende da chi la usa. ('''Shane''') *Un uomo ha la sua via tracciata. Non può cambiarla. Non avrei dovuto dimenticarlo. Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio. A torto o a ragione rimane sempre un marchio che non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe''': E voi avete scelto qualche posto?<br>'''Shane''': Uno vale l'altro. Non mi fermo in nessun posto.<br>'''Joe''': Io so che riusciranno a mandarmi via di qui soltanto quando sarò fra quattro assi. *'''Shane''': Andrò molto lontano.<br>'''Joey''': Perché, Shane?<br>'''Shane''': Un uomo ha la sua via tracciata: non può cambiarla. Non avrei dovuto dimenticarlo.<br>'''Joey''': Voglio che tu resti, Shane.<br>'''Shane''': Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio: a torto o a ragione, rimane sempre un marchio che non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata.<br>'''Joey''': Shane, sei ferito. Sanguini.<br>'''Shane''': Non è niente, Joe. Ora va', tranquillizza il babbo e la mamma e cerca di diventare forte e leale. Joe, cerca di essere come loro. ==Citazioni su ''Il cavaliere della valle solitaria''== *Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo. ([[Massimo Bertarelli]]) *Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[il Farinotti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film western]] 5y8a9cpz5vb59p7e26k1rzb2lfsvh6y 1424716 1424715 2026-08-26T11:08:19Z ~2026-35655-21 107537 /* Frasi */ 1424716 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il cavaliere della valle solitaria |titolo alfabetico = Cavaliere della valle solitaria |immagine = Alan Ladd in Shane.jpg |didascalia = [[Alan Ladd]] in una scena del film |genere = western |regista = [[George Stevens]] |soggetto = [[Jack Schaefer]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[A. B. Guthrie Jr.]] |produttore = George Stevens |attori = *[[Alan Ladd]]: Shane *[[Jean Arthur]]: Marian Starrett *[[Van Heflin]]: Joe Starrett *[[Brandon De Wilde]]: Joey Starrett *[[Jack Palance]]: Jack Wilson *[[Edith Evanson]]: signora Shipstead *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Chris Calloway *[[Edgar Buchanan]]: Fred Lewis *[[Emile Meyer]]: Rufus Ryker *[[Elisha Cook Jr.]]: Frank Torrey *[[Douglas Spencer]]: Axel "Swede" Shipstead *[[John Dierkes]]: Morgan Ryker *[[Paul McVey]]: Sam Grafton *[[Leonard Strong]]: Ernie Wright *[[Helen Brown]]: Martha Lewis |doppiatori italiani = *[[Augusto Marcacci]]: Shane *[[Rina Morelli]]: Marian Starrett *[[Emilio Cigoli]]: Joe Starrett *[[Loredana Randisi]]: Joey Starrett *[[Stefano Sibaldi]]: Jack Wilson *[[Carlo Romano]]: Chris Calloway *[[Mario Besesti]]: Fred Lewis *[[Olinto Cristina]]: Rufus Ryker *[[Gianfranco Bellini]]: Frank "Stonewall" Torrey *[[Lauro Gazzolo]]: Axel "Swede" Shipstead *[[Cesare Polacco]]: Morgan Ryker *[[Giorgio Capecchi]]: Sam Grafton *[[Bruno Persa]]: Ernie Wright *[[Giovanna Scotto]]: Martha Lewis |note= *Vincitore di un '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]]''' (1954): **Migliore fotografia ([[Loyal Griggs]]) }} '''''Il cavaliere della valle solitaria''''', film statunitense del 1953 con [[Alan Ladd]] e [[Jean Arthur]], regia di [[George Stevens]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Nella vita si riesce a tutto se non si risparmia sudore e muscoli. ('''Joe''') *Nella vita la sola cosa che un marito è sicuro di fare è di aspettare la moglie. [...] Qualche volta si è ricompensati. Shane, scegliti una moglie che valga la pena di aspettare. ('''Joe''') *La [[pistola]] è un arnese né peggiore né migliore di tutti gli altri: l'ascia, la zappa, la vanga. Che ne esca del bene o del male dipende da chi la usa. ('''Shane''') *Un uomo ha la sua via tracciata. Non può cambiarla. Non avrei dovuto dimenticarlo. Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio. A torto o a ragione rimane sempre un marchio che non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata. ('''Shane''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe''': E voi avete scelto qualche posto?