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Friedrich Nietzsche
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[[File:Nietzsche187c.jpg|thumb|Friedrich Nietzsche nel 1869]]
{{indicedx}}
'''Friedrich Wilhelm Nietzsche''' (1844 – 1900), filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco.
==Citazioni di Friedrich Nietzsche==
*Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati.<ref>Da ''Il Viandante e la sua ombra''.</ref>
*{{NDR|A proposito dell'area di [[Paestum]]}} È come se un dio, qui, avesse costruito con enormi blocchi di pietra la sua casa.<ref>Citato in ''[http://www.infopaestum.it/ Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum]'', ''Infopaestum.it''.</ref>
*È impossibile che il nostro conoscere possa andare al di là dello stretto necessario per la conservazione della vita. La morfologia ci mostra che i sensi, i nervi, nonché il cervello si sviluppano proporzionalmente alla difficoltà di nutrirsi.<ref name="Galimberti">Da ''la Repubblica'', a cura di [[Umberto Galimberti]], 7 febbraio 2003.</ref>
*Io vi insegno l'[[oltreuomo]]. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo? Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per l'oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.<ref>Da ''Così parlò Zarathustra''.</ref>
*I preti sono i nemici più crudeli... in essi l'odio cresce in proporzioni mostruose e sinistre, una forma di odio tra le più spirituali e tossiche.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 198. ISBN 9788858019429</ref>
*L'intero apparato della coscienza è un apparato per astrarre e semplificare – non orientato verso la conoscenza, ma verso il dominio delle cose.<ref name="Galimberti" />
*La conoscenza esiste nella misura in cui è utile. Non c'è dubbio, infatti, che tutte le percezioni di senso sono impegnate in giudizi di valore: utile e dannoso, quindi piacevole e spiacevole.<ref name="Galimberti" />
*La logica è legata a questa condizione: supporre che si diano casi identici, perché senza costanti l'uomo non può sopravvivere.<ref name="Galimberti" />
*Mio caro signor dottore, queste poesie di [[Giordano Bruno]] sono un regalo di cui le sono grato con tutto il cuore. Mi sono permesso di appropriarmele come se le avessi scritte io e per me – e le ho ''prese'' come gocce corroboranti. Se lei sapesse quanto raramente mi viene ancora qualcosa di corroborante dall'esterno.<ref>Da una lettera a Heinrich von Stein del 22 maggio 1884; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''Giordano Bruno'', Donzelli editore, 2002.</ref>
*Nella solitudine il solitario divora se stesso. Nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.<ref>Da ''la Repubblica'', [[Gabriele Romagnoli]], ''La scomparsa della solitudine'', 2 giugno 2014.</ref>
*[[Nichilismo]]: manca il fine; manca la risposta al "perché?". Che cosa significa nichilismo? – ''che i valori supremi perdono ogni valore''.<ref>Citato in [[Umberto Galimberti]], ''L'ospite inquietante'', Feltrinelli, Milano 2008, p. 15.</ref>
*Non ho mai sentito dire che le flatulenze determinino situazioni filosofiche.<ref>Da ''Lettere a Erwin Rohde'', Lugano, 29 marzo 1871.</ref>
*Non resta altro mezzo per rimettere in onore la [[politica]], si devono come prima cosa impiccare i [[moralismo|moralisti]].<ref>Aforisma postumo citato da [[Giuliano Ferrara]] in [http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356126&START=1&2col= ''il Giornale''], 4 giugno 2009, p. 3.</ref>
*Non si è dato mai il caso di una [[donna]] che abbia preso un raffreddore con un vestito scollato di un grande sarto.<ref>Citato in [[Ennio Flaiano]], ''Frasario essenziale'', Bompiani, 1993, p. 120. ISBN 88-452-2073-7</ref>
*Osserva il [[gregge]] che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato... L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è [[passato]], prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo".<ref>Da ''Considerazioni inattuali''.</ref>
*Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di [[Georges Bizet|Bizet]] e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'[[Europa]]; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'[[amore]], l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: ''Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée...''.<ref>Citato in [[Giulio Confalonieri]], ''La storia della musica'', Edizioni Accademia, Milano 1975.</ref>
*Sento spesso il bisogno di ruminare il passato e di rendere digeribile il presente con quel condimento.<ref>Dalla lettera a Erwin Rohde, Naumburg, 3 novembre 1867.</ref>
*Sull'origine della logica: caos originario delle rappresentazioni. Le rappresentazioni compatibili tra loro rimasero, la maggioranza di loro andò in rovina e va in rovina.<ref name="Galimberti" />
*Tutto considerato, caro amico, d'ora in poi non ha più senso parlare e scrivere su di me, ho passato agli atti per la prossima eternità la questione «chi io sia» con l'opera che sto pubblicando, ''Ecce Homo''. D'ora in poi non bisognerà più curarsi di me, bensì delle cose per cui io esisto.<ref>Dalla lettera a Carl Fuchs, Torino, 27 dicembre 1888.</ref>
*{{NDR|Su [[Johann Sebastian Bach|Bach]]}} Uno che ha dimenticato del tutto il Cristianesimo, lo ascolta come fosse un gospel.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 103. ISBN 9788858022894</ref>
*Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse il primo, come se fosse l'ultimo.<ref>Citato in Luciano Verdone, ''Un brindisi con Socrate'', Adea edizioni, 2007, [http://books.google.it/books?id=NK1pGeh04GsC&pg=PA134#v=onepage&q&f=false p. 134]. ISBN 978-88-86274-48-7</ref>
===Attribuite===
*E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.<ref>Citato in Giovanni Floris, ''Quella notte sono io'', Rizzoli, [https://books.google.it/books?id=HCtwDQAAQBAJ&pg=PT20 p. 20]. ISBN 8858686748</ref>
:''And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music.''
::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase viene spesso attribuita a Nietzsche sia in lingua italiana che in lingua inglese, tuttavia non vi è alcuna evidenza che la citazione appartenga realmente al filosofo tedesco. La prima attribuzione nota a Nietzsche risale infatti solo al 2003, più di cento anni dopo la sua morte. Probabilmente scaturisce da uno scritto del religioso Thomas Manton, edito nel 1873. Una delle prime menzioni di questa citazione risale al 1927, quando venne riportata in una versione molto simile dal giornale londinese ''The Times'' ed etichettata come "vecchio proverbio" (''old proverb'').<ref>{{cfr}} ''[http://quoteinvestigator.com/2012/06/05/dance-insane/ Those Who Dance Are Considered Insane by Those Who Can't Hear the Music]'', ''QuoteInvestigator.com'', 5 giugno 2012.</ref>
==''Il dramma musicale greco''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
Nella nostra odierna vita teatrale non si ritrovano semplici ricordi ed echi delle ''arti drammatiche della Grecia'': piuttosto, le sue ''forme fondamentali'' gettano le radici nel terreno ''ellenico'', sia per una crescita ''naturale'', sia in conseguenza di una derivazione ''artificiosa''. Soltanto i ''nomi'' si sono in molti modi trasformati e spostati. Così la musica medievale in realtà possedeva ancora le tonalità greche, con il loro nome greco, sennonché, per esempio, ciò che i Greci chiamavano «''locrese''» era designato nella musica ecclesiastica come «''dorico''». Troviamo simili confusioni anche nel campo della terminologia drammatica: ciò che l'Ateniese intendeva per «''tragedia''», noi lo riportiamo tutt'al più sotto il concetto di «''grande opera''»; così almeno ha fatto [[Voltaire]], in una lettera al Cardinale Quirini.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Il dramma musicale greco'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
====II traduzione====
Nel teatro contemporaneo non sono presenti solo memorie e risonanze ''delle arti drammatiche della Grecia''; anzi, le sue ''forme fondamentali'' hanno radici nel terreno ellenico, o per crescita naturale oppure per via di una derivazione ''artificiale''. Soltanto i ''nomi'' in diversi modi si sono mutati e spostati: analogamente la musica medievale era di fatto ancora basata su tonalità greche, solo che, per esempio, ciò che i greci chiamavano «''locrese''» nel canto liturgico veniva indicato come «''dorico''». Confusioni del genere le s'incontra nell'ambito della terminologia drammatica: ciò che l'Ateniese considerava «''tragedia''», noi tutt'al più lo iscriviamo al concetto di «grande opera»; così almeno ha fatto [[Voltaire]] in una lettera al Cardinal Quirini.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Il dramma musicale greco'' in ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givone, Newton Compton Editori, 1988}}
===Citazioni===
*La musica dovrebbe sostenere la poesia, rafforzare l'espressione dei sentimenti e l'interesse della situazione, senza spezzare l'azione o disturbarla con inutili fiorettature. (p. 47, 1988)
*La musica dovrebbe essere per la poesia ciò che la vivacità dei colori e una felice mescolanza d'ombre e di luci sono per un disegno corretto e ben studiato; cose, tutte, che servono unicamente a dar vita alle figure senza confondere i contorni. (p. 47, 1988)
==''Socrate e la tragedia''==
===[[Incipit]]===
La [[tragedia]] greca morì in modo diverso da tutti gli antichi generi d'arte affini: finì tragicamente, mentre tutti quegli altri scomparvero con la morte più bella. Se infatti è conforme a uno stato naturale ideale esalare l'ultimo respiro con una bella discendenza e senza spasimi, la fine di quei generi artistici antichi ci mostra un tale mondo ideale; essi trapassano e si estinguono, mentre già la loro figliolanza più bella leva il capo vigorosamente. Con la morte del dramma musicale greco si produsse invece un enorme vuoto, ovunque e profondamente sentito; si disse che la poesia stessa era andata perduta e si inviarono con scherno nell'Ade gli intristiti, smagriti epigoni, affinché là si saziassero con le briciole dei maestri. E come si esprime [[Aristofane]], si sentì una tale intima e calda nostalgia verso l'ultimo dei grandi morti, come quando qualcuno è colto da un'improvvisa, violenta voglia di crauti. Ma quando fiorì realmente un nuovo genere d'arte, che venerava nella tragedia la sua precorritrice e maestra, si poté constatare con terrore che esso portava sì i lineamenti della madre, ma proprio quelli che essa aveva mostrato nella sua lunga lotta contro la morte. Questa lotta della tragedia con la morte si chiama [[Euripide]] e il posteriore genere artistico è noto come commedia attica nuova. In essa sopravvisse la forma degenerata della tragedia, in memoria della sua dipartita oltremodo laboriosa e violenta.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Socrate e la tragedia'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
===Citazioni===
*La [[tragedia greca]], rispetto a tutti gli altri generi d'arte imparentati con essa, è finita per motivi diversi: la sua fine è stata tragica, là dove tutti quegli altri generi sono venuti meno nella morte più bella. (p. 51, 1988)
*Si sa di quale straordinaria venerazione [[Euripide]] godesse presso i poeti della nuova commedia attica. Uno dei più rinomati, [[Filemone]], dichiarò che si sarebbe immediatamente fatto impiccare, pur di vedere Euripide negli inferi, qualora si fosse potuto convincere che il defunto aveva ancora vita e intelletto. (p. 51, 1988)
*Euripide è il primo drammaturgo che segue consapevolmente un'estetica. Di proposito egli cerca ciò che è perfettamente comprensibile: i suoi eroi ''sono'' nei fatti quel che sono quando parlano. Essi si esprimono totalmente attraverso le parole, là dove invece i personaggi di [[Eschilo]] e di [[Sofocle]] sono assai più profondi e più pieni rispetto alle parole che dicono: propriamente essi balbettano su di sé. (p. 56, 1988)
*Euripide dà forma ai personaggi, e nello stesso tempo li decostruisce: di fronte alla sua anatomia essi non hanno più niente di nascosto. Se Sofocle aveva detto di Eschilo ch'egli faceva il giusto pur senza averne coscienza, Euripide avrebbe dovuto dire di lui ch'egli faceva quel che non bisognava fare, ''poiché'' non ne aveva coscienza. (p. 56, 1988)
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Socrate e la tragedia'' in ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givone, Newton Compton Editori, 1988}}
==''La visione dionisiaca del mondo''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
I Greci, che esprimono e al tempo stesso nascondono la dottrina segreta della loro visione del mondo nei loro dèi, hanno stabilito come duplice fonte della loro arte due divinità, Apollo e Dioniso. Questi nomi rappresentano nel dominio dell'arte dei contrari stilistici, che incedono l'uno accanto all'altro quasi sempre in lotta tra loro, e appaiono fusi una volta soltanto, quando culmina la «volontà» ellenica, nell'opera d'arte della tragedia attica. In due stati, difatti, l'uomo raggiunge il sentimento estatico dell'esistenza, nel ''sogno'' e nell'''ebbrezza''. La bella illusione del mondo del sogno, dove ogni uomo è artista pieno, è madre di ogni [[arte]] figurativa e altresì, come vedremo, di una metà importante della poesia. Noi godiamo in una comprensione immediata della ''figura'', tutte le forme che ci parlano; non vi è nulla di indifferente e di non necessario. nella vita suprema di questa realtà di sogno traluce ancora tuttavia il nostro sentimento della sua ''illusorietà''; solo quando cessa questo sentimento, si presentano gli effetti patologici, in cui il sogno non ristora più, e cessa la forza naturale risanatrice di quello stato.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''La visione dionisiaca del mondo'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 2006}}
====II traduzione====
I Greci, che esprimono e in pari tempo nascondono nei loro dèi la dottrina segreta della loro visione del mondo, hanno eretto a duplice scaturigine della loro arte due divinità: Apollo e Dioniso. Questi due nomi rappresentano, nel regno dell'arte, due stili opposti. Essi procedono l'uno accanto all'altro, quasi sempre in lotta tra loro, e solo una volta, nel momento della fioritura della «volontà» ellenica, appaiono fusi: nell'opera d'arte della tragedia attica. In due diversi stati, in effetti, l'uomo raggiunge il sentimento estatico dell'esistenza: nel ''sogno'' e nell'''ebbrezza''. La bella parvenza del mondo del sogno, in cui ogni uomo è pienamente artista, è la madre di ogni arte figurativa e, come vedremo, anche di una metà importante della poesia. Noi godiamo della comprensione immediata della figura, tutte le forme ci parlano; non c'è niente di indifferente e di non necessario. Ma anche nella vita più fervida di questa realtà di sogno, abbiamo ancora una sensazione balenante della sua ''illusorietà''; solo quando questa cessa cominciano gli effetti patologici, in cui il sogno non ristora più e la forza risanatrice naturale di quello stato viene meno.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''La visione dionisiaca del mondo'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di [[Sossio Giametta]], RCS Quotidiani, 2010}}
==''La nascita della tragedia''==
*Come una volta ai tempi di [[Tiberio]] i naviganti greci udirono in vicinanza di un'isola solitaria lo sconvolgente grido: «il grande [[Pan]] è morto»,<ref>{{cfr}} [[Plutarco]], ''De defectu oraculorum'', 17.</ref> così per il mondo ellenico risuonò ora come un doloroso lamento: «la tragedia è morta! Anche la poesia è perduta con essa! Via, via, voi intristiti, smagriti epigoni! Via nell'Ade, perché possiate là saziarvi delle briciole dei passati maestri!».
*L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine fra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: 'Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è – morire presto'.
*La bella parvenza dei mondi del sogno, nella cui produzione ogni uomo è artista pieno, è il presupposto di ogni arte figurativa.
==''La volontà di potenza''==
<!-- Le numerazioni non sono compatibili: non mescolare le citazioni! -->
*Ciò che racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può più venire in altro modo: l'''insorgere'' del ''[[nichilismo]]''. (Prefazione, 2, 1995)
*Le posizioni estreme non sono sostituite da posizioni moderate, ma solo da altre estreme, però ''capovolte''. (I, ''Il nichilismo europeo''; 1995)
*Grazie al [[cristianesimo]] l'individuo acquistò un'importanza così grande, fu posto in modo così assoluto, che non lo si poté più ''sacrificare'': ma il genere umano sussiste soltanto mediante i [[Sacrificio umano|sacrifici umani]]... [...] E questa pseudoumanità che si chiama cristianesimo vuole precisamente ottenere che ''nessuno venga sacrificato''... (II, ''Critica dei valori supremi'', 246; 1995)
*La [[Vizio e virtù|virtù]] rimane il [[Vizio e virtù|vizio]] più costoso: ''deve'' rimanere tale! (II, ''Critica dei valori supremi'', 325; 1995)
*I [[fatti]] non esistono, esistono solo interpretazioni. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 481; 1995)
*''Che cos'è la [[verità]]?'' (''Inertia''; l'ipotesi che ci soddisfa; il minimo uso di [[forza]] spirituale ecc.). (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 537; 1995)
*Per una caratterizzazione del ''genio nazionale'', relativamente a ciò che è straniero e tolto a prestito:<br />– il genio ''inglese'' rende grossolano e naturale tutto ciò che riceve;<br />– il genio ''francese'' diluisce, semplifica, logicizza, orna;<br />– il genio ''tedesco'' mescola, media, imbroglia, moralizza;<br />– il genio ''italiano'' ha usato nel modo di gran lunga più libero e fine ciò che ha preso a prestito e ci ha messo dentro molto di più di quello che ne ha ricavato, essendo il genio ''più ricco'', che più poteva donare. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 831, 2005)
*C'è un solo mondo, e questo è falso, crudele, contraddittorio, seduttore, senza senso... Un mondo siffatto è il mondo vero. Noi ''abbiamo bisogno di menzogne'', per riportare la vittoria su questa realtà, su questa "verità", ossia per vivere... Il fatto che la menzogna sia necessaria per vivere fa parte di questo carattere terribile ed enigmatico dell'esistenza... La metafisica, la morale, la [[religione]], la scienza vengono prese in considerazione in questo libro soltanto come altrettante forme di menzogna: con il loro aiuto si ''crede'' nella vita. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 853, 1; 1995)
*Ci vuole più coraggio e ''forza'' di [[carattere]] per fermarsi o addirittura per volgersi indietro che per andare avanti. (80a; 2006)<ref>Il frammento alla quale appartiene la citazione è stato pubblicato per la prima volta in inglese nell'edizione di ''The Will to Power'' del 1968 curata da [[Walter Kaufmann]].</ref>
*Tutta la [[bellezza]] e la magnificenza che abbiamo conferito alle cose reali e immaginarie, voglio reclamarla come proprietà e produzione dell'uomo: come la sua più bella apologia. L'uomo come poeta, come pensatore, come Dio, come [[amore]], come potenza – : oh! la regale liberalità con la quale ha donato alle cose, per ''immiserirsi'' e sentirsi meschino! Finora il suo più grande disinteresse è stato che egli ha ammirato e adorato e ha saputo nascondersi, che è stato ''lui'' che ha prodotto ciò che ha ammirato. (87; 1989)
*L'[[ozio]] è il padre della [[filosofia]]. – Di conseguenza – la filosofia è un vizio?... (107; 1989)<ref>Confronta anche ''[[Friedrich Nietzsche#Crepuscolo degli idoli|Crepuscolo degli idoli]]'', ''Detti e frecce'', 1.</ref>
*{{NDR|Su [[Richard Wagner]]}} Un grande punto interrogativo del nostro secolo.<ref>Da ''Volontà di potenza''.</ref>
===Citazioni su ''La volontà di potenza''===
*Sono annotazioni durante un viaggio attraverso mari sconvolti dal Maelström e sotto la minaccia dei mostri che emergono dalle onde. Vediamo il timoniere che osserva i suoi strumenti mentre si arroventano lentamente. Lo vediamo pensoso del corso e della {{sic|mèta}}. Egli esamina tutte le rotte possibili, le rotte estreme, sulle quali poi naufragherà la ragione pratica. Il primo momento, quello in cui ci si rende spiritualmente conto della catastrofe, è più terribile degli orrori concreti a cui si va incontro in quel mondo di fiamme. È l'avventura che tentano soltanto gli spiriti più ardimentosi, quelli di grandissima portata, proporzionati alla misura, se non al peso del carico. Restare schiacciati da questo peso, è stato il destino di Nietzsche, che oggi è di buon gusto prendere a sassate. Dopo il terremoto, ci si rivolta contro i sismografi. Però non si può far espiare ai barometri la colpa dei tifoni senza passar per gente rozza e primitiva. ([[Ernst Jünger]])
==''Schopenhauer come educatore''==
*Perché drizzare le orecchie per sentire ciò che dice il prossimo? È così provinciale sentirsi vincolati a opinioni che a distanza di qualche centinaio di miglia già non sono più vincolanti. Oriente e occidente sono segni di gesso che qualcuno traccia davanti ai nostri occhi per prendersi gioco della nostra pavidità. (1; 1993)
*Un solo scrittore conosco che per sincerità posso mettere allo stesso livello se non addirittura più in alto di Schopenhauer: [[Michel de Montaigne|Montaigne]]. Il solo fatto che un uomo simile abbia scritto, ha aumentato, in verità, la gioia di vivere su questa terra. (2; 1993)
*In tutti i tempi gli uomini più profondi hanno avuto compassione degli [[animale|animali]] [...]. Certo è una grave pena vivere così, come animale, nella fame e nei desideri e non giungere ad alcuna consapevolezza su questa vita; e non si può immaginare sorte più dura di quella della bestia da preda che è spinta per i deserti dal tormento più rodente, che raramente è soddisfatta e, se lo è, la soddisfazione diventa pena nella lotta dilaniante con altri animali o per l'avidità e la sazietà più nauseanti. Essere attaccati alla vita in modo così cieco e pazzo, per nessun premio superiore, senza sapere che così si è puniti e perché si è puniti, bensì desiderare questa pena come una felicità, con la stupidità di una brama spaventevole: questo vuol dire essere un animale; [...]. Finché si aspira alla vita come ad una felicità, non si è ancora sollevato lo sguardo oltre l'orizzonte dell'animale, si vuole soltanto con maggiore consapevolezza ciò che l'animale cerca per impulso cieco. Ma così va a noi tutti per la maggior parte della vita: solitamente non usciamo dall'animalità, noi stessi siamo gli animali che sembrano soffrire insensatamente. (5)<ref>Da ''Schopenhauer come educatore'', a cura di Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7773-2</ref>
==''La filosofia nell'epoca tragica dei greci''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
Rispetto a uomini che sono lontani da noi, ci basta conoscere i fini per approvarli o disapprovarli in un complesso. Rispetto a uomini che sono più vicini, noi diamo un giudizio, fondandoci sui mezzi con cui essi perseguono i loro scopi: spesso disapproviamo questi fini, ma amiamo tali uomini a causa dei loro mezzi e del loro modo di volere. I [[Sistema|sistemi]] filosofici, orbene, sono completamente veri solo per i propri fondatori: per tutti i filosofi posteriori, ciascuno di tali sistemi è di solito un unico grande errore, per i cervelli meno acuti è una somma di errori e di verità. Comunque un errore nel suo fine supremo, e quindi condannabile. Molti uomini perciò disapprovano sempre il filosofo, poiché il suo fine non è il loro: si tratta di quelli che sono più lontani. Chi invece trae gioia da grandi uomini come tali, trarrà pure una gioia da siffatti sistemi, quand'anche siano completamente erronei. In sé, questi hanno peraltro un elemento del tutto inconfutabile, un tono personale, un colorito personale: possiamo servirci di essi per ottenere l'immagine del filosofo, allo stesso modo che dai frutti di una certa località si può dedurre la natura di quel terreno. In ogni caso ''questo'' modo di vivere e di considerare le cose umane è già esistito una volta, ed è quindi possibile: il «sistema», o per lo meno una parte di tale sistema, è il frutto di questo terreno.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 2006}}
====II traduzione====
Degli uomini che sono lontani da noi ci basta conoscere i fini per approvarli o rifiutarli nel loro complesso. Per quelli che sono più vicini, giudichiamo in base ai mezzi con cui essi perseguono i loro fini; spesso disapproviamo i loro fini, però li amiamo per i loro mezzi e per il loro modo di volere. Orbene, i sistemi filosofici sono interamente veri solo per i loro fondatori; per tutti i filosofi posteriori ciascuno di essi è di solito un unico grande errore, e per le teste meno forti è una somma di errori e verità; ma in ogni caso, nel suo fine supremo, è un errore e pertanto rigettabile. Perciò molti disapprovano qualunque filosofo, dato che il suo fine non è il loro: sono quelli che stanno più lontano. Chi invece prova gioia per i grandi uomini in genere, prova gioia parimenti per tali sistemi, anche se sono del tutto erronei, perché hanno comunque in sé un punto che è assolutamente inconfutabile, un ''pathos'' e un colore personale, che possono servire per ricavare l'immagine del filosofo, allo stesso modo che dalla vegetazione di un certo luogo si può capire la natura del terreno. ''Quel'' modo di vivere e di vedere le cose umane è comunque esistito una volta ed è dunque sempre possibile; il «sistema», o almeno una parte del sistema, è quello che cresce<ref>''Gewächs'', da ''wachsen'', crescere; dunque pianta, animale, in senso estensivo vegetazione; ma nel linguaggio popolare anche persona, tipo.</ref> su questo terreno.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010}}
====III traduzione====
Quanto ai lontani, ci basta conoscere le loro mète per approvarli o rigettarli in blocco. Quanto ai vicini, giudichiamo secondo i mezzi con i quali essi promuovono i loro obiettivi: spesse volte disapproviamo le loro mète, ma li amiamo a cagione degli strumenti e della guisa del loro volere. Orbene, soltanto per i loro fondatori sono i sistemi filosofici interamente veri: per tutti i filosofi posteriori sono di norma un unico grande errore, per le teste più deboli una somma di errori e di verità, in ogni caso però, in quanto massimo obiettivo, sono un errore e, in questo senso, riprovevoli. Per questa ragione molti uomini disapprovano ogni filosofo, giacché la sua mèta non è la loro: sono questi i più lontani. Chi invece trova nei grandi uomini la sua gioia, gioisce altresì di siffatti sistemi, per quanto essi siano completamente erronei: purtuttavia v'è in quelli un punto che è assolutamente inconfutabile, un tono, una coloritura personali; possiamo servircene per conquistare l'immagine del filosofo, allo stesso modo con cui si può giudicare il terreno dai frutti di un determinato luogo. ''Quel'' modo di vivere e di considerare le cose umane è comunque esistito una volta ed è dunque possibile: il «sistema», o almeno una parte di questo sistema, è il frutto di questo terreno.
{{NDR|Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''La filosofia nell'età tragica dei greci'', traduzione di Ferruccio Masini, Newton, 1991}}
==''Su verità e menzogna in senso extramorale''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
In un angolo remoto dell'universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c'era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia del mondo»: ma tutto ciò durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. — Qualcuno potrebbe inventare una favola di questo genere, ma non riuscirebbe tuttavia a illustrare sufficientemente quanto misero, spettrale, fugace, privo di scopo e arbitrario sia il comportamento dell'[[uomo|intelletto umano]] entro la [[natura]]. Vi furono eternità in cui esso non esisteva; quando per lui tutto sarà nuovamente finito, non sarà avvenuto nulla di notevole. Per quell'intelletto, difatti, non esiste una missione ulteriore che conduca al di là della vita umana. Esso piuttosto è umano, e soltanto chi lo possiede e lo produce può considerarlo tanto pateticamente, come se i cardini del mondo ruotassero su di lui. Se noi riuscissimo a intenderci con la zanzara, apprenderemmo che anch'essa nuota attraverso l'aria con questo ''pathos'' e si sente il centro — che vola — di questo mondo. Non vi è nulla di abbastanza spregevole e scadente nella natura, che con un piccolo e leggero alito di quella forza del conoscere non si gonfi senz'altro come un otre. E come ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più orgoglioso fra gli uomini, il [[filosofo]], crede che da tutti i lati gli occhi dell'universo siano rivolti telescopicamente sul suo agire e sul suo pensare.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Su verità e menzogna in senso extramorale'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
====II traduzione====
In un angolo remoto dell'universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c'era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia universale»; ma fu solo un minuto. Dopo pochi respiri della natura, l'astro si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Qualcuno potrebbe inventare una favola del genere, ma non riuscirebbe mai a illustrare adeguatamente quanto lamentevole, quanto vago e fugace, quanto inane e capriccioso appaia nella natura l'intelletto umano. Ci furono eternità in cui esso non c'era, e quando di nuovo non ci sarà più non sarà successo niente. Giacché per questo intelletto non c'è nessuna missione ulteriore che porti al di là della vita umana. Esso è totalmente umano e solo chi lo possiede e lo produce ne ha un'idea così patetica, quasi che su di esso ruotassero i cardini del mondo. Ma se noi potessimo comunicare con la zanzara, apprenderemmo che anch'essa svolazza nell'aria con questo ''pathos'' e si sente appunto il centro svolazzante del mondo. Nella natura non c'è niente di così spregevole e meschino che, con un piccolo soffio di questa forza del conoscere, non si gonfi subito come un otre; e come ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più superbo degli uomini, il filosofo, crede che da tutte le parti gli occhi dell'universo siano telescopicamente puntati sul suo agire e pensare.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''Su verità e menzogna in senso extramorale'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010}}
===Citazioni===
*Che cos'è dunque la [[verità]]? Un mobile esercito di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete. (p. 233, 2006)
*L'indagatore di queste verità in fondo cerca soltanto la metamorfosi del [[mondo]] nell'uomo, si sforza di comprendere il mondo come una cosa umana e nel caso migliore riesce a raggiungere il sentimento di una assimilazione. (p. 236, 2006)
*Il suo metodo considera l'[[uomo]] come misura di tutte le cose: nel far ciò tuttavia egli parte da un errore iniziale, credere cioè che egli abbia queste cose immediatamente dinanzi a sé, come oggetti puri. Egli dimentica così che le metafore originarie dell'intuizione sono pur sempre metafore, e le prende per le cose stesse. (p. 236, 2006)
==''Appello ai tedeschi''==
===[[Incipit]]===
Vogliamo essere ascoltati, poiché parliamo per ammonire, e sempre la voce di chi ammonisce, chiunque egli sia e dovunque essa risuoni, è nel suo diritto; in cambio voi, cui si rivolge l'appello, avete il diritto di decidere se volete prendervi come vostri ammonitori uomini onesti e chiaroveggenti, che fanno sentire la loro voce soltanto perché siete in pericolo, e si spaventano di trovarvi così muti, indifferenti e ignari. Ma a noi è lecito attestare di noi stessi, che parliamo con cuore puro, e che vogliamo e ricerchiamo il nostro soltanto in quanto è anche il vostro — cioè il bene e l'onore dello spirito tedesco e del nome tedesco. Vi è stata annunziata la solennità che, nel maggio dell'anno scorso, è stata celebrata a ''Bayreuth'': si trattava di porre laggiù una possente prima pietra, sotto la quale credevamo di seppellire per sempre molti timori, e dalla quale credevamo che le nostre più nobili speranze fossero confermate per sempre: o piuttosto, come oggi dobbiamo dire, ci alludevamo che così fosse. Infatti in tutto ciò, ahimè!, vi era molta illusione: ancora persistono quei timori; e se anche non abbiamo affatto disimparato a sperare, il nostro appello odierno, con il quale rivolgiamo un ammonimento e chiediamo aiuto, fa capire che più che sperare temiamo. Il nostro timore peraltro riguarda voi: potreste non saper affatto che cosa accade, e forse addirittura impedire, per ignoranza, che qualcosa accada.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Appello ai tedeschi'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
==''Richard Wagner a Bayreuth''==
===[[Incipit]]===
Due cose debbono concorrere affinché un evento abbia grandezza: il grande animo di coloro che lo portano a compimento e il grande animo di coloro che fanno esperienza. Non c'è evento che abbia grandezza di per sé, nonostante intere costellazioni svaniscono e popoli decadono, nonostante vengano sostituite grandi nazioni e vengano condotte guerre con enormi perdite e spiegamento di forze: su molte cose del genere il respiro della storia trascorre soffiando, quasi si trattasse di fiocchi di neve. Eppure, succede anche che un uomo potente affondi un colpo che tocca una dura roccia e rimane privo di effetto: una breve, acuta eco ed è tutto finito. La storia non sa raccontare quasi nulla di tali eventi, per così dire troncati.<br />Così, in chiunque osservi l'approssimarsi di un evento, si insinua sempre un interrogativo sull'esserne degni da parte di coloro che ne faranno esperienza.
{{NDR|Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth'', traduzione di Giovanna Vignato, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992}}
===Citazioni===
*È noto che certi uomini, nell'attimo di un pericolo eccezionale, o soprattutto nel prendere un'importante decisione sulla propria vita, condensano tutto il vissuto in una visione infinitamente accelerata e tornano a conoscere, con acutezza davvero rara, tanto le cose prossime come le più lontane. (p. 7, 1992)
*Le rare persone che giungono davvero all'ingenuità, come [[Goethe]] e [[Richard Wagner|Wagner]], l'acquisiscono più facilmente nell'età matura che nella fanciullezza o nella giovinezza. (p. 11, 1992)
*Il [[Sigfrido]] dell'''Anello del Nibelungo'', quel modello straordinariamente vigoroso di giovane, poteva essere creato soltanto da un uomo e, in verità, da un uomo che avesse trovato nella maturità la propria giovinezza. E come la giovinezza, anche l'età virile giunse tardi per [[Richard Wagner|Wagner]]: su questo egli è davvero l'opposto di una natura precoce. (p. 11, 1992)
*Assai di rado fu reso a qualcuno tanto difficile trovare le vie d'accesso alle scienze e alle tecniche, e spesso egli dovette improvvisare queste vie d'accesso. Il riformatore del dramma semplice, lo scopritore della posizione dell'arte nella vera società umana, il poetico chiarificatore delle passate visioni della vita, il filosofo, lo storico, lo studioso di estetica e critico [[Richard Wagner|Wagner]], il maestro del linguaggio, lo studioso e il poeta dei miti, colui che per primo circoscrisse la magnifica, enorme struttura primordiale e vi impresse sopra le tracce del suo spirito: quale abbondanza di saperi dovette riunire ed abbracciare per divenire tutto questo! (p. 21, 1992)
*[[Richard Wagner|Wagner]] è in massima misura filosofo là dove più è energico ed eroico. E appunto come filosofo egli non si limitò ad attraversare il fuoco di diversi sistemi filosofici senza intimorirsene, ma attraversò anche i vapori del sapere e dell'erudizione mantenendosi sempre fedele al suo io più elevato, che gli chiedeva "azioni comprensive della natura polifona" e gli imponeva di soffrire e di imparare per poter compiere quelle azioni. (p. 25, 1992)
*Non si può essere [[Felicità|felici]] finché intorno a noi tutti soffrono e si infliggono sofferenze; non si può essere [[Morale|morali]] fintantoché il procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e ingiustizia; non si può neppure essere [[Saggezza|saggi]] fintantoché l'umanità non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi. (p. 34, 1992)
*Nell'economia spirituale dei nostri uomini di cultura, l'[[arte]] viene considerata oggi un bisogno del tutto falso o indegno e degradante, un nulla o un cattivo qualcosa. (p. 47, 1992)
==''Umano, troppo umano''==
*Alle persone che non amiamo imputiamo a colpa le gentilezze che ci fanno. (I, 309)<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Con sguardi, suoni e atti, molti [[animale|animali]] stimolano l'uomo a ''immaginare'' se stesso in loro, e molte religioni insegnano a vedere in certi casi nell'animale la dimora di anime di uomini e di dèi: ragion per cui raccomandano in genere più nobile attenzione, anzi rispettoso timore, nel modo di trattare gli animali.<br />Anche dopo la scomparsa di questa superstizione, i sentimenti da essa suscitati continuano ad agire, maturando e fiorendo. Su questo punto, com'è noto, il cristianesimo si è dimostrato una religione povera e retrograda. (II<ref name="Ditadi">Citato in Ditadi 1994, p. 872.</ref>)
*Con un [[talento]] in più si è spesso più insicuri che con uno in meno: come il tavolo sta meglio su tre che su quattro gambe. (I, 560; 2011)
*''Concludere dalle conseguenze alla fondatezza e infondatezza''. Tutti gli Stati e gli ordinamenti della società: i ceti, il matrimonio, l'educazione, il diritto, tutte queste cose hanno la loro forza e durata solo nella fede che ripongono in esse gli spiriti vincolati – cioè nell'assenza di ragioni, o per lo meno nel rifiuto delle indagini sulle ragioni. Ciò gli spiriti vincolati non ammettono volentieri e sentono bene che è un ''pudendum''. Il Cristianesimo, che era molto innocente nelle sue ispirazioni intellettuali, non notò nulla di questo ''pudendum'', esigé fede e nient'altro che fede e respinse con passione la richiesta di ragioni; indicò il successo della fede: sentirete subito il vantaggio della fede, spiegava, sarete per essa beati. (I, 227; 2016)
*I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato. (I, 306; 2011)
*In realtà [[scienza e religione|fra la religione e la vera scienza]] non esiste parentela, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi. (I, 110; 2011)
*L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare [[scrittore]]. (I, 192; 2011)
*''L'ipocrita più distinto''. – Il non parlare mai di sé è un'[[ipocrisia]] molto distinta. (I, 504; 2011)
*''La cattiveria è rara''. Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con se stessi per essere cattivi. (I, 85; 2016)
*La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve inghiottire. (II, 107 in ed. critica G.Colli, M. Montinari, Milano 1979, p. 83)
*La più nobile specie di [[bellezza]] è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. (I, 149; 2011)
*La [[riforma protestante|riforma]] di [[Martin Lutero|Lutero]] dimostra che in quel secolo ogni moto di libertà dello spirito era ancora incerto, gracile, adolescente e la scienza non poteva ancora sollevare il capo. (I, 26)
*[...] la [[speranza]] [...] è in realtà il peggiore dei mali, perché prolunga il tormento degli uomini. (II, 71; 1927, p. 98)
*La [[vita]] consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L'amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale. (I, 586; 2011)
*Le donne fini credono che una cosa non esista affatto, quando non è possibile parlarne in società. (I, 383; 2011)
*Le [[Maschio e femmina|donne]] possono stringere benissimo amicizia con un [[Maschio e femmina|uomo]]; ma per poterla conservare – a tal fine deve ben aiutare una piccola antipatia fisica. (I, 390; 2011)
*Ma quale differenza non resta sempre fra il mal di denti e il dolore (compassione) che risveglia la vista del mal di denti? (I, 104; 2016)
*Nessuna [[religione]] ha mai finora contenuto, né direttamente né indirettamente, né come dogma né come allegoria, una verità. Poiché ciascuna è nata dalla paura e dal bisogno e si è insinuata nell'esistenza fondandosi su errori della ragione. (I, 110; 2011)
*Noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decantate l'"obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona. (II, 37, "Opinioni e sentenze diverse"; 2011)
*Non c'è niente da fare: ogni [[maestro e discepolo|maestro]] ha solo un allievo – e questo gli diventa infedele – perché è destinato anche lui a essere [[maestro e discepolo|maestro]]. (II, 357; 2011)
*Ogni cosa finita, perfetta, viene ammirata; ogni cosa in divenire, sottovalutata. (I, 162; 2016)
*''Perché si contraddice''. Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa. (I, 303; 2016)
*Quando in un mattino di domenica sentiamo rimbombare le vecchie [[Campana|campane]], ci chiediamo: ma è mai possibile! Ciò si fa per [[Gesù|un ebreo crocifisso duemila anni fa]] che diceva di essere il figlio di Dio. La prova di una tale asserzione manca. Sicuramente nei nostri tempi la religione [[cristianesimo|cristiana]] è un'antichità emergente da epoche remotissime, e che si creda a quell'asserzione – mentre per il resto si è così rigorosi nell'esaminare ogni pretesa – è forse il frammento più antico di quest'eredità. (I, 113; 2011)
*''[[Santippe]]''. – Socrate trovò una donna, quale gli abbisognava; – ma non l'avrebbe mai cercata, se l'avesse conosciuta abbastanza bene: anche l'eroismo di questo spirito libero non sarebbe andato così lontano. In realtà Santippe lo spinse sempre più alla sua propria vocazione, rendendogli spiacevole e inabitabile la sua casa e il suo focolare; gli insegnò a vivere nelle strade e dovunque si potesse chiacchierare e restare in ozio, e con ciò fece di lui il più grande dialettico delle strade d'[[Atene (città antica)|Atene]]; il quale dovette finire con paragonare sé stesso ad un pungente assillo che fosse stato posto da un dio sul collo del bel cavallo Atene per non lasciarlo mai in pace. (433; 1927)
*''Serietà nel gioco''. A [[Genova]], nel tempo del crepuscolo, sentii giungere da una torre un prolungato suono di campane: non voleva finire e risonava come insaziato di se stesso, sopra il rumore dei vicoli nel cielo serotino e nell'aria marina, così agghiacciante, così fanciullesco insieme, così melanconico. Allora mi ricordai delle parole di Platone e le sentii tutt'a un trarro nel cuore: ''Tutto ciò che è umano non è, in complesso, degno di esser preso molto sul serio; tuttavia...''<ref>Platone, ''Leggi'', 803 b. {{cfr}} I, 2008, nota 65, p. 323</ref>'' '' (I, 628; 2008)
*Si dovrebbe considerare uno [[scrittore]] come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri. (I, 193; 2011)
*Si è maggiormente in pericolo di essere investiti quando si è appena scansata una vettura. (I, 564; 2011)
*Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa. (I, 303; 2011)
*''Tiranni dello spirito''. Nel nostro tempo si riterrebbe malato chiunque fosse l'espressione di un carattere morale così strettamente come lo sono i personaggi di [[Teofrasto]] e di [[Molière]], e si parlerebbe per lui di «idea fissa». L'Atene del terzo secolo ci apparirebbe, se potessimo farvi una visita, come popolata di pazzi. (II, parte seconda, 230; 2008)
*Tutti gli uomini si distinguono, come in ogni tempo anche oggi, in schiavi e liberi; poiché chi non ha per sé due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa poi: uomo di Stato, commerciante, funzionario, dotto. (I, 283; 2011)
*Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro [[favore]] vanno in fermentazione o divengono acidi. (II, parte prima, 255; 2011)
*[[Amor materno|Una madre ama]] di solito in suo figlio più sé che il figlio stesso. (I, 385; 2011)
===Traduzione di Mirella Ulivieri===
*Tutte le valutazioni sono affrettate, e debbono esserlo. (''Delle prime e ultime cose'', 32)
*In ogni morale [[Ascetismo|ascetica]], l'uomo adora una parte di sé come Dio, e a tale scopo è costretto a render diabolica la parte che resta. (''La vita religiosa'', 137)
*Ciò che una volta ha mosso, è racchiuso e reso eterno nella concatenazione totale di tutto ciò che è, come un insetto nell'ambra. (''Dell'anima degli artisti e degli scrittori'', 208)
*Agli uomini attivi di solito fa difetto l'attività più alta: voglio dire quella ''individuale''. Essi sono attivi come funzionari, commercianti, dotti, cioè come esseri generici, non come uomini affatto determinati, singoli, unici. (''Indizi di cultura superiore e inferiore'', 283)
*''Contro i [[confidenza|confidenziali]]''. – Persone che ci regalano la loro piena [[fiducia]] credono con ciò di aver diritto alla nostra. Il loro è un ragionamento sbagliato; i regali non conferiscono alcun diritto. (''L'uomo nel rapporto con gli altri'', 311)
*''Presenza di [[testimonianza|testimoni]]''. – Dietro un uomo caduto in acqua ci si tuffa tanto più volentieri se si è in presenza di persone che non osano farlo. (''L'uomo nel rapporto con gli altri'', 325)
*''Bontà materna''. – Ci son madri che han bisogno di figli felici e rispettati, altre invece di figli infelici: altrimenti non possono mostrare la loro bontà materna. (''La donna e il bambino'', 387)
*''L'unità di luogo e di dramma''. – Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni [[Matrimonio|matrimoni]] sarebbero più frequenti. (''La donna e il bambino'', 393)
====''Per la storia dei sentimenti morali''====
*Si deve possedere una buona memoria per poter mantenere le promesse fatte. (59)
*''Intemperanza nella vendetta.'' – Uomini grossolani che si ritengono offesi sono soliti sopravvalutare il più possibile l'entità dell'offesa, e ne raccontano la causa in termini di forte esagerazione, solo per potersi meglio avvoltolare nel sentimento di odio e di vendetta una volta destato. (62)
*Tutte le [[cattiva azione|azioni «cattive»]] sono motivate dall'istinto di conservazione o, ancor più esattamente, dal desiderio dell'individuo di cercare il [[piacere]] e fuggire il [[dolore]]: così motivate, però, esse non sono cattive. (99)
====''L'uomo solo con se stesso''====
*''Nemiche della verità.'' – Le [[convinzione|convinzioni]] sono nemiche della verità più pericolose delle menzogne. (483)
*''Ricco di carattere.'' – Un uomo appare ricco di [[carattere]] molto più spesso perché segue sempre il suo temperamento, che non perché segue sempre i suoi principi. (485)
*''Prerogativa della grandezza''. – È prerogativa della grandezza rendere molto felici con piccoli doni. (496)
*''Dall'esperienza''. – L'[[irrazionalità]] di una cosa non è affatto una ragione contro la sua esistenza, ma piuttosto una condizione di questa. (515)
*''Verità''. – Oggi nessuno muore di verità mortali: ci sono troppi antidoti. (516)
*''Idea fondamentale''. – Non esiste alcuna armonia prestabilita tra il favorire la verità e il bene dell'umanità. (517)
*''Destino umano''. – Chi pensa profondamente sa di aver sempre torto, comunque agisca e giudichi. (518)
*''[[Grandezza]] significa: imprimere una direzione''. – Nessun fiume è grande e ricco di per sé, ma è il fatto di ricevere e convogliare in sé tanti affluenti a renderlo tale. Ciò vale anche per ogni grandezza dello spirito. Importa solo questo: che uno imprima la direzione che poi tanti affluenti dovranno seguire, e non che uno possieda sin dall'inizio capacità grandi o piccole. (521)
*''Voler essere amati''. – Pretendere di essere amati è la [[presunzione]] più grande. (523)
*''La lunghezza della giornata''. – Quando c'è molto da infilarci, un [[giorno]] ha mille tasche. (529)
*''Più importante''. – Si considera la cosa non [[Spiegazione|spiegata]] e oscura più importante di quella spiegata e chiara. (532)
*''Disprezzo''. – Al disprezzo altrui l'uomo è più sensibile che a quello che gli viene da se stesso. (549)
*''Soccorrevolezza pericolosa''. – Esistono persone che voglion rendere pesante la vita agli uomini per nessun altro motivo se non quello di offrir poi loro le proprie ricette per alleviarla, per esempio il proprio cristianesimo. (555)
*''Essere bersaglio''. – I cattivi discorsi degli altri su di noi spesso non si riferiscono propriamente a noi, ma sono l'espressione di un'[[ira]], di un malumore che han tutt'altro motivo. (562)
*''Opinioni proprie''. – La prima [[opinione]] che ci viene in mente quando all'improvviso siamo interrogati su qualcosa, di solito non è la nostra, ma solo quella corrente, della nostra casta, della nostra posizione, della nostra origine; le opinioni proprie raramente vengono alla superficie. (571)
*''Cattiva memoria''. – Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono più volte le stesse buone cose per la ''prima'' volta. (580)
*''Presunzione come ultimo conforto''. – Se si interpreta una disgrazia, la propria carenza intellettuale, la propria malattia in modo da vedere in ciò una [[predestinazione]], una prova o una misteriosa punizione per azioni commesse in precedenza, ci si rende interessante il proprio essere e ci si innalza nell'immaginazione al di sopra dei propri simili. Il peccatore orgoglioso è una figura nota a tutte le sètte religiose. (590)
*''Vegetazione della felicità''. – Immediatamente accanto al dolore del mondo, e spesso sul suo terreno vulcanico, l'uomo ha posto i suoi piccoli giardini di felicità. Che si guardi alla vita con l'occhio di chi dall'esistenza vuole soltanto la conoscenza, o di chi si arrende e si rassegna, o di chi si rallegra per la difficoltà superata, ovunque si vedrà che vicino al male è sbocciata un po' di felicità – e una felicità tanto maggiore, quanto più il terreno era vulcanico; sarebbe però ridicolo affermare che questa felicità giustifichi lo stesso dolore. (591)
*''Novellini della filosofia''. – Non appena si è assimilata la saggezza di un filosofo, si va per le strade con la sensazione di essere diversi, di esser diventati dei grandi uomini; giacché ci si imbatte solo in gente che ignora quella saggezza, e dunque si ha da pronunciare su tutto un giudizio nuovo e mai sentito: per il fatto di saper riconoscere un codice, oggi si pensa di potersi anche atteggiare a giudice. (594)
*''Desiderio di profondo dolore''. – La [[passione]], quando è passata, si lascia dietro un'oscura nostalgia di sé e, prima di scomparire del tutto, ci lancia uno sguardo seducente. Dunque deve pur esserci stata una sorta di piacere nell'esser colpiti dalla sua sferza. Paragonati ad essa, i sentimenti più moderati ci sembrano insulsi; a quanto pare, a un fiacco piacere si preferisce pur sempre un forte dolore. (606)
*''Uomini arretrati e uomini precorritori''. – Il carattere sgradevole, che è pieno di diffidenza, che prova invidia per ogni successo del suo competitore e del suo prossimo ed è violento e collerico contro le opinioni divergenti, mostra di appartenere a un livello precedente di cultura, e di essere dunque un residuo: infatti il suo rapporto con gli uomini era giusto e adeguato in un'epoca in cui vigeva il diritto del più forte: è un uomo rimasto indietro. Un altro carattere, che partecipa alla gioia altrui, si fa amici dappertutto, sente amore per tutto quanto cresce e diviene, gode insieme con gli altri dei loro onori e successi e non si arroga la prerogativa di essere il solo a conoscere la verità ed anzi è pieno di un'umile diffidenza – questo è un uomo che precorre, che aspira a una cultura umana superiore. Il carattere sgradevole proviene dai tempi in cui le rudimentali fondamenta dei rapporti umani erano ancora da costruire, l'altro vive sul piano più alto di tali rapporti, il più lontano possibile dalla belva selvaggia che infuria e urla nei sotterranei, rinchiusa sotto le fondamenta della cultura. (614)
*''Estraneo al presente''. – Ha grandi vantaggi l'estraniarsi per una volta in forte misura dal proprio tempo, ed essere per così dire trascinati via dalla sua sponda, nell'oceano delle passate concezioni del mondo. Guardando di lì verso la costa, per la prima volta se ne coglie la conformazione complessiva e, quando ci si riavvicina ad essa, si ha il vantaggio di intenderla nel suo insieme meglio di coloro che non l'hanno mai abbandonata. (616)
====''Opinioni e detti diversi''====
*''Contro i sognatori''. – Il sognatore rinnega la verità di fronte a sé, il bugiardo solo davanti agli altri. (6)
*''Il buono seduce alla vita''. – Tutte le cose buone sono potenti incentivi alla [[vita]], persino ogni buon libro scritto contro di essa. (16)
*''La verità non vuol altro dio all'infuori di sé''. – La [[fede]] nella verità comincia con il [[dubbio]] in tutte le «verità» credute sino a quel momento. (20)
*''Historia in nuce''. – La parodia più seria che abbia mai sentito è questa: «in principio era il [[nonsenso|non-senso]], e il non-senso ''era'', presso Dio!. e Dio (divinamente) era il non-senso». (22)
*Un [[idealista]] è incorreggibile: se lo si precipita dal suo cielo, si confeziona un ideale con l'inferno. (23)
*''A chi nega la propria vanità''. – Chi nega la propria [[vanità]], di solito la possiede in forma così brutale da chiudere istintivamente gli occhi davanti ad essa, per non dover disprezzare se stesso. (38)
*''Avere molta [[gioia]]''. – Chi ha molta gioia deve essere un buon uomo: ma forse non il più intelligente, benché ottenga proprio quello che il più intelligente cerca di raggiungere con tutta la sua intelligenza. (45)
*''La collera come spia''. – La [[Ira|collera]] prosciuga l'anima e ne porta alla luce il sedimento. Pertanto, quando non si può arrivare in altro modo alla chiarezza, bisogna saper fare andare in collera chi ci sta intorno, i nostri seguaci e i nostri avversari, per apprendere tutto ciò che accade e viene pensato contro di noi nel profondo. (54)
*''Un errore più amaro''. – Offende in modo irreparabile lo scoprire che là dove si era convinti di essere amati, si era considerati solo una suppellettile, un gingillo da salotto, grazie al quale il padrone di casa poteva sfogare davanti agli ospiti la propria vanità. (74)
*''Sfiducia''. – La sfiducia in se stessi non sempre se ne va timida e insicura, ma a volte è quasi frenetica; per non tremare si è ubriacata. (80)
*''Filosofia del parvenu''. – Se per una volta si vuol essere una persona, bisogna onorare anche la propria ombra. (81)
*''Lode insincera''. – Una [[lode]] insincera produce poi assai più rimorsi di un biasimo insincero, probabilmente solo perché con una lode troppo pronunciata, abbiamo compromesso la nostra capacità di giudizio molto più che con un biasimo forte seppure ingiusto. (87)
*''Soddisfare i migliori''. – Quando con la propria [[arte]] si «sono soddisfatti i migliori del proprio tempo», è segno che con essa ''non si soddisferanno'' i migliori dell'epoca successiva: «vissuto», certo, «lo si è per tutti i tempi» – il plauso dei migliori assicurerà la gloria. (103)
*''La buona [[memoria]]''. – Taluni non diventano [[pensatore|pensatori]] solo perché hanno una memoria troppo buona. (122)
*''Scortesie di lettore''. – La duplice scortesia del [[lettore]] nei confronti dell'autore consiste nel lodare il secondo [[libro]] di costui a spese del primo (o viceversa) e nel volere che l'autore gliene sia grato. (130)
*''Poeti e realtà''. – La musa del [[poeta]] che non è innamorato della realtà, non sarà appunto la realtà e gli darà figli dagli occhi cavi e dalle ossa troppo tenere. (135)
*''Mezzi e fine''. – In [[arte]] il fine non santifica i mezzi: ma i mezzi santi possono santificare il fine. (136)
*''I peggiori lettori''. – I peggiori lettori sono quelli che si comportano come soldati durante un saccheggio: si prendono quello di cui possono aver bisogno, insudiciano e scompigliano il resto e bestemmiano su tutto. (137)
*''La critica più aspra''. – Si criticano un uomo, un [[libro]], con la stessa massima asprezza quando se ne disdegnano gli ideali. (157)
*''Vantaggio per gli avversari''. – Un [[libro]] ricco di spirito ne comunica anche ai suoi avversari. (160)
*''A favore dei critici''. – Gli insetti pungono non per cattiveria, ma perché anch'essi vogliono vivere; così pure i [[critico|critici]]: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore. (164)
*''Sibi scribere''. – Un [[Scrittore|autore]] accorto non scrive per nessun'altra posterità se non per la propria, vale a dire per la sua vecchiaia, onde poter provare anche allora gioia di sé. (167)
*Il vero talento teatrale dei tedeschi fu [[August von Kotzebue|Kotzebue]]; egli e i suoi tedeschi, dell'alta come della media società, fanno necessariamente tutt'uno, e i contemporanei avrebbero potuto seriamente dire di lui: «In lui viviamo e siamo noi». In lui non ci fu nulla di forzato, di costruito approssimativamente, di piacevole per metà o approssimativamente: quello che egli volle e poté, fu capito, anzi l'''onesto'' successo teatrale sui palcoscenici tedeschi appartiene tuttora agli eredi, verecondi o impudenti, dei mezzi e degli effetti kotzebuiani, soprattutto nella misura in cui la commedia è ancora in auge; ne risulta che, soprattutto lontano dalle grandi città, molto del germanesimo di allora continua a sopravvivere. Bonari, incontinenti nei piccoli piaceri, facili al pianto, desiderosi di potersi liberare almeno a teatro dell'innata freddezza e senso del dovere e di esercitarvi una tolleranza sorridente, anzi ridente, scambiando e mischiando il bene con la compassione – che è l'essenza della sentimentalità tedesca –, oltremodo felici di un'azione bella e generosa, per il resto ossequiosi dell'autorità, reciprocamente invidiosi e tuttavia bastanti a se stessi nel proprio intimo – così erano essi, così era lui. (170)
*''Le muse come mentitrici''. – «Sappiamo dire molte menzogne» – così cantarono un giorno le muse, quando si rivelarono a [[Esiodo]]. Conduce a scoperte assai importanti il considerare finalmente l'artista come impostore. (188)
*''Il motto di spirito''. – Il motto di spirito è l'epigramma sulla morte di un sentimento. (202)
*''Star sulla testa''. – Quando capovolgiamo la verità, di solito non ci accorgiamo che neanche la nostra testa sta dove dovrebbe stare. (208)
*In [[Antica Grecia|Grecia]] gli spiriti profondi, scrupolosi e seri erano l'eccezione; l'istinto del popolo inclinava piuttosto a considerare la serietà e la scrupolosità come una specie di deformazione. (221)
*''Scrittori di partito''. – I rulli di tamburo di cui tanto si compiacciono i giovani scrittori a servizio di un partito, suonano a chi non appartiene a quel partito come uno stridore di catene, e suscitano più compassione che ammirazione. (308)
*''Quando sono necessari gli asini''. – Non si spingerà la [[Massa|folla]] a gridare osanna se non si entrerà nella città cavalcando un asino. (313)
*''Diventar vuoti''. – Di colui che si abbandona agli avvenimenti resta sempre di meno. Per questo grandi politici possono diventare affatto vuoti, pur essendo stati un giorno pieni e ricchi. (315)
*''Caldo sulle vette''. – Sulle vette è più caldo di quanto non si immagini nelle valli, soprattutto in inverno. Il pensatore conosce il significato di questa similitudine. (335)
*A che scopo vuoi ancora attaccare? Siedi come uno che abbia vinto! (354)
*''Uccelli canori''. – I seguaci di un grand'uomo sono soliti accecarsi per meglio cantarne le lodi. (390)
*''Non all'altezza''. Una cosa buona non ci piace quando non ne siamo all'altezza. (391)
*''[[Commedia]]''. – Talvolta mietiamo amore e gloria per azioni e opere di cui da lungo tempo ci siamo spogliati come di una pelle: allora veniamo facilmente sedotti a fare i commedianti del nostro passato e a gettarci ancora una volta sulle spalle la vecchia pelle – e non solo per vanità, ma anche per benevolenza verso i nostri ammiratori. (393)
*''Il giudice''. – Chi ha contemplato l'ideale di un altro, ne è il giudice inesorabile e per così dire la cattiva coscienza. (402)
====''Il viandante e la sua ombra''====
*''L'[[Albero della conoscenza del bene e del male|albero della conoscenza]]''. – Verosimiglianza, ma non verità: parvenza di libertà, ma non libertà – è per questi due frutti che l'albero della conoscenza non può venir scambiato per l'[[Albero della vita (Eden)|albero della vita]]. (1)
*''Dire due volte''. – È bene esprimere subito una cosa due volte e darle un [[piede]] destro e uno sinistro. La verità può sì stare in piedi su una gamba, ma con due camminerà e andrà in giro. (13)
*''[[Rimorso]]''. – Il rimorso è, come un morso di un cane a una pietra, una sciocchezza. (38)
*''Cloache dell'[[anima]]''. – Anche l'anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per quelli molto boriosi (voglio dire i nostri cari «pessimisti» moderni) – il buon Dio. (46)
*''Spirito e noia''. – Il proverbio «Il magiaro è troppo pigro per annoiarsi» fa pensare. Solo gli animali più fini e attivi sono capaci di noia. – Un tema per un grande poeta sarebbe la ''noia di Dio'' nel settimo giorno della creazione. (56)
*''La virtù più nobile''. – Nella prima èra dell'umanità superiore il valore è considerato la più bella delle virtù, nella seconda la giustizia, nella terza la moderazione, nella quarta la saggezza. In quale èra viviamo noi? In quale vivi tu? (64)
*''''Una santa bugia''. – La bugia, pronunciando la quale [[Arria]] morì (''Paete, non dolet''), oscura tutte le verità che mai furono pronunciate da morenti. È l'unica ''bugia'' santa che sia divenuta famosa; mentre in altri casi l'odore di santità rimase attaccato solo ad ''errori''. (75)
*[[Jean Paul]] sapeva moltissimo ma non aveva scienza, s'intendeva di ogni astuzia artistica ma non aveva arte, non trovava disgustoso quasi nulla ma non aveva gusto, possedeva sentimento e serietà ma, quando li faceva assaggiare, ci versava sopra un repellente brodo di lacrime, aveva certo spirito – troppo poco, purtroppo, rispetto alla gran fame che ne aveva: per cui porta il lettore alla disperazione proprio con la sua mancanza di spirito. Fu in complesso l'erbaccia variopinta, dal forte profumo, spuntata nottetempo nei delicati frutteti di [[Friedrich Schiller|Schiller]] e [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]; fu un uomo buono e comodo, eppure fu una fatalità – una fatalità in camicia da notte. (99)
*[[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] possiede una virtù prettamente francese, e come scrittore ha frequentato in genere con la massima diligenza la scuola dei francesi: sa ordinare e ben esporre le sue cose in vetrina. Senza quest'''arte'' reale, i suoi pensieri come pure i loro oggetti sarebbero rimasti piuttosto in ombra, senza che la perdita fosse troppo grave. Ma dalla sua ''arte'' hanno imparato in molti (soprattutto le ultime generazioni di dotti tedeschi), e innumerevoli ne hanno tratto gioia. – In verità quegli apprendisti non avrebbero avuto bisogno, come tanto spesso è accaduto, di imparare anche lo sgradevole manierismo del suo tono, con quel miscuglio di litigiosità e probità. – Sul Lessing «lirico» si è oggi unanimi: sul «drammatico» lo si diventerà. (103)
*[[Christoph Martin Wieland|Wieland]] ha scritto in tedesco meglio di chiunque altro, e ha avuto in ciò le sue brave soddisfazioni e insoddisfazioni di maestro (le sue traduzioni delle lettere [[Marco Tullio Cicerone|ciceroniane]] e di [[Luciano di Samosata|Luciano]] sono le migliori traduzioni tedesche); ma i suoi pensieri non ci forniscono più nulla cui pensare. Sopportiamo le sue piacevoli moralità tanto poco quanto le sue piacevoli immoralità: le une ben si confanno alle altre. Gli uomini che ne trassero godimento erano però in fondo migliori di noi – ma anche, in buona misura, più lenti, e avevano appunto bisogno di un tale scrittore. – Di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] i tedeschi non ebbero bisogno, e anche per questo non sanno farne alcun uso. Si considerino i migliori tra i nostri politici e artisti; nessuno di loro ha avuto Goethe come educatore – non lo ha potuto avere. (107)
*''Il senso drammatico''. – Chi non possiede i quattro sensi artistici più raffinati, cerca di comprendere tutto con il quinto, il più grossolano: questo è il senso drammatico. (117)
*[[Johann Gottfried Herder|Herder]] non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l'oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l'irriquietezza della primavera, ma egli era la primavera! (118)
*[[Friedrich Schiller|Schiller]], come altri artisti tedeschi, credeva che, avendo spirito, si potesse anche ''improvvisare con la penna'' su ogni sorta di argomenti difficili. Ed ecco che i suoi saggi in prosa – sotto ogni riguardo un modello di come ''non'' si debbono affrontare questioni scientifiche di estetica e di morale – e un pericolo per lettori giovani i quali, nella loro ammirazione per il poeta Schiller, non hanno il coraggio di pensar male dello Schiller pensatore e scrittore. (123)
*Herder ebbe la sfortuna che i suoi scritti fossero sempre o nuovi o invecchiati; per le menti più sottili e robuste (come per [[Georg Christoph Lichtenberg|Lichtenberg]]), persino l'opera principale di Herder, le sue ''Idee per la storia dell'umanità'', furono per esempio qualcosa di vecchio già al loro apparire. (125)
*Il moralismo di [[Immanuel Kant|Kant]], – da dove viene? Lo dà continuamente a capire: da [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] e dal ridestato stoicismo romano. (216)
*Il moralismo di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] in musica: è l'eterno inno di lode a [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], agli antichi francesi e a [[Friedrich Schiller|Schiller]]. (216)
*Cos'è l'intera filosofia morale tedesca, a partire da [[Immanuel Kant|Kant]], con tutti i suoi germogli e le sue secondarie diramazioni francesi, inglesi e italiane? Un attentato semiteologico contro [[Claude-Adrien Helvétius|Helvétius]], un rifiuto dei liberi orizzonti lentamente e faticosamente conquistati o delle indicazioni della retta via, che egli da ultimo ha ben espresse e riunite. Ancor oggi Helvétius è in [[Germania]] il più vilipeso tra tutti i buoni moralisti e tra tutti i buon'uomini. (216)
*[[Epicuro]] è vissuto e vive in ogni tempo, sconosciuto a quelli che si definivano e si definiscono [[Epicureismo|epicurei]], e senza fama presso i filosofi. Egli stesso ha dimenticato il suo nome: fu il bagaglio più pesante che egli mai abbia gettato via. (227)
*L'[[Atene]] del terzo secolo, se potessimo visitarla, ci sembrerebbe quasi popolata di pazzi. (230)
*In [[Russia]] esiste una emigrazione degli intellettuali: si passa il confine per leggere e scrivere buoni libri. Ma così si fa in modo che la patria, abbandonata dallo spirito, diventi sempre più la bocca spalancata dell'[[Asia]], che vorrebbe inghiottire la piccola [[Europa]]. (231)
*I greci sono i ''pazzi per lo Stato'' della storia antica – in quella moderna lo sono altri popoli. (232)
*''[[Lettera]]''. – La lettera è una visita inaspettata, e il [[postino]] è il mediatore di scortesi sorprese. Si dovrebbe avere per le lettere un'ora ogni otto giorni, e poi farsi un bagno. (261)
*''Non femminile''. – "Stupido come un uomo", dicono le donne: "vile come una donna", dicono gli uomini. La stupidità è nella donna l'elemento non femminile. (273)
*Ogni far politica, anche nei più grandi [[statista|statisti]], è un improvvisare a caso. (277)
*''Quarantena centenaria''. – Le istituzioni democratiche sono istituti di quarantena contro la vecchia peste degli appetiti tirannici: e, come tali, molto utili e molto noiose. (289)
*'' La stanchezza dello spirito''. – La nostra indifferenza e freddezza verso gli uomini, che viene interpretata come durezza e mancanza di carattere, spesso è solo stanchezza dello spirito: durante la quale gli altri ci sono, come lo siamo noi a noi stessi, indifferenti o molesti. (299)
*''[[Uomo]]!'' – Che cos'è la [[vanità]] dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»! (304)
*''Il miglior rimedio''. – Un po' di [[salute e malattia|salute]] ogni tanto è il miglior rimedio per il [[salute e malattia|malato]]. (325)
*''Profeti del tempo''. – Come le nubi ci dicono in che direzione corrono i venti lassù in alto, sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e liberi fanno presagire con le loro direzioni che tempo farà. (330)
==''Aurora''==
*[[Filologia]], infatti, è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un'arte e una perizia di orafi della ''parola'', che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge ''lento''. (prefazione, 5; 2006)
*Anche quel senso della verità, che in fondo è il senso della sicurezza, l'uomo l'ha in comune con l'animale: non ci si vuol lasciar ingannare, non si vuol esser tratti in errore da noi stessi, si presta un diffidente ascolto all'esortazione delle proprie passioni, ci si domina e si rimane in agguato contro se stessi; tutto questo l'animale lo comprende parimenti all'uomo, anche in lui il dominio di sé si sviluppa dal senso del reale (dalla saggezza). Parimenti l'animale osserva gli effetti che esercita sulla rappresentazione di altri animali, e da lì impara a rivolgere il suo sguardo indietro su se stesso, a considerarsi «oggettivamente»; così ha il suo grado di autocoscienza. L'animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le loro peculiarità, su queste si regola: verso individui di una determinata specie rinunzia una volta per tutte alla lotta e così, nell'avvicinare alcuni tipi di animali, indovina l'intenzione di pace e di accordo. Gli inizi della giustizia, come quelli della saggezza, della moderazione, del coraggio, – in breve tutto ciò che noi definiamo ''virtù socratiche'', è di carattere ''animale'': una conseguenza di quegli istinti che insegnano a cercare il cibo e a sfuggire ai nemici. (26; 2012)
*«[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]» è tutta la scienza. Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l'uomo avrà conosciuto se stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell'uomo. (48; 2006)
*Quale luogo spaventevole ha saputo fare della terra il [[cristianesimo]], già per il solo fatto di aver collocato ovunque il [[croce cristiana|crocifisso]], e per aver in tal modo designato la terra come il luogo in cui «il giusto viene ''martirizzato'' a morte»! (77; 2006)
*Il [[cristianesimo]] ha fatto di tutto per chiudere il circolo, e ha dichiarato che già il dubbio è peccato. (89; 2006)
*Un [[Dio]] che è onnisciente e onnipotente, e che non provvede neppure a che la sua intenzione venga compresa dalle sue creature, dovrebbe essere un Dio di bontà? (91; 2006)
*Tutte le azioni sono essenzialmente ignote. (116; 2006)
*Com'è venuta la ragione nel mondo? Come è giusto che arrivasse, in un mondo irrazionale, attraverso il caso. Si dovrà indovinare questo caso, come un enigma. (123; 2006)
*''Governare.'' – Gli uni [[governo|governano]] per il piacere di governare, gli altri per non essere governati: questi ultimi hanno soltanto il più piccolo dei due mali. (181; 2006)
*Il pauroso non sa che cosa significa essere soli: dietro la sua [[poltrona]] c'è sempre un nemico. (249; 2006)
*Quanto più pensiamo a tutto quel che fu e che sarà, tanto più pallido ci diventa quel che appunto è ora. (441; 2017)
*''Maestri e scolari''. – Conviene all'umanità di un [[maestro]], mettere i propri [[maestro e discepolo|discepoli]] in guardia contro se stesso. (447; 2006)
*''Avanti sul nemico''. – Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia contro il nemico! (557; 2006)
*''Perdite.'' Vi sono perdite che comunicano all'anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti, neri cipressi. (570; 2017)
*''Disquamarsi''. – Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito. (573; 2006)
*''Da non dimenticare''. – Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. (574; 2006)
===Citazioni su ''Aurora''===
*Opera di trapasso, ''Aurora'', intesa ancora ad abbattere più che a costruire, vibra di una singolare tensione interna per il paradosso del suo impegno stesso, che è dimostrare razionalmente l'irrazionalità originaria della morale in corso. Occasione per eccellenza sia a demolire idoli, sia (anche più) a illuminare caverne dell'inconscio occupate da «sacra» tenebra di millenni. ([[Leone Traverso]])
==''La gaia scienza''==
*''[[Epicuro]]''. Sì, sono fiero di sentire il carattere di Epicuro in modo diverso, forse, da chiunque altro, e soprattutto di gustare in tutto ciò che di lui leggo e ascolto la gioia pomeridiana dell'antichità – vedo il suo occhio che guarda un vasto, albicante mare, oltre gli scogli delle coste su cui si posa il sole, mentre grandi e piccole fiere giuocano nella sua luce, sicure e placide come questa luce e quell'occhio stesso. Una tale gioia l'ha potuta inventare solo un uomo che ha perpetuamente sofferto, la gioia d'un occhio davanti al quale il mare dell'esistenza si è quietato e che non si sazia più di guardare la sua superficie, e questo screziato, tenero, abbrividente velo di mare: non era mai esistita prima di allora una tale compostezza della voluttà. (45; 2007)
*Come è noto, l'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] ha mentito moltissimo, nel raccontare agli sbalorditi contemporanei la storia della sua vita. Mentì per quel dispotismo contro se stesso che dimostrò, per esempio, nel modo con cui si dette a creare un suo linguaggio e si costrinse tirannicamente a diventar poeta – aveva finito per trovare una severa forma di grandezza in cui imprimere a viva forza la sua vita e la sua memoria: deve esserci stato non poco tormento in tutto questo. – Non presterei fede alcuna neppure a una biografia di Platone, scritta da lui medesimo: così come non credo a quella di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] o alla vita nuova di [[Dante Alighieri|Dante]]. (91; 2007)
*Dio è morto: ma stando alla natura degli uomini, ci saranno forse ancora per millenni caverne nelle quali si additerà la sua ombra. (108; 2015)
*Il carattere complessivo del mondo è il caos per tutta l'eternità, non nel senso di un difetto di necessità, ma di un difetto di ordine, di articolazione, forma, bellezza, sapienza e di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane. (109; 2007)
*Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!". E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" – gridavano e ridevano in una gran confusione. L'uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! ''L'abbiamo ucciso'' – voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strofinare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? – Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! [[Morte di Dio|Dio è morto]]! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli – chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo lavarci? Quali riti espiatòri, quali sacre rappresentazioni dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo anche noi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un'azione piú grande – e tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto" proseguì "non è ancora il mio tempo. Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino – non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle stelle vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano viste e ascoltate. Quest'azione è ancor sempre piú lontana dagli uomini delle stelle più lontane – ''eppure son loro che l'hanno compiuta!''". – Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo ''Requiem aeternam Deo''. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?". (125; 2007)
*La decisione del [[cristiano (religione)|cristiano]] di trovare brutto e [[malvagità|malvagio]] il [[mondo]] ha reso il mondo brutto e malvagio. (130; 2007)
*''Fama''. Quando la gratitudine di molti verso qualcuno getta via ogni pudore, nasce la fama. (171; 2015)
*''Contro alcune difese.'' – Il modo più perfido di danneggiare una cosa è quello di difenderla intenzionalmente adducendo motivi falsi. (191; 1993)
*''Limiti del nostro udito.'' – Si odono soltanto le domande a cui siamo in grado di rispondere. (196; 1993)
*''Ridere.'' – [[risata|Ridere]] significa godere dell'altrui sofferenza, ma con la coscienza tranquilla. (200; 2007)
*''L'invidioso''. È un invidioso – cui non si devono augurare dei bambini: sarebbe invidioso di loro perché non può più essere bambino. (207; 2015)
*''Sacrificio''. Riguardo a sacrificio e a spirito di sacrificio le vittime la pensano diversamente dagli spettatori: ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo. (220; 2015)
*''Critica degli [[animale|animali]]''. Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale – vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice. (224; 2015)
*''Per muovere la folla''. – Colui che vuol muovere la folla, non deve forse essere l'attore di se stesso? Non deve dapprima tradursi in un qualcosa di grottescamente chiaro e presentare tutta la sua persona e le sue tesi in questa rozza semplificazione? (236; 1993)
*''Abitudine''. Ogni [[abitudine]] rende la nostra mano più arguta e la nostra arguzia meno agile. (247; 1993)
*Nessun vincitore crede al caso. (258; 2006)
*''L'ultima scepsi''. Che cosa sono, in fondo, le verità degli uomini? Sono gli errori inconfutabili dell'umanità. (265; 1993)
*''Che cosa dice la tua coscienza?'' – «Tu devi diventare colui che sei.» (270; 1993)<ref>Vedi anche ''Il sacrificio del miele'' in ''Così parlò Zarathustra''.</ref>
*''[[Genova]]''. Io mi sono guardato questa città, con le sue ville, i suoi parchi e l'ampio circondario delle sue colline e dei suoi declivi, tutti abitati, per un bel po'; debbo infine dire che vedo ''volti'' di stirpi passate, ché questa regione è disseminata di immagini di uomini arditi e sicuri di sé. Hanno ''vissuto'' e voluto continuare a vivere: me lo dicono con le loro case, costruite e abbellite per i secoli, e non per l'ora fugace; amavano la vita, per quanto spesso potessero essere malvagi con se stessi. (291; 1993, p. 150)
*Nel Nord a chi osservi l'architettura delle città si impongono la legge e un desiderio generalizzato di legalità e di obbedienza: vi si indovina quella interiore tendenza a conformarsi e a equipararsi che doveva prevalere nell'anima di tutti i costruttori. Qui invece {{NDR|a Genova}}, dietro ogni angolo, trovi una persona a sé, che conosce il mare, l'avventura e l'Oriente, un uomo poco incline alla legge e al vicino, che gli giungono noiosi, e misura con sguardo invidioso tutto ciò che è antico e già fondato: egli vorrebbe, con uno scaltro prodigio della sua fantasia, rifondare tutto ciò almeno nel pensiero, mettervi la sua mano e la sua sensibilità - fosse anche per un istante di un soleggiato pomeriggio in cui la sua anima malinconica e insaziabile avverte, per una volta, sazietà, e al suo occhio possono presentarsi soltanto cose proprie e non più estranee. (291; 1993, pp. 150-151)
*Io amo le abitudini brevi e le ritengo uno strumento inestimabile per conoscere ''molte'' cose e circostanze. (295; 1993)
*''Nel fare non facciamo''. Sono fondamentalmente avverso a quelle morali che dicono: «Non farlo! Rinuncia! Frenati!» [...] «Il nostro [[azione|fare]] deve determinare ciò che noi non facciamo: nel fare non facciamo» – così piace a me, così suona il ''mio placitum''. (304; 2007)
*No. La [[vita]] non mi ha disilluso! Di anno in anno la trovo invece più vera, più desiderabile e più misteriosa – da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza – e non un dovere, non una fatalità, non una frode! E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o il percorso verso un giaciglio di riposo, oppure uno svago o un oziare; ma per me essa è un universo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno la loro arena. "''La vita come mezzo della conoscenza''": con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino ''gioiosamente vivere e gioiosamente ridere!'' E chi saprebbe ridere e vivere bene, senza intendersi prima di guerra e di vittoria? (324; 2007)
*[...] una [[felicità]], che finora l'uomo non ha mai conosciuto – la felicità di un dio colmo di potenza e d'amore, di lacrime e di riso, una felicità che, come il sole alla sera, non si stanca di effondere doni della sua ricchezza inestinguibile e li sparge nel mare, e come il sole, soltanto allora si sente assolutamente ricca, quando anche il più povero pescatore rema con un remo d'oro! Questo sentimento divino si chiamerebbe, allora – umanità! (337; 2007)
*{{NDR|Sull'[[eterno ritorno]]}} Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna [[clessidra]] dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! (341; 2007)
*Ci vien già da ridere quando troviamo «[[uomo]] ''e'' [[mondo]]» posti l'uno accanto all'altro, separati dalla sublime arroganza della paroletta «e»! (346; 2015)
==''Così parlò Zarathustra''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Als Zarathustra dreissig Jahr alt war, verliess er seine Heimat und den See seiner Heimat und ging in das Gebirge. Hier genoss er seines Geistes und seiner Einsamkeit und wurde dessen zehn Jahr nicht müde. Endlich aber verwandelte sich sein Herz, – und eines Morgens stand er mit der Morgenröthe auf, trat vor die Sonne hin und sprach zu ihr also:<br />"Du grosses Gestirn! Was wäre dein Glück, wenn du nicht Die hättest, welchen du leuchtest!<br />Zehn Jahre kamst du hier herauf zu meiner Höhle: du würdest deines Lichtes und dieses Weges satt geworden sein, ohne mich, meinen Adler und meine Schlange.<br />Aber wir warteten deiner an jedem Morgen, nahmen dir deinen Überfluss ab und segneten dich dafür."''
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Also sprach Zarathustra'', Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1967–77}}
====I traduzione====
Quando Zarathustra ebbe trent'anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Qui gustò il suo spirito e la sua solitudine, per dieci anni, senza stancarsene. Ma alla fine il suo cuore si trasformò – e un mattino egli si alzò con l'aurora, andò dinnanzi al sole e gli parlò.<br />
"Grande astro! Cosa sarebbe la tua felicità se non avessi coloro ai quali risplendi!<br />
Per dieci anni sei venuto quassù alla mia caverna: saresti saturo della tua luce e di questo cammino senza di me, della mia aquila e del mio serpente.<br />
Noi però ti abbiamo atteso ogni mattino, ti abbiamo alleggerito della tua sovrabbondanza e di ciò ti abbiamo benedetto."
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', traduzione di Maria Francesca Occhipinti, Mondadori}}
====II traduzione====
Giunto a trent'anni, Zarathustra lasciò il suo paese e il lago del suo paese, e andò sui monti. Qui godette del suo spirito e della sua solitudine, né per dieci anni se ne stancò. Alla fine si trasformò il suo cuore, – e un mattino egli si alzò insieme all'aurora, si fece al cospetto del [[sole]] e così gli parlò:<br />
"Astro possente! Che sarebbe la tua felicità, se non avessi coloro ai quali risplendi! Per dieci anni sei venuto quassù, alla mia caverna; sazio della tua luce e di questo cammino saresti divenuto, senza di me, la mia aquila, il mio serpente.<br /> Noi però ti abbiamo atteso ogni mattino e liberato del tuo superfluo, di ciò ti abbiamo benedetto.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', versione di Mazzino Montinari, in ''Opere'', Adelphi, 1972.}}
====III traduzione====
Compiuto ch'ebbe il trentesimo anno, Zarathustra abbandonò [[patria]] e lago natio, e andò sulle montagne. Ivi godé del suo [[spirito]] e della sua solitudine e non se ne stancò per dieci anni. Ma alla [[fine]] il suo [[cuore]] si cangiò, e un mattino, levatosi con l'aurora, si mise di fronte al [[sole]] e così parlò:<br />«O grande astro! Che ne sarebbe della tua [[felicità]] se non avessi a chi risplendere?<br />Da dieci anni vieni quassù nella mia caverna; ti saresti tediato della tua [[luce]] e di questo cammino, non fosse stato per me, per l'aquila mia e pel mio serpente.<br />Ma noi ti attendevamo ogni mattina, prendevamo il tuo superfluo, benedicendoti in cammino.»
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'' (''Also sprach Zarathustra Ein Buch für Alleund Keinen'', traduzione di Michele Costa, Grande Universale Mursia, [[Milano]] 1963.}}
===Citazioni===
*Erano gradini per me, li ho saliti; a tal fine ho dovuto oltrepassarli. Ma quelli credevano che volessi riposarmi su di loro.
*L'uomo è una fune tesa fra l'animale e il Superuomo, una corda sopra l'abisso.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 218. ISBN 9788858014165</ref>
:''Der Mensch ist ein Seil, geknüpft zwischen Tier und Übermensch - ein Seil über einem Abgrunde''. (prefazione, 4)
*Le vostre debolezze sono salite al cielo delle virtù.
*Nell'amore c'è sempre un po' di follia. Ma nella follia c'è sempre un po' di saggezza. (I, ''Del leggere e scrivere''; Quattrocchi)
====Parte prima====
=====Mazzino Montinari=====
*Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta che: [[Dio]] è morto. (''Prologo'', 3, 1972)
:''Dieser alte Heilige hat in seinem Walde noch Nichts davon gehört, dass Gott todt ist!''
*"Io vi insegno il [[oltreuomo|superuomo]]". L'uomo è qualcosa che deve essere superato. (''Prologo'', 3; 1972)
:''Ich lehre euch den Übermenschen. Der mensch ist Etwas, das überwunden werden soll.''
*In passato foste scimmie, ma ancor oggi l'[[uomo]] è più scimmia di qualsiasi [[scimmia]]. (''Prologo'', 3; 1972)
*L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il [[oltreuomo|superuomo]], – un cavo al di sopra di un abisso. (''Prologo'', 4; 1972)
:''Der Mensch ist ein Seil, geknüpft zwischen Thier und Übermensch, – ein Seil über einem Abgrunde.''
*Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una [[stella]] danzante. (''Prologo'', 5; 1972)
:''Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.''
*Il [[mondo]] mi sembrò l'opera di un dio sofferente e torturato [..] Il creatore non voleva guardare se stesso – e allora creò il mondo. (I, ''Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo''; 1972)
*Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza. E chissà a quale scopo per il tuo corpo è necessaria proprio la tua migliore saggezza? (I, ''Dei dispregiatori del corpo'', 1972)
:''Es ist mehr Vernunft in deinem Leibe, als in deiner besten Weisheit.''
*Chi è salito sui più alti monti, ride di tutte le tragedie del teatro e della vita. (I, ''Del leggere e scrivere,'' 1915)
*Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente. (''Del leggere e scrivere'')
*Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l'ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo. (I, ''Del leggere e scrivere'', 1972)
*In nome del mio amore e della mia speranza, ti scongiuro: non buttar via l'eroe che è nella tua anima! Mantieni sacra la tua speranza più elevata! (I, ''Dell'albero sul monte'', 1972)
*Tu dici che è la buona causa che consacra perfino la [[guerra]]? Io ti dico: è la buona guerra che consacra ogni causa. (I, ''Della guerra e dei guerrieri'', 1972)
*Dovete avere solo nemici da odiare, e non nemici da disprezzare: dovete essere orgogliosi del vostro nemico. (I, ''Della guerra e dei guerrieri'', 1972)
*La nostra fede in altri rivela in che cosa noi vorremmo credere di noi stessi. (I, ''Dell'amico'', 1973)
*Due cose vuole l'[[Maschio e femmina|uomo]] autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la [[Maschio e femmina|donna]], come il giocattolo più pericoloso. L'uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza. Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara. (I, ''Delle femmine, vecchie e giovani'', 1972)
*L'uomo tema la donna, se odia: giacché in fondo all'anima l'uomo è solo [[malvagità|malvagio]], mentre la donna è cattiva. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
*La felicità dell'uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: lui vuole. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
*«Vai dalle [[Donna|donne]]? Non dimenticare la [[frusta]]!» (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
:''Du gehst zu frauen? Vergiss die Peitsche nicht!''
*Matrimonio: ecco come chiamo la volontà di creare in due quell'uno che sarà qualcosa di più dei suoi due procreatori. (I, ''Dei figli e del matrimonio'', 1972)
*Quando volete parlar bene di voi, vi procurate un testimonio; e quando l'avete sedotto a pensar bene di voi, allora anche voi pensate bene di voi stessi. (''Dell'amore del prossimo'')
*Chi va dal prossimo, perché cerca se stesso, e chi, perché vorrebbe perdersi. Il vostro cattivo amore di voi stessi vi trasforma la solitudine in un carcere. (''Dell'amore del prossimo'', 36; 1973)
=====Altri=====
*Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla Terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali! Sono avvelenatori, che lo sappiano o no. (Prologo, 3)
*Io amo colui che spreca la propria anima, che non vuole ringraziamenti, e che non restituisce nulla: perché egli dona sempre e non vuole conservarsi. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Io amo colui che si vergogna quando il [[Dado (gioco)|dado]] cade in modo favorevole a lui, e si chiede: "Sono forse un [[baro]]?" giacché egli vuole andare a fondo. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Io amo colui che getta parole d'oro davanti alle sue azioni e mantiene sempre più di ciò che aveva promesso: perché egli vuole la propria distruzione. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Dormire non è poca arte: è necessario vegliare tutto il giorno per giungervi. (I, ''Delle cattedre della virtù'')
*Ci furono sempre malati fra coloro che sognano e cercano Dio; e tutti odiano ferocemente chi aspira alla conoscenza e la più giovane tra le virtù, che ha nome sincerità. (I, ''Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo'', 1963)
*Il vostro omicidio, o giudici, dev'essere compassione e non vendetta. E mentre uccidete badate a giustificare la vita! (I, ''Del pallido delinquente'', 1963)
*È vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C'è sempre un grano di pazzia nell'[[amore]]. D'altra parte c'è sempre anche un po' di ragione nella follia. (I, ''Del leggere e scrivere'')
*Una volta lo spirito era Dio, poi si fece uomo, e adesso sta diventando plebe. (I, ''Del leggere e scrivere'' 1963)
*Una vita libera è ancora aperta alle anime grandi. Chi poco possiede tanto meno è posseduto: sia lodata la piccola [[povertà]]. (I, ''Del nuovo idolo'', 1963)
*Là, dove lo stato cessa, li vedete, fratelli miei, l'arcobaleno e i ponti del [[oltreuomo|superuomo]]? (I, ''Del nuovo idolo'')
*Stato si chiama il più freddo di tutti i mostri. Ed è freddo anche nel suo mentire; e dalla sua bocca striscia questa menzogna: "Io, lo Stato, sono il popolo!" (I, ''Del nuovo idolo'')
*Queste persone si astengono, è vero: ma la [[Sensualità]], quella cagna, invidiosa e torva, guarda in fuori da tutto ciò che fanno. (I, ''Della castità'')
*Colui che conosce la verità salta malvolentieri nelle sue acque, non quando sono sporche, ma quando sono poco profonde. (I, ''Della castità'')
*{{NDR|Alle [[donna|donne]]}} Sia questo il vostro onore: amare sempre più di quanto siete amate, non essere mai seconde! (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'')
*Per la [[Maschio e femmina|donna]], l'[[Maschio e femmina|uomo]] è un mezzo il cui fine è un [[bambino]]. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'')
*Chi deve essere un creatore non fa che distruggere. (''Di mille e una meta'', 1993)
*Una piccola [[vendetta]] è cosa più umana che nessuna vendetta. (''Del morso della vipera'', 1915)
*V'ha maggior dignità nel dare [[Ragione e torto|torto]] a sé stesso che non nel volere aver [[Ragione e torto|ragione]], specialmente quando si ha ragione. Soltanto bisogna esser molto ricchi per far ciò. (''Del morso della vipera'', 1915)
====Parte seconda====
=====Mazzino Montinari=====
*Da quando vi sono uomini, l'uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale! (II, ''Dei compassionevoli'', 1972)
*Con tuoni e celesti [[fuochi d'artificio]] si deve parlare a sensi fiacchi e addormentati. Ma la voce della bellezza parla sommessa: essa s'insinua soltanto nelle anime più deste. (II, ''Dei virtuosi'', 1972)
*Diffidate di tutti coloro nei quali è forte l'istinto di punire! (II, ''Delle tarantole'', 1972)
*Perché gli uomini non sono eguali: così parla la giustizia. (II, ''Dei dotti'', 1972)
*Ah, ci sono tante cose fra cielo e terra, di cui soltanto i [[poeta|poeti]] hanno sognato qualcosa. (II, ''Dei poeti'', 1972<ref>Riprende un verso dell'''[[Amleto]]'' di [[William Shakespeare]]: «Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia».</ref>)
*Per me essi sono dei prigionieri e dei segnati. Colui che essi chiamano il loro redentore li ha messi in catene: nelle catene di valori falsi e parole fallaci! Oh, se qualcuno li redimesse dal loro redentore! (II, "Dei preti", 1972)
*Così ragionano tutti i pesci, [...] ciò di cui essi non toccano il [[fondo]], è senza-fondo. (''Il canto della danza'')
*E chi non ha ali non deve mettersi al di sopra di abissi. (''Dei saggi illustri'')
*E se un amico ti fa del male, devi dire: «Io ti perdono ciò che hai fatto a me; ma come potrei perdonarti di aver fatto ciò – a te stesso!». (''Dei compassionevoli'')
=====Altri=====
*Così mi disse una volta il [[diavolo]]: "Anche Dio ha il suo [[inferno]]: è il suo amore per gli uomini." (II, ''Dei compassionevoli'')
*Sì, c'è qualcosa di invulnerabile, d'inseppellibile in me, qualcosa che frantuma le rocce: si chiama la mia [[volontà]]. Silenziosa e immutata resta al passare degli anni.[...] Sì, tu sei quella che trasforma tutti i sepolcri in rovine: salute a te, mia volontà! E soltanto dove ci sono sepolcri, ci sono resurrezioni. (II, ''Il canto dei sepolcri'')
*Ma dove trovai essere vivente, là udii anche il discorso dell'obbedienza. Ogni essere vivente è qualcosa che obbedisce. E questa è la seconda cosa: riceve comandi colui che non sa obbedire a sé stesso. Tale è l'essenza dell'essere vivente. E la terza cosa che udii è: che comandare è più difficile che obbedire. E non solo che chi comanda porta il peso di tutti coloro che obbediscono e che questo peso è facile che lo schiacci. (II, ''Della vittoria su se stessi'')
====Parte terza====
=====Mazzino Montinari=====
*Ma a che [[parlare|parlo]], quando nessuno ha i miei orecchi! (III, ''Della virtù che rende meschini'', 1972)
*Se le foglie appassiscono – che c'è da lamentarsi! (''Degli apostati'', 41; 1973)
*La migliore saggezza è tacere e passare oltre: ''questo'' – adesso l'ho imparato! (''Il ritorno a casa'', 66; 1973)
*L'uomo è difficile da scoprire, ed egli è per se stesso la più difficile delle scoperte. (''Dello spirito di gravità'', 2, 68; 1973)
*Ci vuole più coraggio a farla finita, che a scrivere un verso nuovo: ciò sanno i [[medico|medici]] e i [[poeta|poeti]]. (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1972)
*Fratelli miei, forse sono crudele? Ma io dico: a ciò che sta cadendo si deve dare anche una spinta! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 20; 1972)
*«Perché così duro! – disse una volta il carbone al diamante; non siamo forse parenti stretti?» – Perché così molli? Fratelli miei, questo ''io'' chiedo a voi: non siete forse – i miei fratelli? (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1972)
=====Altri=====
*Ah, sono sempre pochi coloro il cui cuore ha lungo coraggio e lunga baldanza; e a questi anche lo spirito rimane paziente. Ma tutto il resto è vile. Il resto: sono sempre i più, il quotidiano, il superfluo, i troppi – tutti costoro sono vili! (III, ''Degli apostati'')
*Non di dove venite sia d'ora in poi il vostro [[onore]], bensì dove tendete! La vostra volontà e il vostro piede che vuole portarvi al di là di voi stessi, questo sia il vostro nuovo onore! (III, ''Di antiche tavole e nuove'')
*Lascia che il [[mondo]] vada come vuole! Non muovere un dito per impedirlo! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1963, p. 180)
*La vita è una sorgente di [[piacere]]: ma per colui nel quale parla lo stomaco guasto, padre dell'afflizione, tutte le fonti sono avvelenate. (III, ''Di antiche tavole e nuove'')
*Qual è la specie più alta dell'essere e qual è la più vile? Il parassita è la più vile, ma chi è della specie più alta nutre il maggior numero di parassiti. (III, ''Di antiche tavole e nuove''', 1963)
*Così voglio l'[[Maschio e femmina|uomo]] e la [[Maschio e femmina|donna]]: abile l'uomo alla guerra, l'altra a partorire, entrambi a danzare con la testa e con le gambe.<br />E un giorno senza danzar sia considerato perduto! E falsa ogni [[verità]] che non destò almeno una risata! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1963)
*Ogni [[anima]] ha il proprio mondo; per ogni anima ogni altra anima è un mondo di là. (III, ''Il convalescente'', 1963)
====Parte quarta====
=====Mazzino Montinari=====
*Meglio non sapere nulla, che molte cose a metà! Meglio essere un folle per propria iniziativa, che un saggio secondo il parere di un altro! (IV, ''La sanguisuga'', 1972)
*Per essere felici, quanto poco basta per essere felici! (IV, ''Mezzogiorno'', 1972)
*Non ogni [[parola]] si addice ad ogni bocca. (IV, ''Dell'uomo superiore'' 1972)
*«L'uomo è cattivo», così parlano con mio conforto i più saggi. Ah se fosse pur vero anche oggi! Giacché il male è la migliore energia dell'uomo. (IV, ''Dell'uomo superiore'' 1972)
*Bisogna per forza maledire, là dove non si può amare? (IV, ''Dell'uomo superiore'', 1972)
*Il deserto cresce; guai a colui che cela deserti dentro di sé! (IV, ''Tra figlie del deserto'', 1972)
*Qui su questi monti io attendo "altri" e il mio piede non si alzerà di qui senza di loro, – più elevati, più forti, più vittoriosi, più lieti, squadrati e rettilinei nel corpo e nell'anima: "leoni che ridono" hanno da venire! (IV, ''Il saluto''; 1972)
=====Altri=====
*Diventa ciò che sei! (''Il sacrificio del miele'', 1993)<ref>Vedi anche ''La gaia scienza'', 270. Si tratta di un tema ricorrente nelle opere di Nietzsche, ripreso da [[Pindaro]] (''Pitica'', II, 73); si confronti anche il titolo completo dell'autobiografia spirituale di Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'' (AA. VV., ''The Columbia World of Quotations'', Columbia University Press, 1996).</ref>
:''Werde, der du bist!''
*Essi si vantano di non mentire: ma l'impotenza a [[bugia e verità|mentire]] è ben lungi dall'amore per la [[bugia e verità|verità]]. [[riguardi|Guardatevi]] da loro! [...] Chi non sa mentire non sa che cos'è la verità. (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Non vogliate nulla al di là della vostra [[capacità]]: hanno una falsità odiosa quelli che vogliono al di là delle proprie capacità. Soprattutto quando vogliono cose grandi! Poiché suscitano diffidenza verso le cose grandi, questi raffinati falsari e commedianti: – finché diventano falsi con se stessi, strabici, pieni di vermi e riverniciati, ammantati di parole forti, di virtù da esposizione, di opere splendenti e false. (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Se volete arrivare in alto, usate le vostre gambe! Non lasciatevi trasportare in alto, non sedetevi su dorsi e teste altrui! (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Colui che disse "Dio è uno spirito" – compì il più grande passo e salto verso l'incredulità che mai si vide in terra: a queste parole non si rimedierà facilmente in terra. (IV, ''La festa dell'asino'')
==''Al di là del bene e del male''==
===Prefazione===
*[...] il [[cristianesimo]] è un platonismo per il «popolo» [...].
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Sossio Giametta, Fabbri/Rizzoli, 1990}}
===[[Incipit]]===
La volontà di verità che ci sedurrà ancora a molti rischi, quel famoso spirito di verità di cui tutti i filosofi fino ad oggi hanno parlato con venerazione: questa volontà di verità, quali mai domande ci ha già proposto! Quali malvagie, bizzarre, problematiche domande! È già una lunga storia – eppure non si direbbe, forse, che essa sia appena ora cominciata? Quale meraviglia se una buona volta, finalmente, diventiamo diffidenti, perdiamo la pazienza, e con impazienza ci rivoltiamo? Che si debba anche da parte nostra imparare da questa sfinge a interrogare? "Chi" è propriamente che ora ci pone domande? "Che cosa" in noi tende propriamente alla 'verità'? – In realtà, abbiamo sostato a lungo dinanzi al problema della causa di questo volere – finché abbiamo finito per arrestarci completamente dinanzi a un problema ancor più profondo. Ci siamo posti la questione del "valore" di questa volontà. Posto pure che noi vogliamo la verità: "Perché non, piuttosto", la non verità? E l'incertezza? E perfino l'ignoranza? – Il problema del valore della verità ci si è fatto innanzi – oppure siamo stati noi a farci innanzi a questo problema? Chi di noi è in questo caso Edipo? Chi la Sfinge? Pare che si siano dati convegno interrogazioni e punti interrogativi. – E si potrebbe mai credere all'impressione, nata, in definitiva, in noi, che il problema non sia stato finora mai posto – che siamo stati noi per primi ad averlo intravisto, preso di mira, "osato"? Giacché esso comporta un rischio e forse non esiste rischio più grande.<br />
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 1977}}
===Citazioni===
*La [[verità]] è una delle tante seduzioni letterarie.
*Il fatto che una teoria sia confutabile, non è il suo fascino più insignificante: proprio per questo essa attrae le intelligenze più acute. (18; 1993)
*Ogni persona squisita tende istintivamente alla sua rocca e alla sua intimità, dove trovare la ''liberazione'' dalla [[massa]], dai molti, dal maggior numero, dove è possibile dimenticare la regola «[[uomo]]», in quanto sua eccezione: – salvo l'unico caso, che da un istinto ancor più forte costui venga ricacciato direttamente su questa regola, come [[uomo]] della [[conoscenza]] nel suo grande ed eccezionale significato. (26; 2007)
*E nessuno ''[[bugia|mente]]'' tanto quanto l'[[Indignazione|indignato]]. (26; 2007)
*Ciò che serve di nutrimento e di ristoro a un tipo superiore di uomini deve essere quasi un veleno per un tipo umano assai diverso e inferiore. (30; 2007)
*Le nostre conoscenze più elevate risuonano inevitabilmente – e anzi deve essere così – come follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all'orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte. (30; 2007)
*Vi sono libri che hanno per l'anima e la salute un valore opposto, a seconda che se ne serva un'anima ignobile, un'inferiore forza letale, oppure invece quella più alta e più possente: nel primo caso sono libri pericolosi, frantumati e dissolventi, nel secondo, sono appelli d'araldo, che invitano i più ''prodi'' alla loro prodezza. I libri per tutti sono sempre libri maleodoranti: l'odore della piccola gente resta loro attaccato addosso. Dove il [[popolo]] mangia e beve, perfino là dove esso tributa la sua venerazione, c'è di solito del fetore. Non si deve andare in [[Chiesa (architettura)|chiesa]] se si vuol respirare aria ''pura''. (30; 2007)
*L'atteggiamento di venerazione e di disprezzo negli anni giovanili è ancora privo di quell'arte della ''nuance'' che costituisce il miglior profitto della vita, e bisogna pagare un prezzo giustamente duro per avere in tal modo aggredito uomini e cose con un sì e un no. Tutto è disposto in modo che il peggiore di tutti i gusti, il gusto dell'assoluto, venga crudelmente alimentato e sia sottoposto ad abuso, finché l'uomo non impari a riporre una qualche arte nei suoi sentimenti e preferisca arrischiarsi anche nel tentativo dell'artificioso: così fanno i veri artisti della vita. (31; 2007)
*Il superamento della morale, in un certo senso persino l'autosuperamento della [[morale]]: possa essere questa la denominazione di quel lungo lavoro segreto che è riservato alle più fini ed oneste e anche più maliziose coscienze d'oggi, quali viventi pietre di paragone dell'anima. (32; 2007)
*Non sono le cose peggiori quelle di cui ci si vergogna nel peggior modo: dietro una maschera non c'è soltanto fraudolenza – c'è molta bontà nell'astuzia. Niente mi impedisce di pensare che un [[uomo]], il quale abbia da nascondere qualcosa di prezioso e di facile a guastarsi, rotoli attraverso la vita tondo e rozzo come una grande, vecchia botte di vino pesantemente cerchiata di ferro: così vuole la finezza del suo pudore. (40; 2007)
*Ogni spirito profondo ha bisogno di una [[maschera]]: e più ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà. (40; 2007)
*Tutto ciò che è profondo ama la [[maschera]]; le cose più profonde hanno per l'immagine e l'allegoria perfino dell'odio. Non dovrebbe essere soprattutto l'''antitesi'' il giusto travestimento con cui incede il pudore di un dio? (40; 2007)
*Occorre dare a se stessi le prove che si è destinati all'indipendenza e al comando, e ciò a tempo giusto. Non bisogna sfuggire a queste prove, sebbene esse siano forse il gioco più pericoloso che si possa giocare, e siano infine soltanto prove che vengono fornite dinanzi a noi stessi, come testimoni, e a nessun altro giudice. (41; 2007)
*Non si deve restare attaccati a una persona: fosse anche la più amata – ogni persona è un carcere e anche un cantuccio. (41; 2007)
*Occorre saper ''conservarsi'': è la più forte prova d'indipendenza. (41; 2007)
*Pensiamo che durezza, prepotenza, schiavitù, pericoli per le strade e nel cuore, segretezza, stoicismo, arte tentatrice e demonismo d'ogni sorta, che tutto quanto v'è nell'uomo di malvagio, di tirannico, dell'animale rapace e del serpente, serva all'elevazione della specie «uomo» altrettanto come il suo opposto. (44; 2007)
*Alla fine si deve fare ogni cosa da sé, per sapere da sé qualcosa: cioè si ha sempre ''molto'' da fare! (45; 2007)
*L'amore per la verità ha la sua ricompensa nel cielo e anche già sulla terra. (45; 2007)
*La [[fede]] cristiana è fin da principio [[sacrificio]]: sacrificio di ogni [[libertà]], di ogni [[orgoglio]], di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione. (46; 2007)
*Ciò che nella religiosità degli antichi Greci fa stupire, è la smisurata pienezza di gratitudine che da essi prorompe – è una nobilissima specie di uomini quella che si pone ''in questo modo'' dinanzi alla natura e alla vita! – più tardi, quando in Grecia la plebe divenne preponderante, la ''paura'' allignò a dismisura anche nella [[religione]]; si andava preparando il [[cristianesimo]]. (49; 2007)
*È il timore profondamente sospettoso di un pessimismo immedicabile che costringe interi secoli ad attaccarsi coi denti a una interpretazione religiosa dell'esistenza; la paura di quell'istinto, il quale presagisce che si potrebbe essere ''troppo presto'' in possesso della verità, prima che l'uomo sia diventato abbastanza forte, abbastanza duro, abbastanza artista ... La religiosità, la "vita in Dio", considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del ''timore'' della verità, l'adorazione e l'ebbrezza dell'artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il vero, la volontà di non verità a qualsiasi prezzo. (59; 2007)
*Chi è fondamentalmente un [[maestro]] prende sul serio ogni cosa soltanto in relazione ai suoi scolari – perfino se stesso. (63; 2007)
*L'amore verso ''un solo'' essere è una barbarie: esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri. Anche l'amore verso Dio. (67; 2007)
*«Io ho fatto questo» dice la mia memoria. «Io non posso aver fatto questo» – dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine – è la mia memoria ad arrendersi. (68; 2007)
*Si è stati cattivi spettatori della vita se non si è visto anche la mano che delicatamente – uccide. (69; 2007)
*Se si ha carattere, si ha anche una propria tipica esperienza interiore, che ritorna sempre. (70; 2007)
*Non è già la forza, bensì la durata di un alto sentire che fa gli uomini superiori. (72; 2007)
*In tempi di [[pace]] l'uomo guerriero si scaglia contro se stesso. (76; 2007)
*Con i princìpi si vuole tiranneggiare o giustificare oppure onorare o vituperare o nascondere le proprie abitudini. (77; 2007)
*Chi disprezza se stesso, continua pur sempre ad apprezzarsi come disprezzatore. (78; 2007)
*È terribile morire di [[sete]] in mezzo al mare. Dovete voi proprio mettere subito tanto sale nella vostra verità, sì che essa non estingua più neppure una volta la sete? (81; 2007)
*La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad [[fascino|affascinare]]. (84; 2007)
*Le stesse passioni nell'[[Maschio e femmina|uomo]] e nella [[Maschio e femmina|donna]] hanno un "tempo diverso": perciò uomo e donna non cessano di fraintendersi. (85; 2007)
*Chi non si è, neppure una volta, sacrificato per il suo buon nome? – (92; 2007)
*[[Maturità]] dell'uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi. (94; 2007)
*Come? Un grand'uomo? Ma io non vedo che un commediante del suo proprio ideale. (97; 2007)
*Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali [[cristiano (religione)|cristiani]] di metterci [...] sul rogo. (104; 2007)
*Non esistono affatto fenomeni morali, ma soltanto una interpretazione morale dei fenomeni [...]. (108; 2007)
*Dove non concorre al giuoco amore e odio, il giuoco della [[donna]] diventa mediocre. (115; 2007)
*Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio. (116; 2007)
*La volontà di vincere una passione non è in fin dei conti che la volontà di un'altra o di diverse altre passioni. (117; 2007)
*Anche il concubinato è stato corrotto: – per mezzo del matrimonio. (123; 2007)
*Chi continua a esultare sul [[Morte sul rogo|rogo]], non trionfa sul dolore, bensì sul fatto che, contrariamente a quanto si aspettava, non sente alcun dolore. Una allegoria. (124; 2007)
*Quando siamo costretti a [[cambio di opinione|farci una diversa opinione]] su qualcuno, gli facciamo pagare a caro prezzo il disagio che così ci arreca. (125; 2007)
*Un popolo è il giro vizioso della natura per giungere a sei, sette grandi uomini. – Sì: e poi scantonarli. (126; 2007)
*Quanto più astratta è la verità che tu vuoi insegnare, tanto più devi sedurre anche i sensi a essa. (128; 2007)
*Nella [[vendetta]] e nell'amore la [[Maschio e femmina|donna]] è più barbarica dell'[[Maschio e femmina|uomo]]. (139; Rimini, 1996)
*Il basso ventre è il motivo per cui non è tanto facile all'uomo credersi un dio. (141; 2007)
*La frase più castigata che io abbia mai udito: ''"dans le véritable amour c'est l'âme, qui enveloppe le corps"''.<ref>Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.</ref> (142; Rimini, 1996)
*Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un [[mostro]]. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (146; 2007)
*Quel che si fa per [[amore]], è sempre al di là del bene e del male. (153; 2007)
*La [[follia]] è nei singoli qualcosa di raro – ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola. (156; 2007)
*I [[poeta|poeti]] non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano. (161; 2007)
*Il cristianesimo dètte da bere a Eros del [[veleno]] – costui in verità non ne morì, ma degenerò in [[vizio]]. (168; 2007)
*Utilitaristi, anche voi dunque amate ogni ''utile'' solo in quanto è ''veicolo'' delle vostre tendenze – anche voi trovate invero insopportabile il fragore delle sue ruote? (174; 2007)
*Alla fine si ama il proprio [[desiderio]], e non l'oggetto del proprio desiderio. (175; Rimini, 1996)
*La familiarità del superiore irrita, perché non può essere ricambiata. (182; 1993)
*C'è una tracotanza nella [[bontà e cattiveria|bontà]] che si presenta come [[bontà e cattiveria|malvagità]]. (184; 2007)
*[[Beatitudini dai libri|Beati]] quelli che dimenticano, perché essi giungeranno a farla "finita" anche con le loro stupidaggini. (217; Rimini, 1996)
*Persino al buon gusto si addice un granello di [[torto]]. (221; 2007)
*[...] ''[[William Shakespeare|Shakspeare]]'', meravigliosa sintesi del gusto ispano-mauro-sassone, a proposito del quale un vecchio ateniese amico d'''[[Eschilo]]'' sarebbe scoppiato dalle risa o dal dispetto: ma noi – accogliamo precisamente codesta accozzaglia di ciò che v'ha di più delicato, di più grossolano, di più artifizioso, con una certa segreta confidenza e cordialità, la gustiamo come una raffinatezza dell'arte, che fu riservata a noi soli e non ci lasciamo indisporre dalle esalazioni mefitiche, dalla prossima vicinanza della plebaglia inglese, in mezzo alla quale vivono l'arte ed il gusto {{sic|''shaksperiani''}}, allo stesso modo come quando ci troviamo a ''[[Napoli]]'' sulla riviera di ''Chiaia''; noi la seguiamo, affascinati e volonterosi, senza preoccuparci delle esalazioni che tramandano le cloache dei quartieri della plebe. (224; 1898)
*Confessiamolo infine a noi stessi: quel che per noi uomini del «senso storico» è estremamente difficile a cogliersi, a sentirsi, a serbarne il sapore e l'amore, quel che in fondo ci trova prevenuti e quasi ostili è precisamente la perfezione e l'estrema maturità in ogni cultura e in ogni arte, quel che v'è di propriamente nobile nelle opere e negli uomini, il loro attimo di placido mare e di alcionia letizia di sé, quel tono dorato e freddo proprio di tutte le cose che sono giunte al compimento. Forse la nostra grande virtù del senso storico si pone necessariamente in contrasto con il ''buon'' gusto, almeno con il gusto in linea assoluta migliore, e solo malamente, solo esitando, solo facendo costrizione a noi stessi, riusciamo a riprodurre in noi le piccole lievi ed eccelse felicità e trasfigurazioni della vita umana, che s'accendono all'improvviso or qua or là in guisa irripetibile: quegli attimi e quei prodigi in cui una grande forza spontaneamente si arresta di fronte allo smisurato e all'illimitato –, dove fu goduto il subitaneo comporsi e pietrificarsi di un delizioso traboccante desiderio, il suo arrestarsi, il suo piantarsi saldamente su una terra che trema ancora. Ci è estranea la ''misura'', riconosciamolo: il nostro assillo è appunto l'assillo dell'infinito, dello smisurato. Similmente a chi cavalca un destriero fremente di buttarsi al galoppo, noi abbandoniamo le briglie dinanzi all'infinito, noi uomini moderni, noi semibarbari e siamo nella ''nostra'' beatitudine soltanto laddove ''siamo'' anche maggiormente ''in pericolo''. (224; 1981)
*Il benessere, come voi lo intendete – non rappresenta già un fine, bensì, almeno per noi, la ''fine!'' Significa per noi uno stato che finisce per rendere l'uomo ridicolo e spregevole, – fa ''desiderarne'' la perdizione! La scuola del ''dolore'', del ''gran'' dolore – non sapete forse che ''questa'' scuola soltanto ha permesso all'uomo di acquistare certe attitudini? Quella tensione dell'anima nella sventura, che le proviene dalla propria forza, i brividi che l'attraversano quando assiste ad una grande ruina, l'ingegno, la bravura che si dimostra nel sopportare, nel perseverare, nell'interpretare, nello sfruttare la sventura, tutto ciò che l'anima ha acquistato in profondità, segretezza, dissimulazione, spirito, astuzia, grandezza: – non l'ha forse acquistato sotto la sferza del dolore, alla scuola del grande dolore? Nell'uomo si trovano riuniti la creatura ed il creatore: nell'uomo c'è la materia, c'è l'incompleto, il superfluo, c'è l'argilla, il fango, l'assurdo, il caos; ma nell'uomo c'è anche il soffio che crea, che plasma, c'è la durezza del martello, c'è lo spettatore – Dio, c'è il settimo giorno [...] (225; 1898)
*Non è forse la [[vita]] cento volte troppo breve per annoiarvisi? (227; 2007)
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei ''natura'', che è molto più ''naturale'' di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br />Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? ''Oh! Europa! Europa!'' (239; 1898)
*L'uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. [...] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l'elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore. (260; 2007)
*[...] è possibile che oggi nel popolo, nel basso popolo, cioè tra i contadini, si trovi ancor sempre una relativa nobiltà del gusto, un senso della venerazione maggiore che nel ''demi monde'' dello spirito, lettore di giornale, nei dotti. (263; 1997)
*Il [[successo]] è sempre stato il più grande bugiardo. (269; Rimini, 1996)
*Oh! i sapienti del cuore indovinano quanto povero, perplesso, presuntuoso, facile ad errare, più facile ancora a distruggere che a salvare è anche il migliore, il più profondo amore! – È possibile che la santa leggenda della vita di ''Gesù'' celi uno dei casi più dolorosi del martirio che proviene dalla ''scienza dell'amore'': il martirio d'un cuore purissimo ed ardente che non si sentiva pienamente soddisfatto da alcun amore umano e che sempre ''domandava'' d'essere amato ancora, che lo domandava ruvidamente, follemente, con degli scatti terribili contro chi gli negava amore; la storia d'un povero assetato incapace a mai dissetarsi nell'amore, che doveva {{sic|imaginare}} l'inferno per precipitarvi coloro che non ''volevano'' amarlo, – e che finalmente avendo acquistato la ''scienza dell'amore'' umano, dovette {{sic|imaginare}} un Dio ''tutto'' amore, tutto ''potenza'' d'amore, – il quale ha pietà dell'amore umano, perché è un amore tanto meschino, tanto ignorante! Chi sente in tal modo, chi giunge a ''conoscere'' a tal punto l'amore –, va in ''cerca'' della morte.<br />Ma perché occuparsi di cose sì dolorose? Semprecché non vi si sia costretti! (269, 1898)
*[...] questo spirituale taciturno orgoglio del sofferente, questa superbia dell'eletto della conoscenza, dell'«iniziato», del quasi offerto in sacrificio, trova necessaria ogni forma di travestimento per proteggersi dal contatto di mani invadenti e compassionevoli, e soprattutto da tutti coloro che non sono suoi simili nel dolore. La profonda sofferenza rende nobili; essa divide. Una delle più raffinate forme di travestimento è l'epicureismo e una certa prodezza del gusto, messa da quel momento in evidenza, la quale prende con leggerezza la sofferenza e si mette in guardia contro ogni cosa triste e profonda. Esistono «uomini sereni» che si servono della serenità, perché a cagione di essa vengono fraintesi – costoro ''vogliono'' essere fraintesi. Esistono «uomini di scienza» che si servono della scienza, perché dà un aspetto sereno e perché la scientificità porta a concludere che l'uomo è superficiale – essi ''vogliono'' sedurre a una falsa conclusione. Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo. (270; 1981)
*«Male! male! Come? Se ne sta forse tornando ... indietro?» Sì! Ma lo comprendete male, se vi lagnate di ciò. Arretra, ma a somiglianza di chiunque voglia spiccare un gran salto ... (280; 2007)
*Vivere con immensa e superba imperturbabilità; sempre al di là. (284; 2007)
*Il solitario non crederà mai che un filosofo – ammesso che un filosofo sia stato sempre in primo luogo un solitario – abbia espresso nei libri le sue vere opinioni finali: non si scrivono forse dei libri appunto per nascondere quanto s'ha di più intimo? – Sì, egli dubiterà, che un filosofo ''possa'' avere delle opinioni proprie e finali, e sospetterà che dietro ogni sua caverna si nasconda, si debba nascondere un'altra caverna ancor più profonda – un mondo più vasto, più strano, più ricco al disopra d'una superficie, una profondità dietro ogni fondo, sotto ogni «fondamento». Ogni filosofia è una filosofia della superficie – questa è convinzione del solitario: «havvi in ciò qualche cosa di arbitrario se egli si è arrestato proprio ''qui'', guardando dietro, e intorno a sé, se ''qui'' non ha scavato più profondamente, se ha gettata via la vanga – e tutto questo genera diffidenza». Ogni filosofia ''nasconde'' un'altra filosofia: ogni [[opinione]] è un nascondiglio, ogni parola una nuova maschera. (289, 1898)
*Un [[filosofo]]: un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell'ordinario; che vien còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall'alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è ''suo proprio''; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c'è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non "tornare" sempre di nuovo "a sé" [...]. (292; 2007)
*''Il vizio olimpico''. — A dispetto di quel filosofo, che da vero inglese cercò di calunniare il [[risata|riso]] presso tutti i pensatori — «il riso è una grave infermità della natura umana, che ogni esser pensante dovrà saper vincere» ([[Thomas Hobbes|Hobbes]]) — io mi permetterei di istituire persino una classificazione dei filosofi a seconda della classe cui il loro riso appartiene — sino ad arrivare a coloro che sono capaci del riso ''aureo''. E supposto che anche gli Dei s'occupino di filosofia, alla quale supposizione mi sento portato da varie ragioni — io non dubito, ch'essi sapranno ridere in un modo nuovo e superumano — in ispecie di tutte le cose le più serie! Gli dei sono inclinati allo scherno; persino nelle cose sacre sembra non si possano trattenere dal ridere (294; 1898)
*Gli dèi amano motteggiare: pare che nemmeno nelle sacre azioni possano impedirsi di ridere. (294; 2007)
*– Così un'altra volta egli {{NDR|[[Dioniso]]}} disse: «in certe circostanze amo l'uomo» – così dicendo alludeva ad ''[[Arianna|Ariadne]]'' ch'era presente – : «l'uomo mi sembra essere un animale amabile, valoroso ed ingegnoso, che sulla terra non un suo pari, e che sa ritrovare il filo in tutti i labirinti».<br />«Io gli voglio bene: penso talvolta come potrei farlo progredire ancor di più, e renderlo più forte, più maligno e più profondo, di quanto lo sia finora». – «Più forte, più maligno, più profondo?» domandai spaventato. «Sì,» mi ripeté « più forte, più maligno, più profondo; ed anche più «bello» – soggiunse il Dio-tentatore sorridendo del suo riso alcionico, come se in quel punto avesse detto una cosa estremamente gentile.<br />Per cui vediamo in pari tempo, che quella divinità non manca soltanto del pudore – ; anzi, vi sono molte buone ragioni di ritenere, che per certe cose gli dei, tutti insieme, potrebbero imparare molto dagli uomini. Noi uomini siamo più – umani. (295; 1898)
*Proprio le donne, sullo sfondo di tutta la loro personale vanità, hanno pur sempre un loro impersonale disprezzo – verso «la donna». (IV, "Sentenze e intermezzi")<ref name=sordi/>
*Quando si incatena duramente il proprio cuore e lo si tiene prigioniero, si possono permettere al proprio spirito molte libertà. (IV, "Sentenze e intermezzi")<ref name=sordi/>
===Citazioni su ''Al di là del bene e del male''===
*Quelle cariche di dinamite che furono usate per costruire la ferrovia del Gottardo, erano segnalate da una bandiera nera, per indicare un pericolo di morte. È soltanto in questo senso che parliamo del nuovo libro<ref>Widmann recensì ''Al di là del bene e del male'' nel ''Bund'' di Berna (16-17 settembre 1886). {{cfr}} ''Al di là del bene e del male, {{small|Scelta di frammenti postumi 1885-1886}}'', p. LX.</ref>del filosofo Nietzsche come di un libro ''pericoloso''. In questa designazione non c'è ombra di biasimo verso l'autore e la sua opera, così come quella bandiera nera non voleva biasimare quella dinamite... Nietzsche è il primo che conosca una via di scampo, ma è una via così paurosa che davvero ci si spaventa quando lo si vede percorrere il suo sentiero solitario, sinora mai calpestato!... ([[Joseph Victor Widmann]])
==''Genealogia della morale''==
===[[Incipit]]===
Questi psicologi inglesi, ai quali si devono pure gli unici tentativi, sino a oggi compiuti, di dar vita a una sorta di origini della morale – ci impongono un non piccolo enigma nei loro riguardi: devo ammettere che, in quanto enigmi viventi, costoro hanno come vantaggio sui loro libri qualcosa d'essenziale – ''già come persone essi sono interessanti!''
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori 1991}}
===Citazioni===
*Siamo ignoti a noi medesimi, noi uomini della conoscenza, noi stessi a noi stessi: è questo un fatto che ha le sue buone ragioni. Non abbiamo mai cercato noi stessi – come potrebbe mai accadere che ci si possa, un bel giorno ''trovare''? Non a torto è stato detto:«Dove è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore»; il ''nostro'' tesoro è là dove sono gli alveari della nostra conoscenza. A questo scopo siamo sempre in cammino, come animali alati per costituzione, come raccoglitori di miele dello spirito, e soltanto un'unica cosa ci sta veramente a cuore – «portare a casa» qualcosa. Del resto, per quanto riguarda la vita, le cosiddette «esperienze» – chi di noi ha anche soltanto una sufficiente serietà per queste cose? {{NDR|incipit della prefazione}}
*È chiaro che per esercitare così la lettura come arte, è necessaria soprattutto una cosa che al giorno d'oggi si è disimparata più di tante altre – e perciò, per arrivare alla "leggibilità" delle mie opere, ci vorrà ancora tempo – una cosa, cioè, per cui si deve essere piuttosto simili a una vacca e in nessun caso a un "uomo moderno": il ruminare. (pref., 8)
*I signori sono stati spazzati via: la morale dell'uomo comune ha vinto. (I, 9; 1993)
*Sono stati invece gli stessi «[[bontà e cattiveria|buoni]]», vale a dire i nobili, i potenti, gli uomini di condizione superiore e di elevato sentire ad aver avvertito e determinato se stessi e le loro azioni come buoni; cioè di prim'ordine, e in contrasto a tutto quanto è ignobile e d'ignobile sentire, volgare e plebeo. (I, 2; 1991)
*Come sono diverse queste due parole, «[[bontà e cattiveria|cattivo]]» e «malvagio» [...] domandiamoci chi propriamente è il «malvagio», nel senso della morale del ''ressentiment''. Con una risposta rigorosa occorrerà dire: ''appunto'' il «[[bontà e cattiveria|buono]]» dell'altra morale, appunto il nobile, il potente, il dominatore. (I, 11; 1991)
*L'inoffensività del debole [...] il suo inevitabile dover aspettare [...] il non-potersi-vendicare è detto non-volersi-vendicare, forse addirittura perdonare («giacché ''costoro'' non sanno quel che fanno»). (I, 14; 1991)
*I Romani erano invero i forti e i nobili, come non sono mai esistiti sulla terra di più forti e più nobili, e nemmeno mai sono stati sognati: ogni loro reliquia, ogni iscrizione manda in estasi, ammesso che si riesca a indovinare ''che cosa'' scrive in quelle. (I, 16; 2007)
*Grazie all'eticità dei costumi e alla sociale camicia di forza l'uomo venne ''reso'' effettivamente calcolabile. (II, 1; 1991)
*Soltanto quel che non cessa di dolorare resta nella memoria. (II, 3; 1991)
*In che senso può essere la sofferenza una compensazione di «debiti»? In quanto ''far'' soffrire arrecava soddisfazioni in sommo grado. (II, 6; 1991)
*Il senso della colpa, della nostra personale obbligazione, per riprendere il corso della nostra indagine, ha avuto, come abbiamo visto, la sua origine nel più antico e originario rapporto tra persone che esista, nel rapporto tra compratore e venditore, creditore e debitore. (II, 8; 1991)
*Tutti gli istinti che non si scaricano all'esterno, ''si rivolgono all'interno'' – questo è quella che io chiamo ''interiorizzazione'' dell'uomo: in tal modo soltanto si sviluppa nell'uomo quella che più tardi verrà chiamata la sua «anima». (II, 16; 1991)
*[[Ateismo]] e una sorta di ''seconda innocenza'' sono intrinsecamente connessi. (II, 20; 1991)
*Si riconosce un filosofo nel suo rifuggire tre cose abbaglianti e chiassose: la gloria, i principi e le donne. (III, 8; 1991)
*I malati sono il pericolo massimo per i sani; ''non'' dai più forti viene il danno per i forti, bensì dai più deboli. (III, 14; 1991)
*Il [[prete]] è il ''modificatore di direzione'' del ''ressentiment''. Ogni sofferente, infatti, cerca istintivamente una causa del proprio dolore. (III, 15; 1991)
*Non si trascuri infatti questa circostanza: per necessità di natura i forti tendono a ''dissociarsi'', quanto i deboli ad ''associarsi''. (III, 18; 1991)
*Il «[[peccato]]» – giacché suona così la reinterpretazione sacerdotale della «cattiva coscienza» animale (della crudeltà volta all'indietro) – è stato sino a oggi l'avvenimento più grande nella storia dell'anima malata: in esso noi abbiamo lo stratagemma più pericoloso e più funesto dell'interpretazione religiosa. (III, 20; 1991)
*Ancora sono ben lontani costoro dall'essere spiriti ''liberi'': ''poiché ancora essi credono alla verità ...'' Allorché i Crociati cristiani si scontrarono in Oriente con quell'invincibile ordine di Assassini, quell'ordine di spiriti liberi ''par excellence'', i cui gradi infimi vivevano in una obbedienza quale non fu mai raggiunta da alcun ordine monastico, ricevettero per qualche via anche una indicazione su quel simbolo e su quella parola d'ordine intagliata sul legno, che era riservata unicamente a grandi sommi, come loro ''secretum'': «Nulla è vero, tutto è permesso» ... Orbene, ''questa'' era ''libertà'' dello spirito, in tal modo veniva ''congedata'' la fede nella stessa verità ... (III, 24; 2007)
*L'arte, in cui appunto la ''menzogna'' si santifica e la ''volontà d'illusione'' ha dalla sua la tranquilla coscienza, è in maniera molto più radicale della scienza contrapposta all'ideale ascetico. (III, 25; 1991)
*In tal modo il [[cristianesimo]] ''come dogma'' è crollato per la sua stessa morale: in tal modo anche il cristianesimo ''come morale'' deve ancora crollare – noi siamo alla soglia di questo avvenimento. (III, 27; 1991)
==''Crepuscolo degli idoli''==
*L'[[ozio]] è il padre di ogni psicologia. E che? La psicologia sarebbe un – vizio? (''Detti e frecce'', 1, 1989)
*Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio – dice [[Aristotele]]. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro – un filosofo... (''Detti e frecce'', 3, 1989)
*«Ogni [[verità]] è semplice». – Non è questa una doppia menzogna? – (''Detti e frecce'', 4, 1989)
*E che? L'[[uomo]] è soltanto un errore di [[Dio]]? Oppure [[Dio]] è soltanto un errore dell'uomo? – (''Detti e frecce'', 7, 1989)
*''Dalla scuola di guerra della vita''. Quello che non mi ammazza mi rende più forte. (''Detti e frecce'', 8, 1989)
*[[Aiuto|Aiuta]] te stesso. Poi anche ogni altro ti aiuterà. Principio dell'amore del prossimo. (''Detti e frecce'', 9, 1998)
*Il [[verme]] calpestato si rattrappisce. E questo è intelligente. Diminuisce infatti le probabilità di venir calpestato un'altra volta. Nel linguaggio della morale: ''[[umiltà]]''. (''Detti e frecce'', 31, 1989)
*Senza [[musica]] la vita sarebbe un [[errore]]. (''Detti e frecce'', 33, 1989)
*''Parla il deluso''. – Cercavo grandi uomini, e ho trovato sempre e soltanto le ''scimmie'' del loro ideale. (''Detti e frecce'', 39, 1989)
*Io ho conosciuto [[Socrate]] e [[Platone]] come sintomi di decadenza, come strumenti della dissoluzione greca, come pseudogreci, come antigreci. (da ''Il problema di Socrate'', 2, 1998)
*Il moralismo dei filosofi greci da Platone in poi è patologicamente condizionato; così anche il loro apprezzamento della dialettica. Ragione = virtù = felicità significa soltanto: si deve imitare Socrate e stabilire in permanenza una ''luce solare'' contro le oscure bramosie – la luce solare della ragione. Si deve essere a ogni costo accorti, chiari e distinti; ogni cedimento agli istinti, all'inconscio trascina ''in basso''... (da ''Il problema di Socrate'', 10, 1998)
*La «[[ragione]]» è la causa per cui falsifichiamo la testimonianza dei sensi. In quanto mostrano il [[divenire]], il trapassare, il mutamento, i sensi non mentono... Ma [[Eraclito]] avrà eternamente ragione di affermare che l'[[essere]] è una vuota finzione. Il mondo «apparente» è l'unico mondo; il «mondo vero» è solo ''un'aggiunta menzognera''... (da ''La «ragione» nella filosofia'', 2, 1998)
*Favoleggiare di un [[aldilà|mondo «altro»]] da questo non ha alcun senso, qualora non prevalga in noi un istinto di denigrazione, svilimento, diffidenza verso la vita; in quest'ultimo caso ci ''vendichiamo'' della vita con la fantasmagoria di un'«altra» vita, di una vita «migliore»... (da ''La «ragione» nella filosofia'', 6, 1998)
*Il mondo vero lo abbiamo eliminato: quale mondo è rimasto? quello apparente, forse?... Ma no! ''Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente!'' (da ''Come il «mondo vero» finì per diventare una favola'', 6, 1989)
*La [[Chiesa (comunità)|Chiesa]] combatte la passione con l'estirpazione in ogni senso: la sua prassi, la sua «cura» è il ''castratismo''. Essa non chiede mai: «come si spiritualizza, si abbellisce, si divinizza un desiderio?» (da ''Morale contronatura'', 1, 1998)
*La teoria del [[libero arbitrio]] è inventata in sostanza allo scopo del castigo, ossia del ''voler-trovare-colpevole''. (da ''I quattro grandi errori'', 7, 1998)
*Come appariva [...] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «[[cristiano (religione)|cristiano]]»... (da ''I miglioratori dell'umanità'', 2, 1989)
*Due grandi narcotici europei, l'[[Bevanda alcolica|alcool]] e il [[cristianesimo]]. (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 2, 1989)
*Occorrono educatori che ''siano essi stessi educati'', spiriti superiori, nobili, provati tali in ogni momento, provati tali dalla [[parola]] e dal [[silenzio]], culture diventate mature, ''dolci'' – non i dotti tangheri che il ginnasio e l'università offrono oggi alla gioventù come «superiori nutrici». (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 5, 1989)
*In una ''nobile educazione'' non si può prescindere dalla ''[[danza]]'' in ogni sua forma, dal saper danzare con i piedi, con i concetti, con le parole: debbo forse dire che si deve saperlo fare anche con la ''penna'', – che bisogna imparare a ''scrivere''? (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 7, 1989)
*''[[Dante Alighieri|Dante]]'': ovvero la iena che ''poeta'' fra le tombe. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1998)
*''[[Victor Hugo]]'': o il faro sul mare dell'assurdo. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Franz Liszt|Liszt]]'': o la scuola della scioltezza – verso le donne. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Thomas Carlyle|Carlyle]]'': o il pessimismo come rigurgito del pranzo. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Émile Zola|Zola]]'': o «il compiacimento del puzzare». (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Ernest Renan|Renan]]''. – Teologia, ovvero la corruzione della ragione a causa del «peccato originale» (il cristianesimo). Ne è testimonianza Renan, che, non appena azzarda per una volta un Sì o un No di natura più generale, con minuziosa regolarità manca il bersaglio. (da ''Scorribande di un inattuale'', 2, 1998)
*''[[George Sand]]''. – Ho letto le prime ''Lettres d'un voyager'': come tutto ciò che proviene da Rousseau, sono false, artificiose, gonfiate, esagerate. (da ''Scorribande di un inattuale'', 6, 1998)
*''[[Ralph Waldo Emerson|Emerson]]''. – Molto più illuminato, errabondo, multiforme, raffinato di Carlyle, soprattutto più felice... (da ''Scorribande di un inattuale'', 13, 1998)
*Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una [[morte]] diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti.... (da ''Scorribande di un inattuale'', 36, 1998)
*[[Fëdor Mikhailovič Dostoevskij|Dostoevskij]], l'unico psicologo [...] dal quale ho imparato qualcosa. (da ''Scorribande di un inattuale'', 45, 1989)
*''[[Goethe]]''. – Non un avvenimento tedesco ma europeo: un grandioso tentativo di superare il XVIII secolo con un ritorno alla natura, con un ''elevarsi'' alla naturalità del Rinascimento, una sorta di autosuperamento da parte di questo secolo. Egli ne portava dentro i più forti istinti [...]. (da ''Scorribande di un inattuale'', 49, 1998)
*L'[[aforisma]], la sentenza, [...] sono le forme dell'«eternità»; la mia ambizione è dire in dieci frasi quello che chiunque altro dice in un libro, – quello che chiunque altro ''non'' dice in un [[libro]]... (da ''Scorribande di un inattuale'', 51, 1989)
==''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo''==
===[[Incipit]]===
– Guardiamoci in viso. Noi siamo Iperborei – sappiamo abbastanza bene di vivere in disparte. «Né per terra, né per acqua troverai la via che conduce agli Iperborei»: questo già Pindaro sapeva di noi.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2010}}
===Citazioni===
*A me si confà unicamente il giorno seguente al domani. C'è chi è nato postumo. (''Prefazione''; 2008)
*Si deve essere superiori all'umanità per forza, per ''altezza'' d'animo – per [[disprezzo]]... (''Prefazione''; 2008)
*Che cos'è cattivo? – Tutto ciò che ha origine dalla debolezza. [...] I deboli e i malriusciti devono perire: questo è il principio del ''nostro'' amore per gli uomini. E a tale scopo si deve anche essere loro d'aiuto. (2; 2008)
*Basta pronunziare la parola «seminario di Tübingen», per capire ''che cos'è'', in fondo, la [[idealismo tedesco|filosofia tedesca]] – una ''scaltrita'' teologia... (12, 2015)
*Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei aver arrecato un'ingiustizia a una religione affine, che anche per il numero dei seguaci è superiore a esso: vale a dire il ''[[buddhismo|buddismo]]''. Sono connesse tra loro in quanto religioni nichilistiche – sono religioni della ''décadence''. (20; 2008)
*L'amore è quello stato in cui l'uomo vede, il più delle volte, le cose così come ''non'' sono. (23; 2008)
*Cristiano è un certo senso di crudeltà verso se e gli altri, l'odio contro coloro che pensavano diversamente; la volontà di perseguitare. Cristiana è la morale inimicizia contro i signori della terra, contro i "nobili" – e al tempo stesso una nascosta, segreta rivalità (- si lascia loro il "corpo", si vuole soltanto l'anima...). Cristiano è l'odio contro lo spirito, contro l'orgoglio, il coraggio, la libertà, il libertinage dello spirito; cristiano è l'odio contro i sensi, contro le gioie dei sensi, contro la gioia in generale. (pag. 25; ed. Adelphi 2011)
*Il «regno dei cieli» è una condizione del cuore – non qualcosa che giunge «oltre la terra» o «dopo la morte». [...] Il «regno di Dio» non è qualcosa che si attende: non ha un ieri e un dopodomani, non giunge tra «mille anni» – è l'esperienza di un cuore; esiste ovunque e in nessun luogo... (34; 2008)
*Già la parola «cristianesimo» è un equivoco – in fondo è esistito un solo cristiano, e questi morì sulla croce. (39; 2008)
*Il veleno della dottrina dei «diritti ''uguali'' per tutti» – è stato diffuso dal cristianesimo nel modo più sistematico; procedendo dagli angoli più segreti degli istinti cattivi, il cristianesimo ha fatto una guerra mortale ad ogni senso di venerazione e di distanza fra uomo e uomo, cioè al ''presupposto'' di ogni elevazione, di ogni sviluppo della cultura – con il risentimento delle masse si è fabbricato la sua ''arma principale'' contro di ''noi,'' contro tutto quanto v'è di nobile, di lieto, di magnanimo sulla terra, contro la nostra felicità sulla terra … Concedere l'«immortalità» a ogni Pietro e Paolo, è stato fino a oggi il più grande e il più maligno attentato all'umanità ''nobile''. – ''E'' non sottovalutiamo la sorte funesta che dal cristianesimo si è insinuata fin nella politica! Nessuno oggi ha più il coraggio di vantare diritti particolari, diritti di supremazia, un sentimento di rispetto dinanzi a sé e ai suoi pari – un ''pathos della distanza'' … La nostra politica è ''malata'' di questa mancanza di coraggio! – L'aristocraticità del modo di sentire venne scalzata dalle più sotterranee fondamenta mercé questa menzogna dell'eguaglianza delle anime; e se la credenza nel «privilegio del maggior numero» fa e ''farà'' rivoluzioni, – è il cristianesimo, non dubitiamone, sono gli apprezzamenti ''cristiani'' di valore quel che ogni rivoluzione ha semplicemente tradotto nel sangue e nel crimine! Il cristianesimo è una rivolta di tutto quanto striscia sul terreno contro ciò che possiede un'''altezza'': il Vangelo degli «umili» ''rende'' umili e bassi ... (43; 2008)
*Contro la noia gli stessi dèi lottano invano. (48; 2008)
*[...] Dio creò la [[donna]]. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il ''secondo'' errore di Dio. (48; 2008)
*Che la fede in determinate circostanti renda beati, che non basti la beatitudine a fare di una idea fissa un'idea ''vera'', che la fede non sposti le montagne, sibbene ''ponga'' le montagne laddove non esistono: un rapido giro attraverso un manicomio è abbastanza chiarificativo al riguardo. (51; 2008)
*I fanatici sono pittoreschi, l'umanità preferisce veder gesticolare, piuttosto che sentire ''ragioni''... (54; 1989)
*Se l'Islam ha in dispregio il cristianesimo, ha in ciò mille volte ragione: l'Islam ha per presupposto dei maschi ... (59; 2008)
*Ah, questi tedeschi, quanto già ci sono costati! Inutilità – è sempre stata questa l'''opera'' dei Tedeschi. (61; 2008)
*Questa eterna accusa al cristianesimo voglio scriverla su tutti i muri, ovunque esistano muri – posseggo caratteri per far vedere anche i ciechi ... (62; 2008)
*Definisco il [[cristianesimo]] l'unica grande maledizione, l'unica grande e più intima depravazione, l'unico grande istinto della vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, furtivo, sotterraneo, ''meschino'' – lo definisco l'unica immortale macchia d'infamia dell'umanità. (62; 2008)
*''Prima proposizione''. – Viziosa è ogni specie di contronatura. La varietà di uomo più viziosa è il prete: lui ''insegna'' la contronatura. Contro il [[prete]] non si hanno ragioni, si ha il carcere. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Seconda proposizione''. – [...] L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il ''filosofo''. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Terza proposizione''. – Il luogo maledetto dove il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia raso al suolo e atterrisca tutta la posterità, in quanto luogo ''nefando'' della terra. Vi si allevino serpenti velenosi. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Quarta proposizione''. – La predica della castità è un pubblico incitamento alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni insozzamento della medesima mediante il concetto di «impuro» è il vero e proprio peccato contro lo spirito santo della vita. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Quinta proposizione''. – [...] Il prete è il ''nostro'' Ciandala – sia proscritto, affamato, cacciato in ogni specie di deserto. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Sesta proposizione''. – La storia «sacra» sia chiamata con il nome che merita: storia ''maledetta''; le parole «Dio», «salvatore», «redentore», «santo» siano usate come insulti, come marchi d'infamia. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
==''Ecce Homo''==
===[[Incipit]]===
''Prologo''<br />II<br />In previsione del fatto che fra breve dovrò affrontare l'umanità con l'esigenza più grave che le si mai stata posta, mi sembra necessario dire "chi sono". In fondo è possibile che lo si sappia già: poiché non ho mai mancato di "dare testimonianza di me": Ma la discrepanza tra la grandezza del mio compito e la "piccolezza" dei miei contemporanei si manifesta nel fatto che non mi hanno udito o anche soltanto visto. Vivi a mio proprio credito, forse è solo un pregiudizio, che io viva?... Mi basta solo parlare con qualche "dotto" che venga d'estate in Alta Engadina per convincermi che "non" vivo... In queste circostanze c'è un dovere contro il quale, in fondo, la mia abitudine e ancor più l'orgoglio dei miei istinti si rivolta, dire cioè: "Ascoltatemi! poiché io sono questo e quest'altro. E soprattutto non confondetemi con altri!"
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo'', traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Newton Compton, Milano, 1978}}
===Citazioni===
*Qual è stata finora la massima obiezione mossa all'esistenza? Dio. (Perché sono tanto accorto, III)
*Nei sette anni durante i quali ho insegnato greco nella classe superiore del Pädagogium di Basilea, non ho avuto alcuna occasione per infliggere una punizione; i più pigri erano diligenti con me. Sono sempre all'altezza del caso; devo essere impreparato per poter essere padrone di me stesso. (''Perché sono così saggio'', IV)
*L'[[ateismo]], per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. [[Dio]] è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano ''divieto'' che ci vien fatto: non dovete pensare!<ref>Citata da [[Douglas Adams]] ne ''[[Il salmone del dubbio]]''.</ref> (''Perché sono così accorto'', I)
*Abbiamo già osservato come nello stato di profonda tensione in cui l'incubazione di un pensiero sommerge lo spirito e, in pratica, l'intero organismo, il caso o qualunque eccitamento proveniente dall'esterno agisca troppo violentemente e colpisca troppo a fondo. Ebbene bisogna sottrarsi, per quanto è possibile, al caso, agli stimoli che vengono dall'esterno; l'auto-murarsi, per così dire, è uno dei primi precetti della prudenza istintiva in ogni parto intellettuale. (''Perché sono così accorto'', III)
*Ovunque giunga, la [[Germania]] ''guasta'' la civiltà. (''Perché sono così accorto'', III)
*In quanto ''artisti'' non si ha altra patria in Europa che [[Parigi]]. (''Perché sono così accorto'', V)
*Se cerco un'altra parola per la musica, trovo sempre e soltanto la parola [[Venezia]]. (''Perché sono così accorto'', VII)
*Una cosa sono io, un'altra i miei scritti. — Prima di parlare dei miei scritti stessi toccherò qui la questione di come sono stati capiti o ''non'' capiti. Lo faccio di sfuggita, come si conviene: perché non è ancora venuto il tempo per una tale questione. Anche per me non è ancora venuto il tempo, ci sono uomini che nascono postumi. (''Perché scrivo libri così buoni'', I)
*In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle. Pensiamo a un caso estremo: un libro che parli solamente di esperienze che stanno al di là delle possibilità dell'esperienza comune, o magari anche piuttosto rara – e che perciò sia il ''primo'' linguaggio per una nuova serie di esperienze. In questo caso semplicemente nessuno udrà niente, con l'illusione acustica per cui, là dove non si ode niente, ''non deve esserci niente'' ... (''Perché scrivo libri così buoni'', I)
*Dove ''voi'' vedete cose ideali, ''io'' vedo – cose umane, ahi, troppo umane! (''Umano, troppo umano'', I)
*In fondo mi dava noia oltremisura questo luogo, il più indecoroso della terra, per il poeta dello Zarathustra e che non avevo scelto liberamente; volevo andare all'''Aquila'', l'antitesi di [[Roma]], fondata per ostilità contro Roma, simile al luogo che fonderò un giorno, un ricordo di un ateo e di un anticlericale ''comme il faut'', di uno degli esseri a me più affini, il grande imperatore degli [[:w:Hohenstaufen|Hohenstaufen]] [[Federico II di Svevia|Federico II]]. (''Così parlò Zarathustra'', IV)
*Il diavolo è solo l'ozio di Dio ogni settimo giorno. (''Al di là del bene e del male'', II)
*Mi viene la voglia, lo sento perfino come dovere, di dire una volta ai Tedeschi tutto ''quello'' che hanno già sulla coscienza. ''Hanno sulla coscienza tutti i grandi delitti contro la civiltà degli ultimi quattro secoli!'' (''Il caso Wagner'', II)
*Nel [[tedeschi|Tedesco]], come nella donna, non si arriva mai al [[fondo]]: ''non c'è''. (''Il caso Wagner'', III)
*Se immagino un tipo umano che vada contro tutti i miei istinti, ne esce sempre un Tedesco. (''Il caso Wagner'', IV)
*Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite. (''Perché sono un destino'', I)
*Le [[religioni]] sono affari per la plebe, io ho bisogno di lavarmi le mani dopo il contatto con uomini religiosi... (''Perché sono un destino'', I)
*Non ''voglio'' «credenti», penso di essere troppo malizioso per credere a me stesso [...]. Ho una paura spaventosa che un giorno mi facciano ''santo'' [...]. Non voglio essere un santo, allora piuttosto un buffone... Forse sono un buffone... (''Perché io sono un destino'', I<ref>Citato in [[J.K. Rowling]], ''Il seggio vacante'', traduzione di Silvia Piraccini, Salani, 2012, p. 89. ISBN 9788867150960</ref>)
==Biglietti della follia==
{{Senza fonte}}
{{NDR|I biglietti della follia sono una serie di lettere che Nietzsche scrisse a conoscenti e amici nel 1889, dove si nota l'improvviso cedimento psichico che investì Nietzsche in quel periodo.}}
*Il mondo è trasfigurato, perché Iddio è sulla terra. Non vede come tutti i cieli esultano? Ho appena preso possesso del mio regno, getterò il papa in prigione e farò fucilare Guglielmo, Bismarck e Stoecker. (dalla lettera a Meta von Salis del 3 gennaio 1889; citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 23)
*Cantami un nuovo inno: il mondo è trasfigurato e tutti i cieli esultano. Il Crocifisso.<ref>Peter Gast (Heinrich Köselitz) non riconobbe in questo biglietto la follia nell'amico, tanto che così gli rispose: «Grandi cose devono accadere in Lei in questo momento! Il Suo entusiasmo, la Sua salute [...] debbono scuotere anche i più infermi; Lei è una sanità contagiosa; l'epidemia che Lei un tempo ha augurato alla salute, l'epidemia della Sua salute non può più farsi attendere» (citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 13). Secondo Janz questo mancato riconoscimento della follia di Nietzsche fa sì che «Occorrerà tener presente questa scarsa facoltà di giudizio di Köselitz in occasione delle successive importanti decisioni» (''ivi'', p. 13).</ref> (dalla lettera a Peter Gast (Heinrich Köselitz) del 4 gennaio 1889; citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 13)
*Caro signor professore,<br />alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato, da tralasciare, per causa sua, la creazione del mondo. Lei vede, bisogna fare sacrifici, come e dove si viva. – Tuttavia, mi sono riservata una piccola camera da studente che si trova di fronte al ''Palazzo Carignano'' (– nel quale sono nato come Vittorio Emanuele) e oltre a ciò permette di sentire, dal proprio tavolo di lavoro, la magnifica musica nella ''Galleria Subalpina''. Pago 25 franchi con servizio, preparo il mio tè e faccio tutte le spese da solo, soffro di stivali rotti e ringrazio ogni momento il cielo per il ''vecchio'' mondo, per il quale gli uomini non sono stati abbastanza semplici e silenziosi. – Poiché sono condannato a intrattenere la prossima eternità con cattive spiritosaggini, ho qui un'attività scrittoria, che invero non lascia nulla a desiderare, molto carina e nient'affatto faticosa. La posta è a cinque passi, imbuco io stesso le lettere per trasmettere il grande fogliettonista «der ''grande monde''». Naturalmente, sono in stretti rapporti con il Figaro, e affinché lei abbia un'idea di quanto io possa essere innocuo, ascolti le mie prime due cattive spiritosaggini:<br />Non prenda troppo sul serio il caso Prado. Io sono Prado, sono anche il padre di Prado, oso dire che sono anche Lesseps… Vorrei dare ai miei parigini, che amo, una nuova idea – quella del criminale dabbene.<br />''Seconda spiritosaggine''. Saluto gli Immortali. Daudet appartiene ai ''quarante''.<br />Astu<br /> (dalla lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data">«Sulla lettera c'è la data, scritta dallo stesso Nietzsche, «Am 6 Januar 1889». Ma si tratta di una data sbagliata, perché sulla busta c'è il timbro postale «Torino Ferrovia 5.1.89».» ([[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 190, nota 116)</ref>; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 181)
*Quel che è spiacevole e nuoce alla mia modestia è che io, in fondo, sia ogni nome nella storia; anche per i figli che ho messi al mondo le cose stanno in modo tale, che rifletto con una qualche diffidenza se tutti quelli che vengono nel «regno di Dio» vengano anche ''da'' Dio. Per due volte, questo autunno, mi sono trovato, vestito il meno possibile, al mio funerale, dapprima come conte Robilant (– no, questi è mio figlio, in quanto io sono Carlo Alberto, la mia natura sotto) ma Antonelli ero proprio io. Caro signor professore, lei dovrebbe vedere questo edificio; dato che sono assolutamente inesperto nelle cose che creo, a lei qualsiasi critica; io sono grato, senza poter promettere di trarre vantaggio. Noi artisti siamo incorreggibili. – Oggi mi sono vista un'operetta genial-moresca – e anche constatato con piacere, in questa occasione, che adesso Mosca come pure Roma sono cose grandiose. Vede, anche per il paesaggio non mi si nega del talento. – Rifletta, facciamo una bella chiacchierata, Torino non è lontana, per ora non ci sono impegni professionali molto seri, sarebbe possibile procurare un bicchiere di valtellinese. Prescritto il ''negligé''. Con cordiale affetto, Suo<br />Nietzsche<br />(dalla lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data" />; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', pp. 181-182)
*Vado dappertutto nel mio vestito da studente, qua e là batto sulla spalla a qualcuno e dico: ''siamo contenti? son dio, ho fatto questa caricatura…''<ref>In italiano, nel testo originale.</ref><br />Domani viene il mio figlio Umberto con la graziosa Margherita, che qui, però, riceverò ugualmente in maniche di camicia.<br />Il ''resto'' per la signora Cosima… Arianna… Di quando in quando si fanno incantesimi…<br />Ho fatto mettere in catene Caifa; l'anno scorso sono stato crocefisso in maniera molto penosa dai medici tedeschi. Aboliti Guglielmo, Bismarck e tutti gli antisemiti.<br />Di questa lettera lei può fare qualsiasi uso che non mi diminuisca nella considerazione dei basileesi. (dai margini della lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data" />; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 182)
*Tra un paio d'anni governerò io il mondo; perché ho deposto il vecchio Dio. (dalla lettera a Carl Fuchs del 14 gennaio)
*Come ricordo del misero che non la mania di grandezza ha condotto alla malattia, bensì la malattia alla follia. (da una lettera a Olga Monod<ref>Olga Monod era figlia di Malwida vov Meysenbug.</ref>)
*Alla principessa Arianna, mia amata. Che io sia un uomo, è un pregiudizio. Ma io ho già vissuto spesso fra gli uomini e conosco tutto ciò che gli uomini possono provare, dalle cose più basse fino a quelle più alte. Sono stato Buddha tra gli indiani e Dioniso in Grecia, – Alessandro e Cesare sono mie incarnazioni, come pure Lord Bacon, il poeta di Shakespeare. Da ultimo, ancora, sono stato Voltaire e Napoleone, forse anche Richard Wagner... Ma questa volta vengo come Dioniso il vittorioso, che farà della terra una giornata di festa... Non avrei molto tempo...<br />I cieli si rallegrano che io sia qui... Sono stato anche appeso alla croce... (da una lettera a Cosima Wagner<ref>Cosima Wagner era la moglie di Wagner e figlia di Franz Liszt.</ref>)
===Citazioni sui ''Biglietti della follia''===
*Quando sta per lasciare la sfera del mondo cosciente, Nietzsche ritorna, tipicamente, a tutti gli amici del passato con i messaggi torinesi. Di questi, i due più lunghi e commoventi sono indirizzati a [[Jacob Burckhardt|Burckhardt]]. Certamente non è facile afferrare un senso in queste righe esaltate, dove lucide intuizioni sono sopraffatte da vaneggiamenti folli. Prima che il sipario della pazzia scenda a difenderlo (anche contro la gloria imminente ed equivoca), Nietzsche fornisce a Burckhardt la chiave per comprenderlo: «alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato da omettere, per causa sua, la creazione del mondo». Queste parole hanno un significato, e non richiedono commenti. Ma Jacob Burckhardt continua a essere il «grande, grandissimo maestro» di Nietzsche: è giusto ricordarsi dei propri maestri, anche quando abbiamo dovuto abbandonarli. ([[Mazzino Montinari]])
==Frammenti postumi==
*Non sono abbastanza forte per il nord: là imperversano gli spiriti pedanti ed artefatti, che non sanno fare altro che lavorare alle norme della convenienza, come il castoro alla sua costruzione. Ho vissuto tutta la mia gioventù fra gente simile! Mi è venuto in mente all'improvviso, mentre per la prima volta vedevo il cielo grigio e rosso della sera scendere su [[Napoli]] – un brivido di compassione per me stesso, l'idea di cominciare a vivere da vecchio, e lacrime, e, all'ultimo istante, la sensazione di essere ancora in tempo per salvarmi.<ref>Da ''Aurora e Frammenti postumi (1879-1881)''{{C|maggiori informazioni?}}</ref>
*Secondo l'uso linguistico attuale, un grande uomo non ha bisogno di essere né buono né nobile – mi ricordo un solo esempio di un uomo di questo secolo che abbia ricevuto tutti e tre questi predicati, e perfino dai suoi nemici – [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]. (citato in Giacomo Scarpelli, ''La scimmia, l'uomo e il superuomo. Nietzsche: evoluzioni e involuzioni'', [https://books.google.it/books?id=o4qWOGdnJrQC&pg=PA85 p. 85])
*[Bisogna] deporre tutti i vincoli umani sociali e morali, fino ad essere capaci di danzare e saltare come i bambini.<ref>Friedrich Nietzsche, ''L'innocenza del divenire. Antologia dai frammenti postumi 1869-1888'', Rusconi, Milano 1999</ref>
*La [[voce]] dell'uomo è l'apologia della musica.<ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Per chi è molto solo, il [[rumore]] è già una consolazione.<ref name="e" />
===1875 - 1876===
*E io sopporto soltanto più i poeti, che tra l'altro hanno anche dei pensieri, come ''[[Pindaro]]'' e ''[[Giacomo Leopardi|Leopardi]]''. (8 [2]; 1967)
===1876 - 1878===
*Il prestigio dei medici riposa sull'ignoranza delle persone sane e malate: e questa ignoranza a sua volta riposa sul prestigio dei medici. (19 [14]; 1965)
*Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità (checché ne dicano i maligni!): ambedue dispensano maggiore felicità se vengono desiderate che se vengono possedute. (19 [52]; 1965)
*Un uomo politico divide gli uomini in due specie: primo, strumenti; secondo, nemici. Dunque per lui non esiste propriamente che una specie di uomini: nemici. (19 [55]; 1965)
===1880===
*Cento profonde solitudini formano insieme la città di [[Venezia]] — questo è il suo incanto. Un'immagine per gli uomini del futuro. (2 [28]; 1964)
*La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione, invece si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia. (3 [86]; 1964)
*Dove la moralità è più grande, l'intelletto perisce. (3 [169]; 1964)
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Breviario'', a cura di Claudio Pozzoli, traduzioni di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Rusconi, 1993}}
*È nauseante! Qualcuno ci viene incontro con una parola di lode, con cui vuole conquistarci, vuole cioè impossessarsi di noi perché crede che lasciamo mano libera a chi ci loda. Ma chi loda si pone al di sopra di noi, vuole possederci: è nostro nemico. (2, 73)
*Invece di desiderare che ci conoscano come siamo, desideriamo che gli altri pensino di noi il meglio possibile; desideriamo quindi che si ingannino su di noi: ciò significa che non siamo fieri della nostra unicità. (3, 59)
*Colui al quale i pregiudizi correnti non suonano paradossali, non ha ancora sufficientemente riflettuto. (3, 72)
*L'uguaglianza riduce la felicità del singolo, ma apre la strada all'assenza di [[dolore]] per tutti. Se giungesse al traguardo, certo, insieme all'assenza di dolore avremmo anche l'assenza di [[felicità]]. (3, 144)
*Quando la menzogna coincide con il nostro carattere mentiamo nel migliore dei modi. (3, 167)
*Quando non si capisce si diventa solenni. Ciò ha giovato alla morale. (4, 11)
*Parlerò della più grande malattia degli uomini, e mostrerò che è derivata dalla lotta ad altre malattie: che l'apparente rimedio col tempo ha causato una cosa peggiore di quelle che doveva eliminare. (4, 318)
*Forse tutta la morale non è che un'''interpretazione'' di istinti fisici. (6, 7)
*L'[[umanità]] non ha fine alcuno, proprio perché non lo avevano i sauri, ma ha un'''evoluzione'': e cioè la sua fine ''non è più significativa'' di qualunque altro punto del suo cammino. Di conseguenza non si può definire il [[bene]] dicendo che è lo strumento per raggiungere il fine dell'umanità. (6, 59)
*È necessaria un'infinita [[dissimulazione]] per diventare una persona amabile. (6, 227)
*La sincerità verso se stessi è ''più antica'' della sincerità verso gli altri. L'animale si accorge di venire spesso ingannato, e altrettanto spesso deve [[dissimulazione|dissimulare]]. Ciò lo induce a distinguere tra lo sbagliarsi e il veder giusto, tra la dissimulazione e la realtà. La ''dissimulazione'' voluta si fonda sul senso primario di sincerità verso se stessi. (6, 236)
*Non è possibile riprodurre i nostri pensieri in parole, queste rimangono troppo rapidamente indietro, come ombre, dietro le sensazioni. (6, 304)
*Ogni giorno mi stupisco: ''io non mi conosco!'' (7, 39)
*Ma sono [[aforismi]]! Sono aforismi? Quelli che me ne fanno un rimprovero ci riflettano un poco, e si scuseranno dinanzi a se stessi – per me non ho bisogno di alcuna parola. (7, 192)
===1881===
*Ognuno crede di poter dire la sua a proposito del tempo, delle malattie e del bene e del male. È questo il segno distintivo della volgarità intellettuale. (9 [4]<ref>Da ''Aurora e frammenti postumi (1879-1881)''</ref>)
*Come mai ho sempre sete di persone che rispetto alla [[natura]], a una passeggiata sulle alture fortificate intorno a [[Genova]], ''non'' diventino piccole? Forse non so trovarle? (10 [B18]<ref>Da ''Aurora e frammenti postumi (1879-1881)'', p. 605</ref>)
*Immerso nei tuoi pensieri stai in mezzo agli scogli, su cui frange l'onda del mare – non lontano scivola via, davanti a te, la spettrale muta bellezza di un grande veliero – (12 [205]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 419</ref>)
*''Friedrich Nietzsche / alla fine del suo secondo / soggiorno a Genova: / lux mea crux / crux mea lux.'' (12 [215]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 420</ref>)
*[[Genova]], ''un Sud che ha perso i colori''. (12 [232]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 423</ref>)
===1882 - 1883===
*Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne passano per sentimentali, gli uomini invece lo sono. (1 [94]; 1982)
*Un uomo labirintico non cerca mai la verità, bensì sempre e soltanto la sua Arianna – qualunque cosa voglia farci credere. (4 [55]; 1982)
*L'''onore'' è qualcosa di così venerabile, perché non è di oggi: esso è sempre una virtù antica. (17 [31]; 1965)
*Vi è un grado di falsità connaturata che si chiama «buona coscienza». (22 [3]; 1982)
===1884===
*Che «energia» e «spazio» altro non sono che due espressioni e due diversi modi di considerare la stessa cosa [...]. (26 [431]; 1976)
===1886 – 1887===
{{NDR|''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori 1991}}
*Massima: non avere rapporti con nessuno che prenda parte alla bugiarda impostura delle razze. (Quanta menzogna e palude ci vuole, per sollevare problemi di razza nella promiscua Europa attuale!). (5[52], 1991)
*[[Platone]] aveva in fondo, da artista qual era, ''preferito l'illusione'' all'essere, e cioè la menzogna e l'escogitazione della verità, l'irreale all'esistente. (7[2], 1991)
*In [[Dio]] mancano volontà, intelletto, personalità e scopo. [[Spinoza]] è contro coloro che dicono che Dio fa tutto ''sub ratione boni''. Sembra che costoro ammettano qualcosa al di fuori di Dio, che non sia dipendente da Dio, e su cui Dio si regoli nel suo agire come su un modello, o a cui Dio miri come a un fine. Ciò significa in effetti assoggettare Dio al destino, che è la più grande assurdità. (7[4], 1991)
*I [[prete|preti]] sono i commedianti di qualcosa di sovrumano a cui devono prestare concretezza, si tratta di ideali, di dèi o di salvatori: in ciò trovano la loro professione, in tal senso sono disposti i loro istinti; per ottenere la maggiore credibilità possibile, devono mirare alla immedesimazione, per quanto è possibile; la loro abilità di commedianti deve produrre in loro anzitutto ''la buona coscienza'', con l'aiuto della quale soltanto si può veramente persuadere. (7[5], 1991)
*Il determinismo è dannoso solo per quella morale che crede al libero arbitrio come presupposto della moralità, crede alla «responsabilità». (7[59], 1991)
*[[Pascal]] vedeva in due figure, [[Epitteto]] e Montaigne, i suoi veri e propri tentatori, contro i quali aveva bisogno di difendere e assicurare sempre di nuovo il suo cristianesimo. (7[69], 1991)
=== 1888 – 1889 ===
*Che differenza resta tra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato. (14 [159]; 1986)
*Abbiamo nella [[Riforma protestante|Riforma]] uno squallido e plebeo contrapposto del Rinascimento italiano. (15 [23]; 1986)
==Lettere==
*[...] non si può negare che la nobile attitudine alla sintesi degli antichi manca alla maggior parte dei nostri [[filologia|filologi]]; essi si collocano troppo vicino al quadro e analizzano una macchia d'olio, invece di ammirare le grandi ardite linee del dipinto, o, che sarebbe ancor più utile, di contemplarlo... (lettera a Carl von Gersdorff, Naumburg, 6 aprile 1867<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 21</ref>)
*[...] il tuo concetto mitologico della filologia, figlia (heu! heu!) della filosofia, e perciò sottratta a ogni controllo e giurisdizione, non si appoggia neppure vagamente a nessun argomento. Se devo parlare anch'io per metafore, dirò che la filologia è un aborto della dea filosofia che la generò assieme a un idiota o a un cretino. Peccato che [[Platone]] non abbia già escogitato questo mito; a lui crederesti, più che a me, e con ragione. (lettera a [[Paul Deussen]], Lipsia, circa il 20 ottobre 1868<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 33</ref>)
*A misura che il tempo passa vedo anch'io che significhi la teoria schopenhaueriana della «sapienza universitaria». Qui non è possibile un'esistenza radicata sulla verità. È certissimo poi che nulla di veramente rivoluzionario ne potrà mai uscire. Veri maestri potremo diventare solo liberandoci con ogni mezzo da questa atmosfera, divenendo non solo ''più saggi'', ma, soprattutto, uomini ''migliori.'' Anche per questo sento soprattutto il bisogno della verità. Di conseguenza, non posso sopportare più a lungo l'aura accademica. Un bel giorno dunque scaraventeremo via questo giogo! per me, la cosa è decisa. E fonderemo una nuova ''Accademia ellenica''! (lettera a Erwin Rohde, Basilea, 15 dicembre 1870<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 51.</ref>)
*Quando seppi la notizia dell'incendio di [[Parigi]]<ref>Nel 1871 si diffuse a Basilea la notizia dell'incendio del Louvre. Ad essere distrutto, in realtà, fu il [[Palazzo delle Tuileries]] dato alle fiamme da un gruppo di rivoluzionari durante la repressione della Comune. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 58, nota 2.</ref>, per alcuni giorni fui come annientato, stordito dal dolore e dai dubbi: tutta la vita scientifica, filosofica, artistica mi parve un assurdo, poiché bastava un giorno a distruggere i più splendidi capolavori, anzi interi periodi d'arte. (lettera a Carl von Gersdorff, Basilea, 21 giugno 1871<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 58</ref>)
*A me piace più di tutto quella continua nota tonica profonda e minacciosa – come nelle grandi cascate d'acqua – che consacra una polemica, la nobilita; quel tono fondamentale in cui risuonano e si fondono amore, fiducia, coraggio, forza, dolore, vittoria e speranza. (lettera a Erwin Rohde, Basilea, 25 ottobre 1872<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 77</ref>)
*Sì, di tanto in tanto provo una vera ripugnanza per la carta stampata, che mi pare carta sporcata e niente di più. Posso benissimo immaginarmi un'epoca in cui si preferirà legger poco, scrivere ancor meno, ma pensar molto, e, molto più ancora, agire. Giacché ora tutto attende l'Uomo di azione, che scuota da sé e dagli altri le abitudini millenarie, e compia buone azioni animate da uno spirito nuovo, perché vengano imitate. (lettera a [[Malwida von Meysenburg]], Basilea, 6 aprile 1873<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 83</ref>)
*[[Walter Scott]], che chiamerò, assieme a Schopenhauer, l<nowiki>'</nowiki>''immortale'', tanto mi si confà la sua calma artistica, il suo ''andante''. (lettera a Erwin Rohde, 8 dicembre 1875<ref name=unsterblich>Citato in ''Epistolario 1865-1900'', p. 99, nota 1</ref>)
*Sul [[Don Chisciotte della Mancia]] [...] la più rude lettura che io conosca; lo lessi nelle ferie estive e tutta la mia sofferenza personale mi sembrò ne fosse impicciolita, degna tutt'al più che se ne ''ridesse''. (lettera a Erwin Rohde, 8 dicembre 1875<ref name=unsterblich />)
*Il venerdì, con un tempo fosco e piovoso, verso mezzogiorno mi feci coraggio e andai alla galleria del [[Palazzo Rosso (Genova)|Palazzo Brignole]]; e, meraviglia, la vista di questi ritratti di famiglia mi rapì e mi entusiasmò; un Brignole a cavallo e tutta la fierezza di questa famiglia raccolta nell'''occhio'' di questo possente palafreno – proprio quel che ci voleva per la mia umanità mortificata! Personalmente io stimo [[Antoon van Dyck|van Dyck]] e [[Pieter Paul Rubens|Rubens]] superiori a tutti i pittori del mondo. Gli altri quadri mi hanno lasciato indifferente, a eccezione di una Cleopatra morente del [[Guercino]]. (lettera a Malwida von Meysenbug, 13 maggio 1877<ref>''Epistolario 1875-1879. Vol. III'', p. 213</ref>)
*{{NDR|[[Voltaire]]}} [...] {{NDR|l'}}uomo attorno al quale, anche dopo cent'anni, non esistono che giudizi partigiani: contro i liberatori dello spirito gli uomini sono implacabili nell'odio, ingiusti nell'amore. (lettera a Malwida von Meysenbug (cartolina), Basilea, 11 giugno 1878<ref>''Epistolario 1865-1990'', p. 128.</ref>)
*Caro amico, Le mando di corsa una cartolina solamente per comunicarLe la forte sensazione che ho in questo momento: credo che Lei e io siamo sulla via giusta! Solitudine e rigore nel giudicare noi stessi; mai più tendere l'orecchio agli altri, modelli e maestri! Una vita adatta e via via ''adattabile'' ai nostri desideri più profondi, un'operosità senza affanno, e senza nessuna coscienza estranea a vigilare su di noi e sul nostro operato! È così che tento ancora una volta di arrangiarmi, e [[Genova]] mi sembra il luogo adatto: ogni giorno per tre volte qui il cuore mi è traboccato, di fronte a questa vastità che chiama alle lontananze e al cospetto di una così imponente operosità. Qui ho la calca e il silenzio e sentieri sulle alture, e una cosa che è più bella di come l'ho sognata, il [[Cimitero monumentale di Staglieno|campo santo]]. (lettera a Heinrich Köselitz, 24 novembre 1880<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 47</ref>)
*{{NDR|Su [[Genova]]}} Qui, la grande, vivace città di mare, dove ogni anno gettano l'ancora più di <span class="nowrap">10 000</span> navi – mi consente di starmene tranquillo e con me stesso. In più ho una mansarda con un letto meraviglioso, cibo semplice e sano (ho semplificato tutto), aria di mare, indispensabile per la mia testa; strade dal selciato stupendo, e, per essere in novembre, un tepore gradevolissimo! (Purtroppo piove molto). (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 24 novembre 1880<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', pp. 47-48</ref>)
*Tutto sommato però sono stupito, te lo voglio confessare – di ''quante'' sorgenti l'uomo riesca a far scaturire dentro di sé. Persino uno come me, che non è certo tra i più ricchi. Credo che se possedessi tutte quelle qualità che tu hai in misura superiore a me diventerei arrogante e insopportabile. Già così ci sono momenti in cui mi aggiro per le alture sopra [[Genova]] con sguardi e sentimenti quali forse un tempo anche la buonanima di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] rivolgeva proprio da quassù al mare e a tutte le cose a venire. (lettera a Erwin Rohde, 24 marzo 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 70</ref>)
*La [[Cucina genovese|''cucina'' genovese]] è fatta per me. Lo credereste che da 5 mesi ormai ho mangiato ''[[trippa]]'' quasi ogni giorno? Tra tutte le carni è la più digeribile e la più leggera, e costa meno; mi fa bene anche ogni genere di pescetti, che trovo nei locali popolari. Ma niente risotto e niente maccheroni finora! (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 6 aprile 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 77</ref>)
*Questa non è una Svizzera, non è una Recoaro, è qualcosa di molto diverso, e certo di molto più a sud: per trovare un paese analogo, credo che dovrei andare fino agli altipiani del Messico affacciati al Pacifico (per esempio Oaxaca), s'intende che lì ci sarebbe in più la vegetazione tropicale. Ebbene, questo [[Sils im Engadin|Sils Maria]] cercherò di conservarmelo. (lettera a Peter Gast, Sils-Maria, 14 agosto 1881<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 160-161</ref>)
*Mie care, eccomi di nuovo sistemato nella vecchia [[Genova]], in mezzo al groviglio dei vicoli e in netto contrasto con l'eleganza dei malati di [[Nizza]]. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 4 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 126</ref>)
*Ebbene, caro vecchio amico, eccomi di nuovo nella mia [[Genova]], la città meno moderna che io conosca e che al tempo stesso scoppia di vitalità – qualcosa di assolutamente ''non'' romantico e tuttavia veramente ''non'' comune: continuerò dunque a vivere sotto la protezione dei miei santi patroni ''locali'', [[Cristoforo Colombo|Colombo]], [[Niccolò Paganini|Paganini]] e [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], che ''insieme'' rappresentano molto bene la loro città. (lettera a Franz Overbeck, 14 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 128</ref>)
*Piogge gelide, venti furiosi, insomma è inverno, rigido e carico di minacce. J. Burckhardt ha ''ragione'', ma ''ora'' che sono mezzo cieco ogni nuovo ''tentativo'' di vivere in qualche città e qualsiasi viaggio in genere rappresentano per me ''tormenti'' assolutamente insopportabili; ''questa'' città {{NDR|[[Genova]]}} (e anche questa gente) si accorda con il mio carattere, mi dà la forza di resistere e di non abbandonare i miei sforzi. (lettera a Franz Overbeck, 21 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 129</ref>)
*Qui a [[Genova]] sono così ricco, così fiero, un principe Doria in tutto e per tutto, e non desidero altro che Lei, amico caro – Le offro tutti i beni di questo ''mio'' mondo per attirarLa qui a Genova, magari per un mese, Lei con tutta la Sua nuova e vecchia musica! [...]<br />Questo mese qui è ''bellissimo''; di sera me ne sto seduto in una vigna, con il mare, le colline e le ville ai miei piedi, e faccio addirittura il bagno in mare, nella mia grotta dell'Aurora. (lettera a Heinrich Köselitz, 6 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 132</ref>)
*Ma Lei tenga fermo il nostro incontro a ''[[Genova]]'' – questo luogo appartiene a ''me''. Glielo voglio tra poco presentare e rappresentare, proprio in veste di principe Doria, se Lei vuole. (lettera a Paul Rée, 6 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 132</ref>)
*Ero nel mio giardino, ossia quello della [[Villetta Di Negro|Villetta Negro]], accanto alla quale abito ([[Stendhal]] una volta la definì «uno dei luoghi più pittoreschi d'Italia») e pensavo a Lei con tanto affetto. (lettera a Heinrich Köselitz, 27 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 136</ref>)
*La mia vista sta precipitando, non posso nascondermelo. Ora mi capita spesso di rovesciare e di rompere qualcosa, o di inciampare. Dove trovo un'altra città così perfettamente lastricata con pietre larghe come [[Genova]], dove anche se mi aggiro nei dintorni trovo sempre pietre dure e lisce (e con scannellature sulle strade in salita)?<br /> Tutto sommato Genova è stata davvero la mia mossa più fortunata riguardo alla salute e alla tranquillità spirituale. La mia camera è piena di luce e ha ''un [[soffitto]] molto alto'' – cosa che ha un effetto benefico sul mio umore. Vicinissimo c'è un giardino delizioso, aperto a tutti, con una verzura imponente, come in un bosco (anche in ''inverno''), e poi cascate, animali selvatici e uccelli, e stupendi scorci sul mare e sulle montagne – il tutto in uno spazio piccolissimo.<br /> I Genovesi ora mangiano in gran quantità il loro dolce natalizio, il loro [[Pandolce|pane dolce]] di Genova, e lo spediscono in tutto il mondo. È identico al nostro ''[[Christstollen|Stollen]]'', o meglio: il nostro Stollen è l'imitazione tedesca del pane dolce di Genova. Un dolce con mandorle, uvetta e canditi difficilmente può essere un'invenzione del tutto ''tedesca'' – è evidente. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 21 dicembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', pp. 143-144</ref>)
*Raramente noi siamo coscienti del vero valore di un periodo della nostra vita, finché lo viviamo, ma oggi, mentre camminavo lassù dominando [[Genova]], scorrendo con lo sguardo lontano sulla città e sul mare, col tempo più paradisiaco che vi possa essere, rividi nitidamente davanti a me gli ultimi due anni, le loro sofferenze e il lento progresso verso il miglioramento; e intanto un raro senso di beatitudine saliva in me, m'invadeva: la beatitudine di colui che si sente guarire. Come malinconico erravo altre volte per queste strade e stradicciuole, come mi sentivo estraneo a quest'umanità rumorosa e impaziente nel domandare e nel godere, come se, tra i viventi, io non fossi stato che un'ombra. Invece adesso, tra il gridio e il giubilo di questi assetati di vita, io afferro un suono, una nota che trova un'assonanza nell'anima mia. (lettera a Elisabeth Nietzsche, Genova, 22 gennaio 1882<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 165</ref>)
*Forse accompagno l'amico a fare una gita sulla Riviera. Speriamo che gli piaccia quanto [[Genova]]: io qui mi sento davvero a casa mia. [...] Quando c'è stato il grande corteo di Carnevale siamo andati al [[Cimitero monumentale di Staglieno|Cimitero]], il più bello tra i più belli del mondo. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, fine febbraio 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 164</ref>)
*[[Genova]] sgualdrina<br />mucche, gatti e uccelli<!-- senza punto fermo nella fonte originale--> (lettera a uno sconosciuto, forse Lou von Salomé, fine novembre 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 266</ref>)
*Questa volta passi da ''[[Genova]]'' – un'occasione così non ci capiterà mai più per tutta la vita. Le mostrerò, come fa il diavolo, tutte le «bellezze del mondo», e senza nemmeno l'intenzione di «corromperLa»! – (lettera a Heinrich Köselitz, 3 dicembre 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 271</ref>)
*Per ciò che riguarda l'«eroe» io non ne penso tutto il bene che ne pensa Lei. Ad ogni modo, esso è la forma più ammissibile della vita umana, specialmente quando non ci sia altra scelta.<br />Ci si innamora di qualcosa, e appena questa cosa ci è diventata veramente cara, ecco che il nostro tiranno (quello che ci piace chiamare «il nostro io migliore») ci dice «sacrificamela». E noi gliela sacrifichiamo, ma intanto è come seviziare gli animali, bruciarli a lento fuoco. I problemi che Lei tratta sono quasi tutti problemi di ''sevizie''. Le giova, questo? Le confesso sinceramente che io stesso ho in corpo troppi di questi «tragici complessi» per non ''maledirli'' frequentemente... Perciò anelo ad un<nowiki>'</nowiki>''altezza'', da cui poter dominare questo tragico problema. Vorrei ''liberare'' la vita umana da una parte del suo carattere straziante e crudele. (lettera a Heinrich von Stein, Santa Margherita Ligure, primi di dicembre 1882<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 180</ref>)
*Mi sono detto cento volte che il rimedio sostanziale per la mia salute, negli ultimi tre anni, è consistito nell'astenermi da ''qualsivoglia'' contatto umano. [[Genova]] ''adesso'' per me è «perduta e rovinata». Sono orgoglioso abbastanza per vivere in ''assoluto'' incognito, persino in condizioni di povertà: ma così, ''mezzo'' rispettato, ''mezzo'' sopportato, ''mezzo'' scambiato per un altro, mi sento come all'inferno – per ''questo genere di cose non'' sono «orgoglioso abbastanza». – (lettera a Franz Overbeck, primi di aprile 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 334</ref>)
*Così all'amata città di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] {{NDR|[[Genova]]}} – per me non è ''mai'' stata altro che questo – ho detto addio; e alla fine, nella sua luce autunnale, era di una bellezza struggente. (lettera a Heinrich Köselitz, ai primi di 4 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 432</ref>)
*[[Nizza]], in quanto città ''francese'', mi è insopportabile, e quasi una macchia in questo splendore mediterraneo; però resta anche pur sempre una città italiana – ho preso casa nella parte più antica, e qui, quando si deve parlare, si parla ''italiano'': è come essere in un sobborgo di Genova. (lettera a Heinrich Köselitz, ai primi di 4 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 432</ref>)
*[[Genova]] fu per me un'eccellente scuola di vita semplice e spartana – ora so che ''posso'' vivere come un operaio e un monaco. (lettera a Franz Overbeck, inizio di dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 435</ref>)
*Io sono fatto per la ''[[luce]]'': – è quasi l'unica cosa di cui non posso ''assolutamente'' fare a meno e che non posso sostituire: la luminosità di un cielo sereno. Su questo punto con [[Genova]] mi è andata male: soltanto ''ora'' sono venuto a sapere il dato statistico per cui Genova non ha, in tutto l'anno, molte più giornate serene di quante ne abbia [[Nizza]] nei sei mesi invernali: ''al che sono subito partito per Nizza''. Non appena mi impadronirò dello spagnolo, mi spingerò fino a [[Valencia]], forse il prossimo inverno. (lettera a Franz Overbeck, 6 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 437</ref>)
*Chi soffre è una preda alla portata di tutti: di fronte a un sofferente tutti si sentono saggi. (lettera a Franz Overbeck, Nizza, 14 febbraio 1884)<ref>Da ''Epistolario 1865-1900'', p. 206.</ref>
*[...] con questo ''[[Così parlò Zarathustra|Zarathustra]]'' mi lusingo di aver portato la lingua tedesca alla sua compiutezza. Dopo Lutero e Goethe c'era ancora un passo da fare; osserva, vecchio diletto camerata, se nella nostra lingua si siano mai fusi, come in quest'opera, forza, agilità ed armonia. Rileggi Goethe dopo una pagina di ''Zarathustra'', e ti accorgerai che quell'«ondulatorio» che si riscontra nel Goethe disegnatore non è estraneo al Goethe plasmatore della lingua tedesca. Io lo supero nel vigore e nella virilità della linea, senza diventare per questo un cafone come Lutero. Il mio stile è un ''ballo'', un gioco di simmetrie di ogni specie, e in pari tempo un balzare capriccioso e un prendermi gioco di queste simmetrie. E la finezza stilistica giunge fino alla scelta delle vocali. (lettera a Erwin Rohde, Nizza, 22 febbraio 1884<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 208</ref>)
*Finalmente Sils-Maria! Finalmente il ritorno alla ragione! [...] Qui a Sils, luogo dove nacque lo Zarathustrismo, dobbiamo promettere di rivederci la prossima estate, amico carissimo. Le va? Recentemente ho visitato la Svizzera dal punto di vista paesaggio, e mi sono persuaso che Sils-Maria non ha il suo eguale: meravigliosa fusione di mitezza, grandiosità e mistero... (lettera a Peter Gast, Sils-Maria, 25 luglio 1884<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 214</ref>)
*La formula wagneriana «melodia infinita» esprime nel modo più amabile il pericolo, la corruzione dell'istinto, e anche la tranquillità della coscienza in mezzo a tale corruzione. L'ambiguità ritmica, per cui non si sa più, non si ''deve'' più sapere, se una cosa è capo o coda, è senza dubbio un trucco artistico mediante il quale si ottengono effetti meravigliosi – il ''Tristano'' ne è ricco –; ma come sintomo di un'arte è e rimane il segno del dissolvimento. La parte impera sul tutto, la frase sulla melodia, l'attimo sul tempo (anche sul tempo musicale), il ''pathos'' sull<nowiki>'</nowiki>''ethos'' (carattere o stile come lo si voglia chiamare), e finalmente l<nowiki>'</nowiki>''esprit'' sul pensiero. Scusi! Ma quello che io credo di scorgere è un capovolgimento della prospettiva: si vede molto, troppo minutamente il particolare; molto, troppo confuso l'insieme. In musica la volontà è tesa verso quest'ottica sovvertitrice, e più della volontà: l'ingegno. E questo è ''décadence'': una parola che tra gente come noi, s'intende, non giudica ma definisce. (lettera a Karl Fuchs, Nizza, inverno 1844-1845<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 223</ref>)
*{{NDR|Sul Preludio del Parsifal}} [...] lasciando stare tutte le domande inopportune (a che cosa ''possa'' o ''debba'' servire questa musica?) e dal punto di vista puramente estetico, quando mai Wagner fece qualcosa di più bello? Vi è qui la suprema consapevolezza e precisione psicologica di ciò che si vuole dire, esprimere, comunicare; la forma più succinta e più diretta – ogni sfumatura del sentimento portata sino alla forma epigrammatica {{sic|–;}} un'evidenza nella musica trattata come arte descrittiva che fa pensare a uno scudo di nobilissimo lavoro; e per ultimo, sullo sfondo di tale musica, un sentimento, un'esperienza, un evento psicologico sublime ed eccezionale, che fa il maggiore onore a Wagner. Insomma, una sintesi di emozioni che molti uomini, e anche «uomini superiori», riterrebbero inconciliabili: la severità del giustiziere, l'«elevazione» nel senso terrifico della parola, la comprensione e l'acutezza che penetra l'animo come uno stilo; e, infine, la compassione per ciò che si vede e si giudica. In Dante solo – in nessun altro – si può trovare l'equivalente. (lettera a Peter Gast, Nizza, 21 gennaio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 255-256</ref>)
*[...] alla fine, la mia diffidenza si accentua al punto che io domando a me stesso se, in ultima analisi, è ''possibile'' scrivere la [[storia]]. Che vuol dunque stabilire lo storico? Un fatto che, al momento in cui accadde, non era affatto «stabilito»... (lettera a Franz Overbeck, Nizza, 23 febbraio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 257</ref>)
*Nella dolorosa storia dell'anima moderna, che sotto molti aspetti è una tragica storia, [[Hyppolite Taine|Taine]] rappresenta uno degli esemplari meglio riusciti e più degni di rispetto delle nobili qualità di quest'anima: coraggio senza falsi ritegni, purezza della coscienza intellettuale, commovente e modesto stoicismo a prezzo di grandi rinunce e di solitudine. Un pensatore dotato di queste qualità merita venerazione: egli sta fra i pochi che rendono immortale la propria epoca. (lettera a Erwin Rohde, Coira, 21 maggio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 266</ref>)
*Voltaire è una magnifica ''canaille'' piena di spirito. Ma io penso come l'abate Galiani che: «Un monstre gai vaut mieux qu'un sentimental ennuyeux.<ref>Un mostro allegro è preferibile ad un sentimentale noioso.</ref>»<br />Voltaire è possibile e tollerabile solo nell'ambito di una cultura aristocratica, che appunto perciò può permettersi il lusso della ''canaillerie'' spiritosa... (lettera a Peter Gast, Nizza, 24 novembre 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 276</ref>)
*Quanto dice nella Sua lingua intorno allo stile di Wagner mi ricorda un mio sfogo in proposito scritto non so più dove: il suo «stile drammatico» non esser altro che una ''species'' di cattivo stile, anzi di non-stile musicale. Ma i nostri musicisti vi scorgono un «progresso».<br />In verità, in questo campo tutto è ancor da dire, sospetto anzi che tutto sia ancora da pensare: Wagner stesso – come uomo come bestia come Dio come artista – passa di mille cubiti l'intelligenza e l'inintelligenza dei nostri tedeschi. (lettera a Peter Gast, Nizza, 26 febbraio 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 285-286</ref>)
*Temo di esser troppo musicista per non essere un romantico anch'io. Senza musica la vita per me sarebbe demenza. (lettera a Georg Brandes, Nizza, 27 marzo 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 291</ref>)
*A [[Genova]] me ne sono andato in giro come un'ombra in compagnia solo di ricordi. Quello che un tempo vi amavo, cinque o sei punti prediletti, adesso mi piaceva ancora di più: mi sembrava di una incomparabile ''pallida noblesse'', e assai superiore a tutto quello che offre la Riviera. Ringrazio il mio destino che negli anni della ''décadence'' mi aveva condannato a vivere in questa città dura e cupa: se si esce da lei, ogni volta si è usciti anche da se stessi – la volontà si ''allarga'' di nuovo, non si ha più il coraggio di essere vili. Non sono mai stato colmo di gratitudine come in questo eremitaggio a Genova. – (lettera a Heinrich Köselitz, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1885-1889. Vol. V'', p. 593</ref>)
*{{NDR|[[Torino]]}} Ma che dignitosa, severa città! Niente metropoli, niente moderno, com'io temevo: una «Residenz»<ref>Piccola capitale. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 295.</ref>del Seicento, dove un unico gusto ha imperato su tutto, quello della Corte e della ''noblesse''. La quiete aristocratica è impressa su ogni cosa: non meschini sobborghi; un gusto unitario che si estende fin al colore (tutta la città è gialla e color d'ocra). E per i piedi come per gli occhi un luogo classico! Che sicurezza, che pavimentazione, a non dir niente degli omnibus e dei tram, organizzati e numerosi in modo straordinario. [...] Ma che piazze austere, solenni! E lo stile dei palazzi senza pretese, le strade serie e pulite, tutto molto più dignitoso di quanto mi fossi aspettato; e i più bei caffè che io abbia mai visto. Quei «portici» poi, dato il clima variabile, rispondono ad una necessità; inoltre sono ampi e alti e non opprimono. E la sera il tramonto dai ponti sul Po è cosa stupenda! Al di là del bene e del male! (lettera a Peter Gast, Torino, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 295-296</ref>)
*A conti fatti, la [[malattia]] mi ha recato la maggiore utilità: mi ha sciolto da tutti i vincoli, mi ha ridato il coraggio di me stesso... Per istinto sono un animale coraggioso, anzi militare. La lunga opposizione ha esasperato alquanto il mio orgoglio. Se sono un filosofo? [...] Ma questo che importa? (lettera a Georg Brandes, Torino, 10 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 300</ref>)
*{{NDR|Torino}} Ecco una città secondo il mio cuore. Anzi, la sola. Tranquilla, quasi solenne. Terra classica per gli occhi e per i piedi [...]. Un soffio di buon Settecento. Palazzi di quelli che parlano al cuore; non fortezze stile Rinascimento! E poi: scorger le Alpi dal centro della città! queste lunghe strade che sembrano condurre in linea retta verso le auguste cime nevose! Aria serena, limpida in modo sublime. Non avrei mai creduto che una città, grazie alla luce, potesse diventare così bella. (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 301</ref>)
*[...] Sils-Maria, l'Alta [[Engadina]], il mio paesaggio, così lontano dalla vita, così metafisico... (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 302</ref>)
*Un eremita, certo, eppure, per quanto poco mi si conosca si deve capire che la mia vita è stata più ricca di eventi che quella di chiunque altro. Ne testimoniano i miei libri: riga per riga scaturiscono da zone inesplorate, e quindi, come sostanza, rappresentano una conquista, un allargamento dei confini della vita. (lettera<ref>Esclusa da Karl Schlechta perché manipolata dalla sorella di Nietzsche. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 314, nota 3.</ref>alla sorella, Sils-Maria, 17 settembre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 316</ref>)
*{{NDR|Torino}} Qui ogni giorno sotto lo stesso esuberante e supremo splendore di sole riappaiono la collina ammantata da foreste color dell'oro fulvo, e il cielo e l'ampio fiume di un pallido azzurro, mentre l'aria ha una purezza sublime – un [[Claude Lorrain]] come non mi ero mai sognato di trovare nella realtà. (lettera a Peter Gast, Torino, 30 ottobre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 324</ref>)
*Per le nostre anime e i nostri corpi, caro amico, un breve intossicamento parigino sarebbe una liberazione... si troverebbe la nostra vera personalità, si smetterebbe di essere soltanto tedeschi. Non mi serbi rancore se Le dico che ho imparato a scrivere in tedesco dal momento che ho immaginato di essere un lettore parigino. ''Il caso Wagner'' è musica da operetta. (lettera a Peter Gast, Torino, 18 novembre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 327-328</ref>)
*E com'è bella Torino nelle giornate grigie. Mi dicevo giorni fa: abitare una città da cui non si prova il bisogno di uscire, neppure per vedere la campagna – dove si gode, semplicemente girando per le strade. Una volta l'avrei creduto impossibile. (lettera a Peter Gast, Torino, 16 dicembre 1888, domenica<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 337</ref>)
==Poesie==
*''Che uniti vinceremo siamo certi, e celebriamo | la festa delle feste: | venne l'amico ''Zarathustra'', l'ospite degli ospiti! | È caduto l'orrido velario, il mondo ride, | sono le nozze per la luce e il buio...'' (da ''Gli alti monti'') {{NDR|in ''Al di là del bene e del male'', 1886}}
*''Io abito nella mia casa, | non ho mai imitato nessuno | e – sempre ho deriso i maestri | che di se stessi non ridono.'' {{NDR|motto all'edizione 1887 de ''La Gaia Scienza''}}
*''Io amo [[Cimitero monumentale di Staglieno|te]], antro dei sepolcri, | te, bugiarderia di marmo! | Sempre mi liberate l'anima | alla più libera beffa.'' (''Lo spirito libero'', autunno 1884<ref>Da ''Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888)'', p. 145</ref>)
*''L'altro giorno a ristorarmi | stavo sotto cupe fronde | e un sommesso ticchettio | cadenzato udii, piacevole. | Mi adirai, feci le smorfie | ma alla fine pur cedetti | ed anch'io come un poeta | cominciai a far tictac.'' (da ''Sentenza d'uccello'') {{NDR|in ''Idilli di Messina'', 1882}}
*''Là voglio essere io: e confido | In me, d'or innanzi, e nel mio timone. | Aperto è il mare: nel suo cupo azzurro | si spinge la mia prora genovese. | Tutto sempre più nuovo mi diventa, | Alle mie spalle è [[Genova]]. | Coraggio! Se la mia nave guidi, | Carissima Victoria!'' (''Columbus novus'', estate 1882, 24 [1]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)''</ref>)
*''Mi maledicano pure di cuore, | storcano il naso! | L'impotente cercar di questi occhi | mai troverà la strada fino a me.'' (da ''A queste anime incerte'') {{NDR|nell'appendice dell'edizione edizione 1887 de ''La Gaia Scienza''}}
===''Ditirambi di Dioniso''===
*''Che vuoi sottrarre, | che suoni vuoi afferrare, | cosa strapparmi sotto tortura, | torturatore! | Tu, dio-giustiziere | Oppure dovrei come un cane | rotolarmi davanti a te? | Arresa, in estasi fuori-di-me, | scodinzolando – dirti quanto ti amo! | Invano! | Continua a colpire, | pungiglione spietato! | Non sono un cane – sono la tua selvaggina, | cacciatore spietato! | La tua più orgogliosa prigioniera, | predone dietro le nubi... | Parla infine! | Tu cinto di fulmini Ignoto! parla! | Che vuoi, tagliaborse, da – ''me''... || ''[...]'' || | ''[...]'' Dammi ''amore'' – chi mi riscalda? | chi mi ama ancora? – | Dammi mani calde, | dammi bracieri per il cuore, | da' a me sola, sola come nessuno | cui il ghiaccio, sette strati di ghiaccio, | fa sognare di aver dei nemici, | perfino nemici, | dammi, consegna, | nemico spietato, | a me – ''te stesso!''... || Via di qui! | Ed ecco, da sé è fuggito | il mio unico compagno, | il mio grande nemico, | il mio ignoto, | il mio dio-giustiziere!... | No! |<br />torna indietro, | ''con'' tutti i tuoi martirii! | Le mie lacrime | corrono a te | e l'ultima fiamma del mio cuore | si erge per te. | Oh torna indietro, | mio dio ignoto | mio ''dolore'', | mia estrema felicita!...<br /><br />''{{small|Un lampo. Appare [[Dioniso]] in uno splendore di smeraldo.}}''<br /><br />''Dioniso:''<br /><br />Sii saggia, [[Arianna (mitologia)|Arianna]]!...| Tu hai orecchie piccole, hai le mie orecchie: | mettici una parola saggia {{sic|– !}} | Se ci si vuole amare non si deve forse prima odiarsi?... | ''Io sono il tuo labirinto...'' ''Da ''Lamento di Arianne'', in ''Poesie'', cura e traduzione di [[Anna Maria Carpi]], Einaudi, Torino, 2000, pp. 207-211. ISBN 88-06-15538-5
*''L'anima mia, | con la sua lingua insaziabile | ha già leccato tutte le cose buone e cattive, | in tutte le profondità si è spinta. | Ma come un sughero sempre | è tornata a galla, in superficie, | come fa l'olio cangiante sui mari bruni: | per via di quest'anima mi chiamano il felice.'' (da ''Della povertà dei più ricchi'')
*''O scaltri naviganti! | Rovine di stelle antiche! | Voi mari del futuro! Insondati cieli! | a tutti i solitari getto ora il mio amo: | rispondete all'impazienza della fiamma, | catturate per me, pescatore su alti monti, | la mia settima, ''ultima'' solitudine! – –'' (da ''Il segnale di fuoco'')
*''Scudo della necessità! | supremo stellato dell'essere! | – ciò che desiderio non raggiunge, | ciò che nessun no contamina, | eterno sì dell'essere, | in eterno io sono il tuo sì: | ''perché io ti amo, o eternità!'' – –'' (da ''Fama ed eternità, 4'')
==Citazioni su Friedrich Nietzsche==
*[[Aristotele]] toglie linguaggio e ''mimesis'' all'[[animale]], ma Nietzsche rianimalizza la genealogia di questo concetto. Nietzsche piange per il cavallo, prende il cavallo a testimone della sua compassione, prende la sua testa nelle sue mani. ([[Gianfranco Dalmasso]])
*Che nell'ora fatale per la [[Germania]] egli sia stato compromesso, falsificato in ogni senso, reso sospetto, non inficia la sua opera; nella svolta epocale essa rimane una prova per valutare l'intelligenza, e anche qualcosa di più. Di Nietzsche la critica non stabilisce le coordinate, si calibra su di lui. ([[Ernst Jünger]])
*Chi ha compreso il declino e il crollo della civiltà occidentale riconoscerà in Nietzsche colui che ha risvegliato la coscienza dell'Europa. ([[Ananda Coomaraswamy]])
*Ciò che dicevano lo sguardo dei tuoi occhi, la tua bocca amorosa, era pieno di bontà, di riguardo sempre, era come un celarsi della tua maestà: volevi (per richiamare una delle tue più delicate parole) «risparmiarci il rossore». Giacché la dovizia della tua mente, l'empito del cuor tuo di dar gioia agli altri – chi mai avrebbe potuto ricambiarli in misura degna? Tu fosti uno dei più nobili e puri individui che siano passati quaggiù. ([[Peter Gast]])
*Ciò che tu fosti come spirito motore del mondo, sta davanti agli occhi di tutti; ciò che fosti come uomo di cuore, lo annunzia ogni tuo pensiero. Giacché su ogni tuo pensiero sta l'impronta della grandezza, e ogni grande pensiero – dice [[Luc de Clapiers de Vauvenargues| Vauvenargues]] – deriva dal cuore. ([[Peter Gast]])
*Come Nietzsche aveva profetizzato, con la religione è sparita anche la morale. ([[Hans Küng]])
*Di Nietzsche ogni pensiero è una reazione a qualcos'altro; e – come da Balzac s'è cominciato a scrivere «con tutti i sensi» – le «prove» di Nietzsche appaiono lucidissime registrazioni fisiologiche [...].Ogni sentenza nietzschiana è filtrata dai suoi patimenti; eroica, non sempre vittoriosa sulle bizzarrie del temperamento, la passione della verità. Ogni fiore della pianta spinosa ha il sapore delle radici. ([[Leone Traverso]])
*Di una consonanza tra Nietzsche e [[Jacob Burckhardt|Burckhardt]] si può parlare soltanto a proposito della loro posizione spregiudicata verso il cristianesimo. Entrambi, come discepoli di [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], rinvenivano nel pessimismo greco l'origine delle massime opere dei greci (le attribuivano cioè a un eccesso di sofferenza), ma, mentre in Burckhardt ciò avveniva per «simpatia», in Nietzsche la comprensione dei greci è fondata su una affinità originaria della sua costituzione individuale. Infatti, se, come ritiene Burckhardt, le passioni dei greci attingono la grandezza che è loro propria dal fatto di sorgere sul terreno di un egoismo non limitato da alcuna morale religiosamente legittimata, l'ardente ambizione che animava Nietzsche, per quanto io ho potuto constatare, fu il nucleo del suo essere. La sua compassione per i greci non fu, appunto, «cristiana». ([[Franz Camille Overbeck]])
*Dice ancora qualcosa il nome di Dio agli uomini di oggi? Secondo Nietzsche, poco o nulla. Lo stesso annuncio che "Dio è morto" è destinato a cadere nel vuoto. Magari tutti ripetono la frase a proposito di questo o di quello (secolarizzazione, scristianizzazione, pensiero unico, e così via). Ma come se fosse un'ovvietà, una cosa scontata, di cui prendere atto per poi archiviarla senza farsi troppi problemi. Un po' come dire: siamo moderni, emancipati, la [[fede]] in Dio appartiene al passato. Dovranno passare secoli – è sempre Nietzsche a sostenerlo – prima che gli uomini tornino a interrogarsi sul senso profondo e misterioso di questa morte. Che la morte di Dio appaia come un evento che è ormai alle nostre spalle e che ci lascia sostanzialmente indifferenti non è ateismo. È [[nichilismo]]. ([[Sergio Givone]])
*Dio Onnipotente, mi dispiace di essere diventato ateo, ma hai mai letto Nietzsche?! Ah, che libro! ([[John Fante]])
*È un uomo straordinario; su ogni cosa egli ha una sua propria idea, conquistata da se stesso. ([[Jacob Burckhardt]])
*Era un accanito lettore di giornali e se fosse vissuto oggi sarebbe sul Web tutto il giorno, nonostante i problemi di vista. ([[Maurizio Ferraris]])
*Federico non dimenticava suo padre: egli voleva, secondo il suo esempio, e come avevano fatto tutti quelli della sua razza, diventare un pastore, uno degli eletti che vivono presso Dio e parlano nel suo nome. Non sapeva concepire vocazione più alta né più conforme al suo desiderio; per quanto giovane fosse, aveva una coscienza esigente e meticolosa. Soffriva dei più leggeri rimbrotti, e voleva essere solo a dirigere la sua condotta. Quando sentiva uno scrupolo di coscienza, si ritirava in un nascondiglio buio, si esaminava e non ripigliava i giochi con la sorella se non dopo essersi deliberatamente biasimato o giustificato. Un giorno che pioveva a dirotto, sua madre lo scorse mentre tornava da scuola, senza ombrello o mantello, a passo eguale e lento. Lo chiamò. Egli rientrò quieto. «Ci raccomandano sempre di non correre per istrada», spiegò poi. I suoi camerati l'avevano soprannominato «il piccolo pastore» e lo ascoltavano in rispettoso silenzio quando leggeva ad alta voce un capitolo della Bibbia. ([[Daniel Halévy]])
*Gli rimprovero le sue infatuazioni e persino i suoi fervori. Non ha abbattuto idoli se non per sostituirli con altri. Un falso iconoclasta, con tratti da adolescente, e non so che verginità, che innocenza, inerenti alla sua carriera di solitario. ([[Emil Cioran]])
*Il piccolo Federico è tardo a parlare, contempla ogni cosa con occhi gravi e rimane in silenzio. A due anni e mezzo, profferisce la prima parola. Il pastore {{NDR|suo padre}} ama questo compagno silenzioso e se lo conduce dietro volentieri nelle sue passeggiate. Federico Nietzsche non dimenticò mai il suono lontano delle campane sulla pianura immensa, cosparsa di stagni, né l'impressione della propria mano racchiusa nella grossa mano paterna. ([[Daniel Halévy]])
*In una delle sue lettere, Nietzsche scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: [[Shiva]] è il dio che danza. ([[Osho Rajneesh]])
*L'antitesi tra l'eroe e il santo si innalzò davanti a me attraverso lui e il suo dramma. Egli era l'eroe santo, ribelle e martire a un tempo. Prometeo e Cristo, Dioniso e il Crocifisso. Egli era l'uomo compiuto. La gioventù vuole pregare e adorare. L'immagine di Nietzsche fu sempre sopra il mio letto, un ritratto del tempo della demenza, colla tragica fronte oscurata, lo sguardo del martire, già lontano, affisato al nulla, all'infinito. Quel capo che cade in avanti che cos'ha in comune colla belva bionda, col Superuomo? È il figlio dell'uomo, tormentato, ferito. ''Ecce Homo''. ([[Klaus Mann]])
*La critica di Freud, come quella di Feuerbach e di Nietzsche, ha ignorato completamente la dottrina cristiana della Trinità e, a proposito dello stesso Gesù Cristo, si basa su uno stadio della ricerca oggi nettamente superato che gli permetteva di liquidare con due parole la questione della sua storicità. ([[Raniero Cantalamessa]])
*La teoria del superuomo di Nietzsche fu saccheggiata dai nazisti e presentata come pensiero precorritore delle teoriche hitleriane mentre veniva da un filosofo il quale aveva potuto scrivere che quasi tutti i processi di trasformazione violenta si rivelavano «una patetica e sanguinosa baracconata». ([[Alberto Tagliati]])
*Lo circondava un'indescrivibile atmosfera di ''estraneità'', qualcosa per me allora del tutto inquietante, c'era qualcosa in lui che prima non avevo conosciuto, e mancavano molte cose che un tempo l'avevano caratterizzato. Era come se venisse da una terra in cui non abita nessuno. ([[Erwin Rohde]])
*Mi resi conto che i soli maestri di danza che io potessi avere erano il [[Jean-Jacques Rousseau|J. J. Rousseau]] dell'''[[Jean-Jacques Rousseau#Emilio o dell'educazione|Emile]]'', [[Walt Whitman]] e Nietzsche. ([[Isadora Duncan]])
*Nel fulcro di questa ruota che dardeggia luce sugli spazi deserti, [[William Blake|Blake]] e Nietzsche regnano come sfavillanti stelle doppie; il loro messaggio è ancora così nuovo che pensiamo ad essi in termini di pazzia. Nietzsche ricombina tutti i valori esistenti; Blake plasma una nuova cosmogonia. Per molti aspetti Rimbaud è vicino a entrambi. ([[Henry Miller]])
*''Nice che dice? | Boh!'' ([[Zucchero Fornaciari]])
*Nietzsche e [[Charles Péguy|Péguy]]: due profeti che dominano la nostra epoca. Entrambi concordano nel fare un'opera di critica. Entrambi maledicono il «mondo moderno». Una parte delle loro diagnosi coincide. Tuttavia i loro due messaggi restano opposti. L'uno e l'altro si ricollegano a un passato che viene dal profondo delle età, ma non ne scelgono la stessa vena. L'uno e l'altro annunciano tempi nuovi, ma non li plasmano con lo stesso metallo. Se da una parte Nietzsche è il profeta della rottura, dall'altra Péguy è il profeta della fedeltà. E mentre per incatenarci al carro traballante del suo Dioniso Nietzsche è sempre più portato a maledire la croce di Cristo, Péguy mostra in Gesù colui che raccoglie tutto il tragico antico per trasfigurarlo. ([[Henri-Marie de Lubac]])
*Nietzsche è un [[Richard Wagner|Wagner]] del pensiero. La susseguenza dei suoi pensieri è assolutamente barbara, uguale alla musica wagneriana. In ciò unicamente nell'originalità barbaramente balzante e irrompente dei suoi pensieri sta la sua forza di sovvertimento e tutto anela alla distruzione tanto in Wagner come in lui. ([[Dino Campana]])
*Nietzsche era un puro, e talvolta il puro folle; ma il mondo contro il quale egli anima la turgida protesta di Zaratustra è proprio fatto, in ogni classe sociale, di esseri come Zaratustra e la sua matta bestialità. Il superuomo non è un personaggio da venire, è una miserabile presenza che tutti gli uomini scoprono nella parte più abbietta di se stessi. Compito della vera civiltà è liberarsi da questo atroce «stato di natura» rappresentato dal perenne Zaratustra. E il Nietzsche migliore è quello appunto che s'indigna contro la viltà del mondo, e non sa di avvalersi delle negate categorie cristiane. ([[Francesco Flora]])
*{{maiuscoletto|Nietzsche}}, il mio Nietzsche, il mio buon Nietzsche (non quello altro e di altri) è così affascinante perché parla all'anima e di cose dell'anima come Carmen parlava d'amore a Don José. «Non ci si annoiava con quella ragazza!» diceva questi a Merimée, alla vigilia di morire per lei. E nemmeno noi ci annoiamo con Nietzsche. Nietzsche non fu un filosofo; fu il caso estremo di una quasi completa sublimazione di Eros. Fu anche altra cosa; lo so. ([[Umberto Saba]])
*Nietzsche non negava l'arte di [[Richard Wagner|Wagner]] quando dichiarava che «i maestri cantori» erano un attentato alla civiltà, e non si poneva il problema perché riconosceva che tra l'ammirazione estetica e il consenso etico non c'è necessario rapporto di causa a effetto. ([[Leo Valiani]])
*Nietzsche non perde mai l'occasione di fustigare ogni senso di pietà per i deboli e per i malati. Vero Don Chisciotte della morte, il filosofo condanna qualunque misura in favore dei diseredati, e denuncia nella preoccupazione per le vittime la causa di ciò che egli interpreta come invecchiamento precoce della nostra civiltà. ([[René Girard]])
*Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Nietzsche si è completamente sbagliato su [[Dioniso]], senza parlare dell'opposizione con Apollo che è pura fantasia poiché i Greci mescolavano ambedue nei miti e talvolta sembravano identificarli. ([[Simone Weil]])
*Nietzsche, un intenditore di prima forza in fatto di decadenza. ([[György Lukács]])
*Nietzsche vuole un impossibile sacrifizio della umanità a vantaggio di pochi; [[Lev Tolstoj|Tolstoi]] vuole un sacrifizio impossibile del pari, quello dell'individuo all'umanità. ([[Raffaele Garofalo]])
*Pensate a Nietzsche, il puro: il cui destino fu di nutrire l'arbitrio di criminali mediocri, che nel suo verbo trovavano una promessa di gloria e una giustificazione eroica. La teoria del [[Oltreuomo|superuomo]], riflesso dalla follia da cui fu colto l'autore, restato sempre a mezzo tra la metafora e la speculazione filosofica, rappresenta la malattia letale e non la sana riscossa dello spirito moderno. Certo, in molti punti, Nietzsche fu frainteso; ma gli scrittori hanno i lettori che meritano, e nella sua opera bisogna coraggiosamente riconoscere una torbidezza fondamentale, che dell'uomo accarezzò piuttosto la bestia che l'angelo. Nietzsche, il puro, che osò chiamar morale da schiavi la morale cristiana e civile, non s'accorse di predicar lui, veramente, la sola morale di schiavi che esista al mondo, quella della servitù all'istinto e all'inconscio. Né s'accorse che il superuomo, quel suo turgido Zaratustra, retore e vanitoso, non è ancor giunto allo stadio umano, perché non ha senso sociale. ([[Francesco Flora]])
*Povero Nietzsche! È stato l'unico filosofo a cui è toccato il singolare privilegio di essere considerato responsabile niente meno che di una guerra mondiale. ([[Franco Volpi]])
*Quando si leggono l'un dopo l'altro gli scritti di Nietzsche, si prova dalla prima all'ultima pagina una impressione come se si udisse un uomo in delirio, che con occhi lampeggianti e con la schiuma sulle labbra, emetta incompostamente un torrente di parole assordanti, ch'egli interrompe, ora con uno scroscio di pazza risata, ora con basse invettive ed imprecazioni, ora dandosi ad una danza vertiginosa, ora avventandosi con volto minaccioso e col pugno chiuso contro il suo visitatore o il suo supposto avversario. ([[Max Nordau]])
*Se è vano ricercare nel Nietzsche il sistema, la dimostrazione rigorosa, e talvolta anche la connessione logica delle idee, pure egli esercita innegabilmente su di noi un fascino che ha qualche cosa di misterioso.<br />La sua opera è divenuta popolare, nonostante la stravaganza della forma, e le incoerenze e le oscurità e i paradossi e le contraddizioni; e più ancora, nonostante il dubbio che il germe dell'alienazione, da cui egli fu colpito nel Gennaio 1889, esistesse già da molto tempo in lui, e non fosse stato senza qualche influenza sui suoi scritti. ([[Raffaele Garofalo]])
*Se non vi fossero gli [[Onestà|onesti]], ma predicanti l'amoralità come Nietzsche, il mondo sarebbe d'una insopportabile virtù o ipocrisia. ([[Corrado Alvaro]])
*[[Lev Tolstoj|Tolstòj]] fu l'ultima grande passione di Nietzsche, prima della follia, e Nietzsche lo leggeva e compulsava avidamente, riconoscendo in lui lo stesso mito al quale anch'egli si sentiva forzato: la consumazione del confine tra «arte» e «vita», tra «volontà» e «realtà». ([[Igor Sibaldi]])
*Un accurato lavoro di reinterpretazione ha sottratto il pensiero di Friedrich Nietzsche (1844–1900) all'abbraccio con le esperienze politiche della destra radicale. Non perché non ci sia effettivamente stata la utilizzazione di spunti {{sic|nietzscheani}} contro le ideologie del moderno ([[liberalismo]] e [[socialismo]]) da parte della destra radicale. Ma questa simpatetica dedizione degli ambienti di destra non basta a farne un campione della reazione. ([[Michele Prospero]])
*Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro. ([[Sigmund Freud]])
===[[Georges Bataille]]===
*Una pressione infinitamente più pesante si esercita senza dubbio sui dittatori moderni, ridotti a trovare la loro forza nella identificazione con tutti quegli impulsi che Nietzsche disprezzava nelle [[massa|masse]], in particolare con «quella mendace autoammirazione e libidine razziale».<ref>{{NDR|Nota presente nel medesimo testo da cui è tratta la citazione}} [F. Nietzsche] ''Gai savoir'', § 377 [trad. it. ''La gaia scienza'', in Id., ''Opere'', vol. 5, 2, Adelphi, Milano 1965]</ref> C'è una derisione corrosiva nel fatto d'immaginare un possibile accordo tra l'esigenza nietzscheana e una organizzazione politica che impoverisce l'esistenza al vertice, che imprigiona esilia o uccide tutto ciò che potrebbe costituire un'[[aristocrazia]]<ref>{{NDR|Ibid. nota precedente}} Nietzsche parla di aristocrazia, parla anche di schiavitù, ma quando si esprime al riguardo dei «nuovi padroni», parla della «loro nuova santità», della «loro capacità di rinuncia». «Essi danno all'inferiore il diritto alla felicità, e loro stessi se ne privano».</ref> di «spiriti liberi». Come se non fosse lampante che Nietzsche, quando richiede un amore a misura del sacrificio della vita, è per la «fede» che comunica, per i ''valori'' che la sua esistenza rende reali, evidentemente non per una patria...<br /> «Nota per gli asini», scriveva già Nietzsche stesso, temendo una confusione simile, altrettanto miserabile.<ref>{{NDR|Ibid. nota precedente}} [Nietzsche] ''Volonté de puissance'', § 942 [trad. it. cit.]</ref>
*In un articolo su «Fascismo» del luglio 1933, [[Cimmino]] nega ogni filiazione ideologica fra Nietzsche e Mussolini. Solo la volontà di potenza costituirebbe un legame fra le loro dottrine. Ma la volontà di potenza di Mussolini «non è egoismo», essa è predicata a tutti gli italiani dei quali il duce «vuole fare dei superuomini» [sic.]. Perché, afferma l'autore, «qualora fossimo tutti superuomini saremmo soltanto tutti uomini. Che poi Nietzsche piaccia a Mussolini è naturale: vi è nel Nietzsche qualcosa che è stata sempre di tutti gli uomini di azione e volontà». La differenza profonda tra Nietzsche e Mussolini è «nel fatto che la potenza come volontà, la forza, l'azione sono fatti dell'istinto, direi quasi della natura fisica, e la possono avere le persone fra loro più opposte, servendosene per i più diversi scopi; mentre l'ideologia è fattore spirituale, ed è sempre una per tutti quelli che l'accettano».