<br>'''Shane''': Uno vale l'altro. Non mi fermo in nessun posto.<br>'''Joe''': Io so che riusciranno a mandarmi via di qui soltanto quando sarò fra quattro assi. *'''Shane''': Andrò molto lontano.<br>'''Joey''': Perché, Shane?<br>'''Shane''': Un uomo ha la sua via tracciata: non può cambiarla. Non avrei dovuto dimenticarlo.<br>'''Joey''': Voglio che tu resti, Shane.<br>'''Shane''': Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio: a torto o a ragione, rimane sempre un marchio che non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata.<br>'''Joey''': Shane, sei ferito. Sanguini.<br>'''Shane''': Non è niente, Joe. Ora va', tranquillizza il babbo e la mamma e cerca di diventare forte e leale. Joe, cerca di essere come loro. ==Citazioni su ''Il cavaliere della valle solitaria''== *Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo. ([[Massimo Bertarelli]]) *Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[il Farinotti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film western]] homnzl8v76xqinl42h725dyoknvow7n 1424717 1424716 2026-08-26T11:08:42Z ~2026-35655-21 107537 /* Frasi */ 1424717 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il cavaliere della valle solitaria |titolo alfabetico = Cavaliere della valle solitaria |immagine = Alan Ladd in Shane.jpg |didascalia = [[Alan Ladd]] in una scena del film |genere = western |regista = [[George Stevens]] |soggetto = [[Jack Schaefer]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[A. B. Guthrie Jr.]] |produttore = George Stevens |attori = *[[Alan Ladd]]: Shane *[[Jean Arthur]]: Marian Starrett *[[Van Heflin]]: Joe Starrett *[[Brandon De Wilde]]: Joey Starrett *[[Jack Palance]]: Jack Wilson *[[Edith Evanson]]: signora Shipstead *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Chris Calloway *[[Edgar Buchanan]]: Fred Lewis *[[Emile Meyer]]: Rufus Ryker *[[Elisha Cook Jr.]]: Frank Torrey *[[Douglas Spencer]]: Axel "Swede" Shipstead *[[John Dierkes]]: Morgan Ryker *[[Paul McVey]]: Sam Grafton *[[Leonard Strong]]: Ernie Wright *[[Helen Brown]]: Martha Lewis |doppiatori italiani = *[[Augusto Marcacci]]: Shane *[[Rina Morelli]]: Marian Starrett *[[Emilio Cigoli]]: Joe Starrett *[[Loredana Randisi]]: Joey Starrett *[[Stefano Sibaldi]]: Jack Wilson *[[Carlo Romano]]: Chris Calloway *[[Mario Besesti]]: Fred Lewis *[[Olinto Cristina]]: Rufus Ryker *[[Gianfranco Bellini]]: Frank "Stonewall" Torrey *[[Lauro Gazzolo]]: Axel "Swede" Shipstead *[[Cesare Polacco]]: Morgan Ryker *[[Giorgio Capecchi]]: Sam Grafton *[[Bruno Persa]]: Ernie Wright *[[Giovanna Scotto]]: Martha Lewis |note= *Vincitore di un '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]]''' (1954): **Migliore fotografia ([[Loyal Griggs]]) }} '''''Il cavaliere della valle solitaria''''', film statunitense del 1953 con [[Alan Ladd]] e [[Jean Arthur]], regia di [[George Stevens]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Nella vita si riesce a tutto se non si risparmia sudore e muscoli. ('''Joe''') *Nella vita la sola cosa che un marito è sicuro di fare è di aspettare la moglie. [...] Qualche volta si è ricompensati. Shane, scegliti una moglie che valga la pena di aspettare. ('''Joe''') *La [[pistola]] è un arnese né peggiore né migliore di tutti gli altri: l'ascia, la zappa, la vanga. Che ne esca del bene o del male dipende da chi la usa. ('''Shane''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe''': E voi avete scelto qualche posto?<br>'''Shane''': Uno vale l'altro. Non mi fermo in nessun posto.<br>'''Joe''': Io so che riusciranno a mandarmi via di qui soltanto quando sarò fra quattro assi. *'''Shane''': Andrò molto lontano.<br>'''Joey''': Perché, Shane?<br>'''Shane''': Un uomo ha la sua via tracciata: non può cambiarla. Non avrei dovuto dimenticarlo.<br>'''Joey''': Voglio che tu resti, Shane.