===[[Remo Cantoni]]===
*La grandezza e la vitalità di un [[pensatore]] si misurano dalla vastità e dalla profondità della traccia ch'egli lascia nel [[tempo]]. Nietzsche ancora oggi è un pensatore presente e discusso, con intensa passione e spirito discorde, nella [[cultura]] del nostro tempo.
*Nietzsche può corrompere, e ha corrotto, uomini grossolani e spiritualmente immaturi. Nietzsche può anche aiutare a comprendere in profondità il significato del nostro tempo, liberando l'animo umano contemporaneo da molti pregiudizi.
*Non è un'esagerazione sostenere che tutta quanta la cultura del ventesimo secolo, nei suoi vari aspetti filosofico-letterari e sociologico-psicologici, sta, in qualche misura, in una relazione significativa con le negazioni e le affermazioni del pensiero nietzscheano. Ciò prova che in ogni discorso sul senso e sul valore della vita e della cultura moderne Nietzsche è un interlocutore d'obbligo.
===[[Carl Gustav Jung]]===
*Evidentemente Nietzsche parla di questo secondo istinto, cioè della volontà di potenza. Tutto ciò che è istintuale deriva per lui dalla volontà di potenza: un grandissimo errore, un equivoco della biologia, uno sbaglio della sua natura nevrotica decadente, se lo si considera dal punto di vista della psicologia sessuale freudiana.
*Non è ammissibile considerare impropria una vita come quella di Nietzsche, vissuta con rara coerenza fino alle sue fatali conseguenze, seguendo l'istinto di potenza che ne è alla base.
*Questa fastidiosa caratteristica del barbaro era evidente anche in Nietzsche, certo per esperienza personale, ed è per questo che egli aveva un alto apprezzamento della mentalità ebraica e predicava la danza e la leggerezza e non di prendere sul serio le cose. Però non ci si accorgeva che non è il barbaro che prende le cose sul serio, ma che sono le cose a diventare serie per lui. Egli era preso dal dèmone. E chi prende le cose più seriamente di Nietzsche stesso?
===[[Ferruccio Masini]]===
*È la «magia dell'estremo» l'elemento alchemico, 'mercuriale', del nichilismo nietzscheano e al tempo stesso il catalizzatore d'un processo sperimentale di esaustione del nichilismo stesso. Infatti è questa magia ad evocare una posizione estrema per superarla non già attraverso una mediazione, bensì attraverso un suo "assoluto" rovesciamento nell'estremo opposto: sta in ciò la tensione di un "confronto con il nulla" concepito come oltrepassamento. Nel nichilismo, in questo senso, si nasconde una comprensione della crisi che svolge fino in fondo tutte le sue contraddizioni esasperandole sino a un limite insostenibile, sino a provocare eccentricamente il suo "trascendimento".
*Il ricorrente rifiuto nietzscheano delle «idee moderne» non deve essere frainteso: la modernità per Nietzsche è ''più profonda'' di quanto non sembri a chi la idoleggia in termini di ottimistico progresso e di armonia morale. La modernità è sempre il riflesso di una reinterpretazione dell'antico per cui ci si può avvicinare alla sua essenza solo percorrendo una via tortuosa, un ''Um-weg'', come direbbe [[Walter Benjamin|Benjamin]]. Per questo l'«inattuale» è la prima «maschera» del filosofo che sarà poi l'oscuro trivellatore, «l'essere sotterraneo» di ''Aurora'', il divinatore d'enigmi, il «Dioniso crocifisso», nel cui sorriso straziato si cela l'ambigua complicità, la tragica solidarietà di decadenza e superamento della decadenza. Nietzsche traccia la carta nautica di un periplo temerario che segue anche i contorni del 'continente' sommerso.
*{{NDR|In Nietzsche}} La malattia "apre" le antinomie radicalizzandole, ma al tempo stesso "dischiude" la possibilità di quel trascendimento estatico che rovescia gli opposti, l'estremo nell'estremo, l'assoluta afflizione-costrizione, la terribile ''Not'' dell'«uomo più brutto» nella ''Wende der Not'', la malattia mortale nella «superiore salute». [...] Mentre la trasfigurazione classica (si pensi al [[Lessing]] del ''Laocoonte'') svuota il tormento tragico nella compostezza del bello, in Nietzsche il volto di Dioniso «signore delle antitesi» (''Herr der Gegensätze''), irradia la sua insondabile gioia attraverso la maschera atroce di una sofferenza indicibile.
*Non si può negare che entusiasmo e disperazione fossero appunto gl'ingredienti blasfemi del Nietzsche distruttore dei valori [[cristianesimo|cristiani]], del Nietzsche-Zarathustra, negatore di Dio e annunciatore dell'''Übermensch''. Ma non sono proprio questo entusiasmo e questa disperazione i modi nuovi di pensare il mistero del [[sacro]]? Non sono queste le forme di un oltrepassamento di una ''religio'', intesa come sistema difensivo ''contro'' la follia? E non è in gioco proprio la follia nel Nietzsche "mistico" dei ''Ditirambi di Dioniso''?
===[[Costanzo Preve]]===
*Il genio del Martellatore Baffuto sta in ciò, che la sua negazione del concetto di verità, ridotta a funzione energetica della volontà di potenza del soggetto, si adatta sia a Destra (tipo Divisione SS Nibelungen in azione contro Sottouomini slavi, ebrei, negri, zingari ed altra feccia biologica) sia a Sinistra (tipo intellettuali postmoderni pacifici e tranquilli, ma preoccupati – talora peraltro ingiustamente – che il concetto di verità non gli venga brandito contro per colpevolizzare o addirittura impedire le loro ultralegittime scelte di condotta di vita privata). Questo doppio uso di Nietzsche, vero e proprio elettrodomestico filosofico multiuso, deve essere messo al centro della riflessione, perché determina fortemente il clima filosofico contemporaneo ancor più del pur pittoresco positivismo, che vorrebbe ridurre tutto a trattori ed acceleratori di particelle, ma non può farlo, perché l'uomo è anche un animale simbolico (Cassirer), e non può soltanto aggirarsi fra provette fumanti e vetrini da ricercatore.
*Il grande nemico della democrazia Nietzsche offre a questa democrazia stessa ed al suo principio livellatore ed uguagliatore l'argomento filosofico ad essa più affine, la riduzione della natura della verità ad infinito gioco delle interpretazioni. Non esiste principio filosofico più adatto al mondo dell'invidia, del risentimento, del livellamento verso il basso, il mondo che Nietzsche afferma a parole di temere: qualunque idiota superficiale ed ignorante potrà dire, con piena legittimità filosofica, che la sua interpretazione non è né migliore né peggiore, ma solo diversa, di una diversità in giudicabile, delle interpretazioni di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] o [[Karl Marx|Marx]]. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, e per me la telenovela lacrimosa è meglio di [[Miguel de Cervantes|Cervantes]] o di [[Stendhal]]. Il grande martellatore della verità non si accorge di dare grandi martellate sulle proprie dita. La negazione del carattere veritativo della conoscenza filosofica porta ad una vera e propria caricatura dell'"indifferenza" democratica, il carosello delle opinioni arbitrarie elevato a nobile gioco delle interpretazioni.
*Negli ultimi decenni in Italia è divenuta corrente l'abitudine a discutere se il termine nicciano di Übermensch debba essere tradotto come Superuomo o come Oltreuomo. A questo rispettabile quesito filologico si unisce spesso anche un'inutile e fuorviante diatriba politica, sul fatto cioè che il termine Superuomo è di "destra", mentre il termine Oltreuomo è di "sinistra". Questa diatriba è ideologica, non filosofica. Si tratta di una diatriba interminabile, che rischia di non cogliere mai il centro storico del problema. Infatti Nietzsche, che, come persona, ai suoi tempi era ideologicamente piuttosto di "destra", come filosofo (che è la sola cosa che conta) non è né di destra né di sinistra, in quanto ha di mira soprattutto una critica radicale dell'intera cultura borghese, cui Hegel, aveva a suo tempo conferito un profilo "ideale" non coincidente con il capitalismo e con la sua dimensione economica. In una fase storica in cui il capitalismo si globalizza e si universalizza nel mondo intero, ed è perciò del tutto post-borghese (e post-proletario), la filosofia di Nietzsche non cambia di natura, ma muta di funzione. Quando si trattava di bastonare i proletari rivoluzionari, lo Übermensch era un Superuomo. Una volta bastonati e resi innocui i proletari, quando si tratta di sciogliere e distruggere gli ultimi resti dell'eticità borghese hegeliana, lo Übermensch può diventare un innocuo ed educato Oltreuomo. È questa la chiave storica per affrontare il segreto di Nietzsche.
*Non c'è nulla di più sbagliato e fuorviante del pensare che Nietzsche abbia incarnato la risposta antropologica borghese (o addirittura piccolo-borghese) alla soluzione antropologica di [[Karl Marx|Marx]], definita proletaria. La soluzione antropologica che Nietzsche propone è invece consapevolmente post-borghese, perché dissolve tutti i precedenti "contenuti etici" della società borghese stessa. [...] Quella di Nietzsche è un'[[etica]] della valorizzazione onnilaterale dell'[[individualismo|individuo]], e nello stesso tempo un'etica che non ha più come riferimento un'eticità, come quella di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]. Nietzsche non ha più come punto di riferimento un'eticità, perché la sua proclamazione della morte di Dio è anche una proclamazione del venir meno di qualunque eticità borghese o proletaria. La sua è un'etica dell'individuo, o meglio dello stadio maturo (troppo maturo) dell'individualità moderna.
===[[Rudolf Steiner]]===
*Là, disteso sul divano, giaceva l'Ottenebrato, con la sua fronte mirabilmente bella di artista e di pensatore. Erano le prime ore del pomeriggio. Gli occhi, pur essendo spenti, apparivano ancora pervasi d'anima; ma di quanto li circondava non accoglievano più che un'immagine a cui era ormai negato l'accesso all'anima. Stavamo dinanzi a lui, ma Nietzsche non lo sapeva. Eppure si sarebbe ancora potuto credere che quel volto spiritualizzato fosse l'espressione di un'anima la quale, nel corso del mattino, avesse intensamente pensato e volesse ora riposare un momento. Credetti che la scossa interiore da me provata si trasformasse in comprensione per il genio il cui sguardo mi fissava senza vedermi. La passività di quello sguardo, lungo e fisso, sprigionò la comprensione del mio proprio sguardo, che in quel momento poté lasciar agire la forza animica dell'occhio, senza che l'altro occhio lo incontrasse.<br />E si presentò alla mia anima l'anima di Nietzsche, quasi librata sul suo capo, illimitatamente bella nella sua luce spirituale; liberamente aperta ai mondi spirituali nostalgicamente invocati, ma non trovati, prima dell'oscuramento: incatenata però ancora al corpo, conscio di essa soltanto quando il mondo spirituale era ancora per lei nostalgia. L'anima di Nietzsche era ancora presente, ma poteva tenere solo dal di fuori quel corpo che le aveva impedito di espandersi nella pienezza della sua luce finché era stata da esso circoscritta.
*Nietzsche partì da una visione dello spirito in forma mitica. [[Apollo]] e [[Dioniso]] erano figure che egli sperimentava e sentiva. Tutto il corso della storia dell'uomo gli apparve come cooperazione o anche come lotta fra i due. Ma egli giunse solo ad una rappresentazione mitica di essi. Non penetrò fino alla visione di vere entità spirituali. Partì dal mito spirituale e arrivò alla natura. Nell'anima di Nietzsche, Apollo rappresentava la materia secondo l'idea della scienza naturale, Dioniso operava come forza di natura. Ma così la bellezza di Apollo gli si offuscò, e la commozione cosmica di Dioniso gli si paralizzò nella fermezza delle leggi naturali.
*Osserviamo il brillante scritto del giovane Nietzsche: ''Dell'utilità e del danno della storia per la vita'', col quale veramente con parole di fuoco egli chiede che si abbandoni il peso della storia, che l'uomo viva appieno nel presente e che ponga la vita al posto del passato. Che cosa ne è seguito? Che egli si è fatto prendere dal darwinismo e, come questo, fa derivare l'uomo dall'animale; fa dell'uomo un superuomo. Il suo superuomo è tuttavia rimasto un prodotto del tutto astratto, non ha contenuto, è un sacco vuoto. Fisicamente se ne può dire quel che si vuole, ma non si perviene ad alcuna immaginazione.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Anacleto Verrecchia, ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', Einaudi, Torino, 1978.
*Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, a cura di Mario Carpitelle, Laterza, Roma-Bari, 1982.
*Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 1977.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Newton Compton, 1997.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di [[Sossio Giametta]], Fabbri/Rizzoli, Milano, 1996.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di A. Zignani, Guaraldi, Rimini, 1996.
*Federich Nietzsche, ''[https://archive.org/details/nietzsche-aldila-del-bene-del-male Al di là del bene e del male, {{small|Preludio di una filosofia dell'avvenire]}}'', traduzione di Edmòndo Weisel, Fratelli Bocca, Editori, Torino, 1898.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male''. ''Scelta di Frammenti Postumi. (1885-1886)'', a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, con una cronologia della vita dell'Autore e dei suoi tempi e note introduttive, versioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori, Milano, 1981.
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali'', traduzione di Fabrizio Desideri, Newton Compton, Roma, 2012. ISBN 978-88-541-3875-9
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7780-0
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora e Frammenti postumi (1879-1881)'', traduzione di Ferruccio Masini e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1964.
*Friedrich Nietzsche, ''[[s:Così parlò Zarathustra|Così parlò Zarathustra: {{small|un libro per tutti e per nessuno}}]]'', traduzione di Renato Giani, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1915.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'' (''Also sprach Zarathustra. Ein Buch für Alleund Keinen''), traduzione di Michele Costa, Grande Universale Mursia, Milano, 1963.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', ''Al di là del bene e del male'', ''Genealogia della morale'', ''La gaia scienza'', in ''Opere 1882/1895'', traduzione di Anna Maria Carpi, Silvia Bortoli Cappelletto, Vanda Perretta, Francesca Ricci, Newton Compton, 1993.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', traduzione di Anna Maria Carpi, Newton Compton, 1996.
*Friedrich Nietzsche, ''Crepuscolo degli idoli'', a cura e traduzione di Giuseppe Turco Liveri, Armando Editore, Roma, 1997. ISBN 88-7144-685-2
*Friedrich Nietzsche, ''Crepuscolo degli idoli'', a cura e traduzione di Sossio Giametta, BUR, 1998.
*Friedrich Nietzsche, ''Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888)'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 1977
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1865-1900'', traduzione di Barbara Allason, Einaudi, Torino, 1962
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1875-1879. Vol. III'', traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama, Adelphi, Milano, 1995. ISBN 88-459-1172-1
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama e Mario Carpitella, Adelphi, Milano, 2004. ISBN 88-459-1833-5
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1885-1889. Vol. V'', traduzione di Vivetta Vivarelli, Adelphi, Milano, 2011. ISBN 978-88-459-2630-3
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1882-1884'', traduzione di Leonardo Amoroso e Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. VII, t. I, parte I, a cura di Mario Carpitella e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1982.
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1884'', traduzione di Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. VII, t. II, parte I, Adelphi, Milano, 1976.
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1888-1889'', traduzione di Sossio Giametta, in ''Opere'', vol. VIII, t. III, Adelphi, Milano, 1986.
*Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', traduzione di Ferruccio Masini e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1965
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2010.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2015.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo'', ''Crepuscolo degli idoli'', ''Ecce homo'', ''La volontà di potenza'', traduzioni di Paolo Santoro, Mirella Ulivieri, Silvia Bortoli Cappelletto e Giulio Raio, Newton Compton, Roma, 1989.
*Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''La filosofia nell'età tragica dei greci'', traduzione di Ferruccio Masini, Newton, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', nota introduttiva di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza'', traduzione di Ferruccio Masini, a cura di Gianni Vattimo, Einaudi, 1979.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza e Idilli di Messina'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2015. ISBN 978-88-459-7655-1
*Friedrich Nietzsche, ''La nascita della tragedia'', traduzione di Sossio Giametta, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7782-4
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di Peter Gast e Elisabeth Förster-Nietzsche, ed. it. a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, traduzione di Angelo Treves e P. Kobau, Bompiani, Milano, 1995.
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di Peter Gast e Elisabeth Förster-Nietzsche, ed. it. a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, traduzione di Angelo Treves e P. Kobau, Bompiani, Milano, 2005.
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di G. Brianese, Mimesis Edizioni, 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''Le poesie'', a cura di Anna Maria Carpi, Einaudi, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''Opere'', traduzione di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1972.
*Friedrich Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth e Frammenti postumi (1875-1876)'', traduzione di Giorgio Colli, Mazzino Montinari, Sossio Giametta, in ''Opere'', vol. IV, t. I, Adelphi, Milano, 1967.
*Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth'' (''Richard Wagner in Bayreuth''), traduzione di Giovanna Vignato, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992. ISBN 88-7692-094-3
*Friedrich Nietzsche, ''Schopenhauer come educatore'', ''Aurora'', in ''Opere 1870/1881'', traduzione di Matilde de Pasquale, Fabrizio Desideri, Newton Compton, Roma, 1993.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano, I e Frammenti postumi (1876-1878)'', traduzione di Sossio Giametta e Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. IV, t. II, Adelphi, Milano, 1965.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', nota introduttiva di [[Mazzino Montinari]], traduzione di Sossio Giametta, vol. I, Adelphi, Milano, 2008<sup>12</sup>. ISBN 978-88-459-0390-8
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', nota introduttiva di [[Mazzino Montinari]], traduzione di Sossio Giametta, vol. II, Adelphi, Milano, 2003<sup>8</sup>. ISBN 88-459-0464-4
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 2011.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Mirella Ulivieri, Newton & Compton, 1988.
*Federich Nietzsche, ''[https://archive.org/details/nietzsche-umano-troppo-umano/mode Umano, troppo umano. {{small|Un libro per spiriti liberi}}]'', introduzione e appendice di [[Elisabeth Förster-Nietzsche|Elisabetta-Foerster Nietzsche]], prima edizione autorizzata, traduzione di G. Delaudi, Casa Editrice Monanni, Milano, stampa 1927.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Sossio Giametta, vol. I, Adelphi, Milano, 2016. ISBN 978-88-459-7777-0
*Friedrich W. Nietzsche, ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010.
*Friedrich Nietzsche, ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givoni, a cura di Ferruccio Masini, Newton Compton Editori, 1988.
==Voci correlate==
*''[[Al di là del bene e del male (film)|Al di là del bene e del male]]'' – film
*[[Eterno ritorno]]
*[[Oltreuomo]]
*[[Volontà di potenza]]
==Altri progetti==
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===Opere===
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[[File:Nietzsche187c.jpg|thumb|Friedrich Nietzsche nel 1869]]
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'''Friedrich Wilhelm Nietzsche''' (1844 – 1900), filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco.
==Citazioni di Friedrich Nietzsche==
*Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati.<ref>Da ''Il Viandante e la sua ombra''.</ref>
*{{NDR|A proposito dell'area di [[Paestum]]}} È come se un dio, qui, avesse costruito con enormi blocchi di pietra la sua casa.<ref>Citato in ''[http://www.infopaestum.it/ Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum]'', ''Infopaestum.it''.</ref>
*È impossibile che il nostro conoscere possa andare al di là dello stretto necessario per la conservazione della vita. La morfologia ci mostra che i sensi, i nervi, nonché il cervello si sviluppano proporzionalmente alla difficoltà di nutrirsi.<ref name="Galimberti">Da ''la Repubblica'', a cura di [[Umberto Galimberti]], 7 febbraio 2003.</ref>
*Io vi insegno l'[[oltreuomo]]. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo? Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per l'oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.<ref>Da ''Così parlò Zarathustra''.</ref>
*I preti sono i nemici più crudeli... in essi l'odio cresce in proporzioni mostruose e sinistre, una forma di odio tra le più spirituali e tossiche.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 198. ISBN 9788858019429</ref>
*L'intero apparato della coscienza è un apparato per astrarre e semplificare – non orientato verso la conoscenza, ma verso il dominio delle cose.<ref name="Galimberti" />
*La conoscenza esiste nella misura in cui è utile. Non c'è dubbio, infatti, che tutte le percezioni di senso sono impegnate in giudizi di valore: utile e dannoso, quindi piacevole e spiacevole.<ref name="Galimberti" />
*La logica è legata a questa condizione: supporre che si diano casi identici, perché senza costanti l'uomo non può sopravvivere.<ref name="Galimberti" />
*Mio caro signor dottore, queste poesie di [[Giordano Bruno]] sono un regalo di cui le sono grato con tutto il cuore. Mi sono permesso di appropriarmele come se le avessi scritte io e per me – e le ho ''prese'' come gocce corroboranti. Se lei sapesse quanto raramente mi viene ancora qualcosa di corroborante dall'esterno.<ref>Da una lettera a Heinrich von Stein del 22 maggio 1884; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''Giordano Bruno'', Donzelli editore, 2002.</ref>
*Nella solitudine il solitario divora se stesso. Nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.<ref>Da ''la Repubblica'', [[Gabriele Romagnoli]], ''La scomparsa della solitudine'', 2 giugno 2014.</ref>
*[[Nichilismo]]: manca il fine; manca la risposta al "perché?". Che cosa significa nichilismo? – ''che i valori supremi perdono ogni valore''.<ref>Citato in [[Umberto Galimberti]], ''L'ospite inquietante'', Feltrinelli, Milano 2008, p. 15.</ref>
*Non ho mai sentito dire che le flatulenze determinino situazioni filosofiche.<ref>Da ''Lettere a Erwin Rohde'', Lugano, 29 marzo 1871.</ref>
*Non resta altro mezzo per rimettere in onore la [[politica]], si devono come prima cosa impiccare i [[moralismo|moralisti]].<ref>Aforisma postumo citato da [[Giuliano Ferrara]] in [http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356126&START=1&2col= ''il Giornale''], 4 giugno 2009, p. 3.</ref>
*Non si è dato mai il caso di una [[donna]] che abbia preso un raffreddore con un vestito scollato di un grande sarto.<ref>Citato in [[Ennio Flaiano]], ''Frasario essenziale'', Bompiani, 1993, p. 120. ISBN 88-452-2073-7</ref>
*Osserva il [[gregge]] che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato... L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è [[passato]], prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo".<ref>Da ''Considerazioni inattuali''.</ref>
*Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di [[Georges Bizet|Bizet]] e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'[[Europa]]; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'[[amore]], l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: ''Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée...''.<ref>Citato in [[Giulio Confalonieri]], ''La storia della musica'', Edizioni Accademia, Milano 1975.</ref>
*Sento spesso il bisogno di ruminare il passato e di rendere digeribile il presente con quel condimento.<ref>Dalla lettera a Erwin Rohde, Naumburg, 3 novembre 1867.</ref>
*Sull'origine della logica: caos originario delle rappresentazioni. Le rappresentazioni compatibili tra loro rimasero, la maggioranza di loro andò in rovina e va in rovina.<ref name="Galimberti" />
*Tutto considerato, caro amico, d'ora in poi non ha più senso parlare e scrivere su di me, ho passato agli atti per la prossima eternità la questione «chi io sia» con l'opera che sto pubblicando, ''Ecce Homo''. D'ora in poi non bisognerà più curarsi di me, bensì delle cose per cui io esisto.<ref>Dalla lettera a Carl Fuchs, Torino, 27 dicembre 1888.</ref>
*{{NDR|Su [[Johann Sebastian Bach|Bach]]}} Uno che ha dimenticato del tutto il Cristianesimo, lo ascolta come fosse un gospel.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della musica classica'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 103. ISBN 9788858022894</ref>
*Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse il primo, come se fosse l'ultimo.<ref>Citato in Luciano Verdone, ''Un brindisi con Socrate'', Adea edizioni, 2007, [http://books.google.it/books?id=NK1pGeh04GsC&pg=PA134#v=onepage&q&f=false p. 134]. ISBN 978-88-86274-48-7</ref>
===Attribuite===
*E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.<ref>Citato in Giovanni Floris, ''Quella notte sono io'', Rizzoli, [https://books.google.it/books?id=HCtwDQAAQBAJ&pg=PT20 p. 20]. ISBN 8858686748</ref>
:''And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music.''
::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La frase viene spesso attribuita a Nietzsche sia in lingua italiana che in lingua inglese, tuttavia non vi è alcuna evidenza che la citazione appartenga realmente al filosofo tedesco. La prima attribuzione nota a Nietzsche risale infatti solo al 2003, più di cento anni dopo la sua morte. Probabilmente scaturisce da uno scritto del religioso Thomas Manton, edito nel 1873. Una delle prime menzioni di questa citazione risale al 1927, quando venne riportata in una versione molto simile dal giornale londinese ''The Times'' ed etichettata come "vecchio proverbio" (''old proverb'').<ref>{{cfr}} ''[http://quoteinvestigator.com/2012/06/05/dance-insane/ Those Who Dance Are Considered Insane by Those Who Can't Hear the Music]'', ''QuoteInvestigator.com'', 5 giugno 2012.</ref>
==''Il dramma musicale greco''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
Nella nostra odierna vita teatrale non si ritrovano semplici ricordi ed echi delle ''arti drammatiche della Grecia'': piuttosto, le sue ''forme fondamentali'' gettano le radici nel terreno ''ellenico'', sia per una crescita ''naturale'', sia in conseguenza di una derivazione ''artificiosa''. Soltanto i ''nomi'' si sono in molti modi trasformati e spostati. Così la musica medievale in realtà possedeva ancora le tonalità greche, con il loro nome greco, sennonché, per esempio, ciò che i Greci chiamavano «''locrese''» era designato nella musica ecclesiastica come «''dorico''». Troviamo simili confusioni anche nel campo della terminologia drammatica: ciò che l'Ateniese intendeva per «''tragedia''», noi lo riportiamo tutt'al più sotto il concetto di «''grande opera''»; così almeno ha fatto [[Voltaire]], in una lettera al Cardinale Quirini.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Il dramma musicale greco'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
====II traduzione====
Nel teatro contemporaneo non sono presenti solo memorie e risonanze ''delle arti drammatiche della Grecia''; anzi, le sue ''forme fondamentali'' hanno radici nel terreno ellenico, o per crescita naturale oppure per via di una derivazione ''artificiale''. Soltanto i ''nomi'' in diversi modi si sono mutati e spostati: analogamente la musica medievale era di fatto ancora basata su tonalità greche, solo che, per esempio, ciò che i greci chiamavano «''locrese''» nel canto liturgico veniva indicato come «''dorico''». Confusioni del genere le s'incontra nell'ambito della terminologia drammatica: ciò che l'Ateniese considerava «''tragedia''», noi tutt'al più lo iscriviamo al concetto di «grande opera»; così almeno ha fatto [[Voltaire]] in una lettera al Cardinal Quirini.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Il dramma musicale greco'' in ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givone, Newton Compton Editori, 1988}}
===Citazioni===
*La musica dovrebbe sostenere la poesia, rafforzare l'espressione dei sentimenti e l'interesse della situazione, senza spezzare l'azione o disturbarla con inutili fiorettature. (p. 47, 1988)
*La musica dovrebbe essere per la poesia ciò che la vivacità dei colori e una felice mescolanza d'ombre e di luci sono per un disegno corretto e ben studiato; cose, tutte, che servono unicamente a dar vita alle figure senza confondere i contorni. (p. 47, 1988)
==''Socrate e la tragedia''==
===[[Incipit]]===
La [[tragedia]] greca morì in modo diverso da tutti gli antichi generi d'arte affini: finì tragicamente, mentre tutti quegli altri scomparvero con la morte più bella. Se infatti è conforme a uno stato naturale ideale esalare l'ultimo respiro con una bella discendenza e senza spasimi, la fine di quei generi artistici antichi ci mostra un tale mondo ideale; essi trapassano e si estinguono, mentre già la loro figliolanza più bella leva il capo vigorosamente. Con la morte del dramma musicale greco si produsse invece un enorme vuoto, ovunque e profondamente sentito; si disse che la poesia stessa era andata perduta e si inviarono con scherno nell'Ade gli intristiti, smagriti epigoni, affinché là si saziassero con le briciole dei maestri. E come si esprime [[Aristofane]], si sentì una tale intima e calda nostalgia verso l'ultimo dei grandi morti, come quando qualcuno è colto da un'improvvisa, violenta voglia di crauti. Ma quando fiorì realmente un nuovo genere d'arte, che venerava nella tragedia la sua precorritrice e maestra, si poté constatare con terrore che esso portava sì i lineamenti della madre, ma proprio quelli che essa aveva mostrato nella sua lunga lotta contro la morte. Questa lotta della tragedia con la morte si chiama [[Euripide]] e il posteriore genere artistico è noto come commedia attica nuova. In essa sopravvisse la forma degenerata della tragedia, in memoria della sua dipartita oltremodo laboriosa e violenta.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Socrate e la tragedia'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
===Citazioni===
*La [[tragedia greca]], rispetto a tutti gli altri generi d'arte imparentati con essa, è finita per motivi diversi: la sua fine è stata tragica, là dove tutti quegli altri generi sono venuti meno nella morte più bella. (p. 51, 1988)
*Si sa di quale straordinaria venerazione [[Euripide]] godesse presso i poeti della nuova commedia attica. Uno dei più rinomati, [[Filemone]], dichiarò che si sarebbe immediatamente fatto impiccare, pur di vedere Euripide negli inferi, qualora si fosse potuto convincere che il defunto aveva ancora vita e intelletto. (p. 51, 1988)
*Euripide è il primo drammaturgo che segue consapevolmente un'estetica. Di proposito egli cerca ciò che è perfettamente comprensibile: i suoi eroi ''sono'' nei fatti quel che sono quando parlano. Essi si esprimono totalmente attraverso le parole, là dove invece i personaggi di [[Eschilo]] e di [[Sofocle]] sono assai più profondi e più pieni rispetto alle parole che dicono: propriamente essi balbettano su di sé. (p. 56, 1988)
*Euripide dà forma ai personaggi, e nello stesso tempo li decostruisce: di fronte alla sua anatomia essi non hanno più niente di nascosto. Se Sofocle aveva detto di Eschilo ch'egli faceva il giusto pur senza averne coscienza, Euripide avrebbe dovuto dire di lui ch'egli faceva quel che non bisognava fare, ''poiché'' non ne aveva coscienza. (p. 56, 1988)
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Socrate e la tragedia'' in ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givone, Newton Compton Editori, 1988}}
==''La visione dionisiaca del mondo''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
I Greci, che esprimono e al tempo stesso nascondono la dottrina segreta della loro visione del mondo nei loro dèi, hanno stabilito come duplice fonte della loro arte due divinità, Apollo e Dioniso. Questi nomi rappresentano nel dominio dell'arte dei contrari stilistici, che incedono l'uno accanto all'altro quasi sempre in lotta tra loro, e appaiono fusi una volta soltanto, quando culmina la «volontà» ellenica, nell'opera d'arte della tragedia attica. In due stati, difatti, l'uomo raggiunge il sentimento estatico dell'esistenza, nel ''sogno'' e nell'''ebbrezza''. La bella illusione del mondo del sogno, dove ogni uomo è artista pieno, è madre di ogni [[arte]] figurativa e altresì, come vedremo, di una metà importante della poesia. Noi godiamo in una comprensione immediata della ''figura'', tutte le forme che ci parlano; non vi è nulla di indifferente e di non necessario. nella vita suprema di questa realtà di sogno traluce ancora tuttavia il nostro sentimento della sua ''illusorietà''; solo quando cessa questo sentimento, si presentano gli effetti patologici, in cui il sogno non ristora più, e cessa la forza naturale risanatrice di quello stato.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''La visione dionisiaca del mondo'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 2006}}
====II traduzione====
I Greci, che esprimono e in pari tempo nascondono nei loro dèi la dottrina segreta della loro visione del mondo, hanno eretto a duplice scaturigine della loro arte due divinità: Apollo e Dioniso. Questi due nomi rappresentano, nel regno dell'arte, due stili opposti. Essi procedono l'uno accanto all'altro, quasi sempre in lotta tra loro, e solo una volta, nel momento della fioritura della «volontà» ellenica, appaiono fusi: nell'opera d'arte della tragedia attica. In due diversi stati, in effetti, l'uomo raggiunge il sentimento estatico dell'esistenza: nel ''sogno'' e nell'''ebbrezza''. La bella parvenza del mondo del sogno, in cui ogni uomo è pienamente artista, è la madre di ogni arte figurativa e, come vedremo, anche di una metà importante della poesia. Noi godiamo della comprensione immediata della figura, tutte le forme ci parlano; non c'è niente di indifferente e di non necessario. Ma anche nella vita più fervida di questa realtà di sogno, abbiamo ancora una sensazione balenante della sua ''illusorietà''; solo quando questa cessa cominciano gli effetti patologici, in cui il sogno non ristora più e la forza risanatrice naturale di quello stato viene meno.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''La visione dionisiaca del mondo'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di [[Sossio Giametta]], RCS Quotidiani, 2010}}
==''La nascita della tragedia''==
*Come una volta ai tempi di [[Tiberio]] i naviganti greci udirono in vicinanza di un'isola solitaria lo sconvolgente grido: «il grande [[Pan]] è morto»,<ref>{{cfr}} [[Plutarco]], ''De defectu oraculorum'', 17.</ref> così per il mondo ellenico risuonò ora come un doloroso lamento: «la tragedia è morta! Anche la poesia è perduta con essa! Via, via, voi intristiti, smagriti epigoni! Via nell'Ade, perché possiate là saziarvi delle briciole dei passati maestri!».
*L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine fra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: 'Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è – morire presto'.
*La bella parvenza dei mondi del sogno, nella cui produzione ogni uomo è artista pieno, è il presupposto di ogni arte figurativa.
==''La volontà di potenza''==
<!-- Le numerazioni non sono compatibili: non mescolare le citazioni! -->
*Ciò che racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può più venire in altro modo: l'''insorgere'' del ''[[nichilismo]]''. (Prefazione, 2, 1995)
*Le posizioni estreme non sono sostituite da posizioni moderate, ma solo da altre estreme, però ''capovolte''. (I, ''Il nichilismo europeo''; 1995)
*Grazie al [[cristianesimo]] l'individuo acquistò un'importanza così grande, fu posto in modo così assoluto, che non lo si poté più ''sacrificare'': ma il genere umano sussiste soltanto mediante i [[Sacrificio umano|sacrifici umani]]... [...] E questa pseudoumanità che si chiama cristianesimo vuole precisamente ottenere che ''nessuno venga sacrificato''... (II, ''Critica dei valori supremi'', 246; 1995)
*La [[Vizio e virtù|virtù]] rimane il [[Vizio e virtù|vizio]] più costoso: ''deve'' rimanere tale! (II, ''Critica dei valori supremi'', 325; 1995)
*I [[fatti]] non esistono, esistono solo interpretazioni. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 481; 1995)
*''Che cos'è la [[verità]]?'' (''Inertia''; l'ipotesi che ci soddisfa; il minimo uso di [[forza]] spirituale ecc.). (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 537; 1995)
*Per una caratterizzazione del ''genio nazionale'', relativamente a ciò che è straniero e tolto a prestito:<br />– il genio ''inglese'' rende grossolano e naturale tutto ciò che riceve;<br />– il genio ''francese'' diluisce, semplifica, logicizza, orna;<br />– il genio ''tedesco'' mescola, media, imbroglia, moralizza;<br />– il genio ''italiano'' ha usato nel modo di gran lunga più libero e fine ciò che ha preso a prestito e ci ha messo dentro molto di più di quello che ne ha ricavato, essendo il genio ''più ricco'', che più poteva donare. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 831, 2005)
*C'è un solo mondo, e questo è falso, crudele, contraddittorio, seduttore, senza senso... Un mondo siffatto è il mondo vero. Noi ''abbiamo bisogno di menzogne'', per riportare la vittoria su questa realtà, su questa "verità", ossia per vivere... Il fatto che la menzogna sia necessaria per vivere fa parte di questo carattere terribile ed enigmatico dell'esistenza... La metafisica, la morale, la [[religione]], la scienza vengono prese in considerazione in questo libro soltanto come altrettante forme di menzogna: con il loro aiuto si ''crede'' nella vita. (III, ''Principio di una nuova posizione di valori'', 853, 1; 1995)
*Ci vuole più coraggio e ''forza'' di [[carattere]] per fermarsi o addirittura per volgersi indietro che per andare avanti. (80a; 2006)<ref>Il frammento alla quale appartiene la citazione è stato pubblicato per la prima volta in inglese nell'edizione di ''The Will to Power'' del 1968 curata da [[Walter Kaufmann]].</ref>
*Tutta la [[bellezza]] e la magnificenza che abbiamo conferito alle cose reali e immaginarie, voglio reclamarla come proprietà e produzione dell'uomo: come la sua più bella apologia. L'uomo come poeta, come pensatore, come Dio, come [[amore]], come potenza – : oh! la regale liberalità con la quale ha donato alle cose, per ''immiserirsi'' e sentirsi meschino! Finora il suo più grande disinteresse è stato che egli ha ammirato e adorato e ha saputo nascondersi, che è stato ''lui'' che ha prodotto ciò che ha ammirato. (87; 1989)
*L'[[ozio]] è il padre della [[filosofia]]. – Di conseguenza – la filosofia è un vizio?... (107; 1989)<ref>Confronta anche ''[[Friedrich Nietzsche#Crepuscolo degli idoli|Crepuscolo degli idoli]]'', ''Detti e frecce'', 1.</ref>
*{{NDR|Su [[Richard Wagner]]}} Un grande punto interrogativo del nostro secolo.<ref>Da ''Volontà di potenza''.</ref>
===Citazioni su ''La volontà di potenza''===
*Sono annotazioni durante un viaggio attraverso mari sconvolti dal Maelström e sotto la minaccia dei mostri che emergono dalle onde. Vediamo il timoniere che osserva i suoi strumenti mentre si arroventano lentamente. Lo vediamo pensoso del corso e della {{sic|mèta}}. Egli esamina tutte le rotte possibili, le rotte estreme, sulle quali poi naufragherà la ragione pratica. Il primo momento, quello in cui ci si rende spiritualmente conto della catastrofe, è più terribile degli orrori concreti a cui si va incontro in quel mondo di fiamme. È l'avventura che tentano soltanto gli spiriti più ardimentosi, quelli di grandissima portata, proporzionati alla misura, se non al peso del carico. Restare schiacciati da questo peso, è stato il destino di Nietzsche, che oggi è di buon gusto prendere a sassate. Dopo il terremoto, ci si rivolta contro i sismografi. Però non si può far espiare ai barometri la colpa dei tifoni senza passar per gente rozza e primitiva. ([[Ernst Jünger]])
==''Schopenhauer come educatore''==
*Perché drizzare le orecchie per sentire ciò che dice il prossimo? È così provinciale sentirsi vincolati a opinioni che a distanza di qualche centinaio di miglia già non sono più vincolanti. Oriente e occidente sono segni di gesso che qualcuno traccia davanti ai nostri occhi per prendersi gioco della nostra pavidità. (1; 1993)
*Un solo scrittore conosco che per sincerità posso mettere allo stesso livello se non addirittura più in alto di Schopenhauer: [[Michel de Montaigne|Montaigne]]. Il solo fatto che un uomo simile abbia scritto, ha aumentato, in verità, la gioia di vivere su questa terra. (2; 1993)
*In tutti i tempi gli uomini più profondi hanno avuto compassione degli [[animale|animali]] [...]. Certo è una grave pena vivere così, come animale, nella fame e nei desideri e non giungere ad alcuna consapevolezza su questa vita; e non si può immaginare sorte più dura di quella della bestia da preda che è spinta per i deserti dal tormento più rodente, che raramente è soddisfatta e, se lo è, la soddisfazione diventa pena nella lotta dilaniante con altri animali o per l'avidità e la sazietà più nauseanti. Essere attaccati alla vita in modo così cieco e pazzo, per nessun premio superiore, senza sapere che così si è puniti e perché si è puniti, bensì desiderare questa pena come una felicità, con la stupidità di una brama spaventevole: questo vuol dire essere un animale; [...]. Finché si aspira alla vita come ad una felicità, non si è ancora sollevato lo sguardo oltre l'orizzonte dell'animale, si vuole soltanto con maggiore consapevolezza ciò che l'animale cerca per impulso cieco. Ma così va a noi tutti per la maggior parte della vita: solitamente non usciamo dall'animalità, noi stessi siamo gli animali che sembrano soffrire insensatamente. (5)<ref>Da ''Schopenhauer come educatore'', a cura di Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7773-2</ref>
==''La filosofia nell'epoca tragica dei greci''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
Rispetto a uomini che sono lontani da noi, ci basta conoscere i fini per approvarli o disapprovarli in un complesso. Rispetto a uomini che sono più vicini, noi diamo un giudizio, fondandoci sui mezzi con cui essi perseguono i loro scopi: spesso disapproviamo questi fini, ma amiamo tali uomini a causa dei loro mezzi e del loro modo di volere. I [[Sistema|sistemi]] filosofici, orbene, sono completamente veri solo per i propri fondatori: per tutti i filosofi posteriori, ciascuno di tali sistemi è di solito un unico grande errore, per i cervelli meno acuti è una somma di errori e di verità. Comunque un errore nel suo fine supremo, e quindi condannabile. Molti uomini perciò disapprovano sempre il filosofo, poiché il suo fine non è il loro: si tratta di quelli che sono più lontani. Chi invece trae gioia da grandi uomini come tali, trarrà pure una gioia da siffatti sistemi, quand'anche siano completamente erronei. In sé, questi hanno peraltro un elemento del tutto inconfutabile, un tono personale, un colorito personale: possiamo servirci di essi per ottenere l'immagine del filosofo, allo stesso modo che dai frutti di una certa località si può dedurre la natura di quel terreno. In ogni caso ''questo'' modo di vivere e di considerare le cose umane è già esistito una volta, ed è quindi possibile: il «sistema», o per lo meno una parte di tale sistema, è il frutto di questo terreno.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 2006}}
====II traduzione====
Degli uomini che sono lontani da noi ci basta conoscere i fini per approvarli o rifiutarli nel loro complesso. Per quelli che sono più vicini, giudichiamo in base ai mezzi con cui essi perseguono i loro fini; spesso disapproviamo i loro fini, però li amiamo per i loro mezzi e per il loro modo di volere. Orbene, i sistemi filosofici sono interamente veri solo per i loro fondatori; per tutti i filosofi posteriori ciascuno di essi è di solito un unico grande errore, e per le teste meno forti è una somma di errori e verità; ma in ogni caso, nel suo fine supremo, è un errore e pertanto rigettabile. Perciò molti disapprovano qualunque filosofo, dato che il suo fine non è il loro: sono quelli che stanno più lontano. Chi invece prova gioia per i grandi uomini in genere, prova gioia parimenti per tali sistemi, anche se sono del tutto erronei, perché hanno comunque in sé un punto che è assolutamente inconfutabile, un ''pathos'' e un colore personale, che possono servire per ricavare l'immagine del filosofo, allo stesso modo che dalla vegetazione di un certo luogo si può capire la natura del terreno. ''Quel'' modo di vivere e di vedere le cose umane è comunque esistito una volta ed è dunque sempre possibile; il «sistema», o almeno una parte del sistema, è quello che cresce<ref>''Gewächs'', da ''wachsen'', crescere; dunque pianta, animale, in senso estensivo vegetazione; ma nel linguaggio popolare anche persona, tipo.</ref> su questo terreno.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010}}
====III traduzione====
Quanto ai lontani, ci basta conoscere le loro mète per approvarli o rigettarli in blocco. Quanto ai vicini, giudichiamo secondo i mezzi con i quali essi promuovono i loro obiettivi: spesse volte disapproviamo le loro mète, ma li amiamo a cagione degli strumenti e della guisa del loro volere. Orbene, soltanto per i loro fondatori sono i sistemi filosofici interamente veri: per tutti i filosofi posteriori sono di norma un unico grande errore, per le teste più deboli una somma di errori e di verità, in ogni caso però, in quanto massimo obiettivo, sono un errore e, in questo senso, riprovevoli. Per questa ragione molti uomini disapprovano ogni filosofo, giacché la sua mèta non è la loro: sono questi i più lontani. Chi invece trova nei grandi uomini la sua gioia, gioisce altresì di siffatti sistemi, per quanto essi siano completamente erronei: purtuttavia v'è in quelli un punto che è assolutamente inconfutabile, un tono, una coloritura personali; possiamo servircene per conquistare l'immagine del filosofo, allo stesso modo con cui si può giudicare il terreno dai frutti di un determinato luogo. ''Quel'' modo di vivere e di considerare le cose umane è comunque esistito una volta ed è dunque possibile: il «sistema», o almeno una parte di questo sistema, è il frutto di questo terreno.
{{NDR|Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''La filosofia nell'età tragica dei greci'', traduzione di Ferruccio Masini, Newton, 1991}}
==''Su verità e menzogna in senso extramorale''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
In un angolo remoto dell'universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c'era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia del mondo»: ma tutto ciò durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. — Qualcuno potrebbe inventare una favola di questo genere, ma non riuscirebbe tuttavia a illustrare sufficientemente quanto misero, spettrale, fugace, privo di scopo e arbitrario sia il comportamento dell'[[uomo|intelletto umano]] entro la [[natura]]. Vi furono eternità in cui esso non esisteva; quando per lui tutto sarà nuovamente finito, non sarà avvenuto nulla di notevole. Per quell'intelletto, difatti, non esiste una missione ulteriore che conduca al di là della vita umana. Esso piuttosto è umano, e soltanto chi lo possiede e lo produce può considerarlo tanto pateticamente, come se i cardini del mondo ruotassero su di lui. Se noi riuscissimo a intenderci con la zanzara, apprenderemmo che anch'essa nuota attraverso l'aria con questo ''pathos'' e si sente il centro — che vola — di questo mondo. Non vi è nulla di abbastanza spregevole e scadente nella natura, che con un piccolo e leggero alito di quella forza del conoscere non si gonfi senz'altro come un otre. E come ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più orgoglioso fra gli uomini, il [[filosofo]], crede che da tutti i lati gli occhi dell'universo siano rivolti telescopicamente sul suo agire e sul suo pensare.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Su verità e menzogna in senso extramorale'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
====II traduzione====
In un angolo remoto dell'universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c'era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia universale»; ma fu solo un minuto. Dopo pochi respiri della natura, l'astro si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Qualcuno potrebbe inventare una favola del genere, ma non riuscirebbe mai a illustrare adeguatamente quanto lamentevole, quanto vago e fugace, quanto inane e capriccioso appaia nella natura l'intelletto umano. Ci furono eternità in cui esso non c'era, e quando di nuovo non ci sarà più non sarà successo niente. Giacché per questo intelletto non c'è nessuna missione ulteriore che porti al di là della vita umana. Esso è totalmente umano e solo chi lo possiede e lo produce ne ha un'idea così patetica, quasi che su di esso ruotassero i cardini del mondo. Ma se noi potessimo comunicare con la zanzara, apprenderemmo che anch'essa svolazza nell'aria con questo ''pathos'' e si sente appunto il centro svolazzante del mondo. Nella natura non c'è niente di così spregevole e meschino che, con un piccolo soffio di questa forza del conoscere, non si gonfi subito come un otre; e come ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più superbo degli uomini, il filosofo, crede che da tutte le parti gli occhi dell'universo siano telescopicamente puntati sul suo agire e pensare.
{{NDR|Friedrich W. Nietzsche, ''Su verità e menzogna in senso extramorale'', in ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010}}
===Citazioni===
*Che cos'è dunque la [[verità]]? Un mobile esercito di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete. (p. 233, 2006)
*L'indagatore di queste verità in fondo cerca soltanto la metamorfosi del [[mondo]] nell'uomo, si sforza di comprendere il mondo come una cosa umana e nel caso migliore riesce a raggiungere il sentimento di una assimilazione. (p. 236, 2006)
*Il suo metodo considera l'[[uomo]] come misura di tutte le cose: nel far ciò tuttavia egli parte da un errore iniziale, credere cioè che egli abbia queste cose immediatamente dinanzi a sé, come oggetti puri. Egli dimentica così che le metafore originarie dell'intuizione sono pur sempre metafore, e le prende per le cose stesse. (p. 236, 2006)
==''Appello ai tedeschi''==
===[[Incipit]]===
Vogliamo essere ascoltati, poiché parliamo per ammonire, e sempre la voce di chi ammonisce, chiunque egli sia e dovunque essa risuoni, è nel suo diritto; in cambio voi, cui si rivolge l'appello, avete il diritto di decidere se volete prendervi come vostri ammonitori uomini onesti e chiaroveggenti, che fanno sentire la loro voce soltanto perché siete in pericolo, e si spaventano di trovarvi così muti, indifferenti e ignari. Ma a noi è lecito attestare di noi stessi, che parliamo con cuore puro, e che vogliamo e ricerchiamo il nostro soltanto in quanto è anche il vostro — cioè il bene e l'onore dello spirito tedesco e del nome tedesco. Vi è stata annunziata la solennità che, nel maggio dell'anno scorso, è stata celebrata a ''Bayreuth'': si trattava di porre laggiù una possente prima pietra, sotto la quale credevamo di seppellire per sempre molti timori, e dalla quale credevamo che le nostre più nobili speranze fossero confermate per sempre: o piuttosto, come oggi dobbiamo dire, ci alludevamo che così fosse. Infatti in tutto ciò, ahimè!, vi era molta illusione: ancora persistono quei timori; e se anche non abbiamo affatto disimparato a sperare, il nostro appello odierno, con il quale rivolgiamo un ammonimento e chiediamo aiuto, fa capire che più che sperare temiamo. Il nostro timore peraltro riguarda voi: potreste non saper affatto che cosa accade, e forse addirittura impedire, per ignoranza, che qualcosa accada.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Appello ai tedeschi'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
==''Richard Wagner a Bayreuth''==
===[[Incipit]]===
Due cose debbono concorrere affinché un evento abbia grandezza: il grande animo di coloro che lo portano a compimento e il grande animo di coloro che fanno esperienza. Non c'è evento che abbia grandezza di per sé, nonostante intere costellazioni svaniscono e popoli decadono, nonostante vengano sostituite grandi nazioni e vengano condotte guerre con enormi perdite e spiegamento di forze: su molte cose del genere il respiro della storia trascorre soffiando, quasi si trattasse di fiocchi di neve. Eppure, succede anche che un uomo potente affondi un colpo che tocca una dura roccia e rimane privo di effetto: una breve, acuta eco ed è tutto finito. La storia non sa raccontare quasi nulla di tali eventi, per così dire troncati.<br />Così, in chiunque osservi l'approssimarsi di un evento, si insinua sempre un interrogativo sull'esserne degni da parte di coloro che ne faranno esperienza.
{{NDR|Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth'', traduzione di Giovanna Vignato, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992}}
===Citazioni===
*È noto che certi uomini, nell'attimo di un pericolo eccezionale, o soprattutto nel prendere un'importante decisione sulla propria vita, condensano tutto il vissuto in una visione infinitamente accelerata e tornano a conoscere, con acutezza davvero rara, tanto le cose prossime come le più lontane. (p. 7, 1992)
*Le rare persone che giungono davvero all'ingenuità, come [[Goethe]] e [[Richard Wagner|Wagner]], l'acquisiscono più facilmente nell'età matura che nella fanciullezza o nella giovinezza. (p. 11, 1992)
*Il [[Sigfrido]] dell'''Anello del Nibelungo'', quel modello straordinariamente vigoroso di giovane, poteva essere creato soltanto da un uomo e, in verità, da un uomo che avesse trovato nella maturità la propria giovinezza. E come la giovinezza, anche l'età virile giunse tardi per [[Richard Wagner|Wagner]]: su questo egli è davvero l'opposto di una natura precoce. (p. 11, 1992)
*Assai di rado fu reso a qualcuno tanto difficile trovare le vie d'accesso alle scienze e alle tecniche, e spesso egli dovette improvvisare queste vie d'accesso. Il riformatore del dramma semplice, lo scopritore della posizione dell'arte nella vera società umana, il poetico chiarificatore delle passate visioni della vita, il filosofo, lo storico, lo studioso di estetica e critico [[Richard Wagner|Wagner]], il maestro del linguaggio, lo studioso e il poeta dei miti, colui che per primo circoscrisse la magnifica, enorme struttura primordiale e vi impresse sopra le tracce del suo spirito: quale abbondanza di saperi dovette riunire ed abbracciare per divenire tutto questo! (p. 21, 1992)
*[[Richard Wagner|Wagner]] è in massima misura filosofo là dove più è energico ed eroico. E appunto come filosofo egli non si limitò ad attraversare il fuoco di diversi sistemi filosofici senza intimorirsene, ma attraversò anche i vapori del sapere e dell'erudizione mantenendosi sempre fedele al suo io più elevato, che gli chiedeva "azioni comprensive della natura polifona" e gli imponeva di soffrire e di imparare per poter compiere quelle azioni. (p. 25, 1992)
*Non si può essere [[Felicità|felici]] finché intorno a noi tutti soffrono e si infliggono sofferenze; non si può essere [[Morale|morali]] fintantoché il procedere delle cose umane viene deciso da violenza, inganno e ingiustizia; non si può neppure essere [[Saggezza|saggi]] fintantoché l'umanità non si sia impegnata nella gara della saggezza e non introduca l'uomo alla vita e al sapere del più saggio dei modi. (p. 34, 1992)
*Nell'economia spirituale dei nostri uomini di cultura, l'[[arte]] viene considerata oggi un bisogno del tutto falso o indegno e degradante, un nulla o un cattivo qualcosa. (p. 47, 1992)
==''Umano, troppo umano''==
*Alle persone che non amiamo imputiamo a colpa le gentilezze che ci fanno. (I, 309)<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Con sguardi, suoni e atti, molti [[animale|animali]] stimolano l'uomo a ''immaginare'' se stesso in loro, e molte religioni insegnano a vedere in certi casi nell'animale la dimora di anime di uomini e di dèi: ragion per cui raccomandano in genere più nobile attenzione, anzi rispettoso timore, nel modo di trattare gli animali.<br />Anche dopo la scomparsa di questa superstizione, i sentimenti da essa suscitati continuano ad agire, maturando e fiorendo. Su questo punto, com'è noto, il cristianesimo si è dimostrato una religione povera e retrograda. (II<ref name="Ditadi">Citato in Ditadi 1994, p. 872.</ref>)
*Con un [[talento]] in più si è spesso più insicuri che con uno in meno: come il tavolo sta meglio su tre che su quattro gambe. (I, 560; 2011)
*''Concludere dalle conseguenze alla fondatezza e infondatezza''. Tutti gli Stati e gli ordinamenti della società: i ceti, il matrimonio, l'educazione, il diritto, tutte queste cose hanno la loro forza e durata solo nella fede che ripongono in esse gli spiriti vincolati – cioè nell'assenza di ragioni, o per lo meno nel rifiuto delle indagini sulle ragioni. Ciò gli spiriti vincolati non ammettono volentieri e sentono bene che è un ''pudendum''. Il Cristianesimo, che era molto innocente nelle sue ispirazioni intellettuali, non notò nulla di questo ''pudendum'', esigé fede e nient'altro che fede e respinse con passione la richiesta di ragioni; indicò il successo della fede: sentirete subito il vantaggio della fede, spiegava, sarete per essa beati. (I, 227; 2016)
*I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato. (I, 306; 2011)
*In realtà [[scienza e religione|fra la religione e la vera scienza]] non esiste parentela, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi. (I, 110; 2011)
*L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare [[scrittore]]. (I, 192; 2011)
*''L'ipocrita più distinto''. – Il non parlare mai di sé è un'[[ipocrisia]] molto distinta. (I, 504; 2011)
*''La cattiveria è rara''. Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con se stessi per essere cattivi. (I, 85; 2016)
*La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve inghiottire. (II, 107 in ed. critica G.Colli, M. Montinari, Milano 1979, p. 83)
*La più nobile specie di [[bellezza]] è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. (I, 149; 2011)
*La [[riforma protestante|riforma]] di [[Martin Lutero|Lutero]] dimostra che in quel secolo ogni moto di libertà dello spirito era ancora incerto, gracile, adolescente e la scienza non poteva ancora sollevare il capo. (I, 26)
*[...] la [[speranza]] [...] è in realtà il peggiore dei mali, perché prolunga il tormento degli uomini. (II, 71; 1927, p. 98)
*La [[vita]] consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L'amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale. (I, 586; 2011)
*Le donne fini credono che una cosa non esista affatto, quando non è possibile parlarne in società. (I, 383; 2011)
*Le [[Maschio e femmina|donne]] possono stringere benissimo amicizia con un [[Maschio e femmina|uomo]]; ma per poterla conservare – a tal fine deve ben aiutare una piccola antipatia fisica. (I, 390; 2011)
*Ma quale differenza non resta sempre fra il mal di denti e il dolore (compassione) che risveglia la vista del mal di denti? (I, 104; 2016)
*Nessuna [[religione]] ha mai finora contenuto, né direttamente né indirettamente, né come dogma né come allegoria, una verità. Poiché ciascuna è nata dalla paura e dal bisogno e si è insinuata nell'esistenza fondandosi su errori della ragione. (I, 110; 2011)
*Noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decantate l'"obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona. (II, 37, "Opinioni e sentenze diverse"; 2011)
*Non c'è niente da fare: ogni [[maestro e discepolo|maestro]] ha solo un allievo – e questo gli diventa infedele – perché è destinato anche lui a essere [[maestro e discepolo|maestro]]. (II, 357; 2011)
*Ogni cosa finita, perfetta, viene ammirata; ogni cosa in divenire, sottovalutata. (I, 162; 2016)
*''Perché si contraddice''. Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa. (I, 303; 2016)
*Quando in un mattino di domenica sentiamo rimbombare le vecchie [[Campana|campane]], ci chiediamo: ma è mai possibile! Ciò si fa per [[Gesù|un ebreo crocifisso duemila anni fa]] che diceva di essere il figlio di Dio. La prova di una tale asserzione manca. Sicuramente nei nostri tempi la religione [[cristianesimo|cristiana]] è un'antichità emergente da epoche remotissime, e che si creda a quell'asserzione – mentre per il resto si è così rigorosi nell'esaminare ogni pretesa – è forse il frammento più antico di quest'eredità. (I, 113; 2011)
*''[[Santippe]]''. – Socrate trovò una donna, quale gli abbisognava; – ma non l'avrebbe mai cercata, se l'avesse conosciuta abbastanza bene: anche l'eroismo di questo spirito libero non sarebbe andato così lontano. In realtà Santippe lo spinse sempre più alla sua propria vocazione, rendendogli spiacevole e inabitabile la sua casa e il suo focolare; gli insegnò a vivere nelle strade e dovunque si potesse chiacchierare e restare in ozio, e con ciò fece di lui il più grande dialettico delle strade d'[[Atene (città antica)|Atene]]; il quale dovette finire con paragonare sé stesso ad un pungente assillo che fosse stato posto da un dio sul collo del bel cavallo Atene per non lasciarlo mai in pace. (433; 1927)
*''Serietà nel gioco''. A [[Genova]], nel tempo del crepuscolo, sentii giungere da una torre un prolungato suono di campane: non voleva finire e risonava come insaziato di se stesso, sopra il rumore dei vicoli nel cielo serotino e nell'aria marina, così agghiacciante, così fanciullesco insieme, così melanconico. Allora mi ricordai delle parole di Platone e le sentii tutt'a un trarro nel cuore: ''Tutto ciò che è umano non è, in complesso, degno di esser preso molto sul serio; tuttavia...''<ref>Platone, ''Leggi'', 803 b. {{cfr}} I, 2008, nota 65, p. 323</ref>'' '' (I, 628; 2008)
*Si dovrebbe considerare uno [[scrittore]] come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri. (I, 193; 2011)
*Si è maggiormente in pericolo di essere investiti quando si è appena scansata una vettura. (I, 564; 2011)
*Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa. (I, 303; 2011)
*''Tiranni dello spirito''. Nel nostro tempo si riterrebbe malato chiunque fosse l'espressione di un carattere morale così strettamente come lo sono i personaggi di [[Teofrasto]] e di [[Molière]], e si parlerebbe per lui di «idea fissa». L'Atene del terzo secolo ci apparirebbe, se potessimo farvi una visita, come popolata di pazzi. (II, parte seconda, 230; 2008)
*Tutti gli uomini si distinguono, come in ogni tempo anche oggi, in schiavi e liberi; poiché chi non ha per sé due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa poi: uomo di Stato, commerciante, funzionario, dotto. (I, 283; 2011)
*Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro [[favore]] vanno in fermentazione o divengono acidi. (II, parte prima, 255; 2011)
*[[Amor materno|Una madre ama]] di solito in suo figlio più sé che il figlio stesso. (I, 385; 2011)
===Traduzione di Mirella Ulivieri===
*Tutte le valutazioni sono affrettate, e debbono esserlo. (''Delle prime e ultime cose'', 32)
*In ogni morale [[Ascetismo|ascetica]], l'uomo adora una parte di sé come Dio, e a tale scopo è costretto a render diabolica la parte che resta. (''La vita religiosa'', 137)
*Ciò che una volta ha mosso, è racchiuso e reso eterno nella concatenazione totale di tutto ciò che è, come un insetto nell'ambra. (''Dell'anima degli artisti e degli scrittori'', 208)
*Agli uomini attivi di solito fa difetto l'attività più alta: voglio dire quella ''individuale''. Essi sono attivi come funzionari, commercianti, dotti, cioè come esseri generici, non come uomini affatto determinati, singoli, unici. (''Indizi di cultura superiore e inferiore'', 283)
*''Contro i [[confidenza|confidenziali]]''. – Persone che ci regalano la loro piena [[fiducia]] credono con ciò di aver diritto alla nostra. Il loro è un ragionamento sbagliato; i regali non conferiscono alcun diritto. (''L'uomo nel rapporto con gli altri'', 311)
*''Presenza di [[testimonianza|testimoni]]''. – Dietro un uomo caduto in acqua ci si tuffa tanto più volentieri se si è in presenza di persone che non osano farlo. (''L'uomo nel rapporto con gli altri'', 325)
*''Bontà materna''. – Ci son madri che han bisogno di figli felici e rispettati, altre invece di figli infelici: altrimenti non possono mostrare la loro bontà materna. (''La donna e il bambino'', 387)
*''L'unità di luogo e di dramma''. – Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni [[Matrimonio|matrimoni]] sarebbero più frequenti. (''La donna e il bambino'', 393)
====''Per la storia dei sentimenti morali''====
*Si deve possedere una buona memoria per poter mantenere le promesse fatte. (59)
*''Intemperanza nella vendetta.'' – Uomini grossolani che si ritengono offesi sono soliti sopravvalutare il più possibile l'entità dell'offesa, e ne raccontano la causa in termini di forte esagerazione, solo per potersi meglio avvoltolare nel sentimento di odio e di vendetta una volta destato. (62)
*Tutte le [[cattiva azione|azioni «cattive»]] sono motivate dall'istinto di conservazione o, ancor più esattamente, dal desiderio dell'individuo di cercare il [[piacere]] e fuggire il [[dolore]]: così motivate, però, esse non sono cattive. (99)
====''L'uomo solo con se stesso''====
*''Nemiche della verità.'' – Le [[convinzione|convinzioni]] sono nemiche della verità più pericolose delle menzogne. (483)
*''Ricco di carattere.'' – Un uomo appare ricco di [[carattere]] molto più spesso perché segue sempre il suo temperamento, che non perché segue sempre i suoi principi. (485)
*''Prerogativa della grandezza''. – È prerogativa della grandezza rendere molto felici con piccoli doni. (496)
*''Dall'esperienza''. – L'[[irrazionalità]] di una cosa non è affatto una ragione contro la sua esistenza, ma piuttosto una condizione di questa. (515)
*''Verità''. – Oggi nessuno muore di verità mortali: ci sono troppi antidoti. (516)
*''Idea fondamentale''. – Non esiste alcuna armonia prestabilita tra il favorire la verità e il bene dell'umanità. (517)
*''Destino umano''. – Chi pensa profondamente sa di aver sempre torto, comunque agisca e giudichi. (518)
*''[[Grandezza]] significa: imprimere una direzione''. – Nessun fiume è grande e ricco di per sé, ma è il fatto di ricevere e convogliare in sé tanti affluenti a renderlo tale. Ciò vale anche per ogni grandezza dello spirito. Importa solo questo: che uno imprima la direzione che poi tanti affluenti dovranno seguire, e non che uno possieda sin dall'inizio capacità grandi o piccole. (521)
*''Voler essere amati''. – Pretendere di essere amati è la [[presunzione]] più grande. (523)
*''La lunghezza della giornata''. – Quando c'è molto da infilarci, un [[giorno]] ha mille tasche. (529)
*''Più importante''. – Si considera la cosa non [[Spiegazione|spiegata]] e oscura più importante di quella spiegata e chiara. (532)
*''Disprezzo''. – Al disprezzo altrui l'uomo è più sensibile che a quello che gli viene da se stesso. (549)
*''Soccorrevolezza pericolosa''. – Esistono persone che voglion rendere pesante la vita agli uomini per nessun altro motivo se non quello di offrir poi loro le proprie ricette per alleviarla, per esempio il proprio cristianesimo. (555)
*''Essere bersaglio''. – I cattivi discorsi degli altri su di noi spesso non si riferiscono propriamente a noi, ma sono l'espressione di un'[[ira]], di un malumore che han tutt'altro motivo. (562)
*''Opinioni proprie''. – La prima [[opinione]] che ci viene in mente quando all'improvviso siamo interrogati su qualcosa, di solito non è la nostra, ma solo quella corrente, della nostra casta, della nostra posizione, della nostra origine; le opinioni proprie raramente vengono alla superficie. (571)
*''Cattiva memoria''. – Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono più volte le stesse buone cose per la ''prima'' volta. (580)
*''Presunzione come ultimo conforto''. – Se si interpreta una disgrazia, la propria carenza intellettuale, la propria malattia in modo da vedere in ciò una [[predestinazione]], una prova o una misteriosa punizione per azioni commesse in precedenza, ci si rende interessante il proprio essere e ci si innalza nell'immaginazione al di sopra dei propri simili. Il peccatore orgoglioso è una figura nota a tutte le sètte religiose. (590)
*''Vegetazione della felicità''. – Immediatamente accanto al dolore del mondo, e spesso sul suo terreno vulcanico, l'uomo ha posto i suoi piccoli giardini di felicità. Che si guardi alla vita con l'occhio di chi dall'esistenza vuole soltanto la conoscenza, o di chi si arrende e si rassegna, o di chi si rallegra per la difficoltà superata, ovunque si vedrà che vicino al male è sbocciata un po' di felicità – e una felicità tanto maggiore, quanto più il terreno era vulcanico; sarebbe però ridicolo affermare che questa felicità giustifichi lo stesso dolore. (591)
*''Novellini della filosofia''. – Non appena si è assimilata la saggezza di un filosofo, si va per le strade con la sensazione di essere diversi, di esser diventati dei grandi uomini; giacché ci si imbatte solo in gente che ignora quella saggezza, e dunque si ha da pronunciare su tutto un giudizio nuovo e mai sentito: per il fatto di saper riconoscere un codice, oggi si pensa di potersi anche atteggiare a giudice. (594)
*''Desiderio di profondo dolore''. – La [[passione]], quando è passata, si lascia dietro un'oscura nostalgia di sé e, prima di scomparire del tutto, ci lancia uno sguardo seducente. Dunque deve pur esserci stata una sorta di piacere nell'esser colpiti dalla sua sferza. Paragonati ad essa, i sentimenti più moderati ci sembrano insulsi; a quanto pare, a un fiacco piacere si preferisce pur sempre un forte dolore. (606)
*''Uomini arretrati e uomini precorritori''. – Il carattere sgradevole, che è pieno di diffidenza, che prova invidia per ogni successo del suo competitore e del suo prossimo ed è violento e collerico contro le opinioni divergenti, mostra di appartenere a un livello precedente di cultura, e di essere dunque un residuo: infatti il suo rapporto con gli uomini era giusto e adeguato in un'epoca in cui vigeva il diritto del più forte: è un uomo rimasto indietro. Un altro carattere, che partecipa alla gioia altrui, si fa amici dappertutto, sente amore per tutto quanto cresce e diviene, gode insieme con gli altri dei loro onori e successi e non si arroga la prerogativa di essere il solo a conoscere la verità ed anzi è pieno di un'umile diffidenza – questo è un uomo che precorre, che aspira a una cultura umana superiore. Il carattere sgradevole proviene dai tempi in cui le rudimentali fondamenta dei rapporti umani erano ancora da costruire, l'altro vive sul piano più alto di tali rapporti, il più lontano possibile dalla belva selvaggia che infuria e urla nei sotterranei, rinchiusa sotto le fondamenta della cultura. (614)
*''Estraneo al presente''. – Ha grandi vantaggi l'estraniarsi per una volta in forte misura dal proprio tempo, ed essere per così dire trascinati via dalla sua sponda, nell'oceano delle passate concezioni del mondo. Guardando di lì verso la costa, per la prima volta se ne coglie la conformazione complessiva e, quando ci si riavvicina ad essa, si ha il vantaggio di intenderla nel suo insieme meglio di coloro che non l'hanno mai abbandonata. (616)
====''Opinioni e detti diversi''====
*''Contro i sognatori''. – Il sognatore rinnega la verità di fronte a sé, il bugiardo solo davanti agli altri. (6)
*''Il buono seduce alla vita''. – Tutte le cose buone sono potenti incentivi alla [[vita]], persino ogni buon libro scritto contro di essa. (16)
*''La verità non vuol altro dio all'infuori di sé''. – La [[fede]] nella verità comincia con il [[dubbio]] in tutte le «verità» credute sino a quel momento. (20)
*''Historia in nuce''. – La parodia più seria che abbia mai sentito è questa: «in principio era il [[nonsenso|non-senso]], e il non-senso ''era'', presso Dio!. e Dio (divinamente) era il non-senso». (22)
*Un [[idealista]] è incorreggibile: se lo si precipita dal suo cielo, si confeziona un ideale con l'inferno. (23)
*''A chi nega la propria vanità''. – Chi nega la propria [[vanità]], di solito la possiede in forma così brutale da chiudere istintivamente gli occhi davanti ad essa, per non dover disprezzare se stesso. (38)
*''Avere molta [[gioia]]''. – Chi ha molta gioia deve essere un buon uomo: ma forse non il più intelligente, benché ottenga proprio quello che il più intelligente cerca di raggiungere con tutta la sua intelligenza. (45)
*''La collera come spia''. – La [[Ira|collera]] prosciuga l'anima e ne porta alla luce il sedimento. Pertanto, quando non si può arrivare in altro modo alla chiarezza, bisogna saper fare andare in collera chi ci sta intorno, i nostri seguaci e i nostri avversari, per apprendere tutto ciò che accade e viene pensato contro di noi nel profondo. (54)
*''Un errore più amaro''. – Offende in modo irreparabile lo scoprire che là dove si era convinti di essere amati, si era considerati solo una suppellettile, un gingillo da salotto, grazie al quale il padrone di casa poteva sfogare davanti agli ospiti la propria vanità. (74)
*''Sfiducia''. – La sfiducia in se stessi non sempre se ne va timida e insicura, ma a volte è quasi frenetica; per non tremare si è ubriacata. (80)
*''Filosofia del parvenu''. – Se per una volta si vuol essere una persona, bisogna onorare anche la propria ombra. (81)
*''Lode insincera''. – Una [[lode]] insincera produce poi assai più rimorsi di un biasimo insincero, probabilmente solo perché con una lode troppo pronunciata, abbiamo compromesso la nostra capacità di giudizio molto più che con un biasimo forte seppure ingiusto. (87)
*''Soddisfare i migliori''. – Quando con la propria [[arte]] si «sono soddisfatti i migliori del proprio tempo», è segno che con essa ''non si soddisferanno'' i migliori dell'epoca successiva: «vissuto», certo, «lo si è per tutti i tempi» – il plauso dei migliori assicurerà la gloria. (103)
*''La buona [[memoria]]''. – Taluni non diventano [[pensatore|pensatori]] solo perché hanno una memoria troppo buona. (122)
*''Scortesie di lettore''. – La duplice scortesia del [[lettore]] nei confronti dell'autore consiste nel lodare il secondo [[libro]] di costui a spese del primo (o viceversa) e nel volere che l'autore gliene sia grato. (130)
*''Poeti e realtà''. – La musa del [[poeta]] che non è innamorato della realtà, non sarà appunto la realtà e gli darà figli dagli occhi cavi e dalle ossa troppo tenere. (135)
*''Mezzi e fine''. – In [[arte]] il fine non santifica i mezzi: ma i mezzi santi possono santificare il fine. (136)
*''I peggiori lettori''. – I peggiori lettori sono quelli che si comportano come soldati durante un saccheggio: si prendono quello di cui possono aver bisogno, insudiciano e scompigliano il resto e bestemmiano su tutto. (137)
*''La critica più aspra''. – Si criticano un uomo, un [[libro]], con la stessa massima asprezza quando se ne disdegnano gli ideali. (157)
*''Vantaggio per gli avversari''. – Un [[libro]] ricco di spirito ne comunica anche ai suoi avversari. (160)
*''A favore dei critici''. – Gli insetti pungono non per cattiveria, ma perché anch'essi vogliono vivere; così pure i [[critico|critici]]: vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore. (164)
*''Sibi scribere''. – Un [[Scrittore|autore]] accorto non scrive per nessun'altra posterità se non per la propria, vale a dire per la sua vecchiaia, onde poter provare anche allora gioia di sé. (167)
*Il vero talento teatrale dei tedeschi fu [[August von Kotzebue|Kotzebue]]; egli e i suoi tedeschi, dell'alta come della media società, fanno necessariamente tutt'uno, e i contemporanei avrebbero potuto seriamente dire di lui: «In lui viviamo e siamo noi». In lui non ci fu nulla di forzato, di costruito approssimativamente, di piacevole per metà o approssimativamente: quello che egli volle e poté, fu capito, anzi l'''onesto'' successo teatrale sui palcoscenici tedeschi appartiene tuttora agli eredi, verecondi o impudenti, dei mezzi e degli effetti kotzebuiani, soprattutto nella misura in cui la commedia è ancora in auge; ne risulta che, soprattutto lontano dalle grandi città, molto del germanesimo di allora continua a sopravvivere. Bonari, incontinenti nei piccoli piaceri, facili al pianto, desiderosi di potersi liberare almeno a teatro dell'innata freddezza e senso del dovere e di esercitarvi una tolleranza sorridente, anzi ridente, scambiando e mischiando il bene con la compassione – che è l'essenza della sentimentalità tedesca –, oltremodo felici di un'azione bella e generosa, per il resto ossequiosi dell'autorità, reciprocamente invidiosi e tuttavia bastanti a se stessi nel proprio intimo – così erano essi, così era lui. (170)
*''Le muse come mentitrici''. – «Sappiamo dire molte menzogne» – così cantarono un giorno le muse, quando si rivelarono a [[Esiodo]]. Conduce a scoperte assai importanti il considerare finalmente l'artista come impostore. (188)
*''Il motto di spirito''. – Il motto di spirito è l'epigramma sulla morte di un sentimento. (202)
*''Star sulla testa''. – Quando capovolgiamo la verità, di solito non ci accorgiamo che neanche la nostra testa sta dove dovrebbe stare. (208)
*In [[Antica Grecia|Grecia]] gli spiriti profondi, scrupolosi e seri erano l'eccezione; l'istinto del popolo inclinava piuttosto a considerare la serietà e la scrupolosità come una specie di deformazione. (221)
*''Scrittori di partito''. – I rulli di tamburo di cui tanto si compiacciono i giovani scrittori a servizio di un partito, suonano a chi non appartiene a quel partito come uno stridore di catene, e suscitano più compassione che ammirazione. (308)
*''Quando sono necessari gli asini''. – Non si spingerà la [[Massa|folla]] a gridare osanna se non si entrerà nella città cavalcando un asino. (313)
*''Diventar vuoti''. – Di colui che si abbandona agli avvenimenti resta sempre di meno. Per questo grandi politici possono diventare affatto vuoti, pur essendo stati un giorno pieni e ricchi. (315)
*''Caldo sulle vette''. – Sulle vette è più caldo di quanto non si immagini nelle valli, soprattutto in inverno. Il pensatore conosce il significato di questa similitudine. (335)
*A che scopo vuoi ancora attaccare? Siedi come uno che abbia vinto! (354)
*''Uccelli canori''. – I seguaci di un grand'uomo sono soliti accecarsi per meglio cantarne le lodi. (390)
*''Non all'altezza''. Una cosa buona non ci piace quando non ne siamo all'altezza. (391)
*''[[Commedia]]''. – Talvolta mietiamo amore e gloria per azioni e opere di cui da lungo tempo ci siamo spogliati come di una pelle: allora veniamo facilmente sedotti a fare i commedianti del nostro passato e a gettarci ancora una volta sulle spalle la vecchia pelle – e non solo per vanità, ma anche per benevolenza verso i nostri ammiratori. (393)
*''Il giudice''. – Chi ha contemplato l'ideale di un altro, ne è il giudice inesorabile e per così dire la cattiva coscienza. (402)
====''Il viandante e la sua ombra''====
*''L'[[Albero della conoscenza del bene e del male|albero della conoscenza]]''. – Verosimiglianza, ma non verità: parvenza di libertà, ma non libertà – è per questi due frutti che l'albero della conoscenza non può venir scambiato per l'[[Albero della vita (Eden)|albero della vita]]. (1)
*''Dire due volte''. – È bene esprimere subito una cosa due volte e darle un [[piede]] destro e uno sinistro. La verità può sì stare in piedi su una gamba, ma con due camminerà e andrà in giro. (13)
*''[[Rimorso]]''. – Il rimorso è, come un morso di un cane a una pietra, una sciocchezza. (38)
*''Cloache dell'[[anima]]''. – Anche l'anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per quelli molto boriosi (voglio dire i nostri cari «pessimisti» moderni) – il buon Dio. (46)
*''Spirito e noia''. – Il proverbio «Il magiaro è troppo pigro per annoiarsi» fa pensare. Solo gli animali più fini e attivi sono capaci di noia. – Un tema per un grande poeta sarebbe la ''noia di Dio'' nel settimo giorno della creazione. (56)
*''La virtù più nobile''. – Nella prima èra dell'umanità superiore il valore è considerato la più bella delle virtù, nella seconda la giustizia, nella terza la moderazione, nella quarta la saggezza. In quale èra viviamo noi? In quale vivi tu? (64)
*''''Una santa bugia''. – La bugia, pronunciando la quale [[Arria]] morì (''Paete, non dolet''), oscura tutte le verità che mai furono pronunciate da morenti. È l'unica ''bugia'' santa che sia divenuta famosa; mentre in altri casi l'odore di santità rimase attaccato solo ad ''errori''. (75)
*[[Jean Paul]] sapeva moltissimo ma non aveva scienza, s'intendeva di ogni astuzia artistica ma non aveva arte, non trovava disgustoso quasi nulla ma non aveva gusto, possedeva sentimento e serietà ma, quando li faceva assaggiare, ci versava sopra un repellente brodo di lacrime, aveva certo spirito – troppo poco, purtroppo, rispetto alla gran fame che ne aveva: per cui porta il lettore alla disperazione proprio con la sua mancanza di spirito. Fu in complesso l'erbaccia variopinta, dal forte profumo, spuntata nottetempo nei delicati frutteti di [[Friedrich Schiller|Schiller]] e [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]; fu un uomo buono e comodo, eppure fu una fatalità – una fatalità in camicia da notte. (99)
*[[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] possiede una virtù prettamente francese, e come scrittore ha frequentato in genere con la massima diligenza la scuola dei francesi: sa ordinare e ben esporre le sue cose in vetrina. Senza quest'''arte'' reale, i suoi pensieri come pure i loro oggetti sarebbero rimasti piuttosto in ombra, senza che la perdita fosse troppo grave. Ma dalla sua ''arte'' hanno imparato in molti (soprattutto le ultime generazioni di dotti tedeschi), e innumerevoli ne hanno tratto gioia. – In verità quegli apprendisti non avrebbero avuto bisogno, come tanto spesso è accaduto, di imparare anche lo sgradevole manierismo del suo tono, con quel miscuglio di litigiosità e probità. – Sul Lessing «lirico» si è oggi unanimi: sul «drammatico» lo si diventerà. (103)
*[[Christoph Martin Wieland|Wieland]] ha scritto in tedesco meglio di chiunque altro, e ha avuto in ciò le sue brave soddisfazioni e insoddisfazioni di maestro (le sue traduzioni delle lettere [[Marco Tullio Cicerone|ciceroniane]] e di [[Luciano di Samosata|Luciano]] sono le migliori traduzioni tedesche); ma i suoi pensieri non ci forniscono più nulla cui pensare. Sopportiamo le sue piacevoli moralità tanto poco quanto le sue piacevoli immoralità: le une ben si confanno alle altre. Gli uomini che ne trassero godimento erano però in fondo migliori di noi – ma anche, in buona misura, più lenti, e avevano appunto bisogno di un tale scrittore. – Di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] i tedeschi non ebbero bisogno, e anche per questo non sanno farne alcun uso. Si considerino i migliori tra i nostri politici e artisti; nessuno di loro ha avuto Goethe come educatore – non lo ha potuto avere. (107)
*''Il senso drammatico''. – Chi non possiede i quattro sensi artistici più raffinati, cerca di comprendere tutto con il quinto, il più grossolano: questo è il senso drammatico. (117)
*[[Johann Gottfried Herder|Herder]] non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l'oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l'irriquietezza della primavera, ma egli era la primavera! (118)
*[[Friedrich Schiller|Schiller]], come altri artisti tedeschi, credeva che, avendo spirito, si potesse anche ''improvvisare con la penna'' su ogni sorta di argomenti difficili. Ed ecco che i suoi saggi in prosa – sotto ogni riguardo un modello di come ''non'' si debbono affrontare questioni scientifiche di estetica e di morale – e un pericolo per lettori giovani i quali, nella loro ammirazione per il poeta Schiller, non hanno il coraggio di pensar male dello Schiller pensatore e scrittore. (123)
*Herder ebbe la sfortuna che i suoi scritti fossero sempre o nuovi o invecchiati; per le menti più sottili e robuste (come per [[Georg Christoph Lichtenberg|Lichtenberg]]), persino l'opera principale di Herder, le sue ''Idee per la storia dell'umanità'', furono per esempio qualcosa di vecchio già al loro apparire. (125)
*Il moralismo di [[Immanuel Kant|Kant]], – da dove viene? Lo dà continuamente a capire: da [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] e dal ridestato stoicismo romano. (216)
*Il moralismo di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] in musica: è l'eterno inno di lode a [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], agli antichi francesi e a [[Friedrich Schiller|Schiller]]. (216)
*Cos'è l'intera filosofia morale tedesca, a partire da [[Immanuel Kant|Kant]], con tutti i suoi germogli e le sue secondarie diramazioni francesi, inglesi e italiane? Un attentato semiteologico contro [[Claude-Adrien Helvétius|Helvétius]], un rifiuto dei liberi orizzonti lentamente e faticosamente conquistati o delle indicazioni della retta via, che egli da ultimo ha ben espresse e riunite. Ancor oggi Helvétius è in [[Germania]] il più vilipeso tra tutti i buoni moralisti e tra tutti i buon'uomini. (216)
*[[Epicuro]] è vissuto e vive in ogni tempo, sconosciuto a quelli che si definivano e si definiscono [[Epicureismo|epicurei]], e senza fama presso i filosofi. Egli stesso ha dimenticato il suo nome: fu il bagaglio più pesante che egli mai abbia gettato via. (227)
*L'[[Atene]] del terzo secolo, se potessimo visitarla, ci sembrerebbe quasi popolata di pazzi. (230)
*In [[Russia]] esiste una emigrazione degli intellettuali: si passa il confine per leggere e scrivere buoni libri. Ma così si fa in modo che la patria, abbandonata dallo spirito, diventi sempre più la bocca spalancata dell'[[Asia]], che vorrebbe inghiottire la piccola [[Europa]]. (231)
*I greci sono i ''pazzi per lo Stato'' della storia antica – in quella moderna lo sono altri popoli. (232)
*''[[Lettera]]''. – La lettera è una visita inaspettata, e il [[postino]] è il mediatore di scortesi sorprese. Si dovrebbe avere per le lettere un'ora ogni otto giorni, e poi farsi un bagno. (261)
*''Non femminile''. – "Stupido come un uomo", dicono le donne: "vile come una donna", dicono gli uomini. La stupidità è nella donna l'elemento non femminile. (273)
*Ogni far politica, anche nei più grandi [[statista|statisti]], è un improvvisare a caso. (277)
*''Quarantena centenaria''. – Le istituzioni democratiche sono istituti di quarantena contro la vecchia peste degli appetiti tirannici: e, come tali, molto utili e molto noiose. (289)
*'' La stanchezza dello spirito''. – La nostra indifferenza e freddezza verso gli uomini, che viene interpretata come durezza e mancanza di carattere, spesso è solo stanchezza dello spirito: durante la quale gli altri ci sono, come lo siamo noi a noi stessi, indifferenti o molesti. (299)
*''[[Uomo]]!'' – Che cos'è la [[vanità]] dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»! (304)
*''Il miglior rimedio''. – Un po' di [[salute e malattia|salute]] ogni tanto è il miglior rimedio per il [[salute e malattia|malato]]. (325)
*''Profeti del tempo''. – Come le nubi ci dicono in che direzione corrono i venti lassù in alto, sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e liberi fanno presagire con le loro direzioni che tempo farà. (330)
==''Aurora''==
*[[Filologia]], infatti, è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, trarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un'arte e una perizia di orafi della ''parola'', che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiunge nulla se non lo raggiunge ''lento''. (prefazione, 5; 2006)
*Anche quel senso della verità, che in fondo è il senso della sicurezza, l'uomo l'ha in comune con l'animale: non ci si vuol lasciar ingannare, non si vuol esser tratti in errore da noi stessi, si presta un diffidente ascolto all'esortazione delle proprie passioni, ci si domina e si rimane in agguato contro se stessi; tutto questo l'animale lo comprende parimenti all'uomo, anche in lui il dominio di sé si sviluppa dal senso del reale (dalla saggezza). Parimenti l'animale osserva gli effetti che esercita sulla rappresentazione di altri animali, e da lì impara a rivolgere il suo sguardo indietro su se stesso, a considerarsi «oggettivamente»; così ha il suo grado di autocoscienza. L'animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le loro peculiarità, su queste si regola: verso individui di una determinata specie rinunzia una volta per tutte alla lotta e così, nell'avvicinare alcuni tipi di animali, indovina l'intenzione di pace e di accordo. Gli inizi della giustizia, come quelli della saggezza, della moderazione, del coraggio, – in breve tutto ciò che noi definiamo ''virtù socratiche'', è di carattere ''animale'': una conseguenza di quegli istinti che insegnano a cercare il cibo e a sfuggire ai nemici. (26; 2012)
*«[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]» è tutta la scienza. Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l'uomo avrà conosciuto se stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell'uomo. (48; 2006)
*Quale luogo spaventevole ha saputo fare della terra il [[cristianesimo]], già per il solo fatto di aver collocato ovunque il [[croce cristiana|crocifisso]], e per aver in tal modo designato la terra come il luogo in cui «il giusto viene ''martirizzato'' a morte»! (77; 2006)
*Il [[cristianesimo]] ha fatto di tutto per chiudere il circolo, e ha dichiarato che già il dubbio è peccato. (89; 2006)
*Un [[Dio]] che è onnisciente e onnipotente, e che non provvede neppure a che la sua intenzione venga compresa dalle sue creature, dovrebbe essere un Dio di bontà? (91; 2006)
*Tutte le azioni sono essenzialmente ignote. (116; 2006)
*Com'è venuta la ragione nel mondo? Come è giusto che arrivasse, in un mondo irrazionale, attraverso il caso. Si dovrà indovinare questo caso, come un enigma. (123; 2006)
*''Governare.'' – Gli uni [[governo|governano]] per il piacere di governare, gli altri per non essere governati: questi ultimi hanno soltanto il più piccolo dei due mali. (181; 2006)
*Il pauroso non sa che cosa significa essere soli: dietro la sua [[poltrona]] c'è sempre un nemico. (249; 2006)
*Quanto più pensiamo a tutto quel che fu e che sarà, tanto più pallido ci diventa quel che appunto è ora. (441; 2017)
*''Maestri e scolari''. – Conviene all'umanità di un [[maestro]], mettere i propri [[maestro e discepolo|discepoli]] in guardia contro se stesso. (447; 2006)
*''Avanti sul nemico''. – Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia contro il nemico! (557; 2006)
*''Perdite.'' Vi sono perdite che comunicano all'anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti, neri cipressi. (570; 2017)
*''Disquamarsi''. – Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito. (573; 2006)
*''Da non dimenticare''. – Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. (574; 2006)
===Citazioni su ''Aurora''===
*Opera di trapasso, ''Aurora'', intesa ancora ad abbattere più che a costruire, vibra di una singolare tensione interna per il paradosso del suo impegno stesso, che è dimostrare razionalmente l'irrazionalità originaria della morale in corso. Occasione per eccellenza sia a demolire idoli, sia (anche più) a illuminare caverne dell'inconscio occupate da «sacra» tenebra di millenni. ([[Leone Traverso]])
==''La gaia scienza''==
*''[[Epicuro]]''. Sì, sono fiero di sentire il carattere di Epicuro in modo diverso, forse, da chiunque altro, e soprattutto di gustare in tutto ciò che di lui leggo e ascolto la gioia pomeridiana dell'antichità – vedo il suo occhio che guarda un vasto, albicante mare, oltre gli scogli delle coste su cui si posa il sole, mentre grandi e piccole fiere giuocano nella sua luce, sicure e placide come questa luce e quell'occhio stesso. Una tale gioia l'ha potuta inventare solo un uomo che ha perpetuamente sofferto, la gioia d'un occhio davanti al quale il mare dell'esistenza si è quietato e che non si sazia più di guardare la sua superficie, e questo screziato, tenero, abbrividente velo di mare: non era mai esistita prima di allora una tale compostezza della voluttà. (45; 2007)
*Come è noto, l'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] ha mentito moltissimo, nel raccontare agli sbalorditi contemporanei la storia della sua vita. Mentì per quel dispotismo contro se stesso che dimostrò, per esempio, nel modo con cui si dette a creare un suo linguaggio e si costrinse tirannicamente a diventar poeta – aveva finito per trovare una severa forma di grandezza in cui imprimere a viva forza la sua vita e la sua memoria: deve esserci stato non poco tormento in tutto questo. – Non presterei fede alcuna neppure a una biografia di Platone, scritta da lui medesimo: così come non credo a quella di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] o alla vita nuova di [[Dante Alighieri|Dante]]. (91; 2007)
*Dio è morto: ma stando alla natura degli uomini, ci saranno forse ancora per millenni caverne nelle quali si additerà la sua ombra. (108; 2015)
*Il carattere complessivo del mondo è il caos per tutta l'eternità, non nel senso di un difetto di necessità, ma di un difetto di ordine, di articolazione, forma, bellezza, sapienza e di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane. (109; 2007)
*Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!". E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" – gridavano e ridevano in una gran confusione. L'uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! ''L'abbiamo ucciso'' – voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strofinare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? – Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! [[Morte di Dio|Dio è morto]]! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli – chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo lavarci? Quali riti espiatòri, quali sacre rappresentazioni dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo anche noi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un'azione piú grande – e tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto" proseguì "non è ancora il mio tempo. Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino – non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle stelle vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano viste e ascoltate. Quest'azione è ancor sempre piú lontana dagli uomini delle stelle più lontane – ''eppure son loro che l'hanno compiuta!''". – Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo ''Requiem aeternam Deo''. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?". (125; 2007)
*La decisione del [[cristiano (religione)|cristiano]] di trovare brutto e [[malvagità|malvagio]] il [[mondo]] ha reso il mondo brutto e malvagio. (130; 2007)
*''Fama''. Quando la gratitudine di molti verso qualcuno getta via ogni pudore, nasce la fama. (171; 2015)
*''Contro alcune difese.'' – Il modo più perfido di danneggiare una cosa è quello di difenderla intenzionalmente adducendo motivi falsi. (191; 1993)
*''Limiti del nostro udito.'' – Si odono soltanto le domande a cui siamo in grado di rispondere. (196; 1993)
*''Ridere.'' – [[risata|Ridere]] significa godere dell'altrui sofferenza, ma con la coscienza tranquilla. (200; 2007)
*''L'invidioso''. È un invidioso – cui non si devono augurare dei bambini: sarebbe invidioso di loro perché non può più essere bambino. (207; 2015)
*''Sacrificio''. Riguardo a sacrificio e a spirito di sacrificio le vittime la pensano diversamente dagli spettatori: ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo. (220; 2015)
*''Critica degli [[animale|animali]]''. Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale – vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice. (224; 2015)
*''Per muovere la folla''. – Colui che vuol muovere la folla, non deve forse essere l'attore di se stesso? Non deve dapprima tradursi in un qualcosa di grottescamente chiaro e presentare tutta la sua persona e le sue tesi in questa rozza semplificazione? (236; 1993)
*''Abitudine''. Ogni [[abitudine]] rende la nostra mano più arguta e la nostra arguzia meno agile. (247; 1993)
*Nessun vincitore crede al caso. (258; 2006)
*''L'ultima scepsi''. Che cosa sono, in fondo, le verità degli uomini? Sono gli errori inconfutabili dell'umanità. (265; 1993)
*''Che cosa dice la tua coscienza?'' – «Tu devi diventare colui che sei.» (270; 1993)<ref>Vedi anche ''Il sacrificio del miele'' in ''Così parlò Zarathustra''.</ref>
*''[[Genova]]''. Io mi sono guardato questa città, con le sue ville, i suoi parchi e l'ampio circondario delle sue colline e dei suoi declivi, tutti abitati, per un bel po'; debbo infine dire che vedo ''volti'' di stirpi passate, ché questa regione è disseminata di immagini di uomini arditi e sicuri di sé. Hanno ''vissuto'' e voluto continuare a vivere: me lo dicono con le loro case, costruite e abbellite per i secoli, e non per l'ora fugace; amavano la vita, per quanto spesso potessero essere malvagi con se stessi. (291; 1993, p. 150)
*Nel Nord a chi osservi l'architettura delle città si impongono la legge e un desiderio generalizzato di legalità e di obbedienza: vi si indovina quella interiore tendenza a conformarsi e a equipararsi che doveva prevalere nell'anima di tutti i costruttori. Qui invece {{NDR|a Genova}}, dietro ogni angolo, trovi una persona a sé, che conosce il mare, l'avventura e l'Oriente, un uomo poco incline alla legge e al vicino, che gli giungono noiosi, e misura con sguardo invidioso tutto ciò che è antico e già fondato: egli vorrebbe, con uno scaltro prodigio della sua fantasia, rifondare tutto ciò almeno nel pensiero, mettervi la sua mano e la sua sensibilità - fosse anche per un istante di un soleggiato pomeriggio in cui la sua anima malinconica e insaziabile avverte, per una volta, sazietà, e al suo occhio possono presentarsi soltanto cose proprie e non più estranee. (291; 1993, pp. 150-151)
*Io amo le abitudini brevi e le ritengo uno strumento inestimabile per conoscere ''molte'' cose e circostanze. (295; 1993)
*''Nel fare non facciamo''. Sono fondamentalmente avverso a quelle morali che dicono: «Non farlo! Rinuncia! Frenati!» [...] «Il nostro [[azione|fare]] deve determinare ciò che noi non facciamo: nel fare non facciamo» – così piace a me, così suona il ''mio placitum''. (304; 2007)
*No. La [[vita]] non mi ha disilluso! Di anno in anno la trovo invece più vera, più desiderabile e più misteriosa – da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza – e non un dovere, non una fatalità, non una frode! E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o il percorso verso un giaciglio di riposo, oppure uno svago o un oziare; ma per me essa è un universo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno la loro arena. "''La vita come mezzo della conoscenza''": con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino ''gioiosamente vivere e gioiosamente ridere!'' E chi saprebbe ridere e vivere bene, senza intendersi prima di guerra e di vittoria? (324; 2007)
*[...] una [[felicità]], che finora l'uomo non ha mai conosciuto – la felicità di un dio colmo di potenza e d'amore, di lacrime e di riso, una felicità che, come il sole alla sera, non si stanca di effondere doni della sua ricchezza inestinguibile e li sparge nel mare, e come il sole, soltanto allora si sente assolutamente ricca, quando anche il più povero pescatore rema con un remo d'oro! Questo sentimento divino si chiamerebbe, allora – umanità! (337; 2007)
*{{NDR|Sull'[[eterno ritorno]]}} Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna [[clessidra]] dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! (341; 2007)
*Ci vien già da ridere quando troviamo «[[uomo]] ''e'' [[mondo]]» posti l'uno accanto all'altro, separati dalla sublime arroganza della paroletta «e»! (346; 2015)
==''Così parlò Zarathustra''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Als Zarathustra dreissig Jahr alt war, verliess er seine Heimat und den See seiner Heimat und ging in das Gebirge. Hier genoss er seines Geistes und seiner Einsamkeit und wurde dessen zehn Jahr nicht müde. Endlich aber verwandelte sich sein Herz, – und eines Morgens stand er mit der Morgenröthe auf, trat vor die Sonne hin und sprach zu ihr also:<br />"Du grosses Gestirn! Was wäre dein Glück, wenn du nicht Die hättest, welchen du leuchtest!<br />Zehn Jahre kamst du hier herauf zu meiner Höhle: du würdest deines Lichtes und dieses Weges satt geworden sein, ohne mich, meinen Adler und meine Schlange.<br />Aber wir warteten deiner an jedem Morgen, nahmen dir deinen Überfluss ab und segneten dich dafür."''
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Also sprach Zarathustra'', Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1967–77}}
====I traduzione====
Quando Zarathustra ebbe trent'anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Qui gustò il suo spirito e la sua solitudine, per dieci anni, senza stancarsene. Ma alla fine il suo cuore si trasformò – e un mattino egli si alzò con l'aurora, andò dinnanzi al sole e gli parlò.<br />
"Grande astro! Cosa sarebbe la tua felicità se non avessi coloro ai quali risplendi!<br />
Per dieci anni sei venuto quassù alla mia caverna: saresti saturo della tua luce e di questo cammino senza di me, della mia aquila e del mio serpente.<br />
Noi però ti abbiamo atteso ogni mattino, ti abbiamo alleggerito della tua sovrabbondanza e di ciò ti abbiamo benedetto."
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', traduzione di Maria Francesca Occhipinti, Mondadori}}
====II traduzione====
Giunto a trent'anni, Zarathustra lasciò il suo paese e il lago del suo paese, e andò sui monti. Qui godette del suo spirito e della sua solitudine, né per dieci anni se ne stancò. Alla fine si trasformò il suo cuore, – e un mattino egli si alzò insieme all'aurora, si fece al cospetto del [[sole]] e così gli parlò:<br />
"Astro possente! Che sarebbe la tua felicità, se non avessi coloro ai quali risplendi! Per dieci anni sei venuto quassù, alla mia caverna; sazio della tua luce e di questo cammino saresti divenuto, senza di me, la mia aquila, il mio serpente.<br /> Noi però ti abbiamo atteso ogni mattino e liberato del tuo superfluo, di ciò ti abbiamo benedetto.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', versione di Mazzino Montinari, in ''Opere'', Adelphi, 1972.}}
====III traduzione====
Compiuto ch'ebbe il trentesimo anno, Zarathustra abbandonò [[patria]] e lago natio, e andò sulle montagne. Ivi godé del suo [[spirito]] e della sua solitudine e non se ne stancò per dieci anni. Ma alla [[fine]] il suo [[cuore]] si cangiò, e un mattino, levatosi con l'aurora, si mise di fronte al [[sole]] e così parlò:<br />«O grande astro! Che ne sarebbe della tua [[felicità]] se non avessi a chi risplendere?<br />Da dieci anni vieni quassù nella mia caverna; ti saresti tediato della tua [[luce]] e di questo cammino, non fosse stato per me, per l'aquila mia e pel mio serpente.<br />Ma noi ti attendevamo ogni mattina, prendevamo il tuo superfluo, benedicendoti in cammino.»
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'' (''Also sprach Zarathustra Ein Buch für Alleund Keinen'', traduzione di Michele Costa, Grande Universale Mursia, [[Milano]] 1963.}}
===Citazioni===
*Erano gradini per me, li ho saliti; a tal fine ho dovuto oltrepassarli. Ma quelli credevano che volessi riposarmi su di loro.
*L'uomo è una fune tesa fra l'animale e il Superuomo, una corda sopra l'abisso.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 218. ISBN 9788858014165</ref>
:''Der Mensch ist ein Seil, geknüpft zwischen Tier und Übermensch - ein Seil über einem Abgrunde''. (prefazione, 4)
*Le vostre debolezze sono salite al cielo delle virtù.
*Nell'amore c'è sempre un po' di follia. Ma nella follia c'è sempre un po' di saggezza. (I, ''Del leggere e scrivere''; Quattrocchi)
====Parte prima====
=====Mazzino Montinari=====
*Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta che: [[Dio]] è morto. (''Prologo'', 3, 1972)
:''Dieser alte Heilige hat in seinem Walde noch Nichts davon gehört, dass Gott todt ist!''
*"Io vi insegno il [[oltreuomo|superuomo]]". L'uomo è qualcosa che deve essere superato. (''Prologo'', 3; 1972)
:''Ich lehre euch den Übermenschen. Der mensch ist Etwas, das überwunden werden soll.''
*In passato foste scimmie, ma ancor oggi l'[[uomo]] è più scimmia di qualsiasi [[scimmia]]. (''Prologo'', 3; 1972)
*L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il [[oltreuomo|superuomo]], – un cavo al di sopra di un abisso. (''Prologo'', 4; 1972)
:''Der Mensch ist ein Seil, geknüpft zwischen Thier und Übermensch, – ein Seil über einem Abgrunde.''
*Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una [[stella]] danzante. (''Prologo'', 5; 1972)
:''Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.''
*Il [[mondo]] mi sembrò l'opera di un dio sofferente e torturato [..] Il creatore non voleva guardare se stesso – e allora creò il mondo. (I, ''Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo''; 1972)
*Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza. E chissà a quale scopo per il tuo corpo è necessaria proprio la tua migliore saggezza? (I, ''Dei dispregiatori del corpo'', 1972)
:''Es ist mehr Vernunft in deinem Leibe, als in deiner besten Weisheit.''
*Chi è salito sui più alti monti, ride di tutte le tragedie del teatro e della vita. (I, ''Del leggere e scrivere,'' 1915)
*Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente. (''Del leggere e scrivere'')
*Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l'ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo. (I, ''Del leggere e scrivere'', 1972)
*In nome del mio amore e della mia speranza, ti scongiuro: non buttar via l'eroe che è nella tua anima! Mantieni sacra la tua speranza più elevata! (I, ''Dell'albero sul monte'', 1972)
*Tu dici che è la buona causa che consacra perfino la [[guerra]]? Io ti dico: è la buona guerra che consacra ogni causa. (I, ''Della guerra e dei guerrieri'', 1972)
*Dovete avere solo nemici da odiare, e non nemici da disprezzare: dovete essere orgogliosi del vostro nemico. (I, ''Della guerra e dei guerrieri'', 1972)
*La nostra fede in altri rivela in che cosa noi vorremmo credere di noi stessi. (I, ''Dell'amico'', 1973)
*Due cose vuole l'[[Maschio e femmina|uomo]] autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la [[Maschio e femmina|donna]], come il giocattolo più pericoloso. L'uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza. Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara. (I, ''Delle femmine, vecchie e giovani'', 1972)
*L'uomo tema la donna, se odia: giacché in fondo all'anima l'uomo è solo [[malvagità|malvagio]], mentre la donna è cattiva. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
*La felicità dell'uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: lui vuole. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
*«Vai dalle [[Donna|donne]]? Non dimenticare la [[frusta]]!» (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'', 1972)
:''Du gehst zu frauen? Vergiss die Peitsche nicht!''
*Matrimonio: ecco come chiamo la volontà di creare in due quell'uno che sarà qualcosa di più dei suoi due procreatori. (I, ''Dei figli e del matrimonio'', 1972)
*Quando volete parlar bene di voi, vi procurate un testimonio; e quando l'avete sedotto a pensar bene di voi, allora anche voi pensate bene di voi stessi. (''Dell'amore del prossimo'')
*Chi va dal prossimo, perché cerca se stesso, e chi, perché vorrebbe perdersi. Il vostro cattivo amore di voi stessi vi trasforma la solitudine in un carcere. (''Dell'amore del prossimo'', 36; 1973)
=====Altri=====
*Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla Terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali! Sono avvelenatori, che lo sappiano o no. (Prologo, 3)
*Io amo colui che spreca la propria anima, che non vuole ringraziamenti, e che non restituisce nulla: perché egli dona sempre e non vuole conservarsi. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Io amo colui che si vergogna quando il [[Dado (gioco)|dado]] cade in modo favorevole a lui, e si chiede: "Sono forse un [[baro]]?" giacché egli vuole andare a fondo. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Io amo colui che getta parole d'oro davanti alle sue azioni e mantiene sempre più di ciò che aveva promesso: perché egli vuole la propria distruzione. (Prologo, 4; Scalero 1972)
*Dormire non è poca arte: è necessario vegliare tutto il giorno per giungervi. (I, ''Delle cattedre della virtù'')
*Ci furono sempre malati fra coloro che sognano e cercano Dio; e tutti odiano ferocemente chi aspira alla conoscenza e la più giovane tra le virtù, che ha nome sincerità. (I, ''Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo'', 1963)
*Il vostro omicidio, o giudici, dev'essere compassione e non vendetta. E mentre uccidete badate a giustificare la vita! (I, ''Del pallido delinquente'', 1963)
*È vero: amiamo la vita non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare. C'è sempre un grano di pazzia nell'[[amore]]. D'altra parte c'è sempre anche un po' di ragione nella follia. (I, ''Del leggere e scrivere'')
*Una volta lo spirito era Dio, poi si fece uomo, e adesso sta diventando plebe. (I, ''Del leggere e scrivere'' 1963)
*Una vita libera è ancora aperta alle anime grandi. Chi poco possiede tanto meno è posseduto: sia lodata la piccola [[povertà]]. (I, ''Del nuovo idolo'', 1963)
*Là, dove lo stato cessa, li vedete, fratelli miei, l'arcobaleno e i ponti del [[oltreuomo|superuomo]]? (I, ''Del nuovo idolo'')
*Stato si chiama il più freddo di tutti i mostri. Ed è freddo anche nel suo mentire; e dalla sua bocca striscia questa menzogna: "Io, lo Stato, sono il popolo!" (I, ''Del nuovo idolo'')
*Queste persone si astengono, è vero: ma la [[Sensualità]], quella cagna, invidiosa e torva, guarda in fuori da tutto ciò che fanno. (I, ''Della castità'')
*Colui che conosce la verità salta malvolentieri nelle sue acque, non quando sono sporche, ma quando sono poco profonde. (I, ''Della castità'')
*{{NDR|Alle [[donna|donne]]}} Sia questo il vostro onore: amare sempre più di quanto siete amate, non essere mai seconde! (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'')
*Per la [[Maschio e femmina|donna]], l'[[Maschio e femmina|uomo]] è un mezzo il cui fine è un [[bambino]]. (I, ''Delle femmine vecchie e giovani'')
*Chi deve essere un creatore non fa che distruggere. (''Di mille e una meta'', 1993)
*Una piccola [[vendetta]] è cosa più umana che nessuna vendetta. (''Del morso della vipera'', 1915)
*V'ha maggior dignità nel dare [[Ragione e torto|torto]] a sé stesso che non nel volere aver [[Ragione e torto|ragione]], specialmente quando si ha ragione. Soltanto bisogna esser molto ricchi per far ciò. (''Del morso della vipera'', 1915)
====Parte seconda====
=====Mazzino Montinari=====
*Da quando vi sono uomini, l'uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale! (II, ''Dei compassionevoli'', 1972)
*Con tuoni e celesti [[fuochi d'artificio]] si deve parlare a sensi fiacchi e addormentati. Ma la voce della bellezza parla sommessa: essa s'insinua soltanto nelle anime più deste. (II, ''Dei virtuosi'', 1972)
*Diffidate di tutti coloro nei quali è forte l'istinto di punire! (II, ''Delle tarantole'', 1972)
*Perché gli uomini non sono eguali: così parla la giustizia. (II, ''Dei dotti'', 1972)
*Ah, ci sono tante cose fra cielo e terra, di cui soltanto i [[poeta|poeti]] hanno sognato qualcosa. (II, ''Dei poeti'', 1972<ref>Riprende un verso dell'''[[Amleto]]'' di [[William Shakespeare]]: «Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia».</ref>)
*Per me essi sono dei prigionieri e dei segnati. Colui che essi chiamano il loro redentore li ha messi in catene: nelle catene di valori falsi e parole fallaci! Oh, se qualcuno li redimesse dal loro redentore! (II, "Dei preti", 1972)
*Così ragionano tutti i pesci, [...] ciò di cui essi non toccano il [[fondo]], è senza-fondo. (''Il canto della danza'')
*E chi non ha ali non deve mettersi al di sopra di abissi. (''Dei saggi illustri'')
*E se un amico ti fa del male, devi dire: «Io ti perdono ciò che hai fatto a me; ma come potrei perdonarti di aver fatto ciò – a te stesso!». (''Dei compassionevoli'')
=====Altri=====
*Così mi disse una volta il [[diavolo]]: "Anche Dio ha il suo [[inferno]]: è il suo amore per gli uomini." (II, ''Dei compassionevoli'')
*Sì, c'è qualcosa di invulnerabile, d'inseppellibile in me, qualcosa che frantuma le rocce: si chiama la mia [[volontà]]. Silenziosa e immutata resta al passare degli anni.[...] Sì, tu sei quella che trasforma tutti i sepolcri in rovine: salute a te, mia volontà! E soltanto dove ci sono sepolcri, ci sono resurrezioni. (II, ''Il canto dei sepolcri'')
*Ma dove trovai essere vivente, là udii anche il discorso dell'obbedienza. Ogni essere vivente è qualcosa che obbedisce. E questa è la seconda cosa: riceve comandi colui che non sa obbedire a sé stesso. Tale è l'essenza dell'essere vivente. E la terza cosa che udii è: che comandare è più difficile che obbedire. E non solo che chi comanda porta il peso di tutti coloro che obbediscono e che questo peso è facile che lo schiacci. (II, ''Della vittoria su se stessi'')
====Parte terza====
=====Mazzino Montinari=====
*Ma a che [[parlare|parlo]], quando nessuno ha i miei orecchi! (III, ''Della virtù che rende meschini'', 1972)
*Se le foglie appassiscono – che c'è da lamentarsi! (''Degli apostati'', 41; 1973)
*La migliore saggezza è tacere e passare oltre: ''questo'' – adesso l'ho imparato! (''Il ritorno a casa'', 66; 1973)
*L'uomo è difficile da scoprire, ed egli è per se stesso la più difficile delle scoperte. (''Dello spirito di gravità'', 2, 68; 1973)
*Ci vuole più coraggio a farla finita, che a scrivere un verso nuovo: ciò sanno i [[medico|medici]] e i [[poeta|poeti]]. (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1972)
*Fratelli miei, forse sono crudele? Ma io dico: a ciò che sta cadendo si deve dare anche una spinta! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 20; 1972)
*«Perché così duro! – disse una volta il carbone al diamante; non siamo forse parenti stretti?» – Perché così molli? Fratelli miei, questo ''io'' chiedo a voi: non siete forse – i miei fratelli? (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1972)
=====Altri=====
*Ah, sono sempre pochi coloro il cui cuore ha lungo coraggio e lunga baldanza; e a questi anche lo spirito rimane paziente. Ma tutto il resto è vile. Il resto: sono sempre i più, il quotidiano, il superfluo, i troppi – tutti costoro sono vili! (III, ''Degli apostati'')
*Non di dove venite sia d'ora in poi il vostro [[onore]], bensì dove tendete! La vostra volontà e il vostro piede che vuole portarvi al di là di voi stessi, questo sia il vostro nuovo onore! (III, ''Di antiche tavole e nuove'')
*Lascia che il [[mondo]] vada come vuole! Non muovere un dito per impedirlo! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1963, p. 180)
*La vita è una sorgente di [[piacere]]: ma per colui nel quale parla lo stomaco guasto, padre dell'afflizione, tutte le fonti sono avvelenate. (III, ''Di antiche tavole e nuove'')
*Qual è la specie più alta dell'essere e qual è la più vile? Il parassita è la più vile, ma chi è della specie più alta nutre il maggior numero di parassiti. (III, ''Di antiche tavole e nuove''', 1963)
*Così voglio l'[[Maschio e femmina|uomo]] e la [[Maschio e femmina|donna]]: abile l'uomo alla guerra, l'altra a partorire, entrambi a danzare con la testa e con le gambe.<br />E un giorno senza danzar sia considerato perduto! E falsa ogni [[verità]] che non destò almeno una risata! (III, ''Di antiche tavole e nuove'', 1963)
*Ogni [[anima]] ha il proprio mondo; per ogni anima ogni altra anima è un mondo di là. (III, ''Il convalescente'', 1963)
====Parte quarta====
=====Mazzino Montinari=====
*Meglio non sapere nulla, che molte cose a metà! Meglio essere un folle per propria iniziativa, che un saggio secondo il parere di un altro! (IV, ''La sanguisuga'', 1972)
*Per essere felici, quanto poco basta per essere felici! (IV, ''Mezzogiorno'', 1972)
*Non ogni [[parola]] si addice ad ogni bocca. (IV, ''Dell'uomo superiore'' 1972)
*«L'uomo è cattivo», così parlano con mio conforto i più saggi. Ah se fosse pur vero anche oggi! Giacché il male è la migliore energia dell'uomo. (IV, ''Dell'uomo superiore'' 1972)
*Bisogna per forza maledire, là dove non si può amare? (IV, ''Dell'uomo superiore'', 1972)
*Il deserto cresce; guai a colui che cela deserti dentro di sé! (IV, ''Tra figlie del deserto'', 1972)
*Qui su questi monti io attendo "altri" e il mio piede non si alzerà di qui senza di loro, – più elevati, più forti, più vittoriosi, più lieti, squadrati e rettilinei nel corpo e nell'anima: "leoni che ridono" hanno da venire! (IV, ''Il saluto''; 1972)
=====Altri=====
*Diventa ciò che sei! (''Il sacrificio del miele'', 1993)<ref>Vedi anche ''La gaia scienza'', 270. Si tratta di un tema ricorrente nelle opere di Nietzsche, ripreso da [[Pindaro]] (''Pitica'', II, 73); si confronti anche il titolo completo dell'autobiografia spirituale di Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'' (AA. VV., ''The Columbia World of Quotations'', Columbia University Press, 1996).</ref>
:''Werde, der du bist!''
*Essi si vantano di non mentire: ma l'impotenza a [[bugia e verità|mentire]] è ben lungi dall'amore per la [[bugia e verità|verità]]. [[riguardi|Guardatevi]] da loro! [...] Chi non sa mentire non sa che cos'è la verità. (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Non vogliate nulla al di là della vostra [[capacità]]: hanno una falsità odiosa quelli che vogliono al di là delle proprie capacità. Soprattutto quando vogliono cose grandi! Poiché suscitano diffidenza verso le cose grandi, questi raffinati falsari e commedianti: – finché diventano falsi con se stessi, strabici, pieni di vermi e riverniciati, ammantati di parole forti, di virtù da esposizione, di opere splendenti e false. (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Se volete arrivare in alto, usate le vostre gambe! Non lasciatevi trasportare in alto, non sedetevi su dorsi e teste altrui! (IV, ''Dell'uomo superiore'')
*Colui che disse "Dio è uno spirito" – compì il più grande passo e salto verso l'incredulità che mai si vide in terra: a queste parole non si rimedierà facilmente in terra. (IV, ''La festa dell'asino'')
==''Al di là del bene e del male''==
===Prefazione===
*[...] il [[cristianesimo]] è un platonismo per il «popolo» [...].
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Sossio Giametta, Fabbri/Rizzoli, 1990}}
===[[Incipit]]===
La volontà di verità che ci sedurrà ancora a molti rischi, quel famoso spirito di verità di cui tutti i filosofi fino ad oggi hanno parlato con venerazione: questa volontà di verità, quali mai domande ci ha già proposto! Quali malvagie, bizzarre, problematiche domande! È già una lunga storia – eppure non si direbbe, forse, che essa sia appena ora cominciata? Quale meraviglia se una buona volta, finalmente, diventiamo diffidenti, perdiamo la pazienza, e con impazienza ci rivoltiamo? Che si debba anche da parte nostra imparare da questa sfinge a interrogare? "Chi" è propriamente che ora ci pone domande? "Che cosa" in noi tende propriamente alla 'verità'? – In realtà, abbiamo sostato a lungo dinanzi al problema della causa di questo volere – finché abbiamo finito per arrestarci completamente dinanzi a un problema ancor più profondo. Ci siamo posti la questione del "valore" di questa volontà. Posto pure che noi vogliamo la verità: "Perché non, piuttosto", la non verità? E l'incertezza? E perfino l'ignoranza? – Il problema del valore della verità ci si è fatto innanzi – oppure siamo stati noi a farci innanzi a questo problema? Chi di noi è in questo caso Edipo? Chi la Sfinge? Pare che si siano dati convegno interrogazioni e punti interrogativi. – E si potrebbe mai credere all'impressione, nata, in definitiva, in noi, che il problema non sia stato finora mai posto – che siamo stati noi per primi ad averlo intravisto, preso di mira, "osato"? Giacché esso comporta un rischio e forse non esiste rischio più grande.<br />
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 1977}}
===Citazioni===
*La [[verità]] è una delle tante seduzioni letterarie.
*Il fatto che una teoria sia confutabile, non è il suo fascino più insignificante: proprio per questo essa attrae le intelligenze più acute. (18; 1993)
*Ogni persona squisita tende istintivamente alla sua rocca e alla sua intimità, dove trovare la ''liberazione'' dalla [[massa]], dai molti, dal maggior numero, dove è possibile dimenticare la regola «[[uomo]]», in quanto sua eccezione: – salvo l'unico caso, che da un istinto ancor più forte costui venga ricacciato direttamente su questa regola, come [[uomo]] della [[conoscenza]] nel suo grande ed eccezionale significato. (26; 2007)
*E nessuno ''[[bugia|mente]]'' tanto quanto l'[[Indignazione|indignato]]. (26; 2007)
*Ciò che serve di nutrimento e di ristoro a un tipo superiore di uomini deve essere quasi un veleno per un tipo umano assai diverso e inferiore. (30; 2007)
*Le nostre conoscenze più elevate risuonano inevitabilmente – e anzi deve essere così – come follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all'orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte. (30; 2007)
*Vi sono libri che hanno per l'anima e la salute un valore opposto, a seconda che se ne serva un'anima ignobile, un'inferiore forza letale, oppure invece quella più alta e più possente: nel primo caso sono libri pericolosi, frantumati e dissolventi, nel secondo, sono appelli d'araldo, che invitano i più ''prodi'' alla loro prodezza. I libri per tutti sono sempre libri maleodoranti: l'odore della piccola gente resta loro attaccato addosso. Dove il [[popolo]] mangia e beve, perfino là dove esso tributa la sua venerazione, c'è di solito del fetore. Non si deve andare in [[Chiesa (architettura)|chiesa]] se si vuol respirare aria ''pura''. (30; 2007)
*L'atteggiamento di venerazione e di disprezzo negli anni giovanili è ancora privo di quell'arte della ''nuance'' che costituisce il miglior profitto della vita, e bisogna pagare un prezzo giustamente duro per avere in tal modo aggredito uomini e cose con un sì e un no. Tutto è disposto in modo che il peggiore di tutti i gusti, il gusto dell'assoluto, venga crudelmente alimentato e sia sottoposto ad abuso, finché l'uomo non impari a riporre una qualche arte nei suoi sentimenti e preferisca arrischiarsi anche nel tentativo dell'artificioso: così fanno i veri artisti della vita. (31; 2007)
*Il superamento della morale, in un certo senso persino l'autosuperamento della [[morale]]: possa essere questa la denominazione di quel lungo lavoro segreto che è riservato alle più fini ed oneste e anche più maliziose coscienze d'oggi, quali viventi pietre di paragone dell'anima. (32; 2007)
*Non sono le cose peggiori quelle di cui ci si vergogna nel peggior modo: dietro una maschera non c'è soltanto fraudolenza – c'è molta bontà nell'astuzia. Niente mi impedisce di pensare che un [[uomo]], il quale abbia da nascondere qualcosa di prezioso e di facile a guastarsi, rotoli attraverso la vita tondo e rozzo come una grande, vecchia botte di vino pesantemente cerchiata di ferro: così vuole la finezza del suo pudore. (40; 2007)
*Ogni spirito profondo ha bisogno di una [[maschera]]: e più ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà. (40; 2007)
*Tutto ciò che è profondo ama la [[maschera]]; le cose più profonde hanno per l'immagine e l'allegoria perfino dell'odio. Non dovrebbe essere soprattutto l'''antitesi'' il giusto travestimento con cui incede il pudore di un dio? (40; 2007)
*Occorre dare a se stessi le prove che si è destinati all'indipendenza e al comando, e ciò a tempo giusto. Non bisogna sfuggire a queste prove, sebbene esse siano forse il gioco più pericoloso che si possa giocare, e siano infine soltanto prove che vengono fornite dinanzi a noi stessi, come testimoni, e a nessun altro giudice. (41; 2007)
*Non si deve restare attaccati a una persona: fosse anche la più amata – ogni persona è un carcere e anche un cantuccio. (41; 2007)
*Occorre saper ''conservarsi'': è la più forte prova d'indipendenza. (41; 2007)
*Pensiamo che durezza, prepotenza, schiavitù, pericoli per le strade e nel cuore, segretezza, stoicismo, arte tentatrice e demonismo d'ogni sorta, che tutto quanto v'è nell'uomo di malvagio, di tirannico, dell'animale rapace e del serpente, serva all'elevazione della specie «uomo» altrettanto come il suo opposto. (44; 2007)
*Alla fine si deve fare ogni cosa da sé, per sapere da sé qualcosa: cioè si ha sempre ''molto'' da fare! (45; 2007)
*L'amore per la verità ha la sua ricompensa nel cielo e anche già sulla terra. (45; 2007)
*La [[fede]] cristiana è fin da principio [[sacrificio]]: sacrificio di ogni [[libertà]], di ogni [[orgoglio]], di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione. (46; 2007)
*Ciò che nella religiosità degli antichi Greci fa stupire, è la smisurata pienezza di gratitudine che da essi prorompe – è una nobilissima specie di uomini quella che si pone ''in questo modo'' dinanzi alla natura e alla vita! – più tardi, quando in Grecia la plebe divenne preponderante, la ''paura'' allignò a dismisura anche nella [[religione]]; si andava preparando il [[cristianesimo]]. (49; 2007)
*È il timore profondamente sospettoso di un pessimismo immedicabile che costringe interi secoli ad attaccarsi coi denti a una interpretazione religiosa dell'esistenza; la paura di quell'istinto, il quale presagisce che si potrebbe essere ''troppo presto'' in possesso della verità, prima che l'uomo sia diventato abbastanza forte, abbastanza duro, abbastanza artista ... La religiosità, la "vita in Dio", considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del ''timore'' della verità, l'adorazione e l'ebbrezza dell'artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il vero, la volontà di non verità a qualsiasi prezzo. (59; 2007)
*Chi è fondamentalmente un [[maestro]] prende sul serio ogni cosa soltanto in relazione ai suoi scolari – perfino se stesso. (63; 2007)
*L'amore verso ''un solo'' essere è una barbarie: esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri. Anche l'amore verso Dio. (67; 2007)
*«Io ho fatto questo» dice la mia memoria. «Io non posso aver fatto questo» – dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine – è la mia memoria ad arrendersi. (68; 2007)
*Si è stati cattivi spettatori della vita se non si è visto anche la mano che delicatamente – uccide. (69; 2007)
*Se si ha carattere, si ha anche una propria tipica esperienza interiore, che ritorna sempre. (70; 2007)
*Non è già la forza, bensì la durata di un alto sentire che fa gli uomini superiori. (72; 2007)
*In tempi di [[pace]] l'uomo guerriero si scaglia contro se stesso. (76; 2007)
*Con i princìpi si vuole tiranneggiare o giustificare oppure onorare o vituperare o nascondere le proprie abitudini. (77; 2007)
*Chi disprezza se stesso, continua pur sempre ad apprezzarsi come disprezzatore. (78; 2007)
*È terribile morire di [[sete]] in mezzo al mare. Dovete voi proprio mettere subito tanto sale nella vostra verità, sì che essa non estingua più neppure una volta la sete? (81; 2007)
*La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad [[fascino|affascinare]]. (84; 2007)
*Le stesse passioni nell'[[Maschio e femmina|uomo]] e nella [[Maschio e femmina|donna]] hanno un "tempo diverso": perciò uomo e donna non cessano di fraintendersi. (85; 2007)
*Chi non si è, neppure una volta, sacrificato per il suo buon nome? – (92; 2007)
*[[Maturità]] dell'uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi. (94; 2007)
*Come? Un grand'uomo? Ma io non vedo che un commediante del suo proprio ideale. (97; 2007)
*Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali [[cristiano (religione)|cristiani]] di metterci [...] sul rogo. (104; 2007)
*Non esistono affatto fenomeni morali, ma soltanto una interpretazione morale dei fenomeni [...]. (108; 2007)
*Dove non concorre al giuoco amore e odio, il giuoco della [[donna]] diventa mediocre. (115; 2007)
*Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio. (116; 2007)
*La volontà di vincere una passione non è in fin dei conti che la volontà di un'altra o di diverse altre passioni. (117; 2007)
*Anche il concubinato è stato corrotto: – per mezzo del matrimonio. (123; 2007)
*Chi continua a esultare sul [[Morte sul rogo|rogo]], non trionfa sul dolore, bensì sul fatto che, contrariamente a quanto si aspettava, non sente alcun dolore. Una allegoria. (124; 2007)
*Quando siamo costretti a [[cambio di opinione|farci una diversa opinione]] su qualcuno, gli facciamo pagare a caro prezzo il disagio che così ci arreca. (125; 2007)
*Un popolo è il giro vizioso della natura per giungere a sei, sette grandi uomini. – Sì: e poi scantonarli. (126; 2007)
*Quanto più astratta è la verità che tu vuoi insegnare, tanto più devi sedurre anche i sensi a essa. (128; 2007)
*Nella [[vendetta]] e nell'amore la [[Maschio e femmina|donna]] è più barbarica dell'[[Maschio e femmina|uomo]]. (139; Rimini, 1996)
*Il basso ventre è il motivo per cui non è tanto facile all'uomo credersi un dio. (141; 2007)
*La frase più castigata che io abbia mai udito: ''"dans le véritable amour c'est l'âme, qui enveloppe le corps"''.<ref>Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.</ref> (142; Rimini, 1996)
*Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un [[mostro]]. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (146; 2007)
*Quel che si fa per [[amore]], è sempre al di là del bene e del male. (153; 2007)
*La [[follia]] è nei singoli qualcosa di raro – ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola. (156; 2007)
*I [[poeta|poeti]] non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano. (161; 2007)
*Il cristianesimo dètte da bere a Eros del [[veleno]] – costui in verità non ne morì, ma degenerò in [[vizio]]. (168; 2007)
*Utilitaristi, anche voi dunque amate ogni ''utile'' solo in quanto è ''veicolo'' delle vostre tendenze – anche voi trovate invero insopportabile il fragore delle sue ruote? (174; 2007)
*Alla fine si ama il proprio [[desiderio]], e non l'oggetto del proprio desiderio. (175; Rimini, 1996)
*La familiarità del superiore irrita, perché non può essere ricambiata. (182; 1993)
*C'è una tracotanza nella [[bontà e cattiveria|bontà]] che si presenta come [[bontà e cattiveria|malvagità]]. (184; 2007)
*[[Beatitudini dai libri|Beati]] quelli che dimenticano, perché essi giungeranno a farla "finita" anche con le loro stupidaggini. (217; Rimini, 1996)
*Persino al buon gusto si addice un granello di [[torto]]. (221; 2007)
*[...] ''[[William Shakespeare|Shakspeare]]'', meravigliosa sintesi del gusto ispano-mauro-sassone, a proposito del quale un vecchio ateniese amico d'''[[Eschilo]]'' sarebbe scoppiato dalle risa o dal dispetto: ma noi – accogliamo precisamente codesta accozzaglia di ciò che v'ha di più delicato, di più grossolano, di più artifizioso, con una certa segreta confidenza e cordialità, la gustiamo come una raffinatezza dell'arte, che fu riservata a noi soli e non ci lasciamo indisporre dalle esalazioni mefitiche, dalla prossima vicinanza della plebaglia inglese, in mezzo alla quale vivono l'arte ed il gusto {{sic|''shaksperiani''}}, allo stesso modo come quando ci troviamo a ''[[Napoli]]'' sulla riviera di ''Chiaia''; noi la seguiamo, affascinati e volonterosi, senza preoccuparci delle esalazioni che tramandano le cloache dei quartieri della plebe. (224; 1898)
*Confessiamolo infine a noi stessi: quel che per noi uomini del «senso storico» è estremamente difficile a cogliersi, a sentirsi, a serbarne il sapore e l'amore, quel che in fondo ci trova prevenuti e quasi ostili è precisamente la perfezione e l'estrema maturità in ogni cultura e in ogni arte, quel che v'è di propriamente nobile nelle opere e negli uomini, il loro attimo di placido mare e di alcionia letizia di sé, quel tono dorato e freddo proprio di tutte le cose che sono giunte al compimento. Forse la nostra grande virtù del senso storico si pone necessariamente in contrasto con il ''buon'' gusto, almeno con il gusto in linea assoluta migliore, e solo malamente, solo esitando, solo facendo costrizione a noi stessi, riusciamo a riprodurre in noi le piccole lievi ed eccelse felicità e trasfigurazioni della vita umana, che s'accendono all'improvviso or qua or là in guisa irripetibile: quegli attimi e quei prodigi in cui una grande forza spontaneamente si arresta di fronte allo smisurato e all'illimitato –, dove fu goduto il subitaneo comporsi e pietrificarsi di un delizioso traboccante desiderio, il suo arrestarsi, il suo piantarsi saldamente su una terra che trema ancora. Ci è estranea la ''misura'', riconosciamolo: il nostro assillo è appunto l'assillo dell'infinito, dello smisurato. Similmente a chi cavalca un destriero fremente di buttarsi al galoppo, noi abbandoniamo le briglie dinanzi all'infinito, noi uomini moderni, noi semibarbari e siamo nella ''nostra'' beatitudine soltanto laddove ''siamo'' anche maggiormente ''in pericolo''. (224; 1981)
*Il benessere, come voi lo intendete – non rappresenta già un fine, bensì, almeno per noi, la ''fine!'' Significa per noi uno stato che finisce per rendere l'uomo ridicolo e spregevole, – fa ''desiderarne'' la perdizione! La scuola del ''dolore'', del ''gran'' dolore – non sapete forse che ''questa'' scuola soltanto ha permesso all'uomo di acquistare certe attitudini? Quella tensione dell'anima nella sventura, che le proviene dalla propria forza, i brividi che l'attraversano quando assiste ad una grande ruina, l'ingegno, la bravura che si dimostra nel sopportare, nel perseverare, nell'interpretare, nello sfruttare la sventura, tutto ciò che l'anima ha acquistato in profondità, segretezza, dissimulazione, spirito, astuzia, grandezza: – non l'ha forse acquistato sotto la sferza del dolore, alla scuola del grande dolore? Nell'uomo si trovano riuniti la creatura ed il creatore: nell'uomo c'è la materia, c'è l'incompleto, il superfluo, c'è l'argilla, il fango, l'assurdo, il caos; ma nell'uomo c'è anche il soffio che crea, che plasma, c'è la durezza del martello, c'è lo spettatore – Dio, c'è il settimo giorno [...] (225; 1898)
*Non è forse la [[vita]] cento volte troppo breve per annoiarvisi? (227; 2007)
*Quello che nella donna c'ispira rispetto e non di rado anche timore, è la di lei ''natura'', che è molto più ''naturale'' di quella dell'uomo, la di lei mobilità, l'agilità da vera bestia selvaggia, l'unghia della tigre che nasconde sotto il guanto profumato; il suo egoismo ingenuo, la sua inettezza ad esser educata, il suo essere intimamente selvaggio, l'inconcepibile, lo sconfinato, il divagante delle sue brame e delle sue virtù... Quello che ci ispira della pietà per codesto bel gatto pericoloso che chiamiamo «donna», si è che essa è più soggetta a soffrire, che è più sensibile, più bisognosa d'affetto, più accessibile alle disillusioni di qualsiasi altro animale. Timore e pietà, ecco i sentimenti che l'uomo sinora provava dinanzi alla donna, sempre con un piede nella tragedia, la quale dilania mentre entusiasma. Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? – Eh?<br />Ed ora tutto ciò dovrebbe esser finito? E si lavorerebbe al disincantamento della donna? E si sta per formarne a poco a poco il più noioso degli esseri? ''Oh! Europa! Europa!'' (239; 1898)
*L'uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. [...] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l'elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore. (260; 2007)
*[...] è possibile che oggi nel popolo, nel basso popolo, cioè tra i contadini, si trovi ancor sempre una relativa nobiltà del gusto, un senso della venerazione maggiore che nel ''demi monde'' dello spirito, lettore di giornale, nei dotti. (263; 1997)
*Il [[successo]] è sempre stato il più grande bugiardo. (269; Rimini, 1996)
*Oh! i sapienti del cuore indovinano quanto povero, perplesso, presuntuoso, facile ad errare, più facile ancora a distruggere che a salvare è anche il migliore, il più profondo amore! – È possibile che la santa leggenda della vita di ''Gesù'' celi uno dei casi più dolorosi del martirio che proviene dalla ''scienza dell'amore'': il martirio d'un cuore purissimo ed ardente che non si sentiva pienamente soddisfatto da alcun amore umano e che sempre ''domandava'' d'essere amato ancora, che lo domandava ruvidamente, follemente, con degli scatti terribili contro chi gli negava amore; la storia d'un povero assetato incapace a mai dissetarsi nell'amore, che doveva {{sic|imaginare}} l'inferno per precipitarvi coloro che non ''volevano'' amarlo, – e che finalmente avendo acquistato la ''scienza dell'amore'' umano, dovette {{sic|imaginare}} un Dio ''tutto'' amore, tutto ''potenza'' d'amore, – il quale ha pietà dell'amore umano, perché è un amore tanto meschino, tanto ignorante! Chi sente in tal modo, chi giunge a ''conoscere'' a tal punto l'amore –, va in ''cerca'' della morte.<br />Ma perché occuparsi di cose sì dolorose? Semprecché non vi si sia costretti! (269, 1898)
*[...] questo spirituale taciturno orgoglio del sofferente, questa superbia dell'eletto della conoscenza, dell'«iniziato», del quasi offerto in sacrificio, trova necessaria ogni forma di travestimento per proteggersi dal contatto di mani invadenti e compassionevoli, e soprattutto da tutti coloro che non sono suoi simili nel dolore. La profonda sofferenza rende nobili; essa divide. Una delle più raffinate forme di travestimento è l'epicureismo e una certa prodezza del gusto, messa da quel momento in evidenza, la quale prende con leggerezza la sofferenza e si mette in guardia contro ogni cosa triste e profonda. Esistono «uomini sereni» che si servono della serenità, perché a cagione di essa vengono fraintesi – costoro ''vogliono'' essere fraintesi. Esistono «uomini di scienza» che si servono della scienza, perché dà un aspetto sereno e perché la scientificità porta a concludere che l'uomo è superficiale – essi ''vogliono'' sedurre a una falsa conclusione. Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo. (270; 1981)
*«Male! male! Come? Se ne sta forse tornando ... indietro?» Sì! Ma lo comprendete male, se vi lagnate di ciò. Arretra, ma a somiglianza di chiunque voglia spiccare un gran salto ... (280; 2007)
*Vivere con immensa e superba imperturbabilità; sempre al di là. (284; 2007)
*Il solitario non crederà mai che un filosofo – ammesso che un filosofo sia stato sempre in primo luogo un solitario – abbia espresso nei libri le sue vere opinioni finali: non si scrivono forse dei libri appunto per nascondere quanto s'ha di più intimo? – Sì, egli dubiterà, che un filosofo ''possa'' avere delle opinioni proprie e finali, e sospetterà che dietro ogni sua caverna si nasconda, si debba nascondere un'altra caverna ancor più profonda – un mondo più vasto, più strano, più ricco al disopra d'una superficie, una profondità dietro ogni fondo, sotto ogni «fondamento». Ogni filosofia è una filosofia della superficie – questa è convinzione del solitario: «havvi in ciò qualche cosa di arbitrario se egli si è arrestato proprio ''qui'', guardando dietro, e intorno a sé, se ''qui'' non ha scavato più profondamente, se ha gettata via la vanga – e tutto questo genera diffidenza». Ogni filosofia ''nasconde'' un'altra filosofia: ogni [[opinione]] è un nascondiglio, ogni parola una nuova maschera. (289, 1898)
*Un [[filosofo]]: un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell'ordinario; che vien còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall'alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è ''suo proprio''; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c'è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non "tornare" sempre di nuovo "a sé" [...]. (292; 2007)
*''Il vizio olimpico''. — A dispetto di quel filosofo, che da vero inglese cercò di calunniare il [[risata|riso]] presso tutti i pensatori — «il riso è una grave infermità della natura umana, che ogni esser pensante dovrà saper vincere» ([[Thomas Hobbes|Hobbes]]) — io mi permetterei di istituire persino una classificazione dei filosofi a seconda della classe cui il loro riso appartiene — sino ad arrivare a coloro che sono capaci del riso ''aureo''. E supposto che anche gli Dei s'occupino di filosofia, alla quale supposizione mi sento portato da varie ragioni — io non dubito, ch'essi sapranno ridere in un modo nuovo e superumano — in ispecie di tutte le cose le più serie! Gli dei sono inclinati allo scherno; persino nelle cose sacre sembra non si possano trattenere dal ridere (294; 1898)
*Gli dèi amano motteggiare: pare che nemmeno nelle sacre azioni possano impedirsi di ridere. (294; 2007)
*– Così un'altra volta egli {{NDR|[[Dioniso]]}} disse: «in certe circostanze amo l'uomo» – così dicendo alludeva ad ''[[Arianna|Ariadne]]'' ch'era presente – : «l'uomo mi sembra essere un animale amabile, valoroso ed ingegnoso, che sulla terra non un suo pari, e che sa ritrovare il filo in tutti i labirinti».<br />«Io gli voglio bene: penso talvolta come potrei farlo progredire ancor di più, e renderlo più forte, più maligno e più profondo, di quanto lo sia finora». – «Più forte, più maligno, più profondo?» domandai spaventato. «Sì,» mi ripeté « più forte, più maligno, più profondo; ed anche più «bello» – soggiunse il Dio-tentatore sorridendo del suo riso alcionico, come se in quel punto avesse detto una cosa estremamente gentile.<br />Per cui vediamo in pari tempo, che quella divinità non manca soltanto del pudore – ; anzi, vi sono molte buone ragioni di ritenere, che per certe cose gli dei, tutti insieme, potrebbero imparare molto dagli uomini. Noi uomini siamo più – umani. (295; 1898)
*Proprio le donne, sullo sfondo di tutta la loro personale vanità, hanno pur sempre un loro impersonale disprezzo – verso «la donna». (IV, "Sentenze e intermezzi")<ref name=sordi/>
*Quando si incatena duramente il proprio cuore e lo si tiene prigioniero, si possono permettere al proprio spirito molte libertà. (IV, "Sentenze e intermezzi")<ref name=sordi/>
===Citazioni su ''Al di là del bene e del male''===
*Quelle cariche di dinamite che furono usate per costruire la ferrovia del Gottardo, erano segnalate da una bandiera nera, per indicare un pericolo di morte. È soltanto in questo senso che parliamo del nuovo libro<ref>Widmann recensì ''Al di là del bene e del male'' nel ''Bund'' di Berna (16-17 settembre 1886). {{cfr}} ''Al di là del bene e del male, {{small|Scelta di frammenti postumi 1885-1886}}'', p. LX.</ref>del filosofo Nietzsche come di un libro ''pericoloso''. In questa designazione non c'è ombra di biasimo verso l'autore e la sua opera, così come quella bandiera nera non voleva biasimare quella dinamite... Nietzsche è il primo che conosca una via di scampo, ma è una via così paurosa che davvero ci si spaventa quando lo si vede percorrere il suo sentiero solitario, sinora mai calpestato!... ([[Joseph Victor Widmann]])
==''Genealogia della morale''==
===[[Incipit]]===
Questi psicologi inglesi, ai quali si devono pure gli unici tentativi, sino a oggi compiuti, di dar vita a una sorta di origini della morale – ci impongono un non piccolo enigma nei loro riguardi: devo ammettere che, in quanto enigmi viventi, costoro hanno come vantaggio sui loro libri qualcosa d'essenziale – ''già come persone essi sono interessanti!''
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori 1991}}
===Citazioni===
*Siamo ignoti a noi medesimi, noi uomini della conoscenza, noi stessi a noi stessi: è questo un fatto che ha le sue buone ragioni. Non abbiamo mai cercato noi stessi – come potrebbe mai accadere che ci si possa, un bel giorno ''trovare''? Non a torto è stato detto:«Dove è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore»; il ''nostro'' tesoro è là dove sono gli alveari della nostra conoscenza. A questo scopo siamo sempre in cammino, come animali alati per costituzione, come raccoglitori di miele dello spirito, e soltanto un'unica cosa ci sta veramente a cuore – «portare a casa» qualcosa. Del resto, per quanto riguarda la vita, le cosiddette «esperienze» – chi di noi ha anche soltanto una sufficiente serietà per queste cose? {{NDR|incipit della prefazione}}
*È chiaro che per esercitare così la lettura come arte, è necessaria soprattutto una cosa che al giorno d'oggi si è disimparata più di tante altre – e perciò, per arrivare alla "leggibilità" delle mie opere, ci vorrà ancora tempo – una cosa, cioè, per cui si deve essere piuttosto simili a una vacca e in nessun caso a un "uomo moderno": il ruminare. (pref., 8)
*I signori sono stati spazzati via: la morale dell'uomo comune ha vinto. (I, 9; 1993)
*Sono stati invece gli stessi «[[bontà e cattiveria|buoni]]», vale a dire i nobili, i potenti, gli uomini di condizione superiore e di elevato sentire ad aver avvertito e determinato se stessi e le loro azioni come buoni; cioè di prim'ordine, e in contrasto a tutto quanto è ignobile e d'ignobile sentire, volgare e plebeo. (I, 2; 1991)
*Come sono diverse queste due parole, «[[bontà e cattiveria|cattivo]]» e «malvagio» [...] domandiamoci chi propriamente è il «malvagio», nel senso della morale del ''ressentiment''. Con una risposta rigorosa occorrerà dire: ''appunto'' il «[[bontà e cattiveria|buono]]» dell'altra morale, appunto il nobile, il potente, il dominatore. (I, 11; 1991)
*L'inoffensività del debole [...] il suo inevitabile dover aspettare [...] il non-potersi-vendicare è detto non-volersi-vendicare, forse addirittura perdonare («giacché ''costoro'' non sanno quel che fanno»). (I, 14; 1991)
*I Romani erano invero i forti e i nobili, come non sono mai esistiti sulla terra di più forti e più nobili, e nemmeno mai sono stati sognati: ogni loro reliquia, ogni iscrizione manda in estasi, ammesso che si riesca a indovinare ''che cosa'' scrive in quelle. (I, 16; 2007)
*Grazie all'eticità dei costumi e alla sociale camicia di forza l'uomo venne ''reso'' effettivamente calcolabile. (II, 1; 1991)
*Soltanto quel che non cessa di dolorare resta nella memoria. (II, 3; 1991)
*In che senso può essere la sofferenza una compensazione di «debiti»? In quanto ''far'' soffrire arrecava soddisfazioni in sommo grado. (II, 6; 1991)
*Il senso della colpa, della nostra personale obbligazione, per riprendere il corso della nostra indagine, ha avuto, come abbiamo visto, la sua origine nel più antico e originario rapporto tra persone che esista, nel rapporto tra compratore e venditore, creditore e debitore. (II, 8; 1991)
*Tutti gli istinti che non si scaricano all'esterno, ''si rivolgono all'interno'' – questo è quella che io chiamo ''interiorizzazione'' dell'uomo: in tal modo soltanto si sviluppa nell'uomo quella che più tardi verrà chiamata la sua «anima». (II, 16; 1991)
*[[Ateismo]] e una sorta di ''seconda innocenza'' sono intrinsecamente connessi. (II, 20; 1991)
*Si riconosce un filosofo nel suo rifuggire tre cose abbaglianti e chiassose: la gloria, i principi e le donne. (III, 8; 1991)
*I malati sono il pericolo massimo per i sani; ''non'' dai più forti viene il danno per i forti, bensì dai più deboli. (III, 14; 1991)
*Il [[prete]] è il ''modificatore di direzione'' del ''ressentiment''. Ogni sofferente, infatti, cerca istintivamente una causa del proprio dolore. (III, 15; 1991)
*Non si trascuri infatti questa circostanza: per necessità di natura i forti tendono a ''dissociarsi'', quanto i deboli ad ''associarsi''. (III, 18; 1991)
*Il «[[peccato]]» – giacché suona così la reinterpretazione sacerdotale della «cattiva coscienza» animale (della crudeltà volta all'indietro) – è stato sino a oggi l'avvenimento più grande nella storia dell'anima malata: in esso noi abbiamo lo stratagemma più pericoloso e più funesto dell'interpretazione religiosa. (III, 20; 1991)
*Ancora sono ben lontani costoro dall'essere spiriti ''liberi'': ''poiché ancora essi credono alla verità ...'' Allorché i Crociati cristiani si scontrarono in Oriente con quell'invincibile ordine di Assassini, quell'ordine di spiriti liberi ''par excellence'', i cui gradi infimi vivevano in una obbedienza quale non fu mai raggiunta da alcun ordine monastico, ricevettero per qualche via anche una indicazione su quel simbolo e su quella parola d'ordine intagliata sul legno, che era riservata unicamente a grandi sommi, come loro ''secretum'': «Nulla è vero, tutto è permesso» ... Orbene, ''questa'' era ''libertà'' dello spirito, in tal modo veniva ''congedata'' la fede nella stessa verità ... (III, 24; 2007)
*L'arte, in cui appunto la ''menzogna'' si santifica e la ''volontà d'illusione'' ha dalla sua la tranquilla coscienza, è in maniera molto più radicale della scienza contrapposta all'ideale ascetico. (III, 25; 1991)
*In tal modo il [[cristianesimo]] ''come dogma'' è crollato per la sua stessa morale: in tal modo anche il cristianesimo ''come morale'' deve ancora crollare – noi siamo alla soglia di questo avvenimento. (III, 27; 1991)
==''Crepuscolo degli idoli''==
*L'[[ozio]] è il padre di ogni psicologia. E che? La psicologia sarebbe un – vizio? (''Detti e frecce'', 1, 1989)
*Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio – dice [[Aristotele]]. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro – un filosofo... (''Detti e frecce'', 3, 1989)
*«Ogni [[verità]] è semplice». – Non è questa una doppia menzogna? – (''Detti e frecce'', 4, 1989)
*E che? L'[[uomo]] è soltanto un errore di [[Dio]]? Oppure [[Dio]] è soltanto un errore dell'uomo? – (''Detti e frecce'', 7, 1989)
*''Dalla scuola di guerra della vita''. Quello che non mi ammazza mi rende più forte. (''Detti e frecce'', 8, 1989)
*[[Aiuto|Aiuta]] te stesso. Poi anche ogni altro ti aiuterà. Principio dell'amore del prossimo. (''Detti e frecce'', 9, 1998)
*Il [[verme]] calpestato si rattrappisce. E questo è intelligente. Diminuisce infatti le probabilità di venir calpestato un'altra volta. Nel linguaggio della morale: ''[[umiltà]]''. (''Detti e frecce'', 31, 1989)
*Senza [[musica]] la vita sarebbe un [[errore]]. (''Detti e frecce'', 33, 1989)
*''Parla il deluso''. – Cercavo grandi uomini, e ho trovato sempre e soltanto le ''scimmie'' del loro ideale. (''Detti e frecce'', 39, 1989)
*Io ho conosciuto [[Socrate]] e [[Platone]] come sintomi di decadenza, come strumenti della dissoluzione greca, come pseudogreci, come antigreci. (da ''Il problema di Socrate'', 2, 1998)
*Il moralismo dei filosofi greci da Platone in poi è patologicamente condizionato; così anche il loro apprezzamento della dialettica. Ragione = virtù = felicità significa soltanto: si deve imitare Socrate e stabilire in permanenza una ''luce solare'' contro le oscure bramosie – la luce solare della ragione. Si deve essere a ogni costo accorti, chiari e distinti; ogni cedimento agli istinti, all'inconscio trascina ''in basso''... (da ''Il problema di Socrate'', 10, 1998)
*La «[[ragione]]» è la causa per cui falsifichiamo la testimonianza dei sensi. In quanto mostrano il [[divenire]], il trapassare, il mutamento, i sensi non mentono... Ma [[Eraclito]] avrà eternamente ragione di affermare che l'[[essere]] è una vuota finzione. Il mondo «apparente» è l'unico mondo; il «mondo vero» è solo ''un'aggiunta menzognera''... (da ''La «ragione» nella filosofia'', 2, 1998)
*Favoleggiare di un [[aldilà|mondo «altro»]] da questo non ha alcun senso, qualora non prevalga in noi un istinto di denigrazione, svilimento, diffidenza verso la vita; in quest'ultimo caso ci ''vendichiamo'' della vita con la fantasmagoria di un'«altra» vita, di una vita «migliore»... (da ''La «ragione» nella filosofia'', 6, 1998)
*Il mondo vero lo abbiamo eliminato: quale mondo è rimasto? quello apparente, forse?... Ma no! ''Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente!'' (da ''Come il «mondo vero» finì per diventare una favola'', 6, 1989)
*La [[Chiesa (comunità)|Chiesa]] combatte la passione con l'estirpazione in ogni senso: la sua prassi, la sua «cura» è il ''castratismo''. Essa non chiede mai: «come si spiritualizza, si abbellisce, si divinizza un desiderio?» (da ''Morale contronatura'', 1, 1998)
*La teoria del [[libero arbitrio]] è inventata in sostanza allo scopo del castigo, ossia del ''voler-trovare-colpevole''. (da ''I quattro grandi errori'', 7, 1998)
*Come appariva [...] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «[[cristiano (religione)|cristiano]]»... (da ''I miglioratori dell'umanità'', 2, 1989)
*Due grandi narcotici europei, l'[[Bevanda alcolica|alcool]] e il [[cristianesimo]]. (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 2, 1989)
*Occorrono educatori che ''siano essi stessi educati'', spiriti superiori, nobili, provati tali in ogni momento, provati tali dalla [[parola]] e dal [[silenzio]], culture diventate mature, ''dolci'' – non i dotti tangheri che il ginnasio e l'università offrono oggi alla gioventù come «superiori nutrici». (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 5, 1989)
*In una ''nobile educazione'' non si può prescindere dalla ''[[danza]]'' in ogni sua forma, dal saper danzare con i piedi, con i concetti, con le parole: debbo forse dire che si deve saperlo fare anche con la ''penna'', – che bisogna imparare a ''scrivere''? (da ''Quel che manca ai tedeschi'', 7, 1989)
*''[[Dante Alighieri|Dante]]'': ovvero la iena che ''poeta'' fra le tombe. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1998)
*''[[Victor Hugo]]'': o il faro sul mare dell'assurdo. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Franz Liszt|Liszt]]'': o la scuola della scioltezza – verso le donne. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Thomas Carlyle|Carlyle]]'': o il pessimismo come rigurgito del pranzo. (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Émile Zola|Zola]]'': o «il compiacimento del puzzare». (''Scorribande di un inattuale'', 1, 1997)
*''[[Ernest Renan|Renan]]''. – Teologia, ovvero la corruzione della ragione a causa del «peccato originale» (il cristianesimo). Ne è testimonianza Renan, che, non appena azzarda per una volta un Sì o un No di natura più generale, con minuziosa regolarità manca il bersaglio. (da ''Scorribande di un inattuale'', 2, 1998)
*''[[George Sand]]''. – Ho letto le prime ''Lettres d'un voyager'': come tutto ciò che proviene da Rousseau, sono false, artificiose, gonfiate, esagerate. (da ''Scorribande di un inattuale'', 6, 1998)
*''[[Ralph Waldo Emerson|Emerson]]''. – Molto più illuminato, errabondo, multiforme, raffinato di Carlyle, soprattutto più felice... (da ''Scorribande di un inattuale'', 13, 1998)
*Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una [[morte]] diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti.... (da ''Scorribande di un inattuale'', 36, 1998)
*[[Fëdor Mikhailovič Dostoevskij|Dostoevskij]], l'unico psicologo [...] dal quale ho imparato qualcosa. (da ''Scorribande di un inattuale'', 45, 1989)
*''[[Goethe]]''. – Non un avvenimento tedesco ma europeo: un grandioso tentativo di superare il XVIII secolo con un ritorno alla natura, con un ''elevarsi'' alla naturalità del Rinascimento, una sorta di autosuperamento da parte di questo secolo. Egli ne portava dentro i più forti istinti [...]. (da ''Scorribande di un inattuale'', 49, 1998)
*L'[[aforisma]], la sentenza, [...] sono le forme dell'«eternità»; la mia ambizione è dire in dieci frasi quello che chiunque altro dice in un libro, – quello che chiunque altro ''non'' dice in un [[libro]]... (da ''Scorribande di un inattuale'', 51, 1989)
==''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo''==
===[[Incipit]]===
– Guardiamoci in viso. Noi siamo Iperborei – sappiamo abbastanza bene di vivere in disparte. «Né per terra, né per acqua troverai la via che conduce agli Iperborei»: questo già Pindaro sapeva di noi.
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2010}}
===Citazioni===
*A me si confà unicamente il giorno seguente al domani. C'è chi è nato postumo. (''Prefazione''; 2008)
*Si deve essere superiori all'umanità per forza, per ''altezza'' d'animo – per [[disprezzo]]... (''Prefazione''; 2008)
*Che cos'è cattivo? – Tutto ciò che ha origine dalla debolezza. [...] I deboli e i malriusciti devono perire: questo è il principio del ''nostro'' amore per gli uomini. E a tale scopo si deve anche essere loro d'aiuto. (2; 2008)
*Basta pronunziare la parola «seminario di Tübingen», per capire ''che cos'è'', in fondo, la [[idealismo tedesco|filosofia tedesca]] – una ''scaltrita'' teologia... (12, 2015)
*Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei aver arrecato un'ingiustizia a una religione affine, che anche per il numero dei seguaci è superiore a esso: vale a dire il ''[[buddhismo|buddismo]]''. Sono connesse tra loro in quanto religioni nichilistiche – sono religioni della ''décadence''. (20; 2008)
*L'amore è quello stato in cui l'uomo vede, il più delle volte, le cose così come ''non'' sono. (23; 2008)
*Cristiano è un certo senso di crudeltà verso se e gli altri, l'odio contro coloro che pensavano diversamente; la volontà di perseguitare. Cristiana è la morale inimicizia contro i signori della terra, contro i "nobili" – e al tempo stesso una nascosta, segreta rivalità (- si lascia loro il "corpo", si vuole soltanto l'anima...). Cristiano è l'odio contro lo spirito, contro l'orgoglio, il coraggio, la libertà, il libertinage dello spirito; cristiano è l'odio contro i sensi, contro le gioie dei sensi, contro la gioia in generale. (pag. 25; ed. Adelphi 2011)
*Il «regno dei cieli» è una condizione del cuore – non qualcosa che giunge «oltre la terra» o «dopo la morte». [...] Il «regno di Dio» non è qualcosa che si attende: non ha un ieri e un dopodomani, non giunge tra «mille anni» – è l'esperienza di un cuore; esiste ovunque e in nessun luogo... (34; 2008)
*Già la parola «cristianesimo» è un equivoco – in fondo è esistito un solo cristiano, e questi morì sulla croce. (39; 2008)
*Il veleno della dottrina dei «diritti ''uguali'' per tutti» – è stato diffuso dal cristianesimo nel modo più sistematico; procedendo dagli angoli più segreti degli istinti cattivi, il cristianesimo ha fatto una guerra mortale ad ogni senso di venerazione e di distanza fra uomo e uomo, cioè al ''presupposto'' di ogni elevazione, di ogni sviluppo della cultura – con il risentimento delle masse si è fabbricato la sua ''arma principale'' contro di ''noi,'' contro tutto quanto v'è di nobile, di lieto, di magnanimo sulla terra, contro la nostra felicità sulla terra … Concedere l'«immortalità» a ogni Pietro e Paolo, è stato fino a oggi il più grande e il più maligno attentato all'umanità ''nobile''. – ''E'' non sottovalutiamo la sorte funesta che dal cristianesimo si è insinuata fin nella politica! Nessuno oggi ha più il coraggio di vantare diritti particolari, diritti di supremazia, un sentimento di rispetto dinanzi a sé e ai suoi pari – un ''pathos della distanza'' … La nostra politica è ''malata'' di questa mancanza di coraggio! – L'aristocraticità del modo di sentire venne scalzata dalle più sotterranee fondamenta mercé questa menzogna dell'eguaglianza delle anime; e se la credenza nel «privilegio del maggior numero» fa e ''farà'' rivoluzioni, – è il cristianesimo, non dubitiamone, sono gli apprezzamenti ''cristiani'' di valore quel che ogni rivoluzione ha semplicemente tradotto nel sangue e nel crimine! Il cristianesimo è una rivolta di tutto quanto striscia sul terreno contro ciò che possiede un'''altezza'': il Vangelo degli «umili» ''rende'' umili e bassi ... (43; 2008)
*Contro la noia gli stessi dèi lottano invano. (48; 2008)
*[...] Dio creò la [[donna]]. E in realtà a questo punto ebbe fine la noia – ma ebbero fine anche altre cose! La donna fu il ''secondo'' errore di Dio. (48; 2008)
*Che la fede in determinate circostanti renda beati, che non basti la beatitudine a fare di una idea fissa un'idea ''vera'', che la fede non sposti le montagne, sibbene ''ponga'' le montagne laddove non esistono: un rapido giro attraverso un manicomio è abbastanza chiarificativo al riguardo. (51; 2008)
*I fanatici sono pittoreschi, l'umanità preferisce veder gesticolare, piuttosto che sentire ''ragioni''... (54; 1989)
*Se l'Islam ha in dispregio il cristianesimo, ha in ciò mille volte ragione: l'Islam ha per presupposto dei maschi ... (59; 2008)
*Ah, questi tedeschi, quanto già ci sono costati! Inutilità – è sempre stata questa l'''opera'' dei Tedeschi. (61; 2008)
*Questa eterna accusa al cristianesimo voglio scriverla su tutti i muri, ovunque esistano muri – posseggo caratteri per far vedere anche i ciechi ... (62; 2008)
*Definisco il [[cristianesimo]] l'unica grande maledizione, l'unica grande e più intima depravazione, l'unico grande istinto della vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, furtivo, sotterraneo, ''meschino'' – lo definisco l'unica immortale macchia d'infamia dell'umanità. (62; 2008)
*''Prima proposizione''. – Viziosa è ogni specie di contronatura. La varietà di uomo più viziosa è il prete: lui ''insegna'' la contronatura. Contro il [[prete]] non si hanno ragioni, si ha il carcere. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Seconda proposizione''. – [...] L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il ''filosofo''. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Terza proposizione''. – Il luogo maledetto dove il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia raso al suolo e atterrisca tutta la posterità, in quanto luogo ''nefando'' della terra. Vi si allevino serpenti velenosi. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Quarta proposizione''. – La predica della castità è un pubblico incitamento alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni insozzamento della medesima mediante il concetto di «impuro» è il vero e proprio peccato contro lo spirito santo della vita. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Quinta proposizione''. – [...] Il prete è il ''nostro'' Ciandala – sia proscritto, affamato, cacciato in ogni specie di deserto. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
*''Sesta proposizione''. – La storia «sacra» sia chiamata con il nome che merita: storia ''maledetta''; le parole «Dio», «salvatore», «redentore», «santo» siano usate come insulti, come marchi d'infamia. (''Legge contro il Cristianesimo''; 2008)
==''Ecce Homo''==
===[[Incipit]]===
''Prologo''<br />II<br />In previsione del fatto che fra breve dovrò affrontare l'umanità con l'esigenza più grave che le si mai stata posta, mi sembra necessario dire "chi sono". In fondo è possibile che lo si sappia già: poiché non ho mai mancato di "dare testimonianza di me": Ma la discrepanza tra la grandezza del mio compito e la "piccolezza" dei miei contemporanei si manifesta nel fatto che non mi hanno udito o anche soltanto visto. Vivi a mio proprio credito, forse è solo un pregiudizio, che io viva?... Mi basta solo parlare con qualche "dotto" che venga d'estate in Alta Engadina per convincermi che "non" vivo... In queste circostanze c'è un dovere contro il quale, in fondo, la mia abitudine e ancor più l'orgoglio dei miei istinti si rivolta, dire cioè: "Ascoltatemi! poiché io sono questo e quest'altro. E soprattutto non confondetemi con altri!"
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo'', traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Newton Compton, Milano, 1978}}
===Citazioni===
*Nei sette anni durante i quali ho insegnato greco nella classe superiore del Pädagogium di Basilea, non ho avuto alcuna occasione per infliggere una punizione; i più pigri erano diligenti con me. Sono sempre all'altezza del caso; devo essere impreparato per poter essere padrone di me stesso. (''Perché sono così saggio'', 4; 1989)
*L'[[ateismo]], per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. [[Dio]] è una risposta grossolana, un'indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano ''divieto'' che ci vien fatto: non dovete pensare!<ref>Citata da [[Douglas Adams]] ne ''[[Il salmone del dubbio]]''.</ref> (''Perché sono così accorto'', 1)
*Abbiamo già osservato come nello stato di profonda tensione in cui l'incubazione di un pensiero sommerge lo spirito e, in pratica, l'intero organismo, il caso o qualunque eccitamento proveniente dall'esterno agisca troppo violentemente e colpisca troppo a fondo. Ebbene bisogna sottrarsi, per quanto è possibile, al caso, agli stimoli che vengono dall'esterno; l'auto-murarsi, per così dire, è uno dei primi precetti della prudenza istintiva in ogni parto intellettuale. (''Perché sono così accorto'', 3; 1989)
*Ovunque giunga, la [[Germania]] ''guasta'' la civiltà. (''Perché sono così accorto'', 3; 1989)
*In quanto ''artisti'' non si ha altra patria in Europa che [[Parigi]]. (''Perché sono così accorto'', 5; 1989)
*Se cerco un'altra parola per la musica, trovo sempre e soltanto la parola [[Venezia]]. (''Perché sono così accorto'', 7; 1989)
*Una cosa sono io, un'altra i miei scritti. — Prima di parlare dei miei scritti stessi toccherò qui la questione di come sono stati capiti o ''non'' capiti. Lo faccio di sfuggita, come si conviene: perché non è ancora venuto il tempo per una tale questione. Anche per me non è ancora venuto il tempo, ci sono uomini che nascono postumi. (''Perché scrivo libri così buoni'', 1, p. 55)
*In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle. Pensiamo a un caso estremo: un libro che parli solamente di esperienze che stanno al di là delle possibilità dell'esperienza comune, o magari anche piuttosto rara – e che perciò sia il ''primo'' linguaggio per una nuova serie di esperienze. In questo caso semplicemente nessuno udrà niente, con l'illusione acustica per cui, là dove non si ode niente, ''non deve esserci niente'' ... (''Perché scrivo libri così buoni'', 1, p. 57; 2007)
*Dove ''voi'' vedete cose ideali, ''io'' vedo – cose umane, ahi, troppo umane! (''Umano, troppo umano'', 1; 1989)
*In fondo mi dava noia oltremisura questo luogo, il più indecoroso della terra, per il poeta dello Zarathustra e che non avevo scelto liberamente; volevo andare all'''Aquila'', l'antitesi di [[Roma]], fondata per ostilità contro Roma, simile al luogo che fonderò un giorno, un ricordo di un ateo e di un anticlericale ''comme il faut'', di uno degli esseri a me più affini, il grande imperatore degli [[:w:Hohenstaufen|Hohenstaufen]] [[Federico II di Svevia|Federico II]]. (''Così parlò Zarathustra'', 4; 1989)
*Il diavolo è solo l'ozio di Dio ogni settimo giorno. (''Al di là del bene e del male'', 2; 1989)
*Mi viene la voglia, lo sento perfino come dovere, di dire una volta ai Tedeschi tutto ''quello'' che hanno già sulla coscienza. ''Hanno sulla coscienza tutti i grandi delitti contro la civiltà degli ultimi quattro secoli!'' (''Il caso Wagner'', 2; 2007)
*Nel [[tedeschi|Tedesco]], come nella donna, non si arriva mai al [[fondo]]: ''non c'è''. (''Il caso Wagner'', 3; 1989)
*Se immagino un tipo umano che vada contro tutti i miei istinti, ne esce sempre un Tedesco. (''Il caso Wagner'', 4; 1989)
*Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite. (''Perché sono un destino'', 1; 1989)
*Le [[religioni]] sono affari per la plebe, io ho bisogno di lavarmi le mani dopo il contatto con uomini religiosi... (''Perché sono un destino'', 1; 1989)
*Non ''voglio'' «credenti», penso di essere troppo malizioso per credere a me stesso [...]. Ho una paura spaventosa che un giorno mi facciano ''santo'' [...]. Non voglio essere un santo, allora piuttosto un buffone... Forse sono un buffone... (''Perché io sono un destino'', 1; 1991<ref>Citato in [[J.K. Rowling]], ''Il seggio vacante'', traduzione di Silvia Piraccini, Salani, 2012, p. 89. ISBN 9788867150960</ref>)
==Biglietti della follia==
{{Senza fonte}}
{{NDR|I biglietti della follia sono una serie di lettere che Nietzsche scrisse a conoscenti e amici nel 1889, dove si nota l'improvviso cedimento psichico che investì Nietzsche in quel periodo.}}
*Il mondo è trasfigurato, perché Iddio è sulla terra. Non vede come tutti i cieli esultano? Ho appena preso possesso del mio regno, getterò il papa in prigione e farò fucilare Guglielmo, Bismarck e Stoecker. (dalla lettera a Meta von Salis del 3 gennaio 1889; citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 23)
*Cantami un nuovo inno: il mondo è trasfigurato e tutti i cieli esultano. Il Crocifisso.<ref>Peter Gast (Heinrich Köselitz) non riconobbe in questo biglietto la follia nell'amico, tanto che così gli rispose: «Grandi cose devono accadere in Lei in questo momento! Il Suo entusiasmo, la Sua salute [...] debbono scuotere anche i più infermi; Lei è una sanità contagiosa; l'epidemia che Lei un tempo ha augurato alla salute, l'epidemia della Sua salute non può più farsi attendere» (citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 13). Secondo Janz questo mancato riconoscimento della follia di Nietzsche fa sì che «Occorrerà tener presente questa scarsa facoltà di giudizio di Köselitz in occasione delle successive importanti decisioni» (''ivi'', p. 13).</ref> (dalla lettera a Peter Gast (Heinrich Köselitz) del 4 gennaio 1889; citato in Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, p. 13)
*Caro signor professore,<br />alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato, da tralasciare, per causa sua, la creazione del mondo. Lei vede, bisogna fare sacrifici, come e dove si viva. – Tuttavia, mi sono riservata una piccola camera da studente che si trova di fronte al ''Palazzo Carignano'' (– nel quale sono nato come Vittorio Emanuele) e oltre a ciò permette di sentire, dal proprio tavolo di lavoro, la magnifica musica nella ''Galleria Subalpina''. Pago 25 franchi con servizio, preparo il mio tè e faccio tutte le spese da solo, soffro di stivali rotti e ringrazio ogni momento il cielo per il ''vecchio'' mondo, per il quale gli uomini non sono stati abbastanza semplici e silenziosi. – Poiché sono condannato a intrattenere la prossima eternità con cattive spiritosaggini, ho qui un'attività scrittoria, che invero non lascia nulla a desiderare, molto carina e nient'affatto faticosa. La posta è a cinque passi, imbuco io stesso le lettere per trasmettere il grande fogliettonista «der ''grande monde''». Naturalmente, sono in stretti rapporti con il Figaro, e affinché lei abbia un'idea di quanto io possa essere innocuo, ascolti le mie prime due cattive spiritosaggini:<br />Non prenda troppo sul serio il caso Prado. Io sono Prado, sono anche il padre di Prado, oso dire che sono anche Lesseps… Vorrei dare ai miei parigini, che amo, una nuova idea – quella del criminale dabbene.<br />''Seconda spiritosaggine''. Saluto gli Immortali. Daudet appartiene ai ''quarante''.<br />Astu<br /> (dalla lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data">«Sulla lettera c'è la data, scritta dallo stesso Nietzsche, «Am 6 Januar 1889». Ma si tratta di una data sbagliata, perché sulla busta c'è il timbro postale «Torino Ferrovia 5.1.89».» ([[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 190, nota 116)</ref>; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 181)
*Quel che è spiacevole e nuoce alla mia modestia è che io, in fondo, sia ogni nome nella storia; anche per i figli che ho messi al mondo le cose stanno in modo tale, che rifletto con una qualche diffidenza se tutti quelli che vengono nel «regno di Dio» vengano anche ''da'' Dio. Per due volte, questo autunno, mi sono trovato, vestito il meno possibile, al mio funerale, dapprima come conte Robilant (– no, questi è mio figlio, in quanto io sono Carlo Alberto, la mia natura sotto) ma Antonelli ero proprio io. Caro signor professore, lei dovrebbe vedere questo edificio; dato che sono assolutamente inesperto nelle cose che creo, a lei qualsiasi critica; io sono grato, senza poter promettere di trarre vantaggio. Noi artisti siamo incorreggibili. – Oggi mi sono vista un'operetta genial-moresca – e anche constatato con piacere, in questa occasione, che adesso Mosca come pure Roma sono cose grandiose. Vede, anche per il paesaggio non mi si nega del talento. – Rifletta, facciamo una bella chiacchierata, Torino non è lontana, per ora non ci sono impegni professionali molto seri, sarebbe possibile procurare un bicchiere di valtellinese. Prescritto il ''negligé''. Con cordiale affetto, Suo<br />Nietzsche<br />(dalla lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data" />; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', pp. 181-182)
*Vado dappertutto nel mio vestito da studente, qua e là batto sulla spalla a qualcuno e dico: ''siamo contenti? son dio, ho fatto questa caricatura…''<ref>In italiano, nel testo originale.</ref><br />Domani viene il mio figlio Umberto con la graziosa Margherita, che qui, però, riceverò ugualmente in maniche di camicia.<br />Il ''resto'' per la signora Cosima… Arianna… Di quando in quando si fanno incantesimi…<br />Ho fatto mettere in catene Caifa; l'anno scorso sono stato crocefisso in maniera molto penosa dai medici tedeschi. Aboliti Guglielmo, Bismarck e tutti gli antisemiti.<br />Di questa lettera lei può fare qualsiasi uso che non mi diminuisca nella considerazione dei basileesi. (dai margini della lettera a Jacob Burckhardt del 5 gennaio 1889<ref name="data" />; citato in [[Anacleto Verrecchia]], ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', p. 182)
*Tra un paio d'anni governerò io il mondo; perché ho deposto il vecchio Dio. (dalla lettera a Carl Fuchs del 14 gennaio)
*Come ricordo del misero che non la mania di grandezza ha condotto alla malattia, bensì la malattia alla follia. (da una lettera a Olga Monod<ref>Olga Monod era figlia di Malwida vov Meysenbug.</ref>)
*Alla principessa Arianna, mia amata. Che io sia un uomo, è un pregiudizio. Ma io ho già vissuto spesso fra gli uomini e conosco tutto ciò che gli uomini possono provare, dalle cose più basse fino a quelle più alte. Sono stato Buddha tra gli indiani e Dioniso in Grecia, – Alessandro e Cesare sono mie incarnazioni, come pure Lord Bacon, il poeta di Shakespeare. Da ultimo, ancora, sono stato Voltaire e Napoleone, forse anche Richard Wagner... Ma questa volta vengo come Dioniso il vittorioso, che farà della terra una giornata di festa... Non avrei molto tempo...<br />I cieli si rallegrano che io sia qui... Sono stato anche appeso alla croce... (da una lettera a Cosima Wagner<ref>Cosima Wagner era la moglie di Wagner e figlia di Franz Liszt.</ref>)
===Citazioni sui ''Biglietti della follia''===
*Quando sta per lasciare la sfera del mondo cosciente, Nietzsche ritorna, tipicamente, a tutti gli amici del passato con i messaggi torinesi. Di questi, i due più lunghi e commoventi sono indirizzati a [[Jacob Burckhardt|Burckhardt]]. Certamente non è facile afferrare un senso in queste righe esaltate, dove lucide intuizioni sono sopraffatte da vaneggiamenti folli. Prima che il sipario della pazzia scenda a difenderlo (anche contro la gloria imminente ed equivoca), Nietzsche fornisce a Burckhardt la chiave per comprenderlo: «alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato da omettere, per causa sua, la creazione del mondo». Queste parole hanno un significato, e non richiedono commenti. Ma Jacob Burckhardt continua a essere il «grande, grandissimo maestro» di Nietzsche: è giusto ricordarsi dei propri maestri, anche quando abbiamo dovuto abbandonarli. ([[Mazzino Montinari]])
==Frammenti postumi==
*Non sono abbastanza forte per il nord: là imperversano gli spiriti pedanti ed artefatti, che non sanno fare altro che lavorare alle norme della convenienza, come il castoro alla sua costruzione. Ho vissuto tutta la mia gioventù fra gente simile! Mi è venuto in mente all'improvviso, mentre per la prima volta vedevo il cielo grigio e rosso della sera scendere su [[Napoli]] – un brivido di compassione per me stesso, l'idea di cominciare a vivere da vecchio, e lacrime, e, all'ultimo istante, la sensazione di essere ancora in tempo per salvarmi.<ref>Da ''Aurora e Frammenti postumi (1879-1881)''{{C|maggiori informazioni?}}</ref>
*Secondo l'uso linguistico attuale, un grande uomo non ha bisogno di essere né buono né nobile – mi ricordo un solo esempio di un uomo di questo secolo che abbia ricevuto tutti e tre questi predicati, e perfino dai suoi nemici – [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]. (citato in Giacomo Scarpelli, ''La scimmia, l'uomo e il superuomo. Nietzsche: evoluzioni e involuzioni'', [https://books.google.it/books?id=o4qWOGdnJrQC&pg=PA85 p. 85])
*[Bisogna] deporre tutti i vincoli umani sociali e morali, fino ad essere capaci di danzare e saltare come i bambini.<ref>Friedrich Nietzsche, ''L'innocenza del divenire. Antologia dai frammenti postumi 1869-1888'', Rusconi, Milano 1999</ref>
*La [[voce]] dell'uomo è l'apologia della musica.<ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*Per chi è molto solo, il [[rumore]] è già una consolazione.<ref name="e" />
===1875 - 1876===
*E io sopporto soltanto più i poeti, che tra l'altro hanno anche dei pensieri, come ''[[Pindaro]]'' e ''[[Giacomo Leopardi|Leopardi]]''. (8 [2]; 1967)
===1876 - 1878===
*Il prestigio dei medici riposa sull'ignoranza delle persone sane e malate: e questa ignoranza a sua volta riposa sul prestigio dei medici. (19 [14]; 1965)
*Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità (checché ne dicano i maligni!): ambedue dispensano maggiore felicità se vengono desiderate che se vengono possedute. (19 [52]; 1965)
*Un uomo politico divide gli uomini in due specie: primo, strumenti; secondo, nemici. Dunque per lui non esiste propriamente che una specie di uomini: nemici. (19 [55]; 1965)
===1880===
*Cento profonde solitudini formano insieme la città di [[Venezia]] — questo è il suo incanto. Un'immagine per gli uomini del futuro. (2 [28]; 1964)
*La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione, invece si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia. (3 [86]; 1964)
*Dove la moralità è più grande, l'intelletto perisce. (3 [169]; 1964)
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Breviario'', a cura di Claudio Pozzoli, traduzioni di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Rusconi, 1993}}
*È nauseante! Qualcuno ci viene incontro con una parola di lode, con cui vuole conquistarci, vuole cioè impossessarsi di noi perché crede che lasciamo mano libera a chi ci loda. Ma chi loda si pone al di sopra di noi, vuole possederci: è nostro nemico. (2, 73)
*Invece di desiderare che ci conoscano come siamo, desideriamo che gli altri pensino di noi il meglio possibile; desideriamo quindi che si ingannino su di noi: ciò significa che non siamo fieri della nostra unicità. (3, 59)
*Colui al quale i pregiudizi correnti non suonano paradossali, non ha ancora sufficientemente riflettuto. (3, 72)
*L'uguaglianza riduce la felicità del singolo, ma apre la strada all'assenza di [[dolore]] per tutti. Se giungesse al traguardo, certo, insieme all'assenza di dolore avremmo anche l'assenza di [[felicità]]. (3, 144)
*Quando la menzogna coincide con il nostro carattere mentiamo nel migliore dei modi. (3, 167)
*Quando non si capisce si diventa solenni. Ciò ha giovato alla morale. (4, 11)
*Parlerò della più grande malattia degli uomini, e mostrerò che è derivata dalla lotta ad altre malattie: che l'apparente rimedio col tempo ha causato una cosa peggiore di quelle che doveva eliminare. (4, 318)
*Forse tutta la morale non è che un'''interpretazione'' di istinti fisici. (6, 7)
*L'[[umanità]] non ha fine alcuno, proprio perché non lo avevano i sauri, ma ha un'''evoluzione'': e cioè la sua fine ''non è più significativa'' di qualunque altro punto del suo cammino. Di conseguenza non si può definire il [[bene]] dicendo che è lo strumento per raggiungere il fine dell'umanità. (6, 59)
*È necessaria un'infinita [[dissimulazione]] per diventare una persona amabile. (6, 227)
*La sincerità verso se stessi è ''più antica'' della sincerità verso gli altri. L'animale si accorge di venire spesso ingannato, e altrettanto spesso deve [[dissimulazione|dissimulare]]. Ciò lo induce a distinguere tra lo sbagliarsi e il veder giusto, tra la dissimulazione e la realtà. La ''dissimulazione'' voluta si fonda sul senso primario di sincerità verso se stessi. (6, 236)
*Non è possibile riprodurre i nostri pensieri in parole, queste rimangono troppo rapidamente indietro, come ombre, dietro le sensazioni. (6, 304)
*Ogni giorno mi stupisco: ''io non mi conosco!'' (7, 39)
*Ma sono [[aforismi]]! Sono aforismi? Quelli che me ne fanno un rimprovero ci riflettano un poco, e si scuseranno dinanzi a se stessi – per me non ho bisogno di alcuna parola. (7, 192)
===1881===
*Ognuno crede di poter dire la sua a proposito del tempo, delle malattie e del bene e del male. È questo il segno distintivo della volgarità intellettuale. (9 [4]<ref>Da ''Aurora e frammenti postumi (1879-1881)''</ref>)
*Come mai ho sempre sete di persone che rispetto alla [[natura]], a una passeggiata sulle alture fortificate intorno a [[Genova]], ''non'' diventino piccole? Forse non so trovarle? (10 [B18]<ref>Da ''Aurora e frammenti postumi (1879-1881)'', p. 605</ref>)
*Immerso nei tuoi pensieri stai in mezzo agli scogli, su cui frange l'onda del mare – non lontano scivola via, davanti a te, la spettrale muta bellezza di un grande veliero – (12 [205]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 419</ref>)
*''Friedrich Nietzsche / alla fine del suo secondo / soggiorno a Genova: / lux mea crux / crux mea lux.'' (12 [215]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 420</ref>)
*[[Genova]], ''un Sud che ha perso i colori''. (12 [232]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', p. 423</ref>)
===1882 - 1883===
*Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne passano per sentimentali, gli uomini invece lo sono. (1 [94]; 1982)
*Un uomo labirintico non cerca mai la verità, bensì sempre e soltanto la sua Arianna – qualunque cosa voglia farci credere. (4 [55]; 1982)
*L'''onore'' è qualcosa di così venerabile, perché non è di oggi: esso è sempre una virtù antica. (17 [31]; 1965)
*Vi è un grado di falsità connaturata che si chiama «buona coscienza». (22 [3]; 1982)
===1884===
*Che «energia» e «spazio» altro non sono che due espressioni e due diversi modi di considerare la stessa cosa [...]. (26 [431]; 1976)
===1886 – 1887===
{{NDR|''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori 1991}}
*Massima: non avere rapporti con nessuno che prenda parte alla bugiarda impostura delle razze. (Quanta menzogna e palude ci vuole, per sollevare problemi di razza nella promiscua Europa attuale!). (5[52], 1991)
*[[Platone]] aveva in fondo, da artista qual era, ''preferito l'illusione'' all'essere, e cioè la menzogna e l'escogitazione della verità, l'irreale all'esistente. (7[2], 1991)
*In [[Dio]] mancano volontà, intelletto, personalità e scopo. [[Spinoza]] è contro coloro che dicono che Dio fa tutto ''sub ratione boni''. Sembra che costoro ammettano qualcosa al di fuori di Dio, che non sia dipendente da Dio, e su cui Dio si regoli nel suo agire come su un modello, o a cui Dio miri come a un fine. Ciò significa in effetti assoggettare Dio al destino, che è la più grande assurdità. (7[4], 1991)
*I [[prete|preti]] sono i commedianti di qualcosa di sovrumano a cui devono prestare concretezza, si tratta di ideali, di dèi o di salvatori: in ciò trovano la loro professione, in tal senso sono disposti i loro istinti; per ottenere la maggiore credibilità possibile, devono mirare alla immedesimazione, per quanto è possibile; la loro abilità di commedianti deve produrre in loro anzitutto ''la buona coscienza'', con l'aiuto della quale soltanto si può veramente persuadere. (7[5], 1991)
*Il determinismo è dannoso solo per quella morale che crede al libero arbitrio come presupposto della moralità, crede alla «responsabilità». (7[59], 1991)
*[[Pascal]] vedeva in due figure, [[Epitteto]] e Montaigne, i suoi veri e propri tentatori, contro i quali aveva bisogno di difendere e assicurare sempre di nuovo il suo cristianesimo. (7[69], 1991)
=== 1888 – 1889 ===
*Che differenza resta tra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato. (14 [159]; 1986)
*Abbiamo nella [[Riforma protestante|Riforma]] uno squallido e plebeo contrapposto del Rinascimento italiano. (15 [23]; 1986)
==Lettere==
*[...] non si può negare che la nobile attitudine alla sintesi degli antichi manca alla maggior parte dei nostri [[filologia|filologi]]; essi si collocano troppo vicino al quadro e analizzano una macchia d'olio, invece di ammirare le grandi ardite linee del dipinto, o, che sarebbe ancor più utile, di contemplarlo... (lettera a Carl von Gersdorff, Naumburg, 6 aprile 1867<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 21</ref>)
*[...] il tuo concetto mitologico della filologia, figlia (heu! heu!) della filosofia, e perciò sottratta a ogni controllo e giurisdizione, non si appoggia neppure vagamente a nessun argomento. Se devo parlare anch'io per metafore, dirò che la filologia è un aborto della dea filosofia che la generò assieme a un idiota o a un cretino. Peccato che [[Platone]] non abbia già escogitato questo mito; a lui crederesti, più che a me, e con ragione. (lettera a [[Paul Deussen]], Lipsia, circa il 20 ottobre 1868<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 33</ref>)
*A misura che il tempo passa vedo anch'io che significhi la teoria schopenhaueriana della «sapienza universitaria». Qui non è possibile un'esistenza radicata sulla verità. È certissimo poi che nulla di veramente rivoluzionario ne potrà mai uscire. Veri maestri potremo diventare solo liberandoci con ogni mezzo da questa atmosfera, divenendo non solo ''più saggi'', ma, soprattutto, uomini ''migliori.'' Anche per questo sento soprattutto il bisogno della verità. Di conseguenza, non posso sopportare più a lungo l'aura accademica. Un bel giorno dunque scaraventeremo via questo giogo! per me, la cosa è decisa. E fonderemo una nuova ''Accademia ellenica''! (lettera a Erwin Rohde, Basilea, 15 dicembre 1870<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 51.</ref>)
*Quando seppi la notizia dell'incendio di [[Parigi]]<ref>Nel 1871 si diffuse a Basilea la notizia dell'incendio del Louvre. Ad essere distrutto, in realtà, fu il [[Palazzo delle Tuileries]] dato alle fiamme da un gruppo di rivoluzionari durante la repressione della Comune. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 58, nota 2.</ref>, per alcuni giorni fui come annientato, stordito dal dolore e dai dubbi: tutta la vita scientifica, filosofica, artistica mi parve un assurdo, poiché bastava un giorno a distruggere i più splendidi capolavori, anzi interi periodi d'arte. (lettera a Carl von Gersdorff, Basilea, 21 giugno 1871<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 58</ref>)
*A me piace più di tutto quella continua nota tonica profonda e minacciosa – come nelle grandi cascate d'acqua – che consacra una polemica, la nobilita; quel tono fondamentale in cui risuonano e si fondono amore, fiducia, coraggio, forza, dolore, vittoria e speranza. (lettera a Erwin Rohde, Basilea, 25 ottobre 1872<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 77</ref>)
*Sì, di tanto in tanto provo una vera ripugnanza per la carta stampata, che mi pare carta sporcata e niente di più. Posso benissimo immaginarmi un'epoca in cui si preferirà legger poco, scrivere ancor meno, ma pensar molto, e, molto più ancora, agire. Giacché ora tutto attende l'Uomo di azione, che scuota da sé e dagli altri le abitudini millenarie, e compia buone azioni animate da uno spirito nuovo, perché vengano imitate. (lettera a [[Malwida von Meysenburg]], Basilea, 6 aprile 1873<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 83</ref>)
*[[Walter Scott]], che chiamerò, assieme a Schopenhauer, l<nowiki>'</nowiki>''immortale'', tanto mi si confà la sua calma artistica, il suo ''andante''. (lettera a Erwin Rohde, 8 dicembre 1875<ref name=unsterblich>Citato in ''Epistolario 1865-1900'', p. 99, nota 1</ref>)
*Sul [[Don Chisciotte della Mancia]] [...] la più rude lettura che io conosca; lo lessi nelle ferie estive e tutta la mia sofferenza personale mi sembrò ne fosse impicciolita, degna tutt'al più che se ne ''ridesse''. (lettera a Erwin Rohde, 8 dicembre 1875<ref name=unsterblich />)
*Il venerdì, con un tempo fosco e piovoso, verso mezzogiorno mi feci coraggio e andai alla galleria del [[Palazzo Rosso (Genova)|Palazzo Brignole]]; e, meraviglia, la vista di questi ritratti di famiglia mi rapì e mi entusiasmò; un Brignole a cavallo e tutta la fierezza di questa famiglia raccolta nell'''occhio'' di questo possente palafreno – proprio quel che ci voleva per la mia umanità mortificata! Personalmente io stimo [[Antoon van Dyck|van Dyck]] e [[Pieter Paul Rubens|Rubens]] superiori a tutti i pittori del mondo. Gli altri quadri mi hanno lasciato indifferente, a eccezione di una Cleopatra morente del [[Guercino]]. (lettera a Malwida von Meysenbug, 13 maggio 1877<ref>''Epistolario 1875-1879. Vol. III'', p. 213</ref>)
*{{NDR|[[Voltaire]]}} [...] {{NDR|l'}}uomo attorno al quale, anche dopo cent'anni, non esistono che giudizi partigiani: contro i liberatori dello spirito gli uomini sono implacabili nell'odio, ingiusti nell'amore. (lettera a Malwida von Meysenbug (cartolina), Basilea, 11 giugno 1878<ref>''Epistolario 1865-1990'', p. 128.</ref>)
*Caro amico, Le mando di corsa una cartolina solamente per comunicarLe la forte sensazione che ho in questo momento: credo che Lei e io siamo sulla via giusta! Solitudine e rigore nel giudicare noi stessi; mai più tendere l'orecchio agli altri, modelli e maestri! Una vita adatta e via via ''adattabile'' ai nostri desideri più profondi, un'operosità senza affanno, e senza nessuna coscienza estranea a vigilare su di noi e sul nostro operato! È così che tento ancora una volta di arrangiarmi, e [[Genova]] mi sembra il luogo adatto: ogni giorno per tre volte qui il cuore mi è traboccato, di fronte a questa vastità che chiama alle lontananze e al cospetto di una così imponente operosità. Qui ho la calca e il silenzio e sentieri sulle alture, e una cosa che è più bella di come l'ho sognata, il [[Cimitero monumentale di Staglieno|campo santo]]. (lettera a Heinrich Köselitz, 24 novembre 1880<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 47</ref>)
*{{NDR|Su [[Genova]]}} Qui, la grande, vivace città di mare, dove ogni anno gettano l'ancora più di <span class="nowrap">10 000</span> navi – mi consente di starmene tranquillo e con me stesso. In più ho una mansarda con un letto meraviglioso, cibo semplice e sano (ho semplificato tutto), aria di mare, indispensabile per la mia testa; strade dal selciato stupendo, e, per essere in novembre, un tepore gradevolissimo! (Purtroppo piove molto). (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 24 novembre 1880<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', pp. 47-48</ref>)
*Tutto sommato però sono stupito, te lo voglio confessare – di ''quante'' sorgenti l'uomo riesca a far scaturire dentro di sé. Persino uno come me, che non è certo tra i più ricchi. Credo che se possedessi tutte quelle qualità che tu hai in misura superiore a me diventerei arrogante e insopportabile. Già così ci sono momenti in cui mi aggiro per le alture sopra [[Genova]] con sguardi e sentimenti quali forse un tempo anche la buonanima di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] rivolgeva proprio da quassù al mare e a tutte le cose a venire. (lettera a Erwin Rohde, 24 marzo 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 70</ref>)
*La [[Cucina genovese|''cucina'' genovese]] è fatta per me. Lo credereste che da 5 mesi ormai ho mangiato ''[[trippa]]'' quasi ogni giorno? Tra tutte le carni è la più digeribile e la più leggera, e costa meno; mi fa bene anche ogni genere di pescetti, che trovo nei locali popolari. Ma niente risotto e niente maccheroni finora! (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 6 aprile 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 77</ref>)
*Questa non è una Svizzera, non è una Recoaro, è qualcosa di molto diverso, e certo di molto più a sud: per trovare un paese analogo, credo che dovrei andare fino agli altipiani del Messico affacciati al Pacifico (per esempio Oaxaca), s'intende che lì ci sarebbe in più la vegetazione tropicale. Ebbene, questo [[Sils im Engadin|Sils Maria]] cercherò di conservarmelo. (lettera a Peter Gast, Sils-Maria, 14 agosto 1881<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 160-161</ref>)
*Mie care, eccomi di nuovo sistemato nella vecchia [[Genova]], in mezzo al groviglio dei vicoli e in netto contrasto con l'eleganza dei malati di [[Nizza]]. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 4 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 126</ref>)
*Ebbene, caro vecchio amico, eccomi di nuovo nella mia [[Genova]], la città meno moderna che io conosca e che al tempo stesso scoppia di vitalità – qualcosa di assolutamente ''non'' romantico e tuttavia veramente ''non'' comune: continuerò dunque a vivere sotto la protezione dei miei santi patroni ''locali'', [[Cristoforo Colombo|Colombo]], [[Niccolò Paganini|Paganini]] e [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], che ''insieme'' rappresentano molto bene la loro città. (lettera a Franz Overbeck, 14 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 128</ref>)
*Piogge gelide, venti furiosi, insomma è inverno, rigido e carico di minacce. J. Burckhardt ha ''ragione'', ma ''ora'' che sono mezzo cieco ogni nuovo ''tentativo'' di vivere in qualche città e qualsiasi viaggio in genere rappresentano per me ''tormenti'' assolutamente insopportabili; ''questa'' città {{NDR|[[Genova]]}} (e anche questa gente) si accorda con il mio carattere, mi dà la forza di resistere e di non abbandonare i miei sforzi. (lettera a Franz Overbeck, 21 ottobre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 129</ref>)
*Qui a [[Genova]] sono così ricco, così fiero, un principe Doria in tutto e per tutto, e non desidero altro che Lei, amico caro – Le offro tutti i beni di questo ''mio'' mondo per attirarLa qui a Genova, magari per un mese, Lei con tutta la Sua nuova e vecchia musica! [...]<br />Questo mese qui è ''bellissimo''; di sera me ne sto seduto in una vigna, con il mare, le colline e le ville ai miei piedi, e faccio addirittura il bagno in mare, nella mia grotta dell'Aurora. (lettera a Heinrich Köselitz, 6 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 132</ref>)
*Ma Lei tenga fermo il nostro incontro a ''[[Genova]]'' – questo luogo appartiene a ''me''. Glielo voglio tra poco presentare e rappresentare, proprio in veste di principe Doria, se Lei vuole. (lettera a Paul Rée, 6 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 132</ref>)
*Ero nel mio giardino, ossia quello della [[Villetta Di Negro|Villetta Negro]], accanto alla quale abito ([[Stendhal]] una volta la definì «uno dei luoghi più pittoreschi d'Italia») e pensavo a Lei con tanto affetto. (lettera a Heinrich Köselitz, 27 novembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 136</ref>)
*La mia vista sta precipitando, non posso nascondermelo. Ora mi capita spesso di rovesciare e di rompere qualcosa, o di inciampare. Dove trovo un'altra città così perfettamente lastricata con pietre larghe come [[Genova]], dove anche se mi aggiro nei dintorni trovo sempre pietre dure e lisce (e con scannellature sulle strade in salita)?<br /> Tutto sommato Genova è stata davvero la mia mossa più fortunata riguardo alla salute e alla tranquillità spirituale. La mia camera è piena di luce e ha ''un [[soffitto]] molto alto'' – cosa che ha un effetto benefico sul mio umore. Vicinissimo c'è un giardino delizioso, aperto a tutti, con una verzura imponente, come in un bosco (anche in ''inverno''), e poi cascate, animali selvatici e uccelli, e stupendi scorci sul mare e sulle montagne – il tutto in uno spazio piccolissimo.<br /> I Genovesi ora mangiano in gran quantità il loro dolce natalizio, il loro [[Pandolce|pane dolce]] di Genova, e lo spediscono in tutto il mondo. È identico al nostro ''[[Christstollen|Stollen]]'', o meglio: il nostro Stollen è l'imitazione tedesca del pane dolce di Genova. Un dolce con mandorle, uvetta e canditi difficilmente può essere un'invenzione del tutto ''tedesca'' – è evidente. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, 21 dicembre 1881<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', pp. 143-144</ref>)
*Raramente noi siamo coscienti del vero valore di un periodo della nostra vita, finché lo viviamo, ma oggi, mentre camminavo lassù dominando [[Genova]], scorrendo con lo sguardo lontano sulla città e sul mare, col tempo più paradisiaco che vi possa essere, rividi nitidamente davanti a me gli ultimi due anni, le loro sofferenze e il lento progresso verso il miglioramento; e intanto un raro senso di beatitudine saliva in me, m'invadeva: la beatitudine di colui che si sente guarire. Come malinconico erravo altre volte per queste strade e stradicciuole, come mi sentivo estraneo a quest'umanità rumorosa e impaziente nel domandare e nel godere, come se, tra i viventi, io non fossi stato che un'ombra. Invece adesso, tra il gridio e il giubilo di questi assetati di vita, io afferro un suono, una nota che trova un'assonanza nell'anima mia. (lettera a Elisabeth Nietzsche, Genova, 22 gennaio 1882<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 165</ref>)
*Forse accompagno l'amico a fare una gita sulla Riviera. Speriamo che gli piaccia quanto [[Genova]]: io qui mi sento davvero a casa mia. [...] Quando c'è stato il grande corteo di Carnevale siamo andati al [[Cimitero monumentale di Staglieno|Cimitero]], il più bello tra i più belli del mondo. (lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, fine febbraio 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 164</ref>)
*[[Genova]] sgualdrina<br />mucche, gatti e uccelli<!-- senza punto fermo nella fonte originale--> (lettera a uno sconosciuto, forse Lou von Salomé, fine novembre 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 266</ref>)
*Questa volta passi da ''[[Genova]]'' – un'occasione così non ci capiterà mai più per tutta la vita. Le mostrerò, come fa il diavolo, tutte le «bellezze del mondo», e senza nemmeno l'intenzione di «corromperLa»! – (lettera a Heinrich Köselitz, 3 dicembre 1882<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 271</ref>)
*Per ciò che riguarda l'«eroe» io non ne penso tutto il bene che ne pensa Lei. Ad ogni modo, esso è la forma più ammissibile della vita umana, specialmente quando non ci sia altra scelta.<br />Ci si innamora di qualcosa, e appena questa cosa ci è diventata veramente cara, ecco che il nostro tiranno (quello che ci piace chiamare «il nostro io migliore») ci dice «sacrificamela». E noi gliela sacrifichiamo, ma intanto è come seviziare gli animali, bruciarli a lento fuoco. I problemi che Lei tratta sono quasi tutti problemi di ''sevizie''. Le giova, questo? Le confesso sinceramente che io stesso ho in corpo troppi di questi «tragici complessi» per non ''maledirli'' frequentemente... Perciò anelo ad un<nowiki>'</nowiki>''altezza'', da cui poter dominare questo tragico problema. Vorrei ''liberare'' la vita umana da una parte del suo carattere straziante e crudele. (lettera a Heinrich von Stein, Santa Margherita Ligure, primi di dicembre 1882<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 180</ref>)
*Mi sono detto cento volte che il rimedio sostanziale per la mia salute, negli ultimi tre anni, è consistito nell'astenermi da ''qualsivoglia'' contatto umano. [[Genova]] ''adesso'' per me è «perduta e rovinata». Sono orgoglioso abbastanza per vivere in ''assoluto'' incognito, persino in condizioni di povertà: ma così, ''mezzo'' rispettato, ''mezzo'' sopportato, ''mezzo'' scambiato per un altro, mi sento come all'inferno – per ''questo genere di cose non'' sono «orgoglioso abbastanza». – (lettera a Franz Overbeck, primi di aprile 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 334</ref>)
*Così all'amata città di [[Cristoforo Colombo|Colombo]] {{NDR|[[Genova]]}} – per me non è ''mai'' stata altro che questo – ho detto addio; e alla fine, nella sua luce autunnale, era di una bellezza struggente. (lettera a Heinrich Köselitz, ai primi di 4 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 432</ref>)
*[[Nizza]], in quanto città ''francese'', mi è insopportabile, e quasi una macchia in questo splendore mediterraneo; però resta anche pur sempre una città italiana – ho preso casa nella parte più antica, e qui, quando si deve parlare, si parla ''italiano'': è come essere in un sobborgo di Genova. (lettera a Heinrich Köselitz, ai primi di 4 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 432</ref>)
*[[Genova]] fu per me un'eccellente scuola di vita semplice e spartana – ora so che ''posso'' vivere come un operaio e un monaco. (lettera a Franz Overbeck, inizio di dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 435</ref>)
*Io sono fatto per la ''[[luce]]'': – è quasi l'unica cosa di cui non posso ''assolutamente'' fare a meno e che non posso sostituire: la luminosità di un cielo sereno. Su questo punto con [[Genova]] mi è andata male: soltanto ''ora'' sono venuto a sapere il dato statistico per cui Genova non ha, in tutto l'anno, molte più giornate serene di quante ne abbia [[Nizza]] nei sei mesi invernali: ''al che sono subito partito per Nizza''. Non appena mi impadronirò dello spagnolo, mi spingerò fino a [[Valencia]], forse il prossimo inverno. (lettera a Franz Overbeck, 6 dicembre 1883<ref>''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', p. 437</ref>)
*Chi soffre è una preda alla portata di tutti: di fronte a un sofferente tutti si sentono saggi. (lettera a Franz Overbeck, Nizza, 14 febbraio 1884)<ref>Da ''Epistolario 1865-1900'', p. 206.</ref>
*[...] con questo ''[[Così parlò Zarathustra|Zarathustra]]'' mi lusingo di aver portato la lingua tedesca alla sua compiutezza. Dopo Lutero e Goethe c'era ancora un passo da fare; osserva, vecchio diletto camerata, se nella nostra lingua si siano mai fusi, come in quest'opera, forza, agilità ed armonia. Rileggi Goethe dopo una pagina di ''Zarathustra'', e ti accorgerai che quell'«ondulatorio» che si riscontra nel Goethe disegnatore non è estraneo al Goethe plasmatore della lingua tedesca. Io lo supero nel vigore e nella virilità della linea, senza diventare per questo un cafone come Lutero. Il mio stile è un ''ballo'', un gioco di simmetrie di ogni specie, e in pari tempo un balzare capriccioso e un prendermi gioco di queste simmetrie. E la finezza stilistica giunge fino alla scelta delle vocali. (lettera a Erwin Rohde, Nizza, 22 febbraio 1884<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 208</ref>)
*Finalmente Sils-Maria! Finalmente il ritorno alla ragione! [...] Qui a Sils, luogo dove nacque lo Zarathustrismo, dobbiamo promettere di rivederci la prossima estate, amico carissimo. Le va? Recentemente ho visitato la Svizzera dal punto di vista paesaggio, e mi sono persuaso che Sils-Maria non ha il suo eguale: meravigliosa fusione di mitezza, grandiosità e mistero... (lettera a Peter Gast, Sils-Maria, 25 luglio 1884<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 214</ref>)
*La formula wagneriana «melodia infinita» esprime nel modo più amabile il pericolo, la corruzione dell'istinto, e anche la tranquillità della coscienza in mezzo a tale corruzione. L'ambiguità ritmica, per cui non si sa più, non si ''deve'' più sapere, se una cosa è capo o coda, è senza dubbio un trucco artistico mediante il quale si ottengono effetti meravigliosi – il ''Tristano'' ne è ricco –; ma come sintomo di un'arte è e rimane il segno del dissolvimento. La parte impera sul tutto, la frase sulla melodia, l'attimo sul tempo (anche sul tempo musicale), il ''pathos'' sull<nowiki>'</nowiki>''ethos'' (carattere o stile come lo si voglia chiamare), e finalmente l<nowiki>'</nowiki>''esprit'' sul pensiero. Scusi! Ma quello che io credo di scorgere è un capovolgimento della prospettiva: si vede molto, troppo minutamente il particolare; molto, troppo confuso l'insieme. In musica la volontà è tesa verso quest'ottica sovvertitrice, e più della volontà: l'ingegno. E questo è ''décadence'': una parola che tra gente come noi, s'intende, non giudica ma definisce. (lettera a Karl Fuchs, Nizza, inverno 1844-1845<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 223</ref>)
*{{NDR|Sul Preludio del Parsifal}} [...] lasciando stare tutte le domande inopportune (a che cosa ''possa'' o ''debba'' servire questa musica?) e dal punto di vista puramente estetico, quando mai Wagner fece qualcosa di più bello? Vi è qui la suprema consapevolezza e precisione psicologica di ciò che si vuole dire, esprimere, comunicare; la forma più succinta e più diretta – ogni sfumatura del sentimento portata sino alla forma epigrammatica {{sic|–;}} un'evidenza nella musica trattata come arte descrittiva che fa pensare a uno scudo di nobilissimo lavoro; e per ultimo, sullo sfondo di tale musica, un sentimento, un'esperienza, un evento psicologico sublime ed eccezionale, che fa il maggiore onore a Wagner. Insomma, una sintesi di emozioni che molti uomini, e anche «uomini superiori», riterrebbero inconciliabili: la severità del giustiziere, l'«elevazione» nel senso terrifico della parola, la comprensione e l'acutezza che penetra l'animo come uno stilo; e, infine, la compassione per ciò che si vede e si giudica. In Dante solo – in nessun altro – si può trovare l'equivalente. (lettera a Peter Gast, Nizza, 21 gennaio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 255-256</ref>)
*[...] alla fine, la mia diffidenza si accentua al punto che io domando a me stesso se, in ultima analisi, è ''possibile'' scrivere la [[storia]]. Che vuol dunque stabilire lo storico? Un fatto che, al momento in cui accadde, non era affatto «stabilito»... (lettera a Franz Overbeck, Nizza, 23 febbraio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 257</ref>)
*Nella dolorosa storia dell'anima moderna, che sotto molti aspetti è una tragica storia, [[Hyppolite Taine|Taine]] rappresenta uno degli esemplari meglio riusciti e più degni di rispetto delle nobili qualità di quest'anima: coraggio senza falsi ritegni, purezza della coscienza intellettuale, commovente e modesto stoicismo a prezzo di grandi rinunce e di solitudine. Un pensatore dotato di queste qualità merita venerazione: egli sta fra i pochi che rendono immortale la propria epoca. (lettera a Erwin Rohde, Coira, 21 maggio 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 266</ref>)
*Voltaire è una magnifica ''canaille'' piena di spirito. Ma io penso come l'abate Galiani che: «Un monstre gai vaut mieux qu'un sentimental ennuyeux.<ref>Un mostro allegro è preferibile ad un sentimentale noioso.</ref>»<br />Voltaire è possibile e tollerabile solo nell'ambito di una cultura aristocratica, che appunto perciò può permettersi il lusso della ''canaillerie'' spiritosa... (lettera a Peter Gast, Nizza, 24 novembre 1887<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 276</ref>)
*Quanto dice nella Sua lingua intorno allo stile di Wagner mi ricorda un mio sfogo in proposito scritto non so più dove: il suo «stile drammatico» non esser altro che una ''species'' di cattivo stile, anzi di non-stile musicale. Ma i nostri musicisti vi scorgono un «progresso».<br />In verità, in questo campo tutto è ancor da dire, sospetto anzi che tutto sia ancora da pensare: Wagner stesso – come uomo come bestia come Dio come artista – passa di mille cubiti l'intelligenza e l'inintelligenza dei nostri tedeschi. (lettera a Peter Gast, Nizza, 26 febbraio 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 285-286</ref>)
*Temo di esser troppo musicista per non essere un romantico anch'io. Senza musica la vita per me sarebbe demenza. (lettera a Georg Brandes, Nizza, 27 marzo 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 291</ref>)
*A [[Genova]] me ne sono andato in giro come un'ombra in compagnia solo di ricordi. Quello che un tempo vi amavo, cinque o sei punti prediletti, adesso mi piaceva ancora di più: mi sembrava di una incomparabile ''pallida noblesse'', e assai superiore a tutto quello che offre la Riviera. Ringrazio il mio destino che negli anni della ''décadence'' mi aveva condannato a vivere in questa città dura e cupa: se si esce da lei, ogni volta si è usciti anche da se stessi – la volontà si ''allarga'' di nuovo, non si ha più il coraggio di essere vili. Non sono mai stato colmo di gratitudine come in questo eremitaggio a Genova. – (lettera a Heinrich Köselitz, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1885-1889. Vol. V'', p. 593</ref>)
*{{NDR|[[Torino]]}} Ma che dignitosa, severa città! Niente metropoli, niente moderno, com'io temevo: una «Residenz»<ref>Piccola capitale. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 295.</ref>del Seicento, dove un unico gusto ha imperato su tutto, quello della Corte e della ''noblesse''. La quiete aristocratica è impressa su ogni cosa: non meschini sobborghi; un gusto unitario che si estende fin al colore (tutta la città è gialla e color d'ocra). E per i piedi come per gli occhi un luogo classico! Che sicurezza, che pavimentazione, a non dir niente degli omnibus e dei tram, organizzati e numerosi in modo straordinario. [...] Ma che piazze austere, solenni! E lo stile dei palazzi senza pretese, le strade serie e pulite, tutto molto più dignitoso di quanto mi fossi aspettato; e i più bei caffè che io abbia mai visto. Quei «portici» poi, dato il clima variabile, rispondono ad una necessità; inoltre sono ampi e alti e non opprimono. E la sera il tramonto dai ponti sul Po è cosa stupenda! Al di là del bene e del male! (lettera a Peter Gast, Torino, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 295-296</ref>)
*A conti fatti, la [[malattia]] mi ha recato la maggiore utilità: mi ha sciolto da tutti i vincoli, mi ha ridato il coraggio di me stesso... Per istinto sono un animale coraggioso, anzi militare. La lunga opposizione ha esasperato alquanto il mio orgoglio. Se sono un filosofo? [...] Ma questo che importa? (lettera a Georg Brandes, Torino, 10 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 300</ref>)
*{{NDR|Torino}} Ecco una città secondo il mio cuore. Anzi, la sola. Tranquilla, quasi solenne. Terra classica per gli occhi e per i piedi [...]. Un soffio di buon Settecento. Palazzi di quelli che parlano al cuore; non fortezze stile Rinascimento! E poi: scorger le Alpi dal centro della città! queste lunghe strade che sembrano condurre in linea retta verso le auguste cime nevose! Aria serena, limpida in modo sublime. Non avrei mai creduto che una città, grazie alla luce, potesse diventare così bella. (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 301</ref>)
*[...] Sils-Maria, l'Alta [[Engadina]], il mio paesaggio, così lontano dalla vita, così metafisico... (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 302</ref>)
*Un eremita, certo, eppure, per quanto poco mi si conosca si deve capire che la mia vita è stata più ricca di eventi che quella di chiunque altro. Ne testimoniano i miei libri: riga per riga scaturiscono da zone inesplorate, e quindi, come sostanza, rappresentano una conquista, un allargamento dei confini della vita. (lettera<ref>Esclusa da Karl Schlechta perché manipolata dalla sorella di Nietzsche. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 314, nota 3.</ref>alla sorella, Sils-Maria, 17 settembre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 316</ref>)
*{{NDR|Torino}} Qui ogni giorno sotto lo stesso esuberante e supremo splendore di sole riappaiono la collina ammantata da foreste color dell'oro fulvo, e il cielo e l'ampio fiume di un pallido azzurro, mentre l'aria ha una purezza sublime – un [[Claude Lorrain]] come non mi ero mai sognato di trovare nella realtà. (lettera a Peter Gast, Torino, 30 ottobre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 324</ref>)
*Per le nostre anime e i nostri corpi, caro amico, un breve intossicamento parigino sarebbe una liberazione... si troverebbe la nostra vera personalità, si smetterebbe di essere soltanto tedeschi. Non mi serbi rancore se Le dico che ho imparato a scrivere in tedesco dal momento che ho immaginato di essere un lettore parigino. ''Il caso Wagner'' è musica da operetta. (lettera a Peter Gast, Torino, 18 novembre 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 327-328</ref>)
*E com'è bella Torino nelle giornate grigie. Mi dicevo giorni fa: abitare una città da cui non si prova il bisogno di uscire, neppure per vedere la campagna – dove si gode, semplicemente girando per le strade. Una volta l'avrei creduto impossibile. (lettera a Peter Gast, Torino, 16 dicembre 1888, domenica<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 337</ref>)
==Poesie==
*''Che uniti vinceremo siamo certi, e celebriamo | la festa delle feste: | venne l'amico ''Zarathustra'', l'ospite degli ospiti! | È caduto l'orrido velario, il mondo ride, | sono le nozze per la luce e il buio...'' (da ''Gli alti monti'') {{NDR|in ''Al di là del bene e del male'', 1886}}
*''Io abito nella mia casa, | non ho mai imitato nessuno | e – sempre ho deriso i maestri | che di se stessi non ridono.'' {{NDR|motto all'edizione 1887 de ''La Gaia Scienza''}}
*''Io amo [[Cimitero monumentale di Staglieno|te]], antro dei sepolcri, | te, bugiarderia di marmo! | Sempre mi liberate l'anima | alla più libera beffa.'' (''Lo spirito libero'', autunno 1884<ref>Da ''Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888)'', p. 145</ref>)
*''L'altro giorno a ristorarmi | stavo sotto cupe fronde | e un sommesso ticchettio | cadenzato udii, piacevole. | Mi adirai, feci le smorfie | ma alla fine pur cedetti | ed anch'io come un poeta | cominciai a far tictac.'' (da ''Sentenza d'uccello'') {{NDR|in ''Idilli di Messina'', 1882}}
*''Là voglio essere io: e confido | In me, d'or innanzi, e nel mio timone. | Aperto è il mare: nel suo cupo azzurro | si spinge la mia prora genovese. | Tutto sempre più nuovo mi diventa, | Alle mie spalle è [[Genova]]. | Coraggio! Se la mia nave guidi, | Carissima Victoria!'' (''Columbus novus'', estate 1882, 24 [1]<ref>Da ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)''</ref>)
*''Mi maledicano pure di cuore, | storcano il naso! | L'impotente cercar di questi occhi | mai troverà la strada fino a me.'' (da ''A queste anime incerte'') {{NDR|nell'appendice dell'edizione edizione 1887 de ''La Gaia Scienza''}}
===''Ditirambi di Dioniso''===
*''Che vuoi sottrarre, | che suoni vuoi afferrare, | cosa strapparmi sotto tortura, | torturatore! | Tu, dio-giustiziere | Oppure dovrei come un cane | rotolarmi davanti a te? | Arresa, in estasi fuori-di-me, | scodinzolando – dirti quanto ti amo! | Invano! | Continua a colpire, | pungiglione spietato! | Non sono un cane – sono la tua selvaggina, | cacciatore spietato! | La tua più orgogliosa prigioniera, | predone dietro le nubi... | Parla infine! | Tu cinto di fulmini Ignoto! parla! | Che vuoi, tagliaborse, da – ''me''... || ''[...]'' || | ''[...]'' Dammi ''amore'' – chi mi riscalda? | chi mi ama ancora? – | Dammi mani calde, | dammi bracieri per il cuore, | da' a me sola, sola come nessuno | cui il ghiaccio, sette strati di ghiaccio, | fa sognare di aver dei nemici, | perfino nemici, | dammi, consegna, | nemico spietato, | a me – ''te stesso!''... || Via di qui! | Ed ecco, da sé è fuggito | il mio unico compagno, | il mio grande nemico, | il mio ignoto, | il mio dio-giustiziere!... | No! |<br />torna indietro, | ''con'' tutti i tuoi martirii! | Le mie lacrime | corrono a te | e l'ultima fiamma del mio cuore | si erge per te. | Oh torna indietro, | mio dio ignoto | mio ''dolore'', | mia estrema felicita!...<br /><br />''{{small|Un lampo. Appare [[Dioniso]] in uno splendore di smeraldo.}}''<br /><br />''Dioniso:''<br /><br />Sii saggia, [[Arianna (mitologia)|Arianna]]!...| Tu hai orecchie piccole, hai le mie orecchie: | mettici una parola saggia {{sic|– !}} | Se ci si vuole amare non si deve forse prima odiarsi?... | ''Io sono il tuo labirinto...'' ''Da ''Lamento di Arianne'', in ''Poesie'', cura e traduzione di [[Anna Maria Carpi]], Einaudi, Torino, 2000, pp. 207-211. ISBN 88-06-15538-5
*''L'anima mia, | con la sua lingua insaziabile | ha già leccato tutte le cose buone e cattive, | in tutte le profondità si è spinta. | Ma come un sughero sempre | è tornata a galla, in superficie, | come fa l'olio cangiante sui mari bruni: | per via di quest'anima mi chiamano il felice.'' (da ''Della povertà dei più ricchi'')
*''O scaltri naviganti! | Rovine di stelle antiche! | Voi mari del futuro! Insondati cieli! | a tutti i solitari getto ora il mio amo: | rispondete all'impazienza della fiamma, | catturate per me, pescatore su alti monti, | la mia settima, ''ultima'' solitudine! – –'' (da ''Il segnale di fuoco'')
*''Scudo della necessità! | supremo stellato dell'essere! | – ciò che desiderio non raggiunge, | ciò che nessun no contamina, | eterno sì dell'essere, | in eterno io sono il tuo sì: | ''perché io ti amo, o eternità!'' – –'' (da ''Fama ed eternità, 4'')
==Citazioni su Friedrich Nietzsche==
*[[Aristotele]] toglie linguaggio e ''mimesis'' all'[[animale]], ma Nietzsche rianimalizza la genealogia di questo concetto. Nietzsche piange per il cavallo, prende il cavallo a testimone della sua compassione, prende la sua testa nelle sue mani. ([[Gianfranco Dalmasso]])
*Che nell'ora fatale per la [[Germania]] egli sia stato compromesso, falsificato in ogni senso, reso sospetto, non inficia la sua opera; nella svolta epocale essa rimane una prova per valutare l'intelligenza, e anche qualcosa di più. Di Nietzsche la critica non stabilisce le coordinate, si calibra su di lui. ([[Ernst Jünger]])
*Chi ha compreso il declino e il crollo della civiltà occidentale riconoscerà in Nietzsche colui che ha risvegliato la coscienza dell'Europa. ([[Ananda Coomaraswamy]])
*Ciò che dicevano lo sguardo dei tuoi occhi, la tua bocca amorosa, era pieno di bontà, di riguardo sempre, era come un celarsi della tua maestà: volevi (per richiamare una delle tue più delicate parole) «risparmiarci il rossore». Giacché la dovizia della tua mente, l'empito del cuor tuo di dar gioia agli altri – chi mai avrebbe potuto ricambiarli in misura degna? Tu fosti uno dei più nobili e puri individui che siano passati quaggiù. ([[Peter Gast]])
*Ciò che tu fosti come spirito motore del mondo, sta davanti agli occhi di tutti; ciò che fosti come uomo di cuore, lo annunzia ogni tuo pensiero. Giacché su ogni tuo pensiero sta l'impronta della grandezza, e ogni grande pensiero – dice [[Luc de Clapiers de Vauvenargues| Vauvenargues]] – deriva dal cuore. ([[Peter Gast]])
*Come Nietzsche aveva profetizzato, con la religione è sparita anche la morale. ([[Hans Küng]])
*Di Nietzsche ogni pensiero è una reazione a qualcos'altro; e – come da Balzac s'è cominciato a scrivere «con tutti i sensi» – le «prove» di Nietzsche appaiono lucidissime registrazioni fisiologiche [...].Ogni sentenza nietzschiana è filtrata dai suoi patimenti; eroica, non sempre vittoriosa sulle bizzarrie del temperamento, la passione della verità. Ogni fiore della pianta spinosa ha il sapore delle radici. ([[Leone Traverso]])
*Di una consonanza tra Nietzsche e [[Jacob Burckhardt|Burckhardt]] si può parlare soltanto a proposito della loro posizione spregiudicata verso il cristianesimo. Entrambi, come discepoli di [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], rinvenivano nel pessimismo greco l'origine delle massime opere dei greci (le attribuivano cioè a un eccesso di sofferenza), ma, mentre in Burckhardt ciò avveniva per «simpatia», in Nietzsche la comprensione dei greci è fondata su una affinità originaria della sua costituzione individuale. Infatti, se, come ritiene Burckhardt, le passioni dei greci attingono la grandezza che è loro propria dal fatto di sorgere sul terreno di un egoismo non limitato da alcuna morale religiosamente legittimata, l'ardente ambizione che animava Nietzsche, per quanto io ho potuto constatare, fu il nucleo del suo essere. La sua compassione per i greci non fu, appunto, «cristiana». ([[Franz Camille Overbeck]])
*Dice ancora qualcosa il nome di Dio agli uomini di oggi? Secondo Nietzsche, poco o nulla. Lo stesso annuncio che "Dio è morto" è destinato a cadere nel vuoto. Magari tutti ripetono la frase a proposito di questo o di quello (secolarizzazione, scristianizzazione, pensiero unico, e così via). Ma come se fosse un'ovvietà, una cosa scontata, di cui prendere atto per poi archiviarla senza farsi troppi problemi. Un po' come dire: siamo moderni, emancipati, la [[fede]] in Dio appartiene al passato. Dovranno passare secoli – è sempre Nietzsche a sostenerlo – prima che gli uomini tornino a interrogarsi sul senso profondo e misterioso di questa morte. Che la morte di Dio appaia come un evento che è ormai alle nostre spalle e che ci lascia sostanzialmente indifferenti non è ateismo. È [[nichilismo]]. ([[Sergio Givone]])
*Dio Onnipotente, mi dispiace di essere diventato ateo, ma hai mai letto Nietzsche?! Ah, che libro! ([[John Fante]])
*È un uomo straordinario; su ogni cosa egli ha una sua propria idea, conquistata da se stesso. ([[Jacob Burckhardt]])
*Era un accanito lettore di giornali e se fosse vissuto oggi sarebbe sul Web tutto il giorno, nonostante i problemi di vista. ([[Maurizio Ferraris]])
*Federico non dimenticava suo padre: egli voleva, secondo il suo esempio, e come avevano fatto tutti quelli della sua razza, diventare un pastore, uno degli eletti che vivono presso Dio e parlano nel suo nome. Non sapeva concepire vocazione più alta né più conforme al suo desiderio; per quanto giovane fosse, aveva una coscienza esigente e meticolosa. Soffriva dei più leggeri rimbrotti, e voleva essere solo a dirigere la sua condotta. Quando sentiva uno scrupolo di coscienza, si ritirava in un nascondiglio buio, si esaminava e non ripigliava i giochi con la sorella se non dopo essersi deliberatamente biasimato o giustificato. Un giorno che pioveva a dirotto, sua madre lo scorse mentre tornava da scuola, senza ombrello o mantello, a passo eguale e lento. Lo chiamò. Egli rientrò quieto. «Ci raccomandano sempre di non correre per istrada», spiegò poi. I suoi camerati l'avevano soprannominato «il piccolo pastore» e lo ascoltavano in rispettoso silenzio quando leggeva ad alta voce un capitolo della Bibbia. ([[Daniel Halévy]])
*Gli rimprovero le sue infatuazioni e persino i suoi fervori. Non ha abbattuto idoli se non per sostituirli con altri. Un falso iconoclasta, con tratti da adolescente, e non so che verginità, che innocenza, inerenti alla sua carriera di solitario. ([[Emil Cioran]])
*Il piccolo Federico è tardo a parlare, contempla ogni cosa con occhi gravi e rimane in silenzio. A due anni e mezzo, profferisce la prima parola. Il pastore {{NDR|suo padre}} ama questo compagno silenzioso e se lo conduce dietro volentieri nelle sue passeggiate. Federico Nietzsche non dimenticò mai il suono lontano delle campane sulla pianura immensa, cosparsa di stagni, né l'impressione della propria mano racchiusa nella grossa mano paterna. ([[Daniel Halévy]])
*In una delle sue lettere, Nietzsche scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: [[Shiva]] è il dio che danza. ([[Osho Rajneesh]])
*L'antitesi tra l'eroe e il santo si innalzò davanti a me attraverso lui e il suo dramma. Egli era l'eroe santo, ribelle e martire a un tempo. Prometeo e Cristo, Dioniso e il Crocifisso. Egli era l'uomo compiuto. La gioventù vuole pregare e adorare. L'immagine di Nietzsche fu sempre sopra il mio letto, un ritratto del tempo della demenza, colla tragica fronte oscurata, lo sguardo del martire, già lontano, affisato al nulla, all'infinito. Quel capo che cade in avanti che cos'ha in comune colla belva bionda, col Superuomo? È il figlio dell'uomo, tormentato, ferito. ''Ecce Homo''. ([[Klaus Mann]])
*La critica di Freud, come quella di Feuerbach e di Nietzsche, ha ignorato completamente la dottrina cristiana della Trinità e, a proposito dello stesso Gesù Cristo, si basa su uno stadio della ricerca oggi nettamente superato che gli permetteva di liquidare con due parole la questione della sua storicità. ([[Raniero Cantalamessa]])
*La teoria del superuomo di Nietzsche fu saccheggiata dai nazisti e presentata come pensiero precorritore delle teoriche hitleriane mentre veniva da un filosofo il quale aveva potuto scrivere che quasi tutti i processi di trasformazione violenta si rivelavano «una patetica e sanguinosa baracconata». ([[Alberto Tagliati]])
*Lo circondava un'indescrivibile atmosfera di ''estraneità'', qualcosa per me allora del tutto inquietante, c'era qualcosa in lui che prima non avevo conosciuto, e mancavano molte cose che un tempo l'avevano caratterizzato. Era come se venisse da una terra in cui non abita nessuno. ([[Erwin Rohde]])
*Mi resi conto che i soli maestri di danza che io potessi avere erano il [[Jean-Jacques Rousseau|J. J. Rousseau]] dell'''[[Jean-Jacques Rousseau#Emilio o dell'educazione|Emile]]'', [[Walt Whitman]] e Nietzsche. ([[Isadora Duncan]])
*Nel fulcro di questa ruota che dardeggia luce sugli spazi deserti, [[William Blake|Blake]] e Nietzsche regnano come sfavillanti stelle doppie; il loro messaggio è ancora così nuovo che pensiamo ad essi in termini di pazzia. Nietzsche ricombina tutti i valori esistenti; Blake plasma una nuova cosmogonia. Per molti aspetti Rimbaud è vicino a entrambi. ([[Henry Miller]])
*''Nice che dice? | Boh!'' ([[Zucchero Fornaciari]])
*Nietzsche e [[Charles Péguy|Péguy]]: due profeti che dominano la nostra epoca. Entrambi concordano nel fare un'opera di critica. Entrambi maledicono il «mondo moderno». Una parte delle loro diagnosi coincide. Tuttavia i loro due messaggi restano opposti. L'uno e l'altro si ricollegano a un passato che viene dal profondo delle età, ma non ne scelgono la stessa vena. L'uno e l'altro annunciano tempi nuovi, ma non li plasmano con lo stesso metallo. Se da una parte Nietzsche è il profeta della rottura, dall'altra Péguy è il profeta della fedeltà. E mentre per incatenarci al carro traballante del suo Dioniso Nietzsche è sempre più portato a maledire la croce di Cristo, Péguy mostra in Gesù colui che raccoglie tutto il tragico antico per trasfigurarlo. ([[Henri-Marie de Lubac]])
*Nietzsche è un [[Richard Wagner|Wagner]] del pensiero. La susseguenza dei suoi pensieri è assolutamente barbara, uguale alla musica wagneriana. In ciò unicamente nell'originalità barbaramente balzante e irrompente dei suoi pensieri sta la sua forza di sovvertimento e tutto anela alla distruzione tanto in Wagner come in lui. ([[Dino Campana]])
*Nietzsche era un puro, e talvolta il puro folle; ma il mondo contro il quale egli anima la turgida protesta di Zaratustra è proprio fatto, in ogni classe sociale, di esseri come Zaratustra e la sua matta bestialità. Il superuomo non è un personaggio da venire, è una miserabile presenza che tutti gli uomini scoprono nella parte più abbietta di se stessi. Compito della vera civiltà è liberarsi da questo atroce «stato di natura» rappresentato dal perenne Zaratustra. E il Nietzsche migliore è quello appunto che s'indigna contro la viltà del mondo, e non sa di avvalersi delle negate categorie cristiane. ([[Francesco Flora]])
*{{maiuscoletto|Nietzsche}}, il mio Nietzsche, il mio buon Nietzsche (non quello altro e di altri) è così affascinante perché parla all'anima e di cose dell'anima come Carmen parlava d'amore a Don José. «Non ci si annoiava con quella ragazza!» diceva questi a Merimée, alla vigilia di morire per lei. E nemmeno noi ci annoiamo con Nietzsche. Nietzsche non fu un filosofo; fu il caso estremo di una quasi completa sublimazione di Eros. Fu anche altra cosa; lo so. ([[Umberto Saba]])
*Nietzsche non negava l'arte di [[Richard Wagner|Wagner]] quando dichiarava che «i maestri cantori» erano un attentato alla civiltà, e non si poneva il problema perché riconosceva che tra l'ammirazione estetica e il consenso etico non c'è necessario rapporto di causa a effetto. ([[Leo Valiani]])
*Nietzsche non perde mai l'occasione di fustigare ogni senso di pietà per i deboli e per i malati. Vero Don Chisciotte della morte, il filosofo condanna qualunque misura in favore dei diseredati, e denuncia nella preoccupazione per le vittime la causa di ciò che egli interpreta come invecchiamento precoce della nostra civiltà. ([[René Girard]])
*Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Nietzsche si è completamente sbagliato su [[Dioniso]], senza parlare dell'opposizione con Apollo che è pura fantasia poiché i Greci mescolavano ambedue nei miti e talvolta sembravano identificarli. ([[Simone Weil]])
*Nietzsche, un intenditore di prima forza in fatto di decadenza. ([[György Lukács]])
*Nietzsche vuole un impossibile sacrifizio della umanità a vantaggio di pochi; [[Lev Tolstoj|Tolstoi]] vuole un sacrifizio impossibile del pari, quello dell'individuo all'umanità. ([[Raffaele Garofalo]])
*Pensate a Nietzsche, il puro: il cui destino fu di nutrire l'arbitrio di criminali mediocri, che nel suo verbo trovavano una promessa di gloria e una giustificazione eroica. La teoria del [[Oltreuomo|superuomo]], riflesso dalla follia da cui fu colto l'autore, restato sempre a mezzo tra la metafora e la speculazione filosofica, rappresenta la malattia letale e non la sana riscossa dello spirito moderno. Certo, in molti punti, Nietzsche fu frainteso; ma gli scrittori hanno i lettori che meritano, e nella sua opera bisogna coraggiosamente riconoscere una torbidezza fondamentale, che dell'uomo accarezzò piuttosto la bestia che l'angelo. Nietzsche, il puro, che osò chiamar morale da schiavi la morale cristiana e civile, non s'accorse di predicar lui, veramente, la sola morale di schiavi che esista al mondo, quella della servitù all'istinto e all'inconscio. Né s'accorse che il superuomo, quel suo turgido Zaratustra, retore e vanitoso, non è ancor giunto allo stadio umano, perché non ha senso sociale. ([[Francesco Flora]])
*Povero Nietzsche! È stato l'unico filosofo a cui è toccato il singolare privilegio di essere considerato responsabile niente meno che di una guerra mondiale. ([[Franco Volpi]])
*Quando si leggono l'un dopo l'altro gli scritti di Nietzsche, si prova dalla prima all'ultima pagina una impressione come se si udisse un uomo in delirio, che con occhi lampeggianti e con la schiuma sulle labbra, emetta incompostamente un torrente di parole assordanti, ch'egli interrompe, ora con uno scroscio di pazza risata, ora con basse invettive ed imprecazioni, ora dandosi ad una danza vertiginosa, ora avventandosi con volto minaccioso e col pugno chiuso contro il suo visitatore o il suo supposto avversario. ([[Max Nordau]])
*Se è vano ricercare nel Nietzsche il sistema, la dimostrazione rigorosa, e talvolta anche la connessione logica delle idee, pure egli esercita innegabilmente su di noi un fascino che ha qualche cosa di misterioso.<br />La sua opera è divenuta popolare, nonostante la stravaganza della forma, e le incoerenze e le oscurità e i paradossi e le contraddizioni; e più ancora, nonostante il dubbio che il germe dell'alienazione, da cui egli fu colpito nel Gennaio 1889, esistesse già da molto tempo in lui, e non fosse stato senza qualche influenza sui suoi scritti. ([[Raffaele Garofalo]])
*Se non vi fossero gli [[Onestà|onesti]], ma predicanti l'amoralità come Nietzsche, il mondo sarebbe d'una insopportabile virtù o ipocrisia. ([[Corrado Alvaro]])
*[[Lev Tolstoj|Tolstòj]] fu l'ultima grande passione di Nietzsche, prima della follia, e Nietzsche lo leggeva e compulsava avidamente, riconoscendo in lui lo stesso mito al quale anch'egli si sentiva forzato: la consumazione del confine tra «arte» e «vita», tra «volontà» e «realtà». ([[Igor Sibaldi]])
*Un accurato lavoro di reinterpretazione ha sottratto il pensiero di Friedrich Nietzsche (1844–1900) all'abbraccio con le esperienze politiche della destra radicale. Non perché non ci sia effettivamente stata la utilizzazione di spunti {{sic|nietzscheani}} contro le ideologie del moderno ([[liberalismo]] e [[socialismo]]) da parte della destra radicale. Ma questa simpatetica dedizione degli ambienti di destra non basta a farne un campione della reazione. ([[Michele Prospero]])
*Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro. ([[Sigmund Freud]])
===[[Georges Bataille]]===
*Una pressione infinitamente più pesante si esercita senza dubbio sui dittatori moderni, ridotti a trovare la loro forza nella identificazione con tutti quegli impulsi che Nietzsche disprezzava nelle [[massa|masse]], in particolare con «quella mendace autoammirazione e libidine razziale».<ref>{{NDR|Nota presente nel medesimo testo da cui è tratta la citazione}} [F. Nietzsche] ''Gai savoir'', § 377 [trad. it. ''La gaia scienza'', in Id., ''Opere'', vol. 5, 2, Adelphi, Milano 1965]</ref> C'è una derisione corrosiva nel fatto d'immaginare un possibile accordo tra l'esigenza nietzscheana e una organizzazione politica che impoverisce l'esistenza al vertice, che imprigiona esilia o uccide tutto ciò che potrebbe costituire un'[[aristocrazia]]<ref>{{NDR|Ibid. nota precedente}} Nietzsche parla di aristocrazia, parla anche di schiavitù, ma quando si esprime al riguardo dei «nuovi padroni», parla della «loro nuova santità», della «loro capacità di rinuncia». «Essi danno all'inferiore il diritto alla felicità, e loro stessi se ne privano».</ref> di «spiriti liberi». Come se non fosse lampante che Nietzsche, quando richiede un amore a misura del sacrificio della vita, è per la «fede» che comunica, per i ''valori'' che la sua esistenza rende reali, evidentemente non per una patria...<br /> «Nota per gli asini», scriveva già Nietzsche stesso, temendo una confusione simile, altrettanto miserabile.<ref>{{NDR|Ibid. nota precedente}} [Nietzsche] ''Volonté de puissance'', § 942 [trad. it. cit.]</ref>
*In un articolo su «Fascismo» del luglio 1933, [[Cimmino]] nega ogni filiazione ideologica fra Nietzsche e Mussolini. Solo la volontà di potenza costituirebbe un legame fra le loro dottrine. Ma la volontà di potenza di Mussolini «non è egoismo», essa è predicata a tutti gli italiani dei quali il duce «vuole fare dei superuomini» [sic.]. Perché, afferma l'autore, «qualora fossimo tutti superuomini saremmo soltanto tutti uomini. Che poi Nietzsche piaccia a Mussolini è naturale: vi è nel Nietzsche qualcosa che è stata sempre di tutti gli uomini di azione e volontà». La differenza profonda tra Nietzsche e Mussolini è «nel fatto che la potenza come volontà, la forza, l'azione sono fatti dell'istinto, direi quasi della natura fisica, e la possono avere le persone fra loro più opposte, servendosene per i più diversi scopi; mentre l'ideologia è fattore spirituale, ed è sempre una per tutti quelli che l'accettano».
===[[Remo Cantoni]]===
*La grandezza e la vitalità di un [[pensatore]] si misurano dalla vastità e dalla profondità della traccia ch'egli lascia nel [[tempo]]. Nietzsche ancora oggi è un pensatore presente e discusso, con intensa passione e spirito discorde, nella [[cultura]] del nostro tempo.
*Nietzsche può corrompere, e ha corrotto, uomini grossolani e spiritualmente immaturi. Nietzsche può anche aiutare a comprendere in profondità il significato del nostro tempo, liberando l'animo umano contemporaneo da molti pregiudizi.
*Non è un'esagerazione sostenere che tutta quanta la cultura del ventesimo secolo, nei suoi vari aspetti filosofico-letterari e sociologico-psicologici, sta, in qualche misura, in una relazione significativa con le negazioni e le affermazioni del pensiero nietzscheano. Ciò prova che in ogni discorso sul senso e sul valore della vita e della cultura moderne Nietzsche è un interlocutore d'obbligo.
===[[Carl Gustav Jung]]===
*Evidentemente Nietzsche parla di questo secondo istinto, cioè della volontà di potenza. Tutto ciò che è istintuale deriva per lui dalla volontà di potenza: un grandissimo errore, un equivoco della biologia, uno sbaglio della sua natura nevrotica decadente, se lo si considera dal punto di vista della psicologia sessuale freudiana.
*Non è ammissibile considerare impropria una vita come quella di Nietzsche, vissuta con rara coerenza fino alle sue fatali conseguenze, seguendo l'istinto di potenza che ne è alla base.
*Questa fastidiosa caratteristica del barbaro era evidente anche in Nietzsche, certo per esperienza personale, ed è per questo che egli aveva un alto apprezzamento della mentalità ebraica e predicava la danza e la leggerezza e non di prendere sul serio le cose. Però non ci si accorgeva che non è il barbaro che prende le cose sul serio, ma che sono le cose a diventare serie per lui. Egli era preso dal dèmone. E chi prende le cose più seriamente di Nietzsche stesso?
===[[Ferruccio Masini]]===
*È la «magia dell'estremo» l'elemento alchemico, 'mercuriale', del nichilismo nietzscheano e al tempo stesso il catalizzatore d'un processo sperimentale di esaustione del nichilismo stesso. Infatti è questa magia ad evocare una posizione estrema per superarla non già attraverso una mediazione, bensì attraverso un suo "assoluto" rovesciamento nell'estremo opposto: sta in ciò la tensione di un "confronto con il nulla" concepito come oltrepassamento. Nel nichilismo, in questo senso, si nasconde una comprensione della crisi che svolge fino in fondo tutte le sue contraddizioni esasperandole sino a un limite insostenibile, sino a provocare eccentricamente il suo "trascendimento".
*Il ricorrente rifiuto nietzscheano delle «idee moderne» non deve essere frainteso: la modernità per Nietzsche è ''più profonda'' di quanto non sembri a chi la idoleggia in termini di ottimistico progresso e di armonia morale. La modernità è sempre il riflesso di una reinterpretazione dell'antico per cui ci si può avvicinare alla sua essenza solo percorrendo una via tortuosa, un ''Um-weg'', come direbbe [[Walter Benjamin|Benjamin]]. Per questo l'«inattuale» è la prima «maschera» del filosofo che sarà poi l'oscuro trivellatore, «l'essere sotterraneo» di ''Aurora'', il divinatore d'enigmi, il «Dioniso crocifisso», nel cui sorriso straziato si cela l'ambigua complicità, la tragica solidarietà di decadenza e superamento della decadenza. Nietzsche traccia la carta nautica di un periplo temerario che segue anche i contorni del 'continente' sommerso.
*{{NDR|In Nietzsche}} La malattia "apre" le antinomie radicalizzandole, ma al tempo stesso "dischiude" la possibilità di quel trascendimento estatico che rovescia gli opposti, l'estremo nell'estremo, l'assoluta afflizione-costrizione, la terribile ''Not'' dell'«uomo più brutto» nella ''Wende der Not'', la malattia mortale nella «superiore salute». [...] Mentre la trasfigurazione classica (si pensi al [[Lessing]] del ''Laocoonte'') svuota il tormento tragico nella compostezza del bello, in Nietzsche il volto di Dioniso «signore delle antitesi» (''Herr der Gegensätze''), irradia la sua insondabile gioia attraverso la maschera atroce di una sofferenza indicibile.
*Non si può negare che entusiasmo e disperazione fossero appunto gl'ingredienti blasfemi del Nietzsche distruttore dei valori [[cristianesimo|cristiani]], del Nietzsche-Zarathustra, negatore di Dio e annunciatore dell'''Übermensch''. Ma non sono proprio questo entusiasmo e questa disperazione i modi nuovi di pensare il mistero del [[sacro]]? Non sono queste le forme di un oltrepassamento di una ''religio'', intesa come sistema difensivo ''contro'' la follia? E non è in gioco proprio la follia nel Nietzsche "mistico" dei ''Ditirambi di Dioniso''?
===[[Costanzo Preve]]===
*Il genio del Martellatore Baffuto sta in ciò, che la sua negazione del concetto di verità, ridotta a funzione energetica della volontà di potenza del soggetto, si adatta sia a Destra (tipo Divisione SS Nibelungen in azione contro Sottouomini slavi, ebrei, negri, zingari ed altra feccia biologica) sia a Sinistra (tipo intellettuali postmoderni pacifici e tranquilli, ma preoccupati – talora peraltro ingiustamente – che il concetto di verità non gli venga brandito contro per colpevolizzare o addirittura impedire le loro ultralegittime scelte di condotta di vita privata). Questo doppio uso di Nietzsche, vero e proprio elettrodomestico filosofico multiuso, deve essere messo al centro della riflessione, perché determina fortemente il clima filosofico contemporaneo ancor più del pur pittoresco positivismo, che vorrebbe ridurre tutto a trattori ed acceleratori di particelle, ma non può farlo, perché l'uomo è anche un animale simbolico (Cassirer), e non può soltanto aggirarsi fra provette fumanti e vetrini da ricercatore.
*Il grande nemico della democrazia Nietzsche offre a questa democrazia stessa ed al suo principio livellatore ed uguagliatore l'argomento filosofico ad essa più affine, la riduzione della natura della verità ad infinito gioco delle interpretazioni. Non esiste principio filosofico più adatto al mondo dell'invidia, del risentimento, del livellamento verso il basso, il mondo che Nietzsche afferma a parole di temere: qualunque idiota superficiale ed ignorante potrà dire, con piena legittimità filosofica, che la sua interpretazione non è né migliore né peggiore, ma solo diversa, di una diversità in giudicabile, delle interpretazioni di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] o [[Karl Marx|Marx]]. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, e per me la telenovela lacrimosa è meglio di [[Miguel de Cervantes|Cervantes]] o di [[Stendhal]]. Il grande martellatore della verità non si accorge di dare grandi martellate sulle proprie dita. La negazione del carattere veritativo della conoscenza filosofica porta ad una vera e propria caricatura dell'"indifferenza" democratica, il carosello delle opinioni arbitrarie elevato a nobile gioco delle interpretazioni.
*Negli ultimi decenni in Italia è divenuta corrente l'abitudine a discutere se il termine nicciano di Übermensch debba essere tradotto come Superuomo o come Oltreuomo. A questo rispettabile quesito filologico si unisce spesso anche un'inutile e fuorviante diatriba politica, sul fatto cioè che il termine Superuomo è di "destra", mentre il termine Oltreuomo è di "sinistra". Questa diatriba è ideologica, non filosofica. Si tratta di una diatriba interminabile, che rischia di non cogliere mai il centro storico del problema. Infatti Nietzsche, che, come persona, ai suoi tempi era ideologicamente piuttosto di "destra", come filosofo (che è la sola cosa che conta) non è né di destra né di sinistra, in quanto ha di mira soprattutto una critica radicale dell'intera cultura borghese, cui Hegel, aveva a suo tempo conferito un profilo "ideale" non coincidente con il capitalismo e con la sua dimensione economica. In una fase storica in cui il capitalismo si globalizza e si universalizza nel mondo intero, ed è perciò del tutto post-borghese (e post-proletario), la filosofia di Nietzsche non cambia di natura, ma muta di funzione. Quando si trattava di bastonare i proletari rivoluzionari, lo Übermensch era un Superuomo. Una volta bastonati e resi innocui i proletari, quando si tratta di sciogliere e distruggere gli ultimi resti dell'eticità borghese hegeliana, lo Übermensch può diventare un innocuo ed educato Oltreuomo. È questa la chiave storica per affrontare il segreto di Nietzsche.
*Non c'è nulla di più sbagliato e fuorviante del pensare che Nietzsche abbia incarnato la risposta antropologica borghese (o addirittura piccolo-borghese) alla soluzione antropologica di [[Karl Marx|Marx]], definita proletaria. La soluzione antropologica che Nietzsche propone è invece consapevolmente post-borghese, perché dissolve tutti i precedenti "contenuti etici" della società borghese stessa. [...] Quella di Nietzsche è un'[[etica]] della valorizzazione onnilaterale dell'[[individualismo|individuo]], e nello stesso tempo un'etica che non ha più come riferimento un'eticità, come quella di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]. Nietzsche non ha più come punto di riferimento un'eticità, perché la sua proclamazione della morte di Dio è anche una proclamazione del venir meno di qualunque eticità borghese o proletaria. La sua è un'etica dell'individuo, o meglio dello stadio maturo (troppo maturo) dell'individualità moderna.
===[[Rudolf Steiner]]===
*Là, disteso sul divano, giaceva l'Ottenebrato, con la sua fronte mirabilmente bella di artista e di pensatore. Erano le prime ore del pomeriggio. Gli occhi, pur essendo spenti, apparivano ancora pervasi d'anima; ma di quanto li circondava non accoglievano più che un'immagine a cui era ormai negato l'accesso all'anima. Stavamo dinanzi a lui, ma Nietzsche non lo sapeva. Eppure si sarebbe ancora potuto credere che quel volto spiritualizzato fosse l'espressione di un'anima la quale, nel corso del mattino, avesse intensamente pensato e volesse ora riposare un momento. Credetti che la scossa interiore da me provata si trasformasse in comprensione per il genio il cui sguardo mi fissava senza vedermi. La passività di quello sguardo, lungo e fisso, sprigionò la comprensione del mio proprio sguardo, che in quel momento poté lasciar agire la forza animica dell'occhio, senza che l'altro occhio lo incontrasse.<br />E si presentò alla mia anima l'anima di Nietzsche, quasi librata sul suo capo, illimitatamente bella nella sua luce spirituale; liberamente aperta ai mondi spirituali nostalgicamente invocati, ma non trovati, prima dell'oscuramento: incatenata però ancora al corpo, conscio di essa soltanto quando il mondo spirituale era ancora per lei nostalgia. L'anima di Nietzsche era ancora presente, ma poteva tenere solo dal di fuori quel corpo che le aveva impedito di espandersi nella pienezza della sua luce finché era stata da esso circoscritta.
*Nietzsche partì da una visione dello spirito in forma mitica. [[Apollo]] e [[Dioniso]] erano figure che egli sperimentava e sentiva. Tutto il corso della storia dell'uomo gli apparve come cooperazione o anche come lotta fra i due. Ma egli giunse solo ad una rappresentazione mitica di essi. Non penetrò fino alla visione di vere entità spirituali. Partì dal mito spirituale e arrivò alla natura. Nell'anima di Nietzsche, Apollo rappresentava la materia secondo l'idea della scienza naturale, Dioniso operava come forza di natura. Ma così la bellezza di Apollo gli si offuscò, e la commozione cosmica di Dioniso gli si paralizzò nella fermezza delle leggi naturali.
*Osserviamo il brillante scritto del giovane Nietzsche: ''Dell'utilità e del danno della storia per la vita'', col quale veramente con parole di fuoco egli chiede che si abbandoni il peso della storia, che l'uomo viva appieno nel presente e che ponga la vita al posto del passato. Che cosa ne è seguito? Che egli si è fatto prendere dal darwinismo e, come questo, fa derivare l'uomo dall'animale; fa dell'uomo un superuomo. Il suo superuomo è tuttavia rimasto un prodotto del tutto astratto, non ha contenuto, è un sacco vuoto. Fisicamente se ne può dire quel che si vuole, ma non si perviene ad alcuna immaginazione.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Anacleto Verrecchia, ''La catastrofe di Nietzsche a Torino'', Einaudi, Torino, 1978.
*Curt Paul Janz, ''Vita di Nietzsche'', vol. III, a cura di Mario Carpitelle, Laterza, Roma-Bari, 1982.
*Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 1977.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Newton Compton, 1997.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di [[Sossio Giametta]], Fabbri/Rizzoli, Milano, 1996.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male'', traduzione di A. Zignani, Guaraldi, Rimini, 1996.
*Federich Nietzsche, ''[https://archive.org/details/nietzsche-aldila-del-bene-del-male Al di là del bene e del male, {{small|Preludio di una filosofia dell'avvenire]}}'', traduzione di Edmòndo Weisel, Fratelli Bocca, Editori, Torino, 1898.
*Friedrich Nietzsche, ''Al di là del bene e del male''. ''Scelta di Frammenti Postumi. (1885-1886)'', a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, con una cronologia della vita dell'Autore e dei suoi tempi e note introduttive, versioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori, Milano, 1981.
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali'', traduzione di Fabrizio Desideri, Newton Compton, Roma, 2012. ISBN 978-88-541-3875-9
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7780-0
*Friedrich Nietzsche, ''Aurora e Frammenti postumi (1879-1881)'', traduzione di Ferruccio Masini e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1964.
*Friedrich Nietzsche, ''[[s:Così parlò Zarathustra|Così parlò Zarathustra: {{small|un libro per tutti e per nessuno}}]]'', traduzione di Renato Giani, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1915.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'' (''Also sprach Zarathustra. Ein Buch für Alleund Keinen''), traduzione di Michele Costa, Grande Universale Mursia, Milano, 1963.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', ''Al di là del bene e del male'', ''Genealogia della morale'', ''La gaia scienza'', in ''Opere 1882/1895'', traduzione di Anna Maria Carpi, Silvia Bortoli Cappelletto, Vanda Perretta, Francesca Ricci, Newton Compton, 1993.
*Friedrich Nietzsche, ''Così parlò Zarathustra'', traduzione di Anna Maria Carpi, Newton Compton, 1996.
*Friedrich Nietzsche, ''Crepuscolo degli idoli'', a cura e traduzione di Giuseppe Turco Liveri, Armando Editore, Roma, 1997. ISBN 88-7144-685-2
*Friedrich Nietzsche, ''Crepuscolo degli idoli'', a cura e traduzione di Sossio Giametta, BUR, 1998.
*Friedrich Nietzsche, ''Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888)'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano, 1977
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Ecce homo. Come si diventa ciò che si è'', a cura di Roberto Calasso, Adelphi, Milano, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1865-1900'', traduzione di Barbara Allason, Einaudi, Torino, 1962
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1875-1879. Vol. III'', traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama, Adelphi, Milano, 1995. ISBN 88-459-1172-1
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1880-1884. Vol. IV'', traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama e Mario Carpitella, Adelphi, Milano, 2004. ISBN 88-459-1833-5
*Friedrich Nietzsche, ''Epistolario 1885-1889. Vol. V'', traduzione di Vivetta Vivarelli, Adelphi, Milano, 2011. ISBN 978-88-459-2630-3
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1882-1884'', traduzione di Leonardo Amoroso e Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. VII, t. I, parte I, a cura di Mario Carpitella e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1982.
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1884'', traduzione di Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. VII, t. II, parte I, Adelphi, Milano, 1976.
*Friedrich Nietzsche, ''Frammenti postumi 1888-1889'', traduzione di Sossio Giametta, in ''Opere'', vol. VIII, t. III, Adelphi, Milano, 1986.
*Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''Genealogia della morale, Scelta di frammenti postumi 1886–1887'', traduzioni di Ferruccio Masini e Sossio Giametta, Mondadori, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''Idilli di Messina, La gaia scienza e frammenti postumi (1881-1882)'', traduzione di Ferruccio Masini e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1965
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2010.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2015.
*Friedrich Nietzsche, ''L'Anticristo'', ''Crepuscolo degli idoli'', ''Ecce homo'', ''La volontà di potenza'', traduzioni di Paolo Santoro, Mirella Ulivieri, Silvia Bortoli Cappelletto e Giulio Raio, Newton Compton, Roma, 1989.
*Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''La filosofia nell'età tragica dei greci'', traduzione di Ferruccio Masini, Newton, 1991.
*Friedrich Nietzsche, ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci e Scritti dal 1870 al 1873'', nota introduttiva di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza'', traduzione di Ferruccio Masini, a cura di Gianni Vattimo, Einaudi, 1979.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, 2007.
*Friedrich Nietzsche, ''La gaia scienza e Idilli di Messina'', traduzione di Ferruccio Masini, Adelphi, Milano, 2015. ISBN 978-88-459-7655-1
*Friedrich Nietzsche, ''La nascita della tragedia'', traduzione di Sossio Giametta, Adelphi, Milano, 2017. ISBN 978-88-459-7782-4
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di Peter Gast e Elisabeth Förster-Nietzsche, ed. it. a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, traduzione di Angelo Treves e P. Kobau, Bompiani, Milano, 1995.
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di Peter Gast e Elisabeth Förster-Nietzsche, ed. it. a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, traduzione di Angelo Treves e P. Kobau, Bompiani, Milano, 2005.
*Friedrich Nietzsche, ''La volontà di potenza'', a cura di G. Brianese, Mimesis Edizioni, 2006.
*Friedrich Nietzsche, ''Le poesie'', a cura di Anna Maria Carpi, Einaudi, 2008.
*Friedrich Nietzsche, ''Opere'', traduzione di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Adelphi, Milano, 1972.
*Friedrich Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth e Frammenti postumi (1875-1876)'', traduzione di Giorgio Colli, Mazzino Montinari, Sossio Giametta, in ''Opere'', vol. IV, t. I, Adelphi, Milano, 1967.
*Friedrich Wilhelm Nietzsche, ''Richard Wagner a Bayreuth'' (''Richard Wagner in Bayreuth''), traduzione di Giovanna Vignato, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992. ISBN 88-7692-094-3
*Friedrich Nietzsche, ''Schopenhauer come educatore'', ''Aurora'', in ''Opere 1870/1881'', traduzione di Matilde de Pasquale, Fabrizio Desideri, Newton Compton, Roma, 1993.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano, I e Frammenti postumi (1876-1878)'', traduzione di Sossio Giametta e Mazzino Montinari, in ''Opere'', vol. IV, t. II, Adelphi, Milano, 1965.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', nota introduttiva di [[Mazzino Montinari]], traduzione di Sossio Giametta, vol. I, Adelphi, Milano, 2008<sup>12</sup>. ISBN 978-88-459-0390-8
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', nota introduttiva di [[Mazzino Montinari]], traduzione di Sossio Giametta, vol. II, Adelphi, Milano, 2003<sup>8</sup>. ISBN 88-459-0464-4
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 2011.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Mirella Ulivieri, Newton & Compton, 1988.
*Federich Nietzsche, ''[https://archive.org/details/nietzsche-umano-troppo-umano/mode Umano, troppo umano. {{small|Un libro per spiriti liberi}}]'', introduzione e appendice di [[Elisabeth Förster-Nietzsche|Elisabetta-Foerster Nietzsche]], prima edizione autorizzata, traduzione di G. Delaudi, Casa Editrice Monanni, Milano, stampa 1927.
*Friedrich Nietzsche, ''Umano, troppo umano'', traduzione di Sossio Giametta, vol. I, Adelphi, Milano, 2016. ISBN 978-88-459-7777-0
*Friedrich W. Nietzsche, ''Verità e menzogna'', traduzione di Sossio Giametta, RCS Quotidiani, 2010.
*Friedrich Nietzsche, ''Verità e menzogna (e altri scritti giovanili)'', traduzione di Sergio Givoni, a cura di Ferruccio Masini, Newton Compton Editori, 1988.
==Voci correlate==
*''[[Al di là del bene e del male (film)|Al di là del bene e del male]]'' – film
*[[Eterno ritorno]]
*[[Oltreuomo]]
*[[Volontà di potenza]]
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Religione
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Gaux
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[[Immagine:Religion collage (large).jpg|miniatura|upright=1.5|Eventi religiosi]]
Citazioni sulla '''religione''', i '''religiosi''' e la '''religiosità'''.
==Citazioni==
*A prima vista, è sorprendente come la religione abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. ([[Desmond Morris]])
*A tante sciagure ha potuto indurre la religione. ([[Tito Lucrezio Caro]])
*Abbiamo religione a sufficienza per [[amore e odio|odiarci]], ma non abbastanza per amarci l'un l'altro. ([[Jonathan Swift]])
*Alcune religioni adoravano i martiri, altre i carnefici. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*{{NDR|«Quali sono le principali ipotesi sul fenomeno religioso, oggi sul tavolo?»}} Alcuni, come Richard Dawkins, sostengono che si tratti di un prodotto accidentale dell'evoluzione di un cervello complesso come quello umano. Si può fare un'analogia con la matematica complessa: è possibile che una certa abilità di fare dei calcoli elementari sia stata vantaggiosa sin dalla preistoria, ma sicuramente la selezione naturale non ha niente a che fare con la capacità di alcuni esseri umani di risolvere le equazioni differenziali. Un'altra possibilità, proposta da Dennett, è che la religiosità derivi dalla tendenza umana a proiettare l'esistenza di agenti coscienti anche dove non ve ne sono. Più o meno quello che succede quando ci arrabbiamo con un computer e gli mandiamo gli accidenti, o come facevano i nostri antenati quando pensavano che terremoti, tuoni o fulmini fossero il risultato di capricci divini. Una terza possibilità, favorita da Wilson, è che la religione sia il risultato di una selezione naturale a livello di gruppo, perché i gruppi di individui religiosi, storicamente, sono spesso riusciti a sopraffare i gruppi meno devoti. Le tre ipotesi non si escludono l'un l'altra ed è possibile che ci sia un grano di verità in tutte e tre. Chiaramente, tutto questo non ci dice niente sull'esistenza di Dio. ([[Massimo Pigliucci]])
*Alleandosi a un [[potere]] politico, la religione aumenta il suo potere su alcuni uomini, ma perde la speranza di regnare su tutti. ([[Alexis de Tocqueville]])
*C'è nel mondo qualche cosa che non può essere vissuta che a patto d'essere unica a possedere l'animo, d'essere presa per sempre e non affittata per ore, d'essere una sposa e non un'amante. È l'''azione religiosa''. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni. ([[George Bernard Shaw]])
*Che nessuno si intrometta nelle faccende altrui in riferimento alla religione, e che a ciascuno sia consentito di accostarsi alla religione che gli aggrada. ([[Akbar Imperatore dell'India]])
*Ci sono persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive, ma se volete trovare gente buona che faccia cose cattive, rivolgetevi alla religione. ([[Steven Weinberg]])
*Ciò che le religioni hanno di mitico, di simbolico, di rituale o è una paurosa allucinazione dell'ignoranza, o fioritura fantastica di popoli primitivi, o speculazione interessata dell'impostura. ([[Mario Rapisardi]])
*Coloro che hanno una religione possono ritenersi felici, perché non a tutti è dato credere a cose sopraterrene. Non è neppure necessario credere alla punizione dopo la morte; il purgatorio, l'inferno e il paradiso sono cose che molti possono non ammettere; però una religione, non importa quale essa sia, mette l'uomo sulla buona strada. Non si tratta di temere Iddio, ma di tener alto il proprio onore e la propria coscienza. ([[Anna Frank]])
*Come la religione favorisca i sentimentalismi deboli, com'essa che predica la sete della giustizia sia incapace di formare negl'intelletti devoti a lei il vero concetto di giustizia. ([[Antonio Fogazzaro]])
*Considero la religione come un giocattolo per bambini, e ritengo che il solo peccato sia l'ignoranza. ([[Christopher Marlowe]])
*Cos'è allora la religione (per usare la parola malgrado i suoi ovvii svantaggi)? Probabilmente consiste nello sviluppo interno dell'individuo, nella evoluzione della sua coscienza in una determinata direzione che è considerata buona. Cosa sia quella direzione sarà ancora materia di discussione. Ma, per quel che posso dire, la religione pone il suo accento su questo mutamento interiore e considera ogni mutamento esterno come la semplice proiezione di questo sviluppo interiore. Non vi può essere dubbio che questo sviluppo interiore influenzi considerevolmente l'ambiente circostante esterno. Ma è parimenti ovvio che l'ambiente circostante esterno influenza considerevolmente lo sviluppo interiore. ([[Jawaharlal Nehru]])
*Credo che mentre tutte le religioni hanno detto: «Dio è Dio, e Buddha è il suo profeta — e Cristo è il suo profeta — e Maometto è il suo profeta», la religione futura dirà: «Dio è Dio, e l'umanità è il suo profeta.» Quindi, rivelazione, non immediata, ma continua, progressiva, incarnazione divina nell'umanità: santificazione, ma mortalità di tutte le religioni, fasi tutte, secondo il tempo e lo spazio, della grande, vera, una religione, della quale ogni epoca storica svolge un principio, un articolo. La morale si perfezionerà, dacché invece di sancire che l'uomo può salvarsi, malgrado il mondo, e separandosi dal mondo, dirà che l'uomo non si salva se non attraverso il mondo, trasformando il mondo. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Credo che tutte le religioni siano buone, credo che, tranne il fanatismo, tutti gli errori religiosi troveranno grazia al cospetto di Dio, poiché anche la nostra ignoranza è opera sua.... Io accetto tutte le idee religiose che possono innalzare la mente, respingo quelle che la impiccioliscono e, se dovessi stabilire quale mi pare la migliore tra tutte le religioni costituite, risponderei: «la più tollerante.» ([[Émile de Girardin]])
*Dal momento che la religione produce effetti pubblici e politici, essa aumenta considerevolmente il suo potere di nuocere. ([[Michel Onfray]])
*Da quando il pensiero comincia a procedere logicamente, esso entra in lotta coi dati tradizionali della religione. Questa ha le sue radici nelle concezioni essenziali più antiche, più grossolane, più {{sic|contradditorie}}, che la folla ignorante non cessa di riprodurre con una forza irresistibile. ([[Friedrich-Albert Lange]])
*Di giorno in giorno sempre più la religione può essere chiamata a dire la sua parola; e questo proprio quando le religioni stanno rivedendo i loro punti ed alcune sono in crisi. Forse tra qualche decennio sarà visto chiaramente che le religioni sono in crisi e la religione è in aumento: situazione strana solo in apparenza, perché sono le profonde e creatrici esigenze religiose che aumentano, mentre le tradizioni, i dogmi, le istituzioni, i privilegi e i pregiudizi risultano trascinati dal tempo che consuma le cose del mondo. ([[Aldo Capitini]])
*Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. ([[Voltaire]])
*''Dico che nessun uomo è mai stato abbastanza devoto, neppure la metà del necessario, | nessuno ha mai adorato o venerato, neppure la metà del necessario, | nessuno ha ancora cominciato a considerare quanto divino egli sia, quanto indubbio il futuro. || Affermo che la vera, durevole grandezza di questi Stati dev'essere la loro religione, | altrimenti non si avrà mai né vera né durevole grandezza; | (né carattere né vita né durevole grandezza, | nessuna terra, né uomo, né donna senza religione.)'' ([[Walt Whitman]])
*Dicono che è la paura della morte e di ciò che segue alla morte che fa volgere gli uomini alla religione quando avanzano gli anni. Ma la mia propria esperienza mi ha dato la convinzione che, senza alcun terrore o effetto d'immaginazione, il sentimento religioso tende a svilupparsi a misura che noi invecchiamo; a svilupparsi perché le passioni essendosi calmate, l'immaginazione e la sensibilità essendo diventate meno eccitate o eccitabili, la nostra ragione è meno turbata nel suo esercizio, meno offuscata dalle immagini dei desideri e dalle distrazioni che solevano assorbirla; allora Dio emerge come da una nuvola; la nostra anima lo sente, lo vede, si volge versò di lui, sorgente d'ogni luce; si volge naturalmente e inevitabilmente; e poiché tutto si dissolve nel mondo delle sensazioni, la vita e la gioia hanno cominciato ad abbandonarci, l'esistenza fenomenica non è più sostenuta dalle impressioni esterne ed interne, noi sentiamo il bisogno di appoggiarci a qualche cosa che resta, a qualche cosa che non ci ingannerà, una realtà assoluta ed eterna. Sì, noi ci volgiamo inevitabilmente a Dio; perché il sentimento religioso è così puro, così dolce al cuore questa esperienza, che ci compensa di tutte le altre perdite. ([[Aldous Huxley]])
*Dobbiamo vedere le religioni in termini di vasti processi storici, parte delle macro forze complesse che formano le comunità umane in ciò che queste sono. La storia delle religioni è strettamente connessa con la storia delle istituzioni politiche e dell'economia. Per capire questo livello abbiamo bisogno sia della storia come narrazione sia di macro analisi storiche e sociologiche. Ma le religioni vanno comprese anche con i micro studi sulle tradizioni e sui testi particolari, per la qual cosa abbiamo bisogno della filologia per accertare i testi e il campo di lavoro di pratiche e società particolari. ([[Gavin Flood]])
*È duro essere religiosi quando certi tipi non vengono mai inceneriti da un fulmine. ([[Bill Watterson]])
*È [...] evidente che nello studio dell'umanità è difficile trovare soggetto di maggiore importanza, di quello delle diverse forme che ha prese la religione, o, se vogliamo, delle diverse religioni; le quali appunto comprendono le varie manifestazioni dell'attività del pensiero. ([[Carlo Puini]])
*È proprio la religione vera quella che non occorre professare ad alta voce per averne il conforto di cui qualche volta – raramente – non si può fare a meno. ([[Italo Svevo]])
*È qui che quasi tutte le religioni errano. I loro preti vogliono farci credere di conoscere il mondo invisibile più di quanto possa mai conoscerlo chi è ancora accecato dal visibile, dimenticando che, se negare l'esistenza di un regno invisibile è male, ancora peggio è fingere di sapere qualcosa di più del mero fatto che esiste. ([[Samuel Butler]])
*È religione anche non credere in niente. ([[Cesare Pavese]])
*È un fatto comune al sorgere e al primo sviluppo di ogni grande corrente religiosa che la situazione della donna subisca una depressione. ([[Maffeo Pantaleoni]])
*Entrate nella Borsa di Londra [...] Lì l'ebreo, il maomettano e il cristiano si trattano reciprocamente come se fossero della stessa religione, e chiamano infedeli solo quelli che fanno bancarotta. ([[Voltaire]])
*Essere liberi e indipendenti, ma anche responsabili e in comunione. Io penso sia questo il senso esistenziale, fisico e insieme metafisico, della religione. La religione in quanto ''religio'', legame, legame di me (filo o nota o lettera che sia) con altri elementi diversi eppure simili a me (fili o note o lettere che siano). ([[Disputa su Dio e dintorni|Vito Mancuso, ''Disputa su Dio e dintorni'']])
*Fra le diverse religioni le distanze sono talvolta così grandi che solo l'odio ogni tanto riesce a superarle. ([[Ivo Andrić]])
*Gli abitanti della Terra sono di due tipi:<br /> quelli con cervello, ma senza religione,<br /> e quelli con religione, ma senza cervello. ([[Al-Ma'arri]])
*Gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo. (''[[Nostra Aetate]]'')
*Gli uomini sono in attesa; essi giudicano la verità della religione secondo la fecondità di questa nella vita sociale. ([[Giorgio La Pira]])
*Ho fatto vedere come nei tempi di civiltà e di eguaglianza lo spirito umano non accetti volentieri credenze dogmatiche e ne senta il bisogno solo in fatto di religione. Ciò indica anzitutto che in questi secoli le religioni devono mantenersi più discretamente nei loro limiti senza cercare di uscirne poiché volendo estendere il loro potere fuori del campo strettamente religioso, rischiano di non essere credute in alcun campo. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Ho seguito il [[dogma]] della religione per cinque anni. È stata un'impresa folle ma mi sono rimasti dei valori importanti. Mi è rimasto il fatto che quel messaggio che arriva dal Mistero è un messaggio d'amore: non è un messaggio negativo. Ho capito che se c'è qualcuno che ci guarda, ci guida verso il meglio e non per spingerci verso il baratro. Detto questo, però, avendo il [[libero arbitrio]], siamo noi a capire responsabilmente cosa vogliamo fare. Le scelte sono le nostre. Dobbiamo condurre noi la nostra vita. ([[Paola Turci]])
*I [[Genio|geni]], nelle inaudite profondità dell'assurdo e della storia pura, situati per così dire al di sopra dei dogmi propongono le loro idee a Dio. La loro preghiera offre audacemente la discussione. La loro adorazione interroga. Questa è la religione diretta, piena d'ansietà e di responsabilità per chi ne tenta l'erta. ([[Victor Hugo]])
*I libri sacri di qualsiasi religione traggono il proprio valore non già dalla precisione storica, bensì dai sentimenti che possono destare in chi li legge; e l'uomo che, oppresso dal dolore, chiede i soccorsi religiosi, desidera non già una dotta dissertazione storica, della quale non capirebbe nulla, bensì parole di conforto e di speranza. ([[Vilfredo Pareto]])
*Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto le Sue meraviglie,» si può buttare allegramente la logica dalla finestra. La mania religiosa è uno dei pochi metodi infallibili per reagire ai ghiribizzi del mondo, perché elimina totalmente il puro caso. Per il perfetto maniaco religioso, tutto ha un suo scopo. ([[Stephen King]])
*Il compito della religione è consolare l'umanità che va al patibolo. ([[Karl Kraus]])
*Il fine della Chiesa, depositaria unica e suprema della rivelazione, resta in ogni caso quello di riassumere e risolvere la [[politica]] nella religione. Ma il fine dello [[Stato]], di qualunque Stato degno del nome, è precisamente lo stesso, rovesciato: risolvere la religione nella politica, Dio nell'uomo. Ogni Stato è anche Chiesa; l'autorità politica è necessariamente autorità morale; la storia politica si configura logicamente come «storia sacra». I suoi fini politici sono anche morali e religiosi: comprendono e riassorbono in sé tutta la possibile morale e religione. ([[Giovanni Spadolini]])
*Il ragionamento di chi attacca le religioni è in realtà un postulato, si sostituisce alla conoscenza dei concetti e degli argomenti attaccati, di modo che l'offensiva non viene condotta contro le ragioni delle persone e delle religioni incriminate, ma contro l'immagine fantastica che l'autore degli attacchi si è fatto di esse. Cosa ne è stato dell'equilibrio? Dov'è finito lo spirito critico? Dov'è la filosofia? Dov'è la capacità dell'intellettuale di formulare tesi verificabili e legittime, tenendo conto anche di argomenti che non vanno necessariamente nella stessa direzione? ([[Matthieu Baumier]])
*Il senso religioso dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*In Europa, dal medio evo sino verso il secolo XVIII, non era lecito di discorrere delle religioni che non fossero la cristiana, se non come di funesti errori; ora è sorta una religione umanitaria-democratica, e questa sola è vera e buona; le altre, compresa la cristiana, sono false e perniciose. ([[Vilfredo Pareto]])
*In nome del cibo, del sesso, del look e dello shopping, amen. Dove amen è da intendersi come il tifo per la squadra di calcio preferita. Ecco che cos'è la religione oggi. ([[Luigi Lombardi Vallauri]])
*In questo doloroso passaggio transitorio che è la vita, benemerita indubbiamente quella religione che offre all'uomo una speranza, un conforto, un sostegno! Tanto più che l'uomo non sa, non può esser buono, se non vede la luce d'un faro, la promessa d'un guiderdone, una meta radiosa. Una religione pessimistica, sconsolata, non è una religione. ([[Carlo Formichi]])
*In tutti i paesi la religione è utile per il governo; e bisogna servirsene per agire sugli uomini. ([[Napoleone Bonaparte]])
*Infama e non salva la religione chi la protegge con mezzi iniqui e adopera a sua difesa l'oppressione, la frode ed il tradimento. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'adorazione non frutta nulla, a chi è tiepido o sbadato. Vi son uomini la cui religione, se fosse un tetto da essi costruito, gli cadrebbe sulla testa alla prima pioggia. ([[Richard Adams]])
*L'essenza del sentimento religioso non dipende da nessun ragionamento, da nessuna colpa o delitto, da nessuna convinzione ateistica; qui c'è qualcosa di diverso e d'indefinibile, che sarà sempre tale, qualcosa che tutte le concezioni atee non riusciranno mai a intaccare, perché sempre parleranno di ''qualcosa d'altro''. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'')
*L'idea aggressiva e del tutto illogica di un'unica religione per l'intera umanità, una religione universale che si fa forza della sua stessa limitatezza, un unico insieme di dogmi, un solo culto, un solo sistema di cerimonie, un'ordinanza ecclesiastica, una serie di proibizioni e ingiunzioni che tutte le menti devono accettare col pericolo di persecuzione da parte di uomini e il rifiuto spirituale o la punizione eterna da parte di Dio, quella creazione grottesca dell'umana irragionevolezza che è stata la sorgente di tanta intolleranza, crudeltà, oscurantismo e fanatismo aggressivo, non è mai stata in grado di prendere possesso della mentalità indiana. ([[Sri Aurobindo]])
*L'idea di una religione universale (coltivata in laboratorio dagli scienziati) non esiste. ([[Andrea Riccardi]])
*L'oppio è ormai la religione dei [[popolo|popoli]]. ([[Ennio Flaiano]])
*L'origine della religione non è certamente la paura. ([[Peter Hitchens]])
*L'origine della religione risiede nel fatto che l'esistenza di Dio spiega così tanti dei misteri dell'universo – specialmente la coscienza. ([[Peter Hitchens]])
*L'unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale. ([[Luigi Giussani]])
*La [[libertà]] è l'aria della religione. ([[Primo Mazzolari]])
*La maggior parte delle religioni rende gli uomini non migliori, bensì più cauti. Quanto vale questo? ([[Elias Canetti]])
*La mamma ti diede una religione col battesimo dell'acqua: rendila tutta tua col battesimo delle lagrime. ([[Ambrogio Bazzero]])
*La religione contiene ed assorbe la tradizione. La maggior parte delle sanzioni materiali, nella religione, sono differite. La maggior parte delle sue norme sono insegnamenti, indicazioni e risposte a delle domande. Questa è la migliore legge per rispettare l’uomo. La religione non ammette sanzioni temporali se non in casi estremi, quando queste si rilevano assolutamente necessarie alla società. La religione comprende la tradizione che è l’espressione della vita naturale dei popoli. La religione, quindi, è una conferma del diritto naturale. Le leggi non religiose e non tradizionali sono creazioni dell’uomo contro l’uomo. Esse sono, pertanto, ingiuste poiché non derivano da questa fonte naturale costituita dalla tradizione e dalla religione. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*La religione cristiana è la religione delle cose impossibili; la giudaica, è religione da fanciulli; la maomettana, da porci. ([[Averroè]])
*La religione cristiana fece distinzione fra la purezza morale interiore e la [[pulizia]] esteriore della persona; la religione ebraica le identificava. [...] Israele è la più perfetta rappresentazione di religione positiva. Rispetto all'ebreo, il cristiano è uno spirito libero. Così mutano le idee. Ciò che ancor ieri era religione, oggi non lo è più, e ciò che oggi è considerato ateismo, sarà religione domani. ([[Ludwig Feuerbach]])
*La religione è come l'occhio per i malati. (''[[Il posto delle fragole]]'')
*La religione è così connaturata all'uomo, che tutti gli sforzi di un governo che volesse distruggerla, non riuscirebbero che a farla rinascere sotto le forme della superstizione; ed i popoli, cessando d'essere credenti, diverrebbero creduli. ([[Louis de Bonald]])
*La religione è finita. Non c'è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora. ([[Ennio Flaiano]])
*La Religione è l'ombra dell'Infinito nel tempo. ([[Giuseppe Vannicola]])
*La religione è la causa esplicita di milioni di morti avvenute negli ultimi dieci anni. ([[Sam Harris]])
*La religione è il cemento che permette all'edificio sociale di restare in piedi; è la base stessa della vita familiare e nazionale. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*La religione e il clero sono state e forse resteranno, ancora per lungo tempo, tra i più importanti nemici del [[progresso]] e della [[libertà]]. ([[Hristo Botev]])
*La religione è il più solido puntello del capitalismo e dello Stato, i due tiranni del popolo. Ed è anche il più temibile alleato dell'ignoranza e del male. ([[Bruno Misefari]])
*''La religione è la [[matematica]] dei poveri di spirito.'' ([[Piergiorgio Odifreddi]])
*La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto. Ciò che intendo per vivere religiosamente è ciò che pensavano i profeti, ciò che Gesù pensava: fare ciò che è giusto, dire la verità, amare il prossimo tuo come te stesso. Questo è tutto. ([[Erich Fromm]])
*La religione è un certo modo di effettuare i rapporti fra l'uomo e le forze sovrumane e misteriose da cui egli si considera dipendente. ([[Eugène Goblet d'Alviella]])
*La religione è un fatto eminentemente sociale. Le rappresentazioni religiose sono rappresentazioni collettive esprimenti realtà collettive; i riti costituiscono modi di agire che nascono entro gruppi costituiti e sono destinati a suscitare, conservare e riprodurre taluni stati mentali dei gruppi stessi. ([[Émile Durkheim]])
*La religione è un paradiso terrestre nel quale l'[[anima]] si unisce con [[Dio]] più strettamente, partecipa più abbondantemente i tesori della Chiesa, gode una dolcissima [[pace]] che divinamente la imbalsama e la fa divenire una piccola deità in terra. ([[Maria Maddalena de' Pazzi]])
*La religione è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. ([[Mariano Maresca]])
*La religione è una spiegazione della vita umana attraverso il legame con quello Spirito misterioso, il cui governo sul mondo e sull'uomo viene riconosciuto dall'uomo e a cui l'uomo si sente legato. ([[Albert Réville]])
*La religione è uno dei maggiori ostacoli che dobbiamo affrontare nel mondo d'oggi. ([[Frank Zappa]])
*La religione fu inventata dall'uomo, così come dall'uomo furono inventate l'agricoltura e la ruota, e in essa non v'è assolutamente nulla che giustifichi la credenza che i suoi inventori avessero l'ausilio di potenze più alte, terrene o d'altra natura. In alcuni suoi aspetti, essa è estremamente geniale, in altri di commovente bellezza, ma in altri ancora è così assurda da rasentare l'imbecillità. ([[Henry Louis Mencken]])
*La Religione ha la sua radice immortale nel sentimento dell'Infinito, e riceve la sua esplicazione successiva col progresso dei tempi e con l'incivilimento delle nazioni. Questo sentimento tradutto in idee, genera la parte dogmatica e speculativa della religione; e tradutto in azioni, costituisce la sua parte pratica e civile. Sotto il primo aspetto la religione è un sistema di credenze; e sotto il secondo è un sistema d'instituzioni. ([[Cristoforo Bonavino]])
*La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l'etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l'umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione. ([[Bertrand Russell]])
*La religione induce le persone a pensare che le loro preoccupazioni siano morali quando in realtà non lo sono ― perché non hanno niente a che vedere con la sofferenza e la sua alleviazione. Anzi, la religione fa pensare le persone che le loro preoccupazioni siano morali quando in realta sono altamente immorali ― perché attuarle significa infliggere sofferenze terribili e non necessarie su esseri umani innocenti. ([[Sam Harris]])
*La religione intesa nel senso di Kant non ha, come egli stesso afferma, una vera storia; essa infatti è una sola ed immutabile, appartiene all'individuo e non ha per sé una manifestazione storica estrinseca: sono varie invece e soggette a molte vicende le Chiese fondate sulle credenze positive. ([[Carlo Cantoni]])
*La religione non consiste in ciò che facciamo ma in ciò che siamo [...]. Che cosa può fare agli uomini il fatto che facciamo delle smorfie in un modo o in un altro, se si tratta solo di smorfie? ([[Maurice Zundel]])
*La religione non è, né può essere, l'identità omnicomprensiva di un individuo. ([[Amartya Sen]])
*La religione non è un abitino comodo che si può mettere per tutte le stagioni. Bisogna saper rinunciare. ([[Silvio Orlando]])
*La religione [...] parla e prega e parlando insegna e pregando implora grazie e benedizioni dall'Alto. ([[Andrea Carlo Ferrari]])
*La stessa religione tutta quanta è [[tentazione]], se per essa ci si crede sufficienti e a posto. ([[Aldo Capitini]])
*La vera religione ha una qualità universale. Essa non trova difetti nelle altre religioni. [...] Il [[perdono]], la [[compassione]], la [[tolleranza]], la [[fratellanza]] e il sentimento di unità sono i segni di una vera religione. ([[Sri Chinmoy]])
*Le nostre vecchie religioni, che non impongono all'uomo il gioco di alcun dogma, si prestano a interpretazioni tanto varie quanto la natura stessa, e lasciano che i cuori austeri si foggino, se lo vogliono, una morale più alta, senza costringere le masse a precetti troppo rigidi per evitare che ne scaturiscano subito costrizione e ipocrisia. ([[Marguerite Yourcenar]])
*Le più importanti religioni della Terra si contraddicono a vicenda riguardo a molti punti. Non possono essere tutte perfette. E se fossero tutte sbagliate? È una possibilità, sapete. ([[Carl Sagan]])
*Le religioni hanno un ruolo centrale perché tutte, se tornano alle proprie origini, hanno qualcosa da dire sul rapporto tra esseri umani e natura. I leader religiosi dovrebbero essere una fonte di ispirazione per i loro fedeli anche in questo senso. ([[Margaret Atwood]])
*Le religioni possono esercitare un enorme potere sulle nostre menti e ingannarci in molti modi. Ma non hanno la minima influenza sul nostro corpo, che conosce perfettamente le nostre vere emozioni e insiste affinché le rispettiamo. ([[Alice Miller]])
*Le religioni si limitano a offrire un sostegno morale, una sorta di assicurazione contro i fallimenti. Perché darsi tanto da fare se tutto ciò che manca sarà compensato nell'altro mondo? (''[[I sopravvissuti]]'')
*Le religioni sono un po' come dei rimedi. I rimedi mostrano la loro efficacia quando si è malati, non quando si è in buona salute. ([[Tenzin Gyatso]])
*Le religioni storiche mondiali portano nel sangue un presentimento delle insidie della massa. […] Ciò che esse desiderano è, al contrario, un gregge duttile. È consueto considerare i fedeli come pecore e lodarli per la loro ubbidienza. ([[Elias Canetti]])
*Le sacre Scritture sono benefiche nello stimolare il desiderio di realizzazione interiore, se si assimila lentamente un versetto alla volta. Il continuo studio intellettuale finisce con l'alimentare la vanità e la falsa soddisfazione di un sapere non digerito. ([[Sri Yukteswar]])
*Lo spirito religioso si adatta ad ogni nuova scoperta, dopo averla demonizzata di anatema. Rettifica, riscrive, reinterpreta. […] La logica clericale macina ogni contraddizione e annulla la rimozione di ieri, ormai inservibile, con nuove e più sofisticate rimozioni. ([[Paolo Flores d'Arcais]])
*Ma non basta che attorno alla religione sia stata intenzionalmente creata una cortina di noncuranza e di ignoranza; ora la fede diventa oggetto di continui attacchi. È significativa la battuta del Nobel [[Steven Weinberg]], che oltretutto è un cosmologo e non un sociologo: «Ci sono persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive, ma se volete trovare gente buona che faccia cose cattive, rivolgetevi alla religione». In alcuni Paesi, questa frase è diventata quasi un proverbio e viene ripetuta dai media e nei bar. È stupefacente che se ne esca con una simile battuta un uomo come Weinberg, che ha vissuto gran parte della sua vita in un secolo, il XX, che ha conosciuto i regimi più oppressivi della storia. È questa l'obiezione che io muovo appena qualcuno tira fuori la battuta di Weinberg. E ottengo, invariabilmente, la seguente risposta: «Ma il comunismo era una religione!». Insomma, per alcuni, la parola "religione" è diventata sinonimo di irrazionalità e addirittura di assassinio. In pratica, c'è ormai chi intende per "religione" un complesso di credenze che può indurre persone buone e pacifiche (che non ucciderebbero neanche una mosca, che so, per conseguire un guadagno personale), a trasformarsi in killer per una "causa". Un modo di pensare abbastanza grossolano, questo. Al quale va mossa un'altra obiezione ancora: [[Adolf Hitler|Hitler]], [[Stalin]], [[Pol Pot]], [[Mao Tse-tung|Mao]], eccetera, erano tutti nemici della religione. ([[Charles Taylor]])
*Mi considero antireligioso perché la religione è il non pensiero. O meglio, è un pensiero preconfezionato. ([[Giordano Bruno Guerri]])
*Mi sono convinto che ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico. ([[Umberto Veronesi]])
*Molto di ciò che finora è andato sotto il nome di religione conteneva in sé un atteggiamento d'inconscia ostilità verso la vita. La vera religione deve insegnare che la vita è colma di gioie che rallegrano l'occhio di Dio, e che la conoscenza senza l'azione è vuota. Ciascuno deve accorgersi che l'insegnamento di una religione solo per mezzo di regole ed esempi altrui è un imbroglio. Un insegnamento giusto e corretto si riconosce facilmente. S'intuisce subito, perché risveglia in te una sensazione di qualcosa che hai sempre conosciuto. ([[Frank Herbert]])
*Nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini. ([[Papa Francesco]])
*Niente dimostra l'isolamento della [[sinistra]] dalla gente quanto la derisione della religione, che per la maggior parte degli uomini rimane una caratteristica vitale della loro identità. ([[Camille Paglia]])
*Niente è più specifico all'uomo della capacità di religione e del senso di una divinità. ([[Benjamin Whichcote]])
*Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica, incosciente e snobistica del passato. (''[[Manifesti futuristi|Manifesto dei Pittori futuristi]]'')
*Non c'è nulla di più ingannevole di una religione falsa che è spesso celata sotto un abito attraente. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Spurio Postumio Albino (console 186 a.C.)|Spurio Postumio Albino]])
*Non ci sia religione diversa da quella che consiste nell'abolire completamente la tirannide e il culto degli dèi e dei loro idoli. ([[Jean Meslier]])
*Non combattete mai con la religione, né con le cose che pare che dependono da Dio; perché questo obietto ha troppa forza nella mente degli sciocchi. ([[Francesco Guicciardini]])
*Non esiste religione senza amore. La gente può dire tutto quello che vuole sulla propria religione, ma se non ne ricava un insegnamento che la porti a essere buona e ad aprire il proprio animo a tutte le creature, allora è soltanto una truffa. ([[Anna Sewell]])
*Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un'eccezione. ([[Richard Dawkins]])
*Non sono praticante, ma penso che le radici della [[musica]] affondino nella religione. E questo non vuol dire essere religiosi; è che per capire la musica non basta suonare bene, condurre una vita ascetica tutta dedicata al concertismo: bisogna sapere da dove vengono quelle idee che risuonano nelle note. ([[Murray Perahia]])
*Non vi può essere [[pace]] tra le [[nazione|nazioni]] senza la pace tra le religioni; non vi può essere pace tra le religioni senza il [[dialogo]] tra le religioni. ([[Hans Küng]])
*Oggi, le costrizioni imposte dall'economia internazionale e dallo sviluppo tecnologico creano spesso un sentimento di fatalità. La fiducia di poter gestire e migliorare queste costrizioni diminuisce, e dunque viene meno la ragione medesima della politica. Si ritorna allora al religioso per attendere una salvezza che venga dal di fuori, o per consenso a una situazione che sfugge al controllo umano, o per un ritorno a convinzioni interiori che non possono più tradursi in interventi socio-politici. Il religioso sarebbe la radicalizzazione di una impotenza storica. Comunque sia [...], rimane un problema centrale che schematizzerei brutalmente così: il religioso manifesta interrogativi fondamentali, ma non è più capace di gestirli. ([[Michel de Certeau]])
*Ogni [[morale|moralità]] trae la sua origine dalla religione, perché la religione è soltanto la formula della moralità. ([[Fëdor Michajlovič Dostoevskij]])
*Ogni religione degna di questo nome consacra il suo massimo altare al Dio sconosciuto e inconoscibile; ogni religione, che non si abbassi a fantasie mitologiche, è una forma di agnosticismo, in quanto pone il suo oggetto supremo quale altro dal soggetto e ad esso contrapposto come il necessario al contingente, l'infinito al finito, l'assoluto al relativo. ([[Cesare Ranzoli]])
*Ogni religione è repressiva. ([[Richard Wright (scrittore)|Richard Wright]])
*Ogni religione è vera. Dio può essere raggiunto da ogni religione. I fiumi scorrono in direzioni diverse ma si riversano tutti nel mare. Nel mare essi sono un'unità. ([[Ramakrishna]])
*Ogni religione ha inizio da motivazioni razionalistiche. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ogni religione monoteistica finisce col perseguitare gli altri, e ucciderli perché non li accetta. È accaduto in ogni periodo storico, e accade ancora oggi. ([[Philip Pullman]])
*Ogni volta che la religione ha assunto il potere legislativo, storicamente il risultato è sempre stato un'automatica violazione dei diritti umani e un attacco all'educazione fattuale. ([[Aron Ra]])
*Osserva la religione che dagli avi ti fu tramandata, ma pensa essere splendidissimo sagrificio ed il più grande dei culti mostrarsi ottimo e giustissimo: poiché è più credibile che Dio immortale accolga i voti dell'uomo fornito di tali qualità di quello che di chi tutta la religione fa dipendere da pingui sagrificii. ([[Isocrate]])
*Ovunque è un sacrificio per il bene degli altri, ovunque è la disposizione morale da preferire al tradimento lucroso di un'idea la morte squallida per quell'idea, ivi è religione. ([[Piero Calamandrei]])
*Parlando in senso generale, le religioni dell'Oriente, e in particolare il taoismo e il buddhismo, fedi non teistiche, seguono il sentiero della conoscenza, della gnosi e della comprensione, mentre le religioni teistiche, postulando un Dio personale, scelgono il sentiero della devozione e del sacrificio: la via della bhakti. Le religioni teistiche, per definizione, devono dunque postulare l'esistenza di un Dio Creatore, dogma dal quale le tradizioni non teistiche si dissociano nettamente, sostenendo che la divinità è di per sé al di là di qualsiasi definizione e comunque al di là della sfera in cui agisce la mente umana; tale atteggiamento, peraltro, si riscontra pure – lo vedremo più oltre – nelle affermazioni dei mistici cristiani e Sufi. ([[Jean Campbell Cooper]])
*Pensateci, la religione attualmente convince la gente che c'è un uomo invisibile. Che vive nel cielo e guarda quello che fai in ogni minuto di ogni giorno. E l'uomo invisibile ha una lista speciale di 10 cose che non vuole che tu faccia. Se farai anche solo una di queste cose ha pronto un posto speciale per te, pieni di fuoco e fiamme e fumo e tortura e angosce dove vivrai per sempre e soffrirai e brucerai e griderai fino alla fine dei tempi. Ma lui ti ama. ([[George Carlin]])
*Penso che la religione offra un rifugio per camuffare un elevato numero di disordini cognitivi e psichiatrici, oltre che alcune aberrazioni sociali. Ciò non significa che la religione sia una malattia mentale, indipendentemente da quanto possano essere accurate le analogie del Dio virus. ([[Aron Ra]])
*Perché devo dirvi la verità gente, devo dirvi la verità. Quando parliamo di stronzate, enormi, gigantesche stronzate, dobbiamo rimanere in rispettosa osservazione, del campione di tutti i tempi di false promesse ed esagerazioni: la religione. (''[[Zeitgeist: the Movie]]'')
*Più che di discussione, la religione è argomento di decisione. ([[Fulton J. Sheen]])
*[[Poesia]] e religione sono sorelle e nei primi periodi della loro vita procedono tanto unite e tanto paiono una cosa sola che mal si riesce a cogliere e definire il limite che le separa. Questa difficoltà soprattutto s'incontra in quel periodo di spontaneità istintiva in cui niuna di esse ha ancora acquistato la coscienza di sé: la religione non ha subìto l'influsso della speculazione, la poesia non sì è ancora determinata come arte. ([[Domenico Comparetti]]
*Prima della nascita della [[ragione]], che è cosa recente essendo nata 2500 anni fa con la [[filosofia]] (la quale, per distinguersi dalla teologia ha sempre ragionato "come se Dio non fosse"), la religione era un tentativo di reperire dei nessi causali per difendersi dall'imprevedibile e dall'ignoto che ha sempre terrorizzato l'uomo e generato angoscia. ([[Umberto Galimberti]])
*Quando le fantasie della religione e la loro perversione affine toccano le pulsioni dell'inconscio, il mostruoso non è distante. ([[George Steiner]])
*Se c'è un [[Dio]], l'[[ateismo]] deve sembrargli una minore ingiuria che la religione. ([[Edmond e Jules de Goncourt]])
*Se dunque esiste una verità che la [[storia]] ha reso indubbia, questa è proprio l'estensione sempre minore della porzione di vita sociale che la religione ricopre. In origine essa si estendeva su tutto; tutto ciò che era sociale era religioso; i due termini erano sinonimi. In seguito, a poco a poco, le funzioni [[politica|politiche]], [[economia|economiche]], [[scienza|scientifiche]] si sono rese indipendenti dalla funzione religiosa, costituendosi a parte e assumendo un carattere temporale sempre più accentuato. [[Dio]] – per così dire – che in principio era presente a tutte le relazioni umane, si ritira progressivamente da esse; abbandona il mondo agli uomini e alle loro controversie. ([[Émile Durkheim]])
*Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l'andar del tempo, i credenti. ([[Leo Longanesi]])
*Se oggi i popoli civili più non credono che il sole, ogni sera, si tuffi nell'oceano, non è certo merito della religione. ([[Vilfredo Pareto]])
*Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà. ([[Richard Dawkins]])
*Sì, cittadini, la religione è incompatibile col sistema della libertà; l'avete sentito. L'uomo libero non s'inchinerà mai davanti agli dei del cristianesimo; mai i suoi dogmi, i suoi riti, i suoi misteri o la sua morale converranno ad un repubblicano. Ancora uno sforzo! Dal momento che vi date da fare per distruggere tutti i pregiudizi, non lasciatene in vita nessuno, perché anche uno solo è sufficiente a farli ritornare tutti. ([[Donatien Alphonse François de Sade]])
*Si fa quindi ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio per gli esseri umani, quando si nega ad essi il libero esercizio della religione nella società, una volta rispettato l'ordine pubblico informato a giustizia. (''[[Dignitatis Humanae]]'')
*Si può cantare tutto lo scibile della storia sacra e non cogliere un solo rigo di religiosità operante come arte, e si può non nominare una sola volta il nome di Dio, facendo tuttavia poesia religiosa. ([[Pietro Mignosi]])
*Si può considerare la religione una malattia a trasmissione sessuale, poiché se dreni dalla religione e dalle sue vittime il senso di colpa sessuale che inculca, la religione collassa e con essa i criminali in abiti talari che di secolo in secolo hanno perfezionato questo senso di colpa e il loro dominio sull'immenso parco buoi e vacche da riproduzione che chiamiamo umanità facendoci a sragione un torto e un merito irreparabili. ([[Aldo Busi]])
*Solo coloro che antepongono la fede religiosa alle convinzioni fondate sul ragionamento e sulle prove possono ancora sostenere che la specie umana sia la specie prediletta dell'intero universo, o che gli altri animali siano stati creati per provvederci di cibo, o che abbiamo una divina autorità su di essi nonché il divino permesso di ucciderli. ([[Peter Singer]])
*Solo l'uomo è stato fornito di quella scienza che gli permette di comprendere la religione, e questa è la principale o l'unica differenza che intercorre fra l'uomo e le [[animale|bestie]]; infatti tutte le altre cose che sembrano essere proprie degli uomini, se non sono eguali anche nelle bestie, sembrano essere per lo meno simili. ([[Lattanzio]])
*Tante volte la religione è un fatto pubblico e l'impegno della Chiesa cattolica nella vita sociale è essenziale anche da un punto di vista della società civile. ([[Giorgio Napolitano]])
*Tanto più le religioni e le fedi corrono il rischio di contrapporsi violentemente le une alle altre, tanto più è urgente un dibattito sulle religioni che prescinda dalle fedi. Gli specialisti debbono poter esprimere le loro ipotesi senza condanne, a proposito di ogni credo religioso". ([[Mauro Pesce]])
*Tra le più importanti idee direttive d’una civiltà si trovano le idee religiose. Dalla variazione delle credenze religiose è indirettamente nata la maggior parte degli avvenimenti storici. La storia dell'umanità è parallela a quella dei suoi dei. La nascita di nuovi dei ha sempre segnato l'aurora di una nuova civiltà. Codesti figli dei nostri sogni hanno tale potenza che persino il loro nome non può mutare senza che il mondo ne sia immediatamente sconvolto. ([[Gustave Le Bon]])
*Trasferimento di paura e disprezzo di sé stessi, uniti a un tramite autoritario. È una catarsi. Lui assorbe la loro paura con la sua oratoria. Per questo motivo, è efficace in proporzione al numero di certezze che riesce a proiettare. Alcuni antropologi linguistici pensano che la religione sia un virus del linguaggio, che riscrive percorsi nel cervello e offusca il pensiero razionale. (''[[True Detective]]'')
*Tre sono le credenze religiose collocate sopra tutte le altre nella universalità dei comuni giurati: la vita è bella e degna che severamente e magnificamente la viva l'uomo rifatto intiero nella libertà; l'uomo intiero colui che sa ogni giorno inventare la sua propria virtù, per ogni giorno offrire ai suoi fratelli un nuovo dono; il lavoro, anche il più umile, anche il più oscuro, se sia bene eseguito, tende alla bellezza e orna il mondo. ([[Luigi Grande]])
*Tutte le chiese, tutte le comunità religiose mancano del contrassegno più importante della [...] Verità. Essendo fondate su una fede rivelata ed essendo perciò legate ad una serie di specifici eventi storici, sono prive di validità universale. È sostanzialmente inutile ricercare tra le varie tradizioni religiose quale sia la religione vera: quel che importa è agire bene. Compiere il Bene, la Virtù, per amore del Bene stesso relativizza non tanto la verità bensì l'esistenza delle singole comunità religiose, le quali si presentano ormai più come un ostacolo che come una via al conseguimento dell'unica religione morale, la sola davvero uguale per tutti. ([[Immanuel Kant]])
*Tutte le forme di religione organizzata si somigliano dal punto di vista sociale per alcuni aspetti. Ciascuna di esse pretende di essere l'unica custode dell'autentica verità. Ciascuna pretende di pronunciarsi in quanto suprema autorità su tutte le questioni etiche. E ciascuna ha richiesto, preteso, o ordinato allo Stato di sottoscrivere il suo specifico sistema di [[proibizione|divieti]]. Nessuna Chiesa ha mai rinunciato alla rivendicazione di esercitare per diritto divino un controllo assoluto sulla vita morale dei cittadini. Se la Chiesa è troppo debole, ricorre a mezzi indiretti per trasformare il proprio credo e le proprie regole in legge. Se è forte, si serve della tortura. ([[Robert Anson Heinlein|Robert Heinlein]])
*Tutte le religioni non sono che l'adattamento, il rimodernamento e la trasformazione di religioni precedenti la cui storia, regredendo nel tempo, ci riporta a quell'animismo che fu la prima base delle credenze umane, animismo che a sua volta deriva dalla [[superstizione]] e dall'[[ignoranza]] che portò i primitivi a temere l'incognito. ([[Luigi Cascioli]])
*Tutte le religioni coi loro dèi, i loro semidei e i loro profeti, i loro messia e i loro santi, furono create dalla fantasia credula degli uomini non ancora giunti al pieno sviluppo ed al pieno possesso delle loro facoltà intellettuali. ([[Michail Aleksandrovič Bakunin]])
*Tutte le religioni si dicono venute da Dio, ma esse sono uscite da la coscienza dei popoli e si mutano necessariamente come essa coscienza si muta. ([[Luigi Settembrini]])
*Tutte le religioni sono buone le quali fanno buoni gli uomini; ed il modo in cui un individuo dovrebbe provare che il suo metodo di venerare Dio è il migliore, è di essere lui stesso migliore di tutti gli altri uomini. ([[Percy Bysshe Shelley]])
*Tutto è religione quello che dimostra la transitorietà dell'uomo ma la perpetuità dei suoi ideali. ([[Piero Calamandrei]])
*Tutto il mondo soffre di avere perduto la religione. E quasi tutta la [[poesia]] di oggi non è, in un modo o nell'altro, che il rimpianto di una religione perduta. ([[Mario Soldati]])
*Un'universale, naturale nostalgia dell'umanità muove verso la soluzione di queste domande, e il fatto che la religione sia un fenomeno così comune nella storia dei popoli al pari della formazione dello Stato ne è un'eloquente testimonianza. Che cos'è, infatti, la religione se non un surrogato di una filosofia che spiega il mondo riconducendolo al suo fondamento ultimo, divino e agli scopi del suo ordinamento? ([[Franz Brentano]])
*Un po' di filosofia porta la mente degli uomini all'ateismo, ma molta filosofia riporta le menti degli uomini verso la religione. ([[Francis Bacon]])
*Un uomo può ignorare d'avere una religione, come può ignorare d'avere un cuore, ma senza religione, come senza cuore, l'uomo non può esistere. ([[Lev Tolstoj]])
*''Una religione cattiva è sempre una religione: | e si scatena contro ciò che non vuol esserlo. | O che lo fu: ma sempre facendo, della mancanza | di carità, il suo fondamento: la sua azione, | ossessa – le sue opere – | furono sempre senza carità – nacquero sempre | ''dalla volontà'', ''mai dalla grazia''.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo [[eresia|eretico]]. ([[Ezra Pound]])
*Una religione è tanto meno vera quanto più è nazionale, cioè mista a scorie. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
===[[Samuel Butler]]===
*Ma ad Ernesto pareva che la religione non fosse compatibile con le mezze misure o anche solo con i compromessi.
*Religione significa soltanto che una cosa è fissata così fermamente che niente può spostarla. È il tentativo di stabilire i primi principi con tale autorità che nessuno voglia riconsiderarli di testa sua e non lo sfiori mai il dubbio, neanche minimo, in questo campo. È il tentativo di fare un investimento assolutamente sicuro, ma questo investimento non può essere fatto anche se l'interesse è bassissimo – e, nel caso della religione, è il più basso possibile.
*Vi è una religione i cui seguaci possano essere indicati come nettamente più amabili e degni di fiducia di quelli di ogni altra? Se fosse così, questo risolverebbe il problema.
===[[Caparezza]]===
*''C'è una scienza dietro le religioni: | il testo epico, l'impianto scenico, | nuove barriere, nuove prigioni, | non mi immedesimo, confusianesimo.''
*Caro Diario, di che religione sono? Lo chiedo a te perché non riesco a dare risposta a questa domanda, soprattutto quando è posta nella stessa maniera in cui si chiede a qualcuno per che squadra tifa. (''[[Saghe mentali]]'')
*''Forse sarà l'età | ma voglio un culto da osservare per essere libero di privarmi della mia libertà.''
===[[Emil Cioran]]===
*Abbiamo un bisogno profondo che ci sia qualcuno molto al di sopra di noi, che abbia pietà di noi. È questa l'origine della religione, non bisogna cercarla altrove.
*La religione è un'arte di consolare.
*La religione è un sorriso che plana sopra un non-senso generale, un profumo residuo sopra un'onda di nulla. È per questo che, quando è a corto di argomenti, la religione ripiega sulle lacrime.
*Mi intendo pienamente soltanto con quelli che, senza essere credenti, hanno attraversato una crisi religiosa da cui sono rimasti segnati per sempre. La religione – come contrasto interiore – è la sola via per bucare, perforare lo strato delle apparenze che ci separa dall'essenziale.
===[[Daniel Dennett]]===
*Le religioni si trasmettono culturalmente, attraverso il linguaggio e il simbolismo, non certo attraverso i geni.
*Potremmo scoprire che le religioni sono una specie di simbionti culturali che prosperano saltando da un portatore a un altro. Potrebbero essere mutualisti: rinforzare la fitness umana o addirittura rendere possibile la vita umana, proprio come fanno i batteri nel nostro intestino. Oppure, potrebbero essere commensali: cioè neutrali, né buoni né cattivi nei nostri confronti, ma disposti a stare a guardare. O infine potrebbero essere parassiti: replicatori nocivi che faremmo meglio a non avere (almeno per quanto ne va del nostro interesse genetico) ma che è difficile eliminare, perché si sono evoluti davvero bene per contrastare le nostre difese e incrementare la loro propagazione.
*Sistemi sociali i cui partecipanti affermano di credere in uno o più agenti soprannaturali di cui bisogna cercare l'approvazione.
===[[Albert Einstein]]===
*Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.
*Fu l'esperienza del [[mistero]] – seppure mista alla paura – che generò la religione. Sapere dell'esistenza di qualcosa che non possiamo penetrare, sapere della manifestazione della ragione più profonda e della più radiosa bellezza, accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più elementari – questo sapere e questa emozione costituiscono la vera attitudine religiosa; in questo senso, e solo in questo, sono un uomo profondamente religioso.
*La mia religione consiste in una umile ammirazione dello spirito superiore e infinito, il quale si rivela nei dettagli minuti che riusciamo a percepire con le nostre menti fragili e deboli. Ecco la mia idea di Dio, la convinzione profondamente emotiva della presenza di una razionalità suprema che si rivela nell'universo incomprensibile.
*Non ho trovato una parola migliore di "religione" per definire la fiducia nella natura razionale della realtà, per quanto sia accessibile alla ragione. Ogni volta che questo sentimento è assente, la scienza degenera in un piatto empirismo.
*Per me la religione ebraica, così come tutte le altre religioni, è una incarnazione delle più infantili superstizioni.
*Se i fedeli delle attuali religioni volessero davvero pensare e agire nello spirito dei fondatori di queste religioni, allora non esisterebbe alcuna ostilità causata dalla religione tra i seguaci delle differenti fedi. Perfino i conflitti in campo religioso si rivelerebbero insignificanti.
*Quale il significato della vita umana o di quella, in genere, di ogni altra creatura? Conoscere una risposta a questa domanda significa essere religiosi. Vi domanderete: vale dunque la pena di porla? Io rispondo: chiunque consideri la propria e l'altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere.
===[[Sigmund Freud]]===
*Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.
*La religione [[Totemismo|totemica]] è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità.
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una nevrosi infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*Il miscredente immagina che la religione voglia dare soluzioni, mentre il credente sa che promette solo di moltiplicare enigmi.
*La religione non è nata dall'esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le [[cattedrale|cattedrali]] non sono state edificate per incentivare il turismo.
*La religione non spiega nulla, complica tutto.
*Ogni religione altrui oscilla tra il ridicolo e il diabolico.
===[[James Harrington]]===
*L'uomo può esser definito definito un animal religioso, che un animal ragionevole, se si consideri, che negl'altri animali v'ha qualche cosa di ragionevole; ma nulla vi si trova di religioso.
*La maggior parte degli uomini, o il loro maggior numero si lascia guidare in fatto di religione da una direzion comune.
*Quando la religione è semplice, spoglia da ogni interesse, e per conseguenza non coercitiva, allora è vera, o nulla almeno si oppone, perché sia tale.
===[[Christopher Hitchens]]===
*Il livello d'intensità fluttua a seconda dei tempi e dei luoghi, ma è una verità incontestabile che la religione non si accontenta – e sul lungo periodo non può farlo – delle proprie straordinarie pretese e delle proprie sublimi certezze. Essa deve cercare di interferire con la vita dei non credenti, degli eretici o degli adepti delle altre fedi. Può parlare di beatitudine nell'altro mondo, ma vuole il potere in questo. E non c'è da aspettarsi altro. In fin dei conti è un prodotto esclusivamente umano. E non avendo fiducia in ciò che essa stessa predica non può consentire alla coesistenza delle altre fedi.
*La religione proviene dalla preistoria umana quando nessuno — nemmeno il poderoso Democrito, secondo cui tutta la materia era fatta di atomi — aveva la minima idea di come le cose funzionassero. Essa ci arriva dall'infanzia vociante e timorosa della nostra specie, ed è un tentativo puerile di dare risposta al nostro ineludibile bisogno di conoscenza (e anche di calore, di rassicurazione e di altri bisogni infantili).
*Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma alla fede religiosa in sé e per sé.
===[[Paul Henri Thiry d'Holbach]]===
*Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L'incertezza in cui l'uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione.
*In breve, chiunque accetterà di consultare il buon senso sulle credenze religiose, si accorgerà facilmente che tali credenze non hanno alcun solido fondamento; che ogni religione è un castello in aria.
*In fatto di religione, gli uomini non sono che dei grandi bambini. Più una religione è assurda e piena di stranezze, più acquista diritti su di loro. Il devoto si crede obbligato a non porre alcun limite alla propria credulità: più le cose sono inconcepibili, più gli sembrano divine; più sono incredibili, più egli s'immagina che il credervi sia un merito.
*Le credenze religiose degli uomini di ogni paese sono antichi e durevoli relitti dell'ignoranza, della crudeltà, dei terrori e della ferocia dei loro antenati.
===[[Karl Marx]]===
*''L'uomo fa la religione'', e non la religione l'uomo.
*La critica della religione è il presupposto di ogni critica.
*La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'''[[oppio]]'' del popolo.
*La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo ''point d'honneur'' spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne compimento, il suo universale fondamento di consolazione e di giustificazione. Essa è la ''realizzazione fantastica'' dell'''essenza umana'', poiché l'essenza umana non possiede una realtà vera.
*La religione è soltanto il sole illusorio che si muove intorno all'uomo, fino a che questi non si muove intorno a se stesso.
===[[Vittorio Messori]]===
*L'[[ebraismo]] – come è stato detto, seppure in modo un po' semplificato – è la religione della ''speranza''; il [[cristianesimo]] della ''carità''; l'[[islam|islamismo]] della ''fede''.
*Tutti sanno che non si combatte una religione che per costruirne un'altra.
*Unica tra le religioni, il [[cristianesimo]] non annuncia solo la salvezza dell'anima, la sopravvivenza dello «spirito», bensì pure la [[risurrezione|risurrezione della carne]].
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Ciò che nella religiosità degli antichi Greci fa stupire, è la smisurata pienezza di gratitudine che da essi prorompe – è una nobilissima specie di uomini quella che si pone ''in questo modo'' dinanzi alla natura e alla vita! – più tardi, quando in Grecia la plebe divenne preponderante, la ''paura'' allignò a dismisura anche nella religione; si andava preparando il [[cristianesimo]].
*È il timore profondamente sospettoso di un pessimismo immedicabile che costringe interi secoli ad attaccarsi coi denti a una interpretazione religiosa dell'esistenza; la paura di quell'istinto, il quale presagisce che si potrebbe essere ''troppo presto'' in possesso della verità, prima che l'uomo sia diventato abbastanza forte, abbastanza duro, abbastanza artista ... La religiosità, la "vita in Dio", considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del ''timore'' della verità, l'adorazione e l'ebbrezza dell'artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il vero, la volontà di non verità a qualsiasi prezzo.
*Le religioni sono affari per la plebe, io ho bisogno di lavarmi le mani dopo il contatto con uomini religiosi.
===[[Giuseppe Rensi]]===
*La religiosità e il vizio, insieme, sono l'indice che la vita sociale è diventata così triste e cattiva da non essere più tollerabile e da richiedere quindi una forma di stordimento, lo stupefacente vino o cocaina, o la stupefacente religione, che giovi a farci deviare l'attenzione da essa e a farci riporre, in un modo o nell'altro, fuori di essa, il fondamento d'ogni nostra possibile contentezza.
*Ogni religione è dimostrata falsa dalla stessa religione; cioè o dalla religione successiva o da altre contemporanee. Tutte dunque sono false.
*Religione è nient'altro che solidarietà con le forze del bene contro quelle del male. […] Se religione è nient'altro che solidarietà con le forze del bene contro queste forze del male, è la resistenza opposta a tale forze del male o l'adesione ad esse che rivela se un uomo sia religioso o no. Da ciò si scorge quale sia nella vita sociale l'atteggiamento veramente religioso. Dove manca tale atteggiamento, non v'è religione, ma chiacchiera di religione.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*Le religioni sanno di rivolgersi non già alla convinzione con delle ragioni, bensì alla fede con delle rivelazioni. L'età più propizia per queste ultime è la fanciullezza; per conseguenza esse hanno soprattutto cura di impadronirsi di questa tenera età.
*Le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell'oscurità.
*Le religioni sono figlie dell'ignoranza, che non sopravvivono a lungo alla loro madre. L'ha capito Omar quando fece incendiare la biblioteca di Alessandria.
*Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di cosa parli, infatti le religioni, tutte, sono prodotti artificiali.
===[[Paul Tillich]]===
*La religione è il fatto di essere presi da un interesse ultimo.
*La religione è la sostanza della [[cultura]], la cultura è la forma della religione.
*La religione è la sostanza, il fondamento e la profondità della vita spirituale dell'uomo. [...] Essere religiosi significa interrogarsi appassionatamente sul senso della nostra vita ed essere aperti alle risposte, anche se esse ci scuotono in profondità.
*La religione non è una funzione accanto alle altre, ma è l'orientamento, che sostiene tutte le funzioni dello spirito verso l'incondizionato.
==[[Proverbi italiani]]==
*A chi crede non duole la morte.
*Chi ha religione, non va in prigione.
*Ciascuno crede che la sua religione sia la migliore.
*I veri predicatori danno frutti e non fiori.
*L'italiano è cerimonioso nella religione, il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
*La religione non muore.
*Vi sono al mondo settantadue religioni e una mezza: quella degli zingari.
==[[Modi di dire italiani]]==
*Non c'è più religione.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
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*[[Animismo]]
*[[Buddhismo]]
*[[Cattolicesimo]]
*[[Cristianesimo]]
*[[Ebraismo]]
*[[Induismo]]
*[[Islam]]
*[[Paganesimo]]
*[[Protestantesimo]]
*[[Shintoismo]]
*[[Taoismo]]
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*[[Agnosticismo]]
*[[Ateismo]]
*[[Intolleranza religiosa]]
*[[Irreligiosità]]
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*[[Dèi]]
*[[Dio]]
*[[Fede]]
*[[Libertà religiosa]]
*[[Sacro]]
*[[Scienza e religione]]
*[[Spiritualità]]
*[[Teocrazia]]
*[[Teologia]]
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==Altri progetti==
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[[Immagine:Religion collage (large).jpg|miniatura|upright=1.5|Eventi religiosi]]
Citazioni sulla '''religione''', i '''religiosi''' e la '''religiosità'''.