<br>'''Shane''': Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio: a torto o a ragione, rimane sempre un marchio che non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata.<br>'''Joey''': Shane, sei ferito. Sanguini.<br>'''Shane''': Non è niente, Joe. Ora va', tranquillizza il babbo e la mamma e cerca di diventare forte e leale. Joe, cerca di essere come loro. ==Citazioni su ''Il cavaliere della valle solitaria''== *Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo. ([[Massimo Bertarelli]]) *Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[il Farinotti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film western]] 8sho2fpbjfjr1gp0o5dvjuz73vxvewy Discussioni utente:SchnookiezFR 3 219469 1424645 1379341 2026-08-25T18:19:27Z Céréales Killer 41704 Céréales Killer ha spostato la pagina [[Discussioni utente:AlexandreDumont]] a [[Discussioni utente:SchnookiezFR]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/AlexandreDumont|AlexandreDumont]]" a "[[Special:CentralAuth/SchnookiezFR|SchnookiezFR]]" 1379341 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:21, 11 giu 2025 (CEST)}} fdwi02e53mhjcscl61snuwa3rgyj6f7 Sam Peckinpah 0 219912 1424704 1421311 2026-08-26T08:36:15Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1424704 wikitext text/x-wiki [[File:Sam Peckinpah.JPG|miniatura|Sam Peckinpah (1968)]] '''David Samuel Peckinpah''' (1925 – 1984), regista e sceneggiatore statunitense. ==Citazioni su Sam Peckinpah== *Diresse alcuni dei capolavori della New Hollywood, divenendo il simbolo della sua tendenza più aggressiva e anticonformista, in aspro conflitto con la logica delle majors. A lungo contestato e molto spesso boicottato dalla maggioranza della critica, fu invece prediletto dalla più avvertita cinefilia europea. In tempi recenti la sua opera è stata universalmente ritenuta cruciale per l'evoluzione del cinema americano e, più in generale, per la ristrutturazione dell'immaginario collettivo postmoderno: di incalzante e avvincente figuratività, è al contempo iperrealistica e barocca, "politicamente scorretta" eppure in sintonia con gli ideali libertari della generazione "sessantottina", capace di elaborare una visione in cui il lato oscuro della Frontiera e del mito americano diviene epico affresco, poema nostalgico, brutale ritratto del disfacimento fisico e morale dei suoi tormentati eroi. ([[Valerio Caprara]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) – sceneggiatore *''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) – regista *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) – regista *''[[Sierra Charriba]]'' (1965) – regista e sceneggiatore *''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969) – regista e sceneggiatore *''[[La ballata di Cable Hogue]]'' (1970) – regista e produttore *''[[L'ultimo buscadero]]'' (1972) – regista {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Peckinpah, Sam}} [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] f258hceq9heiguoz5ce2qzvz6fb8scz Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1424674 1424585 2026-08-26T00:22:31Z Danyele 19198 +3 1424674 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Carlo Felice Chiesa]]{{,}} [[Campionato mondiale di calcio 1998]]{{,}} [[Gianni Mura]]{{,}} [[Hena Kurtagić]]{{,}} [[Roberto Beccantini]]{{,}} [[Gaetano Scirea]]{{,}} [[Matteo Marani]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giovanni Trapattoni]]{{,}} [[Daniele Santarelli]]{{,}} [[Pietro Vierchowod]]{{,}} [[Liam Brady]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Enrico Bertolino]]{{,}} [[Simona Quadarella]]{{,}} [[Giovanni Stroppa]]{{,}} [[Nikolay Karpol]]{{,}} [[Luigi Meroni]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giorgio Tosatti]]{{,}} [[Gianfranco Zola]]{{,}} [[Adolfo Omodeo]]{{,}} [[Giacomo Margotti]]{{,}} [[Giosuè Boetto Cohen]]{{,}} [[Duomo di Trento]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ou7t42o1zy45217w90vk4sylx2hz39t Finale del