==Citazioni==
*A prima vista, è sorprendente come la religione abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. ([[Desmond Morris]])
*A tante sciagure ha potuto indurre la religione. ([[Tito Lucrezio Caro]])
*Abbiamo religione a sufficienza per [[amore e odio|odiarci]], ma non abbastanza per amarci l'un l'altro. ([[Jonathan Swift]])
*Alcune religioni adoravano i martiri, altre i carnefici. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*{{NDR|«Quali sono le principali ipotesi sul fenomeno religioso, oggi sul tavolo?»}} Alcuni, come Richard Dawkins, sostengono che si tratti di un prodotto accidentale dell'evoluzione di un cervello complesso come quello umano. Si può fare un'analogia con la matematica complessa: è possibile che una certa abilità di fare dei calcoli elementari sia stata vantaggiosa sin dalla preistoria, ma sicuramente la selezione naturale non ha niente a che fare con la capacità di alcuni esseri umani di risolvere le equazioni differenziali. Un'altra possibilità, proposta da Dennett, è che la religiosità derivi dalla tendenza umana a proiettare l'esistenza di agenti coscienti anche dove non ve ne sono. Più o meno quello che succede quando ci arrabbiamo con un computer e gli mandiamo gli accidenti, o come facevano i nostri antenati quando pensavano che terremoti, tuoni o fulmini fossero il risultato di capricci divini. Una terza possibilità, favorita da Wilson, è che la religione sia il risultato di una selezione naturale a livello di gruppo, perché i gruppi di individui religiosi, storicamente, sono spesso riusciti a sopraffare i gruppi meno devoti. Le tre ipotesi non si escludono l'un l'altra ed è possibile che ci sia un grano di verità in tutte e tre. Chiaramente, tutto questo non ci dice niente sull'esistenza di Dio. ([[Massimo Pigliucci]])
*Alleandosi a un [[potere]] politico, la religione aumenta il suo potere su alcuni uomini, ma perde la speranza di regnare su tutti. ([[Alexis de Tocqueville]])
*C'è nel mondo qualche cosa che non può essere vissuta che a patto d'essere unica a possedere l'animo, d'essere presa per sempre e non affittata per ore, d'essere una sposa e non un'amante. È l'''azione religiosa''. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni. ([[George Bernard Shaw]])
*Che nessuno si intrometta nelle faccende altrui in riferimento alla religione, e che a ciascuno sia consentito di accostarsi alla religione che gli aggrada. ([[Akbar Imperatore dell'India]])
*Ci sono persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive, ma se volete trovare gente buona che faccia cose cattive, rivolgetevi alla religione. ([[Steven Weinberg]])
*Ciò che le religioni hanno di mitico, di simbolico, di rituale o è una paurosa allucinazione dell'ignoranza, o fioritura fantastica di popoli primitivi, o speculazione interessata dell'impostura. ([[Mario Rapisardi]])
*Coloro che hanno una religione possono ritenersi felici, perché non a tutti è dato credere a cose sopraterrene. Non è neppure necessario credere alla punizione dopo la morte; il purgatorio, l'inferno e il paradiso sono cose che molti possono non ammettere; però una religione, non importa quale essa sia, mette l'uomo sulla buona strada. Non si tratta di temere Iddio, ma di tener alto il proprio onore e la propria coscienza. ([[Anna Frank]])
*Come la religione favorisca i sentimentalismi deboli, com'essa che predica la sete della giustizia sia incapace di formare negl'intelletti devoti a lei il vero concetto di giustizia. ([[Antonio Fogazzaro]])
*Considero la religione come un giocattolo per bambini, e ritengo che il solo peccato sia l'ignoranza. ([[Christopher Marlowe]])
*Cos'è allora la religione (per usare la parola malgrado i suoi ovvii svantaggi)? Probabilmente consiste nello sviluppo interno dell'individuo, nella evoluzione della sua coscienza in una determinata direzione che è considerata buona. Cosa sia quella direzione sarà ancora materia di discussione. Ma, per quel che posso dire, la religione pone il suo accento su questo mutamento interiore e considera ogni mutamento esterno come la semplice proiezione di questo sviluppo interiore. Non vi può essere dubbio che questo sviluppo interiore influenzi considerevolmente l'ambiente circostante esterno. Ma è parimenti ovvio che l'ambiente circostante esterno influenza considerevolmente lo sviluppo interiore. ([[Jawaharlal Nehru]])
*Credo che mentre tutte le religioni hanno detto: «Dio è Dio, e Buddha è il suo profeta — e Cristo è il suo profeta — e Maometto è il suo profeta», la religione futura dirà: «Dio è Dio, e l'umanità è il suo profeta.» Quindi, rivelazione, non immediata, ma continua, progressiva, incarnazione divina nell'umanità: santificazione, ma mortalità di tutte le religioni, fasi tutte, secondo il tempo e lo spazio, della grande, vera, una religione, della quale ogni epoca storica svolge un principio, un articolo. La morale si perfezionerà, dacché invece di sancire che l'uomo può salvarsi, malgrado il mondo, e separandosi dal mondo, dirà che l'uomo non si salva se non attraverso il mondo, trasformando il mondo. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Credo che tutte le religioni siano buone, credo che, tranne il fanatismo, tutti gli errori religiosi troveranno grazia al cospetto di Dio, poiché anche la nostra ignoranza è opera sua.... Io accetto tutte le idee religiose che possono innalzare la mente, respingo quelle che la impiccioliscono e, se dovessi stabilire quale mi pare la migliore tra tutte le religioni costituite, risponderei: «la più tollerante.» ([[Émile de Girardin]])
*Dal momento che la religione produce effetti pubblici e politici, essa aumenta considerevolmente il suo potere di nuocere. ([[Michel Onfray]])
*Da quando il pensiero comincia a procedere logicamente, esso entra in lotta coi dati tradizionali della religione. Questa ha le sue radici nelle concezioni essenziali più antiche, più grossolane, più {{sic|contradditorie}}, che la folla ignorante non cessa di riprodurre con una forza irresistibile. ([[Friedrich-Albert Lange]])
*Di giorno in giorno sempre più la religione può essere chiamata a dire la sua parola; e questo proprio quando le religioni stanno rivedendo i loro punti ed alcune sono in crisi. Forse tra qualche decennio sarà visto chiaramente che le religioni sono in crisi e la religione è in aumento: situazione strana solo in apparenza, perché sono le profonde e creatrici esigenze religiose che aumentano, mentre le tradizioni, i dogmi, le istituzioni, i privilegi e i pregiudizi risultano trascinati dal tempo che consuma le cose del mondo. ([[Aldo Capitini]])
*Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. ([[Voltaire]])
*''Dico che nessun uomo è mai stato abbastanza devoto, neppure la metà del necessario, | nessuno ha mai adorato o venerato, neppure la metà del necessario, | nessuno ha ancora cominciato a considerare quanto divino egli sia, quanto indubbio il futuro. || Affermo che la vera, durevole grandezza di questi Stati dev'essere la loro religione, | altrimenti non si avrà mai né vera né durevole grandezza; | (né carattere né vita né durevole grandezza, | nessuna terra, né uomo, né donna senza religione.)'' ([[Walt Whitman]])
*Dicono che è la paura della morte e di ciò che segue alla morte che fa volgere gli uomini alla religione quando avanzano gli anni. Ma la mia propria esperienza mi ha dato la convinzione che, senza alcun terrore o effetto d'immaginazione, il sentimento religioso tende a svilupparsi a misura che noi invecchiamo; a svilupparsi perché le passioni essendosi calmate, l'immaginazione e la sensibilità essendo diventate meno eccitate o eccitabili, la nostra ragione è meno turbata nel suo esercizio, meno offuscata dalle immagini dei desideri e dalle distrazioni che solevano assorbirla; allora Dio emerge come da una nuvola; la nostra anima lo sente, lo vede, si volge versò di lui, sorgente d'ogni luce; si volge naturalmente e inevitabilmente; e poiché tutto si dissolve nel mondo delle sensazioni, la vita e la gioia hanno cominciato ad abbandonarci, l'esistenza fenomenica non è più sostenuta dalle impressioni esterne ed interne, noi sentiamo il bisogno di appoggiarci a qualche cosa che resta, a qualche cosa che non ci ingannerà, una realtà assoluta ed eterna. Sì, noi ci volgiamo inevitabilmente a Dio; perché il sentimento religioso è così puro, così dolce al cuore questa esperienza, che ci compensa di tutte le altre perdite. ([[Aldous Huxley]])
*Dobbiamo vedere le religioni in termini di vasti processi storici, parte delle macro forze complesse che formano le comunità umane in ciò che queste sono. La storia delle religioni è strettamente connessa con la storia delle istituzioni politiche e dell'economia. Per capire questo livello abbiamo bisogno sia della storia come narrazione sia di macro analisi storiche e sociologiche. Ma le religioni vanno comprese anche con i micro studi sulle tradizioni e sui testi particolari, per la qual cosa abbiamo bisogno della filologia per accertare i testi e il campo di lavoro di pratiche e società particolari. ([[Gavin Flood]])
*È duro essere religiosi quando certi tipi non vengono mai inceneriti da un fulmine. ([[Bill Watterson]])
*È [...] evidente che nello studio dell'umanità è difficile trovare soggetto di maggiore importanza, di quello delle diverse forme che ha prese la religione, o, se vogliamo, delle diverse religioni; le quali appunto comprendono le varie manifestazioni dell'attività del pensiero. ([[Carlo Puini]])
*È proprio la religione vera quella che non occorre professare ad alta voce per averne il conforto di cui qualche volta – raramente – non si può fare a meno. ([[Italo Svevo]])
*È qui che quasi tutte le religioni errano. I loro preti vogliono farci credere di conoscere il mondo invisibile più di quanto possa mai conoscerlo chi è ancora accecato dal visibile, dimenticando che, se negare l'esistenza di un regno invisibile è male, ancora peggio è fingere di sapere qualcosa di più del mero fatto che esiste. ([[Samuel Butler]])
*È religione anche non credere in niente. ([[Cesare Pavese]])
*È un fatto comune al sorgere e al primo sviluppo di ogni grande corrente religiosa che la situazione della donna subisca una depressione. ([[Maffeo Pantaleoni]])
*Entrate nella Borsa di Londra [...] Lì l'ebreo, il maomettano e il cristiano si trattano reciprocamente come se fossero della stessa religione, e chiamano infedeli solo quelli che fanno bancarotta. ([[Voltaire]])
*Essere liberi e indipendenti, ma anche responsabili e in comunione. Io penso sia questo il senso esistenziale, fisico e insieme metafisico, della religione. La religione in quanto ''religio'', legame, legame di me (filo o nota o lettera che sia) con altri elementi diversi eppure simili a me (fili o note o lettere che siano). ([[Disputa su Dio e dintorni|Vito Mancuso, ''Disputa su Dio e dintorni'']])
*Fra le diverse religioni le distanze sono talvolta così grandi che solo l'odio ogni tanto riesce a superarle. ([[Ivo Andrić]])
*Gli abitanti della Terra sono di due tipi:<br /> quelli con cervello, ma senza religione,<br /> e quelli con religione, ma senza cervello. ([[Al-Ma'arri]])
*Gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo. (''[[Nostra Aetate]]'')
*Gli uomini sono in attesa; essi giudicano la verità della religione secondo la fecondità di questa nella vita sociale. ([[Giorgio La Pira]])
*Ho fatto vedere come nei tempi di civiltà e di eguaglianza lo spirito umano non accetti volentieri credenze dogmatiche e ne senta il bisogno solo in fatto di religione. Ciò indica anzitutto che in questi secoli le religioni devono mantenersi più discretamente nei loro limiti senza cercare di uscirne poiché volendo estendere il loro potere fuori del campo strettamente religioso, rischiano di non essere credute in alcun campo. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Ho seguito il [[dogma]] della religione per cinque anni. È stata un'impresa folle ma mi sono rimasti dei valori importanti. Mi è rimasto il fatto che quel messaggio che arriva dal Mistero è un messaggio d'amore: non è un messaggio negativo. Ho capito che se c'è qualcuno che ci guarda, ci guida verso il meglio e non per spingerci verso il baratro. Detto questo, però, avendo il [[libero arbitrio]], siamo noi a capire responsabilmente cosa vogliamo fare. Le scelte sono le nostre. Dobbiamo condurre noi la nostra vita. ([[Paola Turci]])
*I [[Genio|geni]], nelle inaudite profondità dell'assurdo e della storia pura, situati per così dire al di sopra dei dogmi propongono le loro idee a Dio. La loro preghiera offre audacemente la discussione. La loro adorazione interroga. Questa è la religione diretta, piena d'ansietà e di responsabilità per chi ne tenta l'erta. ([[Victor Hugo]])
*I libri sacri di qualsiasi religione traggono il proprio valore non già dalla precisione storica, bensì dai sentimenti che possono destare in chi li legge; e l'uomo che, oppresso dal dolore, chiede i soccorsi religiosi, desidera non già una dotta dissertazione storica, della quale non capirebbe nulla, bensì parole di conforto e di speranza. ([[Vilfredo Pareto]])
*Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto le Sue meraviglie,» si può buttare allegramente la logica dalla finestra. La mania religiosa è uno dei pochi metodi infallibili per reagire ai ghiribizzi del mondo, perché elimina totalmente il puro caso. Per il perfetto maniaco religioso, tutto ha un suo scopo. ([[Stephen King]])
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. ([[Mariano Maresca]])
*Il compito della religione è consolare l'umanità che va al patibolo. ([[Karl Kraus]])
*Il fine della Chiesa, depositaria unica e suprema della rivelazione, resta in ogni caso quello di riassumere e risolvere la [[politica]] nella religione. Ma il fine dello [[Stato]], di qualunque Stato degno del nome, è precisamente lo stesso, rovesciato: risolvere la religione nella politica, Dio nell'uomo. Ogni Stato è anche Chiesa; l'autorità politica è necessariamente autorità morale; la storia politica si configura logicamente come «storia sacra». I suoi fini politici sono anche morali e religiosi: comprendono e riassorbono in sé tutta la possibile morale e religione. ([[Giovanni Spadolini]])
*Il ragionamento di chi attacca le religioni è in realtà un postulato, si sostituisce alla conoscenza dei concetti e degli argomenti attaccati, di modo che l'offensiva non viene condotta contro le ragioni delle persone e delle religioni incriminate, ma contro l'immagine fantastica che l'autore degli attacchi si è fatto di esse. Cosa ne è stato dell'equilibrio? Dov'è finito lo spirito critico? Dov'è la filosofia? Dov'è la capacità dell'intellettuale di formulare tesi verificabili e legittime, tenendo conto anche di argomenti che non vanno necessariamente nella stessa direzione? ([[Matthieu Baumier]])
*Il senso religioso dell'uomo non dipende in sé dalla sua volontà, ma è iniziativa di chi l'ha creato. La scoperta del senso religioso è, dunque, il primo risultato che l'uomo consegue, se affronta seriamente l'esperienza di impotenza strutturale che lo caratterizza. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*In Europa, dal medio evo sino verso il secolo XVIII, non era lecito di discorrere delle religioni che non fossero la cristiana, se non come di funesti errori; ora è sorta una religione umanitaria-democratica, e questa sola è vera e buona; le altre, compresa la cristiana, sono false e perniciose. ([[Vilfredo Pareto]])
*In nome del cibo, del sesso, del look e dello shopping, amen. Dove amen è da intendersi come il tifo per la squadra di calcio preferita. Ecco che cos'è la religione oggi. ([[Luigi Lombardi Vallauri]])
*In questo doloroso passaggio transitorio che è la vita, benemerita indubbiamente quella religione che offre all'uomo una speranza, un conforto, un sostegno! Tanto più che l'uomo non sa, non può esser buono, se non vede la luce d'un faro, la promessa d'un guiderdone, una meta radiosa. Una religione pessimistica, sconsolata, non è una religione. ([[Carlo Formichi]])
*In tutti i paesi la religione è utile per il governo; e bisogna servirsene per agire sugli uomini. ([[Napoleone Bonaparte]])
*Infama e non salva la religione chi la protegge con mezzi iniqui e adopera a sua difesa l'oppressione, la frode ed il tradimento. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'adorazione non frutta nulla, a chi è tiepido o sbadato. Vi son uomini la cui religione, se fosse un tetto da essi costruito, gli cadrebbe sulla testa alla prima pioggia. ([[Richard Adams]])
*L'essenza del sentimento religioso non dipende da nessun ragionamento, da nessuna colpa o delitto, da nessuna convinzione ateistica; qui c'è qualcosa di diverso e d'indefinibile, che sarà sempre tale, qualcosa che tutte le concezioni atee non riusciranno mai a intaccare, perché sempre parleranno di ''qualcosa d'altro''. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'')
*L'idea aggressiva e del tutto illogica di un'unica religione per l'intera umanità, una religione universale che si fa forza della sua stessa limitatezza, un unico insieme di dogmi, un solo culto, un solo sistema di cerimonie, un'ordinanza ecclesiastica, una serie di proibizioni e ingiunzioni che tutte le menti devono accettare col pericolo di persecuzione da parte di uomini e il rifiuto spirituale o la punizione eterna da parte di Dio, quella creazione grottesca dell'umana irragionevolezza che è stata la sorgente di tanta intolleranza, crudeltà, oscurantismo e fanatismo aggressivo, non è mai stata in grado di prendere possesso della mentalità indiana. ([[Sri Aurobindo]])
*L'idea di una religione universale (coltivata in laboratorio dagli scienziati) non esiste. ([[Andrea Riccardi]])
*L'oppio è ormai la religione dei [[popolo|popoli]]. ([[Ennio Flaiano]])
*L'origine della religione non è certamente la paura. ([[Peter Hitchens]])
*L'origine della religione risiede nel fatto che l'esistenza di Dio spiega così tanti dei misteri dell'universo – specialmente la coscienza. ([[Peter Hitchens]])
*L'unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale. ([[Luigi Giussani]])
*La [[libertà]] è l'aria della religione. ([[Primo Mazzolari]])
*La maggior parte delle religioni rende gli uomini non migliori, bensì più cauti. Quanto vale questo? ([[Elias Canetti]])
*La mamma ti diede una religione col battesimo dell'acqua: rendila tutta tua col battesimo delle lagrime. ([[Ambrogio Bazzero]])
*La religione contiene ed assorbe la tradizione. La maggior parte delle sanzioni materiali, nella religione, sono differite. La maggior parte delle sue norme sono insegnamenti, indicazioni e risposte a delle domande. Questa è la migliore legge per rispettare l’uomo. La religione non ammette sanzioni temporali se non in casi estremi, quando queste si rilevano assolutamente necessarie alla società. La religione comprende la tradizione che è l’espressione della vita naturale dei popoli. La religione, quindi, è una conferma del diritto naturale. Le leggi non religiose e non tradizionali sono creazioni dell’uomo contro l’uomo. Esse sono, pertanto, ingiuste poiché non derivano da questa fonte naturale costituita dalla tradizione e dalla religione. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*La religione cristiana è la religione delle cose impossibili; la giudaica, è religione da fanciulli; la maomettana, da porci. ([[Averroè]])
*La religione cristiana fece distinzione fra la purezza morale interiore e la [[pulizia]] esteriore della persona; la religione ebraica le identificava. [...] Israele è la più perfetta rappresentazione di religione positiva. Rispetto all'ebreo, il cristiano è uno spirito libero. Così mutano le idee. Ciò che ancor ieri era religione, oggi non lo è più, e ciò che oggi è considerato ateismo, sarà religione domani. ([[Ludwig Feuerbach]])
*La religione è come l'occhio per i malati. (''[[Il posto delle fragole]]'')
*La religione è così connaturata all'uomo, che tutti gli sforzi di un governo che volesse distruggerla, non riuscirebbero che a farla rinascere sotto le forme della superstizione; ed i popoli, cessando d'essere credenti, diverrebbero creduli. ([[Louis de Bonald]])
*La religione è finita. Non c'è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora. ([[Ennio Flaiano]])
*La Religione è l'ombra dell'Infinito nel tempo. ([[Giuseppe Vannicola]])
*La religione è la causa esplicita di milioni di morti avvenute negli ultimi dieci anni. ([[Sam Harris]])
*La religione è il cemento che permette all'edificio sociale di restare in piedi; è la base stessa della vita familiare e nazionale. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*La religione e il clero sono state e forse resteranno, ancora per lungo tempo, tra i più importanti nemici del [[progresso]] e della [[libertà]]. ([[Hristo Botev]])
*La religione è il più solido puntello del capitalismo e dello Stato, i due tiranni del popolo. Ed è anche il più temibile alleato dell'ignoranza e del male. ([[Bruno Misefari]])
*''La religione è la [[matematica]] dei poveri di spirito.'' ([[Piergiorgio Odifreddi]])
*La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto. Ciò che intendo per vivere religiosamente è ciò che pensavano i profeti, ciò che Gesù pensava: fare ciò che è giusto, dire la verità, amare il prossimo tuo come te stesso. Questo è tutto. ([[Erich Fromm]])
*La religione è un certo modo di effettuare i rapporti fra l'uomo e le forze sovrumane e misteriose da cui egli si considera dipendente. ([[Eugène Goblet d'Alviella]])
*La religione è un fatto eminentemente sociale. Le rappresentazioni religiose sono rappresentazioni collettive esprimenti realtà collettive; i riti costituiscono modi di agire che nascono entro gruppi costituiti e sono destinati a suscitare, conservare e riprodurre taluni stati mentali dei gruppi stessi. ([[Émile Durkheim]])
*La religione è un paradiso terrestre nel quale l'[[anima]] si unisce con [[Dio]] più strettamente, partecipa più abbondantemente i tesori della Chiesa, gode una dolcissima [[pace]] che divinamente la imbalsama e la fa divenire una piccola deità in terra. ([[Maria Maddalena de' Pazzi]])
*La religione è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. ([[Mariano Maresca]])
*La religione è una spiegazione della vita umana attraverso il legame con quello Spirito misterioso, il cui governo sul mondo e sull'uomo viene riconosciuto dall'uomo e a cui l'uomo si sente legato. ([[Albert Réville]])
*La religione è uno dei maggiori ostacoli che dobbiamo affrontare nel mondo d'oggi. ([[Frank Zappa]])
*La religione fu inventata dall'uomo, così come dall'uomo furono inventate l'agricoltura e la ruota, e in essa non v'è assolutamente nulla che giustifichi la credenza che i suoi inventori avessero l'ausilio di potenze più alte, terrene o d'altra natura. In alcuni suoi aspetti, essa è estremamente geniale, in altri di commovente bellezza, ma in altri ancora è così assurda da rasentare l'imbecillità. ([[Henry Louis Mencken]])
*La Religione ha la sua radice immortale nel sentimento dell'Infinito, e riceve la sua esplicazione successiva col progresso dei tempi e con l'incivilimento delle nazioni. Questo sentimento tradutto in idee, genera la parte dogmatica e speculativa della religione; e tradutto in azioni, costituisce la sua parte pratica e civile. Sotto il primo aspetto la religione è un sistema di credenze; e sotto il secondo è un sistema d'instituzioni. ([[Cristoforo Bonavino]])
*La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l'etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l'umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione. ([[Bertrand Russell]])
*La religione induce le persone a pensare che le loro preoccupazioni siano morali quando in realtà non lo sono ― perché non hanno niente a che vedere con la sofferenza e la sua alleviazione. Anzi, la religione fa pensare le persone che le loro preoccupazioni siano morali quando in realta sono altamente immorali ― perché attuarle significa infliggere sofferenze terribili e non necessarie su esseri umani innocenti. ([[Sam Harris]])
*La religione intesa nel senso di Kant non ha, come egli stesso afferma, una vera storia; essa infatti è una sola ed immutabile, appartiene all'individuo e non ha per sé una manifestazione storica estrinseca: sono varie invece e soggette a molte vicende le Chiese fondate sulle credenze positive. ([[Carlo Cantoni]])
*La religione non consiste in ciò che facciamo ma in ciò che siamo [...]. Che cosa può fare agli uomini il fatto che facciamo delle smorfie in un modo o in un altro, se si tratta solo di smorfie? ([[Maurice Zundel]])
*La religione non è, né può essere, l'identità omnicomprensiva di un individuo. ([[Amartya Sen]])
*La religione non è un abitino comodo che si può mettere per tutte le stagioni. Bisogna saper rinunciare. ([[Silvio Orlando]])
*La religione [...] parla e prega e parlando insegna e pregando implora grazie e benedizioni dall'Alto. ([[Andrea Carlo Ferrari]])
*La stessa religione tutta quanta è [[tentazione]], se per essa ci si crede sufficienti e a posto. ([[Aldo Capitini]])
*La vera religione ha una qualità universale. Essa non trova difetti nelle altre religioni. [...] Il [[perdono]], la [[compassione]], la [[tolleranza]], la [[fratellanza]] e il sentimento di unità sono i segni di una vera religione. ([[Sri Chinmoy]])
*Le nostre vecchie religioni, che non impongono all'uomo il gioco di alcun dogma, si prestano a interpretazioni tanto varie quanto la natura stessa, e lasciano che i cuori austeri si foggino, se lo vogliono, una morale più alta, senza costringere le masse a precetti troppo rigidi per evitare che ne scaturiscano subito costrizione e ipocrisia. ([[Marguerite Yourcenar]])
*Le più importanti religioni della Terra si contraddicono a vicenda riguardo a molti punti. Non possono essere tutte perfette. E se fossero tutte sbagliate? È una possibilità, sapete. ([[Carl Sagan]])
*Le religioni hanno un ruolo centrale perché tutte, se tornano alle proprie origini, hanno qualcosa da dire sul rapporto tra esseri umani e natura. I leader religiosi dovrebbero essere una fonte di ispirazione per i loro fedeli anche in questo senso. ([[Margaret Atwood]])
*Le religioni possono esercitare un enorme potere sulle nostre menti e ingannarci in molti modi. Ma non hanno la minima influenza sul nostro corpo, che conosce perfettamente le nostre vere emozioni e insiste affinché le rispettiamo. ([[Alice Miller]])
*Le religioni si limitano a offrire un sostegno morale, una sorta di assicurazione contro i fallimenti. Perché darsi tanto da fare se tutto ciò che manca sarà compensato nell'altro mondo? (''[[I sopravvissuti]]'')
*Le religioni sono un po' come dei rimedi. I rimedi mostrano la loro efficacia quando si è malati, non quando si è in buona salute. ([[Tenzin Gyatso]])
*Le religioni storiche mondiali portano nel sangue un presentimento delle insidie della massa. […] Ciò che esse desiderano è, al contrario, un gregge duttile. È consueto considerare i fedeli come pecore e lodarli per la loro ubbidienza. ([[Elias Canetti]])
*Le sacre Scritture sono benefiche nello stimolare il desiderio di realizzazione interiore, se si assimila lentamente un versetto alla volta. Il continuo studio intellettuale finisce con l'alimentare la vanità e la falsa soddisfazione di un sapere non digerito. ([[Sri Yukteswar]])
*Lo spirito religioso si adatta ad ogni nuova scoperta, dopo averla demonizzata di anatema. Rettifica, riscrive, reinterpreta. […] La logica clericale macina ogni contraddizione e annulla la rimozione di ieri, ormai inservibile, con nuove e più sofisticate rimozioni. ([[Paolo Flores d'Arcais]])
*Ma non basta che attorno alla religione sia stata intenzionalmente creata una cortina di noncuranza e di ignoranza; ora la fede diventa oggetto di continui attacchi. È significativa la battuta del Nobel [[Steven Weinberg]], che oltretutto è un cosmologo e non un sociologo: «Ci sono persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive, ma se volete trovare gente buona che faccia cose cattive, rivolgetevi alla religione». In alcuni Paesi, questa frase è diventata quasi un proverbio e viene ripetuta dai media e nei bar. È stupefacente che se ne esca con una simile battuta un uomo come Weinberg, che ha vissuto gran parte della sua vita in un secolo, il XX, che ha conosciuto i regimi più oppressivi della storia. È questa l'obiezione che io muovo appena qualcuno tira fuori la battuta di Weinberg. E ottengo, invariabilmente, la seguente risposta: «Ma il comunismo era una religione!». Insomma, per alcuni, la parola "religione" è diventata sinonimo di irrazionalità e addirittura di assassinio. In pratica, c'è ormai chi intende per "religione" un complesso di credenze che può indurre persone buone e pacifiche (che non ucciderebbero neanche una mosca, che so, per conseguire un guadagno personale), a trasformarsi in killer per una "causa". Un modo di pensare abbastanza grossolano, questo. Al quale va mossa un'altra obiezione ancora: [[Adolf Hitler|Hitler]], [[Stalin]], [[Pol Pot]], [[Mao Tse-tung|Mao]], eccetera, erano tutti nemici della religione. ([[Charles Taylor]])
*Mi considero antireligioso perché la religione è il non pensiero. O meglio, è un pensiero preconfezionato. ([[Giordano Bruno Guerri]])
*Mi sono convinto che ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico. ([[Umberto Veronesi]])
*Molto di ciò che finora è andato sotto il nome di religione conteneva in sé un atteggiamento d'inconscia ostilità verso la vita. La vera religione deve insegnare che la vita è colma di gioie che rallegrano l'occhio di Dio, e che la conoscenza senza l'azione è vuota. Ciascuno deve accorgersi che l'insegnamento di una religione solo per mezzo di regole ed esempi altrui è un imbroglio. Un insegnamento giusto e corretto si riconosce facilmente. S'intuisce subito, perché risveglia in te una sensazione di qualcosa che hai sempre conosciuto. ([[Frank Herbert]])
*Nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini. ([[Papa Francesco]])
*Niente dimostra l'isolamento della [[sinistra]] dalla gente quanto la derisione della religione, che per la maggior parte degli uomini rimane una caratteristica vitale della loro identità. ([[Camille Paglia]])
*Niente è più specifico all'uomo della capacità di religione e del senso di una divinità. ([[Benjamin Whichcote]])
*Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica, incosciente e snobistica del passato. (''[[Manifesti futuristi|Manifesto dei Pittori futuristi]]'')
*Non c'è nulla di più ingannevole di una religione falsa che è spesso celata sotto un abito attraente. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Spurio Postumio Albino (console 186 a.C.)|Spurio Postumio Albino]])
*Non ci sia religione diversa da quella che consiste nell'abolire completamente la tirannide e il culto degli dèi e dei loro idoli. ([[Jean Meslier]])
*Non combattete mai con la religione, né con le cose che pare che dependono da Dio; perché questo obietto ha troppa forza nella mente degli sciocchi. ([[Francesco Guicciardini]])
*Non esiste religione senza amore. La gente può dire tutto quello che vuole sulla propria religione, ma se non ne ricava un insegnamento che la porti a essere buona e ad aprire il proprio animo a tutte le creature, allora è soltanto una truffa. ([[Anna Sewell]])
*Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un'eccezione. ([[Richard Dawkins]])
*Non sono praticante, ma penso che le radici della [[musica]] affondino nella religione. E questo non vuol dire essere religiosi; è che per capire la musica non basta suonare bene, condurre una vita ascetica tutta dedicata al concertismo: bisogna sapere da dove vengono quelle idee che risuonano nelle note. ([[Murray Perahia]])
*Non vi può essere [[pace]] tra le [[nazione|nazioni]] senza la pace tra le religioni; non vi può essere pace tra le religioni senza il [[dialogo]] tra le religioni. ([[Hans Küng]])
*Oggi, le costrizioni imposte dall'economia internazionale e dallo sviluppo tecnologico creano spesso un sentimento di fatalità. La fiducia di poter gestire e migliorare queste costrizioni diminuisce, e dunque viene meno la ragione medesima della politica. Si ritorna allora al religioso per attendere una salvezza che venga dal di fuori, o per consenso a una situazione che sfugge al controllo umano, o per un ritorno a convinzioni interiori che non possono più tradursi in interventi socio-politici. Il religioso sarebbe la radicalizzazione di una impotenza storica. Comunque sia [...], rimane un problema centrale che schematizzerei brutalmente così: il religioso manifesta interrogativi fondamentali, ma non è più capace di gestirli. ([[Michel de Certeau]])
*Ogni [[morale|moralità]] trae la sua origine dalla religione, perché la religione è soltanto la formula della moralità. ([[Fëdor Michajlovič Dostoevskij]])
*Ogni religione degna di questo nome consacra il suo massimo altare al Dio sconosciuto e inconoscibile; ogni religione, che non si abbassi a fantasie mitologiche, è una forma di agnosticismo, in quanto pone il suo oggetto supremo quale altro dal soggetto e ad esso contrapposto come il necessario al contingente, l'infinito al finito, l'assoluto al relativo. ([[Cesare Ranzoli]])
*Ogni religione è repressiva. ([[Richard Wright (scrittore)|Richard Wright]])
*Ogni religione è vera. Dio può essere raggiunto da ogni religione. I fiumi scorrono in direzioni diverse ma si riversano tutti nel mare. Nel mare essi sono un'unità. ([[Ramakrishna]])
*Ogni religione ha inizio da motivazioni razionalistiche. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ogni religione monoteistica finisce col perseguitare gli altri, e ucciderli perché non li accetta. È accaduto in ogni periodo storico, e accade ancora oggi. ([[Philip Pullman]])
*Ogni volta che la religione ha assunto il potere legislativo, storicamente il risultato è sempre stato un'automatica violazione dei diritti umani e un attacco all'educazione fattuale. ([[Aron Ra]])
*Osserva la religione che dagli avi ti fu tramandata, ma pensa essere splendidissimo sagrificio ed il più grande dei culti mostrarsi ottimo e giustissimo: poiché è più credibile che Dio immortale accolga i voti dell'uomo fornito di tali qualità di quello che di chi tutta la religione fa dipendere da pingui sagrificii. ([[Isocrate]])
*Ovunque è un sacrificio per il bene degli altri, ovunque è la disposizione morale da preferire al tradimento lucroso di un'idea la morte squallida per quell'idea, ivi è religione. ([[Piero Calamandrei]])
*Parlando in senso generale, le religioni dell'Oriente, e in particolare il taoismo e il buddhismo, fedi non teistiche, seguono il sentiero della conoscenza, della gnosi e della comprensione, mentre le religioni teistiche, postulando un Dio personale, scelgono il sentiero della devozione e del sacrificio: la via della bhakti. Le religioni teistiche, per definizione, devono dunque postulare l'esistenza di un Dio Creatore, dogma dal quale le tradizioni non teistiche si dissociano nettamente, sostenendo che la divinità è di per sé al di là di qualsiasi definizione e comunque al di là della sfera in cui agisce la mente umana; tale atteggiamento, peraltro, si riscontra pure – lo vedremo più oltre – nelle affermazioni dei mistici cristiani e Sufi. ([[Jean Campbell Cooper]])
*Pensateci, la religione attualmente convince la gente che c'è un uomo invisibile. Che vive nel cielo e guarda quello che fai in ogni minuto di ogni giorno. E l'uomo invisibile ha una lista speciale di 10 cose che non vuole che tu faccia. Se farai anche solo una di queste cose ha pronto un posto speciale per te, pieni di fuoco e fiamme e fumo e tortura e angosce dove vivrai per sempre e soffrirai e brucerai e griderai fino alla fine dei tempi. Ma lui ti ama. ([[George Carlin]])
*Penso che la religione offra un rifugio per camuffare un elevato numero di disordini cognitivi e psichiatrici, oltre che alcune aberrazioni sociali. Ciò non significa che la religione sia una malattia mentale, indipendentemente da quanto possano essere accurate le analogie del Dio virus. ([[Aron Ra]])
*Perché devo dirvi la verità gente, devo dirvi la verità. Quando parliamo di stronzate, enormi, gigantesche stronzate, dobbiamo rimanere in rispettosa osservazione, del campione di tutti i tempi di false promesse ed esagerazioni: la religione. (''[[Zeitgeist: the Movie]]'')
*Più che di discussione, la religione è argomento di decisione. ([[Fulton J. Sheen]])
*[[Poesia]] e religione sono sorelle e nei primi periodi della loro vita procedono tanto unite e tanto paiono una cosa sola che mal si riesce a cogliere e definire il limite che le separa. Questa difficoltà soprattutto s'incontra in quel periodo di spontaneità istintiva in cui niuna di esse ha ancora acquistato la coscienza di sé: la religione non ha subìto l'influsso della speculazione, la poesia non sì è ancora determinata come arte. ([[Domenico Comparetti]]
*Prima della nascita della [[ragione]], che è cosa recente essendo nata 2500 anni fa con la [[filosofia]] (la quale, per distinguersi dalla teologia ha sempre ragionato "come se Dio non fosse"), la religione era un tentativo di reperire dei nessi causali per difendersi dall'imprevedibile e dall'ignoto che ha sempre terrorizzato l'uomo e generato angoscia. ([[Umberto Galimberti]])
*Quando le fantasie della religione e la loro perversione affine toccano le pulsioni dell'inconscio, il mostruoso non è distante. ([[George Steiner]])
*Se c'è un [[Dio]], l'[[ateismo]] deve sembrargli una minore ingiuria che la religione. ([[Edmond e Jules de Goncourt]])
*Se dunque esiste una verità che la [[storia]] ha reso indubbia, questa è proprio l'estensione sempre minore della porzione di vita sociale che la religione ricopre. In origine essa si estendeva su tutto; tutto ciò che era sociale era religioso; i due termini erano sinonimi. In seguito, a poco a poco, le funzioni [[politica|politiche]], [[economia|economiche]], [[scienza|scientifiche]] si sono rese indipendenti dalla funzione religiosa, costituendosi a parte e assumendo un carattere temporale sempre più accentuato. [[Dio]] – per così dire – che in principio era presente a tutte le relazioni umane, si ritira progressivamente da esse; abbandona il mondo agli uomini e alle loro controversie. ([[Émile Durkheim]])
*Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l'andar del tempo, i credenti. ([[Leo Longanesi]])
*Se oggi i popoli civili più non credono che il sole, ogni sera, si tuffi nell'oceano, non è certo merito della religione. ([[Vilfredo Pareto]])
*Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà. ([[Richard Dawkins]])
*Sì, cittadini, la religione è incompatibile col sistema della libertà; l'avete sentito. L'uomo libero non s'inchinerà mai davanti agli dei del cristianesimo; mai i suoi dogmi, i suoi riti, i suoi misteri o la sua morale converranno ad un repubblicano. Ancora uno sforzo! Dal momento che vi date da fare per distruggere tutti i pregiudizi, non lasciatene in vita nessuno, perché anche uno solo è sufficiente a farli ritornare tutti. ([[Donatien Alphonse François de Sade]])
*Si fa quindi ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio per gli esseri umani, quando si nega ad essi il libero esercizio della religione nella società, una volta rispettato l'ordine pubblico informato a giustizia. (''[[Dignitatis Humanae]]'')
*Si può cantare tutto lo scibile della storia sacra e non cogliere un solo rigo di religiosità operante come arte, e si può non nominare una sola volta il nome di Dio, facendo tuttavia poesia religiosa. ([[Pietro Mignosi]])
*Si può considerare la religione una malattia a trasmissione sessuale, poiché se dreni dalla religione e dalle sue vittime il senso di colpa sessuale che inculca, la religione collassa e con essa i criminali in abiti talari che di secolo in secolo hanno perfezionato questo senso di colpa e il loro dominio sull'immenso parco buoi e vacche da riproduzione che chiamiamo umanità facendoci a sragione un torto e un merito irreparabili. ([[Aldo Busi]])
*Solo coloro che antepongono la fede religiosa alle convinzioni fondate sul ragionamento e sulle prove possono ancora sostenere che la specie umana sia la specie prediletta dell'intero universo, o che gli altri animali siano stati creati per provvederci di cibo, o che abbiamo una divina autorità su di essi nonché il divino permesso di ucciderli. ([[Peter Singer]])
*Solo l'uomo è stato fornito di quella scienza che gli permette di comprendere la religione, e questa è la principale o l'unica differenza che intercorre fra l'uomo e le [[animale|bestie]]; infatti tutte le altre cose che sembrano essere proprie degli uomini, se non sono eguali anche nelle bestie, sembrano essere per lo meno simili. ([[Lattanzio]])
*Tante volte la religione è un fatto pubblico e l'impegno della Chiesa cattolica nella vita sociale è essenziale anche da un punto di vista della società civile. ([[Giorgio Napolitano]])
*Tanto più le religioni e le fedi corrono il rischio di contrapporsi violentemente le une alle altre, tanto più è urgente un dibattito sulle religioni che prescinda dalle fedi. Gli specialisti debbono poter esprimere le loro ipotesi senza condanne, a proposito di ogni credo religioso". ([[Mauro Pesce]])
*Tra le più importanti idee direttive d’una civiltà si trovano le idee religiose. Dalla variazione delle credenze religiose è indirettamente nata la maggior parte degli avvenimenti storici. La storia dell'umanità è parallela a quella dei suoi dei. La nascita di nuovi dei ha sempre segnato l'aurora di una nuova civiltà. Codesti figli dei nostri sogni hanno tale potenza che persino il loro nome non può mutare senza che il mondo ne sia immediatamente sconvolto. ([[Gustave Le Bon]])
*Trasferimento di paura e disprezzo di sé stessi, uniti a un tramite autoritario. È una catarsi. Lui assorbe la loro paura con la sua oratoria. Per questo motivo, è efficace in proporzione al numero di certezze che riesce a proiettare. Alcuni antropologi linguistici pensano che la religione sia un virus del linguaggio, che riscrive percorsi nel cervello e offusca il pensiero razionale. (''[[True Detective]]'')
*Tre sono le credenze religiose collocate sopra tutte le altre nella universalità dei comuni giurati: la vita è bella e degna che severamente e magnificamente la viva l'uomo rifatto intiero nella libertà; l'uomo intiero colui che sa ogni giorno inventare la sua propria virtù, per ogni giorno offrire ai suoi fratelli un nuovo dono; il lavoro, anche il più umile, anche il più oscuro, se sia bene eseguito, tende alla bellezza e orna il mondo. ([[Luigi Grande]])
*Tutte le chiese, tutte le comunità religiose mancano del contrassegno più importante della [...] Verità. Essendo fondate su una fede rivelata ed essendo perciò legate ad una serie di specifici eventi storici, sono prive di validità universale. È sostanzialmente inutile ricercare tra le varie tradizioni religiose quale sia la religione vera: quel che importa è agire bene. Compiere il Bene, la Virtù, per amore del Bene stesso relativizza non tanto la verità bensì l'esistenza delle singole comunità religiose, le quali si presentano ormai più come un ostacolo che come una via al conseguimento dell'unica religione morale, la sola davvero uguale per tutti. ([[Immanuel Kant]])
*Tutte le forme di religione organizzata si somigliano dal punto di vista sociale per alcuni aspetti. Ciascuna di esse pretende di essere l'unica custode dell'autentica verità. Ciascuna pretende di pronunciarsi in quanto suprema autorità su tutte le questioni etiche. E ciascuna ha richiesto, preteso, o ordinato allo Stato di sottoscrivere il suo specifico sistema di [[proibizione|divieti]]. Nessuna Chiesa ha mai rinunciato alla rivendicazione di esercitare per diritto divino un controllo assoluto sulla vita morale dei cittadini. Se la Chiesa è troppo debole, ricorre a mezzi indiretti per trasformare il proprio credo e le proprie regole in legge. Se è forte, si serve della tortura. ([[Robert Anson Heinlein|Robert Heinlein]])
*Tutte le religioni non sono che l'adattamento, il rimodernamento e la trasformazione di religioni precedenti la cui storia, regredendo nel tempo, ci riporta a quell'animismo che fu la prima base delle credenze umane, animismo che a sua volta deriva dalla [[superstizione]] e dall'[[ignoranza]] che portò i primitivi a temere l'incognito. ([[Luigi Cascioli]])
*Tutte le religioni coi loro dèi, i loro semidei e i loro profeti, i loro messia e i loro santi, furono create dalla fantasia credula degli uomini non ancora giunti al pieno sviluppo ed al pieno possesso delle loro facoltà intellettuali. ([[Michail Aleksandrovič Bakunin]])
*Tutte le religioni si dicono venute da Dio, ma esse sono uscite da la coscienza dei popoli e si mutano necessariamente come essa coscienza si muta. ([[Luigi Settembrini]])
*Tutte le religioni sono buone le quali fanno buoni gli uomini; ed il modo in cui un individuo dovrebbe provare che il suo metodo di venerare Dio è il migliore, è di essere lui stesso migliore di tutti gli altri uomini. ([[Percy Bysshe Shelley]])
*Tutto è religione quello che dimostra la transitorietà dell'uomo ma la perpetuità dei suoi ideali. ([[Piero Calamandrei]])
*Tutto il mondo soffre di avere perduto la religione. E quasi tutta la [[poesia]] di oggi non è, in un modo o nell'altro, che il rimpianto di una religione perduta. ([[Mario Soldati]])
*Un'universale, naturale nostalgia dell'umanità muove verso la soluzione di queste domande, e il fatto che la religione sia un fenomeno così comune nella storia dei popoli al pari della formazione dello Stato ne è un'eloquente testimonianza. Che cos'è, infatti, la religione se non un surrogato di una filosofia che spiega il mondo riconducendolo al suo fondamento ultimo, divino e agli scopi del suo ordinamento? ([[Franz Brentano]])
*Un po' di filosofia porta la mente degli uomini all'ateismo, ma molta filosofia riporta le menti degli uomini verso la religione. ([[Francis Bacon]])
*Un uomo può ignorare d'avere una religione, come può ignorare d'avere un cuore, ma senza religione, come senza cuore, l'uomo non può esistere. ([[Lev Tolstoj]])
*''Una religione cattiva è sempre una religione: | e si scatena contro ciò che non vuol esserlo. | O che lo fu: ma sempre facendo, della mancanza | di carità, il suo fondamento: la sua azione, | ossessa – le sue opere – | furono sempre senza carità – nacquero sempre | ''dalla volontà'', ''mai dalla grazia''.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo [[eresia|eretico]]. ([[Ezra Pound]])
*Una religione è tanto meno vera quanto più è nazionale, cioè mista a scorie. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
===[[Samuel Butler]]===
*Ma ad Ernesto pareva che la religione non fosse compatibile con le mezze misure o anche solo con i compromessi.
*Religione significa soltanto che una cosa è fissata così fermamente che niente può spostarla. È il tentativo di stabilire i primi principi con tale autorità che nessuno voglia riconsiderarli di testa sua e non lo sfiori mai il dubbio, neanche minimo, in questo campo. È il tentativo di fare un investimento assolutamente sicuro, ma questo investimento non può essere fatto anche se l'interesse è bassissimo – e, nel caso della religione, è il più basso possibile.
*Vi è una religione i cui seguaci possano essere indicati come nettamente più amabili e degni di fiducia di quelli di ogni altra? Se fosse così, questo risolverebbe il problema.
===[[Caparezza]]===
*''C'è una scienza dietro le religioni: | il testo epico, l'impianto scenico, | nuove barriere, nuove prigioni, | non mi immedesimo, confusianesimo.''
*Caro Diario, di che religione sono? Lo chiedo a te perché non riesco a dare risposta a questa domanda, soprattutto quando è posta nella stessa maniera in cui si chiede a qualcuno per che squadra tifa. (''[[Saghe mentali]]'')
*''Forse sarà l'età | ma voglio un culto da osservare per essere libero di privarmi della mia libertà.''
===[[Emil Cioran]]===
*Abbiamo un bisogno profondo che ci sia qualcuno molto al di sopra di noi, che abbia pietà di noi. È questa l'origine della religione, non bisogna cercarla altrove.
*La religione è un'arte di consolare.
*La religione è un sorriso che plana sopra un non-senso generale, un profumo residuo sopra un'onda di nulla. È per questo che, quando è a corto di argomenti, la religione ripiega sulle lacrime.
*Mi intendo pienamente soltanto con quelli che, senza essere credenti, hanno attraversato una crisi religiosa da cui sono rimasti segnati per sempre. La religione – come contrasto interiore – è la sola via per bucare, perforare lo strato delle apparenze che ci separa dall'essenziale.
===[[Daniel Dennett]]===
*Le religioni si trasmettono culturalmente, attraverso il linguaggio e il simbolismo, non certo attraverso i geni.
*Potremmo scoprire che le religioni sono una specie di simbionti culturali che prosperano saltando da un portatore a un altro. Potrebbero essere mutualisti: rinforzare la fitness umana o addirittura rendere possibile la vita umana, proprio come fanno i batteri nel nostro intestino. Oppure, potrebbero essere commensali: cioè neutrali, né buoni né cattivi nei nostri confronti, ma disposti a stare a guardare. O infine potrebbero essere parassiti: replicatori nocivi che faremmo meglio a non avere (almeno per quanto ne va del nostro interesse genetico) ma che è difficile eliminare, perché si sono evoluti davvero bene per contrastare le nostre difese e incrementare la loro propagazione.
*Sistemi sociali i cui partecipanti affermano di credere in uno o più agenti soprannaturali di cui bisogna cercare l'approvazione.
===[[Albert Einstein]]===
*Difficilmente troverete uno spirito profondo nell'indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità.
*Fu l'esperienza del [[mistero]] – seppure mista alla paura – che generò la religione. Sapere dell'esistenza di qualcosa che non possiamo penetrare, sapere della manifestazione della ragione più profonda e della più radiosa bellezza, accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più elementari – questo sapere e questa emozione costituiscono la vera attitudine religiosa; in questo senso, e solo in questo, sono un uomo profondamente religioso.
*La mia religione consiste in una umile ammirazione dello spirito superiore e infinito, il quale si rivela nei dettagli minuti che riusciamo a percepire con le nostre menti fragili e deboli. Ecco la mia idea di Dio, la convinzione profondamente emotiva della presenza di una razionalità suprema che si rivela nell'universo incomprensibile.
*Non ho trovato una parola migliore di "religione" per definire la fiducia nella natura razionale della realtà, per quanto sia accessibile alla ragione. Ogni volta che questo sentimento è assente, la scienza degenera in un piatto empirismo.
*Per me la religione ebraica, così come tutte le altre religioni, è una incarnazione delle più infantili superstizioni.
*Se i fedeli delle attuali religioni volessero davvero pensare e agire nello spirito dei fondatori di queste religioni, allora non esisterebbe alcuna ostilità causata dalla religione tra i seguaci delle differenti fedi. Perfino i conflitti in campo religioso si rivelerebbero insignificanti.
*Quale il significato della vita umana o di quella, in genere, di ogni altra creatura? Conoscere una risposta a questa domanda significa essere religiosi. Vi domanderete: vale dunque la pena di porla? Io rispondo: chiunque consideri la propria e l'altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere.
===[[Sigmund Freud]]===
*Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.
*La religione [[Totemismo|totemica]] è sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un'ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui è iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l'umanità.
*S'impone allora l'idea che la religione sia paragonabile a una nevrosi infantile, ed è abbastanza ottimista da supporre che l'umanità supererà tale fase nevrotica al modo stesso in cui, crescendo, molti bambini guariscono dalla loro analoga nevrosi.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*Il miscredente immagina che la religione voglia dare soluzioni, mentre il credente sa che promette solo di moltiplicare enigmi.
*La religione non è nata dall'esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le [[cattedrale|cattedrali]] non sono state edificate per incentivare il turismo.
*La religione non spiega nulla, complica tutto.
*Ogni religione altrui oscilla tra il ridicolo e il diabolico.
===[[James Harrington]]===
*L'uomo può esser definito definito un animal religioso, che un animal ragionevole, se si consideri, che negl'altri animali v'ha qualche cosa di ragionevole; ma nulla vi si trova di religioso.
*La maggior parte degli uomini, o il loro maggior numero si lascia guidare in fatto di religione da una direzion comune.
*Quando la religione è semplice, spoglia da ogni interesse, e per conseguenza non coercitiva, allora è vera, o nulla almeno si oppone, perché sia tale.
===[[Christopher Hitchens]]===
*Il livello d'intensità fluttua a seconda dei tempi e dei luoghi, ma è una verità incontestabile che la religione non si accontenta – e sul lungo periodo non può farlo – delle proprie straordinarie pretese e delle proprie sublimi certezze. Essa deve cercare di interferire con la vita dei non credenti, degli eretici o degli adepti delle altre fedi. Può parlare di beatitudine nell'altro mondo, ma vuole il potere in questo. E non c'è da aspettarsi altro. In fin dei conti è un prodotto esclusivamente umano. E non avendo fiducia in ciò che essa stessa predica non può consentire alla coesistenza delle altre fedi.
*La religione proviene dalla preistoria umana quando nessuno — nemmeno il poderoso Democrito, secondo cui tutta la materia era fatta di atomi — aveva la minima idea di come le cose funzionassero. Essa ci arriva dall'infanzia vociante e timorosa della nostra specie, ed è un tentativo puerile di dare risposta al nostro ineludibile bisogno di conoscenza (e anche di calore, di rassicurazione e di altri bisogni infantili).
*Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma alla fede religiosa in sé e per sé.
===[[Paul Henri Thiry d'Holbach]]===
*Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L'incertezza in cui l'uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione.
*In breve, chiunque accetterà di consultare il buon senso sulle credenze religiose, si accorgerà facilmente che tali credenze non hanno alcun solido fondamento; che ogni religione è un castello in aria.
*In fatto di religione, gli uomini non sono che dei grandi bambini. Più una religione è assurda e piena di stranezze, più acquista diritti su di loro. Il devoto si crede obbligato a non porre alcun limite alla propria credulità: più le cose sono inconcepibili, più gli sembrano divine; più sono incredibili, più egli s'immagina che il credervi sia un merito.
*Le credenze religiose degli uomini di ogni paese sono antichi e durevoli relitti dell'ignoranza, della crudeltà, dei terrori e della ferocia dei loro antenati.
===[[Karl Marx]]===
*''L'uomo fa la religione'', e non la religione l'uomo.
*La critica della religione è il presupposto di ogni critica.
*La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'''[[oppio]]'' del popolo.
*La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo ''point d'honneur'' spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne compimento, il suo universale fondamento di consolazione e di giustificazione. Essa è la ''realizzazione fantastica'' dell'''essenza umana'', poiché l'essenza umana non possiede una realtà vera.
*La religione è soltanto il sole illusorio che si muove intorno all'uomo, fino a che questi non si muove intorno a se stesso.
===[[Vittorio Messori]]===
*L'[[ebraismo]] – come è stato detto, seppure in modo un po' semplificato – è la religione della ''speranza''; il [[cristianesimo]] della ''carità''; l'[[islam|islamismo]] della ''fede''.
*Tutti sanno che non si combatte una religione che per costruirne un'altra.
*Unica tra le religioni, il [[cristianesimo]] non annuncia solo la salvezza dell'anima, la sopravvivenza dello «spirito», bensì pure la [[risurrezione|risurrezione della carne]].
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Ciò che nella religiosità degli antichi Greci fa stupire, è la smisurata pienezza di gratitudine che da essi prorompe – è una nobilissima specie di uomini quella che si pone ''in questo modo'' dinanzi alla natura e alla vita! – più tardi, quando in Grecia la plebe divenne preponderante, la ''paura'' allignò a dismisura anche nella religione; si andava preparando il [[cristianesimo]].
*È il timore profondamente sospettoso di un pessimismo immedicabile che costringe interi secoli ad attaccarsi coi denti a una interpretazione religiosa dell'esistenza; la paura di quell'istinto, il quale presagisce che si potrebbe essere ''troppo presto'' in possesso della verità, prima che l'uomo sia diventato abbastanza forte, abbastanza duro, abbastanza artista ... La religiosità, la "vita in Dio", considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del ''timore'' della verità, l'adorazione e l'ebbrezza dell'artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il vero, la volontà di non verità a qualsiasi prezzo.
*Le religioni sono affari per la plebe, io ho bisogno di lavarmi le mani dopo il contatto con uomini religiosi.
===[[Giuseppe Rensi]]===
*La religiosità e il vizio, insieme, sono l'indice che la vita sociale è diventata così triste e cattiva da non essere più tollerabile e da richiedere quindi una forma di stordimento, lo stupefacente vino o cocaina, o la stupefacente religione, che giovi a farci deviare l'attenzione da essa e a farci riporre, in un modo o nell'altro, fuori di essa, il fondamento d'ogni nostra possibile contentezza.
*Ogni religione è dimostrata falsa dalla stessa religione; cioè o dalla religione successiva o da altre contemporanee. Tutte dunque sono false.
*Religione è nient'altro che solidarietà con le forze del bene contro quelle del male. […] Se religione è nient'altro che solidarietà con le forze del bene contro queste forze del male, è la resistenza opposta a tale forze del male o l'adesione ad esse che rivela se un uomo sia religioso o no. Da ciò si scorge quale sia nella vita sociale l'atteggiamento veramente religioso. Dove manca tale atteggiamento, non v'è religione, ma chiacchiera di religione.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
*Le religioni sanno di rivolgersi non già alla convinzione con delle ragioni, bensì alla fede con delle rivelazioni. L'età più propizia per queste ultime è la fanciullezza; per conseguenza esse hanno soprattutto cura di impadronirsi di questa tenera età.
*Le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell'oscurità.
*Le religioni sono figlie dell'ignoranza, che non sopravvivono a lungo alla loro madre. L'ha capito Omar quando fece incendiare la biblioteca di Alessandria.
*Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di cosa parli, infatti le religioni, tutte, sono prodotti artificiali.
===[[Paul Tillich]]===
*La religione è il fatto di essere presi da un interesse ultimo.
*La religione è la sostanza della [[cultura]], la cultura è la forma della religione.
*La religione è la sostanza, il fondamento e la profondità della vita spirituale dell'uomo. [...] Essere religiosi significa interrogarsi appassionatamente sul senso della nostra vita ed essere aperti alle risposte, anche se esse ci scuotono in profondità.
*La religione non è una funzione accanto alle altre, ma è l'orientamento, che sostiene tutte le funzioni dello spirito verso l'incondizionato.
==[[Proverbi italiani]]==
*A chi crede non duole la morte.
*Chi ha religione, non va in prigione.
*Ciascuno crede che la sua religione sia la migliore.
*I veri predicatori danno frutti e non fiori.
*L'italiano è cerimonioso nella religione, il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
*La religione non muore.
*Vi sono al mondo settantadue religioni e una mezza: quella degli zingari.
==[[Modi di dire italiani]]==
*Non c'è più religione.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{MultiCol}}
*[[Animismo]]
*[[Buddhismo]]
*[[Cattolicesimo]]
*[[Cristianesimo]]
*[[Ebraismo]]
*[[Induismo]]
*[[Islam]]
*[[Paganesimo]]
*[[Protestantesimo]]
*[[Shintoismo]]
*[[Taoismo]]
{{ColBreak}}
*[[Agnosticismo]]
*[[Ateismo]]
*[[Intolleranza religiosa]]
*[[Irreligiosità]]
{{ColBreak}}
*[[Dèi]]
*[[Dio]]
*[[Fede]]
*[[Libertà religiosa]]
*[[Sacro]]
*[[Scienza e religione]]
*[[Spiritualità]]
*[[Teocrazia]]
*[[Teologia]]
{{EndMultiCol}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|wikt|s=:Categoria:Testi_religiosi_in_ordine_alfabetico|s_oggetto=testi|s_preposizione=|s_etichetta=religiosi|n=portale:religione}}
[[Categoria:Fede e culto]]
[[Categoria:Religione| ]]
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Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York
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2026-08-31T12:56:57Z
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York
|titolooriginale=Home Alone 2: Lost in New York
|paese=Stati Uniti
|anno=1992
|genere=commedia
|regista=[[Chris Columbus]]
|sceneggiatore=[[John Hughes]]
|attori =
*[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister
*[[Joe Pesci]]: Harry Lime
*[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants
*[[Brenda Fricker]]: Signora dei piccioni
*[[John Heard]]: Peter McCallister
*[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister
*[[Tim Curry]]: Hector, il concierge
*[[Rob Schneider]]: Cedrick, il facchino
*[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister
*[[Eddie Bracken]]: Signor E. F. Duncan
*[[Gerry Bamman]]: Zio Frank McCallister
*[[Terrie Snell]]: Zia Leslie McCallister
*[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister
*[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister
*[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister
*[[Maureen Elisabeth Shay]]: Linnie McCallister
*[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister
*[[Diana Rein]]: Sondra McCallister
*[[Senta Moses]]: Tracy McCallister
*[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister
*[[Fred Krause]]: Ufficiale Cliff
*[[Dana Ivey]]: portinaia del Plaza Hotel
*[[Ralph Foody]]: Gangster Johnny (in ''Angels with Even Filthier Souls'')
|doppiatoriitaliani =
*[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister
*[[Saverio Moriones]]: Harry Lime
*[[Mino Caprio]]: Marv Merchants
*[[Marzia Ubaldi]]: Signora dei piccioni
*[[Carlo Valli]]: Peter McCallister
*[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister
*[[Massimo Dapporto]]: Hector il concierge
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Cedrick il fattorino
*[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister
*[[Pino Ferrara]]: Signor E. F. Duncan
*[[Armando Bandini]]: Zio Frank McCallister
*[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister
*[[Mario Milita]]: Ufficilale Cliff
*[[Renato Cortesi]]: Gangster Johnny (tv)
|note=
}}
'''''Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York''''', film statunitense del 1992 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|A Fuller, sottraendogli la soda}} Ehi, piano con i beveraggi! I pannolini sono in valigia! ('''Frank McCallister''')
*Come può essere Natale senza un [[albero di Natale]], mamma?! ('''Kevin McCallister''')
*Quando capitate da queste parti, godetevi un soggiorno degno di un re! Provate l'esperienza del Plaza Hotel, l'albergo più eccitante di New York! Per prenotazioni telefonate al numero 1-800-65321! {{NDR|[[Pubblicità dai film|spot pubblicitario]] del Plaza Hotel di New York}}
*C'è lo zio Frank che si fa la doccia. Ha detto che se entro là dentro e lo vedo nudo mi si blocca la crescita e non sarò mai un uomo. Non capisco il perché. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Fuori di qui, piccolo ficcanaso pervertito, o te le suono di santa ragione! {{NDR|Kevin se la svigna}} Ah, sei proprio un fico, Frankie! ('''Frank McCallister''')
*{{NDR|La famiglia si è svegliata in ritardo, come nel film precedente, in coro}} Anche questa volta! Aaaah! ('''Kate e Peter McCallister''')
*{{NDR|Rattristito}} Oh, no... La mia famiglia è in Florida, e io a New York... {{NDR|sorridendo}} La mia famiglia è in Florida, e io... a New York! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Dopo aver infilato la mano con un guanto ricoperto di nastro adesivo nel secchiello delle offerte}} Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Al telefono, con voce rallentata per darle un tono più adulto}} Salve, sono Peter McCallister senior. Vorrei prenotare una stanza, prego. Con un letto molto grande, un televisore e uno di quei piccoli frigoriferi che si aprono con la chiave. Carta di credito? Ma certo! ('''Kevin McCallister''')
*No, non credo che Kevin sappia usare una carta di credito. ('''Kate McCallister''')
*{{NDR|Guardando terrorizzato il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls''}} Guarda che sta dicendo una balla! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Ah, andata e ritorno per Miami! Che c'è, hai sbagliato aereo, moccioso? ('''Marv Merchants''')
*Si può scherzare con un sacco di cose, ma non si può scherzare con i bambini malati. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kate che vuole andare in giro di sera a cercare Kevin}} Signora, ci sono centinaia di malintenzionati là fuori, armati fino ai... {{NDR|Kate lo schiaffeggia}} Si copra bene, perché si gela in strada... {{NDR|piagnucola dispiaciuto}} ('''Hector''')
*{{NDR|Dopo che Kevin li fotografa nel tentativo di svaligiare il negozio di giocattoli}} Ero pettinato, Harry? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prima di rompere la vetrina con un sasso, insieme al messaggio del signor Duncan}} Ci siamo. Comincia la battaglia. Un altro Natale in trincea... ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Maledicendo Kevin}} Boia, farabutto, mascalzone, pisciasotto! Io ti ammazzo! ('''Harry Lime''')
*{{NDR|Dopo tutte le torture che ha subito}} Comincio ad arrabbiarmi sul serio. {{NDR|starnutisce}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prendendo in giro Marv}} Un bambino riesce sempre a cavarsela. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Spero che i tuoi ti regalino una lapide per Natale! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|A Harry}} Era il rumore di una cassetta per gli attrezzi che rotolava giù per la scale! {{NDR|Harry e Marv mettono i loro nasi schiacciati}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Avrai anche vinto la battaglia, caccola, ma la guerra l'hai persa! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolta a Harry e Marv che tentano di uccidere Kevin con una pistola}} Lasciatelo andare! Kevin, scappa! ('''Signora dei piccioni''')
*Finiremo sui giornali, Harry! Ci pensi? Diventeremo famosi! ('''Marv Merchants''')
*Caro signor Duncan, ho rotto la sua vetrina per catturare quei mascalzoni. Mi dispiace. È assicurato? Se non lo è, le manderò un po' di soldi. Ammesso che torni a Chicago. Buon Natale, Kevin McCallister. P.s. Grazie per le tortorelle. ('''Lettera legata al sasso di Kevin McCallister''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Buzz McCallister''': Signore e signori della giuria, vorrei chiedere scusa alla mia famiglia per tutto il disagio che le ho procurato.<br>'''Kevin McCallister''': Come?!<br>'''Buzz McCallister''': Il mio è stato uno scherzo infantile, nonché inopportuno.<br>'''Frank McCallister''': Infantile o no, è stato maledettamente divertente! {{NDR|lui e Fuller ridono}}<br>'''Buzz McCallister''': E vorrei chiedere scusa anche a mio fratello. Kevin, ti chiedo scusa.<br>'''Kate McCallister''': Ah, Buzz, sei stato molto carino. {{NDR|applausi da parte di tutta la famiglia}} Kevin, non hai niente da dire?<br>{{NDR|Tutti guardano male Kevin}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|sussurrando a Kevin}}: Ti ho fregato, brutto piantagrane!<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiedo scusa! L'ho fatto perché Buzz mi ha umiliato! E siccome lui la fa sempre franca, l'ho voluto punire! Me ne infischio se il vostro viaggio idiota in Florida sarà un fiasco! Quando mai si va a passare il Natale ai Tropici?! È pazzesco!<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Peter McCallister''': Kevin, esci di qui e stanotte dormirai in soffitta!<br>'''Fuller''': Sì, con me. {{NDR|beve un sorso di soda}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono abituato agli incubi.<br>'''Frank McCallister''': Vedi di non rovinarmi il viaggio, piccolo intrigante! Tuo padre ci ha speso un bel po' di soldi!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|sarcastico}}: No, cercherò di non rovinarti il divertimento, signor Scroccone! {{NDR|se ne va, e i suoi parenti rimangono stupiti}}<br>'''Buzz McCallister''': Quello ha le pigne nel cervello!
*'''Kevin McCallister''': {{NDR|riferito a Buzz}} Mi ha chiamato "piantagrane" e poi non voleva scusarsi, ha solo recitato la commedia!<br>'''Kate McCallister''': D'accordo, allora perché non resti quassù a meditarci sopra? Quando sarai disposto a fare le scuse a Buzz e al resto della famiglia potrai riscendere.<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiederò mai scusa a Buzz! Preferirei baciare la tavoletta del water!<br>'''Kate McCallister''': Allora resterai quassù fino a domattina!<br>'''Kevin McCallister''': Bene! Tanto non voglio scendere! Non mi fido di nessuno in questa famiglia! E sai una cosa? Se avessi dei soldi miei andrei in vacanza per conto mio, da solo, senza nessuno di voi! Così potrei divertirmi come voglio io!<br>'''Kate McCallister''': [[Mamma, ho perso l'aereo|L'anno scorso sei stato esaudito.]] Non si sa mai.<br>'''Kevin McCallister''': Lo spero tanto!
* '''Kate McCallister''' {{NDR|distribuendo ai familiari i biglietti del volo per Miami nel pullmino dell'American Airlines}}: 8, 9, 10, 11, 12, 13...{{NDR|non vede Kevin nel pullmino}} Dov'è Kevin?!<br>'''Kevin McCallister''': 14. È meglio che lo tenga io il mio biglietto, sareste anche capaci di mollarmi!
*'''Peter McCallister''': Che ti succede, tesoro?<br>'''Kate McCallister''': La solita sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Abbiamo dimenticato qualcosa?<br>'''Kate McCallister''': No. Questa volta non credo, ma... Ho quella sensazione...<br>'''Peter McCallister''': Brutti ricordi, tutto qui. Abbiamo fatto tutto. Abbiamo portato tutto. Abbiamo portato tutti. Non c'è nulla di cui preoccuparsi.<br>'''Kate McCallister''': Sì... Sì, hai ragione.<br>'''Peter McCallister''': Eh... Non c'è nulla di cui preoccuparsi.
*{{NDR|La famiglia McCallister si passa i bagagli al nastro nell'area arrivi dell'International Airport di Miami}}<br>'''Peter McCallister''': E questa è di Kevin, dalla a Kevin.<br>'''Kate McCallister''': Da' questa a... {{NDR|Frank si rifiuta, perciò bassa il borsone a alla zia Leslie}} Da' questa a Kevin.<br>'''Leslie McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Tracy McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin.<br>'''Buzz McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Rod McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Sondra McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Megan McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Jeff McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Brooke McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Fuller''': Tieni, Kevin. {{NDR|si gira, ma anziché Kevin vede due anziani signori, allora passa nuovamente il bagaglio a chi ha di fianco}} Kevin non c'è.<br>'''Brooke McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Jeff McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Megan McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Sondra McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Rod McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Tracy McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Leslie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|sovrappensiero}}: Ok... Kevin non c'è.<br>'''Peter McCallister''' {{NDR|scioccato}}: Cosa?!<br>'''Kate McCallister''': Ahahah! {{NDR|poi si rende conto di aver smarrito Kevin un'altra volta}} Kevin! {{NDR|sviene}}
*'''Kate McCallister''': {{NDR|lasciare Kevin da solo}} Sta diventando una specie di tradizione nei viaggi della famiglia McCallister.<br>'''Peter McCallister''': Sembrerà strano, ma i bagagli non li perdiamo mai! {{NDR|ridono}}
*{{NDR|Harry e Marv, fuggiti di galera, si sono nascosti all'interno di un furgone che trasporta del pesce}}<br/> '''Harry''': Senti questo odore?<br/>'''Marv''': Sì!<br/>'''Harry''': Sai cos'è?<br/>'''Marv''': Pesce!</br>'''Harry''': È libertà!<br/>'''Marv''': No, è pesce!</br>'''Harry''': È liberta! Libertà e soldi!<br/>'''Marv''': Ok, ok, è libertà!</br>'''Harry''': Usciamo di qui prima che qualcuno ci veda.<br/>'''Marv''' {{NDR|borbottando tra sé}}: È pesce!
*'''Harry''': Una gran bella trovata: evadere dal carcere per rubare 14 cents a un Babbo Natale.<br/>'''Marv''': Tutto fa brodo! Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh?
*{{NDR|Entrando nel Plaza Hotel}}<br>'''Kevin McCallister''': Mi scusi, la portineria?<br>'''Passante''':<ref>Interpretato da [[Donald Trump]], proprietario a quel tempo proprio del Plaza Hotel.</ref> In fondo al corridoio, a sinistra.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie.
*'''Cedrick''': Sa, [[Herbert Hoover]] una volta ha dormito a questo piano.<br>'''Kevin McCallister''': Quello degli aspirapolvere?<br>'''Cedrick''': No, il... il presidente!
*{{NDR|Nella camera d'albergo}}<br>'''Cedrick''': Sa come funziona il televisore?<br>'''Kevin McCallister''': Ho dieci anni, la TV è la mia vita.
*'''Cameriere''' {{NDR|mentre gli serve il gelato}}: Due cucchiai, signore?<br>'''Kevin McCallister''': Due? Faccia tre. Non devo guidare. Grazie.
*{{NDR|Il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls'', sequel di ''Angels with Filthy Souls'' da ''[[Mamma, ho perso l'aereo]]''}}<br>'''Gangster Johnny''': Resta dove sei!<br>'''Donna del gangster''': Sono io, Johnny!<br>'''Gangster Johnny''': Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore!<br>'''Donna del gangster''': Questo mi lusinga Johnny, ma sono tre giorni che non ci vediamo.<br>'''Gangster Johnny''': Eri qui anche ieri sera! Prova a negarlo!<br>'''Donna del gangster''': No, io cantavo al Blue Monkey ieri sera.<br>'''Gangster Johnny''': Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Donna del gangster''': Questa è una menzogna, Johnny! Non è vero!<br>'''Gangster Johnny''': Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe... Sì, proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... E potrei continuare all'infinito, baby! <br>'''Donna del gangster''': Non hai capito niente di me!<br>'''Gangster Johnny''': E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no!<br>'''Donna del gangster''': Johnny! Sei l'unico anatroccolo nel mio stagno!<br>'''Gangster Johnny''': Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Donna del gangster''': Baby, andrei sulla Luna per te!<br>'''Gangster Johnny''': Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Donna del gangster''': Se il mio cuore fosse un oceano, Lindy dovrebbe pilotare due aerei per attraversarlo!<br>'''Gangster Johnny''': Mh, forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare. Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! 1, 2... 3! Buon Natale, maledetto animale! E felice anno nuovo!
*'''Harry''': Quali sono i negozi che alla vigilia di Natale hanno contanti a palate che a nessuno viene in mente di rubare?<br/>'''Marv''': I negozi di dolciumi!<br/>'''Harry''': I dolci costano solo pochi centesimi, Marv! Ecco, che cosa avevo in mente... Giocattoli!<br/>'''Marv''': Sei geniale, Harry, che forza!<br/>'''Harry''': Si! Chi è così stupido da svaligiare un negozio di giocattoli la vigilia di Natale?<br>'''Marv''': Ci siamo noi, Harry!
*'''E. F. Duncan''': Vedi quest'albero? {{NDR|Kevin annuisce}} Bene. Per dimostrarti che apprezziamo la tua generosità ti permetto di scegliere uno degli oggetti che vedi su quest'albero e di portartelo a casa.<br>'''Kevin McCallister''': Gratis?<br>'''E. F. Duncan''': Certo. E... Posso darti un consiglio? <br>'''Kevin McCallister''': Certo.<br>'''E. F. Duncan''': Allora prendi una [[tortora|tortorella]].<br>'''Kevin McCallister''': Posso prenderne due?<br>'''E. F. Duncan''': Certo, due tortorelle. Ora ti dico cosa devi fare: una la terrai tu e l'altra la darai a una persona molto, molto speciale. Vedi, le tortore sono il simbolo dell'amicizia e dell'amore. Così finché ognuno di voi avrà la sua tortorella resterete amici per la vita.<br>'''Kevin McCallister''': Wow! Questo non lo sapevo. Credevo che fosse solo nella canzone.<br>'''E. F. Duncan''': Infatti. È proprio per questa ragione che la canzone lo dice.<ref>Il dialogo si riferisce alla canzone natalizia ''[[:w:Twelve Days of Christmas|Twelve Days of Christmas]]''. «On the twelfth day of Christmas, my true love sent to me [...] Two turtle doves.»</ref>
*'''Signora dei piccioni''': Io non sono sempre stata così, sai? <br> '''Kevin McCallister''': Ah, sì? E prima com'era? <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo un lavoro, una casa... Avevo una famiglia... <br> '''Kevin McCallister''': Aveva dei bambini? <br> '''Signora dei piccioni''': No... Come li avrei voluti... Ma l'uomo che amavo non volle più saperne di me e mi spezzò il cuore. E dopo, ogni volta che un uomo diceva di amarmi, non gli credevo e scappavo. Non mi fidavo più di loro. <br> '''Kevin McCallister''': Non si offenda, ma questa mi sembra una cosa piuttosto stupida. <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo paura che mi si spezzasse di nuovo il cuore. Vedi, ogni tanto ti fidi di qualcuno e poi quando le cose finiscono si dimenticano di te. <br> '''Kevin McCallister''': Forse sono troppo occupati e forse si dimenticano di ricordarsi di lei, tutto qui. Non credo che la gente voglia dimenticare, succede e basta. Mio nonno dice che se non avessi la testa avvitata la dimenticherei subito sull'autobus. <br> '''Signora dei piccioni''': Sento che se mi fidassi di qualcuno il cuore mi si spezzerebbe di nuovo. <br> '''Kevin McCallister''': Sì, posso capirla. Una volta avevo un bel paio di pattini a rotelle e pensavo che se li avessi messi li avrei rotti, così li ho tenuti nella scatola e sa cos'è successo? <br> '''Signora dei piccioni''': No. <br> '''Kevin McCallister''': I piedi sono cresciuti e non li ho mai messi fuori dal parco. Li ho messi solo un paio di volte in camera mia. <br> '''Signora dei piccioni''': Il cuore di una persona e i suoi sentimenti non sono pattini a rotelle! <br> '''Kevin McCallister''': Io non sono del suo parere. Se uno il cuore non lo usa, che differenza fa se si rompe? Se uno se lo tiene per sé, forse fa la stessa fine dei miei pattini a rotelle, e quando uno si decide a usarli è troppo tardi. Bisogna correre il rischio, non c'è niente da perdere. <br> '''Signora dei piccioni''': C'è un po' di verità in questo. <br> '''Kevin McCallister''': Lo credo anch'io. Forse il suo cuore è spezzato, ma ce l'ha ancora. Se non lo avesse più non sarebbe così gentile.
*'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Resta dove sei!<br>'''Hector''': Sono il concierge, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore! {{NDR|Hector, perplesso, si da un'annusata}} Eri qui anche ieri sera! prova a negarlo!<br>'''Hector''': Ehm... Sì, signore. Ero... qui.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Hector''' {{NDR|risatina isterica}}: Io temo che si sbagli, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe… Sì proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... e potrei continuare all'infinito, baby!<br>'''Cliff''': No! Non è vero!<br>'''Hector''': Ehm... sono davvero desolato signore, ma... temo che lei si sbagli. Noi stiamo cercando un ragazzino!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no! Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Hector''': Va bene... in ginocchio... ah, ci mancava anche questa. Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Hector''': Ah... insieme.<br>'''Tutti''': Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare.<br>'''Cedrick''': Oh, meno male.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! {{NDR|Hector e suoi colleghi cominciano scappare via terrorizzati}} 1, 2... {{NDR|in tv si sentono gli spari del mitra, e la risata diabolica del Gangster Johnny mentre le persone dell'albergo lo guardano preoccupati}} 3! Buon Natale, maledetto animale! {{NDR|spara dei colpi}} E felice anno nuovo! {{NDR|spara un altro colpo}}<br>'''Hector''' {{NDR|rivolto alle persone dell'albergo}}: Restate nelle vostre stanze! Questa è un'emergenza! C'è in giro un cliente pazzo armato di mitra!
*'''Kate McCallister''': Ma che hotel è questo, che permette a un bambino di alloggiare da solo?!<br>'''Signora Stone''': Il bimbo ha raccontato una storia molto convincente!<br>'''Kate McCallister''': Che razza di idioti lavorano in questo albergo?!<br>'''Signora Stone''': I migliori di New York! {{NDR|Hector e Cedrick sorridono orgogliosamente}}
*{{NDR|Mentre svaligiano le casse del Duncan's Toy Chest}}<br>'''Harry Lime''': Buon Natale, Harry!<br>'''Marv Merchants''': Felice anno nuovo, Marv!
*{{NDR|Marv e Harry stanno scendendo da una fune}}<br>'''Marv Merchants''': Harry, cos'è quest'odore, acqua di colonia?<br>'''Harry Lime''': Non è acqua di colonia! È kerosene! È sulla fune. <br>'''Marv Merchants''': Chissà perché l'avranno bagnata col kerosene!<br>{{NDR|Kevin, già sceso dalla fune, accende un fiammifero per incendiare la fune}}<br>'''Kevin McCallister''': Buon Natale!
*{{NDR|Davanti ai poliziotti dopo che hanno messo loro le manette}}<br>'''Marv Merchants''': Siamo rimasti senza! È stata sua l'idea di chiuderci nel negozio per rubare i soldi destinati ai bambini!<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un calcio, nel maglione di Marv esce fuori un altro dei piccioni}}: Sta' zitto, Marv! Hai il diritto di non parlare, lo sai!<br>'''Marv Merchants''': È un po' nervoso. Sa, siamo evasi dalla prigione qualche giorno fa.<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un altro calcio}}: Sta' zitto, ho detto! Cretino!
*'''Kevin McCallister''' {{NDR|[[Preghiere dai film|pregando]] davanti all'albero di natale vicino al Rockefeller Center}}: So di non meritare il Natale anche se ho fatto una buona azione. Non voglio nessun regalo. Invece, voglio rimangiarmi tutte le cose cattive che ho detto alla mia famiglia. Anche se loro non si rimangiano quelle che hanno detto a me. Non mi importa. Li amo tutti. Incluso Buzz. Se non è possibile poterli vedere tutti, mi basterebbe la mamma. E finché vivrò non desidererò nient'altro. Voglio solo rivedere la mamma. So che questa sera non sarà possibile, ma promettimi che potrò rivederla, prima o poi. Quando vuoi tu. Anche se per una volta sola e per un paio di minuti. Voglio solo chiederle scusa.<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Mamma...? Cavolo, sei stato un razzo!
*'''Fuller''': Ehi, per la miseria! È mattina! È la mattina di Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Fuller, non farti troppe illusioni.<br>'''Fuller''': Eh?<br>'''Kevin McCallister''': Non credo che Babbo Natale capiti negli alberghi.<br>'''Fuller''': Ma sei scemo? Lui è onnipresente! Va dappertutto!
*'''Kevin McCallister''': Buon Natale!<br>'''Signora dei piccioni''': Kevin, Buon Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Ho una cosa per lei.<br>'''Signora dei piccioni''': Che cos'è?<br>'''Kevin McCallister''': È una tortorella. Una per me, una per lei. Finché avremo una tortorella per uno saremo amici per la pelle.<br>'''Signora dei piccioni''': Oh, Kevin... Grazie.<br>'''Kevin McCallister''': Non la dimenticherò mai. Lo giuro. {{NDR|si abbracciano}}
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Cedrick''': Il conto del servizio in camera del signor Kevin McCallister. Buon Natale signore. {{NDR|fa il gesto per chiedere la mancia}}<br>'''Buzz McCallister''': Ah. {{NDR|Buzz gli da in mano la gomma che stava masticando}}<br>'''Cedrick''': Un vizio di famiglia. Già. {{NDR|se ne va}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|leggendo il conto del servizio in camera dei McCallister}}: Un Natale indimenticabile. {{NDR|chiamando Peter}} Papàààà!<br>'''Peter McCallister''': Kevin! Hai speso 967 dollari di servizio in camera?! {{NDR|Kevin torna in fretta e furia in albergo}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Mamma, ho perso l'aereo}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film natalizi]]
9lcgnrhlvtg653co2fwuqla6z157kfi
Enzo Bianchi
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Enzo Bianchi 1.JPG|thumb|Enzo Bianchi (2013)]]
'''Enzo Bianchi''' (1943 – 1 settembre 2026), monaco italiano.
==Citazioni di Enzo Bianchi==
*A noi [[cristiano (religione)|cristiani]] non bastano i [[rito|riti]], serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo [[devozione]].<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019">Citato in Riccardo Bigi, ''[https://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/Festival-delle-religioni-a-Firenze-basilica-di-San-Miniato-gremita-per-Enzo-Bianchi-e-Sergio-Givone Festival delle religioni: a Firenze basilica di San Miniato gremita per Enzo Bianchi e Sergio Givone]'', ''Toscana Oggi.it'', 26 aprile 2019.</ref>
*[[Hans Urs von Balthasar]] fu personalità poliedrica e singolarissima, probabilmente un uomo più grande del tempo in cui visse: musicista, germanista, letterato, filosofo, teologo, editore, traduttore, maestro spirituale, conferenziere, fu autore di una vasta produzione teologica in cui dialogò con il patrimonio culturale dell'Occidente.<ref>Da ''Von Balthasar: l'abisso e la bellezza'', ''Avvenire'', 12 agosto 2005.</ref>
*L'esperienza di [[fede]] è esperienza di bellezza, di un incontro tanto reale quanto indicibile, di una presenza più intima a noi del nostro stesso intimo. Ed è esperienza che investe anche il corpo e i sensi. In Oriente il santo è l'uomo con il volto luminoso, il cui corpo esala profumo, la cui somaticità è ormai evento di bellezza e di comunione. Certo, guai a confondere lo psicologico e l'emozionale con lo spirituale, ma lo spirituale traversa lo psichico e investe i sensi del corpo.<ref>Da ''Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità'', BUR, Milano, 2004.</ref>
*La mia preghiera da bambino era una preghiera che oggi non farei più: Dio sa quante candele ho acceso prima di un esame o di un compito a scuola. Era un modo di pregare spontaneo, sincero: ma oggi abito altre forme di preghiera.<ref name="toscanaoggi.it,26apr2019" />
==''La differenza cristiana''==
*Quando forze politiche vogliono generosamente offrire protezione giuridica o prestazioni finanziarie alle chiese, in realtà operano per il proprio tornaconto. (I, 1)
*La nostra [[società]] è sempre più pluralista per religione, morale, costumi: in essa il cristianesimo deve vivere e collocarsi senza logiche di inimicizia e di creazione di un avversario. (I, 2)
*Il vangelo, infatti, ispira sì l'agire storico dei cristiani, ma è nella stessa storia che diviene comprensibile. L<nowiki>'</nowiki>''ethos'' non è dato una volta per sempre, non è calato dall'alto né normativamente contenuto nei libri, ma è costantemente elaborato nella storia, nel cammino fatto accanto e assieme ad altri uomini. (I, 5)
*Non soluzioni tecniche, non ricette politiche, ma la voce dei pastori sarà tanto più autorevole quanto più capace di essere voce del vangelo e non di risposte tecniche in merito all'attuazione delle esigenze evangeliche. (II, 4)
*Non si incontra mai l'[[islam]] o una religione, bensì uomini e donne che appartengono a determinate tradizioni religiose e per i quali questa appartenenza è un aspetto di un'identità molteplice e non monolitica. (II, 5)
*Perché l'[[universalismo]] non degeneri in totalitarismo, va pensato come universale bisogno dell'altro e declinato come vocazione all'esilio, alla diaspora, alla dispersione tra le genti, le culture: la fede cristiana non può coincidere con una cultura o un'etnia o un sistema di pensiero. Essa è transculturale e deve essere perciò accompagnata da un'opera di deculturaziione per non rischiare di spacciare per vangelo ciò che è forma culturale. (III, 2)
==''Le vie della felicità''==
*[[Gesù]], la nostra beatitudine, ci in-segna un cammino di felicità, apre tutti i giorni davanti a noi le vie della felicità cui anela ogni essere umano.
*Il [[santo]] è l'uomo nuovo, quello che vive secondo il modello lasciato da Gesù Cristo; è l'uomo delle beatitudini; è l'uomo spogliatosi dal proprio egoismo, che vive per Dio e per gli altri; è l'uomo trasfigurato. È l'uomo veramente e pienamente umano.
*Le [[beatitudini]] radicano saldamente nel presente coloro che le ascoltano, aprendoli nel contempo ad un futuro di speranza, vengono cioè indirizzate a persone che sono in condizioni umane di prova, di difficoltà, di contraddizione vissuta: è in tale stato che essi scoprono di essere destinatari di un'azione di Dio, la quale è già oggi occasione di felicità.
==[[Incipit]] di ''Il pane di ieri''==
Premessa
''Ël pan ed sèira, l'è bon admàn''
::Difficile operazione ricordare, rileggere e raccontare il proprio [[passato]], il mondo di ieri nel quale abbiamo vissuto. Operazione in cui si corre non solo il rischio della nostalgia, quanto quello di rendere idilliaco ciò che in realtà non lo era affatto: rischio ancor più facile se il nostro passato si situa in un mondo un po' perduto, come quello della cultura contadina, e se i ricordi risalgono a un'età precedente quella della maturità. Eppure resto convinto della verità di un detto della mia terra: ''Ël pan ed sèira, l'è bon admàn'' "Il pane di ieri è buono domani"...
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enzo Bianchi, ''Il pane di ieri'', Einaudi, 2008. ISBN 9788806194888
*Enzo Bianchi, ''La differenza cristiana'', Einaudi, 2006. ISBN 8806183591
*Enzo Bianchi, ''Le vie della felicità Gesù e le beatitudini'', Einaudi, 2010.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bianchi, Enzo}}
[[Categoria:Religiosi italiani]]
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Paola Caridi
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2026-08-31T13:14:05Z
Giornada
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/* Arabi invisibili */ Ortografia
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'''Paola Caridi''' (1961 – vivente), storica e giornalista italiana.
==''Arabi invisibili''==
*Il velo, certo, non è il costume nazionale delle egiziane né tanto meno un segno fondante dell'identità [[Arabia|araba]]. Eppure negli ultimi tempi si è impregnato di una carica identitaria che va oltre l'adesione fideistica all'islam, travalica i confini della [[religione]] e si getta [[anima]] e corpo nell'appartenenza a un popolo, a una regione, a un [[destino]]. (cap. 1, 1, p. 30)
*La necessità di incontrarsi anche fuori dall'agorà online, così come le notizie diffuse in Rete, è indice di una blogosfera araba meno individualista di quella occidentale. Mostra una comunità di lettori e scrittori che interviene molto, inviando commenti, linkando e accogliendo con sollecitudine i nuovi blogger. Indica un bisogno di aggregazione e di crescita, evidente nell'Internet arabo, dettato spesso da una percezione diffusa di isolamento e di incomprensione da parte del mondo oltre i confini della regione. Che, con la guerra del Libano del 2006, ha raggiunto punte altissime. (cap. 3, 3, p. 91)
*La pattuglia dell'Ahdr 2004 non parla, peraltro, solo per contestare, come se dicesse: siamo contro il modello occidentale, ma non ne abbiamo un altro da proporre. Anzi, al contrario, la ricetta c'è. Ed è quella di una rinascita sociale, da cui far ripartire la riforma dentro regimi – quelli arabi – che si sostengono ormai solo perché l'Occidente li continua a considerare essenziali per fermare la marea tuonante dell'islam politico. Un atteggiamento, quello americano ma anche europeo, che sinora è riuscito a raggiungere un solo obiettivo: produrre la crescita esponenziale dei movimenti religiosi e il collante necessario perché islamisti e laici potessero trovare un terreno comune: la difesa delle libertà, del diritto e dei diritti. E, in più, ha facilitato le vittorie a valanga dei partiti islamisti in tutte le consultazioni politiche svoltesi nella regione, aprendo la porta a ulteriori successi elettorali, già previsti negli appuntamenti che ancora mancano per completare il quadro della nuova Arabia. Un panorama che è già ora molto diverso da quello immaginato dagli strateghi dell'amministrazione Bush jr. che avevano elaborato prima la teoria del Grande Medio Oriente e poi, a ridosso della guerra del Libano 2006, quella del Nuovo Medio Oriente. [...] La rinascita sociale è però importante per indicare un percorso possibile per chi, dall'altra parte di una barricata sempre più alta, guarda il mondo arabo muoversi. E il percorso possibile è quello di un sostegno, in punta di piedi, senza tentazioni neocolonialiste, a quelli che vogliono rinascere, ricostruire, riconquistare dignità, anche se i loro obiettivi non rispecchiano quello che noi desidereremmo da loro. Il mondo arabo è meno laico di quanto noi lo vorremmo. Anzi, di laico (nel nostro comune sentire) ha poco. Questo non significa che la sua voglia di libertà debba avere, per noi, meno valore. L'Europa può essere una vecchia madre autoritaria, che nella sua lunga vita ha commesso molti errori. E che ora osserva i propri figli, e i propri vicini di casa, crescere in un modo che non è in grado di comprendere, ma riesce invece a guardare con la stessa compassione ed empatia. (cap. 6, 2, p. 157)
*Il grande gioco della politica internazionale, dopo il crollo delle Torri gemelle, è stato forse più di prima costruito a tavolino. Senza grandi rapporti con la realtà. Anzi. Proprio una cattiva conoscenza della realtà ha reso più vulnerabili – nel momento della massima potenza – gli Stati Uniti. E con loro l'Occidente tutto. Buonsenso vorrebbe, dunque, che il grande ''Risiko'' riponesse nella scatola soldatini e carri armati e rimettesse in funzione i vecchi sistemi: la conoscenza approfondita e vera di quanto sta succedendo oltre la soglia di casa. Così ancora non avviene. Soprattutto non c'è ancora un rapporto alla pari con gli arabi, senza il quale non si possono risolvere la diffidenza e la sfiducia. Non dobbiamo esportare la nostra democrazia, né con i carri armati né con lo sguardo mellifluo di chi vuole imporre le proprie regole con altri mezzi, meno violenti ma non per questo meno discutibili. Dobbiamo (semplicemente?) leggere quale concetto di democrazia sta emergendo nelle élite arabe. Dobbiamo accettare che il loro modello di democrazia (che i sostenitori dell'islam politico cosiddetto "modernista" considerano islamizzabile) sia diverso, e che possa avere una sua dignità specifica. D'altro canto, per molti dei musulmani arabi la nostra – di democrazia – non rispetta i loro, di valori. (conclusioni, p. 164)
*Da qualunque punto di vista si guardino le spiagge a est del nostro Primo Mondo, che ci si concentri sui i ragazzi che giocano a pallone lungo l'Oceano Atlantico a Casablanca, sulla speculazione selvaggia vicino ad Alessandria o sui parlamenti che si ergono nell'entroterra, sulle bombe cadute sui quartieri di Beirut o sui migranti che partono dalla Libia, il pianeta Arabia tutto è – insomma – meno che appiattito sulla questione del [[terrorismo]]. Al contrario, è come se terrorismo e scontro di civiltà fossero una cera passata su un vetro. Di là dalla finestra, in questo modo, si vedono solo ombre, e le ombre sono – il più delle volte – la rappresentazione dell'inganno. (conclusioni, p. 169)
==Bibliografia==
*Paola Caridi, ''Arabi invisibili. Catalogo ragionato degli arabi che non conosciamo. Quelli che non fanno i terroristi'', Feltrinelli, 2007. ISBN 9788807141314
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani|Caridi, Paola]]
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Resident Evil 2
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{{Gamebox
|nomegioco=Resident Evil 2
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|ideatore= [[Shinji Mikami]]<br />[[Hideki Kamiya]]
|sviluppo=Capcom
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|anno=1998
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|piattaforma=PlayStation/Microsoft Windows/Nintendo 64/Dreamcast/GameCube/PlayStation 3
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|seguito=[[Resident Evil 3: Nemesis]]
}}
'''''Resident Evil 2''''', videogioco creato da [[Shinji Mikami]] nel 1998 e prodotto dalla CapCom per PlayStation, Nintendo 64, Nintendo GameCube, Dreamcast e PC.
==[[Incipit]]==
{{Incipit videogiochi}}
Nei pressi di Raccoon City si verificò un grave incidente: in seguito si scoprì che il disastro era stato causato dal virus-T, un'arma biologica creata dalla società "Umbrella Inc.". L'unità speciale S.T.A.R.S. cominciò le indagini. Il caso venne risolto grazie agli sforzi di Redfield e Valentine. Ma gli esperimenti della Umbrella Corporation continuavano.
==Frasi==
*Ada! aspetta! ('''Leon''')
:''Ada! wait!''
*È una mia impressione o nessuno ascolta mai quello che dico? ('''Leon''')
*Ma lo sai che sei proprio brutto? ('''Leon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]]}} Ah ah... ironia della sorte... Il capo della polizia... un cospiratore. Uh... prendi quel verme... fagliela pagare...
:{{NDR|Oppure, nello scenario A di Leon}} Oh... il... il torace... mi sta bruciando!!! ('''Ben Bertolucci''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]], a Claire}} Sono sicuro che hai già visto la sua {{NDR|di William Birkin}} bambina scorrazzare da queste parti… Sherry… vero? In caso tu non l’abbia ancora capito, il mostro che ha distrutto il mio distretto è sempre un altro prodotto del Virus-G. Una potentissima arma biologica! La Umbrella sta cercando di nasconderne le tracce… ma se devo morire… tu mi seguirai!
:{{NDR|scenario A di Claire}} Uhh… Il torace… Che dolore… insopportabile!!!
:{{NDR|scenario B di Claire, dopo aver sentito il verso di William Birkin trasformato}} Cosa?!<ref>Non tradotto dai sottotitoli</ref> {{NDR|Viene tirato giù alla caviglia, urlante, in una botola da William Birkin, venendo spolpato}} ('''Brian Irons''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]], a William Birkin appena trasformatosi}} Brutto figlio di… ('''Soldato dell'Umbrella Security Service''')
*Ti conosco solo da poco, però sto molto bene con te. So di non poter voler bene a nessuno, ma non voglio perderti. ('''Ada''') {{NDR|a Leon}}
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]]}} Salva mia figlia e... dille che mi dispiace di non essere stata una madre migliore…dille che le voglio bene...
:{{NDR|Oppure, a Sherry, nello scenario B di Claire}} Sherry... Devi scappare. So di essere stata una cattiva madre, ma ti voglio ancora bene... Perdonami... ('''Annette Birkin''')
*Hai perso, bestione! ('''Claire''') {{NDR|a Mr. X, prima del colpo finale con il lanciarazzi}}
:''You lose, big guy!''
*Game over! ('''Leon''') {{NDR|a Mr. X, prima del colpo finale con il lanciarazzi}}
*Non mi sono sorpreso di vedere il capo arrivare un giorno con un altro grande quadro in mano. Questa volta era un quadro molto inquietante raffigurante una persona nuda impiccata. Sono rimasto sconvolto dall'espressione sul volto del capo mentre ammirava l'immagine raffigurata. Non riesco a capire come una cosa del genere possa essere considerata arte... ('''Segretario''') {{NDR|dal ''Diario A del segretario''}}
*Ho finalmente scoperto che cos'è che il capo sta nascondendo... Se sapesse che l'ho scoperto, la mia vita sarebbe in serio pericolo. Ormai è troppo tardi. Devo prendere i giorni come vengono... ('''Segretario''') {{NDR|dal ''Diario B del segretario''}}
*Non c'è più niente da fare. Quegli imbecilli della Umbrella ci sono riusciti... Nonostante tutte le loro promesse hanno rovinato la mia città. Presto le strade saranno infestate da zombi. Sto cominciando a pensare che anch'io potrei essere stato contagiato. Se dovesse essere così ucciderò ogni singolo essere vivente!!! ('''Brian Irons''') {{NDR|dal ''Diario del capo''}}
*Chissà se la figlia del sindaco è ancora viva? L'ho lasciata fuggire così mi divertirò a darle la caccia più tardi... Sarò molto felice del mio nuovo trofeo. Sì, immobilizzata per sempre nella posizione che sceglierò io. ('''Brian Irons''') {{NDR|dal ''Diario del capo''}}
* {{NDR|[[Ultime parole famose dai videogiochi|ultime parole famose]]}} Dovevo giocare un'altra partita a scacchi con Thomas ma abbiamo dovuto rimandarla perché non si sentiva molto bene. E' passato a trovarmi ma gli ho detto di andarsene a riposare perché sembrava un morto vivente.<br/>Ha insistito dicendo che stava bene, ma si vedeva che non era vero. Pensandoci bene, ultimamente neanch'io mi sono sentito molto in forze... ('''Guardiano'''<ref>In originale, il guardiano si chiama George, ma ciò è stato rimosso da tutte le versioni del gioco tradotte in altre lingue.</ref>) {{NDR|dal ''Diario del guardiano''}}
*Oggi il Comandante Irons è arrivato tardi con un'aria più preoccupata del solito. Ho provato a scherzare con lui per tirarlo su di morale, ma non sembrava divertito. Ha preso il fucile e ha minacciato di spararmi! Sono riuscito a calmarlo, ma quel tipo deve avere dei grossi problemi. Sa che non può accedere al laboratorio senza il mio aiuto e la mia medaglia. {{NDR|uno degli oggetti che serve ad aprire una porta nel gioco}} È questo quello che significa "servire e proteggere" per il capo?!? ('''Direttore delle fogne''') {{NDR|dal ''Diario del direttore delle fogne''}}
*La Umbrella ha cominciato la ricerca sul nuovo virus-G, una variante dell'originale virus-T. Come se non avessero ancora fatto abbastanza danni!!! Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di volare al quartier generale principale della Umbrella. Non informerò mia sorella di questo viaggio, perché potrei metterla in pericolo. Perdonami Claire. ('''Chris Redfield''') {{NDR|dal ''Diario di Chris''}}
*Abbiamo perduto il laboratorio del palazzo a causa dell’attività del disertore Albert Wesker. Fortunatamente le sue interferenze non avranno effetti duraturi sulla nostra ricerca sul virus. Siamo solo preoccupati per la presenza dei membri residui della S.T.A.R.S. : Redfield, Valentine, Burton, Chambers e Vickers. Se si scoprisse che la S.T.A.R.S. possiede delle prove sull’attività della nostra ricerca, dovranno essere eliminati facendolo sembrare un incidente.<br> Continuate a controllare i loro movimenti e assicuratevi che quello che sanno non venga reso pubblico. Annette continuerà ad essere il vostro contatto durante tutta questa operazione. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''[[Lettere dai videogiochi|Posta]] al capo''}}
*Ho depositato $ 10.000 come acconto per i vostri servizi in base ai termini del nostro accordo. Lo sviluppo del virus-G destinato a sostituire il virus-T presto sarà completato. Una volta completato, sono sicuro che verrò nominato membro della Umbrella Inc. Dobbiamo procedere con molta cautela. Redfield e i membri rimasti della S.T.A.R.S. stanno ancora cercando prove compromettenti sul progetto. Continuare a controllare le loro attività e bloccare qualsiasi tentativo di indagine sugli impianti di ricerca sotterranei. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''Posta al capo''}}
*Abbiamo un problema. Ho ricevuto delle informazioni secondo le quali il quartier generale Umbrella ha inviato delle spie per impadronirsi dei miei risultati sul virus-G. Non si conosce il numero degli agenti coinvolti. Nessuno può permettersi di togliermi il progetto, è il risultato di una vita di lavoro. Rastrellate la città alla ricerca di persone sospette, trattenete questi individui con qualsiasi mezzo ritenuto necessario e contattatemi immediatamente tramite Annette. <br> Ogni minaccia deve essere eliminata. Non permetterò a nessuno di rubare le mie ricerche sul virus-G. Neanche alla Umbrella. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''Posta al capo''}}
==Dialoghi==
*'''Marvin''': Chi sei?<br />Ah... tu devi essere il nuovo arrivato... Leon... Scusa... Sembra che la tua festa sia stata annullata.<br>'''Leon''': Ma cosa è successo? {{NDR|alla città di Raccoon City}}<br>'''Marvin''': Circa due mesi fa, c'è stato un incidente in una villa della periferia cittadina in cui erano coinvolte queste creature simili a zombie. Chris e gli altri membri della S.T.A.R.S. scoprirono che dietro tutto questo c'era la Umbrella. Rischiarono le loro vite per scoprire la verità, ma nessuno credette al loro racconto. Poco dopo, è successo tutto questo. {{NDR|Marvin grida per il dolore}}<br>'''Leon''': Resisti.<br>'''Marvin''': Non preoccuparti per me. Vai a salvare i sopravvissuti nelle altre stanze. Eccoti la scheda che sblocca le porte davanti all'ingresso. Ora vai. {{NDR|Marvin punta la pistola a Leon}} Sbrigati.<br>'''Leon''': Va bene. Ma tornerò per te. Tieni duro!
*{{NDR|Variazione della precedente, nello scenario A di Claire}}<br />'''Claire''': Resisti! Sei l'unico agente rimasto nell'edificio?<br />'''Marvin''': Ch... chi sei?<br />'''Claire''': Claire... Claire Redfield. Sto cercando mio fratello Chris.<br />'''Marvin''': Abbiamo perduto i contatti con lui più di 10 giorni fa. Chris, Jill, Barry... Tutti gli ultimi membri della S.T.A.R.S. sono scomparsi. Avremmo dovuto ascoltarli... <br />'''Claire''': Cos'è successo?<br />'''Marvin:''' Circa due mesi fa, c'è stato un incidente in cui erano coinvolte queste creature simili a zombie in un palazzo alla periferia della città. Chris e gli altri membri della S.T.A.R.S. scoprirono che dietro tutto questo c'era la Umbrella. Rischiarono le loro vite per scoprire la verità, ma nessuno credette al loro racconto. {{NDR|Marvin grida per il dolore}}<br />'''Claire''': Stai bene?<br />'''Marvin''': Non preoccuparti per me... Salva i superstiti nelle altre stanze. Ecco, prendi questa scheda di accesso. Con questa dovresti poter sbloccare le porte nella hall. Adesso, vai.<br />'''Claire''': Ma...<br />'''Marvin''': {{NDR|punta la pistola a Claire}} Vai!!!<br>'''Claire''': Va bene. Ma ritornerò. Aspettami.
*'''Claire''': Leon! <br>'''Leon''': È bello vedere che sei ancora tra i [[vita|vivi]].
*'''Sherry''': Anche se sono figlia unica, nessuno dei miei genitori ha mai passato molto tempo con me a causa del loro lavoro. Ma adesso che tu sei con me, finalmente ho qualcuno su cui poter contare.<br>'''Claire''': Sherry...
==Explicit==
===Explicit I===
====Leon A====
'''Leon''': È finita…<br>'''Claire''': No, devo ancora trovare mio fratello.<br>'''Leon''': Hai ragione. Questo è solo l’inizio.<br>{{NDR|Entra in cabina di guida}}<br>Addio Ada.
====Claire A====
'''Leon''': È finita…<br>'''Claire''': No, devo ancora trovare mio fratello.<br>'''Leon''': Hai ragione. Questo è solo l’inizio.<br>'''Claire''': Ah, visto che ti ha protetto? {{NDR|Il suo giubbotto, che ha fatto mettere a Sherry}} Starà sempre con te.<br>'''Sherry''': Claire!{{NDR|Si abbracciano}}<br>'''Claire''': Sherry…
===Explicit II===
====Claire B====
'''Leon''': {{NDR|Dopo l’esplosione della bomba sul treno}} Questa sì che era vicina. Sherry, prima hai fatto un ottimo lavoro.<br> '''Sherry''': Non è niente. L’ho visto fare una volta in televisione.<br>'''Claire''': Forza, andiamocene da qui.<br>'''Leon''': Ehi, che fretta c’è? Qualcosa ci sta inseguendo?<br>'''Claire''': Ehi, abbiamo ancora un lavoro da fare. Andiamo.<br> '''Leon''': Andiamo? Non vorrai mica…<br> '''Claire''': Chris, non l’ho ancora trovato.
====Leon B====
'''Claire''': Finalmente è tutto finito. Sherry, hai un aspetto terribile.<br>'''Sherry''': Non peggiore del tuo, Claire.<br>'''Leon''': Forza, dobbiamo andare. <br>'''Claire''': Cosa c’è che non va? Qualcosa ci sta inseguendo?<br>'''Leon''': Dobbiamo andare. Non c’è tempo da perdere.<br>'''Claire''': Andare? Dove?<br>'''Leon''': Ehi! Tocca a noi inchiodare l’Umbrella.
==Citazioni su ''Resident Evil 2''==
*''[[Resident Evil|Bio Hazard]]'' vantava un'atmosfera di tipo hollywoodiano, mentre ''Bio Hazard 2'' è, secondo me, più assimilabile ad un action movie. ([[Keiichiro Toyama]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Resident Evil}}
[[Categoria:Videogiochi di Resident Evil]]
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2026-08-31T21:12:05Z
Udiki
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'''''Resident Evil 2''''', videogioco creato da [[Shinji Mikami]] nel 1998 e prodotto dalla CapCom per PlayStation, Nintendo 64, Nintendo GameCube, Dreamcast e PC.
==[[Incipit]]==
{{Incipit videogiochi}}
Nei pressi di Raccoon City si verificò un grave incidente: in seguito si scoprì che il disastro era stato causato dal virus-T, un'arma biologica creata dalla società "Umbrella Inc.". L'unità speciale S.T.A.R.S. cominciò le indagini. Il caso venne risolto grazie agli sforzi di Redfield e Valentine. Ma gli esperimenti della Umbrella Corporation continuavano.
==Frasi==
*Ada! aspetta! ('''Leon''')
:''Ada! wait!''
*È una mia impressione o nessuno ascolta mai quello che dico? ('''Leon''')
*Ma lo sai che sei proprio brutto? ('''Leon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]]}} Ah ah... ironia della sorte... Il capo della polizia... un cospiratore. Uh... prendi quel verme... fagliela pagare...
:{{NDR|Oppure, nello scenario A di Leon}} Oh... il... il torace... mi sta bruciando!!! ('''Ben Bertolucci''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]], a Claire}} Sono sicuro che hai già visto la sua {{NDR|di William Birkin}} bambina scorrazzare da queste parti… Sherry… vero? In caso tu non l’abbia ancora capito, il mostro che ha distrutto il mio distretto è sempre un altro prodotto del Virus-G. Una potentissima arma biologica! La Umbrella sta cercando di nasconderne le tracce… ma se devo morire… tu mi seguirai!
:{{NDR|scenario A di Claire}} Uhh… Il torace… Che dolore… insopportabile!!!
:{{NDR|scenario B di Claire, dopo aver sentito il verso di William Birkin trasformato}} Cosa?!<ref>Non tradotto dai sottotitoli</ref> {{NDR|Viene tirato giù alla caviglia, urlante, in una botola da William Birkin, venendo spolpato}} ('''Brian Irons''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]], a William Birkin appena trasformatosi}} Brutto figlio di… ('''Soldato dell'Umbrella Security Service''')
*Ti conosco solo da poco, però sto molto bene con te. So di non poter voler bene a nessuno, ma non voglio perderti. ('''Ada''') {{NDR|a Leon}}
*{{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|Ultime parole]]}} Salva mia figlia e... dille che mi dispiace di non essere stata una madre migliore…dille che le voglio bene...
:{{NDR|Oppure, a Sherry, nello scenario B di Claire}} Sherry... Devi scappare. So di essere stata una cattiva madre, ma ti voglio ancora bene... Perdonami... ('''Annette Birkin''')
*Hai perso, bestione! ('''Claire''') {{NDR|a Mr. X, prima del colpo finale con il lanciarazzi}}
:''You lose, big guy!''
*Game over! ('''Leon''') {{NDR|a Mr. X, prima del colpo finale con il lanciarazzi}}
*Non mi sono sorpreso di vedere il capo arrivare un giorno con un altro grande quadro in mano. Questa volta era un quadro molto inquietante raffigurante una persona nuda impiccata. Sono rimasto sconvolto dall'espressione sul volto del capo mentre ammirava l'immagine raffigurata. Non riesco a capire come una cosa del genere possa essere considerata arte... ('''Segretario''') {{NDR|dal ''Diario A del segretario''}}
*Ho finalmente scoperto che cos'è che il capo sta nascondendo... Se sapesse che l'ho scoperto, la mia vita sarebbe in serio pericolo. Ormai è troppo tardi. Devo prendere i giorni come vengono... ('''Segretario''') {{NDR|dal ''Diario B del segretario''}}
*Non c'è più niente da fare. Quegli imbecilli della Umbrella ci sono riusciti... Nonostante tutte le loro promesse hanno rovinato la mia città. Presto le strade saranno infestate da zombi. Sto cominciando a pensare che anch'io potrei essere stato contagiato. Se dovesse essere così ucciderò ogni singolo essere vivente!!! ('''Brian Irons''') {{NDR|dal ''Diario del capo''}}
*Chissà se la figlia del sindaco è ancora viva? L'ho lasciata fuggire così mi divertirò a darle la caccia più tardi... Sarò molto felice del mio nuovo trofeo. Sì, immobilizzata per sempre nella posizione che sceglierò io. ('''Brian Irons''') {{NDR|dal ''Diario del capo''}}
*Dovevo giocare un'altra partita a scacchi con Thomas ma abbiamo dovuto rimandarla perché non si sentiva molto bene. E' passato a trovarmi ma gli ho detto di andarsene a riposare perché sembrava un morto vivente.<br/>Ha insistito dicendo che stava bene, ma si vedeva che non era vero. Pensandoci bene, ultimamente neanch'io mi sono sentito molto in forze... ('''Guardiano'''<ref>In originale, il guardiano si chiama George, ma ciò è stato rimosso da tutte le versioni del gioco tradotte in altre lingue.</ref>) {{NDR|dal ''Diario del guardiano''}}
*Oggi il Comandante Irons è arrivato tardi con un'aria più preoccupata del solito. Ho provato a scherzare con lui per tirarlo su di morale, ma non sembrava divertito. Ha preso il fucile e ha minacciato di spararmi! Sono riuscito a calmarlo, ma quel tipo deve avere dei grossi problemi. Sa che non può accedere al laboratorio senza il mio aiuto e la mia medaglia. {{NDR|uno degli oggetti che serve ad aprire una porta nel gioco}} È questo quello che significa "servire e proteggere" per il capo?!? ('''Direttore delle fogne''') {{NDR|dal ''Diario del direttore delle fogne''}}
*La Umbrella ha cominciato la ricerca sul nuovo virus-G, una variante dell'originale virus-T. Come se non avessero ancora fatto abbastanza danni!!! Ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di volare al quartier generale principale della Umbrella. Non informerò mia sorella di questo viaggio, perché potrei metterla in pericolo. Perdonami Claire. ('''Chris Redfield''') {{NDR|dal ''Diario di Chris''}}
*Abbiamo perduto il laboratorio del palazzo a causa dell’attività del disertore Albert Wesker. Fortunatamente le sue interferenze non avranno effetti duraturi sulla nostra ricerca sul virus. Siamo solo preoccupati per la presenza dei membri residui della S.T.A.R.S. : Redfield, Valentine, Burton, Chambers e Vickers. Se si scoprisse che la S.T.A.R.S. possiede delle prove sull’attività della nostra ricerca, dovranno essere eliminati facendolo sembrare un incidente.<br> Continuate a controllare i loro movimenti e assicuratevi che quello che sanno non venga reso pubblico. Annette continuerà ad essere il vostro contatto durante tutta questa operazione. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''[[Lettere dai videogiochi|Posta]] al capo''}}
*Ho depositato $ 10.000 come acconto per i vostri servizi in base ai termini del nostro accordo. Lo sviluppo del virus-G destinato a sostituire il virus-T presto sarà completato. Una volta completato, sono sicuro che verrò nominato membro della Umbrella Inc. Dobbiamo procedere con molta cautela. Redfield e i membri rimasti della S.T.A.R.S. stanno ancora cercando prove compromettenti sul progetto. Continuare a controllare le loro attività e bloccare qualsiasi tentativo di indagine sugli impianti di ricerca sotterranei. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''Posta al capo''}}
*Abbiamo un problema. Ho ricevuto delle informazioni secondo le quali il quartier generale Umbrella ha inviato delle spie per impadronirsi dei miei risultati sul virus-G. Non si conosce il numero degli agenti coinvolti. Nessuno può permettersi di togliermi il progetto, è il risultato di una vita di lavoro. Rastrellate la città alla ricerca di persone sospette, trattenete questi individui con qualsiasi mezzo ritenuto necessario e contattatemi immediatamente tramite Annette. <br> Ogni minaccia deve essere eliminata. Non permetterò a nessuno di rubare le mie ricerche sul virus-G. Neanche alla Umbrella. ('''William Birkin''') {{NDR|dalla ''Posta al capo''}}
==Dialoghi==
*'''Marvin''': Chi sei?<br />Ah... tu devi essere il nuovo arrivato... Leon... Scusa... Sembra che la tua festa sia stata annullata.<br>'''Leon''': Ma cosa è successo? {{NDR|alla città di Raccoon City}}<br>'''Marvin''': Circa due mesi fa, c'è stato un incidente in una villa della periferia cittadina in cui erano coinvolte queste creature simili a zombie. Chris e gli altri membri della S.T.A.R.S. scoprirono che dietro tutto questo c'era la Umbrella. Rischiarono le loro vite per scoprire la verità, ma nessuno credette al loro racconto. Poco dopo, è successo tutto questo. {{NDR|Marvin grida per il dolore}}<br>'''Leon''': Resisti.<br>'''Marvin''': Non preoccuparti per me. Vai a salvare i sopravvissuti nelle altre stanze. Eccoti la scheda che sblocca le porte davanti all'ingresso. Ora vai. {{NDR|Marvin punta la pistola a Leon}} Sbrigati.<br>'''Leon''': Va bene. Ma tornerò per te. Tieni duro!
*{{NDR|Variazione della precedente, nello scenario A di Claire}}<br />'''Claire''': Resisti! Sei l'unico agente rimasto nell'edificio?<br />'''Marvin''': Ch... chi sei?<br />'''Claire''': Claire... Claire Redfield. Sto cercando mio fratello Chris.<br />'''Marvin''': Abbiamo perduto i contatti con lui più di 10 giorni fa. Chris, Jill, Barry... Tutti gli ultimi membri della S.T.A.R.S. sono scomparsi. Avremmo dovuto ascoltarli... <br />'''Claire''': Cos'è successo?<br />'''Marvin:''' Circa due mesi fa, c'è stato un incidente in cui erano coinvolte queste creature simili a zombie in un palazzo alla periferia della città. Chris e gli altri membri della S.T.A.R.S. scoprirono che dietro tutto questo c'era la Umbrella. Rischiarono le loro vite per scoprire la verità, ma nessuno credette al loro racconto. {{NDR|Marvin grida per il dolore}}<br />'''Claire''': Stai bene?<br />'''Marvin''': Non preoccuparti per me... Salva i superstiti nelle altre stanze. Ecco, prendi questa scheda di accesso. Con questa dovresti poter sbloccare le porte nella hall. Adesso, vai.<br />'''Claire''': Ma...<br />'''Marvin''': {{NDR|punta la pistola a Claire}} Vai!!!<br>'''Claire''': Va bene. Ma ritornerò. Aspettami.
*'''Claire''': Leon! <br>'''Leon''': È bello vedere che sei ancora tra i [[vita|vivi]].
*'''Sherry''': Anche se sono figlia unica, nessuno dei miei genitori ha mai passato molto tempo con me a causa del loro lavoro. Ma adesso che tu sei con me, finalmente ho qualcuno su cui poter contare.<br>'''Claire''': Sherry...
==Explicit==
===Explicit I===
====Leon A====
'''Leon''': È finita…<br>'''Claire''': No, devo ancora trovare mio fratello.<br>'''Leon''': Hai ragione. Questo è solo l’inizio.<br>{{NDR|Entra in cabina di guida}}<br>Addio Ada.
====Claire A====
'''Leon''': È finita…<br>'''Claire''': No, devo ancora trovare mio fratello.<br>'''Leon''': Hai ragione. Questo è solo l’inizio.<br>'''Claire''': Ah, visto che ti ha protetto? {{NDR|Il suo giubbotto, che ha fatto mettere a Sherry}} Starà sempre con te.<br>'''Sherry''': Claire!{{NDR|Si abbracciano}}<br>'''Claire''': Sherry…
===Explicit II===
====Claire B====
'''Leon''': {{NDR|Dopo l’esplosione della bomba sul treno}} Questa sì che era vicina. Sherry, prima hai fatto un ottimo lavoro.<br> '''Sherry''': Non è niente. L’ho visto fare una volta in televisione.<br>'''Claire''': Forza, andiamocene da qui.<br>'''Leon''': Ehi, che fretta c’è? Qualcosa ci sta inseguendo?<br>'''Claire''': Ehi, abbiamo ancora un lavoro da fare. Andiamo.<br> '''Leon''': Andiamo? Non vorrai mica…<br> '''Claire''': Chris, non l’ho ancora trovato.
====Leon B====
'''Claire''': Finalmente è tutto finito. Sherry, hai un aspetto terribile.<br>'''Sherry''': Non peggiore del tuo, Claire.<br>'''Leon''': Forza, dobbiamo andare. <br>'''Claire''': Cosa c’è che non va? Qualcosa ci sta inseguendo?<br>'''Leon''': Dobbiamo andare. Non c’è tempo da perdere.<br>'''Claire''': Andare? Dove?<br>'''Leon''': Ehi! Tocca a noi inchiodare l’Umbrella.
==Citazioni su ''Resident Evil 2''==
*''[[Resident Evil|Bio Hazard]]'' vantava un'atmosfera di tipo hollywoodiano, mentre ''Bio Hazard 2'' è, secondo me, più assimilabile ad un action movie. ([[Keiichiro Toyama]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Resident Evil}}
[[Categoria:Videogiochi di Resident Evil]]
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Aurelio Bertola de' Giorgi
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2026-08-31T12:35:38Z
Spinoziano (BEIC)
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{{PDA}}
[[File:Aurelio Bertola.png|thumb|Aurelio Bertola de' Giorgi]]
'''Aurelio Bertola de' Giorgi''' (1753 – 1798), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Aurelio Bertola de' Giorgi==
*''Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.'' (da ''La volpe e il cervo'', in ''Poesie'')
*''I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà.'' (da ''Un savio e Galatea'', in ''Poesie'')
==''Rime e prose d'amore''==
*Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da ''Premessa'', p. 31)
*La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di [[Rembrandt]]. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da ''Premessa'', p. 32)
*Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il [[Pudore]]. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da ''Il pudore'', p. 86)
*Non vi prendete pena dei danni del [[tempo]]: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una {{sic|riputazione}} assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da ''Filosofia per Giulietta'', pp. 88-89)
*Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una [[bocca]] graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da ''La danza'', p. 96)
==''Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni''==
===[[Incipit]]===
Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul [[Reno]], su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. <!--(''Lettera I'', p. 1)-->
===Citazioni===
*Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (''Lettera II'', p. 5)
*Al nord del Meno incomincia colla [[Spessart|Selva Spessart]] una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (''Lettera II'', p. 6)
*Dai contorni del borgo di [[Weyer (Germania)|Wejer]] signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (''Lettera IV'', p. 18)
*Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a [[Neustadt an der Weinstraße|Neustat]] popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.</br>La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (''Lettera IV'', p. 20)
*Giace [[Heidelberg|Heidelberga]] a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (''Lettera V'', p. 22)
*Finalmente apresi la gola per cui scende il [[Neckar|Neker]], e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade. (''Lettera V'', pp. 22-23)
*E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice. (''Lettera V'', p. 23)
*Tutte le alture Heidelberghesi sono di pietra [[arenaria]]; e questa ha sotto un bel granito, di cui veggonsi nella città alquante colonne: e granitose altresì sono le rocce, di cui il Neker è seminato. L'arenaria vien molto adoperata nelle fabbriche. Il rosseggiar ch'essa fa tratto tratto nuda e squarciata per mezzo a' boschi e a' vigneti, concorre non poco ai mutamenti di scena di questo teatro. (''Lettera V'', p. 25)
*La serie di colli che occupa di là dal Neker a sinistra lo spazio frapposto tra Heidelberga e il borgo di Heppenheim, e tra questo e i terreni magri e sabbiosi verso Darmstat, è notissima sotto il nome di [[Bergstraße|Bergstras]], ch'è quanto dire la via del monte. Siepi, filari d'alberi, campetti, viti a cocchio e a festoni, piante fruttifere, ancor di quelle che direbbesi mal comportare quel clima, questi ed altri modi di cultura e prodotti mi rappresentavano in più luoghi una viva immagine delle nostre colline. Ben disse l'imperatore Giuseppe II. sul primo vedere il Bergstras: eccomi in Italia. (''Lettera VI'', p. 27)
*[[Heppenheim]] giace alle falde: la sua rocca che torreggia in cima a un monte sporgente in fuori, è un bel solo in quella musica pittoresca. In questo come negli altri borghi e villaggi l'agiatezza è quasi comune; e gli abitanti danno quella grande e rara prova di essere contenti, facendo vedere di voler contento anche altrui: certo sono umani ed anche leali più che non prometterebbe un paese sì di continuo battuto. Parecchi viaggiatori si lagnano aspramente de' postiglioni di colà: sonomi anch'io imbattuto in alcuni che avrebbero voluto essere inquieti e fraudolenti; ma un mezzo boccal di vino facevagli tosto cangiar voglia. Or non so se sia permesso di dichiarare malvagia una plebe, che si lascia condurre al buono con così poco. (''Lettera VI'', p. 28)
*Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. (''Lettera VII'', p. 29)
==Bibliografia==
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''Rime e poesie d'amore'', a cura di Luigi Tassoni, Salerno Editrice, Roma, stampa 1992. ISBN 88-8402-098-0
*Aurelio Bertola de' Giorgi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE3406618 Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni]'', Albertini, Rimini, 1795.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bertola de' Giorgi, Aurelio}}
[[Categoria:Favolisti italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Matteo Renzi
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[[Immagine:Matteo Renzi crop new.png|thumb|Matteo Renzi nel 2012]]
'''Matteo Renzi''' (1975 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Matteo Renzi==
{{Cronologico}}
===2010===
*Se vogliamo sbarazzarci di nonno [[Silvio Berlusconi|Silvio]], io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un'intera generazione di dirigenti del mio [[Partito Democratico|partito]]. Non faccio distinzioni tra [[Massimo D'Alema|D'Alema]], [[Walter Veltroni|Veltroni]], [[Pier Luigi Bersani|Bersani]]... Basta. È il momento della rottamazione. Senza incentivi.<ref name="Repubblica29Aug2010">Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2010/08/29/news/nuovo_ulivo-6587119/ "Il Nuovo Ulivo fa sbadigliare è ora di rottamare i nostri dirigenti"]'', ''la Repubblica'', 29 agosto 2010.</ref>
*Ma li vedete? [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo...<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*[...] [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]], un altro che da 20 anni pontifica su tutto, e abbiamo visto i risultati.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*[[Gianfranco Fini|Fini]]? Uno che passa da [[Giorgio Almirante|Almirante]] e [[Jean-Marie Le Pen|Le Pen]] alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*Facevo ancora la maturità e già [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Giulio Tremonti|Tremonti]] promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l'unico slogan era l'agghiacciante pagare le [[tasse]] è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo...<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*{{NDR|Su [[Nicola Zingaretti]]}} Abbiamo litigato, ci siamo chiariti davanti ad una bistecca alla fiorentina. Ma poi, chissenefrega della polemica, di qualche parola di troppo se poi in realtà sei sulla stessa lunghezza d'onda. Io penso che oggi Nicola sia fra quelli che nel Pd rappresentano le novità.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*{{NDR|Su [[Gianfranco Fini]]}} Io con uno che cita [[Giorgio Almirante|Almirante]] ho poco da spartire.<ref name="Ilpost7Set2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/09/07/mateo-renzi-su-fini-io-con-uno-che-cita-almirante-ho-poco-da-spartire/ Matteo Renzi su Fini: «Io con uno che cita Almirante ho poco da spartire»]'', ''ilpost.it'', 7 settembre 2010.</ref>
*[...] cosa vuol dire nuovo Ulivo quando le persone che sono lì sono sempre le stesse?<ref name="Ilpost10Set2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/09/10/matteo-renzi-fini/ Matteo Renzi: «Se cambiare idea è segno di intelligenza, Fini può vincere il premio Nobel»]'', ''ilpost.it'', 10 settembre 2010.</ref>
*Questo sarebbe l'ultimo anno del Governo Prodi. Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è al Governo la colpa è del centrosinistra.<ref name="Ilpost10Set2010"/>
*Se cambiare idea è segno di intelligenza, [[Gianfranco Fini|Fini]] può vincere il premio Nobel.<ref name="Ilpost10Set2010"/>
*Rottamare ha offeso qualcuno e non va bene? Guardi che la stessa cosa la so dire anche in un altro modo, in politichese, appunto: molti dei nostri dirigenti sono una risorsa, sono delle "riserve della Repubblica", come si dice. Ma intanto lascino la prima linea...<ref name="Stampa14Set2010">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2010/09/14/news/i-dirigenti-hanno-fallito-1.37000742/ "I dirigenti hanno fallito]'', ''La Stampa'', 14 settembre 2010.</ref>
*Marcia avanti, al contrario. A partire dai gruppi parlamentari: fatte tre legislature, che sono tante, si va a casa. Noi del Pd lo abbiamo scritto anche nello Statuto: e ho pronto un ordine del giorno per la prossima Assemblea nazionale così da capire se crediamo almeno in quello che abbiamo scritto nello Statuto del Partito democratico.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*[...] proporre alleanze che vadano dall'estrema sinistra fino a [[Gianfranco Fini]], rappresenta l'unica vera chance di sopravvivenza per il [[Silvio Berlusconi|premier]]: tutti assieme contro di lui, così da farlo rivincere per l'ennesima volta.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*[[Pier Luigi Bersani|Bersani]] insiste su una grande campagna porta a porta in autunno. Può anche andare, ma dovremmo avere qualcosa da dire: perchè non è che il porta a porta lo possiamo fare contro [[Augusto Minzolini|Minzolini]]. Alla gente di Minzolini non frega niente.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*Io non ho nulla di personale contro [[Massimo D'Alema|D'Alema]], [[Rosy Bindi|Bindi]], [[Walter Veltroni|Veltroni]] e gli altri: ma non ce l'hanno fatta. E allora lo dico, col massimo rispetto e col massimo dell'umiltà, però lo dico: adesso basta, tocca ad altri. Il loro tempo è davvero finito.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*Bastonano me perché parlo con [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: e intanto loro vogliono fare un governo con [[Gianfranco Fini|Fini]] o - ancora peggio -, addirittura un'alleanza elettorale con lui. A me pare assurdo: soprattutto perché non si rendono conto di quanto quell'idea sia lontana dal sentire della nostra gente.<ref name="Corriere7Dic2010">Citato in ''[https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/7-dicembre-2010/renzi-ad-arcore-berlusconi-il-pdl-dia-legge-speciale-firenze--18126991391.shtml Renzi-Pd, lo scontro non si ferma «Arcore? Loro vogliono Fini alleato...»]'', ''Corriere della Sera'', 7 dicembre 2010.</ref>
*Non ho capito qual è la questione. Perché se il punto è che non ci si fida di Renzi, allora qualunque cosa io dica è inutile. E se invece il problema è che sono andato ad Arcore, beh, mi passi la frase fatta, ma è come guardare il dito invece che la luna. [...] [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è venuto in [[Toscana]] per tre campagne elettorali di fila – quelle del 2008, del 2009 e del 2010 – a promettere una legge speciale per Firenze che non abbiamo mai visto. Allora l'ho chiamato per chiedergli a che gioco si giocava.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*Lasciamo stare il [[Partito Democratico|Pd]], dove ormai c'è chi è sempre pronto – qualunque cosa io faccia – ad aprire campagne contro di me. Mi colpiscono certe reazioni avvelenate della gente comune, perché danno il senso del clima che si respira nel Paese. Viviamo da tre lustri come fossimo in un derby continuo: ci vorranno anni per ripulire le menti.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*Spero cambi il Governo e il centrosinistra vinca le elezioni, ma finchè sono sindaco, e finché [[Berlusconi]] resta presidente del Consiglio, parlo con lui e con i suoi ministri. Lo farò tutte le volte che sarà necessario. Non consentirò a nessuno di barattare per un motivo ideologico l'impegno per [[Firenze]]. Volevo andare, portare a casa un risultato e poi comunicarlo.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*le critiche sono sempre utili ed è fantastico dialogare in modo libero. Chi però ogni due ore riposta le stesse domande ha un'emergenza affettiva preoccupante. Da una settimana rispondo a tutti su Arcore: interviste, video, tv, post. L'ho spiegata ovunque. Non vi ho convinto? Succede. Ora però anche basta. C'è una domenica là fuori che vi aspetta. Io scappo, vado con [[Roberto Benigni|Benigni]] nel lettone di [[Vladimir Putin|Putin]]. Un abbraccio!<ref name="Ilpost12Dic2010">Da un post su Facebook del 12 dicembre 2010. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/12/12/renzi-ora-su-arcore-anche-basta/ Renzi: «Ora su Arcore anche basta»]'', ''ilpost.it'', 12 dicembre 2010.</ref>
===2011===
*Io sto dalla parte di [[Sergio Marchionne|Marchionne]] {{NDR|amministratore delegato di FIAT S.p.A.}}, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono, è un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche.<ref>Da un'intervista al ''TG La7''; citato in ''[http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Fiat-Renzi-sto-dalla-parte-di-Marchionne-senza-se-e-senza-ma_311526998725.html Fiat: Renzi, sto dalla parte di Marchionne senza se e senza ma]'', ''Adnkronos.com'', 11 gennaio 2011.</ref>
*Il Ministro {{NDR|[[Mariastella Gelmini]]}} avrebbe dovuto avere il coraggio di chiudere la metà delle università italiane: servono più a mantenere i baroni che a soddisfare le esigenze degli studenti.<ref>Da un'initervista a ''Max''; citato in ''[http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/02/03/news/renzi_mat_delle_universit_dovrebbero_essere_chiuse-12010731/ Renzi: "Metà delle università dovrebbero essere chiuse"]'', ''Repubblica.it'', sezione Firenze, 3 febbraio 2011</ref>
*Non si può parlare di emergenza democratica per il caso Ruby, ma al massimo di emergenza sessuale.<ref name="Stampa8feb2011">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/02/08/news/renzi-l-antiberlusconismo-br-danneggia-l-opposizione-1.36978330/ Renzi: l'antiberlusconismo danneggia l'opposizione]'', ''La Stampa'', 8 febbraio 2011</ref>
*Mi verrebbe da dire, "meno male che [[Giorgio Napolitano|Giorgio]] c'è", perché il [[Presidente della Repubblica Italiana|Capo dello Stato]], in questo momento di palude della vita politica, è un grande punto di riferimento.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*Non voglio fare tutte le volte il grillo parlante del [[Partito Democratico|Pd]] che dice "ci vorrebbe ben altro", ma sono convinto che non sarà la piazza a mandar via [[Berlusconi]]. Fermo restando che in un paese civile il premier si difende in tribunale e non in tv.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*Rispetto profondamente chi ci invita a cavalcare l'antiberlusconismo, ma penso che può vincere solo una sinistra che esca dal muro contro muro.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*[...] compito della [[Sinistra in Italia|sinistra]] è esser credibile perché non potrà essere una manifestazione o un processo a risolvere il problema: non si può continuare a pensare che tutti quelli che votano Berlusconi siano deficienti o criminali: se non si conquista almeno una parte di loro si perde ancora.<ref name="Stampa17feb2011">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/02/17/news/renzi-non-capisco-bersani-br-basta-inseguire-il-senatur-1.36979663/ Renzi: "Non capisco Bersani Basta inseguire il Senatur"]'', ''lastampa.it'', 17 febbraio 2011.</ref>
*È innegabile che le procedure con cui finiscono sui giornali le [[Intercettazione|intercettazioni]] in questo Paese siano inqualificabili.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|Su [[Pier Luigi Bersani]]}} Rinuncio a capire la logica del suo percorso: per mesi abbiamo inseguito [[Gianfranco Fini|Fini]], malgrado alcuni di noi dicessero che fosse una follia. Ora che ci ha detto di no, continuiamo a corteggiarlo, inseguendo pure [[Umberto Bossi|Bossi]]. Sembra quasi il compagno di classe sfigato che cerca sempre di abbordare quella tipa pur sapendo che gli dice di no. Con questa gente noi non abbiamo niente a che vedere!<ref name="Stampa17feb2011"/>
*Nel mio libro propongo qualcosa per caratterizzarci: l'idea di dimezzare le università, di tassare di più le rendite finanziarie e meno il lavoro, di smettere di pensare che ogni imprenditore è un potenziale evasore.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] [[Pier Luigi Bersani|Bersani]] deve fare le primarie e se ha voglia di candidarsi lo faccia, se vince lo appoggeremo tutti. Io non mi candiderò. Da questa partita ho già detto che sono fuori.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|Parlando delle elezioni comunali a Milano}} Se [[Michele Santoro|Santoro]] invita [[Daniela Santanchè|Santanchè]] un altro paio di volte in tv, [[Giuliano Pisapia|Pisapia]] vince facile facile.<ref>Da un'intervista a Repubblica. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/17/renzi-su-come-far-vincere-pisapia/ Renzi su come far vincere Pisapia]'', ''ilpost.it'', 17 maggio 2011.</ref>
*Se uno mi dice: "O mi dai un posto o me ne vado", il sindaco di Firenze risponde ciao.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/20/renzi-evangelisti-assessori-firenze/ Renzi, Evangelisti e gli assessori di Firenze]'', ''ilpost.it'', 20 maggio 2011.</ref>
*Quando siamo stati al governo, abbiamo avuto posizioni giustamente assai liberalizzatrici. Ora chiediamo di votare sì al quesito numero due sull'acqua, cioè sulla remunerabilità degli investimenti per l'erogazione dell'acqua pubblica. Vorrei ricordare che la norma la introdusse nel 2006 il governo Prodi: con un provvedimento firmato dall'allora ministro [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]]…<ref>Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/06/10/news/renzi-domenica-il-voto-non-e-contro-il-premier-1.36955590/ Renzi: domenica il voto non è contro il premier]'', ''lastampa.it'', 10 giugno 2011.</ref>
*Penso che la vittoria alle amministrative e ai referendum sancisca la fine del [[Nuovo Polo per l'Italia|Terzo Polo]], semmai c'è stato un inizio. A [[Pier Ferdinando Casini|Casini]] consiglierei di staccarsi prima possibile da [[Gianfranco Fini|Fini]]. Prende più voti da solo.<ref>Intervista a ''La repubblica''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/06/15/per-renzi-il-terzo-polo-e-finito/ Per Renzi il Terzo Polo è finito]'', ''ilpost.it'', 15 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sui [[tassisti]]}} Se pensano di intimidirci con l'aumento delle tariffe, si sappia che l'unico aumento su cui siamo pronti a discutere è l'aumento delle licenze…<ref>[https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/posts/10150211001204915 Post su Facebook], 21 giugno 2011.</ref>
*Può sembrare strano che lo dica un fiorentino ma il [[Palio di Siena]] è una bellissima tradizione che consente a quella città di essere ben governata e l'attenzione che c'è a Siena per i cavalli non c'è da altre parti.<ref>Citato in Maurizio Bologni, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/02/muore-un-cavallo-il-ministro-attacca.html Muore un cavallo, il ministro attacca]'', ''la Repubblica'', 2 luglio 2011, p. 9.</ref>
*{{NDR|Sulle primarie per il candidato premier del [[PD]]}} Sì, mi candiderei ma spero lo faccia anche gente più brava di me, magari una donna.<ref>Intervista a ''Repubblica''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/09/02/matteo-renzi-si-mi-candiderei-alle-primarie/ Matteo Renzi: «Sì, mi candiderei alle primarie»]'', ''ilpost.it'', 2 settembre 2011.</ref>
*Certo, se [[Rosy Bindi]] questa estate ha avuto il tempo per rileggere lo statuto del PD non può non aver visto che c'è una norma che impedisce di candidarsi per più di tre legislature. Lei è alla sesta.<ref>Intervista a ''La Nazione'', 4 settembre 2011. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/09/04/matteo-renzi-chiede-a-rosy-bindi-se-lo-statuto-del-pd-lo-ha-letto-proprio-tutto/ Matteo Renzi chiede a Rosy Bindi se lo statuto del PD lo ha letto proprio tutto]'', ''ilpost.it'', 4 settembre 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Giuseppe Civati]]}} Ho grande rispetto per lui. Nell'ultimo anno ha avuto posizioni distanti, in modo legittimo, dalle mie. E detto che ci unisce la questione anagrafica, le nostre strade si sono divise sui contenuti: non sono io che gli dico di non venire alla Leopolda Due. Certo non capisco il suo astio.<ref name="corriere9set2011">Citato in ''[https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2011/9-settembre-2011/io-sotto-attacco-pd-tace-1901488670765.shtml «Io sotto attacco, e il Pd tace»]'', ''corriere.it'', 9 settembre 2011.</ref>
*Non capisco certi toni, gli insulti, la violenza verbale contro di me: non capisco questa ansia della [[Sinistra in Italia|sinistra]] che mi dà di Berluschino, di trovare un nemico. È proprio questa sinistra che facendo così è molto berlusconiana.<ref name="corriere9set2011"/>
===2012===
*Dimostreremo che non è vero che l'Italia e l'Europa sono state distrutte dal [[liberismo]] ma che al contrario il liberismo è un concetto di [[sinistra]], e che le idee degli [[Luigi Zingales|Zingales]], degli [[Pietro Ichino|Ichino]] e dei [[Tony Blair|Blair]] non possono essere dei tratti marginali dell'identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore.<ref>Citato in Claudio Cerasa, ''[https://www.ilfoglio.it/articoli/2012/06/08/news/la-sfida-di-renzi-a-bersani-59272/ La sfida di Renzi a Bersani]'', ''ilFoglio.it'', 8 giugno 2012.</ref>
*Arriva un momento in cui il coraggio deve essere più forte della comodità e la speranza deve prendere il posto della rassegnazione.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2012/09/11/logo-primarie-matteo-renzi/ Il logo della "campagna elettorale" di Matteo Renzi]'', ''il Post.it'', 11 settembre 2012.</ref>
*I sondaggi si cambiano, non si leggono.<ref>Citato in Giovanni Cocconi, ''[//www.europaquotidiano.it/2012/11/17/renzi-infiamma-la-leopolda-i-sondaggi-si-cambiano/ Renzi infiamma la Leopolda. «I sondaggi si cambiano»]'', ''Europa'', 17 novembre 2012.</ref>
===2013===
*Il Governo è come una bicicletta. Se pedala va, altrimenti no. Io faccio il tifo perché pedali.<ref>Citato in ''[http://www.estense.com/?p=315775/ Renzi e il PD che sogna]'', ''Estense.com'', 16 luglio 2013.</ref>
*Non serve avere una tessera di partito per avere buona idea. Non dobbiamo più vedere respingere chi sta fuori. In un paese civile non può bastare l'iscrizione al sindacato per fare carriera. Il sindacato deve cambiare con noi.<ref>Dal discorso di vittoria delle primarie del PD 2013; citato in ''[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/03/19/Quasi-3-mln-gazebo-Renzi-stravince_9748924.html Quasi 3 mln ai gazebo, Renzi stravince]'', ''Ansa.it'', 9 dicembre 2013.</ref>
===2014===
*[[Stefano Fassina|Fassina]] chi?<ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-09/fassina-chi-se-battuta-diventa-moda-102613.shtml?uuid=ABUqeXo «Fassina chi?»: se la battuta diventa moda]'', ''Il Sole 24 Ore.com'', 9 gennaio 2014.</ref> {{NDR|alla domanda su cosa ne pensasse delle critiche avanzate dal sottosegretario Fassina}}
*Enrico {{NDR|[[Enrico Letta|Letta]]}} non si fida di me, gliel'ho detto l'altro giorno. Ma sbaglia. Io le cose le dico in faccia. E sono le stesse che dico in pubblico: non uso due registri diversi. Impareremo a conoscerci.<ref name=leale>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/14_gennaio_12/governo-avanti-ma-non-cosi-sono-leale-quindici-giorni-decisivi-757b2d78-7b59-11e3-9133-a99f1617dd47.shtml «Governo avanti ma non così Sono leale, quindici giorni decisivi»]'', ''Corriere.it'', 12 gennaio 2014.</ref>
*Ma guardiamo la realtà: la popolarità del [[Governo Letta|governo]] {{NDR|Letta}} è ai minimi, non ci sono più le larghe intese, né l'emergenza finanziaria. Se uno mi chiede cosa ho fatto da sindaco in questi undici mesi, so cosa rispondere: piazze, asili, pedonalizzazioni. Se mi chiedono cos'ha fatto il governo in questi undici mesi faccio più fatica a rispondere. Per questo motivo bisogna cambiare passo.<ref name=leale/>
*Ognuno di noi, quando a scuola il professore lo interrogava e non aveva studiato, aveva il suo argomento a piacere. Il mio era la [[seconda guerra mondiale]]. Quello di Alfano sono le [[matrimonio tra persone dello stesso sesso|nozze gay]]: se si trova in difficoltà su qualcosa lancia un'agenzia su questo tema e "mette in guardia" da questa sinistra pericolosa. Io non parlo di matrimonio [[gay]]. Parlo di [[unione civile|unioni civili]]. Siamo l'unico Paese dell'Occidente a non avere una legge che le riconosca. La faremo.<ref name=leale/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Diamo un hashtag: #enricostaisereno. Vai avanti, fai le cose che devi fare. Io mi fido di Letta, è lui che non si fida. Non sto facendo manfrine per togliergli il posto.<ref>Durante la trasmissione televisiva ''Le invasioni barbariche'', La7; citato in ''[http://www.corriere.it/foto-gallery/politica/14_gennaio_17/renzi-lancia-enricostaisereno-twitter-risponde-9e13526a-7fb9-11e3-aa77-33cce3d824e3.shtml#1 Renzi lancia #enricostaisereno e Twitter risponde]'', ''Corriere.it'', 17 gennaio 2014.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo al quesito se non volesse fare il Presidente del Consiglio}} Passando dalle elezioni, non passando dagli inciuci di palazzo.<ref>Durante la trasmissione ''Le Invasioni Barbariche'', La7, 17 aprile 2013; citato in ''[http://video.corriere.it/quando-renzi-diceva-mai-palazzo-chigi-inciuci-palazzo/74e5f616-9618-11e3-9817-5b9e59440d59]'', ''Video.corriere.it'', 15 febbraio 2014.</ref>
*Il [[futuro]] non è uno spazio da aspettare, il futuro è un luogo da conquistare.<ref>Citato in [[Andrea Scanzi]], ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/27/renzi-slogan-tanti-fatti-pochi-coerenza-zero/928449/ Renzi: slogan tanti, fatti pochi, coerenza zero]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 27 marzo 2014. [https://www.youtube.com/watch?v=Z3loUvJbgo0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} L'Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti.<ref>Durante la trasmissione ''Otto e mezzo'', 3 aprile 2014; citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/04/eni-renzi-a-otto-e-mezzo-pezzo-fondamentale-della-nostra-intelligence-brunetta-gaffe-inqualificabile/939651/ Renzi, gaffe in tv su Eni: "È un pezzo fondamentale dei nostri servizi segreti"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 4 aprile 2014.</ref>
*[[Sergio Chiamparino|Chiampa]] è stato un modello per tanti noi. Abbiamo bisogno di gente così per rinnovare l'[[Italia]]: gente più esperta, capace di dirci su cosa stiamo sbagliando.<ref>Citato in ''[https://torino.repubblica.it/cronaca/2014/04/12/news/chiamparino_d_un_consiglio_a_renzi_taglia_l_iperf_a_chi_ha_pensioni_da_meno_mille_euro_al_mese-83404541/ Chiamparino dà un consiglio a Renzi: "Taglia l'Irpef a chi ha pensioni da meno mille euro al mese"]'', ''repubblica.it'', 12 aprile 2014.</ref>
*Caro presidente {{NDR|[[Jean-Claude Juncker]]}}, desidero informarla che il governo italiano ha deciso di designare [[Federica Mogherini]], attuale ministro degli esteri, come candidato al ruolo di Alto rappresentante e vicepresidente della Commissione europea.<ref>Dalla [http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/07/31/ue-renzi-designa-mogherini-per-guida-pesc_f199ac75-d557-4ca8-8f41-03138c9b0d00.html lettera] al neoeletto presidente della Commissione europea [[Jean-Claude Juncker]].</ref>
*{{NDR|In risposta alla domanda su cosa lo "tenesse sveglio la notte"}} La mancanza di fiducia, perché tutto è possibile per l'[[Italia]]. Lo so, molte persone in Italia pensano che io sia troppo ambizioso, ma sono assolutamente sicuro che l'Italia potrebbe essere il leader dell'[[Europa]] nei prossimi dieci anni, nonostante le difficoltà di questo periodo. Ne sono assolutamente convinto, perché guardo gli occhi degli imprenditori: "Noi investiamo nel futuro, nonostante il problema della [[burocrazia]], della giustizia civile e del mercato del lavoro". Guardo gli occhi delle giovani donne: in Italia sono il primo presidente ad avere metà del governo composto da donne.
:''The lack of confidence, because everything is possible for Italy. I know, a lot of people in Italy believe I am too ambitious, but I am absolutely confident Italy could be in the next ten years the leader of Europe, despite the difficulties of this moment. I am absolutely convinced, because I see the eyes of enterpreneurs: "We invest in the future, despite the problem of bureaucracy, of civil justice, of labour market". I see the eyes of young women: in Italy I'm the first president with the half presence in my cabinet of women.''<ref name=CNN>Da un'intervista alla CNN, 3 ottobre 2014. [https://www.youtube.com/watch?v=VB1yTEwOBI0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Sull'emigrazione e sulla fuga di cervelli}} Non so se questo è un problema. [...] Mi permetta di essere molto franco. Ovviamente la disoccupazione è un problema grave, questo è chiaro e nello scorso anno sono nati più di ottantamila nuovi posti di lavoro, ma sono fiducioso, perché penso che, se alla fine risolveremo il problema della burocrazia, della [[giustizia]] e della mancanza di coraggio nel mercato del lavoro, se risolveremo questo problema, la disoccupazione diminuirà naturalmente nei prossimi anni. Perché ho detto che non è un problema se una parte degli italiani ha lasciato l'Italia? Perché penso che nel mondo ci sono numerosi italiani molto capaci, molto intelligenti, molto brillanti che cambiano il [[mondo]]. Non chiedo loro: "Tornate nel mio paese", chiedo loro: "Aiutatemi a portare l'Italia nel futuro".
:''I don't know if this is a problem. Let me very frank. Let me be very frank. Obviously it's a big problem unemployment, this is clear and in the last year we have more than eighty thousand new jobs, but I'm confident, because I think, if finally we solve the problem of bureaucracy, justice and lack of courage in labour market, if finally we solve this problem, unemployment naturally decreases in the next years. Why I've said it's not a problem if a part of italian people left Italy? Because I think around the world there are a lot of italians very able, very intelligent, very smart, who change the world. I don't ask them: "Come back to my country", I ask: "Give me a hand to bring Italy in the future".''<ref name=CNN/>
===2015===
*Abbiamo pensato di proporre una persona la cui esperienza personale e istituzionale garantisca sette anni di autorevole guida al Colle. [...] La proposta che vogliamo formularvi è quella che riguarda [[Sergio Mattarella]].<ref>Citato in ''Quirinale, Renzi propone Mattarella. Grandi elettori del Pd approvano all'unanimità '', Corriere della Sera, 29 gennaio 2015.</ref>
*Ma se tu pensi che la [[RAI]] sia il pezzo dell'identità culturale educativo del nostro Paese, è chiaro che per definizione non può essere disciplinata da una legge che si chiama Legge [[Maurizio Gasparri|Gasparri]]. Se è una cosa identitaria, culturale, educativa non può essere disciplinata da una legge che si chiama [[Legge Gasparri]]. È proprio ontologico, viene automatico; è un percorso ovvio. Quindi cambieremo questo.<ref>Dall'intervento al convegno ''La scuola cambia'' di Milano del 22 febbraio 2015; visibile su ''[http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/riforma-rai-gasparri-contro-renzi-scontro-al-vetriolo-su-twitter-e-in-tv/192869/191840 Riforma Rai, Gasparri contro Renzi: scontro al vetriolo su Twitter e in tv]'', ''Repubblica.tv'', 22 febbraio 2015.</ref>
*Tutti vogliamo il rispetto dell'indipendenza e della sovranità dell'[[Ucraina]]. Siamo totalmente impegnati e interessati a che torni la pace in questo pezzo straordinario della nostra Europa.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2015/03/04/news/renzi_ucraina_kiev-108730862/?ref=HRER1-1 Renzi a Kiev, colloquio Russia-Ucraina con Poroshenko: "Vogliamo rispetto della sovranità"]'', ''Repubblica.it'', 4 marzo 2015.</ref>
*Ho sempre detto che non ci si [[dimissioni|dimette]] per un avviso di garanzia. E se parliamo di faccia, le dico con sguardo fiero che per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione. Se si dice che è la più bella del mondo, poi bisogna almeno leggerla, altrimenti non vale. Quindi perché dovrebbe dimettersi un politico indagato? Le condanne si fanno nei tribunali, non sui giornali: è un principio di decenza oltre che di buon senso.<ref name="dimissioni">Dall'intervista di Goffredo De Marchis, ''[http://www.repubblica.it/politica/2015/03/22/news/renzi_no_a_dimissioni_per_gli_avvisi_di_garanzia_non_caccio_gli_indagati_-110172431/?ref=HREA-1 Renzi: "No a dimissioni per gli avvisi di garanzia, non caccio gli indagati"]'', ''Repubblica.it'' 22 marzo 2015.</ref>
*[...] tanta gente che viene indagata e poi assolta finisce stritolata dalle circostanze esterne. Non è colpa dei magistrati, che devono fare indagini. Non è colpa dei giornalisti, che devono dare notizie. Ma una soluzione va trovata perché le persone meritano di essere giudicate in tribunale e non dall'opinione pubblica.<ref name="dimissioni"/>
*In questo momento è molto forte l'attenzione degli investitori [[Cina|cinesi]] verso il nostro paese e ne siamo ben felici.<ref>Citato in ''Perché la Pirelli ha bisogno degli stranieri'', ''Ulrike Sauer, Süddeutsche Zeitung''; tradotto in ''Internazionale'', n. 1095 del 27 marzo 2015, p. 35.</ref>
*Le intercettazioni {{NDR|telefoniche}} sono uno strumento molto utile: rinunciarvi sarebbe stupido e autolesionista. Ma il modo con il quale vengono diffuse da alcuni avvocati e alcuni magistrati, da alcuni addetti ai lavori e anche da alcuni media è francamente incredibile e inaccettabile. Siamo tutti d'accordo sulla necessità di intervenire con misure che non blocchino i magistrati e contemporaneamente consentano di soddisfare il sacrosanto diritto di cronaca.<ref>Dall'intervista di Barbara Jerkov ''[http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/renzi_intervista_basta_sacrifici_tasse_intercettazioni/notizie/1280104.shtml Intervista al premier Matteo Renzi: «Basta sacrifici e nuove tasse. Interverremo sulle intercettazioni»]'', ''Il Messaggero.it'', 5 aprile 2015.</ref>
*L'ipotesi di una uscita della [[Grecia]] dall'[[Euro]] sarebbe un errore economico e geopolitico.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/economia/15_giugno_07/g7-via-germania-obama-contrastare-fermezza-l-aggressione-all-ucraina-fe0b14e6-0cf8-11e5-8612-1eda5b996824.shtml G7 in Germania, Obama: «Contrastare con fermezza l'aggressione all'Ucraina»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Enrico Letta]], Presidente del Consiglio dei Ministri}} Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace.<ref>Da una conversazione telefonca con Michele Adinolfi avvenuta l'11 gennaio 2014 ed intercettata dalla Procura della Repubblica nell'ambito dell'indagine sulla cd. Cpl Concordia; citato in Vincenzo Iurillo e Marco Lillo, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/10/renzi-la-strategia-per-palazzo-chigi-spiegata-al-generale-adinolfi-letta-incapace-berlusconi-e-con-me/1861589/ Renzi: "Letta incapace, Berlusconi è con me". La strategia per Palazzo Chigi spiegata al generale Adinolfi]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 10 luglio 2015.</ref>
*Penso che [[Abd al-Fattah al-Sisi|al-Sisi]] sia un grande leader. [...] In questo momento l'[[Egitto]] può essere salvato soltanto dalla ''leadership'' di al-Sisi, questa è la mia opinione personale. Sono orgoglioso della nostra amicizia e lo aiuterò a proseguire nella direzione della pace perché il Mediterraneo senza Egitto sarà senza dubbio un posto senza pace.
:''I think el-Sisi is a great leader. [...] In this moment Egypt will be saved only with the leadership of el-Sisi, this is my personal position and I am proud of my friendship with him and I will support him in the direction of peace because the Mediterranean without Egypt will be absolutely a place without peace.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Barbara Serra, ''[http://www.aljazeera.com/indepth/features/2015/07/qa-italian-pm-sisi-great-leader-150711221822599.html Q&A with Italian PM: "I think Sisi is a great leader"]'', ''Aljazeera.com'', 12 luglio 2015.</ref>
*Chi ritiene di boicottare [[Israele]] non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro.<ref name=israele>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/15_luglio_22/renzi-boicottare-israele-tradire-proprio-futuro-sterile-stupido-c729753c-305f-11e5-8ebc-a14255a4c77f.shtml Renzi: «Boicottare Israele è sterile» Sulla Palestina: due popoli, due Stati]'', ''Corriere.it'', 23 luglio 2015.</ref>
*{{NDR|Sulla questione israelopalestinese}} L'Italia persegue la soluzione di due popoli due stati. È l'unica che per noi può condurre a un risultato.<ref name=israele/>
*Eravamo a un vertice e si parlava di un bilaterale. Nella mia testa bisogna farli nella città e allora ho proposto di farlo a Palermo. Il leader UE mi ha detto: a Palermo si spara nella strada. Gli ho risposto: Come si spara nella strada? Io non voglio più sentire una cosa del genere. È un racconto per stereotipi che diamo all'estero che grida vendetta.<ref>Citato in ''[http://www.lasicilia.it/articolo/renzi-premier-ue-mi-disse-palermo-si-spara-strada Renzi: «Premier Ue mi disse "a Palermo si spara per strada"»]'', ''LaSicilia.it'', 7 agosto 2015.</ref>
*{{NDR|Incontrando [[Fayez Al-Serraj]] designato premier dopo l'accordo di Skhirat del 17 dicembre 2015}} Piena fiducia nella capacità delle nuove autorità libiche di far fronte alle imminenti sfide che le attendono, a cominciare dalla formazione del governo e dal completamento del quadro istituzionale nel segno dell'inclusività e della riconciliazione nazionale.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/28/news/libia_renzi_a_premier_designato_piena_fiducia_nuove_autorita_-130274427/?ref=HREC1-22 Libia, Renzi al premier designato: "Piena fiducia nuove autorità"]'', ''Repubblica.it'', 28 dicembre 2105.</ref>
*Come tutti voi sapete seguendomi da qualche anno la mia posizione sull'Ordine {{NDR|dei giornalisti}} è una posizione per la quale, toccasse a me, lo abolirei domani mattina.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2015/12/29/renzi-ordine-giornalisti/ Renzi sull'Ordine dei giornalisti: «Lo abolirei domani mattina»]'', ''Il Post.it'', 29 dicembre 2015.</ref>
===2016===
*Da [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]] arrivi un messaggio all'Europa: questa non è periferia, lontana dagli occhi dell'Europa ma un luogo di bellezza che ha permesso di salvare migliaia di vite. Guai a pensare che di fronte alle grandi emergenze del nostro tempo si possa far finta di niente o essere superficiali. I lampedusani ci hanno insegnato a restare umani. Compito dell'Europa è tenere insieme la nostra identità con i nostri valori.<ref>Citato in ''[http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Renzi-Lampedusa-ci-rende-orgogliosi-di-essere-europei-275a9710-94ec-468e-b7ce-311d25d6881a.html Renzi: Lampedusa è il cuore dell'Europa, ci rende orgogliosi di essere europei]'', ''Rainews.it'', 25 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]]}} Questa non è solo la porta dell'Europa, è anche un luogo di rara bellezza con gente di rara bellezza. Lo Stato vuole aiutare Lampedusa a essere rappresentata per quello che è.<ref name=lamp>Citato in Emanuele Lauria ''[http://palermo.repubblica.it/politica/2016/03/25/news/renzi_a_lampedusa_isola_centrale_deve_essere_luogo_vivo_e_vissuto_-136284113/ Renzi a Lampedusa: "Isola centrale, deve essere luogo vivo e vissuto"]'', ''Repubblica.it'', 25 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]]}} Questa terra non è periferia, è il cuore dell'Europa. Se non geografico, spirituale.<ref name=lamp/>
*[[Matteo Salvini|Salvini]] e [[Maurizio Landini|Landini]], in modo molto diverso, sono due fenomeni televisivi. Ma se la politica non ha attinenza con la realtà e smette di essere vita quotidiana produce personaggi che sono solamente soprammobili da talk tv.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/legge-elettorale-renzi-chiedo-voto-per-futuro-dignita-governo/1550492/ Renzi: "Landini come Salvini: sono fenomeni tv, soprammobili da talk show"]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 30 marzo 2015.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'[[omicidio di Giulio Regeni]]}} Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non di comodo: il dolore della famiglia Regeni è il dolore di tutta l'Italia.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/03/31/il-testimone-smonta-la-pista-dei-rapinatori09.html Il testimone smonta la pista dei rapinatori]'', ''Repubblica.it'', 31 marzo 2016</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Siamo l'unico Paese al mondo che sta facendo tre tunnel, tre opere strepitose per il collegamento con l'Europa: il [[Galleria di base del San Gottardo|Gottardo]] che si inaugura il primo giugno con la Svizzera<ref>In realtà la Galleria di base del San Gottardo si trova interamente in territorio svizzero ed è stata finanziata al 100% dal governo elvetico.</ref>, il Brennero che abbiamo sbloccato noi e ci collega all'Austria, la Torino-Lione con la Francia. Stiamo investendo 28 miliardi di euro, ovviamente cofinanziati, per collegarci con l'Europa.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/renzi-gaffe-internazionale-stiamo-per-inaugurare-il-tunnel-del-gottardo-che-e-totalmente-in-svizzera-lironia-social/2641585/ Renzi, gaffe internazionale: "Stiamo per inaugurare il tunnel del Gottardo". Che è totalmente in Svizzera. L'ironia social e le reazioni istituzionali elvetiche]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 15 aprile 2016.</ref>
*[[Catania]] è una città bella. L'ho appena visitata dall'alto, piazze, chiese, il rapporto con la cultura romana e greca. E subito pensi, in questo teatro, alla cultura e a quanto è grande il nostro Paese. Un paese di straordinarie bellezze.<ref>Citato in ''[http://palermo.repubblica.it/politica/2016/04/30/news/renzi_in_sicilia_firma_il_patto_per_catania_e_riapre_il_viadotto_chiuso_sulla_palermo-catania-138787503/ Renzi in Sicilia firma i patti per Catania e Palermo e riapre il viadotto sull'A19: "Mai più scandali come questo]'', ''Repubblica.it'', 30 aprile 2016.</ref>
*{{NDR|Il [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia]]}} È un grandissimo [[bivio]] tra l'italia che dice sì e quella che sa solo dire no.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2016/05/02/news/renzi_a_firenze_comitati_si_referendum-138896402/ Referendum riforme, Renzi a Firenze lancia i comitati: "La partita più grande è tornare all'Italia che dice sì"]'', ''La Repubblica.it'', 2 maggio 2016.</ref>
*La scelta di fare il prossimo G7 in Sicilia più che logistica è una scelta di politica culturale. Quale migliore terra della Sicilia che è la terra della bellezza, del volontariato, del medico Pietro Bartolo e dell'innovazione?<ref>Citato in ''[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/26/news/renzi_al_g7_porto_l_orgoglio_dell_italia_che_salvano_le_vite_umane_-140621889/ Migranti, Ue: "Serve sostegno del G7". Renzi: "Il prossimo a Taormina, è scelta politica"]'', ''Repubblica.it'', sezione Palermo, 26 maggio 2016.</ref>
*Nel nostro G7 terremo insieme sogno e concretezza. Farlo in Sicilia non è un caso. La Sicilia della Magna Grecia, della bellezza, della filosofia, del barocco ma anche del volontariato e del farsi carico degli altri.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2016/05/27/italia/politica/renzi-il-g-italiano-sar-sogno-e-concretezza-ewOyY6Vcj7CjyCBt7CPajL/pagina.html Renzi: il G7 italiano sarà sogno e concretezza]'', ''La Stampa.it'', 27 maggio 2016.</ref>
*Ho scelto di fare il G7 in [[Sicilia]] perché un importante leader di un paese altrettanto importante mi ha detto qualche tempo fa: "Il bilaterale a Palermo con te non lo faccio perché c'è la mafia". Il G7 lo faremo a Taormina e dovranno ricredersi tutti, dovranno innamorarsi della bellezza di questa terra. Nel racconto esterno, complice talvolta la pigrizia degli altri ma anche per nostre responsabilità, la straordinaria bellezza del Sud non viene raccontata come si dovrebbe. Io vado invece lì per aiutare la comunicazione e il racconto della bellezza. Il G7 del prossimo anno lo facciamo a Taormina e vediamo poi cosa scoprono quando gli metteremo nel programma dell'evento il Teatro Greco, l'Etna, il mare, e le signore le manderemo a Siracusa, ad Ortigia e a vedere il Barocco e l'Etna Valley. A quel punto gli chiederò: cos'è la Sicilia? Cos'è il Sud? Prego, ditemi…<ref>Durante un intervento all'iniziativa ''The Future Makers'' presso il Boston Consulting Group, Milano; citato in ''[http://www.blogtaormina.it/2016/05/31/taormina-g7-renzi-perche-scelto-la-perla/224637 Taormina. G7, Renzi: «Ecco perché ho scelto la Perla»]'', ''Taormina Today'', 31 maggio 2016.</ref>
*Io sono molto orgoglioso di una caratteristica che ha il mio paese, l'[[Italia]]: noi siamo il secondo paese per [[longevità]] al mondo, per aspettative di vita, ma, se guardo i dati, vedo che ci sono spazi, e gli studi del mio paese lo dimostrano, per immaginare che da qui a qualche anno vivremo almeno fino a un secolo di età media.<ref>Da un intervento al ''Forum economico internazionale'', 17 giugno 2016. [https://www.youtube.com/watch?v=_TmxNR9vKwo Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Se perdo il referendum considero fallita la mia esperienza politica.<ref>Dalla conferenza stampa di fine anno, 29 dicembre 2015; citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/22/referendum-tutte-le-volte-che-renzi-e-i-suoi-hanno-promesso-se-vince-il-no-andiamo-via-e-non-ci-vedete-piu/2988184/ Referendum, tutte le volte che Renzi e i suoi hanno promesso: "Se vince il no andiamo via e non ci vedete più"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 22 agosto 2016.</ref>
*In [[Sport in Italia|Italia]] si fa politica con lo sport, nel senso che la politica si occupa di sport e riconosce nello sport un valore universale e di cittadinanza.<ref>Citato in ''[http://www.coni.it/it/news/primo-piano/12513-sport-e-periferie,-definito-il-piano-dei-183-interventi-renzi-in-italia-facciamo-politica-con-lo-sport-e-sinonimo-di-comunit%C3%A0-e-civilt%C3%A0.html Sport e Periferie, definito il piano dei 183 interventi. Il Premier Renzi: facciamo politica con lo sport]'', Comunicato Stampa CONI, 12 ottobre 2016.</ref>
*Un autorevole leader in occasione di un meeting ha fatto una battuta particolarmente stupida. Avevo fatto un passaggio sulla Sicilia. E questa personalità ha fatto una battuta tipica dei pregiudizi che ancora subite e subiamo. Ha detto "la Sicilia è il luogo della mafia". Io ho detto che la Sicilia è cultura, teatro, passione, cibo. E che prima di parlare di Sicilia questa persona avrebbe dovuto studiare. Allora ho deciso di fare il G7 qui e non a Firenze.<ref>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/10/21/renzi-di-scena-a-palermo-folla-e-contestazioni_793930/ Matteo Renzi di scena a Palermo "Col Sì addio alla vecchia guardia"]'', ''Live Sicilia'', 21 ottobre 2016.</ref>
*Il valore straordinario di [[Palermo]] sta nell'incrocio di strade e tradizioni, nell'incrocio di civiltà. Palermo è la città della complessità anche nel racconto esterno.<ref name=pale>Citato in ''[http://www.siciliainformazioni.com/redazione/444507/444507 Anno accademico, Renzi: "C'è un Matteo che mi toglie il sonno"]'', ''Siciliainformazioni. com'', 22 ottobre 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Sicilia]]}} Questa terra ha bisogno di riflettere su se stessa e ragionare sul proprio futuro. La vostra regione ha un ruolo fondamentale per la qualità che ha espresso nei secoli e che dimentichiamo di dirlo a noi stessi. Ha un potenziale pazzesco ma un problema di autostima. Come l'Italia che non si rende conto di com'è percepita nel mondo. Abbiamo opportunità impressionanti.<ref name=pale/>
*Fare politica andando contro qualcuno è molto facile, fare politica per qualcosa è più bello, è più difficile ma più bello. E siate orgogliosi di questa bellezza. Non smettete mai di pensare che si fa politica pensando ai propri figli e non alle alchimie dei gruppi dirigenti.<ref>Dal discorso durante il quale ha annunciato l'intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l'esito del [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia|referendum costituzionale]], Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016. Visibile al minuto 03:20 di [http://video.corriere.it/referendum-trionfa-no-discorso-renzi/5dc37392-ba7c-11e6-99a2-8ca865283c9e ''Referendum, Renzi si dimette: il discorso integrale da Palazzo Chigi''], ''Video.Corriere.it'', 5 dicembre 2016.</ref>
*Nella politica italiana non perde mai nessuno. Non vincono, ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com'è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta... anche se con il nodo in gola, perché non siamo robot. (dal discorso durante il quale ha annunciato l'intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l'esito del [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia|referendum costituzionale]], Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016<ref>Visibile al minuto 04:20 di [http://video.corriere.it/referendum-trionfa-no-discorso-renzi/5dc37392-ba7c-11e6-99a2-8ca865283c9e ''Referendum, Renzi si dimette: il discorso integrale da Palazzo Chigi''], ''Video.Corriere.it'', 5 dicembre 2016.</ref>)
*Lo dico qui, prendendomene la responsabilità, che se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero chiusa l'esperienza del governo, considero chiusa la mia esperienza politica<ref>Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014, citato in ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/12/14/news/se-perdo-al-referendum-non-mi-vedrete-piu-1.290955 "Se perdo al referendum non mi vedrete più" Tutte le promesse non mantenute di Renzi e Pd]'', ''L'Espresso'', 14 dicembre 2016.</ref>
*Non è personalizzazione, ma serietà. Se io perdo [il Referendum costituzionale - NdR], con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica.<ref>Che tempo che fa dell'8 maggio 2016, citato in ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/12/14/news/se-perdo-al-referendum-non-mi-vedrete-piu-1.290955 "Se perdo al referendum non mi vedrete più" Tutte le promesse non mantenute di Renzi e Pd]'', ''L'Espresso'', 14 dicembre 2016.</ref>
===2017===
*{{NDR|Al padre}} Io spero che tu riesca a capire la fase che stiamo vivendo [...] se tu vai in un interrogatorio [...] e pensi di poter dire non so chi sono, non so chi sono questi, ti portano via e fanno bene!<ref>Da una intercettazione telefonica del 2 marzo 2017. Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/matteo-devi-portare-a-casa-il-culo-niente-provocazioni/ Consip, le intercettazioni tra i Renzi. Matteo: "Devi portare a casa il culo, niente provocazioni"], ''Il Fatto Quotidiano'', 7 novembre 2018</ref>
*Le notizie che arrivano dalla [[Cecenia]] lasciano senza parole. Pensare che nel 2017 esistano dei campi per rieducare uomini "dall'[[orientamento sessuale]] non tradizionale o sospetto" fa davvero rabbrividire. La dignità e la libertà degli uomini, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, non possono essere lese così per nessun motivo ed in nessuna parte del mondo. I [[campi di concentramento]] per [[gay]] ci riportano al [[nazismo]]: tutti dobbiamo far sentire il nostro sdegno.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/11/news/cecenia_diritti_gay-162727272/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-T1 "In Cecenia campi di rieducazione per gay". Radicali, Pd e Sinistra italiana: "Mogherini e Alfano intervengano"]'', ''Repubblica.it'', 11 aprile 2017.</ref>
*Ci vuole un passo di buon senso, mi permetto di dire che se quelli non prendono il 5 per cento e stanno fuori non è un dramma, è così dappertutto, in tantissimi paesi. Cioè, se dopo anni che sei stato al governo, hai fatto il ministro di tutto, non riesci a prendere il 5 per cento del voto degli italiani è evidente che non possiamo fermar tutto per dare un potere di ricatto ai partitini.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2017/06/01/matteo-renzi-ha-fatto-una-leggerissima-allusione-contro-angelino-alfano/ Matteo Renzi ha fatto una leggerissima allusione contro Angelino Alfano]'', ''Il Post.it'', 31 maggio 2017.</ref>
*In Italia il [[Partito Democratico|Pd]] è la diga contro i populisti: chi piccona la diga, mette a rischio il Paese.<ref>Da intervista di Aldo Cazzullo, ''«Abbiamo quasi un anno davanti per occuparci dell'Italia Uniti con Giuliano possibile il 40%»'', ''Corriere della Sera'', 10 giugno 2017, p. 3</ref>
*{{NDR|Su rifondazione del calcio e stadi di proprietà, dopo la mancata qualificazione ai mondiali 2018}} La visita allo stadio del Frosinone ha un doppio significato: il primo è un grande in bocca al lupo al [[Maurizio Stirpe|presidente Stirpe]]. [...] C'è un secondo elemento [...]: il calcio purtroppo dopo l'eliminazione della Nazionale vive un momento molto difficile. C'è bisogno di rifondarlo, c'è bisogno di riorganizzare la Federazione. Ha fatto bene Tavecchio a dimettersi, ha fatto bene Ventura ad andarsene, però bisogna ripartire con tutto il movimento calcistico. Quello che ha fatto Stirpe qui a Frosinone secondo me è molto interessante: questa {{NDR|lo stadio [[Stadio Benito Stirpe|Benito Stirpe]]}} è la casa del tifoso. C'è un investimento sugli aspetti infrastrutturali [...] ma c'è anche tutto un percorso dietro: il crowdfunding per i tifosi, la possibilità di fare di questa struttura un luogo per le famiglie [...], insomma il lato bello del calcio.<ref>Dall'intervista trasmessa sul TG di ITR 7Gold, 23 novembre 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=HCAPatnvwbc Video] disponibile sul canale dell'emittente TV su ''YouTube.com'' (dal minuto 2:30).</ref>
*Noi {{NDR|dal PD}} siamo diversi da M5s e dal centrodestra. Noi abbiamo aumentato i posti di lavoro, Berlusconi lo spread e Di Maio i followers. Di Maio non è quello dei congiuntivi. I Cinquestelle, vedete Torino, tagliano sulla cultura quando governano, noi siamo diversi dai Cinquestelle e dal Centrodestra. Noi siamo garantisti, non facciamo leggi ad personam o cambiamo le regole interne del partito in base agli amici. Noi crediamo nell'Europa, la vogliamo cambiare, non siamo quelli della doppia moneta. Noi siamo per la crescita, con il centrodestra c'è stata la recessione e il M5s ha teorizzato la decrescita. C'è una differenza ontologica tra noi, M5s e centrodestra.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/11/26/news/leopolda_intervento_matteo_renzi_partito_democratico_pd_dem-182187120/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1 Leopolda, Renzi: "80 euro a famiglie con figli". "Sul Web M5s e Lega usano stessi codici, li abbiamo sgamati"]'', ''Repubblica.it'', 26 novembre 2017.</ref>
===2019===
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] oggi dico semplicemente, se ci fosse da votare un governo o con i Cinque Stelle o con la Lega, io voterei contro, in Parlamento. Penso che sia un atteggiamento molto serio, no polemics, nessuna discussione polemica.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Omnibus'', ''La7'', 23 luglio 2019; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=xrt136jM80E YouTube.com]'', min. 11:04.</ref>
*La Leopolda è la più grande manifestazione politica degli ultimi dieci anni, di donne e uomini che credono nella politica e se la sono finanziata. Tutti i finanziamenti sono stati [NdT: ''capoverso a capo''] fatti con bonifico, sono tutti tracciabili.<ref>Citato da [https://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2019/12/01/news/la-leopolda-non-e-un-reato-renzi-critica-i-magistrati-e-avverte-accanto-alle-sardine-ci-vogliono-i-salmoni-1.38039164/ ''"La Leopolda non è un reato". Renzi critica i magistrati e avverte: "Accanto alle sardine ci vogliono i salmoni"''], su ''Il Tirreno'', Pistoia, 1 dicembre 2019. URL archiviato l'[http://archive.is/SEZMc/ 1 dicembre 2019].</ref>
===2020===
* {{NDR|Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità}} Davanti alla crisi pandemica stavolta l'Europa ha risposto battendo un segno positivo e l'Italia è protagonista di questa svolta. La riforma del [[Meccanismo Europeo di Stabilità| Mes]] è una piccola parte ma va in giusta direzione.<ref>Citato in ''[https://www.ilmessaggero.it/video/politica/mes_matteo_renzi-5635314.html Mes, Renzi: «Riforma piccola parte ma va in giusta direzione»]'', ''IlMessaggero.it'', 9 dicembre 2020.</ref>
===2021===
*Pieno rispetto per le opinioni di tutti ma le leggi le fanno i parlamentari, non i cardinali.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2021/06/26/news/omofobia_renzi_il_ddl_zan_e_fondamentale_e_necessario_trovare_un_accordo_-307787197/?ref=RHTP-VS-I287409039-P6-S6-T1 Omofobia, Renzi: "Il ddl Zan è fondamentale. È necessario trovare un accordo"]'', ''Repubblica.it'', 26 giugno 2021.</ref>
===2026===
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere [[Odissea (film)|Odissea]] di [[Christopher Nolan|Nolan]] e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull’uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/Da71NguHKN_/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 19 luglio 2026.</ref>
*Tifare [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] significa tante cose ma prima di tutto significa conseguire un master in beffe e sofferenza. Non è facile arrivare tante volte nelle finali europee e perderle sempre per un soffio. [...] Non è facile sopportare gli sfottò degli amici per ogni abbandono a cominciare da quello di Roberto Baggio, parzialmente sanato da una sciarpa raccolta a bordo campo. Ma tifare la Fiorentina è anche bellissimo perché significa avere passione, ironia, entusiasmo. È la voglia di vivere tipica della nostra città: sempre pronta a criticare tutto ma senza mai tirarsi indietro se c’è da dare una mano. La Fiorentina è il simbolo di una città che sa infiammarsi. A luglio siamo entusiasti per il mercato e ci diamo di gomito: “oh, quest’anno è quello bono.” Poi da agosto e settembre si fa sempre più fatica e alla fine qualche volta si va in Europa, qualche volta ci si salva per il rotto della cuffia. [...] festeggiare il compleanno della Viola significa oggi fare i conti con la nostra vita e con chi siamo davvero. Perché quel giglio sul petto non è un logo: è il simbolo di una città eterna che unisce bellezza e rabbia, luce e ombra, amore e dolore. <ref>Da un [https://www.instagram.com/p/DcnvKlXHNrX/?igsi=d2R6dXpkdnpvdzls post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 29 agosto 2026.</ref>
==''Fuori!''==
*Provate a immaginare che guazzabuglio di emozioni si possa provare guidando una città di cui mezzo mondo è innamorata. Una responsabilità struggente e straordinaria. La stanza da lavoro del sindaco è intitolata a Papa Clemente VII. I personaggi degli affreschi del Vasari sembrano prenderti le misure. Stanno lassù, sui muri, quasi imbronciati o annoiati; del resto in questa sala ne hanno viste di tutti i colori. Ti copre le spalle, quasi a proteggerti, la solenne rappresentazione dell'assedio della città voluto dalle truppe di Carlo V: battaglia storica, finita male. Per fortuna i fiorentini fecero in tempo a inventare il calcio, in piazza Santa Croce. E a salvare l'onore. Sulla destra la battaglia di Gavinana ricorda l'episodio in cui perse la vita Francesco Ferrucci, per mano di Maramaldo, il vigliacco per eccellenza. Quasi un'esortazione ad agire sempre con coraggio. Anche dal pavimento salgono messaggi subliminali, come il simbolo della tartaruga con la vela, voluto da Cosimo: ti invita ad essere veloce, ma saggio. Deciso, ma prudente. Quando la sera clicchi sull'interruttore per andartene e le finestre lasciano intravvedere la penombra della sala, ti rendi conto di essere davvero un nano sulle spalle di giganti. (p. 10)
*Attenzione. Decidere non significa non ascoltare nessuno. Al contrario: è importante ascoltare tutti. Ma poi bisogna agire. Altrimenti la discussione politica diventa il bar dello sport: tutti dicono la loro, ma alla fine non cambia nulla. (p. 16)
*Ero all'ultimo anno di mandato come presidente della Provincia di Firenze. Appena qualche mese e si sarebbe tornati al voto. Tutti i dirigenti locali del centrosinistra fiorentino erano favorevoli alla possibilità che io proseguissi il lavoro in Provincia, con il secondo mandato. Contenti per come avevo amministrato? Forse, ma a dir la verità non ci avrei giurato. Qualcuno, infatti, voleva solo evitare la mia candidatura alle elezioni comunali che si sarebbero svolte contestualmente. (p. 22)
*Un pezzo grosso del mio partito sentì la necessità di spiegarmelo in modo sbrigativo: «Ciccio, a me hanno insegnato che a trentaquattro anni si rispetta la [[fila]]». Disse proprio così: si rispetta la fila. Come al supermercato, quando tutti abbiamo da svuotare il carrello. Uno per volta, rispettando la fila. Solo che facendo così in politica non si svuota il carrello, si svuota l'entusiasmo. Decisi che non volevo (e ancora oggi non voglio) fare il pollo di batteria. Non volevo che gli altri, loro decidessero i tempi. Non volevo stare alle loro regole, le regole di una generazione che ha già dato tutto quello che poteva dare. (pp. 23-24)
*Ve lo ricordate, il governo dell'Unione? Dai, il governo più litigioso della storia repubblicana. Quello in cui un ministro presentava un'idea e il giorno dopo un altro ministro diceva l'opposto, magari scendendo in piazza con i contestatori. Perché loro erano l'Unione. Si erano chiamati così apposta, si vede... Pensandoci bene, verrebbe da domandarsi: ma chi glieli sceglie i nomi ai partiti politici? (p. 24)
*Ma in realtà passeggiando per le strade di Firenze mi rendo conto che non solo i capolavori universali, ma ogni luogo della città mi dice qualcosa: un campo sportivo dove ho giocato, un giardino dove ho pianto, persino una fermata dell'autobus dove ho aspettato qualcosa o forse qualcuno. Ogni angolo della città deve scatenare un sentimento in chi vuol fare il [[sindaco]]. Altrimenti ha sbagliato mestiere. Potrà ragionare di culture politiche, discutere sulle grandi riforme. Magari sarà il più colto dei deputati o il più elegante tra i senatori. Ma non potrà mai fare il sindaco. Può provare a fare il primo cittadino solo chi crede che amministrare sia davvero un'estensione del verbo amare. L'etimologia della parola ci porterebbe altrove. Dovremmo dire infatti che amministrare significa servire. E il tema del servizio civico, della cosa pubblica è uno degli aspetti più intriganti della politica fatta con passione. Nell'abisso di solitudini che caratterizza il nostro tempo, c'è proprio bisogno di costruire una comunità, di incrociare sogni, di stabilire legami. Evitare l'individualismo dedicando del tempo al servizio del bene comune è già una suggestiva scelta controcorrente. Ma questo vale per ogni tipo di impegno politico. La peculiarità dell'esperienza come sindaco – o come candidato sindaco – sta proprio nel legame intimo e inebriante con la propria città. (pp. 26)
*Un fiorentino sopporta tutto. L'importante è evitare – accuratamente – di passare da bischero, espressione difficilmente traducibile. I Bischeri erano una nobile famiglia fiorentina che si ritrovò rovinata per alcuni errori strategici. Diciamo che devi evitare di compiere un errore gratuito, di tirarti la zappa sui piedi, di segnare un autogol. Perché se passi da bischero non hai diritto neanche alla compassione che in genere un popolo dotato di umanità come il nostro riserva agli sconfitti. Se te la sei cercata, affari tuoi: sei passato da bischero. (p. 27)
*Una signora con i capelli rossi, di mezza età, ben vestita si fece largo tra la gente che mi circondava, si avvicinò e si incaricò di riportarmi alla realtà. «Dunque, lei ha detto che nel caso in cui perderà le elezioni tornerà a lavorare e non farà come fanno tutti, vero?» «Certo signora, penso che dobbiamo dare il buon esempio per primi noi.» «Giusto, molto interessante. Come interessanti sono le altre cose che ha detto, in particolar modo sulla macchina comunale e le cose da fare nei primi cento giorni. Condivido.» Bene, penso, questa è presa. Vediamo se riusciamo anche a coinvolgerla nella campagna elettorale. «Grazie signora. Se vuole può darci una mano. Vorremmo che la campagna elettorale fosse l'occasione per avvicinare nuove persone a un modo diverso di fare politica.» «No, guardi, non ha capito proprio niente. Io non la voto. È vero che condivido praticamente tutte le vostre idee e mi piace il vostro modo di proporle. Ma lei ha detto che se perde le primarie torna a lavorare. E siccome io credo che la sua scelta sarebbe utile come segnale nazionale, non solo non la voto, ma spero anche che perda, così da mantenere la sua promessa. Arrivederci.» Sono un chiacchierone e spesso ho la battuta pronta, ma quella volta non trovai le parole per risponderle. Persi l'attimo. E dietro al ragionamento stringente della signora rimasi come inebetito. Condivideva il nostro progetto al punto di sperare che noi perdessimo. Mitica! Mi sentivo scartato e buttato a terra come un difensore ubriacato da un dribbling del miglior Messi. (pp. 30-31)
==''Avanti: Perché l'Italia non si ferma''==
* Un vecchio adagio della politica dice che le dimissioni in Italia si devono solo minacciare, non rassegnare per davvero.
* Fare la parte della vittima funziona sempre in un paese in cui si ha più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova.
* Non credo nell'azzardo come metodo politico, ma se fai politica e non ti prendi mai un rischio potrai vivere un'onesta carriera collezionando poltrone, ma non cambierai mai il tuo paese.
*{{NDR|Sul [[Movimento_5_Stelle|Movimento 5 Stelle]]}} Non solo scie chimiche e congiuntivi, dunque: proprio una visione del mondo che fatica a mettere a fuoco la distanza tra Venezuela e Cile, così come la distanza tra il mondo virtuale degli algoritmi e la realtà.
==Citazioni su Matteo Renzi==
*Abbiamo avuto di meglio. Come Berlusconi e tutti i politici della Prima Repubblica, da Spadolini ad Andreotti. Avevano carisma, erano un modello. ([[Pamela Prati]])
*All'Inferno probabilmente ci finirà anche Renzi, non solo come cattolico. Per lui è questione di tempo perché voi sapete che nell'Inferno dantesco c'era un girone per ogni tipologia. [...] Quello che è certo è che se {{NDR|Renzi}} non è ancora andato all'Inferno non è perché non se lo meriti. [...] Non ne hanno ancora fatto uno {{NDR|di girone per}} quello che i peccati li ha fatti tutti perché bisognerà scavare un buco talmente profondo per mettercelo che addirittura [...] io penso che alla fine [...] tanti tanti peccati alla fine fanno un satanasso veramente. Io non so, concorrerà con [[Lucifero]] nella collocazione della scala dei valori all'Inferno. ([[Roberto Calderoli]])
*Cito l'amico [[Alberto Bagnai|Bagnai]], che, ieri, ha fatto una distinzione, secondo me, significativa, nella discussione generale, tra [[populismo]] e [[demagogia]]. Allora sarà populismo cialtrone quello che era contenuto nelle frasi [...] di alcuni esponenti di varie forze politiche del Parlamento? Forse sì. Ma, allora, è demagogia quella di chi {{NDR|Matteo Renzi}} dice "mi do un anno di tempo per far cadere un Governo", è demagogia quella di chi dice "oggi, se non passerà questo referendum, abbandonerò la politica e non mi vedrete mai più" e oggi ce lo troviamo ancora qui, con il 6 per cento, a ricattare il mondo. ([[Marco Osnato]])
*Con Berlusconi non c'era tutto questo servilismo che c'è verso Renzi. È una cosa insopportabile. La Rai è già renziana ma si adegua sempre, a volte anticipa i tempi. Mi colpisce la stampa, è un inno continuo. La7? Sì, [[Enrico Mentana|Mentana]] è abbastanza renziano, senza dubbio. E poi Renzi dà il cellulare a tutti. C'è una forma di cameratismo coi giornalisti che vuol dire tante cose. Con Berlusconi non c'era, non c'era. Ci deve essere un distacco. ([[Carlo Freccero]])
*Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche. ([[Ferruccio de Bortoli]])
*Deve essere ogni giorno difeso dalla scorta, lui che diceva: «mi difende la gente», ma forse intendeva: «l'agente». ([[Alessandro Di Battista]])
*È abbastanza triste vedere che chi doveva riformare la sinistra - e lo dice uno che l'ha sostenuto quando era segretario dem - voglia costruire un Centro, piccolissimo e alleato del centrodestra. Del resto Renzi non ha più spazio politico nel centrosinistra: c'è una frattura tra lui e l'elettorato di sinistra. ([[Matteo Ricci (politico)|Matteo Ricci]])
*È circondato, però, da mezze tacche: gli ex lacchè di Berlusconi. Fini, che ho conosciuto bene, quando faceva l'attendente ossequioso di Giorgio Almirante cui prestavo denari per il Msi. Soldi sempre resi... quello sì che era uomo di parola. E poi Schifani, Alfano: personaggi non certo di livello. Berlusconi ha sbagliato con le giovani donne, ma soprattutto circondandosi di personaggi di bassa levatura... Penso a Verdini, un mediocre uomo di finanza; è un massone... credo, ma non della nostra squadra. ([[Licio Gelli]])
*{{NDR|Durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo nel 2014}} È la prima volta che mi succede di non dare la fiducia a una persona come te, ma non perché sei tu, per quello che rappresenti. Tu rappresenti le banche, i poteri forti: dici una cosa e poi la smentisci il giorno dopo. Sei un ragazzo giovane, ma nello stesso tempo vecchio. ([[Beppe Grillo]])
*È [[misoginia|misogino]], costruito a tavolino e [[maschilismo|maschilista]]. È uno che quando ti vede ti fa sempre prima un complimento su quanto sei carina, e poi parla di lavoro... A me queste cose mi fanno diventare una iena. ([[Alessandra Moretti]])
*È uno che sta su un cavallo. Non sa da dove è partito né dove vuole andare, l'importante è continuare a galoppare, altrimenti finisce disarcionato. ([[Mario Capanna]])
*È un [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che non ce l'ha fatta. ([[Fedez]])
**Il nostro Presidente del Consiglio è francamente imbarazzante, perché è imbarazzante un Presidente del Consiglio che si presenta in Aula senza conoscere i provvedimenti che ha adottato. [...] È evidente che non conosce il contenuto del provvedimento e non conosce nemmeno la differenza tra una società per azioni e una società quotata in borsa. Ma ancora più imbarazzanti e gravi sono le menzogne che offendono quest'Aula, che offendono questa istituzione, che offendono il Paese, quando viene a dire in questa sede che ha salvato un milione di correntisti – termine roboante – quando poi i correntisti della più grande delle quattro banche salvate sono solo 70.000. Che cosa dobbiamo pensare colleghi? Che siamo di fronte a persona che mente spudoratamente! ([[Mario Michele Giarrusso]])
*Il nuovo segretario ha messo in moto riforme fondamentali per il Paese, ma le accompagna con un'intolleranza inaccettabile verso le posizioni diverse dalla sua. Chi guida il partito non può pretendere soltanto opportunismo, conformismo e servilismo. ([[Stefano Fassina]])
*Io questo Renzi non lo capisco. È giovane e fa il sindaco di [[Firenze]], più spazio di così! ([[Emanuele Macaluso]])
*Io sono più liberale di Renzi, su questo non ci piove proprio. ([[Pier Luigi Bersani]])
*La capisco, si starà chiedendo come possa un Presidente non votato avere forza nelle proprie azioni, la necessaria credibilità internazionale e l'autorevolezza di chi deve difendere i diritti del proprio Paese. La risposta è semplice, la do io: non può! Ecco la ragione per cui da potenziale rottamatore oggi si è trasformato nel garante degli interessi dei potenti, dei venditori di armi, della [[finanza]] internazionale. ([[Angelo Tofalo]])
*Lei non è affatto l'onesto ed esuberante sindaco che vuol far credere. Perché non ci dice chi sono i burattinai che la manovrano? Solo pochi giorni fa, parlando del Governo, aveva liquidato la questione con un «ma chi ce lo fa fare?». Beh, oggi conosciamo la risposta, almeno parziale: glielo fa fare [[Carlo De Benedetti]], tessera n. 1 del PD, di certo uno dei massimi esperti italiani di rottamazione, essendo il demolitore di un gioiello italiano come l'[[Olivetti]]. Chi ha pagato la sua campagna alle primarie, presidente Renzi? Pensa davvero che il popolo italiano sia così ingenuo da bersi la storiella del mercato rionale, che non sappia delle sue cene a porte chiuse con gli squali dei veri mercati che le interessano, cioè quelli finanziari, o della sua benevola investitura da parte della troika e delle banche speculatrici che ci hanno condotto sull'orlo della catastrofe? Ormai solo chi sceglie consapevolmente di non sapere può ignorare l'evidenza dei fatti. ([[Paola Taverna]])
*Matteo Renzi è un vero imbecille. [...] Caro Renzi, sei di una abissale ignoranza, privo di basi culturali, solo chiacchiere distintivo e insider trading. [...] In quale loggia massonica di tuo padre ti hanno dettato le presunte norme per scuola e banche? [...] Sei davvero una persona spregevole, torna nella loggia del babbo. ([[Maurizio Gasparri]])
*Matteo Renzi non dice mai una cosa vicina alla gente comune, all'operaio che, tornato dalle ferie, ha trovato la fabbrica chiusa, al disoccupato, all'infermiere. Niente. È più forte di lui. Non ci riesce. Il fu giovane Renzie lo si ricorda per le sue comparsate, in giubbetto di pelle, da [[Maria De Filippi]] e per le sue blindate cene milanesi con l'alta finanza. È l'uomo delle banche e dei capitali. ([[Beppe Grillo]])
*Matteo Renzi non sta bene dove può essere messo in discussione, non ama il confronto democratico e si comporta da primadonna, ma ne abbiamo già avuta una e si chiamava [[Silvio Berlusconi]]. Sta portando in giro per l'Italia uno show televisivo e fa degli slogan lo stile di questa campagna elettorale. ([[Alessandra Moretti]])
*Mi è sembrata una persona che vuole davvero cambiare le cose. Da lui mi sentirei rappresentata. Credo che ad avvicinarci non siano le idee politiche ma la stessa cultura generazionale. ([[Barbara Berlusconi]])
*Mi sembra che Renzi si sia chiamato fuori definitivamente {{NDR|dal [[Governo Conte II|Governo Conte]]}} e poi la politica non è una sceneggiata napoletana. Nel momento in cui decidi di rompere è finita. Dovrebbe interrogarsi, chiedersi perché non ci sia un leader o un giornale straniero che gli dia ragione e perché solo il 10% degli italiani pensa stia facendo una cosa intelligente. ([[Enrico Letta]])
*Non è una persona affidabile. Va per la sua strada, come dimostra anche il [[salario minimo]]. ([[Roberto Fico]])
*Non mi pare che al successo mediatico di Renzi corrisponda una straordinaria ricchezza e novità di contenuti. ([[Massimo D'Alema]])
*Oggi ha parlato il presidente del consiglio di Paperopoli {{NDR|riferendosi a Matteo Renzi}} [...]. Cara signora [[Cécile Kyenge|Kyenge]], rimettiti a parlare, perché da quando non dici più le tue cazzate quotidiane contro di noi, non abbiamo più una spinta elettorale. Renzi è un gran figlio di zoccola perché ci ha tolto questo personaggio. ([[Mario Borghezio]])
*Oggi l'80% degli italiani quando sente il nome di Renzi chiude la porta e corre a toccare tutti gli amuleti possibili. ([[Ernesto Abaterusso]])
*Presidente, metta il cellulare in tasca ed accenda il [[cervello]]. ([[Angelo Tofalo]])
*Quando guardo Renzi, è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], un terzo del peggior [[Bettino Craxi|Craxi]] e un terzo di [[Jerry Calà]]. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po' di paura onestamente mi viene. ([[Andrea Scanzi]])
*{{NDR|Sulla riforma elettorale}} Renzi, come ha fatto [[Walter Veltroni|Veltroni]] alla sua epoca, vuole uccidere col voto utile tutto ciò che è alla sua sinistra, diciamo così; ossia tutte le liste che si presentano togliendo voti al [[Partito Democratico|Pd]] da sinistra. ([[Giovanni Russo Spena]])
*Renzi continua a fare prevalere le sue aspirazioni personali rispetto agli interessi del Paese e mi sembra irresponsabile. ([[Stefano Fassina]])
*Renzi è come [[Beppe Grillo|Grillo]], è la personificazione della poca consistenza politica al servizio di interessi terzi. ([[Franco Marini]])
*Renzi è tecnicamente un figlio di puttana. ([[Vittorio Sgarbi]])
*Renzi è un bambinone, visto il suo comportamento che è pieno di parole e molto ridotto nei fatti: non è destinato a durare a lungo... ([[Licio Gelli]])
*Renzi [...] era uguale nella versione pubblica e privata, sempre arrogante. Però mi aveva colpito per quello, era coerente con sé stesso, credeva in quello che diceva. Forse poi ha esagerato con l'[[arroganza]]. ([[Pif]])
*Renzi, io ti devo dire delle cose, a te. [...] Guarda, tu sei in età fertile, per cui è il tuo momento! È il tuo momento! Non ascoltare quei vecchi babbioni. Vai! Fai! Fai! Se fai le cose belle, poi ti veniamo tutti dietro! Fai delle cose per la città importanti, lo so che ce l'hai il cuore. Hai l'età in cui [[Lorenzo il Magnifico]] faceva delle figate pazzesche, certo non aveva le elezioni, però insomma… ([[Jovanotti]])
*Renzi ha le caratteristiche, per quel poco della sua visione che conosciamo (che non è molto), di persona liberal-moderata. Se lui diventa il capo del partito, cambia l'antropologia del partito, perché il partito è un partito riformista di centro sinistra, non è un liberale-moderato il partito. ([[Eugenio Scalfari]])
*Renzi ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada. ([[Franco Marini]])
*Renzi, nonostante i teatrini di facciata e le finte risse con i vari leader europei, non conta assolutamente nulla. Lui può muoversi solamente entro i paletti che le ''lobby'' che lo sostengono gli hanno imposto: quando li tradirà, sarà fatto fuori anche lui. ([[Manlio Di Stefano]])
*Renzi stufo dei rigori sbagliati dalla Fiorentina: «Il prossimo verrà trasformato per decreto». ([[Gene Gnocchi]])
*Se non sarò schiantato dalla mezza maratona che correrò al mattino, andrò a votare alle primarie del [[PD|Pd]] e voterò Renzi. Mi sembra che sia l'unico candidato che interpreta meglio la rottura necessaria in questo momento, rottura rispetto alla politica e ai partiti. Gli altri no [...] temo che inseguino i processi, piuttosto che anticiparli come tenta di fare Renzi. ([[Sergio Chiamparino]])
*{{NDR|Sulle primarie del candidato premier del PD}} Se Renzi vuole correre per le primarie si dimetta dal [[PD]], perché il candidato è il segretario del PD per statuto. E se fosse modificato, allora sappia che non sarà solo. ([[Rosy Bindi]])
*Se Renzi vuole dare la dimostrazione che il Paese cambi, provi a cambiare la Rai: è una riforma senza costi, l'unico prezzo per lui è rinunciare al controllo sulla tv di Stato. Se da un cambiamento della Rai e della governance cambia il sistema è un punto, altrimenti non si arriverà a un mercato in cui ci si sfida liberamente, come Renzi ha promesso. ([[Michele Santoro]])
*{{NDR|Alle elezioni primarie del Partito democratico 2012}} Se si va sulla strada di Renzi si va al disastro politico. ([[Massimo D'Alema]])
*Secondo Matteo Renzi, [[Giovanni Falcone]] lavorava poco e aveva troppe ferie. ([[Saverio Lodato]])
*Sono tra quelli che hanno sperato in Renzi, ho sperato che la sinistra volesse continuare a essere partito di governo, e non eternamente un partito diviso. Se possono far resuscitare la destra ce la mettono tutta. ([[Gigliola Cinquetti]])
*Tanti uomini della [[Sinistra in Italia|sinistra]] hanno riversato su Renzi attacchi senza senso, in un mix di intolleranza, cultura del sospetto e stupidità. ([[Daniele Capezzone]])
*Tra Renzi e Berlusconi vedo similitudini, vedo Renzi come continuatore della modernità. Renzi poi non è mai stato un antiberlusconiano viscerale, non parla con astio di nessuno, gioca, scherza… tratti simili a Berlusconi. ([[Denis Verdini]])
*Un rottamatore da rottamare. Ha messo una pietra tombale sulla cultura a Firenze. È arrivato, giovane e pimpante, ha ammazzato tutto. Un berluschino che fa gite ad Arcore. ([[Piero Pelù]])
===[[Silvio Berlusconi]]===
*Ha fatto fuori più comunisti lui in due mesi che io in venti anni... ([[Silvio Berlusconi]])
*Renzi comunque è certamente un gran lavoratore, solo che secondo me ha sbagliato lavoro. Avrebbe dovuto fare il presentatore televisivo.
*{{NDR|Nel 2017}} Renzi ha commesso tanti errori. Ha creduto che essere brillante nei dibattiti e avere la battuta pronta, significhi avere un progetto in grado di convincere gli italiani. Di fatto ha svuotato di significato il Pd senza modernizzarlo. Oggi è in evidente difficoltà, anche nel suo partito. Può uscirne ma deve capire che in politica non basta essere brillanti, occorre avere delle idee e dei valori nei quali credere con forza. ([[Silvio Berlusconi]])
===[[Massimo Gramellini]]===
*Dopo il prepensionamento di [[Romano Prodi|Prodi]], Renzi è l'unico politico del centrosinistra in grado di battere [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in una campagna elettorale.
*Conosco tanti berlusconiani delusi, ma neanche uno disposto a votare per [[Pier Luigi Bersani|Bersani]], [[Nichi Vendola|Vendola]] o chiunque altro sia stato iscritto al [[Partito Comunista Italiano|Pci]]. Mentre ne conosco parecchi che, nauseati da [[Silvio Berlusconi|Silvio]], sarebbero pronti a dirottare la loro preferenza su questo boy scout spregiudicato e post-ideologico, che a [[Firenze]] si è candidato in barba al Cremlino locale e l'ha fatto secco.
*Renzi, nel bene e nel male, appartiene all'attualità. Gli altri, al museo del Novecento.
===[[Nicola Morra (politico)|Nicola Morra]]===
*È facile costruire discorsi artatamente convincenti. Lo facevano già i sofisti e magari qualcuno che ha letto Platone queste cose le ha imparate sui libri, standoci, e non citando le serie televisive. Lei, forse, adesso sarà andato a vedersi «[[House of Cards - Gli intrighi del potere|House of cards]]» per imparare qualche altra mossa.
*Matteo Renzi dimostra la sua grettezza intellettuale e dunque morale perché le tasse non si tolgono a torto o a ragione perché sono considerate insopportabili. Noi abbiamo una Costituzione che ci dice che la fiscalità deve essere progressiva e questa è stata una conquista di chi adesso approva uno stravolgimento di quei principi, a torto o a ragione!
*{{NDR|Riguardo l'assunzione dello specialista di comunicazione politica Jim Messina da parte di Matteo Renzi}} Perché chi non ha il polso della situazione, chi non ha il controllo di quanto venga sentito dalle persone, dai cittadini, dai lavoratori, dai disoccupati, da tutti coloro che stanno pensando da troppo tempo all'emigrazione come unica via di fuga da questa situazione insopportabile, bene, chi quel rapporto non ce l'ha può anche pensare di spendere un botto di soldi per far venire un professionista statunitense di comunicazione politica.
===[[Michele Prospero]]===
*È raro trovare nella storia dei partiti altri capi che, in pochi anni, abbiano distrutto alla radice la propria organizzazione senza trovare ostacoli. Da corpo estraneo è diventato corpo contundente.
*La sua linea demolitrice suggerisce di aspettare, con i pop corn in mano, che il governo dei peggiori vada a sbattere. Con questi gesti di pura follia ha regalato gratis i pentastellati (che non hanno esitato un attimo al gran salto) alla destra radicale.
*Renzi ha cercato la salvezza nella via del populismo dall'alto inscenando battaglie da operetta contro i burocrati di Bruxelles (ha accantonato la bandiera europea dalle riprese ufficiali), per depistare dalle grane dell'Etruria ha messo sotto processo i vertici della Banca d'Italia convocando surreali commissioni parlamentari di inchiesta, ha giocato la carta della rivolta contro la casta proseguendo il cammino di Letta per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ha celebrato un referendum sulla sua persona e, dopo averlo perso, non ha mantenuto la promessa di abbandonare la scena.
===[[Norma Rangeri]]===
*{{NDR|Nel 2017}} Ha costruito un partito sulla sua persona, contro sindacati e forze intermedie. Solo che così, come all'indomani delle primarie del 2013 scrivevamo "di un uomo solo al comando", oggi, 5 anni dopo, è ormai ora di cambiare definizione perché con tutta evidenza siamo di fronte a un uomo solo allo sbando.
*{{NDR|Nel 2017}} Il giovane leader, ha perseguito e affermato una linea politica neocentrista e, coerentemente, lavorato alla rottamazione della sinistra interna, volendo portare a termine una profonda metamorfosi del Pd.
*{{NDR|Nel 2018}} Il perdente di successo dimostra di portare il Pd dove vuole. Probabilmente alla stazione finale, al fallimento della ditta, vista la lunga teoria di sconfitte incassate in questa legislatura. Prima o poi questo lutto andrà elaborato, ma niente del genere è neppure iniziato alla direzione del Pd. Dove purtroppo si è replicato il solito copione: Renzi comanda, gli altri obbediscono.
*Il segretario del Pd voleva scassare la Costituzione a colpi di "o me o il diluvio", "se perdo lascio tutto". Obiettivo fallito. Ma è riuscito invece pienamente nell'impresa di annullare il parlamento soffocandolo con il record di due leggi elettorali ottenute a colpi di voti di fiducia. Quel che non ha potuto cancellare ha tentato di svilirlo.
*{{NDR|Nel 2017}} L'immagine offerta dal capo del governo {{NDR|Paolo Gentiloni}} – all'Italia e all'Europa – durante gli ultimi mesi, non è stata evanescente e tantomeno impalpabile, e ha dimostrato che i danni prodotti dall'arroganza politica renziana si potevano in parte evitare. Forse sarebbe bastato che Renzi mantenesse la parola data un anno fa, dopo la batosta del referendum: lasciare la politica.
*{{NDR|Nel 2016, dimissioni del governo Renzi}} La pagliacciata delle dimissioni televisive, offerte al pubblico di terza serata, hanno imbarazzato e intralciato il lavoro del presidente della Repubblica, l'unico che le avrebbe dovute ricevere in prima battuta, senza lacrimucce e abbracci. E purtroppo non sarà questo l'ultimo strappo che il rottamatore, l'uomo del cambiamento, il rinnovatore della politica italiana, il riformatore della Costituzione, ci lascia come pesante eredità da smaltire.
*{{NDR|Nel 2017}} Non lo farà, non farà un passo di lato così come non accetterà i buoni consigli che alcuni commentatori gli inviano a mezzo stampa (fai autocritica, buttati a sinistra), perché, molto semplicemente, certi suggerimenti vanno a sbattere contro il progetto e la cultura politica di Renzi.
*{{NDR|Nel 2018}} Renzi lascia la segreteria e un partito stremato ma non abbandona l'idea di essere ancora lui la carta vincente, di essere colui che possiede la giusta linea e, proprio per questo, punta tutta la posta che ha davanti sull'ingovernabilità.
*{{NDR|Nel 2016}} Secondo Berlusconi adesso Renzi sarebbe pronto per ''l'Isola dei famosi''. La realtà è sfuggita al premier e il reality è la sua fallace dimensione. Lo dice questo voto {{NDR|[[referendum costituzionale del 2016 in Italia]]}}, un terremoto politico e non solo per il significato che assume nel contesto italiano.
*{{NDR|Nel 2016}} Un leader che perde voti, che è sfrattato dalle grandi città, che fallisce nel suo progetto di partito "omnibus", che non sfonda in quell'elettorato di centrodestra che pure si era attribuito nel giudizio sul 40% delle elezioni europee, dovrebbe fare un passo indietro e delegare la ricostruzione del partito a qualcun altro. Ma non sarebbe più l'uomo solo al comando che ogni volta che perde rilancia la posta.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Matteo Renzi, ''Avanti: Perché l'Italia non si ferma'', Feltrinelli, 2017. ISBN 9788807173134
*Matteo Renzi, ''Fuori!'', Rizzoli, 2011. ISBN 8817048992
==Voci correlate==
*[[Riforma costituzionale Renzi-Boschi]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Renzi, Matteo}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Il Morandini
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Spinoziano
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wikitext
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{{Titolo minuscolo}}
'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
{{torna a|Morando Morandini}}
==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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ACF Fiorentina
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Citazioni sull{{'}}'''ACF Fiorentina'''.
==Citazioni==
*Amo talmente tanto la Fiorentina che se mi dicessero che andandomene da qui la squadra sarebbe in grado di vincere qualcosa, sarei disposto a farlo. ([[Borja Valero]])
*Chi ama il calcio non può non amare una squadra-simbolo come la Fiorentina [...]. La Fiorentina ha cavalcato con troppa modestia, rispetto ai suoi meriti e all'importanza di ciò che rappresenta, i lustri del football italiano. Non c'è decennio che non abbia assistito a un suo guizzo, non c'è momento di svolta epocale che l'abbia trovata impreparata. Ha avuto al suo servizio geni della panchina e della scrivania (due nomi per tutti, Bernardini e Allodi); ha schierato, fra i tanti, due dei campioni più puri della storia del calcio italiano (Antognoni e Baggio). Eppure ha raccolto sempre meno rispetto ai suoi meriti. ([[Marino Bartoletti]])
*Dico subito che non la vendo, piuttosto la disintegro con le mie mani. La comprò il mi' babbo, è un fatto affettivo e, adesso, anche economico. ([[Vittorio Cecchi Gori]])
*Di [[Firenze]] vanto e gloria{{sic|?!?}} Ma nemmeno i vostri giocatori ne hanno memoria. La verità è che non contate un cazzo! Viola Merda!<ref>Striscione esposto dal gruppo ultrà bianconero ''Viking Juve'' e rivolto alla Fiorentina il 30 gennaio 2022 dopo il trasferimento di [[Dušan Vlahović]] dalla squadra viola alla [[Juventus Football Club|Juventus]].</ref> ([[Striscioni del calcio|striscione]])
*''Il viola è il colore che odio, | è quello che odio di più, | gli sterilizziamo le donne, | così non ne nascono più | Firenze è una patria di infami, | la odio da sempre perché | i viola non sono italiani | ma sono una massa di ebrei.''<ref>Coro intonato dalla tifoseria della Juventus a quella della Fiorentina, in occasione di ogni incontro tra bianconeri e viola.</ref> ([[Cori da stadio|coro]])
*La Fiorentina dovrebbe giocare secondo i tratti di [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] o il genio di [[Leonardo Da Vinci|Leonardo]], perché quello è il suo patrimonio e quello deve essere il suo stile. ([[César Luis Menotti]])
*La Fiorentina è una squadra romantica. Figlia della città. Noi giochiamo non solo per vincere ma anche per divertire. Insomma, siamo diversi, siamo speciali. Siamo una piccola opera d'arte in mezzo a monumenti che tutto il mondo ama. ([[Milan Badelj]])
* Tifare Fiorentina significa tante cose ma prima di tutto significa conseguire un master in beffe e sofferenza. Non è facile arrivare tante volte nelle finali europee e perderle sempre per un soffio. [...] Non è facile sopportare gli sfottò degli amici per ogni abbandono a cominciare da quello di Roberto Baggio, parzialmente sanato da una sciarpa raccolta a bordo campo. Ma tifare la Fiorentina è anche bellissimo perché significa avere passione, ironia, entusiasmo. È la voglia di vivere tipica della nostra città: sempre pronta a criticare tutto ma senza mai tirarsi indietro se c’è da dare una mano. La Fiorentina è il simbolo di una città che sa infiammarsi. A luglio siamo entusiasti per il mercato e ci diamo di gomito: “oh, quest’anno è quello bono.” Poi da agosto e settembre si fa sempre più fatica e alla fine qualche volta si va in Europa, qualche volta ci si salva per il rotto della cuffia. [...] festeggiare il compleanno della Viola significa oggi fare i conti con la nostra vita e con chi siamo davvero. Perché quel giglio sul petto non è un logo: è il simbolo di una città eterna che unisce bellezza e rabbia, luce e ombra, amore e dolore. ([[Matteo Renzi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Tifoseria dell'ACF Fiorentina]]
==Altri progetti==
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text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. '''p. 3'''
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? '''p. 4'''
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. '''p. 6'''
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. '''p. 11'''
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. '''p. 12'''
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... '''p. 14'''
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. '''p. 15'''
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. '''p. 17'''
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. '''p. 19'''
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. '''p. 22'''
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. '''p. 25'''
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. '''p. 26'''
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. '''p. 27'''
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. '''p. 29'''
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. '''p. 34'''
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.'''p. 40'''
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. '''p. 40'''
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. '''p. 42'''
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. '''p. 44'''
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. '''p. 46'''
*'''Menelao''': <br>'''Elena''': <br>'''Menelao''': '''p. 52'''
*'''Circe''': <br>'''Euriloco''': <br>'''Circe''': '''p. 61'''
*'''Circe''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Circe''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Circe''': '''p. 65'''
*'''Ulisse''': <br>'''Circe''': '''p. 70'''
*'''Circe''': <br>'''Ulisse''': '''p. 71'''
*'''Sinone''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Sinone''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Sinone''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Sinone''': <br>'''Ulisse''': '''p. 73'''
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... '''p. 76'''
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. '''p. 82'''
*'''Menelao''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Menelao''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Menelao''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Menelao''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Menelao''': '''p. 86'''
*'''Ulisse''': <br>'''Euriloco''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Euriloco''': '''p. 89'''
*'''Euriloco''': <br>'''Ulisse''': '''p. 90'''
*'''Ulisse''': <br>'''Atena''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Atena''': '''p. 97'''
*'''Calipso''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Calipso''': <br>'''Ulisse''': '''p. 101'''
*'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': '''p. 106'''
*'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 108'''
*'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': '''p. 119'''
*'''Penelope''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': '''p. 120'''
*'''Telemaco''': <br>'''Ulisse''': '''p. 122'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 123'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 127'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': '''p. 128'''
*'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 131'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 134'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Leode''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Telemaco''': '''p. 138'''
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 146'''
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. '''p. 3'''
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? '''p. 4'''
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. '''p. 6'''
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. '''p. 11'''
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. '''p. 12'''
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... '''p. 14'''
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. '''p. 15'''
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. '''p. 17'''
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. '''p. 19'''
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. '''p. 22'''
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. '''p. 25'''
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. '''p. 26'''
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. '''p. 27'''
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. '''p. 29'''
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. '''p. 34'''
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.'''p. 40'''
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. '''p. 40'''
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. '''p. 42'''
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. '''p. 44'''
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. '''p. 46'''
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. '''p. 52'''
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. '''p. 61'''
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. '''p. 65'''
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. '''p. 70'''
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. '''p. 71'''
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. '''p. 73'''
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... '''p. 76'''
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. '''p. 82'''
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. '''p. 86'''
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. '''p. 89'''
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. '''p. 90'''
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? '''p. 97'''
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. '''p. 101'''
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. '''p. 106'''
*'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 108'''
*'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': '''p. 119'''
*'''Penelope''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Penelope''': '''p. 120'''
*'''Telemaco''': <br>'''Ulisse''': '''p. 122'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 123'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': '''p. 127'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': '''p. 128'''
*'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 131'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 134'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Leode''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Telemaco''': '''p. 138'''
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 146'''
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over. '''p. 3'''
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he? '''p. 4'''
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine. '''p. 6'''
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble. '''p. 11'''
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest. '''p. 12'''
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty... '''p. 14'''
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything. '''p. 15'''
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it. '''p. 17'''
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying. '''p. 19'''
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child. '''p. 22'''
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner. '''p. 25'''
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive. '''p. 26'''
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us. '''p. 27'''
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned. '''p. 29'''
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law. '''p. 34'''
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.'''p. 40'''
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed. '''p. 40'''
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices. '''p. 42'''
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask. '''p. 44'''
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest. '''p. 46'''
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t. '''p. 52'''
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough. '''p. 61'''
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes. '''p. 65'''
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will. '''p. 70'''
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods. '''p. 71'''
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them. '''p. 73'''
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains... '''p. 76'''
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own. '''p. 82'''
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law. '''p. 86'''
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first. '''p. 89'''
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home. '''p. 90'''
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home? '''p. 97'''
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now. '''p. 101'''
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died. '''p. 106'''
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all. '''p. 108'''
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a
coming catastrophe, an age of darkness
brought on by people from the sea
violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our
civilization is collapsing. '''p. 119'''
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry
life goes back to the way it was? That
world is gone, and in this one they’re
not giving up power to you. Or
Odysseus. If he returned he’d have to
kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families
will demand revenge – I’ll be exiled.
And without me the throne will be
lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it.
‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on
that empty throne for twenty years. My
knowledge, my years of experience -–
that’s all nothing compared with the
bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want
revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus. '''p. 120'''
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the
worthy, beautiful son of Odysseus, of
whom, when you do finally meet, he
will be so proud. '''p. 122'''
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you
have to invite some filthy old plate
licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast? '''p. 123'''
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades. '''p. 127'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': '''p. 128'''
*'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 131'''
*'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 134'''
*'''Antinoo''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Leode''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Eumeo''': <br>'''Telemaco''': <br>'''Antinoo''': <br>'''Telemaco''': '''p. 138'''
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 146'''
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
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{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': <br>'''Penelope''': <br>'''Ulisse''': '''p. 146'''
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
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|lingua originale = Inglese
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* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
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* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
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* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
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* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
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* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
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*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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{{Film
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|lingua originale = Inglese
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* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
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* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
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* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
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* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Citazioni su Odissea */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei.}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our age of bronze is collapsing. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Ultime parole famose dai videogiochi
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{{raccolta}}
Raccolta di '''ultime parole famose''' tratte '''dai videogiochi'''.
*Chi ha paura di un modesto fulmine? ('''Volgin''')
::{{spiegazione|Il colonnello [[Volgin]], antagonista principale in ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), pronuncia queste [[Ultime parole da Metal Gear|ultime parole]] dopo aver sentito il rombo di un tuono, qualche istante prima di essere bruciato da un fulmine.}}
*Dovevo giocare un'altra partita a scacchi con Thomas ma abbiamo dovuto rimandarla perché non si sentiva molto bene. E' passato a trovarmi ma gli ho detto di andarsene a riposare perché sembrava un morto vivente.<br/>Ha insistito dicendo che stava bene, ma si vedeva che non era vero. Pensandoci bene, ultimamente neanch'io mi sono sentito molto in forze...
::{{spiegazione|Il guardiano della stazione di polizia di Raccoon City riversa nel suo diario questo episodio con Thomas, l'uomo che lavora sul retro dell'autodemolizione che aveva conosciuto la settimana prima; saranno entrambi all'oscuro dell'inizio dell'infezione del T-virus nel loro organismo.}}
*'''Para-Medic''': Ora che conosciamo la vera natura dei geni, la clonazione umana è molto più vicina alla realtà. I trapianti nucleari sono già possibili, dal punto di vista teorico. Quindi un giorno...<br />'''Snake''': I miei geni saranno un bene prezioso?<br />'''Para-Medic''': Esattamente.<br/>'''Snake''': Non lo farebbero mai.
::{{spiegazione|[[Big Boss|Naked Snake]], protagonista di ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), risponde con queste parole alla dottoressa [[Para-Medic]], allorché questa avanza l'idea che i geni di Snake (il futuro Big Boss) potrebbero essere clonati. Egli non immagina che sarà proprio Para-Medic a coordinare dal punto di vista scientifico il progetto ''Les enfants terribles'' per dar vita ai figli clonati di Big Boss.}}
*Posso contare solo sul maestro Xehanort. ('''Terra''')
::{{spiegazione|Terra, uno dei tre protagonisti di ''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'' (2010), pronuncia questa frase nel Giardino Radioso dopo essersi separato da Aqua, la sua inestimabile amica, che sta cercando di riportarlo sulla retta via. Terra preferisce fidarsi di Xehanort, che lo renderà prigioniero dell'oscurità.}}
*'''Spazio''': Devo andare nello spazio. Sì. Devo andare nello spazio.<br>'''Wheatly''': NESSUNO ANDRÀ NELLO SPAZIO, DOLCEZZA!
::{{spiegazione|Wheatly, una sfera della stupidità di GLaDOS apparsa in ''[[Portal 2]]'' (2011), prende controllo dell'Aperture Science prendendo con la forza il posto di GLaDOS. Durante la battaglia finale, GLaDOS, intrappolata in una patata da Wheatly, e Chell, la protagonista, cercano di impiantarli dei nuclei-sfera corrotti per effettuare un altro scambio. Il primo dei nuclei è una sfera fissata con lo spazio, chiamata appunto Spazio, che viene sgridata da Wheatly ad ogni suo commento. Alla fine della battaglia, Chell apre un portale sulla Luna, facendo finire nello spazio Wheatly e il sovreccitato Spazio (più la seconda sfera, Ricky, il cui fato rimane ignoto).}}
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{{raccolta}}
Raccolta di '''ultime parole famose''' tratte '''dai videogiochi'''.
*Chi ha paura di un modesto fulmine? ('''Volgin''')
::{{spiegazione|Il colonnello [[Volgin]], antagonista principale in ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), pronuncia queste [[Ultime parole da Metal Gear|ultime parole]] dopo aver sentito il rombo di un tuono, qualche istante prima di essere bruciato da un fulmine.}}
*Dovevo giocare un'altra partita a scacchi con Thomas ma abbiamo dovuto rimandarla perché non si sentiva molto bene. E' passato a trovarmi ma gli ho detto di andarsene a riposare perché sembrava un morto vivente.<br/>Ha insistito dicendo che stava bene, ma si vedeva che non era vero. Pensandoci bene, ultimamente neanch'io mi sono sentito molto in forze... ('''Guardiano''')
::{{spiegazione|Il guardiano della stazione di polizia di Raccoon City riversa nel suo diario in ''[[Resident Evil 2]]'' questo episodio con Thomas, l'uomo che lavora sul retro dell'autodemolizione che aveva conosciuto la settimana prima; saranno entrambi all'oscuro dell'inizio dell'infezione del T-virus nel loro organismo.}}
*'''Para-Medic''': Ora che conosciamo la vera natura dei geni, la clonazione umana è molto più vicina alla realtà. I trapianti nucleari sono già possibili, dal punto di vista teorico. Quindi un giorno...<br />'''Snake''': I miei geni saranno un bene prezioso?<br />'''Para-Medic''': Esattamente.<br/>'''Snake''': Non lo farebbero mai.
::{{spiegazione|[[Big Boss|Naked Snake]], protagonista di ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), risponde con queste parole alla dottoressa [[Para-Medic]], allorché questa avanza l'idea che i geni di Snake (il futuro Big Boss) potrebbero essere clonati. Egli non immagina che sarà proprio Para-Medic a coordinare dal punto di vista scientifico il progetto ''Les enfants terribles'' per dar vita ai figli clonati di Big Boss.}}
*Posso contare solo sul maestro Xehanort. ('''Terra''')
::{{spiegazione|Terra, uno dei tre protagonisti di ''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'' (2010), pronuncia questa frase nel Giardino Radioso dopo essersi separato da Aqua, la sua inestimabile amica, che sta cercando di riportarlo sulla retta via. Terra preferisce fidarsi di Xehanort, che lo renderà prigioniero dell'oscurità.}}
*'''Spazio''': Devo andare nello spazio. Sì. Devo andare nello spazio.<br>'''Wheatly''': NESSUNO ANDRÀ NELLO SPAZIO, DOLCEZZA!
::{{spiegazione|Wheatly, una sfera della stupidità di GLaDOS apparsa in ''[[Portal 2]]'' (2011), prende controllo dell'Aperture Science prendendo con la forza il posto di GLaDOS. Durante la battaglia finale, GLaDOS, intrappolata in una patata da Wheatly, e Chell, la protagonista, cercano di impiantarli dei nuclei-sfera corrotti per effettuare un altro scambio. Il primo dei nuclei è una sfera fissata con lo spazio, chiamata appunto Spazio, che viene sgridata da Wheatly ad ogni suo commento. Alla fine della battaglia, Chell apre un portale sulla Luna, facendo finire nello spazio Wheatly e il sovreccitato Spazio (più la seconda sfera, Ricky, il cui fato rimane ignoto).}}
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Le "ultime parole famose" sono in contrasto con i fatti successivi, ma qui il guardiano dice che lui e Thomas stanno male e infatti sono infettati dal virus, quindi c'è coerenza. È vero che Thomas dice di stare bene, ma nel complesso la citazione ripota il punto di vista del guardiano, che enfatizza piuttosto il malessere di entrambi
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{{raccolta}}
Raccolta di '''ultime parole famose''' tratte '''dai videogiochi'''.
*Chi ha paura di un modesto fulmine? ('''Volgin''')
::{{spiegazione|Il colonnello [[Volgin]], antagonista principale in ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), pronuncia queste [[Ultime parole da Metal Gear|ultime parole]] dopo aver sentito il rombo di un tuono, qualche istante prima di essere bruciato da un fulmine.}}
*'''Para-Medic''': Ora che conosciamo la vera natura dei geni, la clonazione umana è molto più vicina alla realtà. I trapianti nucleari sono già possibili, dal punto di vista teorico. Quindi un giorno...<br />'''Snake''': I miei geni saranno un bene prezioso?<br />'''Para-Medic''': Esattamente.<br/>'''Snake''': Non lo farebbero mai.
::{{spiegazione|[[Big Boss|Naked Snake]], protagonista di ''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'' (2004), risponde con queste parole alla dottoressa [[Para-Medic]], allorché questa avanza l'idea che i geni di Snake (il futuro Big Boss) potrebbero essere clonati. Egli non immagina che sarà proprio Para-Medic a coordinare dal punto di vista scientifico il progetto ''Les enfants terribles'' per dar vita ai figli clonati di Big Boss.}}
*Posso contare solo sul maestro Xehanort. ('''Terra''')
::{{spiegazione|Terra, uno dei tre protagonisti di ''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'' (2010), pronuncia questa frase nel Giardino Radioso dopo essersi separato da Aqua, la sua inestimabile amica, che sta cercando di riportarlo sulla retta via. Terra preferisce fidarsi di Xehanort, che lo renderà prigioniero dell'oscurità.}}
*'''Spazio''': Devo andare nello spazio. Sì. Devo andare nello spazio.<br>'''Wheatly''': NESSUNO ANDRÀ NELLO SPAZIO, DOLCEZZA!
::{{spiegazione|Wheatly, una sfera della stupidità di GLaDOS apparsa in ''[[Portal 2]]'' (2011), prende controllo dell'Aperture Science prendendo con la forza il posto di GLaDOS. Durante la battaglia finale, GLaDOS, intrappolata in una patata da Wheatly, e Chell, la protagonista, cercano di impiantarli dei nuclei-sfera corrotti per effettuare un altro scambio. Il primo dei nuclei è una sfera fissata con lo spazio, chiamata appunto Spazio, che viene sgridata da Wheatly ad ogni suo commento. Alla fine della battaglia, Chell apre un portale sulla Luna, facendo finire nello spazio Wheatly e il sovreccitato Spazio (più la seconda sfera, Ricky, il cui fato rimane ignoto).}}
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[[Categoria:Ultime parole famose dai media|Videogiochi]]
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Danubio
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Spinoziano
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{{Nota disambigua|il libro di Claudio Magris|[[Claudio Magris#Danubio|Danubio]]}}
{{voce tematica}}
[[File:Donau in Budapest.JPG|thumb|upright=1.4|Danubio a [[Budapest]]]]
Citazioni sul '''Danubio'''.
==Citazioni==
*Ciò succederà quando il Danubio torna indietro o inaridisce. ([[modi di dire ungheresi|modo di dire ungherese]])
*Come tutti sanno, sebbene il walzer si ostini ad affermare il contrario, non è blu affatto. Forse lo è stato una volta... nell'idea. Però, dopo una lunga carriera come torrente, il Danubio ha un aspetto tale che sembra che tutti i pennelli con cui è stata dipinta di mille colori la campagna all'intorno, il buon Dio li abbia poi lavati nelle sue acque. ([[Alfred Polgar]])
*''E l'alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele.'' ([[Roberto Vecchioni]])
===[[Anacleto Verrecchia]]===
*Il Danubio scorre in silenzio. Sono i ruscelli o i rigagnoli che fanno rumore. Così sono anche gli uomini: il saggio tace, l'ometto imbecille si agita e strepita.
*La diga sul Danubio mi fa l'impressione di una mordacchia sulla bocca della natura.
*Osservo la pianta sradicata che il Danubio trascina verso il mar Nero. Ma con noi è forse diverso? Anche noi veniamo trascinati verso un mar nero dalla corrente della vita.
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt=Danubio|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
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[[Categoria:Fiumi]]
[[Categoria:Fiumi della Germania]]
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Senna
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Spinoziano
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{{voce tematica}}
[[File:Aftnn The Seine from the Eiffel Tower.jpg|thumb|La Senna vista dalla Torre Eiffel]]
Citazioni sulla '''Senna'''.
*''dalla Senna | [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]] | mi rinasce | giovane e poeta || ma [[Paul Celan|Celan]] mi rinnova | il gesto dell'acqua | nella fuga della morte || le porte aperte | le porte chiuse | nelle stanze del fiume | ascolto i ritmi || entra [[Marcel Proust|Proust]] | dalla finestra | di tutti i libri aperti || vivo | mi cerco''<!--minuscole, senza punteggiatura, come da scelta stilistica dell'autore--> ([[Gerhard Kofler]])
*Essa è il grande specchio, sempre desto, di [[Parigi]]. Ogni giorno la città proietta come immagini in questo fiume le sue solide costruzioni e i suoi sogni fra le nuvole. Esso accoglie benignamente queste offerte e, in segno del suo favore, lo rompe in mille pezzi. ([[Walter Benjamin]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fiumi della Francia]]
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Volodymyr Zelens'kyj
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[[File:Volodymyr Zelensky 2022 official portrait (cropped).jpg|thumb|Zelens'kyj nel 2022]]
'''Volodymyr Oleksandrovyč Zelens'kyj''' (1978 – vivente), politico, attore, sceneggiatore, regista e comico ucraino.
==Citazioni di Volodymyr Zelens'kyj==
{{cronologico}}
===2019===
[[File:Volodymyr Zelensky 2019 presidential inauguration 15.jpg|thumb|Zelens'kyj durante la sua inaugurazione]]
*Immaginatevi dei titoli di giornale come "Il presidente non paga le tasse", "Il presidente è passato con il rosso in stato di ebbrezza", "Il presidente ruba, 'perché così fan tutti'". Siete d’accordo con me che questa è una vergogna? Ecco cosa intendo quando dico che ognuno di noi è Presidente. Da oggi ognuno di noi è responsabile dell’Ucraina che lasceremo ai nostri figli.<ref group="fonte" name="farviridere">Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref>
*Sì, abbiamo scelto la via dell'Europa. Ma l'Europa non è lì da qualche parte, l'Europa è proprio qui {{NDR|indica la testa con il dito}}. E una volta che l'Europa sarà qui, allora sarà in tutta l'Ucraina. E questo è il nostro sogno comune.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*Ognuno di noi è morto nel [[guerra del Donbass|Donbass]] – ogni giorno perdiamo qualcuno di noi – e ognuno di noi è sfollato – sia colui che ha perso la casa, sia coloro che hanno aperto le porte della propria casa, per condividere il dolore.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*Siamo tutti ucraini, non ci sono maggioranze, minoranze, giusti, non-giusti. Da Užhorod a [[Luhans'k]], da Černihiv a Sinferopoli, a [[Leopoli]], Charkiv, Donetsk, Dnipro, [[Odessa]], siamo tutti ucraini. E dobbiamo essere uniti, perché solo così siamo forti. [...] Siamo 65 milioni. Sì, non stupitevi, siamo in 65 milioni noi, nati dalla terra ucraina. Ucraini in Europa e Asia, in America settentrionale e latina, in Australia e Africa, mi rivolgo a tutti gli ucraini sul pianeta. Noi abbiamo molto bisogno di voi. A tutti coloro che sono pronti a costruire una nuova Ucraina forte e di successo garantirò con gioia la cittadinanza ucraina. Voi non dovete venire come ospiti in Ucraina, ma come se tornaste a casa vostra; vi aspettiamo. Non occorrono souvenir dall'estero. Portateci il vostro sapere, la vostra esperienza e le vostre qualità intellettuali. Tutto ciò ci aiuterà a dare inizio a una nuova epoca. Gli scettici diranno che è tutta fantasia, che non è possibile. Mentre invece questa può proprio essere la nostra idea nazionale: una volta uniti, realizzare l'impossibile. Contro ogni aspettativa.<br>Ricordate la nazionale islandese di calcio al campionato europeo, quando un dentista, un regista, un pilota, uno studente e un custode hanno difeso l'onore del proprio paese e hanno fatto quello che tutti credevano impossibile. Questa è la nostra strada. Dobbiamo divenire islandesi nel calcio, israeliani nella difesa della nostra terra, giapponesi nella tecnologia, svizzeri nella convivenza felice e a prescindere da qualsiasi diversità.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*La nostra sfida seguente è la riacquisizione dei territori perduti. Onestamente mi pare che non sia corretta questa formulazione, visto che non è possibile perdere ciò che è nostro. Sia la Crimea che il Donbass sono terra ucraina. E lì abbiamo perso la cosa più importante: le persone.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*In questi anni il governo non ha fatto nulla perché loro {{NDR|gli abitanti russofoni del Donbass}} si sentissero di nuovo ucraini. Non sono stranieri, sono dei nostri. Sono ucraini. Capiscono l'ucraino. Siamo tutti ucraini, a prescindere da dove viviamo. Perché "ucraino" non è una scritta sul passaporto; l'Ucraina è qui {{NDR|indica il cuore}}. Questo lo so per certo, lo so attraverso le parole di chi lotta per difendere l'Ucraina, attraverso i nostri eroi, sia ucrainofoni che russofoni.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*Voglio che nei vostri uffici non ci siano mie immagini, che non ci siano miei ritratti, perché il presidente non è un'icona, non è un idolo. Il presidente non è un ritratto. Appendete piuttosto le fotografie dei vostri figli e prima di prendere qualsiasi decisione guardateli negli occhi.<ref group="fonte" name="farviridere"/>
*{{NDR|A seguito delle elezioni presidenziali del 2019}} Questo risultato mostra la grande fiducia che il popolo ucraino ripone nel nostro partito. [...] Ora le maggiori priorità per noi e per ogni ucraino sono mettere fine alla guerra, far tornare i nostri prigionieri e sconfiggere la corruzione che persiste nell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in Giulia Giacobini, ''[https://www.wired.it/attualita/politica/2019/07/22/elezioni-ucraina-risultati-zelensky/?utm_medium=marketing&utm_campaign=wired&utm_source=Twitter&refresh_ce=#Echobox=1563835627 Come sono andate le elezioni in Ucraina]'', ''Wired.it'', 22 luglio 2019.</ref>
===2020===
*Ciò che è molto importante per me è che quando non sarò più presidente dell'Ucraina potrò ancora camminare a testa alta per le strade non solo di Kiev, ma di tutta l'Ucraina. Il miglior risultato sarebbe se la gente fosse orgogliosa di me, ma almeno che la gente mi saluti. Spero che non abbiano voglia di dirmi qualcosa di spiacevole o, peggio, spero che la gente non voglia di sputarmi in faccia.<ref group="fonte" name="vakulina">Dall'intervista di Sasha Vakulina, 26 agosto 2020; da ''[https://it.euronews.com/2020/08/25/euronews-intervista-zelensky-presidente-dell-ucraina-donbass-crimea-ue-trump-lukashenko Donbass, Crimea, UE, Trump, Lukashenko...]'', ''It.euronews.com'', 26 agosto 2020</ref>
*Quando si tratta della Crimea la situazione è ancora più complicata. Vi dirò onestamente, ci ho pensato molto, che nel formato Normandia nessuno vuole parlare della Crimea, soprattutto la Russia. Ho sollevato la questione. Ma abbiamo dedicato tutto il tempo al Donbass. La Russia non ne vuole parlare e non ho paura di dirlo.<ref group="fonte" name="vakulina"/>
*La Crimea è il nostro territorio. Noi la riporteremo indietro.<ref group="fonte" name="vakulina"/>
*Gli Stati Uniti stanno facendo molto per l'Ucraina. E io sono davvero grato a loro come cittadino ucraino, prima di tutto, e poi come presidente. Ecco perché intervenire alle elezioni presidenziali americane è il più grande errore che un leader di qualsiasi altro Stato indipendente possa commettere. È una loro scelta.<ref group="fonte" name="vakulina"/>
*Credo che l'Unione Europea voglia l'Ucraina come partner e che voglia l'Ucraina nell'UE. Non tutti gli Stati membri dell'UE lo vogliono, è vero, non tutti i paesi. Mi sembra che non siano sicuri al 100% dell'Ucraina. In secondo luogo, penso che l'Europa sia cauta nei confronti della Russia, perché la Russia dimostra di non volere che l'Ucraina sia pro-Europa. Hanno i loro affari in corso, le loro relazioni, i loro paesi amici. Ma oggi vediamo come l'Europa agisca con le sanzioni, come l'Europa ci sostenga. Anche se significa perdere soldi a causa delle sanzioni contro la Russia. Sono grato a loro per questo.<ref group="fonte" name="vakulina"/>
*Se l'Europa ci vuole, se vogliamo stare con l'Europa, penso che dobbiamo semplicemente diventare il paese che l'Europa vorrebbe davvero con sé. E poi nessuno avrà più dubbi sull'Ucraina.<ref group="fonte" name="vakulina"/>
===2021===
*La Russia ha iniziato questa guerra nel 2014 e da allora siamo abituati a qualsiasi scenario.<ref group="fonte" name="pietrodelre">Dall'intervista di Pietro del Re, 14 dicembre 2021; da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2021/12/13/news/zelenskyy_la_russia_minaccia_l_ucraina_per_ricattare_l_occidente_fateci_entrare_nella_nato_-330093350/ "La Russia minaccia l'Ucraina per ricattare l'Occidente. Fateci entrare nella Nato"]'', ''Repubblica.it'', 14 dicembre 2021</ref>
*La Germania [...] ci ha recentemente impedito di ottenere dalla Nato fucili anti-drone e sistemi anti-cecchino, che sono armi esclusivamente difensive. Qualsiasi democrazia sotto aggressione dovrebbe avere il diritto di acquistare tali armi. Purtroppo in alcune capitali europee la paura prevale.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/>
*Proteggeremo la nostra terra e la nostra gente in ogni circostanza e da ogni invasione. Gli ucraini non rinunceranno mai alla loro libertà. A Mosca, intanto, si potrebbe aprire un museo per le tante condanne ricevute dal Cremlino.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/>
*Centinaia di persone sono tenute prigioniere nei territori occupati, dove la Russia aveva promesso di garantire l’ingresso delle organizzazioni internazionali. Ma ciò non accade perché i prigionieri ucraini sono in condizioni così spaventose che la Russia non osa mostrarli alla Croce Rossa.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} L'Ucraina è pronta a fare tutti gli sforzi necessari per ottenere una pace giusta e duratura. Questa intervista si trasformerebbe in un grosso libro se cominciassi a elencare tutte le proposte che abbiamo rivolto alla Russia per intensificare i negoziati. Ma un solo capitolo conterrebbe tutte le risposte della Russia, che continua a non riconoscersi come parte in causa. La sua astuzia al tavolo dei negoziati è di insistere sulla necessità di parlare con i separatisti del Donbass. Ma chi sono questi separatisti? Nei territori occupati tutto è gestito da militari e funzionari del governo russo.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/>
*{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Il nostro Stato ha rinunciato alla sua parte dell'arsenale nucleare sovietico, il terzo più grande al mondo, e in cambio ha ricevuto assicurazioni, anche dalla Russia, di rispettare i nostri confini e la nostra sicurezza. Il che non è accaduto. È quindi strano sentire da parte russa una richiesta di garanzie, quando ha lei stessa violato già tante promesse fatte.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/>
===2022===
*Oggi, al contrario di quanto è accaduto con l'epidemia di due anni fa, siamo in grado di capire meglio con quali minacce abbiamo a che fare e come dobbiamo comportarci per porvi rimedio. Siamo perciò fiduciosi, anche se non ci sentiamo del tutto sicuri. Scorgiamo ogni rischio. Seguiamo la situazione da vicino, lavoriamo su scenari diversi, prepariamo risposte razionali alle possibili iniziative dell'aggressore. Conosciamo esattamente la posizione del nemico in prossimità delle nostre frontiere, i suoi effettivi, i suoi movimenti, i suoi armamenti, i suoi piani. E abbiamo tutti i mezzi per rispondergli. Possiamo contare su un grande esercito, i nostri uomini dispongono di un'esperienza unica nel combattimento e nell'impiego di armi moderne. Il nostro è un esercito molto più forte di quello di otto anni fa.<ref group="fonte" name="sull'unità">Da ''Sull'unità della società ucraina'', pubblicato sui social network dieci giorni prima dell'invasione, 14 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Come non usurpiamo ciò che non è nostro, così non lasceremo mai agli altri la nostra terra.<ref group="fonte" name="sull'unità"/>
*Oggi tutti si stanno misurando con l'onere della cittadinanza, dell'appartenenza. Affrontate il vostro compito con dignità. Fate capire al mondo per chi l'Ucraina rappresenta una patria e per chi rappresenta soltanto un mezzo per arricchirsi.<ref group="fonte" name="sull'unità"/>
*Non abbiamo mai saputo che cosa significhi abbandonare il proprio posto, e non lo impareremo certo ora.<ref group="fonte" name="sull'unità"/>
*L'Ucraina vuole la pace. L'Europa vuole la pace. Il mondo dice che non vuole combattere e la Russia dice di non volere scatenare l'attacco. Qualcuno sta mentendo.<ref group="fonte" name="conosciamo">Da ''Conosciamo chi sta mentendo'', alla 58ª Conferenza di Monaco sulla sicurezza cinque giorni prima dell'invasione, 19 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*L'architettura della sicurezza mondiale è precaria e ha bisogno di rinnovarsi. Le regole in merito alle quali il mondo, decenni fa, aveva trovato un accordo non funzionano più. Non possono far fronte alle nuove minacce, riuscire a padroneggiarle. È come usare uno sciroppo per la tosse, quando invece sarebbe indispensabile un vaccino, come contro il Coronavirus.<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*Non si tratta soltanto di una guerra in Ucraina, si tratta anche di una guerra in Europa. L'ho detto in occasione di tanti summit e di tanti forum. Nel 2019, nel 2020, nel 2021. Il mondo, in questo 2022, mi ascolterà?<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*Difenderemo la nostra terra con o senza il sostegno dei nostri partner, ci diano centinaia di armi moderne oppure cinquemila caschi.<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*Otto anni fa, l'Ucraina ha fatto la sua scelta e sono molti coloro che hanno dato la vita per tale scelta. E otto anni dopo l'Ucraina deve continuare a fare appello al riconoscimento di una sua prospettiva europea? A partire dal 2014 la Russia è convinta che noi ucraini abbiamo scelto la via sbagliata, che in Europa non ci aspetta nessuno. Ebbene, l'Europa non dovrebbe provare di continuo con atti e parole che non è vero?<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*La Russia afferma che l'Ucraina si propone di entrare nell'Alleanza per riprendersi la Crimea con la forza. È sconfortante comprendere come le parole "ritorno della Crimea" facciano parte della loro retorica, e scoprire che non hanno letto con attenzione l'articolo 5 della Carta della NATO, secondo il quale l'azione collettiva serve alla difesa e non all'attacco.<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*Mi auguro che nessuno pensi all'Ucraina come a una zona cuscinetto da mantenere in eterno, di interesse pratico, tra l'Occidente e la Russia. È una cosa che non accadrà mai. Nessuno potrà accettarla.<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*L'Ucraina ha ricevuto garanzia in materia di sicurezza in cambio della rinuncia al proprio arsenale nucleare, il terzo al mondo. Esso non ci fa più da scudo. E così abbiamo perduto la nostra sicurezza. Abbiamo perduto una parte della nostra terra, un territorio più esteso della Svizzera, dei Paesi Bassi o del Belgio. E abbiamo perduto – ecco l'essenziale – milioni di nostri cittadini. Abbiamo perso tutto questo.<ref group="fonte" name="conosciamo"/>
*Cittadini dell'Ucraina,<br>che cosa stiamo sentendo oggi? Non si tratta solo di esplosioni, missili, combattimenti, boati di aerei. Si tratta anche del rumore di una nuova cortina di ferro che si abbatte e separa la Russia dal mondo civilizzato. Il nostro dovere nazionale è far sì che questa cortina non attraversi il territorio ucraino, e che resti in Russia, dalla loro parte.<ref group="fonte" name="toccheràavoi">Da ''Se oggi tocca a noi, domani toccherà a voi'', pubblicato sui social network all'alba dell'invasione russa, 24 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Siamo ucraini. Siamo sulla nostra terra. Voi siete russi. Il vostro esercito ha appena scatenato una guerra. Una guerra sul territorio del nostro Stato. Mi farebbe molto piacere se voi denunciaste tutto ciò sulla Piazza Rossa o in qualunque altra strada della vostra capitale, a Mosca, a San Pietroburgo e in altre città della Russia. Non solo su Instagram. È molto importante.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/>
*Nessuno potrà convincere o obbligare noi ucraini, a rinunciare alla nostra libertà, alla nostra indipendenza, alla nostra sovranità. Sembra che i leader russi stiano cercando di spingerci a farlo distruggendo il potenziale stesso del loro paese. Tutto quello che ha accumulato la Russia a partire dagli anni 2000 può adesso essere bruciato vivo davanti al mondo.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/>
*Se voi, cari leader europei, cari leader mondiali, leader del mondo libero, non ci aiutate oggi, domani la guerra busserà alla vostra porta.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/>
*Il popolo russo dovrà scegliere che sentiero intraprendere. Tutti i cittadini russi che non hanno perso il loro onore possono protestare contro la guerra in Ucraina.<ref group="fonte" name="russiaèilmale">Da ''[https://www.ilgiorno.it/esteri/guerra-ucraina-discorso-zelensky-1.7399553 "La Russia è il male. Difenderemo la nostra libertà"]'', ''Ilgiorno.it'', 24 febbraio 2022</ref>
*Questa decisione potrebbe rappresentare l'inizio di una grande guerra. La causa potrebbe sorgere in qualsiasi momento, qualsiasi provocazione, qualsiasi scintilla, una sola e potrebbe bruciare tutto.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/>
*Si dice che questa fiamma libererà il popolo ucraino, ma il gli ucraini sono già liberi. Vi hanno detto che siamo nazisti, ma come fa un popolo a essere nazista quando ha perso oltre 8 milioni di vite nella vittoria contro il nazismo? Come posso essere io accusato di essere un nazista? Chiedetelo a mio nonno che ha combattuto tutta la Seconda guerra mondiale nella fanteria dell'Armata Rossa ed è morto con i gradi di colonnello dell'Ucraina indipendente.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/>
*Chi ne soffrirà di più? Le persone. Chi lo desidera di meno? Le persone. Chi non può permettere che ciò accada? Le persone. Ci sono queste persone tra voi, ne sono sicuro. Guerra significa dolore, fango, sangue e la morte di migliaia - decine di migliaia di morti. Vi è stato detto che l'Ucraina è una minaccia per la Russia. Non era in passato, non è ora e non sarà in futuro.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/>
*Mi servono munizioni, non un passaggio.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-missili-russi-colpiscono-kiev-zelensky-io-resto-qua-AEpzY9FB ''Zelensky respinge offerta Usa per evacuare, voglio munizioni''], ''Ilsole24ore.com'', 25 febbraio 2022.</ref>
*Questa potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete vivo. [...] Siamo tutti qui. I nostri militari sono qui. I cittadini sono qui. Siamo tutti qui a difendere la nostra indipendenza, il nostro Paese, e così continueremo a essere.<ref group="fonte" name="videoconferenza">Dalla videoconferenza al consiglio europeo del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/02/25/dramma-zelenskyforse-ultima-volta-mi-vedete-vivo_cfe86372-fe70-4da3-8420-a2f944df6e89.html Dramma Zelensky,'forse ultima volta mi vedete vivo']'', ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.</ref>
*Invito tutti i cittadini europei che hanno un'esperienza di combattimento in Europa, e non vogliono assistere all'indecisione dei politici, a venire nel nostro Paese e unirvi a noi nella difesa dell'Europa, dove ora è molto necessario. Chiedete ai vostri governi che l'Ucraina riceva più aiuti finanziari e militari.<ref group="fonte" name="videoconferenza"/>
*Oggi alle 10:30 agli ingressi di Černihiv, Hostomel' e Melitopol' ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica per parlare con #MarioDraghi ad un'ora precisa. Nel frattempo, l'Ucraina continua a lottare per il suo popolo.<ref group="fonte">Da un ''[https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1497173609957236738 tweet]'' del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-la-prossima-volta-cercher-di-spostare-lagenda-bellica-per-parlare-con-mario-draghi-4977457c-caf9-485c-a28f-76caf2f8a5cd.html Zelensky replica a Mario Draghi: "La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica"]'', ''RaiNews.it'', 25 febbraio 2022.</ref>
*Il nemico non colpisce solo le installazioni militari, come sostiene, colpisce anche i civili. Uccide esseri umani e trasforma pacifiche città in obiettivi militari. È un comportamento vigliacco, e non verrà mai perdonato.<ref group="fonte" name="bersaglio">Da ''Il bersaglio n. 1'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*So che vengono diffuse molte [[fake news]], secondo le quali me ne sarei già andato da Kiev. No, io resto nella capitale, io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="bersaglio"/>
*Non abbiamo paura di parlare di uno status di neutralità. Non facciamo parte della NATO. Ma il punto è: quali garanzie di sicurezza avremo? E quali paesi in particolare ce le daranno?<ref group="fonte" name="bersaglio"/>
*Come ieri, militari e civili sono, senza distinzione, bersaglio degli attacchi russi. Il cui scopo è tenere sotto pressione voi, cittadini ucraini, tenere sotto pressione la nostra intera società. Lo sottolineo: tenere sotto pressione non soltanto il governo ma tutti gli ucraini.<ref group="fonte" name="battetevi">Da ''Battetevi contro la guerra'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Oggi, come ieri, stiamo difendendo da soli il nostro Stato. Le potenze mondiali stanno a guardare. Le sanzioni decise ieri indeboliranno la Russia? Noi sappiamo, sotto i nostri cieli e sulla nostra terra, che tutto questo non basta. Le truppe straniere continuano a estendere la loro avanzata nel nostro territorio.<ref group="fonte" name="battetevi"/>
*Prendetevi cura delle vostre famiglie e dei vostri cari, non dimenticate le persone che vi circondano. Chi è solo in famiglia. Chi è anziano. Aiutateli procurando loro del cibo. Aiutateli a trovare un rifugio in caso di allarme aereo. Aiutateli ad avere accesso alle informazioni ufficiali verificate.<ref group="fonte" name="battetevi"/>
*Il destino dell'Ucraina dipende unicamente dagli ucraini. Nessun altro, salvo noi, può sorvegliare le nostre vite. Ci troviamo sulla nostra terra, la verità è dalla nostra parte.<ref group="fonte" name="battetevi"/>
*A tutti i cittadini della Federazione Russa che scendono a manifestare voglio dire grazie, noi vi stiamo vedendo. Il che significa che voi avete visto noi. Il che significa che voi cominciate a crederci. Battetevi per noi. Battetevi contro la guerra.<ref group="fonte" name="battetevi"/>
*Questa non è solo l'invasione russa dell'Ucraina, è l'inizio di una guerra contro l'Europa. Contro l'unità dell'Europa. Contro i diritti umani elementari dell'Europa. Contro ogni regola di convivenza nel continente. Contro il fatto che gli stati europei si rifiutano di tracciare, sì, di tracciare i confini con l'uso della forza. Le città dell'Ucraina subiscono già il secondo giorno di bombardamenti missilistici. Le colonne di carri armati e gli attacchi aerei sono simili a qualcosa che l'Europa ha già visto molto tempo fa, durante la Seconda guerra mondiale, archiviandolo come qualcosa che non sarebbe dovuto succedere «[[mai più]]». Ma invece eccolo di nuovo adesso, nel 2022, oltre settantacinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="combatteremo1">Da ''Le bombe che cadono su Kyiv cadono sull'Europa'', 25 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*L'Europa avrebbe forza sufficiente per fermare questa aggressione. Cos'altro potrebbero fare gli stati europei? Cancellare i visti per i russi? Espellere Mosca dello Swift? Isolare completamente la Russia? Richiamare in patria gli ambasciatori? Attuare l'embargo petrolifero? Chiudere lo spazio aereo? Oggi tutte queste iniziative dovrebbero essere prese in considerazione, perché siamo di fronte a una minaccia per noi, per tutti noi, e per l'Europa intera.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/>
*Se avete esperienza di lotta in Europa e non intendete restare a guardare l'indecisione dei politici, potete venire nel nostro stato e proteggere l'Europa insieme a noi là dove di volta in volta è più necessario.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/>
*L'Ucraina sta combattendo contro l'invasore armi in pugno, difendendo la sua [[libertà]] e il futuro europeo.<ref group="fonte">Citato in Antonella Alba, ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-chiudere-lunga-discussione-su-adesione-a-ue-b26b9e91-8e35-4289-afe3-c17116cc045b.html Zelensky chiama gli alleati: "Controlliamo Kiev", ma aiutateci con armi e sanzioni]'', ''Rainews.it'', 26 febbraio 2022.</ref>
*Che razza di guerra è questa che prende di mira i bambini ucraini in un asilo? Sono neonazisti anche i bambini dell'asilo? O forse soldati Nato che minacciano la Russia?<ref group="fonte" name="combatteremo2">Da ''Niente giustifica i missili sugli asili'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Gli europei non immaginano ancora com'è vivere quando c'è un conflitto alla propria porta.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/>
*Bruciate l'equipaggiamento nemico con tutto ciò che potete. Se anche gli asili nido sono un obiettivo lecito per gli invasori, non dovete lasciare loro alcuna possibilità.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/>
*Gli invasori volevano assediare il centro del nostro stato e mettere i loro burattini qui, come a Donetsk. Abbiamo infranto il loro piano.<ref group="fonte" name="combatteremo3">Da ''Il popolo ucraino si è guadagnato il diritto di entrare nell'Ue'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Lo dico ora con la massima franchezza: il popolo ucraino si è già guadagnato e ha il diritto di diventare membro dell'Unione europea. Sarà la prova tangibile del sostegno dell'Ue al nostro paese.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/>
*Sappiamo che molti in Russia sono scioccati dalla meschinità e dalla crudeltà della classe dirigente. Questa è una reazione giusta, di cui vi ringrazio. Grazie a [[Leonid Parfënov|Leonid Parfyonov]], [[Dmitrij Muratov|Dmitry Muratov]], [[Jurij Dud'|Yury Dud]], [[Lijia Achedžakova|Liya Akhedzhakova]], [[Valerij Meladze|Valery Meladze]] e migliaia e migliaia di altri russi che danno voce alla loro coscienza. Fermate quelli che mentono a voi, a noi, al mondo intero.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/>
*Gli attacchi della Russia alla popolazione civile e alle infrastrutture hanno le caratteristiche di un genocidio e meritano un tribunale internazionale.<ref group="fonte">Citato in [https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-russia-sta-mettendo-in-atto-un-genocidio/409332/410037?ref=RHTP-BS-I339021822-P6-S3-T1 ''Guerra in Ucraina, il presidente Zelensky: "Russia sta mettendo in atto un genocidio"''], ''Video.repubblica.it'', 27 febbraio 2022.</ref>
*Hanno mentito dicendo che non avrebbero toccato la popolazione civile. Ma sin dalle prime ore dell'invasione le trppe russe non hanno fatto altro. Hanno scelto volontariamente tattiche che mirano a colpire le persone e tutto ciò che consente loro di vivere una vita normale.<ref group="fonte" name="combatteremo4">Da ''Genocidio'', 27 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Le forze armate ucraine sono straordinarie. Respingono gli attacchi infrangendo i piani del nemico. Fanno il loro lavoro egregiamente. Sì, un grande lavoro. Un lavoro duro, fondamentale e soprattutto giusto. Un lavoro che merita la massima stima e la massima gratitudine.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/>
*Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Le azioni criminali della Russia contro l'Ucraina presentano tutti i tratti di un genocidio. Ne ho parlato con il segretario generale delle Nazioni Unite. La Russia ha intrapreso la strada del male. Il mondo deve privare la Russia del diritto di voto al Consiglio di sicurezza dell'Onu.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/>
*Ci appelliamo all'Unione Europea per l'[[Allargamento dell'Unione europea#Ucraina|adesione immediata dell'Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera Europa, per la pace, per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'uguaglianza, la democrazia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/02/lappello-di-zelensky-chiediamo-adesione-immediata-allue-con-procedura-speciale-5f98af29-52f1-48e0-b7af-dd621fc4b2ac.html ''Zelensky firma la richiesta di adesione all'Ue, ma Bruxelles frena''], ''Rainews.it'', 28 febbraio 2022.</ref>
*Ci è stato a lungo detto che noi ucraini sbagliamo su vari fronti. Ci è stato ripetuto per decenni che dobbiamo «fare i compiti». Per questo motivo, spesso non ci siamo accorti di cosa siamo veramente capaci. Ora ci siamo mostrati per quello che siamo. Ed è stimolante, per tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo5">Da ''Ognuno di noi è guerriero'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Sotto la legge marziale, gli ucraini con esperienza di combattimento sul campo saranno rilasciati dalla custodia e potranno espiare la loro pena nei fronti più caldi del conflitto. Saranno revocate tutte le sanzioni ad alcuni cittadini che hanno preso parte all'operazione antiterrorismo. Ora la cosa più importante è la difesa.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/>
*Quando mi sono candidato alla presidenza ho detto che ognuno di noi è presidente. Perché siamo tutti responsabili del nostro stato, della nostra bella Ucraina. Ora scopriamo che ognuno di noi è guerriero. Guerriero o guerriera nella sua città. E sono convinto che ognuno di noi vincerà.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/>
*Oggi le forze russe hanno bombardato brutalmente Kharkiv con l'artiglieria missilistica. Questo è sicuramente un crimine di guerra, contro una città pacifica e zone residenziali pacifiche, senza alcun presidio militare. In base a decine di testimonianze dirette è chiaro che non è stato un passo falso isolato, ma un attacco deliberato ai danni dei civili. I russi sapevano dove stavano sparando.<ref group="fonte" name="combatteremo6">Da ''Non perdoniamo il bombardamento della pacifica Kharkiv'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Uno stato che commette crimini militari contro i civili non può essere membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli deve essere precluso l'ingresso a tutti i porti, canali, aeroporti del mondo. Non deve ricevere centinaia di miliardi per le esportazioni di energia. Oggi acquistare merci russe significa finanziare l'uccisione di persone.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/>
*Per il nemico Kyiv è l'obiettivo chiave. I russi vogliono distruggere la nostra statualità nazionale. Pertanto la capitale è costantemente in pericolo.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/>
*Oggi, su iniziativa della parte russa, si è svolto il primo giro di negoziati tra Ucraina e Russia mentre proseguivano i bombardamenti sul nostro territorio e sulle nostre città. Dietro questa sincronizzazione tra i bombardamenti e i negoziati si può leggere la volontà dei russi di metterci pressione. Ma è inutile che perdano tempo. Noi non abbocchiamo a queste strategie. Trattative leali sono possibili solo se una parte non colpisce l'altra con l'artiglieria missilistica nel bel mezzo dei negoziati.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/>
*Mi è difficile parlare a lungo perché ci sono continue interruzioni causate dai bombardamenti e dai missili come quelli che si sono abbattuti su Kharkiv questa mattina, la città al confine con la Federazione russa. Lì ci sono stati sempre tanti russi e le relazioni sono ottime: più di venti università si trovano in quella zona, in quella città. È la città che ha il più alto numero di università nel nostro Paese. C'è una gioventù brillante lì, effervescente, intelligente, che spesso si è riunita per celebrare insieme molti eventi. C'è una grande piazza, la piazza della Libertà, ed è la più grande piazza europea, davvero, è la grande piazza della Libertà: immaginatevela questa mattina – questo posto con questo nome – colpito da due missili, sono morte decine di persone: eccolo il prezzo che dobbiamo pagare per avere la libertà.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/03/01/video/il-discorso-del-presidente-ucraino-zelensky-alla-plenaria-del-parlamento-ue-3754762/ Il discorso del presidente ucraino Zelensky alla plenaria del Parlamento Ue]'', ''Ilfoglio.it'', 1º marzo 2022</ref>
*Sedici bambini sono stati uccisi ieri e ancora una volta il presidente Putin ci ripete che la sua è un'operazione che mira alle infrastrutture militari. Quali infrastrutture militari sono state presidiate dai nostri bambini? Forse i nostri figli guidano i carri armati? Sedici bambini sono stati uccisi.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/>
*Noi stiamo lottando per i nostri diritti, per la nostra libertà, per la nostra vita e adesso lottiamo per la sopravvivenza e questa è la più forte delle motivazioni. Ma siamo anche di fronte al nostro destino, e vogliamo essere uguali a voi, vogliamo essere dei membri dell'Unione europea. Oggi lottiamo anche per questo, perché vediate che assieme a noi l'Ue sarà più forte. Senza di voi invece l'Ucraina sarà sola.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/>
*Invitiamo tutti i paesi del mondo a rispondere immediatamente ed efficacemente alle tattiche criminali degli aggressori e a dichiarare che la Russia è colpevole di terrorismo di stato.<ref group="fonte" name="terrorismodistato">Da ''Un terrorismo di stato'', pubblicato sui social network, 1º marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Se proteggiamo Kiev proteggiamo il nostro Stato. Kiev è il cuore del nostro paese. E deve continuare a battere. E continuerà a battere affinché la vita trionfi.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/>
*Mi piacerebbe rivolgermi a coloro la cui condotta costituisce un esempio del più alto prestigio morale: i medici. Voi salvate vite umane ogni minuto. Sempre. Anche adesso. La vostra dedizione rappresenta una delle nostre principali linee di difesa. Siete formidabili.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/>
*{{NDR|Sulla [[Battaglia di Charkiv (2022)|battaglia di Charkiv]]}} I russi hanno lanciato un razzo contro la piazza centrale di Kharkiv: un palese atto di terrorismo. Dopo questo la Russia è diventata uno Stato terrorista. Nessuno perdonerà. Nessuno dimenticherà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/01/news/ucraina_russia_news_oggi_diretta-339754153/ ''12.01 Zelensky su Facebook: "Bombardamento di Kharkiv crimine di guerra"''], ''Repubblica.it'', 1 marzo 2022.</ref>
*Che senso ha dire "[[mai più]]" per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba cade sullo stesso sito di [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]]? [...] La Storia si ripeterà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.askanews.it/esteri/2022/03/01/zelensky-a-kiev-colpito-il-babyn-yar-memoriale-della-shoah-top10_20220301_190124/ ''Zelensky: a Kiev colpito il Babyn Yar, memoriale della Shoah''], ''Askanews.it'', 1 marzo 2022.</ref>
*Durante questo periodo abbiamo avuto più unità di quanta ne abbiamo mai avuta in trent'anni. All'inizio eravamo spaventati allo stesso modo, poi ci siamo sentiti addolorati allo stesso modo. E ora non ci interessa nient'altro tranne la vittoria. Tranne la verità. Tranne la pace. Tranne la tranquillità che vogliamo raggiungere. Tranne la vita della nostra gente che tanto ci sta a cuore. Tranne l'Ucraina.<ref group="fonte" name="combatteremo7">Da ''Siamo diventati una cosa sola'', 2 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Per qualsiasi persona normale che conosca la storia, [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]] è un luogo di preghiera. Un luogo della memoria per le centomila persone uccise dai nazisti. Il luogo dei cimiteri della vecchia Kyiv. Che cosa dovete essere per renderla bersaglio dei missili? State uccidendo le vittime dell'Olocausto per la seconda volta.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/>
*Per molte persone in Russia la nostra Kyiv è del tutto sconosciuta. Non sanno nulla della nostra capitale, della nostra storia. Ma hanno l'ordine di cancellare la nostra storia, di cancellare il nostro paese. Cancellarci tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/>
*Il primo giorno di guerra, Uman, dove centinaia di migliaia di ebrei vengono a pregare ogni anno, è stata brutalmente bombardata. Poi è stata la volta di Babyn Yar, dove furono giustiziati migliaia di ebrei. Ora mi rivolgo a tutti gli ebrei del mondo: vedete cosa sta succedendo? Ecco perché è importante che i milioni di ebrei in tutto il mondo non rimangano in silenzio in questo momento. Il nazismo nasce dal silenzio.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/>
*Per che cosa è stato attaccato Babyn Yar? Quali strutture militari minacciano la Russia? Quali «basi Nato» ci sono? E la cattedrale di Santa Sofia? Il ''lavra''? La chiesa di Sant'Andrea? Qualunque ragione li spinga, che siano maledetti! Perché Dio è con noi!<ref group="fonte" name="combatteremo7"/>
*In Ucraina, stiamo subendo una guerra terribile. L'Europa non vede un tale conflitto dalla seconda guerra mondiale. Non siamo stati noi a scatenare la guerra. Si tratta di un'invasione cinica e brutale del territorio ucraino. È una guerra contro il popolo ucraino, contro le persone oneste e pacifiche che, ne sono sicuro, avete conosciuto bene durante i nostri anni d'indipendenza. E avete visto fino a che punto siamo simili a voi. Come attribuiamo un identico valore alla libertà. Come attribuiamo un identico valore all'uguaglianza. Come vogliamo vivere come voi. Vogliamo, come voi, il meglio, quanto di meglio possibile, per i nostri figli e per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="settantanove">Da ''Settantanove'', al Parlamento italiano e a tutti gli europei, 2 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Voi e i vostri cari avete la certezza di avere un lungo futuro davanti a voi, un futuro normale. Ebbene, anche noi lo desideriamo, in pari misura. E noi siamo assolutamente felici per voi. Ma noi, quello che abbiamo, lo abbiamo forse per l'ultima volta.<ref group="fonte" name="settantanove"/>
*A Mariupol i soldati russi lanciano bombe e missili, hanno bombardato un reparto maternità e un ospedale pediatrico. È la manifestazione di un odio rivolto contro tutta l'umanità. Uccidono bambini, distruggono reparti maternità e ospedali pediatrici. Perché? Perché le donne ucraine non possano più partorire?<ref group="fonte" name="settantanove"/>
*Noi siamo in tutto somiglianti a voi. Siamo esattamente gli stessi. Lo sapete. Lo sentite. Mi vedete e lo capite. E sapete che dobbiamo essere insieme nella Comunità Europea. È molto importante per l'Ucraina. Ed è molto importante per voi. Per l'Europa. Perché la rafforzerà. La proteggerà. Porrà per sempre fine alla guerra. Dimostrerà che le vite dei settantanove bambini uccisi dalla guerra per la salvaguardia della libertà non saranno state spese invano. Loro sono ancora vivi. Vivono tra noi, tra i bambini dell'Ucraina e dell'Europa che potranno essere liberi, che potranno sognare, che potranno vivere come meglio sapranno. In pace.<ref group="fonte" name="settantanove"/>
*Se l'Ucraina cade, che Dio ci protegga, la Russia passerà ai Paesi baltici, alla [[Georgia]] e a ai Paesi dell’Est europeo, per arrivare fino al [[muro di Berlino]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-se-lucraina-cade-la-russia-attaccher-poi-paesi-baltici-e-quelli-dellest-europeo-bd363eb2-d1a4-43cf-a31f-f0c7b1f62aa5.html Zelensky: "Se l'Ucraina cade la Russia attaccherà poi i Paesi baltici e quelli dell'Est europeo"]'', ''Rainews.it'', 3 marzo 2022.</ref>
*Esattamente due anni fa, è stato scoperto in Ucraina il primo caso di COVID-19. Il primo giorno della battaglia contro il virus è stato alquanto difficile. Tuttavia eravamo uniti, dunque forti, e così abbiamo resistito. Esattamente una settimana fa l'Ucraina è stata attaccata da un altro virus. Un'altra sciagura. Che, nella sua fase acuta, sta per annessione, occupazione da parte di un nemico esterno.<ref group="fonte" name="hannofallito">Da ''Tante volte hanno tentato di distruggere l'Ucraina e altrettante volte hanno fallito'', pubblicato sui social network, 3 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*{{NDR|Sulla [[Cattedrale dell'Annunciazione (Charkiv)|cattedrale dell'Annunciazione di Charkiv]]}} Durante la guerra la cattedrale funge da rifugio ai residenti di Kharkiv. Un rifugio per tutti, credenti e non credenti. Per tutti, sì, perché tutti sono uguali. Un luogo sacro. Ora in rovina a causa della guerra. Non ne hanno nemmeno paura! A loro piace che Dio non mandi istantaneamente la Sua punizione. Ma Dio vede. E risponde. Risposte impossibili da tener nascoste. Non esiste bunker per proteggersi dalla risposta divina.<ref group="fonte" name="hannofallito"/>
*Ricordate, uomini senza Dio: dal momento in cui milioni di persone vi maledicono, nulla potrà più salvarvi.<ref group="fonte" name="hannofallito"/>
*Sulla nostra terra e nella nostra Storia siamo sopravvissuti a due guerre mondiali, a due Holodomor, all'Olocausto, a Babi Yar, al Grande Terrore, all'esplosione di Černobyl, all'occupazione della Crimea e alla guerra a Est. Il nostro territorio non è immenso – non si estende da un oceano all'altro, non dispone di armamenti nucleari, non è un epicentro del mercato mondiale del petrolio e del gas. Ma abbiamo la nostra terra e il nostro popolo, che per noi vale oro.<ref group="fonte" name="hannofallito"/>
*Li cacceremo con vergogna, come fanno quelle persone comuni che cacciano gli occupanti dai negozi di alimentari quando i soldati russi provano a procurarsi del cibo. Quelli non sono soldati di una superpotenza, sono bambini confusi che sono stati usati. Riportateli a casa.<ref group="fonte" name="combatteremo8">Da ''Gli ucraini stanno battendo il nemico anche senza armi'', 3 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Qui non avranno pace, non avranno cibo, non avranno un un minuto tranquillo. Gli occupanti riceveranno solo una cosa dagli ucraini: il rispingimento. Un rispingimento feroce! Un rispingimento tale che ricorderanno per sempre che noi non cediamo ciò che è nostro, che ricorderanno per sempre che cos'è una guerra patriottica. Perché sì, per noi ucraini questa è una guerra patriottica. Noi ricordiamo come iniziano le guerre patriottiche. E sappiamo come finiscono per gli invasori.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/>
*Sono stati uccisi quasi novemila russi in una settimana. Sul fronte di Mykolaiv gli occupanti li devono portare via a duecento o trecento alla volta con decine di elicotteri. Hanno diciannove, vent'anni... Che cosa hanno visto nella vita a parte questa invasione? La maggior parte di loro resta senza sepoltura. L'Ucraina non vuole essere ricoperta di cadaveri di soldati. Tornate a casa, voi e tutto l'esercito.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/>
*{{NDR|Sul bombardamento della centrale nucleare di Zaporižžja}} Nessun paese diverso dalla Russia ha mai sparato contro le centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia. Nella storia dell’umanità. Lo stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare.<ref group="fonte">Citato in [https://www.open.online/2022/03/04/guerra-ucraina-russia-centrale-nucleare-zaporizhzhia-video/ ''Guerra in Ucraina, l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky: «La Russia vuole il terrore atomico»''], ''Open.online'', 4 marzo 2022.</ref>
*I soldati russi hanno attaccato la centrale nucleare di Zaporižžja. La più grande d'Europa. Un incidente che, da solo, poteva rivelarsi sei volte più grave di quello di Černobyl. I blindati russi sapevano su quale obiettivo stavano sparando. Sparavano direttamente sulla centrale. Un atto terroristico che non ha precedenti.<ref group="fonte" name="notte">Da ''La notte che avrebbe potuto fermare la Storia'', pubblicato sui social network, 4 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*I soldati russi hanno completamente dimenticato Černobyl. Hanno dimenticato quella tragedia mondiale.<ref group="fonte" name="notte"/>
*Le radiazioni ignorano dove si trovi il confine tra Russia e Ucraina.<ref group="fonte" name="notte"/>
*Abbiamo sopportato nove giorni di oscurità, nove giorni di male. Questo è tre volte di più quanto l'oscurità e il male si aspettassero.<ref group="fonte" name="combatteremo9">Da ''Nono giorno di oscurità'', 4 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref>
*Gli occupanti pensavano di poter spegnere agli ucraini la televisione, togliere loro la connessione, il cibo, l'elettricità. Pensavano che questo li avrebbe costretti a sottomettersi. Ma anche se ci toglierete l'ossigeno, tireremo un profondo respiro per dire: via dalla nostra terra!<ref group="fonte" name="combatteremo9"/>
*Anche nella completa oscurità noi vediamo la verità. E combatteremo finché non calerà il buio sui nostri occhi. Perché siamo guerrieri della luce. E oggi nessuno sulla Terra potrà dire che la nostra linea sia il pathos.<ref group="fonte" name="combatteremo9"/>
*Un colloquio con [[Elon Musk]] è stato fonte d'ispirazione. Con un uomo che crea missili per il futuro, non missili impiegati per uccidere in nome del passato.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo">Da ''Abbiamo conquistato il nostro futuro'', pubblicato sui social network, 6 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Abbiamo già conquistato il nostro futuro. Anche se stiamo ancora lottando per il presente.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/>
*Malgrado tutto, trattiamo i prigionieri nel rispetto della [[Convenzioni di Ginevra|Convenzione di Ginevra]]. Malgrado tutto, i nostri missili non colpiscono per rappresaglia le infrastrutture civili russe o bielorusse. Né le postazioni da cui ogni giorno vengono lanciati missili destinati a colpire il nostro territorio.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/>
*I russi sono sempre venuti a Odessa. A Odessa hanno goduto del suo calore. Della sua sincerità. E adesso che cosa succede? Bombardano Odessa? L'artiglieria contro Odessa? Missili contro Odessa?<br>L'atto verrà giudicato crimine di guerra.<br>E segnerà un momento storico.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/>
*Siamo persone ed è vostro dovere umanitario proteggerci, proteggere le persone. Voi potete farlo. Se non lo fate, se non ci fornite almeno gli aerei per proteggerci da soli, allora vuol dire solo una cosa: volete che ci uccidano lentamente. Questa è anche responsabilità dei politici del mondo, i leader occidentali. Oggi e per sempre. [...] Chiudere il cielo sull'Ucraina, chiudetelo a tutti i missili russi, agli aerei da combattimento russo, a tutti questi terroristi. Istituite una zona aerea umanitaria.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/06/ucraina-zelensky-a-occidente-volete-che-ci-uccidano-lentamente-2/ Ucraina, Zelensky a Occidente: “Volete che ci uccidano lentamente”]'', ''lapresse.it'', 6 marzo 2022.</ref>
*Dobbiamo sopportare ciò che nessun altro paese europeo ha vissuto negli ultimi ottant'anni. Ed è proprio sulla nostra terra che si deciderà se un'aggressione analoga, in Europea, dovrà contare altre vittime come le nostre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra">Da ''Lasciate che si cibino di guerra'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Se i russi non vogliono applicare le norme del mondo civile, non devono nemmeno ricevere i beni e i servizi del mondo civile. Lasciate che si cibino di guerra.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/>
*Quando qualcuno perde la testa, dobbiamo mettere da parte le nostre paure e dimenticare gli interessi commerciali.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/>
*Difenderemo la nostra bandiera perché rappresenta la nostra visione del mondo. Sotto quel blu e quel giallo abbiamo conquistato vittorie alle Olimpiadi. Abbiamo dispiegato la nostra bandiera nello spazio e in Antartide. Sotto la nostra bandiera, i nostri soccorritori, vigili del fuoco, operatori di pace, medici e tutti coloro che sono andati ad aiutare la Turchia, la Grecia, Israele, la Georgia, l'Afghanistan, il Montenegro, l'India, l'Italia, il Congo e di tanti altri paesi.<br>Una cosa non abbiamo mai fatto sotto quella bandiera: attaccare altri paesi, appropriarci di terre non nostre, uccidere persone, popoli pacifici di altre nazioni. Noi e il terrore apparteniamo a universi differenti.<br>Ecco perché non c'è sangue sulla nostra bandiera. Non ci sono e non ci saranno mai macchie nere capaci d'insozzarla. Non ci sono e non ci saranno mai svastiche. La bandiera dell'Ucraina è la nostra terra. Pacifica, fertile, dorata e senza carri armati. È il cielo. Pacifico, limpido, azzurro, e senza missili. È così. È così sarà per sempre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/>
*Una volta si diceva: è duro il [[lunedì]]. Nel paese infuria una guerra. Così, è lunedì tutti i giorni.<ref group="fonte" name="resterròqui">Da ''Resterò qui'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Nel sud del nostro paese, ha preso forma un movimento nazionale, una manifestazione della "ucrainità" di dimensioni mai viste fino a oggi. Per la Russia è come un incubo. Hanno dimenticato che noi non temiamo né i furgoni della polizia né i bastoni. Che non temiamo i blindati e le mitragliatrici, quando l'essenziale è dalla nostra parte: la verità.<ref group="fonte" name="resterròqui"/>
*Sappiamo che l'odio alimentato dal nemico nelle nostre città, con le bombe e i bombardamenti, non durerà. Non lascerà tracce. L'odio non ci appartiene. Il nemico non lascerà tracce. Ricostruiremo tutto. Rifaremo da capo le nostre città distrutte, più belle di qualunque altra città russa.<ref group="fonte" name="resterròqui"/>
*Combatteremo poiché non desideriamo perdere ciò che ci appartiene ed è solo nostro – l'Ucraina. Così come voi non avete voluto perdere la vostra isola quando i nazisti si preparavano ad aggredirvi per sottomettere il vostro grande paese, la Battaglia d'Inghilterra.<ref group="fonte" name="diventatagrande">Da ''L'Ucraina è diventata grande'', al Parlamento del Regno Unito, 8 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Sull'isola di Zmiinyi, sul mar Nero, le nostre eroiche guardie di frontiera hanno fatto sapere al mondo intero di quale natura sarà la fine della guerra, vale a dire la sconfitta del nemico. Quando da una nave è arrivata la richiesta ai nostri uomini di gettare le armi, loro hanno risposto in termini talmente energici da non poter essere ripetuti qui davanti al parlamento. E abbiamo sentito la forza di questo grande popolo che inseguirà l'avversario fino alla sua fine.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/>
*I russi non consentono agli abitanti di approvvigionarsi di acqua e cibo. Addirittura li hanno bloccati mentre cercavano di raggiungere i rifugi. Tutti devono prendere coscienza di questo fatto: le persone, a Mariupol, non hanno più acqua.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/>
*Non cederemo, non perderemo!<br>Andremo fino in fondo.<br>Combatteremo in mare, combatteremo nell'aria, difenderemo la nostra terra a qualsiasi costo.<br>Combatteremo nei boschi, nei campi, sulle spiagge, nelle città e nei villaggi, nelle strade, combatteremo sui monti. E vorrei aggiungere: combatteremo sulle discariche, sulle rive del Kalmius e del Dnepr! E non ci arrenderemo.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/>
*Non vogliamo perdere quello che è nostro, non vogliamo perdere il nostro Paese.<ref group="fonte" name="britannico">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-parla-al-parlamento-britannico-noi-non-perderemo-combatteremo-fino-alla-fine-f6a6bf57-d46d-404d-98a1-e3f7810edd39.html Zelensky parla al Parlamento britannico: "Noi non perderemo, combatteremo fino alla fine"]'', ''rainews.it'', 8 marzo 2022.</ref>
*Continueremo a combattere per la nostra terra, a qualunque costo. Combatteremo nelle foreste, nei campi, sulle coste e nelle strade.<ref group="fonte" name="britannico"/>
*Un ospedale pediatrico. Un reparto maternità. In che modo potevano aver minacciato la Federazione Russa? Che razza di paese è mai la Federazione Russa? Un paese che ha paura degli ospedali e dei reparti maternità, e li distrugge? Hanno preso di mira banderisti in tenera età? Oppure le donne incinte si stavano preparando a far fuoco su Rostov? Si è mai trovato qualcuno, nelle maternità, che abbia maltrattato dei russofoni? Che cosa è accaduto? È stata la denazificazione di un ospedale?<ref group="fonte" name="ridarefiducia">Da ''Dobbiamo ridare fiducia agli occidentali'', pubblicato sui social network, 9 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Gli ospedali distrutti. Le scuole distrutte, le chiese, le case. E tutte le persone uccise. Tutti i bambini uccisi. Le bombe cadute sul reparto maternità sono la prova definitiva. La prova che è in corso il genocidio del popolo ucraino.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/>
*Mosca sa molto bene che Mariupol fa parte della regione del Donetsk. I russi ci hanno tanto parlato degli abitanti della regione del Donetsk. Ci sono state tante accuse, sono state avanzate tante pretese... e adesso vediamo bene come la Russia tratta gli abitanti della regione del Donetsk, come tratta la gente comune che vive nelle case di Mariupol, che lavora nelle aziende di Mariupol, le persone curate negli ospedali di Mariupol e le donne incinte. Immaginatevi dare alla luce bambini nel reparto maternità di mariupol.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/>
*{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.<ref group="fonte" name="gilbert">Da un'intervista, via WhatsApp, di Catherin Gilbert, ''[https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_10/intervista-zelensky-non-ho-paura-7eebd85e-a007-11ec-82d5-6f137f6a69fd.shtml «Non ho paura per la vita: mi protegge la mia gente»]'', ''Corriere.it'', 10 marzo 2022</ref>
*Gli americani si sono sbagliati su di me. Io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*Le forze russe dovevano occupare Kiev già nei primi giorni di guerra. A che punto sono adesso?<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*L’invasione non è stata una sorpresa, ma la brutalità sì.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*Noi non disponiamo di altrettanti soldati come la Russia. Nè possiamo misurarci con i loro mezzi e i loro missili. Ma abbiamo qualcosa che loro non hanno: un popolo che ama la libertà ed è pronto a combattere per difenderla.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*{{NDR|«L'Occidente ha colpito la Russia con sanzioni durissime: le ritiene sufficienti?»}} Se lo fossero, l’offensiva sarebbe stata già fermata. Ma si continua a comprare petrolio e gas dalla Russia. Le imprese occidentali sono ancora attive nel mercato russo, nascondendosi dietro varie scuse. Sì, sono state imposte le sanzioni, e ve ne siamo grati. Ma noi in questo momento siamo bersaglio di un attacco che ci riporta alla mente i momenti peggiori della Seconda guerra mondiale. È per questo che le sanzioni devono essere ulteriormente inasprite.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*Credo che la minaccia di [[guerra nucleare]] non è altro che un bluff. Una cosa è agire da assassino criminale, un’altra scegliere il suicidio. L’utilizzo di armi nucleari significa la fine per tutte le parti in causa, non solo per chi schiaccia il bottone per primo. A mio avviso, le minacce di Putin sono un segnale di debolezza. Ricorre alla minaccia delle armi nucleari perché i suoi piani non stanno funzionando. Sono certo che la Russia è ben consapevole delle conseguenze catastrofiche di qualunque tentativo di far uso delle armi nucleari.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Se l’accordo avesse ottenuto il suo scopo, si potrebbe dire ai Paesi che vogliono dotarsi di armi nucleari: ecco le garanzie per la vostra sicurezza, rinunciate alle armi nucleari. L’aggressione di Putin, invece, ha inviato ben altro segnale a tutto il mondo: quelle garanzie sono carta straccia, anche se recano la firma delle superpotenze. Persino la Russia si dichiarò garante della nostra sicurezza e adesso fa di tutto per annientarci. Chi ci crederà più, al potere dei trattati? Perciò punire severamente la Russia è l’unico modo per riconfermare la legittimità dei trattati internazionali. E l’Occidente può farlo.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*{{NDR|«Se la Russia sconfigge l’Ucraina, che farà Putin del vostro Paese?»}} È chiarissimo: chiunque, come i russi, è capace di bombardare gli asili o sparare missili Cruise contro case e palazzi è anche pronto a compiere le azioni più efferate.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.<ref group="fonte" name="gilbert"/>
*Fare pressioni sui sindaci o farli prigionieri non cambierà nulla. Anzi, non potrà che aggravare la situazione per l'invasore. [...] Se vi riducete ad agire come i terroristi dell'[[Stato Islamico|Isis]], che interesse abbiamo a parlare con voi di qualsivoglia argomento?<ref group="fonte" name="madrirusse">Da ''Alle madri russe'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Il numero di soldati russi uccisi in territorio ucraino supera ormai le dodicimila unità. Dodicimila! E il numero dei feriti è molte volte più grande. Non erano invitati. Ripetiamo a ciascun invasore: potete ancora salvare la pelle. In qualsiasi momento. Deponete le armi e rientrate in patria, lasciate la nostra terra. Il numero d'invasori catturati ha ormai raggiunto un livello tale da non poter più essere gestito dalle strutture disposte prima della guerra.<ref group="fonte" name="madrirusse"/>
*Voglio rivolgermi ancora una volta alle madri russe. In particolare alle madri delle reclute. Non mandate i vostri figli in guerra in territorio straniero. Non credete alle loro promesse quando vi dicono che i vostri figli saranno unicamente impegnati in manovre o in compiti che non sono di combattimento. Verificate dove si trovano. E se avete il minimo sospetto che siano stati mandati in guerra in Ucraina, agite immediatamente. Non abbandonate vostro figlio in balia della morte o della prigionia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/>
*Le grandi multinazionali stanno già lasciando il mercato russo. Il governo russo, scatenando una guerra contro di noi, ha escluso di fatto il proprio paese dal mondo globalizzato. Scatenare un'invasione del genere è un modo per richiudersi in se stessi. Un'umiliazione rivolta a se stessi. La distruzione di se stessi.<ref group="fonte" name="madrirusse"/>
*Ogni cittadino russo capirà che la mancanza di pace è una minaccia personale. Nessun paese al mondo vuol male ai comuni cittadini della Russia. Nessuno ha voluto causarvi danni fino a che il vostro governo non ha fatto scoppiare una guerra contro i vostri vicini, un popolo pacifico. Una guerra di annientamento.<ref group="fonte" name="madrirusse"/>
*Il mio consiglio, ai russi in grado di riflettere, è quello di trovare i mezzi per acquisire informazioni veritiere. E di provare a nascondere, per strada, alle forze dell'ordine, i loro smartphone e i loro computer. Gli agenti controllano che cosa c'è nei telefoni delle persone. Che cosa c'è nei loro computer. Vi avverto con un'ansia tutta particolare: imparate a resistere alla repressione, perché il vostro governo ha intenzione di accrescerla. Perché in ogni paese devono esistere persone in grado di riflettere. Anche in Russia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/>
*Se duemila persone manifestano contro l'occupazione di Melitopol, quante persone, a Mosca, dovranno opporsi alla guerra?<ref group="fonte" name="moscamisenti">Da ''Mosca, mi senti?'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Le perdite delle truppe russe sono enormi. La curva ascendente delle perdite dell'invasore nell'arco di questi diciassette giorni è tale che, possiamo dirlo con certezza, si tratta del colpo più grave inflitto all'esercito russo da decenni. Non ha mai registrato tante vittime in un periodo così breve.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/>
*La maggior parte degli eserciti del mondo non ha tanto equipaggiamento quanto quello che la Russia ha già perso durante questa invasione.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/>
*L'anno scorso ho lanciato un chiaro avvertimento ai leader dei paesi membri della NATO: se non si fossero adottate pesanti sanzioni contro la Russia, sarebbe scoppiata una guerra. Avevamo ragione. Dico da tempo che Nord Stream è un'arma che colpirà l'Europa. Adesso è perfettamente chiaro.<ref group="fonte" name="monasteri">Da ''Loro bombardano i nostri monasteri, noi curiamo i loro prigionieri'', pubblicato sui social network, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Se non chiudete il nostro spazio aereo, è solo questione di tempo prima che i missili russi colpiscano il vostro territorio. Il territorio della NATO. Le case dei cittadini dei paesi della NATO.<ref group="fonte" name="monasteri"/>
*Pensate, un militare russo di Riazan si sta facendo curare nello stesso ospedale e nello stesso reparto dei nostri difensori rimasti feriti. Riceve le medesime cure. Dagli stessi medici. Nonostante abbia combattuto contro di noi. Contro l'Ucraina. Ebbene, i medici ucraini lo hanno salvato. Ed è ovvio. Perché sono uomini. Non selvaggi. E dobbiamo superare questa guerra per rimanere tutti umani.<ref group="fonte" name="monasteri"/>
[[File:Address by President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy to the US Congress. (51942801840).jpg|thumb|Zelens'kyj durante l'intervento al Congresso degli Stati Uniti]]
*Ricordatevi di Pearl Harbor, di quella terribile mattina del 7 dicembre 1941, quando il vostro cielo si annerì di colpo a causa degli attacchi aerei. Ricordatevi solo questo. E ricordatevi dell'11 settembre, di quel giorno terribile del 2001, quando il Male ha tentato di trasformare le vostre città in un campo di battaglia. Quando degli innocenti sono stati attaccati, attaccati dal cielo, in un modo che nessuno si aspettava.<br>Un attacco che, in un certo senso, non potevate fermare. Ebbene, il nostro Stato sta vivendo attacchi del genere ogni giorno, ogni notte, da tre settimane, in diverse città ucraine: Odessa e Kharkiv, Černivci e Sumy, Žytomyr e Lviv, Mariupol e Dnipro. La Russia ha fatto del cielo ucraino un dispensatore di morte per migliaia di persone.<ref group="fonte" name="troppo">Da ''È chiedere troppo?'', al Congresso degli Stati Uniti, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*"I have a dream" – conoscete tutti queste parole. Oggi io posso dire: "Ho un bisogno". Il bisogno di proteggere il nostro cielo, il bisogno della vostra decisione, del vostro aiuto, e vorrà dire esattamente la stessa cosa, la stessa cosa che sentite quando sentire dire: "I have a dream".<ref group="fonte" name="troppo"/>
*Sono riconoscente al presidente Biden per il suo impegno personale, per il suo impegno nella difesa dell'Ucraina e delle democrazie mondiali.<ref group="fonte" name="troppo"/>
*Tutti i porti americani vanno chiusi al commercio e alle navi russe. La pace è più importante del profitto.<ref group="fonte" name="troppo"/>
*Ricordate con quali difficoltà il mondo sia giunto a fare la cosa più semplice: somministrare vaccini a tutti, vaccini contro il Covid per salvare vite, prevenire nuove varianti. Il mondo ha trascorso mesi e anni a far cose che si sarebbero potute fare molto più in fretta, e ha quindi causato innumerevoli perdite umane.<ref group="fonte" name="troppo"/>
*Oggi non basta essere il capo di Stato di una nazione. Oggi bisogna essere il leader del mondo. Essere il leader del mondo significa essere il leader della pace. La pace, nel vostro paese, non dipende solo da voi e dal vostro popolo. Dipende da chi vi sta a fianco, da chi è forte. Forte non vuol dire grande. Essere forte vuol dire essere coraggioso e pronto a battersi per la vita dei vostri cittadini e dei cittadini del mondo. Per i diritti umani, per la pace, per il diritto di vivere decentemente e di morire a tempo debito, non nel momento voluto da qualcun altro, dai vostri vicini.<ref group="fonte" name="troppo"/>
*Ho quasi quarantacinque anni. Oggi la mia età si è fermata quando i cuori di più di cento bambini hanno cessato di battere.<ref group="fonte" name="troppo"/>
*{{NDR|Rivolgendosi in russo agli ufficiali russi}} Ascoltatemi attentamente: sappiamo che volete vivere. Ascoltiamo le vostre conversazioni. Sappiamo cosa pensate di questa [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra senza senso]]. Vi offriamo una chance: vi diamo la possibilità di vivere. Se vi arrendete alle nostre forze militari, vi tratteremo come devono essere trattati gli esseri umani: con dignità. Nel modo in cui non siete stati trattati dal vostro [[esercito]]. E il modo in cui il vostro esercito non tratta la nostra gente. Scegliete.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/03/15/zelensky-parla-in-russo-a-ufficiali-mosca-arrendetevi_dfb71061-a555-4c4b-8474-8dd19cdac6c3.html Zelensky parla in russo a ufficiali Mosca, arrendetevi]'', ''Ansa.it'', 15 marzo 2022.</ref>
*Abbiamo una possibilità. Quella di mostrare, non soltanto alla Russia, ma anche a qualunque altro aggressore, a qualunque Stato terrorista, che la guerra non distruggerà chi ne è vittima, ma chi la conduce.<ref group="fonte" name="bambini">Da ''Bambini anziché affari'', discorso al Parlamento svizzero, 19 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*È necessario congelare completamente i depositi di queste persone, bloccarne i conti. Si tratta di una grande battaglia e voi la potete combattere. Se provaste il dolore degli ucraini, che vedono intere città distrutte, città pacifiche, distrutte su ordine di individui a cui piace tanto vivere in comunità diverse dalla loro, europee, come le belle comunità svizzere. Quante proprietà immobiliari possiedono nel vostro paese. Non sarebbe giusto privarli dei loro privilegi? Privarli di quanto prendono a noi?<ref group="fonte" name="bambini"/>
*Quando la Svizzera è al tuo fianco, vincerai a colpo sicuro; [...] quando l'Ucraina è al tuo fianco, diventi forte a colpo sicuro.<ref group="fonte" name="bambini"/>
*Dopo otto anni di aggressione, gli ucraini hanno dimostrato di saper combattere in modo più professionale di un esercito che lo fa da decenni in diverse regioni e in diverse condizioni.<ref group="fonte" name="sospese">Discorso alla nazione, 20 marzo 2022; citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/03/ucraina-zelensky-sospese-le-attivit-dei-partiti-politici-filo-russi-1f9be919-5786-4f55-89a7-0f339f30028e.html ''Zelensky: "Sospese le attività dei partiti politici filo russi"''], ''Rainews.it'', 20 marzo 2022.</ref>
*La resistenza ucraina passerà alla storia della guerra. Questo è un luogo in cui l'esercito russo e i suoi comandanti si sono mostrati completamente come sono: incompetenti, in grado di spingere semplicemente il loro popolo al massacro.<ref group="fonte" name="sospese"/>
*I russi hanno usato dei termini che usavano i nazisti quando volevano soggiogare il vostro popolo, quando volevano distruggere voi come vogliono distruggere noi. Per la questione ebraica parlano di soluzione finale e anche oggi i russi parlano di soluzione finale per la questione ucraina. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti">Da ''[https://www.adnkronos.com/guerra-ucraina-zelensky-alla-knesset-russia-parla-di-soluzione-finale_5Vq2863R08U5NFlwh4GCaV "Russia come i nazisti"]'', ''Ilgiorno.it'', 20 marzo 2022</ref>
*So che quello che sto dicendo mette paura. Ma perché noi che stiamo chiedendo aiuto a voi, alla comunità internazionale, perché non dovremmo riceverlo? Che cos'è questo da parte vostra? È indifferenza? O qualcos'altro? Lascio a voi la risposta. Sapete cosa succede quando c'è indifferenza. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/>
*Israele è quel Paese che ha messo a punto il sistema di difesa missilistico più potente e sofisticato del mondo, sapete cosa significa ricevere una minaccia dal cielo e difendere i propri cittadini. Difendete anche le vite degli ucraini, degli ebrei ucraini. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/>
*Immaginate [[Assedio di Mariupol|Mauriupol]] come una [[Genova]] completamente bruciata. Come una città da cui scappano le persone per raggiungere i pullman per stare al sicuro. Il prezzo della guerra è questo: 117 bambini uccisi. Non accogliete i russi in vacanza in Italia, inasprite le sanzioni.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/politica/2022/03/22/news/discorso_zelensky_parlamento_draghi-342366535/?ref=RHTP-BL-I341773210-P2-S1-T1 ''Zelensky parla alla Camera: "Immaginate Genova come Mariupol. 117 bambini uccisi: questo è il prezzo della guerra". Draghi: "Resistenza ucraina è eroica"''], ''Repubblica.it'', 22 marzo 2022.</ref>
*Conoscete il significato di una tragedia come quella di Černobyl. La centrale nucleare in Ucraina dove, nel 1986, si è verificata una fortissima esplosione. Con conseguente emissione di radiazioni i cui effetti hanno interessato varie parti del mondo. Oggi la zona attorno alla centrale, per un'estensione di trenta chilometri, continua a essere interdetta. Rimane pericolosa. Per eliminare le ricadute dell'esplosione della centrale, migliaia di tonnellate di materiali contaminati e di detriti sono stati sepolti nelle foreste nelle vicinanze. Il 24 febbraio veicoli armati russi hanno valicato i limiti della zona. Disperdendo nell'aria polveri radioattive. La centrale di Černobyl è stata conquistata con le armi. Immaginate una zona nucleare disastrata. Il confinamento che chiude la zona del reattore distrutto. Le strutture che contengono rifiuti radioattivi. La Russia ha trasformato questa zona in una zona di guerra.<ref group="fonte" name="irradiazione">Da ''L'irradiazione russa'', al Parlamento giapponese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Le turbolenze del mercato mondiale sono un problema per tutti i paesi che dipendono dalle importazioni. Le sfide ambientali e alimentari sono senza precedenti. E, la cosa più importante, si sta decidendo ora se gli aggressori del pianeta, anche i potenziali, si convinceranno o no del fatto che l'iniziare una guerra porterebbe ad una serie di sanzioni e punizioni così grandi da non dover essere iniziata. Che non si deve distruggere il mondo.<ref group="fonte" name="irradiazione"/>
*Dobbiamo studiare nuove garanzie per la sicurezza, perché si possa agire in maniera preventiva e decisiva contro qualsiasi minaccia alla pace. È possibile questo, oggi come oggi? Visto l'inizio di una guerra del genere, evidentemente no. Dobbiamo creare strumenti nuovi, garanzie nuove, che funzionino in misura preventiva ed efficace contro ogni aggressione. Una leadership giapponese sarebbe ideale alla loro elaborazione.<ref group="fonte" name="irradiazione"/>
*Dopo settimane passate a contrastare l'invasione russa, Mariupol e altre città ucraine attaccate dall'occupante somigliano alle rovine di Verdun.<ref group="fonte" name="principi">Da ''I principi valgono più dei profitti'', al Parlamento francese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Le imprese francesi devono lasciare il mercato russo. Renault, Auchan, Leroy Merlin e altri. Devono smettere di sovvenzionare la macchina militare russa, di sovvenzionare gli assassini di donne e bambini, di sovvenzionare gli stupri, i furti, i saccheggi perpetrati dall'esercito russo.<ref group="fonte" name="principi"/>
*Tutte le aziende devono ricordare una volta per tutte che i principi valgono più dei profitti. In particolare il profitto acquisito a prezzo del sangue.<ref group="fonte" name="principi"/>
*L’Ucraina non tenterà di riconquistare la Crimea con la forza, perché gli ucraini sono stufi della guerra e della distruzione. Non ho mai preso in considerazione l’invio di truppe nel Donbass o in Crimea, perché la perdita di vite umane sarebbe stata semplicemente inaccettabile. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza">Da ''[https://www.open.online/2022/03/27/zelensky-intervista-media-russi-video/ «Hanno provato a uccidermi più volte. Sulla neutralità si pensi a un referendum»]'', ''Open.online'', 27 marzo 2022</ref>
*La guerra finirà quando i russi accetteranno che questa è stata una catastrofe per la nazione e per le relazioni con i loro vicini in Ucraina. Gli adulti di oggi non perdoneranno mai quello che è successo, ma vale comunque la pena lottare per i bambini e le generazioni future. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/>
*La città di Mariupol' sta vivendo una catastrofe umanitaria. La città è bloccata dall'esercito russo. Tutti gli accessi e le uscite dalla città sono bloccati, il porto è minato. È impossibile arrivarci per portare cibo, medicine e acqua, anche a causa del fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/>
*La Russia non cambierà idea perché teme di rivelare il vero numero di soldati che muoiono in Ucraina. I russi hanno offerto delle sacche per i cadaveri dei soldati che non sono adatte neanche per gli animali. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/>
*Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.<ref group="fonte" name="realta">Citato in [https://www.adnkronos.com/ucraina-russia-zelensky-visione-putin-non-corrisponde-a-realta_4g8xJWAdPmO8sAoAZ7zDDF?refresh_ce ''Ucraina-Russia, Zelensky: "Visione Putin non corrisponde a realtà"''], ''Adnkronos.com'', 28 marzo 2022.</ref>
*Ad essere onesti, [[Boris Johnson|Johnson]] è il leader che sta aiutando di più. I leader dei Paesi reagiscono in base a come agiscono i loro elettori. In questo caso, Johnson è un esempio.<ref group="fonte" name="realta"/>
*Non crediamo a nessuno. Non ci fidiamo delle belle parole. Solo della reale situazione sul campo di battaglia.<ref group="fonte" name="armatameglio">Da ''La libertà deve essere armata meglio della tirannia'', pubblicato sui social network dopo trentasei giorni di guerra, 30 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref>
*Se vogliamo lottare tutti insieme per la libertà. non possiamo che chiedere aiuto ai nostri partner. Se vogliamo davvero lottare tutti insieme per la libertà e la salvaguardia della democrazia, abbiamo tutto il diritto di chiedere il loro aiuto, in questo momento cruciale e difficile. Carri armati, aerei, sistemi di artiglieria: la libertà deve essere armata meglio della tirannia.<ref group="fonte" name="armatameglio"/>
*C'è chi perde tempo e lavora solo il necessario per mantenere il proprio posto. Oggi ho firmato il primo decreto per richiamare personaggi del genere, tipo l'ambasciatore ucraino in Marocco e l'ambasciatore in Georgia. Con tutto il rispetto che devo loro, non si sono mai adoperati né per l'invio di armi né per la delibera di sanzioni e di restrizioni all'attività delle imprese russe. Si trovino un altro lavoro!<ref group="fonte" name="armatameglio"/>
*Vorrei che ogni madre russa vedesse i corpi delle persone uccise a Bucha, Irpin, Hostomel. Cosa hanno fatto quelle persone ai russi? Perché torturavano dei semplici civili in una città pacifica? Come si può stuprare e uccidere le donne davanti agli occhi dei loro figli? (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zelensky-merkel-e-sarkozy-andate-bucha-vedere-cosa-hanno-2023242.html Zelensky attacca Merkel e Sarkozy: "Andate a Bucha a vedere..."]'', ''Ilgiornale.it'', 3 aprile 2022</ref>
*Madri russe, anche se voi avete cresciuto dei saccheggiatori, come è che sono diventati anche dei boia? Voi non potevate non sapere che i vostri figli non hanno anima, non hanno cuore. Loro hanno ucciso consapevolmente. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/>
*{{NDR|I responsabili delle stragi di Buča, Irpin' e Hostomel'}} si meritano soltanto la morte dopo quello che hanno fatto. Sulla nostra terra c'è stato il male assoluto: assassini, boia, stupratori e saccheggiatori che si finiscono un esercito. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/>
*I nostri musicisti mettono il giubbotto antiproiettile invece dello smoking. Cantano per i feriti. Negli ospedali. Anche per quelli che non li possono sentire. Ma la musica riesce a sfondare comunque. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_04/zelensky-interviene-grammy-2022-aiutateci-ma-non-il-silenzio-3d0400e6-b3bd-11ec-ba33-d1bb8d793193.shtml Zelensky interviene ai Grammy 2022: «Riempite il silenzio della guerra con la musica»]'', ''Corriere.it'', 4 aprile 2022.</ref>
*Sulla nostra terra combattiamo la Russia che ha portato un orribile silenzio con le sue bombe. Riempite il silenzio con la vostra musica. Riempitelo oggi con la vostra storia. Aiutateci in ogni modo, in ogni modo ma non con il silenzio. E verrà la pace. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy"/>
*Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri [[Errore|errori]], scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano [[Mostro|mostri]]. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro.<ref group="fonte">Citato in [https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/11/guerra-ucraina-zelensky ''Guerra Ucraina, Zelensky: "A Mariupol decine di migliaia di morti, la città è distrutta"''], ''Tg24.sky.it'', 11 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Sulle [[Forze terrestri russe]]}} L’esercito russo passerà alla storia come l’esercito più barbaro e disumano del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/zelensky-se-avessimo-avuto-piu-armi-dall-occidente-guerra-sarebbe-gia-finita/8da7c8ac-c074-11ec-a9eb-2524bc1194db Zelensky: «Se avessimo avuto più armi dall’Occidente la guerra sarebbe già finita»]'', ''Corriere.it'', 20 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Su [[Sergej Viktorovič Lavrov]]}} Il ministro degli Esteri russo ha detto apertamente e senza esitazioni che i più grandi antisemiti stavano proprio tra gli ebrei. E che Hitler aveva sangue ebreo. Come si può dire una cosa del genere alla vigilia dell'anniversario della vittoria sul nazismo? [...] Queste parole significano che il più alto diplomatico russo sta dando la colpa al popolo ebraico dei crimini nazisti. Non ci sono parole. [...] Dopo la morte di persone sopravvissute all'occupazione nazista ed ai campi di concentramento nazisti a causa dei bombardamenti russi {{NDR|in Ucraina}}, questo impulso antisemita del ministro significa che la Russia ha dimenticato tutte le lezioni della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="lavrov">Citato in [https://www.adnkronos.com/lavrov-zelensky-russia-ha-dimenticato-lezione-seconda-guerra-mondiale_12DU0oaUFeilJQFW6IOqdu ''Lavrov, Zelensky: "Russia ha dimenticato lezione Seconda guerra mondiale"''], ''Adnkronos.com'', 3 maggio 2022.</ref>
*Questa non è una guerra tra due eserciti. Questa è una guerra tra due visioni del mondo. La guerra condotta dai barbari che bombardano il Museo Skovoroda e credono che i loro missili possano distruggere la nostra filosofia. Li infastidisce. Non è loro familiare. Li spaventa. La sua essenza è che siamo persone libere che hanno il proprio percorso.<ref group="fonte" name="vinceremo">Dal discorso per l'anniversario della vittoria sul nazismo; da ''[https://ilmanifesto.it/il-discorso-di-zelensky-vinceremo-perche-combattiamo-per-la-nostra-liberta "Vinceremo perché combattiamo per la nostra libertà"]'', ''ilmanifesto.it'', 10 maggio 2022</ref>
*Non ci sono catene che possono legare il nostro spirito libero. Non c’è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c’è invasore che possa governare il nostro popolo libero.<ref group="fonte" name="vinceremo"/>
*Prima o poi si vince. Nonostante l’orda, nonostante il nazismo, nonostante la mescolanza del primo e del secondo, che è l’attuale nemico, vinciamo, perché questa è la nostra terra. Perché qualcuno sta combattendo per il padre zar, il führer, il partito e il capo, mentre noi stiamo combattendo per la Patria. Non abbiamo mai combattuto contro nessuno. Combattiamo sempre per noi stessi. Per la nostra libertà. Per la nostra indipendenza. In modo che la vittoria dei nostri antenati non sia stata vana. Hanno combattuto per la libertà per noi e hanno vinto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/>
*Non dimenticheremo mai cosa fecero i nostri antenati durante la seconda guerra mondiale. Dove sono morti più di otto milioni di ucraini. E un ucraino su cinque non è tornato a casa. In totale, la guerra ha causato almeno 50 milioni di vittime. Non diciamo “possiamo ripeterlo”. Perché solo un pazzo può desiderare di ripetere i 2194 giorni di guerra. È un altro quello che oggi sta ripetendo gli orribili crimini del regime di Hitler, seguendo la filosofia nazista, copiando tutto ciò che hanno fatto. È condannato. Perché è stato maledetto da milioni di antenati quando ha iniziato a imitare il loro assassino. E quindi perderà tutto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/>
*Molto presto ci saranno due Giorni della Vittoria in Ucraina. Mentre a qualcuno non ne rimarrà nemmeno uno.<ref group="fonte" name="vinceremo"/>
*Noi non dobbiamo cercare una via d'uscita per la Russia. So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato.<ref group="fonte" name="vespa">Dall'intervista di [[Bruno Vespa]] in ''Porta a porta''; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/attualit/spettacolo/2022/05/12-92759708/zelensky_vespa_intervista_il_presidente_ucraino_a_porta_a_porta Zelensky, Vespa intervista il presidente ucraino a Porta a Porta]'', ''corrieredellosport.it'', 12 maggio 2022</ref>
*Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader, non siamo pronti a salvare la faccia a qualcuno pagando con i nostri territori, non penso sia una cosa giusta.<ref group="fonte" name="vespa"/>
*Le forze armate russe sono quattro volte più grandi, il loro Stato è otto volte più grande, ma noi siamo dieci volte più forti come persone perché siamo sulla nostra terra. Per noi la vittoria è solo restituire le cose nostre, per loro è rubare qualcosa degli altri.<ref group="fonte" name="vespa"/>
*Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo.<ref group="fonte" name="vespa"/>
*Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'[[Eurovision Song Contest|Europa]]! Per la terza volta nella sua storia. E credo non per l'ultima volta. ... Faremo di tutto per accogliere i partecipanti e gli ospiti dell'[[Eurovision]] a [[Mariupol]]. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della [[Kalush (gruppo mudicale)|Kalush Orchestra]] e a tutti quelli che ci hanno votato<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/eurovision-2022-trionfa-kalush-orchestra-zelensky-prossima-edizione-in-ucraina_6Szuj99D8U5tgOaTaOQUa Eurovision 2022, trionfa Kalush Orchestra. Zelensky: "Nel 2023 a Mariupol"]'', ''adnkronos'', 15 maggio 2022.</ref>
*Sarò molto onesto e forse non particolarmente diplomatico: il gas non è niente. Anche il covid non è niente, se lo si confronta con quello che sta succedendo in Ucraina. Provate a immaginare che quello di cui sto parlando accada a casa vostra, nel vostro Paese. Vi preoccupereste ancora del prezzo del gas o di quello dell'elettricità?<ref group="fonte" name="donadio">Dall'intervista di Rachel Donadio; da ''[https://www.vogue.it/news/article/olena-zelenska-ucraina-intervista-esclusiva «Olena è la donna che amo, ma è anche la mia più grande amica»]'', ''vogue.it'', 26 luglio 2022</ref>
*Come qualsiasi uomo di questo Paese, ero preoccupatissimo per la sicurezza dei miei famigliari. Non volevo che corressero dei rischi. Non si tratta di romanticismo. Si tratta degli orrori che stavano accadendo qui, nella periferia di Kiev, e di tutti gli orrori che stanno avendo luogo ora nel nostro Paese, nei territori occupati. Ma, ovviamente, mi sono mancati. Desideravo tanto poterli abbracciare, toccare.<ref group="fonte" name="donadio"/>
*{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Ha una personalità forte, probabilmente è più forte di quanto pensasse lei stessa. Questa guerra... beh, qualsiasi guerra è destinata a far emergere qualità che non si pensava di possedere.<ref group="fonte" name="donadio"/>
*{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Le mie battute non funzionano sempre con lei. È un'ottima editor.<ref group="fonte" name="donadio"/>
*Quando qualcuno inizia a dire che gli ucraini non esistono e che un ucraino è solo un cattivo russo, noi non ci stiamo. Le persone nate nell'Ucraina indipendente hanno ormai trent'anni. È una nuova generazione. Quindi nessuno, qui, condivide le ragioni pretestuose che hanno addotto per invaderci.<ref group="fonte" name="donadio"/>
*Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti. L’efficacia di una democrazia si misura in parte dal modo in cui essa riesce a difendere i diritti dei propri cittadini, riconoscendo che ciascuno di essi è una parte indispensabile della società civile.<ref group="fonte">Citato in Francesca Di Feo, ''[https://www.gay.it/unioni-civili-ucraina Zelensky apre alle unioni civili in Ucraina: "Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti"]'', ''Gay.it'', 3 agosto 2022.</ref>
*Questa guerra russa contro l’Ucraina, contro tutta l’Europa libera, è iniziata con la Crimea e dovrebbe finire con la Crimea, con la sua liberazione. Oggi è impossibile dire quando ciò accadrà ma aggiungiamo costantemente elementi necessari per la preparazione della liberazione della Crimea.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/10/ucraina-zelensky-la-guerra-dovra-finire-con-la-liberazione-della-crimea-non-ci-puo-essere-pace-stabile-finche-la-russia-la-usera-come-base/6758369/ ''Ucraina, Zelensky: "La guerra dovrà finire con la liberazione della Crimea. Non ci può essere pace stabile finché la Russia la userà come base"''], ''Ilfattoquotidiano.it'', 10 agosto 2022.</ref>
*Il 24 febbraio ci è stato detto: "Non avete possibilità". Il 24 agosto diciamo: "Buona festa dell'indipendenza, Ucraina!" (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine">Da [https://www.youtube.com/watch?v=ERaWlqMx46Q ''"Ci batteremo fino alla fine, nessun compromesso"''], ''YouTube'', 24 agosto 2022</ref>
*Non importa per noi che tipo di esercito hai, ciò che conta per noi è la nostra terra. Lotteremo per questo fino alla fine. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/>
*Alzeremo le mani solo una volta, quando celebreremo la nostra vittoria l'intera Ucraina. Perché non commerciamo le nostre terre e la nostra gente. Per noi l'Ucraina è tutta l'Ucraina. Tutte e 25 le regioni, senza concessioni o compromessi. Non conosciamo queste parole, sono state distrutte dai missili il 24 febbraio. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/>
*[[Liz Truss]] è sempre stata dal lato giusto della politica europea, insieme saremo in grado di fare molto di più per proteggere i nostri popoli e contrastare la politica distruttiva della Russia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.iltempo.it/video-news-by-vista/2022/09/06/video/zelensky-alla-nuova-premier-britannica-truss-restiamo-uniti-contro-russia-32967180/ ''Zelensky alla nuova premier britannica Truss: Restiamo uniti contro Russia''], ''Iltempo.it'', 6 settembre 2022.</ref>
*Senza gas o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza luce o senza di voi? Senza di voi.<br>Senz'acqua o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza cibo o senza di voi? Senza di voi.<br>Per noi il freddo, la fame, l'oscurità e la sete non sono spaventose e mortali come la vostra "amicizia e fratellanza". (Messaggio ai russi su ''Telegram'', 11 settembre 2022)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/09/12/zelensky-discorso-russia/ La tenacia degli ucraini secondo Zelensky]'', ''Ilpost.it'', 12 settembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[controffensiva Ucraina in Charkiv del 2022]]}} Nelle aree liberate della regione di Kharkiv, sono state trovate oltre dieci stanze della tortura in città e villaggi. Quando gli occupanti sono fuggiti hanno lasciato gli strumenti di tortura. Anche in una comune stazione ferroviaria, a Kozacha Lopan, è stata trovata una stanza della tortura, con strumenti per choc elettrici. Era solo una stazione ferroviaria! La tortura era pratica comune nei territori occupati. Sono cose che facevano i nazisti. È quello che ora fanno i "[[Rascismo|ruscisti]]". E ne dovranno rendere conto nello stesso modo, sul campo di battaglia e nei tribunali.<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/kharkiv-zelensky-oltre-10-stanze-tortura-trovate-in-regione_5oEfWoGgbcjWH4ZzSIaozs?refresh_ce ''Kharkiv, Zelensky: "Oltre 10 stanze tortura trovate in regione"''], ''Adnkronos.com'', 18 settembre 2022.</ref>
*Siamo alleati di fatto. Abbiamo già completato il nostro percorso in direzione della [[Nato]]. Abbiamo già dimostrato capacità di interazione con gli standard dell'Alleanza, sono reali per l'[[Ucraina]], reali sul campo di battaglia e in tutti i settori della nostra interazione. Abbiamo fiducia gli uni negli altri, ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questa è l'Alleanza. De facto. Oggi l'[[Allargamento dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Ucraina sta presentando domanda per farlo diventare "de jure"]]. Con una procedura in linea con l'importanza per noi della tutela della nostra intera comunità. In base ad una procedura accelerata<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/annessioni-russia-zelensky-non-daremo-mai-nostra-terra-a-occupanti_2e1kYhKAXTk1341mVMAsbJ Ucraina, Zelensky: "Domanda per adesione rapida a Nato"]'', ''Adnkronos.com'', 30 settembre 2022.</ref>
*L'Ucraina è e resta un leader negli sforzi di negoziazione. Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/09/30/zelensky-non-negoziamo-con-mosca-finche-putin-presidente_2da20fd6-83ad-4208-9a4c-2c96da6d0d10.html ''Zelensky, non negoziamo con Mosca finché Putin presidente''], ''Ansa.it'', 30 settembre 2022.</ref>
*L'intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, il nemico non solo dell'[[Ucraina]], ma della vita stessa, dell'umanità, della legge e della verità. Se non la fermiamo, la [[Russia]] non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, [[Polonia]], [[Moldova]] e [[Georgia]], [[Kazakistan]]<ref group="fonte" name="libereremo">Citato in ''[https://finanza.repubblica.it/News/2022/09/30/zelensky_nessun_negoziato_con_putin_libereremo_tutta_lucraina_accelerare_adesione_nato_-173/ Zelensky: "Nessun negoziato con Putin, libereremo tutta l'Ucraina. Accelerare adesione Nato"]'', ''finanza.repubblica.it'', 30 settembre 2022.</ref>
*Mosca cerca di [[Annessione dell'Ucraina meridionale e orientale alla Russia|rubare qualcosa che non le appartiene]], vuole riscrivere la storia e ridisegnare i confini con omicidi, abusi, ricatti e bugie. L'Ucraina non lo permetterà.<ref group="fonte" name="libereremo"/>
*Berlusconi ha persino utilizzato le stesse espressioni e la narrativa di Putin. Non ho visto in quelle frasi le opinioni personali di Berlusconi, si è limitato a ripetere quelle di Putin e ciò mi spaventa meno. Lo vota solo l’8 per cento degli italiani e questa è la risposta confortante del vostro elettorato, ciò mi basta... (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi">Da [https://www.corriere.it/esteri/22_ottobre_25/zelensky-intervista-475016ca-53d6-11ed-a67a-b07760455bf9.shtml ''«Piena intesa con Meloni, all’Italia chiedo armi di difesa aerea. Non parlo a Putin con la pistola alla tempia»''], ''Corriere.it'', 22 ottobre 2022</ref>
*So che è difficile rinunciare a fare affari facili con la Russia nel breve periodo, si rischia una certa instabilità economica, ma è per il futuro della stessa stabilità, democrazia, civiltà e libertà europea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Con [[Giorgia Meloni|Giorgia]] abbiamo condiviso gli stessi concetti e non vedo come l’Italia possa diventare nel prossimo futuro il cavallo di Troia della Russia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Non abbiamo il tempo per avere paura, siamo cambiati, questa guerra ha cambiato un mucchio di cose. Si deve combattere per tutto, anche per avere buoni rapporti diplomatici, per le alleanze, per le sanzioni, per le risoluzioni Onu e per non avere paura. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Io ho sempre voluto parlare, ma non con la pistola puntata alla tempia. Sin dall’inizio non è stato un dialogo, ma una lunga serie di ultimatum imposti con la forza da Putin. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Non è nelle mie mani di fermare la guerra: ciò che posso fare è non perderla, combattere per difendermi, sono loro che hanno invaso la nostra terra per massacrarci e lo hanno iniziato sin dal 2014 occupando la Crimea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*I russi non vogliono fermarsi, sin dall’inizio hanno avuto lo stesso piano di occupare tutta l’Ucraina. E noi centinaia di volte abbiamo proposto di parlare: da quando sono diventato presidente nel 2019 sono stato pronto a negoziare sfruttando ogni canale, qualsiasi emissario. Da Mosca dicevano che non volevano trattare della Crimea, bene rispondevo, allora parliamo del Donbass, ma non perdiamo tempo. Tuttavia, non ha mai funzionato neppure il [[Accordi di Minsk|documento di Minsk del 2015]], loro volevano solo congelare la situazione, non risolvere i problemi. Mosca non ha mai voluto un vero dialogo nel rispetto reciproco, ha imposto soltanto che noi riconoscessimo situazioni raggiunte con la forza. Gli unici successi parziali sono stati gli scambi di prigionieri e anche in quel caso Putin non ha mantenuto la parola data. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*I russi vogliono spaventare, intimidire, possono preparare una provocazione. Potrebbero colpire infrastrutture nelle centrali nucleari per poi dire che in quel luogo si stava producendo materiale atomico. Mosca cerca giustificazioni nei confronti del mondo e della società russa. Non sappiamo bene cosa vogliano fare, ma certamente puntano il dito sulla nostra pericolosità per giustificare le aggressioni. Ecco perché noi insistiamo anche per la presenza degli ispettori internazionali alla centrale atomica di Zaporizhzhia e vorremmo lo stesso negli altri impianti del Paese. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Se la Russia ha deciso di usare l’atomica lo farà, indipendentemente da ciò che avviene sul campo di battaglia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Le nostre informazioni e i servizi di intelligence alleati ci dicono con certezza che i russi non intendono assolutamente fermarsi. Mosca esige che noi si riconosca la Crimea parte integrante della Russia e si accetti le repubbliche cosiddette indipendenti di Lugansk e Donetsk, inoltre vogliono tenersi Mariupol, tutta l’area lungo il Mare di Azov che hanno occupato. Sono condizioni che la società ucraina non può accettare: a Mosca lo sanno e quindi insistono per accusarci di boicottare il dialogo. La Russia tratterà solo quando avrà capito che non può vincere militarmente. Noi siamo sempre pronti a negoziare. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Noi tutti all’inizio volevamo fermare la guerra. Ma poi abbiamo visto gli orrori di Bucha, a Irpin, la gravità dell’occupazione a Mariupol. I russi sono diventati non solo aggressori, ma anche terroristi. Impossibile parlare con i terroristi. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
*Mosca nel passato ha già usato l’arma dell’energia, detesta che voi europei possiate diventare indipendenti dal gas russo. E comunque già l’anno prossimo avrete trovato fonti alternative. Se cadete vittime del ricatto russo oggi spenderete meno, ma nel futuro a farne le spese saranno i vostri figli. Paghiamo tutti un prezzo per la nostra libertà, altrimenti sarà Putin a dettare le regole. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/>
[[File:Ukraine has always been a leader in peacemaking efforts; if Russia wants to end this war, let it prove it with actions - speech by the President of Ukraine at the G20 Summit. (52501968305).jpg|thumb|Zelensk'kyj al G20]]
*La Russia deve ritirare immediatamente tutti i suoi militanti dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La stazione deve essere immediatamente trasferita sotto il controllo dell'AIEA e del personale ucraino. Il normale collegamento della stazione alla rete elettrica deve essere ripristinato immediatamente in modo che nulla minacci la stabilità dei reattori. Abbiamo proposto che le missioni dell'AIEA vengano inviate a tutte le centrali nucleari ucraine - quattro di esse, 15 unità nucleari in totale. Inoltre l'impianto di Chernobyl, che è stato chiuso ed è sotto tutela. Tali missioni possono verificare che qualsiasi attività ostile contro gli impianti nucleari ucraini sia effettivamente cessata. Quanto tempo ci vuole per implementarlo? La Russia può iniziare la smilitarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia già da domani se è davvero pronta a ripristinare la sicurezza radioattiva che ha violato. Lo stesso vale per le folli minacce di armi nucleari a cui ricorrono i funzionari russi. Non ci sono e non possono esserci scuse per il ricatto nucleare. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20">Da [http://www.pmli.it/articoli/2022/20221123_43_Zelensky10punti.html ''I dieci punti di Zelensky per la pace''], ''Pmli.it'', 23 novembre 2022</ref>
*Credo che la nostra iniziativa per l'esportazione di grano meriti un'estensione indefinita, non importa quando la guerra finirà. Il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni persona al mondo. [...] Abbiamo già lanciato l'iniziativa "Grano dall'Ucraina". E la prima nave - Nord Vind - parte per l'Etiopia con a bordo 27mila tonnellate di grano. Questa è la quantità che può sfamare quasi 100.000 persone all'anno. Possono esserci molte di queste navi dall'Ucraina, e quindi ci saranno molte persone nei paesi poveri che verranno salvate dalla fame. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Circa il 40% delle nostre infrastrutture energetiche è stata distrutta dagli attacchi dei missili russi e dei droni iraniani utilizzati dagli occupanti. Ogni settimana la Russia fa saltare in aria le nostre centrali elettriche, i trasformatori e le linee di alimentazione elettrica. Un obiettivo correlato di questo terrore è impedire l'esportazione della nostra elettricità nei paesi vicini, il che potrebbe aiutarli in modo significativo a stabilizzare la situazione energetica ea ridurre i prezzi per i consumatori. La Russia è interessata alla crisi energetica. E dovremmo essere tutti interessati a porre fine al terrore. [...] Se la Russia sta cercando di privare l'Ucraina, l'Europa e tutti i consumatori di energia nel mondo della prevedibilità e della stabilità dei prezzi, la risposta dovrebbe essere una limitazione forzata dei prezzi all'esportazione per la Russia. In modo che il prezzo all'esportazione non fosse superiore al costo di produzione. È giusto. Se togli qualcosa, il mondo ha il diritto di toglierti. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Migliaia di persone - militari e civili - sono prigioniere dei russi. Sono sottoposti a torture brutali: questo è un abuso di massa! Inoltre, conosciamo per nome 11mila bambini deportati con la forza in Russia. Sono separati dai loro genitori nella piena consapevolezza di avere una famiglia. [...] Dobbiamo rilasciare tutte queste persone! Voglio sottolineare che non abbiamo trovato il sostegno del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Non vediamo che stanno combattendo completamente per ottenere l'accesso ai campi, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini e prigionieri politici. Né stanno aiutando a trovare gli ucraini deportati. Questo auto-ritiro è l'autodistruzione della Croce Rossa come organizzazione che una volta era rispettata. Non possiamo aspettare. Pertanto, dobbiamo unirci per il bene dell'unico modello realistico di liberazione dei prigionieri: "tutto per tutti". E anche per il rilascio di tutti i bambini e gli adulti deportati in Russia. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*La Russia deve riaffermare l'integrità territoriale dell'Ucraina nel quadro delle pertinenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dei documenti internazionali giuridicamente vincolanti applicabili. Non spetta ai negoziati. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*La Russia deve ritirare tutte le sue truppe e formazioni armate dal territorio dell'Ucraina. Il controllo dell'Ucraina su tutte le sezioni del nostro confine di stato con la Russia deve essere ripristinato. Ciò si tradurrà in una vera e completa cessazione delle ostilità. Ogni giorno di ritardo significa nuove morti di ucraini, nuove minacce per il mondo e un folle aumento delle perdite dovuto alla continuazione dell'aggressione russa: perdite per tutti nel mondo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Il mondo dovrebbe sostenere l'istituzione del Tribunale speciale per quanto riguarda il crimine dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina e la creazione di un meccanismo internazionale per compensare tutti i danni causati da questa guerra. Risarcimento a spese dei beni russi, perché è l'aggressore che deve fare di tutto per ripristinare la giustizia da esso violata. Abbiamo già proposto una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite riguardante un meccanismo internazionale di risarcimento per i danni causati dalla guerra russa. È approvato. Vi chiediamo di implementarlo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Milioni di ettari di foresta sono stati bruciati dai bombardamenti. Quasi duecentomila ettari della nostra terra sono contaminati da mine e proiettili inesplosi. [...] È impossibile calcolare con precisione la quantità di inquinamento atmosferico da depositi di petrolio bruciato e altri incendi... Così come da impianti fognari esplosi, impianti chimici bruciati, innumerevoli luoghi di sepoltura di animali uccisi. Immagina solo questo: a causa dell'aggressione russa, 6 milioni di animali domestici sono morti. 6 milioni! Questi sono i numeri ufficiali. Almeno 50.000 delfini sono stati uccisi nel Mar Nero. Migliaia di ettari di terreno sono contaminati da sostanze nocive, la maggior parte dei quali sono terreni fertili. Erano terreni fertili. [...] Ringrazio tutti i Paesi che già ci stanno aiutando con lo sminamento. Vi è un urgente bisogno di un numero maggiore di attrezzature ed esperti per queste operazioni. Sono necessari fondi e tecnologie anche per il ripristino degli impianti di trattamento delle acque. Questo non è solo un problema ucraino. Questa è una sfida per il mondo intero. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*L'Ucraina non è membro di alcuna alleanza. E la Russia è stata in grado di iniziare questa guerra proprio perché l'Ucraina è rimasta nella zona grigia, tra il mondo euro-atlantico e l'[[imperialismo russo]]. Ora non abbiamo nemmeno alcuna garanzia di sicurezza. Quindi, come possiamo impedire il ripetersi di tale aggressione della Russia contro di noi? Abbiamo bisogno di efficaci garanzie di sicurezza. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Quando tutte le misure contro la guerra saranno attuate, quando la sicurezza e la giustizia inizieranno a essere ripristinate, dovrebbe essere firmato dalle parti un documento che confermi la fine della guerra. Vorrei sottolineare che nessuno dei passaggi precedenti può richiedere molto tempo. Un mese per un passo al massimo. Per alcuni passaggi bastano un paio di giorni. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/>
*Non vale la pena offrire all'Ucraina compromessi su sovranità, territorio e indipendenza. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula">Citato in [https://www.avvenire.it/mondo/pagine/zelensky-la-formula-ucraina-per-la-pace-in-10-punti-g20 ''Al G20. Zelensky: in 10 punti la formula ucraina per la pace. Lavrov: irrealistico''], ''Avvenire.it'', 15 novembre 2022.</ref>
*Se la Russia dice che vuole porre fine a questa guerra, lo dimostri con le azioni. [...] Non permetteremo alla Russia di aspettare, costruire le sue forze e quindi iniziare una nuova serie di terrore e destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3 che la Russia violerà subito dopo l'accordo. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula"/>
*{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} È accaduto ciò che avevamo previsto tanto tempo fa. Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. I missili russi hanno colpito la Polonia. Quante volte l’Ucraina ha detto che lo stato di terrore non si sarebbe limitato al nostro paese? Più a lungo la Russia si sente protetta da punizioni, più cresceranno le minacce per tutti coloro che possono essere colpiti da missili russi. Colpire il territorio Nato con missili: questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. C’è un’escalation significativa, bisogna agire.<ref group="fonte" name="polonia">Citato in [https://www.adnkronos.com/missili-russia-caduti-in-polonia-zelensky-escalation-significativa_1ybHzFn6D0gETrCMmJK4HC ''Zelensky: "Missili Russia hanno colpito Polonia, territorio Nato"''], ''Adnkronos.com'', 15 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} Voglio dire ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della [[Polonia]]: l'Ucraina vi sosterrà sempre. Il terrore non spezzerà le persone libere. La vittoria è possibile quando non c’è paura. Noi non ne abbiamo. E nemmeno voi. La Russia si contrappone al mondo. La Russia terrorizza noi e chiunque sia in grado di colpire. Facciamo di tutto per fermarla.<ref group="fonte" name="polonia"/>
*Gli ucraini hanno attraversato cose molto terribili. E nonostante tutto, hanno conservato la capacità di non sottomettersi e il loro amore per la libertà. Una volta volevano distruggerci con la fame<ref>Il riferimento è all'[[Holodomor]], lo sterminio per fame provocato dall'[[Unione sovietica]] di [[Iosif Stalin|Stalin]] in Ucraina dal 1932 al 1933, che causò diversi milioni di morti.</ref>, ora con l'oscurità e il freddo. Noi non possiamo essere spezzati. Il nostro fuoco non si spegnerà. Sconfiggeremo di nuovo la morte.<ref group="fonte">Da un post su Twitter; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/11/26/kiev-una-volta-volevano-ucciderci-con-fame-ora-col-freddo_80176910-d30e-4b73-8642-39ffea20edab.html Kiev, una volta volevano ucciderci con fame, ora col freddo]'', ''Ansa.it'', 26 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla [[bandiera dell'Ucraina]]}} I due colori rappresentano la terra e il cielo. La nostra terra, il nostro pane. Il nostro giallo. E il cielo. Il nostro cielo. Per me, il [[blu]] è il colore della vita, del cielo, dello spazio e della libertà. E non è un caso che la bandiera non mostri immagini di aerei né di missili in quel cielo, né tanto meno scie di proiettili. Quindi, per me, questi due colori sono i colori del Paese in cui sono nato, del Paese per cui combattiamo. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman">Da ''Non c'è bisogno di presentazioni – Con David Letterman e Volodymyr Zelenskyy'', ''Netflix'', 12 dicembre 2022</ref>
*Le sirene ci ricordano che qualcuno sta sacrificando la vita per noi. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*Non so se la [[guerra]] ci cambi. Credo che potremo capirlo solo quando sarà finita. È solo che la guerra ci mette in condizioni diverse. Diverse condizioni di esistenza. Condizioni in cui bisogna scegliere se rimanere umani o trasformarsi in bestie, terroristi, saccheggiatori, stupratori. Sono cose che ho visto. Abbiamo visto tutti le conseguenze dell'occupazione russa. È così. La guerra è una scelta. Ed è una scelta difficile da fare, perché l'odio verso i nemici ci opprime costantemente. L'odio verso i nemici che ci hanno tolto la vita che avevamo. [...] Ma bisogna reprimere quest'odio. Affrontare il nemico, ma combattere secondo le regole. Ovvero rimanendo umani. È una scelta difficile. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*L'[[umorismo]] fa parte dell'essere. Il senso dell'umorismo è molto importante. È importante perché aiuta a non andare fuori di testa. Sa che c'è un genere in cui si intrecciano tragedia e commedia. È la tragicommedia. Tutte le persone in trincea, quelle presenti qui, nei vagoni della metro, che stanno andando al lavoro, tutti lavoriamo affinché la vita continui. E ricorriamo all'umorismo per risollevarci il morale. Credo che in epoca sovietica sia stato piuttosto difficile per tutti noi. E credo che l'umorismo ci abbia dato motivazione, il desiderio di continuare a vivere, di crescere dei figli. Proprio come adesso. Sono tempi duri, ma la gente continua a scherzare. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*Due ebrei di Odessa si incontrano. Uno chiede all'altro: "Allora, com'è la situazione? Cosa si dice in giro?" E l'altro: "Cosa si dice? Si dice che c'è la guerra".<br>"Che guerra?"<br>"La Russia combatte la NATO."<br>"Dici sul serio?"<br>"Sì! La Russia combatte la NATO."<br>"E come sta andando?"<br>"Come vuoi che vada? Sono morti 70.000 soldati russi. Le scorte di missili sono quasi esaurite. Molte attrezzature sono state danneggiate, distrutte sotto le bombe. Questa è la situazione."<br>"E la NATO?"<br>"E la NATO? La NATO non è ancora arrivata." (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*Non ci sarebbe la guerra {{NDR|se Putin morisse}}. No. Il regime [[Autoritarismo|autoritario]] è pericoloso perché comporta grandi rischi. Non si può permettere a un solo di avere il controllo su tutto. Perché, quando lui viene a mancare, le istituzioni si fermano. È andata così nell'Unione Sovietica. È crollato tutto. Per questo penso che, se lui non ci sarà più, {{NDR|i russi}} avranno vita dura. Dovranno occuparsi della politica interna, anziché di questioni estere. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*{{NDR|I russi}} combatteranno per la democrazia solo quando capiranno di essere isolati su larga scala. Sono isolati dal mondo civilizzato. C'è una sola via d'uscita da questo isolamento: rispettare il diritto internazionale. Questa è già democrazia. Riconoscere la sovranità, l'integrità territoriale... Non solo dell'Ucraina. Di tutti i Paesi post-sovietici. Georgia, Moldavia... Hanno lasciato impronte ovunque. Il mondo non vuole più dare la mano ai leader russi di oggi. In tutti i sensi. Non solo una stretta di mano. Mi riferisco a questioni serie. Non possono partecipare a competizioni, campionati mondiali, eventi culturali, cerimonie degli Oscar, niente. Ecco cos'è l'isolamento. Nessuno ti dà più la mano. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*I funzionari del Cremlino dovrebbero decidere chi sono. Se sono dei barbari o solo dei pazzi. Purtroppo, né l'una né l'altra cosa funzionano per l'Ucraina. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/>
*Oggi assisteremo alla celebrazione della natura umana dello sport. Questi Mondiali hanno dimostrato più volte che diversi Paesi e nazionalità possono decidere chi è il più forte nel ''fair play'', ma non giocando con il fuoco. Si deve giocare sul campo verde, non sul campo di battaglia rosso. Questo è il sogno di tante persone, quando le squadre scendono in campo circondate da persone che vivono in pace. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ «In guerra non ci sono campioni o pareggio»]'', ''Open.online'', 18 dicembre 2022</ref>
*Ogni padre del mondo vorrebbe portare i propri figli allo stadio a guardare una partita e ogni madre vorrebbe vedere tornare indietro i propri figli indietro dalla guerra: l’Ucraina vuole la pace più di qualsiasi altra cosa al mondo. Abbiamo offerto la formula della pace al mondo, perché non ci sono campioni in guerra e non ci può essere un pareggio. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/>
*Gli stadi restano vuoti dopo le partite, le città restano vuote dopo le guerre: per questo la guerra deve finire e la pace deve vincere. Un Mondiale, non una guerra mondiale. È possibile! (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/>
[[File:Zelensky Congress Speech.png|thumb|Zelens'kyj durante il suo discorso al Congresso americano]]
*Da febbraio, 184 atleti ucraini sono morti a causa delle azioni della Russia, e la stessa Russia usa lo sport per scopi di propaganda [...] Una risposta equa per uno stato terrorista non può che essere il completo isolamento nell’arena internazionale, in particolare, questo vale per gli eventi sportivi internazionali.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-ultime-notizie-conferenza-parigi-raccoglie-miliardo-kiev-esplosioni-centro-capitale-AEKzc5OC Ucraina, ultime notizie. Casa Bianca non conferma consegna Patriot all’Ucraina]'', ''Il Sole 24 ore.it'', 14 dicembre 2022.</ref>
*Contro tutte le previsioni e gli scenari funesti, l'Ucraina non è caduta. L'Ucraina è viva e vegeta. Grazie. E questo mi dà una buona ragione per condividere con voi la nostra prima vittoria comune: abbiamo sconfitto la Russia nella battaglia per i cuori e le menti del mondo. Non abbiamo paura, né dovrebbe averla nessuno al mondo. Gli ucraini hanno ottenuto questa vittoria, che ci dà il coraggio di ispirare il mondo intero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ "L'Ucraina è viva e combatte. State investendo in democrazia"]'', ''Ilfoglio.it'', 22 dicembre 2022</ref>
*Gli americani hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che siete riusciti a unire la comunità internazionale per proteggere la libertà e il diritto internazionale. Gli europei hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che l'Europa è ora più forte e più indipendente che mai. La tirannia russa ha perso il controllo su di noi. E non influenzerà mai più le nostre menti. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*I russi avranno la possibilità di essere liberi solo quando sconfiggeranno il [[Cremlino di Mosca|Cremlino]] nella loro mente. Tuttavia, la battaglia continua e dobbiamo sconfiggere il Cremlino sul campo di battaglia, sì. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Questa battaglia non può essere congelata o rimandata. Non può essere ignorata, sperando che l'oceano o qualcos'altro fornisca una protezione. Dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Europa all'America Latina, dall'Africa all'Australia, il mondo è troppo interconnesso e interdipendente per permettere a qualcuno di rimanere in disparte e allo stesso tempo di sentirsi al sicuro quando questa battaglia continua. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} L'anno scorso, 70.000 persone vivevano a Bakhmut, in questa città, e ora rimangono solo pochi civili. Ogni centimetro di quella terra è intriso di sangue; i cannoni suonano ogni ora. Le trincee nel Donbas cambiano di mano più volte al giorno in combattimenti feroci e persino in scontri a mani nude. Ma il Donbas ucraino resiste. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*La tattica dei russi è primitiva. Bruciano e distruggono tutto ciò che vedono. Hanno mandato dei delinquenti in prima linea. Hanno mandato dei detenuti in guerra. Hanno gettato tutto contro di noi, come l'altra tirannia, che si trova nella [[Offensiva delle Ardenne|battaglia del Bulge]], ha lanciato tutto ciò che aveva contro il mondo libero- E proprio come i coraggiosi soldati americani che hanno tenuto il fronte e hanno combattuto le forze di Hitler durante il Natale del 1944, i coraggiosi soldati ucraini stanno facendo lo stesso con le forze di Putin in questo Natale. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Quando la Russia non riesce a raggiungere le nostre città con l'artiglieria, cerca di distruggerle con attacchi missilistici. Inoltre, la Russia ha trovato un alleato in questa politica genocida: l'Iran. I droni letali iraniani inviati in Russia a centinaia sono diventati una minaccia per le nostre infrastrutture. È così che un terrorista ha trovato l'altro. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Il vostro denaro non è beneficenza. È un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia che gestiamo nel modo più responsabile. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Sarebbe ingenuo aspettare passi verso la pace dalla Russia, che si diverte ad essere uno stato terrorista. I russi sono ancora avvelenati dal Cremlino. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Signore e signori - signore e signori americani, tra due giorni festeggeremo il Natale. Forse a lume di candela. Non perché sia più romantico, no, ma perché non ci sarà elettricità. Milioni di persone non avranno né riscaldamento né acqua corrente. Tutto questo è il risultato degli attacchi russi con missili e droni alle nostre infrastrutture energetiche. Ma noi non ci lamentiamo. Non giudichiamo e non ci paragoniamo a chi ha una vita più facile. Il vostro benessere è il prodotto della vostra sicurezza nazionale, il risultato della vostra lotta per l'indipendenza e delle vostre numerose vittorie. Anche noi ucraini affronteremo la nostra guerra per l'indipendenza e la libertà con dignità e successo. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Questa bandiera è il simbolo della nostra vittoria in questa guerra. Siamo in piedi, combattiamo e vinceremo perché siamo uniti: l'Ucraina, l'America e tutto il mondo libero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/>
*Mentre la [[Libertà e schiavitù|libertà]] ha un prezzo elevato, la [[Libertà e schiavitù|schiavitù]] costa ancora di più. Anche nella completa oscurità, ci ritroveremo per abbracciarci forte. E se non c’è calore, ci abbracceremo a lungo per scaldarci l’un l’altro. Sorrideremo e saremo felici, come sempre. C’è una differenza: non aspetteremo un miracolo, dal momento che lo stiamo creando noi stessi. (discorso di Natale)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.globalist.it/world/2022/12/25/zelensky-il-nostro-miracolo-di-natale-restare-indomiti-davanti-agli-attacchi-russi/ Zelensky: "Il nostro miracolo di Natale? Restare indomiti davanti agli attacchi russi"]'', ''Globalist.it'', 25 dicembre 2022.</ref>
*Non sappiamo con certezza cosa ci porterà il nuovo 2023. Voglio augurare a tutti noi una cosa: la vittoria. E questa è la cosa principale. Che quest’anno sia l’anno del ritorno. Il ritorno del nostro popolo. Soldati - alle loro famiglie. Prigionieri – alle loro case. Immigrati - nella loro Ucraina. Il ritorno delle nostre terre. E i temporaneamente occupati diventeranno per sempre liberi. Ritorna alla vita normale. A momenti felici senza coprifuoco. Alle gioie terrene senza avvisi aerei. Il ritorno di ciò che ci è stato rubato. L’infanzia dei nostri figli, la tranquilla vecchiaia dei nostri genitori. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà">Citato in [https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_gennaio_01/ucraina-russia-news-guerra-7a5a13fc-8961-11ed-b654-607fcc53bc38.shtml ''Zelensky, il discorso in russo: «L’Ucraina non perdonerà»''], ''Corriere.it'', 1 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. [...] Nessuno perdonerà per il terrore. Nessuno al mondo ti perdonerà. L’Ucraina non perdonerà. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà"/>
===2023===
*I terroristi russi si sono dimostrati patetici, hanno iniziato l'anno nuovo nel solito modo. Il nostro senso di unità, autenticità, di vita stessa: tutto ciò contrasta drammaticamente con la paura che prevale in Russia. Sono spaventati, si sente. E hanno ragione ad avere paura. Perché stanno perdendo. Droni, missili, qualsiasi altra cosa non li aiuterà. Perché noi siamo uniti. E loro stanno insieme solo con la paura.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/ucraina-zelensky-russia-sta-perdendo-e-ha-paura_6Se7KkNpiC2r49ldo53iDa Ucraina, Zelensky: "Russia sta perdendo e ha paura"]'', ''Adnkronos.com'', 1 gennaio 2023.</ref>
*Le autorità russe vogliono usare il Natale come copertura per fermare l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass, anche solo per un po’, e portare attrezzature, munizioni e mobilitarsi più vicino alle nostre posizioni. [...] Questo porterà solo un altro aumento del numero delle vittime. Tutti nel mondo sanno come il Cremlino usa le pause della guerra per continuare la guerra con rinnovato vigore.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/06/ucraina-zelensky-russi-usano-tregua-di-natale-per-preparare-nuovi-attacchi/6927479/ Ucraina, Zelensky: "Russi usano tregua di Natale per preparare nuovi attacchi"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 6 gennaio 2023.</ref>
*Il [[male]] è molto sensibile alla [[codardia]]. Il male ricorda sempre chi lo teme o cerca di mercanteggiare. E quando verrà per te, non ci sarà nessuno a proteggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/zelensky-accusa-silenzio-codardo-popolo-russo/AE4PtFXC Zelensky accusa: "Silenzio codardo del popolo russo"]'', ''Stream24.ilsole24ore.com'', 16 gennaio 2023.</ref>
[[File:Volodymyr Zelenskyy addresses Parliament (52676732611).jpg|thumb|Zelens'kij a Westminster Hall]]
*{{NDR|Sulla sua prima visita statale al Regno Unito nel 2020}} Nella sala della guerra c’è una poltrona. La famosa poltrona di Churchill. Una guida mi ha sorriso e mi ha offerto di sedermi sulla poltrona da cui erano stati impartiti gli ordini di guerra. Mi ha chiesto come mi sentivo. E io ho risposto che sicuramente provavo qualcosa.<br>Ma solo adesso so cosa ho provato. E anche tutti gli ucraini lo sanno perfettamente. È la sensazione di come il coraggio ti accompagni – attraverso le difficoltà più inimmaginabili – per poi ricompensarti con la vittoria.<ref group="fonte" name="westminster">Discorso a Westminster Hall, 8 febbraio 2023; citato in ''[https://dangelodario.it/2023/02/09/zelensky-a-westminster-hall-il-discorso-integrale-da-libri-di-storia/ Zelensky a Westminster Hall]'', ''Dangelodario.it'', 9 febbraio 2023</ref>
*La Gran Bretagna ha teso la mano quando il mondo non aveva ancora capito come reagire. [[Boris Johnson|Boris]], hai unito gli altri quando sembrava assolutamente impossibile. Grazie!
*A prescindere da ciò che abbiamo incontrato nelle diverse fasi della nostra e della vostra formidabile storia, voi, noi e l’intera umanità abbiamo raggiunto un risultato simile: il male ha perso.<br>Noi saremo sempre in grado di vincere sul male. Questo è il cuore delle nostre – ma anche delle vostre – tradizioni.<ref group="fonte" name="westminster"/>
*Dopo che avremo vinto insieme, qualsiasi aggressore – grande o piccolo – saprà cosa lo aspetta se attacca l’ordine internazionale.<br>Qualsiasi aggressore che cercherà di superare i confini con la forza. Che infliggerà distruzione e morte ad altri popoli. Che cercherà di perpetuare la sua dittatura a spese del sangue altrui in guerre criminali e non provocate, come fa il Cremlino. Qualunque aggressore perderà.
*Chiunque investa nel terrore deve essere ritenuto responsabile. Chiunque investa nella violenza deve risarcire coloro che hanno sofferto a causa del terrore, dell’aggressione o di altre forme di violenza di Stato.<br>Le nostre proposte per la creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione russa contro l’Ucraina e di un Meccanismo speciale di compensazione, che risarcirà le perdite di guerra a spese dei beni russi, si basano su tali principi.<ref group="fonte" name="westminster"/>
*Abbiamo dimostrato insieme che il mondo aiuta davvero chi è coraggioso nel difendere la libertà. E così, si apre la strada a una nuova storia. La storia di un mondo che sa essere veloce nell’aiutare. Che sa essere efficace nella difesa. Che sa rimanere fedele ai propri principi nelle ore più buie. Che attua i suoi trattati e accordi in buona fede. Che non permette ai colpevoli di godere dell’impunità. Che sa come superare il veto quando se ne abusa. Che non conosce la paura. E che sa come vincere.<ref group="fonte" name="westminster"/>
*In Gran Bretagna, il Re è un pilota dell’aeronautica. E in Ucraina, oggi, ogni pilota dell’aeronautica è il re per noi, per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="westminster"/>
*Non sto dicendo che non ci saranno più guerre dopo la fine di questa guerra. È impossibile cancellare completamente il male dalla natura umana. Tuttavia, è in nostro potere garantire con parole e azioni che il lato chiaro della natura umana prevalga. Il lato che voi e noi condividiamo. E questo sta al di sopra di ogni altra cosa.<ref group="fonte" name="westminster"/>
*Lasciando il Parlamento britannico due anni fa, vi ho ringraziato per il delizioso tè inglese. Oggi lascerò il Parlamento ringraziando tutti voi in anticipo – per i potenti aerei inglesi.<ref group="fonte" name="westminster"/>
[[File:President Zelenskyy says Russia is a grave threat to the European way of life (52678962898).jpg|thumb|Zelens'kij al Parlamento europeo]]
*Tutti noi, europei, ognuno delle centinaia di milioni di persone che vivono nel nostro continente, combiniamo questi due status: rappresentanti dell'Europa e leader dell'Europa. Questa combinazione riflette ciò che la nostra Europa, un'Europa moderna, un'Europa pacifica, offre al mondo. Un modo di vivere europeo. Un percorso di vita europeo. Uno stile di vita europeo. Regole di vita europee. Quando tutti contano. Quando è la legge a comandare. Quando gli stati si sforzano di essere sociali e le società di essere aperte. Quando la diversità è un valore e i valori dei diversi sono uniti da una giusta uguaglianza. Quando i confini sono inviolabili, ma non si avverte il loro attraversamento. Quando le persone credono nel domani e sono disposte a scendere in piazza per lottare per il loro domani. Quando c'è un'unica barriera tra il presidente e i manifestanti, ovvero elezioni eque. Questa è la nostra Europa. Queste sono le nostre regole. Questo è il nostro modo di vivere. E per l'Ucraina è un modo per tornare a casa. Ora sono qui per proteggere la strada di casa per il nostro popolo.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo">Discorso al Parlamento europeo; citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/09/news/zelensky-al-parlamento-europeo-l-ucraina-sara-un-membro-dell-ue-un-ucraina-vittoriosa-4939687/ "L'Ucraina sarà un membro dell'Ue, un'Ucraina vittoriosa"]'', ''Ilfoglio.it'', 9 febbraio 2023</ref>
*Nessuno conta per le autorità di quel paese, tranne coloro che si trovano all'interno delle mura del Cremlino, i loro parenti e i loro portafogli. Per loro, per il Cremlino, tutti gli altri, tutti i centoquaranta milioni di cittadini sono solo corpi in grado di portare armi – portare armi in Ucraina, portare armi sul campo di battaglia, mettere in riga gli altri o essere messi in riga loro stessi. Le regole della violenza e dell'obbedienza sono le regole lì, invece della legge. Il regime russo non solo odia ogni cosa, ogni socialità e diversità, ma investe deliberatamente nella xenofobia e cerca di rendere normali tutte le cose disumane accadute negli anni Trenta e Quaranta nel nostro continente. Ma durerà per sempre? Questa è una domanda per tutti noi. La risposta è no! No!<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/>
*Ricordo i primi giorni dell'invasione su larga scala, quando l'ambizione della Russia di distruggere noi e l'intera Europa era ancora audace. Quando l'aggressione russa stava appena iniziando a rompere i denti alla nostra difesa. Già allora, il primo marzo, al sesto giorno della guerra totale, il Parlamento europeo adottò una risoluzione a sostegno non solo del nostro paese, ma anche dello status di candidato all'adesione all'Unione europea per il nostro paese. È stata una visione che ci ha motivato a essere resilienti e a rimanere sulla nostra strada.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/>
*L'Europa si sta finalmente liberando dalla dipendenza distruttiva dai combustibili fossili russi. L'Europa si sta ripulendo dall'influenza corrotta degli affari oligarchici russi. L'Europa si sta difendendo dall'infiltrazione di agenti dei servizi speciali russi, che hanno persino considerato l'Europa come un luogo dove dare la caccia agli oppositori della dittatura russa. Per la prima volta nella sua storia, l'Unione europea fornisce un'assistenza militare di tale portata. E per la prima volta nella storia, credo, sta preparando un bilancio positivo delle riforme interne in un paese europeo che in questa guerra totale si sta difendendo e al tempo stesso – mentre combatte – sta modernizzando le sue istituzioni.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/>
*Il [[festival di Sanremo]] si sente in tutto il mondo, si sente la sua voce, la sua bellezza, la sua magia, la sua vittoria. Ogni anno, sulle rive del mar ligure, vince la canzone: vincono la cultura e l'arte, la musica vince, e questa è una delle migliori creazioni della civiltà umana. Sfortunatamente, per tutto il tempo della sua esistenza l'umanità crea non solo cose belle, e purtroppo oggi nel mio paese si sentono spari ed esplosioni. [...] Auguro successo a tutti i finalisti e dal profondo del mio cuore voglio invitare i vincitori di quest'anno a Kyiv, in Ucraina, nel giorno della vittoria, nel giorno della nostra vittoria. Questa vittoria oggi viene creata e ottenuta in condizioni estremamente difficili. Grazie ai nostri difensori, grazie al loro coraggio, indomabilità, invincibilità. Centinaia di canzoni sono state già scritte su questo e ne ascolterete una oggi. E sono sicuro che un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria. (lettera al [[Festival di Sanremo 2023]])<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a42838634/zelensky-lettera-sanremo-2023/ "Un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria", la lettera di Zelensky a #Sanremo73]'', ''Marieclaire.it'', 12 febbraio 2023.</ref>
*Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve vincere. Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve diventare membro dell'Ue. Non c'è alternativa: l'Ucraina deve entrare nella Nato. (dichiarazione alla Conferenza di Monaco, 17 febbraio 2023)<ref group="fonte">Da un intervento alla ''Conferenza di Monaco sulla sicurezza 2023''; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/02/17/zelensky-non-ce-alternativa-a-vittoria-e-kiev-in-ue-nato_18d12468-2c60-43f5-98f2-2caf8395c699.html Zelensky, non c'è alternativa a vittoria e Kiev in Ue-Nato]'', ''Ansa.it'', 17 febbraio 2023.</ref>
*Noi riteniamo che sia centrale mantenere il sostegno italiano per garantire quello degli altri Paesi e ciò vale anche per la compattezza dell’Europa, dove l’Italia ha un ruolo trainante in campo economico, sociale e politico. Sono comunque fiducioso: Giorgia è una donna forte che può tenere compatto il suo governo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia">Da un'intervista di Lorenzo Cremonesi, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_febbraio_19/zelensky-intervista-italia-meloni-ucraina-48025496-b080-11ed-bbef-91b6ba0d81d3.shtml «Grato all’Italia per la scelta di mandarci armi. Berlusconi? Meloni è forte e terrà compatto il suo governo a sostegno di Kiev»]'', ''Corriere.it'', 19 febbraio 2023</ref>
*Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se chiede gliela regaliamo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*Io personalmente mi sono rivolto ai dirigenti cinesi per canali diretti e pubblicamente affinché non offrano alcun sostegno ai russi in questa guerra. La mia speranza è che Pechino mantenga un atteggiamento pragmatico, si rischia altrimenti la Terza Guerra Mondiale, credo ne siano ben consapevoli.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*Quando si erano imposte le sanzioni economiche c’era chi ci aveva accusato di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*Gli [[accordi di Minsk]] hanno dato a Putin il tempo per preparare l’attacco improvviso dell’anno scorso, non cadremo più nella stessa trappola.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} Per noi è importante difenderla, ma non a ogni prezzo e per morire tutti. Combatteremo sino a che sarà ragionevole, i russi vogliono poi continuare per Kramatorsk e Sloviansk, sino ai confini del Donbass e sino a Dnipro se possono. Noi resistiamo e intanto prepariamo il prossimo contrattacco.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*Non siamo i trecento spartani<ref>In riferimento alla [[battaglia delle Termopili]]</ref>, neppure ci sentiamo eroi, ma dietro di noi sappiamo che c’è l’Europa e chi comprende il pericolo della minaccia russa.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*{{NDR|«Lo sa che un recente sondaggio rileva che soltanto il 50 per cento degli italiani ritiene che Putin sia l'aggressore?»}} Ciò non significa che l’altro 50 per cento sia filorusso. Credo vi sia una parte significativa della popolazione che è indifferente, che teme la guerra, teme il costo dell’energia, l’inflazione. Insomma, gente normale che non vuole fastidi.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*La Moldavia non confina con la Russia, ma i russi possono utilizzare gli aeroporti locali e i loro militari in [[Transnistria]].<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*I problemi energetici provocati dai bombardamenti russi, le carenze idriche, ci pungolano e esplorare la ricerca dell’energia verde e rinnovabile a partire dall’elettrico.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/>
*Mia figlia è grande e mio figlio ha 10 anni, è lui che mi dà una grande energia. Sono loro i miei superpoteri.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve">Da un'intervista di Maurizio Molinari e Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/02/19/news/ucraina_zelensky_intervista-388626257/ Zelensky, l'intervista: "La guerra sarà breve, non possiamo perdere il sostegno italiano"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2023</ref>
*C’è nervosismo. Alcune zone dell'Ucraina vivono così dal 2014. Ma i russi non sono così potenti come lo erano un anno fa, quando comunque non hanno avuto abbastanza risorse per occupare il nostro Paese. Oggi loro sono più deboli e noi, invece, siamo più forti. Inoltre, non hanno la stessa motivazione dei nostri soldati. Noi combattiamo nel nostro Paese, per difendere le nostre case, famiglie. Se noi perdiamo, perdiamo tutto: la casa, i nostri famigliari. Noi qui ci viviamo.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*La Russia sa perfettamente che Bakhmut le aprirà la strada verso Sloviansk e Kramatorsk. Sloviansk non è una metropoli, Kramatorsk è una grande città. Ed è questo per loro il più grande obiettivo nell’Est dell’Ucraina. E ogni piccola città come Bakhmut che i russi conquistano li rende più vicini alle grandi città. Non sto dicendo che la gente di Kramatorsk sia meglio della gente di Bakhmut, no. Ma ogni piccola città che perdiamo è un passo avanti per i russi, che come ormai sappiamo, vogliono prendersi i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk. Ecco perché stiamo resistendo così a Bakhmut.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*A volte bisogna comportarsi come nel calcio: puoi vincere una volta ma non puoi vincere tutte le partite se non sei un Paese con una solida tradizione calcistica. E’ impossibile. E qui è la stessa cosa. L’Ucraina ha una storia. Da sempre combattiamo per la nostra indipendenza. L’Occidente può smettere di aiutarci e il nostro Paese sarà distrutto e non esisterà più, ma alla fine, secondo voi, gli occupanti riusciranno a renderlo come la Russia? Impossibile. Gli ucraini odiano la politica di Putin e lui non può farci niente.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*La guerra dell'informazione è il problema numero uno. I russi hanno fatto disinformazione sulla Crimea e poi sul Donbass, per molti anni. Sull’Ucraina ci sono riusciti in parte.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*Sono stato in Italia più volte: italiani e ucraini hanno gli stessi valori familiari. Gli italiani sono molto sentimentali per le cose di famiglia e hanno famiglie molto numerose, amano riunire tutta la famiglia. Non ho mai sentito silenzio nelle famiglie italiane a tavola. E se silenzio dev'essere, che sia contro la Russia. Fregarsene significa silenzio.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*Sono arrivato alla conclusione che non siamo in grado di cambiare l’atteggiamento russo. Se hanno deciso di isolarsi dal resto del mondo nel sogno della ricostruzione del vecchio impero sovietico non possiamo farci nulla, sta a loro scegliere o meno di cooperare con la comunità delle nazioni sulla base del rispetto reciproco. Quando vennero imposte le sanzioni economiche ci fu chi ci accusò di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/>
*Il [[Silvio Berlusconi|signor Berlusconi]] mi sembra non abbia mai avuto la sua casa bombardata dai missili ogni giorni. Il suo partner della Federazione Russa non ha guidato un carro armato in casa sua e ha distrutto i suoi parenti e i suoi cari. Penso che Berlusconi non si sia dovuto alzare alle tre del mattino a causa dei blackout per iniziare a lavare i panni e preparare da mangiare ai suoi figli due giorni di anticipo perché non potrebbe esserci energia elettrica per i prossimi due-tre giorni a causa del grande amore per il fraterno popolo russo. (dichiarazione a una conferenza stampa a Kyiv con Giorgia Meloni, 21 febbraio 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/zelensky_duro_su_berlusconi_gela_giorgia_meloni_i_russi_non_gli_hanno_bombardato_casa-12655171/ ''Zelensky duro su Berlusconi gela Giorgia Meloni: "I russi non gli hanno bombardato casa"''], ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.</ref>
*Il 24 febbraio 2022 milioni di noi hanno fatto una scelta: non una bandiera bianca ma una blu e gialla. Non fuggire, ma affrontare. Resistendo e combattendo. È stato un anno di dolore, di lacrime, di fede e di unità. E durante quest'anno siamo rimasti invincibili. E sappiamo che il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria! ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1628983721507299333?cxt=HHwWioCxlYyEqJstAAAA tweet] il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/mondo/1384651/ucraina-il-messaggio-di-zelensky-gloria-a-chi-combatte-il-2023-sara-l-anno-della-vittoria.html ''Ucraina, il messaggio di Zelensky: «Gloria a chi combatte, il 2023 sarà l'anno della vittoria»''], ''lagazzettadelmezzogiorno.it'', 24 febbraio 2023.</ref>
*Quando ho visto [[Massacro di Buča|Bucha]] dopo la liberazione ho pensato che il diavolo camminasse sulla terra. (da una conferenza stampa il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2023/02/24/ucraina-zelensky-un-anno-di-dolore-ma-il-2023-sara-lanno-della-vittoria_fb110129-e0e8-4e59-ac3a-808fa0925556.html ''Ucraina, Zelensky: "Apprezziamo le parole della Cina, aspettiamo i fatti"''], ''Ansa.it'', 24 febbraio 2023.</ref>
*Un anno fa, in questo giorno, da questo stesso luogo, verso le sette del mattino, mi sono rivolto a voi con una breve dichiarazione. Durava solo 67 secondi. Conteneva le due cose più importanti, allora e oggi. Che la Russia ha iniziato una guerra su larga scala contro di noi. E che noi siamo forti. Siamo pronti a tutto. Sconfiggeremo tutti. Perché noi siamo l'Ucraina! Così è iniziato il 24 febbraio 2022. Il giorno più lungo della nostra vita. Il giorno più difficile della nostra storia moderna. Ci siamo svegliati presto e non ci siamo più addormentati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria">Da un discorso alla nazione, ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/02/24/news/zelensky_il_2023_sara_lanno_della_nostra_vittoria-11421119/ "Il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria"]'', ''Huffingtonpost.it'', 24 febbraio 2023</ref>
*Alcuni avevano paura, altri erano scioccati, altri ancora non sapevano cosa dire, ma tutti sentivano cosa fare. C'erano ingorghi sulle strade, ma molte persone andavano a prendere le armi. Si formavano code. Alcuni si fermavano alle frontiere, ma molti si recavano agli uffici di registrazione e arruolamento militare e alle unità di difesa territoriale.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/>
*La guerra ha cambiato il destino di molte famiglie. Ha riscritto la storia delle nostre famiglie. Ha cambiato i nostri costumi e le nostre tradizioni. I nonni raccontavano ai nipoti come avevano sconfitto i nazisti. Ora i nipoti raccontano ai loro nonni come hanno sconfitto i russi. Le madri e le nonne lavoravano a maglia le sciarpe, ora tessono reti mimetiche. I bambini chiedevano a Babbo Natale smartphone e gadget, ma ora regalano paghette e raccolgono fondi per i nostri soldati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/>
*Tutti hanno visto la vera natura del nostro nemico. Il bombardamento dell'ospedale materno e del teatro a Mariupol, dell'Amministrazione regionale a Mykolaiv, di Piazza Svobody a Kharkiv, della stazione ferroviaria a Kramatorsk. Abbiamo visto Bucha, Irpin, Borodyanka. Il mondo intero si è reso conto chiaramente di cosa significhi veramente il [[Russkij mir|mondo russo]]. Di cosa è capace la Russia. Allo stesso tempo, il mondo ha visto di cosa è capace l'Ucraina. Questi sono i nuovi eroi. Difensori di Kiev, difensori di Azovstal. Nuove imprese compiute da intere città. Charkiv, Chernihiv, Mariupol, Kherson, Mykolaiv, Hostomel, Volnovakha, Bucha, Irpin, Okhtyrka. Città eroiche. Le capitali dell'invincibilità. Nuovi simboli. E con essi, nuove valutazioni e previsioni per l'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/>
*È stato un anno di resilienza. Un anno di cura. Un anno di coraggio. Un anno di dolore. Un anno di speranza. Un anno di resistenza. Un anno di unità. L'anno dell'invincibilità. L'anno furioso dell'invincibilità. Il risultato principale è che abbiamo resistito. Non siamo stati sconfitti. E faremo di tutto per ottenere la vittoria quest'anno. Gloria all'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/>
*Se accadesse che l'Ucraina, a causa di varie opinioni, e l'indebolimento e l'esaurimento dell'assistenza, perda, la Russia entrerà negli Stati baltici, negli Stati membri della Nato, e quindi gli Stati Uniti dovranno inviare i loro figli e le loro figlie esattamente allo stesso modo come noi mandiamo i nostri figli e le nostre figlie in guerra, e dovranno combattere perché è della Nato che stiamo parlando. E moriranno, Dio non voglia, perché è una cosa orribile. (da una conferenza stampa il 1 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://facta.news/antibufale/2023/03/02/zelensky-soldati-stati-uniti/ ''No, Zelensky non ha chiesto agli Stati Uniti soldati per la guerra in Ucraina''], ''Facta.news'', 2 marzo 2023.</ref>
*{{NDR|Sull'[[esecuzione di Oleksandr Macievskyj]]}} Oggi è stato pubblicato un video degli invasori che uccidono brutalmente un guerriero che coraggiosamente gli ha detto in faccia: «Gloria all'Ucraina!» [...] Troveremo questi assassini. (dichiarazione del 6 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilpost.it/2023/03/07/prigioniero-di-guerra-ucciso-video/ ''La storia del video che sta diventando un simbolo della resistenza ucraina''], ''Ilpost.it'', 7 marzo 2023.</ref>
*Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (dichiarazione dopo una visita a una scuola usata dai russi come prigione a Yahidne, nella regione di Černihiv)<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/zelensky-e-laugurio-a-putin-spero-muoia-in-un-seminterrato-video_1jGsYbdudIiUBhPswFcv27 ''Zelensky e l'augurio a Putin: "Spero muoia in un seminterrato"''], ''Adnkronos.com'', 3 aprile 2023.</ref>
*Il popolo tartaro di Crimea rispetta il Ramadan. Il rispetto dovrebbe essere sempre reciproco. Pertanto, a partire da quest’anno, un evento di rispetto così speciale si terrà ogni anno in Ucraina con la partecipazione del Capo dello Stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2023/04/08/ucraina-zelensky-partecipa-alliftar-con-soldati-musulmani/ Ucraina, Zelensky partecipa all'Iftar con soldati musulmani]'', ''Lapresse.it'', 8 aprile 2023.</ref>
*Due giorni fa ho condiviso un iftar con i musulmani dell'Ucraina. Presto mi congratulerò con gli ebrei ucraini per la fine di Pesach. E tra una settimana esatta mi congratulerò con tutti coloro che celebrano la Pasqua quest'anno il 16 aprile. [...] Possiamo praticare diverse religioni, ma crediamo ugualmente nella libertà. Potremmo avere tradizioni diverse, ma ce n'è una comune per tutti noi: è la protezione della nostra terra natale.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2023-04-09/ucraina-pasqua-zelensky-20885577/ La Pasqua di Zelensky: "L'Ucraina combatte per un mondo libero"]'', ''Agi.it'', 9 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[decapitazione di Serhij Pataki]]}} C'è qualcosa che nessuno al mondo può ignorare: con quanta facilità queste bestie uccidono. Questo video, l'esecuzione di un prigioniero ucraino. Il mondo deve vederlo. Questo è un video che mostra come è la Russia. Che tipo di persone sono. Non esistono persone per loro. Un figlio, un fratello, un marito. Il figlio di qualcuno... Questo è un video della Russia che cerca di rendere normale tutto questo. L'abitudine di distruggere la vita. Questo non è un incidente. Questo non è un episodio. È successo in precedenza. È successo a Bucha. Migliaia di volte. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1646067913932132352?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1646067913932132352%7Ctwgr%5E8983fb92d7d6fd5cd87594385a0b8e56796dbcc4%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2023%2F04%2Fin-rete-video-di-soldati-ucraini-decapitati-onu-i-responsabili-ne-rispondano-eaf6e5f6-d22e-44a4-95bb-af4ab0799e70.html tweet] del 12 aprile 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/soldati-decapitati-messaggio-zelensky-bestie/442300/443262?rpl=1 Zelensky sulla decapitazione del prigioniero ucraino: "Non è un caso isolato, i russi sono bestie che uccidono con facilità"]'', ''Repubblica.it'', 12 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Bisogna}} fare tutto il possibile per far sì che le [[guerra|guerre]] lascino solo ombre sulle pietre della storia e che queste possano essere viste solo nei musei.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.altoadige.it/foto/zelensky-grazie-hiroshima-per-bandiere-ucraine-in-strada-1.3504995 Zelensky, "Grazie Hiroshima per bandiere ucraine in strada"]'', ''altoadige.it'', 21 maggio 2023.</ref>
*Ad oggi Bakhmut esiste solo nei nostri cuori, non c'è più niente in quel posto. Molti russi sono morti, ma ci hanno invaso loro. I nostri difensori si sono battuti, hanno fatto un grande lavoro e li apprezziamo per questo. (dichiarazione durante il giorno conclusivo del G7 a Hiroshima)<ref group="fonte">Citato in ''[https://tg.la7.it/esteri/zelensky-bakhmut-resta-solo-nei-nostri-cuori-21-05-2023-184382 Zelensky: "Bakhmut resta solo nei nostri cuori"]'', ''Tg.la7.it'', 21 maggio 2023.</ref>
*Questa è la verità: con circa 50 Patriot, per la maggior parte si eviterebbero i morti. Immaginate la sensazione di un soldato che sa di non avere un tetto di protezione sulla testa, e non capisce perché i Paesi confinanti ce l'hanno.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva">Da un'intervista di Emma Tucker, ''Wall Street Journal'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''[https://www.fanpage.it/esteri/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-siamo-pronti-alla-controffensiva-ce-la-faremo/ "Siamo pronti alla controffensiva, ce la faremo"]'', ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023</ref>
*Se tutti sanno che è importante la difesa aerea, perché c'è un problema a darci aerei moderni? Qual è il problema?<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/>
*[[Joe Biden|Biden]] ci ha aiutato più di [[Donald Trump|Trump]]{{NDR|, anche se}} devo riconoscere che durante il mandato di Trump non c'era una vera e propria guerra e non so come lui avrebbe reagito. [...] Non l'ho capito quando ha detto "in 24 ore porterei Putin e Zelensky a un tavolo di trattative". Avrebbe potuto farlo, già durante la sua presidenza i nostri territori erano occupati. Ma non è successo.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/>
*{{NDR|Sulla [[distruzione della centrale idroelettrica di Kachovka]]}} Oggi i terroristi russi hanno dimostrato ancora una volta di essere una minaccia per tutto ciò che vive. La scorsa notte hanno fatto saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, l'esplosione è avvenuta alle 2:50. È stata un'esplosione assolutamente deliberata e preparata. Sapevano esattamente cosa stavano facendo. Immaginate solo il volume d'acqua trattenuto da questa diga. Era uno dei più grandi bacini idrici dell'Ucraina. Da questa notte è in corso l'allagamento delle regioni meridionali del nostro paese. Almeno 100mila persone vivevano in queste zone prima dell'invasione russa. Almeno decine di migliaia sono ancora lì. 80 città e villaggi sono sott'acqua. L'evacuazione è già iniziata. E queste sono solo le prime conseguenze. Sfortunatamente, la tragedia è molto più ampia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2023/06/06/ucraina-zelensky-mosca-ha-fatto-saltare-la-diga-di-kakhovka-deliberatamente_76a20486-6ce2-41ae-8e54-c86cc00f502b.html Ucraina, Zelensky: "Mosca ha fatto saltare la diga di Kakhovka deliberatamente"]'', ''Ansa.it'', 6 giugno 2023.</ref>
*Tutto il mondo conoscerà questo crimine di guerra russo, il crimine di ecocidio. La distruzione deliberata della diga e delle altre strutture dell'HPP da parte degli occupanti russi è una bomba ambientale di distruzione di massa. Per il bene della propria sicurezza, il mondo dovrebbe ora dimostrare che la Russia non la passerà liscia con questo terrore.<ref group="fonte" name="diga">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/ucraina-zelensky-attacco-diga-bomba-ambientale-distruzione-massa/f49d2bd0-050e-11ee-874a-78fbf24a95c4 Ucraina, Zelensky: «Attacco diga è bomba ambientale di distruzione massa»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2023.</ref>
*Il fatto che la Russia abbia deliberatamente distrutto il bacino di Kakhovka che è di importanza critica, in particolare, per fornire acqua alla Crimea, indica che gli occupanti russi hanno già capito che dovranno abbandonare anche la Crimea.<ref group="fonte" name="diga"/>
*Putin ora è più in pericolo di me. Ci sono più persone che vogliono ucciderlo. [...] Ma come si può valutare da 1 a 10 il livello di follia di Vladimir Putin? È una persona fuori controllo anche sul proprio territorio.<ref group="fonte" name="pericolo">Da un'intervista di Alberto Rojas, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_30/intervista-zelensky-98eee234-1764-11ee-9d3b-d6c83e3af955.shtml «Oggi Putin è più in pericolo di me»]'', ''Corriere.it'', 23 giugno 2023</ref>
*Cosa significa ottenere risultati significativi? Ogni chilometro avanzato costa vite umane. Il risultato che desideriamo ottenere è la liberazione del nostro territorio, salvando però la nostra gente. Se i campi sono minati non possiamo mandare a morire i nostri soldati. Nella vita reale, purtroppo, il prezzo è molto alto e le vite dei nostri militari sono molto preziose. Le persone non sono una risorsa, come lo sono per la Russia, ma il nostro più grande tesoro.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Meglio che l’offensiva duri due mesi e che muoiano migliaia di persone, oppure che duri quattro mesi e che muoiano meno persone? La vita umana è la cosa più importante.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Per quanto riguarda i civili non possiamo mentire, perché non sappiamo quante persone sono morte nei territori occupati dalla Russia. Non sappiamo se le informazioni che danno sono vere. Fino alla fine della guerra non sapremo cos’è successo. Quante persone sono sepolte a Mariupol? Mi dispiace usare queste parole, ma è un dato di fatto: non sappiamo quanti sono i morti di Mariupol né quelli del Donbass. In tutti i luoghi occupati dalla Russia, noi siamo ciechi. Ma abbiamo già visto cos’hanno fatto, ad esempio, quando abbiamo liberato Kiev. Bucha, Irpin, Borodyanka... Non fanno eccezione. Fino a ora, fino a oggi, continuiamo a trovare fosse e tombe, così come persone torturate negli scantinati.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Il fenomeno Wagner, terrorista tanto quanto l’esercito russo, è molto importante per capire alcune cose. Il gruppo più numeroso della brigata era nell’Ucraina orientale e usava i prigionieri negli attacchi. Erano forti perché non avevano altra via d’uscita che attaccare. Non avevano altra scelta, avanzare o cadere, non potevano fermarsi o ritirarsi perché i loro stessi compagni avrebbero sparato contro di loro. Per i prigionieri era impossibile tornare senza aver compiuto la missione. I membri della Wagner hanno ucciso molti dei loro compagni. Dovevano avanzare sì o sì: era quello il segreto della loro forza. Il resto dell’esercito russo non ha motivazioni ed è più debole di noi.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Nella Wagner c’erano due categorie: i mercenari professionisti e i carcerati, la loro carne da macello. Le nostre truppe ne hanno uccisi 21.000 e feriti 80.000. Sono perdite colossali, che danno un’idea delle dimensioni di questi gruppi nell’Ucraina orientale. La buona notizia è che abbiamo distrutto la parte più motivata dello sforzo russo.