campionato mondiale di calcio 1998 0 226474 1424672 1424497 2026-08-26T00:18:05Z Danyele 19198 de-stub 1424672 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Rus-Fra 2018 (13).jpg|thumb|[[Didier Deschamps]], capitano della Francia campione del mondo 1998]] Citazioni sulla '''finale del campionato mondiale di calcio 1998'''. *A forza di volersi europeizzare nella testa il Brasile, pur disponendo di talenti giovani in misura pari alle vecchie glorie, è diventata una squadra qualsiasi, né carne né pesce, protetta dal nome e dalla maglia che porta più che da una reale consistenza complessiva. La Francia ha il grande merito di aver capito subito che il re era nudo, e di averlo fatto capire a chi vuole capire. Senza smanie di grandezza e senza falsa umiltà, non ha modificato di una virgola il suo schieramento. Coi primi della classe i francesi hanno giocato alla pari come tecnica, meglio come aggressività e velocità. Prendere due gol su corner ci può stare. Non ci può stare che un Brasile costruisca così poche palle gol per il fantasma di Ronaldo o per chiunque. Vince chi incassa un gol in meno, certo. Ma vince anche chi ne segna uno in più, e questa è la Francia. ([[Gianni Mura]]) *Bisognerebbe rendersi conto della situazione in cui vive Ronaldo. Zidane è il più bravo, ha segnato due gol nella finale, ha vinto il Mondiale, è l'idolo di tutti i francesi, ma poi i titoli dei giornali si fanno su Ronaldo. È sempre lui al centro dell'attenzione, è a lui che toccano le prime pagine. Lui fin qui era sempre riuscito a gestire e a vivere queste situazioni in maniera intelligente, stavolta la pressione alla quale è stato sottoposto lo ha fatto scoppiare. [...] è stato un errore molto grave decidere di far giocare a Ronaldo la finale mondiale in quelle condizioni, dopo che era andato in ospedale [...]. Il Brasile ha il diritto-dovere di utilizzarlo ed è normale che lui abbia piacere a giocare nella nazionale del suo Paese, ma bisogna farlo quando si sta bene. [...] E poi nella finale nemmeno il miglior Ronaldo avrebbe salvato una squadra che aveva sbagliato partita. ([[Massimo Moratti]]) *È forse la prima volta che il Mondiale viene vinto da una squadra che non dispone di un solo attaccante di autentico valore, eppure nessuno può dire che la Francia abbia giocato [...] in difesa. Ha attaccato sempre, ha provato a imporre il proprio gioco [...] come, nell'ultimo atto, al temuto e favoritissimo Brasile. [...] Ha mandato il suo scassato don Chisciotte d'attacco, lo sciagurato Guivarc'h, a insidiare l'area brasiliana, ha solleticato il palleggio di Djorkaeff per insinuare il veleno del dubbio nella retroguardia altrettanto scassata del Brasile. Infine, col centrocampista Zidane ha colpito senza pietà. ([[Carlo Felice Chiesa]]) *La gioia della Francia è giusta [...], sono le dimensioni del risultato a impressionare. [...] La Francia che aveva sofferto col Paraguay, che aveva battuto ai rigori l'Italia, ha stracciato il Brasile. ([[Gianni Mura]]) *Secondo alcuni commentatori, l'esito della finale tra Francia e Brasile ha sancito il primato del calcio collettivo e organizzato su quello dei solisti. Tesi discutibile. Prima di tutto perché il più grande, e decisivo, dei solisti brasiliani, Ronaldo, è stato mandato in campo con una decisione sballatissima dal punto di vista tecnico e criminale da quello umano. Rigiocata con un Ronaldo al massimo, e un Brasile conseguentemente più sereno, quella finale potrebbe anche riservare un esito diverso. E poi perché, a ben guardare, per vincere anche la Francia ha avuto bisogno, eccome, dello stato di grazia del suo solista principe, quello Zidane che ha seguito alla lettera i consigli di Platini. Aveva detto Michel: «''Per essere davvero il mio erede, Zizou deve cominciare a segnare gol decisivi''». Detto fatto. Il tremendo uno-due del fuoriclasse berbero ha regalato ai bleus il primo titolo mondiale della loro storia. ([[Adalberto Bortolotti]]) ==Voci