*I nostri soldati sono motivati perché vogliono sopravvivere e salvare le vite dei loro figli e dei loro genitori.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Durante la rivolta molti russi hanno sostenuto Prigozhin sui social media, e questo significa che stanno perdendo la guerra e si incolpano a vicenda. Stanno cercando i colpevoli per le loro sconfitte in Ucraina. Dobbiamo approfittare di questa situazione per cacciare i nostri nemici dalla nostra terra.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Il presidente Biden e io potremmo avere opinioni diverse sull’uso di questa o quell’arma, ma Biden è dalla nostra parte, così come il Congresso nel suo insieme.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*Credo che la Nato non possa stare senza l’Ucraina, perché ora possiamo contribuire molto e perché i modelli e le strategie della Nato sono già stati testati e valutati dai nostri militari in una situazione di guerra reale. Le nostre informazioni saranno molto utili per tutti i partner dell’Alleanza, ad esempio su come difendere le città dai missili russi. Nessuno ha la nostra esperienza.<ref group="fonte" name="pericolo"/>
*{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Ora c'è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. La debolezza della Russia è evidente. [...] Per molto tempo la Russia ha fatto ricorso alla propaganda per mascherare la sua debolezza e la stupidità del suo governo. E ora c'è così tanto caos che nessuna bugia può nasconderlo. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1672543858863767552 tweet] del 24 giugno 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lidentita.it/zelensky-esulta-mosca-non-puo-piu-nascondere-la-sua-debolezza/ Zelensky esulta: "Mosca non può più nascondere la sua debolezza"]'', ''Lidentita.it'', 24 giugno 2023.</ref>
*Affinché tutti i nostri cittadini non debbano sopportare il dolore, lo stress e il trauma della guerra dobbiamo finalmente legalizzare onestamente i medicinali a base di [[cannabis]], la ricerca scientifica pertinente e la produzione ucraina controllata per tutti coloro che ne hanno bisogno.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/06/29/news/ucraina-12532935/ Inglese obbligatorio: Zelensky progetta un'Ucraina sempre meno russa e sempre più europea]'', ''Huffingtonpost.it'', 29 giugno 2023.</ref>
*È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’[[Ucraina]]. E che allo stesso tempo si aggiungano strane formulazioni sulle “condizioni” anche solo per invitare l’Ucraina. Sembra che non ci sia alcuna disponibilità né a invitare l’Ucraina alla [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]] né a renderla membro dell’alleanza. (11 luglio 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/11/zelensky-invito-ucraina-nato/ A Zelensky non stanno bene i negoziati in corso alla riunione NATO di Vilnius]'', ''Il Post'', 11 luglio 2023</ref>
*{{NDR|Sulla morte di [[Evgenij Prigožin]]}} Quando ho chiesto ai partner il supporto aereo, non era quello che pensavo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2023/08/prigozhin-e-ufficialmente-morto-76959038-8975-445a-8c70-e17db5f33036.html#fdcea8dc-785c-4b59-a886-5a0c43549575 Volodymyr Zelensky: la morte di Yevgeny Prigozhin, se confermata, è "certamente positiva per l'Ucraina"]'', ''Rainews.it'', 24 agosto 2023</ref>
*{{NDR|Sulla morte di Evgenij Prigožin}} Non abbiamo nulla a che fare con quanto successo. Tutti sanno chi è stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/23_agosto_24/putin-prigozhin-condoglianze-jet-4c3e7428-42ab-11ee-8abd-2f7c5775f60e.shtml Jet caduto, le condoglianze di Putin alle vittime. Lo zar conferma indirettamente la morte di Prigozhin: «Ha sbagliato»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2023</ref>
*{{NDR|Sul [[rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina]]}} Diversi gruppi terroristici rapiscono i bambini, ma mai prima d'ora i rapimenti e le deportazioni di massa erano diventati parte della politica di un governo. Non fino a ora. Ai bambini ucraini rapiti in Russia viene insegnato a odiare l'Ucraina, tutti i legami con le loro famiglie sono spezzati. Questo è un genocidio, l'odio è usato come un'arma. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin">Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/genocidio-nuove-accuse-zelensky-putin-2213228.html "Un genocidio contro i bimbi ucraini". Dall'Onu le accuse di Zelensky a Putin]'', ''Ilgiornale.it'', 19 settembre 2023.</ref>
*Non si può credere al diavolo, chiedete a Evgenij Prigozhin. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin"/>
*Noi ci impegniamo al massimo per far sì che questa guerra diventi l'ultima guerra non soltanto in Ucraina, ma in tutto il mondo, per assicurare il rispetto dell'integrità territoriale e il rispetto alla vita delle persone.<ref group="fonte" name="invitoakiev">Da un'intervista di Michele Cagiano de Azevedo, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/04/guerra-ucraina-zelensky-sky-20-anni "Grazie a Meloni, invito a Kiev il Papa"]'', ''Tg24.sky.it'', 4 ottobre 2023</ref>
*Tutti vorrebbero vedere dei risultati veloci sul campo di battaglia però voi sapete che la guerra sul campo è una guerra su vasta scala che sta andando avanti da quasi due anni. Siamo stanchi, ma molto motivati. Faremo di tutto per vincere contro il nostro nemico e la nostra controffensiva va avanti, anche se lentamente. Passo dopo passo, facciamo di tutto per respingere il nemico. La difficoltà è data dal fatto che ci sono campi minati, c'è mancanza di proiettili, mancanza di difesa antiaerea.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Rispetto alla lentezza della controffensiva, noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci mentre la Federazione russa è più debole rispetto a come era all'inizio di questa guerra. La loro intenzione è congelare il conflitto, però questo non sarà di aiuto all’Ucraina. Qualsiasi pausa significa aiutare la Federazione russa.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Le dimostrazioni che coinvolgono le armi nucleari nei media, nei messaggi mediatici, o anche nelle esercitazioni stesse non sono manifestazione di forza ma di debolezza: significa che altri metodi, come la battaglia sul campo o i metodi diplomatici, non hanno portato il risultato che loro volevano.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Voglio esprimere la mia gratitudine a [[Giorgia Meloni]]: con lei c’è una relazione umana è basata su valori in comune e io sono convinto che i nostri rapporti, quelli tra i nostri team, siano basati sui principi di onestà e correttezza. Vorrei non perderli. So che l'Italia ha le proprie sfide e che subisce anche una forte campagna di informazione dalla Federazione russa, che spende milioni per distruggere le relazioni tra le nazioni dell'Europa e del mondo.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Quando qualcuno offre un'iniziativa di pace con la Russia, vorrei dire che Mosca non è interessata. Alcuni contatti sono stati messi in atto con il Vaticano, la Turchia è stata coinvolta cercando una considerazione diplomatica però il risultato è sempre lo stesso. Nessuno ci è riuscito: non perché quei leader non siano forti, ma perché il presidente della Russia non vuole porre fine alla guerra. Ha deciso di occupare l’Ucraina e di andare avanti. Qualsiasi accordo con questa persona per definizione sarà perciò bloccato. Prendete come esempio l'accordo sul grano che non ha niente a che fare con la guerra, con le armi, con il petrolio. Ha bloccato il Mar Nero violando il diritto internazionale. Ma parliamo del pane per le famiglie in Asia e in Africa. Anche quando Putin ha dato la sua parola e ha fatto un accordo con il presidente Erdogan, alla fine ha bloccato questo corridoio del grano lo stesso. Questa persona, il presidente della Federazione russa, non è capace di fare un accordo con nessuno e su niente.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Rispetto alle elezioni, sì la situazione è difficile. Però, se il Parlamento riesce a risolvere tutte le sfide per assicurare l’accesso di tutti i cittadini alla sicurezza, sarà possibile condurre le elezioni. Bisogna assicurare il diritto di voto per chi si trova al fronte o all'estero.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*Vorrei dire che è molto difficile inviare dei messaggi alla Federazione russa. Alle persone che sono in opposizione alla tirannia di Putin posso solo dire che devono continuare ad andare avanti, non c'è un'altra via d'uscita.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/>
*{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Chi c'è dietro Hamas? Credo che la risposta sia molto semplice: chi li sostiene pubblicamente, li sostiene con le armi. E non si tratta di un solo giorno. È una cosa che va avanti da molto tempo. Credo che qui ci sia una risposta dettagliata che potete trovare da soli. E anche sui social media, si può vedere attraverso le griglie chi sta dando i segnali rilevanti. Crediamo che la Russia sia uno di quelli che ha aiutato e che sta dietro.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_ottobre_10/ucraina-russia-notizie-oggi-ondate-droni-missili-odessa-colpite-anche-scorte-grano-2a511f96-66e6-11ee-aea2-f54ec62808b3.shtml Ucraina-Russia, le notizie del 10 ottobre]'', ''corriere.it'', 10 ottobre 2023.</ref>
*{{NDR|Sull'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Ue}} Questa è una vittoria per l'Ucraina. Una vittoria per tutta l'Europa. Una vittoria che motiva, ispira e rafforza. (tweet, 15 dicembre 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/14/zelensky-negoziati-ue-una-vittoria-per-ucraina-e-leuropa_97287959-fc03-43ae-8b6d-1353f3d3c95d.html Zelensky, negoziati Ue una vittoria per Ucraina e l'Europa]'', ''ansa.it'', 15 dicembre 2023.</ref>
*Le notti prima di Natale sono le più lunghe dell'anno. Ma la giornata ha già cominciato ad allungarsi e la luce ha cominciato a prevalere. La luce diventa più forte. Giorno dopo giorno e passo dopo passo, l'oscurità si ritira. L'oscurità alla fine perderà. Il male sarà sconfitto. Oggi, questo è il nostro obiettivo comune, il nostro desiderio comune e ciò per cui preghiamo.<ref group="fonte" name="malesconfitto">Discorso di Natale alla nazione, citato in ''[https://www.rainews.it/video/2023/12/il-male-sara-sconfitto-dice-zelenskij-allucraina-nel-messaggio-di-natale-15c5ec88-6ea6-4e3f-87c2-7ccda37bde88.html "Il male sarà sconfitto"]'', ''Rainews.it'', 25 dicembre 2023</ref>
*Questo Natale ha uno stato d'animo diverso, un contesto diverso, un gusto diverso. [...] Oggi tutti gli ucraini sono insieme. Celebriamo il Natale tutti insieme. Nella stessa data, come una grande famiglia, come una nazione, come un Paese unito.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/>
*I nostri doni, valori e tradizioni sono cambiati. Oggi non si tratta tanto di come decorare le nostre case, ma piuttosto di come proteggerle e ripulirle, spazzando via il nemico.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/>
===2024===
*Un uomo, Vladimir Putin, ha rubato 13 anni di pace sostituendola con dolore, dolore, dolore che colpisce tutto il mondo. Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà.<ref group="fonte" name="rubatopace">Discorso al Forum economico mondiale di Davos, 16 gennaio 2024; da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-ha-rubato-la-pace-per-sostituirla-con-il-dolore-339910 «Putin ha rubato la pace per sostituirla con il dolore»]'', ''cdt.ch'', 16 gennaio 2024</ref>
*Vi ricordo che dopo il 2014 c'è stato un tentativo di congelare la guerra in Donbass. C'erano garanti influenti, tra cui la cancelliera della Germania e il presidente francese. Ma Putin è un predatore non soddisfatto dai prodotti congelati.<ref group="fonte" name="rubatopace"/>
*Ogni riduzione della pressione sull'aggressore aggiunge anni alla guerra, ma ogni investimento nella fiducia dei difensori accorcia il conflitto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/>
*Come possiamo essere soddisfatti di sanzioni che nemmeno bloccano la produzione di missili russi? In ogni razzo russo ci sono componenti chiave di Paesi occidentali, è un fatto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/>
*È una debolezza occidentale che l'industria nucleare russa non sia ancora oggetto sanzioni, anche se Putin è l'unico terrorista che ha preso in ostaggio una centrale nucleare.<ref group="fonte" name="rubatopace"/>
*La risposta di Putin alle richieste di pace sono state forniture di sempre più armi da Corea del Nord e Iran.<ref group="fonte" name="rubatopace"/>
*Oggi l'Ucraina ha un esercito più forte, è dotata di mezzi occidentali. Siamo più esperti. A volte siamo un po' stanchi, a volte forse arroganti, ma non possiamo concedere alla Russia la possibilità di prevalere grazie ai suoi strumenti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi">Intervista di Gian Marco Chiocchi, ''[https://www.rainews.it/video/2024/02/intervista-in-esclusiva-al-presidente-zelensky-non-possiamo-permettere-che-la-russia-avanzi-01bacc62-6706-460a-b3e7-df40839d8929.html Intervista in esclusiva al presidente Zelensky: "Non possiamo permettere che la Russia avanzi"]'', ''rainews.it'', 4 febbraio 2024.</ref>
*Una parte degli ucraini inizia ad abituarsi alla guerra, e questo è un grande errore. Se ho sbagliato qualcosa? Sì, sono un essere umano. Ma credo siano stati di più i passi avanti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*Per quanto riguarda la guerra sul terreno c'è uno stallo, è un dato di fatto. [...] ci sono stati ritardi negli equipaggiamenti e i ritardi significano errori.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*Combattiamo contro terroristi che hanno uno dei più grandi eserciti del mondo, non bastano le munizioni ma servono mezzi tecnici moderni.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*La Russia ha perso molte navi e nel Mar Nero siamo riusciti a costruire un corridoio per i cereali, perciò questa parte pragmatica dell'operazione con effetti sull'economia è stata condotta in maniera positiva.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*{{NDR|Sulla destituzione di [[Valerij Zalužnyj]]}} È una questione che riguarda le persone che devono guidare l'Ucraina, sicuramente un reset, un nuovo inizio è necessario, ho in mente qualcosa di serio, che non riguarda una singola persona ma la direzione della leadership del paese.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*Se vogliamo vincere dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione, convinti della vittoria, non possiamo essere scoraggiati, farci cadere le braccia, dobbiamo avere le energie giuste positive... per questo parlo di ripartenza.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*Nel partito repubblicano ci sono voci radicali, ma anche tante persone che supportano l'Ucraina. È il popolo degli Stati Uniti che decide, ma se intendono diminuire l'assistenza all'Ucraina allora ci sarà un nuovo assetto geopolitico. Putin sfonderà la nostra difesa, andrà avanti e non si fermerà così facilmente.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/>
*Se ci fosse stata Giorgia Meloni ieri a Odessa, al posto del premier greco, cosa avrebbe detto quella parte di società italiana che non sostiene l'Ucraina? Sarebbe stata indifferente? Credo di no.<ref group="fonte" name="odessa">Intervento a ''Cinque minuti'' su Rai 1; citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/zelensky-allattacco-dei-filorussi-italiani-se-odessa-ci-2293471.html Zelensky attacca i filorussi italiani: "Se nell'attentato di Odessa ci fosse stata Meloni?"]'', ''ilgiornale.it'', 7 marzo 2024</ref>
*Capisco che in tutte le società ci siano persone che non ci sostengono ma loro non capiscono chi è Putin e cosa sia la guerra. Non la sentono sulla propria pelle.<ref group="fonte" name="odessa"/>
*Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi.<ref group="fonte" name="odessa"/>
*Ringrazio ogni cappellano ucraino che è nell'esercito, nelle Forze di Difesa. Sono in prima linea, proteggendo la vita e l'umanità, sostenendo con la preghiera, il dialogo e le azioni. Questo è ciò che è la Chiesa: sta insieme alle persone, non da qualche parte, a duemilacinquecento chilometri di distanza, mediando virtualmente tra qualcuno che vuole vivere e qualcuno che vuole distruggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/03/11/zelensky-chiesa-e-al-fronte-non-a-mediare-virtualmente_4cd42359-fe4d-43d2-85a2-78267302ad4e.html Zelensky, 'Chiesa è al fronte, non a mediare virtualmente']'', ''Ansa.it'', 11 marzo 2024.</ref>
*{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È evidente che Putin e altri mascalzoni stanno solo provando a incolpare qualcun altro per quanto accaduto. Ricorrono sempre gli stessi metodi. È già stato fatto prima. Ci sono state case distrutte, sparatorie, ed esplosioni. E loro hanno sempre incolpato altri. Sono venuti in Ucraina, bruciato le nostre città e stanno cercando di dare la colpa all'Ucraina. Torturano, violentano il nostro popolo e li accusano. Hanno portato centinaia di migliaia dei loro terroristi qui, nel territorio ucraino, combattono contro di noi, e non si interessano di ciò che succede all'interno del loro paese. Ieri è successo questo, e questo abbietto Putin, invece di assistere i suoi cittadini e rivolgersi a loro è rimasto in silenzio per un giorno pensando come riuscire a collegare quanto è successo con l'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.quotidiano.net/video/zelensky-putin-vuole-scaricare-la-colpa-sullucraina-e1n63ocs Zelensky: "Putin vuole scaricare la colpa sull'Ucraina"]'', ''Quotidiano.net'', 24 marzo 2024.</ref>
*Un’Europa divisa non è mai stata pacifica. E una Germania divisa non è mai stata felice. Tutto questo non lo sapete da me, ma dalla vostra esperienza personale. Pertanto, potete capire noi ucraini.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2024/06/12/news/cosi-kyiv-e-la-nuova-berlino-il-discorso-di-zelensky-al-bundestag-6645111/ Così Kyiv è la nuova Berlino. Il discorso di Zelensky al Bundestag]'', ''ilfoglio.it'', 12 giugno 2024.</ref>
*Nessun paese dovrebbe essere condannato ad avere il filo spinato che gli attraversa il corpo per decenni.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Gli ucraini meritano la pace, semplicemente la pace dopo questa guerra. E tutti coloro che hanno difeso la propria casa; tutti coloro che hanno perso i propri cari; tutti coloro i cui fratelli e sorelle in armi sono rimasti per sempre sui campi di battaglia – tutti loro meritano una degna fine della guerra, che non lasci dubbi su chi ha vinto.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Tutto è finito esattamente quando Putin ha iniziato a bruciare città e a premiare i suoi assassini. Quando ha preferito gli omicidi agli accordi. L’esercito russo si lascia alle spalle decine di nuovi cimiteri, e questo significa che nessuno di noi ha il diritto di lasciarsi alle spalle una carenza di protezione da parte dell’esercito russo. La parola di qualcuno a Mosca non può essere tale protezione.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Gli assassini russi erano ad Aleppo e sono in Africa. Hanno imparato la guerra distruggendo Grozny e distruggendo la Georgia. Hanno lasciato la Moldavia divisa. Hanno messo in ginocchio la Bielorussia. Permetteremo alla Russia di continuare questa marcia attraverso l’Europa? Questa marcia di disprezzo per la vita e le nazioni. Assolutamente no.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Probabilmente ricorderete che solo un anno o due prima della caduta del Muro di Berlino, nessuno avrebbe potuto prevedere la rapidità con cui sarebbe avvenuta. Alcuni pensavano che il muro sarebbe rimasto lì per sempre. Ma non c’era più. E dipendeva dalla leadership dei politici e dalla volontà della gente. Solo da questo. Allo stesso modo, alcuni ora pensano che Putin rimanga lì per sempre e che non ci sia fine alla guerra. Ma non è vero, tutto questo è un’illusione. Un’illusione che può essere dissipata dalla leadership. Può essere dissipata dalle decisioni. Può essere dissipata dal successo. E noi lo stiamo facendo!<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Abbiamo dimostrato che la Russia può fallire ed essere sconfitta. Abbiamo dimostrato che, insieme ai nostri partner, abbiamo tutto il necessario per proteggere la vita. Abbiamo dimostrato che, grazie alla nostra cooperazione, possiamo espandere lo spazio di sicurezza. E lo spazio di sicurezza non cresce da solo: si espande solo attraverso decisioni comuni e coraggio collettivo.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/>
*Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'Ucraina è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'[[Allargamento dell'Unione europea|allargamento]]. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita.<ref group="fonte">Dichiarazione resa al Consiglio Europeo del 27 giugno 2024; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/06/27/zelensky-anche-la-bielorussia-un-giorno-sia-nellue_89ad0569-6504-4161-92fd-12633f8d0138.html Zelensky: 'Anche la Bielorussia un giorno sia nell'Ue']'', ''Ansa.it'', 27 giugno 2024.</ref>
*{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} La Russia ha portato avanti la guerra la nostra terra e dovrà sentire cosa ha fatto.<ref group="fonte">Da ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/08/08/zelensky-la-russia-deve-sentire-le-conseguenze-della-guerra_a877699e-932f-47d2-ac59-b2cf7ade8365.html Zelensky: "La Russia deve sentire le conseguenze della guerra"]'', ''Ansa.it'', 8 agosto 2024.</ref>
*{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} Stiamo assistendo a un significativo cambiamento ideologico: il concetto ingenuo e illusorio delle cosiddette linee rosse nei confronti della Russia, che ha dominato la valutazione della guerra da parte di alcuni partner, si è sgretolato in questi giorni [...]. Il mondo vede che tutto in questa guerra dipende solo dal coraggio – il nostro coraggio, il coraggio dei nostri partner. Da decisioni coraggiose per l'Ucraina, dal coraggio nel sostenere l'Ucraina [...].<ref group="fonte">Da ''[https://euractiv.it/section/capitali/news/zelensky-il-nostro-attacco-a-kursk-dimostra-che-le-linee-rosse-del-cremlino-sono-un-bluff/ Zelensky: Il nostro attacco a Kursk dimostra che le linee rosse del Cremlino sono un bluff]'', ''Euractiv.it'', 20 agosto 2024.</ref>
*Novecentotredici giorni fa, anche attraverso la regione di Sumy, la Russia è entrata in guerra contro di noi. Ha violato non solo i confini sovrani, ma anche i limiti della crudeltà e del buon senso. Cercando infinitamente una cosa: distruggerci [...]. E ciò che il nemico ha portato nella nostra terra ora è tornato a casa sua. E chi voleva trasformare la nostra terra in una zona cuscinetto dovrebbe riflettere affinché il Paese non diventi una federazione cuscinetto.<ref group="fonte" name="nonnomalato">Videomessaggio in occasione del giorno dell'indipendenza dell'Ucraina; citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/08/24/indipendenza-ucraina-zelensky-discorso Indipendenza Ucraina, Zelensky: “Nonno malato della Piazza Rossa non detterà linee rosse”]'', ''tg24.sky.it'', 24 agosto 2024.</ref>
*[...] il nostro nemico saprà cos'è la punizione in stile ucraino [...]. Gli occhi sbiaditi dei loro capi percepiscono il mondo intero come una zona grigia. Ma noi non permetteremo che si trasformi in una zona grigia la terra dove di diritto dovrebbe esserci una bandiera blu e gialla.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/>
*Non sarà il nonno malato della Piazza Rossa, che minaccia costantemente tutti con un bottone rosso, a dettarci le sue linee rosse. Solo l'Ucraina e gli ucraini stabiliranno da soli come vivere, quale strada seguire e quale scelta fare, perché è così che funziona l'indipendenza.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/>
*Putin non dà valore alle persone o alle regole. Dà valore solo al denaro e al potere. Sono queste le cose che dobbiamo togliergli per ripristinare la pace.<ref group="fonte" name="spogliareputin">Videomessaggio al Parlamento europeo in occasione del millesimo giorno della guerra; citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2024/11/19/zelensky-al-parlamento-ue-spogliare-putin-dei-suoi-soldi-e-del-suo-potere-per-ristabilire- Zelensky al Parlamento Ue: Spogliare Putin dei suoi "soldi e del suo potere" per ristabilire la pace]'', ''euronews.com'', 19 novembre 2024.</ref>
*Mentre alcuni leader europei pensano, come dire, a qualche elezione o qualcosa del genere a spese dell'Ucraina, Putin è concentrato a vincere questa guerra. Non si fermerà da solo.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/>
*Ogni "oggi" è il momento migliore per spingere ancora di più sulla Russia.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/>
*I valori europei e lo stile di vita europeo, se trasformati in azione, proteggono la vita delle persone reali.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/>
*Anche con [[Kim Jong-un]] della Corea del Nord al suo fianco, Putin rimane più piccolo della forza unita dell'Europa.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/>
*{{NDR|Sulla [[Caduta di Damasco (2024)|caduta di Damasco]]}} Gli eventi in Siria sono l'esempio concreto che spiega perché l'Ucraina ha bisogno del fermo sostegno e della fiducia dei nostri partner. Il regime di Assad è caduto non solo a causa della forza dell'opposizione. Quello che è successo è legato anche all'assenza di truppe russe lì. [...] Perché? Perché l'intero esercito russo pronto al combattimento è sul territorio dell'Ucraina. E questo significa esattamente che l'intero esercito di questo pseudo-impero sta combattendo contro il popolo ucraino oggi. Ecco perché oggi è molto importante che tutti i paesi che vogliono un mondo senza guerra e che giudicano importante la sicurezza - i paesi europei, gli Stati Uniti, gli altri paesi del mondo, i leader mondiali - capiscano questa prospettiva: qui e ora, si stanno decidendo molte cose.<ref group="fonte" name="messaggiotrump">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/zelensky-messaggio-a-trump-cosa-ha-detto_5Sv3SsYTNLHan0RaQFE0ET Ucraina-Russia, Zelensky: "Tregua non basta per fermare Putin"]'', ''adnkronos.com'', 10 dicembre 2024.</ref>
*La forza dell'esercito russo dipende dalla forza dell'Ucraina. Perché se l'Ucraina cade, Putin tornerà in Siria per vendicarsi, in Africa e in molte altre regioni che gli interessano. E mi sembra che questa sia la cosa più importante che tutti dovrebbero capire: in questa unione attorno all'Ucraina, il successo è il successo generale del mondo. E' il successo che unisce. E l'unità che dà successo.<ref group="fonte" name="messaggiotrump"/>
*Due anni fa, mentre i russi si ritiravano, hanno rapito 48 bambini.<br>Nessuno di loro aveva nemmeno tre anni.<br>La maggior parte di questi bambini è stata trasferita forzatamente più in profondità nel territorio occupato, in Crimea, mentre altri sono stati deportati in Russia. [...] i bambini ucraini non sono giocattoli, anche se per le élite e i funzionari russi sembra che lo siano.<br>Dietro ognuno di questi bambini c'è una vita che non deve essere persa, un futuro che non deve essere rovinato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/12/24/zelensky-per-le-elite-russe-i-nostri-bambini-sono-giocattoli_739322a8-be9b-4dc2-8670-767a3470c3db.html Zelensky, per le élite russe i nostri bambini sono giocattoli]'', ''ansa.it'', 24 dicembre 2024.</ref>
*Ogni massiccio attacco russo richiede tempo per la preparazione. Non è mai una decisione spontanea. È una scelta deliberata, non solo di obiettivi ma anche di tempi e date. Oggi, Putin ha deliberatamente scelto il Natale per un attacco. Cosa potrebbe essere più disumano?<ref group="fonte">Citato in ''[https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/zelensky-putin-attacca-natale-nulla-pia-disumano-00001/#google_vignette Zelensky, "Putin attacca a Natale, nulla di più disumano"]'', ''tiscali.it'', 25 dicembre 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[volo Azerbaijan Airlines 8243]]}} Non ho dubbi che la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines potrà essere stabilita e che la Russia non riuscirà a nascondere nulla. [...] Invitiamo ogni Paese a fare pressione sulla Russia affinché smetta di mentire su questo schianto, le stesse bugie raccontate sul [[Volo Malaysia Airlines 17|volo MH-17]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/zelensky-mosca-non-potra-nascondere-la-verita-sullo-schianto-dellaereo-della-azerbaijan-airlines-380845 Zelensky: «Mosca non potrà nascondere la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines»]'', ''cdt.ch'', 28 dicembre 2024.</ref>
===2025===
*Quando Putin ottenne il potere in Russia più di 25 anni fa, il pompaggio annuale di gas attraverso l'Ucraina verso l'Europa era di oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi il transito del gas russo è pari a 0. Questa è una delle più grandi sconfitte di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2025/01/kiev-conferma-stop-del-gas-russo-da-oggi-zelensky-il-2025-sia-il-nostro-anno-fermiamo-putin-9c3c649d-8695-44a1-99fc-478a035cf6cd.html#07881517-f31f-4e2e-ab50-c8821e234752 Zelensky: "Lo stop al gas è una delle più grandi sconfitte di Putin"]'', ''rainews.it'', 1 gennaio 2025.</ref>
*[...] quando parli con Elon Musk [...] parli di razzi con un innovatore, uno scienziato. Discuti di come tagliare i costi, di come farli atterrare. Invece Putin non lancia razzi per risparmiare soldi, ma per uccidere persone.<ref group="fonte" name="lexfridman1">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; citato in ''[https://startupitalia.eu/tech/zelenskyy-lex-fridman-critica-putin/ Zelenskyy ospite al podcast di Lex Fridman: «Con Musk parli di tecnologia, Marte, AI. Con Putin no: è un mammuth»]'', ''startupitalia.eu'', 7 gennaio 2025.</ref>
*Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth.<ref group="fonte" name="lexfridman1"/>
*Prima di tutto Trump e io dobbiamo trovare un accordo e concordare forti garanzie di sicurezza per fermare la guerra, per fermare Putin. E sono sicuro che lui, insieme all'Europa, possa garantire delle forti condizioni di sicurezza. Dopodiché si può parlare con i russi [...]. Penso che il presidente Trump non solo abbia la volontà, ma ha anche la possibilità di farlo. Conto davvero su di lui, e penso che la nostra gente conti davvero su di lui, quindi ha abbastanza potere per fare pressione su Putin.<ref group="fonte" name="lexfridman2">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; da ''[https://www.linkiesta.it/2025/01/zelensky-lex-fridman-ucraina-guerra-negoziati/ La straordinaria intervista di Zelensky al podcast di Lex Fridman]'', ''linkiesta.it'', 7 gennaio 2025</ref>
*Non serve a niente dire "Se {{NDR|Putin}} si muove in questa direzione, se attraversa i confini, se uccide, allora imponiamo sanzioni", questa è una stronzata enorme. Mi dispiace, ma è così. [...] Se parliamo di un accordo, dobbiamo capire esattamente quali garanzie di sicurezza sono in atto per la parte di Ucraina che controlliamo. Ci devono essere garanzie che lui {{NDR|Putin}} non tornerà ad attaccare. Questo è un punto fondamentale.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/>
*{{NDR|Su Vladimir Putin}} Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]].<ref group="fonte" name="lexfridman2"/>
*Il fatto che lui {{NDR|Putin}} non sia in prigione dopo tutti le morti di cui è responsabile, il fatto che nessuno al mondo sia in grado di metterlo al suo posto, di mandarlo in prigione, sembra un piccolo compromesso? [...] Nessuno lo perdonerà. È assolutamente impossibile perdonarlo. Parliamo di una persona che ha portato via alle famiglie ucraine la cosa più preziosa di tutte, i loro figli. Nessuno può dimenticare ciò che ha fatto.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/>
*{{NDR|Su [[Aljaksandr Lukašėnka]]}} Ha detto "Non sono stato io, è stato Putin a lanciare missili dal mio territorio". Si è scusato, ha detto anche che gli ha chiesto di non farlo.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/>
*Mi fido di Meloni, abbiamo un rapporto particolare. L’Italia a capo del G7 ha spinto per adottare decisioni importanti sui beni russi congelati e sulla difesa aerea, non siete mai stati indecisi nel sostegno a Kiev e all’ingresso dell’Ucraina in Europa. Per noi è molto importante il sostegno degli Stati Uniti ma ho sempre detto che l’Ue deve avere la sua autonomia.<ref group="fonte" name="rainews24">Da un'intervista di ''Rainews24''; ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/10/news/presidente_zelensky_mattarella_meloni_paceucraina-423930120/ Zelensky: "Ho invitato Mattarella a Kiev. La pace? Servono garanzie di sicurezza"]'', ''repubblica.it'', 10 gennaio 2025</ref>
*Noi vogliamo la pace più di tutti perché stiamo perdendo più di tutti, ma prima di mettersi d’accordo su qualcosa abbiamo bisogno della garanzie di sicurezza, non si può semplicemente riconoscere l’occupazione di territori, servono garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa, che evitino una nuova aggressione russa come è successo dopo il 2014 e l’annessione della Crimea. All’epoca si disse che il conflitto era congelato, ma Putin mentiva e ha lanciato una guerra su larga scala uccidendo decine di miglia di persone. Vogliamo che non si ripeta ma più. Putin ha sempre voluto annientarci del tutto, occupare tutta l’Ucraina, non bisogna credere alle leggende: bisogna avere queste garanzie di sicurezza entro l’anno e chiudere il conflitto.<ref group="fonte" name="rainews24"/>
*I miei figli stanno passando attraverso questa guerra come tutti gli altri ucraini, scendono nei rifugi nelle scuole quando ci sono i bombardamenti, questa è la nostra realtà. E sono contento che stiano in Ucraina perché è d’esempio per gli altri e perché se non ci sono i giovani per le strade si pone la domanda: "perché stiamo combattendo?" Stiamo combattendo per il futuro.<ref group="fonte" name="rainews24"/>
*Quando in Europa guardiamo agli Stati Uniti come nostro alleato, è chiaro che sono un alleato indispensabile.<br>In tempi di guerra, tutti si preoccupano: gli Stati Uniti resteranno con loro? Ogni alleato si preoccupa di questo. Ma qualcuno negli Stati Uniti si preoccupa che l'Europa possa abbandonarli un giorno, che possa smettere di essere un loro alleato? La risposta è no.<br>Washington non crede che l'Europa possa portare loro qualcosa di veramente sostanziale.<ref group="fonte" name="davos">Dal discorso al World Economic Forum di Davos; Da ''[http://www.libertaeguale.it/il-memorabile-discorso-di-zelensky-sul-destino-delleuropa/ Il memorabile discorso di Zelensky sul destino dell'Europa]'', ''libertaeguale.it'', 21 gennaio 2025</ref>
*L'Europa non può permettersi di essere in seconda o terza fila rispetto ai suoi alleati. Se ciò accade, il mondo inizierà ad andare avanti senza l'Europa, e questo è un mondo che non sarà comodo o vantaggioso per tutti gli europei.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Non dimentichiamo che non c'è un oceano che separa i Paesi europei dalla Russia. E i leader europei dovrebbero ricordarsi di questo: le battaglie che coinvolgono i soldati nordcoreani stanno avvenendo in luoghi geograficamente più vicini a Davos che a Pyongyang.<ref group="fonte" name="davos"/>
*La Russia si sta trasformando in una versione della Corea del Nord: un Paese in cui la vita umana non conta nulla, ma che dispone di armi nucleari e di un desiderio ardente di rendere la vita dei suoi vicini miserabile.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Putin ha firmato il nuovo accordo strategico con l'Iran. Ha già un trattato globale con la Corea del Nord. Contro chi fanno questi accordi? Contro di voi, contro di noi. Contro l'Europa, contro l'America. Non dobbiamo dimenticarlo.<ref group="fonte" name="davos"/>
*La Russia può schierare circa 1,3, forse 1,5 milioni di soldati. Noi abbiamo più di 800.000 militari. Al secondo posto dopo di noi c'è la Francia, con oltre 200.000 uomini. Poi la Germania, l'Italia e il Regno Unito. Tutti gli altri hanno meno. Non si tratta di una situazione in cui un Paese può mettersi al sicuro da solo. Si tratta di stare tutti insieme per fare qualcosa.<ref group="fonte" name="davos"/>
*L'Europa deve imparare a prendersi cura di se stessa, in modo che il mondo non possa permettersi di ignorarla.<br>È fondamentale mantenere l'unità in Europa, perché al mondo non interessa solo Budapest o Bruxelles, ma l'Europa nel suo complesso.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Abbiamo bisogno di una politica di sicurezza e di difesa europea unita, e tutti i Paesi europei devono essere disposti a spendere per la sicurezza quanto è veramente necessario, non solo quanto si sono abituati a spendere in anni di negligenza. Se è necessario il 5% del PIL per coprire la difesa, allora che sia il 5%. E non c'è bisogno di giocare con le emozioni delle persone che pensano che la difesa debba essere compensata a spese della medicina o delle pensioni o di qualcos'altro – non è affatto giusto.<ref group="fonte" name="davos"/>
*L'Europa ha bisogno di una propria versione di Iron Dome, in grado di affrontare qualsiasi tipo di minaccia.<ref group="fonte" name="davos"/>
*[...] l'Europa deve farsi avanti e lavorare di più a lungo termine per garantire una vera indipendenza energetica. Non si può continuare ad acquistare gas da Mosca, aspettandosi anche garanzie di sicurezza, aiuto e sostegno da parte degli americani. È semplicemente sbagliato.<ref group="fonte" name="davos"/>
*{{NDR|Su [[Robert Fico]]}} [...] il Primo Ministro della Slovacchia non vuole accedere al gas statunitense, ma non perde la speranza di godere dell'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Gli algoritmi di TikTok sono già più potenti di alcuni governi. Il destino dei piccoli Paesi dipende più dai proprietari delle aziende tecnologiche che dalle loro leggi.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Centinaia di milioni di persone visitano l'Europa per vedere i suoi monumenti, per imparare dal suo patrimonio culturale. Milioni di persone nel mondo sognano di vivere come gli europei. Saremo in grado di conservarlo e di trasmetterlo ai nostri figli? Se noi in Europa possiamo rispondere positivamente, l'America avrà bisogno dell'Europa e di altri attori globali.<ref group="fonte" name="davos"/>
*Abbiamo scoperto a nostre spese quanto sia pericoloso scambiare qualcosa di reale – le armi atomiche – con parole scritte sull’acqua. Avremmo dovuto scambiare le nostre armi per garanzie di sicurezza concrete, che a quel tempo significavano una cosa sola, la Nato, e che oggi significano una cosa sola, la Nato. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/01/25/news/a-tu-per-tu-con-zelensky-trump-la-pace-e-le-garanzie-che-servono-all-ucraina-7361518/ A tu per tu con Zelensky: Trump, la pace e le garanzie che servono all'Ucraina]'', ''ilfoglio.it'', 25 gennaio 2025</ref>
*La nostra storia recente è il motivo per cui non siamo più disposti a cedere qualcosa che ci appartiene senza avere in cambio un’assicurazione seria di pace. In cambio della cessione delle nostre armi nucleari, abbiamo avuto la guerra. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/>
*Con il presidente Trump ho parlato nel dettaglio delle riunioni del 2019, di quando Putin dà la sua parola e poi non la mantiene. Penso che questa sia la cosa più importante da tenere a mente ora che discutiamo di possibili negoziati. Se l’altra parte non mantiene la parola e spesso mente, allora hai bisogno di condizioni eccezionali per creare un’atmosfera tale attorno a Vladimir Putin che – oltre agli accordi sulla carta – gli faccia capire che è impossibile nella pratica infrangere di nuovo le promesse e tornare a fare la guerra all’Ucraina e agli ucraini. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/>
*Se potessi tornare indietro al 1994, scambierei le mie armi nucleari soltanto con qualcosa che possa davvero fermare qualsiasi aggressore, indipendentemente dal suo peso politico, dalle dimensioni del suo territorio, dai numeri del suo esercito. Trump mi ha risposto: "Sì, capisco cosa stai dicendo". (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/>
*{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Io ho un bellissimo rapporto con lei, la considero una persona leale e un’amica. So che Donald Trump ha un buon rapporto e si fida di lei. Spero soltanto che la relazione di Meloni con il presidente americano non sia ancora migliore di quella che ha con me! (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/>
[[File:Secretary Rubio Attends Talks Between U.S. VP and Ukrainian President (54327589258).jpg|thumb|Zelenk'kyj durante la Conferenza di Monaco]]
*Proprio di recente, in Ucraina, abbiamo discusso il ruolo cruciale dell'energia nucleare nel mantenere in funzione il paese, nonostante gli attacchi costanti della Russia contro la nostra infrastruttura energetica. [...] E di recente abbiamo anche parlato con il Presidente Trump e il suo team dell'energia nucleare e della più grande centrale nucleare d'Europa – la nostra centrale di Zaporižžja, attualmente occupata dalla Russia.<br>E la Russia ha risposto inviando un drone a colpire il sarcofago di Černobyl', che trattiene polveri e detriti radioattivi.<br>E questo non è solo follia. Questa è la posizione della Russia.<br>Un paese che lancia tali attacchi non vuole la pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco">Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/zelensky-e-gli-ucraini-sono-gia-il-leader-e-lesercito-di-cui-leuropa-ha-bisogno/ Zelensky e gli ucraini sono già il leader e l'esercito di cui l'Europa ha bisogno]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025</ref>
*[...] abbiamo informazioni precise che questa estate la Russia prevede di inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di "esercitazioni". Ma è esattamente così che avevano ammassato le forze prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina tre anni fa.<br>Questa forza russa in Bielorussia è destinata ad attaccare l'Ucraina?<br>Forse. O forse no. O forse… è destinata a voi.<br>Vi ricordo: la Bielorussia confina con tre paesi della NATO. È diventata di fatto una base operativa per le operazioni militari russe.<br>Secondo Putin e Lukashenko, la Bielorussia ora ospita armi vietate – missili a medio raggio e persino armi nucleari.<br>Putin ormai considera chiaramente la Bielorussia solo un'altra provincia russa.<br>E dobbiamo essere realisti: se qualcuno sta preparando una base militare, dobbiamo chiederci: cosa dobbiamo fare?<br>E, ancora più importante: cosa possiamo fare prima del prossimo attacco, prima della prossima invasione? (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Non fate errori di valutazione – i nordcoreani non sono deboli. Stanno imparando a combattere ora, a combattere una guerra moderna. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*[...] l'Europa deve diventare autosufficiente – unita da una forza comune, ucraina ed europea. [...] Diciamocelo chiaramente: non possiamo più escludere che l'America possa dire "No" all'Europa su questioni che la minacciano. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Molti leader hanno parlato di un'Europa che ha bisogno di un proprio esercito.<br>E io credo davvero che sia giunto il momento. Devono nascere le Forze Armate d'Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Tre anni di guerra su larga scala hanno dimostrato che abbiamo già le basi per una forza militare europea unita. E ora, mentre combattiamo questa guerra e gettiamo le fondamenta per la pace e la sicurezza, dobbiamo costruire le Forze Armate d'Europa.<br>Così il futuro dell'Europa dipenderà solo dagli europei e le decisioni sull'Europa verranno prese in Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Tutto ciò che serve per proteggere vite in una guerra moderna dovrebbe essere prodotto interamente in Europa. L'Europa ha tutto ciò che serve. L'Europa deve solo unirsi e agire in modo che nessuno possa dire "No" all'Europa, comandarla o trattarla come un soggetto debole. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Se gli americani stessi decidessero di ridurre la loro presenza – non sarebbe una buona cosa, ovviamente, sarebbe molto pericoloso – ma tutti noi in Europa dobbiamo essere pronti. E ho iniziato a discutere di questo già prima delle elezioni americane, perché vedevo chiaramente dove stava andando la politica statunitense. Ma l'America deve anche vedere dove sta andando l'Europa.<br>E questa direzione della politica europea non deve solo sembrare promettente – deve rendere l'America desiderosa di stare al fianco di un'Europa forte. Questo è assolutamente possibile. Ne sono certo. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Abbiamo bisogno di fiducia nella nostra forza, affinché gli altri non abbiano scelta se non rispettare la potenza dell'Europa. E senza un esercito europeo, questo è impossibile. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Nessuna decisione sull'Europa senza l'Europa. L'Europa deve avere un posto al tavolo quando si prendono decisioni sull'Europa. Tutto il resto è zero. Se siamo esclusi dai negoziati sul nostro stesso futuro, allora perdiamo tutti. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*L'America ha bisogno dell'Europa? Come mercato – sì. Ma come alleato? Non lo so.<br>Perché la risposta sia "Sì", l'Europa deve avere una voce unica – non una dozzina di voci diverse.<br>Anche coloro che vanno regolarmente a Mar-a-Lago devono far parte di un'Europa forte – perché il Presidente Trump non ama gli amici deboli. Lui rispetta la forza. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Mosca farà a pezzi l'Europa se noi, come europei, non ci fidiamo l'uno dell'altro. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Qualche giorno fa, il Presidente Trump mi ha parlato della sua conversazione con Putin. Non ha mai detto che l'America ha bisogno dell'Europa a quel tavolo. Questo dice molto. I vecchi tempi sono finiti – quando l'America sosteneva l'Europa solo perché l'aveva sempre fatto. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*[...] oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. E questo nonostante il fatto che sia stato l'esercito ucraino a fermare la Russia – non un paese della NATO, non le truppe della NATO, ma solo il nostro popolo e il nostro esercito. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Solo nella battaglia di Kursk, le nostre truppe hanno eliminato quasi 20.000 soldati russi. Abbiamo completamente distrutto le unità nordcoreane che Putin ha dovuto portare perché le sue forze non erano sufficienti a fermare la nostra controffensiva.<br>Sono orgoglioso dell'Ucraina. Sono orgoglioso del nostro popolo.<br>Ma ora vi chiedo – ognuno di voi – di rispondere onestamente a questa domanda: se la Russia venisse per voi, il vostro esercito sarebbe in grado di combattere allo stesso modo?<br>Non voglio che nessuno debba mai scoprirlo. – Dio non voglia.<br>Ecco perché crediamo che il fulcro di qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina debba essere l'adesione alla NATO.<br>Perché a un certo punto, ci sarà un confine tra guerra e pace. E dove verrà tracciato quel confine, e quanto sarà forte, dipenderà da noi.<br>L'Europa ha bisogno di un nuovo anno di forza, di unità e di pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/>
*Purtroppo, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader di una nazione che rispettiamo molto, per il popolo americano che ci ha sempre sostenuto, vive in una bolla di disinformazione [...]. Abbiamo visto questa disinformazione. Capiamo che proviene dalla Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2025/02/19/zelensky-trump-vive-nella-bolla-di-disinformazione-di-putin/ Zelensky: "Trump vive nella bolla di disinformazione di Putin"]'', ''lapresse.it'', 19 febbraio 2025.</ref>
*Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l'adesione dell'Ucraina alla Nato: sarei felice di rinunciare alla presidenza se fosse per la pace dell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/02/23/guerra-ucraina-zelensky-dimissioni-presidente-kiev-nato-garanzie-trump/ Guerra in Ucraina, l’annuncio di Zelensky: «Pronto a dimettermi se Kiev entra nella Nato. Da Trump mi aspetto garanzie»]'', ''open.online'', 23 febbraio 2025.</ref>
*Perché dovrei offendermi se Trump mi dà del dittatore? Se mi offendessi, ammetterei di esserlo. (dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv, 23 febbraio 2025)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.radiortm.it/2025/02/27/zelensky-a-washingtonlopinione-di-rita-faletti/ Zelensky a Washington... l'opinione di Rita Faletti]'', ''radiortm.it'', 27 febbraio 2025.</ref>
[[File:President Trump and Ukrainian President Zelenskyy Clash During Meeting in Oval Office, Feb. 28, 2025.jpg|thumb|Zelens'kyj con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale]]
*[...] dal 2014 al 2022, la situazione è rimasta la stessa: la gente moriva sulla linea del fronte. Nessuno lo ha fermato. Sai che abbiamo avuto molte conversazioni con lui {{NDR|Vladimir Putin}}, conversazioni multilaterali. E io ho firmato con lui, io, da nuovo presidente nel 2019, ho firmato con lui un accordo. Ho firmato con lui, Macron e Merkel, un cessate il fuoco. Tutti mi dicevano che non avrebbe mai attaccato, abbiamo firmato con lui un contratto per il gas... Sì, ma dopo ha violato il cessate il fuoco, ha ucciso la nostra gente e non ha scambiato prigionieri. Abbiamo firmato per lo scambio di prigionieri, ma non lo ha fatto. Di che tipo di diplomazia, JD, stai parlando? Cosa intendi? (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale">Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/28/trump-zelensky-vance-trascrizione-scontro/7896301/ Trump-Vance-Zelensky, ecco la trascrizione dello scontro nello Studio Ovale: "La gente muore". "Tu irrispettoso, hai mai detto grazie?". "Giochi con la Terza Guerra mondiale"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 28 febbraio 2025</ref>
*[...] durante la guerra, tutti hanno problemi. Anche voi, ma avete un bell’oceano e non lo sentite ora, ma lo sentirete in futuro. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/>
*{{NDR|«Non siete in una buona posizione. Non avete le carte giuste. Con noi, iniziate ad avere carte».}} Non sto giocando a carte. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/>
*La pace, come diceva il [[Ronald Reagan|presidente Reagan]], non è una semplice assenza di pace. Serve una pace solida e duratura, con diritti civili e libertà garantita. Vladimir Putin ha violato il cessate il fuoco 25 volte dal 2014, non ci si può fidare. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox">Da ''[https://www.vanityfair.it/article/zelensky-lite-trump-intervista-fox-news Zelensky: «Non credo di aver sbagliato, ma Trump con chi sta? Perché dice che l'Ucraina è distrutta?». L'intervista di Fox News cerca di incastrare il leader ucraino, che dà lezioni di civiltà a tutti]'', ''vanityfair.it'', 1 marzo 2025</ref>
*[...] rispetto il presidente e gli americani, ma non so, penso che dobbiamo essere onesti. Non credo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Certo, ci sono delle cose da discutere, ma forse è meglio farlo non davanti ai media - con tutto il rispetto per la democrazia e la stampa libera. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/>
*Siamo pronti a firmare ma per noi è molto importante che ci siano delle garanzie. Magari non so delle cose, per questo volevo parlare con il presidente dei dettagli, in separata sede, per poter capire. Magari ha un suo piano per fermare Putin. Le garanzie sono un tema molto sensibile per la mia gente, perché siamo stati tre anni in guerra e la sola cosa che vogliamo sentirci dire è che è finita e che gli Stati Uniti stanno dalla nostra parte, insieme ai partner europei e insieme alla Nato. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/>
*[...] non posso cambiare quello che pensano gli ucraini dei russi: per loro sono dei killer. Gli Usa e l'Europa sono i nostri migliori amici mentre Putin è il nemico. Non è che non voglio la pace ma bisogna raccontare la realtà. La situazione reale. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/>
*Sarebbe molto difficile per noi {{NDR|vincere la guerra senza l'appoggio statunitense}}. Ecco perché sono venuto negli Usa e perché l'accordo sulle terre rare era solo il primo passo per arrivare alla pace, ma non possiamo cancellare tutte le immagini che la nostra gente ha visto, i russi sono entrati nelle loro case, non possiamo dire che Putin è un"bravo ragazzo". Non possiamo dimenticare i primi giorni di guerra, l'invasione, non vogliamo che succeda di nuovo che ritornino. Io ho ceduto sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato, ma allora chiedo: qual è la nostra garanzia di pace? Non voglio fare pressioni, sto solo chiedendo. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/>
*Quando sei negli Stati Uniti, e ad esempio il presidente, o il vice, o dei senatori, o comunque dei grossi politici dicono che l'Ucraina è praticamente distrutta, che i nostri soldati sono scappati, che non sono eroi, che l'Ucraina ha perso milioni di civili, che il loro presidente è un dittatore: qual è la reazione? Non si tratta di me, ma viene da chiedersi: dov'è l'amicizia tra Usa e Ucraina? Ho chiesto molte volte, per telefono, in altre occasioni, di fare attenzione con i numeri, se dici che abbiamo un milione di morti non è vero, parli di vite umane, sono persone, padri... se parli di territori quando sono case... I buoni partner non dicono questo, i buoni partner sono amici. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/>
*Proprio la scorsa notte {{NDR|la Russia}} ha lanciato un altro massiccio attacco contro l’Ucraina – prendendo principalmente di mira la nostra capitale, Kyjiv. L’attacco ha coinvolto droni russi-iraniani Shahed. Questi droni sono stati pesantemente potenziati per causare più distruzione e per essere più difficili da abbattere. Gli ucraini ora subiscono attacchi con centinaia di questi droni ogni singola notte. Questo è puro terrorismo.<ref group="fonte" name="pianomarshall">Dall'intervento alla conferenza di Roma; ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/discorso-zelensky-conferenza-ricostruzione-ucraina/ Piano Marshall europeo]'', ''linkiesta.it'', 10 luglio 2025.</ref>
*Ricordate, solo un anno fa, molti pensavano che la Russia volesse veri colloqui di pace e un cessate il fuoco. Mosca inviava quei segnali, ma era tutto parte della propaganda. Cercavano di far passare l’idea che l’Ucraina non volesse la pace. Ma allora avevamo detto che bisognava fare pressione sulla Russia, perché non si stava preparando alla pace. E ora tutti vedono che Putin ha rifiutato ogni proposta di pace e sta intensificando la violenza.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*L’Ucraina possiede alcune delle tecnologie più avanzate al mondo per i droni, sia offensivi che difensivi. Siamo pronti a condividere questa esperienza e queste tecnologie con i nostri partner. L’Ucraina ha bisogno di investimenti – voi avete bisogno di competenze e tecnologie. Tutto ciò che stiamo costruendo ora per proteggere l’Ucraina, aiuterà anche a proteggere voi.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Nessun altro paese è passato così rapidamente dagli aerei sovietici agli F-16 e ai Mirage.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Ricostruire l’Ucraina non riguarda solo il nostro Paese, riguarda anche i vostri Paesi, le vostre aziende, la vostra tecnologia, i vostri posti di lavoro – il modo in cui ricostruiamo il nostro Paese può anche modernizzare le vostre infrastrutture e industrie.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Dobbiamo accordarci chiaramente sul fatto che i beni russi congelati devono essere destinati alla ricostruzione dell’Ucraina. Non solo i proventi, ma anche i beni stessi devono essere utilizzati – e in modo molto più attivo di quanto non lo siano ora – per salvare vite umane.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Putin ha solo due veri “alleati” – il terrore e l’inverno.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Ogni giorno, dobbiamo restare concentrati. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia. Dobbiamo continuare a lavorare per la difesa. Così da poter ottenere un vero cessate il fuoco il prima possibile. Così che i nostri droni entrino nei nostri arsenali comuni. Che le nostre tecnologie servano alla ricostruzione e alla vita reale. Che creiamo e iniziamo a implementare un piano di ricostruzione affidabile. Che i nostri bambini e il nostro popolo tornino a casa – in Ucraina.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/>
*Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. Il popolo ucraino merita la pace. Ma tutti i partner devono capire cosa sia una pace dignitosa. Questa guerra deve finire, e la Russia deve porvi fine. La Russia l'ha iniziata e la sta trascinando, senza rispettare alcuna scadenza, e questo è il problema, non altro [...]. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell'Ucraina. Nessuno si discosterà da questo e nessuno potrà farlo. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all'occupante. L'Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare alla pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che escluda l'Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace e non porterà a nulla. Sono decisioni morte, non funzioneranno mai [...]. E noi tutti abbiamo bisogno di una pace reale, viva, che le persone rispettino. Siamo pronti a lavorare insieme al presidente Trump e a tutti i nostri partner per una pace reale e, soprattutto, duratura, una pace che non crollerà a causa dei desideri di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/09/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424780251/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-r109#424780251_event9 Zelensky: "Ogni decisione senza Kiev non porterà a nulla"]'', ''repubblica.it'', 9 agosto 2025.</ref>
*Io non posso andare a Mosca quando il mio Paese è sotto attacco missilistico, ogni giorno. Non posso andare nella capitale di questo terrorista. Putin lo capisce.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/06/diretta/guerra_ucraina_russia_trump_news_oggi-424829643/?ref=RHLF-BG-P6-S3-T1-r620#424829643_event4 Zelensky: “Non andrò a Mosca, Putin invece venga a Kiev”]'', ''repubblica.it'', 6 settembre 2025.</ref>
*Cosa possono aspettarsi il Sudan, la Somalia o la Palestina o qualsiasi altro popolo che vive in guerra dalle Nazioni Unite? Per decenni, solo dichiarazioni.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza">Dall'intervento all'Onu; citato in ''[https://it.euronews.com/2025/09/24/lappello-di-zelensky-allonu-da-nazioni-unite-solo-dichiarazioni-armi-determinano-sopravviv L'appello di Zelensky all'Onu: "Da Nazioni Unite solo dichiarazioni, armi determinano sopravvivenza"]'', ''euronews.com'', 24 settembre 2025.</ref>
*Ora ci sono decine di migliaia di persone che sanno come uccidere professionalmente usando i droni. Fermare questo tipo di attacco è più difficile che fermare qualsiasi pistola, coltello o bomba, questo è ciò che la Russia ha portato con la sua guerra.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/>
*La tecnologia bellica non si preoccupa più della geografia, ora la sta rimodellando.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/>
*È solo questione di tempo prima che i droni combattano contro i droni, attacchino le infrastrutture critiche e da soli prendano di mira le persone. Completamente autonomi e senza alcun coinvolgimento umano, a parte i pochi che controllano i sistemi di intelligenza artificiale. Stiamo vivendo la corsa agli armamenti più distruttiva della storia dell'umanità, perché questa volta include l'intelligenza artificiale.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/>
*Fermare Putin ora è più economico che cercare di proteggere ogni porto e ogni nave dai terroristi con i droni marini. Fermare la Russia ora è più economico che chiedersi chi sarà il turista che creerà un semplice drone con una testata nucleare,<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/>
*Ho parlato con il presidente Trump. Una buona conversazione, molto produttiva. Mi sono congratulato per il successo e l'accordo per il Medio Oriente che ha effettivamente ottenuto, ed è un risultato forte. E se si riesce a fermare la guerra in quella regione, sicuramente altre guerre possono essere fermate, compresa questa guerra russa.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424905614/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-r110#424905614_event15 Zelensky a Trump: "Se fermi la guerra a Gaza, puoi fermare anche Mosca"], ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025.</ref>
*Oggi viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è enorme. E il nostro Paese potrebbe trovarsi presto davanti a una scelta durissima: sacrificare la nostra dignità, oppure rischiare di perdere un partner fondamentale. Accettare una lista complicata di 28 richieste, oppure affrontare un inverno che potrebbe essere il più duro, con tutti i pericoli che comporta. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. Una vita in cui ci si chiede di fidarsi di chi ci ha già attaccati due volte.<ref group="fonte" name="dignita">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-discorso-integrale-zelensky-AHhw4StD Ucraina, il discorso integrale di Zelensky]'', ''ilsole24ore.com'', 21 novembre 2025.</ref>
*Discuterò, cercherò di convincere, proporrò alternative. Ma non daremo al nemico nessun pretesto per dire che l’Ucraina non vuole la pace o che sta sabotando la diplomazia. Questo non succederà.<ref group="fonte" name="dignita"/>
*Senza sosta, farò di tutto per assicurare che tra tutti i punti in discussione ce ne siano almeno due non negoziabili: la dignità e la libertà del popolo ucraino. Perché tutto il resto — la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, il nostro popolo, il nostro futuro — si regge su questi due fondamenti.<ref group="fonte" name="dignita"/>
*Sì, ho paura [...]. Temo che qualcuno dei nostri alleati sia stanco. L'obiettivo della Russia è che l'America si disimpegni.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/12/03/news/zelensky_rischio_isolamento_usa_disimpegno-425017957/ Zelensky a rischio isolamento: "Temo che gli Usa ci mollino"]'', ''repubblica.it'', 3 dicembre 2025.</ref>
*Celebriamo il Natale in un momento difficile. Purtroppo, non tutti siamo a casa stasera. Purtroppo, non tutti hanno ancora una casa. E purtroppo, non tutti sono con noi stasera. Ma nonostante tutte le sofferenze portate dalla Russia, non è in grado di occupare o bombardare ciò che più conta. Questo è il nostro cuore ucraino, la nostra fiducia reciproca e la nostra unità [...]. Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. Lottiamo per essa. E preghiamo per essa. E la meritiamo. [...] Per tutti coloro che sono prigionieri: che tornino a casa. Per tutti i nostri eroi caduti che hanno difeso l'Ucraina a costo della loro vita. Per tutti coloro che la Russia ha costretto all'occupazione e alla fuga. Per coloro che stanno lottando ma non hanno perso l’Ucraina dentro di sé, e quindi l’Ucraina non li perderà mai.<ref group="fonte">Discorso alla vigilia di Natale, 2025; citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/zelensky-discorso-natale-augura-putin-morire-bombardieri-russi-mari-barents-e-norvegia-AIBdPcZ Zelensky nel discorso di Natale augura a Putin di morire. Bombardieri russi sui mari Barents e Norvegia]'', ''ilsole24ore.com'', 25 dicembre 2025.</ref>
[[File:New Year's Eve from President of Ukraine Volodymyr Zelensky (31-12-2025).jpg|thumb|Zelens'kij durante il discorso di fine anno]]
*L'accordo di pace è pronto al 90 per cento. Ne rimane ancora il 10 per cento. E questo è molto più che semplici numeri. Quel 10 per cento contiene, in effetti, tutto. È il 10 per cento che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa, il modo in cui vivranno le persone. Il 10 per cento per salvare milioni di vite. Il 10 per cento della determinazione necessaria affinché la pace funzioni al 100 per cento. Il 10 per cento dell'unità e della saggezza così disperatamente necessarie – ucraine, americane, europee, da tutto il mondo. Il 10 per cento per la pace.<ref group="fonte" name="fineanno2025">Discorso di fine anno, 31 dicembre 2025; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/01/video/vogliamo-la-fine-della-guerra-non-dell-ucraina-il-discorso-di-fine-anno-di-zelensky-8489256/ Vogliamo la fine della guerra, non dell'Ucraina. Il discorso di fine anno di Zelensky]'', ''ilfoglio.it'', 1 gennaio 2026.</ref>
*Cosa vuole l'Ucraina? La pace? Sì. A qualunque costo? No. Vogliamo la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina. Siamo stanchi? Estremamente. Significa forse che siamo pronti ad arrenderci? Chi la pensa così si sbaglia di grosso. Ed è chiaro che, in tutti questi anni, non hanno ancora capito chi sono gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni a una guerra su vasta scala. Basta considerare questo numero. È più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale. 1.407 giorni di un'Ucraina non conquistata. Un paese che, di fatto, trascorre ogni notte nei rifugi. Ogni giorno, in lotta. Spesso, senza elettricità. Spesso, senza dormire, mantenendo le posizioni per molti, molti giorni. Eppure sempre, senza panico, senza caos, senza divisioni, uniti, affinché possiamo avere la pace. Vogliamo che la guerra finisca? Assolutamente.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*Ritiratevi dal Donbas e tutto sarà finito. Ecco come suona l'inganno tradotto dal russo all'ucraino, all'inglese, al tedesco, al francese e, di fatto, in qualsiasi lingua del mondo. C'è ancora qualcuno che ci crede? Purtroppo. Perché troppo spesso la verità viene ancora evitata e chiamata diplomazia, quando in realtà si tratta semplicemente di bugie in giacca e cravatta.
*Un pezzo di carta in stile Budapest non soddisferà l'Ucraina. L'Ucraina non ha bisogno di una trappola meticolosamente elaborata in stile Minsk. Le firme sotto accordi deboli alimentano solo la guerra. La mia firma sarà sotto un accordo forte. Ed è esattamente questo lo scopo di ogni incontro, ogni chiamata, ogni decisione in questo momento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*O il mondo ferma la guerra della Russia, o la Russia trascina il mondo nella sua guerra. Ed è scioccante – scioccante che dopo così tante guerre, dopo quattro anni di una guerra del genere, una guerra in Ucraina, in Europa, dobbiamo ancora, purtroppo, spiegarlo a molti. E lo spieghiamo, lo ripetiamo – e anche se i leader cambiano, le domande rimangono le stesse. L'America è in grado di fermare l'aggressore in modo rapido e deciso? Assolutamente. Lo vorremmo? Moltissimo. Quando è possibile? Sempre. E quando è necessario? Ne avevamo bisogno ieri. E nel 2026, è possibile.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*[...] quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*[...] l'Ucraina è, di fatto, l'unico scudo che ora separa il confortevole stile di vita europeo dal mondo russo. E per la maggior parte dei leader, la domanda "Perché sostenere l'Ucraina?" non si pone. Perché se – Dio non voglia – l'Ucraina cadesse, le domande successive sarebbero: "Perché sostenere la Polonia?" e "Chi combatterà per gli Stati baltici?" e "Cosa c'è da fare senza l'Ucraina nella Nato?"<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*La Russia dovrà porre fine alla guerra, nel momento in cui troverà una ragione per la pace in più rispetto a quella per combattere. Ecco perché spesso ci diciamo l'un l'altro quello che dicono i nostri ragazzi al fronte: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è resistere un giorno in più di loro. E oggi aggiungiamo: essere un passo avanti. Un'ora più veloci. Una decisione più coraggiosa. Anche di un decimo, ma migliore. E del dieci per cento – di quel dieci per cento di cui parlavo all'inizio – del dieci per cento più forti. E allora vinceremo la pace al cento per cento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
*[...] nel 2026, vogliamo davvero che il cielo sia calmo e la terra pacifica; che il calore e la luce riempiano le nostre case – e non 170, ma tutte le 220, come dovrebbe essere; che tutta la nostra gente torni a casa – dal fronte, dalla prigionia, dall'occupazione; che noi resistiamo; che l'Ucraina resista.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/>
===2026===
*{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}} Per quanto riguarda il Venezuela? Come dovremmo rispondere a questo? Beh, quello che posso dire è che, se si può fare questo con i dittatori, allora gli Stati Uniti sanno cosa fare dopo.<ref group="fonte">Dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv; citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2026/01/03/venezuela-zelensky-se-si-puo-fare-questo-con-i-dittatori-allora-gli-usa-sanno-cosa-fare-dopo/ Venezuela, Zelensky: "Se si può fare questo con i dittatori, allora gli Usa sanno cosa fare dopo"]'', ''lapresse.it'', 3 gennaio 2026.</ref>
*Cari amici, tutti hanno presente il grande film americano "[[Ricomincio da capo]]" con Bill Murray e Andie MacDowell. Ma nessuno vorrebbe vivere così – ripetendo ogni giorno la stessa storia per settimane, mesi, anni. Eppure è esattamente così che viviamo oggi. È la nostra vita. E ogni Forum come questo lo dimostra.<ref group="fonte" name="davos2026">Dal discorso a Davos, 22 gennaio 2026; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/22/video/il-discorso-di-volodymyr-zelensky-a-davos-8561649/ L'Europa unita è invincibile. Il discorso di Volodymyr Zelensky a Davos]'', ''ilfoglio.it'', 22 gennaio 2026.</ref>
*{{NDR|Sulla [[crisi groenlandese]]}} Tutti hanno spostato la loro attenzione sulla Groenlandia. È chiaro: la maggior parte dei leader non sa che cosa fare. E sembra che tutti stiano solo aspettando che l'America "si raffreddi" sull'argomento, sperando che la questione svanisca. Ma se non svanisse? Cosa accadrà allora?<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Si è parlato molto delle proteste in Iran – ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è vero, si è voltato dall'altra parte. In Europa era periodo di feste, Natale e Capodanno. Quando i politici sono tornati al lavoro per definire una posizione comune, l'ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone. E cosa diventerà l'Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, il messaggio per ogni tiranno sarà chiaro: "Uccidi abbastanza persone e resterai al potere." Chi, in Europa, vuole che quel messaggio diventi realtà? Eppure l'Europa non ha nemmeno provato a costruire una risposta autonoma.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Il presidente Trump ha guidato un'operazione in Venezuela. E Maduro è stato arrestato. Ci sono opinioni diverse, certo, ma resta un fatto: Maduro è sotto processo a New York. Sorry, ma Putin non lo è. Siamo al quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e l'uomo che l'ha iniziata non soltanto è libero ma combatte ancora per riavere i suoi soldi congelati in Europa. E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Troppo spesso, in [[Unione europea|Europa]], c'è sempre qualcosa di "più urgente" della giustizia.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*L'Europa ama discutere del futuro, ma evita di agire nel presente – nel presente che decide quale futuro avremo. Ecco il problema. Perché il presidente Trump può fermare le petroliere della flotta ombra e sequestrare il petrolio, mentre l'Europa no? Il petrolio russo naviga vicino alle coste europee: quel petrolio finanzia la guerra contro l'Ucraina, quel petrolio destabilizza l'Europa. Dunque il petrolio russo va fermato, confiscato e venduto a beneficio dell'Europa. Perché no? Se Putin non ha soldi, non può fare la guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Lo ripeto: l'Europa ha bisogno di forze armate unite – forze capaci di difendere davvero l'Europa. Oggi l'Europa si affida alla speranza che, se arriverà il pericolo, la Nato agirà. Ma nessuno ha mai visto l'Alleanza davvero in azione. Se Putin decidesse di colpire la Lituania o la Polonia, chi risponderebbe? In questo momento, la Nato vive di fede – la fede che gli Stati Uniti interverranno. Ma se non lo facessero?<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*{{NDR|Sulla crisi groenlandese}} L'Europa deve sapere come difendersi. E se mandate 30 o 40 soldati in Groenlandia, a cosa serve? Che messaggio dà a Putin? Alla Cina? E soprattutto: che messaggio manda alla Danimarca, il vostro alleato più diretto? O dichiarate che le basi europee proteggeranno davvero la regione da Russia e Cina – e le costruite – oppure rischiate di non essere presi sul serio. Perché 30 o 40 soldati non proteggono nulla. Noi sappiamo cosa fare. Se le navi russe solcano liberamente i mari intorno alla Groenlandia, l'Ucraina può aiutare – abbiamo l'esperienza e le armi per fare in modo che nessuna resti a galla. Possiamo affondarle lì come le affondiamo al largo della Crimea. Nessun problema: abbiamo gli strumenti e gli uomini. Ma se ci chiedessero di farlo, se fossimo nella Nato – e non lo siamo – quel problema non esisterebbe più.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Sull'Iran, tutti aspettano di vedere cosa farà l'America. Il mondo non offre nulla; l'Europa non offre nulla e non vuole schierarsi con il popolo iraniano e la democrazia che esso reclama. Ma quando si rifiuta di aiutare chi lotta per la libertà, le conseguenze ritornano – sempre in modo negativo.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Vediamo tutti come le forze che vogliono distruggere l'Europa non perdono un solo giorno. Operano liberamente, anche dentro l'Europa. Ogni "Viktor" che vive del denaro europeo mentre svende gli interessi europei merita una lezione. E se si trova a suo agio a Mosca, non significa che dobbiamo permettere che le capitali europee diventino piccole Mosche. Ricordiamo cosa ci separa dalla Russia. La linea di conflitto più profonda è questa: la Russia combatte per svalutare la persona umana, per rendere possibile che un dittatore distrugga chi vuole. Ma questi dittatori devono perdere potere, non guadagnarlo.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*In Europa ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali. Troppo spesso gli europei si rivoltano gli uni contro gli altri – leader, partiti, movimenti, comunità – invece di unirsi per fermare la Russia, che porta la stessa distruzione a tutti.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Invece di diventare una vera potenza globale, l'Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze. Invece di guidare la difesa della libertà nel mondo, soprattutto quando l'attenzione americana si sposta altrove, l'Europa appare smarrita – intenta a cercare di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare idea. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama sé stesso. E dice di amare l'Europa. Ma non ascolterà questa Europa.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*I leader dicono: "Dobbiamo difendere gli interessi europei". Ma sperano che qualcun altro lo faccia al posto loro. E quando parlano di valori, spesso intendono "beni di valore".<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Cari amici, non dobbiamo degradarci a ruoli secondari – non quando abbiamo la possibilità di essere una grande potenza insieme. Non dobbiamo accettare che l'Europa sia solo un'insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell'Europa stessa. Quando è unita, l'Europa è davvero invincibile. E può – deve – essere una forza globale. Non una che reagisce in ritardo, ma una che definisce il futuro. Questo aiuterebbe tutti – dal medio oriente a ogni altra regione del mondo. Aiuterebbe la stessa Europa, perché le sfide che affrontiamo oggi sono sfide al nostro modo di vivere, al modo europeo di vivere, dove le persone contano, dove le nazioni contano. L'Europa può contribuire a costruire un mondo migliore. L'Europa deve costruire un mondo migliore. E un mondo senza guerra, naturalmente.<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Per una sicurezza reale, la fede non basta – la fede in un partner, in un colpo di fortuna. Nessuna discussione intellettuale può fermare una guerra. Serve azione. L'ordine mondiale nasce dall'azione. E serve solo il coraggio di agire. Senza azione oggi, non c'è domani. Mettiamo fine a questo nostro "Ricomincio da capo. E sì – è possibile".<ref group="fonte" name="davos2026"/>
*Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/26_febbraio_14/conferenza-monaco-diretta.shtml Parla Zelensky: Putin si crede uno zar, ma è schiavo della guerra]'', ''corriere.it'', 14 febbraio 2026.</ref>
*Se verranno dati all’Ucraina due mesi di cessate il fuoco, allora indiremo le elezioni [...] Con un cessate il fuoco anche la Russia potrebbe andare a elezioni.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://ilmanifesto.it/zelensky-cerca-di-nuovo-la-sponda-ue-gli-usa-vogliono-che-cediamo-solo-noi Zelensky cerca di nuovo la sponda Ue: «Gli Usa vogliono che cediamo solo noi»]'', ''ilmanifesto.it'', 15 febbraio 2026.</ref>
*Abbiamo fatto molti compromessi. Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/02/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425161540/ Zelensky, "Compromesso con Russia c'è già, Putin non è in prigione"]'', ''repubblica.it'', 16 febbraio 2026.</ref>
[[File:Address by the President of Ukraine on the Fourth Anniversary of the Beginning of Russia’s Full-Scale Invasion of Ukraine. (55113242776).jpg|thumb|Zelens'kyj durante il quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa]]
*Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni. E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l'Ucraina percorre dal 24 febbraio. Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia.<ref group="fonte">[https://x.com/ZelenskyyUa/status/2026183302969774260?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Tweet] del 24 febbraio 2026; citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-24/ucraina-zelensky-trump-anniversario-35767665/ Ucraina: 4 anni di guerra, l'appello di Zelensky a Trump "si schieri con noi"]'', ''agi.it'', 24 febbraio 2026.</ref>
*{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta.<ref group="fonte" name="iran">Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi, 2 marzo 2026; da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_03/intervista-a-zelensky-lasciare-il-donbass-aprirebbe-la-via-a-mosca-putin-ha-perso-l-inverno-l-ue-da-sola-non-basta-3004ee60-a4ef-4ea2-83ae-1559b14d2xlk.shtml Intervista a Zelensky: «Putin ha perso l'inverno. Ma ora la guerra in Iran potrebbe metterci in difficoltà, ecco perché»]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2026.</ref>
*{{NDR|Su Vladimir Putin durante la guerra d'Iran}} Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia.<ref group="fonte" name="iran"/>
*{{NDR|Sulla guerra d'Iran}} Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l'atomica. L'Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime.<ref group="fonte" name="iran"/>
*[...] io mi auguro che la crisi iraniana resti un'operazione limitata e non diventi una lunga guerra, noi sappiamo bene sulla nostra pelle quanto rischi di essere sanguinosa.<ref group="fonte" name="iran"/>
*Gli americani pensano a uno scambio di territori, i russi vogliono il nostro ritiro. Lo scambio non è nel nostro interesse, inoltre Mosca ha bisogno di molte forze per controllare le zone che noi lasceremmo: sanno che noi vorremmo riprendere ciò che ci hanno sottratto. Perché mai noi dovremmo scambiare nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?<ref group="fonte" name="iran"/>
*Io non vado a questionare se ci sono truppe straniere in Russia, per esempio i 10.000 soldati nordcoreani. Non vedo perché Mosca debba decidere quali truppe stazionano sul nostro territorio. Ma voglio essere chiaro: io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano. Perché mai dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? E subito dopo imporrà nuove richieste? No, non ci sto.<ref group="fonte" name="iran"/>
*Non stiamo perdendo e la Russia non è ancora contenta. Stanno perdendo un mucchio di uomini, sino a 35.000 al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi.<ref group="fonte" name="iran"/>
*[[Viktor Orbán|Orbán]] diventa importante quando forze politiche importanti gli danno forza, altrimenti vale poco. L'Ungheria è un Paese che conta, ma non ha peso militare.<ref group="fonte" name="iran"/>
*{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei è intelligente. L'Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. È un problema comune a tanti Paesi europei: non avete abbastanza armi per difendere i vostri cieli. Ma la premier Meloni è dalla parte giusta della storia.<ref group="fonte" name="iran"/>
*La questione vera è: quando potremo avere le elezioni? Di sicuro saranno dopo la fine della guerra e non durante un cessate il fuoco temporaneo. E non sono affatto sicuro che mi candiderò, vedrò cosa vorranno gli ucraini.<ref group="fonte" name="iran"/>
*Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molti in Ucraina avevano un'opinione positiva di te. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. [...] In 26 anni al potere, hai completamente cambiato l'agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e altre questioni civili, le nostre nazioni sono passate a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere conducendo una guerra contro l'Ucraina.<ref group="fonte" name="letteraaperta">Da un [https://www.instagram.com/p/DZLTphwDEKU/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== post] rivolto a Vladimir Putin sul profilo ufficiale Instagram, 4 giugno 2026; citato in ''[https://www.open.online/2026/06/04/ucraina-zelensky-lettera-putin-colloqui-diretti/ Zelensky scrive una lettera a Putin: «Vediamoci e finiamo questa guerra». Il Cremlino: «Venga a Mosca quando vuole»]'', ''open.online'', 4 giugno 2026.</ref>
*Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Non avrai abbastanza denaro né capitale politico per continuare a comprare la lealtà dei russi come hai fatto negli ultimi 26 anni. E faremo tutto il possibile affinché il mondo contribuisca ad avvicinare quel momento.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Non è che noi in Ucraina ci preoccupiamo del destino dei soldati russi dopo tutto ciò che la tua guerra ha portato al nostro Paese. Ma mi importa degli ucraini. Stiamo perdendo i nostri cittadini, e ogni perdita è dolorosa per noi. Anche quando il rapporto tra perdite ucraine e russe è di uno a cinque o uno a sei, continua ad avere un grande peso. Conta anche il fatto che tu rinvii regolarmente, ogni pochi mesi, i tuoi obiettivi per la conquista delle nostre regioni – in particolare la regione di Donetsk. E non la conquisterai nemmeno quest'anno.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Non avere paura di imboccare la via d'uscita da questa guerra. È la cosa principale che ti viene richiesta ora. L'Ucraina ha preservato la sua indipendenza. E la preserverà. Nonostante tutte le previsioni contrarie. Abbiamo unito molti Paesi nel mondo a sostegno dell'Ucraina e contro di te. Abbiamo trovato le armi e i finanziamenti necessari. Riceviamo sostegno. Tu ricevi sanzioni. E questo continuerà finché non ci sarà giustizia per l'Ucraina – la giustizia che cerchiamo e che può essere raggiunta.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Abbiamo portato la guerra sul tuo territorio, e non saresti stato in grado di gestirla senza l'aiuto della Corea del Nord. Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. Credevi che gli ucraini non avessero la forza di difendersi. E invece oggi il nostro popolo aiuta i partner in Medio Oriente e nel Golfo a rafforzare le proprie difese.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Il mondo non si è stancato dell'Ucraina, come speravi. Ma cresce la stanchezza verso la Russia — anche tra chi, nel mondo, ti aiuta a eludere le sanzioni e a mantenere in piedi la tua economia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Dopo 26 anni al potere, l'età comincia a farsi sentire. E con il tempo, la stanchezza verso di te non potrà che aumentare.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un confronto diretto tra noi e te. Propongo un incontro. Tutti hanno sentito i tuoi rappresentanti dire, sorridendo, che potrei andare a Mosca. Ma dopo 26 anni, non c'è nulla per un leader ucraino nella tua capitale — così come non c'è nulla per un leader russo a Kyiv. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo — molti sono in grado e disposti a ospitare un tale incontro.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Un vero silenzio delle armi è il modo migliore per iniziare a parlarsi.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*Se non arriverai personalmente alla conclusione che è tempo di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza. Avremo chi ci sostiene. Ma anche tu dovrai combattere molto più duramente per la tua esistenza – non quella della Russia, ma la tua. E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conosci bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento. Possiamo lavorare per avvicinare quella stanchezza. Puoi fermare la tua guerra.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/>
*La Russia prevede di conquistare la regione del Donetsk entro il 31 dicembre di quest'anno. Il Cremlino ha già posticipato questa scadenza per ben 15 volte.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/06/29/zelensky-mosca-prevede-di-conquistare-il-donetsk-entro-il-31-dicembre_1712d512-35e2-4565-8b77-de0fcf66dc13.html Zelensky, "Mosca prevede di conquistare il Donetsk entro il 31 dicembre"]'', ''ansa.it'', 29 giugno 2026.</ref>
*Gli ucraini non saranno ciottoli sotto i piedi di zar e governanti. Gli ucraini non si sottometteranno. Gli ucraini non saranno merce di scambio nelle dispute tra capitali. Gli ucraini non si sottometteranno a ciò in cui non credono. E di certo non rinunceranno al loro sogno. Sogno di vivere, sogno di vivere in modo indipendente.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/26_agosto_24/zelensky-nel-giorno-dell-indipedenza-non-saremo-ciottoli-sotto-il-piede-di-putin-f172248a-7eba-4d1f-b38e-ea5376f1bxlk.shtml Zelensky nel giorno dell'indipendenza: «Non saremo ciottoli sotto il piede di Putin»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2026.</ref>
==Citazioni su Volodymyr Zelens'kij==
*Da capo dell’opposizione, questa è la mano che tendo al presidente Volodymyr Zelensky: se siamo uniti, siamo forti. E se siamo forti, possiamo battere Putin. Purtroppo, vedo che Zelensky non è pronto a questo. È un irresponsabile. Lui ha più paura di me che di Putin. E questa è una tragedia. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]])
*È incredibile che Zelensky pensi di poter causare più danni alla Russia di quelli che la Russia potrebbe causare all'Ucraina se entrambi gli eserciti dessero fondo a tutto il loro arsenale. Questa forma di megalomania di Zelensky, che si manifesta nella convinzione che la Russia e l'Ucraina competono alla pari, è dovuta a molti fattori. Uno di questi è il processo di celebrazione che il presidente ucraino riceve dai media occidentali. A furia di sentirsi dire di essere un "grande statista", un "grande stratega", un "eroe", Zelensky ha finito per crederci davvero perdendo il contatto con la realtà. ([[Alessandro Orsini (saggista)|Alessandro Orsini]])
*È indubbio che non ci sia nessuno più leale all'Ucraina di Zelensky, nessuno a cui stia più a cuore proteggere il suo Paese e i suoi connazionali. ([[Jonathan Safran Foer]])
*È un criminale di guerra. C'è lui dietro alle fucilazioni di Bucha e all'attacco a Kramatorsk. Potrebbe restare come presidente di questo pezzettino di Ucraina filoamericana, ma credo che verrà ammazzato prima. ([[Sergej Markov (politologo)|Sergej Markov]])
*È una brava persona: sta combattendo per l'Ucraina e per tutta l’Europa. E spero che questa guerra finisca molto presto, e che sia lui a vincerla. ([[Lech Wałęsa]])
*Eroe tragico di questo conflitto che viene dal passato. ([[Pierre Haski]])
*Generazioni di patrioti americani, dalla nostra rivoluzione in poi, hanno combattuto per i principi per cui Zelenskyj sta rischiando la vita. ([[Liz Cheney]])
*Ha fatto capire, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la potenza della comunicazione. È stato magistrale quando si è mostrato nel video fai-da-te con i suoi ministri, dicendo semplicemente "Siamo qui". E non credo che i Paesi dell'[[Unione europea|Ue]] sarebbero stati tutti pronti a sanzioni severe o a escludere alcune delle principali banche russe dal sistema [[Swift]] senza il discorso di Zelensky al [[Parlamento europeo]]. ... vedo un'analogia tra lui e [[Greta Thunberg]]: entrambi mostrano che anche un singolo individuo può risvegliare la coscienza di una cultura. La persona giusta, al momento giusto, riesce a scuotere il mondo. Troppo facilmente dimentichiamo che gli eroi possono esistere, che siamo capaci di crederci. E che ne abbiamo bisogno. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Ha scoperto una fantastica vena da attore drammatico e adesso si starà rammaricando di aver perso tempo a fare il comico. Scherzi a parte, sta recitando benissimo la parte che qualcuno gli scrive. Le iperboli che prima ci propinava adesso sono finalmente corrette. Se prima diceva "è un’ingiustizia non essere parte dell’Ue o della Nato", era palesemente in cattiva fede. La ragione era chiara: non eravamo pronti. Adesso no, ha ragione a dirlo perché se non entriamo nell’Europa sarà la dittatura russa a bussare alle vostre porte. ([[Andrij Kurkov]])
*Il fatto che Zelensky sia ebreo non comporta che in Ucraina ci siano elementi nazisti, e che il presidente li abbia consentiti. I peggiori antisemiti sono ebrei, anche Hitler aveva origini ebraiche. ([[Sergej Viktorovič Lavrov]])
*Il presidente Zelensky gode di grande sostegno. Naturalmente è anche molto criticato, tra l'altro da intellettuali, perché l'Ucraina è composta da individui, non da masse uniformate come la Russia. In Ucraina sono registrati più di 400 partiti politici. Si discute e si critica senza sosta. Il prossimo o la prossima presidente, vivrà la stessa situazione. Il punto è che Zelensky è il presidente di un Paese in guerra. E sta facendo bene il suo lavoro. ([[Andrij Kurkov]])
*Il presidente Zelensky ha agito su due tasti.<br>Il primo è l'orgoglio nazionale che doveva diventare mobilitazione popolare, ragione capace di far separare i padri dai figli, i mariti dalle mogli. Gli uni a combattere per la nazione, gli altri a cercare riparo e salvezza. Perché questo avvenga – è qualcosa di enorme – bisogna risvegliare sentimenti profondi in ciascun cittadino.<br>Il secondo tasto è stato il costante premere sulle cancellerie e sull'opinione pubblica internazionale. Zelensky sapeva che senza un sostegno esterno la causa del suo popolo sarebbe stata sconfitta. ([[Walter Veltroni]])
*Io, a parlare con Zelensky, se fossi stato il Presidente del Consiglio non ci sarei mai andato. Perché, come sapete, stiamo assistendo alla devastazione del suo Paese e alla strage di suoi soldati e di suoi civili. Bastava che lui cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe avvenuto; quindi io giudico molto molto molto negativamente il comportamento di questo signore. [...] Per arrivare alla pace penserei che il signor Presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: "è a tua disposizione – dopo la fine della guerra – un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina; un piano Marshall di 6000, 7000, 8000, 9000 miliardi di dollari, a una condizione: che tu domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non ti daremo più dollari, e non ti daremo più armi". Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco. ([[Silvio Berlusconi]])
*Io ho vissuto durante la Seconda Guerra mondiale, e per un lungo tempo la Gran Bretagna ha dovuto rimanere in piedi da sola, il resto dell’Europa era stata sconfitta o capitolata come la Francia, e quindi abbiamo dovuto cavarcela da soli contro la minaccia nazista creata della Germania, ma noi avevamo Churchill, che ha saputo, tra le altre cose, farne soprattutto una: tenere alto il morale. "Non saremo mai sconfitti, li combatteremo per mare, li combatteremo sulla terra, li combatteremo anche con i fondi di bottiglia perché è tutto quello che abbiamo a disposizione" diceva. Ed è quello che credo stia facendo a modo suo il presidente Zelensky. E che debba farlo, perché quasi sempre tenere alta la speranza anche nei momenti peggiori – soprattutto nei momenti peggiori – è l’unico modo per andare avanti. ([[Jane Goodall]])
*Io ho un atteggiamento complesso nei confronti del nostro presidente. Quando salì al potere nel 2019, percepii la sua vittoria come una tragedia personale. Ma dopo l'invasione russa, riconosco che abbia rappresentato fedelmente la volontà del popolo ucraino, col suo comportamento. ([[Iryna Cilyk]])
*Io lo capisco molto bene, come se fosse mio fratello. È cresciuto in una famiglia piccolo borghese, da studente partecipava a gare tv dove ha imparato la teatralità, a sedurre la gente, ma senza offendere come fa Trump. Disse che avrebbe dialogato coi russi, ma a un certo momento scoprì che la vita non è un gioco come il teatro. Ed è da questo momento che io lo ammiro: invece di piagnucolare e farsi da parte, smette d'essere un piacione e si veste da combattente. ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
*L'Ucraina è quando un leader ebreo eletto in un paese di maggioranza cristiana appoggia i musulmani oppressi. ([[Botakoz Kassymbekova]])
*La sua faccia racconta le emozioni che prova. Non è un mistero, è diventato un po’ più duro. Quando la guerra finirà si rilasserà, forse. Ora non può permetterselo. ([[Olena Zelens'ka]])
*La sua qualità principale è l’affidabilità, quando c’è lui intorno non devi avere paura di niente. Non so quale sia invece la parte più difficile dello stare insieme: per me vivere con Volodymyr è sempre stato facile. ([[Olena Zelens'ka]])
*Lui non ha la nostalgia dell'impero. E non pensava, quando si pronunciava in favore di un'adesione alla Nato, di dare col tempo il pretesto per un'invasione a Putin, con il quale era già ai ferri corti. Zelensky parla il russo come l'ucraino, forse meglio. Quando era un attore recitava nelle due lingue. Ma il cuore è ucraino. Egli ha un personale vantaggio sul suo avversario di Mosca. La sua evidente inferiorità militare non implica un'umiliazione. ([[Bernardo Valli]])
*Mi sono visto con il presidente Zelens'kyj sia un giorno prima dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione ]] {{NDR|russa in Ucraina}} sia nel giorno dell'invasione. Questo coraggio, la dignità e ...amore che lui emana. E anche come abbia unito il Paese. È stato un momento incredibile. Sono infinitamente colpito dalla sua personalità e mi preoccupo molto per lui e per l'Ucraina ([[Sean Penn]])
*Noi ascoltiamo il presidente Zelensky quando parla, il più grande eroe dei nostri tempi. Putin invece è un criminale di guerra. ([[Garri Kasparov]])
*"Noi siamo i difensori dell'Europa", dice Zelensky. Io avrei detto: "Noi ucraini lottiamo per la libertà della Russia". Perché se l’Ucraina vince, forse potremo liberarci di Putin, altrimenti la sua dittatura ne uscirà rafforzata. ([[Slavoj Žižek]])
*Penso a Zelensky che ha paragonato la guerra in Ucraina alla Shoah. È un paragone assurdo, improponibile. Guai se qualcuno lo fa... [...] Perché è tutta un’altra cosa. Gli ebrei sono stati perseguitati, distrutti per ragioni razziali. La Shoah è qualcosa che non assomiglia a nient’altro. [...] Con quell’accostamento, Zelensky ha toppato. E per fortuna che il Parlamento israeliano ha protestato. ([[Edith Bruck]])
*Prima dell'invasione, non condividevo nulla delle sue decisioni. Ero molto critica sulle sue scelte politiche. Ma il primo giorno di guerra, ci siamo visti e ci siamo stretti la mano. Ci siamo detti: l'unità nazionale non si discute. E la vittoria dipende anche dalla nostra unità. ([[Julija Tymošenko]])
*Supportiamo Zelensky. Lui, il governo, l'esercito È un presidente eletto democraticamente. Deve essere forte, E va aiutato. Non parlo solo degli ucraini, ma di tutto il mondo. Questo è molto importante per vincere. Prima della guerra io come leader dell'opposizione e il mio gruppo abbiamo avuto differenti visioni sulle politiche economiche e sociali. Lo abbiamo criticato molto, anche per non aver fatto abbastanza per le forze armate. Ma quando è caduto il primo missile, abbiamo cominciato subito a supportarlo. Ora non c'è opposizione, siamo una cosa sola. Un solo gruppo, e anche un solo cuore. ([[Julija Tymošenko]])
*Un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco. ([[Joe Biden]])
*Zelensky è il massimo narcisismo nel mondo, è una delle figure più infide, pericolose e false. Non sta a difendere il suo popolo, sta lì ad ammazzare il suo popolo. Obbliga il suo popolo a combattere. Li prendono per la strada, li buttano nei camion. ([[Ginevra Bompiani]])
*Zelensky è stato eletto democraticamente, su questo non c'è dubbio, ma dietro c'era un mega oligarca che ha costruito l'operazione. ([[Moni Ovadia]])
*Zelensky è un presidente eletto e, a differenza di quanto dice la propaganda di Mosca, non è nazista: è ebreo. Putin sa di mentire. ([[Niall Ferguson]])
*Zelensky ha fatto un percorso diverso rispetto a [[Giovanni Falcone]] e [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] ma ha dimostrato coraggio perché restando a Kiev ha dato una svolta alla resistenza ucraina. ([[Roberto Saviano]])
*Zelensky, il comicissimo presidente ucraino, a mio modesto avviso, accettando il confronto bellico con Putin ha dimostrato di essere fuori di testa. Doveva sapere che sarebbe stato travolto dall'esercito ex sovietico, mille volte più aggressivo dei suoi plotoni di soldati improvvisati e male equipaggiati, non in grado di essere all'altezza della situazione. Se avesse avuto un po', solo un po', di buon senso davanti alla minaccia russa sarebbe stato costretto ad arrendersi, accettando un negoziato con il despota del Cremlino allo scopo di evitare la tragedia in atto. ([[Vittorio Feltri]])
*Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l'Ucraina verso l'Unione Europea e la Nato, con il pieno sostegno dell'America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose. In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l'Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. ([[Diego Fusaro]])
*Zelenskyj incarna la resistenza ucraina e questo gli permette di portare il suo messaggio drammatico nelle aule dei parlamenti di Stati Uniti, Europa o Israele. [...] Nessuno potrà dire "io non sapevo". ([[Pierre Haski]])
*Zelenskyj si sta muovendo in modo sagace, credo abbia assimilato Sun Tzu e von Clausewitz. Inoltre mostra grande capacità mediatica. ([[Federigo Argentieri]])
*Zelensky per non fare uccidere la sua gente avrebbe dovuto sedersi subito al tavolo delle trattative e lasciare a Putin la Crimea e le repubbliche del Donetsk e del Luhansk. Per non arrivare ad una guerra avrei accettato anche questo, ma lui vuole mantenere l'integrità dell'Ucraina e quindi sarà difficile arrivare a un accordo. Che poi lui abbia saputo dare questa forza patriottica alla sua gente è una cosa straordinaria, però mi viene anche da pensare che se per un'idea devi portare a combattere e morire la tua popolazione, forse un pensiero in più ce lo devi fare. Lui è riuscito a portare dalla sua parte moltissima gente ucraina. Fa la voce grossa perché gli USA e l'Europa lo sostengono, tuttavia non può pensare di mantenere l'Ucraina integra. Putin non cederà. ([[Giorgio Fornoni]])
===[[Loretta Napoleoni]]===
*Ad ascoltarlo sembra che la Rivoluzione francese sia avvenuta a Kiev, che la prima monarchia parlamentare sia nata in Ucraina e che l'Ucraina sia sempre stata la culla della democrazia europea. Tanto il riciclaggio storico funziona che i cammei diventano una pausa di penitenza nel bel mezzo dell'ennesima celebrazione dei volti celebri, dei famosi, dei ricchi, dei privilegiati, dei belli; su questo sfondo surreale, lontanissimo dal quotidiano degli spettatori, le parole di Zelensky innescano il giusto senso di colpa e la corretta dose di rabbia che fanno sentire chi lo ascolta partecipe delle tragedie altrui mentre sta comodamente seduto sul divano di casa a guardare l'ennesimo programma di varietà.
*I suoi cammei mediatici sono sempre e volutamente uguali. Vestito con i colori della guerra, dal verde bottiglia al marrone terra bruciata, spesso circondato dai simboli dell'Ucraina libera seduto alla scrivania con dietro l'immancabile bandiera nazionale. Zelensky compare come un'icona e subito si apre una finestra su un'altra dimensione, diametralmente opposta a quella festaiola e celebrativa che lo ospita. Cambia l'atmosfera in sala. Senza preamboli, non domanda. Esige armi per difendere il suo e il nostro paese da un nemico globale pronto a fagocitare tutto il mondo libero. Il tono non è di chi elemosina gli aiuti, ma è di chi ne ha diritto perché l’Ucraina è il baluardo della libertà, della democrazia, dell'indipendenza occidentali.
*Sostenere Zelensky è come fare il tifo per coloro che sul grande schermo stanno cercando l'ultimo figlio in vita della madre che ha perso tutti gli altrui nella guerra. Chi non ha provato questo sentimento mentre al cinema guardava ''Saving Private Ryan''? E anche la pausa di penitenza è azzeccata, come fare il tifo per il ritrovamento di Private Ryan ci fa sentire meglio, così partecipare alla tragedia in Ucraina guardando i camei di Zelensky ci decolpevolizza per essere diventati tanto superficiali e francamente anche tanto stupidi. In questo contesto poteva il cammeo di Zelensky mancare a Sanremo?
===[[Vladimir Putin]]===
*È salito al potere grazie alle aspettative del popolo ucraino che avrebbe portato l’Ucraina alla pace. Ne ha parlato, è stato grazie a questo che ha vinto le elezioni in modo schiacciante. Ma poi, quando è salito al potere, secondo me, ha capito due cose: primo, è meglio non scontrarsi con neonazisti e nazionalisti, perché sono aggressivi e molto attivi, da loro puoi aspettarti di tutto, e secondo , l’Occidente guidato dagli Stati Uniti li sostiene e sosterrà sempre coloro che si antagonizzano con la Russia – è vantaggioso e sicuro. Quindi ha preso una posizione rilevante, nonostante avesse promesso al suo popolo di porre fine alla guerra in Ucraina. Ha ingannato i suoi elettori.
*Il presidente dell'Ucraina ha legiferato il divieto di negoziare con la Russia. Ha firmato un decreto che vieta a tutti di negoziare con la Russia. Ma come negozieremo se lui proibirà a se stesso e a tutti di farlo?
*Se l'amministrazione Zelenskyj in Ucraina si è rifiutata di negoziare, presumo che lo abbia fatto su istruzione di Washington.
===[[Christian Rocca]]===
{{cronologico}}
*Prima delle elezioni c'era chi temeva che Zelensky, russofono e nato a est, avrebbe consegnato il paese a Putin, altri spiegavano che sarebbe stato una marionetta in mano agli oligarchi. La realtà è molto più prosaica: Zelensky è un personaggio mediocre, inadeguato e circondato da amici d'infanzia corrotti o non all'altezza del compito di governare un grande paese o anche solo un condominio.
*Zelensky è stato un mediocre presidente prima dell'invasione russa, perché credeva di poter convincere Putin a desistere e per questo sbeffeggiava gli americani che lo avvisavano dell'imminente attacco, ma è diventato uno straordinario leader dei nostri tempi una volta che il suo Paese è stato invaso, fino a trasformarsi in un Churchill del XXI secolo capace di guidare la resistenza, di difendere la democrazia globale e di unire il mondo libero.
*Tutti gli riconoscono di aver salvato il paese da un punto di vista dell'immagine, riuscendo a far capire cosa stesse accadendo, cosa che i suoi predecessori non erano riusciti a fare. Avendo almeno un familiare arruolato nell'esercito, gli ucraini si fidano più delle parole dei comandanti. E questi parlano di uno stallo sul campo. Pertanto, se da una parte i cittadini ringraziano il loro presidente per aver difeso il paese, dall'altra lo accusano di non vincere. A maggior ragione oggi dove si afferma che, quando finirà la guerra, Zelensky dovrà dare delle spiegazioni.
===[[Cecilia Sala]]===
*Abbiamo chiesto al presidente ucraino se tre anni di bombardamenti e tentativi di assassinarlo abbiano ucciso il vecchio Zelensky, il comico. Ha risposto ridendo che l’aggettivo “vecchio” accostato al suo nome non lo aveva ancora mai sentito pronunciare, si è incupito quando ha cominciato a raccontare che gestire una guerra si mangia il tempo per i sentimenti – che i problemi sono così tanti, la fretta è così tanta, che si diventa pragmatici, soltanto risolutivi e poco emotivi, che la testa prende il sopravvento sul cuore. A dire il vero nel corso di un’ora di intervista almeno due volte le risposte fiume del presidente ucraino hanno rallentato e gli è venuta un’espressione commossa. Quando ha parlato di suo nonno, Semyon Ivanovich Zelensky, fante ebreo dell’Armata rossa durante la Seconda guerra mondiale con trenta medaglie appese al petto, che in Ucraina ha combattuto i nazisti veri e non quelli che vivono negli ossimori della propaganda putinista (che vuole denazificare Zelensky), ed è stato l’unico della propria famiglia a sopravvivere all’Olocausto, che ha ucciso un milione di ebrei ucraini tra cui i suoi genitori e i suoi tre fratelli. La seconda volta è stata quando abbiamo parlato dei fanti di oggi, dei maschi giovani e non solo che in questo momento sono settecento chilometri a est da qui, nelle trincee a zero gradi sotto i colpi dell’artiglieria russa, che in questi tre anni di grande invasione hanno sostenuto da soli il settanta per cento di tutte le perdite, di tutte le morti in combattimento di ucraini. Quelli che più della nuova Amministrazione americana di destra vogliono che questa guerra finisca presto – a patto che possano dire, questa volta, che sia finita davvero.
*Dal punto di vista degli ucraini, il patto del 2019, per cui Zelensky aveva speso il suo capitale politico nonostante la metà del suo paese fosse contraria a un accordo col nemico, si è risolto con la Russia che vendeva il suo gas, l’Europa che otteneva il suo gas e l’Ucraina che otteneva la guerra.
*È convinto che a Trump non piaccia essere preso in giro e che non gli piaccia perdere, il presidente ucraino ha scelto come strategia politica fare leva su questo aspetto del carattere dell’americano.
===[[Timothy Snyder]]===
*A differenza di Putin, Zelens'kyi è entrato in carica in un'elezione credibile in cui i candidati avversari (tra cui il presidente in carica) avevano accesso ai media e potevano competere. (Questa è una differenza fondamentale tra l'Ucraina e la Russia: in Ucraina i presidenti hanno perso le elezioni e hanno lasciato l'incarico. Ciò non è ancora accaduto in Russia.)
*Sia chiaro: gli ucraini non sono una minaccia per la Russia. Ma la loro democrazia sì. Pensiamo a Zelensky: giovane, democratico, coraggioso, ebreo, russofono. Non solo smentisce la propaganda di Putin che vuole russofoni ed ebrei perseguitati in Ucraina. Ma mostra come potrebbe essere un nuovo presidente se in Russia ci fossero libere elezioni.
*Uno degli elementi centrali dei tradizionali attacchi della Russia all'Ucraina è stato la [presunta] oppressione dei russofoni in Ucraina. Ciò è concettualmente fuorviante, in quanto la maggior parte degli ucraini è bilingue in ucraino e russo in un modo o nell'altro, e la lingua non determina l'identità. Ma nella misura in cui è ragionevole parlare di "lingua russa" in Ucraina, lo stesso presidente ucraino è sicuramente uno di questi. Zelens'kyi viene dall'Ucraina orientale e la sua lingua principale è il russo. Quindi un "russofono" in Ucraina può essere eletto presidente. In effetti, i "russofoni" sono molto più liberi in Ucraina sotto questo aspetto di quanto non lo siano in Russia. In Russia non c'è democrazia per nessuno.
===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]===
*Anche se è giusto avvedersi dei suoi errori, Zelensky è il leader competente e coraggioso di una democrazia che si deve difendere in tempo di guerra, mentre Vladimir Putin è un fascista e un criminale di guerra.
*Le probabilità che gli ucraini accettino un accordo di pace in cui alcune aree del Paese rimarranno sotto il controllo dei russi è pari a zero, o talmente vicine allo zero da essere trascurabili. Zelensky non ci proverà nemmeno.
*Troppi dei miei amici ucraini temono il futuro, e temono che la vittoria possa consolidare Zelensky come una sorta di figura napoleonica. Ma finché c'è da vincere la guerra quelle voci rimangono zitte. Come disse un saggio amico ucraino: «Zelensky fa schifo, ma almeno è il nostro schifo».
===[[Donald Trump]]===
{{cronologico}}
*Si rifiuta di avere elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l'unica cosa in cui era bravo era suonare Biden "come un violino". Un dittatore senza elezioni, è meglio che Zelensky si muova in fretta, altrimenti non gli rimarrà più un Paese. Nel frattempo, stiamo negoziando con successo la fine della guerra con la Russia, qualcosa che tutti ammettono che solo "TRUMP" e l'amministrazione Trump possono fare. Biden non ci ha mai provato, l'Europa non è riuscita a portare la pace e Zelensky probabilmente vuole mantenere attivo il "treno della cuccagna". Amo l'Ucraina, ma Zelensky ha fatto un lavoro pessimo, il suo Paese è in frantumi e MILIONI di persone sono morte inutilmente.
*Zelensky un dittatore? Davvero l'ho detto? Non ci posso credere.
*Mi irrita. Parla di necessità d'approvazione costituzionale. L'ha avuta per andare in guerra e ammazzare e ora gli serve per fare uno scambio di territori?
===[[Andreas Umland]]===
*Ad essere onesti, penso che in sostanza Zelens'kyj non avesse davvero capito la situazione del conflitto con la Russia. Inizialmente credeva che il problema fosse Porošenko che – vuoi per i suoi interessi economici, vuoi per il suo nazionalismo ucraino, vuoi per l'influenza dell'Occidente, o per altre ragioni – non riusciva a chiudere il conflitto e ad arrivare a un qualche compromesso. Durante la campagna elettorale del 2019 Zelens'kyj era stato ambiguo. La sua posizione sui rapporti con la Russia per certi aspetti era più simile alle posizioni di Janukovič e del vecchio Partito delle Regioni, che a quelle di Porošenko. Poi, quando è diventato presidente e ha provato a trattare con Putin, si è accorto che il problema non era Porošenko, ma era proprio Putin, che non era interessato a una vera trattativa.
*Il colpo maggiore contro le entità pro-russe in Ucraina non è stato portato da Porošenko, ma da Volodymyr Zelens'kyj. Questo è un paradosso perché Zelens'kyj è un russofono con un retroterra familiare ebraico, ed era una colomba pronta a negoziare con Putin, non certo un accanito nazionalista ucraino. Era stata eletto nel 2019 su una piattaforma chiaramente non nazionalista. Ha vinto con il distacco maggiore nella storia delle elezioni presidenziali in Ucraina, con il 73% dei voti. Nessuno aveva raggiunto percentuali simili in passato. Dopo essere stato eletto ha cercato di arrivare a un accordo con Putin, ma si è ben presto reso conto che era impossibile. È a questo punto che è diventato ancora più falco di Porošenko.
*La questione del matrimonio omosessuale è un tabù in Ucraina. Ma Zelens'kyj ha avuto un confronto pubblico sulla questione dichiarando che ognuno è libero di vivere la propria vita e che le minoranze sessuali dovrebbero avere gli stessi diritti delle altre persone.
*Nello spettro politico occidentale il partito di Zelens'kyj, al Parlamento europeo diciamo, sarebbe da qualche parte tra il blocco liberale, il blocco verde e i socialdemocratici. Zelens'kyj ha fatto delle dichiarazioni progressiste sulle minoranze sessuali. Sua moglie ha preso posizioni femministe. "Servitore del popolo" in uno dei paesi dell'Unione Europea sarebbe considerato un partito di centro-sinistra.
===[[Anna Zafesova]]===
{{cronologico}}
*Attaccare Zelensky con la consueta propaganda russa sui "nazisti ucraini" sarà difficile: un presidente di origini ebraiche e di lingua russa toglie a Putin il monopolio sull'identità nazionale e dimostra che si può essere etnicamente russi e avere come modello politico l'Europa e la democrazia. Un'alternativa che sia Putin sia Navalny dimostrano di aver capito subito.
*L'ossessione per l'o-ne-stà è uno dei tratti che, insieme alla carriera nello spettacolo, ha fatto guadagnare a Zelensky il titolo di "Grillo ucraino": "Lo votano le babushke analfabete, quelle che non leggono nemmeno la scheda elettorale, ma guardano la tv", è l'obiezione sdegnata che si sente in molti salotti dell'intellighenzia. Il 73 per cento alle presidenziali – e il 43 per cento alle politiche – però non può essere composto solo da vecchiette con il foulard in testa.
*Il background del presidente non aiuta l'umiltà: oltre ad avere come mestiere quello di incantare il pubblico, qualità necessaria ma anche pericolosissima per un politico, è anche un imprenditore di successo. Il suo teatro Kvartal-95 è un vero impero, con le facce dei suoi attori affisse ovunque per Kiev, tra pubblicità e locandine: produce spettacoli live, film, serie, e dà lavoro a 10 mila persone. È una componente essenziale del successo del personaggio Ze, un self-made man, uno dei nostri ragazzi che ce l'ha fatta, dai teatri studenteschi al palco principale della nazione, ma esempi anche recenti mostrano che un businessman abituato a una catena di comando verticale fa fatica a funzionare negli schemi multidimensionali della politica. Da presidente Zelensky ha assunto toni più sobri, e interpreta il presidente vero senza alcuna concessione alla comicità del suo personaggio televisivo, forse per evitare di cadere nel ridicolo di un capo di stato che fino a sei mesi fa si vedeva a lanciare tortini vestito da donna nei suoi spettacoli comici. Anche le sue proposte più populiste, come l'abbassamento delle tariffe sul gas, eterno dolore ucraino, sono state accantonate.
*In un Paese parte del territorio del quale è stato invaso, non ha mai parlato di "invasione". Ha invocato la tutela delle minoranze, linguistiche, etniche e religiose. Non ha mai menzionato la madonna né tirato fuori un rosario, dichiarando di volersi tenere laicamente distante da tutte le religioni. Non ha evocato complotti inesistenti. Non ha parlato di vaccini, Ufo, deep state, Bilderberg, scie chimiche, immigrati, protezionismo, radici e radioso passato, ma di investimenti esteri, di stimoli fiscali per sanità, istruzione, ambiente e innovazione, di apertura dei mercati, di riforma della giustizia, di Europa e di futuro, ha ordinato di "lasciare in pace" gli omosessuali che "sono liberi di fare quello che vogliono" e menzionato la parità gender.
*Zelensky è il populista supremo, un'evoluzione senza precedenti della specie politica. Non è un politico che utilizza spin doctor, esperti di pubbliche relazioni e addetti stampa per cucirsi addosso un'immagine. È un attore e produttore che prima ha creato l'immagine del presidente ideale per il piccolo schermo e poi l'ha fatta eleggere capo dello Stato. È lo spin al cubo.
*Il procedimento Zelensky è stato l'opposto di quello di Trump e Salvini. Alla domanda su quale ideologia preferisce, il presidente ucraino risponde: "Una sola: tutto quello che divide il Paese va evitato". Invece di estremizzare l'opinione pubblica, sdoganando discorsi emarginati nel "locker room talk", come lo chiama Trump, nei bar e nelle cucine, nella "pancia", espandendo i limiti del lecito fino a fagocitare l'elettore moderato, il comico ucraino rispolvera la vecchia regola che le elezioni si vincono al centro. Evita accuratamente i discorsi che possono irritare i due estremi dell'elettorato ucraino – i nazionalisti di Leopoli e i nostalgici sovietici di Donetsk – offrendo al resto del Paese una proposta buonista di futuro, crescita e pace, raccontata con un buon senso da zia Pina.
*In patria, dopo un anno di bombe, sangue, buio e freddo ha il 94 per cento dei consensi, all'estero è una superstar globale, con i politici che litigano per una cena con lui, e l'entusiasmo che suscita quando passa per Washington, Londra e Bruxelles ricorda quasi quello di un'icona del rock. Il suo volto viene stampato sulle t-shirt, la sua felpa "I'm Ukrainian" va a ruba, e il colore Pantone della moda dell'Ucraina in guerra è il verde Zelensky (che poi in ucraino significa appunto "verde"). È un presidente, un comandante in capo, un'icona, è l'uomo più amato e più minacciato del mondo, e quando compie 45 anni, il 25 gennaio scorso, gli ucraini sui social gli regalano un titolo che vale più di un Nobel e di un Oscar insieme, "naikrashiy", il migliore.
*È proprio con Zelensky che l'Ucraina si è compiuta definitivamente come quella "anti Russia" – per usare la terminologia putiniana – che metteva in crisi il cuore di tenebra dell'ex impero sovietico, rappresentando un'alternativa democratica ed europea alla nostalgia risentita dalla quale la dittatura di Mosca attingeva la sua legittimazione. Era l'antidoto a quella che molti, nello spazio postsovietico, percepivano ancora come una condanna a ripetere la storia, e il cambio generazionale che Zelensky ha rappresentato è diventato visibile a tutto il mondo con la guerra, con un governo democratico di quarantenni che parlano inglese a organizzare la resistenza contro l'invasione di un regime di settantenni che ripetono i cliché della propaganda sovietica.
*È il suo genio comunicativo ad averne fatto l'uomo "most wanted" dai russi, e i suoi appelli serali girati con il telefonino – tanto criticati in tempi di pace dai giornalisti ucraini che si vedevano estromessi da un presidente populista che cercava un dialogo diretto con il suo popolo, bypassando le élite – sono già nei manuali di storia accanto agli appelli radio di Churchill e Roosevelt. È stato saggio, dicono i suoi estimatori a Kyiv, ad aver lasciato mano libera ai militari, concentrandosi su quello che sa fare meglio: creare una narrazione da offrire ai suoi combattenti e all'opinione pubblica internazionale. Ha costruito il sogno della resistenza e della vittoria, nel quale si mischiano miti antichi e moderni, linguaggio alto e pop, ideali europei e retaggi sovietici: è sua la proprietà del mito della "guerra patriottica" della nazione che si erge contro l'invasore, che Putin ha invano cercato di privatizzare, della resistenza partigiana e dell'unità nazionale, della strage di Bucha che rievoca la memoria di Babyn Yar e abbina a quel ricordo atroce proprio i russi che urlano agli "ucronazisti".
*Un giorno, la sua incredibile storia verrà raccontata in film interpretati da attori che rincorrerano l'Oscar per aver impersonato un attore diventato presidente diventato storia.
==Filmografia==
*''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015 - 2019) – attore, ideatore, regia, sceneggiatura
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0
*Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori ucraini]]
[[Categoria:Comici ucraini]]
[[Categoria:Personalità della guerra russo-ucraina]]
[[Categoria:Politici ucraini]]
[[Categoria:Registi ucraini]]
[[Categoria:Sceneggiatori ucraini]]
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Mosella
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Citazioni sulla '''Mosella'''.
*Salve, o fiume, celebrato per le tue campagne, celebrato per i tuoi contadini, fiume, al quale i [[Belgio|Belgi]] sono debitori delle mura considerate degne di accogliere la [[Treviri|sede dell'impero]]: fiume scorrente in mezzo a colline piantate di vigneti che producono vino profumato, fiume dalle verdi acque in mezzo a rive coperte di canneti: navigabile come il mare, rapido come un rivo d'acqua corrente, simile ad un lago per la trasparenza delle tue profondità, tu puoi eguagliare i ruscelli con il tuo palpitante fluire e offrire all'assetato sorsi più freschi delle fonti. Tu solo sei insieme tutto: fonte, rivo, fiume lago e mare con l'alterno flusso e riflusso della marea. ([[Decimo Magno Ausonio]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fiumi della Germania]]
[[Categoria:Luoghi del Lussemburgo]]
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Reno
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{{nota disambigua}}
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[[File:Panorama Koblenz.jpg|thumb|350px|Panorama del Reno che attraversa la città di Coblenza]]
Citazioni sul '''Reno'''.
*''Augustal Reno, vasto e lento Reno, | vasto qual frase [[Ludwig van Beethoven|Beethovenïana]], | lento come un gran pianger di campana | languida in decembral vespro sereno, || verso qual cielo, in qual profondo seno | del tempo dileguò l'ora lontana? | Dove il salve mio primo a tua sovrana | onda, e la strofa d'ombra e di baleno? || Inabissaron gli urli e la zagaglia | delle Valchirie? Ove spirar gli squilli, | gli squilli che scotean rupi e boscaglia?... || Parla il fiume: «Com'io revolvo in sorte | cieca, e così lo Universal. – Tranquilli | forse responsi ha l'isola di morte».'' ([[Giovanni Camerana]])
*In Ringavia dove ora è situata Rüdesheim, in tempi remotissimi sorgeva, sulla riva del Reno, un solitario [[mulino]] attorniato da un verde prato trapunto di fiori. In questo mulino abitava Corrirota, un giovane mugnaio timorato di Dio. Corrirota viveva in [[pace]] con tutto il [[mondo]]. Volentieri regalava ai poveri un misurino di farina e ai pesci e agli uccelli le briciole del suo pane. Ogni sera sedeva sulla diga del mulino e si dilettava a contemplare le belle onde verdi del fiume, le sponde che vi si rispecchiavano, e i pesci che allegri guizzavano fuori dai flutti. Ma prima di coricarsi, soleva intrecciare una bella ghirlanda di fiori e intonare al vecchio Reno una canzone per dimostrargli la sua devozione. Alla fine del canto gettava la ghirlanda nelle onde che, gioiose, la trascinavano nel fondo. Quando non la vedeva più galleggiare, Corrirota se ne ritornava tranquillo al suo mulino, a dormire. ([[Clemens Brentano]])
*Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul Reno, su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. ([[Aurelio de' Giorgi Bertola]])
==Voci correlate==
*[[Nahe (fiume)]]
*[[Neckar]]
==Altri progetti==
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[[File:Panorama Koblenz.jpg|thumb|350px|Panorama del Reno che attraversa la città di Coblenza]]
Citazioni sul '''Reno'''.
*''Augustal Reno, vasto e lento Reno, | vasto qual frase [[Ludwig van Beethoven|Beethovenïana]], | lento come un gran pianger di campana | languida in decembral vespro sereno, || verso qual cielo, in qual profondo seno | del tempo dileguò l'ora lontana? | Dove il salve mio primo a tua sovrana | onda, e la strofa d'ombra e di baleno? || Inabissaron gli urli e la zagaglia | delle Valchirie? Ove spirar gli squilli, | gli squilli che scotean rupi e boscaglia?... || Parla il fiume: «Com'io revolvo in sorte | cieca, e così lo Universal. – Tranquilli | forse responsi ha l'isola di morte».'' ([[Giovanni Camerana]])
*In Ringavia dove ora è situata Rüdesheim, in tempi remotissimi sorgeva, sulla riva del Reno, un solitario [[mulino]] attorniato da un verde prato trapunto di fiori. In questo mulino abitava Corrirota, un giovane mugnaio timorato di Dio. Corrirota viveva in [[pace]] con tutto il [[mondo]]. Volentieri regalava ai poveri un misurino di farina e ai pesci e agli uccelli le briciole del suo pane. Ogni sera sedeva sulla diga del mulino e si dilettava a contemplare le belle onde verdi del fiume, le sponde che vi si rispecchiavano, e i pesci che allegri guizzavano fuori dai flutti. Ma prima di coricarsi, soleva intrecciare una bella ghirlanda di fiori e intonare al vecchio Reno una canzone per dimostrargli la sua devozione. Alla fine del canto gettava la ghirlanda nelle onde che, gioiose, la trascinavano nel fondo. Quando non la vedeva più galleggiare, Corrirota se ne ritornava tranquillo al suo mulino, a dormire. ([[Clemens Brentano]])
*Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul Reno, su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa. ([[Aurelio de' Giorgi Bertola]])
==Voci correlate==
*[[Nahe (fiume)]]
*[[Neckar]]
==Altri progetti==
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Nahe (fiume)
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{{Voce tematica}}
[[File:Aerial fg095 DSC 1422 Bingen Nahe.JPG|thumb|Veduta aerea della Nahe che attraversa il centro di Bingen]]
Citazioni sulla '''Nahe''', fiume della Germania, affluente del [[Reno]].
*A volte corre impetuoso, a volte cola nel torpore. E poiché a volte corre impetuoso si trova presto bloccato e presto si ferma, e così scava poco profondamente il letto e la riva. ([[Ildegarda di Bingen]])
==Voci correlate==
*[[Reno]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fiumi della Germania]]
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Categoria:Fiumi biblici
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{{NotaCategorie|argomenti}}
[[Categoria:Fiumi|Biblici]]
[[Categoria:Luoghi biblici]]
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Discussioni utente:Udiki
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:42, 9 lug 2021 (CEST)}}
==[[Antinatalismo]]==
Udiki, ciao, e di nuovo benvenuto qui su Quote. Volevo solo esprimere qualche perplessità su questa voce. Mi spiego: a rigore il soggetto di una voce tematica dovrebbe essere esplicitamente presente nella voce sorgente, cioè vale a dire che non essendoci il termine "antinatalismo" in nessuna voce sorgente, nessuna delle citazioni è pertinente. In alcuni casi però, ciò può non essere una condizione necessaria, nei casi cioè in cui sussiste una evidenza sulla tematica in oggetto. A mio parere, per esempio, la prima di Cioran non mi sembra pertinente, forse anche l'ultima di Leopardi. Ma se ne può discutere. In ogni caso, per convenzione, occorrerebbe sistemare nella voce sorgente un link sulla tematica, se non esplicitamente presente, come nei casi in questione. Qualcosa come: {{NDR|Sull'[[antinatalismo]]}}.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:54, 31 dic 2021 (CET)
== Coscienza ==
Ciao, la citazione di Dickens forse è più sulla [[coscienza morale]]? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 13 apr 2022 (CEST)
== Re: Theodor W. Adorno ==
Caro Udiki, mi fa piacere che il malinteso si sia risolto, i tuoi contributi sono sempre eccellenti. Mi pare di capire che ci sia una piccola controversia anche nella pagina di discussione di Darwin, puoi darci un occhio? Credo ti venga chiesto se puoi aggiungere i numeri di pagina. Grazie e buona domenica, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:21, 3 lug 2022 (CEST)
== Re: [[Simulazione]] ==
Gentile Utente, Buonasera: mi duole molto, ma non vedo la relazione fra le categorie da me reintrodotte e l'adagio che recita: 'a gatta (o 'a jatta), pe gghì 'e pressa, facette 'e figlie cecate. Comunque, la mia valutazione, sindacabilissima, è che le categorie sono pertinenti. Ella può sempre consultare un altro amministratore, non dico l'amministratore che ha inserito quelle categorie, perché è impegnatissimo e non potrebbe – credo – risponderle, ma ce ne sono altri. E se risulterà che ho sbagliato, non <s>sollevo</s> solleverò obiezioni di sorta. Ho reintrodotto anche l'incipit rimosso in Dumas, chiedendo inoltre un parere a Spinoziano nella sua pagina di discussioni. La saluto cordialmente. Buon lavoro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:00, 26 lug 2022 (CEST)
== ISBN ==
Ciao! Ho notato che in [[Alexandre Dumas (padre)]] hai riportato degli ISBN non corretti, eliminandone le prime 3 cifre. Gli ISBN-13 non funzionano così: il carattere di controllo si calcola in modo diverso rispetto al vecchio ISBN-10. Se hai fatto lo stesso in altre voci, per cortesia, sarebbe opportuno porvi rimendio. Grazie. '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:17, 26 lug 2022 (CEST)
:[[w:Aiuto:ISBN|Qui]], terzo esempio, si lascia intendere che si possa fare in entrambi i modi. Comunque in futuro lascerò senz'altro le tredici cifre. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:26, 26 lug 2022 (CEST)
::Sì, certo, ma non hai interpretato bene l'esempio e non hai colto qual è il problema. Te lo ripeto: il '''carattere di controllo''' (l'ultima cifra a destra) si calcola in modo differente. Riprendendo il "terzo esempio": 88-424-2035-'''2''' <---> 978-88-424-2035-'''4'''. Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:37, 26 lug 2022 (CEST)
:::Sì, infatti, per questo ho detto che "si lascia intendere" e poi ho aggiunto che in futuro metterò di certo le tredici cifre, peraltro cosa molto più comoda. No problem. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 26 lug 2022 (CEST)
== Notizie false ==
Buonasera. Non ho mai annunciato le mie dimissioni, come da lei sostenuto, in modo deliberatamente falso, in [[Discussione:Simulazione]]. E questo è un ulteriore indice del suo modo di interagire. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:18, 26 lug 2022 (CEST)
:Si vede che avevo interpretato male [[Discussioni_utente:Spinoziano#Mia_presenza_futura|questo]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:22, 26 lug 2022 (CEST)
::Nel messaggio da Lei linkato non c'è neppure una virgola da cui si possa dedurre che io intenda dimettermi. Non aggiungo altro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:24, 26 lug 2022 (CEST)
:::Mi avrà tradito la memoria. Comunque non importa. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 26 lug 2022 (CEST)
::::No, no, non ci siamo, Gentile Utente, Lei non può, non può proprio dire questo, Lei non può dire: Mi avrà tradito la memoria, ''non importa''. Non di memoria si tratta, ma di miei scritti che Lei stesso cita, e che la smentiscono clamorosamente. Lo vede? Questo è il suo modo di interagire. Veda, Gentile Utente, a mo' d'esempio, io potrei smontare, cronologia alla mano, punto per punto, il suo operato e le sue affermazioni a proposito delle modifiche nella voce Adorno e farle notare, per esempio, che se Lei intendeva rimuovere quel riferimento bibliografico, certo assolutamente precario, spettava a Lei, non a me, segnare tutte le citazioni scoperte con l'apposito avviso. Ma Lei, quelle citazioni, quella sezione non l'ha neppure letta. Non era quello che le interessava. Altro Le premeva: rem nec novam nec inusitatam aggredimur, Gentile Utente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:39, 26 lug 2022 (CEST)
:::::Il testo che ho citato l'ho controllato solo ''ex post'', dopo il tuo messaggio di precisazione. Il tono "testamentario" mi aveva lasciato quella impressione nella mente, tutto qui. Se vuoi intenderla diversamente fa' pure, ma non è così e non ne vale la pena. Buona notte. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:51, 26 lug 2022 (CEST)
{{rientro}} Non vale decisamente la pena continuare, tempo e fatica persi. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:30, 26 lug 2022 (CEST)
== Re: XVII secolo ==
Fatto. Ciao. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:17, 6 ago 2022 (CEST)
== Films ==
Grande Udiki, ottima idea quella di creare anche voci sui film! Una piccolezza: la tagline, se vuoi inserirla, andrebbe riportata anche in una sezione "frasi promozionali" con fonte, cioè occorre una fonte ([https://it.wikiquote.org/wiki/Scent_of_a_Woman_-_Profumo_di_donna#Frasi_promozionali esempio], cfr. [[Wikiquote:Modello di voce/Film]]) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:48, 8 ago 2022 (CEST)
:Sarà sicuramente come dici tu e adesso provvedo, però le linee guida che hai linkato, più precisamente [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]], dicono espressamente: "Tra la descrizione iniziale del film e l'inizio delle frasi è possibile inserire, mediante l'apposito [[Template:Tagline]]: '''<code><nowiki>{{tagline|Testo.}}</nowiki></code>''', la frase (o slogan) promozionale (detta anche ''tagline'') con cui viene presentato il film". Segue un esempio grafico che non lascia dubbi. Voglio dire che forse andrebbero aggiustate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 8 ago 2022 (CEST)
::Forse ho capito: ci vogliono ''entrambe'' le cose. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 8 ago 2022 (CEST)
:::Sì entrambe, come hai sistemato ora va bene! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:13, 8 ago 2022 (CEST)
::::Ciao, scusa se ogni tanto ti disturbo su qualche minuzia ;-) Volevo dirti che in genere la quantità di nomi nella prima riga delle voci di film è solo un attore (se c'è un protagonista chiaro) o due o al massimo tre (se ci sono più protagonisti), quindi ridurrei quei cinque.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 11 set 2022 (CEST)
:::::Sì, lo so; infatti di solito mi regolo così: vedi ''[[Ferie d'agosto]]'' o quello che ho scritto [[speciale:diff/1224913|qui]] nel campo oggetto a proposito di "scrematura". Ma il problema è che si tratta di una commedia corale dove tutti i personaggi elencati hanno più o meno la stessa parte. Ridurre sarebbe alquanto arbitrario. Magari lascio solo Courtney B. Vance, che è un po' il leader della situazione, e Jonathan Penner che è forse quello più prominente tra gli antagonisti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:00, 11 set 2022 (CEST)
::::::Bene, penso che lì vada bene così, ma dimenticavo di segnalati che esiste anche l'opzione di non indicare gli attori nella prima riga: quando non sai quali indicare puoi semplicemente non indicarli e mettere solo il regista. Così come si può non indicare la nazionalità (parlo sempre della prima riga) quando il film è prodotto in più Paesi, per evitare di scrivere cose cacofoniche come "tedesco-statunitense". Alla prossima,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:33, 11 set 2022 (CEST)
== Cazzimma ==
Ciao Udiki, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cazzimma&diff=1244658&oldid=1132857 questo], in teoria sono previste eccezioni per citazioni "eccezionalmente significative per l'argomento della voce" (cfr. [[Wikiquote:Modello di voce#Provenienza e fonti]]); dato che la citazione è stata inserita da un utente espertissimo credo abbia scelto di proposito di non creare la voce sull'autore, ritenendolo abbastanza autorevole ma non enciclopedico. In quel caso quindi la citazione sarebbe da rimuovere o da lasciare, non è che sia da wikificare. Quando il problema - se c'è - è limitato a poche citazioni, in genere comunque basta rimuoverle; quell'avviso normalmente si mette o quando i problemi riguardano la maggior parte della voce o quando si è alle prese con un nuovo utente, per sollecitarlo a sistemare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:17, 19 gen 2023 (CET)
:Salve, non l'ho cancellata proprio perché inserita da un utente esperto, di più, un amministratore; ho preferito un intervento prudente, soft e conservativo. Si noti che chi aveva inserito la citazione riteneva l'autore (secondo me a ragione) "probabilmente enciclopedico" (vedi '''[[Speciale:diff/837017|qui]]'''), il che porta a pensare, alla luce di quello che hai scritto, che sia piuttosto il caso di creare la relativa voce. Per quanto riguarda il template, vedi p.es. la voce [[Xavier de Maistre]], in cui peraltro esso è stato apposto, per identici motivi, dallo stesso utente esperto (che pertanto ho imitato). Proprio perché io non lo sono ho creduto e tuttora credo preferibile lasciare ai più provetti e deputati la soluzione ''in concreto'' della faccenda, limitandomi a una segnalazione che mi pare sostanzialmente fondata. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:41, 19 gen 2023 (CET)
::Per una semplice segnalazione è meglio scrivere nella pagina di discussione, l'avviso è per quando c'è qualcosa di grave. A me sembri un utente esperto, solo abitualmente rispondi nella tua pagina di discussione senza pingare, mentre o si risponde nella propria pagina di discussione con {{tl|ping}} o in quella dell'interlocutore, prendi nota ;-) E grazie per i tuoi ottimi contributi. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 19 gen 2023 (CET)
:::{{ping|Spinoziano}} Ma come? Allora quando clicco su "rispondi" ciò non genera automaticamente l'invio di una notifica al destinatario? Evidentemente no, male, ma lo davo per scontato. Da oggi in poi "pingo". E non inserisco più quel template, anche se per esempio lo vedo [[Roberto De Zerbi|qui]] (apposto da un amministratore), dove non mi pare che ci sia niente di grave; sarà l'eccezione che conferma la regola. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:23, 19 gen 2023 (CET)
== Verifica delle modifiche ==
Ciao Udiki, grazie per il contributo che ultimamente dai al patrolling, è molto utile, ti segnalo che quando controlli delle modifiche ed esse non presentano più particolari problemi le puoi segnare come verificate in maniera che altri non ci perdano tempo (cfr. [[Aiuto:Verifica delle modifiche]]). Se ci fossero dei problemi tecnici (se ad es. quando clicchi su "Segna come verificata" ti rimandasse a un'altra pagina e ti facesse perdere tempo) fammelo presente e ti dico come risolvere. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|Spinoziano}} Ciao. Nel ''patrolling'' mi limito ad annullare i vandalismi o gli errori in buona fede più evidenti. Negli altri casi, per sicurezza, lascio fare a chi è più esperto di me. Ecco perché di solito non valido modifiche che in sostanza mi paiono accettabili. Comunque da oggi vedrò di farlo, con la dovuta cautela. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:07, 22 mar 2023 (CET)
::Sì, in realtà parlavo anche delle modifiche ''non'' accettabili: quando ti accingi ad annullare, ad. es. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dart_Fener&curid=92042&diff=1264549&oldid=1192017&diffmode=source qui], se appena prima di farlo (o subito dopo) segni la modifica come verificata non ripassano gli altri a controllarla: la verifica riguarda anche le modifiche improprie che si annullano. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:24, 22 mar 2023 (CET)
== Rudy Rucker ==
Ciao Udiki. Ho notato la tua spiegazione sulle modifiche apportate al mio intervento in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudy_Rucker&diff=prev&oldid=1264602 Rudy Rucker] e sono pertanto qui a risponderti. La citazione che mi hai spostato deriva dal racconto ''Fantasma in carne e ossa'' ed è pronunciata dal protagonista di tale storia. La restante citazione, rimasta nella sezione ''Citazioni di Rudy Rucker'', proviene da un commento dell'autore posizionato dopo il suddetto racconto. Pertanto, come fai notare tu, se occorrono tre record per creare una sottosezione ''Citazioni'' al di sotto di un titolo d'opera, allora non raggiungiamo l'obiettivo. Ma rimango dubbioso sullo spostamento che hai effettuato giacché, per come viene presentata, sembrerebbe che quella frase sia stata pronunciata direttamente da Rudy Rucker mentre in realtà viene pronunciata da Curtis Winch, il protagonista del racconto. --[[Speciale:Contributi/84.220.97.208|84.220.97.208]] ([[User talk:84.220.97.208|msg]]) 22:54, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|84.220.97.208}} Ciao. È specificato in nota che la frase è tratta da ''Fantasma in carne e ossa''. L'attribuzione è altrettanto chiara. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 22 mar 2023 (CET)
== Re: Indicazione dei capitoli ==
Ho inserito i capitoli. Il romanzo di Wodehouse è diviso in quindici capitoli, numerati progressivamente con numeri romani e senza titolo. Alcuni capitoli, non tutti quindi, hanno paragrafi numerati progressivamente con numeri arabi. Come separatore fra capitolo e paragrafo ho inserito un punto; non so se ciò è in accordo col manuale di stile di wikiquote --[[Utente:SolePensoso|SolePensoso]] ([[Discussioni utente:SolePensoso|scrivimi]]) 21:44, 28 mar 2023 (CEST)
== [[Dionigi l'Areopagita]] ==
Ciao Udiki, dato che stai sistemando la voce, notavo che o l'intro della voce "Pseudo-Dionigi l'Areopagita (IV – V secolo)" o collegamento a Wikipedia paiono errati, su Wikipedia c'è anche [[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]], te lo segnalo se per caso hai voglia di sistemare tu, dato che io sto per scollegarmi, se no ci do meglio un occhio io domani. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:43, 9 mag 2023 (CEST)
:Ciao [[utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Anche qui abbiamo «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]». In effetti tutti i contenuti della voce «[[Dionigi l'Areopagita]]» andrebbero traferiti in «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]»: sono due soggetti diversi e le citazioni appartengono tutte certamente al secondo, giacché le opere da cui sono estratte sono sue. L'unico dubbio potrebbe aversi per quella tratta da ''I volti di Maria nella Bibbia'' (testo di Ravasi) e che si trova nella sezione «Citazioni di Dionigi l'Areopagita»; avendo a che fare con una fonte secondaria non si può sapere a chi dei due si faccia riferimento ma è virtualmente certo che sia ancora lo Pseudo-Dionigi, giacché dell'altro pare proprio che non ci sia stato tramandato nulla. Tutto questo vale anche per la sezione «Citazioni <u>su</u> Dionigi l'Areopagita», cioè è da trasferire.<br>La voce «[[Dionigi l'Areopagita]]», che rimarrebbe priva di citazioni, ''dovrebbe quindi essere cancellata'', cosa che io non posso fare, e la cronologia forse riportata nella pagina di discussione di «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]», in modo da garantire la paternità dei contributi agli utenti che li hanno effettuati, esattamente come quando si effettua lo [[w:Aiuto:Scorporo|scorporo]] manuale di una voce, il che però è consentito solo quando si è sicuri che la voce di provenienza ''non verrà cancellata''. Siccome esistono già le due voci non posso fare lo [[w:Aiuto:Spostare|spostamento]], la soluzione necessaria in questi casi. Forse esistono procedure alternative e strumenti che io ignoro e che sono appannaggio di chi è amministratore, infatti vedo che c'è [[w:Aiuto:Inversione di redirect|questo]]. Se in scienza e coscienza avessi ritenuto senz'altro di poter fare tutto da me l'avrei fatto, mi sarei anche sbrigato prima. Ho cercato di fare questo messaggio il più completo, chiaro, preciso e breve possibile; magari è mancata la riuscita, certo non lo zelo. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:20, 9 mag 2023 (CEST)
::Grazie davvero! Ho proceduto nella maniera più semplice, cioè con uno spostamento che ha sovrascritto la seconda voce che conteneva solo due "citazioni su", e precisando nel reinserirle che le aveva originariamente inserite Ibisco (per un paio di "citazioni su" credo ciò sia sufficiente e che non serva riportare la cronologia della voce-doppione cancellata in discussione, dato che i diritti delle citazioni appartengono ai loro autori). A presto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:18, 10 mag 2023 (CEST)
== Finale della UEFA Champions League 1996-1997 ==
Ciao. Faccio umilmente e sommessamente notare che, invece, sì, su schermi desktop quella foto di Riedle crea esattamente problemi di layout, imho. Ma cmq fai come meglio credi, buona serata '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:53, 22 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Salve! Che problemi? Io sto editando da PC desktop e non ne ho. Ma se altri avessero questo problema, l'immagine potrà essere cambiata. Al momento ritengo che sia meglio tenere questa per i motivi spiegati nel campo oggetto in sede di modifica. È un'immagine presente anche altrove è nessuno mi pare che abbia avuto di che dolersene. Buona serata. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:02, 22 giu 2023 (CEST)
::Cioè, non ravvisi quell'enorme e antiestetico "rettangolo" vuoto fra il paragrafo ''Altri progetti'' e l'avviso stub? Okay... come detto, fai come meglio credi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 22 giu 2023 (CEST)
:::{{ping|Danyele}} Immaginavo una cosa più grave, tale da compromettere una regolare visualizzazione. Quello che vedo non è un problema; siamo al ''de gustibus'', nulla che possa togliere il sonno. Ma non ti preoccupare, un giorno anche questo sito dovrebb'essere visualizzato nella versione "mobile" (quella di WP in inglese e in francese); quindi, oltre a essere una trascurabile quisquiglia, lo è solo ''pro tempore''. Meno male! Buon lavoro. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:40, 22 giu 2023 (CEST)
== Risoluzione ==
Ciao, immagino che [[Risoluzione]] in quella voce sia intesa nel secondo senso elencato in [[:wikt:risoluzione|questi sinonimi]], giusto? Decisione, proposito ecc. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:47, 23 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Superchilum}} Ciao. Sì. In questi casi non è facile capire se le citazioni debbano confluire in una voce sinonimica (nella fattispecie: «Decisione») o se, per fedeltà alla lettera, ce ne voglia una ''ad hoc''. Ogni scelta può essere dubbia e contestabile, mi sembra. A me non importa molto, mi pare solo una cosa da determinare a tavolino o magari facendo testa o croce. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:20, 23 giu 2023 (CEST)
::Ok, allora la metto su Wikidata, grazie. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:22, 23 giu 2023 (CEST)
== Re: Escape Room 2 - Gioco mortale ==
Ciao Udiki, è sempre un piacere sentirti. Hai ragione che tecnicamente è meglio indicarlo nelle voci correlate, per non alterare la forma dell'intro, tuttavia "sequel" non ha un termine contrario (esiste "prequel" ma ha un altro significato) quindi mi è sembrato più semplice indicarlo nell'intro. Ora ho sistemato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Escape_Room_2_-_Gioco_mortale&diff=1282788&oldid=1282179 così] mettendo "primo film", o forse tu hai idee migliori? [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:25, 28 giu 2023 (CEST)
:Ah ma c'è un motivo perché ho messo "primo film": perché esistono anche altri film con lo stesso titolo, così è più chiaro che il collegamento è al primo film di quella serie. Se no, come giustamente dici, non serviva. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:14, 28 giu 2023 (CEST)
== Re: Blocco LadyDianaFan2000 ==
Grazie per la segnalazione, per il momento l'ho avvisato. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:36, 10 lug 2023 (CEST)
== Re: modifica Frederick Forsyth ==
Fatto; sempre 1a edizione Bestsellers Oscar Mondadori luglio 1986; indicazione del capitolo inserita
Utente/IP: 101.56.149.113 {{nf|01:10, 29 set 2023|101.56.149.113}}
== Re: Cancellazione modifiche inappropriate ==
Fatto, grazie e buona giornata. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 29 set 2023 (CEST)
== Lucy Maud Montgomery ==
Ti ringrazio per le tue modifiche. Per quanto riguarda la citazione di Twain volevo comunicarti che sfortunatamente la fonte non c'è, ma nell'edizione del libro in cui ho citato l'incipit c'è la citazione. Cosa suggerisci? Buona giornata. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:45, 1 ott 2023 (CEST)
:{{ping|Mattioskii}} Grazie a te per i contributi. Ma quella che dici tu è una fonte, è solo che è secondaria. Puoi inserirla nella voce di Twain con la dicitura "Citato in", facendo seguire il testo da dove trai la citazione. Per esempio: Citato in Pinco Pallino, Introduzione a ''Anna dai capelli rossi'', nome editore, luogo di edizione, anno di edizione, numero di pagina. Se viene specificata anche la fonte primaria, cioè il testo in cui Twain ha detto quella cosa, puoi scrivere: Da ''Titolo opera di Twain''; citato in ecc... Nel caso poi passo io a sistemare, non preoccuparti. Se servono altre spiegazioni, chiedi pure. Prenditi il tuo tempo, non c'è fretta. Un caro saluto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:57, 1 ott 2023 (CEST)
::Buona sera, grazie per le ulteriori spiegazioni. Francamente non so ancora destreggiarmi benissimo in questa Wikipedia quindi al posto di modificare alla bell'e meglio, lascio tutto così com'è e quindi in mano tua. Buon continuo di serata e buona domenica. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 18:05, 1 ott 2023 (CEST)
:::{{ping|Mattioskii}} {{fatto}} Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:31, 1 ott 2023 (CEST)
::::Buonasera, una domanda, ma come fai a cercare le fonti sul web, ad esempio che l'esergo in Anna di Avonlea si riferisse ad una specifica poesia del poeta e non al romanzo? [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 19:10, 6 ott 2023 (CEST)
:::::{{ping|Mattioskii}} Buonasera. Ho cercato su Google il nome dell'autore e alcune parole chiave in inglese (quelle verosimilmente corrispondenti alle italiane), poi da cosa nasce cosa. La poesia si trova [https://books.google.it/books?id=M3gZAAAAYAAJ&pg=RA1-PA330 qui]: ''Flowers spring to blossom'' ecc. [https://books.google.it/books?id=5Do5AQAAMAAJ&pg=PA124 Qui], su una rivista ottocentesca che cita uno stralcio della poesia, ho anche trovato un pratico sommario. Comunque la funzione delle epigrafi, cioè dei brani che s'inseriscono in esergo, è diversa da quella delle citazioni che di solito si mettono invece nella quarta di copertina, perciò avevo intuito che qualcosa non quadrava. Già che ci sono ti segnalo [[Aiuto:Wikilink|queste istruzioni]] (in particolare quello che si dice a inizio pagina nell'elenco puntato) a proposito dei collegamenti interni e di quando inserirli. Più in generale non preoccuparti per gli errori, è normale all'inizio e non ne stai facendo neanche così tanti. Io aggiusto qualcosa anche per poi poter validare le modifiche e non avercele segnalate tra quelle "non verificate". Se serve qualcosa chiedi pure. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:37, 6 ott 2023 (CEST)
::::::Grazie per le ulteriori esplicazioni esaustive e sopratutto per la tua professionalità. Buona serata anche se penso ci "sentiremo" altre volte, visto che ti reputo un nume tutelare di questa Wikipedia. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 22:00, 6 ott 2023 (CEST)
== Re: Loki (serie televisiva) ==
Caro Udiki, nessuna seccatura, ci mancherebbe. Ti confermo che se si creano le pagine delle stagioni, la pagina principale di una serie può anche restare senza citazioni (c'era stata un discussione in passato) e in tal caso per creare la sottopagina su una nuova stagione basta anche una sola citazione, quindi la soluzione adottata è a norma, poi magari restano dei dettagli da sistemare nelle pagine delle stagioni ma com'è ora già può andare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:29, 9 ott 2023 (CEST)
:Per quanto riguarda [[Loki (seconda stagione)]] però finora è uscito solo il primo episodio, quindi è presumibile che la voce verrà ampliata e che il motivo per cui è breve è che la stagione è appena iniziata. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:57, 9 ott 2023 (CEST)
==[Senza titolo]==
Ciao, ho visto che hai annullato la mia modifica. Posso chiederti come mai? {{nf|23:50, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
Mi dispiace che a quanto mi sembra di capire ad annullare non perdi tempo ma a motivare non ti c'impegni altrettanto, spero di essere più fortunato domani. {{nf|23:59, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
:{{ping|151.38.224.15}} Veramente te l'ho spiegato [[speciale:diff/1305703|qui]] e te l'aveva già detto Spinoziano a fine agosto. In pratica nelle pagine su Wikiquote dei personaggi si inseriscono le citazioni provenienti dalle pagine su Wikiquote del manga, dell'anime ecc., quindi devono combaciare. Cioè, non è possibile che in «[[Freezer (personaggio)]]» si veda una citazione diversa da quella che sta in «[[Dragon Ball (manga)]]». Prima si dovrebbe ''aggiungere'' la frase con la traduzione diversa nella pagina del manga, dell'anime ecc., poi lo si può fare anche in quella del personaggio. Nota che ho scritto «aggiungere», non sostituire. Comunque questo dovrebbe essere motivato e supportato dalla citazione della fonte, cioè l'edizione che tu usi come riferimento, dalla quale trai il materiale che inserisci qui. Tu perché vuoi inserire una traduzione diversa? Il problema in effetti è che nella pagina del manga, per esempio, non c'è la bibliografia. Se mi ricordo bene in Italia ci sono state tre edizioni del manga con due diverse traduzioni: le prime due presentano la traduzione indiretta dall'inglese, l'altra quella diretta dal giapponese, che è ovviamente preferibile. Tutto quello che ho ricostruito rende in effetti la situazione complessa e non risolvibile immediatamente. Ma nel frattempo, ''quieta non movere''. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:17, 31 ott 2023 (CET)
::Ah, d'accordo, ho capito. Dunque hai annullato immaginando che le citazioni che avevo inserito fossero diverse da quelle del manga. Allora posso chiederti come mai non ti sei fatto lo scrupolo di controllare prima di annullare, neanche la 2^ volta? Comunque le traduzioni del manga italiano sono 2, entrambe dal giapponese: la 1^ è stata usata per le prime 5 edizioni e l'altra per la successiva poi ripubblicata a colori; le frasi delle mie modifiche fanno riferimento alla 1^, che fra l'altro si trova anche su Internet. Se è necessario aggiungere la citazione della fonte non c'è problema, mi scuso per non averlo fatto ma non lo sapevo! Ora che ti ho spiegato tutto aspetto comunque a ripristinare le mie modifiche aggiungendoci l'edizione, vorrei saperti d'accordo. [[Speciale:Contributi/151.38.160.120|151.38.160.120]] ([[User talk:151.38.160.120|msg]]) 18:49, 31 ott 2023 (CET)
:::Mi ha tratto in inganno il fatto che le tue modifiche alla voce del manga e quelle alle voci dei personaggi non sono state contestuali e, soprattutto, che non hai spiegato nel campo oggetto della modifica cosa hai fatto. Vedo che il primo ottobre hai modificato la pagina del manga benché senza specificare l'edizione di riferimento, cosa che hai fatto solo ora qui sopra e neppure del tutto: è la prima stampa, quella del 1995-1997, o la ristampa 1998-2001 detta ''Dragon Ball Deluxe''? I problemi comunque sono: 1) La traduzione che c'era prima dovrebbe essere ancora presente in «[[Ultime parole da Dragon Ball]]». Dico "dovrebbe" perché c'è troppa roba e non posso controllare tutto subito, mi baso sulla cronologia. Inoltre le tue modifiche alla voce del manga sono state realizzate con un unico intervento, perciò non si capisce se hai tagliato qualche battuta che magari è stata riportata in quella suddetta o altre pagine. 2) In base a quello che si legge [[w:Dragon_Ball#Edizioni_italiane|qui]] le edizioni migliori sono la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' e successive. Tu hai invece utilizzato una precedente, la quale è censurata e ha un adattamento peggiore. Quella che c'era prima del tuo intervento, essendo diversa, per esclusione dovrebbe essere l'adattamento migliore, anche se purtroppo non ci sono indicazioni esplicite. Stando così le cose, ci sarebbe da propendere anche per l'annullamento delle modifiche che hai fatto nella voce del manga. Non procedo perché prima preferisco ascoltare la tua opinione in merito. Come vedi, ci sono diverse cose da considerare e discutere. Comunque tutto quello che si fa resta nella cronologia delle pagine e può essere recuperato facilmente, quindi non preoccuparti. Non inserisco il {{tl|ping}} perché hai l'IP dinamico e sarebbe inutile. A margine: firma i messaggi come spiegato [[Aiuto:Uso della firma#Inserimento automatico|qui]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:28, 31 ott 2023 (CET)
::::Ti ringrazio per avermi risposto esaustivamente, cercherò di fare lo stesso. Mi scuso se tutte le volte che ho modificato le voci dei personaggi non ho messo nulla nel campo oggetto, davo per contato che si capisse che erano correzioni di citazioni e non vandalismi. Venendo alla questione delle traduzioni, è stata usata la 1^ traduzione dal giapponese per le seguenti edizioni: Dragon, Deluxe, New, Book, Perfect; la 2^ per Evergreen e Fullcolor. In alcune edizioni successive alla primissima sono state fatte delle censure poi tolte di nuovo nelle ultime 2. La questione della "fedeltà" non so da dove salti fuori, è l'anime (il cartone) ad aver stravolto i dialoghi, ai manga non capitano cose genere e questo non ha fatto eccezione, infatti in nessuna delle fonti citate nella sezione che hai indicato si parla di maggiore o minore fedeltà. Qui, la pagina relativa al manga riprende la 1^ edizione (che è anche la più nota ai fan), quella con la traduzione che era presente in origine sulla pagina prima che venisse modificata, ed integrata, un paio d'anni fa da alcuni utenti. Se il punto è che le citazioni in pagine diverse devono corrispondere, è quello che stavo cercando di fare io. Se è necessario specificare l'edizione, non c'è problema ed anche secondo me è giusto. Ho controllato per esempio le pagine delle opere di Tolkien e della Rowling, che hanno subito di recente delle ritraduzioni, non molto gradite ai lettori da quel che ricordo: le citazioni sono prese dalle rispettive traduzioni "storiche", non dalle 2 più recenti, tranne che per alcuni incipit dove sono riportate entrambe per compararle. Wikipedia pure usa la nomenclatura delle prime traduzioni di tutte queste opere a quanto vedo, ma è un progetto diverso da Wikiquote. A me sembra più logico tenere la 1^ traduzione anche per Dragon Ball, com'è stato fatto per Il signore degli anelli ed Harry Potter. Ora che ho esposto la mia visione dimmi qual è la tua opinione a riguardo. Domattina però! :) [[Speciale:Contributi/151.38.221.149|151.38.221.149]] ([[User talk:151.38.221.149|msg]]) 00:27, 1 nov 2023 (CET)
:::::Scrivo adesso, tu rispondi quando ti è più comodo; in ogni caso si guadagna tempo. Ci sono non pochi utenti di passaggio che, magari anche in buona fede ma con scarsa cognizione di causa, fanno pasticci. Su Wikipedia si dice che la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' ha «<u>per la prima volta</u> un adattamento fedele all'originale», come dire che tutti gli adattamenti precedenti non lo sono. Non so se è vero che sia l'unica fedele, non si riescono a consultare le fonti citate e le uniche edizioni certamente infedeli sono la ''New'', la ''Book'' e la ''Perfect'', ma sta di fatto che ci sono traduzioni diverse. Facciamo un esempio. Attualmente è presente questa frase: «Un Sayan che non può muoversi è inutile!». Nell'edizione che hai usato tu diventa: «Un Saiyan è assolutamente inutile!» Sono cose ben diverse e la prima è sensata, l'altra mica tanto. La ''Evergreen'' e le edizioni successive sono sicuramente le migliori e sarebbe preferibile usare quelle, perché a rigor di logica il criterio della maggior qualità vale più di quello della maggior diffusione. Va però detto che la situazione attuale della voce è molto dubbia perché non sappiamo quali e quante edizioni sono state utilizzate per la stesura. Forse una revisione condotta su di un'unica edizione di riferimento (la tua, cioè la prima in assoluto, che non è la migliore ma forse neppure la peggiore) dà più garanzie rispetto a quello che c'è adesso. Devi però dire chiaramente se hai tagliato delle citazioni preesistenti e assumerti il compito di revisionare «[[Ultime parole da Dragon Ball]]» ed eventuali altre voci che fanno capo a «[[Dragon Ball (manga)]]», sennò è un casino per i motivi che ho già spiegato. Peraltro dovrei avere nella mia disponibilità l'edizione ''Deluxe'', che è come la prima ma con refusi corretti e cose del genere, perciò può essere utile per un confronto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:47, 1 nov 2023 (CET)
::::::Eccomi! Sono contento di sapere che anche tu hai il manga di Dragon Ball. La differenza fra le 2 principale traduzioni in realtà è poca, la frase sulla presunta infedeltà di tutte le prime edizioni è stata scritta da un utente ma non trova riscontro nelle fonti citate nei paragrafi in cui si parla di fedeltà. Si può dire che in alcuni passaggi la 1^ contiene dei refusi, come nel caso della frase che hai citato tu. Anch'io me n'ero reso conto quando l'ho scritta, ma ho voluto riportare la citazione così com'era al pari delle altre. Ho controllato sulla Perfect Edition che avevo acquistato, dove piccole imprecisioni come queste sono state sistemate, e lì la frase è: "Un Saiyan che non può muoversi, è un Saiyan inutile!"; mi sono fatto l'idea che il testo non ci stesse inizialmente nella nuvoletta del volume piccolo senza ridurre molto i caratteri e così hanno ridotto la frase, non penso che non sapessero tradurre l'ideogramma di "muoversi". Un altro caso che ricordo è nell'ultimo volume, dove una frase termina con "strate" invece che "strategia", anche qui aggiustata nella Perfect Edition. Non è minore fedeltà, sono refusi che balzano subito all'occhio di chi legge il manga, e fra le frasi che ho cambiato io non ce ne sono altri. Per la frase di Vegeta potremmo usare la versione sistemata specificando l'edizione, oppure semplicemente non inserire proprio quella frase scegliendo magari un'altra frase più significativa (e ce ne sono di più significative pronunciate da Vegeta nella saga dei Saiyan). Se c'è da controllare ed eventualmente correggere le citazioni del manga in altre pagine posso darci senz'altro un'occhiata io quando ho tempo. Approfitto per chiedere una cosa: sai come mai la grafica di Wikiquote è cambiata da ieri? [[Speciale:Contributi/151.38.218.129|151.38.218.129]] ([[User talk:151.38.218.129|msg]]) 14:41, 1 nov 2023 (CET)
:::::::Per sapere se una traduzione è fedele devi fare il riscontro con l'edizione in lingua oppure affidarti a una fonte terza (un articolo di un sito specializzato o cose simili), non si può stabilire a lume di naso. Le uniche (presunte) garanzie in tal senso riguardano la ''Evergreen'' e successive. La frase che ho citato sopra era solo a mo' d'esempio, non vorrei che ci fossero altre cose del genere; sono peraltro favorevole all'eliminazione di essa così come eventualmente di altre non significative, con la dovuta cautela. Ho comunque detto che si può procedere all'inserimento di citazioni tratte dalla prima edizione, che è sempre meglio che non sapere quale sia l'edizione di riferimento. Però non hai risposto sui due punti più importanti, cioè se hai cancellato delle citazioni e se intendi accomodare la pagina sulle ultime parole; a ciò si aggiunga che è necessario sapere se hai revisionato tutte le citazioni o solo alcune. Se tutto questo non si chiarisce si deve riportare la pagina del manga a prima del tuo intervento, perché, come ho già detto, le citazioni nella pagina del manga e quella delle altre voci devono coincidere, è la regola, così com'è importante sapere esattamente da quale edizione provengono le citazioni. Se invece si chiarisce posso lasciare la pagina del manga con le tue modifiche e ripristinare pure le pagine dei personaggi, bastano pochi clic. Non è che dovresti fare tutto in una volta, l'importante è non lasciare le cose a metà. La grafica di Wikiquote è cambiata così com'è da tempo cambiata in altri progetti di Wikimedia, quella di adesso è la versione ''mobile'' (per telefonini); gli utenti registrati possono modificare le preferenze e continuare a visualizzare il sito su laptop e desktop com'era prima. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:06, 1 nov 2023 (CET)
::::::::Ah dunque la grafica era cambiata già da prima di ieri e non me n'ero accorto, la preferivo com'era prima anche perché tanto non uso spesso il telefonino per navigare su Wikipedia. Tornando a noi, controllerò sia la corrispondenza fra tutte le citazioni che ho provato ad inserire nelle pagine dei personaggi e quelle presenti nella pagina del manga sia la corrispondenza le ultime parole di quest'ultima e quelle della relativa pagina che dovranno comunque venire tutte dalla vecchia traduzione e non dalla nuova, lasciami solo un po' di tempo. Se troverò discrepanze ma anche errori di battitura o formattazione e qualsiasi imprecisione li sistemerò. Non ho cancellato nessuna citazione, ho solo riscritto quelle che ho trovato scritte diverse, e dovrebbero essere tutte della stessa edizione. Riguardo alla frase di Vegeta a me sta bene qualunque soluzione, sia correggerla in quella che ho riportato specificando l'edizione, sia sostituirla con un'altra, sia toglierla e basta. Quanto ho detto secondo te può essere soddisfacente per la questione di cui stiamo discutendo? Volevo anche ribadire una cosa che ho detto: nelle fonti riportate sulla pagina che parla del manga, ed ho controllato tutte quelle della sezione, non si parla di fedeltà da nessuna parte, solo di censure introdotte dopo la 1^ edizione italiana e poi rimosse con le ultime 2, censure più grafiche che verbali. Se insisto un po' su questo punto è perché da appassionato anche di anime ho ben presente la questione dell'adattamento film dello Studio Ghibli che sono stati spacciati per "più fedeli" quando erano tutt'altro, non è che ogni nuova edizione di qualcosa sia per definizione più fedele e le precedenti siano da buttare. Scusami per la digressione, su questo argomento mi faccio un po' prendere la mano! [[Speciale:Contributi/151.38.44.141|151.38.44.141]] ([[User talk:151.38.44.141|msg]]) 22:48, 1 nov 2023 (CET)
:::::::::La grafica era cambiata anche su PC desktop e laptop già da prima ma non su Wikiquote in italiano, bensì su altri progetti come Wikipedia in inglese. Da ieri la versione mobile, che prima per Wikiquote in italiano era visualizzabile solo da chi si collegava da telefono (almeno credo, perché neppure io lo uso) è stata imposta a tutti i tipi dispositivi, ma se non ti piace puoi registrarti e tornare alla vecchia smanettando nelle impostazioni del tuo account (io l'ho fatto con successo e soddisfazione). Prenditi il tuo tempo per le modifiche, l'importante è l'uniformità. Quando dici «dovrebbero essere tutte della stessa edizione» è il condizionale che mi preoccupa. Non che a me personalmente importi qualcosa, piuttosto il contrario, ma le cose si devono fare con criterio, a regola d'arte. Se revisioni tutte le citazioni allora basterà semplicemente inserire l'edizione di riferimento in bibliografia, se invece solo alcune sono prese con certezza dall'edizione in bibliografia allora bisognerà segnalarlo in qualche maniera per evitare confusione con le altre. Io purtroppo non sono pratico delle convenzioni di Wikiquote in fatto di fumetti, comunque vedi [[Wikiquote:Modello di voce/Fumetti]]; inoltre non mancherà chi ti potrà dare qualche altra dritta. Questione adattamento: non si tratta solo di censure, ma di qualità della traduzione, cioè una scena potrà anche non essere censurata e quindi presente, ma le battute sono magari tradotte male e questo non c'è verso di saperlo a colpo d'occhio; ecco perché facevo l'esempio della frase di Vegeta. Come ti ho detto io ho tutta l'edizione Deluxe, figurati se ho interesse a screditarla: sarei felice se fosse la migliore, così ha più mercato. Mi ricordo di quello che hai detto sopra circa il Signore degli anelli e so anche di cose come [https://www.corriere.it/tecnologia/19_giugno_25/strano-caso-doppiaggio-italiano-evangelion-anime-culto-netflix-55ed6058-9745-11e9-8e4d-b6b35f2a9094.shtml questa], ma penso che si debba distinguere di caso in caso. Comunque almeno per ora questo non importa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 1 nov 2023 (CET)
::::::::::Ho trovato il tempo di rispondere adesso. Sempre sulla nuova grafica, sai se è una cosa decisa da qualcuno o se se n'è discusso fra gli utenti registrati? Cioè, come mai su Wikiquote proprio l'altro ieri è stata impostata, mentre su altri progetti lo era già da prima o non lo è ancora? Sarà stato stabilito da qualche parte, no? Chiedo solo per curiosità per cui se non sai rispondere a tutte queste domande non importa. Comunque, ho capito il discorso dell'uniformità delle traduzioni, vedrò di controllare anche in quel senso. E riguardo alla questione delle nuove traduzioni, posso essere d'accordo con te se parli di qualità di traduzione o di tradotto male, ho capito quel che volevi dire. Per ora lasciamo le cose come sono, poi scandaglierò le 2 pagine che dici e sistemerò quel che non va, ok? Buona serata! [[Speciale:Contributi/151.38.29.160|151.38.29.160]] ([[User talk:151.38.29.160|msg]]) 20:10, 2 nov 2023 (CET)
:::::::::::La questione della grafica ha colto di sorpresa pure gli amministratori di questo sito, vedi [[Wikiquote:Bar#Layout|qui]], quindi se è stata discussa lo è stata altrove (Wikiquote in italiano è come il pianeta di una galassia o la provincia di uno stato). Immagino che chi di dovere abbia deciso di effettuare il cambiamento gradualmente e che solo ora sia arrivato il momento di attuarlo qui, mentre a quanto ho visto altri progetti in portoghese e francese sono stati l'avanguardia. Probabilmente poi toccherà a Wikisource e Wikipedia in lingua italiana. (Non è stato l'unico cambiamento, infatti da qualche giorno le pagine di Wikiquote sono indicizzate su Google sotto il nome di Wikipedia.) Per il resto: sì, va bene. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:57, 2 nov 2023 (CET)
::::::::::::Ciao, ho controllato tutte le citazioni da ultime parole e corrispondono alla 1^ traduzione. Ci sono soltanto un paio di errori di battitura ed una ripetizione nella pagina delle ultime parole, in quella del manga devo verificare solamente questo punto. Finirei di controllare le altre citazioni prima di cominciare a modificare. [[Speciale:Contributi/151.38.225.16|151.38.225.16]] ([[User talk:151.38.225.16|msg]]) 20:18, 13 nov 2023 (CET)
:::::::::::::Ciao, sì, meglio finire di controllare prima di aggiungere altro, per chiarezza. Intanto ripristino le tue modifiche alle voci dei personaggi. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:25, 13 nov 2023 (CET)
== re: Pagina bianca ==
Ciao, sono d'accordo con te nel dividere in due. Forse terrei anche quella di Bufalino? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:13, 1 nov 2023 (CET)
:Va bene, fai pure tu, visto che hai avuto l'idea :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:31, 1 nov 2023 (CET)
== Brindisi dai film ==
Ma qual è il motivo per annullare il brindisi di "Le avventure di Tintin"? Perché era banale e basta? [[Utente:Killb94|Killb94]] ([[Discussioni utente:Killb94|scrivimi]]) 21:31, 14 dic 2023 (CET)
:{{ping|Killb94}} Perché non è [[WQ:S|significativo]]. Citazioni del genere non possono stare in nessuna voce, meno che meno nelle tematiche, le quali sono da sempre considerate come il fior fiore di Wikiquote, quindi si è ancora più rigorosi. È vero che non sempre lo standard di qualità è rispettato, ma questo non è un buon motivo per peggiorare la situazione. In particolare in «Brindisi dai film» si devono inserire solo quelli che hanno una qualche originalità, almeno un minimo, e oggettivamente nessuna persona di buon senso potrà mai dire che «Un brindisi, alla nostra buona fortuna!» ce l'abbia, trattandosi di una formula stereotipata. Detto in altri termini: quella pagina non è un mero elenco di qualsiasi brindisi purché pronunciato in un film. Io sono sicuro al 100% di quello che dico, se non ne sei convinto e pensi che le cose stiano diversamente chiedi pure a un amministratore, per esempio Homer, Superchilum o Spinoziano, e se loro daranno ragione a te parola mia che ti faccio un bonifico dall'importo corrispondente al prezzo di un caffè. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:09, 15 dic 2023 (CET)
:: Amen Udiki, sono assolutamente d'accordo con te. Con la scusa di catalogare ''certe'' citazioni in qualche modo, Wikiquote è stata infarcita di citazioni banali e insignificanti di cui, solo per citare un esempio, [[Ultime parole dai film]] è a mio avviso la massima espressione del peggio (e non mi importa se è finita impunemente in [[Wikiquote:Vetrina|Vetrina]]). Il primo motivo per inserire una citazione ''dovrebbe'' sempre essere la significatività, inserire una citazione perché può essere catalogata in una categoria (''Bridisi, regole, ultime parole ecc'') dovrebbe avvenire solo ''dopo''. Quello che invece si sta facendo da tempo è invece giustificare l'inserimento di banalità solo perché c'è un modo di catalogarle.
::<br />
:: In breve per tornare al mio esempio di sopra, il ragionamento dovrebbe essere: ''se'' una citazione è significativa, e ''se'' è ''anche'' rappresentativa di ultime parole (o brindisi, o regole, o altro) allora la inserisco altrimenti no. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:06, 15 dic 2023 (CET)
::: Sono d'accordo, solo una piccola precisazione: [[Ultime parole dai film]] non è in vetrina, è in vetrina solo [[Ultime parole]].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:01, 16 dic 2023 (CET)
== Annullamento copione episodio Camera Cafe (Insopportabile) ==
Non capisco perché tu mi abbia cancellato il copione. "È una raccolta di sole citazioni e si viola il diritto d'autore". Ma se nelle pagine Wikiquote delle altre stagioni di Camera Cafè ci sono scritti anche copioni di interi episodi [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 22:44, 11 feb 2024 (CET)
:{{ping|Sesa20148}} Salve, te l'ho spiegato il perché. Non si possono trascrivere tutti gli sketch di un episodio per intero, esorbita dal diritto di citazione ed è una violazione del diritto d'autore. E se anche fossero nel pubblico dominio qui non si riportano interi script, perché questa è un'antologia di citazioni. Se ce ne sono altri vanno tolti: il fatto che qualcuno passi col rosso non autorizza nessun altro a fare altrettanto. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:59, 11 feb 2024 (CET)
::Continuo comunque a non capire il perché tu abbia dovuto fare il giustiziere della notte giusto giusto con il mio post quando ce ne sono riportati di simili DA ANNI. E comunque, qualora fosse una violazione dei diritti d'autore e qualora arrechi fastidio, credo che spetti a chi li detiene (se poi tu fossi il detentore dei diritti ovviamente sarebbe un'altra storia) la rimozione e non ad una persona a caso, ma vabbè. Sicuramente mi sbaglieró! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 03:34, 12 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Sesa20148}} I volontari tengono le cose in ordine: non si deve aspettare che la magistratura venga a chiudere il sito; che assurdità. Il resto è già stato spiegato ''ad abundantiam'', compreso il fatto che qui si mettono delle citazioni e non si riportano i copioni per intero perché non è questo lo scopo di un'antologia. Puoi inserire ''alcune'' di quelle citazioni andandole a recuperare dalla cronologia della voce e tenendo conto della [[WQ:S|significatività]]. Leggi anche [[Wikiquote:Cosa Wikiquote non è]] e [[Wikiquote:Diritto d'autore]]. È responsabilità degli utenti conoscere e rispettare le regole. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 12 feb 2024 (CET)
:::P.S.: se sei stato tu a riportare copioni interi in altre occasioni e sotto mentite spoglie (cioè senza eseguire il log in), sarebbe doppiamente grave invocare questo per continuare a inserire ancora materiale coperto dal diritto d'autore; dico "doppiamente" perché già di per sé è illecito. A poco a poco vedrò di sforbiciare. Occhio che la faccenda è seria e non sono ammessi altri sgarri... --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:46, 12 feb 2024 (CET)
::::No, io sono un utente nuovo. Sono un grande appassionato della serie e ho sempre spulciato la pagina per rileggermi qualche dialogo. Poi ieri, per passatempo, ho creato l'account e ho inserito il post anche per dare un contributo alla pagina, dopo anni di "utilizzo passivo". Avendo visto che nel tempo è stata sempre arricchita in questo modo, non immaginavo minimamente che potesse essere un problema, men che meno che fosse così grave. Non è mio interesse passare i guai con la magistratura né tantomeno far chiudere una pagina Wikiquote, specie se di qualcosa di cui sono appassionato. Mi scuso se ho risposto un po' sull'offensiva, ero infastidito perché ci avevo messo un po' di tempo e ci tenevo al post. Almeno con questa abbiamo messo alla luce una problematica seria. Cercheró di attivarmi anch'io in tal senso, allora. Saluti! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 15:26, 12 feb 2024 (CET)
== Re: 8½ ==
Ciao! Ho ripristinato la versione precedente, ci sono già NDR piuttosto anomali, le ultime modifiche non aiutavano... [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:49, 13 feb 2024 (CET)
== [[Gustave Geffroy]] ==
Ciao, ho recuperato la citazione da wikipedia, non ho altro. Se non va bene cancelliamo tutto. --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 19:00, 28 feb 2024 (CET)
:{{ping|Codas}} <del>Allora chiederò lumi a chi l'ha inserita su Wikipedia, l'ho già individuato. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:39, 28 feb 2024 (CET)</del>
::[[speciale:diff/1319781|Risolto]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:55, 28 feb 2024 (CET)
== Carson McCullers ==
1) Ho visto che hai corretto la mia citazione dal [[Carson McCullers#Invito di nozze|romanzo della McCullers]]: l'accento grave, anziché l'acuto utilizzato nell'edizione Einaudi che avevo peraltro citato in Bibliografia. È una insignificante minuzia, ma mi fornisce l'occasione di chiedere una spiegazione: in Wikiquote le citazioni devono rispettare l'originale di stampa anche nell'ortografia, oppure l'ortografia della citazione deve rispettare delle apposite linee guida di wikiquote?
2) Hai inserito il titolo di paragrafo "Citazioni di Carson McCullers", e ritengo che tu abbia agito per il meglio. È invece il contenuto di quel paragrafo che mi lascia perplesso: a parte il fatto che ''Il cuore è un cacciatore solitario'' non è il titolo originale del romanzo Carson McCullers, ma semmai il titolo della traduzione italiana, effettuata correttamente da [[Irene Brin]], del titolo originale in lingua inglese ''The Heart is a Lonely Hunter''; anche ''The Heart is a Lonely Hunter'' non è originale della McCullers, ma a sua volta è la citazione della poesia "The Lonely Hunter" del poeta scozzese [[William Sharp]] (che utilizzava lo pseudonimo di "Fiona MacLeod"): "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill" (è l'ultimo verso della terza strofa. Vedi il testo della poesia [https://allpoetry.com/poem/13210957-The-Lonely-Hunter-by-William-Sharp qui]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 10:08, 29 feb 2024 (CET)
:{{ping|Ferrante1}} Salve, per quanto riguarda gli accenti se fossimo su Wikisource andrebbero mantenuti tali e quali, qui si può normalizzare. Per quanto riguarda la citazione «Il cuore è un cacciatore solitario» credo che ci si debba domandare se, fonti alla mano, è attribuita alla McCullers, quindi trattarla come spiegato [[Aiuto:Fonti#Citazioni_attribuite|qui]]; chiedo lumi a {{ping|Dread83}} (quando tornerà operativo) che l'ha inserita. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:40, 29 feb 2024 (CET)
::Carson McCullers aveva intitolato il suo romanzo "The mute" (vedi per es. [https://www.studysmarter.co.uk/explanations/english-literature/american-literature/the-heart-is-a-lonely-hunter/ qui]). Fu l'editore a cambiare il titolo col verso di Sharp (vedi [[Elisabetta Rasy]], ''Memorie di una lettrice notturna'', Rizzoli, 2009, p. 117, [https://www.google.it/books/edition/Memorie_di_una_lettrice_notturna/vYQqAQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&dq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&printsec=frontcover Google libri]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 16:48, 29 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Ferrante1}} Non dubito minimamente che quella <u>non</u> sia farina del sacco della signora McCullers, è solo che su Wikiquote si raccolgono anche citazioni attribuite (vedi link sopra) o errate (vedi [[Citazioni errate|qui]]), ovviamente specificando che sono tali. Vorrei capire se è diffusa l'opinione (ancorché inesatta) secondo cui quella è una citazione della McCullers e regolarmi di conseguenza, per questo dicevo che volevo sentire il parere di Dread che, oltre ad aver aggiunto lui la citazione, è anche un utente molto esperto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:01, 29 feb 2024 (CET)
::::Il titolo del primo romanzo della McCullers (del 1940) è proprio ''The Heart is a Lonely Hunter''; il titolo però è stato tratto dal poemetto ottocentesco di Sharp che è molto noto nella letteratura inglese. Manoel de Oliveira ha intitolato un suo film in portoghese "A Divina Comédia", lo stesso titolo del poema dantesco (che non c'entra nulla col film di Oliveira). IMO non sarebbe corretto attribuire l'esclusività o la primogenitura del titolo "La Divina Commedia" al film di Oliveira. Vedo ora peraltro che la frase "Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria", traduzione di "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill", era stata inserita nella pagina [[William Sharp]] una decina di anni fa e cancellata correttamente da {{ping|Spinoziano}} perché senza indicazione della fonte [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Sharp&diff=prev&oldid=724972 vedi] --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 18:59, 29 feb 2024 (CET)
:::::{{ping|Ferrante1}} Non si tratta assolutamente di attribuire l'esclusività o la primogenitura, ma solo eventualmente di specificare che una citazione è da alcuni erroneamente attribuita a un autore mentre invece è di un altro, cfr. [[Igor' Fëdorovič Stravinskij#Attribuite]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:37, 29 feb 2024 (CET)
== Re: Cláudio Taffarel#Citazioni su Cláudio Taffarel ==
Che devo dirti, toglila pure... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:11, 15 mar 2024 (CET)
== La fonte delle "citazioni su" nella pagina dei rispettivi autori ==
Ciao Udiki, ammetto di non essere molto aggiornato sulle regole di Wikiquote che frequento saltuariamente, ma [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lilli_Carati&diff=prev&oldid=1323629 hai scritto] che "La fonte delle "citazioni su" non va qui [la voce sull'oggetto menzionato] ma nella pagina dei rispettivi autori" e mi hai linkato la linea guida [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti]]. Io lì non leggo che le fonti vadano riportate <u>solo</u> nella pagina degli autori e non in quella della voce tematica, ma semplicemente che nelle voci degli autori ci deve essere una fonte.
In verità non trovo neanche ben centrata quella linea guida ''tout court'', visto che lì si parla di citazioni che provengono da altre voci, mentre il mio caso riguarda citazioni inserite <u>per la prima volta</u> nella voce sul soggetto. Bisogna che le citazioni siano sempre scritte sia nella voce dell'autore e sia nella voce sul soggetto? C'è una linea guida in merito? Mi pare strano, visto che una citazione di un autore (Cruciani, per esempio) può essere rilevante solo per il soggetto della discussione (Lilli Carati, in questo caso) e non per l'autore stesso.
Saluti. [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 16:34, 26 mar 2024 (CET)
:{{ping|Martin Mystère}} Salve, la linea guida parla di «citazioni presenti in una voce <u>(o sezione)</u> tematica» e per «sezione tematica» si intende proprio quella chiamata «Citazioni su ecc...». Il resto è implicito ([[WQ:MCS|qui]] però è esplicito) e puoi vedere anche innumerevoli esempi pratici, come [[Lev_Tolstoj#Citazioni_su_Lev_Tolstoj]]. Il punto è che tu avresti dovuto inserire le citazioni prima nelle voci di Banfi, Cruciani e Giusti accompagnandole dalla fonte (il sito internet), poi riportarle anche nella voce di Lilli Carati senza indicare tutta la fonte (cioè il sito internet), bensì solo l'autore tra parentesi tonde e col wikilink: è la cosiddetta regola del doppio inserimento. Così è anche molto più comodo. Vedi anche le istruzioni contenute nel tamplate di avviso sottostante e che di solito si inserisce nelle pagine di discussione degli utenti:
{{Avviso tematica}}
:Naturalmente sarebbe il caso di provvedere: magari è un po' seccante, ma nulla di trascendentale. Quanto al resto: avevi fatto bene a inserire le citazioni di Lilli Carati in ordine cronologico così come appaiono nell'intervista a ''Libero'', però era meglio lasciarle raggruppate nella sottosezione specifica, perché è così che si fa quando sono almeno tre. Inoltre su Wikiquote nell'elenco puntato non si usa l'apostrofo dopo l'asterisco e nelle intestazioni non si inseriscono spazi prima e dopo ==, ma questo non è molto importante. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:03, 26 mar 2024 (CET)
::Va bene, agirò così in futuro. Per quanto riguarda gli spazi, su Wikipedia si possono mettere come no, io li trovo più ordinati, ma qui eviterò. Non so bene cosa significhi non usare l'apostrofo dopo l'asterisco, non penso di averlo fatto. Ciao, [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 21:04, 26 mar 2024 (CET)
:::{{ping|Martin Mystère}} Volevo dire lo spazio, non l'apostrofo, dopo l'asterisco. Se non ricordo male qui la convenzione è questa, ma in realtà a livello di output non cambia nulla, per cui ''a me personalmente'' non sembra importante: lo dicevo soprattutto per evitarti la fatica inutile di una battuta in più. Probabilmente stavo anche per scrivere, prima di essere interrotto come sempre mi succede, che qui l'apostrofo è dattilografico o dritto, non tipografico o uncinato, quindi è meglio sostituirlo quando fai copia e incolla da siti che usano quello del secondo tipo: [[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Apostrofo_tipografico_o_dattilografico|qui]] ho spiegato come farlo in un colpo solo, leggi entrambi i miei post nel thread. Una volta c'era un bot che provvedeva, ma ora è fuori uso. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:39, 26 mar 2024 (CET)
== Re: URL archiviati ==
Ciao. Come spiegato [https://dal15al25.gazzetta.it/2024/04/06/avviso-da-lunedi-il-blog-sparisce/ qui], da lunedì quel blog non sarà più attivo. Ecco '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 6 apr 2024 (CEST)
== Risposta ad un esperto wikipediano ==
Chi è senza peccato scagli la prima pietra! La ringrazio per avermi cancellata. Non credo che lei non abbia mai fatto errori nella sua vita. Se si trova qui a fare il Maestro, potrebbe anche pensare e ricordare che ci sono gli studenti ignoranti... e li dovrebbe istruire SENZA BACCHETTARE! qualche volta accade, però, che l'alunno superi il maestro... non si mai nella vita. Se non ci fosse la Luce, gli occhi non potrebbero vedere. A buon intenditor... [[Utente:Teresa Averta Scrittrice|Teresa Averta Scrittrice]] ([[Discussioni utente:Teresa Averta Scrittrice|scrivimi]]) 00:13, 25 apr 2024 (CEST)
==Hellraiser==
Ciao! Volevo darti qualche dritta sui range (magari sono cose che sai già, io comunque le ho scoperte in tempi relativamente recenti e ho visto che possono tornare utili): per gli IP lunghi (IPv6) come [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59 questo] aggiungendo /64 si trovano talora [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64 gli altri contributi] della stessa persona. "/64" è il range più piccolo per gli IPv6, corrisponde a un singolo IP normale, cioè un singolo indirizzo normale, difatti alcuni bloccano sempre con "/64" gli IPv6. Con gli IPv6 è anche più difficile dialogare perché vedono l'avviso solo se gli scrivi sul preciso IP lungo che stanno utilizzando in quel momento, e non serve mettere avvisi nella discussione del range. Per approfondimenti trovi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|qui]] una tabella sugli IPv6 e [[w:simple:Help:Range_blocks#Table_of_sample_ranges|qui]] una sugli IP normali (ad esempio un range /24 su un IP normale copre 256 indirizzi, che corrisponde a un range /56 su un IPv6) ma di solito basta sapere il trucco del /64 sugli IPv6, io finora non ho mai bloccato range più lunghi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:45, 2 giu 2024 (CEST)
:@[[utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao e grazie per la dritta, hai fatto benissimo a darmela e queste cose sono sempre molto ben accette. So che questi indirizzi IP cambiano anche da un momento all'altro, il mio era solo un disperato tentativo di interlocuzione basato sulla possibilità che l'utente fosse ancora collegato al sito, con quell'identità o un'altra, e che potesse così avvedersi della mia comunicazione. Per inciso: il "duck test" dice che si tratta sempre della stessa persona, che dispone anche di più utenze registrate, e che ''inter alia'' modifica "maniacalmente", per usare l'avverbio a lui tanto caro, le pagine dei film della Disney e della Marvel, di vari horror e delle ultime parole e brindisi dai media. Sono anni che imperversa e peggiora le voci, ponendo pure problemi di violazione del copyright, ma lo sapete già e questo è un "dire a nuora perché suocera intenda". È necessario arginare tutto ciò colpo su colpo. Colgo l'occasione per informare, a motivo di quello che si vede '''[[speciale:cronologia/Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi|qui]]''', che ho deciso di annullare a vista tutte le modifiche che apporterà, salvo forse casi eccezionali, perché è di conclamata inaffidabilità e non è possibile verificarne l'operato, né che per una cosa buona se ne lascino passare cento perniciose, e in questo imiterò il chirurgo che, quando amputa la parte cancerosa, rimuove anche un pezzo di quella sana, giacché quasi nessuno si preoccupa di fare pulizia e polizia, ma non mancherà, come ho riscontrato, chi in un secondo momento ripristinerà le eventuali soppressioni indebite. Perdona la digressione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:06, 2 giu 2024 (CEST)
::Sì, mi sembra che prima usasse più "malignamente" ma poi è passato con convinzione a "maniacalmente"; usa anche altri range ma su [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64&target=2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&offset=20230723202350 questo] è attivo da dicembre 2022. Lascerei a te, che ultimamente lo hai seguito di più, di valutare se è il caso di bloccarlo. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 2 giu 2024 (CEST)
== Parola errata ==
Ciao, in merito alla tua modifica in [[Boog & Elliot - A caccia di amici]] mi sembra proprio che dica come ho scritto io: prova a sentire [https://www.youtube.com/watch?v=mVEkhFtMjHg qui]. [[User:Andrek02|<span style="color:#FF0000">Andrek02</span>]] ('''[[User talk:Andrek02|<span style="color:#FFAF01">talk</span>]]''') 06:37, 10 lug 2024 (CEST)
:@[[utente:Andrek02|Andrek02]] L'ho sentito con le cuffie più volte anche al rallentatore e dice addirittura "floutolento". Dovendo essere [[Wikiquote:Trascrizione#Fonti non scritte|fedeli]] è da interpretare come uno strafalcione voluto per divertire. Comunque ho già marcato con {{tl|Sic}}, correggo ulteriormente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:09, 10 lug 2024 (CEST)
== Citazione di Dostoevskij ==
Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=F%C3%ABdor_Dostoevskij&diff=prev&oldid=1338798 questo spostamento] è errato. Bisogna lasciare la citazione con fonte nella voce sull'autore, mentre nella voce sull'opera si mette la citazione con link all'autore, senza fonte. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:32, 15 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] {{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 15 lug 2024 (CEST)
::Grazie :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:01, 16 lug 2024 (CEST)
== Cancellazione senza motivo ==
Ciao, ma perché cancellare le pagine se sono lingue conosciute, come l'inglese e lo spagnolo e si utilizzano spesso. Chiedo il ripristino. [[Speciale:Contributi/91.80.66.5|91.80.66.5]] ([[User talk:91.80.66.5|msg]]) 15:09, 30 lug 2024 (CEST)
:Salve. Risposta: perché questa è Wikiquote in italiano e le traduzioni da te inserite, generate dal traduttore di Google, contenevano errori riscontrabili persino a prima vista, cioè senza neppure la necessità di un confronto col testo in lingua. In base alle nostre regole le pagine con tali contenuti sono da rimuovere per direttissima; vedi '''[[Wikiquote:Cancellazioni immediate]]''', terzo criterio. O metti una traduzione corretta (col testo accanto se essa è di tuo pugno, vedi '''[[WQ:TT]]'''), e sempre che tu abbia la preparazione adeguata per un compito così delicato, oppure metti quelle citazioni nelle edizioni in spagnolo, inglese e turco di Wikiquote; ''tertium non datur''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:28, 30 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Infatti, ho notato che alcune pagine sono state cancellate senza motivo di testa propria. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:25, 21 set 2024 (CEST)
:::È molto meglio se togli il disturbo, sono anni che fai gli stessi errori e non vuoi sentire ragioni. Le pagine saranno ''tutte'' e ''sempre ''cancellate, cosa che si fa in un clic, mentre tu per crearle ci metti un po' di più; eventualmente verranno parzialmente bloccate, in modo che solo gli utenti autoverificati potranno ricrearle. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:28, 21 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, ma non esariamo non proprio tutte. Poi non hanno niente di male, basta sistemarle o ridurle il testo per sistemarle. E per questo ci vuole anche collaborazione, no come te che le cancelli senza sistemarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:34, 21 set 2024 (CEST)
:::::Sono radicalmente da rifare perché generate da traduttori automatici (il che non è ammesso, come abbondantemente spiegato) e zeppe di citazioni non [[WQ:S|significative]]. Non possono essere altri a sobbarcarsi tutto quel lavoro, vedi anche [[#Pomeriggio Cinque News|sotto]]. Intanto se vedi [[Speciale:UltimeModifiche|qui]] ti rendi conto che il tempo delle sciocchezze è finito ''forever and ever''. I miei migliori auguri per quello che farai su altri siti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:39, 21 set 2024 (CEST)
::::::Infatti, sono ammesse le traduzioni e sono tradotte con lingue principali come l'inglese, lo spagnolo, il francese. Su questo sembra che tu sia l'unico a lamentarti sulle pagine, cose che altri qui sopra non esagerano come te. Poi cosa si intende per "quello che farai in altri siti". [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:45, 21 set 2024 (CEST)
:::::::Non puoi inserire citazioni tradotte con [[w:Google Traduttore]]. Su questo sito hai finito di aggiungerne, perché non ti sarà consentito. Arrenditi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:52, 21 set 2024 (CEST)
::::::::Con che cosa si dovrebbero tradurre allora. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:55, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::Con le tue competenze linguistiche, se ce le hai, sennò te ne puoi andare. (Ovviamente non ce le hai, altrimenti non avresti usato il traduttore di Google in modo così indiscriminato e temerario.) Ti ricordo anche che le citazioni devono essere significative per come ciò è inteso su Wikiquote, non devono semplicemente contenere informazioni e meno che meno banalità come "Mi piace l'Italia" ecc... Da oggi non ne passerà nemmeno mezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:59, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::Ci sono anche quelli professionali e migliori, con quelli andrebbero bene. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:04, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::No, perché hanno tutti dei limiti per loro natura e tu non sembri avere le competenze linguistiche necessarie per accorgerti di eventuali errori e correggerli, oltre al fatto che non ti sei neppure fatto scrupoli. Ma che problema hai? Per caso ti pagano per creare quelle pagine? Se è così mi dispiace per te ma qui ci sono delle regole da rispettare. Puoi trovare un altro lavoro, magari più soddisfacente e remunerativo, nonché più utile alla società. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:10, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::::Nessuno mi paga e poi questo non è un lavoro. Con le citazioni è per avere qualcosa in più sulle persone. E poi cosa ho fatto di male, ti vanno storte le pagine con le traduzioni e su sistemano correggendole, non c'è bisogno di arrivare a cancellarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:18, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::::C'è gente che è pagata pochi spicci per fare cose del genere; se non è il tuo caso, sono contento per te. Se ci tieni davvero a quelle pagine e a nient'altro, allora dovresti volerle ben fatte e non piene di banalità ed errori. Io ho sempre cercato di salvare il salvabile, come per esempio si vede [[speciale:diff/1341317|qui]], [[Discussioni utente:176.245.143.14|qui]], [[speciale:diff/1344912|qui]] o [[speciale:diff/1342831|qui]], cosa che mi è costata anche [[speciale:diff/1342845|un bonario e giusto richiamo]] da parte di un altro amministratore, per non parlare del fatto che sono le due e mezza di notte e sto ancora qui a ripetere le stesse cose, peraltro già dette per mesi. Buonanotte, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:28, 21 set 2024 (CEST)
== Range ==
Ciao Udiki, buon Ferragosto! Sono davvero felice del lavoro che fai qui da quando sei stato eletto, davvero eccellente! Solo una cosetta: bloccare un ip lungo con /32 è troppo, in pratica vai a bloccare 4,294,967,296 indirizzi (vedi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|tabella]]), infatti vedi che vai [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A02:B023:0:0:0:0:0:0/32 a coprire] personaggi ben diversi, dal tizio di Lierna a quello di ''Non aprire quella porta'' (che probabilmente non è da annullare), quindi persone molto diverse e chissà quanti ci finiscono in mezzo, per il momento sblocco. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:27, 15 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, va bene. Avevo fatto queste considerazioni: 1) Era bloccato l'IP ma non la possibilità di creare utenze, inoltre il blocco era lungo (un anno) ma non infinito; 2) Su Wikiquote, a differenza di Wikipedia, non ci sono così tante persone che editano, infatti quasi tutti gli IP di quel range facevano capo verosimilmente a lui o al maniaco di Lierna (nel senso clinico e senza ironia), altro tipo poco raccomandabile; 3) L'ultima modifica è probabilmente buona, infatti l'ho lasciata, ma c'è una sostanziale evasione di blocco; inoltre, se l'utente non usasse IP dinamici ma utenze registrate, queste sarebbero certamente state bloccate all'infinito, perciò secondo me la cosa è da equipararsi ed è lecito o persino doveroso annullare a prescindere qualsiasi sua azione ([[w:Wikipedia:Politiche_di_messa_al_bando_degli_utenti#Rollback|vedi]]); 4) Su Wikipedia un IP range dei suoi è stato bloccato per un anno con /64 ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block vedi]), comunque tanto. In generale la cosa ultimamente si è un po' ridimensionata, credo grazie ai blocchi che ho operato e "mazzate" varie. Lui non la smetterà mai del tutto perché ha un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo e dovrebbe andare dallo psichiatra, infatti i suoi idoli sono psicopatici come il Joker, l'Enigmista e buffoni consimili, ma forse è gestibile con rollback mirati e da ora mi limiterò a quelli. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:00, 15 ago 2024 (CEST)
::Sì ma con /64 blocchi 1 unico indirizzo, con /32 invece millemila, è quello il problema. Su Wikipedia quando si bloccano range ampi (più ampi del /64, che si può dare tranquillamente completo) ci si limita in genere a blocchi parziali su alcune pagine (come saprai il blocco può anche essere parziale su un elenco di pagine che indichi quando formuli il blocco), se fosse stato parziale su una manciata di pagine poteva anche starci al limite un /32, ma invece un /32 completo era sicuramente eccessivo, per questo scusami l'intrusione, che comunque mi ha dato modo di salutarti e di farti i complimenti per il tuo lavoro, occasione che desideravo da tempo ma che è difficile trovare visto che fai tutto molto meditatamente :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:16, 15 ago 2024 (CEST)
::: Ciao ragazzi, scusate se mi intrometto ma per lavoro mi occupo prprio di queste cose... anche con /64 blocchi pareccchi IP (''18.446.744.073.709.551.616'') ma in genere con IPv6 proprio perché ce ne sono tanti una subnet /64 la si assegna ad un singolo cliente. Bloccando una /32 (''79.228.162.514.264.337.593.543.950.336 indirizzi IP'') si rischia di bloccare tutti gli indirizzi IPv6 di un Provider e non è bello :-) P.S. Mi unisco anche io ai complimenti per Udiki! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:55, 15 ago 2024 (CEST)
== Richiesta creazione nuova voce ==
Buongiorno, ti ricordi di me? (in caso sono colui che hai aiutato per la voce: [[Lucy Maud Montgomery]]). Siccome ti ritengo un vero e proprio esperto su questa wikipedia, volevo chiederti un parere. Vorrei creare la pagina ''Bem il mostro umano'' inserendo le citazioni di dialoghi tratti dagli episodi (entrambi i doppiaggi se possibile). Che mi suggerisci? È conforme? Confido in te. Buona giornata e grazie mille. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 14:28, 26 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Ciao, innanzitutto bisogna chiedersi se una voce è enciclopedica, ma in questo caso, dato che esiste da tempo su Wikipedia ([[w:Bem (serie animata)|vedi]]), non ci sono problemi. Credo che si possano inserire entrambi i doppiaggi in questo modo:<blockquote><code>*Citazione con doppiaggio 1.<br>:Citazione con doppiaggio 2.</code></blockquote> specificando con una {{tl|NDR}} di quale si tratta. Se mi sbaglio chiedo a [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] di correggermi. Ti consiglio caldamente di cominciare a lavorare in una pagina delle prove che puoi creare cliccando su [[Utente:Mattioskii/Sandbox]], quando è tutto a buon punto puoi travasare il contenuto nella pagina vera e propria. Ricordati che le citazioni devono rispettare [[Wikiquote:Significatività]]. A presto, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 26 ago 2024 (CEST)
::@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Finora di solito per casi del genere abbiamo usato le note, come in ''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]''. L'uso dell'NDR può servire già per specificare il contesto di alcune citazioni (come si vede nella voce che ho testé citato) quindi l'indicazione del doppiaggio mi sembra preferibile indicarla in nota.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 26 ago 2024 (CEST)
:::Grazie mille ad entrambi, allora mi cimento nella pagina delle prove. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:32, 26 ago 2024 (CEST)
== [[Pomeriggio Cinque News]] ==
Ciao Udiki,
ho visto che hai tentato di salvare il salvabile. Pur essento la voce probabilmente enciclopedica, la citazione fa abbastanza pena, io avrei buttato tutto. Mi sembra proprio una forzatura giusto per creare la pagina, tipico del ''modus operandi'' di certi anonimi "contribuenti". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:34, 30 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Homer|Homer]] A chi lo dici! Per me queste cose sono da cancellare per direttissima, ma la regola in casi del genere prevede che si avvii la procedura standard. Siccome però queste voci sono create di continuo e da anni da parte di chi non si vuole registrare per evitare sanzioni e che forse è pure prezzolato, e siccome non possiamo perdere troppo tempo, in tali ipotesi farei un'eccezione ''cum grano salis'' e rimuoverei a vista. Chiedo il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], per vedere se c'è consenso. Un saluto a entrambi, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 30 ago 2024 (CEST)
::Sì, in casi del genere, di anonimi write-only che creano voci con neanche una singola citazione significativa e pertinente o chiara, si può anche andare di immediata, nel caso specifico ho provato a metterci una pezza anch'io per chiarire il contesto e la voce si può tenere, ma una regola che avevamo già negli anni scorsi era che se veniva creata una voce che non avesse almeno una citazione significativa e pertinente (in caso di tematica) si poteva andare di immediata, quantomeno con simili soggetti poco collaborativi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 30 ago 2024 (CEST)
== Charles Socarides ==
buongiorno, a distanza di tempo vedo che la voce è stata cancellata. Come mai? Sono i miei primi contributi su Wikiquote. Speravo di poter essere utile al progetto. Ignoro chi sia l'utente che ha citato. [[Speciale:Contributi/176.200.68.6|176.200.68.6]] ([[User talk:176.200.68.6|msg]]) 11:15, 31 ago 2024 (CEST)
:La spiegazione è stata fornita e tu l'hai letta, come tradisce quello che hai scritto. Va anche oltre il ragionevole motivo di ritenere che chi aveva creato quella pagina sia stato bannato. Questo non lo illustro a te, perché lo sai già e non si alimentano i troll, ma a terzi che dovessero passare da queste parti e che, non conoscendo tutti gli elementi necessari, non avrebbero potuto capire come stanno le cose e, ove fossero alquanto sprovveduti, forse si sarebbero in parte lasciati irretire dal tuo goffo e risibile tentativo, giacché è nota massima ''audaciter calumniare, semper aliquid haeret''. Colgo l'occasione per farti notare una volta di più che è tutto sottoposto a controllo e che pertanto faresti meglio a desistere dal tuo progetto propagandistico, per giunta condotto con imperizia. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:46, 31 ago 2024 (CEST)
::non c'è alcun troll e nessun intento propagandistico. Era solo una voce come tante di questo progetto. Saluti. [[Speciale:Contributi/176.200.73.225|176.200.73.225]] ([[User talk:176.200.73.225|msg]]) 16:15, 31 ago 2024 (CEST)
:::Quando le citazioni e le voci aggiunte da un medesimo utente hanno sempre la medesima e spiccata connotazione ideologica, peraltro minoritaria e a volte pseudoscientifica, allora c'è un malcelato intento propagandistico o [[w:en:Wikipedia:Civil POV pushing|civil POV pushing]]. È inutile che cambi indirizzo IP, perché basta il [[w:test dell'anatra|test dell'anatra]] a smascherarti subito, soprattutto su questo sito dove sono pochi a intervenire e non puoi imboscarti con la stessa facilità che avresti su Wikipedia. Forse hai una [[w:coazione a ripetere|coazione a ripetere]]. Sarebbe ora di smetterla con questa condotta buona solo a fornire materia per barzellette. Spero che almeno ti paghino qualche spiccio, sebbene ''dell'Inferne | porte al par sempre io detestai chi vinto | dalla sua povertade il falso vende.'' [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:42, 31 ago 2024 (CEST)
::::i miei pochi contributi sono tutti adeguatamente fontati e dunque non sono materia per barzellette. La coazione a ripetere è una malattia mentale che non mi appartiene e francamente lascio ad altri Può esservi un orientamento cattolico; l'unico contributo "pseudoscientifico" e "minoritario" è quello di Charles Socarides. Non vedo quali caratteristiche in comune abbiano i miei contributi da renderli riconoscibili col test dell'anatra.
::::Certamente, con questo tipo di amministrazione e moderazione i collaboratori di Wikiquote saranno sempre di meno. Invece di costruire, contribuite solo a distruggere il progetto.
::::Quanto a WP, non me ne sono praticamente mai occupato. [[Speciale:Contributi/176.200.67.112|176.200.67.112]] ([[User talk:176.200.67.112|msg]]) 19:47, 31 ago 2024 (CEST)
:::::Hai dimenticato di dire che nella pagina del signore in oggetto avevi inserito un'interpolazione, cioè una affermazione di un terzo soggetto che nulla c'entrava. Se i contributori devono agire come te, meglio perderli che trovarli; ce ne faremo una ragione e sopravvivremo anche orbi di tali perle. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 31 ago 2024 (CEST)
::::::un errore involontario può scappare a tutti. Per questo, le voci vengono ordinariamente riviste. Anche noi, fra i tanti contributori anonimi che leggeranno queste righe, sopravviveremo senza certi amministratori. Orbi di tali perle, pensiamo che sia meglio perderli che trovarli. Cordiali saluti [[Speciale:Contributi/176.200.72.204|176.200.72.204]] ([[User talk:176.200.72.204|msg]]) 21:09, 31 ago 2024 (CEST)
:::::::Ma tu di perle continui a distribuirne più del lecito (per non dire su scala industriale) e nessuno qui è tenuto a farti ''sistematicamente ''da badante, che poi finisce sempre che sono io. '''[[Speciale:Contributi/176.200.72.204/16|Qui]]''' c'è la lista di quello che hai prodotto da un annetto a questa parte, cioè da quando ti sei (ri)palesato, altro che "i miei primi contributi su Wikiquote"! Nonostante queste querimonie, pure assai mal fondate, io dubito, purtroppo, che leverai le tende; se fosse sono disposto a farmi monaco, anzi, ''monaca''. Almeno risparmiaci il pianto greco: è meglio quando ci strappi una risata (involontariamente, questo puoi ben dirlo). A margine: i "tanti contributori anonimi" cui ti riferisci sono da interpretare come un caso di personalità multipla, visto che dietro c'è sempre la stessa persona fisica. Alla tua prossima amenità, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:55, 31 ago 2024 (CEST)
::::::::ti sbagli.non sono affatto tutti miei contributi.. [[Speciale:Contributi/2.196.179.196|2.196.179.196]] ([[User talk:2.196.179.196|msg]]) 03:31, 1 set 2024 (CEST)
:::::::::Ora sei passato dall'IP toscano a quello lombardo (per il quale si veda '''[[Speciale:Contributi/2.196.179.196/16|qui]]''') e le due regioni non sono neppure limitrofe. A te non la si fa, nevvero? Sei un furbacchione di tre cotte! Ma venendo al tuo ultimo messaggio, in pratica tu rinneghi te stesso e questo in natura non lo fanno neppure le bestie che strisciano né quelle invertebrate. Ne hai ben donde: quello che fai è ripugnante. Ma se è così, non è meglio smetterla? Certo ci priveremmo dello spasso, ma ne guadagneremmo in serietà. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:32, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Joe Biden ==
Salve. Vorrei dire che non c'e modo di metterla la citazione sul dittatore jugoslavo Tito poiché sulla pagina di Biden ci sono gli anni delle citazioni e non quella in maniera alfabetica perciò non sapendo l'anno non potevo metterla. In ogni caso grazie e cordiali salut [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 23:57, 31 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, in questo caso si deve creare una sezione in fondo con il titolo "Citazioni non datate", come per esempio si vede in [[Giampiero_Boniperti#Citazioni_non_datate]]. Se mi dici qual è la fonte ci penso io, però non inserire mai citazioni senza fonte: è una delle cose peggiori che si può fare su Wikiquote. Infatti appena accedi alla modalità di modifica di una voce, in basso compare un avviso che dice: "'''L'inserimento di nuove citazioni senza fonti viene annullato.'''" Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:07, 1 set 2024 (CEST)
::https://www.secoloditalia.it/2020/11/la-passione-di-biden-per-il-maresciallo-tito-e-un-genio-ecco-come-lo-elogiava/ grazie tante [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 00:08, 1 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] {{fatto}}, vedi '''[[speciale:diff/1343053|qui]]'''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:41, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Ida Magli ==
Quella che ho è la quarta edizione del gennaio 1998 (Saggi Tascabili Bompiani).--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 15:06, 1 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carnby|Carnby]] Ciao. Allora, visto che ci sono solo due altre citazioni preesistenti, per piacere verifica che coincidano perfettamente (ortografia, suddivisione in paragrafi, corsivi ecc...) con la tua edizione e se differiscono correggile, poi aggiorna la bibliografia, sia l'anno che l'ISBN (per esempio anch'io ho fatto così [[speciale:diff/1259635|qui]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:14, 1 set 2024 (CEST)
::{{fatto}}: Era tutto identico, tranne due o tre maiuscole.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 18:11, 1 set 2024 (CEST)
== pagina nuova ==
Salve. Ho creato una pagina nuova su un personaggio pubblico. Mi servirebbe aiuto per poterla completare a pieno. Se mi volesse aiutare le sarei grato. In ogni caso grazie e cordiali saluti [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 22:35, 10 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, probabilmente ti riferisci alla pagina [[Romani Rose]]. Ha dato una prima sistemata Danyele e poi io ho fatto qualche ritocco. Però ti ricordo che le traduzioni di Google non sono ammesse per i motivi che ho spiegato a un altro utente '''[[#Cancellazione senza motivo|qui sopra]]''', quindi in futuro evitale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 11 set 2024 (CEST)
== Re: Citazione del giorno ==
Giusto, l'ho cambiata. Ciao.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 6 ott 2024 (CEST)
== Piacere e dolore ==
Ciao! I [[proverbi italiani]] andrebbero inseriti nella relative raccolta con la relativa fonte (che di solito è Selene, ma bisogna controllare nella cronologia delle tematica di provenienza quando sono stati inseriti). Se hai dubbi fammi un fischio.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:03, 27 ott 2024 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, avevo dato per scontato che fossero presenti con fonte perché li avevo presi dalle tematiche. Mo li levo e basta, tanto non mi paiono granché. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:43, 29 ott 2024 (CET)
== Re: Sezione "Citazioni su" ==
Grazie per le indicazioni, sto imparando e tutti i consigli sono utili. Spero di non darvi troppo da fare :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 15:30, 17 nov 2024 (CET)
== Coretta Scott King ==
Ho corretto le "citazioni su" alla luce delle indicazioni che mi hai dato. Per cortesia, potresti controllare? Avevo cancellato l'avviso W di {{ping|Mariomassone|}} perché, nella mia ignoranza, pensavo di aver corretto. Grazie a entrambi. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 18:20, 17 nov 2024 (CET)
== Re: Aggiungere un collegamento a Wikidata ==
Ciao Udiki, grazie per le indicazioni :-). Di quanto hai scritto non mi è chiara la parte che riguarda il Wikizionario che è un progetto che conosco molto poco e non capisco in che situazione su Wikiquote si renderebbe necessario il collegamento in interprogetto. Grazie [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:05, 23 nov 2024 (CET)
== Lingua delle fonti ==
Ciao Udiki, ti ringrazio ancora per l'aiuto che mi hai dato. Ora mi servirebbe un chiarimento riguardo al Template:en che hai tolto nella voce [[Patty Duke]] con la motivazione che tutti capiscono che è inglese e quindi si può omettere. Altri, invece, nella stessa voce successsivamente hanno rispristinato il template ed è stato inserito anche nell'ultima voce, [[Jane Seymour]], dove ovviamente l'avevo omesso. Ti ringrazio per la pazienza. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:29, 1 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Ciao. Ho visto. Tuttavia su Wikipedia come qui se ne fa perlopiù a meno, per il motivo che ho detto e da anni. Qui, in particolare, si fa economia di elementi di testo tutte le volte che si può ([[Wikiquote:Modello_di_voce#Spiegazioni_utili_e_spiegazioni_inutili|vedi]]). Alla luce di questo, è anche più comodo rinunciare alla seccatura di doverlo inserire. Mettercelo è un po' un eccesso di zelo e paternalistico, perché significa prendere il lettore per una capra, sebbene non un delitto. Non preoccuparti se qualcuno lo inserisce dove tu lo hai omesso: nessuno ti rimprovererà mai e in ogni caso puoi far presente questa discussione, non ho problemi a assumermene io la responsabilità. Se a te piace proprio metterlo, fallo pure, sennò lascia stare tranquillamente, perché ciò è certamente lecito e corroborato dalla prassi. Per me non c'è neppure la necessità di avere il template del francese, altra lingua insegnata nelle scuole dell'obbligo; ma siccome questo di solito è usato, allora bisogna uniformarsi. Ricòrdati solo di battere uno spazio sùbito dopo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:18, 1 dic 2024 (CET)
::Grazie, per quanto mi riguarda, è più che sufficiente la tua spiegazione :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 14:34, 1 dic 2024 (CET)
== Scautismo per ragazzi ==
Vedo che hai annullato un paio di correzioni.
Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo", anche se la prima è prevalente. In particolare, il testo più importante si intitola "Scautismo per Ragazzi" nell'edizione italiana. Se vai su [[:w:Scautismo per Ragazzi]] puoi verificare, ci sono quante fonti vuoi. Pure https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/isbd/IEI0214230 che tu citi riporta la grafia con la A. Sui cataloghi c'e` la foto della copertina: https://scout.coop/prodotto/scautismo-per-ragazzi/
Pertanto, [[Scoutismo per ragazzi]] (scritto con la O) è un redirect con errore di battitura, e da immediata per il criterio 9. Non capisco l'annullamento della richiesta.
Analogamente su [[Mario Sica]] c'è una citazione da "Storia dello Scautismo in Italia". Puoi vedere il titolo del libro qui: https://www.fiordaliso.it/2728-storia-dello-scautismo-in-italia.html
In quel libro si usa sempre e solo la grafia con la a, quindi attualmente la citazione riportata nella voce è infedele. Ho riportato la grafia a quanto usato dalla fonte, trascrivendola fedelmente. Anche qui, non capisco l'annullamento (https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Sica&diff=prev&oldid=1353719)
--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 03:43, 6 dic 2024 (CET)
EDIT: Leggo ora che mi avevi scritto sulla pagina di discussione dell'utenza temporanea. Sul punto 1, ribadisco che il criterio 9 non prevede di inserire errori di battitura (in questo caso un titolo errato) "ad abundantiam".
Sul punto 2, ho letto tutto il libro di Mario Sica, e non usa mai "scoutismo.
:{{ping|~2024-20206}} «Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo"», appunto, quindi non c'è errore di battitura in sé, anche se il titolo del libro dice «scautismo» e non «scoutismo». Non si capisce neppure quale sia il problema, anzi, pare importante avere quel redirect che risolve un'ambiguità. Infatti [[Aiuto:Redirect]] c'informa che è utile utilizzarli «per condurre il lettore alla voce appropriata da digitazione con ortografia comunemente scorretta. Ad esempio riteniamo che una buona parte dei lettori potrebbe cercare Lev Tolstoj digitando Lev Tolstoi perciò abbiamo ritenuto utile un redirect da [[Lev Tolstoi]].»<br>Su Sica ho fatto una domanda ben precisa: «Hai controllato sulla stessa edizione di quel libro a quella stessa pagina?» <u>Si attende ancora la risposta</u>. Potrebbe eventualmente darsi che la tua edizione abbia una grafia e quella presente in bibliografia un'altra, se si tratta di due edizioni diverse. Inoltre, e anche questo è già stato detto, il collegamento era stato inserito come <code><nowiki>[[scautismo|scoutismo]]</nowiki></code> e non si capisce perché uno si sia dovuto prendere la briga di quella specificazione se non per il fatto che il testo dica appunto «sc'''o'''utismo» anziché «sc'''a'''utismo». Siccome entrambe le forme sono corrette, prevale il criterio di fedeltà alla fonte di cui in [[WQ:TF]]. [[speciale:diff/1353718|Qui]], nel motivare l'edit nel campo oggetto, io ho fatto effettivamente un ''qui pro quo'', ma è stato l'unico e la spiegazione che ho dato tempestivamente [[Discussioni utente:~2024-20206#Redirect|qui]] vale come rettifica. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:12, 6 dic 2024 (CET)
:Per il primo punto, se la linea guida dice così va bene, ma ci metto una nota.
:Per il secondo punto, invoco [[w:Wikipedia:Clausola della palla di neve|la clausola della palla di neve]], che immagino valga anche su wikiquote. Tutte le edizioni di quell'opera usano la grafia "scautismo" nel titolo. Mario Sica ha sempre spiegato perché (secondo lui) si deve usare la grafia "scautismo". Ho letto sua la terza che la quarta edizione di quel libro da cima a fondo e non ha mai usato "scoutismo" (purtroppo in questo momento ce le ho inscatolate causa trasloco). A questo punto è chi lo cita che deve fornire la prova che Mario Sica abbia usato quella grafia. Peraltro si parla solo di pagina 41, senza dire di quale edizione si parla. Quindi, la probabilità che qualcuno possa provare che la fonte originale abbia la grafia "scoutismo" è minore di quella di trovare una palla di neve all'inferno, e non c'è nemmeno motivo di starne a discutere prima di correggere.
:--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 18:26, 6 dic 2024 (CET)
:::{{ping|~2024-20206}} Veramente la citazione è pure tratta da una fonte secondaria, quindi se anche si controllasse quest'ultima, ci sarebbe sempre la possibilità che si sbagli nel riportare quella primaria. Visto che tu hai il libro, quando ti riesce di toglierlo dallo scatolone ricopia <u>alla lettera</u> quel brano e fai le modifiche del caso se ci sono discrepanze, in modo che il testo su Wikiquote combaci scrupolosamente in tutto e per tutto con quello che hai tra le mani, quindi aggiorna l'indicazione della fonte. È la cosa più semplice e sicura. Però ricordati di farlo. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:50, 6 dic 2024 (CET)
::::Io direi che è SICURO che ha riportato male, visto che è una fonte secondaria! Ragione in più per applicare la clausola della palla di neve.
::::--[[Speciale:Contributi/~2024-23739|~2024-23739]] ([[Discussioni utente:~2024-23739|discussione]]) 19:07, 6 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:~2024-23739|~2024-23739]] Probabile o molto probabile, non sicuro, sennò non staremmo neppure qui a fare deduzioni. Ne ho viste di tutti i colori, può darsi pure che a livello editoriale abbiano deciso di usare la forma più comune e nel testo un'altra, specialmente quando ci sono più edizioni dello stesso. È proprio per questo che qui c'è il principio di fedeltà alla fonte, primaria o secondaria che sia: si scarica tutta la responsabilità e si evitano discussioni su questioni di lana caprina. Tanto più che entrambe le forme sono corrette. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:26, 6 dic 2024 (CET)
::::::Grazie per il ping, Udiki. {{ping|~2024-23739}} Sulla questione redirect ha già illustrato bene la questione Udiki, quindi non mi dilungo e mi limito a concordare al 100% (grafia alternativa, ergo accettabile). Sulla citazione di Sica, 11 anni fa avevo a disposizione fonti scout che oggi, avendo lasciato il movimento, non possiedo più (ne ho molte mie, ma questa no). Chiedo quindi a {{ping|Lou Crazy}} se per caso lui avesse il libro di Sica così da poter dirimere il dubbio, oppure posso andare in biblioteca sabato mattina (devo passare comunque a restituire un libro), dove vedo che è disponibile [https://bibliometroge.sebina.it/opac/resource/storia-dello-scautismo-in-italia/GMP00725051 la versione del 1973]. Così mettiamo la fonte primaria e tagliamo la testa al toro. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:18, 21 lug 2025 (CEST)
Ciao, stamattina ho controllato la fonte primaria e ho corretto la citazione in base a com'era riportata originariamente :-) grazie per la segnalazione e buon weekend. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:08, 26 lug 2025 (CEST)
== Tipografia ==
Ho letto [[WQ:TF]], ma appunto è un elemento tipico del francese lo spazio prima del punto esclamativo, delle virgolette, dei due punti e del punto interrogativo. Cioè da quel che ho capito di [[WQ:TF]] si basa piuttosto su testi italiani che hanno una punteggiatura non standard (ad esempio se un giorno venisse creata una pagina su [[Remigio Roccella]], tenderemo ad usare una tipografia / ortografia standard perché l'autore metteva spazî prima delle parentesi ad esempio), oppure ho capito male io? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:28, 9 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] "[...] si può intervenire solo sulle convenzioni tipografiche, purché non siano scelte o elementi peculiari dell'autore [...]". Ma qui non c'è nessuna scelta stilistica dell'autore, solo convenzioni ortografiche straniere che non c'è nessun motivo di anteporre alle nostre, altrimenti si genererebbe confusione e disomogeneità senza nessun vantaggio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:44, 9 dic 2024 (CET)
::OK, però almeno per l'arabo, si può fare un eccezione ed usare il punto interrogativo <span lang="ar" xml:lang="ar" dir="rtl">؟</span> (carattere unicode U+061F)? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:49, 9 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Andrebbe discusso ma io credo che si possa fare, così come andrebbe necessariamente mantenuta la direzione della scrittura che è opposta alla nostra. Il caso, che solo molto raramente può interessarci in concreto, riguarda una lingua radicalmente diversa anche nell'alfabeto. Non ci vedo molte analogie con le convenzioni francesi e il rapporto di queste con le nostre, per fortuna molto più semplice. Io sarei anche per il mantenimento del punto esclamativo e interrogativo invertito che hanno gl'ispanofoni. A ben vedere queste sono forse più convenzioni ortografiche che tipografiche, mentre gli spazi sarebbero più del secondo tipo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:18, 9 dic 2024 (CET)
== Doppia domanda ==
Ciao Udiki, piacere di conoscerti. :) Vorrei farti una doppia domanda:
* Se voglio riportare delle citazioni di una persona non italiana, le devo inserire in lingua originale o tradotte?
* Nel caso qualcuno continui a vandalizzare, c'è una pagina dove segnalarlo? Qualcosa come i [[:it:Wikipedia:Vandalismi in corso|Wikipedia:Vandalismi in corso]] su Wikipedia in italiano. Ho guardato e non ho trovato nulla.
Grazie mille in anticipo e buon lavoro! :D [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:55, 11 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Ciao, le citazioni in lingua vanno inserite solo quando non esiste una fonte per una traduzione, oppure quando la citazione è famosa anche nella sua formulazione originale come avviene per esempio per molte di quelle latine, vedi [[WQ:TT]].<br>I vandalismi possono essere segnalati in [[Wikiquote:Richieste agli amministratori]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:11, 11 dic 2024 (CET)
::Grazie!! :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 21:57, 11 dic 2024 (CET)
== Enciclopedicità ==
Ciao, scusa il disturbo ma ci tengo a chiarire. La nuova pagina che vorrei scrivere, come accennavo nel bar, riguarda un autore enciclopedico, ogni opera è stata in cartellone per diverse stagioni e nei maggiori teatri italiani. Ho molte recensioni sulle opere che ha scritto e diretto e recitato, citazioni dell'autore in interviste pubblicate da giornali e televisione.Quindi da un punto di vista di WP non avevo dubbi mentre, invece, ho dubbi sulle mie capacità e conoscenze in questo progetto e infatti ho rinunciato a scrivere voci per SheSaid poiché mi rendo conto che non sarò mai autonoma perché non riesco a imparare e non credo siano necessarie ulteriori considerazioni. Di conseguenza, prima di fare danni, ho chiesto lumi al bar. Grazie comunque di tutto :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 23:05, 12 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Mentre scrivevi questo io stavo rispondendo al bar. Se non riesci a essere autonoma ma contribuisci una tantum non dovrebbe essere un problema. Il problema sono quelli che inseriscono a raffica citazioni non solo non rispettose delle convenzioni formali, ma soprattutto non significative e non vogliono sentire ragioni. A quelli è riservato un trattamento ben diverso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:30, 12 dic 2024 (CET)
== Il pendolo di Foucault ==
Edizione La nave di Teseo, 2023 ISBN 978-88-9344-641-9. grazie [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:31, 17 dic 2024 (CET)
== X Udiki ==
e allora che mi avete inviato a fare una mail...il casino lo state facendo voi. [[Speciale:Contributi/~2024-30607|~2024-30607]] ([[Discussioni utente:~2024-30607|discussione]]) 21:09, 22 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:~2024-30607|~2024-30607]] E chi ti ha mandato una "mail"? Io no di sicuro. Ti è stato semplicemente risposto sulla tua [[Discussioni utente:Danidan70|pagina di discussione qui su Wikiquote]], cosa diversa, e solo perché tu stesso lo hai sollecitato. Ma l'hai capito che questo sito è Wikiquote e non Wikipedia e che ciò di cui ti lagni riguarda Wikipedia? Tra l'altro qui avevi scritto "Attento a quello che scrivi sulla Banda della Magliana e su Danilo Abbruciati...ci siamo capiti???", cioè una discreta cafonata, e su Wikipedia altre cose simpatiche che sono state giustamente cancellate (è rimasta una traccia '''[[w:speciale:cronologia/Discussione:Danilo_Abbruciati|qui]]'''). Mo, cortesemente, vedi d'andartene. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:36, 22 dic 2024 (CET)
== Zampino d'oro alla carriera ==
Buongiorno e buon anno Udiki,
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
|centro=margin-left:auto; margin-right:auto;
|sinistra=clear:left; float:left; margin-right:10px; margin-left:0;
|#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px;
}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
* [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]]
* [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]]
* [[Discussioni_utente:Mariomassone#Zampino_d'Oro_alla_Carriera|2022: Mariomassone]]
* [[Discussioni utente:Ibisco#Zampino d'Oro alla Carriera|2023: Ibisco]]
|}
sul fotofinish, dopo un confronto con {{ping|Spinoziano}}, ho deciso di insignirti di questo piccolo riconoscimento per ringraziarti di tutto il contributo qualitativo che stai dando a questo progetto. Ti stai rivelando un ottimo admin e sono davvero contento di questo, vista la mia impossibilità a seguire il progetto come qualche anno fa.<br>
Spero tu possa continuare a seguire il progetto con la precisione e la passione che da sempre ti contraddistinguono.<br>
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:07, 31 dic 2024 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed|Spinoziano}} Grazie a entrambi per questo premio aureo e bestiale; meglio non indagare su quale delle due componenti abbia maggiormente concorso all'assegnazione... Lo prendo come una un incentivo a fare meglio. Buon anno! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 31 dic 2024 (CET)
== Citazioni tratte da articoli giornalisti scritti dalla redazione ==
Buonasera. Posso contribuire aggiungendo delle citazioni tratte da articoli giornalistici scritti dalla redazione della rivista?
[[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti|Provenienza e fonti]]{{Quote|Le citazioni di autori di cui non si conosce l'identità o comunque non enciclopedici (al punto che una voce su di essi non sarebbe ammissibile, anche se tecnicamente possibile) dovrebbero generalmente essere omesse dalle voci (e sezioni) tematiche, a meno che non siano eccezionalmente significative per l'argomento della voce.}}
1. Io interpreto questa regola, e per me ha senso pubblicare citazioni o critiche cinematografiche inerenti l'opera o il film scritte dalla redazione di alcuni giornali, perché queste citazioni rivestono ''carattere significativo'' per l'argomento e i giornali o riviste citate sono i più autorevoli.
2. Inoltre trattasi di opere statunitensi del 1966 quindi sono di dominio pubblico dato che sono passati più di 50 anni dalla loro pubblicazione quindi non dipende da un problema di ''copyright''.
3. Preferiresti creare su quote una voce apposita per la Redazione del Time Magazine (in quanto autore di citazioni) oppure della rivista Time (che poi sarebbe l'opera) dove mettere le citazioni?
Per me è un po' difficile pensare, a questo punto, a come debbano essere aggiunte le critiche alle opere fatte dalle redazioni dei giornali. Non trovo alcun problema a citare la fonte originale che corrisponde anche all'autore come per esempio la Bibbia o qualsiasi altra opera senza autore.
Grazie per la risposta [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 22:24, 8 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Ciao e bentornato. Il copyright non c'entra perché siamo comunque nel limite della corta citazione, che è consentita. Tuttavia mi pare strano che le recensioni in questione siano anonime, dato che di solito sono tali solo gli articoli dei novellini, dunque non quelli dei critici cinematografici della testata. Mi viene il dubbio che l'autore sia noto e che la fonte secondaria (la quale in questo caso è il sito ufficiale della testata, ma non lo scan del giornale d'epoca) non lo riporti chissà perché, il che è una bella gatta da pelare. Oppure che veramente siano opera di un redattore di scarsa importanza, dunque non dovremmo averlo qui a meno che non ci siano fattori estrinseci che suggeriscano il contrario, ad esempio la notorietà avuta dalla recensione o il fatto che venga citata da altri, direi almeno un autore rinomato. Comunque la soluzione che si è trovata su Wikiquote è la pagina "[[Anonimo]]"; le voci apposite di cui sopra ci sono solo per le opere, per esempio ''[[Dizionario del cinema italiano]]''. In alternativa credo che sia lecito, forse un po' paradossalmente, inserire quelle citazioni su Wikipedia, vedi [[w:Wikipedia:Modello_di_voce/Film#Critica]]. Non so se ci sia mai stata qualche discussione in materia quindi se è il caso di aprire una discussione al bar, per cui, dopo aver fatto del mio meglio, devo purtroppo tirare per la giacchetta [[utente:Spinoziano|Spinoziano]] (il quale sappia che si sta parlando di [[speciale:diff/1359858|questo]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:33, 9 gen 2025 (CET)
::Ho cercato i giornali dell'epoca. Uno l'ho trovato e di un altro pure. All'epoca non si riportavano gli autori dell'articolo. C'era un motivo? Su Storia del giornalismo non ho trovato nulla a tal proposito. Forse per paura di rappeesagli non scrivevano il nome dell'autore?
::Ecco i link ai giornali dell'epoca. In ogni caso si vede che nello spazio riservato alle critiche cinematografiche non ci sono mai i nomi dei critici. Cercando altre recensioni e critiche sui film ho lo stesso problema fino al 1975. Forse all'epoca non esistendo una legge sul copyright (forse non esisteva nemmeno il concetto) l'autore non era obbligato a scrivere il proprio nome ma solo volontarimente.
::{{cita web|url=https://time.com/archive/6634756/cinema-old-wave-manhunt/|editore=Time Magazine|titolo=Cinema: Old Wave Manhunt|urlarchivio=https://time.com/vault/issue/1966-04-01/page/109/|accesso=8 gennaio 2025|data=1 Aprile 1966}}
::[Qui sopra] Se clicchi su url originale vai proprio al giornale dell'epoca. Puoi controllare su questa prestigiosa rivista anche per i numeri precedenti e seguenti e mai viene indicato chi ha scritto perché secondo me è stato scritto da più mani (é possibile!?).
::{{cita web|url=https://variety.com/1965/film/reviews/harper-1200421100/|editore=Variety Magazine|titolo=Harper|urlarchivio=https://archive.org/details/variety-1964-04/page/n552/mode/thumb?view=theater|accesso=8 gennaio 2025|data=31 Dicembre 1965}}
::Qui sopra invece la digitalizzazione delle riviste é arrivata fino all'anno prima ma comunque l'autore degli articoli non è scritto, é scritto solamente l'autore delle foto. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:44, 9 gen 2025 (CET)
::Grazie non me ne sono mai andato ma contribuivo da tablet da varie parti dell'Italia e non ero loggato perché la mail su cui ricevevo la conferma della nuova password non accettava il server di wikimedia, quando ho utilizzato da pc la mail poi si é risolto. Se non mi conosci bene ti anticipo che sono molto diretto, non me ne ne volere male. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:48, 9 gen 2025 (CET)
::Veramente, voi ne potrete discutere al Bar, ma io pensavo che tecnicamente se l'opera è la rivista, non si dovrebbe di regola aggiungere nell'opera la citazione.
::Opera: Time
::Autore: Redazione Time
::Comunque le citazioni sul film originano da imdb. Poi da li prendo quelle del film che vedo, scelgo le più significative e belle e se hanno la fonte le traduco e poi le pubblico. Ora per fonte su qualsiasi wiki vada gli basta l'articolo web ma come vedi come facciamo a capire perché manca sempre l'autore? Allora mi sono messo a cercare meglio e ho trovato i giornali. Capirai quanto è difficile trovare i giornali del 1966. Per questo chiedo in linea generale come mi devo comportare. Fai come credi. Saluti a tutti. Grazie [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:58, 9 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Raoli|Raoli]] Il motivo potrebbe essere [https://www.ilpost.it/2013/09/12/perche-gli-articoli-del-post-non-sono-firmati questo]. Il diritto d'autore c'era e la firma era importantissima, a maggior ragione perché, non essendo un'epoca di immagini come sarebbe stato con la TV e poi internet, era tutto. Chi voleva nascondersi poteva usare lo pseudonimo, prassi già consolidatissima. Ma non erano più tempi di maccartismo, dunque non c'erano motivi di sicurezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:10, 9 gen 2025 (CET)
::::Si hai ragione Udiki é quello il motivo!! {{sorriso}} Possibile che a nessuno era mai capitato prima? {{?}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:15, 9 gen 2025 (CET)
:::::{{ping|Raoli}} Un bentonato, di cuore, anche da parte mia. Wikiquote pare uno di quei posti in cui, prima o poi, tornano tutti, è una bella cosa. Per quanto riguarda le recensioni cinematografiche che non hanno un ben identificabile autore enciclopedico, o che non sono parte di un dizionario cinematografico enciclopedico come quelli in [[:Categoria:Enciclopedie del cinema]], io ho sempre evitato di inserirle su Wikiquote, penso sia meglio evitare per non complicarci la vita, tanto su ogni film si trovano già citazioni enciclopediche.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 9 gen 2025 (CET)
::::::Eh si ogni tanto ritorno, mica solo adesso, solo che negli scorsi anni non ci potevate fare caso. Per le citazioni delle redazioni fate come volete, solo siate consci del fatto che sulle critiche ai film dal 1930 al 1976 non venivano quasi mai inseriti i nomi degli autori, quindi non ne potremmo inserire parecchi. Inoltre questo si discosta dalle politiche di citazione delle fonti del progetto Wikimedia che prevede di poterle utilizzare a patto che siano verificabili. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:51, 9 gen 2025 (CET)
:::::::Esistono persone fisiche e persone giuridiche quindi una certa azione o frase può farla o dirla anche un autore enciclopedico come il Time Magazine. Per es. le grandi società fanno comunicati stampa. Quello che voglio dire è che per autore non si intende per forza una persona in carne ed ossa. Secondo me non va cambiato niente, ma va solo precisato che per autore enciclopedico si può intendere anche una persona giuridica. Riflettiamoci. Io per ora non inserisco più nelle voci le citazioni di critiche che mi ero preparato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:58, 9 gen 2025 (CET)
::::::::Secondo me la discussione va spostata al bar per future evenienze. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:59, 9 gen 2025 (CET)
== Slogan e tagline ==
Buonasera
*1. Lo slogan o tagline di un film ha veramente bisogno della fonte?
*2. Nel caso del film "[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]" ho utilizzato il tagline già presente su wikiquote in inglese (in realtà ce ne sono 3). La citazione o slogan è veramente quello più rappresentativo del film: lo hai scritto anche tu nelle note della pagina che figura al 16⁰ posto tra le 100 citazioni di film più famose degli ultimi 100 anni.
Se comunque vuoi usare quella della locandina inglese scrivo questo: "Hanno un omicidio che non sanno come risolvere. Vogliono trovarsi un alibi." [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 23:35, 10 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Salve. Certo che, come sempre, serve la fonte: il fatto stesso che sia stato possibile sollevare fondatamente un dubbio lo dimostra; e comunque non guasta. La frase rappresentativa e la tagline sono cose diverse, non coincidono necessariamente. La tagline è quella frase che sta sulla locandina o sulla copertina del DVD, oppure nel trailer ecc..., e che assolve a una funzione promozionale (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]]). Il resto sono supposizioni, cioè [[WQ:NRO|ricerche personali]]. Se guardi le voci in vetrina, vedrai che le tagline hanno la fonte. Io l'ho cercata e non l'ho trovata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:47, 10 gen 2025 (CET)
::{{ok}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:01, 11 gen 2025 (CET)
== Orario del server ==
Buonasera. Sai perché l'orario delle modifiche va un ora avanti?
{{(♥) Profiterole}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:01, 11 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Che intendi? Il messaggio che hai appena scritto risulta pubblicato alla 01:01 e anche le [[Speciale:UltimeModifiche|ultime modifiche]] hanno un orario corretto, mentre su Wikiquote in inglese risulta tutto un'ora indietro. Non so se il fatto che tu sia all'estero o stia usando una VPN può influire, oppure dipende dall'impostazione nelle tue preferenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:09, 11 gen 2025 (CET)
::Scusami per l'orario, volevo precisare che nella cronologia delle versioni l'orario appare un ora avanti mentre sulle firme é corretto. Sono in ferie a Roma e non utilizzo una VPN, ti avevo scritto perché pensavo fosse un problema noto. Se é un problema solo mio ok. Grazie ancora [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 02:51, 11 gen 2025 (CET)
== Progetto JCita rimasto nell'oblio ==
Tempo fa avevo in progetto di utilizzare questo sistema.
'''[[:File:JCita.pdf|Progetto di citazione semplificata]]'''
Attualmente, vista l'aggiunta nel frattempo della modifica visiva, si può includere in quella modalità. Se pensi che possa interessarti fammi sapere. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:53, 17 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Molto interessante, soprattutto la parte che riguarda le fonti, visto che sono la cosa più seccante da inserire a causa dell'assenza/divieto di template appositi e l'ignoranza delle convenzioni in materia da parte dei nuovi (e non solo). A meno che non mi sia sfuggito o che non sia tecnicamente possibile, non si menziona un altro potenziale vantaggio, cioè quello di poter linkare più comodamente una singola citazione, il che oggi si fa con {{tl|ancora}}, perché ognuna sarebbe considerata un elemento a sé. Ma non posso pronunciarmi su eventuali inconvenienti tecnici, dato che non ne ho la competenza. Si potrebbe fare in modo, forse, che sia una cosa attivabile da chi lo desidera, cosicché non si debba correre il pericolo di imporlo da subito di default e scontrarsi con dei malfunzionamenti. Come ogni cosa avrebbe bisogno di una versione beta e di sperimentazione, ma a me queste modalità ''tool-assisted'' che semplificano la vita piacciono molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:24, 17 gen 2025 (CET)
::Ok, allora appena sentirò gli altri amministratori attivi vedo come impostarla e poi ne parliamo al bar. Dal punto di vista del testo inserito lascerei le cose così come stanno con minimi cambiamenti. Su fr.wikiquote utilizzano addirittura un template per ogni singola citazione ma con jquery si può fare tranquillamente utilizzando l'asterisco per ogni citazione. Non ti nascondo che mi devo far aiutare da un amministratore di Wikisource. Loro li già fanno così non per le citazioni ma per i testi dei libri da trascrivere. Buona continuazione anche a te. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:38, 17 gen 2025 (CET)
::Si hai ragione, dovrebbe comunque essere scritto che è possibile utilizzare la citazione in più modi. Non si fa riferimento al template {{tl|Ancora}} perché questo template, importato da me tempo addietro, è gia parte del sistema jCita. All'epoca non ho potuto fare tutto. ''Qualsiasi cosa per aiutare ad inserire le citazioni e anche rendere più facile la vita di chi amministra, è sempre stato il mio compito qui.'' <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:47, 17 gen 2025 (CET)
:::Se ti può interessare, vorrei sapere se ti piace questo stile.
:::Senza che incollo qui il codice puoi usare quello che sta qui [[Discussioni_utente:AssassinsCreed#Disponibilità]]. Fammi sapere. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:07, 20 gen 2025 (CET)
::::Se non ho capito male dovrei metterlo in [[Utente:Udiki/common.css]], ma io purtroppo di queste cose non ne so né ci capisco nulla, infatti non ho mai neppure creato la relativa pagina. Ma nel caso, lo proverò senz'altro. (Non pingo perché dovrebbe arrivarti comunque, visto che tu hai attivato le opzioni necessarie). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 20 gen 2025 (CET)
:::::Si tranquillamente crei la pagina e fai copia e incolla del testo e poi salvi. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:15, 21 gen 2025 (CET)
::::::Prossimamente provo e ti dico. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
:::::::Ok <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Richiesta protezione pagina (solo autoconvalidati) ==
[[Madagascar (film)]]: voce abbastanza piena di citazioni e dialoghi (non ce sono altre significative da aggiungere, ho controllato). Capisco che forse viene usata questa ed altre pagine in asili o in scuole elementari ma qui non dobbiamo riportare tutto lo script! Ho visto che già in passato Spino ha dovuto ripristinare tutto. Chiedo che gli venga per questi motivi aggiunta la protezione da modifiche da utenti non autoconvalidati. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:53, 21 gen 2025 (CET)
:Non c'entra l'asilo, purtroppo è sempre la stessa persona a fare quella "pecionata", per dirla alla romana. Si tratta di un soggetto che imperversa da anni e per il quale sia qui che [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block su Wikipedia] si è dovuto ricorrere nientemeno che al blocco dell'IP range, in generale vedi [[#Hellraiser|sopra]]. È uno che non ci sta con la testa, su Wikipedia hanno detto giustamente che i suoi edit sono compulsivi. Bloccherei volentieri quella pagina, ma per ora non ci sono i presupposti, perché le modifiche sono diluite nel tempo e la situazione al momento è gestibile con i rollback. Ovvio che se a breve torna alla carica blocco la pagina. Gli ho già segato infinite utenze, tra l'altro. Se vedi modifiche che rientrano ragionevolmente nel suo ''modus operandi'', annullale subito a cuor leggero. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
::Ok restiamo allora così. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Categorizzazione automatica ==
Buongiorno, ho implementato la categorizzazione automatica per regista sul template film. In pratica prende il dato del regista e gli crea automaticamente la categoria che può essere utile per mille usi. La modifica ha effetto solo sulla creazione delle categorie non sulla voce.
Sto creando per i principali registi le categorie manualmente in base a quelle suggerite dalla pagina.
Ci potrebbe servire la categorizzazione automatica anche per le fiction, libri o altri parametri come genere, anno o lingua originale?
Nel caso poi se sono tante richieste faccio un salto al bar e chiedo anche a loro. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:36, 22 gen 2025 (CET)
:Ciao, a cosa serve in pratica? Immagino che tra i "mille usi" rientri un possibile inserimento automatico del collegamento alla pagina del film all'interno della pagina del regista, il che oggi si fa manualmente ([[speciale:diff/1228031|esempio]]) ed è seccante; ma purtroppo non c'è uno standard, quindi non si può automatizzare nulla, al massimo semiautomatizzare. Un altro uso potrebbe essere quello di aggiornare sempre automaticamente template come {{tl|Film di Alfred Hitchcock}}, ma per ora ne abbiamo solo tre del genere. Dimmi tu, ti ascolto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:52, 22 gen 2025 (CET)
::In primis hai aggiunto il codice sopra per provare la visualizzazione?
::Si esatto, pensavo proprio di automatizzare l'aggiunta della voce del film nella pagina del regista. Per l'attore invece penso che debbo prendere i dati da Wikidata perché qui utilizziamo mettere gli attori uno dopo l'altro quindi non abbiamo un valore fisso da prendere in considerazione. In poche parole una volta che l'utente inserisce i dati o nel template o su wikidata viene categorizzata automaticamente la pagina. Nella pagina dell'attore, regista o sceneggiatore possiamo utilizzare il fatto che su wikidata la scheda del film riporta i dati dell'attore, regista o sceneggiatore attraverso un template unico "Cinema". Il template da applicare nelle voci delle persone confronta la voce su wikidata e se trova la presenza su wikiquote della relativa voce riferita ad un film in cui quella persona è presente recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film e facoltativamente a vostro giudizio anche l'anno del film.
::Quindi se l'utente x crea la voce sul film y in cui è presente caio e la collega in wikidata, allora automaticamente, se su wikiquote esiste una qualsiasi voce di caio, (in cui è presente il template Cinema) allora nella sua pagina apparirà istantaneamente la voce del film appena aggiunta a wikidata.
::A volte il titolo del film non contiene solo il dato del titolo ma il nome della voce, per questo si dovrebbe utilzzare il titolo italiano del film da far apparire nella rispettiva voce, seguito come dicevo da ruolo e anno. Se mi si autorizza chiedo lumi prima a qualche amministratore su wikidata e poi su mediawiki e poi creiamo insieme il template onde evitare future discussioni.
::Per i template di navigazione dei film per regista si potrebbe evitare di utilizzare il template di navigazione e utilizzare la categorizzazione automatica del film per regista da cui estrapolare i film da far apparire tramite il template "Cinema" dentro ogni voce del film.
::Ti dico pure che il template Cinema si potrebbe inserire dentro il template film quindi automaticamente potrebbe creare una sezione in base alla voce nella quale si trova, ma qui in questo caso sono realistico ci vorrà un bel codice sotto, e non so se ho tempo di farlo o farlo fare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 22:32, 22 gen 2025 (CET)
:::Domani vedo di provare il codice dello stile. A proposito del template "Cinema" tieni conto che:
:::# a volte la voce può avere un titolo come ''Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)'', per cui è necessario inserire il collegamento come <code><nowiki>[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]</nowiki></code>. Se po fa'?
:::# la sezione "Filmografia" specifica anche quando un tale ha partecipato a un film come regista, soggettista o sceneggiatore (vedi [[Matteo Garrone#Filmografia]]); quindi è necessario che il template sia in grado di inserire ''esplicitamente ''queste informazioni, ma non credo sia un problema;
:::# la sezione "Filmografia" può articolarsi in sottosezioni, vedi [[Ferruccio Amendola#Filmografia]];
:::# i contenuti di Wikidata circa i ruoli forse non sono sempre affidabili;
:::# la sezione "Filmografia" non pare che abbia uno standard definito, forse neppure definibile.
:::Al momento mi viene in mente solo questo. Ma se si riuscisse ad automatizzare per me sarebbe 'na mano santa. Bisogna vedere se garba anche agli altri, perché ad alcuni, per motivi che io non capisco del tutto, i template non piacciono. Ma se la cosa è semplice e funziona, difficilmente avrebbero da ridire.<br>A proposito di [[Discussione:Gustave Le Bon]]: credo che le ''nuove'' citazioni aggiunte senza fonte o senza fonte attendibile vadano eliminate e basta, in discussione si dovrebbero trovare solo quelle ''vecchie''. Insomma, si è trattato solo di un regime transitorio, in vigore fino a quando le cose non si sono assestate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 22 gen 2025 (CET)
::::#Proprio questo ti dicevo sopra quando parlavo di "''recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film''"
::::#No, infatti le recupera, se non sono inserite dentro il template filma da wikidata, come fa adesso comunque. Quindi per Matteo Garrone suddivide le voci in cui è presente nel template film in base al parametro nel quale è inserito.
::::#Io proverei un pezzo alla volta altrimenti tutto insieme sembra un lavoro immane, comunque si tranquillamente può creare sottosezioni h2 o h3 o h4 quindi può categorizzare le voci in base ad un'ulteriore categoria quale per esempio per tipo di film
::::#Per i ruoli (intendo attori e doppiatori) mi immagino che a volte siano sbagliati, ma io penso che vadano corretti lì su wikidata e non qui però.
::::#Per uno standard per la sezione "Filmografia" (di cui ne parlavo qui [[Discussioni_utente:Spinoziano#Idea]]) non mi preoccuperei ora perché una volta che il codice sarà pronto sarà un attimo definire lo stile o l'impaginazione delle voci. Tu immagina di avere tutte le voci di film per aria sparpagliate. A seconda di una o più regole la voce può finire da una parte, da un'altra con i relativi attributi con il suo stile. Quindi può finire dentro la filmografia del regista oppure dentro quella del doppiatore prima o dopo un determinato testo o dentro una tabella o dentro un grafico o semplicemente non apparire perché è già presente.
::::<br>
::::Io vorrei capire bene prima come vogliamo fare, poi sento (per così dire) wikidata e poi creo il template e mi farò sicuramente aiutare da chi so io (se sono ancora attivi). Probabilmente entro 6 mesi è tutto pronto ma devo vedere anche impegni personali e tu puoi immaginare tutto il resto.
::::I template non piacciono perché non sanno come funzionano, sono dei "Modelli" preformattati. Se vedi su Quote, i template da me creati e da Fracco aggiornati sono abbastanza semplici da usare. Quelli più complessi sono quelli che hanno la pagina "Modulo" in linguaggio ''Lua''.
::::<br>
::::Per le citazioni senza fonte mi rimetto a te in quanto sono stato assente per 12 anni, quindi mi sono perso molte cose. All'epoca se veniva aggiunta una citazione di origine dubbia si metteva in discussione e li rimaneva, se veniva aggiunta una citazione senza fonte e chi controllava i contributi non la trovava su internet, allora veniva rimossa. Ora se le cose sono cambiate io non lo so. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 23 gen 2025 (CET)
:::::Sul template Film ho sistemato la categorizzazione automatica per genere e regista. Già era presente in parte infatti la regola vuole che tra gli elementi devi usare lo slash / proprio per poter categorizzare automaticamente. Inoltre se non è presente il dato nel template su quote il sistema lo recupera da wikidata. Ora vedo di capire su Wikidata gli altri dati come sono messi in modo da creare un sistema per fare quello che ho scritto sopra. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 12:11, 23 gen 2025 (CET)
::::::Sul punto n. 1 hai ragione e me ne scuso; se io avessi letto con più attenzione non lo avrei dovuto porre, ma siccome c'erano tante cose e io stavo anche pattugliando e facendo altro ancora, mi è sfuggito. Circa il secondo punto io intendevo che nella voce si vede p.es. "''L'imbalsamatore'' (2002) – regia, soggetto, sceneggiatura", quindi volevo capire se si prevede che il template usi quel formato (la lineetta dopo il titolo e l'anno, seguita dai ruoli) o che altro. In generale penso che, se possibile, sarebbe meglio prima fare delle prove in piccolo e poi, in caso di successo, ampliare la portata dell'applicazione delle novità. A tal proposito mi chiedo se è necessario creare tutte quelle categorie ora invece di limitarsi ad alcune e sperimentare su poche voci. Non vorrei che a metà del guado saltasse qualche magagna, perché umanamente non si riesce a pensare a tutto in caso di complessità del genere; di sicuro la mia mente, come si è visto, non riesce ad "abbracciare tutto d'un sol sguardo", per dirla con Aristotele. Circa il n. 4, cioè l'affidabilità di Wikidata, vedi [[d:special:diff/2296501905|questo mio annullamento]] di una modifica di oltre sei anni prima. Lì il controllo è più difficile perché chi se ne incarica non può sempre capire la lingua in cui è stato realizzato il vandalismo. Noi possiamo anche andare lì a correggere, ma si torna punto e a capo, come con la tela di Penelope, per non parlare del fatto che noi tutt'al più guardiamo le ultime modifiche qui e non lì. Ma forse il problema è abbastanza contenuto da far sì che l'interazione con Wikidata nel complesso sia più vantaggiosa anziché no. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 23 gen 2025 (CET)
:::::::12 anni fa aggiunsi la categorizzazione automatica dei film per nazionalità, aggiunsi anche la possibilità di vedere nella propria lingua quel template, se infatti un utente straniero dovesse passare a trovarsi dalle nostre parti capirebbe i dati nel template (e anche tante altre cose). Non devi scusarti con me di niente perché non hai sbagliato proprio niente. Vuoi sapere se "si prevede che il template usi quel formato" la risposta è sempre contenuta sopra e si certamente possiamo impostare la visualizzazione dei dati come vogliamo. Allora in linea generale funziona così (che poi si può applicare a qualsiasi opera).<br><br>
:::::::'''(1.)'''
:::::::Nel template Film l'utente inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br><br>
:::::::Nel template Film l'utente ''NON'' inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> ''il valore viene letto da wikidata'' e il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br>
:::::::<br>
:::::::'''(2.)'''
:::::::Quindi per ogni film abbiamo un regista associato (semplificando tantissimo). Questo crea una categoria di voci in cui quella persona è regista. Regista x = Film x, Regista x = Film y etc.
:::::::<br>
:::::::'''(3.)'''
:::::::Nella voce del regista possiamo utilizzare i dati del punto 3 come vogliamo tramite un template che può modificare lo stile o la disposizione dei dati ricavati dal punto 2.
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:10, 23 gen 2025 (CET)
:Le categorie create funzionano bene sulle 4800 circa voci di film, in alcuni casi il template è stato compilato male dall'utente quindi va in errore. Negli altri casi viene data la possibilità di creare la categoria che contiene le voci corrispondenti come puoi vedere da quelle poche che ho creato. Se a metà del guado saltasse fuori qualche magagna terremmo le categorie limitandoci ad usarle per quello che sono. Farò in privato sulle mie pagine o su quelle di sandbox del template film le prove e poi dopo aver controllato gli errori generati decideremo in comunità cosa fare. Nel frattempo non penso sia un problema avere a fondo pagina delle 4000 voci di film delle categorie non create. Ricordiamoci che anche se le categorie non sono create esse contengono gli elementi, quindi anche rosse sono utili.
:Ho visto la modifica che hai fatto su wikidata ma i campi che verrebbero utilizzati sono quelli sotto fissi (occupazione, cittadinanza) e non la descrizione della voce che potrebbe variare.
:Si esatto l'utilizzo di Wikidata porta più benefici che malefatte, senza wikidata nemmeno avrei potuto pensare di poter organizzare i film in automatico dentro la voce si un suo regista o attore.
:Fuori tema, sulla pagina principale nel 2025 dobbiamo ancora inserire le nuove voci a mano? Non esisterà per caso una funzione che le faccia apparire in automatico.
:Vado in cerca di una soluzione. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:28, 23 gen 2025 (CET)
== Cancellazione volontaria di citazioni ==
[[Speciale:Contributi/Giacomanni|Questo utente]] un po' alla volta ha cancellato parecchie citazioni da varie voci senza che secondo me ce ne sia stato motivo. Sai il motivo? O vanno ripristinate? <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 07:34, 23 gen 2025 (CET)
:Non so il motivo ([[speciale:diff/1247005|qui]] ha parlato di problemi di diritti ma non mi convince: bastava accorciare) e tutte quelle cancellazioni mi paiono un po' eccessive, ma riguardando citazioni inserite dallo stesso utente nessuno, me compreso, ha ritenuto che siano dei vandalismi; io, veramente, [[speciale:diff/1282638|qui]] ho eseguito un ripristino. Se ci fidiamo della buona fede e del buon senso altrui nel momento in cui un utente aggiunge qualcosa, allora ci si può fidare anche in caso di rimozioni, fino a prova contraria. Certo ciò non sarebbe ammissibile se fosse solo un capriccio, perché sarebbe un danno. Visto che lo hai pingato, se lo riterrà potrà dire la sua. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:11, 23 gen 2025 (CET)
== Intervento dall'alto ==
Come ti accennavo fare le sostituzioni di lettere come è ed é è abbastanza semplice. Vedi [[Discussioni_utente:GryffindorD#Richiesta_di_intervento_del_bot]]. Mi ha dato disponibilità a fare le sostituzioni. Creo un elenco di lavori da fare per ora, correggi se sbaglio qualcosa e includi quelli che ti vengono in mente.
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> é</code> con '''<code> è</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> <u>non</u> ha caratteri prima);
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> è</code> con '''<code> é</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> ha caratteri prima);
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 24 gen 2025 (CET)
:Il bot che gestiva Nemo, Italoautoma, faceva questo e altro. Non conviene clonarlo dato che è già istruito? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:38, 24 gen 2025 (CET)
::Si esatto, lo chiederei a Nemo ma non mi sembra molto attivo. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:22, 24 gen 2025 (CET)
:::Di sicuro Nemo non si può occupare della supervisione del bot, ma io dicevo (lo esplicito a scanso di equivoci) che si può copiare il codice e darlo a Gryffindor. Se il codice non fosse già visibile (non so niente di queste cose) lo si può richiedere a Nemo, che per queste cose istantanee se gli si fa un fischio è ben disposto a rispondere, come lui stesso ha detto da qualche parte e come io ho verificato di recente. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:33, 24 gen 2025 (CET)
::::Ottima idea! {{idea}} Ecco il codice [[Utente:Italoautoma/Codice]] da dare a Gryffindor. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:42, 24 gen 2025 (CET)
== Re: Mario Soldati ==
Ciao, riconosco il mio errore per quanto riguarda la sezione e il numeri di citazioni minime, in realtà non contribuivo su Quote da molto tempo e non sono così attivo. Per quanto riguarda il discorso della citazione, effettivamente l'ho spostata da Pedia perché era posta a inizio pagina ed era troppo lunga (entrambi elementi che mi consigliavano di effettuare lo spostamento appunto). Se ho commesso un altro errore ti ringrazio di avermelo fatto notare, non lo ripeterò. [[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 00:31, 5 feb 2025 (CET)
== Template:Arbitri CAN ==
Ciao Udiki, ho creato il [[Template:Arbitri CAN]] ma non riesco a capire perché la prima e l'ultima voce linkata risultano sfalsate rispetto alle altre, tu hai qualche idea? Non mi viene in mente proprio nulla... Grazie. [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:38, 5 feb 2025 (CET)
:Grazie mille ;) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 20:20, 5 feb 2025 (CET)
== Re: Arcangelo Raffaele ==
Ciao! Grazie. Penso che per i personaggi biblici ci si debba attenere, per le "citazioni di", a testi sacri; a parte la Bibbia o il Corano ad es. in [[Salomone]] è stato citato anche ''[[Gloria dei Re]]''. Un caso particolare è [[Maria]] dove sono citate frasi che la Chiesa cattolica afferma come autentiche (Lourdes). Ma tutto ciò che va oltre un carattere di ufficilità - e Adamski va ben oltre, così come le frasi tratte da letteratura "profana" o fiction - le abbiamo sempre evitate sennò il contenuto di queste voci diventerebbe confusionario o ridicolo. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 25 feb 2025 (CET)
:Intendi quali? Quello che Gesù dice nei ''Simpson''? Direi proprio di no, sarebbe appunto ridicolo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:30, 25 feb 2025 (CET)
::La regola per i personaggi biblici è di non inserirle, quelle di fiction come per esempio ''Jesus Christ Superstar'', ma non è una regola scritta, è semplicemente la prassi e il buon senso, e a parer mio sarebbe ridicolo anche raggrupparle a parte; non so se ci siano casi in cui abbia senso per i personaggi storici: ricordo che in passato si era discusso se creare una voce sul conte Ugolino mettendo come "citazione di" quello che gli mette in bocca Dante ma non trovo la voce quindi ne deduco che anche in un caso simile si preferì non farlo: se sono parole di fiction, per quanto dantesca, non possono rientrare in "Citazioni di" ma al massimo in "Citazioni su" se contornate da un contesto adeguato. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:45, 25 feb 2025 (CET)
== Giuseppe Conte ==
Ciao! Ho notato che nella voce [[Giuseppe Conte]] sono state inserite delle citazioni con fonte X/Twitter: mi chiedo, può un social network essere utilizzato come fonte? Grazie. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:05, 25 feb 2025 (CET)
:(anche in [[Nicola Fratoianni]]) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:06, 25 feb 2025 (CET)
::@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Hai voglia! Vedi [[Aiuto:Fonti#Social]] e fin troppi esempi sparsi per il sito. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:08, 25 feb 2025 (CET)
:::Ok, grazie per il chiarimento. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:22, 25 feb 2025 (CET)
== Vorremmo avere informazioni sulla tua esperienza con gli account temporanei ==
<section begin="body"/>
[[File:Temporary Accounts - first edit popup.png|thumb]]
'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_e2MNLeWJU89pNTo Il completamento di questo sondaggio non dovrebbe richiedere più di 5 minuti.]'''
Il Trust & Safety Product team di recente ha reso disponibili gli [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts|account temporanei]] su 12 wiki. Nelle prossime settimane e mesi è prevista l'estensione a un gruppo più ampio di wiki, per poi procedere con una distribuzione completa nel corso dell'anno. La tua partecipazione a questo sondaggio sarà estremamente preziosa per aiutarci a capire quanto gli account temporanei stiano funzionando e cosa possiamo migliorare in futuro.
La privacy policy per il sondaggio si trova [[foundation:Special:MyLanguage/Legal:Temp_Accounts_Minor_Pilots_Survey_Privacy_Statement|a questo link]]. Completando questo sondaggio, accetti i termini indicati nell'informativa sulla privacy.
Grazie!<section end="body"/>
[[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">discussione</span>]]) 03:50, 27 feb 2025 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/8&oldid=28315571 -->
== Bruno Pizzul ==
Trovo la citazione di Gene Gnocchi leggermente offensiva... è davvero necessario che ci sia? [[Speciale:Contributi/~2025-29823|~2025-29823]] ([[Discussioni utente:~2025-29823|discussione]]) 15:27, 7 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:~2025-29823|~2025-29823]] E fatte 'na risata! Comunque Pizzul aveva la nomea di quello che faceva addormentare, quindi è ancora più legittimo avere quel punto di vista. Non è un complimento, ma non è neppure un'offesa inaccettabile. E poi è anche una cosa detta da un comico, si sa che i "buffoni" si possono prendere certe licenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:35, 7 mar 2025 (CET)
== La ballata del Cavallo Bianco ==
Gentile Udik, buon pomeriggio. Ho visto che ha cancellato le mie modifiche di poco fa alla pagina [[La ballata del cavallo bianco]], con la seguente motivazione: «''La traduzione aggiuntiva è ammissibile ma non strettamente necessaria. Se proprio la si vuole mettere, si rispettino gli standard di formattazione e non si stravolga quella corretta in base a dubbi gusti personali''».
Non sono molto pratico, può aiutarmi a fare le cose in modo corretto? L'unica indicazione "sostanziale" a cui ho contravvenuto, forse ingenuamente, era quella di usare il corsivo per la poesia: mi sembrava graficamente pesante e non necessario, visto che è una voce su un poema e quindi praticamente la voce risultava un muro di testo tutto in corsivo, un disturbo alla lettura anziché un aiuto. Ad ogni modo, se è quello lo «stravolgimento» che intende, si può ricorsivare tutto in un minuto. Nel caso di citazioni riportate in lingua originale che sono esse stesse in poesia, il doppio corsivo si annulla e quindi vanno scritte in tondo? La ringrazio per l'aiuto e la pazienza. [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 17:37, 5 apr 2025 (CEST)
:{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} Oltre a quello c'era anche il fatto che l'edizione citata si richiama solo attraverso l'indicazione dell'anno di pubblicazione e non col nome del traduttore (che comunque non va scritto in piccolo); a meno che si usino due traduzioni diverse ma con identico anno di pubblicazione, il che non è il caso nostro. Inoltre la traduzione aggiuntiva non va indentata con il doppio asterisco ma con i due punti come spiegato in [[Wikiquote:Trascrizione#Traduzioni multiple]]. Ciò detto, provvedo io stesso a ripristinare come si deve nelle prossime ore, ieri non avevo tempo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 6 apr 2025 (CEST)
::La ringrazio molto. Ho visto che ha scritto questo: «''Non ho ripristinato il testo in inglese solo perché manca l'edizione di riferimento, a meno che quella di Edizioni del Faro non lo abbia a fronte, nel qual caso può essere messo in corsivo e sopra quello tradotto''». Confermo che l'edizione citata ha il testo inglese a fronte. Vuole che lo rimetta io stesso? --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:01, 6 apr 2025 (CEST)
::Un'altra domanda. Non so se sia banalmente un dettaglio che le è sfuggito o se l'abbia fatto consapevolmente. Nella correzione ho visto che ha rimosso i separatori convenzionali fra le strofe («||») nei brani citati dalla traduzione della Teggi, che mancavano e che io avevo aggiunto. È perché quell'edizione specifica, del 2011, non divide il testo in strofe? Non possiedo quell'edizione esatta, ho quella del 2013, dove invece le strofe sono regolarmente divise. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:07, 6 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} A me non interessa, ma di regola qui ci si dà del tu (cfr. '''[[w:Aiuto:Utenti qualificati nel proprio campo#Indicazioni di massima|qui]]''', n. 5). Faccio presente che si può accedere a Wikiquote con le stesse credenziali di Wikipedia. Ho ripristinato il testo in lingua, inserendo la minuscola dopo il separatore salvo quando la parola non è preceduta da un punto fermo o in altri casi opportuni. Ho ripristinato il separatore doppio nella traduzione di Teggi; in realtà, sarebbe giusto riscontrare tutte le citazioni tratte da quella traduzione sull'edizione 2013, quindi correggere se necessario le discrepanze e aggiornare la bibliografia dimodoché vi sia l'edizione 2013 e non più quella del 2011, ma i separatori doppi sono stati aggiunti tutto sommato in poche situazioni e probabilmente non ne vale la pena, a maggior ragione visto che, dati altri elementi che tralascio, è lecito supporre che chi li aveva omessi non sapesse che andavano messi. Segnalo che la traduzione Mainardi ha un "rinovellato" che può essere giusto (è una forma arcaica) ma che è bene chiarire. Segnalo pure che la citazione che segue coincide con la traduzione Mainardi ma non con quella Teggi, che è più ampia: "''And as a child whose bricks fall down | re-piles them o'er and o'er, | came ruin and the rain that burns, | returning as a wheel returns, | and crouching in the furze and ferns | He began his life once more.''"; sarebbe bene estendere sia il testo in lingua che la traduzione Mainardi, secondo me, anche se ovviamente si potrebbe accorciare quella Teggi. In un secondo momento controllerò nuovamente la pagina per vedere se mi è sfuggito qualcosa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:03, 6 apr 2025 (CEST)
::::Ti ringrazio ancora, sei molto gentile. ''Rinovellato'' è così, confermo. Circa l'ultima citazione, sì, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=La_ballata_del_cavallo_bianco&oldid=1372314#:~:text=And%20as%20a,2025%2C%20p.%20196) avevo accorciato] la traduzione della Teggi perché la seconda strofa mi sembrava poco rilevante rispetto alla prima, e non molto significativa senza il contesto della scena in cui si sviluppa. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 11:15, 7 apr 2025 (CEST)
==Vincenzo Ferdinandi==
Scusa Udiki, ma hai qualche problema personale con il sottoscritto su questo profilo visto che ogni volta cancelli qualsiasi apporto io abbia ad aggiungere. Negli anni ho contribuito in grandissima parte a creare profili riguardanti la moda italiana degli albori quella degli anni '50, altrimenti non c'era nulla. Mi hai rimosso una foto personale dell'archivio Ferdinandi, senza alcun diritto di pubblicazione così come avevo chiaramente dichiarato ma non ti è bastato. Quella stessa foto che tutti gli altri hanno pubblicato e che a te evidentemente non sta bene, ma passi...... Adesso avevo aggiunto una precisazione a una citazione di Federico Fellini, che fu amico di Ferdinandi, per spiegare il contesto, altrimenti la semplice frase probabilmente non si capiva, e non ti è stata bene neanche questa semplice aggiunta e l'hai rimossa. Va bene, accetto anche questo, chi sono io per contestare una tua decisione...... ma almeno ripristina la precedente citazione inerente Fellini così come era prima, peraltro da altri creata, tu invece hai cancellato tutto. Poi vedi tu. Ciao e grazie {{nf|15:48, 12 apr 2025|~2025-44533}}
:{{ping|~2025-44533}} Risposto in [[Discussione:Vincenzo Ferdinandi]], dove si trova lo stesso messaggio. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 12 apr 2025 (CEST)
== re: Kailitz ==
Ciao, riguardo quanto successo nella mia talk, vorrei capire quanto successo con l'utente in questione, che è la stessa utenza temporanea delle discussioni al bar su Anna Frank e su "dove discutere del comportamento di un utente" (che poi saresti tu). Ci sono altri pregressi oltre a quelle discussioni? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:44, 28 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] [[Speciale:Diff/1374228]], [[Speciale:Diff/1372999]], [[#Charles Socarides]]. Ma chi sia in particolare conta fino a un certo punto, è un'utenza monoscopo (''rectius'': biscopo, tra Anna Frank e l'apertura della pagina di richiesta di pareri, ma solo ''ad personam'' e senza confronto con l'interessato né mediazione di un terzo come previsto su WP) e un troll. Ribadisco quello che ho già scritto nella tua talk, subito prima delle scuse e dei saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:59, 28 apr 2025 (CEST)
::Intervengo solo per esplicitare che concordo con il blocco: non so chi stesse dietro quell'utenza ma anche a me la sua natura di trolling è parsa da subito, e sempre più, evidente. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:52, 29 apr 2025 (CEST)
Udiki, {{ping|Spinoziano}}, scusate il ritardo, ma ho avuto impegni in RL. Ho guardato i link da te portati, Udiki, ma vedo un atteggiamento molto brusco da subito, come se fosse una conoscenza nota. Ho guardato la cancellazione di Charles Socarides, da cui ho evinto che la tua opinione sia che questa utenza sia una reincarnazione di Micheledisaveriosp. Questo non mi risulta, e servirebbero prove concrete. Non abbiamo CU su Wikiquote, quindi bisognerebbe nel caso chiedere a uno steward (in caso avessimo a disposizione utenze certe a lui riconducibili con edit non più vecchi di 3 mesi). In assenza di queste prove, il suo blocco non è motivato. Ripeto: sei sicuro al 100% che sia lui? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:59, 21 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il Di Saverio ha sempre usato anche open proxy o VPN, perché risultano modifiche che sono state attribuite ragionevolmente a lui effettuate con indirizzi IP esotici e improbabili ([[Speciale:Diff/1145278|vedi]]), quindi un check tecnico dell'utenza rischia di lasciare il tempo che trova e non resta che il duck test o, si fa per dire, il ''laissez-faire''. È certo che Kailiz (cui sono state date fin troppe possibilità di dialogo, tutte di fatto da lui declinate) abbia avuto una condotta da troll, che già è inammissibile, e il suo prendere di mira un utente specifico immediatamente fa pensare a un regolamento di conti che ben pochi potevano credere di aver motivo di attuare, specie con quella scientificità. Detto questo, e ribadito quello che già avevo indicato, a me non pare il caso di fare l'amico del giaguaro. L'utente non aveva praticamente nessun altro contributo, quindi non è che abbia perso chissà che, ed è sempre libero di creare una nuova utenza o persino di chiedere lo sblocco della vecchia purché scenda a più miti consigli, alla qual cosa doveva essere indotto dal blocco stante che tutti gli altri numerosi tentativi si sono dimostrati infruttuosi. Chiudo ricordando quanto gli dissi l'altra volta: "se altri ti vogliono sbloccare lo faranno e ognuno si prende le sue responsabilità". Cioè se vuoi puoi sbloccarlo (ma io, sia ben chiaro, rimango contrario) a patto che te ne fai carico tu o altri che siano di quel parere, se ce ne sono, il che significa che quelli devono controllare le sue modifiche ed eventualmente intervenire; io non posso essere il sempiterno badante di questa idra, che proprio in questi giorni è tornata alla carica su Wikiquote in inglese ([[en:Michel-Yves Bolloré|qui]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:09, 21 mag 2025 (CEST)
::Io ripeto di essere contrario allo sblocco: tornerebbe solo per fare altre polemiche e non darebbe nessun contributo utile, essendo un'utenza creata al solo scopo di trollare.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:55, 22 mag 2025 (CEST)
:::{{Ping|Superchilum|Spinoziano}} Dimenticavo: guardate [[Speciale:Diff/1373348|questa modifica]], effettuata curiosamente da un [https://www.ip2location.com/demo/193.49.36.68 IP francese], e guardate le due successive, l'ultima delle quali arrivata quasi dieci giorni dopo le altre. [[Speciale:Diff/1374829|Qui]] addirittura il neoarrivato cita il manuale di stile (sebbene quell'informazione stia in [[Aiuto:Wikilink]]). Questa faccenda più si tocca e più puzza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 mag 2025 (CEST)
::::Udiki, {{ping|Spinoziano}}, la questione non mi sembra così cristallina come appare. Se non ho inteso male i pregressi, si tratta dell'utenza temporanea [[Speciale:Contributi/~2025-43313|~2025-43313]], poi registratasi con il nome utente [[Utente:Kailitz|Kailitz]], che ha prima cercato di modificare l'incipit più volte in [[Anna Frank]] senza aprire discussioni dopo essere stato annullato, né ricevere spiegazioni (con le utenze temporanee [[Speciale:Contributi/~2025-41124|~2025-41124]], [[Speciale:Contributi/~2025-41388|~2025-41388]] e [[Speciale:Contributi/~2025-42789|~2025-42789]], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anna_Frank&action=history cfr. crono], correggetemi se sbaglio), e poi ha aperto le discussioni al bar, nelle richieste agli amministratori e nella mia talk sulla questione di nomenclatura e poi su come discutere sul comportamento di un altro utente, nella fatispecie Udiki (cfr. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Richiesta RA 1], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bar&oldid=1376731#Richiesta bar], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Superchilum&oldid=1374878#Richiesta mia talk], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Utenza RA 2]). Udiki è sempre stato molto tranchant perché lo ha identificato come reincarnazione di Micheledisaveriosp (forse era anche [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]]?).
::::Ora... questa è un'utenza bloccata infinito per trolling dopo duck test con altro LTA. Può anche essere lui, ma 1) dovrebbe essere verificato, 2) in caso non si possa fare, dovrebbe avere un comportamento tale da meritarsi un blocco infinito, 3) in caso ci siano screzi dell'utente con un admin, non dovrebbe essere l'admin in questione a bloccarlo per buona creanza. In questo caso il mio consiglio di come affrontare la questione è:
::::# sbloccare l'utenza (come dite voi, me ne assumo tranquillamente la responsabilità nel caso)
::::# se si pensa che abbia avuto un comportamento problematico, aprire una discussione in [[Wikiquote:Utenti problematici]] e sviscerare sia l'eventuale compatibilità con altri LTA (si possono chiedere controlli CU agli steward, nel caso) o in ogni caso il suo comportamento
::::# aspettare i pareri di altri e applicare il consenso, che sia blocco infinito, blocco parziale, blocco temporaneo, nessuna sanzione ecc.
::::In ogni caso, gli IP delle utenze temporanee vanno controllati e svelati pubblicamente, solo in caso sia necessario per dimostrare comportamenti fuori policy (cfr. [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#Disclosure policy di WMF]), e in questo caso non ho capito se il rimando all'IP francese è un richiamo a Micheledisaveriosp o ha altre spiegazioni che dimostrino la problematicità di Kailitz. Né l'accenno a Michel-Yves Bolloré su en.wikiquote mi è utile, perché la voce è stata cancellata quindi non so se l'aveva creato Micheledisaveriosp, Kailitz, un IP o chi altri.
::::Infine, come da policy WMF ([https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines/it#3.3.2_Trasparenza_del_processo 1], [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/FAQ/it#Applicazione|2]]), dovremmo dotarci di processi di applicazione dell'UCoC e di risoluzione di conflitti più trasparenti, migliori di quanto abbiamo adesso (non dico inventarci chissà cosa, ma quantomeno righe scritte su come segnalare eventuali attriti o comportamenti fuori norma, ed eventualmente, solo se lo riteniamo opportuno, anche una pagina intermedia prima delle utenze problematiche come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri").
::::--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:09, 25 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] L'ho bloccato io perché nessun altro è intervenuto in nessun modo (certamente per non impelagarsi con un provocatore, non per approvazione della di lui condotta) e dopo aver lungamente provato a chiarire, senza che lui si degnasse di rispondere. A prescindere dal fatto che fosse o meno il summenzionato era comunque uno che trollava manifestamente, semmai male ho fatto a dargli troppe possibilità e mi cospargo il capo di cenere. Non pare che il blocco infinito violi [[w:Wikipedia:Politiche_di_blocco_degli_utenti#Durata_del_blocco|quanto previsto dalle regole]], dove tra l'altro è detto: "Si noti che in caso di utenze la cui attività consiste unicamente o reiteratamente in una o più delle violazioni elencate, è prassi tutelare il progetto con blocchi di durata maggiore o infinita." Non c'è nessuna lesione della privacy se si divulga un IP fasullo, sorvoliamo sul fatto che la funzione di mascheramento degli IP per ora è in fase di test e non ci sono policy cogenti; ritengo comunque che il disvelamento fosse rilevante per capire di che si trattasse, conformemente alle regole che dovrebbero essere adottate in futuro. La voce di Bolloré qui da noi era stata creata certamente dal Di Saverio, quella su Wikiquote in inglese da un IP italiano che per giustificarne la claudicante enciclopedicità nel campo oggetto aveva allegato che già ci fosse l'omologa in italiano (io l'ho visto coi miei occhi, tu puoi farti dare la cronologia da un amministratore). Su Wikiquote, giusto o sbagliato che sia, si sono sempre fatte le cose in maniera più semplificata rispetto a Wikipedia, in considerazione della community meno numerosa e di ciò che ne discende. Su decine di utenze che ho bloccato c'è stato un solo falso positivo (TheMask993), situazione cui peraltro si è tempestivamente rimediato. ~2025-41439 fa capo a una persona serissima che ha un account permanente e di cui si conosce pure il nome e il cognome, non ha niente a che fare con tutto ciò. Penso che neppure Cesare Beccaria si sarebbe doluto più di tanto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 25 mag 2025 (CEST)
::::::Essendo un piccolo progetto non abbiamo bisogno di pagine come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri", è già di troppo [[Wikiquote:Utenti problematici]] che finora si è prestata ad abusi, né dobbiamo complicarci la vita per tutelare il progetto da utenze o ip dannosi: Udiki è praticamente l'unico a patrollare e ha fatto bene ad agire prontamente con un'utenza che aveva come unico scopo il piantare grane (scopo che post-blocco ha comunque raggiunto); le premure dobbiamo averle verso gli utenti che hanno voglia di imparare e che producono contibuti utili, non con chi arriva dal nulla per imbastire polemiche; i CU non servono perché si capiva che era un troll con esperienza pregressa da come scriveva, non importa chi fosse; Udiki ha ragione ad autocriticarsi nella parte in cui ammette di avergli dato troppa corda, magari bastava ignorarlo come stavo facendo io, ma ha comunque agito disinteressatamente a tutela del progetto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::Aggiungo un paio di cose importanti. Ove mai si volesse discutere di nuove procedure lo si deve naturalmente fare a bocce ferme; non è che uno arriva, trolla nella pagina di discussione di una voce, trolla ancora al bar, chiede un nuovo strumento per trollare ancora di più e glielo si deve pure graziosamente concedere a mo' di guiderdone. Inoltre, e io questo l'avevo detto a più riprese, in base alle regole prima di avviare la suddetta procedura si devono preliminarmente e obbligatoriamente esperire ben due tentativi di conciliazione, uno diretto tra i contendenti e l'altro con la mediazione di un terzo allorché il primo fosse fallito; io per parte mia il tentativo diretto di conciliazione l'ho fatto innumerevoli volte, ma sono stato sempre bypassato perché la controparte faceva orecchie da mercante e preferiva interloquire espressamente con Superchilum; il tentativo di mediazione non lo si è visto punto. Volendo volgere la cosa in positivo, spero che questo fumo serva almeno per regolarsi più acconciamente in futuro. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:34, 26 mag 2025 (CEST)
::::::::Io ho molta stima verso il lavoro effettuato da Udiki su Wikiquote, sia in ns0 sia in termini di patrolling, e voglio che questo sia chiaro, non viene messo assolutamente in discussione con questi miei interventi. Io mi sto riferendo solo al caso in questione.
::::::::Fatta questa premessa, a me sembra che i tentativi di mediazione e conciliazione non siano stati particolarmente efficaci, principalmente perché si è subito partiti all'attacco dando per scontato che si trattasse di una reincarnazione di LTA.
::::::::Ripeto, che sia reincarnazione va chiarito. Non lo è, allora lo blocchiamo per trolling... ma nella scala dei blocchi, prima si danno blocchi brevi e poi solo dopo insistenza si va all'infinito (il fatto che ci sia scritto "si può" non vuol dire che non si possa provare invece con blocchi limitati, che magari funzionerebbero).
::::::::Sulla questione IP, la policy è cogente e l'ho linkata prima, il fatto che gli account temporanei siano in fase di test non cambia granché. Continuo a non capire perché un IP francese sia una dimostrazione di problematicità (è per dire "visto, continua a modificare l'IP per figurare collegamenti da zone diverse e far finta di essere qualcun altro"?).
::::::::Sulle nuove procedure, sono d'accordo che vada fatto a bocce ferme, ma è evidente che questo caso ha portato alla luce delle mancanze in termini di procedure di risoluzione dei conflitti in generale nel progetto. Come dici tu, facciamo in modo che serva per orientarsi meglio per il futuro :-) una procedura di problematicità che preveda il coinvolgimento di altri membri della comunità è una garanzia non solo per l'utenza ma anche per la comunità stessa (se venisse confermato il blocco, sarebbe molto più robusto di una decisione singola, così come le cancellazioni consensuali sono un precedente più solido e robusto di quelle immediate, in caso di future riproposizioni). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:49, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::::Ciao. Non sono un assiduo frequentatore di Wikiquote, ma scrivo qui perché sono stato contattato offline dall'utente in questione. Mi ha contattato per il semplice fatto che ci conosciamo di vista in RL. Posso quindi qui confermare che Kailitz non è Micheledisaveriosp (sicuramente il suo nome reale non è quello). Tutto qui. Buona serata. [[Utente:Yiyi|Yiyi]] ([[Discussioni utente:Yiyi|scrivimi]]) 22:21, 2 giu 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Yiyi|Yiyi]] Ciao a te. Se non fosse il Di Saverio la questione mi parrebbe anche peggiore, perché questi era già venuto ai ferri corti e poteva essersi irritato, l'altro allora avrebbe caricato come un bufalo sin da subito. Siccome ha dimostrato una certa conoscenza dei meccanismi, e su questo non prendiamoci in giro, non è comunque un novellino; e questa è un'aggravante, perché avrebbe potuto e dovuto comportarsi più correttamente. Ha o ha avuto un altro account? Perché non ha usato quello? È una questione di trasparenza, quanto meno: tu i tuoi account secondari li hai dichiarati, per esempio. Vediamo di andare fino in fondo almeno adesso. Naturalmente rispondi quanto hai un po' di tempo, non necessariamente a stretto giro di posta. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:16, 2 giu 2025 (CEST)
:::::::::::Udiki, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], [[Utente:Yiyi|Yiyi]], a questo punto io sarei per aprire una procedura in [[Wikiquote:Utenti problematici]] per discutere dell'utenza in questione, dopo averla sbloccata per permetterle di rispondere e spiegare. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:18, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Spiegare cosa? Ha trollato e ha continuato a farlo dappertutto, con uno zelo degno di miglior causa, nonostante le numerose e anzi eccessive occasioni di ravvedimento che gli sono state concesse. Dev'esserci qualcosa che mi sfugge... Yiyi (che peraltro non ha ancora risposto alle mie domande) ha detto di conoscerlo personalmente e di essere stato contattato via mail, per caso lo conosci anche tu o hai ricevuto una sua mail? Io non mi spiego questo soccorso a uno che manco ha contribuito, almeno sotto questa veste; non mi ricordo di esempi passati neppure tra quelli antecedenti alla mia iscrizione, per quanto ho potuto recuperare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:08, 8 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::{{conflittato}} Sono fortemente contrario, gli si darebbe proprio ciò che vuole: la piena possibilità di trollare con le discussioni. È ininfluente chi fosse dietro quell'utenza: è venuto per trollare ed è stato bloccato, mi sembra non ci sia altro da chiarire. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::E' stato molto insistente e sicuramente a un certo poteva essere sanzionato, ma a) è stato trattato fin dall'inizio come reincarnazione, quindi in maniera più aggressiva di quanto si faccia con un utente "normale"; b) non ha trovato modo di segnalare eventuali rimostranze nelle sedi opportune, perché non esistono; c) dopo aver detto "vorrei sapere dove segnalare l'amministratore X", è stato bloccato proprio dall'amministratore X. Per questi motivi sbloccherei e aprirei una segnalazione per chiarire. Se poi si arriverà alla stessa conclusione, sarà sicuramente più trasparente, partecipata e solida. IMHO. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:50, 14 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] È stato trattato, ma non dall'inizio, come veterano, reincarnazione o no che fosse, e si sta ancora aspettando che Yiyi, che lo conosce personalmente, ci dica se è così o meno, ma per me non si possono avere dubbi. La circostanza sarebbe comunque solo un'aggravante, perché la colpa principale è quella di trolling ed è manifesta. Sul resto mi sono già espresso, aspetti procedurali e opportunità replicare compresi. Se, puta caso, sta tempestando alcuni utenti con delle mail, si farebbe meglio a bloccare ulteriormente; ma sono affari dei destinatari. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:27, 14 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::Io non ho ricevuto e-mail e non ho notizie di altri a parte Yiyi che leggo qui (in caso di abuso sarebbe da sanzionare, ma come osservi al momento il destinatario non ha sporto lamentele).
::::::::::::::::Nel merito: no, non è stato trattato proprio da veterano, ma come dicevo da LTA, che è diverso. I veterani non vengono trattati con questa ruvidezza da subito. La colpa di trolling non è proprio manifesta, visto che ne stiamo discutendo. Per i blocchi inoltre esistono delle gradualità prima di passare direttamente all'infinito. E il non accorgersi che se qualcuno vuole aprire una procedura sull'admin non dovrebbe essere l'admin stesso a bloccare subito infinito tale utenza, almeno su questo vorrei una presa di consapevolezza. Non mi sembra di stare dicendo niente di assurdo, semplicemente aprire una procedura a carico dell'utenza per valutarne la posizione, visti i "vizi" di apertura delle interazioni. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:28, 16 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il "nuovo arrivato" ha dimostrato una certa dimestichezza, il grado di responsabilità dipende anche da questo: non può sapere come muoversi quando gli conviene e non saperlo più quando si tratta di netiquette. Se non fu trolling, come io tuttora ritengo, quanto meno fu flame: non se ne fugge. Ribadisco che sono intervenuto io perché nessun altro lo aveva fatto, anche saggiamente, e l'unico intervento di un terzo, un po' meno prudente, fu sostanzialmente per dargli corda senza però correggerlo. L'altra volta ho dimenticato di dire che il signore in parola non ha neanche chiesto scusa per un modo di fare che è innegabilmente non collaborativo, nonostante che io gli abbia pure teso la mano. Non si può seriamente pensare di riabilitarlo senza una minima presa di coscienza. Intanto si aspetta ancora che Yiyi risponda. A proposito: anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail; nel caso magari potresti fargli presente (dico: se non lo hai già fatto) che quello non è modo di comportarsi e che se non chiede scusa pubblicamente in modo convinto e convincente è ovvio che non si può andare molto lontano, ciò oltre alla necessità di fare veramente chiarezza su sue utenze passate qui o altrove. Io e Spinoziano ci siamo già espressi a chiare lettere e a più riprese, se vuoi chiedi ad altri. Comunque se veramente il tema riguarda certe procedure da avere pure qui, come mi pare di capire, lo si tratti nelle apposite sedi e senza confonderlo con altre faccende, magari facendo passare qualche tempo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 16 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::::"anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail" ho cominciato il mio scorso intervento dicendo "Non ho ricevuto e-mail" :-) mi ha scritto su Wikipedia, come si può vedere dalla mia talk, niente di segreto. Come proponi, proverò a sentire anche il parere di altri, aprirò una discussione più generale appena riesco. Se il consenso rimane quello di mantenere la situazione attuale, me ne farò una ragione. Grazie per il feedback. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:56, 17 giu 2025 (CEST)
== Milano calibro 9 ==
Ciao sono andato a vedere, la frase è "corretta" nel senso che completa sarebbe: ''Rocco mi ha detto che ti sei fatto degli amici potenti e del resto con trecento mila dollari si puo comprare chiunque''. Poi la citazione è stata fatta partire da "con". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:15, 30 apr 2025 (CEST)
== Indro Montanelli, ''Le stanze'' ==
No è un'altra, del 1998. Il codice è ISBN 88-17-85259-7. --[[Speciale:Contributi/~2025-48721|~2025-48721]] ([[Discussioni utente:~2025-48721|discussione]]) 12:02, 23 mag 2025 (CEST)
== Pagina Wikiquote Gerardo Vendemia ==
Salve,
mi chiamo Lucio Moruzzi e ho creato la pagina in oggetto, ma è stata cancellata.
Non ho interesse personale in merito, ma ritenevo di aiutare la comunità, in particolare quella numismatica, a cui appartengo come collezionista. Incontrai l'ing. Vendemia in un convegno alcuni anni orsono e possiedo numerose sue pubblicazioni. Egli rappresenta una guida nel settore, sicuramente il massimo studioso ed esperto, vivente, di cartamoneta in Italia.
Ritengo che la decisione possa essere stata adottata a seguito di una precedente cancellazione, senza entrare nel merito dei contenuti. Se anche così non fosse, nell'ultimo mese è stata presentata la sua ultima opera "La Cartamoneta Italiana - Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae", una piccola enciclopedia delle banconote italiane, che affianca alle ricerche storiche le quotazioni di tutti i biglietti.
Grazie e buon lavoro a tutta la comunità, della quale spesso mi "servo" per approfondire i miei studi. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 15:52, 27 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:~2025-61482|~2025-61482]] Vedi [[w:WP:Enciclopedicità]]. Discutine in [[w:Discussioni_progetto:Numismatica]], sempre che ci sia margine di discussione. Se la voce non può stare su Wikipedia, non può stare neppure qui. Su Wikipedia è stata cancellata già due volte, quindi fino a prova contraria non è enciclopedica. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:00, 27 mag 2025 (CEST)
::Non ero a conoscenza di una discussione su Wikipedia in merito. E' più chiaro adesso.
::Da appassionato ho trovato pagine riferite a studiosi di Numismatica come Mario Traina o Alberto Campana, che hanno condotto studi meno rilevanti, sicuramente meno numerosi e costanti.
::Ringrazio comunque per il celere riscontro, seguirò la discussione, anche solo per la curiosità di comprendere la dinamica delle scelte di questa straordinaria piattaforma. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 16:08, 27 mag 2025 (CEST)
== Attacchi personali ==
Ciao. Ti prego di evitare attacchi personali come [[speciale:diff/1372919|questo che vedo]], "Se sei di coccio si può fare poco". Capisco la frustrazione ma se arrivi al punto di non riuscire a trattenere gli attacchi personali significa che è il momento di chiedere aiuto a terzi. (E mi rendo conto che qui sei molto sovraccarico!) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 13:57, 24 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Se quella comunissima espressione è un attacco personale, si può dormire tranquillamente su due guanciali. Tanto più che l'utente stesso ha detto testualmente di non capirci, quindi si sarebbe attaccato da sé. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:13, 24 giu 2025 (CEST)
::Dimenticavo: la frase inizia con un "se", quindi è un'ipotesi. Il dubbio l'ha comunque tolto l'interessato con una sua ammissione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:20, 24 giu 2025 (CEST)
:::L'attacco personale non si misura dalla frequenza di un'espressione, ma dal suo essere un ''ad hominem''. Suggerisco di evitare scuse grammaticamente improbabili. Basta ammettere che ti è scappata in un momento di rabbia, capita a tutti. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 15:32, 24 giu 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Si misura dall'accettazione più o meno larga di un'espressione in un dato contesto, stessa cosa che fanno i giudici per cose un po' più serie. Non mi è scappata: la ribadisco ora che sono freddo come allora (anzi un po' di più: ho appena fatto il bagno a mare) ed era necessaria per far chiarezza. L'altro non riesce, o non riusciva in quel momento, a capire una certa cosa ripetutamente spiegata da ben tre (!) persone diverse. Qual è il problema? Nessuno glielo ha contestato, lo si è solo constatato: è un fatto molto ben circoscritto. Se poi nella vita gli finisce spesso così io non lo so né m'interessa saperlo. Gli si è semplicemente detto che per lui non potevamo fare di più e che bisognava prenderne atto. Potrei anche citare molte altre uscite di questo tenore. Peraltro nello stesso contesto l'altra parte aveva prima detto la stessa cosa al mio indirizzo, con la differenza, se ben ricordo, che io avevo motivato e lei no, ma a me non me ne importava granché. Questo per dire pure che il tono della discussione non lo avevo determinato io, ma ho accettato la svolta impressagli da altri senza piagnistei. Rientra tutt'al più in un confronto franco. Se non si accetta questo, ma gli interlocutori lo avevano accettato, allora non si potrebbe più discutere: sarebbe un fraseggio eunuco, cortigianesco e inetto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:36, 24 giu 2025 (CEST)
:::::Ribadisco, dire a qualcuno "sei di coccio" non è mai utile e spero vivamente ''non'' sia largamente accettato in Wikiquote. Non rileva quanto la persona se lo sia "meritato". [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:05, 24 giu 2025 (CEST)
::::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] È accettato in Italia. Direi anche nel resto del mondo. Può non essere utile quanto può essere necessario. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 24 giu 2025 (CEST)
:non c'entra niente con la questione specifica, ma Udiki mi ha personalmente attaccato qui-> [[Discussione:Vegetarianismo#Pagina con ovvia preponderanza alle citazioni favorevoli al vegetarianismo]]
:Il suo comportamento è completamente poco in linea con gli standard di Wikipedia. Non lo segnalo per bontà divina, ma aggiungo un caso all'elenco perché non mi va giù che resti impunito dopo avermi offeso gratuitamente anziché compiere il suo lavoro. Forse sei vegetariano, Udiki, capisco che ti roda il fatto che qualcuno la pensi diversamente da te; ma proprio perché lo sei, se lo sei, non dovresti aver empatia anche verso di me dato che sono anch'io un animale? (…o t'inventerai per difenderti che i primati non ne facciano parte?) [[Speciale:Contributi/~2025-37048-7|~2025-37048-7]] ([[Discussioni utente:~2025-37048-7|discussione]]) 23:33, 11 ago 2025 (CEST)
::Non è un attacco personale, ha solo messo in rilievo come dal tuo messaggio si evincesse un POV nella tua stessa accusa di POV, una scarsa chiarezza, e una volontà polemica che è confermata da quanto scrivi sopra, "Non lo segnalo per bontà divina", non è che magari sei una vecchia conoscenza? Se ti interessano davvero le citazioni e non sei il solito troll, lascia perdere le polemiche e dedicati ai contributi, altrimenti la tua presenza non è gradita e, se prosegui a fare il "nuovo arrivato" che si limita a discussioni polemiche, nel migliore dei casi verrai ignorato. Nel merito della discussione sulla tematica ti ho chiarito quanto altro poteva occorrere in quella sede. Grazie e buon ferragosto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 12 ago 2025 (CEST)
== Re:American Psycho (romanzo) ==
Perché sembrava a quel punto di avere abbastanza citazioni sull'opera da giustificarne una, come nel caso di [[Dracula (romanzo)]] ed [[Educazione siberiana (romanzo)]]. Anzi, ne ha più di [[Fight Club (romanzo)]], un articolo a se stante con solo due citazioni riguardo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 16 lug 2025 (CEST)
== Re:Template int ==
Ciao, grazie per il tuo ringraziamento innanzitutto. Non ho capito però appieno il senso dell'avviso. Ora guardo le modifiche che hai apportato alla voce. Buona continuazione --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:24, 20 ago 2025 (CEST)
:Penso di avere capito. Potresti controllare la voce [[Francesco Recami]] e darmi conferma che sia la formattazione corretta? Grazie --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:35, 20 ago 2025 (CEST)
::Capito. Sistemo allora [[Davide Bregola]] --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:52, 20 ago 2025 (CEST)
==Nisargadatta Maharaj==
Buongiorno, credo di aver risposto alle richieste in merito alla voce in oggetto e attendo riscontro Grazie [[Speciale:Contributi/~2025-61299-4|~2025-61299-4]] ([[Discussioni utente:~2025-61299-4|discussione]]) 11:48, 15 set 2025 (CEST)
== Kiedis ==
Buon pomeriggio, bisognerebbe avere anche la controprova che la frase sia stata effettivamente scritta dagli autori dello spot. Quello che posso dirti è che:
# Conoscendo il personaggio, quelle potrebbero essere benissimo parole sue.
# Nell’intervista del 94 a Rolling Stone, lui dice testualmente “stavano suonando questa specie di swinging jazz groove mentre io parlavo dicendo "Sto indossando un preservativo mentre faccio sesso, ogni volta, non solo quando mi conviene, non solo quando ci pensa la mia partner, ma ogni volta". Che è una cosa che la nostra band pensa davvero”, non dice che la stava leggendo. Valuta tu come possiamo regolarci e fammi sapere, grazie.
[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:44, 15 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Ciao, la fonte citata era l'Adnkronos e presentava un virgolettato come le parole pronunciate in uno spot. Quando Gerry Scotti, tanto per fare un esempio, fa la pubblicità del riso (che è commerciale e non sociale, ma non conta) recita quello che gli hanno scritto sul copione, non è veramente lui a concepire quelle cose, quindi non gliele possiamo attribuire. Una possibile soluzione sarebbe citare ''Rolling Stones'', nei termini in cui tu lo hai riportato qui sopra, perché così è tutto più chiaro e c'è anche l'avvallo di Kiedis che dice "Che è una cosa che la nostra band pensa davvero". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:03, 15 nov 2025 (CET)
::D’accordo, ma così non si rischierebbe un doppione? È già citato nell’intervista a Rolling Stone: che ne pensi? [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:06, 15 nov 2025 (CET)
:::@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Non me n'ero accorto. Ma essendoci già la citazione da ''Rolling Stones'', direi che basta quella perché il concetto è lo stesso. ''Ad abundantiam'', se preferisci, le si potrebbe aggiungere in nota il testo dello spot, indicando come fonte l'Adnkronos. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:13, 15 nov 2025 (CET)
::::Chiaro, grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:33, 15 nov 2025 (CET)
== Braccio da Montone ==
Ciao Udiki,<br />con "originario" intendevo dire che il dipinto cinquecentesco di [[Braccio da Montone]], realizzato dall'artista Cristofano dell'Altissimo, è stato ripreso posteriormente come riferimento dall'incisore del disegno del condottiero precedentemente presente come immagine in voce, tratto da libro ottocentesco. Ok per il template Sic, mi scuso per la rimozione, non conoscevo il suo funzionamento e credevo fosse lì per sbaglio. Ok per il numero di attività, anche se reinserirei quella di nobile (come politico è stato solo senatore di Roma, ma come nobile ha posseduto numerosi feudi). Sono qui su Wikiquote da poco e purtroppo mi ci vorrà un po' per apprenderne le relative linee guida, la mia mente, pur non volendo, sta ragionando ancora con le regole del progetto Wikipedia. Qualsiasi aiuto, comunque, è ben accetto. Mi chiedo se, anche se errando avevo inserito le citazioni prima nella pagina del personaggio, non era meglio a questo punto andarle a inserire direttamente nelle voci dei rispettivi autori dove mancavano. Di fatto così la mia modifica è stata praticamente annullata ''in toto''… <span style="font-family:Viner Hand ITC">'''[[Utente:Davipar|<span style="color:darkmagenta">Davi</span><span style="color:darkorange">par</span>]]'''</span> ([[Discussioni utente:Davipar|parliamone]]) 15:10, 7 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Davipar|Davipar]] Ciao, non c'è bisogno di giustificarsi, ho solo spiegato il revert. Se le citazioni che tu avevi aggiunto fossero state un paio allora le avrei sistemate io stesso come faccio di solito, ma essendo di più cominciava a essere gravoso. Del resto è chi le inserisce che ha il dovere di farlo in regola, il mio era quello di motivare. Comunque di solito si annullano, quando non è rispettata la regola del doppio inserimento. Puoi ovviamente recuperarle dalla cronologia. L'alternativa era mettere un avviso o scrivere nella pagina utente, ma ti ho pingato e in sostanza non cambia nulla. Se le inserisci nella pagina dei rispettivi autori, poi passo a correggere la formattazione. L'immagine l'ho lasciata, quello che ho scritto era solo per precisare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:46, 8 gen 2026 (CET)
== Abdelmajid Lakhal ==
Ciao Udiki, come stai?
Sì, la citazione è presa dalla fonte citata, la trovi tranquillamente anche su Google search: https://cinematunisien.com/blog/2020/01/27/abdelmajid-lakhal-une-constante-recherche-de-la-perfection/. Grazie ancora, a presto [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 08:10, 27 gen 2026 (CET)
==Pizzoccheri della Valtellina==
Secondo me era super divertente: iconica. :) Nei prossimi giorni vedo se trovo un'altra citazione.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 19:24, 12 feb 2026 (CET)
== Controllo "Il volo dei draghi" ==
Ciao Udiki, ho appena finito una bozza per il film "Il volo dei draghi" [https://it.wikiquote.org/wiki/Utente:Mariomassone#Dialoghi qui]. Avrei però dei problemi di trascrizione delle frasi del personaggio '''Omadan''', segnalati in []. Il film intero lo si può trovare su Archive.org. Grazie in anticipo e buona settimana [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 15:12, 16 feb 2026 (CET)
:{{ping|Mariomassone}} Ciao, potresti indicare il minuto preciso, qualcosa come "23:41" ecc.? [https://support.google.com/youtube/answer/15930243?hl=en YouTube genera una trascrizione], quindi si può trovare immediatamente una certa frase facendo una ricerca all'interno testo (Ctrl+F). InternetArchive non genera la trascrizione e, siccome il video dura un'ora e mezza, è difficile cercare le frasi. Anzi, se indichi i minuti per ogni citazione, le verifico tutte; forse questa non è una cosa strettamente necessaria, comunque io sono disponibile. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:18, 16 feb 2026 (CET)
::10:40, 13:15, 1:27:00 [https://archive.org/details/il-volo-dei-draghi-hd-1982_202601 qui], grazie [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 20:49, 16 feb 2026 (CET)
grazie. in verita i testi con ISBN sono gia nella pagina di wikipedia di paolo nucci (papà).liho inseriti ma non riesco ad annullare il link e non compare la foto che e su wikipedia [[Utente:Pillo90|Pillo90]] ([[Discussioni utente:Pillo90|scrivimi]]) 22:20, 16 feb 2026 (CET)
== Federico Buffa ==
La citazione senza fonte non è opera mia, non so da cosa tu l’abbia dedotto :) [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 22:13, 16 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Avevo visto che gli ultimi (ma non recenti) interventi sulla pagina erano tuoi, che l'anonimo (questo tu non lo puoi vedere, ma io sì) ha modificato anche [[José Mourinho/Citazioni su José Mourinho]] e che tu ultimamente hai modificato [[José Mourinho]], quindi ho pensato che se per caso eri tu da sloggato era meglio segnalarti la cosa. Comunque non è che ci siano stati dei vandalismi o che sia vietato intervenire anonimamente, quindi nessuna recriminazione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:27, 16 mar 2026 (CET)
::Tranquillo, era solo per sapere cosa ti aveva portato ad indirizzarti verso di me. Comunque sì, le modifiche in questione le ho fatte da sloggato, qualche volta mi dimentico di registrarmi. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 01:57, 17 mar 2026 (CET)
== Confronto su nome ==
[https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Utente:IlSignoreDelCazzime Nome Utente] inappropriato o no? Su Wikipedia pare l'abbiano accettato. In caso devo aggiungere un eccezione in quanto la regex per i titoli non consentiti non permette l'edit, che ne pensi? --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:10, 1 apr 2026 (CEST)
:{{ping|Homer}} Credo che su Wikipedia fosse al momento sfuggito, l'ho bloccato là a qui. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:38, 1 apr 2026 (CEST)
::: Grazie {{ping|Spinoziano}}! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:13, 1 apr 2026 (CEST)
== You may be an eligible candidate for the U4C election ==
<div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Greetings,
The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] seeks candidates for the 2026 election. The U4C is the global committee responsible for overseeing enforcement of the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]]. Elections are held annually, if elected a committee member serves for two years.
This year the U4C requires candidates to hold administrator rights on at least one wiki, which is why you are being contacted as you appear to hold this right. There are other requirements, such as candidates must be at least 18 years old and may not be employed by the Wikimedia Foundation or other related chapters and affiliates. You can find more information in the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026#Call_for_Candidates|call for candidates on Meta-wiki]]. Additionally, the committee's working language is English; some ability to communicate in English is required.
The election opens on 18 May, if you are eligible and interested you have until 10 May to submit your candidacy. There will week between for candidates to answer questions from the community. Voting takes place privately in [[m:Special:MyLanguage/SecurePoll|SecurePoll]], successful candidates must receive at least 60% support. More information is available on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|the 2026 Elections page]], including timelines and other candidacy information. If you read over the material and consider yourself qualified, please consider submitting your name to run for the committee. If you think someone else in your community might be interested and qualified, please encourage them to run.
In partnership with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 20:33, 28 apr 2026 (CEST) </div>
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Keegan_(WMF)/test&oldid=30471754 -->
== Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Buonasera Udiki,
ho appena visto che due citazioni da me postate su rodolfo Dalla Mora sono state cancellate considerate promozionali, sinceramente io non le trovo promozionali, quella di Mario Conte ha spegato e messo in evidenza del fatto che il Comune di Treviso è il primo in Italia di aver istituito questa figura, poi in particolare quella del filosofo Adriano Pessina che ha spiegato la definizione di Disability Manager e ha preso come esempio la figura dell'architetto Rodolfo Dalla mora come primo Disability Manager in una struttura sanitaria ed inventore della figura in Italia. Il commento di Pessina è importante come filosofo e direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Milano. La ringrazio Buona serata [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 20:51, 9 mag 2026 (CEST)
== Dino Gavina e dintorni ==
Buongiorno, innanzitutto mi scuso per il ritardo della risposta ma solo questa mattina mi sono accorto del messaggio. Precisazioni:
#La citazione di Marcel Breuer (dovrebbe pronunciarsi [broier]) con la fonte "incriminata" l'ho importata direttamente dalla pagina su Dino Gavina di Wikipedia, dove è presente dal 2020 (forse bisognerà cambiare la fonte anche lì). Comunque il riferimento indiretto rimandava all'archivio "archive.is", [https://archive.is/20130411012659/http://www.goldminefactory.com/dino-gavina-%E2%80%93-lampi-di-design/#selection-133.7-133.27 qui]
#Perfetto per le virgolette: oltretutto così è meglio nei ritorni a capo nel web, dove rischiano di restare orfane o vedove.
#La citazione di Anty Pansera è tratta dallo stesso link (archivio) al punto 1.
Di Gavina avrei trovato altre citazioni da fonti cartacee (due da foto di suoi depliant trovati su un annuncio commerciale su web non proponibile come fonte ovviamente, ma i pieghevoli sono certamente originali):
#''Produrre è comunicare''. ([https://i.ebayimg.com/images/g/mKsAAOSw285ng~1a/s-l1600.jpg qui] e anche [https://www.meetingrimini.org/eventi-totale/dino-gavina-produrre-e-comunicare-esposizione/ qui]) (sottolineo che non sono il venditore...)
#''I vostri figli'' [e] ''i vostri nipoti vi ricorderanno e vi giudicheranno anche dai mobili ereditati''. (anche [https://magazzino76.it qui], ma sito commerciale e sullo stampato tutto minuscolo senza la "e" né punteggiatura)
#''La verità? Niente di più sovversivo''. (cit. di Man Ray su Gavina, da un biglietto stampato dal medesimo) eccetera eccetera.
Grazie per aver tolto l'immagine (non avendola messa io non osavo toccarla) e per le informazioni. A presto, [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 12:21, 26 mag 2026 (CEST)
== Massimo Mazzucco ==
Ciao, chiedo lumi a te, magari riesci ad aiutarmi: ho linkato gli indirizzi che rimandano agli articoli su Pearl Harbor e sullo sbarco sulla Luna, ma in entrambi i casi non vengono letti gli indirizzi. Su Pearl Harbor ho messo una toppa mettendo la sezione 11 settembre, perché altrimenti il capitolo in questione non me lo legge: sapresti dirmi il motivo? Grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:51, 10 giu 2026 (CEST)
== Pino Pagani ==
Buongiorno Udiki, grazie per avermi scritto!!!
Sì, io e altri due amici wikipediani abbiamo creato le pagine di Pino Pagani in 13 Wikipedia. Non so se sia enciclopedico anche in Italiano. Secondo te lo sarebbe o no? [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:20, 30 giu 2026 (CEST)
: Non conoscevo questa regola, chiedo scusa per il mio eccesso di zelo. La sua citazione mi ricordava, anche se a livello locale, il ''Miei cari amici vicini e lontani, buonasera!'' di Nunzio Filogamo. Mi spiace se dovesse essere eliminato, comunque accetto la decisione.
: Grazie per le informazioni [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:30, 30 giu 2026 (CEST)
==Civiltà Cattolica==
Certo che Vittorio Marcozzi è famoso e enciclopedico, già il fatto che scrivesse sulla ''Civiltà Cattolica'' non dovrebbe bastare? [https://disf.org/libri/pero-uomo-diverso Qui ad esempio una sua recensione].--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:24, 5 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] No. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:26, 5 lug 2026 (CEST)
::Con lo stesso criterio dovresti cancellare la citazione di [[Civiltà Cattolica|Francesco Liverani]] che è molto meno "famoso" di Vittorio Marcozzi, perché non lo fai?--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:31, 5 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] E magari anche altre ancora. Ma mica io posso sapere quante voci da cancellare ci sono in tutto il sito. Se ne trovi una, segnalala in [[Wikiquote:Pagine da cancellare]]. Marcozzi è automaticamente degno di nota se ha pubblicato ''in prima pagina'' in varie occasioni e/o diretto un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (vedi '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie#Criteri_per_la_presenza_su_Wikipedia|qui]]''', n. 5) oppure se rispetta '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Scrittori_e_libri#Scrittori|questi requisiti]]'''. Sennò se ne deve discutere e addurre qualche ragione valida. Puoi chiedere un parere al [[w:Wikipedia:Bar tematici|progetto competente su Wikipedia]], a meno che non sei sicurissimo del fatto tuo in base ai criteri suesposti. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:46, 5 lug 2026 (CEST)
== Immagine errata ==
Ciao, ho parzialmente annullato [[Speciale:Diff/1382847|questo tuo edit]] dell'anno scorso perché il file che avevi inserito raffigura il padre, omonimo. [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 17:58, 28 lug 2026 (CEST)
== Dumas: proverbio ==
Ciao, Udiki. Sai, credo che la regola sull'originalità delle citazioni non dovrebbe essere [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alexandre_Dumas_padre&diff=next&oldid=1422423 così stringente]. Il fatto che un autore abbia in qualche situazione scelto di usare un proverbio secondo me può facilmente essere notevole e interessante. Inoltre un utente potrebbe benissimo cercare quella frase in Wikiquote, magari anche senza sapere che sia un proverbio, e penso sia giusto che possa trovarla. E poi questa citazione potrebbe anche andare in ''Proverbi dai libri'', voce che in effetti serve proprio a questo, altrimenti verrebbe meno la sua utilità. [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:18, 8 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Micione|Micione]] Ciao, la frase, oltre a non essere originale, non è neppure importante, perché è pronunciata da un personaggio secondario (Bertuccio) e riguarda un altro personaggio secondario (Benedetto), non è posta in una scena madre né detta in modo ricorrente, sennò poteva sicuramente stare nella pagina di Dumas in quanto rilevante nell'opera.<br />Non c'è consenso per mettere cose del genere in altre pagine (vedi [[Aiuto:Fonti#Altre fonti indirette|questa linea guida]] ribadita in [[Wikiquote:Bar/Archivio_2023-06--12#h-Autori_famosi_citati_in_videogiochi,_serie_ecc.-20230905104700|questa discussione]]); infatti se un personaggio dicesse "Rosso di sera, bel tempo si spera" e inserissimo queste cose in ''Proverbi dai libri'', avremmo solo un elenco di frasi prive di originalità che andrebbero piuttosto in ''Proverbi francesi'' e consimili, dove magari si potrebbe specificare che è anche citata in un'opera famosa. Gli è che, in caso di dubbio fondato, è prudente e doveroso applicare il principio di precauzione. Comunque se ci tieni e c'è una ''pièce à l'appui'', che al momento non si vede, la ripristino. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:50, 8 ago 2026 (CEST)
::Ma che non sia importante per la storia non ci interessa perché tanto noi non dobbiamo raccontarla, ci interessano i proverbi perché sono automaticamente significativi e citabili. Sull'esempio che citi sono ovviamente d'accordo ma perché quello è celeberrimo mentre quello di Dumas l'ho cercato sul web e non ho trovato riscontri, non sembra essere famoso (forse cercandolo in francese?) quindi non rientra in questi casi. Forse uno tra Dumas e Bertuccio potrebbe aver mentito o equivocato e in realtà non è un proverbio reale? Può essere ma in quel caso sarebbe in effetti originale. Altrimenti potrebbe andare in ''Proverbi francesi'' come giustamente dici tu, io non ci avevo pensato. Che ne dici di inserirlo là? Io non è che ci tenga in modo particolare perché non lo conosco e nemmeno lo capisco (suppongo si riferisca ai capelli, o forse anche ai vini, magari nel caso andrebbe specificato), solo mi è parso ingiusto perdere così un proverbio che per definizione andrebbe in una raccolta di citazioni. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:25, 9 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Micione|Micione]] Dumas scrive: "il y a un proverbe qui dit que le roux est tout bon ou tout mauvais" ([[s:fr:Le_Comte_de_Monte-Cristo/Chapitre_44|cap. 44]]). Lo si trova facilmente con Google o Google libri, più col sinonimo "méchants" invece di "mauvais". Ovviamente avevo già controllato. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:23, 10 ago 2026 (CEST)
{{rientro}} Ok, provando col francese l'IA di Google mi ha subito risposto prima che potessi fare ricerche da me. Ho dunque provato a interrogarla e mi ha trovato come libro più vecchio in cui il proverbio compare Charles Cahier, ''Quelque six mille proverbes et aphorismes usuels'', 1856, §1580, [https://archive.org/details/quelquesixmille00cahigoog/page/n109/mode/2up p. 88], ma l'opera di Dumas è precedente (1844-1846). Le ho chiesto se fosse possibile che Dumas se lo sia inventato e mi ha risposto di sì aggiungendo che "i romanzieri dell'Ottocento usavano spesso espedienti come ''"c'è un vecchio proverbio che dice..."'' per dare autorevolezza letteraria e un'aura di antica saggezza popolare a una frase creata da loro o a un modo di dire molto vago". Aggiunge che prima di quel momento i proverbi sulle persone dai capelli rossi erano unicamente negativi mentre Dumas si inventa l'opzione della bontà:<br>
"I proverbi storici medievali e rinascimentali dicevano semplicemente:
*''« Homme roux et femme barbue, de quatre pas loin salue »'' (Uomo rosso e donna barbuta, salutali da quattro passi di distanza).
*''« Salue de loin le rouge »'' (Saluta da lontano il rosso).
*''« Pelo rosso, mal colore »''."
Conferma poi che è grazie al successo del ''Conte di Montecristo'' che lettori e compilatori di dizionari hanno assorbito la frase come fosse un proverbio reale, e conclude certificando che "Dumas ha preso un antico e rozzo pregiudizio medievale sbilanciato sul male, lo ha riformulato in una dicotomia simmetrica e affascinante per le esigenze della sua trama, e la società dell'epoca lo ha "retroattivamente" trasformato in un vero proverbio."<br>
Invece cercando su Google Libri e su Internet Archive "roux est tout bon" (con virgolette) non mi trova nulla se non varie edizioni del libro di Dumas. Cercando la variante "roux tout bons" trova il libro di Cahier e pochi altri ma comunque sempre posteriori al ''Conte di Montecristo''.<br>
Detto ciò non insisto. Non volevo prolungare così tanto questa discussione, è stata solo la curiosità a spingermi a fare queste ricerche. Fai pure quel che ritieni più utile con queste informazioni. Ciao e alla prossima. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 12:26, 11 ago 2026 (CEST)
:{{ping|Micione}} scusa se mi inserisco ma sono molto contento ogni volta che ti vedo e vorrei che tu partecipassi più attivamemente. Nel caso specifico, la questione in teoria è semplice: A) la voce [[Proverbi dai libri]] è pensata per contenere solo proverbi inventati nei romanzi che li contengono, non veri proverbi, quindi se il romanzo contenesse una frase del tipo: "come dice un vecchio proverbio: ''Proverbio inventato ma significativo''" può stare nella voce "Proverbi dai libri". B) se invece era o è diventato un vero proverbio popolare, fosse anche perché nato da Dumas, non importa l'origine, va in [[Proverbi francesi]], citando però come fonte una raccolta di proverbi, oltre all'eventuale riferimento a Dumas. Quindi, in fondo, puoi capire tu stesso se e dove vada. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:18, 11 ago 2026 (CEST)
::Ciao, {{ping|Spinoziano}}, grazie per il tuo intervento (gradito), per il tuo chiarimento e per le tue parole (più significative del proverbio). In realtà non mi è chiarissimo lo stesso. Mi trovo d'accordo con la regola che citi ma credo tu mi stia indirizzando verso il caso B perché l'AI ha detto che esso è diventato un vero proverbio dopo il classico di Dumas, tuttavia a me sembrano i citatori essere talmente pochi ([https://www.google.com/search?q=%22roux+est+tout+bon%22&udm=36 GL1], [https://www.google.com/search?q=%22roux+tout+bons%22&udm=36 GL2], [https://archive.org/search?query=%22roux+est+tout+bon%22&tab=fulltext IA1], [https://archive.org/search?query=%22roux+tout+bons%22&tab=fulltext IA2]) da non poter così facilmente considerarlo un proverbio popolare. L'AI potrebbe aver preso il suo solito abbaglio: trovandolo in un pugno di libri lo ritiene popolarissimo. Viceversa il caso rientra perfettamente nell'opzione A. E quindi boh, lascerei scegliere a Udiki se inserirlo da qualche parte e dove. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 16:03, 11 ago 2026 (CEST)
:::{{ping|Micione}} l'IA puoi usarla come aiuto nella ricerca ma se non trovi effettivamente una raccolta di proverbi pubblicata e verificabile da citare come fonte non serve. Se quindi rientra nel caso A e Udiki non lo ritiene significativo, non va da nessuna parte, punto. Però fatti vedere più spesso su altre voci, ci metti meno a inserire qualche citazione di qualità, seria e con fonte puntuale che ad aprire un caso su una che magari non vale davvero la pena, quindi ci conto: la tua presenza attiva può essere molto molto più significativa di qualche mia parola, a presto :-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:17, 11 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Micione|Micione]] Lo trovi anche [https://books.google.it/books?hl=it&id=8MwUHXv3PFgC&pg=PA999 qui] alla voce ''ROUSSEAU'', l'opera è del 1720. Uno dei problemi principali dell'IA è che risponde anche quando non ha saputo trovare elementi a sufficienza e tende a essere compiacente. È stato aggiunto in ''Proverbi francesi'' ([[Speciale:diff/1423286|diff]]). Non è stata inserita la menzione al ''Montecristo'' perché appare abbastanza noto autonomamente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:04, 12 ago 2026 (CEST)
::::Ok, evidentemente ci sono diversi modi per dire ''rossi'' in francese e giustamente bisognava provarli tutti. Credo che alla fine ''Proverbi francesi'' sia la scelta migliore. Grazie ancora a entrambi e buon lavoro. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 15:14, 12 ago 2026 (CEST)
== Modifiche ==
Ciao, grazie per il consiglio, ne terrò conto. Probabilmente la difficoltà della comprensione della mia modifica era data, oltre all'aggiunta di nuovo testo, anche dall'aver dovuto dare il giusto ordine cronologico sia alle frasi che ai dialoghi: infatti nonostante ci fosse il template, sia le frasi che i dialoghi non erano ordinati cronologicamente. Quindi la modifica è risultata più pesante per quello, e nel momento in cui intervenivo non ci ho pensato. Ringrazio ancora e saluto. [[Utente:Rops84|Rops84]] ([[Discussioni utente:Rops84|scrivimi]]) 22:39, 11 ago 2026 (CEST)
== Richiesta rimozione avviso ==
Gentile @[[Utente:Udiki|Udiki]],
la presente per richiedere la rimozione dell'avviso di cancellazione dalla pagina di [[Maria Marino Marraffa]]. Faccio presente che la sola rimozione della voce da [[Wikipedia]] in lingua italiana non è una motivazione sufficiente per chiederne la cancellazione anche sul progetto di [[Wikiquote]].
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e colgo l'occasione per porgere cordiali saluti. [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:13, 16 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:~2026-44891-42|~2026-44891-42]] @[[Utente:Nomignolo2006|Nomignolo2006]] C'è una procedura di cancellazione in corso; finché non è conclusa, naturalmente non si può rimuovere nessun avviso. Ti è già stato detto nell'opportuna sede che sono contrario al mantenimento della voce, richieste indirizzate separatamente agli utenti sono considerate [[w:Wikipedia:Campagne elettorali|campagna elettorale]] e sono vietate. Se una voce è cancellata da Wikipedia, di regola qui è cancellata d'ufficio. Se non riesci ad accedere alla tua utenza registrata, creane una nuova e specifica nella pagina utente che si tratta di una "reincarnazione". Se operi in concerto col sig. Savino, come tu stesso lasci intendere '''[[Speciale:Diff/1423759|qui]]''', sei tenuto a dichiarare il [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto d'interessi]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:24, 16 ago 2026 (CEST)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]]
::Sta confondendo l’utente non opera in concerto con [[Francesco Savino]]. Ha scritto di essere in contatto con lui, non che opera in concerto. Riguardo la campagna elettorale, lei prima ha espresso di ritenere la voce da cancellare, di contro è stato espresso pensiero contrario. Dunque il primo ad aver fatto campagna elettorale non è l’utente. Le chiedo gentilmente di non fraintendere più e di utilizzare lo stesso rigore che sta utilizzando per l’utente @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] anche facendo un’analisi su ciò che lei stesso sostiene. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 09:58, 18 ago 2026 (CEST)
::Ps: l’utenza non è @[[Utente:Nomignolo2006|nomignolo2006]] che non esiste ma @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]]. [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 10:00, 18 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:~2026-45195-96|~2026-45195-96]] @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] Io ho aperto una regolare procedura di cancellazione e sono intervenuto solo nella pagina relativa alla cancellazione. Tu sei intervenuto lì e poi sei venuto qui, nella mia pagina di discussione, a chiedere di interrompere la procedura. Se tu avessi letto la linea guida che ti ho linkato, più precisamente ancora [[w:Wikipedia:Campagne elettorali#Invito a rivedere l'opinione]], avresti visto che il tuo comportamento rientra nell'ipotesi di campagna elettorale, così com'era già stato spiegato nel mio stesso commento sopra, laddove ho parlato di "richieste indirizzate separatamente agli utenti". Inoltre [[speciale:diff/1423759|qui]], cioè nella pagina della procedura di cancellazione della voce sulla Marraffa, hai dichiarato di essere la stessa persona intervenuta nella pagina di Savino, quindi hai praticamente confessato. Siccome hai dichiarato pure di essere in contatto con lui, questo è un palese conflitto d'interessi così come definito dalla relativa linea guida, anch'essa già da me linkata sopra e che [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|ti linko di nuovo]]. A questo punto mi sembri più in mala fede che confuso. Siccome hai una lunga storia di abusi su questi progetti, o la pianti immediatamente di trollare o sarai sanzionato. E smettila di cambiare utenze, ti ho già detto di registrarne una e usare quella per comunicare, dato che eviti di farlo solo per eludere le tue responsabilità. Il cerchio si sta stringendo. P.S.: Aggiungo la firma: sono in vacanza fuori sede e la connessione, che è pessima, era venuta meno mentre scrivevo, così determinando il logout. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:01, 18 ago 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] ok a presto [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 21:32, 18 ago 2026 (CEST)
:::::No, addio. È acclarato globalmente che non sei compatibile con questi progetti. Tutto quello che farai d'ora in poi sarà rimosso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:39, 18 ago 2026 (CEST)
== Lovecraft ==
Grazie, la correzione era giusta. Purtroppo il testo estrapolato tramite scansione ha letto male. [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 08:39, 20 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Codas|Codas]] Nemmeno io me n'ero accorto a prima botta. A proposito, ho poi notato che [https://www.cicap.org/articolo/il-buon-senso-e-la-follia qui] c'è quella stessa citazione, ma ha un pezzetto in più, che io ho sottolineato nel testo seguente: "anche se mi piacerebbe vivere in un universo pullulante dei miei diletti Cthulhu,<u> Yog-Sothoth, Tsathoggua e simili</u>". Se nella tua fonte non c'è, allora va bene così. Se invece c'è, è necessario integrare. Comunque la citazione è interessante. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:29, 20 ago 2026 (CEST)
::Nella mia fonte non c’è. [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 17:07, 20 ago 2026 (CEST)
== [[Wrestling]] ==
Puoi aggiustare a citazione invece che semplicemente cancellarla/annullarla? Grazie =) [[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 23:44, 31 ago 2026 (CEST)
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1425223
1425221
2026-08-31T22:23:26Z
Udiki
86035
/* Wrestling */ Risposta
1425223
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:42, 9 lug 2021 (CEST)}}
==[[Antinatalismo]]==
Udiki, ciao, e di nuovo benvenuto qui su Quote. Volevo solo esprimere qualche perplessità su questa voce. Mi spiego: a rigore il soggetto di una voce tematica dovrebbe essere esplicitamente presente nella voce sorgente, cioè vale a dire che non essendoci il termine "antinatalismo" in nessuna voce sorgente, nessuna delle citazioni è pertinente. In alcuni casi però, ciò può non essere una condizione necessaria, nei casi cioè in cui sussiste una evidenza sulla tematica in oggetto. A mio parere, per esempio, la prima di Cioran non mi sembra pertinente, forse anche l'ultima di Leopardi. Ma se ne può discutere. In ogni caso, per convenzione, occorrerebbe sistemare nella voce sorgente un link sulla tematica, se non esplicitamente presente, come nei casi in questione. Qualcosa come: {{NDR|Sull'[[antinatalismo]]}}.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:54, 31 dic 2021 (CET)
== Coscienza ==
Ciao, la citazione di Dickens forse è più sulla [[coscienza morale]]? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 13 apr 2022 (CEST)
== Re: Theodor W. Adorno ==
Caro Udiki, mi fa piacere che il malinteso si sia risolto, i tuoi contributi sono sempre eccellenti. Mi pare di capire che ci sia una piccola controversia anche nella pagina di discussione di Darwin, puoi darci un occhio? Credo ti venga chiesto se puoi aggiungere i numeri di pagina. Grazie e buona domenica, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:21, 3 lug 2022 (CEST)
== Re: [[Simulazione]] ==
Gentile Utente, Buonasera: mi duole molto, ma non vedo la relazione fra le categorie da me reintrodotte e l'adagio che recita: 'a gatta (o 'a jatta), pe gghì 'e pressa, facette 'e figlie cecate. Comunque, la mia valutazione, sindacabilissima, è che le categorie sono pertinenti. Ella può sempre consultare un altro amministratore, non dico l'amministratore che ha inserito quelle categorie, perché è impegnatissimo e non potrebbe – credo – risponderle, ma ce ne sono altri. E se risulterà che ho sbagliato, non <s>sollevo</s> solleverò obiezioni di sorta. Ho reintrodotto anche l'incipit rimosso in Dumas, chiedendo inoltre un parere a Spinoziano nella sua pagina di discussioni. La saluto cordialmente. Buon lavoro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:00, 26 lug 2022 (CEST)
== ISBN ==
Ciao! Ho notato che in [[Alexandre Dumas (padre)]] hai riportato degli ISBN non corretti, eliminandone le prime 3 cifre. Gli ISBN-13 non funzionano così: il carattere di controllo si calcola in modo diverso rispetto al vecchio ISBN-10. Se hai fatto lo stesso in altre voci, per cortesia, sarebbe opportuno porvi rimendio. Grazie. '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:17, 26 lug 2022 (CEST)
:[[w:Aiuto:ISBN|Qui]], terzo esempio, si lascia intendere che si possa fare in entrambi i modi. Comunque in futuro lascerò senz'altro le tredici cifre. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:26, 26 lug 2022 (CEST)
::Sì, certo, ma non hai interpretato bene l'esempio e non hai colto qual è il problema. Te lo ripeto: il '''carattere di controllo''' (l'ultima cifra a destra) si calcola in modo differente. Riprendendo il "terzo esempio": 88-424-2035-'''2''' <---> 978-88-424-2035-'''4'''. Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 20:37, 26 lug 2022 (CEST)
:::Sì, infatti, per questo ho detto che "si lascia intendere" e poi ho aggiunto che in futuro metterò di certo le tredici cifre, peraltro cosa molto più comoda. No problem. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 26 lug 2022 (CEST)
== Notizie false ==
Buonasera. Non ho mai annunciato le mie dimissioni, come da lei sostenuto, in modo deliberatamente falso, in [[Discussione:Simulazione]]. E questo è un ulteriore indice del suo modo di interagire. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:18, 26 lug 2022 (CEST)
:Si vede che avevo interpretato male [[Discussioni_utente:Spinoziano#Mia_presenza_futura|questo]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:22, 26 lug 2022 (CEST)
::Nel messaggio da Lei linkato non c'è neppure una virgola da cui si possa dedurre che io intenda dimettermi. Non aggiungo altro. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:24, 26 lug 2022 (CEST)
:::Mi avrà tradito la memoria. Comunque non importa. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 26 lug 2022 (CEST)
::::No, no, non ci siamo, Gentile Utente, Lei non può, non può proprio dire questo, Lei non può dire: Mi avrà tradito la memoria, ''non importa''. Non di memoria si tratta, ma di miei scritti che Lei stesso cita, e che la smentiscono clamorosamente. Lo vede? Questo è il suo modo di interagire. Veda, Gentile Utente, a mo' d'esempio, io potrei smontare, cronologia alla mano, punto per punto, il suo operato e le sue affermazioni a proposito delle modifiche nella voce Adorno e farle notare, per esempio, che se Lei intendeva rimuovere quel riferimento bibliografico, certo assolutamente precario, spettava a Lei, non a me, segnare tutte le citazioni scoperte con l'apposito avviso. Ma Lei, quelle citazioni, quella sezione non l'ha neppure letta. Non era quello che le interessava. Altro Le premeva: rem nec novam nec inusitatam aggredimur, Gentile Utente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:39, 26 lug 2022 (CEST)
:::::Il testo che ho citato l'ho controllato solo ''ex post'', dopo il tuo messaggio di precisazione. Il tono "testamentario" mi aveva lasciato quella impressione nella mente, tutto qui. Se vuoi intenderla diversamente fa' pure, ma non è così e non ne vale la pena. Buona notte. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:51, 26 lug 2022 (CEST)
{{rientro}} Non vale decisamente la pena continuare, tempo e fatica persi. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:30, 26 lug 2022 (CEST)
== Re: XVII secolo ==
Fatto. Ciao. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:17, 6 ago 2022 (CEST)
== Films ==
Grande Udiki, ottima idea quella di creare anche voci sui film! Una piccolezza: la tagline, se vuoi inserirla, andrebbe riportata anche in una sezione "frasi promozionali" con fonte, cioè occorre una fonte ([https://it.wikiquote.org/wiki/Scent_of_a_Woman_-_Profumo_di_donna#Frasi_promozionali esempio], cfr. [[Wikiquote:Modello di voce/Film]]) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:48, 8 ago 2022 (CEST)
:Sarà sicuramente come dici tu e adesso provvedo, però le linee guida che hai linkato, più precisamente [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]], dicono espressamente: "Tra la descrizione iniziale del film e l'inizio delle frasi è possibile inserire, mediante l'apposito [[Template:Tagline]]: '''<code><nowiki>{{tagline|Testo.}}</nowiki></code>''', la frase (o slogan) promozionale (detta anche ''tagline'') con cui viene presentato il film". Segue un esempio grafico che non lascia dubbi. Voglio dire che forse andrebbero aggiustate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 8 ago 2022 (CEST)
::Forse ho capito: ci vogliono ''entrambe'' le cose. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 8 ago 2022 (CEST)
:::Sì entrambe, come hai sistemato ora va bene! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:13, 8 ago 2022 (CEST)
::::Ciao, scusa se ogni tanto ti disturbo su qualche minuzia ;-) Volevo dirti che in genere la quantità di nomi nella prima riga delle voci di film è solo un attore (se c'è un protagonista chiaro) o due o al massimo tre (se ci sono più protagonisti), quindi ridurrei quei cinque.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:51, 11 set 2022 (CEST)
:::::Sì, lo so; infatti di solito mi regolo così: vedi ''[[Ferie d'agosto]]'' o quello che ho scritto [[speciale:diff/1224913|qui]] nel campo oggetto a proposito di "scrematura". Ma il problema è che si tratta di una commedia corale dove tutti i personaggi elencati hanno più o meno la stessa parte. Ridurre sarebbe alquanto arbitrario. Magari lascio solo Courtney B. Vance, che è un po' il leader della situazione, e Jonathan Penner che è forse quello più prominente tra gli antagonisti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:00, 11 set 2022 (CEST)
::::::Bene, penso che lì vada bene così, ma dimenticavo di segnalati che esiste anche l'opzione di non indicare gli attori nella prima riga: quando non sai quali indicare puoi semplicemente non indicarli e mettere solo il regista. Così come si può non indicare la nazionalità (parlo sempre della prima riga) quando il film è prodotto in più Paesi, per evitare di scrivere cose cacofoniche come "tedesco-statunitense". Alla prossima,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:33, 11 set 2022 (CEST)
== Cazzimma ==
Ciao Udiki, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cazzimma&diff=1244658&oldid=1132857 questo], in teoria sono previste eccezioni per citazioni "eccezionalmente significative per l'argomento della voce" (cfr. [[Wikiquote:Modello di voce#Provenienza e fonti]]); dato che la citazione è stata inserita da un utente espertissimo credo abbia scelto di proposito di non creare la voce sull'autore, ritenendolo abbastanza autorevole ma non enciclopedico. In quel caso quindi la citazione sarebbe da rimuovere o da lasciare, non è che sia da wikificare. Quando il problema - se c'è - è limitato a poche citazioni, in genere comunque basta rimuoverle; quell'avviso normalmente si mette o quando i problemi riguardano la maggior parte della voce o quando si è alle prese con un nuovo utente, per sollecitarlo a sistemare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:17, 19 gen 2023 (CET)
:Salve, non l'ho cancellata proprio perché inserita da un utente esperto, di più, un amministratore; ho preferito un intervento prudente, soft e conservativo. Si noti che chi aveva inserito la citazione riteneva l'autore (secondo me a ragione) "probabilmente enciclopedico" (vedi '''[[Speciale:diff/837017|qui]]'''), il che porta a pensare, alla luce di quello che hai scritto, che sia piuttosto il caso di creare la relativa voce. Per quanto riguarda il template, vedi p.es. la voce [[Xavier de Maistre]], in cui peraltro esso è stato apposto, per identici motivi, dallo stesso utente esperto (che pertanto ho imitato). Proprio perché io non lo sono ho creduto e tuttora credo preferibile lasciare ai più provetti e deputati la soluzione ''in concreto'' della faccenda, limitandomi a una segnalazione che mi pare sostanzialmente fondata. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:41, 19 gen 2023 (CET)
::Per una semplice segnalazione è meglio scrivere nella pagina di discussione, l'avviso è per quando c'è qualcosa di grave. A me sembri un utente esperto, solo abitualmente rispondi nella tua pagina di discussione senza pingare, mentre o si risponde nella propria pagina di discussione con {{tl|ping}} o in quella dell'interlocutore, prendi nota ;-) E grazie per i tuoi ottimi contributi. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 19 gen 2023 (CET)
:::{{ping|Spinoziano}} Ma come? Allora quando clicco su "rispondi" ciò non genera automaticamente l'invio di una notifica al destinatario? Evidentemente no, male, ma lo davo per scontato. Da oggi in poi "pingo". E non inserisco più quel template, anche se per esempio lo vedo [[Roberto De Zerbi|qui]] (apposto da un amministratore), dove non mi pare che ci sia niente di grave; sarà l'eccezione che conferma la regola. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:23, 19 gen 2023 (CET)
== Verifica delle modifiche ==
Ciao Udiki, grazie per il contributo che ultimamente dai al patrolling, è molto utile, ti segnalo che quando controlli delle modifiche ed esse non presentano più particolari problemi le puoi segnare come verificate in maniera che altri non ci perdano tempo (cfr. [[Aiuto:Verifica delle modifiche]]). Se ci fossero dei problemi tecnici (se ad es. quando clicchi su "Segna come verificata" ti rimandasse a un'altra pagina e ti facesse perdere tempo) fammelo presente e ti dico come risolvere. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|Spinoziano}} Ciao. Nel ''patrolling'' mi limito ad annullare i vandalismi o gli errori in buona fede più evidenti. Negli altri casi, per sicurezza, lascio fare a chi è più esperto di me. Ecco perché di solito non valido modifiche che in sostanza mi paiono accettabili. Comunque da oggi vedrò di farlo, con la dovuta cautela. Saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:07, 22 mar 2023 (CET)
::Sì, in realtà parlavo anche delle modifiche ''non'' accettabili: quando ti accingi ad annullare, ad. es. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dart_Fener&curid=92042&diff=1264549&oldid=1192017&diffmode=source qui], se appena prima di farlo (o subito dopo) segni la modifica come verificata non ripassano gli altri a controllarla: la verifica riguarda anche le modifiche improprie che si annullano. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:24, 22 mar 2023 (CET)
== Rudy Rucker ==
Ciao Udiki. Ho notato la tua spiegazione sulle modifiche apportate al mio intervento in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudy_Rucker&diff=prev&oldid=1264602 Rudy Rucker] e sono pertanto qui a risponderti. La citazione che mi hai spostato deriva dal racconto ''Fantasma in carne e ossa'' ed è pronunciata dal protagonista di tale storia. La restante citazione, rimasta nella sezione ''Citazioni di Rudy Rucker'', proviene da un commento dell'autore posizionato dopo il suddetto racconto. Pertanto, come fai notare tu, se occorrono tre record per creare una sottosezione ''Citazioni'' al di sotto di un titolo d'opera, allora non raggiungiamo l'obiettivo. Ma rimango dubbioso sullo spostamento che hai effettuato giacché, per come viene presentata, sembrerebbe che quella frase sia stata pronunciata direttamente da Rudy Rucker mentre in realtà viene pronunciata da Curtis Winch, il protagonista del racconto. --[[Speciale:Contributi/84.220.97.208|84.220.97.208]] ([[User talk:84.220.97.208|msg]]) 22:54, 22 mar 2023 (CET)
:{{ping|84.220.97.208}} Ciao. È specificato in nota che la frase è tratta da ''Fantasma in carne e ossa''. L'attribuzione è altrettanto chiara. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 22 mar 2023 (CET)
== Re: Indicazione dei capitoli ==
Ho inserito i capitoli. Il romanzo di Wodehouse è diviso in quindici capitoli, numerati progressivamente con numeri romani e senza titolo. Alcuni capitoli, non tutti quindi, hanno paragrafi numerati progressivamente con numeri arabi. Come separatore fra capitolo e paragrafo ho inserito un punto; non so se ciò è in accordo col manuale di stile di wikiquote --[[Utente:SolePensoso|SolePensoso]] ([[Discussioni utente:SolePensoso|scrivimi]]) 21:44, 28 mar 2023 (CEST)
== [[Dionigi l'Areopagita]] ==
Ciao Udiki, dato che stai sistemando la voce, notavo che o l'intro della voce "Pseudo-Dionigi l'Areopagita (IV – V secolo)" o collegamento a Wikipedia paiono errati, su Wikipedia c'è anche [[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]], te lo segnalo se per caso hai voglia di sistemare tu, dato che io sto per scollegarmi, se no ci do meglio un occhio io domani. Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:43, 9 mag 2023 (CEST)
:Ciao [[utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Anche qui abbiamo «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]». In effetti tutti i contenuti della voce «[[Dionigi l'Areopagita]]» andrebbero traferiti in «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]»: sono due soggetti diversi e le citazioni appartengono tutte certamente al secondo, giacché le opere da cui sono estratte sono sue. L'unico dubbio potrebbe aversi per quella tratta da ''I volti di Maria nella Bibbia'' (testo di Ravasi) e che si trova nella sezione «Citazioni di Dionigi l'Areopagita»; avendo a che fare con una fonte secondaria non si può sapere a chi dei due si faccia riferimento ma è virtualmente certo che sia ancora lo Pseudo-Dionigi, giacché dell'altro pare proprio che non ci sia stato tramandato nulla. Tutto questo vale anche per la sezione «Citazioni <u>su</u> Dionigi l'Areopagita», cioè è da trasferire.<br>La voce «[[Dionigi l'Areopagita]]», che rimarrebbe priva di citazioni, ''dovrebbe quindi essere cancellata'', cosa che io non posso fare, e la cronologia forse riportata nella pagina di discussione di «[[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]», in modo da garantire la paternità dei contributi agli utenti che li hanno effettuati, esattamente come quando si effettua lo [[w:Aiuto:Scorporo|scorporo]] manuale di una voce, il che però è consentito solo quando si è sicuri che la voce di provenienza ''non verrà cancellata''. Siccome esistono già le due voci non posso fare lo [[w:Aiuto:Spostare|spostamento]], la soluzione necessaria in questi casi. Forse esistono procedure alternative e strumenti che io ignoro e che sono appannaggio di chi è amministratore, infatti vedo che c'è [[w:Aiuto:Inversione di redirect|questo]]. Se in scienza e coscienza avessi ritenuto senz'altro di poter fare tutto da me l'avrei fatto, mi sarei anche sbrigato prima. Ho cercato di fare questo messaggio il più completo, chiaro, preciso e breve possibile; magari è mancata la riuscita, certo non lo zelo. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:20, 9 mag 2023 (CEST)
::Grazie davvero! Ho proceduto nella maniera più semplice, cioè con uno spostamento che ha sovrascritto la seconda voce che conteneva solo due "citazioni su", e precisando nel reinserirle che le aveva originariamente inserite Ibisco (per un paio di "citazioni su" credo ciò sia sufficiente e che non serva riportare la cronologia della voce-doppione cancellata in discussione, dato che i diritti delle citazioni appartengono ai loro autori). A presto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:18, 10 mag 2023 (CEST)
== Finale della UEFA Champions League 1996-1997 ==
Ciao. Faccio umilmente e sommessamente notare che, invece, sì, su schermi desktop quella foto di Riedle crea esattamente problemi di layout, imho. Ma cmq fai come meglio credi, buona serata '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:53, 22 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Salve! Che problemi? Io sto editando da PC desktop e non ne ho. Ma se altri avessero questo problema, l'immagine potrà essere cambiata. Al momento ritengo che sia meglio tenere questa per i motivi spiegati nel campo oggetto in sede di modifica. È un'immagine presente anche altrove è nessuno mi pare che abbia avuto di che dolersene. Buona serata. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:02, 22 giu 2023 (CEST)
::Cioè, non ravvisi quell'enorme e antiestetico "rettangolo" vuoto fra il paragrafo ''Altri progetti'' e l'avviso stub? Okay... come detto, fai come meglio credi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 22 giu 2023 (CEST)
:::{{ping|Danyele}} Immaginavo una cosa più grave, tale da compromettere una regolare visualizzazione. Quello che vedo non è un problema; siamo al ''de gustibus'', nulla che possa togliere il sonno. Ma non ti preoccupare, un giorno anche questo sito dovrebb'essere visualizzato nella versione "mobile" (quella di WP in inglese e in francese); quindi, oltre a essere una trascurabile quisquiglia, lo è solo ''pro tempore''. Meno male! Buon lavoro. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:40, 22 giu 2023 (CEST)
== Risoluzione ==
Ciao, immagino che [[Risoluzione]] in quella voce sia intesa nel secondo senso elencato in [[:wikt:risoluzione|questi sinonimi]], giusto? Decisione, proposito ecc. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:47, 23 giu 2023 (CEST)
:{{ping|Superchilum}} Ciao. Sì. In questi casi non è facile capire se le citazioni debbano confluire in una voce sinonimica (nella fattispecie: «Decisione») o se, per fedeltà alla lettera, ce ne voglia una ''ad hoc''. Ogni scelta può essere dubbia e contestabile, mi sembra. A me non importa molto, mi pare solo una cosa da determinare a tavolino o magari facendo testa o croce. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:20, 23 giu 2023 (CEST)
::Ok, allora la metto su Wikidata, grazie. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:22, 23 giu 2023 (CEST)
== Re: Escape Room 2 - Gioco mortale ==
Ciao Udiki, è sempre un piacere sentirti. Hai ragione che tecnicamente è meglio indicarlo nelle voci correlate, per non alterare la forma dell'intro, tuttavia "sequel" non ha un termine contrario (esiste "prequel" ma ha un altro significato) quindi mi è sembrato più semplice indicarlo nell'intro. Ora ho sistemato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Escape_Room_2_-_Gioco_mortale&diff=1282788&oldid=1282179 così] mettendo "primo film", o forse tu hai idee migliori? [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:25, 28 giu 2023 (CEST)
:Ah ma c'è un motivo perché ho messo "primo film": perché esistono anche altri film con lo stesso titolo, così è più chiaro che il collegamento è al primo film di quella serie. Se no, come giustamente dici, non serviva. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:14, 28 giu 2023 (CEST)
== Re: Blocco LadyDianaFan2000 ==
Grazie per la segnalazione, per il momento l'ho avvisato. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:36, 10 lug 2023 (CEST)
== Re: modifica Frederick Forsyth ==
Fatto; sempre 1a edizione Bestsellers Oscar Mondadori luglio 1986; indicazione del capitolo inserita
Utente/IP: 101.56.149.113 {{nf|01:10, 29 set 2023|101.56.149.113}}
== Re: Cancellazione modifiche inappropriate ==
Fatto, grazie e buona giornata. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 29 set 2023 (CEST)
== Lucy Maud Montgomery ==
Ti ringrazio per le tue modifiche. Per quanto riguarda la citazione di Twain volevo comunicarti che sfortunatamente la fonte non c'è, ma nell'edizione del libro in cui ho citato l'incipit c'è la citazione. Cosa suggerisci? Buona giornata. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:45, 1 ott 2023 (CEST)
:{{ping|Mattioskii}} Grazie a te per i contributi. Ma quella che dici tu è una fonte, è solo che è secondaria. Puoi inserirla nella voce di Twain con la dicitura "Citato in", facendo seguire il testo da dove trai la citazione. Per esempio: Citato in Pinco Pallino, Introduzione a ''Anna dai capelli rossi'', nome editore, luogo di edizione, anno di edizione, numero di pagina. Se viene specificata anche la fonte primaria, cioè il testo in cui Twain ha detto quella cosa, puoi scrivere: Da ''Titolo opera di Twain''; citato in ecc... Nel caso poi passo io a sistemare, non preoccuparti. Se servono altre spiegazioni, chiedi pure. Prenditi il tuo tempo, non c'è fretta. Un caro saluto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:57, 1 ott 2023 (CEST)
::Buona sera, grazie per le ulteriori spiegazioni. Francamente non so ancora destreggiarmi benissimo in questa Wikipedia quindi al posto di modificare alla bell'e meglio, lascio tutto così com'è e quindi in mano tua. Buon continuo di serata e buona domenica. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 18:05, 1 ott 2023 (CEST)
:::{{ping|Mattioskii}} {{fatto}} Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:31, 1 ott 2023 (CEST)
::::Buonasera, una domanda, ma come fai a cercare le fonti sul web, ad esempio che l'esergo in Anna di Avonlea si riferisse ad una specifica poesia del poeta e non al romanzo? [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 19:10, 6 ott 2023 (CEST)
:::::{{ping|Mattioskii}} Buonasera. Ho cercato su Google il nome dell'autore e alcune parole chiave in inglese (quelle verosimilmente corrispondenti alle italiane), poi da cosa nasce cosa. La poesia si trova [https://books.google.it/books?id=M3gZAAAAYAAJ&pg=RA1-PA330 qui]: ''Flowers spring to blossom'' ecc. [https://books.google.it/books?id=5Do5AQAAMAAJ&pg=PA124 Qui], su una rivista ottocentesca che cita uno stralcio della poesia, ho anche trovato un pratico sommario. Comunque la funzione delle epigrafi, cioè dei brani che s'inseriscono in esergo, è diversa da quella delle citazioni che di solito si mettono invece nella quarta di copertina, perciò avevo intuito che qualcosa non quadrava. Già che ci sono ti segnalo [[Aiuto:Wikilink|queste istruzioni]] (in particolare quello che si dice a inizio pagina nell'elenco puntato) a proposito dei collegamenti interni e di quando inserirli. Più in generale non preoccuparti per gli errori, è normale all'inizio e non ne stai facendo neanche così tanti. Io aggiusto qualcosa anche per poi poter validare le modifiche e non avercele segnalate tra quelle "non verificate". Se serve qualcosa chiedi pure. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:37, 6 ott 2023 (CEST)
::::::Grazie per le ulteriori esplicazioni esaustive e sopratutto per la tua professionalità. Buona serata anche se penso ci "sentiremo" altre volte, visto che ti reputo un nume tutelare di questa Wikipedia. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 22:00, 6 ott 2023 (CEST)
== Re: Loki (serie televisiva) ==
Caro Udiki, nessuna seccatura, ci mancherebbe. Ti confermo che se si creano le pagine delle stagioni, la pagina principale di una serie può anche restare senza citazioni (c'era stata un discussione in passato) e in tal caso per creare la sottopagina su una nuova stagione basta anche una sola citazione, quindi la soluzione adottata è a norma, poi magari restano dei dettagli da sistemare nelle pagine delle stagioni ma com'è ora già può andare. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:29, 9 ott 2023 (CEST)
:Per quanto riguarda [[Loki (seconda stagione)]] però finora è uscito solo il primo episodio, quindi è presumibile che la voce verrà ampliata e che il motivo per cui è breve è che la stagione è appena iniziata. Un caro saluto. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:57, 9 ott 2023 (CEST)
==[Senza titolo]==
Ciao, ho visto che hai annullato la mia modifica. Posso chiederti come mai? {{nf|23:50, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
Mi dispiace che a quanto mi sembra di capire ad annullare non perdi tempo ma a motivare non ti c'impegni altrettanto, spero di essere più fortunato domani. {{nf|23:59, 30 ott 2023|151.38.224.15}}
:{{ping|151.38.224.15}} Veramente te l'ho spiegato [[speciale:diff/1305703|qui]] e te l'aveva già detto Spinoziano a fine agosto. In pratica nelle pagine su Wikiquote dei personaggi si inseriscono le citazioni provenienti dalle pagine su Wikiquote del manga, dell'anime ecc., quindi devono combaciare. Cioè, non è possibile che in «[[Freezer (personaggio)]]» si veda una citazione diversa da quella che sta in «[[Dragon Ball (manga)]]». Prima si dovrebbe ''aggiungere'' la frase con la traduzione diversa nella pagina del manga, dell'anime ecc., poi lo si può fare anche in quella del personaggio. Nota che ho scritto «aggiungere», non sostituire. Comunque questo dovrebbe essere motivato e supportato dalla citazione della fonte, cioè l'edizione che tu usi come riferimento, dalla quale trai il materiale che inserisci qui. Tu perché vuoi inserire una traduzione diversa? Il problema in effetti è che nella pagina del manga, per esempio, non c'è la bibliografia. Se mi ricordo bene in Italia ci sono state tre edizioni del manga con due diverse traduzioni: le prime due presentano la traduzione indiretta dall'inglese, l'altra quella diretta dal giapponese, che è ovviamente preferibile. Tutto quello che ho ricostruito rende in effetti la situazione complessa e non risolvibile immediatamente. Ma nel frattempo, ''quieta non movere''. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:17, 31 ott 2023 (CET)
::Ah, d'accordo, ho capito. Dunque hai annullato immaginando che le citazioni che avevo inserito fossero diverse da quelle del manga. Allora posso chiederti come mai non ti sei fatto lo scrupolo di controllare prima di annullare, neanche la 2^ volta? Comunque le traduzioni del manga italiano sono 2, entrambe dal giapponese: la 1^ è stata usata per le prime 5 edizioni e l'altra per la successiva poi ripubblicata a colori; le frasi delle mie modifiche fanno riferimento alla 1^, che fra l'altro si trova anche su Internet. Se è necessario aggiungere la citazione della fonte non c'è problema, mi scuso per non averlo fatto ma non lo sapevo! Ora che ti ho spiegato tutto aspetto comunque a ripristinare le mie modifiche aggiungendoci l'edizione, vorrei saperti d'accordo. [[Speciale:Contributi/151.38.160.120|151.38.160.120]] ([[User talk:151.38.160.120|msg]]) 18:49, 31 ott 2023 (CET)
:::Mi ha tratto in inganno il fatto che le tue modifiche alla voce del manga e quelle alle voci dei personaggi non sono state contestuali e, soprattutto, che non hai spiegato nel campo oggetto della modifica cosa hai fatto. Vedo che il primo ottobre hai modificato la pagina del manga benché senza specificare l'edizione di riferimento, cosa che hai fatto solo ora qui sopra e neppure del tutto: è la prima stampa, quella del 1995-1997, o la ristampa 1998-2001 detta ''Dragon Ball Deluxe''? I problemi comunque sono: 1) La traduzione che c'era prima dovrebbe essere ancora presente in «[[Ultime parole da Dragon Ball]]». Dico "dovrebbe" perché c'è troppa roba e non posso controllare tutto subito, mi baso sulla cronologia. Inoltre le tue modifiche alla voce del manga sono state realizzate con un unico intervento, perciò non si capisce se hai tagliato qualche battuta che magari è stata riportata in quella suddetta o altre pagine. 2) In base a quello che si legge [[w:Dragon_Ball#Edizioni_italiane|qui]] le edizioni migliori sono la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' e successive. Tu hai invece utilizzato una precedente, la quale è censurata e ha un adattamento peggiore. Quella che c'era prima del tuo intervento, essendo diversa, per esclusione dovrebbe essere l'adattamento migliore, anche se purtroppo non ci sono indicazioni esplicite. Stando così le cose, ci sarebbe da propendere anche per l'annullamento delle modifiche che hai fatto nella voce del manga. Non procedo perché prima preferisco ascoltare la tua opinione in merito. Come vedi, ci sono diverse cose da considerare e discutere. Comunque tutto quello che si fa resta nella cronologia delle pagine e può essere recuperato facilmente, quindi non preoccuparti. Non inserisco il {{tl|ping}} perché hai l'IP dinamico e sarebbe inutile. A margine: firma i messaggi come spiegato [[Aiuto:Uso della firma#Inserimento automatico|qui]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:28, 31 ott 2023 (CET)
::::Ti ringrazio per avermi risposto esaustivamente, cercherò di fare lo stesso. Mi scuso se tutte le volte che ho modificato le voci dei personaggi non ho messo nulla nel campo oggetto, davo per contato che si capisse che erano correzioni di citazioni e non vandalismi. Venendo alla questione delle traduzioni, è stata usata la 1^ traduzione dal giapponese per le seguenti edizioni: Dragon, Deluxe, New, Book, Perfect; la 2^ per Evergreen e Fullcolor. In alcune edizioni successive alla primissima sono state fatte delle censure poi tolte di nuovo nelle ultime 2. La questione della "fedeltà" non so da dove salti fuori, è l'anime (il cartone) ad aver stravolto i dialoghi, ai manga non capitano cose genere e questo non ha fatto eccezione, infatti in nessuna delle fonti citate nella sezione che hai indicato si parla di maggiore o minore fedeltà. Qui, la pagina relativa al manga riprende la 1^ edizione (che è anche la più nota ai fan), quella con la traduzione che era presente in origine sulla pagina prima che venisse modificata, ed integrata, un paio d'anni fa da alcuni utenti. Se il punto è che le citazioni in pagine diverse devono corrispondere, è quello che stavo cercando di fare io. Se è necessario specificare l'edizione, non c'è problema ed anche secondo me è giusto. Ho controllato per esempio le pagine delle opere di Tolkien e della Rowling, che hanno subito di recente delle ritraduzioni, non molto gradite ai lettori da quel che ricordo: le citazioni sono prese dalle rispettive traduzioni "storiche", non dalle 2 più recenti, tranne che per alcuni incipit dove sono riportate entrambe per compararle. Wikipedia pure usa la nomenclatura delle prime traduzioni di tutte queste opere a quanto vedo, ma è un progetto diverso da Wikiquote. A me sembra più logico tenere la 1^ traduzione anche per Dragon Ball, com'è stato fatto per Il signore degli anelli ed Harry Potter. Ora che ho esposto la mia visione dimmi qual è la tua opinione a riguardo. Domattina però! :) [[Speciale:Contributi/151.38.221.149|151.38.221.149]] ([[User talk:151.38.221.149|msg]]) 00:27, 1 nov 2023 (CET)
:::::Scrivo adesso, tu rispondi quando ti è più comodo; in ogni caso si guadagna tempo. Ci sono non pochi utenti di passaggio che, magari anche in buona fede ma con scarsa cognizione di causa, fanno pasticci. Su Wikipedia si dice che la ''Dragon Ball Evergreen Edition'' ha «<u>per la prima volta</u> un adattamento fedele all'originale», come dire che tutti gli adattamenti precedenti non lo sono. Non so se è vero che sia l'unica fedele, non si riescono a consultare le fonti citate e le uniche edizioni certamente infedeli sono la ''New'', la ''Book'' e la ''Perfect'', ma sta di fatto che ci sono traduzioni diverse. Facciamo un esempio. Attualmente è presente questa frase: «Un Sayan che non può muoversi è inutile!». Nell'edizione che hai usato tu diventa: «Un Saiyan è assolutamente inutile!» Sono cose ben diverse e la prima è sensata, l'altra mica tanto. La ''Evergreen'' e le edizioni successive sono sicuramente le migliori e sarebbe preferibile usare quelle, perché a rigor di logica il criterio della maggior qualità vale più di quello della maggior diffusione. Va però detto che la situazione attuale della voce è molto dubbia perché non sappiamo quali e quante edizioni sono state utilizzate per la stesura. Forse una revisione condotta su di un'unica edizione di riferimento (la tua, cioè la prima in assoluto, che non è la migliore ma forse neppure la peggiore) dà più garanzie rispetto a quello che c'è adesso. Devi però dire chiaramente se hai tagliato delle citazioni preesistenti e assumerti il compito di revisionare «[[Ultime parole da Dragon Ball]]» ed eventuali altre voci che fanno capo a «[[Dragon Ball (manga)]]», sennò è un casino per i motivi che ho già spiegato. Peraltro dovrei avere nella mia disponibilità l'edizione ''Deluxe'', che è come la prima ma con refusi corretti e cose del genere, perciò può essere utile per un confronto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:47, 1 nov 2023 (CET)
::::::Eccomi! Sono contento di sapere che anche tu hai il manga di Dragon Ball. La differenza fra le 2 principale traduzioni in realtà è poca, la frase sulla presunta infedeltà di tutte le prime edizioni è stata scritta da un utente ma non trova riscontro nelle fonti citate nei paragrafi in cui si parla di fedeltà. Si può dire che in alcuni passaggi la 1^ contiene dei refusi, come nel caso della frase che hai citato tu. Anch'io me n'ero reso conto quando l'ho scritta, ma ho voluto riportare la citazione così com'era al pari delle altre. Ho controllato sulla Perfect Edition che avevo acquistato, dove piccole imprecisioni come queste sono state sistemate, e lì la frase è: "Un Saiyan che non può muoversi, è un Saiyan inutile!"; mi sono fatto l'idea che il testo non ci stesse inizialmente nella nuvoletta del volume piccolo senza ridurre molto i caratteri e così hanno ridotto la frase, non penso che non sapessero tradurre l'ideogramma di "muoversi". Un altro caso che ricordo è nell'ultimo volume, dove una frase termina con "strate" invece che "strategia", anche qui aggiustata nella Perfect Edition. Non è minore fedeltà, sono refusi che balzano subito all'occhio di chi legge il manga, e fra le frasi che ho cambiato io non ce ne sono altri. Per la frase di Vegeta potremmo usare la versione sistemata specificando l'edizione, oppure semplicemente non inserire proprio quella frase scegliendo magari un'altra frase più significativa (e ce ne sono di più significative pronunciate da Vegeta nella saga dei Saiyan). Se c'è da controllare ed eventualmente correggere le citazioni del manga in altre pagine posso darci senz'altro un'occhiata io quando ho tempo. Approfitto per chiedere una cosa: sai come mai la grafica di Wikiquote è cambiata da ieri? [[Speciale:Contributi/151.38.218.129|151.38.218.129]] ([[User talk:151.38.218.129|msg]]) 14:41, 1 nov 2023 (CET)
:::::::Per sapere se una traduzione è fedele devi fare il riscontro con l'edizione in lingua oppure affidarti a una fonte terza (un articolo di un sito specializzato o cose simili), non si può stabilire a lume di naso. Le uniche (presunte) garanzie in tal senso riguardano la ''Evergreen'' e successive. La frase che ho citato sopra era solo a mo' d'esempio, non vorrei che ci fossero altre cose del genere; sono peraltro favorevole all'eliminazione di essa così come eventualmente di altre non significative, con la dovuta cautela. Ho comunque detto che si può procedere all'inserimento di citazioni tratte dalla prima edizione, che è sempre meglio che non sapere quale sia l'edizione di riferimento. Però non hai risposto sui due punti più importanti, cioè se hai cancellato delle citazioni e se intendi accomodare la pagina sulle ultime parole; a ciò si aggiunga che è necessario sapere se hai revisionato tutte le citazioni o solo alcune. Se tutto questo non si chiarisce si deve riportare la pagina del manga a prima del tuo intervento, perché, come ho già detto, le citazioni nella pagina del manga e quella delle altre voci devono coincidere, è la regola, così com'è importante sapere esattamente da quale edizione provengono le citazioni. Se invece si chiarisce posso lasciare la pagina del manga con le tue modifiche e ripristinare pure le pagine dei personaggi, bastano pochi clic. Non è che dovresti fare tutto in una volta, l'importante è non lasciare le cose a metà. La grafica di Wikiquote è cambiata così com'è da tempo cambiata in altri progetti di Wikimedia, quella di adesso è la versione ''mobile'' (per telefonini); gli utenti registrati possono modificare le preferenze e continuare a visualizzare il sito su laptop e desktop com'era prima. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:06, 1 nov 2023 (CET)
::::::::Ah dunque la grafica era cambiata già da prima di ieri e non me n'ero accorto, la preferivo com'era prima anche perché tanto non uso spesso il telefonino per navigare su Wikipedia. Tornando a noi, controllerò sia la corrispondenza fra tutte le citazioni che ho provato ad inserire nelle pagine dei personaggi e quelle presenti nella pagina del manga sia la corrispondenza le ultime parole di quest'ultima e quelle della relativa pagina che dovranno comunque venire tutte dalla vecchia traduzione e non dalla nuova, lasciami solo un po' di tempo. Se troverò discrepanze ma anche errori di battitura o formattazione e qualsiasi imprecisione li sistemerò. Non ho cancellato nessuna citazione, ho solo riscritto quelle che ho trovato scritte diverse, e dovrebbero essere tutte della stessa edizione. Riguardo alla frase di Vegeta a me sta bene qualunque soluzione, sia correggerla in quella che ho riportato specificando l'edizione, sia sostituirla con un'altra, sia toglierla e basta. Quanto ho detto secondo te può essere soddisfacente per la questione di cui stiamo discutendo? Volevo anche ribadire una cosa che ho detto: nelle fonti riportate sulla pagina che parla del manga, ed ho controllato tutte quelle della sezione, non si parla di fedeltà da nessuna parte, solo di censure introdotte dopo la 1^ edizione italiana e poi rimosse con le ultime 2, censure più grafiche che verbali. Se insisto un po' su questo punto è perché da appassionato anche di anime ho ben presente la questione dell'adattamento film dello Studio Ghibli che sono stati spacciati per "più fedeli" quando erano tutt'altro, non è che ogni nuova edizione di qualcosa sia per definizione più fedele e le precedenti siano da buttare. Scusami per la digressione, su questo argomento mi faccio un po' prendere la mano! [[Speciale:Contributi/151.38.44.141|151.38.44.141]] ([[User talk:151.38.44.141|msg]]) 22:48, 1 nov 2023 (CET)
:::::::::La grafica era cambiata anche su PC desktop e laptop già da prima ma non su Wikiquote in italiano, bensì su altri progetti come Wikipedia in inglese. Da ieri la versione mobile, che prima per Wikiquote in italiano era visualizzabile solo da chi si collegava da telefono (almeno credo, perché neppure io lo uso) è stata imposta a tutti i tipi dispositivi, ma se non ti piace puoi registrarti e tornare alla vecchia smanettando nelle impostazioni del tuo account (io l'ho fatto con successo e soddisfazione). Prenditi il tuo tempo per le modifiche, l'importante è l'uniformità. Quando dici «dovrebbero essere tutte della stessa edizione» è il condizionale che mi preoccupa. Non che a me personalmente importi qualcosa, piuttosto il contrario, ma le cose si devono fare con criterio, a regola d'arte. Se revisioni tutte le citazioni allora basterà semplicemente inserire l'edizione di riferimento in bibliografia, se invece solo alcune sono prese con certezza dall'edizione in bibliografia allora bisognerà segnalarlo in qualche maniera per evitare confusione con le altre. Io purtroppo non sono pratico delle convenzioni di Wikiquote in fatto di fumetti, comunque vedi [[Wikiquote:Modello di voce/Fumetti]]; inoltre non mancherà chi ti potrà dare qualche altra dritta. Questione adattamento: non si tratta solo di censure, ma di qualità della traduzione, cioè una scena potrà anche non essere censurata e quindi presente, ma le battute sono magari tradotte male e questo non c'è verso di saperlo a colpo d'occhio; ecco perché facevo l'esempio della frase di Vegeta. Come ti ho detto io ho tutta l'edizione Deluxe, figurati se ho interesse a screditarla: sarei felice se fosse la migliore, così ha più mercato. Mi ricordo di quello che hai detto sopra circa il Signore degli anelli e so anche di cose come [https://www.corriere.it/tecnologia/19_giugno_25/strano-caso-doppiaggio-italiano-evangelion-anime-culto-netflix-55ed6058-9745-11e9-8e4d-b6b35f2a9094.shtml questa], ma penso che si debba distinguere di caso in caso. Comunque almeno per ora questo non importa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:18, 1 nov 2023 (CET)
::::::::::Ho trovato il tempo di rispondere adesso. Sempre sulla nuova grafica, sai se è una cosa decisa da qualcuno o se se n'è discusso fra gli utenti registrati? Cioè, come mai su Wikiquote proprio l'altro ieri è stata impostata, mentre su altri progetti lo era già da prima o non lo è ancora? Sarà stato stabilito da qualche parte, no? Chiedo solo per curiosità per cui se non sai rispondere a tutte queste domande non importa. Comunque, ho capito il discorso dell'uniformità delle traduzioni, vedrò di controllare anche in quel senso. E riguardo alla questione delle nuove traduzioni, posso essere d'accordo con te se parli di qualità di traduzione o di tradotto male, ho capito quel che volevi dire. Per ora lasciamo le cose come sono, poi scandaglierò le 2 pagine che dici e sistemerò quel che non va, ok? Buona serata! [[Speciale:Contributi/151.38.29.160|151.38.29.160]] ([[User talk:151.38.29.160|msg]]) 20:10, 2 nov 2023 (CET)
:::::::::::La questione della grafica ha colto di sorpresa pure gli amministratori di questo sito, vedi [[Wikiquote:Bar#Layout|qui]], quindi se è stata discussa lo è stata altrove (Wikiquote in italiano è come il pianeta di una galassia o la provincia di uno stato). Immagino che chi di dovere abbia deciso di effettuare il cambiamento gradualmente e che solo ora sia arrivato il momento di attuarlo qui, mentre a quanto ho visto altri progetti in portoghese e francese sono stati l'avanguardia. Probabilmente poi toccherà a Wikisource e Wikipedia in lingua italiana. (Non è stato l'unico cambiamento, infatti da qualche giorno le pagine di Wikiquote sono indicizzate su Google sotto il nome di Wikipedia.) Per il resto: sì, va bene. Saluti. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:57, 2 nov 2023 (CET)
::::::::::::Ciao, ho controllato tutte le citazioni da ultime parole e corrispondono alla 1^ traduzione. Ci sono soltanto un paio di errori di battitura ed una ripetizione nella pagina delle ultime parole, in quella del manga devo verificare solamente questo punto. Finirei di controllare le altre citazioni prima di cominciare a modificare. [[Speciale:Contributi/151.38.225.16|151.38.225.16]] ([[User talk:151.38.225.16|msg]]) 20:18, 13 nov 2023 (CET)
:::::::::::::Ciao, sì, meglio finire di controllare prima di aggiungere altro, per chiarezza. Intanto ripristino le tue modifiche alle voci dei personaggi. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:25, 13 nov 2023 (CET)
== re: Pagina bianca ==
Ciao, sono d'accordo con te nel dividere in due. Forse terrei anche quella di Bufalino? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:13, 1 nov 2023 (CET)
:Va bene, fai pure tu, visto che hai avuto l'idea :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:31, 1 nov 2023 (CET)
== Brindisi dai film ==
Ma qual è il motivo per annullare il brindisi di "Le avventure di Tintin"? Perché era banale e basta? [[Utente:Killb94|Killb94]] ([[Discussioni utente:Killb94|scrivimi]]) 21:31, 14 dic 2023 (CET)
:{{ping|Killb94}} Perché non è [[WQ:S|significativo]]. Citazioni del genere non possono stare in nessuna voce, meno che meno nelle tematiche, le quali sono da sempre considerate come il fior fiore di Wikiquote, quindi si è ancora più rigorosi. È vero che non sempre lo standard di qualità è rispettato, ma questo non è un buon motivo per peggiorare la situazione. In particolare in «Brindisi dai film» si devono inserire solo quelli che hanno una qualche originalità, almeno un minimo, e oggettivamente nessuna persona di buon senso potrà mai dire che «Un brindisi, alla nostra buona fortuna!» ce l'abbia, trattandosi di una formula stereotipata. Detto in altri termini: quella pagina non è un mero elenco di qualsiasi brindisi purché pronunciato in un film. Io sono sicuro al 100% di quello che dico, se non ne sei convinto e pensi che le cose stiano diversamente chiedi pure a un amministratore, per esempio Homer, Superchilum o Spinoziano, e se loro daranno ragione a te parola mia che ti faccio un bonifico dall'importo corrispondente al prezzo di un caffè. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:09, 15 dic 2023 (CET)
:: Amen Udiki, sono assolutamente d'accordo con te. Con la scusa di catalogare ''certe'' citazioni in qualche modo, Wikiquote è stata infarcita di citazioni banali e insignificanti di cui, solo per citare un esempio, [[Ultime parole dai film]] è a mio avviso la massima espressione del peggio (e non mi importa se è finita impunemente in [[Wikiquote:Vetrina|Vetrina]]). Il primo motivo per inserire una citazione ''dovrebbe'' sempre essere la significatività, inserire una citazione perché può essere catalogata in una categoria (''Bridisi, regole, ultime parole ecc'') dovrebbe avvenire solo ''dopo''. Quello che invece si sta facendo da tempo è invece giustificare l'inserimento di banalità solo perché c'è un modo di catalogarle.