correlate== *[[Nazionale di calcio del Brasile]] *[[Nazionale di calcio della Francia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Incontri di calcio storici]] juxficn3c53kp2lz8v6z56xmg00zs3q Discussioni utente:Masefra 3 226498 1424643 2026-08-25T18:10:59Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424643 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:10, 25 ago 2026 (CEST)}} 739ffbr42lc3wicph40d3bni5x1h1go Discussioni utente:AlexandreDumont 3 226499 1424646 2026-08-25T18:19:28Z Céréales Killer 41704 Céréales Killer ha spostato la pagina [[Discussioni utente:AlexandreDumont]] a [[Discussioni utente:SchnookiezFR]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/AlexandreDumont|AlexandreDumont]]" a "[[Special:CentralAuth/SchnookiezFR|SchnookiezFR]]" 1424646 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:SchnookiezFR]] pmg77uslcjy0j5ep1nodx5g6dnmta95 Discussioni utente:Hvmbertvs Lvcanvs-Brvttivmqve 3 226500 1424650 2026-08-25T19:27:47Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424650 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:27, 25 ago 2026 (CEST)}} 0ijkcyugrfmfi2wwvjp3sw95ol506la Quarantunenne 0 226501 1424675 2026-08-26T03:49:44Z AssassinsCreed 17001 Creata pagina con "{{voce tematica}} Citazioni sui '''quarantunenni'''. *È un po' come dire "la storia l'abbiamo vissuta così, non dovrà più ripetersi". Per quanto mi possa sentire giovane ho ormai 41 anni e quindi molta più esperienza di un ventenne: viene spontaneo avvisarlo degli errori fatti in gioventù. ([[Pif]]) *Morì Tito di anni quarantuno, dopo due anni e due mesi d'imperio. Fu detto allora, e forse con ragione, essere stato a lui fortuna il morir giovine, come ad August..." 1424675 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sui '''quarantunenni'''. *È un po' come dire "la storia l'abbiamo vissuta così, non dovrà più ripetersi". Per quanto mi possa sentire giovane ho ormai 41 anni e quindi molta più esperienza di un ventenne: viene spontaneo avvisarlo degli errori fatti in gioventù. ([[Pif]]) *Morì Tito di anni quarantuno, dopo due anni e due mesi d'imperio. Fu detto allora, e forse con ragione, essere stato a lui fortuna il morir giovine, come ad [[Augusto]] il morir vecchio. ([[Giuseppe La Farina]]) *– Quanti anni hai? Mi interessa.<br/>– La gente come me non esiste per te.<br/>– Quanti anni?<br/>– Noi esistiamo... Quarantuno.<br/>– Un numero primo.<br/>– Per niente interessante, direi. O ne ho quarantadue, il che è possibile. Visto che non tengo il conto, perché dovrei? (''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'') ==Voci correlate== *[[Adulto]] {{Età}} [[Categoria:Età (biologia)]] poon6izby2ihz8jdeiey2m7wswhcasw Quarantunenni 0 226502 1424679 2026-08-26T03:52:07Z AssassinsCreed 17001 Redirect alla pagina [[Quarantunenne]] 1424679 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Quarantunenne]] 8bqgnqm0baklwdju68yn9t6l8yi6bch Discussioni utente:CUttheFISH 3 226503 1424686 2026-08-26T05:54:04Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424686 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:54, 26 ago 2026 (CEST)}} ctt8gvmmwp4u70oinkbd71xvcakii4w Discussioni utente:Murdaaman 3 226504 1424687 2026-08-26T06:03:10Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424687 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:03, 26 ago 2026 (CEST)}} 0bpd1e88wibkl0tuzeiymru7vwz6d8t L'ultimo buscadero 0 226505 1424694 2026-08-26T08:23:18Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = L'ultimo buscadero |titolo alfabetico = Ultimo buscadero |genere = western |regista= [[Sam Peckinpah]] |sceneggiatore = [[Jeb Rosebrook]] |attori= *[[Steve McQueen]]: Junior Bonner *[[Robert Preston]]: Ace Bonner *[[Ida Lupino]]: Elvira Bonner *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Buck Roan *[[Joe Don Baker]]: Curly Bonner *[[Barbara Leigh]]: Charmagne *[[Mary Murphy]]: Ruth Bonner *[[Bill McKinney|William McKinney]]: Red Terwiliger *Dub Tay..." 1424694 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = L'ultimo buscadero |titolo alfabetico = Ultimo buscadero |genere = western |regista= [[Sam Peckinpah]] |sceneggiatore = [[Jeb Rosebrook]] |attori= *[[Steve McQueen]]: Junior Bonner *[[Robert Preston]]: Ace Bonner *[[Ida Lupino]]: Elvira Bonner *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Buck Roan *[[Joe Don Baker]]: Curly Bonner *[[Barbara Leigh]]: Charmagne *[[Mary Murphy]]: Ruth Bonner *[[Bill McKinney|William McKinney]]: Red Terwiliger *[[Dub Taylor]]: Del *[[Sandra Deel]]: infermiera Arlis *[[Don "Red" Barry]]: Homer Rutledge *[[Charles H. 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('''Ace''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Ruth''': Tutti i cavalli possono essere montati e tutti i cowboy possono andare per terra.<br>'''Junior''': Famoso [[Proverbi dai film|proverbio]] indiano.<br>'''Ruth''': Per me una volta visto un [[rodeo]], li hai visti tutti. *'''Ace''': Ma se questo mondo è tutto per i vincitori, che cosa resta ai vinti?<br>'''Junior''': Be', qualcuno deve reggere i cavalli, papà. ==Citazioni su ''L'ultimo buscadero''== *Dopo l'orgia di violenza di ''Cane di paglia'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film biografici]] [[Categoria:Film western]] fhxv7cs92e99q6ast2y6gg532sl5tyh 1424708 1424694 2026-08-26T08:40:37Z Spinoziano 2297 1424708 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = L'ultimo buscadero |titolo alfabetico = Ultimo buscadero |genere = western |regista= [[Sam Peckinpah]] |sceneggiatore = [[Jeb Rosebrook]] |attori= *[[Steve McQueen]]: Junior Bonner *[[Robert Preston]]: Ace Bonner *[[Ida Lupino]]: Elvira Bonner *[[Ben Johnson (attore)|Ben Johnson]]: Buck Roan *[[Joe Don Baker]]: Curly Bonner *[[Barbara Leigh]]: Charmagne *[[Mary Murphy]]: Ruth Bonner *[[Bill McKinney|William McKinney]]: Red Terwiliger *[[Dub Taylor]]: Del *[[Sandra Deel]]: infermiera Arlis *[[Don "Red" Barry]]: Homer Rutledge *[[Charles H. 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('''Ace''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}} ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Ruth''': Tutti i cavalli possono essere montati e tutti i cowboy possono andare per terra.<br>'''Junior''': Famoso [[Proverbi dai film|proverbio]] indiano.<br>'''Ruth''': Per me una volta visto un [[rodeo]], li hai visti tutti. *'''Ace''': Ma se questo mondo è tutto per i vincitori, che cosa resta ai vinti?<br>'''Junior''': Be', qualcuno deve reggere i cavalli, papà. ==Citazioni su ''L'ultimo buscadero''== *Dopo l'orgia di violenza di ''Cane di paglia'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] so50bfdamocwg9f3s9sxajb1vz7s7bq Junior Bonner 0 226506 1424695 2026-08-26T08:24:04Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[L'ultimo buscadero]] 1424695 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[L'ultimo buscadero]] 4zptj6k5wkgdec4efzvx5243svlz7o5 Discussioni utente:NoBodyNoMurda 3 226507 1424702 2026-08-26T08:34:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424702 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:34, 26 ago 2026 (CEST)}} 5pgv67quk68dbc66m0z4v0xeb6xos97 Discussioni utente:Noemilio 3 226508 1424709 2026-08-26T09:36:12Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424709 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:36, 26 ago 2026 (CEST)}} 2wvxiz675im07b76za7gxsh2wp9vror Discussioni utente:Paolo Apuano 3 226509 1424713 2026-08-26T10:01:15Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424713 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:01, 26 ago 2026 (CEST)}} 195lg3ndp36zk0n3accmm0vjbnp1dbd Discussioni utente:Valentinorossi445 3 226510 1424718 2026-08-26T11:33:31Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1424718 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:33, 26 ago 2026 (CEST)}} 64iouel73hm4pjv9mr6fnriputypf8l