::<br />
:: In breve per tornare al mio esempio di sopra, il ragionamento dovrebbe essere: ''se'' una citazione è significativa, e ''se'' è ''anche'' rappresentativa di ultime parole (o brindisi, o regole, o altro) allora la inserisco altrimenti no. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:06, 15 dic 2023 (CET)
::: Sono d'accordo, solo una piccola precisazione: [[Ultime parole dai film]] non è in vetrina, è in vetrina solo [[Ultime parole]].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:01, 16 dic 2023 (CET)
== Annullamento copione episodio Camera Cafe (Insopportabile) ==
Non capisco perché tu mi abbia cancellato il copione. "È una raccolta di sole citazioni e si viola il diritto d'autore". Ma se nelle pagine Wikiquote delle altre stagioni di Camera Cafè ci sono scritti anche copioni di interi episodi [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 22:44, 11 feb 2024 (CET)
:{{ping|Sesa20148}} Salve, te l'ho spiegato il perché. Non si possono trascrivere tutti gli sketch di un episodio per intero, esorbita dal diritto di citazione ed è una violazione del diritto d'autore. E se anche fossero nel pubblico dominio qui non si riportano interi script, perché questa è un'antologia di citazioni. Se ce ne sono altri vanno tolti: il fatto che qualcuno passi col rosso non autorizza nessun altro a fare altrettanto. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:59, 11 feb 2024 (CET)
::Continuo comunque a non capire il perché tu abbia dovuto fare il giustiziere della notte giusto giusto con il mio post quando ce ne sono riportati di simili DA ANNI. E comunque, qualora fosse una violazione dei diritti d'autore e qualora arrechi fastidio, credo che spetti a chi li detiene (se poi tu fossi il detentore dei diritti ovviamente sarebbe un'altra storia) la rimozione e non ad una persona a caso, ma vabbè. Sicuramente mi sbaglieró! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 03:34, 12 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Sesa20148}} I volontari tengono le cose in ordine: non si deve aspettare che la magistratura venga a chiudere il sito; che assurdità. Il resto è già stato spiegato ''ad abundantiam'', compreso il fatto che qui si mettono delle citazioni e non si riportano i copioni per intero perché non è questo lo scopo di un'antologia. Puoi inserire ''alcune'' di quelle citazioni andandole a recuperare dalla cronologia della voce e tenendo conto della [[WQ:S|significatività]]. Leggi anche [[Wikiquote:Cosa Wikiquote non è]] e [[Wikiquote:Diritto d'autore]]. È responsabilità degli utenti conoscere e rispettare le regole. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 12 feb 2024 (CET)
:::P.S.: se sei stato tu a riportare copioni interi in altre occasioni e sotto mentite spoglie (cioè senza eseguire il log in), sarebbe doppiamente grave invocare questo per continuare a inserire ancora materiale coperto dal diritto d'autore; dico "doppiamente" perché già di per sé è illecito. A poco a poco vedrò di sforbiciare. Occhio che la faccenda è seria e non sono ammessi altri sgarri... --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:46, 12 feb 2024 (CET)
::::No, io sono un utente nuovo. Sono un grande appassionato della serie e ho sempre spulciato la pagina per rileggermi qualche dialogo. Poi ieri, per passatempo, ho creato l'account e ho inserito il post anche per dare un contributo alla pagina, dopo anni di "utilizzo passivo". Avendo visto che nel tempo è stata sempre arricchita in questo modo, non immaginavo minimamente che potesse essere un problema, men che meno che fosse così grave. Non è mio interesse passare i guai con la magistratura né tantomeno far chiudere una pagina Wikiquote, specie se di qualcosa di cui sono appassionato. Mi scuso se ho risposto un po' sull'offensiva, ero infastidito perché ci avevo messo un po' di tempo e ci tenevo al post. Almeno con questa abbiamo messo alla luce una problematica seria. Cercheró di attivarmi anch'io in tal senso, allora. Saluti! [[Utente:Sesa20148|Sesa20148]] ([[Discussioni utente:Sesa20148|scrivimi]]) 15:26, 12 feb 2024 (CET)
== Re: 8½ ==
Ciao! Ho ripristinato la versione precedente, ci sono già NDR piuttosto anomali, le ultime modifiche non aiutavano... [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:49, 13 feb 2024 (CET)
== [[Gustave Geffroy]] ==
Ciao, ho recuperato la citazione da wikipedia, non ho altro. Se non va bene cancelliamo tutto. --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 19:00, 28 feb 2024 (CET)
:{{ping|Codas}} <del>Allora chiederò lumi a chi l'ha inserita su Wikipedia, l'ho già individuato. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:39, 28 feb 2024 (CET)</del>
::[[speciale:diff/1319781|Risolto]]. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:55, 28 feb 2024 (CET)
== Carson McCullers ==
1) Ho visto che hai corretto la mia citazione dal [[Carson McCullers#Invito di nozze|romanzo della McCullers]]: l'accento grave, anziché l'acuto utilizzato nell'edizione Einaudi che avevo peraltro citato in Bibliografia. È una insignificante minuzia, ma mi fornisce l'occasione di chiedere una spiegazione: in Wikiquote le citazioni devono rispettare l'originale di stampa anche nell'ortografia, oppure l'ortografia della citazione deve rispettare delle apposite linee guida di wikiquote?
2) Hai inserito il titolo di paragrafo "Citazioni di Carson McCullers", e ritengo che tu abbia agito per il meglio. È invece il contenuto di quel paragrafo che mi lascia perplesso: a parte il fatto che ''Il cuore è un cacciatore solitario'' non è il titolo originale del romanzo Carson McCullers, ma semmai il titolo della traduzione italiana, effettuata correttamente da [[Irene Brin]], del titolo originale in lingua inglese ''The Heart is a Lonely Hunter''; anche ''The Heart is a Lonely Hunter'' non è originale della McCullers, ma a sua volta è la citazione della poesia "The Lonely Hunter" del poeta scozzese [[William Sharp]] (che utilizzava lo pseudonimo di "Fiona MacLeod"): "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill" (è l'ultimo verso della terza strofa. Vedi il testo della poesia [https://allpoetry.com/poem/13210957-The-Lonely-Hunter-by-William-Sharp qui]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 10:08, 29 feb 2024 (CET)
:{{ping|Ferrante1}} Salve, per quanto riguarda gli accenti se fossimo su Wikisource andrebbero mantenuti tali e quali, qui si può normalizzare. Per quanto riguarda la citazione «Il cuore è un cacciatore solitario» credo che ci si debba domandare se, fonti alla mano, è attribuita alla McCullers, quindi trattarla come spiegato [[Aiuto:Fonti#Citazioni_attribuite|qui]]; chiedo lumi a {{ping|Dread83}} (quando tornerà operativo) che l'ha inserita. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:40, 29 feb 2024 (CET)
::Carson McCullers aveva intitolato il suo romanzo "The mute" (vedi per es. [https://www.studysmarter.co.uk/explanations/english-literature/american-literature/the-heart-is-a-lonely-hunter/ qui]). Fu l'editore a cambiare il titolo col verso di Sharp (vedi [[Elisabetta Rasy]], ''Memorie di una lettrice notturna'', Rizzoli, 2009, p. 117, [https://www.google.it/books/edition/Memorie_di_una_lettrice_notturna/vYQqAQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&dq=William+Sharp+il+cuore+%C3%A8+un+cacciatore+solitario&printsec=frontcover Google libri]) --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 16:48, 29 feb 2024 (CET)
:::{{ping|Ferrante1}} Non dubito minimamente che quella <u>non</u> sia farina del sacco della signora McCullers, è solo che su Wikiquote si raccolgono anche citazioni attribuite (vedi link sopra) o errate (vedi [[Citazioni errate|qui]]), ovviamente specificando che sono tali. Vorrei capire se è diffusa l'opinione (ancorché inesatta) secondo cui quella è una citazione della McCullers e regolarmi di conseguenza, per questo dicevo che volevo sentire il parere di Dread che, oltre ad aver aggiunto lui la citazione, è anche un utente molto esperto. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:01, 29 feb 2024 (CET)
::::Il titolo del primo romanzo della McCullers (del 1940) è proprio ''The Heart is a Lonely Hunter''; il titolo però è stato tratto dal poemetto ottocentesco di Sharp che è molto noto nella letteratura inglese. Manoel de Oliveira ha intitolato un suo film in portoghese "A Divina Comédia", lo stesso titolo del poema dantesco (che non c'entra nulla col film di Oliveira). IMO non sarebbe corretto attribuire l'esclusività o la primogenitura del titolo "La Divina Commedia" al film di Oliveira. Vedo ora peraltro che la frase "Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria", traduzione di "But my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill", era stata inserita nella pagina [[William Sharp]] una decina di anni fa e cancellata correttamente da {{ping|Spinoziano}} perché senza indicazione della fonte [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Sharp&diff=prev&oldid=724972 vedi] --[[Utente:Ferrante1|Ferrante1]] ([[Discussioni utente:Ferrante1|scrivimi]]) 18:59, 29 feb 2024 (CET)
:::::{{ping|Ferrante1}} Non si tratta assolutamente di attribuire l'esclusività o la primogenitura, ma solo eventualmente di specificare che una citazione è da alcuni erroneamente attribuita a un autore mentre invece è di un altro, cfr. [[Igor' Fëdorovič Stravinskij#Attribuite]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:37, 29 feb 2024 (CET)
== Re: Cláudio Taffarel#Citazioni su Cláudio Taffarel ==
Che devo dirti, toglila pure... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:11, 15 mar 2024 (CET)
== La fonte delle "citazioni su" nella pagina dei rispettivi autori ==
Ciao Udiki, ammetto di non essere molto aggiornato sulle regole di Wikiquote che frequento saltuariamente, ma [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lilli_Carati&diff=prev&oldid=1323629 hai scritto] che "La fonte delle "citazioni su" non va qui [la voce sull'oggetto menzionato] ma nella pagina dei rispettivi autori" e mi hai linkato la linea guida [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti]]. Io lì non leggo che le fonti vadano riportate <u>solo</u> nella pagina degli autori e non in quella della voce tematica, ma semplicemente che nelle voci degli autori ci deve essere una fonte.
In verità non trovo neanche ben centrata quella linea guida ''tout court'', visto che lì si parla di citazioni che provengono da altre voci, mentre il mio caso riguarda citazioni inserite <u>per la prima volta</u> nella voce sul soggetto. Bisogna che le citazioni siano sempre scritte sia nella voce dell'autore e sia nella voce sul soggetto? C'è una linea guida in merito? Mi pare strano, visto che una citazione di un autore (Cruciani, per esempio) può essere rilevante solo per il soggetto della discussione (Lilli Carati, in questo caso) e non per l'autore stesso.
Saluti. [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 16:34, 26 mar 2024 (CET)
:{{ping|Martin Mystère}} Salve, la linea guida parla di «citazioni presenti in una voce <u>(o sezione)</u> tematica» e per «sezione tematica» si intende proprio quella chiamata «Citazioni su ecc...». Il resto è implicito ([[WQ:MCS|qui]] però è esplicito) e puoi vedere anche innumerevoli esempi pratici, come [[Lev_Tolstoj#Citazioni_su_Lev_Tolstoj]]. Il punto è che tu avresti dovuto inserire le citazioni prima nelle voci di Banfi, Cruciani e Giusti accompagnandole dalla fonte (il sito internet), poi riportarle anche nella voce di Lilli Carati senza indicare tutta la fonte (cioè il sito internet), bensì solo l'autore tra parentesi tonde e col wikilink: è la cosiddetta regola del doppio inserimento. Così è anche molto più comodo. Vedi anche le istruzioni contenute nel tamplate di avviso sottostante e che di solito si inserisce nelle pagine di discussione degli utenti:
{{Avviso tematica}}
:Naturalmente sarebbe il caso di provvedere: magari è un po' seccante, ma nulla di trascendentale. Quanto al resto: avevi fatto bene a inserire le citazioni di Lilli Carati in ordine cronologico così come appaiono nell'intervista a ''Libero'', però era meglio lasciarle raggruppate nella sottosezione specifica, perché è così che si fa quando sono almeno tre. Inoltre su Wikiquote nell'elenco puntato non si usa l'apostrofo dopo l'asterisco e nelle intestazioni non si inseriscono spazi prima e dopo ==, ma questo non è molto importante. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:03, 26 mar 2024 (CET)
::Va bene, agirò così in futuro. Per quanto riguarda gli spazi, su Wikipedia si possono mettere come no, io li trovo più ordinati, ma qui eviterò. Non so bene cosa significhi non usare l'apostrofo dopo l'asterisco, non penso di averlo fatto. Ciao, [[Discussioni utente:Martin Mystère|Martin Mystère (scrivimi)]] 21:04, 26 mar 2024 (CET)
:::{{ping|Martin Mystère}} Volevo dire lo spazio, non l'apostrofo, dopo l'asterisco. Se non ricordo male qui la convenzione è questa, ma in realtà a livello di output non cambia nulla, per cui ''a me personalmente'' non sembra importante: lo dicevo soprattutto per evitarti la fatica inutile di una battuta in più. Probabilmente stavo anche per scrivere, prima di essere interrotto come sempre mi succede, che qui l'apostrofo è dattilografico o dritto, non tipografico o uncinato, quindi è meglio sostituirlo quando fai copia e incolla da siti che usano quello del secondo tipo: [[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Apostrofo_tipografico_o_dattilografico|qui]] ho spiegato come farlo in un colpo solo, leggi entrambi i miei post nel thread. Una volta c'era un bot che provvedeva, ma ora è fuori uso. Saluti, --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:39, 26 mar 2024 (CET)
== Re: URL archiviati ==
Ciao. Come spiegato [https://dal15al25.gazzetta.it/2024/04/06/avviso-da-lunedi-il-blog-sparisce/ qui], da lunedì quel blog non sarà più attivo. Ecco '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:07, 6 apr 2024 (CEST)
== Risposta ad un esperto wikipediano ==
Chi è senza peccato scagli la prima pietra! La ringrazio per avermi cancellata. Non credo che lei non abbia mai fatto errori nella sua vita. Se si trova qui a fare il Maestro, potrebbe anche pensare e ricordare che ci sono gli studenti ignoranti... e li dovrebbe istruire SENZA BACCHETTARE! qualche volta accade, però, che l'alunno superi il maestro... non si mai nella vita. Se non ci fosse la Luce, gli occhi non potrebbero vedere. A buon intenditor... [[Utente:Teresa Averta Scrittrice|Teresa Averta Scrittrice]] ([[Discussioni utente:Teresa Averta Scrittrice|scrivimi]]) 00:13, 25 apr 2024 (CEST)
==Hellraiser==
Ciao! Volevo darti qualche dritta sui range (magari sono cose che sai già, io comunque le ho scoperte in tempi relativamente recenti e ho visto che possono tornare utili): per gli IP lunghi (IPv6) come [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59 questo] aggiungendo /64 si trovano talora [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64 gli altri contributi] della stessa persona. "/64" è il range più piccolo per gli IPv6, corrisponde a un singolo IP normale, cioè un singolo indirizzo normale, difatti alcuni bloccano sempre con "/64" gli IPv6. Con gli IPv6 è anche più difficile dialogare perché vedono l'avviso solo se gli scrivi sul preciso IP lungo che stanno utilizzando in quel momento, e non serve mettere avvisi nella discussione del range. Per approfondimenti trovi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|qui]] una tabella sugli IPv6 e [[w:simple:Help:Range_blocks#Table_of_sample_ranges|qui]] una sugli IP normali (ad esempio un range /24 su un IP normale copre 256 indirizzi, che corrisponde a un range /56 su un IPv6) ma di solito basta sapere il trucco del /64 sugli IPv6, io finora non ho mai bloccato range più lunghi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:45, 2 giu 2024 (CEST)
:@[[utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao e grazie per la dritta, hai fatto benissimo a darmela e queste cose sono sempre molto ben accette. So che questi indirizzi IP cambiano anche da un momento all'altro, il mio era solo un disperato tentativo di interlocuzione basato sulla possibilità che l'utente fosse ancora collegato al sito, con quell'identità o un'altra, e che potesse così avvedersi della mia comunicazione. Per inciso: il "duck test" dice che si tratta sempre della stessa persona, che dispone anche di più utenze registrate, e che ''inter alia'' modifica "maniacalmente", per usare l'avverbio a lui tanto caro, le pagine dei film della Disney e della Marvel, di vari horror e delle ultime parole e brindisi dai media. Sono anni che imperversa e peggiora le voci, ponendo pure problemi di violazione del copyright, ma lo sapete già e questo è un "dire a nuora perché suocera intenda". È necessario arginare tutto ciò colpo su colpo. Colgo l'occasione per informare, a motivo di quello che si vede '''[[speciale:cronologia/Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi|qui]]''', che ho deciso di annullare a vista tutte le modifiche che apporterà, salvo forse casi eccezionali, perché è di conclamata inaffidabilità e non è possibile verificarne l'operato, né che per una cosa buona se ne lascino passare cento perniciose, e in questo imiterò il chirurgo che, quando amputa la parte cancerosa, rimuove anche un pezzo di quella sana, giacché quasi nessuno si preoccupa di fare pulizia e polizia, ma non mancherà, come ho riscontrato, chi in un secondo momento ripristinerà le eventuali soppressioni indebite. Perdona la digressione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:06, 2 giu 2024 (CEST)
::Sì, mi sembra che prima usasse più "malignamente" ma poi è passato con convinzione a "maniacalmente"; usa anche altri range ma su [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Speciale:Contributi/2A0E:41B:57BF:0:DCBD:E47D:6808:7E59/64&target=2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&offset=20230723202350 questo] è attivo da dicembre 2022. Lascerei a te, che ultimamente lo hai seguito di più, di valutare se è il caso di bloccarlo. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 2 giu 2024 (CEST)
== Parola errata ==
Ciao, in merito alla tua modifica in [[Boog & Elliot - A caccia di amici]] mi sembra proprio che dica come ho scritto io: prova a sentire [https://www.youtube.com/watch?v=mVEkhFtMjHg qui]. [[User:Andrek02|<span style="color:#FF0000">Andrek02</span>]] ('''[[User talk:Andrek02|<span style="color:#FFAF01">talk</span>]]''') 06:37, 10 lug 2024 (CEST)
:@[[utente:Andrek02|Andrek02]] L'ho sentito con le cuffie più volte anche al rallentatore e dice addirittura "floutolento". Dovendo essere [[Wikiquote:Trascrizione#Fonti non scritte|fedeli]] è da interpretare come uno strafalcione voluto per divertire. Comunque ho già marcato con {{tl|Sic}}, correggo ulteriormente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:09, 10 lug 2024 (CEST)
== Citazione di Dostoevskij ==
Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=F%C3%ABdor_Dostoevskij&diff=prev&oldid=1338798 questo spostamento] è errato. Bisogna lasciare la citazione con fonte nella voce sull'autore, mentre nella voce sull'opera si mette la citazione con link all'autore, senza fonte. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:32, 15 lug 2024 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] {{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 15 lug 2024 (CEST)
::Grazie :) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:01, 16 lug 2024 (CEST)
== Cancellazione senza motivo ==
Ciao, ma perché cancellare le pagine se sono lingue conosciute, come l'inglese e lo spagnolo e si utilizzano spesso. Chiedo il ripristino. [[Speciale:Contributi/91.80.66.5|91.80.66.5]] ([[User talk:91.80.66.5|msg]]) 15:09, 30 lug 2024 (CEST)
:Salve. Risposta: perché questa è Wikiquote in italiano e le traduzioni da te inserite, generate dal traduttore di Google, contenevano errori riscontrabili persino a prima vista, cioè senza neppure la necessità di un confronto col testo in lingua. In base alle nostre regole le pagine con tali contenuti sono da rimuovere per direttissima; vedi '''[[Wikiquote:Cancellazioni immediate]]''', terzo criterio. O metti una traduzione corretta (col testo accanto se essa è di tuo pugno, vedi '''[[WQ:TT]]'''), e sempre che tu abbia la preparazione adeguata per un compito così delicato, oppure metti quelle citazioni nelle edizioni in spagnolo, inglese e turco di Wikiquote; ''tertium non datur''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:28, 30 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Infatti, ho notato che alcune pagine sono state cancellate senza motivo di testa propria. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:25, 21 set 2024 (CEST)
:::È molto meglio se togli il disturbo, sono anni che fai gli stessi errori e non vuoi sentire ragioni. Le pagine saranno ''tutte'' e ''sempre ''cancellate, cosa che si fa in un clic, mentre tu per crearle ci metti un po' di più; eventualmente verranno parzialmente bloccate, in modo che solo gli utenti autoverificati potranno ricrearle. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:28, 21 set 2024 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, ma non esariamo non proprio tutte. Poi non hanno niente di male, basta sistemarle o ridurle il testo per sistemarle. E per questo ci vuole anche collaborazione, no come te che le cancelli senza sistemarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:34, 21 set 2024 (CEST)
:::::Sono radicalmente da rifare perché generate da traduttori automatici (il che non è ammesso, come abbondantemente spiegato) e zeppe di citazioni non [[WQ:S|significative]]. Non possono essere altri a sobbarcarsi tutto quel lavoro, vedi anche [[#Pomeriggio Cinque News|sotto]]. Intanto se vedi [[Speciale:UltimeModifiche|qui]] ti rendi conto che il tempo delle sciocchezze è finito ''forever and ever''. I miei migliori auguri per quello che farai su altri siti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:39, 21 set 2024 (CEST)
::::::Infatti, sono ammesse le traduzioni e sono tradotte con lingue principali come l'inglese, lo spagnolo, il francese. Su questo sembra che tu sia l'unico a lamentarti sulle pagine, cose che altri qui sopra non esagerano come te. Poi cosa si intende per "quello che farai in altri siti". [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:45, 21 set 2024 (CEST)
:::::::Non puoi inserire citazioni tradotte con [[w:Google Traduttore]]. Su questo sito hai finito di aggiungerne, perché non ti sarà consentito. Arrenditi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:52, 21 set 2024 (CEST)
::::::::Con che cosa si dovrebbero tradurre allora. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 01:55, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::Con le tue competenze linguistiche, se ce le hai, sennò te ne puoi andare. (Ovviamente non ce le hai, altrimenti non avresti usato il traduttore di Google in modo così indiscriminato e temerario.) Ti ricordo anche che le citazioni devono essere significative per come ciò è inteso su Wikiquote, non devono semplicemente contenere informazioni e meno che meno banalità come "Mi piace l'Italia" ecc... Da oggi non ne passerà nemmeno mezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:59, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::Ci sono anche quelli professionali e migliori, con quelli andrebbero bene. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:04, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::No, perché hanno tutti dei limiti per loro natura e tu non sembri avere le competenze linguistiche necessarie per accorgerti di eventuali errori e correggerli, oltre al fatto che non ti sei neppure fatto scrupoli. Ma che problema hai? Per caso ti pagano per creare quelle pagine? Se è così mi dispiace per te ma qui ci sono delle regole da rispettare. Puoi trovare un altro lavoro, magari più soddisfacente e remunerativo, nonché più utile alla società. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:10, 21 set 2024 (CEST)
::::::::::::Nessuno mi paga e poi questo non è un lavoro. Con le citazioni è per avere qualcosa in più sulle persone. E poi cosa ho fatto di male, ti vanno storte le pagine con le traduzioni e su sistemano correggendole, non c'è bisogno di arrivare a cancellarle. [[Speciale:Contributi/93.150.212.220|93.150.212.220]] ([[User talk:93.150.212.220|msg]]) 02:18, 21 set 2024 (CEST)
:::::::::::::C'è gente che è pagata pochi spicci per fare cose del genere; se non è il tuo caso, sono contento per te. Se ci tieni davvero a quelle pagine e a nient'altro, allora dovresti volerle ben fatte e non piene di banalità ed errori. Io ho sempre cercato di salvare il salvabile, come per esempio si vede [[speciale:diff/1341317|qui]], [[Discussioni utente:176.245.143.14|qui]], [[speciale:diff/1344912|qui]] o [[speciale:diff/1342831|qui]], cosa che mi è costata anche [[speciale:diff/1342845|un bonario e giusto richiamo]] da parte di un altro amministratore, per non parlare del fatto che sono le due e mezza di notte e sto ancora qui a ripetere le stesse cose, peraltro già dette per mesi. Buonanotte, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 02:28, 21 set 2024 (CEST)
== Range ==
Ciao Udiki, buon Ferragosto! Sono davvero felice del lavoro che fai qui da quando sei stato eletto, davvero eccellente! Solo una cosetta: bloccare un ip lungo con /32 è troppo, in pratica vai a bloccare 4,294,967,296 indirizzi (vedi [[w:Aiuto:Blocco_di_classi_di_indirizzi#Guida_essenziale_per_gli_indirizzi_IPv6|tabella]]), infatti vedi che vai [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Contributi/2A02:B023:0:0:0:0:0:0/32 a coprire] personaggi ben diversi, dal tizio di Lierna a quello di ''Non aprire quella porta'' (che probabilmente non è da annullare), quindi persone molto diverse e chissà quanti ci finiscono in mezzo, per il momento sblocco. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:27, 15 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, va bene. Avevo fatto queste considerazioni: 1) Era bloccato l'IP ma non la possibilità di creare utenze, inoltre il blocco era lungo (un anno) ma non infinito; 2) Su Wikiquote, a differenza di Wikipedia, non ci sono così tante persone che editano, infatti quasi tutti gli IP di quel range facevano capo verosimilmente a lui o al maniaco di Lierna (nel senso clinico e senza ironia), altro tipo poco raccomandabile; 3) L'ultima modifica è probabilmente buona, infatti l'ho lasciata, ma c'è una sostanziale evasione di blocco; inoltre, se l'utente non usasse IP dinamici ma utenze registrate, queste sarebbero certamente state bloccate all'infinito, perciò secondo me la cosa è da equipararsi ed è lecito o persino doveroso annullare a prescindere qualsiasi sua azione ([[w:Wikipedia:Politiche_di_messa_al_bando_degli_utenti#Rollback|vedi]]); 4) Su Wikipedia un IP range dei suoi è stato bloccato per un anno con /64 ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block vedi]), comunque tanto. In generale la cosa ultimamente si è un po' ridimensionata, credo grazie ai blocchi che ho operato e "mazzate" varie. Lui non la smetterà mai del tutto perché ha un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo e dovrebbe andare dallo psichiatra, infatti i suoi idoli sono psicopatici come il Joker, l'Enigmista e buffoni consimili, ma forse è gestibile con rollback mirati e da ora mi limiterò a quelli. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:00, 15 ago 2024 (CEST)
::Sì ma con /64 blocchi 1 unico indirizzo, con /32 invece millemila, è quello il problema. Su Wikipedia quando si bloccano range ampi (più ampi del /64, che si può dare tranquillamente completo) ci si limita in genere a blocchi parziali su alcune pagine (come saprai il blocco può anche essere parziale su un elenco di pagine che indichi quando formuli il blocco), se fosse stato parziale su una manciata di pagine poteva anche starci al limite un /32, ma invece un /32 completo era sicuramente eccessivo, per questo scusami l'intrusione, che comunque mi ha dato modo di salutarti e di farti i complimenti per il tuo lavoro, occasione che desideravo da tempo ma che è difficile trovare visto che fai tutto molto meditatamente :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:16, 15 ago 2024 (CEST)
::: Ciao ragazzi, scusate se mi intrometto ma per lavoro mi occupo prprio di queste cose... anche con /64 blocchi pareccchi IP (''18.446.744.073.709.551.616'') ma in genere con IPv6 proprio perché ce ne sono tanti una subnet /64 la si assegna ad un singolo cliente. Bloccando una /32 (''79.228.162.514.264.337.593.543.950.336 indirizzi IP'') si rischia di bloccare tutti gli indirizzi IPv6 di un Provider e non è bello :-) P.S. Mi unisco anche io ai complimenti per Udiki! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:55, 15 ago 2024 (CEST)
== Richiesta creazione nuova voce ==
Buongiorno, ti ricordi di me? (in caso sono colui che hai aiutato per la voce: [[Lucy Maud Montgomery]]). Siccome ti ritengo un vero e proprio esperto su questa wikipedia, volevo chiederti un parere. Vorrei creare la pagina ''Bem il mostro umano'' inserendo le citazioni di dialoghi tratti dagli episodi (entrambi i doppiaggi se possibile). Che mi suggerisci? È conforme? Confido in te. Buona giornata e grazie mille. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 14:28, 26 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Ciao, innanzitutto bisogna chiedersi se una voce è enciclopedica, ma in questo caso, dato che esiste da tempo su Wikipedia ([[w:Bem (serie animata)|vedi]]), non ci sono problemi. Credo che si possano inserire entrambi i doppiaggi in questo modo:<blockquote><code>*Citazione con doppiaggio 1.<br>:Citazione con doppiaggio 2.</code></blockquote> specificando con una {{tl|NDR}} di quale si tratta. Se mi sbaglio chiedo a [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] di correggermi. Ti consiglio caldamente di cominciare a lavorare in una pagina delle prove che puoi creare cliccando su [[Utente:Mattioskii/Sandbox]], quando è tutto a buon punto puoi travasare il contenuto nella pagina vera e propria. Ricordati che le citazioni devono rispettare [[Wikiquote:Significatività]]. A presto, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 26 ago 2024 (CEST)
::@[[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] Finora di solito per casi del genere abbiamo usato le note, come in ''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]''. L'uso dell'NDR può servire già per specificare il contesto di alcune citazioni (come si vede nella voce che ho testé citato) quindi l'indicazione del doppiaggio mi sembra preferibile indicarla in nota.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:29, 26 ago 2024 (CEST)
:::Grazie mille ad entrambi, allora mi cimento nella pagina delle prove. [[Utente:Mattioskii|Mattioskii]] ([[Discussioni utente:Mattioskii|scrivimi]]) 15:32, 26 ago 2024 (CEST)
== [[Pomeriggio Cinque News]] ==
Ciao Udiki,
ho visto che hai tentato di salvare il salvabile. Pur essento la voce probabilmente enciclopedica, la citazione fa abbastanza pena, io avrei buttato tutto. Mi sembra proprio una forzatura giusto per creare la pagina, tipico del ''modus operandi'' di certi anonimi "contribuenti". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:34, 30 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Homer|Homer]] A chi lo dici! Per me queste cose sono da cancellare per direttissima, ma la regola in casi del genere prevede che si avvii la procedura standard. Siccome però queste voci sono create di continuo e da anni da parte di chi non si vuole registrare per evitare sanzioni e che forse è pure prezzolato, e siccome non possiamo perdere troppo tempo, in tali ipotesi farei un'eccezione ''cum grano salis'' e rimuoverei a vista. Chiedo il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], per vedere se c'è consenso. Un saluto a entrambi, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 30 ago 2024 (CEST)
::Sì, in casi del genere, di anonimi write-only che creano voci con neanche una singola citazione significativa e pertinente o chiara, si può anche andare di immediata, nel caso specifico ho provato a metterci una pezza anch'io per chiarire il contesto e la voce si può tenere, ma una regola che avevamo già negli anni scorsi era che se veniva creata una voce che non avesse almeno una citazione significativa e pertinente (in caso di tematica) si poteva andare di immediata, quantomeno con simili soggetti poco collaborativi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 30 ago 2024 (CEST)
== Charles Socarides ==
buongiorno, a distanza di tempo vedo che la voce è stata cancellata. Come mai? Sono i miei primi contributi su Wikiquote. Speravo di poter essere utile al progetto. Ignoro chi sia l'utente che ha citato. [[Speciale:Contributi/176.200.68.6|176.200.68.6]] ([[User talk:176.200.68.6|msg]]) 11:15, 31 ago 2024 (CEST)
:La spiegazione è stata fornita e tu l'hai letta, come tradisce quello che hai scritto. Va anche oltre il ragionevole motivo di ritenere che chi aveva creato quella pagina sia stato bannato. Questo non lo illustro a te, perché lo sai già e non si alimentano i troll, ma a terzi che dovessero passare da queste parti e che, non conoscendo tutti gli elementi necessari, non avrebbero potuto capire come stanno le cose e, ove fossero alquanto sprovveduti, forse si sarebbero in parte lasciati irretire dal tuo goffo e risibile tentativo, giacché è nota massima ''audaciter calumniare, semper aliquid haeret''. Colgo l'occasione per farti notare una volta di più che è tutto sottoposto a controllo e che pertanto faresti meglio a desistere dal tuo progetto propagandistico, per giunta condotto con imperizia. Addio, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:46, 31 ago 2024 (CEST)
::non c'è alcun troll e nessun intento propagandistico. Era solo una voce come tante di questo progetto. Saluti. [[Speciale:Contributi/176.200.73.225|176.200.73.225]] ([[User talk:176.200.73.225|msg]]) 16:15, 31 ago 2024 (CEST)
:::Quando le citazioni e le voci aggiunte da un medesimo utente hanno sempre la medesima e spiccata connotazione ideologica, peraltro minoritaria e a volte pseudoscientifica, allora c'è un malcelato intento propagandistico o [[w:en:Wikipedia:Civil POV pushing|civil POV pushing]]. È inutile che cambi indirizzo IP, perché basta il [[w:test dell'anatra|test dell'anatra]] a smascherarti subito, soprattutto su questo sito dove sono pochi a intervenire e non puoi imboscarti con la stessa facilità che avresti su Wikipedia. Forse hai una [[w:coazione a ripetere|coazione a ripetere]]. Sarebbe ora di smetterla con questa condotta buona solo a fornire materia per barzellette. Spero che almeno ti paghino qualche spiccio, sebbene ''dell'Inferne | porte al par sempre io detestai chi vinto | dalla sua povertade il falso vende.'' [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:42, 31 ago 2024 (CEST)
::::i miei pochi contributi sono tutti adeguatamente fontati e dunque non sono materia per barzellette. La coazione a ripetere è una malattia mentale che non mi appartiene e francamente lascio ad altri Può esservi un orientamento cattolico; l'unico contributo "pseudoscientifico" e "minoritario" è quello di Charles Socarides. Non vedo quali caratteristiche in comune abbiano i miei contributi da renderli riconoscibili col test dell'anatra.
::::Certamente, con questo tipo di amministrazione e moderazione i collaboratori di Wikiquote saranno sempre di meno. Invece di costruire, contribuite solo a distruggere il progetto.
::::Quanto a WP, non me ne sono praticamente mai occupato. [[Speciale:Contributi/176.200.67.112|176.200.67.112]] ([[User talk:176.200.67.112|msg]]) 19:47, 31 ago 2024 (CEST)
:::::Hai dimenticato di dire che nella pagina del signore in oggetto avevi inserito un'interpolazione, cioè una affermazione di un terzo soggetto che nulla c'entrava. Se i contributori devono agire come te, meglio perderli che trovarli; ce ne faremo una ragione e sopravvivremo anche orbi di tali perle. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 31 ago 2024 (CEST)
::::::un errore involontario può scappare a tutti. Per questo, le voci vengono ordinariamente riviste. Anche noi, fra i tanti contributori anonimi che leggeranno queste righe, sopravviveremo senza certi amministratori. Orbi di tali perle, pensiamo che sia meglio perderli che trovarli. Cordiali saluti [[Speciale:Contributi/176.200.72.204|176.200.72.204]] ([[User talk:176.200.72.204|msg]]) 21:09, 31 ago 2024 (CEST)
:::::::Ma tu di perle continui a distribuirne più del lecito (per non dire su scala industriale) e nessuno qui è tenuto a farti ''sistematicamente ''da badante, che poi finisce sempre che sono io. '''[[Speciale:Contributi/176.200.72.204/16|Qui]]''' c'è la lista di quello che hai prodotto da un annetto a questa parte, cioè da quando ti sei (ri)palesato, altro che "i miei primi contributi su Wikiquote"! Nonostante queste querimonie, pure assai mal fondate, io dubito, purtroppo, che leverai le tende; se fosse sono disposto a farmi monaco, anzi, ''monaca''. Almeno risparmiaci il pianto greco: è meglio quando ci strappi una risata (involontariamente, questo puoi ben dirlo). A margine: i "tanti contributori anonimi" cui ti riferisci sono da interpretare come un caso di personalità multipla, visto che dietro c'è sempre la stessa persona fisica. Alla tua prossima amenità, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:55, 31 ago 2024 (CEST)
::::::::ti sbagli.non sono affatto tutti miei contributi.. [[Speciale:Contributi/2.196.179.196|2.196.179.196]] ([[User talk:2.196.179.196|msg]]) 03:31, 1 set 2024 (CEST)
:::::::::Ora sei passato dall'IP toscano a quello lombardo (per il quale si veda '''[[Speciale:Contributi/2.196.179.196/16|qui]]''') e le due regioni non sono neppure limitrofe. A te non la si fa, nevvero? Sei un furbacchione di tre cotte! Ma venendo al tuo ultimo messaggio, in pratica tu rinneghi te stesso e questo in natura non lo fanno neppure le bestie che strisciano né quelle invertebrate. Ne hai ben donde: quello che fai è ripugnante. Ma se è così, non è meglio smetterla? Certo ci priveremmo dello spasso, ma ne guadagneremmo in serietà. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:32, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Joe Biden ==
Salve. Vorrei dire che non c'e modo di metterla la citazione sul dittatore jugoslavo Tito poiché sulla pagina di Biden ci sono gli anni delle citazioni e non quella in maniera alfabetica perciò non sapendo l'anno non potevo metterla. In ogni caso grazie e cordiali salut [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 23:57, 31 ago 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, in questo caso si deve creare una sezione in fondo con il titolo "Citazioni non datate", come per esempio si vede in [[Giampiero_Boniperti#Citazioni_non_datate]]. Se mi dici qual è la fonte ci penso io, però non inserire mai citazioni senza fonte: è una delle cose peggiori che si può fare su Wikiquote. Infatti appena accedi alla modalità di modifica di una voce, in basso compare un avviso che dice: "'''L'inserimento di nuove citazioni senza fonti viene annullato.'''" Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:07, 1 set 2024 (CEST)
::https://www.secoloditalia.it/2020/11/la-passione-di-biden-per-il-maresciallo-tito-e-un-genio-ecco-come-lo-elogiava/ grazie tante [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 00:08, 1 set 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] {{fatto}}, vedi '''[[speciale:diff/1343053|qui]]'''. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:41, 1 set 2024 (CEST)
== Citazioni Ida Magli ==
Quella che ho è la quarta edizione del gennaio 1998 (Saggi Tascabili Bompiani).--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 15:06, 1 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Carnby|Carnby]] Ciao. Allora, visto che ci sono solo due altre citazioni preesistenti, per piacere verifica che coincidano perfettamente (ortografia, suddivisione in paragrafi, corsivi ecc...) con la tua edizione e se differiscono correggile, poi aggiorna la bibliografia, sia l'anno che l'ISBN (per esempio anch'io ho fatto così [[speciale:diff/1259635|qui]]). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:14, 1 set 2024 (CEST)
::{{fatto}}: Era tutto identico, tranne due o tre maiuscole.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 18:11, 1 set 2024 (CEST)
== pagina nuova ==
Salve. Ho creato una pagina nuova su un personaggio pubblico. Mi servirebbe aiuto per poterla completare a pieno. Se mi volesse aiutare le sarei grato. In ogni caso grazie e cordiali saluti [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 22:35, 10 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] Ciao, probabilmente ti riferisci alla pagina [[Romani Rose]]. Ha dato una prima sistemata Danyele e poi io ho fatto qualche ritocco. Però ti ricordo che le traduzioni di Google non sono ammesse per i motivi che ho spiegato a un altro utente '''[[#Cancellazione senza motivo|qui sopra]]''', quindi in futuro evitale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 11 set 2024 (CEST)
== Re: Citazione del giorno ==
Giusto, l'ho cambiata. Ciao.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 6 ott 2024 (CEST)
== Piacere e dolore ==
Ciao! I [[proverbi italiani]] andrebbero inseriti nella relative raccolta con la relativa fonte (che di solito è Selene, ma bisogna controllare nella cronologia delle tematica di provenienza quando sono stati inseriti). Se hai dubbi fammi un fischio.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:03, 27 ott 2024 (CET)
:@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, avevo dato per scontato che fossero presenti con fonte perché li avevo presi dalle tematiche. Mo li levo e basta, tanto non mi paiono granché. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:43, 29 ott 2024 (CET)
== Re: Sezione "Citazioni su" ==
Grazie per le indicazioni, sto imparando e tutti i consigli sono utili. Spero di non darvi troppo da fare :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 15:30, 17 nov 2024 (CET)
== Coretta Scott King ==
Ho corretto le "citazioni su" alla luce delle indicazioni che mi hai dato. Per cortesia, potresti controllare? Avevo cancellato l'avviso W di {{ping|Mariomassone|}} perché, nella mia ignoranza, pensavo di aver corretto. Grazie a entrambi. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 18:20, 17 nov 2024 (CET)
== Re: Aggiungere un collegamento a Wikidata ==
Ciao Udiki, grazie per le indicazioni :-). Di quanto hai scritto non mi è chiara la parte che riguarda il Wikizionario che è un progetto che conosco molto poco e non capisco in che situazione su Wikiquote si renderebbe necessario il collegamento in interprogetto. Grazie [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:05, 23 nov 2024 (CET)
== Lingua delle fonti ==
Ciao Udiki, ti ringrazio ancora per l'aiuto che mi hai dato. Ora mi servirebbe un chiarimento riguardo al Template:en che hai tolto nella voce [[Patty Duke]] con la motivazione che tutti capiscono che è inglese e quindi si può omettere. Altri, invece, nella stessa voce successsivamente hanno rispristinato il template ed è stato inserito anche nell'ultima voce, [[Jane Seymour]], dove ovviamente l'avevo omesso. Ti ringrazio per la pazienza. [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 13:29, 1 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Ciao. Ho visto. Tuttavia su Wikipedia come qui se ne fa perlopiù a meno, per il motivo che ho detto e da anni. Qui, in particolare, si fa economia di elementi di testo tutte le volte che si può ([[Wikiquote:Modello_di_voce#Spiegazioni_utili_e_spiegazioni_inutili|vedi]]). Alla luce di questo, è anche più comodo rinunciare alla seccatura di doverlo inserire. Mettercelo è un po' un eccesso di zelo e paternalistico, perché significa prendere il lettore per una capra, sebbene non un delitto. Non preoccuparti se qualcuno lo inserisce dove tu lo hai omesso: nessuno ti rimprovererà mai e in ogni caso puoi far presente questa discussione, non ho problemi a assumermene io la responsabilità. Se a te piace proprio metterlo, fallo pure, sennò lascia stare tranquillamente, perché ciò è certamente lecito e corroborato dalla prassi. Per me non c'è neppure la necessità di avere il template del francese, altra lingua insegnata nelle scuole dell'obbligo; ma siccome questo di solito è usato, allora bisogna uniformarsi. Ricòrdati solo di battere uno spazio sùbito dopo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:18, 1 dic 2024 (CET)
::Grazie, per quanto mi riguarda, è più che sufficiente la tua spiegazione :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 14:34, 1 dic 2024 (CET)
== Scautismo per ragazzi ==
Vedo che hai annullato un paio di correzioni.
Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo", anche se la prima è prevalente. In particolare, il testo più importante si intitola "Scautismo per Ragazzi" nell'edizione italiana. Se vai su [[:w:Scautismo per Ragazzi]] puoi verificare, ci sono quante fonti vuoi. Pure https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/isbd/IEI0214230 che tu citi riporta la grafia con la A. Sui cataloghi c'e` la foto della copertina: https://scout.coop/prodotto/scautismo-per-ragazzi/
Pertanto, [[Scoutismo per ragazzi]] (scritto con la O) è un redirect con errore di battitura, e da immediata per il criterio 9. Non capisco l'annullamento della richiesta.
Analogamente su [[Mario Sica]] c'è una citazione da "Storia dello Scautismo in Italia". Puoi vedere il titolo del libro qui: https://www.fiordaliso.it/2728-storia-dello-scautismo-in-italia.html
In quel libro si usa sempre e solo la grafia con la a, quindi attualmente la citazione riportata nella voce è infedele. Ho riportato la grafia a quanto usato dalla fonte, trascrivendola fedelmente. Anche qui, non capisco l'annullamento (https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Sica&diff=prev&oldid=1353719)
--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 03:43, 6 dic 2024 (CET)
EDIT: Leggo ora che mi avevi scritto sulla pagina di discussione dell'utenza temporanea. Sul punto 1, ribadisco che il criterio 9 non prevede di inserire errori di battitura (in questo caso un titolo errato) "ad abundantiam".
Sul punto 2, ho letto tutto il libro di Mario Sica, e non usa mai "scoutismo.
:{{ping|~2024-20206}} «Qualche chiarimento: in Italia si usano sia la grafia "scautismo" che "scoutismo"», appunto, quindi non c'è errore di battitura in sé, anche se il titolo del libro dice «scautismo» e non «scoutismo». Non si capisce neppure quale sia il problema, anzi, pare importante avere quel redirect che risolve un'ambiguità. Infatti [[Aiuto:Redirect]] c'informa che è utile utilizzarli «per condurre il lettore alla voce appropriata da digitazione con ortografia comunemente scorretta. Ad esempio riteniamo che una buona parte dei lettori potrebbe cercare Lev Tolstoj digitando Lev Tolstoi perciò abbiamo ritenuto utile un redirect da [[Lev Tolstoi]].»<br>Su Sica ho fatto una domanda ben precisa: «Hai controllato sulla stessa edizione di quel libro a quella stessa pagina?» <u>Si attende ancora la risposta</u>. Potrebbe eventualmente darsi che la tua edizione abbia una grafia e quella presente in bibliografia un'altra, se si tratta di due edizioni diverse. Inoltre, e anche questo è già stato detto, il collegamento era stato inserito come <code><nowiki>[[scautismo|scoutismo]]</nowiki></code> e non si capisce perché uno si sia dovuto prendere la briga di quella specificazione se non per il fatto che il testo dica appunto «sc'''o'''utismo» anziché «sc'''a'''utismo». Siccome entrambe le forme sono corrette, prevale il criterio di fedeltà alla fonte di cui in [[WQ:TF]]. [[speciale:diff/1353718|Qui]], nel motivare l'edit nel campo oggetto, io ho fatto effettivamente un ''qui pro quo'', ma è stato l'unico e la spiegazione che ho dato tempestivamente [[Discussioni utente:~2024-20206#Redirect|qui]] vale come rettifica. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:12, 6 dic 2024 (CET)
:Per il primo punto, se la linea guida dice così va bene, ma ci metto una nota.
:Per il secondo punto, invoco [[w:Wikipedia:Clausola della palla di neve|la clausola della palla di neve]], che immagino valga anche su wikiquote. Tutte le edizioni di quell'opera usano la grafia "scautismo" nel titolo. Mario Sica ha sempre spiegato perché (secondo lui) si deve usare la grafia "scautismo". Ho letto sua la terza che la quarta edizione di quel libro da cima a fondo e non ha mai usato "scoutismo" (purtroppo in questo momento ce le ho inscatolate causa trasloco). A questo punto è chi lo cita che deve fornire la prova che Mario Sica abbia usato quella grafia. Peraltro si parla solo di pagina 41, senza dire di quale edizione si parla. Quindi, la probabilità che qualcuno possa provare che la fonte originale abbia la grafia "scoutismo" è minore di quella di trovare una palla di neve all'inferno, e non c'è nemmeno motivo di starne a discutere prima di correggere.
:--[[Speciale:Contributi/~2024-20206|~2024-20206]] ([[Discussioni utente:~2024-20206|discussione]]) 18:26, 6 dic 2024 (CET)
:::{{ping|~2024-20206}} Veramente la citazione è pure tratta da una fonte secondaria, quindi se anche si controllasse quest'ultima, ci sarebbe sempre la possibilità che si sbagli nel riportare quella primaria. Visto che tu hai il libro, quando ti riesce di toglierlo dallo scatolone ricopia <u>alla lettera</u> quel brano e fai le modifiche del caso se ci sono discrepanze, in modo che il testo su Wikiquote combaci scrupolosamente in tutto e per tutto con quello che hai tra le mani, quindi aggiorna l'indicazione della fonte. È la cosa più semplice e sicura. Però ricordati di farlo. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:50, 6 dic 2024 (CET)
::::Io direi che è SICURO che ha riportato male, visto che è una fonte secondaria! Ragione in più per applicare la clausola della palla di neve.
::::--[[Speciale:Contributi/~2024-23739|~2024-23739]] ([[Discussioni utente:~2024-23739|discussione]]) 19:07, 6 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:~2024-23739|~2024-23739]] Probabile o molto probabile, non sicuro, sennò non staremmo neppure qui a fare deduzioni. Ne ho viste di tutti i colori, può darsi pure che a livello editoriale abbiano deciso di usare la forma più comune e nel testo un'altra, specialmente quando ci sono più edizioni dello stesso. È proprio per questo che qui c'è il principio di fedeltà alla fonte, primaria o secondaria che sia: si scarica tutta la responsabilità e si evitano discussioni su questioni di lana caprina. Tanto più che entrambe le forme sono corrette. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:26, 6 dic 2024 (CET)
::::::Grazie per il ping, Udiki. {{ping|~2024-23739}} Sulla questione redirect ha già illustrato bene la questione Udiki, quindi non mi dilungo e mi limito a concordare al 100% (grafia alternativa, ergo accettabile). Sulla citazione di Sica, 11 anni fa avevo a disposizione fonti scout che oggi, avendo lasciato il movimento, non possiedo più (ne ho molte mie, ma questa no). Chiedo quindi a {{ping|Lou Crazy}} se per caso lui avesse il libro di Sica così da poter dirimere il dubbio, oppure posso andare in biblioteca sabato mattina (devo passare comunque a restituire un libro), dove vedo che è disponibile [https://bibliometroge.sebina.it/opac/resource/storia-dello-scautismo-in-italia/GMP00725051 la versione del 1973]. Così mettiamo la fonte primaria e tagliamo la testa al toro. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:18, 21 lug 2025 (CEST)
Ciao, stamattina ho controllato la fonte primaria e ho corretto la citazione in base a com'era riportata originariamente :-) grazie per la segnalazione e buon weekend. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:08, 26 lug 2025 (CEST)
== Tipografia ==
Ho letto [[WQ:TF]], ma appunto è un elemento tipico del francese lo spazio prima del punto esclamativo, delle virgolette, dei due punti e del punto interrogativo. Cioè da quel che ho capito di [[WQ:TF]] si basa piuttosto su testi italiani che hanno una punteggiatura non standard (ad esempio se un giorno venisse creata una pagina su [[Remigio Roccella]], tenderemo ad usare una tipografia / ortografia standard perché l'autore metteva spazî prima delle parentesi ad esempio), oppure ho capito male io? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:28, 9 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] "[...] si può intervenire solo sulle convenzioni tipografiche, purché non siano scelte o elementi peculiari dell'autore [...]". Ma qui non c'è nessuna scelta stilistica dell'autore, solo convenzioni ortografiche straniere che non c'è nessun motivo di anteporre alle nostre, altrimenti si genererebbe confusione e disomogeneità senza nessun vantaggio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:44, 9 dic 2024 (CET)
::OK, però almeno per l'arabo, si può fare un eccezione ed usare il punto interrogativo <span lang="ar" xml:lang="ar" dir="rtl">؟</span> (carattere unicode U+061F)? [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 15:49, 9 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:Àncilu|Àncilu]] Andrebbe discusso ma io credo che si possa fare, così come andrebbe necessariamente mantenuta la direzione della scrittura che è opposta alla nostra. Il caso, che solo molto raramente può interessarci in concreto, riguarda una lingua radicalmente diversa anche nell'alfabeto. Non ci vedo molte analogie con le convenzioni francesi e il rapporto di queste con le nostre, per fortuna molto più semplice. Io sarei anche per il mantenimento del punto esclamativo e interrogativo invertito che hanno gl'ispanofoni. A ben vedere queste sono forse più convenzioni ortografiche che tipografiche, mentre gli spazi sarebbero più del secondo tipo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:18, 9 dic 2024 (CET)
== Doppia domanda ==
Ciao Udiki, piacere di conoscerti. :) Vorrei farti una doppia domanda:
* Se voglio riportare delle citazioni di una persona non italiana, le devo inserire in lingua originale o tradotte?
* Nel caso qualcuno continui a vandalizzare, c'è una pagina dove segnalarlo? Qualcosa come i [[:it:Wikipedia:Vandalismi in corso|Wikipedia:Vandalismi in corso]] su Wikipedia in italiano. Ho guardato e non ho trovato nulla.
Grazie mille in anticipo e buon lavoro! :D [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:55, 11 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Ciao, le citazioni in lingua vanno inserite solo quando non esiste una fonte per una traduzione, oppure quando la citazione è famosa anche nella sua formulazione originale come avviene per esempio per molte di quelle latine, vedi [[WQ:TT]].<br>I vandalismi possono essere segnalati in [[Wikiquote:Richieste agli amministratori]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:11, 11 dic 2024 (CET)
::Grazie!! :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 21:57, 11 dic 2024 (CET)
== Enciclopedicità ==
Ciao, scusa il disturbo ma ci tengo a chiarire. La nuova pagina che vorrei scrivere, come accennavo nel bar, riguarda un autore enciclopedico, ogni opera è stata in cartellone per diverse stagioni e nei maggiori teatri italiani. Ho molte recensioni sulle opere che ha scritto e diretto e recitato, citazioni dell'autore in interviste pubblicate da giornali e televisione.Quindi da un punto di vista di WP non avevo dubbi mentre, invece, ho dubbi sulle mie capacità e conoscenze in questo progetto e infatti ho rinunciato a scrivere voci per SheSaid poiché mi rendo conto che non sarò mai autonoma perché non riesco a imparare e non credo siano necessarie ulteriori considerazioni. Di conseguenza, prima di fare danni, ho chiesto lumi al bar. Grazie comunque di tutto :-) [[Utente:Emmepici|Emmepici]] ([[Discussioni utente:Emmepici|scrivimi]]) 23:05, 12 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Emmepici|Emmepici]] Mentre scrivevi questo io stavo rispondendo al bar. Se non riesci a essere autonoma ma contribuisci una tantum non dovrebbe essere un problema. Il problema sono quelli che inseriscono a raffica citazioni non solo non rispettose delle convenzioni formali, ma soprattutto non significative e non vogliono sentire ragioni. A quelli è riservato un trattamento ben diverso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:30, 12 dic 2024 (CET)
== Il pendolo di Foucault ==
Edizione La nave di Teseo, 2023 ISBN 978-88-9344-641-9. grazie [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:31, 17 dic 2024 (CET)
== X Udiki ==
e allora che mi avete inviato a fare una mail...il casino lo state facendo voi. [[Speciale:Contributi/~2024-30607|~2024-30607]] ([[Discussioni utente:~2024-30607|discussione]]) 21:09, 22 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:~2024-30607|~2024-30607]] E chi ti ha mandato una "mail"? Io no di sicuro. Ti è stato semplicemente risposto sulla tua [[Discussioni utente:Danidan70|pagina di discussione qui su Wikiquote]], cosa diversa, e solo perché tu stesso lo hai sollecitato. Ma l'hai capito che questo sito è Wikiquote e non Wikipedia e che ciò di cui ti lagni riguarda Wikipedia? Tra l'altro qui avevi scritto "Attento a quello che scrivi sulla Banda della Magliana e su Danilo Abbruciati...ci siamo capiti???", cioè una discreta cafonata, e su Wikipedia altre cose simpatiche che sono state giustamente cancellate (è rimasta una traccia '''[[w:speciale:cronologia/Discussione:Danilo_Abbruciati|qui]]'''). Mo, cortesemente, vedi d'andartene. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:36, 22 dic 2024 (CET)
== Zampino d'oro alla carriera ==
Buongiorno e buon anno Udiki,
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
|centro=margin-left:auto; margin-right:auto;
|sinistra=clear:left; float:left; margin-right:10px; margin-left:0;
|#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px;
}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
* [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]]
* [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]]
* [[Discussioni_utente:Mariomassone#Zampino_d'Oro_alla_Carriera|2022: Mariomassone]]
* [[Discussioni utente:Ibisco#Zampino d'Oro alla Carriera|2023: Ibisco]]
|}
sul fotofinish, dopo un confronto con {{ping|Spinoziano}}, ho deciso di insignirti di questo piccolo riconoscimento per ringraziarti di tutto il contributo qualitativo che stai dando a questo progetto. Ti stai rivelando un ottimo admin e sono davvero contento di questo, vista la mia impossibilità a seguire il progetto come qualche anno fa.<br>
Spero tu possa continuare a seguire il progetto con la precisione e la passione che da sempre ti contraddistinguono.<br>
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:07, 31 dic 2024 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed|Spinoziano}} Grazie a entrambi per questo premio aureo e bestiale; meglio non indagare su quale delle due componenti abbia maggiormente concorso all'assegnazione... Lo prendo come una un incentivo a fare meglio. Buon anno! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 31 dic 2024 (CET)
== Citazioni tratte da articoli giornalisti scritti dalla redazione ==
Buonasera. Posso contribuire aggiungendo delle citazioni tratte da articoli giornalistici scritti dalla redazione della rivista?
[[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza_e_fonti|Provenienza e fonti]]{{Quote|Le citazioni di autori di cui non si conosce l'identità o comunque non enciclopedici (al punto che una voce su di essi non sarebbe ammissibile, anche se tecnicamente possibile) dovrebbero generalmente essere omesse dalle voci (e sezioni) tematiche, a meno che non siano eccezionalmente significative per l'argomento della voce.}}
1. Io interpreto questa regola, e per me ha senso pubblicare citazioni o critiche cinematografiche inerenti l'opera o il film scritte dalla redazione di alcuni giornali, perché queste citazioni rivestono ''carattere significativo'' per l'argomento e i giornali o riviste citate sono i più autorevoli.
2. Inoltre trattasi di opere statunitensi del 1966 quindi sono di dominio pubblico dato che sono passati più di 50 anni dalla loro pubblicazione quindi non dipende da un problema di ''copyright''.
3. Preferiresti creare su quote una voce apposita per la Redazione del Time Magazine (in quanto autore di citazioni) oppure della rivista Time (che poi sarebbe l'opera) dove mettere le citazioni?
Per me è un po' difficile pensare, a questo punto, a come debbano essere aggiunte le critiche alle opere fatte dalle redazioni dei giornali. Non trovo alcun problema a citare la fonte originale che corrisponde anche all'autore come per esempio la Bibbia o qualsiasi altra opera senza autore.
Grazie per la risposta [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 22:24, 8 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Ciao e bentornato. Il copyright non c'entra perché siamo comunque nel limite della corta citazione, che è consentita. Tuttavia mi pare strano che le recensioni in questione siano anonime, dato che di solito sono tali solo gli articoli dei novellini, dunque non quelli dei critici cinematografici della testata. Mi viene il dubbio che l'autore sia noto e che la fonte secondaria (la quale in questo caso è il sito ufficiale della testata, ma non lo scan del giornale d'epoca) non lo riporti chissà perché, il che è una bella gatta da pelare. Oppure che veramente siano opera di un redattore di scarsa importanza, dunque non dovremmo averlo qui a meno che non ci siano fattori estrinseci che suggeriscano il contrario, ad esempio la notorietà avuta dalla recensione o il fatto che venga citata da altri, direi almeno un autore rinomato. Comunque la soluzione che si è trovata su Wikiquote è la pagina "[[Anonimo]]"; le voci apposite di cui sopra ci sono solo per le opere, per esempio ''[[Dizionario del cinema italiano]]''. In alternativa credo che sia lecito, forse un po' paradossalmente, inserire quelle citazioni su Wikipedia, vedi [[w:Wikipedia:Modello_di_voce/Film#Critica]]. Non so se ci sia mai stata qualche discussione in materia quindi se è il caso di aprire una discussione al bar, per cui, dopo aver fatto del mio meglio, devo purtroppo tirare per la giacchetta [[utente:Spinoziano|Spinoziano]] (il quale sappia che si sta parlando di [[speciale:diff/1359858|questo]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:33, 9 gen 2025 (CET)
::Ho cercato i giornali dell'epoca. Uno l'ho trovato e di un altro pure. All'epoca non si riportavano gli autori dell'articolo. C'era un motivo? Su Storia del giornalismo non ho trovato nulla a tal proposito. Forse per paura di rappeesagli non scrivevano il nome dell'autore?
::Ecco i link ai giornali dell'epoca. In ogni caso si vede che nello spazio riservato alle critiche cinematografiche non ci sono mai i nomi dei critici. Cercando altre recensioni e critiche sui film ho lo stesso problema fino al 1975. Forse all'epoca non esistendo una legge sul copyright (forse non esisteva nemmeno il concetto) l'autore non era obbligato a scrivere il proprio nome ma solo volontarimente.
::{{cita web|url=https://time.com/archive/6634756/cinema-old-wave-manhunt/|editore=Time Magazine|titolo=Cinema: Old Wave Manhunt|urlarchivio=https://time.com/vault/issue/1966-04-01/page/109/|accesso=8 gennaio 2025|data=1 Aprile 1966}}
::[Qui sopra] Se clicchi su url originale vai proprio al giornale dell'epoca. Puoi controllare su questa prestigiosa rivista anche per i numeri precedenti e seguenti e mai viene indicato chi ha scritto perché secondo me è stato scritto da più mani (é possibile!?).
::{{cita web|url=https://variety.com/1965/film/reviews/harper-1200421100/|editore=Variety Magazine|titolo=Harper|urlarchivio=https://archive.org/details/variety-1964-04/page/n552/mode/thumb?view=theater|accesso=8 gennaio 2025|data=31 Dicembre 1965}}
::Qui sopra invece la digitalizzazione delle riviste é arrivata fino all'anno prima ma comunque l'autore degli articoli non è scritto, é scritto solamente l'autore delle foto. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:44, 9 gen 2025 (CET)
::Grazie non me ne sono mai andato ma contribuivo da tablet da varie parti dell'Italia e non ero loggato perché la mail su cui ricevevo la conferma della nuova password non accettava il server di wikimedia, quando ho utilizzato da pc la mail poi si é risolto. Se non mi conosci bene ti anticipo che sono molto diretto, non me ne ne volere male. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:48, 9 gen 2025 (CET)
::Veramente, voi ne potrete discutere al Bar, ma io pensavo che tecnicamente se l'opera è la rivista, non si dovrebbe di regola aggiungere nell'opera la citazione.
::Opera: Time
::Autore: Redazione Time
::Comunque le citazioni sul film originano da imdb. Poi da li prendo quelle del film che vedo, scelgo le più significative e belle e se hanno la fonte le traduco e poi le pubblico. Ora per fonte su qualsiasi wiki vada gli basta l'articolo web ma come vedi come facciamo a capire perché manca sempre l'autore? Allora mi sono messo a cercare meglio e ho trovato i giornali. Capirai quanto è difficile trovare i giornali del 1966. Per questo chiedo in linea generale come mi devo comportare. Fai come credi. Saluti a tutti. Grazie [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:58, 9 gen 2025 (CET)
:::@[[Utente:Raoli|Raoli]] Il motivo potrebbe essere [https://www.ilpost.it/2013/09/12/perche-gli-articoli-del-post-non-sono-firmati questo]. Il diritto d'autore c'era e la firma era importantissima, a maggior ragione perché, non essendo un'epoca di immagini come sarebbe stato con la TV e poi internet, era tutto. Chi voleva nascondersi poteva usare lo pseudonimo, prassi già consolidatissima. Ma non erano più tempi di maccartismo, dunque non c'erano motivi di sicurezza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:10, 9 gen 2025 (CET)
::::Si hai ragione Udiki é quello il motivo!! {{sorriso}} Possibile che a nessuno era mai capitato prima? {{?}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:15, 9 gen 2025 (CET)
:::::{{ping|Raoli}} Un bentonato, di cuore, anche da parte mia. Wikiquote pare uno di quei posti in cui, prima o poi, tornano tutti, è una bella cosa. Per quanto riguarda le recensioni cinematografiche che non hanno un ben identificabile autore enciclopedico, o che non sono parte di un dizionario cinematografico enciclopedico come quelli in [[:Categoria:Enciclopedie del cinema]], io ho sempre evitato di inserirle su Wikiquote, penso sia meglio evitare per non complicarci la vita, tanto su ogni film si trovano già citazioni enciclopediche.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 9 gen 2025 (CET)
::::::Eh si ogni tanto ritorno, mica solo adesso, solo che negli scorsi anni non ci potevate fare caso. Per le citazioni delle redazioni fate come volete, solo siate consci del fatto che sulle critiche ai film dal 1930 al 1976 non venivano quasi mai inseriti i nomi degli autori, quindi non ne potremmo inserire parecchi. Inoltre questo si discosta dalle politiche di citazione delle fonti del progetto Wikimedia che prevede di poterle utilizzare a patto che siano verificabili. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:51, 9 gen 2025 (CET)
:::::::Esistono persone fisiche e persone giuridiche quindi una certa azione o frase può farla o dirla anche un autore enciclopedico come il Time Magazine. Per es. le grandi società fanno comunicati stampa. Quello che voglio dire è che per autore non si intende per forza una persona in carne ed ossa. Secondo me non va cambiato niente, ma va solo precisato che per autore enciclopedico si può intendere anche una persona giuridica. Riflettiamoci. Io per ora non inserisco più nelle voci le citazioni di critiche che mi ero preparato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:58, 9 gen 2025 (CET)
::::::::Secondo me la discussione va spostata al bar per future evenienze. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 11:59, 9 gen 2025 (CET)
== Slogan e tagline ==
Buonasera
*1. Lo slogan o tagline di un film ha veramente bisogno della fonte?
*2. Nel caso del film "[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]" ho utilizzato il tagline già presente su wikiquote in inglese (in realtà ce ne sono 3). La citazione o slogan è veramente quello più rappresentativo del film: lo hai scritto anche tu nelle note della pagina che figura al 16⁰ posto tra le 100 citazioni di film più famose degli ultimi 100 anni.
Se comunque vuoi usare quella della locandina inglese scrivo questo: "Hanno un omicidio che non sanno come risolvere. Vogliono trovarsi un alibi." [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 23:35, 10 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Salve. Certo che, come sempre, serve la fonte: il fatto stesso che sia stato possibile sollevare fondatamente un dubbio lo dimostra; e comunque non guasta. La frase rappresentativa e la tagline sono cose diverse, non coincidono necessariamente. La tagline è quella frase che sta sulla locandina o sulla copertina del DVD, oppure nel trailer ecc..., e che assolve a una funzione promozionale (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce/Film#Modello|qui]]). Il resto sono supposizioni, cioè [[WQ:NRO|ricerche personali]]. Se guardi le voci in vetrina, vedrai che le tagline hanno la fonte. Io l'ho cercata e non l'ho trovata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:47, 10 gen 2025 (CET)
::{{ok}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 00:01, 11 gen 2025 (CET)
== Orario del server ==
Buonasera. Sai perché l'orario delle modifiche va un ora avanti?
{{(♥) Profiterole}} [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:01, 11 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Che intendi? Il messaggio che hai appena scritto risulta pubblicato alla 01:01 e anche le [[Speciale:UltimeModifiche|ultime modifiche]] hanno un orario corretto, mentre su Wikiquote in inglese risulta tutto un'ora indietro. Non so se il fatto che tu sia all'estero o stia usando una VPN può influire, oppure dipende dall'impostazione nelle tue preferenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:09, 11 gen 2025 (CET)
::Scusami per l'orario, volevo precisare che nella cronologia delle versioni l'orario appare un ora avanti mentre sulle firme é corretto. Sono in ferie a Roma e non utilizzo una VPN, ti avevo scritto perché pensavo fosse un problema noto. Se é un problema solo mio ok. Grazie ancora [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 02:51, 11 gen 2025 (CET)
== Progetto JCita rimasto nell'oblio ==
Tempo fa avevo in progetto di utilizzare questo sistema.
'''[[:File:JCita.pdf|Progetto di citazione semplificata]]'''
Attualmente, vista l'aggiunta nel frattempo della modifica visiva, si può includere in quella modalità. Se pensi che possa interessarti fammi sapere. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:53, 17 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Raoli|Raoli]] Molto interessante, soprattutto la parte che riguarda le fonti, visto che sono la cosa più seccante da inserire a causa dell'assenza/divieto di template appositi e l'ignoranza delle convenzioni in materia da parte dei nuovi (e non solo). A meno che non mi sia sfuggito o che non sia tecnicamente possibile, non si menziona un altro potenziale vantaggio, cioè quello di poter linkare più comodamente una singola citazione, il che oggi si fa con {{tl|ancora}}, perché ognuna sarebbe considerata un elemento a sé. Ma non posso pronunciarmi su eventuali inconvenienti tecnici, dato che non ne ho la competenza. Si potrebbe fare in modo, forse, che sia una cosa attivabile da chi lo desidera, cosicché non si debba correre il pericolo di imporlo da subito di default e scontrarsi con dei malfunzionamenti. Come ogni cosa avrebbe bisogno di una versione beta e di sperimentazione, ma a me queste modalità ''tool-assisted'' che semplificano la vita piacciono molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:24, 17 gen 2025 (CET)
::Ok, allora appena sentirò gli altri amministratori attivi vedo come impostarla e poi ne parliamo al bar. Dal punto di vista del testo inserito lascerei le cose così come stanno con minimi cambiamenti. Su fr.wikiquote utilizzano addirittura un template per ogni singola citazione ma con jquery si può fare tranquillamente utilizzando l'asterisco per ogni citazione. Non ti nascondo che mi devo far aiutare da un amministratore di Wikisource. Loro li già fanno così non per le citazioni ma per i testi dei libri da trascrivere. Buona continuazione anche a te. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:38, 17 gen 2025 (CET)
::Si hai ragione, dovrebbe comunque essere scritto che è possibile utilizzare la citazione in più modi. Non si fa riferimento al template {{tl|Ancora}} perché questo template, importato da me tempo addietro, è gia parte del sistema jCita. All'epoca non ho potuto fare tutto. ''Qualsiasi cosa per aiutare ad inserire le citazioni e anche rendere più facile la vita di chi amministra, è sempre stato il mio compito qui.'' <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:47, 17 gen 2025 (CET)
:::Se ti può interessare, vorrei sapere se ti piace questo stile.
:::Senza che incollo qui il codice puoi usare quello che sta qui [[Discussioni_utente:AssassinsCreed#Disponibilità]]. Fammi sapere. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 20:07, 20 gen 2025 (CET)
::::Se non ho capito male dovrei metterlo in [[Utente:Udiki/common.css]], ma io purtroppo di queste cose non ne so né ci capisco nulla, infatti non ho mai neppure creato la relativa pagina. Ma nel caso, lo proverò senz'altro. (Non pingo perché dovrebbe arrivarti comunque, visto che tu hai attivato le opzioni necessarie). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:16, 20 gen 2025 (CET)
:::::Si tranquillamente crei la pagina e fai copia e incolla del testo e poi salvi. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:15, 21 gen 2025 (CET)
::::::Prossimamente provo e ti dico. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
:::::::Ok <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Richiesta protezione pagina (solo autoconvalidati) ==
[[Madagascar (film)]]: voce abbastanza piena di citazioni e dialoghi (non ce sono altre significative da aggiungere, ho controllato). Capisco che forse viene usata questa ed altre pagine in asili o in scuole elementari ma qui non dobbiamo riportare tutto lo script! Ho visto che già in passato Spino ha dovuto ripristinare tutto. Chiedo che gli venga per questi motivi aggiunta la protezione da modifiche da utenti non autoconvalidati. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:53, 21 gen 2025 (CET)
:Non c'entra l'asilo, purtroppo è sempre la stessa persona a fare quella "pecionata", per dirla alla romana. Si tratta di un soggetto che imperversa da anni e per il quale sia qui che [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Registri&page=User%3A2A0E%3A41B%3A57BF%3A0%3A0%3A0%3A0%3A0%2F64&type=block su Wikipedia] si è dovuto ricorrere nientemeno che al blocco dell'IP range, in generale vedi [[#Hellraiser|sopra]]. È uno che non ci sta con la testa, su Wikipedia hanno detto giustamente che i suoi edit sono compulsivi. Bloccherei volentieri quella pagina, ma per ora non ci sono i presupposti, perché le modifiche sono diluite nel tempo e la situazione al momento è gestibile con i rollback. Ovvio che se a breve torna alla carica blocco la pagina. Gli ho già segato infinite utenze, tra l'altro. Se vedi modifiche che rientrano ragionevolmente nel suo ''modus operandi'', annullale subito a cuor leggero. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:22, 21 gen 2025 (CET)
::Ok restiamo allora così. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 18:14, 21 gen 2025 (CET)
== Categorizzazione automatica ==
Buongiorno, ho implementato la categorizzazione automatica per regista sul template film. In pratica prende il dato del regista e gli crea automaticamente la categoria che può essere utile per mille usi. La modifica ha effetto solo sulla creazione delle categorie non sulla voce.
Sto creando per i principali registi le categorie manualmente in base a quelle suggerite dalla pagina.
Ci potrebbe servire la categorizzazione automatica anche per le fiction, libri o altri parametri come genere, anno o lingua originale?
Nel caso poi se sono tante richieste faccio un salto al bar e chiedo anche a loro. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:36, 22 gen 2025 (CET)
:Ciao, a cosa serve in pratica? Immagino che tra i "mille usi" rientri un possibile inserimento automatico del collegamento alla pagina del film all'interno della pagina del regista, il che oggi si fa manualmente ([[speciale:diff/1228031|esempio]]) ed è seccante; ma purtroppo non c'è uno standard, quindi non si può automatizzare nulla, al massimo semiautomatizzare. Un altro uso potrebbe essere quello di aggiornare sempre automaticamente template come {{tl|Film di Alfred Hitchcock}}, ma per ora ne abbiamo solo tre del genere. Dimmi tu, ti ascolto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:52, 22 gen 2025 (CET)
::In primis hai aggiunto il codice sopra per provare la visualizzazione?
::Si esatto, pensavo proprio di automatizzare l'aggiunta della voce del film nella pagina del regista. Per l'attore invece penso che debbo prendere i dati da Wikidata perché qui utilizziamo mettere gli attori uno dopo l'altro quindi non abbiamo un valore fisso da prendere in considerazione. In poche parole una volta che l'utente inserisce i dati o nel template o su wikidata viene categorizzata automaticamente la pagina. Nella pagina dell'attore, regista o sceneggiatore possiamo utilizzare il fatto che su wikidata la scheda del film riporta i dati dell'attore, regista o sceneggiatore attraverso un template unico "Cinema". Il template da applicare nelle voci delle persone confronta la voce su wikidata e se trova la presenza su wikiquote della relativa voce riferita ad un film in cui quella persona è presente recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film e facoltativamente a vostro giudizio anche l'anno del film.
::Quindi se l'utente x crea la voce sul film y in cui è presente caio e la collega in wikidata, allora automaticamente, se su wikiquote esiste una qualsiasi voce di caio, (in cui è presente il template Cinema) allora nella sua pagina apparirà istantaneamente la voce del film appena aggiunta a wikidata.
::A volte il titolo del film non contiene solo il dato del titolo ma il nome della voce, per questo si dovrebbe utilzzare il titolo italiano del film da far apparire nella rispettiva voce, seguito come dicevo da ruolo e anno. Se mi si autorizza chiedo lumi prima a qualche amministratore su wikidata e poi su mediawiki e poi creiamo insieme il template onde evitare future discussioni.
::Per i template di navigazione dei film per regista si potrebbe evitare di utilizzare il template di navigazione e utilizzare la categorizzazione automatica del film per regista da cui estrapolare i film da far apparire tramite il template "Cinema" dentro ogni voce del film.
::Ti dico pure che il template Cinema si potrebbe inserire dentro il template film quindi automaticamente potrebbe creare una sezione in base alla voce nella quale si trova, ma qui in questo caso sono realistico ci vorrà un bel codice sotto, e non so se ho tempo di farlo o farlo fare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 22:32, 22 gen 2025 (CET)
:::Domani vedo di provare il codice dello stile. A proposito del template "Cinema" tieni conto che:
:::# a volte la voce può avere un titolo come ''Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)'', per cui è necessario inserire il collegamento come <code><nowiki>[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]</nowiki></code>. Se po fa'?
:::# la sezione "Filmografia" specifica anche quando un tale ha partecipato a un film come regista, soggettista o sceneggiatore (vedi [[Matteo Garrone#Filmografia]]); quindi è necessario che il template sia in grado di inserire ''esplicitamente ''queste informazioni, ma non credo sia un problema;
:::# la sezione "Filmografia" può articolarsi in sottosezioni, vedi [[Ferruccio Amendola#Filmografia]];
:::# i contenuti di Wikidata circa i ruoli forse non sono sempre affidabili;
:::# la sezione "Filmografia" non pare che abbia uno standard definito, forse neppure definibile.
:::Al momento mi viene in mente solo questo. Ma se si riuscisse ad automatizzare per me sarebbe 'na mano santa. Bisogna vedere se garba anche agli altri, perché ad alcuni, per motivi che io non capisco del tutto, i template non piacciono. Ma se la cosa è semplice e funziona, difficilmente avrebbero da ridire.<br>A proposito di [[Discussione:Gustave Le Bon]]: credo che le ''nuove'' citazioni aggiunte senza fonte o senza fonte attendibile vadano eliminate e basta, in discussione si dovrebbero trovare solo quelle ''vecchie''. Insomma, si è trattato solo di un regime transitorio, in vigore fino a quando le cose non si sono assestate. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 22 gen 2025 (CET)
::::#Proprio questo ti dicevo sopra quando parlavo di "''recupera le informazione (da wikidata) del ruolo della persona nel film, il titolo del film''"
::::#No, infatti le recupera, se non sono inserite dentro il template filma da wikidata, come fa adesso comunque. Quindi per Matteo Garrone suddivide le voci in cui è presente nel template film in base al parametro nel quale è inserito.
::::#Io proverei un pezzo alla volta altrimenti tutto insieme sembra un lavoro immane, comunque si tranquillamente può creare sottosezioni h2 o h3 o h4 quindi può categorizzare le voci in base ad un'ulteriore categoria quale per esempio per tipo di film
::::#Per i ruoli (intendo attori e doppiatori) mi immagino che a volte siano sbagliati, ma io penso che vadano corretti lì su wikidata e non qui però.
::::#Per uno standard per la sezione "Filmografia" (di cui ne parlavo qui [[Discussioni_utente:Spinoziano#Idea]]) non mi preoccuperei ora perché una volta che il codice sarà pronto sarà un attimo definire lo stile o l'impaginazione delle voci. Tu immagina di avere tutte le voci di film per aria sparpagliate. A seconda di una o più regole la voce può finire da una parte, da un'altra con i relativi attributi con il suo stile. Quindi può finire dentro la filmografia del regista oppure dentro quella del doppiatore prima o dopo un determinato testo o dentro una tabella o dentro un grafico o semplicemente non apparire perché è già presente.
::::<br>
::::Io vorrei capire bene prima come vogliamo fare, poi sento (per così dire) wikidata e poi creo il template e mi farò sicuramente aiutare da chi so io (se sono ancora attivi). Probabilmente entro 6 mesi è tutto pronto ma devo vedere anche impegni personali e tu puoi immaginare tutto il resto.
::::I template non piacciono perché non sanno come funzionano, sono dei "Modelli" preformattati. Se vedi su Quote, i template da me creati e da Fracco aggiornati sono abbastanza semplici da usare. Quelli più complessi sono quelli che hanno la pagina "Modulo" in linguaggio ''Lua''.
::::<br>
::::Per le citazioni senza fonte mi rimetto a te in quanto sono stato assente per 12 anni, quindi mi sono perso molte cose. All'epoca se veniva aggiunta una citazione di origine dubbia si metteva in discussione e li rimaneva, se veniva aggiunta una citazione senza fonte e chi controllava i contributi non la trovava su internet, allora veniva rimossa. Ora se le cose sono cambiate io non lo so. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 23 gen 2025 (CET)
:::::Sul template Film ho sistemato la categorizzazione automatica per genere e regista. Già era presente in parte infatti la regola vuole che tra gli elementi devi usare lo slash / proprio per poter categorizzare automaticamente. Inoltre se non è presente il dato nel template su quote il sistema lo recupera da wikidata. Ora vedo di capire su Wikidata gli altri dati come sono messi in modo da creare un sistema per fare quello che ho scritto sopra. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 12:11, 23 gen 2025 (CET)
::::::Sul punto n. 1 hai ragione e me ne scuso; se io avessi letto con più attenzione non lo avrei dovuto porre, ma siccome c'erano tante cose e io stavo anche pattugliando e facendo altro ancora, mi è sfuggito. Circa il secondo punto io intendevo che nella voce si vede p.es. "''L'imbalsamatore'' (2002) – regia, soggetto, sceneggiatura", quindi volevo capire se si prevede che il template usi quel formato (la lineetta dopo il titolo e l'anno, seguita dai ruoli) o che altro. In generale penso che, se possibile, sarebbe meglio prima fare delle prove in piccolo e poi, in caso di successo, ampliare la portata dell'applicazione delle novità. A tal proposito mi chiedo se è necessario creare tutte quelle categorie ora invece di limitarsi ad alcune e sperimentare su poche voci. Non vorrei che a metà del guado saltasse qualche magagna, perché umanamente non si riesce a pensare a tutto in caso di complessità del genere; di sicuro la mia mente, come si è visto, non riesce ad "abbracciare tutto d'un sol sguardo", per dirla con Aristotele. Circa il n. 4, cioè l'affidabilità di Wikidata, vedi [[d:special:diff/2296501905|questo mio annullamento]] di una modifica di oltre sei anni prima. Lì il controllo è più difficile perché chi se ne incarica non può sempre capire la lingua in cui è stato realizzato il vandalismo. Noi possiamo anche andare lì a correggere, ma si torna punto e a capo, come con la tela di Penelope, per non parlare del fatto che noi tutt'al più guardiamo le ultime modifiche qui e non lì. Ma forse il problema è abbastanza contenuto da far sì che l'interazione con Wikidata nel complesso sia più vantaggiosa anziché no. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 23 gen 2025 (CET)
:::::::12 anni fa aggiunsi la categorizzazione automatica dei film per nazionalità, aggiunsi anche la possibilità di vedere nella propria lingua quel template, se infatti un utente straniero dovesse passare a trovarsi dalle nostre parti capirebbe i dati nel template (e anche tante altre cose). Non devi scusarti con me di niente perché non hai sbagliato proprio niente. Vuoi sapere se "si prevede che il template usi quel formato" la risposta è sempre contenuta sopra e si certamente possiamo impostare la visualizzazione dei dati come vogliamo. Allora in linea generale funziona così (che poi si può applicare a qualsiasi opera).<br><br>
:::::::'''(1.)'''
:::::::Nel template Film l'utente inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br><br>
:::::::Nel template Film l'utente ''NON'' inserisce il valore corrispondente al nome del regista --> allora --> ''il valore viene letto da wikidata'' e il nome del regista va ad associarsi col nome della voce (film) che lo contiene.<br>
:::::::<br>
:::::::'''(2.)'''
:::::::Quindi per ogni film abbiamo un regista associato (semplificando tantissimo). Questo crea una categoria di voci in cui quella persona è regista. Regista x = Film x, Regista x = Film y etc.
:::::::<br>
:::::::'''(3.)'''
:::::::Nella voce del regista possiamo utilizzare i dati del punto 3 come vogliamo tramite un template che può modificare lo stile o la disposizione dei dati ricavati dal punto 2.
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:10, 23 gen 2025 (CET)
:Le categorie create funzionano bene sulle 4800 circa voci di film, in alcuni casi il template è stato compilato male dall'utente quindi va in errore. Negli altri casi viene data la possibilità di creare la categoria che contiene le voci corrispondenti come puoi vedere da quelle poche che ho creato. Se a metà del guado saltasse fuori qualche magagna terremmo le categorie limitandoci ad usarle per quello che sono. Farò in privato sulle mie pagine o su quelle di sandbox del template film le prove e poi dopo aver controllato gli errori generati decideremo in comunità cosa fare. Nel frattempo non penso sia un problema avere a fondo pagina delle 4000 voci di film delle categorie non create. Ricordiamoci che anche se le categorie non sono create esse contengono gli elementi, quindi anche rosse sono utili.
:Ho visto la modifica che hai fatto su wikidata ma i campi che verrebbero utilizzati sono quelli sotto fissi (occupazione, cittadinanza) e non la descrizione della voce che potrebbe variare.
:Si esatto l'utilizzo di Wikidata porta più benefici che malefatte, senza wikidata nemmeno avrei potuto pensare di poter organizzare i film in automatico dentro la voce si un suo regista o attore.
:Fuori tema, sulla pagina principale nel 2025 dobbiamo ancora inserire le nuove voci a mano? Non esisterà per caso una funzione che le faccia apparire in automatico.
:Vado in cerca di una soluzione. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 15:28, 23 gen 2025 (CET)
== Cancellazione volontaria di citazioni ==
[[Speciale:Contributi/Giacomanni|Questo utente]] un po' alla volta ha cancellato parecchie citazioni da varie voci senza che secondo me ce ne sia stato motivo. Sai il motivo? O vanno ripristinate? <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 07:34, 23 gen 2025 (CET)
:Non so il motivo ([[speciale:diff/1247005|qui]] ha parlato di problemi di diritti ma non mi convince: bastava accorciare) e tutte quelle cancellazioni mi paiono un po' eccessive, ma riguardando citazioni inserite dallo stesso utente nessuno, me compreso, ha ritenuto che siano dei vandalismi; io, veramente, [[speciale:diff/1282638|qui]] ho eseguito un ripristino. Se ci fidiamo della buona fede e del buon senso altrui nel momento in cui un utente aggiunge qualcosa, allora ci si può fidare anche in caso di rimozioni, fino a prova contraria. Certo ciò non sarebbe ammissibile se fosse solo un capriccio, perché sarebbe un danno. Visto che lo hai pingato, se lo riterrà potrà dire la sua. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:11, 23 gen 2025 (CET)
== Intervento dall'alto ==
Come ti accennavo fare le sostituzioni di lettere come è ed é è abbastanza semplice. Vedi [[Discussioni_utente:GryffindorD#Richiesta_di_intervento_del_bot]]. Mi ha dato disponibilità a fare le sostituzioni. Creo un elenco di lavori da fare per ora, correggi se sbaglio qualcosa e includi quelli che ti vengono in mente.
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> é</code> con '''<code> è</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> <u>non</u> ha caratteri prima);
#sostituzione di <code> e'</code>, <code> è</code> con '''<code> é</code>''' (solo quando la lettera <code>e</code> ha caratteri prima);
<span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 00:17, 24 gen 2025 (CET)
:Il bot che gestiva Nemo, Italoautoma, faceva questo e altro. Non conviene clonarlo dato che è già istruito? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:38, 24 gen 2025 (CET)
::Si esatto, lo chiederei a Nemo ma non mi sembra molto attivo. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:22, 24 gen 2025 (CET)
:::Di sicuro Nemo non si può occupare della supervisione del bot, ma io dicevo (lo esplicito a scanso di equivoci) che si può copiare il codice e darlo a Gryffindor. Se il codice non fosse già visibile (non so niente di queste cose) lo si può richiedere a Nemo, che per queste cose istantanee se gli si fa un fischio è ben disposto a rispondere, come lui stesso ha detto da qualche parte e come io ho verificato di recente. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 01:33, 24 gen 2025 (CET)
::::Ottima idea! {{idea}} Ecco il codice [[Utente:Italoautoma/Codice]] da dare a Gryffindor. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 01:42, 24 gen 2025 (CET)
== Re: Mario Soldati ==
Ciao, riconosco il mio errore per quanto riguarda la sezione e il numeri di citazioni minime, in realtà non contribuivo su Quote da molto tempo e non sono così attivo. Per quanto riguarda il discorso della citazione, effettivamente l'ho spostata da Pedia perché era posta a inizio pagina ed era troppo lunga (entrambi elementi che mi consigliavano di effettuare lo spostamento appunto). Se ho commesso un altro errore ti ringrazio di avermelo fatto notare, non lo ripeterò. [[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 00:31, 5 feb 2025 (CET)
== Template:Arbitri CAN ==
Ciao Udiki, ho creato il [[Template:Arbitri CAN]] ma non riesco a capire perché la prima e l'ultima voce linkata risultano sfalsate rispetto alle altre, tu hai qualche idea? Non mi viene in mente proprio nulla... Grazie. [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 18:38, 5 feb 2025 (CET)
:Grazie mille ;) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 20:20, 5 feb 2025 (CET)
== Re: Arcangelo Raffaele ==
Ciao! Grazie. Penso che per i personaggi biblici ci si debba attenere, per le "citazioni di", a testi sacri; a parte la Bibbia o il Corano ad es. in [[Salomone]] è stato citato anche ''[[Gloria dei Re]]''. Un caso particolare è [[Maria]] dove sono citate frasi che la Chiesa cattolica afferma come autentiche (Lourdes). Ma tutto ciò che va oltre un carattere di ufficilità - e Adamski va ben oltre, così come le frasi tratte da letteratura "profana" o fiction - le abbiamo sempre evitate sennò il contenuto di queste voci diventerebbe confusionario o ridicolo. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 25 feb 2025 (CET)
:Intendi quali? Quello che Gesù dice nei ''Simpson''? Direi proprio di no, sarebbe appunto ridicolo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:30, 25 feb 2025 (CET)
::La regola per i personaggi biblici è di non inserirle, quelle di fiction come per esempio ''Jesus Christ Superstar'', ma non è una regola scritta, è semplicemente la prassi e il buon senso, e a parer mio sarebbe ridicolo anche raggrupparle a parte; non so se ci siano casi in cui abbia senso per i personaggi storici: ricordo che in passato si era discusso se creare una voce sul conte Ugolino mettendo come "citazione di" quello che gli mette in bocca Dante ma non trovo la voce quindi ne deduco che anche in un caso simile si preferì non farlo: se sono parole di fiction, per quanto dantesca, non possono rientrare in "Citazioni di" ma al massimo in "Citazioni su" se contornate da un contesto adeguato. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:45, 25 feb 2025 (CET)
== Giuseppe Conte ==
Ciao! Ho notato che nella voce [[Giuseppe Conte]] sono state inserite delle citazioni con fonte X/Twitter: mi chiedo, può un social network essere utilizzato come fonte? Grazie. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:05, 25 feb 2025 (CET)
:(anche in [[Nicola Fratoianni]]) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:06, 25 feb 2025 (CET)
::@[[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] Hai voglia! Vedi [[Aiuto:Fonti#Social]] e fin troppi esempi sparsi per il sito. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:08, 25 feb 2025 (CET)
:::Ok, grazie per il chiarimento. :) [[Utente:Smatteo499|Smatteo499]] ([[Discussioni utente:Smatteo499|scrivimi]]) 22:22, 25 feb 2025 (CET)
== Vorremmo avere informazioni sulla tua esperienza con gli account temporanei ==
<section begin="body"/>
[[File:Temporary Accounts - first edit popup.png|thumb]]
'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_e2MNLeWJU89pNTo Il completamento di questo sondaggio non dovrebbe richiedere più di 5 minuti.]'''
Il Trust & Safety Product team di recente ha reso disponibili gli [[mw:Special:MyLanguage/Trust and Safety Product/Temporary Accounts|account temporanei]] su 12 wiki. Nelle prossime settimane e mesi è prevista l'estensione a un gruppo più ampio di wiki, per poi procedere con una distribuzione completa nel corso dell'anno. La tua partecipazione a questo sondaggio sarà estremamente preziosa per aiutarci a capire quanto gli account temporanei stiano funzionando e cosa possiamo migliorare in futuro.
La privacy policy per il sondaggio si trova [[foundation:Special:MyLanguage/Legal:Temp_Accounts_Minor_Pilots_Survey_Privacy_Statement|a questo link]]. Completando questo sondaggio, accetti i termini indicati nell'informativa sulla privacy.
Grazie!<section end="body"/>
[[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">discussione</span>]]) 03:50, 27 feb 2025 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/8&oldid=28315571 -->
== Bruno Pizzul ==
Trovo la citazione di Gene Gnocchi leggermente offensiva... è davvero necessario che ci sia? [[Speciale:Contributi/~2025-29823|~2025-29823]] ([[Discussioni utente:~2025-29823|discussione]]) 15:27, 7 mar 2025 (CET)
:@[[Utente:~2025-29823|~2025-29823]] E fatte 'na risata! Comunque Pizzul aveva la nomea di quello che faceva addormentare, quindi è ancora più legittimo avere quel punto di vista. Non è un complimento, ma non è neppure un'offesa inaccettabile. E poi è anche una cosa detta da un comico, si sa che i "buffoni" si possono prendere certe licenze. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:35, 7 mar 2025 (CET)
== La ballata del Cavallo Bianco ==
Gentile Udik, buon pomeriggio. Ho visto che ha cancellato le mie modifiche di poco fa alla pagina [[La ballata del cavallo bianco]], con la seguente motivazione: «''La traduzione aggiuntiva è ammissibile ma non strettamente necessaria. Se proprio la si vuole mettere, si rispettino gli standard di formattazione e non si stravolga quella corretta in base a dubbi gusti personali''».
Non sono molto pratico, può aiutarmi a fare le cose in modo corretto? L'unica indicazione "sostanziale" a cui ho contravvenuto, forse ingenuamente, era quella di usare il corsivo per la poesia: mi sembrava graficamente pesante e non necessario, visto che è una voce su un poema e quindi praticamente la voce risultava un muro di testo tutto in corsivo, un disturbo alla lettura anziché un aiuto. Ad ogni modo, se è quello lo «stravolgimento» che intende, si può ricorsivare tutto in un minuto. Nel caso di citazioni riportate in lingua originale che sono esse stesse in poesia, il doppio corsivo si annulla e quindi vanno scritte in tondo? La ringrazio per l'aiuto e la pazienza. [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 17:37, 5 apr 2025 (CEST)
:{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} Oltre a quello c'era anche il fatto che l'edizione citata si richiama solo attraverso l'indicazione dell'anno di pubblicazione e non col nome del traduttore (che comunque non va scritto in piccolo); a meno che si usino due traduzioni diverse ma con identico anno di pubblicazione, il che non è il caso nostro. Inoltre la traduzione aggiuntiva non va indentata con il doppio asterisco ma con i due punti come spiegato in [[Wikiquote:Trascrizione#Traduzioni multiple]]. Ciò detto, provvedo io stesso a ripristinare come si deve nelle prossime ore, ieri non avevo tempo. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 6 apr 2025 (CEST)
::La ringrazio molto. Ho visto che ha scritto questo: «''Non ho ripristinato il testo in inglese solo perché manca l'edizione di riferimento, a meno che quella di Edizioni del Faro non lo abbia a fronte, nel qual caso può essere messo in corsivo e sopra quello tradotto''». Confermo che l'edizione citata ha il testo inglese a fronte. Vuole che lo rimetta io stesso? --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:01, 6 apr 2025 (CEST)
::Un'altra domanda. Non so se sia banalmente un dettaglio che le è sfuggito o se l'abbia fatto consapevolmente. Nella correzione ho visto che ha rimosso i separatori convenzionali fra le strofe («||») nei brani citati dalla traduzione della Teggi, che mancavano e che io avevo aggiunto. È perché quell'edizione specifica, del 2011, non divide il testo in strofe? Non possiedo quell'edizione esatta, ho quella del 2013, dove invece le strofe sono regolarmente divise. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 20:07, 6 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|~2025-41439|Giulio Mainardi}} A me non interessa, ma di regola qui ci si dà del tu (cfr. '''[[w:Aiuto:Utenti qualificati nel proprio campo#Indicazioni di massima|qui]]''', n. 5). Faccio presente che si può accedere a Wikiquote con le stesse credenziali di Wikipedia. Ho ripristinato il testo in lingua, inserendo la minuscola dopo il separatore salvo quando la parola non è preceduta da un punto fermo o in altri casi opportuni. Ho ripristinato il separatore doppio nella traduzione di Teggi; in realtà, sarebbe giusto riscontrare tutte le citazioni tratte da quella traduzione sull'edizione 2013, quindi correggere se necessario le discrepanze e aggiornare la bibliografia dimodoché vi sia l'edizione 2013 e non più quella del 2011, ma i separatori doppi sono stati aggiunti tutto sommato in poche situazioni e probabilmente non ne vale la pena, a maggior ragione visto che, dati altri elementi che tralascio, è lecito supporre che chi li aveva omessi non sapesse che andavano messi. Segnalo che la traduzione Mainardi ha un "rinovellato" che può essere giusto (è una forma arcaica) ma che è bene chiarire. Segnalo pure che la citazione che segue coincide con la traduzione Mainardi ma non con quella Teggi, che è più ampia: "''And as a child whose bricks fall down | re-piles them o'er and o'er, | came ruin and the rain that burns, | returning as a wheel returns, | and crouching in the furze and ferns | He began his life once more.''"; sarebbe bene estendere sia il testo in lingua che la traduzione Mainardi, secondo me, anche se ovviamente si potrebbe accorciare quella Teggi. In un secondo momento controllerò nuovamente la pagina per vedere se mi è sfuggito qualcosa. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:03, 6 apr 2025 (CEST)
::::Ti ringrazio ancora, sei molto gentile. ''Rinovellato'' è così, confermo. Circa l'ultima citazione, sì, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=La_ballata_del_cavallo_bianco&oldid=1372314#:~:text=And%20as%20a,2025%2C%20p.%20196) avevo accorciato] la traduzione della Teggi perché la seconda strofa mi sembrava poco rilevante rispetto alla prima, e non molto significativa senza il contesto della scena in cui si sviluppa. --[[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]] ([[Discussioni utente:~2025-41439|discussione]]) 11:15, 7 apr 2025 (CEST)
==Vincenzo Ferdinandi==
Scusa Udiki, ma hai qualche problema personale con il sottoscritto su questo profilo visto che ogni volta cancelli qualsiasi apporto io abbia ad aggiungere. Negli anni ho contribuito in grandissima parte a creare profili riguardanti la moda italiana degli albori quella degli anni '50, altrimenti non c'era nulla. Mi hai rimosso una foto personale dell'archivio Ferdinandi, senza alcun diritto di pubblicazione così come avevo chiaramente dichiarato ma non ti è bastato. Quella stessa foto che tutti gli altri hanno pubblicato e che a te evidentemente non sta bene, ma passi...... Adesso avevo aggiunto una precisazione a una citazione di Federico Fellini, che fu amico di Ferdinandi, per spiegare il contesto, altrimenti la semplice frase probabilmente non si capiva, e non ti è stata bene neanche questa semplice aggiunta e l'hai rimossa. Va bene, accetto anche questo, chi sono io per contestare una tua decisione...... ma almeno ripristina la precedente citazione inerente Fellini così come era prima, peraltro da altri creata, tu invece hai cancellato tutto. Poi vedi tu. Ciao e grazie {{nf|15:48, 12 apr 2025|~2025-44533}}
:{{ping|~2025-44533}} Risposto in [[Discussione:Vincenzo Ferdinandi]], dove si trova lo stesso messaggio. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:56, 12 apr 2025 (CEST)
== re: Kailitz ==
Ciao, riguardo quanto successo nella mia talk, vorrei capire quanto successo con l'utente in questione, che è la stessa utenza temporanea delle discussioni al bar su Anna Frank e su "dove discutere del comportamento di un utente" (che poi saresti tu). Ci sono altri pregressi oltre a quelle discussioni? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:44, 28 apr 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] [[Speciale:Diff/1374228]], [[Speciale:Diff/1372999]], [[#Charles Socarides]]. Ma chi sia in particolare conta fino a un certo punto, è un'utenza monoscopo (''rectius'': biscopo, tra Anna Frank e l'apertura della pagina di richiesta di pareri, ma solo ''ad personam'' e senza confronto con l'interessato né mediazione di un terzo come previsto su WP) e un troll. Ribadisco quello che ho già scritto nella tua talk, subito prima delle scuse e dei saluti. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:59, 28 apr 2025 (CEST)
::Intervengo solo per esplicitare che concordo con il blocco: non so chi stesse dietro quell'utenza ma anche a me la sua natura di trolling è parsa da subito, e sempre più, evidente. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:52, 29 apr 2025 (CEST)
Udiki, {{ping|Spinoziano}}, scusate il ritardo, ma ho avuto impegni in RL. Ho guardato i link da te portati, Udiki, ma vedo un atteggiamento molto brusco da subito, come se fosse una conoscenza nota. Ho guardato la cancellazione di Charles Socarides, da cui ho evinto che la tua opinione sia che questa utenza sia una reincarnazione di Micheledisaveriosp. Questo non mi risulta, e servirebbero prove concrete. Non abbiamo CU su Wikiquote, quindi bisognerebbe nel caso chiedere a uno steward (in caso avessimo a disposizione utenze certe a lui riconducibili con edit non più vecchi di 3 mesi). In assenza di queste prove, il suo blocco non è motivato. Ripeto: sei sicuro al 100% che sia lui? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:59, 21 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il Di Saverio ha sempre usato anche open proxy o VPN, perché risultano modifiche che sono state attribuite ragionevolmente a lui effettuate con indirizzi IP esotici e improbabili ([[Speciale:Diff/1145278|vedi]]), quindi un check tecnico dell'utenza rischia di lasciare il tempo che trova e non resta che il duck test o, si fa per dire, il ''laissez-faire''. È certo che Kailiz (cui sono state date fin troppe possibilità di dialogo, tutte di fatto da lui declinate) abbia avuto una condotta da troll, che già è inammissibile, e il suo prendere di mira un utente specifico immediatamente fa pensare a un regolamento di conti che ben pochi potevano credere di aver motivo di attuare, specie con quella scientificità. Detto questo, e ribadito quello che già avevo indicato, a me non pare il caso di fare l'amico del giaguaro. L'utente non aveva praticamente nessun altro contributo, quindi non è che abbia perso chissà che, ed è sempre libero di creare una nuova utenza o persino di chiedere lo sblocco della vecchia purché scenda a più miti consigli, alla qual cosa doveva essere indotto dal blocco stante che tutti gli altri numerosi tentativi si sono dimostrati infruttuosi. Chiudo ricordando quanto gli dissi l'altra volta: "se altri ti vogliono sbloccare lo faranno e ognuno si prende le sue responsabilità". Cioè se vuoi puoi sbloccarlo (ma io, sia ben chiaro, rimango contrario) a patto che te ne fai carico tu o altri che siano di quel parere, se ce ne sono, il che significa che quelli devono controllare le sue modifiche ed eventualmente intervenire; io non posso essere il sempiterno badante di questa idra, che proprio in questi giorni è tornata alla carica su Wikiquote in inglese ([[en:Michel-Yves Bolloré|qui]]). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:09, 21 mag 2025 (CEST)
::Io ripeto di essere contrario allo sblocco: tornerebbe solo per fare altre polemiche e non darebbe nessun contributo utile, essendo un'utenza creata al solo scopo di trollare.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:55, 22 mag 2025 (CEST)
:::{{Ping|Superchilum|Spinoziano}} Dimenticavo: guardate [[Speciale:Diff/1373348|questa modifica]], effettuata curiosamente da un [https://www.ip2location.com/demo/193.49.36.68 IP francese], e guardate le due successive, l'ultima delle quali arrivata quasi dieci giorni dopo le altre. [[Speciale:Diff/1374829|Qui]] addirittura il neoarrivato cita il manuale di stile (sebbene quell'informazione stia in [[Aiuto:Wikilink]]). Questa faccenda più si tocca e più puzza. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:25, 22 mag 2025 (CEST)
::::Udiki, {{ping|Spinoziano}}, la questione non mi sembra così cristallina come appare. Se non ho inteso male i pregressi, si tratta dell'utenza temporanea [[Speciale:Contributi/~2025-43313|~2025-43313]], poi registratasi con il nome utente [[Utente:Kailitz|Kailitz]], che ha prima cercato di modificare l'incipit più volte in [[Anna Frank]] senza aprire discussioni dopo essere stato annullato, né ricevere spiegazioni (con le utenze temporanee [[Speciale:Contributi/~2025-41124|~2025-41124]], [[Speciale:Contributi/~2025-41388|~2025-41388]] e [[Speciale:Contributi/~2025-42789|~2025-42789]], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anna_Frank&action=history cfr. crono], correggetemi se sbaglio), e poi ha aperto le discussioni al bar, nelle richieste agli amministratori e nella mia talk sulla questione di nomenclatura e poi su come discutere sul comportamento di un altro utente, nella fatispecie Udiki (cfr. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Richiesta RA 1], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bar&oldid=1376731#Richiesta bar], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Superchilum&oldid=1374878#Richiesta mia talk], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Richieste_agli_amministratori/Richieste&oldid=1374309#Utenza RA 2]). Udiki è sempre stato molto tranchant perché lo ha identificato come reincarnazione di Micheledisaveriosp (forse era anche [[Speciale:Contributi/~2025-41439|~2025-41439]]?).
::::Ora... questa è un'utenza bloccata infinito per trolling dopo duck test con altro LTA. Può anche essere lui, ma 1) dovrebbe essere verificato, 2) in caso non si possa fare, dovrebbe avere un comportamento tale da meritarsi un blocco infinito, 3) in caso ci siano screzi dell'utente con un admin, non dovrebbe essere l'admin in questione a bloccarlo per buona creanza. In questo caso il mio consiglio di come affrontare la questione è:
::::# sbloccare l'utenza (come dite voi, me ne assumo tranquillamente la responsabilità nel caso)
::::# se si pensa che abbia avuto un comportamento problematico, aprire una discussione in [[Wikiquote:Utenti problematici]] e sviscerare sia l'eventuale compatibilità con altri LTA (si possono chiedere controlli CU agli steward, nel caso) o in ogni caso il suo comportamento
::::# aspettare i pareri di altri e applicare il consenso, che sia blocco infinito, blocco parziale, blocco temporaneo, nessuna sanzione ecc.
::::In ogni caso, gli IP delle utenze temporanee vanno controllati e svelati pubblicamente, solo in caso sia necessario per dimostrare comportamenti fuori policy (cfr. [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#Disclosure policy di WMF]), e in questo caso non ho capito se il rimando all'IP francese è un richiamo a Micheledisaveriosp o ha altre spiegazioni che dimostrino la problematicità di Kailitz. Né l'accenno a Michel-Yves Bolloré su en.wikiquote mi è utile, perché la voce è stata cancellata quindi non so se l'aveva creato Micheledisaveriosp, Kailitz, un IP o chi altri.
::::Infine, come da policy WMF ([https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines/it#3.3.2_Trasparenza_del_processo 1], [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/FAQ/it#Applicazione|2]]), dovremmo dotarci di processi di applicazione dell'UCoC e di risoluzione di conflitti più trasparenti, migliori di quanto abbiamo adesso (non dico inventarci chissà cosa, ma quantomeno righe scritte su come segnalare eventuali attriti o comportamenti fuori norma, ed eventualmente, solo se lo riteniamo opportuno, anche una pagina intermedia prima delle utenze problematiche come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri").
::::--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:09, 25 mag 2025 (CEST)
:::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] L'ho bloccato io perché nessun altro è intervenuto in nessun modo (certamente per non impelagarsi con un provocatore, non per approvazione della di lui condotta) e dopo aver lungamente provato a chiarire, senza che lui si degnasse di rispondere. A prescindere dal fatto che fosse o meno il summenzionato era comunque uno che trollava manifestamente, semmai male ho fatto a dargli troppe possibilità e mi cospargo il capo di cenere. Non pare che il blocco infinito violi [[w:Wikipedia:Politiche_di_blocco_degli_utenti#Durata_del_blocco|quanto previsto dalle regole]], dove tra l'altro è detto: "Si noti che in caso di utenze la cui attività consiste unicamente o reiteratamente in una o più delle violazioni elencate, è prassi tutelare il progetto con blocchi di durata maggiore o infinita." Non c'è nessuna lesione della privacy se si divulga un IP fasullo, sorvoliamo sul fatto che la funzione di mascheramento degli IP per ora è in fase di test e non ci sono policy cogenti; ritengo comunque che il disvelamento fosse rilevante per capire di che si trattasse, conformemente alle regole che dovrebbero essere adottate in futuro. La voce di Bolloré qui da noi era stata creata certamente dal Di Saverio, quella su Wikiquote in inglese da un IP italiano che per giustificarne la claudicante enciclopedicità nel campo oggetto aveva allegato che già ci fosse l'omologa in italiano (io l'ho visto coi miei occhi, tu puoi farti dare la cronologia da un amministratore). Su Wikiquote, giusto o sbagliato che sia, si sono sempre fatte le cose in maniera più semplificata rispetto a Wikipedia, in considerazione della community meno numerosa e di ciò che ne discende. Su decine di utenze che ho bloccato c'è stato un solo falso positivo (TheMask993), situazione cui peraltro si è tempestivamente rimediato. ~2025-41439 fa capo a una persona serissima che ha un account permanente e di cui si conosce pure il nome e il cognome, non ha niente a che fare con tutto ciò. Penso che neppure Cesare Beccaria si sarebbe doluto più di tanto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 25 mag 2025 (CEST)
::::::Essendo un piccolo progetto non abbiamo bisogno di pagine come "Risoluzione dei conflitti" o "Richieste di pareri", è già di troppo [[Wikiquote:Utenti problematici]] che finora si è prestata ad abusi, né dobbiamo complicarci la vita per tutelare il progetto da utenze o ip dannosi: Udiki è praticamente l'unico a patrollare e ha fatto bene ad agire prontamente con un'utenza che aveva come unico scopo il piantare grane (scopo che post-blocco ha comunque raggiunto); le premure dobbiamo averle verso gli utenti che hanno voglia di imparare e che producono contibuti utili, non con chi arriva dal nulla per imbastire polemiche; i CU non servono perché si capiva che era un troll con esperienza pregressa da come scriveva, non importa chi fosse; Udiki ha ragione ad autocriticarsi nella parte in cui ammette di avergli dato troppa corda, magari bastava ignorarlo come stavo facendo io, ma ha comunque agito disinteressatamente a tutela del progetto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::Aggiungo un paio di cose importanti. Ove mai si volesse discutere di nuove procedure lo si deve naturalmente fare a bocce ferme; non è che uno arriva, trolla nella pagina di discussione di una voce, trolla ancora al bar, chiede un nuovo strumento per trollare ancora di più e glielo si deve pure graziosamente concedere a mo' di guiderdone. Inoltre, e io questo l'avevo detto a più riprese, in base alle regole prima di avviare la suddetta procedura si devono preliminarmente e obbligatoriamente esperire ben due tentativi di conciliazione, uno diretto tra i contendenti e l'altro con la mediazione di un terzo allorché il primo fosse fallito; io per parte mia il tentativo diretto di conciliazione l'ho fatto innumerevoli volte, ma sono stato sempre bypassato perché la controparte faceva orecchie da mercante e preferiva interloquire espressamente con Superchilum; il tentativo di mediazione non lo si è visto punto. Volendo volgere la cosa in positivo, spero che questo fumo serva almeno per regolarsi più acconciamente in futuro. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:34, 26 mag 2025 (CEST)
::::::::Io ho molta stima verso il lavoro effettuato da Udiki su Wikiquote, sia in ns0 sia in termini di patrolling, e voglio che questo sia chiaro, non viene messo assolutamente in discussione con questi miei interventi. Io mi sto riferendo solo al caso in questione.
::::::::Fatta questa premessa, a me sembra che i tentativi di mediazione e conciliazione non siano stati particolarmente efficaci, principalmente perché si è subito partiti all'attacco dando per scontato che si trattasse di una reincarnazione di LTA.
::::::::Ripeto, che sia reincarnazione va chiarito. Non lo è, allora lo blocchiamo per trolling... ma nella scala dei blocchi, prima si danno blocchi brevi e poi solo dopo insistenza si va all'infinito (il fatto che ci sia scritto "si può" non vuol dire che non si possa provare invece con blocchi limitati, che magari funzionerebbero).
::::::::Sulla questione IP, la policy è cogente e l'ho linkata prima, il fatto che gli account temporanei siano in fase di test non cambia granché. Continuo a non capire perché un IP francese sia una dimostrazione di problematicità (è per dire "visto, continua a modificare l'IP per figurare collegamenti da zone diverse e far finta di essere qualcun altro"?).
::::::::Sulle nuove procedure, sono d'accordo che vada fatto a bocce ferme, ma è evidente che questo caso ha portato alla luce delle mancanze in termini di procedure di risoluzione dei conflitti in generale nel progetto. Come dici tu, facciamo in modo che serva per orientarsi meglio per il futuro :-) una procedura di problematicità che preveda il coinvolgimento di altri membri della comunità è una garanzia non solo per l'utenza ma anche per la comunità stessa (se venisse confermato il blocco, sarebbe molto più robusto di una decisione singola, così come le cancellazioni consensuali sono un precedente più solido e robusto di quelle immediate, in caso di future riproposizioni). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:49, 26 mag 2025 (CEST)
:::::::::Ciao. Non sono un assiduo frequentatore di Wikiquote, ma scrivo qui perché sono stato contattato offline dall'utente in questione. Mi ha contattato per il semplice fatto che ci conosciamo di vista in RL. Posso quindi qui confermare che Kailitz non è Micheledisaveriosp (sicuramente il suo nome reale non è quello). Tutto qui. Buona serata. [[Utente:Yiyi|Yiyi]] ([[Discussioni utente:Yiyi|scrivimi]]) 22:21, 2 giu 2025 (CEST)
::::::::::@[[Utente:Yiyi|Yiyi]] Ciao a te. Se non fosse il Di Saverio la questione mi parrebbe anche peggiore, perché questi era già venuto ai ferri corti e poteva essersi irritato, l'altro allora avrebbe caricato come un bufalo sin da subito. Siccome ha dimostrato una certa conoscenza dei meccanismi, e su questo non prendiamoci in giro, non è comunque un novellino; e questa è un'aggravante, perché avrebbe potuto e dovuto comportarsi più correttamente. Ha o ha avuto un altro account? Perché non ha usato quello? È una questione di trasparenza, quanto meno: tu i tuoi account secondari li hai dichiarati, per esempio. Vediamo di andare fino in fondo almeno adesso. Naturalmente rispondi quanto hai un po' di tempo, non necessariamente a stretto giro di posta. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:16, 2 giu 2025 (CEST)
:::::::::::Udiki, [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], [[Utente:Yiyi|Yiyi]], a questo punto io sarei per aprire una procedura in [[Wikiquote:Utenti problematici]] per discutere dell'utenza in questione, dopo averla sbloccata per permetterle di rispondere e spiegare. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:18, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Spiegare cosa? Ha trollato e ha continuato a farlo dappertutto, con uno zelo degno di miglior causa, nonostante le numerose e anzi eccessive occasioni di ravvedimento che gli sono state concesse. Dev'esserci qualcosa che mi sfugge... Yiyi (che peraltro non ha ancora risposto alle mie domande) ha detto di conoscerlo personalmente e di essere stato contattato via mail, per caso lo conosci anche tu o hai ricevuto una sua mail? Io non mi spiego questo soccorso a uno che manco ha contribuito, almeno sotto questa veste; non mi ricordo di esempi passati neppure tra quelli antecedenti alla mia iscrizione, per quanto ho potuto recuperare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:08, 8 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::{{conflittato}} Sono fortemente contrario, gli si darebbe proprio ciò che vuole: la piena possibilità di trollare con le discussioni. È ininfluente chi fosse dietro quell'utenza: è venuto per trollare ed è stato bloccato, mi sembra non ci sia altro da chiarire. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 8 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::E' stato molto insistente e sicuramente a un certo poteva essere sanzionato, ma a) è stato trattato fin dall'inizio come reincarnazione, quindi in maniera più aggressiva di quanto si faccia con un utente "normale"; b) non ha trovato modo di segnalare eventuali rimostranze nelle sedi opportune, perché non esistono; c) dopo aver detto "vorrei sapere dove segnalare l'amministratore X", è stato bloccato proprio dall'amministratore X. Per questi motivi sbloccherei e aprirei una segnalazione per chiarire. Se poi si arriverà alla stessa conclusione, sarà sicuramente più trasparente, partecipata e solida. IMHO. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:50, 14 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] È stato trattato, ma non dall'inizio, come veterano, reincarnazione o no che fosse, e si sta ancora aspettando che Yiyi, che lo conosce personalmente, ci dica se è così o meno, ma per me non si possono avere dubbi. La circostanza sarebbe comunque solo un'aggravante, perché la colpa principale è quella di trolling ed è manifesta. Sul resto mi sono già espresso, aspetti procedurali e opportunità replicare compresi. Se, puta caso, sta tempestando alcuni utenti con delle mail, si farebbe meglio a bloccare ulteriormente; ma sono affari dei destinatari. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:27, 14 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::Io non ho ricevuto e-mail e non ho notizie di altri a parte Yiyi che leggo qui (in caso di abuso sarebbe da sanzionare, ma come osservi al momento il destinatario non ha sporto lamentele).
::::::::::::::::Nel merito: no, non è stato trattato proprio da veterano, ma come dicevo da LTA, che è diverso. I veterani non vengono trattati con questa ruvidezza da subito. La colpa di trolling non è proprio manifesta, visto che ne stiamo discutendo. Per i blocchi inoltre esistono delle gradualità prima di passare direttamente all'infinito. E il non accorgersi che se qualcuno vuole aprire una procedura sull'admin non dovrebbe essere l'admin stesso a bloccare subito infinito tale utenza, almeno su questo vorrei una presa di consapevolezza. Non mi sembra di stare dicendo niente di assurdo, semplicemente aprire una procedura a carico dell'utenza per valutarne la posizione, visti i "vizi" di apertura delle interazioni. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:28, 16 giu 2025 (CEST)
:::::::::::::::::@[[Utente:Superchilum|Superchilum]] Il "nuovo arrivato" ha dimostrato una certa dimestichezza, il grado di responsabilità dipende anche da questo: non può sapere come muoversi quando gli conviene e non saperlo più quando si tratta di netiquette. Se non fu trolling, come io tuttora ritengo, quanto meno fu flame: non se ne fugge. Ribadisco che sono intervenuto io perché nessun altro lo aveva fatto, anche saggiamente, e l'unico intervento di un terzo, un po' meno prudente, fu sostanzialmente per dargli corda senza però correggerlo. L'altra volta ho dimenticato di dire che il signore in parola non ha neanche chiesto scusa per un modo di fare che è innegabilmente non collaborativo, nonostante che io gli abbia pure teso la mano. Non si può seriamente pensare di riabilitarlo senza una minima presa di coscienza. Intanto si aspetta ancora che Yiyi risponda. A proposito: anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail; nel caso magari potresti fargli presente (dico: se non lo hai già fatto) che quello non è modo di comportarsi e che se non chiede scusa pubblicamente in modo convinto e convincente è ovvio che non si può andare molto lontano, ciò oltre alla necessità di fare veramente chiarezza su sue utenze passate qui o altrove. Io e Spinoziano ci siamo già espressi a chiare lettere e a più riprese, se vuoi chiedi ad altri. Comunque se veramente il tema riguarda certe procedure da avere pure qui, come mi pare di capire, lo si tratti nelle apposite sedi e senza confonderlo con altre faccende, magari facendo passare qualche tempo. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 16 giu 2025 (CEST)
::::::::::::::::::"anche a te avevo chiesto se lo avevi sentito via mail" ho cominciato il mio scorso intervento dicendo "Non ho ricevuto e-mail" :-) mi ha scritto su Wikipedia, come si può vedere dalla mia talk, niente di segreto. Come proponi, proverò a sentire anche il parere di altri, aprirò una discussione più generale appena riesco. Se il consenso rimane quello di mantenere la situazione attuale, me ne farò una ragione. Grazie per il feedback. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:56, 17 giu 2025 (CEST)
== Milano calibro 9 ==
Ciao sono andato a vedere, la frase è "corretta" nel senso che completa sarebbe: ''Rocco mi ha detto che ti sei fatto degli amici potenti e del resto con trecento mila dollari si puo comprare chiunque''. Poi la citazione è stata fatta partire da "con". Un saluto. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:15, 30 apr 2025 (CEST)
== Indro Montanelli, ''Le stanze'' ==
No è un'altra, del 1998. Il codice è ISBN 88-17-85259-7. --[[Speciale:Contributi/~2025-48721|~2025-48721]] ([[Discussioni utente:~2025-48721|discussione]]) 12:02, 23 mag 2025 (CEST)
== Pagina Wikiquote Gerardo Vendemia ==
Salve,
mi chiamo Lucio Moruzzi e ho creato la pagina in oggetto, ma è stata cancellata.
Non ho interesse personale in merito, ma ritenevo di aiutare la comunità, in particolare quella numismatica, a cui appartengo come collezionista. Incontrai l'ing. Vendemia in un convegno alcuni anni orsono e possiedo numerose sue pubblicazioni. Egli rappresenta una guida nel settore, sicuramente il massimo studioso ed esperto, vivente, di cartamoneta in Italia.
Ritengo che la decisione possa essere stata adottata a seguito di una precedente cancellazione, senza entrare nel merito dei contenuti. Se anche così non fosse, nell'ultimo mese è stata presentata la sua ultima opera "La Cartamoneta Italiana - Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae", una piccola enciclopedia delle banconote italiane, che affianca alle ricerche storiche le quotazioni di tutti i biglietti.
Grazie e buon lavoro a tutta la comunità, della quale spesso mi "servo" per approfondire i miei studi. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 15:52, 27 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:~2025-61482|~2025-61482]] Vedi [[w:WP:Enciclopedicità]]. Discutine in [[w:Discussioni_progetto:Numismatica]], sempre che ci sia margine di discussione. Se la voce non può stare su Wikipedia, non può stare neppure qui. Su Wikipedia è stata cancellata già due volte, quindi fino a prova contraria non è enciclopedica. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:00, 27 mag 2025 (CEST)
::Non ero a conoscenza di una discussione su Wikipedia in merito. E' più chiaro adesso.
::Da appassionato ho trovato pagine riferite a studiosi di Numismatica come Mario Traina o Alberto Campana, che hanno condotto studi meno rilevanti, sicuramente meno numerosi e costanti.
::Ringrazio comunque per il celere riscontro, seguirò la discussione, anche solo per la curiosità di comprendere la dinamica delle scelte di questa straordinaria piattaforma. [[Speciale:Contributi/~2025-61482|~2025-61482]] ([[Discussioni utente:~2025-61482|discussione]]) 16:08, 27 mag 2025 (CEST)
== Attacchi personali ==
Ciao. Ti prego di evitare attacchi personali come [[speciale:diff/1372919|questo che vedo]], "Se sei di coccio si può fare poco". Capisco la frustrazione ma se arrivi al punto di non riuscire a trattenere gli attacchi personali significa che è il momento di chiedere aiuto a terzi. (E mi rendo conto che qui sei molto sovraccarico!) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 13:57, 24 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Se quella comunissima espressione è un attacco personale, si può dormire tranquillamente su due guanciali. Tanto più che l'utente stesso ha detto testualmente di non capirci, quindi si sarebbe attaccato da sé. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:13, 24 giu 2025 (CEST)
::Dimenticavo: la frase inizia con un "se", quindi è un'ipotesi. Il dubbio l'ha comunque tolto l'interessato con una sua ammissione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:20, 24 giu 2025 (CEST)
:::L'attacco personale non si misura dalla frequenza di un'espressione, ma dal suo essere un ''ad hominem''. Suggerisco di evitare scuse grammaticamente improbabili. Basta ammettere che ti è scappata in un momento di rabbia, capita a tutti. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 15:32, 24 giu 2025 (CEST)
::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] Si misura dall'accettazione più o meno larga di un'espressione in un dato contesto, stessa cosa che fanno i giudici per cose un po' più serie. Non mi è scappata: la ribadisco ora che sono freddo come allora (anzi un po' di più: ho appena fatto il bagno a mare) ed era necessaria per far chiarezza. L'altro non riesce, o non riusciva in quel momento, a capire una certa cosa ripetutamente spiegata da ben tre (!) persone diverse. Qual è il problema? Nessuno glielo ha contestato, lo si è solo constatato: è un fatto molto ben circoscritto. Se poi nella vita gli finisce spesso così io non lo so né m'interessa saperlo. Gli si è semplicemente detto che per lui non potevamo fare di più e che bisognava prenderne atto. Potrei anche citare molte altre uscite di questo tenore. Peraltro nello stesso contesto l'altra parte aveva prima detto la stessa cosa al mio indirizzo, con la differenza, se ben ricordo, che io avevo motivato e lei no, ma a me non me ne importava granché. Questo per dire pure che il tono della discussione non lo avevo determinato io, ma ho accettato la svolta impressagli da altri senza piagnistei. Rientra tutt'al più in un confronto franco. Se non si accetta questo, ma gli interlocutori lo avevano accettato, allora non si potrebbe più discutere: sarebbe un fraseggio eunuco, cortigianesco e inetto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:36, 24 giu 2025 (CEST)
:::::Ribadisco, dire a qualcuno "sei di coccio" non è mai utile e spero vivamente ''non'' sia largamente accettato in Wikiquote. Non rileva quanto la persona se lo sia "meritato". [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:05, 24 giu 2025 (CEST)
::::::@[[Utente:Nemo bis|Nemo bis]] È accettato in Italia. Direi anche nel resto del mondo. Può non essere utile quanto può essere necessario. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 24 giu 2025 (CEST)
:non c'entra niente con la questione specifica, ma Udiki mi ha personalmente attaccato qui-> [[Discussione:Vegetarianismo#Pagina con ovvia preponderanza alle citazioni favorevoli al vegetarianismo]]
:Il suo comportamento è completamente poco in linea con gli standard di Wikipedia. Non lo segnalo per bontà divina, ma aggiungo un caso all'elenco perché non mi va giù che resti impunito dopo avermi offeso gratuitamente anziché compiere il suo lavoro. Forse sei vegetariano, Udiki, capisco che ti roda il fatto che qualcuno la pensi diversamente da te; ma proprio perché lo sei, se lo sei, non dovresti aver empatia anche verso di me dato che sono anch'io un animale? (…o t'inventerai per difenderti che i primati non ne facciano parte?) [[Speciale:Contributi/~2025-37048-7|~2025-37048-7]] ([[Discussioni utente:~2025-37048-7|discussione]]) 23:33, 11 ago 2025 (CEST)
::Non è un attacco personale, ha solo messo in rilievo come dal tuo messaggio si evincesse un POV nella tua stessa accusa di POV, una scarsa chiarezza, e una volontà polemica che è confermata da quanto scrivi sopra, "Non lo segnalo per bontà divina", non è che magari sei una vecchia conoscenza? Se ti interessano davvero le citazioni e non sei il solito troll, lascia perdere le polemiche e dedicati ai contributi, altrimenti la tua presenza non è gradita e, se prosegui a fare il "nuovo arrivato" che si limita a discussioni polemiche, nel migliore dei casi verrai ignorato. Nel merito della discussione sulla tematica ti ho chiarito quanto altro poteva occorrere in quella sede. Grazie e buon ferragosto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 12 ago 2025 (CEST)
== Re:American Psycho (romanzo) ==
Perché sembrava a quel punto di avere abbastanza citazioni sull'opera da giustificarne una, come nel caso di [[Dracula (romanzo)]] ed [[Educazione siberiana (romanzo)]]. Anzi, ne ha più di [[Fight Club (romanzo)]], un articolo a se stante con solo due citazioni riguardo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 16 lug 2025 (CEST)
== Re:Template int ==
Ciao, grazie per il tuo ringraziamento innanzitutto. Non ho capito però appieno il senso dell'avviso. Ora guardo le modifiche che hai apportato alla voce. Buona continuazione --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:24, 20 ago 2025 (CEST)
:Penso di avere capito. Potresti controllare la voce [[Francesco Recami]] e darmi conferma che sia la formattazione corretta? Grazie --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:35, 20 ago 2025 (CEST)
::Capito. Sistemo allora [[Davide Bregola]] --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 18:52, 20 ago 2025 (CEST)
==Nisargadatta Maharaj==
Buongiorno, credo di aver risposto alle richieste in merito alla voce in oggetto e attendo riscontro Grazie [[Speciale:Contributi/~2025-61299-4|~2025-61299-4]] ([[Discussioni utente:~2025-61299-4|discussione]]) 11:48, 15 set 2025 (CEST)
== Kiedis ==
Buon pomeriggio, bisognerebbe avere anche la controprova che la frase sia stata effettivamente scritta dagli autori dello spot. Quello che posso dirti è che:
# Conoscendo il personaggio, quelle potrebbero essere benissimo parole sue.
# Nell’intervista del 94 a Rolling Stone, lui dice testualmente “stavano suonando questa specie di swinging jazz groove mentre io parlavo dicendo "Sto indossando un preservativo mentre faccio sesso, ogni volta, non solo quando mi conviene, non solo quando ci pensa la mia partner, ma ogni volta". Che è una cosa che la nostra band pensa davvero”, non dice che la stava leggendo. Valuta tu come possiamo regolarci e fammi sapere, grazie.
[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:44, 15 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Ciao, la fonte citata era l'Adnkronos e presentava un virgolettato come le parole pronunciate in uno spot. Quando Gerry Scotti, tanto per fare un esempio, fa la pubblicità del riso (che è commerciale e non sociale, ma non conta) recita quello che gli hanno scritto sul copione, non è veramente lui a concepire quelle cose, quindi non gliele possiamo attribuire. Una possibile soluzione sarebbe citare ''Rolling Stones'', nei termini in cui tu lo hai riportato qui sopra, perché così è tutto più chiaro e c'è anche l'avvallo di Kiedis che dice "Che è una cosa che la nostra band pensa davvero". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:03, 15 nov 2025 (CET)
::D’accordo, ma così non si rischierebbe un doppione? È già citato nell’intervista a Rolling Stone: che ne pensi? [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:06, 15 nov 2025 (CET)
:::@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Non me n'ero accorto. Ma essendoci già la citazione da ''Rolling Stones'', direi che basta quella perché il concetto è lo stesso. ''Ad abundantiam'', se preferisci, le si potrebbe aggiungere in nota il testo dello spot, indicando come fonte l'Adnkronos. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:13, 15 nov 2025 (CET)
::::Chiaro, grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 15:33, 15 nov 2025 (CET)
== Braccio da Montone ==
Ciao Udiki,<br />con "originario" intendevo dire che il dipinto cinquecentesco di [[Braccio da Montone]], realizzato dall'artista Cristofano dell'Altissimo, è stato ripreso posteriormente come riferimento dall'incisore del disegno del condottiero precedentemente presente come immagine in voce, tratto da libro ottocentesco. Ok per il template Sic, mi scuso per la rimozione, non conoscevo il suo funzionamento e credevo fosse lì per sbaglio. Ok per il numero di attività, anche se reinserirei quella di nobile (come politico è stato solo senatore di Roma, ma come nobile ha posseduto numerosi feudi). Sono qui su Wikiquote da poco e purtroppo mi ci vorrà un po' per apprenderne le relative linee guida, la mia mente, pur non volendo, sta ragionando ancora con le regole del progetto Wikipedia. Qualsiasi aiuto, comunque, è ben accetto. Mi chiedo se, anche se errando avevo inserito le citazioni prima nella pagina del personaggio, non era meglio a questo punto andarle a inserire direttamente nelle voci dei rispettivi autori dove mancavano. Di fatto così la mia modifica è stata praticamente annullata ''in toto''… <span style="font-family:Viner Hand ITC">'''[[Utente:Davipar|<span style="color:darkmagenta">Davi</span><span style="color:darkorange">par</span>]]'''</span> ([[Discussioni utente:Davipar|parliamone]]) 15:10, 7 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Davipar|Davipar]] Ciao, non c'è bisogno di giustificarsi, ho solo spiegato il revert. Se le citazioni che tu avevi aggiunto fossero state un paio allora le avrei sistemate io stesso come faccio di solito, ma essendo di più cominciava a essere gravoso. Del resto è chi le inserisce che ha il dovere di farlo in regola, il mio era quello di motivare. Comunque di solito si annullano, quando non è rispettata la regola del doppio inserimento. Puoi ovviamente recuperarle dalla cronologia. L'alternativa era mettere un avviso o scrivere nella pagina utente, ma ti ho pingato e in sostanza non cambia nulla. Se le inserisci nella pagina dei rispettivi autori, poi passo a correggere la formattazione. L'immagine l'ho lasciata, quello che ho scritto era solo per precisare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:46, 8 gen 2026 (CET)
== Abdelmajid Lakhal ==
Ciao Udiki, come stai?
Sì, la citazione è presa dalla fonte citata, la trovi tranquillamente anche su Google search: https://cinematunisien.com/blog/2020/01/27/abdelmajid-lakhal-une-constante-recherche-de-la-perfection/. Grazie ancora, a presto [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 08:10, 27 gen 2026 (CET)
==Pizzoccheri della Valtellina==
Secondo me era super divertente: iconica. :) Nei prossimi giorni vedo se trovo un'altra citazione.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 19:24, 12 feb 2026 (CET)
== Controllo "Il volo dei draghi" ==
Ciao Udiki, ho appena finito una bozza per il film "Il volo dei draghi" [https://it.wikiquote.org/wiki/Utente:Mariomassone#Dialoghi qui]. Avrei però dei problemi di trascrizione delle frasi del personaggio '''Omadan''', segnalati in []. Il film intero lo si può trovare su Archive.org. Grazie in anticipo e buona settimana [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 15:12, 16 feb 2026 (CET)
:{{ping|Mariomassone}} Ciao, potresti indicare il minuto preciso, qualcosa come "23:41" ecc.? [https://support.google.com/youtube/answer/15930243?hl=en YouTube genera una trascrizione], quindi si può trovare immediatamente una certa frase facendo una ricerca all'interno testo (Ctrl+F). InternetArchive non genera la trascrizione e, siccome il video dura un'ora e mezza, è difficile cercare le frasi. Anzi, se indichi i minuti per ogni citazione, le verifico tutte; forse questa non è una cosa strettamente necessaria, comunque io sono disponibile. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:18, 16 feb 2026 (CET)
::10:40, 13:15, 1:27:00 [https://archive.org/details/il-volo-dei-draghi-hd-1982_202601 qui], grazie [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 20:49, 16 feb 2026 (CET)
grazie. in verita i testi con ISBN sono gia nella pagina di wikipedia di paolo nucci (papà).liho inseriti ma non riesco ad annullare il link e non compare la foto che e su wikipedia [[Utente:Pillo90|Pillo90]] ([[Discussioni utente:Pillo90|scrivimi]]) 22:20, 16 feb 2026 (CET)
== Federico Buffa ==
La citazione senza fonte non è opera mia, non so da cosa tu l’abbia dedotto :) [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 22:13, 16 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] Avevo visto che gli ultimi (ma non recenti) interventi sulla pagina erano tuoi, che l'anonimo (questo tu non lo puoi vedere, ma io sì) ha modificato anche [[José Mourinho/Citazioni su José Mourinho]] e che tu ultimamente hai modificato [[José Mourinho]], quindi ho pensato che se per caso eri tu da sloggato era meglio segnalarti la cosa. Comunque non è che ci siano stati dei vandalismi o che sia vietato intervenire anonimamente, quindi nessuna recriminazione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:27, 16 mar 2026 (CET)
::Tranquillo, era solo per sapere cosa ti aveva portato ad indirizzarti verso di me. Comunque sì, le modifiche in questione le ho fatte da sloggato, qualche volta mi dimentico di registrarmi. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 01:57, 17 mar 2026 (CET)
== Confronto su nome ==
[https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Utente:IlSignoreDelCazzime Nome Utente] inappropriato o no? Su Wikipedia pare l'abbiano accettato. In caso devo aggiungere un eccezione in quanto la regex per i titoli non consentiti non permette l'edit, che ne pensi? --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:10, 1 apr 2026 (CEST)
:{{ping|Homer}} Credo che su Wikipedia fosse al momento sfuggito, l'ho bloccato là a qui. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:38, 1 apr 2026 (CEST)
::: Grazie {{ping|Spinoziano}}! --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:13, 1 apr 2026 (CEST)
== You may be an eligible candidate for the U4C election ==
<div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Greetings,
The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] seeks candidates for the 2026 election. The U4C is the global committee responsible for overseeing enforcement of the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]]. Elections are held annually, if elected a committee member serves for two years.
This year the U4C requires candidates to hold administrator rights on at least one wiki, which is why you are being contacted as you appear to hold this right. There are other requirements, such as candidates must be at least 18 years old and may not be employed by the Wikimedia Foundation or other related chapters and affiliates. You can find more information in the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026#Call_for_Candidates|call for candidates on Meta-wiki]]. Additionally, the committee's working language is English; some ability to communicate in English is required.
The election opens on 18 May, if you are eligible and interested you have until 10 May to submit your candidacy. There will week between for candidates to answer questions from the community. Voting takes place privately in [[m:Special:MyLanguage/SecurePoll|SecurePoll]], successful candidates must receive at least 60% support. More information is available on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|the 2026 Elections page]], including timelines and other candidacy information. If you read over the material and consider yourself qualified, please consider submitting your name to run for the committee. If you think someone else in your community might be interested and qualified, please encourage them to run.
In partnership with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 20:33, 28 apr 2026 (CEST) </div>
<!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Keegan_(WMF)/test&oldid=30471754 -->
== Cancellazione citazioni su Rodolfo Dalla Mora ==
Buonasera Udiki,
ho appena visto che due citazioni da me postate su rodolfo Dalla Mora sono state cancellate considerate promozionali, sinceramente io non le trovo promozionali, quella di Mario Conte ha spegato e messo in evidenza del fatto che il Comune di Treviso è il primo in Italia di aver istituito questa figura, poi in particolare quella del filosofo Adriano Pessina che ha spiegato la definizione di Disability Manager e ha preso come esempio la figura dell'architetto Rodolfo Dalla mora come primo Disability Manager in una struttura sanitaria ed inventore della figura in Italia. Il commento di Pessina è importante come filosofo e direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Milano. La ringrazio Buona serata [[Utente:MaxAmbra70|MaxAmbra70]] ([[Discussioni utente:MaxAmbra70|scrivimi]]) 20:51, 9 mag 2026 (CEST)
== Dino Gavina e dintorni ==
Buongiorno, innanzitutto mi scuso per il ritardo della risposta ma solo questa mattina mi sono accorto del messaggio. Precisazioni:
#La citazione di Marcel Breuer (dovrebbe pronunciarsi [broier]) con la fonte "incriminata" l'ho importata direttamente dalla pagina su Dino Gavina di Wikipedia, dove è presente dal 2020 (forse bisognerà cambiare la fonte anche lì). Comunque il riferimento indiretto rimandava all'archivio "archive.is", [https://archive.is/20130411012659/http://www.goldminefactory.com/dino-gavina-%E2%80%93-lampi-di-design/#selection-133.7-133.27 qui]
#Perfetto per le virgolette: oltretutto così è meglio nei ritorni a capo nel web, dove rischiano di restare orfane o vedove.
#La citazione di Anty Pansera è tratta dallo stesso link (archivio) al punto 1.
Di Gavina avrei trovato altre citazioni da fonti cartacee (due da foto di suoi depliant trovati su un annuncio commerciale su web non proponibile come fonte ovviamente, ma i pieghevoli sono certamente originali):
#''Produrre è comunicare''. ([https://i.ebayimg.com/images/g/mKsAAOSw285ng~1a/s-l1600.jpg qui] e anche [https://www.meetingrimini.org/eventi-totale/dino-gavina-produrre-e-comunicare-esposizione/ qui]) (sottolineo che non sono il venditore...)
#''I vostri figli'' [e] ''i vostri nipoti vi ricorderanno e vi giudicheranno anche dai mobili ereditati''. (anche [https://magazzino76.it qui], ma sito commerciale e sullo stampato tutto minuscolo senza la "e" né punteggiatura)
#''La verità? Niente di più sovversivo''. (cit. di Man Ray su Gavina, da un biglietto stampato dal medesimo) eccetera eccetera.
Grazie per aver tolto l'immagine (non avendola messa io non osavo toccarla) e per le informazioni. A presto, [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 12:21, 26 mag 2026 (CEST)
== Massimo Mazzucco ==
Ciao, chiedo lumi a te, magari riesci ad aiutarmi: ho linkato gli indirizzi che rimandano agli articoli su Pearl Harbor e sullo sbarco sulla Luna, ma in entrambi i casi non vengono letti gli indirizzi. Su Pearl Harbor ho messo una toppa mettendo la sezione 11 settembre, perché altrimenti il capitolo in questione non me lo legge: sapresti dirmi il motivo? Grazie. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 14:51, 10 giu 2026 (CEST)
== Pino Pagani ==
Buongiorno Udiki, grazie per avermi scritto!!!
Sì, io e altri due amici wikipediani abbiamo creato le pagine di Pino Pagani in 13 Wikipedia. Non so se sia enciclopedico anche in Italiano. Secondo te lo sarebbe o no? [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:20, 30 giu 2026 (CEST)
: Non conoscevo questa regola, chiedo scusa per il mio eccesso di zelo. La sua citazione mi ricordava, anche se a livello locale, il ''Miei cari amici vicini e lontani, buonasera!'' di Nunzio Filogamo. Mi spiace se dovesse essere eliminato, comunque accetto la decisione.
: Grazie per le informazioni [[Utente:Rei Momo|Rei Momo]] ([[Discussioni utente:Rei Momo|scrivimi]]) 15:30, 30 giu 2026 (CEST)
==Civiltà Cattolica==
Certo che Vittorio Marcozzi è famoso e enciclopedico, già il fatto che scrivesse sulla ''Civiltà Cattolica'' non dovrebbe bastare? [https://disf.org/libri/pero-uomo-diverso Qui ad esempio una sua recensione].--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:24, 5 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] No. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:26, 5 lug 2026 (CEST)
::Con lo stesso criterio dovresti cancellare la citazione di [[Civiltà Cattolica|Francesco Liverani]] che è molto meno "famoso" di Vittorio Marcozzi, perché non lo fai?--[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] ([[Discussioni utente:Salnitrum|scrivimi]]) 18:31, 5 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Salnitrum|Salnitrum]] E magari anche altre ancora. Ma mica io posso sapere quante voci da cancellare ci sono in tutto il sito. Se ne trovi una, segnalala in [[Wikiquote:Pagine da cancellare]]. Marcozzi è automaticamente degno di nota se ha pubblicato ''in prima pagina'' in varie occasioni e/o diretto un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (vedi '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie#Criteri_per_la_presenza_su_Wikipedia|qui]]''', n. 5) oppure se rispetta '''[[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Scrittori_e_libri#Scrittori|questi requisiti]]'''. Sennò se ne deve discutere e addurre qualche ragione valida. Puoi chiedere un parere al [[w:Wikipedia:Bar tematici|progetto competente su Wikipedia]], a meno che non sei sicurissimo del fatto tuo in base ai criteri suesposti. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:46, 5 lug 2026 (CEST)
== Immagine errata ==
Ciao, ho parzialmente annullato [[Speciale:Diff/1382847|questo tuo edit]] dell'anno scorso perché il file che avevi inserito raffigura il padre, omonimo. [[Utente:Àncilu|Àncilu]] ([[Discussioni utente:Àncilu|scrivimi]]) 17:58, 28 lug 2026 (CEST)
== Dumas: proverbio ==
Ciao, Udiki. Sai, credo che la regola sull'originalità delle citazioni non dovrebbe essere [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alexandre_Dumas_padre&diff=next&oldid=1422423 così stringente]. Il fatto che un autore abbia in qualche situazione scelto di usare un proverbio secondo me può facilmente essere notevole e interessante. Inoltre un utente potrebbe benissimo cercare quella frase in Wikiquote, magari anche senza sapere che sia un proverbio, e penso sia giusto che possa trovarla. E poi questa citazione potrebbe anche andare in ''Proverbi dai libri'', voce che in effetti serve proprio a questo, altrimenti verrebbe meno la sua utilità. [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 00:18, 8 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Micione|Micione]] Ciao, la frase, oltre a non essere originale, non è neppure importante, perché è pronunciata da un personaggio secondario (Bertuccio) e riguarda un altro personaggio secondario (Benedetto), non è posta in una scena madre né detta in modo ricorrente, sennò poteva sicuramente stare nella pagina di Dumas in quanto rilevante nell'opera.<br />Non c'è consenso per mettere cose del genere in altre pagine (vedi [[Aiuto:Fonti#Altre fonti indirette|questa linea guida]] ribadita in [[Wikiquote:Bar/Archivio_2023-06--12#h-Autori_famosi_citati_in_videogiochi,_serie_ecc.-20230905104700|questa discussione]]); infatti se un personaggio dicesse "Rosso di sera, bel tempo si spera" e inserissimo queste cose in ''Proverbi dai libri'', avremmo solo un elenco di frasi prive di originalità che andrebbero piuttosto in ''Proverbi francesi'' e consimili, dove magari si potrebbe specificare che è anche citata in un'opera famosa. Gli è che, in caso di dubbio fondato, è prudente e doveroso applicare il principio di precauzione. Comunque se ci tieni e c'è una ''pièce à l'appui'', che al momento non si vede, la ripristino. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:50, 8 ago 2026 (CEST)
::Ma che non sia importante per la storia non ci interessa perché tanto noi non dobbiamo raccontarla, ci interessano i proverbi perché sono automaticamente significativi e citabili. Sull'esempio che citi sono ovviamente d'accordo ma perché quello è celeberrimo mentre quello di Dumas l'ho cercato sul web e non ho trovato riscontri, non sembra essere famoso (forse cercandolo in francese?) quindi non rientra in questi casi. Forse uno tra Dumas e Bertuccio potrebbe aver mentito o equivocato e in realtà non è un proverbio reale? Può essere ma in quel caso sarebbe in effetti originale. Altrimenti potrebbe andare in ''Proverbi francesi'' come giustamente dici tu, io non ci avevo pensato. Che ne dici di inserirlo là? Io non è che ci tenga in modo particolare perché non lo conosco e nemmeno lo capisco (suppongo si riferisca ai capelli, o forse anche ai vini, magari nel caso andrebbe specificato), solo mi è parso ingiusto perdere così un proverbio che per definizione andrebbe in una raccolta di citazioni. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:25, 9 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Micione|Micione]] Dumas scrive: "il y a un proverbe qui dit que le roux est tout bon ou tout mauvais" ([[s:fr:Le_Comte_de_Monte-Cristo/Chapitre_44|cap. 44]]). Lo si trova facilmente con Google o Google libri, più col sinonimo "méchants" invece di "mauvais". Ovviamente avevo già controllato. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:23, 10 ago 2026 (CEST)
{{rientro}} Ok, provando col francese l'IA di Google mi ha subito risposto prima che potessi fare ricerche da me. Ho dunque provato a interrogarla e mi ha trovato come libro più vecchio in cui il proverbio compare Charles Cahier, ''Quelque six mille proverbes et aphorismes usuels'', 1856, §1580, [https://archive.org/details/quelquesixmille00cahigoog/page/n109/mode/2up p. 88], ma l'opera di Dumas è precedente (1844-1846). Le ho chiesto se fosse possibile che Dumas se lo sia inventato e mi ha risposto di sì aggiungendo che "i romanzieri dell'Ottocento usavano spesso espedienti come ''"c'è un vecchio proverbio che dice..."'' per dare autorevolezza letteraria e un'aura di antica saggezza popolare a una frase creata da loro o a un modo di dire molto vago". Aggiunge che prima di quel momento i proverbi sulle persone dai capelli rossi erano unicamente negativi mentre Dumas si inventa l'opzione della bontà:<br>
"I proverbi storici medievali e rinascimentali dicevano semplicemente:
*''« Homme roux et femme barbue, de quatre pas loin salue »'' (Uomo rosso e donna barbuta, salutali da quattro passi di distanza).
*''« Salue de loin le rouge »'' (Saluta da lontano il rosso).
*''« Pelo rosso, mal colore »''."
Conferma poi che è grazie al successo del ''Conte di Montecristo'' che lettori e compilatori di dizionari hanno assorbito la frase come fosse un proverbio reale, e conclude certificando che "Dumas ha preso un antico e rozzo pregiudizio medievale sbilanciato sul male, lo ha riformulato in una dicotomia simmetrica e affascinante per le esigenze della sua trama, e la società dell'epoca lo ha "retroattivamente" trasformato in un vero proverbio."<br>
Invece cercando su Google Libri e su Internet Archive "roux est tout bon" (con virgolette) non mi trova nulla se non varie edizioni del libro di Dumas. Cercando la variante "roux tout bons" trova il libro di Cahier e pochi altri ma comunque sempre posteriori al ''Conte di Montecristo''.<br>
Detto ciò non insisto. Non volevo prolungare così tanto questa discussione, è stata solo la curiosità a spingermi a fare queste ricerche. Fai pure quel che ritieni più utile con queste informazioni. Ciao e alla prossima. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 12:26, 11 ago 2026 (CEST)
:{{ping|Micione}} scusa se mi inserisco ma sono molto contento ogni volta che ti vedo e vorrei che tu partecipassi più attivamemente. Nel caso specifico, la questione in teoria è semplice: A) la voce [[Proverbi dai libri]] è pensata per contenere solo proverbi inventati nei romanzi che li contengono, non veri proverbi, quindi se il romanzo contenesse una frase del tipo: "come dice un vecchio proverbio: ''Proverbio inventato ma significativo''" può stare nella voce "Proverbi dai libri". B) se invece era o è diventato un vero proverbio popolare, fosse anche perché nato da Dumas, non importa l'origine, va in [[Proverbi francesi]], citando però come fonte una raccolta di proverbi, oltre all'eventuale riferimento a Dumas. Quindi, in fondo, puoi capire tu stesso se e dove vada. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:18, 11 ago 2026 (CEST)
::Ciao, {{ping|Spinoziano}}, grazie per il tuo intervento (gradito), per il tuo chiarimento e per le tue parole (più significative del proverbio). In realtà non mi è chiarissimo lo stesso. Mi trovo d'accordo con la regola che citi ma credo tu mi stia indirizzando verso il caso B perché l'AI ha detto che esso è diventato un vero proverbio dopo il classico di Dumas, tuttavia a me sembrano i citatori essere talmente pochi ([https://www.google.com/search?q=%22roux+est+tout+bon%22&udm=36 GL1], [https://www.google.com/search?q=%22roux+tout+bons%22&udm=36 GL2], [https://archive.org/search?query=%22roux+est+tout+bon%22&tab=fulltext IA1], [https://archive.org/search?query=%22roux+tout+bons%22&tab=fulltext IA2]) da non poter così facilmente considerarlo un proverbio popolare. L'AI potrebbe aver preso il suo solito abbaglio: trovandolo in un pugno di libri lo ritiene popolarissimo. Viceversa il caso rientra perfettamente nell'opzione A. E quindi boh, lascerei scegliere a Udiki se inserirlo da qualche parte e dove. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 16:03, 11 ago 2026 (CEST)
:::{{ping|Micione}} l'IA puoi usarla come aiuto nella ricerca ma se non trovi effettivamente una raccolta di proverbi pubblicata e verificabile da citare come fonte non serve. Se quindi rientra nel caso A e Udiki non lo ritiene significativo, non va da nessuna parte, punto. Però fatti vedere più spesso su altre voci, ci metti meno a inserire qualche citazione di qualità, seria e con fonte puntuale che ad aprire un caso su una che magari non vale davvero la pena, quindi ci conto: la tua presenza attiva può essere molto molto più significativa di qualche mia parola, a presto :-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:17, 11 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Micione|Micione]] Lo trovi anche [https://books.google.it/books?hl=it&id=8MwUHXv3PFgC&pg=PA999 qui] alla voce ''ROUSSEAU'', l'opera è del 1720. Uno dei problemi principali dell'IA è che risponde anche quando non ha saputo trovare elementi a sufficienza e tende a essere compiacente. È stato aggiunto in ''Proverbi francesi'' ([[Speciale:diff/1423286|diff]]). Non è stata inserita la menzione al ''Montecristo'' perché appare abbastanza noto autonomamente. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:04, 12 ago 2026 (CEST)
::::Ok, evidentemente ci sono diversi modi per dire ''rossi'' in francese e giustamente bisognava provarli tutti. Credo che alla fine ''Proverbi francesi'' sia la scelta migliore. Grazie ancora a entrambi e buon lavoro. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 15:14, 12 ago 2026 (CEST)
== Modifiche ==
Ciao, grazie per il consiglio, ne terrò conto. Probabilmente la difficoltà della comprensione della mia modifica era data, oltre all'aggiunta di nuovo testo, anche dall'aver dovuto dare il giusto ordine cronologico sia alle frasi che ai dialoghi: infatti nonostante ci fosse il template, sia le frasi che i dialoghi non erano ordinati cronologicamente. Quindi la modifica è risultata più pesante per quello, e nel momento in cui intervenivo non ci ho pensato. Ringrazio ancora e saluto. [[Utente:Rops84|Rops84]] ([[Discussioni utente:Rops84|scrivimi]]) 22:39, 11 ago 2026 (CEST)
== Richiesta rimozione avviso ==
Gentile @[[Utente:Udiki|Udiki]],
la presente per richiedere la rimozione dell'avviso di cancellazione dalla pagina di [[Maria Marino Marraffa]]. Faccio presente che la sola rimozione della voce da [[Wikipedia]] in lingua italiana non è una motivazione sufficiente per chiederne la cancellazione anche sul progetto di [[Wikiquote]].
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e colgo l'occasione per porgere cordiali saluti. [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:13, 16 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:~2026-44891-42|~2026-44891-42]] @[[Utente:Nomignolo2006|Nomignolo2006]] C'è una procedura di cancellazione in corso; finché non è conclusa, naturalmente non si può rimuovere nessun avviso. Ti è già stato detto nell'opportuna sede che sono contrario al mantenimento della voce, richieste indirizzate separatamente agli utenti sono considerate [[w:Wikipedia:Campagne elettorali|campagna elettorale]] e sono vietate. Se una voce è cancellata da Wikipedia, di regola qui è cancellata d'ufficio. Se non riesci ad accedere alla tua utenza registrata, creane una nuova e specifica nella pagina utente che si tratta di una "reincarnazione". Se operi in concerto col sig. Savino, come tu stesso lasci intendere '''[[Speciale:Diff/1423759|qui]]''', sei tenuto a dichiarare il [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto d'interessi]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:24, 16 ago 2026 (CEST)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]]
::Sta confondendo l’utente non opera in concerto con [[Francesco Savino]]. Ha scritto di essere in contatto con lui, non che opera in concerto. Riguardo la campagna elettorale, lei prima ha espresso di ritenere la voce da cancellare, di contro è stato espresso pensiero contrario. Dunque il primo ad aver fatto campagna elettorale non è l’utente. Le chiedo gentilmente di non fraintendere più e di utilizzare lo stesso rigore che sta utilizzando per l’utente @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] anche facendo un’analisi su ciò che lei stesso sostiene. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 09:58, 18 ago 2026 (CEST)
::Ps: l’utenza non è @[[Utente:Nomignolo2006|nomignolo2006]] che non esiste ma @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]]. [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 10:00, 18 ago 2026 (CEST)
:::@[[Utente:~2026-45195-96|~2026-45195-96]] @[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] Io ho aperto una regolare procedura di cancellazione e sono intervenuto solo nella pagina relativa alla cancellazione. Tu sei intervenuto lì e poi sei venuto qui, nella mia pagina di discussione, a chiedere di interrompere la procedura. Se tu avessi letto la linea guida che ti ho linkato, più precisamente ancora [[w:Wikipedia:Campagne elettorali#Invito a rivedere l'opinione]], avresti visto che il tuo comportamento rientra nell'ipotesi di campagna elettorale, così com'era già stato spiegato nel mio stesso commento sopra, laddove ho parlato di "richieste indirizzate separatamente agli utenti". Inoltre [[speciale:diff/1423759|qui]], cioè nella pagina della procedura di cancellazione della voce sulla Marraffa, hai dichiarato di essere la stessa persona intervenuta nella pagina di Savino, quindi hai praticamente confessato. Siccome hai dichiarato pure di essere in contatto con lui, questo è un palese conflitto d'interessi così come definito dalla relativa linea guida, anch'essa già da me linkata sopra e che [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|ti linko di nuovo]]. A questo punto mi sembri più in mala fede che confuso. Siccome hai una lunga storia di abusi su questi progetti, o la pianti immediatamente di trollare o sarai sanzionato. E smettila di cambiare utenze, ti ho già detto di registrarne una e usare quella per comunicare, dato che eviti di farlo solo per eludere le tue responsabilità. Il cerchio si sta stringendo. P.S.: Aggiungo la firma: sono in vacanza fuori sede e la connessione, che è pessima, era venuta meno mentre scrivevo, così determinando il logout. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:01, 18 ago 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] ok a presto [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 21:32, 18 ago 2026 (CEST)
:::::No, addio. È acclarato globalmente che non sei compatibile con questi progetti. Tutto quello che farai d'ora in poi sarà rimosso. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:39, 18 ago 2026 (CEST)
== Lovecraft ==
Grazie, la correzione era giusta. Purtroppo il testo estrapolato tramite scansione ha letto male. [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 08:39, 20 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Codas|Codas]] Nemmeno io me n'ero accorto a prima botta. A proposito, ho poi notato che [https://www.cicap.org/articolo/il-buon-senso-e-la-follia qui] c'è quella stessa citazione, ma ha un pezzetto in più, che io ho sottolineato nel testo seguente: "anche se mi piacerebbe vivere in un universo pullulante dei miei diletti Cthulhu,<u> Yog-Sothoth, Tsathoggua e simili</u>". Se nella tua fonte non c'è, allora va bene così. Se invece c'è, è necessario integrare. Comunque la citazione è interessante. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:29, 20 ago 2026 (CEST)
::Nella mia fonte non c’è. [[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 17:07, 20 ago 2026 (CEST)
== [[Wrestling]] ==
Puoi aggiustare a citazione invece che semplicemente cancellarla/annullarla? Grazie =) [[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 23:44, 31 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] È naturalmente dovere primario (non obbligo) di chi l'aveva inserita osservare le regole e riproporre nel rispetto di esse la citazione cassata, se ci tiene. Se l'utente è inesperto e di passaggio, provvedo io eccezionalmente e sempre che ne valga la pena. Se l'utente è esperto, addirittura uno che bazzica da queste parti da anni prima del mio arrivo, non si vede il motivo per cui io (che già non sono un lacchè, figurarsi poi se a titolo gratuito) debba surrogarlo. Ove fosse necessario rinfrescare la memoria, sono state date le spiegazioni del caso e linkate le linee guida pertinenti in sede di annullamento della modifica. Cordiali saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:23, 1 set 2026 (CEST)
jnhzyj2ptp7iijy2eb71jnq0n184893
Duero
0
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1425184
1168961
2026-08-31T13:56:13Z
Spinoziano
2297
+[[Categoria:Fiumi della Spagna]]; ±[[Categoria:Fiumi]]→[[Categoria:Fiumi del Portogallo]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]]
1425184
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sul '''Duero'''.
*''Duero, la tua acqua scorre | e scorrerà finché le nevi bianche | di gennaio il sole a maggio | disciolga per dirupi e per vallate, | finché i monti abbiano il turbante | di neve e di tormenta | e brilli l'olifante | del sole uscendo dalla nube nera!... || E il vecchio'' romancero ''| fu il sogno di un giullare alla tua riva? | O forse come te e per sempre, Duero, | scorrerà verso il mare la Castiglia?'' ([[Antonio Machado]])
==Voci correlate==
*[[Castiglia]]
*[[Portogallo]]
*[[Spagna]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
{{s}}
[[Categoria:Fiumi del Portogallo]]
[[Categoria:Fiumi della Spagna]]
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J
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~2026-47541-37
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[[w:ja:LTA:YOT]]
1425227
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Toilet.jpg|thumb|Lettera J dall'''Alfabeto floreale dei principi'' (O. Adelborg, 1892)]]
Citazioni sulla lettera '''J'''.
*Entrambi, [[Juventus Football Club|Juventus]] e {{NDR|l'azienda automobilistica}} Jeep, cominciano con la J: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e — dicono — del mondo. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera J in qualche titolo. Subito penso alla Juve. ([[Gianni Agnelli]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
{{alfabeto latino}}
[[Categoria:Lettere]]
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1425231
1425227
2026-09-01T08:30:08Z
Morkoz
107625
Annullata la modifica [[Special:Diff/1425227|1425227]] di [[Special:Contributions/~2026-47541-37|~2026-47541-37]] ([[User talk:~2026-47541-37|discussione]])
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Prinsarnes blomsteralfabet J.jpg|thumb|Lettera J dall'''Alfabeto floreale dei principi'' (O. Adelborg, 1892)]]
Citazioni sulla lettera '''J'''.
*Entrambi, [[Juventus Football Club|Juventus]] e {{NDR|l'azienda automobilistica}} Jeep, cominciano con la J: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e — dicono — del mondo. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera J in qualche titolo. Subito penso alla Juve. ([[Gianni Agnelli]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
{{alfabeto latino}}
[[Categoria:Lettere]]
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Pantaleo Carabellese
0
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1425187
1198502
2026-08-31T14:01:41Z
Gaux
18878
Mariano Maresca: citazioni su
1425187
wikitext
text/x-wiki
[[File:Pantaleo Carabellese.jpg|thumb|Pantaleo Carabellese]]
'''Pantaleo Carabellese''' (1877 – 1948), filosofo italiano.
==Citazioni di Pantaleo Carabellese==
*La proposizione, posta dai filosofi, ripetuta dal volgo, ma non creduta da nessuno, che io, in quanto io, sono un soggetto e non oggetto, e che le cose che mi stan davanti (al pensiero od ai sensi, non importa) sono oggetto e non soggetti, è falsa. Io, soggetto; ma il sole, la luna, l'ulivo, oggetto. Una tale proposizione, ripetuta da tutti, non è, in realtà, creduta da nessuno. Se creduta fosse da qualcuno, questi necessariamente sarebbe un [[Solipsismo|solipsista]], solipsista di fatto e non soltanto di dottrina, sarebbe cioè il solo, l'unico. Solipsista di fatto, perché tutti gli enti si presentano a lui, per quanto più o meno affini con lui, così come gli si presentano il sole e la luna, e quindi come oggetto, se l'oggettività sta in questo presentarsi di enti opposti a colui al quale si presentano, e separati da lui. Ed un solipsista conseguente non deve intendere nessuno e da nessuno deve essere inteso. Unico re di un morto universo deve finire certo col rinunziare al regno per vivere nell'universo e solo così, se mai, regnare.<ref>Da ''Critica del concreto'', Libreria Pagnini, Pistoia, 1921, cap. IV, pp. 102-103.</ref>
*Noi traiamo ''dal pensiero la certezza che l'essere è''; questo è principio inconfutabile. Ed è anche principio dell'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]], giacché porta con sé necessariamente l'altro, pel quale ''l'essere è posto nel pensiero'', principio questo che caratterizza qualsiasi forma d'idealismo, che caratterizza l'idealismo stesso.<ref>Da ''[https://archive.org/details/carabellese-critica-del-concreto/mode/1up Critica del concreto]'', Libreria Pagnini, Pistoia, 1921, cap. II, p. 35.</ref>
==''Sulla vetta ierocratica del papato''==
*Egli {{NDR|[[papa Gregorio VII]]}} è uno di quegli uomini che, o intensificando il sentimento loro individuale nella grande anima collettiva, in modo che questa si personifichi in quello, o correndo imperterriti alle conseguenze logiche nascoste dei principi universalmente accettati o sentiti, compiono una rivoluzione, ovvero creano ed attuano un sistema. Dall'autonomia della chiesa, voluta nella elezione dei suoi capi, se non era breve, era già ben preparato il passo alla sua supremazia, e per essa, alla supremazia del papato. Gli ostacoli trovati nella conquista della desiderata autonomia sono le vie che aprono un ben più vasto campo all'attività di Ildebrando<ref>Ildebrando di Soana era il nome secolare di Gregorio VII.</ref>. (Parte prima, cap. I, p. 16)
*[...] la ierocrazia gregoriana, se ne guardiamo la genesi storica e psicologica che ce ne indica l'elemento determinante, si connette alle condizioni morali della società ed al partito della riforma; se invece ne guardiamo la genesi logica che deve spiegarcene il dato costitutivo ed il carattere essenziale, getta ben più lontane le sue radici ed è il coronamento logico del ritmo vibrante qual legge nello sviluppo cattolico della dottrina di Cristo. (Parte prima, cap. I, p. 21)
*[...] con la dottrina di Gregorio, si è giunti a tanto alta vetta del potere pontificio, da affermare che nel mondo umano nulla debba farsi senza il beneplacito del pontefice, cosi come, nell'universo, niente può avvenire senza o contro il sommo volere di Dio; quando tal vetta abbiamo, idealmente almeno, conquistato, può ben Gregorio esclamare: «''Unicum est nomen in mundo, papae videlicet''<ref>Noi crediamo col Martens che qui non si voglia significare che solo al vescovo di Roma si debba dare il nome di papa, perchè nel sec. XI già era generale l'uso di tal nome per indicare il capo supremo della Chiesa; ma si voglia invece esprimere che nulla possa paragonarsi al nome ed alla dignità pontificia [...]. {{NDR|N.d. A.}}</ref>». (Parte prima, cap. II, p. 43)
*La [[ierocrazia]] [...] nel suo valore sociale politico era il portato necessario del cattolicesimo e del papato, e tale fu la dottrina professata e in teoria e in pratica da Gregorio. (Parte prima, cap. II, p. 45)
*L'esercizio della sovranità religiosa del papato ebbe con [[Papa Innocenzo III|Innocenzo {{NDR|III}}]] la sua esplicazione ed il suo epilogo nel campo pratico specialmente con la quarta crociata contro i Maomettani e con la guerra contro {{NDR|gli}} Albigesi. (Parte seconda, cap. I, p. 73)
*A confessione di Innocenzo {{NDR|III}}, tra le varie cure della sua pontificia attività i due avvenimenti, il cui esito più angustiava la sua mente, erano lo scisma dell'impero, ed i bisogni {{sic|di}} Terra Santa. E quantunque ciò dicesse quando già vedeva andare a monte le grandi speranze concepito alla partenza del numeroso esercito crociato, pure le lettere da lui dettate nei suoi primi anni di pontificato ci mostrano, come anche allora precipua sua cura era la liberazione del sepolcro di Cristo. (Parte seconda, cap. I, p. 73)
*La [[crociata]], mentre nella sua concezione è l'esplicazione logica del sentimento religioso e rientra quindi nel campo della sovranità religiosa che compete al pontefice, nell'attuazione poi dà agio a quest'ultimo di mostrare come e fin dove l'esercizio del potere spirituale porti al dominio delle cose temporali. La lunghezza del viaggio da imprendere, i pericoli cui si andava soggetti, mettevano in grave rischio i beni che i crociati lasciavano in patria, e che gli avidi vicini avrebbero cercato di appropriarsi. A ciò dovrà por riparo la santa sede, che era l'ispiratrice della grande guerra. Perciò i crociati erano presi sotto l'apostolica protezione, e tutti i loro beni erano affidati all'apostolica sede, la quale {{sic|avea}} il dovere di conservar integri questi ultimi fino al ritorno di colui, cui appartenevano, ovvero fino a che l'accertamento della morte di lui l'autorizzasse ad investirne gli eredi. Parecchi principi quindi, quando ebbero a temere per i loro stati, cercarono salvare il pericolante possesso col metterlo sotto la tutela pontificia, prendendo la croce, ma rimandando poi di anno in anno la loro partenza. (Parte seconda, cap. I, p. 73-74)
*A coloro che si fossero recati in terra santa non a spese proprie ma altrui, ed a quelli che non potendosi recare personalmente avessero mandato a proprie spese un numero di uomini adeguato alle loro ricchezze, Innocenzo {{NDR|III}} concedeva l'indulgenza plenaria dei peccati. A quelli poi che in persona ed a proprie spese avessero affrontati gl'incomodi del viaggio ed i pericoli della guerra, bisognava concedere qualcosa di più, ed Innocenzo prometteva loro «un maggior grado di beatitudine, augmentum aeternae salutis, nella retribuzione dei giusti.». Il paradiso, divenuto cosa del papa, era distribuito in misura maggiore o minore, secondo il relativo merito dei fedeli, dal papa che così assegnava quasi il posto da concedersi in esso a ciascuno. (Parte seconda, cap. I, p. 75)
*Quegli stati, come la Russia, in cui il cattolicesimo non poté raggiungere il massimo suo sviluppo e non poté quindi attingere le vette sublimi della ierocrazia, han sì conservato sempre il proprio potere sovrano di fronte alla chiesa, ma, forse per ciò appunto, l'han conservato nella sua forma antica, ritenendo cioè parte integrale e fondamento della sovranità il potere e la funzione religiosa. (Parte terza, cap. unico, p. 200)
==Citazioni su Pantaleo Carabellese==
*Pantaleo Carabellese appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. ([[Mariano Maresca]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pantaleo Carabellese, ''[https://archive.org/details/carabellese-sulla-vetta-ierocratica-del-papato/mode/1up Sulla vetta ierocratica del papato]'', Remo Sandron editore, Milano - Palermo - Napoli, 1910.
==Altri progetti==
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Rodano
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Spinoziano
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[[File:RhoneLyon.jpg|thumb|Il Rodano a Lione, 2000]]
Citazioni sul '''Rodano''', fiume d'Europa.
*[[Lione]], la città dai due fiumi, viene sempre celebrata. Ma questi fiumi le appartengono? [...] Il Rodano attraversa questa città al galoppo. Non è di qui. È troppo indipendente. ([[Lucien Rebatet]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Fiumi della Svizzera]]
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Piero Persico
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Udiki
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'''Piero Persico''' (1930 – 2014), calciatore e allenatore di calcio italiano.
{{Int|''A scuola da Gatto Volante''|Intervista di Gianfilippo Centanni, ''Guerin Sportivo'' n. 31 (1207), 29 luglio – 4 agosto 1998, p. 90.|h=2}}
*Io bravo non sarò stato, ma buono sì [...]
*Divenni [[portiere]] per caso: bassino, sì, però, avevo l'agilità che allora per il ruolo era quasi fondamentale.
*[...] feci arrabbiare [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] che si lamentava perché io, uscendo a valanga, potevo fargli male ai piedi: Roba da non credere: ma non per niente Boniperti era soprannominato Marisa...
*Il portiere ideale, oltre alla vocazione, dovrebbe avere il colpo d'occhio di Pagliuca, l'agilità di Ferron, l'istintività di Buffon, la disponibilità al sacrificio di Braglia, la serenità al limite del menefreghismo di Zenga.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Heidelberg
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[[File:Heidelberg corr.jpg|thumb|Heidelberg]]
Citazioni su '''Heidelberg'''.
==[[Aurelio Bertola de' Giorgi]]==
*E la veduta della città e de' contorni, da questa stessa banda del levante, è forse la più pittoresca delle altre sì per la forza e singolarità de' contrasti, come per la gradazione di tutti gli oggetti che vanno via sfumando e perdendosi nell'orizzonte. Lo sguardo in oltre è qui più raccolto, mercè la lunga gola dentro cui spazia; e può a sua posta fissarsi in molti quadri successivamente o in un solo, questo e quelli del pari intorniati da una cornice.
*Finalmente apresi la gola per cui scende il Neker, e dove siede la città, alla quale fan vario corteggio e molli pendii e disagevoli alture, dove la industria mostra aver consumato l'estremo delle sue forze.</br>Balsamiche sono l'aria e l'acqua di questa città, che contiene fra cattolici, luterani e calvinisti dieci mila abitanti: è angusta, stringendola il monte da un lato, il Neker dall'altro. Il ponte di pietra ch'è Stato novellamente gittato sopra questo, non sarebbe indegno di una capitale: Heidelberga cessò di esser tale a cagione di dissidj in materia di religione; vecchia e fatal malattìa di queste contrade.
*Giace Heidelberga a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo.
==Voci correlate==
*[[Neckar]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Città della Germania]]
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Neckar
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[[File:Zuckerle.jpg|thumb|Il fiume Neckar vicino a Stoccarda]]
Citazioni sul '''Neckar'''.
*Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
==Voci correlate==
*[[Bergstraße]]
*[[Reno]]
==Altri progetti==
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Spinoziano (BEIC)
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/* Voci correlate */
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[[File:Zuckerle.jpg|thumb|Il fiume Neckar vicino a Stoccarda]]
Citazioni sul '''Neckar'''.
*Chi ha veduto Manheim allorché vi risedeva la Corte, a stento la riconoscerebbe oggi. Sotto questa città entra nel Reno il Neker, superbo di trentacinque influenti; quanti non ne vanta altro maggior tributario Renano. Nasce nella Selvanera non così discosto dalle sorgenti del Danubio: e verso la città di Tubinga si torce in modo per contro a questo, che si direbbe incerto di morire Svevo, o di andare a portar le sue acque fuori della sua patria. ([[Aurelio Bertola de' Giorgi]])
==Voci correlate==
*[[Bergstraße]]
*[[Heidelberg]]
*[[Reno]]
==Altri progetti==
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Categoria:Fiumi della Germania
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Mariano Maresca
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Mariano Maresca (presente nel Dizionario biografico degli italiani, vol. 70, 2008)
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''Il problema della religione'', pp. 319-320.</ref>
==Note==
<references />
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18878
integro titolo
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''Il problema della religione nella filosofia contemporanea'', pp. 319-320.</ref>
==Note==
<references />
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18878
riferimenti bibliografici
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, pp. 319-320.</ref>
==Note==
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/* Citazioni di Mariano Maresca */ altri riferimenti
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Appendice III, pp. 319-320.</ref>
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*La religione è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Parte II, cap. I, p. 133.</ref>
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Appendice III, pp. 319-320.</ref>
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Parte II, cap. I, p. 133.</ref>
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Appendice III, pp. 319-320.</ref>
==Note==
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/* Citazioni di Mariano Maresca */ il bisogno religioso
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==Citazioni di Mariano Maresca==
*Il bisogno religioso prorompe nella coscienza dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. Iddio non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Parte I, cap. VIII, p. 127.</ref>
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Parte II, cap. I, p. 133.</ref>
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932, Appendice III, pp. 319-320.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella coscienza dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. Iddio non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
==Altri progetti==
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella coscienza dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. Iddio non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella coscienza dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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'''Mariano Maresca''' (1884 – 1948), filosofo, docente e pedagogo italiano.
==''Il problema della religione nella filosofia contemporanea''==
*Il bisogno religioso prorompe nella [[coscienza]] dal bisogno di salvare la vita da tutto ciò che la riduce e la umilia, e quindi dal bisogno di cercare la vita vera, la vita beata, al di sopra e al di là della vita soggetta alle vicissitudini tristi ed ingannevoli del tempo. [[Dio|Iddio]] non è una categoria conoscitiva nella vita religiosa, né una realtà trascendente ontologicamente lo spirito umano, della quale la ragione debba ricercare le sue connessioni con la realtà dell'esperienza. Dio è il simbolo mentale del termine verso il quale tende e si appunta il bisogno religioso: la vita beata, la salvezza, la conquista dell'assoluto. (Parte I, cap. VIII, p. 127)
*La [[religione]] è una realtà dinamica, una realtà cioè che si evolve continuamente nei suoi elementi essenziali. Il [[Alfred Loisy|Loisy]] dice che non possiamo parlare di una religione, ma delle religioni che si evolvono verso la religione. E le religioni variano come variano le reazioni dello spirito agli aspetti fondamentali che caratterizzano le diverse fasi della civiltà umana. (Parte II, cap. I, p. 133)
*[[Pantaleo Carabellese]] appartiene a quella categoria di filosofi che hanno una naturale tendenza alla speculazione, onde, senza preamboli e senza cammini tortuosi, si collocano direttamente nel centro del problema filosofico di cui hanno una specie d'intuito istintivo. La loro speculazione non nasce da un bisogno di fortificare e consolidare su basi speculative la conoscenza scientifica ma da un profondo bisogno di raggiungere la conoscenza assoluta, l'essere in sé, ch'è bensì il fondamento delle scienze particolari, ma non è esaurito da queste, perché pur essendo immanente in esse, se ne distingue come l'assoluto si distingue dal relativo. (Appendice, III, pp. 319-320)
==Bibliografia==
*Mariano Maresca, ''[https://archive.org/details/MarescaProblemaDellaReligione/mode/1up Il problema della religione nella filosofia contemporanea]'', Società anonima editrice Dante Alighieri, Milano, 1932.
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